Orim a Ecomondo 2026, nuovi impianti e materie prime critiche: "Dal rifiuto una risorsa per l'industria"
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05/11/2026 12:35

Orim a Ecomondo 2026, nuovi impianti e materie prime critiche: "Dal rifiuto una risorsa per l'industria"

Dai catalizzatori esausti ai metalli preziosi, dalla grafite dei sistemi di accumulo al silicio dei pannelli fotovoltaici. Il recupero delle materie prime critiche è una delle sfide su cui si gioca il futuro dell'economia circolare e ORIM punta a rafforzare il proprio ruolo in un settore sempre più strategico. A Ecomondo 2026, la manifestazione di Rimini dedicata alla green economy, l'azienda maceratese ha raccontato i progetti in corso, gli investimenti e le prospettive di sviluppo, senza trascurare temi come la sicurezza della filiera e l'innovazione tecnologica. Una presenza che si rinnova da 29 anni, fin dalla prima edizione del 1997, quando la manifestazione si chiamava ancora Ricicla. «Siamo tra i fondatori di questa manifestazione, che sta diventando sempre più importante a livello mondiale», ricorda Alfredo Mancini, fondatore e amministratore delegato di ORIM. «Siamo passati da una fase in cui trattavamo i rifiuti soltanto in un'ottica di smaltimento a una in cui cerchiamo di recuperare il valore contenuto in ogni materiale. Con la vecchia filosofia dell'usa e getta distruggevamo una montagna di valore». ORIM amplia ulteriormente il proprio raggio d’azione nel settore del riciclo e del riuso, presentando a Ecomondo un progetto dedicato al recupero di platino, palladio e rodio dai catalizzatori automobilistici esausti, con l’obiettivo di rafforzare la filiera italiana e ridurre la dipendenza dall’estero. Tra i momenti centrali della partecipazione alla fiera, il convegno del 3 novembre organizzato insieme all’Università degli Studi dell’Aquila e ad altre realtà industriali, durante il quale è stato presentato il processo idrometallurgico brevettato Gold-REC 2, sviluppato dall’ateneo abruzzese e validato da ORIM in condizioni rappresentative di scala pilota. La tecnologia consente di recuperare i tre metalli preziosi, con percentuali di recupero raggiunte in laboratorio pari rispettivamente al 92% per il platino, al 99% per il palladio e al 73% per il rodio. Ma il progetto si inserisce in una strategia industriale più ampia. Roberta Vecchiola, ingegnere chimico e responsabile delle operazioni di recupero di ORIM, illustra lo sviluppo dei nuovi impianti destinati alle materie prime critiche: «Abbiamo iniziato con due calcinatori che recupereranno metalli non ferrosi dai rifiuti e stiamo terminando il terzo forno, dedicato ai metalli preziosi, come platino, palladio e rodio». L'azienda ha inoltre ottenuto il primo riconoscimento End of Waste, che consente a un materiale recuperato di cessare di essere qualificato come rifiuto e di rientrare nella filiera produttiva come risorsa. A questo si aggiungono due progetti europei: uno dedicato al recupero della grafite e del rame dagli scarti di lavorazione delle batterie, l'altro, denominato Circular, al recupero di silicio e argento dai pannelli fotovoltaici. L'obiettivo è reintrodurre questi materiali nei rispettivi cicli produttivi, riducendo il ricorso alle materie prime estratte dalle miniere. A sostenere le prospettive di crescita c'è anche l'investimento di Xenon, fondo che opera nell'economia circolare italiana. Georg von Kriegsheim spiega le ragioni della scelta: «ORIM è una società unica in Italia e tra le poche in Europa a recuperare metalli preziosi e non ferrosi da materiali complessi come i catalizzatori esausti. È un target ideale per creare un'entità più importante a livello europeo e mondiale». La strategia punta alla costruzione di un gruppo industriale attraverso acquisizioni e investimenti diretti. «Abbiamo investito oltre 10 milioni di euro in questo nuovo impianto, proprio per creare una società tra le poche al mondo che sanno fare questo mestiere», aggiunge von Kriegsheim. Sullo sfondo c'è anche la questione dell'autonomia europea nell'approvvigionamento delle materie prime critiche, oggi fortemente dipendente dai mercati esteri. Tra i temi affrontati da Mancini anche la sicurezza nella gestione dei rifiuti. L'amministratore delegato ha recentemente inviato una lettera aperta ai clienti per richiamare l'attenzione sulla responsabilità degli operatori lungo tutta la filiera, con particolare riferimento alla normativa Seveso. «Su 10.650 aziende che in Italia gestiscono rifiuti, soltanto 27 operano secondo questa normativa», afferma Mancini, sottolineando l'importanza di scegliere partner che garantiscano adeguati standard di sicurezza e formazione del personale. Un'altra questione riguarda l'intelligenza artificiale, rispetto alla quale Mancini esprime una posizione di cautela, soprattutto per la tutela della proprietà intellettuale e del know-how industriale. «Il problema fondamentale è la garanzia della proprietà intellettuale. Dopo cinquant'anni di studi, ho costruito questo impianto anche perché sono stato rigidissimo nel condividere le informazioni».L'AI, tuttavia, può offrire applicazioni concrete, soprattutto nelle attività amministrative ripetitive, come la gestione dei formulari di identificazione dei rifiuti (FIR).  Completa il quadro il Bilancio di Sostenibilità 2025, appena concluso e presentato a Ecomondo. Come spiega Giacomo Mariani, responsabile del sistema di gestione integrata, quest'anno ORIM ha scelto di rafforzare la propria rendicontazione, introducendo uno strumento più strutturato rispetto ai report realizzati negli anni precedenti. Il documento, disponibile gratuitamente sul sito aziendale, è stato sviluppato coinvolgendo anche gli stakeholder attraverso un percorso di confronto e raccolta di osservazioni. Dalla ricerca ai nuovi impianti, dagli investimenti alla responsabilità ambientale, la direzione indicata da ORIM è quella di trasformare sempre più il recupero in una risorsa industriale. Con una sfida che riguarda non soltanto le singole aziende, ma la capacità dell'Europa di valorizzare i materiali che già possiede, riducendo la dipendenza dalle forniture estere.    

Orim a Ecomondo 2026, nuovi impianti e materie prime critiche: "Dal rifiuto una risorsa per l'industria"

Orim a Ecomondo 2026, nuovi impianti e materie prime critiche: "Dal rifiuto una risorsa per l'industria"
05/11/2026 12:35

Dai catalizzatori esausti ai metalli preziosi, dalla grafite dei sistemi di accumulo al silicio dei pannelli fotovoltaici. Il recupero delle materie prime critiche è una delle sfide su cui si gioca il futuro dell'economia circolare e ORIM punta a rafforzare il proprio ruolo in un settore sempre più strategico. A Ecomondo 2026, la manifestazione di Rimini dedicata alla green economy, l'azienda maceratese ha raccontato i progetti in corso, gli investimenti e le prospettive di sviluppo, senza trascurare temi come la sicurezza della filiera e l'innovazione tecnologica. Una presenza che si rinnova da 29 anni, fin dalla prima edizione del 1997, quando la manifestazione si chiamava ancora Ricicla. «Siamo tra i fondatori di questa manifestazione, che sta diventando sempre più importante a livello mondiale», ricorda Alfredo Mancini, fondatore e amministratore delegato di ORIM. «Siamo passati da una fase in cui trattavamo i rifiuti soltanto in un'ottica di smaltimento a una in cui cerchiamo di recuperare il valore contenuto in ogni materiale. Con la vecchia filosofia dell'usa e getta distruggevamo una montagna di valore». ORIM amplia ulteriormente il proprio raggio d’azione nel settore del riciclo e del riuso, presentando a Ecomondo un progetto dedicato al recupero di platino, palladio e rodio dai catalizzatori automobilistici esausti, con l’obiettivo di rafforzare la filiera italiana e ridurre la dipendenza dall’estero. Tra i momenti centrali della partecipazione alla fiera, il convegno del 3 novembre organizzato insieme all’Università degli Studi dell’Aquila e ad altre realtà industriali, durante il quale è stato presentato il processo idrometallurgico brevettato Gold-REC 2, sviluppato dall’ateneo abruzzese e validato da ORIM in condizioni rappresentative di scala pilota. La tecnologia consente di recuperare i tre metalli preziosi, con percentuali di recupero raggiunte in laboratorio pari rispettivamente al 92% per il platino, al 99% per il palladio e al 73% per il rodio. Ma il progetto si inserisce in una strategia industriale più ampia. Roberta Vecchiola, ingegnere chimico e responsabile delle operazioni di recupero di ORIM, illustra lo sviluppo dei nuovi impianti destinati alle materie prime critiche: «Abbiamo iniziato con due calcinatori che recupereranno metalli non ferrosi dai rifiuti e stiamo terminando il terzo forno, dedicato ai metalli preziosi, come platino, palladio e rodio». L'azienda ha inoltre ottenuto il primo riconoscimento End of Waste, che consente a un materiale recuperato di cessare di essere qualificato come rifiuto e di rientrare nella filiera produttiva come risorsa. A questo si aggiungono due progetti europei: uno dedicato al recupero della grafite e del rame dagli scarti di lavorazione delle batterie, l'altro, denominato Circular, al recupero di silicio e argento dai pannelli fotovoltaici. L'obiettivo è reintrodurre questi materiali nei rispettivi cicli produttivi, riducendo il ricorso alle materie prime estratte dalle miniere. A sostenere le prospettive di crescita c'è anche l'investimento di Xenon, fondo che opera nell'economia circolare italiana. Georg von Kriegsheim spiega le ragioni della scelta: «ORIM è una società unica in Italia e tra le poche in Europa a recuperare metalli preziosi e non ferrosi da materiali complessi come i catalizzatori esausti. È un target ideale per creare un'entità più importante a livello europeo e mondiale». La strategia punta alla costruzione di un gruppo industriale attraverso acquisizioni e investimenti diretti. «Abbiamo investito oltre 10 milioni di euro in questo nuovo impianto, proprio per creare una società tra le poche al mondo che sanno fare questo mestiere», aggiunge von Kriegsheim. Sullo sfondo c'è anche la questione dell'autonomia europea nell'approvvigionamento delle materie prime critiche, oggi fortemente dipendente dai mercati esteri. Tra i temi affrontati da Mancini anche la sicurezza nella gestione dei rifiuti. L'amministratore delegato ha recentemente inviato una lettera aperta ai clienti per richiamare l'attenzione sulla responsabilità degli operatori lungo tutta la filiera, con particolare riferimento alla normativa Seveso. «Su 10.650 aziende che in Italia gestiscono rifiuti, soltanto 27 operano secondo questa normativa», afferma Mancini, sottolineando l'importanza di scegliere partner che garantiscano adeguati standard di sicurezza e formazione del personale. Un'altra questione riguarda l'intelligenza artificiale, rispetto alla quale Mancini esprime una posizione di cautela, soprattutto per la tutela della proprietà intellettuale e del know-how industriale. «Il problema fondamentale è la garanzia della proprietà intellettuale. Dopo cinquant'anni di studi, ho costruito questo impianto anche perché sono stato rigidissimo nel condividere le informazioni».L'AI, tuttavia, può offrire applicazioni concrete, soprattutto nelle attività amministrative ripetitive, come la gestione dei formulari di identificazione dei rifiuti (FIR).  Completa il quadro il Bilancio di Sostenibilità 2025, appena concluso e presentato a Ecomondo. Come spiega Giacomo Mariani, responsabile del sistema di gestione integrata, quest'anno ORIM ha scelto di rafforzare la propria rendicontazione, introducendo uno strumento più strutturato rispetto ai report realizzati negli anni precedenti. Il documento, disponibile gratuitamente sul sito aziendale, è stato sviluppato coinvolgendo anche gli stakeholder attraverso un percorso di confronto e raccolta di osservazioni. Dalla ricerca ai nuovi impianti, dagli investimenti alla responsabilità ambientale, la direzione indicata da ORIM è quella di trasformare sempre più il recupero in una risorsa industriale. Con una sfida che riguarda non soltanto le singole aziende, ma la capacità dell'Europa di valorizzare i materiali che già possiede, riducendo la dipendenza dalle forniture estere.    

Cronaca

Si perde nel bosco di Canfaito, ragazza ritrovata dai vigili del fuoco

Si perde nel bosco di Canfaito, ragazza ritrovata dai vigili del fuoco

04/11/2026 20:40

Intervento nel tardo pomeriggio di oggi a Canfaito, nel territorio di San Severino Marche, dove una ragazza ha perso l'orientamento mentre si trovava all'interno del bosco. L'allarme è scattato intorno alle 17, facendo intervenire le squadre dei vigili del fuoco per avviare le ricerche. Sul posto sono arrivati i pompieri dei distaccamenti di Tolentino e Apiro, che hanno perlustrato l'area riuscendo a individuare la giovane e a riportarla in una zona sicura. La ragazza è stata ritrovata in buone condizioni di salute e non ha riportato conseguenze. Sul luogo dell'intervento erano presenti anche i carabinieri. L'intervento è stato coordinato dai vigili del fuoco del comando provinciale di Macerata.  

Macerata, trova un bancomat smarrito e lo usa per fare acquisti: denunciato un 39enne

Macerata, trova un bancomat smarrito e lo usa per fare acquisti: denunciato un 39enne

04/11/2026 15:00

Si sarebbe impossessato di un bancomat smarrito e lo avrebbe utilizzato per effettuare diversi acquisti in alcuni esercizi commerciali di Macerata. Per questa ragione i Carabinieri della Stazione del capoluogo hanno denunciato  un uomo di 39 anni, di origini pakistane e residente in città, ritenuto responsabile di indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dai contanti. L'indagine è partita dalla denuncia presentata da un cittadino che, nel mese di luglio, aveva smarrito la propria tessera bancomat. Dopo la segnalazione, i militari dell'Arma hanno avviato una serie di accertamenti per ricostruire quanto accaduto e verificare eventuali utilizzi non autorizzati della carta. Le verifiche investigative avrebbero permesso di ricostruire la sequenza degli eventi e di individuare il presunto responsabile. Secondo quanto emerso, il 39enne, dopo essere entrato in possesso della tessera smarrita, l'avrebbe utilizzata per effettuare diversi pagamenti fraudolenti presso attività commerciali della città. Al termine degli accertamenti, i Carabinieri hanno raccolto elementi ritenuti utili a sostenere l'accusa e hanno deferito l'uomo all'autorità giudiziaria. La sua posizione resta ora al vaglio della magistratura.

Attualità

Pieve Torina, approvato il progetto per il cimitero di Piè Casavecchia: investimento da 1,02 milioni

Pieve Torina, approvato il progetto per il cimitero di Piè Casavecchia: investimento da 1,02 milioni

05/11/2026 15:36

Un investimento di oltre un milione di euro per restituire sicurezza, decoro e piena funzionalità a uno dei luoghi della memoria della comunità. La Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per il recupero e il miglioramento sismico del cimitero di Piè Casavecchia, nel territorio comunale di Pieve Torina, gravemente danneggiato dalle scosse del terremoto del 2016 e 2017. L'intervento prevede un investimento complessivo di 1.027.222 euro e consentirà di avviare un articolato programma di lavori, differenziati in base alle condizioni e al livello di danneggiamento delle diverse strutture del complesso cimiteriale. L'obiettivo è ripristinare la sicurezza dell'area, consolidare gli edifici esistenti e garantire una migliore accessibilità a tutto il camposanto. Nel dettaglio, il progetto contempla interventi di miglioramento sismico sui blocchi A, C2 ed E, mentre per il blocco C1 è prevista la demolizione e la successiva ricostruzione. I lavori interesseranno anche una porzione del muro di cinta, che non presenta condizioni tali da consentirne il recupero, oltre a opere di consolidamento delle altre strutture presenti. Particolare attenzione sarà dedicata alla tutela degli elementi di maggiore interesse storico e architettonico, comprese le cappelle storiche che caratterizzano il cimitero. Il progetto prevede inoltre il superamento delle barriere architettoniche, attraverso la realizzazione di percorsi accessibili, rampe e adeguati sistemi di collegamento, così da rendere più agevole la fruizione dell'intero complesso anche alle persone con difficoltà motorie. L'approvazione del progetto rappresenta un nuovo passo nel percorso di ricostruzione post-sisma e di recupero dei luoghi simbolici delle comunità colpite dal terremoto. A sottolinearne il valore è il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli. «Prosegue il percorso di recupero dei luoghi della memoria nel cratere appenninico – afferma Castelli –. Il cimitero di Piè Casavecchia rappresenta un patrimonio storico e affettivo per il territorio di Pieve Torina. Con questo intervento restituiamo sicurezza, decoro e piena accessibilità a uno spazio significativo per i cittadini, continuando il lavoro di ricostruzione e rigenerazione del Centro Italia grazie alla collaborazione fattiva con i Comuni, con l'Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli». Soddisfazione anche da parte del sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, che evidenzia l'importanza di investire nella riqualificazione dei cimiteri, riconoscendone il valore non soltanto come luoghi di raccoglimento, ma anche come custodi della storia e dell'identità delle comunità locali. «Abbiamo voluto dare priorità, nel rispetto delle regole, alla riqualificazione dei cimiteri, luoghi che ospitano coloro che hanno mantenuto e consegnato a noi questi territori – dichiara il primo cittadino –. La qualità di una civiltà, il suo livello di cultura, si misura non solo per il valore affettivo che si deve ai propri cari, ma soprattutto per il rispetto di una memoria condivisa di comunità, e il cimitero di Casavecchia, in questo senso, ne è un ottimo esempio».  

Belforte, quasi un milione di euro per riqualificare la scuola dell’infanzia

Belforte, quasi un milione di euro per riqualificare la scuola dell’infanzia

05/11/2026 15:00

Un investimento da 993.287 euro per migliorare la qualità degli spazi scolastici, ridurre i consumi energetici e rendere più sostenibile un edificio che da anni rappresenta un punto di riferimento per le famiglie del territorio. Il Comune di Belforte del Chienti ha ottenuto un importante finanziamento dal Gse (Gestore dei servizi energetici), nell’ambito del Conto Termico 3.0, destinato alla riqualificazione della scuola dell’infanzia di via dell’Arme. Il contributo permetterà di realizzare un intervento articolato, che avrà come obiettivo principale l’efficientamento energetico dell’immobile e la sua trasformazione in un edificio a energia quasi zero (Nzeb). Il progetto andrà però oltre il solo aspetto energetico, prevedendo una riqualificazione complessiva della struttura per renderla più moderna, funzionale e confortevole, in linea con le esigenze di bambini, famiglie e personale scolastico. Si tratta di un intervento importante anche per la valorizzazione del patrimonio pubblico. La scuola di via dell’Arme è infatti un edificio storico per Belforte del Chienti, che nel corso degli anni ha accolto intere generazioni di piccoli alunni. Grazie alle risorse ottenute sarà possibile migliorarne le caratteristiche, puntando su soluzioni capaci di garantire maggiore efficienza e sostenibilità nel tempo. Tra i vantaggi attesi c'è anche una significativa riduzione dei consumi energetici. Il miglioramento delle prestazioni dell'edificio consentirà infatti di limitare il fabbisogno di energia, con particolare riferimento al riscaldamento, e di conseguenza alleggerire i costi di gestione. Un risparmio che potrà tradursi in benefici per le casse comunali, oltre che in un minore impatto ambientale. Soddisfazione viene espressa dal sindaco Alessio Vita, che evidenzia il valore del finanziamento e l'importanza del lavoro svolto per raggiungere questo risultato. «Si tratta di un risultato importante per il nostro Comune e per tutta la comunità – dichiara il primo cittadino –. Grazie a questo contributo potremo realizzare un intervento complessivo sulla scuola dell’infanzia di via dell’Arme, dall’efficientamento energetico e dalla trasformazione in edificio Nzeb fino a una riqualificazione più ampia della struttura». Il sindaco sottolinea inoltre la collaborazione con l’Unione Montana dei Monti Azzurri, che ha contribuito al percorso che ha portato all’ottenimento delle risorse: «È stato un lavoro portato avanti anche grazie alla sinergia e alla collaborazione con l’Unione Montana dei Monti Azzurri, che ringrazio per il supporto e il contributo fornito nel percorso che ha permesso di raggiungere questo importante obiettivo».  «Rendere la scuola dell’infanzia di via dell’Arme più efficiente dal punto di vista energetico significherà inoltre ridurre i consumi, con conseguenti risparmi sui costi di gestione, a partire da quelli legati al riscaldamento. Un beneficio per l'ambiente, ma anche per le casse comunali, che potranno contare su una struttura meno energivora e più sostenibile nel tempo», conclude Vita.  

Politica

Lupi nei centri abitati, la Regione Marche chiede aiuto ad Anci: via alla mappa delle segnalazioni nei Comuni

Lupi nei centri abitati, la Regione Marche chiede aiuto ad Anci: via alla mappa delle segnalazioni nei Comuni

05/11/2026 12:10

La presenza dei lupi nelle aree urbane e nelle vicinanze dei centri abitati torna al centro dell'attenzione della Regione Marche. L'assessore alle Politiche faunistiche e venatorie Giacomo Bugaro ha chiesto ad Anci Marche di coinvolgere i Comuni in una ricognizione delle segnalazioni, delle attività di monitoraggio e delle misure di prevenzione già adottate sul territorio. L'obiettivo è disporre di un quadro aggiornato del fenomeno e individuare eventuali ulteriori interventi. La richiesta è contenuta in una lettera indirizzata al presidente di Anci Marche e si inserisce nel percorso di confronto istituzionale avviato lo scorso 25 settembre, durante una riunione dedicata all'applicazione del Protocollo ISPRA per la gestione dei lupi urbani e confidenti. «Occorre prestare attenzione alle segnalazioni che arrivano dai territori e alle preoccupazioni dei cittadini – dichiara Bugaro –. Con verifiche puntuali e la collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte diamo una risposta seria e coordinata. L'obiettivo è mettere i Comuni nelle condizioni di contribuire a un quadro conoscitivo condiviso, indispensabile per valutare le situazioni e individuare gli interventi appropriati». Nel dettaglio, la ricognizione dovrà riguardare le segnalazioni formalmente acquisite e verificate, le misure previste dal Protocollo ISPRA effettivamente attivate, la durata delle attività, i soggetti coinvolti e i risultati documentati. La Regione intende raccogliere anche le eventuali difficoltà incontrate dalle amministrazioni e le informazioni sull'evoluzione delle situazioni dopo gli interventi già realizzati. Particolare attenzione sarà riservata ai possibili comportamenti confidenti degli animali, alla rimozione o al contenimento dei fattori di origine umana che possono favorire il loro avvicinamento alle abitazioni, alla corretta informazione della popolazione e al monitoraggio coordinato degli episodi. Un aspetto centrale, secondo l'assessore, è la necessità di distinguere gli avvistamenti occasionali dalle situazioni caratterizzate da presenze ripetute e comportamenti problematici. «Per farlo servono informazioni documentate, continuità nel monitoraggio e una puntuale verifica degli effetti delle misure adottate. Questo lavoro consentirà agli organismi competenti di valutare anche ulteriori interventi», sottolinea Bugaro. Attraverso ANCI Marche, la Regione chiede inoltre che le future segnalazioni siano accompagnate, per quanto possibile, dalla descrizione delle verifiche effettuate, delle attività già svolte e dalla relativa documentazione. "La finalità – conclude l'assessore – è rafforzare la prevenzione e rendere più efficace la gestione del fenomeno, valorizzando il ruolo dei sindaci e dei Comuni. La sicurezza delle comunità e la tutela della fauna richiedono responsabilità, competenze e collaborazione istituzionale, evitando sia allarmismi sia sottovalutazioni".

Inchiesta Dda, Fratelli d'Italia propone tavolo permanente contro le infiltrazioni mafiose: "Acquaroli parte lesa"

Inchiesta Dda, Fratelli d'Italia propone tavolo permanente contro le infiltrazioni mafiose: "Acquaroli parte lesa"

04/11/2026 16:40

Un tavolo tecnico permanente per monitorare e contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle istituzioni e nell'economia marchigiana, con particolare attenzione agli appalti pubblici, alla ricostruzione post-sisma e ai flussi finanziari. È la proposta contenuta nella mozione numero 133 presentata dal gruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale, con primo firmatario il consigliere Corrado Canafoglia e sottoscritta dagli altri componenti del gruppo. L'iniziativa, illustrata durante una conferenza stampa a Palazzo delle Marche, prende le mosse anche dall'inchiesta "Ricostruzione", che ha portato alla luce presunti illeciti legati alla ricostruzione post-sisma, ma punta ad allargare il campo di osservazione ad altri settori considerati esposti al rischio di infiltrazioni: dagli appalti pubblici all'edilizia, passando per il credito e le attività produttive. La maggioranza intende trasformare la mozione in un ordine del giorno da sottoporre al voto dell'Assemblea legislativa nella seduta del 10 novembre. A presentare la proposta sono stati Canafoglia e il capogruppo di Fratelli d'Italia, Andrea Putzu, che hanno colto l'occasione anche per ribadire la posizione del partito rispetto all'inchiesta giudiziaria. "La posizione di Fratelli d'Italia non è in discussione e non accettiamo strumentalizzazioni. La legalità, il rispetto delle regole, la trasparenza e la lotta alla criminalità organizzata sono i capisaldi del nostro partito e la ragione per cui facciamo politica", hanno dichiarato congiuntamente. I due esponenti hanno, inoltre, sostenuto che "il presidente Francesco Acquaroli, Fratelli d'Italia e la Regione Marche sono estranei alla vicenda e parte lesa in questa storia".  "È una responsabilità che deve unire le istituzioni e tradursi in iniziative concrete. Con questa mozione vogliamo istituire uno strumento istituzionale ulteriore e stabile di analisi, prevenzione e confronto, capace di coinvolgere tutte le componenti istituzionali, politiche e sociali", hanno aggiunto. Canafoglia ha, quindi, illustrato nel dettaglio il funzionamento del futuro organismo, che dovrebbe essere costituito dalla giunta regionale e coinvolgere consiglieri di maggioranza e minoranza, forze dell'ordine, prefetture, enti territoriali, associazioni di categoria, sindacati, Camere di commercio e ordini professionali. Tra gli ambiti di intervento figurano appalti e subappalti, a partire dalla ricostruzione post-sisma, e i rischi di frode e riciclaggio legati al Superbonus 110% e alla cessione dei crediti fiscali. Il tavolo dovrebbe inoltre approfondire le difficoltà di accesso al credito per le imprese, con un riferimento alla crisi del 2015 del principale istituto bancario marchigiano. "Il Tavolo lavorerà poi su trasparenza e tracciabilità dei flussi finanziari, formazione e sensibilizzazione e sul sostegno a chi trova il coraggio di denunciare intimidazioni ed estorsioni", ha spiegato Canafoglia. L'organismo dovrà elaborare un programma annuale di attività, formulare proposte operative e riferire periodicamente al Consiglio regionale. La proposta prevede anche un primo resoconto entro sei mesi dalla sua costituzione. I promotori precisano che non si tratterebbe di un organismo investigativo, né di uno strumento destinato a sovrapporsi alle attività della magistratura e delle forze di polizia, ma di uno spazio di collaborazione e prevenzione, in raccordo con gli strumenti di controllo già esistenti. Nel corso della presentazione, Canafoglia ha sottolineato la necessità di un impegno condiviso: "Le mafie si combattono tutti insieme". Il consigliere ha evidenziato come la criminalità organizzata riesca a penetrare nell'economia quando trova punti di debolezza, richiamando anche le responsabilità della politica nell'intercettare e prevenire questi fenomeni. "Ci sono vari piani di controlli, quello della magistratura, quello delle forze dell'ordine e quello della politica, perché la politica probabilmente non ha ben inquadrato, da circa 30 anni, come queste persone entrano nel nostro territorio". A chiudere è stato Putzu, che ha rivendicato la posizione del partito e contestato le critiche delle opposizioni, accusate di utilizzare l'inchiesta come strumento di scontro politico. "Se qualcuno ha sbagliato deve rispondere davanti alla legge, ma con la stessa fermezza non accettiamo lezioni da chi prova a trasformare un'inchiesta giudiziaria in uno strumento di propaganda", ha dichiarato il capogruppo, aggiungendo che la risposta di Fratelli d'Italia sarà quella di rafforzare prevenzione, trasparenza e controlli. L'invito rivolto alle minoranze è quindi a sostenere la proposta in Consiglio regionale: "Chi vuole davvero difendere le Marche dalle mafie ha ora l'occasione di dimostrarlo, votando con noi".

Sanità

Emofilia, a Macerata un convegno sulle nuove cure e la qualità della vita

Emofilia, a Macerata un convegno sulle nuove cure e la qualità della vita

05/11/2026 16:30

Nuove terapie, percorsi assistenziali integrati e una maggiore attenzione alla qualità della vita delle persone affette da emofilia. Sono questi i temi al centro del convegno “Crescere con l’Emofilia: autonomia, cura e qualità della vita”, in programma domani alla Domus San Giuliano di Macerata. L’iniziativa è organizzata dalla dottoressa Isabella Cantori, direttrice dell’Unità operativa complessa di Medicina Trasfusionale dell’Ast di Macerata, che ricopre anche il ruolo di responsabile scientifico dell’evento. L’appuntamento rappresenterà un’occasione di confronto tra professionisti sanitari di diverse discipline per approfondire le nuove sfide nella gestione dell’emofilia e dei disturbi emorragici congeniti. «Il convegno si propone di analizzare, attraverso un confronto multidisciplinare, le principali problematiche cliniche e organizzative nella gestione del paziente con emofilia, con particolare attenzione alla continuità assistenziale, alla gestione delle emergenze in pronto soccorso, al ruolo della medicina di consulenza e all’integrazione di approcci centrati sul paziente», spiega la dottoressa Cantori. Negli ultimi anni, l'evoluzione delle strategie terapeutiche ha cambiato profondamente le prospettive per le persone con emofilia. Le nuove possibilità di trattamento hanno consentito di avvicinare l'aspettativa di vita a quella della popolazione generale, migliorando sensibilmente anche la qualità della vita. Oggi, infatti, le persone affette da questa patologia possono contare su maggiori opportunità di partecipazione alla vita sociale e lavorativa, con prospettive che fino a pochi anni fa erano difficilmente raggiungibili. I progressi della medicina hanno però portato anche alla necessità di ripensare i modelli di assistenza. La gestione dell'emofilia non può più concentrarsi esclusivamente sulla prevenzione e sul controllo degli episodi emorragici, ma deve considerare la persona nella sua complessità, attraverso un approccio multidisciplinare e una presa in carico continuativa. Particolare attenzione sarà dedicata alle esigenze dei pazienti adolescenti e adulti, che devono affrontare problematiche diverse: dall'accettazione della malattia alla prevenzione delle comorbidità, dalla gestione degli stili di vita alla possibilità di praticare attività sportiva e svolgere lavori che comportano un maggiore impegno fisico. In questo scenario diventa fondamentale rafforzare il collegamento tra centri specialistici, medicina territoriale e strutture di emergenza-urgenza, così da garantire percorsi assistenziali condivisi e risposte tempestive anche nelle situazioni più delicate, come gli accessi in pronto soccorso. Il confronto affronterà inoltre alcune condizioni meno conosciute, come la malattia di von Willebrand e i disturbi emorragici nelle donne. Si tratta di patologie e problematiche che possono ancora oggi essere sottodiagnosticate o affrontate con modalità non omogenee nei diversi territori, rendendo necessario un miglioramento delle competenze diagnostiche e dei percorsi di cura. Un ulteriore tema sarà quello delle innovazioni terapeutiche. Accanto alla tradizionale terapia sostitutiva, negli ultimi anni si sono affermate nuove possibilità, tra cui le terapie non sostitutive, gli agenti modulatori della coagulazione e la terapia genica. Un ventaglio di opzioni sempre più ampio, che offre nuove prospettive di trattamento e apre scenari importanti per il futuro dei pazienti. Il convegno di Macerata si propone quindi di mettere al centro non soltanto l'evoluzione delle cure, ma anche il diritto delle persone con emofilia a una vita autonoma, attiva e il più possibile vicina a quella della popolazione generale. Un obiettivo che passa attraverso l'innovazione scientifica, la collaborazione tra specialisti e una sanità sempre più attenta ai bisogni individuali.-

Disturbi del sonno, screening gratuito a Civitanova: Open Day del Gruppo Fisiomed

Disturbi del sonno, screening gratuito a Civitanova: Open Day del Gruppo Fisiomed

04/11/2026 12:00

Russare non è sempre un semplice fastidio, né soltanto un problema per chi dorme accanto a chi ne soffre. Dietro il russamento possono infatti nascondersi disturbi respiratori del sonno, come la sindrome delle apnee ostruttive (OSAS), una condizione che può avere conseguenze importanti sulla salute. Per sensibilizzare la popolazione e favorire la diagnosi precoce, il Gruppo Fisiomed organizza un Open Day con screening gratuito dedicato ai disturbi del sonno. L'appuntamento è fissato per mercoledì 11 novembre nella sede di via Carducci 1 a Civitanova Marche. L'iniziativa si svolgerà con la collaborazione della professoressa e dottoressa Simoneta Calamita, specialista in Otorinolaringoiatria, Foniatria, Disturbi respiratori del sonno e Allergologia pediatrica. L'obiettivo dell'iniziativa è richiamare l'attenzione su una problematica spesso sottovalutata. Il russamento, soprattutto quando è accompagnato da interruzioni della respirazione durante il riposo, può essere un campanello d'allarme della sindrome delle apnee ostruttive del sonno. Si parla di Osas in presenza di almeno cinque episodi di apnea per ora di sonno. Queste interruzioni della respirazione possono provocare frequenti risvegli, sensazioni di soffocamento e un riposo poco efficace. Le conseguenze si manifestano anche durante il giorno: stanchezza persistente, difficoltà di concentrazione e sonnolenza, con il rischio di addormentarsi in situazioni potenzialmente pericolose, come durante la guida o nello svolgimento delle attività lavorative. Tra i principali fattori predisponenti figurano il sovrappeso e l'obesità, oltre ad alcune caratteristiche anatomiche delle vie aeree superiori. La sindrome è inoltre associata a un aumento del rischio cardiovascolare, con possibili ripercussioni come ipertensione, ictus e patologie cardiache. Attraverso l'Open Day, il Gruppo Fisiomed intende offrire un'occasione di informazione e valutazione specialistica, aiutando le persone a riconoscere eventuali segnali di un disturbo che spesso rimane senza diagnosi. La partecipazione è gratuita, ma i posti disponibili sono limitati. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 0733 81 21 (numero da verificare, perché incompleto nel comunicato ricevuto).  

Sport

Maceratese, si cerca un rinforzo per reparto. Il Corridonia e Cornero si separano

Maceratese, si cerca un rinforzo per reparto. Il Corridonia e Cornero si separano

05/11/2026 16:00

Nuovi movimenti sul fronte mercato nel calcio dilettantistico marchigiano, tra certezze e ammiccamenti. In casa Maceratese, dopo l'uscita dell'attaccante Pierluigi (approdato alla Settempeda) e l'arrivo nello staff di Ivan Menghi, si starebbero sondando diverse piste. Si fanno, infatti, diversi nomi pronti per un approdo nella Rata. In difesa si parla di Andrea Padalino, giovane (classe 2004), svincolato dalla Pergolettese, mentre guardando al centrocampo - secondo voci di corridoio - si sarebbe aggregato al gruppo, per cominciare ad allenarsi, l'ex Castelfidardo Edoardo Bartoli. In attacco si parla infine del francese Aeron Zinga, con esperienze nelle categorie inferiori della propria madre patria. Da chiarire, comunque, che al momento in cui si scrive non vi sono state né comunicazioni né ufficialità da parte del club biancorosso. Ufficiale invece, scendendo in Promozione, la rescissione in casa Corridonia dell'attaccante Nahuel Cornero. L'argentino, ritornato in rossoverde quest'estate dopo un'esperienza nel 2023-24, lascia dopo la risoluzione consensuale del contratto. Nel comunicato diffuso dal Corridonia si esprime "sincero ringraziamento per l'impegno, la professionalità e l'attaccamento alla maglia dimostrati durante la sua permanenza".

Addio a Bernardo Rogora, fu campione d'Italia con la Fiorentina: giocò e allenò la Civitanovese

Addio a Bernardo Rogora, fu campione d'Italia con la Fiorentina: giocò e allenò la Civitanovese

05/11/2026 14:40

Il calcio piange Bernardo Rogora, scomparso all'età di 88 anni. L'ex calciatore ha legato il proprio nome alla storia della Fiorentina, con cui conquistò lo scudetto nella stagione 1968-1969, il secondo e ultimo titolo tricolore del club viola. Un lutto che tocca da vicino anche il territorio maceratese, dove Rogora ha lasciato un ricordo importante nella storia della Civitanovese. La società rossoblù ha diffuso un messaggio di cordoglio per ricordare l'ex giocatore, che ha vestito la maglia della Civitanovese prima in campo e successivamente in panchina, guidando la prima squadra nella stagione 1975-1976. Nel corso della sua carriera Rogora ha vissuto esperienze di rilievo nel panorama calcistico italiano. Con la Fiorentina ha conquistato, oltre al campionato, anche una Coppa Italia, entrando a far parte di una squadra che ha segnato una pagina importante nella storia del club toscano. La Civitanovese Calcio 1919 ha voluto manifestare la propria vicinanza ai familiari attraverso una nota ufficiale: "Alla sua famiglia e a tutti i suoi cari va un pensiero da parte della società, dei giocatori e dello staff rossoblù". Con la scomparsa di Rogora se ne va un protagonista del calcio italiano di quegli anni, ma anche un ex rossoblù che ha contribuito, da calciatore e da allenatore, al percorso della Civitanovese.

Economia

Imprese maceratesi, Rema Tarlazzi al primo posto: Crucianelli Rest/Edile cresce del 63,9% e sale in top 5

Imprese maceratesi, Rema Tarlazzi al primo posto: Crucianelli Rest/Edile cresce del 63,9% e sale in top 5

03/11/2026 15:50

Anche quest'anno è stata elaborata la classifica delle principali imprese marchigiane, esposta nel rapporto presentato nella sede di Confindustria di Ancona lo scorso 29 ottobre. Il rapporto, promosso dalla fondazione Aristide Merloni è realizzato in collaborazione con l'Università Politecnica delle Marche e rappresenta uno strumento importante per l'analisi dell'economia regionale.  I criteri su cui si basa la classifica sono quello dimensionale (valore delle vendite) e quello territoriale (principale sede operativa nelle Marche). La classifica prende in considerazione le prime 500 imprese per valore delle vendite nel 2025. Ovviamente queste ultime possono subire variazioni in base al cambiamento del valore delle vendite. Inoltre, per realtà come cantieristica navale, impiantistica e costruzioni viene preso in considerazione il valore della produzione e non quello delle vendite. Nella classifica, occupano le prime quattro posizioni in ordine: Ariston Group (2,7 miliardi di fatturato), Conad Adriatico (1,4 miliardi di fatturato), Magazzini Gabrielli (1,3 miliardi) e Tod's (quasi un miliardo di fatturato). Di queste, le prime tre superano un miliardo di euro di vendite, mentre nelle prime dieci posizioni rientrano le imprese che superano i 500 milioni di euro di vendite. Sono, invece, 74 le imprese che superano i 100 milioni di euro di vendite.  Per quanto riguarda la provincia di Macerata, sono 98 le aziende che rientrano all'interno della classifica, con una vendita complessiva che raggiunge i 5,6 miliardi. I settori delle società maceratesi mostrano una grande diversificazione: tessile e abbigliamento, legno, mobili e arredamento, commercio, gomma e plastica, impianti e costruzioni, agenzie e servizi, apparecchi elettrici. Le prime posizioni della graduatoria sono occupate da Rema Tarlazzi (358,1 milioni), Lube Industries (273.1 milioni) e Finproject (265 milioni).  Nella prime dieci posizioni della provincia (quinta classificata) è presente anche la ditta Crucianelli Rest/Edile,  con vendite pari a 244.168 milioni e una crescita del 63,9% rispetto al 2024 che la porta a salire di quattro posizioni rispetto allo scorso anno.  La lista delle 10 imprese marchigiane è la seguente: L'innovazione nelle Marche Un tema importante che ha caratterizzato l'analisi è quello dell'innovazione e della performance innovativa delle imprese, fattori fondamentali per mantenere competitività e crescita economica. Lo studio si è concentrato, quindi, anche sull'apporto che le aziende marchigiane forniscono nell'attività innovativa. Gli elementi presi in considerazione sono prevalentemente quelli della ricerca e dello sviluppo e l'attività brevettuale. La spesa regionale in ricerca e sviluppo in rapporto al PIL e dello 0,94%, valore distante sia dalla media italiana (1,37%) che da quella dell'Unione Europea (2,2%). Nel periodo 2000-2023 le domande per brevetti industriali sono state 7.517 (di cui risulta concesso circa il 63%) e 2.382 per brevetti europei. Il sistema brevettuale regionale appare relativamente diffuso e poco concentrato, dove piuttosto che l'intensità brevettuale, prevale la presenza di una base ampia di soggetti che accedono alla tutela brevettuale. Nel periodo 2000-2008 la crescita brevettuale era diffusa, mentre nel 2009-2022 viene sostenuta dalle imprese maggiormente brevettanti e la propensione a innovare e brevettare si è arrestata.  Per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo, invece, fino al 2015 la regione ha evidenziato una crescita superiore alla media nazionale ed europea che ha visto un forte arresto dopo la crisi pandemica e una conseguente diminuzione della dinamica di crescita. Ciò che preoccupa maggiormente, in ogni caso, non è il divario che può essere presente rispetto alla media nazionale o europea (che dipende dalle caratteristiche strutturallil del sistema produttivo regionale) ma piuttosto il poco margine di evoluzione registrato nell'ultimo decennio. 

Ricostruzione post sisma, Cna Macerata difende il Sal zero: "Fondamentale per le piccole imprese"

Ricostruzione post sisma, Cna Macerata difende il Sal zero: "Fondamentale per le piccole imprese"

30/10/2026 11:18

 Il Sal zero rappresenta uno strumento importante per garantire liquidità alle imprese impegnate nella ricostruzione post sisma e permettere anche alle piccole aziende artigiane di partecipare ai lavori. A sottolinearne il valore è Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata, che interviene nel dibattito sull'utilizzo del meccanismo, invitando a valutarne la funzione originaria e le esigenze concrete a cui risponde. Il cosiddetto SAL zero, acronimo di Stato di Avanzamento Lavori, si differenzia dai normali Sal perché consente alle imprese di ottenere un'anticipazione su un contributo già concesso, prima che siano raggiunti i consueti livelli di avanzamento delle lavorazioni. L'erogazione è subordinata alla presentazione di una garanzia fideiussoria. Introdotto nel dicembre 2016 per gli interventi relativi ai danni lievi e successivamente esteso, dall'aprile 2017, anche a quelli gravi, il meccanismo prevedeva inizialmente un'anticipazione massima del 20%. La percentuale è stata portata al 30% nel settembre 2021, per poi tornare al 20% con la modifica dell'8 maggio scorso. Alla base della sua introduzione c'è una necessità concreta: evitare che le imprese debbano sostenere interamente con risorse proprie i costi iniziali dei cantieri, aspettando mesi prima di ricevere i primi pagamenti. «Il Sal zero è nato per rispondere a un problema concreto: consentire alle imprese di lavorare senza dover anticipare per mesi, con risorse proprie, tutti i costi di avvio e delle prime lavorazioni nei cantieri», spiega Giglietti. La disponibilità immediata di liquidità permette di acquistare materiali, pagare i dipendenti, saldare i fornitori e remunerare gli artigiani coinvolti nelle diverse fasi degli interventi. Il nodo principale riguarda la differenza tra i tempi di pagamento delle spese sostenute dalle aziende e quelli necessari per ottenere la liquidazione dei normali stati di avanzamento. Secondo quanto riferito da Cna sulla base dell'esperienza delle imprese, fornitori e artigiani vengono generalmente pagati entro 60-90 giorni, mentre per incassare un SAL ordinario possono trascorrere anche più di otto mesi. Un'attesa legata ai diversi passaggi burocratici e tecnici: dall'esecuzione e contabilizzazione delle lavorazioni alla predisposizione della documentazione, fino alle istruttorie degli uffici della ricostruzione e alle successive procedure bancarie. Una situazione che pesa soprattutto sulle realtà di dimensioni ridotte. «Una grande impresa strutturata ha generalmente maggiori disponibilità finanziarie per sostenere queste anticipazioni, mentre una piccola impresa edile artigiana spesso non dispone di tutte le risorse necessarie», osserva il presidente di CNA Macerata. Il SAL zero, inoltre, può agevolare anche l'accesso al credito bancario, offrendo maggiore prevedibilità ai flussi finanziari. I benefici non riguardano soltanto le imprese edili, ma l'intera filiera della ricostruzione: elettricisti, termoidraulici, falegnami, fabbri e tutte le attività artigiane che contribuiscono alla realizzazione degli interventi. Questo, tuttavia, non significa che il sistema non debba essere accompagnato da verifiche adeguate. Cna Macerata riconosce la necessità di controlli rigorosi ed efficaci, soprattutto alla luce delle criticità emerse nel dibattito sul funzionamento dello strumento. «Alcuni strumenti di verifica erano previsti e sono tuttora presenti. Occorre accertare dove e perché non abbiano funzionato adeguatamente e, se necessario, rafforzarli», sottolinea Giglietti. Tra le possibili soluzioni indicate dall'associazione ci sono anche una revisione al ribasso del tetto massimo dell'anticipazione, qualora ritenuto eccessivo, e controlli più puntuali sull'effettivo avanzamento delle attività, sulla capacità operativa delle imprese, sul numero di cantieri gestiti contemporaneamente e sulla filiera dei subappalti. La posizione di Cna è dunque quella di preservare la funzione dello strumento, intervenendo sulle eventuali criticità senza penalizzare l'intero sistema produttivo. «Non bisogna confondere l'utilità di uno strumento con gli eventuali utilizzi irregolari che ne possono essere stati fatti», precisa il presidente. In gioco, secondo l'associazione, c'è anche la possibilità di mantenere sul territorio le ricadute economiche e occupazionali della ricostruzione, favorendo la partecipazione delle piccole imprese locali e sostenendo l'indotto artigiano. «Senza uno strumento come il SAL zero, la ricostruzione rischierebbe di diventare appannaggio quasi esclusivo delle grandi imprese, le sole con la capacità finanziaria di sostenere per mesi e mesi i costi dei cantieri. A farne le spese sarebbero le piccole aziende del territorio e tutto l'indotto artigiano, con gravi conseguenze per l'economia locale», conclude Giglietti.

Scuola e università

I Sibillini sbarcano su Focus: nel documentario anche il contributo scientifico di Unicam

I Sibillini sbarcano su Focus: nel documentario anche il contributo scientifico di Unicam

05/11/2026 16:50

I Monti Sibillini protagonisti su Focus, con il contributo scientifico dell'Università di Camerino. Il documentario "Tesori d'Italia: nel cuore dei Sibillini", condotto dalla zoologa e divulgatrice scientifica Mia Canestrini, andrà in onda sul canale 35 del digitale terrestre sabato 7 e sabato 14 novembre, alle 21:15. Il programma accompagnerà gli spettatori alla scoperta del patrimonio naturale del territorio, tra paesaggi, biodiversità e caratteristiche ambientali. Un viaggio nel cuore dei Sibillini che vedrà coinvolti anche alcuni docenti dell'ateneo camerte, chiamati a mettere a disposizione le proprie competenze per raccontare gli aspetti scientifici di un'area di grande valore. Per Unicam hanno partecipato alle riprese Emanuele Tondi, Piero Farabollini e Fabrizio Bendia, della sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie, con approfondimenti dedicati alle caratteristiche geologiche dei monti. Il contributo della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria è stato invece affidato ad Andrea Catorci, Paola Scocco e Sara Moscatelli, che hanno affrontato il tema della gestione conservativa degli ecosistemi di prateria, anche in relazione agli effetti dei cambiamenti climatici. La partecipazione dei ricercatori e dei docenti dell'Università di Camerino rappresenta un'occasione per portare le conoscenze scientifiche a un pubblico più ampio e, allo stesso tempo, valorizzare il legame tra l'ateneo e il territorio dei Sibillini.

Manovra 2027, Ugo Barbi (Snals Macerata): "Paradossale tagliare docenti e Ata. Valutiamo sciopero"

Manovra 2027, Ugo Barbi (Snals Macerata): "Paradossale tagliare docenti e Ata. Valutiamo sciopero"

05/11/2026 11:10

Meno docenti, meno Ata, più difficoltà per le scuole. Anche lo Snals di Macerata si schiera contro il taglio degli organici della scuola previsto dal disegno di Legge di Bilancio 2027. La misura prevede, a partire dall’anno scolastico 2027/2028, una riduzione di quasi 5.000 posti di personale docente e di oltre 2.000 posti di personale Ata per una riduzione totale di quasi 7.000 unità. Una scelta già contestata a livello nazionale dalla Segretaria Generale Elvira Serafini, che ha ribadito come docenti e Ata siano essenziali per la qualità dell’istruzione. "Siamo fortemente preoccupati - dichiara Ugo Barbi, segretario provinciale dello Snals di Macerata -. Ancora una volta, alle belle parole sulla scuola spese in fase di elezioni non corrispondono le scelte della Legge di Bilancio. Si parla sempre di buoni propositi ma quando si devono reperire le risorse ecco che si taglia proprio sulla scuola".  Secondo il sindacato, i tagli si innestano su una situazione già fragile. Nelle scuole del territorio i collaboratori scolastici sono pochi, con ricadute dirette sulla sicurezza, le segreterie lavorano in costante affanno e i dirigenti scolastici sono chiamati a gestire istituti sempre più complessi, articolati su più plessi o, come nel caso dei tecnici e dei professionali, particolarmente impegnativi sul piano organizzativo. "I dirigenti scolastici fanno salti mortali affinché tutto funzioni nel migliore dei modi, per garantire il diritto allo studio e la sicurezza di studenti e personale - sottolinea Barbi -. Ridurre ulteriormente gli organici significa scaricare sulle scuole un peso che oggi è già difficile sostenere".  Il Segretario Provinciale evidenzia, inoltre, una contraddizione tra le dichiarazioni del Ministero e le scelte del Governo. Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha, infatti, proposto un tetto del 30% di alunni stranieri per classe e annunciato l’intenzione di assumere docenti, attingendo alle graduatorie e attraverso nuovi concorsi, per aiutare i ragazzi e le loro famiglie nell’apprendimento della lingua italiana. "Trovo veramente paradossale che il Ministro dica una cosa e che la Legge di Bilancio, presentata dalla Presidente del Consiglio, dica esattamente il contrario - continua - da una parte si chiedono più insegnanti, dall’altra si tagliano. Credo che sarebbe opportuno mettersi d’accordo prima di fare determinate dichiarazioni" Da qui la presa di posizione netta dello Snals di Macerata, che non esclude iniziative di mobilitazione. "Siamo contrari a questi tagli - conclude Barbi - e stiamo valutando le strategie da mettere in campo per far sentire la nostra voce, compresa la possibilità di uno sciopero".   

Cultura

Un viaggio senza stereotipi: Margherita Reali presenta "Scettico Messico" a Macerata

Un viaggio senza stereotipi: Margherita Reali presenta "Scettico Messico" a Macerata

04/11/2026 15:48

MACERATA - Un viaggio alla scoperta del Messico, lontano dalle immagini convenzionali e dagli stereotipi, attraverso uno sguardo personale, ironico e curioso. È quello proposto da Margherita Reali nel suo libro «Scettico Messico», al centro dell'incontro in programma venerdì 6 novembre, alle ore 17, nella Sala Castiglioni della Biblioteca comunale Mozzi Borgetti di Macerata. A conversare con l'autrice sarà Rodolfo Mogetta, in un appuntamento che offrirà al pubblico l'occasione di entrare nelle pagine del libro e approfondire la genesi di un racconto capace di intrecciare esperienze di viaggio, osservazioni e riflessioni. Con uno stile originale e mai convenzionale, Reali accompagna il lettore alla scoperta di un Messico complesso e ricco di contraddizioni, restituendone le peculiarità attraverso incontri, situazioni e dettagli che sfuggono alle rappresentazioni più comuni. Non una semplice descrizione dei luoghi visitati, ma un percorso fatto di curiosità, ironia e capacità di osservazione. Il viaggio diventa così molto più di uno spostamento geografico: è un'occasione per mettersi in discussione, superare i propri pregiudizi e guardare il mondo da prospettive differenti. Un'esperienza che, attraverso il confronto con culture e realtà lontane, invita anche a riflettere sul nostro modo di osservare gli altri. L'appuntamento alla Mozzi Borgetti sarà dunque un'occasione per conoscere da vicino Margherita Reali e il suo lavoro, ripercorrendo le esperienze e le suggestioni che hanno dato vita a «Scettico Messico». Un pomeriggio dedicato alla letteratura di viaggio e al piacere della scoperta, nel segno della curiosità e dell'incontro tra culture.

Tra Marche e Umbria, identità e legami secolari: due giorni di studi a Camerino

Tra Marche e Umbria, identità e legami secolari: due giorni di studi a Camerino

04/11/2026 13:18

Camerino torna al centro del dibattito storico e culturale con il 61° Convegno del Centro Studi Storici Maceratesi, in programma sabato 7 e domenica 8 novembre all'Auditorium della Musica. Il tema scelto per questa edizione è particolarmente suggestivo: “Non più Umbria, non sempre Marche: l’evanescente confine tra due regioni. Legami religiosi, politici, economici, culturali”. Un titolo che riprende un'espressione di Ugo Betti e che richiama la particolare identità di un territorio come quello camerte, marchigiano per collocazione geografica, ma profondamente legato all'Umbria per vicende storiche, relazioni culturali e rapporti economici e religiosi. Il convegno, organizzato dal Centro Studi Storici Maceratesi con il sostegno del Comune di Camerino e in collaborazione con l'Università degli Studi di Camerino, si propone di approfondire da diverse prospettive le relazioni sviluppatesi nel corso dei secoli lungo il crinale appenninico umbro-marchigiano. L'appuntamento assume un significato particolare anche perché si svolge nell'anno del decimo anniversario del terremoto del 2016. Una scelta che rinnova il legame tra il Centro Studi e Camerino, città che aveva già ospitato due convegni dell'associazione nel 1967 e nel 1982. L'iniziativa gode inoltre del patrocinio dell'Accademia Fulginia di Foligno e della sezione camerte dell'Archeoclub d'Italia. Saranno diciotto i relatori che si alterneranno nel corso delle due giornate, affrontando argomenti che spaziano dalla geologia all'archeologia, dalla storia religiosa a quella economica, fino agli approfondimenti artistici e letterari. Un percorso multidisciplinare che attraverserà le diverse epoche storiche, soffermandosi sulle caratteristiche ambientali dell'Appennino, sulle vicende del territorio camerte e sui rapporti che nel corso dei secoli si sono sviluppati con l'Umbria. Tra gli interventi è prevista anche una relazione del professor Piero Farabollini dedicata alla storia dei terremoti dell'Appennino centrale, tema particolarmente significativo per una città come Camerino, che ancora oggi porta i segni del sisma del 2016. I lavori prenderanno il via sabato 7 novembre alle 9.30 con l'introduzione del presidente del Centro Studi Storici Maceratesi, professor Alberto Meriggi, seguita dai saluti delle autorità. A seguire è prevista la prolusione del professor Pier Luigi Falaschi, figura di riferimento per la cultura e la ricerca storica camerte, con un'attività scientifica che ha superato da tempo i confini regionali. Per cinquant'anni docente di Storia del Diritto Italiano all'Università di Camerino, Falaschi ha dedicato i suoi studi alla storia dell'Ateneo e alle istituzioni cittadine della città ducale. È stato inoltre socio e dirigente di importanti istituzioni culturali marchigiane, tra cui la Deputazione di Storia patria per le Marche e lo stesso Centro Studi Storici Maceratesi, del quale ha ricoperto anche il ruolo di vicepresidente. Il convegno si concluderà nella mattinata di domenica 8 novembre. Durante le due giornate la segreteria sarà a disposizione dei partecipanti per nuove adesioni, rinnovi delle iscrizioni e distribuzione dei volumi pubblicati dal Centro Studi. Un appuntamento che mette al centro la storia e l'identità di un territorio di confine, dove le appartenenze regionali si intrecciano e si arricchiscono reciprocamente, restituendo un quadro complesso delle relazioni tra Marche e Umbria.

Eventi

Civitanova, la stagione di prosa parte con "Assassinio sull’Orient Express": prima già sold out

Civitanova, la stagione di prosa parte con "Assassinio sull’Orient Express": prima già sold out

05/11/2026 10:10

Il Teatro Rossini di Civitanova Marche si prepara ad aprire la nuova Stagione di Prosa con un debutto nazionale già accolto da un grande successo di pubblico. Sabato 7 novembre andrà in scena "Assassinio sull'Orient Express", tratto dal celebre capolavoro di Agatha Christie, con protagonista Claudio "Greg" Gregori. La prima ha già registrato il tutto esaurito, mentre la campagna abbonamenti ha superato quota 700 tessere sottoscritte. In vista dell'apertura del cartellone, il teatro ha organizzato anche un appuntamento speciale aperto alla cittadinanza. Venerdì 6 novembre, alle ore 12, nel foyer del Rossini, si terrà infatti "Aspettando Assassinio sull’Orient Express", un incontro a ingresso libero durante il quale Claudio "Greg" Gregori e gli attori della compagnia racconteranno al pubblico la genesi dello spettacolo, i retroscena e le sfide affrontate nella preparazione dell'allestimento. Lo spettacolo è tratto dal romanzo di Agatha Christie, con adattamento teatrale firmato da Ken Ludwig e regia di Roberto Valerio. Un appuntamento di rilievo per la stagione civitanovese, che sceglie così di inaugurare il proprio programma con un'anteprima nazionale. A sottolineare il significato dell'iniziativa è la presidente dell'Azienda dei Teatri, Maria Luce Centioni: "L'idea di organizzare questo prologo speciale con 'Aspettando Assassino sull’Orient Express' nasce dal desiderio profondo di iniziare la stagione con un abbraccio collettivo alla città. Vogliamo che il teatro mantenga sempre aperta la sua porta, trasformando il foyer in uno spazio di incontro quotidiano e informale tra la comunità e i grandi protagonisti della scena". Centioni ha poi evidenziato l'orgoglio per la presenza di Greg e dell'intero cast alla vigilia del debutto nazionale, sottolineando come i risultati della campagna abbonamenti e il tutto esaurito per la prima rappresentazione confermino il forte interesse del pubblico nei confronti del Teatro Rossini. La Stagione di Prosa è promossa dal Comune di Civitanova Marche, dall'Azienda Teatri di Civitanova e dall'AMAT, con il contributo della Regione Marche e del Ministero della Cultura.

Torre San Patrizio, Mirko Amaolo trasforma materiali abbandonati in opere d'arte

Torre San Patrizio, Mirko Amaolo trasforma materiali abbandonati in opere d'arte

04/11/2026 18:00

Una mostra che mette in primo piano i materiali recuperati dalla spiaggia. L’ 8 novembre alle 11:45 il Municipio di Torre San Patrizio accoglie l’arte di Mirko Amaolo, artista originario del borgo fermano, in un evento di grande suggestione. Un’esposizione che rimarrà aperta alla cittadinanza fino al 31 dicembre e che permetterà, a quelli che solitamente vengono considerati materiali di scarto, di essere i protagonisti di opere d'arte. Frammenti plastici, materiali abbandonati e legni erosi dal mare che prenderanno nuova vita e racconteranno storie di fragilità umana, di incertezza e di rinascita. Una rinascita anche per l’arte stessa, che lascia gli spazi tradizionali per incontrare direttamente i cittadini nei luoghi del Municipio. Un progetto che rappresenta un tributo sentito al suo paese di origine e la volontà di accompagnare gli spettatori a guardare gli oggetti in maniera diversa, attribuendo loro un valore che va oltre il semplice primo impatto. Un percorso di riscoperta della dignità nascosta.

Curiosità

San Severino su National Geographic a dieci anni dal sisma: lo scatto del palasport simbolo dell'emergenza

San Severino su National Geographic a dieci anni dal sisma: lo scatto del palasport simbolo dell'emergenza

29/10/2026 17:30

A dieci anni dal terremoto del 30 ottobre 2016, San Severino Marche torna al centro del racconto internazionale sul sisma. La rivista National Geographic ha dedicato uno speciale alla ricostruzione dell'Appennino umbro-marchigiano, con un reportage dal titolo "Terremoto umbro-marchigiano: dieci anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso". Il servizio, pubblicato sul sito italiano della rivista e corredato dalle fotografie del settempedano Claudio Scarponi, ripercorre lo stato dei cantieri e le ferite ancora aperte nei territori colpiti dal terremoto. Tra le immagini scelte per documentare le conseguenze del sisma e il lungo percorso di ripartenza c'è anche uno scatto dell'interno del palasport comunale Albino Ciarapica di viale Mazzini, a San Severino Marche. Il palasport che accolse 180 sfollati La fotografia riporta alla memoria i giorni più difficili dell'emergenza, quando la struttura sportiva fu trasformata in uno dei principali centri di accoglienza allestiti dal Comune. Il palasport mise a disposizione 180 posti letto per gli sfollati, offrendo un primo riparo alle persone costrette a lasciare le proprie abitazioni dopo le scosse. L'accoglienza a San Severino non si limitò al palasport. Altri centri furono attivati nelle palestre dell'Istituto comprensivo "P. Tacchi Venturi" e del plesso scolastico di Cesolo, oltre che in una struttura modulare installata nei pressi della chiesa della frazione. Una rete di spazi e interventi che testimoniò la risposta della comunità settempedana nelle ore e nei giorni più complessi, quando fu necessario trovare rapidamente una sistemazione per le persone rimaste senza casa. La ricostruzione ancora in corso Il reportage di National Geographic riporta l'attenzione su un territorio che, a distanza di dieci anni dal terremoto, continua a fare i conti con la ricostruzione. Le immagini di Scarponi raccontano non soltanto i segni lasciati dalle scosse e l'avanzamento dei lavori, ma anche la memoria di quanto accadde e la capacità delle comunità locali di affrontare l'emergenza. Per San Severino Marche, la presenza del palasport Albino Ciarapica tra gli scatti pubblicati rappresenta anche l'occasione per ricordare la solidarietà e l'organizzazione messe in campo per assistere gli sfollati. Un frammento della storia del terremoto che torna oggi sotto i riflettori, mentre il percorso di ricostruzione dell'Appennino umbro-marchigiano non è ancora concluso. Il reportage completo è disponibile sul sito di National Geographic a questo link: Terremoto umbro-marchigiano: dieci anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso.

Castelraimondo festeggia i 100 anni di Celestino Morosi

Castelraimondo festeggia i 100 anni di Celestino Morosi

27/10/2026 17:00

Cento anni di ricordi, esperienze e legami familiari. Celestino Morosi ha raggiunto lo straordinario traguardo del secolo di vita e ha festeggiato il compleanno nella casa di riposo di Castelraimondo, dove è attualmente ospite, circondato dall'affetto dei figli Simonetta e Aurelio, dei nipoti e dei suoi cari. Originario di Castelraimondo, Morosi ha trascorso gran parte della propria vita a Matelica, mantenendo il legame con il territorio d'origine. La ricorrenza è stata l'occasione per riunire la famiglia e celebrare un percorso lungo un secolo, caratterizzato da tante esperienze e dagli affetti costruiti nel tempo. Alla festa ha partecipato anche Barbara Cacciolari, assessore del comune di Matelica, che ha portato al centenario gli auguri e i saluti del sindaco Denis Cingolani. Gli auguri sono arrivati anche dall'amministrazione comunale di Castelraimondo. Il sindaco Patrizio Leonelli e l'assessore Ilenia Cittadini hanno rivolto a Celestino un messaggio di affetto: "Raggiungere i cento anni è un traguardo davvero speciale, che porta con sé una vita intera di ricordi, esperienze e affetti. A Celestino rivolgiamo i nostri più affettuosi auguri e l'abbraccio di tutta Castelraimondo". Gli amministratori hanno sottolineato anche il valore della festa organizzata nella struttura cittadina: "Siamo felici che questo compleanno sia stato festeggiato nella nostra Casa di riposo, circondato dall'affetto della sua famiglia e delle persone che ogni giorno se ne prendono cura. A Celestino auguriamo serenità e ancora tanti momenti belli da condividere". Un ringraziamento è stato infine rivolto alla Casa di riposo di Castelraimondo per aver accolto e celebrato questo importante traguardo, rendendo speciale il compleanno del centenario.

Varie

San Severino premiata a Rimini per le politiche ambientali: riceve la "Libellula" dei Comuni Sostenibili

San Severino premiata a Rimini per le politiche ambientali: riceve la "Libellula" dei Comuni Sostenibili

05/11/2026 15:20

La Città di San Severino Marche ha ricevuto la "Libellula", il riconoscimento simbolico della Rete dei Comuni Sostenibili che testimonia l'adesione al percorso promosso dall'associazione per favorire politiche ambientali e pratiche orientate alla sostenibilità. La consegna è avvenuta a Rimini, nell'ambito della 29ª edizione di Ecomondo, manifestazione internazionale dedicata alla transizione ecologica e all'economia circolare. A rappresentare l'Amministrazione comunale settempedana all'assemblea in formula aperta del Consiglio Nazionale della Rete dei Comuni Sostenibili è stata l'assessore Vanna Bianconi, accompagnata dal coordinatore del gruppo comunale di Protezione civile, Dino Marinelli. L'incontro, ospitato nello spazio Circular City della fiera, è stato dedicato alla presentazione del Rapporto annuale, ai progetti in programma per il 2027 e alla territorializzazione degli Obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e degli indicatori Bes, relativi al Benessere Equo e Sostenibile. Nel corso dell'assemblea si è svolta anche la cerimonia di consegna della "Libellula", simbolo riservato ai Comuni entrati a far parte della rete negli ultimi due anni. "La partecipazione ad Ecomondo e il confronto diretto all'interno della Rete dei Comuni Sostenibili confermano la centralità del percorso intrapreso dalla Città di San Severino Marche verso una gestione del territorio attenta all'ambiente, alla qualità della vita e al benessere sociale", ha dichiarato Bianconi. L'assessore ha poi sottolineato il valore del riconoscimento come incentivo a proseguire il lavoro avviato: "Ricevere la Libellula della Rete durante un evento di rilievo internazionale quale Ecomondo rappresenta per noi motivo d'orgoglio e uno stimolo a proseguire con ancora maggiore determinazione nell'attuazione delle buone pratiche e delle politiche sostenibili a favore dei nostri cittadini e della nostra comunità". La partecipazione alla manifestazione di Rimini si inserisce dunque nel percorso di adesione del Comune alla rete nazionale, che punta a favorire la collaborazione tra amministrazioni locali e a tradurre gli obiettivi globali di sostenibilità in interventi e iniziative concrete sui territori.

Macerata, contributi fino a 3mila euro per chi ha un familiare in una struttura residenziale

Macerata, contributi fino a 3mila euro per chi ha un familiare in una struttura residenziale

05/11/2026 15:00

Un sostegno economico per le persone ospiti nelle strutture residenziali socio-sanitarie e sociali e per i familiari che contribuiscono a sostenere i costi dell'assistenza. Il Comune di Macerata ha pubblicato due avvisi pubblici che prevedono contributi fino a 3mila euro annui per ciascuna persona ospite, con l'obiettivo di contrastare le situazioni di fragilità economica e alleggerire il peso delle rette. Entrambe le misure riconoscono un contributo mensile di 250 euro, per un massimo di 12 mensilità. Le domande possono essere presentate dal 26 ottobre al 16 novembre 2026. Il primo intervento è rivolto alle donne maggiorenni in età lavorativa che contribuiscono al pagamento della quota sociale della retta e degli eventuali costi legati all'accoglienza di un familiare in una struttura residenziale. La misura riguarda in particolare chi si prende cura di familiari anziani, persone con disabilità o con problemi di salute mentale. L'obiettivo è evitare che le responsabilità assistenziali e i relativi oneri economici costringano le donne a lasciare il lavoro, interrompere la ricerca di un'occupazione o rinunciare a intraprendere un percorso professionale. Il secondo avviso è destinato invece ai familiari delle persone ospiti in struttura e alle persone ospiti stesse, anche attraverso i rispettivi amministratori di sostegno o tutori. Il contributo punta a prevenire l'impoverimento delle famiglie a causa delle spese per l'assistenza residenziale, favorendo la permanenza nelle strutture e la continuità dei percorsi di cura. «Con questi due interventi vogliamo offrire un sostegno concreto alle persone e alle famiglie che ogni giorno affrontano il carico economico e organizzativo legato all'assistenza di un proprio caro», spiega l'assessore alle Politiche sociali Francesca D'Alessandro. L'amministratrice sottolinea in particolare le difficoltà delle donne che devono conciliare le responsabilità di cura con l'attività lavorativa, ma anche la necessità di contenere il peso delle spese assistenziali per le persone ospiti e i loro familiari. «L'obiettivo è sostenere le famiglie in una fase spesso complessa della loro vita, attraverso misure che riconoscano i bisogni assistenziali e contribuiscano a prevenire situazioni di fragilità economica e sociale», aggiunge D'Alessandro. Le istanze per entrambi gli avvisi possono essere presentate attraverso la documentazione prevista rivolgendosi allo Sportello InformAnziani IRCR – Social Point, in piazza Mazzini 37-38 a Macerata (telefono 0733 263026), oppure agli Uffici di Promozione Sociale dei Servizi sociali comunali dei nove Comuni dell'Ambito Territoriale Sociale 15: Appignano, Corridonia, Macerata, Mogliano, Montecassiano, Petriolo, Pollenza, Treia e Urbisaglia. È possibile rivolgersi anche ai Punti Unici di Accesso (PUA): al Distretto sanitario di Macerata, in largo Belvedere Raffaello Sanzio 1 (0733 2574550); alla Casa della Comunità di Treia, in via Giacomo Leopardi 1, il mercoledì mattina (0733 218545); e alla Casa della Comunità di Corridonia, in viale Italia 14, sempre il mercoledì mattina (0733 2574914). I requisiti per accedere ai contributi, le cause di esclusione, le modalità di erogazione e la documentazione da allegare sono consultabili sul sito istituzionale del Comune di Macerata, www.comune.macerata.it. Per ulteriori informazioni è possibile scrivere a pua.ambito15@comune.macerata.it oppure telefonare ai numeri 0733 256344 e 0733 256291.

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