Si ribalta con l'auto: 60enne trasferito d'urgenza a Torrette. Un grave incidente stradale si è verificato nel pomeriggio di oggi, nel territorio comunale di Recanati. L'allarme è scattato intorno alle ore 16:30, quando le forze dell'ordine e i mezzi di soccorso sono stati allertati per un sinistro avvenuto lungo le strade di Contrada San Francesco.
Nell'incidente è rimasto coinvolto un solo mezzo che, per ragioni ancora in corso di accertamento da parte delle autorità, ha subito un ribaltamento sulla carreggiata.
La centrale operativa ha disposto l'invio immediato delle squadre dei vigili del fuoco, giunte sul posto sia dal comando provinciale di Macerata sia dal distaccamento di Osimo. I pompieri hanno dovuto lavorare in stretta sinergia per avviare le delicate operazioni di estrazione del conducente, un uomo di 60 anni, rimasto bloccato all’interno dell’abitacolo dell’autovettura a causa dei gravi danni riportati dal veicolo nell'impatto.
Una volta liberato dalle lamiere, il ferito è stato immediatamente affidato alle cure del personale sanitario del 118, presente sul luogo del sinistro con un'ambulanza. Valutate le condizioni del paziente e la dinamica dell'incidente, i medici hanno ritenuto necessario richiedere l'intervento dell'eliambulanza.
Il velivolo di soccorso è atterrato nelle vicinanze per consentire il successivo trasporto d'urgenza del ferito all’ospedale regionale di Torrette, ad Ancona. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti anche i carabinieri, ai quali sono stati affidati i rilievi di legge e gli accertamenti utili a ricostruire l'esatta dinamica del sinistro.
Si ribalta con l'auto: 60enne trasferito d'urgenza a Torrette. Un grave incidente stradale si è verificato nel pomeriggio di oggi, nel territorio comunale di Recanati. L'allarme è scattato intorno alle ore 16:30, quando le forze dell'ordine e i mezzi di soccorso sono stati allertati per un sinistro avvenuto lungo le strade di Contrada San Francesco.
Nell'incidente è rimasto coinvolto un solo mezzo che, per ragioni ancora in corso di accertamento da parte delle autorità, ha subito un ribaltamento sulla carreggiata.
La centrale operativa ha disposto l'invio immediato delle squadre dei vigili del fuoco, giunte sul posto sia dal comando provinciale di Macerata sia dal distaccamento di Osimo. I pompieri hanno dovuto lavorare in stretta sinergia per avviare le delicate operazioni di estrazione del conducente, un uomo di 60 anni, rimasto bloccato all’interno dell’abitacolo dell’autovettura a causa dei gravi danni riportati dal veicolo nell'impatto.
Una volta liberato dalle lamiere, il ferito è stato immediatamente affidato alle cure del personale sanitario del 118, presente sul luogo del sinistro con un'ambulanza. Valutate le condizioni del paziente e la dinamica dell'incidente, i medici hanno ritenuto necessario richiedere l'intervento dell'eliambulanza.
Il velivolo di soccorso è atterrato nelle vicinanze per consentire il successivo trasporto d'urgenza del ferito all’ospedale regionale di Torrette, ad Ancona. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti anche i carabinieri, ai quali sono stati affidati i rilievi di legge e gli accertamenti utili a ricostruire l'esatta dinamica del sinistro.
Prosegue con incisività l’azione di controllo del territorio e di contrasto alla criminalità da parte dei Carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche. I militari della locale Stazione hanno infatti arrestato un cittadino tunisino di 28 anni, senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Fermo – Ufficio Esecuzioni Penali.
Il provvedimento restrittivo è legato a condanne per violazione dell’articolo 73 del D.P.R. 309/90, relativo alla detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Le condotte contestate all’uomo sarebbero state commesse tra il 2022 e il 2025 nei territori di Civitanova Marche e Porto Sant’Elpidio.
Il 28enne dovrà espiare una pena residua di 1 anno e 2 mesi di reclusione. Al termine delle formalità di rito, i Carabinieri lo hanno accompagnato presso la Casa Circondariale di Fermo, dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che ha emesso il provvedimento.
Ci siamo, habemus secunda suffragia. Per una sorte bizzarra, bizzarra come solo le sorti sanno essere, dieci voti e 350 schede nulle hanno valso più di 1600 di differenza tra il primo (Parcaroli) e il secondo (Tittarelli). La colpa? A sentire i quasi-primi, tutta del terzo (Sigona), del quarto (Orioli) e del quinto (Ripa) messi insieme. Se non si fossero presentati ora ci sarebbe già un Sindaco.
Ma queste sono le regole, bellezza! (ci scuserà Humphrey Bogart ed il suo “È la stampa, bellezza! E tu non ci puoi fare niente”). E dire che c’è chi sostiene, soprattutto a sinistra, come il cosiddetto Terzo Polo conti nulla o quasi zero, e che gli elettori, in definitiva, al centro-centro preferiscono il centrosinistra o il centrodestra.
Eppure, in questa fase, uno dei vincitori (Sigona) è chi sta in mezzo ai due poli. Al punto tale che, incapace di raggiungere un accordo (elettorale) prima, lo ha ottenuto (politico) dopo. Galeotta fu la frittatina al tartufo (una volta era un piatto di lenticchie, ma forse sembrava davvero troppo poco).
A proposito: c’è chi sospetta che la frittata per Sigona era pronta da un bel pezzo e che la discesa della sua lista autonoma avrebbe determinato (per lui) poche chance di vittoria ma (per Tittarelli) buone chance per il ballottaggio, obiettivo minimo (a questo punto massimo) del centrosinistra.
Tant’è: in fanta-politica tutto vale (“po' esse”, in salsa maceratese). Si diceva che il Terzo Polo (ndr: non sappiamo ancora cosa farà Orioli) è “uno” dei vincitori. E neanche il più importante.
Perché il vero vincitore è sempre lui: chi si chiama fuori dai poli, colui che ha la maggioranza da qualche decennio e che aderisce, più o meno consapevolmente, al grande partito del non voto.
A Macerata sono in 16mila (su 36mila) ad aver disertato le urne, a cui aggiungo i 72 che sono andati per depositare una scheda bianca e dare simbolicamente un messaggio chiaro: che la volontà di partecipare al voto (il meglio) è superiore a ciò che il voto offre (il meno peggio).
Scriveva già negli anni ‘80 Norberto Bobbio: “l’unica vera opinione è quella di coloro che non votano, perché hanno capito o credono di aver capito che le elezioni sono un rito cui ci si può sottrarre senza grave danno, e come tutti i riti, ad esempio la messa alla domenica, sono in fin dei conti una seccatura. Figuriamoci se i cittadini, già con infradito, boxer e telo al seguito, devono votare due volte in quindici giorni. La vedo dura.
L’elettore, pigro e disincantato, ha potuto assistere però ad un mini festival del raccapriccio elettorale, che non ha risparmiamento nessuno. Partendo dalla fine.
L’appello audio a sostenere sui social un Parcaroli definito “arrabbiato e deluso”, disposto - a detta dell’incauto whatsappatore - a mollare, qualora (ex) assessori, candidati e seguaci non si dessero da fare con almeno 50 commenti a suo sostegno sui magazine on line”.
Raccapriccio da cartellino rosso diretto per aver sbandierato il timore del centrodestra di perdere il “voto cattolico” a seguito della mossa Tittarelli-Mari.
Parliamoci chiaro: non è che i due candidati siano del tutto incolpevoli. Anzi, un po' hanno stimolato, involontariamente s’intende, questo raccapriccio social.
Tittarelli, dopo il “patto della frittata” con Sigona tira dentro Mari con una sorta di “patto del chierichetto”, mossa anche questa che suona tardiva e che fa domandare all’elettore pigro: perché adesso e non prima? Cosa c’è sul piatto dopo la frittata-assessorato?
“Nulla” s’affretta a smentire Tittarelli, cadendo nella doppia trappola classica: la prima della “excusatio non petita, accusatio manifesta”, ossia “scusa non richiesta, accusa manifesta”; la seconda trappola della “smentita è una notizia data due volte”.
Parcaroli, dal canto suo, ha puntato il dito sulla “blasfemia”, in senso metaforico ovvio, del suo avversario, disposto ad aggraziarsi il voto cattolico stringendo un patto con un politico di “area”, quasi che un partito o una coalizione fossero azionisti di riferimento di una fede religiosa.
C’è voluto il tempestivo e opportuno intervento del Vescovo, che, dopo aver sottolineato di non aver dato mai indicazioni di voto, ha invitato gli elettori a valutare “cosa dicono e soprattutto cosa fanno ed hanno fatto le persone che si presentano per essere votate”, auspicando una “politica ragionevole, pacata e educata”.
Anche nella comunicazione.
Ricordo “un centro sociale per ogni quartiere”, quasi ad anticipare scenari da guerriglia urbana, murales ritraenti Ilaria Salis e occupazioni di case sfitte. Meglio sarebbe stato dire “un presidio pubblico per giovani e anziani”, trovando magari un brand adatto, magari meglio di quel “city” di cui si sono (fortunatamente) perse le tracce.
Anche le bici di cartone, quelle vere, poi sparite e ricomparse in una commedia degli equivoci che ha sviato per qualche giorno il dibattito dalle questioni più urgenti. Mirabile la battaglia sui cantieri. Tra quelli mai aperti da “chi c’era prima” e realizzati da “chi c’è ora”. Tra quelli che “però i soldi ce li ha messi lui” e quelli che “i soldi non bastano e si sta realizzando un’incompiuta”. Tra quelli che “se non c’era il PNRR” e quelli “se non c’era il 110”.
Insomma, tanti “casi clinici” degni di una letteratura politica sempre ricca di sorprese e (purtroppo) molto povera di contenuti e anche di chi dovrebbe comunicarli. Un ballottaggio incerto s’avvicina, vincerà chi avrà il merito di scuotere l’elettore pigro dal divanismo estremo o dallo spiaggiamento seriale. Alla fine, nonostante tutti i raccapricci e nonostante tutto, vincerà come sempre la democrazia.
Un ragazzino di 12 anni è stato investito nel primo pomeriggio di oggi mentre pedalava nel parcheggio del River Village, il maxi complesso residenziale di via Salvo D’Acquisto a Porto Recanati. L'incidente è avvenuto intorno alle 12:30.
Secondo le prime ricostruzioni, il 12enne è stato urtato da un'auto in transito all'interno dell'area di sosta per cause ancora in corso di accertamento. Sul posto è intervenuto il personale sanitario del 118 che, dopo le prime cure sul posto, ha disposto il trasferimento del giovane all'ospedale pediatrico Salesi di Ancona.
Nonostante il grande spavento e la dinamica del sinistro, il ragazzo non ha riportato ferite gravi e le sue condizioni non destano preoccupazione. Al vaglio delle forze dell'ordine la dinamica dell'incidente.
Dieci voti. È tutto qui il margine che ha trasformato una vittoria annunciata in un ballottaggio, e che il sindaco uscente di Macerata Sandro Parcaroli ha provato a recuperare non alle urne, ma in tribunale. Con un ricorso depositato il 29 maggio ha chiesto al Tar delle Marche di ricontare le schede e di proclamarlo eletto già al primo turno, sospendendo nel frattempo il ballottaggio del 7 e 8 giugno. Il presidente del tribunale ha risposto il giorno dopo con una parola sola: la domanda cautelare è inammissibile. Il secondo turno si farà regolarmente.
I numeri spiegano la posta in gioco. Per vincere al primo turno servivano 10.054 voti, la metà più uno dei 20.106 validi. Parcaroli si è fermato a 10.044: dieci in meno. Da qui la tesi del ricorso: tra le 350 schede annullate ce ne sarebbero diverse - secondo le dichiarazioni raccolte dal suo staff, venti o venticinque in un solo seggio - in cui l’elettore aveva di fatto scelto il sindaco, ma che gli scrutatori avrebbero scartato per un vizio di forma. Bastava ricontarle, secondo la difesa, per evitare del tutto il ballottaggio.
Il giudice non è entrato nel merito di quei dieci voti - lo farà il 18 giugno, a urne ormai chiuse - ma ha respinto la richiesta di decidere tutto in fretta e furia prima del voto, con un argomento tanto semplice quanto tagliente: non c’è alcuna urgenza da tutelare, perché Parcaroli può comunque vincere il ballottaggio.
Il tribunale, in sostanza, gli ha ricordato che la strada per diventare sindaco era già lì, aperta: le urne. Chiedere a un giudice di cancellarle, mentre quella strada resta percorribile, non aveva fondamento per essere deciso d'urgenza e senza nemmeno sentire la controparte.
Qui sta il punto. Ricorrere è un diritto: nessuno può rimproverare a un candidato di rivolgersi alla giustizia quando si ritiene danneggiato, e dieci voti su ventimila sono un margine che, in teoria, un riconteggio potrebbe colmare. Ma una cosa è la legittimità, un’altra l'opportunità. E sul piano dell'opportunità l’iniziativa è difficile da difendere, tanto più ora che è stata dichiarata improcedibile nella sua parte urgente. Perché in un ballottaggio la merce più rara è il tempo: tredici giorni in tutto. E i due contendenti li hanno spesi in modi opposti, che dicono molto del loro modo di intendere la politica.
Lo sfidante Gianluca Tittarelli ha fatto ciò che la fase richiede: si è confrontato con i candidati usciti di scena, ha discusso, ha cercato sintesi e convergenze sui temi, e ha individuato nel dottor Romano Mari - figura stimata, di lunga esperienza amministrativa - un punto di equilibrio da affiancare alla propria candidatura in una ottica di confronto intergenerazionale. Lo si giudichi convincente o tardivo, è comunque il lavoro di chi costruisce consenso parlando alle persone.
Il sindaco uscente, negli stessi giorni, ha consegnato ai giornali la cronaca di un ricorso e poi quella della sua bocciatura. Ogni titolo sul Tar è un titolo che non parla di programmi, di ospedale, di città: ossigeno sottratto alla propria campagna. E il paradosso è che quel tempo è stato speso per provare a evitare la prova - il voto - che resta l’unica via per vincere.
A completare il quadro, la scelta del terreno. Il sindaco uscente ha declinato il confronto pubblico proposto dalla stampa - il faccia a faccia che Tittarelli aveva invece accettato - privilegiando la presenza sui social, dove la mobilitazione di commenti favorevoli è più facile da orchestrare. Come se la piazza digitale, fatta di like e di post, contasse più di quella reale, fatta di cittadini cui guardare negli occhi. È il rovesciamento che racconta un’epoca: si evita il dibattito vero e si presidia quello virtuale, scambiando il rumore della rete per consenso.
C’è, in tutto questo, un’amarezza che va oltre la contesa fra due nomi. Prima del voto avevamo chiesto alla politica di guardare ai numeri che contano davvero per Macerata: quelli della sua demografia. Quanti abitanti perde ogni anno la città, quanti giovani se ne vanno, quanti anziani restano soli, quante culle in meno si contano. Erano quelli i numeri attorno a cui costruire il futuro di un capoluogo che si svuota e invecchia.
E invece eccoci qui, a contare un altro genere di numeri: dieci schede, una soglia, un riconteggio. Le cifre di un cavillo al posto delle cifre di un destino. È il segno di una politica che ha smarrito le proporzioni. Il tempo passato a litigare su dieci voti è tempo sottratto al confronto sulle cose - sull’ospedale che non parte, sul commercio che chiude, sui giovani che emigrano. In un confronto elettorale ogni giorno speso in tribunale è un giorno tolto alle idee, alle proposte, alla visione di cui questa città ha fame.
Macerata avrebbe bisogno di chi conta i suoi figli che nascono e i suoi cittadini che restano; si ritrova a guardare chi conta le schede. E forse è proprio questa la distanza più grande tra la politica che serve e quella che abbiamo: l'una misura il futuro, l'altra misura sé stessa.
Ore, anzi giorni di fibrillazione nel centrodestra maceratese in vista del ballottaggio del 7 e 8 giugno. Una campagna elettorale che, più che sui programmi, sembra ormai misurarsi sul livello di tensione interna, alimentato nelle ultime ore dall’effetto politico dell’accordo tra Gianluca Tittarelli e Romano Mari, presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Macerata ed ex presidente del Consiglio comunale.
Un’intesa che, nelle letture del centrodestra, avrebbe “spostato” più il clima che i numeri, contribuendo a rendere più nervosa la fase finale della sfida contro il sindaco uscente Sandro Parcaroli.
Proprio Parcaroli nei giorni scorsi ha diffuso una nota in cui ha criticato quello che definisce "un uso strumentale del voto dei cattolici da parte di Tittarelli e del centrosinistra". Una polemica che si inserisce in un contesto più ampio, dove il richiamo all’elettorato cattolico resta terreno politicamente conteso, non solo a Macerata ma anche a livello nazionale, dove il confine tra sensibilità religiosa e comunicazione politica appare spesso piuttosto labile. Del resto, non è una novità che simboli e richiami alla tradizione cattolica vengano utilizzati in modo disinvolto da più schieramenti; basti pensare al leader della Lega Matteo Salvini, più volte protagonista di uscite pubbliche con rosari e simbologie religiose esibite nei contesti di campagna elettorale.
E proprio su questo punto si innesta la riflessione – inevitabile e forse un po’ scolastica, ma politicamente significativa – sul rapporto tra religione e spazio pubblico. In teoria, come ricordato dal costituzionalismo contemporaneo, la democrazia liberale si fonda su un principio di separazione tra Stato e religione, il cosiddetto “institutional secularism” descritto da Rosenfeld: una cornice in cui le diverse visioni del mondo convivono senza che lo Stato si identifichi con una di esse. Un equilibrio che, nella pratica politica, resta però sempre piuttosto elastico.
Macerata, più che il dibattito teorico, pesa il clima da campagna elettorale. A contribuire a questo clima sarebbe anche un audio circolato nelle ultime ore, diventato virale su WhatsApp e attribuito al responsabile comunicazione dello staff del sindaco uscente per la campagna elettorale. Nel messaggio si inviterebbero sostenitori della coalizione e assessori uscenti a “reagire” e intervenire sui social, in particolare nei commenti alle notizie pubblicate dai giornali online, per contrastare la narrazione avversaria.
Il tutto accompagnato da un passaggio che, secondo quanto riportato nell’audio, sarebbe particolarmente esplicito: "Sandro è molto inc... perché non vede alcuna difesa da parte nostra agli attacchi che sta ricevendo sulla questione Mari. Se non abbiamo almeno una cinquantina di nostri commenti entro domattina, lui se ne va, molla".
Un invito alla mobilitazione digitale che, di per sé, non avrebbe nulla di particolarmente sorprendente nell’epoca della politica permanente sui social. Ma che, nel contesto già teso del ballottaggio, viene letto come ulteriore segnale di nervosismo nella coalizione.
Il tutto mentre si consolida l’effetto politico dell’intesa tra Mari e Tittarelli, che il centrosinistra presenta come un rafforzamento del profilo moderato della coalizione, con l’obiettivo di allargare il consenso in vista della sfida decisiva.
Un’operazione che guarda anche alle frazioni, dove il centrodestra ha ottenuto risultati significativi al primo turno e dove si gioca una parte importante del recupero possibile.
Di qui, secondo le letture politiche, anche la crescente tensione nel campo del sindaco uscente, che si trova ora a dover difendere posizioni acquisite e contemporaneamente gestire un quadro di alleanze in rapido movimento.
Nel mezzo, tra accuse sul voto cattolico, audio virali e strategie social, si consuma una campagna elettorale che rischia di ripiegarsi su se stessa, sempre più autoreferenziale e sempre meno capace di misurarsi con la domanda di fondo, la più semplice e insieme la più esigente: quale progetto di governo sarà davvero in grado di convincere gli elettori di Macerata?
Un insolito intervento di soccorso ha visto protagonisti nella mattinata di oggi i vigili del fuoco del comando provinciale di Macerata. Sono stati, infatti, allertati per il recupero di un animale decisamente fuori dal comune nella frazione di Villa Potenza, dove un colorato volatile era diventato irraggiungibile per il suo detentore.
L'allarme è scattato poco dopo le 11. Un bellissimo esemplare di Ara, un genere di volatili di grandi dimensioni appartenente alla famiglia dei pappagalli, era riuscito a sfuggire improvvisamente al controllo del suo proprietario durante un momento di distrazione. Il volatile, spaventato o semplicemente incuriosito dalla ritrovata libertà, ha spiccato il volo andando a posarsi sulla sommità di un albero ad alto fusto della zona, rendendo del tutto vani i tentativi di richiamo e di recupero da terra.
Considerata l'altezza della pianta e l'impossibilità di raggiungere il traguardo in sicurezza, si è reso necessario l'intervento dei soccorritori specializzati. Sul posto è così giunta tempestivamente una squadra dei vigili del fuoco che, per operare ad alta quota, ha dovuto dispiegare l'ausilio dell'autoscala.
Grazie alla prontezza e alla delicatezza degli operatori, che hanno agito con cautela per evitare che l'animale si spaventasse ulteriormente volando via, il pappagallo è stato provvidenzialmente recuperato e messo in sicurezza nel cestello del mezzo di soccorso.
Una volta riportato a terra sano e salvo, l'esemplare di Ara è stato riconsegnato al legittimo proprietario, che ha potuto riabbracciare il proprio animale domestico ringraziando la squadra per il lieto fine della vicenda.
MONTELUPONE – I Carabinieri della Stazione di Montelupone hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica un uomo di 60 anni, residente a Morrovalle e già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile dei reati di furto aggravato e ricettazione.
Il provvedimento è scaturito al termine di un’attività investigativa avviata dai militari dell’Arma a seguito di diverse segnalazioni pervenute da residenti della zona, che avevano denunciato una serie di furti avvenuti nelle aree rurali del territorio comunale.
Gli accertamenti hanno permesso di raccogliere elementi ritenuti significativi a carico dell’uomo, individuato come presunto autore di diversi episodi di sottrazione di attrezzature e materiali agricoli custoditi all’interno di terreni privati nel corso dell’ultimo mese.
Nel corso delle indagini, i Carabinieri hanno inoltre accertato il possesso, da parte del 60enne, della targa di un motociclo risultata provento di furto denunciato nel Comune di Civitanova Marche nello stesso periodo. Il materiale è stato recuperato e sottoposto a sequestro.
L’uomo dovrà ora rispondere anche del reato di ricettazione.
SAN SEVERINO MARCHE – Vetrine con reperti ancora avvolti nel pluriball, scatoloni accatastati sul pavimento e un'intera area interdetta ai visitatori, delimitata da un nastro rosso. È l'immagine che emerge dalle fotografie scattate nei giorni scorsi all'interno del Museo Civico Archeologico "Giuseppe Moretti", ospitato nell'antico Episcopio di Castello al Monte, e che ha spinto Giuseppe Moretti, medico settempedano in pensione e appassionato di archeologia, a lanciare una denuncia pubblica sullo stato della struttura.
«C'è una parte del museo che non è visitabile perché delimitata da un nastro rosso – racconta Moretti –. Sono convinto che vi siano reperti mai esposti al pubblico. Mio nipote, che ha scattato le fotografie, ha trovato anche scatoloni contenenti materiali archeologici accatastati».
Il museo custodisce testimonianze preziose della storia del territorio, dalla preistoria all'età medievale. Tra i reperti conservati figurano la collezione Pascucci, i corredi provenienti dalle necropoli picene di Pitino, Monte Penna e Frustellano, oltre ai materiali rinvenuti nell'antica Septempeda. Un patrimonio costruito a partire dal 1972 e collocato nei primi anni Duemila nell'antico Episcopio di Castello al Monte.
Proprio l'importanza della raccolta rende ancora più amara, secondo Moretti, la situazione attuale. «Il museo non merita di essere trattato in questo modo. Un patrimonio simile dovrebbe essere valorizzato e reso pienamente fruibile», afferma. «Oggi sembra esserci una situazione di stallo che penalizza non solo la cultura, ma anche le potenzialità turistiche della città. Il museo potrebbe rappresentare un punto di riferimento per gli studiosi e per tutti gli appassionati della civiltà picena, ma le collezioni non sono assolutamente mostrate per intero».
La denuncia, precisa, non ha finalità polemiche ma vuole richiamare l'attenzione delle istituzioni competenti. «Rendo pubblica questa situazione affinché chi di dovere possa intervenire e restituire al museo e ai suoi reperti la valorizzazione che meritano», conclude.
Un appello che riaccende l'attenzione su uno dei luoghi simbolo della memoria storica settempedana e sul futuro di una collezione archeologica che racconta secoli di storia del territorio.
PORTO RECANATI – Un intervento doloroso ma inevitabile per la tutela del patrimonio arboreo cittadino. L'Amministrazione comunale di Porto Recanati ha annunciato il necessario abbattimento di alcuni pini presenti in piazza Brancondi, alberi che per decenni hanno rappresentato un elemento distintivo del paesaggio urbano e un simbolo riconosciuto dalla comunità.
La decisione, spiegano dal Comune, è stata assunta al termine di approfondite verifiche tecniche effettuate dall'AMAP e da professionisti specializzati del settore, dopo anni di tentativi finalizzati a salvaguardare gli esemplari colpiti dall'infestazione.
Secondo le relazioni fitosanitarie, gli alberi interessati presentano un avanzato stato di compromissione causato dalla Marchalina hellenica, una cocciniglia esotica che si nutre della linfa di alcune specie di pino. L'insetto, presente nelle Marche dal 2018 e segnalato anche nel territorio di Porto Recanati dal 2023, sta provocando danni sempre più estesi e difficili da contenere.
Le piante mostrano infatti chiome gravemente deteriorate, estese fumaggini, seccumi diffusi e abbondanti secrezioni, con ricadute anche sulla fruibilità e sul decoro della pavimentazione sottostante. Nonostante gli interventi di contenimento messi in atto dall'Amministrazione comunale, attraverso lavaggi e monitoraggi costanti previsti dalle linee guida regionali, per alcuni esemplari la situazione è risultata ormai irreversibile.
Le stesse indicazioni tecniche della Regione Marche prevedono, nei casi di piante morte o gravemente compromesse, l'abbattimento degli esemplari maggiormente colpiti per limitare la diffusione dell'infestazione e proteggere il restante patrimonio arboreo.
«Comprendiamo perfettamente il valore affettivo, storico e ambientale che questi alberi hanno avuto per generazioni di cittadini – dichiara il sindaco Andrea Michelini – e condividiamo il sentimento di amarezza espresso da molti porto recanatesi. Tuttavia, amministrare significa anche assumere decisioni difficili quando sono supportate da valutazioni tecniche e necessarie per garantire la sicurezza pubblica e la tutela complessiva del nostro verde urbano».
Il primo cittadino sottolinea come l'intervento non rappresenti la conclusione di un percorso, ma l'inizio di una nuova fase di riqualificazione dell'area.
«Il nostro impegno – prosegue Michelini – sarà quello di programmare la ripiantumazione e la riqualificazione di piazza Brancondi attraverso specie più adatte alle nuove criticità fitosanitarie e ai cambiamenti in corso. Restituiremo alla piazza il suo patrimonio verde con soluzioni sostenibili e durature, seguendo le migliori pratiche agronomiche e intervenendo nel prossimo periodo di fermo vegetativo».
L'Amministrazione comunale ribadisce che la tutela del verde pubblico rappresenta una priorità strategica per la città e che ogni scelta viene adottata con senso di responsabilità, trasparenza e attenzione all'interesse collettivo.
«Proteggere il verde pubblico significa anche affrontare decisioni che nessuno vorrebbe prendere – conclude il sindaco – ma che diventano indispensabili quando è in gioco la salute delle piante, la sicurezza delle persone e la conservazione del patrimonio naturale per le future generazioni».
Il dibattito sul futuro di Civitanova Alta si arricchisce di una proposta concreta e all'avanguardia. Venerdì 29 maggio, l'Auditorium San Paolo ha ospitato circa sessanta persone in occasione del nuovo appuntamento del “Caffè per la Città”, il ciclo di incontri ideato e promosso da Francesco Sebastiani con l'obiettivo di stimolare il confronto pubblico sui temi strategici del territorio. Al centro del dibattito una delle questioni più sentite e dibattute da decenni dai residenti: la cronica carenza di posti auto nel borgo antico.
La gravità della situazione emerge chiaramente dai numeri dello studio presentato durante la serata. A fronte di una popolazione di circa 2.300 residenti e di un volume stimato di oltre 1.400 autovetture, gli stalli attualmente disponibili all'interno e nelle immediate vicinanze delle mura storiche sono poco più di 600. Il calcolo evidenzia un deficit che sfiora i 900 posti auto, una carenza strutturale che si ripercuote quotidianamente sulla qualità della vita della cittadinanza e sull'accessibilità del centro storico.
L'analisi della problematica non si ferma all'aspetto puramente infrastrutturale, ma assume una forte valenza sociale. Il dottor Giorgio Barbatelli ha aperto gli interventi accendendo i riflettori sulla composizione demografica del borgo. I dati anagrafici più recenti rivelano che il 19% della popolazione residente è composto da over 70. Questa significativa quota di anziani impone una riflessione profonda sulla necessità di garantire servizi di prossimità e barriere architettoniche ridotte. In questo scenario, la risoluzione del problema dei parcheggi diventa uno strumento fondamentale per tutelare le fasce più fragili, agevolare l'accesso ai servizi essenziali e contrastare lo spopolamento della città murata.
La risposta tecnica a questa emergenza è arrivata dall'architetto Giampiero Bernini, che ha illustrato il progetto di un parcheggio multipiano robotizzato da circa mille posti auto, da localizzare nell'area del Parco della Rimembranza. La tecnologia automatizzata permetterebbe di movimentare i veicoli senza che gli utenti debbano accedere ai piani di sosta. Questo approccio ingegneristico consente di ottimizzare al massimo gli spazi, contenere i costi di realizzazione e ridurre drasticamente il consumo di suolo rispetto alle strutture multipiano di tipo tradizionale.
L'ingegnere Giorgio Medori ha poi confermato la piena fattibilità tecnica dell'opera, soffermandosi sulla sfida dell'inserimento paesaggistico. La struttura è stata infatti concepita per integrarsi armoniosamente con il contesto monumentale di Civitanova Alta, rispondendo alle necessità della comunità senza alterare l'estetica e la bellezza del panorama storico. Ad accrescere il valore ecologico del progetto è l'integrazione di sistemi fotovoltaici di nuova generazione, illustrata dal dottor Giuseppe Gironelli. L'apporto dei pannelli solari garantirebbe l'autosufficienza energetica dell'impianto, abbattendo i costi di gestione e inserendo l'opera in un percorso virtuoso di sostenibilità ambientale.
L'ambizione dei promotori è quella di intercettare i finanziamenti dei bandi europei dedicati all'innovazione e alla rigenerazione urbana. La disponibilità di una simile infrastruttura strategica innescherebbe un effetto domino positivo per l'intero borgo: la progressiva liberazione delle vie del centro dalle auto in sosta aprirebbe la strada a una pedonalizzazione della città alta. Gli spazi recuperati verrebbero così restituiti alla socialità dei residenti, al turismo e alle attività culturali, arricchendosi anche di nuove aree pubbliche panoramiche.
La serata si è chiusa con un vivace confronto che ha registrato un'importante apertura istituzionale. L'assessore ai Lavori Pubblici, Ermanno Carassai, ha accolto l'invito ad approfondire la proposta progettuale in un prossimo incontro ufficiale, avviando di fatto un canale di dialogo costruttivo tra l'amministrazione e i tecnici. Soddisfatto l'organizzatore Francesco Sebastiani, il quale ha ribadito che il valore del progetto risiede nella sua capacità di coniugare innovazione, sostenibilità e partecipazione, offrendo una visione complessiva per il domani del borgo, come dimostrato anche dalla grande e attenta partecipazione della cittadinanza.
Il Circolo Fratelli d’Italia di Porto Recanati esprime un forte rammarico per la decisione presa dall’Amministrazione Michelini, per mercoledì 3 giugno, procedendo all’abbattimento dei pini di Piazza Brancondi, alberi presenti da oltre cent’anni e considerati un elemento distintivo del paesaggio urbano cittadino.
Ancora una volta assistiamo a una scelta che lascia perplessi cittadini e operatori economici.
Purtroppo lo stadio di infestazione della Marchalina Hellenica ( Cocciniglia gigante del pino) è arrivata ad un punto non più recuperabile, come certificato dagli esperti dell’ AMAP. Ma si poteva fare qualcosa per salvare i pini?
Si, se presi in tempo e con le cure giuste si potevano salvare ma l’amministrazione Michelini, che in campagna elettorale aveva fatto del verde un punto fermo, evidentemente il pollice verde sbandierato si è sbiadito.
Questa decisione si inserisce in un contesto più ampio che vede Porto Recanati perdere progressivamente parte del proprio patrimonio verde. Prima il Viale dei Pini, privato delle sue storiche alberature. Poi piazzale Europa, dove le imponenti chiome che caratterizzavano il parco sono state fortemente ridimensionate. Ora Piazza Brancondi.
Sorge spontanea una domanda: quale idea di città ha questa amministrazione?
Oggi, a inizio stagione estiva il verde pubblico versa in condizioni che molti cittadini giudicano insoddisfacenti e, laddove sarebbe necessario investire nella manutenzione e nella valorizzazione del patrimonio arboreo, si sceglie invece di eliminarlo.
Gli alberi non rappresentano soltanto un elemento decorativo. Producono ombra, mitigano le temperature, migliorano la qualità dell’aria e rendono più vivibili gli spazi pubblici. In una piazza centrale come Piazza Brancondi, la loro presenza contribuisce a creare un ambiente più fresco e accogliente, particolarmente importante durante i mesi estivi.
L’Amministrazione Michelini rischia così di passare alla storia come l’amministrazione che ha progressivamente impoverito il patrimonio verde cittadino, tradendo le aspettative di chi aveva creduto nelle promesse di una città più curata e più attenta all’ambiente.
Fratelli d’Italia Porto Recanati chiede all'Amministrazione Michelini cosa intendono fare con i restanti pini presenti sulla piazza e su corso Matteotti, se ci sono iniziative per monitorare la salute delle piante o se, come accaduto per i dieci pini, aspettano che la situazione sia irreversibile?
Fratelli d’Italia intende vigilare affinché ogni intervento sul patrimonio arboreo cittadino venga valutato con la massima attenzione, privilegiando sempre la conservazione e la cura degli alberi quando tecnicamente possibile.
In questi mesi, i banchi dei mercati si tingono di un rosso inconfondibile. La ciliegia non è solo il frutto simbolo della primavera, ma un vero e proprio gioiello della biologia nutrizionale. Dietro la sua dolcezza si nasconde infatti una cascata di molecole bioattive capaci di dialogare intimamente con le nostre cellule. Quando consumiamo una manciata di ciliegie, introduciamo appena 40 calorie, con quasi l'86% di acqua, 9 grammi di zuccheri e una quantità di grassi pressoché irrilevante.
La vera magia fisiologica, però, inizia nel nostro intestino grazie alla fibra, per lo più di tipo solubile. Questa funge da nutrimento d'elezione per il nostro microbiota: fermentandola, i microrganismi intestinali producono i cosiddetti acidi grassi a corta catena (SCFA), metaboliti fondamentali attentamente studiati per le loro spiccate attività antinfiammatorie e protettive per la mucosa. In altre parole, mangiando ciliegie manteniamo in salute l'ecosistema microbico che ci protegge dall'interno. A questo delicato equilibrio si aggiunge un'ottima ricarica di micronutrienti essenziali, tra cui spiccano il potassio, prezioso alleato nella regolazione della pressione arteriosa, e la Vitamina C.
Tuttavia, ciò che rende le ciliegie un autentico alimento funzionale è il loro corredo di fitocomposti, in particolare le antocianine, le molecole responsabili di quel rosso intenso e brillante che attrae sia gli adulti che i più piccoli. Dal punto di vista clinico e biochimico, le antocianine sono polifenoli dotati di una straordinaria capacità antiossidante. Agiscono come dei veri e propri "spazzini" all'interno del nostro corpo, neutralizzando i radicali liberi e riducendo lo stress ossidativo, un processo silente che altrimenti danneggerebbe le strutture cellulari accelerando l'invecchiamento dei tessuti.
Ma la loro azione benefica si spinge ben oltre il semplice contrasto ai radicali liberi. Diversi studi hanno dimostrato che questi composti possiedono marcate proprietà antinfiammatorie, agendo su specifiche vie di segnalazione cellulare. Offrono un supporto concreto e misurabile alla salute dell'endotelio, ovvero quel sottilissimo e vitale rivestimento interno dei nostri vasi sanguigni. Una dieta ricca di antocianine favorisce il rilascio di ossido nitrico, traducendosi in una migliore elasticità vascolare, un più efficiente controllo della pressione e, in definitiva, in un prezioso scudo protettivo per l'intero sistema cardiovascolare.
Oltre alle antocianine, le ciliegie sono ricche di altre preziose sostanze protettive che hanno mostrato una capacità sorprendente: sembrano in grado di ostacolare lo sviluppo e la moltiplicazione di cellule anomale o danneggiate. Cosa significa questo per la nostra salute quotidiana? Ovviamente non che una manciata di frutta possa sostituire una terapia, ma che rappresenta un potente strumento di prevenzione a tavola. È un po' come fornire al nostro corpo una squadra di manutenzione sempre attiva, che lavora per mantenere i nostri tessuti giovani e sani nel lungo periodo.
La natura ci insegna che i cibi di stagione arrivano esattamente quando il nostro corpo ne ha più bisogno, per prepararsi fisiologicamente ai mesi più caldi. Questa primavera, quando cederete alla tentazione di prenderne "solo un'altra", fatelo con la consapevolezza di stare regalando al vostro organismo non solo una pausa golosa, ma un prezioso atto di cura.
Domenica 31 maggio si celebra la 25esima Giornata nazionale del Sollievo, istituita il 24 maggio 2001 con direttiva del presidente del Consiglio dei Ministri su proposta dell'allora Ministro della Salute Umberto Veronesi per "promuovere e testimoniare, attraverso idonea informazione e tramite iniziative di sensibilizzazione e solidarietà, la cultura del sollievo dalla sofferenza fisica e morale in favore di tutti coloro che stanno ultimando il loro percorso di vita, non potendo giovarsi di cure destinate alla guarigione".
La finalità di questa giornata è sensibilizzare la popolazione su cosa significhi accompagnare i sofferenti, promuovendo lo sviluppo di competenze e azioni in grado di portare sollievo.
“Ogni operatore della sanità, compreso chi fa volontariato, deve prendersi cura di chi soffre, perseguendo il sollievo in ogni sua dimensione: fisica, psichica, spirituale e sociale. L’obiettivo non è solo la guarigione, si pensi nelle malattie in fase terminale dove non è raggiungibile, ma dare un senso al tempo rimasto favorendo le abilità residue delle persone e alleviando i sintomi che rendono difficile questa fase dell’esistenza. Lo scopo è dare vita ai giorni rimasti”, ha affermato Marina Lombardello, responsabile f.f. dell’Hospice e componente della Rete delle cure palliative locali dell’Azienda.
Nell’Ast di Macerata le Cure Palliative sono state estese anche alle malattie croniche non oncologiche, come ad esempio quelle neurologiche a prognosi infausta.
La recente adozione da parte dell’Azienda del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) per la SLA prevede il coinvolgimento del medico palliativista fin dalla diagnosi, perché già in questa fase è necessario affrontare i desiderata della persona malata e dei suoi familiari rispetto ai cambiamenti della vita provocati dalla malattia, parlando dei percorsi sanitari da intraprendere.
"Desidero ringraziare tutti i professionisti della nostra Azienda sanitaria che ogni giorno si impegnano a garantire ai cittadini il sollievo come parte integrante del diritto alla salute, promuovendo percorsi di cura centrati sulla persona. Un ringraziamento particolare rivolgo alle associazioni coinvolte nelle nostre attività, in particolare l’Associazione Gigi Ghirotti e l’AISLA" ha dichiarato il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini.
Nuovoinnesto di spessore nei quadri tecnici della Civitanovese Calcio 1919. La società rossoblù ha ufficializzato l'ingaggio di Davide Tedoldi, profilo di assoluta esperienza e affidabilità, a cui è stato affidato il ruolo di Responsabile del settore giovanile. Per l'ex centrocampista professionista si prospetta in realtà un duplice e cruciale incarico all'interno del club.
Tedoldi supervisionerà l'intera cantera rossoblù, coordinando tutte le formazioni a partire dall’attività di base – dove sarà coadiuvato da Simone Marcantoni – fino alla squadra Juniores. Contemporaneamente, entrerà a far parte dello staff tecnico della prima squadra guidata da Claudio Labriola, ricoprendo il ruolo di vice allenatore. Una scelta nel segno della continuità e della sinergia profonda tra vivaio e prima squadra.
Il profilo e la carriera
Nato a Milano nel luglio 1975, Davide Tedoldi vanta un passato calcistico di alto livello. Cresciuto nel prestigioso vivaio dell'Atalanta, ha vissuto una lunga carriera da centrocampista nei professionisti vestendo le maglie di piazze storiche come Pro Sesto, Gualdo Tadino, Treviso, Messina, Catanzaro, Cosenza, Avellino, Cesena, Sambenedettese e Pro Vercelli. Tra i dilettanti ha militato anche con Ancona, Castelfidardo e Osimana, club dove ha appeso gli scarpini al chiodo per iniziare il percorso in panchina.
Le esperienze da tecnico
Proprio a Osimo ha mosso i primi passi da allenatore guidando la prima squadra per tre stagioni e ricoprendo già allora il doppio ruolo di responsabile del settore giovanile. Successivamente ha lavorato per l'Udinese Calcio della famiglia Pozzo come responsabile delle società affiliate per Marche ed Emilia-Romagna, accumulando inoltre esperienza nel vivaio dell’Ancona.
Nell'ultima stagione ha lavorato fianco a fianco proprio con mister Claudio Labriola all'Osimana nel ruolo di vice, guidando parallelamente la formazione Juniores giallorossa alla vittoria del campionato di categoria. A Tedoldi sono già arrivati i migliori auguri di buon lavoro da parte di tutta la dirigenza e del mondo Civitanovese per questa nuova avventura calcistica.
Un fine settimana all’insegna della boxe e dei valori sportivi ha animato la città di San Severino Marche, che ha accolto con grande partecipazione il quarantunenne romano Giovanni De Carolis, ex campione del mondo dei pesi supermedi WBA nel 2016 e oggi direttore tecnico delle nazionali élite.
L’iniziativa, organizzata dall’Accademia Pugilistica Settempedana presieduta da Carlo Sfrappini e patrocinata dal Comune, ha fatto registrare il tutto esaurito presso la palestra “Le Bocce” di viale della Resistenza. Due giornate intense di stage hanno coinvolto numerosi giovani atleti del territorio, tra cui anche una promettente atleta donna, desiderosi di apprendere tecnica ed esperienza da uno dei protagonisti della boxe italiana recente.
Durante gli allenamenti, De Carolis ha lavorato su aspetti tecnici e tattici fondamentali, alternando dimostrazioni pratiche e momenti formativi dedicati alla preparazione atletica. «Parare, bloccare e attaccare», è uno dei messaggi chiave trasmessi ai ragazzi, insieme all’importanza della distanza e della gestione dello sparring. Il campione ha conquistato tutti non solo per il suo livello tecnico, ma anche per la disponibilità e il contatto diretto con i giovani, culminato in foto e autografi.
All’evento hanno preso parte anche il sindaco Rosa Piermattei e l’assessore allo Sport Paolo Paoloni, che hanno voluto sottolineare il valore educativo dell’iniziativa e il ruolo dello sport come strumento di crescita e inclusione. «Ospitare un campione come De Carolis è stato un onore per la città», ha evidenziato il sindaco, rimarcando l’importanza di eventi capaci di valorizzare il territorio e i giovani.
Lo stesso Giovanni De Carolis ha ricambiato l’entusiasmo della comunità con parole semplici ma significative: «Qui ho trovato ragazzi preparati e motivati. Il mio consiglio a chi si avvicina alla boxe è semplice: vieni in palestra e divertiti». Un messaggio che ha chiuso un fine settimana di sport, formazione e grande partecipazione collettiva.
Il calendario fiscale del 2026 si apre con un mese di giugno particolarmente impegnativo per contribuenti, professionisti e imprese. Secondo le indicazioni diffuse dall’Agenzia delle Entrate, nelle prossime settimane saranno oltre novanta gli appuntamenti tributari da rispettare, senza considerare ulteriori adempimenti come Imu, modello 730 e definizioni agevolate.
Una situazione che, secondo Giuseppe Tosoni, presidente dell’associazione Tutela Impresa con sede a Civitanova Marche, "rischia di mettere ulteriormente sotto pressione famiglie, lavoratori autonomi e aziende".
“Nonostante le consuete promesse politiche ed elettorali – sottolinea Tosoni – ci troviamo ancora una volta di fronte a un sistema caratterizzato da un numero eccessivo di scadenze, spesso difficili da sostenere anche sotto il profilo finanziario”.
Tra gli appuntamenti più rilevanti del mese figurano i versamenti periodici IVA, le ritenute fiscali operate dai sostituti d’imposta e i contributi previdenziali. Particolare attenzione dovrà inoltre essere riservata agli obblighi collegati alle dichiarazioni fiscali e ai pagamenti rateizzati derivanti dalle precedenti sanatorie.
Uno dei temi più delicati riguarda la gestione delle rate della cosiddetta “rottamazione” delle cartelle. "Per alcuni contribuenti saranno previsti pochi giorni di tolleranza in caso di pagamento effettuato oltre la scadenza prevista, ma il mancato rispetto dei termini potrebbe comportare la perdita dei benefici concessi dalla definizione agevolata".
Proprio su questo aspetto, l’associazione Tutela Impresa torna a chiedere nuovi strumenti di definizione agevolata dei debiti fiscali, includendo eventualmente anche annualità più recenti, al fine di consentire a imprese e cittadini di regolarizzare la propria posizione senza aggravare ulteriormente le difficoltà economiche.
L’associazione invita quindi i contribuenti a programmare con largo anticipo pagamenti e adempimenti, così da evitare sanzioni, interessi e ulteriori problematiche amministrative.
Giugno sarà inoltre un mese cruciale per le partite IVA e per le aziende chiamate a monitorare con precisione i termini relativi ai versamenti delle imposte dirette e degli acconti fiscali.
Sul fronte normativo, prosegue intanto il processo di digitalizzazione del sistema tributario italiano. L’amministrazione finanziaria punta sempre più su controlli automatizzati, interoperabilità delle banche dati e strumenti digitali finalizzati a semplificare i rapporti con i contribuenti e a rendere più efficiente il sistema di riscossione.
Secondo gli esperti, il 2026 rappresenta un anno di transizione per il fisco italiano, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza del sistema e contrastare l’evasione fiscale. Nel frattempo, però, giugno si conferma uno dei mesi più complessi dell’intero calendario tributario.
"L’associazione Tutela Impresa resta a disposizione di cittadini e imprese per fornire chiarimenti e assistenza sugli adempimenti fiscali previsti nelle prossime settimane".
Il gruppo Tod’s registra un cambio ai vertici. L’amministratore delegato John Galantic ha lasciato l’incarico dopo meno di due anni dalla nomina.
La notizia è stata riportata dall’agenzia Bloomberg e confermata da una fonte interna all’azienda.
Galantic, che aveva assunto la carica nel settembre 2024, ha lasciato il gruppo alla fine di aprile, adducendo motivi personali. Al momento, Tod’s non ha ancora nominato un successore.
Prima di approdare alla guida della casa di moda italiana, il manager statunitense ha lavorato per circa 16 anni in Chanel, dove ha ricoperto diversi incarichi di rilievo, tra cui quello di responsabile per il mercato degli Stati Uniti.
La sua nomina era avvenuta in una fase delicata per il gruppo guidato dalla famiglia Della Valle, dopo il processo di delisting dalla Borsa italiana.
Tod’s, noto a livello internazionale per i suoi mocassini e per la produzione di lusso “Made in Italy”, è oggi controllato per circa il 54% dalla famiglia Della Valle, mentre il 36% del capitale è detenuto da L Catterton, uno dei principali fondi globali di private equity nel settore dei beni di consumo, nato dalla fusione tra Catterton e L Capital, quest’ultimo legato al gruppo LVMH e alla famiglia Arnault.
Il gruppo, dunque, si trova ora ad affrontare una nuova fase di transizione in attesa della nomina del prossimo amministratore delegato.
Si è concluso a Schio, nell’ambito del Festival Nazionale del Biliardo, il Campionato Nazionale "Biliardo & Scuola" 2026. La manifestazione sportiva ha registrato un risultato di rilievo per la provincia di Macerata grazie alle prestazioni degli studenti dell'Iis Leonardo Da Vinci di Civitanova Marche, che si sono classificati al primo posto nella disciplina delle boccette.
Oltre al successo di squadra ottenuto superando l'Itt Marconi di Forlì e l'Iis Ciampini Boccardo di Novi Ligure, la delegazione marchigiana ha ottenuto un riconoscimento anche nei premi individuali: lo studente civitanovese Alessandro Rossini è stato infatti giudicato miglior giocatore del torneo nella medesima specialità.
L’edizione di quest'anno ha visto la partecipazione di 26 squadre scolastiche provenienti da 15 regioni italiane, a testimonianza dell'interesse espresso dagli istituti verso il biliardo sportivo. Le competizioni hanno coperto diverse specialità, tra cui stecca, carambola, pool, snooker e boccette, distribuite tra i poli sportivi dello Spazio Shed, del Bowling Alte di Montecchio Maggiore e del Faber Box.
Il progetto “Biliardo & Scuola”, promosso a livello ministeriale e federale, si rivolge agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado con finalità didattiche e formative. La pratica di questa disciplina viene inserita nei percorsi scolastici come strumento per stimolare la concentrazione, la precisione geometrica e il controllo emotivo, offrendo al contempo un'attività improntata all'inclusione e al rispetto del regolamento.
Il programma delle finali nazionali ha ospitato anche la prima Manifestazione Inclusiva, una competizione di boccette a coppie che ha coinvolto nove studenti con disabilità insieme ai loro accompagnatori. L'iniziativa si è conclusa con la consegna delle medaglie a tutti i partecipanti, alla presenza dei tecnici federali e del Responsabile del Coordinamento Nazionale Commissione Formazione e Scuola FISBB, Giorgio Pizzolato, che ha espresso soddisfazione per l'attenzione e il livello tecnico espressi dai giovani atleti durante lo svolgimento delle gare.
Il titolo nazionale conquistato dall'Iis Leonardo Da Vinci rappresenta un traguardo importante per l'istituto di Civitanova Marche, che unisce il valore del risultato agonistico al percorso formativo sviluppato nel corso dell'anno scolastico.
CAMERINO – Un percorso di educazione, consapevolezza e cittadinanza attiva che ha trasformato gli studenti in piccoli ricercatori e divulgatori scientifici. Si è concluso nei giorni scorsi all’Università di Camerino il progetto “Esci dal tunnel – Un percorso tra neuroscienze, prevenzione e consapevolezza”, che ha coinvolto le studentesse e gli studenti della classe III A della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Imondi Romagnoli” di Fabriano, nel corso dell’anno scolastico 2025-2026.
L’iniziativa, coordinata dalla professoressa Laura Magrini con il supporto di diversi docenti, tra cui la professoressa Alessandra Vecchiarelli, è nata con l’obiettivo di affrontare il tema delle dipendenze attraverso un approccio multidisciplinare, capace di integrare neuroscienze, prevenzione, educazione, linguaggi artistici, competenze digitali e conoscenza dei servizi territoriali.
Nel corso dell’anno scolastico, gli studenti hanno avuto modo di confrontarsi con professionisti ed esperti grazie alla collaborazione con il SERD di Fabriano, rappresentato da Filippo Santi e Michela Cigliobianco, con l’Ambito Territoriale Sociale attraverso Paolo Nanni e con il Laboratorio di Neuropsicofarmacologia dell’Università di Camerino. Un percorso che ha permesso di approfondire le diverse forme di dipendenza, sia con sostanza che comportamentali, analizzandole dal punto di vista neurobiologico, psicologico e sociale.
Divisi in gruppi di lavoro, i ragazzi hanno affrontato temi come la dipendenza affettiva, l’uso problematico dei social network, l’abuso di dispositivi digitali, oltre alle dipendenze da alcol, fumo e sostanze stupefacenti, diventando protagonisti attivi della ricerca e della riflessione.
Accanto all’attività scientifica, gli studenti hanno sviluppato anche percorsi creativi e comunicativi, contribuendo alla realizzazione di elaborati e presentazioni che hanno reso il progetto particolarmente partecipato e interdisciplinare.
Momento centrale del percorso è stato il convegno ospitato dall’Università di Camerino, ideato e gestito direttamente dagli studenti, che hanno ricoperto anche i ruoli di relatori, moderatori e presentatori, illustrando i risultati del lavoro svolto davanti a docenti universitari, rappresentanti del Serd, alla dirigente scolastica e alla consigliera comunale del Comune di Fabriano Nadia Ghidetti.
Per l’Università di Camerino sono intervenuti ai saluti istituzionali la professoressa Giulia Bonacucina, prorettrice alla Didattica, il professor Roberto Ciccocioppo, coordinatore del Laboratorio di Neuropsicofarmacologia, e la professoressa Loredana Cappellacci, direttrice della Scuola di Studi Superiori “Carlo Urbani”.
La giornata si è conclusa con una visita ai laboratori didattici del Polo Sant’Agostino, offrendo agli studenti un primo contatto diretto con il mondo della ricerca universitaria e delle neuroscienze applicate.
L’esperienza ha rappresentato un importante momento formativo, permettendo ai ragazzi di sviluppare competenze scientifiche, digitali e comunicative, oltre a rafforzare il pensiero critico e la consapevolezza sui temi della prevenzione e della salute. Un esempio concreto di collaborazione tra scuola, università e territorio per promuovere una cultura della conoscenza e della responsabilità fin dalle nuove generazioni.
MOGLIANO — Un’intera giornata dedicata alla letteratura, ai paesaggi marchigiani e alla condivisione culturale. Domenica 31 maggio il borgo di Mogliano ospiterà “Mogliano Legge – Itinerari fra panorami e letteratura”, iniziativa inserita nel cartellone nazionale de “Il Maggio dei Libri”.
L’evento nasce dalla collaborazione tra il gruppo di lettura “Licenze Poetiche. I libri per l’isola deserta” e il Centro socio-culturale “Don Savino Ciccioli”, con l’obiettivo di trasformare il paese in una vera e propria sala lettura a cielo aperto, dove piazze, vicoli e scorci panoramici diventeranno luoghi di incontro tra libri e persone.
A partire dalle ore 10, i partecipanti saranno accompagnati in un itinerario culturale attraverso alcuni dei luoghi più suggestivi del borgo. La giornata si aprirà in Piazzale San Michele con la lettura di brani tratti da “Furore” di John Steinbeck, mentre alla Rocca sarà protagonista la narrativa italiana contemporanea con “Il silenzio dell’onda” di Gianrico Carofiglio.
Nel cuore del centro storico, in Vicolo Boninfanti, spazio invece a “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery, prima della pausa pranzo prevista al Parco Fluviale Santa Croce.
Nel pomeriggio, il programma proseguirà con un momento dedicato alla “lettura silenziosa nel verde”, organizzato dal Silent Book Club, pensato come esperienza di relax e condivisione immersa nella natura.
Gli appuntamenti continueranno poi con “Open” di Andre Agassi alle ore 16 presso “Lu terrò”, seguito dalla lettura di “Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi davanti alla chiesa di Santa Maria da Piedi. La giornata letteraria si concluderà alle 18 in Piazzale San Giuseppe con “Cime tempestose” di Emily Brontë.
Particolare attenzione sarà riservata anche ai più giovani. Dalle 18 alle 20, al Parco Comunale, si svolgerà infatti “Insieme è un’altra STORIA”, iniziativa con letture e laboratori dedicati a bambini e ragazzi.
Non mancherà infine una curiosa iniziativa lungo Viale XX Settembre, dove sulle panchine saranno messi a disposizione i quotidiani del giorno, offrendo ai visitatori la possibilità di leggere le notizie immersi nella tranquillità e nel verde del paese.
Un evento che punta a valorizzare il piacere della lettura attraverso il contatto con il territorio, trasformando Mogliano in un luogo dove cultura, natura e comunità si incontrano.
TOLENTINO — Torna nel 2026 “Spazio Mari”, la rassegna culturale ideata da Zagreus APS, giunta alla sua terza edizione e in programma il 30 e 31 maggio 2026 a Tolentino.
L’iniziativa nasce nel 2024 per ricordare Luigi Mari, ex sindaco di Tolentino dal 1951 al 1960, medico, artista e fondatore della Biennale e del Museo Internazionale dell’Umorismo nell’Arte. Una figura centrale della vita culturale e politica del secondo dopoguerra cittadino, ricordata come innovatore e promotore dello sviluppo culturale del territorio.
La rassegna, che continua a ispirarsi alla sua visione e al suo “sogno” di crescita della città, si arricchisce quest’anno di un tema centrale: il decennale del sisma che ha colpito il Centro Italia tra agosto e ottobre 2016.
L’obiettivo dell’edizione 2026 è quello di stimolare un confronto pubblico sul futuro del territorio, attraverso incontri, talk, proiezioni cinematografiche e laboratori esperienziali, coinvolgendo realtà culturali locali e nazionali.
Il programma
La manifestazione si aprirà sabato 30 maggio alle 16.30 al Politeama Franco Moschini con “Lavori in corso – un aperitivo culturale”, un incontro dedicato alla ricostruzione a dieci anni dal sisma. Tre panel affronteranno il tema da prospettive differenti: il ruolo delle associazioni e della partecipazione dal basso, la trasformazione dell’identità culturale delle aree interne e l’evoluzione del processo di ricostruzione dal punto di vista tecnico e normativo.
Tra gli interventi figurano quelli di esponenti di Sibillini Summer School e della Libreria Kindustria, oltre a esperti di urbanistica, architettura e beni culturali. Prevista anche la presentazione del progetto di restauro della Basilica di San Nicola da Tolentino, uno dei principali cantieri del cratere sismico.
Nel pomeriggio spazio anche ai contributi di Appennino Foto Festival e del Museo del Synth Marchigiano, con un focus su archivi, eventi e produzione culturale contemporanea.
La serata proseguirà alle 21 con una proiezione cinematografica nell’ambito della rassegna “Millimetri”, con il film Happy Days Motel e il corto In the Box della regista Francesca Staasch, presente in sala per un incontro con il pubblico.
Domenica tra scrittura e formazione
Domenica 31 maggio, presso “Letture in Centrale”, si terrà un laboratorio di scrittura di esperienza, condotto dalla stessa Staasch. Il percorso, gratuito e su prenotazione, sarà articolato in due sessioni (mattina e pomeriggio) e guiderà i partecipanti in un lavoro creativo e introspettivo sulla scrittura narrativa.
Una rassegna in crescita
Spazio Mari è realizzato con il patrocinio del Comune di Tolentino e la collaborazione del Politeama Franco Moschini, oltre al supporto di diverse realtà culturali del territorio.
“L’obiettivo è creare un confronto aperto sui temi del territorio e della ricostruzione — spiegano gli organizzatori di Zagreus APS — offrendo uno spazio di dialogo tra esperienze e competenze diverse, per leggere il presente e immaginare il futuro delle aree colpite dal sisma”.
La rassegna si conferma così un appuntamento culturale che unisce memoria, ricerca e partecipazione, con l’intento di stimolare una riflessione collettiva sulla trasformazione delle comunità locali.
Fiato alle trombe e rullo di tamburi. Inizia a San Severino la 45^ edizione del Palio dei Castelli in onore del santo patrono. La prima giornata è già clou, dato che vedrà le disfide dei sette castelli del Palio dei bambini nel magico ovale di piazza del Popolo. Dalle 21.00, con "Bambini nel Medioevo", ci si immergerà nelle atmosfere medievali che riportano i visitatori indietro nel tempo di sei secoli.
La festa di San Severino, secondo gli storici, venne infatti stabilita per la prima volta nello statuto comunale del 1426, all’epoca dei signori Smeducci. Tutti i castelli del contado sanseverinate erano tenuti a donare dei ceri che venivano custoditi nella chiesa maggiore della città. Alla vigilia dell’8 giugno, festa consacrata a San Severino, il popolo si adunava al suono della campana della torre civica per dare inizio alla processione notturna con le fiaccole.
In attesa della “Luminaria” del 7 giugno, domani si partirà con i giochi dei piccoli. In lizza i castelli di Colleluce e Serralta, villa di Cesolo, i rioni Settempeda e di Contro, le contrade Taccoli e Oltre le Mura. Da battere i campioni uscenti di Villa di Cesolo. Il Palio dei Bambini vedrà come graditi, ancor più piccoli ospiti, i bimbi dell’asilo nido comunale che daranno vita ad un mini corteo in apertura di serata.
Il corteo dei partecipanti ai giochi baby si snoderà da via Cesare Battisti fino in piazza del Popolo, dove avverrà il giuramento di lealtà ai giochi. Subito dopo la partenza della fase eliminatoria della corsa delle torri e le eliminatorie del tiro alla fune. Quindi le sfide della corsa con i sacchi e con i trampoli per l’attribuzione dei primi punti valevoli per la classifica generale.
Nella parte conclusiva della prima serata del Palio 2026 sono previste le semifinali del tiro alla fune e della corsa delle torri e, ultimo atto della serata d’esordio, la finale per il terzo e quarto posto del tiro alla fune. Le finalissime della corsa delle torri e del tiro alla fune dei piccoli si svolgeranno nella serata d’epilogo di sabato 13 giugno.
La città di San Severino Marche si prepara a vivere un’estate ricca di appuntamenti con il cartellone Summer Time 2026, un programma che unisce cultura, spettacolo, sport, musica e intrattenimento per tutte le età. La stagione prenderà ufficialmente il via con la storica rievocazione del Palio dei Castelli, in programma dal 3 al 13 giugno tra piazza del Popolo e le vie del centro, seguita il 7 giugno dalla tradizionale Fiera del Patrono, che porterà bancarelle e iniziative per l’intera giornata nel cuore cittadino.
Il calendario proseguirà il 20 giugno con la corsa ALERun – Corri per Castello a Castel San Pietro, il 21 giugno con la Festa della Musica nei cortili del centro storico e il 27 giugno con l’evento dedicato alle Stelle dello Sport Settempedano, tributo alle eccellenze sportive locali in piazza del Popolo.
Grande attesa per il mese di luglio, quando piazza del Popolo tornerà a trasformarsi in un suggestivo giardino urbano grazie a “Il Verde… Itinerante”, iniziativa curata da Manfrica Eventi. Luglio sarà inoltre caratterizzato dal ritorno di importanti rassegne culturali e musicali. Il Festival Incanto Marche, legato alla rete RisorgiMarche, proporrà due appuntamenti: il 3 luglio a Castel San Pietro e il 30 luglio al convento di San Salvatore in Colpersito. Sempre il 3 luglio si svolgerà la seconda edizione della corsa podistica StraSanseverino, mentre il 4 luglio sarà la volta del Jake Jam al campo da basket dell’Istituto Comprensivo “P. Tacchi Venturi”. Il 5 luglio piazza del Popolo ospiterà il concerto della Network Youth Choir Orchestra.
Lo sport giovanile tornerà protagonista il 16 e 17 luglio con il Playground Settempedano 7.0, mentre dal 16 al 19 luglio il piazzale degli Smeducci al Castello a Monte accoglierà la 35ª edizione del San Severino Blues Marche Festival, che porterà in città artisti della scena internazionale. Il 24 luglio lo stadio comunale Gualtiero Soverchia ospiterà il Festival On Mood, mentre il 25 luglio si terranno contemporaneamente il Gran Galà della Moda in piazza del Popolo e l’evento speciale di trekking, teatro e concerto a Elcito dedicato alle canzoni di Fabrizio De André.
Il borgo di Elcito sarà ancora protagonista il 26 luglio con lo spettacolo “Il sogno di Dracula” interpretato da Luca Violini. Il 27 luglio il Parco Archeologico di Septempeda farà da cornice alla serata teatrale “Le scelte impossibili degli eroi”, con letture tratte dai grandi autori della classicità greca e latina.
Ad agosto il programma proseguirà il 7 con Musica sotto le stelle, concerto di tango argentino a Elcito, e l’8 agosto con lo spettacolo “Voci di donne, tra grazia e follia: Mina e Vanoni”, interpretato da Mafalda Minnozzi al Castello a Monte. Il mese si concluderà il 30 agosto in piazza del Popolo con “Una piazza d’altri tempi”, il mercatino dedicato ad antiquariato, artigianato e hobbistica.
Ad accompagnare gran parte della stagione estiva saranno anche le proiezioni de “I giovedì del cinema in piazza”, la tradizionale rassegna di cinema all’aperto che animerà piazza del Popolo tra luglio e agosto.
La programmazione proseguirà anche a settembre con lo Street Food e il Mercato Regionale Europeo dal 3 al 6 settembre, seguiti dalla Festa dello Sport allo stadio comunale il 6 settembre. Il 12 settembre spazio alla danza con lo spettacolo della F.A. Team Academy, mentre il 13 settembre sarà dedicato ai più piccoli con “Una piazza da bimbi”. Il 20 settembre il giardino storico monumentale Giuseppe Coletti ospiterà Borghi Aperti, mentre il 26 settembre sarà la volta della Lezione in piazza sull’Intelligenza Artificiale, promossa dall’Università Unimarconi di Roma.
A chiudere ufficialmente il cartellone di Summer Time 2026 sarà il Memorial Alessandro Lucarelli dedicato all’orienteering, con la Gara Sprint del 26 settembre nel centro storico e la Gara Middle del 27 settembre nella suggestiva cornice di Monte Canfaito, in contemporanea con Pompieropoli in piazza del Popolo.
Il sindaco Rosa Piermattei ha espresso soddisfazione per un programma capace di valorizzare il patrimonio storico, culturale e naturalistico del territorio: dalla centralità di piazza del Popolo al fascino delle Terme Romane di Septempeda, dal borgo di Elcito fino alla Riserva Naturale del Monte San Vicino e Monte Canfaito, con l’obiettivo di offrire a cittadini e visitatori un’estate ricca di occasioni di incontro, cultura e divertimento.
Una storia lunga oltre sessant’anni che continua a reinventare il lusso maschile contemporaneo partendo da Colmurano e conquistando i principali palcoscenici nazionali e internazionali. La storica firma della moda Tombolini è stata tra i grandi protagonisti della quarta edizione del ME Fashion Award 2026, l'evento nazionale andato in scena il 28 maggio al Palacultura di Messina e interamente dedicato alle eccellenze della moda italiana, ai protagonisti dell’innovazione e alla cultura del Made in Italy.
Nel corso della prestigiosa serata, il marchio ha ricevuto il ME Fashion Award 2026 come riconoscimento ufficiale per il fondamentale contributo dato all’evoluzione della moda uomo italiana. La giuria ha voluto premiare la capacità dell'azienda di declinare una visione contemporanea della sartorialità, sapendo coniugare in ogni collezione l'artigianalità, l'innovazione tecnica e la sostenibilità.
A questo primo importante riconoscimento si è aggiunto, inoltre, un Premio Speciale conferito da Confartigianato Imprese Messina, esplicitamente dedicato a una delle realtà più rappresentative della tradizione artigianale della penisola. Si è trattato di un vero e proprio omaggio agli oltre 60 anni di storia di Tombolini.
La consegna dei due premi è avvenuta sul palco del Palacultura subito dopo la sfilata del brand, che ha mostrato al pubblico le ultime creazioni, alla presenza delle massime cariche regionali di Confartigianato.
Una giornata di festa e di profonda emozione ha unito la comunità di Fiastra. Nella giornata di lunedì 26 maggio, la cittadinanza ha celebrato un traguardo anagrafico straordinario: il centesimo compleanno della signora Amalia Cinti. La cerimonia ufficiale si è svolta nel pomeriggio, intorno alle ore 16:30, in un clima di grande affetto che ha visto la partecipazione del sindaco Giancarlo Ricottini, del vicesindaco Marcello Cocci e dei più stretti familiari della festeggiata.
Nativa di Acquacanina, località dove ha trascorso gran parte della sua lunga esistenza legando il proprio nome alla storia locale, Amalia Cinti si è trasferita circa un anno fa, a causa di alcune fragilità legate all'età avanzata, presso la Asp Lazzarelli - Casa di riposo e Residenza protetta di San Severino Marche, struttura dove risiede attualmente e dove ha ricevuto la visita della delegazione comunale.
A rendere ancora più speciale e toccante la ricorrenza è stata la presenza di una figura centrale nella vita della neo centenaria: il nipote più anziano, Coriolano Ferri, di 87 anni. L'anziano familiare, con ammirevole costanza, affronta ogni settimana il viaggio partendo da Acquacanina per raggiungere San Severino Marche, così da far visita alla zia e provvedere personalmente a ogni sua necessità quotidiana. Questa straordinaria testimonianza di legame e dedizione familiare non è passata inosservata, suscitando profonda commozione tra tutti i presenti e gli operatori della struttura nel corso della celebrazione.
"Da tanti anni non si registrava a Fiastra il traguardo dei cento anni", ha dichiarato il vicesindaco Marcello Cocci, mentre il primo cittadino, Giancarlo Ricottini, ha tenuto a sottolineare "il valore simbolico di questa ricorrenza per l'intera comunità. Un secolo di vita, di storia e di memoria del territorio: un traguardo da celebrare con rispetto e con affetto"
Si è svolta il 28 maggio scorso, presso l’IPSEOA “G. Varnelli” di Cingoli, la cena di gala conclusiva dell’anno scolastico intitolata “Visioni di Gusto: ricette e opere in scena”, evento che ha rappresentato il momento culminante di un articolato progetto interdisciplinare finanziato nell’ambito del Bando Scuole 2025 “Il linguaggio cinematografico e audiovisivo come oggetto e strumento di educazione e formazione”, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dal Ministero della Cultura. L’iniziativa ha saputo coniugare alta enogastronomia, linguaggi multimediali e valorizzazione del patrimonio storico-artistico locale, con particolare attenzione alla Pinacoteca Civica “Donatello Stefanucci” di Cingoli.
Per la realizzazione del progetto, l’istituto ha potuto contare su una rete di partner di primo piano composta dal Comune di Cingoli, PlayMarche srl, Rainbow, Poliarte, dalle Università di Macerata e Camerino, oltre all’ITS Marche Turismo, Cultura e Nuove Tecnologie. Sotto il coordinamento della dirigente scolastica Annamaria Marcantonelli, studentesse e studenti sono stati i protagonisti assoluti della serata, mettendo in pratica il metodo del learning by doing e trasformando colori, forme e suggestioni delle opere d’arte in piatti raffinati e servizi di alto livello.
L’evento si è sviluppato in tre momenti distinti e complementari. La prima parte si è svolta nelle sale della Pinacoteca Civica, dove gli ospiti hanno partecipato a un percorso culturale guidato dagli studenti dell’indirizzo Accoglienza Turistica della classe 5ª ATBTS, coordinati dalla professoressa Chiara Sangiovanni. Successivamente, gli spazi esterni dell’istituto hanno ospitato l’aperitivo di benvenuto con l’Angolo Mixology della classe 5ª AS, guidata dal professor Grasselli, che ha proposto cocktail ispirati a un manifesto storico di Stefanucci del 1934 e realizzati con gin locale estratto a freddo. Nello stesso contesto è stato allestito un laboratorio di serigrafia dal vivo curato da Veryseri Studio Creativo di Milano, mentre venivano serviti gli antipasti preparati dalle classi 5ª CC e 5ª Serale.
Con il calare della sera, la facciata dell’istituto si è trasformata in uno schermo per uno spettacolo di Video Mapping realizzato da PlayMarche, dedicato alle opere d’arte e alle creazioni gastronomiche elaborate dagli studenti. Lo show ha introdotto gli ospiti nella Sala Ristorante “Alfredo Passarelli”, dove il convivio, condotto dal professor Oscar Piccinini, ha accompagnato i partecipanti in un percorso sensoriale in cui ogni portata dialogava con un’opera d’arte attraverso contenuti audiovisivi esplicativi.
Il menù si è aperto con un cioccolatino fondente impreziosito da polvere d’oro, ispirato all’opera “Notte a Cingoli” e realizzato nell’ambito del progetto inclusivo AlberghiAmoCi. Tra le portate più apprezzate, il risotto al Butterfly Pea dedicato ai notturni di Danilo Bergamo e la tagliatella al cacao con ragù bianco di cortile e tartufo nero pregiato ispirata al dipinto “Lungo il fiume” di Donatello Stefanucci, entrambi preparati dalla classe 5ª BC. Il percorso gastronomico è proseguito con un petto d’anatra cotto a bassa temperatura, ispirato all’opera “Sul cavalletto” di M. Carloni, e con un semifreddo ai limoni e frutti di bosco che ha reinterpretato una tela di Stefanucci. L’abbinamento enologico è stato curato in collaborazione con le cantine partner Conti Azzoni e Terre Gaie.
Al termine della cena, durante il servizio di caffè e la degustazione dei distillati Varnelli, gli ospiti hanno ricevuto un segnalibro artigianale realizzato dai ragazzi di AlberghiAmoCi e una litografia stampata dal vivo nel corso della serata. La manifestazione si è conclusa con la tradizionale sfilata delle brigate di cucina, sala, pasticceria e accoglienza, affiancate dai docenti dell’istituto.
L’evento ha raccolto unanimi consensi da parte dei partecipanti. Tra i commenti più significativi quello di un ospite che ha definito la serata «un vero viaggio sensoriale», sottolineando la professionalità e la passione dimostrate dagli studenti nel trasformare l’arte in esperienza gastronomica. Soddisfazione è stata espressa anche dalla dirigente scolastica Annamaria Marcantonelli, che ha evidenziato come l’iniziativa rappresenti il risultato di un anno di lavoro condiviso tra scuola, istituzioni e territorio, confermando il ruolo dell’istituto nella formazione dei professionisti del futuro nel settore dell’ospitalità e della ristorazione.
Alla serata hanno partecipato numerose autorità regionali e locali, tra cui il sindaco di Cingoli Michele Vittori, il vicepresidente della Regione Marche Filippo Saltamartini, membri della Giunta comunale e diversi sindaci del territorio, a testimonianza del forte legame tra il Varnelli e il tessuto istituzionale marchigiano.
Importante novità per i cittadini di Castelraimondo e dei comuni limitrofi sul fronte della semplificazione burocratica. Ha preso ufficialmente il via la possibilità di richiedere o rinnovare il proprio passaporto direttamente presso lo sportello dell’ufficio postale di viale Europa 20.
Il servizio, attivato di recente, rientra nel più ampio piano nazionale del progetto Polis - Casa dei Servizi di Cittadinanza digitale, promosso per digitalizzare e rendere più accessibili i servizi della pubblica amministrazione.
L'iniziativa punta in modo specifico a favorire i residenti dell’entroterra e dei territori svantaggiati, riducendo sensibilmente la necessità di lunghi spostamenti fisici e, al contempo, accorciando i tempi di rilascio del documento di viaggio. Si tratta di un’agevolazione di rilievo per la comunità locale, che permette di ottenere un servizio essenziale senza il bisogno di recarsi presso la Questura competente, dove le liste d’attesa per gli appuntamenti sono generalmente molto lunghe e congestionate.
Tra i vantaggi della nuova procedura introdotta a Castelraimondo spicca anche la flessibilità logistica: i cittadini che usufruiranno del servizio allo sportello postale potranno infatti richiedere di ricevere il passaporto direttamente presso il proprio domicilio, azzerando così un ulteriore viaggio per il ritiro.
L'attivazione del passaporto non è l'unica novità legata alla transizione digitale dell'ufficio postale di viale Europa. Nella medesima ottica di facilitazione e prossimità verso l'utente, la sede cittadina ricorda che rimangono pienamente operativi anche gli sportelli dedicati al rilascio dei certificati INPS e dei certificati ANPR (Anagrafe Nazionale Popolazione Residente). Grazie a questi canali, i residenti possono sbrigare numerose pratiche pensionistiche e anagrafiche direttamente in paese, consolidando l'ufficio postale come un vero e proprio punto di riferimento per i servizi pubblici sul territorio.