È durata circa 12 ore la protesta dei tre operai edili saliti su una gru in piazza San Nicola, a Tolentino, per chiedere il pagamento degli stipendi arretrati. I tre uomini sono scesi dopo una lunga mediazione condotta dalla polizia di Stato, con il supporto dei vigili del fuoco che ne hanno garantito la sicurezza durante le operazioni.
La vicenda era iniziata nella mattinata, quando i tre lavoratori, di origine egiziana e con età compresa tra i 25 e i 30 anni, erano saliti fino a circa 35 metri d'altezza, minacciando di gettarsi nel vuoto per richiamare l'attenzione sulla mancata corresponsione delle retribuzioni. I tre sono impegnati nei cantieri della ricostruzione post-sisma e chiedevano il versamento di tre mensilità arretrate.
Nel corso della giornata, in piazza San Nicola erano intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco, il personale sanitario del 118 e la polizia locale, mentre l'area era stata transennata per consentire la gestione dell'emergenza. Determinante il lavoro del negoziatore della polizia di Stato, affiancato dal personale coordinato da un funzionario della Questura di Macerata, che ha portato avanti il dialogo con i tre manifestanti fino alla conclusione della protesta.
Anche il sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, era intervenuto sulla vicenda, richiamando la necessità di individuare strumenti normativi per tutelare i lavoratori coinvolti nel sistema dei subappalti e garantire il pagamento degli stipendi.
“Bisogna trovare una soluzione normativa”, aveva dichiarato il primo cittadino, sottolineando le difficoltà di chi lavora lontano dalla propria famiglia senza avere la certezza di ricevere la retribuzione: "L'unica certezza è lo stipendio e non c'è nemmeno quella".
Con la discesa dei tre operai, avvenuta con l'assistenza dei vigili del fuoco, si è conclusa una giornata di tensione e trattative. Resta al centro della vicenda la questione delle mensilità non pagate, all'origine della protesta.
Non è la prima volta che a Tolentino si verifica un episodio simile. La città, interessata da numerosi cantieri per la ricostruzione dopo il sisma, si è già trovata a fare i conti con proteste di lavoratori saliti sulle gru per denunciare il mancato pagamento degli stipendi. Una situazione che riporta l’attenzione sulle difficoltà che possono emergere nei cantieri della ricostruzione, dove il ritardo nelle retribuzioni può trasformarsi in un’emergenza sociale, oltre che lavorativa.
È durata circa 12 ore la protesta dei tre operai edili saliti su una gru in piazza San Nicola, a Tolentino, per chiedere il pagamento degli stipendi arretrati. I tre uomini sono scesi dopo una lunga mediazione condotta dalla polizia di Stato, con il supporto dei vigili del fuoco che ne hanno garantito la sicurezza durante le operazioni.
La vicenda era iniziata nella mattinata, quando i tre lavoratori, di origine egiziana e con età compresa tra i 25 e i 30 anni, erano saliti fino a circa 35 metri d'altezza, minacciando di gettarsi nel vuoto per richiamare l'attenzione sulla mancata corresponsione delle retribuzioni. I tre sono impegnati nei cantieri della ricostruzione post-sisma e chiedevano il versamento di tre mensilità arretrate.
Nel corso della giornata, in piazza San Nicola erano intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco, il personale sanitario del 118 e la polizia locale, mentre l'area era stata transennata per consentire la gestione dell'emergenza. Determinante il lavoro del negoziatore della polizia di Stato, affiancato dal personale coordinato da un funzionario della Questura di Macerata, che ha portato avanti il dialogo con i tre manifestanti fino alla conclusione della protesta.
Anche il sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, era intervenuto sulla vicenda, richiamando la necessità di individuare strumenti normativi per tutelare i lavoratori coinvolti nel sistema dei subappalti e garantire il pagamento degli stipendi.
“Bisogna trovare una soluzione normativa”, aveva dichiarato il primo cittadino, sottolineando le difficoltà di chi lavora lontano dalla propria famiglia senza avere la certezza di ricevere la retribuzione: "L'unica certezza è lo stipendio e non c'è nemmeno quella".
Con la discesa dei tre operai, avvenuta con l'assistenza dei vigili del fuoco, si è conclusa una giornata di tensione e trattative. Resta al centro della vicenda la questione delle mensilità non pagate, all'origine della protesta.
Non è la prima volta che a Tolentino si verifica un episodio simile. La città, interessata da numerosi cantieri per la ricostruzione dopo il sisma, si è già trovata a fare i conti con proteste di lavoratori saliti sulle gru per denunciare il mancato pagamento degli stipendi. Una situazione che riporta l’attenzione sulle difficoltà che possono emergere nei cantieri della ricostruzione, dove il ritardo nelle retribuzioni può trasformarsi in un’emergenza sociale, oltre che lavorativa.
Musica, luci e un dj per una serata danzante organizzata all’interno di un circolo privato, ma senza le necessarie autorizzazioni. È quanto hanno accertato gli agenti della Polizia di Stato durante un controllo amministrativo effettuato nella notte tra il 17 e il 18 ottobre in un locale di Recanati.
L’ispezione è stata condotta dal personale della Divisione Polizia amministrativa e di sicurezza della Questura di Macerata, con il supporto della Polizia scientifica. Al momento del controllo, nei locali erano presenti circa venti persone, impegnate in un’attività di ballo.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’intrattenimento era organizzato con dj, impianto audio e luci e risultava pubblicizzato anche attraverso i social network. Un’attività che, tuttavia, sarebbe stata svolta senza il necessario titolo autorizzatorio e che non poteva essere ricondotta alla semplice somministrazione di alimenti e bevande dichiarata dal circolo. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato una mancata corrispondenza con le finalità indicate nell’atto costitutivo dell’associazione.
Nel corso dell’ispezione sono emerse anche altre irregolarità amministrative: la mancata esposizione della Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) relativa alla somministrazione e l’omessa compilazione delle schede di rilevazione settimanale previste dalla normativa igienico-sanitaria.
Al presidente del circolo sono state contestate tre violazioni, per un importo complessivo di circa 1.500 euro. Per gli aspetti di competenza sanitaria sarà informata l’Azienda sanitaria territoriale, mentre ulteriori verifiche saranno svolte attraverso il Suap, lo Sportello unico per le attività produttive del Comune di Recanati.
Controlli anche a Macerata
Nell’ambito dello stesso servizio, gli agenti hanno verificato anche il rispetto di una precedente diffida relativa a un presunto evento abusivo organizzato in un immobile di Macerata.
In questo caso, il controllo non ha evidenziato attività in corso né la presenza di avventori all’interno della struttura.
L’operazione rientra nell’attività di vigilanza della Polizia di Stato finalizzata a verificare la regolarità degli esercizi e delle iniziative di intrattenimento, con particolare attenzione al rispetto delle norme amministrative e delle disposizioni in materia di sicurezza e igiene.
Controlli sulle strade e verifiche contro la diffusione delle sostanze stupefacenti: è il bilancio del servizio straordinario a largo raggio condotto dai carabinieri della Compagnia di Camerino, impegnati nella prevenzione e nel contrasto dei reati sul territorio. Tre gli episodi emersi durante le attività, che hanno portato a una denuncia per guida in stato di ebbrezza, una segnalazione per possesso di droga per uso personale e una denuncia per la manomissione di una carta d’identità elettronica.
Nel primo caso, un 34enne nato in Polonia e residente a Camerino è stato denunciato in stato di libertà dopo essere stato sottoposto a un controllo mentre si trovava alla guida della propria auto. Il test alcolemico ha rilevato un tasso superiore ai limiti consentiti dalla legge. Per l’uomo è scattato il ritiro immediato della patente, in vista del successivo provvedimento di sospensione.
Un secondo intervento ha riguardato un 18enne originario della provincia di Chieti e residente a Pescara, fermato durante un normale posto di controllo mentre si trovava a bordo della propria autovettura. I militari lo hanno trovato in possesso di circa cinque grammi di hashish, che sono stati sequestrati. Per il giovane è scattata la segnalazione alla Prefettura per uso personale di sostanze stupefacenti.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla sicurezza documentale. I carabinieri della stazione di Ussita hanno infatti individuato un 32enne residente nella provincia di Pescara che aveva rimosso il microchip dalla propria carta d’identità elettronica.
Il dispositivo contiene in modo sicuro i dati personali e biometrici del titolare, tra cui fotografia e impronte digitali, oltre alle informazioni necessarie per l’identificazione online. La rimozione del chip costituisce una manomissione del documento e, per questo motivo, l’uomo è stato denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria per falsità materiale commessa dal privato.
Chissà se Woland, il diabolico e affascinante protagonista de Il Maestro e Margherita, abbia davvero deciso di metterci lo zampino. O se, più semplicemente, la realtà abbia scelto di irrompere sulla scena con un colpo di teatro decisamente fuori copione.
Lo scorso sabato sera, al Teatro La Nuova Fenice di Osimo, mentre era in corso Il Maestro e Margherita (Sympathy for the Devil), lo spettacolo di Paolo Nori dedicato al celebre romanzo di Michail Bulgakov, un uomo di 45 anni, seduto in platea, ha accusato un malore e si è improvvisamente accasciato a terra.
Attimi di apprensione tra gli spettatori, con la rappresentazione interrotta per consentire di prestare soccorso all'uomo. Ma proprio lì, tra le poltrone del teatro, si è rivelata decisiva la presenza di due medici che assistevano allo spettacolo. Insieme al personale della struttura, sono intervenuti tempestivamente per prestare le prime cure e affrontare l'emergenza.
È stato subito predisposto il defibrillatore presente all'interno del teatro, mentre venivano allertati i soccorsi. L'uomo ha però ripreso gradualmente conoscenza e non si è reso necessario utilizzare il dispositivo.
Sul posto sono arrivati un'ambulanza della Croce Verde di Castelfidardo e un'automedica proveniente dal Crass. Il personale sanitario ha stabilizzato il paziente prima di accompagnarlo in ospedale per gli accertamenti del caso. Secondo le prime valutazioni, il malore sarebbe riconducibile a una sincope.
Dopo una pausa di circa mezz'ora, lo spettacolo è potuto riprendere regolarmente, consentendo alla serata di proseguire dopo la comprensibile preoccupazione iniziale.
E così, in una rappresentazione che porta al centro il rapporto tra bene e male, tra apparenza e verità, il colpo di scena più inatteso è arrivato proprio dalla platea. Per fortuna, questa volta, a fare la differenza non sono stati gli intrighi di Woland, ma la prontezza di due medici, la collaborazione del personale del teatro e l'arrivo tempestivo dei soccorritori.
Nel gennaio 2012 il Movimento dei Forconi partì dalla Sicilia e raggiunse diverse regioni italiane, coinvolgendo anche le marinerie marchigiane. Oggi il caro carburante riaccende le proteste nel Mezzogiorno, mentre ad Ancona scendono in piazza i manifestanti contro il caro-vita e gli autotrasportatori marchigiani sono in stato di mobilitazione.
Una protesta che parte dal Sud, i mezzi che si fermano, le merci che rischiano di non arrivare a destinazione. E, dietro il blocco, una questione che riguarda tutti: quanto costa lavorare e quanto resta davvero nelle tasche di chi produce, trasporta e vende.
In questi giorni la protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio si è fatta sentire soprattutto nel Mezzogiorno, con presidi e disagi in diverse aree tra Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Una mobilitazione nata dalla difficoltà di sostenere costi sempre più alti, che rischia di ripercuotersi anche sulla distribuzione delle merci e sulle attività che dipendono dal trasporto su strada.
Non sarebbe la prima volta che una protesta nata nel Sud supera i confini delle regioni in cui è partita. Nel gennaio 2012 il Movimento dei Forconi diede vita in Sicilia a una mobilitazione contro il costo del carburante, i pedaggi e le spese di gestione. Nel giro di pochi giorni, le iniziative coinvolsero altre parti d'Italia, con ripercussioni anche sui trasporti e sulla circolazione delle merci.
In quel caso il malcontento arrivò anche nelle Marche. Il 23 gennaio 2012 si fermarono i pescherecci di Civitanova Marche, nell'ambito della mobilitazione che coinvolse diverse marinerie. Il giorno successivo, il coinvolgimento delle marinerie marchigiane fu richiamato anche in un intervento al Senato.
Un precedente che non significa che oggi debba ripetersi lo stesso scenario, ma che mostra come una protesta legata ai costi e alla sostenibilità del lavoro possa estendersi ad altre categorie e territori.
Nelle Marche, intanto, emergono segnali di un malcontento che va oltre il settore dei trasporti. Il 17 ottobre, ad Ancona, oltre 150 persone hanno partecipato alla manifestazione del movimento "Tutta l'Italia in piazza", contestando il caro-vita, l'aumento dei costi dell'energia e dei carburanti, i salari bassi e la perdita di potere d'acquisto.
Una protesta distinta da quella degli autotrasportatori, ma che si inserisce nello stesso quadro di difficoltà economiche. Sul fronte del trasporto merci, infatti, Cna Marche ha confermato che le imprese regionali sono in stato di mobilitazione in attesa del confronto con il governo, mentre Cna Fermo ha segnalato che l'aumento del gasolio può tradursi in circa 2mila euro di costi aggiuntivi al mese per un mezzo pesante. Anche per il settore agricolo si muove qualcosa con CIA Marche che sarà presente alla mobilitazione nazionale prevista a Roma per domani 20 ottobre.
Il punto è ma capire fin dove possa arrivare la mobilitazione. Se il costo del carburante continua a erodere i margini delle imprese e i trasportatori decidono di fermarsi, le conseguenze possono andare oltre la categoria: consegne rallentate, difficoltà per grossisti e negozi, maggiori costi per le aziende e possibili ricadute sui consumatori.
È questo il meccanismo che rende una protesta di settore una questione economica più ampia. E che riporta al precedente del 2012: allora la mobilitazione partita dalla Sicilia coinvolse anche le marinerie marchigiane; oggi, mentre il Sud è attraversato dalle proteste contro il caro gasolio, ad Ancona si manifesta contro il caro-vita e gli autotrasportatori regionali chiedono risposte.
La domanda è quanto resteranno separate queste forme di malcontento e se la mobilitazione dei trasportatori si allargherà anche sul piano delle iniziative concrete. Perché quando i costi diventano difficili da sostenere, il problema non riguarda soltanto chi protesta: può finire per coinvolgere l'intera filiera, da chi produce a chi acquista.
Si comincia con la cena, poi arriva la musica e l'atmosfera cambia. A La Serra di Civitanova Marche la sera diventa un'esperienza che unisce ristorazione, intrattenimento e convivialità, con una formula pensata soprattutto per un pubblico adulto. A raccontarlo è Aldo Ascani, che insieme ai fratelli Silvano ed Ezio rappresenta da anni un punto di riferimento per il mondo della movida e dell’intrattenimento del territorio. I tre sono stati premiati a Roma lo scorso 7 ottobre con il riconoscimento “Marche, una regione da podio”, assegnato per il contributo offerto al settore.
Alla serata ha partecipato anche la redazione di Picchio News, presente per celebrare il riconoscimento conferito al direttore Guido Picchio, insignito dello stesso premio.
L'idea della Serra nasce nel 2015, durante un viaggio a New York. «Sono entrato all'interno di una serra, anche se simulata, tra due palazzi. Mi ha colpito l'atmosfera che era stata creata», racconta Ascani. Tornato in Italia, quella suggestione si è trasformata in un progetto concreto, sviluppato negli spazi del vecchio Garden Pellegrini.
Il risultato è uno spazio in cui la struttura architettonica contribuisce a definire l'esperienza. Di giorno la luce naturale attraversa le vetrate e il verde diventa parte integrante dell'ambiente; la sera, invece, il locale cambia volto. «C'è una metamorfosi completa: l'ambiente diventa lounge», racconta Ascani. Un passaggio che accompagna il pubblico dalla dimensione del ristorante a quella dell'intrattenimento.
La Serra non vuole essere una discoteca nel senso tradizionale del termine, né soltanto un ristorante. Il suo format si sviluppa proprio nello spazio tra queste due esperienze: si cena, si sta insieme e, una volta terminato il servizio, si può restare per ascoltare musica e divertirsi.
A dare ritmo alla serata ci sono ospiti sempre diversi, quetso venerdì è toccato a Rudy Smaila, musicista e figlio di Umberto Smaila, volto storico dello spettacolo italiano. «Per me è un privilegio suonare con la famiglia Ascani, che ha fatto degli ospiti musicali e della musica dal vivo una propria peculiarità», racconta. La formula della cena spettacolo segue i tempi della tavola, lasciando poi spazio al divertimento: «Finché si mangia si vuole mangiare e dopo ci si vuole divertire».
Nel corso della serata, il direttore ha voluto rendere omaggio ai fratelli Ascani, regalando loro due dei suoi libri.
La Serra si inserisce in una proposta più ampia, costruita dalla famiglia Ascani attraverso locali con identità differenti: dallo Shada, beach club estivo, al Brahma, con una formula diversa. «La forza è il gruppo: ognuno di noi ha un ruolo ben preciso», sottolinea Aldo. Per la Serra, l'obiettivo resta quello di offrire un appuntamento atteso nel fine settimana, dove la serata non finisce con la cena, ma continua tra musica, incontri e voglia di stare insieme.
E il saluto di Rudy Smaila riassume lo spirito della serata: «Uscite a divertirvi, che la vita va celebrata».
È stata una comunicazione di poche righe da parte dell'Ambasciata a informare la famiglia della morte di Fabio Zallocco, il 34enne originario di Morrovalle trovato senza vita in una camera d’albergo ad Hanoi, in Vietnam. La tragedia risale al 29 settembre, ma la notizia è emersa soltanto nelle ultime ore, lasciando familiari e amici alle prese con il dolore e con molti interrogativi sulle circostanze del decesso, ancora da chiarire.
A distanza di settimane, gli amici e i familiari hanno deciso di lanciare una raccolta fondi su GoFundMe, intitolata "Un ultimo viaggio a casa", per contribuire alle ingenti spese sostenute per riportare la salma in Italia e organizzare l’ultimo saluto.
"Il 30 settembre una comunicazione di appena tre righe da parte dell’Ambasciata ci ha annunciato che Fabio non c’era più", raccontano i promotori dell’iniziativa. Un dolore reso ancora più difficile dalla distanza e dalla mancanza di risposte immediate: "Tante domande ancora aperte e il bisogno, per chi gli voleva bene, di conoscere la verità su quanto accaduto".
Fabio viveva a Londra, dove lavorava nel settore della ristorazione e aveva raggiunto un ruolo di responsabilità nella gestione di un rinomato ristorante italiano. Il viaggio in Asia era iniziato con una tappa a Hong Kong, dove avrebbe dovuto sostenere un colloquio di lavoro. Dopo aver girato mezzo mondo, il 34enne aveva deciso di concedersi qualche giorno di riposo in Vietnam, visitando anche Da Nang.
Il giovane era poi rientrato ad Hanoi in vista del volo che, il giorno successivo, lo avrebbe riportato nella capitale britannica. Quel ritorno, però, non è mai avvenuto. Le autorità locali hanno avviato gli accertamenti per stabilire le cause della morte, che al momento restano sconosciute.
"Fabio a Londra non ci è più potuto tornare. Il suo corpo è rimasto lontano da casa per altre tre settimane, prima di poter finalmente tornare in Italia. Ma non nel modo in cui tutti avremmo voluto riabbracciarlo", scrivono ancora gli amici e i familiari, ripercorrendo le settimane di attesa necessarie per il rimpatrio.
La salma è rientrata in Italia con arrivo a Roma e sarà trasferita a Morrovalle. Resta da definire la data dei funerali. Nel frattempo, la raccolta fondi ha raggiunto una cifra vicina ai 23mila euro. L’appello dei promotori è rivolto a chiunque voglia offrire un contributo per alleggerire almeno in parte il peso economico che si aggiunge alla perdita: "Vogliamo chiedervi di dare un contributo per coprire le ingenti spese che la famiglia, oltre all’incommensurabile perdita emotiva, sta sostenendo per il rimpatrio e l’ultimo saluto". La raccolta è disponibile online su GoFundMe.
Incidente nel pomeriggio di oggi, intorno alle 16, lungo la strada provinciale 120 che collega Sarnano a Sassotetto, nei pressi del ristorante La Patata Bollente. Nell’impatto, che ha coinvolto due motocicli e un’autovettura, sono rimasti feriti due uomini, entrambi trasportati al pronto soccorso dell’ospedale di Macerata.
La dinamica è ancora al vaglio dei carabinieri. Stando alle prime informazioni, le due moto, che viaggiavano nella stessa direzione, si sarebbero scontrate con l’auto proveniente dal senso opposto. Alla guida dei mezzi a due ruote c’erano un uomo di 51 anni e uno di 47, mentre l’automobile era condotta da un ragazzo di 26 anni.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 di Passo Sant’Angelo, l’automedica di Amandola, i vigili del fuoco e i carabinieri. Dopo le prime cure, i due motociclisti sono stati accompagnati al pronto soccorso per gli accertamenti del caso. Le loro condizioni non sono gravi. Il conducente dell’auto, invece, è rimasto illeso.
Alla mobilitazione nazionale prevista per domani, 20 ottobre, in piazza Montecitorio e piazza Capranica intervengono anche gli agricoltori marchigiani. Insieme alle delegazioni di Toscana, Sardegna e Campania, anche Cia - Agricoltori Italiani delle Marche aderisce a "I conti non tornano. Tutto a carico di agricoltori e cittadini".
La giornata di domani rappresenta la quarta di sei giornate di presidi che hanno interessato la Capitale. Cia nazionale aveva già promosso, dal 13 al 15 ottobre delle mobilitazioni, che si ripeteranno dal 20 al 22 ottobre che hanno visto (e vedranno) la partecipazioni di produttori e agricoltori da tutto il Paese.
Le motivazioni dietro la presenza nelle piazze di Montecitorio e Capranica risiedono nelle stesse che hanno portato moltissimi agricoltori e autotrasportatori a bloccare le strade del Sud Italia per protestare contro il caro vita: dai prodotti della spesa alimentare quotidiana, a quelli dell'energia e dei carburanti. Blocchi che hanno causato l'esaurimento del carburante alle pompe di benizina e dei prodotti sugli scaffali dei supermercati.
L'unione tra agricoltori e cittadini che si oppongono al costante aumento del peso dei rincari sulle spalle di chi produce e aquista. Il presidente nazionale Cia Cristiano Fini afferma: "La crisi dell'agricoltura non riguarda solo noi: coinvolge tutti i cittadini perchè chiama in causa la sicurezza alimentare, la tutela ambientale e il presidio dei territori. Gli agricoltori stanno lavorando con prezzi che in molti casi non coprono neppure i costi di produzione".
"Le imprese devono affrontate costi di produzione sempre più difficili da sostenre, mentre le famiglie fanno i conti con il peso della spesa. Il 20 ottobre porteremo a Roma le esigenze dell'agricoltura marchigiana, chiedendo che siano al centro delle scelte politiche" dichiara il presidente Cia Marche Alessandro Taddei.
La volontà è di rompere la catena della speculazione e le distorisioni della filiera che portano i produttori ad essere pagati sempre meno e i cittadini a spendere sempre di più.
Civitanova conquista il primo posto nella classifica di Magic Towns Italy, come la migliore destinazione per i pensionati internazionali che desiderano trasferirsi e vivere vicino al mare. La graduatoria attribuisce alla città un punteggio di compatibilità di 92,3 su 100, sulla base di una valutazione che prende in considerazione diversi aspetti della vita quotidiana, con particolare attenzione alla vicinanza dei servizi, alla possibilità di spostarsi a piedi e all’accessibilità dell’assistenza sanitaria. Il risultato riguarda uno specifico profilo di persone, pensionati principalmente provenienti da Stati Uniti, Regno Unito e Germania.
“Accogliamo con soddisfazione questo riconoscimento - dichiara il sindaco Fabrizio Ciarapica - Sapere che Civitanova Marche si posiziona al primo posto assoluto in Italia per i pensionati che cercano il mare, è la conferma della vivibilità del nostro territorio. La combinazione tra paesaggio, qualità dell'ambiente, servizi e tessuto economico rende la nostra città un luogo ideale per vivere ed essere attrattiva anche oltre i confini nazionali”.
Magic Towns Italy è un motore di ricerca indipendente rivolto a un pubblico internazionale che valuta il trasferimento in Italia. Finanziato esclusivamente dai propri utenti, il portale analizza un patrimonio di 5,8 milioni di dati relativi a tutti i 7.896 comuni italiani, prendendo in esame parametri fondamentali quali vivibilità, economia, vicinanza a scuole e strutture ospedaliere, qualità dell'ambiente e molti altri servizi. La classifica Inverno 2026 incrocia questi dati oggettivi con i profili di ricerca e le esigenze espresse dagli utenti, L'inserimento nel ranking garantisce la massima trasparenza e imparzialità, in quanto non è possibile pagare per comparire o salire in classifica.
«Il sindaco di Macerata non ha pagato nulla e tantomeno il Comune ha visto uscire un euro dalle casse pubbliche per l'evento svoltosi a Pechino». Sandro Parcaroli interviene sulle polemiche legate al suo recente viaggio in Cina e chiarisce la propria posizione, respingendo le contestazioni relative ai costi della trasferta e alle presunte spese sostenute dal figlio.
Il primo cittadino spiega di aver partecipato a Pechino a un convegno internazionale dedicato alle smart city su invito degli organizzatori. Una circostanza che, secondo Parcaroli, chiarisce le modalità della partecipazione e l'assenza di costi a carico dell'amministrazione comunale.
Nel suo intervento, il sindaco allarga il discorso alle trasferte effettuate dall'inizio del mandato, nell'ottobre 2020, sostenendo di non aver mai richiesto rimborsi per le spese personali sostenute in occasione di convegni, eventi pubblici, cerimonie e incontri istituzionali.
«In questi sei anni non ho chiesto il rimborso di un solo euro», ribadisce Parcaroli, ricordando anche gli spostamenti effettuati con la propria auto per raggiungere i ministeri.
Il sindaco contesta inoltre le affermazioni secondo cui le spese sostenute dal figlio per il viaggio in Cina sarebbero state inserite nel bilancio del Comune. Parcaroli definisce tali dichiarazioni «false e diffamatorie» e annuncia l'intenzione di tutelarsi nelle sedi competenti.
Nel suo intervento, il primo cittadino invita quindi a distinguere le polemiche dai fatti che, secondo la sua ricostruzione, dimostrerebbero come la trasferta a Pechino non abbia comportato esborsi per le casse comunali.
La vicenda si inserisce nel dibattito pubblico seguito alla partecipazione del sindaco al convegno internazionale in Cina. Al centro della replica di Parcaroli ci sono soprattutto due aspetti: le modalità con cui è stato organizzato il viaggio e la sua affermazione di non aver mai richiesto rimborsi per le trasferte istituzionali nel corso del mandato.
«Il sindaco Sandro Parcaroli non ha mai chiesto il rimborso di un euro delle spese sostenute, la trasferta a Pechino non è costata un centesimo al Comune», ribadisce il primo cittadino, riservandosi di agire nelle sedi competenti nei confronti di quelle che considera affermazioni diffamatorie.
«IIl consiglio comunale più farsesco e comico al quale abbia mai partecipato». È il giudizio espresso da Fausto Troiani, consigliere comunale di Vince Civitanova, sulla seduta del 14 ottobre, durante la quale è stata respinta la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Fabrizio Ciarapica.
Troiani, in Consiglio comunale dal dicembre 1995, con l’esclusione dei cinque anni dell’amministrazione Corvatta, affida a una lunga presa di posizione una dura critica agli atteggiamenti e alle scelte dei diversi protagonisti della seduta. «In tutti questi anni non sono mai mancato a un consiglio comunale, a mia memoria, e di consigli pessimi ne ho visti, di argomenti strani ne ho sentiti, di personaggi infami ne ho conosciuti», scrive, definendo quella del 14 ottobre una seduta senza precedenti per il suo carattere, a suo giudizio, farsesco.
Tra i passaggi più critici c’è quello rivolto alla consigliera Silvia Squadroni, alla quale Troiani contesta la scelta di lasciare di fatto il fronte dell’opposizione, entrare in Forza Italia e votare contro la mozione di sfiducia al sindaco.
Nel suo intervento, Troiani sostiene che la consigliera abbia cercato di giustificare il proprio cambiamento di schieramento con paragoni e accuse rivolti a lui e ai consiglieri del centrosinistra, che avevano sottoscritto la mozione insieme a Vince Civitanova.
Per il consigliere, si sarebbe trattato di argomentazioni utilizzate per motivare una scelta politica che segna una discontinuità rispetto alle posizioni assunte in passato nei confronti di Ciarapica.
Nel mirino di Troiani finisce anche Fratelli d’Italia. Il consigliere sottolinea la contraddizione che, a suo giudizio, sarebbe emersa durante la seduta: da una parte, le dure critiche rivolte al sindaco dal capogruppo del partito, con l’invito persino a dimettersi; dall’altra, l’astensione che ha contribuito a evitare l’approvazione della mozione di sfiducia.
Troiani contesta anche le motivazioni addotte per giustificare questa posizione, in particolare i dubbi sulla capacità di un eventuale commissario prefettizio di gestire questioni come l’evoluzione della direttiva Bolkestein e il centro per l’autismo.
Secondo il consigliere di Vince Civitanova, la scelta potrebbe avere anche conseguenze sul piano politico. Troiani ritiene infatti che Fratelli d’Italia rischi di subire la crescita di Futuro Nazionale, partito al quale riconduce l’attuale collocazione politica del sindaco, indicato nel suo intervento come responsabile regionale della formazione.
Troiani riserva ulteriori passaggi polemici ai consiglieri Pollastrelli e Turchi.
Al primo contesta di aver interpretato il suo intervento in aula come un racconto della storia di Vince Civitanova, mentre, precisa Troiani, il suo intento era ricostruire quelli che considera i ripetuti cambiamenti di schieramento di Ciarapica nei confronti dei partiti e degli elettori del centrodestra.
Il consigliere critica inoltre il voto contrario di Pollastrelli alla mozione di sfiducia, ricordando che in passato, a suo dire, avrebbe manifestato una posizione diversa. Richiama poi le indiscrezioni relative a un possibile interesse per un incarico nel Consiglio provinciale, senza presentarlo come un fatto accertato.
Più duro il giudizio su Turchi, che, secondo il racconto di Troiani, avrebbe partecipato in passato alle riunioni di Vince Civitanova sostenendo la necessità di mandare a casa Ciarapica, per poi diventare un suo difensore dopo la nomina a responsabile provinciale di Futuro Nazionale.
Nella parte finale del suo intervento, Troiani richiama anche le notizie circolate sulla stampa in merito a presunte adesioni non autorizzate a Futuro Nazionale, con persone che avrebbero dichiarato di essere state iscritte a loro insaputa e intenzionate a rivolgersi alle autorità competenti.
Il consigliere pone interrogativi sulle eventuali responsabilità, ma non indica elementi che consentano di attribuirle a una persona specifica.
La conclusione di Troiani riguarda i nuovi equilibri politici emersi dopo la seduta del 14 ottobre. Secondo la sua ricostruzione, il sindaco sarebbe oggi sostenuto da sette voti su 25: il proprio, quello della consigliera proveniente dall’opposizione e altri cinque riconducibili al variegato residuo della precedente maggioranza di centrodestra.
Una lettura che Troiani utilizza per mettere in evidenza la fragilità politica dell'attuale assetto amministrativo e le contraddizioni che, a suo giudizio, attraversano gli schieramenti cittadini.
La sua presa di posizione si chiude con la locuzione latina «Omnia munda mundis», traducibile come «tutto è puro per i puri», una conclusione che accompagna una critica complessiva ai comportamenti e alle scelte dei protagonisti della politica civitanovese.
Il titolo dell’argomento che oggi trattiamo nella rubrica “Sano a sapersi” è un detto popolare che si sente ripetere spesso in più ambiti, nel sociale, nel culturale, nel religioso e persino in quello economico. Riusciamo a comprendere che è un modo efficace per alimentare il nostro benessere se facciamo del bene a noi stessi, ma anche agli altri così da costruire un bene sempre più allargato intorno a noi.
È un ragionamento che sconfina nella valutazione dei valori umani, nei principi morali, negli insegnamenti cristiani e nelle migliori speculazioni di pensiero che ci sono state tramandate. Che tanti uomini e donne non riescano a difendersi e fuggire dalle tentazioni che creano malessere e negatività fa parte della nostra natura, ma una volta trovati gli antidoti, risulta chiaro che fare del bene ci fa bene, proprio alla nostra salute, alimenta il benessere.
Fare del bene però è un vago concetto generale, bisogna riempirlo di contenuti. Ognuno nella sua vita deve trovare la sua via del bene, o più vie, ricercando e confrontandosi con la realtà che sta vivendo.
Proprio per riempire di contenuti la lunga prefazione che ci siamo permessi, oggi incontriamo una signora, Beatrice Bistocco, che da qualche anno, oltre che al suo lavoro di estetista alle Terme S. Lucia di Tolentino, anche in questo caso distribuendo benessere, coltiva un altro impegno di grande valenza benefica, un contributo all’alleviamento di sofferenze e limiti di tanti uomini e donne residenti nelle zone più povere del mondo. Lo fa come collaboratrice di un’associazione umanitaria denominata “Africa Mission”.
Signora Beatrice, ci parli di “Africa Mission” e della sua attività.
“Africa Mission” è un’associazione umanitaria nata 50 anni fa ad opera di Vittorio Pastori, un ristoratore di Varese, che aveva seguito il suo vescovo curandone le attività curiali nella diocesi di Piacenza.
Proprio su istigazione del vescovo Monsignor Manfredini, egli fece un viaggio in Africa e precisamente in una zona tra le più povere dell’Uganda, la regione di Karamoja, un territorio semidesertico tre volte grande quello delle Marche dove vivono circa 1 milione di abitanti, tutti piccoli agricoltori e pastori con grossi problemi per la loro stessa sopravvivenza soprattutto per la mancanza di acqua. Fu un impulso per creare “Africa Mission” con la sede principale a Piacenza.
In seguito, Vittorio Pastori fu consacrato presbitero e conosciuto da tutti come don Vittorione per la sua imponente stazza. È venuto a mancare 30 anni fa, ma la sua opera si è ingrandita. Negli anni ha contribuito all’assistenza in molte parti del mondo, ma la sua operatività principale è rimasta proprio in quella zona dell’Uganda. Oggi “Africa Mission” conta organizzazioni di collaborazione in tredici regioni italiane, una delle più importanti si trova nella provincia di Pesaro qui nelle Marche. Poi a Tolentino ci sono anch’io che posso contare sull’aiuto di tanti amici.
Cosa fa “Africa Mission” nella regione di Karamoja in Uganda?
“In un territorio come quello, non molto diverso da come lo vide allora don Vittorione, “Africa Mission” si occupa soprattutto della realizzazione di pozzi d’acqua. Non è un’opera semplice, perché per arrivare alle falde acquifere bisogna scavare ben oltre 50 metri. Ne sono stati realizzati molti e questa opportunità dell’acqua ha aiutato in qualche maniera a migliorare la vita degli abitanti.
Altre emergenze della zona sono la scuola e la sanità. “Africa Mission” anche in queste necessità sta facendo molto, in collaborazione con i missionari Comboniani che hanno una buona presenza in quella terra. Io stessa mi sono recata come altri volontari in Karamoja per un mese negli ultimi due anni.
È davvero speciale la sensazione che hai nel constatare il grande bisogno che quella gente ha di te e la loro riconoscenza. Nell’ambito di un’educazione a nuovi mestieri per loro sconosciuti soprattutto nel campo artigianale, sto seguendo un progetto per insegnare a tagliare e cucire le stoffe”.
Oltre al bene che portate a chi ha bisogno, qual è il bene che ricevete da questa vostra azione?
“Sicuramente io sono soddisfatta, più serena, più disponibile, più aperta in tutti i contesti della mia vita quotidiana, quando sono qui a casa. È una sensazione di benessere che ho ricevuto cercando il benessere di chi, proprio per la loro estrazione geografica, ne ha ricevuto davvero poco. A volte con i miei amici volontari dell’associazione diciamo che dobbiamo ringraziare piuttosto che essere ringraziati”.
Penso che abbiate bisogno di un sostegno economico. Come lo recherate?
“Ci sono donazioni liberali di vario tipo, manifestazioni per recuperare risorse. Vorrei segnalare e invitare tutti a partecipare ad una cena di beneficenza per “Africa Mission” che si svolgerà a Tolentino nel ristorante Bellini venerdì 13 novembre alle ore 20.30. Era stata comunicata in precedenza un’altra data, ma ripeto presso il ristorante Bellini il 13 novembre alle ore 20.30. La cena molto gustosa ha un costo di 30 euro, una parte andrà a favore della nostra missione”.
Il ciclo mestruale è spesso considerato un appuntamento da segnare sul calendario, qualcosa a cui prestare attenzione soprattutto quando arriva in ritardo. Eppure, la sua assenza può essere un segnale importante, con cui il corpo comunica che qualcosa nel suo equilibrio si è modificato.
Tra i fattori che possono influenzare la regolarità mestruale c'è anche il rapporto tra alimentazione, attività fisica e disponibilità di energia. L' amenorrea, cioè l'assenza delle mestruazioni, non ha un'unica causa. Può essere legata,per esempio, a condizioni come la sindrome dell'ovaio policistico, alterazioni della funzione tiroidea o altre condizioni mediche.
In alcune donne, tuttavia, il ciclo si interrompe quando l'organismo non riceve energia sufficiente a sostenere tutte le sue funzioni. È il caso dell' amenorrea ipotalamica funzionale, una condizione che può verificarsi in presenza di restrizioni alimentari, perdita di peso, allenamenti intensi o periodi di forte stress.
Non è necessario essere in una condizione di sottopeso perché questo accada. Anche una donna in normopeso, che mangia in modo apparentemente sano e pratica attività fisica con regolarità, può introdurre meno energia di quella di cui ha bisogno. Può succedere quando si riducono troppo le porzioni, si eliminano interi gruppi alimentari o si aumenta l'allenamento senza adeguare l'alimentazione.
In queste circostanze, l'organismo può ridurre l'attività dell'asse ormonale che regola l'ovulazione e il ciclo mestruale.
Che cosa fare, allora? Quando il ciclo si interrompe per una disponibilità energetica insufficiente, il percorso di recupero passa innanzitutto dal ripristino di un equilibrio tra ciò che si mangia e ciò che si consuma. Può essere necessario aumentare l'apporto energetico, distribuire meglio i pasti durante la giornata e assicurare un'alimentazione completa, che comprenda anche carboidrati e grassi, spesso ridotti eccessivamente nelle diete restrittive. In alcuni casi può essere utile rivedere l'intensità o la frequenza degli allenamenti.
Non esiste, però, una quantità di calorie valida per tutte: le necessità dipendono dalla situazione individuale e il recupero può richiedere tempo. Ripristinare il ciclo non è soltanto una questione di regolarità mestruale. Una carenza energetica prolungata e una riduzione degli estrogeni possono compromettere anche la salute delle ossa, con conseguenze che possono emergere nel tempo.
L'assenza delle mestruazioni, quindi, non dovrebbe essere considerata una semplice conseguenza dello stress o dell'allenamento, né un cambiamento da accettare senza approfondimenti. È importante rivolgersi al medico per individuarne la causa e, quando necessario, costruire un percorso condiviso con professionisti della nutrizione e della salute.
Il ciclo non è soltanto un evento periodico: è anche un indicatore della salute, e ascoltarne i cambiamenti significa dare attenzione a ciò di cui il corpo ha bisogno.
Day after felice in casa Aurora Treia. Il 2-0 nel derby contro il Chiesanuova porta in dote tre punti pesanti, ma soprattutto restituisce entusiasmo a una squadra chiamata a reagire dopo la sconfitta casalinga contro il Fano. E farlo in una sfida così sentita rende il successo ancora più significativo.
I cucinieri salgono a quota 16 punti e consolidano la seconda posizione in classifica, alle spalle della sola Fermana. Un risultato che dà nuovo slancio alle ambizioni della formazione treiese, capace di rispondere sul campo in una partita che, per il valore della rivalità e per il significato che assume per la comunità locale, va ben oltre i tre punti.
Il successo permette inoltre di riscattare la sconfitta rimediata in Coppa ad agosto al Don Guido Bibini, una gara che aveva lasciato strascichi e polemiche legati a episodi extracalcistici. Questa volta a parlare è stato il campo, con l'Aurora brava a imporsi e a ritrovare la strada della vittoria.
Tra i protagonisti del derby c'è Luca Senigagliesi, autore del momentaneo 0-1 nella sfida del Don Guido Bibini e tra gli uomini più attesi in una partita dal peso specifico particolare. L'attaccante sottolinea soprattutto la capacità della squadra di rialzarsi dopo il passo falso precedente.
«Reagire era importante dopo la gara col Fano, ci era richiesto e farlo in un derby molto sentito come questo era molto delicato. Sono contento del gol, del rigore e del resto, ma l'importante era il risultato», racconta Senigagliesi.
Parole che fotografano lo spirito con cui l'Aurora ha affrontato l'appuntamento: mettere da parte le delusioni, ritrovare compattezza e dimostrare di saper rispondere alle difficoltà. Per l'attaccante, la soddisfazione personale passa inevitabilmente in secondo piano rispetto al bene della squadra.
«Fare gol è bello anche nel campetto di parrocchia, sono contento di essere tornato a casa, ma l'importante è giocare per un obiettivo che abbiamo tutti in mente e che giochiamo domenica dopo domenica per portarlo a casa».
Il messaggio è chiaro: l'Aurora Treia non vuole accontentarsi di un buon avvio di stagione, ma punta a recitare un ruolo da protagonista. Le ambizioni societarie sono importanti e il gruppo è consapevole delle aspettative che accompagnano il proprio percorso.
«Sicuramente siamo stati chiamati per essere protagonisti e provare a vincere il campionato. La società è ambiziosissima e quindi dobbiamo cercare di migliorarci senza pensare a questo, ma partita dopo partita», spiega Senigagliesi.
È proprio questa la linea da seguire per i cucinieri: coltivare l'ambizione senza lasciarsi condizionare dalla classifica, continuando a lavorare e a concentrarsi sul prossimo impegno. Il derby con il Chiesanuova ha restituito fiducia e punti preziosi, ma la stagione è ancora lunga.
Per l'Aurora Treia, intanto, il lunedì porta sorrisi e una certezza: vincere una partita così sentita vale sempre qualcosa in più.
Sei medaglie d’oro, un argento e un bronzo per chiudere nel migliore dei modi l’anno agonistico. La Ginnastica Macerata si mette in evidenza alla Coppa Campioni di ginnastica aerobica, andata in scena il 17 e 18 ottobre a Pomigliano d'Arco, conquistando risultati di prestigio in tutte le categorie, dalle Allieve alle Senior.
A brillare è stata soprattutto la capacità delle atlete maceratesi di alternare prestazioni individuali di alto livello a prove di squadra, confermando il lavoro svolto quotidianamente in palestra e l’affiatamento tra le ginnaste. Nella categoria Senior, Arianna Ciurlanti conquista il primo posto nell’individuale, grazie a un esercizio di qualità, caratterizzato da eleganza e maturità tecnica.
Doppia vittoria per le Junior B. Margherita Paolucci, Ginevra Evangelista e Anna Pinzi si impongono nella prova del trio, mentre nel gruppo arriva un altro oro per la formazione composta dalle tre atlete maceratesi insieme ad Anna Bisconti e Angela Schiano, quest’ultima della Chige. Una prestazione convincente, sostenuta da armonia e sincronizzazione.
Buone indicazioni anche dalle prove individuali, disputate in una competizione particolarmente partecipata. Paolucci si distingue per sicurezza ed eleganza, Bisconti conferma i progressi compiuti e Evangelista, impegnata in tutte e tre le specialità, dimostra energia e determinazione.
Risultati altrettanto significativi arrivano dalle Junior A, protagoniste di una giornata da quattro medaglie. Norah Leoperdi vince l’individuale, mentre Diana Marchetti conquista l’argento. Le due ginnaste, insieme a Matilde Ottaviani, salgono poi sul gradino più alto del podio nel trio. Il quarto successo di categoria arriva nella prova del gruppo, con Norah e Diana affiancate da Matilde Ottaviani, Angelica Garbuglia e Beatrice Ortenzi.
Positive anche le prestazioni individuali di Ottaviani e Garbuglia, che confermano la crescita del gruppo e il lavoro portato avanti durante la stagione.
A completare il medagliere ci pensano le Allieve, con il bronzo conquistato nel trio da Agnesa Beqiraj, Linda Crescimbeni ed Elena Staffolani. La formazione del gruppo, composta da Benedetta Foglia, Anita Francia, Angelica Grioli, Mia Mengoni ed Elena Tacconi, sfiora invece il podio, confermandosi competitiva. Segnali incoraggianti arrivano anche dal secondo trio, formato da Grioli, Mengoni e Tacconi, e dalle prove individuali di Staffolani, Dominique Marchetti, Francia e Foglia.
Al di là delle medaglie, la trasferta campana consegna alla Ginnastica Macerata un bilancio positivo per l’intero settore agonistico. Tutte le categorie hanno dimostrato di poter competere ad alto livello, dalle più giovani alle Senior, valorizzando il percorso di crescita costruito attraverso allenamenti, impegno e spirito di squadra.
Un risultato che premia il lavoro delle atlete, la guida dei tecnici e il sostegno delle famiglie, offrendo alla società maceratese una solida base da cui ripartire per la prossima stagione.
Il caro energia torna a pesare sui bilanci di famiglie e imprese, con una stangata che, nelle Marche, potrebbe avvicinarsi ai 918 milioni di euro nel 2026. È la stima elaborata dal Centro Studi Cna Marche sulla base di un aumento medio del 20% dei prezzi di energia e carburanti. Un rincaro che rischia di sottrarre risorse ai consumi delle famiglie e agli investimenti delle aziende, mettendo sotto pressione la competitività del sistema produttivo regionale.
Secondo l'analisi della Cna che proietta sull'intero anno l'andamento dei consumi e della spesa energetica, a livello nazionale il conto complessivo per benzina, gasolio, elettricità e gas potrebbe raggiungere i 206 miliardi di euro. Si tratta di oltre 33 miliardi in più rispetto al 2025 e di una cifra superiore anche ai 202 miliardi registrati nel 2022, durante la precedente crisi energetica.
Le conseguenze sarebbero significative sia per le famiglie, con un aggravio medio superiore ai 500 euro annui, sia per le imprese, per le quali il costo aggiuntivo medio supererebbe i 4.500 euro.
Nel dettaglio regionale, la maggiore spesa stimata ammonta a circa 918 milioni di euro. Di questi, oltre 328 milioni ricadrebbero sulle famiglie marchigiane, mentre circa 589 milioni graverebbero sulle imprese. Un impatto rilevante per un territorio in cui il tessuto economico è composto in larga parte da piccole e medie attività, spesso particolarmente esposte alle variazioni dei costi energetici.
A incidere è soprattutto la dinamica dei carburanti. Nei primi otto mesi del 2026, secondo i dati richiamati dalla CNA, i consumi di gasolio per autotrazione sono diminuiti del 4,3%, ma la spesa è aumentata del 12,6%. Per la benzina si registra invece una crescita dei consumi del 4,8%, accompagnata da un incremento della spesa del 9,6%.
Se la tendenza dovesse proseguire, il conto annuale dei carburanti arriverebbe a 74,4 miliardi di euro, contro i 66,6 miliardi dell'anno precedente.
La pressione sui bilanci si avverte anche nel Maceratese, dove i prezzi dei carburanti restano elevati. In base ai dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 13 ottobre, la benzina self-service costa in media 2,020 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge i 2,224 euro.
Valori che incidono direttamente sui costi di esercizio di numerose attività economiche del territorio, dal manifatturiero al sistema casa, dall'agroalimentare all'autoriparazione, fino al settore dei trasporti. Per queste imprese, l'aumento delle spese per carburanti, elettricità e gas rischia di comprimere i margini e ridurre la capacità di investire.
«Ogni misura che contribuisce a ridurre il prezzo alla pompa è positiva – sottolinea Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata – ma occorre prestare attenzione a come viene distribuito lo sforzo lungo la filiera. Non sarebbe equilibrato se una parte rilevante della calmierazione finisse per gravare proprio sui gestori degli impianti, spesso piccole imprese che rappresentano l'ultimo anello della catena. È necessario che il contributo alla riduzione dei prezzi sia sostenibile e proporzionato lungo tutti i passaggi della filiera».
Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto i carburanti. Anche le bollette di elettricità e gas continuano a rappresentare una voce di spesa critica, rendendo necessario un intervento che vada oltre le misure temporanee.
Per la CNA, la riduzione strutturale del costo dell'energia deve diventare una priorità della politica economica. Tra le proposte avanzate a livello nazionale figura l'istituzione, nella prossima legge di bilancio, di un fondo da un miliardo di euro all'anno per sostenere la realizzazione di piccoli impianti fotovoltaici destinati all'autoproduzione delle imprese. L'obiettivo è ridurre la spesa energetica e limitare la dipendenza dalle oscillazioni dei mercati.
«Per le nostre imprese bollette e carburanti più cari significano meno risorse per investire, innovare e creare occupazione – conclude Giglietti –. Servono interventi immediati, ma anche strumenti che consentano alle aziende di diventare progressivamente meno dipendenti dalle oscillazioni dei mercati energetici. Per un territorio produttivo come il nostro è una questione di competitività e di capacità di programmare il futuro».
C'è Gina, 70 anni, pensionata, che con il denaro ha sempre avuto un rapporto difficile e conflittuale. Una vita trascorsa a cercare di far quadrare i conti, tra lavori che la impegnavano giorno e notte e un matrimonio complicato e opprimente dal quale è riuscita a uscire contando sulle proprie forze. Oggi ha raggiunto traguardi importanti: ha pagato la casa e ha permesso alla figlia di studiare fino alla laurea in Scienze infermieristiche.
C'è Sara, manager che ha saputo affrontare le difficoltà di un percorso personale e professionale complesso, superando lo scetticismo di chi le suggeriva di lasciar perdere. Ha trasformato gli ostacoli in opportunità, conquistando la libertà di scegliere e di costruire qualcosa di realmente suo, fino a cambiare vita.
E c'è Giada, giovane docente di lettere nella scuola secondaria, alle prese con un precariato che rende incerto il futuro. «Ho aperto il mio primo fondo pensionistico – spiega – spinta dal desiderio di garantirmi un cuscinetto previdenziale, un paracadute capace di darmi sicurezza in un mercato futuro non proprio a misura dei giovani, per usare un eufemismo».
Tre storie diverse, un unico filo conduttore: la ricerca dell'autonomia economica, una conquista che per le donne continua a essere particolarmente difficile.
Proprio da queste testimonianze ha preso le mosse il primo Forum nazionale sull'indipendenza economica e finanziaria al femminile, promosso da Banco Marchigiano e svoltosi venerdì nella sala conferenze dell'istituto di credito a Civitanova Marche. L'iniziativa è stata organizzata da INHUB, associazione nata per accompagnare le imprese verso modelli organizzativi più inclusivi, e ha riunito voci ed esperienze del mondo economico, accademico e sociale.
Al centro della giornata, l'educazione finanziaria come strumento di consapevolezza, la disparità di genere nelle opportunità economiche e il diritto delle donne a costruire il proprio futuro in autonomia. Temi affrontati nella tavola rotonda moderata dalla giornalista Ester Viola, con la partecipazione di autorevoli ospiti, tra cui l'ex ministra Elsa Fornero, intervenuta in collegamento.
«Promuovere la cultura e l'educazione finanziaria è indispensabile». È il messaggio di Massimo Tombolini, direttore generale di Banco Marchigiano, che ha sottolineato come le donne abbiano ancora troppo spesso meno occasioni di partecipare alle decisioni economiche e possano, di conseguenza, sentirsi meno sicure nell'affrontarle.
Le risposte, secondo Tombolini, devono partire dall'educazione finanziaria fin dalla giovane età, attraverso un linguaggio semplice e strumenti pratici. Fondamentale anche l'orientamento, per conoscere prodotti e opportunità come conti correnti, investimenti e previdenza integrativa e imparare a scegliere con consapevolezza. A questo si aggiunge la responsabilità degli istituti di credito, chiamati ad ascoltare e accompagnare le persone senza dare nulla per scontato.
«L'autonomia economica è una condizione di libertà e di pari opportunità, e noi vogliamo contribuire a costruirla», ha affermato Tombolini.
Per tradurre questo impegno in iniziative concrete, Banco Marchigiano ha annunciato un conto corrente dedicato alle donne, gratuito per 24 mesi a partire dal 16 ottobre. Presentato anche un «passaporto finanziario», pensato come un percorso a tappe per accompagnare le donne verso una piena cittadinanza finanziaria, attraverso strumenti e azioni utili a rafforzare la propria indipendenza.
Molto applaudito l'intervento in collegamento di Elsa Fornero, economista ed ex ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, che ha posto l'accento sulla necessità di cambiare prospettiva per superare le disuguaglianze economiche e sociali.
«È necessario un mindset, ossia un mutamento di prospettiva che, oltre a ridurre le profonde discriminazioni legate ai divari salariali, riporti al centro l'autonomia delle donne e il loro diritto a scelte davvero libere da un padre, da un marito e anche dallo Stato», ha dichiarato.
Per Fornero, occorre affrancarsi da una logica assistenziale che ha spesso caratterizzato le politiche italiane rivolte alle lavoratrici: un sistema che prima produce o alimenta discriminazioni nel mercato del lavoro e poi cerca di compensarle attraverso bonus, sussidi e misure previdenziali.
Ripercorrendo la propria esperienza di governo, l'ex ministra ha ricordato le difficoltà incontrate nel tentativo di ottenere risorse per intervenire sul mercato del lavoro. «Se io non ho risorse non posso cambiare il mondo del lavoro», ha raccontato di aver detto a Palazzo Chigi, ricordando lo stanziamento di 200 milioni di euro.
Fornero ha inoltre rievocato la battaglia per introdurre il congedo obbligatorio per i padri, una misura che, nonostante le resistenze legate ai costi, venne introdotta perché rappresentava un primo passo verso una maggiore condivisione delle responsabilità familiari.
«Significava accendere almeno una lampadina», ha ricordato.
Il peso del lavoro di cura, tradizionalmente attribuito alle donne, resta infatti uno degli ostacoli alla loro indipendenza. Fornero ha anche criticato le scelte politiche che in passato favorirono il ritorno delle donne in famiglia attraverso strumenti come le baby pensioni, giudicandole irresponsabili sia nei confronti delle lavoratrici sia per la sostenibilità dei conti pubblici.
L'educazione finanziaria comincia anche tra le mura domestiche. A sottolinearlo è stata Monica Rivelli, responsabile Sviluppo progetti di FEduF, la Fondazione per l'Educazione finanziaria e al Risparmio, che promuove percorsi educativi nelle scuole.
«Non è facile parlare di denaro. Non è stato facile farlo nelle scuole, dove siamo presenti con progetti di educazione finanziaria, e non lo è nelle famiglie, dove è ancora considerato un po' un tabù», ha spiegato.
Secondo Rivelli, affrontare apertamente questi temi permette ai ragazzi di sviluppare maggiori competenze. La famiglia rappresenta infatti la prima agenzia di socializzazione economica: i figli imparano non soltanto da ciò che viene loro raccontato, ma anche dagli esempi quotidiani. Un genitore che pianifica le spese e gestisce il bilancio familiare trasmette abitudini che possono diventare strumenti utili per il futuro.
Lo stesso meccanismo riguarda gli stereotipi di genere, che possono condizionare fin dall'infanzia il rapporto con il denaro e la percezione delle proprie capacità economiche.
Sul ruolo di questi condizionamenti si è soffermata anche Giulia Bettin, professoressa di Economia politica alla Facoltà di Economia dell'Università Politecnica delle Marche, richiamando l'attenzione sugli stereotipi che continuano a influenzare le opportunità e le scelte delle donne.
L'importanza di un sostegno concreto alle donne è stata evidenziata anche da Roberta Famà, Chief ESG, Brand e Rapporti istituzionali di Cassa Centrale Banca.
«Il mondo del credito cooperativo agisce avendo relazioni concrete con i territori. Questo ci permette di aiutare le donne con l'educazione finanziaria e di essere un supporto alla consapevolezza», ha spiegato.
Un'attenzione particolare va a chi si assume la maggior parte degli impegni legati alla cura di mariti, figli e anziani, rinunciando talvolta a un reddito personale, alla tutela previdenziale e alla possibilità di costruire una propria autonomia economica.
Un tema che si intreccia con quello della violenza economica, una forma di sopraffazione che può manifestarsi attraverso il controllo delle risorse, la limitazione dell'accesso al denaro e la dipendenza finanziaria dal partner.
Elisa Giusti, responsabile del servizio antiviolenza Il Faro, ha approfondito le diverse situazioni in cui le disparità economiche possono nascondere dinamiche di controllo e abuso, mettendo in evidenza quanto la disponibilità di risorse proprie sia importante per la libertà personale.
Il Forum di Civitanova ha così messo in luce una questione che va oltre la gestione del denaro: l'indipendenza economica è una condizione essenziale per scegliere, progettare il proprio futuro e sottrarsi a situazioni di dipendenza e sopraffazione.
Le storie di Gina, Sara e Giada raccontano percorsi differenti, ma convergono sullo stesso punto: la libertà finanziaria non si costruisce soltanto attraverso il reddito, ma anche con conoscenze, consapevolezza, opportunità e strumenti concreti. Una sfida che chiama in causa famiglie, scuole, imprese, istituzioni e sistema bancario, affinché l'autonomia delle donne diventi sempre più una possibilità reale e non un traguardo da conquistare da sole.
È ancora in continua crescita il numero di ricercatori e ricercatrici Unicam presenti nella classifica “World’s Top 2% Scientists 2026”, l’elenco che riporta gli scienziati più citati al mondo, in base all'impatto scientifico delle loro ricerche nel corso del 2025, elaborato dalla Stanford University in collaborazione con Elsevier e con il database per la ricerca scientifica mondiale Scopus.
Nell’ultima rilevazione pubblicata lo scorso agosto, sono saliti a 30 i ricercatori e le ricercatrici inseriti tra i 100mila migliori al mondo individuati tra oltre 8 milioni e mezzo di ricercatori provenienti da università e centri di ricerca di tutto il mondo, in 20 campi scientifici e 174 sottocampi. Oltre alle citazioni, sono considerati altri indicatori tra cui l’h-index, la coautorialità e la posizione degli autori nelle pubblicazioni.
I ricercatori e ricercatrici presenti sono Francesco Amenta, Michele Bellesi, Giulia Bonacucina, Laura Bonfili, Alessandro Bravetti, Giovanni Caprioli, Roberta Censi, Marco Cespi, Maria Letizia Corradini, Andrea Dall’Asta, Alessandro Di Cerbo, Andrea Di Cicco, Giacomo Rossi, Orlando Luongo, Filippo Maggi, Stefano Mancini, Fabio Marchetti, Andrea Mari, Gabriella Marucci, Laura Menchetti, Giulio Nittari, Diego Romano Perinelli, Marino Petrini, Claudio Pettinari, Giovanna Ricci, Getu Gamo Sagaro, Carlo Santini, Carlo Santulli, Giancarlo Calvanese Strinati, David Vitali.
Analoga classifica basata sugli stessi indicatori è disponibile anche per l’intera carriera. Anche qui è significativo il numero degli appartenenti ad Unicam con 22 presenze tra gli scienziati mondiali più citati.
“Si tratta di una importante conferma – ha sottolineato con soddisfazione il rettore Unicam Graziano Leoni – per tutto il nostro Ateneo, un successo che consolida l’eccellenza della qualità della ricerca scientifica Unicam, riconosciuta dall’intera comunità scientifica internazionale e che conferma la passione e l’impegno profuso nelle loro attività dalle nostre ricercatrici e dai nostri ricercatori”.
Un ospite di prestigio per l'apertura delle attività didattiche del Dipartimento di Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali dell'Università di Macerata. Giovedì 22 ottobre, alle 11, alla Loggia del Grano, sarà il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso a inaugurare il nuovo anno didattico, in un appuntamento che unirà il mondo accademico alle celebrazioni di tre importanti anniversari della storia democratica italiana.
Il 2026 segna infatti gli 80 anni della Repubblica e del primo voto politico delle donne, oltre ai 70 anni dall'avvio delle attività della Corte costituzionale. Ricorrenze che offrono l'occasione per riflettere sul percorso della democrazia italiana, sul ruolo della Costituzione e sulle istituzioni chiamate a garantirne l'attuazione.
La presenza di Amoroso avrà anche il significato di un ritorno a Macerata. Il presidente della Consulta ha infatti insegnato nell'Ateneo maceratese negli anni Ottanta, contribuendo alla tradizione di studi giuridici dell'università.
«Rivolgo al presidente Amoroso il benvenuto, anzi il bentornato, dell'Università di Macerata», afferma il rettore John McCourt, sottolineando il valore di accogliere nuovamente un giurista che ha fatto parte della comunità accademica e che oggi ricopre una delle più alte cariche istituzionali del Paese.
McCourt richiama in particolare l'anniversario del referendum istituzionale del 2 giugno 1946, che segnò la nascita della Repubblica. «Richiama una responsabilità che impegna l'intero Ateneo: custodire e trasmettere i valori della democrazia, coltivare il pensiero critico e formare cittadini capaci di comprendere i diritti, difenderli e partecipare consapevolmente alla vita democratica», sottolinea il rettore.
L'iniziativa sarà anche un'occasione per ripercorrere alcuni dei passaggi fondamentali della storia istituzionale italiana. Durante l'incontro verranno proiettati filmati d'epoca provenienti dall'Archivio storico dell'Istituto Luce, dedicati al 1946 e al 1956, due anni centrali per la costruzione della democrazia repubblicana.
Le immagini saranno introdotte e commentate da Angelo Ventrone, docente di Storia contemporanea e direttore del Dipartimento, che evidenzia il significato dell'invito rivolto al presidente della Corte costituzionale.
«Abbiamo voluto invitare il presidente Amoroso per dare particolare solennità all'apertura delle attività didattiche del Dipartimento e, soprattutto, per celebrare insieme alcune tappe imprescindibili del cammino democratico italiano», spiega Ventrone. La sua presenza, aggiunge, rappresenta un'importante opportunità di riflessione per studenti, docenti e personale universitario sul valore della Costituzione e delle istituzioni che ne garantiscono il rispetto.
L'appuntamento con Amoroso si inserisce in un programma di iniziative già avviato lunedì 19 ottobre con la tavola rotonda «Intelligenza artificiale, democrazia, disuguaglianze».
Il confronto è stato dedicato alle trasformazioni determinate dalle nuove tecnologie e alle loro ricadute sui diritti civili, sul mercato del lavoro, sull'uguaglianza sociale e sulla distribuzione della ricchezza.
Due temi apparentemente distanti, la memoria della Repubblica e le sfide dell'innovazione tecnologica, si incontrano così in una riflessione comune sul presente e sul futuro della democrazia. Un percorso attraverso il quale il Dipartimento intende ribadire il ruolo dell'università nella formazione di cittadini consapevoli e nella comprensione dei cambiamenti che attraversano la società.
Dalle ferite del terremoto del 2016 a una nuova occasione di valorizzazione internazionale. Venti opere d’arte provenienti dalle province di Macerata, Ascoli Piceno e Fermo sono protagoniste in Germania della mostra “SOS – Save Our Souls. Arte, fede e identità tra i Sibillini e l’Adriatico”, inaugurata il 18 ottobre al Diözesanmuseum di Freising, in Baviera, dove resterà aperta fino al 31 marzo 2027.
L’esposizione, promossa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata insieme al Museo Diocesano di Freising, porta davanti al pubblico internazionale un patrimonio che attraversa i secoli, dal XIII agli inizi del XVII, e racconta al tempo stesso il complesso lavoro di recupero e conservazione avviato dopo il sisma.
Dietro le opere esposte c’è infatti un percorso iniziato nell’emergenza, con il recupero dei beni dagli edifici monumentali danneggiati e il loro trasferimento nei depositi di sicurezza, per poi proseguire con la catalogazione, la progettazione degli interventi di restauro e la ricerca dei finanziamenti necessari. Un lavoro portato avanti negli anni per salvaguardare manufatti di grande valore artistico e religioso e renderne nuovamente possibile la fruizione pubblica.
“Un lavoro costante, svolto nel rispetto delle esigenze di tutela e conservazione e in dialogo con i proprietari e le comunità, per custodire il valore artistico, religioso e identitario delle opere e accompagnarne la restituzione alla fruizione pubblica”, spiega Pierluigi Moriconi, storico dell’arte della Soprintendenza e curatore della mostra. La conoscenza del patrimonio e il rapporto con il territorio, sottolinea, hanno permesso di intrecciare la storia delle opere con quella del loro recupero e della loro salvaguardia.
La mostra assume così un significato che va oltre la dimensione artistica. Le opere diventano ambasciatrici dei “Cammini della Rinascita”, il progetto che mette in relazione borghi, paesaggi, luoghi della cultura e comunità, trasformando il patrimonio diffuso in una risorsa per il futuro delle aree colpite dal terremoto.
“Le opere esposte raccontano un patrimonio fatto di arte, fede, tradizioni e territori, e diventano oggi vere e proprie ambasciatrici dei ‘Cammini della Rinascita’”, afferma il commissario alla ricostruzione Guido Castelli. “Alcune di queste opere sono state recuperate e restaurate dopo il sisma. La loro presenza in Germania dimostra che ricostruire non significa soltanto restituire ciò che è stato perduto, ma creare nuove connessioni, rafforzare l’identità dei territori e aprirli a nuove opportunità”.
Portare questi capolavori in Europa significa, dunque, raccontare un Appennino che non vuole essere identificato soltanto con la devastazione del 2016, ma anche con la capacità delle sue comunità di rialzarsi e guardare avanti. Un percorso nel quale la tutela della memoria si accompagna alla costruzione di nuove opportunità culturali e turistiche.
Tra gli artisti rappresentati figurano Carlo e Vittore Crivelli, Lorenzo Lotto, Allegretto Nuzi, Paolo da Visso, Pietro Alemanno, Marco Palmezzano e Cola dell’Amatrice. Per la prima volta in mostra sono presenti anche opere di Paolo Bontulli da Percanestro, a testimonianza della ricchezza e della varietà della produzione artistica sviluppatasi nei territori marchigiani.
Tre opere, in particolare, rappresentano il legame tra arte, spiritualità e identità delle comunità delle province coinvolte.
Il Polittico di Massa Fermana di Carlo Crivelli, firmato e datato 1468, è la prima opera marchigiana documentata dell’artista. I fondi dorati e la raffigurazione della Madonna con il Bambino e dei santi testimoniano la ricchezza del suo linguaggio figurativo. Proveniente dalla chiesa dei Santi Lorenzo, Silvestro e Ruffino, dopo il terremoto è stato trasferito nella Pinacoteca civica.
Dalla provincia di Ascoli Piceno arriva la Pala di San Vittore di Cola dell’Amatrice, realizzata nel 1514 per l’omonima chiesa ascolana grazie alla devozione dei cittadini. L’opera raffigura la Madonna con il Bambino e i santi Vittore, Eustachio, Andrea e Cristanziano. Sullo sfondo compare una veduta della città medievale di Ascoli sotto un temporale, richiamo alla protezione di san Cristanziano contro la grandine. Dopo i gravi danni subiti dalla chiesa nel 2016, il dipinto è custodito nel Museo Diocesano di Ascoli Piceno, in attesa di poter tornare nella sua sede originaria.
Il legame con il territorio maceratese e con l’area dei Sibillini è rappresentato dal Polittico di Nocelleto di Paolo da Visso, databile intorno al 1470 e proveniente dalla chiesa di Santa Maria in Castellare, nel territorio di Castelsantangelo sul Nera. I colori vivaci, i fondi oro e la carpenteria gotica incorniciano la Madonna con il Bambino, gli angeli e i santi. Sopravvissuta alla distruzione della chiesa durante il terremoto, l’opera è stata messa in sicurezza nel deposito museale MARec di San Severino Marche.
La realizzazione della mostra permette inoltre di rendere visibile il lavoro spesso poco conosciuto svolto dalla Soprintendenza diretta dall’architetto Giovanni Issini e dalle numerose professionalità coinvolte: storici dell’arte, restauratori, tecnici e personale impegnato nel recupero, nella documentazione, nella gestione dei depositi e nell’organizzazione dei prestiti.
Un impegno collettivo che ha consentito a opere segnate dal sisma di superare la fase dell’emergenza e tornare a essere ammirate. A Freising, il patrimonio marchigiano diventa così il racconto concreto di una rinascita che passa dalla cultura, dalla memoria e dalla capacità di mantenere vivo il legame tra i capolavori e le comunità da cui provengono.
Il Teatro Nicola Vaccaj di Tolentino inaugura la nuova stagione domenica 18 ottobre con People, Places And Things, spettacolo interpretato da Anna Ferzetti e diretto da Pierfrancesco Favino. Un debutto importante per il teatro tolentinate, che torna a essere protagonista non soltanto come luogo di rappresentazione, ma anche come spazio di lavoro e di crescita dei progetti teatrali.
Al centro della produzione c'è il potente testo del drammaturgo britannico Duncan Macmillan, considerato una delle voci più significative della scena contemporanea. Lo spettacolo è prodotto da Gli Ipocriti Melina Balsamo in coproduzione con il Teatro Stabile di Catania.
La scelta del Vaccaj per il riallestimento rappresenta un significativo riconoscimento per la struttura di Tolentino, che a distanza di sette anni da Bella Figura torna ad accogliere una produzione impegnata nella preparazione di una nuova messa in scena.
Per tutta la settimana la compagnia ha lavorato sul palcoscenico tolentinate, preparando il nuovo allestimento sotto la guida di Pierfrancesco Favino, apprezzato attore e regista.
Un'attività che testimonia la vocazione del Teatro Vaccaj ad accogliere non solo gli spettacoli destinati al pubblico, ma anche i processi creativi che ne accompagnano la costruzione e l'evoluzione. Ospitare le prove di una produzione di questo livello significa infatti aprire le porte del teatro a una dimensione fondamentale dello spettacolo dal vivo, quella del lavoro artistico che precede il debutto.
Durante una pausa dalle prove, il sindaco Mauro Sclavi e l'assessore alla Cultura Fabio Tiberi, accompagnati dal segretario generale Stefano Zanieri, hanno fatto visita alla compagnia per portare il saluto della città e dell'amministrazione comunale al regista Pierfrancesco Favino e a tutti gli artisti coinvolti.
Con People, Places And Things, il Teatro Vaccaj inaugura la stagione affidandosi a un'opera di forte impatto, firmata da uno degli autori più interessanti del teatro britannico contemporaneo e portata in scena da un cast guidato da Anna Ferzetti, sotto la direzione di Favino.
L'appuntamento di domenica 18 ottobre segna così l'avvio di un nuovo percorso culturale per il teatro tolentinate, confermandone il ruolo di riferimento per lo spettacolo dal vivo e per l'accoglienza di produzioni di rilievo nazionale.
Migliaia di persone hanno raggiunto Rocca Varano nel primo fine settimana di apertura al pubblico dopo i lavori di riqualificazione promossi dal Comune di Camerino. Un’affluenza significativa, con visitatori arrivati da diverse zone d’Italia e una presenza particolarmente consistente dalla Toscana, che ha segnato il ritorno alla fruizione di uno dei luoghi più rappresentativi della storia camerte.
A curare questa prima apertura è stata la Pro Loco di Camerino, con la presidente Delfina Benedetti e i volontari impegnati nell’accoglienza dei visitatori. A riscuotere apprezzamenti sono stati il nuovo allestimento e il percorso di visita, pensati per rendere il complesso storico più accessibile e valorizzarne il patrimonio. Tra i presenti anche numerose famiglie, che hanno scelto la rocca per un’occasione di scoperta e condivisione.
L’obiettivo è ora dare continuità alle aperture e consolidare il ruolo di Rocca Varano come destinazione culturale e turistica per Camerino e per l’intero territorio. Sono già stati fissati due nuovi appuntamenti, con il coinvolgimento di realtà locali e delle giovani generazioni.
La prossima apertura è in programma sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre, in collaborazione con l’Archeoclub d’Italia, sezione Marca di Camerino. Sabato sarà possibile visitare la rocca dalle 15 alle 17.30, mentre domenica l’orario sarà dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 17.30.
Il calendario proseguirà sabato 14 e domenica 15 novembre, quando saranno gli studenti dell’IIS “Varano-Antinori” di Camerino a curare un percorso guidato. Un’iniziativa che punta a coinvolgere direttamente i ragazzi nella conoscenza e nella divulgazione della storia del complesso.
Anche durante i prossimi fine settimana sarà attivo un servizio navetta dal parcheggio dell’Area Sae, in località Varano, fino alla rocca. In caso di maltempo, la struttura resterà chiusa. Per informazioni è possibile contattare la Pro Loco di Camerino al numero 345 8855294.
“La grande partecipazione registrata in questo primo fine settimana è un segnale importante e promettente – dichiara l’assessore al Turismo, Silvia Piscini – che conferma il valore di Rocca Varano come patrimonio prezioso non solo per Camerino, ma per l’intero territorio”.
“Restituire questo luogo alla comunità e ai visitatori, dopo il percorso di riqualificazione, significa investire sulla nostra identità e valorizzare la storia anche come opportunità di attrazione turistica”, aggiunge Piscini, ringraziando la Pro Loco, l’Archeoclub e l’IIS Varano-Antinori per la collaborazione. L’assessore sottolinea, infine, l'importanza della partecipazione delle associazioni e del coinvolgimento dei giovani per dare continuità al percorso di valorizzazione e mantenere vivo il legame con le radici storiche del territorio.
Il vintage torna protagonista a Macerata con una nuova tappa di Unsane Vintage Kilo, il format dedicato alla vendita di abbigliamento usato selezionato al chilo. L’appuntamento è per sabato 24 e domenica 25 ottobre a Piediripa, negli spazi di Respiro The Factory, dove sarà possibile immergersi in una selezione pensata per la stagione autunnale, tra ricerca stilistica, marchi storici e capi capaci di attraversare le mode.
La proposta si concentra su giacche, felpe, maglieria, denim, workwear e capispalla, con nomi come Carhartt, Ralph Lauren, Tommy Hilfiger, Burberry’s, Nike, Adidas, The North Face e Max Mara, accanto a molti altri marchi. Il principio alla base dell’iniziativa è semplice: prima si sceglie il capo, poi lo si pesa. Il prezzo viene determinato soltanto alla fine, lasciando spazio alla ricerca personale tra materiali, vestibilità, costruzioni e dettagli.
La selezione è articolata in cinque fasce, ognuna con una propria identità e un prezzo specifico. Si parte dai Lost Gems, a 30 euro al chilo, dedicati alle scoperte inattese, per passare al Vintage Core, a 45 euro al chilo, che punta sulla qualità e sulla versatilità dei capi. Il First Cut, a 60 euro al chilo, privilegia tagli ricercati, materiali e marchi storici, mentre la fascia Crème de la Crème, a 90 euro al chilo, raccoglie pezzi di produttori riconosciuti e materiali destinati a durare nel tempo. Completa il percorso Light Heaven, a 120 euro al chilo, dedicato a capi selezionati per il loro pregio storico ed estetico, con attenzione anche alle fibre leggere.
Alla base del progetto c’è una precisa idea di vintage, che non coincide con la semplice ricerca di abiti appartenenti a un'altra epoca. A fare la differenza sono il carattere, la qualità e la capacità di un capo di trovare ancora spazio nel guardaroba contemporaneo.
"Non cerchiamo il passato per ricostruirlo. Cerchiamo quello che, anche se viene dal passato, riesce ancora a parlare al presente", spiega Andrea Maffei, fondatore di Velvet For Philosophers e Unsane Practice. Un approccio che punta a superare la nostalgia e a valorizzare ciò che conserva un’identità riconoscibile anche nel presente.
Unsane Vintage Kilo nasce dall’esperienza di Velvet For Philosophers, realtà marchigiana che negli anni ha sviluppato una ricerca sulla moda vintage attraverso due boutique, a Sirolo e Senigallia, e un archivio ad Ancona. Da questo percorso è nato Unsane Practice, progetto che oggi si esprime attraverso format differenti: Vintage Kilo, basato sulla selezione e sulla vendita al peso, e Iconico, dedicato al vintage americano, al luxury second-hand e alla moda d’autore.
Nel tempo, il progetto ha portato la propria ricerca anche fuori dalle Marche, scegliendo contesti differenti, tra cui la Rinascente a Roma e il Moscova District Market a Milano. La scelta degli spazi, in questa visione, non è soltanto una questione logistica, ma contribuisce a definire l’esperienza e il rapporto con il pubblico.
La tappa maceratese assume quindi un significato particolare. Tornare a Piediripa vuol dire riportare nel territorio d’origine una ricerca che negli ultimi anni ha incontrato città e pubblici diversi, mantenendo un legame con le proprie radici. Respiro The Factory diventa così il luogo di un ritorno a casa, con una nuova selezione e uno sguardo rivolto al presente.
A completare le due giornate sarà presente anche Labster, con il suo food truck, per accompagnare l’appuntamento dedicato al vintage con una proposta gastronomica.
Sessant'anni da festeggiare insieme, tra ricordi, sorrisi e amicizie che resistono al passare del tempo. È stato questo lo spirito che ha accompagnato la festa dei coscritti del 1966 di Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona, ai quali si è unito anche un rappresentante di Belforte del Chienti, ritrovatisi sabato scorso per celebrare il raggiungimento dei sessant'anni.
Un compleanno speciale, trasformato in un'occasione per ritrovarsi, ripercorrere le tappe della propria vita e riscoprire il valore delle radici comuni. Perché, al di là delle esperienze e dei percorsi personali, ci sono ricordi e legami capaci di attraversare gli anni e mantenere intatto il senso di appartenenza a una comunità.
La serata, organizzata da Noemi Paola Riccardi, Maria Staffolani, Alberto Girolami e Paolo Mariantoni, si è aperta al centro di comunità, nella chiesa Beato Francesco Piani di Caldarola. Qui i partecipanti si sono riuniti per ringraziare per il dono della vita e dedicare un pensiero ai coetanei scomparsi, Tullia Biondi e don Salvatore Sicignano, ricordati con affetto.
La festa è proseguita al ristorante La Torre del Parco di Camerino, dove la cena conviviale ha lasciato spazio ai racconti e ai tanti ricordi condivisi.
Tra una battuta e un aneddoto, sono riaffiorati gli anni dell'infanzia, i tempi della scuola, le amicizie e le esperienze della giovinezza. Momenti di vita che hanno riportato i presenti indietro nel tempo, quando si cresceva insieme e il futuro appariva ancora tutto da scoprire.
Sessant'anni rappresentano una tappa importante, fatta di esperienze, famiglie, soddisfazioni e cambiamenti. Ritrovarsi per festeggiarla insieme ha significato anche riconoscere il valore di una storia condivisa, costruita negli anni e capace di unire persone e territori.
Una serata all'insegna della convivialità e della memoria, con la consapevolezza che, anche quando la vita porta ciascuno lungo strade diverse, le amicizie di un tempo e le radici comuni continuano a rappresentare un patrimonio prezioso da custodire.
Una serata speciale, vissuta nel segno dell’amicizia, della convivialità e dei ricordi di una vita. I nati nel 1950 di Potenza Picena si sono ritrovati nei giorni scorsi per una reunion che ha riportato insieme volti familiari e storie di una generazione, unita da esperienze condivise e da un legame con il territorio che il tempo non ha scalfito.
All’iniziativa, nata da un’idea di Mario Properzi e Leonarda Ciuccarelli promotori e organizzatori dell’incontro, hanno aderito più di trenta “cinquantini”, desiderosi di trascorrere qualche ora in compagnia e riscoprire il piacere di stare insieme.
La cornice scelta per l’appuntamento è stata quella dello storico ristorante Le Scalette, nel cuore del centro storico cittadino. Qui, attorno alla tavola, la cena si è trasformata in un’occasione per riannodare i fili della memoria, tra racconti, aneddoti e ricordi di un passato comune.
Tra una portata e l’altra, la conversazione ha ripercorso le tappe di una vita, facendo riaffiorare episodi, volti ed esperienze che hanno accompagnato i partecipanti nel corso degli anni. Non sono mancati sorrisi ed emozioni, in un’atmosfera resa ancora più coinvolgente dalla gioia di ritrovarsi e dalla consapevolezza di appartenere a una stessa comunità.
A impreziosire la serata è stata la musica del sax di Arturo Sargentoni, che con le sue note ha accompagnato i momenti conviviali, regalando all’incontro un tocco di eleganza e suggestione.
La reunion si è così trasformata in molto più di una semplice cena: un’occasione per celebrare l’amicizia, valorizzare i legami costruiti nel tempo e riscoprire il valore di una storia condivisa.
L’auspicio dei partecipanti è che l’iniziativa possa ripetersi anche in futuro, diventando un appuntamento capace di rinnovare nel tempo il piacere di ritrovarsi e il senso di appartenenza alla comunità di Potenza Picena.
Dopo 18 anni di partecipazioni e podi sfiorati, è arrivata la vittoria più attesa. Luca Crescentini e Federico Cardorani, sovrintendenti capi della Polizia Locale di San Severino Marche, sono campioni d'Italia di calcio a 5 insieme ai compagni del Gruppo Sportivo Pesaro. Un successo celebrato anche in Municipio, dove il sindaco Rosa Piermattei e l'amministrazione comunale hanno accolto i due agenti e gli altri protagonisti della spedizione tricolore.
Nella Sala del Consiglio comunale, i due atleti hanno mostrato e sollevato nuovamente la coppa conquistata lo scorso giugno al 28esimo Campionato nazionale di calcio a 5 delle Polizie Locali d’Italia, ricevendo il riconoscimento istituzionale per una vittoria che ha portato il nome di San Severino Marche sul gradino più alto del podio nazionale.
La competizione si è disputata al villaggio Serenè Blu Serena di Marina di Cutro, in provincia di Crotone, con l’organizzazione dell’Aspli, l’Associazione Sportiva Polizie Locali d’Italia. In campo si sono affrontate 18 formazioni provenienti da tutta la penisola. A imporsi è stato il Gruppo Sportivo Pesaro, una selezione a forte impronta marchigiana, con un innesto toscano, guidata dal tecnico Elia Renzoni.
Il successo è arrivato al termine di un percorso tutt’altro che semplice. Dopo un avvio in salita nella fase a gironi, la squadra è riuscita a ritrovare compattezza e determinazione, guadagnandosi l’accesso alla finalissima contro il Palermo. La sfida decisiva si è conclusa con la vittoria per 2-1 ai tempi supplementari, un risultato che ha permesso al gruppo di riscattare l’unica sconfitta rimediata proprio all’esordio nel torneo.
Per Crescentini e Cardorani si tratta del coronamento di un lungo inseguimento. In 18 anni di partecipazione alla rassegna nazionale, i due sovrintendenti avevano già raggiunto risultati importanti, con due secondi posti e due quarti posti, senza però riuscire a conquistare il titolo. La vittoria di giugno ha, finalmente, trasformato quell’attesa in una festa.
Accanto ai due agenti settempedani, la rosa campione d’Italia era composta da Massimo Giusti, Mirco Biondi, Rodolfo Pazzaglia, Michele Fabbroni e Stefano Chiappori di Pesaro; Marco Fabbroni di Marotta; Massimiliano Petrella di Ancona; Niky Veroli di Fermo; Fiorenzo Fiorani di Macerata; Mattia Leoni di Falconara; Marco Di Nunzio di Acquasanta Terme e Davide Bartolini di Siena.
Il mercato del gioco online in Italia continua a evolversi a ritmo sostenuto e le slot restano il cuore dell'offerta dei casinò digitali. Ogni mese gli sviluppatori presentano decine di titoli inediti, con meccaniche sempre più articolate, grafiche curate e funzioni pensate per rendere ogni sessione diversa dalla precedente. Nel 2026, dopo il riordino del gioco a distanza avviato dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), anche il quadro normativo è più definito, con concessioni rinnovate e regole chiare per operatori e giocatori.
Perché le nuove slot attirano sempre più giocatori italiani
I giochi più recenti sfruttano tecnologie di sviluppo moderne, che permettono animazioni fluide e un funzionamento ottimale su qualsiasi dispositivo, in particolare sugli smartphone, ormai il mezzo preferito da gran parte degli utenti. Inoltre, i fornitori analizzano costantemente le preferenze del pubblico e propongono soluzioni che rispondono a richieste precise: sessioni più dinamiche, funzioni bonus frequenti e trasparenza sulle probabilità di vincita. Le slot di nuova generazione offrono anche maggiore varietà di temi e strutture, evitando la ripetitività dei classici a tre rulli.
Le meccaniche di gioco che stanno ridefinendo il settore
Negli ultimi anni le slot hanno abbandonato lo schema tradizionale delle linee di pagamento fisse. Oggi le combinazioni vincenti possono formarsi in moltissimi modi diversi, grazie a sistemi che modificano la griglia a ogni giro. Alcune meccaniche, come i rulli a dimensione variabile resi celebri dal formato Megaways di Big Time Gaming, sono diventate veri standard del settore.
Tra le caratteristiche più diffuse nelle nuove uscite si trovano soprattutto queste:
- Rulli variabili: il numero di simboli per rullo cambia a ogni giro, generando fino a decine di migliaia di modi per vincere.
- Vincite a grappolo: i premi si ottengono con gruppi di simboli adiacenti, non con linee orizzontali.
- Simboli a cascata: i simboli vincenti scompaiono e vengono sostituiti da nuovi, permettendo più vincite nello stesso giro.
- Funzioni di raccolta: simboli speciali che restano bloccati sulla griglia e assegnano premi in denaro durante giri dedicati.
- Moltiplicatori progressivi: valori che crescono durante i giri gratuiti e aumentano il potenziale di vincita.
Temi, grafica e tecnologia: come cambia l'esperienza
Le nuove slot propongono ambientazioni ispirate alla mitologia, all'avventura, alla cultura pop e perfino alla tradizione italiana, con colonne sonore originali ed effetti cinematografici. I temi non sono più solo una cornice decorativa: spesso si legano alla trama del gioco e alle funzioni bonus, creando un racconto che si sviluppa durante la sessione. La progettazione orientata ai dispositivi mobili garantisce interfacce leggibili anche su schermi piccoli, con comandi intuitivi e caricamenti rapidi. Per chi desidera esplorare le uscite più recenti, sezioni dedicate come Nuovi giochi su Slotoro permettono di individuare in pochi istanti i titoli appena aggiunti al catalogo. Un'altra tendenza riguarda le versioni dimostrative, che consentono di provare il gioco senza spendere denaro e di comprenderne le regole con calma.
Come valutare una nuova slot prima di iniziare a giocare
Un titolo appena uscito può essere molto attraente, ma conviene sempre analizzarne i parametri principali. Ogni slot dispone di una tabella dei pagamenti e di una scheda informativa che spiegano regole, simboli e funzioni speciali. In Italia, i giochi offerti dai concessionari autorizzati devono rispettare i requisiti tecnici fissati dall'ADM, compresa una percentuale minima di ritorno al giocatore. È quindi fondamentale scegliere esclusivamente piattaforme con regolare concessione.
I parametri da controllare prima di avviare una nuova slot possono essere riassunti così:
Parametro
Cosa indica
Perché è importante
RTP (ritorno al giocatore)
Percentuale teorica restituita nel lungo periodo
Un valore più alto indica un gioco teoricamente più favorevole
Volatilità
Frequenza ed entità delle vincite
Bassa volatilità significa premi frequenti ma ridotti, alta volatilità premi rari ma consistenti
Vincita massima
Premio più alto ottenibile in un giro
Aiuta a capire il potenziale del gioco
Funzioni bonus
Giri gratuiti, moltiplicatori, giochi extra
Determinano dinamismo e varietà della sessione
Concessione ADM
Autorizzazione dell'operatore
Garantisce legalità, controlli e tutela del giocatore
Va ricordato che l'RTP è un valore statistico calcolato su milioni di giri e non garantisce alcun risultato nella singola sessione. Le slot funzionano con generatori di numeri casuali certificati, quindi ogni giro è indipendente dal precedente.
Scegliere le novità con curiosità e responsabilità
Le nuove slot del 2026 combinano meccaniche innovative, grafiche di alto livello e una forte attenzione all'esperienza su dispositivi mobili. Rulli variabili, vincite a grappolo, moltiplicatori progressivi e funzioni di raccolta rendono il gioco più vario, mentre il quadro normativo italiano tutela chi sceglie operatori autorizzati. Prima di provare un titolo, è utile verificare RTP, volatilità e regole, sfruttando quando possibile la modalità dimostrativa. Il gioco deve restare un passatempo: stabilire un budget, fissare limiti di tempo e utilizzare gli strumenti di autoesclusione disponibili sono abitudini essenziali.