Ex Monachette, i soldi e gli accordi dietro l’acquisto e i lavori: cosa emerge dalle carte
L'acquisto dell'immobile da parte di ERDIS per 3,3 milioni di euro, il successivo appalto per la ristrutturazione da oltre 5,8 milioni e una serie di presunti accordi economici tra imprenditori, intermediari e figure legate alla pubblica amministrazione. È uno dei filoni ricostruiti nell'ambito dell'inchiesta “Ricostruzione”, che nelle carte della magistratura dedica ampio spazio alla vicenda dell'ex monastero Corpus Domini, conosciuto a Macerata come Le Monachette, destinato a diventare uno studentato universitario. La vicenda parte dalla procedura avviata da ERDIS Marche, l'ente regionale per il diritto allo studio, con un avviso pubblico del 30 novembre 2021 per la ricerca di un immobile da destinare a studentato universitario, previo miglioramento sismico e riqualificazione energetica. La procedura si conclude con la delibera del Consiglio di amministrazione ERDIS del 29 gennaio 2024, che autorizza l'acquisto dell'ex monastero per 3 milioni e 300mila euro. L'immobile era riconducibile alle società Avinstas e Mabi, collegate alla famiglia Intermesoli. Il successivo atto di compravendita viene formalizzato il 28 maggio 2024. Secondo la ricostruzione della Procura, dietro l'operazione ci sarebbe stato un sistema di rapporti e accordi economici. Le carte attribuiscono a Fabio Pistarelli un ruolo di collegamento tra Andrea Intermesoli, Antonio Cervigni e Michele Pompili, all'epoca dirigente dell'Area tecnica di ERDIS e responsabile del procedimento. L'ipotesi investigativa è che l'acquisto dell'immobile sia stato agevolato attraverso l'intervento di più soggetti e che, in cambio, fosse stato concordato un compenso illecito. Un aspetto centrale riguarda le condizioni dell'edificio. L'ordinanza ricorda che il complesso era stato dichiarato inagibile il 28 febbraio 2017, dopo le verifiche successive al terremoto. Secondo quanto contestato dalla Procura, l'immobile non avrebbe avuto i requisiti di resistenza sismica necessari per essere utilizzato come studentato. Le carte contestano, inoltre, a Pompili di aver presentato l'investimento come congruo e particolarmente vantaggioso per l'ente, senza affrontare adeguatamente le criticità legate alla sicurezza sismica. Alla compravendita si affianca il capitolo dei finanziamenti per il recupero dell'edificio. Per gli interventi sull'ex monastero è stato previsto un finanziamento di 3.951.011,47 euro, concesso attraverso l'Ordinanza speciale numero 68 del 21 dicembre 2023, nell'ambito della ricostruzione post-sisma. Anche su questo passaggio l'ordinanza attribuisce a Pistarelli un intervento volto a favorire l'ottenimento delle risorse attraverso l'Ufficio speciale per la ricostruzione. Il secondo capitolo riguarda l'appalto per i lavori di restauro e risanamento conservativo. Le indagini si concentrano in particolare su un incontro avvenuto il 14 maggio 2024 tra Andrea Intermesoli ed Enrico Crucianelli, legale rappresentante della Crucianelli Rest/Edile. Secondo quanto riportato nell'ordinanza, i due si sarebbero incontrati nell'automobile dell'imprenditore, dopo aver spento i telefoni, per parlare della gara e della possibilità di favorire l'impresa. È proprio la conversazione intercettata in quell'occasione a rappresentare uno dei passaggi più significativi delle carte. Nella trascrizione riportata nell'ordinanza, prima della frase di Intermesoli «Due vogliono, va bene?», compare un'annotazione degli investigatori secondo cui l'imprenditore avrebbe indicato il numero due con la mano. Crucianelli avrebbe quindi chiesto se le somme sarebbero passate attraverso fatturazione, ricevendo una risposta affermativa. Poco dopo, alla precisazione di Intermesoli, Crucianelli avrebbe replicato: «No no, il problema della percentuale non c'è». Nel dialogo si fa anche riferimento al fatto che il costo sarebbe stato considerato nel ribasso dell'offerta economica. Per gli investigatori, la conversazione riguarderebbe una percentuale del 2% sul valore dell'appalto, quantificata in circa 120mila euro. Secondo la ricostruzione accusatoria, una quota di 40mila euro sarebbe stata destinata ad Antonio Cervigni e Antonio Ezechielli e, attraverso di loro, a Fabio Pistarelli, per il quale sarebbero stati previsti 10mila euro. La parte restante sarebbe stata trattenuta da Intermesoli. Le carte ricostruiscono inoltre un passaggio economico specifico: una fattura da 40mila euro più Iva, emessa da L2A Energia nei confronti della società di Crucianelli, e un bonifico di 48.800 euro effettuato il 19 maggio 2026. Si tratta di un pagamento che gli investigatori collegano alla quota destinata agli intermediari; non significa, però, che l'intera somma di 120mila euro risulti versata. La gara per i lavori, del valore di 5.801.984,88 euro al netto dell'Iva, è stata aggiudicata a un raggruppamento temporaneo di imprese composto da Crucianelli Rest/Edile ed Eredi Paci Gerardo. L'aggiudicazione è uno degli elementi che gli investigatori mettono in relazione con la conversazione intercettata tra Intermesoli e Crucianelli. Le intercettazioni tornano al centro della ricostruzione anche alcuni mesi dopo, quando emergono difficoltà nella fase esecutiva dei lavori. Nel febbraio 2025, secondo quanto riportato nell'ordinanza, Pistarelli si sarebbe attivato affinché Michele Pompili tornasse a ricoprire il ruolo di responsabile unico del procedimento. In una conversazione del 24 febbraio 2025 con la moglie, Cervigni riferisce di aver chiesto l'intervento di Pistarelli: «Ho dovuto chiamare Fabio […] Fabio parla con il direttore generale e digli che desse l'incarico a Michele, sennò il cantiere va a fondo quassù». Il riferimento è alla nomina di Pompili, poi formalizzata con la determina ERDIS numero 38 del 14 marzo 2025. Nelle carte compare poi un ulteriore importo: 350mila euro che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori attraverso le intercettazioni, Intermesoli sarebbe stato debitore nei confronti di Cervigni ed Ezechielli. Una parte rilevante di questa somma sarebbe stata il compenso per aver agevolato la compravendita delle Monachette da parte delle società della famiglia Intermesoli a favore di ERDIS. La parte restante sarebbe invece collegata alla stipula del contratto di locazione dell'ex hotel Claudiani, sempre riconducibile alla famiglia Intermesoli e destinato anch'esso a ospitare studenti universitari. Su quest'ultimo aspetto, tuttavia, la stessa ordinanza precisa che le indagini erano ancora in corso e che sarebbero stati necessari ulteriori approfondimenti documentali e testimoniali. Un altro dialogo, datato 2 agosto 2025, tra Cervigni ed Ezechielli riguarda proprio la ripartizione delle somme provenienti da Crucianelli. Secondo la lettura degli investigatori, nel corso della conversazione i due fanno riferimento ai 10mila euro destinati a Pistarelli, ricondotti alla quota di 40mila euro collegata all'appalto delle Monachette. Dall'acquisto dell'immobile all'affidamento dei lavori, passando per i finanziamenti e i rapporti con i vertici dell'ente, le carte descrivono dunque una vicenda articolata, nella quale la Procura ipotizza l'esistenza di accordi e passaggi di denaro finalizzati a condizionare procedure pubbliche. Si tratta di contestazioni e ricostruzioni investigative che dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento.

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