SAN SEVERINO MARCHE – Ha lanciato il cellulare contro il medico di turno, colpendolo al volto, poi è fuggito in auto. È successo intorno alle 3 della notte del 20 agosto al Pronto soccorso dell’ospedale di San Severino Marche.
Protagonista un 30enne di origine albanese, residente a Santa Croce sull’Arno, che si trovava nella struttura in evidente stato di alterazione psicofisica. Per motivi ritenuti futili avrebbe scagliato il telefono contro il medico, provocandogli una ferita all’arcata sopracciliare sinistra, giudicata guaribile in 15 giorni.
Subito dopo l’aggressione l’uomo si è allontanato a bordo della propria auto. I carabinieri del Radiomobile della Compagnia di Tolentino, intervenuti dopo la segnalazione al 112, lo hanno intercettato poco distante dall’ospedale e bloccato dopo un breve inseguimento.
Durante i controlli il 30enne si è rifiutato di sottoporsi all’alcoltest e al pre-test antidroga. Dagli accertamenti è inoltre emerso che era già recidivo per la guida senza patente.
È stato denunciato all’autorità giudiziaria per violenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e altre violazioni legate al rifiuto degli accertamenti e alla guida senza patente.
L’episodio riaccende l’allarme sulle aggressioni al personale sanitario. L’UGL Salute Macerata, attraverso il segretario provinciale Fabio Angeloro, ha espresso solidarietà al medico e chiesto maggiori misure di sicurezza nei pronto soccorso, tra sistemi di allarme, protocolli per la gestione delle situazioni a rischio e un più rapido coordinamento con le forze dell’ordine.
«Chi indossa un camice entra ogni giorno in servizio per assistere e curare le persone e non può essere costretto a lavorare nella paura», ha sottolineato Angeloro, chiedendo all’AST di Macerata e alle istituzioni un confronto sulla sicurezza degli operatori sanitari.
SAN SEVERINO MARCHE – Ha lanciato il cellulare contro il medico di turno, colpendolo al volto, poi è fuggito in auto. È successo intorno alle 3 della notte del 20 agosto al Pronto soccorso dell’ospedale di San Severino Marche.
Protagonista un 30enne di origine albanese, residente a Santa Croce sull’Arno, che si trovava nella struttura in evidente stato di alterazione psicofisica. Per motivi ritenuti futili avrebbe scagliato il telefono contro il medico, provocandogli una ferita all’arcata sopracciliare sinistra, giudicata guaribile in 15 giorni.
Subito dopo l’aggressione l’uomo si è allontanato a bordo della propria auto. I carabinieri del Radiomobile della Compagnia di Tolentino, intervenuti dopo la segnalazione al 112, lo hanno intercettato poco distante dall’ospedale e bloccato dopo un breve inseguimento.
Durante i controlli il 30enne si è rifiutato di sottoporsi all’alcoltest e al pre-test antidroga. Dagli accertamenti è inoltre emerso che era già recidivo per la guida senza patente.
È stato denunciato all’autorità giudiziaria per violenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e altre violazioni legate al rifiuto degli accertamenti e alla guida senza patente.
L’episodio riaccende l’allarme sulle aggressioni al personale sanitario. L’UGL Salute Macerata, attraverso il segretario provinciale Fabio Angeloro, ha espresso solidarietà al medico e chiesto maggiori misure di sicurezza nei pronto soccorso, tra sistemi di allarme, protocolli per la gestione delle situazioni a rischio e un più rapido coordinamento con le forze dell’ordine.
«Chi indossa un camice entra ogni giorno in servizio per assistere e curare le persone e non può essere costretto a lavorare nella paura», ha sottolineato Angeloro, chiedendo all’AST di Macerata e alle istituzioni un confronto sulla sicurezza degli operatori sanitari.
Operazione antidroga dei Carabinieri a San Severino Marche, dove un 26enne di origine senegalese, residente in città e impiegato come operaio, è stato arrestato in flagranza con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
L’intervento è scattato nella mattinata di giovedì 20 agosto, al termine di un’attività investigativa condotta dai militari della Stazione dei Carabinieri di San Severino Marche. Gli accertamenti hanno portato all’esecuzione di un decreto di perquisizione personale e domiciliare delegato dall’Autorità giudiziaria.
Durante la perquisizione nell’abitazione del giovane, i militari hanno rinvenuto complessivamente 105 grammi di cocaina, parte della quale era già suddivisa in dosi che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero state destinate alla cessione.
Nel corso del controllo sono stati inoltre sequestrati un bilancino di precisione, materiale ritenuto utile per il confezionamento dello stupefacente e 290 euro in contanti, somma che gli investigatori ritengono riconducibile all’attività illecita.
La droga, il denaro e il restante materiale sono stati posti sotto sequestro e assunti in carico in attesa del successivo versamento presso il competente Ufficio Corpi di Reato.
Al termine delle formalità di rito, il 26enne è stato condotto alla Casa circondariale di Ancona-Montacuto, dove resta a disposizione dell'autorità giudiziaria.
A Loro Piceno il vino cotto non è soltanto un prodotto da degustare. È storia, identità e tradizione, un elemento che da generazioni accompagna la vita del paese e che, per cinque giorni, diventa il protagonista assoluto del borgo. È questo lo spirito del 54° Vino Cotto Festival, manifestazione che anche quest'anno ha portato nel centro di Loro Piceno visitatori, produttori, amministratori e appassionati.
Dopo Serrapetrona, Picchio News On Tour ha raggiunto il paese del vino cotto per raccontare una delle serate del festival, tra i profumi della cucina, gli stand dei produttori e la musica che accompagna il dopocena.
Per il sindaco Robertino Paoloni, questa edizione assume un significato ancora più particolare. «Siamo giunti alla 54ª edizione del Festival del Vino Cotto e quest'anno è un po' particolare perché abbiamo inaugurato il nuovo Museo del Vino Cotto». Un museo che rafforza ulteriormente il legame tra il paese e quello che il primo cittadino definisce il suo «ambasciatore nel mondo», grazie anche ai cinque produttori locali che portano il vino cotto oltre i confini italiani.
A rendere speciale l'edizione 2026 c'è anche il 40° anniversario del gemellaggio con San Nicolae in Sausa, celebrato proprio al Parco San Nicolae, uno degli spazi della manifestazione. Un doppio appuntamento che mette insieme memoria, relazioni e promozione del territorio.
Durante il festival Loro Piceno si trasforma completamente. Le iniziative non si concentrano in un'unica piazza, ma coinvolgono diverse zone del paese, con gli spazi dei produttori dove è possibile conoscere e degustare le diverse interpretazioni del vino cotto. «Magari siamo abituati a pensare che viene solo bevuto come bevanda dolce o con i tozzetti, in realtà viene utilizzato in molte maniere nell'alimentazione», ha ricordato Paoloni, citando anche la Sapa tra i prodotti legati a questa tradizione.
La serata ha rappresentato inoltre un momento di incontro per il territorio. Il sindaco ha infatti invitato a Loro Piceno i primi cittadini dell'Unione Montana dei Monti Azzurri, trasformando il festival in un'occasione di convivialità e confronto tra amministratori.
«È una bella iniziativa», ha commentato il presidente dell'Unione Montana Giampiero Feliciotti, sottolineando il valore del vino cotto non soltanto come prodotto, ma come espressione delle persone e delle famiglie che lo portano avanti. L'invito ai sindaci, ha spiegato, è stato anche un modo per ritrovarsi «fuori dalle solite parole politiche» e valorizzare la dimensione umana di chi amministra i 15 borghi dell'Unione.
Sulla necessità di creare occasioni di incontro tra i piccoli comuni si è soffermato anche Tonino Pettinari, ex presidente della Provincia di Macerata. «Le nostre comunità sono tanti piccoli scrigni di saggezza, di umanità, di volontà, di forza ma hanno bisogno anche di condivisione, di una comunità vera», ha sottolineato, evidenziando il ruolo dei rapporti tra amministratori e cittadini nella costruzione di un territorio più coeso.
Al centro della festa c'è naturalmente anche la gastronomia. A contribuire all'organizzazione è l'Associazione Divin Cotto, che collabora con la Pro Loco nella gestione degli stand. Il lavoro, come raccontato dal presidente Mattia Pettinari, comincia ben prima dell'apertura della festa e coinvolge diverse attività, dallo stand gastronomico a quello delle frittelle, fino agli appuntamenti del dopocena.
Il menù cambia ogni sera e punta sulle ricette della tradizione. «Ogni giorno i piatti cambiano perché vogliamo portare la tradizione all'interno del festival», ha spiegato Pettinari. Tra le proposte che accompagnano l'intera manifestazione ci sono i ravioli al Vino Cotto, mentre ogni sera viene proposto anche un primo speciale differente.
Ma il festival non si ferma a tavola. Dopo cena, infatti, il testimone passa alla musica. Al Parco Girona, dalle 23 circa, prendono il via dj set e concerti live, con un programma pensato soprattutto per il pubblico più giovane e per chi vuole continuare la serata dopo le degustazioni.
Tra i tanti visitatori arrivati a Loro Piceno c'è anche chi conosce già bene la manifestazione. Alcuni ospiti olandesi di un agriturismo e camping del territorio hanno raccontato di tornare ogni anno al Vino Cotto Festival, confermando la capacità dell'appuntamento di diventare un punto di riferimento anche per chi arriva da fuori.
Alla sua prima esperienza, invece, l'assessore al Turismo di Morrovalle Desirée Lupi è rimasta colpita dall'organizzazione e dall'atmosfera della festa. «È fondamentale, di vitale importanza valorizzare tutto quello che vedete qua, l'enogastronomia, il territorio, perché noi viviamo di questo. Dobbiamo ritornare a vivere di questo», ha osservato, richiamando l'importanza di iniziative capaci di mettere in risalto le peculiarità dei piccoli borghi maceratesi.
Il 54° Vino Cotto Festival proseguirà fino a domenica, con altri appuntamenti dedicati alla gastronomia, alla musica e alla degustazione. A chiudere la manifestazione sarà il tradizionale spettacolo dei fuochi d'artificio.
Cinquantaquattro edizioni dopo, Loro Piceno continua così a raccontare la propria storia attraverso un prodotto che è molto più di una bevanda: un patrimonio di tradizioni, saperi e relazioni, capace ancora oggi di riunire il paese e attirare visitatori nel cuore dell'estate.
POLLENZA – Una ragazza di 14 anni è caduta questa mattina dal terrazzo di un’abitazione nella zona di Molino, a Pollenza. L’incidente è avvenuto intorno alle 7.
La giovane è stata soccorsa e trasferita in eliambulanza all’ospedale Torrette di Ancona per gli accertamenti del caso. Le sue condizioni, fortunatamente, non sarebbero gravi e, secondo le prime informazioni, potrebbe essere dimessa già in giornata.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, impegnati negli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto.
Dalle prime informazioni raccolte, si tratterebbe di una caduta accidentale.
Dopo la sospensione dei cantieri disposta durante l’esodo estivo per agevolare la circolazione, sulla strada statale 77 “della Val di Chienti” tornano gli interventi di manutenzione programmata di Anas. Un piano articolato che interesserà viadotti, gallerie, pavimentazione e aree verdi, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza, migliorare la qualità delle opere e garantire nel tempo livelli adeguati di servizio dell’infrastruttura.
I lavori entreranno progressivamente nel vivo già a partire dalla fine di agosto e proseguiranno, per alcune opere, fino al 2027. Inevitabili le modifiche alla viabilità, che saranno organizzate per fasi per limitare quanto più possibile i disagi agli automobilisti.
Tra gli interventi principali c’è il risanamento strutturale e il miglioramento sismico del viadotto Chienti III, lungo circa 270 metri e situato tra gli svincoli di Corridonia e Morrovalle. L’investimento ammonta a 3,16 milioni di euro.
Il progetto prevede la sostituzione degli appoggi con dispositivi antisismici, il rinforzo di alcune parti della struttura, il risanamento del calcestruzzo, la sostituzione delle barriere di sicurezza, il rifacimento delle opere idrauliche e dei giunti di dilatazione e, infine, il rifacimento della pavimentazione.
La prima fase scatterà a settembre e prevede, in entrambe le carreggiate, la chiusura della corsia di marcia, con transito consentito sulla corsia di sorpasso.
Particolarmente delicate saranno le operazioni di sollevamento dell’impalcato, che richiederanno la chiusura completa della SS77 in entrambe le direzioni per dieci notti. In quelle ore il traffico tra Corridonia e Morrovalle sarà deviato sulla viabilità secondaria. Durante il giorno, invece, sarà mantenuto il transito sulla corsia di sorpasso.
Da aprile 2027 sarà chiusa la corsia di sorpasso, con traffico sulla corsia di marcia. L’ultima fase, prevista tra giugno e luglio 2027, comporterà invece la chiusura di una carreggiata e il transito a doppio senso su quella opposta.
Interventi analoghi interesseranno il viadotto Caldarola, lungo 355 metri, tra gli svincoli di Caldarola e Serrapetrona. L’investimento previsto è di 3,54 milioni di euro.
Anche in questo caso il programma comprende interventi sugli appoggi, miglioramento sismico, rinforzo delle strutture, risanamento del calcestruzzo, sostituzione delle barriere, opere idrauliche, giunti di dilatazione e pavimentazione.
Da settembre sarà chiusa la corsia di marcia in direzione Foligno, mantenendo il transito sulla corsia di sorpasso. Da gennaio 2027 la situazione verrà invertita, con interventi sulla carreggiata in direzione Civitanova Marche.
Ad aprile 2027 è prevista la chiusura delle corsie di sorpasso in entrambe le direzioni, con transito sulla corsia di marcia. Da settembre a novembre 2027, infine, sarà chiusa una carreggiata e il traffico verrà regolato a doppio senso su quella opposta.
Novità anche nei pressi dello svincolo Macerata Sud/Corridonia, dove riprenderanno i lavori di risanamento profondo della pavimentazione. L’intervento, dal valore complessivo di 3,7 milioni di euro, è già stato completato per circa il 65%.
Da inizio settembre partirà l’ultima fase, che prevede il rifacimento delle rampe dello svincolo e di un tratto della carreggiata in direzione Foligno.
Le rampe in ingresso e in uscita saranno chiuse per circa 15 giorni lavorativi per ciascuna direzione. Successivamente si procederà con il rifacimento della pavimentazione della carreggiata verso Foligno, attraverso uno scambio di carreggiata. In questa fase lo svincolo sarà chiuso in ingresso e in uscita per chi viaggia verso Foligno.
La conclusione dei lavori è prevista entro la fine di ottobre.
Dal 24 agosto riprenderanno inoltre gli interventi sugli impianti tecnologici della galleria Varano, tra gli svincoli di Colfiorito e Serravalle di Chienti.
Il cantiere rientra nel progetto europeo Cef Meridian – Tunnel 4.0 e prevede l’implementazione di una piattaforma digitale intelligente destinata a migliorare ulteriormente i livelli di sicurezza della galleria.
Nella prima fase il traffico sarà deviato, una direzione alla volta, sulla viabilità secondaria, utilizzando il vecchio tracciato della SS77. Da novembre è previsto invece uno scambio di carreggiata, con doppio senso di marcia sulla carreggiata opposta.
L’intervento dovrebbe essere completato prima di Natale 2026.
A ottobre partiranno poi i lavori di adeguamento degli impianti tecnologici della galleria Madonna del Sasso, tra Caccamo e Camerino. L’opera prevede un investimento di 3 milioni di euro e durerà circa sei mesi.
Anche in questo caso sarà necessario uno scambio di carreggiata, con traffico sempre garantito a doppio senso sulla carreggiata opposta. Anas valuterà eventuali sospensioni del cantiere in occasione delle festività o nei periodi caratterizzati da maggiore traffico.
Il piano di interventi sulla SS77 comprenderà infine, nel corso del prossimo anno, lavori di manutenzione del verde e l’abbattimento delle alberature presenti a ridosso della sede stradale. Le eventuali limitazioni al traffico saranno introdotte di volta in volta, in base alle esigenze dei singoli interventi.
Si apre dunque una nuova fase di cantieri sulla Val di Chienti: opere importanti per la sicurezza e la conservazione dell’infrastruttura, ma che richiederanno agli automobilisti particolare attenzione e pazienza soprattutto nei periodi di maggiore intensità del traffico.
Cade dalla finestra di casa, al primo piano, precipitando da un'altezza di circa quattro metri. Paura nella tarda mattinata di oggi, intorno alle 13, nel centro storico di Tolentino, dove un bambino di 9 anni è rimasto coinvolto in una caduta che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato accidentale.
Il piccolo, di nazionalità araba, è stato soccorso dal personale del 118, che ha richiesto l'intervento dell'eliambulanza. Le sue condizioni non sembrerebbero gravi, ma, considerata la dinamica della caduta, è stato disposto il trasferimento all'ospedale regionale Torrette di Ancona per gli accertamenti del caso.
L'incidente si è verificato all'interno di un'abitazione del centro storico. Il bambino si sarebbe sporto dalla finestra per cause ancora in fase di accertamento, finendo poi nel vuoto. La caduta sarebbe avvenuta da un'altezza di circa quattro metri.
Al momento dell'accaduto, il bambino non era solo in casa. Dopo l'allarme, sul posto sono arrivati i sanitari del 118 e i carabinieri della Compagnia di Tolentino, che hanno effettuato gli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica dell'incidente.
L'eliambulanza è atterrata allo Stadio della Vittoria, dove il piccolo è stato preso in carico per il successivo trasferimento al nosocomio anconetano.
Intervento dei Vigili del fuoco nel pomeriggio di oggi, giovedì 20 agosto, per un incendio di sterpaglie lungo l’argine del fiume Chienti, in prossimità del ponte che collega Piediripa con la zona industriale.
La segnalazione è scattata poco dopo le 17:20, quando le fiamme hanno interessato la vegetazione presente lungo l’argine del fiume. Sul posto sono intervenute la squadra dei Vigili del fuoco di Macerata e la squadra boschiva, impegnate nelle operazioni di spegnimento.
Per fronteggiare l’incendio sono stati utilizzati due autobotti e un automezzo 4x4. I Vigili del fuoco hanno provveduto a domare le fiamme e successivamente alla messa in sicurezza dell’area, evitando che il rogo potesse propagarsi ulteriormente.
Non si registrano persone coinvolte nell’incendio.
È stata trasportata in eliambulanza all'ospedale di Torrette una ragazza di 28 anni rimasta coinvolta in un incidente sulla strada Regina, nel territorio di Potenza Picena. La giovane era in sella alla sua moto quando, per cause ancora in fase di accertamento, si è verificato lo scontro con una Nissan Micra.
L'impatto è avvenuto intorno alle 12.:0. Secondo una prima ricostruzione, la vettura, condotta da una donna e proveniente da Porto Recanati, stava effettuando una svolta a sinistra quando la moto, che procedeva nella stessa direzione, ha tamponato l'auto.
La violenza dell'urto ha fatto sbalzare la motociclista per alcuni metri. Immediata la richiesta di intervento dei soccorsi: sul posto è arrivato il personale del 118, che ha prestato le prime cure alla giovane.
Nonostante la dinamica dell'incidente, la 28enne è rimasta cosciente durante le operazioni di soccorso. I sanitari hanno comunque ritenuto necessario il trasferimento in un centro ospedaliero attrezzato e hanno richiesto l'intervento dell'eliambulanza. L'elicottero è atterrato in un campo situato a margine della strada Regina, consentendo il successivo trasferimento della giovane a Torrette, ad Ancona.
A occuparsi dei rilievi e della ricostruzione dell'esatta dinamica sono stati i Carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche. Quello di Potenza Picena non è stato l'unico incidente che ha coinvolto motociclisti nel Maceratese nella giornata di oggi.
Un altro sinistro si era verificato intorno alle 1:.30 a Sarnano, dove una moto è entrata in collisione con un camion. Anche in questo caso si è reso necessario l'intervento dei soccorritori e il motociclista è stato accompagnato al pronto soccorso di Macerata.
Un terzo incidente è avvenuto invece intorno alle 13 lungo la provinciale 78, nella zona di confine tra Sforzacosta di Macerata e Tolentino. Anche il motociclista coinvolto è stato trasferito all'ospedale di Macerata per gli accertamenti sanitari.
Tre episodi distinti che hanno richiesto l'intervento dei soccorritori nell'arco di circa un'ora e mezza, con particolare attenzione rivolta all'incidente avvenuto sulla strada Regina, dove per la 28enne si è reso necessario il trasferimento in eliambulanza.
Torna il via libera alla balneazione nel tratto di costa a nord della foce del fiume Potenza. Il Comune ha revocato il divieto temporaneo disposto appena il giorno precedente, dopo aver ricevuto da Arpam la comunicazione relativa al ripristino della conformità dei parametri microbiologici.
La revoca è stata formalizzata con l’Ordinanza sindacale numero 93 del 21 agosto 2026, che annulla il precedente provvedimento, l’Ordinanza numero 92 del 20 agosto.
Il divieto era stato adottato in via precauzionale a seguito delle verifiche sulla qualità delle acque. I nuovi riscontri hanno però evidenziato il ritorno dei valori microbiologici entro i limiti previsti dalla normativa.
Sulla base della comunicazione di Arpam, dunque, non sussistono più le condizioni che avevano determinato il provvedimento temporaneo.
Per il tratto di costa interessato è quindi nuovamente consentito fare il bagno. La revoca arriva dopo la verifica della conformità dei parametri e consente di tornare alla normale fruizione dell’area.
Un caso accertato di infezione da virus Toscana è stato segnalato questo pomeriggio al sindaco di Tolentino dall’AST di Macerata. Il contagio riguarda un soggetto domiciliato nel territorio comunale, in una zona esterna al centro urbano. Le autorità sanitarie e amministrative rassicurano immediatamente i cittadini: "La situazione è sotto controllo, non c'è alcun allarmismo e si tratta di un episodio del tutto sporadico che non deve destare preoccupazione, pur richiedendo la giusta attenzione".
La trasmissione del virus avviene attraverso la puntura dei pappataci, piccoli insetti ematofagi particolarmente attivi nelle ore crepuscolari e notturne dei mesi caldi. Sebbene l'infezione si risolva spesso senza gravi conseguenze, in una piccola percentuale di soggetti può evolvere in forme più serie come meningiti o meningo-encefaliti. La lotta a questi vettori presenta tuttavia complessità specifiche: le uova vengono deposte in ambienti umidi e ricchi di materiale organico al riparo dalla luce solare, rendendo poco efficaci i tradizionali trattamenti larvicidi o l'uso di insetticidi sugli esemplari adulti.
Per contenere i rischi, la prevenzione si sposta sul piano dei comportamenti individuali e della gestione del territorio. Per chi lavora all'aperto nei settori dell'agricoltura, della manutenzione o del controllo ambientale, così come per gli amanti dell'escursionismo, la prima difesa resta l'uso di repellenti cutanei e l'impiego di indumenti chiari a maniche e pantaloni lunghi.
A livello ambientale diventa fondamentale la cura degli spazi privati e pubblici. Tra le indicazioni fornite figura la manutenzione del verde e degli argini dei corsi d'acqua, unita al risanamento edilizio tramite l'intonacatura delle crepe nei muri e la rimozione dei rifiuti organici. Una vigilanza particolare andrà riservata agli edifici abbandonati o in rovina, che rappresentano l'habitat ideale per la riproduzione dei pappataci. Infine, per prevenire parallelamente anche la diffusione delle zanzare, l'invito rivolto a tutta la popolazione è quello di mantenere puliti gli spazi interni ed esterni delle abitazioni, bonificando tempestivamente ogni eventuale raccolta d'acqua stagnante.
Un contributo di 300 euro per sostenere le famiglie e, allo stesso tempo, incentivare la scelta della scuola secondaria di primo grado di Valfornace. È la misura confermata dall’Amministrazione comunale in vista del nuovo anno scolastico 2026/2027, con l’obiettivo di rafforzare l’offerta formativa locale e contrastare lo spopolamento.
Il Comune ha stanziato complessivamente 3.300 euro per l’iniziativa. Il contributo, una tantum, è destinato ai genitori degli alunni iscritti alla scuola media di Valfornace.
Una scelta che l’Amministrazione lega a una precisa strategia: investire sulle giovani generazioni, sostenere concretamente le famiglie che vivono sul territorio e valorizzare le opportunità offerte dalle scuole locali.
«Abbiamo voluto dare nuovamente un segnale di attenzione, riproponendo un’iniziativa che abbiamo fatto nostra negli anni passati», spiega il sindaco Massimo Citracca.
Il primo cittadino sottolinea anche il particolare momento che sta vivendo Valfornace sul fronte dell’edilizia scolastica. «Stiamo vivendo una stagione storica – afferma –. Prosegue a ritmo serrato il cantiere per la realizzazione del nuovo Polo scolastico “Ugo Betti”».
Il nuovo plesso, nelle intenzioni dell’Amministrazione, rappresenterà un investimento strategico per il futuro della comunità: una struttura moderna e sostenibile, con spazi polifunzionali e dotazioni pensate per una didattica adeguata alle esigenze degli studenti.
«Il nuovo polo rappresenta un vero fiore all’occhiello e una certezza per il futuro dei nostri ragazzi», aggiunge Citracca, secondo il quale anche il contributo economico alle famiglie può contribuire a rendere più attrattiva la scuola del territorio.
«L’offerta delle nostre scuole è unica sul fronte della didattica – prosegue il sindaco – e il contributo economico pensato per le famiglie costituisce un ulteriore tassello tangibile con cui il Comune intende accompagnare la crescita dei nostri giovani e contrastare lo spopolamento, incentivando la frequenza dei plessi locali».
Le famiglie interessate potranno presentare la domanda entro e non oltre il 4 settembre 2026. Per partecipare è necessario utilizzare l’apposito modulo predisposto dal Comune, disponibile insieme all’avviso completo sul sito istituzionale dell’ente.
Sulla scuola Enrico Medi di Macerata il Comune interviene per fare chiarezza, soprattutto nei confronti delle famiglie e della comunità del quartiere Vergini. Al centro del confronto c’è la proposta avanzata da Michele Lattanzi, capogruppo de L’Altra Macerata, di riconvertire l’attuale edificio scolastico in uno spazio destinato ad attività culturali e sociali (leggi qui).
Una proposta alla quale l’Amministrazione risponde ribadendo un punto: la demolizione dell’edificio non sarebbe una scelta discrezionale della Giunta, ma una condizione legata al finanziamento ottenuto attraverso il bando Scuola Futura.
A spiegare la posizione del Comune è l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori. «Il Comune di Macerata si è aggiudicato il bando Scuola Futura – chiarisce – che prevedeva la demolizione e la ricostruzione di una scuola caratterizzata da un basso indice di vulnerabilità sismica e situata in un’area classificata a rischio».
Il progetto, dunque, prevede la sostituzione dell’attuale edificio con una nuova struttura, pensata per garantire maggiore sicurezza e rispondere alle esigenze della comunità scolastica. Marchiori sottolinea inoltre il lavoro svolto con il Ministero per consentire la delocalizzazione della nuova scuola e mantenere operativa quella attuale fino alla conclusione dei lavori. «È stata una scelta importante per evitare disagi alle famiglie e garantire la continuità delle attività didattiche», aggiunge l’assessore.
Il punto centrale della replica riguarda il Pnrr. Il target relativo alla demolizione è fissato al 31 agosto 2026 e, secondo l’Amministrazione, si tratta di un termine vincolante.
«Rispettarlo non è una scelta dell’Amministrazione, ma un requisito inderogabile del bando e del finanziamento ottenuto», ribadisce Marchiori.
L’assessore entra quindi direttamente nel merito della proposta di Lattanzi: «La sinistra, che per venti anni ha promesso alle famiglie la nuova scuola delle Vergini, oggi crea ad arte una polemica priva di fondamento. È desolante come possa essere strumentalizzata una notizia così bella per la città, per i bambini e i docenti. Questo non è solo populismo, ma incompetenza».
E rivolgendosi direttamente al capogruppo de L’Altra Macerata conclude: «Il consigliere Lattanzi dovrebbe sapere che la demolizione è un target del bando Pnrr, non una scelta derogabile».
Sul tema interviene anche l’assessora alla Cultura e all’Istruzione Lorella Benedetti, che respinge l’ipotesi di conservare l’attuale edificio per destinarlo ad altre funzioni.
«Comprendiamo il valore affettivo che la scuola Medi rappresenta per il quartiere Vergini, ma un’Amministrazione ha il dovere di assumere decisioni responsabili e guardare prima di tutto alla sicurezza dei ragazzi», sottolinea Benedetti.
Per l’assessora, non è possibile mettere sullo stesso piano il valore storico e affettivo dell’edificio e la necessità di garantire agli studenti una struttura adeguata. «Stiamo parlando di una scuola con un basso indice di vulnerabilità sismica, inserita in un’area a rischio. Il finanziamento ottenuto attraverso il Pnrr nasce proprio dalla necessità di sostituire quell’edificio con una struttura nuova, sicura, moderna ed efficiente».
Benedetti definisce quindi irrealizzabile l’ipotesi di rinunciare alla demolizione per trasformare la vecchia scuola in uno spazio culturale o sociale. «Non si tratta di scegliere se conservare o meno un edificio per una diversa destinazione d’uso. Rinunciare alla demolizione significherebbe mettere in discussione il finanziamento ottenuto e perdere risorse fondamentali per il quartiere e per la città».
E aggiunge: «Non possiamo chiedere alle famiglie di rinunciare a una scuola nuova, sicura e adeguata per mantenere un immobile che presenta criticità strutturali e che, in caso di mancata demolizione, dovrebbe essere mantenuto con risorse comunali».
La replica alla proposta di Michele Lattanzi, capogruppo de L’Altra Macerata, è dunque diretta: «Il confronto è sempre possibile, ma non sulle condizioni del finanziamento. Le risorse Pnrr vanno utilizzate rispettando gli obiettivi per i quali sono state assegnate. Il nostro compito è consegnare ai bambini e alle famiglie del quartiere una scuola all’altezza delle loro esigenze, non conservare a ogni costo un edificio che il progetto prevede di sostituire».
«Questa – conclude Benedetti – non è una scelta contro il quartiere, ma una scelta per il quartiere. E soprattutto è una scelta fatta nell’interesse degli studenti, dei docenti e delle famiglie».
"Cerco di spiegarlo anche con un video perché evidentemente per qualcuno che fa solo polemica leggere è troppo pesante". Paolo Calcinaro interviene così, con un video pubblicato sui social, per rispondere alle polemiche nate attorno alla modifica dell’accordo tra Regione Marche, AIOP e le strutture private accreditate.
Al centro della questione ci sono quasi 3,3 milioni di euro nel biennio 2026-2027: 795mila euro per il 2026 e 2.437.886 euro per il 2027. Secondo la Regione, non si tratta di nuove risorse per la sanità privata, ma di fondi già disponibili che vengono riconvertiti dalla mobilità attiva alle prestazioni per i cittadini marchigiani.
Ed è proprio questo il punto che Calcinaro vuole chiarire.
"Da anni, da decenni, da giunte di destra, di sinistra, di centro c’è una convenzione con alcune realtà private marchigiane", spiega l’assessore, ricordando il ruolo delle strutture private nel supportare il sistema pubblico nelle operazioni chirurgiche, nei ricoveri e nelle visite ed esami legati alle liste d’attesa.
Secondo Calcinaro, una parte del budget era destinata ai pazienti provenienti da fuori regione. La scelta fatta ora è quella di spostare quelle risorse sui residenti. "Abbiamo semplicemente cambiato questo budget - sostiene - portandolo dalle prestazioni ai fuori Regione a prestazioni ai cittadini marchigiani senza un euro di più”.
Le risorse saranno indirizzate in particolare alla diagnostica per immagini, come risonanze, ecografie e mammografie, e alla chirurgia ambulatoriale, con particolare attenzione alla cataratta. L’obiettivo dichiarato è ridurre le liste d’attesa e, allo stesso tempo, limitare la cosiddetta mobilità passiva, cioè il ricorso dei marchigiani a prestazioni sanitarie fuori regione.
"Cosicché invece di aumentare la mobilità attiva si va anche ad abbassare la mobilità passiva", ribadisce Calcinaro nel video. L’assessore respinge, quindi, la lettura secondo cui l’operazione rappresenterebbe un incremento delle risorse destinate alla sanità privata.
"Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più alla sanità privata", è la sintesi della sua posizione. E alla fine arriva anche la stoccata a chi ha criticato il provvedimento: "Si vuole continuare solamente a fare polemica e mettere in evidenza titoli errati per fare solamente cagnara".
Facilitare l’accesso alle cure per i cittadini delle aree di confine: è questo l’obiettivo dello schema di accordo tra Marche e Umbria, approvato dalla Regione Marche e valido per il periodo 2026-2028.
L’intesa stabilisce regole condivise per le prestazioni sanitarie erogate ai cittadini che si rivolgono alle strutture dell’altra regione, con l’obiettivo di garantire percorsi più semplici e appropriati e una migliore integrazione tra i due sistemi sanitari.
"È un accordo che mette al centro i cittadini - ha commentato l’assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro -. Chi vive nelle aree di confine deve poter accedere alle cure nel modo più semplice e rapido possibile, con regole chiare e senza ostacoli burocratici. Allo stesso tempo, l’intesa ci permette di programmare meglio i servizi, monitorare i flussi dei pazienti e utilizzare in modo più efficace le risorse del sistema sanitario. È una scelta che migliora l’assistenza e rafforza la collaborazione tra Marche e Umbria”.
L'accordo riguarda le principali prestazioni sanitarie per i cittadini delle due regioni, dai ricoveri alle visite specialistichee agli esami. Sono comprese anche prestazioni complesse come trapianti, cure oncologiche, dialisi, ricoveri urgenti e percorsi riabilitativi specialistici. Sono escluse le prestazioni che non rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale.
Per le Marche, l’intesa consente di gestire in modo più efficace la mobilità sanitaria, cioè gli spostamenti dei cittadini che scelgono di curarsi fuori dalla propria regione. Le regole condivise permetteranno di programmare con maggiore precisione l’offerta sanitaria, monitorare i flussi e i costi e garantire ai pazienti l’accesso ai servizi più appropriati, nel rispetto della libertà di scelta del luogo di cura.
Una parte dell’accordo riguarda poi il comune di Cantiano. In caso di emergenze gravi, quando la Centrale operativa 118 di Pesaro lo riterrà necessario, i pazienti potranno essere trasportati all’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino. Per chi vive in quella zona, l’ospedale umbro può infatti essere più vicino rispetto ad altri presidi. Questo permetterà, quando previsto, di ridurre i tempi di intervento e di assicurare cure più rapide nelle situazioni in cui ogni minuto può fare la differenza.
Ultimo test prestagionale in casa Aurora Treia alle porte: domani, orario 17:00, si va a San Severino per sfidare la Settempeda. Il test contro i cugini è un’occasione importante per completare i vari rodaggi in vista del debutto ufficiale, tra una settimana in casa del Chiesanuova per l’ottavo di finale di andata di coppa.
Un progetto che va avanti a gonfie vele quello targato Lube, che sta convincendo i vari elementi al suo interno come il centrocampista Vittorio Favo, arrivato da poco ma felice di come si stia procedendo: "Mi sto trovando molto bene qui all’Aurora. È una società incredibile, una delle migliori a livello organizzazione, il tutto nonostante militi in una categoria inferiore rispetto alle precedenti dove ho giocato. A livello d’ambizione però è senza dubbio la migliore in cui ho mai giocato. Mi sto trovando molto bene con i compagni, lo staff e i vari collaboratori".
Favo poi continua parlando di come stia procedendo la preparazione prestagionale "Stiamo lavorando tantissimo in questa preparazione. I risultati lasciano il tempo che trovano dato che nessuna squadra è al top della condizione, le formazioni titolari cambiano spesso rispetto alla stagione e anche noi stiamo effettuando più rotazioni per sperimentare il più possibile. Comunque queste partite ci stanno fornendo il materiale su cui dobbiamo continuare a lavorare".
Ciò che in casa Aurora Treia si punta è arrivare al derby col Chiesanuova al meglio "Inizieremo in coppa col Chiesanuova per quello che sarà senza dubbio un banco di prova importante. Noi conosciamo l’importanza della coppa, vogliamo fare risultato. Cercheremo di vincere, ce lo impone l’ambizione societaria e gli obiettivi che ci siamo posti quest’anno”.
Da segnalare infine, in ambito extracampo, come siano accese le sirene per il difensore Maryan Gutsol, giocatore che ha spesso militato campionato di Serie D e con esperienze nel Real Aversa e nel Termoli. Sarebbero stati avviati dei contatti da parte della dirigenza per cercare di convincere il difensore, classe 1998, a sposare il progetto biancorosso.
SAN SEVERINO MARCHE – Il nuovo campo da calcio Tullio Leonori di viale Mazzini è pronto a tornare protagonista. La posa del nuovo manto sintetico di ultima generazione, omologato dalla Lega Nazionale Dilettanti, è stata completata e il Comune si prepara ad aprire l’impianto ai primi test di allenamento, in attesa dell’inaugurazione ufficiale prevista nelle prossime settimane.
L’intervento di riqualificazione ha richiesto un investimento complessivo di circa 600mila euro, finanziato attraverso un mutuo acceso con l’Istituto per il Credito Sportivo.
Il progetto ha previsto la completa rimozione del vecchio manto, ormai deteriorato, e la posa di una nuova superficie sintetica. Sono stati inoltre rifatti l’impianto di irrigazione automatizzato e la recinzione perimetrale del terreno di gioco.
Restano da completare alcuni lavori esterni e le ultime finiture, ma il campo può già essere utilizzato per alcune sessioni di allenamento. Una fase di prova che consentirà alle squadre di San Severino di riprendere la preparazione in vista dell’inizio della nuova stagione agonistica e, allo stesso tempo, di prendere confidenza con la nuova superficie.
L’inaugurazione ufficiale arriverà al termine degli ultimi interventi. Sarà l’occasione per riconsegnare alla città un impianto completamente rinnovato e adeguato agli standard richiesti per l’attività sportiva.
«Restituiamo alla nostra comunità e ai tanti giovani che praticano sport una struttura moderna, efficiente e sicura – sottolinea il sindaco Rosa Piermattei –. Il campo Tullio Leonori è da sempre un punto di riferimento per la crescita dei nostri ragazzi e per tante realtà sportive del territorio».
Il primo cittadino sottolinea inoltre come l’apertura agli allenamenti di prova permetterà alle squadre di iniziare subito a familiarizzare con il nuovo terreno di gioco, in attesa della cerimonia ufficiale.
Per San Severino, dunque, si riapre un impianto storico della città con un manto completamente nuovo e dotazioni rinnovate, pronto ad accompagnare le società sportive nella prossima stagione.
La voglia di fare impresa, nel Maceratese, resta forte. La provincia è infatti nona in Italia per numero di imprese rispetto alla popolazione, con 93,1 attività ogni mille abitanti. Un dato che supera nettamente la media nazionale, ferma a 80,6.
A fotografare la situazione è l’Area Studi e Ricerche Cna sulla base dei dati Istat. Una graduatoria che vede nelle prime posizioni soprattutto territori del Centro-Nord e che conferma anche la particolare vocazione imprenditoriale delle Marche. Fermo è quinta in Italia, con 95,5 imprese ogni mille abitanti, mentre Macerata si piazza al nono posto.
In testa c’è Prato, con 112,4 imprese ogni mille abitanti, seguita da Milano (110,6) e Rimini (105,5). Poi Firenze (98,2), Fermo, Valle d’Aosta (94,3), Padova e Lucca (93,9), Macerata e Roma (92,1).
Numeri che, secondo la CNA, raccontano una caratteristica precisa del territorio: qui l’impresa è soprattutto piccola, familiare e profondamente legata alla comunità.
«Essere tra le prime dieci province italiane non è soltanto un dato statistico – sottolinea il presidente di CNA Macerata Simone Giglietti – ma racconta quanto l’impresa sia radicata nella storia e nella struttura economica del nostro territorio».
Nel Maceratese, infatti, fare impresa significa spesso lavorare in piccole realtà, mantenere competenze e professionalità e creare occupazione anche nei centri più piccoli e nelle aree interne.
È uno dei tratti distintivi dell’economia italiana. Nel Paese ci sono poco meno di 4,8 milioni di imprese, con quasi 18,9 milioni di addetti e una dimensione media di circa quattro occupati. E la maggior parte non si trova nelle grandi città.
Le 14 città metropolitane concentrano infatti il 38,1% delle imprese e il 43,3% degli addetti. Il resto del tessuto produttivo è distribuito tra province, città intermedie, distretti e piccoli Comuni.
Il peso delle piccole attività
Per Macerata questo modello è particolarmente importante. La presenza delle piccole imprese non rappresenta soltanto un dato economico, ma contribuisce a mantenere vivi i territori, soprattutto quelli più lontani dai principali centri.
Il confronto con il resto d’Italia evidenzia però anche forti differenze. In fondo alla classifica c’è il Sud Sardegna, con 53,4 imprese ogni mille abitanti. Seguono Enna (55,9), Caltanissetta (56,5), Agrigento (58,4) e Taranto (58,8).
Dove la propensione a fare impresa è più bassa, pesano anche spopolamento, invecchiamento della popolazione, difficoltà di accesso al credito, infrastrutture insufficienti e una minore presenza di filiere produttive.
Per Giglietti, dunque, il buon piazzamento di Macerata non deve far abbassare la guardia.
Il mondo dell’artigianato sta cambiando rapidamente e le Marche, con il territorio della provincia di Macerata inserito in questo scenario, sono tra le regioni italiane che negli ultimi anni hanno registrato le contrazioni più significative.
I dati elaborati dalla Cgia mostrano infatti una riduzione consistente del numero degli artigiani nell’ultimo decennio. La diminuzione ha interessato tutte le regioni italiane, ma le Marche risultano tra quelle maggiormente colpite, con una contrazione del 28,1% in dieci anni secondo una delle elaborazioni dell’Ufficio studi dell’associazione.
Il fenomeno non riguarda soltanto il numero complessivo delle attività. A cambiare è anche il volto stesso dell’artigiano. Alcuni dei mestieri tradizionali fanno sempre più fatica a trovare nuovi professionisti, mentre crescono attività legate al benessere, ai servizi e al digitale.
L’analisi di Unioncamere e InfoCamere, basata sui dati del Registro delle Imprese, fotografa un’evoluzione particolarmente evidente negli ultimi anni. Tra marzo 2023 e marzo 2025 sono aumentate soprattutto le imprese degli estetisti, cresciute del 10,4%, seguite dai tassisti (+7,2%) e dagli specialisti Ict (+5,4%).
Allo stesso tempo arretrano alcune figure che per decenni hanno rappresentato l’immagine classica della bottega artigiana. I falegnami registrano una diminuzione del 10,9%, i trasportatori dell’8,9% e gli elettricisti del 2,9%. Il segno meno interessa anche diverse altre attività tradizionali, tra cui sarti, fotografi, calzolai, fabbri, muratori, idraulici, meccanici e panettieri.
Per un territorio come quello maceratese, caratterizzato dalla presenza diffusa di piccoli centri, attività familiari e imprese legate alle lavorazioni tradizionali, il cambiamento assume quindi un peso particolare.
Non è però soltanto una storia di chiusure. L’artigianato italiano sta anche modificando la propria identità.
Accanto alle attività tradizionali si fanno spazio professionisti del digitale, specialisti Ict, grafici e nuove figure legate ai servizi. Crescono inoltre alcune professioni del settore del benessere e attività come giardinieri, serramentisti e riparatori di macchinari.
Il cambiamento coinvolge anche la composizione della categoria. Secondo i dati riportati nell'analisi, tra i giovani under 35 aumentano soprattutto gli specialisti Ict e i tassisti, mentre tra gli imprenditori stranieri si registrano incrementi significativi proprio nei settori del trasporto e dell’informatica.
Uno dei nodi principali resta però quello del ricambio generazionale.
L’invecchiamento della popolazione artigiana e la difficoltà nel convincere le nuove generazioni a intraprendere alcuni mestieri manuali rischiano di creare, nel prossimo futuro, una vera carenza di competenze.
Il problema non riguarda soltanto chi vuole aprire una nuova attività. La riduzione degli artigiani potrebbe rendere sempre più difficile trovare professionisti capaci di intervenire per una riparazione o una manutenzione. Tra le figure considerate maggiormente a rischio ci sono idraulici, fabbri, elettricisti e serramentisti.
Tra le cause indicate dalla Cgia figurano il minore interesse dei giovani verso il lavoro manuale, una formazione non sempre adeguata alle esigenze del mercato e un orientamento scolastico che fatica ad accompagnare gli studenti verso professioni tecniche.
Il dato regionale conferma le difficoltà del comparto. In una delle rilevazioni relative all’ultimo decennio, le Marche risultano la regione con la maggiore contrazione del numero di artigiani, pari al 28,1%, davanti a Umbria, Abruzzo e Piemonte.
Anche gli aggiornamenti più recenti evidenziano una situazione ancora delicata. Nel 2025 il numero delle imprese artigiane è rimasto sostanzialmente stabile a livello nazionale, ma il Centro Italia ha registrato una variazione negativa dello 0,3%. Tra le regioni del Centro, le Marche hanno segnato un -0,5% rispetto all’anno precedente.
Il dato riguarda l’intero territorio regionale e quindi anche la provincia di Macerata, senza però indicare una specifica variazione provinciale per il Maceratese nei numeri riportati nelle analisi di riferimento.
A complicare il quadro c'è anche l'accesso al credito. Secondo Confartigianato, tra il 2019 e marzo 2026 i finanziamenti alle piccole imprese sono diminuiti del 25,9%, mentre per le imprese artigiane la contrazione è arrivata al 39,3%.
A livello regionale, le Marche hanno registrato a marzo 2026 una diminuzione dei finanziamenti alle piccole imprese del 7,1%, tra le variazioni più significative rilevate nel Paese.
Una stretta che può incidere sulla capacità delle piccole attività di investire, innovare e affrontare il ricambio generazionale.
Il quadro che emerge non racconta quindi semplicemente la scomparsa dell’artigianato. Racconta piuttosto una trasformazione profonda, nella quale alcune professioni tradizionali si riducono e altre, spesso legate alla tecnologia e ai servizi alla persona, conquistano spazio.
Per le realtà della provincia di Macerata la sfida sarà riuscire a mantenere vive le competenze che hanno caratterizzato il territorio, accompagnandole però verso un modello capace di parlare alle nuove generazioni e di confrontarsi con un mercato sempre più digitale.
Frane, alluvioni, erosione costiera e terremoti: nelle Marche la conoscenza del territorio diventa sempre più importante per prevenire i rischi. La Sezione di Geologia dell’Università di Camerino, attraverso la Regione Marche, ha firmato con Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – una convenzione per la realizzazione del Foglio geomorfologico CARG n. 303 – Macerata.
Un progetto che punta a mettere a sistema conoscenze scientifiche e cartografia per individuare con maggiore precisione le aree esposte a pericolosità geologica e fornire uno strumento concreto alla pianificazione territoriale.
Le recenti ondate di maltempo che hanno interessato le Marche, tra nubifragi, grandinate, frane e mareggiate, hanno riportato in primo piano la fragilità di un territorio caratterizzato da pendii ripidi, colline, vallate attraversate da corsi d’acqua, falesie e coste. Un paesaggio di grande valore, ma allo stesso tempo sottoposto a fenomeni naturali che possono trasformarsi in emergenze quando si sommano a una crescente urbanizzazione e agli effetti dei cambiamenti climatici.
Il quadro delineato dai dati del Rapporto ISPRA 2025 e dalle attività di rilevamento svolte negli anni dai geologi dell’Università di Camerino evidenzia una situazione particolarmente delicata.
Nelle Marche sono state censite oltre 42.500 frane, con una densità di circa 442 fenomeni ogni 100 chilometri quadrati, più del doppio rispetto alla media nazionale. Sono circa 90mila le persone che vivono o frequentano edifici situati in aree interessate da fenomeni franosi, mentre l’11,5% del territorio regionale è esposto al rischio di inondazione.
A questi fattori si aggiunge l’elevata pericolosità sismica che caratterizza gran parte della regione, legata anche alla particolare struttura geologica e geomorfologica del territorio.
Numeri che rendono evidente la necessità di conoscere sempre meglio il territorio e le sue trasformazioni.
È proprio questo l’obiettivo del nuovo Foglio geomorfologico CARG 303. La cartografia permetterà di rappresentare le caratteristiche morfogenetiche e morfodinamiche del territorio, individuando e perimetrando le principali situazioni di criticità geo-ambientale.
«Ogni evento naturale diviene emergenza se non viene fatta prevenzione», sottolinea il professor Piero Farabollini, docente della Sezione di Geologia Unicam e coordinatore del Foglio Macerata.
«La prevenzione passa attraverso un dettagliato rilevamento geomorfologico che permette di cogliere l’evoluzione morfodinamica dei versanti e del territorio. Conoscere il territorio significa anticiparne le fragilità, prima che si trasformino in emergenze».
Un lavoro che assume ulteriore rilevanza anche alla luce della nuova normativa regionale, che attribuisce ai Comuni un ruolo importante nell’integrazione degli studi geomorfologici all’interno degli strumenti di pianificazione territoriale.
Sulla necessità di una strategia di lungo periodo interviene anche il professor Marco Materazzi, docente della Sezione di Geologia Unicam e direttore di rilevamento del Foglio.
«Il dissesto idrogeologico nelle Marche non è dunque un fenomeno episodico – evidenzia – ma una condizione strutturale che richiede continuità di interventi, risorse e competenze, basate sulla conoscenza del territorio».
Da qui la sfida indicata dai geologi: «Trasformare l’emergenza in prevenzione e la prevenzione in cultura del territorio».
Il Foglio geomorfologico 303 interessa un’area particolarmente significativa anche dal punto di vista infrastrutturale e insediativo. Comprende il territorio interessato dalla crisi sismica del 2016, il capoluogo di provincia e numerosi Comuni delle aree pedemontane.
Attraversano l’area importanti infrastrutture, tra cui le direttrici vallive del Potenza e del Chienti e la ferrovia, oltre a elettrodotti, gasdotti, acquedotti, reti di telecomunicazione e altre vie di comunicazione.
Numerosi sono inoltre i centri abitati caratterizzati da un importante patrimonio storico e architettonico.
Il nuovo strumento consentirà quindi di approfondire le condizioni del territorio e verificare le situazioni di criticità legate, tra gli altri fenomeni, a frane, erosione del suolo e dinamiche delle acque superficiali, tenendo conto anche degli effetti dei cambiamenti climatici e della crescente antropizzazione.
Il nuovo incarico affidato ai geologi di Unicam segue il lavoro già concluso con il Foglio geomorfologico n. 296 – Tolentino e punta a rafforzare la collaborazione tra mondo scientifico e istituzioni.
La cartografia geomorfologica, sottolineano da Unicam, non è quindi soltanto uno strumento di studio. «Può diventare un supporto concreto per le amministrazioni chiamate a pianificare lo sviluppo dei territori, individuare le criticità e orientare le scelte urbanistiche e infrastrutturali».
Un terzo posto in Italia nelle ultime classifiche Censis per le lauree triennali dell’area delle Scienze giuridiche e un’offerta formativa sempre più orientata alla specializzazione, all’internazionalizzazione e all’ingresso nel mondo del lavoro. È con questi punti di forza che il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata si prepara al nuovo anno accademico.
L’obiettivo è coniugare la tradizione degli studi giuridici con percorsi capaci di intercettare professioni e ambiti in evoluzione, offrendo agli studenti la possibilità di costruire un percorso formativo il più possibile personalizzato.
Tra le proposte spicca la laurea triennale in Scienze per i servizi giuridici, articolata in cinque curricula: Consulente del lavoro e delle relazioni industriali, Consulente dei trasporti e della logistica, Operatore giudiziario e criminologico, Operatore giuridico per le amministrazioni e Consulente giuridico per lo sport.
Proprio quest’ultimo rappresenta una delle peculiarità dell’offerta dell’Ateneo maceratese, che ha inserito stabilmente il diritto dello sport nella formazione universitaria.
«La forza del nostro Dipartimento sta nella capacità di mantenere salda una tradizione giuridica di lunga data e, nello stesso tempo, di intercettare ambiti professionali nuovi e in continua trasformazione», sottolinea la direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza, Claudia Cesari.
«I curricula specialistici, l’attenzione al diritto dello sport, all’innovazione e alle amministrazioni, così come la dimensione internazionale dei nostri corsi, permettono agli studenti di costruire una preparazione solida ma anche fortemente personalizzata, adeguata a percorsi professionali molto diversi tra loro», aggiunge Cesari.
L’apertura internazionale trova una delle sue espressioni principali nella laurea triennale International, European and Comparative Legal Studies (IECoLS), interamente in lingua inglese. Il corso affronta lo studio del diritto attraverso una prospettiva europea, comparata e globale, preparando gli studenti anche a possibili percorsi professionali nelle imprese, nelle istituzioni europee e nelle organizzazioni internazionali.
Rimane centrale anche la laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, tradizionalmente orientata alla preparazione per le professioni di avvocato, magistrato e notaio, ma caratterizzata da una crescente possibilità di personalizzazione.
Gli studenti possono infatti orientare il proprio piano di studi verso percorsi dedicati al giurista forense, al giurista d’impresa, alle organizzazioni pubbliche oppure all’innovazione e alla sostenibilità.
A questa offerta si aggiunge il Comparative, International and European Law and Innovation Programme, percorso parzialmente in lingua inglese con una forte componente comparatistica, europea e internazionale.
Per chi punta a un’esperienza ancora più internazionale è inoltre disponibile il percorso a doppio titolo con l’Università di Orléans. L’opportunità consente di trascorrere una parte dei cinque anni di studio in Francia e ottenere, insieme alla laurea magistrale dell’Università di Macerata, i corrispondenti titoli francesi.
L’offerta del Dipartimento comprende anche un articolato percorso nell’ambito del servizio sociale. La laurea triennale in Teorie, culture e tecniche per il servizio sociale consente di accedere all’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di assistente sociale.
Chi intende proseguire la formazione può iscriversi alla laurea magistrale in Politiche e programmazione dei servizi alla persona, proposta anche in modalità mista, con la possibilità di seguire le lezioni da remoto.
Il percorso permette di acquisire competenze avanzate e di ampliare le prospettive professionali, anche in vista di ruoli di maggiore responsabilità e funzioni dirigenziali.
In continuità con i percorsi dedicati alle amministrazioni e ai servizi giuridici si inserisce infine la laurea magistrale in Governance dell’amministrazione pubblica e delle organizzazioni complesse.
Il corso punta a sviluppare competenze innovative nella gestione e nel governo delle organizzazioni, formando figure professionali qualificate per la pubblica amministrazione e per realtà organizzative complesse. Anche questa magistrale è disponibile in modalità mista, con l’obiettivo di rendere la frequenza più flessibile e compatibile con esigenze lavorative e personali.
Il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata si presenta così al nuovo anno accademico con un’offerta che punta a unire formazione giuridica tradizionale e nuovi sbocchi professionali, con particolare attenzione alla personalizzazione dei percorsi, alla dimensione internazionale e alle esigenze di un mercato del lavoro in continua trasformazione.
Nuove importanti evidenze archeologiche sono emerse nell'area di Potentia, l'antica colonia romana di Porto Recanati, dove nel pomeriggio di giovedì 20 agosto il cantiere di scavo è stato eccezionalmente aperto al pubblico nell'ambito dell'iniziativa "Tra le vie di Potentia. L'archeologia incontra la comunità".
Accompagnati dagli archeologi della Soprintendenza e di ArcheoLAB, i partecipanti hanno potuto visitare il nuovo cantiere di scavo e conoscere da vicino le metodologie utilizzate e i risultati delle indagini preventive effettuate in vista della realizzazione del nuovo accesso all'area dal lato nord. I due saggi stratigrafici hanno restituito elementi di particolare interesse per ricostruire l'organizzazione urbana dell'antica colonia romana.
Nel primo saggio è emersa la fase tardoantica di sistemazione di una grande area aperta, verosimilmente identificabile con il foro cittadino. Il secondo ha invece portato alla luce l'intersezione tra un cardo e un decumanus, oltre ad alcune strutture edilizie affacciate sulla strada, con resti di intonaci e porzioni di pavimentazione ancora conservate.
L'iniziativa è stata promossa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, in collaborazione con il comune di Porto Recanati e ArcheoLAB. Il progetto "Potentia: accessibilità, inclusione e rigenerazione culturale" è inserito nel Piano Olivetti per la Cultura.
"Accogliamo con grande entusiasmo la ripresa degli scavi archeologici a Potentia, un patrimonio straordinario che può ancora restituire importanti testimonianze sulla storia del nostro territorio", dichiara il sindaco Andrea Michelini.
"L'auspicio è che questa nuova fase di ricerca possa proseguire a lungo e con continuità, permettendo di approfondire la conoscenza dell'antica città e di rendere il sito sempre più accessibile e vicino alla comunità".
Il primo cittadino ha inoltre ringraziato l'architetto Giovanni Issini, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, la dottoressa Nicol Tiburzi, funzionario dell'Area archeologica, e il professor Frank Vermeulen dell'Università di Gent, Dipartimento di Archeologia, per il contributo offerto alla ricostruzione dell'assetto urbano di Potentia.
L'apertura del cantiere rappresenta il primo passo di un percorso più ampio finalizzato a rendere Potentia sempre più accessibile, conosciuta e integrata negli itinerari culturali e turistici del territorio.
Il progetto prevede infatti visite guidate, attività didattiche, iniziative divulgative e percorsi inclusivi, con l'obiettivo di rafforzare il legame tra l'antica città romana e la comunità, valorizzandone il patrimonio storico e archeologico.
È stato un giovanissimo pianista di appena nove anni, Alberto Cartuccia Cingolani, il protagonista del gran finale del Quiete Music Festival di Treia, chiuso con un'autentica ovazione e un nuovo sold out a Villa Spada.
Davanti a un pubblico numeroso, con una significativa presenza anche di spettatori arrivati dall'estero, il giovane artista ha trasformato il concerto in un vero spettacolo fatto di musica, racconti, ironia e sorprendente spontaneità. Una serata che ha confermato anche il successo della rassegna, aperta a inizio luglio con un altro tutto esaurito e conclusa con Villa Spada nuovamente gremita.
Cartuccia Cingolani ha affrontato l'intero programma senza spartito, mostrando una sicurezza e una preparazione musicale fuori dal comune. A colpire il pubblico non è stata però soltanto la sua tecnica: il giovane pianista ha dimostrato anche una notevole presenza scenica, presentando personalmente ogni brano e raccontandone caratteristiche, atmosfere e curiosità.
Alle domande rivoltegli durante la serata ha risposto con chiarezza e competenza, sorprendendo per la maturità delle sue risposte ma senza perdere quella leggerezza e quell'umorismo tipici della sua età che hanno contribuito a rendere ancora più speciale il concerto.
"È stato un concerto straordinario, degno di un festival che ha oggettivamente entusiasmato", ha commentato il sindaco Franco Capponi, ricordando anche un curioso fuori programma della serata. A un certo punto, infatti, è stato persino il fonico, solitamente discreto dietro la consolle, a prendere il microfono per invitare il pubblico a tributare un grande applauso ad Alberto per la sua capacità di suonare senza spartito.
Un momento che, secondo il primo cittadino, ha fotografato perfettamente l'atmosfera della serata: il pubblico è stato conquistato non soltanto dal talento del giovane pianista, ma anche dalla sua personalità.
"Siamo molto soddisfatti di questa stagione del Quiete Music Festival", ha aggiunto Capponi, sottolineando la qualità degli artisti portati a Villa Spada e la risposta del pubblico. "La risposta è stata importante, come dimostrano i sold out che hanno aperto e chiuso la rassegna e ci ha fatto particolarmente piacere vedere una presenza così numerosa anche di spettatori stranieri".
Per il sindaco, tuttavia, la serata conclusiva ha avuto qualcosa di ancora più speciale: "Abbiamo visto un artista di appena nove anni capace di emozionare con una naturalezza davvero rara. Quella sicurezza e, allo stesso tempo, tutta la spontaneità e l'ironia di un bambino sono qualità che difficilmente si dimenticano".
Al termine del concerto è arrivato anche un invito ufficiale a tornare a Treia per la prossima stagione, subito accettato dal giovane pianista. E non è mancata una piccola sfida per il futuro.
Capponi ha infatti chiesto ad Alberto se, in occasione della prossima edizione, preparerà la "Polonaise" di Chopin dedicata alla contessa Komar, figura legata alla storia di Villa Spada. Il giovane pianista, con la consueta sincerità, ha ammesso che Chopin non è il suo compositore preferito, ma ha comunque promesso che si metterà al lavoro.
Un arrivederci che ha già una possibile colonna sonora e che chiude nel migliore dei modi un'edizione del Quiete Music Festival capace di portare a Villa Spada musica, qualità e pubblico, superando serata dopo serata le aspettative degli organizzatori.
Un ultimo cammino, un ultimo concerto e una grande festa sui prati per chiudere la decima edizione di IncantoMarche. L’appuntamento è per martedì 25 agosto alle 17, a Montelago, nella zona di Fonte della Cerasa, nel territorio di Sefro.
A salire sul palco saranno I Patagarri, formazione milanese tra le realtà più vivaci e coinvolgenti della nuova musica italiana. Il concerto recupera l’appuntamento inizialmente previsto per il 26 luglio e poi rinviato a causa del maltempo.
L’organizzazione invita il pubblico a prestare attenzione all’orario: il concerto inizierà alle 17.
Nati sui marciapiedi, nelle strade e nei mercati di Milano, i Patagarri hanno costruito il proprio percorso a suon di concerti, portando in giro un mix originale di fiati, chitarre, contrabbasso, swing, jazz manouche, canzone e ironia.
Dopo la partecipazione a X Factor, il Concertone del Primo Maggio e la pubblicazione dell’album d’esordio L’ultima ruota del caravan, la band ha continuato a esibirsi in Italia e all’estero.
Una musica particolarmente adatta allo spirito di IncantoMarche, che da dieci anni porta concerti e artisti in luoghi naturali, borghi e paesaggi dell’Appennino marchigiano.
Per arrivare all’area del concerto sarà necessario lasciare l’auto nei parcheggi predisposti e proseguire a piedi fino a Fonte della Cerasa.
Il percorso è lungo circa 2,5 chilometri, con un tempo medio di percorrenza di circa 45 minuti e un dislivello positivo di 30 metri. La difficoltà è classificata T, turistico.
Il tracciato attraversa il piano superiore di Montelago, tra prati e pascoli, seguendo inizialmente un tratturo e poi una strada sterrata.
L’organizzazione raccomanda di utilizzare scarpe adatte ai percorsi sterrati, con suola scolpita. Il percorso sarà segnalato e il pubblico è invitato a non uscire dal tracciato, anche per tutelare i prati destinati al pascolo e la torbiera di Montelago.
Il percorso di ritorno sarà differente da quello dell’andata e sarà anch’esso segnalato. Lungo il tragitto sono presenti alcune fonti d’acqua.
Il percorso è accessibile anche con passeggini, purché adeguati a terreni sterrati.
Le aree di parcheggio saranno disponibili dalle 14. L’organizzazione consiglia di arrivare con largo anticipo, considerando il tempo necessario per raggiungere a piedi la zona del concerto.
I biglietti acquistati per la data del 26 luglio restano validi per il nuovo appuntamento.
Dieci anni di IncantoMarche
Quello di Montelago sarà l’ultimo appuntamento di una decima edizione che ha portato la musica tra montagne, sentieri, prati e borghi delle Marche.
Un percorso iniziato dieci anni fa e costruito attraverso concerti, cammini e incontri, con l’obiettivo di creare un rapporto particolare tra musica, paesaggio e comunità.
Il rinvio per il maltempo ha trasformato l’appuntamento con i Patagarri in una sorta di coda festosa della decima edizione.
Martedì, dunque, l’ultimo appuntamento: si camminerà insieme fino a Fonte della Cerasa per ascoltare la musica dei Patagarri e salutare un’estate speciale.
Un ultimo cammino, un ultimo prato, un ultimo concerto. E una festa per i dieci anni di IncantoMarche.
Una serata dedicata all’esplorazione dello spazio, alla scienza, alla fantascienza e alla musica per guardare il cielo con occhi diversi. È quella in programma venerdì 21 agosto alle 21.30, nel cortile di Palazzo Conventati, a Macerata, dove scienza e immaginazione si incontreranno in un appuntamento organizzato dall’Associazione culturale Cosmica in collaborazione con la Scuola Popolare di Filosofia.
Al centro della serata ci sarà l’esplorazione dello spazio e il futuro delle missioni lunari, anche in vista del ritorno dell’uomo sulla Luna attraverso il programma Artemis. A parlarne saranno l’astrofisico ed ex NASA Francesco Tombesi e il fisico delle particelle Gianni Cantatore. Un’occasione per approfondire le nuove frontiere della ricerca spaziale e le prospettive legate alle future missioni, che vedranno coinvolta anche l’Italia.
Accanto alla scienza ci sarà spazio per la storia della fantascienza. La serata celebrerà infatti anche il 60° anniversario di Star Trek, una delle saghe più celebri della cultura fantascientifica mondiale. A ripercorrerne la storia e il significato sarà Marcello Rossi, tra i massimi esperti italiani di fantascienza cinetelevisiva.
L’appuntamento proporrà inoltre un originale incontro tra astronomia e musica con “Motus Sidereus”, performance ispirata al suono delle sfere celesti. A eseguirla saranno la flautista Lucia Cleopatra Paccamiccio e il compositore di musica elettronica Paolo Bragaglia, per un momento pensato come immersione sonora nell’universo.
A completare la serata sarà l’osservazione del cielo attraverso il telescopio. Il pubblico potrà osservare alcuni corpi celesti sotto la guida dell’esperto astrofilo Cristian Fattinnanzi, trasformando la teoria e il racconto scientifico in un’esperienza diretta.
L’evento sarà moderato dal professor Edilio Venanzoni, mentre la regia sarà curata da Marco Bragaglia.
Un programma che mette insieme discipline diverse, dalla fisica all’astronomia, dalla fantascienza alla musica, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico alla conoscenza dell’universo e alle grandi domande legate al nostro futuro nello spazio.
L’appuntamento è a ingresso libero. In caso di maltempo, la serata si svolgerà presso gli Antichi Forni.
Caterina Alloggio, giovane infermiera che vive a Tolentino, ha conquistato il titolo di Miss Cinema Marche 2026, ottenendo così l'accesso alle prefinali nazionali di Miss Italia. La proclamazione è arrivata nella serata di ieri a Servigliano, in provincia di Fermo, durante la sesta finale regionale di Miss Italia Marche 2026. La giovane, che lavora come infermiera presso l'ospedale di Camerino, nel reparto di Chirurgia generale, ha conquistato pubblico e giuria grazie al suo carisma e alla passione per il mondo del cinema e dello spettacolo.
Un risultato particolarmente significativo per Caterina, che rappresenterà dunque le Marche alle prefinali nazionali di Miss Italia con la fascia di Miss Cinema Marche 2026. L'appuntamento è fissato a Roma, presso il Palazzo dello Spettacolo, dall'1 al 3 settembre. A presentare la serata è stato Marco Zingaretti, protagonista sul palco con la consueta professionalità. La manifestazione ha visto anche la partecipazione di una giuria chiamata a valutare le concorrenti e a decretare la vincitrice della fascia regionale.
La serata è stata realizzata grazie alla collaborazione del Comune di Servigliano e della Pro Loco di Servigliano, con il contributo di diverse realtà coinvolte nell'organizzazione dell'evento. Tra i componenti della giuria anche una rappresentante di Miluna Gioielli.
Da 55 anni sceglie Civitanova Marche per le sue vacanze estive. Una fedeltà che ieri è stata celebrata in una cerimonia speciale a Palazzo Comunale, dove Vilma Chimentin, 88 anni, ha ricevuto una pergamena come riconoscimento per il suo legame con la città e, in particolare, con Fontespina.
Nata a Sesto San Giovanni il 3 aprile 1938, Vilma arriva a Civitanova ogni estate dal 1971, trasformando negli anni la località balneare in una vera e propria seconda casa. A consegnarle il riconoscimento sono stati il sindaco Fabrizio Ciarapica e la consigliera comunale Siria Carella, promotrice dell'iniziativa.
“È un onore premiare la signora Vilma – ha dichiarato Ciarapica –. La sua presenza costante per oltre mezzo secolo testimonia non solo l’accoglienza della nostra città, ma anche il profondo legame affettivo che Civitanova sa creare con i suoi turisti, che diventano parte integrante della nostra comunità”.
Per Vilma, però, Fontespina non è soltanto il luogo delle vacanze. Nel corso di oltre cinque decenni ha costruito qui amicizie e legami che si sono rinnovati estate dopo estate.
“Vilma è una persona solare, altruista e dotata di una rara sensibilità”, ha raccontato la consigliera Carella. “Ogni volta che arriva a Civitanova, per le sue amiche inizia ufficialmente l’estate”. E proprio alcune delle sue amiche di Fontespina erano presenti alla cerimonia, a testimonianza del rapporto costruito negli anni.
Al fianco di Vilma anche il figlio Alessandro, che ha voluto ringraziare la città per l’accoglienza riservata alla madre: “Civitanova è una città bella, vivibile e accogliente. In questi anni è cresciuta molto, soprattutto negli ultimi tempi”.
Una storia che racconta un turismo fatto non soltanto di presenze e numeri, ma di abitudini, amicizie e affetti. Per Vilma, dopo 55 estati, Fontespina è ormai molto più di una destinazione per le vacanze: è una casa del cuore.
Quattro appuntamenti gratuiti tra agosto e settembre per scoprire la storia, l'architettura e i segreti del Teatro Lauro Rossi, recentemente inserito nella lista dei beni Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco. L'iniziativa è stata promossa dall'amministrazione comunale di Macerata, attraverso l'Assessorato alla Cultura, con l'obiettivo di trasformare il prestigioso riconoscimento in un'occasione concreta di partecipazione per cittadini e visitatori.
Le visite guidate, realizzate in collaborazione con la cooperativa L'Orologio, che gestisce l'accoglienza nei musei civici di Macerata, permetteranno di conoscere più da vicino la storia del teatro, le sue caratteristiche architettoniche e le peculiarità di uno dei luoghi simbolo della vita culturale della città.
Sono quattro gli appuntamenti in programma: giovedì 27 agosto alle 17, lunedì 31 agosto alle 17, in occasione della festa di San Giuliano, giovedì 17 settembre alle 17 e domenica 27 settembre alle 11.
"L'ingresso del Teatro Lauro Rossi nella lista dei beni Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO non è soltanto un motivo di immenso orgoglio per la nostra comunità - commenta l'assessore alla Cultura Lorella Benedetti - ma rappresenta un punto di svolta fondamentale per la politica culturale della città".
"Il Lauro Rossi è un gioiello di architettura, storia e passione per lo spettacolo dal vivo, capace di parlare al mondo intero - aggiunge Benedetti -. Un patrimonio dell'umanità appartiene, per sua stessa natura, a tutti. Per questo motivo abbiamo voluto promuovere e inaugurare immediatamente un ciclo di visite guidate completamente gratuite".
L'obiettivo, sottolinea l'assessore, è permettere a cittadini, turisti e appassionati di varcare la soglia del teatro e scoprirne dettagli architettonici, storia e fascino, trasformando il riconoscimento UNESCO in un'opportunità di conoscenza e condivisione.
La partecipazione alle visite è gratuita, ma la prenotazione è obbligatoria fino a esaurimento dei posti disponibili. Per prenotare è possibile telefonare al numero 0733 060279 oppure scrivere a macerata.cultura@orologionetwork.it. Il punto di ritrovo per i partecipanti sarà l'Infopoint di piazza della Libertà.
Modifiche alla circolazione in via Armaroli, via Berardi e corso Matteotti in occasione dei lavori edili post sisma presso l'ex convento "Le Monachette", a Macerata. I provvedimenti saranno attivi 24 ore su 24 dal 24 al 28 agosto e dal 7 al 27 settembre 2026, con l'installazione della necessaria segnaletica stradale mobile.
In via Armaroli, nel tratto compreso tra via Zara e vicolo Ferrari, sarà istituito il doppio senso di circolazione, regolamentato dal senso unico alternato a vista. La precedenza sarà assegnata ai veicoli in uscita verso via Zara. Sarà inoltre segnalata la strada senza uscita a 200 metri.
All'intersezione con via Zara sarà istituito l'obbligo di stop, con direzione obbligatoria a destra. Previsto anche il divieto di sosta con rimozione coatta nei primi due stalli a destra all'ingresso di via Armaroli.
Le modifiche interesseranno anche via Berardi, dove sarà temporaneamente invertito il senso unico di marcia. L'ingresso sarà consentito da via T. Lauri, mentre l'uscita avverrà da via Armaroli in direzione corso Matteotti.
In via Berardi sarà inoltre vietato il transito ai veicoli di lunghezza superiore a 5 metri. Potranno transitare esclusivamente i residenti muniti di permesso, i veicoli impegnati nelle operazioni di carico e scarico e i mezzi diretti alle aree private.
Infine, per permettere l'uscita dei veicoli provenienti da via Armaroli, sarà temporaneamente sospesa la ZTL/APU in corso Matteotti per tutta la durata dei provvedimenti.
Le modifiche alla viabilità sono state disposte dal Comando di Polizia Locale per consentire lo svolgimento in sicurezza degli interventi di ricostruzione post sisma presso l'ex convento "Le Monachette".