Il Ferragosto è alle porte e milioni di italiani si preparano a una delle abitudini più amate dell’estate: una giornata al mare. Ma quanto bisogna mettere in conto per trascorrere qualche ora in spiaggia con tutta la famiglia?
Abbiamo fatto i conti immaginando una giornata tipo per una famiglia composta da due adulti e due bambini sulla costa maceratese, tra Civitanova Marche, Porto Recanati e Porto Potenza Picena. Il risultato? La cifra resta importante: tra parcheggio, ombrellone, pranzo e qualche piccolo extra si possono spendere facilmente 130-160 euro in un solo giorno. Una somma che pesa sul bilancio familiare, ma che resta comunque inferiore alla media nazionale, soprattutto rispetto alle località balneari italiane più costose.
La prima spesa è quella dell’auto. Per il parcheggio si parte da circa 6 euro per l’intera giornata nelle aree attrezzate, fino ad arrivare intorno ai 10 euro nelle zone con sosta a pagamento.
Poi c’è lo stabilimento balneare. Sul litorale maceratese il costo per un ombrellone con due lettini si aggira mediamente tra i 30 e i 40 euro al giorno, con differenze legate alla posizione e ai servizi offerti. Una cifra che consente ancora alla costa marchigiana di mantenersi più accessibile rispetto ad altre mete italiane.
Secondo l’indagine di Altroconsumo sugli stabilimenti balneari italiani, infatti, il costo delle spiagge è aumentato negli ultimi anni: nelle località più richieste un ombrellone con due lettini può arrivare a costare oltre 200 euro a settimana, soprattutto nelle prime file e negli stabilimenti più esclusivi.
La voce che incide di più, però, resta il pranzo. Per una famiglia di quattro persone che sceglie uno chalet sul mare, tra primi, piatti per bambini, qualche portata di pesce, acqua e bibite, la spesa media si aggira tra i 65 e gli 85 euro. Aggiungendo gelati e consumazioni al bar si possono mettere in conto altri 20-30 euro.
Alla fine della giornata il conto complessivo arriva quindi facilmente a 130-160 euro, senza considerare extra come pedalò, giochi per bambini o aperitivo sulla spiaggia.
Una cifra sicuramente considerevole, soprattutto per una famiglia che vorrebbe concedersi più giornate al mare durante l’estate. Ma il confronto con il resto d’Italia racconta anche un altro aspetto: la costa marchigiana, da Civitanova a Porto Recanati fino a Porto Potenza Picena, resta ancora una delle alternative più convenienti dell’Adriatico, riuscendo a offrire servizi e qualità senza raggiungere i prezzi delle mete balneari più blasonate.
Il Ferragosto è alle porte e milioni di italiani si preparano a una delle abitudini più amate dell’estate: una giornata al mare. Ma quanto bisogna mettere in conto per trascorrere qualche ora in spiaggia con tutta la famiglia?
Abbiamo fatto i conti immaginando una giornata tipo per una famiglia composta da due adulti e due bambini sulla costa maceratese, tra Civitanova Marche, Porto Recanati e Porto Potenza Picena. Il risultato? La cifra resta importante: tra parcheggio, ombrellone, pranzo e qualche piccolo extra si possono spendere facilmente 130-160 euro in un solo giorno. Una somma che pesa sul bilancio familiare, ma che resta comunque inferiore alla media nazionale, soprattutto rispetto alle località balneari italiane più costose.
La prima spesa è quella dell’auto. Per il parcheggio si parte da circa 6 euro per l’intera giornata nelle aree attrezzate, fino ad arrivare intorno ai 10 euro nelle zone con sosta a pagamento.
Poi c’è lo stabilimento balneare. Sul litorale maceratese il costo per un ombrellone con due lettini si aggira mediamente tra i 30 e i 40 euro al giorno, con differenze legate alla posizione e ai servizi offerti. Una cifra che consente ancora alla costa marchigiana di mantenersi più accessibile rispetto ad altre mete italiane.
Secondo l’indagine di Altroconsumo sugli stabilimenti balneari italiani, infatti, il costo delle spiagge è aumentato negli ultimi anni: nelle località più richieste un ombrellone con due lettini può arrivare a costare oltre 200 euro a settimana, soprattutto nelle prime file e negli stabilimenti più esclusivi.
La voce che incide di più, però, resta il pranzo. Per una famiglia di quattro persone che sceglie uno chalet sul mare, tra primi, piatti per bambini, qualche portata di pesce, acqua e bibite, la spesa media si aggira tra i 65 e gli 85 euro. Aggiungendo gelati e consumazioni al bar si possono mettere in conto altri 20-30 euro.
Alla fine della giornata il conto complessivo arriva quindi facilmente a 130-160 euro, senza considerare extra come pedalò, giochi per bambini o aperitivo sulla spiaggia.
Una cifra sicuramente considerevole, soprattutto per una famiglia che vorrebbe concedersi più giornate al mare durante l’estate. Ma il confronto con il resto d’Italia racconta anche un altro aspetto: la costa marchigiana, da Civitanova a Porto Recanati fino a Porto Potenza Picena, resta ancora una delle alternative più convenienti dell’Adriatico, riuscendo a offrire servizi e qualità senza raggiungere i prezzi delle mete balneari più blasonate.
Cinquantasei anni di storia non si misurano solo in metri di seta o precisione dei ricami, ma nella capacità di traghettare un sogno artigianale nel futuro. È questa l’essenza di Delsa, maison di abiti da sposa e cerimonia nata nel 1969 nel cuore delle Marche. Una realtà che ha saputo trasformare l'intuizione della fondatrice, Maria Cristina Craglia — che apprese i segreti del cucito in un convento di clausura —, in un brand di respiro internazionale, simbolo del Made in Italy più autentico.
Il segreto di questa longevità risiede in un delicato equilibrio tra fedeltà alle proprie radici e coraggio nell'innovare. Superate le grandi sfide che hanno scosso il settore del wedding negli ultimi anni, l'azienda di Belforte del Chienti ha dimostrato una straordinaria resilienza, espandendo i propri confini territoriali con l'apertura di un grande e moderno atelier ad Ancona.
Al timone di questa evoluzione c’è Gianluca Salvucci, Amministratore Delegato e figlio della fondatrice. Salvucci incarna una leadership che va oltre la semplice gestione dei bilanci. Sotto la sua direzione, Delsa ha saputo coniugare la complessità della produzione industriale con la poesia del "su misura", mantenendo intatta quell'atmosfera familiare che si respira fin dalle origini. La sua è una visione manageriale profondamente etica: non a caso l’azienda è stata insignita del prestigioso premio "Women Value Company" della Fondazione Marisa Bellisario, un riconoscimento nazionale per le politiche d'inclusione e la valorizzazione del talento femminile, pilastro storico del brand.
Ma il successo di Delsa non è fatto solo di strategie di mercato; è guidato da una profonda sensibilità personale. Cresciuto tra stoffe pregiate e dettagli di alta sartoria, Gianluca Salvucci ha saputo infondere il proprio gusto e la propria creatività nelle collezioni, dimostrando che un grande manager nella moda deve possedere, prima di tutto, un'anima artistica. Per lui, l'abito da sposa non è un semplice prodotto, ma il custode di una promessa d'amore che si rinnova nel tempo.
Oggi, la sfida del passaggio generazionale è già una realtà vincente. Collaborando in stretta sinergia con la terza generazione — rappresentata dalla figlia Anna Cristina —, Gianluca Salvucci sta guidando Delsa incontro alle spose contemporanee. Un ponte perfetto tra la sapienza manuale di ieri e i linguaggi iper-connessi di oggi, dimostrando che il vero segreto del successo è l’espressione della propria passione.
🎧 Ascolta la storia di Gianluca Salvucci: la puntata di "Nati per..." è disponibile ora su YouTube, Facebook e Spotify!
Ha minacciato un giovane puntandogli una chiave metallica alla gola nel tentativo di farsi consegnare del denaro e, quando la vittima ha cercato di chiedere aiuto, gli ha strappato il cellulare dalle mani. Per questo un 22enne di origini camerunensi, residente a San Severino Marche, è stato arrestato in flagranza dai carabinieri con l'accusa di tentata estorsione e rapina impropria.
L'episodio si è verificato all'interno del parco "Ponte Collio", dove è stato richiesto l'intervento dei militari dell'Arma attraverso una chiamata al numero di emergenza 112, che segnalava un'aggressione in corso.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il giovane avrebbe affrontato un 25enne di origini marocchine, anch'egli residente in città, minacciandolo con una chiave metallica per costringerlo a consegnargli del denaro.
Di fronte al tentativo del 25enne di allertare i soccorsi, l'aggressore gli avrebbe sottratto con violenza il telefono cellulare, impedendogli di chiamare le forze dell'ordine. All'arrivo della pattuglia, ha tentato di fuggire a piedi nei pressi del parco, ma è stato immediatamente inseguito, raggiunto e bloccato dai carabinieri.
Il telefono cellulare è stato recuperato e restituito al legittimo proprietario, mentre la chiave metallica, utilizzata come arma impropria per la minaccia, è stata sequestrata. Al termine delle formalità di rito, il giovane è stato posto agli arresti domiciliari, a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Ha tentato di sottrarsi a un controllo dei carabinieri cercando di disfarsi della droga in suo possesso e dandosi alla fuga tra le vie del centro cittadino. Un 40enne di origini marocchine, residente a Civitanova Marche, è stato arrestato in flagranza con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale.
L'operazione è stata condotta dai carabinieri dell'Aliquota Operativa della Compagnia di Civitanova Marche nell'ambito dei quotidiani servizi di contrasto allo spaccio di droga nel centro della città.
Secondo quanto riferito dall'Arma, durante un controllo di routine l'uomo ha destato i sospetti dei militari tentando di allontanarsi. Alla vista dei carabinieri avrebbe cercato di liberarsi di 11 involucri contenenti complessivamente 8 grammi di cocaina, per poi fuggire a piedi lungo le vie limitrofe.
Raggiunto poco dopo, il 40enne avrebbe opposto una violenta resistenza prima di essere definitivamente immobilizzato. Durante le fasi del fermo, i militari hanno riportato lievi graffi ed escoriazioni.
La successiva perquisizione, estesa anche all'autovettura in uso all'uomo, ha consentito di sequestrare gli 11 involucri di cocaina e 15mila euro in contanti, somma ritenuta dagli investigatori il probabile provento dell'attività di spaccio.
Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell'Autorità giudiziaria, il 40enne è stato posto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa dell'udienza di convalida.
Prosegue l'ondata di calore che sta interessando le Marche. Il nuovo bollettino emesso dal Centro Funzionale Multirischi della Regione Marche segnala infatti un livello di pericolo 3 (rosso) per gran parte del territorio regionale fino a mercoledì 5 agosto, con condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute della popolazione.
Per la provincia di Macerata la situazione è particolarmente critica. Nella giornata di oggi, lunedì 3 agosto, il capoluogo registra una temperatura prevista di 36 gradi, con una temperatura percepita di 37 gradi e un livello di pericolo pari a 3. Le stesse condizioni sono attese anche nella giornata di martedì 4 agosto.
Mercoledì 5 agosto il quadro potrebbe ulteriormente aggravarsi con una temperatura massima prevista di 37 gradi e una temperatura percepita di 38 gradi, mantenendo il livello massimo di allerta.
Secondo la classificazione regionale, il livello 3 (rosso) identifica una vera e propria ondata di calore, caratterizzata da condizioni meteorologiche a rischio che persistono per tre o più giorni consecutivi. In questi casi scatta l'allerta dei servizi sanitari e sociali, con particolare attenzione alle persone più fragili, agli anziani, ai bambini e a chi soffre di patologie croniche.
L'allerta rossa riguarda praticamente tutta la regione. Oltre a Macerata, il livello massimo di pericolo è previsto ad Ascoli Piceno, Fabriano, Fermo, Jesi e Pesaro già da lunedì. Per martedì e mercoledì il livello 3 interesserà tutte le principali località monitorate dalla Regione, comprese Ancona, San Benedetto del Tronto e Urbino, che oggi si trovano ancora in livello arancione.
Le temperature più elevate sono attese nell'entroterra marchigiano. A Fabriano si prevedono fino a 37 gradi, con temperature percepite che potranno raggiungere i 38 gradi, mentre ad Ascoli Piceno sono attesi 36-37 gradi. Valori elevati anche a Fermo, Jesi e Macerata, dove le massime oscilleranno tra i 35 e i 37 gradi.
Le autorità sanitarie raccomandano di evitare l'esposizione al sole nelle ore più calde della giornata, bere molta acqua, limitare l'attività fisica all'aperto e prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili. È inoltre attivo il call center regionale dedicato alle ondate di calore al numero verde 800450020.
Il bollettino, emesso alle ore 10.17 di oggi, conferma quindi una fase di caldo intenso destinata a proseguire almeno fino a metà settimana, con la provincia di Macerata tra le aree maggiormente interessate dall'emergenza climatica.
Un'autopsia per chiarire le cause del decesso e accertamenti tecnici sul funzionamento del taser in dotazione ai carabinieri. Sono i due principali filoni dell'indagine aperta dalla Procura di Ancona sulla morte di un 35enne di nazionalità ucraina, deceduto per arresto cardiaco a bordo di un'ambulanza dopo un pericoloso inseguimento in auto e una violenta colluttazione con i militari a Senigallia.
Il fascicolo, affidato alla pm Valeria Cigliola e sotto la guida del procuratore capo Monica Garulli, verrà iscritto con la formula dell'annotazione preliminare, procedura adottata quando sussiste un fatto compiuto in presenza di una causa di giustificazione, senza procedere per ora all'iscrizione immediata nel registro degli indagati.
Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo, in forte stato di alterazione, avrebbe iniziato una serie di manovre azzardate a bordo di una Bmw bianca tra Fano e Marotta, guidando contromano e urtando diversi veicoli. Intercettato a Senigallia, ha speronato una gazzella dell'Arma prima di tentare la fuga a piedi.
Raggiunto dalle forze dell'ordine, ne è nata una violenta colluttazione nella quale il 35enne ha morso un dito a un militare. I carabinieri hanno fatto ricorso al dispositivo taser, ma gli inquirenti intendono verificare se l'apparecchiatura abbia funzionato correttamente, dato che l'uomo avrebbe continuato a reagire con aggressività.
I soccorritori del 118 e della Croce Rossa sono intervenuti sedando l'uomo le cui condizioni iniziali e i cui parametri vitali risultavano sotto controllo; tuttavia, durante il tragitto verso l'ospedale, si è verificato il repentino ed esiziale arresto cardiaco. L'esame autoptico verrà eseguito nei prossimi giorni all'ospedale regionale di Torrette ad Ancona.
Lutto a Mogliano per la scomparsa di Renato Germani, storicamente legato alla vita politica, culturale e sociale del paese, spentosi all'età di 105 anni. Persona colta e signorile, il comune di Mogliano e l'intera comunità ne piangono oggi la perdita ricordando un percorso di vita lungo e straordinario.
Vincitore a soli 18 anni di un concorso presso le Ferrovie dello Stato, Germani venne impiegato durante la Seconda Guerra Mondiale al Ministero della Guerra a Roma. Dopo l’8 settembre 1943 fece ritorno a Mogliano, dove la presenza degli ufficiali inglesi gli fruttò l'affidamento e la gestione del teatro Apollo. Figura poliedrica ed eclettica, nella sua lunga carriera lavorativa è stato sub agente assicurativo, contabile a Corridonia, imprenditore nel settore dell'artigianato e dei mobili.
Membro attivo delle istituzioni e delle rappresentanze sindacali, Germani è stato assessore ai servizi sociali del comune di Mogliano, fondatore del centro sociale anziani, segretario del Pri per vent'anni e storico dirigente Cisl. Nomina tra le più prestigiose della sua vita è stata quella a Cavaliere della Repubblica, firmata da Segni e Moro. Appassionato anche di musica e recitazione, suonò il sax nell'orchestrina "POKO-MOK" e si distinse in diverse rappresentazioni teatrali locali.
Un incidente si è verificato nella prima mattinata di oggi nel territorio comunale di Urbisaglia, dove una falciatrice semovente si è ribaltata su un fianco. Sul posto è intervenuta la squadra dei vigili del fuoco di Macerata, supportata dal personale con un'autogrù. Gli operatori hanno provveduto al raddrizzamento del mezzo e alla successiva messa in sicurezza della zona. L'intervento si è concluso intorno alle ore 11:15.
L’amministrazione comunale di Porto Recanati interviene ufficialmente a seguito delle notizie relative alla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di macerata nei confronti di nove persone – tra cui due dipendenti dell’ufficio tecnico comunale e sette titolari di imprese – nell'ambito di un'inchiesta su presunti illeciti nella gestione degli appalti pubblici.
In una nota congiunta, il sindaco Andrea Michelini e la giunta hanno chiarito la posizione dell'ente, sottolineando di considerarsi parte lesa nella vicenda e rivendicando la paternità delle prime segnalazioni inviate agli inquirenti.
"Fin dai primi mesi del nostro insediamento alla guida della città, nel 2021, abbiamo avuto modo di osservare, anche dietro segnalazioni, numerose possibili anomalie giuridico-amministrative in diverse pratiche gestite dall'ufficio tecnico", spiega Michelini. "Conseguentemente, a scopo cautelativo e per dirimere ogni dubbio sulla liceità degli atti e sui pagamenti alle imprese, abbiamo considerato nostro dovere informare la competente Procura di Macerata".
Sulla scorta delle valutazioni interne, l'amministrazione comunale aveva già provveduto nel dicembre 2022 a sollevare dall'incarico di responsabile dell'ufficio tecnico uno dei due dipendenti coinvolti per il venire meno del rapporto fiduciario. Le ipotesi di reato contestate dalla magistratura spaziano dalla turbativa d'asta alla falsità ideologica in atto pubblico, fino alla frode nelle pubbliche forniture e alle violazioni delle norme sugli appalti.
L'ente ribadisce comunque il principio di presunzione di innocenza in vista dell'udienza preliminare davanti al Gup fissata per il prossimo 7 ottobre: "Siamo consci che la richiesta non costituisce condanna e che gli indagati potranno avvalersi di tutti gli strumenti di difesa. Nel confermare totale fiducia nell'operato della magistratura, seguiremo l'evolversi del processo a tutela del prestigio del comune e degli interessi dei cittadini, riservandoci ogni iniziativa legale nelle sedi opportune".
Sembrano piccole "patatine" di plastica, ma sono frammenti arrivati dal mare e ora l’Università Milano-Bicocca li sta studiando per capire come si trasformano nell’ambiente
Se durante una passeggiata sulla spiaggia vi capita di trovare piccoli dischetti neri, simili a minuscole patatine di plastica o a frammenti di carbone, non buttateli. Quelli che a prima vista possono sembrare semplici rifiuti potrebbero infatti diventare campioni utili per uno studio scientifico sull’inquinamento marino.
Si tratta di piccoli frammenti di plastica, spesso di forma circolare e dal colore scuro, che vengono trasportati dalle correnti e dalle onde fino alle coste. Nel tempo questi materiali possono accumulare sulla loro superficie sostanze inquinanti presenti nell’acqua e subire trasformazioni dovute all’esposizione al sole, al sale e agli agenti atmosferici.
Proprio per capire meglio il loro comportamento in mare, l’Università Milano-Bicocca ha avviato una ricerca dedicata a questi misteriosi dischetti neri. L'obiettivo degli studiosi è analizzare la composizione del materiale, verificare quali contaminanti abbiano assorbito durante la permanenza in acqua e capire se, con il passare del tempo, possano rilasciare altre sostanze nell'ambiente.
A diffondere l’appello ai cittadini è stata anche la pagina Archeoplastica, che ha invitato chiunque trovi questi frammenti sulla sabbia a conservarli e inviarli ai ricercatori. Più campioni arriveranno dalle spiagge italiane, più completo potrà essere il quadro fornito dallo studio.
Per partecipare alla raccolta basta raccogliere i dischetti e inserirli in una busta chiusa, indicando la località e la data del ritrovamento. Poi dovranno essere spediti al Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra dell’Università Milano Bicocca.
Un piccolo frammento raccolto sulla battigia può così trasformarsi in un tassello per comprendere meglio il problema della plastica nei nostri mari.
Il futuro delle concessioni balneari torna al centro del dibattito politico regionale. A riaccendere la discussione è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Canafoglia, che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata chiedendo alla Regione Marche di fare chiarezza sull’applicazione delle nuove regole e sulla disponibilità effettiva di spiagge libere lungo il litorale.
Al centro della questione c’è l’obbligo o meno di procedere con i bandi per l’assegnazione delle concessioni, tema che da anni coinvolge migliaia di operatori balneari in tutta Italia. Secondo Canafoglia, infatti, la normativa europea legata alla Direttiva Bolkestein dovrebbe applicarsi soltanto nei casi in cui la risorsa naturale disponibile sia effettivamente scarsa.
"Se la spiaggia libera c’è, i bandi non sono obbligatori – sostiene il consigliere regionale –. I numeri parlano chiaro: nelle Marche circa il 28% delle spiagge è libero, mentre in alcune realtà come Senigallia si arriva quasi al 50%".
Per il rappresentante di FdI è quindi necessario partire dai dati reali prima di procedere con eventuali gare: "È urgente fare chiarezza normativa, partendo da elementi oggettivi". Una posizione che arriva mentre resta alta l’attenzione sul futuro delle imprese balneari, molte delle quali sono attività familiari che negli anni hanno investito sulla qualità dei servizi e sull’accoglienza turistica.
"Non possiamo rischiare la morte di centinaia di imprese balneari familiari, spina dorsale della nostra economia costiera, a causa di interpretazioni burocratiche errate - afferma Canafoglia -. La Regione deve verificare e certificare subito la reale disponibilità del nostro litorale".
Il consigliere richiama anche una recente pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che a suo avviso avrebbe chiarito il rapporto tra scarsità della risorsa e obbligo di gara. "Le regole europee vanno rispettate, ma fino in fondo e valorizzando i dati reali - conclude Canafoglia - per tutelare il lavoro degli operatori e la specificità del modello marchigiano".
Si apre una nuova fase all'interno della maggioranza che sostiene l'amministrazione comunale di Macerata. Silvano Iommi (Forza Italia) ha, infatti, rassegnato le dimissioni dalla presidenza della Commissione Urbanistica, mantenendo l'impegno assunto nei mesi scorsi una volta completata la composizione dell'organismo, allineandolo alle altre commissioni consiliari.
La commissione è, infatti, tornata al completo dopo la nomina di Claudio Carbonari, subentrato in Consiglio comunale a Deborah Pantana, entrata a far parte della Giunta come assessore all'ambiente.
Secondo gli accordi interni alla maggioranza, la presidenza della Commissione Urbanistica dovrebbe ora passare a Simone Livi, esponente di Fratelli d'Italia. Per la nomina sarà, però, necessario attendere la convocazione della commissione, che con ogni probabilità avverrà dopo la pausa estiva.
Non mancano, tuttavia, le incognite. Alla luce delle tensioni che hanno caratterizzato nelle scorse settimane gli equilibri della maggioranza, c'è chi ritiene che il passaggio di consegne possa non essere così scontato. All'interno di Fratelli d'Italia, infatti, potrebbero emergere altre candidature da parte di consiglieri che puntano a un ruolo di maggiore visibilità nel secondo mandato dell'amministrazione guidata dal sindaco Sandro Parcaroli.
Lo stesso Livi, in passato, aveva manifestato la disponibilità a fare un passo indietro, a condizione che al suo partito venisse comunque riconosciuta la guida di una commissione consiliare, nel rispetto degli equilibri concordati tra le forze di maggioranza.
La partita resta dunque aperta. Dopo le difficoltà incontrate per l'elezione del presidente del Consiglio comunale, culminate con il successivo rimpasto di Giunta, la scelta del nuovo presidente della Commissione Urbanistica rappresenta un nuovo banco di prova per la tenuta della coalizione di centrodestra.
La sanità marchigiana prova ad accelerare sul fronte delle liste d'attesa. Dopo le criticità evidenziate dalla Corte dei Conti, che nel giudizio di parifica aveva rilevato nel 2025 circa 110mila prestazioni ambulatoriali rimaste inevase, arrivano nuovi dati sul recupero delle attività sanitarie: tra marzo e luglio 2026 nelle Marche sono state erogate 898.486 prestazioni, contro le 823.219 dello stesso periodo del 2025, con un incremento di 75.267 visite ed esami, pari al +9,1%.
Numeri illustrati dall’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, che ha sottolineato come il lavoro avviato nei mesi scorsi abbia prodotto un primo cambio di passo. "È un lavoro difficile, duro, manca ancora tanto - ha spiegato Calcinaro - ma il segno positivo non può calare: deve tendere sempre a essere stabile o a crescere, per rispetto di tutti i marchigiani che sono in attesa".
Guardando al territorio maceratese, l’Ast di Macerata ha fatto registrare un aumento del 5%, con 1.102 prestazioni in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato che conferma un trend positivo, anche se inferiore alla media regionale.
A crescere maggiormente sono state l’Ast di Fermo, con un incremento del 9,2% (+938 prestazioni), e quella di Pesaro Urbino, salita dell’8,8% (+3.090). Bene anche l’Ast di Ancona, che ha segnato un +5,5% (+1.771). In controtendenza invece il territorio ascolano, dove le prestazioni sono diminuite dell’1,3%.
L’aumento ha coinvolto anche le strutture ospedaliere regionali: l'Azienda ospedaliero universitaria delle Marche ha registrato un +7,7%, mentre l’Inrca ha fatto segnare un incremento del 12,3%.
Il ritmo della crescita, però, sembra essersi leggermente ridotto nel mese di luglio: rispetto allo stesso mese dello scorso anno l’aumento si è attestato al 6,2%, con circa 9mila prestazioni aggiuntive.
"Ci sono differenze tra le varie Ast - ha osservato Calcinaro -. Dobbiamo approfondire la situazione dell’Ast di Ascoli Piceno e continuare a stimolare tutte le aziende affinché questo lavoro iniziato a marzo non si attenui".
La Regione guarda quindi ai prossimi mesi con l’obiettivo di consolidare il recupero e introdurre nuove misure per aumentare ulteriormente l’offerta sanitaria. Perché, nonostante i segnali positivi, il nodo delle liste d’attesa resta ancora uno dei temi più sentiti dai cittadini marchigiani.
La sera del 27 luglio in uno spazio suggestivo, nel centro di Massa Fermana, il borgo al confine tra le province di Macerata e Fermo, con un clima anche piacevole molto ambito in queste giornate afose, si è ritrovata tanta gente per ascoltare la presentazione di un progetto che si propone di diffondere la cultura della salute per la prevenzione della malattia e la ricerca del benessere.
Chi si occupa della rubrica “Sano a sapersi” di Picchio News sarà fra i protagonisti dell’iniziativa creata nell’ambito della attività sociale dell’associazione “Progetto comune APS”, che tra i suoi obiettivi principali ha proprio una comunicazione scrupolosa e sicura.
Nel variegato e molto complesso mondo della sanità, della protezione della salute dei cittadini, l’informazione, la costruzione di una cultura ha avuto sempre un ruolo marginale sopraffatto dalla necessità di un’attenzione prioritaria per condizioni di urgenza dei servizi di diagnosi e cura della malattia.
Organizzazione, risorse professionali ed economiche, lasciate ad iniziative velleitarie e senza continuità sia in ambito pubblico che privato. Ultimamente il clima è in parte cambiato; l’invecchiamento della popolazione, l’aumento vertiginoso delle richieste di assistenza, i periodi di assoluta necessità di gestire situazioni straordinarie, come una pandemia, hanno focalizzato il concetto di prevenzione, di cultura della salute da proporre socialmente per ridurre l’impegno, star meglio e più a lungo, essere eventualmente di aiuto a chi è preposto alla salvaguardia del bene più grande: la salute, appunto.
Nelle structures pubbliche il servizio di comunicazione comincia ad avere le sembianze di un reparto, nelle strutture private i più illuminati stanno costruendo un modello dove c’è una particolare attenzione per la comunicazione, i professionisti medici impegnati nella diagnosi e cura, ma disponibili anche per una buona informazione.
Nel territorio un esempio virtuoso è il gruppo medico Associati Fisiomed. Nella sua nuova sede a Sforzacosta c’è uno spazio apposito dove si svolgono convegni per l’aggiornamento degli operatori sanitari, ma anche un corso di informazione medico-scientifica della UNITRE Macerata e conferenze organizzate da varie associazioni.
Il personale specialistico medico e quello della comunicazione scientifica di Associati Fisiomed partecipano a campagne esterne come quella del CNA nelle aziende associate.
La cultura della salute e la buona informazione non hanno distinzione, non devono assoggettarsi al concetto di servizio pubblico o privato, è un servizio universale, globale dove tutti possono dare il proprio contributo per una comunicazione che risulti uniforme e di qualità, utilizzando i mezzi sempre più numerosi, efficienti e tecnologicamente avanzati.
Di tutto questo si è discusso lunedì scorso a Massa Fermana. A conferma di quanto ho cercato di spiegare, hanno portato il loro contributo l’assessore alla sanità della regione Marche Paolo Calcinaro, l’amministratore unico del centro medico Associati Fisiomed Enrico Falistocco, la presidente di UNITRE Macerata Gloria Pierucci, il rappresentante del distretto del cappello Paolo Marzialetti a testimonianza dell’interesse sociale dell’argomento.
Poi i rappresentanti delle fonti più qualificate e sicure di riferimento per l’organizzazione del progetto: rappresentanti delle AST territoriali, dell’Università politecnica delle Marche, sempre presente e garante in iniziative di questo tipo, delle risorse professionali della medicina privata.
Molto apprezzati e costruttivi gli interventi del Prof. Giampiero Macarri, docente universitario e direttore della U.O. di gastroenterologia dell’AST di Fermo, della Dott.ssa Lucia Isolani, Direttore del servizio di medicina del lavoro AST Macerata, del Prof. Giancarlo Balercia, direttore della clinica di endocrinologia UNIVPM, del Prof. Michele Germani, professore di ingegneria UNIVPM. Per impegni improvvisi ha inviato il suo saluto, senza poter essere presente, il Dott. Daniele Travaglini, specialista in chirurgia vascolare e flebologia e operatore nell’ambito della medicina privata.
Io, Fabrizio Scoccia, giornalista medico-scientifico curatore di questa rubrica e di altre e poi la presidente dell’associazione “Progetto comune APS” Chiara Mariozzi abbiamo detto che un progetto è stato elaborato per riunire le forze necessarie nel territorio e promuovere una cultura della salute sempre più diffusa e sicura.
Il numeroso pubblico presente, molto attento, ci fa pensare che il progetto possa avere un bel futuro. Un grazie speciale al sindaco di Massa Fermana Gilberto Caraceni per la disponibilità e la bella accoglienza.
Straordinario successo per gli Arcieri del Medio Chienti, che ai Campionati Italiani 3D di Schilpario conquistano con merito il titolo tricolore a squadre. In una competizione che ha fatto registrare numeri record con ben 750 atleti al via da tutta la penisola, la società di Belforte del Chienti si è imposta nell'appuntamento più importante della stagione sportiva della disciplina.
A trascinare il club sul gradino più alto del podio è stato il quartetto composto da Fabio Pittaluga, Giusto Magrelli, Marco Feliziani e Giuseppe Cambiotti. La squadra, superata una fitta concorrenza freccia dopo freccia, ha dominato la finale conquistando in maniera netta il titolo di Campione d'Italia 3D. Un'affermazione che riveste un valore doppio per Marco Feliziani, presidente degli Arcieri del Medio Chienti, che firma così il suo primo titolo tricolore in carriera.
"Ci sono vittorie che si raccontano e poi ci sono vittorie che si sentono dentro e che resteranno per sempre. Per me questa ha un significato speciale perché è il mio primo titolo italiano", ha commentato il presidente e arciere Feliziani.
"La cosa più bella è averlo conquistato insieme a tre compagni straordinari. Una vittoria di squadra non è mai soltanto di chi scende sul campo: voglio ringraziare tutti i nostri compagni che sono stati a bordo campo a sostenere e condividere ogni momento. Un grazie particolare va ai tecnici Marco Seri e Annalisa Agamennoni per i consigli e per il lavoro svolto: questo titolo porta anche la loro firma".
Con il motto "Vis unita fortior", gli Arcieri del Medio Chienti tornano a casa festeggiando un traguardo che valorizza la crescita, il gruppo e la passione dell'intera società.
Una piazza gremita di appassionati, famiglie e turisti ha fatto da cornice alla seconda edizione di "Scacchi sotto le Stelle", la simultanea organizzata dal Circolo Scacchi Recanati-Osimo-Offagna-Porto Recanati-Porto Potenza Picena (CSR), andata in scena sabato 1° agosto in piazza Douhet a Porto Potenza Picena.
Dopo il successo dello scorso anno, l'iniziativa ha riportato nel cuore della località balneare una serata dedicata agli scacchi, trasformando la piazza in un grande spazio di incontro all'insegna della strategia, della cultura e della socialità.
Protagonisti della serata sono stati i maestri marchigiani Flavio Borgiani e Claudio Graziani, impegnati in una simultanea contro 36 sfidanti di tutte le età, dai bambini agli adulti. L'evento è stato organizzato grazie all'impegno del tesserato del CSR, arbitro e istruttore Palmiro Possanzini, con il patrocinio del Comune di Potenza Picena e il supporto della Pro Loco di Porto Potenza Picena.
Prima dell'inizio delle partite, il presidente del Circolo Vincenzo Bondanese e lo stesso Possanzini hanno salutato i partecipanti, ringraziando l'amministrazione comunale, la Pro Loco, i due maestri e tutti i volontari che hanno contribuito all'organizzazione della manifestazione.
Nel corso della serata le scacchiere sono state animate da partite combattute e ricche di spunti tecnici, con la partecipazione anche di alcuni turisti stranieri, a conferma di come gli scacchi rappresentino un linguaggio universale capace di coinvolgere persone di ogni età e provenienza.
I due maestri hanno affrontato una lunga maratona di gioco, trovandosi spesso di fronte a posizioni complesse create dalla determinazione degli sfidanti, che hanno dimostrato preparazione, entusiasmo e grande spirito sportivo.
Al termine della manifestazione tutti i partecipanti hanno ricevuto in omaggio un dipinto dell'artista locale Michela Rafanelli, raffigurante figure scacchistiche sulla spiaggia di Porto Potenza. Premi speciali sono stati inoltre assegnati al primo bambino eliminato, al giocatore che ha conquistato la prima patta e all'ultimo concorrente rimasto in gara, ai quali è stato consegnato il volume "Quell'antico abbraccio al mare - La sciabica di Porto Potenza".
Tra i momenti più significativi della serata spicca la prova dei fratelli Diego e Tiago Nicolai, giovani tesserati del Circolo. I due sono riusciti a resistere ai maestri fino alle battute finali della simultanea, conclusasi intorno alle 2 di notte. Diego Nicolai ha ottenuto un pareggio, mentre Tiago Nicolai, appena 10 anni, è stato l'ultimo giocatore ancora impegnato davanti alla scacchiera ed è riuscito a conquistare la vittoria, firmando una delle imprese più applaudite della manifestazione.
Un risultato che, sottolinea il Circolo, rappresenta il frutto del lavoro svolto sul settore giovanile, attraverso attività formative e iniziative che utilizzano gli scacchi come strumento di crescita personale, educazione al rispetto delle regole e sviluppo delle capacità di concentrazione.
L'attività del Circolo Scacchi Recanati-Osimo-Offagna-Porto Recanati-Porto Potenza Picena proseguirà nelle prossime settimane con nuovi appuntamenti estivi: il 7 e 8 agosto sarà presente alla manifestazione "Rivivi 70" di Osimo, mentre il 24 agosto organizzerà un torneo amatoriale sul mare allo stabilimento balneare Al Meris.
Da una parte i cambiamenti climatici, che spingono i vignaioli verso vendemmie sempre più anticipate e vicine al periodo di Ferragosto, dall’altra il calo dei consumi, determinato anche dalla propensione delle nuove generazioni verso altre bevande. Per il settore vitivinicolo marchigiano "sono necessari interventi strutturali nell’ambito di una strategia unitaria in grado di affrontare l’oggi ma di proiettarsi verso il medio lungo termine".
È quanto sostiene Coldiretti Marche, che sollecita la Regione ad avviare un’operazione di mappatura aggiornata del territorio per rendere puntuale lo schedario viticolo regionale.
"È la base di partenza per valutare oggettivamente andamento produttivo, giacenze, strumenti attivati, fabbisogni delle aziende, punti di forza e criticità, misure OCM attivate, da attivare o rimodulare sulle esigenze delle imprese nell'ambito di un piano strategico regionale che possa abbracciare il settore a tutto tondo e strategie commerciali per arrivare a un Piano Strategico Vitivinicolo Regionale 2026-2030", sottolinea Coldiretti Marche.
A preoccupare maggiormente sono soprattutto giacenze e surplus produttivo. Al netto dell’afa e degli eventi meteo violenti, con grandinate che hanno colpito a macchia di leopardo compromettendo la produzione anche fino al 90% in alcune aziende, si stima una produzione in linea con quella dello scorso anno, pari a circa 870mila ettolitri secondo i dati Ismea.
Ma il nodo principale riguarda la quantità di vino già presente in cantina. Secondo Coldiretti Marche le giacenze sarebbero altrettanto elevate e questo potrebbe determinare un crollo dei prezzi. Nei giorni scorsi l’Imt è intervenuto con una serie di provvedimenti per tutelare il valore del Verdicchio dei Castelli di Jesi.
In particolare, le eccedenze produttive della campagna vendemmiale 2026 superiori ai 100 quintali per ettaro non potranno essere certificate Doc fino a giugno 2027. In alternativa potranno essere commercializzate, previa richiesta all’organo di controllo, come Esino Doc, Marche Igt o vino senza denominazione.
L’obiettivo è evitare un eccesso di offerta sul mercato e preservare valore economico e immagine della denominazione.
«Un mercato che ha bisogno di qualità - spiegano da Coldiretti Marche - e per questo chiediamo alla Regione di valutare un abbassamento delle rese produttive e interventi di distillazione per ridurre le giacenze e riequilibrare il mercato».
«Avere una mappatura reale del settore consentirà anche di valutare sospensioni per le autorizzazioni a nuovi impianti, prevedendo però specifiche deroghe per quelle imprese che per caratteristiche produttive e commerciali non contribuiscono all’aumento delle giacenze e agli squilibri di mercato».
Nelle Marche si contano circa 18mila ettari di vigne, di cui 12mila destinati alle produzioni di qualità Doc, Docg e Igt. Nonostante i consumi interni siano leggermente aumentati, passando dal 55% al 56% della popolazione marchigiana, si registra una trasformazione nelle abitudini, con un consumo più sporadico per oltre un terzo dei consumatori. Restano invece in calo i consumi nazionali ed esteri, soprattutto tra i giovani.
Nove marchigiani su dieci sono insoddisfatti della riduzione o della chiusura delle filiali bancarie nel proprio territorio. È uno dei dati più significativi che emerge dal terzo Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria, “L’impatto della desertificazione bancaria sugli italiani 2025”, che fotografa le conseguenze della progressiva riduzione della presenza degli istituti di credito nelle comunità locali.
Secondo l’indagine, nelle Marche il 91,4% dei cittadini considera negativa la diminuzione degli sportelli bancari nei luoghi in cui vive. La presenza di un bancomat, sottolinea il rapporto, non viene percepita come una sostituzione adeguata del rapporto diretto con il personale bancario.
I numeri raccontano una trasformazione profonda del sistema bancario regionale. Tra il 2020 e il 2025 i comuni marchigiani serviti da banche sono passati da 184 a 143, con una riduzione del 22,3%. Nello stesso periodo le filiali sono scese da 790 a 585, con un calo del 25,9%: significa che in cinque anni sono stati chiusi 205 sportelli, con una media di 3,4 chiusure al mese.
La conseguenza è che oggi 103.439 cittadini marchigiani risiedono in comuni privi di uno sportello bancario.
Una situazione che, secondo Uilca, non riguarda soltanto la comodità di effettuare operazioni bancarie, ma coinvolge anche il ruolo sociale delle banche nei territori. “Dietro ogni sportello chiuso – evidenzia il segretario generale Uilca Fulvio Furlan – c’è un anziano che non sa più come prelevare la pensione, un piccolo imprenditore costretto a percorrere chilometri per gestire le proprie finanze, una famiglia che perde un presidio di fiducia”.
Il fenomeno viene collegato anche al rischio di ulteriore spopolamento delle aree interne e dei piccoli centri. Per il 63,4% dei cittadini marchigiani, infatti, la presenza di una filiale bancaria rappresenta un elemento che può influenzare la scelta di vivere o meno in un territorio. Inoltre, l’82,3% degli intervistati ritiene che la chiusura degli sportelli contribuisca alla marginalizzazione delle comunità locali.
Tra le criticità evidenziate dal rapporto c’è anche il tema della sicurezza. La riduzione del rapporto diretto con gli operatori bancari potrebbe aumentare la vulnerabilità dei cittadini più fragili rispetto a truffe e frodi. Nelle Marche il 79% delle persone intervistate ritiene che la scomparsa delle filiali favorisca il rischio usura, mentre l’86,6% considera la presenza del personale bancario importante per aiutare i cittadini a difendersi da phishing e truffe online.
La Uilca chiede quindi un cambio di prospettiva: non solo una rete bancaria basata sull’efficienza economica, ma anche un presidio vicino alle persone e ai territori.
“La banca – conclude Furlan – deve recuperare e rafforzare il proprio ruolo sociale, mettendo al centro le persone”.
L’Università di Macerata introduce una riduzione fino a 500 euro sulle tasse di iscrizione ai percorsi di formazione iniziale e abilitazione all’insegnamento che saranno attivati nell’anno accademico 2026/2027.
L’agevolazione è rivolta a coloro che intendono intraprendere il percorso per diventare docenti e che, entro il prossimo 15 settembre, completeranno la procedura di manifestazione di interesse predisposta dall’Ateneo. La richiesta dovrà essere effettuata attraverso il form online, con successiva conferma della ricezione dell’e-mail automatica e invio della documentazione necessaria per la prevalutazione.
La manifestazione di interesse, precisa l’Università, non comporta alcun obbligo di iscrizione ai corsi e non sostituisce la partecipazione al futuro bando ufficiale. L’invio della documentazione, inoltre, non garantisce l’ammissione ai percorsi né il conseguimento di una posizione utile in graduatoria.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di agevolare quanti intendono ottenere l’abilitazione all’insegnamento e, allo stesso tempo, permettere all’Ateneo di programmare con maggiore efficacia l’organizzazione delle attività formative.
Per il prossimo anno accademico, UniMc ha infatti richiesto al Ministero dell’Università e della Ricerca l’accreditamento di 16 classi di concorso, relative a diversi ambiti disciplinari: letterario, linguistico, filosofico, storico, geografico, artistico, economico, giuridico, informatico e motorio.
Tra le classi per cui è stato richiesto l’accreditamento figurano anche quelle relative alle lingue straniere francese, inglese, spagnolo e cinese.
L’avvio effettivo dei percorsi abilitanti resta comunque subordinato al via libera ministeriale e alla successiva pubblicazione dei bandi da parte dell’Ateneo.
Le informazioni sulla procedura, sulla documentazione necessaria e sulle agevolazioni previste sono disponibili sul sito dell’Università di Macerata.
Le 16 classi di concorso richieste da UniMc
Le classi di concorso per le quali l’Università di Macerata ha presentato richiesta di accreditamento al MUR sono:
A001 – Disegno e storia dell’arte nell’istruzione secondaria di I e II grado
A011 – Discipline letterarie e latino
A012 – Discipline letterarie nell’istruzione secondaria di I e II grado
A013 – Discipline letterarie, latino e greco
A018 – Filosofia e scienze umane
A019 – Filosofia e storia
A021 – Geografia
AA22 – Lingue e culture straniere (francese)
AB22 – Lingue e culture straniere (inglese)
AC22 – Lingue e culture straniere (spagnolo)
AI22 – Lingue e culture straniere (cinese)
A041 – Scienze e tecnologie informatiche
A045 – Scienze economico-aziendali
A046 – Scienze giuridico-economiche
A048 – Scienze motorie e sportive nell’istruzione secondaria di I e II grado
A054 – Storia dell’arte
Secondo un approfondimento pubblicato dal Sole 24 Ore, in Italia oltre 15mila studenti universitari idonei ai benefici per il diritto allo studio rischiano ogni anno di rimanere senza un posto letto nelle residenze pubbliche. Una criticità che interessa l'intero Paese e che coinvolge anche le Marche, dove negli ultimi mesi sono stati avviati nuovi interventi per ampliare l'offerta abitativa destinata agli universitari.
Le rilevazioni dell'Andisu, l'associazione che riunisce gli organismi per il diritto allo studio universitario italiani, evidenziano come gli enti pubblici gestiscano circa 40mila posti letto, un numero ancora insufficiente rispetto alle richieste.
«Le domande di studenti fuori sede che possiedono i requisiti Iseeu e Ispe, oltre a quelli di merito per gli anni successivi al primo, superano di oltre 15mila unità la disponibilità dei nostri enti», ha spiegato il presidente Emilio Di Marzio. Un dato che emerge dalle graduatorie provvisorie e che testimonia una difficoltà strutturale del sistema universitario nazionale.
Nelle Marche il tema assume un'importanza particolare per la presenza di importanti poli accademici come Ancona, Macerata, Camerino e Urbino, oltre al ruolo svolto da ERDIS Marche nella gestione delle residenze universitarie e dei servizi destinati agli studenti.
Proprio da Macerata è arrivato recentemente un segnale concreto nella direzione indicata da Andisu. Lo scorso 27 luglio è stata infatti inaugurata la nuova residenza universitaria JHS Home, una struttura da 50 posti letto realizzata nell'ambito del piano nazionale per l'housing universitario. Di questi, 15 saranno riservati per almeno tre anni agli studenti vincitori di borsa di studio ERDIS, mentre i restanti saranno disponibili a tariffe calmierate.
Durante l'inaugurazione, la ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha ribadito la centralità del tema abitativo per garantire un accesso equo all'istruzione universitaria.
«Il diritto allo studio deve avere un luogo, una stanza e dei servizi», ha dichiarato la ministra, sottolineando come l'incremento dei posti letto rappresenti una delle priorità nazionali a sostegno di studenti e famiglie.
Secondo Andisu, per colmare il divario tra domanda e offerta sono necessari nuovi investimenti pubblici, il rafforzamento del fondo statale integrativo e la realizzazione di ulteriori studentati nelle aree universitarie. L'obiettivo è aumentare il numero di alloggi gestiti dagli enti per il diritto allo studio, riducendo la dipendenza dal mercato privato degli affitti e garantendo agli studenti idonei la possibilità di accedere a una sistemazione a costi sostenibili.
Un possibile aiuto potrebbe arrivare dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il Pnrr prevede infatti che il 30% dei 60mila nuovi posti letto finanziati venga destinato agli enti per il diritto allo studio. In termini assoluti si tratta di circa 18mila posti, un numero che, almeno sulla carta, consentirebbe di assorbire il fabbisogno degli oltre 15mila studenti idonei oggi privi di sistemazione nelle strutture pubbliche.
Si prepara ad accogliere la prima mostra in Italia di Fares Cachoux la città di Civitanova Marche. Dal 13 agosto al 3 novembre, lo Spazio Multimediale San Francesco a Civitanova Alta ospiterà la personale intitolata "...Oltre", un viaggio espositivo nell'arte grafica dell'artista franco-siriano attiva su temi complessi come politica, società e ambiente.
L'evento, a cura di Cristina Falco ed Enrico Lattanzi, è organizzato dal museo MAGMA e dall'associazione Cartacanta APS. Il percorso raccoglierà le serie più significative dell'artista, ripercorrendo le tappe principali della sua carriera.
Nato ad Homs e formatosi a Parigi, Fares Cachoux si caratterizza per uno stile minimalista fatto di tinte vibranti e forme nette. Le sue opere nascono come manifesti visivi d'impatto, concepiti per stimolare la coscienza del pubblico sulle emergenze contemporanee.
L'inaugurazione ufficiale si terrà il 13 agosto alle ore 18:00. La mostra sarà accessibile al pubblico con un biglietto d'ingresso al costo di 5 euro, con prevendite attive sul circuito Ciaotickets.
Presentata alla Camera dei Deputati la settima edizione del Ginesio Fest, in programma dal 25 al 30 agosto 2026 a San Ginesio, uno degli appuntamenti culturali più significativi dell'estate marchigiana. Un'edizione che segna un passaggio storico per la manifestazione, con il Premio San Ginesio "All'Arte dell'Attore" che assume ufficialmente il nome di Premio Remo Girone "All'Arte dell'Attore", in omaggio all'attore che ne fu ideatore e punto di riferimento fin dalla nascita del festival.
Nel corso della conferenza stampa romana sono stati annunciati anche i primi vincitori del nuovo riconoscimento: Maria Paiato e Valerio Binasco, due protagonisti assoluti della scena teatrale italiana contemporanea, scelti per rappresentare il valore artistico e umano che il premio intende celebrare.
Alla presentazione hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone, la senatrice Elena Leonardi, il sottosegretario alla Presidenza della Regione Marche Silvia Luconi, il sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco, il direttore artistico Leonardo Lidi, il presidente della giuria Alessio Boni e la fondatrice del festival Isabella Parrucci.
Il cambio di denominazione rappresenta un tributo alla figura di Remo Girone, che ha contribuito a costruire l'identità del festival trasmettendo una visione del mestiere dell'attore fondata su rigore, responsabilità, studio e autenticità.
La nuova giuria sarà presieduta da Alessio Boni e composta da Lino Musella, Iaia Forte, Manuela Mandracchia, Rodolfo Di Giammarco, Francesca Merloni e Giampiero Solari.
La cerimonia di consegna del premio aprirà ufficialmente il festival il 25 agosto e sarà condotta da Rebecca Liberati e Christian La Rosa.
Per il quinto anno consecutivo la direzione artistica è affidata a Leonardo Lidi, che ha scelto come filo conduttore della manifestazione il tema "Illusioni".
Un concetto che invita a riflettere sul ruolo del teatro come spazio capace di immaginare il futuro, creare comunità e alimentare nuove possibilità attraverso l'arte.
Lidi ha sottolineato come il Ginesio Fest sia diventato negli anni un luogo di incontro tra grandi maestri e nuove generazioni, offrendo opportunità concrete ai giovani artisti e trasformando San Ginesio in un punto di riferimento nazionale per il teatro contemporaneo.
Nel corso degli interventi è stato ribadito il valore culturale e sociale del festival, considerato un modello di rilancio delle aree interne colpite dal sisma.
Il presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone ha definito il Ginesio Fest un esempio virtuoso di integrazione tra spettacolo dal vivo, valorizzazione del patrimonio e sviluppo dei territori.
Sulla stessa linea il sottosegretario regionale Silvia Luconi, che ha evidenziato come il festival rappresenti uno strumento di crescita culturale e promozione delle Marche.
Il sindaco Giuliano Ciabocco ha invece ricordato il percorso iniziato dopo il sisma del 2016, sottolineando come il festival sia diventato uno degli elementi identitari di San Ginesio e parte integrante del cosiddetto "piano della bellezza", capace di accompagnare la ricostruzione attraverso la cultura.
Alessio Boni, presidente della giuria, ha ricordato la figura di Remo Girone definendolo «un maestro capace di scomparire dietro il personaggio, facendo emergere soltanto la verità della scena». Boni ha spiegato di aver accettato con convinzione questo incarico perché il Ginesio Fest rappresenta «un progetto autentico, costruito con qualità, ricerca e onestà», sottolineando inoltre come il teatro sia oggi uno dei pochi luoghi in cui la finzione riesce ancora a raccontare una profonda verità umana.a le novità illustrate durante la conferenza anche il progetto TETA – Teatro e Tavola, sostenuto con 3,5 milioni di euro attraverso il programma Next Appennino.
L'iniziativa, che sarà completata entro il 2028, unirà teatro ed eccellenze enogastronomiche in un nuovo spazio dedicato sia alla valorizzazione del territorio sia all'accoglienza di artisti e compagnie teatrali.
La fondatrice Isabella Parrucci ha inoltre ricordato come il Ginesio Fest sia stato riconosciuto dal Ministero della Cultura tra i progetti triennali del Fondo nazionale, ottenendo il punteggio più alto nella propria categoria.
Dal 25 al 30 agosto, il pubblico potrà assistere a un programma che alterna prime nazionali, anteprime, spettacoli, laboratori e residenze artistiche.
Tra i protagonisti figurano Antonio Latella, Babilonia Teatri, Enzo Vetrano e Stefano Randisi, Giulia Scotti, Marco Coscucci, Gruppo Uror, Francesco Marilungo, Riccardo Micheletti, Davide Calvaresi, Nicolò Tomassini e lo stesso Leonardo Lidi, che firmerà la regia della prima nazionale de "Il taccuino di Trigorin" di Tennessee Williams.
Il festival si conferma così uno degli appuntamenti culturali più importanti dell'estate marchigiana, capace di coniugare qualità artistica, valorizzazione del territorio e sostegno alle nuove generazioni, trasformando ancora una volta San Ginesio nel cuore pulsante del teatro contemporaneo.
Un tuffo in piscina, ma soprattutto un gesto che può cambiare la vita di qualcun altro. È questo il messaggio arrivato dal Parco Acquatico Eldorado di Apiro, dove domenica 2 agosto è andata in scena l’iniziativa “Tuffati nella solidarietà”, una giornata dedicata alla sensibilizzazione sulla donazione di sangue, plasma e midollo osseo.
L’evento, promosso da Avis Marche e Admo Marche nell’ambito del progetto regionale “Radici”, ha coinvolto oltre 1.500 persone, tra visitatori e famiglie, informate sulle opportunità legate al mondo del dono. Una giornata che ha visto la partecipazione di circa un centinaio di volontari e che ha spinto diversi giovani a compiere un passo concreto, scegliendo di iscriversi al registro dei potenziali donatori di midollo osseo.
Tra scivoli, musica e momenti di animazione, il parco acquatico si è trasformato in un punto di incontro e informazione, con l’obiettivo di avvicinare soprattutto le nuove generazioni alla cultura della solidarietà.
«Per noi è sempre un grande onore ospitare Avis e Admo – ha spiegato Tecla Panatta, responsabile del Parco Acquatico Eldorado –. Da oltre quarant’anni Eldorado è un luogo di aggregazione e riteniamo sia anche una responsabilità mettere questo spazio a disposizione di iniziative capaci di generare valore per la comunità e promuovere la cultura della solidarietà».
Nel corso della giornata sono intervenuti il presidente regionale Avis Daniele Ragnetti, la presidente provinciale Avis Macerata Morena Soverchia e Maura Ricotta in rappresentanza di Admo Marche, che ha raccontato anche la propria esperienza diretta di donazione del midollo osseo.
A fornire informazioni ai partecipanti sono stati anche i professionisti sanitari del Centro trasfusionale di Macerata, che hanno illustrato le modalità per diventare donatori e l’importanza di garantire continuità alla raccolta di sangue e plasma.
Per molti ragazzi presenti si è trattato del primo incontro con il mondo della donazione, per altri dell’occasione per trasformare un’intenzione in una scelta concreta. Qualcuno ha deciso di “tuffarsi” davvero nella solidarietà, seguendo lo spirito dell’iniziativa e il richiamo dello scivolo simbolo del parco, il Kamikaze, uno dei più lunghi d’Europa.
La giornata è stata arricchita anche da giochi, quiz, gare di tuffi e dalla distribuzione di gadget firmati Avis e Admo, un modo per unire divertimento e informazione in un contesto informale e vicino ai giovani.
I numeri regionali confermano l’importanza di continuare a sensibilizzare sul tema: nel primo semestre del 2026 le Marche hanno registrato 400 nuovi iscritti al registro dei donatori di midollo osseo e circa una decina di donazioni. Sul fronte del sangue, invece, la regione mantiene l’autosufficienza, ma resta alta l’attenzione sulla necessità di aumentare la raccolta di plasma.
Un obiettivo per il quale iniziative come quella di Apiro possono rappresentare un punto di partenza: portare il messaggio del dono fuori dai luoghi tradizionali e incontrare le persone proprio nei momenti di socialità e condivisione.
Un’intera giornata dedicata alla musica, alla cultura, ai paesaggi e alle tradizioni locali. È il "Festival in un giorno" di IncantoMarche, l’appuntamento in programma sabato 8 agosto a Penna San Giovanni, che celebra dieci anni di cammini, incontri e spettacoli nei borghi delle Marche.
Il borgo maceratese ospiterà tre concerti, un’escursione, visite ai luoghi della cultura e attività diffuse nel centro storico, con l’obiettivo di trasformare l’evento in un’esperienza da vivere lentamente, oltre il solo momento dello spettacolo.
Gli organizzatori invitano il pubblico ad arrivare in anticipo, lasciare l’auto e scoprire il paese a piedi, immergendosi nei luoghi, nei sapori e nelle atmosfere del territorio.
Tre concerti tra Parco del Monte e Teatro Comunale
Il programma musicale prenderà il via alle 17 al Parco del Monte con Alfredo Laviano e "SoundSigns", un progetto in cui musica e pittura si incontrano dal vivo: attraverso segni, pennellate e movimenti sulla tela, l’artista costruisce un dialogo tra creazione visiva e improvvisazione sonora.
Alle 18, sempre al Parco del Monte, sarà la volta di Daniele di Bonaventura con "Tra sacro e profano". Il musicista porterà sul palco il suo bandoneon, strumento capace di attraversare musica classica, jazz, melodie mediterranee e tradizioni sudamericane.
La giornata si concluderà alle 20 al Teatro Comunale con "Illumina" di Federico Bracalente, un concerto per violoncello solo ed elettronica nel quale lo strumento si moltiplica attraverso sovraincisioni e dialoghi sonori, creando un’esperienza immersiva. Tutti gli spettacoli prevedono un biglietto di 5 euro più diritti di prevendita.
Un borgo da scoprire a piedi
Per tutta la giornata il centro storico di Penna San Giovanni sarà chiuso al traffico. I visitatori potranno lasciare le auto nei parcheggi predisposti e raggiungere il paese attraverso percorsi immersi nel paesaggio.
Prevista anche un’escursione facoltativa sui Percorsi d’acqua, con partenza alle 9.30 dal Parco delle Saline, un itinerario alla scoperta del territorio, delle fonti e degli scorci naturali prima di arrivare in paese per gli appuntamenti pomeridiani.
L’iniziativa rientra anche nell’ambito di "Borghi Aperti – Noi Marche", progetto dedicato alla valorizzazione dei borghi e alla fruizione naturalistica e culturale del territorio da parte di visitatori e cicloturisti.
Visite culturali e sapori locali
Il "Festival in un giorno" sarà anche un’occasione per conoscere il patrimonio storico e artistico di Penna San Giovanni. Saranno aperti al pubblico la Pinacoteca Comunale e la Chiesa di San Giovanni Battista, mentre il Teatro Comunale sarà visitabile con un’apertura straordinaria dalle 14 alle 18.
Spazio anche alla gastronomia, con punti ristoro organizzati dalla Pro Loco e dalle attività del territorio, oltre alla presenza delle realtà della rete RisorgiMarche, tra prodotti tipici, degustazioni e piatti della tradizione marchigiana.
Tra le proposte della giornata ci saranno specialità locali come coppe maritate, ciauscolo, pecorino, vincisgrassi, polentone e maialino in porchetta, accompagnate da aperitivi e prodotti delle aziende del territorio.
Dieci anni di IncantoMarche
Il "Festival in un giorno" raccoglie gli elementi che hanno caratterizzato il percorso decennale di IncantoMarche e della rete RisorgiMarche: musica di qualità, cammino, rispetto dei luoghi, incontro con le comunità e valorizzazione dei borghi.
Un appuntamento pensato non solo come una sequenza di concerti, ma come una giornata da condividere e vivere pienamente.
Una serata di emozioni, affetto e gratitudine per don Gianni Compagnucci, parroco della comunità di San Catervo a Tolentino, che nei giorni scorsi ha festeggiato il traguardo dei sessant'anni con una sorpresa organizzata dai suoi parrocchiani.
La festa è stata preparata in occasione della celebrazione della messa nella chiesa di San Catervo, dove la comunità ha voluto rivolgere al sacerdote i propri auguri. La funzione religiosa è stata celebrata da don Gianni insieme a don Ariel Veloz, al priore della Basilica di San Nicola, padre Massimo Giustozzo, e a padre Gabriele Pedicino.
Al termine della celebrazione, il parroco pensava di trascorrere il compleanno in famiglia, ma ad attenderlo c'era una sorpresa organizzata nei minimi dettagli. Una volta entrato nel locale scelto per i festeggiamenti, don Gianni si è trovato davanti decine di parrocchiani pronti ad accoglierlo con entusiasmo e affetto.
Alla serata hanno partecipato anche rappresentanti dell'amministrazione comunale di Tolentino, tra cui il sindaco Mauro Sclavi, il presidente del Consiglio comunale Alessandro Massi, l'assessore Benedetta Lancioni e i consiglieri comunali Monia Prioretti e Silvia Tatò. Presenti anche l'ex sindaco Giuseppe Pezzanesi, i sacerdoti della città e don Fabio Moretti, compagno di seminario di don Gianni.
Un momento di condivisione che ha riunito fedeli, amici e istituzioni cittadine, testimonianza del forte legame costruito negli anni dal parroco con la comunità di San Catervo.
La serata si è conclusa con il tradizionale taglio della torta e il brindisi per i sessant'anni di don Gianni Compagnucci, accompagnato dagli auguri per il suo servizio pastorale e per il cammino portato avanti alla guida della parrocchia.
Un ritorno carico di emozione, memoria e significato. A oltre cinquant'anni dall'acquisto del Castello di Pitino, il dottor Pacifico Fattobene, storico, scrittore e tra i più autorevoli custodi della memoria settempedana, è tornato a visitare l'antico fortilizio dopo il completamento dei lavori di restauro che lo hanno restituito al suo antico splendore.
Classe 1938, Fattobene è considerato da tutti l'ultimo residente del maniero. Nel marzo del 1970 fu proprio lui a sottoscrivere l'atto di compravendita del castello, un momento destinato a entrare nella storia locale. Nella giornata di ieri, dopo il lungo intervento di recupero promosso dall'Amministrazione comunale, ha potuto rivedere quei luoghi ai quali ha dedicato una parte importante della propria vita.
Ad accompagnarlo nella visita sono stati il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, il nipote Nunzio, il coordinatore della Casa di riposo "Lazzarelli", Mauro Marcantonelli, dove Fattobene risiede attualmente, e il presidente del Consiglio comunale, Sandro Granata.
Per lo storico settempedano è stata una visita dal forte valore simbolico. Camminare nuovamente tra le mura del castello restaurato ha rappresentato non solo un momento personale di intensa commozione, ma anche un tributo alla storia e all'identità della città.
Studioso instancabile e autore di numerose pubblicazioni dedicate al territorio, Fattobene ha dedicato l'intera esistenza alla ricerca d'archivio e alla valorizzazione della memoria locale. Dai suoi studi sulla Resistenza e sulla figura di Enrico Mattei fino alle ricerche sulle ultime lettere di Giacomo Leopardi, il suo lavoro ha contribuito a preservare e tramandare il patrimonio storico e culturale della comunità settempedana.
La sua figura è legata anche a numerose curiosità biografiche. Negli anni della formazione frequentò il seminario insieme al futuro cardinale Edoardo Menichelli e a don Giuseppe Branchesi. È inoltre cugino di primo grado del cantautore Renato Zero, che in passato avrebbe manifestato il desiderio di contribuire personalmente al recupero del Castello di Pitino.
La visita è arrivata poche settimane dopo la riapertura ufficiale del complesso monumentale, inaugurato il 4 luglio scorso alla presenza del Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli. Il progetto di recupero, che ha interessato il castello, la chiesa di Santa Maria della Pietà e quella di Sant'Antonio Abate, è stato realizzato grazie a un investimento superiore a 1,7 milioni di euro nell'ambito del Piano Nazionale Complementare al Pnrr.
«È stato un momento di straordinaria intensità emotiva e umana poter accompagnare il dottor Pacifico Fattobene tra le mura rinate del Castello di Pitino – ha dichiarato il sindaco Rosa Piermattei –. A lui dobbiamo una gratitudine profonda per la passione e la dedizione con cui, in tutti questi anni, ha custodito la memoria di questo luogo simbolo della nostra città. Vedere la sua emozione davanti al castello restituito alla comunità è stata la testimonianza più autentica del valore di questo intervento. La sua presenza rappresenta il ponte ideale tra la storia che abbiamo ereditato e il futuro che vogliamo costruire per questo straordinario patrimonio».
Venti anni di carriera artistica e un nuovo prestigioso riconoscimento per gli Operapop. Il duo musicale marchigiano formato dalla lauretana Francesca Carli e dal pesarese Enrico Giovagnoli ha ricevuto il Cassero d’Argento in occasione della 21ª edizione di “Marche in Vetrina”, il tradizionale galà andato in scena a Castelraimondo e dedicato alle eccellenze del territorio.
Più volte in passato gli Operapop si erano esibiti sul palco della manifestazione, ma questa volta lo hanno fatto con una soddisfazione speciale, salendo sul palco da premiati insieme ad altre personalità e realtà che si sono distinte nei settori imprenditoriale, artistico, sociale e culturale.
“Dopo il riconoscimento come Marchigiani dell’Anno – affermano Giovagnoli e Carli – la nostra Regione ci dedica un’altra importante attestazione di stima. Un premio che accogliamo con grande emozione e gratitudine, dedicandolo a tutti coloro che hanno creduto nel nostro percorso artistico e che, da vent’anni, condividono con noi la passione per la musica e l’amore per la nostra splendida terra, le Marche”.
Il 2026 rappresenta un anno particolarmente significativo per il tenore e la soprano, che celebrano il ventennale di un sodalizio artistico costruito con passione, ricerca e continua sperimentazione musicale.
Tra le tappe più importanti della loro carriera figura il lavoro realizzato dal 2009 su Grande Amore, trasformata in una versione pop lirica attraverso un importante lavoro di riscrittura musicale e arrangiamento, anticipando quella cifra stilistica che negli anni è diventata il tratto distintivo degli Operapop. Il progetto arrivò fino alle selezioni del Festival di Sanremo 2015, suscitando interesse, senza però poter accedere alle Nuove Proposte a causa dei limiti di età previsti dal regolamento.
Da allora gli Operapop hanno continuato a esibirsi, produrre opere e promuovere eventi, contribuendo alla valorizzazione delle bellezze delle Marche attraverso la musica. Proprio nel loro ventesimo anno di attività arrivano anche due nuove produzioni discografiche.
“Abbiamo appena pubblicato due nuove produzioni – spiegano Francesca Carli ed Enrico Giovagnoli –. Si tratta di Cuore Mio, una rielaborazione dell’aria Mon cœur s’ouvre à ta voix tratta dall’opera Sansone e Dalila di Camille Saint-Saëns. Il testo, scritto interamente in italiano, accompagna un percorso musicale che valorizza l’intensità emotiva dell’opera originale attraverso una sensibilità moderna. E poi Agua en el desierto, il nuovo arrangiamento in lingua spagnola del nostro brano Acqua nel deserto, brano che rievoca la ricerca di una felicità autentica, come acqua nel deserto: rara, preziosa, irrinunciabile. Una melodia che profuma d'estate e scava nell'anima”.
Il Cassero d’Argento ricevuto a Castelraimondo si aggiunge così a un percorso artistico lungo vent’anni, confermando il ruolo degli Operapop come una delle realtà musicali più rappresentative delle Marche.
Appignano si colora grazie all’entusiasmo e alla partecipazione dei giovani. È il risultato di "Appignano a Colori", il progetto promosso dal Comune in collaborazione con il CSV Marche per coinvolgere le nuove generazioni nelle attività di cittadinanza attiva e nella cura degli spazi della comunità.
L’iniziativa ha visto la partecipazione di 36 ragazzi e ragazze, accompagnati da 5 volontari, impegnati per tre settimane nella riqualificazione di diversi luoghi del borgo maceratese. Un percorso nato per valorizzare il ruolo dei giovani e renderli protagonisti nella trasformazione degli spazi pubblici.
Tra i partecipanti anche 14 ragazzi e ragazze che non erano riusciti ad accedere al progetto regionale "Ci sto? Affare fatica!". Per loro l’amministrazione comunale ha attivato un cantiere civico dedicato, riconoscendo un "buono fatica" da 75 euro e offrendo la possibilità di contribuire concretamente al miglioramento del paese.
Gli interventi hanno riguardato diversi angoli di Appignano: dalla sistemazione di giardini e panchine fino alla riqualificazione del muro di cinta e degli spogliatoi del Campo Sportivo Cicarè, trasformati con nuove colorazioni e decorazioni. Tra le opere realizzate anche la cabina Enel nei pressi dei Giardini di Largo Carlo Urbani, diventata una vera e propria installazione di arte urbana immersa nel verde.
A guidare i giovani durante le attività sono stati alcuni volontari con competenze diverse, protagonisti di un importante incontro tra generazioni: Bruno Cartucci, imbianchino in pensione, Franco Carciofi, ex operaio comunale, Valentina Rossi, tatuatrice e tutor artistica, e Silvana Paris, artista locale che ha collaborato alla progettazione degli interventi.
"Vedere maestranze esperte al fianco dei nostri giovani è l'immagine più bella di una comunità integrata che trasmette valori, competenze e senso del bene comune", ha commentato l’assessora alle Politiche Sociali Silvia Persichini, ringraziando ragazzi e volontari per l’impegno dimostrato.
L’esperienza di "Appignano a Colori" si inserisce in un periodo particolarmente ricco per le politiche giovanili del Comune. Negli ultimi mesi, infatti, numerose iniziative hanno coinvolto ragazze e ragazzi del territorio, dagli eventi sportivi come il Torneo Cardonas di calcetto e il Dongi Cup di pallavolo, fino ai festival musicali come Futura Park e al progetto "Un Palco per un Sogno", realizzato insieme alla Fondazione Riccardo Messi per valorizzare giovani musicisti emergenti.
"Appignano sta diventando sempre più un paese per giovani: un luogo dove ragazze e ragazzi non sono semplici spettatori, ma protagonisti attivi che animano, abbelliscono e vivono la comunità - ha dichiarato il sindaco Mariano Calamita -. La nostra scelta politica è chiara: dare spazio ai giovani, supportare le loro idee e responsabilizzarli".