Momenti di grande paura al crossodromo Tittoni di Cingoli durante la giornata dedicata al Trofeo Regione Marche di motocross, dove nel giro di appena dieci minuti si sono verificati due distinti incidenti che hanno coinvolto altrettanti giovani piloti.
Intorno alle 18 il primo episodio ha visto protagonista un 17enne, caduto durante la gara. Il giovane è riuscito inizialmente a rialzarsi e a tornare in sella, ma poco dopo è stato costretto a fermarsi a causa di un malore, probabilmente conseguenza dell’impatto precedente. Sul posto sono intervenuti tempestivamente gli operatori del 118, che hanno prestato le prime cure prima di trasferirlo in ambulanza al Pronto soccorso dell’ospedale di Macerata in codice giallo. Le sue condizioni, fortunatamente, non destano preoccupazione.
A distanza di circa dieci minuti si è verificato il secondo e più grave incidente, che ha coinvolto un pilota 23enne. Il giovane è stato sbalzato dalla moto finendo violentemente a terra. Anche in questo caso i soccorsi sono stati immediati, ma la dinamica e la violenza dell’impatto hanno reso necessario l’intervento dell’eliambulanza.
Dopo le prime cure sul posto, il 23enne è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Torrette di Ancona. Nonostante la gravità dell’incidente, dai primi accertamenti è emerso che il ragazzo non sarebbe in pericolo di vita.
Una giornata di sport che si è trasformata in pochi minuti in una situazione di forte tensione, con l’intervento coordinato dei soccorsi che ha permesso di gestire entrambe le emergenze nel modo più rapido ed efficace possibile.
Momenti di grande paura al crossodromo Tittoni di Cingoli durante la giornata dedicata al Trofeo Regione Marche di motocross, dove nel giro di appena dieci minuti si sono verificati due distinti incidenti che hanno coinvolto altrettanti giovani piloti.
Intorno alle 18 il primo episodio ha visto protagonista un 17enne, caduto durante la gara. Il giovane è riuscito inizialmente a rialzarsi e a tornare in sella, ma poco dopo è stato costretto a fermarsi a causa di un malore, probabilmente conseguenza dell’impatto precedente. Sul posto sono intervenuti tempestivamente gli operatori del 118, che hanno prestato le prime cure prima di trasferirlo in ambulanza al Pronto soccorso dell’ospedale di Macerata in codice giallo. Le sue condizioni, fortunatamente, non destano preoccupazione.
A distanza di circa dieci minuti si è verificato il secondo e più grave incidente, che ha coinvolto un pilota 23enne. Il giovane è stato sbalzato dalla moto finendo violentemente a terra. Anche in questo caso i soccorsi sono stati immediati, ma la dinamica e la violenza dell’impatto hanno reso necessario l’intervento dell’eliambulanza.
Dopo le prime cure sul posto, il 23enne è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Torrette di Ancona. Nonostante la gravità dell’incidente, dai primi accertamenti è emerso che il ragazzo non sarebbe in pericolo di vita.
Una giornata di sport che si è trasformata in pochi minuti in una situazione di forte tensione, con l’intervento coordinato dei soccorsi che ha permesso di gestire entrambe le emergenze nel modo più rapido ed efficace possibile.
In una di quelle serate profumate di buona borghesia al Lauro Rossi vi sarà capitato di incontrare Estragone e Vladimiro. Oggi magari è meno probabile perché la programmazione del settecentesco palcoscenico voluto dai nobili della città è più una passerella di modeste ambizioni ideologiche che non un invito a ospitare musica e prosa di alto significato e quindi Samuel Beckett non è all’orizzonte.
Così come non sono all’orizzonte i lavori di consolidamento di questo capolavoro del Bibbiena che pure Estragone, al secolo l’assessore Lego, aveva sbandierato proclamando l’ennesimo iperbolico finanziamento da 3,9 milioni di euro per il post sisma. Deve essere nella stessa pratica del restauro del Convitto Nazionale che il Centrodestra aveva messo al primo punto del suo programma sei anni fa, ma evidentemente hanno avuto altro da fare. Per compitare le promesse mancate occorrerebbe non un articoletto, ma un censimento.
Estragone e Vladimiro, l’uomo con la camicia, stanno lì e a quattro giorni dal termine ultimo per la presentazione delle liste non hanno ancora notizie di Godo (ho tolto la t perché al personaggio di cui dico s’addice più il godereccio che il filosofico). Fuor di metafora la cosa curiosa – al netto di chi di Sandro Parcaroli ha detto peste e corna e poi si ripresenta glorificandolo nella speranza di uno strapuntino – è che a quattro giorni dalla scadenza perentoria per la presentazione delle liste quella che dovrebbe indicare Sandro Parcaroli come candidato sindaco non c’è.
Estragone e Vladimiro stanno aspettando Godo, ma c’è il rischio concreto che debbano affannarsi a presentare un listino che non raggiunge neppure i 32 nomi previsti, ma soprattutto che alla fine vengano frustrati dal materializzarsi di Anna Menghi che ha tre vantaggi: è donna e per le quote rosa ha la preferenza, ha i voti e soprattutto sa di amministrazione. Davvero sembra una piece teatrale. Fratelli d’Italia ha già schierato i suoi candidati e ha ingoiato il rospo del Parcaroli-bis per disciplina di partito.
Francesco Acquaroli – il presidente della Regione – sapeva benissimo che tolto Godo si sarebbe scatenata nel suo partito una guerra intestina. Su consiglio di Arianna Meloni ha posto il tema a Matteo Salvini che ha incoronato Godo per il secondo mandato. Ora va ricordato a tutti gli elettori che per le Comunali esiste il voto disgiunto. Si può votare per il consiglio comunale per un candidato di una lista di centro destra e votare per un candidato Sindaco non collegato a quella lista.
E però sono tutti convinti che l’effetto Parcaroli funzioni. Peccato che per ora Godo non abbia una lista dove compare come candidato. Così c’è un certo affanno dalle parti di Estragone, convinto di godere di una infinita popolarità, e di Vladimiro che doveva mobilitare un esercito di esercenti e pare si sia dovuto incontrare con quattro complici al bar. L’affanno è derivante dal fatto che non trovano né firme né candidati.
Ci sono su questa lista bottegaio-leghista due incognite enormi: Anna Menghi e Aldo Alessandrini che della Lega è segretario cittadino e ora siede nella commissione d’inchiesta sul mattatoio di cui nessuno parla. In questa situazione si ha uno schieramento per Parcaroli Sindaco con il non trascurabile particolare che sin qui Sandro Parcaroli non ha una lista dove presentarsi. E se la lista ci sarà, sarà una lista-Parca, non dal nome del capolista, ma dalla inconsistenza dei candidati.
Dato che le cose stanno così sembrano sgonfiarsi anche i bluff di una popolarità senza confini di Vladimiro e di una solidissima presa elettorale di Estragone-Lego che ha aperto tanti cantieri, ma non si è costruito un consenso. Per il Centrodestra l’avvio di questa competizione elettorale non è né dei più sereni né dei più decisi. Evidentemente contano sulla presunta debolezza dei competitori. Ma tra l’operare per vincere e il tentare di non perdere c’è una bella differenza. Staremo a vedere, per ora aspettando: Godo.
La firma era diventata una costante sui muri della città, un "tag" in corsivo che si ripeteva identico da mesi, suscitando il malcontento di residenti e amministrazione. Ora, l’autore della scritta "Pinpo" ha finalmente un nome: si tratta di un giovane di 25 anni, originario del Piemonte, identificato e denunciato grazie a un’accurata indagine supportata dalla tecnologia.
A tradire il writer sono stati i sistemi di videosorveglianza urbana. Le telecamere di sicurezza lo hanno infatti immortalato proprio mentre era in azione, permettendo agli inquirenti di dare un volto a quella firma seriale. Una volta identificato il sospettato, il lavoro investigativo si è concentrato sulla mappatura dei danni: un censimento impressionante che avrebbe rivelato ben 118 scritte riconducibili alla stessa mano.
Il "raid" grafico ha interessato quasi tutta la città, senza risparmiare zone di pregio o quartieri residenziali. Tra le aree più colpite figurano il centro storico, via Mameli, il quartiere Pace, via Cincinelli e viale Martiri della Libertà.
La posizione del 25enne è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, ma la battaglia legale non si fermerà all'ambito penale. Il Comune di Macerata ha già annunciato una linea di massima fermezza: l’amministrazione intende procedere con una richiesta di risarcimento danni per coprire i costi di ripristino e pulizia delle pareti imbrattate.
Voleva solo regalarsi una serata sulle note del suo cantante preferito, ma si è ritrovata vittima di un raggiro orchestrato da una coppia di insospettabili. I carabinieri della stazione di Macerata, a seguito di un’accurata indagine telematica, hanno denunciato a piede libero due persone, un padre di 54 anni e un figlio di 21, residenti a Malgrate (Lecco), per il reato di truffa in concorso.
L'indagine è partita dalla denuncia di una ragazza di 23 anni di Corridonia. La giovane, desiderosa di assistere al concerto del cantante Olly (previsto per lo scorso 13 marzo a Pesaro), aveva rintracciato un annuncio online per l'acquisto di due biglietti al prezzo di 124 euro.
Contattato il venditore, la vittima era stata indotta a effettuare un primo bonifico su un conto intestato al ventunenne. A causa di un presunto "errore tecnico", i truffatori sono riusciti a convincerla a ripetere il pagamento su un secondo Iban, questa volta riconducibile al padre cinquantatreenne.
L'amara sorpresa è arrivata al momento della consegna: alla ragazza è stato recapitato un solo biglietto che, dopo i dovuti controlli, è risultato essere non valido. I militari dell'Arma, incrociando i flussi bancari e gli accertamenti tecnici sui profili online, sono riusciti a risalire all'identità dei due uomini, entrambi già noti alle forze dell'ordine, deferendoli alla Procura della Repubblica.
Funghi allucinogeni e marijuana, arrestato giovanissimo a Camerino: per lui scatta il braccialetto elettronico. I carabinieri della stazione di Fiuminata, con il supporto del nucleo cinofili di Pesaro, hanno tratto in arresto un 19enne residente nel comune, dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico.
L'operazione rappresenta il culmine di un'indagine nata lo scorso aprile, quando durante un controllo a largo raggio della Compagnia di Camerino il giovane era stato trovato in possesso di un "kit" variegato di sostanze: 0,37 grammi di marijuana, uno spinello già pronto e 2,59 grammi di funghi allucinogeni. Il materiale era stato subito sequestrato e messo a disposizione della Procura di Macerata.
Gli accertamenti dei militari non si sono però fermati al sequestro iniziale. L'attività investigativa ha permesso di ricostruire una rete di contatti più ampia, portando alla denuncia a piede libero di altri due giovani: un 20enne del posto e un 21enne residente a Matelica. Alla luce degli elementi raccolti, l'Autorità Giudiziaria ha ritenuto necessaria la misura cautelare per il 19enne camerte, accusato di detenzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti.
Un ordine di carcerazione definitivo e un nuovo sequestro di sostanze stupefacenti. È il bilancio dell’ultima operazione dei carabinieri della stazione di Civitanova Marche, che hanno assicurato alla giustizia un uomo condannato a una lunga pena detentiva e fermato un giovane pusher in attività.
L'operazione principale ha portato all'arresto di un 33enne di nazionalità albanese, residente a Porto Sant’Elpidio ma di fatto domiciliato a Civitanova. L'uomo è stato rintracciato dai militari in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura Generale presso la Corte d'Appello di Perugia: deve scontare una pena definitiva di 6 anni, 5 mesi e 3 giorni di reclusione per reati legati allo spaccio di stupefacenti commessi tra il 2020 e il 2023 nelle province di Macerata e Fermo. Al termine degli accertamenti, il 33enne è stato scortato presso la Casa Circondariale di Fermo.
Nello stesso contesto di controllo del territorio, i carabinieri hanno inferto un altro colpo allo spaccio locale in Via Verga. Qui è stato fermato un 21enne civitanovese che, tradito dal proprio nervosismo, è stato sottoposto a perquisizione personale. Il giovane nascondeva un involucro di cellophane contenente esattamente 142 grammi di hashish, quantitativo già pronto per essere smerciato in città. La sostanza è stata posta sotto sequestro, mentre per il ragazzo è scattata la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica di Macerata.
La città di San Severino si è svegliata oggi con una notizia che lascia un vuoto profondo nel tessuto economico e sportivo del territorio. Dopo aver combattuto contro una lunga malattia, si è spento questa notte l’imprenditore Luigi Ciclosi, figura stimata e conosciuta da tutti come "Gigio".
Fondatore del "Big Center" al rione Settempeda, Ciclosi ha saputo costruire con serietà e competenza una realtà aziendale divenuta nel tempo un punto di riferimento non solo settempedano, ma per l'intera provincia. Un successo imprenditoriale portato avanti sempre con il sostegno della sua famiglia e dei figli che oggi gestiscono l’attività, ai quali aveva trasmesso i valori del lavoro e dell'integrità. Luigi lascia la moglie Luciana e i figli Roberto, Andrea e Cristina, che ne raccolgono l'eredità umana e professionale.
Oltre all'impegno professionale, la vita di Luigi è stata indissolubilmente legata allo sport. Per anni è stato la guida carismatica della Società Amatori Basket (SAB) San Severino, ricoprendo la carica di Presidente con un garbo e una correttezza rari. Il suo impegno ha lasciato un'impronta indelebile nella comunità, tanto che anche l’Asd Basket Tolentino lo ha voluto ricordare come una «persona di raro garbo e gentilezza», sottolineando la sua dedizione alla lealtà sportiva e all'impegno sociale.
Il figlio Roberto ha affidato ai social un commovente messaggio di addio: “Nostro padre ci ha lasciato... dopo una lunga battaglia ha combattuto come un leone”. In segno di rispetto e dolore, è stato annunciato che lunedì il negozio resterà chiuso per lutto.
La camera ardente è stata allestita presso la Sala del commiato "Il Tempio degli Angeli" a San Severino. I funerali saranno celebrati domani, lunedì 20 aprile, alle ore 15:30, nella chiesa di San Domenico, dove l'intera cittadinanza potrà stringersi attorno alla moglie Luciana, ai figli e ai familiari tutti per l'ultimo saluto.
Una scossa di terremoto è stata registrata oggi nell'entroterra Maceratese. L’evento sismico, di magnitudo 3.0, è stato rilevato alle ore 14:53 con epicentro a circa 3 chilometri a nord-ovest di Sant'Angelo in Pontano.
Secondo i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il sisma si è verificato a una profondità di 21 chilometri. La scossa è stata localizzata dalla Sala Sismica dell’Ingv.
Al momento non si segnalano danni a persone o cose, ma il movimento tellurico è stato avvertito in diverse aree del territorio, soprattutto nei comuni limitrofi.
Domani (domenica 19 aprile) la frazione di Serralta si vestirà a festa per un appuntamento che unisce spiritualità e valorizzazione del paesaggio marchigiano: il pellegrinaggio verso la suggestiva chiesa di Sant’Apollinare a Monte.
L’iniziativa è dedicata al ricordo di don Pacifico Marinà, storico parroco che per decenni è stato un punto di riferimento spirituale e umano per Serralta e le comunità limitrofe. La sua eredità continua a vivere in momenti come questo, capaci di unire residenti e visitatori nel segno della semplicità e della condivisione.
Il ritrovo è fissato alle ore 9:30 presso il Castello di Serralta. Da qui prenderà il via una camminata lungo i sentieri che attraversano le colline, offrendo scorci panoramici sulla vallata marchigiana. Durante il percorso è previsto un momento particolarmente significativo con la Benedizione delle Campagne, un rito antico e molto sentito che invoca protezione per i frutti della terra e per il lavoro degli agricoltori.
Alle ore 10, la celebrazione proseguirà nella piccola chiesa di Sant’Apollinare a Monte, un gioiello di architettura rurale in pietra, dove sarà officiata la Santa Messa in suffragio di don Pacifico.
Al termine della mattinata è previsto un momento conviviale, occasione di incontro e condivisione per ricordare il parroco e vivere lo spirito di comunità tipico del territorio.
"L’evento è rivolto non solo a chi ha conosciuto don Pacifico, scomparso nel 2017, ma anche agli amanti del trekking leggero e delle tradizioni autentiche, desiderosi di trascorrere una domenica immersi nel silenzio e nella sacralità delle campagne marchigiane", si legge in una nota del Comune di San Severino. Don Pacifico Marinà è stato per oltre 50 anni l’anima di Serralta, ricordato per il suo carattere gioviale, la profonda cultura e l’instancabile impegno nella tutela delle piccole chiese rurali del territorio.
È stata riaperta oggi al culto la chiesa della Divina Pastora di Tolentino, restituita alla comunità al termine degli interventi di riparazione e rafforzamento eseguiti nell’ambito della ricostruzione post sisma 2016.
I lavori, finanziati dalla struttura commissariale, hanno riguardato il consolidamento strutturale, la riparazione delle lesioni e il miglioramento della sicurezza dell’edificio, insieme al recupero degli apparati decorativi interni. Un intervento mirato non solo a sanare i danni causati dal terremoto, ma anche a ridurre le vulnerabilità della struttura, rendendola più sicura e resiliente nel tempo.
La riapertura della Divina Pastora rappresenta un passaggio significativo nel più ampio percorso di recupero degli edifici di culto della Diocesi di Macerata – Tolentino – Recanati – Cingoli – Treia, dove sono complessivamente circa 70 gli interventi tra progettazioni, lavori in corso e opere già concluse.
“C’è grande soddisfazione per come la ricostruzione si sta sviluppando a Tolentino – si legge nella nota della struttura commissariale – con risultati concreti che stanno restituendo alla città i suoi luoghi più identitari. La riapertura di oggi ha un valore simbolico importante: è infatti la prima chiesa che torna al culto tra quelle danneggiate dal sisma del 2016, un segnale di ripartenza per l’intera comunità”.
Parallelamente, proseguono altri interventi rilevanti, come quelli ormai prossimi al completamento della Basilica di San Nicola e i lavori in corso presso il Duomo di San Catervo, a conferma dell’avanzamento della ricostruzione ecclesiastica nel territorio.
La struttura commissariale ha inoltre rivolto un ringraziamento a monsignor Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata, per la collaborazione istituzionale e l’impegno nel seguire il complesso percorso di recupero del patrimonio ecclesiastico.
La riapertura della Divina Pastora segna così un nuovo passo nel cammino di ricostruzione, con l’obiettivo di restituire pienamente ai cittadini i luoghi simbolo della vita comunitari
Nella Sala Rossa della Domus San Giuliano, il partito di Fratelli d’Italia ha ufficialmente presentato la propria compagine per le prossime elezioni amministrative di Macerata.
L'evento, svoltosi nel pomeriggio di sabato 18 aprile, ha confermato la compattezza del movimento a sostegno del primo cittadino uscente. Ad aprire i lavori è stato il coordinatore comunale e consigliere Pierfrancesco Castiglioni, che ha rivendicato la qualità della squadra schierata: "Presentiamo una lista forte e adeguata alle elezioni. I candidati sono molto motivati e rappresentano un mix ideale tra nuovi volti e vecchie conoscenze del nostro partito".
La solidità della proposta politica è stata rimarcata dal segretario provinciale Massimo Belvedere, il quale ha inserito la competizione elettorale in un quadro di ampio respiro: "Ringrazio i dirigenti di partito che sono qui oggi. Questa è una sfida epocale. Sandro Parcaroli e tutti i consiglieri uscenti hanno fatto molto per questa città. Macerata ha cambiato volto, anche grazie alla costante collaborazione con Regione e Provincia. Il nostro impegno è continuare quanto abbiamo iniziato".
Il candidato sindaco Sandro Parcaroli ha espresso grande entusiasmo per il gruppo di aspiranti consiglieri, sottolineandone la trasversalità delle competenze: "È una lista variegata, utile e di supporto in tutti i settori. Nonostante sia stato fatto molto, non ci accontentiamo. Non sono affatto stanco, l'età sta solo sulla carta d'identità. Dobbiamo fare ancora molto: finire i lavori che abbiamo iniziato e imbastirne di nuovi, per portare questa città a essere una delle più belle d’Italia".
All'evento hanno anche partecipazione della senatrice Elena Leonardi, del sottosegretario alla presidenza Silvia Luconi e del consigliere regionale Pierpaolo Borroni. La giornata politica è poi proseguita con un momento di ascolto attivo dedicato alla cittadinanza tramite l'incontro "La tua voce per il futuro di Macerata", un'occasione di confronto diretto per raccogliere le istanze del territorio e integrarle nella visione amministrativa dei prossimi anni.
La lista si compone quindi dei seguenti nomi: Francesca D’Alessandro, docente di italiano liceo classico; Paolo Renna, operaio; Lorella Benedetti, funzionario ufficio legale Agenzia Entrate; Andrea Blarasin, commercialista; Marco Bravi, agente di commercio settore informatico; Pierfrancesco Castiglioni, dirigente scolastico in pensione; Romina Leombruni, funzionario Agenzia Entrate; Paolo Virgili, dipendente ente provincia; Michele Angelini, assicuratore; Claudio Caproli, docente tecniche gestione aziendale in pensione; Giada Cavallaro, consulente del lavoro; Simona Epasto, docente universitario di geografia economico-politica; Francesco Formentini, dipendente Università Macerata; Cecilia Franceschetti, commerciante e insegnante di danza; Maria Giampieri, assistente amministrativa presso istituto scolastico; Mauro Grelloni, medico pediatra; Andrea Guidarelli, cassiere e studente pilota di linea; Marco Isidori, allenatore sportivo; Simone Livi, dipendente Agenzia Dogane e Monopoli; Alfredo Lo Presti, consulente assicurativo; Martina Moroni, studentessa universitaria; Francesco Pallotto, laureato in scienze della politica e volontario servizio civile presso Polizia Locale; Francesco Pastori, operaio; Luciana Pavoni, docente di francese in pensione; Giuseppe Renzi, medico ginecologo; Irene Russo, consulente del lavoro; Serenella Pigliapoco, pensionata; Pierfrancesco Tasso, avvocato; Alberto Tombesi, funzionario CCIAA; Roberto Torresi, pensionato; Ilenia Vitali, impiegata amministrativa contabile.
Intervento di cittadinanza attiva questa mattina al parco di Villa Lauri a Macerata, dopo le segnalazioni sullo stato di degrado dell’area verde.
A seguito del botta e risposta sul tema, l’assessore alla Sicurezza e al Decoro, Paolo Renna, il consigliere comunale di minoranza Alessandro Marcolini e il candidato sindaco del centrosinistra Gianluca Tittarelli si sono recati sul posto insieme ad alcuni cittadini per un’iniziativa simbolica di pulizia del parco.
“Villa Lauri è un luogo molto amato, un polmone verde in un quartiere popoloso e ricco di identità. I cittadini dimostrano di tenerci in modo concreto”, ha dichiarato Tittarelli.
L’iniziativa è nata dopo la segnalazione del consigliere Marcolini e ha visto una partecipazione spontanea di residenti e simpatizzanti, trasformandosi in un momento di coinvolgimento diretto della comunità.
“Si è attivato un meccanismo di cittadinanza attiva e di reazione concreta da parte dei cittadini”, ha aggiunto Tittarelli, sottolineando come la presenza sul posto rappresenti anche una richiesta di maggiore attenzione alla gestione degli spazi pubblici.
Nel corso dell’intervento è stato evidenziato il tema della manutenzione del verde urbano e delle infrastrutture di quartiere, con un richiamo alla necessità di una programmazione più costante.
“Le persone hanno voluto vedere da vicino e dare una mano – ha spiegato Tittarelli – ma questo conferma anche la necessità di rafforzare i presidi di prossimità e la cura quotidiana della città”.
Tra le proposte rilanciate, anche la riattivazione dei centri civici come luoghi di partecipazione e presidio territoriale, insieme a un potenziamento delle risorse destinate alla manutenzione del verde e delle strade.
“L’impegno deve essere chiaro: più programmazione, più manutenzione e meno dispersione di risorse”, è il messaggio condiviso, con l’obiettivo di riportare la cura della città al centro delle priorità amministrative.
Quando si parla di aumento di peso, il rischio è spesso quello di cercare spiegazioni troppo semplici per un fenomeno che semplice non è. Negli ultimi anni si è diffusa l’idea che cenare tardi possa, di per sé, favorire l’aumento di peso. La ricerca scientifica, però, invita a una lettura più equilibrata: non è l’orario del pasto a determinare da solo il cambiamento del peso corporeo, ma il modo in cui quel momento si inserisce nel contesto biologico e comportamentale della giornata.
Il nostro organismo segue infatti un ritmo interno che regola sonno, digestione, produzione ormonale e utilizzo dell’energia. Durante il giorno il metabolismo tende a gestire meglio i nutrienti, mentre nelle ore serali alcuni processi, come la sensibilità all’insulina e la capacità di utilizzare il glucosio, possono diventare progressivamente meno efficienti. Questo non significa che mangiare la sera sia sbagliato, ma suggerisce che consumare abitualmente pasti molto abbondanti in tarda serata possa contribuire a creare un ambiente metabolico meno favorevole, soprattutto se questa abitudine si accompagna a uno stile di vita irregolare.
Il punto più interessante, però, non riguarda soltanto la fisiologia. Spesso il pasto serale arriva dopo una giornata lunga, frenetica e mentalmente impegnativa. Si torna a casa affamati, stanchi, talvolta stressati, e in quelle condizioni diventa più facile mangiare velocemente, scegliere alimenti più ricchi di zuccheri o grassi e prestare meno attenzione ai segnali di sazietà. In altre parole, il problema non è semplicemente “mangiare tardi”, ma il fatto che quel pasto avvenga in un momento in cui siamo spesso meno presenti e meno consapevoli delle nostre scelte.
Alcuni studi osservazionali hanno evidenziato che chi concentra una parte importante delle calorie nelle ore serali presenta più frequentemente un peso corporeo più elevato o un controllo metabolico meno efficiente. Tuttavia queste associazioni vanno interpretate con cautela, perché il peso corporeo dipende sempre da un insieme di fattori: qualità della dieta, quantità totale di energia introdotta, attività fisica, sonno e livello di stress. Ridurre tutto all’orario della cena rischia quindi di trasformare un tema complesso in una semplificazione poco utile.
Anche il legame con il sonno merita attenzione. Un pasto abbondante consumato poco prima di coricarsi può rendere il riposo meno profondo e meno continuo. Oggi sappiamo che dormire poco o male altera gli ormoni che regolano fame e sazietà, aumentando il desiderio di cibi più calorici il giorno successivo. In questo modo, una cena molto tardiva può inserirsi in un circolo che, nel tempo, rende più difficile mantenere un equilibrio metabolico stabile.
Le evidenze più recenti suggeriscono quindi che il vero tema non sia demonizzare il pasto serale, ma osservare il quadro generale. Mangiare tardi non porta automaticamente ad aumentare di peso, ma può rappresentare uno dei tasselli di uno stile di vita che favorisce scelte impulsive, sonno meno ristoratore e una gestione meno efficiente dell’energia.
Per questo, più che chiedersi se cenare tardi faccia ingrassare, forse la domanda più utile è un’altra: in quale stato fisico e mentale arriviamo alla sera quando ci sediamo a tavola? Perché spesso non è soltanto l’orologio a influenzare il nostro rapporto con il cibo, ma tutto ciò che è accaduto nelle ore che lo precedono.
Nel comune di Montefano si è aperta una situazione che sta creando preoccupazione tra i familiari degli ospiti della casa di riposo Amilcare Cristallini, attualmente chiusa alle visite esterne. Sulla porta della struttura è stato affisso un cartello con il seguente messaggio: "Si avvisa che, per motivi precauzionali, le visite esterne sono temporaneamente sospese. Si ringrazia per la comprensione e la cortese collaborazione dei familiari. Sarà nostra cura aggiornare tempestivamente sull’evoluzione della situazione".
Abbiamo effettuato alcune verifiche direttamente sul posto. Il personale della struttura, pur non potendo rilasciare dichiarazioni ufficiali, ha smentito le voci circolate nei giorni scorsi relative a una presunta assenza di assistenti all'interno della residenza, confermando quindi la presenza degli operatori.
Diversa invece la percezione dei familiari degli anziani ospiti, che parlano di una gestione poco chiara della comunicazione. "La situazione è particolare - racconta un parente - Sabato e domenica scorsa potevamo entrare. Lunedì mattina le visite sono state sospese, si dice per un sospetto di scabbia. Poi ci hanno avvisato con una mail che da lunedì pomeriggio si poteva riandare. Ma sono state attivate delle quarantene. Da giovedì poi è comparso il cartello che avete visto voi. Quello che critico è la mancanza di comunicazione e di organizzazione. Può succedere tutto, ma è giusto essere informati nel modo corretto per stare tranquilli".
Secondo quanto riferito, questo pomeriggio l'Ast avrebbe svolto un intervento in struttura per controllare la situazione e verificare eventuali criticità sanitarie. Resta però un ulteriore punto sollevato dai familiari: l’assenza, almeno finora, di un’ordinanza comunale ufficiale che disponga la chiusura al pubblico della residenza.
La casa di riposo ospita attualmente 24 persone e, a regime, dovrebbe essere dotata di un infermiere e due operatori socio-sanitari per l’assistenza. La struttura è passata di recente alla gestione della cooperativa Il Faro Sociale.
Abbiamo provato a contattare il sindaco Angela Barbieri, al momento non raggiungibile, così come la direzione dell’Ast, per ottenere chiarimenti ufficiali sulla situazione sanitaria e sulle eventuali misure adottate. Resta alta l’attenzione, mentre i familiari chiedono soprattutto trasparenza e comunicazioni puntuali in una fase così sensibile.
La Recanatese conquista una vittoria fondamentale superando il Sora per 2-0 e compiendo un passo decisivo per allontanare il rischio della retrocessione diretta. Un successo costruito con una rete per tempo che permette ai giallorossi di guadagnare terreno su San Marino e Castelfidardo, avvicinando in maniera concreta l’obiettivo dei playout, che solo poche settimane fa sembrava tutt’altro che scontato.
La gara, disputata allo stadio Nicola Tubaldi, si apre senza particolari emozioni per circa mezz’ora, con le due squadre attente a non scoprirsi. Al primo vero affondo, però, la Recanatese riesce a sbloccare il risultato: al 36’ D’Angelo serve un pallone perfetto per Nanapere, che supera l’ex Ancona Laukzemis e firma l’1-0.
Nella ripresa i padroni di casa hanno subito l’occasione per chiudere i conti, ma Pierfederici non riesce ad approfittare di un errore in disimpegno di Stano, con la conclusione che sfiora il palo. Il Sora prova a reagire e al 78’ si rende pericoloso con Speranza sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Tatti, mentre poco dopo è Curatolo a impegnare Zagaglia con un colpo di testa.
La Recanatese soffre nel finale, ma riesce a resistere e a colpire nel momento decisivo. Al primo minuto di recupero arriva infatti il raddoppio firmato da Ciccanti, che sfrutta un rimpallo favorevole, supera il portiere e deposita il pallone in rete, chiudendo definitivamente la partita.
Un successo pesante che rilancia le ambizioni dei giallorossi e consente di guardare con maggiore fiducia al finale di stagione, con l’obiettivo salvezza ora decisamente più vicino.
RECANATESE (3-4-1-2): Zagaglia; Giusti, Vecchio, Cocino; Eleuteri (48’ st Gori), Carano (20’ st Ciccanti), Scorza, Mordini; D’Angelo (20’st Ferro); Pierfederici (37’ st Di Francesco), Nanapere (27’ st Chiarella) A disp.Fioravanti, Paoltroni, Morichetta, Pesaresi. All. Pagliari.
SORA: Laukzemis; Ferrari, Stano (26’ st Velasquez), Filì; Bittante, Orazzo (4’ st Bolò) (31’ st Biral), Speranza, Pecchia; Stampete (26’ st Tatti),Contegno (8’ st Boglione); Curatolo. A disp. Galbiati, Cugola, Oliano, Siciliano. All. Lancia.
Arbitro: Nico Valentini di Bari (Otranto di Rossano e De Rosa di Napoli).
Reti: pt. 36’ Nanapere (R); st. 46’ Ciccanti (R).
Il pareggio a reti inviolate sul campo del Montegranaro non basta alla Civitanovese, che resta da sola all’ultimo posto in classifica a novanta minuti dalla fine della stagione. Il contemporaneo successo del Fabriano Cerreto, capace di battere il Trodica per 2-0 con due gol nei minuti finali, complica ulteriormente la situazione della squadra guidata da Daniele Marinelli, ora fanalino di coda solitario.
Con una sola giornata ancora da disputare, il destino dei rossoblù appare appeso a un filo. In questo momento la Civitanovese sarebbe retrocesso direttamente in Promozione, senza possibilità di appello. Per mantenere viva una minima speranza servirà vincere l’ultima partita contro la Fermignanese al Polisportivo e allo stesso tempo confidare in un passo falso del Fabriano Cerreto, impegnato sul campo di Osimo. Solo una combinazione favorevole di risultati può evitare quella che sarebbe la seconda retrocessione consecutiva.
La trasferta di Montegranaro si è giocata in un clima particolare, anche per l’assenza dei tifosi ospiti. Il Prefetto della provincia di Fermo ha infatti disposto il divieto di vendita dei biglietti ai residenti nella provincia di Macerata, impedendo ai sostenitori rossoblù di seguire la squadra in uno scontro diretto così delicato. In panchina si è rivisto Marinelli, richiamato dopo l’esonero di Massimo Silva, ma la squadra ha dovuto fare i conti con diverse assenze pesanti. Tra queste quella del capitano Visciano, squalificato per tre giornate, oltre a Lorenzoni fermato dal giudice sportivo e agli indisponibili per infortunio Franco, Marietti e Sanchez. Candia è tornato tra i convocati ma solo dalla panchina. Anche il Montegranaro ha dovuto rinunciare a Tonuzi.
Sugli spalti dello stadio La Croce era presente il presidente Francesco Borrelli, con la sciarpa rossoblù al collo, accompagnato da Michele Cerrone. Nei giorni scorsi il numero uno del club ha firmato la convenzione con il Comune di Civitanova per l’utilizzo del Polisportivo fino al 2030, ribadendo il proprio impegno nei confronti della società pur ammettendo le difficoltà. Borrelli ha sottolineato come la dirigenza non sia riuscita a portare rinforzi adeguati per uscire da una situazione complicata, ricordando anche i recenti cambiamenti con l’addio al direttore generale Paolo Pochetti e le dimissioni del direttore sportivo Mauro Traini.
In campo la gara è stata equilibrata ma con il Montegranaro più intraprendente fin dalle prime battute. Jallow si rende pericoloso prima su calcio di punizione e poi con un’incursione fermata da Servalli. La Civitanovese risponde dopo la mezz’ora con Piccinin, ma la migliore occasione del primo tempo arriva al 38’, quando Pompili Pagliari conclude debolmente facilitando l’intervento di Taborda. Nel finale della prima frazione i padroni di casa reclamano un rigore per un contatto su Perri, ma l’arbitro lascia proseguire.
Nella ripresa il copione non cambia, con il Montegranaro a fare la partita e la Civitanovese pronta a ripartire. Al 53’ i locali trovano il gol con Capodaglio, ma la rete viene annullata per una irregolarità. Con il passare dei minuti le squadre si allungano e aumentano gli spazi, mentre dalla panchina arrivano diversi cambi. Negli ultimi minuti Marinelli tenta il tutto per tutto inserendo anche Ardemagni, mentre da Fabriano giunge la notizia del vantaggio dei cartai.
All’83’ anche la Civitanovese trova la via del gol con Martiarena, servito proprio da Ardemagni, ma la rete viene annullata per fuorigioco. Nel finale i rossoblù provano a spingere con tutte le energie, portando in avanti anche il portiere Servalli, ma il risultato non cambia.
Al triplice fischio resta solo la delusione. La Civitanovese vede sempre più vicino lo spettro della retrocessione e ora si gioca tutto negli ultimi novanta minuti, con la speranza di un finale che possa ancora cambiare il destino di una stagione difficilissima.
MONTEGRANARO (4-4-2):Taborda; Zaffagnini, Capodaglio, Alidori, Stortini (15’ st Vessella); Chimezie (1’ st Mangiacapre), Capponi (39’st Iuvalè), Gomis, Albanesi (17’ st Evangelisti), Perri (15’ st Chrisantus), Jallow. A disp.: Spataro, Iuvalè, Proesmans, Mskine, Cani. All.Urbinati.
CIVITANOVESE (4-1-4-1):Servalli; Sciarra (33’ Ardemagni), Martiarena, Romero, Baiocco; Calvet; Pompili Palmieri (15’ st Malaccari),Piccinin (39’ st Nacciarriti), Mendes, Pensalfini (15’ st Candia); De Arriba (22’ st De Olivera). A disp.: Massenz, Bartolocci, D’Ancora,Cancellieri. All. Marinelli.
Arbitro: Mattia Gasparoni di Jesi (salvatori di Macerata e Buttafuoco di San Benedetto).
Note: spettatori: Ammonito Martiarena. Recupero: 6’ (1+5).
In occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e celebrata il 15 aprile in concomitanza con l’anniversario della nascita di Leonardo da Vinci, simbolo della creatività italiana nel mondo, l’azienda Tombolini rinnova il proprio impegno nella valorizzazione della manifattura d’eccellenza e del savoir-faire artigianale.
Da oltre sessant’anni la realtà marchigiana con sede a Colmurano rappresenta un punto di riferimento della sartorialità italiana. Fondata nel 1964 a Urbisaglia da Eugenio Tombolini, l’impresa è cresciuta come realtà familiare profondamente legata al territorio, valorizzando maestranze locali e competenze altamente specializzate.
Questo percorso è stato recentemente riconosciuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha conferito al brand il titolo di Marchio Storico di Interesse Nazionale, inserendolo nel Registro Speciale dedicato alle aziende che rappresentano la storia e l’identità produttiva del Paese.
Accanto alla tradizione, l’azienda continua a investire in innovazione e sostenibilità. Con circa 150 dipendenti, Tombolini sta completando il revamping della sede produttiva di 10.000 metri quadrati in chiave green, attraverso l’installazione di pannelli solari e sistemi energetici ad alta efficienza, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e avvicinarsi all’autosufficienza energetica.
L’impegno ambientale si traduce anche nel progetto Zero Impact, che promuove processi produttivi orientati alla riduzione del consumo di acqua e delle emissioni di CO₂, grazie all’utilizzo di filati organici e tessuti innovativi.
«Celebrare la Giornata del Made in Italy significa ribadire il nostro impegno nel custodire e innovare il sapere manifatturiero italiano. Il riconoscimento di Marchio Storico rappresenta per noi una grande responsabilità e uno stimolo a proseguire in questo percorso», ha commentato Silvio Calvigioni Tombolini, esponente della terza generazione della famiglia.
Con oltre sessant’anni di storia, Tombolini continua così a rappresentare una delle espressioni più autentiche del Made in Italy, in cui tradizione, innovazione e cultura sartoriale si intrecciano in una visione contemporanea dell’eleganza.
La regione Marche aggiorna il Programma Fesr 2021-2027 per adeguarlo alle nuove priorità dell’Unione Europea e rafforzare gli investimenti su sviluppo economico, reti energetiche per la mobilità, sostenibilità ambientale e politiche sociali. La proposta di modifica, presentata dalla Giunta regionale all’Assemblea legislativa, introduce una riprogrammazione complessiva di oltre 78 milioni di euro di fondi europei.
Il Programma FESR Marche, approvato dalla Commissione europea nel 2022 e recepito dalla Regione nel 2023, rappresenta già una delle esperienze più avanzate in Italia, con le Marche terze a livello nazionale per avanzamento degli impegni. Tuttavia, il contesto internazionale è profondamente cambiato negli ultimi anni e le tensioni geopolitiche, insieme alle trasformazioni economiche, hanno spinto l’Unione Europea a ridefinire le politiche di coesione, individuando cinque nuove priorità strategiche su cui concentrare gli investimenti.
In questo scenario, la regione Marche ha deciso di riallocare il 13,4% delle risorse complessive del programma per indirizzarle verso interventi considerati più urgenti e con maggiore impatto sul territorio, con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle imprese, accelerare la transizione energetica, migliorare la resilienza del sistema idrico, aumentare la capacità di difesa, sicurezza e preparazione civile e sostenere l’housing sociale e sostenibile.
"Ritengo questo provvedimento un passaggio fondamentale per i prossimi venti mesi di legislatura - ha detto in aula l’assessore alle Politiche comunitarie Giacomo Bugaro -. Queste risorse saranno determinanti per sostenere il tessuto economico della nostra regione in una fase storica particolarmente complessa. Si tratta dell'atto conclusivo della programmazione 2021-2027; dal prossimo semestre, infatti, si aprirà il tavolo negoziale per il periodo 2028-2034. Dobbiamo essere consapevoli che la prossima stagione di programmazione potrebbe presentare sfide significative".
"In quest'ottica, abbiamo ritenuto opportuno sfruttare le flessibilità del nuovo regolamento per potenziare la nostra capacità di risposta alle priorità emergenti - aggiunge Bugaro -. La Commissione Europea sta valutando nuovi approcci, sia per quanto riguarda le modalità di trasferimento delle risorse, sia per l'entità complessiva dei due fondi. Sebbene i margini di manovra sulla ripartizione dei fondi siano definiti da linee guida, abbiamo operato scelte nella destinazione delle somme più rilevanti. Nello specifico, abbiamo scelto di investire 42 milioni nelle nuove tecnologie per le imprese attraverso il programma STEP e 17,8 milioni di euro nell'housing sociale. Parallelamente abbiamo scelto di non destinare fondi ad aziende collegate, direttamente o indirettamente, al comparto della difesa preferendo interventi con ricadute dirette sulla crescita, l’ambiente e sulla qualità della vita dei cittadini”.
La parte più consistente dei finanziamenti riguarda la nuova Priorità 6, alla quale vengono destinati 42,7 milioni di euro per sostenere le imprese marchigiane nello sviluppo delle tecnologie strategiche europee STEP, con l’obiettivo di accompagnare il sistema produttivo verso settori innovativi e ad alto contenuto tecnologico. La Priorità 7, dedicata a energia e mobilità e finanziata con 12,4 milioni di euro, punta invece al potenziamento dell’infrastruttura energetica a supporto della mobilità sostenibile, con interventi legati anche alla produzione di energia da fonti rinnovabili.
Sul fronte ambientale, la Priorità 8 prevede 5,6 milioni di euro destinati alla gestione dell’acqua e alla depurazione, con interventi mirati a migliorare la raccolta e il trattamento delle acque reflue urbane e a rafforzare la tutela ambientale. Novità assoluta è la Priorità 9, che destina 17,8 milioni di euro all’housing sociale e sostenibile, con investimenti per la costruzione, l'ampliamento e la riqualificazione di alloggi accessibili destinati a famiglie a basso reddito, persone vulnerabili e studenti, con particolare attenzione all’efficienza energetica e alla qualità degli spazi abitativi.
Un altro tassello fondamentale per il futuro di Ussita pronto a tornare al suo posto. Hanno ufficialmente preso avvio i lavori di completamento della nuova scuola dell’infanzia "Pietro Gasparri" in località Pieve. Con l’affidamento all’impresa Bronzetti Costruzioni e lo sblocco dei fondi da parte dell’Ufficio Speciale Ricostruzione, il progetto da 587.217 euro entra nella sua fase esecutiva e conclusiva.
La nuova struttura non sarà solo un edificio, ma un modello di modernità e sostenibilità: sviluppata su un unico piano, la scuola sarà dotata di impianti fotovoltaici e soluzioni ad alta efficienza energetica, garantendo i massimi standard di sicurezza antisismica. Gli spazi saranno ottimizzati per accogliere attività didattiche, mensa e servizi, offrendo ai piccoli cittadini di Ussita un ambiente confortevole e sicuro in cui crescere.
Il valore dell'intervento va ben oltre il cemento, come sottolineato dal Commissario Straordinario Guido Castelli: "Si tratta di un intervento atteso dalla comunità, che rappresenta un passaggio fondamentale per la ricostruzione non solo materiale, ma anche sociale del territorio di Ussita. Restituiamo al paese una struttura educativa moderna e sicura, simbolo della ripartenza".
Un entusiasmo condiviso dalla sindaca Silvia Bernardini, che vede nella scuola il pilastro della resilienza locale: "Ricostruire la nostra comunità non può prescindere dal destinare luoghi idonei per i nostri bambini. Investire sugli edifici scolastici è importante per il futuro dei nostri paesi. È un'opera fondamentale per il futuro della vita nelle nostre terre".
L’Università di Camerino sarà protagonista nel dibattito internazionale sulla lotta alla malaria grazie alla partecipazione del professor Guido Favia, docente di Parassitologia presso la Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria e prorettore alla Ricerca dell’Ateneo.
Favia terrà l’intervento introduttivo al webinar dal titolo “L’impatto globale della malaria. Strategie per la prevenzione e lo sradicamento”, organizzato dall’Istituto Affari Internazionali (IAI) in occasione della Giornata mondiale della malaria.
L’evento si svolgerà il prossimo 23 aprile alle ore 15.30 e rappresenta un importante momento di confronto sulle strategie di cooperazione internazionale per garantire il diritto alla salute su scala globale.
Al centro del dibattito ci saranno l’impatto della malaria nel mondo, le sfide legate al cambiamento climatico e il rischio di diffusione della malattia in nuove aree geografiche.
Nel suo intervento, il professor Favia porterà il contributo della ricerca scientifica sviluppata dall’Università di Camerino, in un contesto che vedrà la partecipazione di rappresentanti di istituzioni nazionali, organizzazioni internazionali e società civile.
La discussione affronterà inoltre i progressi compiuti verso lo sradicamento della malaria, con particolare attenzione alle innovazioni nel campo dei vaccini, dei farmaci e della diagnostica, oltre al ruolo dei partenariati pubblico-privati.
La partecipazione dell’Ateneo a un appuntamento di rilievo internazionale conferma il ruolo dell’Università di Camerino nel campo della ricerca sulle malattie infettive e rafforza il suo posizionamento nei network scientifici globali, sottolineando l’impegno nel promuovere una ricerca capace di generare un impatto concreto sulla salute pubblica.
È già sold out l’evento in programma al Multiplex di Piediripa, dove venerdì 24 aprile alle ore 18:45 si terrà, in anteprima maceratese, la proiezione del pluripremiato Art Film “La Paura dei numeri” di Mauro John Capece, prodotto dall’Associazione Culturale Picus.
Il corto ha ottenuto diversi riconoscimenti internazionali, tra cui il Best Short all’American Golden Film Festival e il Best Short all’Amsterdam Film Festival, confermandosi come una delle opere più apprezzate nel circuito dei festival indipendenti.
La storia è tratta dal racconto di Elisabetta Garbati, “Il mistero della fontana”, inserito nella raccolta “Marche d’Autore – I Misteri”, curata da David Miliozzi e Jonatan Arpetti, che insieme a Valerio Tatarella hanno firmato anche la sceneggiatura del corto.
Il film affronta il tema del disturbo dello spettro autistico attraverso la vicenda di Anna e Maria, due bambine legate da un incontro che trascende il tempo e le apparenze.
«Noi non siamo diversi, sono gli altri ad essere tutti uguali – ha spiegato il regista – queste parole mi hanno colpito subito, ho capito che avevamo tra le mani una storia che doveva essere raccontata», sottolineando la sensibilità con cui è stato affrontato il tema.
Per la prima volta sullo schermo compaiono Margherita Caracini e Francesco Pugnaloni, insieme a Maurizio Boldrini, Meri Bracalente, Corinna Coroneo, Elisabetta Garbati, David Miliozzi, Andrea Pierdicca e David Romano.
Esistono storie capaci di trasformare il dolore in forza e il limite in un nuovo punto di partenza. Domani, sabato 18 aprile alle ore 21, il Teatro Lauro Rossi di Macerata ospiterà la quarta edizione di “Heroes – Storie di Rinascita”, l’evento benefico che mette al centro l’essere umano e la sua straordinaria capacità di rialzarsi. La serata, patrocinata dalle principali istituzioni locali e regionali, avrà uno scopo nobile: l’intero ricavato sarà devoluto alla Lega Italiana Fibrosi Cistica Marche ODV.
Il palco del Lauro Rossi vedrà alternarsi quattro protagonisti d’eccezione. Si parte con Andrea Lanfri, l’alpinista paralimpico che, dopo aver perso gambe e dita a causa di una meningite, ha sfidato le vette più alte del mondo. Dal ghiaccio delle cime si passerà all’inclusione sociale con Birracca, il progetto brassicolo artigianale che offre un’opportunità lavorativa concreta a giovani adulti con autismo.
Il viaggio nelle emozioni proseguirà poi negli abissi con l’apneista recordwoman Alessia Zecchini: «L’apnea insegna ad affrontare le profondità, il buio che la vita a volte ci presenta… Perché il limite siamo noi», scrive l'atleta, sintetizzando l'anima dell'evento. Infine, la testimonianza toccante di Paolo Simoncelli, che racconterà come sia riuscito a trasformare la tragica perdita del figlio Marco in un motore di solidarietà attraverso la Fondazione a lui dedicata.
La serata, presentata da Matteo Pasquali e accompagnata dalle suggestioni sonore del gruppo Mothra, promette di essere un percorso emotivo unico. Un appuntamento dove la parola "impossibile" viene cancellata dai fatti e dalla determinazione di chi ha saputo reinventarsi.
Nel pomeriggio di ieri è stata aperta al pubblico la mostra "Mario Pompei. Essere scenografo. Bozzetti, scene e costumi", per conoscere la figura di Mario Pompei (1903-1958), importante illustratore e scenografo della prima metà del Novecento. La mostra, a cura degli storici Pierfrancesco Giannangeli e Maria Letizia Paiato dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha luogo a Palazzo Ricci, ed è patrocinata da Comune di Macerata, Fondazione Marche Cultura e Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi.
L'esposizione intende esplorare la poliedrica, innovativa e versatile opera di Pompei. Le opere esposte appartengono all'archivio Pompei, curato da Paola Pallottino, storica dell'illustrazione che da anni studia e valorizza la produzione di Pompei. "Questa mostra e relativo catalogo – afferma Paola Pallottino – costituiscono un prezioso, quanto inedito, approfondimento critico, non solo attraverso l’analisi dell’opera di scenografo e costumista di Mario Pompei, ma mettendo in luce, per la prima volta, il suo contributo agli studi sulla nascita della scenografia moderna".
Come spiegato da Pierfrancesco Giannangeli, quella di Mario Pompei è stata, infatti, una figura centrale della scenografia italiana ed europea. «L'opera di Pompei – dichiara – si colloca nel solco del superamento del verismo descrittivo: il suo utilizzo di campiture piatte, riempite di colori accesi e brillanti e deformazioni geometriche di matrice cubista, creano un nuovo e ritmico spazio scenografico. La sua produzione ha spaziato dagli importanti palcoscenici, come il Teatro dell'Opera di Roma, alle realtà più piccole, influenzando anche il teatro filodrammatico: l'essenzialità delle sue scenografie ha pervaso ogni tipo di teatro, dimostrando come le grandi riforme del teatro europeo - l’astrazione, la sintesi, il superamento del realismo - potessero uscire dai teatri colti». Conclude Maria Letizia Paiato: «Questa mostra descrive soprattutto un nuovo approfondimento critico su un autore, la cui attitudine interdisciplinare lo ha reso, oltre che uno scenografo, un vero e proprio “regista dell’immagine” totale».
Per la Fondazione Cassa di risparmio della provincia di Macerata l'evento è un'occasione di grande pregio per valorizzare l'arte scenografica. In merito, il Presidente Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi dichiara: «Palazzo Ricci celebra con grande soddisfazione il talento creativo e poliedrico dello scenografo e illustratore Mario Pompei, tra i principali interpreti della scena artistica italiana del secolo scorso. La mostra si concentra sulla progettazione scenica legata al teatro, attraverso una selezione inedita di bozzetti originali e costumi che Pompei ha curato lungo la sua carriera. In tal senso la Fondazione Carima intende promuovere la città di Macerata, riconosciuta come centro di eccellenza per la scenografia, valorizzando questa sua peculiarità riferibile in larga parte alla storica presenza dello Sferisterio».
Lucia Chiatti, Direttore generale Fondazione Pergolesi Spontini, conferma l’alto valore culturale dell’evento e l’ottima sinergia tra gli organizzatori: «Mario Pompei è stato un artista poliedrico che ha fatto la storia della scenografia, a cui noi dobbiamo molto. E quindi valeva la pena poterlo approfondire: così è iniziata questa avventura. Abbiamo quindi portato avanti questa attività che risponde agli obiettivi della Fondazione Pergolesi Spontini, cioè custodire e valorizzare la tradizione ma vivendo l'attività artistica, e quindi con accanto anche la contemporaneità. La mostra che dedicheremo a Pompei e anche l'opera che metteremo in piedi, Le peripezie di Pinco Pallino, hanno proprio questo compito di vivere la contemporaneità, di vivere oggi un pezzo di storia della scenografia italiana, un pezzo di storia dell'opera italiana». Ricordiamo che Le peripezie di Pinco Pallino (1930), esempio concreto della riuscita e calibrata ricerca estetica di Pompei, sarà messo in scena al Teatro Pergolesi di Jesi, il 20 e 21 aprile alle ore 10 (in anteprima il 19 aprile alle ore 17).
Paola Ballesi, Presidente dell'Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi, sottolinea il risultato raggiunto grazie alla collaborazione delle varie realtà coinvolte nell'evento: «Grande plauso a promotori, curatori, organizzatori e patrocinatori di questa preziosa iniziativa che attorno all’arte dello scenografo Mario Pompei ha saputo costruire una coralità di voci nel cuore delle Marche, rinomata terra di scenografi, orchestrando più eventi il cui filo conduttore è il talento di un grande autore che ha declinato la scenografia nella sua accezione più autentica, quale via maestra per conformare l’immaginario nello 'spazio' perché diventi 'luogo' di apertura storico-culturale in cui ‘accade’ l’esistenza nelle sue molteplici forme e narrazioni».
La mostra è accompagnata dal catalogo edito da Amala§unta Edizioni di Monica Simoni con le presentazioni del Presidente della Fondazione Carima Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi e del Direttore generale della Fondazione Pergolesi Spontini Lucia Chiatti, gli interventi critici dei curatori Pierfrancesco Giannangeli e Maria Letizia Paiato, di Paola Pallottino e Agnese Sferrazza, un’introduzione di Roberto Cresti, Direttore artistico del Museo Palazzo Ricci e docente dell’Università di Macerata, del Direttore artistico della Fondazione Pergolesi Spontini Cristian Carrara.
Sono inoltre pubblicati gli interventi di Alessandro Tinterri e Elena Gottarelli, tratti dal catalogo della mostra di Ferrara del 1993 Mario Pompei. Scenografo, illustratore e cartellonista 1903 – 1958, oltre ad alcuni scritti di Mario Pompei selezionati da Pierfrancesco Giannangeli. Ricordiamo inoltre che alla mostra hanno collaborato gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Macerata: Fabrizio De Santis, Federico Balestro, Edoardo Montelli, Angelica Stronati, Aurora Binotto, Vincenzo Coccia, Mirko Cicconi, Lucrezia Perchiazzi, Gloria Sosi, Anna Sbaffi, Diana Gavini, Maria Accorroni, Maria Cecilia Riccioni, Lu Yi, Yang Qinrui, Liu Zilan, Sara Concetta Doronzo, Edoardo Buschi, Ma Zhuoran, Francesco Paoletti, Giorgio Perron Cabus.
Con il contributo dei docenti Francesco Calcagnini, Andrea Comotti, Alessandro Cheli, Roberta Fratini, Benito Leonori. Per la realizzazione del progetto si ringraziano gli eredi di Mario Pompei: Paola Pallottino, Michele Pompei, Rita Pompei, Silvia Pompei.
Il cielo limpido e un sole primaverile hanno fatto da cornice all’evento dedicato agli studenti delle scuole superiori marchigiane che si sono affrontati nelle due competizioni a colpi di simulazioni di soccorso in scenari di emergenza, sfide e attività organizzate dai Giovani della Croce Rossa Italiana e prove relative all’applicazione del diritto internazionale umanitario.
L'evento, organizzato dalla Croce Rossa Italiana - Comitato Regionale Marche, in collaborazione con il Comitato Territoriale di San Severino Marche e con il patrocinio del Comune di San Severino Marche, ha visto protagonisti tantissime ragazze e ragazzi.
Le squadre partecipanti si sono cimentate in prove che hanno messo alla prova non solo le loro competenze tecniche ma anche sangue freddo e spirito di squadra.
Scenari di emergenza realistici, simulazioni di soccorso complesse e sfide organizzate dai Giovani della Croce Rossa hanno alternato momenti di adrenalina pura a riflessioni profonde sull'applicazione del dirittointernazionale umanitario e su temi di attualità.
Gli ambienti messi a disposizione hanno giocato un ruolo fondamentale nel rendere le prove quanto più verosimili possibile: ragazze e ragazzi si sono letteralmente immersi in situazioni d'emergenza, dovendo gestire la pressione e prendere decisioni rapide, esattamente come avviene nella realtà del soccorso.
Al termine della giornata, gli studenti dell'Istituto di Istruzione Superiore "Raffaello" di Urbino si sono aggiudicati il primo posto guadagnando l’accesso alla fase nazionale delle Olimpiadi di Primo Soccorso mentre le ragazze del Liceo Terenzio Mamiani Pesaro 1 hanno vinto la Gara di diritto internazionaleumanitario, guadagnando anche in questo caso l’accesso alla fase nazionale.
Il successo dell'evento è stato possibile grazie a una straordinaria rete di collaborazioni. Le prove della Gara DIU si sono svolte negli spazi gentilmente concessi dall'Uteam, l’Università della Terza Età dell'Alto Maceratese di San Severino Marche, mentre l'Amministrazione comunale, l'Arcidiocesi di Camerino - San Severino Marche e l'Istituto delle Suore Convittrici del Bambin Gesù hanno aperto le loro porte per ospitare le diverse prove relative alle Olimpiadi di Primo Soccorso.
L'accoglienza calorosa è stata completata dal pranzo e dal buffet finale, curati dalla Fattoria Fucili, daCarni Sant'Elena e da Falcioni srl, e serviti grazie all'impegno instancabile dei numerosi volontari che hanno reso possibile ogni aspetto dell'evento.
L'entusiasmo mostrato dai partecipanti e la sinergia tra istituzioni, enti religiosi, attività commerciali e volontari testimoniano come San Severino Marche sia diventata, per un giorno, la capitale regionale della cultura del soccorso. Un esempio virtuoso di come la collaborazione possa trasformare un evento in un'esperienza formativa indimenticabile per le nuove generazioni.
Soddisfazione per l’ottima riuscita dell’iniziativa è stata espressa dal presidente regionale Marche della Croce Rossa Italiana, Rosaria Del Balzo Ruiti, e dal sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei: “È stato un onore per la nostra Città accogliere così tanti giovani provenienti da tutta la regione e vedere le nostre piazze e i nostri edifici storici animarsi di un entusiasmo così puro e costruttivo. Le Olimpiadi di Primo Soccorso e la Gara di Diritto Internazionale Umanitario non sono state solo una competizione, ma una straordinaria lezione di cittadinanza attiva. Vedere questi ragazzi cimentarsi con tanta serietà in simulazioni di emergenza e riflettere su temi cruciali come il diritto umanitario ci riempie di speranza per il futuro. San Severino Marche ha dimostrato, ancora una volta, la sua grande capacità di fare rete: il successo di questa giornata è il frutto di una sinergia preziosa tra l'Amministrazione, la Croce Rossa, le istituzioni religiose, l'Uteam e le realtà produttive locali che hanno sostenuto l'iniziativa. Un ringraziamento speciale va a tutti i volontari, il vero motore di questa macchina organizzativa, e ai partecipanti che hanno trasformato la nostra città in un laboratorio di solidarietà e competenza. Complimenti ai vincitori che rappresenteranno le Marche alle fasi nazionali; San Severino Marche farà il tifo per loro”.
Non è solo la riapertura di un ostello, ma la nascita di un modello economico e sociale che punta a cambiare le regole del gioco. Il prossimo 23 aprile, a San Lorenzo di Treia, l’Oh! Outdoor Hostel inaugura una nuova stagione trasformandosi in un laboratorio di inclusione reale grazie al progetto “Oh! Che Talento”.
L’iniziativa, promossa da Meridiana Cooperativa Sociale insieme ad Astuta Ability Academy e con il sostegno di Fondazione Cattolica, nasce per offrire opportunità di lavoro concrete e stabili a persone con disturbo dello spettro autistico .Il cuore del progetto è un percorso formativo di 24 mesi direttamente sul campo.
I ragazzi verranno inseriti nelle attività di ristorazione e accoglienza dell’ostello, affiancati da tutor educativi, con l'obiettivo di raggiungere una piena autonomia e dignità professionale. Una delle novità più suggestive riguarda la cucina: i giovani talenti lavoreranno gomito a gomito con le nonne del territorio, custodi delle tradizioni locali, e con un’ex cuoca professionista che trasformerà i fornelli in un ponte tra generazioni e saperi antichi.
L’Oh! Outdoor Hostel si propone così come un esempio di turismo sostenibile e lento, dove il visitatore non è un semplice cliente ma parte integrante di una comunità. In un territorio come quello maceratese, ancora segnato dalle ferite del sisma, questa riapertura assume un valore simbolico profondo: ricostruire non solo edifici, ma relazioni e coesione sociale. L’appuntamento per scoprire questa realtà è fissato per giovedì 23 aprile alle ore 17:00 a San Lorenzo di Treia, con un evento aperto alla cittadinanza che si concluderà con un momento conviviale
Esiste un filo sottile che lega una delle figure più illustri della storia repubblicana italiana alle colline maceratesi. A dieci anni dalla sua scomparsa, il Banco Marchigiano ha deciso di onorare la memoria di Carlo Azeglio Ciampi con un convegno speciale che svela un retroscena professionale inedito e affascinante: fu proprio a Montecosaro che il futuro Presidente della Repubblica effettuò la sua prima ispezione presso una Cassa Rurale e Artigiana.
Prima di diventare Governatore di Bankitalia, Premier e Capo dello Stato, Ciampi visse infatti una lunga e formativa stagione professionale nelle Marche. Tra il 1951 e il 1961, l'allora giovane funzionario prestò servizio alla filiale di Macerata di via Garibaldi. Fu in quel decennio che Ciampi iniziò a conoscere capillarmente il tessuto economico locale, partendo proprio da quella filiale che oggi batte bandiera Banco Marchigiano. Per suggellare questo legame storico, sabato 18 aprile, durante l'evento a Civitanova, verrà consegnata una targa commemorativa alla direttrice della filiale di Montecosaro.
L'appuntamento, intitolato "Carlo Azeglio Ciampi, storia di un grande italiano", si terrà alle ore 16:30 presso la sala conferenze "F. Fratini". Sarà un momento di riflessione profonda grazie alla partecipazione del figlio dello Statista, Claudio Ciampi, che ricorderà il lato più umano del padre banchiere. Insieme a lui, esperti del calibro di Alberto Orioli (Il Sole 24 Ore) e la giornalista Maria Rosaria La Morgia tracceranno il profilo di un uomo che ha servito il Paese con rigore e dedizione, portando sempre nel cuore quella "gavetta" vissuta tra i piccoli istituti di credito del maceratese.
Difficile è negarlo. Donald Trump continua senza posa a coprirsi di ridicolo al cospetto del mondo intero, con dichiarazioni demenziali che rivelano tutta la sua nequizia e la sua inadeguatezza. Una delle ultime sue dichiarazioni merita realmente di essere presa in considerazione in senso critico. Il codino biondo che fa impazzire il mondo si è rivolto severamente alla Cina di Xi Jinping: “la Cina non osi mandare armi all’Iran, ne scaturirebbero conseguenze gravissime”.
Insomma, Trump continua a figurare come un vero e proprio miles gloriosus di plautina memoria, tra minacce goffe e imposizioni surreali. Egli si illude di poter stabilire cosa debba fare perfino la Cina, una potenza sovrana sotto ogni profilo e oltretutto dotata di una saggezza e di un equilibrio sconosciuti a Washington. Come è noto, la Cina è amica dell’Iran e si sta adoperando saggiamente per trovare una soluzione al conflitto, rivelandosi comunque sempre disponibile ad aiutare l’alleato persiano.
Trump pensa di poter dare disposizione al mondo intero, come se il pianeta dipendesse da lui e non fossimo già da tempo entrati in una nuova fase che, per semplicità, definiremo multipolare: una fase caratterizzata principalmente dal declino della dominazione monopolare americana e dalla emersione di nuove potenze imperiali, come appunto la Russia e la Cina, in grado di resistere alla globalizzazione imperialistica made in USA. Variando la nota tesi di Fukuyama, non è finita la storia, ma è finita una storia, quella dell’egemonia a stelle e strisce.
Intanto, nonostante la tregua da poco raggiunta, l’Iran ammette apertamente di non fidarsi di USraele, mostro bicefalo dell’imperialismo sans frontières. E bene fa a non fidarsi: non solo di Trump, bizzoso e volubile, sempre pronto a cambiare idea e direzione con improvvise strambate, che denotano la sua instabilità e la sua nequizia. L’Iran soprattutto fa bene a non fidarsi di Netanhyau, criminale di guerra e come tale giudicato perfino dal tribunale internazionale dell’Aja. Egli, infatti, desidera più di ogni cosa la distruzione dell’Iran in quanto stato resistente rispetto alle politiche imperialistiche di USraele e, non per caso, subito dopo la tregua, ha bombardato il Libano.
Insomma, ci pare del tutto evidente che la tregua raggiunta sia più fittizia che reale e che presto o tardi le ostilità riprenderanno con radicalità forse anche maggiore rispetto a quella che già abbiamo conosciuto. Lo stesso Trump, del resto, ha ribadito che potrebbe rendersi necessario compiere un grande reset in Iran: la formula utilizzata è interessante non solo perché rivela che Washington non esporta democrazia e civiltà ma barbarie e miseria, ma anche perché l’espressione "grande reset" è tipica del sinedrio liberal-finanziario. Insomma, è ancora lunga la strada del conflitto e quel che è certo è che l’Iran è pronto a resistere fino alla fine, con coraggio e dedizione.
Attribuire ad un algoritmo la causa delle nostre pene amorose può risultare rassicurante, ammettiamolo! E’ colpa di Tinder se non troviamo l'anima gemella, è colpa del ghosting se restiamo a fissare un display muto del nostro cellulare con quel senso di angoscia nel petto. Ma se ci fosse dell'altro?
James Hillman - psicanalista, filosofo e saggista - che dell'anima conosceva i nascondigli più bui, ci direbbe che quell’ansia che ti toglie il sonno mentre aspetti quel messaggio non è una patologia. È il tuo Daimon. Quel disegno innato che ti porti dentro e che, stufo di vederti vivere una vita a metà, ha deciso di scuoterti usando l'arma più vecchia del mondo: l’Eros.
Non ci innamoriamo di chi è "compatibile" con noi, ma dell’esatto opposto - del disordinato se siamo maniaci del controllo, dell'inafferrabile se cerchiamo certezze - perché il Daimon ha bisogno di quella specifica sfida per costringerci a fiorire. L’altro non è un "match" riuscito male, è il magnete che tira fuori parti di te che non sapevi nemmeno di avere.
Quindi, la prossima volta che quel messaggio non arriva, smetti di studiare lo stile di attaccamento. Chiediti piuttosto: in quale "altrove" mi sta portando questo dolore? Cosa sta cercando di dirmi il mio destino attraverso questo silenzio? Se soffri per qualcuno che sembra non meritarti, la causa potrebbe non risiedere in un trauma infantile: è il tuo Daimon che ha scelto quel sorriso o quel particolare sguardo per innescare una sofferenza necessaria per scardinare le tue abitudini.
Non ci si innamora per affinità elettive, ma perché quel volto specifico ci conduce dove avremmo preferito non andare e dove, invece, era inevitabile approdare. Innamorarsi significa giungere "altrove" rispetto a dove siamo, per guardarci con verità attraverso l’altro e fare spazio a una nuova versione di noi stessi. Secondo Hillman, ognuno nasce con un codice animico, una vocazione unica che ad un certo punto deve palesarsi. L’Eros è appunto il richiamo che il Daimon usa per risvegliare l’anima alla propria realizzazione.
L'altro è lo strumento per rendere visibile il destino. Hillman sostiene che ci innamoriamo di chi "serve" al compimento del nostro Daimon. Così, lo psicanalista statunitense ci restituisce la sacralità del mistero: l'amore non è un semplice incastro di somiglianze, ma una collisione tra destini che hanno bisogno l’uno dell’altro per compiersi. Ogni volta che avvertiamo fragilità di fronte all’amore, stiamo in realtà affrontando una prova per conquistare la nostra interezza.