A seguito delle segnalazioni e delle immagini che hanno documentato criticità legate alla situazione dell'Abbazia di Rambona (leggi qui), abbiamo contattato il sindaco di Pollenza Mauro Romoli, per raccogliere un commento sulla vicenda e sullo stato dell’iter di recupero del complesso.
Il primo elemento chiarito dal primo cittadino riguarda la progettazione dell’intervento di restauro: "Abbiamo ricevuto a inizio anno un progetto da parte della Diocesi, proprietaria del bene, per il recupero della cripta e del locale sopra la cripta - ha spiegato Romoli -. Il progetto è stato caricato sulla piattaforma per il sisma e acquisito dal Comune per l’espressione dei pareri di competenza. Il decreto di finanziamento verrà poi emesso dal commissario per la ricostruzione post terremoto". Secondo quanto riferito dal sindaco, la progettazione risulterebbe ormai in una fase molto avanzata. "Mi risulta che sia quasi definita la progettazione per il recupero di tutto il complesso", ha aggiunto.
Rispetto alle segnalazioni circolate negli ultimi giorni sulla presenza di accessi danneggiati, l’amministrazione comunale avrebbe attivato i controlli attraverso la polizia locale. "Abbiamo segnalato alla Curia la problematica ricevuta tramite la polizia locale - ha dichiarato Romoli - e gli agenti hanno provveduto a verificare la situazione, procedendo alla chiusura degli accessi danneggiati". Il sindaco ha, inoltre, ricordato che l'area è accessibile solo ai soggetti autorizzati. "I proprietari sono gli unici autorizzati ad accedere in quell'area", ha precisato.
Sul fronte dei tempi di restituzione del complesso alla comunità, Romoli ha dichiarato: "Parliamo comunque di qualche anno - ha affermato -. La notizia positiva è che esiste una progettazione in fase avanzata per il recupero dell’intero complesso. Dopo l’iter dei pareri delle soprintendenze, l’ottenimento dei finanziamenti dell’USR e l’affidamento dei lavori, servirà tempo per completare l’intervento", Infine, rispetto al rischio di atti vandalici o accessi impropri, il sindaco ha dichiarato che non risultano danneggiamenti recenti né intrusioni nell’area.
A seguito delle segnalazioni e delle immagini che hanno documentato criticità legate alla situazione dell'Abbazia di Rambona (leggi qui), abbiamo contattato il sindaco di Pollenza Mauro Romoli, per raccogliere un commento sulla vicenda e sullo stato dell’iter di recupero del complesso.
Il primo elemento chiarito dal primo cittadino riguarda la progettazione dell’intervento di restauro: "Abbiamo ricevuto a inizio anno un progetto da parte della Diocesi, proprietaria del bene, per il recupero della cripta e del locale sopra la cripta - ha spiegato Romoli -. Il progetto è stato caricato sulla piattaforma per il sisma e acquisito dal Comune per l’espressione dei pareri di competenza. Il decreto di finanziamento verrà poi emesso dal commissario per la ricostruzione post terremoto". Secondo quanto riferito dal sindaco, la progettazione risulterebbe ormai in una fase molto avanzata. "Mi risulta che sia quasi definita la progettazione per il recupero di tutto il complesso", ha aggiunto.
Rispetto alle segnalazioni circolate negli ultimi giorni sulla presenza di accessi danneggiati, l’amministrazione comunale avrebbe attivato i controlli attraverso la polizia locale. "Abbiamo segnalato alla Curia la problematica ricevuta tramite la polizia locale - ha dichiarato Romoli - e gli agenti hanno provveduto a verificare la situazione, procedendo alla chiusura degli accessi danneggiati". Il sindaco ha, inoltre, ricordato che l'area è accessibile solo ai soggetti autorizzati. "I proprietari sono gli unici autorizzati ad accedere in quell'area", ha precisato.
Sul fronte dei tempi di restituzione del complesso alla comunità, Romoli ha dichiarato: "Parliamo comunque di qualche anno - ha affermato -. La notizia positiva è che esiste una progettazione in fase avanzata per il recupero dell’intero complesso. Dopo l’iter dei pareri delle soprintendenze, l’ottenimento dei finanziamenti dell’USR e l’affidamento dei lavori, servirà tempo per completare l’intervento", Infine, rispetto al rischio di atti vandalici o accessi impropri, il sindaco ha dichiarato che non risultano danneggiamenti recenti né intrusioni nell’area.
La massiccia offensiva di droni e missili balistici, inserita nella nuova fase di escalation della crisi mediorientale che vede coinvolti Washington e Tel Aviv, ha trasformato i cieli degli Emirati in un fronte operativo di intercettazioni, incrinando l’immagine di Dubai come ‘metropoli intoccabile’. Nonostante l'efficacia dei sistemi di difesa aerea, che hanno neutralizzato la stragrande maggioranza delle minacce, l’impatto simbolico è profondo. La sospensione dei voli all'aeroporto internazionale (DXB), la chiusura temporanea degli spazi aerei e i detriti caduti in aree iconiche come Palm Jumeirah e nei pressi del Burj Khalifa hanno introdotto una variabile di rischio inedita per i residenti e per gli italiani che vivono a Dubai.
Tra questi, abbiamo contattato Marie Solange De Luca, originaria di Civitanova, che lavora come agente immobiliare: “Mi sono trasferita a Dubai a gennaio. Non ci saremmo mai aspettati una situazione del genere. Quando arrivi qui, la prima cosa che percepisci è la sicurezza: puoi correre alle due di notte senza che nessuno ti disturbi, lasciare la borsa in un centro commerciale e ritrovarla esattamente dove l’avevi lasciata”.
Proprio questo senso di protezione assoluta, pilastro del sistema emiratino, ha reso lo shock ancora più profondo quando la difesa aerea ha iniziato a intercettare i primi vettori sopra i grattacieli: “La sicurezza è sempre stata il segno distintivo di questa città, per questo siamo rimasti tutti molto sorpresi. Quando abbiamo sentito i boati dei missili ero al quindicesimo piano del mio appartamento. Ci hanno detto di stare lontani dalle finestre e di scendere ai piani inferiori”.
Il timore ha lasciato subito spazio alla necessità di condividere il momento: “Ho deciso di raggiungere alcuni amici in un locale al piano terra per capire insieme cosa fare. Durante la serata abbiamo sentito altri due boati. I cellulari hanno iniziato a suonare con un allarme potente che ci invitava a metterci al riparo. Il giorno seguente altri boati, e ancora oggi altri”.
La situazione è critica soprattutto per chi si trova a Dubai in vacanza: “Per far fronte al blocco dei voli, le autorità e le strutture ricettive hanno attivato misure straordinarie; tutti gli hotel sono stati estesi gratuitamente per i turisti che non riescono a rientrare. Nel frattempo, si scatena la caccia a una via d'uscita: molti provano a raggiungere l'Oman via terra per tentare di imbarcarsi su un volo da lì, ma i prezzi sono diventati esorbitanti e attraversare i confini sta diventando sempre più difficile. Anche la strada dei voli privati viene tentata da molti, ma regna l'incertezza sulla reale fattibilità delle partenze”.
Oggi la città vive sospesa in un dualismo psicologico: da una parte la fiducia nelle autorità, dall’altra una paura di sottofondo dovuta a un senso d'indeterminatezza: “L’atmosfera è contrastante. Molti sono fiduciosi nel controllo che Dubai ha, ma c’è forte incertezza: le strade sono più vuote, molti lavorano da remoto. Quando si sentono gli aerei, le persone alzano lo sguardo al cielo”.
Nonostante la tensione, al momento, la comunità internazionale sembra voler rimanere: “Tra i miei contatti, nessuno al momento ha intenzione di tornare nel proprio Paese. Io osserverò come evolverà la situazione: per ora lavoro da remoto e monitoro le notizie”.
Prosegue l’attività dell’Arma dei Carabinieri per garantire la tranquillità dei cittadini e la sicurezza sulle strade. Nelle ultime ore, i militari della Compagnia di Civitanova Marche, con il supporto delle Stazioni locali, hanno effettuato un servizio di controllo coordinato del territorio che ha interessato i comuni di Civitanova e Potenza Picena.
L’operazione rientra in un più ampio piano di prevenzione dei reati contro il patrimonio e di contrasto allo spaccio di stupefacenti. Il dispositivo, composto da 3 pattuglie e 6 militari, ha operato con dinamismo nei punti nevralgici delle due cittadine, incrementando la percezione di sicurezza dei residenti e scoraggiando condotte illecite.
Durante il servizio, i Carabinieri hanno identificato 65 persone, di cui 18 di nazionalità straniera, e ispezionato 29 veicoli durante posti di blocco stradali. Sono stati inoltre controllati 4 soggetti sottoposti a detenzione domiciliare per verificare il rispetto delle prescrizioni.
Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza stradale. In questo contesto, i Carabinieri della Stazione di Porto Potenza Picena hanno denunciato a piede libero un automobilista ai sensi dell’art. 186 del Codice della Strada. L’uomo è stato sorpreso alla guida con un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti; per lui è scattato l’immediato ritiro della patente e il sequestro amministrativo del veicolo.
Dramma nella serata di ieri in una frazione di Sefro, dove un uomo di 46 anni è stato trovato senza vita nella propria abitazione.
L’allarme è scattato nel tardo pomeriggio, quando la compagna ha provato più volte a contattarlo senza ottenere risposta. Preoccupata per il silenzio dell’uomo, la donna ha avvisato il fratello del 46enne, chiedendogli di verificare di persona cosa stesse accadendo.
Il familiare si è quindi recato nell’abitazione e, non riuscendo ad accedere all’interno, ha allertato i soccorsi. Erano circa le 21 quando sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Camerino e i carabinieri della stazione di Pioraco. Una volta aperta la porta, è stata fatta la tragica scoperta: l’uomo si era tolto la vita.
Sul luogo è intervenuto anche il personale del 118, ma per il 46enne non c’era ormai più nulla da fare: i sanitari hanno potuto soltanto constatarne il decesso.
Secondo quanto emerso, all’interno dell’abitazione non sarebbero stati rinvenuti messaggi.
Le forze dell’ordine hanno effettuato gli accertamenti di rito per ricostruire l’accaduto.
"Ma la Curia dov'è?". È la domanda ricorrente che ha accompagnato le numerose segnalazioni - corredate da foto e video - arrivate, nei giorni scorsi, alla nostra redazione che raccontano una situazione a dir poco preoccupante riguardante l’Abbazia di Rambona, uno dei luoghi simbolo del territorio maceratese.
Situata nelle campagne di Pollenza, l’abbazia rappresenta una delle testimonianze più significative dell’architettura romanica nelle Marche. Fondata in epoca altomedievale, custodisce una preziosa cripta con affreschi e elementi architettonici di grande valore storico e artistico.
Per generazioni è stata non solo un riferimento religioso, ma anche un punto identitario per la comunità locale, legato alla memoria collettiva e alla storia del territorio. Eppure oggi, secondo quanto documentato dalle immagini ricevute, il complesso verserebbe in uno stato di abbandono che lascia interdetti.
Un cittadino, durante una passeggiata lungo il sentiero che dalla fontana del Coppetto conduce all’abbazia, si è trovato di fronte – racconta – a "uno scenario surreale". La vegetazione sarebbe cresciuta a dismisura tutt’intorno alla struttura. Ma l’aspetto più grave riguarderebbe gli accessi: la porticina della cripta risulterebbe manomessa e sfondata, con la concreta possibilità che chiunque possa entrare fin dentro l’area dove si trovano affreschi e oggetti di valore.
Non solo. Anche la porta della canonica sarebbe stata forzata. Una situazione che espone il bene al rischio di ulteriori atti vandalici o furti, come già avvenuto nell'aprile del 2025.
Dall’accesso principale, che invece risulta chiuso, è ancora visibile il cartello con la dicitura: "Lavori di pronto intervento all’Abbazia di Rambona", committente l’amministrazione comunale di Pollenza, con riferimento a un verbale di somma urgenza datato 29 novembre 2016, all’indomani del terremoto. A quasi dieci anni di distanza, però, l’area versa in condizioni di evidente incuria.
Un altro elemento che desta forte preoccupazione riguarda la sicurezza. La recinzione di cantiere sarebbe presente soltanto sul lato dell’accesso stradale, mentre sul retro non vi sarebbe alcuna protezione. Telecamere di sorveglianza, inoltre, non risultano installate.
La struttura, già danneggiata dal sisma del 2016, si presenta in un marcato stato di precarietà, come evidenziato dalle foto e dai video giunti in redazione: murature lesionate, parti esposte e accessi non adeguatamente protetti renderebbero l’area potenzialmente pericolosa anche per chi vi si introduce incautamente.
La situazione, purtroppo, non è nuova. Già ad aprile del 2025 si erano registrati atti vandalici che avevano destato forte allarme. In quell’occasione era stata lanciata una raccolta firme, cartacea e online, per la protezione e la salvaguardia dell’abbazia, con l’obiettivo di accendere una luce su quanto stava accadendo. L’iniziativa aveva raccolto ben 10mila adesioni.
Prima firmataria l’associazione Arte per le Marche, insieme ad altre realtà del territorio come la Pro Rambona – nata nel 1998 per promuovere attività nella frazione pollentina e che continua a prendersi cura dell’area – la Pro Loco Corporazione del Melograno e numerosi cittadini.
La vicenda solleva interrogativi sulla tutela di un bene che appartiene, prima ancora che alla memoria collettiva del territorio, anche ai tre enti proprietari dell’abbazia: la parrocchia Santa Maria Assunta, l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero e la stessa diocesi di Macerata.
Di fronte a immagini e testimonianze di questo tipo, diventa inevitabile chiedersi quali siano le responsabilità e quali azioni urgenti si intendano mettere in campo per salvaguardare uno dei gioielli del patrimonio storico-artistico della provincia di Macerata, prima che il degrado diventi irreversibile.
Il più soddisfatto è probabilmente Gianluca Tittarelli, il maggiore candidato del Centrosinistra, che ora sa di potercela fare. Ci sono già degli sconfitti dopo il pronunciamento che finalmente ha sciolto la riserva sulla ri-candidatura di Sandro Parcaroli. Il Sindaco uscente ha affidato alla città una lettera politicamente inconcludente, piena di buoni sentimenti, vuota di qualsiasi contenuto. Siamo tornati ai tempi della lacrima sul viso della prima campagna elettorale con un ulteriore balzo in avanti: a scrivere le lettere ora ci pensa l’intelligenza artificiale. Che ha un difetto: non ha sentimenti e dunque quando cerca suscitare emozioni è facile smascherarla. A dare l’esempio su un disinvolto ricorso a ChatGPT è uno dei componenti del quartetto eccetera. Ma l’IA applicata al Parcaroli pensiero (l’ossimoro è sempre in agguato) lascia sul campo dei caduti.
Gli sconfitti sono Macerata impedita a esprimere una candidatura all’altezza della sfida culturale, sociale ed economica dei prossimi cinque anni e i partiti locali del Centrodestra che si fanno imporre il candidato dall’alto e non avranno alcuna autonomia nel condurre la campagna elettorale e tanto meno nell’elaborazione del programma che peraltro per questo Centrodestra è pleonastico. Ma c’è anche un altro sconfitto ed è lo stesso Sandro Parcaroli che finisce sotto tutela. Ha provato a pretendere un posto garantito per il quartetto eccetera: Festino, Valigetta, Lego e Imballo anche se su questo ultimo nome il Sindaco è disposto a cedere: c’è stato un inatteso “divorzio”. Gli è stato risposto: accontentati che non ti rimandiamo a casa, la giunta si sceglie in base al peso elettorale.
Ed eccolo pronto camaleonticamente a trasformarsi da candidato della Lega in uomo di Fratelli d’Italia che però non vuole ufficialmente saperne. Parcaroli può perdere e l’ordine di scuderia partito da Giovanni Donzelli è “ce lo dobbiamo sorbire perché Matteo Salvini si è impuntato, ma sia chiaro: se perde deve essere una sconfitta della Lega”. Preso atto che il Sindaco non è in grado di pronunciare un discorso pubblico di spessore, la campagna elettorale viene affidata a una specie di commissario ad acta imposto alla Lega locale da Matteo Salvini, l’onorevole Riccardo Augusto Marchetti, a un esperto di comunicazione e poi viene resuscitato come pretoriano di ferro quel Fabio Pistarelli ora recuperato come cane da guardia di questo Sindaco per conto di Fratelli d’Italia con il compito di sorvegliare strettamente sulla composizione della futura giunta.
Il Sindaco uscente così viene formalmente candidato da una Lega sfaldata, che sta perdendo i pezzi e che è in preda a una faida interna. L’escamotage è presentare Parcaroli come candidato di coalizione il che consente a Forza Italia di dettare pesanti condizioni. Lo scenario è comunque da tutti contro tutti. I sintomi? Laura Laviano assessore all’ambiente e alle attività produttive è uscita dalla Lega. E’ stata crocifissa dall’onorevole Giorgia Latini, che però è stata a sua volta costretta a digerire il commissariamento di Parcaroli da parte di Marchetti per evitare che Renzo Marinelli diventasse il plenipotenziario del maceratese, e da Mauro Lucentini. I modi sono stati maldestri, il contenuto politico inaccettabile. Si è detto alla Laviano: fatti da parte da assessore se non stai più nella Lega. Facile la risposta: io sto qui perché eletta. E non si può dire lo stesso di Andrea Marchiori o di Katiuscia Cassetta.
E già questo la dice lunga su come la Lega locale considera l’elettore. Ma che in quel partito ci sia una serie di “ricatti” incrociati è testimoniato dal fatto che mentre si crocifigge Laura Laviano nulla si è detto di Francesco Luciani, presidente del Consiglio comunale in quota Lega, che correrà nella lista civica “I Marchigiani” animata dall’assessore regionale alla sanità Paolo Calcinaro. C’è poi l’incognita Claudio Carbonari anche lui ex Lega e ora pronto a fare una sua lista magari in raccordo con i Marchigiani, ma assai poco disponibile ad appoggiare Parcaroli, come del resto Maurizio Del Gobbo uscito dal Pd. Calcinaro è un civico che Guido Castelli ha convinto ad appoggiare Acquaroli, ma pare che tra i due non corra affatto buon sangue.
Questo è il clima in un Centrodestra che è stato logorato nel consenso dallo stesso Parcaroli. Ci sono i risultati delle regionali a dirlo. Macerata è la città dove il Centrodestra è andato peggio. Acquaroli ha prevalso con appena il 50,4% e tutti i partiti che lo appoggiavano hanno avuto qui risultati deludenti: Fratelli d’Italia non è arrivata oltre il 28,3%, la Lega ha perso due voti su tre con un misero 7,8%, ancora peggio Forza Italia inchiodata al 6. Sommati fanno il 41% largamente insufficiente per vincere al primo turno. Parcaroli può contare solo su queste tre liste perché i civici al momento del formarsi della giunta presenteranno un conto salato. Al punto che si comincia a ragionare di un listone maceratese di personaggi della società civile “equivicino” a Parcaroli ma non di sostegno.
Il non brillante risultato del settembre scorso potrebbe diventare un incubo tra tre settimane. Il referendum sulla riforma Nordio se a Macerata va male rischia di far implodere il Centrodestra. Il Sindaco non ha detto una parola, nessuno dei partiti di Centrodestra ha fatto campagna per il sì. Anche in questo l’ordine è partito da Roma; Giorgia Meloni non vuole che una eventuale sconfitta al referendum si riverberi su di lei. Dunque tutti allineati e coperti. A livello nazionale le forze minori del Centrodestra dicono di votare sì al referendum, ma in realtà voteranno no proprio per ridimensionare il potere e il peso di Giorgia Meloni. In fin dei conti la Riforma Nordio è cosa che sta a cuore solo a Forza Italia.
In queste condizioni a Macerata il Centrodestra si trova a fare campagna elettorale con tre handicap.
Il primo è dato dal fatto che a sostenere Parcaroli saranno solo i colonnelli dei partiti peraltro spaccati al loro interno. Non ha intorno a sé una parte viva della città fatta di professioni, imprenditori e intellettuali.
Il secondo handicap è l’indagine sul mattatoio che peraltro tra meno di un mese chiude definitivamente.
Il terzo handicap è che non può neppure indicare la squadra di governo perché ha un’autonomia assai limitata e non ha un esercito che va a caccia di voti per lui, tenendo conto che ci sono almeno altre due o tre liste nel centrodestra che comunque gli sottrarranno consenso.
Parcaroli però va già promettendo posti raccontando che lui ha i pieni poteri. Stando ai sondaggi Fratelli d’Italia andrà attorno al 29, Forza Italia al 7, la Lega non può sperare di andare oltre il 4% perché erosa dalla lista Vannacci. Comunque il pallottoliere della giunta non torna. Fratelli d’Italia ha già prenotato i posti: Paolo Renna Vicesindaco, assessori Simone Livi, Pierfrancesco Castiglioni e Romina Leombruni. Nessuna possibilità per Francesca D’Alessandro la vicesindaco uscente sulla quale c’è un doppio veto. La Lega se prende il 4% deve accontentarsi di un solo assessore. Ci sarà una lotta al coltello tra Andrea Marchiori, Luca Buldorini e Giuseppe Romano, ma c’è una variabile: Anna Menghi, indispensabile per rispettare la quota di almeno tre assessori donna.
E poi c’è Forza Italia che cercherà di avere due posti, ma probabilmente ne avrà uno solo. Altra lotta intestina tra Riccardo Sacchi e Barbara Antolini. C’è infine l’incognita dei civici: Francesco Luciani pretenderà un incarico. Nel Centrosinistra c’è una situazione analoga e tuttavia Gianluca Tittarelli si presenta come civico e ha dalla sua l’opportunità di raccogliere i delusi da sei anni di Centrodestra. Certo la lista di Marco Sigona e quella del Terzo polo possono essere elementi di attrazione dell’elettorato di centro. In proiezione ballottaggio è più probabile che il Centrosinistra ritrovi unità di quanto possa accadere nel Centrodestra dove se Paracroli non passa al primo turno potrebbe scontare una disaffezione dell’elettorato nella seconda e decisiva tornata. Questo è il quadro. Verrebbe da dire al Centrodestra: errare humanum est, perseverare autem diabolicum.
Un sabato sera amaro per un residente della frazione di Piediripa. Intorno alle 20:45, una Fiat Panda rossa parcheggiata in via Metauro è stata presa di mira da ignoti vandali che hanno imbrattato il veicolo con della vernice di colore nero.
L’auto si presentava parzialmente coperta da una sostanza liquida colorata. Sul posto - all'allarme lanciato dalla stessa proprietaria - è intervenuta una pattuglia della Polizia per i rilievi del caso e per raccogliere la segnalazione dell’accaduto.
Secondo quanto emerso dai primi controlli, si tratterebbe di vernice diluita, un dettaglio confermato anche da un imbianchino del posto intervenuto in aiuto della proprietaria. Grazie alla tempestività dell'intervento e alla natura della sostanza, è stato possibile ripulire parzialmente i vetri e i fanali del mezzo, mentre il resto della carrozzeria porta ancora i segni dell'atto vandalico.
"Mi ha aiutato un imbianchino a togliere il grosso dai punti critici come vetri e fanali - racconta la donna -, per il resto della vettura la situazione resta da valutare".
Una notizia improvvisa quanto dolorosa ha scosso nella giornata di oggi le comunità di Montefano e Appignano. Si è spento prematuramente all'età di 70 anni Claudio Camellina, figura di spicco del panorama professionale e politico locale. Una scomparsa che ha lasciato nello stupore e nel rammarico quanti avevano avuto modo di conoscere le sue doti umane e la sua competenza.
Camellina era molto noto a Montefano, dove alle ultime elezioni amministrative si era messo a disposizione della comunità guidando come candidato sindaco la lista civica "Montefano Domani". Il gruppo consiliare, appresa la notizia, ha espresso un dolore profondo per la perdita di un uomo che è stato punto di riferimento per rigore morale e passione civile. Nonostante l'impegno politico nel borgo montefanese, Claudio risiedeva con la famiglia ad Appignano, dove era altrettanto stimato.
Oltre all'impegno pubblico, Camellina era un professionista di altissimo profilo nel settore primario. Per decenni ha svolto un'attività di successo nel mondo dell'agricoltura marchigiana, raggiungendo l'apice della carriera come responsabile del Consorzio Agrario di Ancona. Le sue competenze tecniche, unite a una rara onestà intellettuale, lo avevano reso un consulente e un dirigente apprezzato in tutta la regione.
La scomparsa lascia un vuoto incolmabile nella sua famiglia: Claudio Camellina lascia la moglie Nunzia e i tre figli Riccardo, Alessandra e Chiara.
I funerali si terranno domani, lunedì 2 marzo, alle ore 15.00, presso la chiesa parrocchiale Gesù Redentore di Appignano. Sarà l'occasione per le due comunità di stringersi in un abbraccio ai familiari e rendere l'ultimo omaggio a un uomo che ha servito il territorio con dedizione e competenza.
Gli incentivi per le assunzioni cambiano volto ma restano centrali anche per il tessuto economico marchigiano. Con la conversione in legge del decreto Milleproroghe (Dl 200/2025), il Governo ha prorogato diverse misure a sostegno dell’occupazione, riducendo però in parte l’intensità degli sgravi contributivi previsti in precedenza dal Dl Coesione. Una novità rilevante per il territorio riguarda l’estensione della Zona economica speciale (Zes unica), che ora include anche le Marche, ampliando così le opportunità per le imprese locali.
Per quanto riguarda i giovani under 35, il bonus per le assunzioni a tempo indeterminato sarà disponibile fino al 30 aprile 2026. Tuttavia, per i nuovi contratti stipulati tra gennaio e aprile 2026, lo sgravio scenderà dal 100% al 70% dei contributi a carico del datore di lavoro per due anni. L’esonero tornerà al 100% solo in caso di incremento occupazionale netto, cioè se l’azienda aumenterà il numero complessivo dei dipendenti rispetto alla media dei dodici mesi precedenti. Il tetto massimo dell’agevolazione resta fissato a 500 euro mensili, che salgono a 650 euro per le imprese situate nella Zes unica, quindi anche nelle Marche.
Stesso meccanismo per le assunzioni di disoccupati over 35 nella Zes. Le aziende con meno di dieci dipendenti potranno beneficiare fino ad aprile di uno sgravio del 70%, che potrà arrivare al 100% solo in presenza di nuova occupazione aggiuntiva. Se la misura non sarà ulteriormente prorogata, dal mese di maggio resterà in vigore la nuova decontribuzione Sud, che nel 2026 prevede una riduzione del 20% dei contributi, fino a un massimo di 125 euro al mese.
Diversa invece la situazione per il bonus donne svantaggiate, che viene prorogato per tutto il 2026 senza riduzioni. Lo sgravio resta pari al 100% dei contributi fino a 24 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato di donne senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure da almeno sei mesi se residenti nella Zes unica, o impiegate in settori caratterizzati da forte disparità di genere. Anche in questo caso è necessario che l’assunzione produca un incremento occupazionale netto.
Le risorse per finanziare le misure arriveranno in parte dai fondi europei e statali del Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027 e in parte dagli stanziamenti previsti dalla Legge di Bilancio 2026. Per le imprese maceratesi si apre dunque una finestra di opportunità importante, soprattutto per chi intende investire su nuove assunzioni stabili e rafforzare l’organico nei prossimi mesi, sfruttando un quadro di incentivi che, pur ridimensionato, resta significativo.
Giovedì mattina ricevo un'email da un potenziale cliente. Oggetto: "Collaborazione 🚀✨💡". Apro.
"Ciao Barbara! 👋 Sono Luigi M. e vorrei parlare con te della mia strategia social! 📱💻 Ho visto il tuo lavoro ed è fantastico! 🌟🔥 Possiamo sentirci la prossima settimana? 🗓️💬 Sarebbe davvero interessante! 🎯✨"
Chiudo. Cancello. Non rispondo.
Non perché l'email sia maleducata. Ma perché sembra scritta da ChatGPT. E probabilmente lo è.
Le emoji sono diventate la firma dell'AI
Facciamo un passo indietro. Le emoji sono nate per fare una cosa semplice: aggiungere emozione al testo freddo. Un sorriso alla fine di una frase difficile. Un cuore per addolcire. Servivano a renderci più umani.
Poi è arrivata l'intelligenza artificiale. E ha fatto una cosa furba: ha capito che gli umani usano emoji, quindi ha iniziato a metterle ovunque. Il problema? L'AI non sa dosare. Non ha tatto. Mette emoji dove non servono. Le spruzza nel testo come zucchero a velo su una torta già dolce.
E adesso è successa una cosa curiosa: le emoji sono diventate il segnale che qualcosa è falso. Se leggi un testo pieno di 🚀💡✨🔥, il cervello ormai traduce: "Questo l'ha scritto con ChatGPT".
Il paradosso del 2026: l'autenticità passa dal testo nudo
Ed eccoci al paradosso. Prima le emoji ti facevano sembrare più umano. Ora ti fanno sembrare più artificiale.
I brand più intelligenti l'hanno capito. Stanno tornando al testo pulito. Diretto. Senza decorazioni. Perché nel 2026 l'autenticità non si dimostra con le faccine. Si dimostra con le parole giuste.
Guarda le newsletter che leggi davvero. Quelle scritte da persone vere. Zero emoji. Solo testo. E funzionano meglio. Perché sai che dall'altra parte c'è una persona che ha pensato, scritto, corretto. Non un prompt copiato e un'AI che ha aggiunto stelline a caso.
Come riconoscere un testo scritto dall'AI (o che sembra tale)
Primo segnale: emoji ogni due righe. Secondo: frasi generiche tipo "Sono entusiasta di condividere" o "Non vedo l'ora di collaborare". Terzo: aggettivi esagerati senza sostanza. "Fantastico", "incredibile", "straordinario" buttati lì senza spiegare perché.
Ma il segnale più forte? Il tono finto - amichevole. Quel misto di entusiasmo ed educazione che non sembra vero. Come quando il commesso ti sorride troppo perché deve vendere.
Il problema non è ChatGPT in sé. È l'uso pigro che ne facciamo. Chiedi all'AI di scrivere un'email e lei ti infarcisce di emoji pensando che così sembri cordiale. Ma non funziona più. Ormai abbiamo sviluppato un radar. E lo riconosciamo subito.
I trucchi per scrivere vero (senza sembrare un bot)
Primo trucco: scrivi come parli. Se non diresti quella frase a voce, non scriverla. "Sono entusiasta di condividere" non lo dice nessuno dal vivo. "Ti racconto una cosa" sì.
Secondo: una emoji ogni tanto va bene, venti no. La regola pratica? Se togli tutte le emoji e il testo perde senso, ne hai usate troppe. Se togli le emoji e il testo funziona uguale, sei nel giusto.
Terzo: sii specifico, non generico. "Ho visto il tuo lavoro ed è fantastico" = bot. "Ho letto il tuo articolo sul supermercato e mi ha fatto ridere la storia della ragazza con il carrello pieno di TikTok" = umano.
Quarto: il test finale. Prima di inviare, rileggiti. Ti sembra che l'abbia scritto un venditore porta a porta? Cambia tutto. Ti sembra che l'abbia scritto un amico intelligente? Invia.
La verità finale
Non sto dicendo "non usare mai emoji". Sto dicendo: usale dove servono davvero. Un sorriso dopo una battuta. Un cuore quando ringrazi. Ma se il tuo testo ha bisogno di venti emoji per funzionare, il problema non è la mancanza di emoji. È la mancanza di contenuto.
Perché alla fine è questo il punto. L'AI può scrivere testi corretti, educati, pieni di faccine. Ma non può scrivere testi veri. Quelli li scriviamo solo noi. Quando ci mettiamo la faccia, il pensiero, e zero decorazioni inutili.
E nel 2026, dove tutto sembra generato da un prompt, il vero lusso è questo: scrivere in modo così diretto che nessuno dubiti che sei tu.
Questa volta, più che mai, è veramente il momento di cambiare: abbiamo bisogno di una turnazione, di un'alternanza, perché sennò comandano sempre gli stessi: dopo tanti anni, che cosa hanno da mettere sul piatto?". Luca Paolorossi, sindaco di Filottrano e imprenditore nel settore della sartoria, si presenta come candidato presidente della Provincia di Ancona con al fianco tutto il centrodestra, dopo le polemiche seguite ad un suo video-sfogo per le lungaggini che hanno preceduto l'avallo di coalizione alla sua discesa in campo.
Alla Mole Vanvitelliana, in conferenza stampa, lo hanno affiancato rappresentanti di tutti i partiti della coalizione nella sfida al presidente uscente Daniele Carnevali, ricandidato per il centrosinistra: tra loro l'europarlamentare e coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Carlo Ciccioli, Monica Bordoni (Udc - Liste Civiche, Sergio Solari (Civici Marche), la deputata e segretaria Marche della Lega Giorgia Latini, il sindaco di Numana e coordinatore provinciale di Forza Italia Gianluigi Tombolini. Paolorossi, ha sottolineato di aver raccolto in pochissimo tempo, 30-40 ore, circa 150 sottoscrizioni a fronte di un un numero minimo di 100 per la candidatura.
I numeri alle urne tra centrodestra e centrosinistra? "Confido nei consiglieri, anche quelli di opposizione, quelli comunque che non sono anche dalla nostra parte politica, - ha osservato Paolorossi - credo che questa volta più che mai sia il momento di cambiare: siamo un gruppo di persone che vogliono portare la provincia al centrodestra dopo 33 anni di centrosinistra".
Il candidato ha parlato di immobilismo riferendosi all'attuale presidenza a cui ha riservato una stoccata: "L'attuale presidente è al terzo mandato da sindaco (Polverigi, ndr) e a due mandati per la Provincia - ha detto Paolorossi -. A me non interessa la poltrona: se non riesco ad essere incisivo e decisivo, mi dimetto me ne vado. Hanno visto tutti cosa stiamo facendo a Filottrano, quotidianamente comunichiamo lavori, perciò a me interessa lavorare mi interessa lavorare per gli altri, dimostrare che ci può essere un modo di affrontare gli argomenti che riguardano la Provincia".
"Da quando ho visto che la Provincia nel mio territorio era assente - ha attaccato - ho deciso di metterci la faccia. Le priorità? Dalle scuole alle strade, ai rifiuti, ambiente, l'acqua: tanti argomenti. Ridare valore a chi lavora in Provincia: se si tengono aperte chi ci lavora deve avere il giusto valore, non essere svilito, considerato di serie B come avviene dopo la riforma del 2015 Del Rio-Renzi. Se vinco porto tutti i dipendenti a cena: voglio conoscerli ad uno ad uno. Vorrei organizzare un evento - ha annunciato Paolorossi - in cui poter far riappropriare il dipendente provinciale di quell'orgoglio di far parte di un ente di livello".
All'incontro di oggi alla Mole erano presenti, tra gli altri, anche la vice sindaca di Filottrano Ivana Ballante, l'assessora comunale di Ancona Antonella Andreoli (Lega), i consiglieri regionali della Lega Nicolò Pierini, Andrea Maria Antonini Renzo Marinelli, l'ex consigliere regionale leghista Luca Santarelli, il consigliere comunale di FdI Riccardo Strano, l'assessora comunale di Senigallia Elena Campagnolo, segretaria provinciale della Lega.
La corsa al Palazzo Comunale di Macerata entra nel vivo e il quadro politico maceratese appare ormai definito. Tutti i principali schieramenti hanno ufficializzato i propri candidati e la campagna elettorale è ufficialmente partita, con poli distinti pronti a contendersi la guida della città.
Nel centrodestra maceratese è arrivata la conferma della ricandidatura di Sandro Parcaroli, che dopo settimane di riflessione e confronti a Roma con Matteo Salvini e con il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha sciolto le riserve annunciando la volontà di correre per un secondo mandato da sindaco. Parcaroli rivendica il lavoro svolto dall’amministrazione comunale in cinque anni e mezzo, sottolineando le difficoltà affrontate, i progetti riavviati e le opere portate avanti. Parla di una scelta “d’amore” verso Macerata e della necessità di garantire continuità ai cantieri aperti e alle visioni avviate. A sostenerlo con forza è la Lega, che rivendica risultati su conti pubblici, sicurezza, decoro urbano e capacità di intercettare risorse grazie al rapporto con Regione Marche e Governo nazionale. Il centrodestra riparte dunque dal sindaco uscente con l’obiettivo dichiarato di proseguire nel segno del cosiddetto buon governo.
Sul fronte del centrosinistra la coalizione si è compattata attorno al nome di Gianluca Tittarelli, scelto al termine di un percorso che ha portato a un’alleanza ampia composta da dieci liste. Tittarelli, dirigente sportivo e direttore del centro commerciale Valdichienti, si presenta come candidato civico sostenuto dai partiti progressisti, mettendo al centro partecipazione, ascolto e rilancio della città. Ha annunciato che, in caso di elezione, lascerà i propri incarichi professionali per dedicarsi completamente all’amministrazione comunale. Nel suo intervento ha parlato di una città da “ridare dignità” e di un progetto fondato su associazionismo, sport, giovani e coinvolgimento diretto dei cittadini. Dal Partito Democratico arrivano critiche dure all’operato dell’amministrazione uscente su ospedale, opere pubbliche e gestione dei fondi Pnrr, con l’obiettivo dichiarato di riportare il centrosinistra al governo cittadino.
Accanto ai due schieramenti principali si colloca il Terzo Polo, che candida Mattia Orioli a sindaco, sostenuto da una coalizione che comprende Azione, Base Popolare, Partito Liberaldemocratico, Movimento dei Repubblicani Europei, Radicali Italiani, ORA! e Movimento Socialista Liberale. Orioli propone un’alternativa liberale e pragmatica al bipolarismo, puntando su sviluppo economico, innovazione, partecipazione civica e rafforzamento del rapporto con Università di Macerata e Accademia di Belle Arti. Tra le proposte figurano il rilancio delle assemblee cittadine consultive, il ritorno dei consigli di quartiere eletti direttamente, interventi sulla viabilità e una pianificazione culturale più coordinata, con l’idea di una gestione unitaria di musei, teatri e Sferisterio. La coalizione si presenta come forza riformista e moderata, orientata a risultati concreti e sostenibilità.
In ambito civico si inserisce la candidatura di Giordano Ripa, consigliere comunale e medico in pensione, che guida il progetto “Futuro per Macerata”. Uscito dalla maggioranza durante il mandato Parcaroli, Ripa si propone come alternativa civica radicata nel territorio e punta su ascolto diretto, trasparenza amministrativa e maggiore attenzione alle frazioni cittadine. Critica la gestione delle opere pubbliche e dei servizi, chiede monitoraggi online dei lavori e rilancia su sicurezza, prevenzione nelle scuole e sostegno alle associazioni locali. Tra i temi centrali anche il rapporto con l’università, la sanità e la valorizzazione degli eventi culturali come il Macerata Opera Festival e Musicultura. Il suo progetto si fonda su innovazione, partecipazione e networking, con una lista che punta a coinvolgere volti nuovi e indipendenti.
Infine, l’area civica di Officina delle Idee sostiene la candidatura del dermatologo Marco Sigona, che ha scelto di correre fuori dalla coalizione di centrosinistra dopo un percorso interno non condiviso fino in fondo. Sigona, già protagonista dell’esperienza di Macerata Rinnova nel 2020, propone un metodo basato sull’ascolto e sulla costruzione partecipata del programma elettorale. Parla di una città da rigenerare e rilanciare, non di una realtà in declino, e punta su una governance più coordinata, inclusiva e trasparente. L’obiettivo è intercettare anche quell’elettorato moderato e riformista che non si riconosce pienamente nei tradizionali schieramenti politici.
Il quadro elettorale maceratese si presenta dunque articolato, con un centrodestra che punta sulla continuità amministrativa, un centrosinistra unito che promette discontinuità e rilancio, e tre proposte civiche che cercano spazio tra moderazione, partecipazione e radicamento territoriale.
La partita è aperta e saranno i prossimi mesi di campagna elettorale a Macerata a delineare equilibri e possibili scenari per il futuro della città, con la presentazione dei programmi nelle prossime settimane.
Dormire è spesso considerato un lusso, qualcosa che si può sacrificare quando le giornate diventano troppo piene. Eppure, sempre più studi scientifici dimostrano che il sonno non è solo riposo: è un regolatore fondamentale del nostro metabolismo. Dormire poco e male non influisce soltanto sull’energia o sull’umore, ma può avere un impatto concreto sul peso corporeo.
Negli ultimi anni, numerosi studi hanno osservato un’associazione chiara tra durata del sonno e aumento di peso. Chi dorme abitualmente meno di 6 ore per notte presenta un rischio maggiore di sovrappeso e obesità rispetto a chi dorme tra le 7 e le 8 ore. Non si tratta di una relazione semplice o automatica, ma di un insieme di meccanismi biologici e comportamentali che si intrecciano.
Uno dei primi effetti della privazione di sonno riguarda gli ormoni che regolano la fame. Quando dormiamo poco, aumenta la produzione di grelina (l’ormone che stimola l’appetito) e diminuisce la leptina, che invece segnala sazietà. Il risultato? Il giorno dopo abbiamo più fame, e in particolare desideriamo cibi ricchi di zuccheri e grassi. Non è solo una questione di volontà: è una risposta biologica.
Ma non è tutto. La carenza di sonno altera anche la sensibilità all’insulina, rendendo il nostro corpo meno efficiente nel gestire il glucosio nel sangue. Alcuni studi mostrano che anche pochi giorni di sonno ridotto possono indurre cambiamenti metabolici simili a quelli osservati nelle fasi iniziali dell’insulino-resistenza. Nel tempo, questo può favorire l’accumulo di grasso, soprattutto a livello addominale.
C’è poi un aspetto più semplice, ma spesso sottovalutato: se dormiamo meno, restiamo svegli più a lungo. Più tempo svegli può significare più occasioni per mangiare, soprattutto in momenti della giornata in cui il nostro organismo è meno preparato a gestire grandi quantità di energia. La sera tardi, inoltre, siamo generalmente più vulnerabili a scelte alimentari impulsive.
La mancanza di sonno influisce anche sulla motivazione al movimento. Quando siamo stanchi, tendiamo a ridurre l’attività fisica spontanea e strutturata. Questo abbassa ulteriormente il dispendio energetico quotidiano, creando un terreno favorevole all’aumento di peso.
È importante sottolineare che il sonno non è l’unico fattore che determina il peso corporeo. L’obesità è una condizione multifattoriale, influenzata da genetica, ambiente, alimentazione e livello di attività fisica. Tuttavia, il sonno rappresenta un tassello spesso trascurato, ma modificabile.
Migliorare la qualità e la durata del sonno, quindi, può avere effetti positivi non solo sul metabolismo, ma anche sull’appetito, sulla regolazione glicemica e sull’energia quotidiana. Stabilire orari regolari, limitare l’esposizione a schermi luminosi prima di coricarsi, evitare pasti abbondanti molto tardi e creare un ambiente buio e silenzioso sono piccoli accorgimenti che possono fare la differenza.
In un momento storico in cui siamo abituati a cercare soluzioni rapide e strategie mirate per perdere peso, può sembrare strano pensare che una parte importante dell’equilibrio metabolico dipenda semplicemente dal dormire meglio. Eppure, il nostro organismo funziona come un sistema integrato: alimentazione, movimento e sonno non sono compartimenti separati, ma ingranaggi dello stesso meccanismo. Se uno di questi è carente, anche gli altri ne risentono. Riposare correttamente significa quindi creare le condizioni biologiche perché fame, sazietà e consumo energetico restino più stabili ed equilibrati nel tempo.
In occasione della Giornata Internazionale di lotta contro il Papillomavirus (HPV), che si celebra il 4 marzo 2026, l’Ast di Macerata organizza una giornata di vaccinazioni gratuite rivolte a specifiche fasce della popolazione. Dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 16 sarà possibile recarsi direttamente, senza prenotazione, presso le sedi ambulatoriali dell’Unità Operativa di Igiene e Sanità Pubblica a Camerino, presso l’ospedale, a Piediripa di Macerata in via Annibali 31/L, e a Civitanova Marche in Via Ginocchi.
La vaccinazione gratuita è destinata ai residenti nell’AST di Macerata che rientrano nei criteri stabiliti dalla DGR 797/2024: donne nate tra il 1996 e il 2013, uomini nati tra il 2006 e il 2013, donne che hanno subito trattamenti per lesioni CIN2 o CIN3 previa documentazione clinica, persone con lesioni neoplastiche pre-invasive HPV-correlate, persone immuno-compromesse inclusi i soggetti HIV positivi, e uomini che fanno sesso con uomini.
Il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini, sottolinea l’importanza della giornata: «È un’occasione fondamentale per sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione e della conoscenza dell’HPV, una delle infezioni sessualmente trasmissibili più diffuse in entrambi i sessi».
La dottoressa Franca Laici, direttrice dell’U.O.C. Igiene e Sanità Pubblica, aggiunge: «L’HPV è la principale causa del cancro della cervice uterina, ma può provocare anche altri tumori genitali, del naso, della bocca e della gola. Vaccinazione e screening rimangono strumenti fondamentali per la prevenzione».
Il 4 marzo rappresenta dunque un’occasione concreta per proteggersi dall’infezione da HPV e aumentare la consapevolezza sui rischi legati a questa diffusissima infezione.
Vola il Montefano Calcio e lo fa nel segno del suo numero 7. Due giocate da campione di Ferretti permettono alla formazione viola di superare un’ostica Jesina e di conquistare tre punti pesantissimi in chiave classifica. Al termine di una gara vivace, aperta e molto equilibrata, la squadra di mister Lorenzo Bilò si impone per 2-0, trovando nel finale la zampata decisiva per spezzare l’equilibrio.
Con questo successo il Montefano sale al terzo posto in classifica a quota 38 punti, rilanciando con forza le proprie ambizioni. A fine gara mister Bilò ha analizzato così la sfida: “Ci aspettavamo una gara complessa e si è rivelata tale. In questo tipo di partite è la qualità dei singoli a fare la differenza e noi abbiamo il privilegio di avere un giocatore che può spostare l’equilibrio da un momento all’altro. La squadra comunque ha fatto una partita importante contro una squadra di qualità, concedendo forse qualcosina di troppo. Nel secondo tempo la partita è diventata un po’ più sporca ma la qualità e il genio hanno fatto la differenza. Per fortuna Ferretti gioca con noi e ce lo teniamo stretto”.
Poi lo sguardo si allarga inevitabilmente alla classifica e agli obiettivi: “Non possiamo più nasconderci: è una vittoria spartiacque per la classifica. Dobbiamo ragionare partita dopo partita, dare tutto con questa mentalità e poi tireremo le somme su quello che possiamo fare. Abbiamo quasi raggiunto l’obiettivo prestabilito, ma chiedo sempre di sognare ai ragazzi e abbiamo tutti i mezzi per farlo. Sono convinto che possiamo toglierci delle soddisfazioni”.
Il messaggio è chiaro: la viola non vuole porsi limiti. E con un Ferretti così, sognare non è più solo un esercizio di fantasia.
Turno senza scossoni in classifica, ma non senza spettacolo. Complice l’anticipo tra Q.P.R. Futsal e Futsal Macerata, sono state cinque le sfide disputate in settimana: risultati importanti, conferme pesanti e gerarchie che restano immutate rispetto al turno precedente.
Ad aprire le danze è stato il successo del Collebronx, che supera 6-3 il Q.P.R. Futsal al termine di una gara sempre condotta dai ragazzi di mister Bruni. Partenza lanciata e doppio vantaggio immediato; Doga prova a riaprire i giochi accorciando le distanze, ma è solo un’illusione. La doppietta di Matascioli, il timbro del solito Perri e la perla balistica di Vissani — una conclusione al volo che richiama alla memoria la magia di Zinedine Zidane nella finale di Finale di Champions League 2002 — chiudono definitivamente i conti. Il Collebronx resta così in scia alla capolista, continuando a insidiare il primato.
Nello scontro diretto playoff tra Borussia Cappuccini e Atletiko Macerata, a sorridere sono i Dragoni. Il 5-1 finale può ingannare: la gara è stata equilibrata e corretta, decisa dagli episodi e dalla concretezza sotto porta. Ancora decisivo Pensini, autore di una doppietta che lo proietta a quota 19 centri stagionali, confermandosi uomo copertina nel momento più caldo della stagione.
Vittoria larga anche per l’F.C. Perù, che piega 9-4 il Deportivo C5. Eppure, nella prima frazione il match resta in bilico: il “Yellow Submarine” recupera due reti di svantaggio e trova addirittura il sorpasso con l’ennesima prodezza di Mariselli (doppietta per lui). Nella ripresa, però, sale in cattedra Calero: poker personale e inerzia definitivamente spostata verso i latinos, che si confermano terza forza del campionato.
Risponde presente anche la capolista Furia Chalaca, che supera 5-2 il VR Macerata e mantiene la vetta. Non bastano le parate di uno straordinario Bangagne ai ragazzi di Grelloni, partiti addirittura in vantaggio ma poi travolti dalla qualità offensiva avversaria. Decisivo il bomber Rodriguez, autore di una tripletta che spegne le speranze di rimonta.
A chiudere il programma, l’anticipo della 15ª giornata tra Futsal Macerata e Q.P.R. Futsal. I ragazzi di Bajrami si impongono 7-4, spegnendo definitivamente i sogni playoff dei biancoazzurri di Troplini. Ancora protagonista Sancho Santolini, leader della classifica marcatori, che mette a referto una tripletta pesantissima. Il Futsal Macerata resta così pienamente in corsa per un posto nella post-season, mentre il Q.P.R. dovrà concentrarsi sulla Wild Cup e su un miglior piazzamento in regular season, fondamentale per garantirsi un eventuale vantaggio nel doppio confronto di semifinale.
Classifica invariata, dunque, ma corsa sempre più serrata: ogni punto, da qui in avanti, può fare la differenza. Il campionato entra nel vivo.
La Cna Macerata esprime forte preoccupazione per l’esclusione di alcuni Comuni del territorio maceratese – tutti ricompresi nel cratere sismico – dalla nuova classificazione dei Comuni montani prevista dalla recente Legge 131/2025.
Il presidente Simone Giglietti riconosce il valore dell’impianto normativo, sottolineando come la riforma rappresenti un intervento significativo a sostegno delle aree interne, con strumenti e risorse finalizzati a contrastare lo spopolamento, sostenere lo sviluppo locale e garantire servizi essenziali. Tuttavia, avverte, l’esclusione di alcuni territori rischia di produrre effetti fortemente penalizzanti, aggravando fragilità già evidenti.
La normativa potenzia i fondi strutturali destinati allo sviluppo delle zone montane, introduce incentivi per attrarre personale sanitario e scolastico, consente deroghe per il mantenimento dei plessi scolastici e assegna priorità alla copertura digitale nelle aree più isolate.
Lo status di Comune montano, inoltre, permette di accedere a risorse fondamentali per la manutenzione del territorio e delle infrastrutture, per il sostegno all’agricoltura e per il rilancio economico post-sisma.
Secondo Cna Macerata, perdere tale riconoscimento significa rinunciare a opportunità concrete. Senza le deroghe sui numeri minimi di alunni, ad esempio, alcune scuole potrebbero essere accorpate o chiuse. Anche la sanità territoriale rischierebbe di indebolirsi, venendo meno strumenti utili ad attrarre medici e personale sanitario.
L’associazione contesta in particolare i criteri adottati per la classificazione, ritenuti troppo legati a parametri morfologici e soglie quantitative che non riflettono pienamente la complessità dell’Appennino maceratese.
Isolamento infrastrutturale, fragilità dei servizi, costi di gestione elevati e persistente spopolamento sono elementi che, secondo CNA, non possono essere valutati esclusivamente attraverso indicatori statistici.
Altro timore riguarda il rischio di creare disparità tra territori limitrofi: i Comuni che manterranno lo status di montani potranno beneficiare di incentivi fiscali, contributi e premialità nei bandi, risultando più attrattivi per imprese e residenti, mentre quelli esclusi potrebbero subire un ulteriore svantaggio competitivo.
Cna Macerata si unisce all’appello dei sindaci e delle comunità locali affinché vengano rivisti i criteri adottati e si apra un confronto istituzionale più ampio.
L’associazione propone l’introduzione di una deroga specifica che consenta l’ammissione tra i Comuni montani dei territori ricompresi nel cratere sismico, anche in assenza dei parametri previsti, riconoscendo le condizioni straordinarie legate alla ricostruzione e al rilancio socio-economico.
“Difendere questi territori – conclude il presidente Giglietti – significa tutelare lavoro, servizi, coesione sociale e futuro delle nostre aree interne”.
Bilanci da record per i principali istituti di credito italiani e una pronuncia europea destinata a incidere sul rapporto tra banche e clienti. È questo il quadro delineato da Giuseppe Tosoni, presidente dell'associazione Tutela Impresa, che evidenzia le profonde differenze tra l’andamento del sistema bancario e quello del tessuto produttivo italiano.
I numeri confermano la solidità del settore. Intesa Sanpaolo, UniCredit, Monte dei Paschi di Siena, Bper Banca, Banco BPM e Credem hanno chiuso il 2025 con utili complessivi pari a 27,74 miliardi di euro, in crescita del 16,2% rispetto ai 23,86 miliardi dell’anno precedente.
Nel dettaglio, i primi cinque gruppi hanno registrato utili record per oltre 27,8 miliardi (+10,6% sul 2024), con un Roe del 14,7%. La flessione del margine di interesse (-5,1%) è stata compensata dall’aumento delle commissioni (+6%) e delle attività assicurative (+17,1%), che oggi rappresentano circa il 39% dei ricavi, un dato superiore alla media europea. Risultati che hanno sostenuto anche le quotazioni in Borsa, consolidando una redditività ormai strutturale.
In questo contesto di rafforzamento patrimoniale, si inserisce anche la sentenza del 12 febbraio 2026 (causa C-471/24) della Corte di giustizia dell'Unione europea.
La terza sezione ha chiarito che il diritto europeo non impone alle banche di fornire spiegazioni tecniche approfondite sul metodo di calcolo degli indici di riferimento nei contratti. Gli obblighi informativi gravano principalmente sul soggetto che elabora l’indice, il quale deve rendere accessibili gli elementi essenziali del metodo adottato. Le banche possono limitarsi a rinviare a tali informazioni, senza doverle riprodurre analiticamente nei contratti.
Una decisione che, osserva Tosoni, "ridimensiona le pretese di nullità automatica delle clausole sui tassi variabili e rafforza ulteriormente la posizione degli istituti di credito in un quadro normativo già dettagliato".
Parallelamente, il mondo delle piccole imprese presenta dinamiche molto diverse. Secondo i dati di Unioncamere e Movimprese, nel 2025 lo stock di imprese artigiane in Italia supera 1,23 milioni, ma nel lungo periodo il comparto ha perso circa 128 mila imprese nell’arco di dieci anni.
Il quadro che emerge è quello di un sistema bancario sempre più solido, redditizio e tutelato anche sul piano giuridico, a fronte di un tessuto di piccole imprese che resiste ma si riduce numericamente nel tempo.
«Servono politiche di sostegno e modernizzazione – sottolinea Tosoni – per mantenere competitivo un comparto essenziale per l’economia italiana, evitando che il divario tra finanza e produzione reale continui ad ampliarsi».
Venerdì scorso le classi 3D, 5D e 3M indirizzo SIA dell’ITE “Gentili” hanno partecipato a una stimolante mattinata prima presso l’Università di Camerino, con visita al Dipartimento di Informatica e un approfondimento sulla tecnologia della blockchain, per poi proseguire l’uscita presso l’azienda Poltrona Frau di Tolentino. L’iniziativa, organizzata grazie ai referenti Andrea Morichetta per UNICAM ed Eleonora Vissani per Poltrona Frau, ha permesso agli studenti di coniugare concetti accademici e realtà aziendali concrete.
La mattinata si è aperta con l’accoglienza presso il Dipartimento di Informatica dell’Università di Camerino, dove le studentesse e gli studenti hanno potuto scoprire da vicino strutture, laboratori e il percorso formativo del corso di laurea in Informatica e tecnologie digitali. È stata una preziosa occasione per comprendere meglio come si forma un professionista dell’informatica e quali prospettive offre il mondo accademico.
Successivamente, le classi hanno partecipato a una lezione esperienziale sul tema “Blockchain: dai primi Bitcoin alla fiducia digitale”. In questo intervento, è stata ripercorsa la storia di Bitcoin e delle criptovalute, per poi esplorare il concetto di tecnologia blockchain come registro digitale distribuito e immutabile, potenzialmente applicabile non solo alla finanza ma anche alla tracciabilità, allasicurezza dei dati e alla fiducia digitale nelle interazioni tra soggetti diversi.
Il gruppo ha poi raggiunto Tolentino per visitare l’azienda Poltrona Frau, eccellenza italiana nel settore dell’arredamento di alta gamma. Fondata nel 1912 a Torino da Renzo Frau e trasferitasi a Tolentino nei primi anni ’60, l’azienda si è affermata nel mondo per la qualità dei suoi prodotti, l’artigianalità e l’attenzione al design Made in Italy.
Durante il percorso guidato da Eleonora Vissani, le studentesse e gli studenti hanno conosciuto le tappe fondamentali della storia di Poltrona Frau, dai primi modelli prodotti ai riconoscimenti internazionali ottenuti come simbolo di eccellenza produttiva italiana. La visita ha toccato anche il Poltrona Frau Museum, spazio espositivo e di cultura d’impresa che racconta oltre un secolo di storia, design e artigianalità attraverso i materiali, le tecniche di lavorazione e i prodotti iconici.
Uno dei focus dell’incontro è stato il modo in cui un marchio storico come Poltrona Frau comunica i suoi valori: attraverso storytelling, qualità artigianale, presenza internazionale e coerenza tra tradizione e innovazione.
Le alunne e gli alunni hanno, inoltre, potuto osservare come la qualità delle materie prime, particolarmente la pelle e i materiali utilizzati nei prodotti, venga monitorata con rigore e attenzione, e come i processi produttivi impieghino tecnologie informatiche e sistemi di controllo avanzati per garantire standard elevati di prodotto.
Un altro tema rilevante affrontato è stato quello della sostenibilità e della riduzione degli scarti: l’azienda implementa progetti di raccolta differenziata e “Zero Waste” per ottimizzare la gestione dei materiali di scarto e promuovere un uso più responsabile delle risorse.
Questa uscita didattica ha offerto alle ragazze e ai ragazzi dell’ITE non soltanto una visione più concreta di quanto si studia in classe, ma anche la possibilità di collegare conoscenze tecnologiche e informatiche a contesti reali di produzione e impresa. Tra blockchain, design e strategie aziendali, tutti gli alunni hanno potuto sperimentare in prima persona come innovazione, qualità e sostenibilità si intrecciano nel mondo del lavoro.
MACERATA - È ormai una tradizione la cerimonia di consegna del Premio Camillo Grifi per meriti scolastici, che si svolge ogni anno l’ultimo venerdì di febbraio nella cornice di Palazzo Ricci. Sono 13 gli studenti premiati per l’anno scolastico 2024/2025 con la borsa di studio erogata dalla Fondazione Carima: Rebecca Bettucci (Ripe San Ginesio), Laura Canzonetta (San Ginesio), Eleonora Cardarelli (San Ginesio), Andrea Cecchi (Sarnano), Andrea Chiericoni (Sarnano), Martina Gasparetto (Sarnano), Riccardo Latini (Urbisaglia), Leonardo Luchetti (Colmurano), Simone Menchi (San Ginesio), Giorgia Orlandi (Falerone), Francesco Palazzetti (Urbisaglia), Angelo Scarano (San Ginesio) e Chiara Tiberi (Sarnano).
Il riconoscimento è stato istituito nel 2000 per volontà di Germana Gubellini, in memoria del marito Camillo Grifi, noto medico odontoiatra e imprenditore originario di Sant’Angelo in Pontano. Dal 2023 la Fondazione Carima ne cura l’assegnazione nell’ambito del settore Educazione, istruzione e formazione.
L’obiettivo del premio è incentivare gli studenti più brillanti del territorio a proseguire il percorso di studi, sostenendo l'elevazione del livello di istruzione e cultura. Possono beneficiarne i giovani residenti nei comuni di Colmurano, Gualdo, Loro Piceno, Monte San Martino, Penna San Giovanni, Ripe San Ginesio, San Ginesio, Sant’Angelo in Pontano, Sarnano e Urbisaglia (provincia di Macerata) e Falerone (provincia di Fermo) che abbiano conseguito il diploma di maturità classica, scientifica o linguistica con il massimo dei voti.
"Il Premio Camillo Grifi offre l’occasione per una riflessione sul mondo giovanile - ha dichiarato il presidente Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi -. Se spesso emergono criticità e fragilità, i premiati di oggi dimostrano che ci sono tanti ragazzi virtuosi e talentuosi. È nostro dovere creare le condizioni per permettere loro di esprimere le proprie capacità e realizzare il progetto di vita".
La Fondazione ha annunciato che nelle linee guida dell’attività istituzionale 2026 sarà dedicata un’attenzione particolare ai progetti che vedano i giovani protagonisti, sia come promotori sia come destinatari, favorendo partecipazione, inclusione sociale e permanenza nel territorio, anche per contrastare il crescente esodo giovanile.
"Parlare con questi studenti - ha concluso il presidente Sabatucci - ascoltarne sogni e timori è sempre motivo di emozione. A tutti loro vanno i miei complimenti e l’augurio di un futuro ricco di soddisfazioni personali e professionali".
Dopo aver attraversato il costume e la regia, La città sul palcoscenico sposta ora lo sguardo su ciò che rende possibile ogni racconto teatrale: lo spazio.Giovedì 5 marzo alle ore 18, nella Gran Sala Cesanelli dello Sferisterio, sarà ospite della rassegna la scenografa Laura Perini, protagonista di un incontro dedicato alla scenografia come architettura visiva e drammaturgica dello spettacolo.
Se il costume costruisce l’identità dei personaggi e la regia traccia il pensiero dell’azione, è la scenografia a dare forma al mondo in cui tutto accade. Disegni, proporzioni, materiali e luce diventano strumenti attraverso cui un’idea prende corpo, trasformandosi in ambiente narrativo ed esperienza percettiva per lo spettatore.Il percorso professionale di Laura Perini affonda le radici proprio allo Sferisterio. Nata a Jesi e formatasi a Macerata — prima all’Istituto d’Arte e poi all’Accademia di Belle Arti, dove si specializza in scenografia — consolida negli anni la propria esperienza tra teatro, opera lirica e cinema. Ha collaborato a produzioni del Macerata Opera Festival, a partire dal 2013 con Sogno di una notte di mezza estate, contribuendo alla realizzazione del grande bosco scenico che trasformò il palcoscenico in un paesaggio incantato, fino al ritorno nel 2024 con Turandot, firmata per regia e scene da Paco Azorín.
Parallelamente sviluppa un significativo percorso in ambito cinematografico, firmando la scenografia di cortometraggi e film prodotti da realtà nazionali, fino alla partecipazione nel 2022 al film Dante del maestro Pupi Avati, coprodotto da Rai Cinema: un’esperienza che ha ulteriormente ampliato la sua ricerca visiva e la sensibilità nella costruzione dell’immagine.L’incontro offrirà al pubblico l’occasione di entrare nel processo creativo che precede la scena: dalla ricerca iconografica alla progettazione, dalla scelta dei materiali alla realizzazione, fino alla definizione di uno spazio capace di dialogare con interpreti, musica e luce.
Inserita nel programma del decennale dell’Associazione Amici dello Sferisterio, la rassegna continua così il proprio viaggio dietro le quinte dello spettacolo dal vivo, mettendo in relazione artisti, istituzioni e pubblico attorno ai linguaggi della creazione scenica.Per gli studenti UNIMC la partecipazione all’incontro consente il riconoscimento di CFU, secondo le modalità indicate dall’Università.Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Una Sala Cesanelli gremita in ogni ordine di posto e un silenzio quasi reverenziale hanno fatto da cornice, ieri pomeriggio, alla "prima" del docufilm "Meditazione sulle Vette. Giuseppe Tucci: dalle Marche all’Himalaya". Il capoluogo ha risposto con un entusiasmo superiore alle aspettative all'omaggio dedicato all'orientalista maceratese, figura titanica del Novecento e pioniere del dialogo tra Occidente e Oriente.
A rendere l'evento un appuntamento di caratura internazionale è stata la partecipazione straordinaria di Thinlay Chukki, rappresentante di Sua Santità il Dalai Lama per l’Europa. Portando i saluti della massima autorità spirituale tibetana, Chukki ha ricordato come il lavoro di Tucci sia stato fondamentale per far conoscere la cultura del Tibet al mondo intero, auspicando che il film possa riaccendere l'attenzione sulla questione tibetana attraverso una lente storica e umana.
L’iniziativa rientra nel più ampio progetto del Parco Storico-Letterario “Le Marche e l’Oriente – Giuseppe Tucci”, che vede il Comune di Macerata come capofila. L'assessore al Turismo, Riccardo Sacchi, ha sottolineato la valenza strategica dell'operazione:
"Questo docufilm restituisce complessità a un grande del Novecento. Investire in progetti simili significa rafforzare l’identità di Macerata e costruire un turismo culturale fatto di legami duraturi, non di passaggi frettolosi".
Il presidente di Identità Europea, il Prof. Adolfo Morganti, ha spiegato l'anima della pellicola, definendola un'opera densa che punta a lasciare "qualcosa dentro" lo spettatore, oltre la semplice informazione. L'obiettivo è raccontare l'utopia di Tucci: un'Eurasia intesa come un'unica terra di pace e collaborazione, un messaggio quanto mai attuale in un'epoca di forti tensioni geopolitiche.
Dopo il successo allo Sferisterio, accompagnato da lunghi applausi, il documentario inizierà ora un tour che toccherà l’intera regione. Per Macerata si è trattato di un esordio significativo, che conferma la città come centro nevralgico per la riflessione e il dialogo interculturale
Venerdì 20 marzo Palazzo Carradori ospiterà un appuntamento gastronomico all'insegna dell'unicità e dell'eccellenza: Chicco Cerea, patron del famigerato Ristorante Da Vittorio, sarà ospite d'onore della serata. Cerea e lo chef di casa, Valentini, prepareranno una cena a quattro mani destinata a rimanere impressa nella memoria culinaria del nostro territorio.
Si tratta di un viaggio enogastronomico pensato per far immergere gli ospiti in un'esperienza esclusiva, coinvolgente e totalizzante, durante la quale tradizioni culinarie distanti tra loro si incontreranno, lasciando spazio all'estro e alla maestria di due grandi professionisti.
La cena evento sarà interamente a base di pesce e si svilupperà in tre momenti distinti, pensati per accompagnare gli ospiti in un vero e proprio percorso sensoriale. Dopo un aperitivo a buffet di benvenuto, servito a partire dalle ore 19:30, seguirà il menù degustazione, articolato in un antipasto di carpaccio di scampi e cappuccino di sedano, rapa e tuberi, un risotto alla zucca e astice e, infine, il secondo a base di brodetto di pesce alla marchigiana. A chiudere l'esperienza culinaria saranno i dessert e la paccherata finale.
Tutte le portate saranno affiancate da vini in abbinamento, con etichette selezionate delle Cantine Ferrari (Fratelli Lunelli) e di Stefano Antonucci - Santa Barbara. La serata, che sarà animata dall'artista Massimiliano Ruggeri, proseguirà con un party after dinner.
Classe 1964, Enrico "Chicco" Cerea è cresciuto tra i fornelli del ristorante di famiglia. Dopo un periodo di formazione all'estero, è tornato in Italia arricchendo il suo patrimonio familiare con una visione cosmopolita e profondamente fedele alla tradizione.
Il pluristellato Ristorante Da Vittorio è un'eccellenza della scena italiana contemporanea. Aperto nel 1966 a Bergamo, si contraddistingue per la qualità assoluta della materia prima. Ad oggi, Da Vittorio è un impero in espansione con sedi anche a St. Moritz e Shanghai. Il conferimento delle tre stelle Michelin, conquistate nel 2010, ha sancito ufficialmente l'eccellenza del ristorante bergamasco all'interno del panorama della cucina mondiale.
Per info e prenotazioni, visitare la pagina https://www.palazzocarradori.com/post/una-serata-d-autore-a-palazzo-carradori-cena-a-quattro-mani-con-da-vittorio.
Sarà la famiglia Marsili, titolare del Bar Diana, a offrire la spada della XLV edizione della Corsa alla Spada e Palio, in programma a Camerino dal 13 al 24 maggio 2026. Una scelta dal forte valore simbolico: proprio nel 2026 lo storico locale festeggerà infatti i 70 anni di attività, aperta nel 1956 e divenuta nel tempo uno dei punti di riferimento della città.
Un anniversario che si intreccia con l’identità della manifestazione più rappresentativa di Camerino. Il Bar Diana ha accompagnato generazioni di cittadini e studenti, prima nella storica sede lungo Corso Vittorio Emanuele II e, dopo il sisma, nei nuovi spazi de “I Portici” in via Madonna delle Carceri. Un luogo di incontro e condivisione che ha saputo mantenere intatto il proprio spirito, diventando parte della memoria collettiva camerte.
A fondare e far crescere l’attività è stato Enrico Marsili, figura molto stimata in città, che insieme alla moglie Valentina ha guidato il locale con passione e dedizione. Oggi sono i figli Orlando e Francesco a portare avanti il percorso di famiglia, nel segno della continuità e dell’innovazione, mantenendo saldi i principi di accoglienza, qualità e professionalità che hanno reso il bar un’istituzione cittadina. Nella sede attuale restano centrali la cortesia di sempre e uno dei simboli più amati del locale: il gelato artigianale, capace di attrarre clienti affezionati e nuove generazioni.
Il dono della spada rappresenta un gesto altamente simbolico. L'arma, emblema di valore, onore e spirito cavalleresco, sarà consegnata al corridore che per primo taglierà il traguardo domenica 24 maggio 2026. A realizzarla sarà il maestro fabbro Stefano Bellesi, incaricato da Orlando e Francesco Marsili di creare un’opera capace di coniugare maestria artigianale, tradizione e pregio artistico.
“Il connubio tra il Bar Diana e la Corsa alla Spada e Palio assume un significato ancora più profondo - ha dichiarato la presidente Donatella Pazzelli -. Da un lato una storica attività che celebra 70 anni di storia, dall’altro una manifestazione che incarna identità, memoria e spirito competitivo della città. Un incontro tra tradizione imprenditoriale e tradizione storica che rafforza il senso di comunità e appartenenza”.
Con questo gesto si apre simbolicamente la XLV edizione della Corsa alla Spada e Palio, a testimonianza di come il tessuto economico e sociale cittadino sappia fare squadra nel segno della storia, della condivisione e dell’orgoglio camerte.
Ci sono compleanni che profumano di storia e di speranza. La città di Matelica ha festeggiato in questi giorni lo straordinario traguardo di Terza Chiappini, che ha spento ben 103 candeline. Nonostante l'età veneranda, la signora Terza gode di un’ottima salute e ha accolto tutti con grande vivacità, regalando sorrisi a chiunque abbia partecipato alla sua festa.
Il compleanno è stato celebrato con un momento conviviale caratterizzato da una grande torta colorata, fiori e striscioni festosi. Circondata dall'affetto dei propri familiari, Terza ha condiviso la gioia della ricorrenza insieme agli altri ospiti e a tutto lo staff della casa di riposo dove risiede attualmente.
All'evento non è voluto mancare il sindaco Denis Cingolani, che ha portato ufficialmente il saluto e l'abbraccio dell'intera comunità matelicese. Il primo cittadino ha voluto omaggiare la festeggiata sottolineando il valore profondo della sua testimonianza di vita.
"A nome della città di Matelica e dell’amministrazione comunale – ha dichiarato il sindaco Denis Cingolani – faccio tanti auguri a Terza per i suoi 103 anni. È sempre un’occasione speciale poter prendere parte a queste ricorrenze: i nonni sono le radici del nostro futuro".
Con la sua forza e la sua serenità, Terza Chiappini si conferma una delle memorie storiche più longeve del territorio, un esempio di resilienza che l’intera cittadinanza ha voluto idealmente abbracciare in questo giorno speciale.
Un secolo di vita, segnato da impegno nel lavoro e dedizione al sindacato. La Cisl ha festeggiato oggi i 100 anni di Domenico Venturi, storico dirigente della Cisl di Macerata fino al 1995. L’evento, ricco di emozione e riconoscenza, ha riunito amici, colleghi e rappresentanti dell’organizzazione sindacale.
I festeggiamenti si sono svolti presso il Circolo ricreativo per anziani C.S.A. 93 di Collevario, a Macerata, in un clima di affetto e partecipazione. Alla cerimonia erano presenti il segretario generale della Cisl Marche, Marco Ferracuti, insieme a Mario Canale, Gianluca Puliti, Rls Fnp Cisl Macerata e Civitanova, Rocco Gravina, responsabile Cisl Macerata e Civitanova, e Silvano Giangiacomi, segretario generale Fnp Cisl Marche, testimoni di una storia sindacale che attraversa generazioni.
«È stata una grande emozione festeggiare i 100 anni di Domenico Venturi – ha dichiarato Ferracuti –. Il suo è un traguardo straordinario che racconta una vita spesa con impegno, passione e dedizione al lavoro e all’attività sindacale. Celebrare oggi questo momento significa rendere omaggio non solo a una persona, ma ai valori più autentici su cui si fonda la Cisl e la nostra comunità sindacale».
Il segretario generale ha inoltre ringraziato il Circolo C.S.A. 93 di Collevario per l’ospitalità, sottolineando come il luogo abbia contribuito a rendere possibile questo momento di festa e condivisione.
È stato inaugurato questo pomeriggio il sottopasso pedonale di viale Pantaleoni, a Macerata, recentemente riqualificato nell'ambito di un piano di interventi che ha interessato lo Sferisterio e le aree limitrofe. L'opera, parte di un progetto di rigenerazione urbana dal valore complessivo di 1.100.000 euro finanziato tramite i fondi del PNRR, punta a garantire una maggiore sicurezza nell'attraversamento stradale e il decoro di uno degli accessi principali al centro storico.
All'inaugurazione hanno preso parte la vicesindaco Francesca D’Alessandro, in rappresentanza del sindaco Sandro Parcaroli, e gli assessori Andrea Marchiori, Silvano Iommi, Paolo Renna e Riccardo Sacchi. La giunta ha inquadrato l'opera in una programmazione quinquennale volta al restauro conservativo e alla valorizzazione del patrimonio architettonico cittadino.
L'architetto Mauro Saracco, per conto del gruppo di progettazione, ha illustrato gli aspetti tecnici di un cantiere durato circa due anni, i cui tempi sono stati cadenzati per non interferire con le stagioni liriche. Oltre alla pulizia della cortina muraria in laterizio e al restauro degli infissi lungo via Pantaleoni, i lavori si sono concentrati sulla risoluzione delle infiltrazioni d'acqua che interessavano le gradinate e il corridoio Innocenziano.
All'interno della struttura, gli interventi hanno riguardato anche la balconata e il recupero dell'ex cabina di proiezione situata sopra la sala Cesanelli. Per quanto riguarda il sottopasso, l’intervento si è focalizzato sulla valorizzazione architettonica e sull'illuminazione, mantenendo inalterate le decorazioni preesistenti e consolidando la struttura per l'uso quotidiano da parte dei residenti e dei turisti.
A Macerata, l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per l’intervento di riparazione con rafforzamento locale di Palazzo Conventati, sede degli uffici comunali di Piaggia della Torre, autorizzando un contributo di 600.000 euro nell’ambito dell’ordinanza commissariale 137 del 2023.
“A intervento concluso, Palazzo Conventati sarà pienamente recuperato nella sua funzionalità e nella sua valenza architettonica, restituendo al cuore della città un edificio più sicuro, più stabile e maggiormente fruibile - conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Si tratta di un tassello significativo nel percorso di valorizzazione e rigenerazione del centro storico, che potrà contare su un immobile pubblico rinnovato e adeguato agli standard di sicurezza richiesti, cosa per cui dico grazie all’impegno congiunto messo in campo con lo stesso Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli”.
"L’approvazione del progetto esecutivo per l’intervento di riparazione di Palazzo Conventati da parte dell’Ufficio Speciale Ricostruzione rappresenta un passaggio fondamentale per la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio. Si tratta di un risultato importante che consentirà di restituire piena funzionalità e sicurezza a un edificio storico della nostra città, che oggi ospita la sede del Comune - ha aggiunto il sindaco Sandro Parcaroli - Desidero esprimere un sentito ringraziamento al commissario Guido Castelli per l’attenzione e la costante collaborazione, così come alla Regione Marche per il prezioso supporto. Questo traguardo è il frutto di un lavoro condiviso tra istituzioni, che continua a dare risposte concrete al territorio e ai cittadini".
L’edificio, di grande valore storico e architettonico (costruito tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500), presenta danni riconducibili al terremoto, in particolare alle murature portanti, alle volte del piano terra e alle strutture dei livelli superiori. Le verifiche tecniche hanno evidenziato un quadro fessurativo significativo nel blocco sud del palazzo, con lesioni di natura sismica e criticità legate alla configurazione originaria dell’edificio.
Il progetto prevede interventi mirati al miglioramento della sicurezza strutturale, nel pieno rispetto della natura storica del complesso. Tra le opere principali sono previsti nuovi incatenamenti in acciaio, ristilature armate dei giunti, consolidamento delle volte, riparazioni "a cuci e scuci" delle murature lesionate e la realizzazione localizzata di nuovi setti murari per ridurre le bucature e migliorare la risposta sismica complessiva. Sono incluse anche opere di restauro delle superfici e degli elementi lapidei di pregio.
Il progetto mantiene l’assetto e la morfologia dell’edificio storico, già caratterizzato da numerosi interventi stratificati nel tempo.