"Andrea Angeli, un uomo di fronte al quale togliersi il cappello": il sottosegretario Onu De Mistura si inchina in suo ricordo (FOTOGALLERY)
Attualità
29/09/2026 15:00

"Andrea Angeli, un uomo di fronte al quale togliersi il cappello": il sottosegretario Onu De Mistura si inchina in suo ricordo (FOTOGALLERY)

Quella di ieri a Roma, al Circolo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, è stata una giornata dedicata alla memoria di Andrea Angeli, il peacekeeper maceratese recentemente scomparso. A racchiudere il significato dell'incontro è stato un gesto di Staffan de Mistura: il sottosegretario generale delle Nazioni Unite ha indossato il berretto da capo missione, per poi toglierselo, inchinarsi idealmente davanti ad Angeli e salutarlo alla maniera militare. "Chapeau, di fronte a te mi tolgo il cappello e lo consegno a Teresa, perché Andrea è stato a tutti gli effetti un capo missione", ha detto, rivolgendosi alla sorella di Angeli presente alla cerimonia insieme al marito Marco e al grande amico Guido Picchio, per poi cingerla in un commosso abbraccio. Un omaggio particolarmente significativo da parte di chi con Angeli ha condiviso missioni internazionali e anni di lavoro alla Farnesina, e che ha voluto riconoscergli quel ruolo che, pur non avendo mai ricoperto formalmente, gli era "de facto proprio". Angeli è stato protagonista di numerose missioni di peacekeeping in alcuni dei contesti più complessi, dal Kosovo a Sarajevo fino a Nassiriya, diventando nel tempo un punto di riferimento per colleghi e collaboratori. Presente anche il Presidente della SIOI, l’Ambasciatore Riccardo Sessa che ha calcato l'accento sulla grande capacità di Angeli di intrecciare numerosissime relazioni personali di grande qualità, riuscendo sempre a rivelarsi prezioso ed efficace nello svolgimento dei numerosi  incarichi ricoperti. La Presidente del Circolo, l'ambasciatrice Maria Assunta Accili ha sottolineato quanto Andrea si sentisse a casa al Circolo - di cui era socio e assiduo frequentatore - spiegando quanto fosse amato da tutti. Un ricordo di Andrea anche da parte dell'Ambasciatore Rocco Antonio Cangelosi, che ne ha citato la delicatezza e la preparazione, condividendo uno spaccato della loro pluridecennale amicizia.  È, quindi, intervenuto Padre Mariano Asunis, cappellano militare di lungo corso, che ha celebrato i funerali di Angeli a Macerata e che oggi presiederà la messa del trigesimo, in programma alle 18, a Roma, presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena, alla Salita del Grillo. Padre Mariano ha rivelato che Angeli, un giorno, si raccomandò con lui, chiedendogli di officiare personalmente le sue esequie, quando sarebbe arrivato il momento. Infine, si sono susseguiti i ricordi dei giornalisti Gianni Riotta, Duilio Gianmaria (che ha citato, fra l'altro, l'impegno di Angeli nella realizzazione di un documentario su Padre Matteo Ricci), Tiziana Ferrario e Lao Petrilli; poi quelli del generale Massimo Panizzi e di Fabrizio Tofone, elicotterista dell'Esercito e amico personale di Angeli. “Io mi prendevo cura delle sue auto a Orte, nel garage che aveva acquistato. Quando passava dalla stazione di Orte per i suoi viaggi di lavoro io, egoisticamente, speravo sempre che il treno dopo fosse in ritardo, così Andrea avrebbe dormito qui da noi e io avrei continuato a rubare dai suoi occhi e dai suoi racconti il mondo che poi ho conosciuto" racconta Fabrizio Tofone, primo luogotenente elicotterista, ricordando la capacità di Angeli di "raccontare il mondo da diplomatico, da giornalista e da signore". “Quello che è successo ad Andrea ci ha fatto rendere conto di essere tutti satelliti che gli orbitavano attorno, e lui in questo modo ci ha allineato. Ora ci conosciamo tutti, sappiamo cosa eravamo per Andrea gli uni gli altri” afferma il giornalista Lao Petrilli. Un ulteriore incontro in suo ricordo si è tenuto nella mattinata di ieri presso la sede della SIOI, presieduto dal Presidente, l’Ambasciatore Riccardo Sessa, dal Sottosegretario Generale delle Nazioni Unite Staffan De Mistura e con gli interventi del Vice Segretario Generale del Ministero della Difesa, del Generale di C. A. Mauro D’Ubaldi, del funzionario del WFP Marina Catena e del giornalista Lao Petrilli.  

"Andrea Angeli, un uomo di fronte al quale togliersi il cappello": il sottosegretario Onu De Mistura si inchina in suo ricordo (FOTOGALLERY)

"Andrea Angeli, un uomo di fronte al quale togliersi il cappello": il sottosegretario Onu De Mistura si inchina in suo ricordo (FOTOGALLERY)
29/09/2026 15:00

Quella di ieri a Roma, al Circolo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, è stata una giornata dedicata alla memoria di Andrea Angeli, il peacekeeper maceratese recentemente scomparso. A racchiudere il significato dell'incontro è stato un gesto di Staffan de Mistura: il sottosegretario generale delle Nazioni Unite ha indossato il berretto da capo missione, per poi toglierselo, inchinarsi idealmente davanti ad Angeli e salutarlo alla maniera militare. "Chapeau, di fronte a te mi tolgo il cappello e lo consegno a Teresa, perché Andrea è stato a tutti gli effetti un capo missione", ha detto, rivolgendosi alla sorella di Angeli presente alla cerimonia insieme al marito Marco e al grande amico Guido Picchio, per poi cingerla in un commosso abbraccio. Un omaggio particolarmente significativo da parte di chi con Angeli ha condiviso missioni internazionali e anni di lavoro alla Farnesina, e che ha voluto riconoscergli quel ruolo che, pur non avendo mai ricoperto formalmente, gli era "de facto proprio". Angeli è stato protagonista di numerose missioni di peacekeeping in alcuni dei contesti più complessi, dal Kosovo a Sarajevo fino a Nassiriya, diventando nel tempo un punto di riferimento per colleghi e collaboratori. Presente anche il Presidente della SIOI, l’Ambasciatore Riccardo Sessa che ha calcato l'accento sulla grande capacità di Angeli di intrecciare numerosissime relazioni personali di grande qualità, riuscendo sempre a rivelarsi prezioso ed efficace nello svolgimento dei numerosi  incarichi ricoperti. La Presidente del Circolo, l'ambasciatrice Maria Assunta Accili ha sottolineato quanto Andrea si sentisse a casa al Circolo - di cui era socio e assiduo frequentatore - spiegando quanto fosse amato da tutti. Un ricordo di Andrea anche da parte dell'Ambasciatore Rocco Antonio Cangelosi, che ne ha citato la delicatezza e la preparazione, condividendo uno spaccato della loro pluridecennale amicizia.  È, quindi, intervenuto Padre Mariano Asunis, cappellano militare di lungo corso, che ha celebrato i funerali di Angeli a Macerata e che oggi presiederà la messa del trigesimo, in programma alle 18, a Roma, presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena, alla Salita del Grillo. Padre Mariano ha rivelato che Angeli, un giorno, si raccomandò con lui, chiedendogli di officiare personalmente le sue esequie, quando sarebbe arrivato il momento. Infine, si sono susseguiti i ricordi dei giornalisti Gianni Riotta, Duilio Gianmaria (che ha citato, fra l'altro, l'impegno di Angeli nella realizzazione di un documentario su Padre Matteo Ricci), Tiziana Ferrario e Lao Petrilli; poi quelli del generale Massimo Panizzi e di Fabrizio Tofone, elicotterista dell'Esercito e amico personale di Angeli. “Io mi prendevo cura delle sue auto a Orte, nel garage che aveva acquistato. Quando passava dalla stazione di Orte per i suoi viaggi di lavoro io, egoisticamente, speravo sempre che il treno dopo fosse in ritardo, così Andrea avrebbe dormito qui da noi e io avrei continuato a rubare dai suoi occhi e dai suoi racconti il mondo che poi ho conosciuto" racconta Fabrizio Tofone, primo luogotenente elicotterista, ricordando la capacità di Angeli di "raccontare il mondo da diplomatico, da giornalista e da signore". “Quello che è successo ad Andrea ci ha fatto rendere conto di essere tutti satelliti che gli orbitavano attorno, e lui in questo modo ci ha allineato. Ora ci conosciamo tutti, sappiamo cosa eravamo per Andrea gli uni gli altri” afferma il giornalista Lao Petrilli. Un ulteriore incontro in suo ricordo si è tenuto nella mattinata di ieri presso la sede della SIOI, presieduto dal Presidente, l’Ambasciatore Riccardo Sessa, dal Sottosegretario Generale delle Nazioni Unite Staffan De Mistura e con gli interventi del Vice Segretario Generale del Ministero della Difesa, del Generale di C. A. Mauro D’Ubaldi, del funzionario del WFP Marina Catena e del giornalista Lao Petrilli.  

Cronaca

Soffocata da un acino d'uva, muore a tre anni la bimba di Jesi: i genitori donano gli organi

Soffocata da un acino d'uva, muore a tre anni la bimba di Jesi: i genitori donano gli organi

29/09/2026 21:12

Un acino d’uva, una tragedia improvvisa a tavola e una vita spezzata ad appena tre anni. Non ce l’ha fatta la bimba di Jesi che dal 23 settembre scorso lottava tra la vita e la morte nel reparto di Rianimazione pediatrica dell'ospedale materno-infantile Salesi di Ancona. Il suo cuore ha smesso di battere nel tardo pomeriggio di oggi: alle 19.45 il collegio medico dell'Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche ne ha accertato ufficialmente il decesso, fa sapere l'Azienda ospedaliera universitaria. La drammatica sequenza dei fatti risale a una settimana fa. La piccola stava mangiando quando l'acino d'uva le ha ostruito le vie aeree in modo gravissimo. Immediati i primi disperati tentativi di rianimazione sul posto per stabilizzarla, prima della corsa contro il tempo a bordo dell'eliambulanza verso il presidio dorico. Arrivata al Salesi in condizioni disperate, la bambina è stata affidata alle cure intensive dell'équipe della Rianimazione pediatrica. I medici hanno tentato di tutto, mantenendola in sedazione farmacologica profonda e ventilazione meccanica sotto costante e incessante monitoraggio. Ogni sforzo, purtroppo, si è rivelato vano. Nel buio di un dolore incommensurabile, i genitori della piccola hanno saputo compiere un gesto di straordinaria generosità e amore: hanno espresso la volontà di donare gli organi della figlia. Un'ultima scelta di vita che consentirà di trasformare una tragedia lacerante nella speranza di salvezza per altri piccoli pazienti.

Morrovalle, ruba il bancomat a un 27enne e lo usa per i suoi acquisti: denunciato 40enne

Morrovalle, ruba il bancomat a un 27enne e lo usa per i suoi acquisti: denunciato 40enne

29/09/2026 16:00

Avrebbe utilizzato un bancomat rubato per effettuare diversi acquisti in alcuni esercizi commerciali di Morrovalle: per questo un 40enne residente a Montegranaro, già noto alle forze dell'ordine, è stato denunciato in stato di libertà dai carabinieri della stazione di Corridonia. L'indagine è partita dal furto della carta di pagamento, avvenuto lo scorso 31 agosto a Corridonia ai danni di un giovane di 27 anni del posto. I militari, al termine di un'attività di riscontro, hanno raccolto quelli che vengono definiti univoci elementi a carico del 40enne in relazione all'utilizzo fraudolento della carta. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il bancomat sarebbe stato utilizzato indebitamente per effettuare diversi acquisti presso attività commerciali situate nel vicino comune di Morrovalle. Al termine degli accertamenti, l'uomo è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica, con le ipotesi di ricettazione e indebito utilizzo di carte di pagamento. L'attività investigativa è stata condotta dai carabinieri della stazione di Corridonia nell'ambito dei controlli e degli accertamenti svolti sul territorio.

Attualità

Macerata, la Polizia celebra San Michele Arcangelo: consegnati i riconoscimenti per meriti di servizio

Macerata, la Polizia celebra San Michele Arcangelo: consegnati i riconoscimenti per meriti di servizio

29/09/2026 13:00

La Cattedrale di San Giovanni a Macerata ha ospitato questa mattina la celebrazione di San Michele Arcangelo, patrono della Polizia di Stato, con la Santa Messa officiata dal vescovo monsignor Nazzareno Marconi. Alla cerimonia hanno partecipato le principali autorità civili e militari della provincia, rappresentanti delle istituzioni e donne e uomini della Polizia di Stato. La ricorrenza è stata occasione non solo di raccoglimento, ma anche per riflettere sul ruolo svolto quotidianamente dagli operatori al fianco della comunità. Nel suo intervento, il Questore di Macerata Luigi Mangino ha ricordato il significato della figura di San Michele Arcangelo, proclamato patrono della Polizia di Stato da Papa Pio XII nel 1949. L'Arcangelo, tradizionalmente raffigurato con la spada mentre sconfigge il male, richiama secondo il Questore non soltanto la forza, ma anche la fermezza necessaria per difendere i valori, distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è e assumersi la responsabilità di proteggere gli altri. Un riferimento che Mangino ha collegato alla funzione della Polizia di Stato, chiamata a tutelare libertà, sicurezza, dignità e diritti delle persone, dando concreta attuazione ai principi su cui si fonda la Repubblica. Il Questore ha inoltre sottolineato come il concetto di legalità non coincida esclusivamente con la prevenzione e il contrasto dei reati. La presenza della Polizia sul territorio comprende infatti anche ascolto, orientamento e sostegno alle persone che si trovano in situazioni di difficoltà. Nel corso della cerimonia è arrivato anche il ringraziamento agli operatori della Questura di Macerata, del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Civitanova Marche e delle diverse specialità della Polizia di Stato, con un richiamo al valore del lavoro di squadra e della professionalità messa quotidianamente a disposizione del territorio. Un pensiero è stato rivolto anche ai poliziotti in quiescenza e agli appartenenti all'Associazione Nazionale della Polizia di Stato, considerati custodi di un patrimonio di esperienza da trasmettere alle nuove generazioni. Il Questore ha ricordato inoltre gli agenti caduti nell'adempimento del dovere e i loro familiari, alcuni dei quali presenti alla celebrazione. Il sacrificio dei poliziotti scomparsi, è stato sottolineato, rappresenta una parte della storia della Polizia di Stato e una testimonianza del significato del servizio al Paese.

Giornata internazionale per l'aborto sicuro, ma nelle Marche il 67% dei ginecologi è obiettore

Giornata internazionale per l'aborto sicuro, ma nelle Marche il 67% dei ginecologi è obiettore

28/09/2026 18:00

Il 28 settembre si celebra la giornata internazionale per l' aborto sicuro. Una data che assume un valore particolare nel nostro Paese, considerando la recente scomparsa di una delle personalità di maggiore spicco che si è battuta per l’ottenimento di questo diritto: Emma Bonino. Il 22 maggio del 1978 la legge 194 permette alle donne italiane di poter scegliere se porre fine a una gravidanza evitando di ricorrere a pratiche che per anni hanno messo a rischio la loro salute e la loro stessa vita. Bonino in prima persona aveva vissuto l’esperienza dell’aborto, evento che la spingerà definitivamente a impegnarsi con tutte le sue forze per far si che altre donne non vivessero la sua stessa esperienza. Insieme a Adele Faccio, all’epoca direttrice del Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto (Cisa) di Firenze, Marco Pannella e Gianfranco Spadaccia inizia un percorso pubblico per aiutare le donne ad abortire in modo sicuro. Questo valse il loro arresto nel 1975 ma non intaccò l’impegno per il diritto che arrivò tre anni dopo, nel 1978. Questo diritto e l’aborto sicuro di cui oggi si celebra la giornata internazionale fanno riferimento ad una serie di elementi che dovrebbero garantirne l’attuazione. Si parla quindi di luoghi e personale adatto, di garanzie per la donna che permettano la sua tranquillità e il suo monitoraggio anche nelle fasi successive. Ma pur essendo presente la legge 194, l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza in Italia non è omogeneo. Gli ostacoli riguardano le barriere organizzative e informative che, già a monte, posso rappresentare un problema per chi vuole accedere al trattamento. Inoltre, le differenze presenti nella disponibilità dei servizi tra territori causano spesso la necessità per le pazienti di spostarsi dalla propria provincia, se non addirittura dalla propria regione. Spostamenti che, tra l’altro, hanno un costo. Il fenomeno del turismo abortivo, in tal senso, si inserisce all’interno di una problematica più ampia che riguarda la prevalenza di medici obiettori di coscienza all’interno delle strutture sanitarie. Nel report “Aborto a ostacoli. Come le politiche di deterrenza minacciano l’accesso alla Interruzione Volontaria di Gravidanza in Italia” pubblicato da Medici del Mondo Italia nel 2024 è stato osservato come l’Italia si inserisca all’interno dei paesi che sta innalzando le politiche restrittive rispetto all’IVG. Il report si sofferma sulla presenza di zone grigie della legge 194 che permettono alle regioni di poter arginare sempre di più la pratica dell’IGV. In questo contesto è necessario ricordare che l’interruzione volontaria di gravidanza si può effettuare entro i primi novanta giorni di gestazione in caso di “circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la salute fisica o psichica” della persona incinta, “in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito”. Dopo questo tempo la pratica di aborto terapeutico può essere adottata unicamente nei casi di “grave pericolo per la vita della donna” o di “processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna”. L’articolo 9 della legge è quello che tratta la questione dell’obiezione di coscienza, per cui “il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie non è tenuto a prendere parte alle procedure per l’interruzione della gravidanza”. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, fermi al 2023, la presenza di ginecologi obiettori di coscienza in Italia è pari al 57,1%. Per i dati relativi alla regione Marche, riprendiamo quelli della mappa fornita dalle giornaliste Chiara Lalli e Sonia Montegiove in “Mai Dati”. La media regionale di ginecologi obiettori è del 67,4%, vale a dire 2 ginecologi su 3, quella degli anestesisti del 35,1%. La situazione degli ospedali regionali è la seguente: I dati presi in considerazione sono relativi al 2023 e già datati, segno del fatto che serve un maggiore impegno nel tracciare il fenomeno. Oltre all'elemento dell’obiezione di coscienza, nella regione è presente anche una difficoltà di accesso alla IVG farmacologica, che non contempla l’intervento chirurgico e prevede l’assunzione di due pillole a 48 ore di distanza l’una dall’altra: il mifepristone (RU486) e il misoprostolo. Le Marche rientrano tra le regioni che hanno deciso di non attuare le linee del Ministero della Salute nel 2020 sulla RU486. La regione non ha adottato l’estensione a 9 settimane per la sua somministrazione, permettendola solamente in ospedale, in day hospital e solamente entro 7 settimane di gestazione. Nella giornata di oggi serve ricordare che la presenza di un diritto non ne prevede, conseguentemente, la garanzia della sua piena attuazione. È necessario che alle donne venga assicurata la possibilità di accedere ai percorsi di interruzione volontaria di gravidanza nel rispetto della loro persona e del diritto di autodeterminazione e nel luogo in cui vivono, senza rendere il momento ulteriormente complesso. (Foto di repertorio) 

Politica

A Potenza Picena apre il circolo numero 2244 di Futuro Nazionale: Rosanna Virgili referente

A Potenza Picena apre il circolo numero 2244 di Futuro Nazionale: Rosanna Virgili referente

29/09/2026 15:15

Si rafforza la presenza di Futuro Nazionale in provincia di Macerata. A Potenza Picena nasce infatti il circolo numero 2244 del partito, che conta già 17 iscritti e avrà come referente Rosanna Virgili, 34 anni, mamma e insegnante di scuola primaria. «Sono felice di poter contribuire alla crescita di Futuro Nazionale sul territorio – dichiara Rosanna Virgili –. Da mamma e insegnante, vivo quotidianamente a contatto con le famiglie e con i bambini e conosco da vicino le esigenze della nostra comunità». Virgili individua quindi alcuni dei temi che intende portare avanti attraverso il nuovo circolo: «Ritengo fondamentale dare voce a chi chiede maggiore attenzione a temi importanti come la famiglia, l'educazione, la sicurezza e l'identità. Per questo e per la stima che nutro nei confronti del Generale Vannacci e di tutta la struttura regionale delle Marche, ho scelto Futuro Nazionale». La nuova referente rivolge inoltre un ringraziamento ai vertici territoriali del movimento: «Ringrazio il coordinatore regionale Fabrizio Ciarapica e il coordinatore provinciale Pierpaolo Turchi, che mi ha seguito e sostenuto fin dall'inizio di questo percorso». L'obiettivo per i prossimi mesi è quello di consolidare la presenza del circolo sul territorio e ampliare la partecipazione. «Il nostro obiettivo – conclude Virgili – è far crescere il circolo di Potenza Picena, coinvolgere sempre più persone e renderlo una presenza concreta e operativa sul territorio». Soddisfazione viene espressa anche dal coordinatore provinciale Pierpaolo Turchi, che commenta così la nuova apertura: «Faccio i miei complimenti a Rosanna e a tutti gli iscritti per questa nuova apertura. La nascita di nuovi circoli rappresenta un segnale importante e ci permette di essere sempre più presenti nei territori». Turchi guarda già ai prossimi obiettivi organizzativi: «Il nostro obiettivo è continuare a crescere e aumentare il numero delle tessere in tutta la provincia di Macerata, costruendo una rete sempre più ampia e partecipata». Infine, il coordinatore provinciale annuncia nuove aperture: «Presto apriremo altri circoli e tutti insieme sosterremo il nostro coordinatore regionale Fabrizio Ciarapica e il generale Roberto Vannacci».

Giovani del Pd dicono no alla guerra con la Russia: c'è ancora speranza

Giovani del Pd dicono no alla guerra con la Russia: c'è ancora speranza

27/09/2026 11:30

Nei giorni scorsi, si è scatenato un vero e proprio linciaggio mediatico a reti unificate contro alcuni giovani del Partito Democratico che hanno coraggiosamente preso posizione contro la guerra e addirittura celebrato il comunismo storico novecentesco. Nel loro intervento, alcuni di questi ragazzi disallineati rispetto al verbo unico della globalizzazione neoliberale si sono detti contrari alla guerra contro la Russia e hanno addirittura dichiarato di essere pronti a organizzare la diserzione. Come se non bastasse, violando l'etichetta di quel Partito Democratico che rappresenta non già la continuazione, bensì la tomba del pensiero e dell'azione di Marx e di Gramsci, hanno fatto professione di comunismo, rinnegando in toto l'ordine simbolico neo-liberale dominante. Che la destra li abbia derisi e scherniti, non stupisce: essa vede il nome del comunismo come Superman vede la kryptonite. È, da sempre, la parte che supporta la società così com'è. Che anche larga parte della sinistra abbia agito egualmente, dovrebbe destare qualche riflessione critica: come non mi stanco di sottolineare, la sinistra, o meglio la sinistrash, facendosi indistinguibile dalla destra stessa, ha aderito al pensiero unico della globalizzazione liberale e imperialistica. È divenuta ciò che un tempo combatteva, facendosi in tutto e per tutto guardia arcobaleno della globalizzazione neoliberale. La neo-sinistra post-comunista ha prodotto a propria immagine e somiglianza un presepe deplorevole – o, se si preferisce, un inferno dantesco –, popolato da radical chic tediati e da megalomani del leaderismo, da neofiti zelanti e da boriosi convertiti sulla via di Damasco, da pentiti per puro opportunismo, da “servi volontari”, da gatekeepers di professione e da Mattia Pascal la cui irresponsabilità è pari solo al cinismo: una tribù altamente differenziata al proprio interno, ma i cui abitatori sono accomunati dal transito, convinto o rassegnato, alla difesa della parte che un tempo combattevano e, sinergicamente, dall’abbandono, per inconsapevole oblio o per rivendicata volontà, di una storia e di una tradizione che avevano dato voce e organizzazione agli ultimi e ai loro desideri di migliori libertà. A cagione di ciò, oggi la sinistra appare, se mai è possibile, ancor più spregevole della destra: quest'ultima, in quanto parte della apologia dello status quo, non ha deluso, rivelandosi sempre all'altezza delle aspettative. La sinistra, invece, ha rinnegato ciò che era per diventare ciò che combatteva, assumendo lo sguardo di chi, in alto, ci odia. Sentire dei giovani che ripudiano la guerra e che ugualmente respingono il discorso unico della globalizzazione neoliberale ci segnala incontrovertibilmente che l'encefalogramma della società non è ancora del tutto piatto e che qualche bagliore di speranza, dopo tutto, sopravvive. L'opposizione alla guerra e all'imperialismo è un punto saldo, a cui tutti dovrebbero aderire, soprattutto i cittadini comuni, quelli che, per inciso, in caso di guerra, verranno mandati al fronte a sacrificarsi per i sacri valori dell'Occidente, cioè il mercato, la competitività, il nichilismo. Per quel che riguarda, poi, il richiamo al comunismo, esso potrà apparire vintage e naturalmente la parola non gode oggi, nell'epoca post1989, di grande forza attrattiva: lo si potrà, allora, chiamare comunitarismo, socialismo o in molti altri modi ancora, ma, mutato nomine, resta la sostanza, ossia la sacrosanta esigenza di una rettifica della società iniqua in cui siamo incagliati, vale a dire il desiderio di migliori libertà e di ulteriorità nobilitanti rispetto alla lotta per la sopravvivenza innalzata a solo stile di vita. Con le parole di Bertolt Brecht, è la semplicità che è difficile a farsi. Forse - auspicabilmente - non tutto è perduto.

Sanità

Vaccini, nelle Marche nessuna patologia raggiunge il target del 95%

Vaccini, nelle Marche nessuna patologia raggiunge il target del 95%

29/09/2026 18:00

Il 25 settembre scorso si è tenuta ad Ancona "Extra Salute" una giornata dedicata alle vaccinazioni in età pediatrica. Il congresso "UptoDate: sulle vaccinazioni – La cultura delle vaccinazioni ad Ancona, capitale della cultura" ha permesso di fare il punto sulla situaizone relativa alla copertura vaccinale, ma anche di trattare temi come quelli della prevenzione e della comunicazione con le famiglie.  L'evento è stato organizzato da OMCEO l'Ordine dei Medici Chirughi e Odontoiatri della provincia di Ancona in collaborazione con la Fimp, la Federazione Italiana Medici Pediatri. Il congresso ha riunito professionisti dei servizi vaccinali, igienisti e pediatri che hanno lasciato spazio anche alle domande e ai dubbi dei partecipanti. I dati emersi disegnano un quadro regionale in cui l'obbiettivo del 95% di vaccinazioni non è raggiunto in nessuna patologia. L'Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, afferma che la soglia del 95% di copertura vaccinale è fondamentale per il raggiungimento dell'immunità di gregge. Nella regione, però, ci si ferma al 94,33% per la difterite, scendendo costantemente per le altre patologie: 91,85% per il tetano, 91,84% per la pertosse, 91,56% per il morbillo, 90,49% per la varicella, 86,7% per lo Pneumococco e il 73,5% per la MenB, dato tra l'altro più basso del 5,5% rispetto a quello nazionale.  Il cuore della giornata ha riguardato l'importanza che ricopre ancora oggi il parlare di vaccinazioni. Infezioni e patologie considerate lontane, infatti, se non affiancate da una buona copertura vaccinale possono tornare a rappresentare un rischio.  "Quando una malattia non si vede più, è facile dimenticarne la gravità e percepire come non più necessario lo strumento che ne ha determinato la drastica riduzione. Ma virus e batteri non sono scomparsi e la diminuzione delle coperture crea nuovamente spazi per la loro circolazione" afferma Omceo, che ricorda quanto sia importante costruire un rapporto di fiducia con le famiglie che passi per una corretta informazione e che si basi sulle evidenze scientifiche. In questo senso le vaccinazioni "sono vittime del loro stesso successo".

Prevenzione dei tumori testa-collo: 167 visite a Macerata e Civitanova, individuate 8 lesioni da operare

Prevenzione dei tumori testa-collo: 167 visite a Macerata e Civitanova, individuate 8 lesioni da operare

29/09/2026 17:00

Centosessantasette visite otorinolaringoiatriche gratuite in due giorni, 30 persone invitate a proseguire gli accertamenti e, tra queste, otto già indirizzate alla programmazione di un intervento chirurgico. Sono i numeri della campagna nazionale di prevenzione dei tumori della testa e del collo promossa dall’Aiocc, l’Associazione italiana di oncologia cervico-cefalica, alla quale ha aderito anche l’Ast di Macerata. Le visite di screening sono state effettuate mercoledì 23 e giovedì 24 settembre negli ospedali di Macerata e Civitanova Marche dall’équipe dell’Otorinolaringoiatria, diretta dal dottor Cesare Carlucci. L’iniziativa prevedeva visite gratuite e ad accesso libero. Nel corso degli screening, in due casi è stata rilevata la presenza di un tumore. Per altri 30 pazienti i medici hanno ritenuto necessario procedere con ulteriori approfondimenti diagnostici. Otto di queste persone sono già state inserite nel percorso che porterà alla programmazione di un intervento chirurgico. I dati emersi dall’edizione 2026 evidenziano inoltre una maggiore partecipazione delle donne, che hanno rappresentato il 60 per cento delle persone sottoposte alla visita. La campagna punta a favorire la diagnosi precoce delle patologie oncologiche che interessano il distretto testa-collo, attraverso controlli mirati e una maggiore attenzione ai possibili segnali della malattia. L’attività di screening consente infatti di intercettare eventuali problematiche e, quando necessario, indirizzare i pazienti verso gli ulteriori accertamenti specialistici.

Sport

Trodica, arrivano le corazzate Fermana e Aurora Treia. Albanesi: "Ritmo ed entusiasmo le chiavi"

Trodica, arrivano le corazzate Fermana e Aurora Treia. Albanesi: "Ritmo ed entusiasmo le chiavi"

29/09/2026 16:30

Domani scende in campo il Trodica. Quarti di finale di coppa alle porte per la formazione biancazzurra, che sfiderà la Fermana, capolista del campionato e squadra di grande tradizione. Bastano queste semplici informazioni a mostrare il fascino del match. Allo stadio San Francesco si affronteranno due grandi protagoniste della passata stagione, che hanno conteso la promozione in D al Montecchio poi campione. Il Trodica arriva all’incontro dopo il pari a reti bianche contro l’Osimana in trasferta, mentre i canarini si presentano in forma smagliante, con 6 successi su 6 tra campionato e coppa e la testa della graduatoria. Lorenzo Albanesi, attaccante classe '97, parla così ai microfoni prematch partendo da domenica scorsa: "Quella con l’Osimana è stata una partita difficile, anche per le condizioni del campo, che non ci hanno sicuramente aiutato a esprimere il nostro gioco. Credo che avremmo dovuto cercare maggiormente l’episodio per provare a vincerla, essere più concreti e, soprattutto, 'sporcarci' un po’ di più". "Siamo una squadra giovane, però dobbiamo saper adattarci ad ogni partita: ci saranno anche altre occasioni in cui bisognerà portare a casa i punti con un po’ di furbizia ed esperienza - aggiuge Albanesi -. Con la Fermana servirà proprio questo: maggiore cattiveria nei momenti decisivi, più determinazione nei duelli e la capacità di sfruttare le occasioni che riusciremo a creare" L'attaccante si concentra poi sul futuro turno in campionato, sempre a domicilio e contro l’Aurora Treia: "Giocheremo tutte e due le gare al San Francesco (quella con la Fermana e quella con l'Aurora Treia, ndr): dobbiamo portare il fattore casa dalla nostra parte, ritmo ed entusiasmo possono essere le chiavi per mettere in difficoltà le due squadre favorite per vincere il campionato". Si gioca alle 20:30 di domani allo stadio San Francesco. I precedenti della scorsa stagione parlano di una vittoria per 1-0 del Trodica a domicilio e di uno 0-0 al Recchioni. ...

La Lube di scena a San Severino: i fratelli Nikolov fanno le "prove generali" contro Cisterna

La Lube di scena a San Severino: i fratelli Nikolov fanno le "prove generali" contro Cisterna

29/09/2026 16:00

La grande pallavolo torna al palasport "Albino Ciarapica" di San Severino Marche. Domenica 4 ottobre, alle 17:30, la Cucine Lube Civitanova affronterà la Cisterna Volley in un test match amichevole che porterà ancora una volta sul parquet settempedano alcuni dei protagonisti della Superlega. L'appuntamento si inserisce nel solco delle sfide già disputate a San Severino nelle precedenti stagioni contro Modena, nel 2024 e nel 2025, confermando il rapporto tra il PalaCiarapica e il grande volley italiano. L'evento è promosso con il supporto del San Severino Volley e con il patrocinio del Comune. La gara rappresenterà anche l'occasione per vedere all'opera diversi giocatori della Lube reduci dagli impegni con le rispettive nazionali, a pochi giorni dall'avvio della nuova stagione di Superlega. Tra i biancorossi attesi in campo ci saranno lo schiacciatore Eric Loeppky e il centrale Jackson Howe, reduci dalle competizioni continentali, oltre ai giocatori usciti agli ottavi di finale degli Europei: il centrale Antonin Klimes, gli schiacciatori Miran Kujundzic e Alex Nikolov, il palleggiatore Simeon Nikolov e l'opposto Maksym Tonkonoh. A completare il gruppo dei nazionali ci saranno anche i due azzurri Fabio Balaso e Mattia Bottolo, protagonisti con l'Italia nel percorso agli Europei terminato a un passo dalle semifinali. Per gli appassionati del territorio sarà quindi un'opportunità per vedere da vicino i campioni della massima serie italiana e assistere a una sfida che anticipa l'inizio ufficiale della stagione. Il biglietto d'ingresso costa 10 euro. In considerazione dell'affluenza attesa, gli organizzatori consigliano di prenotare il proprio posto online. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il San Severino Volley all'indirizzo stampa@sanseverinovolley.it. La biglietteria del palasport "Albino Ciarapica" sarà inoltre aperta giovedì 1 e venerdì 2 ottobre, dalle 18:30 alle 21, per l'acquisto e il ritiro dei tagliandi.

Economia

Da New York a Tokyo, Camera di commercio Marche porta nella regione le Camere di commercio italiane all'estero

Da New York a Tokyo, Camera di commercio Marche porta nella regione le Camere di commercio italiane all'estero

29/09/2026 10:50

Il 7 ottobre a Colli del Tronto una giornata di incontri B2B tra i rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero e le imprese. Un’occasione di confronto diretto sui mercati internazionali per le aziende. Rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero incontreranno il 7 ottobre le imprese marchigiane all’Hotel Il Casale di Colli del Tronto. La giornata prevede incontri B2B tra imprese e interlocutori della rete camerale italiana all’estero. Hanno già confermato la propria presenza i rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero di Città del Guatemala, Ho Chi Minh City, Hong Kong, Izmir, Johannesburg, Lione, Londra, Melbourne, Montreal, New York, Pechino, Tokyo e Varsavia. Sono inoltre in fase di conferma altre adesioni. La giornata sarà anche occasione di incontro e scambio tra i Segretari Generali delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, riuniti a Colli del Tronto per la Convention. L’iniziativa è organizzata dalla Camera di Commercio delle Marche in collaborazione con le Aziende Speciali TECNE, LINEA e LINFA e con Assocamere Estero, ed è rivolta a tutte le imprese marchigiane interessate ad avviare o consolidare percorsi di internazionalizzazione. "Il rapporto diretto con le reti camerali italiane all’estero rappresenta un'opportunità concreta per le nostre imprese, perché consente di conoscere meglio i mercati, intercettare interlocutori e costruire relazioni utili ai percorsi di internazionalizzazione", sottolinea il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini. "Con Open Marche vogliamo mettere a disposizione delle imprese marchigiane un'occasione di confronto diretto e qualificato, rafforzando il ruolo della Camera di Commercio come punto di riferimento per chi guarda ai mercati internazionali". La partecipazione agli incontri è gratuita e sarà subordinata all'iscrizione. Seguiranno nei prossimi giorni ulteriori informazioni sulle Camere partecipanti, sulle modalità di adesione e sul programma della giornata.

Prestiti, quanto chiedono i maceratesi e in quanto tempo li restituiscono?

Prestiti, quanto chiedono i maceratesi e in quanto tempo li restituiscono?

28/09/2026 14:48

A settembre i cittadini della provincia di Macerata che hanno richiesto un prestito personale hanno chiesto, in media, 9.767 euro. È uno dei dati che emergono dall’Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it, che fotografa l’andamento del credito al consumo nel mese di settembre 2026. Il dato maceratese è inferiore alla media regionale, che si attesta a 10.148 euro. La differenza è di 381 euro. In provincia il piano di rimborso medio è di 5 anni e 1 mese, mentre l’età media di chi presenta la richiesta è di 43 anni e 3 mesi. A livello regionale, la liquidità rappresenta la principale finalità per cui viene richiesto un prestito, con il 43% delle domande. Seguono l’acquisto di un’auto usata, al 18%, e il consolidamento dei debiti, al 16,8%. Il dato disponibile non consente invece di attribuire queste percentuali nello specifico alla provincia di Macerata. Guardando agli importi, nelle Marche le richieste più consistenti riguardano la ristrutturazione della casa, con una media di 18.095 euro, seguita dal consolidamento, con 17.241 euro, e dal motoveicolo usato, con 12.600 euro. Per un motoveicolo nuovo la richiesta media scende invece a 3.533 euro. Il quadro regionale arriva in un momento nel quale il costo dei prestiti personali mostra una lieve inversione di tendenza. A settembre il TAEG medio scende all’8,38%, 14 punti base in meno rispetto ad agosto. Nel terzo trimestre, invece, la media era stata dell’8,49%, secondo l'Osservatorio di Segugio.it.  Diverso l’andamento della cessione del quinto. A Macerata l’importo medio richiesto raggiunge 16.937 euro, con una durata media di 6 anni e 8 mesi e un’età media dei richiedenti di 46 anni e 4 mesi. Anche in questo caso il dato provinciale si colloca sotto la media regionale: nelle Marche l’importo medio richiesto per la cessione del quinto è infatti di circa 20.360 euro. I pensionati rappresentano il 35,5% delle richieste regionali, mentre dipendenti privati e pubblici sono entrambi al 32,3%. Sul fronte dei tassi, a settembre la cessione del quinto per i dipendenti privati si mantiene al 7,13%, mentre quella destinata ai dipendenti pubblici scende al 5,35%. Per i pensionati, invece, il TAEG medio sale dal 7,42% al 7,69%. La fotografia di settembre restituisce dunque, per la provincia di Macerata, richieste di prestiti personali mediamente inferiori rispetto al dato marchigiano, con finanziamenti che vengono rimborsati in poco più di cinque anni. Per la cessione del quinto, invece, l’importo medio richiesto sfiora i 17mila euro, con piani di rimborso che si avvicinano ai sette anni. I dati dell’Osservatorio si riferiscono alle richieste elaborate attraverso il portale Segugio.it e rappresentano quindi il comportamento degli utenti che utilizzano il comparatore, non l’intero mercato del credito della provincia

Scuola e università

"Oltre la legge della forza", a Macerata torna l'Humanities Festival: attesi Tóibín, Gallese, Rosa e Mancuso

"Oltre la legge della forza", a Macerata torna l'Humanities Festival: attesi Tóibín, Gallese, Rosa e Mancuso

29/09/2026 16:40

Che cosa vale davvero quando la forza cambia le regole, ridisegna i confini e pretende di stabilire ciò che è possibile? Da questa domanda prende le mosse la quarta edizione del Macerata Humanities Festival, in programma dal 13 al 16 ottobre e dedicata al tema "Oltre la legge della forza. Valore della conoscenza, conoscenza dei valori". Insignita della medaglia del Presidente della Repubblica, la manifestazione porterà a Macerata alcune delle personalità più autorevoli della letteratura, delle neuroscienze, della filosofia, della sociologia, dell'arte e dello spettacolo. Quattro giorni di incontri, lezioni, cinema, mostre, laboratori, workshop, teatro e musica attraverso i quali l'Università di Macerata mette i saperi umanistici e sociali al centro delle grandi questioni del nostro tempo: dalle guerre alle disuguaglianze, dall'intelligenza artificiale alla democrazia, dalla cura alla sostenibilità. Il programma completo è disponibile su www.unimc.it/mhf. «Non vogliamo un Festival che parli soltanto agli addetti ai lavori», sottolinea il rettore John McCourt. «In un tempo nel quale la forza pretende sempre più spesso di sostituirsi al diritto e la propaganda ai fatti, l'università ha il dovere di riportare la conoscenza al centro dello spazio pubblico. Accogliere a Macerata personalità di questo livello significa fare della nostra città, per quattro giorni, un luogo del dibattito culturale nazionale e internazionale». Ad aprire ufficialmente il Festival, martedì 13 ottobre, sarà uno degli appuntamenti più attesi: il conferimento della laurea honoris causa a Colm Tóibín, tra le voci più autorevoli della letteratura contemporanea internazionale. Finalista per tre volte al Booker Prize e autore tradotto in tutto il mondo, Tóibín ha esplorato nei suoi romanzi i grandi temi dell'identità, della memoria, dell'esilio e dell'appartenenza. Tra le sue opere più note figurano "Brooklyn", "Il mago" e "Long Island". Alla cerimonia al Cinema Italia seguiranno l'inaugurazione ufficiale del Festival a Palazzo Rotelli Lazzarini e, in serata, la proiezione del film "Brooklyn". Il programma riunisce figure capaci di attraversare i confini tra le discipline. Vittorio Gallese, neuroscienziato di fama internazionale e tra gli scopritori dei neuroni specchio, ha profondamente innovato il modo in cui comprendiamo l'azione, l'empatia e le relazioni tra gli esseri umani. Alberto Oliverio, professore emerito di Psicobiologia alla Sapienza, è uno dei pionieri italiani dello studio dei rapporti tra cervello e comportamento e uno dei più autorevoli divulgatori scientifici del nostro Paese. Sarà presente anche Hartmut Rosa, tra i più influenti pensatori europei contemporanei, conosciuto a livello internazionale per le sue riflessioni sull'accelerazione della società moderna e sulla "risonanza" come forma alternativa di relazione con il mondo. Con loro, il giornalista Piero Badaloni, per molti anni volto del servizio pubblico e osservatore diretto dei grandi cambiamenti politici e sociali internazionali. Tra i protagonisti figura inoltre Stefano Mancuso, scienziato e intellettuale di fama internazionale, tra le voci più autorevoli nel ripensare il rapporto tra esseri umani, natura e futuro, al quale l'Accademia di Belle Arti di Macerata conferirà il dottorato di ricerca ad honorem. Ampio spazio sarà riservato anche al teatro, alla musica e alle nuove forme del racconto. Mercoledì 14 ottobre il Teatro Lauro Rossi ospiterà Matteo Caccia, tra gli autori e interpreti più riconoscibili della narrazione radiofonica italiana, con "Orazio Live". Giovedì 15 ottobre sarà la volta del concerto, promosso da Appassionata, del Trio Spagnolo-Piccotti, con un programma da Farrenc a Brahms. Venerdì 16 ottobre Paola Minaccioni, una delle interpreti più versatili e originali del teatro e del cinema italiani, porterà in scena "La vita è bella? No, è un tipo". Tra gli appuntamenti centrali figura la consegna della terza edizione del Premio Letterario Humanities, dedicato a racconti e poesie inediti di studentesse e studenti delle scuole superiori e delle università di Marche, Abruzzo e Umbria. La giuria è composta da Fabiola Branchesi, Adrian Bravi, Costanza Geddes Da Filicaia, Evita Greco e Renata Morresi. La cerimonia si terrà giovedì 15 ottobre alle 18.30 al Teatro della Filarmonica, con la partecipazione di Giulia Ciarapica, scrittrice e tra le voci più seguite della divulgazione letteraria, e con l'accompagnamento del Coro UniMC. Il Festival sarà preceduto, mercoledì 30 settembre alle 18 nell'Aula Omero Proietti di via Garibaldi, dall'inaugurazione di "OVER#RULE - Art Thinking Beyond Limits", progetto espositivo curato da Barbara Caterbetti e Antonello Tolve, con il coordinamento scientifico di Andrea Giusti. Visitabile fino al 31 ottobre e articolata in più sedi, la mostra riunisce artisti di generazioni, provenienze e linguaggi differenti per interrogare le strutture del dominio e immaginare nuove forme di convivenza fondate sulla reciprocità, sulla relazione e sulla cooperazione. Un'altra tappa del pre-Festival sarà l'incontro del 12 ottobre nella sede di Guzzini a Recanati, dedicato ai modelli B Corpe a un modo di organizzare il lavoro capace di coniugare innovazione, partecipazione e sostenibilità. Anche l'immagine di questa edizione nasce da un progetto speciale realizzato con l'Accademia di Belle Arti di Maceratae Ars in Fabula. L'illustratore Michelangelo Rossato ha scelto come simbolo la Sfinge, creatura sospesa tra natura umana e animale, forza e conoscenza: un dilemma incarnato che traduce visivamente la domanda posta al centro del Festival. La manifestazione nasce grazie a una rete ampia di collaborazioni istituzionali e imprenditoriali con i patrocini di Rai Marche, Città di Macerata, Regione Marche, Fondazione Marche Cultura e CRUI - Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, il sostegno di EDIF, BCC Recanati e Colmurano, BCC Banca dei Sibillini, iGuzzini, Gruppo Editoriale ELI e Dami, di TGR come media partner e Fior di Grano come sponsor tecnico. Gli appuntamenti sono ad accesso libero e gratuito fino a esaurimento posti. Per gli eventi del 14 e 16 ottobre al Teatro Lauro Rossi è necessario munirsi di biglietto gratuito; per il concerto di Appassionata, fare riferimento alle condizioni indicate nel sito dell'associazione appassionataonline.it.  

Camerino, successo per la prima edizione di Justfest: tre eventi per parlare del lavoro che cambia

Camerino, successo per la prima edizione di Justfest: tre eventi per parlare del lavoro che cambia

29/09/2026 11:20

Oltre 400 studenti coinvolti e una partecipazione ampia agli appuntamenti aperti a professionisti, istituzioni e cittadini: si è conclusa a Camerino la prima edizione di JUSTFEST, il Festival promosso dalla Scuola di Giurisprudenza dell'Università di Camerino e dedicato al tema "Il lavoro che (ci) cambia". La manifestazione si è sviluppata attraverso tre appuntamenti tra il 24 e il 25 settembre, mettendo a confronto istituzioni, professionisti, organizzazioni dei lavoratori, dipendenti pubblici, docenti, studenti e cittadini sulle trasformazioni in corso nel mondo del lavoro, sul rapporto tra generazioni e sull'impatto delle nuove tecnologie. Ad aprire il Festival è stato, il 24 settembre, il talk nell'Auditorium dell'Accademia della Musica "Franco Corelli". La sala ha accolto rappresentanti delle istituzioni e delle organizzazioni sociali, professionisti, dipendenti pubblici, docenti e studenti. Ad introdurre i lavori è stata Lucia Ruggeri, direttrice della Scuola di Giurisprudenza Unicam, che ha spiegato il significato delle parentesi nel "ci" presente nel titolo della manifestazione. Non è infatti soltanto il lavoro a trasformarsi: attraverso il lavoro cambiano le persone, le professioni, le amministrazioni e le comunità. Nel corso dell'incontro è stato affrontato anche il ruolo del diritto di fronte alle trasformazioni del mondo del lavoro, con particolare attenzione ai principi di dignità, uguaglianza, libertà e solidarietà e al rapporto tra innovazione, efficienza e tutela della persona. La prima sessione ha visto il confronto con le istituzioni, moderato dalla giornalista Stefania Zolotti, direttrice responsabile di SenzaFiltro. Sono intervenuti Gianluca Pasqui, presidente del Consiglio regionale delle Marche; Roberto Lucarelli, sindaco di Camerino; Giovanni Signer, prefetto di Macerata; Alessandro Gentilucci, presidente della Provincia di Macerata, e Graziano Leoni, rettore dell'Università di Camerino. Spazio quindi alle questioni legate alle nuove generazioni e alla tecnologia, con contributi provenienti dal mondo delle istituzioni europee, delle organizzazioni sindacali e delle professioni. Tra i temi affrontati anche gli effetti dell'intelligenza artificiale sul lavoro, l'evoluzione delle professioni e le trasformazioni della pubblica amministrazione. Le conclusioni del talk sono state affidate a Federico Siotto, docente di Diritto del lavoro della Scuola di Giurisprudenza Unicam. Il Festival è proseguito il 25 settembre all'interno del programma di SHARPER, la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori. In mattinata, all'Auditorium Benedetto XIII, si è svolto JUSTPLAY Unicam, un gioco interattivo dedicato al diritto del lavoro che ha coinvolto oltre 400 studentesse e studenti delle scuole superiori, arrivati da Senigallia, Jesi, Fermo, Fabriano, Camerino e Foligno. Attraverso domande e momenti di confronto, i ragazzi hanno potuto avvicinarsi alle tematiche del diritto del lavoro attraverso un linguaggio più dinamico e partecipativo, collegando gli aspetti giuridici alle scelte e alle prospettive che li attendono nel futuro. La conclusione della prima edizione di JUSTFEST è arrivata nel pomeriggio alla Rocca del Borgia con "Passaggi di diritto. Il lavoro in 8 prospettive", una staffetta giuridica aperta alla cittadinanza. Otto docenti della Scuola di Giurisprudenza – Marco Giovagnoli, Giovanna Ricci, Maria Pia Gasperini, Federico Oliveri, Francescomaria Tedesco, Luca Baccelli, Federico Siotto e Stefano Testa Bappenheim – hanno affrontato il tema del lavoro da differenti prospettive giuridiche. Attraverso interventi brevi, la staffetta ha spaziato dalla filosofia del diritto al diritto del lavoro, affrontando questioni legate a diritti, regole, tecnologia, sostenibilità e trasformazioni sociali. "Il successo della prima edizione di JUSTFEST conferma la validità della scelta compiuta dalla Scuola di Giurisprudenza: non un convegno tradizionale, ma un Festival capace di aprire l'Università alla società e di costruire conoscenza insieme al territorio", ha sottolineato la direttrice Lucia Ruggeri. La prima edizione si è così conclusa dopo due giornate caratterizzate da formule differenti di confronto, con l'obiettivo di mettere in relazione università, istituzioni, mondo delle professioni, lavoratori, studenti e cittadinanza attorno alle trasformazioni che stanno interessando il lavoro e, più in generale, la società.

Cultura

Monte San Martino racconta la sua memoria attraverso l’obiettivo di Ulises Verde

Monte San Martino racconta la sua memoria attraverso l’obiettivo di Ulises Verde

29/09/2026 19:30

Ci sono luoghi che, quasi naturalmente, finiscono per scegliere i propri narratori. Per Monte San Martino, nel Maceratese, uno di questi è Ulises Verde Tapia, fotografo e accademico messicano dell’Unam – Università Nazionale Autonoma del Messico. Da otto anni Verde attraversa il piccolo centro marchigiano con la sua macchina fotografica, osservandone l’architettura, i paesaggi e soprattutto le persone. Un percorso fatto di immagini, incontri e testimonianze che nel tempo ha costruito un legame profondo tra l’artista e la comunità. Nel corso della sua ultima visita, il fotografo è tornato a presentare il volume “La ausencia de la presencia”, L’assenza della presenza, un lavoro fotografico nato dalle immagini realizzate tra febbraio e marzo del 2020, nei primi giorni dell’emergenza sanitaria provocata dal Covid-19. Le fotografie raccontano un mondo improvvisamente sospeso: strade vuote, silenzi, luoghi familiari diventati irriconoscibili e una quotidianità profondamente trasformata dalla pandemia. A distanza di anni, quelle immagini assumono il valore di una testimonianza visiva della memoria collettiva, capace di restituire le atmosfere e le emozioni di uno dei periodi più drammatici della storia recente. Il rapporto tra Ulises Verde e Monte San Martino, però, non si è fermato alla documentazione di quel periodo. Durante la sua visita dello scorso aprile, il fotografo ha annunciato un nuovo progetto editoriale dal titolo “Coordinate geografiche della memoria. Monte San Martino, Macerata Italia. Opera fotografica di Ulises Verde”. L'obiettivo è raccontare ancora una volta il paese, ma attraverso una prospettiva diversa: non soltanto quella dell'artista, ma anche quella delle persone che lo abitano. Il nuovo volume nasce infatti come un'opera collettiva, nella quale alle fotografie si affiancheranno testi, ricordi e testimonianze dei cittadini. «È stato per me un onore eccezionale poter contare sulla partecipazione diretta dei cittadini che vivono a Monte San Martino – ha spiegato il Dr. Verde –. Ricevere i loro testi e le loro voci ha arricchito le immagini, trasformando il libro in un mosaico corale d’identità». Il progetto assume così una dimensione che va oltre la fotografia. Le immagini di Verde diventano il punto di partenza per raccogliere memorie personali, racconti e testimonianze, costruendo una rappresentazione del paese attraverso gli occhi di chi lo vive quotidianamente. Una sorta di archivio della memoria locale nel quale fotografia e parola si incontrano per raccontare identità, tradizioni e trasformazioni di una comunità. Il progetto avrà anche una vetrina internazionale. Il volume è infatti destinato a essere presentato alla Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara 2026, uno dei principali appuntamenti editoriali del mondo ispanofono, nell’anno in cui l’Italia sarà Paese Ospite d’Onore. La presentazione è prevista per sabato 5 dicembre 2026, alle ore 16. Sarà un'occasione importante per portare il nome di Monte San Martino e del territorio maceratese fuori dai confini italiani, attraverso un progetto che mette al centro la fotografia, la memoria e la partecipazione della comunità. Il lavoro di Ulises Verde rappresenta, dunque, qualcosa di più di una semplice raccolta fotografica. Attraverso le sue immagini, Monte San Martino diventa un luogo in cui la memoria personale si intreccia con quella collettiva. Dalle fotografie della pandemia alle nuove Coordinate geografiche della memoria, il percorso dell’artista messicano restituisce un paese fatto non soltanto di edifici e paesaggi, ma soprattutto di persone, storie e ricordi. E sarà proprio questo patrimonio umano a viaggiare fino a Guadalajara, trasformando un piccolo borgo delle Marche in una voce capace di dialogare con un pubblico internazionale.

Lucrezia Ercoli vince il Premio Frontino Montefeltro: è il “Personaggio” della 45ª edizione

Lucrezia Ercoli vince il Premio Frontino Montefeltro: è il “Personaggio” della 45ª edizione

28/09/2026 13:24

Un nuovo importante riconoscimento è stato tributato alla filosofa e docente Lucrezia Ercoli. La direttrice artistica di Popsophia è stata scelta come vincitrice della sezione “Personaggio” della 45ª edizione del Premio Frontino Montefeltro, premio nazionale di cultura nato nel 1981 dalla collaborazione tra Carlo Bo, rettore dell’Università degli Studi di Urbino, e Antonio Mariani, storico sindaco di Frontino. La cerimonia di premiazione si è svolta al Convento di Montefiorentino, nel territorio di Frontino. A consegnare il premio, a nome della giuria, è stata Ebe Francioni, che ha letto le motivazioni del riconoscimento. Un premio che inserisce Ercoli nel prestigioso albo del Premio Frontino Montefeltro, che negli anni ha visto protagonisti esponenti di primo piano della cultura, della scienza, dell’arte e del giornalismo italiano. Tra i nomi più celebri figurano il Nobel Carlo Rubbia, il regista Sergio Leone, il professor Umberto Veronesi e il poeta Mario Luzi, insieme a numerose altre personalità del panorama culturale nazionale, da Gianni Rivera a Goffredo Fofi, Roberto Burioni e Donatella Di Pietrantonio. «Ricevere il Premio Frontino Montefeltro è un grande onore e un grande privilegio – commenta Lucrezia Ercoli – soprattutto perché si tratta di un riconoscimento che negli anni ha saputo costruire una storia culturale importante e un’identità riconoscibile. Farne parte è motivo per me di gratitudine e di responsabilità morale». Per la 45ª edizione, oltre a Lucrezia Ercoli nella sezione “Personaggio”, il Premio ha individuato i vincitori delle diverse categorie. Tra questi figura Sandro Veronesi, premiato nella sezione “Letteratura come vita”. La giuria del Premio è stata presieduta dal rettore dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, Giorgio Calcagnini. Il riconoscimento corona un percorso di impegno nella filosofia, nella saggistica e nella divulgazione culturale e si aggiunge al Premio Parmenide, ricevuto poche settimane fa. Un ulteriore riconoscimento che conferma il percorso di Lucrezia Ercoli nella promozione del pensiero contemporaneo e nella valorizzazione del dialogo tra filosofia, cultura pop e società.

Eventi

Montecassiano, tornano i Sughitti: tre giorni di sagra tra briscola, vendemmia, sbandieratori e musica

Montecassiano, tornano i Sughitti: tre giorni di sagra tra briscola, vendemmia, sbandieratori e musica

29/09/2026 19:49

Cinquantuno candeline per una delle feste più amate del Maceratese. Da venerdì 2 a domenica 4 ottobre Montecassiano si prepara ad accogliere la 51esima Sagra dei Sughitti, organizzata dai volontari della Pro loco con il Comune. Protagonista il dolce della tradizione, fatto con soli tre ingredienti, mosto, farina di mais e noci, naturalmente senza glutine e senza zuccheri aggiunti. Un prodotto che vanta il riconoscimento De.co e che ha portato la manifestazione tra le Sagre di qualità dell'Unione nazionale Pro loco d'Italia. VENERDÌ: LIBRI, MOSTRE E BRISCOLA. Si comincia alle 18,30 alla biblioteca "R. Giorgi" con il libro Io e i colori delle Marche di Sandro Carloni. Alle 19,30 nella chiesa di San Marco si inaugura la mostra "Sulle ali delle emozioni", aperta fino a domenica negli orari della sagra. Alle 20 apre la Taverna della vendemmia al piazzale delle Clarisse con la cena "A cena co' lo lesso" (30 euro, solo su prenotazione al 320 7404643), accompagnata dallo spettacolo di Jacopo e li stornelli. Alle 21, in piazzetta Scaramuccia, il torneo di briscola a 64 coppie; dalle 22 in piazza Unità d'Italia i balli folcloristici dei Tamburelli di Castello. Da venerdì a domenica in piazza XX Settembre c'è anche la 4ª marguttiana dei piccoli. SABATO: ARCHEOLOGIA, FIERA E TAVERNE. Dalle 10 alle 18 a Palazzo Compagnucci "In mostra con l'archeologo", a cura di Archeolab. Dalle 16 in via R. Catena la fiera d'autunno con artigianato, hobbistica e prodotti tipici. Alle 20 aprono le taverne: la Cena della vendemmia in piazza Unità d'Italia (20 euro, prenotazione consigliata), la Zandalocanda dei Sughitti in piazzetta Scaramuccia e La cantinetta di Lara in corso Dante Alighieri. Dalle 22 il Lando e Dino show, dalle 23 musica con il dj Busso. DOMENICA: LA GIORNATA CLOU. Si parte alle 7,30 da piazzale Kelebia con la 34esima Marcialonga della solidarietà, organizzata dall'Atletica leggera della Polisportiva Montecassiano. Alle 9,30 la ciclopasseggiata dei Sughitti lungo la ciclabile di via don L. Cingolani, a cura di Tipicità e Veloclub Montecassianese. Dalle 10 alle 18 nel centro storico la "Caccia ai tesori arancioni" delle Bandiere Arancioni. Dalle 15 la sfilata dei carri allegorici in corso Dante Alighieri e piazza Unità d'Italia con La Cocolla de Mojià e La Damigiana, mentre si aprono gli stand gastronomici con frittelle di polenta, castagne, vino, gelato e sughitti. In piazzetta San Giacomo la musica anni '70, '80 e '90 dei Newteam. Dalle 16 balli popolari con i Con100 e, per i più piccoli, giocoleria e magia con Mirko. Alle 17,30 la rievocazione della vendemmia con Marco Morosini, alle 18,30 lo spettacolo di sbandieratori, tamburini e tamburine di Montecassiano. Dalle 19 riaprono le taverne, con la Zandalocanda che chiude in bellezza con cena e dj set di Busso.   

Mogliano, i "Fioretti" di San Francesco tornano a Santa Colomba

Mogliano, i "Fioretti" di San Francesco tornano a Santa Colomba

29/09/2026 12:30

La chiesa di Santa Colomba, a Mogliano, ospiterà un incontro dedicato alle vicende francescane legate al territorio, nel quadro delle celebrazioni per gli 800 anni dal transito di San Francesco. L'appuntamento è in programma venerdì 2 ottobre, alle 21:15, con ingresso libero. L'iniziativa, organizzata dal Comune di Mogliano in collaborazione con l'associazione "Pro Abbadia di Fiastra", sarà dedicata ai celebri "Fioretti" del Poverello di Assisi e al rapporto tra alcune delle vicende narrate nell'opera e il territorio moglianese. A guidare il pubblico nella riscoperta di questa storia sarà Arnaldo Sancricca, studioso del francescanesimo, membro del Centro Studi Frate Elia da Cortona e del Centro Studi Storici Maceratesi. Al centro dell'incontro ci saranno i risultati delle sue più recenti ricerche sugli "Actus", l'opera scritta in latino considerata la fonte primaria dei "Fioretti", con particolare attenzione alla collocazione geografica delle testimonianze e degli episodi raccontati. Secondo gli studi presentati da Sancricca, alcune delle vicende più suggestive della tradizione francescana avrebbero avuto come scenario proprio Mogliano, in particolare la chiesa di Santa Colomba e l'antico convento adiacente. Il luogo scelto per l'incontro assume quindi un significato particolare. Santa Colomba è stata restituita alla comunità lo scorso 25 luglio, al termine degli interventi di restauro resi necessari dai danni provocati dal sisma. Il complesso rappresenta uno dei luoghi francescani di maggiore rilievo nelle Marche e conserva la memoria di figure legate direttamente alla storia dell'ordine. Tra queste il beato Masseo da Marignano, tra i primi compagni di San Francesco, il beato Giovanni della Verna e Ugolino da Montegiorgio, autore degli "Actus" dai quali sarebbero poi scaturiti i "Fioretti". A completare la serata sarà la lettura pubblica di due capitoli dei "Fioretti" in lingua volgare, un momento pensato per riportare tra le mura di Santa Colomba la voce, la poesia e la spiritualità della tradizione francescana. L'appuntamento è a ingresso libero.

Curiosità

I nati nel 1986 del Camerinese festeggiano 40 anni: una serata tra ricordi e amicizia

I nati nel 1986 del Camerinese festeggiano 40 anni: una serata tra ricordi e amicizia

28/09/2026 17:26

Quarant’anni da festeggiare insieme, tornando per una sera a essere i ragazzi di un tempo. I nati nel 1986 del Camerinese si sono ritrovati ieri sera a Villa Fornari per celebrare un compleanno speciale, trasformando la serata in una vera rimpatriata all’insegna dell’amicizia, dei ricordi e dei legami costruiti durante gli anni della scuola e della giovinezza. Sono stati oltre sessanta i partecipanti, arrivati da Camerino, Castelraimondo, Visso, Pieve Torina e dagli altri comuni del territorio. Una generazione che nel corso degli anni ha preso strade diverse, ma che ha conservato rapporti e ricordi comuni e ha voluto ritrovarsi per festeggiare insieme il traguardo dei 40 anni. Per molti l’appuntamento è stato soprattutto l’occasione per rivedere persone che non incontravano da tempo. Una serata fatta di abbracci, fotografie, sorrisi e aneddoti, con i ricordi degli anni trascorsi insieme a fare da filo conduttore. Sono cambiate le vite, le professioni e le città in cui abitare, ma ritrovarsi tutti insieme ha permesso di riannodare per qualche ora quel filo che unisce una generazione cresciuta nello stesso territorio. La serata ha unito festa e memoria, celebrando non soltanto il traguardo dei quarant’anni, ma anche quelle amicizie e quei legami che il tempo e le distanze non sono riusciti a cancellare. Una fotografia di gruppo, tanti sorrisi e una certezza: a quarant’anni si può tornare ragazzi, almeno per una sera, quando ci si ritrova con le persone con cui si è cresciuti.

Morrovalle, Laura Ruggeri spegne 100 candeline: per anni ha portato il latte alle famiglie del paese

Morrovalle, Laura Ruggeri spegne 100 candeline: per anni ha portato il latte alle famiglie del paese

28/09/2026 15:30

Un secolo di vita, lavoro e legame con la comunità di Morrovalle. Laura Ruggeri ha festeggiato i suoi 100 anni, raggiunti ieri, circondata dall'affetto della famiglia e dei suoi cari. A portarle gli auguri dell'amministrazione comunale e dell'intera comunità è stato il sindaco Andrea Staffolani. Nata a Morrovalle il 27 settembre 1926, Laura è la primogenita di Nazzareno Ruggeri e Santina Garbuglia. Dopo di lei sono arrivati Augusto, Otello, Fiorina e Carlo, per una famiglia composta da cinque figli. Ha frequentato la scuola fino alla quinta elementare, crescendo nell'Italia rurale di un tempo, quando la vita quotidiana era scandita dal lavoro, dalla famiglia e dai sacrifici. Donna laboriosa e dal carattere forte, Laura ha costruito la propria vita insieme al marito Albino Mosconi, dal quale ha avuto il figlio Mario. Alla cura della casa e della famiglia ha affiancato il lavoro nei campi e anche un'attività che l'ha resa particolarmente legata alla comunità morrovallese: per un periodo portava il latte direttamente alle famiglie del paese che ne avevano bisogno. Rimasta vedova nel 1976, ha continuato ad affrontare le difficoltà della vita con la stessa determinazione. Oggi Laura è circondata dall'affetto dei suoi cari, delle nipoti e dei pronipoti Giulio, Clara e Vittorio, portando con sé i ricordi di un secolo attraversato da profondi cambiamenti sociali e storici. "La storia di Laura è quella di una generazione che ha costruito il nostro paese con il lavoro, il sacrificio e la dedizione alla famiglia", ha sottolineato il sindaco Andrea Staffolani, che ha voluto partecipare personalmente alla festa per il traguardo dei cento anni. Accanto alla neocentenaria, ieri, si sono riuniti tutti i suoi affetti più cari. Una festa di famiglia per celebrare un traguardo speciale e una vita che, come ricordano i familiari, è stata segnata da valori rimasti nel tempo. "Cent'anni di vita sono una meravigliosa storia da raccontare. La nonna ci ha insegnato il valore del lavoro, la forza di non arrendersi mai e l'importanza di restare uniti. Vederla circondata da figli, nipoti e pronipoti è il regalo più bello, per lei e per tutti noi", hanno raccontato i familiari.

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Civitanova, tornano le letture animate alla Biblioteca Zavatti: appuntamenti per i più piccoli

Civitanova, tornano le letture animate alla Biblioteca Zavatti: appuntamenti per i più piccoli

29/09/2026 15:00

Tornano alla Biblioteca comunale "Silvio Zavatti" di Civitanova Marche le letture animate dedicate ai bambini, un appuntamento ormai tradizionale che accompagnerà i piccoli lettori per tutto l'autunno. La nuova rassegna prenderà il via venerdì 9 ottobre e proseguirà fino all'11 dicembre, con incontri ogni venerdì alle 17:30. L'iniziativa nasce con l'obiettivo di avvicinare i bambini al mondo dei libri attraverso il gioco e la lettura condivisa, offrendo allo stesso tempo la possibilità di vivere l'esperienza insieme a genitori, nonni o zii. Il primo appuntamento sarà dedicato ai bambini dai 7 ai 10 anni e avrà come protagonista "Niente baci per la mamma" di T. Ungerer. La lettura è in programma venerdì 9 ottobre alle 17:30. La settimana successiva, venerdì 16 ottobre, toccherà invece ai bambini dai 3 ai 6 anni, che potranno ascoltare "Non è il mio biscotto" di K. Tudor. Il calendario proseguirà poi con altri appuntamenti nel corso dei mesi autunnali: 23 e 30 ottobre, 6, 13, 20 e 27 novembre e 4 e 11 dicembre, sempre alle 17:30. Per ogni incontro è previsto un numero massimo di 20 partecipanti. La partecipazione è gratuita, ma è necessaria la prenotazione, da effettuare telefonicamente presso la Biblioteca comunale "Silvio Zavatti" dal lunedì al venerdì precedenti ciascuna lettura, al numero 0733.813837.

Rapine in banca, il fenomeno crolla ma cambiano le modalità: a Macerata formazione sulla sicurezza

Rapine in banca, il fenomeno crolla ma cambiano le modalità: a Macerata formazione sulla sicurezza

29/09/2026 12:00

Dalle rapine degli anni Settanta e Duemila alle nuove strategie della criminalità organizzata: Banca Macerata ha dedicato una giornata di formazione alla sicurezza, ripercorrendo l'evoluzione del fenomeno e il ruolo delle forze dell'ordine nella gestione delle situazioni più complesse. L'incontro si è svolto lunedì 28 settembre nell'ambito del piano formativo aziendale dell'istituto. Dopo i saluti del direttore generale Toni Guardiani e della responsabile dell'Ufficio del Personale Elisa Pierucci, alla presenza anche della dirigente della Squadra Mobile di Macerata Anna Moffa, è stato l'ex questore di Trento e Ancona Giorgio Iacobone a ricostruire la storia delle rapine agli istituti di credito e agli uffici postali. Un fenomeno che, rispetto al passato, ha registrato un crollo significativo. Dagli anni Settanta fino al 2010, infatti, le rapine potevano sfociare in scontri a fuoco con conseguenze anche mortali e coinvolgere non soltanto gli autori dei colpi, ma anche poliziotti, carabinieri, guardie giurate, vigili urbani, direttori di banca, clienti e passanti. Dal 2010, secondo quanto illustrato durante l'incontro, non si sono registrate vittime tra le persone coinvolte in rapine in banche o uffici postali, fatta eccezione per gli stessi rapinatori. Un cambiamento legato anche all'introduzione e al progressivo rafforzamento delle misure di sicurezza passiva: dalla bussola all'organizzazione e gestione del contante, passando per videosorveglianza e altri dispositivi di protezione. Tra i fattori da considerare c'è anche la posizione delle filiali. Un esempio citato durante la giornata riguarda l'ex ufficio postale di via Lorenzoni a Macerata, in passato interessato da diverse rapine. Il trasferimento della sede in via Indipendenza ha coinciso con l'azzeramento degli episodi. Le rapine cambiano volto La riduzione delle rapine tradizionali non significa però che il fenomeno sia scomparso. Sono cambiate soprattutto le modalità utilizzate dai criminali, con episodi che possono richiedere interventi particolarmente complessi. Da una parte ci sono i singoli autori, talvolta spinti da situazioni personali, come nel caso della rapina avvenuta lo scorso luglio in via Stamira ad Ancona, durante la quale due dipendenti furono sequestrati. Dall'altra operano bande organizzate che studiano modalità di accesso sempre più articolate. Tra gli esempi citati durante l'incontro figurano i fori praticati attraverso immobili adiacenti, come avvenuto in recenti episodi a Roma e Bologna, e gli accessi attraverso la rete fognaria del sottosuolo, utilizzati nella rapina avvenuta ad aprile a Napoli. In situazioni di questo tipo, il rischio non riguarda soltanto il denaro sottratto: il sequestro e la presenza di ostaggi possono trasformare una rapina in una vera emergenza, rendendo necessario un intervento coordinato delle forze di polizia. Il ruolo del negoziatore È in questo contesto che assume particolare rilievo la figura del negoziatore della polizia, personale specificamente formato per gestire situazioni nelle quali una persona si barrica e può rappresentare un pericolo per sé stessa o per altri. A illustrare il ruolo di questa figura è stato l'ispettore Stefano Liberati, che svolge la funzione di negoziatore presso la questura di Macerata. Il suo compito è quello di instaurare e mantenere un dialogo con la persona coinvolta, cercando di gestire la situazione e favorirne una soluzione senza ulteriori conseguenze. Durante la giornata è stata inoltre ripercorsa un'esperienza direttamente legata al territorio maceratese. Il sostituto commissario Pierluigi Seretti ha raccontato l'intervento che, nel febbraio 2016, portò al blocco e all'arresto di un rapinatore all'interno dell'allora Banca Popolare di Ancona di via Carducci, a Macerata.   Esperienze operative e analisi del fenomeno hanno così permesso ai dipendenti di Banca Macerata di confrontarsi con l'evoluzione delle strategie criminali e delle tecniche di prevenzione. Il dato sulla diminuzione delle rapine, emerso durante l'incontro, si accompagna quindi alla necessità di continuare ad aggiornare le misure di sicurezza, considerando le nuove modalità attraverso cui possono essere sfruttate le vulnerabilità degli istituti.

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