Carne senza carta d'identità, sporcizia e violazioni delle norme igieniche. È il pesante bilancio di una vasta operazione condotta nel mese di gennaio dai Carabinieri del NAS di Ancona, che hanno setacciato macellerie e laboratori di lavorazione carni in tutta la regione. Un’offensiva necessaria per garantire la sicurezza alimentare, che non ha risparmiato la provincia di Macerata, dove i controlli hanno portato al sequestro di diverse decine di chili di prodotti.
Nel territorio provinciale, i militari del NAS hanno ispezionato cinque esercizi pubblici. Sebbene la situazione locale non abbia toccato i picchi di gravità riscontrati in altre zone delle Marche, le irregolarità non sono mancate. In una delle attività controllate, i carabinieri hanno rilevato diverse inadeguatezze igieniche insieme a violazioni sulle norme di tracciabilità, procedendo al sequestro di dieci chilogrammi di salumi.
In una seconda macelleria del Maceratese, l’ispezione ha portato al blocco di altri 25 chili di prodotti carnei lavorati, anch'essi risultati privi della documentazione necessaria a stabilirne l’origine. In totale, nella nostra provincia, sono state elevate sanzioni amministrative per un ammontare di 3.000 euro.
A livello regionale, il quadro complessivo appare ancora più preoccupante. Su 31 esercizi controllati, ben 17 sono risultati non conformi, con il sequestro totale di 355 chilogrammi di carne e multe per 37.000 euro.
Le situazioni più critiche sono state accertate nella provincia di Pesaro Urbino, dove l'AST ha disposto la chiusura di due laboratori per gravi carenze igieniche: in una struttura è stata perfino accertata la presenza di escrementi di roditori. Ad Ancona, in una singola macelleria del centro, sono stati invece rinvenuti e sequestrati cento chili di carne non tracciata, mentre ad Ascoli Piceno il sequestro ha riguardato ben due quintali di merce. Anche nel Fermano è stato sanzionato un laboratorio per la mancanza di igiene e l'assenza di tracciabilità.
L'operazione dei NAS, nata nell'ambito di una campagna nazionale, punta a colpire chi ignora il Regolamento Europeo sulla sicurezza alimentare. La mancanza di tracciabilità impedisce infatti di ricostruire la filiera del prodotto, mettendo a rischio la salute dei consumatori in caso di contaminazioni. I controlli dei carabinieri continueranno anche nelle prossime settimane per garantire che sulle tavole dei marchigiani arrivino solo prodotti sicuri e certificati.
Carne senza carta d'identità, sporcizia e violazioni delle norme igieniche. È il pesante bilancio di una vasta operazione condotta nel mese di gennaio dai Carabinieri del NAS di Ancona, che hanno setacciato macellerie e laboratori di lavorazione carni in tutta la regione. Un’offensiva necessaria per garantire la sicurezza alimentare, che non ha risparmiato la provincia di Macerata, dove i controlli hanno portato al sequestro di diverse decine di chili di prodotti.
Nel territorio provinciale, i militari del NAS hanno ispezionato cinque esercizi pubblici. Sebbene la situazione locale non abbia toccato i picchi di gravità riscontrati in altre zone delle Marche, le irregolarità non sono mancate. In una delle attività controllate, i carabinieri hanno rilevato diverse inadeguatezze igieniche insieme a violazioni sulle norme di tracciabilità, procedendo al sequestro di dieci chilogrammi di salumi.
In una seconda macelleria del Maceratese, l’ispezione ha portato al blocco di altri 25 chili di prodotti carnei lavorati, anch'essi risultati privi della documentazione necessaria a stabilirne l’origine. In totale, nella nostra provincia, sono state elevate sanzioni amministrative per un ammontare di 3.000 euro.
A livello regionale, il quadro complessivo appare ancora più preoccupante. Su 31 esercizi controllati, ben 17 sono risultati non conformi, con il sequestro totale di 355 chilogrammi di carne e multe per 37.000 euro.
Le situazioni più critiche sono state accertate nella provincia di Pesaro Urbino, dove l'AST ha disposto la chiusura di due laboratori per gravi carenze igieniche: in una struttura è stata perfino accertata la presenza di escrementi di roditori. Ad Ancona, in una singola macelleria del centro, sono stati invece rinvenuti e sequestrati cento chili di carne non tracciata, mentre ad Ascoli Piceno il sequestro ha riguardato ben due quintali di merce. Anche nel Fermano è stato sanzionato un laboratorio per la mancanza di igiene e l'assenza di tracciabilità.
L'operazione dei NAS, nata nell'ambito di una campagna nazionale, punta a colpire chi ignora il Regolamento Europeo sulla sicurezza alimentare. La mancanza di tracciabilità impedisce infatti di ricostruire la filiera del prodotto, mettendo a rischio la salute dei consumatori in caso di contaminazioni. I controlli dei carabinieri continueranno anche nelle prossime settimane per garantire che sulle tavole dei marchigiani arrivino solo prodotti sicuri e certificati.
Macerata – Una nuova vita per il cuore storico di Macerata: l’Università di Macerata ha inaugurato oggi i rinnovati spazi della Segreteria Studenti, ricavati nell’ex sede della Banca d’Italia di corso Matteotti 37. La cerimonia è stata presieduta dal rettore Unimc John McCourt, alla presenza del sindaco Sandro Parcaroli e del vescovo Mons. Nazzareno Marconi. Hanno partecipato anche il direttore generale dell’Ateneo Domenico Panetta, membri della giunta comunale, funzionari universitari e i tecnici che hanno diretto i lavori.
Il complesso architettonico che oggi ospita gli spazi universitari nasce dall’unione di tre palazzi storici, costruiti tra il XVI e il XVII secolo: Palazzo Mozzi Marchetti-Ferri, Palazzo Rotelli-Lazzarini e Palazzo Silvestri. Dal 1865 fino ai primi anni del XXI secolo, gli edifici hanno ospitato la Banca d’Italia, che li ha progressivamente acquistati e collegati, trasformandoli in un unico organismo funzionale. La compresenza di stili Rinascimentale, Manierista e Neoclassico rende il complesso uno dei più significativi esempi di architettura storica maceratese.
Il Palazzo Mozzi Marchetti-Ferri, noto come Palazzo dei Diamanti, è celebre per la spettacolare facciata in bugnato a punta di diamante, ispirata al celebre edificio ferrarese. Palazzo Rotelli-Lazzarini rappresenta l’anima manierista del complesso, con grandi portali e finestroni decorati tipici del gusto raffinato della seconda metà del Cinquecento. Palazzo Silvestri, l’edificio più recente, ha costituito il fulcro dell’attività bancaria fino all’inizio del XXI secolo, quando la Banca d’Italia ha acquisito e collegato i palazzi confinanti.
Dopo la benedizione del vescovo e il tradizionale taglio del nastro, il rettore John McCourt ha guidato la scoperta dei nuovi interni. «Un sogno che si realizza – ha dichiarato –. Sono passati quasi tre anni da quando abbiamo cominciato a pensare di acquistare questi tre palazzi e oggi apriamo il primo pezzo, l’ex sportello della banca, che diventa lo sportello unico per gli studenti. Questo sarà il punto di riferimento dove ogni studente, italiano o internazionale, potrà gestire tutta la sua carriera universitaria».
McCourt ha sottolineato come l’apertura della nuova sede rappresenti un importante «biglietto da visita» per l’università e per la città, anticipando che entro un anno sarà inaugurata anche una parte dedicata al residence per gli studenti della scuola superiore Leopardi. «Guardiamo al futuro con fiducia – ha aggiunto –: questo investimento è un atto di fiducia verso la città e verso i giovani».
L’inaugurazione coincide con l’apertura del 736° anno accademico, il cui tema è «Conoscenza che crea valore». Il rettore ha spiegato: «Viviamo in un’economia della conoscenza e dobbiamo comprendere il valore che un’università può dare a un territorio investendo nella conoscenza. Le aziende investono dove trovano laureati preparati e l’economia si costruisce su alto livello di competenze».
Quest’anno McCourt assume anche il ruolo di presidente del CRUM (Comitato Regionale di Coordinamento delle Università Marchigiane). «È il momento di fare rete – ha affermato –. Calo demografico e risorse limitate richiedono collaborazione tra università, imprese e enti del territorio. Gli ecosistemi di ricerca e didattica si costruiscono insieme, anche a livello europeo, attraverso reti come ERUA».
L’ospite d’onore dell’anno accademico sarà John Van Reenen, economista di fama internazionale e professore alla London School of Economics, che offrirà una riflessione sul ruolo della conoscenza e delle università in un contesto globale instabile, tra trasformazioni tecnologiche e sfide democratiche.
«Il mio messaggio agli studenti – ha concluso il rettore – è di seguire i propri sogni. L’acquisizione di questo palazzo è stato un sogno che siamo riusciti a realizzare con responsabilità e impegno. Accogliamo gli studenti per accompagnarli nei passi fondamentali verso il loro futuro».
La giornata proseguirà nel pomeriggio con il corteo accademico, che partirà alle 14:45 dalla sede della Banca d’Italia, e la cerimonia ufficiale, dalle 15:00 alle 17:00 circa.
Ponteggi manomessi e lavoratori esposti al rischio di cadute nel vuoto. È lo scenario allarmante scoperto dai carabinieri della Compagnia di Tolentino nel corso di un servizio coordinato di controllo del territorio, svolto insieme al personale specializzato del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Macerata.
Le verifiche si sono concentrate su un cantiere edile situato nel cuore del comune tolentinate. Al termine dell’ispezione, i militari hanno denunciato a piede libero un uomo di 50 anni, di origini napoletane ma residente nel Teramano, amministratore unico della società che stava operando nel sito. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo, in qualità di datore di lavoro, avrebbe divelto alcune tavole del ponteggio, modificandone la struttura originale e rendendolo estremamente pericoloso.
Le alterazioni avrebbero creato una situazione di grave rischio per gli operai, che si sono ritrovati a lavorare in assenza dei prescritti dispositivi di sicurezza contro le cadute dall'alto. Di fronte a tali violazioni della normativa su salute e sicurezza, è scattato l’immediato provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Oltre al blocco del cantiere, sono state elevate ammende per un importo totale di 10.000 euro. I controlli dell'Arma proseguiranno serrati anche nei prossimi giorni per garantire la tutela dell'incolumità dei lavoratori nel settore edile.
Sempre sul fronte del controllo del territorio provinciale, i carabinieri della stazione di Porto Recanati hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un 27enne di nazionalità pakistana. L’uomo, che si trovava in regime di detenzione domiciliare, si è visto revocare la misura alternativa dall'Ufficio di Sorveglianza di Macerata.
Il giovane deve scontare una pena residua di 40 giorni di reclusione per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, commessi a Porto Recanati tra il 2020 e il 2021. Dopo le formalità di rito, il 27enne è stato trasferito presso la Casa di Reclusione di Fermo a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Mattinata difficile per la viabilità lungo la strada provinciale 10. Intorno alle ore 9:15, un furgone cassonato di una ditta specializzata in impianti elettrici è rimasto coinvolto in un incidente mentre procedeva in direzione Montecosaro. Per cause ancora in corso di accertamento da parte delle forze dell'ordine, il conducente ha perso il controllo del veicolo che, dopo aver urtato violentemente la scarpata laterale, si è ribaltato su un fianco.
L’impatto è stato violento, tanto da causare lo sfondamento del parabrezza e il blocco totale del transito in entrambi i sensi di marcia. Immediata la macchina dei soccorsi: sul posto sono intervenute le ambulanze del 118 e della Croce Verde. Mentre il passeggero è riuscito ad abbandonare l’abitacolo autonomamente, per estrarre l’autista è stato fondamentale l’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Civitanova Marche.
I due operai sono stati trasportati al pronto soccorso dell'ospedale di Civitanova Marche per tutti gli accertamenti del caso. Fortunatamente, dalle prime informazioni raccolte, non si trovano in gravi condizioni.
Pesanti le ripercussioni sul traffico locale: gli agenti della polizia locale si sono occupati di gestire la viabilità e deviare le auto su percorsi alternativi, mentre i carabinieri hanno effettuato i rilievi necessari a ricostruire la dinamica dell'urto. La strada è stata riaperta solo dopo che un carro attrezzi ha provveduto a rimuovere l'ingombrante mezzo e a liberare le carreggiate.
Macerata – Si è aperto nel segno della continuità tra tradizione accademica e innovazione l’Anno Accademico dell’Università di Macerata. La giornata inaugurale ha preso il via nella mattinata con un momento simbolico e concreto insieme: alle ore 12, a Palazzo Silvestri, ex sede della Banca d’Italia in corso Matteotti, è stato inaugurato il nuovo sportello delle Segreterie Studenti, nuovo presidio di servizi pensato per rafforzare il rapporto tra l’Ateneo e la comunità studentesca.
Nel primo pomeriggio, alle 14.45, il cuore della cerimonia si è spostato nelle strade del centro storico con il tradizionale corteo degli accademici. Il corteo, partito proprio dalla nuova sede inaugurata in mattinata, ha attraversato la città fino a raggiungere il Teatro Lauro Rossi, luogo simbolo della vita culturale maceratese, suggellando idealmente il legame tra l’Università e il tessuto urbano.
Alle 15 in punto, all’interno del Teatro Lauro Rossi, si è aperta ufficialmente la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico. Dopo l’esecuzione dell’Inno d’Italia e dell’Inno d’Europa, si sono susseguiti i saluti istituzionali e la relazione inaugurale de rettore John McCourt, che ha tracciato un bilancio dell’attività dell’Ateneo e delineato le prospettive future dell’Università di Macerata in un contesto nazionale e internazionale in continua trasformazione.
Nel suo intervento, il rettore ha aperto l’anno accademico numero settecentotrentasei dell’Ateneo, sottolineando come si tratti di «una cifra che non serve a contemplare la storia, ma a ricordare il nostro senso di responsabilità collettiva: un’università che dura nel tempo è un’università che sa rinnovarsi restando fedele alla propria missione». McCourt ha posto al centro della sua relazione il tema “Conoscenza che crea valore”, ribadendo la funzione pubblica dell’università come motore di crescita misurabile e condivisa, capace di coniugare qualità della didattica e della ricerca, equità nell’accesso, impatto sul territorio e fiducia come fondamento di ogni innovazione.
Ampio spazio è stato dedicato alle voci della comunità universitaria. Sono intervenuti Stefano Di Carlo, presidente del Consiglio delle studentesse e degli studenti, Diana Sviderska e Melika Khangoli in rappresentanza delle studentesse e degli studenti internazionali iscritti a Unimc, e Anna Cimarelli, in rappresentanza del personale tecnico, amministrativo e bibliotecario, sottolineando il valore di un Ateneo inclusivo, partecipato e attento alle diverse componenti che lo animano quotidianamente.
Nel corso della relazione, il rettore ha richiamato anche il ruolo dell’università in un contesto globale segnato da conflitti e tensioni, ricordando come «quando perfino le parole diventano pericolose, capiamo quanto sia fragile la libertà». In questo quadro, ha ribadito la necessità che l’università resti «il luogo del pensiero libero e del confronto», capace di offrire alle nuove generazioni non certezze precostituite, ma strumenti critici per distinguere «ciò che persuade da ciò che è vero, ciò che può sembrare efficace da ciò che è giusto». Un’attenzione particolare è stata riservata anche al tema dell’intelligenza artificiale, da governare con responsabilità, perché – ha sottolineato – «la responsabilità resta umana» e la conoscenza crea valore solo quando innovazione e giudizio procedono insieme.
Momento centrale della cerimonia è stata la prolusione di John Van Reenen, professor e Ronald Coase Chair in Economics alla London School of Economics, dal titolo “Growth, knowledge and the role of a modern university”. Un intervento che ha offerto una riflessione di ampio respiro sul ruolo strategico dell’università nella crescita economica e sociale, evidenziando come la conoscenza rappresenti oggi una leva fondamentale per affrontare le sfide globali.
La cerimonia si è conclusa con la solenne dichiarazione di apertura dell’Anno Accademico e con l’esecuzione dell’Inno goliardia “Gaudeamus Igitur”, suggellando una giornata densa di significato per l’Ateneo maceratese, proiettato verso il futuro senza rinunciare alle proprie radici.
Non chiamateli solo "vigili". L'attività della polizia locale di Civitanova Marche si conferma un presidio multidisciplinare che va ben oltre il controllo della sosta, spaziando dalla polizia giudiziaria alla tutela ambientale e del consumatore. Le ultime operazioni condotte sul campo raccontano di un territorio monitorato con "acume investigativo", portando alla luce dinamiche di illegalità spesso nascoste tra le pieghe della quotidianità.
Uno degli interventi più significativi ha interessato il cuore del borgo marinaro. Durante un servizio serale, l'attenzione degli agenti si è concentrata su un gruppo di giovanissimi che si intrattenevano in una zona appartata. Sebbene nei loro confronti non siano scattati provvedimenti immediati, l’ispezione accurata dell’area circostante ha permesso di rinvenire sette grammi di hashish già suddivisi in dosi e pronti per lo spaccio. Sono ora in corso accertamenti per risalire a chi abbia abbandonato la sostanza all'arrivo delle divise.
Spostandosi nella zona nord della città, il monitoraggio stradale ha portato al sequestro di un veicolo: l'occhio esperto del personale ha infatti smascherato una targa contraffatta, priva del sigillo di Stato. Per il proprietario è scattato il deferimento per falsificazione, mentre l'auto è stata sequestrata in vista della confisca definitiva.
Particolarmente rilevante è il contrasto ai nuovi trend della falsificazione documentale. Gli agenti hanno intercettato due casi di Carte d'Identità Elettroniche (CIE) manomesse attraverso l'asportazione del microchip.
Il primo caso riguarda un cittadino algerino che ha esibito un documento apparentemente rilasciato da un Comune del Fermano; il secondo ha visto protagonista un civitanovese che, durante un normale controllo stradale, ha consegnato un documento rilasciato proprio dal Comune di Civitanova, ma privo della componente elettronica. In entrambi i casi, i documenti sono stati sequestrati e i soggetti denunciati.
A fare il punto sulla sicurezza è il comandante della polizia locale, Cristian Lupidi: "I risultati ottenuti sono il frutto diretto di una presenza costante e vigile sul territorio. Essere fra la gente con concentrazione e abnegazione è l'unico modo per intercettare anche le anomalie meno evidenti. La nostra missione non è solo presidiare, ma osservare con professionalità ogni dettaglio, perché la sicurezza della comunità si costruisce con l'attenzione quotidiana".
Osservavano le vittime mentre digitavano il codice Pin alle casse dei supermercati, le seguivano fino al parcheggio e poi entravano in azione con una tecnica collaudata. È questo il modus operandi di tre ventenni di origine romena, già noti alle forze dell’ordine, arrestati dalla Polizia di Stato ad Ancona per concorso in furto aggravato e indebito utilizzo di carte di credito.
I tre agivano in gruppo, con ruoli ben definiti. Uno si posizionava alle spalle delle vittime – spesso donne – per memorizzare il Pin digitato durante il pagamento. Una volta all’esterno, nel parcheggio, un complice distraeva la persona chiedendo informazioni stradali, mentre un altro apriva la portiera dell’auto dal lato passeggero e sottraeva il portafoglio. Subito dopo, il gruppo si recava a uno sportello bancomat per prelevare contanti, fino a mille euro per ogni colpo.
L’ultimo episodio è avvenuto intorno alle ore 10 nel parcheggio di un centro commerciale della zona Baraccola. Una donna ha chiamato il 112 riferendo di aver subito il furto del portafoglio, contenente 500 euro in contanti, documenti e carte di debito e credito, mentre veniva distratta da un giovane che le chiedeva indicazioni. Poco dopo, sul telefono è arrivata la notifica della banca che segnalava un prelievo di mille euro effettuato con la sua carta.
Le Volanti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico (Upgsp) hanno immediatamente avviato le ricerche, intercettando poco dopo un’auto con targa inglese con a bordo tre uomini. Durante la perquisizione, uno dei fermati è stato trovato in possesso di 500 euro in banconote da 50, un secondo aveva 980 euro in contanti, mentre il terzo aveva con sé cartine stradali e turistiche, utilizzate per distrarre le vittime.
Determinante anche la visione delle immagini di videosorveglianza, che ha confermato il coinvolgimento dei tre nel furto appena avvenuto. Secondo le indagini della Polizia, il gruppo avrebbe colpito più volte negli ultimi mesi ad Ancona e in altre città, sempre con lo stesso schema.
In particolare, lo scorso 31 ottobre avevano messo a segno un furto identico nello stesso centro commerciale di Ancona, sottraendo mille euro a un’altra donna. La Squadra Mobile dorica è riuscita a identificarli anche come responsabili di altri due episodi analoghi avvenuti lo stesso giorno in un centro commerciale di Chiaravalle e il 23 ottobre a Gorizia.
Un simbolo che si fa memoria e impegno quotidiano. Domani, mercoledì 4 febbraio, la comunità di Passo Treia si arricchirà di un nuovo segno distintivo: una panchina rossa. Non un semplice elemento di arredo urbano, ma un monito contro la violenza sulle donne e un omaggio a chi ha dedicato la vita al sostegno del prossimo.
La panchina, che verrà posizionata strategicamente presso la fermata dell’autobus utilizzata ogni giorno dagli studenti delle medie, porterà una targa in memoria di Angela Dea. Figura indimenticata del territorio, Angela è stata un punto di riferimento per tante donne, promuovendo accoglienza e solidarietà, un’eredità oggi raccolta e portata avanti da Luca Doria e Irene.
«È sempre difficile dire qualcosa di non retorico su questi temi», ammette con franchezza l’assessore al sociale Camilla Palmieri. «I dati ISTAT sono impietosi: 1700 donne uccise negli ultimi dieci anni e pochissime denunce. Eppure, inaugurare questa panchina ha senso perché il nome di Angela Dea muove qualcosa dentro di noi. Questo rosso diventerà un sentimento capace di resistere all’indifferenza solo se sapremo agganciarlo al nostro sentire comune».
La scelta del luogo non è affatto casuale. Collocare la panchina dove i ragazzi attendono il bus significa parlare direttamente alle nuove generazioni. «Ogni spazio pubblico è spazio di responsabilità collettiva», prosegue l’assessore. «Ai ragazzi dobbiamo consegnare il messaggio che la violenza non è inevitabile, né normale. Diventa invisibile solo se scegliamo di non guardarla».
L'iniziativa di domani non è un evento isolato, ma corona un percorso che il Comune di Treia porta avanti con determinazione. Negli ultimi mesi, la città ha ospitato momenti di riflessione profonda, come l’incontro a teatro con la sociolinguista Vera Gheno e l’evento multidisciplinare “Adesso Yoga”, focalizzato sulla cura e sulla prevenzione.
La presenza dello Stato nelle aree ferite dal sisma del 2016 non arretra. È ufficiale la proroga per tutto il 2026 dei presìdi straordinari dei vigili del fuoco ad Amatrice e Arquata del Tronto, una decisione ratificata dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. La notizia, tuttavia, porta con sé un ulteriore potenziamento che riguarda da vicino l'entroterra maceratese: i distaccamenti permanenti di Visso, Camerino e Norcia saranno ulteriormente rinforzati per supportare le delicate operazioni di demolizione, messa in sicurezza e assistenza alla popolazione.
La proroga nasce dalla consapevolezza che, nonostante i passi avanti della ricostruzione, il territorio dell’Appennino centrale rimane fragile. I "caschi rossi" continueranno a operare in stretta sinergia con la Protezione Civile, garantendo non solo la sicurezza tecnica dei cantieri, ma anche un presidio fondamentale contro il rischio idrogeologico e la tutela del vasto patrimonio boschivo dell'area.
"La continuità e il potenziamento dei presìdi rappresenta una scelta di responsabilità e di attenzione concreta verso territori ancora fragili - ha dichiarato il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, ringraziando il personale del Corpo per la dedizione mostrata in questi anni difficili -. Garantire tempestività di intervento significa accompagnare con serietà il percorso di ricostruzione".
Sulla stessa linea il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, che ha sottolineato come la collaborazione tra Governo, Ministero dell'Interno e Protezione Civile sia la chiave per non lasciare soli i borghi dell'Appennino.
"Viene ribadita la sinergia volta a garantire la piena operatività di strutture indispensabili - ha spiegato Castelli -. La presenza dei Vigili del Fuoco è particolarmente importante in queste zone, caratterizzate da fenomeni idrogeologici che vanno monitorati e governati costantemente. Questi presìdi simboleggiano la vicinanza dello Stato alle nostre comunità".
La ricostruzione di Massaprofoglio, piccola frazione di Muccia segnata dal sisma del 2016/2017 e da una lunga storia di dissesti idrogeologici, compie un passo decisivo. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha infatti approvato il documento di indirizzo alla progettazione relativo all’intervento che mira a ripristinare la sicurezza dell’area attraverso l’abbattimento della falda acquifera, elemento chiave nell’equilibrio del versante.
Il via libera dà sostanza al finanziamento di circa 223.400 euro assegnato dal commissario straordinario Guido Castelli. Per Massaprofoglio si tratta di un passaggio atteso. L’abitato sorge infatti su un versante interessato da dissesti complessi, già censiti come frana a pericolosità P2 e rischio R3.
"Per gli abitanti questo atto non è solo un atto amministrativo - spiega il commissario Castelli -. È il segnale che la ricostruzione può finalmente procedere verso la fase concreta, dopo verifiche, approfondimenti e attese dovute alla complessità del dissesto. Il via libera al Dip non risolve da solo tutti i problemi, ma rappresenta la soglia necessaria affinché il Pua possa arrivare alla sua approvazione definitiva e il paese possa avvicinarsi a un futuro in cui tornare a vivere in sicurezza non sia più un progetto sulla carta, ma una prospettiva reale. Ringrazio l’ottimo lavoro svolto dall’Usr e dalla Regione guidata dal presidente Acquaroli".
A confermare la criticità del sistema è stato un lungo percorso di indagini: prima gli studi storici avviati dopo il sisma del 1997, poi le campagne geognostiche e i monitoraggi realizzati tra il 1999 e il 2009, infine gli approfondimenti condotti dal 2023 al 2025 sotto il coordinamento del Settore Soggetto Attuatore e Ordinanze Speciali dell’Usr Marche. Tali analisi hanno evidenziato che oltre la metà dei dreni sub-orizzontali non è più funzionante e che le condizioni della falda richiedono un nuovo intervento mirato.
Il nodo principale rimane l’instabilità del terreno, aggravata dalla dinamica della falda che, in occasione delle piogge, mostra oscillazioni rapide e condizioni non compatibili con la futura ricostruzione delle abitazioni.
Gli studi più recenti hanno confermato che l’unico modo per garantire la stabilità del versante è un’opera che riporti efficienza al sistema drenante, non più recuperabile nei suoi elementi originari. Da qui è nata la scelta progettuale oggi approvata: la realizzazione di due trincee drenanti profonde circa 3,5 metri, per una lunghezza complessiva di 400 metri.
Il Dip stabilisce le linee tecniche e operative che guideranno i progettisti verso il progetto di fattibilità tecnico-economica e, successivamente, verso il progetto esecutivo. Si tratta di un documento sostanzioso, che ricostruisce l’intera evoluzione del dissesto, individua i vincoli paesaggistici e idrogeologici, definisce i criteri di progettazione e prescrive anche l’attivazione di un monitoraggio piezometrico stagionale per affinare i parametri dell’intervento.
Mentre a Macerata resta ancora riserbo sui nomi in campo per la presidenza della Provincia, con quello del sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci sempre più quotato, ad Ancona il quadro politico appare ormai in via di definizione. Nel centrosinistra si va verso la ricandidatura del presidente uscente Daniele Carnevali, mentre il centrodestra ha individuato in Luca Paolorossi, sindaco di Filottrano ed esponente della Lega, il profilo su cui costruire la sfida.
La convergenza sul nome di Paolorossi è emersa nel corso della riunione del centrodestra che si è svolta a Numana, alla quale hanno preso parte i rappresentanti provinciali dei partiti della coalizione: Carlo Ciccoli per Fratelli d’Italia, Elena Campagnolo per la Lega, Gianluca Tombolini per Forza Italia, Sergio Solari per Civici Marche e Graziano Stacchiotti per “I Marchigiani”. Dopo aver valutato diverse ipotesi, la scelta si è orientata sul primo cittadino filottranese, una candidatura sostenuta con convinzione dalla Lega e condivisa da Fratelli d’Italia, Civici Marche e I Marchigiani. Più fredda la posizione di Forza Italia, che ha preferito rinviare la decisione al tavolo regionale, dove potrebbe aprirsi un confronto su equilibri e candidature anche in altre Province.
Paolorossi si presenta alla sfida forte di un consenso personale significativo. Alle ultime elezioni regionali ha raccolto 3.540 preferenze, risultando il candidato più votato della Lega nelle Marche, un dato che ne rafforza il peso politico all’interno della coalizione e che lo accredita come figura competitiva per la guida della Provincia.
Sui propri canali social, il sindaco di Filottrano ha affidato una riflessione personale che ripercorre il suo percorso politico e chiarisce il senso della possibile candidatura alla presidenza della Provincia. «Non sono passati nemmeno due anni da quel primo aprile che ha segnato un cambiamento profondo nella mia vita – scrive Paolorossi –. Mai avrei pensato di dedicarmi con tanta determinazione al bene degli altri. Eppure proprio quel giorno ho deciso di scendere in campo, candidandomi a sindaco con il supporto di poche persone, in molti casi anche scettiche. C’era chi diceva che sarei durato poco, chi era convinto che avrei mollato dopo poche settimane. Oggi – prosegue – stiamo andando spediti verso due anni di amministrazione, due anni in cui ogni giorno ci metto la faccia insieme a una squadra che ha dimostrato sul campo il proprio valore. Nel frattempo ho valutato anche la candidatura al Consiglio regionale: grazie al sostegno della Lega e all’intervento del generale Vannacci mi sono candidato e sono risultato il più votato della Lega nelle Marche. L’ingresso in Consiglio non è avvenuto solo per una questione numerica, non certo per mancanza di consenso: non mancò il coraggio, mancò la fortuna».
Un’esperienza che, sottolinea Paolorossi, ha rafforzato la sua idea di politica: «Ho capito definitivamente che il mio modo di fare politica è la presenza. Per me guidare la Provincia non significherebbe stare chiuso in un ufficio, ma essere sul territorio, girare i 47 Comuni, ascoltare e lavorare con sindaci e amministratori. Non farsi vedere solo sotto elezioni, ma esserci sempre».
Infine il ringraziamento alla coalizione e la sintesi del suo approccio: «Ringrazio i rappresentanti provinciali dei partiti che hanno sostenuto il mio nome. Non cerco incarichi, cerco risultati. La Provincia ha bisogno di chi gira i Comuni, non di chi gira i palazzi. Io sono questo, e chi mi vota sa esattamente cosa aspettarsi».
Le elezioni per il presidente della Provincia sono in programma il 15 marzo e il tempo a disposizione è poco. Il centrodestra accelera dunque sulla candidatura di Paolorossi, chiamato ora a misurarsi con una sfida che potrebbe rappresentare un nuovo passaggio chiave nel suo percorso politico.
Ascoltare i cittadini può rappresentare un punto di partenza utile in una fase in cui il quadro politico maceratese appare ancora frammentato e privo di una direzione chiaramente definita. Il sondaggio civico promosso online dalla nostra testata ha provato a ribaltare l’impostazione consueta del dibattito, scegliendo di partire dalla comunità anziché dai tradizionali tavoli politici. La domanda, volutamente semplice e priva di riferimenti partitici, chiedeva di indicare una persona della società civile ritenuta affidabile per la guida della città di Macerata.
Non si è trattato di una votazione né di una candidatura formale, ma di un esercizio di ascolto che ha raccolto 470 risposte complessive, segnale di un interesse tutt’altro che marginale. Le indicazioni si sono distribuite tra 125 nomi riconducibili all’area di centrodestra, 132 al centrosinistra e 197 riferiti ad altri profili, a conferma di una ricerca di fiducia che va oltre gli schieramenti tradizionali. Solo 7 partecipanti hanno scelto di non esprimersi, mentre 9 risposte contenevano nomi offensivi o di fantasia, rimanendo quindi escluse dall’analisi.
Dai dati emerge con chiarezza una tendenza significativa: quando viene chiesto di indicare una figura affidabile, i cittadini privilegiano profili civici, percepiti come competenti e radicati nel territorio, rispetto a nomi già inseriti in percorsi politici strutturati. La preferenza sembra orientata più verso la credibilità personale e il rapporto concreto con la città che verso l’appartenenza partitica, restituendo un’immagine di fiducia costruita dal basso.
In questo quadro si colloca il risultato più evidente del sondaggio. Il nome più indicato in assoluto è stato quello dell’avvocato Giancarlo Giulianelli, che ha raccolto 131 segnalazioni, distanziando nettamente tutti gli altri. Un dato che segnala una fiducia diffusa e trasversale, attribuita a una figura riconosciuta come autorevole e affidabile da una parte significativa della comunità, al di là delle collocazioni politiche.
È tuttavia necessario precisare che il nominativo emerso non risulta candidabile, poiché Giulianelli ricopre attualmente l’incarico di Garante Regionale dei Diritti della Persona, condizione incompatibile con una partecipazione alla competizione elettorale amministrativa. Questo aspetto non riduce il valore dell’indicazione emersa, ma anzi rafforza il senso dell’iniziativa: i cittadini hanno espresso una preferenza di fiducia, non una richiesta di candidatura, indicando il tipo di profilo che sentono più vicino alle proprie aspettative.
All’interno delle aree politiche tradizionali, il quadro appare più frammentato. Nell’area di centrodestra il nome più indicato è stato quello di Francesca D’Alessandro, con 34 segnalazioni, seguita dal sindaco in carica Sandro Parcaroli, che ha raccolto 33 indicazioni, e da Fabio Pistarelli, a quota 23. Un risultato che evidenzia una distribuzione del consenso senza una figura nettamente predominante.
Nel centrosinistra, il nome più citato è stato Gianluca Tittarelli, con 38 segnalazioni, seguito da Andrea Tonnarelli con 26, da Luca Squadroni, con 23 voti, e dall’ex sindaco Romano Carancini con 17. Anche in questo caso emerge una pluralità di riferimenti, senza una convergenza paragonabile a quella registrata sul profilo civico più votato.
Tra gli altri nomi indicati, merita attenzione il dato relativo a Giuseppe Bommarito, che ha raccolto 32 segnalazioni, e a Flavio Corradini, con 10 voti, già candidato in passato. Si tratta di indicazioni che confermano ulteriormente come una parte rilevante dei cittadini guardi a percorsi esterni ai circuiti politici consolidati, cercando figure percepite come indipendenti e riconoscibili.
Un ulteriore elemento che emerge dal sondaggio riguarda la valutazione dell’amministrazione uscente. Il fatto che il sindaco in carica non risulti tra i nomi più indicati segnala una difficoltà dell’azione amministrativa nel tradursi in fiducia spontanea. Al di là di qualsiasi lettura partitica, il dato suggerisce una distanza percepita tra governo cittadino e comunità, che merita attenzione in vista della prossima scadenza elettorale.
Nel complesso, i risultati restituiscono l’immagine di una politica che spesso procede su binari diversi rispetto al sentire dei cittadini. Questa distanza contribuisce probabilmente a spiegare un astensionismo crescente, che non appare legato a disinteresse, ma piuttosto a una mancanza di identificazione con le figure proposte. I cittadini sembrano chiedere con chiarezza volti nei quali riconoscersi prima ancora che programmi da valutare.
Questo sondaggio non ha l’obiettivo di offrire soluzioni né di sostituirsi ai percorsi politici ufficiali. Rappresenta però un segnale chiaro, difficilmente ignorabile: quando vengono interpellati, i cittadini partecipano e chiedono di essere ascoltati prima delle decisioni, non dopo. Utilizzare strumenti di ascolto come questo può aiutare tutte le forze politiche a comprendere meglio il sentire della comunità e a valutare profili che nascono dal basso, anziché essere semplicemente indicati dall’alto. La responsabilità finale resta nelle sedi istituzionali, ma una domanda rimane aperta: la politica maceratese è davvero pronta ad ascoltare la propria comunità?
In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro, che si celebra il 4 febbraio, l’AST di Macerata rinnova l’invito alla popolazione a partecipare ai programmi di screening oncologici, fondamentali per la prevenzione e la diagnosi precoce.
Gli screening per mammella, cervice uterina e colon-retto sono rivolti alle fasce di età previste e consentono di accedere agli esami gratuitamente e senza liste d’attesa, secondo i programmi regionali.
L’età di riferimento per gli screening della cervice uterina è 30-64 anni, per quelli della mammella 45-74 anni e per il colon-retto 50-74 anni.
“Parlare di cancro nel 2026 significare porre l’attenzione su una delle principali sfide sanitarie, sociali ed economiche del nostro tempo, – afferma il dottor Giuseppe Feliciangeli, direttore dell’U.O.C. di Gastroenterologia dell’Ast di Macerata – perché il cancro resta una malattia globale che richiede prevenzione e continua ricerca, nonostante i notevoli progressi ottenuti nel settore”.
«La prevenzione è uno degli strumenti più efficaci che abbiamo per ridurre l’impatto del cancro – dichiara il Alessandro Marini, direttore generale dell’AST di Macerata –. Aderire agli screening oncologici significa prendersi cura di sé e aumentare concretamente le possibilità di diagnosi precoce e di cura. L’invito è a non rimandare e a cogliere questa opportunità».
La Segreteria Screening dell’AST di Macerata è a disposizione dei cittadini per informazioni, mentre per le prenotazioni bisogna rivolgersi al numero verde 800 178 008.
Un ringraziamento che passa attraverso i colori e le pennellate, trasformando l'esperienza del ricovero in un messaggio di gratitudine. Daniele Teobaldelli, cittadino maceratese, ha voluto omaggiare il reparto di medicina interna dell'ospedale di Macerata donando un'opera realizzata proprio durante la sua degenza.
Il gesto nasce dal desiderio di riconoscere l’impegno e la professionalità dimostrati dall'equipe sanitaria durante il periodo di cura. "Ogni forma ed ogni colore rappresenta uno di voi", ha dichiarato Teobaldelli al momento della consegna, dedicando il lavoro a medici e infermieri che lo hanno assistito con costanza. L'opera non è solo un dono, ma la testimonianza di come il tempo trascorso in ospedale possa essere vissuto in modo attivo e creativo.
Il valore del gesto è stato sottolineato dal dottor Roberto Catalini, primario dell'unità operativa di medicina interna, che ha evidenziato i benefici psicologici dell'attività artistica in contesti clinici: "Si potrebbe parlare in questo caso di paint therapy. Attraverso la pittura e l'espressione creativa, il paziente ha trovato il modo di ridurre lo stress connesso al ricovero e migliorare il proprio stato d'animo. Dipingere è uno strumento per liberare la mente e lasciar fluire pensieri ed emozioni".
Il primario, a nome di tutto il reparto, ha espresso profonda gratitudine per il pensiero ricevuto: "Ringraziamo Daniele per il bel dono e per la dedica. Questo riconoscimento ci sprona a proseguire nel nostro lavoro con il massimo impegno e serietà, con l'obiettivo di offrire ai pazienti standard di cura sempre più elevati".
L'iniziativa ricorda quanto la componente umana e il benessere psicologico siano parte integrante del percorso di guarigione, rendendo l'ospedale non solo un luogo di cure mediche, ma anche di vicinanza e ascolto.
Il Perugia prova a rimettere in carreggiata una stagione fin qui complicata. Terzultimo nel girone B di Serie C, il Grifo ha deciso di intervenire in maniera decisa sul mercato per rinforzare la rosa e dare una scossa all’ambiente. Tra gli arrivi più altisonanti spiccano quelli di Valerio Verre e Luigi Canotto, ma tra le operazioni definite ce n’è una che parla anche maceratese.
Dopo soli sei mesi torna infatti a vestire la maglia biancorossa Matteo Polizzi, attaccante classe 2005 originario di Macerata, cresciuto nel settore giovanile del Perugia. Polizzi aveva lasciato il Grifo la scorsa estate per trasferirsi in prestito al Pontedera, dove ha collezionato 10 presenze e 1 rete. Ora il rientro anticipato, con l’obiettivo di mettere le sue qualità al servizio della squadra nella lotta per la salvezza.
Un ritorno che sa di casa per l’attaccante maceratese, arrivato nelle giovanili del Perugia nella stagione 2020/2021, prima in Under 17 e poi protagonista con la Primavera. Il suo percorso lo ha portato fino all’esordio in prima squadra, avvenuto il 23 dicembre 2023 contro il Cesena, aprendo una parentesi importante della sua giovane carriera.
Con la maglia del Perugia, Polizzi ha già totalizzato 23 presenze e 1 rete tra campionato e coppe. Un profilo su cui la società ha sempre creduto, come dimostra il rinnovo contrattuale fino al 2027 firmato recentemente. Ora, a distanza di pochi mesi dall’esperienza in Toscana, l’attaccante rientra per giocarsi nuove chance in un momento delicato ma decisivo della stagione.
Per il Perugia è una scommessa sul presente e sul futuro. Per Macerata, invece, è l’orgoglio di rivedere un proprio talento tornare protagonista in una piazza storica del calcio professionistico.
La CBF Balducci HR ha accolto al Palasport Fontescodella Julio Velasco, storico ct della Nazionale italiana campione olimpica e mondiale, in visita al club maceratese. Velasco ha seguito da vicino l’allenamento del martedì, osservando il lavoro della squadra e confrontandosi con la famiglia Balducci, la dirigenza, coach Valerio Lionetti, lo staff tecnico e le atlete.
Il tour del ct nei club di Serie A1 ha fatto tappa a Macerata, offrendo a Velasco l’occasione di osservare da vicino il lavoro quotidiano di una squadra impegnata nella massima serie. “Ho parlato a lungo con coach Lionetti e vedere l’allenamento è sempre interessante per un allenatore della Nazionale, per osservare come si lavora con le giocatrici nei club – ha spiegato Velasco – Valerio è un allenatore che ha fatto molto bene, portando Macerata in Serie A1, un risultato non scontato”.
Il tecnico ha poi ricordato i suoi esordi nelle Marche negli anni ’80, sottolineando la bellezza del territorio e la storica tradizione pallavolistica della regione: “Venendo qua, la campagna marchigiana mi ha fatto ricordare tanti momenti passati in questa terra così bella, che ha il mare e le colline. Macerata è una città storica per la pallavolo e questo palazzetto ha ospitato partite importanti. Credo che la pallavolo femminile sia in crescita esponenziale e Macerata può diventare una città di riferimento nel volley femminile delle Marche, una regione di grandissima tradizione”.
Infine, Velasco ha parlato dell’importanza di piazze solide e appassionate per lo sviluppo del movimento femminile in Italia: “Mi auguro che la pallavolo femminile continui a crescere. Tutte le piazze sono importanti, ma bisogna avere pazienza. Raggiungere il vertice richiede tempo, risorse e lavoro. Macerata è appena salita dalla A2: con giovani talentuose e una guida esperta come coach Lionetti, si possono costruire squadre competitive, passo dopo passo”.
Una giornata speciale, dunque, per la CBF Balducci HR e per tutto il volley marchigiano, con la presenza di uno dei tecnici più autorevoli della pallavolo mondiale a incoraggiare lavoro, passione e sviluppo del movimento femminile.
Parte dal cuore della provincia di Macerata una battaglia legale che promette di avere risonanza nazionale, mirata a tutelare chi si trova schiacciato da procedure esecutive e pignoramenti avviati dalle cosiddette società di recupero crediti. L’azione, nata dalla collaborazione tra l’associazione Tutela Impresa di Civitanova e la collaboratrice Loredana Bonfigli di Tolentino, ha portato alla presentazione di un esposto dettagliato presso la Guardia di Finanza di Conegliano Veneto.
Al centro della segnalazione c'è un'anomalia che ha destato forti sospetti: circa trecento società cessionarie di crediti risultano avere tutte la medesima sede legale a Conegliano Veneto, precisamente in via Vittorio Alfieri 1. Un "condominio" di società che gestiscono migliaia di posizioni debitorie in tutta Italia, ma sulla cui trasparenza si chiede ora di fare luce.
Il problema sollevato riguarda la legittimità delle richieste di pagamento. Molti cittadini maceratesi hanno ricevuto atti di precetto o pignoramenti da società che dichiarano di aver acquistato crediti bancari deteriorati (i cosiddetti NPL). Tuttavia, analizzando le carte, emerge spesso che il credito è passato attraverso una giungla di cessioni tra diversi soggetti, senza che venga fornita la prova documentale definitiva della reale titolarità del credito.
In sostanza, se la società che batte cassa non dimostra in modo inoppugnabile di avere il diritto di riscuotere quella somma, l'azione esecutiva è nulla.
"L’obiettivo della nostra iniziativa - spiegano i promotori - è dimostrare che il debitore ha il diritto di opporsi a procedure che rischiano di portare persino alla perdita dell'abitazione, qualora manchino prove adeguate della legittimazione alla riscossione". L'analisi dei decreti ingiuntivi e degli atti di pignoramento ha rivelato gravi irregolarità procedurali che, se sollevate correttamente davanti a un giudice, possono portare alla sospensione immediata delle richieste avanzate.
Questa azione non vuole essere una difesa dell'insolvenza, ma una pretesa di legalità: le procedure esecutive devono seguire regole ferree e trasparenti. La denuncia alle Fiamme Gialle venete rappresenta solo il primo passo di una strategia volta a garantire una protezione reale a famiglie e imprese sottoposte a pressioni considerate illegittime. L'Associazione Tutela Impresa e Loredana Bonfigli restano a disposizione per fornire informazioni gratuite a chiunque si trovi in difficoltà con procedure esecutive sospette.
Civitanova Marche conferma il suo ruolo di principale polo commerciale della provincia di Macerata. I dati ufficiali sulle imprese attive mostrano numeri inequivocabili: la città conta circa 4.500 imprese, di cui 1.150 nel settore commercio, superando anche Macerata, che ne registra circa 3.800 complessive e 856 nel comparto commerciale.
A commentare questi numeri è il gruppo Viviamo Civitanova, che sottolinea l’importanza della centralità commerciale della città. “Civitanova non è una città come le altre della provincia – affermano –. La nostra vocazione è chiara: attrazione, consumo e commercio. È questa capacità di attrarre flussi di persone che rende la città strategica, ma anche più esposta a sfide legate all’accessibilità e all’accoglienza”.
Secondo Viviamo Civitanova, il bacino reale di utenza della città supera le 100.000 persone, considerando i residenti dei comuni limitrofi e delle aree raggiungibili in 15-25 minuti. “Non siamo solo 42.000 abitanti: ogni giorno Civitanova serve più del doppio della sua popolazione residente”, sottolineano i rappresentanti dell’associazione.
Il gruppo evidenzia come la tenuta del commercio cittadino sia legata alla capacità della città di accogliere visitatori. “Chi sceglie Civitanova lo fa perché trova più offerta, più servizi e più vitalità – spiegano –. Ma senza parcheggi adeguati e senza una città pensata per accogliere i flussi sovracomunali, il rischio è che l’utenza si sposti altrove, e la crescita graduale diventi un declino”.
Viviamo Civitanova lancia quindi un chiaro appello all’amministrazione: “Lavorare su accoglienza, accessibilità e parcheggi non è una scelta, ma una necessità se vogliamo continuare a essere il bacino commerciale della provincia. Mettere oggi le basi per politiche concrete significa proteggere il commercio di domani.
L’Università di Camerino conferma il proprio ruolo di eccellenza scientifica anche nel contesto dei grandi eventi sportivi internazionali. È ufficiale, infatti, che Massimiliano Fazzini, docente climatologo e nivologo di UNICAM, svolgerà la mansione di scientific advisor per le competizioni di snowboard che si svolgeranno a Livigno e per le gare paralimpiche in programma a Cortina d'Ampezzo, nell’ambito dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano–Cortina, in calendario tra il 6 febbraio e il 15 marzo.
Un incarico di assoluto prestigio che riconosce il valore scientifico e l’esperienza pluridecennale del professor Fazzini nel campo della meteorologia e della nivologia applicate agli sport invernali. La sua carriera internazionale prende avvio già ai Mondiali di Sci Nordico di Fiemme 2002, dove ha operato come rilevatore nivometeorologico, per poi proseguire come osservatore meteo durante i Giochi Olimpici di Torino 2006 e come previsore ai Mondiali di Sci Nordico di Fiemme 2012.
Di particolare rilievo anche il ruolo di meteorologo nivologo di pista svolto ai Mondiali di Sci Alpino di Cortina 2021, oltre alla collaborazione continuativa con l’organizzazione delle tappe di Coppa del Mondo di sci e snowboard a Cortina, attiva dal 2014. Si aggiungono inoltre l’esperienza come previsore meteo ai Mondiali Juniores di Roccaraso 2013, la partecipazione alle Universiadi Invernali di Tarvisio 2003 e la stretta collaborazione con la FIS avviata a partire dal 2020.
"La nomina del professor Fazzini rappresenta un importante riconoscimento per l’Università di Camerino e testimonia come le competenze scientifiche sviluppate in ambito accademico possano contribuire in modo determinante alla sicurezza, alla sostenibilità e alla qualità organizzativa dei grandi eventi sportivi internazionali",scrive l'ateneo in una nota.
Il talento dei giovani maceratesi conquista la scena nazionale. Gli studenti della classe 3G dell’ITE “A. Gentili” (indirizzo RIM – Global Marketing) hanno centrato un obiettivo di prestigio, classificandosi al quarto posto assoluto nel concorso nazionale #convieneSaperlo (anche a scuola) per l’anno scolastico 2025-2026.
L’iniziativa, promossa dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) insieme al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), punta a formare consumatori consapevoli, capaci di orientarsi tra i rischi degli acquisti online e le pratiche commerciali scorrette.
Sotto la guida della professoressa di Diritto, Paola Formica, i ragazzi hanno affrontato un percorso didattico innovativo fatto di lezioni interattive e simulazioni digitali. Decisiva, per il piazzamento del gruppo, è stata la performance di Vittorio Longhi, che ha trascinato la classe durante la gara online dello scorso 28 gennaio, dove il Gentili ha primeggiato tra centinaia di scuole italiane.
Questo successo permette ora alla 3G di accedere alla finalissima in programma il 25 marzo 2026 a Roma, nella prestigiosa cornice dell’Auditorium Parco della Musica "Ennio Morricone", dove si contenderanno il titolo con le migliori cinque scuole d'Italia.
Il progetto si inserisce in una visione formativa moderna che caratterizza l’istituto maceratese. Non si studia solo il marketing tradizionale, ma ci si spinge verso le nuove frontiere del digitale, del social media marketing e del metaverso, senza mai dimenticare l'etica e il rispetto del Codice del Consumo. Temi attualissimi come l’e-commerce e le regole sui "baby influencer" sono diventati pane quotidiano per questi studenti, trasformando l'Educazione Civica in una competenza pratica e spendibile.
Grande soddisfazione è stata espressa dalla Dirigente Scolastica, Alessandra Gattari, e da tutto il corpo docente. Per l’ITE Gentili, questo traguardo rappresenta la conferma di un’offerta formativa d’eccellenza che sa connettere i banchi di scuola con le dinamiche reali del mercato globale.
Comunque vada la finale di marzo, i ragazzi della 3G hanno già dimostrato di essere pronti a muoversi con responsabilità e competenza in un mondo sempre più complesso. Macerata farà il tifo per loro.
Un maestoso bagliore d’oro e colori ritrovati è tornato a illuminare la chiesa di San Domenico, a San Severino Marche. Dopo mesi di assenza, la splendida pala d’altare di Bernardino di Mariotto da Perugia, raffigurante la “Madonna col Bambino in Gloria e i Santi Severino, Caterina da Siena, Domenico, Ansano e Giovannino”, ha fatto finalmente ritorno a casa.
L'opera, un imponente olio su tavola di inizio Cinquecento (alto quasi tre metri), era stata prelevata nel dicembre 2023. Il suo recupero è stato possibile grazie alla ventesima edizione di "Restituzioni", il prestigioso programma di salvaguardia del patrimonio nazionale promosso da Intesa Sanpaolo, che ha selezionato il capolavoro settempedano tra i tesori da sottrarre all'usura del tempo.
Affidato alle mani esperte di Giacomo Maranesi (titolare della MarLeg di Fermo), il restauro ha restituito piena leggibilità ai dettagli e alle preziose dorature del maestro perugino. Bernardino di Mariotto, figura chiave del Rinascimento tra Umbria e Marche, ha lasciato in questa tavola una delle sue testimonianze più significative, che per secoli ha impreziosito l’altare centrale della chiesa di San Domenico.
Le operazioni di rientro, gestite dalla ditta specializzata Arterìa di Milano con il supporto tecnico degli operai comunali, sono state supervisionate da Pierluigi Moriconi, storico dell’arte della Soprintendenza delle Marche.
"Il ritorno di quest’opera non è solo un evento culturale, ma un segno di rinascita per la nostra comunità - ha dichiarato con emozione l’assessore alla Cultura, Vanna Bianconi, presente allo svelamento della pala -. Vedere questo capolavoro di nuovo tra le mura di San Domenico ci riempie di orgoglio. Un ringraziamento va a chi ha permesso questo miracolo e ai tecnici che hanno lavorato con una cura quasi devozionale".
In attesa dei futuri lavori di recupero che interesseranno l’intero edificio sacro - ancora segnato dalle ferite del sisma - la pala è stata posizionata provvisoriamente dietro l'altare. Qui resterà visibile a fedeli e visitatori, offrendo a tutti la possibilità di ammirare da vicino uno dei tesori più preziosi del patrimonio artistico di San Severino Marche.
Dal cuore dell’Adriatico a uno dei palcoscenici culturali più prestigiosi d’Europa. Civitanova Marche vola a Malta in occasione delle celebrazioni per il 60° anniversario dell’introduzione del Metodo Cecchetti, una ricorrenza che fa riferimento all’arrivo e alla diffusione del metodo sull’isola grazie all’opera della signora Tanyia Bajona, presente all’inaugurazione, che lo introdusse a Malta dopo averlo conosciuto e studiato a Londra. In altri Paesi, il Metodo Cecchetti viene insegnato e tramandato da un periodo ancora più lungo, a conferma della sua ampia diffusione internazionale.
Nell’ambito delle celebrazioni maltesi, è stata allestita una mostra nella prestigiosa cornice del Teatru Manoel, uno dei teatri più antichi e autorevoli d’Europa, sede nazionale e patrimonio UNESCO. Civitanova Marche ha contribuito alla realizzazione dell’esposizione mettendo a disposizione il materiale fotografico storico dedicato al maestro Enrico Cecchetti, raccolto dalla compianta prof.ssa Livia Brillarelli e oggi patrimonio del Comune.
"Essere a Malta – ha dichiarato il sindaco Fabrizio Ciarapica, presente all’inaugurazione – significa portare Civitanova Marche nel cuore della grande storia della danza internazionale. Il Metodo Cecchetti affonda le sue radici nella nostra città, ma continua a parlare al mondo, formando generazioni di danzatori e insegnanti. Condividere questo patrimonio con un pubblico internazionale e con le più autorevoli insegnanti del Metodo Cecchetti, provenienti da tutto il mondo, significa valorizzare un percorso educativo e artistico che nasce a Civitanova e continua a essere riconosciuto e tramandato nel tempo”.
Le immagini raccontano la figura e l’eredità del maestro Enrico Cecchetti e costituiscono un patrimonio culturale di grande valore. "Un ringraziamento particolare alla sig.ra Johane Casabene, direttrice del Johane Casabene Dance Conservatoire, dove il Metodo Cecchetti viene insegnato e tramandato da oltre trent’anni con passione, competenza e profondo rispetto per la sua storia - ha aggiunto il sindaco - e un grazie al musicista civitanovese Andrea Foresi, che mi ha accompagnato nella trasferta e ha curato i collegamenti con le realtà della danza di Malta, contribuendo in modo determinante alla costruzione e al successo del progetto culturale".
Il Metodo Cecchetti ha formato alcune delle figure più leggendarie della storia della danza, tra cui Anna Pavlova, Vaslav Nijinskij, Marie Rambert, Ninette de Valois e Serge Lifar, protagonisti della nascita di istituzioni di riferimento mondiale come la Royal Ballet School, l’Opéra di Parigi, il New York City Ballet e la Rambert School.
C’è una grande notizia per gli amanti della musica rock e per il territorio maceratese: dopo il sold out di Bologna, i Jethro Tull, leggendaria band del rock progressivo guidata dall’inconfondibile Ian Anderson, hanno annunciato la prosecuzione del Curiosity Tour anche nel 2026. E tra le tappe italiane spicca Porto Recanati. L’appuntamento è fissato per mercoledì 8 luglio 2026, nella suggestiva cornice dell’Arena Beniamino Gigli, con inizio concerto alle ore 21:00. Un evento di caratura internazionale che porterà sulla costa marchigiana una delle formazioni più iconiche della storia del rock.
I biglietti saranno disponibili dalle ore 12:00 di martedì 3 febbraio, sul circuito TicketOne, e l’attesa è già altissima dopo il tutto esaurito registrato nelle prime date annunciate. Il tour prende il nome da “Curious Ruminant”, il nuovo album dei Jethro Tull: nove tracce che attraversano diverse atmosfere musicali, con durate che vanno dai due minuti e mezzo ai quasi diciassette, eseguite dall’intera band. Sul palco, accanto a Ian Anderson, saliranno Andrew Giddings, James Duncan, David Goodier, John O’Hara, Scott Hammond e il chitarrista Jack Clark, al debutto discografico con il gruppo.
Sarà una notte d’estate speciale, con il mare a due passi e una band che ha scritto pagine indelebili della storia della musica mondiale. Un’occasione unica non solo per i fan storici, ma anche per le nuove generazioni, di vivere dal vivo l’energia e la raffinatezza di un progetto artistico che continua a rinnovarsi senza perdere la propria identità.
L'Arena Gigli si prepara così ad accogliere un’icona globale del rock, confermandosi ancora una volta come palcoscenico capace di attrarre grandi eventi e pubblico da tutta Italia.
San Severino Marche si prepara a vivere il Carnevale 2026 con due appuntamenti all’insegna del divertimento, della musica e della fantasia, pensati per coinvolgere grandi e piccini. Le iniziative, patrocinate dal Comune di San Severino Marche e organizzate dalla Pro Loco, animeranno la città con eventi di qualità e momenti di aggregazione.
Il primo evento è in programma giovedì 12 febbraio presso il Circolo Acli, con il tradizionale “Giovedì Grasso dei Bambini”, una giornata interamente dedicata ai più piccoli. Il pomeriggio sarà arricchito da spettacoli di giocoleria e magia con Iryna e il Principe d’Argento, capaci di coinvolgere e stupire il giovane pubblico. A seguire, spazio alla musica e all’animazione con un dj set che permetterà ai bambini di ballare e divertirsi in maschera. Non mancherà una merenda per tutti i partecipanti, offerta dalla Pro Loco di San Severino Marche.
I festeggiamenti proseguiranno domenica 15 febbraio, a partire dalle ore 15, con l’atteso evento “Una Piazza in Maschera”. La suggestiva piazza del Popolo si trasformerà in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto, animato da un ricco programma di intrattenimento. In calendario l’esibizione di danza moderna a cura di Studiodanza91, con le coreografie dell’insegnante Alessandra Granata, oltre a musica e animazione firmate DM Show Services e Mas Flow.
Durante il pomeriggio saranno presenti anche uno spazio giochi dedicato ai bambini, palloncini e il tradizionale zucchero filato di Lino, per rendere l’atmosfera ancora più festosa. Momento clou della giornata sarà la premiazione delle maschere, che vedrà assegnati i riconoscimenti al gruppo più numeroso, alla maschera più originale e alla maschera più giovanne.
Urbisaglia – Una giornata all’insegna della storia, del fascino medievale e dell’integrazione culturale e linguistica quella vissuta recentemente a Urbisaglia, borgo marchigiano che ha aperto le sue porte a una delegazione d’eccezione: gli Allievi Ufficiali Piloti di Complemento (AUPC) e gli studenti stranieri del Centro di Formazione Aviation English (Cen.For.Av.En.) dell’Aeronautica Militare, provenienti dalle sedi di Potenza Picena e Loreto.
Il percorso ha offerto un viaggio attraverso i millenni: dai fasti romani alla Rocca medievale. La visita è iniziata nell’area archeologica di Urbs Salvia, dove il gruppo ha potuto ammirare il Criptoportico e l’Anfiteatro romano, per poi dirigersi verso il centro storico e la Rocca, simbolo di potenza architettonica che domina la valle del Fiastra. Per gli allievi piloti e gli studenti stranieri, la passeggiata tra reperti e camminamenti di ronda è stata un’occasione unica per conoscere un territorio che unisce bellezza paesaggistica e rigore monumentale.
Il sindaco di Urbisaglia, Riccardo Natalini, ha espresso grande soddisfazione per la visita, sottolineando l’importanza dell’accoglienza: “È un onore ospitare i futuri piloti dell’Aeronautica Militare e giovani provenienti da altre nazioni. Vedere le nostre bellezze storiche diventare teatro di formazione e scambio culturale ci riempie di orgoglio e conferma come il patrimonio di Urbisaglia sia una risorsa viva, capace di dialogare con istituzioni prestigiose e internazionali”.
La giornata ha avuto anche una valenza didattica. L’iniziativa si inserisce nel percorso di lingua inglese specialistica aeronautica che i partecipanti stanno seguendo presso le sedi di Loreto e Potenza Picena. Grazie alla metodologia della full immersion linguistica, la visita culturale si è trasformata in un vero e proprio laboratorio pratico: gli allievi hanno consolidato le proprie competenze comunicative interagendo direttamente con gli studenti stranieri. Come sottolinea Leonardo Catucci, l’approccio permette di potenziare la conoscenza della lingua in contesti reali, fondamentali per la futura carriera internazionale dei piloti.
Saper intervenire con lucidità in caso di emergenza non è solo una competenza tecnica, ma un vero e proprio atto di civismo. Lo hanno imparato ieri, lunedì 2 febbraio, circa 90 studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado "Luigi Pirandello" (I.C. Via Regina Elena), protagonisti di una mattinata intensa dedicata alle manovre salvavita.
L'iniziativa, denominata "Cuori battenti", è stata curata dal Centro di Formazione SoccorriAmo (realtà di IRComunità) con l'obiettivo di trasformare i giovanissimi in "sentinelle della vita", capaci di attivare correttamente la catena del soccorso e utilizzare i defibrillatori (BLSD).
La dirigente scolastica, Rita Fazio, ha accolto con entusiasmo il progetto, sottolineando come l'istituto debba essere il luogo centrale per formare cittadini consapevoli e pronti a giocare un ruolo attivo nella società. Un concetto ribadito anche dall’assessorato ai Servizi Educativi e Formativi del Comune di Civitanova Marche, che ha sostenuto con forza l'evento.
"Favorire la cultura della prevenzione significa educare i giovani alla preziosità della vita altrui - ha dichiarato l’assessore Barbara Capponi, presente alla giornata di formazione -. Saper intervenire in sicurezza, conoscendo anche i fattori di rischio per il soccorritore, permette di essere pronti a manovre semplici ma decisive. Complimenti all’Isc Regina Elena e agli istruttori che hanno saputo coinvolgere i ragazzi con competenza e leggerezza".
Il mass training ha visto gli studenti cimentarsi in prove pratiche, guidati dagli istruttori di SoccorriAmo, che hanno fornito gli strumenti necessari per affrontare un'emergenza con competenza e senza panico. La riuscita dell’evento è stata possibile grazie al lavoro di squadra tra il corpo docente e il personale non docente del plesso "Pirandello", che ha curato i complessi aspetti logistici di un’attività così articolata.
Quando la solidarietà chiama, Tolentino risponde con la forza di una rete capace di unire l'intero territorio. Si è rinnovato nei giorni scorsi il tradizionale appuntamento con la “Cena fraterna”, l’evento promosso dal coordinamento della Rete di associazioni di Tolentino Città per la Fraternità. Una serata che ha trasformato la convivialità in un gesto concreto di aiuto, registrando il "tutto esaurito" presso il ristorante Bellini.
L’obiettivo dell’edizione 2026 è stato il sostegno al progetto di animazione culturale “Un’età per stare insieme”, curato dall’Auser Circolo Il Girasole presieduto da Isa Vitaliani De Bellis. I fondi raccolti saranno destinati ad arricchire le giornate degli ospiti dell’Asp Civica Assistenza di Tolentino, garantendo momenti di svago, socialità e vicinanza a chi vive nella struttura cittadina.
La serata ha ribadito la capacità delle associazioni di "camminare insieme": una schiera composta da Admo, Avis, Cri, Aido, Scout, Legambiente e molte altre sigle (ben 19 in totale), che da anni rappresentano un punto di riferimento insostituibile per la comunità.
L’impegno di Tolentino non è passato inosservato fuori dai confini provinciali: la città ha infatti ricevuto nel 2025 la menzione speciale del Premio Chiara Lubich per la fraternità, a coronamento di un percorso iniziato nel 2009.
Alla cena, condotta da Carla Passacantando, hanno partecipato numerosi rappresentanti istituzionali a testimonianza del forte legame tra Comune e Terzo Settore. Tra i presenti il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi, il collega di Caldarola Giuseppe Fabbroni, il presidente del consiglio comunale Alessandro Massi e il presidente dell’Unione Montana Monti Azzurri Giampiero Feliciotti. Hanno preso parte all'evento anche Stefano Cardinali, presidente nazionale di Città per la Fraternità, e il coordinatore Silvio Minnetti, insieme all'ex sindaco Luciano Ruffini.
L’atmosfera è stata allietata dalle note dei musicisti Francesco Bartolozzi e Gigi Vasconcellli e dalla voce della cantante Marta Morroto. Un successo reso possibile anche grazie alla generosità dei partner locali, dall'Unione Montana a Pasta di Camerino e Annavini di Caldarola. Ogni anno, la "Cena fraterna" cambia obiettivo: dopo aver sostenuto il Gruppo Alzheimer e l'acquisto di buoni pasto per le scuole nelle scorse edizioni, quest'anno la luce è stata puntata sulla terza età, confermando che a Tolentino nessuno viene lasciato indietro.
La regione Marche apre le porte a una nuova stagione di cittadinanza attiva e formazione per le giovani generazioni. È stato infatti pubblicato il bando per la selezione di 392 operatori volontari da impiegare nei progetti di Servizio Civile Regionale per l'annualità 2026. L'iniziativa, sostenuta da una dotazione finanziaria che supera i 2,6 milioni di euro nell'ambito della programmazione europea PR FSE+ 2021/2027, punta a offrire un'opportunità concreta di crescita personale e professionale ai ragazzi del territorio.
I giovani selezionati saranno impegnati per un periodo di dodici mesi, con un orario settimanale di 25 ore distribuite su quattro o sei giorni a seconda del progetto scelto. Per l'attività svolta verrà riconosciuto un assegno mensile di 519,47 euro, comprensivo di copertura assicurativa e di un percorso formativo specifico volto a certificare le competenze acquisite durante l'anno di servizio.
L'assessore regionale al Lavoro e alla Formazione professionale, Tiziano Consoli, ha sottolineato come questo bando rappresenti un pilastro fondamentale nelle politiche giovanili della giunta regionale. Secondo l'assessore, l'esperienza non va intesa soltanto come un atto di solidarietà verso la comunità, ma come una vera e propria tappa formativa capace di arricchire il bagaglio dei partecipanti con abilità immediatamente spendibili nel mercato del lavoro marchigiano.
Per poter accedere alla selezione è necessario avere un'età compresa tra i 18 e i 28 anni e risultare residenti o domiciliati nelle Marche. Tra i requisiti fondamentali figurano la cittadinanza italiana, comunitaria o il regolare permesso di soggiorno, lo stato di disoccupazione o inattività e l'assenza di condanne penali. La procedura di candidatura è interamente digitale e deve essere effettuata attraverso la piattaforma Siform2, utilizzando le proprie credenziali SPID, CIE o CNS, entro il termine ultimo del 27 febbraio 2026.
Ogni candidato potrà presentare una sola domanda per un unico progetto tra quelli approvati e pubblicati sul portale istituzionale. Una volta chiusi i termini, gli enti ospitanti daranno il via alle selezioni ufficiali, che prevedono una valutazione accurata dei titoli e un colloquio conoscitivo per individuare i profili più idonei. Per consultare l'elenco completo delle posizioni aperte e approfondire i dettagli dei singoli progetti, è possibile visitare il sito ufficiale del Servizio Civile regionale.