Una salvezza conquistata con il cuore. Un’azienda che supera i 50 milioni di fatturato. Una visione che tiene insieme radici marchigiane e mercati internazionali. È stato un viaggio tra sport, impresa e territorio quello andato in scena nell’ultima puntata del Picchio Podcast con ospite Massimiliano Balducci, amministratore delegato della CBF Balducci Group, proprietario della CBF Balducci HR Volley, fresca di storica salvezza in Serie A1 Femminile. «È una salvezza che avevamo costruito per tutta la stagione», racconta Balducci. L’obiettivo era chiaro fin dall’inizio: mantenere la categoria. Eppure, la prima parte di campionato aveva fatto pensare anche a qualcosa di più. Poi un girone di ritorno complicato, qualche infortunio, risultati beffardi. Fino all’ultima giornata, a Bergamo. Sotto 2-0, con risultati dagli altri campi poco rassicuranti, la squadra ha trovato energie e lucidità per ribaltare la partita. «In certi momenti bisogna gettare il cuore oltre l’ostacolo. Le ragazze e lo staff sono stati straordinari: lo spirito Balducci ha funzionato».
Un’impresa vissuta a distanza: Massimiliano Balducci, per un impegno preso settimane prima, non era a Bergamo. «Sono salito sul palco di una premiazione mentre eravamo sotto 2-0. Poi, quando è arrivato il punto della salvezza, sono tornato su a festeggiare. È stato surreale, ma bellissimo». Il legame con la pallavolo è prima di tutto familiare. «Mio padre è stato il primo sponsor della società. Io l’ho vissuta da tifoso e oggi continuo a viverla così, anche se con più aplomb. L’ultras è sotto la camicia e la cravatta».
Dal punto di vista societario, la CBF Balducci non si sente inferiore a nessuno. «A livello organizzativo non siamo secondi alle grandi. Crescono sponsor, pubblico, follower. Il gap da colmare è economico, ma sono fiducioso: la pallavolo femminile è in forte crescita e rappresenta un veicolo di marketing importante» Tre sold out stagionali e oltre mille spettatori di media sono il segnale di un territorio che risponde. «Quando vedi il palazzetto pieno senti il dovere di non fallire. Lo facciamo anche per questa comunità».
Tra i protagonisti della stagione, un riconoscimento speciale va a coach Valerio Leonetti, capace di portare mentalità e qualità tecnica, oggi anche nello staff azzurro. «Quando il secondo allenatore di Conegliano sceglie noi per la sua prima esperienza da head coach significa che qualcosa di buono l’abbiamo costruito».
E poi c’è il rito scaramantico: la carbonara condivisa dal 2016 con i dirigenti storici nei momenti chiave della stagione. «Stesso posto, stesso tavolo. Non parliamo di pallavolo, ma ogni volta porta bene».
Parallelamente ai risultati sportivi, il gruppo ha chiuso il 2025 con oltre 50 milioni di fatturato (LEGGI QUI). «Stiamo vivendo record su record: le scelte strategiche stanno dando frutti», ha sottolineato Balducci, che ha preso le redini del gruppo nel marzo 2020, a 30 anni, poche settimane prima dello scoppio della pandemia. «Durante il Covid abbiamo aperto nuovi stabilimenti, avviato collaborazioni internazionali, cambiato gestionale, rinnovato gli uffici, lanciato le scarpe da lavoro. Sono state tutte scelte coraggiose».
Tra le operazioni strategiche, anche l’acquisizione di un gruppo complementare che ha rafforzato l’offerta e la presenza sui mercati europei. Francia, Germania, Spagna e Portogallo sono oggi frontiere concrete. «Siamo diventati un gruppo capace di dare risposte trasversali in Italia e in Europa».
Oggi il gruppo punta a consolidarsi in Italia e ad accelerare in Europa con distributori strategici e una presenza sempre più strutturata. «Non possiamo mai pensare di essere arrivati. Non è paura, è consapevolezza».
Da presidente di Confindustria Giovani Macerata, Balducci ha offerto una lettura del contesto locale: «Fare impresa in Italia è complesso per burocrazia e fiscalità, ma abbiamo vantaggi competitivi straordinari. Il made in Italy è un marchio riconosciuto nel mondo». La priorità, secondo lui, è il capitale umano: «Trovare personale qualificato è sempre più difficile. Serve dialogo con le scuole, valorizzazione dei mestieri tecnici e fare rete tra imprese». L’approccio resta improntato a un «sano ottimismo, con concretezza».
Guardando ai prossimi cinque anni, l’obiettivo è chiaro: «Confermarci e crescere ancora come gruppo, con collaborazioni estere e servizi di qualità sempre più alta». Sul fronte sportivo, il messaggio è un invito al territorio: «Con il supporto di quattro o cinque imprenditori si potrebbe pensare a un progetto europeo. Non c’è un divario incolmabile, serve una visione condivisa».
Intanto resta il rito scaramantico della “carbonara” tra dirigenti nei momenti chiave della stagione. «Non parliamo di pallavolo, ma porta bene». E, dopo la rimonta di Bergamo, anche la tradizione ha il suo peso. Per ascoltare l’intervista integrale a Massimiliano Balducci, con tutti gli approfondimenti su impresa, sport e futuro del territorio, è possibile vedere la puntata completa del Picchio Podcast sul nostro canale YouTube.
Una salvezza conquistata con il cuore. Un’azienda che supera i 50 milioni di fatturato. Una visione che tiene insieme radici marchigiane e mercati internazionali. È stato un viaggio tra sport, impresa e territorio quello andato in scena nell’ultima puntata del Picchio Podcast con ospite Massimiliano Balducci, amministratore delegato della CBF Balducci Group, proprietario della CBF Balducci HR Volley, fresca di storica salvezza in Serie A1 Femminile. «È una salvezza che avevamo costruito per tutta la stagione», racconta Balducci. L’obiettivo era chiaro fin dall’inizio: mantenere la categoria. Eppure, la prima parte di campionato aveva fatto pensare anche a qualcosa di più. Poi un girone di ritorno complicato, qualche infortunio, risultati beffardi. Fino all’ultima giornata, a Bergamo. Sotto 2-0, con risultati dagli altri campi poco rassicuranti, la squadra ha trovato energie e lucidità per ribaltare la partita. «In certi momenti bisogna gettare il cuore oltre l’ostacolo. Le ragazze e lo staff sono stati straordinari: lo spirito Balducci ha funzionato».
Un’impresa vissuta a distanza: Massimiliano Balducci, per un impegno preso settimane prima, non era a Bergamo. «Sono salito sul palco di una premiazione mentre eravamo sotto 2-0. Poi, quando è arrivato il punto della salvezza, sono tornato su a festeggiare. È stato surreale, ma bellissimo». Il legame con la pallavolo è prima di tutto familiare. «Mio padre è stato il primo sponsor della società. Io l’ho vissuta da tifoso e oggi continuo a viverla così, anche se con più aplomb. L’ultras è sotto la camicia e la cravatta».
Dal punto di vista societario, la CBF Balducci non si sente inferiore a nessuno. «A livello organizzativo non siamo secondi alle grandi. Crescono sponsor, pubblico, follower. Il gap da colmare è economico, ma sono fiducioso: la pallavolo femminile è in forte crescita e rappresenta un veicolo di marketing importante» Tre sold out stagionali e oltre mille spettatori di media sono il segnale di un territorio che risponde. «Quando vedi il palazzetto pieno senti il dovere di non fallire. Lo facciamo anche per questa comunità».
Tra i protagonisti della stagione, un riconoscimento speciale va a coach Valerio Leonetti, capace di portare mentalità e qualità tecnica, oggi anche nello staff azzurro. «Quando il secondo allenatore di Conegliano sceglie noi per la sua prima esperienza da head coach significa che qualcosa di buono l’abbiamo costruito».
E poi c’è il rito scaramantico: la carbonara condivisa dal 2016 con i dirigenti storici nei momenti chiave della stagione. «Stesso posto, stesso tavolo. Non parliamo di pallavolo, ma ogni volta porta bene».
Parallelamente ai risultati sportivi, il gruppo ha chiuso il 2025 con oltre 50 milioni di fatturato (LEGGI QUI). «Stiamo vivendo record su record: le scelte strategiche stanno dando frutti», ha sottolineato Balducci, che ha preso le redini del gruppo nel marzo 2020, a 30 anni, poche settimane prima dello scoppio della pandemia. «Durante il Covid abbiamo aperto nuovi stabilimenti, avviato collaborazioni internazionali, cambiato gestionale, rinnovato gli uffici, lanciato le scarpe da lavoro. Sono state tutte scelte coraggiose».
Tra le operazioni strategiche, anche l’acquisizione di un gruppo complementare che ha rafforzato l’offerta e la presenza sui mercati europei. Francia, Germania, Spagna e Portogallo sono oggi frontiere concrete. «Siamo diventati un gruppo capace di dare risposte trasversali in Italia e in Europa».
Oggi il gruppo punta a consolidarsi in Italia e ad accelerare in Europa con distributori strategici e una presenza sempre più strutturata. «Non possiamo mai pensare di essere arrivati. Non è paura, è consapevolezza».
Da presidente di Confindustria Giovani Macerata, Balducci ha offerto una lettura del contesto locale: «Fare impresa in Italia è complesso per burocrazia e fiscalità, ma abbiamo vantaggi competitivi straordinari. Il made in Italy è un marchio riconosciuto nel mondo». La priorità, secondo lui, è il capitale umano: «Trovare personale qualificato è sempre più difficile. Serve dialogo con le scuole, valorizzazione dei mestieri tecnici e fare rete tra imprese». L’approccio resta improntato a un «sano ottimismo, con concretezza».
Guardando ai prossimi cinque anni, l’obiettivo è chiaro: «Confermarci e crescere ancora come gruppo, con collaborazioni estere e servizi di qualità sempre più alta». Sul fronte sportivo, il messaggio è un invito al territorio: «Con il supporto di quattro o cinque imprenditori si potrebbe pensare a un progetto europeo. Non c’è un divario incolmabile, serve una visione condivisa».
Intanto resta il rito scaramantico della “carbonara” tra dirigenti nei momenti chiave della stagione. «Non parliamo di pallavolo, ma porta bene». E, dopo la rimonta di Bergamo, anche la tradizione ha il suo peso. Per ascoltare l’intervista integrale a Massimiliano Balducci, con tutti gli approfondimenti su impresa, sport e futuro del territorio, è possibile vedere la puntata completa del Picchio Podcast sul nostro canale YouTube.
La Squadra Mobile della Questura di Macerata è intervenuta nei giorni scorsi a seguito della diffusione, su un noto social network, di un video in cui un giovane, riprendendosi all’interno di un’abitazione, mostrava un fucile da caccia e una cartucciera con numerose munizioni, pronunciando frasi dal contenuto minaccioso rivolte ad altre persone.
Il filmato, individuato rapidamente dagli investigatori, ha permesso di identificare il giovane e di verificare la reale disponibilità delle armi mostrate. Dalle prime accertamenti è emerso che il ragazzo conviveva con il padre, titolare di una regolare licenza di porto di fucile per uso caccia.
Considerata la pericolosità del contenuto e la concreta accessibilità delle armi da parte di una persona non autorizzata, la Squadra Mobile ha effettuato un intervento immediato presso l’abitazione. Sono stati ritirati cautelativamente diversi fucili da caccia, un ingente quantitativo di munizioni e il titolo di polizia in materia di armi, in applicazione dell’articolo che regola la sicurezza e la custodia delle armi.
Durante l’attività è emerso che le armi e le munizioni erano custodite in maniera non sicura e facilmente accessibile. Il padre del giovane è stato quindi denunciato all’autorità giudiziaria per il reato di omessa custodia di armi, in base alla normativa che disciplina obblighi di custodia e sicurezza delle armi da fuoco.
Il materiale sequestrato è stato preso in consegna dagli operatori della Polizia, mentre ulteriori accertamenti sono in corso da parte della Divisione di Polizia Amministrativa e di Sicurezza per valutare eventuali provvedimenti di competenza.
Alla fine ogni nodo è stato sciolto, ogni dubbio fugato: Sandro Parcaroli ha annunciato la sua ricandidatura a sindaco di Macerata nelle file del centrodestra. Una decisione maturata dopo giorni di riflessione e preceduta da incontri politici significativi a Roma, prima con il leader della Lega Matteo Salvini, poi con il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.
“Cari amici e concittadini, come avevo promesso entro la fine del mese, vi comunico che ho deciso di ricandidarmi a sindaco di Macerata”, ha scritto Parcaroli in un lungo messaggio rivolto alla città. Parole che raccontano un percorso non immediato né semplice. “Ci sono momenti in cui la vita ti chiede di fermarti, di fare silenzio, di guardarti dentro. Prima di essere un sindaco, sei una persona con le sue fragilità. Ho voluto rispettare quel tempo”.
Poi la scelta, definita con chiarezza: “Oggi, con serenità e con una profonda consapevolezza, posso dirlo: la mia scelta è sempre Macerata”. Una dichiarazione che mette al centro la città, descritta come "comunità viva fatta di piazze, cultura, scuole, imprese, famiglie, giovani in cerca di opportunità e anziani che meritano attenzione".
Parcaroli rivendica il lavoro svolto in questi cinque anni e mezzo, segnati – sottolinea – da decisioni difficili e responsabilità assunte pensando “non al consenso di oggi, ma al bene di domani”. Ricorda i problemi ereditati, i progetti rimessi in moto, gli spazi restituiti alla città. “Non tutto è stato facile, non tutto è stato compreso subito. Ma ogni scelta è stata fatta con un solo obiettivo: far crescere Macerata e migliorare la vita di ciascuno di noi”.
Il sindaco uscente parla di un percorso che non può interrompersi ora. “Ci sono cantieri aperti che devono diventare opere concluse, visioni che devono trasformarsi in opportunità concrete. Una città più moderna, più inclusiva, più attrattiva si costruisce con costanza e continuità”. E ricorda la scelta personale compiuta cinque anni fa: lasciare la propria azienda e mettere da parte gli interessi privati per dedicarsi all’amministrazione. “La mia candidatura è una scelta d’amore per questa città”.
A sostegno della ricandidatura arriva la presa di posizione della Lega. L’onorevole Giorgia Latini, segretario regionale del partito nelle Marche, insieme a Mauro Lucentini, commissario provinciale della Lega Macerata e vicecoordinatore regionale, parla di “una scelta di responsabilità maturata nell’interesse esclusivo della comunità”. Parcaroli, sottolineano, può contare sulla stima della classe dirigente nazionale della Lega, a partire da Salvini, e sul sostegno compatto del partito a livello regionale.
La Lega rivendica i risultati del mandato: conti in ordine, opere avviate e concluse, attenzione al decoro urbano, sicurezza rafforzata e sostegno al tessuto produttivo e sociale. Determinante, secondo il partito, il rapporto costruito con la Regione Marche e con il Governo nazionale, che avrebbe permesso di intercettare risorse strategiche per il territorio.
Ora la partita elettorale entra nel vivo. Il centrodestra riparte dal sindaco uscente, con l’obiettivo dichiarato di proseguire nel segno della continuità amministrativa e di una visione orientata al “buon governo”. La campagna elettorale è ufficialmente cominciata.
Infortunio sul lavoro nella tarda mattinata di oggi all’interno di un’azienda agricola di San Ginesio. Un operaio straniero di 31 anni, residente fuori regione e dipendente di una ditta specializzata in impianti fotovoltaici, è rimasto ferito mentre stava eseguendo alcuni interventi.
Secondo le prime informazioni, l’uomo avrebbe perso il controllo di una smerigliatrice che stava utilizzando durante i lavori, riportando una ferita al collo. Momenti di forte apprensione tra i presenti: una persona che si trovava sul posto ha immediatamente dato l’allarme.
Il giovane è sempre rimasto cosciente. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che, dopo aver prestato le prime cure, hanno disposto il trasferimento all’ospedale regionale di Torrette per gli accertamenti e le cure del caso. L’elisoccorso non ha potuto alzarsi in volo a causa della nebbia presente nella zona, motivo per cui il trasporto è avvenuto via terra in ambulanza.
Presenti anche i carabinieri delle stazioni di Loro Piceno e San Ginesio. Al lavoro gli ispettori del Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spsal), che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto e verificare il rispetto delle normative in materia di sicurezza.
Le condizioni dell’operaio sono al momento al vaglio dei sanitari.
(Foto di repertorio)
Una tragedia ha scosso la mattinata di Civitanova Marche. Intorno alle 7 di oggi, un uomo di 35 anni ha perso la vita dopo essere precipitato dal terzo piano della sua abitazione in via Sicilia.
A dare l'allarme sono stati i familiari della vittima. Sul posto sono intervenuti immediatamente i sanitari del 118, ma ogni tentativo di rianimazione è risultato vano: il giovane è deceduto sul colpo a causa del violento impatto.
Oltre ai soccorsi, sono giunti in via Sicilia i Carabinieri per effettuare i rilievi di rito e ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto. Sebbene le indagini siano ancora tecnicamente in corso, i primi accertamenti sembrano non lasciare spazio a dubbi: secondo gli inquirenti si tratterebbe di un gesto volontario.
Il Terzo Polo ha ufficialmente annunciato la candidatura di Mattia Orioli a sindaco di Macerata, rafforzando la propria coalizione con l’ingresso di nuove realtà politiche. Accanto ai partiti fondatori – Azione, Base Popolare, il Partito Liberaldemocratico e il Movimento dei Repubblicani Europei – entrano a far parte della compagine i Radicali Italiani, ORA! e il Movimento Socialista Liberale. La mossa conferma l’intento della coalizione di aprirsi a un progetto di ampio respiro, basato sulla partecipazione attiva dei cittadini e sul dialogo costante con la comunità maceratese.
“La nostra logica politica va dall’io al noi, spiega Orioli, perché ogni individuo è parte integrante della città e ogni voce deve poter essere ascoltata. La mia candidatura nasce con l’obiettivo di costruire una piattaforma di confronto, proposta e partecipazione, capace di affrontare le sfide reali della città e di restituire centralità a Macerata”. Il progetto del Terzo Polo si propone come alternativa liberale e pragmatica all’attuale bipolarismo, con un programma orientato ai risultati concreti e allo sviluppo sostenibile, economico e sociale.
La coalizione intende affrontare nodi storici della città, dal miglioramento della partecipazione civica alla viabilità, dal sostegno allo sviluppo economico al rapporto con l’Università, fino alla gestione dei rifiuti e all’organizzazione culturale. Macerata, secondo Orioli, "ha bisogno di una politica capace di combinare innovazione e tradizione, creando opportunità per imprese, giovani e famiglie. La coalizione propone, in questo senso, un rafforzamento delle assemblee cittadine consultive, supportate da strumenti digitali, e la reintroduzione dei consigli di quartiere con elezione diretta, per dare voce ai residenti in maniera più immediata e concreta".
Sul fronte della mobilità, il Terzo Polo punta a interventi mirati per facilitare gli spostamenti dei cittadini e degli operatori economici, intervenendo su punti strategici della città e sulle infrastrutture più critiche. Sul piano economico, l’obiettivo è una maggiore diversificazione produttiva, con particolare attenzione alla valorizzazione di zone come Valleverde per nuovi insediamenti industriali, startup innovative e spin-off universitari. L’attenzione all’innovazione si accompagna a una visione lungimirante per l’APM, con progetti di adeguamento agli standard europei e la promozione delle comunità energetiche fotovoltaiche come leva per uno sviluppo sostenibile.
La convivenza con il mondo accademico è un altro punto chiave del programma, con l’intento di rafforzare il legame tra Università e Accademia di Belle Arti con la città, tutelando al contempo la qualità della vita dei residenti e promuovendo spazi dedicati alla vita sociale degli studenti. Sul fronte ambientale, il Terzo Polo propone un aumento significativo della raccolta differenziata, la chiusura delle discariche e il conferimento del restante materiale a termovalorizzatori tecnologicamente avanzati, con benefici diretti per la comunità in termini di costi e sostenibilità.
Anche la cultura gioca un ruolo centrale nel progetto di Orioli: la coalizione punta a un coordinamento più efficace delle iniziative culturali, con una pianificazione annuale delle manifestazioni e una gestione unitaria di musei, teatri e Sferisterio, eventualmente attraverso una fondazione dedicata, capace di attrarre turismo culturale di lungo periodo e valorizzare l’offerta artistica locale.
Con questa candidatura, il Terzo Polo completa il quadro dei contendenti per le prossime elezioni: il centrosinistra punterà su Gianluca Tittarelli, i civici su Marco Sigona, Giordano Ripa corre con la propria lista, mentre il centrodestra sembra orientarsi verso la ricandidatura di Sandro Parcaroli.
I Vigili del Fuoco sono intervenuti ieri sera, intorno alle ore 21:00, in via Pace a Macerata per mettere in sicurezza un solaio all’interno di un’abitazione.
A scopo precauzionale, gli occupanti dello stabile sono stati temporaneamente allontanati. Il Comune di Macerata ha attivato il servizio di pronto intervento sociale per garantire assistenza notturna alle persone coinvolte.
Fortunatamente non si registrano feriti o altre persone coinvolte; i danni riguardano esclusivamente la struttura dell’edificio.
Scontro tra un’auto e una moto nella mattinata di oggi lungo la Strada Provinciale 12, in zona Rotelli, a Macerata.
Per cause in corso di accertamento, i due mezzi si sono scontrati tra loro. Ad avere la peggio è stato il centauro, un 38enne, che è finito a terra dopo l’impatto.
L’uomo è stato soccorso dal personale sanitario e trasportato in codice giallo all’ospedale di Macerata per gli accertamenti e le cure del caso.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco per la messa in sicurezza dei veicoli e dell’area interessata dall’incidente, oltre alla Polizia Stradale che ha effettuato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dello scontro.
Giovedì mattina ricevo un'email da un potenziale cliente. Oggetto: "Collaborazione 🚀✨💡". Apro.
"Ciao Barbara! 👋 Sono Luigi M. e vorrei parlare con te della mia strategia social! 📱💻 Ho visto il tuo lavoro ed è fantastico! 🌟🔥 Possiamo sentirci la prossima settimana? 🗓️💬 Sarebbe davvero interessante! 🎯✨"
Chiudo. Cancello. Non rispondo.
Non perché l'email sia maleducata. Ma perché sembra scritta da ChatGPT. E probabilmente lo è.
Le emoji sono diventate la firma dell'AI
Facciamo un passo indietro. Le emoji sono nate per fare una cosa semplice: aggiungere emozione al testo freddo. Un sorriso alla fine di una frase difficile. Un cuore per addolcire. Servivano a renderci più umani.
Poi è arrivata l'intelligenza artificiale. E ha fatto una cosa furba: ha capito che gli umani usano emoji, quindi ha iniziato a metterle ovunque. Il problema? L'AI non sa dosare. Non ha tatto. Mette emoji dove non servono. Le spruzza nel testo come zucchero a velo su una torta già dolce.
E adesso è successa una cosa curiosa: le emoji sono diventate il segnale che qualcosa è falso. Se leggi un testo pieno di 🚀💡✨🔥, il cervello ormai traduce: "Questo l'ha scritto con ChatGPT".
Il paradosso del 2026: l'autenticità passa dal testo nudo
Ed eccoci al paradosso. Prima le emoji ti facevano sembrare più umano. Ora ti fanno sembrare più artificiale.
I brand più intelligenti l'hanno capito. Stanno tornando al testo pulito. Diretto. Senza decorazioni. Perché nel 2026 l'autenticità non si dimostra con le faccine. Si dimostra con le parole giuste.
Guarda le newsletter che leggi davvero. Quelle scritte da persone vere. Zero emoji. Solo testo. E funzionano meglio. Perché sai che dall'altra parte c'è una persona che ha pensato, scritto, corretto. Non un prompt copiato e un'AI che ha aggiunto stelline a caso.
Come riconoscere un testo scritto dall'AI (o che sembra tale)
Primo segnale: emoji ogni due righe. Secondo: frasi generiche tipo "Sono entusiasta di condividere" o "Non vedo l'ora di collaborare". Terzo: aggettivi esagerati senza sostanza. "Fantastico", "incredibile", "straordinario" buttati lì senza spiegare perché.
Ma il segnale più forte? Il tono finto - amichevole. Quel misto di entusiasmo ed educazione che non sembra vero. Come quando il commesso ti sorride troppo perché deve vendere.
Il problema non è ChatGPT in sé. È l'uso pigro che ne facciamo. Chiedi all'AI di scrivere un'email e lei ti infarcisce di emoji pensando che così sembri cordiale. Ma non funziona più. Ormai abbiamo sviluppato un radar. E lo riconosciamo subito.
I trucchi per scrivere vero (senza sembrare un bot)
Primo trucco: scrivi come parli. Se non diresti quella frase a voce, non scriverla. "Sono entusiasta di condividere" non lo dice nessuno dal vivo. "Ti racconto una cosa" sì.
Secondo: una emoji ogni tanto va bene, venti no. La regola pratica? Se togli tutte le emoji e il testo perde senso, ne hai usate troppe. Se togli le emoji e il testo funziona uguale, sei nel giusto.
Terzo: sii specifico, non generico. "Ho visto il tuo lavoro ed è fantastico" = bot. "Ho letto il tuo articolo sul supermercato e mi ha fatto ridere la storia della ragazza con il carrello pieno di TikTok" = umano.
Quarto: il test finale. Prima di inviare, rileggiti. Ti sembra che l'abbia scritto un venditore porta a porta? Cambia tutto. Ti sembra che l'abbia scritto un amico intelligente? Invia.
La verità finale
Non sto dicendo "non usare mai emoji". Sto dicendo: usale dove servono davvero. Un sorriso dopo una battuta. Un cuore quando ringrazi. Ma se il tuo testo ha bisogno di venti emoji per funzionare, il problema non è la mancanza di emoji. È la mancanza di contenuto.
Perché alla fine è questo il punto. L'AI può scrivere testi corretti, educati, pieni di faccine. Ma non può scrivere testi veri. Quelli li scriviamo solo noi. Quando ci mettiamo la faccia, il pensiero, e zero decorazioni inutili.
E nel 2026, dove tutto sembra generato da un prompt, il vero lusso è questo: scrivere in modo così diretto che nessuno dubiti che sei tu.
Una prospettiva privilegiata per gestire le criticità del traffico urbano. Nella mattinata di oggi, la città di Macerata è stata sorvolata da un aeromobile per un'attività straordinaria di monitoraggio aereo della viabilità. L’operazione si è resa necessaria per valutare in tempo reale l’impatto della chiusura di via Roma, arteria fondamentale per il collegamento cittadino, e coordinare al meglio i flussi veicolari nelle aree limitrofe.
L’iniziativa è il frutto della stretta collaborazione tra il Comando di polizia locale di Macerata e l’Organizzazione di Volontariato Macerata Soccorso, che ha messo a disposizione il proprio velivolo per la missione.
A bordo dell'aeromobile, l'equipaggio era composto da due figure di riferimento: Sauro Salvucci, vicepresidente e pilota dell’OdV Macerata Soccorso, e il vice vomandante della polizia locale, Fiorenzo Fiorani. Il monitoraggio non è stato un semplice volo di osservazione: l'equipaggio è rimasto costantemente collegato via radio con la centrale operativa del Comando di via de Vico, fornendo aggiornamenti immediati e permettendo agli agenti a terra di intervenire tempestivamente sulle principali direttrici.
L’attività ha permesso di ottenere una visione complessiva e d'insieme delle criticità stradali, individuando colli di bottiglia e rallentamenti che da terra risulterebbero difficili da mappare con la stessa rapidità. Grazie a questo supporto aereo, è stato possibile adottare misure mirate per garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, minimizzando i disagi per i residenti e per chi ogni giorno raggiunge il capoluogo.
L’iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di come la tecnologia e la collaborazione tra volontariato e istituzioni possano tradursi in un servizio concreto e innovativo a beneficio della sicurezza della comunità maceratese.
La sanità del futuro tra prossimità, innovazione e riorganizzazione territoriale. Se ne è discusso ieri a Macerata, nella cornice del resort Le Case, durante un incontro organizzato dall’associazione culturale "Le Marche in Movimento", presieduta dall’ex senatore Salvatore Piscitelli. L'appuntamento ha visto la partecipazione di numerosi operatori sanitari della provincia, imprenditori e rappresentanti istituzionali, riuniti per un confronto diretto con l’assessore regionale alla sanità, Paolo Calcinaro.
Al centro del dibattito il tema "La Sanità che Cambia: prossimità, equità e innovazione territoriale". Durante il suo intervento, l’assessore Calcinaro ha delineato le priorità del suo mandato, soffermandosi sulla necessità di ridurre le distanze tra le strutture pubbliche e le esigenze dei cittadini. Tra i punti cardine illustrati: il potenziamento delle Case di Comunità, la gestione sistemica delle liste d'attesa, l'efficientamento dei pronto soccorso e l'implementazione di nuovi sistemi informatici per la riorganizzazione dei servizi.
"Un’esperienza ed una sfida – ha ribadito Calcinaro – difficili ma dall’alto valore umano e professionale che ho accettato con spirito di servizio, consapevole dell’importanza che riveste il mondo della sanità per i cittadini e per i tanti operatori del settore che quotidianamente portano avanti la loro missione".
L’introduzione ai lavori è stata affidata a Salvatore Piscitelli, che ha voluto sottolineare la pragmaticità dell'assessore: "Va evidenziata la sua disponibilità all’interlocuzione e all’ascolto, oltre all'impegno costante già dimostrato in questi primi mesi di mandato in un settore così delicato".
L'incontro ha avuto anche una rilevante appendice politica in vista delle prossime elezioni comunali a Macerata. Alla serata erano presenti, tra gli altri, il presidente del Consiglio comunale Francesco Luciani, i consiglieri Maurizio Del Gobbo e Claudio Carbonari, e il medico Gianni Giuli.
Proprio sul fronte elettorale, Calcinaro – che rappresenta a livello regionale il movimento "I Marchigiani" – ha ufficializzato un impegno concreto insieme a Piscitelli. I due hanno annunciato la preparazione di una lista civica de "I Marchigiani" per la sfida elettorale nel capoluogo, in attesa delle decisioni ufficiali sulla possibile riconferma del sindaco uscente Sandro Parcaroli. Calcinaro ha inoltre incaricato ufficialmente Piscitelli di strutturare l'organizzazione del movimento su tutto il territorio della provincia di Macerata.
I dati emersi durante l'ultimo Consiglio comunale di Ussita, relativi all’approvazione del Documento Unico di Programmazione (DUP) e del Bilancio, hanno riacceso il dibattito politico sul futuro del borgo a quasi dieci anni dal sisma. Il consigliere di opposizione Guido Rossi ha diffuso una nota critica in cui analizza lo stato della ricostruzione e l’andamento demografico del territorio, evidenziando un quadro che definisce "distante dagli annunci della Giunta Bernardini".
Secondo i dati riportati dalla minoranza, la popolazione residente sarebbe ormai ridotta a circa 350 abitanti, includendo la fascia in età scolare e gli over 65, con un saldo migratorio che resta negativo. Per l'opposizione, il simbolo di questa situazione sono le Soluzioni Abitative di Emergenza.
"Le Sae – spiega Rossi – fanno bella mostra di sé all'ingresso di Ussita e del Parco Nazionale dei Sibillini. Sono state consegnate tra la fine del 2017 e l'inizio del 2018 come risposta temporanea. Dovevano durare circa sei anni: oggi, a distanza di quasi un decennio dal Sisma e ormai vetuste, ospitano ancora la grande maggioranza delle famiglie ussitane. Casette nate per l'emergenza sono diventate, di fatto, abitazioni di lungo periodo. Un fallimento temporale che pesa sulla qualità e sul morale dei residenti e sulla credibilità complessiva del processo di ricostruzione".
L'affondo del consigliere tocca anche lo stato degli edifici strategici, sottolineando come molte strutture pubbliche, tra cui il Palazzo del ghiaccio, la piscina, il camping e le scuole, restino in una condizione di precarietà. Rossi contesta una visione amministrativa troppo sbilanciata sulla stazione di Frontignano a discapito dei settori agricoli e artigianali.
"Famiglie, allevatori, imprenditori agricoli, artigiani e piccole attività locali continuano a lamentare la mancanza e la carenza di spazi, stalle e zona artigianale. In particolare, dal mondo agricolo e zootecnico si chiede con forza la ricostruzione delle stalle, come promesso dalla Sindaca già nel 2021, la realizzazione di aree attrezzate e la creazione di strutture dedicate alla lavorazione e valorizzazione dei prodotti - puntualizza Rossi -. Senza un progetto, la ricostruzione rischia di rimanere solo un'operazione edilizia che interessa imprenditori e agenzie immobiliari, ma non un ritorno demografico".
La nota si chiude con un appello per evitare quella che viene definita una "desertificazione sociale" del territorio, denunciando un distacco tra l'ente e i cittadini che starebbe spingendo molte famiglie a cercare casa nei comuni limitrofi.
"Il segnale più allarmante arriva proprio dai cittadini: sempre più famiglie hanno abbandonato i luoghi delle loro origini, altri si stanno preparando o acquistando case nei comuni limitrofi. Tutto questo non per scelta ma per necessità e per sfiducia verso questa amministrazione. Serve un cambio di passo vero: accelerazione sulla ricostruzione privata e pubblica, trasparenza sugli atti, programmazione economica credibile e politiche concrete per bloccare l'esodo. Il rischio è ormai evidente: è la progressiva desertificazione sociale del paese", conclude Rossi.
Dormire è spesso considerato un lusso, qualcosa che si può sacrificare quando le giornate diventano troppo piene. Eppure, sempre più studi scientifici dimostrano che il sonno non è solo riposo: è un regolatore fondamentale del nostro metabolismo. Dormire poco e male non influisce soltanto sull’energia o sull’umore, ma può avere un impatto concreto sul peso corporeo.
Negli ultimi anni, numerosi studi hanno osservato un’associazione chiara tra durata del sonno e aumento di peso. Chi dorme abitualmente meno di 6 ore per notte presenta un rischio maggiore di sovrappeso e obesità rispetto a chi dorme tra le 7 e le 8 ore. Non si tratta di una relazione semplice o automatica, ma di un insieme di meccanismi biologici e comportamentali che si intrecciano.
Uno dei primi effetti della privazione di sonno riguarda gli ormoni che regolano la fame. Quando dormiamo poco, aumenta la produzione di grelina (l’ormone che stimola l’appetito) e diminuisce la leptina, che invece segnala sazietà. Il risultato? Il giorno dopo abbiamo più fame, e in particolare desideriamo cibi ricchi di zuccheri e grassi. Non è solo una questione di volontà: è una risposta biologica.
Ma non è tutto. La carenza di sonno altera anche la sensibilità all’insulina, rendendo il nostro corpo meno efficiente nel gestire il glucosio nel sangue. Alcuni studi mostrano che anche pochi giorni di sonno ridotto possono indurre cambiamenti metabolici simili a quelli osservati nelle fasi iniziali dell’insulino-resistenza. Nel tempo, questo può favorire l’accumulo di grasso, soprattutto a livello addominale.
C’è poi un aspetto più semplice, ma spesso sottovalutato: se dormiamo meno, restiamo svegli più a lungo. Più tempo svegli può significare più occasioni per mangiare, soprattutto in momenti della giornata in cui il nostro organismo è meno preparato a gestire grandi quantità di energia. La sera tardi, inoltre, siamo generalmente più vulnerabili a scelte alimentari impulsive.
La mancanza di sonno influisce anche sulla motivazione al movimento. Quando siamo stanchi, tendiamo a ridurre l’attività fisica spontanea e strutturata. Questo abbassa ulteriormente il dispendio energetico quotidiano, creando un terreno favorevole all’aumento di peso.
È importante sottolineare che il sonno non è l’unico fattore che determina il peso corporeo. L’obesità è una condizione multifattoriale, influenzata da genetica, ambiente, alimentazione e livello di attività fisica. Tuttavia, il sonno rappresenta un tassello spesso trascurato, ma modificabile.
Migliorare la qualità e la durata del sonno, quindi, può avere effetti positivi non solo sul metabolismo, ma anche sull’appetito, sulla regolazione glicemica e sull’energia quotidiana. Stabilire orari regolari, limitare l’esposizione a schermi luminosi prima di coricarsi, evitare pasti abbondanti molto tardi e creare un ambiente buio e silenzioso sono piccoli accorgimenti che possono fare la differenza.
In un momento storico in cui siamo abituati a cercare soluzioni rapide e strategie mirate per perdere peso, può sembrare strano pensare che una parte importante dell’equilibrio metabolico dipenda semplicemente dal dormire meglio. Eppure, il nostro organismo funziona come un sistema integrato: alimentazione, movimento e sonno non sono compartimenti separati, ma ingranaggi dello stesso meccanismo. Se uno di questi è carente, anche gli altri ne risentono. Riposare correttamente significa quindi creare le condizioni biologiche perché fame, sazietà e consumo energetico restino più stabili ed equilibrati nel tempo.
In occasione della Giornata Internazionale di lotta contro il Papillomavirus (HPV), che si celebra il 4 marzo 2026, l’Ast di Macerata organizza una giornata di vaccinazioni gratuite rivolte a specifiche fasce della popolazione. Dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 16 sarà possibile recarsi direttamente, senza prenotazione, presso le sedi ambulatoriali dell’Unità Operativa di Igiene e Sanità Pubblica a Camerino, presso l’ospedale, a Piediripa di Macerata in via Annibali 31/L, e a Civitanova Marche in Via Ginocchi.
La vaccinazione gratuita è destinata ai residenti nell’AST di Macerata che rientrano nei criteri stabiliti dalla DGR 797/2024: donne nate tra il 1996 e il 2013, uomini nati tra il 2006 e il 2013, donne che hanno subito trattamenti per lesioni CIN2 o CIN3 previa documentazione clinica, persone con lesioni neoplastiche pre-invasive HPV-correlate, persone immuno-compromesse inclusi i soggetti HIV positivi, e uomini che fanno sesso con uomini.
Il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini, sottolinea l’importanza della giornata: «È un’occasione fondamentale per sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione e della conoscenza dell’HPV, una delle infezioni sessualmente trasmissibili più diffuse in entrambi i sessi».
La dottoressa Franca Laici, direttrice dell’U.O.C. Igiene e Sanità Pubblica, aggiunge: «L’HPV è la principale causa del cancro della cervice uterina, ma può provocare anche altri tumori genitali, del naso, della bocca e della gola. Vaccinazione e screening rimangono strumenti fondamentali per la prevenzione».
Il 4 marzo rappresenta dunque un’occasione concreta per proteggersi dall’infezione da HPV e aumentare la consapevolezza sui rischi legati a questa diffusissima infezione.
I vicecampioni d’Italia mancano la terza meraviglia contro gli scaligeri. Dopo le due vittorie nette in Regular Season, alla Cucine Lube Civitanova non riesce una nuova impresa contro Rana Verona nella Semifinale di Del Monte® Supercoppa in Friuli. Al PalaTrieste i biancorossi subiscono l’aggressività dei veneti e perdono la Semifinale in quattro set (25-27, 28-30, 25-17, 21-25) uscendo prematuramente dalla due giorni di gare.
Domenica alle 15, sullo stesso campo, saranno gli uomini di Fabio Soli a giocarsi il trofeo nella resa dei conti contro Sir Susa Scai Perugia, capace di eliminare Itas Trentino in tre set nell’altra Semifinale. La Lube tornerà in campo domenica 8 marzo (ore 17) alla BTS Arena contro Trento per Gara 1 dei Quarti di Finale Play Off, primo atto di una serie al meglio delle cinque gare.
Nei primi due set, persi ai vantaggi sono i dettagli a fare la differenza. Poi la Lube domina il terzo, ma cala repentinamente nel finale del quarto e decisivo. Nikolov chiude da MVP con 26 punti realizzati. In doppia cifra per Civitanova anche Bottolo (16). Tra gli scaligeri i mattatori sono Keita (24) e Darlan (18), capace da solo di girare la gara nella prima parte.
Nel primo parziale (25-27) la Lube comanda anche di 5 punti (17-12) con Nikolov sugli scudi (8 sigilli), ma il team cuciniero spreca 2palle set e Verona rientra con un furente Darlan, autore di 10 punti con l’86%, 3 ace e un muro.
Anche nel secondo set (28-30) la Lube va solo vicina alla vittoria, ma spreca 3 palle set e cade al terzo set ball di Verona con un brutto errore in una frazione caratterizzata dalla sfida a distanza tra Nikolov e Keita (7 punti a testa).
Nel terzo atto (25-17) la Lube rientra con la giusta grinta (9-2) e domina una intimorita Verona con 5 ace (4 di Nikolov), 3 muri e maggiore costanza.
Nel quarto set (21-25) Civitanova lotta, ma manca qualcosa ai biancorossi per tenere testa ai rivali che nella fase finale attaccano e murano meglio.
La Gara
Biancorossi in campo con Boninfante al palleggio e ad aggredire i palloni gli schiacciatori Loeppky, Nikolov e Bottolo, Gargiulo e D’heer al centro, Balaso libero, in alternanza con Bisotto. Scaligeri in campo con l’ex biancorosso Christenson in cabina di regia e Darlan opposto, Keita e Mozic laterali, Cortesia e l’ex Lube Vitelli al centro, D’Amico nel ruolo di libero.
La Semifinale si apre punto a punto. Il primo break porta la firma di Nikolov (8 sigilli nel set), capace di colpire con un pallonetto e, a seguire, dai nove metri (11-9). Standing ovation per il salvataggio di Boninfante, che si trasforma in un’alzata per Loeppky, e dopo l’ace di Bottolo (15-12). Verona accusa il colpo e sbaglia due attacchi (17-12), ma si affida alla potenza di Keita e al servizio di Darlan per rifarsi sotto (17-16). Il pari degli scaligeri (70% di positività) arriva a quota 20. Sull’ace di D’heer i cucinieri vanno sul 22-20. Darlan mura Bottolo per il 23-23. I veneti annullano due palle set ai vantaggi e mettono il naso avanti con l’ace di Darlan, che trova anche il mani out della vittoria e chiude da uomo del set con 10 punti, 6 su 7 in attacco, 3 ace e 1 muro (25-27).
Nel secondo set Verona parte con Nedeljkovic e Sani. La Lube che trova il break con l’ace di Bottolo (11-9) e Verona che ristabilisce trova il sorpasso per un errore biancorosso dopo il pari targato Keita (13-14). Un’incertezza dei marchigiani porta sul +2 i rivali (15-17). Nikolov cerca di tenere i suoi a contatto e Boninfante lo asseconda stampando un muro prezioso (21-21). L’errore di Verona in attacco consente ai vicecampioni d’Italia di mettere il naso avanti (23-22). Il muro di Bottolo porta la Lube sul 24-23, ma Verona annulla tre palle set ai vantaggi e, come nel parziale precedente, trova il sorpasso con l’ace di Darlan (26-27). Gli uomini di Medei annullano 2 palle set poi cadono per una leggerezza a rete dei marchigiani (28-30).
In avvio di terzo atto Nikolov sfoga tutta la sua rabbia a suon di ace (4) e attacchi imprendibili (9-2). Verona non ha più la concentrazione dei primi set, mentre i giocatori della Lube hanno gli occhi spiritati, come Boninfante sul muro del 15-8. L’ennesimo muro marchigiano e l’erroraccio di Keita rendono questa fase di gioco quasi una formalità per Civitanova (19-10). Soli fa girare la squadra. Nel finale anche Medei dà spazio alla panchina. Il set si chiude con l’ace di Gargiulo (25-17).
Nel quarto set Verona torna a essere pericolosa. Civitanova parte con un po’ di affanno ma passa in vantaggio 8-6 dopo un muro vincente seguito da due ace di Bottolo. Gli scaligeri alzano il ritmo e spostano l’inerzia (10-13). Sull’ace di Nedeljkovic e il successivo muro di Cortesia Verona va sul +5 (12-17). La Lube reagisce anche con l’apparizione di Orduna e ci crede (16-19). Solo un’illusione per Balaso e compagni perché nel finale diventa più difficile passare (16-22). L’orgoglio Lube porta ad annullare match ball in serie spingendo Soli al time out (21-24). Keita chiude la Semifinale (21-25).
Cucine Lube Civitanova – Rana Verona 1-3 (25-27, 28-30, 25-17, 21-25)
CIVITANOVA: Boninfante 3, Bottolo 16, Gargiulo 5, Loeppky 9, Nikolov 26, Tenorio NE, Balaso (L), Orduna, Bisotto (L), Kukartsev, D'Heer 4, Podrascanin NE, Duflos-Rossi. All. Medei.
VERONA: Christenson 2, Mozic 2, Vitelli 1, Darlan 18, Keita 24, Cortesia 5, Gironi, Planinsic, D'Amico (L), Staforini (L), Sani 6, Bonisoli, Glatz, Nedeljkovic 8. All. Soli.
Arbitri: Marco Zavater (RM) e Vincenzo Carcione (RM).
Note: durata set 29’, 37’, 25’, 28’. Totale: 1h 59’. Civitanova: errori al servizio 21, ace 12, muri 7, attacco 44%, ricezione 32% (15%). Verona: errori al servizio 24, ace 8, muri 8, attacco 57%, ricezione 31% (19%). Spettatori: 5.400
GIAMPAOLO MEDEI (allenatore): “Ci sono mancate lucidità e precisione nel finale dei primi due set. Loro hanno sfruttato subito le occasioni, noi no! La differenza è tutta lì, la partita anche nei numeri è stata equilibrata. Ci sono stati due set tiratissimi, un set dove noi siamo andati subito avanti e abbiamo spinto fino alla fine. Nel quarto avremmo potuto fare qualcosa di meglio. Loro sono stati bravi nel primo set soprattutto con la battuta. Ci resta tanto amaro in bocca, molto, perché la squadra è stata in campo con il giusto atteggiamento, però ci manca di fare l'ultimo passo per vincere queste partite importanti contro squadre di alto livello. Dobbiamo ripartire dopo questa con la consapevolezza di esserci, di avere il livello per poter competere in tutte le competizioni che ci rimangono con le squadre più forti. Dobbiamo evitare che si ripetano alcune situazioni ed è un po’ che ci proviamo. Nei momenti clou dobbiamo restare sul pezzo!”.
FABIO BALASO: “Nei primi due set hanno fatto la differenza i dettagli, avremmo potuto fare qualcosa di più e in caso di vantaggio o pareggio nel computo dei set sarebbe stata un’altra partita. Nonostante tutto siamo stati bravi a reagire nel terzo set grazie a qualche turno di battuta importante. Comunque è stata una partita tirata, giocata soprattutto nelle piccole cose. C'è ancora da lavorare in vista dei Play Off. Il risultato è amaro, la prestazione è positiva, come ho detto ci è mancato veramente poco e dobbiamo migliorare soprattutto su pochi palloni nella ricostruzione e in contrattacco, dove possiamo fare meglio. Caratterialmente la Lube c’è. Siamo sempre stati lì all'interno della partita, è stata una gara con molto agonismo e questo dobbiamo portarcelo dietro nel prosieguo della stagione!”
WOUT D’HEER: “Secondo me nei primi tre set abbiamo giocato veramente una bella pallavolo. C’è mancato poco visto che potevamo chiudere, ma abbiamo perso ai vantaggi in due occasioni. Darlan ha cambiato la partita nel primo parziale con la sua battuta. È un peccato perché siamo stati molto bravi per tre set, abbiamo giocato al nostro livello, un alto livello. Abbiamo lottato e anche se è sfuggito un obiettivo, andremo carichi ai Play Off per farci valere!”
Inizia nel migliore dei modi l’avventura della CBF Balducci HR nei Playoff Challenge della Serie A1 Tigotà: le arancionere espugnano il Pala BigMat di Firenze battendo Il Bisonte in 3 set nella prima giornata, guadagnando i primi tre punti nel Girone A. Una sfida praticamente sempre in mano alle maceratesi, tranne il pirotecnico finale del terzo set ai vantaggi dove le toscane hanno cercato fino all’ultimo di allungare la sfida, prima di cedere alla determinazione delle ospiti. MVP è la giovane centrale arancionera Ludovica Sismondi, protagonista con 6 muri e 8 punti, la top scorer è Nicole Piomboni: 17 centri per la schiacciatrice. Meglio in attacco e a muro le arancionere: 41% vs 25%, 9 vs 4.
La CBF Balducci HR trova il break nel primo set dal 10-10 al 10-14, le toscane rientrano fino al 17-18 ma le arancionere spinte da Piomboni (4 punti con 2 muri) e dal servizio di Kockarevic chiudono 19-25. Nel secondo è dominio maceratese, ancora Piomboni sugli scudi (5 con il 62%), 5 centri anche per Sismondi, l’attacco ospite gira quasi al 50%, quello fiorentino si ferma al 20%: il finale è 12-25. Nel terzo la CBF Balducci HR prova a scappare di nuovo (14-18) ma Il Bisonte rientra sul 20-20 grazie ad un servizio che mette in difficoltà la ricezione arancionera e all’ingresso della turca Kacmaz: il set si incanala sui binari dell’equilibrio e si va ai vantaggi, la lunga sfida tra set ball delle toscane e match ball delle maceratesi si chiude col colpo di Decortes per il 30-32 che conclude la sfida.
LA CRONACA
Coach Lionetti parte con Bonelli-Decortes, Clothier-Sismondi, Kockarevic-Piomboni, Bresciani libero. Coach Chiavegatti sceglie Morello-Bukilic, Acciarri-Malesevic, Tanase-Villani, Valoppi libero
Firenze parte meglio (4-1), Decortes a segno (4-2), muro Sismondi (4-3), doppio errore Villani, 5-5. Decortes vincente (6-6), Piomboni passa (7-7), fast Clothier (8-8), muro Kockarevic, 9-9. Pipe Piomboni (10-10), Tanase out (10-11), Decortes contrattacco (10-12), muro Piomboni, 10-14. Sismondi primo tempo (11-15), errore Bukilic (13-17), Decortes non trova il campo (15-17), Clothier a segno, 15-18. Bukilic contrattacco (17-18), poi sbaglia (17-19), Kockarevic vincente (17-20), ancora la serba, 17-21. Bukilic risponde (19-21), Decortes diagonale (19-22), ace Kockarevic (19-23), muro Piomboni (19-24), Tanase sbaglia, 19-25.
Kockarevic a segno nel secondo set (1-4), mani out poi della serba (2-5), muro Sismondi (2-7), entra Agrifoglio per Morello, out Malesevic (2-8), errori Piomboni e Decortes, 4-8. Villani contrattacco (5-8), Sismondi primo tempo (5-9), Decortes c’è (6-10), muro Clothier (6-11), Bukilic out, 6-12, entra Zuccarelli per lei. Piomboni mani out (6-13), ancora lei (6-14), Clothier fast (7-15), muro Acciarri, 9-15. Muro Sismondi (9-17), poi suo il primo tempo del 10-18, ace Bonelli (10-19), Zuccarelli vincente (12-20), Kockarevic palla a terra, 12-21. Piomboni contrattacco (12-22), ancora lei (12-23), toccato l’attacco Piomboni (12-24), chiude Decortes, 12-25.
Nel terzo set muro Sismondi (2-3), Kockarevic a segno (3-4), Decortes mani out (4-5), Piomboni contrattacco, 5-7. Piomboni a segno (5-8), ancora lei (5-9), poi non passa (7-9), Clothier in fast (7-10), fuori asta il colpo Kockarevic, 9-10. Bonelli inventa il 10-12, Decortes contrattacco (10-13), Kockarevic errore (12-13), muro Kacmaz (13-13), Tanase out, 13-14. Piomboni contrattacco (13-15), Tanase out (13-16), Piomboni lungolinea (14-17), ancora lei (14-18), poi non trova le mani del muro, 16-18. Ace Kacmaz (17-18), tocca l’asta l’attacco Villani (17-19), Clothier a segno (18-20), entra Ornoch per Kockarevic, Tanase contrattacco, 20-20. Ace Acciarri (22-21), ancora ace (23-21), rientra Kockarevic, suo il mani out (23-22), Decortes passa (24-23), Piomboni annulla (24-24), Tanase a segno (25-24), ancora Piomboni (25-25), c’è Kokkonen al servizio, out Villani (25-26), errore al servizio arancionero (26-26), Decortes c’è (26-27), invasione Clothier (27-27), errore servizio Firenze (27-28), errore anche arancionero (28-28), Kockarevic pallonetto (28-29), entra Batte al servizio, Acciarri a segno (29-29), muro Kacmaz (30-29), muro Sismondi (30-30), Decortes contrattacco (30-31), Decortes chiude 30-32.
IL TABELLINO
IL BISONTE FIRENZE - CBF BALDUCCI HR MACERATA 0-3 (19-25 12-25 30-32)
IL BISONTE FIRENZE: Villani 7, Acciarri 7, Morello, Tanase 10, Malesevic 3, Bukilic 6, Valoppi (L), Agrifoglio, Lapini (L), Kacmaz 5, Knollema, Colzi, Zuccarelli 3. Allenatore Chiavegatti.
CBF BALDUCCI HR MACERATA: Clothier 7, Bonelli 3, Kockarevic 10, Sismondi 8, Decortes 11, Piomboni 17, Bresciani (L), Crawford, Ornoch, Mazzon, Kokkonen, Batte. Allenatore: Lionetti.
Arbitri: Papadopol, Giglio.
Note - Spettatori: 174, Durata set: 24', 21', 30'; Totale: 75'. MVP: Sismondi.
INTERVISTE
Valerio Lionetti (head coach CBF Balducci HR Macerata): “Credo che abbiamo espresso un buon gioco. All’inizio forse eravamo un po’ contratti e non abbiamo spinto fin da subito come sappiamo fare, ma mi è piaciuta molto la capacità delle ragazze di mantenere alta la concentrazione per tutta la durata della partita. Nel terzo set abbiamo subito qualcosa in più: loro sono cresciute e noi siamo calati leggermente. Nonostante questo, siamo stati bravi a rimanere sempre dentro la gara. Sono particolarmente orgoglioso di come abbiamo gestito i set punto a punto: quando riesci a portarli a casa, costruisci fiducia e mentalità. Siamo alla fine della stagione, ma ogni partita rappresenta un tassello di crescita che mettiamo in cascina. Le ragazze si impegnano ogni giorno in palestra e danno sempre il massimo contributo. Per questo ritengo giusto concedere spazio quando viene meritato. Il turnover visto oggi è stato soprattutto tecnico, non fisico. È chiaro che dopo una stagione lunga può essere utile far rifiatare chi ha tirato la carretta tutto l’anno, ma per me è ancora più importante valorizzare le giovani e chi ha avuto meno spazio. Anche questo fa parte del percorso di crescita della squadra”.
Ludovica Sismondi (centrale CBF Balducci HR Macerata): “Abbiamo disputato una bellissima partita. Fin dai primi scambi abbiamo imposto il nostro gioco, mantenendo intensità e concentrazione fino all’ultimo punto. Sono molto soddisfatta della prestazione di squadra e ovviamente felice per il risultato ottenuto. Sono davvero grata a Valerio Lionetti per la fiducia e per lo spazio che mi sta concedendo: è un’opportunità importante che voglio continuare a sfruttare al meglio. Oggi esco dal campo con grande soddisfazione. Adesso l’attenzione si sposta sulle prossime partite: vogliamo continuare su questa strada e fare sempre meglio”.
Isidora Kockarevic (schiacciatrice CBF Balducci HR Macerata): “Sono davvero orgogliosa della mia squadra. Fin dall’inizio abbiamo giocato senza pressione, con entusiasmo e determinazione, riuscendo a esprimere il nostro miglior gioco. Oggi abbiamo fatto una grande prestazione e credo che si sia visto in campo quanto abbiamo lavorato e quanto volevamo questo risultato. Abbiamo già affrontato Firenze tre volte e sappiamo che ogni partita è diversa. Ora magari il punteggio dice 3-0, ma la prossima sfida sarà sicuramente molto difficile. Ci prepareremo per tutta la settimana con grande concentrazione, perché vogliamo continuare a crescere e provare a conquistare un’altra vittoria”.
La Cna Macerata esprime forte preoccupazione per l’esclusione di alcuni Comuni del territorio maceratese – tutti ricompresi nel cratere sismico – dalla nuova classificazione dei Comuni montani prevista dalla recente Legge 131/2025.
Il presidente Simone Giglietti riconosce il valore dell’impianto normativo, sottolineando come la riforma rappresenti un intervento significativo a sostegno delle aree interne, con strumenti e risorse finalizzati a contrastare lo spopolamento, sostenere lo sviluppo locale e garantire servizi essenziali. Tuttavia, avverte, l’esclusione di alcuni territori rischia di produrre effetti fortemente penalizzanti, aggravando fragilità già evidenti.
La normativa potenzia i fondi strutturali destinati allo sviluppo delle zone montane, introduce incentivi per attrarre personale sanitario e scolastico, consente deroghe per il mantenimento dei plessi scolastici e assegna priorità alla copertura digitale nelle aree più isolate.
Lo status di Comune montano, inoltre, permette di accedere a risorse fondamentali per la manutenzione del territorio e delle infrastrutture, per il sostegno all’agricoltura e per il rilancio economico post-sisma.
Secondo Cna Macerata, perdere tale riconoscimento significa rinunciare a opportunità concrete. Senza le deroghe sui numeri minimi di alunni, ad esempio, alcune scuole potrebbero essere accorpate o chiuse. Anche la sanità territoriale rischierebbe di indebolirsi, venendo meno strumenti utili ad attrarre medici e personale sanitario.
L’associazione contesta in particolare i criteri adottati per la classificazione, ritenuti troppo legati a parametri morfologici e soglie quantitative che non riflettono pienamente la complessità dell’Appennino maceratese.
Isolamento infrastrutturale, fragilità dei servizi, costi di gestione elevati e persistente spopolamento sono elementi che, secondo CNA, non possono essere valutati esclusivamente attraverso indicatori statistici.
Altro timore riguarda il rischio di creare disparità tra territori limitrofi: i Comuni che manterranno lo status di montani potranno beneficiare di incentivi fiscali, contributi e premialità nei bandi, risultando più attrattivi per imprese e residenti, mentre quelli esclusi potrebbero subire un ulteriore svantaggio competitivo.
Cna Macerata si unisce all’appello dei sindaci e delle comunità locali affinché vengano rivisti i criteri adottati e si apra un confronto istituzionale più ampio.
L’associazione propone l’introduzione di una deroga specifica che consenta l’ammissione tra i Comuni montani dei territori ricompresi nel cratere sismico, anche in assenza dei parametri previsti, riconoscendo le condizioni straordinarie legate alla ricostruzione e al rilancio socio-economico.
“Difendere questi territori – conclude il presidente Giglietti – significa tutelare lavoro, servizi, coesione sociale e futuro delle nostre aree interne”.
Bilanci da record per i principali istituti di credito italiani e una pronuncia europea destinata a incidere sul rapporto tra banche e clienti. È questo il quadro delineato da Giuseppe Tosoni, presidente dell'associazione Tutela Impresa, che evidenzia le profonde differenze tra l’andamento del sistema bancario e quello del tessuto produttivo italiano.
I numeri confermano la solidità del settore. Intesa Sanpaolo, UniCredit, Monte dei Paschi di Siena, Bper Banca, Banco BPM e Credem hanno chiuso il 2025 con utili complessivi pari a 27,74 miliardi di euro, in crescita del 16,2% rispetto ai 23,86 miliardi dell’anno precedente.
Nel dettaglio, i primi cinque gruppi hanno registrato utili record per oltre 27,8 miliardi (+10,6% sul 2024), con un Roe del 14,7%. La flessione del margine di interesse (-5,1%) è stata compensata dall’aumento delle commissioni (+6%) e delle attività assicurative (+17,1%), che oggi rappresentano circa il 39% dei ricavi, un dato superiore alla media europea. Risultati che hanno sostenuto anche le quotazioni in Borsa, consolidando una redditività ormai strutturale.
In questo contesto di rafforzamento patrimoniale, si inserisce anche la sentenza del 12 febbraio 2026 (causa C-471/24) della Corte di giustizia dell'Unione europea.
La terza sezione ha chiarito che il diritto europeo non impone alle banche di fornire spiegazioni tecniche approfondite sul metodo di calcolo degli indici di riferimento nei contratti. Gli obblighi informativi gravano principalmente sul soggetto che elabora l’indice, il quale deve rendere accessibili gli elementi essenziali del metodo adottato. Le banche possono limitarsi a rinviare a tali informazioni, senza doverle riprodurre analiticamente nei contratti.
Una decisione che, osserva Tosoni, "ridimensiona le pretese di nullità automatica delle clausole sui tassi variabili e rafforza ulteriormente la posizione degli istituti di credito in un quadro normativo già dettagliato".
Parallelamente, il mondo delle piccole imprese presenta dinamiche molto diverse. Secondo i dati di Unioncamere e Movimprese, nel 2025 lo stock di imprese artigiane in Italia supera 1,23 milioni, ma nel lungo periodo il comparto ha perso circa 128 mila imprese nell’arco di dieci anni.
Il quadro che emerge è quello di un sistema bancario sempre più solido, redditizio e tutelato anche sul piano giuridico, a fronte di un tessuto di piccole imprese che resiste ma si riduce numericamente nel tempo.
«Servono politiche di sostegno e modernizzazione – sottolinea Tosoni – per mantenere competitivo un comparto essenziale per l’economia italiana, evitando che il divario tra finanza e produzione reale continui ad ampliarsi».
MACERATA - È ormai una tradizione la cerimonia di consegna del Premio Camillo Grifi per meriti scolastici, che si svolge ogni anno l’ultimo venerdì di febbraio nella cornice di Palazzo Ricci. Sono 13 gli studenti premiati per l’anno scolastico 2024/2025 con la borsa di studio erogata dalla Fondazione Carima: Rebecca Bettucci (Ripe San Ginesio), Laura Canzonetta (San Ginesio), Eleonora Cardarelli (San Ginesio), Andrea Cecchi (Sarnano), Andrea Chiericoni (Sarnano), Martina Gasparetto (Sarnano), Riccardo Latini (Urbisaglia), Leonardo Luchetti (Colmurano), Simone Menchi (San Ginesio), Giorgia Orlandi (Falerone), Francesco Palazzetti (Urbisaglia), Angelo Scarano (San Ginesio) e Chiara Tiberi (Sarnano).
Il riconoscimento è stato istituito nel 2000 per volontà di Germana Gubellini, in memoria del marito Camillo Grifi, noto medico odontoiatra e imprenditore originario di Sant’Angelo in Pontano. Dal 2023 la Fondazione Carima ne cura l’assegnazione nell’ambito del settore Educazione, istruzione e formazione.
L’obiettivo del premio è incentivare gli studenti più brillanti del territorio a proseguire il percorso di studi, sostenendo l'elevazione del livello di istruzione e cultura. Possono beneficiarne i giovani residenti nei comuni di Colmurano, Gualdo, Loro Piceno, Monte San Martino, Penna San Giovanni, Ripe San Ginesio, San Ginesio, Sant’Angelo in Pontano, Sarnano e Urbisaglia (provincia di Macerata) e Falerone (provincia di Fermo) che abbiano conseguito il diploma di maturità classica, scientifica o linguistica con il massimo dei voti.
"Il Premio Camillo Grifi offre l’occasione per una riflessione sul mondo giovanile - ha dichiarato il presidente Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi -. Se spesso emergono criticità e fragilità, i premiati di oggi dimostrano che ci sono tanti ragazzi virtuosi e talentuosi. È nostro dovere creare le condizioni per permettere loro di esprimere le proprie capacità e realizzare il progetto di vita".
La Fondazione ha annunciato che nelle linee guida dell’attività istituzionale 2026 sarà dedicata un’attenzione particolare ai progetti che vedano i giovani protagonisti, sia come promotori sia come destinatari, favorendo partecipazione, inclusione sociale e permanenza nel territorio, anche per contrastare il crescente esodo giovanile.
"Parlare con questi studenti - ha concluso il presidente Sabatucci - ascoltarne sogni e timori è sempre motivo di emozione. A tutti loro vanno i miei complimenti e l’augurio di un futuro ricco di soddisfazioni personali e professionali".
L'Università di Camerino consolida il proprio ruolo centrale nel sistema accademico regionale. In un clima di grande fermento per la partecipazione studentesca, Edoardo Pettinari, già Presidente del Consiglio delle studentesse e degli studenti di Unicam, ha ottenuto un prestigioso riconoscimento venendo eletto rappresentante degli studenti all’interno del Crum (Comitato Regionale Universitario delle Marche).
Il dato che emerge dalle urne non è solo una vittoria numerica, ma un forte segnale politico e istituzionale. Pettinari è risultato il primo della lista tra i candidati, un traguardo tutt'altro che scontato. Alle elezioni ha partecipato la componente studentesca dei Consigli di Amministrazione e dei Senati Accademici delle quattro università marchigiane: oltre a Camerino, l’Università Politecnica delle Marche, l’Università degli Studi di Macerata e l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.
Nonostante l’Università di Camerino disponesse sulla carta di un numero limitato di voti rispetto ai grandi atenei regionali, Pettinari ha saputo catalizzare ben cinque preferenze provenienti interamente da altri atenei. Un consenso ampio e trasversale che premia la credibilità e la capacità di dialogo costruita dal giovane rappresentante camerte al di fuori delle proprie mura.
L'elezione di Pettinari è stata accolta con grande soddisfazione dai vertici dell'Ateneo. Il risultato viene interpretato come il coronamento di un modo di intendere la rappresentanza intesa come servizio, ascolto e responsabilità. In questi anni, Pettinari si è distinto per essere un presidente attivo, capace di portare la voce degli studenti con competenza e visione all'interno dei processi decisionali.
Questa nomina rappresenta un ulteriore segnale della qualità della partecipazione studentesca in Unicam, sempre più protagonista nel dialogo tra le università marchigiane. Per l'ateneo di Camerino, avere un proprio esponente al vertice della rappresentanza regionale significa poter incidere con maggior forza sulle politiche universitarie del territorio, garantendo che le istanze degli studenti siano ascoltate ai massimi livelli istituzionali.
Un colpo internazionale per la dodicesima edizione della rassegna Mount Echò. Lunedì 9 marzo, alle ore 21:30, il palco del Circolo Dong di Piediripa ospiterà il talento magnetico di Anika (all'anagrafe Annika Henderson), musicista, cantante e giornalista politica anglo-tedesca definita dalla critica come la vera erede contemporanea di Nico.
Anika si è imposta sulla scena mondiale nel 2010 con un debutto folgorante per la Invada Records di Geoff Barrow (Portishead). Da allora, la sua evoluzione l'ha portata a diventare una colonna portante della Sacred Bones, la prestigiosa etichetta newyorkese maestra delle sonorità dark-psych-wave. Il concerto di Piediripa sarà l'occasione per ascoltare dal vivo i brani di Abyss, l'album uscito ad aprile 2025. Un lavoro crudo e viscerale, inciso in analogico nei leggendari Hansa Studios di Berlino, le cui mura hanno visto passare miti del calibro di David Bowie e Depeche Mode.
Il 2025 è stato un anno d'oro per l'artista: oltre al nuovo album, Anika ha firmato a quattro mani con il regista Jim Jarmusch la colonna sonora di Father Mother Brother Sister, pellicola vincitrice del Leone d'Oro all'ultima Mostra del Cinema di Venezia. Questa collaborazione conferma il suo status di artista trasversale, capace di unire cinema, poesia e sperimentazione sonora tra dub, lo-fi e citazioni anni Sessanta.
L'appuntamento al Circolo Dong rappresenta un'occasione imperdibile per gli amanti della musica alternativa in provincia. L'apertura della biglietteria è prevista per le ore 20:30. Il costo del biglietto per il posto unico in piedi è di 20 euro più diritti di prevendita, con i titoli d'ingresso già disponibili sul circuito Vivaticket. Per ogni ulteriore informazione o per la prenotazione dei posti in platea è possibile contattare direttamente il numero 3520039307.
Un dialogo intenso tra pittura, scultura e installazione per indagare l’universo femminile attraverso la lente della rinascita. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, domenica 8 marzo 2026 alle ore 16:30, la suggestiva Chiesa di San Giorgio ospiterà l’inaugurazione di "FEMINAE – Doppioalfabeto", il progetto curatoriale nato dall’incontro artistico tra Ombretta Buongarzoni e Francesca Leoni.
La mostra, patrocinata dal Comune di Urbisaglia, si propone come una riflessione profonda sul femminile inteso come territorio di memoria e trasformazione. Il percorso espositivo non è una semplice esibizione di opere, ma un vero e proprio cammino simbolico articolato in quattro momenti chiave: frattura, varco, luce e forma nuova.
Nelle opere delle due artiste, segni, lacerazioni e squarci perdono la loro connotazione negativa per trasformarsi in varchi di rivelazione. Come spiegano le stesse protagoniste, la ferita non è celebrata come trauma, ma come passaggio verso una rinnovata consapevolezza. L'invito per lo spettatore è quello di attraversare le proprie crepe interiori per scoprirvi nuove possibilità di luce.
Il vernissage di domenica pomeriggio sarà arricchito da contributi di rilievo nel panorama culturale. La presentazione critica sarà a cura del giornalista Alfio Borghese, che guiderà il pubblico nella lettura del dialogo tra i due differenti linguaggi espressivi, mentre l’artista Benedetta Montini darà vita a una performance pensata per amplificare la dimensione emotiva e sensoriale dell’esposizione.
L'appuntamento è per l'8 marzo alle 16:30 presso la Chiesa di San Giorgio a Urbisaglia. L’ingresso è libero e aperto alla cittadinanza: un’occasione preziosa per la comunità della provincia di Macerata di vivere la ricorrenza della Festa della Donna attraverso la potenza rigeneratrice dell’arte contemporanea.
Giovedì 26 Febbraio, presso la Ternana, si è svolto l’evento “Voci della città”, una serata intensa e profondamente coinvolgente che ha saputo emozionare il pubblico e rafforzare, ancora una volta, il senso di comunità.
Tra stornelli, poesie, musica, dialetto e racconti popolari, il pubblico è stato accompagnato in un viaggio autentico alle radici della nostra storia: le parole, i suoni e le atmosfere di una volta hanno riportato alla memoria il mare, le famiglie, le tradizioni e l’identità più vera di Civitanova.
Protagonisti della serata sono stati Bruno Francinella, poeta civitanovese, che con le sue poesie e i suoi racconti ha saputo dare voce all’anima più profonda della città, e i travolgenti Matti di Montecò, reduci dall’esperienza di Casa Sanremo, che con stornelli, canti popolari e il ritmo coinvolgente della tradizione hanno acceso entusiasmo, sorrisi e partecipazione.
“Voci della città” non è stato solo uno spettacolo, ma un momento di memoria viva: un filo che unisce passato e presente, capace di ricordarci chi siamo e da dove veniamo. Perché una città cresce davvero solo quando custodisce la propria anima e ne valorizza le radici culturali.
ViviAmo Civitanova APS ringrazia sentitamente gli artisti, il pubblico presente e tutti coloro che continuano a credere che cultura, tradizione e comunità siano il cuore pulsante della nostra città.
Il Comune di Castelraimondo è lieto di invitare la cittadinanza alla cerimonia di intitolazione dei giardini pubblici alla contessa Carlotta Parisani in Strampelli, in programma giovedì 12 marzo 2026 alle ore 11:00 presso i giardini pubblici di Castelraimondo.
La scelta di dedicare questo spazio verde a Carlotta Parisani (1868 -1926) nasce dall’intento di onorare una figura femminile di grande valore umano e scientifico: donna colta e determinata, fu moglie e preziosa collaboratrice del grande genetista marchigiano Nazzareno Strampelli, protagonista di una stagione fondamentale per la ricerca agraria italiana. Insieme contribuirono allo sviluppo di varietà di grano ad alta resa, segnando un’epoca nella storia dell’agricoltura nazionale.
Discendente di nobile famiglia legata a Luciano Bonaparte – fratello del più noto Napoleone – Carlotta Parisani non fu soltanto compagna di vita di Strampelli, ma soprattutto un’attiva e determinante sperimentatrice, abilissima nelle operazioni di ibridazione e selezione delle sementi. Il suo impegno venne riconosciuto anche nell’intitolazione di alcune varietà di grano – “Carlotta Strampelli”, “Carlottina Bianca” e “Carlottina Rossa” – testimonianza concreta della sua dedizione e competenza nel lavoro scientifico svolto accanto al marito.
La cerimonia prevede un breve intervento istituzionale, la scopertura della targa commemorativa e un momento di riflessione sul ruolo delle donne nella scienza e nella cultura del nostro territorio.
L’amministrazione comunale invita associazioni, istituzioni scolastiche e tutta la cittadinanza a partecipare a questo significativo momento di memoria e riconoscenza verso una donna che ha contribuito, con intelligenza e passione, alla crescita scientifica e agricola del Paese.
Ci sono compleanni che profumano di storia e di speranza. La città di Matelica ha festeggiato in questi giorni lo straordinario traguardo di Terza Chiappini, che ha spento ben 103 candeline. Nonostante l'età veneranda, la signora Terza gode di un’ottima salute e ha accolto tutti con grande vivacità, regalando sorrisi a chiunque abbia partecipato alla sua festa.
Il compleanno è stato celebrato con un momento conviviale caratterizzato da una grande torta colorata, fiori e striscioni festosi. Circondata dall'affetto dei propri familiari, Terza ha condiviso la gioia della ricorrenza insieme agli altri ospiti e a tutto lo staff della casa di riposo dove risiede attualmente.
All'evento non è voluto mancare il sindaco Denis Cingolani, che ha portato ufficialmente il saluto e l'abbraccio dell'intera comunità matelicese. Il primo cittadino ha voluto omaggiare la festeggiata sottolineando il valore profondo della sua testimonianza di vita.
"A nome della città di Matelica e dell’amministrazione comunale – ha dichiarato il sindaco Denis Cingolani – faccio tanti auguri a Terza per i suoi 103 anni. È sempre un’occasione speciale poter prendere parte a queste ricorrenze: i nonni sono le radici del nostro futuro".
Con la sua forza e la sua serenità, Terza Chiappini si conferma una delle memorie storiche più longeve del territorio, un esempio di resilienza che l’intera cittadinanza ha voluto idealmente abbracciare in questo giorno speciale.
Un secolo di vita, segnato da impegno nel lavoro e dedizione al sindacato. La Cisl ha festeggiato oggi i 100 anni di Domenico Venturi, storico dirigente della Cisl di Macerata fino al 1995. L’evento, ricco di emozione e riconoscenza, ha riunito amici, colleghi e rappresentanti dell’organizzazione sindacale.
I festeggiamenti si sono svolti presso il Circolo ricreativo per anziani C.S.A. 93 di Collevario, a Macerata, in un clima di affetto e partecipazione. Alla cerimonia erano presenti il segretario generale della Cisl Marche, Marco Ferracuti, insieme a Mario Canale, Gianluca Puliti, Rls Fnp Cisl Macerata e Civitanova, Rocco Gravina, responsabile Cisl Macerata e Civitanova, e Silvano Giangiacomi, segretario generale Fnp Cisl Marche, testimoni di una storia sindacale che attraversa generazioni.
«È stata una grande emozione festeggiare i 100 anni di Domenico Venturi – ha dichiarato Ferracuti –. Il suo è un traguardo straordinario che racconta una vita spesa con impegno, passione e dedizione al lavoro e all’attività sindacale. Celebrare oggi questo momento significa rendere omaggio non solo a una persona, ma ai valori più autentici su cui si fonda la Cisl e la nostra comunità sindacale».
Il segretario generale ha inoltre ringraziato il Circolo C.S.A. 93 di Collevario per l’ospitalità, sottolineando come il luogo abbia contribuito a rendere possibile questo momento di festa e condivisione.
Piccola rivoluzione in vista per la gestione dei rifiuti nel territorio comunale di Sarnano. A partire dal prossimo 1° marzo, il servizio di raccolta differenziata "Porta a Porta" subirà alcune variazioni che riguarderanno esclusivamente i giorni di esposizione e ritiro di alcune tipologie di materiali.
Le modifiche principali interessano il sacco blu (multimateriale leggero composto da plastica, alluminio e metalli) e il sacco della carta. Per quanto riguarda il multimateriale, il sacchetto dovrà essere esposto nelle mattine di martedì e venerdì anziché il mercoledì e il sabato, mantenendo l'orario di esposizione tra le 7:00 e le 8:30.
Cambia anche il giorno per carta, cartone e cartoni per bevande, che andranno messi fuori dalla porta il mercoledì anziché il martedì, sempre nella fascia oraria compresa tra le 7:00 e le 8:30. Non è invece previsto alcun cambiamento per il sacchetto giallo dei rifiuti indifferenziati, che continuerà a essere raccolto ogni lunedì mattina con le consuete modalità.
La decisione nasce da una stretta collaborazione tra l'amministrazione comunale e la direzione aziendale di Cosmari, con l'obiettivo di ottimizzare i servizi e rispondere meglio alle necessità della cittadinanza. Si tratta di piccoli accorgimenti che, secondo l'azienda, non stravolgono le abitudini consolidate ma permettono una gestione più efficiente del ciclo dei rifiuti.
Sulla stessa linea il sindaco di Sarnano, Fabio Fantegrossi, che si è detto fiducioso nella capacità di adattamento della comunità, sottolineando come il cambiamento dei giorni di raccolta del sacchetto blu e della carta verrà subito applicato dai concittadini. L'invito per tutti i residenti è dunque quello di prestare attenzione al nuovo calendario per continuare a seguire correttamente le buone pratiche della raccolta differenziata.
Bologna è una città che accoglie i viaggiatori con un abbraccio fatto di mattoni rossi e profumi di cucina autentica, ma per apprezzarla davvero bisogna saperne assecondare i ritmi. Il capoluogo emiliano, con il suo centro storico medievale che figura tra i più vasti d’Europa, è un ecosistema urbano unico dove la mobilità gioca un ruolo chiave. Spesso, però, il primo ostacolo per chi arriva in stazione o deve ripartire nel tardo pomeriggio è rappresentato dalle valigie. Muoversi tra la folla di via dell’Indipendenza o cercare di salire su una torre storica con un trolley al seguito è un’impresa che rischia di rovinare l'esperienza.
In queste situazioni, trovare un deposito bagagli a Bologna diventa una necessità logistica prioritaria per chi vuole godersi la città senza inutili fatiche. A questo proposito, un aiuto concreto arriva da Radical Storage, un servizio che ha rivoluzionato il concetto di deposito bagagli: questa piattaforma permette di affidare i propri averi a una rete di attività locali verificate, come bar, boutique o piccoli hotel. Il vantaggio non è solo economico, grazie a una tariffa fissa molto vantaggiosa, ma anche pratico: i punti di deposito sono sparsi in tutta la città, permettendo di liberarsi dei pesi in pochi minuti e di iniziare subito l’esplorazione a mani libere.
Il fascino della passeggiata protetta dai portici
Una volta risolto il problema degli ingombri, il modo migliore per scoprire Bologna resta senza dubbio il camminare. La città vanta quasi quaranta chilometri di portici, un record mondiale che permette di attraversare il centro restando quasi sempre al coperto. Camminare sotto queste arcate non è solo una scelta funzionale per ripararsi dal sole estivo o dalla pioggia, ma è un rito sociale. Le distanze tra i monumenti simbolo, come Piazza Maggiore, la Basilica di San Petronio e le iconiche Due Torri, sono minime. Muoversi a piedi permette di scorgere angoli che altrimenti passerebbero inosservati, come la celebre "finestrella" di via Piella che si affaccia sui canali sotterranei, o i mercati del Quadrilatero dove la gastronomia bolognese si mostra in tutta la sua opulenza.
Muoversi con i mezzi pubblici e la mobilità alternativa
Sebbene il cuore di Bologna sia prettamente pedonale, il sistema di trasporti pubblici è estremamente capillare. Gli autobus della rete Tper sono lo strumento ideale per chi deve coprire distanze più lunghe, magari per raggiungere l'area della Fiera o per salire verso il complesso monumentale di San Michele in Bosco, da cui si gode una delle viste più belle sulla città. Per chi preferisce una mobilità più dinamica, la bicicletta rappresenta la scelta preferita dai bolognesi. Essendo una città pianeggiante, Bologna si presta benissimo alle due ruote; i servizi di bike-sharing a flusso libero consentono di noleggiare una bici e lasciarla in prossimità della propria destinazione, facilitando gli spostamenti rapidi tra un quartiere e l'altro in modo sostenibile e veloce.
La sfida della salita a San Luca
Un itinerario bolognese non può dirsi completo senza la visita al Santuario della Madonna di San Luca, situato sul Colle della Guardia. Sebbene esistano bus turistici e linee dedicate, l'esperienza più gratificante è percorrere a piedi il portico continuo più lungo del mondo, che dalla porta di Saragozza conduce fin sul sagrato della chiesa. Sono quasi quattro chilometri di salita costante, punteggiati da oltre seicento arcate. È un'escursione urbana impegnativa che richiede agilità e, naturalmente, di essere assolutamente leggeri. Proprio per affrontare camminate di questo tipo, usufruire in anticipo di un deposito bagagli a Bologna è la mossa strategica che permette di arrivare in cima senza il fiato corto dovuto a pesi superflui, potendosi concentrare solo sullo straordinario panorama della pianura padana.
Organizzare il tempo per un'esperienza senza stress
Visitare Bologna al meglio significa saper coniugare il piacere della scoperta con una gestione intelligente della logistica. Il tempo trascorso in città è prezioso e non dovrebbe essere sprecato a sorvegliare valigie in un angolo di una piazza. Grazie alla sicurezza garantita da servizi professionali di deposito, ogni viaggiatore può riappropriarsi della propria libertà di movimento. Che si tratti di un'ultima cena in un'osteria tipica o di una visita alla Pinacoteca Nazionale, poter girare senza pensieri è ciò che trasforma un semplice viaggio in un ricordo perfetto. Bologna va vissuta con le mani libere e la curiosità pronta a lasciarsi guidare dalla linea infinita dei suoi portici.