Momenti di autentico terrore quelli vissuti dai residenti di un condominio tolentinate, dove un uomo di 36 anni, residente a Belforte del Chienti, si è presentato in evidente stato di alterazione alcolica. L'uomo, armato di una pesante mazza, ha iniziato a colpire con violenza inaudita la ringhiera dello stabile dove risiede la madre della sua ex compagna.
Alle mazzate si sono aggiunte grida, ingiurie e gravi minacce rivolte verso la donna, che hanno attirato l'attenzione dei vicini. Immediatamente è stato dato l'allarme. I carabinieri dell'aliquota radiomobile della Compagnia di Tolentino sono riusciti a bloccare il soggetto prima che la situazione degenerasse ulteriormente.
Per l'uomo è scattata la denuncia a piede libero per minaccia aggravata e porto di strumenti atti a offendere. L'arma impropria è stata immediatamente posta sotto sequestro.
Momenti di autentico terrore quelli vissuti dai residenti di un condominio tolentinate, dove un uomo di 36 anni, residente a Belforte del Chienti, si è presentato in evidente stato di alterazione alcolica. L'uomo, armato di una pesante mazza, ha iniziato a colpire con violenza inaudita la ringhiera dello stabile dove risiede la madre della sua ex compagna.
Alle mazzate si sono aggiunte grida, ingiurie e gravi minacce rivolte verso la donna, che hanno attirato l'attenzione dei vicini. Immediatamente è stato dato l'allarme. I carabinieri dell'aliquota radiomobile della Compagnia di Tolentino sono riusciti a bloccare il soggetto prima che la situazione degenerasse ulteriormente.
Per l'uomo è scattata la denuncia a piede libero per minaccia aggravata e porto di strumenti atti a offendere. L'arma impropria è stata immediatamente posta sotto sequestro.
Maxi operazione "Largo Raggio" dei carabinieri della Compagnia di Tolentino: 76 persone identificate e numerosi sequestri tra patenti false e guida senza licenza.
Il controllo del territorio resta una priorità nell'Alto Maceratese, dove l'ultima operazione coordinata dai carabinieri ha visto in campo 14 militari e 7 pattuglie. Il bilancio parla di una serie di illeciti legati principalmente alla circolazione stradale e al mancato rispetto dei provvedimenti giudiziari.
A Tolentino, un 32enne di origini egiziane è stato fermato alla guida con un permesso internazionale risultato completamente falso; l'uomo, che non aveva mai conseguito una licenza di guida, è stato denunciato e sanzionato. Sorte simile per un 50enne macedone, sorpreso nuovamente al volante senza patente: per lui è scattata la denuncia per recidiva e il sequestro del veicolo.
Sempre nel centro di Tolentino, un 40enne è finito nei guai per aver violato i doveri di custodia. L'uomo aveva la responsabilità di un ciclomotore già sotto sequestro, ma lo aveva prestato a terzi ignorando il divieto. Il mezzo è stato definitivamente confiscato.
Un caso analogo si è registrato a San Severino Marche, dove un 35enne è stato sorpreso a circolare con un'auto già sottoposta a sequestro amministrativo; durante la perquisizione, i militari hanno rinvenuto anche un coltello a serramanico di 17 cm, facendo scattare la denuncia per porto d'armi bianche.
L'attività si è conclusa con la segnalazione alla Prefettura di un 40enne di origini lucane, trovato in possesso di cocaina a San Severino mentre guidava con patente revocata. Infine, i militari sono intervenuti per sedare le urla di una 32enne straniera che, in preda ai fumi dell'alcol, stava molestando i passanti nel centro cittadino. La donna è stata sanzionata per ubriachezza molesta.
Nell’ambito di un servizio di controllo del centro cittadino, i Carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche hanno intercettato un 21enne di origini marocchine, già noto alle forze dell’ordine e domiciliato a Bologna, denunciandolo in stato di libertà.
Il giovane è stato sorpreso mentre si aggirava con fare sospetto tra le vie del centro. Alla vista della pattuglia, ha tentato una fuga precipitosa a piedi, cercando di far perdere le proprie tracce tra la folla e gli edifici circostanti. I Carabinieri lo hanno raggiunto dopo un inseguimento di alcune centinaia di metri, nonostante la resistenza opposta dal 21enne.
Durante la perquisizione, i militari hanno rinvenuto 15 grammi di cocaina, suddivisi in 17 dosi termosaldate, pronte per essere immesse sul mercato illegale. Lo stupefacente è stato sequestrato e il giovane è stato denunciato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale.
L’operazione si inserisce in una più ampia strategia del Comando Provinciale dei Carabinieri, finalizzata a colpire i canali di approvvigionamento della droga e a garantire maggiore sicurezza e decoro urbano ai cittadini e ai frequentatori della movida civitanovese.
La sesta tappa della Tirreno Adriatico 2026, da San Severino Marche a Camerino, ha regalato spettacolo sulle strade marchigiane e soprattutto una giornata speciale per Giulio Pellizzari, protagonista sulle strade di casa davanti al proprio pubblico. Sul traguardo di Camerino, città che nel 2009 aveva celebrato il successo di Michele Scarponi nella tappa partita da Civitanova Marche, è arrivata la vittoria di Isaac Del Toro, che ha conquistato anche la classifica generale della Corsa dei Due Mari. Pellizzari ha chiuso quarto dopo aver animato il finale, difendendo comunque la seconda posizione in classifica generale a un solo secondo da Matteo Jorgenson.
La frazione marchigiana, lunga 188 chilometri e caratterizzata da quasi quattromila metri di dislivello, è partita da San Severino Marche con un ritmo subito elevato. Dopo numerosi tentativi di attacco si è formata una fuga composta da sette corridori, tra cui Filippo Ganna, Gregor Mühlberger, Vincenzo Albanese, Clément Braz Afonso, Walter Calzoni, Timo Kielich e Thomas Guillermo Silva. Il gruppo ha lasciato spazio agli attaccanti, che sono riusciti a guadagnare diversi minuti di vantaggio prima dell’ascesa di Sassotetto, la salita più lunga della giornata, affrontata quando mancavano ancora oltre cento chilometri all’arrivo.
Il vantaggio della fuga è rimasto consistente per buona parte della tappa, mentre alle spalle il gruppo ha gestito la situazione senza forzare troppo. Con il passare dei chilometri però il ritmo è aumentato e il margine degli attaccanti ha iniziato a ridursi. Nel circuito finale attorno a Camerino, con la salita di tre chilometri da affrontare più volte e pendenze che toccano il 18 per cento, la corsa è entrata nel vivo. Il forcing del gruppo ha progressivamente selezionato il plotone fino a riportarsi sui battistrada, con Mühlberger e Braz Afonso ultimi a resistere prima del definitivo ricongiungimento.
A quel punto la scena è diventata tutta dei big. Il gruppo dei favoriti si è ridotto a poco più di venti corridori e la tensione è salita in vista dell’ultima ascesa verso Camerino. Giulio Pellizzari, spinto dall’entusiasmo del pubblico di casa, ha provato più volte a scattare. Prima ha reagito prontamente agli attacchi degli avversari, poi ha lanciato un’accelerazione secca a pochi chilometri dall’arrivo costringendo Isaac Del Toro a seguirlo. Nel finale il marchigiano ha trovato ancora le energie per staccare Ben Healy e tentare un’azione solitaria, tra i cori dei tifosi.
Negli ultimi metri però Del Toro ha dimostrato di avere ancora qualcosa in più. Il messicano ha risposto agli scatti e ha sfruttato il momento decisivo per piazzare l’attacco vincente, andando a conquistare tappa e classifica generale. Alle sue spalle Tobias Halland Johannessen ha chiuso al secondo posto, mentre Matteo Jorgenson ha completato il podio di giornata. Pellizzari, dopo aver acceso la salita finale con il suo coraggio, ha terminato la prova al quarto posto, difendendo comunque una splendida seconda posizione nella classifica generale.
La giornata marchigiana resta comunque speciale per il giovane talento italiano. Sulle strade dove è nato e cresciuto, Pellizzari ha dimostrato ancora una volta di poter competere con i migliori del ciclismo mondiale, sfiorando il sogno di una vittoria nella sua Camerino. A conquistare la tappa e la Tirreno Adriatico è stato Del Toro, ma il pubblico marchigiano ha applaudito soprattutto il proprio beniamino, protagonista di un finale emozionante su una salita che ha reso omaggio anche al ricordo di Michele Scarponi.
(Credit foto: Facebook Tirreno Adriatico)
Montegranaro – Tragedia questa mattina nelle campagne di Montegranaro, nel Fermano, dove un uomo di 43 anni, di origini russe, è morto dopo essere stato colpito da un colpo di fucile durante una battuta di caccia alla volpe regolarmente autorizzata.
L’allarme è scattato intorno alle 8, quando la centrale operativa del 118 ha ricevuto la richiesta di soccorso per un cacciatore gravemente ferito. Sul posto sono intervenuti immediatamente i sanitari con le ambulanze, insieme ai carabinieri del Nucleo Radiomobile della compagnia di Fermo.
In un primo momento era stato attivato anche l’elisoccorso, ma la richiesta è stata successivamente annullata: per l’uomo non c’era ormai più nulla da fare.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il colpo sarebbe partito accidentalmente dal fucile di un operatore faunistico di 82 anni, cacciatore esperto che partecipava alla stessa battuta. Il proiettile ha raggiunto la vittima alla gola, provocando una ferita mortale.
Sul posto.oltre agli operatori sanitari, sono intervenuti anche i vigili del fuoco, mentre la Polizia provinciale sta conducendo le indagini per ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto.
L’82enne, coinvolto nell’incidente, è assistito dall’avvocato Rossano Romagnoli.
Gestione dei grandi eventi cittadini, controllo della viabilità e interventi sul fronte della sicurezza stradale: è questo il bilancio delle attività svolte negli ultimi giorni dalla Polizia Locale di Civitanova Marche, impegnata su più fronti per garantire ordine e sicurezza sul territorio.
Nei giorni scorsi il Comando ha coordinato le attività di viabilità e sicurezza in occasione della 50ª edizione della Stracivitanova, manifestazione sportiva che ha registrato un numero di partecipanti superiore rispetto alle passate edizioni. Il dispositivo predisposto ha consentito il regolare svolgimento dell’evento senza particolari criticità.
Parallelamente prosegue il lavoro degli agenti per la gestione della circolazione lungo la SS16, dove sono in corso interventi legati all’infrastruttura ferroviaria. La presenza della Polizia Locale nei punti più sensibili e i provvedimenti adottati per disciplinare il traffico stanno consentendo di contenere i disagi alla viabilità.
Il Comando è inoltre impegnato nella pianificazione dei servizi di sicurezza per la partenza di una tappa della Tirreno-Adriatico, prevista nei prossimi giorni in città. Per l’occasione saranno impiegate 18 unità della Polizia Locale, suddivise su due turni, con il supporto di oltre 20 volontari, al fine di garantire la sicurezza del percorso e la gestione della viabilità.
Nelle prossime settimane è previsto anche un potenziamento dell’organico: si sono infatti concluse le procedure di mobilità che porteranno al Comando due nuovi agenti e un ufficiale, personale già formato che andrà a rafforzare le attività operative.
Accanto alla gestione degli eventi e della viabilità, proseguono anche i controlli sul territorio. In particolare gli agenti stanno svolgendo verifiche nelle aree mercatali per contrastare l’abusivismo commerciale e situazioni di degrado urbano, anche attraverso servizi in abiti civili.
Negli ultimi giorni il Nucleo Operativo Pronto Intervento e Sicurezza è intervenuto anche in diversi controlli di polizia stradale. In un caso, nel sottopasso di via Indipendenza, gli agenti hanno fermato un cittadino ucraino che aveva segnalato un guasto al veicolo. Gli accertamenti hanno invece evidenziato un tasso alcolemico quattro volte superiore al limite consentito e la falsità della patente polacca esibita. Per l’uomo sono scattati il sequestro del veicolo, una sanzione di 5.100 euro e il deferimento per guida in stato di ebbrezza e falsificazione di autorizzazione amministrativa.
Un altro intervento ha riguardato un 52enne civitanovese, fermato alla guida di una Nissan Micra priva di assicurazione e revisione. Dagli accertamenti è emerso inoltre che il conducente non aveva mai conseguito la patente di guida. Nei suoi confronti sono stati disposti il sequestro del veicolo, il fermo amministrativo e una sanzione superiore ai 6.000 euro.
«Il nostro impegno quotidiano – ha dichiarato il comandante Cristian Lupidi – non è solo un dovere d’ufficio, ma una promessa che facciamo ogni giorno alla città. Dietro ogni intervento c’è la dedizione di donne e uomini che credono nel valore della legalità e nel decoro di Civitanova Marche, lavorando per rendere questa comunità sempre più vivibile».
La terra torna a tremare con lievi movimenti nel distretto sismico maceratese. Dalla tarda serata di ieri e per tutta la mattinata odierna, i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) hanno rilevato una serie di scosse localizzate nel territorio comunale di Sant'Angelo in Pontano. Si tratta di uno sciame sismico di bassa intensità, composto per lo più da eventi definiti "strumentali".
Il picco della sequenza è stato raggiunto alle 09:59 di oggi, 15 marzo, con una magnitudo di 2.9. L'epicentro è stato individuato proprio nei pressi del centro abitato, con un ipocentro fissato a una profondità di circa 24 chilometri. L'attività era iniziata a intensificarsi già nelle prime ore della notte, quando alle 01:32 e alle 03:17 erano state registrate due scosse di magnitudo 2.4.
Successivamente all'evento principale delle dieci meno un minuto, lo sciame è proseguito con altre repliche minori, tra cui due scosse di magnitudo 2.3 rilevate rispettivamente alle ore 10:01 e alle ore 10:24.
Tutti i fenomeni sismici registrati nell'area presentano una profondità costante, compresa tra i 23 e i 25 chilometri. Nonostante la frequenza degli episodi in un arco temporale così ristretto, non si registrano criticità o danni a persone e strutture.
I Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Camerino hanno denunciato un uomo di 43 anni per possesso di patente contraffatta e guida senza aver mai conseguito il documento.
L’episodio è avvenuto ieri sera a Castelraimondo, durante un posto di controllo nell’ambito dei servizi di prevenzione. All’alt dei militari, il conducente – di origini egiziane, residente nell’Ascolano e con regolare permesso di soggiorno – ha esibito una patente di guida risultata palesemente contraffatta.
Il documento è stato ritirato e sottoposto a sequestro penale, mentre il veicolo è stato fermato amministrativamente per tre mesi.
L’uomo è stato denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria per falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e guida senza aver mai conseguito la patente.
MACERATA – Non si placa la polemica sulla gestione della colonia felina del cimitero cittadino. Dopo i recenti comunicati dell'amministrazione comunale (leggi qui) e i verbali dell'AST (leggi qui), che parlavano di una situazione sotto controllo e di una popolazione felina stabile, arriva la ferma replica di Anna Maria Simonelli, promotrice della petizione che ha raccolto l'impressionante cifra di oltre 25.800 firme.
La Simonelli contesta punto su punto le versioni ufficiali, definendo le dichiarazioni di Comune e associazione Argo come "poco verosimili". Secondo la promotrice, i sopralluoghi effettuati dagli organi competenti non sarebbero in grado di fotografare la realtà. "L’Ast, con un sopralluogo di pochi minuti, non può valutare seriamente lo stato di salute dei felini - spiega Simonelli - poiché i gatti sono solitamente nascosti e si mostrano solo a chi li accudisce davvero bene. Abbiamo video che dimostrano come gli animali accolgano chi se ne occupa quotidianamente, e non si tratta dei volontari dell'associazione incaricata".
Il punto centrale della contestazione riguarda proprio il merito della buona salute degli animali riscontrata dai veterinari. "Se i gatti sono in forma - attacca Simonelli - è merito di persone di buon cuore che forniscono cibo di qualità ogni giorno e puliscono i residui, a differenza di quanto dichiarato su Argo, che secondo alcune testimonianze somministrerebbe cibo solo una volta a settimana. Sono i privati a farsi carico di cure, sterilizzazioni e vaccinazioni presso ambulatori veterinari privati, agendo secondo coscienza per aiutare animali in difficoltà".
La replica affronta anche il tema del decoro cimiteriale. La Simonelli definisce "assurdo" pretendere che gli animali non lascino tracce del loro passaggio o che vengano addestrati a usare postazioni specifiche. "L’unica soluzione per chi non tollera tali disagi è che i responsabili, siano essi il Comune o l'associazione incaricata, provvedano a migliorare la pulizia generale del cimitero, che spesso versa in condizioni di incuria indipendentemente dalla presenza dei gatti".
In chiusura, la Simonelli rilancia: "Se la convivenza nel cimitero non è tollerata, il Comune provveda a spostare la colonia in un luogo idoneo e attrezzato, un rifugio adeguato al cui allestimento potrebbero partecipare economicamente anche i privati". La battaglia delle 25 mila firme, dunque, non si ferma qui. "A questa petizione verrà dato sicuramente un seguito - conclude - per accertare la correttezza delle modalità con cui viene svolto l'incarico di gestione della colonia".
Quando si inizia un percorso nutrizionale, la prima aspettativa è quasi sempre la stessa: vedere il peso scendere sulla bilancia. È comprensibile, perché per anni il dimagrimento è stato valutato quasi esclusivamente attraverso un numero. Tuttavia, la ricerca scientifica degli ultimi anni ha messo in luce un concetto sempre più importante: migliorare il proprio corpo non significa necessariamente pesare meno.
Il nostro organismo è costituito da diversi tessuti, tra cui massa muscolare e massa grassa, che svolgono ruoli distinti ma complementari. Il muscolo, metabolicamente attivo, contribuisce alla regolazione della glicemia, al metabolismo e all’utilizzo dell’energia. Anche il tessuto adiposo ha un ruolo attivo: oltre a immagazzinare energia, produce ormoni e molecole che influenzano il metabolismo e la comunicazione tra organi. Oggi l’attenzione si concentra più sull’equilibrio e sulla qualità di questi tessuti che sul semplice peso corporeo, e per questo nei percorsi di dimagrimento si parla sempre più spesso di ricomposizione corporea.
La ricomposizione corporea è il processo attraverso cui la massa grassa diminuisce mentre la massa muscolare aumenta o viene preservata. In questa situazione il peso totale può cambiare poco, ma la qualità della composizione corporea migliora in modo significativo. Il corpo diventa più tonico, le circonferenze possono ridursi e il metabolismo può funzionare meglio, anche se la bilancia non mostra grandi variazioni.
Questo fenomeno è ben documentato in letteratura scientifica. Numerosi studi mostrano che quando alimentazione equilibrata e attività fisica, in particolare l’allenamento di forza, vengono combinate, il corpo può ridurre il grasso corporeo e allo stesso tempo mantenere o aumentare la massa muscolare. È proprio questo equilibrio che rappresenta uno degli obiettivi più importanti dei moderni percorsi nutrizionali.
La ricomposizione corporea è particolarmente frequente nelle persone sedentarie che iniziano ad allenarsi, in chi riprende l’attività fisica dopo un periodo di pausa o in chi ha una percentuale di grasso relativamente elevata. In questi casi il corpo risponde rapidamente agli stimoli dell’esercizio e dell’alimentazione, migliorando la propria composizione anche senza grandi cambiamenti nel peso.
Per favorire questo processo entrano in gioco alcuni fattori chiave: un’alimentazione adeguata, un apporto proteico sufficiente e l’attività fisica regolare, soprattutto esercizi che stimolano la muscolatura. Anche il sonno e uno stile di vita equilibrato contribuiscono a sostenere questi adattamenti fisiologici.
Il messaggio più importante, quindi, è che la bilancia non sempre racconta tutta la storia. Valutare la salute e i progressi di un percorso nutrizionale significa guardare anche ad altri parametri, come la percentuale di massa grassa, la massa muscolare o la circonferenza della vita.
In altre parole, dimagrire non significa necessariamente pesare meno. A volte significa qualcosa di più importante: perdere grasso, preservare il muscolo e costruire un corpo più sano e metabolicamente più efficiente.
Il Partito Socialista Italiano della provincia di Macerata riparte da Tolentino. Nella giornata di ieri si è celebrato il congresso straordinario provinciale, un appuntamento che ha visto una partecipazione nutrita e un dibattito focalizzato sulla necessità di riportare una visione strategica all'interno della politica locale e nazionale.
Al centro dei lavori, la mozione del segretario uscente Sandro Scipioni, rieletto all’unanimità alla guida della federazione maceratese. Nel suo intervento, Scipioni ha tracciato la rotta del "nuovo corso" socialista, puntando tutto sulla "politica dell’ascolto" e sulla concretezza. «Nella politica odierna manca una visione strategica per affrontare i nodi principali ancora irrisolti», ha sottolineato il segretario, rilanciando una linea basata sul fare e sulla partecipazione aperta, senza preclusioni.
La vera novità del congresso riguarda il rinnovamento generazionale dei quadri dirigenti. La federazione ha infatti eletto come vicesegretario provinciale Matteo Teloni, giovane studente di vent’anni, a dimostrazione della volontà del garofano rosso di stringere una collaborazione sempre più stretta con il mondo giovanile e studentesco. Ad affiancare Scipioni e Teloni sarà Claudio Simonetti, eletto nel ruolo di presidente provinciale del partito.
L'assemblea, presieduta dal segretario regionale Antonio Gitto, ha visto anche la partecipazione di figure di rilievo del panorama politico provinciale, segnale di un dialogo aperto nel campo del centrosinistra. Tra gli ospiti erano presenti Angelo Sciapichetti (Pd), il consigliere regionale di Progetto Marche Michele Caporossi e il candidato sindaco di Macerata Gianluca Tittarelli.
Il confronto è entrato nel merito delle grandi questioni attuali: dai prossimi referendum alle elezioni comunali, senza dimenticare i pilastri storici del socialismo come scuola, lavoro, giustizia e sviluppo economico. L'obiettivo dichiarato per il prossimo mandato è chiaro: trasformare il partito in un laboratorio di idee aperto alla cittadinanza, dove "la partecipazione non sia un semplice slogan ma una pratica quotidiana".
La partecipazione di Porto Recanati alla cordata di Comuni per il salvataggio del mattatoio di Villa Potenza finisce sotto la lente della minoranza. I consiglieri Maria Grazia Nalmodi, Salvatore Piscitelli, Alessandro Rovazzani, Angelica Sabbatini e Rosalba Ubaldi hanno depositato una richiesta ufficiale per la convocazione d’urgenza di una seduta straordinaria del Consiglio Comunale.
L’obiettivo è quello di spingere il sindaco Andrea Michelini a riferire in Aula sui dettagli di un’operazione che, pur riguardando una struttura sita nel territorio di Macerata, rischia di avere un" impatto diretto sulle casse porto-recanatesi", sottolineano dalla minoranza.
L'ombra del "salvataggio" sui conti pubblici nasce dall'assemblea tenutasi lo scorso 12 marzo a Macerata, durante la quale l'amministrazione avrebbe espresso la volontà di far parte del gruppo di enti locali pronti a rilevare o gestire la struttura per evitarne la chiusura. Un intento che per l'opposizione presenta "troppe zone d'ombra", poiché tale operazione comporterebbe inevitabilmente "oneri finanziari certi e responsabilità gestionali pluriennali per il bilancio comunale".
La minoranza non accetta il silenzio della Giunta e chiede che il sindaco illustri punto per punto "i termini esatti dell'accordo tra i vari Comuni coinvolti e, soprattutto, quale sia la quota di partecipazione economica spettante a Porto Recanati". Secondo i firmatari, "è fondamentale che vengano presentate le garanzie di sostenibilità economica dell'iniziativa per evitare che l'ente si faccia carico di impegni programmatici rischiosi".
L’addome è sicuramente quell’ambito del nostro corpo dove è più frequente la necessità di interventi chirurgici per eliminare patologie degli organi e preservarne la loro funzione. La chirurgia addominale è forse, della specialità chirurgica generale, quella che ha avuto un maggiore sviluppo di utilizzo tecnologico e di protocolli sempre meno invasivi.
Ne parliamo con il Dr. Giuseppe Musolino, chirurgo addominale, già dirigente medico dell’U.O. di chirurgia dell’ospedale di Macerata, operativo poi in varie strutture ed oggi anche consulente del centro medico Associati Fisiomed.
Dr. Musolino, di che cosa si occupa nello specifico il chirurgo addominale?
"Il chirurgo addominale si occupa delle patologie che riguardano gli organi che si trovano all’interno dell’addome come lo stomaco, l’intestino (per polipi, diverticolite o tumori) il fegato, la colecisti e la parete addominale dove possono formarsi le ernie".
Parlando di ernia: cos’è esattamente e perché talvolta occorre operarla?
"L’ernia è la fuoriuscita di una parte dell’intestino o del tessuto addominale attraverso un punto di debolezza della parete muscolare. Spesso si manifesta come un piccolo rigonfiamento che può comparire in alcuni momenti come, ad esempio, quando si solleva qualcosa di pesante, si tossisce o si sta in piedi a lungo.
L’ernia non provoca sempre dolore immediato, ma nel tempo può crescere e l’intervento chirurgico si rende necessario quando appaiono sintomi importanti, oppure quando esiste il rischio che l’intestino rimanga “incastrato” nell’ernia provocandone lo strozzamento. Si tratta di un intervento rapido, quasi sempre eseguito in anestesia locale, che generalmente dura meno di un’ora e il paziente può tornare a casa il giorno stesso. Anche il recupero è relativamente veloce, con ripresa della vita normale dopo pochi giorni, seppure con qualche accortezza (evitare sforzi fisici intensi o attività sportiva per qualche settimana)".
Negli ultimi decenni la chirurgia è molto evoluta, quali sono i benefici per i pazienti?
"È così, negli ultimi decenni la chirurgia addominale è diventata sempre meno invasiva con l’avvento, ad esempio, della laparoscopia, che consente di eseguire interventi attraverso piccole incisioni e con l’aiuto di una telecamera e di strumentazione dedicata.
Uno degli interventi che ormai viene eseguito quasi sempre con chirurgia laparoscopica è l’asportazione della colecisti, necessaria in presenza di calcoli biliari che causano dolore o infiammazione. I benefici di queste nuove tecniche sono evidenti per il paziente: meno dolore dopo l’intervento, tempi di recupero molto più brevi e cicatrici più piccole o addirittura invisibili".
Cosa consiglia a chi dovesse affrontare un intervento di chirurgia addominale?
"Il consiglio che darei, per poter affrontare questo percorso con serenità, è di essere ben informato e capire quali sono le ragioni che hanno reso l’intervento necessario, come si svolgerà e quali saranno i tempi di recupero. La paura di non sapere cosa accadrà è il principale nemico, non bisogna quindi esitare a porre domande al proprio chirurgo con il quale ci deve essere un dialogo aperto e sincero. È altrettanto importante seguire le indicazioni prima e dopo l’intervento, perché la collaborazione del paziente è fondamentale per il buon esito di qualsiasi intervento chirurgico".
Un intervento raro e particolarmente complesso è stato eseguito con successo alla Clinica di Ortopedia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche: a un ragazzo di appena 16 anni è stata impiantata una protesi d’anca, una procedura solitamente riservata a pazienti adulti o anziani.
L’operazione, eseguita all’interno dell’ospedale di Ospedali Riuniti di Ancona - Torrette, rappresenta un risultato di grande rilievo per la sanità marchigiana. A una settimana dall’intervento il giovane, residente con la famiglia nel Maceratese, sta bene, ha già ripreso a camminare e potrebbe essere dimesso nei prossimi giorni.
L’intervento è stato eseguito con accesso anteriore mediante tecnica mini-invasiva dai chirurghi Nicola Giampaolini e Leonard Meco, sotto la guida del direttore della clinica, il professor Antonio Pompilio Gigante, insieme all’équipe medica e infermieristica di sala operatoria.
«La giovane età del paziente rappresenta l’unicità di questo intervento – spiegano i chirurghi – che siamo riusciti a portare a termine in maniera perfetta e brillante all’interno delle strutture aziendali. In passato casi clinici simili avrebbero richiesto il trasferimento verso istituti altamente specializzati del Nord Italia».
Il risultato è stato possibile anche grazie alla collaborazione tra i due presidi dell’azienda ospedaliera: quello di Torrette e l’ospedale Salesi, centro materno-infantile di riferimento della regione.
La storia clinica del sedicenne è infatti particolarmente complessa. In passato il ragazzo era stato seguito proprio al Salesi dall’unità operativa di oncoematologia pediatrica per una malattia del sangue. Le conseguenze della patologia avevano provocato una necrosi della testa del femore. In precedenza si era tentato di intervenire in modo conservativo con una osteotomia correttiva, ma la grave deformità dell’anca rendeva improbabile un risultato soddisfacente.
Con il passare del tempo il dolore era diventato sempre più intenso e invalidante, fino a rendere necessario un ricovero urgente nei giorni scorsi per la gestione della sintomatologia in attesa dell’intervento.
La situazione era talmente compromessa da non lasciare alternative: l’impianto della protesi d’anca era l’unica soluzione possibile per restituire al giovane la possibilità di camminare. Durante l’operazione i chirurghi hanno inoltre affrontato un’altra complicazione significativa, una dismetria tra gli arti inferiori di circa sei centimetri. L’intervento ha consentito di recuperarne circa la metà; la parte restante è stata compensata con un rialzo anatomico.
Le prospettive, senza l’operazione, sarebbero state drammatiche. «Senza questo intervento il paziente non avrebbe più camminato – spiegano i medici – e il blocco dell’anca avrebbe portato a una condizione di immobilità totale».
Oggi, invece, a pochi giorni dall’intervento, il sedicenne cammina già autonomamente e, una volta tornato a casa, potrà gradualmente riprendere la sua vita quotidiana.
Il Kung Fu maceratese brilla sotto il cielo di Atene. Si è conclusa con una prestigiosa medaglia di bronzo la trasferta di Leonardo Archini al 6° Acropolis International Wushu Open, svoltosi nella suggestiva cornice dello stadio olimpico ellenico. L’atleta, portacolori della scuola maceratese Asd Wuxing, è stato convocato con la delegazione italiana per misurarsi con i migliori interpreti internazionali della disciplina.
Archini ha conquistato il terzo gradino del podio nella specialità Tui shou (spinta con le mani) a piedi fissi, una prova che richiede una gestione millimetrica dell'equilibrio e della forza interna. Il risultato non è solo un trofeo da mettere in bacheca, ma la conferma della qualità dell'insegnamento marziale portato avanti nel capoluogo.
Grande soddisfazione è stata espressa dai tecnici Andrea Bordi e Massimiliano Pallotti, che hanno seguito da vicino la preparazione dell'atleta. "Il piazzamento ottenuto rappresenta un utile test per verificare il lavoro svolto sulla struttura e sull'equilibrio - hanno commentato i preparatori - e la competizione internazionale è stata un'occasione di confronto necessaria per valutare la tenuta tecnica dell'atleta in un contesto esterno alla nostra scuola".
Lo stesso Leonardo Archini ha voluto sottolineare l'importanza dell'esperienza, spiegando come il suo obiettivo principale fosse quello di tradurre nella pratica agonistica i principi millenari dello stile Hung Gar. Un percorso di studio rigoroso che Archini segue a Macerata sotto la guida del Maestro Bordi e con la supervisione tecnica del Maestro Luigi Martone.
Per la Asd Wuxing, scuola che da anni rappresenta un punto di riferimento a Macerata per lo studio delle arti marziali tradizionali, questo bronzo aggiunge un tassello fondamentale nel percorso di crescita collettivo. Il risultato di Atene conferma la validità di un metodo che unisce la tradizione del Kung Fu alla capacità di competere ad altissimi livelli, portando il nome della città sul podio dei grandi eventi internazionali.
Un pareggio che sa di solidità ma che lascia un pizzico di amaro in bocca per le ambizioni di classifica. La Settempeda torna dalla trasferta sul difficile campo della Palmense con un 2-2 maturato interamente in un primo tempo scoppiettante, confermando di avere il piglio giusto per affrontare i piani alti del girone, anche se la corsa playoff si fa ora terribilmente in salita a soli quattro turni dal termine.
Nonostante le pesanti assenze (Guermandi squalificato, oltre agli indisponibili Perez, Dutto, Borgiani e Monachesi), mister Pierantoni ridisegna i biancorossi con intelligenza. La mossa paga subito: al 10’ la Settempeda passa in vantaggio grazie a un'astuta lettura di Tulli che si disinteressa del pallone in fuorigioco, lasciando campo libero a Compagnucci; l'attaccante entra in area e trafigge Tiberi con un diagonale chirurgico.
La Palmense non sta a guardare e al 28’ trova l'1-1 con un piatto destro a giro di Haxhiu dal limite. Il finale di frazione è un vortice di emozioni: al 44’ i locali completano il sorpasso con un colpo di testa di Pelliccetti che si infila all'incrocio, ma la reazione settempedana è fulminea. Sessanta secondi dopo, ancora uno scatenato Compagnucci sfonda a sinistra e mette al centro un pallone che Tulli deve solo spingere in rete per il definitivo 2-2.
Nella ripresa i ritmi calano drasticamente. Prevale la paura di perdere e le difese prendono il sopravvento sui rispettivi attacchi. La Settempeda prova a vincerla con maggiore convinzione, trascinata dalle prestazioni di Brandi, Pagliari e Zappasodi, ma la mira di Compagnucci al 21’ non è quella dei giorni migliori.
Nel finale, l'espulsione di Cappella lascia i padroni di casa in dieci uomini per i restanti 7 minuti (recupero incluso). I biancorossi si gettano in avanti, creando una mischia furibonda nell'area fermana proprio allo scadere, ma la zampata di Meschini non trova fortuna.
Il punto muove la classifica ma non stravolge gli equilibri in ottica playoff, rendendo i prossimi 360 minuti di gioco decisivi e privi di margine d'errore. Sabato prossimo, prima della sosta, la Settempeda tornerà tra le mura amiche per ospitare il Monturano, in quello che si preannuncia come un altro scontro crocevia per il finale di stagione.
PALMENSE-SETTEMPEDA 2-2
MARCATORI: pt 11’ Compagnucci, 28’ Haxhiu, 44’ Pelliccetti, 45’ Tulli
PALMENSE: Tiberi, Fuglini, Cappella, Haxhiu, Sako, Aliffi, Ruggeri(28’st Crosta), Guedak, Pelliccetti(16’st Guideri), Cuccù(28’st Ferranti), Nazziconi. A disp. Coluccino, Silenzi, Cacciola, Nazziconi F, Di leonardo, Sacchini. All. Nocera
SETTEMPEDA: Giulietti, Brandi, Montanari, Pagliari, Zappasodi, Dolciotti(18’st Russo), Sfrappini(27’st Ammora), Bonifazi(44’st Paciaroni), Compagnucci, Quadrini, Tulli(35’st Meschini). A disp. Marchegiani, Eugeni, Amici, Corna, Lovaglio. All. Pierantoni
ARBITRO: Falgiani di Ascoli Piceno. Assistenti: Buttafuoco e Gasperi di San Benedetto NOTE – Espulsi: Cappella(Palmense) 42’st per doppia ammonizione. Ammoniti: Pagliari, Fuglini, Compagnucci, Cappella. Angoli: 1-4. Recupero: st 5’
L’impresa Hugo Boss Shoes & Accessories Italia S.p.A., azienda associata a Confindustria Macerata, è tra le diciotto aziende delle province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno premiate nell’edizione 2025 del programma Workplace Health Promotion (WHP), dedicato alla promozione della salute nei luoghi di lavoro.
La cerimonia di consegna dei riconoscimenti si è svolta nella sede della Regione Marche, su iniziativa dell’Agenzia Regionale Sanitaria delle Marche, alla presenza dell’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro e dell’assessore al Lavoro Tiziano Consoli, che hanno evidenziato il ruolo fondamentale della prevenzione nei contesti lavorativi e il valore delle imprese che investono nel benessere dei propri dipendenti.
Il riconoscimento viene assegnato alle aziende che adottano buone pratiche volontarie e percorsi condivisi tra lavoratori e datori di lavoro, con l’obiettivo di promuovere stili di vita salutari, prevenire le malattie croniche, favorire l’invecchiamento attivo e ridurre le disuguaglianze di salute. Un impegno che contribuisce a rafforzare la responsabilità sociale d’impresa e a costruire ambienti lavorativi più sani e inclusivi.
In questo contesto risulta centrale il ruolo di Confindustria Macerata, da sempre impegnata nel promuovere iniziative orientate alla parità di genere e alla diffusione della cultura della prevenzione nei luoghi di lavoro. Investire nella salute dei lavoratori significa infatti costruire un modello di impresa capace di coniugare produttività, benessere e realizzazione personale.
Il programma rientra nel Programma Predefinito 03 “Luoghi di lavoro che promuovono salute”, previsto dal Piano Regionale della Prevenzione 2020–2025 e ispirato al modello WHP promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo il quale l’azienda rappresenta una comunità in grado di generare benessere, qualità della vita e partecipazione attiva.
A sostenere l’iniziativa è anche il protocollo d’intesa tra Regione, INAIL e parti sociali, che valorizza gli investimenti delle imprese attraverso strumenti dedicati, tra cui la riduzione del tasso assicurativo OT23, beneficio riconosciuto alle aziende che realizzano interventi volontari per migliorare sicurezza e salute sul lavoro.
La rete WHP è in costante crescita: dalle 19 aziende coinvolte nel 2024, con circa 4.200 lavoratori, si è passati nel 2025 a 41 realtà, coinvolgendo oltre 9.300 lavoratori. Un risultato reso possibile grazie al lavoro del Gruppo Tecnico Interistituzionale, che ha ampliato le buone pratiche disponibili, semplificato gli strumenti rivolti a piccole e medie imprese e microimprese, rafforzato il coordinamento territoriale e integrato il programma con iniziative di screening sanitario.
Un vero e proprio motore per la crescita economica e il rilancio dell’Appennino e del Medio Adriatico. È questo il cuore del monitoraggio-evento "ZES Unica: il motore di crescita per l’Appennino e il Medio Adriatico", che si terrà martedì 17 marzo 2026 (ore 14:30) presso la Mole Vanvitelliana di Ancona. L'incontro, promosso dalla Federazione degli Ordini degli Ingegneri delle Marche, svelerà la nuova "geografia" degli aiuti e delle opportunità legate alla Zona Economica Speciale.
Il piano è sostenuto da cifre imponenti: il Governo ha finanziato la ZES con 2,3 miliardi di euro per il 2026, seguiti da un miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028. Per le imprese del territorio si aprono vantaggi concreti, a partire dal credito d'imposta sugli investimenti (fino al 35% per le piccole imprese), passando per una radicale semplificazione amministrativa, fino a pacchetti per l’occupazione mirata. Tra questi, spiccano l'esonero contributivo al 70% per l'assunzione di giovani under 35 e lo sgravio del 100% per l'assunzione di donne a tempo indeterminato, prorogato per tutto il 2026.
All'evento parteciperanno i vertici istituzionali, tra cui il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il Sottosegretario al MEF Lucia Albano e il Commissario Straordinario per il Sisma Guido Castelli. Proprio il coordinamento con la ricostruzione post-sisma rappresenta una leva strategica per la "riparazione economica" delle aree interne.
"L'ingegneria marchigiana è pronta a trasformare questa opportunità in progetti concreti", ha dichiarato Massimo Conti, Presidente della Federazione Ingegneri delle Marche. Gli esperti del settore avranno infatti il ruolo cruciale di "collegamento" tra le imprese che intendono investire e gli enti pubblici, facilitando l'accesso ai fondi e la gestione delle pratiche semplificate.
Un altro successo per l’IIS “L. da Vinci” di Civitanova Marche: le studentesse Irene Mandolesi, Nicole Simonella e Valentina Tiengo, guidate dalla professoressa, Barbara Amato, hanno conquistato il primo posto nella categoria ‘scritto junior’ alla XIII edizione del Concorso nazionale di filosofia Romanae Disputationes.
La premiazione si è svolta al Teatro Duse di Bologna, durante il convegno finale del concorso, che quest’anno aveva come tema “Ed io che sono? Individuo, persona, soggetto”. Le giovani filosofe della 3^B del Liceo Classico si sono distinte tra 85 team provenienti da tutta Italia con la tesina “Un oracolo alternativο: άλλοτριοῦ σεαυτόν, ‘trascendi te stesso’”, in cui hanno reinterpretato in chiave originale il celebre motto socratico “Conosci te stesso”, esplorando il concetto dell’io dai presocratici fino alle filosofie dell’alterità del Novecento.
“La filosofia sviluppa nei giovani uno spirito critico orientandoli verso un sé autentico, soprattutto in un’epoca dominata dai modelli preconfezionati dei social”, sottolinea la professoressa Amato. La motivazione del premio evidenzia come il lavoro delle studentesse dimostri che l’identità umana è un processo in continua ridefinizione, aperto al confronto autentico con l’altro.
Le Romanae Disputationes, riconosciute dal Ministero dell’Istruzione, vedono ogni anno la partecipazione di centinaia di scuole italiane, con più di 5.000 studenti coinvolti tra elaborati scritti, video, monologhi e tornei di disputa filosofica “Age contra”. Non è la prima volta che il Leonardo da Vinci si distingue in questa competizione, collezionando vittorie in tutte le categorie nelle edizioni precedenti.
Le studentesse riceveranno un buono libri di 500 euro, l’iscrizione nell’Albo delle Eccellenze del Ministero dell’Istruzione e la pubblicazione del loro elaborato ne I quaderni della Ricerca della casa editrice Loescher.
Un ponte tra sport professionistico e formazione universitaria per favorire la crescita personale e professionale degli studenti. È questo l’obiettivo del progetto UNICAMACE – Academics and Champions for Excellence, l’iniziativa nata dalla collaborazione tra Lube Volley e Università di Camerino e presentata questa mattina all’Eurosuole Forum dal vicepresidente della Lube Volley Albino Massaccesi e dal rettore dell’ateneo Graziano Leoni.
Il programma prevede attività di mentoring, incontri dedicati allo sviluppo delle soft skill e momenti di confronto con atleti e membri dello staff biancorosso, che entreranno nel mondo accademico per condividere con gli studenti esperienze e competenze maturate nello sport di alto livello.
Il progetto nasce dalla volontà condivisa di valorizzare il patrimonio di competenze, esperienze e valori che caratterizzano lo sport di alto livello e di metterlo al servizio del percorso formativo universitario. Atleti e membri dello staff cuciniero entreranno nel mondo accademico come mentori, contribuendo a trasferire agli studenti conoscenze ed esperienze maturate sul campo.
Il programma, come detto, prevede attività di mentoring, incontri dedicati allo sviluppo delle soft skill e momenti di confronto sui temi della leadership, del lavoro di squadra, della comunicazione efficace e della gestione delle sfide in contesti competitivi. Inoltre, sono previste esperienze di apprendimento diretto legate al mondo dello sport professionistico.
Il progetto pilota, rivolto a un gruppo selezionato di studenti dell’Ateneo, consentirà di integrare il percorso accademico con attività formative riconosciute dal punto di vista universitario, offrendo l’opportunità di acquisire competenze trasversali molto richieste nel mondo del lavoro. L’iniziativa conferma l’impegno della Lube Volley nel promuovere progetti che uniscono sport, formazione e responsabilità sociale, rendendo più solido il legame con le istituzioni e il tessuto educativo del territorio.
A testimoniare l’importanza della collaborazione sono intervenuti all’Eurosuole Forum nel corso del lancio Albino Massaccesi, vicepresidente della Lube Volley, e il professor Graziano Leoni, rettore dell’Università di Camerino. Sotto gli occhi attenti di una delegazione di nove studenti, entrambi i relatori hanno sottolineato il valore strategico di un progetto capace di mettere in relazione due mondi apparentemente diversi ma accomunati dagli stessi principi di impegno, crescita e ricerca dell’eccellenza.
In sala anche Mirko Giardetti, responsabile sponsorizzazioni della Lube Volley, che ha colto l’occasione per ringraziare anche i precedenti rettori nell’ambito della lunga collaborazione, e Filippo Maggi, delegato UNICAM al benessere fisico e allo sport, che ha introdotto un tema caro agli sportivi professionisti, quello della dual career per portare avanti il percorso di studi.
Al termine dell’incontro, blitz a sorpresa di Alex Nikolov e Mattia Boninfante, reduci dalla sala pesi, per salutare gli ospiti e posare insieme ai presenti per qualche foto ricordo con la maglia della Cucine Lube Civitanova.
Albino Massaccesi (Vicepresidente e AD Lube Volley) ha commentato: “UNICAMACE rafforza una proficua e duratura collaborazione tra Lube Volley e UNICAM, due eccellenze del territorio. Condividiamo la consapevolezza che la crescita degli studenti non si basi solo sulla formazione disciplinare, ma debba procedere di pari passo all’acquisizione di altre competenze da sviluppare nel mondo del lavoro. In questo caso interfacciandosi con i professionisti della Lube, abituati a risolvere problemi con la forza della squadra e ad affrontare le sfide quotidiane nel rispetto di regole e comportamenti. Le nostre sono attività che richiedono disciplina e capacità di reggere la pressione. Puntiamo molto sui giovani e crediamo nel dialogo tra sport e università, due mondi complementari in cui formarsi per superare le sfide del campo e vincere nella vita”.
Graziano Leoni (Rettore Università di Camerino) ha detto: “UNICAMACE rappresenta per l’Università di Camerino un progetto di grande valore innovativo, perché unisce in modo concreto il mondo della formazione universitaria e quello dello sport professionistico. Siamo davvero orgogliosi della collaborazione con Lube Volley, avviata diversi anni fa, attraverso la quale vogliamo offrire alle nostre studentesse e ai nostri studenti un’esperienza capace di trasmettere competenze fondamentali come leadership, resilienza, gestione della pressione e capacità di lavorare in squadra. È una scelta che guarda al futuro e conferma l’impegno di UNICAM nel costruire percorsi formativi sempre più completi, dinamici e vicini alle sfide reali che i giovani saranno chiamati ad affrontare”.
Filippo Maggi (Delegato al benessere fisico e allo sport di UNICAM) ha sottolineato: “UNICAMACE è un progetto che valorizza pienamente il ruolo dello sport come esperienza formativa, capace di trasmettere competenze fondamentali anche nel percorso universitario. Rappresenta inoltre una delle tante opportunità che forniamo alle atlete e agli atleti professionisti che scelgono la dual career in UNICAM, così come a coloro che sceglieranno di iscriversi al nuovo corso di laurea in Scienze per le attività motorie e sportive, che sarà attivato dal prossimo anno accademico”.
Il turismo lento come motore per la ricostruzione economica e sociale dell'entroterra. È questo il messaggio lanciato oggi da Milano, nell'ambito della fiera "Fa’ la cosa giusta!", dove il Commissario Straordinario Guido Castelli ha presentato la guida "I Cammini della Rinascita" e il podcast "Camminando nel Cratere". Due strumenti innovativi nati per valorizzare i territori dell'Appennino centrale colpiti dal sisma 2016, sostenuti da un investimento complessivo di 47 milioni di euro destinato al potenziamento dei sentieri, alla sicurezza dei percorsi e ai servizi per i pellegrini.
Alla presentazione ha partecipato una folta delegazione marchigiana, tra cui la sottosegretaria Silvia Luconi. Il territorio della provincia di Macerata ricopre un ruolo strategico nel progetto, ospitando alcuni dei percorsi più suggestivi e carichi di storia della regione. Nel corso dei panel tecnici, grande risalto è stato dato alla Via Lauretana, l’antico cammino che unisce Roma a Loreto, con gli interventi del sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, e dell’assessore del Comune di Macerata, Paolo Renna. Particolare attenzione è stata riservata anche al Cammino dei Forti, un affascinante itinerario ad anello lungo 120 km che parte e torna a San Severino Marche, toccando località come Serrapetrona, Castelraimondo, Gagliole e Matelica.
La provincia di Macerata è attraversata dai principali assi del turismo "slow" presentati in fiera, come il Cammino dei Cappuccini, che percorre la dorsale marchigiana toccando Camerino, luogo di nascita dell’ordine, e il Cammino Francescano della Marca, che unisce Assisi e Ascoli Piceno attraversando il cuore dei Monti Sibillini. A questi si aggiunge il Cammino di San Giuseppe da Leonessa, che coinvolge Arquata del Tronto in un abbraccio tra natura e spiritualità. "Camminare in questi territori significa scoprire luoghi di grande bellezza ma anche sostenere concretamente la rinascita delle aree colpite dal sisma", ha dichiarato il Commissario Guido Castelli, sottolineando come l’idea di fondo sia quella di trasformare il turismo in un volano capace di restituire vitalità e prospettive all’Italia interna.
Continua a ritmo battente il viaggio di Musicultura nel cuore di Macerata. La seconda serata delle Audizioni Live ha confermato l'altissimo livello qualitativo di questa 37ª edizione, incoronando Claudio Covato come vincitore del Premio Banca Macerata.
Il cantautore siracusano, classe 1993, ha letteralmente stregato la platea del Teatro Lauro Rossi con una proposta artistica fuori dagli schemi: un mix tra solidità accademica (diploma in chitarra classica e canto lirico) e un uso viscerale del dialetto siciliano, trasformato in lingua universale nei brani “Nell’universo” e “Chiddu ca me resta”. Il premio è stato consegnato da Leonardo Lucinato (Banca Macerata) e Lorenzo Burzacca (Amministratore Unico delle Grotte di Frasassi), che ha ribadito il legame tra il festival e le bellezze del territorio marchigiano.
La serata ha offerto un ventaglio di storie e suoni: dal pop autoriale di Montegro (già collaboratore di Max Gazzè) alla forza emotiva della partenopea Fremir, fino al cantautorato di protesta di Luigi Relé. Applausi scroscianti anche per il pop rock malinconico della palermitana Martina Cirri e per le raffinate sonorità jazz-napoletane di Carla Fucci.
Il festival non si ferma: il Lauro Rossi resterà il quartier generale della nuova musica italiana fino al 21 marzo, con spettacoli ogni sera a ingresso libero.
A Civitanova Marche torna uno degli appuntamenti più sentiti della tradizione cittadina: la festa di San Giuseppe Operaio, storica manifestazione del quartiere organizzata dalla Parrocchia di San Giuseppe Operaio insieme al Comitato festeggiamenti, che ogni anno si impegnano con grande spirito di volontariato per offrire alla comunità un momento di fede, socialità e divertimento.
I festeggiamenti prenderanno il via domenica 15 marzo e accompagneranno la città per un’intera settimana, fino a domenica 22 marzo, quando alle 18.30 si terrà la messa conclusiva animata dalla Corale “A. Angeletti”, seguita dall’estrazione dei biglietti vincenti della lotteria.
La manifestazione, patrocinata dal Comune di Civitanova Marche, inizierà già dalla mattinata di domenica 15 marzo. Dalle ore 10 il quartiere si animerà con mercatino e area street food, creando un clima di festa che accompagnerà i visitatori per tutta la giornata.
Alle 11.00 è prevista l’inaugurazione della mostra d’arte contemporanea “Il Segno della Luce – L’esperienza del Divino nell’arte”, allestita dalla sezione cittadina della U.C.A.I. (Unione Cattolica Artisti Italiani), che offrirà uno spazio di riflessione artistica e spirituale all’interno del programma della festa.
Il momento più atteso arriverà nel pomeriggio. Alle ore 16.00, nel piazzale della chiesa di San Giuseppe Operaio, prenderanno il via gli spettacoli con il duo comico Lando & Dino “I Marchisciani”, pronti a coinvolgere il pubblico con il loro repertorio brillante e legato alla tradizione marchigiana. A seguire salirà sul palco la Mirko Casadei Popular Folk Orchestra Big Band, che porterà a Civitanova il grande repertorio del folk romagnolo, tra musica e ritmo travolgente.
A rendere ancora più vivace l’atmosfera contribuiranno giostre per bambini, ruota a premi e iniziative dedicate alle famiglie, trasformando il quartiere in un vero punto di incontro per cittadini e visitatori.
Per il terzo anno consecutivo collaborerà all’organizzazione anche MYLOVE Eventi, che curerà il mercatino e l’area street food con stand di artigianato creativo, prodotti tipici e specialità gastronomiche, contribuendo ad animare la festa con colori, sapori e profumi della tradizione.
«È sempre bello vedere un quartiere che si mobilita con passione per organizzare una festa così sentita – spiegano gli organizzatori – grazie all’impegno gratuito di tanti volontari e alla collaborazione con realtà del territorio come MYLOVE Eventi, che da tre anni arricchisce l’iniziativa con il mercatino e lo street food».
L’appuntamento è dunque fissato per domenica 15 marzo, dalle ore 16, nel piazzale della Parrocchia di San Giuseppe Operaio, in via San Giuseppe 20 a Civitanova Marche, per un pomeriggio all’insegna di spettacolo, musica, mercatini e divertimento per tutta la famiglia.
Castelraimondo riscopre le proprie radici e rende omaggio a una protagonista silenziosa della storia scientifica italiana. Ieri, 12 marzo, la comunità si è stretta attorno ai giardini pubblici per la cerimonia di intitolazione a Carlotta Parisani, esperta di ibridazione agraria e moglie del celebre genetista Nazareno Strampelli.
L'iniziativa, nata da una proposta della cittadina Lucilla Oliva, ha visto una partecipazione straordinaria: dalle autorità civili e militari alle numerose associazioni locali, fino ai giovanissimi studenti delle scuole "Gravina", "De Amicis" e "Strampelli". Un momento che ha trasformato un'area verde in un presidio di memoria collettiva.
"Carlotta Parisani non fu solo una presenza familiare accanto a Strampelli, ma una collaboratrice attiva nelle sperimentazioni che hanno rivoluzionato l'agricoltura moderna - ha dichiarato il sindaco Patrizio Leonelli -. Intitolare questo spazio a lei significa offrire alle nuove generazioni un esempio di studio e dedizione, valorizzando una storia troppo spesso rimasta nell'ombra".
Particolarmente toccanti gli interventi dell'assessora alla Cultura Valeria Lucarini, che ha sottolineato l'importanza di restituire visibilità alle figure femminili nella toponomastica urbana, e del sindaco dei ragazzi Flavio Cipolletta, che ha ricordato come i giardini siano luoghi vivi dove il gioco incontra la conoscenza del passato. Con questo gesto, Castelraimondo compie un passo significativo verso una memoria pubblica più equilibrata, celebrando una donna colta e determinata che ha contribuito al progresso sociale e scientifico del Paese.
Non capita tutti i giorni di incrociare il fascino di Maria Grazia Cucinotta. La celebre attrice, insieme a Pino Quartullo e al cast della commedia teatrale "La moglie fantasma", ha scelto Urbisaglia come propria base durante il tour che li ha portati sul palco del Teatro Verdi di Pollenza.
Gli attori - tra cui Alessandra Faiella, Giorgio Verduci, Giorgio Centamore e Roberta Petrozzi - hanno soggiornato nelle esclusive suite della Locanda Le Logge, trasformando per una notte la struttura in un vero e proprio "foyer" d'eccezione. Dopo il successo dello spettacolo a Pollenza, la compagnia si è riunita a tavola per una cena firmata dallo chef Andrea Tombolini e dal suo staff.
Protagonista della serata, oltre agli ospiti illustri, è stato il menù della Locanda: i protagonisti della pièce hanno potuto degustare i piatti tipici della tradizione locale rivisitati con maestria. Su tutti, ha trionfato il "must" della casa: il maialino al forno cotto 50 ore a bassa temperatura, impreziosito dalla riduzione alla salsa di vino cotto, un’eccellenza che ha letteralmente conquistato il palato degli artisti.
Prosegue il percorso di tutela per il piatto simbolo della tavola marchigiana. Mercoledì 18 marzo 2026, alle ore 16:00, il Salone di Palazzo Cima a Cingoli ospiterà un’importante riunione di pubblico accertamento dedicata alla modifica del disciplinare di produzione della Specialità Tradizionale Garantita (STG) dei "Vincisgrassi alla maceratese".
L’obiettivo dell’incontro è illustrare una serie di aggiornamenti tecnici volti a rendere i parametri di produzione più chiari e facilmente verificabili, garantendo al contempo il massimo rispetto per la ricetta storica e identitaria del territorio. Si tratta di un passaggio burocratico e culturale fondamentale per armonizzare la tradizione gastronomica con i moderni sistemi di controllo e le prassi produttive attuali.
Un ruolo di primo piano in questo processo è svolto dall’I.P.S.E.O.A. “G. Varnelli” di Cingoli, attualmente l’unico ente iscritto nell’elenco dei produttori della STG. L’istituto alberghiero si è confermato negli anni un vero custode della tradizione, grazie a un lavoro costante di ricerca e formazione che ha permesso di tramandare l’autenticità dei vincisgrassi alle nuove generazioni di chef.
La riunione di mercoledì, che si terrà presso la sede della segreteria del Varnelli in Corso Garibaldi, è aperta a tutti i portatori di interesse: dai comuni del territorio alle organizzazioni di categoria, fino ai singoli operatori del settore e ai produttori. La partecipazione della comunità è considerata essenziale dalle istituzioni per validare un percorso che mira a blindare il valore culturale di una delle preparazioni più rappresentative della cucina provinciale e regionale.
Aggiornare il disciplinare significa, in ultima analisi, proteggere il nome e la qualità dei vincisgrassi da imitazioni, offrendo ai consumatori la certezza di gustare un prodotto che rispecchia fedelmente la storia gastronomica maceratese.
Ebbene sì, ci sono due aggressori e un aggredito: Israele e Stati Uniti d’America, nella violazione della lettera e dello spirito del diritto internazionale, stanno sottoponendo l’Iran a una infame e deplorevole aggressione imperialistica, volta a piegare uno degli Stati che più resistono all’imperialismo assassino di USraele.
Ma, curiosamente, non è più di moda la narrazione secondo cui l’aggressore ha sempre ragione e l’aggredito ha sempre torto: detta narrazione andava bene, evidentemente, quando si trattava di delegittimare la Russia di Putin, che oltretutto non ha aggredito proprio nessuno, essendo stata essa stessa aggredita gradualmente dall’occidente mediante un accerchiamento principiato fin dagli anni novanta.
Quando l’aggressore coincide con la civiltà occidentale sotto cupola atlantista, allora diventa per magia benefica ed emancipativa, e l’aggredito prende a essere delegittimato come terrorista e retrogrado. Donald Trump ha recentemente dichiarato che la guerra in Iran è praticamente completata. Corregge lievemente il tiro il criminale di guerra Netanyahu, il quale precisa contro la Persia quanto segue: “vi stiamo spezzando le ossa e non abbiamo finito”. Parole che non hanno nulla a che vedere con la postura che si richiederebbe a un dignitoso capo politico, essendo invece proprie di un qualsivoglia gangster di periferia.
E tuttavia la scellerata banda imperialistica di Washington e di Tel Aviv sembra aver fatto male i conti, in ragione del fatto che l’Iran sta rivelando una straordinaria capacità di resistenza: centinaia di manifestazioni ogni giorno per le piazze iraniane contro l’invasione imperialistica e una incredibile capacità di difesa da parte dell’esercito iraniano. Neppure bisogna dimenticare di fare i conti con la storia: in passato, non è mai andata bene a chi provò a invadere la Persia. L’Iran resiste eroicamente e noi non possiamo che supportare pienamente la sua sacrosanta resistenza patriottica contro l’invasore imperialista.
A questo riguardo, già da alcune settimane, Donald Trump va dichiarando che Cuba è in procinto di essere "liberata" dall’interventismo imperialistico della civiltà del dollaro. Più precisamente, il presidente americano ha chiarito che presto si attuerà un cambio di regime sotto la guida dell’imperialismo etico americano con bombe intelligenti e missili democratici. Ciò permette di svolgere alcune considerazioni. Anzitutto, Donald Trump si pone in perfetta continuità con il ben collaudato imperialismo statunitense, poco cambia se con Bush o con Trump, con Obama o con Clinton.
In secondo luogo, gli Stati Uniti d’America non sembrano disposti a fermarsi: dopo il Venezuela e dopo l’Iran sarà la volta di Cuba e di chissà quanti altri Stati disallineati ancora. In terzo luogo, la vicenda di Cuba fa definitivamente crollare l’ordine discorsivo imperialistico: nessuno può seriamente dire che attualmente Cuba rappresenti una minaccia per il mondo. Semplicemente, Cuba figura come uno stato non ancora inglobato nell’ordine del mondialismo capitalistico sotto l’egida di Washington.
Gli Stati Uniti d’America stanno provando in maniera scomposta a far valere ancora una volta la loro dominazione sul mondo intero, fingendo che la Russia e la Cina non esistano, quando in realtà si sta platealmente disegnando un nuovo ordine mondiale di tipo multipolare, in cui l’egemonia statunitense sta sempre più rapidamente tramontando.
Già negli anni ‘20, i due intellettuali francesi Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre proclamarono un nuovo modello di coppia: un legame in cui ciascuno potesse esprimere liberamente la propria individualità e sperimentare relazioni multiple, pur restando insieme. Erano convinti che la monogamia non rispondesse ad un’esigenza biologica. La loro unione durò oltre cinquant’anni, esercitando un’influenza profonda su filosofia, letteratura e femminismo.
«La mia libertà non deve cercare di cogliere l’essere, ma di svelarlo», affermava Simone de Beauvoir. La filosofa riteneva che si potesse realizzare il passaggio dall’essere all’esistere attraverso l’emancipazione dell’individuo. Negli anni, questo approccio si è evoluto e oggi il concetto di relazione aperta gode di un riconoscimento sempre più diffuso.
Cosa si intende per coppia aperta?
Entrambi i partner, di comune accordo, scelgono di vivere esperienze al di fuori del rapporto, per consentire a sé stessi e all’altro di esplorare altre connessioni romantiche o sessuali. I motivi che spingono a questa scelta non devono nascere dalla necessità di risolvere problemi preesistenti, ma dovrebbero scaturire dal desiderio di migliorare la qualità della relazione.
L’esclusività resta garantita sul piano emotivo, ma non su quello fisico: la coppia originaria rimane l’unico punto di riferimento. A differenza del poliamore, in cui si accetta che l’altro possa amare più persone, qui i sentimenti si concentrano sul partner principale. Ciò che consolida una coppia aperta è una base di sincerità e onestà: si stabiliscono accordi che possono essere rivisti in caso di disagio. Fondamentale è la condivisione delle emozioni, per poter manifestare gelosie, preoccupazioni o dubbi. Una comunicazione aperta permette di preservare l’intimità e di crescere senza tensioni.
Quali sono i pro di una relazione aperta?
Libertà di esplorare desideri e bisogni, apertura a nuovi interessi e possibilità di esprimere diversi aspetti di sé.
Quali i limiti?
Gestire la gelosia e la conseguente insicurezza, ansie di abbandono e cali di autostima. Difficoltà nella gestione del tempo e impegno emotivo costante richiesto per definire i confini.
La coppia aperta nasce da un’esigenza di ripensare l’amore come atto di libertà consapevole, dove la fedeltà si misura non nel possesso, ma nella scelta quotidiana di tornare l’uno dall’altro.