Mattarella celebra il 25 Aprile a San Severino: "La Repubblica è riconoscente al popolo delle Marche" (Video)
Attualità
25/04/2026 13:35

Mattarella celebra il 25 Aprile a San Severino: "La Repubblica è riconoscente al popolo delle Marche" (Video)

Una solenne e intensa celebrazione ha segnato la giornata del 25 aprile a San Severino Marche, dove il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha preso parte alle commemorazioni per l’81esimo anniversario della Festa della Liberazione. Ad accogliere il Capo dello Stato, al suo arrivo, le più alte autorità civili e militari: il ministro della Difesa Guido Crosetto, il capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano, il sindaco Rosa Piermattei, il prefetto Giovanni Signer, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci. Presenti anche il picchetto d’onore della Legione Carabinieri Marche, le autorità militari e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma. Ad accompagnare l’arrivo del Presidente, il lungo e sentito applauso di centinaia di cittadini e studenti, che hanno sventolato il tricolore, testimoniando un profondo senso di appartenenza ai valori della Repubblica. La prima tappa si è svolta al Monumento ai Caduti della Resistenza, dove il Presidente ha deposto una corona d’alloro, rendendo omaggio al sacrificio di quanti hanno lottato per la libertà. Il monumento, realizzato nel 1965 dall’artista Arnaldo Bellabarba, rappresenta uno dei luoghi più significativi della memoria cittadina, anche grazie al recente restauro reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni e comunità. Successivamente, il Capo dello Stato si è trasferito in piazza Del Popolo, accolto da un nuovo, caloroso applauso. Dopo l’esecuzione dell’inno nazionale, ha ricevuto gli onori militari e passato in rassegna il picchetto interforze, prima di raggiungere il Teatro Feronia per la cerimonia istituzionale. Ad aprire gli interventi è stato il presidente della Provincia, Alessandro Gentilucci, che ha dato il benvenuto al Presidente Mattarella e ricordato alcune testimonianze partigiane. A seguire, il sindaco Rosa Piermattei ha richiamato il valore storico e civile del territorio: «Il nostro territorio, uno dei più vasti delle Marche, non è stato solo un teatro di guerra ma un laboratorio di solidarietà internazionale. Il Battaglione Mario rappresentò un qualcosa di unico per l’Italia intera: un’unità multietnica dove italiani, prigionieri alleati fuggiti dai campi di concentramento ed ex prigionieri di diverse nazionalità combatterono fianco a fianco. C’erano giovani, donne e sacerdoti». Nel suo intervento, il sindaco ha voluto ricordare figure emblematiche della Resistenza locale: «Bruno Taborro, vicecomandante del Battaglione Mario, fu tra i protagonisti di quella lotta contro l’oppressione nazifascista che ebbe nelle nostre montagne, e in particolare sul Monte San Vicino, uno dei suoi teatri. E Carlo Abbamagal, partigiano etiope, fu simbolo di una lotta che non conosceva confini di razza o nazione, ma solo il confine universale tra la giustizia e la tirannia». Un passaggio che ha trovato il suo culmine in un messaggio dal forte valore universale: «Questi uomini ci hanno insegnato che la libertà è un bene universale e che la solidarietà è l’arma più potente contro ogni forma di odio. E questo, ogni 25 Aprile e ogni giorno, dobbiamo ricordarlo e fare in modo di tramandarlo». Parole di riconoscenza sono state espresse dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che ha rivolto un saluto al Capo dello Stato: «I marchigiani tutti, le assicuro signor Presidente, le sono profondamente grati per la sua attenzione alle Marche e per la sua presenza qui oggi, in una occasione così solenne, com’è l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione». Il presidente regionale ha poi sottolineato il valore contemporaneo della ricorrenza: «Penso che la giornata odierna non debba limitarsi a un doveroso esercizio della memoria, ma debba essere uno strumento vivo e concreto di testimonianza, l’occasione per rinnovare un impegno e una responsabilità condivisi». Richiamando il contesto internazionale, ha aggiunto: «Non dobbiamo dimenticare mai che l’amore e la passione per la democrazia e la libertà rappresentano l’unico vero antidoto ad ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. E che una democrazia può prosperare e trovare vigore solo se si fonda sul confronto e sul rispetto dell’altro, non sull’odio o sulla delegittimazione dell’avversario politico». E ancora: «Le celebrazioni di oggi ci richiamano a una riflessione sulla difficile epoca che stiamo attraversando, in cui riemergono spettri del passato, in cui la forza del diritto internazionale è messa in discussione, e le democrazie fanno i conti con minacce sempre più insidiose- Dal Dopoguerra ad oggi i valori della Costituzione hanno garantito pace e solidarietà, libertà e democrazia, crescita e uguaglianza: sono valori che appartengono al DNA del popolo italiano e che dobbiamo tutelare ogni giorno». Nel corso della cerimonia, l’attore Neri Marcorè ha dato voce alla memoria leggendo una poesia dedicata alla Resistenza, contribuendo a rendere ancora più intensa la partecipazione emotiva. Nel suo intervento, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato il significato fondante della giornata: «In questo luogo si trovano le radici della Repubblica, nata per esprimere la speranza e l’avvio di un futuro migliore - poi citando Vittorio De Sica in "Miracolo a Milano" - Una nuova Italia, verso un Paese in cui “buongiorno” vuol dire davvero buongiorno». Un passaggio che ha sottolineato il valore storico del percorso compiuto: «Ottantuno anni di pace, sviluppo e progresso sono raccolti nella nostra Costituzione». Richiamando anche il valore simbolico della città e del suo teatro, ha aggiunto: «Feronia, dea della libertà, oggi ci richiama a celebrare la festa di tutti gli italiani amanti della libertà. Da San Severino vogliamo ribadire la nostra determinazione nella difesa delle libertà, della giustizia e della pace». Il Capo dello Stato ha quindi ricordato il ruolo del territorio nella storia della Resistenza: «Questa provincia fu oggetto di prevaricazioni e stragi, e San Severino fu teatro dei primi scontri a fuoco. Qui si trovano esempi di sacrificio e virtù civica che hanno contribuito a costruire la Repubblica». Infine, uno sguardo al futuro: «L’Italia guarda con fiducia alle sfide del futuro insieme agli altri popoli europei. La Repubblica è riconoscente alla gente delle Marche per il contributo che ha fornito alla sua formazione e al suo sviluppo». La cerimonia si è conclusa con parole che hanno unito idealmente l’intera comunità nazionale: «Viva la Liberazione, viva la Repubblica». Una giornata di altissimo valore istituzionale e civile, che ha rinnovato, nel segno della memoria, l’impegno condiviso verso i principi fondanti della democrazia italiana.      

Mattarella celebra il 25 Aprile a San Severino: "La Repubblica è riconoscente al popolo delle Marche" (Video)

Mattarella celebra il 25 Aprile a San Severino: "La Repubblica è riconoscente al popolo delle Marche" (Video)
25/04/2026 13:35

Una solenne e intensa celebrazione ha segnato la giornata del 25 aprile a San Severino Marche, dove il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha preso parte alle commemorazioni per l’81esimo anniversario della Festa della Liberazione. Ad accogliere il Capo dello Stato, al suo arrivo, le più alte autorità civili e militari: il ministro della Difesa Guido Crosetto, il capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano, il sindaco Rosa Piermattei, il prefetto Giovanni Signer, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci. Presenti anche il picchetto d’onore della Legione Carabinieri Marche, le autorità militari e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma. Ad accompagnare l’arrivo del Presidente, il lungo e sentito applauso di centinaia di cittadini e studenti, che hanno sventolato il tricolore, testimoniando un profondo senso di appartenenza ai valori della Repubblica. La prima tappa si è svolta al Monumento ai Caduti della Resistenza, dove il Presidente ha deposto una corona d’alloro, rendendo omaggio al sacrificio di quanti hanno lottato per la libertà. Il monumento, realizzato nel 1965 dall’artista Arnaldo Bellabarba, rappresenta uno dei luoghi più significativi della memoria cittadina, anche grazie al recente restauro reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni e comunità. Successivamente, il Capo dello Stato si è trasferito in piazza Del Popolo, accolto da un nuovo, caloroso applauso. Dopo l’esecuzione dell’inno nazionale, ha ricevuto gli onori militari e passato in rassegna il picchetto interforze, prima di raggiungere il Teatro Feronia per la cerimonia istituzionale. Ad aprire gli interventi è stato il presidente della Provincia, Alessandro Gentilucci, che ha dato il benvenuto al Presidente Mattarella e ricordato alcune testimonianze partigiane. A seguire, il sindaco Rosa Piermattei ha richiamato il valore storico e civile del territorio: «Il nostro territorio, uno dei più vasti delle Marche, non è stato solo un teatro di guerra ma un laboratorio di solidarietà internazionale. Il Battaglione Mario rappresentò un qualcosa di unico per l’Italia intera: un’unità multietnica dove italiani, prigionieri alleati fuggiti dai campi di concentramento ed ex prigionieri di diverse nazionalità combatterono fianco a fianco. C’erano giovani, donne e sacerdoti». Nel suo intervento, il sindaco ha voluto ricordare figure emblematiche della Resistenza locale: «Bruno Taborro, vicecomandante del Battaglione Mario, fu tra i protagonisti di quella lotta contro l’oppressione nazifascista che ebbe nelle nostre montagne, e in particolare sul Monte San Vicino, uno dei suoi teatri. E Carlo Abbamagal, partigiano etiope, fu simbolo di una lotta che non conosceva confini di razza o nazione, ma solo il confine universale tra la giustizia e la tirannia». Un passaggio che ha trovato il suo culmine in un messaggio dal forte valore universale: «Questi uomini ci hanno insegnato che la libertà è un bene universale e che la solidarietà è l’arma più potente contro ogni forma di odio. E questo, ogni 25 Aprile e ogni giorno, dobbiamo ricordarlo e fare in modo di tramandarlo». Parole di riconoscenza sono state espresse dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che ha rivolto un saluto al Capo dello Stato: «I marchigiani tutti, le assicuro signor Presidente, le sono profondamente grati per la sua attenzione alle Marche e per la sua presenza qui oggi, in una occasione così solenne, com’è l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione». Il presidente regionale ha poi sottolineato il valore contemporaneo della ricorrenza: «Penso che la giornata odierna non debba limitarsi a un doveroso esercizio della memoria, ma debba essere uno strumento vivo e concreto di testimonianza, l’occasione per rinnovare un impegno e una responsabilità condivisi». Richiamando il contesto internazionale, ha aggiunto: «Non dobbiamo dimenticare mai che l’amore e la passione per la democrazia e la libertà rappresentano l’unico vero antidoto ad ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. E che una democrazia può prosperare e trovare vigore solo se si fonda sul confronto e sul rispetto dell’altro, non sull’odio o sulla delegittimazione dell’avversario politico». E ancora: «Le celebrazioni di oggi ci richiamano a una riflessione sulla difficile epoca che stiamo attraversando, in cui riemergono spettri del passato, in cui la forza del diritto internazionale è messa in discussione, e le democrazie fanno i conti con minacce sempre più insidiose- Dal Dopoguerra ad oggi i valori della Costituzione hanno garantito pace e solidarietà, libertà e democrazia, crescita e uguaglianza: sono valori che appartengono al DNA del popolo italiano e che dobbiamo tutelare ogni giorno». Nel corso della cerimonia, l’attore Neri Marcorè ha dato voce alla memoria leggendo una poesia dedicata alla Resistenza, contribuendo a rendere ancora più intensa la partecipazione emotiva. Nel suo intervento, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato il significato fondante della giornata: «In questo luogo si trovano le radici della Repubblica, nata per esprimere la speranza e l’avvio di un futuro migliore - poi citando Vittorio De Sica in "Miracolo a Milano" - Una nuova Italia, verso un Paese in cui “buongiorno” vuol dire davvero buongiorno». Un passaggio che ha sottolineato il valore storico del percorso compiuto: «Ottantuno anni di pace, sviluppo e progresso sono raccolti nella nostra Costituzione». Richiamando anche il valore simbolico della città e del suo teatro, ha aggiunto: «Feronia, dea della libertà, oggi ci richiama a celebrare la festa di tutti gli italiani amanti della libertà. Da San Severino vogliamo ribadire la nostra determinazione nella difesa delle libertà, della giustizia e della pace». Il Capo dello Stato ha quindi ricordato il ruolo del territorio nella storia della Resistenza: «Questa provincia fu oggetto di prevaricazioni e stragi, e San Severino fu teatro dei primi scontri a fuoco. Qui si trovano esempi di sacrificio e virtù civica che hanno contribuito a costruire la Repubblica». Infine, uno sguardo al futuro: «L’Italia guarda con fiducia alle sfide del futuro insieme agli altri popoli europei. La Repubblica è riconoscente alla gente delle Marche per il contributo che ha fornito alla sua formazione e al suo sviluppo». La cerimonia si è conclusa con parole che hanno unito idealmente l’intera comunità nazionale: «Viva la Liberazione, viva la Repubblica». Una giornata di altissimo valore istituzionale e civile, che ha rinnovato, nel segno della memoria, l’impegno condiviso verso i principi fondanti della democrazia italiana.      

Cronaca

Montelupone, amianto abbandonato nei campi: "Grave pericolo per la salute". Denunciato 64enne

Montelupone, amianto abbandonato nei campi: "Grave pericolo per la salute". Denunciato 64enne

26/04/2026 09:20

Frammenti di amianto cementato abbandonati all’interno di terreni agricoli, alla mercé degli agenti atmosferici e a grave rischio per l'ecosistema locale. È lo scenario inquietante scoperto dai carabinieri della stazione di Montelupone, che al termine di una mirata attività d’indagine hanno denunciato un disoccupato di 64 anni per il reato di abbandono di rifiuti pericolosi. I militari sono riusciti a ricostruire le condotte illecite dell'uomo, già noto alle forze dell'ordine, avvenute nel mese di marzo scorso. In almeno due distinte occasioni, l'indagato avrebbe trasportato e gettato in aree agricole del comune diversi sacchi di plastica contenenti frammenti di amianto. Si tratta di materiale classificato come rifiuto speciale altamente pericoloso per la salute pubblica: lo sfaldamento dell'amianto cementato può infatti liberare fibre tossiche nell'aria e nel terreno. Lo smaltimento di tali sostanze è regolamentato da norme rigorosissime che il 64enne ha totalmente ignorato, venendo per questo deferito in stato di libertà all'autorità giudiziaria. Contestualmente, i controlli della Compagnia di Civitanova Marche hanno portato i carabinieri di Montecosaro a eseguire un’ordinanza di detenzione domiciliare nei confronti di un 44enne del posto. L'uomo deve espiare una pena definitiva di un anno e tre mesi di reclusione per una tentata rapina commessa a Porto Sant’Elpidio nel luglio del 2023. Dopo le formalità di rito in caserma, il pregiudicato è stato scortato presso la propria abitazione dove sconterà la condanna in regime di detenzione domiciliare.

Cade con la moto a Morrovalle: giovane trasportato con l'eliambulanza a Torrette

Cade con la moto a Morrovalle: giovane trasportato con l'eliambulanza a Torrette

25/04/2026 19:30

​Un grave incidente stradale si è verificato nel tardo pomeriggio di oggi a Morrovalle, precisamente nei pressi della zona di Villa Lazzarini. Intorno alle 18:30, un giovane motociclista ha perso il controllo del proprio mezzo, finendo rovinosamente a terra per cause che sono tuttora al vaglio delle autorità. ​A lanciare l'allarme è stato un automobilista di passaggio che, accortosi immediatamente della gravità della situazione vedendo il giovane riverso sull’asfalto, ha arrestato la marcia e allertato il numero unico di emergenza. ​Sul luogo del sinistro sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118. Valutate le condizioni del ferito, il personale medico ha ritenuto necessario richiedere il supporto dell'eliambulanza. Il velivolo, decollato poco dopo, ha provveduto al trasferimento d'urgenza del giovane presso l'ospedale regionale di Torrette ad Ancona. Oltre ai mezzi di soccorso, sul posto sono giunti i Carabinieri della stazione di Morrovalle per effettuare i rilievi di rito e gestire la viabilità. Al momento non risultano altri veicoli coinvolti nel sinistro, che parrebbe dunque essere un'uscita di strada autonoma.

Attualità

Il 25 Aprile è l'unica festa in cui dovremmo postare di meno e leggere di più

Il 25 Aprile è l'unica festa in cui dovremmo postare di meno e leggere di più

Ogni anno, il 25 Aprile, apro i social e vedo la stessa scena. Feed che si riempie di bandiere tricolori, di foto in bianco e nero di partigiani, di frasi sulla libertà. Cuori rossi. Post condivisi. Storie che durano ventiquattro ore e poi spariscono. E ogni anno mi chiedo se stiamo davvero celebrando qualcosa, o se stiamo solo riempiendo uno spazio. Non fraintendetemi, non sto dicendo che è sbagliato postare il 25 Aprile, sto solo osservando una cosa: che forse, per questa festa, il gesto migliore non è pubblicare qualcosa, ma fermarsi a capire cosa stiamo celebrando. Perché il 25 Aprile non è come Natale o Pasqua. Non è una festa dove l'atto di condividere ha senso in sé: è la Festa della Liberazione. È il giorno in cui ricordiamo persone che hanno scelto di rischiare tutto per la libertà, per la nostra libertà. E io mi chiedo: quanti di noi, prima di postare quella bandiera, si sono fermati a leggere una storia vera? A conoscere un nome? A capire cosa significava essere partigiano a vent'anni? La memoria non è un post. Mi è capitato, l’anno scorso, (me lo ricordo bene) di parlare con un ragazzo di vent'anni. Gli ho chiesto se sapeva cosa si celebrava il 25 Aprile. Mi ha risposto: "Sì, la Liberazione, la fine della guerra".  Gli ho chiesto se conosceva qualche storia di partigiano. Silenzio. Poi: "No, ma è importante, lo so" . E io mi sono resa conto che sapeva che era importante, ma non sapeva perché. E non è colpa sua, ma di un sistema dove celebrare è diventato un gesto veloce. Dove basta un click per sentirsi a posto con la coscienza. Dove la memoria si riduce a una story che sparisce dopo ventiquattro ore. Quest'anno vorrei proporre una cosa diversa. Non sto dicendo di non postare. Sto dicendo: prima di farlo, dedica dieci minuti a leggere qualcosa di vero. Un libro, un articolo, una testimonianza di chi c'era. Leggi cosa facevano i partigiani sulle montagne, capisci cosa significava resistere quando resistere poteva costarti la vita. E poi, se vuoi, posta. Ma posta sapendo cosa stai celebrando. Posta con consapevolezza, posta perché hai capito, non perché tutti lo fanno. Il 25 Aprile è l'unica festa in cui il silenzio può essere più potente del rumore. In cui leggere è più importante che postare. In cui fermarsi a riflettere vale più di cento condivisioni. Non dico che dobbiamo smettere di usare i social per celebrare, dico che forse, per questa festa, dovremmo invertire l'ordine. Prima leggere, poi, se vogliamo, postare. Perché la memoria non si celebra con un click, si coltiva con il tempo, con la lettura, con la comprensione. E quest'anno, il 25 Aprile, proviamo a fare così: apriamo un libro prima di aprire Instagram. Leggiamo una storia vera prima di condividere una frase bella. Non per essere migliori, ma per capire davvero cosa stiamo celebrando. Perché la libertà che abbiamo oggi non è arrivata da sola. Qualcuno l'ha conquistata per noi. E forse, il modo migliore per ringraziarli, non è un post, ma è  sapere chi erano.

Montefano cambia la circolazione: semafori e nuovi sensi unici per il centro urbano

Montefano cambia la circolazione: semafori e nuovi sensi unici per il centro urbano

25/04/2026 10:15

Montefano si prepara a un cambiamento significativo della propria viabilità urbana, come emerso durante l’incontro pubblico dello scorso 22 aprile presso la Sala Consiliare di Palazzo Olivi. A partire dal mese di maggio del 2026, l’Amministrazione Comunale introdurrà un nuovo piano del traffico finalizzato a migliorare la sicurezza stradale, con particolare attenzione all'intersezione tra la S.R. 361 e via Don Minzoni, un tratto caratterizzato da criticità legate alla visibilità e all'intensità del flusso veicolare. Il sindaco Angela Barbieri ha illustrato le ragioni dell'intervento, che si inserisce in un quadro di riqualificazione più ampio iniziato con il risanamento idrogeologico di via Domenico Costanzi, un'opera da 506.000 euro finanziata da fondi regionali e ministeriali. L'assessore alla Viabilità Mirco Monina ha spiegato nel dettaglio il funzionamento del nuovo sistema, che prevede l'attivazione h24 di un semaforo intelligente sulla direttrice Macerata-Ancona, capace di adattare i tempi di attesa ai volumi di traffico e caratterizzato da una fase di luce gialla estesa a cinque secondi per favorire una guida più sicura. Per garantire il rispetto delle nuove disposizioni, il Comune ha confermato l'installazione di un dispositivo per il rilevamento automatico delle infrazioni semaforiche. Le modifiche sostanziali riguardano la revisione dei sensi di marcia. Via Don Minzoni diventerà a senso unico a scendere partendo dall'intersezione con la S.R. 361, mantenendo il doppio senso solo fino all'ingresso del supermercato "Si con Te". È prevista inoltre una semplificazione per chi proviene da Macerata, che potrà svoltare in via Don Minzoni evitando la manovra di inversione sul "bollino rosso", obbligo che resterà invece in vigore esclusivamente per i mezzi pesanti, i quali dovranno proseguire fino a Piazzale Martiri delle Foibe. Anche via della Repubblica subirà una modifica, diventando a senso unico a scendere tra il civico 1 e il 25, misura pensata per decongestionare la zona dei servizi e aumentare la disponibilità di parcheggi. Infine, i veicoli in arrivo da via Don Minzoni o via Imbrecciata saranno indirizzati su via Costanzi per il raggiungimento della strada regionale o del centro storico. L'Amministrazione ha espresso soddisfazione per il confronto avuto con la cittadinanza, garantendo che il passaggio alle nuove modalità di circolazione sarà supportato da un'adeguata segnaletica e da un incremento dei controlli da parte della Polizia Locale, necessari ad accompagnare i residenti in questa fase di transizione.

Politica

Civitanova, l'assessore Belletti: "Su Villa Paolini e Villa Cingolani fatti e non slogan, l'iter è corretto"

Civitanova, l'assessore Belletti: "Su Villa Paolini e Villa Cingolani fatti e non slogan, l'iter è corretto"

26/04/2026 12:40

Dopo mesi di accesi dibattiti e contestazioni riguardanti lo sviluppo edilizio della città, l’assessore all’Urbanistica Roberta Belletti interviene con una nota ufficiale per fare il punto della situazione, alla luce delle recenti decisioni del tribunale amministrativo regionale. Al centro della questione, i cantieri di Villa Paolini e Villa Cingolani, per i quali il Tar Marche ha disposto il rigetto delle istanze cautelari. La decisione dei magistrati ha determinato il venir meno delle sospensioni, consentendo di fatto la ripresa dei lavori. Un passaggio che l'assessore definisce fondamentale per ristabilire la realtà dei fatti rispetto alle polemiche: «Oggi a riportare equilibrio intervengono gli atti», esordisce la Belletti, sottolineando come la decisione giunga all’esito di un’articolata istruttoria tecnica. «È un passaggio rilevante – spiega l'assessore – perché conferma ciò che questa amministrazione ha sempre sostenuto: l’iter amministrativo seguito è corretto e i titoli edilizi rilasciati dal Comune risultano validi, legittimi ed efficaci. Le disposizioni del Piano Casa, nei casi esaminati, risultano applicate in modo corretto, nel rispetto della normativa vigente». «L’urbanistica è una materia che richiede competenza, equilibrio e senso delle istituzioni – incalza Roberta Belletti –. Non può essere ridotta a slogan o a letture semplificate, soprattutto quando si affrontano strumenti complessi come il Piano Casa, che incidono su diritti, investimenti e trasformazioni del territorio». Nonostante la partita legale non sia ancora conclusa definitivamente, l'esponente della giunta Ciarapica rivendica la solidità delle procedure seguite fino ad oggi: «Il giudizio di merito farà il suo corso, come è giusto che sia. Ma nel frattempo i provvedimenti adottati dimostrano che l’operato dell'amministrazione trova, ad oggi, un solido riscontro anche sul piano giuridico. Continuerò a operare con questo metodo, nel rispetto delle regole, lasciando che siano i fatti - e non le ricostruzioni - a definire la qualità del lavoro svolto».

Macerata, Noi Moderati chiarisce sulla candidatura di Alessandrini: "Fraintendimenti pre-elettorali"

Macerata, Noi Moderati chiarisce sulla candidatura di Alessandrini: "Fraintendimenti pre-elettorali"

25/04/2026 18:45

​Si registra un intervento chiarificatore da parte del direttivo locale di Noi Moderati in merito al dibattito politico che sta interessando il centrodestra a Macerata. Attraverso una nota ufficiale, il partito interviene sulla vicenda legata al nome di Alessandrini, definendo i rumors delle ultime ore come frutto di incomprensioni e ribadendo la propria linea politica per la città. ​"Prendiamo atto della scelta autonoma di Alessandrini- commenta Nicola Bonaduce- a cui va la nostra stima. Le indiscrezioni sulla sua candidatura sono state frutto di banali fraintendimenti interni ed esterni, tipici delle concitate fasi pre-elettorali. Spero così sia messa una parola fine almeno per ciò che riguarda Noi Moderati a questa polemica. Per il nostro partito la priorità assoluta resta l'impegno per il futuro di Macerata".

Sanità

Dalla Liberazione alla "guerra a pezzi": se la salute della storia dipende dal sogno dell'utopia

Dalla Liberazione alla "guerra a pezzi": se la salute della storia dipende dal sogno dell'utopia

26/04/2026 10:30

“La salute della storia” è un’espressione impropria che comunque può avere un senso. Abbiamo festeggiato il 25 aprile, il giorno della liberazione, abbiamo celebrato la terapia che ha guarito l’Italia dall’infezione nazi-fascista per ripristinare libertà e democrazia, la buona salute di una Nazione che potrà poi avvalersi di un prontuario ben studiato per impedire ricadute: la Costituzione. Se vogliamo continuare su questa falsariga metaforica tra salute fisica e benessere socio-politico, dobbiamo dire che da allora la salute della nostra storia nazionale è stata abbastanza buona, non senza però periodi di difficoltà e fragilità, che qualche volta hanno fatto temere malattie devastanti: le stagioni delle stragi e degli attentati, i tentativi di colpi di stato, le azioni delle Brigate Rosse, l’assassinio di Aldo Moro, le azioni di altre formazioni più o meno segrete o criminali che hanno attentato allo stato democratico. Per fortuna le terapie istituzionali e costituzionali hanno funzionato e si sono evitati danni peggiori e permanenti. Oggi la salute della storia ha infranto i confini nazionali, siamo alla valutazione di una salute globale, purtroppo non rassicurante, non siamo al pericolo mortale, ma di sicuro con tanti rischi che compromettono la salute di tantissimi e la serenità di tutti. Sono tante le guerre: “la guerra mondiale a pezzi” - come diceva Papa Francesco - alcune vicinissime a noi come quella in Ucraina, alcune crudeli e senza limiti come in Palestina, Iran e Libano, alcune ignorate dalla comunicazione come nello Yemen, in Sudan… Capi di Stato di nazioni importanti e trainanti che hanno sposato la legge del più forte, ignorando il diritto internazionale e i valori umanitari che erano assurti a virtuose regole globali condivise dopo le esperienze peggiori del passato. Niente, la natura umana vuole confermare che nel suo DNA c’è il gene della contesa e della guerra, si fa fatica a neutralizzarlo; per dei periodi, magari, ci si riesce per una forma di immunizzazione di massa come per i virus, ma poi risorge. La salute della storia immancabilmente precipita, i terapeuti si sforzano di suggerire la medicina giusta, vedi Papa Francesco, Papa Leone e non solo, ma si scontrano con i negazionisti che preferiscono salvaguardare l’economia speculativa, l’immenso business delle armi, il narcisismo patologico di alcuni potenti di turno, che sempre attraggono consenso ed ammirazione. Immaginiamo per un momento che tutte le risorse dedicate nel mondo alle armi siano utilizzate per rendere migliore la vita delle donne e degli uomini, cadrebbero anche tutte le negatività sociali che vengono chiamate a giustificare le guerre: carestie, migrazioni, disuguaglianze, ignoranza e fanatismi ideologici e religiosi; ci sarebbe più cultura e più SALUTE. Sono pensieri utopistici, ma sognare non costa niente, anzi fa proprio bene alla SALUTE.

Cambio di stagione e calo di energia: perché ci sentiamo più affaticati

Cambio di stagione e calo di energia: perché ci sentiamo più affaticati

25/04/2026 17:00

Con l’arrivo della primavera o dei primi cambi di temperatura, molte persone avvertono la stessa sensazione: più stanchezza, difficoltà di concentrazione, sonnolenza durante il giorno e una generale impressione di avere meno energia. Spesso si parla di “stanchezza da cambio di stagione” come se fosse soltanto una percezione soggettiva. In realtà, dietro questa sensazione esistono meccanismi fisiologici reali che coinvolgono il nostro organismo. Il corpo umano funziona secondo ritmi biologici molto precisi. L’orologio circadiano regola il sonno, la temperatura corporea, la produzione ormonale e il metabolismo energetico. Quando cambiano la durata della luce, le temperature e persino le abitudini quotidiane, l’organismo deve adattarsi a un nuovo equilibrio. Questo passaggio non avviene sempre in modo immediato e, in alcune persone, può tradursi in una temporanea sensazione di affaticamento. Tra i protagonisti di questo adattamento c’è la melatonina, l’ormone che regola il ritmo sonno-veglia. Con l’aumento delle ore di luce, la sua secrezione si modifica e il cervello deve ricalibrare i segnali che sincronizzano il riposo con la nuova stagione. Parallelamente possono variare anche i livelli di cortisolo, coinvolto nella risposta allo stress e nella regolazione dell’energia. Questo riassestamento può rendere più evidente, per alcuni giorni o settimane, una sensazione di stanchezza fisica e mentale. Anche il sistema cardiovascolare partecipa a questo processo. L’aumento delle temperature favorisce una lieve vasodilatazione periferica che, in soggetti predisposti, può provocare una sensazione di pressione più bassa, gambe pesanti o minore lucidità. Chi tende ad avere una pressione naturalmente bassa spesso percepisce il cambio di stagione in modo più marcato. Non bisogna poi sottovalutare il ruolo dell’alimentazione. Durante l’inverno molte persone modificano inconsapevolmente le proprie abitudini: pasti più ricchi, meno movimento e minore esposizione alla luce naturale. Un’alimentazione povera di ferro, magnesio, vitamine del gruppo B o proteine può accentuare ulteriormente la sensazione di stanchezza, soprattutto in chi parte già da un equilibrio più fragile. Anche il sonno merita attenzione. Paradossalmente, proprio quando le giornate si allungano, molte persone iniziano a dormire peggio. L’esposizione prolungata alla luce serale può rendere più difficile addormentarsi o mantenere un sonno profondo. In questi casi la stanchezza viene attribuita alla stagione, quando può dipendere da un recupero notturno meno efficace. In alcuni casi, la nutraceutica può offrire un supporto utile, ma solo se inserita in un contesto corretto. Magnesio, vitamine del gruppo B o alcuni estratti vegetali adattogeni possono aiutare nei periodi di maggiore stress. Tuttavia, nessun integratore può compensare un sonno insufficiente, una dieta disordinata o livelli elevati di stress cronico. Nella maggior parte dei casi, questa sensazione tende a ridursi spontaneamente nel giro di alcune settimane, man mano che il corpo si adatta al nuovo ritmo ambientale. Esporsi alla luce naturale al mattino, mantenere orari regolari, curare l’idratazione e non trascurare il movimento quotidiano può aiutare l’organismo a ritrovare più rapidamente la propria efficienza. Il cambio di stagione ci ricorda che il nostro organismo non vive separato dall’ambiente che lo circonda, ma ne segue costantemente i ritmi. Anche variazioni apparentemente piccole possono influenzare il modo in cui percepiamo energia e benessere. Ascoltare questi segnali con maggiore attenzione può aiutarci a vivere questi passaggi con più consapevolezza e rispetto dei tempi del corpo.  

Sport

Aurora Treia, il sogno è realtà: vittoria a Monturano e promozione in Eccellenza

Aurora Treia, il sogno è realtà: vittoria a Monturano e promozione in Eccellenza

25/04/2026 20:26

Il destino di un’intera stagione si concentra in novanta minuti, gli ultimi, i più pesanti. Monturano–Aurora Treia è una sfida che vale un campionato intero: da una parte la capolista imbattuta, dall’altra un Monturano solido, quinta forza del girone e tutt’altro che disposta a fare da comparsa. Sugli spalti domina il biancorosso: è un vero e proprio esodo quello dei tifosi treiesi, accorsi in massa per spingere i cucinieri verso un traguardo che avrebbe il sapore della storia, la promozione in Eccellenza. Ma il calcio, si sa, ha memoria lunga, e il destino ama intrecciare storie già scritte: proprio il Monturano, tre anni fa, negò all’Aurora il salto di categoria nella finale playoff di Villa San Filippo. Oggi, su questo stesso filo sottile tra rivincita e conferma, si gioca molto più di una partita. Si gioca un sogno. Mister Ricci conferma l’undici titolare che si era imposto contro la Palmense, mentre sul fronte opposto Fusco si affida alla formazione tipo, con gli ex Ripa e Giuli dal primo minuto. L’avvio è tutto di marca biancorossa: dopo appena due minuti Melchiorri sfiora il vantaggio con una girata che non trova lo specchio della porta.  L’Aurora prova a fare la partita, ma il Monturano si difende con ordine, chiudendo gli spazi e rendendo complicata la manovra degli ospiti.  Al 32’ è ancora Melchiorri protagonista con un velo intelligente per Cirrottola, che però manda alto con un tiro a giro.  Lo stesso Melchiorri ci riprova poco dopo, ma la sua conclusione viene deviata in corner. Nel finale di primo tempo si vede anche il Monturano: al 40’ Ripa calcia sopra la traversa, mentre un minuto più tardi Guzzini crea una doppia occasione senza però trovare il bersaglio, prima con il piatto e poi di testa.   Nella ripresa l’Aurora alza il ritmo e trova il meritato vantaggio al 53’: cross morbido e preciso per Melchiorri, che di testa pizzica il pallone quanto basta per battere Sandroni e far esplodere la gioia dei tifosi. Il gol scioglie definitivamente i biancorossi, che pochi minuti dopo trovano anche il raddoppio: Cirrottola si inventa una conclusione a giro che si infila sotto l’incrocio dei pali, facendo partire la festa sugli spalti. Nel finale l’Aurora gestisce con maturità il vantaggio, mentre il Monturano prova a reagire impegnando Testa in un paio di interventi. I padroni di casa sfiorano l'1-2 con una traversa colpita da Rinaldesi dalla breve distanza. Al triplice fischio può esplodere la festa: dopo un campionato vissuto da protagonista e un duello serrato fino all’ultimo con l’Azzurra Colli, l’Aurora Treia scrive la storia e conquista la promozione in Eccellenza nel suo sessantesimo anno di vita. I cucinieri chiudono in vetta al Girone B di Promozione con 70 punti conquistati all'attivo.  Un traguardo straordinario che arriva al termine di una stagione esaltante, impreziosita anche dal successo in Coppa Italia. È il secondo trionfo stagionale per la corazzata targata Lube. Una vittoria che dimostra come questo gruppo stia trasmettendo il suo dna vincente anche nel calcio dopo le memorabili imprese bissate nella pallavolo. Per mister Ricci si tratta della quinta promozione in dieci anni, ottenuta da imbattuto, a conferma di un percorso tecnico di altissimo livello. Ma più di ogni numero, questo successo racconta la forza di un gruppo e l’identità di un’intera comunità: Treia festeggia, l’Aurora è in Eccellenza. MONTURANO CALCIO: Sandroni, Adami, Cassetta, Panichi, Muzi, Finucci, De Carolis (66' Fabi), Giuli (77' Rinaldesi), Moretti (58' Thiam), Bracalente, Ripa (66' Marini). A disposizione: Tosi, Bernacchini, Petruzzelli, Marsili, Santarelli. Allenatore: Salvatore Fusco. AURORA TREIA: Testa, Gabrielli, Calamita, Alla, Ballanti, Bartolini, Mazzoni (66' Dominino), Palladini (85' Guglielmo), Melchiorri, Guzzini (58' Orlietti), Cirrottola (66' Borrelli)(88' Seye).  A disposizione: Giachetta, Tavoni, Giuliodori. Allenatore: Simone Ricci. MARCATORI: Melchiorri 53', Cirrottola 59'. ARBITRO: Giovanni Paolo Campoli - Sezione di Ancona. ASSISTENTI: Francesco Buttafoco - Sezione di San Benedetto del Tronto; Fabio Federico - Sezione di Ascoli Piceno. NOTE: ammoniti Muzi, De Carolis, Calamita; angoli 4-1, recuperi 0'-3', presenti oltre 300 spettatori al Comunale di Monturano.    

Softball A1, Macerata ospita Bollate: serve una svolta

Softball A1, Macerata ospita Bollate: serve una svolta

24/04/2026 16:40

Macerata si prepara a tornare in campo nella quinta giornata del campionato di Serie A1 di softball. Sabato 25 aprile, alle ore 16, l’ARES Safety Macerata ospiterà sul diamante di via Cioci la formazione del Lacomes New Bollate, in una sfida che si preannuncia importante per il prosieguo della stagione. La squadra maceratese arriva all’appuntamento dopo la doppia sconfitta rimediata sul campo del Rheavendors Caronno (6-4 e 7-0), risultati che hanno confermato un avvio di campionato al di sotto delle aspettative. Con un bilancio di due vittorie e sei sconfitte, l’ARES Safety è chiamata a trovare maggiore continuità, pur avendo già mostrato sprazzi di buon gioco. Diversa la situazione del Lacomes New Bollate, formazione giovane e neopromossa, che dopo un avvio difficile ha saputo reagire con decisione, conquistando uno sweep importante contro il Bertazzoni Collecchio. A fare il punto sulla situazione è il presidente Carlo Migliorelli, che analizza con lucidità l’inizio di stagione:“Partenza sottotono, ma abbiamo avuto anche buone indicazioni, come nella prima partita contro Forlì. Alcuni errori difensivi e una produzione offensiva non sempre all’altezza hanno inciso sui risultati”. Non mancano però elementi di fiducia. “La squadra ha ottime potenzialità – prosegue Migliorelli – e lo staff sta lavorando per migliorare i meccanismi di gioco e la battuta. Alcune giocatrici stanno recuperando da problemi fisici e non siamo ancora al meglio. Anche le atlete americane non sono nella condizione ideale e finora non hanno espresso tutto il loro valore”. Guardando alla sfida di sabato, il presidente sottolinea le insidie rappresentate dall’avversario: “Bollate è una squadra giovane ma in crescita, capace di gestire bene le partite. Il campionato è molto equilibrato, con risultati anche inattesi. La classifica è corta e tutto è ancora aperto”. La gara sarà trasmessa in diretta streaming sul sito della FIBS, offrendo agli appassionati la possibilità di seguire un confronto che potrebbe rappresentare un punto di svolta per la stagione delle maceratesi.

Economia

Crisi energetica e mercati, Albano e Acquaroli in visita da Eurosuole: "Istituzioni al fianco delle imprese" (FOTO e VIDEO)

Crisi energetica e mercati, Albano e Acquaroli in visita da Eurosuole: "Istituzioni al fianco delle imprese" (FOTO e VIDEO)

24/04/2026 19:30

Eurosuole è uno dei simboli più riconoscibili del manifatturiero marchigiano e ha aperto le porte della sua sede di Civitanova Marche alla sottosegretaria alle Finanze, Lucia Albano, e al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. Una visita istituzionale durante la quale il presidente e fondatore Germano Ercoli ha illustrato una situazione segnata dalle difficoltà. «Il distretto fermano-maceratese, cuore della calzatura italiana, vive una fase di forte difficoltà, segnata dalla perdita di competenze, dalla riduzione della capacità produttiva e dalla crescente pressione della concorrenza internazionale – ha detto Ercoli - Molte imprese hanno chiuso o delocalizzato verso Paesi asiatici. In Europa, invece, il sistema produttivo si trova a fare i conti con vincoli normativi stringenti, burocrazia e soprattutto con il peso crescente dei costi energetici». Proprio l’energia rappresenta oggi una delle principali criticità. Le imprese registrano aumenti significativi delle bollette, con picchi mensili anche superiori al 25%, che incidono direttamente sulla competitività. In questo scenario, Eurosuole ha scelto di reagire investendo in autonomia energetica: è in fase di realizzazione un collegamento a un impianto fotovoltaico che consentirà di produrre circa 4 milioni di kWh all’anno, coprendo circa il 40% del fabbisogno aziendale. «Vogliamo difendere e rafforzare il tessuto imprenditoriale – ha spiegato il presidente Acquaroli – in questo siamo allineati al Governo nazionale. Dobbiamo continuare a investire sulle infrastrutture e affrontare un contesto internazionale sempre più instabile, che ormai rappresenta una difficoltà strutturale per imprese e famiglie. Guardiamo anche alla nuova programmazione europea come a un’opportunità per dare risposte concrete». La visita alla Eurosuole ha rappresentato anche l’occasione per osservare da vicino un modello industriale che incarna il cosiddetto genius loci marchigiano: capacità di innovare, attenzione alla qualità e forte legame con la comunità. Fondata nel 1976, negli anni è diventata un punto di riferimento europeo nella produzione di suole in gomma e poliuretano, con 230 dipendenti, 55 mila metri quadrati di stabilimento e oltre 13 milioni di paia prodotte ogni anno. Imprese come quella civitanovese continuano a rappresentare un presidio fondamentale, non solo dal punto di vista economico ma anche sociale. Il messaggio che emerge con forza è chiaro: difendere l’industria significa difendere il lavoro e il futuro delle Marche. Ma senza una strategia industriale condivisa, il rischio è quello di vedere progressivamente indebolirsi uno dei pilastri dell’economia regionale e nazionale. «Realtà eccellenti come Eurosuole – ha detto la sottosegretaria Albano – risentono di queste crisi lontane. Il messaggio che volevamo dare oggi è chiaro: le istituzioni devono essere al fianco di imprenditori e lavoratori, perché la ricchezza nasce dal loro lavoro, non dalle norme. L’Italia oggi può far valere una maggiore credibilità a livello internazionale e questo aiuta nel confronto europeo». «Un’azienda come Eurosuole – è la riflessione finale di Ercoli – deve andare avanti ma oggi più che mai è necessario che la politica esca dai meandri della burocrazia e pensi a difendere le proprie attività sul territorio perché senza di esse non ci saranno più beni e servizi e non ci sarà più impiego di manodopera».        

“Insieme per il bene comune”: il Banco Marchigiano rilancia il crowdfunding per il Terzo Settore

“Insieme per il bene comune”: il Banco Marchigiano rilancia il crowdfunding per il Terzo Settore

20/04/2026 13:08

Al via la seconda edizione di “Insieme per il bene comune”, il progetto di crowdfunding promosso dal Banco Marchigiano a sostegno del Terzo Settore. L’iniziativa sarà presentata il 22 aprile alle ore 17:30 presso la Sala Conferenze “Fratini” della banca, in vicolo Nettuno 29 a Civitanova Marche. L’evento è aperto anche ai non clienti dell’istituto di credito e rappresenta un’occasione per approfondire le modalità di partecipazione al progetto, conoscere i dettagli della nuova edizione e ascoltare le testimonianze di alcune realtà che, grazie al crowdfunding, hanno già trasformato le proprie idee in risultati concreti. La partecipazione è possibile tramite iscrizione sul sito ufficiale del Banco Marchigiano. I numeri della prima edizione raccontano un successo significativo: cinque progetti finanziati, 60.000 euro raccolti e oltre mille donatori coinvolti. Tra le iniziative sostenute nel 2025 figurano “Due di Noi” della Cooperativa Casa della Gioventù di Senigallia – Centro diurno “L’Aquilone” di Mondavio, “SuperVillage” dell’Associazione Culturale Il Borgo di Montecosaro, il progetto “Verso una biblioteca del cinema in memoria di Claudio Gaetani” del Civitanova Film Festival, “Lo studio di Rosy” dell’Associazione Grande Anima OdV di Montegiorgio ed “Espandiamo La Goccia” dell’associazione La Goccia Odv di Macerata. È inoltre ancora attiva la campagna dedicata al Premio Annibal Caro alla traduzione letteraria di Civitanova Marche. Con questa seconda edizione, il Banco Marchigiano rilancia l’iniziativa con un duplice obiettivo: fornire sostegno economico ai primi cinque progetti selezionati — coprendo il 30% dell’obiettivo di raccolta e mantenendo lo stesso contributo anche sulle eventuali eccedenze — e accompagnare le associazioni con competenze e strumenti utili per una comunicazione efficace e una raccolta fondi professionale. “Insieme per il bene comune” si conferma così un progetto che va oltre il semplice finanziamento, rafforzando il ruolo del Banco Marchigiano come banca di territorio, capace di unire risorse economiche, relazioni e visione strategica a servizio della comunità.

Scuola e università

VQR 2020-2024, Unicam sale nelle classifiche e si conferma tra i migliori piccoli atenei

VQR 2020-2024, Unicam sale nelle classifiche e si conferma tra i migliori piccoli atenei

24/04/2026 17:00

L’Università di Camerino consolida il proprio percorso di crescita nella ricerca, migliorando il posizionamento nella Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) 2020-2024, i cui risultati sono stati recentemente presentati dall’Anvur. Tra i dati più significativi emerge la capacità dell’Ateneo di attrarre e valorizzare nuove competenze: la qualità media dei prodotti della ricerca dei docenti neoassunti o promossi nel periodo considerato risulta infatti superiore a quella del personale già in servizio senza avanzamenti. Un indicatore che evidenzia il rafforzamento complessivo del sistema di ricerca. Sul fronte della produzione scientifica, l’indicatore relativo al personale in servizio (R1) registra un miglioramento di cinque posizioni rispetto alla precedente VQR, portando Unicam al 45° posto tra le università statali. Ancora più rilevante il dato nel confronto con i piccoli atenei, dove l’Università di Camerino conquista il terzo posto. Progressi anche nell’indicatore che considera complessivamente i prodotti di ricerca, inclusi quelli dei docenti neoassunti o promossi: in questo caso l’Ateneo sale alla 50ª posizione tra le università statali, confermando un avanzamento costante. Particolarmente significativo il risultato nell’indicatore quali-quantitativo, che valuta sia la qualità sia la quantità della produzione scientifica: Unicam si posiziona al secondo posto tra i piccoli atenei italiani, a testimonianza della solidità della ricerca in rapporto alle dimensioni dell’istituzione. Importanti risultati emergono anche sul fronte della progettazione internazionale. L’indicatore relativo ai finanziamenti competitivi ottenuti nel periodo 2020-2024 colloca l’Ateneo al 35° posto tra le università statali e al secondo posto tra i piccoli atenei, evidenziando una crescente capacità di attrarre risorse a livello internazionale. Nel confronto con gli atenei della rete HAMU (Abruzzo, Marche e Umbria), l’Università di Camerino si posiziona al terzo posto, preceduta solo dall’Università degli Studi di Perugia e dall’Università Politecnica delle Marche. “I risultati della VQR 2020-2024 – sottolinea il rettore Graziano Leoni – confermano il percorso di crescita del nostro Ateneo e la qualità del lavoro svolto da ricercatrici e ricercatori. Il miglioramento negli indicatori, insieme alla capacità di valorizzare i giovani e attrarre finanziamenti competitivi, dimostra la solidità del nostro sistema di ricerca”. Il quadro che emerge è dunque complessivamente positivo: l’Università di Camerino rafforza il proprio ruolo nel panorama accademico nazionale, distinguendosi tra i piccoli atenei italiani e consolidando la propria presenza anche a livello internazionale.

L'ambasciatore cinese in visita all'Ateneo: "Macerata riferimento per l’amicizia tra i due Paesi”

L'ambasciatore cinese in visita all'Ateneo: "Macerata riferimento per l’amicizia tra i due Paesi”

24/04/2026 15:54

Una visita dal forte valore istituzionale e simbolico ha portato all’Università di Macerata l’Incaricato d’Affari ad interim dell’ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, ministro consigliere Li Xiaoyong, che ha scelto l’Istituto Confucio di Ateneo come tappa significativa per consolidare i rapporti accademici e culturali tra i due Paesi. Con lui una delegazione composta da Yu Xingguo, consigliere per l’istruzione dell’Ambasciata, e da Li Yang, secondo segretario. La visita si inserisce in una fase di rinnovato dialogo dopo il recente avvicendamento ai vertici dell’Ambasciata e segue la missione di novembre 2024 legata al programma di borse di studio “Young Envoys Scholarship”. Accolto dal rettore John McCourt e dai direttori dell’Istituto Confucio Giorgio Trentin e Jia Xinqi, il Ministro ha incontrato anche studentesse e studenti di lingua cinese e giovani insegnanti madrelingua, sottolineando l’attenzione dell’Ambasciata verso Macerata, considerata un centro di riferimento nel dialogo tra Italia e Cina.  “Siamo qui nasce per conoscere più da vicino una realtà che consideriamo molto importante – ha dichiarato Li Xiaoyong –. Macerata è un centro di riferimento per gli scambi culturali e per l’amicizia tra Italia e Cina. Qui abbiamo trovato anche specializzazioni che non abbiamo visto in altri istituti, come lo studio della calligrafia. Per noi Matteo Ricci è una figura fondamentale: Marco Polo ha fatto conoscere la Cina in Occidente, mentre Ricci ha portato la scienza occidentale in Cina. È un esempio di come civiltà diverse possano dialogare senza assimilarsi, trovando nuove ricchezze. Come diciamo in Cina, uno più uno è sempre più grande di due. Dobbiamo cercare ragioni di pace e di convivenza tra civiltà”. Il Ministro ha sottolineato anche l’importanza dello studio delle lingue, “essenziali per superare i fraintendimenti, creare coesione ed essere davvero aperti al mondo”. Nel corso della visita, il rettore McCourt ha donato al Ministro, appassionato di letteratura inglese e irlandese, una copia del suo volume dedicato all’Ulisse di Joyce. “Il nostro Ateneo è fortemente impegnato nel costruire ponti internazionali – ha sottolineato il rettore –. Grazie alla nostra partecipazione all’alleanza europea Erua, possiamo essere un punto di connessione con università di diversi Paesi europei. A Macerata il Capodanno cinese è diventato un grande evento che coinvolge migliaia di persone e trasmette un messaggio di dialogo tra i popoli. Guardiamo con interesse a nuove collaborazioni, come programmi di doppia laurea nei settori del turismo, dell’economia e del management, e siamo pronti a sviluppare ulteriori partnership con università cinesi”.  Il direttore dell’Istituto Confucio Giorgio Trentin ha evidenziato la solidità dei rapporti costruiti nel tempo: “Le relazioni tra UniMc e la Cina sono molteplici e vanno oltre l’Istituto Confucio. Abbiamo numerosi accordi bilaterali attivi e una collaborazione consolidata con la Beijing Normal University. Da oltre dieci anni i nostri studenti, grazie a borse di studio, insegnano italiano in Cina per un anno. Ora puntiamo a consolidare ulteriormente questo percorso, anche attraverso l’istituzione di un corso stabile di lingua italiana a Pechino”. Lo sguardo è già rivolto al futuro prossimo: l’8 maggio il rettore McCourt guiderà una nuova missione istituzionale in Cina, che toccherà Pechino, dove sarà inaugurata una mostra dedicata a Giuseppe Tucci, orientalista maceratese di fama internazionale. L’esposizione, già allestita a Macerata, è stata richiesta dall’Ambasciata italiana e avvierà un percorso itinerante che proseguirà anche in altre tappe, inclusa la Mongolia.  

Cultura

Tolentino torna al 1815: al Castello della Rancia tre giorni sospesi nel tempo per la XXV rievocazione

Tolentino torna al 1815: al Castello della Rancia tre giorni sospesi nel tempo per la XXV rievocazione

24/04/2026 15:20

Dopo quattro anni di attesa, i tamburi tornano a rullare al Castello della Rancia. Dal 1 al 3 maggio 2026, Tolentino celebra la 25ª edizione della rievocazione storica della Battaglia del 1815, scontro epico tra le truppe austriache del Barone Bianchi e l’esercito franco-napoletano di Gioacchino Murat. Considerata dagli storici la prima battaglia per l’indipendenza italiana, l'evento trasformerà il territorio in un museo a cielo aperto con circa 300 rievocatori provenienti da tutta Europa. L’Associazione Tolentino815, guidata da Paolo Scisiciani, ha messo a punto un programma che va ben oltre la simulazione bellica. Oltre ai combattimenti con armi ad avancarica, i visitatori potranno esplorare gli accampamenti militari, assistendo a scene di vita quotidiana del soldato tra fuochi di bivacco e parate in divise d’epoca fedelmente ricostruite. Tra le novità di quest'anno, spicca lo spettacolo immersivo curato dal regista Fabrizio Romagnoli, dedicato alla figura complessa di Re Gioacchino Murat, e un approfondimento scientifico sul ruolo del medico nei campi di battaglia del XIX secolo. Per i più piccoli, l’associazione “La Storia Toccata con Mano” proporrà giochi e attività didattiche dell’epoca. Il momento clou dell'atmosfera ottocentesca sarà sabato 2 maggio con la Notte 815. A partire dalle ore 21:00, il cortile del Castello sarà animato dalle danze d’epoca del Balletto storico del Battaglione Estense. Tra ronde militari, cartomanti e popolani, il pubblico potrà vivere una serata fuori dal tempo, immerso nei sapori delle degustazioni tipiche e nelle musiche dell'epoca. Per agevolare l’afflusso di visitatori, l’organizzazione ha previsto un servizio navetta gratuito attivo sabato e domenica dalle ore 13:00. Le corse partiranno dall’area camper in zona Sticchi (piscina comunale), con fermata intermedia in piazza della Concordia (Cinema Giometti) e arrivo al Castello della Rancia.

Rivoluzione IT per l’Arena Sferisterio: tecnologia al servizio della cultura

Rivoluzione IT per l’Arena Sferisterio: tecnologia al servizio della cultura

24/04/2026 11:17

L’Associazione Arena Sferisterio – Teatro di Tradizione compie un deciso passo verso il futuro grazie a un importante intervento di rinnovamento della propria infrastruttura informatica, dimostrando come innovazione tecnologica e tutela del patrimonio storico possano convivere in modo efficace. Il progetto ha interessato l’intero sistema IT dell’ente, consentendo di superare i limiti strutturali di un edificio storico e di dotare uffici e biglietteria di una rete moderna, sicura e ad alte prestazioni, completamente integrata e invisibile. A guidare l’intervento è stato il network designer Paolo F. Appignanesi, che ha introdotto un approccio basato su una visione di “IT consapevole”, capace di coniugare efficienza, sostenibilità e sicurezza. Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il significativo miglioramento in termini di risparmio energetico. I vecchi server e firewall, caratterizzati da consumi elevati, sono stati sostituiti da apparati di nuova generazione ad altissima efficienza, in grado di gestire l’intero carico operativo utilizzando solo una minima parte della loro capacità. Questo ha permesso una drastica riduzione dell’impatto energetico, con benefici concreti sia per l’ambiente sia per i costi di gestione. Parallelamente, è stato compiuto un salto di qualità sul fronte della sicurezza informatica. La nuova infrastruttura si basa su una rete segmentata di livello enterprise che garantisce la protezione dei dati sensibili e delle operazioni di biglietteria, con sistemi di difesa avanzati contro le minacce digitali. Le comunicazioni tra i diversi ambiti operativi sono ora protette da standard elevati, assicurando affidabilità e continuità nelle attività quotidiane. Un altro elemento centrale del progetto è la realizzazione di uno spazio dati condiviso e centralizzato, progettato per semplificare il lavoro dello staff. Il nuovo sistema consente l’accesso ai documenti in modo rapido e sicuro da tutte le postazioni autorizzate, accompagnato da backup costanti che garantiscono la salvaguardia delle informazioni. Questo approccio favorisce una maggiore collaborazione interna e migliora l’efficienza organizzativa. Importante anche il risultato ottenuto sul piano amministrativo, con il completamento dell’accreditamento dell’Associazione come ente no-profit presso i principali fornitori di software. Questo traguardo consente l’accesso a licenze e servizi cloud a condizioni fortemente agevolate o gratuite, liberando risorse economiche da destinare alle attività artistiche e culturali. Il presidente Sandro Parcaroli ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto, sottolineando come il progetto "abbia migliorato la sicurezza e la gestione dei dati, rendendo più semplice la fruizione dei documenti e aumentando l’efficienza complessiva, con un risparmio significativo sia in termini di tempo che di energia". Anche la sovrintendente Lucia Chiatti ha evidenziato l’importanza del nuovo sistema, che consente la creazione di un archivio condiviso e favorisce il lavoro di squadra, "superando la frammentazione delle informazioni e garantendo continuità operativa". Particolarmente complessa è stata la sfida legata all’integrazione delle nuove tecnologie in un contesto architettonico storico. Come spiegato dal progettista, "non era possibile intervenire in modo invasivo sulle strutture, e il successo del progetto è stato proprio quello di riuscire a far transitare grandi quantità di dati attraverso le infrastrutture esistenti, mantenendo l’impatto visivo nullo. Il risultato è una rete potente ma invisibile, capace di semplificare il lavoro quotidiano e ridurre gli sprechi".    

Eventi

San Severino celebra il 25 aprile: le immagini dell’arrivo di Mattarella (FOTOGALLERY)

San Severino celebra il 25 aprile: le immagini dell’arrivo di Mattarella (FOTOGALLERY)

25/04/2026 18:00

San Severino Marche al centro delle celebrazioni nazionali. La presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha segnato profondamente le celebrazioni di questo 25 Aprile, richiamando l’attenzione delle istituzioni e della cittadinanza nel cuore della città. La galleria fotografica che segue documenta i passaggi chiave della mattinata: dai preparativi logistici e il clima di attesa presso il Monumento ai Caduti, fino ai momenti del protocollo ufficiale che hanno scandito l'arrivo del Capo dello Stato.  

Musicultura fa il pieno al Persiani: in anteprima i 16 finalisti 2026

Musicultura fa il pieno al Persiani: in anteprima i 16 finalisti 2026

25/04/2026 16:25

Grande successo per l’intensa due giorni di concerti live che ha svelato in anteprima nazionale i 16 finalisti di Musicultura 2026: il Teatro Persiani gremito in ogni ordine di posti ha accolto due serate ad alta densità emotiva e musicale, diffuse da Rai Radio 1, la radio ufficiale del Festival e da Rainews.it, consacrando ancora una volta Musicultura come osservatorio privilegiato della nuova canzone d’autore italiana. I due concerti, con otto artisti per sera, hanno restituito al pubblico un affresco sonoro ricco e sorprendente, firmato da giovani autori e autrici che incarnano il risultato di un percorso selettivo lungo e rigoroso, cominciato nel novembre scorso con il vaglio delle 2656 canzoni presentate dai 1328 giovani artisti e artiste iscritte al concorso, il numero più alto nella storia del Festival, e passato attraverso la convocazione alle Audizioni live al Teatro Lauro Rossi di Macerata, delle 60 proposte ritenute più meritevoli dalla direzione artistica di Musicultura. Applauditissimo ospite di entrambe le serate, Raphael Gualazzi, al pianoforte, ha incantato la platea. Pianismo virtuosistico, senso del groove e una sensibilità interpretativa personalissima hanno dato vita ad un viaggio senza tempo  tra jazz, blues e suggestioni classiche, attraversato da improvvisazioni raffinate e da una costante tensione narrativa. Gualazzi ha aperto la seconda serata con una rilettura del brano “Vacanze romane” (1983) dei Matia Bazar, spogliata fino all’essenza in una versione per solo pianoforte: un’interpretazione intima e sofisticata, in cui l’armonia originale si è trasformata in un tessuto jazzistico ricco di sfumature blues e incursioni fusion, tra sospensioni e improvvise accelerazioni ritmiche. “Certe melodie italiane come questa canzone sono autentici standard internazionali, capaci di trasformarsi continuamente. Ha detto Raphael Gualazzi - E’ un divertimento restituire alla composizione la libertà della creazione estemporanea, svincolarla, attraverso l’improvvisazione da ogni pregiudizio stilistico. Mi sono confrontato anche con i grandi temi d’opera di Verdi, credo sia importante restituire la bellezza di queste melodie immortali anche attraverso un messaggio così fruibile come la creazione estemporanea che solo il jazz può creare”. L’esibizione è proseguita con “Dream Woman” di Roosevelt Sykes, un autentico  tuffo nelle radici del blues anni ’40 e con “Un piccolo bacio” di Fred Buscaglione, dove con ironia e stile, l’artista ha restituito tutta la teatralità del brano attraverso una brillante interpretazione e un gusto rétro rivisitato con eleganza contemporanea. Gualazzi ha chiuso l’esibizione con una trascinante “Follia d’amore”, brano simbolo della sua carriera, vincitore al Festival di Sanremo 2011 nella sezione Giovani e Premio della Critica Mia Martini, che gli è valso anche il secondo posto all’ Eurovision Song Contest. In un crescendo ritmico serrato, tra virtuosismi pianistici e slanci di intensa espressività vocale, Raphael Gualazzi ha travolto il pubblico, conquistandolo fino ad un finale di autentica, vibrante ovazione. Sul palco del Teatro Persiani, i 16 finalisti di Musicultura 2026 hanno presentato e raccontato le loro canzoni ai microfoni di John Vignola, Duccio Pasqua e Marcella Sullo di Rai Radio 1, impeccabili nel dare ritmo e misura a una conduzione capace di valorizzare ogni sfumatura dello spettacolo. Un mosaico sonoro eterogeneo, in cui la varietà stilistica, dal cantautorato più intimo alle contaminazioni pop, elettroniche e urban, ha trovato una sintesi nella qualità della scrittura e nell’urgenza espressiva dei giovani artisti. Tra gli applausi del pubblico presente, si sono esibiti gli ultimi otto finalisti di Musicultura 2026: Mezzanera di Bologna con la  canzone Piume; Mazzoli, originario di Pesaro e residente a Bologna con Perdita di tempo; Acqua Distillata canta Ribaltavapori di Trieste con Gaia; Dea Culpa, Ciao sono Vale di  Bergamo con Pelle viola; Giovanni Toscano di  Pisa con Emma; Narratore Urbano di  Torino con Il mio coinquilino vuole uccidermi; Manuella di  Sassari  con Undi è l’amori?; Claudio Covato di Siracusa con Chiddu ca ma resta. Per il terzo anno consecutivo, grazie al progetto “La casa in riva al mare”, promosso dal Garante regionale dei diritti della persona, avvocato Giancarlo Giulianelli, le canzoni dei finalisti entreranno anche nel carcere di Barcaglione di Ancona. Un percorso formativo coordinato da Musicultura coinvolgerà un gruppo di 25 detenuti, costituitisi in una giuria speciale, per decretare il loro artista preferito che sarà premiato nelle serate finali del Festival. Un’importante iniziativa di integrazione culturale per la rieducazione e il reinserimento del detenuto, segnalata nel 2024 come best practice dal Ministero della Giustizia, Dipartimento Amministrazione Penitenziaria. Le canzoni dei 16 progetti artistici finalisti comporranno la compilation della XXXVII edizione di Musicultura e verranno programmate nel palinsesto radiofonico di Rai Radio1. Otto saranno infine i vincitori del Concorso, designati dall’insindacabile giudizio dell’illustre Comitato Artistico di Garanzia di Musicultura, i cui primi firmatari furono nel 1990 Fabrizio De André e Giorgio Caproni e che in questa XXXVII edizione è composto da: Francesco Amato, Enzo Avitabile, Claudio Baglioni, Diego Bianchi, Francesco Bianconi, Maria Grazia Calandrone, Giulia Caminito, Luca Carboni, Guido Catalano, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Gaetano Curreri, Teresa De Sio, Cristina Donà, Giorgia, Mariangela Gualtieri, Dario Mangiaracina e Veronica Lucchesi (LRDL), Ermal Meta, Mariella Nava, Piero Pelù, Vasco Rossi, Ron, Tosca, Tricarico, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi e Margherita Vicario.

Curiosità

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Matelica, lettera di un bambino di 4ª elementare al sindaco: "L'uomo distrugge le bellezze di questa Terra"

22/04/2026 18:00

A volte le grandi verità arrivano dalle voci più piccole. È il caso di Valerio, un alunno di quarta elementare dell'Istituto Comprensivo "Enrico Mattei", che ha preso carta e penna per scrivere una lettera a cuore aperto al sindaco di Matelica, Denis Cingolani. Un messaggio di rara potenza che l'amministrazione comunale ha deciso di condividere con orgoglio, vedendovi un monito per l'intera cittadinanza. Nella sua missiva, il giovanissimo cittadino non usa giri di parole e punta dritto alla responsabilità degli adulti verso l’ambiente e il territorio. Valerio scrive: "Salve, sindaco sono un piccolo cittadino e le voglio chiedere di rispettare questa bellissima città. La prego di far rispettare le regole a tutti gli adulti di tipo: non inquinare, non incendiare le foreste... Perché l’uomo distrugge le bellezze di questa Terra. La prego che mi risponda. Da un suo cittadino. Tantissimi saluti da un bambino di 4ª elementare, Valerio". Una richiesta di protezione verso la natura e la propria città che ha colpito profondamente il primo cittadino per la sua schiettezza e profondità. Il sindaco Denis Cingolani ha voluto rispondere personalmente a Valerio, accogliendo il suo invito come un impegno solenne per l'amministrazione: "Caro Valerio, ho letto con attenzione la tua lettera e ti ringrazio per le parole sincere e per l’impegno che dimostri verso la nostra città e l’ambiente. Hai perfettamente ragione: non inquinare e non distruggere le nostre foreste è un dovere di tutti". Cingolani ha poi rassicurato il bambino sul lavoro quotidiano del Comune: "Ci impegniamo ogni giorno per sensibilizzare i cittadini e proteggere il nostro patrimonio naturale, che è una ricchezza preziosa per tutti. Accolgo con piacere il tuo invito: continueremo a promuovere iniziative per educare grandi e piccoli, ma il contributo di ciascuno di noi è fondamentale".  

Fiocco azzurro (o rosa) al Parco Zoo di Falconara: nasce un piccolo grifone per salvare la specie

Fiocco azzurro (o rosa) al Parco Zoo di Falconara: nasce un piccolo grifone per salvare la specie

22/04/2026 17:20

In occasione della Giornata della Terra, il Parco Zoo Falconara ha annunciato la nascita di un pullo di avvoltoio grifone (Gyps fulvus). Il piccolo, nato nelle scorse settimane, è stato avvistato solo pochi giorni fa mentre faceva capolino dal nido, protetto dai genitori Daniel e Marta. La nascita non è solo un evento emozionante, ma parte di un rigoroso progetto di conservazione. Il nuovo arrivato seguirà infatti le orme del fratello maggiore, Sky, nato nel 2024 e attualmente in Sardegna. Sky sta completando il suo percorso di acclimatazione nell'ambito del progetto europeo "Life Safe for Vultures" e verrà rilasciato in natura il prossimo autunno. Anche per l'ultimo nato, una volta determinato il sesso e completata la crescita, l'obiettivo sarà il ritorno in libertà per contrastare il rischio di estinzione della specie in Italia. Il grifone, soprannominato lo "spazzino della natura", svolge un ruolo ecologico vitale pulendo gli ecosistemi dalle carcasse, ma è minacciato da avvelenamenti e attività umane. Per questo, la riproduzione in ambiente controllato a Falconara rappresenta un polmone fondamentale per il ripopolamento. In occasione del ponte della Liberazione, lo Zoo ha preparato un ricco calendario di appuntamenti per coinvolgere i visitatori. Sabato 25 e domenica 26 aprile sarà possibile partecipare a tour guidati dalla biologa per scoprire da vicino i segreti di okapi (ore 11), grifoni (12), fenicotteri (15.30), canguri (16.30) e ippopotami (17.30). Per i più piccoli non mancherà il truccabimbi (disponibile in diverse fasce orarie in entrambi i giorni), mentre domenica 26 aprile, presso l’Aia del Contadino, si terrà l'evento speciale "MIC: Millepiedi, Insetti & Co.", un laboratorio dedicato all'affascinante mondo degli invertebrati. Il Parco è aperto tutti i giorni con orario continuato 9:00 – 19:30 (ultimo ingresso alle 18:00). 

Varie

Putin ripristina i busti di Stalin, Meloni sta sempre con Zelensky

Putin ripristina i busti di Stalin, Meloni sta sempre con Zelensky

26/04/2026 10:50

Diversi tra i più letti e, soprattutto, più venduti quotidiani nazionali e internazionali danno con sgomento la notizia secondo cui Putin avrebbe fatto chiudere il museo del Gulag e ripristinato i busti di Stalin. La scelta del presidente russo appare chiara e coerente, in perfetta continuità con la sua volontà di rivendicare per intero il passato della Russia e dell’Unione Sovietica, rispondendo anche in questo alle tendenze nefaste di un Occidente consacrato al nulla della cancel culture. Come sappiamo, i Gulag vengono utilizzati da decenni come arma ideologica per screditare il socialismo e la Russia, proprio come la figura di Stalin viene trasfigurata ideologicamente e presentata come sineddoche della dittatura totalitaria con il solo scopo di demonizzare tanto il comunismo storico novecentesco, quanto la Russia. Ricordare l’orrore dei Gulag sicuramente è giusto, ma guai a trasformare quella esperienza tragica in arma ideologica per delegittimare la grande esperienza del socialismo, che rappresentò nel secolo breve l’ideale dell’alternativa, la reale resistenza all’imperialismo statunitense e la concretizzazione della liberazione dell’Europa dal nazismo. Lo stesso si deve dire per la figura di Stalin, il quale, lungi dall’essere semplicemente un dittatore senza dignità, come ripetono gli araldi del pensiero unico politicamente corretto ed eticamente corrotto, ebbe il merito non solo di liberare l’Europa dal nazismo, ma di mantenere vivo il socialismo in un solo paese, resistendo all’imperialismo e ai molteplici tentativi di far crollare quella gloriosa esperienza. La scelta di Putin si spiega esattamente in questa cornice di senso: rivendicare, contro la macchina orrenda della propaganda liberal-atlantista, l’intera storia russa e quindi anche la grandezza dell’Unione Sovietica, faro di libertà e di resistenza contro il nulla della civiltà capitalistica sotto cupola atlantista, arcobalenica e liberal-progressista. Diciamolo apertamente e senza infrangimenti: la Russia di Putin rappresenta oggi la continuazione, nel mutato contesto, dell’esperienza sovietica di opposizione all’imperialismo e di difesa della possibilità di un mondo multipolare, sottratto all’oppressione planetaria a stelle e strisce. Mentre l’occidente appare goffamente intento a cancellare la sua storia, la Russia difende il proprio percorso in tutte le sue anse e si rivela pronta a opporre ancora resistenza alla barbarie che ovunque avanza. Intanto, Giorgia Meloni ribadisce la sua fedeltà a Kiev. “L’Italia sempre al fianco di Kiev”: sono queste le agghiaccianti parole recentemente pronunziate da Giorgia Meloni, presidente del consiglio ed esponente di spicco della giullaresca destra bluette neoliberale e filoatlantista. Giorgia Meloni, oltretutto, ha recentemente accolto con un grande abbraccio il guitto di Kiev, l’attore Nato Zelensky, prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood. Come se non bastasse, a fare da grancassa delle posizioni governative, recentemente l’europarlamentare Letizia Moratti, in una sua epifania catodica su la7, ha spiegato che l’Ucraina è l’aggredito e la Russia è l’aggressore e che il guitto di Kiev sta difendendo i valori democratici. Siamo al non plus ultra dell’ideologia e della propaganda, ma poi anche della umiliazione del nostro sventurato Paese. L’Italia della destra bluette neoliberale continua a dare supporto alle irragionevoli ragioni del guitto e della sua guerra a oltranza con la Russia di Putin, dilapidando i soldi degli italiani in armi e finanziamenti a flusso continuo verso Kiev. E continua altresì a ripetere la fable convenue secondo cui il guitto di Kiev starebbe difendendo i valori democratici, quando in realtà, lo sanno anche i bambini, Zelensky non rappresenta in alcun modo i valori democratici, dato che ha perseguitato la chiesa ortodossa, chiuso diversi partiti di opposizione, imposto il canale televisivo unico e perfino riabilitato l’uso delle mine antiuomo. Un governo che fosse autenticamente patriottico dovrebbe immediatamente chiamare fuori l’Italia da questa sciagurata guerra, ma, come sanno ormai anche i muri, il governo di Giorgia Meloni è tutto fuorché patriottico, essendo invece genuflesso in toto a Washington e a Bruxelles. Vi sarebbe da ridere, se non vi fosse da piangere.

"L'effetto bolla": gli algoritmi, guide invisibili che condizionano le nostre scelte

"L'effetto bolla": gli algoritmi, guide invisibili che condizionano le nostre scelte

Il sociologo Eli Pariser, coniando il termine "filter bubble" (bolla di filtraggio), ha svelato come gli algoritmi dei social condizionino silenziosamente le nostre scelte. Vere guide invisibili che ci conducono verso mete predefinite sulla base dei nostri comportamenti passati. L’obiettivo è eliminare tutto ciò che potrebbe annoiarci o, peggio, sottoporci a un confronto critico che richieda uno sforzo cognitivo. Così, mentre navighiamo, ci ritroviamo immersi in una bolla di informazioni speculari alle nostre, isolati in ambienti digitali omogenei che ripropongono ossessivamente contenuti coerenti con i nostri interessi già consolidati. Il rischio dell’appiattimento La conseguenza immediata di questa tendenza è un appiattimento della cultura contemporanea. Si genera una distrazione pericolosa, una nebbia che offusca la nostra capacità di compiere reali scelte di vita. Il rischio concreto è che gli algoritmi finiscano per conoscere le nostre emozioni, paure e sogni meglio di noi stessi, confezionando sollecitazioni capaci di orientare la nostra volontà. L'algoritmo sa perfettamente come limitare la visuale, circoscrivendo il nostro focus su contenuti che non fanno altro che confermare i nostri pregiudizi (il cosiddetto bias di conferma). La sfida della consapevolezza La sfida di oggi consiste nel riuscire a bucare questa bolla per tornare a scegliere consapevolmente gli argomenti da approfondire. È necessario recuperare la lucidità necessaria per una lettura autentica della realtà, imparare a distinguere ciò che ci interessa davvero da ciò che ci viene imposto come un bisogno artificiale. Invece di esporci a opinioni diverse e prospettive inaspettate, rischiamo di diventare sempre meno tolleranti. I social ci radicano nelle nostre certezze per trattenerci il più a lungo possibile sulla piattaforma: non solo mostrandoci ciò che seguiamo, ma suggerendoci anche nuovi profili identici ai nostri. Senza rendercene conto, consumiamo il nostro tempo all'interno di un loop. Come tornare a vedere "il diverso" Per rompere questo cerchio e tornare a vedere l’altro, il diverso da noi, dobbiamo forzare il sistema: cercare attivamente contenuti lontani dalle nostre abitudini e seguire pagine che esprimono punti di vista opposti ai nostri. La vera posta in gioco è la riconquista dell’Attenzione che la tecnologia tenta costantemente di sottrarci, tra notifiche incessanti e la confusione generata da informazioni manipolate. Riappropriarsi della propria attenzione significa, in ultima analisi, svegliarsi dal torpore digitale per tornare ad abitare la realtà che ci circonda. Significa riconquistare un senso di volontà così profondo da permetterci di decidere persino quando spegnere lo schermo, sottraendoci a una tecnologia che rischia di limitare la nostra più preziosa forma di libertà: quella di cambiare idea.

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