Macerata, il Direttore del Sert Giuli: "Allarme droga tra i giovanissimi. Prevenzione e informazione per combattere le dipendenze" FOTO E VIDEO
Attualità Sanità
23/03/2019

Macerata, il Direttore del Sert Giuli: "Allarme droga tra i giovanissimi. Prevenzione e informazione per combattere le dipendenze" FOTO E VIDEO

Abbiamo incontrato il Direttore del Dipartimento di Dipendenze dell’Area Vasta 3, che comprende i Sert di Macerata, Civitanova Marche e Camerino, il Dottor Gianni Giuli, per cercare di osservare da vicino una realtà che, per i più, è considerata un tabù ma che, per gli esperti, dovrebbe invece essere maggiormente conosciuta proprio perché così si può fare prevenzione e si può cercare, tutti insieme, di combatterla.   “Il Dipartimento di Dipendenze dell'Area Vasta 3 conta circa 1.500 pazienti – spiega il Direttore Giuli -: utenti che dal 2002 al 2017 sono raddoppiati. La maggior parte delle persone che sono in cura al Sert sono eroinomani poi ci sono gli alcolisti e i giocatori d’azzardo. La situazione reale, in termini di numeri però, è ben diversa: per una persona che si cura al Sert ce ne sono quattro fuori che usano la sostanza o che hanno delle dipendenze e non si rivolgono a noi. Questa è la media nazionale ed è un dato che possiamo confermare anche con le nostre unità di strada che evidenziano come l’uso di sostanze stupefacenti sia elevato nei luoghi di aggregazione: moltissimi infatti affermano di aver fatto uso di droghe almeno una volta nell’ultimo anno.”   “Andando a osservare la nostra provincia nel dettaglio, la costa, e quindi nello specifico Civitanova Marche, è sempre stata la zona critica: in primis per la questione relativa all’Hotel House, dove c’è una sacca di disagio importante e dove parte lo spaccio di sostanze stupefacenti, mentre le zone interne sembrano avere un minore impatto del fenomeno” – spiega il Direttore -. Credo che dopo la morte di Pamela (Mastropietro, ndr.) si siano accesi i riflettori su questa situazione, che interessa tutto il territorio maceratese, che è sempre stata grave nella nostra provincia e che noi da tempo denunciavamo.”     Secondo i dati relativi all’anno 2017, i consumatori sono principalmente maschi con un rapporto di 4 a 1 rispetto alle donne, rapporto che diminuisce se parliamo di alcool, di cui rimangono i maggiori dipendenti gli uomini ma con un rapporto 2 a 1. L’età media della tossicodipendenza è di 30 anni mentre se parliamo di gioco d’azzardo l’età media si alza verso gli over 40 e 50 e lo stesso discorso vale per la cocaina e per l’alcool. Ad oggi, l’utente é cambiato – spiega il Dottor Giuli -: mentre quest’ultimo prima era ‘puro’ e quindi utilizzata un solo tipo di droga, per lo più eroina, oggi ne consuma più di una. In questi termini gli stessi spacciatori si sono ‘attivati’ e non vendendo più solo una sostanza ma tutte: questo è un dato allarmante soprattutto se pensiamo che moltissimi giovani si avvicinano al mondo della droga e dalla marijuana possono arrivare con facilità all’eroina.”   Proprio uno dei dati più allarmanti evidenziato dal Dottor Giuli è l’utilizzo della sostanza stupefacente nei giovanissimi. L’età del primo incontro con la droga é sempre più precoce, “Noi abbiamo avuto utenti anche di 12 anni che hanno fatto uso di eroina: in seguito a questi fenomeni, diventati sempre più frequenti, abbiamo aperto un ambulatorio in un luogo diverso dal Sert, in cui la privacy rimane molto stretta e dove facciamo la diagnosi precoce, perché prima si interviene e maggiori sono le probabilità di successo. In questi casi – avverte Giuli – è fondamentale il coinvolgimento della famiglia.”   “Il primo uso, in generale, è sempre quello legato all’alcool che, a 12 anni, è una droga a tutti gli effetti – ci spiega il Direttore -. I minori infatti non hanno l’alcol deidrogenasi, l’enzima che metabolizza l’alcool, diversamente dagli adulti: nel dodicenne quindi la bevanda ha un effetto psicoattivo immediato. Il secondo approccio con lo sballo è la cannabis che, in questo momento, sta vivendo un ‘momento’ particolare. Mi spiego meglio. Con la vendita della cannabis light i giovani pensano sia normale fare uso di cannabinoidi. Non voglio entrare in polemica, ma anche la sostanza light rimane cannabis e rappresenta a tutti gli effetti l’uso di una sostanza stupefacente, anche se a bassissimo dosaggio.”   “Dico alle famiglie di essere attente a questa problematica; nel passaggio tra elementari e medie, il contatto con la sostanza, in termini di conoscenza, è pari al 100%. Non bisogna far finta che il problema non ci sia ma bisogna affrontarlo. Le famiglie devono essere attente ai segnali , come a esempio l’abbassamento del rendimento scolastico, o l’eccessiva sonnolenza diurna, bisogna sapere cosa questi dicono. L’attenzione a queste tematiche però deve essere un discorso che vale per tutti gli educatori in generale, allenatori, docenti, tutti dobbiamo agire perché nessun ambiente è esente dall’uso di sostanze stupefacenti.”   “Mi rendo conto che spesso capita che non si affronta il problema per paura, ma noi non dobbiamo avere paura perché maggiormente si affronta la situazione e meglio è – spiega il Direttore -. Il nostro compito è quello di sviluppare la capacità critica dei giovani e giovanissimi senza parlar loro di stupefacenti. Stiamo portando avanti progettazioni di prevenzioni che partono dalle scuole elementari, dove cerchiamo di interagire con i ragazzi per riuscire a sviluppare alcune abilità cognitive-relazionali, emotive e psicologiche che siano in grado di dotare i giovani di una capacità critica decisionale. Se noi riusciamo in questo, i giovani, quando sarà il momento, sapranno dire ‘no’. Non possiamo far finta di nulla: noi non fermeremo mai i flussi di sostanze, dobbiamo invece diminuire la domanda, è questo il lavoro di prevenzione e di relazione che dobbiamo fare. Il progetto “Built the future”, che abbiamo ideato con il Comune di Macerata e che si sta svolgendo nelle scuole, va proprio in questo senso.     Sulle terapie del Sert, il Dottor Giuli è molto chiaro. “Io non parlo mai di guarigione. La tossicodipendenza è una malattia cronica recidiva: se il nostro cervello prova la sostanza e gli piace, mette quella condizione positiva nella sua memoria e lì rimane, viene “immagazzinata”. Questa memoria biologica dura per tutta la vita, non si cancella più: questa è la verità scientifica . Il cervello però è plastico e una giusta terapia, psicologica e farmacologica, lo può far tornare a una condizione quanto più distante dalla sostanza. Il metadone è un farmaco che stabilizza la dipendenza e permette ai pazienti di affrontare la problematica, come il trattamento residenziale quale è la comunità terapeutica , ma in determinati momenti della vita il rischio del riuso c’è sempre purtroppo. È importante quindi lavorare sulla psicologia della persona, facendogli vedere una parte di vita che magari non ha mai visto perché occupata dalla sostanza. I nostri sono sempre percorsi integrati in cui collaborano medici, psicologi, assistenti sociali: si discute tutti insieme sui vari casi e si decide il percorso in base alla tipologia del paziente. Proprio perché la patologia da dipendenza è grave, è importante che vengano convogliate tutte le forze per un’attività di prevenzione reale: chiunque deve prendersi le proprie responsabilità e fare in modo di operare un cambiamento sul territorio.”   “In merito all’alcolismo, si parla di bere a rischio quando c’è una situazione in cui la dipendenza non appare. Per intenderci, quel comportamento di abuso che possiamo definire ‘abbuffata del fine settimana” . Il bere a rischio poi può rimanere così o può invece cambiare e diventare una dipendenza quando l’abuso diventa giornaliero2 – ha spiegato il Dottor Giuli.   “Sul gioco d’azzardo, a mio parere, c’è stato un vero e proprio progetto industriale della criminalità organizzata e dello Stato che dal 2006 al 2010 hanno investito e aumentato il mercato del 490%: c’è quindi una disponibilità di gioco capillare . Sono inoltre duplicate e centuplicate le modalità del gioco, in cui c’è un meccanismo di vincita e perdita molto veloce – osserva Giuli -. Non abbiamo dati certi perché c’è una fascia di popolazione che gioca e non è patologica, mentre un’altra lo è: ma è difficile identificare quest’ultima. Il comportamento diviene patologico quando si concentra tutto il tempo della giornata lì e quando si investe più di quello che si ha e si arriva all’indebitamento. La disponibilità di gioco inoltre aumenta la possibilità di malattia e proprio per questo credo che ci dovrebbero esserci delle limitazioni degli orari e delle fasce di orario protette - il monito del Direttore -. Anche perché il discorso della cura è molto complicato e non ha per il momento linee guida chiare, allo stato attuale sembra che ciò che funziona di più sono i gruppi di auto mutuo aiuto. Anche in questo caso è prioritario che ci sia un trattamento di tipo psicologico e psicoterapico.”   “Le sostanze varieranno, ce ne saranno sempre di nuove e se vediamo i dati degli ultimi anni dovremmo dire che abbiamo totalmente perso la battaglia ma non bisogna arrendersi: dobbiamo essere sul territorio, fare prevenzione, coinvolgere tutti gli attori. Se possiamo fare anche solo una minima cosa la dobbiamo fare: con la capacità critica e con la cultura si cambiano le cose ed è nostro compito continuare a puntare su questo” ha concluso Giuli che, proprio parlando di prevenzione, cultura e informazione, ha voluto ricordare l’uscita nelle sale cinematografiche, in questi giorni, del film “La mia seconda volta”, che racconta la storia di Giorgia Benusiglio che, dopo aver assunto una pasticca di ecstasy ha rischiato di morire e ha poi subito un trapianto di fegato ed è riuscita a salvarsi. Nel film uno degli attori è Simone Riccioni, che si è sempre impegnato su tematiche sociali. Invito tutti ad andare a vedere questo bellissimo film.      

Macerata, il Direttore del Sert Giuli: "Allarme droga tra i giovanissimi. Prevenzione e informazione per combattere le dipendenze" FOTO E VIDEO

Macerata, il Direttore del Sert Giuli: "Allarme droga tra i giovanissimi. Prevenzione e informazione per combattere le dipendenze" FOTO E VIDEO
23/03/2019

Abbiamo incontrato il Direttore del Dipartimento di Dipendenze dell’Area Vasta 3, che comprende i Sert di Macerata, Civitanova Marche e Camerino, il Dottor Gianni Giuli, per cercare di osservare da vicino una realtà che, per i più, è considerata un tabù ma che, per gli esperti, dovrebbe invece essere maggiormente conosciuta proprio perché così si può fare prevenzione e si può cercare, tutti insieme, di combatterla.   “Il Dipartimento di Dipendenze dell'Area Vasta 3 conta circa 1.500 pazienti – spiega il Direttore Giuli -: utenti che dal 2002 al 2017 sono raddoppiati. La maggior parte delle persone che sono in cura al Sert sono eroinomani poi ci sono gli alcolisti e i giocatori d’azzardo. La situazione reale, in termini di numeri però, è ben diversa: per una persona che si cura al Sert ce ne sono quattro fuori che usano la sostanza o che hanno delle dipendenze e non si rivolgono a noi. Questa è la media nazionale ed è un dato che possiamo confermare anche con le nostre unità di strada che evidenziano come l’uso di sostanze stupefacenti sia elevato nei luoghi di aggregazione: moltissimi infatti affermano di aver fatto uso di droghe almeno una volta nell’ultimo anno.”   “Andando a osservare la nostra provincia nel dettaglio, la costa, e quindi nello specifico Civitanova Marche, è sempre stata la zona critica: in primis per la questione relativa all’Hotel House, dove c’è una sacca di disagio importante e dove parte lo spaccio di sostanze stupefacenti, mentre le zone interne sembrano avere un minore impatto del fenomeno” – spiega il Direttore -. Credo che dopo la morte di Pamela (Mastropietro, ndr.) si siano accesi i riflettori su questa situazione, che interessa tutto il territorio maceratese, che è sempre stata grave nella nostra provincia e che noi da tempo denunciavamo.”     Secondo i dati relativi all’anno 2017, i consumatori sono principalmente maschi con un rapporto di 4 a 1 rispetto alle donne, rapporto che diminuisce se parliamo di alcool, di cui rimangono i maggiori dipendenti gli uomini ma con un rapporto 2 a 1. L’età media della tossicodipendenza è di 30 anni mentre se parliamo di gioco d’azzardo l’età media si alza verso gli over 40 e 50 e lo stesso discorso vale per la cocaina e per l’alcool. Ad oggi, l’utente é cambiato – spiega il Dottor Giuli -: mentre quest’ultimo prima era ‘puro’ e quindi utilizzata un solo tipo di droga, per lo più eroina, oggi ne consuma più di una. In questi termini gli stessi spacciatori si sono ‘attivati’ e non vendendo più solo una sostanza ma tutte: questo è un dato allarmante soprattutto se pensiamo che moltissimi giovani si avvicinano al mondo della droga e dalla marijuana possono arrivare con facilità all’eroina.”   Proprio uno dei dati più allarmanti evidenziato dal Dottor Giuli è l’utilizzo della sostanza stupefacente nei giovanissimi. L’età del primo incontro con la droga é sempre più precoce, “Noi abbiamo avuto utenti anche di 12 anni che hanno fatto uso di eroina: in seguito a questi fenomeni, diventati sempre più frequenti, abbiamo aperto un ambulatorio in un luogo diverso dal Sert, in cui la privacy rimane molto stretta e dove facciamo la diagnosi precoce, perché prima si interviene e maggiori sono le probabilità di successo. In questi casi – avverte Giuli – è fondamentale il coinvolgimento della famiglia.”   “Il primo uso, in generale, è sempre quello legato all’alcool che, a 12 anni, è una droga a tutti gli effetti – ci spiega il Direttore -. I minori infatti non hanno l’alcol deidrogenasi, l’enzima che metabolizza l’alcool, diversamente dagli adulti: nel dodicenne quindi la bevanda ha un effetto psicoattivo immediato. Il secondo approccio con lo sballo è la cannabis che, in questo momento, sta vivendo un ‘momento’ particolare. Mi spiego meglio. Con la vendita della cannabis light i giovani pensano sia normale fare uso di cannabinoidi. Non voglio entrare in polemica, ma anche la sostanza light rimane cannabis e rappresenta a tutti gli effetti l’uso di una sostanza stupefacente, anche se a bassissimo dosaggio.”   “Dico alle famiglie di essere attente a questa problematica; nel passaggio tra elementari e medie, il contatto con la sostanza, in termini di conoscenza, è pari al 100%. Non bisogna far finta che il problema non ci sia ma bisogna affrontarlo. Le famiglie devono essere attente ai segnali , come a esempio l’abbassamento del rendimento scolastico, o l’eccessiva sonnolenza diurna, bisogna sapere cosa questi dicono. L’attenzione a queste tematiche però deve essere un discorso che vale per tutti gli educatori in generale, allenatori, docenti, tutti dobbiamo agire perché nessun ambiente è esente dall’uso di sostanze stupefacenti.”   “Mi rendo conto che spesso capita che non si affronta il problema per paura, ma noi non dobbiamo avere paura perché maggiormente si affronta la situazione e meglio è – spiega il Direttore -. Il nostro compito è quello di sviluppare la capacità critica dei giovani e giovanissimi senza parlar loro di stupefacenti. Stiamo portando avanti progettazioni di prevenzioni che partono dalle scuole elementari, dove cerchiamo di interagire con i ragazzi per riuscire a sviluppare alcune abilità cognitive-relazionali, emotive e psicologiche che siano in grado di dotare i giovani di una capacità critica decisionale. Se noi riusciamo in questo, i giovani, quando sarà il momento, sapranno dire ‘no’. Non possiamo far finta di nulla: noi non fermeremo mai i flussi di sostanze, dobbiamo invece diminuire la domanda, è questo il lavoro di prevenzione e di relazione che dobbiamo fare. Il progetto “Built the future”, che abbiamo ideato con il Comune di Macerata e che si sta svolgendo nelle scuole, va proprio in questo senso.     Sulle terapie del Sert, il Dottor Giuli è molto chiaro. “Io non parlo mai di guarigione. La tossicodipendenza è una malattia cronica recidiva: se il nostro cervello prova la sostanza e gli piace, mette quella condizione positiva nella sua memoria e lì rimane, viene “immagazzinata”. Questa memoria biologica dura per tutta la vita, non si cancella più: questa è la verità scientifica . Il cervello però è plastico e una giusta terapia, psicologica e farmacologica, lo può far tornare a una condizione quanto più distante dalla sostanza. Il metadone è un farmaco che stabilizza la dipendenza e permette ai pazienti di affrontare la problematica, come il trattamento residenziale quale è la comunità terapeutica , ma in determinati momenti della vita il rischio del riuso c’è sempre purtroppo. È importante quindi lavorare sulla psicologia della persona, facendogli vedere una parte di vita che magari non ha mai visto perché occupata dalla sostanza. I nostri sono sempre percorsi integrati in cui collaborano medici, psicologi, assistenti sociali: si discute tutti insieme sui vari casi e si decide il percorso in base alla tipologia del paziente. Proprio perché la patologia da dipendenza è grave, è importante che vengano convogliate tutte le forze per un’attività di prevenzione reale: chiunque deve prendersi le proprie responsabilità e fare in modo di operare un cambiamento sul territorio.”   “In merito all’alcolismo, si parla di bere a rischio quando c’è una situazione in cui la dipendenza non appare. Per intenderci, quel comportamento di abuso che possiamo definire ‘abbuffata del fine settimana” . Il bere a rischio poi può rimanere così o può invece cambiare e diventare una dipendenza quando l’abuso diventa giornaliero2 – ha spiegato il Dottor Giuli.   “Sul gioco d’azzardo, a mio parere, c’è stato un vero e proprio progetto industriale della criminalità organizzata e dello Stato che dal 2006 al 2010 hanno investito e aumentato il mercato del 490%: c’è quindi una disponibilità di gioco capillare . Sono inoltre duplicate e centuplicate le modalità del gioco, in cui c’è un meccanismo di vincita e perdita molto veloce – osserva Giuli -. Non abbiamo dati certi perché c’è una fascia di popolazione che gioca e non è patologica, mentre un’altra lo è: ma è difficile identificare quest’ultima. Il comportamento diviene patologico quando si concentra tutto il tempo della giornata lì e quando si investe più di quello che si ha e si arriva all’indebitamento. La disponibilità di gioco inoltre aumenta la possibilità di malattia e proprio per questo credo che ci dovrebbero esserci delle limitazioni degli orari e delle fasce di orario protette - il monito del Direttore -. Anche perché il discorso della cura è molto complicato e non ha per il momento linee guida chiare, allo stato attuale sembra che ciò che funziona di più sono i gruppi di auto mutuo aiuto. Anche in questo caso è prioritario che ci sia un trattamento di tipo psicologico e psicoterapico.”   “Le sostanze varieranno, ce ne saranno sempre di nuove e se vediamo i dati degli ultimi anni dovremmo dire che abbiamo totalmente perso la battaglia ma non bisogna arrendersi: dobbiamo essere sul territorio, fare prevenzione, coinvolgere tutti gli attori. Se possiamo fare anche solo una minima cosa la dobbiamo fare: con la capacità critica e con la cultura si cambiano le cose ed è nostro compito continuare a puntare su questo” ha concluso Giuli che, proprio parlando di prevenzione, cultura e informazione, ha voluto ricordare l’uscita nelle sale cinematografiche, in questi giorni, del film “La mia seconda volta”, che racconta la storia di Giorgia Benusiglio che, dopo aver assunto una pasticca di ecstasy ha rischiato di morire e ha poi subito un trapianto di fegato ed è riuscita a salvarsi. Nel film uno degli attori è Simone Riccioni, che si è sempre impegnato su tematiche sociali. Invito tutti ad andare a vedere questo bellissimo film.      

Passo di Treia, incidente tra auto e moto lungo la Provinciale: interviene l'eliambulanza (FOTO e VIDEO)

Passo di Treia, incidente tra auto e moto lungo la Provinciale: interviene l'eliambulanza (FOTO e VIDEO)

23/03/2019

Grave incidente avvenuto questa mattina intorno alle 11:00 sulla strada provinciale 361, in località Passo di Treia. Una moto è entrata in collisione con una Mercedes nera per ragioni ancora da accertare.  Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118 che, constatate le condizioni del centauro cinquantenne, ne hanno disposto il trasporto in eliambulanza all'Ospedale Torrette di Ancona.  Presente anche la Polizia per effettuare i rilevamenti del caso. Dai primi accertamenti le condizioni del motociclista non dovrebbero essere particolarmente gravi: il trasporto in eliambulanza è stato previsto per ragioni precauzionali.  (SERVIZIO IN AGGIORNAMENTO). 

Il Direttore AV3 Maccioni a 360° sulla sanità maceratese: "Emergenza, ospedale e territorio" (FOTO E VIDEO)

Il Direttore AV3 Maccioni a 360° sulla sanità maceratese: "Emergenza, ospedale e territorio" (FOTO E VIDEO)

21/03/2019

“Chiaro che le cose possono sempre andare meglio e mi criticheranno perché diranno che io sono un inguaribile ottimista, ma ritengo che nell’ultimo periodo notevoli passi avanti, nell’ambito sanitario, siano stati fatti in tutti i territori, da quello montano a quello costiero – così il Direttore dell’Area Vasta 3, Alessandro Maccioni che su richiesta di Picchio News, ha deciso di fare una panoramica a 360° sulla sua Direzione e sull’attuale situazione sanitaria maceratese. Parlando proprio del nosocomio del capoluogo Maccioni ha constatato che “tantissimi interventi sono stati eseguiti e soprattutto di primaria importanza: primo fra tutti quello che ho dovuto affrontare quando sono stato nominato, il 1 agosto del 2015, relativo al Pronto Soccorso che, all’epoca, era un cantiere in contestazione.” Pronto soccorso che rappresentava “l’emergenza delle emergenze” osserva il Direttore. “Come prima cosa abbiamo sbloccato i lavori e li abbiamo velocizzati – prosegue – con un grande riconoscimento che va alla ditta e all’ufficio tecnico che ci sono venuti incontro. Un traguardo raggiunto nel giugno del 2017 quando abbiamo dato vita a nuovi reparti, a strutture potenziate e rinnovate. Il cambio di passo è stato subito molto evidente.” “C’è poi il progetto strategico di ampliare e potenziare il Punto Nascite, che effettua circa 1.400 parti all’anno – ha continuato Maccioni - il progetto prevede il trasferimento nella sede del vecchio Ospedale, dove attualmente c’è la Chirurgia. Ci saranno quindi spazi ampi e sale operatorie dedicate che vanno nella direzione di una sempre maggiore attenzione alle pazienti: sarà un reparto all’avanguardia che vedrà la luce nel terzo trimestre del 2020. Per fare ciò sposteremo la Chirurgia al secondo piano del nuovo edificio in cemento armato dove fino a poco tempo fa c’era l’Oncologia, a sua volta da poco trasferita al terzo piano. In attesa del nuovo progetto, il reparto di Ostetricia è stato oggetto di un vero e proprio restyling anche con l’installazione di una porta che isola la sala parto dal reparto in cui si trovano le donne in attesa di partorire: un’attenzione alle pazienti per noi molto importante.” “Penso che la priorità degli ospedali ‘vecchi’, se così vogliamo chiamarli, sia quella di potenziare l'offerta con personale e professionisti – ha spiegato il Direttore -. Sono sì importanti gli arredi e le stanze, ma la vera qualità di un nosocomio viene dai medici, dagli infermieri, dai primari e dalle attrezzature moderne. Il potenziamento si fa con attività di qualità e in sicurezza, che risolvono i problemi dei pazienti migliorandone la condizione.” “Abbiamo inoltre rinnovato totalmente il reparto di Radiologia, dove, pochi giorni fa, è stato inaugurato il nuovo Mammografo digitale con il Tavolo Stereotassico in 3D: due macchinari che fanno la differenza per la cura e la prevenzione del tumore al seno – ha spiegato Maccioni -. Si è quindi creata una equipe (Breast Unit) con un chirurgo responsabile e altri medici che collaborano e si interfacciano all’interno del reparto di Radiologia per la biopsia mammaria: una vera e propria unità autonoma che sta all’interno del Dipartimento di Chirurgia ma che non dipende dal Direttore della Chirurgia, che esegue circa 450 interventi all’anno. Un chirurgo più interventi esegue più acquisisce padronanza, sicurezza e qualità”. “Inoltre abbiamo deciso di trasferire tutta la Breast Unit a Macerata proprio perché nel nosocomio del capoluogo ci sono l’Anatomia Patologica, la Radioterapia, la Medicina Nucleare e la IORT: il tessuto quindi, appena asportato, viene immediatamente analizzato e, se il paziente necessita di terapie apposite, il tutto procede in modo più veloce” – continua il Direttore. “Vorrei poi chiarire un aspetto, rispetto a quello che oggi è da considerare un tabu: l’Ospedale vicino a ogni cittadino. A mio modesto avviso io penso che non è necessario che l’Ospedale per acuti debba essere previsto in ogni Comune della nostra Area Vasta, ritengo invece che l’Ospedale per acuti sia quel posto dove ci si reca con la certezza di ottenere la risposta ai propri bisogni di diagnosi e cura. Si deve trovare un’alta qualità dei professionisti e attrezzature all’avanguardia. In medicina conta molto il calcolo della probabilità: dobbiamo dire alle persone che non bisogna andare nell’Ospedale più vicino perché così si fa meno strada o perché è più comodo ai familiari che fanno assistenza, al contrario ripeto, l’Ospedale è quel luogo dove ci sono medici capaci, competenti, con esperienza e con dimostrata qualità negli interventi.” “Altro discorso è chiaramente la gestione dell’emergenza che deve essere pianificata in modo tale che la probabilità di arrivare in una struttura ospedaliera idonea e in grado di salvare la vita, deve essere uguale per ogni cittadino del territorio dell’Area Vasta 3, sia che viva in una città o in una frazione montana – ha chiarito Maccioni -. In quanto all’Emergenza appunto, se osserviamo gli standard europei e nazionali, la nostra Regione risulta aver messo in campo il 30% in più di risorse, tra ambulanze, personale del 118 e Guardie Mediche. A breve nella Regione Marche sarà attivato anche il volo notturno e, nella nostra Area Vasta, due delle tre elisuperfici all’uopo già predisposte e attrezzate si trovano nel territorio montano: a San Severino e Camerino (l’altra a Civitanova, ndr.). Questo a dimostrazione dell’attenzione della Regione e del Presidente Ceriscioli verso i territori colpiti dal sisma.” “Quello di San Severino Marche è un nosocomio di base - ha proseguito il Direttore -, dove abbiamo un ottimo reparto di Medicina e dove a maggio sarà attivato il reparto di Lungodegenza con 20 posti letto. Inoltre è presente l’attività oncologica di day hospital e ambulatoriale nonché la Week Surgery per la Chirurgia a ciclo breve a servizio di tutta l’Area Vasta 3. L’Ospedale di San Severino dal 2016 è stato individuato come sede dell’unica Struttura Complessa di AV3 dell’Oculistica, eccellenza di livello regionale. Dunque sì un Ospedale di base, ma con una forte vocazione specialistica tant’è che a breve sarà presentato un progetto per il trattamento chirurgico delle ernie. Spingeremo sempre di più verso il potenziamento delle attività di week surgery anche al fine di decongestionare le sale operatorie dei tre Ospedali di primo livello: Macerata, Civitanova e Camerino.” “Quest’ultimo, non ha problemi particolari in quanto trattasi di una struttura recente, inaugurata nel 2000-2001, che necessita per lo più di professionisti nei reparti di Cardiologia e Radiologia – ha spiegato Maccioni -. Al riguardo stiamo cercando di fare tutto il necessario poiché abbiamo sia le risorse economiche sia le autorizzazioni, nonché i piani occupazionali approvati. Per tentare di risolvere questo ‘problema’ è stato avviato un percorso con il Magnifico Rettore Pettinari dell’Università di Camerino, per attivare delle borse di studio che possano generare ulteriore interesse nei professionisti neo specializzati.” Proprio in merito alle assunzioni, l’Area Vasta 3 ha di molto abbassato l’età media dei suoi operatori. “Abbiamo molti primari giovani, che quindi rimarranno qui per i prossimi 10-15 anni fidelizzando la nostra struttura – ha commentato Maccioni -. Inoltre entro il 2020, a seguito della stabilizzazione del personale precario, prevista dalla normativa, avremo poco più di 30 dipendenti precari contro i 157 presenti al 31/12/2017. È chiaramente nostro interesse avere personale a tempo indeterminato affinché i professionisti siano meno propensi a lasciare le nostre strutture, magari dopo un’efficace formazione.” “Venendo all’Ospedale di Macerata – ha continuato il Direttore -, dopo aver dato nuovi e più funzionali spazi al Pronto Soccorso, si è provveduto alla realizzazione dei nuovi reparti di: Gastroenterologia, Oncologia, Radiologia, Sala Pacemaker, seconda sala di Emodinamica, Radiologia Interventistica, nonché del completamento dei lavori al 6° piano attrezzato con due sale operatorie a disposizione per interventi di chirurgia ambulatoriale e Terapia del Dolore. Sempre all’interno dell’Ospedale di Macerata è stato rinnovato il reparto di Medicina Nucleare per il quale è previsto anche l’acquisto di una nuova Gamma Camera per effettuare le PET. Investimenti importanti sono stati altresì realizzati nel reparto di Radioterapia che vedrà installato entro l’anno 2019 il 2° acceleratore lineare (il 1° è stato inaugurato nel giugno del 2018).” “Nell’immediato futuro è previsto un importante investimento per allocare la nuova risonanza magnetica (il cui acquisto è stato già deliberato) – ha spiegato Maccioni -. Normalmente in ogni Ospedale si toglie la vecchia attrezzatura e poi si inserisce la nuova. Nel caso specifico questo avrebbe comportato il blocco di circa 18 mesi dell’attività diagnostica. Pertanto si è deciso di non togliere la vecchia Risonanza e di installare su una nuova struttura esterna quella nuova, facendo sì che non si verifichi nessuna sospensione dell’attività. Una volta installata la nuova, la vecchia RMN sarà dismessa e sostituita con una Risonanza aperta di dimensioni ridotte. Tali investimenti consentiranno una maggiore produzione e un ulteriore abbattimento delle liste d’attesa. La stessa operazione sarà realizzata all’Ospedale di Civitanova Marche con la sola differenza che la RMN è stata oggetto di donazione da parte della Fondazione CARIMA. Da ultimo, ma non per importanza, per l’Ospedale di Macerata è stato avviato il programma dei lavori che vedrà entro la fine del 2020 completamente rinnovato il reparto di Rianimazione con un incremento di posti letto da 6 a 8. Ulteriori investimenti riguarderanno le U.O. di Psichiatria dell’AV3: a Macerata sarà completamente rinnovato il reparto oggi all’interno della palazzina ex Malattie Infettive e che prevederà anche l’aumento di 10 posti letto. Lo stesso intervento si prevede di realizzarlo per Civitanova Marche in spazi all’interno dell’Ospedale tuttora non utilizzati.” Rimanendo a Civitanova, “parliamo di una struttura più recente, che ha meno problematiche strutturali e che conta 180 posti letto. Anche lì sono state fatte molte migliorie come il nuovo Pronto Soccorso, l’Utic e la Rianimazione creando una piastra delle Emergenze - spiega il Direttore -. Per il completamento del reparto di Ematologia, entro brevissimo tempo, sarà realizzata la quinta camera sterile che vedrà il supporto della Biobanca per la conservazione delle cellule staminali per il trapianto di midollo, inaugurata nel maggio 2018. È in corso inoltre la climatizzazione dei reparti di Cardiologia, Ortopedia e Pediatria, per quest’ultimo reparto, unitamente ai lavori di climatizzazione, si procederà all’eliminazione totale dell’amianto presente nei pavimenti”. “Entro l’anno, ultimati i lavori di climatizzazione, sarà trasferita al piano terra l’Oncologia con spazi più ampi e con un ingresso dedicato e riservato  – ha continuato Maccioni -; questo previo trasferimento dell’Allergologia al 3° piano nei locali lasciati liberi dalla Rianimazione e, allo scopo, rivisitati. Allergologia, anche questa eccellenza regionale e non solo, che così potrà contare su maggiori spazi da tempo necessari per dare risposte terapeutiche, garantendo maggiore sicurezza nella somministrazione dei farmaci richiesti.” “Questa linea di interventi fa parte di una politica regionale di efficientamento delle strutture esistenti, in attesa della realizzazione del nuovo Ospedale dell’Area Vasta 3 – ha proseguito il Direttore -. In quest’ottica vanno letti gli importanti investimenti che sono già stati realizzati e che riguardano l’acquisto di tre nuove TAC di cui due verranno collocate a Civitanova e una a Macerata. A Civitanova un tomografo sarà allestito all’interno della Radiologia, esclusivamente dedicata al Pronto Soccorso, riducendo così l’attesa dei pazienti che si recano al Pronto Soccorso, e una nel reparto di Radiologia in sostituzione di una attrezzatura ormai obsoleta. A Macerata invece si procederà alla sostituzione della Tac del Pronto Soccorso anch’essa ormai vetusta.” “Passando poi ai servizi erogati sul territorio, abbiamo fatto e stiamo tutt’ora facendo importanti investimenti a Recanati dove c’è la nuova Dialisi e dove abbiamo aperto un Ambulatorio Cardiometabolico che mette insieme Cardiologia e Diabetologia – ha spiegato Maccioni -. Inoltre è in programma il trasferimento del Centro Diurno di Salute Mentale nei locali di via Cupa da Varano, ex sede del Poliambulatorio nel frattempo trasferito all’interno dell’Ospedale di Comunità dove è ancora attivo il Punto di Primo Intervento. All’interno dell’Ospedale di comunità di Treia è anche presente il Servizio di Riabilitazione residenziale extra ospedaliera considerata un’eccellenza che opera in sinergia con l’INRCA di Ancona. Entro il mese di maggio inoltre saranno ristrutturati dei locali dove saranno allestiti gli ambulatori che accoglieranno il Centro dell’AV3 per la cura della scoliosi.” “Per la situazione di Tolentino – ha proseguito il Direttore -, dopo gli investimenti resesi necessari a seguito degli eventi sismici, per garantire un minimo di attività specialistica, il funzionamento del nuovo reparto di Dialisi e dei servizi consultoriali, si è proceduto con la progettazione di massima del nuovo Ospedale di Comunità. A breve la Regione pubblicherà il bando per individuare il Tecnico che dovrà predisporre la progettazione esecutiva della nuova struttura sanitaria che avrà un costo di circa 15 milioni di euro con 50 posti letto per Cure Intermedie, Centro Dialisi, attività specialistiche e radiologiche. Un edificio ex novo di circa 7mila metri quadrati di superficie.” Ad oggi il bando è in visione all’Autorità Nazionale Anti Corruzione come previsto dalla normativa sugli appalti per la ricostruzione post sisma. Per quanto riguarda il nosocomio di Matelica? “Anche lì parliamo di un Ospedale di Comunità – ha chiarito Maccioni -: la programmazione regionale prevedeva tra gli altri l’attivazione di posti letto per la riabilitazione post ospedaliera ma, a seguito del sisma, si è ritenuto opportuno rendere disponibili i reparti ospedalieri per accogliere gli ospiti delle Case di Riposo di Pioraco e Pieve Torina, le cui strutture sono state rese inagibili dal terremoto del 2016. È di questi giorni la notizia che per quanto riguarda il Comune di Pioraco è imminente la ristrutturazione di una struttura per far ritornare gli ospiti della Casa di Riposo nel proprio comune. Non appena sarà effettuato il trasferimento si darà impulso alla realizzazione della programmazione regionale con l’attivazione di 20 posti letto di riabilitazione extra ospedaliera. Nel frattempo, a riguardo, entro la fine del prossimo mese, sarà inaugurata la nuova palestra per l’attività ambulatoriale e riabilitativa.” Tutto questo ha comportato dal 2015 al 2018 investimenti complessivi per più di 30.000.000 di euro. Per il 2019-2020 sono previste spese per circa 20.000.000 di euro di cui 10.000.000 per adeguamento strutturale antincendio e sismico. “Da ultimo, ma non certamente per importanza, è doveroso fare un breve focus sulla situazione del personale con particolare riferimento alla copertura dei posti dei primari – ha chiosato il Direttore -. Dal 1° agosto 2015 al 31 dicembre 2018 sono stati coperti 21 posti di Struttura Complessa (primari) nelle varie strutture ospedaliere e territoriali dell’Area Vasta 3. È imminente la nomina da parte del Direttore Maccioni del responsabile della Chirurgia dell’Ospedale di Macerata e del responsabile dell’importante funzione denominata “Cure Anziani e Hospice”. Entro il mese di aprile inoltre è programmato il concorso per la nomina del responsabile della Farmacia Territoriale dell’Area Vasta 3, mentre entro la fine del mese di luglio saranno espletati i concorsi per primario di Radiologia di Macerata, Integrazione Ospedale-Territorio, Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (PSAL), Neuropsichiatria Infantile di AV3, Pronto Soccorso di Civitanova e Psichiatria di Civitanova. Successivamente saranno effettuati i concorsi per i primari di Otorino e Medicina dell’Ospedale di Civitanova nonché di Geriatria dell’Ospedale di Macerata e Terapia del Dolore di Area Vasta 3. Nei giorni scorsi si è provveduto alla nomina del responsabile dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale della Radiologia di Camerino-San Severino e nel contempo si sta procedendo alla stabilizzazione di tutto il personale precario così come previsto dalla normativa nazionale e regionale: operazione che consentirà di ridurre entro il 31/12/2020 a soli 31 unità il personale precario su un totale complessivo di unità di personale assunto che passerà da 3463 del 31/12/2017 a 3516 al 31/12/2020 con un incremento pertanto di 53 unità di personale in più.  

Lube in semifinale di Champions League: Dinamo Mosca abbattuta in tre set

Lube in semifinale di Champions League: Dinamo Mosca abbattuta in tre set

21/03/2019

La Lube Civitanova batte la Dinamo Mosca in tre set nel ritorno dei quarti di finale di CEV Champions League e raggiunge le semifinali nella massima competizione continentale. All'Eurosuole Forum di Civitanova Marche la formazione di coach Fefè De Giorgi non tradisce le attese imponendosi con il punteggio di 25-16, 25-21, 25-21. In semifinale la Lube affronterà i polacchi del PGE Skra Belchatow, capaci di eliminare a sorpresa lo Zenit San Pietroburgo al golden set.  LA CRONACA - Avvio di match convinto da parte dei cucinieri che trovano il break immediato dopo una pipe di Leal (2-0). La Lube è particolarmente invadente a muro, tanto che dopo un "block" vincente di Juantorena il vantaggio si dilata a quattro punti (6-2).  Il palleggiatore della Dinamo, Valentin Bezrukov, non riesce a trovare le contromisure e far entrare in temperatura i propri attaccanti, di contro Sokolov (eletto mvp del match, ndr) e Leal si dimostrano nella forma delle grandi serate: Civitanova convince e si porta a casa il primo set senza patemi (25-16).  SECONDO SET - La reazione russa allo svantaggio non si fa attendere nel secondo parziale, tanto che gli ospiti riescono a scappare avanti di tre (4-7). Traghettata dall'esperienza di Juantorena, la Lube però reagisce immediatamente al momento di difficoltà operando un parziale di 7-0 che porta al sorpasso (12-8).  Non basta il brusco rientro in carreggiatta dei cucinieri per abbattere le ritrovate convinzioni della Dinamo capace di centrare contro-break e nuova parità (14-14).  A spezzare il rinnovato equilibrio ci pensa un poderoso ace di Simon che impone il solco decisivo al parziale: la Lube sale sul due a zero (25-21).  TERZO SET - A fare la voce grossa in avvio di terzo parziale è uno scatenato Leal, che innesca con le sue bombe in diagonale il break civitanovese (5-1).  L'ampio vantaggio acquisito fa abbassare sin troppo la guardia alla banda De Giorgi che stacca momentaneamente la spina e consente il rientro ospite (9-11).  La ricezione di Leal torna balbettante e la Dinamo si insinua nelle crepe dei cucinieri (12-15). Nel momento di massima difficoltà ci pensano due ace consecutivi dello stesso schiacciatore cubano e un muro vincente di Bruno a far tornare in quota la Lube (18-18).  La coda del set è tutta a favore di Civitanova. L'Eurosuole Forum può scatenarsi nell'urlo di gioia finale dopo un errore al servizio di Ostapenko (25-21).  Tabellino Lube  Civitanova-Dinamo Mosca  Lube Civitanova: Sokolov 15, Leal 16, Simon 7, Stankovic 6, Juanotorena 4, Bruno 4, Kovar 1   Dinamo Mosca: Shhulyavichus 11, Kooy 12, Vlasov 2, Berezhko 4, Bezrukov 1, Shcherbinin 2, Markin 2, Pajak 2 Spettatori: 3345 Le interviste  Robertlandy Simon: “Sapevamo che loro sarebbero venuti qui per fare il loro gioco, quindi dovevamo fare il nostro e lottare fino alla fine; c’è stato un momento di alti e bassi nel terzo set ma poi abbiamo vinto. Durante tutta la settimana ci siamo allenati bene, con un alto ritmo di gioco e penso che questo ci ha aiutato oggi in partita, abbiamo fatto il nostro duro lavoro in allenamento e si è visto in campo, speriamo di continuare così. La prossima sfida in Champions sarà contro lo Skra Belchatow, una squadra che arriva molto forte e carica, avendo vinto a San Pietroburgo, cercheranno quindi di fare di tutto per farci uscire”.   Tsvetan Sokolov: “Tutta la squadra ha giocato veramente bene, tutti avevano quella voglia di qualificarsi oggi per arrivare in semifinale, un obiettivo molto importante per la squadra, per la società e per i singoli giocatori. Siamo molto contenti e soddisfatti di questo risultato. Oggi abbiamo messo la grinta fin dall’inizio, e noi siamo stati bravi a contenere i loro punti di forza, la battuta e le palle difficile. Lo Skra Belchatow era una squadra partita da sfavorita eppure ha vinto contro San Pietroburgo, e si è meritata quella vittoria, quindi non pensiamo già ad eventuali pronostici ma a fare il nostro gioco migliore”.   Fefè De Giorgi: “I ragazzi oggi hanno fatto una partita veramente molto concentrati, molto attenti e con grande voglia di esprimere le proprie qualità, credo siano stati veramente bravi perché la Dinamo Mosca non è una squadra da sottovalutare, e quindi noi abbiamo avuto una buona continuità, una buona pressione. Loro hanno fatto cambi, inserendo tre giocatori che servono molto bene e questo gli ha portato un po’ di benefici e hanno riequilibrato il punteggio nella parte centrale del set, ma noi siamo stati bravi, non ci siamo mai disuniti, abbiamo continuato a giocare la nostra pallavolo. Sono contento era una partita delicata e l’abbiamo interpretata bene”.

Processo Oseghale. "Pamela non è morta per overdose": la deposizione del tossicologo Rino Froldi

Processo Oseghale. "Pamela non è morta per overdose": la deposizione del tossicologo Rino Froldi

20/03/2019

"Nel sangue della defunta il contenuto di morfina era al di sotto di 100 nanogrammi per millilitro e considerato questo la sua morte non è da collegare ad overdose". Rino Froldi, tossicologo forense, sentenzia in maniera chiara il suo punto di vista tecnico in merito alla morte di Pamela Mastropietro, durante la quarta udienza del processo a Innocent Oseghale. In caso di morte dovuta a overdose, infatti, il contenuto di morfina nel sangue sarebbe dovuto aggirarsi sui 3/4 mila nanogrammi per millilitro.  "Non essendoci sangue - riferisce Froldi - io ho dovuto analizzare la bile, il fegato, il rene, un capello, l'encefalo, un dente ed - elemento di maggiore importanza - l'umore vitreo, il  liquido che si trova nel bulbo oculare che ha uno stretto rapporto con il sangue. Nella bile sono state trovate tracce di morfina, codeina e caffeina. Nel rene è stata trovata morfina così come nei capelli, di cui sono stati prelevati due centimetri a livello del cranio. Nel contenuto gastrico è stata trovata solo caffeina".  "Il livello ematico è l'unico che ci dà l'azione tossicologica. Nel bulbo orbitario c'erano 12 nanogrammi per millilitro di morfina (una quantità inferiore a sette volte a quella che si trova nel sangue, come dice la letteratura): quindi si può supporre che nel sangue ce ne fossero circa 100 nanogrammi per millilitro. Nel fegato sono invece cinque volte superiori a quelle che sono nel sangue, sempre secondo letteratura, e io ne ho trovato 376 nanogrammi per millilitro. In conclusione nel sangue vi erano 75.2 nanoragrammi per litro di morfina".  "Questi valori nel fegato dei morti di overdose sono quasi a 1600/1400, siamo quindi molto distanti da quelle trovate da noi. Inoltre il rilievo alcolemico è risultato negativo così come si è evinta l'assenza di Thc (principio della marijuana)" conclude Froldi.   

Cronaca

Avaria in Norvegia: le drammatiche immagini della nave costruita nelle Marche. FOTO E VIDEO

Avaria in Norvegia: le drammatiche immagini della nave costruita nelle Marche. FOTO E VIDEO

24/03/2019

Stanno facendo il giro del mondo in queste ore le drammatiche immagini della nave Viking Sky, in avaria al largo della costa norvegese, dove si vedono arredi e attrezzature di bordo sballottate da un lato all'altro dell'imbarcazione e addirittura pezzi di soffitto cadere sulla testa dei passeggeri impauriti. Al momento la nave, dopo lo sbarco a terra tramite elicotteri di 460 delle 1373 persone a bordo, è stata assicurata ai rimorchiatori che la stanno lentamente trainando in direzione del porto di Molde. Consegnata a inizio 2017, la nave, gioiello Made in Italy, è stata realizzata dallo stabilimento navale Fincantieri di Ancona. La Viking Sky è la terza delle circa venti navi che l'armatore, Viking Ocean Cruises, ha acquistato e ordinato al gruppo italiano. Un numero altissimo per un solo committente, che ha deciso di farne una vera linea; pochi giorni fa è iniziata la costruzione della settima unità. La Viking Sky sarebbe in avaria a causa di un problema alla motorizzazione, una componente che viene scelta direttamente dall'armatore e che, nella fattispecie, non è stata fornita dalla Fincantieri. Si tratta, dunque, di una nave nuovissima ma fuori garanzia (solitamente limitata al primo anno di vita). La Viking Ocean Cruises, compagnia norvegese con sede negli Stati Uniti, è leader mondiale nelle crociere su fiume; da alcuni anni si è lanciata, come startup, e con Fincantieri come produttore, nel settore delle crociere marine. Il gruppo triestino costruisce per la Viking anche altre piccole navi, attraverso la controllata Vard. CLICCA QUI per vedere il video delle immagini della Viking Sky.

Attualità

Mogliano, sospensione rievocazione della Passione di Cristo: il Comune esprime contrarietà in merito

Mogliano, sospensione rievocazione della Passione di Cristo: il Comune esprime contrarietà in merito

24/03/2019

L'Amministrazione Comunale di Mogliano esprime la propria contrarietà rispetto alla decisione presa  dal Comitato Parrocchiale del Venerdì Santo e del Presepe Vivente, di sospendere la  Rievocazione Storico Religiosa della Passione di Cristo per l'anno 2019.  Il sindaco ha immediatamente  convocato una riunione, che si svolgerà nelle prossime 48 ore,  con tutti i membri del comitato per discutere di questa decisione presa senza essere condivisa con l'amministrazione  che ha appreso la notizia solamente dal comunicato diffuso sui social.    "Questo evento che fa parte della tradizione Moglianese da moltissimi anni, non è paragonabile ad una festa qualsiasi per cui si può decidere di sospenderla da un giorno all'altro...si tratta invece di una tradizione che si porta avanti da intere  generazioni  e che fa parte della cultura del nostro Paese.   Ulteriori aggiornamenti in merito alla questione in oggetto verranno resi noti nei prossimi giorni" - precisa l'Amministrazione Comunale in una nota - .  

Economia

Macerata, "Focus Ungheria": nuove opportunità di business per le aziende marchigiane (FOTO)

Macerata, "Focus Ungheria": nuove opportunità di business per le aziende marchigiane (FOTO)

19/03/2019

L'importanza delle relazioni economico commerciali e culturali tra l'Italia e l'Ungheria e le possibilità di business per le imprese. Di questo si è discusso nell'incontro "Focus Ungheria" che si è tenuto oggi 19 Marzo a Macerata, organizzato da Confindustria Macerata unitamente alla Camera di Commercio Italiana per l'Ungheria, che ha visto la collaborazione con l'ambasciata Ungherese in Italia e con la Camera di Commercio ed Industria della contea di Pest.  Dopo i saluti del sindaco di Macerata Romano Carancini e l'introduzione ai lavori da parte del Presidente di Confindustria Macerata Gianluca Pesarini, ha preso la parola  l'ambasciatore di Ungheria in italia S. E. Adam Zoltan Kovacs che ha espresso l'importanza della cooperazione tra i due Paesi soprattutto per le aziende italiane in primis quelle marchigiane. "L' Ungheria è un Paese poco conosciuto dagli operatori economici italiani, che vanta la tassazione più favorevole d'Europa in questo momento (con l'introduzione nel 2017 della flat tax per le imprese al 9%). Le aziende italiane, in primis la medio e piccola impresa marchigiana, devono cogliere l'occasione per ampliare la propria internazionalizzazione e il proprio business development grazie alle condizioni favorevoli che offre l'Ungheria" - ha concluso l'ambasciatore- .  Condizioni favorevoli che unitamente alla possibilità di utilizzo dei Fondi Europei, hanno creato nel Paese magiaro una presenza capillare di marchi internazionali di ogni tipo e dimensione. Francesco Maria Mari, Presidente della Camera di Commercio italiana per l'Ungheria e imprenditore nel settore immobiliare ha sottolineato nel suo intervento "il miracolo economico ungherese". "Dopo la crisi del 2008, fino a pochi anni fa l’Ungheria era il fanalino di coda dei Paesi europei, ma grazie a scelte politiche azzeccate oggi si attesta tra i primi Paesi europei in termini di dati macroeconomici fondamentali: dopo la Germania e l'Austria, il nostro Paese è il terzo partner commerciale del Paese magiaro" ha sottolineato Mari. Solo nel 2018 le imprese marchigiane hanno incrementato di oltre l'11% l'export verso l'Ungheria e ci sono 10 milioni di potenziali consumatori nel Paese. Zoltàn Vereczkey, Presidente della Camera di  Commercio di Pest ha sottolineato l'importanza della collaborazione tra le varie aree regionali del nostro Paese con quelle magiare, per una nazione che superati i problemi economici, "grazie a politiche contrarie a quelle che erano suggerite dal Fondo Monetario Internazionale, è riuscita a diminuire il disavanzo a pagare il debito nazionale e quindi a crescere il doppio rispetto alla media europea".  Ha evidenziato inoltre il Presidente della Camera di Commercio di Pest "l'importanza di essere nell'Unione Europea, ma mantenendo una propria indipendenza fiscale  ed economica con più strumenti per governare se stessi”. Una ulteriore possibilità di business e internazionalizzazione quindi per le aziende del territorio italiano e in particolare per quelle marchigiane.

Politica

Camerino, Sandro Sborgia ufficializza la sua candidatura a Sindaco

Camerino, Sandro Sborgia ufficializza la sua candidatura a Sindaco

24/03/2019

Sandro Sborgia ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco di Camerino. Il Comandante dei Nas di Ancona dunque, alle prossime elezioni amministrative, corrrerà per la fascia di primo cittadino. Sborgia ha deciso di scendere in campo dopo "aver ricevuto molte richieste da parte di tanti cittadini di Camerino, di ogni estrazione sociale e dalle diverse sensibilità politiche, tutti accomunati dal senso di insoddisfazione rispetto all’attuale situazione, ma tutt’altro che rassegnati alla speranza che un ritorno alla normalità, in tempi ragionevoli, sia ancora possibile." L’attaccamento alla città di Camerino, "terra nobile e gloriosa, ormai divenuta la mia terra, quella nella quale ho scelto di vivere con la mia famiglia, insieme alle difficoltà che quotidianamente affronto per essere stato anch’io, come tutti, colpito dalla forza devastatrice del terremoto, mi hanno richiamato alla responsabilità di assumere una posizione chiara, decisa, senza tentennamenti di fronte all’alternativa: proseguire sulla strada che intrapresi trentuno anni fa di servire il mio Paese con disciplina e onore, ovvero accettare la sfida di impegnarmi in qualcosa di ancor più grande e onorevole e cioè quella di farmi carico, con umiltà, dei timori, delle ansie, delle speranze di quel popolo che venticinque anni fa mi ha accolto e mi ha fatto sentire a casa come fossi uno dei suoi figli, che mi ha insegnato a essere un uomo migliore e che rimane ancora convinto, nonostante i quasi tre anni trascorsi, che una nuova primavera per Camerino sia ancora possibile; che siamo ancora in tempo per rialzarci con fierezza da una tragedia che ci ha feriti nel corpo, ma mai piegati nello spirito." Un programma elettorale quello del Comandante dei Nas che verrà illustrato nei prossimi giorni alla cittadinanza e che sarà "caratterizzato da un forte e risoluto cambio di marcia che avverrà a partire dal pieno coinvolgimento dei cittadini, delle associazioni di categoria, dei tecnici, per affrontare al meglio la delicatissima fase della ricostruzione post-sisma, anche attraverso l’istituzione di commissioni speciali aperte a chiunque voglia costruttivamente collaborare. Esse saranno subito operative perché l’ascolto e la sintesi delle varie istanze costituiscono una priorità nel tempo della ricostruzione." Al centro del programma ci sarà dunque la ricostruzione. "La prima questione da affrontare - spiega Sborgia - è quella delle perimetrazioni, sulle quali occorrerà una profonda riflessione, soprattutto alla luce dei ritardi che sono stati accumulati dall’attuale amministrazione e che sicuramente hanno portato a sminuirne l’efficacia. Ritengo le perimetrazioni uno strumento urbanistico a servizio della città, che tuttavia deve essere posto in essere solo se è chiara la vocazione che dovrà caratterizzare la Camerino futura. Per il resto dovrà essere immediatamente favorito il ripristino delle abitazioni private, a partire dai cosiddetti edifici con danno B, se necessario anche operando una profonda revisione dei tardivi disegni elaborati dall’attuale amministrazione. La priorità deve essere data affinché più persone possibili possano rientrare in tempi ragionevoli nelle loro case. Uniti abbiamo l’occasione di dimostrare ai fratelli italiani e al mondo intero che il popolo camerte non si è mai arreso, che non si è mai piegato, che il nostro spirito è ancora più forte e più saldo di sempre, che possiamo e vogliamo riappropriarci del ruolo che la storia ci ha affidato: di tornare a essere il fulcro della rinascita e dello sviluppo di tutto il territorio".

Scuola e università

Macerata, Giornate FAI: i ragazzi dell’Agrario a Palazzo De Vico

Macerata, Giornate FAI: i ragazzi dell’Agrario a Palazzo De Vico

24/03/2019

Per due giornate sono “Apprendisti Ciceroni”. Gli studenti e le studentesse dell’Istituto Agrario “G. Garibaldi” di Macerata, diretto da Antonella Angerilli, sono impegnati in questo fine settimana a palazzo De Vico per le Giornate del FAI di Primavera. Quarantatré di loro si sono preparati per illustrare ai visitatori del palazzo signorile, situato in pieno centro cittadino, le bellezze e le particolarità dell’edificio storico: in tredici sono pronti anche per una presentazione in lingua inglese. Le notizie riguardanti il palazzo e la famiglia De Vico, sono state reperite consultando materiale presente nelle varie biblioteche o nelle pubblicazioni esistenti; mentre per la parte pittorica (i soffitti, le porte e gli scuri) nessuno ancora li aveva studiati. Il lavoro dei ragazzi, guidati dalla professoressa Isabella Crucianelli, rappresenta quindi un primo approccio, un punto di partenza, una prima lettura delle immagini che sarà utile per i successivi studi iconografici e iconologici dei dipinti per chi vorrà dare seguito alla ricerca.

Cultura ed eventi

Macerata, Carmen per i bambini dei nidi comunali con “Opera baby”

Macerata, Carmen per i bambini dei nidi comunali con “Opera baby”

23/03/2019

Un'esperienza straordinaria all'opera per i piccolissimi dei nidi comunali di Macerata grazie all'appuntamento del percorso formativo “Lo Sferisterio a scuola”, promosso dal Comune di Macerata insieme all’Associazione Sferisterio, che ha proposto venerdì 22 marzo lo spettacolo "Carmen. Rose rosse per te". Con diverse rappresentazioni  prima al nido e poi sul palcoscenico del teatro Lauro Rossi i bambini, con le educatrici e i genitori, sono stati coinvolti in uno spettacolo sensoriale ideato appositamente per loro.  Lo spettacolo “Carmen. Rose rosse per te” dedicato a bambini fino a tre anni, rappresenta la novità assoluta della programmazione 2019, proprio per il coinvolgimento di questa fascia d'età. "Investiamo sui progetti educativi perché l’opera è per tutti e per tutte le età, questo è un impegno forte del Macerata Opera Festival che punta a fare dello Sferisterio un luogo meraviglioso per tutti”  spiega Barbara Minghetti direttrice artistica Macerara Opera Festival. Il palcoscenico del Teatro Lauro Rossi, trasformato per l’occasione in uno spazio adatto a questo tipo di esperienza, ha accolto in due momenti (alle 16,30 e alle 17,30) i piccolissimi spettatori e le loro famiglie coinvolte attraverso gli asili nido. Lo spettacolo sensoriale – regia di Manuela Capece e Davide D’oro, con l’ideazione musicale di Federica Falasconi – è dedicato alle suggestive atmosfere della Carmen di Bizet e ha come protagonista una ballerina che danza sulle note eseguite dal vivo da un fisarmonicista. Il progetto propone anche percorsi di pedagogia del gioco e della musica per educatori e genitori, sviluppati con “Nati per la musica” (una collaborazione fra l’Associazione Culturale Pediatri e il Centro per la Salute del bambino online). Il progetto Opera Kids è sostenuto anche dal contributo di Trevalli Cooperlat sponsor per sostenere l’impegno nell'educazione dei piccoli.  Il progetto “Lo Sferisterio a scuola”, iniziato nei mesi scorsi con la formazione dei docenti e attività in classe, prevede per gli studenti delle scuole primarie e secondarie inferiori le attività di “Opera Domani”, un format ideato da As.Li.Co che da decenni porta in tutta Italia (e non solo) l’opera in classe e in famiglia, invitando tutti in teatro per far crescere il pubblico di domani. Si tratta di un percorso formativo in cui sono coinvolti anche gli insegnanti e in cui vengono approfonditi tutti gli aspetti della messa in scena di un’opera lirica: dalla musica alla drammatizzazione. 

Sanità

Civitanova, Capodarca Agostinelli risponde a Maccioni: "Troppe le domande inevase sull'Ospedale Unico"

Civitanova, Capodarca Agostinelli risponde a Maccioni: "Troppe le domande inevase sull'Ospedale Unico"

21/03/2019

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Giovanna Capodarca Agostinelli, presidente provinciale Pro Ospedali Pubblici:  Dispiace come sia stato presentato alla città il piano sanitario: si aveva l'impressione di sentire una bella favola con l'utente al centro e il governo che fa scelte difficili ma oculate. Non solo spacciano per campagna di ascolto ciò che è solo informazione dopo aver deciso e dopo aver disertato i workshop organizzati dal comitato che è stato evitato anche sotto il palazzo della Regione. Quali risparmi hanno ottenuto dalla chiusura dei 13 Ospedali? Quanti ne otterranno con l'ospedale unico (da costruire a debito) che non è d'eccellenza per gli acuti, ma solo per alcune specialità. Il comitato ribadisce il no assoluto all'ospedale unico e quindi a un solo pronto soccorso, vuole il mantenimento e il potenziamento delle strutture esistenti con un proprio efficiente pronto soccorso, essi servirebbero l'intero territorio provinciale ed extra provinciale (ora Civitanova serve tutti i paesi limitrofi e in estate raddoppia). Reparti adeguati con personale sufficiente con posti letto per acuti di media e bassa complessità proporzionati al bacino d'utenza, poter rafforzare il 118 nelle zone montane e disagiate sempre con un medico a bordo, un punto di primo intervento h24 con un medico formato per l'emergenza ad esso esclusivamente dedicato e con anestesista sono alcuni punti che il comitato chiede da tempo, Civitanova e Macerata chiuderanno in un prossimo futuro con le stesse motivazioni addotte per altri luoghi senza tener conto delle differenze territoriali e ,quando succederà, i medici di base gestiranno la famosa rete prospettata nella stessa riunione con i presenti in massima parte di partito oltre agli addetti ai lavori. Oggi i medici di base dovrebbero già filtrare per i pronti soccorso coloro che ne hanno bisogno, sono obbligati a seguire i pazienti a casa, non ci serviranno gli infermieri che, secondo loro, seguiranno gli anziani a casa con le cure domiciliari. Quali infermieri se già oggi esiste una cronica carenza di personale? Forse saranno a pagamento? Tutte domande inevase. I cittadini sono determinati a denunciare coloro che non osserveranno gli articoli 28 e 32 della costituzione.

Varie

Mogliano, sospesa la Rievocazione della Passione di Cristo: ecco le motivazioni

Mogliano, sospesa la Rievocazione della Passione di Cristo: ecco le motivazioni

23/03/2019

Il Comitato Parrocchiale del Venerdì Santo e del Presepe Vivente di Mogliano (MC),  con profondo rammarico, dopo un’accurata valutazione ed a seguito di votazione, comunica che la manifestazione della Rievocazione Storico Religiosa della Passione di Cristo, svolta annualmente la sera del Venerdì Santo lungo le principali vie del paese di Mogliano (MC), per l’edizione 2019 è sospesa. Il direttivo è giunto a questa decisione conseguentemente alla valutazione tecnico/logistica richiesta anche a seguito dell’analisi delle restringenti normative relative alle misure di safety e security da adottare per gli eventi di pubblico spettacolo, che hanno evidenziato criticità a livello di notevole aumento di costi e contestuale carenza di personale. Si comunica, inoltre, che il direttivo del Comitato è in scadenza e che sono aperti i tesseramenti dell’associazione, che termineranno il 30/07/2019. Considerando che la permanenza del presente direttivo, attualmente in scadenza, non è garantita e che da due anni ci appelliamo alla cittadinanza per cercare un concreto e naturale ricambio (senza aver avuto effettivi riscontri pratici), confidiamo nei moglianesi che hanno voglia di continuare questa tradizione, per impegnarsi in tal senso. Con la speranza di poter risolvere tutte le problematiche per la prossima edizione, cogliamo l’occasione per ringraziare immensamente tutti coloro che in questi anni ci hanno sostenuto, oltre ad aver partecipato attivamente, per la realizzazione di quella che è divenuta una delle Rievocazioni Storico-Religiosa della Passione di Cristo tra le più importanti a livello nazionale, dimostrando che la coesione è il bene più prezioso che può avere un paese.   

Curiosità

Macerata, misteriosa visita mattutina "mordi e fuggi" di Maurizio Martina  (FOTO)

Macerata, misteriosa visita mattutina "mordi e fuggi" di Maurizio Martina (FOTO)

20/03/2019

Non è sfuggita a un cittadino di Macerata la visita misteriosa dell'ex segretario nazionale del Partito Democratico Maurizio Martina. Il politico lombardo è stato avvistato di primo mattino, mentre parcheggiava in zona Rampa Zara un'auto noleggiata con su scritto "Roma Capitale". Non sono chiare le motivazioni dell'inattesa visita, durata circa un'ora.  Tra le ipotesi accreditate una possibile visita in Università, visto che Martina ha ottenuto la Laurea in Scienze Politiche proprio nella facoltà maceratese. 

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