Si è conclusa con l'applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari la pericolosa fuga notturna di uno studente 21enne residente a Corridonia, protagonista di un inseguimento stradale protrattosi per circa 6 chilometri tra i territori comunali di Corridonia e Macerata.
L'episodio è iniziato quando una pattuglia della sezione radiomobile dei carabinieri, impegnata in un servizio di controllo del territorio, ha intercettato un'autovettura che procedeva a velocità sostenuta e con una condotta di guida irregolare. I militari hanno seguito il mezzo fino a via Bramante a Macerata dove, azionando i dispositivi luminosi, hanno intimato l'alt al conducente.
Il giovane, dopo aver inizialmente accennato la manovra di accostamento, ha improvvisamente accelerato a fondo per sottrarsi alle verifiche. L'inseguimento si è concluso in contrada Valleverde, dove il 21enne ha perso il controllo del veicolo a causa della velocità eccessiva, uscendo di strada e precipitando nella scarpata adiacente alla carreggiata.
Nonostante la dinamica del sinistro, il ragazzo – che si trovava da solo a bordo – è rimasto illeso e ha rifiutato l'assistenza medica dei sanitari del 118. Sottoposto ai successivi accertamenti etilometrici da parte dei carabinieri, lo studente è risultato positivo all'alcoltest con un tasso di 1,27 g/l (quasi triplo rispetto al limite di legge), valore di rilevanza penale ulteriormente aggravato dalla sua condizione di neopatentato e dall'orario notturno in cui si sono svolti i fatti.
I militari dell'arma hanno quindi proceduto all'arresto in flagranza di reato per le contestazioni di fuga pericolosa all'alt e guida in stato di ebbrezza con le relative aggravanti stradali. Per il giovane è scattato l'immediato ritiro della patente, mentre l'autovettura (risultata di proprietà della madre) è stata rimossa dal soccorso stradale Aci. Informato della vicenda, il pubblico ministero di turno ha disposto il trasferimento del conducente presso la propria abitazione in regime di detenzione domiciliare, in attesa della celebrazione del rito direttissimo.
Si è conclusa con l'applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari la pericolosa fuga notturna di uno studente 21enne residente a Corridonia, protagonista di un inseguimento stradale protrattosi per circa 6 chilometri tra i territori comunali di Corridonia e Macerata.
L'episodio è iniziato quando una pattuglia della sezione radiomobile dei carabinieri, impegnata in un servizio di controllo del territorio, ha intercettato un'autovettura che procedeva a velocità sostenuta e con una condotta di guida irregolare. I militari hanno seguito il mezzo fino a via Bramante a Macerata dove, azionando i dispositivi luminosi, hanno intimato l'alt al conducente.
Il giovane, dopo aver inizialmente accennato la manovra di accostamento, ha improvvisamente accelerato a fondo per sottrarsi alle verifiche. L'inseguimento si è concluso in contrada Valleverde, dove il 21enne ha perso il controllo del veicolo a causa della velocità eccessiva, uscendo di strada e precipitando nella scarpata adiacente alla carreggiata.
Nonostante la dinamica del sinistro, il ragazzo – che si trovava da solo a bordo – è rimasto illeso e ha rifiutato l'assistenza medica dei sanitari del 118. Sottoposto ai successivi accertamenti etilometrici da parte dei carabinieri, lo studente è risultato positivo all'alcoltest con un tasso di 1,27 g/l (quasi triplo rispetto al limite di legge), valore di rilevanza penale ulteriormente aggravato dalla sua condizione di neopatentato e dall'orario notturno in cui si sono svolti i fatti.
I militari dell'arma hanno quindi proceduto all'arresto in flagranza di reato per le contestazioni di fuga pericolosa all'alt e guida in stato di ebbrezza con le relative aggravanti stradali. Per il giovane è scattato l'immediato ritiro della patente, mentre l'autovettura (risultata di proprietà della madre) è stata rimossa dal soccorso stradale Aci. Informato della vicenda, il pubblico ministero di turno ha disposto il trasferimento del conducente presso la propria abitazione in regime di detenzione domiciliare, in attesa della celebrazione del rito direttissimo.
Appare quasi blasfemo che nella stessa sala dove lunedì si è consumato uno degli episodi più espliciti di sciatteria istituzionale e protervia politica che Macerata abbia mai conosciuto si renda oggi l’estremo saluto all’onorevole Adriano Ciaffi: un gigante della politica, l’uomo che ha traghettato le macerie della Dc verso un nuovo orizzonte, che ha immaginato – criticabile o meno che fosse – una Macerata futura impegnandosi perché la costruzione si facesse; certo con logica di “parte”, ma mai con perseguimento di proprio interesse.
Ancor più "offensivo" della sua memoria è constatare che Adriano Ciaffi è l’artefice della riforma che ha portato all’elezione diretta del sindaco e che va incontro all’estremo saluto a 48 ore dalla presa d’atto da parte della città di non avere un sindaco, bensì un uomo che è eterodiretto, incapace di proporre alcunché al cospetto dell’invadenza di figure che nulla c’entrano con i destini della città e che perseguono un proprio interesse di bottega.
Per tutto il tempo del calvario del centrodestra che si è consumato lunedì pomeriggio al centro dei banchi della giunta non c’era un sindaco, ma il cartonato di Sandro Parcaroli con lo sguardo perso, a un tratto confortato dalle “pie donne” Francesca D’Alessandro e Barbara Antolini, in cerca di un cenno di assenso da parte dei suoi due “guardiani”: Mauro Lucentini il commissario ad acta della Lega e il consigliere di minoranza di Appignano, Luca Buldorini.
È un ritratto che molto somiglia all’indimenticabile pagina di Alessandro Manzoni quando Don Abbondio incontra i Bravi che lo ammoniscono: "il signor curato è un uomo che sa il viver del mondo; e noi siam galantuomini, che non vogliam fargli del male, purché abbia giudizio. Signor curato, l’illustrissimo signor don Rodrigo nostro padrone la riverisce caramente". Non stiamo certo qui a indagare se esista un don Rodrigo, ma di certo s’addice alla bisogna la “sentenza” manzoniana su don Abbondio: "Il coraggio se uno non ce l’ha mica se lo può dare".
Il cartonato di Parcaroli lunedì non ha guardato in faccia nessun consigliere, non è stato in grado di far sentire il peso personale. Di fronte ai continui colpi che lui e la sua presunta maggioranza ricevevano avrebbe potuto ben dire ritiriamo la candidatura di Francesco Luciani – tra l’altro mandato allo sbaraglio, convien dire, senza troppo rispetto – oppure rivediamo la giunta, o ancora fermi tutti io ci metto la faccia: o votate Lucentini o si va tutti a casa. Niente! Nascosto, mesto, cereo in volto.
A confermare che lui è stato messo lì per curare gli interessi di qualcun altro e che ha dei vincoli che molto somigliano a quelli del “curato” (e un po’ di curia qui c’entra): ai quali non si può sottrarre. Per la verità dal coté curiale – il mago delle preferenze Merlini e forse il capo di gabinetto Poletti – dopo che si è appalesato il ballottaggio si è tentata una ricopertura a sinistra con il via libera a Romano Mari, ma si sa com’è andata e oggi l’incertezza regna sovrana.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia Pierfrancesco Castiglioni ha improvvisato uno show da urlatore per nascondere la pena di quello spettacolo, ma sa benissimo che lui e buona parte della dirigenza locale di Fratelli d’Italia porta il peso di questo indecoroso spettacolo. Ciò che più è stato sorprendente è che a nessuna delle comparse di questa tragicommedia è venuto fatto di pensare: ma quelli che ci hanno votato si aspettavano questo? E qui si devono avanzare altre considerazioni che aprono scenari a dir poco inquietanti per la città.
Si era scritto nei giorni andati che la giunta varata sotto dettatura dei “bravi” era una giunta di minoranza dove inspiegabilmente spuntano figure eccentriche e che aveva tagliato fuori due partiti di centro e cattolici che sono stati indispensabili alla vittoria del centrodestra. Qui si è manifestata la protervia della Lega. Non solo, in questo clima di esondante tracotanza anche altri parti hanno fatto errori nell’indicare o escludere i propri componenti della giunta.
E questo ha portato all’esito ridicolmente funesto per il centrodestra lunedì in consiglio comunale dove c’è stato anche un episodio di assoluta gravità e di cui il segretario generale si è reso corresponsabile. L’assessore in pectore ai lavori pubblici, Andrea Marchiori, avrebbe imposto ai cinque consiglieri della sua lista di scrivere sulle schede "Lucentini presidente" perché non si potesse dubitare della loro fedeltà alla linea. In una votazione a scrutinio segreto questa è una chiara indicazione vietata dai regolamenti comunali, ma anche dalla legge (perdoni onorevole Ciaffi, ma davvero non sanno quello che fanno) e tuttavia il segretario ha dato buone, inutilmente, quelle schede.
Tralasciamo – per carità di patria - di narrare la sceneggiata consiliare e veniamo agli interrogativi che pressano. Che succederà domani? Insisteranno col proporre Francesco Luciani, eletto nella lista emanazione di Paolo Calcinaro e questo è particolare non trascurabile, o cercheranno altro nome magari con un accordo? Si sa che si sono incontrati quelli di Fratelli d’Italia e nonostante le perorazioni di Pierfrancesco Castiglioni che ha alternato blandizie e minacce l’incertezza sul voto resta. La ragione c’è.
Si sa che Francesco Acquaroli sarebbe pronto a scaricare Sandro Parcaroli. Le motivazioni sono tre. La prima è l’assoluta inconsistenza del sindaco cartonato appalesatasi in tutta la sua evidenza lunedì; la seconda è che il prossimo anno ci sono le politiche e Acquaroli come esponente di punta di FdI ha bisogno di una vera coesione del centrodestra; sa perfettamente che questa Lega che ha cercato di arraffare tutto a Macerata non è la Lega che correrà, sa che ha bisogno come il pane dell’appoggio dei cattolici, sa infine che non può permettersi una lite in regione con Calcinaro.
L’ordine di Arianna Meloni è uno solo: vincere le politiche per governare a Roma. E, detto tra noi, palazzo Chigi val bene un Parcaroli che non ha invece capito, o forse non è in condizioni di praticarlo, che una giunta val bene un saluto (a) romano. Peraltro Acquaroli che vuole assolutamente prendere le distanze da questa Lega del maceratese ha i mezzi per farlo. Basta che allarghi la giunta regionale per far entrare come assessore Renzo Marinelli e coloro i quali tengono al guinzaglio Parcaroli vengono messi all’angolo.
Ma c’è la terza motivazione che pesa e conta più di tutte. Se Sandro Parcaroli è eterodiretto la giunta si trova in balia di interessi esterni e finisce che a governare la città non è più la politica, ma un comitato d’affari. Di questo il presidente ha gran timore senza contare che per come si sono messe le cose è evidente che questa giunta avrebbe vita difficilissima su ogni provvedimento. C’è poi il mistero del perché Sandro Parcaroli si sia tenuto per sé la delega all’urbanistica.
Una interpretazione che è giunta fino a palazzo Raffaello è che Parcaroli avrebbe promesso all’ingegnere capo Tristano Luchetti – che non a caso prima delle elezioni è stato riconfermato nell’incarico per un triennio – il ritorno a Macerata della dottoressa Francesca Pallotta (ora in forza al comune di Recanati) come dirigente dei lavori pubblici in modo da dare totale spazio al medesimo Luchetti sul settore urbanistico.
Ora che il Pnrr si è esaurito – e ci saranno delle sorprese non liete in bilancio per il comune di Macerata – l’urbanistica, settore che lo stesso Luchetti ha più volte detto di preferire, torna centrale anche perché ci sono nuove zone di espansione, nuovi terreni sui quali immaginare progetti. In campagna elettorale Parcaroli ha continuato a promettere "Macerata deve crescere" e chi meglio dell’ingegner Luchetti per farla crescere?
Per tutte queste ragioni – oltreché per le acque agitate nel rapporto con la curia e il mondo cattolico circostanza che certo non fa piacere al presidente della regione – Francesco Acquaroli avrebbe detto ad alcuni dei suoi: Parcaroli si può scaricare. Ecco perché Pierfrancesco Castiglioni, che non deve essere stato avvertito del cambio di linea, si danna con relativo scarso costrutto. Pare che Francesco Acquaroli – che ha parecchie gatte da pelare anche a Civitanova Marche e a San Benedetto – abbia aggiunto: va scaricato in fretta perché poi ci sono le politiche.
È del pari evidente che se giovedì (la seduta di oggi del Consiglio sarà rinviata in rispetto della memoria di Adriano Ciaffi, ndr) Francesco Luciani non riuscisse a passare la crisi di maggioranza sarebbe insanabile e Acquaroli dovrebbe convincere Parcaroli a farsi da parte per evitare contraccolpi in regione. Insomma si profila un braccio di ferro durissimo tra i “protettori” del sindaco cartonato e i vertici regionali testimoniato dai telefoni roventi di tutti i consiglieri sottoposti a fortissime pressioni. Nelle prossime 48 ore si verificherà se le cose stanno così. Nel frattempo Macerata assiste, piange e rimpiange Adriano Ciaffi.
Riceviamo e pubblichiamo la formale richiesta di smentita e rettifica inviata dall'avvocato Paolo Giustozzi per conto della dottoressa Katiuscia Cassetta in merito alle indiscrezioni politiche pubblicate dalla nostra testata nell'articolo dal titolo "Telefoni roventi". Attraverso la nota del proprio legale, la sig.ra Katiuscia Cassetta nega recisamente di aver mai esercitato pressioni, dirette o indirette, in ordine alla nomina dell'assessora alla cultura Lorella Benedetti o di altri componenti della giunta comunale.
Contestualmente, la dott.ssa Katiuscia Cassetta nega con altrettanta fermezza qualsiasi coinvolgimento di "ambienti curiali" a sostegno di sue presunte "istanze" politiche o personali volte ad arrestare le aspettative della dott.ssa D'Alessandro, precisando che non esiste alcun fondamento oggettivo alle affermazioni circa manovre di potere di cui sia resa protagonista.
Infine, nella medesima nota si specifica che la scelta di non ripresentare la propria candidatura è dipesa esclusivamente da valutazioni personali della dott.ssa Cassetta, legate ad esigenze di vita e di salute. Tale decisione non può essere pertanto ridotta, senza prova alcuna, alla volontà di "evitare il giudizio degli elettori" dai quali, al contrario, l'ex amministratrice riceve quotidiane manifestazioni di stima e apprezzamento per il lavoro svolto nel corso del proprio mandato quale assessore alla cultura.
Viaggiava a bordo della propria automobile nascondendo un'arma da fuoco all'interno dell'abitacolo. Un uomo di 66 anni, residente del posto, è stato denunciato in stato di libertà dai carabinieri della stazione di Porto Potenza Picena a seguito di un'operazione di controllo del territorio.
L'episodio si è verificato nella tarda mattinata di domenica 28 giugno, quando i militari hanno intimato l'alt alla vettura condotta dal sessantaseienne per un normale accertamento di routine lungo le strade della frazione potentina. L'atteggiamento particolarmente nervoso e sospetto mostrato dall'automobilista durante le fasi di identificazione ha spinto i carabinieri ad approfondire le verifiche, dando corso a una perquisizione veicolare.
L'ispezione del mezzo ha permesso di scovare, occultata all'interno del vano portaoggetti del cruscotto, una rivoltella Smith & Wesson calibro 32, risultata illegalmente detenuta. L'arma è stata immediatamente posta sotto sequestro e il 66enne è stato conseguentemente deferito all'autorità giudiziaria per le ipotesi di reato di ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi.
Secondo i primi riscontri investigativi eseguiti, la pistola non risulterebbe provento di furto; sono tuttavia ancora in corso specifici accertamenti da parte dei militari dell'arma volti a ricostruire l'esatta provenienza e la tracciabilità della rivoltella, mentre il verbale dell'operazione è stato trasmesso alla procura della repubblica competente.
Una comunità ferita che cerca nel silenzio e nella vicinanza la forza di reagire a un dolore immenso. Dopo la tragica e prematura scomparsa del ventottenne Michele Caporali, il giovane residente a Cessapalombo che ha perso la vita nella serata di domenica a causa di un drammatico incidente stradale in sella alla sua motocicletta lungo la strada provinciale 147 nel territorio di Caldarola, l'intero paese si mobilita per rendergli omaggio. Nella serata di oggi, martedì 30 giugno, i cittadini, gli amici e le realtà locali si ritroveranno per dare vita a una commovente fiaccolata intitolata "Una luce per Michele".
L'iniziativa, nata dal profondo cordoglio che ha unito il piccolo centro dell'entroterra maceratese, vede la partecipazione attiva e il patrocinio del comune di Cessapalombo, della Pro Loco di Cessapalombo e dell'unione sportiva dilettantistica Palombese nella quale Michele militava, a testimonianza di quanto il ragazzo fosse amato e integrato nel tessuto sociale locale. L'appuntamento, per tutti coloro che vorranno stringersi attorno alla famiglia, è fissato per le ore 21:15 con ritrovo nel piazzale della scuola elementare di Cessapalombo.
Da lì partirà un cammino silenzioso, illuminato dalle fiamme delle candele, guidato da un messaggio semplice e profondo condiviso dagli organizzatori: "Il tuo sorriso rimarrà per sempre nei nostri cuori. Camminiamo insieme per non dimenticarti mai". Un momento di raccoglimento collettivo che trasformerà la disperazione di queste ore in un abbraccio ideale a un ragazzo strappato troppo presto alla vita.
Mattinata di disagi per la viabilità stradale e ferroviaria nella zona sud di Civitanova Marche a causa di un incidente stradale avvenuto poco prima delle ore 11:00. Un camion adibito al trasporto di materiale edile, che viaggiava lungo via Aldo Moro, ha urtato il soffitto del sottopasso ferroviario con il braccio della gru che stava trasportando.
A causa dell'impatto, il braccio meccanico si è letteralmente staccato dal veicolo, finendo sulla carreggiata e perdendo una consistente quantità di olio lungo la corsia in uscita che conduce dal lungomare verso la strada statale. Scattato l'allarme, intorno alle ore 11:30 sono intervenuti sul posto i vigili del fuoco per effettuare una delicata verifica statica della struttura del ponte.
Per ragioni di sicurezza e per consentire tutti i rilievi tecnici del caso, eseguiti in sinergia tra la squadra dei pompieri e i tecnici di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), la circolazione dei treni sulla linea Adriatica è stata temporaneamente interrotta.
Nel frattempo, gli agenti della polizia locale si sono occupati di gestire la complessa viabilità stradale nella zona, interdicendo il tratto interessato per permettere la rimozione del pesante braccio meccanico e la successiva bonifica dell'asfalto dai liquidi scivolosi. La situazione è rimasta monitorata fino al completamento delle verifiche sulla stabilità dell'infrastruttura.
Una prenotazione apparentemente regolare, una fattura emessa con tanto di coordinate bancarie e persino una giustificazione credibile per rinviare l'arrivo degli ospiti. Dietro quella che sembrava una normale trattativa per il soggiorno di alcuni operai si nascondeva invece una truffa ben orchestrata, scoperta dai Carabinieri della Stazione di Pioraco al termine di una complessa attività investigativa. I militari hanno denunciato alla Procura della Repubblica un cittadino rumeno di 41 anni, residente ad Agugliano, ritenuto responsabile del reato di truffa.
L'indagine ha preso avvio dalla denuncia presentata da un 35enne di Recanati, dipendente di un'impresa edile di Macerata. L'azienda doveva trovare un alloggio per quattro operai impegnati per tre settimane in un cantiere nella zona di Camerino. Attraverso una ricerca su Google Maps era stato individuato un hotel di Castelraimondo che sembrava rispondere alle esigenze della ditta.
Il 10 giugno il dipendente aveva contattato telefonicamente la struttura, concordando il soggiorno al costo di 30 euro al giorno per ciascun lavoratore, per una spesa complessiva di 2.772 euro (Iva compresa), da versare anticipatamente.
Nei giorni successivi la trattativa è proseguita su WhatsApp. Il presunto gestore dell'albergo ha richiesto i documenti degli operai e i dati dell'azienda, inviando quindi una fattura apparentemente regolare con l'IBAN sul quale effettuare il pagamento. Fidandosi della documentazione ricevuta, l'impresa ha disposto un bonifico istantaneo dell'intera somma.
Poche ore dopo, però, è arrivato il primo segnale anomalo. L'uomo ha inviato la fotografia di un contatore elettrico danneggiato, sostenendo che un principio d'incendio avesse provocato un guasto all'impianto elettrico della struttura. Ha quindi chiesto tempo per verificare la possibilità di ospitare comunque gli operai, promettendo, in caso contrario, il rimborso dell'importo versato tramite una nota di credito.
Dopo aver mantenuto i contatti fino al 13 giugno, il sedicente albergatore ha interrotto ogni comunicazione, rendendosi irreperibile sia telefonicamente sia sulle applicazioni di messaggistica.
Le indagini condotte dai Carabinieri di Pioraco, attraverso accertamenti tecnologici e bancari, hanno consentito di ricostruire il meccanismo della frode. Il numero fisso dell'hotel era stato reindirizzato attraverso un servizio VoIP a pagamento, mentre il conto corrente indicato nella fattura risultava acceso presso un istituto di credito in Lituania.
L'ulteriore verifica ha inoltre accertato che l'albergo era chiuso dal 24 marzo scorso in seguito a uno sfratto giudiziale.
Incrociando i dati telematici e bancari, i militari sono riusciti a risalire all'identità del presunto responsabile, che avrebbe continuato a gestire i canali di contatto della vecchia attività ricettiva pur non avendone più alcun titolo.
Per il 41enne è così scattata la denuncia in stato di libertà all'autorità giudiziaria con l'accusa di truffa.
Un incendio si è sviluppato nella mattinata di oggi a Macerata, all'interno di un edificio finanziario situato in via Pannelli, rendendo necessario il tempestivo intervento dei soccorritori. L'allarme è scattato quando un termoconvettore posizionato all'interno di un ufficio ha preso fuoco per cause ancora in corso di accertamento, sprigionando fumo all'interno dei locali.
In via del tutto precauzionale e per garantire l'incolumità dei presenti, i responsabili della struttura hanno immediatamente disposto l'evacuazione dell'intero stabile, facendo confluire all'esterno il personale e gli utenti che si trovavano nella struttura.
Sul posto è giunta la squadra dei vigili del fuoco del Comando di macerata, che ha provveduto a estinguere rapidamente le fiamme prima che potessero propagarsi ad altri arredi. Una volta completate le operazioni di spegnimento, gli operatori hanno avviato la ventilazione meccanica dei locali per eliminare i fumi residui, eseguendo contemporaneamente i necessari sopralluoghi per verificare la stabilità strutturale e la salubrità degli ambienti prima del rientro del personale.
Al termine delle attività, i tecnici hanno confermato che non si segnalano persone coinvolte o intossicate dal fumo.
La città di Macerata continua a rendere omaggio ad Adriano Ciaffi, mentre nella sala consiliare del Palazzo Comunale prosegue il via vai di cittadini, amministratori ed esponenti delle istituzioni arrivati per un ultimo saluto. Una giornata di raccoglimento che precede i funerali, in programma domani, mercoledì 1 luglio, e che sta riportando alla memoria il lungo percorso umano e politico di una delle figure più autorevoli della storia recente del territorio.
Tra le testimonianze di queste ore c'è anche quella dell'ex funzionario delle Nazioni Unite Andrea Angeli, che ha voluto ricordare Ciaffi soffermandosi soprattutto sulla sua costante presenza nella vita pubblica, sulla capacità di rappresentare un punto di riferimento per più generazioni e sullo sguardo che ha sempre mantenuto anche verso le questioni internazionali.
«Quello che colpisce e che ricorderemo sempre di Adriano Ciaffi è stato l'impegno civile e politico fino all'ultimo giorno, fino a 90 anni. Negli ultimi tempi abbiamo assistito a politici che vedono l'incarico con una parentesi e poi lasciano e tornano le occupazioni. Adriano Ciaffi è sempre stato presente fino a pochi giorni prima della sua scomparsa.
Quello è un ricordo che non dimenticheremo mai di Adriano Ciaffi. È stato sempre lui, fino alla fine si è speso, non si è mai tirato indietro. È stato un punto di riferimento per tante generazioni di politici della zona e non solo.
Io mi ricordo quanta stima aveva, ad esempio, Francesco Rutelli quando Adriano Ciaffi era il sottosegretario all'Interno, quando fu autore della legge per le autonomie. Era una figura che sicuramente mancherà. È sempre stato molto vicino anche alle questioni internazionali.
Io ricordo la sua profonda amicizia con Giorgio Pagnanelli. Erano pressoché coetanei e non ha fatto mai mancare la solidarietà, l'attenzione per le tematiche internazionali, pur avendo le sue radici e il fuoco della sua attività politica all'interno dei confini nazionali. È veramente una grande perdita.
Era l'ultimo dei grandi politici della provincia. Non possiamo non ricordare Rodolfo Zambroni, Franco Foschi, Domenico Valori. È una generazione che non c'è più e che ci manca».
I funerali di Adriano Ciaffi saranno celebrati domani, mercoledì 1 luglio.
È stato inaugurato il cantiere per il recupero della chiesa di San Leopardo, uno dei luoghi più rappresentativi della storia religiosa e culturale di Recanati, profondamente legato anche alla famiglia Leopardi. A benedire l'avvio dei lavori è stato il vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Marconi, nel corso di una cerimonia alla quale hanno partecipato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, il sindaco Emanuele Pepa, la contessa Olimpia Leopardi e il soprintendente per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, Giovanni Issini.
L'intervento rientra nel programma della ricostruzione post-sisma del 2016 ed è finanziato con 935.858,81 euro grazie alle ordinanze commissariali 105/2020 e 132/2022 e al decreto n. 449 approvato lo scorso maggio dalla Struttura commissariale. Il soggetto attuatore sarà la Diocesi di Macerata, proprietaria dell'edificio.
«L'avvio del cantiere rappresenta un altro passo concreto nel percorso di ricostruzione e rinascita del territorio», ha sottolineato il commissario Guido Castelli, ricordando come la sicurezza dei luoghi di culto costituisca una priorità della ricostruzione. «San Leopardo porta ancora i segni del terremoto, ma oggi possiamo finalmente intervenire per restituire alla comunità un luogo che custodisce fede, storia, identità e bellezza».
Il commissario ha inoltre evidenziato il forte valore simbolico della chiesa, strettamente legata alla famiglia Leopardi e alla città natale di Giacomo Leopardi. «Ricostruire significa anche conservare la memoria e il patrimonio storico e artistico dei nostri territori, consegnandolo più sicuro alle future generazioni», ha aggiunto.
Soddisfazione è stata espressa anche dal vescovo Marconi, che ha definito San Leopardo «un luogo di culto particolarmente significativo per la storia religiosa e culturale del territorio». Il presule ha ricordato che la tradizione collega proprio al culto di San Leopardo l'origine del cognome della famiglia Leopardi, sottolineando come il recupero dell'edificio rappresenti non solo un intervento di ricostruzione, ma anche la restituzione alla comunità di una preziosa testimonianza di fede e identità.
Per il sindaco Emanuele Pepa il recupero della chiesa costituisce uno degli obiettivi più importanti dell'amministrazione comunale. «Questo luogo rappresenta un simbolo della fede dei recanatesi e custodisce le nostre radici storiche e culturali. Siamo grati alla Struttura commissariale, alla Diocesi e a tutti coloro che lavoreranno per riconsegnarlo quanto prima ai cittadini, ai fedeli e ai visitatori».
Nel dettaglio, i lavori prevedono la riparazione dei danni strutturali causati dal terremoto del 2016 e la messa in sicurezza degli apparati decorativi. Il progetto è stato redatto dall'architetto Paolo Canullo, affiancato da un team di professionisti specializzati per gli aspetti strutturali, impiantistici, geologici e della sicurezza, con il coordinamento dell'Ufficio Sisma della Diocesi di Macerata. L'esecuzione sarà affidata all'ATI composta da Impresa Edile Paolini, Systab e Boing. La conclusione dell'intervento è prevista per il 29 giugno 2028.
L'apertura del cantiere è avvenuta all'indomani del 228° anniversario della nascita di Giacomo Leopardi, una scelta dal forte valore simbolico che testimonia la volontà di restituire uno dei più significativi luoghi leopardiani.
«Sono molto felice che finalmente si metta mano alla ricostruzione di questa chiesa, così importante per la mia famiglia e per me, dove ho ricevuto anche la Prima Comunione», ha dichiarato la contessa Olimpia Leopardi. «Mi auguro che questo intervento possa rappresentare un impulso per il recupero di tutta questa parte di campagna tanto cara a Giacomo e spesso ricordata nelle sue opere».
La chiesa, nella configurazione attuale progettata dall'architetto Gaetano Koch, conserva nella cripta le sepolture della famiglia Leopardi. Al suo interno custodisce inoltre gli affreschi del catino absidale e della lunetta del portale realizzati agli inizi del Novecento da Biagio Biagetti, futuro direttore della Pinacoteca Vaticana.
A sottolineare il valore culturale dell'intervento è stato infine il soprintendente Giovanni Issini: «Il restauro della chiesa rappresenta un importante segnale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico e artistico di Recanati. Insieme alla vicina villa e al paesaggio rurale affacciato sul fiume Potenza, San Leopardo potrà entrare a pieno titolo nel percorso dei luoghi leopardiani, arricchendolo di nuovi contenuti e opportunità di conoscenza».
"La nuova consiliatura di Macerata parte nel peggiore dei modi”. È la valutazione del co-portavoce comunale di Alleanza Verdi e Sinistra, Andrea Maurilli, che interviene dopo la prima seduta del Consiglio comunale, culminata con il fallimento della riconferma di Francesco Luciani come presidente dell'assise e il rinvio dei lavori per la mancanza del numero legale.
Il rappresentante di AVS parla di “frizioni interne alla coalizione”, con particolare riferimento agli equilibri politici tra le liste che hanno sostenuto la vittoria elettorale. “Alla prima votazione la maggioranza implode – afferma – e si registrano evidenti contrasti nella gestione dei rapporti tra le forze politiche”.
Maurilli sottolinea inoltre come, nelle tre votazioni svolte, si siano verificati momenti di stallo e difficoltà nel garantire il numero legale, sia nella seduta di ieri che in quella odierna, interpretati dall’opposizione come segnale di instabilità politica.
“Il ricorso a tattiche dilatorie o all’assenza del numero legale – aggiunge – non è un modo serio di affrontare le responsabilità di governo della città”. Da AVS arriva infine un giudizio critico sull’avvio dell’amministrazione: “Macerata non merita uno spettacolo di questo tipo. È evidente una gestione fondata su equilibri fragili e su dinamiche interne che rischiano di pesare sull’azione amministrativa”.
Un piano di riordino complessivo per garantire legalità, equità e incolumità pubblica in quello che rappresenta un pezzo fondamentale della storia e dell'economia cittadina, ma che da tempo sconta "criticità non più sostenibili". L'assessore al commercio del comune di Civitanova Marche, Roberto Pantella, interviene direttamente per fare chiarezza sullo stato dell'arte del mercato del sabato: "Se oggi la situazione può apparire in una fase di stallo, e qualcuno potrebbe pensare che nel frattempo non sia stato fatto nulla, è solo perché alcuni ambulanti hanno scelto di intraprendere le vie legali che stanno purtroppo rallentando la procedura".
"Il mio obiettivo, e mio dovere, è semplicemente fare in modo che il mercato funzioni, con regole uguali per tutti e, soprattutto, si svolga in totale sicurezza" rimarca l'assessore, aggiungendo poi con fermezza che "la sicurezza non è negoziabile. L'obiettivo non è penalizzare chi lavora e fa sacrifici, ma garantire passaggi liberi, via di fuga e un mercato fruibile e sicuro per tutti. Le resistenze degli operatori e il rischio di controversie legali non possono fermare il percorso di riordino intrapreso".
"Nonostante la pendenza dei ricorsi, l'attività di monitoraggio non si è fermata e, grazie alla presenza costante degli agenti della polizia locale, le operazioni di "spunta" per l'assegnazione dei posti liberi "vengono chiuse già alle 8:45 del mattino", rimarca Pantella. Un risultato importante che, spiega l'assessore, serve a "permettere agli agenti della polizia locale, una volta terminata la spunta, di ritornare tra i banchi per monitorare l'area. Vogliamo evitare che qualcuno, pensando di farla franca, provi a sottrarsi ai controlli occupando abusivamente gli spazi in un secondo momento, a scapito di chi rispetta le regole".
Il piano di verifiche tocca da vicino anche la regolarità delle merci esposte, contrastando la vendita di materiale usato senza l'obbligatorio cartello informativo o di oggetti del proprio ingegno in palese violazione del regolamento di polizia urbana. "Rimettere in fila le cose, pur tra obiettive difficoltà, e far rispettare le regole, tra le quali quelle sugli ingombri e sulle merci, non è un atto di forza ma un dovere nei confronti della stragrande maggioranza degli ambulanti che lavorano onestamente e di tutti i cittadini che ogni sabato frequentano il nostro mercato" conclude l'assessore.
Con l’arrivo del caldo estivo si ripete un rito quotidiano: sciogliere una bustina di integratore minerale in un bicchiere d'acqua. La motivazione appare logica: sudiamo, ci sentiamo spossati e quindi dobbiamo reintegrare i minerali persi, identificati quasi sempre nel binomio magnesio e potassio. Se però analizziamo la chimica del sudore, scopriamo che questa abitudine poggia su un’interpretazione parziale di come funziona il nostro corpo.
Iniziamo col dire che il sudore serve ad abbassare la nostra temperatura corporea e si forma a partire dai liquidi che scorrono fuori dalle nostre cellule, come il sangue. Nel nostro organismo i minerali sono distribuiti in modo preciso: il potassio e il magnesio sono presenti principalmente dentro le cellule, mentre il sodio e il cloro si trovano nei liquidi esterni. Di conseguenza, quando sudiamo, i minerali che vengono espulsi in maggiore quantità sono inevitabilmente quelli esterni.
Perciò il minerale principale del sudore è il sodio. In un litro di sudore perdiamo mediamente da dieci a cento volte più sodio rispetto al potassio, mentre il magnesio viene eliminato solo in tracce minime. La classica spossatezza estiva, le gambe pesanti o i crampi che attribuiamo istintivamente alla mancanza di potassio e magnesio sono in realtà la conseguenza diretta del calo della pressione arteriosa dovuto alla vasodilatazione causata dal calore, non di una reale carenza di questi due minerali.
Questo errore di valutazione spiega perché a volte, pur bevendo molto, continuiamo a sentirci spossati. Se reintegriamo i liquidi persi unicamente con acqua molto leggera o con preparati a base di solo potassio e magnesio, non stiamo restituendo al corpo il sodio che ha speso per sudare. Senza una corretta quota di sodio, l'acqua fa più fatica a rimanere nel circolo sanguigno per mantenere stabile la pressione arteriosa. Questo piccolo squilibrio, unito all'effetto del caldo sui vasi, è il vero responsabile di quella sensazione di stanchezza e stordimento nei giorni più afosi.
Affrontare l'estate in modo corretto richiede quindi di ascoltare i reali bisogni dell'organismo. Per contrastare gli effetti del caldo in un soggetto sano, non servono quasi mai formulazioni speciali. È sufficiente una normale idratazione abbinata a un pizzico di sale da cucina in più nei pasti, che fornisce esattamente il sodio di cui il sudore ci ha privato. Per quanto riguarda il potassio e il magnesio, il modo migliore per farne scorta rimane il consumo di frutta e verdura fresca di stagione: alimenti ricchi di acqua e nutrienti che lavorano in perfetta armonia con il nostro corpo.
Una colica addominale apparentemente banale che, nel giro di poche ore, si trasforma in una grave emergenza chirurgica. È quanto accaduto la sera del 13 maggio a una donna poi ricoverata d’urgenza all’ospedale di Fermo, in un intervento che il compagno, Fabrizio Romozzi di Macerata, descrive come “una corsa contro il tempo” in cui determinanti sono stati la tempestività dei soccorsi e la collaborazione tra professionisti sanitari.
Tutto inizia intorno alle 21, quando la donna avverte forti dolori addominali mentre si trova a Marina Palmense. In un primo momento il quadro sembra riconducibile a episodi già avuti in passato, ma nel giro di poco la situazione peggiora rapidamente fino a diventare insostenibile.
"Da quel momento è iniziata una corsa contro il tempo, racconta Romozzi . Ho immediatamente allertato il 112 e, contemporaneamente, ho contattato Vincenzo Flaiani, che le abita d fronte e che aveva le chiavi dell'appartamento. Senza perdere un istante è entrato in casa trovando la mia compagna in condizioni gravissime, incapace persino di alzarsi dal letto a causa dei dolori. Con grande prontezza e senso di responsabilità si è subito adoperato per prestarle assistenza e per agevolare l'intervento dei soccorritori.
"Successivamente, insieme a Roberta Ramadori, l'ha accompagnata al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Fermo, rimanendole accanto e garantendole supporto fino al mio arrivo da Macerata. In quelle ore drammatiche la loro presenza, il loro aiuto concreto e la loro umanità hanno rappresentato un sostegno prezioso che non dimenticherò mai".
Nonostante la forte pressione sul reparto, il personale sanitario individua rapidamente la gravità della situazione. Il dolore, riferito come estremamente intenso, richiede anche una doppia somministrazione di morfina per essere controllato.
La svolta arriva con l’intuizione clinica che porta all’esecuzione immediata di una Tac, disposta dal dottor Marco Ercoli insieme al personale infermieristico. L’esame evidenzia un quadro critico: una grave ischemia intestinale massiva da volvolo, con ostruzione del circolo arterioso e rischio imminente di necrosi intestinale.
A quel punto si attiva in tempi rapidissimi la macchina chirurgica. In circa mezz’ora viene predisposta la sala operatoria e richiamata l’équipe composta dai chirurghi Sergio Grani e Marco Massa, insieme al primario dell’Unità di Anestesia e Rianimazione Daniele Elisei, sotto il coordinamento della struttura chirurgica diretta da Silvio Guerriero.
L’intervento, durato circa tre ore, affronta una situazione definita dagli operatori estremamente critica. Il volvolo aveva compromesso in modo severo la vascolarizzazione intestinale. Grazie all’azione chirurgica, viene progressivamente ripristinata la circolazione sanguigna e recuperata la funzionalità dell’intestino, evitando l’esito più grave. Il decorso post-operatorio prevede anche una fase di coma farmacologico, gestita in terapia intensiva con un monitoraggio costante.
Nel racconto viene sottolineato il ruolo centrale non solo dei medici, ma dell’intera équipe sanitaria: infermieri, anestesisti, rianimatori e operatori che hanno garantito continuità assistenziale in tutte le fasi dell’emergenza.
Un ringraziamento viene rivolto da Romozzi anche ai professionisti Catalini e Ferrini, descritti come "figure di riferimento nel supporto informativo e umano durante l’intero percorso".
Il compagno della paziente, che ha raccontato l’intera vicenda, sottolinea come "l’esperienza abbia mostrato che l’efficacia di una struttura sanitaria non dipende solo dalle tecnologie disponibili, ma soprattutto dalla capacità di coordinamento tra professionisti nei momenti di massima emergenza".
“È stata una corsa contro il tempo”, si legge nel suo racconto, “e se oggi possiamo parlarne è grazie alla competenza, alla prontezza e all’umanità di chi è intervenuto”.
Giornata da incorniciare per l'Aurora Treia, che ufficializza la riconferma dell'attaccante Federico Melchiorri in concomitanza con la notizia bomba della giornata dell'ingaggio di Sbaffo. Dopo un'annata straordinaria, culminata con lo storico double della vittoria del campionato di Promozione (girone B) e della Coppa di categoria, il capitano biancorosso ha scelto di legarsi ancora alla squadra della sua città natale per dare continuità a un progetto ambizioso.
Un rinnovo arrivato senza esitazioni da parte della dirigenza, che ha voluto premiare la leadership, l'esperienza e l'attaccamento ai colori mostrati dal giocatore dentro e fuori dal campo. "Sono stato molto felice quando ho ricevuto la chiamata dell’Aurora per la riconferma. L’età è quella che è ed avrei accettato la decisione nel caso non avessero voluto riconfermarmi. La società mi ha riconfermato senza dubbi o ripensamenti e li ringrazio per la fiducia che continuano a riporre in me - ha spiegato Melchiorri -. Per la stagione che verrà gli obiettivi consistono nel continuare a fare il meglio possibile perché la mentalità deve essere quella di tentare di vincere ogni cosa. Se dai il massimo i risultati non possono mentire".
La vera scintilla per il prossimo campionato, che vedrà la compagine treiese confrontarsi sul prestigioso palcoscenico dell'eccellenza marchigiana, è però rappresentata dal mercato in entrata del club targato Lube, che proprio oggi ha annunciato ufficialmente l'ingaggio di Alessandro Sbaffo. L'arrivo odierno dell'ex capitano della Recanatese permette così di ricomporre un tandem offensivo di assoluto valore e dalle categorie superiori, già visto all'opera con la maglia dei leopardiani.
Proprio su questo suggestivo ricongiungimento si sono concentrate le parole più significative di Melchiorri, il quale ha evidenziato l'entusiasmo per la nuova avventura al fianco del fantasista loretese: "Ritrovare Alessandro è veramente bello perché abbiamo trascorso insieme un’annata che non dimenticheremo; in campo mi sono molto divertito con lui. Sbaffo è un giocatore dalle qualità indiscutibili e possiede visione di gioco, tecnica, prontezza nei movimenti e un profilo di alta categoria".
Il capitano biancorosso ha poi ricordato come la loro precedente esperienza in serie C si fosse interrotta bruscamente a causa di due gravi infortuni che avevano colpito entrambi, ma ha rilanciato con forza le ambizioni per il futuro a Treia: "Ora che ci ritroviamo speriamo di regalare belle soddisfazioni alla squadra ed ai tifosi, con la mentalità di tentare di vincere ogni cosa".
CHIESANUOVA – Il Chiesanuova Football Club getta le basi della nuova stagione partendo dalle sue certezze. Le prime conferme ufficiali riguardano infatti i due principali punti di riferimento dello spogliatoio: Andrea Pasqui e Tommaso Tanoni, rispettivamente capitano e vicecapitano della formazione biancorossa.
Due giocatori che rappresentano molto più di semplici elementi della rosa. Sono infatti tra i calciatori con la maggiore militanza nel club e incarnano il senso di appartenenza ai colori biancorossi, qualità che negli anni li ha resi autentici beniamini della tifoseria.
La fascia di capitano resterà sul braccio di Andrea Pasqui, che aveva già ricoperto il ruolo nel girone di ritorno dell'ultimo campionato di Eccellenza raccogliendo l'eredità di Mongiello.
Classe 1998, cresciuto nel settore giovanile del Chiesanuova, Pasqui veste la maglia della prima squadra dal 2016. Nel corso degli anni è diventato uno dei simboli del club, entrando nella storia biancorossa grazie al gol che ha regalato la promozione in Eccellenza, il primo storico approdo del Chiesanuova nella massima categoria regionale.
Confermato anche Tommaso Tanoni, ormai uno dei pilastri della squadra. Arrivato a Chiesanuova nel 2019, il centrocampista si è imposto stagione dopo stagione come una pedina imprescindibile, guadagnandosi la fiducia di tutti gli allenatori che si sono succeduti sulla panchina biancorossa.
Per il nuovo tecnico Andrea Monteneri, Tanoni rappresenterà un punto di riferimento sia in campo sia all'interno dello spogliatoio. Le sue qualità tecniche, unite all'intelligenza tattica, al dinamismo e allo spirito di sacrificio, ne fanno uno degli elementi più affidabili della rosa.
Con le conferme di Pasqui e Tanoni, il Chiesanuova riparte dunque dai propri leader, affidandosi all'esperienza, all'attaccamento alla maglia e alla continuità per affrontare la nuova stagione di Eccellenza.
L'Assemblea generale di Confindustria Macerata ha approvato a larghissima maggioranza il documento di indirizzo che avvia il percorso verso una rappresentanza più forte, moderna e autorevole delle imprese marchigiane. Una decisione che conferma la volontà degli imprenditori del territorio di essere protagonisti di una nuova fase del sistema confindustriale regionale.
La delibera ratifica il percorso già condiviso all'unanimità dal Consiglio di Presidenza e dal Consiglio Generale dell'associazione e rappresenta un passaggio significativo anche dal punto di vista storico. Dopo aver assunto in passato posizioni differenti rispetto ad analoghi progetti di aggregazione, Confindustria Macerata sceglie oggi di sostenere un modello che punta a coniugare identità territoriale, maggiore massa critica, competenze specialistiche e una più incisiva capacità di rappresentanza.
Il percorso nasce dall'accordo sottoscritto dalle presidenze di Confindustria Ancona, Fermo e Macerata, con l'obiettivo di rafforzare il peso delle imprese marchigiane, migliorare i servizi agli associati e valorizzare le peculiarità dei singoli territori all'interno di una visione condivisa.
«Macerata sceglie di contribuire alla guida del cambiamento», afferma il presidente Marco Ragni. «Lo fa con senso di responsabilità e insieme agli altri territori che hanno deciso di condividere questo cammino. La complessità del contesto economico richiede organizzazioni più forti, più competenti e capaci di incidere nei luoghi in cui si determinano le condizioni di competitività delle nostre imprese».
Nel corso dell'assemblea, Ragni ha illustrato la relazione dal titolo "Il paradosso dell'aggregazione necessaria", soffermandosi sulla necessità di superare logiche di conservazione e affrontare con pragmatismo le sfide future della rappresentanza industriale nelle Marche.
«Dobbiamo distinguere tra identità e immobilismo», ha sottolineato. «L'identità di un territorio è un valore da preservare, mentre l'immobilismo rischia di far coincidere ciò che siamo con il modo in cui siamo organizzati oggi».
Il voto dell'assemblea evidenzia una forte compattezza del sistema imprenditoriale maceratese e rafforza il mandato a proseguire il percorso di aggregazione attraverso il confronto e una visione condivisa. In un contesto caratterizzato dalle trasformazioni tecnologiche, dall'intelligenza artificiale, dalla transizione energetica e dai nuovi equilibri geopolitici, la qualità della rappresentanza viene considerata un elemento strategico per sostenere la competitività delle imprese e lo sviluppo del territorio.
«Il futuro della rappresentanza non può essere costruito limitandosi a difendere gli assetti esistenti», conclude Ragni. «Serve il coraggio di aprire strade nuove, mantenendo saldo il legame con le nostre comunità produttive. L'identità è un patrimonio da custodire. L'immobilismo è un rischio da evitare. I territori non si indeboliscono quando scelgono di costruire insieme il futuro, ma quando smettono di interpretare il cambiamento».
La Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano rinnova anche per il 2026 il proprio sostegno ai giovani del territorio, confermando il bando per l’assegnazione delle borse di studio riservate ai soci, ai figli dei soci, ai dipendenti e ai figli dei dipendenti che si siano distinti nel percorso scolastico o universitario.
L’iniziativa, ormai consolidata, punta a valorizzare il merito e l’impegno nello studio, premiando i risultati raggiunti dagli studenti e rafforzando al tempo stesso il legame mutualistico che unisce la banca alla propria compagine sociale. Un’azione che si inserisce pienamente nei principi statutari dell’istituto, orientati alla crescita culturale e morale dei soci e delle comunità locali.
Le borse di studio saranno assegnate in base al titolo di studio conseguito e alla votazione ottenuta. Per gli studenti che hanno completato la scuola secondaria di primo grado sono previsti 100 euro per chi ha ottenuto una votazione pari a 9 e 150 euro per chi ha conseguito il 10 o il 10 e lode. Per i diplomati della scuola secondaria di secondo grado, il contributo sarà di 150 euro con votazioni comprese tra 95 e 100 e di 200 euro in caso di 100 e lode.
Per quanto riguarda il percorso universitario, le lauree triennali, magistrali, specialistiche e a ciclo unico conseguite nell’anno accademico 2024-2025 daranno diritto a una borsa di studio di 250 euro per votazioni comprese tra 108 e 110 e di 300 euro per chi ha ottenuto il massimo dei voti con lode.
Le domande dovranno essere presentate entro il 31 agosto 2026 esclusivamente tramite posta elettronica all’indirizzo eventi@recanati.bcc.it, utilizzando il modulo disponibile sul sito della banca o presso le filiali. Alla richiesta dovranno essere allegati un documento di identità in corso di validità e la documentazione attestante il titolo di studio conseguito o una certificazione sostitutiva riportante la votazione e l’anno di conseguimento.
Nell’oggetto della mail dovrà essere indicata la dicitura “Borse di studio 2026_Cognome Nome”. L’assegnazione dei contributi avverrà sulla base delle domande pervenute e della documentazione presentata, secondo quanto previsto dal regolamento, a insindacabile giudizio del Consiglio di Amministrazione.
Tutte le informazioni, il modulo di domanda e il regolamento completo sono disponibili sul sito della banca.
CAMERINO – L'Università di Camerino amplia i propri servizi dedicati alla salute con l'inaugurazione del Centro del Sonno UNICAM, una nuova struttura che punta a diventare un punto di riferimento per la prevenzione, la diagnosi e la cura dei disturbi del sonno, affiancando attività clinica, ricerca scientifica e formazione.
La cerimonia inaugurale si è svolta questa mattina al Polo Sant'Agostino, alla presenza del rettore Graziano Leoni, del direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute Gianni Sagratini e dei responsabili del nuovo centro, Michele Bellesi e Luisa De Vivo.
Il Centro nasce con l'obiettivo di approfondire il rapporto tra sonno, cervello, salute e benessere, sviluppando un approccio multidisciplinare capace di coniugare assistenza ai pazienti e ricerca scientifica.
Durante l'inaugurazione sono stati affrontati i principali temi legati alla medicina del sonno. Il professor Michele Bellesi ha illustrato il ruolo fondamentale del riposo nella salute del cervello e dell'intero organismo; il dottor Samuele Scorcella, dirigente medico dell'U.O.C. di Medicina Interna dell'Ospedale di Camerino, si è soffermato sui disturbi respiratori del sonno, mentre il direttore della Neurologia dell'Ospedale di Macerata, Emanuele Medici, ha approfondito il rapporto tra alterazioni del sonno e malattie neurodegenerative.
Al termine degli interventi si è svolto il taglio del nastro, seguito dalla visita ai nuovi spazi.
La struttura è dotata di moderne apparecchiature per la videopolisonnografia, sistemi di monitoraggio domiciliare, actigrafia, test cognitivi e strumenti dedicati alla ricerca sperimentale.
Tra i servizi offerti figurano visite specialistiche, esami diagnostici del sonno, percorsi dedicati ai disturbi del ritmo circadiano e il dosaggio salivare della melatonina.
Il Centro opererà in stretta collaborazione con specialisti di neurologia, pneumologia, psichiatria, otorinolaringoiatria, medicina interna, medicina del lavoro e psicologia cognitivo-comportamentale, garantendo un approccio integrato ai pazienti.
«Con l'apertura del Centro del Sonno completiamo un progetto che mette al centro la salute e il benessere delle persone – ha dichiarato il rettore Graziano Leoni –. Accanto alla ricerca, la struttura offrirà un servizio concreto al territorio, confermando il ruolo dell'Università come luogo di innovazione e di supporto alla comunità».
Sulla stessa linea il responsabile del Centro, Michele Bellesi, che ha sottolineato come i disturbi del sonno siano sempre più diffusi e richiedano risposte specialistiche: «Vogliamo offrire un servizio multidisciplinare che integri diagnosi, assistenza, ricerca e formazione. Le risorse generate dall'attività clinica saranno inoltre reinvestite per sostenere giovani ricercatori, dottorati e nuovi progetti scientifici».
Con questa nuova struttura, l'Università di Camerino rafforza il proprio impegno nella ricerca biomedica e nei servizi sanitari, mettendo a disposizione del territorio competenze scientifiche e tecnologie avanzate per migliorare la qualità della vita delle persone.
MACERATA – L'Università di Macerata entra a far parte di un ristretto gruppo di atenei italiani grazie a un nuovo accordo strategico con IBC – Italy Bureau of Certification, organismo accreditato per la certificazione delle competenze professionali. Il Dipartimento di Economia e Diritto è infatti una delle sole cinque università italiane – e l'unica nelle Marche – ad aver sottoscritto una partnership dedicata alla formazione e alla certificazione delle figure professionali legate al commercio internazionale.
L'intesa, entrata in vigore l'8 maggio scorso, punta a rafforzare il collegamento tra il mondo accademico e quello del lavoro, offrendo agli studenti un percorso altamente qualificante per diventare export-import manager (Exim), professionisti specializzati nell'internazionalizzazione delle imprese, nella gestione delle attività di import-export e nello sviluppo commerciale sui mercati esteri.
L'aspetto più innovativo dell'accordo riguarda proprio il percorso formativo. A differenza di quanto avviene nella maggior parte degli atenei, dove la preparazione alla certificazione richiede master o corsi post-laurea a pagamento, gli studenti di UniMC potranno prepararsi direttamente durante il normale corso di studi, senza sostenere costi aggiuntivi.
Dopo aver verificato i programmi didattici, IBC ha infatti riconosciuto la piena conformità degli insegnamenti agli standard richiesti per la certificazione, consentendo il riconoscimento diretto degli esami già sostenuti.
Il percorso coinvolge il curriculum in "Economia e commercio internazionale" del corso di laurea triennale in Economia e Management e prosegue con gli insegnamenti della laurea magistrale in Management e Marketing Internazionale, offrendo una preparazione completa che permetterà agli studenti di accedere all'esame di certificazione con condizioni economiche agevolate e senza dover frequentare ulteriori corsi.
«Questo accordo rappresenta una straordinaria opportunità per i nostri iscritti – afferma la direttrice del Dipartimento di Economia e Diritto, Elena Cedrola –. Abbiamo costruito un percorso formativo continuo che valorizza chi sceglie di completare gli studi a Macerata. La qualità della nostra didattica è stata riconosciuta come pienamente allineata agli standard europei, trasformando il normale percorso universitario in un vero e proprio passaporto professionale, immediatamente spendibile nel mercato internazionale».
La convenzione non si limiterà alla certificazione delle competenze. L'accordo prevede infatti lo sviluppo di attività formative congiunte, progetti condivisi e iniziative rivolte agli studenti, con l'obiettivo di favorire un contatto diretto con il mondo imprenditoriale e accompagnare i laureati verso un più rapido inserimento nel mercato del lavoro.
Per l'Università di Macerata il referente della convenzione è Elena Cedrola, mentre per Italy Bureau of Certification il coordinamento è affidato a Fausto Vuolo.
Il sodalizio umano e professionale tra due grandi protagonisti della cultura italiana del Novecento diventa il fulcro di un importante evento espositivo itinerante che prenderà il via proprio dalle Marche. È stata presentata presso la sede della regione Marche la mostra-progetto "Dante Ferretti – Bellezza imperfetta, io e Pasolini", che verrà inaugurata il prossimo 3 agosto a Gradara, dove rimarrà aperta al pubblico fino al 13 settembre.
L'esposizione raccoglie i bozzetti scenografici originali, alcuni dei quali del tutto inediti, firmati dal tre volte premio Oscar maceratese, mettendoli a confronto con i fotogrammi e le sequenze delle pellicole attraverso un sistema di multivisione immersiva. Tra i pezzi più rari in mostra spicca anche un ritratto della madre di Pasolini, Susanna Colussi, dipinto dallo stesso regista e donato a Ferretti, che lo ha conservato fino a oggi.
La kermesse, che gode del patrocinio di numerose istituzioni tra cui la Fondazione Marche Cultura, il comune di Gradara, il comune di Napoli e il centro studi Pier Paolo Pasolini, ripercorre una collaborazione iniziata con il ruolo di aiuto scenografo nel "Vangelo secondo Matteo" e culminata con la firma delle scenografie di capolavori come "Medea" e "Salò o le 120 giornate di Sodoma".
Alla conferenza stampa di lancio hanno preso parte i vertici istituzionali e il comitato organizzativo, a partire da Francesca Pantaloni, assessore al bilancio della regione Marche, che ha sottolineato la valenza territoriale dell'iniziativa: "È una mostra importantissima che dà grande lustro e visibilità alle Marche offrendo uno straordinario percorso di valorizzazione culturale in un’ottica fortemente innovativa. Il tema centrale del progetto, la bellezza imperfetta, ci invita a una riflessione profonda: l’arte ci ricorda che la vera bellezza risiede proprio nell'imperfezione e, soprattutto, nell'autenticità".
Profonda la commozione espressa dallo stesso scenografo premio Oscar Dante Ferretti, che ha voluto ricordare le sue radici e il suo mentore: "Ringrazio principalmente due persone nella mia vita: Gesù Cristo e Pier Paolo Pasolini. Un accostamento forse azzardato, ma che sento talmente vero. Pier Paolo è stato il mio primo grande maestro: ricordarlo significa ricordare la mia giovinezza e l’inizio della mia carriera".
Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Gradara Filippo Gasperi, il quale ha evidenziato come la sua comunità sia onorata di ospitare un progetto di tale spessore artistico: "Gradara ha un legame antico e molto forte con il cinema, con l’immaginario, con il racconto visivo: un legame che intendiamo continuare a valorizzare perché rappresenta per noi un asse strategico di crescita".
Il curatore della mostra David Miliozzi ha definito l'appuntamento come un evento unico e necessario, ricordando che Ferretti è stato celebrato da registi del calibro di Martin Scorsese e Leonardo di Caprio come lo scenografo più emblematico della sua epoca. L'orizzonte del progetto culturale è comunque a lungo raggio, come spiegato da Carmine Caracciolo, organizzatore della mostra e amministratore di C&C insurance service: "La mostra dopo Gradara andrà a Roma presso una sede istituzionale della regione Lazio, per poi proseguire nel 2027 per Napoli, fino a raggiungere Pordenone e Casarsa della Delizia. Stiamo inoltre progettando la realizzazione dell'evento anche a Bruxelles".
Per quanti vorranno visitare l'allestimento a Gradara, gli orari di apertura prevedono l'accesso da lunedì a giovedì dalle 18:00 alle 23:30, mentre da venerdì a domenica lo spazio sarà fruibile anche la mattina dalle 10:00 alle 13:00, oltre alla consueta apertura serale.
Da Luca Zingaretti a Stefano Accorsi, da Giuseppe Fiorello a Rocco Papaleo, da Giulia Ottonello a Giulio Scarpati, Amanda Sandrelli e Luca Bizzarri. Otto appuntamenti in abbonamento e due fuori abbonamento per una stagione che intreccia letteratura, grandi storie, musica, danza e contemporaneità.
Il Teatro Rossini di Civitanova Marche apre il sipario sulla Stagione 2026/27, promossa dal Comune di Civitanova Marche, dall'Azienda Teatri di Civitanova e dall'AMAT, con il contributo della Regione Marche e del Ministero della Cultura. Una stagione che conferma il Rossini come punto di riferimento culturale del territorio e che propone un cartellone di grande qualità artistica, capace di coniugare il richiamo dei grandi protagonisti della scena italiana con produzioni di prestigio, nuovi allestimenti e testi che interrogano il nostro tempo.
Ad inaugurare il cartellone, il 7 novembre, è l'anteprima nazionale di Assassinio sull'Orient Express, in residenza di allestimento a Civitanova Marche. Il celebre capolavoro di Agatha Christie, nell'adattamento di Ken Ludwig e con la regia di Roberto Valerio, vede Claudio "Greg" Gregori nei panni dell'infallibile Hercule Poirot, alle prese con uno dei casi più celebri della letteratura gialla. Un thriller teatrale elegante e avvincente che trasforma il celebre viaggio sull'Orient Express in una profonda riflessione sul rapporto tra verità, giustizia e responsabilità collettiva.
Il 17 e 18 novembre Luca Zingaretti è il protagonista di Marco Polo e le città invisibili, spettacolo liberamente tratto dal capolavoro di Italo Calvino nel cinquantesimo anniversario della pubblicazione del libro. L'adattamento di Edoardo Erba e la regia di Giuseppe Dipasquale trasformano l'universo poetico delle Città invisibili in un intenso confronto tra immaginazione e potere, offrendo una lettura sorprendentemente contemporanea dell'opera calviniana.
Il nuovo anno si apre il 19 e 20 gennaio con l'esclusiva regionale di Educazione sentimentale, scritto e diretto da Ivan Cotroneo e interpretato da Giuseppe Fiorello. Attraverso il racconto della vita di un uomo comune, lo spettacolo affronta con ironia e profondità i modelli culturali della mascolinità e le contraddizioni di un'educazione sentimentale che continua a interrogare la società contemporanea.
Il 24 febbraio Stefano Accorsi è il protagonista di Nessuno. Le avventure di Ulisse, testo di Emanuele Aldrovandi con l'adattamento e la regia di Daniele Finzi Pasca. Una rilettura poetica e sorprendente del mito omerico che restituisce un Ulisse fragile e profondamente umano, in un viaggio teatrale dove l'epica incontra l'intimità e la memoria.
Il 9 marzo è la volta di Scheda bianca, tratto dal romanzo Saggio sulla lucidità di José Saramago, con Rocco Papaleodiretto da Serena Sinigaglia in esclusiva regionale. Una parabola politica e civile di straordinaria attualità che racconta la crisi della democrazia attraverso una vicenda surreale e inquietante, sospesa tra ironia e disincanto.
Il 1° aprile il Rossini accoglie Amélie – Il Musical, spettacolo ispirato al celebre film Il favoloso mondo di Amélie. Con Giulia Ottonello protagonista e la regia di Eugenio Contenti, il musical conduce il pubblico in una Parigi poetica e sognante, dove piccoli gesti e grandi emozioni diventano un inno alla gentilezza, alla fantasia e all'amore.
Il 16 aprile Amanda Sandrelli e Giulio Scarpati, diretti da Antonio Zavatteri, guidano il cast di Cari Genitori, grande successo della drammaturgia francese contemporanea firmato da Emmanuel e Armelle Patron. Una commedia brillante e pungente che, tra colpi di scena e situazioni esilaranti, indaga i rapporti familiari, gli affetti e il delicato equilibrio tra sentimenti e interessi.
A chiudere la stagione, il 5 maggio, è Le nostre donne di Éric Assous con Luca Bizzarri, Enzo Paci e Antonio Zavatteri, diretti da Alberto Giusta. Una commedia raffinata e irresistibile che, attraverso il confronto tra tre amici di lunga data, affronta con intelligenza e humour i temi dell'amicizia, della verità e delle relazioni di coppia.
Accanto agli spettacoli in abbonamento, la stagione propone due prestigiosi appuntamenti fuori abbonamento. Il 16 ottobre, nell'ambito del Civitanova Film Festival, Giorgio Pasotti e il Quintetto Saverio Mercadante rendono omaggio a uno dei più grandi compositori del Novecento con Ennio Morricone… la musica senza tempo. Un viaggio emozionante tra parole e musica che ripercorre le colonne sonore indimenticabili del Maestro, capace di trasformare il cinema in emozione universale e patrimonio della memoria collettiva.
Il 28 dicembre spazio alla grande danza internazionale con Il lago dei cigni, interpretato dal Russian Classical Balletdiretto da Evgeniya Bespalova. Considerato il simbolo per eccellenza del balletto classico, il capolavoro di Čajkovskijtorna in scena con tutta la sua forza evocativa, tra virtuosismo tecnico, eleganza coreografica e la magia senza tempo della storia di Odette e Siegfried.
La città di Corridonia si appresta a ospitare una tappa ufficiale di Miss Italia, lo storico concorso di bellezza e talento guidato da Patrizia Mirigliani. L'iniziativa, che si inserisce nella programmazione degli eventi estivi locali, si terrà nella serata di venerdì 3 luglio, con inizio fissato alle ore 21:40, nella frazione di Colbuccaro. Durante la manifestazione, le giovani candidate sfileranno davanti a una giuria qualificata per contendersi i pass di accesso alle successive fasi regionali della competizione.
L'amministrazione comunale ha manifestato la propria soddisfazione per l'inserimento della località nel circuito della kermesse, considerata un'opportunità di promozione per il borgo e per l'indotto turistico del territorio.
"Crediamo che la cultura, gli eventi e la capacità di accogliere siano strumenti fondamentali per far crescere la nostra città anche dal punto di vista turistico. Ringrazio l'Asd Nuova Polisportiva Colbuccaro per la preziosa collaborazione nell’organizzazione dell’evento" ha dichiarato il sindaco Giuliana Giampaoli, sottolineando l'importanza delle sinergie locali.
Sulla stessa linea l'intervento di Massimo Cesca, assessore alla cultura e al turismo: "L’evento non sarà solo una serata dedicata al fascino e al talento delle aspiranti miss, ma rappresenterà una vera e propria occasione di valorizzazione territoriale. L'obiettivo della manifestazione è infatti quello di animare il borgo e accendere i riflettori su spazi di grande fascino e suggestione che meritano di essere scoperti e vissuti non solo dai residenti della zona".
La serata offrirà dunque al pubblico la possibilità di frequentare la frazione, che l'assessorato punta a far conoscere a una platea più ampia attraverso questa tipologia di manifestazioni pubbliche.
La decima edizione di IncantoMarche, il festival musicale nato dall'esperienza di RisorgiMarche, si è aperta con uno straordinario successo nei prati di Castel San Pietro, a San Severino Marche. Un debutto partecipato ed emozionante che ha richiamato un pubblico numeroso, confermando il forte legame tra la manifestazione e il territorio settempedano, scelto ancora una volta per ospitare la tappa inaugurale.
Per oltre due ore gli spettatori hanno vissuto un intenso viaggio tra musica, racconti e riflessioni, guidati da Neri Marcorè e dalla cantautrice Ditonellapiaga, accompagnati al pianoforte dal maestro Gianluca Bassetti. Una formula che ha alternato leggerezza, ironia e momenti di grande coinvolgimento, valorizzando al tempo stesso la suggestiva cornice naturale di Castel San Pietro, già protagonista in passato di importanti appuntamenti della rassegna.
Ad aprire ufficialmente la serata è stato il direttore artistico Giambattista Tofoni, ideatore del festival insieme a Marcorè, che ha ricordato il percorso di crescita della manifestazione e il significato del nuovo nome, IncantoMarche.
«Abbiamo cambiato nome – ha spiegato – perché in questi anni RisorgiMarche ha incontrato tante realtà straordinarie: associazioni, cooperative sociali, lavoratori e persone impegnate ogni giorno nell'inclusione e nell'aiuto al prossimo». Tofoni ha quindi rivolto un ringraziamento alle storiche realtà partner del festival, tra cui il Microbiscottificio Frolla, Anffas Sibillini, Venilà, Birracca e numerose altre associazioni che condividono i valori della manifestazione.
Grande protagonista della giornata è stato anche il territorio. Grazie alla collaborazione con Campagna Amica di Coldiretti e alla Comunanza Agraria, i produttori locali hanno allestito un'area ristoro molto apprezzata dal pubblico, proponendo prodotti tipici marchigiani, birra artigianale, vini del territorio, miele, marmellate e altre eccellenze enogastronomiche.
Il saluto istituzionale è stato affidato al sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, che ha sottolineato il valore raggiunto dalla manifestazione nel suo decimo anniversario.
«Oggi festeggiamo dieci anni di RisorgiMarche», ha ricordato il primo cittadino, rivolgendo un ringraziamento particolare a Neri Marcorè e Giambattista Tofoni per aver dato vita a un progetto capace di coniugare cultura, solidarietà e promozione del territorio.
A dare il via allo spettacolo è stato poi lo stesso Marcorè che, con la consueta ironia, ha accolto il pubblico scherzando sul clima fresco dei prati di Castel San Pietro e ringraziando l'amministrazione comunale per l'ospitalità, prima di alternare racconti, musica e momenti di dialogo con gli spettatori.
Accanto a lui si è esibita Ditonellapiaga, nome d'arte di Margherita Carducci, protagonista di una performance intensa e coinvolgente. L'artista romana, tra le voci più originali della nuova scena italiana, ha proposto alcuni dei brani più apprezzati del suo repertorio insieme alle canzoni del nuovo album Miss Italia, confermando la sua capacità di fondere pop, elettronica e cantautorato in uno stile personale e contemporaneo.
Il legame tra IncantoMarche e San Severino Marche proseguirà anche nelle prossime settimane. L'amministrazione comunale ricorda infatti il secondo appuntamento in programma nel territorio: il 30 luglio, nello scenario del convento dei Cappuccini, saranno protagonisti Mario Tozzi ed Enzo Favata con "Geografie mistiche", uno spettacolo che intreccia scienza, musica e narrazione in un viaggio tra i grandi miti dell'umanità e le loro possibili interpretazioni scientifiche.
Prima trasferta ufficiale oltre i confini nazionali per l'associazione maceratese Kune, il nuovo sodalizio nato con l'obiettivo strategico di rilanciare e consolidare i rapporti di cooperazione e amicizia istituzionale tra il capoluogo e le sue storiche città gemellate: Weiden in der Oberpfalz (Germania), Issy-les-Moulineaux (Francia) e Floriana (Malta).
In occasione della tradizionale Burger Fest, una delegazione del gruppo guidata dal presidente Luciano Frattani e composta dai soci Lamberto Bergamini, Ulderico Orazi, Gianluca Puliti, Pierluigi Tordini e Lorenzo Tordini ha raggiunto la cittadina della Baviera. La missione istituzionale ha permesso alla delegazione marchigiana di avere un confronto bilaterale con il neoeletto sindaco della città tedesca, Benjamin Zeitler.
Nel corso del colloquio, svoltosi all'insegna del dialogo e della programmazione, le parti hanno confermato il valore storico del gemellaggio, tracciando le linee guida per promuovere futuri scambi culturali, economici e sociali capaci di coinvolgere le rispettive cittadinanze, le associazioni locali e i giovani dei due territori, potenziando la rete di cooperazione europea.
"La nascita di Kune – ha sottolineato il presidente Luciano Frattani – risponde proprio all'esigenza di dare nuovo impulso alle relazioni costruite negli anni tra Macerata e le città gemellate. L'incontro con il sindaco Zeitler rappresenta un segnale positivo e l'inizio di un percorso che auspichiamo possa tradursi in nuove opportunità di collaborazione".
Nei prossimi mesi il sodalizio proseguirà la propria attività programmando nuovi tavoli di lavoro e iniziative mirate a rinsaldare i contatti con le amministrazioni di Weiden, Issy-les-Moulineaux e Floriana.
SAN SEVERINO MARCHE – La Congregazione delle Suore Missionarie dell'Amore di Cristo (Smac) ha una nuova guida. Il Consiglio generale dell'ordine, riunito nei giorni scorsi presso la Casa generalizia del Santuario della Madonna dei Lumi di San Severino Marche, ha eletto suor Daniela Buraschi nuova superiora generale della congregazione internazionale.
La religiosa, 64 anni, si trova attualmente nelle Filippine, dove svolge la propria missione. Proprio lì le è stata comunicata ufficialmente l'elezione, che la porterà ad assumere il massimo incarico di governo dell'istituto religioso.
Sebbene sia originaria di Cesta di Copparo, in provincia di Ferrara, suor Daniela è da molti anni profondamente legata a San Severino Marche, città nella quale vive e opera dagli anni Ottanta e dove è maturata la sua vocazione religiosa. Nel tempo è diventata un punto di riferimento per la comunità locale grazie alla sua presenza discreta, alla disponibilità e al costante impegno nel servizio agli altri.
L'elezione è stata accolta con grande soddisfazione nella città settempedana. Il sindaco Rosa Piermattei ha voluto esprimere pubblicamente le felicitazioni dell'intera comunità attraverso una lettera indirizzata alla religiosa.
«Sapere che il Consiglio generale, riunito nel nostro amato Santuario della Madonna dei Lumi, ha scelto lei per ricoprire il ruolo di massimo livello all'interno della comunità missionaria internazionale è motivo di immenso orgoglio per la nostra città», scrive il primo cittadino.
Nel messaggio, il sindaco ha voluto ricordare anche il lungo servizio svolto da suor Daniela a San Severino Marche, sottolineando in particolare la dedizione con cui ha assistito il cardinale Edoardo Menichelli.
«Desidero ricordare con profonda gratitudine la sua straordinaria presenza nel nostro territorio, contrassegnata da un impegno instancabile e, in modo particolare, dall'amorevole e costante assistenza che ha prestato al nostro amatissimo cardinale Edoardo Menichelli. Quella vicinanza, fatta di cura e profonda sensibilità, resta una testimonianza viva della sua totale dedizione al prossimo».
Il messaggio si conclude con un augurio per il nuovo incarico e con la certezza che il legame con San Severino Marche resterà saldo.
«Siamo certi che la sua guida illuminata saprà tracciare strade feconde per l'intera congregazione. Sappia che San Severino Marche continuerà a essere la sua casa e ad accompagnarla, passo dopo passo, con l'affetto di sempre».
Per la comunità settempedana l'elezione di suor Daniela Buraschi rappresenta un importante motivo di orgoglio e il riconoscimento di un percorso di fede e servizio che, partito da San Severino Marche, assume ora una dimensione internazionale.
Una storia fatta di passione, sacrifici e radicamento nel territorio che taglia un traguardo straordinario e diventa patrimonio di un'intera comunità. L'amministrazione comunale di Tolentino ha voluto partecipare ufficialmente alla festa organizzata per celebrare i 60 anni di attività della ditta Accessauto Vagni Felice, azienda fondata nel lontano 1966 e da sempre considerata un solido punto di riferimento nel proprio settore.
All'evento celebrativo hanno preso parte il sindaco Mauro Sclavi, il presidente del consiglio comunale Alessandro Massi Gentiloni Silverj e il vicesindaco Alessia Pupo, a testimonianza del profondo valore economico e sociale che l'impresa riveste per il tessuto locale. Nel corso della manifestazione, il primo cittadino ha consegnato una targa ricordo ai titolari, evidenziando come "i fondatori, la proprietà e tutti i collaboratori si siano sempre distinti sul campo per professionalità, impegno e dedizione, facendo crescere e prosperare in maniera costante la ditta".
Con la loro attività quotidiana, i protagonisti di questa longeva avventura imprenditoriale hanno "contribuito fattivamente e in modo imprescindibile anche alla crescita economica della città". Da parte dell'intera giunta e dei rappresentanti del consiglio è arrivato il più caloroso ringraziamento per quanto fatto finora, unito al forte auspicio che l'impresa possa continuare a percorrere una strada "costellata di nuovi e importanti successi commerciali" anche per le generazioni future.
Può la felicità trasformarsi in una vera e propria materia scolastica? La risposta è sì, ed è esattamente quanto sperimentato con successo al convitto nazionale "Giacomo Leopardi" di Macerata. Nel corso dell'anno scolastico, gli alunni e le alunne della classe quinta della scuola primaria hanno preso parte all'innovativo progetto interdisciplinare denominato "Bhutan, Gross National Happiness. Felicità Interna Lorda… a scuola".
Si è trattato di un percorso didattico d'avanguardia che ha visto convergere materie come italiano, geografia, tecnologia, religione ed educazione civica, guidando i giovanissimi studenti alla scoperta di un modo alternativo di concepire il benessere e la qualità della vita. L'iniziativa ha preso le mosse dall'analisi del Bhutan, il piccolo Stato himalayano celebre a livello globale per aver sostituito il tradizionale PIL con l'indice di Felicità Interna Lorda (Gross National Happiness) quale reale indicatore della salute e della serenità della popolazione.
Partendo da questo singolare modello macroeconomico, i bambini hanno approfondito tematiche cruciali legate alle relazioni umane, alla sostenibilità ambientale, alla partecipazione e alla cittadinanza attiva.
Il percorso si è sviluppato sul campo attraverso letture mirate, la visione di documentari, momenti di dibattito in aula e attività di gruppo, arricchendosi notevolmente grazie alla testimonianza diretta del viaggiatore Nicola Blasetti, il quale ha condiviso con la classe la propria esperienza in Bhutan offrendo uno sguardo autentico su tradizioni e valori locali.
Oltre all'indubbio valore etico, il progetto ha consentito lo sviluppo di importanti competenze trasversali, tra cui la capacità di selezionare le informazioni, argomentare nel rispetto delle opinioni altrui e utilizzare in modo consapevole le tecnologie digitali per la raccolta dei dati.
Dimostrando una profonda maturità ed ecologica consapevolezza, gli studenti hanno compreso che l'economia può essere orientata al benessere collettivo e hanno tradotto questa teoria in una proposta pratica e solidale per il proprio istituto: la donazione dei grembiuli utilizzati dagli alunni uscenti delle quinte alle future classi terze, un gesto concreto volto a ridurre gli sprechi e a promuovere il riuso.
L'esperienza si è infine conclusa con un partecipato momento di condivisione con le famiglie, durante il quale i bambini hanno illustrato i risultati raggiunti. A esprimere grande soddisfazione per l'alto profilo formativo dell'iniziativa è il rettore e dirigente scolastico del convitto "Leopardi", Alessandra Gattari: "Questo progetto racchiude l'essenza della nostra missione educativa. Vedere bambini e bambine accostarsi a concetti complessi come la Felicità Interna Lorda e tradurli spontaneamente in un gesto concreto di solidarietà e riuso, come il dono dei propri grembiuli, ci dimostra che la scuola può davvero fare la differenza. Hanno capito che la felicità non è un fatto puramente individuale, ma un valore collettivo da coltivare ogni giorno attraverso la responsabilità, il rispetto e la cura reciproca. È questo il tipo di cittadinanza attiva che vogliamo stimolare nei nostri ragazzi".