Politica, social e consenso: Maurizio Lombardi presenta "Politikè" negli studi di Picchio News (VIDEO)
Varie
04/10/2026 12:30

Politica, social e consenso: Maurizio Lombardi presenta "Politikè" negli studi di Picchio News (VIDEO)

Come si fa politica nell'epoca dei social? E quanto è cambiato il rapporto tra chi governa e chi viene governato? È da queste domande che parte Politikè, il nuovo libro di Maurizio Lombardi, giornalista, editorialista ed esperto di comunicazione politica, ospite negli studi di Picchio News per una conversazione dedicata alla politica contemporanea. Già dal titolo, Lombardi rivendica un'idea precisa: la politica è una cosa seria, una “scienza” che merita di essere presa sul serio. Il suo è però un approccio dichiaratamente “cinico e pragmatico”: Politikè si propone come una sorta di manuale per chi vuole entrare in politica, per chi già la pratica e anche per chi deve imparare a riconoscere i meccanismi della comunicazione politica di oggi. Al centro c'è soprattutto il cambiamento portato dai social. Lombardi parla di “sòcialdemocrazia” per descrivere una politica sempre più disintermediata, nella quale il rapporto tra eletto e cittadino può essere diretto e immediato. «Oggi l'eletto, il politico, anche quando amministra, può instaurare un rapporto diretto con il cittadino», spiega. Ma la velocità ha anche un prezzo. Tra commenti, provocazioni e contenuti costruiti per diventare virali, il rischio è che la politica finisca per trasformarsi in una sequenza infinita di botta e risposta. Nel libro Lombardi dedica spazio anche al “dissing” politico, invitando a non trasformare ogni confronto in una guerra permanente: a volte rispondere serve, altre volte il silenzio può essere la strategia più efficace. C'è poi una domanda più profonda: che cosa deve fare un politico? Lombardi mette da parte la retorica del “bene comune” come punto di partenza e insiste sulla necessità di una politica capace di scegliere e di agire. «Le scelte penalizzano sempre qualcuno», osserva, e la ricerca dell'unanimità può finire per rallentare quella che definisce la “politica del fare”. Un'altra distinzione attraversa la conversazione: fare politica e amministrare non sono la stessa cosa. Una volta eletto, il politico deve governare anche chi non lo ha votato. E proprio qui, secondo Lombardi, la comunicazione deve lasciare spazio alla responsabilità istituzionale. Politikè si rivolge quindi a chi la politica la fa, a chi vuole iniziare a farla, ma anche a chi la osserva dall'esterno. Perché, nell'epoca dei social, comprendere come viene costruito e comunicato un messaggio politico significa anche avere più strumenti per interpretarlo. Una conversazione che parte da un libro per arrivare a una domanda molto attuale: come si comunica la politica quando tra il politico e il cittadino non c'è quasi più nessun filtro?

Politica, social e consenso: Maurizio Lombardi presenta "Politikè" negli studi di Picchio News (VIDEO)

Politica, social e consenso: Maurizio Lombardi presenta "Politikè" negli studi di Picchio News (VIDEO)
04/10/2026 12:30

Come si fa politica nell'epoca dei social? E quanto è cambiato il rapporto tra chi governa e chi viene governato? È da queste domande che parte Politikè, il nuovo libro di Maurizio Lombardi, giornalista, editorialista ed esperto di comunicazione politica, ospite negli studi di Picchio News per una conversazione dedicata alla politica contemporanea. Già dal titolo, Lombardi rivendica un'idea precisa: la politica è una cosa seria, una “scienza” che merita di essere presa sul serio. Il suo è però un approccio dichiaratamente “cinico e pragmatico”: Politikè si propone come una sorta di manuale per chi vuole entrare in politica, per chi già la pratica e anche per chi deve imparare a riconoscere i meccanismi della comunicazione politica di oggi. Al centro c'è soprattutto il cambiamento portato dai social. Lombardi parla di “sòcialdemocrazia” per descrivere una politica sempre più disintermediata, nella quale il rapporto tra eletto e cittadino può essere diretto e immediato. «Oggi l'eletto, il politico, anche quando amministra, può instaurare un rapporto diretto con il cittadino», spiega. Ma la velocità ha anche un prezzo. Tra commenti, provocazioni e contenuti costruiti per diventare virali, il rischio è che la politica finisca per trasformarsi in una sequenza infinita di botta e risposta. Nel libro Lombardi dedica spazio anche al “dissing” politico, invitando a non trasformare ogni confronto in una guerra permanente: a volte rispondere serve, altre volte il silenzio può essere la strategia più efficace. C'è poi una domanda più profonda: che cosa deve fare un politico? Lombardi mette da parte la retorica del “bene comune” come punto di partenza e insiste sulla necessità di una politica capace di scegliere e di agire. «Le scelte penalizzano sempre qualcuno», osserva, e la ricerca dell'unanimità può finire per rallentare quella che definisce la “politica del fare”. Un'altra distinzione attraversa la conversazione: fare politica e amministrare non sono la stessa cosa. Una volta eletto, il politico deve governare anche chi non lo ha votato. E proprio qui, secondo Lombardi, la comunicazione deve lasciare spazio alla responsabilità istituzionale. Politikè si rivolge quindi a chi la politica la fa, a chi vuole iniziare a farla, ma anche a chi la osserva dall'esterno. Perché, nell'epoca dei social, comprendere come viene costruito e comunicato un messaggio politico significa anche avere più strumenti per interpretarlo. Una conversazione che parte da un libro per arrivare a una domanda molto attuale: come si comunica la politica quando tra il politico e il cittadino non c'è quasi più nessun filtro?

Cronaca

Civitanova Marche, 53enne trovato morto in casa: i vicini non lo vedevano da giorni

Civitanova Marche, 53enne trovato morto in casa: i vicini non lo vedevano da giorni

04/10/2026 19:44

Tragica scoperta nel pomeriggio di oggi a Civitanova Marche, dove un uomo di 53 anni, Simone Giri, è stato trovato privo di vita all'interno della sua abitazione in via Costa Martina. A dare l'allarme, preoccupati dal non vederlo da diversi giorni, i vicini di casa. Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco, che dopo essere entrati all'interno dell'appartamento hanno permesso ai soccorsi del 118 di constatare il decesso dell'uomo, avvenuto, stando alle sue condizioni, da diversi giorni. Sul luogo anche i carabinieri che hanno effettuato i rilievi di rito per la ricostruzione della dinamica dell'accaduto. La morte, stando agli accertamenti, sarebbe dovuta a cause naturali.         

Fiuminata, scivola con la moto sulla provinciale 361: trasferito in eliambulanza a Torrette

Fiuminata, scivola con la moto sulla provinciale 361: trasferito in eliambulanza a Torrette

04/10/2026 13:10

È stato trasferito in codice rosso all'ospedale regionale di Torrette il motociclista rimasto coinvolto in un incidente avvenuto intorno alle 11 di questa mattina lungo la strada provinciale 361, nel territorio comunale di Fiuminata. Secondo le prime informazioni, l'uomo - un 46enne - avrebbe perso il controllo della moto, scivolando lungo la carreggiata all'altezza di una curva. Nell'incidente non risultano coinvolti altri mezzi. A seguito della caduta, il motociclista ha riportato traumi che hanno reso necessario il trasferimento in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona, per gli accertamenti e le cure del caso. Non si troverebbe, in ogni caso,  in pericolo di vita.  Sono in corso gli accertamenti delle forze dell'ordine per ricostruire con precisione la dinamica del sinistro.  (Foto di repertorio) 

Attualità

Messaggio alle 22.47, risposta pretesa alle 22.49: l'assurdo galateo delle chat

Messaggio alle 22.47, risposta pretesa alle 22.49: l'assurdo galateo delle chat

Per anni abbiamo imparato una strana forma di educazione digitale: se qualcuno ti scrive, devi rispondere, e possibilmente anche in fretta, perché il telefono ha già comunicato all’altro che il messaggio è arrivato, che forse lo hai letto e magari eri anche online. Così una possibilità tecnica è diventata quasi un obbligo sociale. Hai visualizzato alle 22.47? Perché non hai risposto? Eri su Instagram? Hai pubblicato una storia? Quindi il telefono lo stavi usando. Il problema è tutto qui: essere raggiungibili non significa essere disponibili. Forse la nuova educazione digitale dovrebbe ripartire proprio da questo principio. Viviamo con notifiche continue, gruppi WhatsApp, email, Messenger, DM e chat professionali che arrivano a qualsiasi ora. La tecnologia ha cancellato molti confini tra tempo personale e tempo di lavoro. Sta a noi rimetterli. Scrivere a qualcuno alle 22.47 può essere perfettamente legittimo. Pretendere una risposta alle 22.49 è un’altra cosa. Nel lavoro il fenomeno è ancora più evidente: il cliente che scrive la domenica, la mail serale seguita dal messaggio “ti ho mandato una mail”, il sollecito dopo pochi minuti, il classico “ci sei?” accompagnato magari da due punti interrogativi. Nessuno dice apertamente “devi rispondermi subito”. Eppure spunte blu, accessi e stato online hanno creato una nuova pressione: se hai letto, devi reagire. Se sei connesso, devi esserci. Nel mondo analogico sarebbe impensabile. Nessuno suonerebbe al campanello di casa di un professionista alle undici di sera solo perché vede la luce accesa. Online, invece, sembriamo aver perso questa misura. Anche i vocali interminabili appartengono alla stessa cultura. Cinque minuti di audio possono essere comodissimi per chi li manda, ma sono cinque minuti del tempo di chi li riceve. Una piccola differenza che dice molto: il nostro tempo non vale più di quello degli altri. Il punto non è demonizzare la tecnologia. Le piattaforme sono costruite per richiamare continuamente la nostra attenzione attraverso notifiche, badge, reazioni e indicatori di lettura. Proprio per questo diventa importante recuperare la capacità di decidere quando esserci. Non tutto è urgente. Una persona può essere online senza essere disponibile per noi. Può leggere, guardare un video, pubblicare una foto o semplicemente perdere tempo senza dover rispondere a nessuno. Vale anche professionalmente. Stabilire dei confini non significa essere meno efficienti o meno attenti ai clienti, significa riconoscere che la rapidità non è l’unico parametro della qualità di una relazione. Una risposta data il giorno dopo non è necessariamente disinteresse. Una domenica senza WhatsApp di lavoro non è scarsa professionalità. Un messaggio letto e lasciato lì per qualche ora non è maleducazione. Forse dovremmo iniziare a considerare elegante anche il silenzio digitale: quello che non pretende, non sollecita e lascia all’altro il diritto di scegliere quando tornare disponibile. Per anni abbiamo pensato che la buona educazione online consistesse nel rispondere velocemente. Forse oggi dovremmo insegnare qualcosa di più evoluto: saper aspettare. La tecnologia ci ha resi tutti raggiungibili, siamo stati noi a trasformare la raggiungibilità in reperibilità permanente. CHIC: rispettare il tempo digitale degli altri.NON CHIC: considerare “online” sinonimo di “disponibile”.  

Centro Servizi Volontariato, Paolo Gobbi confermato presidente

Centro Servizi Volontariato, Paolo Gobbi confermato presidente

03/10/2026 12:30

Paolo Gobbi è stato riconfermato alla guida del Csv, il Centro servizi per il volontariato. Maceratese, 43 anni, ingegnere e docente, da sempre attivo nell'Avis cittadina, è donatore dall'età di 18 anni. Gobbi è stato rieletto dal nuovo direttivo, in carica da maggio 2025, e resterà al vertice dell'organizzazione per i prossimi quattro anni. Confermata anche la vicepresidente vicaria Sonia Brunetti, della Pubblica assistenza Avis Montemarciano, mentre il nuovo tesoriere è Giacomo Di Marco, dell'Avis provinciale di Pesaro. Il Csv è un'associazione di secondo livello, composta da oltre 450 enti del Terzo settore (Ets), che gestisce l'omonimo ente, attivo nelle Marche da 28 anni. Il suo compito è organizzare, gestire e fornire supporto alle organizzazioni di volontariato presenti sul territorio. Una platea ampia: nella regione si contano oggi oltre 4.800 Ets e più di 91.000 volontari.

Politica

Futuro Nazionale, è già baruffa. Diop si dimette e attacca Ciarapica: "Pensa solo ad arrivare a Roma"

Futuro Nazionale, è già baruffa. Diop si dimette e attacca Ciarapica: "Pensa solo ad arrivare a Roma"

04/10/2026 10:10

È già baruffa ai vertici marchigiani di Futuro Nazionale, a poco più di un mese dalla nomina di Paolo Diop a responsabile regionale dei rapporti con i comitati. Il recanatese ha infatti annunciato le proprie dimissioni dall'incarico, mantenendo però la sua permanenza nel movimento guidato dal generale Roberto Vannacci. Una decisione accompagnata da un attacco diretto al responsabile regionale Fabrizio Ciarapica, sindaco di Civitanova Marche. Diop spiega di aver maturato la decisione "dopo un'attenta riflessione", precisando che la sua scelta riguarda esclusivamente il modo in cui, a suo avviso, Futuro Nazionale viene costruito e gestito nelle Marche. "Rimango in Futuro Nazionale e continuo a stare, con stima e convinzione, al fianco del generale. La mia scelta riguarda esclusivamente il modo in cui, nelle Marche, si sta costruendo e gestendo l'associazione: un contesto nel quale, a mio avviso, è diventato sempre più difficile lavorare, confrontarsi e lottare per i nostri ideali", afferma Diop. Poi il passaggio più duro, rivolto direttamente a Ciarapica: "A mio avviso, pensa soltanto ad arrivare a Roma e a sedersi in un bel posto, invece di lavorare per il bene del partito e dei militanti". Secondo Diop, quello sarebbe diventato "il pensiero di chi, nelle Marche, pretende di governare ogni aspetto di Futuro Nazionale". Da qui la sua conclusione: "In queste condizioni diventa impossibile lavorare con serietà, trasparenza e unità". L'esponente recanatese rivendica quindi la propria appartenenza alla destra, prendendo però le distanze dai percorsi politici di chi oggi guida il movimento nelle Marche. "Sono e rimango una persona di destra, una persona che non tradisce gli italiani. Allo stesso tempo, non provengo da quell'area di Forza Italia che oggi, nelle Marche, rappresenta Futuro Nazionale", dichiara. Diop sostiene inoltre di aver assistito nel tempo a comportamenti e atteggiamenti che avrebbero ferito diversi militanti, puntando il dito in particolare contro la gestione del provinciale di Macerata. "Non posso accettare il modo in cui il provinciale della provincia di Macerata si è rivolto ai militanti, con toni e modalità che ho ritenuto irrispettosi e inaccettabili", afferma. Tra gli episodi che avrebbero contribuito alla decisione c'è anche la vicenda dell'iniziativa con Lorenzo Gasperini, annunciata nelle scorse settimane dallo stesso Diop insieme a Ciarapica. Secondo il recanatese, l'evento sarebbe stato "sottratto" e compromesso. "È impossibile lavorare serenamente quando gelosie, personalismi e tradimenti sembrano essere sempre dietro l'angolo", sostiene Diop, tornando poi sulle presunte ambizioni personali all'interno del movimento: "C'è anche chi, a mio avviso, sembra puntare soltanto ad arrivare a Roma, invece di lavorare per il bene del partito e per la crescita del movimento". Le dimissioni, precisa Diop, non rappresentano dunque un addio a Futuro Nazionale. "Un movimento politico dovrebbe unire, valorizzare il lavoro dei militanti e rispettare chi si impegna ogni giorno, non creare ostacoli e divisioni", afferma. Infine, l'annuncio di una nuova fase: "Da oggi scelgo di parlare. È tempo di parlare con chiarezza, senza rancore ma anche senza più silenzi". "Mi metto al fianco di tutti quei militanti che non intendono arrendersi alle ingiustizie e che continuano a credere nei nostri ideali. La mia battaglia non finisce qui: continueremo a lottare insieme, con coerenza, dignità e fedeltà agli italiani", conclude Diop.

Ztl in corso Dalmazia, i commercianti insorgono: "Una scelta che penalizza le attività"

Ztl in corso Dalmazia, i commercianti insorgono: "Una scelta che penalizza le attività"

03/10/2026 12:00

CIVITANOVA – Su 28 attività commerciali di corso Dalmazia, 22 si dicono contrarie alla Ztl della domenica pomeriggio, che scatterà il 4 ottobre e durerà fino a maggio 2027. Lo rende noto l'associazione ViviAmo Civitanova Aps, che il 1° ottobre ha interpellato uno per uno gli operatori della via e ora chiede al Comune, con una Pec indirizzata a sindaco, assessori e consiglieri, di sospendere il provvedimento. Il quadro emerso dalla consultazione, svolta su sollecitazione degli iscritti, è netto: 22 attività contrarie, 3 favorevoli, 3 indifferenti. Il 78,6% degli interpellati boccia dunque la chiusura al traffico del tratto tra via Duca degli Abruzzi e piazza XX Settembre, che riguarderà ogni domenica pomeriggio per quasi otto mesi. A loro si sono aggiunte le istanze di diversi residenti, che hanno chiesto la sospensione della Ztl, pur non rientrando nel campione delle 28 attività. Non si tratta, precisa l'associazione, di una crociata contro le isole pedonali. I commercianti riconoscono che la Ztl abbia un senso nel periodo natalizio, quando ci sono i mercatini e la strada si anima. Il punto è un altro: la chiusura prolungata a tutte le domeniche pomeriggio, anche in assenza di iniziative capaci di generare movimento, rischia di penalizzare il commercio e creare disagi ai residenti. Da qui la Pec, indirizzata in particolare all'assessore al Commercio Roberto Pantella, per chiedere la sospensione e il riesame del provvedimento. Un'istanza che, ricorda ViviAmo Civitanova, ripropone quella già presentata nel 2025. A oggi, fa sapere l'associazione, nessuna risposta. «Una strada pedonale deve essere frequentata», sostiene l'associazione. «Deve portare persone, favorire il passeggio e aiutare le attività a lavorare. Chiudere alle automobili, da solo, non garantisce questi risultati». E ancora le domande: se l'accessibilità cala e il passeggio non cresce, quale vantaggio concreto giustifica la chiusura? Se la strada resta vuota, come si convincono le attività a restare aperte la domenica? Il timore è che la scarsa affluenza porti i negozi a serrare le saracinesche e che le vetrine spente allontanino ulteriormente i passanti. Pesano anche le difficoltà di accesso al centro e la disponibilità di parcheggi nelle vicinanze, che secondo l'associazione vanno valutate insieme alle esigenze di commercianti e residenti. La riapertura della piazza ai parcheggi è utile, riconoscono, ma non risolve automaticamente i problemi di corso Dalmazia. Uno spiraglio, almeno a parole, c'è. Nelle dichiarazioni via stampa, l'assessore Pantella si è detto disponibile a modificare le scelte qualora non dovessero funzionare. L'associazione chiede che quella disponibilità si traduca nell'ascolto delle istanze già raccolte, prima dell'attivazione della Ztl.   La richiesta finale è di sospendere l'avvio e rivedere la decisione, tenendo conto delle caratteristiche della strada e distinguendo i periodi animati da iniziative dalle domeniche prive di occasioni di richiamo. «Corso Dalmazia ha bisogno di accessibilità, persone e occasioni di lavoro. Le esigenze di chi vi lavora e vi abita devono pesare nelle scelte che riguardano la strada».

Sanità

Tumore al seno: l'importanza della mammografia con tomosintesi e le nuove frontiere della cura

Tumore al seno: l'importanza della mammografia con tomosintesi e le nuove frontiere della cura

04/10/2026 11:50

Tra tutti i tumori che possono colpire la specie umana il tumore del seno per le donne è sicuramente quello che ha un’incidenza maggiore. Si stima che in un anno ci siano decine di migliaia di diagnosi; con riferimento ai dati del Ministero della Salute, quelle eseguite nel 2024 sono state circa 53.686 nuove diagnosi, 53.065 nelle donne, 621 negli uomini. Si tratta di una patologia oncologica che fino a qualche anno fa presentava un’alta mortalità. A prescindere dalla tipologia, che presenta delle variazioni dal punto di vista morfologico ed istologico, fino a 20 anni fa si calcolava che per 8 donne su 10 non si prospettava una lunga sopravvivenza alla patologia. Ma la ricerca ha sviluppato un continuo progresso della tecnica chirurgica, delle terapie specifiche ed anche dei protocolli di comportamento nel post-operatorio. Una grande influenza sulla riduzione della mortalità hanno avuto di sicuro gli screening di prevenzione per una diagnosi precoce a cui le donne si sottopongono soprattutto nella fascia di età più a rischio (45-70 anni). Il Servizio Sanitario Nazionale opera con un’organizzazione capillare, avvertendo tutte le donne interessate della possibilità di un esame mammografico assolutamente gratuito da ripetersi ogni due anni. La mammografia è l’esame di elezione per una eventuale diagnosi precoce di tumore del seno. Anche questo esame ha subito un’evoluzione tecnologica e, pur essendo generalmente efficace nella sua funzione, in certe occasioni, come nella versione con tomosintesi, riesce a percepire una modificazione cellulare ridottissima altrimenti non percepibile anche in seni particolarmente densi. I fattori di rischio per il tumore del seno sono sicuramente l’età, ma anche la familiarità; si stima che una percentuale compresa tra il 5 e 7% dei tumori mammari sia ereditaria. Anche gli ormoni hanno un ruolo nell’incidenza della patologia; aumentano la possibilità un menarca precoce, una menopausa tardiva ed anche l’assenza di gravidanze, così come i contraccettivi orali ed alcune terapie ormonali sostitutive. Quanto descritto rappresenta i cosiddetti rischi non modificabili, sono invece modificabili quelli legati ai comportamenti individuali: alimentazione scorretta alla base di sovrappeso e obesità, consumo di alcol e fumo. Si è invece verificato che l’allattamento al seno riduce il rischio di ammalarsi di cancro al seno. La rilevazione dei sintomi viene associata alla percezione di un nodulo tramite autopalpazione. In realtà, nella stragrande percentuale dei casi si tratta di forme benigne, come fibroadenomi e cisti, che compaiono principalmente nelle donne fertili, hanno forma regolare, sono dolorosi e si muovono se spostati con le dita. I noduli originati da un cancro maligno presentano invece bordi irregolari, non si spostano e sono in genere segno di una forma tumorale già avanzata. Un segno da tenere in considerazione è anche l’alterazione della forma del capezzolo o perdita di liquido da un solo capezzolo. Oltra alla mammografia per la fascia di età più esposta, la diagnosi prevede per le donne under 45 un’ecografia mammaria da cui trarre eventuali ulteriori accertamenti. La terapia per questo tipo di tumore è anzitutto chirurgica per rimuovere i tessuti malati. Si tende a ricorrere se possibile alla chirurgia conservativa con l’obiettivo di salvare il seno, ma si può arrivare anche alla mastectomia parziale o totale. Anche in questo caso, comunque si può procedere alla ricostruzione del seno. Dopo l’intervento si effettua una radioterapia adiuvante contro il rischio di recidiva locale. A seguito di un’attenta valutazione istologica e biologica del carcinoma, a molte pazienti viene proposta anche una terapia con farmaci anticancro; la chemioterapia non è sempre necessaria, possono essere adottate terapie ormonali o trattamenti con farmaci che vanno a colpire bersagli molecolari. Negli ultimi anni si è assistito ad un progresso significativo delle tecniche di cura tale da rendere possibile anche il trattamento di tumori particolarmente aggressivi o in fase avanzata. È notizia ultima, nell’ambito della ricerca, l’approvazione da parte dell’AIFA di una farmacologia mirata nella terapia di una forma molto aggressiva di tumore al seno, in grado di ridurre il rischio di morte del 34% in tutta la popolazione studiata e addirittura del 52% nelle pazienti con già presenti metastasi cerebrali. Il mese di ottobre è dedicato proprio all’informazione per la prevenzione, diagnosi precoce e cura del tumore del seno. Nella nostra rubrica “Sano a sapersi” dedicheremo più di una puntata all’argomento molto importante per la salute delle donne. Oggi abbiamo preferito iniziare con un’analisi dell’elemento tecnologico per la fase più significativa: la diagnosi precoce. Abbiamo interpellato il Dr. Pietro Cruciani radiologo diagnostico, già responsabile del servizio di Radiologia presso l’Ospedale di Camerino- San Severino attualmente consulente del centro medico Associati Fisiomed per descrivere l’ultima tecnologia a sua disposizione: la mammografia con tomosintesi. Dr. Cruciani quali sono le differenze tra la mammografia digitale tradizionale e quella con tomosintesi? "Entrambe le tecniche sono digitali. La mammografia con tomosintesi, pur erogando sostanzialmente la stessa dose di radiazioni assorbite, offre un miglior risultato diagnostico. Con questa tecnica è infatti possibile studiare la mammella anche nella terza dimensione, la profondità, evitando la sovrapposizione delle strutture ghiandolari della mammella. Il risultato finale è una maggior accuratezza con possibilità di individuare lesioni meno evidenziabili con la mammografia tradizionale che possono rimanere nascoste sotto al tessuto ghiandolare normale". Quali vantaggi hanno le pazienti nell’eseguire questo tipo di esame? "Il posizionamento della mammella è più confortevole e flessibile, a vantaggio delle donne diversamente abili o in carrozzina. L’apparecchio guadagna in profondità con visualizzazione ottimale del tessuto retromammario. L’esame è meno doloroso di una mammografia standard poiché con la tomosintesi la compressione è ridotta al minimo, quanto basta per stendere il tessuto". A chi è consigliato maggiormente questo tipo di esame? "Alle donne con mammelle dense, male esplorabili con mammografia standard. In questi seni la tomo, eliminando le sovrapposizioni ha individuato statisticamente il doppio dei tumori. È indicato inoltre nelle mammelle già operate, nei tumori multicentrici e quando sono presenti microcalcificazioni con ottimale analisi morfologica".    

Alimentazione, la perfezione non esiste: conta l’insieme delle nostre abitudini

Alimentazione, la perfezione non esiste: conta l’insieme delle nostre abitudini

03/10/2026 16:54

A volte l'idea di mangiare bene finisce per assomigliare più a una lista di regole che a qualcosa che dovrebbe semplicemente accompagnarci nella vita di tutti i giorni. Scegliere gli alimenti giusti, rispettare le quantità, non saltare i pasti, limitare gli zuccheri, evitare gli eccessi. E quando una di queste regole viene meno, può sembrare di aver compromesso tutto. Ma un'alimentazione equilibrata non si costruisce sulla perfezione. Mangiare bene significa innanzitutto guardare all'insieme delle proprie abitudini. Non è il singolo pranzo sbilanciato, la cena fuori con gli amici o il dolce mangiato a fine pasto a determinare la qualità della nostra alimentazione, così come non basta aggiungere un alimento considerato “sano” per rendere equilibrata una dieta. È ciò che facciamo con continuità, nel corso delle settimane e dei mesi, ad avere il peso maggiore. Eppure non è sempre facile guardare le cose in questo modo. Siamo abituati a pensare al cibo attraverso categorie nette: consentito o vietato, sano o poco sano, giusto o sbagliato. Anche il singolo pasto può così diventare qualcosa da “fare bene”, anziché semplicemente una parte della nostra giornata. Quando non rispetta lo schema a cui siamo abituati, può essere percepito come uno “sgarro”, anche se si tratta soltanto di un pasto diverso dal solito. Del resto, non tutte le giornate ci permettono di organizzare i pasti come vorremmo. Può capitare di rientrare tardi dal lavoro, di non aver fatto la spesa o di aprire il frigorifero e trovare ben poco a disposizione. In quei momenti si mangia quello che c'è: magari un pasto più semplice, poco vario o non perfettamente bilanciato. E non c'è nulla di sbagliato in questo. La varietà rimane un principio importante di una buona alimentazione, ma non è necessario ritrovarla in modo impeccabile a ogni pasto. Se una volta mangiamo in modo diverso dal solito, non abbiamo bisogno di compensare né di pensare di aver compromesso l'intera giornata. Ci saranno altre occasioni per mangiare in modo più completo e vario, senza che sia necessario fare qualcosa per “rimediare”. È questa, in fondo, la flessibilità che dovrebbe accompagnare un'alimentazione sana: avere delle buone abitudini, ma poterle adattare quando la vita lo richiede. Non significa mangiare senza attenzione e nemmeno considerare equivalenti tutte le scelte alimentari. Significa, piuttosto, non trasformare ogni piccola variazione in un errore da correggere. Perché la salute non si costruisce attraverso qualche giornata “perfetta”, ma attraverso comportamenti che riusciamo a mantenere nel tempo. E questo vale non soltanto per ciò che mangiamo, ma anche per il movimento, il sonno e, più in generale, per il modo in cui ci prendiamo cura di noi. Forse, allora, più che chiederci se abbiamo mangiato perfettamente, sarebbe utile chiederci se la nostra alimentazione, nel complesso, ci sta aiutando a prenderci cura della nostra salute e se è abbastanza sostenibile da poter far parte della nostra vita a lungo. Mangiare bene non significa che ogni pasto debba essere completo, programmato e perfettamente bilanciato. Significa avere un modo di mangiare che, nel suo insieme, ci permetta di prenderci cura di noi senza dover essere perfetti ogni giorno.

Sport

La CBF Balducci cede all'esordio a Bergamo: sconfitta in quattro set

La CBF Balducci cede all'esordio a Bergamo: sconfitta in quattro set

04/10/2026 20:28

La CBF Balducci HR cede alla Choruslife Volley Bergamo in quattro set nella prima giornata della LVF A1 Fineco: nell’esordio nel massimo campionato le arancionere vanno sotto 2-0 al PalaFacchetti di Treviglio, poi tentano la rimonta con un super terzo set, senza però riuscire a completarla nel quarto. Top scorer l’opposta maceratese Decortes (22), in doppia cifra anche Gardini (15) dall’altra parte della rete MVP di giornata la regista Allaoui, ex di turno, in evidenza anche Pietrini (18), nella sua prima gara in maglia bergamasca, le padrone di casa vincono la sfida a muro (9 vs 5). Si inizia punto a punto, poi Bergamo prende il largo nel cuore del primo set (16-10) grazie ad un attacco che gira ad alte percentuali, (63% vs 46% delle maceratesi), un servizio pungente e una difesa che danno molte occasioni in contrattacco che le lombarde sfruttano con efficacia fino al 25-17 finale. Non bastano i 5 centri di Decortes per la CBF Balducci HR. Nel secondo la Choruslife Volley Bergamo trova subito certezze dalla battuta e a muro (9-4), le arancionere provano a restare nel set e si riavvicinano proprio nel finale con Gardini e Mazzon (24-23), sfruttando anche gli errori avversari, ma le padrone di casa piazzano il guizzo finale (25-23) con Stigrot. La CBF Balducci HR cambia marcia nel terzo: l’attacco gira sempre meglio con Decortes e Gardini sugli scudi (9 e 6 punti) mentre quello bergamasco crolla al 30%: set dominato dalle maceratesi 16-25. Bergamo rimette le mani sul match nel quarto ritrovando un attacco sopra al 50%, le arancionere però restano sempre in partita arrivando fino al 21-20, ma la Choruslife è più lucida nel rush finale, 25-21. La cronaca Coach Lionetti parte con Bonelli-Decortes, Farriol-Mazzaro, Schut-Gardini, Caforio libero. Per coach Cervellin in campo Allaoui-Kipp, Van Avermaet-Meli, Pietrini-Stigrot, Gelin libero. L’avvio di primo set è equilibrato, Gardini firma il 4-4, Bonelli il 4-5 ma Pietrini risponde subito (6-5), Bergamo allunga sull’ace di Allaoui (9-7). Schut non trova il campo (10-7), Mazzaro primo tempo (10-8), Stigrot a filo rete mette il +4 (12-8), Decortes c’è, 13-10. Il colpo di Stigrot e l’errore arancionero in attacco portano le lombarde sul 16-10, Lionetti inserisce Carraro e Stoyanova per Bonelli e Decortes. Gardini mette l’ace del 16-12, Farriol a segno (17-13) ma Van Avermaet firma il 19-13 a muro e Pietrini il 21-13 sempre a filo rete. Schut vincente (21-14), rientrano Bonelli e Decortes, Meli a segno (23-14) a sfruttare il servizio della neo entrata Bassi che piazza anche l’ace del 24-14, Gardini pipe (24-15), toccato l’attacco Decortes (24-16), ace Schut (24-17), chiude Meli 25-17. Primo break del secondo set di Bergamo a muro (5-3), Stigrot mette il 6-3, Decortes risponde (6-4), Meli trova un attacco e un muro per il 9-4. Decortes va ancora a segno (11-7, 12-8 e 13-9), sempre l’opposta chiude in pallonetto il 14-11, entra Piomboni per Schut, c’è anche Mazzon per Mazzaro, Farriol primo tempo, 16-13, poi non trova la riga, 18-13. Bergamo tiene il vantaggio con Pietrini (20-15), Mazzon in fast (20-16), Stigrot sbaglia (20-17), Piomboni passa, 22-18. Meli non trova il campo (22-19), Stigrot nemmeno (22-20), Gardini vincente (22-21), Decortes sfiora la riga (24-21) ma Mazzon annulla (24-22), Meli sbaglia (24-23), chiude Stigrot 25-23. Mazzon e Piomboni restano in campo, Gardini e Bonelli portano la CBF Balducci HR sul 4-6 nel terzo set, poi Piomboni e due errori di Bergamo spingono le arancionere sul 4-9 sul turno al servizio di Decortes, entrano Battistoni e Bassi nelle padrone di casa, Decortes mette il 5-10. Gardini due volte in lungolinea (7-12), entra Mazzaro per Farriol, di nuovo Decortes per il 7-13 e l’8-14. Stigrot pallonetto (10-14), Decortes c’è (10-15), muro Piomboni (10-16), entra Carletti per Stigrot sull’11-17. Piomboni mani out (12-18), ace Bassi (14-18), rientrano Kipp e Allaoui, Gardini lungolinea (15-20), Decortes contrattacco, 15-21. Gardini ancora a segno (15-22), muro Mazzaro (15-23), Decortes mani out (16-24), chiude Gardini, 16-25. Mazzaro ancora in campo nel quarto, Piomboni ferma Van Avermaet (4-4), Decortes non trova la riga (7-5), Meli ferma Gardini (8-5), Mazzon mani out, 8-6. C’è l’ace di Pietrini (10-6), toccato l’attacco Gardini (10-7), il muro di Bergamo rilancia le padrone di casa sul 13-8 ma l’errore lombardo vale il 13-10. Piomboni accorcia ancora (14-13) poi non trova il tocco del muro (16-13) ma piazza l’ace del 16-15, Bonelli inventa il 17-16, dentro Schut per Gardini, Meli mura il 19-16. Toccato l’attacco Decortes (20-18), Kipp sbaglia (21-19), pipe Schut (21-20), il servizio di Stigrot propizia il 23-20, Decortes diagonale (23-21), l’errore di Piomboni chiude la gara 25-21.  Il tabellino CHORUSLIFE VOLLEY BERGAMO - CBF BALDUCCI HR MACERATA 3-1 (25-17 25-23 16-25 25-21) CHORUSLIFE VOLLEY BERGAMO: Pietrini 18, Meli 11, Kipp 14, Stigrot 11, Van Avermaet 4, Allaoui 4, Gelin (L), Carletti, Babatunde, Esposito, Battistoni, Bassi 6. N.e.: Rocca, Agazzi. All. Cervellin. CBF BALDUCCI HR MACERATA: Schut 3, Mazzaro 2, Decortes 22, Gardini 15, Farriol 3, Bonelli 2, Caforio (L), Stoyanova, Piomboni 7, Mazzon 5, Carraro. N.e.: Tesi, Landucci. All. Lionetti. Arbitri: Cavalieri, Pozzato. Note - Spettatori: 1292, Durata set: 23', 29', 27', 26'; Totale: 105'. MVP: Allaoui.

Tennis Tolentino, esordio in serie A2 partito male: il Park Villorba s'impone 4-0

Tennis Tolentino, esordio in serie A2 partito male: il Park Villorba s'impone 4-0

04/10/2026 20:08

Il campionato di Serie A2 della squadra femminile del Tennis Tolentino Tiberi Acciai si è aperto con una battuta d’arresto per 4-0 in trasferta al Park Tennis di Villorba (Treviso). Al di là del risultato finale sfavorevole, al club maceratese - al suo esordio assoluto a questi livelli sul palcoscenico nazionale - resta comunque la consapevolezza di essersela giocata a viso aperto contro una squadra superiore sulla carta e anche in grado di schierare due Top-400 del ranking Wta negli incontri di singolare. La 26enne francese Mathilde Lollia, numero 597 del mondo, si è arresa con il punteggio di 6-4 6-2 all’esperta brasiliana Gabriela Ce, ora numero 335 della classifica internazionale ma con recenti trascorsi a ridosso delle prime 200. Disco rosso negli altri singolari anche per Sofia Rocchetti, battuta con un duplice 6-2 dalla siciliana Miriana Tona (371 Wta), e per la giovane del vivaio Ginevra De Angelis, a cui non è bastato un grande sforzo per imporsi su Emily Iosio, uscita vittoriosa per 6-2 3-6 6-3. Reduce dalla partecipazione al Wta 125 organizzato nelle scorse settimane proprio a Tolentino, De Angelis è stata impiegata anche nel match di doppio che - a risultato acquisito - ha premiato nuovamente il sodalizio veneto. Il duo composto da Dall’Antonia e Tona l’ha spuntata su De Angelis e Lollia in due ore e 27 minuti per 6-7 7-5 10/8, in una sfida ricca di capovolgimenti di fronte, caratterizzata da un tie-break da record nel primo set (vinto per 16-14 dalla coppia marchigiana) e da ben quattro match point sciupati dalle ragazze del Tennis Tolentino Tiberi Acciai nel parziale successivo. "Sofia Rocchetti è appena rientrata dagli Stati Uniti e non è riuscita a esprimere il suo miglior tennis" - ha detto Marco Pisciotta, capitano del Tennis Tolentino Tiberi Acciai -. Mathilde Lollia ha giocato una buona partita e ha avuto anche qualche occasione nel primo set, mentre Ginevra De Angelis è cresciuta nel secondo parziale dopo un avvio complicato. Il rammarico più grande è nel doppio perché abbiamo sprecato quattro match point, tre sul 5-3 e uno sul 5-4: una vittoria ci avrebbe fatto bene per il morale e dato fiducia per il prosieguo del campionato". Il percorso del Tennis Tolentino Tiberi Acciai proseguirà domenica 11 ottobre con il primo confronto casalingo contro il Circolo Tennis Eur. "Ora è il momento di rimboccarsi le maniche - ha spiegato capitan Pisciotta -. Torniamo subito al lavoro con l’obiettivo di fare meglio alla prossima giornata".  

Economia

Bollette luce e gas, autunno 'caldo' nelle Marche: "Aumenti fino al 36%, Macerata la provincia più cara"

Bollette luce e gas, autunno 'caldo' nelle Marche: "Aumenti fino al 36%, Macerata la provincia più cara"

01/10/2026 19:40

L’autunno potrebbe portare con sé un nuovo aumento delle bollette di luce e gas nelle Marche. Secondo un’analisi di Facile.it, tra settembre e dicembre 2026 la spesa energetica delle famiglie potrebbe aumentare di circa il 36% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A registrare l'incremento maggiore, secondo le stime, sarebbe la provincia di Macerata, dove la spesa complessiva per luce e gas potrebbe raggiungere circa 1.047 euro, con un aumento del 36,1% su base annua. Seguono Ancona, con una spesa stimata di 970 euro (+35,8%), Fermo, con 959 euro (+35,8%), Ascoli Piceno, con 948 euro (+35,9%), e Pesaro e Urbino, dove la spesa potrebbe attestarsi intorno ai 936 euro, con un incremento del 35,7%. Provincia Spesa stimata settembre-dicembre 2026 Aumento annuo Macerata 1.047 euro +36,1% Ancona 970 euro +35,8% Fermo 959 euro +35,8% Ascoli Piceno 948 euro +35,9% Pesaro e Urbino 936 euro +35,7%   Alla base delle previsioni ci sono le quotazioni future dell'energia elaborate da Eex e analizzate da Facile.it. Per i prossimi quattro mesi, i forward indicano un Pun, il prezzo di riferimento all'ingrosso dell'energia elettrica, in aumento del 65% rispetto allo scorso anno. Ancora più marcata la crescita prevista per il gas: il Psv, indice di riferimento per il costo della materia prima, risulterebbe in aumento del 113% rispetto al 2025. «Il prorogarsi della situazione di conflitto – osserva Facile.it – potrebbe tradursi in un autunno e un inverno “bollenti” dal punto di vista delle bollette». L'analisi prende in considerazione i consumi del 2025 dichiarati dagli utenti di Facile.it. A questi dati sono state applicate le tariffe indicizzate del mercato libero in vigore tra settembre e dicembre 2025, confrontandole con i prezzi che il mercato si attende per lo stesso periodo del 2026, sulla base dei forward Eex aggiornati al 24 agosto 2026. Nel calcolo sono state considerate tutte le principali voci che incidono sul costo finale della bolletta: materia energia, trasporto e gestione del contatore, oneri, imposte e Iva. Per l'energia elettrica è stato considerato il Pun, a cui è stato aggiunto uno spread medio di 0,014 euro/kWh; per il gas il riferimento è il Psv, con uno spread medio di 0,0911 euro/Smc. Le cifre rappresentano quindi stime riferite a contratti del mercato libero a prezzo indicizzato e non costituiscono necessariamente l'importo che ogni famiglia si troverà a pagare. L'effettiva spesa dipenderà dai consumi, dal contratto sottoscritto e dall'andamento dei prezzi dell'energia nei prossimi mesi.

Da New York a Tokyo, Camera di commercio Marche porta nella regione le Camere di commercio italiane all'estero

Da New York a Tokyo, Camera di commercio Marche porta nella regione le Camere di commercio italiane all'estero

29/09/2026 10:50

Il 7 ottobre a Colli del Tronto una giornata di incontri B2B tra i rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero e le imprese. Un’occasione di confronto diretto sui mercati internazionali per le aziende. Rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero incontreranno il 7 ottobre le imprese marchigiane all’Hotel Il Casale di Colli del Tronto. La giornata prevede incontri B2B tra imprese e interlocutori della rete camerale italiana all’estero. Hanno già confermato la propria presenza i rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero di Città del Guatemala, Ho Chi Minh City, Hong Kong, Izmir, Johannesburg, Lione, Londra, Melbourne, Montreal, New York, Pechino, Tokyo e Varsavia. Sono inoltre in fase di conferma altre adesioni. La giornata sarà anche occasione di incontro e scambio tra i Segretari Generali delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, riuniti a Colli del Tronto per la Convention. L’iniziativa è organizzata dalla Camera di Commercio delle Marche in collaborazione con le Aziende Speciali TECNE, LINEA e LINFA e con Assocamere Estero, ed è rivolta a tutte le imprese marchigiane interessate ad avviare o consolidare percorsi di internazionalizzazione. "Il rapporto diretto con le reti camerali italiane all’estero rappresenta un'opportunità concreta per le nostre imprese, perché consente di conoscere meglio i mercati, intercettare interlocutori e costruire relazioni utili ai percorsi di internazionalizzazione", sottolinea il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini. "Con Open Marche vogliamo mettere a disposizione delle imprese marchigiane un'occasione di confronto diretto e qualificato, rafforzando il ruolo della Camera di Commercio come punto di riferimento per chi guarda ai mercati internazionali". La partecipazione agli incontri è gratuita e sarà subordinata all'iscrizione. Seguiranno nei prossimi giorni ulteriori informazioni sulle Camere partecipanti, sulle modalità di adesione e sul programma della giornata.

Scuola e università

Festa della Laurea all'Università di Camerino: auditorium gremito per la consegna delle pergamene

Festa della Laurea all'Università di Camerino: auditorium gremito per la consegna delle pergamene

02/10/2026 17:00

Un pomeriggio dedicato ai traguardi raggiunti, alle emozioni e ai ricordi di un percorso universitario. L’Università di Camerino ha celebrato ieri, giovedì 1 ottobre, la tradizionale Festa della Laurea, con la consegna delle pergamene alle laureate e ai laureati che hanno conseguito il titolo nell’anno accademico 2024/2025. A fare da cornice alla cerimonia è stato l’auditorium Benedetto XIII, gremito di centinaia di neolaureate e neolaureati delle cinque Scuole di Ateneo, accompagnati da familiari e amici arrivati da diverse parti d’Italia e dall’estero. L’evento si è aperto con il saluto del rettore Graziano Leoni, che ha rivolto un messaggio alle studentesse e agli studenti sottolineando l’impegno e la determinazione che hanno accompagnato il loro percorso universitario. "È davvero emozionante vedere l’auditorium gremito. Vi ringrazio per aver scelto l'Università di Camerino e ringrazio tutte le vostre famiglie e i vostri amici che vi hanno supportato e dato la possibilità di fare questo percorso, che mi auguro sia stato formativo e di crescita personale", ha dichiarato Leoni. "Voglio quindi esprimere il mio più caloroso augurio a tutte e tutti voi per un futuro di grandi soddisfazioni non solo professionali, ma anche personali". Alla presenza dei Prorettori, dei Delegati, del Direttore Generale e dei Direttori delle Scuole di Ateneo, è quindi arrivato il momento della consegna delle pergamene, uno dei momenti più attesi della giornata. Per ciascuna delle cinque Scuole, la consegna è stata preceduta dalla testimonianza di una laureata o di un laureato, chiamati a raccontare la propria esperienza all'interno dell'Ateneo. Sono intervenuti Beatrice Marcelli per la Scuola di Giurisprudenza, Qendron Mema per la Scuola di Architettura e Design, Raffaele Camisa per la Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Alice Rassu per la Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria e Vlad Dogariu per la Scuola di Scienze e Tecnologie.   La cerimonia ha rappresentato anche l'occasione per rivolgere un saluto speciale a docenti e personale tecnico-amministrativo che hanno concluso il proprio servizio nell'ultimo anno. A loro è stato dedicato un momento ufficiale di congedo dall'Università di Camerino, a chiusura di una giornata dedicata tanto ai nuovi percorsi professionali dei laureati quanto a chi ha contribuito alla vita dell'Ateneo nel corso degli anni.

Erasmus a Civitanova, studenti austriaci e spagnoli ricevuti a Palazzo Sforza

Erasmus a Civitanova, studenti austriaci e spagnoli ricevuti a Palazzo Sforza

01/10/2026 16:00

Un incontro all’insegna dello scambio culturale, della conoscenza delle istituzioni e della cittadinanza europea. Una delegazione di studenti austriaci e spagnoli, ospiti del liceo “Leonardo da Vinci” di Civitanova nell’ambito del progetto Erasmus+, è stata ricevuta ieri a Palazzo Sforza dal vicesindaco Claudio Morresi. A guidare il gruppo è stata la professoressa Carola Turi, referente del progetto Erasmus+ dell’istituto civitanovese. Dall’Austria sono arrivati due studenti dell’Ingeborg Bachmann Gymnasium di Klagenfurt, accompagnati dalla docente Sibylle Schmiedmeier, mentre dalla Spagna sono giunte sei studentesse dell’Institut Ridaura di Platja d’Aro, in provincia di Girona, insieme alla loro insegnante Raquel Sánchez. Durante l’incontro gli studenti hanno mostrato grande interesse per il funzionamento delle istituzioni italiane, mettendo a confronto l’organizzazione amministrativa di Civitanova con quella dei loro Comuni di provenienza. Un confronto che ha evidenziato differenze e similitudini tra realtà locali di Paesi diversi, stimolando curiosità e partecipazione. Il vicesindaco Morresi ha accompagnato la delegazione nella Sala del Consiglio comunale e della Giunta, illustrando il funzionamento della macchina amministrativa e raccontando anche alcune curiosità legate alla storia della città e al Gonfalone civico. Prima dei saluti e della foto di gruppo, Morresi ha rivolto agli studenti un invito alla partecipazione democratica attiva, sottolineando il valore dell’essere cittadini europei. “È bello vedere l’entusiasmo e la curiosità di voi giovani nel cogliere la straordinaria opportunità del progetto Erasmus – ha detto il vicesindaco –. Questi scambi rappresentano una grandissima esperienza di crescita, sia dal punto di vista linguistico che culturale, grazie all’esperienza diretta con culture diverse. A nome della città e dell’Amministrazione comunale vi auguro una proficua prosecuzione del vostro soggiorno a Civitanova”. La permanenza dei ragazzi durerà complessivamente 12 giorni. Gli studenti sono ospitati dalle famiglie dei loro coetanei del liceo “IIS Leonardo da Vinci” e partecipano alle lezioni nelle classi dei rispettivi partner. Il programma prevede inoltre visite, incontri e attività alla scoperta di Civitanova e del territorio. La professoressa Carola Turi ha ringraziato l’Amministrazione comunale e il vicesindaco Morresi per l’accoglienza riservata agli studenti ospiti, sottolineando il valore dell’esperienza nel più ampio percorso internazionale dell’istituto. “Questa iniziativa – ha spiegato la docente – si inserisce all’interno di una più ampia strategia europea dell’Istituto Leonardo da Vinci, che da anni aderisce al programma Erasmus+ al fine di promuovere mobilità, inclusione e cooperazione educativa a livello internazionale”. L’incontro a Palazzo Sforza rappresenta così una delle tappe di un’esperienza che punta a mettere in relazione giovani di Paesi diversi, favorendo non solo l’apprendimento linguistico, ma anche la conoscenza reciproca, il dialogo interculturale e una più consapevole identità europea.  

Cultura

San Severino, i capolavori dei Salimbeni visibili dopo anni nei depositi: aperte due nuove mostre

San Severino, i capolavori dei Salimbeni visibili dopo anni nei depositi: aperte due nuove mostre

04/10/2026 14:10

Dopo la chiusura della Pinacoteca Civica a seguito del terremoto, alcune delle opere più importanti della storia artistica di San Severino Marche tornano finalmente a essere ammirate dal pubblico. È stata inaugurata nella Galleria d'Arte Moderna "Filippo Bigioli", all'interno del Palazzo Comunale di piazza del Popolo, la doppia esposizione dedicata a Jacopo e Lorenzo Salimbeni e al rapporto tra San Francesco e la città. Le due mostre, visitabili fino al 10 gennaio 2027, sono "Jacopo e Lorenzo Salimbeni da San Severino. I capolavori ritrovati" e "San Francesco e San Severino Marche: arte, storia e memoria", entrambe curate dal professor Stefano Papetti. L'iniziativa nasce con l'obiettivo di riportare alla fruizione pubblica opere che per anni sono rimaste nei depositi a causa della chiusura della Pinacoteca Civica. Un patrimonio particolarmente significativo per la storia di San Severino, che torna così protagonista attraverso un percorso espositivo dedicato alla pittura tardogotica e alla tradizione francescana del territorio. Tra i pezzi più importanti in mostra c'è il trittico del 1400 firmato da Lorenzo Salimbeni, considerato un'opera fondamentale per comprendere l'avvio del percorso artistico dei due fratelli, protagonisti del Gotico Cortese e attivi sotto il mecenatismo della signoria degli Smeducci. Presenti anche i santi provenienti da Santa Maria della Pieve e il monocromo raffigurante il prefetto Egeo, proveniente dalla basilica di San Lorenzo in Doliolo. A spiegare il significato dell'esposizione è stato lo stesso curatore Stefano Papetti: "San Severino Marche ritrova questi capolavori dopo anni in cui sono rimasti chiusi nei depositi, in attesa che sia restaurata la Pinacoteca dove avranno la loro casa definitiva". La riapertura della Pinacoteca resta quindi l'obiettivo finale, mentre la mostra rappresenta un'importante occasione per riportare temporaneamente le opere davanti al pubblico. La scelta di organizzare l'esposizione si lega anche alle celebrazioni per il seicentesimo anniversario della morte di Jacopo Salimbeni, ricorrenza per la quale il Ministero della Cultura ha istituito un apposito Comitato Nazionale. "L'aver portato finalmente alla vista di tutti il trittico firmato da Lorenzo Salimbeni del 1400 – ha spiegato Papetti – rappresenta un'anteprima straordinaria di tutte le iniziative, convegni e video documentari che programmeremo nell'arco del triennio". L'altra sezione dell'esposizione è dedicata al rapporto tra San Francesco e San Severino Marche, un legame documentato dalle fonti che ricordano le visite del Santo nella città nel 1212 e nel 1221. Particolare rilievo viene dato all'incontro al monastero di San Salvatore a Colpersito con Guglielmo da Lisciano, il "rex versum" che divenne poi frate Pacifico e collaborò con Francesco alla stesura del Cantico delle Creature. Il percorso ricostruisce anche la memoria della chiesa di San Francesco nella città alta, andata distrutta nel tempo ma dalla quale sono stati recuperati alcuni affreschi. Tra questi figurano la raffigurazione delle Stimmate e quella dell'Approvazione della regola da parte di papa Onorio III, caratterizzate da un marcato espressionismo di scuola bolognese. In mostra anche frammenti come la Madonna con il Bambino e san Francesco, attribuita ai Salimbeni e proveniente da Santa Maria della Pieve, oltre ad alcuni oggetti legati alla tradizione francescana. All'inaugurazione hanno partecipato, insieme al sindaco Rosa Piermattei, il consigliere regionale Renzo Marinelli, il direttore di Anci Marche Francesca Bedeschi, il direttore di ArtiFex International Paolo Bedeschi, il presidente del Consiglio comunale Sandro Granata, il vicesindaco Jacopo Orlandani, l'assessore alla Cultura Vanna Bianconi, il direttore artistico dei Teatri di Sanseverino Francesco Rapaccioni e la presidente della Pro Loco. Le esposizioni sono promosse dal Comune di San Severino Marche in collaborazione con Ministero della Cultura, Soprintendenza ABAP per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, Fondazione Salimbeni per le Arti Figurative e San Severino Musei. La visita è possibile presso la Galleria d'Arte Moderna "Filippo Bigioli" fino al 10 gennaio 2027.

Giornate Fai d'Autunno 2026, otto aperture in provincia di Macerata: c'è anche il Cappellone di San Nicola

Giornate Fai d'Autunno 2026, otto aperture in provincia di Macerata: c'è anche il Cappellone di San Nicola

01/10/2026 12:50

Sono otto i luoghi della provincia di Macerata inseriti nel programma delle Giornate Fai d’Autunno 2026, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre. Un percorso che attraversa il territorio da Camerino a Civitanova Marche, passando per Macerata, Tolentino, Recanati e Matelica, con aperture eccezionali e visite alla scoperta di edifici e complessi normalmente non accessibili o poco conosciuti. La quindicesima edizione delle Giornate FAI coinvolgerà complessivamente 29 comuni marchigiani, con 43 aperture in tutta la regione, grazie al lavoro di 19 gruppi e presidi FAI, oltre 350 volontari, 50 scuole e circa 1.200 Apprendisti Ciceroni. Nel Maceratese il programma comprende il Convento dei Frati Cappuccini di Renacavata a Camerino, l'Orto sul Colle dell'Infinito e l'Ex Palazzo Garulli - oggi sede BCC a Recanati, il Cappellone di San Nicola a Tolentino, i Palazzi dell'ex Banca d'Italia dell'Università di Macerata, Dall'ex Casa del Balilla alla Villa Bruscantini a Civitanova Marche e Palazzo Piersanti a Matelica. A Tolentino sarà possibile entrare nel Cappellone di San Nicola, nell'ala più antica della Basilica di San Nicola da Tolentino. Il complesso custodisce uno dei più importanti cicli pittorici del primo Trecento ed è rimasto chiuso per oltre dieci anni a causa dei danni provocati dal terremoto del 2016. Il restauro, concluso nel mese di settembre, ha riguardato il consolidamento e il recupero della leggibilità delle superfici e dei colori. Gli affreschi sono attribuiti a maestranze guidate da Pietro da Rimini, seguace di Giotto. Il percorso permette di ammirare le decorazioni della volta con gli Evangelisti e i Dottori della Chiesa, le scene dedicate alla Vergine, a Cristo e a San Nicola e la Crocifissione sopra l'altare. Al centro del Cappellone si trova inoltre l'arca in pietra con la statua policroma del Santo, progettata nel 1474 da Francesco di Simone Ferrucci e completata da Niccolò di Giovanni. A Macerata, le Giornate FAI porteranno alla scoperta dei Palazzi dell'ex Banca d'Italia, complesso rimasto a lungo chiuso dopo la dismissione della filiale bancaria e recentemente interessato da un importante intervento di restauro da parte dell'Università di Macerata. La visita comprende il piano terra di Palazzo Diamanti, con la facciata, l'ingresso, il cortile e la sala degli sportelli, per poi proseguire verso Palazzo Lazzarini. Qui sarà possibile vedere la sala dei portavalori, che conserva un affresco storico del Cinquecento, il cortile e il piano nobile con le decorazioni ottocentesche. A Camerino sarà protagonista il Convento dei Frati Cappuccini di Renacavata, in vista dei 500 anni dell'Ordine dei Cappuccini, che saranno celebrati nel 2028. Le visite interesseranno le parti più antiche del complesso, tra cui la chiesa, l'area del Cinquecento e il refettorio, oltre al museo storico con i suoi manufatti e la collezione di tabernacoli lignei marchigiani. Il percorso comprenderà anche gli spazi boschivi esterni al convento. Il complesso è inoltre tra i luoghi più votati del XIII censimento "I Luoghi del Cuore", tuttora in corso. A Civitanova Marche, invece, il percorso "Dall'ex Casa del Balilla alla Villa Bruscantini" permetterà di visitare eccezionalmente il giardino di Villa Bruscantini, mentre la villa resterà esclusa dal percorso in quanto residenza privata. L'iniziativa propone due esposizioni: una dedicata ad Adalberto Libera, con progetti e documenti relativi alla Casa del Balilla, e una dedicata alla storia della villa e alla figura del baritono Sesto Bruscantini, accompagnata anche da momenti musicali. Il programma maceratese comprende inoltre tre aperture a Recanati e Matelica. A Recanati sarà possibile visitare l'Orto sul Colle dell'Infinito, il bene FAI legato alla memoria di Giacomo Leopardi, e l'Ex Palazzo Garulli, oggi sede BCC. A Matelica è invece inserito Palazzo Piersanti. Le aperture fanno parte del programma regionale delle Giornate FAI d'Autunno, che quest'anno propone nelle Marche 43 luoghi distribuiti nelle diverse province. A livello nazionale saranno oltre 700 i luoghi visitabili in 350 città, con visite a contributo libero nelle giornate di sabato 10 e domenica 11 ottobre. Per orari, modalità di visita ed eventuali prenotazioni, il FAI invita a consultare le singole schede dei luoghi sul portale ufficiale, poiché il programma può subire variazioni.

Eventi

Macerata, Natura in città: tre giornate per scoprire bellezza e biodiversità dei parchi urbani

Macerata, Natura in città: tre giornate per scoprire bellezza e biodiversità dei parchi urbani

04/10/2026 15:46

Riscoprie la bellezza e la biodiversità dei propri parchi urbani: è questo l'obiettivo della città di Macerata, che dal 4 ottobre inaugura il ciclo di appuntamenti "Natura in città", pesato per i cittadini e per i visitatori di ogni età.  Appuntamenti per valorizzare i polmoni verdi della città, che uniscono sostenibilità ambientale e la scoperta del terrritorio e delle tradizioni locali attraverso passeggiate guidate, degustazioni tipiche e esploraizoni.  Questa mattina, alle ore 10:00 il parco di Fontescodella ha ospitato "Gli alberi da frutto del parco", una camminata guidata che ha messo al centro la scoperta della botanica locale e che si è conclusa con una degustazione di marmellate artigianali messe a disposizione dall'azienda SiGi. Sabato 17 ottobre, alle ore 21:00 presso il parco di Villa Lauri l'avventura sotto le stelle "Esplorazione notturna del bosco", permetterà di ascoltare i suoni della natura, riconscere la fauna notturna e di degustare insieme i dolci della tradizione. Infine domenica 8 novembre alle ore 16:00, un pomeriggio dedicato al parco delle Vergini dove l'evento "A spasso tra gli ulivi" permetterà di passeggiare tra alberi secolari con la possibilità di degustare l'olio nuovo, con la guida a cura dell'Organizzazione dei produttori olivicoli APROL Marche. Gli eventi sono realizzati dall'assessorato all'Ambiente in collaborazione con il CEA Parco di Fontescodella, Colidretti Macerata, APROL Marche e Campagna Amica.  Le attività in programma saranno accompagnate da una guida naturalistica del CEA Parco di Fontescodella e la partecipazione è gratuita. Necessaria la prenotazione anticipata scrivendo al seguente indirizzo email: ceamacerata@risorsecoop.it

Corridonia, riapre la chiesa di San Francesco a dieci anni dal terremoto: ospiterà mostre ed eventi

Corridonia, riapre la chiesa di San Francesco a dieci anni dal terremoto: ospiterà mostre ed eventi

04/10/2026 12:00

A dieci anni dal terremoto del 2016, la chiesa di San Francesco di Corridonia torna a disposizione della comunità. Il luogo simbolo del centro storico, lesionato dal sisma, è stato riaperto ieri pomeriggio con una cerimonia che ha segnato la conclusione dell'intervento di recupero e restauro. I lavori, progettati dagli architetti Pierluigi Macchini e Marco Moretti e dalla restauratrice Maria Pia Topa, hanno interessato la struttura, gli affreschi e le opere custodite all'interno dell'edificio. L'intervento è stato finanziato con 630mila euro provenienti dai fondi dell'otto per mille, restituendo alla chiesa sicurezza e piena fruibilità. Alla cerimonia hanno partecipato il Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale Silvia Luconi, il consigliere provinciale Giorgio Pollastrelli, in rappresentanza del presidente della Provincia, e il parroco don Fabio. "Ogni volta che riusciamo a dare nuova vita ad un edificio storico dopo il sisma - ha dichiarato il sindaco Giuliana Giampaoli - riportiamo in vita luoghi che sono stati e saranno il cuore pulsante di questa città". Per la prima cittadina, San Francesco "rappresenta una sorta di memoria storica per Corridonia" e la sua riapertura "rappresenta molto più del recupero di un edificio: è il segno concreto della rinascita di un patrimonio che appartiene alla memoria, alla fede e all'identità della nostra comunità". Sulla riapertura è intervenuto anche il senatore Guido Castelli, commissario straordinario alla ricostruzione. "Restituiamo alla comunità di Corridonia la Chiesa di San Francesco, uno degli edifici di culto più antichi del centro storico, ferito dal sisma del 2016", ha dichiarato. Castelli ha sottolineato anche il particolare significato dell'appuntamento, alla vigilia del 4 ottobre e nell'anno dell'ottavo centenario della morte di San Francesco, collegando la riapertura alla mostra allestita all'interno della chiesa, "Francesco secondo Giotto". La chiesa, di proprietà comunale e ancora consacrata, non tornerà però esclusivamente alla funzione religiosa: negli anni precedenti al sisma era infatti già utilizzata anche come luogo a disposizione della cittadinanza e ora sarà nuovamente destinata a ospitare mostre, convegni, seminari e incontri. Proprio in occasione della riapertura è stata inaugurata la mostra "Francesco secondo Giotto", realizzata grazie alla collaborazione dell'Associazione culturale L'Olmo e della Parrocchia dei Santi Pietro, Paolo e Donato. A guidare i presenti nel percorso dedicato alla vita di San Francesco attraverso lo sguardo di Giotto è stato il professor Filippetti, studioso e divulgatore di storia dell'arte. La mostra è a ingresso libero e resterà visitabile fino al 25 ottobre. Gli orari sono: il venerdì dalle 21 alle 23; il sabato dalle 10 alle 20 e dalle 21 alle 24; la domenica dalle 10 alle 12.30, dalle 18 alle 20 e dalle 21 alle 23. All'interno della chiesa trovano spazio anche i lavori realizzati dagli studenti dell'Istituto comprensivo "Manzoni-Lanzi", che hanno reinterpretato la figura di San Francesco attraverso la sensibilità e la creatività delle nuove generazioni.

Curiosità

"Cercasi nonne delle Marche per un documentario": il fondatore di ArteSettima lancia la ricerca sui social

"Cercasi nonne delle Marche per un documentario": il fondatore di ArteSettima lancia la ricerca sui social

30/09/2026 16:00

Una ricerca affidata ai social per andare a caccia di storie, ricordi e testimonianze delle donne marchigiane nate negli anni Trenta e Quaranta. A lanciarla è Andrea Vailati, fondatore e direttore editoriale di ArteSettima e uno dei volti del podcast dedicato al cinema.  Attraverso una storia pubblicata sul suo profilo Instagram, Vailati cerca nonne residenti nelle Marche, appartenenti a quella generazione che ha vissuto l'infanzia e la giovinezza tra gli anni della guerra e quelli della ricostruzione. La richiesta si dovrebbe inserire nel progetto “Madri”, documentario di ArteSettima dedicato alle donne del secondo dopoguerra. L'idea è raccogliere testimonianze personali capaci di raccontare il Novecento non attraverso i libri di storia, ma attraverso la memoria diretta di chi lo ha vissuto.  Nel progetto sono già state raccolte storie in diverse regioni italiane, con interviste rivolte a donne con esperienze e percorsi molto differenti: dalla vita in città a quella in campagna, dal lavoro alla famiglia, fino agli anni della guerra e del dopoguerra.  Ora la ricerca arriva nelle Marche. L'appello di Vailati è rivolto quindi alle famiglie marchigiane che abbiano una nonna nata negli anni Trenta o Quaranta e disponibile a raccontare la propria storia davanti a una telecamera. Se conoscete o avete nonne di quell'età rispondete all'appello di Vailati sul suo profilo che trovate qui.

Lou Ferrigno ad Apiro: l'Incredibile "Hulk" da Panatta per un tuffo nel mondo del fitness

Lou Ferrigno ad Apiro: l'Incredibile "Hulk" da Panatta per un tuffo nel mondo del fitness

30/09/2026 15:30

L'Incredibile Hulk arriva ad Apiro. Lou Ferrigno, l'attore e culturista statunitense che ha interpretato il celebre supereroe nella storica serie televisiva, sarà ospite della Panatta nelle giornate dell'1 e 2 ottobre per una visita agli stabilimenti dell'azienda marchigiana e un allenamento con il fondatore Rudi Panatta. Ferrigno sarà accompagnato alla scoperta della realtà produttiva di Apiro, dove potrà conoscere da vicino le attrezzature destinate al bodybuilding e al fitness, visitare lo showroom e provarne alcune durante una sessione di allenamento. L'occasione sarà anche un modo per vedere il percorso che porta alla realizzazione delle macchine, dalla progettazione allo studio della biomeccanica fino alla produzione "made in Italy". Un incontro che mette a confronto due figure legate, seppure attraverso percorsi differenti, alla storia del bodybuilding. Ferrigno è stato tra i protagonisti della generazione che negli anni Settanta contribuì a far conoscere questa disciplina anche al di fuori delle palestre. Nel 1975 partecipò al Mr. Olympia, competizione nella quale si confrontò anche con Arnold Schwarzenegger, esperienza raccontata nel documentario "Pumping Iron", presentato al Festival di Cannes nel 1977. Pochi anni dopo, il ruolo di Hulk nella serie televisiva lo avrebbe trasformato in un volto riconoscibile in tutto il mondo. L'allenamento e il bodybuilding sono, però, rimasti una costante della sua vita, anche dopo il successo televisivo e cinematografico. Ad Apiro, Ferrigno incontrerà una realtà che da oltre sessant'anni sviluppa e produce attrezzature per l'allenamento. La visita alla Panatta sarà, quindi, anche l'occasione per mettere in relazione la storia di chi ha contribuito a rendere popolare il bodybuilding con quella di un'azienda che continua a progettare e realizzare macchinari per questa disciplina. "Per noi è un piacere ospitare un personaggio iconico come Lou Ferrigno - dichiara Rudi Panatta -. È una delle leggende del bodybuilding internazionale e un personaggio ancora amatissimo dal pubblico, con il quale ha saputo mantenere un rapporto costante nel tempo". Per due giorni, dunque, Apiro sarà il punto d'incontro tra una delle icone del bodybuilding mondiale e una delle realtà marchigiane più legate alla produzione di attrezzature per l'allenamento. Ferrigno visiterà gli stabilimenti Panatta e, insieme a Rudi Panatta, tornerà anche a confrontarsi con le macchine in palestra.

Varie

Putin: è l'Europa a volere la guerra, non la Russia

Putin: è l'Europa a volere la guerra, non la Russia

04/10/2026 13:30

Vladimir Putin è recentemente tornato sulla vexata quaestio della guerra con l’Europa. E ha rilasciato due dichiarazioni degne della massima attenzione. Ha detto che l’Unione Europea vuole la guerra con la Russia: se in precedenza Putin si era limitato a dire che la Russia non aveva alcun piano per aggredire l’Europa, adesso si spinge oltre e afferma senza perifrasi edulcoranti che è l’Europa che si sta adoperando in ogni modo per occasionare il conflitto con la Russia. La tesi di Putin appare inconfutabile, suffragata com’è da una miriade di fatti registrati in questi ultimi mesi, non da ultimo il ridicolo episodio del drone su Lipsia, subito identificato dalla Germania come drone russo. In secondo luogo, il presidente russo ha dichiarato testualmente che se l’Unione Europea invia le truppe in Ucraina, allora è a tutti gli effetti guerra con la Russia. Anche in questo caso le sue parole sono difficilmente smentibili: è infatti del tutto evidente che l’invio di truppe europee in Ucraina, così come era stato per la prima volta sciaguratamente suggerito tempo addietro da sire Macron, comporterebbe ipso facto l’ingresso dell’Europa stessa in guerra con la Russia di Putin. Anche un bambino di sei anni può capire facilmente il perché: se l’Ucraina è in guerra con la Russia e se l’Europa manda truppe a combattere dalla parte dell’Ucraina, è lampante che l’Europa entri in guerra. Insomma, Vladimir Putin ha detto a chiare lettere ciò che era chiaro a tutti ormai da mesi: l’Unione Europea, treno in corsa verso l’abisso, sta facendo letteralmente di tutto per propiziare la guerra con una Russia che, di per sé non avrebbe alcun interesse al conflitto con l’Europa. Queste riflessioni ci inducono a fare i conti con la curiosa tesi, diffusa nei circuiti egemonici, secondo cui la Russia di Vladimir Putin e gli Stati Uniti d’America di Trump avrebbero come obiettivo quello di “sfasciare” l’Unione Europea, in ciò trovandosi d’accordo al di là delle pur non trascurabili differenze che contraddistinguono le due nazioni. Ora, la tesi in questione ci pare francamente piuttosto debole e non supportata da dati: soprattutto ci sembra una tesi decisamente eurocentrica, fondata com’è sulla discutibile idea secondo cui l’Europa sarebbe il centro del mondo e, come recentemente ancora ha dichiarato anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il paradiso invidiato e osteggiato dall’intero pianeta. La realtà, tuttavia, si incarica di smentire senza riserve una simile posizione: già da diversi lustri, l’Europa ha perso la sua centralità per ridefinirsi come semplice colonia della civiltà del dollaro. La Russia non ha di fatto alcun interesse per l’Europa e anzi se ne tiene a debita distanza, come si fa con gli appestati. Gli Stati Uniti d’America, per parte loro, non hanno nulla da temere, se si considera che l’Unione Europea non ha fatto altro che rinsaldare la subalternità europea rispetto a Washington. La verità, che gli interpreti politicamente corretti si guardano bene dal fare emergere, è che l’Unione Europea si sta sfasciando da sola, supportando contro il proprio interesse la guerra di Kiev e cercando in ogni modo il conflitto con la Russia di Putin. Per non tacere, poi, di pratiche surreali come la cancellazione della cultura e dell’identità, ma poi anche il nichilismo liberista innalzato a sola sorgente di senso. Insomma, l’Unione Europea rischia davvero di cadere a pezzi ma non certo per colpa di Washington o di Mosca, bensì per la propria intrinseca nequizia, per l’armata Brancaleone che attualmente la gestisce e, non da ultimo, per l’intima contraddittorietà che fin dalla sua fondazione la caratterizza. Insomma, la UE deve temere anzitutto se stessa.

La persona ancora: il porto sicuro nelle tempeste della vita

La persona ancora: il porto sicuro nelle tempeste della vita

L’ancora sa come tenere la barca radicata al fondo senza bloccarla, lasciandole il giusto margine di manovra a seconda del vento e delle correnti. Quando nella vita le maree dell'esistenza ci confondono e ci allontanano da noi stessi, tutti vorremmo un’ancora per scendere nell'abisso alla ricerca di una presa solida a cui radicarci: queste sono le persone ancora. Non fanno rumore: ti stanno accanto in silenzio, non hanno bisogno di esibirsi, ma sanno calarsi nelle tue profondità con la sola certezza della loro presenza. Nell’ancoraggio il calumo è la lunghezza della catena che unisce l’imbarcazione al suo punto di aderenza sul fondo, garantendole la necessaria libertà di oscillazione. Se la catena è troppo corta o rigida, un’onda particolarmente violenta rischierebbe di spezzarla o di sradicare l'ancora dal fondale, lasciando la barca alla deriva. La persona ancora compie la stessa danza: sa lasciarti lo spazio per muoverti con il vento, per crollare, per mostrare le tue ferite, senza mai sminuirti . Sta semplicemente lì, offre un sostegno caldo e rassicurante in cui ogni emozione trova, finalmente, un rifugio. È qualcuno a cui poter gridare «Non ce la faccio!» senza timore del giudizio. Ti chiederà di cosa hai bisogno e, a volte, lo comprenderà prima ancora che tu possa parlare. Non scappa davanti al buio che hai ben imparato a nascondere. Il confronto è vero, non esistono silenzi manipolatori: si comunica con il solo desiderio di capirsi, l’ego è messo a tacere. Con la persona ancora svanisce l'obbligo del ruolo. Non sei tenuto a essere colui che non crea problemi, l’impeccabile custode dell'altrui tranquillità. Puoi finalmente essere te stesso, non solo nella gioia, ma anche nella confusione, nell'eccesso di sensibilità o d'intensità. La persona ancora ha una curiosità sincera per le tue crepe, per i tuoi sogni e per le tue paure. È una complice, è la forza di uno sguardo in mezzo alla folla, una mano che ti tocca per ricordarti: io sono qui. Poco importano la quantità di tempo vissuto insieme o la distanza geografica. Sai di poterti spingere più in là per esplorare le tempeste del mondo, consapevole di quel filo invisibile e sicuro entro cui muoverti, un legame che ti impedisce di smarrirti. Avere o essere un’ancora non significa paralizzare la navigazione o la crescita dell’altro, ma donare la libertà di salpare, con la certezza di non andare alla deriva.

Copyright © 2020 Picchio News s.r.l.s | P.IVA 01914260433
Registrazione al Tribunale di Macerata n. 4235/2019 R.G.N.C. - n. 642/2020 Reg. Pubbl. - n. 91 Cron.