Questa mattina Macerata saluta due importati figure dell’arma dei Carabinieri: il tenente Colonnello Giorgio Picchiotti, comandante della Compagnia di Macerata e il maggiore Giulia Maggi, comandante della Compagnia di Tolentino.
“Così come c'è particolare attenzione alla novità quando arrivano dei nuovi comandanti, per me bisogna dare altrettanta attenzione anche a un saluto perché è ciò che permette di verificare quanto ci si è attenuti a quella che era l'idea del primo giorno”.
Così il colonnello Raffaele Ruocco li ha ringraziati per il lavoro svolto nel territorio maceratese, ricordando che la collaborazione tra le due compagnie, assieme a quelle del territorio limitrofo, ha rappresentato l’elemento centrale per la buona riuscita dell’operato di questi anni.
Giorgio Picchiotti ha guidato la Compagnia di Macerata dal 2022 ed ora andrà al comando del reparto operativo provinciale dei Carabinieri di Arezzo. In questi quattro anni la necessità di interventi eclatanti non è stata particolarmente necessaria “però questo non vuol dire che non c’è stato impegno costante, anzi, tutt’altro” – afferma il tenente colonnello – “Abbiamo cercato di puntare molto e soprattutto sull’aspetto preventivo, di aumentare la proiezione esterna dei servizi del controllo sul territorio con l’apertura delle caserme al cittadino, con l’ascolto e mettendoci a disposizione della comunità”.
Facendo riferimento a questo tipo di intervento si ritiene particolarmente soddisfatto, perché è proprio da questa presenza sul territorio che le problematiche riscontrate si sono poi potute risolvere.
Il maggiore Giulia Maggi è stata la prima donna ufficiale nella provincia di Macerata, ruolo che ha ricoperto per cinque anni e che lascia per l’ufficio logistico del comando regionale Carabinieri Umbria, dove sarà capo sezione antinfortunistica e ambiente.
Le parole che spende per descrivere i suoi anni al servizio della città di Tolentino sono ricche di gratitudine verso una comunità che, con il sisma del 2016 prima, e con l’avvento della pandemia poi, non ha smesso di essere presente e collaborare.
Il maggiore ripercorre l'impegno della Compagnia sugli aspetti più critici del territorio: “Sul fronte stupefacenti abbiamo cercato di affrontare il fenomeno con metodo. Siamo un terminale variegato, perché lo stupefacente riguarda tutte le classi sociali e le età – afferma il maggiore – “È un problema che va affrontato con impegno e spero che i risultati degli ultimi mesi, dello scorso anno e quello recente che ha portato al carcere per lo spaccio di cocaina, siano dei segnali che dimostrino come abbiamo lavorato tanto su questo fronte”.
Le parole sono anche di ringraziamento per il lavoro corale, per la sinergia interna e con le altre forze di polizia che hanno caratterizzato gli interventi sul territorio di questi anni.
A sostituire il colonnello Picchiotti sarà il capitano Francesco Grasso, proveniente dal Comando di compagnia di Schio, mentre a prendere il posto del maggiore Maggi sarà il capitano Paolo Petruccelli del nucleo investigativo di Palermo.
Questa mattina Macerata saluta due importati figure dell’arma dei Carabinieri: il tenente Colonnello Giorgio Picchiotti, comandante della Compagnia di Macerata e il maggiore Giulia Maggi, comandante della Compagnia di Tolentino.
“Così come c'è particolare attenzione alla novità quando arrivano dei nuovi comandanti, per me bisogna dare altrettanta attenzione anche a un saluto perché è ciò che permette di verificare quanto ci si è attenuti a quella che era l'idea del primo giorno”.
Così il colonnello Raffaele Ruocco li ha ringraziati per il lavoro svolto nel territorio maceratese, ricordando che la collaborazione tra le due compagnie, assieme a quelle del territorio limitrofo, ha rappresentato l’elemento centrale per la buona riuscita dell’operato di questi anni.
Giorgio Picchiotti ha guidato la Compagnia di Macerata dal 2022 ed ora andrà al comando del reparto operativo provinciale dei Carabinieri di Arezzo. In questi quattro anni la necessità di interventi eclatanti non è stata particolarmente necessaria “però questo non vuol dire che non c’è stato impegno costante, anzi, tutt’altro” – afferma il tenente colonnello – “Abbiamo cercato di puntare molto e soprattutto sull’aspetto preventivo, di aumentare la proiezione esterna dei servizi del controllo sul territorio con l’apertura delle caserme al cittadino, con l’ascolto e mettendoci a disposizione della comunità”.
Facendo riferimento a questo tipo di intervento si ritiene particolarmente soddisfatto, perché è proprio da questa presenza sul territorio che le problematiche riscontrate si sono poi potute risolvere.
Il maggiore Giulia Maggi è stata la prima donna ufficiale nella provincia di Macerata, ruolo che ha ricoperto per cinque anni e che lascia per l’ufficio logistico del comando regionale Carabinieri Umbria, dove sarà capo sezione antinfortunistica e ambiente.
Le parole che spende per descrivere i suoi anni al servizio della città di Tolentino sono ricche di gratitudine verso una comunità che, con il sisma del 2016 prima, e con l’avvento della pandemia poi, non ha smesso di essere presente e collaborare.
Il maggiore ripercorre l'impegno della Compagnia sugli aspetti più critici del territorio: “Sul fronte stupefacenti abbiamo cercato di affrontare il fenomeno con metodo. Siamo un terminale variegato, perché lo stupefacente riguarda tutte le classi sociali e le età – afferma il maggiore – “È un problema che va affrontato con impegno e spero che i risultati degli ultimi mesi, dello scorso anno e quello recente che ha portato al carcere per lo spaccio di cocaina, siano dei segnali che dimostrino come abbiamo lavorato tanto su questo fronte”.
Le parole sono anche di ringraziamento per il lavoro corale, per la sinergia interna e con le altre forze di polizia che hanno caratterizzato gli interventi sul territorio di questi anni.
A sostituire il colonnello Picchiotti sarà il capitano Francesco Grasso, proveniente dal Comando di compagnia di Schio, mentre a prendere il posto del maggiore Maggi sarà il capitano Paolo Petruccelli del nucleo investigativo di Palermo.
A Macerata gli affitti sono aumentati negli ultimi sette anni, ma con una particolarità: nel 2025 il canone medio dei nuovi contratti a canone concordato risulta più alto di quello a libero mercato.
È quanto emerge dai dati dell'Osservatorio sul mercato immobiliare (Omi) dell'Agenzia delle Entrate, elaborati dal Sole 24 Ore, che ha confrontato i nuovi contratti di locazione registrati nei capoluoghi italiani tra il 2018 e il 2025.
A Macerata, nel 2025, il canone medio dei nuovi contratti a libero mercato è di 416 euro al mese. Rispetto al 2018, il valore è cresciuto del 13,5%.
Il canone concordato, invece, raggiunge i 461 euro al mese, con una crescita del 13,3% rispetto al 2018.
Tradotto in cifre, oggi la differenza tra le due formule è di circa 45 euro al mese: sulla media dei nuovi contratti, il concordato risulta quindi più alto del libero mercato.
È un dato che può sembrare sorprendente, perché il canone concordato nasce proprio per offrire affitti più accessibili rispetto al normale contratto a libero mercato. Ma i numeri vanno letti con attenzione: i dati Omi non mettono a confronto la stessa abitazione con due contratti diversi. Le case considerate possono infatti avere dimensioni, caratteristiche e posizione differenti.
Il dato di Macerata va quindi letto soprattutto come una fotografia del mercato dei nuovi contratti. E racconta che, tra il 2018 e il 2025, entrambe le formule sono diventate più care, con aumenti molto simili: +13,5% per il libero e +13,3% per il concordato.
Il caso marchigiano si inserisce in un fenomeno più ampio. A livello nazionale, nei 103 capoluoghi analizzati, il canone libero è aumentato mediamente del 27,9%, mentre quello concordato è cresciuto del 24,6%.
Ma il rapporto tra le due formule sta cambiando. Nel 2025, nei capoluoghi monitorati, i nuovi contratti a canone concordato sono arrivati a circa 145mila, superando i circa 141mila contratti a libero mercato. Nel 2018 il concordato rappresentava il 43,6% dei nuovi affitti lunghi; nel 2025 è arrivato al 50,8%.
Per Macerata, quindi, il dato più significativo non è soltanto quanto è aumentato l'affitto, ma come si sono avvicinati i due tipi di contratto. Nel 2025 la differenza media è di 45 euro al mese, con il concordato sopra il libero.
In concreto, però, questo non significa che per un inquilino maceratese sia sempre più conveniente scegliere un contratto libero. Il prezzo effettivo dipende dall'abitazione, dalla zona e dalle caratteristiche dell'immobile. I dati mostrano piuttosto come è cambiato, nel complesso, il valore dei nuovi affitti registrati in città.
Circolava in città alla guida di un monopattino elettrico modificato con un sellino, ma senza patente, assicurazione e immatricolazione. Per il conducente, un cittadino nigeriano di 40 anni residente a Civitanova Marche, sono scattate sanzioni per un importo complessivo di circa 7mila euro, oltre a provvedimenti di fermo e sequestro del mezzo.
Il controllo è stato effettuato nella giornata di ieri, in corso Vittorio Emanuele, dagli agenti del Nucleo Operativo Pronto Intervento e Sicurezza della Polizia Locale di Civitanova Marche.
Gli accertamenti hanno evidenziato una modifica rilevante del veicolo: sul monopattino era stato installato un sellino a un'altezza superiore ai 54 centimetri. Una caratteristica che, secondo la normativa, rende il mezzo equiparabile a un ciclomotore, facendo scattare specifici obblighi per la circolazione.
La contestazione più pesante riguarda la guida senza patente, in violazione dell'articolo 116 del Codice della Strada: per questa violazione è stata applicata una sanzione di 5.100 euro, accompagnata dal fermo amministrativo del mezzo.
A questa si è aggiunta la contestazione per circolazione senza assicurazione, prevista dall'articolo 193 del Codice della Strada, con una sanzione di circa 900 euro e il sequestro amministrativo del monopattino.
Infine, per la mancata immatricolazione, in violazione dell'articolo 97 del Codice della Strada, è prevista una sanzione compresa tra 158 e 635 euro. L'importo definitivo sarà stabilito dalla Prefettura. Anche in questo caso è scattato un secondo e distinto provvedimento di sequestro, finalizzato alla confisca del mezzo.
"Questo intervento conferma la versatilità del lavoro del Comando, impegnato ogni giorno su fronti diversi: dal controllo del territorio alla sicurezza stradale, fino alle nuove forme di mobilità che richiedono un aggiornamento costante delle competenze operative", ha dichiarato Cristian Lupidi, dirigente superiore e comandante della Polizia Locale di Civitanova Marche.
Quello del 7 settembre non rappresenta un caso isolato. I controlli sui monopattini elettrici rientrano infatti in una più ampia attività di vigilanza sulla mobilità sostenibile, che comprende anche le biciclette a pedalata assistita.
Dal 16 maggio 2026 è obbligatorio il contrassegno identificativo per i monopattini elettrici, mentre dal 16 luglio 2026 è diventata obbligatoria anche la relativa assicurazione, in base alla legge 160/2019 e successive modifiche.
Dall'inizio dell'anno, la Polizia Locale di Civitanova Marche ha contestato, limitatamente ai monopattini elettrici, 8 violazioni per la mancanza del casco, punite con una sanzione da 50 euro, oltre a 23 sanzioni per l'assenza del contrassegno identificativo e altre 23 per la mancanza dell'assicurazione, entrambe punite con una sanzione da 100 euro.
L'attività di controllo, fa sapere il Comando, proseguirà sul territorio comunale, con l'obiettivo di verificare il rispetto delle norme e garantire maggiore sicurezza nell'utilizzo delle nuove forme di mobilità.
Ha un nome e un volto la vigile del fuoco che, con pazienza ed empatia, è riuscita a conquistare la fiducia del 17enne con sindrome dello spettro autistico allontanatosi ieri dalla sua casa di Villa Potenza. Si chiama Nicoletta Raggi, ha 32 anni, è originaria di San Severino Marche e presta servizio al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Macerata. Nei prossimi giorni sarà ricevuta in Comune dal sindaco Rosa Piermattei, che vuole rivolgerle il grazie dell'intera comunità settempedana.
La storia dell'intervento ve l'abbiamo raccontata ieri: il ragazzo, dopo essersi allontanato dalla propria abitazione, era stato individuato dai soccorritori mentre camminava lungo una strada, nella frazione. A quel punto, però, la fase più delicata dell'operazione era appena iniziata.
Nicoletta Raggi si è avvicinata al giovane con cautela, senza forzare il contatto e rispettando i suoi tempi, iniziando a parlargli tranquillamente. Per quasi mezz'ora ha costruito progressivamente un rapporto di fiducia, fino a convincerlo a incamminarsi verso casa e a ricongiungersi con i familiari.
Un approccio che ha fatto la differenza e che ha permesso di trasformare un intervento di ricerca e soccorso in un momento di ascolto, pazienza e relazione.
Per il comune di San Severino Marche, quello della giovane vigile del fuoco è un esempio che va oltre la professionalità tecnica. "La nostra comunità è orgogliosa dell'azione portata a termine da Nicoletta Raggi - sottolinea il sindaco Rosa Piermattei -. Il suo intervento non dimostra soltanto una grande preparazione tecnica ma evidenzia una sensibilità e un bel coraggio. Con la sua prontezza ha evitato che una situazione di grande pericolo potesse trasformarsi in tragedia".
Piermattei annuncia, quindi, l'incontro con la giovane vigile del fuoco, al quale intende portare il ringraziamento dell'intera comunità: "A nome dell'intera comunità credo sia giusto ringraziarla per il suo esempio virtuoso di altruismo, dedizione e spirito di servizio a favore degli altri".
Quella di Nicoletta Raggi è, del resto, una storia di servizio alla comunità iniziata ben prima di indossare la divisa. È stata la prima donna vigile del fuoco di San Severino Marche e la sua vocazione è maturata anche attraverso l'esperienza vissuta all'indomani del terremoto del 2016.
All'epoca Raggi prestava attività di volontariato con gli scout settempedani, impegnati nel supporto logistico alle squadre dei vigili del fuoco provenienti da tutta Italia e impegnate nelle aree colpite dal sisma.
Quell'esperienza ha contribuito a rafforzare la volontà di trasformare l'impegno per gli altri in una professione. Nicoletta Raggi ha, quindi, affrontato il concorso pubblico e completato il percorso di formazione alle Scuole Centrali Antincendi di Roma Capannelle e al polo didattico di Senigallia.
Nel 2023 ha coronato il sogno di vestire la divisa operativa dei vigili del fuoco. Oggi, a distanza di pochi anni, il suo nome è legato a un intervento nel quale la preparazione professionale si è unita a una qualità altrettanto importante nei soccorsi: la capacità di comprendere chi si ha davanti e di trovare il modo giusto per raggiungerlo.
Ed è proprio questo aspetto che San Severino Marche vuole celebrare, accogliendo in Comune Nicoletta Raggi per dirle, a nome della città, semplicemente grazie.
È stato il dialogo paziente e delicato di una vigile del fuoco a permettere di riportare a casa un ragazzo di 17 anni con disturbi dello spettro autistico, allontanatosi dalla propria abitazione nelle prime ore della mattinata di oggi. Una storia di soccorso che, accanto all'aspetto operativo, racconta soprattutto l'importanza dell'umanità e della sensibilità di chi si trova a intervenire in situazioni particolarmente delicate.
Il giovane, residente nei pressi del Teatro Romano di Villa Potenza, si era allontanato da casa dopo un momento di particolare difficoltà all'interno dell'abitazione. La madre, non riuscendo più a rintracciarlo, ha iniziato a cercarlo e ha successivamente richiesto l'intervento delle forze dell'ordine.
Nelle ricerche sono stati coinvolti anche i vigili del fuoco, che hanno perlustrato la zona fino a individuare il 17enne mentre camminava lungo una strada.
A quel punto è entrato in gioco l'elemento più delicato dell'intervento. Avvicinare una persona con disturbi dello spettro autistico in una situazione di questo tipo richiede particolare attenzione, evitando gesti improvvisi e rispettando i suoi tempi. Tra i componenti della squadra c'era una giovane vigile del fuoco che ha quindi iniziato ad avvicinarsi con estrema cautela.
La donna ha cominciato a parlargli tranquillamente, senza forzare il contatto. Per quasi mezz'ora, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, è rimasta a dialogare con lui, costruendo progressivamente un rapporto di fiducia. Un approccio paziente che, passo dopo passo, ha permesso di convincere il ragazzo a incamminarsi verso casa.
Una fase tutt'altro che semplice, considerata la particolare situazione. In questi casi, infatti, un approccio troppo diretto può rischiare di aumentare la difficoltà della persona coinvolta, mentre la calma e il rispetto delle sue modalità di relazione possono fare la differenza.
Alla fine il ragazzo è stato riaccompagnato dalla madre, in buone condizioni. Sul posto è poi intervenuta la Polizia per gli accertamenti di competenza.
Un intervento concluso positivamente, dunque, grazie alla collaborazione tra i soccorritori e, soprattutto, alla capacità della vigile del fuoco di trasformare un'operazione di ricerca in un momento di ascolto e relazione, dimostrando come, in determinate situazioni, la sensibilità umana possa essere importante quanto la prontezza operativa.
Ha aggredito nuovamente la compagna, nonostante fosse già sottoposto a misure cautelari per analoghi episodi di violenza. È successo nelle prime ore della mattinata di oggi a Tolentino, dove i carabinieri dell'aliquota radiomobile sono intervenuti in un'abitazione privata dopo una chiamata di emergenza per una violenta lite in famiglia.
Quando i militari sono arrivati sul posto, hanno trovato una donna di 45 anni, di origine brasiliana, che sarebbe stata colpita ripetutamente alla testa dal convivente, un uomo di 40 anni, residente a Ora, in provincia di Bolzano, ma domiciliato a Tolentino, disoccupato e già noto alle forze dell'ordine.
La donna è stata immediatamente soccorsa dal personale sanitario del 118, fatto intervenire dai carabinieri, e trasportata all'ospedale di Macerata. Gli accertamenti medici hanno evidenziato una ferita lacero-contusa alla testa, giudicata guaribile con una prognosi di 10 giorni.
Ma è soprattutto la ricostruzione della vicenda a far emergere la gravità dell'episodio. Dalle successive verifiche dei carabinieri è, infatti, emerso che l'aggressione non sarebbe stata un caso isolato.
L'uomo era già stato arrestato all'inizio dello scorso aprile per analoghi episodi di violenza e, al momento del nuovo episodio, era sottoposto alle misure cautelari dell'obbligo di dimora nel Comune di Tolentino e dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Alla luce della gravità dei fatti e della reiterazione dei comportamenti violenti, i militari hanno proceduto a un nuovo arresto. Espletate le formalità di rito, il 40enne è stato associato alla Casa Circondariale di Ancona-Montacuto, su disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
È stato trasferito in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette il bambino di 6 anni rimasto coinvolto in un incidente nel pomeriggio di oggi, ad Appignano. Il piccolo è stato soccorso dal personale del 118 dopo essere stato investito all'interno del cortile di un'abitazione in contrada Verdefiore.
L'episodio si è verificato intorno alle 18. Stando alle prime informazioni raccolte, il bambino sarebbe stato urtato da un Suv impegnato in una manovra all'interno dell'area privata.
A seguito dell'impatto, il piccolo avrebbe riportato ferite agli arti inferiori. La richiesta di intervento ai soccorsi è scattata immediatamente e sul posto sono arrivati gli operatori sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure.
Considerata la necessità di ulteriori accertamenti, è stato disposto il trasferimento in ospedale. L'eliambulanza ha raggiunto Appignano e ha preso in carico il bambino, accompagnandolo al presidio regionale di Torrette, ad Ancona.
Secondo le informazioni disponibili al momento, le condizioni del piccolo non sarebbero gravi. Restano da chiarire le circostanze dell'accaduto. Sono infatti in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell'investimento.
È caduto da circa sette metri mentre stava effettuando un intervento di manutenzione sulla copertura di uno stabilimento. L'incidente è avvenuto questa mattina, poco dopo le 10, alla TreValli Cooperlat di via Piandelmedico, a Jesi.
A rimanere coinvolto è stato un operaio di 34 anni, residente a Osimo e dipendente di una ditta esterna, impegnato in un intervento sull'impianto di aerazione collocato sul tetto di un capannone.
Secondo le prime informazioni, la caduta sarebbe avvenuta in seguito al cedimento di un lucernario, che avrebbe fatto precipitare l'uomo dalla copertura.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 con l'eliambulanza Icaro01, un mezzo della Croce Rossa di Jesi e i Carabinieri, impegnati negli accertamenti sulla dinamica dell'accaduto.
L'eliambulanza è atterrata in un terreno situato di fronte all'ufficio tecnico della Provincia di Ancona. All'arrivo dei soccorritori, il 34enne era vigile e cosciente: dopo essere stato stabilizzato, è stato trasferito in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona, dove si trova ricoverato in prognosi riservata.
La TreValli Cooperlat ha confermato l'incidente attraverso una nota, esprimendo "totale solidarietà" al lavoratore e alla sua famiglia. L'azienda ha inoltre comunicato di essere a completa disposizione delle autorità competenti e di stare collaborando con gli investigatori per ricostruire quanto accaduto.
Sono attualmente in corso gli accertamenti per chiarire le cause e l'esatta dinamica della caduta.
Ripartono in anticipo i lavori per la difesa della costa sul litorale di Scossicci. L’Amministrazione comunale ha infatti accolto la richiesta avanzata dal Provveditorato e dalla ditta esecutrice di autorizzare in deroga la ripresa delle opere, inizialmente prevista dopo il 15 settembre, una volta conclusa la stagione estiva.
Il cantiere è tornato operativo nella giornata di oggi e consentirà di proseguire senza ulteriori interruzioni verso il completamento degli interventi programmati per contrastare l’erosione e proteggere il tratto di costa.
La prima fase riguarda la realizzazione delle scogliere emerse di Scossicci, i cui lavori dovrebbero concludersi entro la fine di settembre.
Terminato questo intervento, il programma prevede la realizzazione dei nuovi pennelli nella zona nord del litorale. Il cronoprogramma complessivo indica nel 31 dicembre 2026 il termine previsto per il completamento dell’intero intervento di difesa della costa.
La decisione di anticipare la ripresa dei lavori punta dunque a recuperare continuità nelle attività e a procedere con maggiore rapidità verso la conclusione delle opere, evitando ulteriori pause nel cantiere.
L’intervento rappresenta uno dei passaggi principali del programma di protezione del litorale di Scossicci, alle prese da tempo con la necessità di rafforzare le opere di difesa e contenere gli effetti dell’erosione costiera.
Dopo cinque anni alla guida della Compagnia dei carabinieri di Tolentino, il maggiore Giulia Maggi si prepara a lasciare il comune. La comandante sarà trasferita a Perugia per un nuovo incarico. A salutarla ufficialmente, nella mattinata di lunedì 7 settembre, è stato il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi, che ha ricevuto in Comune anche il nuovo comandante della Compagnia, il Capitano Paolo Petruccelli.
Un incontro che ha avuto un forte valore istituzionale, ma che ha lasciato spazio soprattutto ai rapporti umani costruiti nel corso dei cinque anni di permanenza del Maggiore Maggi a Tolentino, caratterizzati da numerose attività e occasioni di collaborazione con l'amministrazione comunale e con il territorio.
"Nel corso del nostro incontro l'istituzionalità ha lasciato spazio alle tante attività e collaborazione che ci hanno visti in prima linea insieme e ha lasciato spazio a quella particolare luce negli occhi che si trasforma in umile e lucida emozione", ha dichiarato il sindaco Sclavi al termine dell'incontro.
Il primo cittadino ha voluto rivolgere un ringraziamento non soltanto al comandante dei carabinieri, ma anche alla persona che in questi anni ha saputo instaurare un rapporto diretto con la comunità.
"È con grande sentimento di riconoscenza che ringrazio e saluto il comandante maggiore Maggi ma anche l'amica Giulia che si è spesa sul territorio portando quello che di più bello c'è nel mondo femminile, l'essere donna, l'essere mamma, inserita in un contesto sociale come il nostro che ha tanto bisogno di Istituzioni ma che ha anche tanto bisogno di umanità, e lei ne ha portata davvero tanta", ha aggiunto Sclavi.
"È il nostro ringraziamento al Maggiore dei darabinieri ma anche alla donna a cui noi tutti auguriamo le migliori fortune", ha concluso il sindaco.
Nel corso della mattinata è stato quindi ufficializzato anche l'arrivo del nuovo comandante della Compagnia dei carabinieri di Tolentino, il capitano Paolo Petruccelli. Originario di Civitavecchia, Petruccelli proviene dal Nucleo Investigativo di Palermo e prenderà servizio a Tolentino a partire dall'11 settembre.
Un passaggio di consegne che segna, dunque, l'inizio di una nuova fase per la Compagnia tolentinate, dopo il quinquennio del Maggiore Maggi.
Al termine dell'incontro il sindaco Sclavi ha consegnato al comandante uscente una stampa a tiratura limitata raffigurante una veduta dall'alto di piazza della Libertà, mentre al Capitano Petruccelli è stata donata la Guida della Città. Al successivo brindisi hanno preso parte anche alcuni assessori e consiglieri comunali e i dirigenti del comune di Tolentino.
"Presidente, questa volta, dica la verità e renda tutto trasparente". È il passaggio con cui la sindaca di Montefano Angela Barbieri replica alle dichiarazioni del presidente della Provincia di Macerata e sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, sulla manifestazione organizzata dal Comitato No Discarica di Montefano a Pieve Torina.
Barbieri chiarisce innanzitutto di aver scelto volutamente di non partecipare alla manifestazione del 6 settembre, per evitare che la propria presenza potesse spostare il confronto dal tema della discarica a quello dello scontro politico.
"Mi sembrava sacrosanto che un gruppo di cittadini potesse avere la possibilità di parlare liberamente con il Presidente della Provincia, senza che la mia presenza potesse distogliere l’attenzione dal tema fondamentale - la discarica e il futuro del nostro territorio - per spostarla inevitabilmente sul terreno politico", spiega la sindaca.
Secondo Barbieri, però, la stessa correttezza non sarebbe stata adottata da Gentilucci. La sindaca contesta in particolare alcune affermazioni che, per come le sono state riferite dai manifestanti e per quanto riportato dalla stampa, ritiene gravi e non corrispondenti alla verità.
"Vorrei ricordare al Presidente Gentilucci una cosa molto semplice: quei cittadini che aveva davanti sono anche suoi cittadini, perché lei è il Presidente della Provincia di Macerata", afferma.
La fotografia mostrata ai manifestanti
Il punto centrale della replica riguarda una fotografia che, secondo quanto riferito alla sindaca da alcuni partecipanti alla manifestazione, sarebbe stata mostrata da Gentilucci ai cittadini presenti a Pieve Torina.
Nello scatto, stando al racconto di Barbieri, comparirebbero la sindaca e altri amministratori della Provincia durante una cena. Gentilucci avrebbe sostenuto che la serata si fosse svolta di lunedì e che soltanto il giorno successivo, martedì, si fosse tenuta la cosiddetta "cena carbonara" degli amministratori della maggioranza dell'ATA 3.
"Da quanto mi è stato raccontato, sarebbe stata scattata da lontano e apparentemente di nascosto, dato che nessuno di noi si è accorto, mentre ero con alcuni amministratori tranquillamente a cena in un ristorante aperto al pubblico, fuori dal ristorante stesso", sostiene Barbieri.
Da qui le domande rivolte dalla sindaca al presidente della Provincia: "Chi ha scattato quella fotografia? Chi gliel’ha inviata? Per quale motivo è stata scattata? Perché è stata conservata e tenuta nascosta fino a ieri?".
"La cena si è svolta il 4 maggio"
Barbieri contesta inoltre la ricostruzione della cronologia degli eventi. La cena tra amministratori della minoranza provinciale, afferma la sindaca, si sarebbe svolta il 4 maggio e non nella data indicata da Gentilucci.
Una circostanza che, secondo Barbieri, sarebbe facilmente verificabile attraverso la prenotazione del ristorante e i messaggi WhatsApp utilizzati per organizzare la serata.
La sindaca sottolinea inoltre che la cena si sarebbe tenuta due giorni prima dell'Assemblea dell'ATA 3 del 6 maggio, mentre della cosiddetta "cena carbonara", nella quale all'epoca si sarebbe discusso dell'individuazione di Pollenza e Loro Piceno come possibili siti per la discarica, "si parlava già da diversi giorni".
Barbieri non nega che durante quella cena si possa essere parlato anche della discarica, ma pone una domanda politica: "Quale potere avremmo avuto noi Sindaci di minoranza, non avendo i numeri, per imporre una qualsiasi decisione alla maggioranza? Nessuno".
"La Provincia aveva un peso del 5%"
La sindaca contesta poi un altro punto delle dichiarazioni di Gentilucci, relativo al peso del voto della Provincia nell'Assemblea ATA 3. Secondo Barbieri, il presidente avrebbe indicato il proprio voto come equivalente a circa lo 0,1%, mentre, nella sua ricostruzione, "come rappresentante della Provincia ha un voto che vale il 5%: 5+0,1=5,1%". "Questa è la reale influenza che il Presidente avrebbe potuto avere all'Assemblea ATA del 6 maggio, se solo avesse voluto", sostiene la sindaca.
"Non c'entra chi mi sostiene"
Barbieri respinge inoltre l'idea che la mobilitazione contro l'ipotesi della discarica possa essere ricondotta alla sua figura politica. La sindaca racconta di aver appreso da una cittadina che, durante la manifestazione, sarebbe stato chiesto a Gentilucci se sarebbe andato a Montefano qualora fosse stato invitato dal sindaco. La risposta che le è stata riferita sarebbe stata: "No, perché aizza i cittadini". "No, Presidente", replica Barbieri. "In questa battaglia contro quella che molti cittadini considerano un'ingiustizia non c’entra nulla chi mi sostiene".
La sindaca sottolinea infatti come alla mobilitazione abbiano partecipato anche persone che non l'hanno mai votata e cittadini politicamente più vicini a Gentilucci che a lei. "Queste persone non stanno combattendo per me. Stanno combattendo per la propria dignità e per la loro comunità. Stanno difendendo il diritto di essere considerati cittadini della Provincia di Macerata esattamente come tutti gli altri", afferma.
Aurora per le Marche aderisce a Spazio Pubblico. L'associazione marchigiana ha deciso di entrare nel nuovo progetto promosso da Pina Picierno, con l'obiettivo di "contribuire a un percorso politico basato su confronto, partecipazione e collaborazione tra esperienze e realtà provenienti dai diversi territori".
La decisione, annunciata dalla segretaria Martina Bonci e dal presidente Roberto Palumbo, arriva al termine di una riflessione interna e nasce dalla volontà di cogliere l'opportunità di ampliare il proprio raggio d'azione, mettendo a disposizione di Spazio Pubblico "il patrimonio di idee, iniziative e relazioni costruito da Aurora per le Marche nel corso del proprio percorso associativo".
Per l'associazione, l'ingresso nel nuovo progetto rappresenta uno "sbocco naturale rispetto alla visione politica e associativa sviluppata sul territorio marchigiano", con la possibilità di "confrontarsi con realtà e sensibilità differenti" senza rinunciare alle proprie peculiarità.
"Riteniamo che oggi vi sia bisogno di luoghi capaci di far dialogare persone, associazioni ed esperienze diverse, senza rinunciare alla pluralità e alle specificità di ciascuno", spiegano Bonci e Palumbo, sottolineando come l'adesione a Spazio Pubblico rappresenti per Aurora "un progetto di più ampio respiro che travalica i confini regionali".
Al centro della scelta c'è la volontà di mettere in rete il radicamento territoriale marchigiano con un percorso politico più ampio, condividendo competenze, sensibilità e quello che l'associazione definisce il proprio "capitale umano".
L'adesione, viene precisato, non comporterà però la rinuncia all'autonomia di Aurora per le Marche. L'associazione continuerà infatti a mantenere la propria autonomia politica, culturale, statutaria e organizzativa, proseguendo le attività e le iniziative già sviluppate sul territorio regionale.
"Vogliamo vivere questa nuova fase con pieno entusiasmo e convinzione e preservando ciò che Aurora è stata ed è: un'associazione autonoma, aperta e plurale", sottolineano la segretaria e il presidente.
Per Aurora per le Marche, dunque, Spazio Pubblico non rappresenta un punto di arrivo, ma una nuova occasione di confronto e collaborazione, attraverso la quale creare sinergie e dare maggiore forza alle idee e alle iniziative condivise.
Associati Fisiomed è un gruppo medico con 2 sedi a Sforzacosta di Macerata, quella originaria e quella nuova ora principale, con altre 8 sedi in provincia di Macerata e Fermo ed una anche a Milano.
Fin dalla sua nascita, 30 anni fa, ha considerato la cultura della salute e la prevenzione inerenti al suo lavoro, perfettamente sovrapponibili alla diagnosi e cura della malattia. Nel tempo, soprattutto dopo il cambio di gestione nel 2011, questo modello, che possiamo definire inedito nell’ambito della sanità, sia pubblica che privata, ha avuto un costante sviluppo con manifestazioni spontanee di attenzione soprattutto nel periodo pandemico.
Nella fase post-pandemica, quando nel 2023 è stata inaugurata la nuova sede, il modello prevenzione-diagnosi-cura ha avuto una sua strutturazione. Nella nuova sede Associati Fisiomed, accanto alle migliori professionalità, alla migliore tecnologia per la diagnosi e cura della malattia, è stato adibito uno spazio dedicato all’informazione medico-scientifica sicura con responsabili della comunicazione che utilizzano la cultura e l’esperienza di specialisti disponibili al progetto oltre al loro lavoro ambulatoriale.
Tanti congressi per l’aggiornamento professionale-sanitario, tante le conferenze dedicate alla popolazione, importanti le collaborazioni con istituzioni come Unitre Macerata e CNA che, usufruendo del servizio, hanno contribuito alla diffusione del modello.
Nell’ambito dello sport è stato poi fatto un lavoro certosino: decine di associazioni e club di tante specialità sportive, dagli amatori ai professionisti, hanno un punto di riferimento in Associati Fisiomed non solo per il controllo sanitario dovuto, ma anche per un’adeguata educazione alla conoscenza del proprio corpo di atleta.
Nello sviluppo di un modello virtuoso non può mancare però la ricerca dell’innovazione, l’analisi in questo caso delle esigenze sociali, dei cambiamenti, delle aspettative dei cittadini. Proprio interpretando attentamente questi fattori, Associati Fisiomed ha elaborato un progetto da attuarsi nella sua sede di Casette d’Ete: una settimana di visite specialistiche gratuite a favore dei cittadini. Nel manifesto di presentazione sono ben evidenziate le modalità e le disponibilità per poterne usufruire.
È un progetto che merita la massima attenzione mediatica, perché sottintende la manifesta difficoltà del nostro servizio sanitario per quanto esso lodevole per la sua universalità, manifesta le difficoltà economiche di parte della popolazione ed individua uno spazio ed un impegno per sottolineare ed in parte alleviare le difficoltà descritte.
La novità, a confronto con le giornate dedicate ad una patologia o ad una specialità già in essere, in questa occasione le specialità cliniche sono molteplici ed il tempo dedicato è di una settimana.
È un esempio dell’assoluta volontà di Associati Fisiomed di evidenziare il suo ruolo sociale, un esempio che con forme organizzative variegate può procurare un’emulazione sia pubblica che privata, un esempio forte ed un’occasione che stimoli le persone a mettere sempre di più al centro la cultura della salute e la prevenzione della malattia. Sarebbe un grande aiuto al sistema sanitario. A Casette d’Ete dal 14 al 19 settembre la speranza di una sanità globale migliore e più vicina.
(Foto di repertorio)
Con la riapertura delle scuole e il ritorno alla routine quotidiana, per molte famiglie si ripresenta una sfida classica: gestire i preparativi del mattino. Tra la corsa contro il tempo e la campanella che si avvicina, preparare una colazione curata e organizzare la merenda può sembrare l'ennesimo compito impegnativo.
Guardare a questi due momenti attraverso la lente della nutrizione, tuttavia, permette di trasformarli in un'opportunità preziosa: un gesto d'affetto per accompagnare i ragazzi durante la giornata, sostenendone l'energia, la concentrazione e il benessere tra i banchi.
Comprendere cosa accade al nostro organismo al mattino rende ogni scelta più semplice e naturale.
Quando la colazione si basa prevalentemente su zuccheri semplici e cibi raffinati, il livello di glucosio nel sangue sale rapidamente per poi crollare con la stessa velocità. Per uno studente in classe, questa oscillazione si traduce, a metà mattina, in stanchezza improvvisa, calo di attenzione e irritabilità.
Una colazione bilanciata funziona in modo diverso: abbinare ai carboidrati complessi (come pane integrale, fette biscottate o avena) una quota di proteine e grassi sani, presenti in yogurt, latte, bevande vegetali o frutta a guscio, permette di rilasciare l'energia gradualmente, garantendo al cervello un nutrimento costante.
La stessa attenzione vale per la merenda della ricreazione. La pausa di metà mattina è un momento di svago essenziale, ed educare bambini e ragazzi a uno spuntino fresco e nutriente è un investimento sulla loro salute. Alternare i prodotti confezionati con opzioni semplici non significa fare rinunce, ma proporre idee gustose e bilanciate: una porzione di frutta di stagione con qualche mandorla o noce, un piccolo panino integrale con ricotta, hummus o composta di frutta, oppure una fetta di dolce casalingo preparato insieme nel fine settimana.
Coinvolgere i figli in questo percorso è il modo migliore per guidarli verso l'autonomia. Spiegare loro che ciò che mangiamo influisce direttamente su come ci sentiamo mentre studiamo, facciamo sport o stiamo con gli amici aiuta a trasformare la sana alimentazione in una scelta consapevole. Piccoli gesti quotidiani condivisi diventano così un modo concreto per prendersi cura di loro fin dal primo mattino.
Per rendere tutto questo sostenibile anche nelle giornate più frenetiche, il segreto risiede nell'organizzazione. Preparare la tavola o porzionare la frutta secca la sera prima, pianificare insieme un menu settimanale delle merende o tenere a portata di mano contenitori riutilizzabili sono strategie semplici che riducono notevolmente il carico mentale al risveglio.
Trasformare la fretta in serenità non richiede rivoluzioni, ma piccoli passi condivisi che restituiscono alla colazione il suo valore di momento di unione e carica per tutta la famiglia.
Un'esibizione di wheelchair tennis con Marina Romoli e il maestro Marco Birilli ha accompagnato l'inaugurazione del rinnovato campo in erba sintetica del Centro di Formazione Aviation English dell'Aeronautica Militare di Loreto-Potenza Picena. Una giornata all'insegna dello sport e dell'inclusione, con l'obiettivo di trasformare la nuova struttura in un luogo aperto alla comunità e alle realtà sportive del territorio.
L'inaugurazione si è svolta nell'ambito dell'Open Day organizzato in occasione delle festività della Madonna di Loreto, Patrona dell'Arma Azzurra, e ha rappresentato anche un momento di apertura dell'Aeronautica Militare verso il territorio, in linea con l'indirizzo dello Stato Maggiore volto a rafforzare interazione e integrazione con la comunità locale.
A rendere particolarmente significativo il taglio del nastro è stata la scelta di affidare la cerimonia a una dimostrazione di tennis in carrozzina, con protagonisti la portopotentina Marina Romoli, prima giocatrice paralimpica marchigiana di wheelchair tennis, e il maestro federale Marco Birilli, presidente del Nuovo Circolo Tennis Porto Sant'Elpidio e tecnico specializzato nei corsi dedicati alla disciplina.
Una scelta che ha voluto lanciare un messaggio preciso: lo sport non conosce barriere e un impianto sportivo può diventare uno strumento concreto di partecipazione, socialità e integrazione.
Particolarmente significativo il percorso di Marina Romoli. Oggi neuropsicologa, è stata una delle più promettenti cicliste italiane, campionessa italiana e vicecampionessa del mondo di ciclismo su strada nel 2006. Nel 2010, a soli 21 anni, un grave incidente stradale durante un allenamento ha interrotto la sua carriera nel ciclismo professionistico.
Da quella vicenda Romoli ha costruito un nuovo percorso personale e sportivo, diventando un punto di riferimento per il movimento paralimpico e per il wheelchair tennis nelle Marche. La sua presenza all'inaugurazione ha aggiunto alla giornata un forte valore simbolico, legato alla resilienza, alla determinazione e alla capacità di trasformare una situazione drammatica in una nuova opportunità.
Al suo fianco il maestro Marco Birilli, da anni impegnato nella promozione e nella diffusione del tennis in carrozzina.
Alla cerimonia erano presenti il Comandante del Centro di Formazione Aviation English, Colonnello Marco Attanasio, e il Generale di Squadra Aerea Francesco Vestito, Comandante delle Scuole dell'Aeronautica Militare e della 3ª Regione Aerea.
Il Generale Vestito ha espresso soddisfazione per la scelta di inaugurare la struttura proprio attraverso una manifestazione di wheelchair tennis, sottolineando il valore dell'iniziativa e la possibilità di mettere il nuovo impianto a disposizione anche degli atleti della disciplina paralimpica.
Una disponibilità che potrebbe rappresentare l'inizio di una collaborazione più ampia. L'apertura manifestata dall'Aeronautica Militare getta infatti le basi per future iniziative insieme al mondo del tennis in carrozzina e alle realtà sportive locali, facendo del campo del Centro di Formazione Aviation English un nuovo punto di incontro tra la Forza Armata e il territorio.
Il nuovo campo in erba sintetica non è, dunque, soltanto una struttura sportiva restituita alla piena funzionalità. L'obiettivo è trasformarlo in uno spazio capace di accogliere atleti, associazioni e iniziative, rafforzando quel rapporto con la comunità locale che l'Aeronautica Militare intende consolidare.
L'inaugurazione di Loreto ha così scelto il linguaggio più immediato dello sport per raccontare un concetto preciso: un campo da tennis può essere anche un luogo di inclusione, incontro e opportunità, senza barriere.
Sui tornanti che dal lago di Polverina salgono verso il monte Fiegni è andato in scena il 5° Campionato italiano di lancio della ruzzola a terne, disciplina tradizionale che consiste nel lanciare un disco di legno lungo un percorso prestabilito, cercando di raggiungere la maggiore distanza possibile con il minor numero di lanci.
Nel pomeriggio di sabato, sui quattro percorsi preparati dalla Asd Monte Cavallo, presieduta da Graziano Cervelli, si sono affrontate 48 terne, 24 di categoria A e 24 di categoria B. Ogni formazione ha effettuato otto lanci su due percorsi, al termine dei quali sono state individuate le 12 semifinaliste per ciascuna categoria.
La domenica mattina si sono disputate le semifinali su un solo percorso, sempre sulla distanza di otto lanci. Le prove hanno decretato le sei squadre per categoria ammesse alla gara finale.
Al termine delle sfide, nella categoria A hanno avuto la meglio i team perugini, mentre nella categoria B il titolo italiano è andato a una formazione maceratese. Una presenza importante quella del territorio, che ha portato tre squadre maceratesi complessivamente sui due podi.
Nella categoria A, il primo posto è andato a Pino Luzzi, Livio Fabbri, Fabrizio Mencarelli e Leonardo Grazi (Perugia). Medaglia d'argento per Fabio Fede, Roberto Micheli, Francesco Fede e Alessandro Caprodossi (Macerata), mentre il bronzo è stato conquistato da Rossano Radicioni, Paolo Gambini, Virgilio Tesei e Manuele Cerioni (Ancona). Al quarto posto Venanzi, Chiappa, Vennarini e Venanzi (Ancona), quinto posto per Alessandroni e i tre Bussoletti (Ancona), sesta la formazione composta da Sabatini, Passeri, Buratti e Sabatini (Perugia).
In categoria B, invece, il titolo italiano è rimasto nel Maceratese grazie a Domenico Antonini, Marino Sanpaolo, Giorgio Fraticelli e Luca Fraticelli. Secondo posto per Ivano Gasparini, Nereo Morganti e Paolo Cimarelli (Ancona), mentre il terzo gradino del podio è andato ai maceratesi Samuele Cucculelli, Alessio Pieroni, Denis Pocognoli e Lorenzo Cucculelli. Quarta la formazione composta da Grossi, Spadoni, Riccardi e Ferretti (Ancona), quinta Del Bianco, Marchegiani, Giglietti e Del Bianco (Macerata), sesta Gregorini, Tarsi, Rotatori e Hussein (Ancona).
Alla cerimonia di premiazione hanno partecipato il presidente nazionale FIGeST Enzo Casadidio, il presidente del coordinamento regionale degli Sport che rotolano Mauro Sabatini, il presidente del Consiglio di Specialità Angelo Gaudenzi, il presidente della Asd Monte Cavallo Graziano Cervelli e il delegato Figest provinciale di Macerata Patrizio Romaldini.
"Il ricambio generazionale non è un traguardo. È una scelta di futuro". Massimiliano Balducci, Ceo di CBF Balducci Group e presidente di Confindustria Giovani Macerata, interviene sul tema del passaggio generazionale nelle imprese, tornato al centro del dibattito alla luce dei dati sull'invecchiamento della classe imprenditoriale.
Un fenomeno particolarmente rilevante anche nelle Marche e in provincia di Macerata, dove una quota significativa degli imprenditori ha più di 70 anni, mentre nel territorio si è progressivamente ridotta la platea di giovani potenziali successori.
In questo scenario, Balducci porta l'esperienza della propria azienda come esempio concreto di un percorso già affrontato. In CBF Balducci Group il ricambio generazionale è stato infatti completato e la continuità dell'impresa è oggi affidata a una nuova generazione.
"Abbiamo scelto di affrontare questa sfida per tempo - spiega Balducci -. Il ricambio generazionale è già stato completato e oggi la continuità dell'azienda passa attraverso una nuova generazione, chiamata non semplicemente a raccogliere un'eredità, ma a costruire il futuro dell'impresa con nuove competenze, nuove responsabilità e una visione aperta al cambiamento".
Un passaggio che, sottolinea il presidente di Confindustria Giovani Macerata, non si esaurisce nel semplice trasferimento della proprietà o della guida aziendale. "È stata una scelta impegnativa, che ha richiesto tempo, confronto e soprattutto la consapevolezza che un'azienda non si trasferisce semplicemente da una generazione all'altra: si trasferiscono valori, cultura, competenze e responsabilità".
È proprio nella capacità di mettere insieme esperienza e innovazione che, secondo Balducci, si trova una delle chiavi per affrontare il futuro del tessuto produttivo. "Il ricambio generazionale non dovrebbe essere vissuto come la fine di un percorso, ma come l'inizio di una nuova fase, capace di mettere insieme l'esperienza di chi ha costruito l'azienda e l'energia di chi dovrà farla crescere domani", osserva.
L'esperienza maturata all'interno di CBF Balducci Group diventa così, nelle parole di Balducci, non soltanto un risultato della storia aziendale, ma un investimento sul futuro. Da qui la proposta rivolta al mondo imprenditoriale del territorio. In qualità di presidente di Confindustria Giovani Macerata, Balducci intende proporre ai consiglieri la costituzione di un tavolo permanente dedicato al ricambio generazionale.
L'idea si inserisce nel solco del progetto nazionale "GenerAZIONI 2026", dedicato proprio al passaggio generazionale. L'obiettivo, spiega Balducci, è andare oltre la formula del convegno occasionale e creare uno spazio in grado di accompagnare concretamente le imprese che devono affrontare il passaggio di testimone.
"Non un convegno una tantum, ma un luogo dove accompagnare realmente le aziende", sottolinea. La proposta comprende anche la possibile costituzione di un "Osservatorio sul ricambio generazionale", con l'obiettivo di raccogliere informazioni più approfondite e avere una fotografia costantemente aggiornata di un fenomeno destinato ad avere un peso sempre maggiore sul futuro economico del territorio.
Il tema, del resto, non riguarda soltanto la continuità delle singole aziende, ma la capacità del sistema produttivo di conservare competenze, occupazione e know-how, favorendo al tempo stesso l'ingresso di nuove energie e nuove competenze.
A Macerata quasi un titolare di impresa individuale su sei ha almeno 70 anni. Sono 2.977 gli imprenditori ultrasettantenni, pari al 16,3% del totale: un dato che porta la provincia al settimo posto in Italia per incidenza degli over 70 e al primo nelle Marche.
È il dato che emerge dal dossier CNA “Imprese senza ricambio”, dedicato al rischio di mancato passaggio generazionale che interessa il tessuto produttivo italiano. Un fenomeno particolarmente evidente nel Maceratese, dove la quota di imprenditori anziani supera sia la media nazionale, ferma al 10,7%, sia quella regionale, pari a circa 14,2%.
Il dato diventa ancora più significativo se confrontato con quello di dieci anni fa. Nel 2015 i titolari con almeno 70 anni erano 3.486, il 14,6% del totale. Oggi sono diminuiti in valore assoluto, ma la loro incidenza è aumentata di 1,7 punti percentuali, arrivando al 16,3%.
Alle spalle dell'invecchiamento degli imprenditori c'è anche una platea sempre più ridotta di potenziali successori. Tra il 2015 e il 2026, infatti, in provincia di Macerata i residenti tra i 20 e i 39 anni sono diminuiti del 15,5%.
Il problema riguarda un territorio nel quale le piccole imprese hanno un peso particolarmente rilevante: quasi tre imprese attive su dieci sono artigiane. E il ricambio generazionale appare complicato anche guardando al dato regionale: nelle Marche, nell'arco di dieci anni, le imprese giovanili sono diminuite del 36,7%.
A livello nazionale, tra i settori maggiormente esposti all'invecchiamento dei titolari ci sono il manifatturiero, con il 9,6% di ultrasettantenni, il trasporto e magazzinaggio con l'8,4% e il commercio con il 7,8%. Nello stesso periodo, le imprese giovanili sono calate del 38,7% nelle costruzioni, del 36,2% nel commercio e del 35,9% nell'industria.
Il rischio, secondo CNA Macerata, non è soltanto quello della chiusura di una singola attività. «Quando un'impresa sana chiude perché non c'è qualcuno nelle condizioni di continuarla non perdiamo soltanto un'attività economica», sottolinea il presidente CNA Macerata Simone Giglietti. A sparire possono essere competenze, professionalità, rapporti con clienti e fornitori e, soprattutto nel mondo dell'artigianato, mestieri costruiti in decenni di lavoro.
Da qui la richiesta di una politica strutturata per favorire il passaggio delle imprese dalle generazioni più anziane a giovani imprenditori o ad altri soggetti interessati a rilevarle. CNA propone incentivi per chi subentra, credito agevolato, garanzie, sostegno agli investimenti e strumenti per accompagnare il trasferimento delle competenze. Tra le ipotesi anche la possibilità di favorire il subentro dei dipendenti nelle aziende.
L'associazione guarda in particolare al modello già utilizzato nel settore agricolo per favorire l'ingresso dei giovani. «Servirebbe un vero e proprio “Pacchetto ricambio d'impresa”», propone Giglietti, con risorse dedicate a chi rileva un'attività esistente e strumenti per consentirne il rilancio.
Per il presidente di CNA Macerata la questione riguarda quindi non soltanto le singole famiglie imprenditoriali, ma il futuro economico del territorio. «Favorire il ricambio generazionale significa difendere capacità produttiva e occupazione», afferma Giglietti, ma anche «preservare il tessuto economico dei piccoli Comuni e delle aree interne».
La fisica delle nuove frontiere quantistiche si dà appuntamento nelle Marche. Ha preso il via oggi, nella sede dell'Università di Camerino a San Benedetto del Tronto, "SuperFluctuations 2026 - Fluctuations and Highly Non Linear Phenomena in Superfluids and Superconductors", la conferenza internazionale che fino al 9 settembre riunirà scienziate e scienziati provenienti da prestigiose istituzioni italiane e internazionali.
A rendere particolarmente prestigiosa la giornata inaugurale è stata la presenza di Klaus von Klitzing, Premio Nobel per la Fisica e scienziato del Max Planck Institute for Solid State Research di Stoccarda, e della scienziata Francesca Ferlaino, dell'Università di Innsbruck e dell'Institute for Quantum Optics and Quantum Information. Ferlaino è stata nominata "Austria's Scientist of the Year 2025" ed è stata inserita tra le 100 donne di successo da Forbes Italia nel 2026.
Von Klitzing ha affrontato il tema dei fenomeni di condensazione eccitonica e della superfluidità nei sistemi Quantum Hall, mentre Ferlaino ha presentato le più recenti ricerche sull'emergere degli stati quantistici supersolidi.
Nel corso delle tre giornate, studiosi e studiose si confronteranno sulle più recenti frontiere della fisica della materia e dei sistemi quantistici, affrontando temi che spaziano dalla superfluidità alla superconduttività, dalle tecnologie e dai dispositivi quantistici fino all'utilizzo di machine learning e quantum computing per lo sviluppo di nuovi metodi numerici.
L'edizione 2026 assume inoltre un significato particolare perché è dedicata alla memoria del professor Antun Balaz, dell'Institute of Physics dell'Università di Belgrado, scomparso prematuramente. Balaz era stato protagonista, come invited speaker, di tutte le edizioni della conferenza a partire dal 2017.
Per ricordarne l'eredità scientifica e il contributo alla fisica teorica e computazionale dei condensati di Bose-Einstein e dei sistemi correlati, gli organizzatori hanno istituito l'"Antun Balaz – SuperFluctuations Prize", destinato a giovani ricercatrici e ricercatori e agli studiosi nelle fasi iniziali e intermedie della carriera.
"SuperFluctuations è ormai un appuntamento di riferimento per la comunità scientifica internazionale che si occupa di queste tematiche", sottolinea il professor Andrea Perali, docente dell'Università di Camerino e chair della conferenza. "Quest'anno assume per noi un significato particolare perché abbiamo voluto dedicarlo alla memoria di Antun Balaz, collega e amico che ha accompagnato SuperFluctuations fin dalla prima edizione".
Perali evidenzia inoltre il valore della presenza dei due scienziati chiamati ad aprire i lavori: "Siamo inoltre particolarmente orgogliosi di poter aprire i lavori con due scienziati di straordinario prestigio come Klaus von Klitzing e Francesca Ferlaino: la loro presenza conferma il livello scientifico raggiunto dalla conferenza e rappresenta una importante opportunità, soprattutto per le giovani ricercatrici e i giovani ricercatori presenti".
La conferenza è organizzata congiuntamente dall'Università di Camerino, dall'Università di Padova e dall'Università di Salerno, nell'ambito dell'International MultiSuper Network, con il patrocinio del Comune di San Benedetto del Tronto e del Consiglio regionale delle Marche.
Per tre giorni, dunque, San Benedetto diventa un punto di incontro internazionale per la ricerca sui fenomeni quantistici, mettendo in dialogo studiosi affermati e giovani ricercatori su alcuni dei temi destinati a segnare lo sviluppo della fisica e delle tecnologie del futuro.
Dalle microalghe ai fondi di caffè, passando per le trebbie di birra: la ricerca di Natasha Waris, dottoranda dell’Università di Camerino, arriva sul palcoscenico europeo. La giovane ricercatrice è stata infatti selezionata tra i 100 finalisti europei di EU TalentOn 2026, la competizione scientifica promossa dalla Commissione europea e dedicata a ricercatrici e ricercatori all’inizio della loro carriera.
L’appuntamento è in programma a Brest, in Francia, dal 7 all’11 settembre, dove i finalisti provenienti da diversi Paesi europei si confronteranno per cinque giornate attraverso sessioni di brainstorming, workshop, incontri e attività dedicate alle grandi sfide della ricerca europea.
La candidatura di Waris nasce dal suo percorso di dottorato a Unicam ed è stata selezionata nell’ambito della Mission Arena “A Soil Deal for Europe”, collegata alla Missione dell’Unione europea dedicata alla tutela e alla salute dei suoli.
La ricercatrice svolge la propria attività presso il Soil Biodiversity and Monitoring Lab della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria dell’Università di Camerino, sotto la supervisione della professoressa Antonietta La Terza, responsabile del laboratorio.
Al centro del suo lavoro c’è il progetto AlgaeBrew, finanziato nell’ambito di EU ERA-NET SUSFOOD2, attraverso il quale Natasha studia lo sviluppo e la valutazione di biofertilizzanti e biostimolanti a base di microalghe e sottoprodotti organici.
Tra le materie prime analizzate ci sono anche prodotti di scarto apparentemente lontani dal mondo della ricerca, come fondi di caffè e trebbie di birra. L’obiettivo è capire come questi materiali possano essere trasformati in risorse utili per l’agricoltura, valutandone gli effetti sulle proprietà del suolo, sulla crescita e sulla salute delle piante e sul microbioma della rizosfera.
Una ricerca che si inserisce pienamente nella transizione verso modelli agricoli più sostenibili e circolari: trasformare i flussi di scarto in nuove risorse significa infatti favorire il riciclo dei nutrienti e la salute del suolo, riducendo allo stesso tempo lo spreco di materiali.
La partecipazione a EU TalentOn rappresenterà ora per la dottoranda Unicam un’importante occasione di confronto internazionale. A Brest i 100 giovani ricercatori saranno chiamati a lavorare insieme sulle cinque Missioni europee di Horizon Europe, attraverso sessioni di brainstorming, workshop, incontri e attività di confronto dedicate alle grandi sfide della ricerca e dell’innovazione.
Il cinema torna protagonista a Civitanova Marche con la dodicesima edizione del Civitanova Film Festival, in programma dal 9 al 18 ottobre prossimi. Una rassegna che, anche quest’anno, manterrà il grande schermo al centro della scena, aprendosi però a teatro, musica, letteratura e ad altri linguaggi capaci di dialogare con il cinema.
A fare da filo conduttore all’edizione 2026 sarà “Il torto e la ragione”, un tema particolarmente attuale scelto dai direttori artistici Peppe Barbera e Michele Fofi per interrogarsi sulle contrapposizioni che caratterizzano il presente.
«In questo periodo storico, dove sembra normale doversi schierare – spiegano Barbera e Fofi – ci vogliamo interrogare sulle reali distanze fra il torto e la ragione e sugli strumenti che abbiamo per non cedere ad una contrapposizione schematica e divisiva».
Un tema che il festival affronterà attraverso il cinema, mettendo in discussione le convinzioni personali e invitando il pubblico a confrontarsi anche con il punto di vista dell’altro. «Il cinema è pieno di eroi ed antagonisti, di riscatti e rivalse, di scontri ed incontri», sottolineano i direttori artistici, indicando nella settima arte lo strumento per raccontare «i flussi della vita, i torti, le ragioni e se c’è una parte dove stare».
Oltre 300 corti da tutto il mondo
Il cuore del Civitanova Film Festival resta il concorso internazionale dedicato ai cortometraggi, che anche per questa edizione ha fatto registrare una partecipazione significativa: sono state oltre 300 le opere arrivate da ogni parte del mondo.
Dopo la selezione degli organizzatori, saranno 12 i cortometraggi chiamati a contendersi i diversi riconoscimenti del festival. Tra i premi spicca quello assegnato dalla giuria tecnica al miglior corto, intitolato al regista civitanovese Stelvio Massi.
Accanto al concorso internazionale torna anche Corti Young, il progetto pensato per avvicinare gli studenti al linguaggio cinematografico. Il mini-concorso coinvolgerà le scuole del territorio, chiamando i ragazzi a votare la loro opera preferita all’interno di una selezione di cortometraggi dedicati a temi vicini alla loro esperienza.
Giorgio Pasotti omaggia Ennio Morricone
In attesa di conoscere nelle prossime settimane gli altri protagonisti e il programma completo, il festival ha già annunciato il primo grande ospite dell’edizione 2026: Giorgio Pasotti.
L’attore sarà protagonista il 16 ottobre al Teatro Rossini, dove salirà sul palco insieme al Quintetto Saverio Mercadante per un atteso omaggio a Ennio Morricone, uno dei più importanti compositori della storia del cinema.
Un appuntamento che unisce recitazione e musica e che si inserisce tra gli spettacoli fuori abbonamento della Stagione di Prosa civitanovese.
Le prevendite per lo spettacolo saranno attive su Vivaticket dal 15 settembre.
Il programma completo del Civitanova Film Festival sarà svelato nelle prossime settimane, insieme agli altri ospiti e agli appuntamenti che accompagneranno i dieci giorni della manifestazione.
Il CFF è promosso e organizzato dall’APS Favolacce, dall’Azienda dei Teatri e dal Comune di Civitanova Marche.
Cala il sipario sull’edizione 2026 del Teatro della Comunità, storico progetto che da anni porta teatro, cultura e partecipazione negli spazi della città. Dopo quattordici serate di prove e il debutto davanti al pubblico, i registi Marco Di Stefano e Tanya Khabarova affidano ai ringraziamenti il bilancio di un’esperienza che ha coinvolto attori, tecnici, volontari, sostenitori e cittadini.
Il numero 113 del Teatro della Comunità ha trovato casa al parco Trovellesi, a Fontespina, in un anfiteatro da circa 200 posti che nel corso delle prove ha attirato la curiosità degli abitanti della zona e dei frequentatori del parco.
Al centro dello spettacolo, il tema dei defunti che protestano perché non vengono più ricordati, affrontato con una chiave grottesca e metaforica, ma anche con poesia e leggerezza.
«Lo spettacolo è stato avvincente – racconta Marco Di Stefano – e il tema metaforico e grottesco dei defunti che protestano perché non ricordati è stato giocato con poesia e leggerezza».
Tra gli elementi scenici più particolari, un vecchio telefono, diventato nella storia il tramite tra l’aldilà e il mondo dei vivi. Una scelta che ha assunto anche un valore generazionale: «I più giovani non ne avevano mai toccato uno», osserva Di Stefano.
Nel racconto, un funzionario e il suo assistente, interpretati rispettivamente da Stefano Bianchi e Raffaele Ripari, hanno fatto da filtro alle richieste che i defunti rivolgevano ai vivi. Tra i personaggi che hanno lasciato il segno anche quello interpretato da Gina Moschettoni, protagonista di un delirante percorso culinario ispirato alla Grande abbuffata.
Ma a conquistare il pubblico è stato l’intero gruppo degli interpreti. «Tutti gli attori, per una volta, bravissimi, erano assolutamente in parte ed efficaci, dal più piccolo al meno giovane», sottolinea Di Stefano. Il risultato sono stati grandi applausi durante e al termine della rappresentazione.
Il regista rivolge quindi un lungo ringraziamento a quanti hanno contribuito alla realizzazione dello spettacolo: da Giovanni Scarpetta, per le riprese e l’assistenza, a Gold TV, per le riprese e le interviste, fino al Comune di Civitanova Marche, che da anni sostiene il progetto.
«Ci auguriamo che in futuro si possa ripetere», è l’auspicio di Di Stefano, che sottolinea come senza la collaborazione di tutte le persone coinvolte sarebbe stato impossibile portare avanti il laboratorio.
Sul palco si sono alternati Stefano Bianchi, Monia Ciminari, Maria Vittoria Bianchi, Gianfranco Gironacci, Maria Stortini, Daniel Trefoloni, Gina Moschettoni, Marco Zamponi, Seidi Pettinelli, Raffaele Ripari, Ibrahima Ndao, Alice Cingolani, Maria Pezzotta, Renata Sacchi, Pierina Santini, Wanny Vitolo, Luca Massetani e Flavio Ottani.
Le musiche sono state curate da Tanya Khabarova e Antonio Ferdinando Di Stefano, mentre Eliseo Mozzica Freddo si è occupato di luci e audio, con la collaborazione di Giovanni Scarpetta.
Con la conclusione dell’edizione 2026, il Teatro della Comunità chiude così un altro capitolo della propria lunga storia. Un progetto che, oltre alla rappresentazione finale, continua a vivere soprattutto nel percorso condiviso tra gli attori e nella capacità di trasformare un luogo della città in uno spazio di incontro, cultura e partecipazione.
Ci sarà anche Catherine Louise Birmingham, conosciuta come la "mamma nel bosco", tra gli ospiti più attesi di Harmònias, il Festival Olistico delle Marche in programma il 12 e 13 settembre all'Eurosuole Forum di Civitanova Marche. La manifestazione, alla sua prima edizione, porterà in città oltre 70 operatori, maestri, scuole, relatori, ospiti e aziende legate al mondo del benessere olistico.
Due giornate dedicate a energia, benessere naturale e crescita personale, con un programma che riunisce per la prima volta in un unico grande evento numerose discipline e realtà del settore.
Tra le protagoniste più attese ci sarà dunque Catherine Louise Birmingham, la "mamma nel bosco", che presenterà il suo libro "La mia verità", pubblicato da Solferino. Un racconto autobiografico che ripercorre la sua vita e il suo approccio al benessere naturale, attraverso esperienze maturate anche in diversi Paesi del mondo.
Il programma del festival sarà particolarmente ampio. I visitatori potranno avvicinarsi e praticare discipline come Yoga, Pilates, Qi Gong, Taijiquan, Bioenergetica, Biodanza, meditazione e mindfulness, oltre a riflessologia, massaggi, Shiatsu, Ayurveda, Reiki, Kinesiologia, craniosacrale, costellazioni familiari, aromaterapia, Fiori di Bach e numerose altre pratiche.
Non mancheranno inoltre workshop, conferenze, presentazioni di libri e spettacoli, insieme a un'area dedicata ai prodotti naturali, all'abbigliamento, agli accessori, ai libri, agli incensi, agli infusi e all'artigianato. A completare l'offerta ci sarà un'area food&drink con proposte naturali e veg.
Gli ospiti del Festival
Particolarmente ricco il programma degli incontri, con la presenza di diversi nomi di rilievo del mondo olistico. Tra gli ospiti figurano il Maestro Waidya Swami Joythimayananda, fondatore del Joytinat-International College of Yoga Ayurveda, il Maestro Jayadev Jaerschky, direttore della Ananda Yoga Academy, il maestro taoista Marco Montagnani, esperto di Medicina Tradizionale Cinese, Beatrice Basso, life coach e fondatrice del Metodo Suminagashi Experience®, Andrea Zurlini, scrittore e filosofo olistico, e Yatri, esperto di energia vitale Kirlian.
Nel programma sono inoltre previsti gli interventi di diversi professionisti del mondo sanitario: il dottor Riccardo Piangerelli, il dottor Massimo Tallei, la dottoressa Alida D'Addazio e il dottor Lucio Sotte.
Spazio anche alla musica e allo spettacolo. Tra gli appuntamenti figurano "Guarire ridendo e lo Yoga demenziale" con Jacopo Fo, il "Concerto dei canti armonici" con Igor Ezendam, "Risonanze del cuore" con Luka Zotti e lo spettacolo "Voices of peace" dei Monaci tibetani del Monastero di Gaden.
Un festival anche per bambini e ragazzi
Harmònias dedica inoltre un'attenzione particolare ai più giovani, con uno Spazio Bimbi nel quale saranno proposte attività di Yoga educativo e mindfulness pensate come esperienze di consapevolezza per bambini dai 2 ai 10 anni e per adolescenti.
Il Festival Olistico delle Marche è diretto da Sibilla Leanza, organizzato da Labilia srl e sostenuto da NaturaSì in qualità di main sponsor. L'appuntamento è per sabato 12 settembre, dalle 10 alle 19, con una coda serale fino alle 21:30 in occasione dello spettacolo di Jacopo Fo, e domenica 13 settembre, dalle 10 alle 19.
Il biglietto d'ingresso costa 13 euro, mentre il pass per entrambe le giornate è disponibile al prezzo di 20 euro. I biglietti possono essere acquistati al botteghino dell'Eurosuole Forum durante le giornate del Festival oppure online sul sito ufficiale della manifestazione, dove è possibile consultare il programma completo.
La prima edizione della “Giornata dello Sport Settempedano” ha trasformato lo stadio comunale "Gualtiero Soverchia" di San Severino Marche in un pomeriggio di festa, gioco e condivisione.
Un vero e proprio open day all'aperto che nella giornata di ieri, 6 settembre, ha reso l'impianto cittadino un grande villaggio multidisciplinare, accogliendo tanti bambini e ragazzi di età compresa tra i 5 e i 12 anni, ma anche più piccoli, insieme alle rispettive famiglie.
L' iniziativa, promossa dal Comune di San Severino Marche ed organizzata dall'Asd San Severino Volley in stretta collaborazione con le associazioni sportive locali, è stata l'occasione per la promuovere lo sport di base, la socializzazione e l'inclusione.
Pallavvolo, pallacanesteo, calcio, ma anche tennis, pattinaggio e pugilato, fino ad arrivare alla danza e al ballo e ad altre discipline: istrutturi qualificati e tecnici delle diverse realtà associative del territorio si sono messi a completa disposizione dei più piccoli per guidarli nel battesimo delle differenti attività che hanno preso piede sul rettangolo verde, sulla pista di atletica e nei vari spazi dello stadio.
Presenti con i propri spazi informativi e promozionali anche l'Avis comunale e la biblioteca comunale "Francesco Antolisei", ad evidenziare il valore integrato tra pratica sportiva, promozione della salute e crescita culturale.
A garantire la sicurezza e l'assistenza sanitaria lungo l'intero svolgimento delle attività è stato il personale del Comitato locale della Croce Rossa Italiana.
Alla manifestazione hanno presenziato il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, e l'assessore comunale allo Sport, Paolo Paoloni, che hanno voluto rivolgere il proprio saluto a tutti i giovani atleti, ai dirigenti e ai volontari: "Lo sport rappresenta uno strumento fondamentale di aggregazione, crescita equilibrata e prevenzione del disagio giovanile – è intervenuto il sindaco - Attraverso il gioco e il movimento riusciamo a trasmettere fin dall'infanzia sani stili di vita, rispetto delle regole, disciplina e un forte spirito di squadra. Vedere il nostro stadio comunale animato da tanti bambini che provano nuove discipline con entusiasmo è la dimostrazione di quanto il tessuto associativo settempedano sia vivo e coeso".
Si erano diplomati all’Istituto Tecnico Commerciale “A. Gentili” di Macerata nel 1976. Cinquant’anni dopo, 21 ex compagni di classe hanno voluto ritrovarsi proprio lì, nello storico Palazzo degli Studi che allora ospitava la loro classe: la 5ª A.
Un appuntamento nato dal desiderio di rivedersi, ricordare gli anni della scuola e celebrare insieme un traguardo importante. La foto di gruppo davanti a quello che per loro è stato un luogo significativo della giovinezza ha immortalato il momento, riportando per qualche istante tutti indietro nel tempo.
Dopo lo scatto celebrativo, la comitiva si è trasferita all’Agriturismo Moretti di Macerata per un pranzo definito scherzosamente “frugale”. Una tavola imbandita che è diventata il pretesto per trascorrere alcune ore in allegria, tra ricordi, nostalgie, aneddoti e qualche immancabile pettegolezzo rimasto per anni nel cassetto della memoria.
Oggi hanno 69 anni e, nonostante mezzo secolo di vita trascorso dal diploma, hanno ancora la stessa voglia di incontrarsi e condividere il piacere della compagnia. Molte cose sono cambiate, naturalmente, ma lo spirito sembra essere rimasto quello di allora: la curiosità, l’ironia e soprattutto il piacere di stare insieme.
Nel frattempo, le loro vite hanno preso direzioni diverse. Impiegati, professionisti, bancari, imprenditori e lavoratori impegnati in tanti settori hanno costruito nel corso degli anni le proprie esperienze personali e professionali. Per la maggior parte, oggi, sono pensionati, alle prese con una quotidianità scandita dagli affetti familiari, dai figli, dai consorti e dai nipoti.
Cinquant’anni sono tanti e hanno inevitabilmente lasciato il segno. Le differenze tra i percorsi individuali sono numerose, ma quando la classe si ritrova emerge ciò che ancora li accomuna: il ricordo di una stagione importante della vita e il piacere di condividere nuovamente tempo, emozioni e sorrisi.
Chi avrebbe potuto immaginare, allora, quanto sarebbe stata intensa la vita nei cinquant’anni successivi? Oggi, guardandosi indietro, ciascuno porta con sé una storia diversa, fatta di scelte, soddisfazioni, difficoltà e cambiamenti. Eppure, davanti a una fotografia o seduti intorno a una tavola, la distanza del tempo sembra improvvisamente accorciarsi.
È questo, forse, il valore più autentico di una rimpatriata: scoprire che alcuni legami resistono agli anni e che il piacere di ritrovarsi può essere ancora forte, nonostante le strade della vita si siano inevitabilmente allontanate.
La 5ª A si considera, non senza una buona dose di ironia, una vera “classe di ferro”. E il proposito per gli anni a venire è chiaro: continuare a mordere la vita, costruendo un futuro piacevole e dignitoso e, soprattutto, senza perdere l’occasione di ritrovarsi.
Il prossimo appuntamento, dunque, è già idealmente fissato: nei prossimi anni, ancora insieme e, possibilmente, ancora tutti presenti. Perché mezzo secolo dopo il diploma, la voglia di fare l’appello non è ancora passata.
I 21 partecipanti, rigorosamente in ordine alfabetico, proprio come in classe, sono: Alessandra Ardu, Cristina Bentivoglio, Flavia Buschittari, Maria Cristina Cervigni, Patrizia D’Addio, Maurizio Del Savio, Walter Galassi, Lanfranco Giuliani, Stefano Marcolini, Mauro Mari, Marcella Maroni, Rosaria Monachesi, Giuliana Moretti, Tiziana Morettini, Mauro Palazzini, Angelo Piermarini, Anita Ricci, Filippo Scarponi, Simonetta Sperandini, Loredana Tacconi, Flavia Tartaglini.
È già un successo la collaborazione esclusiva realizzata tra l'artista Zara Larsson e Winx Club, un duo che ha acceso l'attenzione del pubblico e dei social. L'universo delle amatissime fate incontra quello della popstar internazionale in un crossover che porta la magia di WInx nel cuore della cultura pop contemporanea e che unisce musica, animazione, moda e nuove generazioni.
Oltre 50.2 milioni di visualizzazioni complessive in tutto il mondo tra Instagram, TikTok e YouTube per i contenuti dedicati alla collaborazione, accompagnate da più di 600.000 condivisioni e repost.
Questi numeri sono testimoni della capacità del progetto di intercettare pubblici diversi, unendo la fanbase internazionale di Zara Larsson a quella di Winx club, che attraversa le generazioni.
La performance live di "Midnight Sun", successo dell'artista del 2025 nominato ai Grammy Awards come Best Dance Pop Recording, si fonde perfettamente con la presenza delle fate e con l'inconfondibile stile animato che ha reso Winx Club un classico internazionale.
Un estratto del video sarà disponibile all'interno dei nuovi episodi di "Winx Club: The Magic is Back", la cui stagione completa sarà lanciata in Italia su Rai Gulp e RaiPlay nel mese di settembre. Sei nuovi episodi sono inoltre già disponibili su Netflix.
Anche la 'Dance Challenge', format ormai consolidato sui social che invita il pubblico a replicare alcuni passa di danza 'reinterpretati' dalla popstar nel mondo Winx sulle note di Midnight Sun, ha ottenuto grande partecipazione ed un elevato numero di visualizzazioni sui profili social ufficiali di Winx Club.
Chi è Zara Larsson
Zara Larsson è una delle artiste più influenti della scena pop contemporanea. A soli dieci anni aveva già conquistato il grande pubblico, vincendo “Talang” (la versione svedese di “Got Talent”).
Da allora è diventata una vera star mondiale, con una solida fanbase e miliardi di stream. I suoi successi, tra cui “Symphony” (realizzato insieme ai Clean Bandit), “Lush Life” e “Never Forget You”, hanno ottenuto numerose certificazioni multi-platino e raggiunto le classifiche di tutta Europa, Regno Unito e Stati Uniti.
Nel corso della sua carriera si è aggiudicata cinque MTV Europe Music Awards, quattro Grammy Awards, tre Nickelodeon Kids' Choice Awards, ed è stata candidata ai BRIT Award e agli MTV Video Music Awards.
Il successo di Raimbow e Winx Club
Fondato nel 1995, il Gruppo Rainbow è una delle eccellenze della creatività italiana nel mondo dell’intrattenimento, in grado di competere con i colossi globali, vantando prodotti trasmessi in oltre 130 Paesi che spaziano dall’animazione al live action fino al licensing.
Rainbow si afferma con il successo planetario della saga Winx Club, divenuto un fenomeno della cultura pop. Winx è entrato nell’immaginario collettivo e continua a ispirare nuove generazioni di fan in tutto il mondo. Tra i principali motivi di questo grande successo, la capacità del concept originario di svilupparsi in nuovi percorsi di racconto, sempre al passo con i tempi e senza mai perdere di vista i valori identitari della saga.
Sin dal suo esordio nel 2004 Winx Club ha conquistato milioni di giovani e ha raggiunto traguardi straordinari: 9 stagioni animate coprodotte con Rai, 3 film per il cinema, 4 film per la TV, 2 serie animate coprodotte con Netflix, 2 stagioni live-action Netflix Original "Fate - The Winx Saga" e milioni di fan in tutto il mondo.
A San Ginesio l'anno scolastico 2026/2027 riparte senza aumenti per le famiglie e con i servizi già operativi dal primo giorno. Lunedì 14 settembre saranno attivi il trasporto scolastico e la mensa per gli alunni del Nido di Vallato e delle scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado del centro storico e di Passo San Ginesio.
Confermate anche le attività a tempo pieno, grazie al lavoro di programmazione portato avanti nei mesi scorsi dal Comune insieme agli uffici, agli assessorati, al personale comunale e ad Autolinee Sasp, gestore del servizio di trasporto scolastico.
Un'organizzazione particolarmente articolata per un territorio comunale che si estende su oltre 78 chilometri quadrati, con numerosi percorsi necessari a garantire il collegamento tra le diverse frazioni e i plessi scolastici.
Sul fronte dei costi, per il 2026/2027 viene confermata la gratuità del trasporto scolastico, mentre restano invariati i prezzi dei buoni pasto, mantenuti ai livelli minimi applicati negli ultimi anni per i bambini e ragazzi da zero a 13 anni.
«Garantire alle famiglie la piena operatività dei servizi fin dal primo giorno di scuola significa dare concretezza a un impegno preciso: mettere bambini, ragazzi e famiglie nelle condizioni di affrontare l'inizio dell'anno scolastico con serenità, senza disagi e senza costi aggiuntivi per servizi essenziali», sottolinea il sindaco Giuliano Ciabocco.
Il Comune evidenzia inoltre il ruolo delle risorse aggiuntive destinate alle scuole delle aree interne e montane e ai territori colpiti dal sisma, confermate e incrementate anche per il 2027 dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli. I finanziamenti e le risorse per il personale docente, educativo e ATA permetteranno all'Istituto Omnicomprensivo di San Ginesio di gestire eventuali esigenze di flessibilità organizzativa e oraria, soprattutto nella fase di accoglienza dei bambini più piccoli.
«Il nostro obiettivo è garantire continuità, qualità e accessibilità dei servizi scolastici, sostenendo concretamente le famiglie e tutelando soprattutto i bambini e gli studenti più piccoli», aggiunge il vicesindaco e assessore all'Istruzione Daris Belli.
Un'altalena per permettere a tutti i bambini di giocare insieme, senza barriere. È il dono fatto dalla Gradinata 12 Pallorito al Comune di Tolentino, inaugurato domenica 6 settembre ai Giardini di via delle Vaglie, accanto alla scuola Grandi.
Alla cerimonia hanno partecipato l’Amministrazione comunale, il Comitato di quartiere e una rappresentanza dell’Unione Sportiva Tolentino. L’iniziativa è nata dal ricavato di una cena natalizia organizzata dai tifosi cremisi, a cui si sono aggiunti i contributi di alcune attività del territorio. Un momento di condivisione trasformato in un intervento concreto per la città.
"Un piccolo gesto che può far diventare grandi i sorrisi dei bambini" è il messaggio scelto per accompagnare la donazione, pensata per favorire il gioco e la socialità tra tutti i più piccoli.
Quello dell’altalena inclusiva è solo l’ultimo di una serie di gesti di vicinanza portati avanti negli anni dalla Gradinata 12 Pallorito. I tifosi hanno partecipato a raccolte di solidarietà in occasione dell’alluvione, del terremoto dell’Abruzzo del 2009 e del sisma del 2016, che ha colpito duramente il territorio.
Lo scorso anno, inoltre, la Gradinata aveva raccolto fondi per sostenere i ragazzi dell’associazione Prossimamente, consentendo loro di acquistare abbigliamento sportivo per le attività in montagna.
L’altalena rappresenta così un nuovo segno di attenzione verso la comunità, questa volta rivolto soprattutto ai bambini e alla possibilità di condividere gli spazi pubblici attraverso il gioco.
Un ringraziamento è stato rivolto anche all’Ufficio Manutenzioni del comune di Tolentino e agli operai che hanno collaborato all’installazione. Un gesto semplice, nato dalla passione per la propria città, che trova posto in un luogo pensato per essere vissuto da tutti.