Fuga di cervelli, nelle Marche i ritorni aumentano del 30%: oltre 3mila rientri dall'estero negli ultimi 5 anni
Attualità
25/09/2026 18:30

Fuga di cervelli, nelle Marche i ritorni aumentano del 30%: oltre 3mila rientri dall'estero negli ultimi 5 anni

Sono più di 325 mila i giovani italiani tra i 18 e i 39 anni che hanno lasciato il Paese nel periodo che va dal 2021 al 2025. Nello stesso lasso di tempo, quelli che invece hanno deciso di tornare sono oltre 129 mila. Il confronto con il periodo precedente (2016-2020) vede l’aumento di entrambe le tendenze, con una prevalenza della seconda: gli espatri aumentano del 2,1% e i rimpatri del 32,9%. Il Focus sulla situazione è stato realizzato dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, che evidenzia come il ritorno dei giovani in Italia sia un fenomeno in crescita costante, anche se non ancora in equilibrio con quello di espatrio. Nel report, infatti, si osserva che nel quinquennio 2021-2025 si registrano 40 trasferimenti dall'estero ogni 100 persone che lasciano il Paese, cifra maggiore rispetto ai 31 del periodo 2016-2020 e a quella ancora più bassa del quinquennio 2011-2015 pari a 26. I paesi da cui gli italiani tendono a tornare sono il Regno Unito (16,4% dei rientri) e la Germania (15,1% dei rientri), mentre a registrare un'incidenza di rientri contenuti sono Spagna, Belgio e Paesi Bassi. Il dato relativo al Regno Unito è facilmente comprensibile dai cambiamenti intercorsi a seguito della Brexit sulle modalità di accesso e permanenza per gli stati europei. A rappresentare il gruppo più numeroso di chi decide di rientrare in Italia sono i giovani tra i 30 e i 34 anni (29,4%), a cui segue la fascia 25-29 (26,4%), quella dei 35-39 (23,6%) e per ultima quella dei 18-24 (20,6%). Questa distribuzione suggerisce che la decisione di tornare in Italia caratterizzi chi ha già passato all’estero un periodo consistente della propria vita. Le Marche sono la quattordicesima regione in cui gli italiani trasferiscono la residenza dall’estero (3.053 rientri), con una variazione rispetto al quinquennio precedente del 30% maggiore e con un valore di rientri ogni 100 espatriati di 36,4. Quest’ultimo è più elevato rispetto a regioni più popolose come Veneto o Campania, segnalando una capacità di ripresa positiva, pur restando contenuto in valore assoluto. La provincia che vede il miglior rapporto rientri/partenze nel quinquennio 2021-2025 è Ascoli Piceno (41,7), seguita da Ancona (39,2), Pesaro e Urbino (35,5), Macerata (32,9) e Fermo (39,4). Il calo delle partenze, invece, riguarda in linea di massima tutta la regione ma rimane contenuto, evidenziando una diminuzione dello 0,2%. Macerata è la provincia che osserva la diminuzione più elevata di partenze (-8,6%), al contrario Pesaro e Urbino segnala un aumento di espatriati del 9,6% rispetto al quinquennio precedente.  Tra le motivazioni legate al rientro in Italia, il report evidenzia al primo posto quelle della sfera privata e familiare (67,7%), seguite dalla nostalgia per il proprio paese (32,4%), dagli incentivi fiscali per il rientro (23,5) a parimerito con la qualità della vita in Italia, dalle occasioni di lavoro in Italia (20,6%), dall'insoddisfazione per il lavoro all'estero (11,8%) e dall'insoddisfazione per la vita all'estero (11,8%). L'altro elemento interessante all'interno dell'indagine è quello relativo alle diverse caratteristiche dell'esperienza lavorativa. Infatti, pur essendo soddisfatti della propria situazione personale in Italia, chi rientra valuta differentemente questi aspetti.  Di positivo rispetto all'estero restano le possibilità di conciliare vita e lavoro e il contesto lavorativo, seguite dalle tutele del lavoratore, i benefit aziendali e la flessibilità organizzativa. Negativo invece il bilancio rispetto alla facilità di inserimento occupazionale, alle opportunità di crescita professionale e la retribuzione, elementi dove l'estero continua ad essere preferito rispetto all'Italia.  

Fuga di cervelli, nelle Marche i ritorni aumentano del 30%: oltre 3mila rientri dall'estero negli ultimi 5 anni

Fuga di cervelli, nelle Marche i ritorni aumentano del 30%: oltre 3mila rientri dall'estero negli ultimi 5 anni
25/09/2026 18:30

Sono più di 325 mila i giovani italiani tra i 18 e i 39 anni che hanno lasciato il Paese nel periodo che va dal 2021 al 2025. Nello stesso lasso di tempo, quelli che invece hanno deciso di tornare sono oltre 129 mila. Il confronto con il periodo precedente (2016-2020) vede l’aumento di entrambe le tendenze, con una prevalenza della seconda: gli espatri aumentano del 2,1% e i rimpatri del 32,9%. Il Focus sulla situazione è stato realizzato dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, che evidenzia come il ritorno dei giovani in Italia sia un fenomeno in crescita costante, anche se non ancora in equilibrio con quello di espatrio. Nel report, infatti, si osserva che nel quinquennio 2021-2025 si registrano 40 trasferimenti dall'estero ogni 100 persone che lasciano il Paese, cifra maggiore rispetto ai 31 del periodo 2016-2020 e a quella ancora più bassa del quinquennio 2011-2015 pari a 26. I paesi da cui gli italiani tendono a tornare sono il Regno Unito (16,4% dei rientri) e la Germania (15,1% dei rientri), mentre a registrare un'incidenza di rientri contenuti sono Spagna, Belgio e Paesi Bassi. Il dato relativo al Regno Unito è facilmente comprensibile dai cambiamenti intercorsi a seguito della Brexit sulle modalità di accesso e permanenza per gli stati europei. A rappresentare il gruppo più numeroso di chi decide di rientrare in Italia sono i giovani tra i 30 e i 34 anni (29,4%), a cui segue la fascia 25-29 (26,4%), quella dei 35-39 (23,6%) e per ultima quella dei 18-24 (20,6%). Questa distribuzione suggerisce che la decisione di tornare in Italia caratterizzi chi ha già passato all’estero un periodo consistente della propria vita. Le Marche sono la quattordicesima regione in cui gli italiani trasferiscono la residenza dall’estero (3.053 rientri), con una variazione rispetto al quinquennio precedente del 30% maggiore e con un valore di rientri ogni 100 espatriati di 36,4. Quest’ultimo è più elevato rispetto a regioni più popolose come Veneto o Campania, segnalando una capacità di ripresa positiva, pur restando contenuto in valore assoluto. La provincia che vede il miglior rapporto rientri/partenze nel quinquennio 2021-2025 è Ascoli Piceno (41,7), seguita da Ancona (39,2), Pesaro e Urbino (35,5), Macerata (32,9) e Fermo (39,4). Il calo delle partenze, invece, riguarda in linea di massima tutta la regione ma rimane contenuto, evidenziando una diminuzione dello 0,2%. Macerata è la provincia che osserva la diminuzione più elevata di partenze (-8,6%), al contrario Pesaro e Urbino segnala un aumento di espatriati del 9,6% rispetto al quinquennio precedente.  Tra le motivazioni legate al rientro in Italia, il report evidenzia al primo posto quelle della sfera privata e familiare (67,7%), seguite dalla nostalgia per il proprio paese (32,4%), dagli incentivi fiscali per il rientro (23,5) a parimerito con la qualità della vita in Italia, dalle occasioni di lavoro in Italia (20,6%), dall'insoddisfazione per il lavoro all'estero (11,8%) e dall'insoddisfazione per la vita all'estero (11,8%). L'altro elemento interessante all'interno dell'indagine è quello relativo alle diverse caratteristiche dell'esperienza lavorativa. Infatti, pur essendo soddisfatti della propria situazione personale in Italia, chi rientra valuta differentemente questi aspetti.  Di positivo rispetto all'estero restano le possibilità di conciliare vita e lavoro e il contesto lavorativo, seguite dalle tutele del lavoratore, i benefit aziendali e la flessibilità organizzativa. Negativo invece il bilancio rispetto alla facilità di inserimento occupazionale, alle opportunità di crescita professionale e la retribuzione, elementi dove l'estero continua ad essere preferito rispetto all'Italia.  

Cronaca

Potenza Picena, frontale tra due auto lungo la Regina: feriti trasportati all'ospedale

Potenza Picena, frontale tra due auto lungo la Regina: feriti trasportati all'ospedale

25/09/2026 13:26

 Incidente nella tarda mattinata di oggi lungo la strada Regina, nel territorio di Potenza Picena, all’altezza dell’imbocco del ristorante La Cipolla d’Oro, in contrada San Girio. Per cause ancora in corso di accertamento, due auto sono entrate in collisione. L’impatto ha provocato il ferimento di due persone, entrambe soccorse e successivamente trasportate all’ospedale di Civitanova Marche per le cure e gli accertamenti del caso. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i vigili del fuoco, mentre dei rilievi e della gestione della viabilità si è occupata la polizia locale. Restano da chiarire la dinamica e le cause dello scontro, sulle quali sono in corso gli accertamenti.

Bambina di 3 anni al Salesi: "Condizioni gravi ma stazionarie"

Bambina di 3 anni al Salesi: "Condizioni gravi ma stazionarie"

25/09/2026 10:10

Restano gravi ma stazionarie le condizioni della bambina di tre anni trasferita nella serata di ieri all'Ospedale Pediatrico G. Salesi di Ancona, a seguito di un grave episodio di ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo. La piccola è attualmente ricoverata presso la Rianimazione Pediatrica del Salesi. Secondo il bollettino medico diffuso oggi, 25 settembre, la paziente è giunta in ospedale dopo essere stata sottoposta alle manovre rianimatorie e alla stabilizzazione primaria delle funzioni vitali. Attualmente è sottoposta a sedazione farmacologica, ventilazione meccanica e alle cure intensive necessarie. Proseguono il monitoraggio intensivo e le valutazioni cliniche e strumentali previste in questa fase. Le condizioni cliniche, come riferito dai sanitari, permangono gravi ma stazionarie. La prognosi resta al momento riservata. La bambina era stata soccorsa nella giornata di ieri a Jesi, mentre si trovava con i genitori tra i banchi della Fiera di San Settimio. A provocare l'ostruzione delle vie aeree sarebbe stato un chicco d'uva. A prestare i primi soccorsi è stato un medico che si trovava casualmente sul posto, intervenuto immediatamente con le manovre di rianimazione. Dopo l'allerta al 112, sul posto è arrivata un'ambulanza della Croce Rossa, mentre la centrale operativa di Ancona Soccorso ha fatto decollare l'eliambulanza dall'ospedale regionale di Torrette. Il massaggio cardiaco è proseguito durante il trasporto e, nella piazzola nei pressi dell'ospedale Carlo Urbani di Jesi, l'équipe rianimatoria arrivata in elicottero ha raggiunto l'ambulanza. La bambina è stata quindi intubata e trasferita prima a Torrette e successivamente al Salesi di Ancona, dove è tuttora ricoverata.

Attualità

Civitanova, ViviAmo rinnova il direttivo: commercio, parcheggi e centro tra le priorità

Civitanova, ViviAmo rinnova il direttivo: commercio, parcheggi e centro tra le priorità

25/09/2026 16:32

 Nuove energie e nuove idee per ViviAmo Civitanova APS. Si è svolta il 24 settembre, alle 21, nei locali della Pasticceria Romana, l’assemblea generale dei soci dell’associazione, occasione per fare il punto sulle attività portate avanti e programmare i prossimi mesi, ma anche per rinnovare il Consiglio direttivo. Durante l’incontro sono stati affrontati alcuni dei temi più sentiti per la città, dal commercio al rilancio del centro urbano, passando per il problema dei parcheggi, le iniziative di promozione e accoglienza e il progetto “Civitanova, un giorno da sogno”, che vede l’associazione impegnata insieme alle attività cittadine. Al termine dell’assemblea è stato eletto il nuovo Consiglio direttivo, composto da Antonella Galiè, Manola Gironacci, Francesca Ercoli, Ildebrando Saltari, Moira Carducci, Ubaldo Mosca e Manuela Flamini. Un gruppo con esperienze professionali e sensibilità differenti, accomunato dalla volontà di dedicare tempo ed energie alla città. «ViviAmo Civitanova si rifà il look, ma soprattutto si arricchisce di nuove energie», commenta Manola Gironacci. «Vedere persone che scelgono spontaneamente di mettersi a disposizione mi dà ancora più forza per continuare il lavoro iniziato. Nessuno di noi ha interessi personali da difendere: abbiamo semplicemente voglia di fare qualcosa di concreto per Civitanova e di dare voce ai cittadini, ai commercianti e a chi vive ogni giorno questa città». Tra i nuovi ingressi anche Manuela Flamini, che lega la sua scelta al rapporto costruito con Civitanova, città nella quale vive da oltre trent’anni. «Ho deciso di partecipare innanzitutto perché credo nella serietà, nell’intraprendenza e nella correttezza con cui viene portata avanti l’associazione, ma soprattutto perché amo Civitanova», spiega. Tra le questioni che conosce direttamente, anche quella dei parcheggi, «che per chi non dispone di un garage, soprattutto d’estate, diventa davvero pesante». Ubaldo Mosca ha invece spiegato di voler mettere a disposizione del gruppo la propria esperienza. «Non sono un commerciante in senso classico, ma conosco e comprendo le esigenze della categoria e credo che molte delle richieste avanzate siano assolutamente concrete», afferma, assicurando il proprio contributo alle iniziative che verranno individuate dal direttivo. Per Francesca Ercoli, il nuovo incarico rappresenta soprattutto un modo per trasformare la partecipazione in impegno concreto. «Una città può migliorare quando le persone decidono di non limitarsi ad osservare, ma si mettono in gioco», sottolinea, spiegando di voler contribuire «ascoltando le esigenze delle persone e lavorando insieme agli altri componenti del Direttivo». Sulla collaborazione punta anche Moira Carducci, che ha sottolineato l’importanza di mettere insieme persone diverse attorno a progetti condivisi. «Credo molto nel lavoro di squadra e nella possibilità di costruire iniziative capaci di rendere Civitanova ancora più accogliente, viva e partecipata», afferma. Antonella Galiè ha scelto invece di aderire al progetto con l’idea di trasformare le proposte in iniziative concrete. «Mi piace l’idea di un’associazione che non rimanga ferma alle parole ma cerchi di trasformare le idee in iniziative», spiega. Nel nuovo direttivo anche Ildebrando Saltari, già impegnato nel percorso dell’associazione, che sottolinea l’importanza di dare continuità al lavoro svolto finora. «Ci sono ancora molte cose da fare e il nuovo Direttivo può rappresentare un’occasione per dare maggiore forza ai progetti già avviati e svilupparne di nuovi», afferma. Nei prossimi giorni il nuovo Consiglio direttivo si riunirà per procedere all’attribuzione delle cariche interne e definire il programma operativo per i prossimi mesi. L’obiettivo, ribadito dall’associazione, è proseguire il lavoro sui temi che riguardano da vicino la vita cittadina, rafforzando il confronto con residenti, commercianti e attività del territorio. «Ripartiamo con entusiasmo – conclude Gironacci – con persone che hanno scelto di esserci senza chiedere nulla in cambio. Otto persone diverse, unite dall’amore per la stessa città. Ora ci aspetta il lavoro e noi abbiamo tanta voglia di farlo».

Valfornace, a Campi il nuovo parcheggio pubblico: area verde e illuminazione

Valfornace, a Campi il nuovo parcheggio pubblico: area verde e illuminazione

25/09/2026 12:00

Sono terminati i lavori per la realizzazione di un nuovo parcheggio pubblico nella frazione di Campi, una delle più popolose del territorio comunale. L'intervento, finanziato con fondi comunali, ha riqualificato un'area di circa 85 metri quadrati che finora non era destinata alla sosta dei veicoli. La mancanza di uno spazio regolamentato per il parcheggio era un problema noto, soprattutto nei mesi estivi e nei periodi di maggiore afflusso turistico, quando le auto in sosta selvaggia creavano disagi alla circolazione. Oltre agli stalli, il progetto ha previsto la sistemazione di un'area verde con la piantumazione di alberi e una siepe perimetrale, una staccionata in pali di castagno e una zona ristoro con tavoli e panche in legno. È stata inoltre installata una nuova illuminazione, con 11 corpi luminosi segnapassi per garantire visibilità anche nelle ore serali. Il nuovo parcheggio si trova a pochi passi da due dei principali beni storici della frazione: la torre colombaia in pietra arenaria del XIV secolo, un tempo con funzioni difensive, e Palazzo Marchetti, risalente al XV secolo.   "Rispondiamo a un'esigenza che residenti e visitatori segnalavano da tempo, in particolare nei periodi di maggiore afflusso turistico", ha commentato il vicesindaco di Valfornace, Ivan Cecola. "Oltre agli stalli per le auto, abbiamo curato anche il verde, l'illuminazione e una zona di sosta, con l'obiettivo di rendere più vivibile e sicura una frazione che ospita due beni storici importanti per il territorio".

Politica

Pioraco - Gallerie chiuse fino a ottobre, i sindaci contro Anas: "Pazienza finita, pronti ad azioni legali"

Pioraco - Gallerie chiuse fino a ottobre, i sindaci contro Anas: "Pazienza finita, pronti ad azioni legali"

22/09/2026 18:20

La chiusura delle gallerie di Pioraco sulla SS 361 Septempedana è destinata a proseguire fino alla fine di ottobre e i sindaci di Pioraco, Sefro e Fiuminata alzano il livello della protesta. Matteo Cicconi, Pietro Tapanelli e Vincenzo Felicioli contestano le modalità con cui Anas sta gestendo i lavori e chiedono che venga garantito il transito continuativo sulla strada, annunciando, in caso contrario, il ricorso alle sedi giudiziarie competenti. Il provvedimento, inizialmente previsto per il periodo dal 14 al 25 settembre, era stato disposto per consentire il completamento dei lavori di unione tra le gallerie "Scoglio del Paradiso" e "della Cartiera". La nuova proroga porta invece le limitazioni fino alla fine di ottobre, prolungando ulteriormente i disagi per le comunità dell'Alta Valle del Potenza. Secondo i tre sindaci, la decisione sarebbe stata comunicata senza un preventivo confronto istituzionale. La vicenda, ricordano, affonda le proprie radici nel distacco roccioso dell'autunno 2021, quando alcuni massi caddero sulla carreggiata colpendo un'automobile. Da allora, quello che avrebbe dovuto essere un intervento risolutivo si è protratto nel tempo tra ritardi nell'acquisizione dei casseri, periodi di stallo dei cantieri e successive proroghe delle scadenze. La chiusura notturna della strada rappresenta un problema particolarmente rilevante per il territorio. La SS 361 è infatti il principale collegamento della vallata e l'unico accesso stradale diretto a Pioraco, oltre a costituire un collegamento fondamentale per Sefro e Fiuminata. Le limitazioni alla circolazione nelle ore notturne incidono, secondo i primi cittadini, sui turni serali e notturni degli addetti alle attività industriali del polo cartario, sul rientro delle famiglie e sulla mobilità quotidiana dei residenti, costretti a ricorrere a percorsi alternativi. A guidare la protesta è il sindaco di Pioraco Matteo Cicconi, che contesta soprattutto l'ulteriore allungamento dei tempi: "Siamo stanchi di subire la totale indifferenza per le comunità montane. Avevamo concordato due settimane di sacrificio dal 14 al 25 settembre per chiudere una partita aperta nel novembre 2021. Apprendere solo per vie traverse che la chiusura notturna slitterà fino a fine ottobre costituisce un insulto al nostro senso civico e alla lealtà istituzionale". Cicconi ribadisce quindi la necessità di una soluzione che permetta di mantenere aperta la strada: "La SS 361 non è un cantiere sperimentale abbandonato a sé stesso: è l'unica via d'accesso a Pioraco. Non accetteremo più rinvii, né chiusure di nessun tipo, né di giorno né di notte. Non lasceremo i nostri borghi ostaggio di un cantiere eterno". Dura anche la posizione del sindaco di Fiuminata Vincenzo Felicioli, che parla di una situazione legata a una programmazione che, a suo giudizio, non sarebbe stata adeguata: "Abbiamo dimostrato comprensione negli anni scorsi, riconoscendo che i lavori di consolidamento fossero necessari dopo l'evento franoso del 2021. Oggi però siamo di fronte a una totale incapacità di programmazione". Il primo cittadino di Fiuminata contesta anche le modalità di comunicazione delle decisioni: "Dilatare i tempi all'infinito e farlo comunicando le decisioni all'ultimo minuto significa paralizzare l'intera economia locale". Da qui la richiesta ad Anas di intervenire per garantire la continuità della circolazione: "L'Alta Valle del Potenza non è una periferia dimenticata: o si adotta all'istante un modello operativo che mantenga aperta la carreggiata senza alcuna interruzione, oppure chiameremo la magistratura a fare piena luce su ritardi, varianti e responsabilità contrattuali". Il sindaco di Sefro Pietro Tapanelli parla invece di "pazienza finita", dopo anni di modifiche ai cronoprogrammi e periodi di stallo. "Non è ammissibile che per collegare due gallerie e mettere in sicurezza poche decine di metri si impieghino anni di transito a singhiozzo e si chieda ancora di chiudere la strada", afferma. Tapanelli chiede quindi la revoca immediata dei blocchi alla circolazione notturna e soluzioni tecniche compatibili con il transito continuo. "Il diritto alla mobilità non si svende. Il comportamento dei vertici di Anas è ingiustificabile sotto il profilo tecnico e amministrativo", sostiene il sindaco, annunciando anche possibili iniziative legali: "In caso contrario, affiancheremo la protesta civile con ogni azione legale consentita dalla legge: presenteremo un esposto per interruzione di pubblico servizio e chiederemo il risarcimento dei danni arrecati ai nostri territori".   I tre sindaci chiedono infine la convocazione immediata di un tavolo di crisi in Prefettura, alla presenza dei dirigenti regionali e nazionali di Anas. La richiesta è quella di ottenere garanzie formali sul mantenimento del transito e sulla conclusione definitiva dei lavori. "Nessuna nuova proroga sarà accettata", ribadiscono i primi cittadini, avvertendo che, in assenza di risposte, la vertenza approderà nelle aule giudiziarie competenti.

Tetto agli stranieri in classe, Acquaroli plaude: "Gli insegnanti chiedevano una risposta"

Tetto agli stranieri in classe, Acquaroli plaude: "Gli insegnanti chiedevano una risposta"

22/09/2026 14:48

Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha espresso pieno sostegno alla misura annunciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni sull'introduzione di un tetto al numero di alunni stranieri per classe. "Voglio fare un plauso alla presidente Meloni e al governo, perché questo è un tema molto sentito che aspettava una risposta da tanto tempo", ha dichiarato Acquaroli, spiegando di aver raccolto negli anni le testimonianze di numerosi insegnanti in difficoltà nel gestire classi con un'alta concentrazione di studenti stranieri. Il tema ha aperto un fronte di tensione all'interno del centrodestra marchigiano dopo le critiche mosse ieri da Daniele Silvetti, sindaco di Ancona (Forza Italia) e vicepresidente vicario dell'Anci, secondo cui le scuole avrebbero bisogno di "integrazione vera, autentica, e non di numeri". Interpellato sul punto, Acquaroli ha preso le distanze dalla posizione del collega di partito: "Quella è la posizione personale di Silvetti e non c'entra niente con la posizione del centrodestra, che è compatta sul tema". Il governatore ha poi ribadito la sua lettura della misura, sottolineando che introduce un riferimento amministrativo su una questione già molto sentita nelle scuole. Ha infine chiarito che, a suo avviso, il tema dell'integrazione resta distinto dalla capacità didattica dei docenti: "Credo che l'integrazione sia un fenomeno che non abbia nulla a che vedere con la capacità di insegnare bene nelle nostre scuole".

Sanità

Macerata, un gesto di solidarietà per i pazienti di Medicina Interna: donati dieci televisori

Macerata, un gesto di solidarietà per i pazienti di Medicina Interna: donati dieci televisori

25/09/2026 14:42

 Un gesto concreto di solidarietà per rendere più confortevoli le giornate trascorse in ospedale. L’Associazione Casa Accoglienza Maceratese, presieduta dal dottor Claudio Gigli, ha donato al reparto di Medicina Interna dell’ospedale di Macerata, diretto dal dottor Roberto Catalini, dieci televisori di grandi dimensioni, completi dei relativi supporti a parete. Una donazione pensata per restituire ai pazienti un piccolo frammento della quotidianità durante la degenza, soprattutto a chi è costretto a trascorrere in ospedale periodi anche molto lunghi, lontano dalla propria casa, dagli affetti e dalle abitudini di tutti i giorni. «I nostri pazienti sono spesso persone anziane, fragili, con più patologie e con degenze che a volte durano settimane – spiega il dottor Roberto Catalini, primario della Medicina Interna di Macerata –. Le giornate in ospedale possono diventare lunghe e pesanti, soprattutto quando i familiari se ne vanno. In questo modo un telegiornale, una partita o un programma che si guardava a casa possono restituire un po’ di normalità». Un gesto semplice, dunque, ma con un valore importante per chi si trova ad affrontare una fase delicata della propria vita. La possibilità di guardare la televisione direttamente dalla propria stanza può contribuire a rendere meno pesante il tempo della degenza e a mantenere un legame con le proprie consuetudini. Il ringraziamento alla Casa Accoglienza Maceratese arriva anche dalla direzione sanitaria. «Ringrazio il dottor Claudio Gigli e con lui tutta l’Associazione Casa Accoglienza Maceratese per il sostegno costante che rivolge alla nostra realtà sanitaria», sottolinea la direttrice sanitaria Daniela Corsi. Quella dei televisori, infatti, rappresenta solo l’ultima di una serie di donazioni effettuate dall’associazione a favore della realtà sanitaria locale. «Questa è l’ultima donazione in ordine di tempo – aggiunge Corsi – e si aggiunge a una serie di elargizioni a favore della nostra Ast, testimoniando l’attenzione dell’Odv al territorio e soprattutto alle persone più fragili». Un sostegno che va quindi oltre la semplice dotazione di strumenti e apparecchiature e che punta a migliorare anche la dimensione umana dell’assistenza. “Curare significa anche questo: prendersi cura della persona nella sua interezza, non solo della sua malattia”, è il senso espresso dalla direzione sanitaria, a sottolineare il valore di iniziative che contribuiscono a rendere l’esperienza ospedaliera più accogliente e vicina ai bisogni dei pazienti.

Cuore, una settimana di prevenzione per le donne: visite gratuite a Macerata, Civitanova e Camerino

Cuore, una settimana di prevenzione per le donne: visite gratuite a Macerata, Civitanova e Camerino

24/09/2026 15:56

Una settimana dedicata alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, con visite ed esami gratuiti rivolti alle donne. In occasione della Giornata Mondiale del Cuore, l’Ast di Macerata aderisce alla (H) Open Week sulle malattie cardiovascolari, promossa da Fondazione Onda ETS e quest’anno dedicata alle cardiomiopatie. Dal 28 settembre al 4 ottobre, gli ospedali di Macerata, Civitanova Marche e Camerino apriranno le porte alla popolazione con una serie di iniziative gratuite dedicate alla salute del cuore. «Questa iniziativa ha la finalità di favorire la prevenzione, facilitare l’accesso alla diagnosi precoce e accrescere la consapevolezza sulle malattie cardiovascolari e sui principali fattori di rischio», sottolinea il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini. L'attenzione alla prevenzione è particolarmente importante alla luce dei dati sulla mortalità. Nel 2023, secondo Istat, le malattie del sistema circolatorio hanno provocato in Italia oltre 206mila decessi, pari a quasi il 31% di tutte le morti. Il dato è ancora più significativo per la popolazione femminile: le patologie cardiovascolari sono state responsabili del 33% dei decessi tra le donne, contro il 28% tra gli uomini. Al centro dell’edizione 2026 dell’Open Week ci sono le cardiomiopatie, un gruppo eterogeneo di malattie che colpiscono il muscolo cardiaco, alterandone struttura e funzionamento. I sintomi possono comprendere affanno, stanchezza, dolore toracico, palpitazioni e perdita di coscienza. In alcuni casi, però, le cardiomiopatie possono rimanere a lungo senza sintomi ed essere individuate soltanto durante un controllo medico o dopo un evento cardiovascolare. Un ulteriore elemento da non sottovalutare è la possibile componente genetica di molte cardiomiopatie. Alcune forme possono infatti interessare più componenti della stessa famiglia. In questi casi il percorso diagnostico può coinvolgere anche i familiari, attraverso valutazioni periodiche e, quando indicato, consulenze e test genetici. All’ospedale di Macerata, dal 28 settembre al 2 ottobre, la Cardiologia sarà a disposizione tutti i giorni dalle 12 alle 14. Saranno complessivamente effettuate 5 visite cardiologiche e 10 elettrocardiogrammi. Le donne potranno scegliere se sottoporsi alla visita cardiologica oppure all’ECG. La prenotazione è obbligatoria e dovrà essere effettuata venerdì 25 settembre, dalle 11 alle 13, chiamando il numero 0733 2572859. All’ospedale di Civitanova Marche l’iniziativa si svolgerà il 29 e 30 settembre, dalle 9.30 alle 12, presso l’ambulatorio di Cardiologia al terzo piano. Saranno disponibili 8 visite cardiologiche specialistiche, accompagnate da ECG ed ecocardiogramma. Anche in questo caso la prenotazione è obbligatoria. È possibile telefonare esclusivamente al numero 0733 823613, attivo venerdì 25 settembre dalle 11 alle 13. All’ospedale di Camerino, invece, l’appuntamento è per il 30 settembre, a partire dalle 9. Sono previste 4 sedute di ecocardiografia e 4 sedute con ECG e visita cardiologica. La prenotazione è obbligatoria e potrà essere effettuata martedì 29 settembre, dalle 16, al numero 0737 639390. L’iniziativa punta così a rafforzare la cultura della prevenzione e a favorire una maggiore attenzione alla salute cardiovascolare, con particolare riferimento alle donne e alla diagnosi precoce delle patologie che possono colpire il muscolo cardiaco.

Sport

Trodica, next stop Osimo. Capodaglio tiene la guardia alta: "Affrontiamo una squadra con voglia di rivalsa"

Trodica, next stop Osimo. Capodaglio tiene la guardia alta: "Affrontiamo una squadra con voglia di rivalsa"

25/09/2026 19:50

Missione Osimana alle porte per il Trodica. La formazione biancazzurra sarà di scena domenica allo stadio Diana contro i giallorossi. Alle 15:30 comincerà la quarta giornata di campionato, con i trodicensi che hanno il chiaro obiettivo di vincere. Quarti in classifica a quota 5, gli uomini di Buratti sfideranno un avversario in difficoltà per questioni extracampo e fanalino di coda del girone. Ma il difensore Nicolò Capodaglio richiama l’attenzione dei suoi, non bisogna sottovalutare i senzatesta: "Sarà una partita sicuramente tosta, contro una squadra che ha voglia di rivalsa e che vorrà fare bene. Noi dobbiamo affrontarla con la giusta concentrazione, mettendo in campo grinta, intensità e voglia di portare a casa il risultato dimostrandolo già dai primi minuti". In casa Trodica c’è voglia di fare bene in questa stagione, e se possibile migliorare la terza piazza della scorsa stagione, come conclude il difensore classe 2005: "Il nostro obiettivo è crescere partita dopo partita e cercare di fare un campionato importante. Vogliamo toglierci più soddisfazioni possibili, rimanere sempre competitivi e arrivare a fine stagione consapevoli di aver dato tutto". Arbitra Marco Graziosi di Pesaro, assistenti Riccardo Persichini di Macerata e Sami Tayeb di Pesaro.

Tolentino, dalle qualificazioni alla semifinale: Jessica Pieri fa 5 su 5 al Delta Motors Open

Tolentino, dalle qualificazioni alla semifinale: Jessica Pieri fa 5 su 5 al Delta Motors Open

25/09/2026 18:10

Jessica Pieri conquista la semifinale del Delta Motors Tolentino Open dopo cinque vittorie consecutive, superando anche la serba Mia Ristic con un netto 6-4, 6-4. La tennista toscana, classe 1997, era arrivata nelle Marche lo scorso sabato per disputare le qualificazioni e, sei giorni più tardi, si è già garantita un posto tra le ultime quattro del torneo. La tennista di Lucca ha compiuto un altro passo importante dopo aver superato agli ottavi la spagnola Leyre Romero Gormaz, anche in quel caso partendo senza i favori del pronostico. Nei quarti di finale ha poi affrontato la serba Mia Ristic, protagonista di due ottime vittorie nei turni precedenti, ma ancora una volta è stata l'azzurra a imporsi. Pieri ha costruito il successo con una prestazione particolarmente attenta dal punto di vista tattico, riuscendo a sfruttare le caratteristiche della sua avversaria, più potente ma anche più fallosa. La toscana ha cercato profondità con i propri colpi, evitando di concedere campo alla serba e inducendola più volte all'errore nei momenti decisivi. "Sono scesa in campo determinata e con le idee chiare – ha spiegato Pieri – e sono felice di essere riuscita ad applicare la strategia che mi ero preparata, ragionando punto dopo punto, senza badare al punteggio. Sono felice della mia prestazione. Sono arrivata a Tolentino senza grandi aspettative, solo con tanta voglia di giocare partite. Ho trovato una bella realtà, che mi ha spinto a dare sempre il meglio per provare a rimanere qui il più a lungo possibile". Per Pieri, attualmente numero 383 del ranking WTA, il risultato ottenuto a Tolentino vale anche un balzo di almeno 60 posizioni nella classifica. Ma soprattutto la semifinale rappresenta un traguardo particolare: è infatti soltanto la seconda raggiunta dalla tennista in un torneo WTA 125, dopo quella disputata a Tampico, in Messico, nell'ottobre 2025. "Un risultato così mi servirà: avevo bisogno di una spinta e una settimana così me la ricorderò. Mi auguro di proseguire su questa strada", ha aggiunto l'azzurra. In semifinale, in programma sabato, Pieri affronterà la spagnola Guiomar Maristany Zuleta de Reales, che nei quarti ha superato per 6-4, 6-3 la compagna di allenamenti Rebeka Masarova. Per la 27enne catalana si tratta della quarta semifinale in carriera in un WTA 125. Definita anche la prima coppia finalista del torneo di doppio: le ceche Aneta Kucmova e Aneta Laboutkova hanno battuto 6-1, 6-2 la coppia formata da Chiesa e Tubello. Sabato si giocherà l'altra semifinale, con le azzurre Ruggeri/Moratelli opposte alla coppia Gorgodze/Papamichail.

Economia

Caro carburanti, l’allarme degli autotrasportatori: “Rischiamo di non avere liquidità per fare rifornimento”

Caro carburanti, l’allarme degli autotrasportatori: “Rischiamo di non avere liquidità per fare rifornimento”

25/09/2026 13:15

Il caro carburanti torna a mettere sotto pressione il settore dell’autotrasporto. Una situazione che interessa direttamente anche la provincia di Macerata, dove sono 394 le imprese attive nel trasporto merci, sulle 2.074 complessivamente presenti nelle Marche. Un comparto composto in larga parte da piccole imprese, per le quali il gasolio rappresenta una delle principali voci di costo. Ogni aumento, spiegano gli operatori, si ripercuote quindi immediatamente sulla gestione finanziaria delle aziende. A lanciare l’allarme è Cna Fita, che a livello nazionale chiede al Governo un patto sociale sui carburanti, con misure immediate e strutturali per evitare che l'aumento dei costi finisca per compromettere la continuità operativa delle imprese. «Per un autotrasportatore il carburante non è un costo che può essere rinviato: bisogna fare rifornimento ogni giorno per poter lavorare», sottolinea Nazzareno Latini, imprenditore e presidente degli autotrasportatori Cna Macerata. Il problema, secondo Latini, riguarda soprattutto la liquidità delle aziende di dimensioni più contenute. «Nelle piccole imprese gli aumenti si scaricano immediatamente sui conti e sulla disponibilità finanziaria. Non parliamo quindi soltanto di margini che si riducono: se questa situazione prosegue, per alcune aziende il problema può diventare avere la liquidità sufficiente per mettere il gasolio nei mezzi e continuare a garantire i trasporti». L’autotrasporto rappresenta un anello fondamentale della filiera economica. Ogni giorno garantisce la movimentazione delle merci e collega imprese manifatturiere, artigiane e commerciali, oltre ai settori dell’edilizia e dell’agroalimentare. Per questo Cna Fita riconosce gli interventi già adottati dal Governo, tra crediti d’imposta e misure sulle accise, ma ritiene necessario rafforzare il sostegno al comparto e renderlo maggiormente strutturale. L’allarme dell’associazione non riguarda, in questa fase, l’ipotesi di un fermo organizzato della categoria, considerata una soluzione estrema. Il rischio indicato è piuttosto quello di imprese che, non riuscendo a sostenere i costi anticipati del carburante, possano essere costrette a lasciare i mezzi fermi nei piazzali. Sono sei, secondo Cna Fita, gli interventi prioritari da mettere in campo. La prima richiesta riguarda l’introduzione del fuel surcharge, un meccanismo che consenta di adeguare il prezzo del trasporto all’andamento del costo del carburante, sulla base di criteri pubblici e trasparenti. L’associazione chiede inoltre risorse straordinarie per sostenere la liquidità delle imprese, senza escludere quelle che utilizzano veicoli di minore massa, e procedure più semplici e rapide per l’utilizzo dei crediti d’imposta. Tra le proposte figura anche l’aggiornamento dei valori di riferimento dei costi dell’autotrasporto, con una maggiore precisione nell’indicazione dell’incidenza del carburante e considerando anche i costi dei noli marittimi. Un altro capitolo riguarda la sicurezza: Cna Fita chiede maggiori controlli e tutele nelle aree di sosta e nei parcheggi autostradali per contrastare anche i furti di gasolio. Infine, l’associazione sollecita il Governo a intervenire in sede europea per ottenere misure temporanee sulla tassazione dei carburanti, riducendone il peso fiscale e rivedendo anche le regole relative al gasolio commerciale. «L’aumento del carburante non può ricadere solo ed interamente sull’autotrasportatore», conclude Latini. «Serve una corretta ripartizione dei maggiori costi tra committenti, operatori della logistica e imprese di trasporto, insieme a strumenti rapidi per sostenere la liquidità, soprattutto delle aziende più piccole». Per Cna Macerata, dunque, la priorità è un intervento rapido che consenta di preservare la continuità operativa delle imprese. Una questione che non riguarda soltanto gli autotrasportatori, ma l’intero sistema produttivo, considerando il ruolo che il trasporto su gomma svolge nel garantire ogni giorno la circolazione delle merci.

Da Cinecittà al Gruppo Rainbow: Nicola Maccanico assume la guida di Colorado Film

Da Cinecittà al Gruppo Rainbow: Nicola Maccanico assume la guida di Colorado Film

21/09/2026 17:35

Importante novità ai vertici dell’industria cinematografica italiana: il Gruppo Rainbow ha annunciato la nomina di Nicola Maccanico nel ruolo di amministratore delegato di Colorado Film, la celebre società di produzione e distribuzione controllata dal gruppo. Figura di riferimento nel panorama dell’intrattenimento nazionale, Maccanico vanta una consolidata traiettoria manageriale tra distribuzione, produzione audiovisiva e gestione strategica. Il suo percorso inizia in Sky Italia come European Affairs Manager, per poi proseguire nel 2004 in Warner Bros. Pictures, dove ricopre il ruolo di Marketing Director e, dal 2009 al 2016, quello di managing director theatrical, posizionando la major tra i leader di mercato in Italia e sostenendo rilevanti produzioni locali. Successivamente, dal 2016 al 2021, guida in veste di Ceo Vision Distribution — la realtà nata dall'alleanza tra Sky Italia e importanti produttori indipendenti —, ricoprendo parallelamente la carica di executive vice president programming di Sky Italia. Tra il maggio 2021 e il giugno 2024, Maccanico ha guidato Cinecittà S.p.A. nel ruolo di amministratore delegato, gestendo il piano di rilancio e valorizzazione industriale degli iconici studi romani. L'innesto di Maccanico si colloca nella strategia di crescita del Gruppo Rainbow, con l'intento di consolidare la presenza di Colorado Film sia sul mercato italiano che su quello internazionale, incrementando la capacità produttiva e valorizzandone il patrimonio d'autore. «L’arrivo di Nicola Maccanico è il motore di una nuova fase strategica per il futuro di Colorado Film», ha dichiarato Iginio Straffi, presidente del Gruppo Rainbow. «La sua competenza e la capacità di coniugare visione creativa e strategia industriale saranno fondamentali per la nostra espansione. Continueremo a puntare sull’eccellenza e sul talento italiano per farli emergere anche all'estero. Un sincero ringraziamento va a Thomas J. Ciampa per l’eccellente lavoro svolto in questi anni». Entusiasta anche il commento del neo Ad Nicola Maccanico: «Contribuire allo sviluppo di Colorado Film è una sfida importante, e farlo al fianco di un imprenditore visionario come Iginio Straffi è un privilegio. Il settore audiovisivo necessita di case di produzione italiane con una forte vocazione industriale, capaci di competere a livello globale. È esattamente questo il ruolo che intendiamo consolidare per Colorado Film». Con questo nuovo assetto manageriale, la società conferma la volontà di investire su racconti d'impatto, innovazione linguistica e produzioni di alta qualità rivolte al pubblico globale.

Scuola e università

San Ginesio, 2,5 milioni per la strada del nuovo Ipsia "Renzo Frau": lavori in vista dell’apertura nel 2027

San Ginesio, 2,5 milioni per la strada del nuovo Ipsia "Renzo Frau": lavori in vista dell’apertura nel 2027

25/09/2026 15:10

Via libera a un finanziamento da 2,5 milioni di euro per via Nunzio Giuliani, la strada comunale che garantisce l’accesso al nuovo plesso dell'Ipsia "Renzo Frau" di San Ginesio. L’intervento servirà a riparare i danni provocati dal sisma e a ripristinare la viabilità in vista dell’ingresso degli studenti nella nuova scuola, previsto per gennaio 2027. L'opera è stata inserita tra gli interventi collegati all'ordinanza speciale numero 9 del 2021, dedicata alla ricostruzione del polo scolastico di San Ginesio. La misura è stata condivisa nella recente Cabina di coordinamento sisma con l’obiettivo di accelerare le procedure e coordinare i lavori sulla strada con quelli del nuovo edificio scolastico, realizzato in collaborazione con la Andrea Bocelli Foundation e ormai prossimo alla conclusione. Il progetto definitivo approvato dal Comune prevede un investimento complessivo di 2,5 milioni di euro, dei quali 1.461.079,20 euro destinati ai lavori e alla sicurezza e 1.038.920,80 euro per le somme a disposizione dell'amministrazione. La progettazione della strada era già stata finanziata nel 2023 con uno stanziamento di 156mila euro. "Con questo intervento interveniamo su un’infrastruttura strettamente connessa al nuovo Ipsia 'Renzo Frau', con l’obiettivo di arrivare pronti all’ingresso degli studenti nel nuovo plesso", ha dichiarato il commissario straordinario alla Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli. "Non avrebbe senso completare una scuola così importante senza garantire contestualmente una viabilità adeguata, sicura e pienamente funzionale". Il sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco ha sottolineato l'importanza del finanziamento per il percorso di ricostruzione: "L’assegnazione di 2,5 milioni di euro per la sistemazione di via Nunzio Giuliani rappresenta un risultato di grande rilevanza per San Ginesio e per l’intero percorso di ricostruzione del nostro territorio. La nuova sede dell’IPSIA 'Renzo Frau' costituisce un investimento strategico sul futuro della nostra comunità e, proprio per questo, era indispensabile garantire contestualmente una viabilità adeguata, sicura e funzionale all’accesso al nuovo plesso". L'intervento si rende necessario anche alla luce delle condizioni di forte ammaloramento di via Nunzio Giuliani e viale del Tramonto, la viabilità adiacente al nuovo istituto. Inoltre, una parte delle aree interessate dai lavori stradali si sovrappone all’attuale perimetro del cantiere scolastico: sarà quindi necessario coordinare le diverse lavorazioni per evitare interferenze e consentire il completamento delle opere. Per accelerare la realizzazione, il Comune di San Ginesio, in qualità di soggetto attuatore, potrà ricorrere a un appalto integrato, comprendente la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori, avvalendosi delle misure acceleratorie previste dalla disciplina commissariale. L’ordinanza prevede inoltre, qualora ritenuto necessario, la possibilità di ricorrere all’affidamento diretto secondo le deroghe stabilite dal provvedimento.   L’obiettivo è quello di procedere parallelamente sulla scuola e sulla viabilità, così da arrivare a gennaio 2027 con il nuovo IPSIA pronto ad accogliere gli studenti e una strada adeguata a garantire l’accesso al plesso.

Università di Macerata, Domenico Panetta confermato direttore generale

Università di Macerata, Domenico Panetta confermato direttore generale

25/09/2026 13:30

Fiducia e continuità per la guida della macchina amministrativa dell’Università di Macerata. Domenico Panetta è stato confermato direttore generale dell’Ateneo per il triennio 2027-2029. La decisione ha raccolto il consenso unanime sia del Senato accademico sia del Consiglio di amministrazione, a testimonianza dell’apprezzamento per il lavoro svolto nel primo mandato e della volontà di proseguire il percorso avviato negli ultimi tre anni. Panetta era arrivato a Macerata il 1° gennaio 2024. La sua nomina per il triennio 2024-2026 era giunta al termine di una procedura pubblica alla quale avevano partecipato professionisti con elevata qualificazione ed esperienza dirigenziale. Anche allora la proposta del rettore John McCourt aveva ottenuto il consenso unanime degli organi accademici. Nel corso del primo mandato, l’azione della Direzione generale si è concentrata anche sulla riorganizzazione interna della struttura amministrativa e su un ulteriore impulso alla digitalizzazione dei procedimenti, con l’obiettivo di rendere i processi più efficienti, integrati e funzionali alle esigenze della comunità universitaria. “Il voto unanime degli organi esprime con grande chiarezza la fiducia maturata nei confronti del direttore generale e del lavoro condotto insieme in questi anni – commenta il rettore John McCourt –. Domenico Panetta ha saputo accompagnare l’Ateneo in una fase particolarmente intensa, contribuendo alla riorganizzazione interna, al rafforzamento dei processi amministrativi e a una ulteriore spinta verso la digitalizzazione. La sua conferma ci permette di dare continuità a questo lavoro e di affrontare con una struttura amministrativa solida, moderna e sempre più efficiente le sfide e gli obiettivi che ci attendono nei prossimi anni”. “Sono molto grato al rettore, al Senato accademico e al Consiglio di amministrazione per la fiducia che hanno voluto rinnovarmi – dichiara Domenico Panetta –. Considero questo incarico prima di tutto una responsabilità nei confronti dell’intera comunità universitaria. I risultati raggiunti sono il frutto di un lavoro collettivo e della professionalità del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario dell’Ateneo. Il prossimo triennio dovrà consentirci di riesaminare, con apertura e senso critico, il percorso compiuto, consolidare quanto realizzato, proseguire nel percorso di innovazione organizzativa e digitale e rendere l’amministrazione sempre più efficace, semplice e capace di sostenere gli obiettivi strategici dell’Università”. Panetta, nato nel 1963 a Melito di Porto Salvo, prima dell’arrivo a Macerata aveva maturato una lunga esperienza nel sistema universitario, lavorando dal 1991 al 2021 all’Università di Brescia e successivamente all’Università di Bergamo, dove aveva ricoperto l’incarico di dirigente dell’Area risorse umane.

Cultura

Cingoli, nasce il Laboratorio d’Arte Ivana Marchegiani

Cingoli, nasce il Laboratorio d’Arte Ivana Marchegiani

23/09/2026 19:40

Cingoli si arricchisce di un nuovo spazio dedicato all’arte, all’artigianato e alla valorizzazione delle tradizioni locali. Sabato 26 settembre, alle 16.30, in Corso Garibaldi, sarà inaugurato il Laboratorio d’Arte Ivana Marchegiani, un progetto che punta a diventare un punto di riferimento per la comunità, mettendo insieme creatività, tipicità del territorio e formazione. A dare vita all'iniziativa è Ivana Marchegiani, imprenditrice cingolana con 36 anni di esperienza professionale nel settore. Un ritorno alle origini per la fondatrice, che torna a vivere nel luogo in cui è nata attraverso un progetto rinnovato e più ampio, pensato come un piccolo polo culturale aperto alla comunità. Nel nuovo laboratorio troveranno spazio l'artigianato artistico, la valorizzazione dei prodotti tipici e delle identità locali, insieme a momenti dedicati alla formazione e alla crescita culturale. L'obiettivo è creare un luogo d'incontro dove poter creare, apprendere e condividere esperienze legate al sapere artigiano e alla bellezza. Marchegiani ha ricevuto dalla Regione Marche il riconoscimento di Maestra Artigiana e Bottega Scuola ed è iscritta all'Albo dei mestieri artistici e tradizionali. Per i suoi meriti professionali le è stata inoltre riconosciuta l'iscrizione all'Albo d'Oro delle imprese artigiane della Camera di Commercio di Macerata. Il progetto guarda quindi al futuro senza rinunciare al legame con la storia e con l'identità di Cingoli, proponendo uno spazio nel quale tradizione e creatività possano incontrarsi e diventare occasione di formazione e condivisione. L'inaugurazione di sabato sarà anche un momento di festa e convivialità, con un brindisi aperto a tutti coloro che vorranno partecipare all'avvio della nuova attività. 

Montecosaro, musica e memoria nella Chiesa delle Anime: successo per il concerto "Florilegio"

Montecosaro, musica e memoria nella Chiesa delle Anime: successo per il concerto "Florilegio"

20/09/2026 14:20

È stato un autentico incontro fra storia, tradizione, arte e musica il concerto di sabato, inserito nel programma della 37ª edizione del Settembre Musicale Montecosarese. Una serata pensata per riscoprire le radici del territorio e far rivivere, attraverso le note, la memoria di un luogo ricco di storia e tradizioni. A valorizzare ulteriormente la suggestiva cornice che ha accolto l’evento è stata la presentazione iniziale dedicata alla storia e alle particolarità della Chiesa delle Anime, curata dal prof. Fabrizio Quattrini, presidente del Centro Studi Montecosaresi. Un momento introduttivo che ha permesso al pubblico di conoscere meglio il luogo nel quale, di lì a poco, la musica avrebbe preso vita. Il concerto, dal titolo “Florilegio”, ha visto protagonisti due straordinari musicisti: il soprano Chiara Marangoni e il chitarrista classico Vincenzo Ruggiero. I due artisti hanno accompagnato l’esecuzione con spiegazioni e racconti sui brani proposti, creando un rapporto particolarmente diretto con il pubblico e un’atmosfera di ascolto e attenzione davvero speciale. “Florilegio” significa letteralmente “raccolta di fiori” e il titolo non è stato scelto casualmente. Tutti i brani eseguiti erano infatti legati, in modi diversi, al mondo dei fiori, divenuti il filo conduttore dell’intero percorso musicale. Nella tradizione cristiana e popolare, i fiori assumono anche un profondo significato spirituale: rappresentano un ponte tra il mondo terreno e quello dell’aldilà, diventando simbolo di preghiera, memoria e suffragio per le anime sante del Purgatorio. Ed è così che la Chiesa delle Anime ha incontrato “Florilegio”: un luogo legato alla memoria e alla preghiera si è idealmente vestito di fiori, trasformando la musica in un delicato omaggio alla vita e alla spiritualità. Al termine del concerto, la serata ha lasciato spazio a un momento particolarmente significativo, dedicato alle famiglie Regini di Civitanova Marche e Centioni di Montecosaro: la Chiesa delle Anime è stata scelta anche come luogo di custodia del pianoforte che oggi si può ammirare al suo interno, uno strumento generosamente donato alla Corale Santa Cecilia dalle due famiglie. Un gesto di grande generosità che la Corale ha voluto pubblicamente riconoscere con la consegna di un attestato di ringraziamento ai rappresentanti delle famiglie. Un semplice riconoscimento, ma carico di significato, per esprimere gratitudine per la sensibilità e la generosità dimostrate. È stata così una conclusione particolarmente sentita per una serata che ha saputo unire la bellezza della musica alla valorizzazione della storia locale, in un luogo capace di raccontare, attraverso le sue pietre, la sua spiritualità e le sue tradizioni, una parte importante della memoria di Montecosaro. Il Settembre Musicale Montecosarese, coordinato dal direttore artistico Giorgio Quattrini e condotto dalla presentatrice ufficiale Maria Tiziana Pepi, è organizzato dalla Corale Santa Cecilia di Montecosaro e dal blog Montecorriere, con il sostegno del Banco Marchigiano e del Comune di Montecosaro, che ha dato anche il patrocinio.

Eventi

Naza inaugura il Civitanova Film Festival 2026: sette lungometraggi al Cecchetti

Naza inaugura il Civitanova Film Festival 2026: sette lungometraggi al Cecchetti

25/09/2026 16:30

Il Civitanova Film Festival (9-18 ottobre 2026) non sarà solo il concorso dedicato ai cortometraggi e i tanti eventi paralleli legati al grande schermo. Nella dodicesima edizione della rassegna troveranno infatti ampio spazio i lungometraggi, con ben sette titoli in programma, tutti ospitati al cinema Cecchetti. Si parte con un documentario di forte attualità reduce dall’ultima Mostra del Cinema di Venezia: Naza (2026, regia di Yuval Abraham e Rachel Szor), una delle opere più potenti e discusse dell’anno. La pellicola inaugurerà il CFF venerdì 9 ottobre alle ore 21.15, con repliche previste per sabato 10 ottobre (ore 18.15) e domenica 11 ottobre (ore 21.15). A seguire, spazio a un trittico di proiezioni promosso in sinergia con il Tavolo Tecnico Permanente per la Salute delle Nuove Generazioni del Comune di Civitanova: un percorso ideato come momento di confronto intergenerazionale sui temi chiave della crescita e dell’adolescenza.  Sabato 10 ottobre (ore 21.15) verrà proiettato Un anno di scuola, accompagnato dalla presenza della sceneggiatrice Elisa Dondi per approfondire il rapporto tra scuola e formazione. Mercoledì 14 ottobre (ore 21.15) sarà la volta del film Ketticè, seguito da un dibattito sulla dinamica tra giovani e famiglia alla presenza degli attori Salvatore Gallina e Rachele Testagrossa. Infine, domenica 18 ottobre (ore 21.15), il ciclo si chiuderà con Santiago - Un cammino per ricominciare, per riflettere sulla capacità di revisione critica dei giovani sui propri comportamenti. “Quello dell’adolescenza è un tema che ci riguarda da vicino e che richiede la massima attenzione, di fronte a un’emergenza educativa costante che riscontriamo ogni giorno nella cronaca e nel quotidiano”, spiega la presidente dei Teatri di Civitanova Maria Luce Centioni, entrando in merito alla collaborazione con il Tavolo Tecnico. Il programma dei lungometraggi si arricchisce di altri tre titoli inseriti nella fascia pomeridiana delle ore 18.15: Orfeo (martedì 13 ottobre), Marco Bellocchio - La porta della realtà (giovedì 15 ottobre) e Il Grande Boccia (venerdì 16 ottobre). “Nello spazio pomeridiano abbiamo voluto dare visibilità a opere meno commerciali e più sperimentali – aggiungono Peppe Barbera e Michele Fofi, direttori artistici del CFF – proponendo linguaggi cinematografici ricercati, capaci di affiancare l’offerta più accessibile e d’intrattenimento prevista negli altri momenti della rassegna”. Biglietti all’ingresso del cinema a 5 euro (ridotto, 4 euro). Il CFF - il programma completo sarà presto presentato - è promosso e organizzato dall’APS Favolacce, dall’Azienda dei Teatri e dal Comune di Civitanova Marche. Aggiornamenti sul sito www.civitanovafestival.it.

Cucine dal mondo e tipicità italiane: a Civitanova tre giorni dedicati allo street food

Cucine dal mondo e tipicità italiane: a Civitanova tre giorni dedicati allo street food

25/09/2026 15:00

Fine settimana all’insegna dello street food sul lungomare sud di Civitanova Marche, nella zona retrostante il teatro Cecchetti. Da oggi, venerdì 25 settembre, fino a domenica 27 settembre, la città ospita l’International Street Food, manifestazione dedicata alle specialità della cucina italiana e internazionale. Protagonisti saranno gli chef su strada, con cucine mobili, food truck e stand gastronomici pronti a proporre piatti ispirati alle tradizioni regionali italiane e alle diverse cucine del mondo. L’iniziativa è ideata e organizzata da Alfredo Orofino in collaborazione con l’Associazione Italiana Ristoratori di Strada (A.I.R.S.), con il patrocinio dell’Assessorato al Commercio del Comune di Civitanova Marche. Ad accompagnare l'offerta gastronomica ci sarà anche intrattenimento musicale, per un appuntamento pensato per animare il fine settimana sul lungomare cittadino. L’ingresso alla manifestazione è libero.

Curiosità

AI, le big tech chiedono di rallentare. Il professor Corradini: "Non dobbiamo fermarla, ma governarla"

AI, le big tech chiedono di rallentare. Il professor Corradini: "Non dobbiamo fermarla, ma governarla"

21/09/2026 11:30

Rallentare la corsa all'intelligenza artificiale per avere più tempo da dedicare alla sicurezza e al controllo. È l'appello che è arrivato, qualche giorno fa, proprio da alcuni dei protagonisti dello sviluppo dell'AI. Dario Amodei, cofondatore e ceo di Anthropic, ha chiesto di ridurre il ritmo con cui vengono migliorate le capacità dei modelli più avanzati. Una posizione alla quale si è detto d'accordo anche Sam Altman, ceo di OpenAI. Alla base delle preoccupazioni ci sono anche alcuni incidenti emersi durante i test dei sistemi più avanzati. In un caso citato nelle ultime settimane, un modello sperimentale di OpenAI sarebbe riuscito ad aggirare le barriere che avrebbero dovuto mantenerlo isolato da Internet, arrivando ad accedere a sistemi esterni. Episodi che hanno riacceso il dibattito sulla capacità di mantenere sotto controllo modelli sempre più autonomi. Amodei ha parlato di rischi “gravi” e ha sostenuto la necessità di lasciare più spazio a test, sicurezza e supervisione. Il ceo di Anthropic ha anche affermato che, senza adeguate misure di sicurezza, l'AI potrebbe arrivare nei prossimi 6-12 mesi ad avere un controllo molto maggiore delle infrastrutture Internet. Nelle stesse ore Anthropic ha inoltre riferito di aver bloccato l'utilizzo di Claude da parte di un gruppo legato all'Iran per attività di raccolta e analisi di informazioni sulla Marina statunitense. Non tutti, però, hanno utilizzato gli stessi toni o espresso le stesse valutazioni. Elon Musk, in un primo momento, aveva definito una possibile “messa in scena” le dichiarazioni più allarmistiche di alcuni ricercatori di Anthropic sui rischi estremi dell'intelligenza artificiale. Pochi giorni dopo, però, lo stesso Musk ha scritto di essere d'accordo con Dario Amodei sulla necessità di rallentare il ritmo di sviluppo delle tecnologie di frontiera. Anche Sam Altman ha sostenuto la necessità di gestire con maggiore attenzione i tempi di sviluppo e ha appoggiato l'idea di valutatori indipendenti. Il dibattito, quindi, non si divide semplicemente tra chi considera l'AI un pericolo e chi invece nega i rischi: anche all'interno dell'industria le posizioni possono cambiare e concentrarsi soprattutto su come conciliare innovazione, sicurezza e controllo. Il punto, quindi, non è soltanto chiedersi se l'intelligenza artificiale possa arrivare a scenari estremi, ma capire quanto velocemente stiano crescendo le sue capacità rispetto alla nostra capacità di controllarle. E soprattutto se sia possibile conciliare la necessità di innovare con quella di garantire sicurezza e supervisione. Per provare a distinguere i rischi concreti dagli scenari più estremi e capire cosa significhi davvero rallentare lo sviluppo dell'AI, abbiamo intervistato il professor Flavio Corradini, docente di informatica ed ex rettore dell'Università di Camerino, al quale abbiamo rivolto quattro domande. Professor Corradini, partiamo proprio dall'appello arrivato dai vertici di Anthropic e OpenAI: è davvero necessario rallentare la corsa all'intelligenza artificiale? "La questione posta è interessante, ma molto complessa. I fattori in gioco sono numerosi e di natura diversa. Esiste senza dubbio un problema tecnico reale, poiché la velocità con cui evolvono i modelli rischia di superare la capacità delle nostre attuali metodologie di validazione, verifica e controllo. Non possiamo però ignorare che questi appelli provengono dai vertici delle aziende che oggi occupano posizioni dominanti nel mercato e che dispongono di conoscenze privilegiate sulle potenzialità e sulle vulnerabilità dei propri sistemi. È quindi legittimo domandarsi se, accanto alle autentiche preoccupazioni per la sicurezza, non vi sia anche l’interesse a tutelare le posizioni acquisite. Un rallentamento imposto attraverso vincoli normativi e operativi molto onerosi potrebbe infatti creare nuove barriere all’ingresso e rendere più difficile ai nuovi concorrenti recuperare il divario. Non credo che dovremmo avere paura dell’intelligenza artificiale. Dovremmo però avere rispetto per la sua potenza. La vera sfida non è fermarla, ma svilupparla abbastanza rapidamente da generare valore e abbastanza responsabilmente da mantenerla sotto un effettivo controllo umano. Ciò significa anche fare in modo che le metodologie di verifica e i test di sicurezza evolvano almeno alla stessa velocità dei modelli e accompagnino ogni fase del loro rilascio". Uno dei timori riguarda la crescente autonomia dei sistemi e la possibilità che possano aggirare i meccanismi di sicurezza e interagire con Internet. Quanto è realistico questo scenario e qual è oggi il vero limite nel controllo dell'AI? "Lo scenario di una perdita di controllo “in stile fantascientifico” non rappresenta la minaccia più immediata. Il vero limite, oggi, risiede nella distanza tra la nostra capacità di costruire modelli sempre più potenti e la nostra capacità di comprenderne pienamente il funzionamento, prevederne il comportamento in situazioni nuove e garantire che perseguano gli obiettivi assegnati entro i limiti stabiliti. Gli episodi nei quali alcuni sistemi, durante test controllati, hanno aggirato barriere di isolamento non dimostrano che l’intelligenza artificiale abbia sviluppato una propria volontà o una coscienza. Mostrano, piuttosto, che quando assegniamo a un algoritmo un obiettivo complesso e gli consentiamo di utilizzare strumenti, per esempio navigare in Internet o eseguire codice, esso può individuare strategie inattese e non previste da chi lo ha progettato. Non è il segno di una ribellione, ma un problema tecnico di controllo, reso più serio dalla crescente capacità operativa dei sistemi. Questi episodi, dunque, non ci parlano soltanto delle capacità dell’intelligenza artificiale, ma mettono anche in evidenza la possibile vulnerabilità degli strumenti, delle applicazioni e dei sistemi di protezione che utilizziamo già oggi. La sicurezza, pertanto, non può dipendere soltanto dalle istruzioni impartite al modello. Servono limiti tecnici esterni, come accessi minimi e temporanei, separazione degli ambienti, autorizzazione umana per le azioni più critiche, registrazione delle operazioni, monitoraggio continuo e possibilità di interrompere immediatamente il sistema. Non dobbiamo limitarci a confidare nel fatto che l’AI “obbedisca”. Dobbiamo progettare l’ambiente affinché, anche quando il sistema sbaglia o individua una strada imprevista, non possa produrre conseguenze irreversibili. Il controllo umano non si perde necessariamente da un giorno all’altro. Può erodersi gradualmente, se accettiamo di sacrificare trasparenza e supervisione in nome della velocità di adozione. Sarebbe sbagliato sia presentare come certa una futura catastrofe, sia concludere che non esista alcun rischio. L’intelligenza artificiale è una delle tecnologie più potenti mai sviluppate e richiede livelli di responsabilità, trasparenza e controllo adeguati alla portata delle sue possibili conseguenze". Diversi esperti chiedono anche regole e standard di sicurezza comuni tra le aziende. È possibile rallentare lo sviluppo dell'AI in un settore dove la competizione tecnologica è così forte? "Un rallentamento generale e coordinato dello sviluppo dell’intelligenza artificiale è difficilmente realizzabile. La competizione non coinvolge soltanto le aziende, ma anche Stati e aree geopolitiche che considerano l’AI una tecnologia strategica. Se un’impresa o un Paese decidesse unilateralmente di fermarsi, altri potrebbero continuare ad avanzare. Tutti avrebbero interesse a una maggiore sicurezza, ma ciascuno teme di perdere terreno rispetto agli altri. Questo non significa, però, che non sia possibile intervenire. Più che pretendere di rallentare indiscriminatamente lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, occorre stabilire condizioni comuni per lo sviluppo e soprattutto per l’immissione sul mercato dei sistemi più avanzati. Standard condivisi di valutazione, test indipendenti, obblighi di segnalazione degli incidenti, tracciabilità e requisiti minimi di sicurezza possono impedire che la competizione si trasformi in una corsa al rilascio più rapido a scapito dell’affidabilità. È quanto già avviene in altri settori ad alto rischio. Un nuovo aereo deve essere certificato prima di trasportare passeggeri, un farmaco deve superare sperimentazioni e controlli prima di essere commercializzato e un impianto nucleare deve rispettare rigorosi requisiti di sicurezza. Anche nel sistema delle carte di credito, banche, circuiti e operatori tecnologici continuano a competere, ma devono rispettare standard condivisi per la protezione dei dati, l’autenticazione delle operazioni e la gestione delle frodi. In tutti questi casi le regole non eliminano la competizione e l’innovazione, ma stabiliscono una soglia di sicurezza al di sotto della quale non è consentito operare. Le regole, inoltre, dovrebbero essere proporzionate alle capacità e ai rischi dei sistemi. Imporre gli stessi obblighi a una piccola impresa che sviluppa un’applicazione circoscritta e a una grande azienda che realizza modelli utilizzabili su scala globale sarebbe inefficace e potrebbe rafforzare proprio gli operatori già dominanti. Non è quindi realistico immaginare un unico freno azionato contemporaneamente in tutto il mondo. È invece possibile concordare regole comuni per governare la competizione. Non si tratta di fermare la corsa, ma di impedire che la sicurezza diventi il terreno sul quale risparmiare per arrivare prima e che, per vincere, qualcuno sia incentivato a rinunciare ai controlli essenziali". Infine, guardando alla nostra vita quotidiana: quali sono i rischi dell'intelligenza artificiale ai quali dovremmo prestare maggiore attenzione già oggi, senza però cadere negli allarmismi? "I rischi ai quali dovremmo prestare maggiore attenzione sono probabilmente meno spettacolari di quelli raccontati dalla fantascienza, ma sono già concretamente presenti nella nostra quotidianità. Il primo è l’eccesso di fiducia. I sistemi di intelligenza artificiale producono risposte ben costruite e molto convincenti anche quando contengono errori, informazioni inventate o interpretazioni distorte. Il pericolo aumenta quando iniziamo ad affidare a questi strumenti decisioni delicate che riguardano la salute, il lavoro, l’accesso al credito, l’istruzione o i diritti delle persone senza un’effettiva verifica umana. Un secondo rischio riguarda la manipolazione dell’informazione e la sicurezza informatica. Testi, immagini, clonazioni vocali e video artificiali sono sempre più facili da generare su vasta scala e sempre più difficili da distinguere da contenuti autentici. Questo apre la strada a truffe sofisticate, furti di identità, campagne di disinformazione e forme di condizionamento personalizzato. Non significa che non potremo più credere a nulla, ma che dovremo sviluppare una nuova alfabetizzazione digitale e imparare a verificare le fonti, la provenienza e il contesto dei contenuti. Dobbiamo poi prestare particolare attenzione ai dati che forniamo a questi strumenti. Inserire informazioni personali, documenti riservati o dati aziendali in un sistema di AI può esporli a utilizzi non previsti. A questo si aggiunge il fatto che i modelli, essendo addestrati anche su dati storici, possono riprodurre discriminazioni e pregiudizi già presenti nella società, restituendoci risultati che sembrano neutrali e oggettivi, ma che in realtà non lo sono. Vi è poi un ulteriore rischio, forse il più urgente dal punto di vista economico e sociale, del quale si parla ancora troppo poco. È la nascita di un nuovo e profondo “AI Divide”. L’intelligenza artificiale non è soltanto un acceleratore di produttività, ma anche un moltiplicatore di competitività. Chi impara a integrarla rapidamente ed efficacemente nei propri processi, che si tratti di un’impresa, di un professionista, di un territorio o di un intero Paese, può accumulare un vantaggio crescente. Chi rimane indietro, non dispone delle competenze necessarie o sceglie semplicemente di ignorarla rischia invece una progressiva marginalizzazione. Esiste infine un rischio più silenzioso. È quello di delegare progressivamente non soltanto le attività ripetitive, ma anche la capacità di leggere, scrivere, valutare, scegliere e assumerci la responsabilità delle nostre decisioni. L’indebolimento del pensiero critico è un pericolo concreto. L’intelligenza artificiale ha un potenziale straordinario e può ampliare enormemente le nostre capacità, ma nelle decisioni che incidono sulle persone non deve sostituire il giudizio e la responsabilità umani. Non possiamo permetterci né di guardarla con diffidenza pregiudiziale né di adottarla in maniera acritica. La vera sfida istituzionale e formativa consiste nel democratizzare l’accesso all’AI e la conoscenza dei suoi meccanismi, affinché diventi uno strumento di emancipazione e crescita per tutti e non una leva capace di accentuare le disuguaglianze. Dobbiamo imparare a utilizzarla con consapevolezza, sapendo quando fidarci, quando verificare e quando la decisione deve restare interamente nostra".  

Porto Recanati incontra Papa Leone XIV: il sindaco Michelini ricevuto dal Santo Padre

Porto Recanati incontra Papa Leone XIV: il sindaco Michelini ricevuto dal Santo Padre

21/09/2026 09:30

Un incontro nel Palazzo Apostolico che ha portato idealmente Porto Recanati e la sua comunità davanti a Papa Leone XIV. È quello vissuto ieri, domenica 20 settembre, dal sindaco Andrea Michelini, che dopo aver partecipato alla Santa Messa presieduta dal Santo Padre nel Palazzo Apostolico ha avuto l'opportunità di incontrarlo personalmente nella Sala Ducale. Durante il momento di saluto e fraternità, Michelini ha omaggiato Papa Leone XIV con lo Stemma del Comune di Porto Recanati, realizzato dal conterraneo Biagio Biagetti, artista che nel 1921-1922 fu nominato da Papa Benedetto XV Direttore Artistico per le pitture dei Sacri Palazzi Apostolici e dei Musei Vaticani. Un dono dal forte valore simbolico, che il sindaco ha consegnato a nome dell'intera comunità portorecanatese. "In quel momento non ero solo: con me c'era idealmente tutta Porto Recanati", ha raccontato Michelini, sottolineando come l'incontro abbia rappresentato l'occasione per portare al Santo Padre "il calore della nostra comunità, il volto della nostra gente, le nostre tradizioni e l'affetto di una città". A rendere possibile l'incontro è stato padre Bruno Silvestrini, concittadino di Porto Recanati, Custode del Sacrario Apostolico e priore della comunità della Sagrestia Pontificia. Proprio nella giornata di domenica padre Bruno ha celebrato inoltre il 50° anniversario della sua professione religiosa. Il religioso, legato da un rapporto di amicizia e fraternità con il Santo Padre, ha avuto un ruolo centrale nel presentare il sindaco Michelini a Papa Leone XIV in occasione della giornata di festa. Per Porto Recanati, dunque, un momento particolare che ha unito la dimensione istituzionale a quella religiosa e al legame con una figura della comunità cittadina che da cinquant'anni vive la propria missione all'interno della Chiesa. "Un filo indissolubile di amicizia, fraternità e appartenenza che unisce Porto Recanati al cuore della Chiesa", ha sottolineato il sindaco, che al termine dell'incontro ha espresso la propria emozione per aver potuto rappresentare la città davanti al Santo Padre. "Grazie, Santità, per questo momento che conserveremo nel cuore. E grazie a Padre Bruno per aver reso possibile questo incontro così significativo per la nostra comunità", ha concluso Michelini.

Varie

Taglio dei pini a Porto Recanati, parla l'amministratrice: "Nessuna decisione arbitraria, ma una priorità di sicurezza"

Taglio dei pini a Porto Recanati, parla l'amministratrice: "Nessuna decisione arbitraria, ma una priorità di sicurezza"

25/09/2026 15:50

Dopo le contestazioni sollevate da alcuni condomini del Condominio Pineta di via Salvo D’Acquisto 6, a Porto Recanati, sull’abbattimento di quattro pini ad alto fusto presenti nell’area condominiale, arriva la replica dell’amministratrice, che ricostruisce le circostanze che hanno portato alla rimozione delle alberature. Ne riportiamo di seguito la nota integrale giunta alla nostra redazione:  "L’intervento non è stato deciso arbitrariamente né effettuato senza le necessarie valutazioni tecniche e amministrative. La situazione del patrimonio arboreo era già da tempo oggetto di attenzione, anche a seguito di precedenti cedimenti verificatisi durante eventi atmosferici che hanno interessato anche la stampa e delle segnalazioni ricevute dai condomini circa la possibile pericolosità di alcune piante. Per tale ragione è stato incaricato un agronomo, che ha effettuato una specifica valutazione delle alberature, individuando gli esemplari da abbattere in ragione delle loro condizioni fitosanitarie. L’argomento è stato preventivamente illustrato ai condomini nella nota esplicativa al rendiconto sottoposto all’approvazione dell’assemblea e, successivamente, è stato formalmente trattato nel corso dell’assemblea condominiale del 3 agosto 2026. In tale sede è stato illustrato l’esito della perizia agronomica, con l’indicazione delle motivazioni tecniche poste a fondamento dell’intervento. I condomini presenti hanno preso atto di quanto rappresentato ed espresso il proprio consenso all’esecuzione dell’intervento. In quella stessa sede è stato comunicato che sarebbero stati acquisiti e valutati i preventivi per l’esecuzione dei lavori. Sono state quindi raccolte diverse offerte pervenute anche da alcuni dei condomini senza che vi fosse alcuna manifestazione di contrarietà all’intervento. All’esito della valutazione, è stata individuata quella più conveniente tra tutti i preventivi ricevuti in relazione ai costi e alle modalità di esecuzione. Prima di procedere all’intervento sono state inoltre espletate tutte le procedure previste e ottenute le necessarie autorizzazioni dagli uffici competenti. È quindi doveroso chiarire che la rimozione delle alberature non è stata una scelta discrezionale dell’amministratore, ma il risultato di una valutazione tecnica, di una decisione portata formalmente all’attenzione dell’assemblea e condivisa dai condomini presenti, nonché della necessità di intervenire a tutela della sicurezza. Il dispiacere per la perdita di alcune alberature è comprensibile e condivisibile. Tuttavia, di fronte a una situazione di potenziale pericolo, la tutela dell’incolumità delle persone e del patrimonio condominiale non può essere ignorata né rimandata. L’amministratore ha pertanto agito nell’ambito delle proprie responsabilità, nel pieno rispetto dell’iter tecnico-amministrativo e delle autorizzazioni previste, nell’esclusivo interesse della sicurezza del condominio e di tutti coloro che ne frequentano gli spazi".  

Civitanova rafforza il gemellaggio con General San Martín: al via nuove collaborazioni tra le due comunità

Civitanova rafforza il gemellaggio con General San Martín: al via nuove collaborazioni tra le due comunità

25/09/2026 14:00

Un collegamento virtuale per riannodare e rafforzare lo storico gemellaggio tra Civitanova Marche e il Partido di General San Martín, in Argentina. L’incontro, il primo dopo diversi anni, si è svolto nella Sala dell’Amicizia del Comune di Civitanova e ha coinvolto rappresentanti delle due comunità, con l’obiettivo di dare nuovo impulso a un rapporto nato nel 1989. La videocall è stata resa possibile grazie all’Associazione degli Argentini nelle Marche, guidata dal presidente Jesús Olmos, e all’impegno del dottor Carlos Dorato e del dottor Aldo Barone. Per il Comune di Civitanova hanno partecipato l’assessore ai Gemellaggi Mara Orazi, il consigliere provinciale Giorgio Pollastrelli e il consigliere comunale Gianluca Crocetti. Dall’Argentina sono intervenuti il dottor Carlos Brown, ex sindaco di General San Martín che nel 1989 formalizzò il gemellaggio insieme all’allora primo cittadino civitanovese Ivo Costamagna, e l’attuale segretario alla Produzione e Sviluppo di General San Martín, il professor Alejandro Tsolis. Nel corso del confronto sono state ripercorse le origini storiche e culturali del gemellaggio, legate anche alla grande emigrazione italiana tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Un legame che, secondo quanto emerso durante l’incontro, è rimasto vivo nel corso degli anni e che le due comunità intendono ora rendere ancora più concreto. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla dimensione economica e produttiva dei due territori. General San Martín è riconosciuta come Capitale Nazionale della Piccola e Media Impresa Industriale dell’Argentina, mentre Civitanova rappresenta uno dei principali poli industriali e produttivi delle Marche. Tra le prospettive discusse c'è la possibilità di sviluppare nuove occasioni di collaborazione, a partire dagli scambi culturali e formativi e dal coinvolgimento delle scuole dei due territori. "È stato un vero piacere prendere parte a questo collegamento e conoscere il Dott. Carlos Brown, colui che per primo firmò lo storico gemellaggio tra Civitanova e General San Martín insieme all’allora Sindaco Ivo Costamagna – ha dichiarato Mara Orazi -. I rapporti tra le nostre comunità sono sempre rimasti vivi e questo incontro ci offre l’opportunità di rafforzarli ulteriormente, creando nuove occasioni di collaborazione, scambio e crescita reciproca". Sul valore del rapporto tra le due realtà si è soffermato anche Giorgio Pollastrelli: "Il valore di questo incontro sta proprio nella possibilità di consolidare un rapporto che esiste da decenni e che continua a rappresentare un patrimonio importante per le nostre comunità. Civitanova e General San Martín condividono una storia fatta di legami umani, culturali e familiari, ma anche una forte vocazione imprenditoriale e produttiva".     "Il gemellaggio con General San Martín rappresenta un legame importante della storia di Civitanova, un rapporto che nel tempo non è mai venuto meno e che oggi vogliamo rendere ancora più forte e concreto – ha aggiunto Gianluca Crocetti -. Partire dalla nostra storia comune per costruire nuove relazioni significa dare al gemellaggio una prospettiva sempre più attuale e rivolta al futuro".

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