Coronavirus, 15 casi oggi nelle Marche: soltanto uno nel Maceratese
Attualità
20/06/2021

Coronavirus, 15 casi oggi nelle Marche: soltanto uno nel Maceratese

Il Servizio sanità delle Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 1943 tamponi: 969 nel percorso nuove diagnosi (di cui 314 screening con percorso Antigenico) e 974 nel percorso guariti (un rapporto positivi testati del 1,5%). I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 15 (1 nella provincia di Macerata, 4 nella provincia di Ancona, 6 nella provincia di Pesaro-Urbino, 2 nella provincia di Fermo, 0 nella provincia di Ascoli Piceno e 2 fuori regione). Questi casi comprendono soggetti sintomatici (4 casi rilevati), contatti in setting domestico (3 casi rilevati),  contatti stretti di casi positivi (5 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (un caso rilevato), contatti con provenienza extra-regione (un caso rilevato) e di un altro caso sono in fase di approfondimento epidemiologico. Nel percorso Screening un totale di 314 test antigenici effettuati e 2 soggetti rilevati positivi (da sottoporre al tampone molecolare) un rapporto positivi/testati 1%. Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si registra una sostanziale stabilità rispetto alla giornata precedente: incidenza all'1,5% oggi, contro la percentuale dell'1,4 di ieri.  È invece in diminuzione, di una unità rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali (39), di cui 6 in terapia intensiva (-2 rispetto a ieri). Nove, altresì, le persone dimesse dagli ospedali regionali.  Nel Maceratese sono accolti 7 pazienti (due meno di ieri), tutti al Covid Hospital di Civitanova Marche.

Coronavirus, 15 casi oggi nelle Marche: soltanto uno nel Maceratese

Coronavirus, 15 casi oggi nelle Marche: soltanto uno nel Maceratese
20/06/2021

Il Servizio sanità delle Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 1943 tamponi: 969 nel percorso nuove diagnosi (di cui 314 screening con percorso Antigenico) e 974 nel percorso guariti (un rapporto positivi testati del 1,5%). I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 15 (1 nella provincia di Macerata, 4 nella provincia di Ancona, 6 nella provincia di Pesaro-Urbino, 2 nella provincia di Fermo, 0 nella provincia di Ascoli Piceno e 2 fuori regione). Questi casi comprendono soggetti sintomatici (4 casi rilevati), contatti in setting domestico (3 casi rilevati),  contatti stretti di casi positivi (5 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (un caso rilevato), contatti con provenienza extra-regione (un caso rilevato) e di un altro caso sono in fase di approfondimento epidemiologico. Nel percorso Screening un totale di 314 test antigenici effettuati e 2 soggetti rilevati positivi (da sottoporre al tampone molecolare) un rapporto positivi/testati 1%. Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si registra una sostanziale stabilità rispetto alla giornata precedente: incidenza all'1,5% oggi, contro la percentuale dell'1,4 di ieri.  È invece in diminuzione, di una unità rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali (39), di cui 6 in terapia intensiva (-2 rispetto a ieri). Nove, altresì, le persone dimesse dagli ospedali regionali.  Nel Maceratese sono accolti 7 pazienti (due meno di ieri), tutti al Covid Hospital di Civitanova Marche.

Civitanova, i sottopassaggi del lungomare si rinnovano con la street art: la storia di Alessandro (FOTO)

Civitanova, i sottopassaggi del lungomare si rinnovano con la street art: la storia di Alessandro (FOTO)

20/06/2021

Sono iniziati i lavori di street art nei sottopassaggi del lungomare di Civitanova Marche, il primo ad essere stato abbellito è il sottopasso Broccolo all'estremità del lungomare nord, che è ad oggi concluso.   È stato l'Assessore Cognigni a volere il lavoro: "Abbiamo tantissimi sottopassi pedonali, con regolarità il comune ogni 15 giorni fa una pulizia di quelli che conducono al mare, visto che sono i più frequentati. Oltre al consueto lavoro di igenizzazione abbiamo pensato di ripristinarli, visto che sono anni che non vengono svolti lavori di manutenzione. Siamo partiti dal lungomare nord, cioè dal sottopasso Broccolo, e abbiamo pensato di decorarlo con lo street art, considerato che Civitanova Marche è già una città a colori".  "Il prossimo step è la riqualificazione del sottopasso che va dalla Nazionale fino allo chalet Aloha. In più abbiamo già iniziato il restyling del sottopasso che dalla nazionale fuoriesce fino a via Regina Elena - aggiunge l'assessore -.Tutto ciò nasce dal progetto Civita Green, che non si dedica soltanto ad piantumare alberi e pulire e riqualificare i nostri parchi, ma è anche un progetto a 360° di decoro urbano".  "Se riusciremo, riqualificheremo anche i totem in cemento che abbiamo posizionato tre anni fa in corso Dalmazia: dato che ormai il borgo marinaro sta crescendo e anche i giovani lo frequentano, vogliamo colorare anche questi pilastri che abbiamo utilizzato per portare più luce", conclude Cognigni.  L'artista scelto per i lavori è Alessandro Pizzuti, già collaboratore di Giulio Vesprini allo skate park Kukà, e - proprio grazie alle buone parole di quest'ultimo all'assessore Cognigni e al sindaco -  gli è stato commissionato il lavoro.   Alessandro ha 24 anni (li compirà a settembre) ed è di Montegranaro, ma Civitanova Marche per lui è come una seconda casa.  "È il primo murales per me, l'assessore Giuseppe Cognigni mi ha dato il tema marino ed io prendendo ispirazione da Gaudì e Barcellona l'ho disegnato pensandolo come un mosaico dipinto che rappresenta tutti i soggetti che possiamo trovare in mare a Civitanova Marche, dallo scoglio, alla seppia, al granchio, agli sgombri, ai tonni, alle razze, ai pescherecci che vanno fuori a pesca. Ho chiamato Antonio Pelacani per farmi aiutare a dipingere il muro, anche perché è un civitanovese DOC e mi ha dato spunti su come impostare i soggetti". "In programma ci sono anche gli altri sottopassi. Ho finito il primo muro con un giorno di ritardo perché un giorno sono stato da solo (Antonio si è laureato: congratulazioni!), in totale ci sono voluti 9 giorni per entrambi i murales - aggiunge Alessandro -. La strada del sottopasso non è il posto migliore in cui lavorare. Sei sempre sotto pressione perchè hai la strada chiusa per te, devi fare un buon lavoro, essere veloce e finire nei tempi stabiliti con il Comune. Fortunatamente gli amministratori ci hanno fornito dispositivi di sicurezza per quanto riguarda lo smog e maschere con i filtri a carboni attivi. È stato faticoso ma ci siamo divertiti".  "La mattina arriviamo alle 7.30 e, intanto, chiudiamo la carreggiata e prepariamo i colori. Iniziamo il lavoro effettivo alle 8. Lasciamo qui solo una piccola impalcatura, dentro la macchina portiamo vernici, pennelli, barattoli vuoti per l'acqua - racconta ancora Alessandro -. Usiamo colori ad acqua che hanno utilizzato gli artisti per pitturare il molo, durano negli anni e hanno la giusta luminosità per restare sotto un ponte, se fossero più opachi sarebbero restati troppo scuri". "Sono rimasto subito colpito quando ho visto i bozzetti del design e come veniva rielaborato al computer - dice Antonio Pelacani -, ci siamo contattati per informazioni su come poteva venir fuori il lavoro, ma la direzione artistica l'ha presa Alessandro. Ho dato dei suggerimenti, soggetti che potevano piacere alla gente locale. Sono molto soddisfatto del progetto, quello che apprezzo di più è che, giorno dopo giorno, nonostante il traffico e il problema che forse abbiamo creato alla viabilità tanta gente è rimasta colpita e soddisfatta, ci fanno i complimenti, i bambini si fermano a ringraziarci. Per me la soddisfazione vera è riscontrare positività nelle persone che guardano."  "Io non mi definisco solo uno street artist - ci spiega Alessandro -, voglio operare nel mondo dell'arte e realizzare quello che ho in testa in ogni modo: pittura, scultura, design. Non voglio 'targettizzarmi'. Ci tengo molto al lavoro che faccio, è individuale, personale. Non pubblico mai i miei lavori perché non ho voglia di farli vedere, ma sto comunque accumulando il mio portfolio. Faccio anche skate e lavoro al brand che ho fondato con un amico di Civitanova Marche, di skate e abbigliamento chiamato "Dashed skate for food". Ho finito l'accademia quest'anno, ho frequentato un corso di design. Quello che ho imparato lo devo agli anni di scuola, ma soprattutto a Mariano Franzetti, che ha vissuto per anni a Civitanova e ora è a Milano. Sono stato suo assistente per 3 anni, grazie a lui ho trovato la mia strada, diciamo che il mio ringraziamento più grande va a lui". "Non mi sentivo pronto quando è arrivato questo lavoro, ma sono stato molto entusiasta ed ho accettato di farlo, sono tranquillo perché è quello che faccio tutti giorni e sono molto felice di dare il mio contributo a questa città - conclude Alessandro -. Spero che piaccia e che duri, che non venga rovinato, visto che è sotto un ponte, ma sicuramente non lo toccherà nessuno perché rovinare qualcosa che è già stato fatto? Andate a scrivere sui muri vuoti! È un progetto che mi apre le porte del mondo del lavoro. In questi giorni sono tante le persone che si sono fermate a prendere il mio numero di telefono per svolgere lavori in casa, mi fa piacere". (Foto di Lucia Montecchiari) 

Saman, la ragazza condannata a morte dalla famiglia

Saman, la ragazza condannata a morte dalla famiglia

20/06/2021

Saman Abbas è una ragazza di 18 anni di origine pakistana scomparsa da quasi un mese e mezzo da Novellara, nella Bassa Reggiana. A ottobre del 2020 fuggì dal matrimonio combinato con un suo cugino connazionale in Pakistan, suscitando l’indignazione della famiglia pakistana, come raccontò un testimone riferendo le parole che avrebbe detto la madre: “Come facciamo a spiegarlo in Pakistan? È un disonore, una vergogna per la nostra famiglia”. Saman aveva denunciato gli abusi da parte della famiglia già nel 2020. Era stata ospitata in una casa famiglia per minorenni, ma una volta raggiunta la maggiore età era tornata a casa per riprendere i documenti che il padre invece continuava a negarle e chissà, forse anche credendo nel bene della sua mamma che tramite messaggio, invitandola a rientrare a casa, le scriveva : “Ti prego fatti sentire, torna a casa. Stiamo morendo. Torna, faremo come ci dirai tu”. Una trappola per un omicidio già premeditato? Era il 22 aprile. Saman temeva per la sua vita: “Ho sentito che dicono uccidiamola, una cosa del genere. L’ho sentito con le mie orecchie, ti giuro che stavano parlando di me, non sono fiduciosa, se non mi faccio sentire per due giorni allerta le Forze dell’ordine” questo un messaggio che la ragazza aveva inviato al fidanzato prima di sparire da casa sua; fidanzato anche lui pakistano ma residente in Italia,  di cui Saman era molto innamorata e con il quale  avrebbe trascorso qualche giorno a Roma tra l’11 ed il 22 aprile, prima di rientrare a casa a recuperare i documenti. Verosimilmente anche questa fuga d’amore può aver avuto un peso decisivo come movente del delitto. I Carabinieri il 5 maggio erano andati a casa di Saman per concordare una nuova sistemazione per lei, con i servizi sociali, senza però trovare nessuno. Saman era già sparita . Subito i sospetti si concentrarono sulla famiglia che nel frattempo, aveva fatto in gran fretta rientro in Pakistan. Le indagini, anche sulla base di un video indiziario recuperato da una telecamera nei pressi della loro casa, si concentrano su cinque persone: i genitori, uno zio e i due cugini.   Il testimone minorenne che con le sue dichiarazioni aveva  sin da subito rafforzato i sospetti degli inquirenti è il fratello sedicenne della ragazza scomparsa. "Mio zio Danish ha ucciso Saman, ho paura di lui, perché mi ha detto che se io avessi rivelato ai carabinieri quanto successo, mi avrebbe ammazzato". La conferma è arrivata durante l’incidente probatorio la mattina di venerdì 18 giugno, al tribunale a Reggio Emilia, disposto dopo che il fratello di Saman, testimone chiave, aveva tentato di fuggire dal centro protetto dove era ospite .Fuga forse sollecitata da qualche telefonata visto che già il primo maggio una vocale inviato su whatsapp, forse dalla madre, lo ammoniva“ Figlio mio, se ti chiedono qualcosa di lei tu non devi dire niente”   Il fratello sedicenne di Saman Abbas, ha confermato durante l’audizione protetta durata quasi tre ore, quanto già aveva detto agli inquirenti sull'omicidio della sorella : lo zio, 33 anni, gli avrebbe confessato di aver ucciso la giovane: la sua colpa sarebbe stata  quella di opporsi a un matrimonio combinato e di voler andarsene dalla famiglia, dopo essere ritornata a casa per un breve periodo. Questa vicenda ha probabilmente un nome: si chiama “karo kari”, è una condanna a morte per il disonore causato alla famiglia dalle relazioni avute prima del matrimonio o da relazioni extraconiugali, oppure dal rifiuto di un matrimonio già combinato: in Pakistan una legge del 2016 vieta questa pratica che però di fatto sfugge al controllo delle autorità. Proprio il Pakistan conta il numero pro capite più elevato al mondo di delitti d’onore documentati.   È il sistema patriarcale pakistano che pesa, anche per le comunità che si costituiscono all’estero, soprattutto in piccoli paesi di provincia. I ragazzi e le ragazze di seconda generazione vivono una vita piena di grandi sofferenze: questi giovani portano con loro, ovunque vadano anche da migranti, il fardello arcaico del patriarcato.

Operatori sanitari: escluso ogni dubbio sull’obbligo vaccinale anti-Covid-19

Operatori sanitari: escluso ogni dubbio sull’obbligo vaccinale anti-Covid-19

20/06/2021

Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato la regolamentazione dell’obbligo vaccinale o meno, con particolare riferimento a coloro che svolgono la professione sanitaria. Ecco la risposta dell’avvocato Oberdan Pantana alla domanda posta da un lettore di Macerata che chiede: “A cosa va incontro l’operatore sanitario che rifiuta la vaccinazione anti-Covid-19?”  Il caso di specie ci consente di affrontare la delicata vicenda dell’obbligatorietà vaccinale da parte degli operatori sanitari alla luce della recente normativa e degli avvenuti risvolti giudiziari. A tal proposito il Tribunale di Belluno, con ordinanza del 6 maggio 2021, ha confermato l’obbligo degli operatori sanitari di vaccinazione anti-Covid in base al D.L. 44/2021; in tal modo è stata confermata l’ordinanza del 19 marzo 2021 dello stesso Tribunale di Belluno, che aveva deciso in base ai principi generali, ma prima del D.L. 44/2021, affermando la legittimità di mettere in ferie chi rifiuti di vaccinarsi. Difatti, l’art. 4 del D.L. 44/2021 impone la vaccinazione gratuita anti-Covid a tutti «gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali»; si precisa inoltre che «la vaccinazione costituisce requisito essenziale per l’esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati», proibendo quindi in ogni caso ed ogni modo l’attività ai «soggetti obbligati» che rifiutino la vaccinazione. In tal modo, i soggetti obbligati che lavorassero senza vaccinazione incorrerebbero nel reato di esercizio abusivo della professione (art. 348 c.p.), in concorso con i responsabili delle «strutture» che avessero permesso di lavorare nella consapevolezza del mancato vaccino.  Il D.L. 44/2021 ha il pregio di prevedere espressamente chi è obbligato al vaccino anti-Covid e quali sono le conseguenze del rifiuto, e in tal modo nulla prevede per le categorie non nominate espressamente. Le parole sono precise nell’imporre il vaccino anti-Covid per svolgere effettivamente le attività quali «esercenti le professioni sanitarie e operatori di interesse sanitario» in qualunque «struttura» ed in particolare in «farmacie», «parafarmacie» e «studi professionali» nel settore sia pubblico sia privato. L’obbligo di vaccino è imposto a chi svolga le «attività», compresi quindi non solo i lavoratori dipendenti, ma anche i collaboratori autonomi. Le parole sono ampie e certe. La precisione dell’elenco dà certezze su chi ha l’obbligo formale del vaccino anti-Covid, ma lascia aperto il dubbio della disciplina applicabile nei confronti dei non-nominati dalla legge, tanto da porre in essere una netta differenza tra le persone per cui è previsto espressamente l’obbligo di vaccinarsi in base al D.L. 44/2021 e quelle non nominate, per cui quest’obbligo non è previsto: gli obbligati formalmente in base al D.L. 44/2021, che rifiutino di vaccinarsi, sono soggetti a specifica procedura con assegnazione a mansioni equivalenti o anche minori, in quest’ultimo caso con la retribuzione inferiore, e solo in mancanza di qualunque mansione utile è prevista la sospensione senza retribuzione e presumibilmente senza i benefici dell’anzianità; comunque, è sempre escluso il licenziamento. Al momento la disciplina del D.L. 44/2021 è in scadenza al 31 dicembre 2021.  Pertanto, in risposta al nostro lettore, risulta corretto affermare che: “ È legittima l’azione del datore di lavoro nei confronti degli operatori sanitari che, preso atto del loro rifiuto a sottoporsi al vaccino anti-COVID, li ha prima posti in ferie e poi tenuti a distanza dalla struttura sanitaria”(Tribunale di Belluno, ordinanza del 6 maggio 2021). Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

Marche, "da lunedì finalmente in zona bianca": arriva la conferma di Acquaroli

Marche, "da lunedì finalmente in zona bianca": arriva la conferma di Acquaroli

18/06/2021

"Per la terza settimana consecutiva la nostra regione registra numeri del contagio da zona bianca. Sono infatti scesi a 11,9 i nuovi positivi settimanali ogni 100.000 abitanti, il che ci conferma, come avevamo preannunciato, che da lunedì saremo finalmente in zona bianca". Lo ha detto, in uno stringato post Facebook, il presidente regionale Francesco Acquaroli, confermando le previsioni della scorsa settimana.  Per quanto concerne l'Rt nazionale, invece,  passa da 0,68 della scorsa settimana a 0,69, un lievissimo aumento che secondo gli esperti della cabina di regia fa giudicare ancora stabile l'indice di trasmissibilità delle infezioni da Covid in Italia. Continua invece netta la riduzione dell'incidenza, uno dei valori chiave per le decisioni sulle misure, che scende ancora a circa 16.7 casi ogni 100 mila abitanti aggiornato a ieri, rispetto a 25 di 7 giorni fa. Secondo il rapporto, tutte le Regioni e le province autonome sono classificate a rischio basso, tranne tre: Basilicata, Friuli-Venezia Giulia e Molise, che sono invece classificate a rischio moderato. Tutte hanno comunque un valore dell'Rt compatibile con uno scenario di tipo uno. Cosa cambia con le Marche in zona bianca Per chi si trova in fascia bianca il coprifuoco viene abolito. Ciò vuol dire che non è più necessario rientrare a casa entro una certa ora: ci si può insomma spostare senza limiti di orario. Bar e ristoranti sono aperti senza limiti orari e si può consumare cibi e bevande anche al loro interno.  Le nuove regole prevedono che in zona bianca all’aperto non ci siano limiti di persone ai tavoli (tra i quali deve esserci comunque il distanziamento di un metro), mentre nei bar e nei ristoranti al chiuso potranno sedere allo stesso tavolo massimo sei persone salvo che siano tutti conviventi. Resta invece il divieto di assembramento e l'obbligo di mascherina, sia all'aperto sia al chiuso.  

Cronaca

Civitanova, i carabinieri trovano il corpo senza vita di un 50enne

Civitanova, i carabinieri trovano il corpo senza vita di un 50enne

20/06/2021

Tragedia a Civitanova Marche. Nella mattinata di oggi i carabinieri hanno rinvenuto il cadavere di un cinquantenne, residente in città, che nella notte si è tolto la vita impiccandosi a un albero nei pressi della pista ciclabile del Castellaro, in prossimità di Civitanova Alta. Secondo una prima ricostruzione, il gesto sarebbe stato volontario, sebbene se ne ignorino le ragioni.  A fare la tragica scoperta sono stati gli stessi militari, che avevano notato il suo furgoncino parcheggiato ai margini della strada.  L'uomo lascia la moglie e una figlia.   

Attualità

Caldarola, la frazione di Pievefavera è sempre più viva: inaugurato il nuovo circolo Acli

Caldarola, la frazione di Pievefavera è sempre più viva: inaugurato il nuovo circolo Acli

19/06/2021

La comunità di Pievefavera, bellissima frazione del comune di Caldarola, ha potuto nuovamente tornare ad utilizzare i locali dell’Acli dopo un attento intervento di recupero reso possibile grazie a fondi reperiti attraverso un bando regionale. L'Amministrazione comunale di Caldarola ha infatti partecipato al bando in un'ottica più ampia di sostegno e riqualificazione di tutte le bellissime frazioni paesane che meritano un'attenzione dedicata ad ogni singola peculiarità al fine di esaltare nel modo in cui meritano tutte le bellezze che possono offrire. La frazione di Pievefavera, proprio perché costruita su una resistente porzione di roccia, fortunatamente non ha subito particolari danni dopo il terremoto del 2016, anzi ha visto ripopolarsi di una nuova vita grazie a cittadini che lì avevano le seconde case. La presenza di un luogo di aggregazione per una comunità già molto attiva, era una necessità sempre più stringente. Per questo motivo i fondi erogati dalla Regione Toscana alle Marche e dedicati al sociale sono stati spesi anche per questo circolo Acli, con un contributo anche da parte dell’’Associazione turistica locale presieduta dal consigliere comunale Marco Pontoni. All'inaugurazione di ieri, venerdì 18 giugno, era presente tutta l’Amministrazione Comunale, il Vice Presidente del consiglio regionale Gianluca Pasqui e la presidente Provinciale Acli Roberta Scoppa. Tantissimi i cittadini che hanno fatto da cornice all’evento, soprattutto famiglie e bambini. Il sindaco Luca Maria Giuseppetti ha sottolineato l’importanza di queste piccole ma vivaci realtà: “Credo nel territorio, nelle frazioni, nella nostra storia e tradizioni. Gli abitanti di Pievefavera sono stati sempre disponibili ed accoglienti. Il circolo Acli è sempre aperto, anche perché è una delle frazioni più abitate e fortunatamente meno toccata dal terremoto. Questa sede, rinnovata grazie ai fondi messi a disposizione del bando regionale permetterà ancora di più un’accoglienza turistica. Il mio grazie come sempre va a tutti i cittadini che rendono vivace la vita in queste piccole frazioni e alle forze dell’ordine, Carabinieri e Polizia Locale, che insieme alla Protezione Civile garantiscono la sicurezza”.     

Politica

Tolentino, "No all'abbattimento degli alberi dei giardini Lennon": i cittadini scrivono al Comune

Tolentino, "No all'abbattimento degli alberi dei giardini Lennon": i cittadini scrivono al Comune

20/06/2021

Non si placano le polemiche riguardo al restyling dei giardini "John Lennon".  Alcuni cittadini di Tolentino preoccupati dal programmato abbattimento di 17 alberi del parco, hanno redatto una lettera di contrarietà indirizzata all’Amministrazione Comunale. All’inziativa hanno aderito anche diverse associazioni locali, le quali stanno sottoscrivendo la lettera che quanto prima sarà protocollata in Comune. Di seguito il testo della missiva. “La riqualificazione dei giardini John Lennon costerà la vita ai 17 alberi che verranno abbattuti. Leggiamo che gli alberi in questione, secondo la richiesta firmata dall’addetto del comune Katiuscia Faraoni all’indirizzo della Unione Montana, verranno abbattuti per: “realizzazione di opere pubbliche” e “alberi che minacciano rovina e rappresentano pericolo per la pubblica o privata incolumità”. Chiediamo, in base a che cosa sia stato stabilito che gli alberi minacciano la pubblica e privata incolumità? Chi e con quali mezzi lo ha deciso? Per quanto riguarda le opere pubbliche da realizzare, la legge regionale 23/02/2005 n.6 recita: “Nei progetti per la realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità, per le costruzioni edilizie, in quelli di miglioramento o trasformazione fondiaria devono essere indicati gli alberi da abbattere attestando l'inesistenza di soluzioni alternative all'abbattimento degli stessi.” e  “Gli enti competenti al rilascio dell'autorizzazione verificano l'inesistenza di soluzioni tecnicamente valide diverse da quelle comportanti l'abbattimento degli alberi. Al momento, non risulta che esistano atti relativi a valutazione di soluzioni alternative. A parte l’aspetto burocratico, quello che più conta è il buonsenso nella gestione della vicenda. Il parco non è un attrezzo vecchio che si butta e si sostituisce, è vita vissuta insieme ai cittadini, è storia. Per decenni quegli alberi hanno fatto ombra, hanno fornito ossigeno a più generazioni di tolentinati e dato riparo ad una moltitudine uccelli. Moltissimi cittadini hanno ricordi indelebili dei giochi che da bambini facevano sotto quegli alberi. Dire banalmente: “ne ripiantiamo il doppio” ,tra l'altro non si sa dove, non è indice di buonsenso. Gli alberi ripiantati avranno bisogno di decenni per raggiungere le dimensioni di quelli attuali, non faranno la stessa ombra, non produrranno la stessa quantità di ossigeno. Tra l’altro, le nuove essenze, piantate su un substrato già sfruttato, avranno una crescita stentata senza cogliere l’obbiettivo sbandierato dall’Amministrazione comunale. Le quantità di smog sottratte da piante giovani è molto minore di quella che sottraggono piante decennali. Gli alberi aiutano a respirare. Inoltre ci chiediamo: perché tanta urgenza ad abbattere? L'avifauna da sempre nidifica e trova riparo tra le fronde in determinati periodi dell'anno, gli stessi in cui i giardini sono più frequentati dai cittadini. Abbattere gli alberi in un periodo in cui ancora nidificano gli uccelli, denoterebbe una scarsa sensibilità, in contrasto con le linee guida dei regolamenti del verde esistenti e certamente non in linea con la sostenibilità ambientale tanto necessaria oggi. Ci poniamo la domanda: Dato che  le risorse necessarie, da dovunque provengano, sono frutto di tasse dei cittadini, l’intervento è di assoluta necessità? In un momento come questo di criticità economica e ambientale, la priorità non dovrebbe essere quella di sottrarre ossigeno, risorse, ombra, ricordi, storia ai cittadini creando al contempo disagi per i lavori necessari. Per quanto sopra esposto, noi cittadini, chiediamo all’Amministrazione comunale di far effettuare una perizia da tecnici esperti e qualificati che attesti il reale stato di salute degli alberi che si intende abbattere attestandone la eventuale citata pericolosità e quindi l’impossibilità di attuare soluzioni alternative che escludano l'abbattimento. Gli scriventi si riservano di effettuare una perizia visiva effettuata da tecnici qualificati, così come sembra sia stata realizzata dagli Enti che hanno la responsabilità di decidere. Il parco è un bene pubblico. Da cittadini ci piacerebbe essere presi in considerazione quando si prendono decisioni che andranno a modificare irrimediabilmente una parte della nostra città”.      

Sanità

Pieve Torina, al via un punto prelievi del sangue nel poliambulatorio

Pieve Torina, al via un punto prelievi del sangue nel poliambulatorio

18/06/2021

Il sindaco Alessandro Gentilucci è stato tra i primi, stamattina, a sottoporsi al prelievo del sangue per un check up presso il poliambulatorio di Pieve Torina: “una testimonianza diretta di un nuovo importante servizio che abbiamo avviato e che si aggiunge ai numerosi altri già attivati. Il nostro poliambulatorio è ormai una realtà, dal punto di vista sociosanitario, non solo per Pieve Torina ma per tutto il circondario. Il prelievo di sangue per le analisi – prosegue Gentilucci – rappresenta un’opportunità in più che va incontro alle richieste di tante persone che potranno finalmente usufruire di questo servizio in loco, senza spostamenti verso altre strutture pubbliche o private”. Il servizio è realizzato in collaborazione con il Polo Diagnostico e sarà attivo tutti i venerdì con orario 7.30 / 9.30. “Un ulteriore tassello per portare la sanità di base nel territorio - conclude il sindaco - più vicina ai bisogni della gente che necessita, oggi più che mai, di attenzione e vicinanza visto quanto abbiamo sperimentato con la pandemia”. In allegato alcune foto della sindaco, del servizio e del poliambulatorio.    

Sport

Serie D, la Recanatese si regala un sorriso prima delle vacanze: battuta 1-0 la Vastese

Serie D, la Recanatese si regala un sorriso prima delle vacanze: battuta 1-0 la Vastese

20/06/2021

Si conclude con un bel sorriso il campionato della Recanatese, sebbene resti l'amaro in bocca per la consapevolezza di quel che poteva essere e non è stato, viste le ambizioni con cui la squadra leopardiana era partita ai blocchi di partenza della stagione. L'ultimo impegno contro la Vastese si conclude con un uno a zero a favore dei giallorossi grazie alla rete di Titone, che permette il raggiungimento della quota 50 punti.  Cronaca - Inizia bene la Recanatese, al 6’ minuto palla in verticale di Giaccaglia per Gomez, il destro di quest’ultimo esce di un soffio alla destra del portiere. Al 10’ ci prova anche Titone ma il suo sinistro è debole. Al 17’ tenta Obodo su punizione per la Vastese ma la palla termina di poco alta sopra la traversa. Al 25’ la Recanatese passa in vantaggio, corsa di Pezzotti sulla sinistra e cross morbido verso Titone che di testa trova una traiettoria imparabile. Al 27’ ancora Titone con il destro, il portiere ospite para agevolmente. Al 34’ bella iniziativa di Pezzotti che scarica il tiro dal limite dell’aria, conclusione alta sopra la traversa. Il primo tempo si conclude con la Recanatese in vantaggio per 1-0. LA RIPRESA - Al 55’ grande azione di Liguori che dopo aver saltato due avversari prova il tiro a giro ma la palla si stampa sul palo. Al 65’ vicina al pareggio la Vastese, il colpo di testa di Martiniello finisce sul palo. Risponde la Recanatese, al 66’ azione personale di Titone il suo tiro di sinistro da dentro l’area di rigore si stampa sul palo. Al 73’ la Recanatese perde palla al limite dell’aria ma Martiniello non ne approfitta e Amadio para il suo tiro. Al 79’ Sansone salva sulla linea il diagonale di Pezzotti. Ancora Martiniello per la Vastese, al minuto 86 tenta la conclusione con il destro ma è troppo facile la parata per Amadio.  Tabellino Recanatese-Vastese 1-0 Recanatese: Amadio, Togola (46’ Guercio), Titone (87’ Pennacchioni), Ferrante, Ligurori, Pezzotti, Donzelli, Gomez (80’ Candidi), Grieco (57’ Curzi), Giaccaglia (46’ Morazzini), Brunetti. A disposizione: De Chirico, Capitani, Alessandretti, Mancini. Allenatore: Giovanni Pagliari Vastese: Di Rienzo, Di Filippo, Capitanio (68’ Barbarossa), Lenoci (46’ Bernardi), Altobelli, Diallo, Monza (75’ Sansone), Diarra (69’ Ferramosca), Martiniello, Obodo, Solimeno (89’ Di Bello). A disposizione: Boccanera, Cardinale, Cauterucci, Di Bello, Colantuono. Allenatore: Salvo Fulvio D’Adderio Ammoniti: Togola (R), Donzelli (R), Diallo (V) Calci d’angolo: 4-5 Reti: 25’ Titone (R)

Economia

Recanati, l'imprenditore Enrico Loccioni si aggiudica il premio 'Giuseppe Guzzini'

Recanati, l'imprenditore Enrico Loccioni si aggiudica il premio 'Giuseppe Guzzini'

20/06/2021

Si è svolta ieri a Recanati presso l'Orto sul Colle dell'Infinito la quinta edizione del Premio Giuseppe Guzzini, la manifestazione promossa da Ucid Marche (Unione cristiana imprenditori e dirigenti) finalizzata alla promozione di una imprenditorialità rispettosa dei valori dell'uomo e della dottrina sociale della Chiesa, in grado di coniugare lo sviluppo economico dell’ impresa con quello del territorio; una cultura d’impresa basata sul merito e sulla solidarietà, rispettosa dell’ambiente, incentrata sulla valorizzazione e responsabilizzazione del capitale umano, tesa a realizzare un concetto di innovazione e progresso sostenibile. Il premio è stato assegnato quest’anno ad Enrico Loccioni, a capo dell’omonimo gruppo industriale attivo nel settore dei sistemi di misurazione e controllo per migliorare la qualità, sicurezza e la sostenibilità di processi e prodotti industriali. “Enrico Loccioni è un esempio eccellente di imprenditore illuminato dai valori cristiani” ha affermato Alessandro Guzzini, organizzatore del premio “Loccioni ha sempre mostrato una grande sensibilità verso le tematiche legate all’innovazione ed al rispetto dell’ambiente, mettendo sempre al centro del suo operato la persona ed in particolare le nuove generazioni, affinché ogni giovane possa diventare imprenditore di se stesso". “Cerca di lasciare un po’ meglio di quello che hai trovato. È il motto di Loccioni che ha ricordato, ricevendo il premio, l’amicizia che da sempre lo lega alla famiglia Guzzini ed anche i valori che ha cercato di perseguire in oltre 50 anni di attività .“Cerchiamo problemi da risolvere, creiamo lavoro da affidare alle persone. Lavoro per la persona per crescere come identità personale, in un’organizzazione d’impresa che reinveste nel lavoro i profitti che realizza”. Dopo la premiazione la serata è continuata con la relazione del Ministro Giovannini, collegato in videoconferenza da Roma, che ha commentato la situazione attuale dell’economia italiana e ha parlato di un possibile shock positivo che potrebbe avvenire se il paese saprà sfruttare l’occasione unica fornita dal piano nazionale di ripresa e resilienza. La discussione è proseguito quindi nella tavola rotonda moderata dal giornalista Roberto Petrini, a cui hanno partecipato il direttore di Avvenire Marco Tarquinio, il Cardinale Edoardo Menichelli, il presidente di Ucid Nazionale ed ex ministro Gianluca Galletti, e l’assessore al bilancio della regione Marche Guido Castelli. Hanno partecipato alla serata molti volti noti dell’imprenditoria regionale e delle istituzioni locali, tra cui il Cavaliere del lavoro Gabrielli, il sindaco Bravi, il vescovo Nazzareno Marconi, il direttore della sede regionale della Banca d’Italia Gabriele Magrini Alunno, il presidente del Banco Marchigiano Sandro Palombini, la presidente di Fai Marche Alessandra Stipa, il vice presidente nazionale di UCID Stelvio Lorenzetti.  

Scuola e università

Civitanova, studenti con disabilità: via al servizio di assistenza domiciliare o nei Centri estivi

Civitanova, studenti con disabilità: via al servizio di assistenza domiciliare o nei Centri estivi

19/06/2021

Con delibera di Giunta, l’Amministrazione comunale si è impegnata a destinare la somma di € 100.000,00 per garantire la continuità del Servizio di Assistenza Scolastica in ambito domiciliare o presso i Centri Estivi di Civitanova Marche, mediante personale educativo messo a disposizione tramite “Il Faro, Soc. Coop.”, aggiudicataria dell’apposito Bando d’Appalto, nel periodo compreso tra il il prossimo primo luglio 2021 e l’inizio dell’anno scolastico 2021/2022. Il Servizio è rivolto a tutti i soggetti disabili già assegnatari di quello di Assistenza Scolastica nell’A.S. 2020/2021. Le famiglie interessate al Servizio di Assistenza Educativa Domiciliare e presso Centri Estivi, possono inoltrare la domanda compilando il modello presente sul sito del Comune all’indirizzo https://www.comune.civitanova.mc.it/wp-content/blogs.dir/9/files/Domanda_domiciliare2021.pdf , da inoltrare mediante e-mail all’indirizzo pedro.tartufoli@comune.civitanova.mc.it, entro e non oltre le ore 12:00 del 25.06.2021, corredato da copia del documento di identità del genitore/tutore richiedente. Si precisa che le domande pervenute oltre il suddetto termine non potranno essere prese in considerazione.  Il monte ore assegnato a ciascun fruitore verrà stabilito dal Servizio S.E.F., sulla base delle ore precedentemente assegnate per quello di assistenza scolastica e delle domande pervenute, fino al raggiungimento della disponibilità finanziaria complessiva ed espletato presso il domicilio dell’assistito e/o presso i Centri Estivi, previo accordo tra famiglia e Coordinatrice de “Il Faro Soc. Coop”.  “Continuiamo a sostenere nella nostra ‘Città con l’Infanzia’, in modo concreto, i cittadini nelle varie esigenze – ha dichiarato Barbara Capponi, Assessore ai Servizi Educativi Formativi – Particolarmente i bambini ed i ragazzi con disabilità hanno sofferto in maniera amplificata le restrizioni e le chiusure che hanno portato loro una limitazione fortissima nell’aspetto sociale. Con questo intervento li sosteniamo insieme alle loro famiglie, dando la possibilità di vivere momenti sereni, anche in compagnia, nei centri estivi”.    

Cultura

Morrovalle, inaugurata la nuova sezione archeologica del museo: "Un giorno storico per il comune"

Morrovalle, inaugurata la nuova sezione archeologica del museo: "Un giorno storico per il comune"

20/06/2021

“Questo giorno rimarrà nella piccola storia del nostro comune”. Sono queste le parole con cui il sindaco di Morrovalle Stefano Montemarani ha aperto il dibattito che è seguito all'inaugurazione della nuova sezione archeologica del museo-pinacoteca di palazzo Lazzarini.  Diversi gli ospiti dell'evento “Archeologia a Morrovalle. Dallo scavo alla musealizzazione”. Per i saluti sono intervenuti, oltre al primo cittadino: il presidente della Regione Francesco Acquaroli, la presidente dell'Archeoclub Morrovalle Nazzarena Acquaroli, l'assessore comunale a Cultura e Turismo Valentina Salvucci, il presidente dell'Archeoclub d'Italia Rosario Santanastasio. A seguire gli interventi dell'ingegnere Paolo Alessio, direttore tecnico della società Gasdotti Italia, il dottor Stefano Finocchi della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche, il prof Roberto Perna, docente di Archeologia classica a Unimc, Stefano Coccia e Isabella Piermarini della Società Cooperativa Archeologia. A condurre il giornalista e scrittore Adolfo Leone. In sala era presenta anche tutta la giunta comunale, gli archeologi che hanno partecipato agli scavi e il conte Antonio Lazzarini. Due le aree archeologiche rinvenute nel 2019 a Morrovalle duranti gli scavi della Società Gasdotti Italia S.p.a per la realizzazione del metanodotto San Marco-Recanati: nella prima, in contrada Burella, sono state portate alla luce sepolture di una necropoli Picena con presenza di elementi di corredo funerario, inquadrabili tra la fine del VII e il VI secolo a. C.; nella seconda, in località Borgo Santa Lucia, sono stati trovati resti di epoca romana, in particolare reperti che confermano la presenza nelle vicinanze del Fanum Apollonis.  Dopo un  anno e mezzo di studi e restauri, curati dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche in collaborazione con la Cooperativa Archeologia, con il supporto del Comune e la collaborazione dell'Archeoclub locale e di Unimc, si è arrivati all'inaugurazione di oggi,  il coronamento di un percorso di archeologia preventiva nato dalla sinergia di tutti gli attori coinvolti. Due la sale espositive con i reperti, corredate da pannelli esplicativi con testi e immagini che sono state inaugurate. A supporto dell'esposizionr, anche una sala immersiva, dove il visitatore potrà vedere, con la realtà aumentata, le aree in corso di scavo e le ricostruzioni in 3d delle sepolture.  “La storia di Morrovalle che finora conoscevamo per il suo aspetto medioevale – ha sottolineato il sindaco Montemarani - si arricchisce quindi di due capitoli che andranno approfonditi, perché abbiamo fatto parte anche di due grandi civiltà del passato. Si potrebbe pensare che gli studi archeologici sono solo per gli addetti ai lavori, ma io non la penso così. Il momento di crisi che stiamo vivendo è per me innanzitutto una crisi del soggetto, una crisi dell'uomo, che si è smarrito, è disorientato, ha perso certezze, ha perso valori, ha perso quelle evidenze che una volta facevano parte del nostro senso comune. E proprio l'andare a studiare le nostre radici, le antiche civiltà, può essere uno dei fili di Arianna che ci aiuteranno ad uscire dal labirinto in cui ci siamo cacciati”.   “Sono felice che queste scoperte possano rappresentare anche un'attrattiva turistica – ha aggiunto il governatore Acquaroli - ma devono rappresentare soprattutto uno stimolo a cercare di capire sempre di più quella che è la nostra storia, che molto spesso neanche noi riusciamo a comprendere in profondità.  Poi da assessore al Turismo mi sento di dire che cercheremo di creare circuiti legati al paesaggio, alla storia medievale dei nostri borghi, al mare, alla montagna, alle peculiarità enogastronomiche, ma anche circuiti legati all'archeologia, perché girando il nostro territorio scopriamo una serie impressionante di siti, che fanno della nostra regione una regione ricchissima”.   Ha parlato di un piccolo grande sogno che si realizza l'assessore Valentina Salvucci. “Sono una archeologa mancata – ha detto - per cui quando nel 2019 ho saputo di questi rinvenimenti e ho fatto un'esperienza di scavo per me è stato assolutamente emozionante. Come Comune poi ci siamo inseriti e abbiamo cercato di fare in  modo che questi reperti rimanessero a Morrovalle, cosa non scontata. Grazie alla collaborazione con la Soprintendenza abbiamo quindi avviato questo progetto, che va ad arricchire il nostro museo, la nostra città e l'offerta turistica. C'è grande soddisfazione per il risultato finale, frutto della sinergia di tutti i soggetti che hanno partecipato”.  Se l'importanza dell'archeologia preventiva nella realizzazione di grandi opere come il metanodotto è stata affrontata dall'ingegner Alessio della Gasdotti Italia e dai tecnici della società Cooperativa Archeologia, sono stati il dottor Finocchi e il prof Perna a parlare della rilevanza dei reperti rinvenuti.  “Prima del 2019 – ha spiegato Finocchi riferendosi ai reperti di epoca picena – non c'era cognizione di una presenza così antica nel territorio. Tra la fine del VII secolo e l'inizio del VI secolo a. C. la comunità picena era già strutturata in modo gerarchico con una livello sociale che prevedeva una verticalità. E questo possiamo dirlo perché nella necropoli abbiamo scoperto delle sepolture monumentali, in cui il defunto che ricopriva ruoli specifici nella comunità, è sepolto al centro e isolato dal resto, come a voler dividere il sacro dal profano. Inoltre i corredi funerari testimoniano rapporti con altre civiltà del Lazio, dalla Sabina, del Tirreno, il controllo della viabilità e delle merci”. “Io credo che le informazioni che arrivano da questi scavi sono fondamentali – ha continuato Perna - Abbiamo ritrovato il Fanum appollonis, un deposito votivo, dove sono stati lasciati e deposti materiali votivi appunto. Ed è importante perché è da questi materiali che capiamo il culto. Noi dobbiamo pensare al culto nel mondo antico in maniera diversa ad oggi: il culto era parte integrante della comunità, quindi capire il culto significa capire come le comunità percepivano se stesse. I romani quando sono arrivati in questo territorio, già popolato e articolato, hanno individuano il culto per trasformarlo dal punto di vista sociale e politico. Il Fanum nasce quindi per trasformare la precedente comunità, e in questo senso i rinvenimenti ci danno elementi fondamentali per capire come questo territorio sia stato trasformato tra il III e il II secolo a. C. Chi abitava qui è diventato romano, ma se vogliamo un romano diverso dai romani di Roma, è stato una trasformazione biunivoca, come tutte le trasformazioni. La comunità picena era composta  soprattutto da pastori e guerrieri, quindi era legata alla transumanza e non aveva forti insediamenti stabili. I romani hanno portato un'economia diversa, agricoltori che hanno imposto ai precedenti pastori un modo diverso di gestire il territorio”. Dopo il dibattito visite guidate con gli archeologi dello scavo nelle sale espositive. Le visite proseguiranno settimanalmente con le guide dell'Archeoclub nei giorni di sabato e domenica dalle 16 alle 19.      

Eventi

Macerata, i The Jab vincono Musicultura e dedicano il successo a Michele Merlo

Macerata, i The Jab vincono Musicultura e dedicano il successo a Michele Merlo

20/06/2021

I The Jab, alias Alessandro De Santis, 22 anni, e Mario Francese, 23, entrambi di Ivrea, vincono la 32/sima edizione di Musicultura all'Arena Sferisterio di Macerata con la canzone 'Giovani favolosi'. "Grazie, non ce l'aspettavamo - hanno gridato al pubblico - useremo i 20mila euro messi in palio dalla Banca di Macerata per realizzare uno spazio di composizione tutto nostro e per un futuro tour". I due si sono conosciuti in sala registrazione e nonostante la diversa formazione: informatico e pianista classico Mario, elettricista autodidatta Alessandro, hanno formato un sodalizio che li ha portati a vincere al RigaRockParkContest, ad incidere alcuni singoli e a partecipare ad Amici di Maria De Filippi. "Dedichiamo questa vittoria a Michele Merlo", hanno detto, il giovanissimo cantautore morto pochi giorni fa di leucemia fulminante. "Il brano vuol essere una descrizione sonora del sentimento di perdita di un amore - hanno aggiunto - ma è anche ispirato a Leopardi, il nostro poeta preferito", nato tra l'altro nella vicina Recanati. La proclamazione è arrivata a tarda notte al termine di un'applauditissima serata densa di ospiti e sorprese. Dalla presenza imprevista di Ron, al duetto di Enrico Ruggeri con Irene Grandi in 'Alexanderplatz'. Dalla performance del tenore Luciano Ganci in 'Celeste Aida', fino all'Inno di Mameli, cantato in piedi dai 1.200 spettatori che hanno esaurito i posti concessi dell'Arena insieme allo storico Michele D'Andrea, che ne ha spiegato il ritmo e il significato dell'inno.  Credit foto: Musicultura 

Curiosità

Barbara Trasatti presenta il suo "#chicFORLIFE" al ristorante Bolina di Civitanova Marche

Barbara Trasatti presenta il suo "#chicFORLIFE" al ristorante Bolina di Civitanova Marche

18/06/2021

Si terrà giovedì 24 giugno alle ore 20:00, presso il ristorante "Bolina" di Civitanova Marche, la cena-presentazione del libro #chíc𝒻𝑜𝓇ᏞᎥfᎬ, di cui Barbara Trasatti è l’autrice.  Si tratta di un minibook di aforismi moderni per donne curiose e intraprendenti (scopri di più). Assieme all'autrice, l’ospite speciale della serata sarà Carina Fisicaro mentre presenterà Michele Cintio, con musica affidata a Gianpiero Malvatani.  "Realizzare un sogno mi sembrava impossibile, non credo di essere l'unica a pensarlo. Eppure, mi sbagliavo - sottolinea Barbara -. Se vuoi realizzare un sogno devi prima sconfiggere quella fottutissima paura di provarci. La cosa più difficile è stata partire. Mi sono costruita dei rituali che mi hanno impedito di arrendermi e mi hanno dato gusto in quello che stavo facendo. Ho imparato a conoscere il mio sogno e mi sono fabbricata una scatola delle “strategie" per realizzarlo. Ci sono riuscita, il sogno è diventato realtà. Grazie a me, grazie Universo, grazie a chi è sempre al mio fianco". Barbara Trasatti è grafica pubblicitaria di successo, donna elegante, arguta, intelligente. Ironica e sagace anticonformista, sa prendere le distanze e farsi beffe della vita, quando questa infierisce. Il minibook "nasce per tutte quelle donne come me che, non più ragazzine, si sentono comunque belle, intelligenti e piene di sogni ancora da realizzare".  Per prenotazioni telefonare al 0733-1875480  

Varie

Dalla costa al Santuario della Madonna dell'Ambro in bus: nuova linea di collegamento estiva (VIDEO)

Dalla costa al Santuario della Madonna dell'Ambro in bus: nuova linea di collegamento estiva (VIDEO)

19/06/2021

Presentata ieri le nuova linea di collegamento bus estiva che parte da Porto San Giorgio e arriva alla meravigliosa Abbazia della Madonna dell’Ambro, passando per i comuni di Amandola è Montefortino. Il servizio sarà curato dall’azienda Steat.  "Si tratta di un servizio importante che l'azienda vuole ridare al territorio - afferma il presidente della Steat Fabiano Alessandrini - . Forniamo un ventaglio di opportunità molto ampie con sette corse e lo facciamo con mezzi green, perché questa è la strada che abbiamo intrapreso”.    "Finalmente riusciamo a collegare la costa ai monti in tutto il periodo estivo, non solo per i turisti - gli fa eco Domenico Ciaffaroni primo cittadino di Montefortino -  . Il territorio riparte e speriamo che sia un servizio efficace ed efficiente affinché in tanti possano beneficiare di esso". "Già l'anno del terremoto nel 2016, in collaborazione con la Steat avevamo offerto questo collegamento - sottolinea il sindaco di Amandola Adolfo Marinangeli -.  Era stato un successo ed è bello che l'azienda di trasporti fermana lo stia riproponendo in queste zone, si tratta, soprattutto, di una risposta green a un parco Nazionale dei Monti Sibillini che sta crescendo sempre più come numero di visitatori".  

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