Martedì pomeriggio si è tenuta a Tolentino la festa “È tempo di Carnevale!”, tradizionale appuntamento del martedì grasso rivolto ai bambini. Il Palazzetto dello Sport Giulio Chierici, è stato animato dal gruppo "In festa con Shelly", riempiendosi di musiche, maschere, balli di gruppo, giochi, coriandoli e fritture di Carnevale. L'appuntamento è stato organizzato dalla Pro Loco 2.0, in collaborazione con l'amministrazione comunale.
Il sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, ha partecipato all'evento travestito da Stitch, il simpatico personaggio del famosissimo film animato firmato Disney, noto alle nuove generazioni grazie al live action uscito nelle sale lo scorso anno. Il primo cittadino si è aggirato tra i bambini e i genitori senza essere riconosciuto, prestandosi per giochi e fotografie: "A me il Carnevale piace molto, penso che si capisca anche dal mio travestimento. Ho fatto un sondaggio fra i bambini e, secondo loro, il personaggio più carino era Stitch, quindi io e mia moglie l'abbiamo costruito. I bambini hanno reagito abbracciando questa maschera piena di gommapiuma, ed è stato bellissimo".
Tra i partecipanti, anche la vicesindaco Alessia Pupo e la presidente della Pro Loco 2.0, Martina Cicconetti, che ha dichiarato: "Siamo molto felici che il Comune ci abbia dato la possibilità di organizzare un evento così importante per la città di Torrentino e soprattutto per i più piccoli, quindi dobbiamo ringraziare, oltre all'amministrazione, tutti gli uffici comunali che ci hanno sostenuto e aiutato nell'organizzazione di questa bellissima manifestazione pensata per i più piccoli".
Un martedì grasso chiassoso, colorato e pieno di sorprese, che sembra anticipare l'aria di festa di quello che sarà l'evento clou del Carnevale tolentinate: la sfilata di carri allegorici che si terrà domenica 22 febbraio.
Martedì pomeriggio si è tenuta a Tolentino la festa “È tempo di Carnevale!”, tradizionale appuntamento del martedì grasso rivolto ai bambini. Il Palazzetto dello Sport Giulio Chierici, è stato animato dal gruppo "In festa con Shelly", riempiendosi di musiche, maschere, balli di gruppo, giochi, coriandoli e fritture di Carnevale. L'appuntamento è stato organizzato dalla Pro Loco 2.0, in collaborazione con l'amministrazione comunale.
Il sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, ha partecipato all'evento travestito da Stitch, il simpatico personaggio del famosissimo film animato firmato Disney, noto alle nuove generazioni grazie al live action uscito nelle sale lo scorso anno. Il primo cittadino si è aggirato tra i bambini e i genitori senza essere riconosciuto, prestandosi per giochi e fotografie: "A me il Carnevale piace molto, penso che si capisca anche dal mio travestimento. Ho fatto un sondaggio fra i bambini e, secondo loro, il personaggio più carino era Stitch, quindi io e mia moglie l'abbiamo costruito. I bambini hanno reagito abbracciando questa maschera piena di gommapiuma, ed è stato bellissimo".
Tra i partecipanti, anche la vicesindaco Alessia Pupo e la presidente della Pro Loco 2.0, Martina Cicconetti, che ha dichiarato: "Siamo molto felici che il Comune ci abbia dato la possibilità di organizzare un evento così importante per la città di Torrentino e soprattutto per i più piccoli, quindi dobbiamo ringraziare, oltre all'amministrazione, tutti gli uffici comunali che ci hanno sostenuto e aiutato nell'organizzazione di questa bellissima manifestazione pensata per i più piccoli".
Un martedì grasso chiassoso, colorato e pieno di sorprese, che sembra anticipare l'aria di festa di quello che sarà l'evento clou del Carnevale tolentinate: la sfilata di carri allegorici che si terrà domenica 22 febbraio.
L’associazione civica Officina delle Idee per Macerata ha ufficializzato, nella riunione del 17 febbraio 2026, la decisione di partecipare alla prossima competizione elettorale con una propria lista a sostegno della candidatura a sindaco del dottor Marco Sigona.
Una scelta che segna anche un passaggio politico rilevante: il gruppo, che in precedenza aveva preso parte al percorso dell’assemblea del centrosinistra cittadino, ha deciso di distaccarsi da quel tavolo per intraprendere un cammino autonomo. Una decisione maturata, spiegano, al termine di una riflessione interna legata alla visione programmatica e alle prospettive per la città.
Officina delle Idee rivendica la coerenza del percorso avviato oltre un anno e mezzo fa, fondato su ascolto, confronto e coinvolgimento delle realtà del territorio. In questo periodo sono stati promossi incontri pubblici e tavoli tematici che hanno portato alla costruzione di un programma definito "innovativo e condiviso per il futuro di Macerata".
Secondo quanto emerso dall’assemblea, la candidatura di Sigona rappresenta la sintesi del lavoro svolto: "un progetto civico, aperto, competente e orientato al futuro. Nella figura del candidato sindaco l’associazione individua le caratteristiche personali e politiche ritenute necessarie per tradurre in azioni concrete le proposte elaborate negli ultimi mesi".
Con questa decisione, Officina delle Idee entra ufficialmente nella campagna elettorale con una propria identità e una proposta autonoma, aprendo un nuovo scenario nel quadro politico cittadino.
Una tragedia si è consumata nella serata di ieri nelle campagne tra le località di Biagi e Serrone, a San Severino Marche, dove un uomo di circa 40 anni è stato trovato privo di vita.
Secondo una prima ricostruzione l’uomo, dopo aver terminato il turno di lavoro, avrebbe lasciato un messaggio scritto ai familiari. Sarebbe poi andato in una radura per togliersi la vita. Sono stati proprio i parenti, una volta rinvenuta la lettera, a lanciare l’allarme.
Il corpo è stato individuato intorno alla mezzanotte dai militari dell’Arma dei Carabinieri, intervenuti sul posto per i rilievi del caso. Presenti anche i sanitari del Servizio 118, che non hanno potuto far altro che constatare il decesso.
Al termine degli accertamenti, la salma è stata restituita ai familiari per le esequie.
Le Marche si confermano terra di grandi birre artigianali. Alla XXI edizione di “Birra dell’Anno”, il concorso organizzato da Unionbirrai e andato in scena a Rimini, i birrifici marchigiani hanno conquistato 24 riconoscimenti complessivi: 7 medaglie d’oro, 3 argenti, 3 bronzi, 10 menzioni e un premio speciale. Un bottino che colloca la regione tra le più premiate d’Italia e certifica la maturità di un movimento brassicolo che oggi compete ai massimi livelli, dagli stili classici alle sperimentazioni più identitarie. A impreziosire il risultato è il premio speciale Best 100% Italian Beer, assegnato alla Real IGA Gose de Il Mastio di Urbisaglia. Una birra che è manifesto di filiera corta, agricoltura e visione.
Tra i protagonisti marchigiani spicca Ibeer di Fabriano, capace di conquistare più medaglie tra ori e piazzamenti. Ottimi risultati anche per Birrificio Mukkeller di Porto Sant'Elpidio e MC77 di Serrapetrona, entrambi a segno in più categorie tra podi e menzioni. Completano il quadro Beor Brasserie (Fermo), Birrificio dei Castelli (Ancona) e Birrificio Babylon (Ascoli). Dalla costa all’entroterra, la qualità attraversa tutto il territorio regionale.
Per la provincia di Macerata, il brindisi più sentito arriva dal Birrificio Il Mastio di Urbisaglia, realtà artigianale – e azienda agricola certificata BIO – capace di trasformare un legame profondo con la terra in birre che parlano di territorio. Il premio Best 100% Italian Beer assegnato alla Real IGA Gose è la conferma che la filosofia produttiva del birrificio, basata sulla filiera corta e sull’utilizzo di materie prime italiane, dà risultati straordinari.
Questa storia ha radici solide: come abbiamo raccontato in un precedente articolo dedicato alla loro avventura birraria (LEGGI QUI), i fratelli Sebastiano e Lorenzo Nabissi hanno costruito negli anni un progetto che parte dalla coltivazione dell’orzo nei terreni adiacenti al birrificio e arriva fino al bicchiere, con birre non filtrate e non pastorizzate che raccontano le Marche sorso dopo sorso.
Abbiamo sentito i due fratelli, protagonisti di questo grande successo, per ascoltare direttamente da loro la soddisfazione e il significato di questo nuovo riconoscimento. «Sicuramente è una soddisfazione che è frutto di anni di lavoro – spiegano Sebastiano e Lorenzo – perché la coltivazione dell’orzo è un impegno grande, serve per produrre poi il malto per tutte le nostre birre. Siamo arrivati prima a superare il 90% di materie prime di nostra proprietà e poi, con questa birra, l’utilizzo del 100% di materie prime italiane».
La birra premiata è un’Italian Grape Ale, l’unico stile italiano riconosciuto ufficialmente, che prevede l’utilizzo della parte vinosa – mosto, uve o altre lavorazioni dell’uva – all’interno della ricetta brassicola. «La Real IGA Gose è un blend di mosto di birra e mosto di vino – precisano – ed è prodotta con mosto d’uva Montepulciano bio insieme alle Cantine Saputi. In questo caso utilizziamo proprio mosto di vino: è questo che le conferisce aromi e profumi particolari».
Il risultato è una birra dal colore arancio con riflessi rosa e schiuma fine, con note che richiamano pompelmo e melograno, una sapidità elegante data dal sale rosa dell’Himalaya e una delicata acidità lattica che la rende fresca e sorprendente al palato. Un vero connubio tra il mondo della birra e quello del vino, con una bolla decisa e una personalità fuori dagli schemi.
Non è la prima affermazione per Il Mastio in questa categoria. «Sull’Italian Grape Ale lavoriamo da anni – sottolineano – quindi è una riconferma del percorso del birrificio. Ma il premio per l’utilizzo di materia prima 100% italiana è l’apice del lavoro che si svolge tutti i giorni, da anni, sulla produzione di orzo, di malto e sulla filiera più corta possibile per la produzione della birra».
E per festeggiare? La risposta è già servita: «Per festeggiare bisogna sempre brindare con una bella birra sana, buona e genuina».
Ci fosse ancora Pasqualina si potrebbe chiedere a lei. La Montesanta che tutto vedeva e tutto guariva avrebbe ben aiutato a risolvere l’arcano della candidatura a Sindaco per il Centrodestra. Il Centrosinistra si è portato avanti col lavoro nominando, non senza gli inevitabili distinguo, Gianluca Tittarelli e già comincia a delineare programmi, candidature di eventuali assessori e ha intrapreso, cosa buona e giusta, un’interlocuzione con l’Università primo motore della città anche perché il rettore, professor John Francis McCourt, all’inaugurazione dell’anno accademico non è stato tenero.
Ha posto la questione delle questioni: un ateneo può essere competitivo quanto si vuole, ma se intorno ha un territorio incapace di amplificarne il valore perde. Il Centrodestra invece vola piuttosto "sottobasso" visto che affida la sua proiezione pubblica all’opera omnia dell’assessore Lego che annuncia un po’ di lacrime e sangue ma, novello Mosé, promette, dopo aver speso 8,5 milioni di euro dei contribuenti, di traghettarci al di là dei binari.
Per fare quest’opera che doveva chiudersi in dieci mesi ci sono voluti a oggi due anni, ma trattandosi dell’assessore Lego si sa che i tempi sono una variabile indipendente perché i lavori vanno fatti a “mestiere”. La dimostrazione? Per il “sottobasso” hanno dovuto rifare il progetto, per via dei Velini ci stano rimettendo mano. Però ogni volta si fa un po’ di revisione prezzi che peraltro è lo stile della casa. A Macerata i lavori pubblici funzionano così: ribasso d’asta, poi entro tre mesi rialzo dei prezzi a un valore superiore alla base d’asta così chi deve lavorare lo fa contento. Celermente è avverbio non contemplato, asta è parola oggi sconveniente per Sandro Parcaroli. Avrò modo di tornarci.
Ora ciò che interessa è che il Centrodestra è totalmente immobilizzato aspettando Godo, un candidato imposto da Roma per il diktat di Matteo Salvini e subìto da Macerata perché Francesco Acquaroli così ha ordinato ai suoi. Che cosa ne pensi la base dei partiti maceratesi e la cittadinanza medesima è del tutto ininfluente. Ci sarà modo di domandarsi se questo sia dignitoso per un capoluogo di Provincia (anche in viale della Repubblica aspettano Godo che ha fatto mostra di volersi ricandidare anche lì) che esprime una delle più antiche università d’Europa e che rischia di essere governata per imposizione esterna da un ex commerciante di computer che non è neppure più il soi disant imprenditore della prim’ora visto che tutta la famiglia è ora a libro paga dei nuovi proprietari della fu Med, circondato dal quartetto Festino, Valigetta, Lego e Imballo.
La questione candidatura diventerà spinosa nelle prossime ore; il nostro Godo imitando -si parva licet – Enrico Mattei ha deciso di usare i partiti come un taxi: pago, diceva Mattei, e scendo quando voglio. Domani Godo (è una contrazione dal protagonista del dramma di Samuel Becket aspettando Godot) deve affrontare la sua maggioranza sulla faccenda del mattatoio. Come si ricorderà il 13 il Sindaco ha dato buca ai suoi che dovevano decidere se aderire o meno alla richiesta avanzata dal consigliere Pd Andrea Perticarari di istituire una commissione d’inchiesta sulla mancata partecipazione del Comune all’asta per i locali e i terreni del mattatoio nonostante una delibera unanime del Consiglio comunale che imponeva di presentarsi all’incanto.
L’orientamento della maggioranza è di consentire l’inchiesta anche perché il Sindaco ha spergiurato che “è tutto regolare”. Si viene però a sapere che domani a consiglieri e segretari di partito Sandro Parcaroli chiederà di respingere quella richiesta e semmai di far confluire il dibattito nella commissione consiliare bilancio presieduta dal capogruppo di Fratelli d’Italia e primo sponsor di Parcaroli Pierfrancesco Castiglioni dove la minoranza ha solo due voti. Pare che il Sindaco dirà: o così o non mi ricandido. A poker si chiama all in, ma non sempre va bene.
I dubbi sulla ricandidatura di Parcaroli sono infatti crescenti. Di sicuro Gianluca Micucci Cecchi che guida la lista Pensiero Azione che è ciò che resta della Lista Parcaroli dopo il tradimento del Sindaco che una volta eletto è corso in braccio alla Lega non lo vuole e pone la questione: prima il programma e poi il nome. Parcaroli ha anche raggiunto il poco invidiabile record del più consistente gruppo misto dove due ex della Lega gli sono contro: Claudio Carbonari lavora ad una lista di centro con un supporto dei civici per le Marche assai consistente, Giordano Ripa si è candidato con una sua lista. Forza Italia vive una contraddizione interna.
Riccardo Sacchi ora fa lo chaperon di Parcaroli fidando su una riconferma all’assessorato, ma è pronto però a correre come Sindaco se Parcaroli abdica. La capogruppo Barbara Antolini, da fine giurista qual è, rispetto al caso mattatoio ne fa più una questione di diritto che di maggioranza. Peraltro Forza Italia sa che con la Lega dilaniata da Vannacci assumere l’eventuale leadership di un’area di centro potrebbe portare grande beneficio elettorale e quindi la ricandidatura di Parcaroli non pare automatica. A questa ipotesi starebbero lavorando tanto l’Udc quanto i Popolari.
La Lega è un caso a parte. Il segretario cittadino e capogruppo in Comune avvocato Aldo Alessandrini vuole la commissione d’inchiesta, i vannacciani Luca Buldorini - per interesse molto personale - e Mauro Lucentini vogliono la sua testa e assicurano a Parcaroli massimo sostegno cosa che invece la base del partito e il gruppo consiliare non sono disposti a concedere a scatola chiusa. Un elemento di frizione nella Lega che prevede di diminuire non poco i consensi sono i posti da assessore che Parcaroli ha già promesso a Imballo e Lego.
Oriana Piccioni resterebbe fuori così come Laura Laviano, dimezzati i consiglieri che sin qui sono stati portatori d’acqua e fare una campagna elettorale in ritardo e con truppe decimate non è il massimo. Così la Lega di Macerata va verso il commissariamento. Si pensava tornasse in auge l’onorevole umbro Riccardo Augusto Marchetti, ma con tutta probabilità il tutoraggio sarà affidato a Renzo Marinelli. Mossa indispensabile a Giorgia Latini, l’onorevole segretaria regionale, per evitare di essere logorata dall’interno. E resta sempre l’incognita Anna Menghi che nella Lega ha una solidissima reputazione oltreché un consistente patrimonio di consensi.
Dunque attualmente Sandro Parcaroli potrebbe essere candidato solo da Fratelli d’Italia col rischio concreto che mezzo partito meloniano si ribelli ai dirigenti. Perciò, indiscrezioni dell’ultima ora, dicono che il presidente del consiglio comunale starebbe studiando un cavillo per evitare di votare la richiesta di commissione d’inchiesta lunedì nell’assise cittadina. A Francesco Luciani che era intenzionato a fare una sua lista pare sia stato promesso un posto da assessore (la giunta dovrebbe essere infinita però) dando così la stura al mercato delle vacche.
E di vacche si tratta. La vicenda del mattatoio sta diventando scomodissima. Ieri a Loreto si è riunito presente oltre che Francesco Acquaroli anche il ministro agricolo Francesco Lollobrigida lo stato maggiore agricolo per fare il punto sulle Marche nei campi. Accuratamente si è evitato di parlare di zootecnia che pure è il nerbo agricolo della provincia di Macerata. Perché?
Per tre motivi che riconducono tutti a Sandro Parcaroli. Il primo è che il Sindaco ha fatto vane promesse sulla Raci, la più importante mostra mercato dedicata ala razza Marchigiana di cui la provincia di Macerata è il primo territorio per allevamento. La latitanza sulla Raci ha spostato il mercato in Campania e le Marche si avviano a perdere la leadership sul mercato della carne. Il secondo motivo è proprio la questione del CoZoMa.
Come ha spiegato a più riprese Dino Carnevali che da più vent’anni guida il mattatoio di Villa Potenza: "Nonostante i tentativi di salvarlo, a oggi ci troviamo nella stessa situazione dello scorso aprile, ovvero quando eravamo in procinto di chiudere". Dunque sul mattatoio Sandro Parcaroli ha fatto del “millantato credito politico” se così si può dire atteso che Carnevali sottolinea: “Un mattatoio nuovo, invece, di dimensioni più ridotte, sarebbe molto più economico, moderno e sostenibile. E, in mano al privato, le procedure sarebbero di sicuro più snelle rispetto al pubblico". A tutto concedere il Sindaco non ha misurato la fattibilità del suo piano. E di questo deve averlo convinto Ilario Marcolini nell’incontro che ha preceduto la decisione di non partecipare all’asta.
Ma ora c’è un terzo motivo di cui nessuno parla. Il CoZoMa se un patrimonio ha è il bollo europeo che garantisce la carne. Se chiude gli allevatori maceratesi hanno un problema enorme: si chiama tubercolosi bovina. Non ne vuole parlare nessuno, ma l’epidemia continua e continuano gli abbattimenti forzati dei capi. La Regione ha attivato bandi per il sostegno degli allevamenti colpiti, ma c’è una norma europea che vieta la vaccinazione delle bestie e l’immissione al consumo delle carni.
L’avere messo in difficoltà il CoZoMa – il Comune che è proprietario del CeMaCo da cui il mattatoio aveva in affitto locali e ramo di azienda non ha rinnovato il contratto proprio in vista dell’asta – oggi non consente agli allevatori di razza Marchigiana di macellare. Il danno che è stato provocato è enorme e chiama in causa anche Sandro Parcaroli come presidente della Provincia. C’è un punto molto delicato: se il mattatoio è in mano a un solo privato che non ha le mandrie attaccate dalla tubercolosi e che però si è aggiudicato anche il bollo europeo per la macellazione non si determina un monopolio di fatto?
Era compito specifico di Sandro Parcaroli come Sindaco e come presidente della Provincia salvaguardare il patrimonio zootecnico che solo per le bovine assomma ad oltre 23 mila capi. Per avere un’idea del valore basta dire che un capo di razza Marchigiana costa 3,40 euro al chilo peso vivo, il doppio di una Piemontese. Ogni capo di bestiame vale circa 2600 euro. Come presidente della Provincia Parcaroli aveva l’obbligo di controllare la proliferazione dei cinghiali che sono il primo vettore della tubercolosi bovina, ma anche della peste suina che sta egualmente attaccando gli allevamenti.
Il valore della zootecnia bovina nel maceratese assomma a 60 milioni di euro, ma Parcaroli cerca di cavarsela col suo consueto "e che ne sapio io?". Le misure di contenimento sono state tardive e insufficienti, basti dire che sui 2,5 milioni spesi dalla Regione per rifondere i danni da cinghiali il 40% è erogato in provincia di Macerata. Chissà se domani qualcuno della sua maggioranza gliene chiederà conto e si renderà conto che la vicenda dell’asta del CoZoMa non è solo una bega da azzeccarbugli, ma ha un impatto economico rilevantissimo. Forse però resteranno tutti lì in attesa perché aspettando Godo!
Infortunio sul lavoro nel primo pomeriggio in un cantiere della ricostruzione post sisma. Un operaio è caduto mentre si trovava al lavoro su un edificio, finendo sull’impalcatura sottostante.
L’incidente è avvenuto intorno alle 13.45. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe precipitato dal tetto, riportando forti dolori e rimanendo impossibilitato a muoversi.
Immediato l’intervento dei sanitari del 118 e dei vigili del fuoco, che hanno raggiunto il lavoratore in quota. Per il recupero è stata utilizzata la tecnica Speleo Alpino Fluviale (Saf): l’operaio è stato imbragato e calato a terra con l’ausilio di corde in condizioni di sicurezza.
Una volta stabilizzato, è stato trasportato al pronto soccorso di Macerata per gli accertamenti e le cure necessarie.
Questa mattina un cittadino di Camerino ha lanciato l’allarme dopo aver trovato i bagni pubblici del Sottocorte Village in condizioni ancora una volta inaccettabili, peggiori rispetto all’ultimo episodio segnalato circa un mese fa. Un sopralluogo casuale si è trasformato in una scena di degrado che ha lasciato sconcertati: locali sporchi, materiali abbandonati ovunque e segni evidenti di un uso volutamente distruttivo.
All’interno dei servizi, secondo quanto riferito, sono stati rinvenuti pacchetti di patatine gettati nei wc, escrementi, bicchieri sparsi, vetri rotti di bottiglie di vodka e mozziconi di sigarette a terra. Un quadro che rende gli spazi non solo indecorosi, ma soprattutto non igienicamente sicuri per chiunque abbia necessità di utilizzarli.
A colpire, inoltre, è la presenza di sedie che – probabilmente – sarebbero state prelevate dai locali (bar) della zona e trascinate dentro o nei pressi dei bagni, aggravando ulteriormente la sensazione di incuria e di mancanza di controllo.
La segnalazione del cittadino è chiara: serve un intervento urgente da parte del Comune, sia per ripristinare immediatamente decoro e pulizia, sia per mettere in campo misure che impediscano nuovi raid. In molti, infatti, chiedono che non ci si limiti all’ennesima sistemazione “a posteriori”, ma che si passi a una strategia di prevenzione: controlli più frequenti, verifiche nelle fasce orarie critiche e soluzioni concrete per tutelare un servizio essenziale. "I bagni pubblici non sono un dettaglio: sono un presidio di civiltà, utile ai cittadini, alle famiglie, agli anziani e ai visitatori", ha affermato il cittadino che ci ha inviato le foto e segnalato la situazione generale.
La Compagnia dei Carabinieri di Macerata ha svolto una serie di servizi mirati a garantire la sicurezza degli studenti negli orari di ingresso e uscita dagli istituti scolastici, nonché nei luoghi più frequentati dai giovani, come il terminal di Piazza Pizzarello, i Giardini Diaz e la stazione ferroviaria.
L’attività rientra nei progetti “Scuole Sicure” e “Cultura della Legalità”, promossi dai Carabinieri per prevenire e contrastare fenomeni di bullismo, violenza e spaccio di sostanze stupefacenti tra gli studenti. I controlli sono stati effettuati sia da personale in divisa sia da militari in borghese, supportati dalle unità cinofile con i cani Kevin e One.
Durante le ispezioni, il fiuto del cane Kevin ha permesso di individuare un giovane di 20 anni residente in provincia in possesso di oltre 1 grammo di hashish. Per il ragazzo è scattata la segnalazione alla Prefettura come assuntore, mentre la sostanza è stata sequestrata.
L’operazione ha visto l’impiego complessivo di 3 pattuglie e 10 militari. Sono stati controllati 10 veicoli e 52 persone, di cui 21 straniere, con contestazione di diverse violazioni al Codice della Strada.
Domenica 22 febbraio si apre ufficialmente la stagione della pesca alla trota nelle acque regionali di categoria A-ZTM, A e B della Marche. Un appuntamento molto atteso dagli appassionati marchigiani che potranno dedicarsi all’attività fino a domenica 4 ottobre, secondo il calendario predisposto per garantire la sostenibilità degli ecosistemi fluviali.
«L’apertura della stagione della pesca alla trota rappresenta un momento molto atteso dai tanti appassionati marchigiani – dichiara l’assessore alla Pesca sportiva Giacomo Bugaro –. Come Regione abbiamo lavorato per garantire regole chiare, tutela dell’ecosistema e una gestione responsabile della risorsa ittica. Le semine programmate e il sistema di gestione partecipata testimoniano il nostro impegno per una pesca sostenibile, capace di coniugare passione sportiva, rispetto dell’ambiente e valorizzazione del territorio».
Nelle acque di categoria C1 e C2 la pesca resta consentita per tutto l’anno. Dall’apertura fino al 31 marzo, nelle acque di categoria A-ZTM, A e B, la pesca è consentita esclusivamente “a piede asciutto”, quindi senza entrare in acqua.
Nelle acque di categoria A e A-ZTM l’attività è vietata nelle giornate di martedì e venerdì. Per esercitare la pesca nelle categorie A-ZTM, A e B è obbligatorio, oltre alla licenza, il tesserino segnacatture su cui annotare i pesci trattenuti. Il documento è disponibile presso gli uffici regionali decentrati e le associazioni piscatorie locali.
Per tutte le specie ittiche diverse dalla trota è previsto l’obbligo assoluto di rilascio in tutte le acque regionali. Per quanto riguarda le trote fario o mediterranee, sono consentiti due esemplari, con misura minima di 25 centimetri, nelle acque di categoria A-ZTM. Nelle restanti acque di categoria A, B, C1 e C2 è possibile trattenere fino a tre esemplari, con misura minima di 22 centimetri.
Le trote iridee possono essere trattenute fino a un massimo complessivo di otto esemplari, senza misura minima, esclusivamente nelle acque di categoria C1 e C2.
Nelle acque di categoria C1 sono in corso le semine di trota iridea sterile per un quantitativo complessivo di 34 quintali. Sono inoltre attive 23 zone in gestione partecipata tra Regione e associazioni piscatorie, dove è possibile praticare la pesca dilettantistica con servizi dedicati e un’organizzazione strutturata.
Il calendario regionale di pesca 2026 si applica a tutte le acque regionali. Nel caso di accesso a tratti ricadenti all’interno di parchi nazionali o aree protette, restano valide le prescrizioni specifiche stabilite dagli enti gestori.
Si apre dunque una stagione all’insegna della regolamentazione e della sostenibilità, con l’obiettivo di tutelare il patrimonio ittico e valorizzare una delle attività sportive più radicate nel territorio marchigiano.
La Giunta comunale ha approvato il progetto esecutivo per la riqualificazione degli Orti Sociali di Fontezucca, un intervento che rientra nella strategia territoriale “Social Valley” finanziata dai fondi PR Marche FESR e FSE+ 2021/2027. L’operazione prevede un investimento complessivo di 100.000 euro, una cifra che permetterà di trasformare l’area in un polo agricolo urbano moderno, sicuro e pienamente accessibile.
Il piano dei lavori è stato studiato per risolvere le criticità strutturali e migliorare la fruibilità degli spazi. Circa 80.000 euro sono destinati direttamente all'esecuzione delle opere, che prevedono un massiccio intervento sul fabbricato esistente. Verrà realizzato un nuovo marciapiede per facilitare l’accesso, mentre gli spazi interni saranno completamente rinnovati con la creazione di un bagno per disabili, il rivestimento delle pareti degli spogliatoi e la sostituzione degli infissi deteriorati con porte in PVC, più resistenti e funzionali. L’edificio beneficerà, inoltre, del ripristino dell'intonaco esterno e di una nuova tinteggiatura protettiva.
Sul fronte della viabilità e della sicurezza del terreno, il progetto prevede la rimozione dello strato superficiale e il ripristino della fondazione stradale con emulsione bituminosa a freddo, oltre alla realizzazione di strutture di sostegno e contenimento per contrastare le deformazioni del terreno. Questi interventi garantiranno la stabilità degli orti e consentiranno ai mezzi propri di percorrere in sicurezza le stradine di accesso. Tra le migliorie impiantistiche prevista inoltre la sostituzione dell'elettropompa sommersa del pozzo.
I restanti 20.000 euro sono destinati a IVA, eventuali imprevisti e oneri. L'assessore ai Lavori Pubblici, Andrea Marchiori, sottolinea come “Con questo intervento l'Amministrazione conferma la massima attenzione verso il patrimonio comunale, promuovendo lavori che coniugano l'efficienza strutturale con il rispetto dell'ambiente. Abbiamo pianificato un cantiere che restituirà decoro e piena sicurezza all'area di Fontezucca, con una suggestiva analogia: lavoriamo contestualmente alla rigenerazione del mercato ortofrutticolo di Piediripa e agli orti sociali. Questo significa che abbiamo a cuore i prodotti genuini del nostro territorio, la tutela degli imprenditori agricoli, ma anche il benessere delle persone che si mantengono attive coltivando con cura un fazzoletto di terreno”.
Dal punto di vista del valore sociale interviene il vicesindaco e assessore ai Servizi Sociali, Francesca D’Alessandro: “Quando ci siamo insediati, abbiamo promesso ai cittadini di riqualificare gli orti sociali di Fontezucca, e oggi manteniamo quella promessa. La nostra Amministrazione ha voluto mettere al centro la dimensione sociale, cogliendo l’opportunità dei finanziamenti ITI 2 per valorizzare uno spazio che va oltre la semplice coltivazione: per gli anziani rappresenta un’attività salutare, sia dal punto di vista fisico che mentale, e per tutta la comunità è un luogo di incontro e condivisione. Grazie a una pianificazione lungimirante, abbiamo individuato le risorse necessarie per realizzare un intervento strutturale completo, sicuro e accessibile, che restituisca decoro e funzionalità all’area. A breve partiranno i lavori: le promesse dell’Amministrazione si trasformano in azioni concrete, perché crediamo che le parole vadano sempre accompagnate dai fatti”.
La Regione Marche compie un passo significativo verso la parità di genere nelle istituzioni: dalla prossima legislatura, la composizione della Giunta regionale e dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio dovrà garantire almeno il 30% di rappresentanza per ciascun genere.
La novità arriva da una proposta di legge di modifica dello Statuto regionale, a iniziativa dei consiglieri Marta Ruggeri (M5s, prima firmataria), Micaela Vitri e Enrico Piergallini (Pd), pensata per favorire "una più equilibrata rappresentanza di genere negli organi esecutivi e di vertice della Regione".
L'Aula ha dato il primo via libera ai provvedimenti, ma sarà necessaria una seconda approvazione a maggioranza assoluta in una seduta che si terrà almeno due mesi dopo quella odierna, come previsto dalla procedura statutaria.
Parallelamente, è stata approvata in prima lettura un’altra proposta di modifica dello Statuto, finalizzata a incentivare "l'impiego di un linguaggio consapevole e inclusivo nella denominazione di incarichi e funzioni politiche e amministrative". Questa normativa entrerà in vigore già a partire dalla 12ª legislatura.
La proposta, con Marta Ruggeri (M5s) come prima firmataria, è stata sottoscritta anche dai consiglieri Pd Enrico Piergallini, Micaela Vitri, Antonio Mastrovincenzo, Maurizio Mangialardi, da Massimo Seri (Lista civica Ricci), Andrea Nobili (Avs) e Michele Caporossi (Marche Vive).
In Aula, le relazioni sui provvedimenti sono state svolte dalle consigliere Jessica Marcozzi (FI) per la maggioranza e Marta Ruggeri (M5s) per la minoranza. Entrambi i provvedimenti hanno ottenuto il primo accoglimento, aprendo la strada a un percorso legislativo che mira a rendere le istituzioni marchigiane più rappresentative e inclusive.
Colpo di scena nella corsa alla presidenza della Provincia di Ancona. Luca Paolorossi, sindaco di Filottrano, annuncia la rinuncia alla candidatura con un video pubblicato sui propri canali social, accompagnato da un messaggio diretto: «Quanti anni sono che la Provincia di Ancona è a sinistra? Praticamente da sempre. Io non chiedevo una poltrona, chiedevo il voto ai consiglieri provinciali solo per cercare di migliorare».
Una presa di posizione netta, che arriva dopo giorni di tensioni interne alla coalizione di centrodestra e trattative sui tavoli regionali. Nel messaggio scritto Paolorossi prende atto del nuovo scenario: il nome che emergerebbe come candidato sarebbe quello di Thomas Cillo, espressione civica e sindaco di Monte San Vito. «Benissimo – scrive – daremo tutto il supporto a lui con la speranza che qualcosa cambi».
Ma è nel video che il tono si fa ancora più duro. Paolorossi denuncia apertamente logiche di spartizione politica legate anche agli equilibri nelle altre Province marchigiane. «C’è da presentare le firme, il nome di Paolorossi ancora non viene fatto perché è tutta una questione di potere, di tavoli, perché si vota anche in provincia di Macerata, Fermo e Ascoli. Se la giocano sui tavoli».
Un attacco diretto alle dinamiche interne al centrodestra, con riferimenti espliciti a Forza Italia e Udc, accusati di voler “bruciare” la sua candidatura. «Io volevo fare il presidente di Provincia per fare ciò che non ha fatto l’attuale presidente del Pd, che per sei anni ha lasciato strade e scuole allo sbando. Volevo dare una mano alla coalizione, ma siccome c’è qualcuno che mi vuole bruciare, allora vi dico che io non mi candido più. Metteteci il vostro, io la faccia non ce la metto».
Nel passaggio finale, Paolorossi chiama in causa direttamente il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: «Devo tutelare le 3.540 persone che mi hanno votato e che mi hanno permesso di portare voti ad Acquaroli. Se tu, Francesco, sei tanto bravo ma non riesci a tenere coeso il centrodestra perché tutti ti tirano per la giacca, mi dispiace per te, ti voglio bene, ma io la faccia per voi non la perdo».
La conclusione è tranchant: «Non mi candido. Sono affari vostri». Una rinuncia che lascia il segno e che evidenzia tensioni ancora vive dentro la coalizione regionale.
MACERATA - Spesso si parla di sanità attraverso numeri e statistiche, ma sono le storie di assistenza quotidiana a raccontare il vero volto degli ospedali del territorio. È il caso di una cittadina che, dopo due settimane trascorse accanto alla madre, ha voluto descrivere la sezione B del reparto di Medicina come un "ingranaggio perfetto", dove la competenza clinica si fonde con una profonda sensibilità. Una missione portata avanti quotidianamente da medici, infermieri e operatori che sanno guardare oltre la malattia per accogliere la fragilità dei pazienti anziani.
Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera di ringraziamento:
“Come figlia di una paziente anziana ricoverata da quindici giorni, ho potuto toccare con mano cosa significhi 'prendersi cura'. Il reparto di Medicina sez. B dell’ospedale di Macerata si è rivelato, in queste ultime due settimane, un ingranaggio perfetto dove medici, infermieri, OSS e personale delle pulizie collaborano per trasformare l'assistenza clinica in una missione di profonda umanità.
Desidero rivolgere un ringraziamento particolare alle figure che guidano questo reparto. La mia gratitudine va innanzitutto al Primario, Dott. Roberto Catalini, per la gestione esemplare del reparto. Un grazie di cuore alla Dottoressa Stefania Mancini, per la straordinaria professionalità e la capacità di entrare in empatia con noi familiari, e alla Coordinatrice, Dottoressa Flavia Fattore, il cui lavoro instancabile assicura che ogni esigenza trovi una risposta tempestiva.
Per un anziano, il ricovero è un momento di estrema fragilità; in questo contesto, la disponibilità di tutto il personale è stata la nostra forza. Gli infermieri e gli OSS non hanno mai fatto mancare un sorriso o una parola di conforto, lenendo lo smarrimento di mia madre e le mie preoccupazioni.
Un plauso va anche al personale delle pulizie: la loro presenza discreta garantisce l'igiene e il decoro necessari a rendere il reparto un luogo accogliente, dimostrando un rispetto profondo per la dignità dei pazienti.
Il merito più grande di questa squadra è non averci mai lasciate sole. La dedizione nel risolvere i disagi del ricovero e il supporto prezioso per organizzare le necessità del post-ricovero rappresentano un aiuto inestimabile, permettendoci di affrontare con più serenità il ritorno a casa.
A tutti voi, che lavorate con umiltà e spirito di servizio, va il mio più profondo ringraziamento. Siete la dimostrazione che la 'buona sanità' è fatta soprattutto di persone che mettono il cuore in ogni gesto".
Un intervento straordinario che mette in luce l'altissimo livello dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche: una paziente è stata sottoposta alla rimozione di due tumori distinti, al polmone e alla mammella, durante la stessa seduta operatoria. Un esempio di multidisciplinarietà che ha permesso di abbattere i tempi d'attesa e ridurre drasticamente lo stress fisico e psicologico per la donna, mettendo al centro la strategia operativa dell'azienda.
Tutto è iniziato da quella che sembrava una banale influenza, ma un esame radiografico di controllo ha invece rivelato una lesione tumorale al polmone, mentre successivi accertamenti hanno fatto emergere una seconda neoplasia alla mammella. Invece di procedere con due ricoveri e due percorsi separati, i direttori della Chirurgia Toracica, il Dr. Majed Refai, e della Senologia, il Dr. Enrico Lenti, hanno scelto una strategia integrata lavorando in successione per circa quattro ore per asportare entrambe le masse tumorali.
Il successo dell'operazione risiede non solo nella contemporaneità, ma anche nelle tecniche d'avanguardia utilizzate, come la chirurgia mininvasiva uniportale per la lesione polmonare, che prevede un’unica incisione di appena 3 centimetri. Grazie all'ottimizzazione del recupero post-operatorio garantita dal protocollo ERAS e al supporto fondamentale della Clinica di Rianimazione e dell'Anatomia Patologica, la paziente è stata dimessa dopo soli tre giorni.
I vantaggi di questo approccio combinato sono stati evidenti: oltre a limitare le conseguenze estetiche e salvaguardare le pareti muscolari, la scelta clinica ha permesso di evitare il doppio inserimento nelle liste d'attesa e di accelerare l'iter per individuare le terapie post-operatorie più idonee.
Durante la seduta è stata inoltre effettuata una biopsia polmonare contestuale, fondamentale per il prosieguo della storia clinica della paziente, che è già tornata a casa per seguire l'evoluzione delle cure. Questo intervento conferma la Chirurgia Toracica di Torrette come prima in Italia per volumi, ribadendo il ruolo dell'AOUM come centro di riferimento nazionale per la chirurgia complessa.
Promessa mantenuta nell’ultimo turno della fase a gironi di CEV Champions League. Forte del primo posto matematico nella Pool E con accesso diretto ai Quarti di Finale, la Cucine Lube Civitanova onora il raggruppamento fino in fondo piegando anche in casa i polacchi del PGE Projekt Warszawa. Decisivo il tie-break (25-23, 24-26, 25-19, 22-25, 15-12). All’Eurosuole Forum, senza l’indisponibile Loeppky, i biancorossi centrano quindi il quinto successo europeo su sei gare giocate.
Il team vicecampione d'Italia chiude la Pool Phase come quinta testa di serie tra i primi classificati e nei Quarti se la vedrà con lo Zawiercie (andata in Italia, ritorno in Polonia), squadra prima classificata nella Pool D con il 3-0 odierno sul Luneburg e quarta testa di serie tra le vincitrici dei gironi. Balaso e compagni torneranno in campo domenica 22 febbraio (ore 17) a Cisterna di Latina per il 21° turno di SuperLega.
La Lube domina a muro (15 a 6 i vincenti), perde la sfida degli ace (3-4), ma attacca complessivamente meglio (50%-48%). Nikolov chiude da MVP e top scorer con 26 punti (57% e 1 ace). Bella prova a muro di Gargiulo (4 block), ma anche di D’heer, Boninfante e Kukartsev (3 a testa), con l’argentino che sigla 14 punti e va in doppia cifra come Bottolo (19). Tra i rivali il più prolifico è Bednorz (20 sigilli), seguito da Tillie (16), Weber (12) e Semeniuk (10).
Primo set (25-23) a fasi alterne: dopo il buon avvio di Varsavia viene fuori la Lube coni un vantaggio importante, ma i polacchi reagiscono con Bednorz (9 punti con il 78% e 1 ace). Decisivi i 5 muri di casa, 2 targati Bottolo (6 punti)
Nel secondo set (24-26) il PGE Projekt cresce in attacco, Civitanova piazza 3 muri importanti e, con i 7 punti di Nikolov (58%), recupera 4 punti di, annullando anche tre palle set, ma ai vantaggi cede su un attacco out.
Terzo set (25-19) controllato dalla Lube, che alza il livello in attacco (56%) e, oltre a un Nikolov perfetto o quasi (7 su 8 in attacco), sfodera 2 ace e 3 muri.
Nel quarto set (22-25) si gioca punto a punto, Varsavia è più precisa in attacco, Civitanova più solida a muro (3 i vincenti), ma dopo una chiamata challenge contesta la Lube si ritrova sotto 21-22 e saltano in nervi in campo.
Al tie-break (15-12) il terzo consecutivo tra Champions League e SuperLega, il collettivo di Medei va al cambio di campo avanti 8-7, poi mette il turbo con i punti di tutti gli attaccanti e sigilla il match con Bottolo.
LA GARA - Civitanova, priva dell’indisponibile Loeppky, si dispone con Boninfante al palleggio e Kukartsev opposto, i laterali Nikolov e Bottolo, i centrali Gargiulo e D’heer, Balaso libero. Padroni di casa schierati con Firlej in cabina di regia e Weber opposto, Bednorz e Tillie in banda, Klos e Semeniuk al centro, Wojtaszek libero.
Nel primo set fiammata di Varsavia (1-4) e reazione biancorossa (4-4). Gli ospiti, a rischio eliminazione, spingono con Bednorz al servizio (5-7), ma i cucinieri firmano l’aggancio con l’attacco di Bottolo a quota 8 e vanno sul +3 con un muro, il mani out di Kukartsev e l’ace di Nikolov (11-8). Il timing a muro di Boninfante (14-10) e Bottolo (16-11) vale l’allungo. I polacchi reagiscono con le battute di Bednorz (18-16), ma “Kuka” toglie il servizio ai rivali (19-16). Nel finale il PGE intercetta una pipe (23-22). Alla seconda palla set la Lube chiude sul servizio out di Bednorz (25-23).
Flessione biancorossa nei primi battiti del secondo set (2-7). Kukartsev e Nikolov rialzano la testa a suon di attacchi e murate (8-10). I biancorossi continuano a inseguire, ma scivolano sul 15-19 prima di rifarsi sotto con il diagonale di Nikolov (19-21). Sul 21-24 Varsavia sbaglia un servizio, incassa il diagonale di Bottolo e stecca in attacco (24-24). Un mani out dei polacchi e un attacco errato della Lube vanificano tutto (24-26).
Nel terzo set l’ace di Bottolo e il muro di Gargiulo spezzano un lungo braccio di ferro (10-8). Anche il block di D’heer fa la differenza (13-10). Varsavia perde lucidità in attacco (16-12), ma forza con Bednorz per rientrare (18-16). La Lube si mette al riparo con la pipe di Bottolo, il block di D’heer e il diagonale di Bottolo, dopo una serie di difese da antologia (21-16). Finale relax per la Lube, che beneficia di 5 palle set e chiude alla prima con l’ace di D’heer (25-19).
Nel quarto set la battaglia sportiva torna punto a punto in avvio (8-8), ma sono gli uomini di Nalepka a cercare la fuga (11-13). Civitanova non demorde e mette pressione al team polacco, indotto a commettere due errori ravvicinati per il nuovo pareggio (16-16). Il sorpasso arriva a muro dopo un ottimo servizio di Bottolo (17-16). Il punto a punto finale è una lotta di nervi ancor prima che tecnica e quando una chiamata challenge contestatissima toglie il punto del vantaggio alla Lube (21-22) i polacchi firmano l’ace del +2 (21-23) e chiudono a muro un set rovinato nel finale (22-25).
Al tie-break Nikolov e Bottolo prendono per mano la squadra (5-3), ma al cambio di campo il vantaggio è minimo e serve un muro di Gargiulo per il break (9-7). Cruciali la stoccata di Nikolov per il 13-10 e la prodezza finale di Bottolo (15-12).
Cucine Lube Civitanova - PGE Projekt Warszawa 3-2 (25-23, 24-26, 25-19, 22-25, 15-12)
CIVITANOVA: D’heer 7, Gargiulo 9, Orduna, Bisotto, Balaso (L), Boninfante 4, Kukartsev 14, Nikolov 26, Bottolo 19, Duflos-Rossi ne, Tenorio (L) ne, Podrascanin. All. Medei
VARSAVIA: Kochanowski (L) ne, Firlej, Klos 8, Tillie 16, Semeniuk 10, Bednorz 20, Olenderek ne, Gomulka 3, Koppers, Wojtaszek (L), Firszt, Weber 12, Kozlowski, Strulak. All. Nalepka
Arbitri: Ivaylo Ivanov (BUL) e Yves Kalin (SUI)
Note: durata set 31’, 30’, 26’, 30’, 22’. Totale: 2h 19’. Civitanova: errori al servizio 25, ace 3, muri 15, attacco 50%, ricezione 53% (34%). Varsavia: errori al servizio 21, ace 4, muri 6, attacco 48%, ricezione 65% (28%). Spettatori: 2.745. MVP: Nikolov.
(Credit foto: Spalvieri)
Il libero della CBF Balducci HR Macerata, Giorgia Caforio, si è sottoposta nella giornata di oggi a intervento di meniscectomia artroscopica al menisco laterale del ginocchio destro, dopo gli accertamenti medici a seguito di un infortunio riportato nel corso del match con Novara dello scorso 11 febbraio. L’operazione è stata effettuata presso Villa Maria, a Rimini, dal Dott. Alberto Busilacchi.
Lo staff sanitario del Club arancionero, sotto la supervisione del medico sociale Dott. Francesco Maracci, ha già predisposto per i prossimi giorni il piano di trattamento riabilitativo finalizzato a recuperare quanto prima l’atleta per il pieno rientro in attività.
"A Giorgia Caforio un grande in bocca al lupo, ti aspettiamo in campo!": questo il messaggio del club arancionero alla propria giocatrice.
Nell’ambito della mostra “Scarpe da Amare”, inaugurata lo scorso 7 febbraio negli spazi del Lido Cluana e visitabile fino al 15 febbraio (LEGGI QUI), si è tenuto nel tardo pomeriggio di giovedì 12 febbraio il convegno “AI e manifattura calzaturiera”. Un appuntamento di grande rilievo, inserito all’interno di un racconto corale che custodisce la memoria ma guarda con decisione al futuro di un distretto produttivo unico al mondo.
L’incontro, organizzato da Confindustria Macerata insieme alle sezioni di Ascoli Piceno e Fermo, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle imprese per riflettere sulle sfide che attendono il distretto calzaturiero marchigiano, oggi chiamato a confrontarsi con la trasformazione digitale e l’impatto crescente dell’intelligenza artificiale. Tra i presenti, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il prefetto di Macerata Giovanni Signer, la senatrice Elena Leonardi, il vicesindaco di Civitanova Marche Claudio Morresi, e i presidenti provinciali di Confindustria Marco Ragni e Simone Ferraioli.
Ad aprire i saluti istituzionali è stato il prefetto Giovanni Signer, che ha sottolineato il valore strategico del comparto calzaturiero per l’economia regionale:“Il distretto calzaturiero è una realtà economica che caratterizza le Marche. Sta vivendo difficoltà imposte dalle tensioni internazionali e solo la visione imprenditoriale permetterà di superare questo momento”. Un passaggio anche sull’intelligenza artificiale, vista come strumento di supporto e non di sostituzione: “Non riuscirà a copiare la creatività e l’intelligenza imprenditoriale tipica dei marchigiani”.
È quindi intervenuto il presidente Francesco Acquaroli, che ha ribadito l’importanza della manifattura per l’identità e l’economia regionale:“La manifattura è un nostro orgoglio, una potenzialità enorme espressa in tutti i mercati internazionali. È insostituibile dal punto di vista economico ma è anche un valore da promuovere e sostenere per il futuro, insieme alle tecnologie, alla ricerca di materiali sempre più all’avanguardia e all’utilizzo della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale”.
Il presidente ha poi ricordato le politiche regionali a sostegno dell’internazionalizzazione e dell’innovazione, sottolineando la capacità delle eccellenze marchigiane di resistere anche in una fase di forte complessità geopolitica.
Di grande interesse i contributi del mondo accademico, con gli interventi di Michele Germani, docente di Disegno e Progettazione industriale dell’Università Politecnica delle Marche, e di Marina Paolanti, docente dell’Università di Macerata e co-founder di Moda Metrics.
Particolarmente significativo l’intervento di Paolanti, che ha portato all’attenzione della platea l’esperienza maturata a fianco dei brand del lusso nell’applicazione dell’intelligenza artificiale ai processi creativi e produttivi. La docente Unimc ha evidenziato come l’AI possa rappresentare un alleato strategico per le imprese del fashion e della calzatura, soprattutto nella previsione della domanda, nell’analisi dei dati di vendita, nell’ottimizzazione delle collezioni e nella riduzione degli sprechi.
Un punto centrale del suo intervento ha riguardato il rapporto tra tecnologia e creatività: “Gli algoritmi devono supportare la creatività umana, non sostituirla. Non basta che siano performanti: devono essere anche affidabili e inseriti all’interno di un framework etico”.
In chiusura, la parola è passata alle imprese, con gli interventi di Riccardo Achilli del calzaturificio Marcos Nalini, Valentino Fenni del calzaturificio Dada, ed Enrico Ciccola del calzaturificio Romit. Un confronto concreto sulle criticità del settore, ma anche sulle opportunità offerte dall’innovazione, nella consapevolezza che il futuro del distretto passa dalla capacità di evolversi senza snaturare il proprio DNA artigianale e produttivo.
Un dialogo aperto e costruttivo, che ha confermato come il connubio tra tradizione manifatturiera e nuove tecnologie rappresenti una delle sfide decisive per il futuro del sistema calzaturiero marchigiano.
Con la circolare 10/2026, l’Inps fornisce finalmente le indicazioni operative per usufruire del bonus per assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025 nei territori Zes, comprendenti Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, a cui si aggiungono Marche e Umbria. Per queste ultime regioni, tuttavia, il beneficio è valido solo per le assunzioni successive al 20 novembre 2025, data di entrata in vigore della legge 171/2025 che ha esteso la Zes.
L’incentivo, previsto dall’articolo 24 del Dl 60/2024, consiste in un esonero contributivo del 100% sui contributi previdenziali (escluso il premio Inail), fino a un massimo di 650 euro al mese. Possono beneficiarne i lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi, assunti da aziende private con un massimo di 10 dipendenti al momento dell'assunzione, nelle sedi operative delle regioni indicate. L’esonero ha una durata massima di 24 mesi e non riguarda dirigenti, apprendisti o lavoratori domestici.
Per ottenere il bonus, il datore di lavoro deve garantire un incremento occupazionale netto rispetto alla media degli ultimi 12 mesi, calcolato sull’intera organizzazione e non solo sulla singola unità produttiva. La circolare sottolinea inoltre che il beneficio può riguardare anche soggetti già occupati a tempo indeterminato da un altro datore di lavoro che abbia usufruito parzialmente dello stesso incentivo. Sono richiesti il Durc e il rispetto dei principi contenuti nell’articolo 31 del Dlgs 150/2015.
Le domande vanno presentate preventivamente online tramite il Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo), indicando i dati del lavoratore, il rapporto di lavoro, la retribuzione media mensile, il numero di dipendenti dell’azienda e la sede di lavoro. Dopo i controlli e la verifica dei fondi disponibili, l’Inps autorizza l’accesso all’agevolazione, che sarà riconosciuta nei flussi Uniemens a partire da febbraio 2026. Per recuperare gli arretrati da settembre 2024 a gennaio 2026, si potranno utilizzare i flussi UniEmens di febbraio, marzo e aprile 2026, inserendo i nuovi codici L619-L620 nella sezione “EZES”.
L’esonero può essere applicato anche alle assunzioni a tempo indeterminato tramite somministrazione, a condizione che il limite occupazionale e la sede di lavoro facciano riferimento all’utilizzatore.
La Sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam ha organizzato nella giornata di oggi 18 febbraio il secondo evento della serie “Incontri di Geo-attualità”, con l’obiettivo di evidenziare in forma divulgativa, e scientificamente corretta, l’importanza di conoscere il territorio in cui si vive e i temi relativi ai rischi geoambientali, illustrando anche il complesso lavoro dei tecnici che lavorano in questi ambiti. L’evento ha avuto lo scopo di fare il punto sul dibattito scientifico sulla frana, con un focus particolare sulle frane di Ancona e di Niscemi, fornendo informazioni chiare ai partecipanti.
Nel corso dell’incontro, aperto da Chiara Invernizzi, docente di Geologia strutturale, i docenti Unicam hanno offerto un quadro integrato sui fenomeni franosi, analizzandone cause, dinamiche ed evoluzione: Marco Materazzi, docente di Idrogeologia, ha illustrato i fattori geologici, climatici e antropici che hanno contribuito all’evento franoso di Niscemi e ai possibili sviluppi futuri; Piero Farabollini, docente di Geomorfologia, ha proposto il confronto con la grande frana di Ancona del 1982, evidenziando strumenti e opere di monitoraggio e prevenzione adottati nel tempo; Flavio Stimilli, docente di Disaster Management, ha infine approfondito i modelli di gestione del rischio e gli impatti di questi fenomeni sulla popolazione e sul territorio, sottolineando l’importanza di prevenzione, pianificazione e corretta informazione.
Trasformare un dolore immenso in una speranza concreta, facendo sì che il traguardo di una vita spezzata diventi la linea di partenza per migliaia di sorrisi. È questo il potente messaggio che Paolo Simoncelli porterà a Civitanova Marche giovedì 19 febbraio, in un incontro speciale dedicato agli studenti dell’IIS Bonifazi Corridoni.
L'evento si terrà presso l’Auditorium della scuola e vedrà il padre dell’indimenticabile "Sic" raccontare la nascita e l’evoluzione della Fondazione Simoncelli, la O.N.L.U.S. nata pochi mesi dopo quel tragico incidente in Malesia nel 2011 che scosse il mondo intero.
L'incontro non sarà solo una commemorazione, ma una lezione di vita sulla cittadinanza attiva e la solidarietà. La Fondazione, infatti, è diventata negli anni il simbolo dei valori autentici di Marco Simoncelli, impegnandosi a "scendere in pista" non più per un podio, ma a favore dei soggetti più deboli. Attraverso progetti umanitari e collaborazioni con enti pubblici e privati, la Onlus promuove il supporto concreto a chi ne ha più bisogno, trasformando il ricordo del campione in aiuto reale.
I lavori saranno aperti dai saluti della Dirigente Scolastica, la professoressa Angela Fiorillo, che ha fortemente voluto questo momento di riflessione per la propria comunità scolastica. A condurre il dialogo con Paolo Simoncelli sarà la giornalista di Tvrs Manolita Scocco, che attraverso un’intervista cercherà di ripercorrere la storia di un grande campione il cui destino ha scelto di far disputare un’altra corsa: quella della beneficenza e del supporto morale e umano.
Per l’IIS Bonifazi Corridoni si tratta di un'opportunità unica per riflettere su come la fine possa, in realtà, essere considerata il più grande inizio. Paolo Simoncelli testimonierà come i valori di sincerità e umanità di Marco continuino a correre forte, regalando nuove vittorie a chi lotta ogni giorno contro le difficoltà della vita.
C’è un nuovo piccolo astro che brilla nel firmamento del cinema marchigiano. Si chiama Lavinia De Carlonis, ha solo otto anni e una determinazione che l’ha portata dritta sul grande schermo. La giovanissima sangiorgese debutta ufficialmente in questi giorni nel film "Io + Te", la nuova commedia romantica che ha celebrato proprio ieri sera la sua prima nazionale presso il cinema Giometti di Ancona.
Nel film, Lavinia interpreta Viola, un personaggio chiave che con la sua dolcezza e la sua ingenuità fanciullesca diventerà lo specchio in cui si rifletteranno i dubbi e le emozioni dei protagonisti. Un ruolo delicato che ha permesso alla piccola attrice di confrontarsi con nomi di primo piano del panorama nazionale: Matteo Paolillo, l'amatissimo Edoardo della serie cult "Mare Fuori", ed Ester Pantano, volto noto di "Màkari".
Nato da un’idea della regista e sceneggiatrice Valentina De Amicis, "Io + Te" è un’opera indipendente che sfida le logiche delle grandi produzioni puntando tutto sulla qualità e sull'onestà del racconto. La trama affronta con sensibilità temi moderni e spesso considerati tabù, come l’infertilità maschile e l’aborto, calandoli in una storia comico-sentimentale che esplora le sfide dell'amore contemporaneo.
Non c’è solo il talento di Lavinia a rappresentare il territorio: il film è un vero e proprio omaggio alla regione. Le riprese hanno infatti toccato alcuni dei siti più suggestivi delle Marche: dalla spiritualità di Loreto alle bellezze costiere di Porto Recanati, Numana e Sirolo, passando per la storia di Osimo e il cuore del capoluogo, Ancona.
La produzione è stata resa possibile grazie al sostegno di Marche Film Commission – Fondazione Marche Cultura, presieduta dall’avvocato Andrea Agostini, che ha scommesso su un progetto capace di unire la valorizzazione del paesaggio alla narrazione d'autore.
Sabato 14 febbraio 2026 il Teatro Comunale di Loro Piceno ha accolto oltre cento appassionati per la cerimonia di premiazione della XXVIII edizione del Premio Poesia di Strada. Per la prima volta la manifestazione ha trovato casa a Loro Piceno, grazie alla scelta dell’amministrazione comunale di investire su una realtà culturale che da quasi trent’anni rappresenta un punto di riferimento per la poesia inedita in Italia.
La giuria tecnica, composta da nomi di rilievo della scena poetica italiana – tra cui Viola Amarelli, Enrico De Lea, Giusi Drago (recente vincitrice del Premio Napoli), Marco Giovenale, Lorenzo Mari, Renata Morresi dell’Università di Padova e Alessandro Seri, ideatore del premio nel 1998 – ha selezionato i dieci finalisti provenienti da tutta Italia.
Durante la serata sono stati proclamati i vincitori scelti dalla giuria tecnica e dalla giuria popolare, composta da 52 membri indicati dall’associazione Licenze Poetiche, dal Comune e dalla biblioteca comunale “BiblioLoro”.
A conquistare sia la giuria tecnica sia quella popolare è stato il modenese Simone Beghi, premiato dal sindaco Robertino Paoloni. Secondo posto per il marchigiano Simone Sanseverinati, premiato da Renata Morresi, mentre al terzo posto si è classificata la teramana Giuseppina Michini, premiata dalla responsabile di BiblioLoro Chiara Mochi.
Un risultato che conferma la capacità del premio di intercettare nuove voci e valorizzare talenti provenienti da tutta la penisola.
Come da tradizione, i testi dei dieci finalisti hanno ispirato altrettanti artisti che hanno realizzato dieci tele esposte nel foyer del teatro la sera stessa. Un dialogo tra parola e immagine che rappresenta uno dei tratti distintivi di Poesia di Strada.
Nato nel 1998 a Colmurano, il premio è stato ospitato negli anni anche a Macerata, Tolentino e Pollenza, prima di approdare a Loro Piceno. In ventotto edizioni ha coinvolto 5.755 autori provenienti da tutte le regioni italiane e da numerosi Paesi esteri, dall’Europa alle Americhe, fino al Medio Oriente.
Dal 2011, inoltre, sessanta tele ispirate al premio sono visibili in realtà aumentata lungo le mura di Macerata, grazie alla collaborazione con la professoressa Giuliana Guazzaroni. Un’esperienza che ha attirato l’attenzione internazionale ed è stata raccontata anche dal romanziere e saggista Bruce Sterling sulle pagine di Wired America.
Oggi Poesia di Strada è presente anche nelle principali rassegne culturali italiane, dal Salone del Libro di Torino a BookCity Milano, consolidando un percorso che unisce territorio, innovazione e respiro internazionale.
Si è svolta ieri,17 febbraio, la prima edizione del "Carnevale on the road", l’evento a tema circo che ha animato le vie del centro storico di Castelraimondo. Il carro di Carnevale ha sfilato lungo Corso Italia e Piazza Dante lanciando una miriade di coriandoli colorati per il divertimento di grandi e piccini. Trampolieri e vivaci pagliacci hanno animato un pomeriggio di grande divertimento: un successo straordinario e inaspettato, confermato da una grande risposta del pubblico.
Numerosi sono stati i bambini con le loro famiglie, i cittadini e i curiosi di ogni età che hanno partecipato alla prima edizione del "Carnevale on the road". Un risultato che conferma ancora una volta l’importanza degli eventi di comunità: momenti preziosi di condivisione, divertimento e spensieratezza.
Un ringraziamento particolare va a tutti gli artisti che hanno contribuito al successo della manifestazione: il centro studi Joy Dance con le sue coreografie sempre ben curate; i giocolieri, gli equilibristi e gli acrobati del Circo Tachimiri con i loro straordinari numeri; Matteo Romaldini per la musica e l’animazione per bambini.
L'amministrazione comunale esprime sincera soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa, che rappresenta un importante momento di aggregazione e valorizzazione del territorio. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e collaborato a più livelli alla realizzazione di questo splendido evento! Castelraimondo continua a vivere di energia, entusiasmo e comunità.
In attesa di salire sul palco dell’Ariston per la 76ª edizione del Festival di Sanremo con il brano “Stupida sfortuna”, Fulminacci annuncia oggi "Fulminacci all'Aperto", un ciclo di dieci speciali appuntamenti live che lo vedranno protagonista dei festival estivi italiani. Tra le date già confermate c’è anche il NoSoundFest di Servigliano, dove il cantautore romano si esibirà il 28 giugno, quarta tappa del suo tour.
Il prossimo 13 marzo uscirà inoltre il nuovo album di Fulminacci, "Calcinacci", un lavoro atteso dai fan e che promette di portare sui palchi italiani le sonorità e i testi ironici e riflessivi che hanno caratterizzato la carriera dell’artista. Con questa nuova serie di concerti all’aperto, Fulminacci conferma la sua capacità di unire musica d’autore e atmosfere festival, offrendo al pubblico un’esperienza dal vivo intensa e coinvolgente.
Il NoSoundFest di Servigliano rappresenta quindi una tappa imperdibile per tutti gli appassionati della scena musicale italiana e per chi vuole ascoltare le nuove canzoni di Fulminacci in anteprima estiva.
MACERATA - Il 9 febbraio 2026, Gina Cesanelli ha raggiunto un traguardo straordinario: i 100 anni. Parenti e amici si sono radunati nella sua abitazione per celebrare una vita lunga, segnata dalla semplicità e dall’impegno quotidiano.
La cerimonia è stata suggellata dalla benedizione di don Pierandrea, parroco di Santa Croce, che ha ricordato i due anziani esemplari del Vangelo, Simeone e Anna, simboli di saggezza e fedeltà. Il sindaco Sandro Parcaroli ha consegnato a Gina una targa ricordo, portando gli auguri dell’Amministrazione comunale “per il raggiungimento del mirabile traguardo”.
Gina Cesanelli ha vissuto un’infanzia difficile, segnata dalla perdita dei genitori e dalle ristrettezze del primo dopoguerra. Cresciuta nella fatica, ha lavorato presso la fornace Bartoloni, storica realtà produttiva che ha dato occupazione a molti cittadini.
Il matrimonio con Attilio Ortenzi, vedovo con quattro figli, le ha donato una bella e grande famiglia. Gina ha condiviso con lui molti anni di vita, fino alla sua scomparsa, e successivamente ha continuato a vivere circondata dall’affetto dei nipoti, dei figli di Attilio e dalla fedele badante Costanza.
Un secolo di vita, dunque, trascorso con dedizione alla famiglia, lavoro e fede, un traguardo che la comunità di Macerata ha voluto festeggiare con affetto e riconoscenza.
Ci sono legami che il tempo non può scalfire, specialmente quelli nati tra i polverosi campetti degli oratori e le navate di una chiesa che è stata una seconda casa. È il caso dello storico gruppo dei ragazzi dei frati Cappuccini degli anni ’80, che domenica scorsa si sono ritrovati per una giornata carica di ricordi e commozione dopo decenni di lontananza.
Circa 70 tra ragazzi e ragazze, oggi uomini e donne, si sono dati appuntamento per celebrare una giovinezza trascorsa all'ombra della chiesa del SS. Sacramento. Sono cresciuti insieme, condividendo i pomeriggi in oratorio e le sfide al campetto, sempre sotto lo sguardo attento e premuroso dei frati che hanno segnato quell'epoca: figure indimenticabili come padre Dino Mascioni, padre Fernando Teodori, padre Benedetto Giacobbi, padre Giuliano Viabile e padre Ambrogio Pasqualini.
L'evento, che ha richiesto un grande sforzo organizzativo per rintracciare tutti i componenti del gruppo, è stato promosso con successo da Francesca Lorenzini e Andrea Garbuglia, definiti dagli stessi partecipanti "fenomenali" per la capacità di ricucire le fila di una storia lunga quarant'anni.
La rimpatriata si è svolta domenica 8 febbraio presso l'Osteria Agnese di Macerata. Tra un piatto e l'altro, lo staff del locale ha ospitato il numeroso gruppo in un clima di grande festa, facendo da cornice a racconti, risate e all'immancabile foto di rito che sancisce una promessa: non lasciarsi più scappare per così tanto tempo.
Il mondo del giornalismo e della cultura piange la scomparsa di Mimmo Liguoro, firma storica della Rai e saggista di raffinata sensibilità. Un lutto che tocca da vicino la città di Tolentino: il Miumor (Museo Internazionale dell’Umorismo) e la Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte hanno voluto ricordare con profonda commozione il professionista che, con la sua penna e il suo intelletto, ha saputo codificare l'identità artistica del territorio.
Il nome di Liguoro resterà per sempre legato a una delle pubblicazioni più significative della storia culturale tolentinante. Nel 2001, in occasione del rinnovo dell'assetto espositivo dell'allora Museo della Caricatura, l’Amministrazione comunale (guidata dal sindaco Giuseppe Foglia con gli assessori Aldo Passarini e Giancarlo Caporicci) affidò a lui, insieme a Massimiliano Melilli e a Melanton (Antonio Mele), la realizzazione di un volume che valorizzasse l'immenso patrimonio del Museo.
Da quell'incarico nacque "La Civiltà del Sorriso" (edito da Giunti), un’opera pionieristica in Italia che traccia una storia critica della caricatura e della satira. Fu proprio Liguoro a coniare quella fortunata definizione, descrivendo Tolentino come un centro nevralgico di intelligenza e arte. Nel libro, il giornalista raccolse conversazioni sagaci con giganti della cultura e premi Nobel come José Saramago, Luis Sepúlveda, Margherita Hack, Moni Ovadia e Achille Bonito Oliva, indagando il ruolo dell'umorismo nella società.
Nato professionalmente all'agenzia Adnkronos e cresciuto nelle redazioni de Il Giornale di Calabria e L’Occhio di Maurizio Costanzo, Liguoro è stato per decenni un volto familiare per milioni di italiani. È stato caporedattore e conduttore del Tg2 (dal 1982 al 1995) e del Tg3 (fino al 2006), curando rubriche storiche come Pegaso, Gulliver e le pagine culturali delle testate nazionali.
Oltre alla televisione, Liguoro è stato un grande cultore della canzone napoletana e un docente stimato presso la Scuola di Giornalismo di Salerno, trasmettendo a intere generazioni la teoria e la tecnica del linguaggio televisivo.
Dal Miumor lo ricordano non solo come un serio professionista, ma come un uomo di straordinaria cultura che vedeva nel sorriso un atto di resistenza. Come lui stesso scrisse nel volume dedicato a Tolentino: "Il sorriso è sempre un segno distintivo di intelligenza e di coraggio, di speranza e di energia positiva".
Con la sua scomparsa, Tolentino perde un "ambasciatore" d'eccezione, un uomo che ha saputo leggere tra le righe delle caricature conservate al Miumor per trovarvi l'anima più profonda dell'essere umano.
È stato pubblicato ieri il bando di manifestazione di interesse per l’avvio dei lavori di ristrutturazione dell’edificio dell’ex Banca Marche, destinato a ospitare la nuova sede della Biblioteca Valentiniana. Si tratta di un intervento di grande rilievo nell’ambito della ricostruzione pubblica della città di Camerino, che entrerà nel vivo nel corso del 2026, anno indicato dall’Amministrazione comunale come decisivo per il rilancio delle opere pubbliche nel centro storico. L’avvio della procedura segna dunque un momento cruciale nel processo di ricostruzione, restituendo centralità a uno spazio simbolo della rinascita cittadina.
L’avviso pubblico prevede l’avvio di un’indagine di mercato, finalizzata ad individuare dieci imprese da invitare alla successiva procedura negoziata per l’affidamento dei lavori relativi all'intervento in oggetto, sulla base del progetto esecutivo approvato lo scorso 11 febbraio.
“Parliamo di uno degli interventi più importante, anche sotto il profilo economico – dichiara il sindaco Roberto Lucarelli – perché l’intervento è passato da una previsione iniziale di due milioni e mezzo a un investimento complessivo di sette milioni e centomila euro. Con la pubblicazione di questo avviso prende ufficialmente avvio quella che possiamo definire la prima vera grande opera pubblica nel centro storico. È un passo significativo per la ricostruzione pubblica della città di Camerino e per il percorso di rilancio che abbiamo tracciato per il 2026, anno che sarà centrale per vedere concretamente partire e svilupparsi interventi fondamentali per la comunità”.