Un drammatico episodio di violenza domestica si è concluso in tragedia. Una donna è stata ferocemente aggredita dal figlio ventenne e ora è ricoverata in coma farmacologico. Dopo l’assalto, il giovane si è allontanato dall’abitazione facendo perdere le proprie tracce: le ricerche si concentrano nelle acque del porto di Civitanova, dove le telecamere di sorveglianza lo hanno immortalato mentre si dirigeva verso il mare.
Il ragazzo, residente a Pollenza, nella serata di ieri, poco dopo cena, ha lasciato la casa in cui vive con i genitori e ha raggiunto il molo di Civitanova. In base alle prime ricostruzioni, potrebbe essersi gettato in acqua senza più riemergere.
Le operazioni di ricerca non si sono interrotte nemmeno durante la notte. A quasi 24 ore dai fatti, i carabinieri stanno lavorando per ricostruire con precisione l’accaduto. Tutto sarebbe iniziato all’interno dell’abitazione, mentre il giovane si trovava con la madre e il padre era momentaneamente uscito a fumare. Per cause ancora da chiarire, in pochi minuti il ventenne — descritto come un ragazzo senza particolari problemi e che aveva recentemente trovato lavoro — avrebbe colpito la madre con ripetuti pugni al volto e alla testa, facendole perdere conoscenza.
Al rientro in casa, il padre ha trovato la moglie priva di sensi nel bagno e ha subito chiamato i soccorsi. Nel frattempo, il giovane si è allontanato in auto, lasciando però il cellulare in casa.
La donna è stata trasferita d’urgenza al pronto soccorso di Macerata, dove i medici hanno riscontrato una frattura della mascella causata dai colpi subiti. È stata sedata e mantenuta in coma farmacologico, ma non sarebbe in pericolo di vita.
Del ventenne non si è saputo più nulla fino al pomeriggio di oggi, quando i carabinieri hanno rintracciato la sua auto nel parcheggio del porto di Civitanova. L’analisi delle immagini di videosorveglianza, condotta insieme alla Capitaneria di porto, ha permesso di ricostruire gli ultimi spostamenti: il giovane si dirige verso un motopontone, si avvicina all’imbarcazione e poi scompare dall’inquadratura. L’ipotesi è che si sia gettato in mare. Le indagini sono coordinate dal Enrico Riccioni, pubblico ministero.
Le ricerche sono partite intorno alle 15, con mezzi navali della Capitaneria e squadre dei vigili del fuoco, supportate da droni e sommozzatori impegnati a scandagliare l’area. Al momento non è emersa alcuna traccia del giovane. Il padre è rimasto per tutto il pomeriggio sulla banchina, seguendo con apprensione le operazioni delle forze dell’ordine.
Un drammatico episodio di violenza domestica si è concluso in tragedia. Una donna è stata ferocemente aggredita dal figlio ventenne e ora è ricoverata in coma farmacologico. Dopo l’assalto, il giovane si è allontanato dall’abitazione facendo perdere le proprie tracce: le ricerche si concentrano nelle acque del porto di Civitanova, dove le telecamere di sorveglianza lo hanno immortalato mentre si dirigeva verso il mare.
Il ragazzo, residente a Pollenza, nella serata di ieri, poco dopo cena, ha lasciato la casa in cui vive con i genitori e ha raggiunto il molo di Civitanova. In base alle prime ricostruzioni, potrebbe essersi gettato in acqua senza più riemergere.
Le operazioni di ricerca non si sono interrotte nemmeno durante la notte. A quasi 24 ore dai fatti, i carabinieri stanno lavorando per ricostruire con precisione l’accaduto. Tutto sarebbe iniziato all’interno dell’abitazione, mentre il giovane si trovava con la madre e il padre era momentaneamente uscito a fumare. Per cause ancora da chiarire, in pochi minuti il ventenne — descritto come un ragazzo senza particolari problemi e che aveva recentemente trovato lavoro — avrebbe colpito la madre con ripetuti pugni al volto e alla testa, facendole perdere conoscenza.
Al rientro in casa, il padre ha trovato la moglie priva di sensi nel bagno e ha subito chiamato i soccorsi. Nel frattempo, il giovane si è allontanato in auto, lasciando però il cellulare in casa.
La donna è stata trasferita d’urgenza al pronto soccorso di Macerata, dove i medici hanno riscontrato una frattura della mascella causata dai colpi subiti. È stata sedata e mantenuta in coma farmacologico, ma non sarebbe in pericolo di vita.
Del ventenne non si è saputo più nulla fino al pomeriggio di oggi, quando i carabinieri hanno rintracciato la sua auto nel parcheggio del porto di Civitanova. L’analisi delle immagini di videosorveglianza, condotta insieme alla Capitaneria di porto, ha permesso di ricostruire gli ultimi spostamenti: il giovane si dirige verso un motopontone, si avvicina all’imbarcazione e poi scompare dall’inquadratura. L’ipotesi è che si sia gettato in mare. Le indagini sono coordinate dal Enrico Riccioni, pubblico ministero.
Le ricerche sono partite intorno alle 15, con mezzi navali della Capitaneria e squadre dei vigili del fuoco, supportate da droni e sommozzatori impegnati a scandagliare l’area. Al momento non è emersa alcuna traccia del giovane. Il padre è rimasto per tutto il pomeriggio sulla banchina, seguendo con apprensione le operazioni delle forze dell’ordine.
Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso una persona mentre si getta in mare nella zona del porto. È accaduto nella notte di ieri. Da oggi, sono scattate le ricerche.
Secondo quanto ricostruito, l’occhio elettronico avrebbe immortalato una persona, al momento non identificata, tuffarsi nelle acque gelide nei pressi dell’area portuale. Dalle immagini risulterebbe una sola riemersione, prima della scomparsa tra le onde.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, la Capitaneria di porto con i sommozzatori, i carabinieri e la polizia, che stanno coordinando le operazioni di ricerca via mare e lungo il litorale.
Non si esclude un possibile collegamento con la scomparsa di un giovane di 20 anni di Pollenza, avvenuta nella serata di ieri. L’auto del ragazzo è stata infatti ritrovata parcheggiata proprio nei pressi della zona portuale. Al momento, tuttavia, non vi sono conferme ufficiali su un legame tra i due episodi.
Le ricerche proseguono senza sosta, mentre le forze dell’ordine stanno analizzando le immagini e raccogliendo elementi utili per chiarire la dinamica dei fatti.
I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Macerata hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino albanese di 24 anni, senza fissa dimora, ritenuto responsabile di furto in abitazione in concorso e ricettazione. Il provvedimento, emesso dall’Ufficio GIP/GUP del Tribunale di Macerata, è il risultato di una serrata attività d’indagine condotta dai militari dell’Arma, che hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico del giovane, già detenuto presso la Casa Circondariale di Ancona per altra causa.
Le indagini hanno ricostruito due episodi criminosi verificatisi il 7 dicembre 2025 nel territorio di Macerata. Nel primo caso, il 24enne, insieme ad altri complici ancora in corso di identificazione, ha commesso un furto in abitazione ai danni di una donna di 58 anni, asportando 850 euro in contanti e 32 tra oggetti e monili in oro.
Nel secondo episodio, il giovane è stato ritenuto responsabile di ricettazione: è stato trovato in possesso di 26 oggetti in argento, del valore stimato di circa 5.000 euro, provento di un furto messo a segno lo stesso giorno ai danni di un 37enne di Macerata, dal quale erano stati sottratti anche 500 euro in contanti. Grazie all’intervento tempestivo dei Carabinieri, l’intera refurtiva in argento è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario.
L’ordinanza cautelare conferma la piena validità dell’impianto accusatorio costruito dai Carabinieri, che proseguono ora le indagini per identificare gli altri membri della banda.
LORO PICENO – È ufficiale la candidatura di Robertino Paoloni alla presidenza della Provincia di Macerata in vista delle elezioni del 15 marzo 2026. L’attuale sindaco di Loro Piceno ha annunciato la decisione di scendere in campo con l’obiettivo dichiarato di rilanciare il ruolo dell’Ente provinciale e rafforzare la collaborazione tra i Comuni del territorio.
«Ho deciso di accettare questa sfida con spirito di servizio e un obiettivo chiaro: rendere la Provincia la Casa dei Comuni», ha dichiarato Paoloni, sottolineando come la sua candidatura nasca anche dalla sollecitazione di diversi sindaci e amministratori locali.
Al centro del programma, la volontà di restituire centralità alle funzioni strategiche dell’Ente: pianificazione territoriale, viabilità e manutenzione stradale, edilizia scolastica, tutela ambientale e gestione della risorsa idrica. «È fondamentale – ha aggiunto – che la Provincia torni a essere un punto di riferimento tecnico e politico autorevole per tutti gli amministratori, senza distinzione di colore politico, così da garantire servizi efficienti ai cittadini».
Tra i temi indicati come prioritari figurano la questione idrica, la gestione dei rifiuti e il potenziamento dell’Ufficio Ambiente, oltre agli interventi sull’edilizia scolastica. Paoloni richiama la necessità di affrontare nodi rimasti irrisolti negli ultimi anni e di farlo attraverso un confronto costante con i sindaci del territorio.
«Ogni decisione – ha spiegato – deve partire da una domanda semplice: porterà un beneficio concreto ai nostri cittadini? Solo con un ascolto reale e continuo si possono raggiungere risultati duraturi. Ci attende un lavoro impegnativo, ma l’obiettivo è consegnare una Provincia più forte, più funzionale e più aggregante».
Paoloni definisce la propria come una candidatura sostenuta dagli amministratori locali e "ispirata a una visione inclusiva dell’Ente provinciale, capace di rappresentare in modo equilibrato centri urbani, aree interne, zone montane e realtà costiere".
L’appuntamento con le urne è fissato per il 15 marzo 2026, quando i sindaci e i consiglieri comunali del territorio saranno chiamati a eleggere il nuovo presidente della Provincia.
È ufficiale: il Centrodestra ha individuato in Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina, il proprio candidato alla presidenza della Provincia di Macerata. La decisione è arrivata nelle scorse ore al termine di una riunione a cui hanno partecipato tutti i partiti della coalizione – Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Unione di Centro e Noi Moderati – insieme ai movimenti civici di sostegno a livello provinciale e ai sindaci esponenti della coalizione.
La scelta di Gentilucci, che attualmente ricopre anche il ruolo di presidente dell’AATO 3 e di Presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino, è stata approvata all’unanimità. I partecipanti hanno sottolineato la sua comprovata esperienza e le competenze in molteplici ambiti strategici per il futuro della Provincia, ritenendo la sua figura adatta a guidare la coalizione verso la prossima tornata elettorale.
Il Centrodestra si presenta così unito e compatto con l’obiettivo di continuare il percorso di buon governo per la Provincia di Macerata. La candidatura di Gentilucci segna l’inizio della sfida elettorale con Robertino Paoloni, sindaco di Loro Piceno, che ha ufficializzato in queste ore la propria discesa in campo.
I partiti della coalizione, insieme ai movimenti civici e ai sindaci sostenitori, hanno espresso piena fiducia nel progetto, confermando "la volontà di portare avanti un programma orientato alla valorizzazione del territorio, alla gestione efficiente dei servizi e al dialogo costante con i Comuni". La campagna elettorale si preannuncia quindi intensa, con due candidati fortemente radicati nel territorio e con esperienze amministrative consolidate a contendersi la guida della Provincia di Macerata.
I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Civitanova Marche hanno denunciato in stato di libertà un 37enne italiano residente a Montecosaro, già noto alle forze dell’ordine, per furto aggravato di un ciclomotore e ricettazione di un telefono cellulare.
Il fatto risale alla notte tra il 16 e il 17 febbraio, quando l’uomo ha rubato un ciclomotore parcheggiato su strada pubblica a Montecosaro, dirigendosi verso Civitanova Marche. Convinto che il gesto passasse inosservato, è stato subito intercettato grazie all’intervento dei Carabinieri, allertati al numero di emergenza 112. Il giovane è stato rintracciato e bloccato in una via limitrofa a Piazza XX Settembre, dove aveva parcheggiato il ciclomotore.
Accompagnato in caserma per le formalità di rito, il 37enne è stato trovato in possesso di un telefono cellulare, la cui provenienza non ha saputo giustificare. Gli accertamenti dei militari hanno permesso di stabilire che il dispositivo era stato rubato a una donna di Civitanova Marche.
Per l’uomo è scattata quindi la denuncia in stato di libertà per furto aggravato del ciclomotore, restituito al legittimo proprietario, e per la ricettazione del telefono cellulare, anch’esso recuperato e restituito alla vittima.
Due persone, un uomo e una donna di circa 35-40 anni, sono state trovate morte questa mattina all’interno di una tenda vicino al cimitero civico di Borgo Solestà, lungo il fiume Tronto, ad Ascoli Piceno. A dare l’allarme è stata una delle persone senza fissa dimora che vive nella zona.
Sul posto sono intervenute diverse ambulanze del 118, i vigili del fuoco, agenti della Questura e carabinieri, mentre la zona è stata transennata e interdetta al transito.
Secondo i primi accertamenti compiuti dal medico legale, non risultano segni di violenza sui corpi. L’ipotesi più probabile al momento è che i decessi siano stati causati dalle esalazioni di una stufetta presente all’interno della tenda, utilizzata per riscaldarsi. Non si escludono altre cause legate a precedenti problemi di salute della coppia.
All’interno della tenda era presente anche un cane, rimasto vicino alla coppia per diverse ore e trovato vivo.
Il magistrato di turno e il medico legale dell’Azienda Sanitaria Territoriale (AST) di Ascoli hanno supervisionato la scena e a breve sarà autorizzata la rimozione dei cadaveri, trasferiti presso l’obitorio dell’ospedale Mazzoni. Nei prossimi giorni sarà eseguita l’autopsia, che chiarirà definitivamente le cause dei decessi.
Le indagini sono condotte dalla squadra mobile di Ascoli, con il supporto del reparto scientifico della Questura.
(Foto Ansa)
A due mesi dai fatti, la Polizia Locale ha individuato i presunti responsabili dell’incendio di tre cassonetti avvenuto nella notte di Capodanno nel quartiere Brecce Bianche. Il rogo, appiccato nel sottopasso di piazza Salvo D’Acquisto, aveva provocato anche il danneggiamento della rete elettrica che alimenta il Centro per l’Impiego della zona.
Le indagini, condotte dalla squadra antidegrado della Polizia Locale di Ancona, si sono protratte per circa due mesi e hanno portato all’identificazione di cinque ragazzi, quattro dei quali minorenni. Un quinto giovane sarebbe ancora in fase di identificazione. Si tratta, in prevalenza, di residenti nel quartiere.
Gli agenti, coordinati dal comandante Marco Ivano Caglioti, avevano effettuato un sopralluogo immediato e acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nell’area. Dalle immagini è emerso che un gruppo composto da circa 15-20 giovani si era radunato nella piazza per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Alcuni di loro avrebbero trascinato i cassonetti nel sottopasso, svuotandoli e dando poi fuoco al materiale.
Le fiamme si erano propagate fino ai cavi elettrici, causando un’interruzione della fornitura di energia e danni stimati intorno ai 10mila euro.
Il movente non è ancora stato chiarito, ma l’episodio sembrerebbe riconducibile a un gesto goliardico degenerato in vandalismo. I giovani individuati dovranno ora rispondere delle ipotesi di danneggiamento e delle conseguenze legate all’interruzione del servizio elettrico, oltre che del danno ambientale provocato dall’incendio.
L’episodio aveva suscitato forte preoccupazione tra i residenti del quartiere, sia per i danni arrecati sia per i rischi legati alla propagazione del fuoco in un’area pubblica.
Un centro storico gremito, famiglie con bambini e tanti curiosi hanno fatto da cornice, sabato 21 febbraio, al Capodanno Cinese 2026 che ha portato nel cuore della città l’energia e i simboli dell’Anno del Cavallo.
Il pomeriggio si è aperto alle 15.30 con il tradizionale corteo partito da Piazza Annessione. Tamburi, draghi danzanti e costumi dai colori accesi hanno attraversato le vie del centro storico attirando l’attenzione dei passanti e accompagnando la sfilata fino a Piazza Mazzini. Un serpentone festoso che ha trasformato per un’ora il cuore cittadino in uno scenario orientale, tra rosso e oro, simboli di fortuna e prosperità.
Dalle 16.30 alle 20 la piazza si è poi trasformata nella “Città Cinese”, con stand, animazioni e spettacoli pensati per tutte le età. Non sono mancate le specialità gastronomiche – tra cui i tradizionali ravioli al vapore – insieme a esibizioni artistiche, momenti musicali e performance che hanno coinvolto il pubblico.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Macerata Cultura, ha richiamato numerosi cittadini, confermando l’interesse per un appuntamento che negli anni è diventato un momento di incontro e condivisione tra culture diverse.
Per un pomeriggio Piazza Mazzini si è riempita di lanterne, sorrisi e curiosità, regalando alla città un’atmosfera vivace e partecipata che ha animato il centro storico fino alle prime ore della sera.
TOLENTINO – La Giunta comunale ha approvato un atto di indirizzo per l’istituzione di un fondo destinato al sostegno delle attività produttive che continuano a risentire delle conseguenze del sisma del 2016 e della lunga fase di ricostruzione.
Il provvedimento, inserito nel bilancio di previsione 2026-2028 in corso di approvazione, prevede uno stanziamento complessivo di 100mila euro a favore degli operatori economici con sede nel territorio comunale.
Le attività del centro storico e delle aree limitrofe convivono ancora con cantieri aperti, modifiche alla viabilità e una riduzione dei flussi di clientela. Una situazione che, secondo l’Amministrazione, rende necessario un intervento mirato per sostenere chi ha scelto di proseguire la propria attività in città nonostante le difficoltà.
Il percorso che ha portato alla delibera è stato avviato nel 2025 attraverso un confronto con associazioni di categoria ed esercenti, dai quali è emersa l’esigenza di uno strumento strutturato e trasparente.
"Il bando, che sarà predisposto dal Servizio SUAP e pubblicato nelle prossime settimane, definirà criteri di accesso improntati a imparzialità e trasparenza, con particolare attenzione alle situazioni di maggiore difficoltà economica legate agli effetti del sisma e ai disagi connessi alla ricostruzione". spiega Il Comune.
L’obiettivo dell’iniziativa è fornire un sostegno concreto al tessuto economico locale, considerato elemento centrale per la ripresa della città, inserendo il fondo in una strategia più ampia di rilancio e accompagnamento verso una ripartenza stabile e duratura.
Un colpo di scena dopo l'altro nella corsa alla presidenza della Provincia di Ancona, con ripercussioni che interessano l’intero scacchiere politico regionale. A soli due giorni dal video-sfogo con cui annunciava il ritiro della candidatura denunciando "logiche di potere e tavoli di spartizione", Luca Paolorossi viene ufficialmente richiamato in pista dai vertici della coalizione.
In una nota congiunta diffusa oggi, i segretari provinciali di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno ufficializzato la convergenza sul nome del sindaco di Filottrano. Un annuncio che arriva al termine di ore frenetiche di trattative, volte a ricucire uno strappo che rischiava di minare la stabilità del centrodestra non solo ad Ancona, ma anche nelle vicine province di Macerata, Fermo e Ascoli.
"I rappresentanti provinciali del centrodestra hanno individuato in Luca Paolorossi la figura più forte per guidare la Provincia - dichiarano Elena Campagnolo (Lega), Carlo Ciccioli (FdI) e Gianluigi Tombolini (Forza Italia) -. La scelta rappresenta la sintesi di un percorso fondato su responsabilità e coesione. La coalizione è pronta ad assumersi con determinazione questo impegno".
L’attenzione si sposta ora tutta sul primo cittadino filottranese. Solo 48 ore fa, Paolorossi era stato durissimo, attaccando i "tavoli regionali" e chiamando in causa direttamente il governatore Acquaroli con un laconico: "Non mi candido, sono affari vostri".
Il comunicato dei segretari provinciali sembra voler rispondere punto su punto alle lamentele del sindaco, parlando di "maturità politica della coalizione" e di "volontà di anteporre il bene del territorio a qualsiasi altra considerazione". Di fatto, i partiti hanno "ripulito" il tavolo dalle tensioni, offrendo a Paolorossi la leadership unitaria che lui stesso lamentava mancasse.
La partita di Ancona resta strettamente legata ai destini delle altre amministrazioni provinciali marchigiane. Resta da capire se Paolorossi accetterà questo "nuovo" mandato o se le ferite aperte nei giorni scorsi siano troppo profonde per essere sanate da una nota stampa.
Si infiamma lo scontro politico sull'Intervalliva San Severino-Tolentino. Dopo le dichiarazioni della consigliera pentastellata Marta Ruggeri (leggi qui), che aveva parlato di "rischio truffa politica" e costi fuori controllo, arriva la replica di Silvia Luconi, consigliera regionale tolentinate del gruppo Fratelli d'Italia. L’esponente del partito di Giorgia Meloni non usa giri di parole contestando punto per punto le tesi della collega pentastellata
Silvia Luconi apre la sua replica con un richiamo diretto alle responsabilità politiche del passato: "La consigliera Ruggeri dovrebbe scusarsi quando parla di truffa politica; dimostra di non avere sufficiente conoscenza del territorio, parlandone senza riferimenti precisi; dimostra di non avere anche sufficiente rispetto delle Istituzioni e dei tecnici che negli anni hanno lavorato e stanno lavorando a questa opera che il territorio chiede da sempre. Innanzitutto i primi chiarimenti dovrebbe andarli a chiedere a “casa sua” e al Senatore dell’epoca che rappresentava al Governo il Movimento Cinque Stelle e che si interessò in prima persona anche del cambio del tracciato".
Secondo la consigliera di Fratelli d'Italia, la Ruggeri dovrebbe scusarsi anche con le comunità locali perché "parla di temi che evidentemente non conosce abbastanza, minimizzando opere fondamentali per il territorio maceratese".
Il punto più tecnico del confronto riguarda la natura dei corsi d’acqua e la dimensione dei ponti previsti nel progetto. Luconi è netta nel difendere le scelte progettuali: "Mi spiego: se si riferisse al ponte di attraversamento del fiume Chienti di Tolentino che dovrebbe unire i Piani Bianchi al quartiere Buozzi, tengo ad informarla che l’opera servirebbe per migliorare la viabilità e la sicurezza della città tolentinate la quale concentra la maggior parte del traffico sul Ponte del Diavolo che è una struttura del 1268 sollecitata non più da carrozze e cavalli come appunto secoli fa, ma da mezzi ben più pesanti e numerosi. Non solo migliorerebbe la viabilità di Tolentino, ma anche del traffico presente sulla SS77".
Sulla definizione del Chienti come "corso d'acqua di 7 metri", Luconi aggiunge: "Tengo a dire che, qualora non lo sapesse, è uno dei fiumi maggiori delle Marche, lungo circa 91 km". Stesso discorso per il versante settempedano: "Se si riferisse invece a San Severino, in riferimento alla prima parte del tracciato in prossimità del Fiume Potenza, sono stati sviluppati i relativi studi idrologici-idraulici che hanno imposto un determinato tipo di progettazione e un determinato tipo di struttura. Se la consigliera pensa che il progetto sia inutile firmi lei stessa la variante dello stesso sostituendosi agli ingegneri e architetti incaricati, assumendosene le responsabilità".
Oltre alla polemica, la consigliera di Fratelli d’Italia fornisce aggiornamenti sul futuro dell'opera, indicando un passaggio amministrativo ormai imminente: "Forse la consigliera non sa che per nei prossimi giorni è stato convocato il CDA della Quadrilatero con il quale si approverà il progetto definitivo che segnerà il passaggio fondamentale per l’impegno finanziario definitivo che precede il progetto esecutivo e tutte le fasi ancora successive".
Treia si conferma capofila regionale nell'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Si sono conclusi ufficialmente i lavori presso la Casa della Salute, rendendo il progetto treiese il primo tra quelli finanziati dal Pnrr a giungere a compimento in tutto il territorio marchigiano. Un risultato che segna un cambio di passo nella riorganizzazione dei servizi sanitari di prossimità, come sottolineato dal sindaco Franco Capponi durante l’incontro con il personale tecnico e sanitario dell'Azienda Sanitaria Territoriale.
L'intervento, finanziato per circa 2 milioni di euro, ha permesso di rinnovare i locali e installare nuovi macchinari al servizio dell'utenza. Al sopralluogo finale hanno preso parte i vertici dell'Ast 3 di Macerata, tra cui la direttrice dell'ufficio tecnico, l'ingegnere Fulvia Dini, il geometra Massimo Nerpiti, la dottoressa Giovanna Faccenda e il dottor Massimiliano Cannas.
Il sindaco Capponi ha sottolineato l’importanza dell’obiettivo raggiunto, ricordando l’impegno profuso dall’amministrazione nell’ottenimento delle autorizzazioni e nel mettere a disposizione gli spazi necessari a una rapida conclusione. "Siamo i primi a portare a termine l’intervento di realizzazione e potenziamento previsto nell’ambito della riorganizzazione dei servizi sanitari territoriali", ha dichiarato il primo cittadino, precisando che il percorso è stato seguito con attenzione per garantire al territorio un presidio moderno.
La Casa di Comunità e l’Ospedale di Comunità di Treia rappresentano già oggi un punto di riferimento della nuova organizzazione sanitaria che punta a curare i pazienti vicino casa. Le strutture sono punti di accesso di prossimità con team multidisciplinari per cure primarie e cronicità, dotate di circa 20 posti letto per pazienti a bassa intensità clinica.
Gli obiettivi principali riguardano la riduzione del sovraffollamento dei pronto soccorso, l'offerta di continuità assistenziale e la gestione delle malattie croniche. La rete si avvale di diagnostica di base, come spirometria ed ecografo, e della telemedicina per decongestionare gli ospedali per acuti agendo come un vero e proprio ponte.
La struttura di Treia si integra e si coordina con i reparti dei vari ospedali dell’Ast, costituendo un anello di congiunzione tra i professionisti delle cure primarie e gli altri operatori del sistema socio-sanitario regionale. Questa sinergia consente di rafforzare la rete dei servizi, rivolgendosi in modo particolare alla popolazione anziana, offrendo risposte sempre più efficaci ai bisogni di salute della comunità dei comuni del Distretto e spostando definitivamente il baricentro dell'assistenza dall'ospedale al territorio.
MACERATA - Spesso si parla di sanità attraverso numeri e statistiche, ma sono le storie di assistenza quotidiana a raccontare il vero volto degli ospedali del territorio. È il caso di una cittadina che, dopo due settimane trascorse accanto alla madre, ha voluto descrivere la sezione B del reparto di Medicina come un "ingranaggio perfetto", dove la competenza clinica si fonde con una profonda sensibilità. Una missione portata avanti quotidianamente da medici, infermieri e operatori che sanno guardare oltre la malattia per accogliere la fragilità dei pazienti anziani.
Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera di ringraziamento:
“Come figlia di una paziente anziana ricoverata da quindici giorni, ho potuto toccare con mano cosa significhi 'prendersi cura'. Il reparto di Medicina sez. B dell’ospedale di Macerata si è rivelato, in queste ultime due settimane, un ingranaggio perfetto dove medici, infermieri, OSS e personale delle pulizie collaborano per trasformare l'assistenza clinica in una missione di profonda umanità.
Desidero rivolgere un ringraziamento particolare alle figure che guidano questo reparto. La mia gratitudine va innanzitutto al Primario, Dott. Roberto Catalini, per la gestione esemplare del reparto. Un grazie di cuore alla Dottoressa Stefania Mancini, per la straordinaria professionalità e la capacità di entrare in empatia con noi familiari, e alla Coordinatrice, Dottoressa Flavia Fattore, il cui lavoro instancabile assicura che ogni esigenza trovi una risposta tempestiva.
Per un anziano, il ricovero è un momento di estrema fragilità; in questo contesto, la disponibilità di tutto il personale è stata la nostra forza. Gli infermieri e gli OSS non hanno mai fatto mancare un sorriso o una parola di conforto, lenendo lo smarrimento di mia madre e le mie preoccupazioni.
Un plauso va anche al personale delle pulizie: la loro presenza discreta garantisce l'igiene e il decoro necessari a rendere il reparto un luogo accogliente, dimostrando un rispetto profondo per la dignità dei pazienti.
Il merito più grande di questa squadra è non averci mai lasciate sole. La dedizione nel risolvere i disagi del ricovero e il supporto prezioso per organizzare le necessità del post-ricovero rappresentano un aiuto inestimabile, permettendoci di affrontare con più serenità il ritorno a casa.
A tutti voi, che lavorate con umiltà e spirito di servizio, va il mio più profondo ringraziamento. Siete la dimostrazione che la 'buona sanità' è fatta soprattutto di persone che mettono il cuore in ogni gesto".
Un secondo tempo rocambolesco regala all’Élite Tolentino il secondo successo consecutivo, imprimendo un’improvvisa accelerata in chiave salvezza. Di contro, il match ridimensiona drasticamente le ambizioni della Cluentina, protagonista di una prestazione a tratti imbarazzante, macchiata da troppi errori individuali, un atteggiamento di eccessiva sufficienza e un nervosismo ingiustificato.
Entrambe le formazioni si presentavano all'appuntamento reduci da un buon momento: i tolentinati, rinvigoriti dal pari di Appignano e dal successo sul Montecosaro, avevano appena abbandonato l'ultimo posto; i biancorossi di mister Gesuelli, forti della vittoria esterna di sabato scorso, sembravano aver messo distanza di sicurezza dalla zona play-out. Il verdetto del campo, però, rimescola tutto, in attesa della sfida tra Porto Potenza e Montemilone che potrebbe aggravare la posizione dei maceratesi.
La cronaca è densa sin dai primi minuti. Al 5’ una sventagliata di De Angelis costringe il portiere di casa, Amico, a un riflesso difficile in corner. Al 14’ vibrano le proteste ospiti per un presunto tocco di braccio di Montecchiari su conclusione del solito De Angelis, ma l'arbitro lascia correre. Al 22’ è un brivido a scuotere la Cluentina: Francesco Gesuelli colpisce male un cross avversario, disegnando una parabola beffarda che Amico neutralizza in due tempi.
I padroni di casa si scuotono al 28’: cross di Mancini e colpo di testa di Acquaviva che sfiora la traversa. Un minuto dopo, ancora Mancini impegna severamente Ajradinoski con una conclusione potente assistita da Ceesay. Al 35’ la Cluentina costruisce l'azione più bella del match: Gesuelli, Mancini e Ceesay dialogano nello stretto liberando Di Marino, il cui tiro viene deviato in angolo dal portiere ospite. Prima dell'intervallo c'è spazio per un'ultima emozione: una punizione diretta di Mancini sembra destinata al sacco, ma Ajradinoski si supera deviando con la punta delle dita.
Nonostante l'equilibrio, appare chiaro che l’Élite Tolentino sia una squadra rigenerata: la cura di mister Maurizio Mattoni, subentrato a novembre, ha dato ai cremisi un’anima e un’identità tattica precisa. Il secondo tempo si apre con un ritmo forsennato. Dopo appena un minuto, il direttore di gara Paoletti sanziona una trattenuta di Pagliarini su Suwareh con il calcio di rigore. Lo stesso attaccante va sul dischetto, ma Amico intuisce e respinge distendendosi sulla sinistra. Il sollievo locale dura solo due minuti: nuovo duello tra i due, altro intervento falloso di Pagliarini in tackle e nuovo penalty. Stavolta Suwareh non sbaglia: 0-1. Al 55’ l’inerzia sembra cambiare: Aringoli commette fallo su Menghini, rimedia il secondo giallo e lascia l’Élite in dieci. La Cluentina ne approfitta subito: al 62’ Acquaviva è lesto a intercettare un corto retropassaggio di testa di Paparoni verso il proprio portiere, siglando il pareggio di rapina. Al 66’ i biancorossi sfiorano il sorpasso con una splendida triangolazione tra Monteverde e Canuti, ma la conclusione di quest'ultimo è troppo debole.
Quando la gara sembra in discesa per la Cluentina, scocca l'ora della beffa. Al 68’ un filtrante di Salvatori pesca Suwareh, che approfitta dell’uscita avventata di Amico per firmare il raddoppio. Al 75’, il capolavoro che chiude i conti: Suwareh parte in contropiede sulla sinistra, resiste ai contrasti, vede Amico fuori dai pali e scavalca il portiere con una palombella millimetrica da oltre 35 metri. Mister Gesuelli tenta il tutto per tutto inserendo ogni attaccante a disposizione. Al 80’, il subentrato Cullhaj accorcia le distanze su assist di Canuti, ma è un fuoco di paglia. Al 90’, con la Cluentina tutta in avanti, Traore scappa via sulla fascia e serve a Valentini il pallone del definitivo 2-4. Nel finale concitato, Amico viene espulso per proteste; con i cambi esauriti, è il difensore Pieristè a dover indossare i guanti per gli ultimi istanti di gara.
Amareggiato mister Gesuelli: “È stata una gara surreale, difficile anche da commentare. Nel primo tempo abbiamo giocato bene, creando occasioni per indirizzare il match. Poi, nella ripresa, è successo di tutto e ogni episodio ci ha girato contro. Lunedì analizzeremo il blackout per capire come ripartire subito.”
Il presidente Marcolini è deluso e arrabbiato: “Non mi è piaciuto affatto l’atteggiamento. Dobbiamo fare tutti mea culpa senza cercare scuse negli arbitraggi, che a mio avviso sono stati corretti. In settimana parlerò alla squadra: certe prestazioni non sono accettabili.”
Un'ottima VR Macerata supera anche la United Civitanova infilando la quarta vittoria consecutiva senza incassare gol: una prova corale dei ragazzi di mister Moretti che, contro un avversario forte e in gran forma, vanno in vantaggio e gestiscono la partita senza rischiare troppo in difesa.
Partita che inizia su ritmi alti con Canesin che, dopo 5 minuti, è già davanti a Puentes Cruz. L'attaccante vigorino salta il portiere ospite ma si scontra con Cruciani, che rimane a terra infortunato e Canesin, con grande Fair play, decide di fermarsi.
La United ci prova con il capocannoniere del campionato Iesari, ma Benfatto e Intermesoli non gli concedono lo spazio per essere pericoloso.
Il gol partita è opera di Matteo Romagnoli, che al 20' in girata al volo gonfia la rete su una spizzata di Danchivsky. Poi i maceratesi difendono con ordine fino a fine primo tempo. Nella ripresa Renzi crossa per Iesari che, ostacolato da Intermesoli, mette alto di testa.
È questa l'unica palla gol concessa ai rivieraschi, che non riusciranno a trovare la via del pari.
I padroni di casa gestiscono la partita con personalità e compattezza conquistando tre punti fondamentali per la lotta playoff.
Undicesima vittoria stagionale per la VR Macerata, che blinda il quarto posto salendo a 38 punti. Si ferma la UTD Civitanova, che invece incappa nell'ottavo stop del campionato.
Bilanci da record per i principali istituti di credito italiani e una pronuncia europea destinata a incidere sul rapporto tra banche e clienti. È questo il quadro delineato da Giuseppe Tosoni, presidente dell'associazione Tutela Impresa, che evidenzia le profonde differenze tra l’andamento del sistema bancario e quello del tessuto produttivo italiano.
I numeri confermano la solidità del settore. Intesa Sanpaolo, UniCredit, Monte dei Paschi di Siena, Bper Banca, Banco BPM e Credem hanno chiuso il 2025 con utili complessivi pari a 27,74 miliardi di euro, in crescita del 16,2% rispetto ai 23,86 miliardi dell’anno precedente.
Nel dettaglio, i primi cinque gruppi hanno registrato utili record per oltre 27,8 miliardi (+10,6% sul 2024), con un Roe del 14,7%. La flessione del margine di interesse (-5,1%) è stata compensata dall’aumento delle commissioni (+6%) e delle attività assicurative (+17,1%), che oggi rappresentano circa il 39% dei ricavi, un dato superiore alla media europea. Risultati che hanno sostenuto anche le quotazioni in Borsa, consolidando una redditività ormai strutturale.
In questo contesto di rafforzamento patrimoniale, si inserisce anche la sentenza del 12 febbraio 2026 (causa C-471/24) della Corte di giustizia dell'Unione europea.
La terza sezione ha chiarito che il diritto europeo non impone alle banche di fornire spiegazioni tecniche approfondite sul metodo di calcolo degli indici di riferimento nei contratti. Gli obblighi informativi gravano principalmente sul soggetto che elabora l’indice, il quale deve rendere accessibili gli elementi essenziali del metodo adottato. Le banche possono limitarsi a rinviare a tali informazioni, senza doverle riprodurre analiticamente nei contratti.
Una decisione che, osserva Tosoni, "ridimensiona le pretese di nullità automatica delle clausole sui tassi variabili e rafforza ulteriormente la posizione degli istituti di credito in un quadro normativo già dettagliato".
Parallelamente, il mondo delle piccole imprese presenta dinamiche molto diverse. Secondo i dati di Unioncamere e Movimprese, nel 2025 lo stock di imprese artigiane in Italia supera 1,23 milioni, ma nel lungo periodo il comparto ha perso circa 128 mila imprese nell’arco di dieci anni.
Il quadro che emerge è quello di un sistema bancario sempre più solido, redditizio e tutelato anche sul piano giuridico, a fronte di un tessuto di piccole imprese che resiste ma si riduce numericamente nel tempo.
«Servono politiche di sostegno e modernizzazione – sottolinea Tosoni – per mantenere competitivo un comparto essenziale per l’economia italiana, evitando che il divario tra finanza e produzione reale continui ad ampliarsi».
Il comparto ortofrutticolo marchigiano sta attraversando una fase di forte criticità, in linea con il quadro nazionale definito di “transizione violenta” dal presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, intervenuto all’apertura di Fruit Logistica a Berlino. Una lettura pienamente condivisa da Cia Marche, che evidenzia come anche "a livello regionale il settore sia stretto tra costi crescenti e marginalità sempre più ridotte".
Tra le principali criticità emerge lo squilibrio all’interno delle filiere: il valore riconosciuto ai produttori agricoli resta spesso distante dal prezzo finale pagato dai consumatori. Una forbice che da anni caratterizza il settore e che continua a penalizzare gli agricoltori, senza generare reali vantaggi per chi acquista. Sugli scaffali, infatti, i prezzi non diminuiscono, anzi in molti casi aumentano.
"La conseguenza è un progressivo deterioramento della sostenibilità economica delle imprese agricole. Quando i prezzi scendono sotto la soglia di remuneratività, diventa antieconomico perfino raccogliere il prodotto, con il rischio concreto di ridurre l’offerta e compromettere la disponibilità di alcune tipologie ortofrutticole nel medio-lungo periodo".
In questo contesto, viene giudicata condivisibile l’ipotesi di istituire un Osservatorio europeo sui prezzi, anche se, a livello comunitario, più che nuove norme sembrano necessari controlli più efficaci e interventi stringenti contro la vendita sottocosto.
Un altro nodo cruciale riguarda la frammentazione dell’offerta. "Nelle Marche, come nel resto del Paese, il settore è caratterizzato da una forte disgregazione tra produttori", afferma Cia agricoltori. "Questa debolezza strutturale riduce il potere contrattuale delle aziende agricole e rafforza la posizione degli acquirenti. Le aggregazioni tra produttori vengono quindi indicate come passaggio strategico per riequilibrare i rapporti lungo la filiera".
Sul piano europeo, Cia-Agricoltori Italiani ha preso parte alle manifestazioni a Bruxelles contro l’ipotesi di un fondo unico per la Politica Agricola Comune e a Strasburgo contro l’accordo Mercosur, ritenuto poco rassicurante sul piano della reciprocità dei controlli. Restano inoltre criticità legate al fenomeno del “sounding”, che consente a prodotti extraeuropei di transitare formalmente attraverso uno Stato membro per aggirare le normative vigenti, senza garantire gli stessi standard qualitativi richiesti ai produttori europei.
"Il quadro marchigiano riflette dunque una pressione crescente sulle imprese agricole, molte delle quali si trovano a dover eliminare merce di elevata qualità perché non collocabile sul mercato a prezzi equi. Quando la competizione si gioca esclusivamente sul costo, a essere penalizzata è la componente più sana ma anche più fragile della filiera: le aziende e le famiglie agricole".
"Da qui la necessità di un cambio di prospettiva. La competizione basata unicamente sul prezzo non è più sostenibile: occorre puntare sulla qualità, valorizzarla concretamente e comunicarne i benefici ai consumatori".
"In questa strategia assumono un ruolo centrale anche gli accordi trasversali con il settore Horeca. Rafforzare la presenza dell’ortofrutta marchigiana nei canali della ristorazione, dell’ospitalità e della somministrazione significa promuovere un consumo consapevole di prodotti locali e di stagione, sostenere le filiere territoriali e offrire un’alimentazione più sostenibile e di qualità". Una leva che può contribuire a restituire valore economico e prospettiva a un comparto strategico per l’economia regionale.
Si chiude con un risultato straordinario la finestra dedicata alle preiscrizioni scolastiche per l’anno 2026/2027 all’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Eustachio Divini” che ha registrato un vero e proprio record, ben 170 nuove preiscrizioni, segnando un incremento del 40% rispetto all’anno precedente.
Un dato che conferma l'attrattività di un istituto storico che, grazie ai recenti investimenti, torna ad essere un punto di riferimento per l'istruzione tecnica non solo del Maceratese, ma di tutta la regione.
Il sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, esprime profonda soddisfazione per questo traguardo, che premia la lungimiranza delle politiche scolastiche e gli sforzi profusi per la ricostruzione: “Il successo del ‘Divini’ è il successo di un’intera città - dichiara il sindaco, che spiega - Raggiungere le 170 preiscrizioni con una crescita del 40% è la risposta più bella che potessimo ricevere dalle famiglie e dai ragazzi. Significa che l’offerta formativa è eccellente e che la fiducia verso il nostro polo scolastico è ai massimi livelli. Vedere così tanti giovani scegliere di investire qui il loro futuro è una vittoria per la nostra comunità e per la nostra economia locale”.
Un ruolo determinante in questa rinascita è stato giocato dalla nuova struttura scolastica, un fiore all’occhiello dell’edilizia pubblica post-sisma. Il primo cittadino settempedano torna per questo a rivolgere un ringraziamento particolare al commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, senatore Guido Castelli: “Non posso che esprimere la mia più profonda gratitudine al senatore Castelli - prosegue il sindaco - Grazie al suo straordinario lavoro e alla determinazione della Struttura Commissariale oggi il ‘Divini’ dispone di una sede nuova, moderna, sicura e funzionale. Una scuola dotata di laboratori all'avanguardia che permettono un apprendimento allineato alle richieste delle imprese. Senza questa accelerazione impressa alla ricostruzione pubblica, oggi non potremmo festeggiare questi numeri. Questa scuola è il simbolo della nostra ripartenza”.
Si è conclusa il 20 febbraio 2026, presso l’Ipseoa G. Varnelli di Cingoli, la fase finale dell’atteso concorso interno “Il Cappuccio dell’Anno”, che ha messo in mostra competenze tecniche e creatività degli studenti dell’indirizzo sala-bar.
Protagonisti della competizione sono stati 15 studenti delle classi seconde, selezionati dopo un percorso di formazione intenso e prove teorico-pratiche rigorose. I ragazzi hanno dimostrato abilità nella preparazione di cappuccini a regola d’arte e di caffè shakerati, con grande attenzione alla tecnica e alla presentazione.
A valutare le performance è stata una giuria d’eccezione dell’AIBES (Associazione Italiana Barmen e Sostenitori), composta dai professionisti Giuseppe Piccioni, Loris De Angelis e Stefen Bilan, da sempre vicini al mondo della scuola e dei giovani talenti. I giurati hanno sottolineato l’elevato livello tecnico e la professionalità dimostrata dagli studenti, rendendo complessa la scelta finale.
Il podio ha visto Vanessa Carioli della classe 2B conquistare il primo posto, seguita da Rebecca Biaggi della 2A. Il terzo posto è stato assegnato a pari merito a Jessica Lu della 2B e Diletta Di Serio della 2C.
L’evento, coordinato dal referente organizzativo professor Riccardo Leandrini, ha trasformato la sala ristorante dell’Istituto in un vero e proprio laboratorio di eccellenza, confermando l’altissimo livello della formazione offerta dall’Alberghiero di Cingoli. L’Istituto ha ringraziato l’AIBES per il supporto e tutto il personale tecnico e docente che ha collaborato alla riuscita dell’iniziativa, fondamentale per il percorso di crescita professionale degli studenti.
Questa edizione del concorso ha rappresentato una vetrina d’eccezione per il talento e la preparazione dei giovani, consolidando la reputazione dell’Istituto come polo di eccellenza nel settore enogastronomico e dell’ospitalità.
Sarà il regista Daniele Menghini il protagonista del nuovo appuntamento della rassegna La città sul palcoscenico, promossa dall’Associazione Amici dello Sferisterio e dedicata ai linguaggi e ai processi della creazione scenica e musicale.
Menghini sarà anche tra i protagonisti della prossima edizione del Macerata Opera Festival, con la ripresa della produzione de Il barbiere di Siviglia, che tornerà in scena nell’estate 2026.
L’incontro, dal titolo “La regia: architettura della visione”, si terrà martedì 24 febbraio alle ore 18.00 nella Gran Sala Cesanelli dello Sferisterio di Macerata e offrirà al pubblico l’occasione di entrare nel laboratorio creativo della regia d’opera, raccontandone strumenti, responsabilità e immaginazione.
Che cosa significa costruire una regia? Come nasce uno spettacolo prima di arrivare sul palcoscenico? L’appuntamento accompagnerà il pubblico dentro il processo creativo che conduce dall’idea alla scena: dalla definizione dello spazio e del movimento scenico al dialogo con la musica e con gli interpreti, fino alla costruzione di una drammaturgia visiva capace di restituire senso e contemporaneità all’opera lirica.
Regista e attore, diplomato alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, Menghini si è formato tra teatro di ricerca e opera lirica collaborando con importanti personalità della scena contemporanea, da Robert Wilson a Massimo Popolizio, da Umberto Orsini a Filippo Timi e Fabio Cherstich.
Dopo le prime esperienze come attore, si avvicina al teatro musicale maturando significative esperienze come assistente alla regia accanto a Davide Livermore al Teatro alla Scala e a Graham Vick, collaborazioni che segnano in modo determinante il suo percorso artistico.
Nel 2020 vince il concorso internazionale di regia del Macerata Opera Festival con un progetto dedicato a Il barbiere di Siviglia, che ha debuttato proprio allo Sferisterio nel 2022. Negli ultimi anni ha firmato produzioni nei principali teatri italiani ed europei, tra cui il Teatro dell'Opera di Roma, il Teatro Regio di Parma, il Teatro Massimo di Palermo e il Maggio Musicale Fiorentino, affermandosi come una delle voci più interessanti della scena operistica italiana.
La rassegna La città sul palcoscenico propone un ciclo di appuntamenti dedicati ai mestieri e ai linguaggi dello spettacolo — regia, costume, spazio teatrale, interpretazione e memoria — con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra teatro e città e offrire occasioni di approfondimento aperte a tutti.
L’incontro è inoltre riconosciuto tra le attività accreditate dall’Università di Macerata e consente agli studenti il riconoscimento di CFU secondo le modalità stabilite dai Dipartimenti.
C’è un nuovo piccolo astro che brilla nel firmamento del cinema marchigiano. Si chiama Lavinia De Carlonis, ha solo otto anni e una determinazione che l’ha portata dritta sul grande schermo. La giovanissima sangiorgese debutta ufficialmente in questi giorni nel film "Io + Te", la nuova commedia romantica che ha celebrato proprio ieri sera la sua prima nazionale presso il cinema Giometti di Ancona.
Nel film, Lavinia interpreta Viola, un personaggio chiave che con la sua dolcezza e la sua ingenuità fanciullesca diventerà lo specchio in cui si rifletteranno i dubbi e le emozioni dei protagonisti. Un ruolo delicato che ha permesso alla piccola attrice di confrontarsi con nomi di primo piano del panorama nazionale: Matteo Paolillo, l'amatissimo Edoardo della serie cult "Mare Fuori", ed Ester Pantano, volto noto di "Màkari".
Nato da un’idea della regista e sceneggiatrice Valentina De Amicis, "Io + Te" è un’opera indipendente che sfida le logiche delle grandi produzioni puntando tutto sulla qualità e sull'onestà del racconto. La trama affronta con sensibilità temi moderni e spesso considerati tabù, come l’infertilità maschile e l’aborto, calandoli in una storia comico-sentimentale che esplora le sfide dell'amore contemporaneo.
Non c’è solo il talento di Lavinia a rappresentare il territorio: il film è un vero e proprio omaggio alla regione. Le riprese hanno infatti toccato alcuni dei siti più suggestivi delle Marche: dalla spiritualità di Loreto alle bellezze costiere di Porto Recanati, Numana e Sirolo, passando per la storia di Osimo e il cuore del capoluogo, Ancona.
La produzione è stata resa possibile grazie al sostegno di Marche Film Commission – Fondazione Marche Cultura, presieduta dall’avvocato Andrea Agostini, che ha scommesso su un progetto capace di unire la valorizzazione del paesaggio alla narrazione d'autore.
Il centro cinofilo “La Casa del Cane” di Civitanova Marche, in collaborazione con il Nucleo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale dei Carabinieri di Macerata, organizza un incontro pubblico dal titolo “Il lupo… impariamo a conoscerlo”, aperto a tutta la cittadinanza.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Civitanova Marche, si terrà sabato 28 febbraio 2026 alle ore 17:30 presso il Teatro Conti della città. Dopo i saluti del sindaco Fabrizio Ciarapica e l’introduzione del tenente colonnello Simone Di Donato, comandante del Nucleo investigativo dei Carabinieri, interverrà Ciro Manente, divulgatore scientifico specializzato nello studio del lupo.
L’incontro ha l’obiettivo di promuovere una corretta cultura ambientale, basata su dati scientifici e normativi, e di fornire strumenti utili per adottare comportamenti adeguati in caso di avvistamento. Negli ultimi tempi sono infatti sempre più frequenti le segnalazioni di lupi in prossimità dei centri abitativi e delle aree costiere della provincia, situazioni che possono generare preoccupazione e allarmismo.
L’ingresso all’iniziativa è libero, nell’ottica di favorire informazione e consapevolezza sui comportamenti corretti nella gestione della fauna selvatica.
MACERATA – È stato riaperto questa mattina il bosco urbano del Sasso d’Italia, uno spazio verde storico della città, dopo un intervento di riqualificazione volto a migliorarne sicurezza, accessibilità e fruizione per tutte le età.
Il progetto ha previsto il rinnovamento dell’area giochi, con nuove strutture ludiche inclusive pensate per favorire la partecipazione anche dei bambini con disabilità. Particolare attenzione è stata dedicata all’attività fisica all’aperto: è stato realizzato un percorso attrezzato per sport outdoor, integrato nel contesto naturale del bosco.
Sono stati inoltre sistemati i sentieri esistenti, piantati nuovi alberi e riqualificata l’area parcheggio, con l’obiettivo di rendere il parco più accessibile e sicuro per chi lo visita.
“Il Sasso d’Italia è un luogo simbolo per la città, frequentato da intere generazioni – ha spiegato il sindaco Sandro Parcaroli –. L’intervento consente ora di offrire uno spazio fruibile sia a chi cerca relax sia a chi vuole svolgere attività sportive, con attenzione alla sicurezza e alla manutenzione del verde”.
L’assessore ai Parchi Pubblici, Paolo Renna, ha aggiunto che il progetto rientra in un programma più ampio di rigenerazione degli spazi verdi cittadini, che ha già riguardato i giardini Diaz e interesserà in futuro il parco “Baden Powell” a Fontescodella e i giardini “Micheletti” nel quartiere Le Vergini.
Con la riapertura del bosco urbano, la città offre nuovamente ai residenti e ai visitatori un’area verde storica, accessibile e adatta a diverse attività, nel rispetto del contesto naturale e del panorama circostante.
MACERATA - Il 9 febbraio 2026, Gina Cesanelli ha raggiunto un traguardo straordinario: i 100 anni. Parenti e amici si sono radunati nella sua abitazione per celebrare una vita lunga, segnata dalla semplicità e dall’impegno quotidiano.
La cerimonia è stata suggellata dalla benedizione di don Pierandrea, parroco di Santa Croce, che ha ricordato i due anziani esemplari del Vangelo, Simeone e Anna, simboli di saggezza e fedeltà. Il sindaco Sandro Parcaroli ha consegnato a Gina una targa ricordo, portando gli auguri dell’Amministrazione comunale “per il raggiungimento del mirabile traguardo”.
Gina Cesanelli ha vissuto un’infanzia difficile, segnata dalla perdita dei genitori e dalle ristrettezze del primo dopoguerra. Cresciuta nella fatica, ha lavorato presso la fornace Bartoloni, storica realtà produttiva che ha dato occupazione a molti cittadini.
Il matrimonio con Attilio Ortenzi, vedovo con quattro figli, le ha donato una bella e grande famiglia. Gina ha condiviso con lui molti anni di vita, fino alla sua scomparsa, e successivamente ha continuato a vivere circondata dall’affetto dei nipoti, dei figli di Attilio e dalla fedele badante Costanza.
Un secolo di vita, dunque, trascorso con dedizione alla famiglia, lavoro e fede, un traguardo che la comunità di Macerata ha voluto festeggiare con affetto e riconoscenza.
Ci sono legami che il tempo non può scalfire, specialmente quelli nati tra i polverosi campetti degli oratori e le navate di una chiesa che è stata una seconda casa. È il caso dello storico gruppo dei ragazzi dei frati Cappuccini degli anni ’80, che domenica scorsa si sono ritrovati per una giornata carica di ricordi e commozione dopo decenni di lontananza.
Circa 70 tra ragazzi e ragazze, oggi uomini e donne, si sono dati appuntamento per celebrare una giovinezza trascorsa all'ombra della chiesa del SS. Sacramento. Sono cresciuti insieme, condividendo i pomeriggi in oratorio e le sfide al campetto, sempre sotto lo sguardo attento e premuroso dei frati che hanno segnato quell'epoca: figure indimenticabili come padre Dino Mascioni, padre Fernando Teodori, padre Benedetto Giacobbi, padre Giuliano Viabile e padre Ambrogio Pasqualini.
L'evento, che ha richiesto un grande sforzo organizzativo per rintracciare tutti i componenti del gruppo, è stato promosso con successo da Francesca Lorenzini e Andrea Garbuglia, definiti dagli stessi partecipanti "fenomenali" per la capacità di ricucire le fila di una storia lunga quarant'anni.
La rimpatriata si è svolta domenica 8 febbraio presso l'Osteria Agnese di Macerata. Tra un piatto e l'altro, lo staff del locale ha ospitato il numeroso gruppo in un clima di grande festa, facendo da cornice a racconti, risate e all'immancabile foto di rito che sancisce una promessa: non lasciarsi più scappare per così tanto tempo.
Un incontro speciale, carico di entusiasmo e curiosità, ha animato le aule del Convitto Nazionale Leopardi di Macerata venerdì 20 febbraio: la scuola ha avuto l’onore di ospitare Luca Tortolini, autore del libro “Un desiderio al giorno”, vincitore del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2026.
Nell’ambito della Settimana Culturale organizzata dall’istituto, lo scrittore ha dialogato con i cento alunni delle classi seconde della scuola secondaria di primo grado, rispondendo con grande disponibilità e sincerità alle loro domande e curiosità. Ragazze e ragazzi, attenti e partecipi, dopo aver letto “Un desiderio al giorno” con le loro insegnanti, hanno voluto scoprire tutto sul mestiere dello scrittore: da dove nasce l’ispirazione per una storia, quali emozioni si provano dopo aver vinto un premio così prestigioso, perché scegliere di scrivere per l’infanzia e come si costruisce un libro.
Tortolini ha raccontato che l’idea di “Un desiderio al giorno” è nata dall’osservazione attenta e disponibile della realtà che lo circonda e dal desiderio di dare voce ai sogni, anche quelli più piccoli, che ogni giorno abitano il cuore di ognuno di noi. Già vincitore del Premio Andersen come Miglior Scrittore e come autore del Miglior Albo Illustrato, ha condiviso con gli studenti del Convitto l’emozione intensa di incredulità provata al momento della vittoria del Premio Strega nel dicembre scorso, un riconoscimento che ha vissuto come un incoraggiamento a continuare a credere nel valore delle storie.
Con grande semplicità ha spiegato perché ama scrivere per i più giovani: perché bambini e ragazzi sono lettori sinceri, intensi, curiosi, capaci di stupore. Ha raccontato come lavora: sempre con un taccuino, sia cartaceo che digitale, dove annota idee, parole, immagini improvvise. Ha parlato dell’importanza della scelta delle parole, delle parole a cui è più affezionato, di come scriveva da bambino, degli scrittori e dei registi che lo hanno più ispirato.
Non è mancata una riflessione sul valore della lettura, vista come strumento di libertà e di crescita, capace di aprire finestre sul mondo e su noi stessi.
Al termine dell’incontro, alunne e alunni – visibilmente emozionati – hanno donato allo scrittore un astuccio colmo di desideri, simbolo dei sogni custoditi con cura e pronti a diventare realtà, e una pianta fiorita, segno di crescita, bellezza e speranza che, come le storie, hanno bisogno di essere coltivate ogni giorno.
Immancabili le foto ricordo con il grande scrittore, il firmacopie e gli autografi finali, momenti attesissimi e partecipati.
Allo scrittore vanno i sentiti ringraziamenti della Vicerettrice Moira Marconi e della Vicepreside Barbara Fausti, insieme alle docenti di Italiano delle classi seconde, che hanno accolto con calore l’ospite. Un pensiero riconoscente anche dal Rettore e Dirigente Scolastico Alessandra Gattari, impossibilitata a essere presente, ma molto grata a Luca Tortolini per aver donato alla nostra comunità questo prezioso incontro. Un grazie speciale alla professoressa Simona Marconi, referente del progetto lettura di Istituto, che ha reso possibile l’incontro.
Un’esperienza preziosa che i ragazzi porteranno a lungo nel cuore!
Molte persone, superata la soglia dei 40 anni, iniziano a notare qualcosa di diverso: perdere peso sembra più difficile, qualche chilo compare con maggiore facilità e l’energia non è più quella di un tempo. La domanda nasce spontanea: è davvero il metabolismo che rallenta?
Per rispondere, è utile chiarire cosa intendiamo per metabolismo. Con questo termine si indica l’insieme dei processi attraverso cui il nostro corpo trasforma il cibo in energia per respirare, muoversi, pensare, mantenere la temperatura corporea e svolgere tutte le funzioni vitali. È un sistema complesso, influenzato da genetica, ormoni, composizione corporea e stile di vita.
Un aspetto interessante è che il metabolismo basale (cioè le calorie che consumiamo a riposo) rimane relativamente stabile per gran parte dell’età adulta e tende a diminuire in modo più evidente solo dopo i 60 anni. Questo significa che non esiste un “interruttore” che si spegne improvvisamente a 40 anni. Eppure, la percezione di un cambiamento è reale. Perché?
La risposta sta soprattutto nella composizione corporea. Con il passare degli anni, se non stimolata adeguatamente, la massa muscolare tende a ridursi progressivamente, mentre aumenta più facilmente la quota di grasso corporeo. Il muscolo è un tessuto metabolicamente attivo: consuma più energia anche a riposo rispetto al tessuto adiposo. Quando la massa muscolare diminuisce, anche il dispendio energetico totale si riduce leggermente, rendendo più facile accumulare peso a parità di abitudini alimentari.
A questo si aggiungono i cambiamenti ormonali. Nelle donne, la fase che precede e accompagna la menopausa comporta una riduzione degli estrogeni, con effetti sulla distribuzione del grasso e sulla sensibilità all’insulina. Negli uomini, il calo graduale del testosterone può influire sulla massa muscolare e sulla composizione corporea. Non si tratta di trasformazioni improvvise, ma di aggiustamenti progressivi che incidono sull’equilibrio energetico.
C’è poi un fattore spesso sottovalutato: lo stile di vita. Con l’avanzare dell’età, aumentano le responsabilità lavorative e familiari e si riduce, talvolta senza accorgercene, il movimento quotidiano. Non solo l’attività sportiva, ma anche i piccoli gesti – camminare, fare le scale, spostarsi a piedi – possono diminuire. Questa riduzione del movimento complessivo ha un impatto concreto sul consumo calorico giornaliero.
Mettere insieme questi elementi aiuta a comprendere perché dopo i 40 anni il peso possa cambiare anche senza variazioni evidenti nell’alimentazione. Non è una “colpa” né un difetto del corpo, ma il risultato di un’evoluzione fisiologica.
La buona notizia è che molto si può fare. L’attività fisica, in particolare l’allenamento di forza, aiuta a preservare e stimolare la massa muscolare. Un’alimentazione equilibrata, con un adeguato apporto proteico e ricca di alimenti semplici e nutrienti, contribuisce a sostenere il metabolismo. Anche il sonno e la gestione dello stress giocano un ruolo importante nel mantenere un equilibrio ormonale favorevole.
Parlare di metabolismo dopo i 40 anni non significa rassegnarsi a un inevitabile aumento di peso, ma imparare a conoscere un corpo che cambia. È una fase della vita che richiede qualche attenzione in più, ma offre anche l’opportunità di prendersi cura di sé con maggiore consapevolezza. Il metabolismo non si “rompe”: si trasforma, e può continuare a funzionare bene se lo accompagniamo con scelte coerenti e sostenibili nel tempo.