Ricostruzione: perché per il Commissario i cantieri sono al 97% e per ActionAid solo al 33% (VIDEO)
Attualità
10/09/2026 11:10

Ricostruzione: perché per il Commissario i cantieri sono al 97% e per ActionAid solo al 33% (VIDEO)

A un decennio dalle scosse che hanno sconvolto il Centro Italia, fare il punto sulla ricostruzione pubblica è un atto dovuto. Tuttavia, addentrarsi tra le pieghe dei dati non è semplice, ed è proprio da un paio di settimane a questa parte che il dibattito si è riacceso con forza, rendendo necessario fare chiarezza su una questione di fondo: come si misura davvero l'avanzamento di un'opera pubblica? Il tema è rimbalzato al centro dell'attenzione in seguito alle analisi e ai rilievi emersi dal report di ActionAid “Dieci anni dopo: i dati raccontano”, pubblicato nell’agosto 2026, che ha messo in luce il divario tra la comunicazione istituzionale e la realtà fisica dei cantieri. La questione assume un peso rilevante nel Maceratese, la provincia che concentra la quota più consistente della ricostruzione pubblica marchigiana, con ben 1.048 interventi programmati. Secondo il Rapporto sulla ricostruzione 2026 della Struttura Commissariale, queste opere ammontano a un valore che supera 1,46 miliardi di euro, inserite in un quadro regionale marchigiano che conta complessivamente 1.872 interventi per oltre 2,51 miliardi. Ed è proprio per rispondere alle sollecitazioni sollevate dal monitoraggio civico che si innestano le recenti dichiarazioni rilasciate dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Guido Castelli, a margine della camminata di supervisione al Campus di Tolentino. Nel suo dossier, ActionAid ha preso come esempio emblematico proprio la struttura tolentinate da 31 milioni di euro per spiegare il cuore della questione. Per capire cosa sta succedendo bisogna comprendere la differenza metodologica tra i due report: per la Struttura Commissariale un'opera risulta "avviata" quando entra nella macchina burocratica, ovvero quando le viene assegnato il CUP (Codice Unico di Progetto) che è unicamente una targa amministrativa, ma che non ha nulla a che fare con l'apertura del cantiere. Per ActionAid, invece, un'opera è "avviata" solo ed esclusivamente quando raggiunge la Fase 7, ossia quando gli operai entrano in cantiere e i lavori partono concretamente. Tutto ciò che sta prima, nelle fasi da 0 a 6 — tra pareri, carteggi e gare d'appalto — per il monitoraggio civico è ancora semplice burocrazia. Emblematico il caso del Liceo Filelfo: pratica aperta nel 2019 ma ancora registrata come burocrazia nei report 2026, proprio mentre se ne annunciava l'avvio dei cantieri. È la denuncia di ActionAid: senza dati aggiornati, si crea un corto circuito tra gli annunci pubblici e la realtà delle carte. Durante il sopralluogo al cantiere tolentinate, Castelli ha voluto replicare punto su punto, rivendicando la concretezza dei fatti rispetto al ritardo delle banche dati: «In occasione del decennale c'erano state delle sottolineature probabilmente non corrette da parte di alcune associazioni che legittimamente monitorano l'andamento di questo cantiere, che qualcuno sosteneva non essere neanche avviato. In realtà c'è stato un tema probabilmente di dati non aggiornati, ma spesso e volentieri la ricostruzione va ancora più veloce di quanto vadano le informazioni. Questo è un fatto positivo perché non sono importanti i dati, sono importanti la realtà dei fatti. Qualche volta ci sono asimmetrie, come nel caso del Filelfo. La realtà è quella che è rappresentata dietro le mie spalle». Il caso del Filelfo racchiude in sé l'intera questione: da un lato una macchina burocratica i cui registri faticano a stare al passo con l'evoluzione dei cantieri reali; dall'altro, la dimostrazione di come due sguardi diversi possano condurre a narrazioni opposte. Ma quindi, concretamente, quanto differiscono i dati di ActionAid da quelli del commissario? E perché? La risposta sta proprio nel confronto tra queste due lenti. Applicando i due diversi metri di misura ai medesimi dati ufficiali dell'intero cratere, le cifre si ribaltano completamente. Secondo la Struttura Commissariale, il 97,5% delle opere pubbliche è sbloccato e avviato, con un residuale 2,5% di interventi non ancora avviati e circa il 40% della programmazione totale coperta da lavori in corso o già conclusi. Guardando invece ai cantieri reali, ActionAid rileva che le opere entrate in Fase 7 (quelle che hanno visto l'effettivo inizio dei lavori o la loro conclusione) sono appena il 33,6%, pari a 1.232 interventi su 3.667 analizzati nell'intero cratere.  La differenza emerge forte anche sul piano economico: se per la Struttura quasi tutti i 4,85 miliardi di euro stanziati risultano in movimento, per ActionAid il 74,4% delle risorse (circa 3,6 miliardi) è ancora immobilizzato in opere che non hanno mai visto la posa della prima pietra. Nella nostra regione, infine, ActionAid rileva che 1.243 interventi (il 66,4%) sono ancora fermi alla sola fase burocratica, trattenendo il 73,9% dei fondi regionali destinati alle opere pubbliche. Questo non significa sminuire i progressi istituzionali. Tra il 2025 e il 2026 i numeri mostrano comunque una progressione: le opere in attesa di cantiere sono scese da 2.521 a 2.432, quelle con cantiere aperto sono salite da 444 a 548 e quelle tra fine lavori e collaudo da 574 a 684. Ma per le comunità, la distinzione tra fase burocratica ed esecutiva non è un mero esercizio tecnico. Un'opera può essere sbloccata, finanziata e progettata, ma il passaggio decisivo resta quello in cui le ruspe entrano e il cantiere apre. A dieci anni dal sisma, la misura della ricostruzione si gioca tutta nella distanza che separa un faldone avviato su una scrivania da un edificio restituito alla collettività.

Ricostruzione: perché per il Commissario i cantieri sono al 97% e per ActionAid solo al 33% (VIDEO)

Ricostruzione: perché per il Commissario i cantieri sono al 97% e per ActionAid solo al 33% (VIDEO)
10/09/2026 11:10

A un decennio dalle scosse che hanno sconvolto il Centro Italia, fare il punto sulla ricostruzione pubblica è un atto dovuto. Tuttavia, addentrarsi tra le pieghe dei dati non è semplice, ed è proprio da un paio di settimane a questa parte che il dibattito si è riacceso con forza, rendendo necessario fare chiarezza su una questione di fondo: come si misura davvero l'avanzamento di un'opera pubblica? Il tema è rimbalzato al centro dell'attenzione in seguito alle analisi e ai rilievi emersi dal report di ActionAid “Dieci anni dopo: i dati raccontano”, pubblicato nell’agosto 2026, che ha messo in luce il divario tra la comunicazione istituzionale e la realtà fisica dei cantieri. La questione assume un peso rilevante nel Maceratese, la provincia che concentra la quota più consistente della ricostruzione pubblica marchigiana, con ben 1.048 interventi programmati. Secondo il Rapporto sulla ricostruzione 2026 della Struttura Commissariale, queste opere ammontano a un valore che supera 1,46 miliardi di euro, inserite in un quadro regionale marchigiano che conta complessivamente 1.872 interventi per oltre 2,51 miliardi. Ed è proprio per rispondere alle sollecitazioni sollevate dal monitoraggio civico che si innestano le recenti dichiarazioni rilasciate dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Guido Castelli, a margine della camminata di supervisione al Campus di Tolentino. Nel suo dossier, ActionAid ha preso come esempio emblematico proprio la struttura tolentinate da 31 milioni di euro per spiegare il cuore della questione. Per capire cosa sta succedendo bisogna comprendere la differenza metodologica tra i due report: per la Struttura Commissariale un'opera risulta "avviata" quando entra nella macchina burocratica, ovvero quando le viene assegnato il CUP (Codice Unico di Progetto) che è unicamente una targa amministrativa, ma che non ha nulla a che fare con l'apertura del cantiere. Per ActionAid, invece, un'opera è "avviata" solo ed esclusivamente quando raggiunge la Fase 7, ossia quando gli operai entrano in cantiere e i lavori partono concretamente. Tutto ciò che sta prima, nelle fasi da 0 a 6 — tra pareri, carteggi e gare d'appalto — per il monitoraggio civico è ancora semplice burocrazia. Emblematico il caso del Liceo Filelfo: pratica aperta nel 2019 ma ancora registrata come burocrazia nei report 2026, proprio mentre se ne annunciava l'avvio dei cantieri. È la denuncia di ActionAid: senza dati aggiornati, si crea un corto circuito tra gli annunci pubblici e la realtà delle carte. Durante il sopralluogo al cantiere tolentinate, Castelli ha voluto replicare punto su punto, rivendicando la concretezza dei fatti rispetto al ritardo delle banche dati: «In occasione del decennale c'erano state delle sottolineature probabilmente non corrette da parte di alcune associazioni che legittimamente monitorano l'andamento di questo cantiere, che qualcuno sosteneva non essere neanche avviato. In realtà c'è stato un tema probabilmente di dati non aggiornati, ma spesso e volentieri la ricostruzione va ancora più veloce di quanto vadano le informazioni. Questo è un fatto positivo perché non sono importanti i dati, sono importanti la realtà dei fatti. Qualche volta ci sono asimmetrie, come nel caso del Filelfo. La realtà è quella che è rappresentata dietro le mie spalle». Il caso del Filelfo racchiude in sé l'intera questione: da un lato una macchina burocratica i cui registri faticano a stare al passo con l'evoluzione dei cantieri reali; dall'altro, la dimostrazione di come due sguardi diversi possano condurre a narrazioni opposte. Ma quindi, concretamente, quanto differiscono i dati di ActionAid da quelli del commissario? E perché? La risposta sta proprio nel confronto tra queste due lenti. Applicando i due diversi metri di misura ai medesimi dati ufficiali dell'intero cratere, le cifre si ribaltano completamente. Secondo la Struttura Commissariale, il 97,5% delle opere pubbliche è sbloccato e avviato, con un residuale 2,5% di interventi non ancora avviati e circa il 40% della programmazione totale coperta da lavori in corso o già conclusi. Guardando invece ai cantieri reali, ActionAid rileva che le opere entrate in Fase 7 (quelle che hanno visto l'effettivo inizio dei lavori o la loro conclusione) sono appena il 33,6%, pari a 1.232 interventi su 3.667 analizzati nell'intero cratere.  La differenza emerge forte anche sul piano economico: se per la Struttura quasi tutti i 4,85 miliardi di euro stanziati risultano in movimento, per ActionAid il 74,4% delle risorse (circa 3,6 miliardi) è ancora immobilizzato in opere che non hanno mai visto la posa della prima pietra. Nella nostra regione, infine, ActionAid rileva che 1.243 interventi (il 66,4%) sono ancora fermi alla sola fase burocratica, trattenendo il 73,9% dei fondi regionali destinati alle opere pubbliche. Questo non significa sminuire i progressi istituzionali. Tra il 2025 e il 2026 i numeri mostrano comunque una progressione: le opere in attesa di cantiere sono scese da 2.521 a 2.432, quelle con cantiere aperto sono salite da 444 a 548 e quelle tra fine lavori e collaudo da 574 a 684. Ma per le comunità, la distinzione tra fase burocratica ed esecutiva non è un mero esercizio tecnico. Un'opera può essere sbloccata, finanziata e progettata, ma il passaggio decisivo resta quello in cui le ruspe entrano e il cantiere apre. A dieci anni dal sisma, la misura della ricostruzione si gioca tutta nella distanza che separa un faldone avviato su una scrivania da un edificio restituito alla collettività.

Cronaca

Fiastra, Grotta dei Frati: due giovani restano bloccati fuori sentiero, recuperati

Fiastra, Grotta dei Frati: due giovani restano bloccati fuori sentiero, recuperati

09/09/2026 21:00

Si erano spostati sull'altra sponda del Fiastrone per raggiungere il monastero, ma si sono ritrovati in un tratto troppo ripido e impervio per poter proseguire o tornare indietro. Intervento di soccorso nel pomeriggio di oggi nella zona della Grotta dei Frati, nel territorio di Fiastra, dove due ragazzi di circa vent'anni sono rimasti bloccati durante un'escursione. I due giovani, dopo aver attraversato il corso d'acqua in prossimità del Fiastrone, avevano deciso di risalire verso il monastero percorrendo l'altra sponda, fuori dal sentiero. Durante la progressione, però, si sono ritrovati in un tratto particolarmente ripido e difficile da attraversare, senza la possibilità di continuare in sicurezza né di tornare sui propri passi. A quel punto è scattato l'intervento del Soccorso Alpino e Speleologico Marche, con le squadre che hanno raggiunto i due ragazzi nella zona impervia. I giovani sono stati recuperati attraverso manovre di corda e accompagnati fino a un'area sicura. Alle operazioni hanno collaborato anche i vigili del fuoco. Una volta raggiunto nuovamente il sentiero, i soccorritori hanno accompagnato i due ragazzi fino alle loro autovetture. L'intervento si è concluso in serata, senza ulteriori conseguenze.

San Severino, bambino di 7 anni cade dalla bici: trasferito a Torrette

San Severino, bambino di 7 anni cade dalla bici: trasferito a Torrette

09/09/2026 19:20

Un bambino di sette anni è rimasto ferito nel tardo pomeriggio di oggi in seguito a una caduta dalla bicicletta a San Severino Marche. L’incidente si è verificato intorno alle 18, in viale Varsavia. La dinamica dell’accaduto è ancora al vaglio delle forze dell'ordine.  Immediato l'intervento dei sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure sul posto al piccolo, riscontrando un politrauma. Alla luce delle condizioni del bambino, i medici hanno disposto il trasferimento all’ospedale regionale di Torrette ad Ancona per gli accertamenti e le cure del caso. Le operazioni di trasporto hanno risentito delle avverse condizioni meteorologiche. L'ondata di maltempo che sta colpendo in queste ore la regione Marche non ha, infatti, consentito il levarsi in volo dell’eliambulanza. Il trasferimento verso il nosocomio dorico è, quindi, avvenuto via terra a bordo di un'ambulanza. (Foto di repertorio) 

Attualità

Manifatture Alessia apre le porte al Brasile: 45 giovani imprenditori a Belforte alla scoperta del "made in Italy"

Manifatture Alessia apre le porte al Brasile: 45 giovani imprenditori a Belforte alla scoperta del "made in Italy"

09/09/2026 16:00

Da oltreoceano per conoscere da vicino le radici dell'eccellenza italiana. Nella giornata di ieri, a Belforte del Chienti, una delegazione di 45 giovani imprenditori brasiliani, impegnati in uno Studio Tour attraverso l'Italia alla scoperta delle realtà che hanno costruito e continuano a rappresentare il successo del Made in Italy. Il gruppo, nei giorni precedenti, ha fatto tappa in altre due leggende assolute del settore: il lanificio Cariaggi, leader mondiale indiscusso nella filatura del cashmere più pregiato, e le storiche Seterie Ratti di Como, un vero mito internazionale nella stampa e nel disegno della seta d'alta moda. Il percorso ha poi portato la delegazione nel Comune maceratese, accompagnata da Angelo Accorsi e Romano Benini, con cui il tema del territorio è stato messo al centro della discussione. La visita a Belforte è iniziata a Villa Valentini, storica dimora del XVII secolo oggi sede di Manifatture Alessia Srl. Ad accogliere gli imprenditori brasiliani sono stati i titolari Roberto Giujusa e Isabella Del Vecchio, che hanno raccontato la scelta di acquisire e riqualificare la villa, trasformandola nella sede della propria attività. Una scelta imprenditoriale che nasce dalla convinzione che il luogo in cui si lavora non sia un semplice contenitore, ma possa contribuire in maniera concreta alla creatività e alla qualità del lavoro. "Il luogo forma il gusto e la sensibilità", ha spiegato Giujusa, introducendo uno dei concetti centrali dell’incontro: quello del Genius Loci, inteso come l’influenza che il territorio, la cultura e l’ambiente esercitano sul modo di pensare e di lavorare delle persone. La riflessione sul Made in Italy instaurata con la delegazione nasce proprio sullo stretto rapporto che intercorre tra luogo, competenze e capacità produttiva. "È impossibile per una persona che non vive in Italia raggiungere certi livelli", ha osservato Giujusa, sottolineando come l’eccellenza italiana non sia riconducibile a un singolo elemento, ma alla capacità di mettere insieme componenti diverse: "La materia prima, la tecnica, l’artigianalità, l’architettura, il paesaggio". Un patrimonio costruito nel tempo, nel quale un ruolo fondamentale è svolto dalle competenze che si tramandano di generazione in generazione. Dopo la visita a Villa Valentini, la delegazione è stata accompagnata dal presidente di Confartigianato Tolentino Andrea Rilli nel centro storico di Belforte dove, in piazza Umberto I, ad accoglierla c'erano il sindaco Alessio Vita e la vicesindaco Mariella Migliorelli. Il confronto sul significato profondo dell'eccellenza italiana è proseguito all'ex Oratorio, messo a disposizione dal Comune. A dialogare con i giovani imprenditori brasiliani sono stati ancora Roberto Giujusa e Andrea Rilli. "Noi lavoriamo con le mani, siamo artigiani. E sono i dettagli a fare la differenza in tutti i lavori", ha sottolineato Rilli, richiamando l’importanza del metodo e dell’empatia nel rapporto con il lavoro e con le persone. Una competenza che non è soltanto teorica, ma che si costruisce attraverso l’esperienza, attraverso quella che Giujusa ha definito una vera e propria "laurea sul campo": il sapere acquisito facendo, osservando, provando e tramandando. Il confronto si è concluso con un messaggio rivolto direttamente ai giovani imprenditori brasiliani: "I sogni sono l’inizio di tutto. Realizzate i vostri sogni", ha detto Rilli. A portare il saluto dell’amministrazione comunale è stato il sindaco Alessio Vita, che ha illustrato agli ospiti le principali eccellenze di Belforte del Chienti e l’impegno dell’amministrazione nella valorizzazione del patrimonio storico e imprenditoriale del paese. "È motivo di grande orgoglio per tutta la nostra comunità aver potuto accogliere a Belforte una delegazione internazionale di giovani imprenditori - ha detto il sindaco Alessio Vita - Questo incontro dimostra che anche un piccolo Comune può dialogare con il mondo quando sa valorizzare le proprie eccellenze. Abbiamo avuto la possibilità di presentare loro non soltanto i nostri prodotti, ma soprattutto il nostro territorio, la nostra storia e le competenze che ancora oggi rappresentano una parte importante della nostra identità".

Piano asfalti Civitanova, la Giunta stanzia 200mila euro per corso Umberto e Strada della Chiusa

Piano asfalti Civitanova, la Giunta stanzia 200mila euro per corso Umberto e Strada della Chiusa

09/09/2026 13:38

Prosegue il piano di manutenzione e riqualificazione della rete stradale cittadina. La Giunta comunale ha approvato due delibere che prevedono altrettanti interventi di manutenzione straordinaria del manto stradale, per un investimento complessivo di 200mila euro. Il primo intervento, del valore di 150mila euro, riguarda il rifacimento del manto stradale di corso Umberto, nei tratti compresi tra via Lauro Rossi e via Duca degli Abruzzi. Si tratta di una delle principali arterie del centro cittadino, sulla quale è previsto un intervento finalizzato a migliorare le condizioni della sede stradale e la qualità della viabilità. Il secondo intervento interesserà invece la Strada della Chiusa 1, in contrada Piane di Chienti. In questo caso l'Amministrazione ha stanziato 50mila euro per la manutenzione della sede stradale nel tratto compreso tra la Strada del Vallato e la SP Montecosaro. I due provvedimenti si inseriscono nel più ampio programma di manutenzione della viabilità cittadina, con l'obiettivo di intervenire sulle strade che presentano le maggiori necessità. «Con questi due interventi continuiamo a dare attuazione al piano asfalti, con l'obiettivo di intervenire progressivamente sulle strade che necessitano di maggiore manutenzione – dichiara il sindaco Fabrizio Ciarapica –. La sicurezza e la qualità della viabilità rappresentano una priorità per l'Amministrazione. Stiamo lavorando per programmare gli interventi in modo puntuale, destinando risorse alle situazioni più urgenti e garantendo una manutenzione sempre più capillare del territorio». Con le due nuove opere, dunque, l'Amministrazione comunale prosegue il programma di riqualificazione della rete stradale, destinando risorse sia alle vie del centro sia alla viabilità delle aree periferiche e delle contrade.

Politica

Beko, il futuro di Melano resta incerto. Cacciolari: "Dietro quei 60 lavoratori ci sono famiglie e progetti"

Beko, il futuro di Melano resta incerto. Cacciolari: "Dietro quei 60 lavoratori ci sono famiglie e progetti"

09/09/2026 17:00

L'amministrazione comunale di Matelica scende al fianco dei lavoratori dello stabilimento Beko di Melano, a Fabriano, alle prese con una fase di forte incertezza sulle prospettive occupazionali e produttive del sito. Ieri, martedì 8 settembre, l’assessore alle Attività Produttive Barbara Cacciolari ha partecipato al presidio organizzato a sostegno dei dipendenti, portando personalmente la vicinanza dell’Amministrazione comunale. Una presenza che assume un significato particolare per la comunità matelicese: sono infatti circa 60 i lavoratori residenti a Matelica impiegati nello stabilimento di Melano. Numeri che, sottolinea l’Amministrazione, raccontano non soltanto una realtà occupazionale, ma il futuro di decine di famiglie e di una parte significativa del tessuto sociale ed economico della città. "Abbiamo voluto essere presenti accanto ai lavoratori dello stabilimento Beko di Melano - spiega l’assessore Cacciolari - per portare loro personalmente la vicinanza e il sostegno dell’Amministrazione comunale di Matelica in un momento di forte preoccupazione per il futuro occupazionale e produttivo dello stabilimento". La vertenza riguarda direttamente anche Matelica. "Sono circa 60 i lavoratori della nostra città occupati nello stabilimento di Melano - prosegue Cacciolari -. Dietro questo numero ci sono sessanta persone, le loro famiglie, i loro progetti e anni di professionalità e sacrifici".  

Discarica, il Comitato replica a Gentilucci: "Non siamo strumentalizzati, siamo disperati"

Discarica, il Comitato replica a Gentilucci: "Non siamo strumentalizzati, siamo disperati"

09/09/2026 12:51

Strumentalizzati? Inopportuni? No, presidente Gentilucci. Noi siamo solamente disperati». Il Comitato No Discarica Montefano replica alle dichiarazioni di Alessandro Gentilucci, presidente della Provincia di Macerata e sindaco di Pieve Torina, dopo la manifestazione organizzata domenica 6 settembre proprio nel comune dell'entroterra per chiedere un confronto sulla possibile localizzazione della nuova discarica. Una risposta lunga e dai toni duri, nella quale il Comitato contesta la ricostruzione della protesta e respinge l'accusa di essere stato strumentalizzato. «Noi non abbiamo agito su mandato di nessuno, ma esclusivamente in base alla nostra coscienza di cittadini», affermano gli organizzatori. Al centro della replica ci sono innanzitutto le ragioni che hanno portato il gruppo a manifestare a Pieve Torina. Il Comitato sostiene di essere «disperato» per una situazione che, a suo dire, sarebbe iniziata con una cena tra amministratori nella quale sarebbe stata prospettata la realizzazione della discarica a Montefano per «salvare altri Comuni». Una ricostruzione che gli stessi promotori della protesta collegano poi alle decisioni assunte in sede Ata e ai criteri utilizzati per individuare i siti. Il Comitato torna quindi a contestare la possibile localizzazione dell'impianto, sostenendo che "uno dei siti individuati si troverebbe in prossimità dei pozzi di captazione della condotta idrica del lago di Castreccioni, oltre che vicino ad abitazioni e centri abitati. Vengono inoltre richiamate le caratteristiche agricole del territorio montefanese, con particolare riferimento alle produzioni biologiche e al vino locale". Nel mirino finisce anche il ruolo di Gentilucci. Il Comitato sostiene di averlo invitato più volte a un confronto, senza però ottenere, secondo quanto riferito, un incontro diretto. «La manifestazione non ci sarebbe mai stata se avessimo avuto la possibilità di incontrarla prima», scrivono rivolgendosi al presidente della Provincia, contestando anche quanto da lui dichiarato domenica in merito all'assenza di precedenti inviti. Particolarmente critico il passaggio relativo alle parole pronunciate da Gentilucci dopo la manifestazione. Il Comitato contesta il riferimento ai partecipanti che sarebbero «tornati con i piedi per terra» e avrebbero chiesto scusa dopo aver compreso la situazione di Pieve Torina. «Chi era a manifestare domenica oggi non può che sentirsi offeso per le parole che ha preferito affidare ai giornali il giorno successivo», sostiene il Comitato, sottolineando come la protesta, a loro dire, non sarebbe nata da alcuna regia politica. «Dice che siamo stati strumentalizzati? È fin troppo facile buttarla in caciara. La verità, però, è un’altra: noi non abbiamo agito su mandato di nessuno, ma esclusivamente in base alla nostra coscienza di cittadini». Gli organizzatori rivendicano quindi la natura trasversale della mobilitazione, spiegando che tra i partecipanti ci sono persone con orientamenti politici diversi. «Chi c’era domenica, c’era personalmente, perché quello che è successo all’Ata è un sopruso così grave che travalica i colori politici», affermano. Nel mirino del Comitato resta infatti la procedura che ha portato all'individuazione dei possibili siti per la nuova discarica e, in particolare, quello di Montefano. Secondo gli organizzatori, la vicenda riguarderebbe un’intera comunità che rischia di trovarsi «una discarica proprio sotto casa». Il Comitato torna poi a rivolgersi direttamente a Gentilucci, ricordando il suo doppio ruolo di presidente della Provincia di Macerata e sindaco di Pieve Torina: «Noi siamo suoi cittadini e lei è il nostro presidente». Da qui la richiesta di non considerare i cittadini montefanesi meno importanti rispetto agli altri abitanti della provincia. Gli organizzatori contestano inoltre il tono utilizzato da Gentilucci nel commentare la manifestazione, ritenendo «non molto istituzionale» che un presidente di Provincia «mortifichi pubblicamente i propri cittadini» attraverso dichiarazioni sulla protesta e sulle presunte scuse dei manifestanti. Il Comitato ribadisce quindi di aver cercato più volte un confronto con Gentilucci e sostiene che la manifestazione a Pieve Torina avrebbe potuto essere evitata se fosse stato possibile incontrarlo in precedenza. «Non solo non si è mai presentato – affermano – ma ha addirittura sostenuto, davanti a tutti, di non essere mai stato invitato». Infine, il messaggio è rivolto direttamente alla comunità di Pieve Torina. Il Comitato riconosce la drammaticità dell’esperienza vissuta dal paese dopo il terremoto, ma chiede di non essere giudicato per aver scelto la protesta. «Non potremmo mai chiedervi di capire fino in fondo quello che stiamo vivendo, perché voi avete perso una vita intera in una notte», si legge nella nota. La preoccupazione, spiegano i promotori, è quella di ritrovarsi con «case invivibili, proprietà senza più valore, aria irrespirabile» e una discarica in prossimità dei pozzi di captazione che servono un’intera vallata. «Siamo soltanto persone disperate, che temono di ritrovarsi con una discarica sopra pozzi di captazione», conclude il Comitato, ribadendo la volontà di continuare la mobilitazione contro quella che considera una decisione «ingiusta e discriminatoria».

Sanità

La prevenzione al centro: screening gratuiti a Civitanova per persone e animali

La prevenzione al centro: screening gratuiti a Civitanova per persone e animali

09/09/2026 13:40

"Ho voluto fortemente questa giornata perché credo che la salute delle persone e quella degli animali siano la stessa storia, raccontata da due punti di vista che troppo spesso restano separati" dichiara Alessio Piretti, filmmaker e presidente di La Fabbrica delle Idee 2.0 APS riferendosi all'evento "Due vite in una sola Salute – Giornata della Prevenzione Sanitaria, Veterinaria e del Benessere” che sarà ospitata domenica 13 settembre a Civitanova Alta, dalle ore 10:00 alle ore 19:00 al piazzale Ex Tramvia.  Un appuntamento che porta al centro prevenzione sanitaria, controlli specialistici, salute veterinaria e dimostrazioni in maniera gratuita, perchè "Portare la prevenzione in piazza, gratuitamente, è il modo più semplice che conosciamo per prenderci cura davvero della nostra comunità, un gesto alla volta" continua Piretti. Per quanto riguarda l'area della salute umana, sarà possibile effettuare controlli dell'udito, visite internistiche con check-up generale, dermatologia con mappatura dei nei, controllo della vista e diabetologia con stick glicemico e consulenza, ma anche attività legate all'ambito reumatologico, neurologico e psicologico. A presidere l'area di screening e prevenzione saranno presenti professionisti dei vari ambiti, in particolare il dottor Giuseppe Centanni e la dottoressa Alla Konnova per la dermatologia; la dottoressa Styhar Myroslava per la reumatologia; la dottoressa Simonetta Calamita e il dottor Giuseppe Cappiello per l’area otorinolaringoiatrica e uditiva; il dottor Ferdinando Nicoletti per la medicina interna; la dottoressa Giulia Vivas per l’oculistica; il dottor Luigi Chiaramoni per la neurologia; la dottoressa Antonietta Di Paolo per la psicologia. Ma l'evento prevede anche un'area dedicata interamente alla salute animale. La parte veterinaria prevede, infatti, visite generali per cani, valutazioni del benessere e dello stile di vita, indicazioni medico-nutrizionali e motorie e dimostrazioni sulle emergenze. Collaborano l’Università degli Studi di Camerino e l’ospedale Veterinario Universitario Didattico. A partecipare sarà la dottoressa Sarta Tognetti, medico veterinario omeopatico specializzato in approcci integrati e benessere olistico.  A collaborare all'evento saranno, inoltre, Croce Verde, Amplifon, l’I.I.S. Bonifazi-Corridoni e la Società Operaia di Civitanova Alta, impegnata anche nella preparazione degli spazi. La partecipazione all' evento è gratuita. Per prenotare è possibile contattare il numero 371 669 8563. Gli screening hanno finalità di prevenzione e orientamento e saranno effettuati compatibilmente con la disponibilità dei professionisti. In caso di maltempo, l’evento sarà rinviato a data da destinarsi.    

Liste d’attesa, la Regione rende strutturale l’overbooking: un appuntamento in più per recuperare le assenze

Liste d’attesa, la Regione rende strutturale l’overbooking: un appuntamento in più per recuperare le assenze

08/09/2026 19:12

Un appuntamento aggiuntivo nelle agende sanitarie per compensare le assenze dell’ultimo minuto e utilizzare i posti disponibili che altrimenti rischierebbero di rimanere inutilizzati. È questa una delle principali novità introdotte dalla Regione Marche nella gestione delle liste d’attesa, con la delibera approvata dalla Giunta regionale che rende strutturali alcune delle misure sperimentate nei mesi scorsi. Il provvedimento punta in particolare a migliorare l’organizzazione delle agende e ad aumentare il numero delle prestazioni effettivamente erogate. Tra gli strumenti individuati c’è l’overbooking, che potrà essere applicato alle agende di visite specialistiche, mammografie, ecografie e MOC, la densitometria ossea. In concreto, nelle agende individuate potrà essere inserito un appuntamento aggiuntivo, collocato all’inizio o alla fine della seduta. L’obiettivo è compensare eventuali mancate presentazioni e sfruttare integralmente la capacità disponibile delle strutture. La misura, sottolinea la Regione, non viene considerata risolutiva rispetto alla complessità delle liste d’attesa, ma come uno degli strumenti organizzativi per recuperare prestazioni e aumentare le opportunità di accesso per i cittadini. «Siamo consapevoli che quello delle liste d’attesa è un tema sul quale c’è ancora molto da lavorare. I passi avanti compiuti, però, ci sono e i numeri lo dimostrano», afferma l’assessore Paolo Calcinaro. Secondo l’assessore, l’overbooking rappresenta un ulteriore intervento per ottimizzare i tempi e utilizzare in maniera più efficace le disponibilità del sistema sanitario. La delibera introduce inoltre l’obbligo, in tutte le agende, del riutilizzo delle disponibilità per tutte le classi di priorità. Quando un cittadino cancella un appuntamento o rinuncia alla prestazione, il posto liberato dovrà quindi essere rapidamente rimesso a disposizione, evitando che rimanga inutilizzato. L’obiettivo è aumentare il numero complessivo di prestazioni prenotabili attraverso una gestione più dinamica delle agende. Un altro tassello riguarda il rapporto con i cittadini inseriti nelle liste di garanzia. Diventa strutturale la collaborazione tra gli uffici che gestiscono le liste d’attesa e gli Uffici relazioni con il pubblico (URP) delle aziende sanitarie. Il coordinamento dovrebbe consentire di rendere più efficace il contatto con gli utenti, facilitare i richiami e accelerare l’assegnazione di un appuntamento quando si rendono disponibili nuovi posti. Tra le misure introdotte c’è anche la “Priorità di imprenotazione”, che consente, per alcune prestazioni non comprese tra quelle monitorate dal Piano nazionale di governo delle liste d’attesa (PNGLA), di utilizzare posti disponibili in una classe di priorità successiva quando non è possibile trovare un appuntamento nella classe indicata dal medico, purché siano rispettati i tempi di attesa previsti.  La priorità clinica indicata dal medico non viene modificata: il meccanismo serve esclusivamente a utilizzare una disponibilità già presente nell’agenda, evitando che il posto rimanga inutilizzato. Ad esempio, a fronte di una prescrizione con priorità B, potrà essere proposta una disponibilità in classe D qualora questa consenta comunque di rispettare i tempi di attesa.

Sport

Pattinaggio velocità, Sante Pacioni conquista due titoli italiani: doppio oro per la Skyroller Macerata

Pattinaggio velocità, Sante Pacioni conquista due titoli italiani: doppio oro per la Skyroller Macerata

10/09/2026 11:00

Doppio titolo italiano per Sante Pacioni ai campionati italiani di pattinaggio a rotelle su strada di Vado Ligure. L'atleta maceratese della Skyroller ha chiuso la stagione agonistica con due medaglie d'oro nelle specialità dello sprint, portando la società sul gradino più alto del podio. Nella prima giornata di gare, Pacioni ha fatto registrare il miglior tempo in qualifica, per poi conquistare in serata il primo titolo italiano nei 100 metri sprint in corsia. L'ultimo appuntamento del campionato ha completato la doppietta, con la vittoria nel giro sprint. Un risultato che arriva al termine di una stagione particolarmente intensa, segnata anche dalla prima convocazione in Nazionale. Nel mese di luglio, infatti, il pattinatore maceratese ha rappresentato l'Italia ai Campionati Europei disputati a Cardano al Campo, in Lombardia, dove ha conquistato la medaglia di bronzo nei 500 metri sprint su pista, oltre a piazzamenti nelle prime posizioni nelle altre quattro gare di velocità disputate. Per la Skyroller, il finale di stagione rappresenta anche un bilancio positivo del percorso sportivo portato avanti con i propri associati. L'attività della società coinvolge bambini, adolescenti e adulti, attraverso la scuola pattinaggio, le discipline Freesyle inline e Corsa, il settore amatori e la roller therapy, con l'obiettivo di promuovere gli sport rotellistici in un ambiente inclusivo. Nel corso dell'anno non sono mancati i risultati anche nelle categorie giovanili, con diversi titoli regionali e numerosi podi conquistati dagli atleti della società. Un percorso di crescita che ha coinvolto i gruppi di lavoro nelle attività federali e nei diversi appuntamenti agonistici. Dal 1° settembre sono inoltre ripartiti i corsi Skyroller, insieme al periodo promozionale dedicato a chi vuole avvicinarsi per la prima volta al pattinaggio. La società ha già registrato un forte interesse da parte delle persone che hanno chiesto informazioni sulle attività. La Skyroller ha infine rivolto un ringraziamento alla Federazione Skate Italia, al commissario tecnico e ai tecnici della Nazionale per il supporto offerto a Pacioni nel suo percorso di crescita sportiva, oltre che alle società rotellistiche italiane che hanno contribuito alla preparazione agonistica durante i mesi estivi.

Maceratese, finalmente Soura Saidou: arriva l'ok della Figc, sarà a disposizione contro l'Atletico Ascoli

Maceratese, finalmente Soura Saidou: arriva l'ok della Figc, sarà a disposizione contro l'Atletico Ascoli

09/09/2026 19:00

Nuovo colpo di mercato per la Maceratese. O meglio, è arrivata l’autorizzazione per sbloccare e usare un giocatore che in realtà era stato acquistato nei primi di agosto. È a disposizione della squadra il centrocampista originario del Burkina Faso Soura Dougou Nidala Saidou, dopo che dall’Ufficio Tesseramento Stranieri della Figc è arrivato nella giornata odierna il via libera all’impiego del giocatore per le competizioni agonistiche, come comunicato dal club. Dopo i controlli di rito effettuati dalla Fifa e dalla federazione calcistica di provenienza del calciatore è ufficiale il nullaosta per il centrocampista burkinabé, ora aggregato alla rosa e regolarmente a disposizione dello staff tecnico biancorosso. Unitosi per la preparazione estiva al gruppo squadra e in campo nel torneo di Viareggio di quest’anno con la formazione del proprio paese dell’As Police, il classe 2008 sarà una carta in più da pescare per il tecnico Sante Alfonsi nel proprio mazzo. L’under sarà disponibile già per la prossima trasferta contro l’Atletico Ascoli, da disputarsi domenica prossima allo stadio “Di Ridolfi” di Venarotta alle ore 15:00. Contro gli ascolani sarà un match importante tra deluse della prima giornata (i locali hanno perso 2-1 sul campo dell’Angelana) e sarà necessario fare risultato per classifica e morale. (Credit foto: Francesco Tartari) 

Economia

Quasi un imprenditore su sei ha più di 70 anni, Balducci: "Il ricambio è una scelta di futuro"

Quasi un imprenditore su sei ha più di 70 anni, Balducci: "Il ricambio è una scelta di futuro"

08/09/2026 10:10

"Il ricambio generazionale non è un traguardo. È una scelta di futuro". Massimiliano Balducci, Ceo di CBF Balducci Group e presidente di Confindustria Giovani Macerata, interviene sul tema del passaggio generazionale nelle imprese, tornato al centro del dibattito alla luce dei dati sull'invecchiamento della classe imprenditoriale. Un fenomeno particolarmente rilevante anche nelle Marche e in provincia di Macerata, dove una quota significativa degli imprenditori ha più di 70 anni, mentre nel territorio si è progressivamente ridotta la platea di giovani potenziali successori. In questo scenario, Balducci porta l'esperienza della propria azienda come esempio concreto di un percorso già affrontato. In CBF Balducci Group il ricambio generazionale è stato infatti completato e la continuità dell'impresa è oggi affidata a una nuova generazione. "Abbiamo scelto di affrontare questa sfida per tempo - spiega Balducci -. Il ricambio generazionale è già stato completato e oggi la continuità dell'azienda passa attraverso una nuova generazione, chiamata non semplicemente a raccogliere un'eredità, ma a costruire il futuro dell'impresa con nuove competenze, nuove responsabilità e una visione aperta al cambiamento". Un passaggio che, sottolinea il presidente di Confindustria Giovani Macerata, non si esaurisce nel semplice trasferimento della proprietà o della guida aziendale. "È stata una scelta impegnativa, che ha richiesto tempo, confronto e soprattutto la consapevolezza che un'azienda non si trasferisce semplicemente da una generazione all'altra: si trasferiscono valori, cultura, competenze e responsabilità". È proprio nella capacità di mettere insieme esperienza e innovazione che, secondo Balducci, si trova una delle chiavi per affrontare il futuro del tessuto produttivo. "Il ricambio generazionale non dovrebbe essere vissuto come la fine di un percorso, ma come l'inizio di una nuova fase, capace di mettere insieme l'esperienza di chi ha costruito l'azienda e l'energia di chi dovrà farla crescere domani", osserva. L'esperienza maturata all'interno di CBF Balducci Group diventa così, nelle parole di Balducci, non soltanto un risultato della storia aziendale, ma un investimento sul futuro. Da qui la proposta rivolta al mondo imprenditoriale del territorio. In qualità di presidente di Confindustria Giovani Macerata, Balducci intende proporre ai consiglieri la costituzione di un tavolo permanente dedicato al ricambio generazionale. L'idea si inserisce nel solco del progetto nazionale "GenerAZIONI 2026", dedicato proprio al passaggio generazionale. L'obiettivo, spiega Balducci, è andare oltre la formula del convegno occasionale e creare uno spazio in grado di accompagnare concretamente le imprese che devono affrontare il passaggio di testimone. "Non un convegno una tantum, ma un luogo dove accompagnare realmente le aziende", sottolinea. La proposta comprende anche la possibile costituzione di un "Osservatorio sul ricambio generazionale", con l'obiettivo di raccogliere informazioni più approfondite e avere una fotografia costantemente aggiornata di un fenomeno destinato ad avere un peso sempre maggiore sul futuro economico del territorio. Il tema, del resto, non riguarda soltanto la continuità delle singole aziende, ma la capacità del sistema produttivo di conservare competenze, occupazione e know-how, favorendo al tempo stesso l'ingresso di nuove energie e nuove competenze.  

Imprese senza eredi: a Macerata quasi un titolare su sei ha più di 70 anni

Imprese senza eredi: a Macerata quasi un titolare su sei ha più di 70 anni

07/09/2026 10:19

A Macerata quasi un titolare di impresa individuale su sei ha almeno 70 anni. Sono 2.977 gli imprenditori ultrasettantenni, pari al 16,3% del totale: un dato che porta la provincia al settimo posto in Italia per incidenza degli over 70 e al primo nelle Marche. È il dato che emerge dal dossier CNA “Imprese senza ricambio”, dedicato al rischio di mancato passaggio generazionale che interessa il tessuto produttivo italiano. Un fenomeno particolarmente evidente nel Maceratese, dove la quota di imprenditori anziani supera sia la media nazionale, ferma al 10,7%, sia quella regionale, pari a circa 14,2%. Il dato diventa ancora più significativo se confrontato con quello di dieci anni fa. Nel 2015 i titolari con almeno 70 anni erano 3.486, il 14,6% del totale. Oggi sono diminuiti in valore assoluto, ma la loro incidenza è aumentata di 1,7 punti percentuali, arrivando al 16,3%. Alle spalle dell'invecchiamento degli imprenditori c'è anche una platea sempre più ridotta di potenziali successori. Tra il 2015 e il 2026, infatti, in provincia di Macerata i residenti tra i 20 e i 39 anni sono diminuiti del 15,5%. Il problema riguarda un territorio nel quale le piccole imprese hanno un peso particolarmente rilevante: quasi tre imprese attive su dieci sono artigiane. E il ricambio generazionale appare complicato anche guardando al dato regionale: nelle Marche, nell'arco di dieci anni, le imprese giovanili sono diminuite del 36,7%. A livello nazionale, tra i settori maggiormente esposti all'invecchiamento dei titolari ci sono il manifatturiero, con il 9,6% di ultrasettantenni, il trasporto e magazzinaggio con l'8,4% e il commercio con il 7,8%. Nello stesso periodo, le imprese giovanili sono calate del 38,7% nelle costruzioni, del 36,2% nel commercio e del 35,9% nell'industria. Il rischio, secondo CNA Macerata, non è soltanto quello della chiusura di una singola attività. «Quando un'impresa sana chiude perché non c'è qualcuno nelle condizioni di continuarla non perdiamo soltanto un'attività economica», sottolinea il presidente CNA Macerata Simone Giglietti. A sparire possono essere competenze, professionalità, rapporti con clienti e fornitori e, soprattutto nel mondo dell'artigianato, mestieri costruiti in decenni di lavoro. Da qui la richiesta di una politica strutturata per favorire il passaggio delle imprese dalle generazioni più anziane a giovani imprenditori o ad altri soggetti interessati a rilevarle. CNA propone incentivi per chi subentra, credito agevolato, garanzie, sostegno agli investimenti e strumenti per accompagnare il trasferimento delle competenze. Tra le ipotesi anche la possibilità di favorire il subentro dei dipendenti nelle aziende. L'associazione guarda in particolare al modello già utilizzato nel settore agricolo per favorire l'ingresso dei giovani. «Servirebbe un vero e proprio “Pacchetto ricambio d'impresa”», propone Giglietti, con risorse dedicate a chi rileva un'attività esistente e strumenti per consentirne il rilancio. Per il presidente di CNA Macerata la questione riguarda quindi non soltanto le singole famiglie imprenditoriali, ma il futuro economico del territorio. «Favorire il ricambio generazionale significa difendere capacità produttiva e occupazione», afferma Giglietti, ma anche «preservare il tessuto economico dei piccoli Comuni e delle aree interne».

Scuola e università

Scuola media, un giorno gratis per provarla: a Civitanova la "Middle School Free Experience"

Scuola media, un giorno gratis per provarla: a Civitanova la "Middle School Free Experience"

09/09/2026 17:25

Come scegliere la scuola secondaria di primo grado più adatta al proprio figlio? La Marche International School propone per tutto il mese di settembre un'iniziativa pensata proprio per aiutare famiglie e studenti a trovare una risposta concreta: è la "Middle School Free Experience", un'esperienza completamente gratuita che permette ai ragazzi di vivere per una giornata la scuola prima di sceglierla. L'iniziativa è rivolta agli studenti che stanno per concludere la scuola primaria e si preparano ad affrontare il passaggio alla secondaria di primo grado. Le famiglie possono scegliere liberamente il giorno e il periodo, dal lunedì al venerdì, e concordare direttamente con la scuola la giornata di prova. Non si tratta di una semplice visita. Il ragazzo o la ragazza potrà infatti entrare nella quotidianità scolastica, partecipare alle attività in classe, conoscere gli insegnanti, confrontarsi con gli altri studenti e familiarizzare con gli spazi e con il metodo educativo della Middle School. L'obiettivo è andare oltre le informazioni che normalmente vengono raccolte durante un Open Day o attraverso il sito internet dell'istituto. La Middle School della Marche International School propone un ambiente moderno, internazionale e innovativo, nel quale l'apprendimento viene affiancato allo sviluppo dell'autonomia, della creatività, delle competenze linguistiche e della capacità di collaborare con gli altri. "La scelta della scuola non dovrebbe basarsi soltanto su ciò che si legge o si vede durante una visita – spiegano dalla Marche International School –. Con la Middle School Free Experience vogliamo dare ai ragazzi la possibilità di essere davvero protagonisti della scelta, entrando in classe, partecipando alle attività e vivendo per un giorno la loro possibile nuova realtà scolastica". La proposta punta quindi a coinvolgere direttamente gli studenti in un passaggio importante della loro crescita, lasciando che siano l'esperienza personale e il contatto diretto con l'ambiente scolastico a orientare la scelta. La partecipazione alla Middle School Free Experience è gratuita e può essere programmata durante tutto il mese di settembre, dal lunedì al venerdì. Per concordare la giornata è necessario contattare direttamente la Marche International School. L'idea alla base del progetto è semplice: per capire se una scuola può essere davvero quella giusta, a volte non basta visitarla, bisogna viverla. Ed è proprio ai ragazzi che viene affidata la domanda decisiva: "Mi vedo qui?".

Unimc, 35 borse di studio da 2.500 euro grazie al lascito del professor Bolognini

Unimc, 35 borse di studio da 2.500 euro grazie al lascito del professor Bolognini

08/09/2026 15:10

Saranno 35 borse di studio da 2.500 euro ciascuna quelle erogate dal Consiglio del Dipartimento di Giurisprudenza per l'anno accademico 2026/2027 rivolte a studenti e studentesse che si immatricoleranno o iscriveranno al primo anno dei corsi del Dipartimento. L' importo complessivo di 87.500 euro deriva dal lascito testamentario di 500 mila euro disposto a favore del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Macerata dal professor Franco Bolognini, scomparso lo scorso 11 gennaio. Docente dell’Università di Macerata dal 1965 fino al pensionamento nel 2010, Franco Bolognini ha legato gran parte della propria vita accademica alla Facoltà di Giurisprudenza, dove è stato professore ordinario di Diritto canonico e punto di riferimento per generazioni di studenti e studiosi.  "Quello del professor Bolognini – sottolinea il rettore John McCourt - è un gesto di straordinaria generosità e, insieme, di autentica lungimiranza. Ha scelto di trasformare il frutto di una vita e di oltre quarant’anni dedicati all’Università di Macerata in un investimento nel futuro delle nuove generazioni. Il suo lascito non rappresenta soltanto un sostegno economico di eccezionale rilievo: è un grande atto di fiducia nell’Università, nel valore della conoscenza e nelle capacità dei nostri giovani. Grazie a questa scelta, il merito potrà tradursi in opportunità concrete e molti studenti e studentesse potranno affrontare con maggiore serenità il proprio percorso universitario. Il professor Bolognini continuerà così a vivere nella nostra comunità e nel cammino di coloro che beneficeranno della sua generosità. È nostra responsabilità onorarne pienamente la volontà, amministrando queste risorse con rigore e facendone un sostegno duraturo al talento e al diritto allo studio". A restituire anche il profilo più personale del docente è il professor Giuseppe Rivetti, che a Bolognini era legato da un lungo rapporto professionale e di amicizia: "Il prof. Bolognini è stato un giurista colto e raffinato. La tradizione era il suo punto fermo e ispirava le sue riflessioni. Ci accumunava l’interesse per la dimensione tributaria che declinavamo in entrambi gli ordinamenti. L’Università era la sua casa, la sua famiglia, tutto. Ogni volta che passo davanti a quello che era il suo ufficio mi sembra di vederlo tra i suoi libri con una fila interminabile di studenti in attesa di chiedere la tesi o parlare dell’esame. E proprio agli studenti, tanto amati, il suo ultimo gesto di generosità". L’iniziativa rafforza gli interventi del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimc per il diritto allo studio e il welfare per la sostenibilità sociale. “Il lascito del prof. Bolognini – commenta la direttrice Claudia Cesari - ci commuove e ci onora: è un gesto di grande generosità, che attesta il duraturo legame del collega con il nostro Dipartimento, ma anche il suo costante apprezzamento per noi e la sua fiducia nella nostra capacità di formare e offrire opportunità alle giovani generazioni. Di questo gli siamo grati e terremo fede alla sua volontà anche per i prossimi anni, continuando a supportare gli studenti e le studentesse capaci e meritevoli lungo il loro percorso di studio presso di noi”.   Le modalità e i termini per la presentazione delle domande saranno definiti nei bandi predisposti dall’Ateneo che saranno pubblicati sul sito unimc.it e giurisprudenza.unimc.it.

Cultura

La Biblioteca digitale Leopardiana apre al pubblico: ok al progetto dal Ministero della Cultura

La Biblioteca digitale Leopardiana apre al pubblico: ok al progetto dal Ministero della Cultura

09/09/2026 11:30

Manoscritti, immagini e documenti dedicati a Giacomo Leopardi raccolti e resi più facilmente accessibili a studiosi e cittadini. È la Biblioteca Digitale Leopardiana, la nuova piattaforma promossa dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani (CNSL), che sarà presentata ufficialmente al pubblico venerdì 25 settembre  prossimo, alle 17, nella sala Franco Foschi del Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati. Un appuntamento che assume un rilievo particolare anche grazie al patrocinio del Ministero della Cultura, riconoscimento che conferma il valore scientifico e culturale dell'iniziativa e ne sottolinea la dimensione nazionale. Il progetto nasce con l'obiettivo di riunire e valorizzare un patrimonio leopardiano oggi distribuito tra diverse istituzioni e raccolte, mettendo a disposizione attraverso gli strumenti digitali materiali preziosi per la conoscenza e lo studio dell'opera e della figura di Leopardi. Il patrocinio del Ministero della Cultura si aggiunge a quelli già concessi da Regione Marche, Provincia di Macerata, Comune di Recanati, Università di Macerata e FAI – Orto sul Colle dell'Infinito. Al progetto collaborano inoltre la Biblioteca Nazionale di Napoli e la Cattedra Giacomo Leopardi dell'Università di Macerata. «È per noi un onore ricevere il patrocinio del Ministero della Cultura», sottolinea il presidente del Cnsl Fabio Corvatta. «La Biblioteca Digitale Leopardiana nasce per rendere accessibile a studiosi e cittadini un patrimonio prezioso e ancora troppo disperso ed è il frutto della collaborazione tra istituzioni che hanno creduto in questo percorso fin dall'inizio». Corvatta ha quindi rivolto un ringraziamento a quanti hanno contribuito alla realizzazione del progetto, guardando già alle prossime fasi: «Continueremo a portare avanti questo percorso con la stessa determinazione». La presentazione del 25 settembre rappresenterà dunque un momento importante per illustrare al pubblico la piattaforma e le sue potenzialità, con l'obiettivo di rendere sempre più fruibile e condiviso il patrimonio legato a uno dei protagonisti della cultura e della letteratura italiana.

Civitanova Film Festival, la dodicesima edizione guarda a “Il torto e la ragione”. E arriva Giorgio Pasotti

Civitanova Film Festival, la dodicesima edizione guarda a “Il torto e la ragione”. E arriva Giorgio Pasotti

05/09/2026 13:00

 Il cinema torna protagonista a Civitanova Marche con la dodicesima edizione del Civitanova Film Festival, in programma dal 9 al 18 ottobre prossimi. Una rassegna che, anche quest’anno, manterrà il grande schermo al centro della scena, aprendosi però a teatro, musica, letteratura e ad altri linguaggi capaci di dialogare con il cinema. A fare da filo conduttore all’edizione 2026 sarà “Il torto e la ragione”, un tema particolarmente attuale scelto dai direttori artistici Peppe Barbera e Michele Fofi per interrogarsi sulle contrapposizioni che caratterizzano il presente. «In questo periodo storico, dove sembra normale doversi schierare – spiegano Barbera e Fofi – ci vogliamo interrogare sulle reali distanze fra il torto e la ragione e sugli strumenti che abbiamo per non cedere ad una contrapposizione schematica e divisiva». Un tema che il festival affronterà attraverso il cinema, mettendo in discussione le convinzioni personali e invitando il pubblico a confrontarsi anche con il punto di vista dell’altro. «Il cinema è pieno di eroi ed antagonisti, di riscatti e rivalse, di scontri ed incontri», sottolineano i direttori artistici, indicando nella settima arte lo strumento per raccontare «i flussi della vita, i torti, le ragioni e se c’è una parte dove stare». Oltre 300 corti da tutto il mondo Il cuore del Civitanova Film Festival resta il concorso internazionale dedicato ai cortometraggi, che anche per questa edizione ha fatto registrare una partecipazione significativa: sono state oltre 300 le opere arrivate da ogni parte del mondo. Dopo la selezione degli organizzatori, saranno 12 i cortometraggi chiamati a contendersi i diversi riconoscimenti del festival. Tra i premi spicca quello assegnato dalla giuria tecnica al miglior corto, intitolato al regista civitanovese Stelvio Massi. Accanto al concorso internazionale torna anche Corti Young, il progetto pensato per avvicinare gli studenti al linguaggio cinematografico. Il mini-concorso coinvolgerà le scuole del territorio, chiamando i ragazzi a votare la loro opera preferita all’interno di una selezione di cortometraggi dedicati a temi vicini alla loro esperienza. Giorgio Pasotti omaggia Ennio Morricone In attesa di conoscere nelle prossime settimane gli altri protagonisti e il programma completo, il festival ha già annunciato il primo grande ospite dell’edizione 2026: Giorgio Pasotti. L’attore sarà protagonista il 16 ottobre al Teatro Rossini, dove salirà sul palco insieme al Quintetto Saverio Mercadante per un atteso omaggio a Ennio Morricone, uno dei più importanti compositori della storia del cinema. Un appuntamento che unisce recitazione e musica e che si inserisce tra gli spettacoli fuori abbonamento della Stagione di Prosa civitanovese. Le prevendite per lo spettacolo saranno attive su Vivaticket dal 15 settembre. Il programma completo del Civitanova Film Festival sarà svelato nelle prossime settimane, insieme agli altri ospiti e agli appuntamenti che accompagneranno i dieci giorni della manifestazione. Il CFF è promosso e organizzato dall’APS Favolacce, dall’Azienda dei Teatri e dal Comune di Civitanova Marche.

Eventi

Caldarola, Barbara Alberti ospite di “Non a Voce Sola”: l’appuntamento al teatro comunale

Caldarola, Barbara Alberti ospite di “Non a Voce Sola”: l’appuntamento al teatro comunale

10/09/2026 10:40

Approda al teatro comunale di Caldarola la diciassettesima edizione di Non a Voce Sola, rassegna itinerante dedicata alla fisolosofia, alla poesia, alla narrativa e al pensiero femminile. "Con-essere. Corpi in alleanza" è il fil rouge che lega l'edizione che si terrà sabato 12 settembre alle ore 18:00. Quest'anno una protagonista d'eccezione: Barbara Alberti, scrittrice, giornalista, intellettuale irriverente e voce inconfondibile della cultura italiana. Alberti sarà al centro di un incontro che promette di essere, come nel suo stile, intelligente, spiazzante e deeply umano. "Siamo entusiasti di far parte del circuito di Non a Voce Sola, una rassegna di altissimo profilo che sa portare il pensiero e il dibattito culturale nei nostri territori. Per Caldarola è un grande valore aggiunto ospitare un evento di questa portata, che arricchisce la nostra offerta culturale e apre spazi di confronto preziosi per tutta la comunità" afferma con soddisfazione il sindaco di Caldarola Giuseppe Fabbroni. L'idea al centro di "Con-essere" è quella di stare al mondo insieme: non semplicemente accanto agli altri, ma dentro una relazione, riconoscendo nei corpi, nelle differenze, nelle fragilità e nei desideri il primo luogo in cui si costruisce la nostra comune esperienza. Il corpo, infatti, rappresenta il mezzo di trasformazione e di rivendicazione della propria libertà: un corpo che ama, invecchia, desidera, resiste e che sarà una delle chiavi attraverso cui interrogare il presente. Con Barbara Alberti, la riflessione si farà parola viva, ironia, dissenso e libertà. Un appuntamento particolarmente sentito dall'assessore alla Cultura, Paola Scaficchia: "Avere con noi Barbara Alberti è motivo di immensa gioia. Ho sempre nutrito una profonda stima nei suoi confronti, sia come artista straordinaria che come donna di incredibile forza e tenacia. La sua voce fuori dal coro, la sua lucidità e la sua libertà intellettuale sono un esempio e un regalo per tutti noi che avremo il privilegio di ascoltarla dal vivo". L’appuntamento di Caldarola si inserisce così nel percorso di una rassegna che, da diciassette edizioni, porta il pensiero fuori dai luoghi consueti e lo riconsegna alla comunità, alle piazze, ai teatri, alle persone. “Non a Voce Sola” è un invito a cercare, nella pluralità delle voci, nuove forme di relazione e di libertà.

Matelica, cresce la febbre per il concerto gratuito di Ermal Meta: ci sarà anche un maxischermo

Matelica, cresce la febbre per il concerto gratuito di Ermal Meta: ci sarà anche un maxischermo

09/09/2026 14:50

Cresce l’attesa a Matelica per il concerto gratuito di Ermal Meta, in programma sabato 12 settembre alle 21:30 in piazza Enrico Mattei. L’appuntamento, offerto come ogni anno dalla Fondazione Il Vallato in occasione della festa del patrono Sant’Adriano, si prepara ad attirare un pubblico numeroso. Per consentire a tutti di vivere al meglio la serata, oltre alla piazza principale sarà possibile assistere allo spettacolo anche dal Parco urbano Maria Fiorella Conti, dove verrà allestito un maxischermo per la diretta del concerto. Quest’anno, inoltre, l’evento avrà un’importante novità sul fronte dell’inclusività. Per la prima volta, infatti, sarà predisposto in piazza uno spazio dedicato alle persone sorde, che potranno seguire il concerto attraverso l’interpretazione dei testi e della musica affidata a una performer LIS (Lingua dei Segni Italiana). Il cantautore sarà a Matelica nell’ambito del suo nuovo Tour 2026, che lo sta portando sui palchi dei principali centri italiani con uno spettacolo descritto come intenso, intimo ed emozionante. Dopo il successo dei precedenti tour e degli ultimi progetti discografici, Ermal Meta torna a incontrare il pubblico con un live costruito proprio sul rapporto diretto con gli spettatori. La scaletta unirà i brani più amati della sua carriera alle nuove produzioni, in un viaggio musicale tra pop, cantautorato e arrangiamenti moderni. Sono già numerose le persone che si stanno preparando a raggiungere Matelica per assistere gratuitamente all'appuntamento in piazza Mattei, che rappresenta uno degli eventi più attesi della festa patronale.

Curiosità

Sant’Elpidio a Mare, riaffiora una tomba picena del VI secolo a.C.: recuperati vasi e reperti

Sant’Elpidio a Mare, riaffiora una tomba picena del VI secolo a.C.: recuperati vasi e reperti

10/09/2026 10:20

Una tomba della cultura picena, risalente in via preliminare al VI secolo a.C., è riaffiorata nei pressi del cimitero di Sant'Elpidio a Mare. La scoperta è emersa a seguito della segnalazione della presenza di presunti reperti archeologici e ha portato, nella mattinata di martedì 8 settembre, all’intervento della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. Gli accertamenti effettuati dal personale tecnico-scientifico hanno permesso di riconoscere l'evidenza archeologica come parte di un corredo funerario più articolato, composto da diversi oggetti, tra cui vasi e recipienti ceramici, deposti all'interno della sepoltura. Considerata la rilevanza del ritrovamento e la necessità di preservare i materiali, la Soprintendenza ha proceduto immediatamente alla documentazione, al prelievo e alla messa in sicurezza dei reperti, che saranno ora sottoposti a interventi di restauro e a un approfondito lavoro di studio. L'operazione è stata condotta direttamente dall'istituto ministeriale attraverso il funzionario archeologo territorialmente competente, il dottor Francesco Belfiori. Al sopralluogo hanno preso parte anche i tecnici e gli operatori dell'Ufficio Tecnico comunale, insieme al comandante della locale stazione dei carabinieri, il maresciallo capo Michele Guglielmi. Si tratta di un'area che aveva già attirato in passato l'attenzione della Soprintendenza e degli altri organi preposti alla tutela del territorio, proprio per la presenza di precedenti rinvenimenti archeologici fortuiti. La nuova scoperta potrebbe, dunque, aggiungere un ulteriore tassello alla conoscenza della presenza picena nel territorio di Sant'Elpidio a Mare. Gli oggetti recuperati saranno ora sottoposti alle necessarie analisi. Gli esiti degli approfondimenti verranno presentati successivamente alla comunità locale, una volta completate le attività di restauro e studio. Nel frattempo, Soprintendenza e Comune lavoreranno insieme per individuare le modalità attraverso cui valorizzare e rendere fruibili al pubblico i reperti. L'amministrazione comunale ha già manifestato la propria disponibilità a individuare risorse e spazi adeguati per ospitare i manufatti, sulla base delle indicazioni tecniche e delle tempistiche che saranno definite dalla Soprintendenza.

Macerata, la 5ª A del “Gentili” si ritrova dopo 50 anni: 21 compagni di nuovo insieme

Macerata, la 5ª A del “Gentili” si ritrova dopo 50 anni: 21 compagni di nuovo insieme

05/09/2026 16:34

Si erano diplomati all’Istituto Tecnico Commerciale “A. Gentili” di Macerata nel 1976. Cinquant’anni dopo, 21 ex compagni di classe hanno voluto ritrovarsi proprio lì, nello storico Palazzo degli Studi che allora ospitava la loro classe: la 5ª A. Un appuntamento nato dal desiderio di rivedersi, ricordare gli anni della scuola e celebrare insieme un traguardo importante. La foto di gruppo davanti a quello che per loro è stato un luogo significativo della giovinezza ha immortalato il momento, riportando per qualche istante tutti indietro nel tempo. Dopo lo scatto celebrativo, la comitiva si è trasferita all’Agriturismo Moretti di Macerata per un pranzo definito scherzosamente “frugale”. Una tavola imbandita che è diventata il pretesto per trascorrere alcune ore in allegria, tra ricordi, nostalgie, aneddoti e qualche immancabile pettegolezzo rimasto per anni nel cassetto della memoria. Oggi hanno 69 anni e, nonostante mezzo secolo di vita trascorso dal diploma, hanno ancora la stessa voglia di incontrarsi e condividere il piacere della compagnia. Molte cose sono cambiate, naturalmente, ma lo spirito sembra essere rimasto quello di allora: la curiosità, l’ironia e soprattutto il piacere di stare insieme. Nel frattempo, le loro vite hanno preso direzioni diverse. Impiegati, professionisti, bancari, imprenditori e lavoratori impegnati in tanti settori hanno costruito nel corso degli anni le proprie esperienze personali e professionali. Per la maggior parte, oggi, sono pensionati, alle prese con una quotidianità scandita dagli affetti familiari, dai figli, dai consorti e dai nipoti. Cinquant’anni sono tanti e hanno inevitabilmente lasciato il segno. Le differenze tra i percorsi individuali sono numerose, ma quando la classe si ritrova emerge ciò che ancora li accomuna: il ricordo di una stagione importante della vita e il piacere di condividere nuovamente tempo, emozioni e sorrisi. Chi avrebbe potuto immaginare, allora, quanto sarebbe stata intensa la vita nei cinquant’anni successivi? Oggi, guardandosi indietro, ciascuno porta con sé una storia diversa, fatta di scelte, soddisfazioni, difficoltà e cambiamenti. Eppure, davanti a una fotografia o seduti intorno a una tavola, la distanza del tempo sembra improvvisamente accorciarsi. È questo, forse, il valore più autentico di una rimpatriata: scoprire che alcuni legami resistono agli anni e che il piacere di ritrovarsi può essere ancora forte, nonostante le strade della vita si siano inevitabilmente allontanate. La 5ª A si considera, non senza una buona dose di ironia, una vera “classe di ferro”. E il proposito per gli anni a venire è chiaro: continuare a mordere la vita, costruendo un futuro piacevole e dignitoso e, soprattutto, senza perdere l’occasione di ritrovarsi. Il prossimo appuntamento, dunque, è già idealmente fissato: nei prossimi anni, ancora insieme e, possibilmente, ancora tutti presenti. Perché mezzo secolo dopo il diploma, la voglia di fare l’appello non è ancora passata. I 21 partecipanti, rigorosamente in ordine alfabetico, proprio come in classe, sono: Alessandra Ardu, Cristina Bentivoglio, Flavia Buschittari, Maria Cristina Cervigni, Patrizia D’Addio, Maurizio Del Savio, Walter Galassi, Lanfranco Giuliani, Stefano Marcolini, Mauro Mari, Marcella Maroni, Rosaria Monachesi, Giuliana Moretti, Tiziana Morettini, Mauro Palazzini, Angelo Piermarini, Anita Ricci, Filippo Scarponi, Simonetta Sperandini, Loredana Tacconi, Flavia Tartaglini.

Varie

A Civitanova Alta apre Trifit: il nuovo centro per allenamento funzionale e benessere

A Civitanova Alta apre Trifit: il nuovo centro per allenamento funzionale e benessere

10/09/2026 10:00

Una nuova realtà dedicata al movimento e al benessere ha aperto le sue porte a Civitanova Alta. Domenica 30 agosto è stata inaugurata TRIFIT Civitanova, il nuovo centro in via Filippo Corridoni 20, nato per portare anche sul territorio civitanovese il metodo TRIFIT, un sistema di allenamento funzionale in piccoli gruppi che mette al centro la persona, le sue caratteristiche e i suoi obiettivi.   L’attività è ufficialmente partita il 1° settembre e l’accoglienza da parte della popolazione di Civitanova Alta e delle zone limitrofe è stata fin da subito particolarmente positiva, con grande entusiasmo per la nascita di una nuova realtà dedicata all’attività fisica sul territorio.   Il cuore della proposta è infatti il lavoro in piccoli gruppi su prenotazione, una scelta precisa, pensata per permettere al trainer di seguire ogni partecipante con la massima attenzione, adattando esercizi, carichi e difficoltà alle caratteristiche e agli obiettivi individuali.   È proprio questo uno degli elementi distintivi del metodo TRIFIT: allenarsi insieme agli altri, mantenendo però un lavoro personalizzato. Il metodo nasce dall'incontro tra preparazione atletica e allenamento funzionale e punta a migliorare forza, resistenza, mobilità, coordinazione e qualità del movimento, rendendo l'attività fisica accessibile a persone con livelli di preparazione differenti.   L'obiettivo è creare un ambiente nel quale allenarsi diventa un momento di condivisione, motivazione e collaborazione: ci si allena insieme, ci si sostiene e si condividono progressi e difficoltà. «Aprire TRIFIT Civitanova è stato un passo importante per noi. Volevamo portare a Civitanova Alta una novità, un modo diverso di vivere lo sport e un luogo in cui le persone potessero sentirsi parte di qualcosa. Sentivamo che in questa zona mancava uno spazio dedicato all'attività fisica vissuta non solo come allenamento, ma anche come momento di condivisione, socialità e benessere».   L'apertura del nuovo centro rappresenta anche un ulteriore passo nel percorso di crescita di TRIFIT sul territorio. Il centro di Civitanova si aggiunge infatti alla realtà già presente a Potenza Picena, con l'obiettivo di portare il metodo e la sua filosofia a un numero sempre maggiore di persone.   «Vedere la risposta delle persone di Civitanova Alta e delle zone limitrofe già dall'inaugurazione e nei primi giorni di attività ci ha dato una grande soddisfazione. Siamo orgogliosi di aver scelto questa zona e di poter contribuire, con la nostra attività, a portare un nuovo spazio dedicato allo sport e al benessere».    

Smart working e sicurezza: l’attualità di una cassaforte per chi lavora da casa

Smart working e sicurezza: l’attualità di una cassaforte per chi lavora da casa

10/09/2026 09:05

Secondo quanto reso noto dall’Osservatorio del Politecnico di Milano, nel 2025 sono aumentati i cosiddetti smart workers, ovvero coloro che lavorano da casa, a fronte di 3,57 milioni di persone e di un incremento soprattutto nelle PA. Un dato che ha ancora tutte le potenzialità per crescere: sempre stando all’Osservatorio del Politecnico di Milano, “il 21% degli impiegati potrebbe svolgere da remoto almeno metà attività: circa 6,5 milioni di smart worker potenziali.” Si tratta di professioni che prevedono l’utilizzo massivo del computer, nella grande maggioranza dei casi, e per quanto buona parte dei documenti venga gestita in cloud, le soluzioni fisiche da custodire con riservatezza sono diverse. Per questo, per gli smart workers disporre di una cassaforte si rivela quanto mai attuale: parliamo di dispositivi certificati, in grado di tutelare a 360°. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito bordogna.com, che vanta inoltre un ampio assortimento di proposte di ultima generazione pensate per coniugare qualità certificata, estetica e sicurezza, nel segno del made in Italy: tratti essenziali tanto per gli smart workers quanto per le aziende. Gli oggetti da tutelare maggiormente per chi lavora da remoto Chi lavora da casa si trova spesso a conservare nello stesso ambiente beni personali e professionali. La cassaforte consente di acquisire un livello di protezione ulteriore, tutelando soprattutto in casi come furto, smarrimento o accesso da parte di persone non autorizzate: situazioni che possono avere un impatto importante sul piano lavorativo. Quali sono gli elementi da tutelare con maggiore attenzione? Si tratta soprattutto di quelli che seguono: - documenti cartacei e contratti che contengono informazioni riservate; - hard disk, chiavette USB e altri supporti di memoria, nei quali possono essere conservati dati e copie di backup; - dispositivi elettronici professionali di piccole dimensioni; - chiavi, credenziali fisiche e dispositivi di autenticazione utilizzati per accedere a uffici, archivi o sistemi aziendali. La protezione della cassaforte risulta complementare a quella approntabile in chiave digitale, contribuendo a creare una postazione di lavoro domestica più sicura e organizzata. Quale cassaforte per chi lavora in smart working? Tra le soluzioni più diffuse presso chi lavora da casa troviamo le casseforti a muro, apprezzate perché facilmente camuffabili dietro quadri o elementi d’arredo. Richiedono tuttavia interventi più invasivi sulla muratura, un aspetto da considerare soprattutto quando non si è proprietari dell’abitazione. In ascesa invece le casseforti a mobile o ad armadietto, più pratiche da installare e caratterizzate da un’estetica maggiormente integrabile nell’home office. Diventa però fondamentale scegliere modelli di qualità e adeguatamente ancorati, così da ostacolarne l’asportazione. Esistono infine le casseforti a pavimento, indicate anche per oggetti più ingombranti, ma generalmente meno adatte allo smart working a causa di installazione, ingombro e costi che appaiono superiori. La scelta dipende quindi dallo spazio disponibile, dalla tipologia di beni da proteggere, dal proprio budget e dal livello di sicurezza necessario. Non esiste pertanto una soluzione universalmente valida: l’ideale è confrontarsi con un consulente specializzato, in grado di affiancare non solo durante la fase di valutazione ma anche in quelle successive all’acquisto.

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