Incendio questa mattina in un’attività commerciale nel centro di Civitanova Marche. Le fiamme hanno interessato il negozio di abbigliamento Scalasedici, in piazza XX Settembre, nella zona di via Conchiglia.
L’allarme è scattato poco dopo le 7. A dare l’allarme è stata la titolare del vicino negozio Mary Market, che avrebbe notato del fumo nero provenire dall’area dei locali commerciali e, inizialmente, temendo che l’incendio si fosse sviluppato all’interno della propria attività.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno accertato che il rogo interessava invece il locale adiacente. La squadra ha lavorato per circa un’ora, riuscendo a circoscrivere e spegnere le fiamme prima che potessero propagarsi all’intero negozio e agli ambienti vicini. Al termine delle operazioni sono state effettuate anche le verifiche e la messa in sicurezza dell’area.
Sul posto è intervenuta anche la polizia del Commissariato di Civitanova Marche, che ha avviato gli accertamenti per ricostruire l’origine dell’incendio.
Tra gli elementi al vaglio degli investigatori c’è un foro individuato sulla vetrina posteriore del negozio, quella che affaccia verso vicolo Nettuno. Secondo una delle ipotesi investigative, il foro potrebbe essere stato utilizzato per introdurre del liquido infiammabile all’interno del locale. Un elemento che, se confermato dagli accertamenti, potrebbe rafforzare l’ipotesi di un incendio appiccato volontariamente.
Le indagini sono in corso e gli agenti stanno acquisendo tutti gli elementi utili per chiarire la dinamica e stabilire con certezza le cause del rogo. Non si registrano, al momento, persone ferite.
Incendio questa mattina in un’attività commerciale nel centro di Civitanova Marche. Le fiamme hanno interessato il negozio di abbigliamento Scalasedici, in piazza XX Settembre, nella zona di via Conchiglia.
L’allarme è scattato poco dopo le 7. A dare l’allarme è stata la titolare del vicino negozio Mary Market, che avrebbe notato del fumo nero provenire dall’area dei locali commerciali e, inizialmente, temendo che l’incendio si fosse sviluppato all’interno della propria attività.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno accertato che il rogo interessava invece il locale adiacente. La squadra ha lavorato per circa un’ora, riuscendo a circoscrivere e spegnere le fiamme prima che potessero propagarsi all’intero negozio e agli ambienti vicini. Al termine delle operazioni sono state effettuate anche le verifiche e la messa in sicurezza dell’area.
Sul posto è intervenuta anche la polizia del Commissariato di Civitanova Marche, che ha avviato gli accertamenti per ricostruire l’origine dell’incendio.
Tra gli elementi al vaglio degli investigatori c’è un foro individuato sulla vetrina posteriore del negozio, quella che affaccia verso vicolo Nettuno. Secondo una delle ipotesi investigative, il foro potrebbe essere stato utilizzato per introdurre del liquido infiammabile all’interno del locale. Un elemento che, se confermato dagli accertamenti, potrebbe rafforzare l’ipotesi di un incendio appiccato volontariamente.
Le indagini sono in corso e gli agenti stanno acquisendo tutti gli elementi utili per chiarire la dinamica e stabilire con certezza le cause del rogo. Non si registrano, al momento, persone ferite.
Ha bloccato un carroattrezzi lungo la strada, minacciato il conducente e tentato di impossessarsi dell'auto trasportata, per poi fuggire con il cellulare del soccorritore. È quanto contestato a un 23enne tunisino, residente a Macerata e regolare sul territorio nazionale, denunciato dai carabinieri della Stazione di Montecassiano al termine di un'articolata attività d'indagine.
I fatti risalgono alla mattina del 12 agosto, quando la centrale operativa ha inviato i militari di Montecassiano e l'Aliquota Radiomobile in soccorso di un 66enne, dipendente di una ditta di soccorso stradale.
L'uomo aveva appena caricato sul carroattrezzi un'autovettura rimasta in panne, quando è stato improvvisamente affiancato e bloccato dall'indagato, che si trovava a bordo della propria automobile.
Le chiavi del carroattrezzi e il tentativo di prendere l'auto
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 23enne sarebbe sceso dal proprio veicolo con un atteggiamento minaccioso, riuscendo a sfilare le chiavi dal quadro del carroattrezzi. Successivamente avrebbe preteso anche le chiavi della vettura trasportata, sostenendo falsamente di esserne il proprietario.
Il giovane è quindi salito a bordo dell'auto in panne, tentando senza successo di metterla in moto. Di fronte alla situazione, il soccorritore ha contattato telefonicamente il reale proprietario del veicolo per chiarire la vicenda. Ma proprio durante la conversazione si è verificato il secondo episodio.
Gli prende il cellulare e fugge verso Osimo
L'indagato, chiedendo di parlare direttamente con il proprietario della macchina, si sarebbe impossessato con destrezza del cellulare del 66enne, per poi risalire sulla propria auto e allontanarsi a forte velocità.
Le ricerche sono scattate immediatamente e hanno portato i carabinieri fino a Osimo, dove i militari della locale Stazione sono riusciti a rintracciare il 23enne e a recuperare lo smartphone, successivamente sottoposto a sequestro.
Le successive verifiche hanno permesso di ricostruire nel dettaglio quanto accaduto. In particolare, i carabinieri hanno analizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e raccolto le testimonianze delle persone presenti.
Al termine dell'attività investigativa, il giovane è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata, ritenuto responsabile, allo stato delle indagini, dei reati di tentata rapina e furto aggravato.
In questo episodio del podcast Nati per… incontriamo Barbara Trasatti, una delle figure più poliedriche e carismatiche della comunicazione visiva e del personal branding nelle Marche. Insieme a lei affronteremo un viaggio affascinante tra creatività, business e indipendenza femminile.
Pioniera del settore, Trasatti ha fondato il suo storico Studio Grafico a Macerata nel 1989, costruendo nel tempo una carriera solida e autonoma. La sua è una storia di pura determinazione: dall'ideazione del rivoluzionario format PersonalGraphicVIP (vincitore del Premio Innovazione nel 2011) fino al recente incarico all'interno della Commissione Regionale per le Pari Opportunità della Regione Marche.
Aperta al confronto e da sempre pronta a mettere la propria esperienza a disposizione degli altri, ha saputo racchiudere la sua visione del mondo in tre fortunate pubblicazioni:
Chic For Life: un agile "minibook" da borsetta fatto di aforismi brevi e battute sagaci, pensato per donne curiose e intraprendenti che hanno imparato a scegliersi. Un vero prontuario di autoironia per affrontare la vita quotidiana con stile ed eleganza; Gettami in pasto ai lupi e tornerò alla guida del branco: un manuale di crescita personale per eroi di tutti i giorni; una lezione di resilienza e forza interiore per imparare a superare le avversità; Chic For Life 2: naturale evoluzione del primo progetto, il volume consolida un percorso di pillole di saggezza moderna, promuovendo l'idea di una femminilità forte, indipendente e capace di tracciare la propria strada. Un’opera dedicata a chi sta ricominciando e desidera continuare a crescere.
🎧 Ascolta la storia di Barbara Trasatti: la puntata di "Nati per..." è disponibile ora su YouTube, Facebook e Spotify!
Una frode informatica da 47.870 euro ai danni di un 39enne di Corridonia è stata scoperta dai carabinieri della locale Stazione, che al termine di un'articolata attività investigativa hanno denunciato in stato di libertà tre persone, tutte già note alle forze dell'ordine.
Si tratta di un 30enne residente nella provincia di Caserta, un 24enne napoletano e un 51enne di origine albanese residente nel Veronese, ritenuti responsabili, allo stato delle indagini, del reato di frode informatica.
La falsa verifica e il controllo dell'home banking
L'indagine è partita dalla denuncia presentata ai primi di luglio dalla vittima, che sarebbe stata ingannata attraverso una falsa procedura di verifica dell'identità.
Il 39enne, convinto di dover confermare i propri dati, si è collegato al servizio di home banking della propria banca, inserendo le informazioni personali richieste. L'operazione, anziché servire a verificare l'identità, avrebbe consentito ai malintenzionati di generare abusivamente nuove credenziali di accesso.
Attraverso un intervento illecito sui dati del sistema, i responsabili sarebbero quindi riusciti a prendere il controllo dell'applicazione bancaria e a disporre diversi bonifici istantanei.
Sei bonifici per quasi 48mila euro
Il denaro sottratto ammonta complessivamente a 47.870 euro, prelevati da due distinti conti correnti intestati alla vittima insieme, rispettivamente, alla madre e alla convivente, entrambi presso la stessa banca.
Nel dettaglio, è stato disposto un primo bonifico da 25mila euro verso un IBAN. A questo si sono aggiunti tre bonifici per complessivi 14.880 euro indirizzati verso un secondo conto corrente e altri due trasferimenti per un totale di 7.990 euro verso un terzo IBAN.
Un'operazione articolata che ha richiesto ai carabinieri una ricostruzione dettagliata dei movimenti finanziari.
I Carabinieri ricostruiscono i flussi di denaro
Gli investigatori della Stazione di Corridonia hanno infatti seguito i flussi finanziari e i movimenti del denaro, riuscendo a risalire alla titolarità dei tre conti correnti sui quali erano confluite le somme.
Gli accertamenti hanno permesso di stabilire che tutti e tre i conti di destinazione erano stati attivati dai tre soggetti oggi indagati, consentendo così agli investigatori di ricostruire la presunta frode e di formalizzare le denunce all'Autorità Giudiziaria.
I tre sono stati quindi deferiti in stato di libertà per il reato di frode informatica.
Sacchi di rifiuti, bottiglie, mozziconi e oggetti abbandonati nell'area picnic e nei dintorni dei boschi di Pian dell'Elmo, nel territorio di Apiro. È la situazione documentata il 17 agosto da una visitatrice che ha deciso di segnalare alla nostra redazione le condizioni in cui si è trovata davanti l'area attrezzata dopo il lungo weekend di Ferragosto.
La segnalazione è accompagnata da alcune fotografie che mostrano rifiuti disseminati nell'area (vedi copertina, ndr), nonostante la presenza di numerosi cassonetti destinati alla raccolta.
"A Pian dell'Elmo è presente un'area attrezzata per i picnic e, dopo il lungo weekend di Ferragosto, la situazione che mi sono trovata davanti era davvero imbarazzante: immondizia ovunque, sacchi di rifiuti abbandonati, bottiglie, mozziconi di sigaretta e oggetti di ogni genere disseminati nell'area", racconta la lettrice.
La donna precisa di non poter stabilire quando e da chi siano stati lasciati i rifiuti, ma sottolinea come la situazione riscontrata il 17 agosto sia arrivata al termine di alcuni giorni caratterizzati da un forte afflusso di persone.
"La montagna richiede rispetto"
La visitatrice, appassionata di montagna e frequentatrice abituale anche degli ambienti di alta quota, lega quanto osservato a una riflessione più ampia sul rapporto tra turismo e natura.
"Negli ultimi anni ho purtroppo visto aumentare sempre di più il numero di persone che frequentano la montagna e gli ambienti naturali senza avere la minima consapevolezza del rispetto che questi luoghi richiedono", racconta.
La sua intenzione era trascorrere una giornata lontano dai percorsi di alta montagna, scegliendo una passeggiata in un luogo immerso nella natura. L'impatto con l'area di Pian dell'Elmo, però, è stato ben diverso da quello che si aspettava: "Avevo deciso di concedermi una giornata lontano dall'alta montagna, scegliendo una passeggiata tranquilla in un luogo immerso nella natura e che immaginavo bello e pacifico. Invece mi sono trovata davanti a uno spettacolo che mi ha profondamente rattristata".
Secondo la lettrice, il problema non riguarda soltanto la presenza materiale dei rifiuti, ma soprattutto il comportamento che ne è alla base: "Il problema non sono soltanto i rifiuti. È la mentalità che c'è dietro: l'idea che si possa lasciare qualsiasi cosa a terra perché 'tanto qualcuno pulirà', come se i luoghi naturali fossero di nessuno e come se le proprie azioni non avessero conseguenze".
"I cassonetti ci sono, non è una questione di fare grandi sforzi"
Uno degli aspetti che ha colpito maggiormente la visitatrice è la presenza di numerosi contenitori per i rifiuti lungo l'area. "E in questo caso la cosa è ancora più difficile da comprendere, perché l'area è piena di cassonetti. Ne avrò contati decine durante la mia passeggiata", sottolinea.
La segnalazione evidenzia quindi come, almeno secondo quanto osservato dalla visitatrice, non mancassero i punti di raccolta. Anche qualora alcuni contenitori fossero risultati pieni durante i giorni di maggiore affluenza, la lettrice ritiene che sarebbe stato comunque possibile evitare di disseminare i rifiuti nell'area e nel bosco: "Non si tratta quindi nemmeno di dover fare un grande sforzo per portare i propri rifiuti con sé: i contenitori sono presenti e facilmente raggiungibili".
Da qui l'appello a un maggiore senso di responsabilità da parte di chi frequenta questi luoghi: chi porta qualcosa in un ambiente naturale dovrebbe essere altrettanto attento a riportarlo indietro o a smaltirlo correttamente.
"Anche chi gestisce l'area deve intervenire"
La responsabilità, secondo la visitatrice, non ricadrebbe però esclusivamente sui comportamenti individuali. La segnalazione chiama in causa anche la gestione dell'area, soprattutto in occasione di periodi caratterizzati da un'affluenza prevedibilmente elevata.
"Ma credo che ci sia anche una seconda responsabilità, quella di chi ha in gestione l'area. In occasione di un periodo come Ferragosto, con un afflusso di visitatori ampiamente prevedibile, sarebbe stato ragionevole prevedere maggiori controlli e una verifica puntuale delle condizioni dell'area nei giorni successivi alla maggiore affluenza", afferma.
L'obiettivo, precisa, non sarebbe quello di sostituire il senso civico dei visitatori, ma di affiancarlo con controlli e interventi tempestivi, soprattutto nei momenti in cui la pressione turistica aumenta: "Non è sufficiente confidare nel senso civico delle persone quando è evidente che, in alcuni casi, questo senso civico viene completamente a mancare. La tutela di un luogo naturale passa anche dalla capacità di prevenire, controllare e intervenire tempestivamente".
La segnalazione si conclude con un auspicio: che quanto documentato possa contribuire a richiamare l'attenzione sulla necessità di tutelare Pian dell'Elmo, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso.
"Trovo particolarmente triste che un luogo di media montagna così bello possa trasformarsi, proprio nei giorni di maggiore affluenza, in una discarica a cielo aperto", conclude la visitatrice, ribadendo che "la montagna e gli ambienti naturali non sono parchi giochi privati" ma ecosistemi fragili che richiedono responsabilità da parte di tutti.
Il cinghiale da problema a risorsa per il territorio: è questo l'obiettivo dell'accordo sottoscritto nel Maceratese tra Coldiretti, le associazioni agricole, gli Ambiti Territoriali di Caccia Macerata 1 e Macerata 2 e Urca Marche, l'associazione ambientale che gestisce il Centro di Lavorazione della Selvaggina di Caccamo.
Un'intesa definita innovativa, la prima di questo genere nelle Marche, che punta a cambiare l'approccio alla gestione del cinghiale. Non più soltanto una specie da contenere per limitare i danni alle coltivazioni, ma una risorsa economica, ambientale e alimentare da inserire in una filiera controllata e tracciata.
L'obiettivo è aumentare la disponibilità di carne di selvaggina locale destinata ad agriturismi e ristorazione, garantendo contemporaneamente la sicurezza sanitaria delle carni e un maggiore controllo della popolazione selvatica.
Un patto tra agricoltori, cacciatori e ambientalisti
"Per costruire una convivenza equilibrata tra fauna selvatica e agricoltura occorre cambiare prospettiva", sottolinea David Donninelli, direttore di Coldiretti Macerata.
Secondo Donninelli, il cinghiale può rappresentare un'opportunità per tutti gli attori coinvolti: per gli agricoltori, attraverso una gestione più efficace della popolazione e la conseguente riduzione dei danni; per i cacciatori, ai quali viene riconosciuto un valore economico per i capi conferiti; per agriturismi e consumatori, che potranno contare su una carne locale, sicura e tracciata.
L'accordo si inserisce in un percorso avviato nelle Marche già nel 2023, con l'apertura del Centro di Lavorazione della Selvaggina di Caccamo gestito da Urca, associazione attiva anche nel centro sosta del Parco del Conero, in provincia di Ancona.
La nuova impostazione punta quindi a superare la semplice logica del risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica, privilegiando la prevenzione attraverso maggiori catture e la costruzione di una filiera controllata.
Nel Maceratese coinvolti circa 300 cinghiali all'anno
L'intesa sottoscritta nel 2026 prevede un meccanismo operativo preciso. Ogni squadra di caccia al cinghiale degli Atc MC1 e MC2 dovrà puntare a conferire, durante ogni stagione venatoria, almeno cinque capi al Centro di Caccamo, con un peso eviscerato non inferiore a 50 chili.
Nel complesso, la nuova filiera potrebbe arrivare a coinvolgere circa 300 animali ogni anno.
Il cacciatore assume così un ruolo centrale non soltanto nella gestione della fauna selvatica, ma anche nella legalità delle operazioni e nella salubrità delle carni. Agricoltori, Ambiti Territoriali di Caccia, ambientalisti, cacciatori e mondo della ristorazione vengono inseriti all'interno di un unico progetto territoriale.
Le associazioni agricole promuoveranno infatti l'utilizzo delle carni di selvaggina locale presso agriturismi e imprese, mentre Urca sosterrà l'adesione dei cacciatori, la formazione e la valorizzazione della filiera.
"Il cinghiale può diventare una risorsa"
Donninelli ha rivolto un ringraziamento ai presidenti degli ATC, Leonardo Romiti e Pio Chiaramoni, e ai rispettivi comitati per il sostegno al progetto.
"Questo accordo pone le fondamenta di una nuova visione della caccia e della gestione faunistico-venatoria: il cinghiale da problema può diventare una risorsa del territorio", conclude il direttore di Coldiretti Macerata.
L'obiettivo finale è quindi creare valore economico e occupazionale, contribuire alla tutela delle coltivazioni e, allo stesso tempo, offrire a consumatori e ristoratori una carne locale controllata e tracciata, trasformando la gestione del cinghiale in una filiera strutturata.
Loro Piceno si stringe nel dolore per la scomparsa di Giovanna Gasparrini, venuta a mancare ieri all’età di 64 anni.
La notizia ha suscitato profondo cordoglio in paese, dove Giovanna era molto conosciuta e apprezzata. Nel corso degli anni si era distinta per il suo impegno nell’associazionismo e nella vita della comunità, partecipando attivamente alle iniziative del territorio e contribuendo alla vita sociale di Loro Piceno.
Il suo ricordo resta legato alla disponibilità e alla presenza costante nella comunità, in un percorso che l’aveva portata a essere una figura conosciuta e stimata da molte persone.
Giovanna lascia la sorella Carla, il fratello Marco con Alide, e la nipote Alice.
I funerali si svolgeranno domani, giovedì 20 alle ore 10, nella Chiesa Parrocchiale di Loro Piceno, dove sarà celebrata la funzione religiosa.
Il mondo del calcio marchigiano piange la scomparsa di Nicola Daleno, venuto a mancare all’età di 75 anni. Difensore di grande eleganza, autorevolezza e spessore umano, Daleno ha lasciato un segno indelebile nelle piazze in cui ha militato.
Daleno ha vestito la maglia della S.S. Maceratese dal 1979 al 1982, scrivendo una pagina importante della storia del club. Nella stagione 1979/80 fu infatti tra i protagonisti assoluti della vittoria del campionato di Serie D e del conseguente approdo tra i professionisti. Nelle due annate successive guidò la difesa biancorossa in Serie C2, indossando anche la fascia da capitano con carisma e responsabilità.
Nel settembre del 2022, in occasione del Centenario della società, era tornato sul prato dello stadio Helvia Recina per riabbracciare i suoi tifosi durante la sfilata delle vecchie glorie.
La sua carriera è stata legata a doppio filo anche alla Sambenedettese, di cui è stato un punto di riferimento fondamentale per ben quattro stagioni — due in Serie C e due in Serie B — collezionando 64 presenze complessive e un gol storico siglato contro il Modena.
Terminato il percorso sul terreno di gioco, Daleno aveva stabilito la propria vita a Martinsicuro, dove si era dedicato all'attività imprenditoriale rimanendo sempre ben voluto dalla comunità locale.
In queste ore la S.S. Maceratese e la Samb, appresa la notizia della sua scomparsa, hanno espresso le più sentite condoglianze alla moglie Vilma, alle nipoti Nicole ed Emily e a tutti i familiari.
Il cinema marchigiano torna a farsi notare sulla scena internazionale. “TIC TAC”, cortometraggio di Emilio Mercanti, ha ottenuto una nomination ufficiale nella categoria Best European Short Film al Love & Hope International Film Festival di Barcellona, rassegna internazionale in programma nella città catalana dal 14 al 17 ottobre 2026.
Il titolo compare nell'elenco delle Official Nominations 2026 pubblicato dall'organizzazione del festival. Il vincitore della categoria sarà proclamato durante la cerimonia di premiazione conclusiva del 17 ottobre. Il sito ufficiale descrive il premio Best European Short Film come il riconoscimento dedicato ai migliori cortometraggi realizzati e prodotti in Europa, valutati per originalità, regia, qualità produttiva, interpretazioni e forza complessiva dell'opera.
Per TIC TAC si tratta di un nuovo passaggio nel percorso internazionale iniziato dopo la realizzazione del film. Il cortometraggio era già stato inserito nella Official Selection 2026 del festival di Barcellona, che sul proprio sito lo presenta come un'opera italiana diretta da Emilio Mercanti della durata di poco meno di 25 minuti.
Al centro della storia c'è Phil, interpretato da Riccardo Andreucci, intrappolato in un loop temporale che lo costringe a rivivere una realtà apparentemente immutabile e a confrontarsi progressivamente con le proprie decisioni. Accanto a lui ci sono Mary, interpretata da Linda Campana, e l'enigmatico Daemon, interpretato da Simone Riccioni. Attraverso il meccanismo della ripetizione, il cortometraggio utilizza il tempo come elemento narrativo ma anche psicologico, costruendo una riflessione sulle scelte, sull'identità e sulla possibilità di spezzare i meccanismi nei quali si rimane intrappolati. Il cast e l'impianto narrativo erano già stati raccontati dalla stampa marchigiana in occasione delle precedenti tappe festivalieri del film.
La nomination di Barcellona arriva infatti dopo un percorso che aveva già portato TIC TAC, nel novembre 2025, tra i finalisti dell'Amarcort Film Festival di Rimini, una delle precedenti tappe italiane del progetto.
Per Mercanti il risultato si inserisce in una fase particolarmente intensa del percorso cinematografico. Il regista è impegnato anche nel lungometraggio “Quello che resta di noi”, diretto insieme a Simone Riccioni e realizzato nelle Marche: il progetto aveva portato la troupe tra le location del territorio maceratese, tra cui Corridonia, ed era già stato raccontato nell'estate 2025 dalla stampa locale.
Ora l'attenzione torna però su TIC TAC e su Barcellona. Il Love & Hope International Film Festival si svolgerà dal 14 al 17 ottobre, mentre l'ultima serata sarà dedicata alla proclamazione dei vincitori. Per il cortometraggio di Mercanti, la nomination nella categoria Best European Short Film rappresenta così un nuovo riconoscimento del percorso compiuto dall'opera fuori dai confini regionali e nazionali.
RECANATI – Dopo anni di attesa, prende finalmente il via la realizzazione della nuova rotatoria tra via Nazario Sauro e viale Aldo Moro. Il cantiere sarà aperto lunedì 24 agosto e, secondo il cronoprogramma, dovrebbe concludersi nell’arco di circa tre settimane, con l’obiettivo di completare l’intervento prima dell’avvio del nuovo anno scolastico.
L’opera, programmata da tempo e dal valore complessivo di 202mila euro, con un finanziamento parziale della Regione Marche, non era ancora entrata nella fase esecutiva. L’Amministrazione comunale ha scelto di concentrare i lavori nell’ultima parte dell’estate, approfittando di un periodo caratterizzato da una minore pressione sul traffico cittadino e cercando così di limitare i disagi per residenti, automobilisti e attività della zona.
«È un intervento che Recanati attende da anni e veder partire finalmente il cantiere è certamente una buona notizia – sottolinea l’assessore ai Lavori Pubblici Roberto Bartomeoli –. Allo stesso tempo siamo consapevoli che ogni lavoro sulla viabilità comporta inevitabilmente qualche disagio. Per questo abbiamo lavorato sulla programmazione affinché la fase di cantiere si concentrasse in queste ultime settimane d’estate e si concludesse prima della ripresa delle scuole e del ritorno a pieno regime delle attività cittadine».
Durante i lavori l’accessibilità alla zona sarà comunque garantita, seppur con alcune modifiche alla circolazione. Viale Aldo Moro potrà contare su un ulteriore accesso, mentre lungo via Nazario Sauro il traffico sarà regolato in base all’avanzamento del cantiere, ricorrendo, quando necessario, al senso unico alternato con semaforo o con l’ausilio di movieri.
Nel dettaglio, a partire da lunedì 24 agosto sarà temporaneamente interdetta la circolazione veicolare e pedonale all’uscita nord-est di viale Aldo Moro, nel tratto compreso tra l’intersezione con via Mattutini e la traversa senza sbocco situata a monte della scuola secondaria M. L. Patrizi.
In corrispondenza dell’intersezione tra via Nazario Sauro e viale Aldo Moro sarà invece istituito il senso unico alternato, secondo le esigenze del cantiere e l’avanzamento delle lavorazioni. La circolazione sarà regolata da movieri oppure da un impianto semaforico.
Limitazioni ridotte al minimo anche per i pedoni. Nel passaggio di collegamento tra via Mattutini e viale Nazario Sauro, infatti, il transito pedonale sarà vietato solamente nel caso in cui le esigenze del cantiere lo rendano strettamente necessario.
«Abbiamo cercato di conciliare due esigenze: far partire senza ulteriori rinvii un’opera attesa da tempo e tutelare il più possibile la quotidianità dei cittadini – conclude Bartomeoli –. Le modifiche alla circolazione saranno temporanee e gestite in modo da mantenere la zona accessibile. Chiediamo qualche settimana di attenzione e collaborazione, necessaria per consegnare alla città un intervento destinato a migliorare in maniera permanente la viabilità e la sicurezza di questo punto di Recanati».
Il cantiere dovrebbe dunque concludersi prima della riapertura delle scuole, così da evitare che la fase più delicata dei lavori coincida con il ritorno a pieno regime del traffico cittadino.
"In politica le alleanze si misurano nella correttezza dei comportamenti. Quanto accaduto ad Appignano pone una questione che Forza Italia non può liquidare come ordinaria collaborazione istituzionale". È quanto afferma Luca Buldorini, consigliere comunale di minoranza e capogruppo di "Tutti Insieme", intervenendo sulla vicenda relativa all'utilizzo dell'ufficio del sindaco da parte del presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui.
Al centro della contestazione c'è il percorso che ha portato la Giunta Calamita ad approvare, il 30 luglio, una convenzione che riserva l'utilizzo dei locali comunali al "solo presidente dell'Assemblea legislativa regionale".
Buldorini ricostruisce la vicenda partendo dal parere tecnico favorevole del 23 luglio, che riguardava una proposta diversa: l'utilizzo dei locali "da parte dei consiglieri regionali", senza una destinazione esclusiva.
"Il 30 luglio la Giunta Calamita ha approvato qualcosa di sostanzialmente diverso. Il riferimento a tutti i consiglieri è scomparso e l'Ufficio del Sindaco è stato riservato al solo Presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui, segretario provinciale di Forza Italia", sostiene il capogruppo.
Secondo Buldorini, dunque, "non è cambiata una formula burocratica: è cambiato il beneficiario politico". Da qui le domande rivolte all'amministrazione: "Chi ha chiesto questa trasformazione? Perché una possibilità generale è stata personalizzata? La modifica è stata sottoposta a un nuovo vaglio tecnico oppure il parere del 23 luglio è rimasto associato a un oggetto differente?".
Il ruolo del vicesindaco Montecchiarini
Nel comunicato, Buldorini pone l'attenzione anche sulla posizione del vicesindaco Stefano Montecchiarini, esponente di Forza Italia e collaboratore dell'Ufficio di Presidenza regionale.
"Alla votazione unanime ha partecipato anche il vicesindaco Stefano Montecchiarini, esponente di Forza Italia e collaboratore dell'Ufficio di Presidenza regionale, con un rapporto retribuito per circa 40.000 euro lordi annui", afferma il consigliere. Secondo Buldorini, questa situazione avrebbe richiesto "trasparenza e astensione, almeno per opportunità istituzionale".
"Le coalizioni richiedono reciprocità"
Il capogruppo di "Tutti Insieme" allarga quindi la questione ai rapporti politici all'interno del centrodestra: "Le coalizioni richiedono reciprocità, confronto e pari dignità. Non si può pretendere lealtà dagli alleati e contemporaneamente coltivare iniziative territoriali unilaterali", sostiene Buldorini.
Da qui la richiesta di chiarimenti ai tre principali protagonisti della vicenda: "Pasqui spieghi perché sia stato individuato come unico beneficiario. Montecchiarini chiarisca il proprio ruolo. Calamita dica se abbia cambiato collocazione politica o stia costruendo un asse trasversale funzionale a nuove ambizioni personali".
Buldorini richiama inoltre le precedenti scelte politiche dell'amministrazione comunale di Appignano, ricordando che alle elezioni regionali aveva sostenuto Matteo Ricci e che, alle successive elezioni provinciali, si era schierata contro il candidato presidente del centrodestra Alessandro Gentilucci.
"È incomprensibile che Forza Italia consolidi oggi un rapporto privilegiato con chi ha sostenuto e votato contro la nostra coalizione", afferma il consigliere.
"L'Ufficio del Sindaco sia disponibile a tutti i consiglieri regionali"
La proposta di Buldorini è quindi quella di estendere l'utilizzo dell'Ufficio del Sindaco a tutti i consiglieri regionali, alle medesime condizioni previste dalla convenzione. "Non basterà rispondere che la convenzione serve ad avvicinare la Regione ai cittadini. Se questa è davvero la finalità, l'Ufficio del Sindaco venga reso disponibile, alle stesse condizioni, a tutti i consiglieri regionali, come prevedeva la proposta sottoposta al parere tecnico", sostiene.
E conclude: "La Regione non coincide con il suo Presidente del Consiglio Regionale. Se non esiste alcuna esclusiva politica, Calamita e Pasqui accettino questa soluzione. Diversamente, spieghino perché un'opportunità prevista per tutti sia diventata un privilegio riservato a uno solo".
"Facile fare allarmismo e demagogia sulla questione mattatoio, più difficile è assumersi responsabilità, come sta facendo l'amministrazione comunale, per sostenere nei fatti gli allevatori maceratesi". Il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli interviene così nel dibattito sulla chiusura temporanea del mattatoio comunale di Villa Potenza, dopo lo stop al servizio di macellazione comunicato dal Cozoma e diventato effettivo con la ripresa delle attività dopo la pausa di Ferragosto.
"Spesi 400mila euro per acquistare il mattatoio"
"Il comune di Macerata nel maggio scorso ha partecipato all'asta bandita dal giudice delegato del Tribunale di Macerata e si è aggiudicato il lotto comprendente il mattatoio e un'area adiacente dando seguito alla delibera di Consiglio comunale", spiega il sindaco.
Per l'acquisto, sottolinea Parcaroli, sono stati spesi 400mila euro. A questi si aggiunge il finanziamento comunale di 25mila euro già destinato al Cozoma per evitare la chiusura del servizio. Il sindaco precisa, però, che il mattatoio non è ancora formalmente passato nella proprietà comunale, poiché sono ancora necessari i tempi tecnici per la registrazione dell'atto.
Nel frattempo, l'amministrazione ha avviato le attività preparatorie in vista del passaggio definitivo: "Il Comune, nella consapevolezza che l'attuale gestione non è economicamente più sostenibile e ben ricordando le gestioni fallimentari dei decenni scorsi che sono all'origine del dissesto finale, ha messo in campo una serie di iniziative per trovarsi pronto al momento del passaggio formale di proprietà", afferma Parcaroli.
Sopralluoghi e nuovo avviso per la gestione
Tra le iniziative citate dal sindaco c'è un sopralluogo effettuato dai tecnici comunali, finalizzato a verificare lo stato degli impianti e individuare i primi interventi necessari. Successivamente è stato pubblicato un avviso all'Albo pretorio per verificare l'interesse degli operatori alla gestione del mattatoio, prevedendo un incentivo di 75mila euro per l'avviamento.
Secondo Parcaroli, l'interesse non sarebbe mancato: "Sono stati diversi gli imprenditori che hanno chiesto notizie e dunque è possibile che questo si traduca in risposte positive all'avviso pubblico", afferma il sindaco.
La scelta del futuro gestore, aggiunge, avverrà attraverso una procedura ad evidenza pubblica, nell'ottica della trasparenza e con l'obiettivo di individuare una soluzione sostenibile nel lungo periodo.
"La gestione ha bisogno di numeri e concretezza economica"
Il sindaco respinge quindi le letture più allarmistiche sulla situazione del mattatoio e rivendica il lavoro svolto dall'amministrazione: "Il Comune, anche per il mattatoio, segue la strada della trasparenza e dunque il ricorso a una procedura ad evidenza pubblica per la scelta del gestore mettendo in campo tutte le azioni possibili per incentivare soluzioni a vantaggio degli allevatori maceratesi", sottolinea Parcaroli.
Il primo cittadino torna poi sul tema del dibattito pubblico: "Libero poi ognuno di continuare a fare allarmismo e demagogia: sarebbe però più utile partecipare agli incontri dando collaborazione concreta".
Secondo Parcaroli, infatti, il futuro della struttura dipenderà soprattutto dalla sostenibilità economica della gestione: "La gestione di un mattatoio ha bisogno di numeri e di concretezza economica".
"L'amministrazione sta facendo la sua parte con trasparenza e con azioni concrete", conclude il sindaco. La replica arriva mentre il servizio di macellazione resta temporaneamente sospeso e la procedura per individuare il nuovo gestore è in corso. Sullo sfondo rimane quindi la necessità di garantire la continuità di un servizio considerato strategico per la filiera zootecnica del territorio maceratese.
"Cerco di spiegarlo anche con un video perché evidentemente per qualcuno che fa solo polemica leggere è troppo pesante". Paolo Calcinaro interviene così, con un video pubblicato sui social, per rispondere alle polemiche nate attorno alla modifica dell’accordo tra Regione Marche, AIOP e le strutture private accreditate.
Al centro della questione ci sono quasi 3,3 milioni di euro nel biennio 2026-2027: 795mila euro per il 2026 e 2.437.886 euro per il 2027. Secondo la Regione, non si tratta di nuove risorse per la sanità privata, ma di fondi già disponibili che vengono riconvertiti dalla mobilità attiva alle prestazioni per i cittadini marchigiani.
Ed è proprio questo il punto che Calcinaro vuole chiarire.
"Da anni, da decenni, da giunte di destra, di sinistra, di centro c’è una convenzione con alcune realtà private marchigiane", spiega l’assessore, ricordando il ruolo delle strutture private nel supportare il sistema pubblico nelle operazioni chirurgiche, nei ricoveri e nelle visite ed esami legati alle liste d’attesa.
Secondo Calcinaro, una parte del budget era destinata ai pazienti provenienti da fuori regione. La scelta fatta ora è quella di spostare quelle risorse sui residenti. "Abbiamo semplicemente cambiato questo budget - sostiene - portandolo dalle prestazioni ai fuori Regione a prestazioni ai cittadini marchigiani senza un euro di più”.
Le risorse saranno indirizzate in particolare alla diagnostica per immagini, come risonanze, ecografie e mammografie, e alla chirurgia ambulatoriale, con particolare attenzione alla cataratta. L’obiettivo dichiarato è ridurre le liste d’attesa e, allo stesso tempo, limitare la cosiddetta mobilità passiva, cioè il ricorso dei marchigiani a prestazioni sanitarie fuori regione.
"Cosicché invece di aumentare la mobilità attiva si va anche ad abbassare la mobilità passiva", ribadisce Calcinaro nel video. L’assessore respinge, quindi, la lettura secondo cui l’operazione rappresenterebbe un incremento delle risorse destinate alla sanità privata.
"Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più alla sanità privata", è la sintesi della sua posizione. E alla fine arriva anche la stoccata a chi ha criticato il provvedimento: "Si vuole continuare solamente a fare polemica e mettere in evidenza titoli errati per fare solamente cagnara".
Facilitare l’accesso alle cure per i cittadini delle aree di confine: è questo l’obiettivo dello schema di accordo tra Marche e Umbria, approvato dalla Regione Marche e valido per il periodo 2026-2028.
L’intesa stabilisce regole condivise per le prestazioni sanitarie erogate ai cittadini che si rivolgono alle strutture dell’altra regione, con l’obiettivo di garantire percorsi più semplici e appropriati e una migliore integrazione tra i due sistemi sanitari.
"È un accordo che mette al centro i cittadini - ha commentato l’assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro -. Chi vive nelle aree di confine deve poter accedere alle cure nel modo più semplice e rapido possibile, con regole chiare e senza ostacoli burocratici. Allo stesso tempo, l’intesa ci permette di programmare meglio i servizi, monitorare i flussi dei pazienti e utilizzare in modo più efficace le risorse del sistema sanitario. È una scelta che migliora l’assistenza e rafforza la collaborazione tra Marche e Umbria”.
L'accordo riguarda le principali prestazioni sanitarie per i cittadini delle due regioni, dai ricoveri alle visite specialistichee agli esami. Sono comprese anche prestazioni complesse come trapianti, cure oncologiche, dialisi, ricoveri urgenti e percorsi riabilitativi specialistici. Sono escluse le prestazioni che non rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale.
Per le Marche, l’intesa consente di gestire in modo più efficace la mobilità sanitaria, cioè gli spostamenti dei cittadini che scelgono di curarsi fuori dalla propria regione. Le regole condivise permetteranno di programmare con maggiore precisione l’offerta sanitaria, monitorare i flussi e i costi e garantire ai pazienti l’accesso ai servizi più appropriati, nel rispetto della libertà di scelta del luogo di cura.
Una parte dell’accordo riguarda poi il comune di Cantiano. In caso di emergenze gravi, quando la Centrale operativa 118 di Pesaro lo riterrà necessario, i pazienti potranno essere trasportati all’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino. Per chi vive in quella zona, l’ospedale umbro può infatti essere più vicino rispetto ad altri presidi. Questo permetterà, quando previsto, di ridurre i tempi di intervento e di assicurare cure più rapide nelle situazioni in cui ogni minuto può fare la differenza.
Il campo sportivo “Leonardo Capponi” si prepara a una profonda riqualificazione. Il Comune di Treia ha firmato questa mattina la nuova convenzione per la gestione dell’impianto, affidata all’A.P. Aurora Treia, ormai prossima ad affrontare il campionato di Eccellenza.
L’accordo prevede una concessione della durata di dodici anni e, soprattutto, l’impegno del gestore a realizzare importanti interventi di ammodernamento della struttura. Tra questi, il rifacimento del manto di gioco in erba sintetica e la predisposizione delle opere necessarie a un futuro intervento sull’illuminazione del campo.
I lavori sono già stati avviati attraverso la relativa pratica edilizia. Al termine dell’intervento, il nuovo terreno di gioco dovrà essere sottoposto alle procedure di omologazione previste dalla Lega Nazionale Dilettanti, in vista dell’attività agonistica.
La nuova gestione non significa, però, un utilizzo esclusivo dell’impianto da parte dell’Aurora Treia. Il “Leonardo Capponi” resterà infatti a disposizione delle società sportive autorizzate dal Comune, delle attività scolastiche e delle iniziative sportive promosse o patrocinate dall’Amministrazione. Particolare attenzione è riservata inoltre all’attività giovanile, per la quale è previsto l’utilizzo della struttura fino alle 19.30, così da garantire spazi alle diverse realtà sportive del territorio.
La scelta si inserisce nella politica portata avanti negli ultimi anni dall’Amministrazione comunale, impegnata nella manutenzione e nella riqualificazione degli impianti sportivi e nel coinvolgimento diretto delle associazioni nella gestione e negli investimenti. Nel caso del “Leonardo Capponi”, l’intervento viene sostenuto direttamente dal gestore nell’ambito della nuova concessione.
«A Treia lo sport ha sempre avuto un ruolo importante e in questi anni abbiamo cercato di accompagnare questo patrimonio con investimenti e interventi sugli impianti molto importanti – commenta il sindaco Franco Capponi –. Ora facciamo un altro passo: il Leonardo Capponi viene riqualificato e avrà una gestione che permetterà di programmarne l’attività nel tempo».
La decisione di anticipare il rifacimento del manto è arrivata dopo la vittoria del campionato da parte dell’Aurora Treia. Il terreno di gioco, infatti, avrebbe potuto essere utilizzato ancora fino al 2029, ma le esigenze legate al nuovo percorso sportivo della società hanno portato a una scelta diversa.
«Dopo la vittoria del Campionato, l’Aurora Treia ha manifestato l’esigenza di intervenire sul manto del campo sportivo – aggiunge Capponi –. Da qui la scelta di anticipare la riqualificazione dell’impianto, affidandone la realizzazione all’Aurora Treia e di accompagnare l’intervento con una nuova concessione della struttura per i prossimi dodici anni: un accordo pensato per assicurare continuità all’attività sportiva e giovanile».
Il Comune manterrà la titolarità dell’impianto e continuerà a definire criteri e modalità di utilizzo, garantendo l’accesso alle società sportive e alle attività autorizzate. La convenzione prevede anche specifiche condizioni per favorire l’accesso delle persone con disabilità e conferma la possibilità di utilizzare la struttura per attività sportive, scolastiche, ricreative e formative.
Giulio Pellizzari non sarà al via della Vuelta a España, ma il talento marchigiano è già tornato protagonista sulle strade europee. Dopo la pausa estiva, il corridore della Red Bull-BORA-hansgrohe ha ripreso l'attività agonistica con la Clásica San Sebastián del 1° agosto, prima di affrontare la Vuelta a Burgos, corsa spagnola disputata dal 4 all'8 agosto.
Proprio a Burgos è arrivato il segnale più importante. Pellizzari ha chiuso la corsa al quarto posto della classifica generale, alle spalle di Felix Gall, Oscar Onley e Giulio Ciccone, ma soprattutto ha conquistato la quinta e ultima tappa, con arrivo alle Lagunas de Neila. Un successo costruito con un attacco a poco più di un chilometro dal traguardo e portato fino alla vittoria con tre secondi di vantaggio su Onley e Gall.
Una prestazione che conferma la buona condizione del corridore di Camerino e che rappresenta anche il miglior biglietto da visita in vista del prossimo appuntamento. Pellizzari tornerà infatti subito in gara alla Deutschland Tour, in programma dal 19 al 23 agosto. La corsa tedesca sarà il primo appuntamento di un calendario costruito senza un altro Grande Giro: la Vuelta a España, infatti, non rientra nel suo programma.
Dopo la Germania, il calendario proseguirà con le corse italiane di settembre, a partire dal GP Industria & Artigianato di Larciano del 6 settembre, seguito dal Gran Premio di Peccioli-Coppa Sabatini il 10 settembre e dal Memorial Marco Pantani il 12 settembre.
Poi potrebbe arrivare il momento della maglia azzurra. Il grande obiettivo è il Mondiale di Montréal, in programma il 27 settembre. La convocazione di Pellizzari dovrà essere ufficializzata dalla Nazionale, ma il percorso canadese e le caratteristiche del corridore marchigiano lo rendono uno dei nomi più interessanti in prospettiva azzurra.
Anche gli Europei in Slovenia, a inizio ottobre, rappresentano una possibile tappa del suo finale di stagione, ma anche in questo caso bisognerà attendere le convocazioni ufficiali. Il calendario individuale prosegue quindi con Giro dell'Emilia il 3 ottobre, Tre Valli Varesine il 6 ottobre e Il Lombardia il 10 ottobre, appuntamento che al momento chiude la stagione di Pellizzari.
La rinuncia alla Vuelta va quindi letta all'interno di un progetto preciso: dopo il Giro d'Italia e le gare spagnole di agosto, Pellizzari punta a un finale di stagione più mirato, concentrato sulle corse di un giorno e sulla possibilità di vestire la maglia azzurra a Montréal.
La vittoria di Burgos ha già dato una risposta importante: il marchigiano è tornato competitivo dopo la pausa e ora guarda avanti. Il prossimo appuntamento è la Deutschland Tour, poi l'Italia, con Mondiale ed Europei come possibili obiettivi e il Lombardia a chiudere il 2026.
Il mondo dell’artigianato sta cambiando rapidamente e le Marche, con il territorio della provincia di Macerata inserito in questo scenario, sono tra le regioni italiane che negli ultimi anni hanno registrato le contrazioni più significative.
I dati elaborati dalla Cgia mostrano infatti una riduzione consistente del numero degli artigiani nell’ultimo decennio. La diminuzione ha interessato tutte le regioni italiane, ma le Marche risultano tra quelle maggiormente colpite, con una contrazione del 28,1% in dieci anni secondo una delle elaborazioni dell’Ufficio studi dell’associazione.
Il fenomeno non riguarda soltanto il numero complessivo delle attività. A cambiare è anche il volto stesso dell’artigiano. Alcuni dei mestieri tradizionali fanno sempre più fatica a trovare nuovi professionisti, mentre crescono attività legate al benessere, ai servizi e al digitale.
L’analisi di Unioncamere e InfoCamere, basata sui dati del Registro delle Imprese, fotografa un’evoluzione particolarmente evidente negli ultimi anni. Tra marzo 2023 e marzo 2025 sono aumentate soprattutto le imprese degli estetisti, cresciute del 10,4%, seguite dai tassisti (+7,2%) e dagli specialisti Ict (+5,4%).
Allo stesso tempo arretrano alcune figure che per decenni hanno rappresentato l’immagine classica della bottega artigiana. I falegnami registrano una diminuzione del 10,9%, i trasportatori dell’8,9% e gli elettricisti del 2,9%. Il segno meno interessa anche diverse altre attività tradizionali, tra cui sarti, fotografi, calzolai, fabbri, muratori, idraulici, meccanici e panettieri.
Per un territorio come quello maceratese, caratterizzato dalla presenza diffusa di piccoli centri, attività familiari e imprese legate alle lavorazioni tradizionali, il cambiamento assume quindi un peso particolare.
Non è però soltanto una storia di chiusure. L’artigianato italiano sta anche modificando la propria identità.
Accanto alle attività tradizionali si fanno spazio professionisti del digitale, specialisti Ict, grafici e nuove figure legate ai servizi. Crescono inoltre alcune professioni del settore del benessere e attività come giardinieri, serramentisti e riparatori di macchinari.
Il cambiamento coinvolge anche la composizione della categoria. Secondo i dati riportati nell'analisi, tra i giovani under 35 aumentano soprattutto gli specialisti Ict e i tassisti, mentre tra gli imprenditori stranieri si registrano incrementi significativi proprio nei settori del trasporto e dell’informatica.
Uno dei nodi principali resta però quello del ricambio generazionale.
L’invecchiamento della popolazione artigiana e la difficoltà nel convincere le nuove generazioni a intraprendere alcuni mestieri manuali rischiano di creare, nel prossimo futuro, una vera carenza di competenze.
Il problema non riguarda soltanto chi vuole aprire una nuova attività. La riduzione degli artigiani potrebbe rendere sempre più difficile trovare professionisti capaci di intervenire per una riparazione o una manutenzione. Tra le figure considerate maggiormente a rischio ci sono idraulici, fabbri, elettricisti e serramentisti.
Tra le cause indicate dalla Cgia figurano il minore interesse dei giovani verso il lavoro manuale, una formazione non sempre adeguata alle esigenze del mercato e un orientamento scolastico che fatica ad accompagnare gli studenti verso professioni tecniche.
Il dato regionale conferma le difficoltà del comparto. In una delle rilevazioni relative all’ultimo decennio, le Marche risultano la regione con la maggiore contrazione del numero di artigiani, pari al 28,1%, davanti a Umbria, Abruzzo e Piemonte.
Anche gli aggiornamenti più recenti evidenziano una situazione ancora delicata. Nel 2025 il numero delle imprese artigiane è rimasto sostanzialmente stabile a livello nazionale, ma il Centro Italia ha registrato una variazione negativa dello 0,3%. Tra le regioni del Centro, le Marche hanno segnato un -0,5% rispetto all’anno precedente.
Il dato riguarda l’intero territorio regionale e quindi anche la provincia di Macerata, senza però indicare una specifica variazione provinciale per il Maceratese nei numeri riportati nelle analisi di riferimento.
A complicare il quadro c'è anche l'accesso al credito. Secondo Confartigianato, tra il 2019 e marzo 2026 i finanziamenti alle piccole imprese sono diminuiti del 25,9%, mentre per le imprese artigiane la contrazione è arrivata al 39,3%.
A livello regionale, le Marche hanno registrato a marzo 2026 una diminuzione dei finanziamenti alle piccole imprese del 7,1%, tra le variazioni più significative rilevate nel Paese.
Una stretta che può incidere sulla capacità delle piccole attività di investire, innovare e affrontare il ricambio generazionale.
Il quadro che emerge non racconta quindi semplicemente la scomparsa dell’artigianato. Racconta piuttosto una trasformazione profonda, nella quale alcune professioni tradizionali si riducono e altre, spesso legate alla tecnologia e ai servizi alla persona, conquistano spazio.
Per le realtà della provincia di Macerata la sfida sarà riuscire a mantenere vive le competenze che hanno caratterizzato il territorio, accompagnandole però verso un modello capace di parlare alle nuove generazioni e di confrontarsi con un mercato sempre più digitale.
A luglio il tasso fisso medio sui finanziamenti a 20 e 30 anni si è attestato al 3,33%, mentre il variabile, dopo il rialzo dei tassi deciso dalla Bce a giugno, è salito al 2,80%. Il mercato dei mutui torna quindi a vedere il variabile come l’opzione più conveniente, anche se il vantaggio rispetto al fisso si è ridotto.
Secondo i dati dell’Osservatorio MutuiOnline.it, la differenza tra le due tipologie di finanziamento è passata dagli 80 ai 53 punti base in media. Considerando un mutuo ventennale da 140mila euro, la rata media con tasso variabile si attesta oggi intorno ai 762 euro al mese, contro gli 800 euro del fisso: una differenza di circa 37 euro mensili.
Si riduce anche il risparmio complessivo sugli interessi da versare durante il periodo del finanziamento: il vantaggio del variabile è passato dagli oltre 13.400 euro di giugno agli 8.900 euro di luglio.
Nelle Marche il quadro resta comunque caratterizzato da richieste più contenute rispetto alla media nazionale. A luglio l’importo medio richiesto per un mutuo è stato di 118.382 euro, contro i 143.200 euro registrati in Italia. Anche il valore medio degli immobili acquistati risulta inferiore: 200.109 euro nella regione, rispetto ai 227mila euro della media nazionale.
La durata media dei mutui nelle Marche è di 24 anni e 3 mesi, leggermente inferiore al dato italiano di 24 anni e 6 mesi. Anche l’età dei richiedenti è più bassa: in regione la media si ferma a 38 anni e 7 mesi, contro i 40 anni e 2 mesi a livello nazionale.
Analizzando i dati delle singole province marchigiane, Macerata è il territorio dove i richiedenti risultano più giovani: l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo a luglio è di 33 anni e 10 mesi.
Il Maceratese registra però anche gli importi medi più bassi della regione: per acquistare casa vengono richiesti in media 64.600 euro, mentre il valore medio degli immobili si attesta sui 110mila euro. Sempre in provincia di Macerata si trovano i finanziamenti con la durata media più breve, pari a circa 18 anni.
All’opposto, è la provincia di Fermo a far registrare gli importi medi più elevati, con richieste pari a 152.400 euro, e il valore medio degli immobili più alto delle Marche, pari a 272mila euro. I mutui più lunghi invece si registrano ad Ascoli Piceno, con una durata media di circa 30 anni.
Secondo l’analisi di MutuiOnline.it, nonostante l’incertezza dei mercati e il contesto internazionale ancora instabile, i tassi sui mutui si mantengono comunque su livelli favorevoli rispetto agli anni precedenti, con variazioni contenute rispetto ai minimi registrati alla fine del 2025.
Internazionalizzazione, innovazione della didattica e un rapporto sempre più stretto con il mondo del lavoro. Sono questi i punti di forza con cui il Dipartimento di Economia e Diritto dell’Università di Macerata si prepara al nuovo anno accademico, forte di due importanti risultati: il quarto posto nazionale nella classifica Censis per l’internazionalizzazione delle lauree magistrali dell’area economica e una nuova partnership con IBC, Italy Bureau of Certification.
Nell’ultima classifica Censis, infatti, l’area economica di UniMc ha raggiunto il quarto posto in Italia per i rapporti internazionali dei corsi magistrali. Un risultato sostenuto in particolare dai percorsi in “Management e Marketing Internazionale” e “Finanza e Mercati”, che offrono agli studenti opportunità di studio all’estero e la possibilità di accedere ad accordi con università straniere per il conseguimento di titoli doppi o multipli.
A rafforzare il collegamento tra formazione universitaria e mondo professionale è anche l’accordo siglato con IBC, organismo accreditato per la certificazione delle competenze. Grazie alla convenzione, il Dipartimento di Economia e Diritto entra nel ristretto gruppo delle cinque realtà accademiche italiane convenzionate per la valorizzazione delle figure professionali legate al commercio internazionale, unica nelle Marche.
Gli studenti potranno accedere a condizioni agevolate alla certificazione di Export-Import Manager e vedersi riconosciuto il tirocinio universitario come esperienza richiesta per poter sostenere l’esame. Un’opportunità che punta a integrare la preparazione accademica con competenze professionali immediatamente spendibili sul mercato del lavoro.
L’offerta formativa del Dipartimento comprende tre lauree triennali. “Economia e Management” propone una solida formazione economico-aziendale articolata nei curricula di Economia Aziendale, Banca e Finanza ed Economia e Commercio Internazionale. “Economia e Marketing per la Sostenibilità” unisce invece le competenze economico-aziendali a una preparazione multidisciplinare sui temi della transizione ecologica e sociale, formando professionisti capaci di accompagnare imprese ed enti pubblici nelle strategie legate alla sostenibilità, all’economia circolare e ai criteri ESG.
“Data Analysis per le Scienze Sociali” è invece orientata alla formazione di figure in grado di raccogliere, interpretare e utilizzare i big data a supporto dei processi decisionali.
Dopo la laurea triennale, gli studenti possono proseguire il percorso con la magistrale in “Management e Marketing Internazionale”, articolata nei curricula in Management e consulenza aziendale e Marketing e mercati globali, oppure con “Finanza e Mercati”, che approfondisce finanza aziendale, intermediari, investimenti e gestione dei rischi, con insegnamenti anche in lingua inglese e percorsi internazionali.
Il Dipartimento contribuisce inoltre alla laurea magistrale interdipartimentale in “Archeologia e sviluppo dei territori”. L’offerta si completa con master, corsi di formazione e perfezionamento, iniziative di specializzazione professionale, esami di Stato per dottori commercialisti ed esperti contabili e con il dottorato internazionale in “Quantitative Methods in Economics”.
“Il Dipartimento punta a offrire una formazione solida, internazionale e sempre più vicina alle trasformazioni del mondo del lavoro – commenta la direttrice Elena Cedrola –. Il posizionamento nella classifica Censis premia l’impegno nel costruire percorsi di livello europeo. L’accordo con IBC consente alle nostre studentesse e ai nostri studenti di affiancare alla preparazione accademica il riconoscimento di competenze professionali richieste dalle imprese”.
È inoltre in fase di definizione un nuovo percorso di collaborazione con aziende, professionisti ed enti del territorio, pensato per creare sinergie di lungo periodo tra studenti e mondo produttivo. “Il nostro obiettivo – conclude Cedrola – è accompagnare ciascuno nella costruzione di un profilo capace di affrontare mercati sempre più complessi, digitali e interconnessi”.
Un percorso che conferma la volontà dell’Università di Macerata di rafforzare il legame tra formazione, dimensione internazionale e opportunità professionali, offrendo agli studenti strumenti sempre più aderenti alle trasformazioni dell’economia e del mercato del lavoro.
Le immatricolazioni all'Università di Camerino crescono di circa il 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È il dato registrato dall'Ateneo nelle prime settimane di iscrizione al nuovo anno accademico 2026/2027, un andamento che Unicam accoglie con soddisfazione, pur trattandosi ancora di numeri provvisori: le iscrizioni resteranno infatti aperte fino al 6 novembre.
Il dato arriva dopo la conferma degli ottimi risultati ottenuti dall'Ateneo nelle classifiche Censis, che hanno visto Unicam al primo posto assoluto tra gli Atenei statali italiani e, per il 23° anno consecutivo, al vertice tra le università di pari dimensioni.
"Siamo davvero soddisfatti di questo andamento", sottolinea il rettore di Unicam Graziano Leoni, secondo cui la crescita delle immatricolazioni conferma "la qualità della nostra offerta formativa e didattica e dei servizi che mettiamo a disposizione delle nostre studentesse e dei nostri studenti".
Nuovi corsi e investimenti nelle strutture
Per il rettore, alla base del risultato ci sono anche le strategie messe in campo dall'Ateneo per mantenere elevato il livello dell'offerta formativa e dei servizi. Per l'anno accademico 2026/2027, Unicam ha infatti ampliato la propria proposta con diversi nuovi corsi di laurea. Tra questi c'è la triennale in "Scienze delle Attività Motorie e Sportive", che formerà il chinesiologo di base e potrà contare sugli impianti sportivi del CUS Camerino come una sorta di laboratorio a cielo aperto.
Debutta inoltre la laurea magistrale in "Biotecnologie per le Scienze Mediche e Veterinarie", pensata per mettere in dialogo medicina umana e medicina animale. Nell'ambito del progetto EduNext sono stati inoltre attivati i corsi in "Gestione dei fenomeni migratori e politiche di integrazione nell'Unione Europea" e "Informazione Scientifica sul Farmaco", erogati prevalentemente a distanza.
L'Ateneo ha inoltre investito sulle strutture didattiche e laboratoriali, con l'obiettivo di renderle sempre più efficienti e innovative, e ha sostenuto il progetto dello Studentato diffuso, che consente di mettere a disposizione degli studenti numerosi alloggi.
Confermato anche il nuovo accesso a Medicina Veterinaria
Prosegue anche la nuova modalità di accesso al corso di Medicina Veterinaria, basata sul semestre aperto universitario in sostituzione del tradizionale test di ingresso. Il percorso è attivo presso la sede di Matelica.
L'Università di Camerino sottolinea inoltre la possibilità di offrire corsi affini di alta qualità agli studenti che sceglieranno percorsi alternativi nell'ambito della formazione veterinaria e delle discipline collegate.
"Gli studenti sono al centro della nostra mission"
"Sono le strategie che l'Ateneo sta mettendo in campo per mantenere sempre alto il livello sia dell'offerta didattica sia dei servizi", spiega Leoni, ricordando come Unicam abbia attivato nuovi corsi, investito nelle strutture e sostenuto il progetto abitativo dedicato agli studenti.
"Le studentesse e gli studenti sono da sempre al centro della nostra mission e delle nostre azioni strategiche: rappresentano l'anima pulsante dell'Ateneo", conclude il rettore.
Per il nuovo anno accademico, Unicam mette a disposizione l'offerta formativa delle cinque Scuole di Ateneo: Architettura e Design, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Scienze e Tecnologie.
A queste si aggiunge il percorso di eccellenza della Scuola di Studi Superiori "Carlo Urbani". Le iscrizioni rimarranno aperte fino al 6 novembre, mentre sul sito dell'Ateneo sono disponibili tutte le informazioni sui corsi, sulle modalità di immatricolazione, sulle agevolazioni e sugli appuntamenti di orientamento estivo.
L'urna contenente le spoglie di San Pacifico sarà trasferita temporaneamente dal Santuario alla chiesa di San Domenico in vista dell'apertura dei cantieri per il restauro e il miglioramento sismico del complesso religioso, gravemente danneggiato dalla sequenza sismica del 2016.
Il trasferimento solenne è previsto per martedì 18 agosto. Lo spostamento si rende necessario per consentire l'esecuzione degli interventi di restauro, risanamento conservativo e miglioramento sismico che interesseranno l'intero complesso del Santuario.
Il piano dei lavori, che ha ottenuto il via libera della Soprintendenza lo scorso febbraio, riguarderà l'intero impianto storico dell'edificio, compresi il campanile, la cappella ottagonale e le decorazioni artistiche.
Per la comunità di San Severino Marche si tratta di un momento dal forte valore simbolico. San Pacifico, compatrono della città, al secolo Carlo Antonio Divini, nacque nel centro storico settempedano il 1° marzo 1653 e trascorse proprio in città parte della sua vita religiosa. Ordinato sacerdote all'età di 25 anni, morì il 24 settembre 1721, a 68 anni.
Beatificato da Pio VI nel 1786 e proclamato santo da Gregorio XVI nel 1839, San Pacifico è da secoli al centro della devozione della comunità locale e rappresenta uno degli elementi più significativi dell'identità religiosa e culturale della città.
Durante il periodo dei lavori, sarà la chiesa di San Domenico a diventare il punto di riferimento per le attività liturgiche normalmente ospitate al Santuario. Qui si terranno le celebrazioni quotidiane, le iniziative promosse dalla comunità dei Frati Minori e anche i tradizionali festeggiamenti di settembre dedicati a San Pacifico.
Il padre guardiano del Santuario, fra Luciano Genga, ha sottolineato come il trasferimento rappresenti una parentesi necessaria, ma allo stesso tempo segnata dalla speranza di poter restituire alla comunità un luogo di culto rinnovato, sicuro e pienamente fruibile.
La comunità dei Frati Minori ha inoltre espresso il proprio ringraziamento all'Arcidiocesi e all'arcivescovo monsignor Francesco Massara per l'autorizzazione, al parroco don Aldo Romagnoli per la disponibilità ad accogliere le celebrazioni nella chiesa di San Domenico e al sindaco Rosa Piermattei e all'amministrazione comunale, proprietaria dell'edificio, per la collaborazione e il sostegno nell'organizzazione del trasferimento.
L'urna di San Pacifico resterà dunque a San Domenico per tutta la durata dei lavori, in attesa del ritorno nel Santuario una volta completati gli interventi di ricostruzione e messa in sicurezza.
Sette spettacoli in abbonamento, grandi interpreti della scena nazionale e una programmazione ricca anche fuori abbonamento. È stata presentata la nuova stagione di prosa 2026/2027 del Teatro Feronia di San Severino Marche, promossa dalla Città di San Severino Marche e dai Teatri di Sanseverino in collaborazione con Amat, Ministero della Cultura e Regione Marche.
Il filo conduttore della nuova stagione sarà "Trasform Azioni", un tema scelto dal direttore artistico Francesco Rapaccioni per raccontare il cambiamento come elemento centrale delle relazioni umane, dell'identità personale e della società.
La nuova stagione arriva inoltre in un momento particolarmente significativo per la città, dopo l'inserimento del Teatro Feronia nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco, nell'ambito del sito seriale "Il sistema dei teatri condominiali all'italiana del XVIII e XIX secolo nell'Italia centrale". Un riconoscimento che valorizza il patrimonio storico e architettonico del teatro settempedano e che rappresenta, allo stesso tempo, un invito a custodirlo e promuoverlo.
"Accogliamo questa nuova stagione teatrale con un'emozione del tutto speciale e con profondo orgoglio per il prestigioso riconoscimento attribuito dall'Unesco al nostro meraviglioso teatro Feronia", sottolinea il sindaco e sovrintendente dei Teatri, Rosa Piermattei. "Essere parte del Patrimonio Mondiale dell'Umanità valorizza la storia, la bellezza e l'identità di San Severino Marche, confermando la centralità del Feronia nel panorama culturale nazionale e internazionale".
"Il cartellone di quest'anno, arricchito da un'offerta collaterale eccezionale e variegata, risponde al desiderio di offrire alla nostra comunità e ai tanti visitatori occasioni di incontro, crescita ed elevazione spirituale nel segno della cultura e della grande arte", aggiunge Piermattei.
I sette spettacoli in abbonamento
Il sipario sulla stagione di prosa si alzerà venerdì 23 ottobre con Ambra Angiolini, protagonista de La misteriosa scomparsa di W di Stefano Benni, spettacolo diretto dalla stessa attrice, che salirà sul palco insieme a Beatrice Cazzaro.
Giovedì 26 novembre sarà la volta de Il ritratto di Dorian Gray, diretto da Giancarlo Nicoletti, con Federica Luna Vincenti e Alessio Vassallo. Il 13 dicembre spazio alla commedia con L'importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde, interpretato da Lucia Poli e Giorgio Lupano con la regia di Geppy Gleijeses.
Il nuovo anno si aprirà il 22 gennaio 2027 con Laura Morante, protagonista di Insieme, testo scritto e diretto da Fabio Marra, dedicato ai rapporti familiari e ai cambiamenti che attraversano i legami.
Il 12 febbraio sul palco saliranno Ettore Bassi e Galatea Ranzi con Ispettore in casa Birling, per la regia di Piero Maccarinelli, una storia caratterizzata da una forte componente di denuncia morale e sociale. Il 12 marzo sarà invece protagonista Davide Enia con il pluripremiato Autoritratto. A chiudere la stagione, il 6 aprile, sarà Amadeus di Peter Shaffer, diretto e interpretato da Ferdinando Bruni, con Daniele Fedeli.
"Con 'Trasform Azioni' vogliamo rappresentare la traccia invisibile e profonda che attraversa l'intera rassegna", spiega il direttore artistico Francesco Rapaccioni. "Il concetto guida esplora come l'identità personale, le relazioni umane e le certezze sociali si ridefiniscano in un divenire continuo".
Una stagione che va oltre la prosa
Il cartellone del Feronia non si limiterà agli spettacoli in abbonamento. La programmazione comprenderà anche la stagione sinfonica della FORM - Orchestra Filarmonica Marchigiana, da novembre a maggio, i concerti di "Trame in Consonanza" realizzati in collaborazione con l'associazione musicale Appassionata tra ottobre e novembre e la stagione di circo contemporaneo, curata dalla direzione artistica del Circo El Grito, in programma da ottobre ad aprile.
A completare l'offerta saranno la rassegna cinematografica al Teatro San Paolo, gli Incontri con l'Autore, la rassegna delle Altre Culture, i progetti dedicati alle scuole e una lunga programmazione fuori abbonamento con prosa, danza, concerti e teatro amatoriale.
Abbonamenti e informazioni
Gli abbonati della precedente stagione potranno esercitare il diritto di prelazione dal 16 al 20 settembre al botteghino del Teatro Feronia. I nuovi abbonamenti saranno invece disponibili il 22 e 23 settembre. I prezzi resteranno invariati. Gli spettacoli della stagione di prosa inizieranno alle 20:45.
Con la magia del tradizionale spettacolo pirotecnico alle porte del borgo medievale si sono ufficialmente conclusi i festeggiamenti in onore di San Marone, Santo Patrono di Civitanova Marche. Azienda Teatri e Comune hanno promosso, tra gli appuntamenti, una due giorni di eventi nella Città Alta, con il supporto dello special partner Banca Macerata.
Le manifestazioni in calendario nella due giorni nella Città Alta hanno registrato un’ottima risposta di pubblico, che ha applaudito con entusiasmo la qualità delle proposte artistiche messe in scena nella splendida cornice di piazza della Libertà. Il via alle esibizioni è scattato lunedì 17 agosto con il concerto della Macapea Band e la partecipazione straordinaria di Tony Esposito: un emozionante omaggio a Pino Daniele realizzato in collaborazione con l’associazione Cluana Musica. Martedì 18 agosto è stata invece la volta di Filippo Graziani, che ha accompagnato gli spettatori in un viaggio intimo ed evocativo alla scoperta del repertorio del padre Ivan Graziani, in uno show curato in collaborazione con IMARTS.
Prima del gran finale, sul palco ci sono stati i saluti istituzionali. “San Marone è l’occasione per ritrovarsi insieme e sentirci comunità – ha detto il sindaco di Civitanova, Fabrizio Ciarapica –. Vedere una piazza così piena di gente che ha scelto di passare un momento di condivisione è per noi una grande soddisfazione”. La presidente dei Teatri, Maria Luce Centioni, ha ringraziato il pubblico, definendolo “una presenza preziosa per queste manifestazioni. È un orgoglio appartenere a questa comunità”, e ha poi salutato la direttrice dell’Azienda, Paola Recchi, ringraziandola per la sua dedizione all’attività culturale della città. Francesco Serafini, direttore della filiale di Civitanova di Banca Macerata, ha quindi sottolineato come il suo istituto voglia “crescere con il territorio, prendendosi cura di esso. Per questo siamo vicini a eventi come questo”.
Allo scoccare della mezzanotte di martedì, tutti gli occhi si sono infine rivolti al cielo per ammirare lo spettacolare show pirotecnico firmato dalla Pirotecnica Di Fabio Srl, che ha suggellato nel migliore dei modi l’edizione di quest’anno.
L’iniziativa ha confermato ancora una volta il forte legame della comunità con le proprie radici culturali e festive, integrando spettacolo e tradizione in un’atmosfera di condivisione. Notevole partecipazione si è registrata anche alla Cozzata de Santo Maro, lo storico appuntamento gastronomico promosso nella due giorni dalla Pro Loco di Civitanova Alta
POTENZA PICENA – Il Pincio si è trasformato ancora una volta in un suggestivo palcoscenico a cielo aperto per la quinta edizione di “Pianoforte al Tramonto”, l’appuntamento organizzato dalla Pro Loco di Potenza Picena che domenica 16 agosto ha chiuso la stagione estiva con una serata all’insegna della musica, della cultura e dell’incontro.
Un’edizione particolarmente partecipata, con gli spazi del Pincio gremiti da un pubblico numeroso, a conferma della crescente attenzione nei confronti di una manifestazione che negli anni ha saputo costruire una propria identità, unendo il fascino del paesaggio alla qualità delle esibizioni musicali.
Sul palco si sono alternati Maria Spinaci, Maria Sole Fabbracci, Matilde Carestia, Tommaso Ferranti, Lucia e Giorgia Nicolini, quest’ultima al flauto traverso, e Manuela Belluccini. Ospite internazionale della serata è stato il pianista polacco Wojciech Bartosz Karnowski, presenza che ha segnato un ulteriore passo nel percorso di crescita della manifestazione.
Il programma ha accompagnato il pubblico attraverso epoche e linguaggi differenti, dal repertorio classico e romantico alle composizioni del Novecento, proponendo una serata caratterizzata dalla varietà dei brani e degli interpreti.
La partecipazione di Karnowski ha dato alla quinta edizione una particolare valenza internazionale. Un legame con la Polonia che è stato sottolineato anche dalla presenza della console onoraria della Repubblica di Polonia, Cristina Gorajski Visconti, arrivata da Ancona per assistere alla serata.
Presenti anche il sindaco di Potenza Picena Noemi Tartabini, il vicesindaco Giuseppe Castagna e l’assessore al Turismo, Spettacolo e Cultura Michele Galluzzo.
Il progetto nato dall’incontro tra Potenza Picena e la Polonia proseguirà a settembre. Il 24 settembre, a Danzica, sarà infatti la giovane pianista potentina Maria Sole Fabbracci, già protagonista delle precedenti edizioni di “Pianoforte al Tramonto”, a rappresentare Potenza Picena nell’ambito dello scambio musicale internazionale.
Un percorso che amplia così gli orizzonti della manifestazione, mantenendo però al centro la valorizzazione dei giovani talenti e dei musicisti del territorio.L’iniziativa è stata curata da Sebastiano Carestia e dal direttore artistico Samuele Travaglini, con la conduzione di Giulia Ciarlantini.
Anche in questa edizione non è mancato il dialogo tra musica e arti visive. L’artista Roberto Carlocchia ha realizzato una serie di opere numerate ispirate a “Pianoforte al Tramonto”, contribuendo a rafforzare la dimensione artistica dell’evento.
A fare da elemento distintivo, ancora una volta, è stato il Pincio, con il panorama e la luce del tramonto a fare da cornice naturale alle esibizioni. Una formula che negli anni è diventata parte integrante dell’identità della manifestazione, mettendo insieme musica, paesaggio e bellezza.
La quinta edizione ha così confermato la forza di una formula capace di unire qualità musicale e valorizzazione del territorio, consolidando “Pianoforte al Tramonto” come uno degli appuntamenti culturali più apprezzati e partecipati dell’estate di Potenza Picena.
Le spoglie mortali di San Pacifico sono state trasferite nella chiesa di San Domenico, nel cuore di San Severino Marche, in vista dell'imminente apertura dei cantieri per la ricostruzione post-terremoto del complesso del santuario. I lavori interesseranno infatti la struttura francescana e prevedono anche l'abbattimento dell'ex dormitorio.
La delicata operazione di trasferimento dell'urna si è svolta nella mattinata alla presenza del padre guardiano del Convento, fra Luciano Genga, e del sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, considerato che la chiesa di San Domenico è di proprietà comunale.
San Domenico diventa il nuovo punto di riferimento
Per tutta la durata dei lavori di restauro e messa in sicurezza del santuario, la chiesa di San Domenico sarà il principale luogo di riferimento per le funzioni e gli appuntamenti liturgici che normalmente si svolgono nella struttura francescana.
Qui saranno ospitate le celebrazioni quotidiane, le iniziative pastorali e culturali organizzate dalla comunità dei Frati Minori e anche i festeggiamenti solenni di settembre dedicati a San Pacifico, compatrono della città.
Per celebrare questo passaggio particolarmente significativo per la comunità settempedana, è stata organizzata una celebrazione solenne domenica 23 agosto alle 18:30, nella chiesa di San Domenico. Al termine della funzione religiosa è previsto anche un buffet conviviale aperto a tutta la cittadinanza.
San Pacifico torna simbolicamente nel cuore della città
Il trasferimento assume anche un forte valore simbolico. San Pacifico torna infatti nei luoghi in cui nacque e trascorse parte della sua vita religiosa, prima della morte avvenuta il 24 settembre 1721, all'età di 68 anni.
Al secolo Carlo Antonio Divini, San Pacifico nacque a San Severino Marche il 1° marzo 1653 da Antonio Maria Divini e Mariangela Bruni. Rimasto orfano ancora bambino, fu affidato allo zio materno, arcidiacono della cattedrale, e crebbe in un ambiente caratterizzato da austerità e raccoglimento.
A soli 17 anni entrò tra i Frati Minori nel convento di Forano, assumendo il nome di fra Pacifico, mentre a 25 anni venne ordinato sacerdote.
Predicatore e uomo di fede
San Pacifico dedicò gran parte della propria vita alla predicazione, alla filosofia, all'apostolato e alla confessione, operando in diverse località delle Marche.
La sua vita fu segnata anche da importanti sofferenze fisiche: una dolorosa piaga alla gamba, la sordità e infine la cecità. Nonostante le difficoltà, visse le proprie condizioni con serenità e spirito di penitenza, trovando nella contemplazione e nella preghiera il proprio sostegno.
La sua fama si diffuse in tutta la regione anche per le doti profetiche che gli venivano attribuite, tra cui la previsione del devastante terremoto del 1703, oltre che per numerosi prodigi e guarigioni riconosciuti alla sua intercessione.
Fu inoltre padre guardiano della comunità di Santa Maria delle Grazie. San Pacifico venne beatificato da Papa Pio VI nel 1786 e proclamato santo da Papa Gregorio XVI nel 1839. Ancora oggi rappresenta per la comunità settempedana un riferimento centrale per la fede, l'identità e la memoria storica della città.
SAN SEVERINO MARCHE – La comunità settempedana si stringe attorno a fra Sergio Lorenzini, nuovo padre guardiano del convento di Renacavata a Camerino. A rivolgergli le felicitazioni e gli auguri di buon lavoro è il sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità.
Per fra Sergio si tratta di un ritorno particolarmente significativo. Dopo sette anni alla guida della Provincia dei Frati Minori Cappuccini delle Marche, in qualità di ministro provinciale, torna infatti a Renacavata, luogo di straordinario valore per l’Ordine: è considerato la culla dei Cappuccini, nati nel 1528, e il primo vero convento dell’Ordine da cui l’esperienza francescana si è successivamente diffusa.
«Per la nostra comunità – sottolinea il sindaco Piermattei – è un grandissimo motivo di orgoglio vedere un concittadino come fra Sergio ricoprire un ruolo di così alta responsabilità spirituale e culturale. Il legame tra fra Sergio e la sua San Severino Marche è profondo e indissolubile».
Tra le iniziative più significative legate a fra Sergio Lorenzini c’è il Cammino dei Cappuccini, progetto nato nel 2019 e concretizzatosi a partire dal 2021, oggi riconosciuto dal Ministero del Turismo e inserito nel Catalogo dei Cammini religiosi italiani.
L’itinerario si sviluppa per circa 400 chilometri attraverso l’entroterra marchigiano, collegando 17 tappe da Fossombrone ad Ascoli Piceno e arrivando proprio a Renacavata, cuore del percorso.
Un itinerario che negli ultimi anni ha portato numerosi pellegrini e camminatori da tutta Italia e dall’estero anche a San Severino Marche, con una tappa particolarmente significativa al Santuario del Santissimo Salvatore in Colpersito.
Il luogo riveste un ruolo speciale nella tradizione francescana: è infatti l’unico sito delle Marche citato per due volte nelle più antiche fonti biografiche relative ad altrettanti soggiorni di San Francesco d’Assisi.
Secondo la tradizione, proprio a Colpersito Francesco incontrò e convertì il trovatore Guglielmo da Lisciano, divenuto poi fra Pacifico, conosciuto come il “Re dei versi”. Qui, inoltre, il santo avrebbe donato la celebre pecorella alle religiose che allora abitavano il luogo.
Nel messaggio di auguri, l’Amministrazione comunale ha voluto ricordare anche la vicinanza dimostrata negli anni dai Frati Cappuccini alla comunità settempedana.
Un rapporto concretizzatosi anche attraverso un gesto di grande generosità: la donazione di un edificio scolastico alla Città di San Severino Marche, resa possibile grazie al contributo e all’impegno di fra Sergio Lorenzini.
«Un gesto di straordinaria generosità e di concreta attenzione al futuro dei più giovani», sottolinea l’Amministrazione comunale, rinnovando la propria gratitudine ai Cappuccini per la vicinanza alla città.
Nel messaggio rivolto alla cittadinanza, il Comune invita infine a sostenere la candidatura del convento di Renacavata nell’ambito del censimento “I Luoghi del Cuore” del FAI 2026.
Il convento è tra i luoghi sostenuti dal progetto “In Cammino con i Cappuccini”, al quale anche San Severino Marche ha aderito.
L’obiettivo è valorizzare e tutelare un luogo di straordinario significato storico, religioso e culturale, rafforzando al tempo stesso la rete dei territori attraversati dal Cammino dei Cappuccini.
La comunità settempedana guarda dunque con orgoglio al nuovo incarico di fra Sergio Lorenzini, in un luogo che rappresenta uno dei cuori della storia cappuccina e che mantiene un legame profondo con San Severino Marche.
In un mondo che spesso sembra perdere di vista alcuni valori fondamentali, la danza può rappresentare un importante percorso di crescita, fatto di bellezza, disciplina e dedizione. Lo dimostra la storia di Maria Melchiorri, undicenne civitanovese e giovane promessa del balletto, che ha recentemente raggiunto un traguardo significativo: l’ammissione all’anno accademico 2026/27 della Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diretta da Eleonora Abbagnato.
Un risultato che riconosce le capacità artistiche della giovane danzatrice, ma che rappresenta anche il coronamento di un percorso formativo costruito nel tempo. Maria studia danza presso il Centro Culturale del Balletto ASD di Civitanova Marche, diretto da Loretta Gamberini, realtà che da sempre pone particolare attenzione alla formazione dei propri allievi.
«La danza non è soltanto un’abilità tecnica, ma un vero e proprio percorso educativo che forma il corpo e l’anima», sottolineano dal Centro Culturale del Balletto. Un percorso nel quale l’attenzione è rivolta non soltanto alla crescita artistica, ma anche alla trasmissione di valori fondamentali.
Al centro di questo lavoro c’è la dedizione di Loretta Gamberini, capace di creare un ambiente nel quale ogni giovane artista possa esprimere il proprio talento e crescere in modo autentico.
«Loretta è nota per la sua capacità di individuare e coltivare il potenziale di ciascun allievo, aiutandoli a sviluppare non solo la tecnica ma anche la passione per la danza», raccontano dal Centro.
Ed è proprio all’interno di questo percorso che Maria ha potuto sviluppare le proprie qualità, affrontando le diverse sfide con determinazione e fiducia e preparandosi a confrontarsi con contesti sempre più competitivi.
L’ammissione alla prestigiosa Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma rappresenta ora un nuovo importante capitolo per la giovane civitanovese. Un traguardo che arriva dopo anni di studio e che porta con sé anche il valore del lavoro svolto dalla scuola e dalla sua insegnante.
«Maria Melchiorri è un esempio di come la danza possa formare giovani artisti pronti ad affrontare le sfide del futuro», sottolineano dal Centro Culturale del Balletto.
La sua storia è infatti anche un tributo all’impegno e alla passione che caratterizzano il lavoro della scuola di Loretta Gamberini. Un percorso nel quale il talento individuale si unisce al lavoro di squadra e al sostegno di chi accompagna i giovani danzatori nella loro crescita.
Con il suo talento, Maria punta ora a proseguire il proprio cammino nel mondo della danza, portando con sé anche i valori appresi durante il percorso al Centro Culturale del Balletto: impegno, passione, disciplina e la consapevolezza che dietro ogni successo c’è sempre il lavoro di una squadra e una guida amorevole.
Il turismo nelle Marche continua a crescere e i dati del Ministero del Turismo confermano un andamento positivo anche nei mesi estivi. A luglio 2026 le presenze nelle strutture ricettive marchigiane sono aumentate dell’8,2% rispetto allo stesso mese del 2025, un risultato che colloca la regione al secondo posto in Italia per incremento, alle spalle del Piemonte, che registra una crescita del 9,9%.
Il dato emerge dal report “Un’altra estate italiana da record”, curato dall’Ufficio di Statistica del Ministero del Turismo. L'analisi dei flussi di luglio è realizzata sulla base dei dati del Ministero dell'Interno, attraverso la banca dati Alloggiati Web, che raccoglie le comunicazioni obbligatorie dei gestori delle strutture ricettive.
La crescita marchigiana si inserisce in un quadro nazionale altrettanto positivo. Nel complesso, a luglio gli arrivi turistici in Italia sono aumentati del 4,5%, mentre le presenze hanno fatto registrare un incremento del 4,4% rispetto a luglio 2025. La componente italiana è cresciuta del 3,8% negli arrivi e del 2,3% nelle presenze, mentre quella straniera ha segnato rispettivamente +5,1% e +6%.
Per le Marche, dunque, il dato sulle presenze è particolarmente significativo, con una crescita quasi doppia rispetto alla media nazionale. Il Ministero evidenzia infatti che tutte le regioni italiane hanno registrato a luglio un incremento sia degli arrivi sia delle presenze, confermando una dinamica di crescita diffusa della domanda turistica.
Anche considerando il periodo più ampio della stagione estiva, le Marche mostrano livelli importanti di attrattività. Tra il 15 giugno e il 15 settembre 2026 il tasso medio di saturazione OTA nella regione raggiunge il 60,3%, un valore superiore alla media nazionale del 58,9%. Il dato è elaborato da The Data Appeal Company sulla base delle prenotazioni rilevate sui principali canali online e si riferisce alle strutture disponibili sui portali OTA.
Il dato marchigiano si colloca in un contesto particolarmente favorevole per il turismo italiano. Nel periodo estivo considerato dal report, la saturazione media nazionale delle strutture ricettive raggiunge il 58,9%, in aumento di 10,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025. Tra i territori con i valori più elevati figurano Sardegna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, mentre le Marche si distinguono tra le regioni del versante adriatico con una saturazione del 60,3%.Il report del Ministero fotografa inoltre una crescita già evidente nei primi sei mesi dell'anno.
Tra gennaio e giugno 2026 gli arrivi nelle Marche sono aumentati del 4,4% e le presenze del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025. I valori risultano sostanzialmente in linea o leggermente superiori alla media nazionale, che nello stesso periodo ha registrato rispettivamente +4,4% negli arrivi e +4,9% nelle presenze.
Fonte: Ufficio di Statistica del Ministero del Turismo, report “Un’altra estate italiana da record – Report estate e Ferragosto 2026”. I dati sui flussi turistici sono elaborazioni su base Alloggiati Web del Ministero dell’Interno; quelli sulla saturazione OTA sono elaborazioni su dati The Data Appeal Company.