Momenti di apprensione nella tarda mattinata di questo primo maggio sulle vette dei Monti Sibillini. Due escursionisti, che stavano percorrendo il classico itinerario estivo sul Monte Sibilla, sono rimasti bloccati lungo lo "stradone", in prossimità della zona di Casale Mazzaroni, a causa di alcune lingue di neve ancora persistenti sul sentiero.
L’allarme è scattato intorno alle ore 13:20, quando la Centrale Operativa del 112 ha attivato il Soccorso Alpino e Speleologico Marche. Gli escursionisti si sono ritrovati impossibilitati a proseguire o a tornare indietro in sicurezza proprio a causa del fondo innevato, che rendeva il percorso estremamente scivoloso e pericoloso senza l'attrezzatura adeguata.
I tecnici del CNSAS, giunti rapidamente sul posto, hanno raggiunto i due malcapitati per valutarne le condizioni di salute. Una volta accertato che entrambi fossero in buone condizioni fisiche, i soccorritori li hanno messi in sicurezza e accompagnati a valle fino alla località Isola San Biagio. Alle operazioni hanno fornito supporto anche i Vigili del Fuoco.
L'intervento si è concluso con successo, ma resta alta l'allerta per chi frequenta l'alta quota in questo periodo: nonostante le temperature miti, la presenza di accumuli di neve residua può ancora rappresentare un'insidia per chi affronta i sentieri con equipaggiamento esclusivamente estivo.
Momenti di apprensione nella tarda mattinata di questo primo maggio sulle vette dei Monti Sibillini. Due escursionisti, che stavano percorrendo il classico itinerario estivo sul Monte Sibilla, sono rimasti bloccati lungo lo "stradone", in prossimità della zona di Casale Mazzaroni, a causa di alcune lingue di neve ancora persistenti sul sentiero.
L’allarme è scattato intorno alle ore 13:20, quando la Centrale Operativa del 112 ha attivato il Soccorso Alpino e Speleologico Marche. Gli escursionisti si sono ritrovati impossibilitati a proseguire o a tornare indietro in sicurezza proprio a causa del fondo innevato, che rendeva il percorso estremamente scivoloso e pericoloso senza l'attrezzatura adeguata.
I tecnici del CNSAS, giunti rapidamente sul posto, hanno raggiunto i due malcapitati per valutarne le condizioni di salute. Una volta accertato che entrambi fossero in buone condizioni fisiche, i soccorritori li hanno messi in sicurezza e accompagnati a valle fino alla località Isola San Biagio. Alle operazioni hanno fornito supporto anche i Vigili del Fuoco.
L'intervento si è concluso con successo, ma resta alta l'allerta per chi frequenta l'alta quota in questo periodo: nonostante le temperature miti, la presenza di accumuli di neve residua può ancora rappresentare un'insidia per chi affronta i sentieri con equipaggiamento esclusivamente estivo.
Il report Istat pubblicato nel 2026, basato sui dati del Censimento permanente della popolazione relativi al 2024, conferma un quadro di lieve ma costante calo demografico nelle Marche, dove i residenti scendono a 1.480.545 unità, con una diminuzione di 2.201 persone rispetto al 2023. In questo scenario, la provincia di Macerata emerge come il territorio più in difficoltà, registrando la perdita più consistente sia in valore assoluto che percentuale: -963 residenti in un anno, pari a -0,3%.
Alla base di questa dinamica c’è soprattutto il saldo naturale fortemente negativo, con un marcato squilibrio tra nascite e decessi. Nelle Marche nel 2024 si contano 8.252 nati, in calo di 545 unità rispetto all’anno precedente, segnando un nuovo minimo storico. Il tasso di natalità scende a 5,6 per mille, ben al di sotto della media nazionale, mentre a Macerata, pur registrando il valore più alto tra le province marchigiane con 6,0 per mille, il dato risulta comunque in diminuzione. Parallelamente, i decessi restano elevati e determinano un saldo naturale regionale pari a -9.287 unità, di cui -2.004 nella sola provincia di Macerata.
Il quadro è aggravato da un progressivo invecchiamento della popolazione, con un’età media che sale a 47,9 anni, superiore al dato nazionale. Cresce anche il numero degli anziani, in particolare gli ultraottantacinquenni, che superano le 73mila unità. Questo fenomeno incide in modo ancora più evidente nei piccoli comuni, molto diffusi nel territorio maceratese, dove si registrano livelli di invecchiamento più marcati, con età medie elevate e indici di vecchiaia molto alti.
Nonostante il calo complessivo della popolazione, si osserva una crescita della componente straniera, che raggiunge 135.023 residenti, pari al 9,1% del totale, con un aumento di oltre 3.000 unità rispetto al 2023. Anche nella provincia di Macerata gli stranieri rappresentano una quota significativa, pari al 9,6% della popolazione, contribuendo a contenere la flessione demografica grazie a una struttura per età più giovane.
Un ulteriore elemento critico riguarda i piccoli comuni, che costituiscono una parte rilevante del territorio regionale e maceratese. Qui si concentrano le dinamiche più problematiche, con bassi tassi di natalità e livelli di mortalità elevati, segno di una popolazione sempre più anziana. Non a caso, proprio in provincia di Macerata si registrano alcuni dei casi più estremi, come il comune di Monte Cavallo, che con appena 100 abitanti rappresenta il comune più piccolo delle Marche.
Analizzando la geografia del territorio, emerge una provincia a due velocità. Su 55 comuni, la stragrande maggioranza (43 centri) è in calo. In questo deserto demografico spicca però il primato di Porto Recanati: è lui l’unico comune della provincia capace di crescere in modo significativo, con un incremento di 134 residenti. Un risultato trainato quasi interamente dal saldo migratorio estero (+111), che riesce a fare da scudo al calo demografico naturale.
Accanto a Porto Recanati, si muovono pochi altri centri in controtendenza: Macerata città chiude l’anno con un saldo positivo di +47 unità, grazie anche qui agli stranieri (+366) che compensano un saldo naturale cittadino molto sofferente (-252). Segnali di tenuta arrivano anche da Treia (+47) e Appignano (+17), mentre si registra una curiosità statistica a Morrovalle, che rimane l'unico comune della provincia a restare perfettamente "stabile", senza guadagnare né perdere un solo abitante rispetto all'anno precedente.
Tutto il resto della provincia, invece, fatica. Le perdite più pesanti si concentrano in centri importanti come Tolentino (-162) e Cingoli (-123), seguiti da Castelraimondo (-80) e Montecassiano (-83). Anche le "regine" della costa e della cultura come Civitanova Marche e Recanati segnano il passo, perdendo rispettivamente 76 e 74 residenti.
Il quadro è aggravato dal progressivo invecchiamento: l’età media nel Maceratese sale a 47,9 anni e gli ultraottantacinquenni superano ormai le 73mila unità. Questa "vecchiaia" della popolazione è evidente soprattutto nelle aree interne e nei comuni montani, dove si registrano i casi più estremi: dai piccoli cali di Ussita (-10) e Poggio San Vicino (-11), fino a Monte Cavallo, che con appena 100 abitanti totali (e 3 persi nell'ultimo anno) si conferma il comune più piccolo delle Marche.
In sintesi, i dati del Censimento 2024 delineano per il Maceratese una fase di stagnazione profonda. Lo squilibrio generazionale e il calo delle nascite rappresentano le sfide più urgenti per un territorio che, al momento, trova solo nella popolazione straniera (che a Macerata rappresenta il 9,6% dei residenti) un parziale cuscinetto contro lo spopolamento.
Prosegue l'attività di controllo del territorio da parte dei carabinieri della Compagnia di Tolentino, impegnati nel presidio del centro cittadino per garantire la sicurezza stradale. Durante uno degli ultimi posti di blocco notturni, i militari dell’Aliquota Radiomobile hanno fermato una Fiat Grande Punto nel cuore della città, scoprendo un illecito che ha portato a pesanti sanzioni.
Alla guida del veicolo si trovava un uomo di 48 anni, di origini indiane e residente a Belforte del Chienti. Al momento della richiesta dei documenti, il conducente ha esibito una patente di guida polacca che ha subito insospettito i militari per alcune anomalie. Gli accertamenti tecnici più approfonditi hanno confermato i dubbi dell'arma: il documento era un falso totale.
Per l'uomo sono scattate immediatamente le procedure previste dalla legge. Il 48enne è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica per il reato di uso di atto falso (Art. 489 del Codice Penale), mentre il documento contraffatto è stato ritirato e posto sotto sequestro penale.
Oltre al fronte penale, sono state contestate pesanti violazioni al Codice della Strada: l'uomo è stato sanzionato per guida senza patente (mai conseguita o non valida in Italia) e la Fiat Grande Punto è stata sottoposta a fermo amministrativo.
Incidente davanti al cimitero di Macerata: Opel Corsa invade la corsia e si scontra con una Lancia Ypsilon. È quanto avvenuto questa mattina in via Pancalducci, proprio nei pressi del cimitero civico, intorno alle 8:45.
Secondo una prima ricostruzione effettuata dagli agenti intervenuti, una Opel Corsa che procedeva lungo la via ha improvvisamente invaso la corsia opposta al proprio senso di marcia. La corsa del veicolo è terminata prima contro uno dei cipressi che costeggiano la carreggiata e, subito dopo, contro una Lancia Ypsilon che transitava regolarmente in quel momento.
Alla guida della Opel si trovava una donna di circa 70 anni, mentre al volante della Lancia c’era una quarantenne. L'impatto è stato piuttosto violento, tanto da richiedere l'immediato intervento dei soccorsi. Sul posto sono giunte tempestivamente due pattuglie della polizia locale di Macerata per i rilievi di rito e per gestire la viabilità, insieme ai sanitari del 118.
Entrambe le conducenti sono state trasportate in ospedale per gli accertamenti del caso. Nonostante lo spavento e i danni ingenti ai mezzi, dalle prime informazioni raccolte fortunatamente nessuna delle due si troverebbe in gravi condizioni. Restano al vaglio delle forze dell'ordine le cause che hanno portato la settantenne a perdere il controllo del mezzo.
È Camerino la "regina" dei redditi in provincia di Macerata. Secondo gli ultimi dati pubblicati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, basati sulle dichiarazioni dei redditi 2025 (quindi riferite all'anno di imposta 2024), la città ducale svetta in cima alla classifica provinciale con un reddito medio complessivo di 28.002 euro. Segue a ruota il capoluogo, Macerata, che con i suoi 26.956 euro si conferma polo amministrativo e residenziale di riferimento.
Il podio si chiude con una sorpresa: Caldarola conquista la medaglia di bronzo con 25.138 euro, superando di un soffio Civitanova Marche (25.134 euro). Se la città costiera si conferma il motore trainante per numero di contribuenti e volume d'affari, la media pro capite risente della presenza di un tessuto economico variegato che va dal turismo al commercio, mentre centri come Camerino o il capoluogo beneficiano di una forte incidenza di redditi da lavoro dipendente pubblico e professionale.
Sopra la soglia dei 24mila euro troviamo anche centri come Recanati, Tolentino e Porto Recanati, che delineano un asse di benessere che dal mare risale verso l'entroterra industriale.
Scavando nei dati, emerge una realtà profonda: il reddito non è uguale per tutti, nemmeno nello stesso comune. Il settore del lavoro autonomo è quello che sposta gli equilibri. A Camerino, un libero professionista dichiara mediamente oltre 61.000 euro, più del doppio di un lavoratore dipendente fermo a circa 24.600 euro.
Questa "forbice" è visibile anche a Civitanova e Macerata, dove i redditi degli autonomi superano i 52.000 euro. Sono queste le città dove si concentrano le grandi firme professionali, gli avvocati, i medici e i consulenti. Il lavoro dipendente, di contro, appare come un'isola di stabilità: in quasi tutta la provincia, lo stipendio medio di chi ha un contratto resta ancorato tra i 21.000 e i 24.000 euro, con pochissime oscillazioni.
Scorrendo la classifica, emerge però il divario con le zone interne e montane. Se la media provinciale si attesta su 24.312 euro, sono molti i comuni che faticano a raggiungere la soglia dei 20mila euro. In fondo alla lista troviamo Poggio San Vicino e Monte Cavallo, con redditi medi che oscillano tra i 18.400 e i 18.500 euro. Un dato influenzato non solo dalla carenza di grandi poli occupazionali, ma anche dall'età media avanzata della popolazione, con un'alta incidenza di redditi da pensione spesso minimi.
Colpisce il dato di alcuni comuni del cratere: Pieve Torina (24.630 euro) e Muccia (24.352 euro) mostrano una tenuta sorprendente, posizionandosi nella parte alta della classifica.
In ogni caso, come accade per ogni analisi statistica basata sui dati fiscali, è necessaria una chiave di lettura prudente. I valori riportati, infatti, riflettono la capacità reddituale emersa dalle dichiarazioni e sono fortemente influenzati dalla composizione sociale dei singoli comuni.
In primo luogo, incide la percentuale di lavoratori dipendenti e pensionati: per queste categorie il prelievo avviene alla fonte, garantendo una tracciabilità totale del reddito che contribuisce a mantenere alta la media statistica. Al contrario, nei comuni a forte vocazione commerciale o artigianale, il dato risente maggiormente della variabilità del lavoro autonomo.
In secondo luogo, bisogna considerare l'"effetto distorsione" delle medie. Trattandosi di un valore pro capite ottenuto dividendo il reddito totale per il numero di contribuenti, la presenza di pochi cittadini con redditi molto elevati (i cosiddetti "paperoni") può far lievitare sensibilmente la media di un piccolo comune, non riflettendo necessariamente il benessere reale della maggioranza della popolazione.
L’analisi complessiva restituisce la fotografia di una provincia a due velocità: un asse centrale e costiero dinamico e solido, contrapposto a un entroterra più fragile che necessita di politiche mirate per il rilancio occupazionale e il contrasto allo spopolamento.
Una truffa telefonica ben architettata, mascherata da comunicazione bancaria, è stata smascherata dai Carabinieri della Stazione di Montecosaro al termine di un’attività d’indagine che ha portato alla denuncia di due giovani.
Si tratta di un uomo di 21 anni e una donna di 19, entrambi originari del Napoletano e già noti alle forze dell’ordine, ritenuti responsabili di truffa in concorso.
L’inchiesta è partita dalla denuncia di un 20enne di Monte San Giusto, contattato lo scorso 22 aprile dai due indagati che si sarebbero spacciati per operatori del servizio clienti della sua banca. Con un pretesto legato a presunti problemi tecnici e falsi allarmi di sicurezza, i truffatori sono riusciti a convincere il giovane a effettuare un bonifico urgente verso un conto corrente esterno.
La vittima ha così eseguito un trasferimento di 1.681,81 euro. I malviventi hanno poi tentato un secondo prelievo con le stesse modalità, ma in questo caso il ragazzo si è insospettito e ha interrotto l’operazione, evitando ulteriori perdite.
Le indagini dei Carabinieri hanno permesso di ricostruire il meccanismo della truffa, riconducibile alle tecniche del cosiddetto “vishing” (truffa telefonica) e “smishing” (tramite SMS), basate sull’uso di numeri contraffatti che simulano quelli di istituti di credito.
L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito alla massima prudenza, ricordando alcune regole fondamentali: non eseguire mai bonifici o operazioni finanziarie su richiesta telefonica, non fornire codici personali o password e verificare sempre direttamente con la propria banca utilizzando numeri ufficiali.
“La prevenzione è la prima difesa – ricordano i militari – ogni contatto sospetto deve essere segnalato immediatamente al 112 o al Comando dell’Arma più vicino”.
È morto Alex Zanardi. Aveva 59 anni e avrebbe compiuto 60 anni il prossimo ottobre. L’annuncio è arrivato dalla famiglia, che in una nota ha comunicato la scomparsa avvenuta nella serata del 1° maggio.
“Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari”, si legge nel messaggio diffuso, con cui i familiari hanno anche ringraziato per le numerose manifestazioni di vicinanza, chiedendo al tempo stesso rispetto e riservatezza in questo momento di dolore. Le informazioni sulle esequie saranno rese note successivamente.
Nato a Bologna, Zanardi è stato uno dei volti più noti e amati dello sport italiano. Ex pilota di Formula 1 e protagonista nelle competizioni automobilistiche internazionali, la sua carriera ha subito una svolta drammatica nel 2001, quando un grave incidente durante una gara negli Stati Uniti gli costò l’amputazione di entrambe le gambe.
Da quel momento, la sua storia è diventata simbolo di resilienza e determinazione. Zanardi si era infatti reinventato atleta nel paraciclismo, conquistando quattro medaglie d’oro e due d’argento ai Giochi Paralimpici di Paralimpiadi di Londra 2012 e Paralimpiadi di Rio 2016, oltre a numerosi titoli mondiali.
Nel 2020 un nuovo, grave incidente lo aveva coinvolto: mentre partecipava con la sua handbike a una manifestazione benefica sulle strade della provincia di Siena, si scontrò con un camion, riportando traumi severissimi.
Nel corso degli anni, Zanardi aveva instaurato anche un legame con il territorio marchigiano e in particolare con la provincia di Macerata, il campione aveva partecipato a eventi sportivi e iniziative solidali nel territorio, lasciando un ricordo profondo tra appassionati e comunità locali.
La sua figura resta oggi quella di un atleta capace di andare oltre i limiti dello sport, diventando un esempio umano prima ancora che agonistico.
FANO – È stato arrestato in Spagna, grazie alla collaborazione tra il Commissariato di Fano e l’Interpol, un cittadino italiano già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di una serie di furti ai danni di società di noleggio di slot machine e macchine cambia denaro.
Le indagini hanno permesso di ricostruire un complesso meccanismo messo in atto dall’uomo insieme alla convivente, formalmente gestore di un bar in zona porto. La coppia stipulava contratti di noleggio con le società del settore, facendo installare slot e cambia monete nel locale, per poi appropriarsi del denaro depositato nelle apparecchiature.
I furti venivano eseguiti con l’aiuto di due complici: uno entrava nel bar simulando lavori di manutenzione e prelevava materialmente il denaro, mentre l’altro consegnava le somme al gestore di fatto. In totale, gli episodi accertati nell’arco di un anno sono sei, per un bottino complessivo di circa 13mila euro.
La coppia era già stata condannata nel 2023 dal tribunale di Pesaro a tre anni e sei mesi di reclusione. Successivamente, con la collaborazione dell’Interpol, l’uomo è stato rintracciato in Spagna, dove era stato emesso nei suoi confronti un mandato di arresto europeo per un cumulo di pene pari a sette anni e sette mesi. Nei giorni scorsi, la polizia spagnola ha proceduto al suo arresto e all’estradizione in Italia.
Questo ponte del 1° Maggio ha diviso l'Italia in due categorie: chi è partito e chi è rimasto.
Se sei partito, probabilmente giovedì sera, mentre preparavi la valigia, hai fatto questa cosa: hai aperto TikTok e hai scritto "dove mangiare a Roma". Non Google. TikTok.
E hai visto video di persone vere, sedute al tavolo, che ti mostravano il piatto, il locale, il conto. Non recensioni scritte. Video. Con la faccia, la voce e il posto vero.
Se invece sei rimasto a casa, probabilmente oggi, sabato, aprirai Facebook Eventi e cercherai "cosa fare stasera vicino a me". Concerto? Sagra? Aperitivo con musica dal vivo? Lo trovi lì. Non più sulle locandine attaccate in giro. Su Facebook.
Benvenuto nel 2026, l'anno in cui i social sono diventati il nuovo Google!
E dopo mesi di articoli in cui ti ho detto "stacca dai social, vivi l'esperienza vera", oggi ti dico una cosa diversa: va bene, ma se proprio li usi, almeno usali così.
I numeri che raccontano il cambiamento
Uno su tre consumatori salta Google e inizia la ricerca direttamente su TikTok, Instagram. Nella Gen Z questa percentuale supera il 50%.
Non è una moda. È un cambio strutturale.
La gente non cerca più "miglior ristorante Milano" su Google. Apre Instagram, guarda video di persone che ci sono state, vede il locale, l'atmosfera, il piatto. Non una recensione scritta anonima, ma una persona vera che ti dice "Io ci sono stata, guarda".
E funziona. Perché vedere è più potente che leggere.
Facebook, dal canto suo, è diventato il centro eventi di ogni città. Vuoi sapere cosa succede stasera? Non cerchi sul sito del Comune, apri Facebook Eventi, filtri per "oggi", "vicino a me", e lì trovi tutto: concerti, mostre, sagre, aperitivi, presentazioni di libri.
Instagram è il motore di scoperta visivo. Cerchi "outfit matrimonio maggio" e trovi migliaia di foto vere, di persone vere, con outfit reali. Non più solo modelle perfette su siti di moda, ma persone come te.
Perché funziona meglio di Google
Ci sono tre motivi per cui cercare sui social sta superando Google.
Primo: vedi persone vere, non algoritmi SEO. Secondo: è più veloce. Terzo: trovi cose che Google non ti mostrerebbe mai.
Come cercare bene (senza farsi fregare)
Ma attenzione, non tutto quello che vedi è oro. Anche sui social c'è pubblicità mascherata. Ecco come distinguere contenuto genuino da sponsorizzata nascosta.
Primo segnale: guarda i commenti. Se un video ha 50mila visualizzazioni ma solo 10 commenti, qualcosa non torna. I contenuti veri generano conversazione. La gente chiede "Quanto costa?", "Dov'è esattamente?", "Ci sono stata anche io!". Se i commenti sono vaghi o inesistenti, probabilmente è pubblicità.
Secondo: cerca creator locali, non influencer nazionali. Se cerchi dove mangiare a Macerata, fidati di chi vive a Macerata. Non dell'influencer milanese che passa una volta e posta il locale perfetto.
Terzo: confronta sempre più fonti. Non fidarti di un solo video. Guardane tre, quattro. Se tutti dicono che quel posto è buono, probabilmente lo è. Se solo uno lo dice ed è perfetto, forse è pubblicità.
Quarto trucco per Facebook Eventi: controlla chi organizza. Un evento con 500 "interessati" ma organizzato da un profilo fake? Passa oltre. Un evento con 50 partecipanti ma organizzato da un'associazione culturale seria della tua città, probabilmente vale la pena.
La verità del ponte (che leggerai lunedì)
Probabilmente stai leggendo questo articolo lunedì mattina. Il ponte è finito. Torni al lavoro.
E magari, questo weekend, hai fatto esattamente quello che ho descritto. Hai cercato un ristorante su TikTok. Hai trovato un evento su Facebook. Hai scoperto un posto che non conoscevi grazie a un Reel di Instagram.
E ha funzionato.
Non sto dicendo che i social sono perfetti. Non sto dicendo che dobbiamo passarci la vita. Sto dicendo che, per una volta, possiamo riconoscere che quando li usiamo con uno scopo preciso, funzionano. Non tutto è male, non tutto è perdita di tempo, non tutto è scroll infinito. A volte i social ti aiutano davvero a trovare quel localino nascosto dove hai mangiato benissimo sabato sera.
Dopo l’arrivo e l’allestimento degli accampamenti, la Rievocazione storica della battaglia di tolentino entra nel vivo. Combattuta oltre duecentodieci anni fa dalle truppe austriache comandate dal Barone Federico Bianchi, Duca di Casalanza e dagli eserciti franco-napoletani del Re di Napoli Gioacchino Murat, la battaglia è considerata dagli storici come la prima combattuta per l’indipendenza d’Italia.
Per tre giorni, il Castello della Rancia accoglierà il pubblico delle grandi occasioni e i circa 300 rievocatori provenienti da tutta Europa.
Durante la giornata di sabato 2 maggio e domenica 3 maggio, i bambini potranno divertirsi con attività e giochi dell’epoca in collaborazione con l’associazione “La Storia Toccata con Mano”.
Il Castello della Rancia sarà aperto e visitabile.
Area food a cura di LET’S MEAT e ITACA FOOD & BEVERAGE.
Sempre sabato 2 maggio, dalle ore 9:30 visita guidata ai luoghi della Battaglia e visita Cantina “Il Pollenza”.
Visita ai Luoghi della Battaglia di Tolentino accompagnati da un esperto storico dell’Associazione Tolentino 815. Partendo dal Castello della Rancia visiteremo l'Ossario di Salcito, l'Ossario di Cantagallo, l'ex-chiesetta della Cisterna e l'Ossario del Rotondo. Verranno evidenziati i punti più importanti di un campo di battaglia particolarmente grande, le movimentazioni degli eserciti, le armi usate e l'importanza che la Battaglia di Tolentino ha avuto nel contesto storico italiano ed europeo. Al termine sarà possibile fare una visita guidata della Cantina de “il Pollenza”.
Alle ore 12:30 Rancio del Soldato.
Dalle ore 14:30 preparazione alla Battaglia e visita agli accampamenti storici. Le truppe trascorrono questo periodo antecedente lo scontro presso gli accampamenti: si studiano le ultime tattiche, si ispezionano, puliscono le armi e si preparano le cartucce.
I Generali passano in rivista le Armate schierate, controllano gli armamenti, esaminano il campo di Battaglia e studiano le tattiche da adottare.
Alle ore 15:30 Rievocazione Storica bella Battaglia – 1° Giorno. Le movimentazioni e gli scontri tra gli eserciti napoletano ed austriaco si effettuano nella zona retrostante il Castello della Rancia, stessi luoghi dove più di duecento anni fa si svolgeva la Prima Battaglia per l’Indipendenza Italiana. Verranno illustrate le varie tattiche d’impiego della fanteria e della cavalleria e sarà possibile seguire le varie fasi delle movimentazioni delle truppe commentate da Luca Romagnoli.
Alle ore 17:00 Rientro negli accampamenti. Alle ore 18:00 “Il ruolo del Medico d’epoca” a cura del Dott. Marco Arena – Associazione Terre Tarantine in collaborazione con Associazione Napoleonica d’Italia.
Negli accampamenti verrà esposta l’Ambulanza del periodo napoleonico di proprietà della Associazione Napoleonica D’Italia. Insieme ad un esperto dell’A.N.I, il dottor Marco Arena dell’Associazione Terre Tarantine, svolgerà un approfondimento sul lavoro del medico nel 1800 durante una battaglia campale.
Notte 815 - Castello Della Rancia.
Gli accampamenti si animano con i soldati che festeggiano e riposano mentre si preparano alla seconda giornata di scontri. La magia dell'ottocento aleggerà in tutto il Castello e gli accampamenti.
Danze d’epoca animeranno la serata, grazie al Balletto Storico del Battaglione Estense che si esibirà nel cortile del Castello della Rancia. Soldati, popolani, cartomanti, creano angoli curiosi di vita quotidiana. Lasciatevi travolgere dall’atmosfera e fatevi trasportare indietro nel tempo.
La rievocazione prosegue e si conclude domenica 3 maggio.
Si ricorda che l’organizzazione ha previsto anche un servizio navetta per collegare il centro città con il Castello della Rancia. Sabato 2 e domenica 3 maggio, dalle ore 13 verranno effettuate varie corse con partenza dal piazzale antistante l’area camper in zona Sticchi (piscina comunale) e soste a piazza della Concordia (zona Cinema Giometti) e Castello della Rancia.
Il movimento politico guidato dall’ex generale Roberto Vannacci continua il proprio percorso di radicamento territoriale e annuncia l’apertura di un nuovo comitato cittadino a Tolentino. A guidarlo sarà Antonio Trombetta, figura già nota nella politica locale per le sue precedenti esperienze amministrative e di partito.
Il percorso politico di Trombetta si è sviluppato nel tempo attraverso diverse esperienze: durante l’amministrazione Pezzanesi è stato referente del Popolo della Libertà (PdL); successivamente è stato eletto in Consiglio comunale con la lista “Tolentino nel cuore”. In seguito ha ricoperto anche il ruolo di presidente del club locale di Forza Italia. Più recentemente, è stato eletto con Tolentino Popolare nella giunta Sclavi, per poi passare al gruppo misto nel 2024, uscendo dalla maggioranza.
L’iniziativa, come sottolineato in una nota dal referente maceratese del movimento, Marco Alfei, nasce sulla scia della partecipazione registrata nelle recenti iniziative pubbliche organizzate dal partito. “L’entusiasmo generato dalle ‘gazebate’ si sta trasformando in una presenza politica strutturata sul territorio”, si legge nel comunicato, che annuncia ufficialmente l’avvio del presidio locale.
A Trombetta è affidato il compito di consolidare l’attività di ascolto e mobilitazione già avviata nelle piazze. Nel suo intervento, il neo referente ha ringraziato Alfei per il supporto organizzativo e ha sottolineato la volontà di dare continuità al progetto politico.
Nel delineare le priorità del movimento, Trombetta ha richiamato alcuni temi centrali del dibattito politico nazionale: "dalla necessità di rafforzare la sovranità popolare alla richiesta di maggiori interventi in ambito sociale e sanitario". Non sono mancati riferimenti alle criticità del territorio, tra cui dissesto idrogeologico, difficoltà economiche per imprese e cittadini e questioni legate alla sicurezza.
"Il territorio cede da tutte le parto - dichiara Trombetta - frane, allagamenti e anni di speculazione hanno messo in ginocchio privati e aziende. Anche sul fronte sicurezza, Carabinieri, Polizia e Finanza sono vittime di un sistema giudiziario permissivo, che permette alle organizzazioni malavitose di gongolare nei loro affari. Non è il Paese che sognavo: è proprio il mondo al contrario”.
Il nuovo comitato rappresenta dunque un ulteriore tassello nella strategia di espansione territoriale di Futuro Nazionale, con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza anche nelle realtà locali.
RECANATI - A distanza di una settimana dall’approvazione della mozione sui nuovi nati, si accende il confronto politico nella città leopardiana. Recanati Insieme interviene criticando la scelta della maggioranza di abrogare i voucher sociali per l’asilo nido, istituiti dal Comune di Recanati nel 2011 a sostegno delle famiglie con minori di età tra i 3 ed i 36 mesi frequentanti l’asilo nido.
Di seguito il comunicato dell’assemblea: «È passata soltanto una settimana da quando il gruppo consiliare di maggioranza Costituente Popolare – UDC Recanati ha fatto approvare in Consiglio comunale una mozione a favore di iniziative di benvenuto e di augurio per i nuovi nati del Comune di Recanati; gli impegni? Rendere pubblica ogni nuova nascita sui canali social dell’Amministrazione; incentivare i boschetti nati dal progetto “Un albero per ogni nato”; organizzare un incontro annuale con tutti i genitori dei bambini nati nell’anno precedente; coinvolgere il Centro Aiuto alla Vita».
Sul principio alla base dell’iniziativa: «Il presupposto è che sia compito delle istituzioni locali quello di promuovere una cultura della vita, della solidarietà e della vicinanza alle famiglie. Eppure l’Amministrazione Pepa sembra oggi dimenticare che il vero “aiuto alla vita” di tutta la cittadinanza – nuovi nati, giovani e meno giovani, famiglie o singoli - dovrebbe arrivare da politiche sociali serie ed organiche. Aiuti concreti, che non passano né da annunci social né da incontri sporadici con le famiglie».
Sull’abolizione dei voucher: «C’erano i “voucher sociali per l’asilo nido”, istituiti dal Comune di Recanati nel 2011 a sostegno delle famiglie con minori di età tra i 3 ed i 36 mesi frequentanti l’asilo nido. C’erano, ma oggi non ci sono più: la maggioranza consiliare ieri sera ha votato compatta per abrogarli».
Sulle motivazioni dell’amministrazione: «Eliminati per “razionalizzare gli interventi esistenti”; in altre parole, dal 2017 il quadro normativo e finanziario di riferimento ha subito evoluzioni e l’attuale sistema nazionale di interventi a favore delle famiglie risulta più ampio. Le ultime annualità hanno evidenziato, a fronte di un elevato numero di richieste, una non completa assegnazione delle risorse imputabili alla sovrapposizione di misure pubbliche. La soluzione al problema è dunque sembrata semplice: abrogare, tagliare, risparmiare sulle famiglie».
Sulle prospettive future: «E poi? Poi “prevedere che le misure di supporto alle famiglie siano definite con successivi atti amministrativi che tengano conto, di volta in volta, del quadro dei contributi dedicati dai vari livelli istituzionali interessati”. Tradotto: si taglia senza programmare nulla». L’affondo finale: «Vedremo, di volta in volta, con successivi atti amministrativi cosa l’Amministrazione Pepa farà. Forse farà per qualcuno, forse per tutte e tutti. Forse. Avremo però gli annunci social per ogni nuovo nato, con buona soddisfazione del gruppo Costituente Popolare».
Il caso dello spreco di sacche di plasma presso l’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche approda sui tavoli della magistratura. La Giunta regionale ha reso note le conclusioni della relazione tecnica redatta dal Nucleo ispettivo, istituito lo scorso 25 marzo per fare luce sulle criticità emerse nella scomposizione del sangue e nella dismissione del plasma.
Un documento che mette nero su bianco mancanze organizzative e gestionali, portando la Regione a stabilire l'invio degli atti alla Procura della Repubblica di Ancona, alla Procura della Corte dei Conti, al Ministero della Salute e ai Carabinieri del N.A.S..
Uno dei passaggi più critici della relazione riguarda l'impiego delle risorse umane. Sebbene la carenza di tecnici di laboratorio fosse stata inizialmente indicata come causa scatenante dello spreco, gli ispettori hanno rilevato che il numero di addetti assegnati alla Medicina Trasfusionale è rimasto "sostanzialmente sovrapponibile" al passato.
Tuttavia, il Nucleo ispettivo ha riscontrato una riduzione dei tecnici di laboratorio effettivamente assegnati all’Officina Trasfusionale. Il personale, anziché essere impiegato nella lavorazione del plasma, è stato adibito ad altri settori di attività, nello specifico il settore IED + urgenze. Una scelta gestionale che ha sguarnito l'area dedicata alla scomposizione del sangue proprio nei momenti critici.
Dall'analisi dei cartellini di marzo 2026, non sono emerse criticità nel rispetto degli obblighi contrattuali (orari, ferie o permessi) tali da evidenziare una particolare sofferenza del personale. Anzi, la relazione sottolinea uno scarso utilizzo di disposizioni d'ufficio per sopperire alle criticità di inizio marzo e un ricorso "residuale e minimo" alle prestazioni aggiuntive, a causa della mancata disponibilità manifestata dai dipendenti.
Nella relazione si legge che non sono stati adottati strumenti per un diverso utilizzo delle sacche di sangue, una possibilità attuata solo dopo il verificarsi dell’evento. Inoltre, nonostante il pieno utilizzo dei congelatori, non sono state messe in atto misure logistiche d'urgenza, come l'approvvigionamento di nuovi macchinari.
Sotto la lente anche la gestione dei tempi: l'attività poteva essere focalizzata sull'etichettatura e il confezionamento del plasma da inviare all'industria (Takeda/Kedrion), un'azione che avrebbe permesso di svuotare i congelatori senza incidere sulla raccolta, visti i tempi di lavorazione del sangue compresi tra le 24 e le 72 ore.
Oltre all'invio dei documenti alle autorità giudiziarie per la tutela dei donatori e del sistema sanitario regionale, la relazione è stata trasmessa al Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera delle Marche e all'Agenzia Regionale Sanitaria. Il direttore generale dovrà ora riferire entro 15 giorni circa le azioni intraprese, i tempi di realizzazione e gli esiti attesi per rimediare alle criticità emerse dall'istruttoria.
In occasione della Giornata mondiale dell’asma, in programma il 5 maggio, le Pediatrie dell’Ast di Macerata aderiscono all’iniziativa promossa in Italia dalla SIMRI (Società Italiana delle Malattie Respiratorie Infantili), in collaborazione con FederAsma e Allergie, Alama Aps, Respiriamo Insieme e SIP.
All’ospedale di Civitanova, giovedì 7 maggio, saranno effettuate spirometrie e visite pneumologiche gratuite per bambini tra i 6 e i 12 anni. Gli esami si svolgeranno dalle 15 alle 18 nell’ambulatorio di pneumologia pediatrica, al terzo piano della struttura, a cura delle dottoresse Elisa Marchesini e Sara Torresi. Le prenotazioni saranno possibili telefonando al numero dedicato nei giorni precedenti, fino a esaurimento dei posti disponibili.
L’iniziativa proseguirà anche a Macerata, dove la Pediatria e Neonatologia diretta dalla dottoressa Martina Fornaro ha organizzato per martedì 15 maggio, nel pomeriggio, visite pneumologiche pediatriche e spirometrie gratuite presso l’ambulatorio dedicato. Le prestazioni saranno seguite dalla dottoressa Roberta Piccinini, responsabile del servizio di allergologia e pneumologia pediatrica.
“L’asma bronchiale in età pediatrica è la malattia cronica più frequente, interessando circa un bambino su dieci – spiega la dottoressa Enrica Fabbrizzi, responsabile della pediatria di Civitanova – con un impatto importante sulla qualità della vita e sulle attività quotidiane”.
Un aspetto centrale resta quello dell’accesso alle cure. “È fondamentale garantire diagnosi tempestive e trattamenti adeguati – sottolinea la dottoressa Piccinini – dai farmaci inalatori fino alle terapie più avanzate nei casi più gravi, per una gestione efficace della patologia”.
L’iniziativa ha anche un forte valore di sensibilizzazione. “Vogliamo richiamare l’attenzione su una patologia diffusa ma spesso sottovalutata – evidenzia il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini – perché una diagnosi precoce consente ai bambini di condurre una vita normale e attiva”.
CAMERINO - È stata ufficialmente presentata l’8ª edizione della Marcia Camerte, appuntamento ormai consolidato nel calendario sportivo locale che unisce attività fisica, valorizzazione del territorio e spirito di comunità. La manifestazione propone un percorso di circa 10 chilometri immerso in uno scenario paesaggistico di grande fascino, capace di raccontare la bellezza e la resilienza di un territorio ancora segnato, ma fortemente reattivo, dopo gli eventi sismici degli ultimi anni.
La partenza è prevista dal nuovo campo di atletica a otto corsie degli impianti universitari del Cus Camerino, situato sopra la suggestiva cascatella sul fiume Palente, visibile per chi desidera soffermarsi ad ammirarla. Da qui il tracciato si snoda in direzione Piampalente, attraversando un contesto naturale unico, con il passaggio davanti al caratteristico lavandeto di Camerino, simbolo di rinascita e cura del territorio.
Il percorso prosegue poi in salita verso la frazione di Raggiano, offrendo ai partecipanti scorci panoramici di grande impatto: da un lato la città di Camerino, con il suo patrimonio storico e culturale, e dall’altro l’area di Montelago, nota per i suoi paesaggi incontaminati. La discesa conduce nei pressi di Palentuccio, luogo particolarmente frequentato in questi giorni in occasione delle celebrazioni del 25 aprile, Festa della Liberazione, e crocevia di importanti itinerari storici e spirituali come la via Lauretana e Francescana e il percorso dei Molini.
L’arrivo è previsto all’interno dello stadio universitario “Livio Luzi”, dove ad attendere gli atleti ci sarà un ricco ristoro e un momento di intrattenimento musicale curato da Multiradio, per concludere la giornata in un clima di festa e condivisione. A disposizione dei partecipanti anche il palazzetto Orsini, che garantirà servizi logistici, spogliatoi e docce.
La Marcia Camerte si conferma non solo un evento sportivo, ma anche un’occasione per promuovere uno stile di vita sano, riscoprire il territorio e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. L’iniziativa è aperta a podisti, appassionati e famiglie, con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico sempre più ampio.
L’edizione 2026 è sostenuta dal Comune di Camerino e dall’Università di Camerino, con il supporto della Fidal Marche, di FederCUSI e del Rotary Club di Camerino, oltre che di numerose aziende del territorio e del settore, a testimonianza di una rete collaborativa forte e partecipata.
Per ulteriori informazioni su iscrizioni, orari e dettagli organizzativi, è possibile consultare i canali ufficiali della manifestazione. 3 maggio 2026 ore 9,30 partenza, ore 8,30 ritrovo a Camerino Impianti sportivi universitari.
Il Comune di Treia ha reso omaggio all’Aurora Treia, protagonista di una stagione sportiva straordinaria, che ha visto la squadra conquistare la Coppa Marche di Promozione e centrare il salto in Eccellenza. Un doppio traguardo che ha riportato un grande entusiasmo, premiando il lavoro della società, dello staff tecnico e dei giocatori, capaci di costruire nel corso della stagione un percorso vincente e solido sotto ogni punto di vista. La cerimonia, all’aula multimediale, ha visto la partecipazione della giunta comunale, che ha ricevuto ufficialmente la squadra e la dirigenza per consegnare un attestato di riconoscimento al merito sportivo a nome dell’intera comunità.
«Questa squadra ha saputo rappresentare al meglio i valori dello sport riuscendo a conquistare tanti successi in una sola stagione – ha detto l’Amministrazione comunale – L’impresa straordinaria per la compagine del presidente Cegna e di mister Ricci ha ancora più valore perché avviene nell’anno dei 60 anni dalla nascita della società, in un’annata perfetta, da imbattuta, che ha visto anche la conquista della Coppa Marche Promozione lo scorso 29 marzo. I complimenti vanno anche alla storia vincente della Lube che, dopo i successi nel volley (ieri sera era impegnata a Perugia dove si è svolta la gara 1 per la corsa allo scudetto di volley A1 maschile), si afferma anche nel calcio. A loro va il nostro plauso».
La cerimonia si è conclusa tra applausi, foto di gruppo e un clima di grande festa, a suggellare una stagione che resterà nella storia sportiva di Treia.
Dirigenza: Stefano Cegna (Presidente), Federico Giunti (direttore tecnico Lube Academy), Elio Sassaroli (Vice Presidente), Agostino Tartari (Vice Presidente), Andrea Ballini (Direttore Sportivo), Diego Fraticelli (Dirigente), Sergio Fraticelli (Dirigente), Sandro Giustozzi (Dirigente), Paolo Ippoliti (Dirigente), Giordana Scorcella (dirigente).
Staff tecnico: Simone Ricci (Allenatore), Luigi Tedeschi (Vice Allenatore), Fabrizio Nizi (Preparatore Portieri), Gianluca Broglia (Preparatore Atletico), Federico Moretti (Fisioterapista).
PORTIERI: Saverio Giachetta (1998), Andrea Testa (1990).
DIFENSORI: Diego Ballanti (1997), Luca Bartolini (1997), Riccardo Calamita (1998), Nicolas Dominino (2006), Alex Gabrielli (2007), Diego Orletti (2002), Filippo Tavoni (2004), Nicolas De Vito (1994).
CENTROCAMPISTI: Ernest Alla (2002), Tommaso Giuliodori (2008), Luca Guglielmo (Centrocampista), Vittorio Guzzini (2002), Alessio Palladini (1999), Tommaso Giuliodori (2008), Nizar Lamri (2007).
ATTACCANTI: Davide Borrelli (1985), Roman Chornopyshchuk (1995), Vincenzo Cirrottola (2003), Michele Mazzoni (2006), Federico Melchiorri (1987), Ameth Seye (2008), Edoardo Zeqiri (2006), Edoardo Corrado (2006).
Anche la Giurisprudenza di legittimità, oltre a quella di merito, apre recentemente nuovi spiragli per consentire ai debitori esecutati di difendersi più adeguatamente dalle ingiustizie bancarie.
Mentre in passato si potevano definire "bonariamente" le controversie sorte fra le banche, cessionarie e debitori, ora per bloccare le esecuzioni immobiliari è necessario (quasi obbligatorio) il ricorso al Giudice di merito o, ancora meglio, al Giudice delle Esecuzioni.
Infatti, tra le varie cessionarie dei crediti bancari, ultimamente, molte rinunciano strategicamente a fornire le dovute spiegazioni ed a documentare la regolarità del loro operato, comportamento che risulta comunque vantaggioso per le stesse in considerazione dell'elevato numero di pratiche coinvolte.
"Di fronte a esplicite richieste sulla titolarità del credito e legittimazione ad agire, le cessionarie spesso rispondono in modo generico e totalmente incompleto", evidenzia il cav. rag. Giuseppe Tosoni, presidente dell'Associazione Tutela Impresa e delegato dello Sportello del Consumatore Italia per la Regione Marche
"Ma ciò facilita la procedura del debitore, che è legittimato a conoscere con precisione se le azioni intraprese sono valide per una procedura esecutiva giudiziale", prosegue. A tal riguardo, emerge un dato singolare: circa 300 di tali società sono localizzate nello stesso indirizzo a Conegliano Veneto, la cui regolarità è oggetto di verifica da parte della Guardia di Finanza, iniziativa promossa dall'associazione in collaborazione con un'imprenditrice di Tolentino.
"Pertanto, si invitano le parti debitrici a verificare preventivamente la legittimità delle cessionarie e valutare ulteriori contestazioni - conclude Tosoni ricordando l'urgenza del fenomeno -: in provincia di Macerata ci sono ben 1.200 immobili all'asta, di cui circa 120 solo a Civitanova Marche".
In un contesto economico segnato da tensioni internazionali, aumento dei costi energetici e forte incertezza globale, il sistema produttivo locale è chiamato a ripensare le proprie strategie. In questa intervista, Marco Ragni, presidente di Confindustria Macerata e amministratore delegato di Fatar, analizza lo stato dell’economia del territorio, evidenziando criticità, opportunità e il ruolo centrale della collaborazione tra imprese per affrontare una fase complessa ma non priva di prospettive.
La provincia di Macerata è un territorio ampio e diversificato, in che modo si costruisce e si rafforza la coesione tra imprenditori appartenenti a settori differenti?La provincia di Macerata è un territorio dove c’è un tessuto imprenditoriale molto vario: manifatturiero, moda, agroalimentare, meccanica, arredo. Questo rappresenta da una parte un punto di forza e dall’altra una complessità. L’associazione lavora per creare connessioni vere tra le imprese, attraverso tavoli comuni dove condividere problemi e progetti. Costruiamo iniziative trasversali, come un importante progetto sull’introduzione delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, e favoriamo lo scambio di competenze. Oggi nessuno compete da solo, ma all’interno di una filiera.
Oggi la vera competitività nasce dalla capacità di fare sistema e non di restare isolati. Sta prendendo forma un’aggregazione tra Ancona, Fermo e Macerata: quali sono gli obiettivi e le ricadute sul territorio?Questo processo di aggregazione è un passaggio strategico, non formale. Da soli rischiamo di essere troppo piccoli per contare davvero. Mettere insieme Macerata, Ancona e Fermo significa fare massa critica e avere maggiore peso nei tavoli dove si decidono le politiche industriali, a livello regionale, nazionale ed europeo. Inoltre, questa rete permetterà di offrire servizi più evoluti alle aziende associate.
Allargando lo sguardo allo scenario geopolitico internazionale, quanto incidono queste dinamiche sulla produzione locale?Le tensioni internazionali oggi si sentono in modo concreto anche sul nostro territorio. Conflitti, dazi e difficoltà nelle forniture rendono più complicato pianificare investimenti e strategie. Da una parte si registra un calo della domanda, dall’altra aumentano i costi delle forniture e dell’energia. Tutto questo incide direttamente sui bilanci delle imprese. Le aziende stanno reagendo, ma il contesto resta molto instabile.
Quali sono oggi i settori maggiormente colpiti da questa fase di instabilità?In prima battuta i settori più colpiti sono quelli orientati all’export, come la moda e il calzaturiero, che subiscono la contrazione della domanda e le difficoltà nei mercati esteri. Anche altri comparti, come l’agroalimentare e l’arredo casa, risentono di problemi nelle catene di fornitura e nella logistica, con difficoltà a rimanere competitivi nelle filiere produttive.
Quali interventi ritiene prioritari da parte della politica per sostenere il sistema produttivo?Le imprese hanno bisogno soprattutto di certezze e di risposte chiare. Da troppo tempo vengono rimandate decisioni importanti, a partire dalla politica energetica, che deve essere definita in modo chiaro a livello europeo, nazionale e regionale. Nelle Marche è fondamentale portare avanti il tema del termovalorizzatore. Serve inoltre intervenire sulla rete di distribuzione: molte aziende, soprattutto nelle aree interne, soffrono ancora di sbalzi e interruzioni di energia. C’è poi il paradosso degli investimenti nel fotovoltaico: da una parte vengono incentivati, dall’altra le imprese non riescono ad allacciarsi alla rete per mancanza di infrastrutture adeguate. A questo si aggiunge un quadro normativo complesso che aumenta la burocrazia. Le aziende sono ormai abituate a portare “zaini pesanti” sulle spalle: è il momento che la politica inizi a togliere qualche peso.
Guardando al futuro, quali prospettive economiche si vedono nei prossimi mesi per il territorio?Il quadro resta molto complesso e fare previsioni è difficile, sia nel breve che nel medio termine, perché i conflitti internazionali influenzano direttamente gli equilibri economici globali. Le aziende sono reattive e si stanno organizzando, ma hanno poche leve strategiche per reagire in questa fase. Proprio per questo diventa ancora più importante fare sistema e affrontare insieme le difficoltà a livello associativo. Questo può rappresentare un vantaggio per tornare rapidamente competitivi quando la situazione tornerà a normalizzarsi.
Sarà dedicato all’influencer marketing e alla sua crescente rilevanza giuridica, economica e sociale il convegno in programma martedì 5 maggio alle ore 9:30 al Polo Pantaleoni dell’Università degli Studi di Macerata.
L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Giurisprudenza nell’ambito del Laboratorio di Diritto del Fashion, rappresenta il momento conclusivo di un percorso formativo avanzato dedicato alle trasformazioni della comunicazione commerciale, dell’economia dell’influenza e della proprietà intellettuale. L’incontro sarà fruibile anche online.
Ad aprire i lavori sarà Stella Menna, conosciuta sui social con il profilo “Una stella in cucina”. Con oltre un milione di follower, rientra nella categoria dei macro-influencer secondo le linee guida dell’Agcom, rappresentando una figura sempre più centrale nel panorama della comunicazione digitale. La sua testimonianza offrirà uno spunto concreto di confronto tra mondo accademico, professionale e regolatorio.
Il convegno vedrà la partecipazione di un panel di esperti, con l’obiettivo di garantire un approccio multidisciplinare. I saluti istituzionali saranno affidati a Laura Marchegiani, delegata del rettore al placement, mentre la moderazione sarà curata dalla professoressa Federica Monti.
L’iniziativa si inserisce nel progetto Digital Education Hub – Higher Education (DEH2023-00010), finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Next Generation EU e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 4 “Istruzione e Ricerca”.
È inoltre in corso l’accreditamento presso il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Macerata ai fini della formazione professionale.
L’evento si propone di offrire a studenti, professionisti e operatori del settore strumenti aggiornati per comprendere il quadro normativo e autodisciplinare della comunicazione commerciale digitale, coniugando rigore accademico e applicazione pratica.
CAMERINO – Rafforzare il legame tra formazione universitaria e pratica forense nel campo del diritto penale: è questo l’obiettivo del Protocollo di Intesa firmato oggi presso la Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Camerino, nel corso della tavola rotonda dal titolo “Formare alla difesa: il diritto penale tra studio e pratica”.
L’accordo, sottoscritto con l’Unione delle Camere Penali Italiane, punta a offrire a studentesse e studenti un percorso formativo più completo, capace di integrare lo studio teorico con esperienze concrete sul campo. Tra le iniziative previste figurano attività congiunte, momenti di osservazione diretta delle udienze e percorsi guidati all’interno delle aule di giustizia, con l’obiettivo di approfondire il significato del diritto di difesa e del giusto processo.
Uno dei primi risultati tangibili dell’intesa è l’attivazione di una Clinica giuridica in materia penale, che consentirà agli studenti di confrontarsi con casi reali. Le attività prevedono analisi, simulazioni e discussioni guidate, con il coinvolgimento diretto degli avvocati della Camera Penale di Macerata. Un’esperienza formativa innovativa, pensata per sviluppare competenze pratiche, spirito critico e maggiore consapevolezza del ruolo del difensore nel sistema giudiziario.
L’incontro si è aperto con i saluti del rettore Graziano Leoni e dell’avvocata Enrica Paesano, responsabile dell’Osservatorio “Progetto Università” dell’Unione delle Camere Penali Italiane. A seguire, gli interventi del professor Paolo Bianchi, coordinatore del corso di laurea in Giurisprudenza, dell’avvocato Paolo Giustozzi, responsabile della Scuola di Formazione della Camera Penale di Macerata, e dei professori Antonella Merli e Ugo Pioletti, referenti del Protocollo per Unicam.
Le conclusioni sono state affidate all’avvocato Donato Attanasio, presidente della Camera Penale di Macerata.
Con la firma del Protocollo, l’Università di Camerino consolida il proprio impegno verso una formazione giuridica sempre più orientata all’integrazione tra sapere accademico e professione, nella prospettiva di preparare futuri giuristi con competenze solide e immediatamente spendibili.
MACERATA – Cambia volto e calendario Macerata Racconta, che nel 2026 giunge alla sua sedicesima edizione e si prepara a una significativa novità: per la prima volta, la manifestazione si svolgerà in estate, dal 30 giugno al 5 luglio, abbandonando la tradizionale collocazione nella prima settimana di maggio.
Una scelta già sperimentata nel 2021 per ragioni legate alla pandemia, ma che questa volta nasce da esigenze organizzative. L’Associazione culturale ConTesto, in accordo con il Comune di Macerata, ha infatti deciso di riprogrammare l’evento per evitare sovrapposizioni con altri appuntamenti cittadini e la concomitanza con le elezioni comunali.
Il passaggio alla stagione estiva rappresenta anche un’opportunità per ripensare gli spazi del festival. Gli incontri potranno infatti svolgersi all’aperto, tra piazze e cortili, valorizzando in modo nuovo il centro storico e offrendo al pubblico un’esperienza ancora più suggestiva.
“Sarà sicuramente un’edizione speciale – spiega il direttore artistico Giorgio Pietrani – che ci richiederà uno sforzo organizzativo maggiore. Dovremo prevedere allestimenti sia all’aperto sia al chiuso, in caso di maltempo, e concentrare molti appuntamenti nelle ore serali. Ma l’obiettivo resta invariato: mantenere alto il livello della proposta culturale, con ospiti di qualità e storie capaci di coinvolgere il pubblico”.
Intanto, la macchina organizzativa non si è mai fermata. Si sono infatti concluse proprio in questi giorni le attività dedicate alle scuole, anticipate rispetto alle nuove date del festival. Il 29 aprile si è chiusa l’edizione 2026 del Premio Macerata Racconta Giovani, che ha fatto registrare numeri record: ben 1.327 studenti coinvolti tra scuole primarie, secondarie e università.
Le premiazioni si sono svolte tra l’aula sinodale e l’auditorium dell’Università di Macerata, con la presentazione degli elaborati e dei booktrailer realizzati dagli studenti, disponibili anche online. Nei prossimi giorni si concluderanno inoltre i laboratori didattici nei vari istituti del territorio, con la partecipazione degli autori Pino Pace, Ivan Sciapeconi, Eva Pigliapoco e Tobias Giacomazzi.
Negli anni, Macerata Racconta si è affermato come uno degli appuntamenti culturali più attesi non solo in città ma anche nel panorama regionale. Il programma dell’edizione 2026 è ormai in fase di definizione: per conoscere tema e ospiti bisognerà attendere l’inizio di giugno, quando verranno svelati tutti i dettagli di questa inedita versione estiva.
L’Assemblea dei soci dell’Associazione Arena Sferisterio ha approvato il bilancio 2025, che si chiude con un utile di circa 12.400 euro, confermando la solidità economico-finanziaria dell’ente e la sostenibilità del suo modello gestionale.
Il documento evidenzia un ulteriore miglioramento della situazione finanziaria, con la riduzione sia dell’indebitamento lordo sia di quello netto. Il valore della produzione supera i 5 milioni di euro, risultato ottenuto grazie al contributo congiunto di istituzioni pubbliche, partner privati e ricavi da biglietteria. Un risultato conseguito in un contesto non semplice, segnato anche da condizioni meteorologiche avverse che hanno inciso su alcune rappresentazioni della stagione 2025.
Resta alta anche la capacità di autofinanziamento: il peso della partecipazione privata risulta infatti quasi equivalente a quello pubblico, a conferma di un equilibrio sempre più strutturato tra le diverse fonti di sostegno.
Sul fronte occupazionale, il personale artistico e tecnico coinvolto si attesta su circa 500 unità, mentre le giornate lavorative complessive delle maestranze raggiungono quota 19.220, a testimonianza dell’impatto economico e occupazionale generato dall’attività dell’ente.
“La tenuta del bilancio dimostra la capacità dell’Associazione di coniugare qualità artistica e rigore gestionale – ha dichiarato il presidente e sindaco Sandro Parcaroli –. Nonostante le difficoltà, abbiamo garantito continuità progettuale, sostenuto il lavoro delle maestranze e rafforzato il ruolo dello Sferisterio come motore culturale e turistico della città”.
La stagione 2025 ha inoltre confermato il valore artistico del Macerata Opera Festival e il crescente sviluppo delle attività formative e collaterali, consolidando il posizionamento dello Sferisterio nel panorama culturale nazionale e internazionale.
Debutto positivo per Monti Azzurri Experience, che ha preso ufficialmente il via nel giorno del Festa del Lavoro a Serrapetrona, nella frazione del lago di Caccamo. La prima delle tre tappe previste dal progetto, promosso in sinergia con l’Unione Montana dei Monti Azzurri, ha registrato una grande affluenza di visitatori.
Nello scenario naturale del lago di Caccamo, presso la sede dell’Asd Monti Azzurri Canoa Kayak, decine di persone hanno partecipato a una giornata all’insegna di sport, natura ed enogastronomia. Le attività proposte hanno spaziato dalle escursioni in kayak alle prove di sup, fino alla novità della waterbike, che ha riscosso particolare successo tra i partecipanti.
“Dopo l’apertura del 25 aprile, il Primo Maggio ha segnato il via ufficiale della stagione con un’ottima partecipazione”, ha spiegato il presidente dell’associazione, Cristiano Leccesi. L’obiettivo, ha aggiunto, è quello di valorizzare il territorio sia dal punto di vista sportivo sia turistico, rafforzando anche i progetti con le scuole, in collaborazione con l’istituto comprensivo Leopardi-Frau De Magistris e con il liceo sportivo di Camerino.
La giornata è stata arricchita anche da momenti musicali, con il dj set di Alessio Chiappini e il concerto delle Colonne d’Ercole, oltre agli stand gastronomici curati da “Le Piazzette”, che hanno proposto prodotti tipici come l’olio Coroncina e la Vernaccia di Serrapetrona DOCG e DOC.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Serrapetrona, Silvia Pinzi, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra i diversi centri del territorio e la valorizzazione delle specificità locali, tra sport, natura e turismo enogastronomico.
Il progetto proseguirà nelle prossime settimane con due nuove tappe: il 16 maggio a Camporotondo di Fiastrone e il 17 maggio a Cessapalombo.
“È un Primo Maggio di buon auspicio”, ha commentato il presidente dell’Unione Montana, Giampiero Feliciotti, evidenziando come il territorio stia investendo su un modello di turismo esperienziale sempre più richiesto. Tra le novità anche l’area ribattezzata “Caccamo Beach”, attrezzata con sdraio, ombrelloni, libri e food truck, oltre alle nuove bici d’acqua.
Un progetto che punta a trasformare il lago e l’entroterra in un punto di riferimento per chi cerca natura, sport e relax.
La comunità settempedana si è ritrovata, come da tradizione, nella frazione di Cesolo per celebrare il Festa del Lavoro. Una giornata partecipata e ricca di significato, scandita dalla sfilata, dalla celebrazione della Santa Messa e dalla caratteristica benedizione dei trattori, simbolo del forte legame tra territorio e vocazione agricola.
Alla cerimonia hanno preso parte numerosi cittadini e rappresentanti delle istituzioni, tra cui il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, il presidente del Consiglio comunale Sandro Granata e l’assessore alla Cultura Vanna Bianconi, insieme alla presidente della Pro Cesolo Sabrina Piantoni.
La funzione religiosa, resa ancora più solenne dalla presenza delle Confraternite e dall’accompagnamento del Corpo filarmonico bandistico “Francesco Adriani”, ha rappresentato uno dei momenti centrali della giornata. Presenti anche le forze dell’ordine e le associazioni del territorio, tra cui Carabinieri, Polizia Locale, Protezione Civile e Croce Rossa.
Durante il suo intervento istituzionale, il sindaco Piermattei ha deposto una corona d’alloro al Monumento ai Caduti sul Lavoro, ricordando il valore della ricorrenza: “Il Primo Maggio non è solo una data sul calendario ma l’occasione per ribadire che il lavoro è il fondamento della nostra dignità e della nostra libertà”. Un pensiero è stato rivolto anche a chi ha perso la vita lavorando e a chi oggi è senza occupazione, con un richiamo forte al tema della sicurezza, definita un “diritto assoluto”.
Un legame, quello tra lavoro e territorio, che prosegue anche nei giorni successivi. Domenica 3 maggio la frazione di Corsciano ospiterà un nuovo appuntamento all’insegna della tradizione: alle ore 11 è in programma la Santa Messa seguita dalla benedizione degli attrezzi agricoli.
L’iniziativa, organizzata dalla parrocchia di Ugliano in collaborazione con le comunità di Chigiano e Castel San Pietro, intende valorizzare le radici rurali del territorio e il lavoro quotidiano degli agricoltori. Al termine della funzione, saranno benedetti mezzi e strumenti agricoli, dai trattori più moderni alle attrezzature storiche, simbolo della memoria contadina.
La giornata si concluderà con un rinfresco aperto a tutti, offrendo un momento di convivialità e aggregazione. La cittadinanza e i lavoratori del settore agricolo sono invitati a partecipare, anche portando i propri mezzi, per condividere una tradizione che continua a unire fede, lavoro e comunità.
Ci sono occhi che, per quanto scrutino lo stesso orizzonte ogni giorno, finiscono per non vedere più nulla. È l’abitudine alla bellezza, quella sorta di assuefazione che colpisce chi nasce circondato dalle colline pettinate e dai borghi di mattoni della provincia di Macerata. E poi ci sono gli occhi di Alexandra Costina Munteanu, 23 anni, una vita che inizia in Romania e mette radici a Corridonia.
Occhi che, proprio perché arrivati da altrove, riescono a scorgere l’incanto dove gli altri vedono solo la routine. La storia di Alexandra è quella di una giovane donna che ha scelto di non seguire la strada più semplice. Avrebbe potuto continuare l'attività di famiglia, una palestra avviata e sicura, ma ha deciso di scommettere su qualcosa di immateriale: l’emozione.
Oggi, come organizzatrice di eventi e promotrice del territorio, Alexandra lavora per trasformare le Marche in una esperienza da vivere, mossa dal paradosso di essere "straniera" per amare questa terra quasi più di chi ci è nato.
Tutto ha inizio quando Alexandra ha solo cinque anni. I suoi genitori sono in Italia già da un po’, a costruire mattone dopo mattone un futuro migliore. Dopo anni di attesa e sacrifici, vissuti con i nonni in Romania, la famiglia si riunisce. Prima il caos di Roma, poi, a sette anni, l’approdo nelle Marche. È qui che Alexandra cresce, studia all’Alberghiero di Cingoli e inizia a nutrire quella curiosità che diventerà una missione.
«Spesso chi nasce in un posto smette di vederne la bellezza, dandola per scontata - racconta la giovane con una maturità che sorprende -. Io guardo le Marche con occhi da "straniera": mi incanto davanti a un pomodoro colto dal campo, una scena che in una grande metropoli è pura magia».
La scintilla definitiva scocca lontano da casa, tra il 2024 e il 2025, durante un periodo di specializzazione in Toscana. Osservando la capacità dei toscani di valorizzare ogni zolla di terra, Alexandra avverte un sussulto d’orgoglio.
«Mi sono chiesta: perché le Marche non fanno lo stesso? Cosa hanno loro che a noi manca?». La risposta non stava nelle risorse, ma nella narrazione. Da quel momento, il suo obiettivo è diventato quello di rompere il muro della timidezza marchigiana, quella gelosia discreta affiancata da umiltà e operosità che portano a tenere il bello per sé, quasi per timore di contaminarlo.
Il suo non è un approccio commerciale, ma umano. Alexandra non vende "pacchetti", offre frammenti di vita. «Il mio progetto nasce dal desiderio profondo di riscatto per il territorio marchigiano», spiega. Attraverso i suoi laboratori di esperienza, Alexandra invita i visitatori - e gli stessi locali - a entrare in simbiosi con la terra.
Una immersione nei mestieri antichi e nei paesaggi ordinari che diventano straordinari se osservati sotto la giusta luce. «Dobbiamo puntare sull’autenticità - dice -, evitando la commercializzazione di massa per proteggere l'anima di questi luoghi». In un momento storico in cui molti giovani cercano fortuna all'estero, la storia di questa 23enne nata in Romania è un inno alla forza generazionale e all'integrazione culturale.
È la dimostrazione che l’appartenenza non è data solo dal certificato di nascita, ma dalla capacità di prendersi cura di un luogo. Alexandra ha scelto di investire il suo talento e le sue competenze tecniche nel Maceratese, convinta che la sua provincia non abbia nulla da invidiare alle mete internazionali più blasonate. Il suo è un invito alla collaborazione: «Vorrei spingere i marchigiani a unire le forze, a non essere più "gelosi" ma orgogliosi. Perché se una ragazza arrivata da lontano riesce a emozionarsi per un tramonto su queste colline, allora forse è tempo che tutti tornino a guardare fuori dalla finestra con lo stesso stupore».
Bellezze e tipicità di San Severino Marche ancora sotto le luci della ribalta. Nelle scorse ore, il popolare conduttore televisivo Federico Quaranta, volto storico di Rai 1, ha fatto tappa in città con la sua troupe per registrare le immagini di una nuova puntata di Linea Verde Discovery, che sarà trasmessa nelle prossime settimane.
Nonostante viga il massimo riserbo sui contenuti specifici del servizio - definiti dalla produzione come "top secret" - l'itinerario delle riprese ha toccato i punti più iconici del patrimonio settempedano. Il tour televisivo è iniziato nel piazzale di Castello al Monte, luogo simbolo della città, per poi spostarsi sulla Torre Civica, nel piazzale Degli Smeducci, per catturare immagini mozzafiato dall'alto.
La troupe ha fatto tappa anche al Marec, il Museo dell'Arte Recuperata, che custodisce i tesori salvati dalle chiese del territorio dopo il sisma, confermando l'interesse del programma per il connubio tra valorizzazione artistica e resilienza delle comunità locali.
Federico Quaranta, già conduttore di successi come Linea Bianca e Il Provinciale, è da anni uno dei narratori più apprezzati del territorio italiano. Con Linea Verde Discovery, lo spin-off dedicato ai viaggi esperienziali, il racconto si focalizza su percorsi meno battuti, eccellenze enogastronomiche e progetti di sostenibilità.
La partecipazione di San Severino Marche a questo format rappresenta un'altra importante vetrina promozionale per la città, inserendola in un circuito di visibilità nazionale dedicato al turismo consapevole e di qualità. I dettagli sulla data e l'orario della messa in onda verranno comunicati non appena resi noti dal palinsesto ufficiale.
Nuova opportunità di lavoro nel settore pubblico per il territorio maceratese. Il comune di San Severino Marche ha reso noto che l’Unione Montana Potenza Esino Musone ha indetto una selezione pubblica per l'assunzione di un addetto alla segnaletica, figura inserita nell'Area degli Operatori Esperti. La procedura selettiva prevede il superamento di una prova pratica e di un successivo colloquio conoscitivo.
Per poter accedere alla selezione sono richiesti alcuni requisiti tecnici molto specifici. Oltre al possesso della patente di guida di categoria "B" o superiore in corso di validità, i candidati devono essere muniti dell'attestato per "Addetto alla pianificazione e apposizione della segnaletica stradale in presenza di traffico veicolare", conseguito ai sensi del Decreto Interministeriale del 22 gennaio 2019. Tale documento deve essere obbligatoriamente allegato alla domanda di partecipazione, pena l'esclusione.
Le domande devono essere presentate esclusivamente attraverso la piattaforma telematica inPA, compilando il modulo online disponibile sul Portale del Reclutamento. I termini per l'invio delle candidature resteranno aperti dalle ore 00:00 del 29 aprile 2026 fino alle ore 23:59 del 20 maggio 2026. Il bando integrale è inoltre consultabile all'Albo pretorio online e nella sezione dedicata ai concorsi del sito internet dell'Unione Montana Potenza Esino Musone.
Per qualsiasi dubbio o per richiedere ulteriori chiarimenti, gli interessati possono contattare l'ente telefonicamente al numero 0733/637245. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle 13:00, con aperture pomeridiane il martedì e il giovedì dalle 15:30 alle 17:30. In alternativa, è possibile scrivere all'indirizzo di posta elettronica segreteria@umpotenzaesino.it.
Non è solo una questione di motori e carrozzerie lucide, ma di cultura, tradizione e legame con le radici. Nel cuore del centro storico di Colmurano prende ufficialmente il via l’Heritage Cars Club, una nuova associazione culturale nata per tutelare e promuovere il patrimonio automobilistico d’epoca come vero e proprio fenomeno sociale.
Il club si pone l'obiettivo di diventare un punto di riferimento per i cultori del settore, con un occhio di riguardo per le mitiche Fiat 500, simboli senza tempo del costume italiano. Al centro del progetto ci sono l'amicizia e la solidarietà, per mantenere "vive" su strada auto che hanno fatto la storia.
L'iniziativa nasce da un gruppo di sette fondatori che rispecchiano l'eterogeneità del territorio maceratese: dal presidente Matteo Magi (Colmurano) al vice Manuel Carlini (Macerata), passando per il segretario Loris Ricotta (Macerata), il tesoriere Enzo Martorelli (Urbisaglia) e i consiglieri Aldo Ruffini, Fabrizio Contratti (Colmurano) e Alessandra Spurio Deales (Gualdo). Una squadra che rompe gli schemi, includendo anche una presenza femminile in un ambito solitamente maschile.
"Il nostro obiettivo è riavvicinare i giovani al patrimonio automobilistico storico - dichiara il presidente Matteo Magi -. Crediamo fermamente che questa cultura sia un motore di crescita sociale e vogliamo offrire attività inclusive e di qualità".
Il club scalda già i motori in vista dell’estate. La prima iniziativa ufficiale è fissata per domenica 21 giugno con un raduno di Fiat 500 e auto d'epoca. "Ci presenteremo alla comunità con un evento dinamico - spiega il vice presidente Manuel Carlini -. Ci ritroveremo nella piazza del Comune di Colmurano per poi percorrere il territorio fino a Belforte del Chienti, dove visiteremo il paese e gusteremo un aperitivo dai sapori locali".
L'associazione è aperta a tutti: cittadini, simpatizzanti e semplici curiosi che vogliano riscoprire il fascino del passato su quattro ruote.