Orim a Ecomondo 2026, nuovi impianti e materie prime critiche: "Dal rifiuto una risorsa per l'industria"
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05/11/2026 12:35

Orim a Ecomondo 2026, nuovi impianti e materie prime critiche: "Dal rifiuto una risorsa per l'industria"

Dai catalizzatori esausti ai metalli preziosi, dalla grafite dei sistemi di accumulo al silicio dei pannelli fotovoltaici. Il recupero delle materie prime critiche è una delle sfide su cui si gioca il futuro dell'economia circolare e ORIM punta a rafforzare il proprio ruolo in un settore sempre più strategico. A Ecomondo 2026, la manifestazione di Rimini dedicata alla green economy, l'azienda maceratese ha raccontato i progetti in corso, gli investimenti e le prospettive di sviluppo, senza trascurare temi come la sicurezza della filiera e l'innovazione tecnologica. Una presenza che si rinnova da 29 anni, fin dalla prima edizione del 1997, quando la manifestazione si chiamava ancora Ricicla. «Siamo tra i fondatori di questa manifestazione, che sta diventando sempre più importante a livello mondiale», ricorda Alfredo Mancini, fondatore e amministratore delegato di ORIM. «Siamo passati da una fase in cui trattavamo i rifiuti soltanto in un'ottica di smaltimento a una in cui cerchiamo di recuperare il valore contenuto in ogni materiale. Con la vecchia filosofia dell'usa e getta distruggevamo una montagna di valore». ORIM amplia ulteriormente il proprio raggio d’azione nel settore del riciclo e del riuso, presentando a Ecomondo un progetto dedicato al recupero di platino, palladio e rodio dai catalizzatori automobilistici esausti, con l’obiettivo di rafforzare la filiera italiana e ridurre la dipendenza dall’estero. Tra i momenti centrali della partecipazione alla fiera, il convegno del 3 novembre organizzato insieme all’Università degli Studi dell’Aquila e ad altre realtà industriali, durante il quale è stato presentato il processo idrometallurgico brevettato Gold-REC 2, sviluppato dall’ateneo abruzzese e validato da ORIM in condizioni rappresentative di scala pilota. La tecnologia consente di recuperare i tre metalli preziosi, con percentuali di recupero raggiunte in laboratorio pari rispettivamente al 92% per il platino, al 99% per il palladio e al 73% per il rodio. Ma il progetto si inserisce in una strategia industriale più ampia. Roberta Vecchiola, ingegnere chimico e responsabile delle operazioni di recupero di ORIM, illustra lo sviluppo dei nuovi impianti destinati alle materie prime critiche: «Abbiamo iniziato con due calcinatori che recupereranno metalli non ferrosi dai rifiuti e stiamo terminando il terzo forno, dedicato ai metalli preziosi, come platino, palladio e rodio». L'azienda ha inoltre ottenuto il primo riconoscimento End of Waste, che consente a un materiale recuperato di cessare di essere qualificato come rifiuto e di rientrare nella filiera produttiva come risorsa. A questo si aggiungono due progetti europei: uno dedicato al recupero della grafite e del rame dagli scarti di lavorazione delle batterie, l'altro, denominato Circular, al recupero di silicio e argento dai pannelli fotovoltaici. L'obiettivo è reintrodurre questi materiali nei rispettivi cicli produttivi, riducendo il ricorso alle materie prime estratte dalle miniere. A sostenere le prospettive di crescita c'è anche l'investimento di Xenon, fondo che opera nell'economia circolare italiana. Georg von Kriegsheim spiega le ragioni della scelta: «ORIM è una società unica in Italia e tra le poche in Europa a recuperare metalli preziosi e non ferrosi da materiali complessi come i catalizzatori esausti. È un target ideale per creare un'entità più importante a livello europeo e mondiale». La strategia punta alla costruzione di un gruppo industriale attraverso acquisizioni e investimenti diretti. «Abbiamo investito oltre 10 milioni di euro in questo nuovo impianto, proprio per creare una società tra le poche al mondo che sanno fare questo mestiere», aggiunge von Kriegsheim. Sullo sfondo c'è anche la questione dell'autonomia europea nell'approvvigionamento delle materie prime critiche, oggi fortemente dipendente dai mercati esteri. Tra i temi affrontati da Mancini anche la sicurezza nella gestione dei rifiuti. L'amministratore delegato ha recentemente inviato una lettera aperta ai clienti per richiamare l'attenzione sulla responsabilità degli operatori lungo tutta la filiera, con particolare riferimento alla normativa Seveso. «Su 10.650 aziende che in Italia gestiscono rifiuti, soltanto 27 operano secondo questa normativa», afferma Mancini, sottolineando l'importanza di scegliere partner che garantiscano adeguati standard di sicurezza e formazione del personale. Un'altra questione riguarda l'intelligenza artificiale, rispetto alla quale Mancini esprime una posizione di cautela, soprattutto per la tutela della proprietà intellettuale e del know-how industriale. «Il problema fondamentale è la garanzia della proprietà intellettuale. Dopo cinquant'anni di studi, ho costruito questo impianto anche perché sono stato rigidissimo nel condividere le informazioni».L'AI, tuttavia, può offrire applicazioni concrete, soprattutto nelle attività amministrative ripetitive, come la gestione dei formulari di identificazione dei rifiuti (FIR).  Completa il quadro il Bilancio di Sostenibilità 2025, appena concluso e presentato a Ecomondo. Come spiega Giacomo Mariani, responsabile del sistema di gestione integrata, quest'anno ORIM ha scelto di rafforzare la propria rendicontazione, introducendo uno strumento più strutturato rispetto ai report realizzati negli anni precedenti. Il documento, disponibile gratuitamente sul sito aziendale, è stato sviluppato coinvolgendo anche gli stakeholder attraverso un percorso di confronto e raccolta di osservazioni. Dalla ricerca ai nuovi impianti, dagli investimenti alla responsabilità ambientale, la direzione indicata da ORIM è quella di trasformare sempre più il recupero in una risorsa industriale. Con una sfida che riguarda non soltanto le singole aziende, ma la capacità dell'Europa di valorizzare i materiali che già possiede, riducendo la dipendenza dalle forniture estere.    

Orim a Ecomondo 2026, nuovi impianti e materie prime critiche: "Dal rifiuto una risorsa per l'industria"

Orim a Ecomondo 2026, nuovi impianti e materie prime critiche: "Dal rifiuto una risorsa per l'industria"
05/11/2026 12:35

Dai catalizzatori esausti ai metalli preziosi, dalla grafite dei sistemi di accumulo al silicio dei pannelli fotovoltaici. Il recupero delle materie prime critiche è una delle sfide su cui si gioca il futuro dell'economia circolare e ORIM punta a rafforzare il proprio ruolo in un settore sempre più strategico. A Ecomondo 2026, la manifestazione di Rimini dedicata alla green economy, l'azienda maceratese ha raccontato i progetti in corso, gli investimenti e le prospettive di sviluppo, senza trascurare temi come la sicurezza della filiera e l'innovazione tecnologica. Una presenza che si rinnova da 29 anni, fin dalla prima edizione del 1997, quando la manifestazione si chiamava ancora Ricicla. «Siamo tra i fondatori di questa manifestazione, che sta diventando sempre più importante a livello mondiale», ricorda Alfredo Mancini, fondatore e amministratore delegato di ORIM. «Siamo passati da una fase in cui trattavamo i rifiuti soltanto in un'ottica di smaltimento a una in cui cerchiamo di recuperare il valore contenuto in ogni materiale. Con la vecchia filosofia dell'usa e getta distruggevamo una montagna di valore». ORIM amplia ulteriormente il proprio raggio d’azione nel settore del riciclo e del riuso, presentando a Ecomondo un progetto dedicato al recupero di platino, palladio e rodio dai catalizzatori automobilistici esausti, con l’obiettivo di rafforzare la filiera italiana e ridurre la dipendenza dall’estero. Tra i momenti centrali della partecipazione alla fiera, il convegno del 3 novembre organizzato insieme all’Università degli Studi dell’Aquila e ad altre realtà industriali, durante il quale è stato presentato il processo idrometallurgico brevettato Gold-REC 2, sviluppato dall’ateneo abruzzese e validato da ORIM in condizioni rappresentative di scala pilota. La tecnologia consente di recuperare i tre metalli preziosi, con percentuali di recupero raggiunte in laboratorio pari rispettivamente al 92% per il platino, al 99% per il palladio e al 73% per il rodio. Ma il progetto si inserisce in una strategia industriale più ampia. Roberta Vecchiola, ingegnere chimico e responsabile delle operazioni di recupero di ORIM, illustra lo sviluppo dei nuovi impianti destinati alle materie prime critiche: «Abbiamo iniziato con due calcinatori che recupereranno metalli non ferrosi dai rifiuti e stiamo terminando il terzo forno, dedicato ai metalli preziosi, come platino, palladio e rodio». L'azienda ha inoltre ottenuto il primo riconoscimento End of Waste, che consente a un materiale recuperato di cessare di essere qualificato come rifiuto e di rientrare nella filiera produttiva come risorsa. A questo si aggiungono due progetti europei: uno dedicato al recupero della grafite e del rame dagli scarti di lavorazione delle batterie, l'altro, denominato Circular, al recupero di silicio e argento dai pannelli fotovoltaici. L'obiettivo è reintrodurre questi materiali nei rispettivi cicli produttivi, riducendo il ricorso alle materie prime estratte dalle miniere. A sostenere le prospettive di crescita c'è anche l'investimento di Xenon, fondo che opera nell'economia circolare italiana. Georg von Kriegsheim spiega le ragioni della scelta: «ORIM è una società unica in Italia e tra le poche in Europa a recuperare metalli preziosi e non ferrosi da materiali complessi come i catalizzatori esausti. È un target ideale per creare un'entità più importante a livello europeo e mondiale». La strategia punta alla costruzione di un gruppo industriale attraverso acquisizioni e investimenti diretti. «Abbiamo investito oltre 10 milioni di euro in questo nuovo impianto, proprio per creare una società tra le poche al mondo che sanno fare questo mestiere», aggiunge von Kriegsheim. Sullo sfondo c'è anche la questione dell'autonomia europea nell'approvvigionamento delle materie prime critiche, oggi fortemente dipendente dai mercati esteri. Tra i temi affrontati da Mancini anche la sicurezza nella gestione dei rifiuti. L'amministratore delegato ha recentemente inviato una lettera aperta ai clienti per richiamare l'attenzione sulla responsabilità degli operatori lungo tutta la filiera, con particolare riferimento alla normativa Seveso. «Su 10.650 aziende che in Italia gestiscono rifiuti, soltanto 27 operano secondo questa normativa», afferma Mancini, sottolineando l'importanza di scegliere partner che garantiscano adeguati standard di sicurezza e formazione del personale. Un'altra questione riguarda l'intelligenza artificiale, rispetto alla quale Mancini esprime una posizione di cautela, soprattutto per la tutela della proprietà intellettuale e del know-how industriale. «Il problema fondamentale è la garanzia della proprietà intellettuale. Dopo cinquant'anni di studi, ho costruito questo impianto anche perché sono stato rigidissimo nel condividere le informazioni».L'AI, tuttavia, può offrire applicazioni concrete, soprattutto nelle attività amministrative ripetitive, come la gestione dei formulari di identificazione dei rifiuti (FIR).  Completa il quadro il Bilancio di Sostenibilità 2025, appena concluso e presentato a Ecomondo. Come spiega Giacomo Mariani, responsabile del sistema di gestione integrata, quest'anno ORIM ha scelto di rafforzare la propria rendicontazione, introducendo uno strumento più strutturato rispetto ai report realizzati negli anni precedenti. Il documento, disponibile gratuitamente sul sito aziendale, è stato sviluppato coinvolgendo anche gli stakeholder attraverso un percorso di confronto e raccolta di osservazioni. Dalla ricerca ai nuovi impianti, dagli investimenti alla responsabilità ambientale, la direzione indicata da ORIM è quella di trasformare sempre più il recupero in una risorsa industriale. Con una sfida che riguarda non soltanto le singole aziende, ma la capacità dell'Europa di valorizzare i materiali che già possiede, riducendo la dipendenza dalle forniture estere.    

Cronaca

Si perde nel bosco di Canfaito, ragazza ritrovata dai vigili del fuoco

Si perde nel bosco di Canfaito, ragazza ritrovata dai vigili del fuoco

04/11/2026 20:40

Intervento nel tardo pomeriggio di oggi a Canfaito, nel territorio di San Severino Marche, dove una ragazza ha perso l'orientamento mentre si trovava all'interno del bosco. L'allarme è scattato intorno alle 17, facendo intervenire le squadre dei vigili del fuoco per avviare le ricerche. Sul posto sono arrivati i pompieri dei distaccamenti di Tolentino e Apiro, che hanno perlustrato l'area riuscendo a individuare la giovane e a riportarla in una zona sicura. La ragazza è stata ritrovata in buone condizioni di salute e non ha riportato conseguenze. Sul luogo dell'intervento erano presenti anche i carabinieri. L'intervento è stato coordinato dai vigili del fuoco del comando provinciale di Macerata.  

Macerata, trova un bancomat smarrito e lo usa per fare acquisti: denunciato un 39enne

Macerata, trova un bancomat smarrito e lo usa per fare acquisti: denunciato un 39enne

04/11/2026 15:00

Si sarebbe impossessato di un bancomat smarrito e lo avrebbe utilizzato per effettuare diversi acquisti in alcuni esercizi commerciali di Macerata. Per questa ragione i Carabinieri della Stazione del capoluogo hanno denunciato  un uomo di 39 anni, di origini pakistane e residente in città, ritenuto responsabile di indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dai contanti. L'indagine è partita dalla denuncia presentata da un cittadino che, nel mese di luglio, aveva smarrito la propria tessera bancomat. Dopo la segnalazione, i militari dell'Arma hanno avviato una serie di accertamenti per ricostruire quanto accaduto e verificare eventuali utilizzi non autorizzati della carta. Le verifiche investigative avrebbero permesso di ricostruire la sequenza degli eventi e di individuare il presunto responsabile. Secondo quanto emerso, il 39enne, dopo essere entrato in possesso della tessera smarrita, l'avrebbe utilizzata per effettuare diversi pagamenti fraudolenti presso attività commerciali della città. Al termine degli accertamenti, i Carabinieri hanno raccolto elementi ritenuti utili a sostenere l'accusa e hanno deferito l'uomo all'autorità giudiziaria. La sua posizione resta ora al vaglio della magistratura.

Attualità

Marche, allarme malattie professionali: +19,23% nel 2026. A Macerata infortuni in calo ma balzo delle patologie (+20,4%)

Marche, allarme malattie professionali: +19,23% nel 2026. A Macerata infortuni in calo ma balzo delle patologie (+20,4%)

04/11/2026 19:10

Nelle Marche il numero degli infortuni sul lavoro rimane sostanzialmente stabile, ma a preoccupare è soprattutto la crescita delle malattie professionali, aumentate del 19,23% nei primi nove mesi del 2026. È quanto emerge dai dati relativi alle denunce presentate nel periodo gennaio-settembre, che fotografano un fenomeno in evoluzione e richiamano l'attenzione sulla necessità di rafforzare le misure di prevenzione e tutela della salute dei lavoratori. Nel dettaglio, nelle Marche sono state presentate 12.603 denunce di infortunio sul lavoro, contro le 12.450 registrate nello stesso periodo del 2025, con un incremento dell'1,23%. Ben più marcata la crescita delle patologie legate all'attività lavorativa: le denunce sono passate da 5.960 a 7.106, con 1.146 casi in più rispetto all'anno precedente. Per quanto riguarda gli infortuni, la provincia di Ascoli Piceno registra l'aumento più consistente (+4,64%), seguita da Ancona (+2,91%) e Fermo (+2,49%). In controtendenza Macerata, dove le denunce sono diminuite del 2,79%. Uno scenario differente emerge invece sul fronte delle malattie professionali: proprio il territorio maceratese figura tra quelli con gli incrementi più significativi, con un aumento del 20,47%, secondo soltanto a Pesaro e Urbino (+23,65%). Ad Ancona la crescita si attesta al 18,78%. A livello regionale, tra le tipologie di infortunio in aumento spiccano quelli in itinere, ovvero quelli che si verificano durante il tragitto casa-lavoro e viceversa, cresciuti del 3,67%. Particolarmente rilevante anche il dato relativo al comparto della sanità e dell'assistenza sociale, dove le denunce sono passate da 469 a 859, con un incremento dell'83,16%. In diminuzione, invece, gli infortuni denunciati in agricoltura (-7,63%) e nel settore delle costruzioni (-6,20%). Segnale positivo anche sul fronte degli incidenti con esito mortale: nei primi nove mesi dell'anno sono stati 17, contro i 19 dello stesso periodo del 2025 (-10,53%). L'analisi delle malattie professionali evidenzia una netta prevalenza delle patologie a carico del sistema osteomuscolare, che rappresentano la categoria più denunciata con 5.095 casi (+23,45%). Seguono le malattie del sistema nervoso, arrivate a quota 1.195, in crescita del 17,39%. "La crescita delle malattie professionali è l'elemento che desta maggiore preoccupazione", ha dichiarato Guido Bianchini, past president del Co.Co.Pro. Inail di Ascoli Piceno, richiamando l'attenzione sull'importanza di investire maggiormente nella prevenzione ergonomica, nella sorveglianza sanitaria e nella formazione dei lavoratori. Un quadro che, soprattutto alla luce dei numeri registrati nel Maceratese, evidenzia come alla sostanziale stabilità degli infortuni si accompagni una criticità crescente sul versante delle patologie legate all'attività lavorativa.

Voto fuori sede, modalità e scadenze da rispettare per la registrazione

Voto fuori sede, modalità e scadenze da rispettare per la registrazione

04/11/2026 14:00

I cittadini italiani fuori sede possono finalmente votare senza doversi recare nel comune in cui sono iscritti nelle liste elettorali. La nuova disciplina sul voto fuori sede, approvata in via definitiva lo scorso 8 ottobre dalla Camera dei deputati, permette quindi di esercitare il diritto di voto nel comune di domicilio temporaneo per chi si trova fuori dalla propria regione per motivi di studio, lavoro, cura e assistenza familiare. Le elezioni interessate da questa novità sono quelle politiche, europee e i referendum nazionali (abrogativi e costituzionali), ma non votazioni relative a consultazioni regionali e comunali. La legge prende vita da un emendamento proposto dalla maggioranza, firmato da Paolo Emilio Russo (Forza Italia), Fabio Roscani (Fratelli d'Italia), Luca Toccalini (Lega) e Franco Tirelli (Noi Moderati) e fa seguito alla costante interlocuzione che The Good Lobby Italia, Will Media e Rete voto Fuorisede, le organizzazioni principali che da anni si battono per permettere ai cittadini fuorisede di votare nel comune diverso da quello di residenza, hanno portato avanti con gli esponenti di maggioranza e di opposizione.  L'emendamento, dunque, prevede l'istituzione di un elenco degli elettori fuorisede ammessi a votare nel luogo di domicilio presso gli uffici elettorali di ogni Comune, ma è necessario capire l'iter che consente di esercitare questo diritto per poter compilare in maniera ottimale il modulo di richiesta pubblicato dal ministero dell'Interno.  Chi può fare domanda per il voto fuori sede Per poter votare in una regione diversa da quella di residenza è necessario rispettare determinate condizioni.  Chi vota deve rientrare in una delle seguenti categorie: studente e/o lavoratore fuori sede, persona fuori sede per motivi di cura, caregiver familiare. È considerato studente/lavoratore fuori sede chi è temporaneamente in un Comune di un'altra regione per questioni di studio o lavoro, con permanenza prevista di almeno nove mesi.  Rientra nella categoria delle persone fuori sede per motivi di cura chi riceve assistenza sanitaria, trattamenti medici o terapie in una struttura di un Comune di un'altra regione, a patto che questo avvenga per un periodo di almeno tre mesi (la data del voto deve essere compresa in questi tre mesi). Sono inseriti all'interno del gruppo dei caregiver familiari coloro che assistono, per almeno tre mesi, a familiari o minori che sono esposti a cure riabilitative, terapie o trattamenti medici in strutture sanitarie situate in regioni diverse da quella del comune di residenza.  Entro quando presentare la domanda Molta attenzione va fatta alle scadenze da rispettare per l'invio della domanda, che cambiano a seconda della condizione in cui si trova chi deve votare. Va poi ricordato che l'iscrizione ha durata annuale, di conseguenza è necessario presentare nuovamente la domanda per poter votare l'anno successivo. Se sei già studente o lavoratore fuori sede e prevedi di non cambiare tale condizione per almeno nove mesi, la richiesta va presentata entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello delle consultazioni. Ciò significa che per le elezioni Politiche del 2027 bisognerà inviare la richiesta entro il 31 dicembre 2026. Se lo status di fuori sede si presenta dopo il 31 dicembre, la domanda può essere presentata entro 30 giorni dal maturamento dei requisiti e entro 45 giorni dalla data del voto.  Se rientri nella categoria dei fuori sede per motivi di cura o caregiving devi presentare la domanda entro i 45 giorni precedenti alla consultazione. Come ci si registra Dopo aver esserti accertato di rientrare in una delle categorie descritte sopra, scarica e compila il modulo ufficiale presente sul sito del ministero dell'Interno. Il modulo comparirà come PDF compilabile, quindi potrai procedere direttamente da pc o telefono.  All'interno della richiesta dovrai inserire dati anagrafici e codice fiscale, l'attuale Comune dove risulti iscritto nelle liste elettorali e l'indirizzo di residenza; indirizzo di posta elettronica, numero di telefono e eventuale recapito PEC; l'indirizzo completo e il Comune del tuo domicilio temporaneo; il motivo della richiesta (studio, lavoro, cura), il periodo previsto e il luogo di permanenza presso cui studi, lavori, ricevi cure o presti assistenza.  Verranno inoltre richiesti l'anno per cui si richiede l'iscrizione e la propria firma. Una volta compilato il modulo, occorre prestare attenzione anche agli allegati da accompagnare. Al modulo vanno annessi anche una copia del proprio documento di riconoscimento in corso di validità e il documento che attesti la condizione da fuori sede (può trattarsi del certificato di iscrizione all'Università, del contratto di lavoro o di un'attestazione fornita da medico o datore) o una dichiarazione sostitutiva.  La domanda va inviata al Comune di domicilio temporaneo, presentandola di persona o tramite e-mail o PEC che trovi sul sito istituzionale del Comune di domicilio. Dopo questo passaggio, il Comune verificherà il possesso dei requisiti e, in caso di accoglimento della domanda, rilascerà, entro il decimo giorno precedente alla consultazione, un'attestazione di ammissione al voto, anche in formato telematico. In essa sarà presente il numero e l'indirizzo della sezione elettorale in cui dovrai recarti per votare. Cosa portare il giorno del voto Dopo aver ricevuto l'attestazione di ammissione, il giorno del voto porta con te il documento di riconoscimento in corso di validità, l'attestazione di ammissione e la tessera elettorale personale. Il voto fuorisede permette di esercitare il proprio diritto per le liste e per i candidati della circoscrizione e del collegio del Comune in cui sei temporaneamente domiciliato, non per quello di residenza.     

Politica

Lupi nei centri abitati, la Regione Marche chiede aiuto ad Anci: via alla mappa delle segnalazioni nei Comuni

Lupi nei centri abitati, la Regione Marche chiede aiuto ad Anci: via alla mappa delle segnalazioni nei Comuni

05/11/2026 12:10

La presenza dei lupi nelle aree urbane e nelle vicinanze dei centri abitati torna al centro dell'attenzione della Regione Marche. L'assessore alle Politiche faunistiche e venatorie Giacomo Bugaro ha chiesto ad Anci Marche di coinvolgere i Comuni in una ricognizione delle segnalazioni, delle attività di monitoraggio e delle misure di prevenzione già adottate sul territorio. L'obiettivo è disporre di un quadro aggiornato del fenomeno e individuare eventuali ulteriori interventi. La richiesta è contenuta in una lettera indirizzata al presidente di Anci Marche e si inserisce nel percorso di confronto istituzionale avviato lo scorso 25 settembre, durante una riunione dedicata all'applicazione del Protocollo ISPRA per la gestione dei lupi urbani e confidenti. «Occorre prestare attenzione alle segnalazioni che arrivano dai territori e alle preoccupazioni dei cittadini – dichiara Bugaro –. Con verifiche puntuali e la collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte diamo una risposta seria e coordinata. L'obiettivo è mettere i Comuni nelle condizioni di contribuire a un quadro conoscitivo condiviso, indispensabile per valutare le situazioni e individuare gli interventi appropriati». Nel dettaglio, la ricognizione dovrà riguardare le segnalazioni formalmente acquisite e verificate, le misure previste dal Protocollo ISPRA effettivamente attivate, la durata delle attività, i soggetti coinvolti e i risultati documentati. La Regione intende raccogliere anche le eventuali difficoltà incontrate dalle amministrazioni e le informazioni sull'evoluzione delle situazioni dopo gli interventi già realizzati. Particolare attenzione sarà riservata ai possibili comportamenti confidenti degli animali, alla rimozione o al contenimento dei fattori di origine umana che possono favorire il loro avvicinamento alle abitazioni, alla corretta informazione della popolazione e al monitoraggio coordinato degli episodi. Un aspetto centrale, secondo l'assessore, è la necessità di distinguere gli avvistamenti occasionali dalle situazioni caratterizzate da presenze ripetute e comportamenti problematici. «Per farlo servono informazioni documentate, continuità nel monitoraggio e una puntuale verifica degli effetti delle misure adottate. Questo lavoro consentirà agli organismi competenti di valutare anche ulteriori interventi», sottolinea Bugaro. Attraverso ANCI Marche, la Regione chiede inoltre che le future segnalazioni siano accompagnate, per quanto possibile, dalla descrizione delle verifiche effettuate, delle attività già svolte e dalla relativa documentazione. "La finalità – conclude l'assessore – è rafforzare la prevenzione e rendere più efficace la gestione del fenomeno, valorizzando il ruolo dei sindaci e dei Comuni. La sicurezza delle comunità e la tutela della fauna richiedono responsabilità, competenze e collaborazione istituzionale, evitando sia allarmismi sia sottovalutazioni".

Inchiesta Dda, Fratelli d'Italia propone tavolo permanente contro le infiltrazioni mafiose: "Acquaroli parte lesa"

Inchiesta Dda, Fratelli d'Italia propone tavolo permanente contro le infiltrazioni mafiose: "Acquaroli parte lesa"

04/11/2026 16:40

Un tavolo tecnico permanente per monitorare e contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle istituzioni e nell'economia marchigiana, con particolare attenzione agli appalti pubblici, alla ricostruzione post-sisma e ai flussi finanziari. È la proposta contenuta nella mozione numero 133 presentata dal gruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale, con primo firmatario il consigliere Corrado Canafoglia e sottoscritta dagli altri componenti del gruppo. L'iniziativa, illustrata durante una conferenza stampa a Palazzo delle Marche, prende le mosse anche dall'inchiesta "Ricostruzione", che ha portato alla luce presunti illeciti legati alla ricostruzione post-sisma, ma punta ad allargare il campo di osservazione ad altri settori considerati esposti al rischio di infiltrazioni: dagli appalti pubblici all'edilizia, passando per il credito e le attività produttive. La maggioranza intende trasformare la mozione in un ordine del giorno da sottoporre al voto dell'Assemblea legislativa nella seduta del 10 novembre. A presentare la proposta sono stati Canafoglia e il capogruppo di Fratelli d'Italia, Andrea Putzu, che hanno colto l'occasione anche per ribadire la posizione del partito rispetto all'inchiesta giudiziaria. "La posizione di Fratelli d'Italia non è in discussione e non accettiamo strumentalizzazioni. La legalità, il rispetto delle regole, la trasparenza e la lotta alla criminalità organizzata sono i capisaldi del nostro partito e la ragione per cui facciamo politica", hanno dichiarato congiuntamente. I due esponenti hanno, inoltre, sostenuto che "il presidente Francesco Acquaroli, Fratelli d'Italia e la Regione Marche sono estranei alla vicenda e parte lesa in questa storia".  "È una responsabilità che deve unire le istituzioni e tradursi in iniziative concrete. Con questa mozione vogliamo istituire uno strumento istituzionale ulteriore e stabile di analisi, prevenzione e confronto, capace di coinvolgere tutte le componenti istituzionali, politiche e sociali", hanno aggiunto. Canafoglia ha, quindi, illustrato nel dettaglio il funzionamento del futuro organismo, che dovrebbe essere costituito dalla giunta regionale e coinvolgere consiglieri di maggioranza e minoranza, forze dell'ordine, prefetture, enti territoriali, associazioni di categoria, sindacati, Camere di commercio e ordini professionali. Tra gli ambiti di intervento figurano appalti e subappalti, a partire dalla ricostruzione post-sisma, e i rischi di frode e riciclaggio legati al Superbonus 110% e alla cessione dei crediti fiscali. Il tavolo dovrebbe inoltre approfondire le difficoltà di accesso al credito per le imprese, con un riferimento alla crisi del 2015 del principale istituto bancario marchigiano. "Il Tavolo lavorerà poi su trasparenza e tracciabilità dei flussi finanziari, formazione e sensibilizzazione e sul sostegno a chi trova il coraggio di denunciare intimidazioni ed estorsioni", ha spiegato Canafoglia. L'organismo dovrà elaborare un programma annuale di attività, formulare proposte operative e riferire periodicamente al Consiglio regionale. La proposta prevede anche un primo resoconto entro sei mesi dalla sua costituzione. I promotori precisano che non si tratterebbe di un organismo investigativo, né di uno strumento destinato a sovrapporsi alle attività della magistratura e delle forze di polizia, ma di uno spazio di collaborazione e prevenzione, in raccordo con gli strumenti di controllo già esistenti. Nel corso della presentazione, Canafoglia ha sottolineato la necessità di un impegno condiviso: "Le mafie si combattono tutti insieme". Il consigliere ha evidenziato come la criminalità organizzata riesca a penetrare nell'economia quando trova punti di debolezza, richiamando anche le responsabilità della politica nell'intercettare e prevenire questi fenomeni. "Ci sono vari piani di controlli, quello della magistratura, quello delle forze dell'ordine e quello della politica, perché la politica probabilmente non ha ben inquadrato, da circa 30 anni, come queste persone entrano nel nostro territorio". A chiudere è stato Putzu, che ha rivendicato la posizione del partito e contestato le critiche delle opposizioni, accusate di utilizzare l'inchiesta come strumento di scontro politico. "Se qualcuno ha sbagliato deve rispondere davanti alla legge, ma con la stessa fermezza non accettiamo lezioni da chi prova a trasformare un'inchiesta giudiziaria in uno strumento di propaganda", ha dichiarato il capogruppo, aggiungendo che la risposta di Fratelli d'Italia sarà quella di rafforzare prevenzione, trasparenza e controlli. L'invito rivolto alle minoranze è quindi a sostenere la proposta in Consiglio regionale: "Chi vuole davvero difendere le Marche dalle mafie ha ora l'occasione di dimostrarlo, votando con noi".

Sanità

Disturbi del sonno, screening gratuito a Civitanova: Open Day del Gruppo Fisiomed

Disturbi del sonno, screening gratuito a Civitanova: Open Day del Gruppo Fisiomed

04/11/2026 12:00

Russare non è sempre un semplice fastidio, né soltanto un problema per chi dorme accanto a chi ne soffre. Dietro il russamento possono infatti nascondersi disturbi respiratori del sonno, come la sindrome delle apnee ostruttive (OSAS), una condizione che può avere conseguenze importanti sulla salute. Per sensibilizzare la popolazione e favorire la diagnosi precoce, il Gruppo Fisiomed organizza un Open Day con screening gratuito dedicato ai disturbi del sonno. L'appuntamento è fissato per mercoledì 11 novembre nella sede di via Carducci 1 a Civitanova Marche. L'iniziativa si svolgerà con la collaborazione della professoressa e dottoressa Simoneta Calamita, specialista in Otorinolaringoiatria, Foniatria, Disturbi respiratori del sonno e Allergologia pediatrica. L'obiettivo dell'iniziativa è richiamare l'attenzione su una problematica spesso sottovalutata. Il russamento, soprattutto quando è accompagnato da interruzioni della respirazione durante il riposo, può essere un campanello d'allarme della sindrome delle apnee ostruttive del sonno. Si parla di Osas in presenza di almeno cinque episodi di apnea per ora di sonno. Queste interruzioni della respirazione possono provocare frequenti risvegli, sensazioni di soffocamento e un riposo poco efficace. Le conseguenze si manifestano anche durante il giorno: stanchezza persistente, difficoltà di concentrazione e sonnolenza, con il rischio di addormentarsi in situazioni potenzialmente pericolose, come durante la guida o nello svolgimento delle attività lavorative. Tra i principali fattori predisponenti figurano il sovrappeso e l'obesità, oltre ad alcune caratteristiche anatomiche delle vie aeree superiori. La sindrome è inoltre associata a un aumento del rischio cardiovascolare, con possibili ripercussioni come ipertensione, ictus e patologie cardiache. Attraverso l'Open Day, il Gruppo Fisiomed intende offrire un'occasione di informazione e valutazione specialistica, aiutando le persone a riconoscere eventuali segnali di un disturbo che spesso rimane senza diagnosi. La partecipazione è gratuita, ma i posti disponibili sono limitati. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 0733 81 21 (numero da verificare, perché incompleto nel comunicato ricevuto).  

Screening cardiovascolare a Porto Recanati: grande partecipazione con la Croce Rossa

Screening cardiovascolare a Porto Recanati: grande partecipazione con la Croce Rossa

02/11/2026 12:14

PORTO RECANATI - Sono 40 le persone che domenica mattina si sono sottoposte allo screening cardiovascolare gratuito della Croce Rossa Italiana nel piazzale della Scuola Diaz. Organizzata dal Comitato di Porto Potenza Picena, la mattinata ha registrato una grande partecipazione e la soddisfazione di quanti hanno preso parte all’iniziativa. Gli screening sono stati effettuati dal dottor Francesco Pellone, direttore dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale (UOSD) di Cardiologia Interventistica dell’Ospedale di Macerata, che ha messo a disposizione la propria professionalità a titolo gratuito. Il controllo comprende la misurazione di peso, altezza, pressione arteriosa, glicemia e colesterolo, con eventuali approfondimenti, come elettrocardiogramma ed ecografia, quando ritenuti necessari dal medico. L’appuntamento rientra in Itinerari della Salute, il progetto nazionale con cui la Croce Rossa Italiana porta la prevenzione nelle piazze. Nel 2026 il tour prevede otto tappe in tutta Italia. Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nel 2021 hanno causato il 30,8% dei decessi. Pressione alta, glicemia e colesterolo elevati possono restare silenziosi per anni. Un controllo periodico permette di individuarli in tempo e di intervenire insieme al proprio medico prima che possano determinare conseguenze più gravi, come un infarto o un ictus. A sottolineare il valore della giornata è Matteo Carlocchia, presidente del Comitato di Porto Potenza Picena della Croce Rossa Italiana: «Quaranta persone, in una mattina di festa, hanno scelto di dedicare un po’ di tempo al proprio cuore e tantissime se ne sono andate ringraziandoci. Quel grazie è la cosa più bella che ci portiamo a casa. Siamo abituati a pensare alla Croce Rossa quando arriva l’emergenza. Ma il soccorso più efficace è quello che non serve, perché un rischio è stato scoperto in tempo. Il dottor Francesco Pellone ha scelto ancora una volta di esserci a titolo gratuito, e questo dice molto del medico e della persona. Grazie all’Amministrazione comunale e alla Farmacia Comunale di Porto Recanati, che hanno creduto in questa giornata, e ai nostri volontari, che l’hanno resa possibile. La prevenzione è un’abitudine, non un evento: mi auguro che chi è passato oggi lo racconti a casa e convinca qualcun altro a fare un controllo». Soddisfazione anche da parte dell’Amministrazione comunale, che ha patrocinato l’iniziativa. «Siamo molto soddisfatti della partecipazione registrata e della riuscita di questa giornata dedicata alla prevenzione», dichiara il sindaco di Porto Recanati Andrea Michelini. «Desidero ringraziare il presidente Matteo Carlocchia e tutti i volontari della Croce Rossa Italiana per l’impegno, la disponibilità e il prezioso lavoro che svolgono sul territorio. Iniziative come questa offrono ai cittadini un’opportunità concreta per prendersi cura della propria salute e contribuiscono a diffondere una maggiore cultura della prevenzione».

Sport

Colpo di mercato della Settempeda: dalla Maceratese arriva l'attaccante Federico Pierluigi

Colpo di mercato della Settempeda: dalla Maceratese arriva l'attaccante Federico Pierluigi

05/11/2026 10:50

La Settempeda ufficializza Federico Pierluigi. Il classe 2006 è dunque un nuovo giocatore biancorosso e va a rinforzare ed a completare il reparto avanzato. Pierluigi arriva dalla Maceratese, squadra dove è cresciuto calcisticamente (tutta la trafila nel settore giovanile) e dove ha fatto ritorno questa estate (può vantare alcune presenze in serie D). Il giocatore sarà un rinforzo importante e di livello per mister Pierantoni che potrà impiegare la ventenne punta per tutte le rotazioni in attacco. Pierluigi, infatti, può ricoprire tutti i ruoli offensivi ed è un elemento che fa della tecnica, della velocità e della qualità nell’uno contro uno le sue doti migliori. Federico è considerato un grande talento ed è stato ritenuto pronto fin da giovanissimo, basti pensare che a soli 15 anni ha esordito in prima squadra nella Maceratese (13 presenze in Eccellenza). Da lì la sua carriera ha avuto un bella storia: prima il passaggio alla Vis Pesaro per far parte della Primavera (non sono mancate le chiamate in prima squadra); poi nel 2024 il salto al Catanzaro dove è rimasto per due stagioni in forza alla Primavera 3, formazione con la quale si è distinto per prestazioni e gol contribuendo alla conquista da parte della formazione calabrese del campionato e della Supercoppa di categoria. Adesso per Federico Pierluigi comincia una nuova esperienza: "Ho fatto questa scelta perché ritengo sia il momento giusto e poi non volevo rinunciare a questa grande opportunità e quindi ho detto subito di sì con enorme entusiasmo e voglia". Sei molto giovane, ma puoi vantare esperienze importanti come alla Vis Pesaro e al Catanzaro "Sì, ho potuto vivere questi ambienti importanti giocando nelle squadre Primavera dei due club e devo dire che sono state esperienze formative e molto belle anche perché ho potuto respirare l’atmosfera di grandi società ammirando anche giocatori di alto livello". Lasci la Maceratese e arrivi alla Settempeda "Saluto la Maceratese che è stata una parentesi importante della mia carriera, ma ora è il momento di dare tutto per la Settempeda e non vedo l’ora di giocare e di rendermi utile in campo per aiutare la squadra. Voglio ripagare, inoltre, la fiducia che la società ha riposto in me dimostrando di voler puntare sulle mie qualità". Che tipo di attaccante sei? "Sono di piede destro, posso occupare tutti i ruoli offensivi e ritengo che velocità e rapidità siano le cose che mi contraddistinguono". Con mister Pierantoni cosa vi siete detti? "Abbiamo parlato un po’ e devo dire che mi ha fatto un’ottima impressione. Persone schietta, diretta, che ti dice le cose chiaramente senza tanti giri di parole. Insomma, primo impatto ottimo così come per l’ambiente che ho trovato molto amichevole ma anche molto serio. Si lavora benissimo e con grande concentrazione". Arrivi in una squadra che sta facendo benissimo "La Settempeda sta facendo un grandissimo campionato . Squadra forte e ambiziosa. Bisogna continuare così, senza mollare e tenendo ben presente l’obiettivo finale da raggiungere tutti insieme. Vorrei concludere mandando un saluto ai tifosi che spero di incontrare presto. Li aspetto sabato allo stadio".

Aurora Treia, il mal di sconfitte si cura con lo shopping: preso il difensore Della Quercia

Aurora Treia, il mal di sconfitte si cura con lo shopping: preso il difensore Della Quercia

05/11/2026 09:50

Dopo la sconfitta contro il Tolentino era arrivato Youssef Nouri. Ora, a seguito della battuta d'arresto contro la Fermignanese, l'Aurora Treia torna sul mercato e annuncia un nuovo rinforzo. La società biancorossa ha ufficializzato l'ingaggio di Riccardo Della Quercia, difensore classe 1999, chiamato a dare maggiore solidità ed esperienza al reparto arretrato. Cresciuto calcisticamente nel Pineto, Della Quercia è un giocatore duttile, capace di ricoprire più ruoli in difesa. Nel corso della sua carriera ha maturato esperienze tra Serie D e Serie C, collezionando presenze significative e mettendo a referto 5 reti e 14 assist. Nel suo percorso figurano anche le maglie di Chieti, Teramo e Atletico Ascoli, squadra nella quale aveva iniziato l'attuale stagione sportiva. Il nuovo acquisto ha espresso soddisfazione per l'approdo a Treia, sottolineando la volontà di ripagare la fiducia della società: "Sono molto felice di essere arrivato in questa grande società, che mi ha voluto fortemente, e spero di ripagare la fiducia al più presto attraverso le mie prestazioni". Della Quercia ha poi parlato della motivazione che accompagna questa nuova avventura, dopo due stagioni nelle quali ha trovato poco spazio: "Questa sarà un'avventura ricca di stimoli perché vengo da due stagioni nelle quali ho giocato poco e non vedo l'ora di scendere in campo". Infine, uno sguardo al prossimo impegno, che attende l'Aurora Treia in un momento delicato della stagione. Domenica i biancorossi saranno impegnati nello scontro diretto con la Fermana: "Dobbiamo cercare di fare punti per tentare la risalita", ha concluso il nuovo difensore.  

Economia

Imprese maceratesi, Rema Tarlazzi al primo posto: Crucianelli Rest/Edile cresce del 63,9% e sale in top 5

Imprese maceratesi, Rema Tarlazzi al primo posto: Crucianelli Rest/Edile cresce del 63,9% e sale in top 5

03/11/2026 15:50

Anche quest'anno è stata elaborata la classifica delle principali imprese marchigiane, esposta nel rapporto presentato nella sede di Confindustria di Ancona lo scorso 29 ottobre. Il rapporto, promosso dalla fondazione Aristide Merloni è realizzato in collaborazione con l'Università Politecnica delle Marche e rappresenta uno strumento importante per l'analisi dell'economia regionale.  I criteri su cui si basa la classifica sono quello dimensionale (valore delle vendite) e quello territoriale (principale sede operativa nelle Marche). La classifica prende in considerazione le prime 500 imprese per valore delle vendite nel 2025. Ovviamente queste ultime possono subire variazioni in base al cambiamento del valore delle vendite. Inoltre, per realtà come cantieristica navale, impiantistica e costruzioni viene preso in considerazione il valore della produzione e non quello delle vendite. Nella classifica, occupano le prime quattro posizioni in ordine: Ariston Group (2,7 miliardi di fatturato), Conad Adriatico (1,4 miliardi di fatturato), Magazzini Gabrielli (1,3 miliardi) e Tod's (quasi un miliardo di fatturato). Di queste, le prime tre superano un miliardo di euro di vendite, mentre nelle prime dieci posizioni rientrano le imprese che superano i 500 milioni di euro di vendite. Sono, invece, 74 le imprese che superano i 100 milioni di euro di vendite.  Per quanto riguarda la provincia di Macerata, sono 98 le aziende che rientrano all'interno della classifica, con una vendita complessiva che raggiunge i 5,6 miliardi. I settori delle società maceratesi mostrano una grande diversificazione: tessile e abbigliamento, legno, mobili e arredamento, commercio, gomma e plastica, impianti e costruzioni, agenzie e servizi, apparecchi elettrici. Le prime posizioni della graduatoria sono occupate da Rema Tarlazzi (358,1 milioni), Lube Industries (273.1 milioni) e Finproject (265 milioni).  Nella prime dieci posizioni della provincia (quinta classificata) è presente anche la ditta Crucianelli Rest/Edile,  con vendite pari a 244.168 milioni e una crescita del 63,9% rispetto al 2024 che la porta a salire di quattro posizioni rispetto allo scorso anno.  La lista delle 10 imprese marchigiane è la seguente: L'innovazione nelle Marche Un tema importante che ha caratterizzato l'analisi è quello dell'innovazione e della performance innovativa delle imprese, fattori fondamentali per mantenere competitività e crescita economica. Lo studio si è concentrato, quindi, anche sull'apporto che le aziende marchigiane forniscono nell'attività innovativa. Gli elementi presi in considerazione sono prevalentemente quelli della ricerca e dello sviluppo e l'attività brevettuale. La spesa regionale in ricerca e sviluppo in rapporto al PIL e dello 0,94%, valore distante sia dalla media italiana (1,37%) che da quella dell'Unione Europea (2,2%). Nel periodo 2000-2023 le domande per brevetti industriali sono state 7.517 (di cui risulta concesso circa il 63%) e 2.382 per brevetti europei. Il sistema brevettuale regionale appare relativamente diffuso e poco concentrato, dove piuttosto che l'intensità brevettuale, prevale la presenza di una base ampia di soggetti che accedono alla tutela brevettuale. Nel periodo 2000-2008 la crescita brevettuale era diffusa, mentre nel 2009-2022 viene sostenuta dalle imprese maggiormente brevettanti e la propensione a innovare e brevettare si è arrestata.  Per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo, invece, fino al 2015 la regione ha evidenziato una crescita superiore alla media nazionale ed europea che ha visto un forte arresto dopo la crisi pandemica e una conseguente diminuzione della dinamica di crescita. Ciò che preoccupa maggiormente, in ogni caso, non è il divario che può essere presente rispetto alla media nazionale o europea (che dipende dalle caratteristiche strutturallil del sistema produttivo regionale) ma piuttosto il poco margine di evoluzione registrato nell'ultimo decennio. 

Ricostruzione post sisma, Cna Macerata difende il Sal zero: "Fondamentale per le piccole imprese"

Ricostruzione post sisma, Cna Macerata difende il Sal zero: "Fondamentale per le piccole imprese"

30/10/2026 11:18

 Il Sal zero rappresenta uno strumento importante per garantire liquidità alle imprese impegnate nella ricostruzione post sisma e permettere anche alle piccole aziende artigiane di partecipare ai lavori. A sottolinearne il valore è Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata, che interviene nel dibattito sull'utilizzo del meccanismo, invitando a valutarne la funzione originaria e le esigenze concrete a cui risponde. Il cosiddetto SAL zero, acronimo di Stato di Avanzamento Lavori, si differenzia dai normali Sal perché consente alle imprese di ottenere un'anticipazione su un contributo già concesso, prima che siano raggiunti i consueti livelli di avanzamento delle lavorazioni. L'erogazione è subordinata alla presentazione di una garanzia fideiussoria. Introdotto nel dicembre 2016 per gli interventi relativi ai danni lievi e successivamente esteso, dall'aprile 2017, anche a quelli gravi, il meccanismo prevedeva inizialmente un'anticipazione massima del 20%. La percentuale è stata portata al 30% nel settembre 2021, per poi tornare al 20% con la modifica dell'8 maggio scorso. Alla base della sua introduzione c'è una necessità concreta: evitare che le imprese debbano sostenere interamente con risorse proprie i costi iniziali dei cantieri, aspettando mesi prima di ricevere i primi pagamenti. «Il Sal zero è nato per rispondere a un problema concreto: consentire alle imprese di lavorare senza dover anticipare per mesi, con risorse proprie, tutti i costi di avvio e delle prime lavorazioni nei cantieri», spiega Giglietti. La disponibilità immediata di liquidità permette di acquistare materiali, pagare i dipendenti, saldare i fornitori e remunerare gli artigiani coinvolti nelle diverse fasi degli interventi. Il nodo principale riguarda la differenza tra i tempi di pagamento delle spese sostenute dalle aziende e quelli necessari per ottenere la liquidazione dei normali stati di avanzamento. Secondo quanto riferito da Cna sulla base dell'esperienza delle imprese, fornitori e artigiani vengono generalmente pagati entro 60-90 giorni, mentre per incassare un SAL ordinario possono trascorrere anche più di otto mesi. Un'attesa legata ai diversi passaggi burocratici e tecnici: dall'esecuzione e contabilizzazione delle lavorazioni alla predisposizione della documentazione, fino alle istruttorie degli uffici della ricostruzione e alle successive procedure bancarie. Una situazione che pesa soprattutto sulle realtà di dimensioni ridotte. «Una grande impresa strutturata ha generalmente maggiori disponibilità finanziarie per sostenere queste anticipazioni, mentre una piccola impresa edile artigiana spesso non dispone di tutte le risorse necessarie», osserva il presidente di CNA Macerata. Il SAL zero, inoltre, può agevolare anche l'accesso al credito bancario, offrendo maggiore prevedibilità ai flussi finanziari. I benefici non riguardano soltanto le imprese edili, ma l'intera filiera della ricostruzione: elettricisti, termoidraulici, falegnami, fabbri e tutte le attività artigiane che contribuiscono alla realizzazione degli interventi. Questo, tuttavia, non significa che il sistema non debba essere accompagnato da verifiche adeguate. Cna Macerata riconosce la necessità di controlli rigorosi ed efficaci, soprattutto alla luce delle criticità emerse nel dibattito sul funzionamento dello strumento. «Alcuni strumenti di verifica erano previsti e sono tuttora presenti. Occorre accertare dove e perché non abbiano funzionato adeguatamente e, se necessario, rafforzarli», sottolinea Giglietti. Tra le possibili soluzioni indicate dall'associazione ci sono anche una revisione al ribasso del tetto massimo dell'anticipazione, qualora ritenuto eccessivo, e controlli più puntuali sull'effettivo avanzamento delle attività, sulla capacità operativa delle imprese, sul numero di cantieri gestiti contemporaneamente e sulla filiera dei subappalti. La posizione di Cna è dunque quella di preservare la funzione dello strumento, intervenendo sulle eventuali criticità senza penalizzare l'intero sistema produttivo. «Non bisogna confondere l'utilità di uno strumento con gli eventuali utilizzi irregolari che ne possono essere stati fatti», precisa il presidente. In gioco, secondo l'associazione, c'è anche la possibilità di mantenere sul territorio le ricadute economiche e occupazionali della ricostruzione, favorendo la partecipazione delle piccole imprese locali e sostenendo l'indotto artigiano. «Senza uno strumento come il SAL zero, la ricostruzione rischierebbe di diventare appannaggio quasi esclusivo delle grandi imprese, le sole con la capacità finanziaria di sostenere per mesi e mesi i costi dei cantieri. A farne le spese sarebbero le piccole aziende del territorio e tutto l'indotto artigiano, con gravi conseguenze per l'economia locale», conclude Giglietti.

Scuola e università

Manovra 2027, Ugo Barbi (Snals Macerata): "Paradossale tagliare docenti e Ata. Valutiamo sciopero"

Manovra 2027, Ugo Barbi (Snals Macerata): "Paradossale tagliare docenti e Ata. Valutiamo sciopero"

05/11/2026 11:10

Meno docenti, meno Ata, più difficoltà per le scuole. Anche lo Snals di Macerata si schiera contro il taglio degli organici della scuola previsto dal disegno di Legge di Bilancio 2027. La misura prevede, a partire dall’anno scolastico 2027/2028, una riduzione di quasi 5.000 posti di personale docente e di oltre 2.000 posti di personale Ata per una riduzione totale di quasi 7.000 unità. Una scelta già contestata a livello nazionale dalla Segretaria Generale Elvira Serafini, che ha ribadito come docenti e Ata siano essenziali per la qualità dell’istruzione. "Siamo fortemente preoccupati - dichiara Ugo Barbi, segretario provinciale dello Snals di Macerata -. Ancora una volta, alle belle parole sulla scuola spese in fase di elezioni non corrispondono le scelte della Legge di Bilancio. Si parla sempre di buoni propositi ma quando si devono reperire le risorse ecco che si taglia proprio sulla scuola".  Secondo il sindacato, i tagli si innestano su una situazione già fragile. Nelle scuole del territorio i collaboratori scolastici sono pochi, con ricadute dirette sulla sicurezza, le segreterie lavorano in costante affanno e i dirigenti scolastici sono chiamati a gestire istituti sempre più complessi, articolati su più plessi o, come nel caso dei tecnici e dei professionali, particolarmente impegnativi sul piano organizzativo. "I dirigenti scolastici fanno salti mortali affinché tutto funzioni nel migliore dei modi, per garantire il diritto allo studio e la sicurezza di studenti e personale - sottolinea Barbi -. Ridurre ulteriormente gli organici significa scaricare sulle scuole un peso che oggi è già difficile sostenere".  Il Segretario Provinciale evidenzia, inoltre, una contraddizione tra le dichiarazioni del Ministero e le scelte del Governo. Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha, infatti, proposto un tetto del 30% di alunni stranieri per classe e annunciato l’intenzione di assumere docenti, attingendo alle graduatorie e attraverso nuovi concorsi, per aiutare i ragazzi e le loro famiglie nell’apprendimento della lingua italiana. "Trovo veramente paradossale che il Ministro dica una cosa e che la Legge di Bilancio, presentata dalla Presidente del Consiglio, dica esattamente il contrario - continua - da una parte si chiedono più insegnanti, dall’altra si tagliano. Credo che sarebbe opportuno mettersi d’accordo prima di fare determinate dichiarazioni" Da qui la presa di posizione netta dello Snals di Macerata, che non esclude iniziative di mobilitazione. "Siamo contrari a questi tagli - conclude Barbi - e stiamo valutando le strategie da mettere in campo per far sentire la nostra voce, compresa la possibilità di uno sciopero".   

Sapere umanistico ed economia del futuro: Stefano Zamagni ospite all'Università di Macerata

Sapere umanistico ed economia del futuro: Stefano Zamagni ospite all'Università di Macerata

05/11/2026 11:00

Quali opportunità professionali offre una laurea umanistica e quale ruolo possono avere cultura e pensiero critico nell'economia del futuro? Se ne parlerà lunedì 9 novembre all'Università di Macerata, in occasione di "Attivati. Giovani, lavoro, società", l'iniziativa promossa dal Dipartimento di Studi Umanistici per mettere in dialogo formazione universitaria e mondo del lavoro. Ospite dell'appuntamento sarà Stefano Zamagni, tra i principali esperti italiani ed europei di economia civile. L'incontro si terrà a partire dalle ore 15 nell'aula Omero Proietti di Palazzo Santa Chiara, in via Garibaldi 20. Zamagni, docente di Economia civile all'Università di Bologna, terrà una conferenza dal titolo "I giovani e l’economia futura. Il contributo dei saperi umanistici", proponendo una riflessione sul ruolo delle nuove generazioni e delle competenze umanistiche nella costruzione di un modello economico che metta al centro la persona, le relazioni sociali e il bene comune. L'iniziativa nasce con l'obiettivo di valorizzare le prospettive professionali dei laureati in discipline umanistiche, superando l'idea che percorsi di studio legati alle lingue, alla letteratura, alla storia e alla filosofia abbiano sbocchi lavorativi limitati. La capacità di interpretare fenomeni complessi, comunicare, comprendere le trasformazioni sociali e confrontarsi con culture differenti rappresenta infatti un patrimonio di competenze spendibile in numerosi ambiti professionali. Il programma si aprirà alle 15 con i saluti del direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, Roberto Mancini, ai quali seguirà la conferenza dell'economista. Alle 16:15 spazio invece al Career Day dipartimentale, durante il quale studentesse e studenti potranno incontrare direttamente aziende, fondazioni, associazioni e altre realtà lavorative, conoscere i possibili sbocchi professionali e approfondire le opportunità offerte dal mercato del lavoro. L'appuntamento è aperto a tutte le persone interessate. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione. Per ulteriori informazioni e per registrarsi è possibile consultare il sito del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Macerata: https://studiumanistici.unimc.it. (Credit foto: Gabriella Clare Marino con licenza CC BY-SA 4.0)

Cultura

Un viaggio senza stereotipi: Margherita Reali presenta "Scettico Messico" a Macerata

Un viaggio senza stereotipi: Margherita Reali presenta "Scettico Messico" a Macerata

04/11/2026 15:48

MACERATA - Un viaggio alla scoperta del Messico, lontano dalle immagini convenzionali e dagli stereotipi, attraverso uno sguardo personale, ironico e curioso. È quello proposto da Margherita Reali nel suo libro «Scettico Messico», al centro dell'incontro in programma venerdì 6 novembre, alle ore 17, nella Sala Castiglioni della Biblioteca comunale Mozzi Borgetti di Macerata. A conversare con l'autrice sarà Rodolfo Mogetta, in un appuntamento che offrirà al pubblico l'occasione di entrare nelle pagine del libro e approfondire la genesi di un racconto capace di intrecciare esperienze di viaggio, osservazioni e riflessioni. Con uno stile originale e mai convenzionale, Reali accompagna il lettore alla scoperta di un Messico complesso e ricco di contraddizioni, restituendone le peculiarità attraverso incontri, situazioni e dettagli che sfuggono alle rappresentazioni più comuni. Non una semplice descrizione dei luoghi visitati, ma un percorso fatto di curiosità, ironia e capacità di osservazione. Il viaggio diventa così molto più di uno spostamento geografico: è un'occasione per mettersi in discussione, superare i propri pregiudizi e guardare il mondo da prospettive differenti. Un'esperienza che, attraverso il confronto con culture e realtà lontane, invita anche a riflettere sul nostro modo di osservare gli altri. L'appuntamento alla Mozzi Borgetti sarà dunque un'occasione per conoscere da vicino Margherita Reali e il suo lavoro, ripercorrendo le esperienze e le suggestioni che hanno dato vita a «Scettico Messico». Un pomeriggio dedicato alla letteratura di viaggio e al piacere della scoperta, nel segno della curiosità e dell'incontro tra culture.

Tra Marche e Umbria, identità e legami secolari: due giorni di studi a Camerino

Tra Marche e Umbria, identità e legami secolari: due giorni di studi a Camerino

04/11/2026 13:18

Camerino torna al centro del dibattito storico e culturale con il 61° Convegno del Centro Studi Storici Maceratesi, in programma sabato 7 e domenica 8 novembre all'Auditorium della Musica. Il tema scelto per questa edizione è particolarmente suggestivo: “Non più Umbria, non sempre Marche: l’evanescente confine tra due regioni. Legami religiosi, politici, economici, culturali”. Un titolo che riprende un'espressione di Ugo Betti e che richiama la particolare identità di un territorio come quello camerte, marchigiano per collocazione geografica, ma profondamente legato all'Umbria per vicende storiche, relazioni culturali e rapporti economici e religiosi. Il convegno, organizzato dal Centro Studi Storici Maceratesi con il sostegno del Comune di Camerino e in collaborazione con l'Università degli Studi di Camerino, si propone di approfondire da diverse prospettive le relazioni sviluppatesi nel corso dei secoli lungo il crinale appenninico umbro-marchigiano. L'appuntamento assume un significato particolare anche perché si svolge nell'anno del decimo anniversario del terremoto del 2016. Una scelta che rinnova il legame tra il Centro Studi e Camerino, città che aveva già ospitato due convegni dell'associazione nel 1967 e nel 1982. L'iniziativa gode inoltre del patrocinio dell'Accademia Fulginia di Foligno e della sezione camerte dell'Archeoclub d'Italia. Saranno diciotto i relatori che si alterneranno nel corso delle due giornate, affrontando argomenti che spaziano dalla geologia all'archeologia, dalla storia religiosa a quella economica, fino agli approfondimenti artistici e letterari. Un percorso multidisciplinare che attraverserà le diverse epoche storiche, soffermandosi sulle caratteristiche ambientali dell'Appennino, sulle vicende del territorio camerte e sui rapporti che nel corso dei secoli si sono sviluppati con l'Umbria. Tra gli interventi è prevista anche una relazione del professor Piero Farabollini dedicata alla storia dei terremoti dell'Appennino centrale, tema particolarmente significativo per una città come Camerino, che ancora oggi porta i segni del sisma del 2016. I lavori prenderanno il via sabato 7 novembre alle 9.30 con l'introduzione del presidente del Centro Studi Storici Maceratesi, professor Alberto Meriggi, seguita dai saluti delle autorità. A seguire è prevista la prolusione del professor Pier Luigi Falaschi, figura di riferimento per la cultura e la ricerca storica camerte, con un'attività scientifica che ha superato da tempo i confini regionali. Per cinquant'anni docente di Storia del Diritto Italiano all'Università di Camerino, Falaschi ha dedicato i suoi studi alla storia dell'Ateneo e alle istituzioni cittadine della città ducale. È stato inoltre socio e dirigente di importanti istituzioni culturali marchigiane, tra cui la Deputazione di Storia patria per le Marche e lo stesso Centro Studi Storici Maceratesi, del quale ha ricoperto anche il ruolo di vicepresidente. Il convegno si concluderà nella mattinata di domenica 8 novembre. Durante le due giornate la segreteria sarà a disposizione dei partecipanti per nuove adesioni, rinnovi delle iscrizioni e distribuzione dei volumi pubblicati dal Centro Studi. Un appuntamento che mette al centro la storia e l'identità di un territorio di confine, dove le appartenenze regionali si intrecciano e si arricchiscono reciprocamente, restituendo un quadro complesso delle relazioni tra Marche e Umbria.

Eventi

Civitanova, la stagione di prosa parte con "Assassinio sull’Orient Express": prima già sold out

Civitanova, la stagione di prosa parte con "Assassinio sull’Orient Express": prima già sold out

05/11/2026 10:10

Il Teatro Rossini di Civitanova Marche si prepara ad aprire la nuova Stagione di Prosa con un debutto nazionale già accolto da un grande successo di pubblico. Sabato 7 novembre andrà in scena "Assassinio sull'Orient Express", tratto dal celebre capolavoro di Agatha Christie, con protagonista Claudio "Greg" Gregori. La prima ha già registrato il tutto esaurito, mentre la campagna abbonamenti ha superato quota 700 tessere sottoscritte. In vista dell'apertura del cartellone, il teatro ha organizzato anche un appuntamento speciale aperto alla cittadinanza. Venerdì 6 novembre, alle ore 12, nel foyer del Rossini, si terrà infatti "Aspettando Assassinio sull’Orient Express", un incontro a ingresso libero durante il quale Claudio "Greg" Gregori e gli attori della compagnia racconteranno al pubblico la genesi dello spettacolo, i retroscena e le sfide affrontate nella preparazione dell'allestimento. Lo spettacolo è tratto dal romanzo di Agatha Christie, con adattamento teatrale firmato da Ken Ludwig e regia di Roberto Valerio. Un appuntamento di rilievo per la stagione civitanovese, che sceglie così di inaugurare il proprio programma con un'anteprima nazionale. A sottolineare il significato dell'iniziativa è la presidente dell'Azienda dei Teatri, Maria Luce Centioni: "L'idea di organizzare questo prologo speciale con 'Aspettando Assassino sull’Orient Express' nasce dal desiderio profondo di iniziare la stagione con un abbraccio collettivo alla città. Vogliamo che il teatro mantenga sempre aperta la sua porta, trasformando il foyer in uno spazio di incontro quotidiano e informale tra la comunità e i grandi protagonisti della scena". Centioni ha poi evidenziato l'orgoglio per la presenza di Greg e dell'intero cast alla vigilia del debutto nazionale, sottolineando come i risultati della campagna abbonamenti e il tutto esaurito per la prima rappresentazione confermino il forte interesse del pubblico nei confronti del Teatro Rossini. La Stagione di Prosa è promossa dal Comune di Civitanova Marche, dall'Azienda Teatri di Civitanova e dall'AMAT, con il contributo della Regione Marche e del Ministero della Cultura.

Torre San Patrizio, Mirko Amaolo trasforma materiali abbandonati in opere d'arte

Torre San Patrizio, Mirko Amaolo trasforma materiali abbandonati in opere d'arte

04/11/2026 18:00

Una mostra che mette in primo piano i materiali recuperati dalla spiaggia. L’ 8 novembre alle 11:45 il Municipio di Torre San Patrizio accoglie l’arte di Mirko Amaolo, artista originario del borgo fermano, in un evento di grande suggestione. Un’esposizione che rimarrà aperta alla cittadinanza fino al 31 dicembre e che permetterà, a quelli che solitamente vengono considerati materiali di scarto, di essere i protagonisti di opere d'arte. Frammenti plastici, materiali abbandonati e legni erosi dal mare che prenderanno nuova vita e racconteranno storie di fragilità umana, di incertezza e di rinascita. Una rinascita anche per l’arte stessa, che lascia gli spazi tradizionali per incontrare direttamente i cittadini nei luoghi del Municipio. Un progetto che rappresenta un tributo sentito al suo paese di origine e la volontà di accompagnare gli spettatori a guardare gli oggetti in maniera diversa, attribuendo loro un valore che va oltre il semplice primo impatto. Un percorso di riscoperta della dignità nascosta.

Curiosità

San Severino su National Geographic a dieci anni dal sisma: lo scatto del palasport simbolo dell'emergenza

San Severino su National Geographic a dieci anni dal sisma: lo scatto del palasport simbolo dell'emergenza

29/10/2026 17:30

A dieci anni dal terremoto del 30 ottobre 2016, San Severino Marche torna al centro del racconto internazionale sul sisma. La rivista National Geographic ha dedicato uno speciale alla ricostruzione dell'Appennino umbro-marchigiano, con un reportage dal titolo "Terremoto umbro-marchigiano: dieci anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso". Il servizio, pubblicato sul sito italiano della rivista e corredato dalle fotografie del settempedano Claudio Scarponi, ripercorre lo stato dei cantieri e le ferite ancora aperte nei territori colpiti dal terremoto. Tra le immagini scelte per documentare le conseguenze del sisma e il lungo percorso di ripartenza c'è anche uno scatto dell'interno del palasport comunale Albino Ciarapica di viale Mazzini, a San Severino Marche. Il palasport che accolse 180 sfollati La fotografia riporta alla memoria i giorni più difficili dell'emergenza, quando la struttura sportiva fu trasformata in uno dei principali centri di accoglienza allestiti dal Comune. Il palasport mise a disposizione 180 posti letto per gli sfollati, offrendo un primo riparo alle persone costrette a lasciare le proprie abitazioni dopo le scosse. L'accoglienza a San Severino non si limitò al palasport. Altri centri furono attivati nelle palestre dell'Istituto comprensivo "P. Tacchi Venturi" e del plesso scolastico di Cesolo, oltre che in una struttura modulare installata nei pressi della chiesa della frazione. Una rete di spazi e interventi che testimoniò la risposta della comunità settempedana nelle ore e nei giorni più complessi, quando fu necessario trovare rapidamente una sistemazione per le persone rimaste senza casa. La ricostruzione ancora in corso Il reportage di National Geographic riporta l'attenzione su un territorio che, a distanza di dieci anni dal terremoto, continua a fare i conti con la ricostruzione. Le immagini di Scarponi raccontano non soltanto i segni lasciati dalle scosse e l'avanzamento dei lavori, ma anche la memoria di quanto accadde e la capacità delle comunità locali di affrontare l'emergenza. Per San Severino Marche, la presenza del palasport Albino Ciarapica tra gli scatti pubblicati rappresenta anche l'occasione per ricordare la solidarietà e l'organizzazione messe in campo per assistere gli sfollati. Un frammento della storia del terremoto che torna oggi sotto i riflettori, mentre il percorso di ricostruzione dell'Appennino umbro-marchigiano non è ancora concluso. Il reportage completo è disponibile sul sito di National Geographic a questo link: Terremoto umbro-marchigiano: dieci anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso.

Castelraimondo festeggia i 100 anni di Celestino Morosi

Castelraimondo festeggia i 100 anni di Celestino Morosi

27/10/2026 17:00

Cento anni di ricordi, esperienze e legami familiari. Celestino Morosi ha raggiunto lo straordinario traguardo del secolo di vita e ha festeggiato il compleanno nella casa di riposo di Castelraimondo, dove è attualmente ospite, circondato dall'affetto dei figli Simonetta e Aurelio, dei nipoti e dei suoi cari. Originario di Castelraimondo, Morosi ha trascorso gran parte della propria vita a Matelica, mantenendo il legame con il territorio d'origine. La ricorrenza è stata l'occasione per riunire la famiglia e celebrare un percorso lungo un secolo, caratterizzato da tante esperienze e dagli affetti costruiti nel tempo. Alla festa ha partecipato anche Barbara Cacciolari, assessore del comune di Matelica, che ha portato al centenario gli auguri e i saluti del sindaco Denis Cingolani. Gli auguri sono arrivati anche dall'amministrazione comunale di Castelraimondo. Il sindaco Patrizio Leonelli e l'assessore Ilenia Cittadini hanno rivolto a Celestino un messaggio di affetto: "Raggiungere i cento anni è un traguardo davvero speciale, che porta con sé una vita intera di ricordi, esperienze e affetti. A Celestino rivolgiamo i nostri più affettuosi auguri e l'abbraccio di tutta Castelraimondo". Gli amministratori hanno sottolineato anche il valore della festa organizzata nella struttura cittadina: "Siamo felici che questo compleanno sia stato festeggiato nella nostra Casa di riposo, circondato dall'affetto della sua famiglia e delle persone che ogni giorno se ne prendono cura. A Celestino auguriamo serenità e ancora tanti momenti belli da condividere". Un ringraziamento è stato infine rivolto alla Casa di riposo di Castelraimondo per aver accolto e celebrato questo importante traguardo, rendendo speciale il compleanno del centenario.

Varie

Porto Recanati, al via i lavori di riqualificazione dell'area di ammassamento di via Dal Sole

Porto Recanati, al via i lavori di riqualificazione dell'area di ammassamento di via Dal Sole

05/11/2026 11:40

Un'area più moderna, attrezzata e funzionale per migliorare la capacità di intervento della Protezione civile in caso di emergenza. Sono iniziati i lavori di riqualificazione del piazzale di ammassamento situato a nord di via Dal Sole, dopo l'adozione definitiva della variante urbanistica approvata dal Consiglio comunale lunedì scorso. L'intervento punta a superare la situazione di degrado in cui erano finite le precedenti strutture. Nell'area erano stati installati alcuni container provvisori, che con il passare del tempo si erano deteriorati. Il piazzale era stato successivamente bonificato circa un anno fa e ora, grazie alla nuova variante, sarà possibile sostituire le sistemazioni precarie con manufatti stabili e adeguati alle necessità operative della Protezione civile. Al termine dei lavori, l'area sarà dotata di tutti i servizi essenziali: approvvigionamento idrico, energia elettrica, scarichi collegati alla pubblica fognatura e colonnine per la connessione alla rete elettrica, da utilizzare in caso di emergenza. Soddisfazione è stata espressa dal consigliere con delega alla Protezione civile, Gianluigi Serena, che ha seguito con particolare impegno il percorso per arrivare all'avvio dell'intervento, destinato a rafforzare il sistema comunale di gestione delle emergenze. "Finalmente una cosa ben fatta", ha commentato l'assessore Riccetti, evidenziando il cambio di approccio nella realizzazione delle opere pubbliche: non più soluzioni provvisorie e immediate, ma interventi fondati su pianificazione e progettazione, con strutture moderne, funzionali e destinate a durare nel tempo. Un ringraziamento particolare è stato rivolto dal sindaco Andrea Michelini all'Ufficio Urbanistica, che ha curato l'elaborazione della variante, e all'Ufficio Tecnico, attualmente impegnato nella gestione e nel coordinamento dei lavori.

Guerre e cambiamento climatico, il Rotary Tolentino accende i riflettori sui danni ambientali dei conflitti

Guerre e cambiamento climatico, il Rotary Tolentino accende i riflettori sui danni ambientali dei conflitti

04/11/2026 10:00

Le guerre non lasciano soltanto vittime, città distrutte e patrimoni culturali perduti, ma provocano anche conseguenze profonde sull'ambiente, con effetti che possono protrarsi per decenni. È stato questo il tema al centro dell'incontro organizzato dal Rotary Club Tolentino, presieduto da Annarita Ortolani, al ristorante Chiaroscuro di Belforte del Chienti. La serata, dedicata al rapporto tra "Guerra e cambiamento climatico. Vite umane, città distrutte, patrimonio culturale perduto e conseguenze sull'ambiente", ha visto come relatore Gianni Corvatta, già dirigente chimico e direttore del Dipartimento provinciale Arpam di Macerata, docente e autore di diverse pubblicazioni scientifiche in campo ambientale. Nel corso del suo intervento, Corvatta ha approfondito il legame, spesso poco conosciuto, tra conflitti armati e inquinamento, evidenziando come le operazioni militari possano compromettere la qualità del suolo, delle risorse idriche e dell'aria. "Le guerre producono inquinamento del suolo, dell'acqua e dell'aria", ha sottolineato il relatore, ricordando anche le difficoltà legate alla conoscenza di questi fenomeni, in parte dovute ai segreti che circondano gli armamenti e le attività militari. Prima di entrare nel merito dell'impatto ambientale dei conflitti, l'incontro ha offerto un approfondimento sui principali concetti legati alla crisi climatica, distinguendo tra cambiamento climatico, riscaldamento globale e variabilità naturale del clima. Quest'ultima, influenzata da fenomeni come l'attività solare e le eruzioni vulcaniche, si differenzia dai cambiamenti provocati dalle attività umane, che si aggiungono alle dinamiche naturali. Un passaggio è stato dedicato alle conseguenze dell'utilizzo dei combustibili fossili, a partire dalla rivoluzione industriale, che ha determinato un progressivo aumento dei gas serra e uno squilibrio nel ciclo naturale del carbonio. Attraverso dati, grafici scientifici e riferimenti agli scenari internazionali, Corvatta ha ripercorso l'andamento delle emissioni globali, soffermandosi sulle responsabilità dei principali Paesi e sugli accordi internazionali sottoscritti per contrastare il fenomeno: dal Protocollo di Kyoto all'Accordo di Parigi, fino agli obiettivi fissati dall'Agenda 2030. Un quadro che evidenzia come, nonostante gli impegni assunti dalla comunità internazionale, il contenimento del riscaldamento globale resti una sfida ancora aperta. In questo scenario, i conflitti armati rappresentano un ulteriore fattore di pressione sugli ecosistemi, aggravando problematiche ambientali già complesse e lasciando conseguenze che possono interessare territori e popolazioni anche molto tempo dopo la fine delle ostilità.

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