Campotosto, il risveglio della faglia anche stavolta era stato annunciato dal geologo Tondi
Cronaca
20/01/2017

Campotosto, il risveglio della faglia anche stavolta era stato annunciato dal geologo Tondi

Il geologo Emanuele Tondi anche stavolta aveva descritto in anticipo quello che si sta verificando in Abruzzo. La considerazione che prevedere i terremoti non sia possibile comincia così a starci un po’ stretta, nel momento in cui si conoscono le faglie dormienti e i tempi di ritorno. A conferma di questo infatti depone l’ennesima valutazione precisa e scientificamente fondata del responsabile della Sezione di Geologia dell’Università di Camerino. Per le precedenti si riportano i link delle nostre interviste al professore: https://picchionews.it/cronaca/il-geologo-tondi-intervista-choc-sapevamo-dal-2009-che-il-terremoto-avrebbe-colpito-in-quel-punto https://picchionews.it/cronaca/il-geologo-tondi-ha-pochi-dubbi-la-zona-piu-a-rischio-quella-a-nord-di-amatrice E in diverse altre interviste anche in tv, sia ad agosto scorso che dopo le scosse di ottobre 2016, Tondi affermava con certezza che fosse assolutamente plausibile la riattivazione di altre faglie. E spiegava che come peraltro si è già verificato in altri terremoti e, nel momento in cui una faglia si risveglia e dunque si attiva, tutta una zona diventa instabile ed altre faglie vicino potrebbero riattivarsi. Ne è esempio il terremoto dell’Aquila in cui si sono attivate sia la faglia a sud che quella a nord, fino al lago di Campotosto. Il geologo dunque non escludeva il contagio per la faglia di Campotosto. In tal caso la sequenza sismica ricomincia e si conclude con il mainshock. Il 29 novembre, il professor Tondi scriveva" "A sinistra trovate un’immagine presente nel “SECONDO RAPPORTO DI SINTESI SUL TERREMOTO DI AMATRICE ML 6.0 DEL 24 AGOSTO 2016 (ITALIA CENTRALE)” pubblicato da INGV il 19 Settembre scorso. Sono rappresentate le faglie con i rispettivi nomi e l’effetto che l’attivazione della faglia che ha generato il terremoto del 24 Agosto (colorata in rosso e verde) ha indotto in quelle vicine, in particolare quelle a nord e a sud (con i valori del CFF positivi). Sono gli effetti di interazione di cui si parlava in un post precedente e che possono “caricare” le faglie vicine a quella che ha generato un terremoto. Queste simulazioni indicano esclusivamente quali faglie sono sottoposte a “stress” aggiuntivi rispetto ad altre e non il fatto che si attivino sicuramente, in quanto bisognerebbe sapere (e non lo si può sapere) a che punto stanno della "carica“. Tuttavia, poi ci sono stati i terremoti del 26 e 30 Ottobre generati dalla Faglia del Monte Vettore-Monte Bove con epicentro tra Norcia-Preci e Visso. A sud, come potete vedere, ci sono le faglie del Gorzano e di Capitignano. Se in futuro un altro terremoto di una certa magnitudo si verificherà lungo questa zona, è chiaro che le candidate più probabili sono loro. Che l’evento di magnitudo 4,4 sia un foreshock che precede un evento importante generato dalla faglia del Gorzano o di Capitignano non è dato saperlo. Osservando la mappa dei terremoti avvenuti negli ultimi 90 giorni (immagine a destra), l’evento di questa sera sembra, anche se nell’estremità sud, rientrare nella zona di instabilità che sta generando aftershocks dal 24 Agosto. Voglio sperare che sia così, non è obbligatorio che si attivino in così poco tempo tutte le faglie presenti nell’area. Comunque, come ripeto da mesi, in quella zona è necessario verificare la vulnerabilità sismica degli edifici, chiamando per un sopralluogo un ingegnere affiancato da un geologo. Se l’edificio è a norma, non c’è nulla da temere, in caso contrario è necessario prendere provvedimenti. Si può convivere con la pericolosità sismica ma non con il rischio!". Quanto sopra deve però sollecitare un’ulteriore riflessione: laddove esiste una carta di pericolosità sismica contenente l’indicazione delle zone a rischio, appare inescusabile la mancanza di predisposizione di misure di messa in sicurezza pre emergenza delle stesse. Ciò vuol dire che non si deve e non si può aspettare che il sisma si verifichi e produca dei danni per poi fare prevenzione attraverso la ricostruzione successiva. La carta di pericolosità sismica è uno strumento fondamentale per poter intervenire in anticipo laddove si sa che in base ad un determinato tempo di ritorno si verificherà un sisma. I danni del terremoto dell’Emilia Romagna ad esempio si sarebbero potuti evitare se si fosse tenuto conto del tempo di ritorno della faglia di Mirandola, in una zona certo a bassa pericolosità sismica, ma comunque in cui era dormiente da 300 anni una faglia che si sarebbe riattivata. La stessa situazione nella Regione Marche, come ci dice Tondi, riguarda la zona del pesarese, dove si potrebbe già intervenire con dei progetti di messa in sicurezza pre sisma. La mappa di pericolosità sismica è però datata ed è necessario rivederla ed aggiornarla. E gli strumenti esistono. Ed è già pronto un progetto per realizzarla a cui necessita però il finanziamento necessario, tra l’altro non rilevante – 100 mila euro (!!!) che il Professore sta cercando di reperire. 100 mila euro a fronte dei 15 milioni di euro di cui ha parlato in una trasmissione televisiva il sismologo Alessandro Amato, necessari per acquistare strumenti di perforazione del terreno che permettono di studiare con precisione le faglie e attualmente in uso solo in Giappone e in California. Comunque deprimente ascoltare le parole di uno studioso che dichiara che in Italia non ci sono soldi per la ricerca...  A quanto pare però la Regione Marche sembra non essere interessata a finanziare il progetto di aggiornamento delle mappe di pericolosità sismica, dato che allo stato attuale al riguardo tutto tace. A ciò si aggiunga un'altra circostanza, già segnalata (https://picchionews.it/cronaca/nominato-il-comitato-tecnico-scientifico-per-la-ricostruzione-non-c-e-la-geologia ), a nostro avviso singolare se non addirittura grave:  nella compagine di esperti facenti parte del Comitato Tecnico Scientifico nominati di recente dal commissario Errani c’è un solo professore dell’Università di Camerino, esperto di urbanistica e architettura. E c’è un solo geologo. E soprattutto non c’è il professor Tondi, la persona che maggiormente conosce il territorio della Regione Marche in termini di faglie attivabili. A tale riguardo un dubbio è dunque lecito: che si voglia davvero fare prevenzione nella ricostruzione? Si vogliono mettere le persone giuste al posto giusto?  Da quanto sopra non sembra sia così.     

Campotosto, il risveglio della faglia anche stavolta era stato annunciato dal geologo Tondi

Campotosto, il risveglio della faglia anche stavolta era stato annunciato dal geologo Tondi
20/01/2017

Il geologo Emanuele Tondi anche stavolta aveva descritto in anticipo quello che si sta verificando in Abruzzo. La considerazione che prevedere i terremoti non sia possibile comincia così a starci un po’ stretta, nel momento in cui si conoscono le faglie dormienti e i tempi di ritorno. A conferma di questo infatti depone l’ennesima valutazione precisa e scientificamente fondata del responsabile della Sezione di Geologia dell’Università di Camerino. Per le precedenti si riportano i link delle nostre interviste al professore: https://picchionews.it/cronaca/il-geologo-tondi-intervista-choc-sapevamo-dal-2009-che-il-terremoto-avrebbe-colpito-in-quel-punto https://picchionews.it/cronaca/il-geologo-tondi-ha-pochi-dubbi-la-zona-piu-a-rischio-quella-a-nord-di-amatrice E in diverse altre interviste anche in tv, sia ad agosto scorso che dopo le scosse di ottobre 2016, Tondi affermava con certezza che fosse assolutamente plausibile la riattivazione di altre faglie. E spiegava che come peraltro si è già verificato in altri terremoti e, nel momento in cui una faglia si risveglia e dunque si attiva, tutta una zona diventa instabile ed altre faglie vicino potrebbero riattivarsi. Ne è esempio il terremoto dell’Aquila in cui si sono attivate sia la faglia a sud che quella a nord, fino al lago di Campotosto. Il geologo dunque non escludeva il contagio per la faglia di Campotosto. In tal caso la sequenza sismica ricomincia e si conclude con il mainshock. Il 29 novembre, il professor Tondi scriveva" "A sinistra trovate un’immagine presente nel “SECONDO RAPPORTO DI SINTESI SUL TERREMOTO DI AMATRICE ML 6.0 DEL 24 AGOSTO 2016 (ITALIA CENTRALE)” pubblicato da INGV il 19 Settembre scorso. Sono rappresentate le faglie con i rispettivi nomi e l’effetto che l’attivazione della faglia che ha generato il terremoto del 24 Agosto (colorata in rosso e verde) ha indotto in quelle vicine, in particolare quelle a nord e a sud (con i valori del CFF positivi). Sono gli effetti di interazione di cui si parlava in un post precedente e che possono “caricare” le faglie vicine a quella che ha generato un terremoto. Queste simulazioni indicano esclusivamente quali faglie sono sottoposte a “stress” aggiuntivi rispetto ad altre e non il fatto che si attivino sicuramente, in quanto bisognerebbe sapere (e non lo si può sapere) a che punto stanno della "carica“. Tuttavia, poi ci sono stati i terremoti del 26 e 30 Ottobre generati dalla Faglia del Monte Vettore-Monte Bove con epicentro tra Norcia-Preci e Visso. A sud, come potete vedere, ci sono le faglie del Gorzano e di Capitignano. Se in futuro un altro terremoto di una certa magnitudo si verificherà lungo questa zona, è chiaro che le candidate più probabili sono loro. Che l’evento di magnitudo 4,4 sia un foreshock che precede un evento importante generato dalla faglia del Gorzano o di Capitignano non è dato saperlo. Osservando la mappa dei terremoti avvenuti negli ultimi 90 giorni (immagine a destra), l’evento di questa sera sembra, anche se nell’estremità sud, rientrare nella zona di instabilità che sta generando aftershocks dal 24 Agosto. Voglio sperare che sia così, non è obbligatorio che si attivino in così poco tempo tutte le faglie presenti nell’area. Comunque, come ripeto da mesi, in quella zona è necessario verificare la vulnerabilità sismica degli edifici, chiamando per un sopralluogo un ingegnere affiancato da un geologo. Se l’edificio è a norma, non c’è nulla da temere, in caso contrario è necessario prendere provvedimenti. Si può convivere con la pericolosità sismica ma non con il rischio!". Quanto sopra deve però sollecitare un’ulteriore riflessione: laddove esiste una carta di pericolosità sismica contenente l’indicazione delle zone a rischio, appare inescusabile la mancanza di predisposizione di misure di messa in sicurezza pre emergenza delle stesse. Ciò vuol dire che non si deve e non si può aspettare che il sisma si verifichi e produca dei danni per poi fare prevenzione attraverso la ricostruzione successiva. La carta di pericolosità sismica è uno strumento fondamentale per poter intervenire in anticipo laddove si sa che in base ad un determinato tempo di ritorno si verificherà un sisma. I danni del terremoto dell’Emilia Romagna ad esempio si sarebbero potuti evitare se si fosse tenuto conto del tempo di ritorno della faglia di Mirandola, in una zona certo a bassa pericolosità sismica, ma comunque in cui era dormiente da 300 anni una faglia che si sarebbe riattivata. La stessa situazione nella Regione Marche, come ci dice Tondi, riguarda la zona del pesarese, dove si potrebbe già intervenire con dei progetti di messa in sicurezza pre sisma. La mappa di pericolosità sismica è però datata ed è necessario rivederla ed aggiornarla. E gli strumenti esistono. Ed è già pronto un progetto per realizzarla a cui necessita però il finanziamento necessario, tra l’altro non rilevante – 100 mila euro (!!!) che il Professore sta cercando di reperire. 100 mila euro a fronte dei 15 milioni di euro di cui ha parlato in una trasmissione televisiva il sismologo Alessandro Amato, necessari per acquistare strumenti di perforazione del terreno che permettono di studiare con precisione le faglie e attualmente in uso solo in Giappone e in California. Comunque deprimente ascoltare le parole di uno studioso che dichiara che in Italia non ci sono soldi per la ricerca...  A quanto pare però la Regione Marche sembra non essere interessata a finanziare il progetto di aggiornamento delle mappe di pericolosità sismica, dato che allo stato attuale al riguardo tutto tace. A ciò si aggiunga un'altra circostanza, già segnalata (https://picchionews.it/cronaca/nominato-il-comitato-tecnico-scientifico-per-la-ricostruzione-non-c-e-la-geologia ), a nostro avviso singolare se non addirittura grave:  nella compagine di esperti facenti parte del Comitato Tecnico Scientifico nominati di recente dal commissario Errani c’è un solo professore dell’Università di Camerino, esperto di urbanistica e architettura. E c’è un solo geologo. E soprattutto non c’è il professor Tondi, la persona che maggiormente conosce il territorio della Regione Marche in termini di faglie attivabili. A tale riguardo un dubbio è dunque lecito: che si voglia davvero fare prevenzione nella ricostruzione? Si vogliono mettere le persone giuste al posto giusto?  Da quanto sopra non sembra sia così.     

L'Ingv in bolletta, il presidente Doglioni: "Mancano i fondi per fare ricerca"

L'Ingv in bolletta, il presidente Doglioni: "Mancano i fondi per fare ricerca"

20/01/2017

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) non ha un finanziamento sufficiente per garantire la sua attività di ricerca: a lanciare l'appello in piena emergenza terremoto è il presidente dell'Ingv, Carlo Doglioni. "L'Ingv - ha detto all'ANSA - fa monitoraggio di vulcani e terremoti, purtroppo i finanziamenti insufficienti per farlo vivere, siamo in bolletta"."E' talmente importante studiare la Terra - ha aggiunto Doglioni - che non si capisce perchè non si voglia investire di più per capire come funziona il nostro pianeta". C'è disparità, secondo il presidente dell'Ingv, tra i finanziamenti assegnati all'ente che presiede e ad altri enti pubblici di ricerca. "Eppure - ha rilevato - studiare il comportamento di terremoti e vulcani non è meno importante di altri settori di ricerca, anche in termini di applicazioni concrete". Ma portare avanti progetti di ricerca in questo momento è davvero molto difficile perchè, ha aggiunto, "i fondi dell'Ingv non bastano a coprire le spese, non riusciamo a pagare gli stipendi e il mantenimento delle strutture e non abbiamo soldi per i progetti di ricerca". Per Doglioni "un ente di ricerca normale non può trovarsi con un bilancio in rosso, deve avere un bilancio che permetta di fare ricerca", senza parlare delle "400 persone precarie, 150 delle quali sono ricercatori a tempo determinato, che non sanno che cosa succederà a fine contatto. E' una situazione che ho ereditato e per la quale sto cercando di proporre soluzioni alternative".

Fuga dei giovani all'estero: la storia dei civitanovesi Silvia e Daniele

Fuga dei giovani all'estero: la storia dei civitanovesi Silvia e Daniele

20/01/2017

Negli ultimi periodi si fa un gran parlare di giovani all'estero, argomento tornato in auge anche grazie alle frasi del ministro Poletti.Ci sono due giovani civitanovasi che possono illustrarci bene la situazione, avendo scelto da qualche mese di cambiare vita e trasferirsi in Irlanda. Parliamo di Silvia e Daniele, classe 1985 lei e 1982 lui, sposati dal settembre 2015.Entrambi avevano contratti a tempo indeterminato, lui lavorava in un supermercato e lei faceva l'impiegata in una ditta del settore metalmeccanico. Un bel giorno, come purtroppo sta accadendo sempre più spesso in Italia, Silvia ha perso il lavoro e dal dicembre 2015 si è trovata ad ingrossare le fila dei disoccupati.Dopo pochi mesi dal matrimonio e con un mutuo sulle spalle alla nuova famiglia è venuto a mancare metà del reddito. Un brutto colpo per i ragazzi che però non si sono persi d'animo ed hanno iniziato a cercare in lungo e in largo per la città, la provincia e la regione. Hanno battuto a tappeto tutte le ditte possibili ed immaginabili, allargando di volta in volta il raggio d'azione, arrivando fino alle provincie limitrofi.Dopo 6 mesi, l'unica cosa che sono riusciti a trovare, nonostante l'impegno profuso, è stata purtroppo una semplice sostituzione di maternità. Non propriamente il lavoro sperato e desiderato.E' a questo punto che si comincia a pensare all'estero come possibile soluzione e sull'esperienza di alcuni viaggi fatti, le mete che avevano in mente erano due: Regno Unito e Irlanda.Alla domanda di come mai hanno scelto questi paesi, Daniele risponde che avendoli visitati, gli era piaciuta l'accoglienza ed il rapporto che secondo lui c'era con gli stranieri, a differenza magari di Germania e Austria, ritenute più "fredde", dal punto di vista dei rapporti umani. Un altro elemento importante che li ha portati a scegliere l'Irlanda, è stato la presenza di alcuni loro amici che hanno vissuto o che vivono attualmente da quelle parti, che li hanno aiutato fornendo consigli e tutto il supporto necessario.Si era pensato anche gli Stati Uniti ma dopo alcuni sondaggi inziiali, sono stati scartati per via delle difficoltà insormontabili a livello burocratico. Parole testuali di Daniele: "Negli USA è impossibile entrare".A questo punto, scelta più o meno l'area geografica, hanno iniziato entrambi a inviare curriculum. Si perché anche Daniele, nonostante avesse un contratto a tempo indeterminato, non era molto soddisfatto della nuova mansione che era stato chiamato a ricoprire.E' proprio Daniele che sblocca l'impasse e riesce ad ottenere diversi colloqui, così a luglio scorso si trasferisce e già ad agosto è operativo, come assitente di vendita, presso un supermecato affiliato alla più grossa catena di franchising in Irlanda.Nel frattempo Silvia iniziava a ricevere qualche risposta e la situazione si stava sbloccando anche per lei. Forte di questi contatti ricevuti, decide intanto di trasferirsi ed inizia a preparare il trasloco e sbrigare tutte le pratiche burocratiche necessarie, per loro ma anche per l'amato cane Nemo. A fine settembre raggiunge Daniele a Dundalk, cittadina di 37 mila abitanti, quasi come Civitanova, a metà strada tra Dublino e Belfast, distanti rispettivamente 95 e 106 chilometri.Poco dopo il suo arrivo, anche la sua situazione finalmente si sblocca e trova lavoro come agente di vendita in un'azienda di rilevanza mondiale che vende articoli promozionali e gadgets per poi, dopo qualche mese, ricevere un'offerta migliore da una multinazionale americana che si occupa di pagamenti online e trasferirsi da loro.Mattone dopo mattone, i ragazzi iniziano a costruire la loro vita in Irlanda. Comprano perfino una macchina usata perché per Daniele, raggiungere il luogo di lavoro è quasi impossibile con i mezzi pubblici.A questo punto, dopo qualche periodo di assestamento, le cose cominciano a girare tutte nel verso giusto. Ci sono delle spese in più rispetto a prima, perché oltre all'affitto irlandese, ci sono delle rate da saldare anche in Italia ma con qualche piccolo sforzo, la cosa è assolutamente sostenibile.Alla domanda sulla nostalgia di casa, rispondono che gli mancano i tanti amici ed ovviamente i familiari, con cui sono spesso in contatto tramite social, applicazioni e videochiamate. Quando invece parliamo di Italia, notiamo una vena leggermente polemica nella risposta: "nel nostro paese non esiste la meritocrazia ed è molto difficile emergere se non si ha la famosa spintarella, mentre in Irlanda, anche per quanto appurato personalmente nel breve periodo della nostra permanenza, la cosa è molto diversa". Silvia ci fa l'esempio di una sua collega che dopo poche settimane, con i buoni risultati ottenuti, è riuscita ad avere una promozione che altre, molto più anziane di lei dal punto di vista lavorativo, ancora non sono riuscite a raggiungere.Per concludere la nostra chiacchierata, chiediamo come vedono la loro vita tra qualche anno e se pensano ad un ritorno in patria prima o poi. La risposta è abbastanza decisa, da parte di entrambi: rimarremo in Irlanda fino al raggiungimento della pensione e fino ad allora, in Italia torneremo solo da turisti.

Bertolaso attacca Gentiloni: "Cittadini abbandonati a se stessi due volte: serve un ministero fisso a Camerino!"

Bertolaso attacca Gentiloni: "Cittadini abbandonati a se stessi due volte: serve un ministero fisso a Camerino!"

20/01/2017

"La responsabilità è di Gentiloni: prenda uno dei suoi ministri e lo dislochi in pianta stabile a Camerino o Amatrice": ci va giù pesante Guido Bertolaso. L'ex capo della Protezione Civile commenta con rabbia e amarezza il disastro dell'Italia centrale, messa in ginocchio di nuovo dalle nevicate record e dalle scosse di terremoto: "Uno Stato fermo, avvitato sulle proprie lentezze, e dei cittadini abbandonati a se stessi. Due volte". "Il sisma non si può prevedere ma la meteorologia è una scienza che negli anni ha fatto passi da gigante - punta il dito Bertolaso dalle colonne del Tempo -. Che un'ondata di neve e gelo si sarebbe abbattuta nelle zone del Centro Sud si sapeva da giorni. Dunque bisognava attivare tutte le misure necessarie a garantire strade libere e, soprattutto, evitare che ci fossero ostacoli ai mezzi di soccorso nel caso di una situazione di nuova, grave emergenza sismica". Un errore gravissimo, spiega, è stato quello di non aver precettato già nei giorni scorsi i mezzi antineve dalle zone libere dal maltempo. Risultato? "Per tutta la giornata di ieri mezzi e uomini soccorso hanno tribolato il doppio per raggiungere zone isolate". Sotto accusa ci sono anche gli "uomini delle istituzioni che soffrono di ansia da conferenza stampa, alla continua ricerca di passerelle mediatiche, che si presentano nei luoghi della disperazione magari per inaugurare una stalla, una scuola, fare selfie da postare sui social, buttar là qualche promessa per poi sparire per settimane o mesi". La responsabilità è del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni: "Prenda uno dei suoi ministri (alcuni dei quali, come Delrio, Pinotti e Minniti sarebbero sicuramente all'altezza del compito) e lo dislochi in pianta stabile in uno dei luoghi colpiti dal terremoto. Il nostro esercito potrebbe predisporre dei moduli in grado di ospitare uffici e e staff (fanno cose del genere in Iraq, figuriamoci se non potrebbero farlo ad Amatrice o Camerino)". "Solo con una presenza fisica piena e costante di un uomo di governo sul posto si possono coordinare al meglio le forze in campo e scandire un crono-programma per la gestione dell'emergenza".

Decisa smentita di Tondi al titolo allarmistico di un quotidiano: "mai detto che arriverà una scossa più forte"

Decisa smentita di Tondi al titolo allarmistico di un quotidiano: "mai detto che arriverà una scossa più forte"

20/01/2017

“Che non si possa escludere un evento più forte è una cosa, che si vada verso un evento più forte è un'altra”. Così il professor Emanuele Tondi prende chiaramente posizione nei confronti del titolo di stamattina di un quotidiano che ha allarmato tanti cittadini. "Non si va verso nulla, anche perché non è possibile affermare una cosa del genere da un punto di vista scientifico." “Mai fatta un’affermazione del genere” chiarisce Tondi. Il geologo ha sempre affermato che nella zona tra Montereale e Campotosto non si possono escludere scosse più forti di quelle di mercoledì, cosa nota e condivisa anche da INGV e che vale per tante zone in Italia. E la nostra intervista che per coincidenza è stata pubblicata stamattina lo conferma: (qui) “Se un altro evento importante si verificherà in quest'area è chiaro che le candidate più probabili sono loro (faglia di Capitignano e del Gorzano). Che l’evento di magnitudo 4,4 sia un foreshock che precede un evento importante generato dalla faglia del Gorzano o di Capitignano non è dato saperlo.    Osservando la mappa dei terremoti avvenuti negli ultimi 90 giorni (immagine a destra), l’evento di questa sera sembra, anche se nell’estremità sud, rientrare nella zona di instabilità che sta generando aftershocks dal 24 agosto.  Voglio sperare che sia così, non è obbligatorio che si attivino in così poco tempo tutte le faglie presenti nell’area.” Questo si legge nel nostro articolo. Ed il concetto è chiarissimo. “Consegno la mia smentita ufficiale a Picchio News, in quanto le dichiarazioni che ho rilasciato a questa testata sono state sempre riportate integralmente e con una chiarezza encomiabile, laddove qualche modifica ad affermazioni non sensazionalistiche avrebbe di certo incrementato il numero dei lettori”. Questo non può che farci piacere, ma ciò che più ci preme evidenziare è che laddove un emerito studioso come Emanuele Tondi si esprime chiaramente e sempre allo stesso modo sui medesimi concetti in interviste a giornali, radio e nella sua pagina facebook, ci si chiede come si possa essere arrivati ad un titolo del genere.  Fra l'altro, il presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Carlo Doglioni, proprio questa sera ha dichiarato all'Ansa "Non sorprenderebbe se nelle zone colpite dai terremoti del 18 gennaio si verificasse una scossa di intensità pari o superiore a quelle avvenute. «Non sappiamo quanta possa essere l'energia ancora da liberare, ma è più che legittimo dire che non è da escludere un evento più importante, ma non è possibile dire quando».     Il giornalismo cede in questo modo il passo al sensazionalismo, provocando però sgomento e preoccupazione in una popolazione già duramente provata dagli eventi degli ultimi mesi. Tra l’altro ancora non è chiaro che Tondi è un geologo e non un sismologo! Il compito del comunicatore è quello di informare correttamente la gente su ciò che è noto alla scienza ed evidenziare il limite di incertezza oltre il quale non possono farsi affermazioni insindacabili. Gli studiosi si prestano alla divulgazione per permettere alla popolazione di avere un quadro il più possibile comprensibile in una situazione in cui non c’è stata da parte delle amministrazioni pubbliche una preparazione a simili eventi né una puntuale informazione. Anche domani mattina ad esempio il Prof. Tondi ribadirà gli stessi concetti in un seminario divulgativo per la popolazione organizzato nel comune di Loro Piceno dal titolo “Conoscere il terremoto”. Questo fa il professor Tondi: spiega cosa sia il terremoto, non lo prevede!  Ma ormai sono in pochi a non saperlo. O a far finta che non sia chiaro.. (?)

Cronaca

Strage di animali a San Ginesio dopo giorni di agonia - FOTO

Strage di animali a San Ginesio dopo giorni di agonia - FOTO

20/01/2017

Non ce l’hanno fatta gli animali intrappolati sotto i capannoni di un'azienda crollati a causa della neve.   L'azienda agricola LAI ss di Gualdo (contrada Picacchi, 18), con punto vendita a San Ginesio, vantava circa 1500 capi, in prevalenza pecore e 30 mucche. Gli animali sono rimasti per quattro giorni sotto le lamiere della struttura che è crollata con il peso della neve. I soccorritori ormai stanno estraendo i cadaveri in putrefazione delle povere bestiole, morte per il freddo e le lesioni causate dalle lamiere. Finora sono stati estratte le carcasse di 25 esemplari, ma se ne contano circa 50 sotto il capannone. La proprietaria dell'azienda fa sapere che ad oggi hanno bisogno di paglia e fieno in quanto le scorte che avevano si sono bagnate con la neve e sono quindi inutilizzabili. Le  strade sono però impraticabili e quindi è impossibile persino muoversi. Si confida in un altro intervento salvifico pari a quello degli “angeli” di san Ginesio, ma stavolta con trattori e camion per portare le rotoballe di fieno.   L’azienda si trova in Contrada Morichella  n. 19 e il contatto telefonico è 338 355 1139.

Attualità

Neve: frazioni ancora isolate e allerta valanghe

Neve: frazioni ancora isolate e allerta valanghe

20/01/2017

Ancora frazioni isolate nelle Marche a causa della neve. I vigili del fuoco, l'esercito e tutta la macchina dei soccorsi ha lavorato tutta la notte per raggiungere le famiglie da giorni bloccate. Liberare le strade è la priorità della Protezione civile anche per la giornata di oggi. Non ci sono precipitazioni in atto e è previsto un leggero rialzo termico, con un conseguente rischio idrogeologico e di valanghe. I fiumi sono costantemente monitorati, così come le aree dove il rischio valanghe è più alto. Riaperta la Salaria, con un limite per il tonnellaggio dei mezzi. (Fonte:Ansa)

Economia

Nuova apertura per il Gruppo Lube: nuovo concept store a Modica

Nuova apertura per il Gruppo Lube: nuovo concept store a Modica

20/01/2017

Nuova apertura per il Gruppo Lube che ha inaugurato domenica 8 gennaio, in collaborazione con AB design srl, un nuovo Concept Store a Modica. Un evento accolto con calore da parte di tutta la comunità modicana e che ha visto la partecipazione delle autorità locali e del sindaco Ignazio Abbate. Lo Store, espone su una superficie di oltre 320 mq le ultime novità delle collezioni Cucine Lube e Creo Kitchens. Si potrà quindi spaziare dalle forme innovative ed eleganti firmate Cucine Lube come il modello Clover, fino alle soluzioni di Creo Kitchens, pensate per un pubblico giovane nel gusto o nell’età, come il modello Kyra le cucina personalizzabile come un abito sartoriale. Nello Store sarà presente anche un’area dedicata al living. Un team di tre addetti alla vendita seguirà il cliente nel momento della scelta, offrendo servizi come: progettazione e rilievo della stanza. Il Gruppo Lube con l’apertura del nuovo Lube Store Modica continua a percorrere la strada della crescita ottenuta grazie alla grande attenzione data al cliente e alle sue esigenze.

Politica

PD Marche, riunione su sisma e neve. Comi: “Fiducia nelle istituzioni"

PD Marche, riunione su sisma e neve. Comi: “Fiducia nelle istituzioni"

20/01/2017

"Questa catastrofe ha messo in ginocchio la nostra regione colpendo al cuore la nostra comunità. Tutte le istituzioni sono al lavoro con il massimo impegno, occorre evitare polemiche inutili per indirizzare ogni sforzo nella soluzione dei problemi” – così ha esordito il segretario Comi. “Le Marche – ha evidenziato – sono una comunità orgogliosa e laboriosa, che ha fiducia in tutte le istituzioni, dai governi nazionale e regionale al commissario straordinario per la ricostruzione, dalla protezione civile alle forze dell'ordine, dagli ordini professionali ai volontari. Auspichiamo maggiore semplificazione burocratica e il pieno coinvolgimento di tutti territori”. Prima dell'incontro nella sede del partito regionale, Comi ha avuto un colloquio con il commissario Vasco Errani, al quale ha rinnovato la fiducia e la massima collaborazione di tutto il PD Marche e al quale ha ribadito la necessità del “massimo impegno per risolvere i problemi dei cittadini marchigiani”. Il Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, è intervenuto brevemente all'incontro, prima di tornare rapidamente nella sala operativa regionale. Ceriscioli ha ricordato come “siamo ancora dentro l'emergenza e abbiamo bisogno di tante cose, ma non di polemiche. Ciascuno può portare il proprio contributo”. Il momento è stato anche occasione per sottolineare che “ci hanno dato tutti gli strumenti che erano disponibili, abbiamo chiesto e ci hanno mandato. Il carico dei problemi è molto forte, su una struttura che è quella che è, ma l'ottimizzazione delle risorse a disposizione è totale”.

Scuola e università

Serata di beneficenza pro Unicam a Civitanova

Serata di beneficenza pro Unicam a Civitanova

20/01/2017

Gli studenti di ieri a sostenere quelli di oggi con una serata di beneficenza, per gridare insieme che “Il futuro non crolla”. E' stato presentato stamattina in sala giunta lo show in programma per martedì 24 gennaio al Teatro Rossini di Civitanova, promosso dagli ex studenti dell'Università di Camerino, a cui saranno devoluti tutti gli incassi della serata. Musica, danza, mimo, poesia, tanti artisti per uno spettacolo vario capace di abbracciare un pubblico ampio e di tutte le fasce di età. L'iniziativa partirà alle 21.15, biglietto d'ingresso a 5 euro. “Trovo straordinaria questa serata – il commento in apertura del sindaco Tommaso Claudio Corvatta – In primis perché è l'emblema della volontà della nostra gente di resistere all'enorme tragedia del sisma e di continuare a fornire risposte positive che contribuiscano a tenere alta l'attenzione sulle aree martoriate dai terremoti. In secondo luogo mi sembra bellissimo l'attaccamento all'ateneo che li ha formati da parte di coloro che l'hanno frequentato negli anni passati. Siamo onorati e stimolati che si sia scelta Civitanova, Camerino è la nostra università e sarà un piacere ospitare lo spettacolo”.A parlare dello spirito dell'iniziativa Francesco Tittini e Nadia Massetti, che insieme ad Arianna Apolloni sono stati i primi promotori. “Noi studiavamo a Camerino, una realtà capace di raggiungere risultati di eccellenza, ma restando piccola e a misura d'uomo, forse proprio per questo le siamo rimasti così attaccati. Questo evento serve a non dimenticare Unicam, perché l'università è il principale se non l'unico motore non solo culturale, ma anche commerciale di Camerino e non deve assolutamente fermarsi. Un grazie al sindaco Corvatta per il pieno sostegno e agli sponsor che hanno fornito un supporto indispensabile per la copertura delle spese: Farmacie Mercuri e Parisani, Laboratorio erboristico Di Leo, Rinaldelli Immobiliare, Ica, Marco Massetti, Gruppo costruzioni Sabbatini”. E' toccato a Wais Ripa, che presenterà lo spettacolo, illustrare gli artisti sul palco, che si esibiranno a titolo gratuito. Interverranno i Talk Radio (Ettore Basili, Piero Cappella, Francesco CasporalettI, Massimo Saccutelli e Luca Ventura), i Just Music (Francesco ed Emilio), Asia Ghergo, Catia Massetti e Marco Emili, Franco Nardi, Doralia Tomassetti e Giulia Mancini, Le Miss Fever, i Sub-Limen, l'Asd Ginnastica artistica Civitanova, Lasura Francia e Oscar Benavidez con i ballerini del Centro studi Tango Ideal, Lucia Girotti che reciterà testi di Clara Grassi Marinelli. “Sarà un programma vario e ci auguriamo di poter abbracciare un target di pubblico molto ampio, tra danza, musica rock e melodica, tango e ginnastica, mimo e poesia – spiega la presentatrice – il Rossini è un teatro dalla capienza importante, ci auguriamo che il pubblico venga contagiato dalla sensibilità ad una giusta causa. I fondi che verranno raccolti saranno consegnati al rettore dell'Università di Camerino Flavio Corradini, che parteciperà alla serata, che poi valuterà come investire i proventi. L'evento rientra nel grande progetto Il futuro non crolla, lanciato da Unicam, ci piace pensarlo come un puntello che gli ex studenti vogliono offrire per sostenere la formazione di quelli attuali”.   Le conclusioni al presidente del Consiglio comunale Daniele Maria Angelini: “Unicam è l'università di Civitanova, con cui abbiamo stipulato una partnership forte e orientata al futuro. Ospitare questo evento è un piacere, perché destinato ad un ateneo a cui siamo legati e che sentiamo anche nostro”. 

Cultura e spettacoli

Cecchetti in jazz, nonostante la neve buona la prima

Cecchetti in jazz, nonostante la neve buona la prima

20/01/2017

Ottima partenza per la rassegna Cecchetti in Jazz. Le condizioni avverse degli ultimi giorni, con la neve che ha fortemente condizionato la viabilità e le 4 scosse di terremoto di mercoledì, non hanno scoraggiato gli amanti della musica. Oltre 130 gli spettatori al Cecchetti che ieri sera hanno assistito al concerto in esclusiva, Marco Postacchini octet feat. Fabio Zeppetella. Era la prima volta che la band composta dal musicista fermano si esibiva insieme ad uno dei migliori chitarristi e compositori italiani: Zeppetella appunto. Con loro hanno suonato Francesco Lento alla prima tromba, Samuele Garofoli alla seconda tromba, Simone La Madia al sax alto e soprano, Massimo Morganti al trombone, Emanuele Evangelista al piano e al fender rhodes, Gabriele Pesaresi al contrabbasso e Alessandro Paternesi alla batteria. Grande soddisfazione da parte degli organizzatori e dei curatori della rassegna, Gianluca Diomedi e Luca Scagnetti. Cecchetti in Jazz è organizzato da Comune e Teatri di Civitanova, in collaborazione con AMAT e Made Again. La rassegna è resa possibile grazie anche ai partner Mediterraneo, Mescola, Dimorae, Sider e Abbey Road Music Shop. Il prossimo concerto in programma è giovedì 16 febbraio con Flavio Boltro, con il suo BBB Trio, una serata fatta di atmosfere liriche e ritmi serrati, tra elettronica, jazz energico e improvvisazioni aperte. 

Sport

Recanatese, arriva il centrocampista Simone Loiodice

Recanatese, arriva il centrocampista Simone Loiodice

20/01/2017

Nuovo arrivo a centrocampo in casa giallorossa. La Recanatese comunica di aver raggiunto l’accordo con il centrocampista, classe 1989, Simone Loiodice. Il neo centrocampista giallorosso ha giocato la prima parte di questa stagione con il Rimini e vanta trascorsi con il San Marino nelle cui fila ha giocato nei professionisti dal 2009 al 2012, per poi farvi ritorno in serie D lo scorso anno. Sempre nella massima serie dilettantistica ha vestito le maglie di Mezzocorona, Deruta, Formigine e Ribelle.Un giocatore di qualità che farà sicuramente comodo a mister Soda nella zona nevralgica del campo.

Macerata e Provincia

L'Ata 3 assorbe il Comune di Loreto e prende atto della fusione dei Comuni dell'Alto Maceratese

L'Ata 3 assorbe il Comune di Loreto e prende atto della fusione dei Comuni dell'Alto Maceratese

10/01/2017

Si è svolta nella sala consiliare della Provincia di Macerata l'assemblea dell'ATA 3 presieduta da Antonio Pettinari. All'ordine del giorno la presa d'atto della fusione dei Comuni di Fiordimonte e Pievebovigliana che hanno dato luogo al Comune di Valfornace e il Comune di Acquacanina che è confluito nel Comune di Fiastra riducendo così il numero complessivo dei Comuni della Provincia da 57 a 55. Tale atto ha ha consentito la ridefinizione dei soci istituzionali dell'ATA 3. Successivamente l'Assemblea ha esaminato la proposta di nulla osta per il passaggio del Comune di Loreto dall'ATA 2 di Ancona all'ATA 3 di Macerata. Si tratta di una procedura determinata da una legge regionale; nel caso in cui un Comune manifesti la volontà di passare da un ambito territoriale ad un altro confinante la Giunta Regionale si esprime previo nulla osta dei due Ambiti interessati. L'ATA 2 di Ancona si era già espressa favorevolmente, ieri si è pronunciata allo stesso modo l'ATA di Macerata. Al voto, risultato unanime, hanno preso parte 26 Comuni con una rappresentatività pari al 72%. Tocca ora alla Regione recepire le decisioni dei due Ambiti Territoriali con una delibera di Giunta che dovrà approvare il passaggio. Il Cosmari, da par suo, nell'erogazione dei propri servizi, dovrà tener conto di quanto deciso dall'Assemblea. Il Presidente Pettinari ha poi approfittato della presenza dei Sindaci oltre che dei consiglieri provinciali per illustrare ai presenti il lavoro fatto dal Settore Ambiente e Urbanistica relativamente all'individuazione di aree idonee o al contrario non idonee alla localizzazione di qualunque tipo di impianto correlato alla raccolta, lavorazione o smaltimento dei rifiuti.   Gli Uffici della Provincia hanno preso in esame tutti i piani provinciali di pianificazione territoriale esistenti; dalla sovrapposizione di questi si è arrivati all'individuazione delle aree dove è possibile realizzare un nuovo impianto e dove invece gli impianti esistono già. Le Amministrazioni Comunali dovranno far pervenire eventuali osservazioni entro il mese di febbraio.

Varie

A San Severino incontro sul terremoto con imprenditori e titolari di attività economiche

A San Severino incontro sul terremoto con imprenditori e titolari di attività economiche

16/01/2017

Domani, martedi 17 gennaio, a San Severino Marche si torna a trattare la tematica del terremoto.  Saranno infatti presenti i funzionari della Regione Marche. Alle ore 15 al teatro Italia si terrà un incontro per discutere della eventuale delocalizzazione delle attività economiche e commerciali. Destinatari dell'evento sono in particolare gli imprenditori e i titolari di attività economiche. Verranno inoltre discusse tutte le altre problematiche legate al terremoto. L’iniziativa è stata promossa dall’assessorato alle Attività Produttive del Comune.

Curiosità

Boom psicofarmaci per i bambini e adolescenti: italiani primi in Europa

Boom psicofarmaci per i bambini e adolescenti: italiani primi in Europa

20/01/2017

Il problema di molti genitori spesso, è quello di avere un figlio che si sveglia mediamente la notte ogni 30-60 minuti, e non nei primissimi mesi, ma anche intorno all'anno e oltre. Parecchi genitori hanno riscontrano miglioramenti e sono tornati a dormire dopo aver somministrato ai piccoli 'insonni' farmaci a base di niaprazina. Ma questa settimana, i medici tedeschi e le autorità mettono in guardia su questo trend pericoloso, ovvero i sonniferi per i bambini. "Può provocare, anche in piccole dosi, un attacco respiratorio", spiega Hermann Josef Kahl, portavoce dell'associazione del lavoro dei pediatri in Germania, Berufsverband der Kinder- und Jugendärzte (BVKJ). Inoltre queste medicine, che hanno effetti sul cervello, potrebbero provocare dipendenza. Secondo uno studio dell'Istituto  di fisiologia clinica del Cnr di Pisa Espad Italia (European school survery project on alchol and other drugs) i maggiori consumatori di psicofarmaci non prescritti in Europa sono proprio i ragazzi italiani. Il 10% dei ragazzini del nostro Paese dichiara infatti di averli usati, mentre la media europea è del 6%.  In altre parole, un adolescente italiano su 10 fa uso di psicofarmaci senza che il proprio medico glieli abbia indicati con una regolare ricetta. Nel 2014 ad averli assunti sono stati 200mila ragazzini. Tra i medicinali più abusati vi sono i sonniferi: a fare uso di sonniferi sono sempre più ragazzine che ragazzini, l'8% contro il 4% dei coetanei maschi. Seguono i medicinali che aiutano lo studio, quelli che garantiscono concentrazione e iperattività: ad assumere questo genere di farmaci è circa il 3% dei ragazzi italiani. Più del 2% poi prende farmaci per regolarizzare l'umore e una simile percentuale assume quelli per far passare il senso di fame.

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