Una lite scoppiata all'interno di un affollato locale sul lungomare Piermanni, con un giovane rimasto ferito al volto e trasportato al pronto soccorso, ha richiesto l'intervento della Polizia di Stato durante la notte tra sabato e domenica, a Civitanova Marche.
L'episodio si è verificato nell'ambito del consolidato dispositivo di controllo del territorio predisposto dalla Questura di Macerata per le notti del sabato, quando la città registra il maggiore afflusso di residenti, turisti e giovani.
Il servizio ha visto impegnati, insieme alla Polizia di Stato, anche Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, con una presenza costante nelle principali vie del centro e lungo il lungomare, soprattutto nelle aree interessate dai locali di intrattenimento.
Il dispositivo, disposto dal questore di Macerata Luigi Mangino e attivo con continuità ogni sabato notte dall'inizio della stagione estiva, ha l'obiettivo di garantire condizioni di sicurezza e consentire un intervento tempestivo in caso di situazioni di rischio.
I FATTI - Nel corso della notte, gli operatori sono intervenuti in un locale sul lungomare a seguito della segnalazione di una lite. Secondo quanto ricostruito, un giovane, al quale in precedenza sarebbe stato impedito l'ingresso, sarebbe riuscito ad accedere al locale passando dalla spiaggia e aggirando i controlli.
Una volta all'interno, il ragazzo si sarebbe recato al bar, dove avrebbe rivolto parole offensive a una ragazza che si trovava al lavoro, arrivando anche a strattonarla. A quel punto sarebbe intervenuto il personale addetto alla sicurezza. Ne sarebbe nato un alterco sfociato in una colluttazione, al termine della quale il giovane ha riportato una ferita al volto.
Sul posto è intervenuto il 118, che ha provveduto a trasportare il ragazzo al pronto soccorso. Gli ulteriori accertamenti sull'accaduto sono stati affidati agli agenti delle Volanti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Civitanova Marche.
In un secondo momento, gli agenti hanno prestato assistenza agli operatori del 118 intervenuti per una giovane maggiorenne che presentava sintomi riconducibili a un abuso di sostanze alcoliche. La ragazza, cosciente, ha rifiutato il trasporto in ospedale ed è stata affidata a un amico, che si è reso disponibile ad accompagnarla a casa.
Complessivamente, durante il servizio sono state controllate 41 persone, di cui 7 straniere, tutte regolarmente presenti sul territorio nazionale. Tre persone sono risultate avere precedenti di polizia. Gli operatori hanno inoltre controllato 15 veicoli ed effettuato 5 posti di controllo.
Nel complesso, la notte è trascorsa senza ulteriori episodi di particolare rilievo e senza situazioni tali da creare criticità per l'ordine e la sicurezza pubblica. Particolare attenzione è stata riservata anche alla fase di deflusso successiva alla chiusura dei locali, che si è svolta regolarmente e senza particolari problemi grazie alla presenza delle forze dell'ordine nelle zone maggiormente interessate dal passaggio delle persone.
L'attività conferma dunque l'importanza di una presenza costante e coordinata delle forze di polizia nelle serate di maggiore afflusso, con l'obiettivo di mantenere alto il livello di attenzione e intervenire tempestivamente nelle situazioni potenzialmente rischiose.
Una lite scoppiata all'interno di un affollato locale sul lungomare Piermanni, con un giovane rimasto ferito al volto e trasportato al pronto soccorso, ha richiesto l'intervento della Polizia di Stato durante la notte tra sabato e domenica, a Civitanova Marche.
L'episodio si è verificato nell'ambito del consolidato dispositivo di controllo del territorio predisposto dalla Questura di Macerata per le notti del sabato, quando la città registra il maggiore afflusso di residenti, turisti e giovani.
Il servizio ha visto impegnati, insieme alla Polizia di Stato, anche Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, con una presenza costante nelle principali vie del centro e lungo il lungomare, soprattutto nelle aree interessate dai locali di intrattenimento.
Il dispositivo, disposto dal questore di Macerata Luigi Mangino e attivo con continuità ogni sabato notte dall'inizio della stagione estiva, ha l'obiettivo di garantire condizioni di sicurezza e consentire un intervento tempestivo in caso di situazioni di rischio.
I FATTI - Nel corso della notte, gli operatori sono intervenuti in un locale sul lungomare a seguito della segnalazione di una lite. Secondo quanto ricostruito, un giovane, al quale in precedenza sarebbe stato impedito l'ingresso, sarebbe riuscito ad accedere al locale passando dalla spiaggia e aggirando i controlli.
Una volta all'interno, il ragazzo si sarebbe recato al bar, dove avrebbe rivolto parole offensive a una ragazza che si trovava al lavoro, arrivando anche a strattonarla. A quel punto sarebbe intervenuto il personale addetto alla sicurezza. Ne sarebbe nato un alterco sfociato in una colluttazione, al termine della quale il giovane ha riportato una ferita al volto.
Sul posto è intervenuto il 118, che ha provveduto a trasportare il ragazzo al pronto soccorso. Gli ulteriori accertamenti sull'accaduto sono stati affidati agli agenti delle Volanti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Civitanova Marche.
In un secondo momento, gli agenti hanno prestato assistenza agli operatori del 118 intervenuti per una giovane maggiorenne che presentava sintomi riconducibili a un abuso di sostanze alcoliche. La ragazza, cosciente, ha rifiutato il trasporto in ospedale ed è stata affidata a un amico, che si è reso disponibile ad accompagnarla a casa.
Complessivamente, durante il servizio sono state controllate 41 persone, di cui 7 straniere, tutte regolarmente presenti sul territorio nazionale. Tre persone sono risultate avere precedenti di polizia. Gli operatori hanno inoltre controllato 15 veicoli ed effettuato 5 posti di controllo.
Nel complesso, la notte è trascorsa senza ulteriori episodi di particolare rilievo e senza situazioni tali da creare criticità per l'ordine e la sicurezza pubblica. Particolare attenzione è stata riservata anche alla fase di deflusso successiva alla chiusura dei locali, che si è svolta regolarmente e senza particolari problemi grazie alla presenza delle forze dell'ordine nelle zone maggiormente interessate dal passaggio delle persone.
L'attività conferma dunque l'importanza di una presenza costante e coordinata delle forze di polizia nelle serate di maggiore afflusso, con l'obiettivo di mantenere alto il livello di attenzione e intervenire tempestivamente nelle situazioni potenzialmente rischiose.
Tenta di fuggire all’alt dei carabinieri, abbandona l’auto e prova a far perdere le proprie tracce nascondendosi nel bagno di un locale. È quanto accaduto a Corridonia, dove un 38enne, già noto alle forze dell’ordine e residente a Tolentino, è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata per resistenza a pubblico ufficiale.
L’intervento dei militari della stazione dei carabinieri di Mogliano è scattato nella tarda serata di alcuni giorni fa, presso il condominio "Zenith" di via dell’Industria a Corridonia, dopo una segnalazione arrivata alla centrale operativa relativa a un soggetto intento a danneggiare le cassette della posta dell’immobile.
La pattuglia è arrivata tempestivamente sul posto, individuando e bloccando l’uomo. Tuttavia, al momento di esibire i documenti di identità, il 38enne sarebbe salito improvvisamente a bordo della propria autovettura, dandosi a una precipitosa fuga e ignorando l’ordine di arresto impartito dai militari.
L’inseguimento si è concluso poco dopo. I carabinieri hanno infatti rintracciato il soggetto all’interno di un esercizio pubblico situato a breve distanza, dove avrebbe tentato di sottrarsi al controllo nascondendosi all’interno del bagno.
Contemporaneamente, l’autovettura utilizzata per la fuga è stata rinvenuta nascosta dietro una siepe nel parcheggio adiacente al locale.
Gli accertamenti successivi hanno inoltre permesso di verificare che il 38enne era gravato da un provvedimento di sospensione della patente di guida a tempo indeterminato, esecutivo dal 18 agosto 2024.
Per questo motivo, il veicolo utilizzato per allontanarsi è stato sottoposto a fermo amministrativo. Il 38enne è stato invece denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata per resistenza a pubblico ufficiale.
Sono stati alcuni passanti a praticare per primi il massaggio cardiaco a un 89enne colto da arresto cardiaco mentre passeggiava a Porto Potenza Picena. Un intervento immediato che ha preceduto l'arrivo dell'ambulanza della Croce Rossa, giunta sul posto in pochi minuti e riuscita a far ripartire il cuore dell'anziano.
L'allarme è scattato quando l'uomo si è improvvisamente accasciato a terra. Alcune persone presenti hanno immediatamente compreso la gravità della situazione e hanno iniziato le manovre di rianimazione, mentre veniva allertato il 118.
L'ambulanza della Croce Rossa di Porto Potenza ha raggiunto il luogo dell'intervento in tempi rapidissimi e i soccorritori hanno proseguito senza interruzioni le manovre rianimatorie, riuscendo a ottenere la ripresa dell'attività cardiaca.
Sul posto è intervenuta anche l'automedica proveniente da Civitanova Marche, per supportare le operazioni di soccorso e valutare le condizioni dell'anziano.
Considerata la situazione, i sanitari hanno richiesto l'intervento dell'eliambulanza per il trasferimento d'urgenza all'ospedale regionale di Torrette. L'elisoccorso è atterrato in via Beethoven, dove è stata effettuata la presa in carico del paziente per il successivo trasferimento.
Restano da chiarire le circostanze che hanno provocato l'arresto cardiaco. Fondamentale, nella gestione dell'emergenza, si è rivelata la tempestività dei presenti, intervenuti con le prime manovre di rianimazione prima dell'arrivo dei soccorsi professionali.
Principio d'incendio nella tarda mattinata di oggi in via Michelangelo Buonarroti a Civitanova Marche, dove i Vigili del fuoco sono intervenuti intorno alle 12:00 per un rogo che ha interessato la soffitta di un'abitazione.
Al momento dell'intervento, il locale risultava completamente invaso dal fumo. La squadra dei Vigili del fuoco di Civitanova Marche ha provveduto allo spegnimento delle fiamme e, successivamente, all'aerazione dei locali per consentire il ricambio dell'aria.
Non si registrano persone ferite o intossicate.
Un bambino di 12 anni, affetto da una forma gravissima di scoliosi, è stato operato all’AOU delle Marche con una tecnica mininvasiva mai utilizzata prima nella regione su un paziente così piccolo.
L’intervento è stato eseguito dalla Clinica Ortopedica dell’Adulto e Pediatrica, diretta dal professor Antonio Pompilio Gigante, utilizzando la tecnica di correzione bipolare percutanea senza artrodesi.
“Questa particolare procedura non era mai stata utilizzata negli ospedali della regione”, spiega la dottoressa Monia Martiniani, responsabile dell’Ambulatorio di Scoliosi e Deformità della Colonna. La famiglia del ragazzo, dopo essersi rivolta ad altre strutture, ha scelto di affidarsi all’équipe dell’AOU delle Marche.
La procedura permette di correggere la deformità attraverso piccoli accessi chirurgici, evitando la fusione definitiva delle vertebre. L’impianto è inoltre dotato di un sistema auto-allungante che segue la crescita del bambino, riducendo la necessità di ulteriori interventi.
“Le incisioni molto ridotte garantiscono tempi chirurgici inferiori, con il vantaggio di ridurre le perdite ematiche, il rischio infettivo e i tempi anestesiologici”, sottolinea Martiniani.
La tecnica è stata approfondita dall’équipe anche grazie all’esperienza maturata nel 2023 all’ospedale pediatrico Necker di Parigi, dove viene utilizzata da diversi anni.
L’intervento ha coinvolto un’équipe multidisciplinare del Salesi e rientra nel Progetto Scoliosi e nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale dell’AOU delle Marche, con l’obiettivo di offrire trattamenti sempre più specialistici per le deformità vertebrali pediatriche.
Proseguono a ritmo serrato i controlli del territorio condotti dai Carabinieri della Compagnia di Camerino per contrastare lo spaccio e la diffusione di sostanze stupefacenti, con particolare attenzione ai luoghi di aggregazione giovanile.
Nella serata di ieri, 21 agosto 2026, intorno alle 21, i Carabinieri della Stazione di Matelica hanno arrestato in flagranza di reato un 34enne del posto, ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L'intervento è scattato durante un normale servizio di pattuglia nel centro cittadino. I militari hanno notato movimenti sospetti e un anomalo viavai del giovane nei pressi di un esercizio pubblico, noto come punto di ritrovo della gioventù locale. Il 34enne era già noto alle forze dell'ordine: lo scorso 20 gennaio, infatti, gli stessi Carabinieri, con il supporto dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Camerino, lo avevano arrestato dopo averlo trovato in possesso di un importante quantitativo di droga, tra cui 45 grammi di hashish, 37 grammi di anfetamina e 7 grammi di cocaina.
L'osservazione dei suoi spostamenti ha quindi portato i militari a effettuare un controllo più approfondito. Durante la perquisizione personale, il giovane è stato trovato in possesso di 7 grammi di ketamina e 18 grammi di hashish, oltre a bilancini di precisione per la pesatura e materiale vario destinato al confezionamento delle dosi.
Le operazioni sono proseguite anche nell'abitazione del 34enne, dove i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato altri 20 grammi di hashish.
Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell'Autorità Giudiziaria competente, l'arrestato è stato trasferito nella Casa Circondariale di Ancona Montacuto, in attesa dell'udienza di convalida prevista per la mattinata di oggi.
Drammatico scontro lungo la strada Cameranense, la tragica carambola costa la vita a una donna di 73 anni. L'ennesimo sangue versato sulle strade dell'Anconetano si è consumato intorno alle 13 di oggi, all'altezza del territorio comunale di Camerano.
A scontrarsi frontalmente, per cause che sono tuttora al vaglio delle forze dell'ordine, sono state due vetture. L'impatto è stato violentissimo, tanto da non lasciare scampo alla donna di 73 anni, residente proprio a Camerano, che si trovava alla guida di una delle due auto. La conducente è morta praticamente sul colpo a causa delle gravi lesioni riportate: vani si sono rivelati tutti i tentativi di rianimazione effettuati dal personale sanitario del 118, giunto tempestivamente sul posto.
Ferita anche la conducente dell'altro veicolo coinvolto, una ragazza di vent'anni, anch'essa residente a Camerano. La giovane è stata immediatamente soccorsa dai sanitari e trasportata in codice giallo al pronto soccorso dell'ospedale regionale di Torrette. Le sue condizioni sono al vaglio dei medici, ma fortunatamente la ventenne non sarebbe in pericolo di vita.
Oltre ai mezzi di soccorso, lungo la via Cameranense si sono precipitate le pattuglie dei Carabinieri della stazione locale per mettere in sicurezza il tratto stradale e gestire la viabilità. La ricostruzione dell'esatta dinamica dell'incidente e i rilievi di legge sono stati affidati ai militari del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Osimo, al lavoro per fare piena luce sui dettagli del sinistro.
Incidente tra un'auto e una moto lungo la strada provinciale 209 a Visso: un motociclista è rimasto ferito e, considerate le sue condizioni, è stato richiesto l'intervento dell'eliambulanza.
Lo scontro è avvenuto poco prima delle 11 di questa mattina. Per cause ancora in fase di accertamento, l'auto e la moto sono entrate in collisione e ad avere la peggio è stato il conducente della due ruote.
Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, che hanno prestato le prime cure al motociclista e, durante le operazioni di soccorso, hanno richiesto l'intervento dell'elisoccorso.
Per consentire il trasferimento del ferito, l'eliambulanza è atterrata in località Pontelatrave, dove è stata raggiunta dall'ambulanza con a bordo il motociclista.
Dieci anni non bastano per colmare il dolore, ma sono un tempo sufficiente per misurare la forza di chi ha deciso di non arrendersi. Alle 3.36 del 24 agosto 2016 la terra tremò e il Centro Italia sprofondò nell'incubo: 299 vittime, paesi rasati al suolo e un’intera comunità ferita al cuore. A un decennio da quella notte, Amatrice, Accumoli, Arquata e tutti i borghi del cratere ricordano chi non c’è più, ma guarda avanti. Nel più grande cantiere d’Europa, la ricostruzione ha finalmente ingranato la marcia giusta, trasformandosi in una storia di riscatto e dignità.
I numeri del Rapporto 2026 raccontano una svolta concreta, ma ancora molta strada c'é da percorrere. "Quasi il 98 per cento delle opere pubbliche programmate è stato sbloccato e oltre 14 mila cantieri privati sono già stati completati", spiega il commissario sisma Guido Castelli. "Le gru dominano ancora il paesaggio, ma oggi restituiscono case sicure, scuole moderne come l'istituto Betti di Camerino e il Divini di San Severino, ed edifici simbolici della nostra identità spirituale, primo tra tutti la Basilica di San Benedetto a Norcia".
Ma la sfida vera, come sottolinea il commissario straordinario non è stata soltanto posare mattoni, bensì "ricucire il tessuto sociale ed economico di un territorio che rischiava lo spopolamento definitivo. Attraverso i fondi dedicati e la strategia di riparazione economica, l'Appennino centrale sta difendendo con le unghie il diritto a restare. I dati confermano una ripartenza reale: l'occupazione cresce a ritmi superiori alla media nazionale, mentre la percentuale di giovani che non studiano e non lavorano è crollata, toccando ad Ascoli e Macerata valori tra i più bassi d'Italia".
"Il punto di riferimento resta lo storico modello del Friuli del 1976, ma con la consapevolezza di dover gestire un territorio vastissimo diviso tra quattro regioni. A metà strada da quel traguardo, la rinascita procede a passo spedito. Ogni cantiere che chiude, ogni famiglia che rientra a casa e ogni attività che riapre i battenti rappresentano la vittoria della speranza sulla tragedia, l'omaggio più bello a chi ha perso la vita in quella terribile notte di fine estate".
A seguito del grave episodio di violenza verificatosi presso il Punto di Primo Intervento dell'ospedale civile "Bartolomeo Eustachio" di San Severino Marche, dove un uomo in stato di alterazione psicofisica ha aggredito il medico di turno e il personale sanitario in servizio scagliando un telefono cellulare contro il sanitario e ferendolo al volto, oltre a provocare momenti di forte tensione e danni alla struttura, il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, interviene per esprimere la più dura condanna del gesto e manifestare piena vicinanza agli operatori della struttura.
“L’episodio di violenza verificatosi al Punto di Primo Intervento è un atto gravissimo, inaccettabile e indegno di una società civile - dichiara il sindaco della Città di San Severino Marche, che aggiunge - A nome dell’intera comunità e dell’Amministrazione comunale esprimo la più ferma e assoluta condanna per quanto accaduto e la massima solidarietà al medico ferito, agli infermieri e a tutti gli operatori sanitari. Chi lavora ogni giorno in corsia per tutelare la salute pubblica e salvare vite umane merita rispetto, tutela e gratitudine, mai violenza o intimidazione. Aggredire un operatore sanitario significa colpire l'intero sistema di cura e ferire il cuore della nostra comunità. Desidero inoltre rivolgere un sentito ringraziamento alle forze dell'ordine per la professionalità con cui sono intervenute, individuando e denunciando in brevissimo tempo l'autore del gesto”.
Alle parole del primo cittadino si aggiunge la dichiarazione dell'assessore comunale alla Salute e alla Sicurezza, Jacopo Orlandani: “Questi episodi sono assolutamente da condannare e reprimere con la massima fermezza. Esprimo la mia personale vicinanza al medico colpito e a tutto il personale del nostro ospedale che lavora con dedizione affrontando ogni giorno un carico d'impegno notevole. Proprio per la grande mole di lavoro svolta dalla struttura, ci auguriamo che possano essere assunte guardie giurate preposte alla vigilanza notturna a supporto del Punto di Primo Intervento, così da garantire standard di sicurezza adeguati e consentire agli operatori di svolgere il proprio prezioso servizio in piena serenità”.
I motori sono ufficialmente accesi per la fase costituente di Futuro Nazionale nel territorio marchigiano. D’intesa con il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni e con il generale Roberto Vannacci, la guida del movimento su scala regionale è stata affidata al coordinatore regionale Fabrizio Ciarapica, affiancato dai nuovi referenti provinciali nominati per strutturare il radicamento della formazione politica sul territorio.
Per quanto riguarda l'organigramma marchigiano, l'incarico di vicario regionale farà capo a Danilo Zampaloni. Guardando alle singole realtà provinciali, la guida per l'area di Pesaro e Urbino andrà all'avvocato Pia Perricci, mentre per la provincia di Ancona la scelta è ricaduta su Fabio Berto. Nel Maceratese il punto di riferimento sarà Pierpaolo Turchi, mentre a Fermo le redini passeranno al professor Paolo Orlandi. A chiudere il quadro dei territori c'è la provincia di Ascoli Piceno, affidata alla dottoressa Alessia Serrao, mentre l'importante ruolo di responsabile organizzativo regionale è stato assegnato a Mirko Bianchini.
«Abbiamo scelto donne e uomini che conoscono profondamente le proprie comunità, che hanno esperienza, competenza e soprattutto la volontà di mettersi in gioco — ha affermato Ciarapica —. A loro affido una responsabilità importante: ascoltare, dialogare, aggregare e dare voce alle istanze dei cittadini, costruendo provincia dopo provincia una realtà capace di guardare al futuro con coraggio e determinazione. Ringrazio il generale Roberto Vannacci e il Coordinatore Nazionale Massimiliano Simoni per la fiducia e per il percorso che stiamo costruendo insieme. Ai nuovi coordinatori provinciali rivolgo il mio più sincero augurio di buon lavoro. Da oggi inizia una nuova sfida: costruire, insieme, una presenza politica forte, radicata e autorevole, capace di rappresentare le Marche e di contribuire concretamente a costruirne il futuro».
Il segretario cittadino di Forza Italia, Paolo Giannoni, interviene sulle ultime notizie diffuse a mezzo stampa e sulla decisione di alcuni esponenti di restituire la tessera del partito. L'obiettivo dichiarato è fare chiarezza sulla posizione della segreteria cittadina e sul percorso politico portato avanti a Civitanova Marche.
«Prendiamo atto delle decisioni annunciate – dichiara Giannoni – e, senza alcuna ipocrisia, ringraziamo chi ha fatto questa scelta ed è finalmente uscito allo scoperto». Il segretario rivendica una concezione del partito fondata sulla lealtà al programma elettorale votato dai cittadini e sul lavoro quotidiano per la comunità, prendendo le distanze da quelli che definisce «tesseramenti di massa promossi a fini tattici per tentare di condizionare dall'esterno la linea politica».
«Forza Italia non è un taxi sul quale si sale per una candidatura e dal quale si scende quando quel progetto prende un'altra strada», aggiunge.
Nel merito della vicenda, Giannoni sostiene che chi ha scelto di restituire la tessera avrebbe avuto l'obiettivo di influenzare le decisioni del partito attraverso liste civiche e gruppi esterni. «Chi oggi sceglie di restituire la tessera – per giunta dopo non essersi mai visto a una riunione di partito – aveva un obiettivo preciso: imporre da liste civiche e gruppi esterni nomi e decisioni a Forza Italia, come si è tentato di fare anche nell'ultimo Consiglio comunale».
Secondo il segretario, la riconsegna delle tessere sarebbe arrivata dopo il rifiuto della segreteria di accogliere tali richieste. «Di fronte al nostro “no” fermo e coerente, è arrivata la riconsegna delle tessere», afferma Giannoni, che parla di una «coincidenza che fa chiarezza» e che, a suo giudizio, «libera finalmente Forza Italia da ingerenze che nulla avevano a che fare con i nostri valori, ma molto con l'opportunismo politico».
Nel comunicato non manca un riferimento diretto a Sergio Marzetti, nei confronti del quale Giannoni esprime una dura critica: «Spiace vedere Sergio Marzetti cimentarsi oggi nel ruolo di professore di morale e coerenza, da diversi mesi pseudo-stratega per altri, ma in realtà grande assente forzista da tempo».
Il segretario cittadino rivendica quindi il percorso compiuto da Forza Italia a Civitanova Marche. «Ha portato avanti in questi anni un percorso di crescita e radicamento chiaro, che ha condotto il partito a risultati importanti e riconosciuti», sottolinea.
Per Giannoni, consenso e rappresentatività devono essere costruiti attraverso il rispetto degli impegni assunti con gli elettori, «non con i pacchetti di tessere esibiti a comando». La tutela dell'identità del partito, aggiunge, significa distinguere «chi condivide una visione sincera da chi cerca solo opportunità di comodo a scopi elettorali».
«Non è una perdita ma un atto di trasparenza e forza», sostiene il segretario.
La segreteria cittadina, conclude Giannoni, proseguirà il proprio lavoro insieme ai rappresentanti nelle istituzioni, ai militanti e al gruppo dirigente, concentrandosi «sulle priorità della comunità e sull'interesse generale». E sulle polemiche delle ultime settimane il messaggio è netto: «Le polemiche estive finiscono qui: Forza Italia continua a lavorare con serietà e lealtà verso la città e i cittadini, senza farsi condizionare da ingerenze esterne o manovre di comodo».
"Cerco di spiegarlo anche con un video perché evidentemente per qualcuno che fa solo polemica leggere è troppo pesante". Paolo Calcinaro interviene così, con un video pubblicato sui social, per rispondere alle polemiche nate attorno alla modifica dell’accordo tra Regione Marche, AIOP e le strutture private accreditate.
Al centro della questione ci sono quasi 3,3 milioni di euro nel biennio 2026-2027: 795mila euro per il 2026 e 2.437.886 euro per il 2027. Secondo la Regione, non si tratta di nuove risorse per la sanità privata, ma di fondi già disponibili che vengono riconvertiti dalla mobilità attiva alle prestazioni per i cittadini marchigiani.
Ed è proprio questo il punto che Calcinaro vuole chiarire.
"Da anni, da decenni, da giunte di destra, di sinistra, di centro c’è una convenzione con alcune realtà private marchigiane", spiega l’assessore, ricordando il ruolo delle strutture private nel supportare il sistema pubblico nelle operazioni chirurgiche, nei ricoveri e nelle visite ed esami legati alle liste d’attesa.
Secondo Calcinaro, una parte del budget era destinata ai pazienti provenienti da fuori regione. La scelta fatta ora è quella di spostare quelle risorse sui residenti. "Abbiamo semplicemente cambiato questo budget - sostiene - portandolo dalle prestazioni ai fuori Regione a prestazioni ai cittadini marchigiani senza un euro di più”.
Le risorse saranno indirizzate in particolare alla diagnostica per immagini, come risonanze, ecografie e mammografie, e alla chirurgia ambulatoriale, con particolare attenzione alla cataratta. L’obiettivo dichiarato è ridurre le liste d’attesa e, allo stesso tempo, limitare la cosiddetta mobilità passiva, cioè il ricorso dei marchigiani a prestazioni sanitarie fuori regione.
"Cosicché invece di aumentare la mobilità attiva si va anche ad abbassare la mobilità passiva", ribadisce Calcinaro nel video. L’assessore respinge, quindi, la lettura secondo cui l’operazione rappresenterebbe un incremento delle risorse destinate alla sanità privata.
"Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più alla sanità privata", è la sintesi della sua posizione. E alla fine arriva anche la stoccata a chi ha criticato il provvedimento: "Si vuole continuare solamente a fare polemica e mettere in evidenza titoli errati per fare solamente cagnara".
Facilitare l’accesso alle cure per i cittadini delle aree di confine: è questo l’obiettivo dello schema di accordo tra Marche e Umbria, approvato dalla Regione Marche e valido per il periodo 2026-2028.
L’intesa stabilisce regole condivise per le prestazioni sanitarie erogate ai cittadini che si rivolgono alle strutture dell’altra regione, con l’obiettivo di garantire percorsi più semplici e appropriati e una migliore integrazione tra i due sistemi sanitari.
"È un accordo che mette al centro i cittadini - ha commentato l’assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro -. Chi vive nelle aree di confine deve poter accedere alle cure nel modo più semplice e rapido possibile, con regole chiare e senza ostacoli burocratici. Allo stesso tempo, l’intesa ci permette di programmare meglio i servizi, monitorare i flussi dei pazienti e utilizzare in modo più efficace le risorse del sistema sanitario. È una scelta che migliora l’assistenza e rafforza la collaborazione tra Marche e Umbria”.
L'accordo riguarda le principali prestazioni sanitarie per i cittadini delle due regioni, dai ricoveri alle visite specialistichee agli esami. Sono comprese anche prestazioni complesse come trapianti, cure oncologiche, dialisi, ricoveri urgenti e percorsi riabilitativi specialistici. Sono escluse le prestazioni che non rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale.
Per le Marche, l’intesa consente di gestire in modo più efficace la mobilità sanitaria, cioè gli spostamenti dei cittadini che scelgono di curarsi fuori dalla propria regione. Le regole condivise permetteranno di programmare con maggiore precisione l’offerta sanitaria, monitorare i flussi e i costi e garantire ai pazienti l’accesso ai servizi più appropriati, nel rispetto della libertà di scelta del luogo di cura.
Una parte dell’accordo riguarda poi il comune di Cantiano. In caso di emergenze gravi, quando la Centrale operativa 118 di Pesaro lo riterrà necessario, i pazienti potranno essere trasportati all’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino. Per chi vive in quella zona, l’ospedale umbro può infatti essere più vicino rispetto ad altri presidi. Questo permetterà, quando previsto, di ridurre i tempi di intervento e di assicurare cure più rapide nelle situazioni in cui ogni minuto può fare la differenza.
Nel post Maceratese-Recanatese, il mister di casa Sante Alfonsi si mostra dispiaciuto ai microfoni, ma contento della prestazione dei suoi ragazzi: «Dispiace per la sconfitta, i ragazzi hanno dato il massimo. Dopo un’iniziale fase di difficoltà, avendo sofferto il movimento dei giocatori della Recanatese, ci siamo messi bene e siamo diventati più incisivi. Dopo aver subito il pareggio eravamo poi più stanchi, come può essere normale, e non siamo riusciti più a fare male. Dispiace per il passaggio del turno che sarebbe stato importante».
La Rata continua ad evolversi in vista del 6 settembre, data del debutto casalingo in Serie D contro il Teramo: «Stiamo lavorando per il campionato. Abbiamo played una buona partita con la Recanatese e dimostrato come stiamo crescendo. Ripeto: peccato per i ragazzi, avremmo potuto giocare un’altra partita importante come quella col Foligno per il morale come per continuare a crescere al meglio».
Dall’altra parte vi è un Giandonato contento per i suoi: «Abbiamo disputato un ottimo primo tempo, poi però siamo rientrati in campo molli e siamo stati puniti. Abbiamo poi reagito e pareggiato. Sono contento dei ragazzi che sono entrati perché hanno dato un apporto importante. Ci prendiamo questo passaggio del turno, importante sia per il morale, sia per poter giocare un'altra gara ufficiale prima del campionato».
Una vittoria pesante per l’aspetto anche mentale oltre che fisico: «Era fondamentale passare il turno per l’aspetto psicologico. Il precampionato malgrado i risultati è stato molto positivo poiché partivamo da zero e abbiamo fatto dei passi da gigante per arrivare a ciò che mi piacerebbe vedere in campo dalla mia squadra».
Occhio comunque anche al mercato, dato che le varie assenze per infortunio dovranno per forza essere coperte da nuovi elementi. Giandonato su ciò è in sincronia con la dirigenza: «Dal mercato parlo quotidianamente con la società, sanno di cosa ho bisogno. L'unica cosa che posso garantire io è l'impegno, davanti ho un gruppo di ragazzi davvero straordinario».
Infine da notare come davanti è risultata come positiva l’alternativa Mbaye, schierato come punta: «Mbaye è un ragazzo che dà tanta disponibilità nel gruppo, che si fa voler bene e di lui sono contento. Lui ci ha messo tanto del suo ma anche i ragazzi lo hanno messo in condizione di fare bene».
L'Aurora Treia si impone con un netto 4-0 sulla Settempeda al Soverchia, confermando qualità individuali e tecniche e candidandosi a un ruolo da protagonista nella corsa al vertice del prossimo campionato di Eccellenza.
L'allenamento congiunto del pomeriggio ha messo di fronte due squadre consapevoli delle rispettive caratteristiche: da una parte la corazzata Aurora Treia, al quinto test della preparazione e con la rosa quasi al completo, dall'altra una Settempeda chiamata a un confronto impegnativo, ma capace comunque di offrire indicazioni positive in vista dell'avvio della stagione ufficiale.
I cucinieri hanno imposto fin dalle prime battute ritmi elevati e grande qualità nel reparto offensivo, mettendo in mostra importanti individualità. Per la Settempeda, nonostante il passivo, non sono mancate buone trame di gioco, soprattutto negli ultimi 25 minuti del primo tempo, quando i biancorossi hanno costruito alcune azioni pericolose arrivando anche a sfiorare il pareggio.
La cronaca
È il quinto allenamento congiunto per la Settempeda, che affronta una sorta di "crash test" contro la corazzata Aurora Treia. Gli ospiti, con l'unica eccezione di Vanzan, fermatosi durante il riscaldamento e sostituito da Calamita, sono al completo e schierano i migliori. Anche i locali presentano una formazione competitiva, seppur con alcune defezioni dovute ai carichi di lavoro.
Pronti via e l'Aurora parte subito a ritmi elevati. Al 9' Senigagliesi, dopo l'ennesimo scatto sulla sinistra, entra in area e viene a contatto con Zappasodi. L'arbitro giudica falloso l'intervento del difensore e assegna il calcio di rigore. Dal dischetto Sbaffo non sbaglia e spiazza Giachetta, portando avanti i cucinieri.
La Settempeda prova a reagire immediatamente e al 9' è Cicconetti, su calcio piazzato, a chiamare Barbacani a un intervento in tuffo. Al 14' Nasic inventa un lancio di esterno destro per Senigagliesi, che in corsa calcia rasoterra trovando la respinta di piede di Giachetta.
Al 17' è Sbaffo a cercare il primo palo, ma il portiere biancorosso è ancora attento e devia. Al 35' Giachetta si supera sul tentativo aereo deviato di Calamita e, subito dopo, vola sotto la traversa per alzare in corner un colpo di testa di Sbaffo.
Al 43' si rivede la Settempeda con una bella azione prolungata: Pagliari serve Cicconetti, che trova in mezzo Compagnucci. Il giocatore si gira e calcia, ma Barbacani è reattivo in uscita e mette in angolo.
Proprio nel momento migliore dei locali arriva però il raddoppio dell'Aurora Treia. Calamita imbuca per Nasic, che si inserisce alla perfezione e con il sinistro batte Giachetta.
La ripresa riparte con formazioni praticamente invariate, con appena tre cambi complessivi. Dopo cinque minuti arriva il tris: Buonavoglia dribbla sulla destra e mette al centro, Sbaffo lascia sfilare il pallone e Senigagliesi, con un gran movimento, trova spazio per girare in porta a mezza altezza.
La Settempeda prova a reagire con una doppia occasione: prima Compagnucci calcia di poco a lato, poi Cicconetti trova la risposta centrale del portiere.
Prima della girandola di cambi, è Senigagliesi a sprecare una ghiotta opportunità, calciando alto con il sinistro da posizione invitante.
Nella fase finale del test trovano spazio anche diversi giovani. Al 29' Manna penetra dalla destra e calcia, trovando la pronta risposta di Giulietti, appena entrato insieme agli altri giocatori della panchina di casa. Al 34' ci prova Seye da distanza ravvicinata, ma Giulietti fa buona guardia e mette in corner.
Al 39' arriva il quarto gol dell'Aurora Treia, che fissa il risultato sul 4-0: Albert scatta sulla sinistra, entra in area e scarica sotto porta per l'accorrente Seye, che non ha difficoltà a insaccare.
L'ultimo acuto del match è della Settempeda con un bel sinistro dalla distanza di Paciaroni, che sorvola di poco la traversa.
Per l'Aurora Treia una vittoria netta che conferma le ambizioni della squadra in vista della nuova stagione di Eccellenza. Per la Settempeda, nonostante il risultato, arrivano indicazioni positive sul piano della prestazione e dell'organizzazione, utili in vista del primo impegno ufficiale: la sfida di Coppa Italia contro il Camerino, in programma sabato 29 alle 15.30.
IL TABELLINO
SETTEMPEDA-AURORA TREIA 0-4
RETI: pt 9’ Sbaffo su rigore, 45’ Nasic; st 5’ Senigagliesi, 39’ Seye
SETTEMPEDA: Giachetta(16’st Giulietti), Brandi(23’st Codoni), Romagnoli(14’st Eugeni), Pagliari(16’st Scocco), Pepi, Zappasodi(23’st Tidei), Uncini(1’st Monachesi), Bonifazi(9’st Farroni), Compagnucci(23’st Piroli), Cicconetti(15’st Meschini), Ceesay(23’ Paciaroni)). All. Pierantoni
AURORA TREIA: Barbacani(16ìst Linares), Satta(16’st Cantarini), Calamita(23’st Seye), Alla, Hutson(1’st Pjetri), Ale(23’st Bartolini), Buonavoglia(16’st Petraglia), Favo(16’st Giuliodori), Sbaffo(16’st Albert), Nasic (1’st Melchiorri), Senigagliesi(16’st Manna). All. Ricci
La voglia di fare impresa, nel Maceratese, resta forte. La provincia è infatti nona in Italia per numero di imprese rispetto alla popolazione, con 93,1 attività ogni mille abitanti. Un dato che supera nettamente la media nazionale, ferma a 80,6.
A fotografare la situazione è l’Area Studi e Ricerche Cna sulla base dei dati Istat. Una graduatoria che vede nelle prime posizioni soprattutto territori del Centro-Nord e che conferma anche la particolare vocazione imprenditoriale delle Marche. Fermo è quinta in Italia, con 95,5 imprese ogni mille abitanti, mentre Macerata si piazza al nono posto.
In testa c’è Prato, con 112,4 imprese ogni mille abitanti, seguita da Milano (110,6) e Rimini (105,5). Poi Firenze (98,2), Fermo, Valle d’Aosta (94,3), Padova e Lucca (93,9), Macerata e Roma (92,1).
Numeri che, secondo la CNA, raccontano una caratteristica precisa del territorio: qui l’impresa è soprattutto piccola, familiare e profondamente legata alla comunità.
«Essere tra le prime dieci province italiane non è soltanto un dato statistico – sottolinea il presidente di CNA Macerata Simone Giglietti – ma racconta quanto l’impresa sia radicata nella storia e nella struttura economica del nostro territorio».
Nel Maceratese, infatti, fare impresa significa spesso lavorare in piccole realtà, mantenere competenze e professionalità e creare occupazione anche nei centri più piccoli e nelle aree interne.
È uno dei tratti distintivi dell’economia italiana. Nel Paese ci sono poco meno di 4,8 milioni di imprese, con quasi 18,9 milioni di addetti e una dimensione media di circa quattro occupati. E la maggior parte non si trova nelle grandi città.
Le 14 città metropolitane concentrano infatti il 38,1% delle imprese e il 43,3% degli addetti. Il resto del tessuto produttivo è distribuito tra province, città intermedie, distretti e piccoli Comuni.
Il peso delle piccole attività
Per Macerata questo modello è particolarmente importante. La presenza delle piccole imprese non rappresenta soltanto un dato economico, ma contribuisce a mantenere vivi i territori, soprattutto quelli più lontani dai principali centri.
Il confronto con il resto d’Italia evidenzia però anche forti differenze. In fondo alla classifica c’è il Sud Sardegna, con 53,4 imprese ogni mille abitanti. Seguono Enna (55,9), Caltanissetta (56,5), Agrigento (58,4) e Taranto (58,8).
Dove la propensione a fare impresa è più bassa, pesano anche spopolamento, invecchiamento della popolazione, difficoltà di accesso al credito, infrastrutture insufficienti e una minore presenza di filiere produttive.
Per Giglietti, dunque, il buon piazzamento di Macerata non deve far abbassare la guardia.
Il mondo dell’artigianato sta cambiando rapidamente e le Marche, con il territorio della provincia di Macerata inserito in questo scenario, sono tra le regioni italiane che negli ultimi anni hanno registrato le contrazioni più significative.
I dati elaborati dalla Cgia mostrano infatti una riduzione consistente del numero degli artigiani nell’ultimo decennio. La diminuzione ha interessato tutte le regioni italiane, ma le Marche risultano tra quelle maggiormente colpite, con una contrazione del 28,1% in dieci anni secondo una delle elaborazioni dell’Ufficio studi dell’associazione.
Il fenomeno non riguarda soltanto il numero complessivo delle attività. A cambiare è anche il volto stesso dell’artigiano. Alcuni dei mestieri tradizionali fanno sempre più fatica a trovare nuovi professionisti, mentre crescono attività legate al benessere, ai servizi e al digitale.
L’analisi di Unioncamere e InfoCamere, basata sui dati del Registro delle Imprese, fotografa un’evoluzione particolarmente evidente negli ultimi anni. Tra marzo 2023 e marzo 2025 sono aumentate soprattutto le imprese degli estetisti, cresciute del 10,4%, seguite dai tassisti (+7,2%) e dagli specialisti Ict (+5,4%).
Allo stesso tempo arretrano alcune figure che per decenni hanno rappresentato l’immagine classica della bottega artigiana. I falegnami registrano una diminuzione del 10,9%, i trasportatori dell’8,9% e gli elettricisti del 2,9%. Il segno meno interessa anche diverse altre attività tradizionali, tra cui sarti, fotografi, calzolai, fabbri, muratori, idraulici, meccanici e panettieri.
Per un territorio come quello maceratese, caratterizzato dalla presenza diffusa di piccoli centri, attività familiari e imprese legate alle lavorazioni tradizionali, il cambiamento assume quindi un peso particolare.
Non è però soltanto una storia di chiusure. L’artigianato italiano sta anche modificando la propria identità.
Accanto alle attività tradizionali si fanno spazio professionisti del digitale, specialisti Ict, grafici e nuove figure legate ai servizi. Crescono inoltre alcune professioni del settore del benessere e attività come giardinieri, serramentisti e riparatori di macchinari.
Il cambiamento coinvolge anche la composizione della categoria. Secondo i dati riportati nell'analisi, tra i giovani under 35 aumentano soprattutto gli specialisti Ict e i tassisti, mentre tra gli imprenditori stranieri si registrano incrementi significativi proprio nei settori del trasporto e dell’informatica.
Uno dei nodi principali resta però quello del ricambio generazionale.
L’invecchiamento della popolazione artigiana e la difficoltà nel convincere le nuove generazioni a intraprendere alcuni mestieri manuali rischiano di creare, nel prossimo futuro, una vera carenza di competenze.
Il problema non riguarda soltanto chi vuole aprire una nuova attività. La riduzione degli artigiani potrebbe rendere sempre più difficile trovare professionisti capaci di intervenire per una riparazione o una manutenzione. Tra le figure considerate maggiormente a rischio ci sono idraulici, fabbri, elettricisti e serramentisti.
Tra le cause indicate dalla Cgia figurano il minore interesse dei giovani verso il lavoro manuale, una formazione non sempre adeguata alle esigenze del mercato e un orientamento scolastico che fatica ad accompagnare gli studenti verso professioni tecniche.
Il dato regionale conferma le difficoltà del comparto. In una delle rilevazioni relative all’ultimo decennio, le Marche risultano la regione con la maggiore contrazione del numero di artigiani, pari al 28,1%, davanti a Umbria, Abruzzo e Piemonte.
Anche gli aggiornamenti più recenti evidenziano una situazione ancora delicata. Nel 2025 il numero delle imprese artigiane è rimasto sostanzialmente stabile a livello nazionale, ma il Centro Italia ha registrato una variazione negativa dello 0,3%. Tra le regioni del Centro, le Marche hanno segnato un -0,5% rispetto all’anno precedente.
Il dato riguarda l’intero territorio regionale e quindi anche la provincia di Macerata, senza però indicare una specifica variazione provinciale per il Maceratese nei numeri riportati nelle analisi di riferimento.
A complicare il quadro c'è anche l'accesso al credito. Secondo Confartigianato, tra il 2019 e marzo 2026 i finanziamenti alle piccole imprese sono diminuiti del 25,9%, mentre per le imprese artigiane la contrazione è arrivata al 39,3%.
A livello regionale, le Marche hanno registrato a marzo 2026 una diminuzione dei finanziamenti alle piccole imprese del 7,1%, tra le variazioni più significative rilevate nel Paese.
Una stretta che può incidere sulla capacità delle piccole attività di investire, innovare e affrontare il ricambio generazionale.
Il quadro che emerge non racconta quindi semplicemente la scomparsa dell’artigianato. Racconta piuttosto una trasformazione profonda, nella quale alcune professioni tradizionali si riducono e altre, spesso legate alla tecnologia e ai servizi alla persona, conquistano spazio.
Per le realtà della provincia di Macerata la sfida sarà riuscire a mantenere vive le competenze che hanno caratterizzato il territorio, accompagnandole però verso un modello capace di parlare alle nuove generazioni e di confrontarsi con un mercato sempre più digitale.
Frane, alluvioni, erosione costiera e terremoti: nelle Marche la conoscenza del territorio diventa sempre più importante per prevenire i rischi. La Sezione di Geologia dell’Università di Camerino, attraverso la Regione Marche, ha firmato con Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – una convenzione per la realizzazione del Foglio geomorfologico CARG n. 303 – Macerata.
Un progetto che punta a mettere a sistema conoscenze scientifiche e cartografia per individuare con maggiore precisione le aree esposte a pericolosità geologica e fornire uno strumento concreto alla pianificazione territoriale.
Le recenti ondate di maltempo che hanno interessato le Marche, tra nubifragi, grandinate, frane e mareggiate, hanno riportato in primo piano la fragilità di un territorio caratterizzato da pendii ripidi, colline, vallate attraversate da corsi d’acqua, falesie e coste. Un paesaggio di grande valore, ma allo stesso tempo sottoposto a fenomeni naturali che possono trasformarsi in emergenze quando si sommano a una crescente urbanizzazione e agli effetti dei cambiamenti climatici.
Il quadro delineato dai dati del Rapporto ISPRA 2025 e dalle attività di rilevamento svolte negli anni dai geologi dell’Università di Camerino evidenzia una situazione particolarmente delicata.
Nelle Marche sono state censite oltre 42.500 frane, con una densità di circa 442 fenomeni ogni 100 chilometri quadrati, più del doppio rispetto alla media nazionale. Sono circa 90mila le persone che vivono o frequentano edifici situati in aree interessate da fenomeni franosi, mentre l’11,5% del territorio regionale è esposto al rischio di inondazione.
A questi fattori si aggiunge l’elevata pericolosità sismica che caratterizza gran parte della regione, legata anche alla particolare struttura geologica e geomorfologica del territorio.
Numeri che rendono evidente la necessità di conoscere sempre meglio il territorio e le sue trasformazioni.
È proprio questo l’obiettivo del nuovo Foglio geomorfologico CARG 303. La cartografia permetterà di rappresentare le caratteristiche morfogenetiche e morfodinamiche del territorio, individuando e perimetrando le principali situazioni di criticità geo-ambientale.
«Ogni evento naturale diviene emergenza se non viene fatta prevenzione», sottolinea il professor Piero Farabollini, docente della Sezione di Geologia Unicam e coordinatore del Foglio Macerata.
«La prevenzione passa attraverso un dettagliato rilevamento geomorfologico che permette di cogliere l’evoluzione morfodinamica dei versanti e del territorio. Conoscere il territorio significa anticiparne le fragilità, prima che si trasformino in emergenze».
Un lavoro che assume ulteriore rilevanza anche alla luce della nuova normativa regionale, che attribuisce ai Comuni un ruolo importante nell’integrazione degli studi geomorfologici all’interno degli strumenti di pianificazione territoriale.
Sulla necessità di una strategia di lungo periodo interviene anche il professor Marco Materazzi, docente della Sezione di Geologia Unicam e direttore di rilevamento del Foglio.
«Il dissesto idrogeologico nelle Marche non è dunque un fenomeno episodico – evidenzia – ma una condizione strutturale che richiede continuità di interventi, risorse e competenze, basate sulla conoscenza del territorio».
Da qui la sfida indicata dai geologi: «Trasformare l’emergenza in prevenzione e la prevenzione in cultura del territorio».
Il Foglio geomorfologico 303 interessa un’area particolarmente significativa anche dal punto di vista infrastrutturale e insediativo. Comprende il territorio interessato dalla crisi sismica del 2016, il capoluogo di provincia e numerosi Comuni delle aree pedemontane.
Attraversano l’area importanti infrastrutture, tra cui le direttrici vallive del Potenza e del Chienti e la ferrovia, oltre a elettrodotti, gasdotti, acquedotti, reti di telecomunicazione e altre vie di comunicazione.
Numerosi sono inoltre i centri abitati caratterizzati da un importante patrimonio storico e architettonico.
Il nuovo strumento consentirà quindi di approfondire le condizioni del territorio e verificare le situazioni di criticità legate, tra gli altri fenomeni, a frane, erosione del suolo e dinamiche delle acque superficiali, tenendo conto anche degli effetti dei cambiamenti climatici e della crescente antropizzazione.
Il nuovo incarico affidato ai geologi di Unicam segue il lavoro già concluso con il Foglio geomorfologico n. 296 – Tolentino e punta a rafforzare la collaborazione tra mondo scientifico e istituzioni.
La cartografia geomorfologica, sottolineano da Unicam, non è quindi soltanto uno strumento di studio. «Può diventare un supporto concreto per le amministrazioni chiamate a pianificare lo sviluppo dei territori, individuare le criticità e orientare le scelte urbanistiche e infrastrutturali».
Un terzo posto in Italia nelle ultime classifiche Censis per le lauree triennali dell’area delle Scienze giuridiche e un’offerta formativa sempre più orientata alla specializzazione, all’internazionalizzazione e all’ingresso nel mondo del lavoro. È con questi punti di forza che il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata si prepara al nuovo anno accademico.
L’obiettivo è coniugare la tradizione degli studi giuridici con percorsi capaci di intercettare professioni e ambiti in evoluzione, offrendo agli studenti la possibilità di costruire un percorso formativo il più possibile personalizzato.
Tra le proposte spicca la laurea triennale in Scienze per i servizi giuridici, articolata in cinque curricula: Consulente del lavoro e delle relazioni industriali, Consulente dei trasporti e della logistica, Operatore giudiziario e criminologico, Operatore giuridico per le amministrazioni e Consulente giuridico per lo sport.
Proprio quest’ultimo rappresenta una delle peculiarità dell’offerta dell’Ateneo maceratese, che ha inserito stabilmente il diritto dello sport nella formazione universitaria.
«La forza del nostro Dipartimento sta nella capacità di mantenere salda una tradizione giuridica di lunga data e, nello stesso tempo, di intercettare ambiti professionali nuovi e in continua trasformazione», sottolinea la direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza, Claudia Cesari.
«I curricula specialistici, l’attenzione al diritto dello sport, all’innovazione e alle amministrazioni, così come la dimensione internazionale dei nostri corsi, permettono agli studenti di costruire una preparazione solida ma anche fortemente personalizzata, adeguata a percorsi professionali molto diversi tra loro», aggiunge Cesari.
L’apertura internazionale trova una delle sue espressioni principali nella laurea triennale International, European and Comparative Legal Studies (IECoLS), interamente in lingua inglese. Il corso affronta lo studio del diritto attraverso una prospettiva europea, comparata e globale, preparando gli studenti anche a possibili percorsi professionali nelle imprese, nelle istituzioni europee e nelle organizzazioni internazionali.
Rimane centrale anche la laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, tradizionalmente orientata alla preparazione per le professioni di avvocato, magistrato e notaio, ma caratterizzata da una crescente possibilità di personalizzazione.
Gli studenti possono infatti orientare il proprio piano di studi verso percorsi dedicati al giurista forense, al giurista d’impresa, alle organizzazioni pubbliche oppure all’innovazione e alla sostenibilità.
A questa offerta si aggiunge il Comparative, International and European Law and Innovation Programme, percorso parzialmente in lingua inglese con una forte componente comparatistica, europea e internazionale.
Per chi punta a un’esperienza ancora più internazionale è inoltre disponibile il percorso a doppio titolo con l’Università di Orléans. L’opportunità consente di trascorrere una parte dei cinque anni di studio in Francia e ottenere, insieme alla laurea magistrale dell’Università di Macerata, i corrispondenti titoli francesi.
L’offerta del Dipartimento comprende anche un articolato percorso nell’ambito del servizio sociale. La laurea triennale in Teorie, culture e tecniche per il servizio sociale consente di accedere all’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di assistente sociale.
Chi intende proseguire la formazione può iscriversi alla laurea magistrale in Politiche e programmazione dei servizi alla persona, proposta anche in modalità mista, con la possibilità di seguire le lezioni da remoto.
Il percorso permette di acquisire competenze avanzate e di ampliare le prospettive professionali, anche in vista di ruoli di maggiore responsabilità e funzioni dirigenziali.
In continuità con i percorsi dedicati alle amministrazioni e ai servizi giuridici si inserisce infine la laurea magistrale in Governance dell’amministrazione pubblica e delle organizzazioni complesse.
Il corso punta a sviluppare competenze innovative nella gestione e nel governo delle organizzazioni, formando figure professionali qualificate per la pubblica amministrazione e per realtà organizzative complesse. Anche questa magistrale è disponibile in modalità mista, con l’obiettivo di rendere la frequenza più flessibile e compatibile con esigenze lavorative e personali.
Il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata si presenta così al nuovo anno accademico con un’offerta che punta a unire formazione giuridica tradizionale e nuovi sbocchi professionali, con particolare attenzione alla personalizzazione dei percorsi, alla dimensione internazionale e alle esigenze di un mercato del lavoro in continua trasformazione.
Nuove importanti evidenze archeologiche sono emerse nell'area di Potentia, l'antica colonia romana di Porto Recanati, dove nel pomeriggio di giovedì 20 agosto il cantiere di scavo è stato eccezionalmente aperto al pubblico nell'ambito dell'iniziativa "Tra le vie di Potentia. L'archeologia incontra la comunità".
Accompagnati dagli archeologi della Soprintendenza e di ArcheoLAB, i partecipanti hanno potuto visitare il nuovo cantiere di scavo e conoscere da vicino le metodologie utilizzate e i risultati delle indagini preventive effettuate in vista della realizzazione del nuovo accesso all'area dal lato nord. I due saggi stratigrafici hanno restituito elementi di particolare interesse per ricostruire l'organizzazione urbana dell'antica colonia romana.
Nel primo saggio è emersa la fase tardoantica di sistemazione di una grande area aperta, verosimilmente identificabile con il foro cittadino. Il secondo ha invece portato alla luce l'intersezione tra un cardo e un decumanus, oltre ad alcune strutture edilizie affacciate sulla strada, con resti di intonaci e porzioni di pavimentazione ancora conservate.
L'iniziativa è stata promossa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, in collaborazione con il comune di Porto Recanati e ArcheoLAB. Il progetto "Potentia: accessibilità, inclusione e rigenerazione culturale" è inserito nel Piano Olivetti per la Cultura.
"Accogliamo con grande entusiasmo la ripresa degli scavi archeologici a Potentia, un patrimonio straordinario che può ancora restituire importanti testimonianze sulla storia del nostro territorio", dichiara il sindaco Andrea Michelini.
"L'auspicio è che questa nuova fase di ricerca possa proseguire a lungo e con continuità, permettendo di approfondire la conoscenza dell'antica città e di rendere il sito sempre più accessibile e vicino alla comunità".
Il primo cittadino ha inoltre ringraziato l'architetto Giovanni Issini, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, la dottoressa Nicol Tiburzi, funzionario dell'Area archeologica, e il professor Frank Vermeulen dell'Università di Gent, Dipartimento di Archeologia, per il contributo offerto alla ricostruzione dell'assetto urbano di Potentia.
L'apertura del cantiere rappresenta il primo passo di un percorso più ampio finalizzato a rendere Potentia sempre più accessibile, conosciuta e integrata negli itinerari culturali e turistici del territorio.
Il progetto prevede infatti visite guidate, attività didattiche, iniziative divulgative e percorsi inclusivi, con l'obiettivo di rafforzare il legame tra l'antica città romana e la comunità, valorizzandone il patrimonio storico e archeologico.
È stato un giovanissimo pianista di appena nove anni, Alberto Cartuccia Cingolani, il protagonista del gran finale del Quiete Music Festival di Treia, chiuso con un'autentica ovazione e un nuovo sold out a Villa Spada.
Davanti a un pubblico numeroso, con una significativa presenza anche di spettatori arrivati dall'estero, il giovane artista ha trasformato il concerto in un vero spettacolo fatto di musica, racconti, ironia e sorprendente spontaneità. Una serata che ha confermato anche il successo della rassegna, aperta a inizio luglio con un altro tutto esaurito e conclusa con Villa Spada nuovamente gremita.
Cartuccia Cingolani ha affrontato l'intero programma senza spartito, mostrando una sicurezza e una preparazione musicale fuori dal comune. A colpire il pubblico non è stata però soltanto la sua tecnica: il giovane pianista ha dimostrato anche una notevole presenza scenica, presentando personalmente ogni brano e raccontandone caratteristiche, atmosfere e curiosità.
Alle domande rivoltegli durante la serata ha risposto con chiarezza e competenza, sorprendendo per la maturità delle sue risposte ma senza perdere quella leggerezza e quell'umorismo tipici della sua età che hanno contribuito a rendere ancora più speciale il concerto.
"È stato un concerto straordinario, degno di un festival che ha oggettivamente entusiasmato", ha commentato il sindaco Franco Capponi, ricordando anche un curioso fuori programma della serata. A un certo punto, infatti, è stato persino il fonico, solitamente discreto dietro la consolle, a prendere il microfono per invitare il pubblico a tributare un grande applauso ad Alberto per la sua capacità di suonare senza spartito.
Un momento che, secondo il primo cittadino, ha fotografato perfettamente l'atmosfera della serata: il pubblico è stato conquistato non soltanto dal talento del giovane pianista, ma anche dalla sua personalità.
"Siamo molto soddisfatti di questa stagione del Quiete Music Festival", ha aggiunto Capponi, sottolineando la qualità degli artisti portati a Villa Spada e la risposta del pubblico. "La risposta è stata importante, come dimostrano i sold out che hanno aperto e chiuso la rassegna e ci ha fatto particolarmente piacere vedere una presenza così numerosa anche di spettatori stranieri".
Per il sindaco, tuttavia, la serata conclusiva ha avuto qualcosa di ancora più speciale: "Abbiamo visto un artista di appena nove anni capace di emozionare con una naturalezza davvero rara. Quella sicurezza e, allo stesso tempo, tutta la spontaneità e l'ironia di un bambino sono qualità che difficilmente si dimenticano".
Al termine del concerto è arrivato anche un invito ufficiale a tornare a Treia per la prossima stagione, subito accettato dal giovane pianista. E non è mancata una piccola sfida per il futuro.
Capponi ha infatti chiesto ad Alberto se, in occasione della prossima edizione, preparerà la "Polonaise" di Chopin dedicata alla contessa Komar, figura legata alla storia di Villa Spada. Il giovane pianista, con la consueta sincerità, ha ammesso che Chopin non è il suo compositore preferito, ma ha comunque promesso che si metterà al lavoro.
Un arrivederci che ha già una possibile colonna sonora e che chiude nel migliore dei modi un'edizione del Quiete Music Festival capace di portare a Villa Spada musica, qualità e pubblico, superando serata dopo serata le aspettative degli organizzatori.
CIVITANOVA MARCHE - Dieci anni di lavoro, sacrifici, soddisfazioni, difficoltà, incontri e soprattutto persone. Ieri sera Officina Ristorante ha celebrato il suo decimo anniversario con una grande festa che ha riunito clienti, amici, collaboratori, ex collaboratori e tante delle persone che, in momenti diversi, hanno contribuito a costruire la storia del ristorante.
Una serata partecipata e speciale, vissuta con entusiasmo ma anche con la consapevolezza del percorso fatto per arrivare a questo importante traguardo. La storia di Officina nasce infatti da zero.
Il suo titolare, Vittorio Rastelli, arriva nelle Marche dall’Abruzzo dopo aver conosciuto quella che sarebbe diventata sua moglie, Giada. Inizia così una lunga gavetta nel mondo dell’intrattenimento e della ristorazione, passando dalle discoteche del territorio fino all’esperienza in uno dei locali più conosciuti della zona negli anni passati. Esperienze che contribuiscono a formare il suo percorso e che, passo dopo passo, lo portano alla decisione di costruire una propria realtà. È così che nasce Officina.
«Siamo partiti praticamente da zero – racconta Rastelli – e abbiamo costruito tutto un mattoncino alla volta. Quando riguardo questi dieci anni penso soprattutto alle persone che hanno condiviso con noi questo percorso e a quanto ognuna abbia lasciato qualcosa».
Fondamentale, in questi anni, il sostegno della famiglia: i genitori Franca e Camillo, la moglie Giada, sempre al fianco di Vittorio nel percorso personale e professionale, e la sorella Giorgia, oggi punto cardine all’interno della struttura del ristorante.
«Senza la mia famiglia questa storia sarebbe stata molto diversa. Ognuno mi ha sostenuto e accompagnato in maniera importante e, soprattutto nei momenti più difficili, sapere di poter contare su di loro ha fatto la differenza».
Accanto alla famiglia, ci sono state le tante persone che negli anni hanno lavorato a Officina: chef, professionisti della sala e ragazzi alla prima esperienza, alcuni dei quali hanno poi intrapreso percorsi professionali importanti.
«Ringrazio tutti gli chef che hanno collaborato con noi e tutti i ragazzi che hanno lavorato a Officina. Alcuni hanno costruito carriere importanti e siamo orgogliosi di aver contribuito, magari anche solo in parte, alla loro crescita. Sapere che per qualcuno Officina è stata un trampolino di lancio è una delle soddisfazioni più belle».
Un percorso di dieci anni, naturalmente, non è stato privo di difficoltà. Ci sono state anche scelte sbagliate, rapporti che si sono rivelati non adatti e situazioni che hanno richiesto decisioni difficili. Ma anche questo, per un’attività costruita e cresciuta nel tempo, fa parte del percorso.
«Abbiamo sbagliato anche noi e abbiamo dato fiducia a persone che magari non la meritavano. Abbiamo però imparato a riconoscere ciò che non era più sano per la nostra realtà e ad avere il coraggio di cambiare strada. Anche gli errori fanno crescere e, guardando indietro, siamo orgogliosi di aver sempre scelto di andare avanti».
A rendere ancora più significativo questo anniversario sono stati gli innumerevoli attestati di stima arrivati in questi giorni. Migliaia di auguri e messaggi sono arrivati attraverso WhatsApp, Facebook, Instagram, e-mail e gli altri canali social. Officina, che oggi conta una community di circa 10.000 follower, ha ricevuto un’ondata di affetto che ha particolarmente colpito la famiglia e tutta la squadra.
Tra i messaggi, un concetto è tornato più volte: Officina viene percepita come un posto di riferimento, un luogo del cuore, un posto dove sentirsi accolti e a casa.
«È stata forse la cosa che ci ha emozionato di più. Ricevere così tanti messaggi e leggere che per tante persone Officina è un posto del cuore, un punto di riferimento, ci rende davvero felici. È esattamente quello che abbiamo sempre voluto essere per i nostri clienti: un luogo dove tornare, stare bene e sentirsi accolti».
La festa di ieri ha rappresentato così un momento per celebrare non soltanto un’attività che raggiunge un traguardo importante, ma soprattutto il rapporto costruito negli anni con le persone che hanno scelto Officina.
E il decimo anniversario non vuole essere un punto di arrivo. Officina guarda già alla prossima estate, quando verrà realizzato un grande evento dedicato a questo importante traguardo, pensato per celebrare ancora una volta i dieci anni e aprire simbolicamente un nuovo capitolo della storia del ristorante.
«Dieci anni sono un traguardo importante, ma per noi sono solo l’inizio. Abbiamo ancora voglia di crescere, di migliorare e di sorprendere. E la cosa più bella è sapere che tutto quello che abbiamo costruito è diventato, per tante persone, parte della propria storia».
Ieri sera Officina ha festeggiato dieci anni. Dieci anni costruiti un mattoncino alla volta. E una storia che, adesso, ha ancora molte pagine da scrivere.
(Articolo pubbliredazionale)
Migliaia di candele, le canzoni di Lucio Battisti e l'atmosfera dell'Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati: sabato 22 agosto, alle 21:30, arriva "Lumina – I concerti a lume di candela" con lo spettacolo "Emozioni – Omaggio a Lucio Battisti".
Dopo una tournée nazionale caratterizzata da numerosi sold out, Lumina approda a Porto Recanati con uno spettacolo pensato per unire musica e luce in un'esperienza suggestiva e dal forte impatto emotivo.
L'Arena Beniamino Gigli si trasformerà per una sera in uno spazio sospeso nel tempo, avvolto dalla luce calda e vibrante di migliaia di candele. Una scenografia intima e particolare, progettata per accompagnare il pubblico nell'ascolto e valorizzare ogni momento dello spettacolo.
Al centro della serata ci sarà il tributo a Lucio Battisti, uno dei protagonisti più importanti della storia della musica italiana. Il pubblico potrà riascoltare alcuni dei suoi brani più celebri, tra cui "Emozioni", "Il mio canto libero", "I giardini di marzo" e "Con il nastro rosa", proposti attraverso arrangiamenti eleganti e interpretazioni intense.
A dare voce e anima allo spettacolo saranno Leandro Ghetti, alla voce, pianoforte e chitarra acustica, e Andrea Adami, alla chitarra acustica, chitarra elettrica e cori. I due musicisti saranno protagonisti di un dialogo musicale pensato per valorizzare le diverse sfumature delle canzoni di Battisti.
Prodotto e organizzato da Dream Up Production in collaborazione con Isolani Spettacoli e Amat, "Lumina" è stato ideato da Emanuela Todesco e Giacomo Isolani. L'obiettivo è proporre non soltanto un concerto, ma una vera esperienza emozionale, invitando il pubblico a rallentare e lasciarsi coinvolgere dall'incontro tra musica, luce e poesia.
Ogni nota sarà accompagnata dalla danza delle candele, creando un'atmosfera intima e senza tempo per una serata dedicata alla musica di Battisti e alle emozioni che le sue canzoni continuano a suscitare.
L'appuntamento è dunque per sabato 22 agosto alle 21:30 all'Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati. I biglietti sono disponibili su TicketOne, presso i punti vendita autorizzati e alla biglietteria del Teatro.
Caterina Alloggio, giovane infermiera che vive a Tolentino, ha conquistato il titolo di Miss Cinema Marche 2026, ottenendo così l'accesso alle prefinali nazionali di Miss Italia. La proclamazione è arrivata nella serata di ieri a Servigliano, in provincia di Fermo, durante la sesta finale regionale di Miss Italia Marche 2026. La giovane, che lavora come infermiera presso l'ospedale di Camerino, nel reparto di Chirurgia generale, ha conquistato pubblico e giuria grazie al suo carisma e alla passione per il mondo del cinema e dello spettacolo.
Un risultato particolarmente significativo per Caterina, che rappresenterà dunque le Marche alle prefinali nazionali di Miss Italia con la fascia di Miss Cinema Marche 2026. L'appuntamento è fissato a Roma, presso il Palazzo dello Spettacolo, dall'1 al 3 settembre. A presentare la serata è stato Marco Zingaretti, protagonista sul palco con la consueta professionalità. La manifestazione ha visto anche la partecipazione di una giuria chiamata a valutare le concorrenti e a decretare la vincitrice della fascia regionale.
La serata è stata realizzata grazie alla collaborazione del Comune di Servigliano e della Pro Loco di Servigliano, con il contributo di diverse realtà coinvolte nell'organizzazione dell'evento. Tra i componenti della giuria anche una rappresentante di Miluna Gioielli.
Da 55 anni sceglie Civitanova Marche per le sue vacanze estive. Una fedeltà che ieri è stata celebrata in una cerimonia speciale a Palazzo Comunale, dove Vilma Chimentin, 88 anni, ha ricevuto una pergamena come riconoscimento per il suo legame con la città e, in particolare, con Fontespina.
Nata a Sesto San Giovanni il 3 aprile 1938, Vilma arriva a Civitanova ogni estate dal 1971, trasformando negli anni la località balneare in una vera e propria seconda casa. A consegnarle il riconoscimento sono stati il sindaco Fabrizio Ciarapica e la consigliera comunale Siria Carella, promotrice dell'iniziativa.
“È un onore premiare la signora Vilma – ha dichiarato Ciarapica –. La sua presenza costante per oltre mezzo secolo testimonia non solo l’accoglienza della nostra città, ma anche il profondo legame affettivo che Civitanova sa creare con i suoi turisti, che diventano parte integrante della nostra comunità”.
Per Vilma, però, Fontespina non è soltanto il luogo delle vacanze. Nel corso di oltre cinque decenni ha costruito qui amicizie e legami che si sono rinnovati estate dopo estate.
“Vilma è una persona solare, altruista e dotata di una rara sensibilità”, ha raccontato la consigliera Carella. “Ogni volta che arriva a Civitanova, per le sue amiche inizia ufficialmente l’estate”. E proprio alcune delle sue amiche di Fontespina erano presenti alla cerimonia, a testimonianza del rapporto costruito negli anni.
Al fianco di Vilma anche il figlio Alessandro, che ha voluto ringraziare la città per l’accoglienza riservata alla madre: “Civitanova è una città bella, vivibile e accogliente. In questi anni è cresciuta molto, soprattutto negli ultimi tempi”.
Una storia che racconta un turismo fatto non soltanto di presenze e numeri, ma di abitudini, amicizie e affetti. Per Vilma, dopo 55 estati, Fontespina è ormai molto più di una destinazione per le vacanze: è una casa del cuore.
Ebbene sì, tra gli obiettivi di Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa, vi sarebbe anche quello di far implodere l’Unione Europea nel 2026. Ne danno notizia i più importanti ma soprattutto più venduti quotidiani nazionali e internazionali europei di provata fede liberal-atlantista. In verità, la notizia ha tutta l’aria di una trovata propagandistica, l’ennesima, per fomentare la già marcatissima russofobia dilagante in Europa.
E, conseguentemente, per preparare l’opinione pubblica europea alla guerra con la Russia di Putin, fingendo come sempre che sia quest’ultima a volere il conflitto che, in realtà, cerca l’Europa stessa. Sia come sia, sfugge probabilmente agli araldi della propaganda europeisticamente corretta che larga parte della popolazione europea sarebbe entusiasta al cospetto di una implosione di quella Unione Europea che è una delle fonti principali dei suoi tormenti e delle sue sciagure.
Perché mai, in effetti, i cittadini europei dovrebbero essere legati al costrutto tecnocratico, depressivo e repressivo di Bruxelles, che di fatto coincide con una riorganizzazione verticistica del capitale dopo il 1989 e come una sofisticata macchina per stritolare i popoli e le culture della vecchia Europa? Insomma, i pretoriani della propaganda appaiono piuttosto scarsi anche nel loro mestiere, mobilitando argomenti e sensibilità che finiscono probabilmente, in ultima istanza, per ritorcersi contro di loro.
La UE è un tempio vuoto, un'istituzione priva di vera anima politica e democratica. La UE cela la dittatura del capitale e della finanza, riducendosi a un guscio vuoto al cui interno comandano i mercati e i poteri economici.
Vero è che l’uscita dall’Unione Europea e l’abbandono della moneta unica rappresentano la condizione necessaria ma non sufficiente per l’attuazione di una autentica democrazia socialista. Quel che è chiaro, al di là di ogni ragionevole dubbio, è che quest’ultima comunque non può essere realizzata nei perimetri blindati di quell’Unione Europea che garantisce soltanto la competitività e la dominazione capitalistica
I Greci usavano diverse parole per definire il mare. Una di queste era Pontos, un termine con cui descrivevano l'orizzonte aperto come un passaggio: quello spazio immenso e necessario da attraversare per raggiungere altre terre o, in senso filosofico, per esplorare parti ancora sconosciute di se stessi.
Se la terraferma è l’immagine prevedibile e rassicurante della certezza, il mare simboleggia l’inconscio e la dimensione sommersa delle emozioni non espresse. Immergersi equivale a inabissarsi nella propria interiorità. È per questo che molte persone provano un’istintiva resistenza ad abbandonarsi del tutto all’acqua: farlo significherebbe rischiare di perdere il controllo razionale della mente. Nella sua immensità, il mare ci spoglia dell'Ego, costringendoci a un confronto diretto con la nostra fragilità e con i desideri più intimi.
Eppure, l’acqua possiede un profondo potere catartico. Il semplice osservare il moto perpetuo e ciclico delle onde ci riconcilia con il ritmo stesso dell’esistenza. Ci insegna l'importanza di rimanere saldi e centrati a terra anche quando la vita viene scossa da eventi esterni, consapevoli che ogni tempesta è destinata a passare e che ogni flusso custodisce l'arte di saper lasciar andare.
Il mare non offre una fuga dalla realtà, ma un ritorno all'essenziale. Entrare in acqua significa concedersi la possibilità di percepire una fusione profonda con l’universo, dissolvendo il confine rigido tra il nostro "Io" e il mondo circostante. L'acqua accoglie e ricompone le fratture interiori: di fronte all’infinito, le ferite della mente perdono il loro peso, sostituite da un gratificante senso di appartenenza a qualcosa di immensamente più grande.
In fondo, il mare ci insegna che la vera serenità non nasce dal rimanere ancorati a certezze immobili. Richiede, invece, il coraggio di attraversare le proprie profondità per poi far ritorno alla terraferma con una nuova e più matura consapevolezza.