Sembrava un lavoro semplice, quasi un gioco: mettere "mi piace" a post pubblicitari di grandi marchi di abbigliamento su Telegram per ottenere guadagni rapidi e senza sforzo. In realtà, era l’esca di una sofisticata operazione di "Money Muling". I carabinieri della stazione di Montecassiano, al termine di una lunga e complessa indagine telematica e bancaria, hanno identificato e denunciato in stato di libertà 11 persone residenti su tutto il territorio nazionale, accusate di ricettazione e truffa in concorso.
L'indagine è partita lo scorso settembre, dopo la denuncia di una 30enne del luogo. La dinamica, ricostruita minuziosamente dai militari, ricalca uno schema tanto semplice quanto efficace. La vittima era stata agganciata in estate tramite un messaggio sul cellulare che la invitava a unirsi a un gruppo Telegram. Qui, i truffatori – utilizzando nomi di aziende famose per apparire credibili – proponevano piccoli compensi in cambio di "like" a post di prodotti di tendenza.
Per rendere il raggiro indistinguibile da un’opportunità reale, il sodalizio criminale ha inizialmente inviato denaro vero alla donna, convincendola della bontà del progetto. Una volta conquistata la sua fiducia, è scattata la fase due: la promessa di commissioni altissime a patto di "investire" somme crescenti. La vittima, caduta nella rete di raggiri, è stata indotta a effettuare due bonifici per un totale di quasi 7.500 euro. Solo quando il gruppo Telegram è improvvisamente scomparso nel nulla, la trentenne ha compreso di aver perso i risparmi e si è rivolta all'Arma.
Grazie a una serie di accertamenti bancari e tecnici, i carabinieri sono riusciti a risalire alla filiera del denaro, individuando i soggetti che avevano materialmente architettato la truffa e coloro che avevano ricevuto le somme sui propri conti. L'operazione mette in luce la pericolosità del "Money Muling", un sistema che manipola le vittime attraverso il meccanismo psicologico del guadagno facile.
Sembrava un lavoro semplice, quasi un gioco: mettere "mi piace" a post pubblicitari di grandi marchi di abbigliamento su Telegram per ottenere guadagni rapidi e senza sforzo. In realtà, era l’esca di una sofisticata operazione di "Money Muling". I carabinieri della stazione di Montecassiano, al termine di una lunga e complessa indagine telematica e bancaria, hanno identificato e denunciato in stato di libertà 11 persone residenti su tutto il territorio nazionale, accusate di ricettazione e truffa in concorso.
L'indagine è partita lo scorso settembre, dopo la denuncia di una 30enne del luogo. La dinamica, ricostruita minuziosamente dai militari, ricalca uno schema tanto semplice quanto efficace. La vittima era stata agganciata in estate tramite un messaggio sul cellulare che la invitava a unirsi a un gruppo Telegram. Qui, i truffatori – utilizzando nomi di aziende famose per apparire credibili – proponevano piccoli compensi in cambio di "like" a post di prodotti di tendenza.
Per rendere il raggiro indistinguibile da un’opportunità reale, il sodalizio criminale ha inizialmente inviato denaro vero alla donna, convincendola della bontà del progetto. Una volta conquistata la sua fiducia, è scattata la fase due: la promessa di commissioni altissime a patto di "investire" somme crescenti. La vittima, caduta nella rete di raggiri, è stata indotta a effettuare due bonifici per un totale di quasi 7.500 euro. Solo quando il gruppo Telegram è improvvisamente scomparso nel nulla, la trentenne ha compreso di aver perso i risparmi e si è rivolta all'Arma.
Grazie a una serie di accertamenti bancari e tecnici, i carabinieri sono riusciti a risalire alla filiera del denaro, individuando i soggetti che avevano materialmente architettato la truffa e coloro che avevano ricevuto le somme sui propri conti. L'operazione mette in luce la pericolosità del "Money Muling", un sistema che manipola le vittime attraverso il meccanismo psicologico del guadagno facile.
Si è conclusa con una denuncia e il sequestro di materiale probatorio l’indagine condotta dai Carabinieri della locale Stazione nei confronti di un 21enne residente a Macerata, ritenuto responsabile di un imbrattamento avvenuto lo scorso 7 febbraio.
L’attività investigativa è scattata dopo la querela presentata da un cittadino di 78 anni, proprietario di un’abitazione il cui muro di cinta era stato deturpato con la scritta “IHOPS 1312”, realizzata con vernice spray nera. In esecuzione di un decreto di perquisizione locale e personale emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, i militari hanno rintracciato il giovane. Nel corso dell’operazione, all’interno dell’autovettura del 21enne sono state trovate due bombolette spray, nero e grigio, compatibili con quelle utilizzate per l’imbrattamento, poste sotto sequestro.
A margine dell’operazione, i Carabinieri hanno rivolto un accorato appello ai giovani affinché riflettano sulla gravità di simili gesti, spesso scambiati per semplici “bravate” o forme di espressione artistica. Questi atti comportano pesanti conseguenze legali e civili. Il reato di imbrattamento, previsto dall’articolo 639 del codice penale, può portare a denunce e processi, mentre chi commette simili azioni è anche obbligato al risarcimento del danno e al ripristino dei luoghi, con costi di pulizia e tinteggiatura spesso molto elevati.
I Carabinieri ricordano che rispettare il decoro urbano e la proprietà altrui è fondamentale per diventare cittadini consapevoli. "Anche un momento di leggerezza o la ricerca di protagonismo può segnare il percorso legale e personale di un giovane per lungo tempo".
FERMO - Una coppia di anziani coniugi di Fermo è stata salvata da una truffa orchestrata da un sedicente carabiniere grazie all’intervento tempestivo dei veri militari dell’Arma. L’episodio si è verificato pochi giorni fa e ha visto protagonista un 53enne originario della Campania, già noto alle forze dell’ordine, denunciato dai carabinieri per tentata truffa aggravata.
Secondo la ricostruzione dei fatti, i malviventi hanno utilizzato una tecnica consolidata: una telefonata di un falso maresciallo dei carabinieri ha informato i coniugi, rispettivamente di 88 e 87 anni, del presunto coinvolgimento della loro auto in una rapina avvenuta a San Benedetto del Tronto. I truffatori li hanno invitati a recarsi in caserma per chiarire la loro posizione, mentre il 53enne si è recato presso l’abitazione della coppia con l’intento di farsi consegnare gioielli d’oro.
Fortunatamente, la figlia dei coniugi è rientrata in casa proprio mentre il truffatore tentava di entrare, costringendolo alla fuga a bordo di un’auto. Grazie alle indagini dei carabinieri di Fermo, il veicolo è stato rintracciato nei pressi di un centro commerciale e l’uomo è stato identificato e denunciato.
Il reato di truffa aggravata prevede una pena fino a cinque anni di reclusione. L’episodio sottolinea ancora una volta l’importanza della prudenza di fronte a chiamate sospette e del pronto intervento delle forze dell’ordine.
Ennesimo sabato sera ad alta tensione nel cuore di Civitanova Marche. Un violento scontro tra due fazioni ha trasformato le vie della movida in un vero e proprio campo di battaglia. L'episodio, iniziato per futili motivi, ha visto coinvolti un cittadino albanese con numerosi precedenti di polizia e un gruppo di cittadini extracomunitari, scatenando il panico tra i passanti e i commercianti della zona.
Il parapiglia si è sviluppato con particolare intensità tra Piazza Conchiglia e Vicolo Marte intorno alle 20:30. Durante i tafferugli, un giovane è finito a terra ferito, rendendo necessario l'intervento immediato del 118. Il ragazzo è stato trasportato all'ospedale di Torrette per le cure del caso, ma è stato dimesso poco dopo con una prognosi di cinque giorni.
Decisivo è stato l'intervento di un agente della Polizia di Stato fuori servizio che si trovava casualmente sul posto: il poliziotto è riuscito a bloccare uno dei principali protagonisti del disordine, conducendolo direttamente in Commissariato. In pochi minuti la zona è stata presidiata da un massiccio schieramento di forze dell'ordine, con pattuglie della polizia, dei carabinieri e della polizia locale impegnate a riportare la calma e a identificare i presenti.
Al momento, diversi soggetti sono stati accompagnati presso gli uffici di pubblica sicurezza per essere interrogati. Gli inquirenti stanno procedendo con gli accertamenti attraverso le dichiarazioni delle parti e, soprattutto, tramite l'analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza urbana.
Le immagini saranno fondamentali per ricostruire l'esatta dinamica della rissa e stabilire le responsabilità individuali in quello che appare come un ennesimo episodio di microcriminalità urbana che ha scosso la serata civitanovese.
Macerata – Incidente stradale nel tardo pomeriggio di oggi (domenica), intorno alle ore 17, lungo Corso Cairoli, nei pressi dell’incrocio con via Carducci. Due le auto coinvolte in un tamponamento che, fortunatamente, non ha causato gravi conseguenze per le persone.
Entrambi i conducenti sono residenti a Macerata. Secondo quanto emerso dai rilievi, la responsabilità del sinistro è stata attribuita a un uomo di 38 anni, nato in Francia ma residente nel capoluogo.
Sottoposto ai controlli da parte delle forze dell’ordine, il conducente è risultato positivo all’alcol con valori estremamente elevati: alla prima prova l’etilometro ha segnato 4,22 grammi per litro, mentre la seconda misurazione ha rilevato 3,83 g/l, livelli ben oltre i limiti consentiti dalla legge.
Immediati i provvedimenti: per l’uomo è scattato il ritiro della patente di guida, mentre il veicolo – una Renault Clio – è stato posto sotto sequestro ai fini della confisca.
La dinamica dell’incidente è al vaglio degli agenti intervenuti sul posto, ma l’episodio riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza stradale e della guida in stato di ebbrezza, purtroppo ancora tra le principali cause di incidenti.
Momenti di paura nella serata di oggi a Recanati, dove durante una festa di compleanno alcuni bambini si sono sentiti male a causa di una probabile presenza di monossido di carbonio.
L’episodio è avvenuto intorno alle 20:30 in contrada Bagnolo, all’interno di una struttura utilizzata per eventi e cerimonie. Nel locale era in corso una festa con diversi bambini quando improvvisamente alcuni presenti hanno iniziato ad accusare malesseri, facendo scattare l’allarme.
Sul posto sono intervenuti rapidamente i sanitari del 118 insieme ai vigili del fuoco. Dopo i primi soccorsi effettuati direttamente nella struttura, è emerso che all’origine del problema potrebbe esserci stato un elettrodomestico che ha sprigionato monossido di carbonio.
Sei bambini sono stati accompagnati in ospedale per accertamenti: quattro sono stati trasportati in ambulanza all’ospedale di Civitanova, mentre altri due sono stati portati con mezzi privati al Salesi di Ancona.
Le loro condizioni non sarebbero gravi, ma sono in corso verifiche per chiarire con precisione quanto accaduto e individuare le cause dell’incidente.
Si chiude con una condanna definitiva una vicenda giudiziaria iniziata sei anni fa a San Severino Marche. I carabinieri della locale stazione hanno dato esecuzione a un ordine di espiazione pena, disposto dal Tribunale di Sorveglianza di Ancona, nei confronti di un uomo di 62 anni residente nel comune settempedano.
I fatti risalgono al marzo 2020, un periodo segnato dai rigidi controlli per l'emergenza sanitaria, quando l'uomo - già noto alle forze dell'ordine - era stato fermato dai militari per accertamenti.
Alla richiesta di chiarire i motivi della sua presenza in quel luogo, il sessantaduenne aveva reagito con frasi ingiuriose e toni oltraggiosi nei confronti dei carabinieri operanti, il tutto avvenuto alla presenza di diverse persone che si trovavano sul posto.
A seguito della sentenza passata in giudicato per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, l'uomo dovrà ora scontare una pena di quattro mesi di detenzione. Il provvedimento dell'autorità giudiziaria ha stabilito che la pena venga espiata in regime di detenzione domiciliare presso la propria abitazione.
(Foto di repertorio)
Un uomo si è presentato intorno alle 12 alla porta di una donna a Macerata, riuscendo a farsi aprire con una scusa credibile, per poi portare via alcuni oggetti di valore custoditi nell’abitazione. Il fatto rientra nella categoria delle truffe domestiche, un fenomeno purtroppo in crescita.
Secondo quanto ricostruito, il malvivente si sarebbe mostrato convincente e rassicurante, guadagnandosi la fiducia della vittima e riuscendo così a entrare in casa senza destare sospetti. Una volta all’interno, avrebbe approfittato della situazione per impossessarsi di gioielli e beni preziosi, allontanandosi poco dopo.
Solo in un secondo momento la donna si è resa conto di quanto accaduto e ha dato l’allarme. Sul caso stanno indagando le forze dell’ordine, al lavoro per identificare il responsabile e verificare eventuali collegamenti con episodi simili avvenuti a Macerata e nei dintorni.
Le autorità invitano i cittadini alla massima prudenza: è fondamentale non far entrare sconosciuti in casa, anche se si presentano con modi educati o con motivazioni apparentemente affidabili.
Giovedì mattina apro Facebook. Primo post: SÌ. Secondo post: NO. Terzo post: ECCO PERCHÉ SÌ. Quarto post: VI SPIEGO PERCHÉ SI. Quinto post: una foto di tramonto. Finalmente. Scrollo. Sesto post: Vota SÌ.
Chiudo. Riapro dopo tre ore. Stesso identico copione.
Guarda, io il referendum lo seguo e andrò a votare e pure SI. Ci mancherebbe. Ma la mia bacheca è diventata un talk show permanente.
Quando i politici diventano monotematici
Da dieci giorni e oltre i politici non parlano più di nient'altro. Zero. Niente economia, niente sanità, niente trasporti. Solo referendum. SÌ o NO, con spiegazioni chilometriche, infografiche, appuntamenti e pipponi interminabili scritti con ChatGPT.
E sai qual è la cosa divertente? Che i dati dicono che i top manager italiani sui social sono il 78% presenti ma solo il 66% posta contenuti originali. Tradotto: ci sono ma non dicono niente.
I politici invece sono l'esatto contrario. Dicono SOLO una cosa. Ma la dicono sedici volte al giorno. Per quindici giorni di fila.
È come se tu invitassi un amico a cena e lui parlasse solo di quella volta che ha vinto una partita a calcetto nel 2014. Per tre ore. E tu lì che annuisci pensando "ma quando parli di altro?".
Il paradosso dei manager muti e dei politici verbosi
Ecco il paradosso. I manager, che dovrebbero parlare di mercato, innovazione, strategie, sono sempre più silenziosi. Profili aperti, follower in crescita, ma niente post. O post generici tipo "Buon inizio settimana" con foto motivazionale.
I politici invece hanno capito una cosa: i social sono fatti per monopolizzare l'attenzione. E loro lo fanno. Solo che monopolizzano con UNA SOLA COSA. Come quel parente che a Natale parla solo del suo intervento al ginocchio.
Risultato? Bacheche invase. Feed monotematici. E tu che a un certo punto pensi: "Ma davvero non è successo NIENT'ALTRO nel mondo negli ultimi dieci giorni?".
Come sopravvivere al feed-referendum
Primo trucco: silenzia temporaneamente. Instagram ti permette di silenziare le storie e i post di una persona per 30 giorni senza smettere di seguirla. Usalo. Con generosità. Tornerai a seguirla il 24 marzo quando avrà ripreso a postare foto del cane.
Secondo: cerca varianti. Se proprio vuoi restare informato, segui UN account per il SÌ e UN account per il NO. Non diciassette. Uno per parte. Basta. Il resto è rumore.
Terzo: ricordati che puoi spegnere. I social non sono obbligatori. Se apri Facebook e ti viene l'ansia da referendum, chiudi Facebook. Il referendum esisterà comunque. Ma la tua serenità forse no.
Quarto: 15. Martedì 24 marzo qualcuno posterà ancora "Grazie a chi ha votato SÌ/NO" e tu lì, zen, scrolli oltre. Non commentare. Non rispondere. Lascia che si spenga da solo.
La verità ironica
Domenica e lunedì voti. Martedì le bacheche avranno i risultati. I politici riprenderanno a parlare di altro (spero). I manager continueranno a non dire niente. E tu finalmente rivedrai foto di gatti, tramonti, piatti di pasta.
Ma per dieci giorni hai scoperto una cosa: i social sono come quella cena dove tutti parlano della stessa cosa e tu vorresti cambiare argomento ma non ci riesci.
Solo che qui puoi fare mute. E credimi, in questi giorni il tasto "silenzia" è il tuo migliore amico.
Domenica e lunedì si vota. Fino ad allora, proteggiti il feed come proteggeresti la tua sanità mentale.
Perché sono la stessa cosa.
VISSO – Appartiene a Nanni il primo attestato di percorrenza di un sentiero ufficiale rilasciato dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini. La sperimentazione, attualmente attiva solo sui Sentieri Natura, consente ai visitatori di registrare il momento di partenza e di conclusione del percorso in modo semplice, tramite l’Oracolo Sibilla IA, inquadrando i QR code presenti nelle bacheche dei sentieri. Entro l’estate il sistema sarà operativo su tutti gli altri itinerari del Parco.
Per richiedere il certificato, è sufficiente completare il percorso e compilare un form online. Tramite questo form, oltre a segnalare il gradimento dell’itinerario, i visitatori possono inviare suggerimenti o rilievi. Chi lo desidera può anche scegliere di lasciare traccia della visita sul Libro dei Visitatori, consultabile sulla pagina web dedicata ai singoli itinerari, indicando nome, data e tempi di percorrenza. Al termine della compilazione, il sistema, che non memorizza alcun dato personale, genera il certificato scaricabile direttamente sul dispositivo mobile.
Il signor Nanni ha completato il Sentiero Natura di Visso il 14 marzo 2026, impiegando 2 ore e 14 minuti e dichiarandosi “molto soddisfatto” dell’esperienza.
«Si tratta di una modalità di relazione innovativa, dinamica e coinvolgente tra il Parco e il visitatore», spiega il Commissario dell’Ente, Corrado Perugini. «Con questo strumento non solo rilasciamo un certificato che attesta la percorrenza di un sentiero, ma creiamo un rapporto diretto con le persone che visitano il Parco, offrendo loro la possibilità di esprimere commenti e osservazioni sul gradimento dell’esperienza naturalistica. È un passo avanti verso una frequentazione sempre più consapevole e sostenibile del territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini».
Il critico d’arte Vittorio Sgarbi ha scelto San Severino Marche per esercitare il proprio diritto di voto in occasione del referendum sulla giustizia, tornando così in una città che lo vide protagonista come sindaco nei primi anni Novanta.
L’attuale primo cittadino di Arpino e prosindaco di Urbino si è presentato in serata, intorno alle 21, al seggio numero 13 allestito nella scuola della frazione di Cesolo. Con lui la compagna Sabrina Colle e il legale di fiducia, l’avvocato Giampaolo Cicconi.
Ad accoglierlo in città è stata il sindaco Rosa Piermattei, in un incontro che ha confermato il legame mai interrotto tra Sgarbi e la comunità settempedana.
Dopo aver votato, il critico ha voluto sottolineare l’importanza della partecipazione democratica, evidenziando l’attenzione suscitata dal tema referendario e ringraziando per l’accoglienza ricevuta in città.
La visita si è poi trasformata anche in un momento conviviale all’insegna della tradizione locale. La serata si è infatti conclusa all’Osteria Ninetta, dove Sgarbi ha cenato insieme ad amici, tra cui il titolare Alberto Rastelletti.
“Come ai vecchi tempi – ha commentato – abbiamo gustato piatti tipici dominati dall’immancabile ciauscolo”, un omaggio alle eccellenze enogastronomiche del territorio che, a distanza di oltre trent’anni dalla sua esperienza amministrativa, continua a rappresentare per lui un punto di riferimento affettivo e culturale.
Si attesta al 41,7% l’affluenza alle urne nel Comune di Tolentino alle ore 19 di domenica 22 marzo 2026, in occasione dei referendum. Nelle diciannove sezioni cittadine si sono recati a votare 5.802 elettori.
In precedenza, alle ore 12, avevano votato 2.178 elettori, pari al 15,66%.
Il dato può essere confrontato con le precedenti consultazioni. Nei referendum del 2025, alle ore 12 aveva votato il 7,87%, mentre alle ore 19 l’affluenza era stata del 17,1%.
Nel 2022 avevano votato 6.103 elettori, pari al 42,6%.
Nei precedenti Referendum Costituzionali del 2020, alla stessa ora avevano votato 5.655 elettori, di cui 2.861 maschi e 2.794 femmine, per una percentuale del 38,93%. Nel Referendum Costituzionale del 2016, alle ore 19 aveva votato il 55,31%.
Si ricorda che sarà possibile votare domenica 22 marzo fino alle ore 23 e lunedì 23 marzo dalle ore 7 alle ore 15.
L’Ufficio Elettorale, in piazza della Libertà, resterà aperto al pubblico nei giorni di votazione negli stessi orari di apertura dei seggi: il 22 marzo fino alle ore 23 e il 23 marzo dalle ore 7 alle ore 15.
Un nuovo percorso diagnostico-terapeutico dedicato ai pazienti maculopatici è stato attivato in questi giorni presso il reparto di Oculistica dell’ospedale di San Severino, guidato dal direttore facente funzioni Giuliano Finicelli, che ha ripreso e ottimizzato il modello organizzativo del precedente direttore dottor Ramovecchi, implementando in questo modo l’offerta e i servizi dedicati ai pazienti oftalmologici.
In aggiunta a quelli già esistenti, il nuovo percorso dedicato ai maculopatici con prestazioni Oct a loro riservate prenotabili da Cup regionale, permette diagnosi precoci, trattamenti tempestivi e follow-up adeguati ai pazienti in trattamento intravitreale. La conferma dell’eccellenza del reparto settempedano nel trattamento delle maculopatie è testimoniata dal suo inserimento tra i pochissimi centri non universitari ad essere attivamente coinvolto in uno studio multicentrico di rilevanza nazionale su nuovi orizzonti terapeutici, che considerano l’impatto sociale della patologia retinica con particolare attenzione alla prescrizione di nuovi ausili per l’ipovisione.
L’Oculistica guidata dal dottor Finicelli, grazie anche al contributo di tutta l’èquipe medica e infermieristica, dall’inizio dell’anno ha incrementato il numero degli interventi chirurgici, in particolare di cataratta, per abbattere le liste di attesa, garantendo nello stesso tempo gli interventi a carattere di urgenza. È sempre attivo il servizio di diagnosi e gestione delle uveiti, in costante collaborazione con i reparti di Infettivologia e Reumatologia, mentre il Reparto ha aderito anche all’iniziativa regionale per l’abbattimento delle liste d’attesa con visite nel week-end. L’Oculistica di San Severino è anche centro di riferimento per la diagnosi e la terapia del cheratocono, per cui è inserito nella rete regionale delle malattie rare. I pazienti che ne sono affetti, infatti, possono accedere al percorso dedicato prenotando tramite Cup.
“Aumentiamo l’accesso ai percorsi di cura per rispondere alle richieste di salute dei cittadini, mantenendo elevati gli standard di qualità nell’erogazione dell’offerta sanitaria per i quali l’Oculistica di San Severino rappresenta un’eccellenza nel settore” – dichiara il direttore generale dell’Ast di Macerata dottor Alessandro Marini.
Successo per l'evento "SOS Benessere Uomo" tenuto giovedì 19 marzo, giorno della Festa del Papà, presso la biblioteca comunale di Civitanova Marche. L'incontro, gratuito ed aperto a tutta la cittadinanza che ha partecipato numerosa, è stato un momento di informazione e di sensibilizzazione sui temi della salute maschile.
Durante l'incontro si è parlato delle problematiche andrologiche che possono presentarsi nel corso della vita dell'uomo, dall'età giovanile sino alla terza età, con l'obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce. Accanto ai temi medici, discussi dal Dr. Luigi Quaresima, medico Urologo e Andrologo promotore dell'evento, si è parlato del ruolo dello stile di vita nel mantenimento della salute, con interventi dedicati all'attività sportiva, alla nutrizione, agli aspetti psicologici ed alla dimensione spirituale.
Tra i relatori e moderatori, la psicologa e sessuologa Marianna Agostinelli, il farmacista esperto in ambito sportivo Mario Mancini, il nutrizionista Roberto Talamonti, il personal trainer Marco Mancini, e Don Sergio Criscione, parroco e insegnante presso le scuole primarie di Civitanova. Oltre alla cittadinanza, proveniente anche dai comuni limitrofi, sono intervenuti alcuni rappresentanti delle istituzioni, come Pierpaolo Borroni, consigliere regionale e componente della IV commissione consiliare permanente (che si occupa di sanità e politiche sociali), e Andrea Foglia, coordinatore del tavolo tecnico per la salute delle nuove generazioni del comune di Civitanova.
Doverosi i ringraziamenti al comune di Civitanova per il patrocinio, a Carmen Lisa Carella per la professionalità, e ad Antonio Nortesani per il supporto organizzativo.
Due giorni di ciclismo, memoria e impegno civile sulle strade marchigiane: il 3 e 4 aprile torna la seconda edizione del Trofeo Michele Scarponi, gara nazionale su strada dedicata alla categoria Juniores (17-18 anni) in ricordo del campione tragicamente scomparso nel 2017. La manifestazione, organizzata dalla Fondazione Michele Scarponi ETS insieme all’ASD Avis Frecce Azzurre di Camerino, attraverserà le province di Ancona e Macerata, unendo sport e promozione del territorio.
Alla partenza saranno 25 squadre, tra cui tre formazioni straniere provenienti da Ungheria, Austria e Spagna, per un totale di 174 corridori. L’evento è stato presentato oggi ad Ancona, a Palazzo Leopardi, alla presenza di rappresentanti istituzionali, dirigenti sportivi e familiari del campione, tra cui Marco Scarponi, segretario generale della Fondazione.
Ricordo e sicurezza stradale“Il Trofeo Michele Scarponi è molto più di una gara: è un’occasione per trasmettere ai giovani il valore della sicurezza stradale e dell’umanità nello sport”, ha dichiarato l’assessore regionale allo Sport, Tiziano Consoli. Marco Scarponi ha sottolineato come l’iniziativa trasformi il dolore per la perdita del fratello in un dono: “Ogni pedalata dei ragazzi è un tributo alla memoria di Michele e un’occasione per promuovere rispetto e sicurezza sulle strade”.
I percorsiLa prima tappa, da Filottrano a Castelraimondo (120 km, 1.751 m di dislivello), prevede salite selettive come quelle di Filottrano e Corneto, attraversando Appignano, Treia e San Severino Marche. La seconda tappa, da Castelraimondo a Camerino (107 km, 1.890 m di dislivello), si concluderà con un circuito finale in salita a Camerino, con pendenze fino al 12%, decisivo per la classifica finale.
Un messaggio oltre la competizioneOltre al valore tecnico della gara, il Trofeo Michele Scarponi porta con sé un forte messaggio sociale: promuove la sicurezza stradale tra i giovani, ricorda il legame del campione con la sua terra e celebra la resilienza dei comuni colpiti dal sisma del 2016. Giulio Pellizzari e Gianmarco Garofoli, campioni marchigiani di oggi, saranno testimonial dell’evento, che rafforza il ruolo delle Marche come regione protagonista del ciclismo giovanile nazionale ed europeo.
Nella recente Milano-Sanremo gli occhi erano puntati su diversi protagonisti italiani, tra cui Filippo Ganna, Giulio Ciccone, Giulio Pellizzari e Alberto Bettiol, in una gara poi vinta da Tadej Pogacar in 6h35’49”. Pellizzari ha chiuso al 40° posto, a soli dieci secondi dal vincitore, restando nel gruppo inseguitore dei battistrada e confermando segnali incoraggianti. La corsa è stata caratterizzata da episodi imprevisti, tra cui un errore della macchina apripista che ha portato alcuni corridori fuori percorso, obbligandoli a tornare indietro. Momenti di tensione, situazioni imprevedibili e ritmo altissimo hanno segnato una giornata complessa ma significativa per il giovane atleta marchigiano.
Poco prima della salita della Cipressa, un altro episodio ha influenzato la gara: una caduta che ha coinvolto lo stesso Pellizzari insieme a nomi di primo piano come Pogacar, Wout Van Aert, Matteo Jorgenson e Biniam Girmay. Nonostante l’incidente, Pellizzari è riuscito a rientrare e a concludere la corsa con determinazione, dimostrando resistenza, carattere e capacità di recupero. Il finale ha visto un duello spettacolare tra Pogacar e Tom Pidcock, con lo sloveno capace di imporsi nella volata a due. In questo contesto di altissimo livello, la prestazione dell’italiano assume ancora più valore.
Un dato particolarmente significativo è il terzo tempo fatto registrare da Pellizzari sull’ascesa del Poggio, segnale di una condizione fisica eccellente e di una crescita costante. Già nei giorni precedenti, il corridore di Camerino si era messo in evidenza alla Milano-Torino, vinta da Pidcock, dove aveva chiuso al quarto posto risultando il migliore degli italiani. A questo si aggiunge il terzo posto alla Tirreno-Adriatico, che conferma un inizio di stagione estremamente positivo. Continuità, prestazioni di alto livello e crescita tecnica rendono Pellizzari uno dei nomi più interessanti del ciclismo italiano attuale.
Le sue performance non sono passate inosservate nemmeno a livello dirigenziale. La squadra legata al marchio Red Bull è infatti intenzionata a blindare il talento marchigiano, prolungando il contratto attualmente in scadenza nel 2028 fino al 2030. Una mossa che testimonia la fiducia nel progetto sportivo costruito attorno a lui. Pellizzari sarà inoltre uno dei punti di riferimento del team insieme a Primoz Roglic e si prepara a un ruolo da protagonista anche al Giro d’Italia, dove sarà capitano dopo il sesto posto ottenuto lo scorso anno. Futuro promettente, fiducia della squadra e ambizioni crescenti delineano il profilo di un atleta ormai pronto al salto definitivo.
In cinque anni, le Marche hanno perso 4.112 attività agricole, pari a un calo del 16,1%. Una flessione particolarmente evidente tra il 2022 e il 2024, periodo in cui si registrano i numeri più allarmanti. I dati incrociati della Camera di Commercio Regionale e della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) rilevano un quadro di complessiva flessione pur in una situazione nazionale declinante. Sul comparto paiono addensarsi numerose preoccupazioni rilevanti anche per l’introduzione del Mercosur, definito il più grande mercato di libero scambio fra l’UE e Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, la cui definizione ha visto crescere moltissime proteste in tutto il Vecchio Continente.
Una nutrita piattaforma di produttori agricoli e associazioni animerà il Primo Forum regionale per la difesa del settore primario. L’iniziativa, dal titolo: “Mercosur: chi paga il conto? Cibo e salute, agricoltura e territorio: tra accordi europei e spesa quotidiana”, sarà di scena sabato 28 marzo, dalle ore 10, a Morrovalle, nella sala conferenze dello splendido Palazzo Lazzarini, sede del museo cittadino. L’originale forum è stato organizzato dalle associazioni culturali Marche Terre Libere e Anima Mundi Green Life, che hanno unito le loro esperienze sociali, culturali ed ambientali, fungendo da raccordo con i rappresentanti di categoria.
“Il comparto agricolo marchigiano consta di circa 3.800 imprese per una superficie di poco meno di 600.000 ettari, la provincia più popolata di imprese è la provincia di Macerata con 1.700 imprese. Per questa ragione - spiegano gli organizzatori - abbiamo scelto una località del maceratese, all’interno di una regione centrale per tutto il comparto in cui l'80,8% della Sau è coltivata a seminativi, con i cereali per la produzione di granella come coltura prevalente; l'11,8% sono prati e pascoli e il 7,3% a legnose agrarie. Gli alveari, gli avicoli e gli ovini sono le tipologie di allevamenti che nelle Marche contribuiscono di più ai totali nazionali (4,9%, 2,9% e 2,1%) mentre le aziende agricole con centro aziendale nelle Marche sono oltre 33mila (3% del totale Italia)”.
Tra i relatori, moderati da Orietta Baldelli, Alessandro Cacciamani (Membro del Comitato Agricoltori Maceratesi), Matteo Carboni (Presidente CIA Agricoltori Italiani Ascoli Piceno-Fermo-Macerata), Giuseppe Paolini (Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino e Presidente UPI Marche), Debora Cuini (Responsabile Provinciale Medici per l’Ambiente, Presidente Anima Mundi Green Life), Marianella Fioravanti (esperta in Relazioni internazionali, Vicepresidente Associazione Marche Terre Libere).
“Il trattato Mercosur - spiegano gli organizzatori - nasce per favorire il commercio di alcuni settori produttivi (automotive, industria farmaceutica) ma è mortale per quello agricolo. Nessun vantaggio quindi per gli agricoltori europei ed italiani né per i cittadini, perché senza applicazione del principio di reciprocità importeremo cibo che non rispetta i nostri rigidi standard di produzione in termini di sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale e tutela dei lavoratori. Non solo, sarà l’ennesimo caso di concorrenza sleale, considerando il differenziale del costo di produzione che grava sulle spalle degli agricoltori, particolarmente elevato per quelli europei ed italiani, con conseguenze potenzialmente rovinose sui prezzi”.
“Inoltre - scrivono in una nota i promotori dell’evento - in Sudamerica sono consentiti trattamenti e pratiche produttive banditi da anni nel nostro continente. Per quanto riguarda gli allevamenti, ad esempio, è consentito l’impiego di ormoni della crescita per accelerare l’ingrasso degli animali, mentre da noi è vietato da più di 30 anni poiché considerato potenzialmente dannoso per la salute dei consumatori. Senza contare la sorveglianza quasi inesistente sull’utilizzo di antibiotici. Regole che i nostri allevatori seguono all’interno di una filiera completamente tracciata e soggetta a rigidi controlli. Inoltre, con l’accordo Mercosur, le multinazionali della chimica avranno maggiore facilità a vendere in Sudamerica fitofarmaci vietati nell’Unione Europea, che finirebbero nei nostri cibi proprio con le importazioni agevolate dal Mercosur. Finirebbe il ruolo dell’agricoltore come custode dei cibi che la terra produce”.
L’escalation militare in Iran apre nuovi scenari di incertezza geopolitica e preoccupa anche il tessuto produttivo del territorio maceratese. Le tensioni internazionali, infatti, stanno già producendo effetti concreti su mercati, costi e capacità di programmazione delle imprese, con ripercussioni che rischiano di intensificarsi nel breve periodo.
Il quadro che emerge è quello di una crescente apprensione tra le aziende, alle prese con l’aumento dei costi energetici e logistici, ritardi nelle catene di approvvigionamento e un generale clima di instabilità che rende più complessa ogni pianificazione. In alcune filiere la situazione resta ancora sotto controllo, ma i comparti più esposti stanno già registrando difficoltà tangibili.
A pesare è soprattutto la dinamica del prezzo del petrolio, influenzata non solo dalla crisi mediorientale ma anche da forti oscillazioni di mercato che, secondo gli operatori, risentono di possibili fenomeni speculativi. Il risultato è un immediato effetto a catena su energia, materie prime e trasporti, con rincari che si propagano lungo tutta la filiera produttiva.
Particolarmente delicata appare la situazione legata allo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per i traffici internazionali. Eventuali blocchi o limitazioni al transito stanno già incidendo sulle rotte commerciali, causando ritardi e costi aggiuntivi che mettono a rischio anche l’export.
A lanciare l’allarme è Federico Maccari, presidente della sezione Agroalimentare, che evidenzia come l’aumento dei carburanti e dei fertilizzanti "stia gravando pesantemente sulle produzioni". "Le difficoltà nei trasporti marittimi, sottolinea, rischiano inoltre di compromettere la spedizione dei prodotti freschi, con inevitabili conseguenze sui prezzi al consumo".
Preoccupazioni analoghe arrivano dal comparto tessile. Il presidente Michele Paoloni segnala come il rincaro del petrolio "stia incidendo direttamente sui costi delle fibre sintetiche, mentre le deviazioni delle rotte nel Golfo stanno generando ritardi e sovraccosti che colpiscono l’intera filiera, dalla produzione alla distribuzione, con effetti negativi su vendite e competitività".
A tracciare un quadro complessivo è il presidente di Confindustria Macerata, Marco Ragni, che parla apertamente di una situazione allarmante. "Il conflitto, spiega, sta aggravando in modo significativo i costi energetici e logistici, mettendo a rischio la competitività delle imprese locali e, più in generale, del sistema produttivo italiano".
"In uno scenario caratterizzato da forti oscillazioni dei prezzi e da una crescente instabilità, diventa sempre più difficile per le aziende assorbire gli aumenti senza ripercussioni. Per garantire la continuità produttiva, avverte Ragni, tali rincari finiranno inevitabilmente per essere distribuiti lungo tutta la catena del valore, con effetti destinati a riflettersi anche sui consumatori".
La crisi in Medio Oriente, dunque, non resta confinata sul piano geopolitico, ma si traduce già oggi in una sfida concreta per l’economia reale, mettendo alla prova la tenuta delle filiere e la capacità di resistenza delle piccole e medie imprese del territorio.
"Unicam non è soltanto un luogo dove si studia. È un luogo dove si diventa. E tutti voi, studenti e studentesse, con il vostro entusiasmo, la vostra creatività e il vostro senso di responsabilità, ne siete la parte più viva, preziosa e fondamentale, siete non solo la nostra forza ma la speranza ed il futuro dei nostri territori, del nostro Paese, della nostra Europa, per costruire un futuro di pace e sviluppo. Con questa certezza dichiaro aperto il 690mo anno accademico della nostra indispensabile Università": è con queste parole che il rettore Graziano Leoni ha dichiarato ufficialmente aperto il 690mo anno accademico della “indispensabile”, questo è l’aggettivo scelto quest’anno, Università di Camerino.
"Saperi in dialogo per costruire futuro" è stato il tema scelto quest’anno per la cerimonia che ha avuto come ospite d’onore Ivano Dionigi, professore Emerito di Lingua e Letteratura Latina dell’Università di Bologna. L’evento si è aperto con i saluti del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, del sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, del presidente del Consiglio studentesco Edoardo Pettinari, della rappresentante del personale tecnico e amministrativo Emanuela Laliscia, della rappresentante del personale docente e ricercatore Sara Cipolletti e del direttore generale Andrea Braschi. Il rettore, Graziano Leoni, ha poi tenuto la relazione al termine della quale è stato dichiarato ufficialmente aperto l’anno accademico.
Il rettore Leoni ha aperto con una riflessione sul contesto internazionale, senza eludere la gravità del momento storico: "Di fronte alla guerra in Ucraina, alla tragedia umanitaria a Gaza, ai conflitti che consumano vite e speranze in molte parti del mondo, l’università non può e non deve tacere. La conoscenza non è neutrale rispetto alla pace o alla guerra: formare menti capaci di pensiero critico, di dialogo e di responsabilità è doveroso".
Il rettore ha illustrato l’adesione di Unicam alla Carta di Assisi, sottoscritta lo scorso 25 febbraio, che impegna gli atenei a orientare ricerca e didattica alla giustizia, alla sostenibilità e alla tutela della dignità umana. Ha quindi presentato l’istituzione della figura del Delegato alle “Politiche per la pace e il confronto democratico” e l’adesione al progetto Iupals – Italian Universities for Palestinian Students. Accoglierli e sostenerli è un atto coerente con i valori fondativi dell’università, che vede nel sapere il suo bene più prezioso, ha dichiarato.
Al centro della relazione, la scelta del titolo dell’anno accademico come chiave interpretativa della missione universitaria. "Il sapere si costruisce insieme – ha affermato il rettore Leoni – e senza dialogo non ha ragione di esistere. Questo è il senso del titolo che abbiamo scelto, un invito rivolto a tutta la nostra comunità a intendere il proprio lavoro quotidiano come contributo a qualcosa che va oltre l’individuo: la costruzione collettiva di un mondo più giusto, più libero e più consapevole".
Il rettore ha annunciato due nuovi corsi di laurea, quello triennale in Scienze delle Attività Motorie e Sportive, che si fonda su anni di lavoro scientifico che Unicam ha condotto nel campo della salute, della nutrizione e della biomeccanica clinica e dello sport, e quello magistrale in Biotecnologie per le Scienze Mediche e Veterinarie, che consolida e innalza la tradizione di eccellenza nelle scienze della vita, mettendo in dialogo due ambiti, la medicina umana e quella animale, che la ricerca moderna insegna a leggere in modo sempre più integrato. Ha inoltre presentato il Laboratorio Immersivo di Chimica, un ambiente che combina realtà virtuale e formazione scientifica, nato dalla collaborazione tra la Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute e la Scuola di Architettura e Design.
Sul fronte dei risultati, Leoni ha ricordato che Unicam si è confermata, per il ventiduesimo anno consecutivo, al primo posto nella classifica CENSIS degli atenei fino a 10.000 studenti e, per il quinto anno di fila, prima tra tutti gli atenei statali italiani per punteggio assoluto: "Un risultato che premia l’impegno costante nel garantire servizi di eccellenza e un’offerta formativa di qualità. Ma dietro questo risultato c’è una filosofia precisa: noi crediamo fermamente che la formazione universitaria autentica non possa essere svolta a distanza. L’università non è un contenuto da erogare, ma un’esperienza da attraversare".
Il rettore ha evidenziato anche i successi nel campo dell’internazionalizzazione, su tutti KreativEU, l’Alleanza Europea delle Università di cui Unicam è partner, nonché quelli della ricerca, che ha confermato la propria competitività e la capacità di attrarre importanti finanziamenti.
A dieci anni dagli eventi sismici del 2016, il rettore ha fatto il punto sui cantieri in corso, annunciando con particolare soddisfazione l’imminente apertura dei lavori per il recupero del Palazzo Ducale, edificio simbolo dell’ateneo. Ha inoltre comunicato la prossima apertura di Palazzo Ribechi – nuova foresteria dell’ateneo – e dell’ex convento di Santa Caterina, che ospiterà la Biblioteca Scientifica Unificata, la School of Advanced Studies e la Scuola di specializzazione in Farmacia Ospedaliera.
La cerimonia ha visto come ospite d’onore Ivano Dionigi, professore emerito di Lingua e Letteratura latina all’Università di Bologna ed ex rettore dello stesso ateneo, che ha tenuto la prolusione dal titolo Ci sarà bisogno di noi, un intervento di ampio respiro filosofico e civile, che ha messo al centro la crisi del linguaggio, il ruolo della politica e il valore insostituibile dell’istituzione universitaria, un presidio civile irrinunciabile.
"Ci sarà ancora bisogno di noi, intesi come Università – ha affermato il professor Dionigi – la quale rimane l’istituzione pubblica più sana, oltre che la più preziosa e nobile, del Paese. A chi, se non alla comunità universitaria, affidare il compito di insegnare che la res publica, la cosa pubblica, è di tutti?".
Dionigi ha concluso la sua prolusione con un appello diretto alle studentesse e agli studenti: "Mostrate i vostri volti, fate sentire la vostra voce, non siate clandestini; il vostro tempo non è domani, è ora. Voi avete il futuro nel sangue e il privilegio di dare del tu al tempo. Impegnatevi in politica: fatelo con passione e orgoglio, non solo per affermare voi stessi, ma anche per una sorta di pietas verso di noi, che non ce l’abbiamo fatta a lasciarvi un mondo migliore. Noi abbiamo vendemmiato più che seminato. Il mondo sarà migliore il giorno in cui non diremo più di un ragazzo o di una ragazza “è tutto suo padre, tutta sua madre”, ma di un genitore diremo “è tutto suo figlio, è tutto sua figlia”.
Un risultato che premia talento, impegno e passione sportiva. Anita Recchi, studentessa della classe 3B della scuola secondaria di primo grado del Convitto Nazionale “Leopardi” di Macerata, ha conquistato la medaglia d’argento nel getto del peso (3 kg), categoria cadette, al XIV Trofeo “Ai Confini delle Marche”.
La competizione, andata in scena domenica 15 marzo al PalaCasali di Ancona, è uno degli appuntamenti più rilevanti dell’atletica giovanile italiana. Organizzata dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL), ha visto la partecipazione di rappresentative provenienti da 13 regioni, riunendo alcune delle migliori promesse del panorama nazionale.
Già campionessa regionale con la misura di 11,45 metri, Anita è riuscita a migliorarsi proprio nell’occasione più importante, raggiungendo l’eccellente misura di 11,78 metri. Un lancio che le ha permesso di salire sul secondo gradino del podio, alle spalle dell’atleta dell’Emilia-Romagna e davanti alla rappresentante della Toscana. Un risultato di grande prestigio, ottenuto indossando per la prima volta la maglia della Regione Marche.
Tesserata con l’Avis Macerata, Anita è anche alunna semiconvittrice del Convitto Leopardi, dove si distingue non solo per le qualità sportive ma anche per l’impegno scolastico e la condotta esemplare. Un percorso che dimostra come la pratica sportiva, anche a livelli competitivi, possa andare di pari passo con risultati positivi nello studio.
A congratularsi con lei sono stati il rettore e dirigente scolastico Alessandra Gattari, la docente di Scienze Motorie Paola Caschera, la coordinatrice di classe Maria Chiara Paparelli, insieme alle educatrici, ai docenti e a tutto il personale scolastico. Un riconoscimento condiviso per un traguardo che rappresenta non solo un successo sportivo, ma anche un esempio concreto di crescita, dedizione e spirito di squadra.
Un argento che vale molto più di una medaglia e che lascia intravedere un futuro ricco di possibilità.
In occasione della Giornata Mondiale del Teatro, venerdì 27 marzo alle ore 18 e sabato 28 marzo alle ore 10, il Comune di Macerata organizza una visita guidata gratuita al Teatro Lauro Rossi.
L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con Macerata Culture e l’associazione Sferisterio aderendo alla call della Fondazione Marche Cultura. L'obiettivo è la valorizzazione del patrimonio dei teatri storici presenti sul territorio regionale.
Il percorso guidato permetterà ai visitatori di scoprire la storia e l'architettura del teatro cittadino, approfondendo il ruolo della struttura come centro di aggregazione culturale.
Informazioni e prenotazioni: il ritrovo è fissato all'Infopoint, in piazza della Libertà, 18. L'ingresso è gratuito su prenotazione da effettuare al numero 0733 060279, e – mail macerata.cultura@orologionetwork.it .
Rush finale per i 60 artisti convocati al Teatro Rossi di Macerata per la selezione dei 16 finalisti di Musicultura 2026. Sei alla volta si esibiscono da giorni davanti al caloroso pubblico e alla giuria guidata dal direttore artistico Ezio Nannipieri e composta da: Stefano Bonagura giornalista e produttore artistico di Musicultura, Marco Maestri compositore, la prof.ssa Gillian Susan Philip dell’Università di Macerata, il professor Daniele Tomassoni dell’Università di Camerino, la cantautrice Roberta Giallo, la regista Giulia Grandinetti e le due giurie studentesche degli atenei di Macerata e Camerino, partner culturali del Festival. In particolare, per l’Università di Camerino la giuria di Musicultura annovera gli studenti: Renato Nicolae Agnello, Veronica Baldini, Ludovica Catena, Andrea D’Aquanno, Jordan Dell’Elce, Alessandro Ippoliti, Lucia Lucernoni, Carolina Malatini, Mattia Romanella e Paola Russo.
Nella penultima serata delle Audizioni Live l’artista di Udine Giavitto ha conquistato il Premio del Pubblico Banca Macerata. L’ambito riconoscimento di tappa è stato consegnato da Rodolfo Zucchini consigliere di Banca Macerata e dal vicesindaco del Comune di Macerata Francesca D’Alessandro: “Musicultura è un Festival di cui Macerata va profondamente fiera, un progetto che, anno dopo anno, lascia un segno nel panorama nazionale grazie a una comunità straordinaria fatta di talento, passione e visione. In un momento in cui avvertiamo forte la necessità di dare spazio e fiducia ai giovani, Musicultura rappresenta un vero e proprio laboratorio in divenire, capace di offrire opportunità concrete e di far crescere generazioni di artisti e professionisti”.
Giavitto ha conquistato il pubblico con brani di forte impatto narrativo ed emotivo: “Il ministero dell’amore” e “Stelle e striscia” (la cena di famiglia). Figlio di un musicista che ha partecipato a due edizioni di Musicultura, Andrea Giavitto incarna una ricerca artistica che affonda le radici nell'amore per la parola e nel dubbio come strumento di indagine. La sua visione musicale si configura attorno a sonorità prevalentemente folk, intrecciate ad elementi di progressive rock e hip hop che creano un linguaggio ibrido e contemporaneo.
L’album Artù, il suo progetto più recente e significativo, rappresenta il manifesto artistico più maturo di Giavitto che sintetizza e proietta in avanti la sua visione estetica e concettuale.
Rosita Brucoli, cantautrice pugliese classe ’99 si è esibita con “Agente” e “Lasciamo papà” un tema quello del lutto per la perdita del padre che diventa nella sua musica accettazione, e nel contempo forza ed energia. Le sue parole si fondono con melodie incisive e sonorità calibrate, con una potenza evocativa capace di scavare nell'anima. Cresciuta tra l'eleganza senza tempo di Mina e l'irriverenza rap di Caparezza, Rosita si afferma dopo il trasferimento a Torino nel 2017: collabora con Niccolò Fabi al Reset Festival, apre concerti per Willie Peyote, Colapesce e Carmen Consoli.
A Milano nel 2019 studia canto pop al Conservatorio Verdi. I riconoscimenti fioccano: Giffoni Music Concept Award (2021), Premio Nebbiolo (2022), e l'album d'esordio Camminare e Correre. Nel 2025 segna il ritorno con il secondo disco Siamo Stati Guai, pubblicato con Sound To Be, a cui fa eco il Premio per la miglior composizione e testo originali a "Musicante – In viaggio con Pino Daniele".
Gabriele Esposito di Massa Di Somma (Napoli), classe 1998, ha incantato il pubblico con "Si mannammor'" e "L'unica", il brano che in poco tempo dall’uscita ha ottenuto oltre un milione e mezzo di stream. Esposito coltiva un legame viscerale con la tradizione musicale partenopea, mantenendo uno sguardo aperto alle sonorità d'oltreoceano. Si forma nelle strade della Campania, Napoli, Salerno, Cava de' Tirreni, con Via Scarlatti al Vomero che rappresenta il suo luogo d'ispirazione e riferimento musicale. La dimensione live è l'elemento costitutivo del suo percorso: un incontro diretto con il pubblico che fonde identità, passione e radici, creando uno stile personale che dialoga costantemente tra folklore e modernità. Il suo EP Via Scarlatti (2022) e i successivi singoli, tra cui "'Na rivoluzione (Sento 'o bbene ca me faccio)" (2024), testimoniano l'evoluzione di una ricerca sempre più consapevole e matura.
Con una voce potente e una presenza scenica carica di energia, La Noce di Latina, ha proposto “Nuotare” e “Volpe”, due brani in cui alterna graffi e carezze, muovendosi con naturalezza tra suggestioni elettroniche e sonorità pop. Prodotta da Matteo Gabbianelli, Marta La Noce pubblica nel 2022,Libera con Cecilia Lavatore: un progetto discografico e teatrale dedicato a storie di donne e diritti civili, dove musica e parola diventano rito collettivo. Vincitrice del Meeting Music Contest, del Premio Nuovo IMAIE e del Premio Stream Believe di Music For Change 2025, porta sui palchi energia, urgenza e identità, aprendo concerti e spettacoli di Bandabardò, Anna Castiglia, Sabina Guzzanti e Zulù dei 99 Posse.
Manuella di Sassari, ha offerto “Trippi” e “Undi è l’amori” il brano intenso e potente che più rappresenta la cantautrice sarda, ispirato da un canto tradizionale dell’isola: “la corsicana”. Originaria di Budoni, Manuela Manca è una cantautrice alternative pop dalla voce ipnotica e viscerale che trasforma memorie ataviche e radici etnomusicali in un sound contemporaneo caratterizzato da stratificazioni vocali sintetiche ed eteree, elettronica scura e melodie sospese. La sua musica intensa ed immersiva crea architetture sonore di luce e ombra, desiderio e tensione. Con ogni nota Manuella forma spazi emotivi profondi dove il suono diventa introspezione, mistero e pura energia magnetica.
Da Trieste sul palco di Musicultura Acqua Distillata canta Ribaltavapori, con un set acustico composto da chitarra violoncello e violino ha presentato i brani “Gaia” e “Il mercato degli abbagli”. Ribaltavapori al secolo Antonio Uras e Acqua Distillata nome d’arte di Lucia Gatto, hanno unito le loro sensibilità artistiche per realizzare un album dal titolo Acqua Distillata canta Ribaltavapori. Il progetto, suddiviso in due volumi, rappresenta un viaggio musicale nel mondo della canzone d’autore, ispirato ai toni degli anni ’60 e arricchito da arrangiamenti orchestrali. L’album, scritto interamente da Ribaltavapori e co-prodotto con Sesto, si configura come un concept che esplora tematiche di attualità invitando l’ascoltatore a una riflessione profonda sulla società contemporanea.
Questa sera sabato 21 marzo ultimo appuntamento con le Audizioni live saliranno sul palco gli ultimi sei artisti: Il Maestrale – Bari; Isabella Privitera – Bologna; Chino – Roma; Federico Baldi – Bergamo; angelae– Padova; Chiara Accardi – Paler
Straordinario successo per le Giornate FAI di Primavera 2026 a Camerino, che nel fine settimana di sabato 21 e domenica 22 marzo hanno richiamato in città centinaia di visitatori desiderosi di scoprire i luoghi simbolo aperti eccezionalmente per l’occasione. Un flusso continuo di persone ha animato le sedi delle visite, confermando ancora una volta il grande interesse verso il patrimonio culturale e scientifico della città.
Protagonisti di questa edizione sono stati due luoghi fortemente rappresentativi dell’identità di Camerino, capaci di raccontare al tempo stesso le radici storiche e lo sguardo verso il futuro della comunità: il Palazzo Arcivescovile con il rinnovato Museo Diocesano, nel cuore di Piazza Cavour, e il ChIP – Centro di ricerca dell’Università di Camerino.
All'interno del Palazzo Arcivescovile i visitatori hanno potuto immergersi nel percorso del Museo Diocesano “Giacomo Boccanera”, riaperto il 16 ottobre 2025 dopo il sisma del 2016. Grande interesse ha suscitato la possibilità di ammirare opere di straordinario valore artistico, tra cui la celebre tela di Giovan Battista Tiepolo raffigurante l’Apparizione della Madonna e del Bambino a San Filippo Neri, con un percorso museale appena rinnovato grazie all'allestimento di una nuova sala espositiva che ospita temporaneamente alcune opere della Pinacoteca Civica, in attesa della riapertura della sede storica di Piazza dei Costanti. Tra queste, in evidenza l’“Annunciazione” di Giovanni Angelo d’Antonio, capolavoro della pittura marchigiana del Quattrocento.
Visita che ha messo invece al centro i temi della ricerca scientifica e dell'innovazione è stata quella che si è svolta al ChIP, l'imponente centro di ricerca UNICAM, che ha condotto i visitatori attraverso un percorso guidato mostrando le eccezionali caratteristiche strutturali e architettoniche dell'edificio costruito dopo il sisma 2016 e i laboratori all'avanguardia dove ogni giorno lavorano centinaia di ricercatori.
Un ruolo fondamentale nel successo delle due giornate è stato quello svolto dagli studenti e dalle studentesse dell’IIS Varano Antinori di Camerino e di alcuni alunni e alunne della Scuola Secondaria di I Grado “Giovanni Boccati” che per l’occasione hanno vestito i panni di “Apprendisti Ciceroni”, guidando i visitatori alla scoperta dei luoghi aperti. 150 ragazzi, preparati grazie alla grande collaborazione del corpo docente, hanno accompagnato i gruppi con passione e competenza, raccontando storia, curiosità e significato dei siti visitati.
"Sono state due giornate, quelle del FAI a Camerino, che hanno visto davvero una grande partecipazione di visitatori provenienti da tante parti della regione e anche da altre zone d’Italia – commenta il sindaco di Camerino, Roberto Lucarelli – Il primo ringraziamento va sicuramente al FAI per aver scelto ancora una volta la città di Camerino e per aver voluto valorizzare, anche quest’anno, due luoghi molto significativi per la nostra comunità. Da una parte un luogo che rappresenta le nostre radici culturali, il Palazzo Arcivescovile, rinnovato anche grazie alla presenza di parte delle opere della Pinacoteca Civica; dall’altra invece il ChIP dell’Università di Camerino, simbolo della ricerca e dello sguardo verso il futuro. Il grazie più grande va sicuramente ai nostri ragazzi, gli apprendisti “Ciceroni” dell’Istituto Varano Antinori e della scuola media Boccati, che sono stati il volto e l’accoglienza di una città aperta e ospitale, accompagnando i visitatori con grande entusiasmo. Un ringraziamento va anche ai docenti che hanno seguito e preparato gli studenti, permettendo loro di svolgere al meglio questo ruolo e contribuendo in modo fondamentale alla riuscita delle giornate".
Due giornate, quelle appena trascorse, che avvalorano il rapporto tra Comune e FAI iniziato nel 2024 e che attestano la grande attenzione che il presidente regionale Giuseppe Rivetti sta riservando alla città, certi che la ricostruzione passi soprattutto attraverso un grande lavoro di promozione e valorizzazione delle ricchezze culturali e storiche che stanno tornando fruibili dopo il sisma.
Musicultura chiude con successo le Audizioni Live al Teatro Lauro Rossi di Macerata, con oltre 2 milioni e mezzo di visualizzazioni social, 4.000 persone presenti a teatro che hanno accolto, con affetto ed entusiasmo, i giovani protagonisti della scena cantautorale italiana e un’ondata di attenzione sui mass media con le dirette del circuito èTV Marche e i collegamenti quotidiani della TGR Marche.
Su un totale di 1.328 candidature pervenute, il concorso ha selezionato ed ascoltato dal vivo 60 artisti, 9 band e 51 solisti e soliste, tutti autori delle proprie canzoni, che hanno animato dieci serate di spettacolo trasformando il teatro in un laboratorio di nuove voci della canzone popolare e d’autore italiana. Più di 300 persone tra artisti, musicisti e accompagnatori hanno soggiornato a Macerata, accolte dall’ospitalità dei cittadini, in un vero e proprio “evento‑città” che ha coinvolto ristorazione, alloggi, servizi e strutture.
Una frenetica attività quotidiana ha impegnato, per ben 20 giorni, oltre 80 figure professionali tra tecnici, organizzatori, staff e operatori, generando occasioni di lavoro e rafforzando il ruolo di Musicultura come motore economico e culturale del territorio.
Nella serata di chiusura delle Audizioni Live Federico Baldi si è aggiudicato il Premio del pubblico Banca Macerata, consegnato da Lucia Rocchetti direttrice della filiale di Tolentino di Banca Macerata e dal sindaco di Macerata Sandro Parcaroli: “abbiamo avuto il privilegio di assistere a dieci serate di sogni che hanno preso voce su questo palco, uno spazio autentico e vivo. Questi ragazzi portano con sé la voglia di raccontarsi e di lanciarsi nel mondo della musica e Macerata con Musicultura è felice di accompagnarli in questo cammino”.
Il cantautore e performer Federico Baldi di Bergamo ha conquistato il cuore del pubblico con “La macchina del tempo” e “La sinistra riparta da Immanuel Casto Yasmina Pani e Wesa Channel” brani dove scrittura musicale e monologhi si intrecciano in un racconto che alterna ironia, tensione politica e fragilità affettiva. Dopo una formazione teatrale a Roma, l’artista sceglie la canzone come forma espressiva a metà tra la confessione e la satira. Frequenta l’Officina Pasolini con Niccolò Fabi e sviluppa un progetto personale che unisce scrittura musicale e monologo. Nel 2022 affianca Filippo Timi come aiuto regia di Scopate sentimentali, concerto-omaggio a Pasolini. Nel 2025 partecipa al progetto collettivo di Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo Il dominio della luce, con il testo “L’amore al buio”. Attualmente sta lavorando al suo primo album: L’unica alternativa al cappio.
Il Maestrale è il progetto musicale indipendente di Bari, formato dal trio Alessandra Valenzano, Simona Valente e Nicholas Palmieri che ha proposto “Mediterraneo centrale” e “Berlinesi” brani di cantautorato con pulsazioni elettroniche e suggestioni mitteleuropee, che si muovono tra intimità acustica e tensione narrativa. Autoprodotto e sostenuto da un collettivo di artisti e tecnici, Il Maestrale cura ogni fase del proprio percorso senza etichette né management. Nel 2025 pubblica Le Maioliche, primo EP nato da crowdfunding, accompagnato da un tour nazionale in corso. Il Maestrale si è esibito nei club e nei festival in Italia e all’estero, costruendo una performance che mette al centro la relazione con il pubblico in una dimensione narrativa e performativa.
Da Palermo sul placo del Festival Chiara Accardi, classe 2002, con “Promettilo” e “Mi manchi ma non parlo”, brani di cantautorato pop dal forte istinto folk, che trasformano il sentimento in resistenza. Chiara debutta nel 2023 con Stanca di Correre e, dopo le aperture per Cimini, Mille e Matteo Alieno, nel 2024 porta la sua musica "Fuori Porta" tra Torino, Mantova e Milano per la MilanoMusicWeek. Nel 2025 condivide il palco del Mish Mash con Joan Thiele e Marco Castello. NUGE (dal latino nugae, "sciocchezze"), è il suo primo album prodotto da Fabio Rizzo e masterizzato da Giovanni Versari.
Al Teatro Lauro Rossi il rap di Chino, al secolo Andrea Cirillo, classe 2004, originario di Genova, ha presentato “Non andare” e “L’isola che non c’è”, brano su un amore idealizzato proprio come l’isola che non esiste. Il rapper Chino muove i primi passi nel mondo hip hop a otto anni con la breakdance. A 15 anni si trasferisce a Roma con la famiglia e inizia a comporre i primi testi, decidendo di dare voce a Chino, un personaggio cupo e introspettivo, ideato anni prima dallo zio, ex writer di strada.
Angelae è il nome d’arte di Angela Zanonato cantautrice di Padova, ha offerto i brani “Nei letti degli altri” e “Niente di speciale” dove, in uno spazio di osservazione delle fragilità quotidiane, testo e voce cercano un equilibrio sincero. La sua scrittura nasce dall’incontro tra attenzione al testo e interpretazione vocale, con un sound che spazia dall’elettro-pop all’R’n’B, mantenendo al centro la canzone.Cresciuta tra lo studio del violino e il canto, inizia a scrivere spinta dall’ascolto dei grandi cantautori italiani. Nel 2019 pubblica l’album d’esordio angelae, seguito dall’EP Passi Piccolissimi (2021) e dall’album Sassolini (2023). Nel 2022 è finalista al Premio Bianca d’Aponte con Punto G. Nel 2025 esce Organi interni, nuovo capitolo del suo percorso artistico.
Isabella Privitera con sua chitarra ha offerto “Senza tempo” e accompagnata dalla band “Eya”. Cantante e chitarrista bolognese, studia voce e songwriting al Taller de Músics di Barcellona e Canto Jazz presso il Conservatorio G. Frescobaldi di Ferrara. La sua musica intreccia armonie e timbri jazz con ritmi neo soul. È trap, latin, melodie pop ma anche popolari: un’esplorazione gioiosa di linguaggi in apparenza molto lontani tra loro. Da questo approccio fusion nascono i suoi due EP con la band: Iza&TheVisions (2022) e Iza&TheVisions vol. II (2025). Tra l’Italia e la Spagna, si esibisce con varie formazioni e in entrambe le lingue, fondendole in una cifra espressiva personale.
“Dieci serate, sessanta proposte artistiche e quasi trecento musicisti ci hanno ricordato che la musica, nella sua dimensione dal vivo, resta un rito di verità e di autentica connessione umana. – Ha commentato Ezio Nannipieri direttore artistico di Musicultura in chiusura della serata- Su questo palco abbiamo rilevato una sorprendente varietà stilistica ed espressiva, segno che i rimedi all’omogeneità di tanti prodotti musicali industriali esistono, e sono più vicini di quanto si pensi. Ora ci attende la sfida delle scelte: presenteremo i sedici finalisti che proseguiranno il percorso a Recanati, al Teatro Persiani , il 23 e 24 aprile, in due concerti in anteprima nazionale che saranno trasmessi in diretta su Rai Radio 1”.
Un gesto carico di significato unisce idealmente Abruzzo e Marche: l’artista abruzzese Samuel Art, insieme al socio Albeat, ha donato una sedia artistica a via dei Sediari, cuore storico della città marchigiana. La via, un tempo animata dagli artigiani che impagliavano a mano le sedie in legno, è oggi uno dei luoghi più suggestivi e visitati di Civitanova Alta.
L’opera rappresenta un omaggio alla tradizione e alla memoria del territorio. “Ho conosciuto questa via lo scorso febbraio, durante l’evento Seminiamo Arte per i luoghi di interesse o caratteristici di un paese – spiega l’artista – un progetto che consiste nel collocare dipinti raffiguranti scorci storici o luoghi caratteristici direttamente negli spazi rappresentati, per poi donarli al primo passante o turista che li scopre. Questa via mi ha colpito subito e per questo ho voluto donare una mia opera, che per me ha un significato importante: un ‘pezzo’ d’Abruzzo oggi ha trovato casa in una delle parti più belle della città marchigiana”.
Ad accogliere Samuel Art, sabato mattina, erano presenti il sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica, l’assessore al Turismo Mara Orazi e i consiglieri comunali Paola Campitelli e Gianluca Crocetti. Il Sindaco ha espresso grande apprezzamento per l’iniziativa: “Accogliamo con entusiasmo questo dono, che arricchisce ulteriormente via dei Sediari, simbolo della nostra tradizione artigiana”.
L’assessore al Turismo ha aggiunto: “L’arte, quando dialoga con i luoghi e la loro storia, diventa uno straordinario strumento di valorizzazione culturale e turistica”. Con questa donazione, via dei Sediari si arricchisce di un’opera che racconta passato e presente, rafforzando il legame tra arte, tradizione e comunità.
In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il comune di Pollenza ha lanciato un’importante iniziativa di sensibilizzazione che ha trasformato gli alunni dell’Istituto Comprensivo "Vincenzo Monti" in piccoli custodi della risorsa idrica.
Il progetto, promosso dall’amministrazione Romoli, ha coinvolto le classi terze e quarte della primaria "Anna Frank" di Pollenza e tutti i bambini della "Carlo Urbani" di Casette Verdini.
Il percorso didattico è iniziato con una lezione interattiva tenuta dal consigliere con delega all’Ambiente, Cristian Paparoni. Attraverso un vero e proprio esperimento chimico, gli studenti hanno potuto osservare da vicino gli effetti dell’inquinamento e comprendere l'importanza vitale della purezza dell’acqua.
L’incontro ha toccato temi di stretta attualità, ricordando le recenti crisi idriche che hanno colpito i comuni limitrofi come Urbisaglia, Mogliano e Petriolo, sottolineando la necessità di ridurre gli sprechi quotidiani specialmente nei periodi di siccità.
Oltre alla teoria, i bambini si sono messi alla prova con laboratori creativi, realizzando bandierine, slogan e i caratteristici "medaglioni dei guardiani dell’acqua". Questi lavori, carichi di messaggi di speranza e buoni propositi, sono ora esposti alla cittadinanza all'interno del Palazzo Comunale e negli spazi esterni della scuola di Casette Verdini.
Dall'amministrazione comunale trapela grande soddisfazione per la riuscita dell'evento. "Sensibilizzare i più piccoli sui temi ambientali è un investimento fondamentale per il futuro della nostra comunità", spiega il sindaco Mauro Romoli, nel ringraziare la dirigente scolastica e gli insegnanti per la collaborazione. L'obiettivo è chiaro: formare oggi cittadini consapevoli che domani saranno chiamati a governare e proteggere il territorio.
Donald Trump è tenuto sotto ricatto da Netanyahu, criminale di guerra e come tale giudicato perfino del tribunale internazionale dell’Aja? Non è una domanda oziosa, se si considera che questa sciagurata guerra contro l’Iran è stata voluta e propiziata soprattutto da Israele per le ben note ragioni: l’Iran è un fortilizio di resistenza in Medio Oriente contro le politiche imperialiste e assassine di Netanyahu.
Ciò non deve tuttavia indurre a dimenticare il fatto che anche gli Stati Uniti d’America hanno ostentato negli ultimi decenni un vero e proprio odio incontenibile contro la Persia, fortilizio di resistenza non solo contro le politiche imperialistiche di Israele ma anche contro la americanizzazione colonialistica dell’intero pianeta.
Questo mi permette di dire che sarebbe superficiale liquidare la guerra in corso come frutto della volontà esclusiva di Netanyahu. Anche Washington voleva questa guerra già da tempo e forse possiamo riconoscere ragionevolmente che a indurla a prendere la decisione folle dell’attacco è stato proprio Netanyahu.
D’altro canto, già da tempo Israele e USA, in una parola USraele, rappresentano il mostro bicefalo dell’imperialismo capitalistico che si scaglia violentemente contro tutti gli stati resistenti alla dominazione occidentale del pianeta.
Intanto, leggiamo sui quotidiani che gli Stati Uniti d’America hanno recentemente inviato contro l’Iran ben 5000 Marines. La notizia segnala in maniera inequivocabile come Washington insieme con Israele abbia fatto decisamente male i conti: pensava di poter sconfiggere agevolmente la Persia, che invece sta rivelando una incredibile capacità di resistenza contro l’imperialismo assassino di USraele. Detto altrimenti, la Persia non si piega e anzi venderà cara la pelle.
Oltretutto, l’Iran ha recentemente definito gli Stati Uniti d’America e Israele come “la banda di Epstein”, con un chiaro riferimento ai controversi files che stanno facendo tremare le élites plutocratiche senza frontiere. Abbiamo anzi più volte sottolineato come questa guerra sia principiata probabilmente anche con il non secondario obiettivo di dirottare l’attenzione rispetto ai file Epstein.
Sia quel che sia, la guerra continua e non è affatto così scontato che gli Stati Uniti ne escano facilmente vincitori. Per quel che ci riguarda, lo ribadiamo ancora una volta: lunga vita alla resistenza dell’Iran e di tutti gli stati che si oppongono all’imperialismo assassino di USraele.
Carl Gustav Jung scrisse che "l’incontro di due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche: se c’è una reazione, entrambe ne vengono trasformate". Questa metafora sull’importanza delle relazioni umane, cattura l’essenza dell’amicizia vera: due anime che si riconoscono e che si avvicinano in un luogo intimo dell’essere, diventando sostegno reciproco nel cammino condiviso. L’amico non offre consigli o critiche, ma presenza silenziosa.
Esplora con delicatezza la nostra vita interiore, illuminando i lati oscuri, senza giudizio. Ascolta non solo le parole, ma l’intonazione ed il non detto, percependo a distanza le nostre emozioni. È una sensibilità sottile, affine a quella dell’amore: per accoglierla, dobbiamo prima aver accolto noi stessi, essere strutturati per metterci in gioco con vulnerabilità autentica. L’altro diventa specchio della nostra essenza, riflettendone luci ed ombre.
L’amicizia autentica è energia pura, libera da condizionamenti o doveri: un donarsi spontaneo che genera armonia e senso di appartenenza a qualcosa di più grande e forte di noi, come esseri singoli. È la coperta calda. Può fiorire anche tra persone diverse, lontane fisicamente o con vite dissimili, ma quando le anime si riconoscono, tempo e spazio svaniscono. Tutto accade in una dimensione che trascende la realtà contingente, un ritrovarsi ancestrale, un’accettazione del miracolo, per condividere l’esistenza nei momenti di gioia e di dolore.
La scienza conferma: l’amicizia come antidoto alla depressione
Lo studio condotto dal ricercatore Junwen Hu, dimostra che le amicizie strette sono un baluardo contro la depressione, più efficaci delle relazioni romantiche. Si è scoperto che, chi gode di legami amicali solidi, corre meno il rischio di episodi depressivi, superando anche i benefici dell’amore passionale.
Le persone, infatti, tendono a idealizzare l’amore come fonte suprema di felicità, ma i dati rivelano il contrario: le amicizie offrono sicurezza emotiva senza le complessità – gelosie, dipendenze, rotture – tipiche delle coppie. Questo effetto benefico dell’amicizia sulla salute mentale è risultato più forte nell’età adulta rispetto al periodo adolescenziale. L’isolamento sociale, al contrario, accorcia l’aspettativa di vita quanto l’obesità o l’alcolismo.
L’amicizia emerge dunque come «medicina sociale» essenziale. Oggi in una realtà di connessioni digitali effimere, che simulano vicinanza senza profondità, valorizzarla significa coltivare presenze reali nella condivisione della quotidianità. Un ritorno alle radici umane per una salute spirituale. Un rifugio prezioso contro la solitudine del mondo moderno.