Il futuro del mattatoio di Villa Potenza continua a tenere banco. Dopo la decisione del Tribunale di sospendere la vendita e revocare l’aggiudicazione dell’impianto e mentre la politica prova a fare chiarezza con l’istituzione di una commissione di inchiesta votata nell’ultimo Consiglio comunale di Macerata, cresce la preoccupazione degli allevatori, che chiedono certezze e tempi rapidi. Per molti di loro la struttura rappresenta un presidio indispensabile per l'intera filiera zootecnica.
Tra le voci che si levano dal territorio c’è quella di Cristina Castignani, allevatrice di Trodica, che racconta tutta la sua amarezza dopo gli ultimi sviluppi. La prospettiva della chiusura annunciata dal Cozoma entro il 31 marzo ha colto di sorpresa molti operatori del settore. "Ci sono rimasta male quando ho saputo che il mattatoio Cozoma deve chiudere, perché c’era stata questa prospettiva: era andato all’asta ed era stato comprato. Anche io, come allevatrice, avevo reinvestito nell’acquisto dei vitelli proprio perché pensavo che avremmo potuto continuare a macellare qui a Macerata".
La decisione del Tribunale di annullare l’aggiudicazione ha però cambiato completamente lo scenario. "Quando si viene a dire che l’asta viene annullata e si fanno altri passaggi, noi allevatori ci sentiamo un po’ presi in giro - continua Castignani -. Non troviamo una corrispondenza tra quello che è stato detto in passato e quello che succede oggi".
Per l’allevatrice il tema delle responsabilità è centrale. "Ognuno deve prendersi la propria responsabilità. La Provincia, se voleva prendere il mattatoio, doveva presentarsi all’asta. Prima sembra di sì, poi no, 'poi forse lo riprendiamo'. Per noi allevatori questa situazione non è sostenibile".
Il problema, spiegano gli operatori del settore, non riguarda soltanto l’esistenza di una struttura ma l’equilibrio di tutta la filiera locale. Avere un mattatoio vicino agli allevamenti significa ridurre i tempi di trasporto degli animali e garantire condizioni migliori anche per la qualità finale della carne. "Il mattatoio deve stare vicino agli allevamenti, perlomeno entro un certo raggio - sottolinea Castignani -. Il trasporto lungo crea stress per gli animali e questo porta anche a una perdita di qualità delle carni per il consumatore finale".
Un altro elemento spesso sottovalutato riguarda la fase successiva alla macellazione. "È importantissimo non solo macellare ma anche conservare bene le carni - aggiunge -. Le celle frigorifere e lo stoccaggio sono fondamentali per garantire un prodotto di qualità a chi lo compra. Per gli allevatori questo mattatoio ha delle comodità, come la stalla di sosta, l'ampiezza dello stabile e i frigoriferi, che in molti altri mattatoi della zona non ci sono. Il mattatoio di Camerino è chiuso, quelli di Sefro e Loro Piceno sono piccoli e lontani".
Secondo quanto raccontano gli allevatori, le difficoltà del consorzio che gestisce l’impianto sarebbero legate anche ai costi di gestione sempre più pesanti, sostenibili solo con contributi regionali. Ma senza certezze sulla proprietà della struttura diventa difficile programmare qualsiasi intervento. "La Regione può dare un contributo quando c’è stabilità nella gestione - spiegano dal settore -. Se però non si sa nemmeno di chi sarà la proprietà, è normale che nessuno possa affidare risorse senza garanzie".
Tra chi guarda con forte preoccupazione agli sviluppi della vicenda c’è anche Michele Ciarrocca, allevatore di Corridonia. "È un problema grande per tutta la filiera bovina di cui facciamo parte, siamo tanti allevatori", afferma. La situazione, racconta, è diventata sempre più complessa negli anni tra passaggi di gestione e decisioni rimaste sospese.
Per questo motivo gli allevatori chiedono che la questione venga affrontata con urgenza e con decisioni chiare: "Questo mattatoio è indispensabile per noi, altrimenti si chiude - ribadisce Ciarrocca -. Se chiude il mattatoio rischiano di chiudere anche gli allevamenti".
Una preoccupazione che riguarda non solo le aziende agricole ma l'intero sistema agroalimentare del territorio, dove la presenza di strutture di filiera è considerata essenziale per mantenere viva la produzione locale. Ed è proprio da qui che parte l’appello degli allevatori: "Serve una soluzione stabile e serve adesso, perché il tempo sta finendo".
Il futuro del mattatoio di Villa Potenza continua a tenere banco. Dopo la decisione del Tribunale di sospendere la vendita e revocare l’aggiudicazione dell’impianto e mentre la politica prova a fare chiarezza con l’istituzione di una commissione di inchiesta votata nell’ultimo Consiglio comunale di Macerata, cresce la preoccupazione degli allevatori, che chiedono certezze e tempi rapidi. Per molti di loro la struttura rappresenta un presidio indispensabile per l'intera filiera zootecnica.
Tra le voci che si levano dal territorio c’è quella di Cristina Castignani, allevatrice di Trodica, che racconta tutta la sua amarezza dopo gli ultimi sviluppi. La prospettiva della chiusura annunciata dal Cozoma entro il 31 marzo ha colto di sorpresa molti operatori del settore. "Ci sono rimasta male quando ho saputo che il mattatoio Cozoma deve chiudere, perché c’era stata questa prospettiva: era andato all’asta ed era stato comprato. Anche io, come allevatrice, avevo reinvestito nell’acquisto dei vitelli proprio perché pensavo che avremmo potuto continuare a macellare qui a Macerata".
La decisione del Tribunale di annullare l’aggiudicazione ha però cambiato completamente lo scenario. "Quando si viene a dire che l’asta viene annullata e si fanno altri passaggi, noi allevatori ci sentiamo un po’ presi in giro - continua Castignani -. Non troviamo una corrispondenza tra quello che è stato detto in passato e quello che succede oggi".
Per l’allevatrice il tema delle responsabilità è centrale. "Ognuno deve prendersi la propria responsabilità. La Provincia, se voleva prendere il mattatoio, doveva presentarsi all’asta. Prima sembra di sì, poi no, 'poi forse lo riprendiamo'. Per noi allevatori questa situazione non è sostenibile".
Il problema, spiegano gli operatori del settore, non riguarda soltanto l’esistenza di una struttura ma l’equilibrio di tutta la filiera locale. Avere un mattatoio vicino agli allevamenti significa ridurre i tempi di trasporto degli animali e garantire condizioni migliori anche per la qualità finale della carne. "Il mattatoio deve stare vicino agli allevamenti, perlomeno entro un certo raggio - sottolinea Castignani -. Il trasporto lungo crea stress per gli animali e questo porta anche a una perdita di qualità delle carni per il consumatore finale".
Un altro elemento spesso sottovalutato riguarda la fase successiva alla macellazione. "È importantissimo non solo macellare ma anche conservare bene le carni - aggiunge -. Le celle frigorifere e lo stoccaggio sono fondamentali per garantire un prodotto di qualità a chi lo compra. Per gli allevatori questo mattatoio ha delle comodità, come la stalla di sosta, l'ampiezza dello stabile e i frigoriferi, che in molti altri mattatoi della zona non ci sono. Il mattatoio di Camerino è chiuso, quelli di Sefro e Loro Piceno sono piccoli e lontani".
Secondo quanto raccontano gli allevatori, le difficoltà del consorzio che gestisce l’impianto sarebbero legate anche ai costi di gestione sempre più pesanti, sostenibili solo con contributi regionali. Ma senza certezze sulla proprietà della struttura diventa difficile programmare qualsiasi intervento. "La Regione può dare un contributo quando c’è stabilità nella gestione - spiegano dal settore -. Se però non si sa nemmeno di chi sarà la proprietà, è normale che nessuno possa affidare risorse senza garanzie".
Tra chi guarda con forte preoccupazione agli sviluppi della vicenda c’è anche Michele Ciarrocca, allevatore di Corridonia. "È un problema grande per tutta la filiera bovina di cui facciamo parte, siamo tanti allevatori", afferma. La situazione, racconta, è diventata sempre più complessa negli anni tra passaggi di gestione e decisioni rimaste sospese.
Per questo motivo gli allevatori chiedono che la questione venga affrontata con urgenza e con decisioni chiare: "Questo mattatoio è indispensabile per noi, altrimenti si chiude - ribadisce Ciarrocca -. Se chiude il mattatoio rischiano di chiudere anche gli allevamenti".
Una preoccupazione che riguarda non solo le aziende agricole ma l'intero sistema agroalimentare del territorio, dove la presenza di strutture di filiera è considerata essenziale per mantenere viva la produzione locale. Ed è proprio da qui che parte l’appello degli allevatori: "Serve una soluzione stabile e serve adesso, perché il tempo sta finendo".
Un incendio è divampato nella notte all'interno di un appartamento a Sant'Elpidio a Mare: i vigili del fuoco hanno domato le fiamme e portato in salvo una donna e il suo gatto. Erano circa le 4.30 quando da via Veneto, a Sant'Elpidio a Mare, è partito un sos per un incendio divampato all'interno in un'abitazione. Sul posto è intervenuta la squadra dei vigili del fuoco di Fermo, con un'autobotte e un'autoscala.
I pompieri hanno subito provveduto a spegnere le fiamme sviluppatesi nella cucina e alla successiva messa in sicurezza dei locali interessati dal rogo. Una donna è stata evacuata dall'appartamento e, durante le operazioni di soccorso, il personale del 115 ha anche tratto in salvo un gattino presente nella casa. Precauzionalmente, sono intervenuti anche i sanitari del 118 e i carabinieri.
Rimane a terra dopo essere stato colpito da una vettura in transito. È quanto avvenuto nel pomeriggio di oggi, intorno alle 18:30, in via Madre Teresa di Calcutta, non distante dall'uscita dello svincolo della superstrada 'Tolentino Ovest'.
Secondo le prime ricostruzioni effettuate dalle forze dell'ordine, una donna al volante di un'auto stava procedendo in direzione del centro abitato quando, per cause ancora in corso di accertamento, ha urtato l'uomo che stava camminando a bordo della carreggiata. L'impatto, avvenuto con lo specchietto del veicolo, è stato avvertito dalla conducente, che si è immediatamente fermata per prestare i primi soccorsi.
Sul luogo del sinistro sono prontamente intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri della locale Compagnia. L'uomo, di circa cinquant'anni, ha ricevuto le prime cure sul posto prima di essere trasferito in ambulanza presso l'ospedale di Macerata per gli accertamenti del caso. Fortunatamente, le sue condizioni non sarebbero gravi.
Si è presentato come appartenente alle forze dell’ordine e ha chiesto documenti e dati personali a un gruppo di ragazze minorenni. Per questo un uomo di 47 anni, residente a Macerata, è stato denunciato dalla Polizia di Stato al termine degli accertamenti.
L’episodio è avvenuto nel tardo pomeriggio di sabato 7 marzo in piazza Cesare Battisti. Intorno alle 18.30 la sala operativa della Questura ha ricevuto una segnalazione al Numero unico di emergenza 112 riguardante un uomo che, dichiarandosi un appartenente alla Guardia di Finanza, stava avvicinando alcune giovanissime chiedendo loro di esibire i documenti di identità e di fornire il numero di telefono.
La situazione ha subito destato sospetti e agitazione tra le ragazze, sei adolescenti che si trovavano in centro per una passeggiata. Il loro nervosismo non è passato inosservato: ad accorgersene sono stati due carabinieri liberi dal servizio e in abiti civili, insieme a un’insegnante che aveva riconosciuto una delle proprie alunne e si è avvicinata per capire cosa stesse accadendo.
Secondo quanto riferito dalle ragazze agli agenti intervenuti poco dopo sul posto, l’uomo avrebbe chiesto non solo i numeri di telefono, ma anche informazioni sulla residenza e sui genitori. Durante il colloquio avrebbe inoltre affermato di poterle «portare via con sé quando voleva» nel caso avessero detto delle bugie.
Spaventate dall’atteggiamento dell’uomo, le giovani hanno richiamato l’attenzione delle persone presenti in piazza, ricevendo immediatamente aiuto. È stata quindi allertata la Polizia di Stato.
Gli agenti della Volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, una volta giunti sul posto, hanno identificato l’uomo, che presentava un evidente stato di ubriachezza ed era già noto alle forze dell’ordine per precedenti di polizia. Il 47enne è stato accompagnato negli uffici della Questura per ulteriori accertamenti.
Nel frattempo le minorenni sono state affidate ai genitori, invitati a raggiungere gli uffici di polizia per ricostruire quanto accaduto.
Al termine delle verifiche l’uomo è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica per usurpazione di titoli o onori, sostituzione di persona, minaccia e violenza privata. Nei suoi confronti è stata inoltre contestata la violazione per ubriachezza in luogo pubblico ed è stato disposto un ordine di allontanamento.
La Polizia di Stato ha intensificato nello scorso weekend i servizi di prevenzione delle cosiddette “stragi del sabato sera” lungo la fascia costiera della provincia di Macerata.
I controlli, svolti dalla Sezione Polizia Stradale sotto la supervisione del Compartimento Marche di Ancona e in coordinamento con la questura di Macerata, rientrano nelle direttive ministeriali volte a contrastare la recrudescenza degli incidenti stradali giovanili, con particolare attenzione alla guida sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti.
Nel corso dei controlli a Civitanova Marche, le pattuglie hanno ritirato 11 patenti di guida, per un totale di 160 punti decurtati. Di queste, 5 contestazioni erano di tipo penale: 2 riguardano donne neopatentate e 3 uomini neopatentati.
Altre 4 contestazioni amministrative hanno interessato due giovani donne e due giovani uomini tra i 20 e i 26 anni. Infine, due neopatentati – un ragazzo e una ragazza – sono stati fermati con un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti.
Macabro ritrovamento nella mattinata di lunedì nel quartiere di Campo Parignano, ad Ascoli Piceno, dove il corpo senza vita di un uomo è stato scoperto all’interno di un bagno chimico collocato in un cantiere edile di via Montenero.
A fare la scoperta sono stati alcuni operai che, rientrati al lavoro dopo la pausa domenicale, hanno aperto la struttura trovandosi davanti alla tragica scena. Immediata la chiamata ai soccorsi: sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che, una volta arrivati, non hanno potuto far altro che constatare il decesso.
Nel cantiere sono quindi giunti gli agenti della questura di Ascoli Piceno insieme alla Polizia Scientifica, che hanno effettuato i rilievi per ricostruire quanto accaduto.
+++AGGIORNAMENTO+++
Nel giro di poche ore è stata identificata la vittima: si tratta di un uomo di 64 anni, residente poco distante dal luogo del ritrovamento. Di lui si erano perse le tracce nella giornata di sabato, tanto che i familiari avevano denunciato la scomparsa dopo aver trovato un biglietto lasciato dall’uomo.
Secondo una prima ricostruzione, la morte potrebbe risalire proprio allo stesso giorno della scomparsa. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria per eventuali accertamenti medico-legali.
Le indagini sono condotte dalla Questura di Ascoli Piceno. Al momento gli investigatori escludono segni evidenti di morte violenta: tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti resta quella di un gesto volontario, anche se saranno gli ulteriori approfondimenti disposti dalla Procura a chiarire con precisione le cause del decesso.
Treia – Una risposta ferma contro i reati predatori nel territorio maceratese. I Carabinieri della Stazione di Appignano, a conclusione di una mirata attività d’indagine, hanno denunciato alla Procura della Repubblica due cittadine bulgare, di 20 e 37 anni, ritenute responsabili di furto aggravato in concorso.
L’indagine trae origine dalla denuncia presentata lo scorso 14 ottobre da una 71enne residente nel comune, derubata del portafoglio mentre si trovava all’interno di un supermercato in località Chiesanuova di Treia. Il bottino, contenente esclusivamente documenti d’identità, seppur modesto, aveva suscitato preoccupazione per le modalità con cui era stato commesso.
Grazie a una pronta ricostruzione dei fatti e a un’attenta analisi degli elementi raccolti, i militari dell’Arma sono riusciti a risalire all’identità delle due donne. Entrambe, senza fissa dimora e già note alle forze dell’ordine, sono state individuate come autrici del furto.
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Momenti di apprensione e diversi disagi nella zona di Collevario, a Macerata, a causa della rottura di una tubazione in via Verga. L’episodio si è verificato nelle prime ore del pomeriggio e ha richiesto un immediato intervento delle forze dell’ordine, dei soccorritori e dei tecnici per mettere in sicurezza l’area e ripristinare la normalità.
La rottura della condotta ha provocato criticità per i residenti della zona, alcuni dei quali, per un certo periodo di tempo, non hanno potuto lasciare le proprie abitazioni. La situazione ha reso necessario un rapido coordinamento tra i vari enti intervenuti sul posto.
In via Verga sono arrivati prontamente i Carabinieri, i Vigili del Fuoco, la Polizia Locale e i tecnici dell’Apm, che si sono occupati dell’intervento di riparazione della tubazione danneggiata. I lavori sono stati portati avanti in sicurezza, con la zona monitorata dalle forze intervenute e il traffico disciplinato a senso alternato.
A partire da martedì 10 marzo 2026, la stazione dei Arma dei Carabinieri di Civitanova Marche Alta sarà temporaneamente trasferita dall’attuale sede di via Montefogliano 14.
Il presidio verrà infatti ripiegato presso la sede del comando compagnia dei Carabinieri di Civitanova Marche, situata in via Carnia 9, dove continueranno a essere garantite tutte le attività istituzionali.
Nonostante lo spostamento della sede, il servizio al pubblico resterà attivo negli stessi orari già in vigore, così da assicurare continuità nell’assistenza ai cittadini del territorio.
Il trasferimento ha carattere temporaneo e non comporterà interruzioni nelle attività operative e di ricezione dell’utenza.
Rimarrà invariato anche il numero telefonico della stazione, che continuerà ad essere 0733/890114.
Modifiche temporanee alla viabilità in via Montecavallo, a Tolentino, per consentire operazioni di carico e scarico di materiali edili legate alla demolizione di un edificio
Con un’apposita ordinanza, il Comune ha disposto alcune variazioni alla circolazione per la giornata di martedì 10 marzo 2026, nella fascia oraria compresa tra le 8.30 e le 12.
Nel dettaglio, nel tratto di strada antistante l’immobile interessato dai lavori, all’altezza del civico 37, sarà istituito il divieto di transito veicolare, ad eccezione dei mezzi d’opera della ditta incaricata degli interventi.
Sempre in via Montecavallo, nel tratto compreso tra il civico 71 e via Adriana, la circolazione sarà consentita esclusivamente ai veicoli dei residenti. Nel tratto tra il civico 83 e via Antonio Gramsci, invece, sarà temporaneamente istituito il doppio senso di marcia per permettere ai residenti di raggiungere e lasciare le proprie abitazioni.
Per agevolare le manovre dei veicoli lungo una carreggiata particolarmente stretta, è stato inoltre disposto il divieto di sosta con rimozione forzata in Piazza Valtieri e lungo via Montecavallo fino al civico 71.
La ditta incaricata dei lavori dovrà provvedere alla delimitazione dell’area di cantiere per impedire l’accesso ai pedoni e garantire la sicurezza, oltre all’installazione della segnaletica temporanea necessaria a indicare divieti, obblighi e percorsi alternativi.
La segnaletica di preavviso relativa alle modifiche alla viabilità dovrà essere posizionata almeno 24 ore prima nelle strade che intersecano via Montecavallo, così da informare gli automobilisti della chiusura e consentire l’utilizzo di percorsi alternativi. Al termine dei lavori, la ditta dovrà inoltre provvedere alla rimozione della segnaletica temporanea e al ripristino delle normali condizioni di sicurezza per la circolazione veicolare e pedonale.
Nuove tensioni a Urbisaglia nel rapporto tra l’amministrazione comunale e la Pro Loco locale. Al centro della vicenda c’è un atto ufficiale, inviato sabato 7 marzo, con cui l'Ente intima all'associazione il rilascio immediato dell’immobile di via Enrico Mattei, attualmente utilizzato come magazzino per le attrezzature del gruppo di volontariato.
Nella nota inviata agli uffici della Pro Loco, il Comune, pur dichiarando di "riconoscere il valore sociale dell’attività svolta dall’associazione", fissa un termine perentorio: "si intima e diffida la Pro Loco di Urbisaglia a sgomberare il magazzino da tutti i beni non ricompresi nell’inventario e a procedere alla restituzione formale delle chiavi presso gli uffici tecnici comunali entro e non oltre il termine perentorio di cinque giorni lavorativi dalla ricezione della presente. Decorso inutilmente il predetto termine, in difetto della volontaria riconsegna dell’immobile detenuto sine titulo, l’amministrazione si vedrà costretta ad agire nelle sedi competenti, con addebito di eventuali spese e indennità di occupazione a carico della Pro Loco".
Sulla questione è intervenuto il gruppo consiliare di opposizione "Insieme per Urbisaglia", sollevando dubbi sulla legittimità dello sfratto e richiamando documenti esistenti. "Il comune sostiene che la Pro Loco non abbia titoli validi per l’uso del magazzino, ma emerge un dettaglio che potrebbe rimettere tutto in discussione - scrivono i consiglieri in una nota -. Carte alla mano, tra l’ente e l’associazione esiste una convenzione firmata il 28 marzo 2024, con scadenza naturale al 31 marzo 2027. Con questo accordo il comune garantiva alla Pro Loco la 'messa a disposizione a titolo gratuito di spazi in aree coperte e scoperte di proprietà comunale per il ricovero di materiali e attrezzature di proprietà della Pro Loco'. La presenza di questo documento, valido per un altro anno, solleva forti dubbi sulla contestazione mossa da Natalini (sindaco di Urbisaglia, ndr)".
L'associazione, fondata nel 1981, ha risposto attraverso i propri canali ufficiali l'8 marzo, annunciando l'intenzione di non procedere allo sgombero: "Comunichiamo che, a tutt’oggi, non abbiamo la minima intenzione di procedere allo sgombero del magazzino. Abbiamo provveduto a rispondere al sindaco e, all’occorrenza, stiamo provvedendo alla tutela legale di questa associazione, dei componenti del direttivo e di tutti i beni mobili in possesso, al fine di salvaguardare e portare avanti un’associazione radicata nel territorio di Urbisaglia dal 1981, data della fondazione, nel rispetto di tutti coloro che hanno preso parte e si sono resi participi e continuano a farlo".
Nella missiva inviata al primo cittadino, la Pro Loco aggiunge inoltre che "l’amministrazione non ha mai riconosciuto il valore sociale delle nostre attività svolte, negandosi ad inviti/incontri di chiarimenti /organizzazione di eventi", sottolineando come l'associazione abbia comunque proseguito le attività, inclusa la recente partecipazione alla Bit di Milano e al Carnevale di Ferrara.
Il gruppo di minoranza ha espresso dura critica sulle modalità del provvedimento, evidenziando il contrasto tra i successi promozionali dell'associazione e l'atto di diffida: "È questo il modo di ringraziare chi lavora per il territorio? Proprio di recente i volontari della Pro Loco hanno portato il nome di Urbisaglia fino alla Bit di Milano, la borsa internazionale del turismo. Lo hanno fatto con le proprie forze, con il proprio lavoro e a spese proprie, garantendo al nostro paese una visibilità che l’ente pubblico da solo non avrebbe mai ottenuto. Mentre a parole si riconosce il 'valore sociale' dell’associazione, nei fatti si agisce con una fretta burocratica che sa di pretesto. Questa scelta ci lascia profondamente contrariati. Chiedere lo sgombero in cinque giorni è un atto di forza che ignora totalmente la realtà di un’associazione fatta di volontari".
L'opposizione conclude sottolineando il rischio per il tessuto sociale del borgo: "Prima di procedere con gli sfratti, un’amministrazione avrebbe dovuto trovare una via alternativa e tentare di ricucire un dialogo con un’associazione radicata ed operante nel paese da decenni. Scegliere poi di colpire un’associazione storica con queste modalità è un precedente pericoloso che potrebbe minare la serenità di tutto il tessuto associativo di Urbisaglia. Come minoranza consiliare, esprimiamo la nostra piena solidarietà e vicinanza alla Pro Loco ed a tutte le associazioni operanti nel comune. Sostenere il volontariato è un dovere civile e culturale, prima ancora che amministrativo".
"Realtà come la Pro Loco sono l’anima stessa dell’aggregazione - conclude la nota -: quel capitale sociale che trasforma un territorio in una comunità viva. Specialmente in borghi come Urbisaglia, l’associazionismo resta il motore che genera occasioni di incontro e di scambio tra generazioni. Spesso, nel più totale disinteresse personale, i volontari si caricano sulle spalle il compito di tramandare saperi e proteggere tradizioni, garantendo che non vadano perdute e mantenendo saldo quel senso d’appartenenza che è il vero collante di un paese. Non permetteremo che il patrimonio di esperienze costruito in anni di sacrifici venga smantellato da una scelta politica priva di sensibilità. Urbisaglia merita collaborazione, non ultimatum. Il volontariato non si sfratta".
Forza Italia Macerata annuncia con soddisfazione l’ingresso nel partito di Carlo Scheggia, giornalista professionista, Innovation Manager e imprenditore, di Paola Cassese, figura molto conosciuta e stimata nel territorio anche per il suo impegno nella valorizzazione della tradizione presepiale legata al Museo tipologico Cassese, e di Giuseppe (Pino) Tesei, ex dirigente di Confartigianato ed ex assessore della giunta Menghi.
Ad accoglierli è la segretaria comunale Barbara Antolini, che esprime grande apprezzamento per queste nuove adesioni.
Sono molto contenta dell’ingresso di Carlo Scheggia, Paola Cassese e Giuseppe Tesei in Forza Italia. Parliamo di tre figure diverse ma tutte profondamente radicate nel territorio. Carlo rappresenta una professionalità poliedrica capace di coniugare informazione, impresa e innovazione; Paola porta con sé una grande esperienza nella valorizzazione culturale e nella promozione di una tradizione importante come quella dei Presepi Cassese; Giuseppe Tesei rappresenta invece una figura di grande esperienza amministrativa e associativa maturata negli anni sia nel mondo imprenditoriale che nelle istituzioni.
Le adesioni di Carlo, Paola e Giuseppe dimostrano come Forza Italia continui ad attrarre persone competenti, radicate nel territorio e desiderose di dare un contributo concreto alla crescita della nostra comunità. Sono certa che il loro apporto sarà prezioso per rafforzare la nostra azione politica e amministrativa.
Paola Cassese, inoltre, è stata candidata alle elezioni comunali del 2020 nella lista civica Parcaroli Sindaco, esperienza che testimonia il suo impegno civico e la sua attenzione verso la vita amministrativa della città.
Con questi ingressi, Forza Italia Macerata prosegue il proprio percorso di rafforzamento, puntando su professionalità, competenze e nuove energie al servizio della città e del territorio.
Ingressi molto apprezzati dal partito e celebrati anche alla presenza del segretario regionale Francesco Battistoni, del segretario provinciale Gianluca Pasqui e dell’assessore Riccardo Sacchi.
Parte da oggi all’ospedale di San Severino il sistema di prenotazione online “ZeroCoda” per prelievi ed esami di laboratorio direttamente da PC, smartphone o tablet, con l’obiettivo di migliorare l’accesso ai servizi di Laboratorio e ridurre le attese per i cittadini.
L’introduzione del servizio rientra nel percorso di innovazione e digitalizzazione dei Servizi sanitari territoriali promosso dalla Regione Marche per migliorare l’organizzazione dei punti prelievo e offrire ai cittadini modalità di accesso più semplici, rapide e efficienti.
Il sistema consente di prenotare online il proprio appuntamento per il prelievo del sangue, scegliendo giorno e orario e accedendo alla struttura sanitaria dell’Ast di Macerata, senza dover fare la fila.
L’attivazione del sistema di prenotazione online avverrà in maniera progressiva nei diversi punti prelievo del territorio provinciale, secondo un calendario che ne prevede l’attivazione l’11 marzo a Camerino, il 12 marzo a Civitanova e il 16 marzo a Macerata.
Attraverso “ZeroCoda” gli utenti potranno prenotare il prelievo ematico comodamente online, selezionando la sede e la fascia oraria disponibile, così da presentarsi in struttura all’orario indicato e ridurre i tempi di attesa.
Il sistema è raggiungibile al seguente link:
https://regione.marche.zerocoda.it/, e consente agli utenti di gestire gli appuntamenti in maniera semplice e veloce.
La prenotazione online si aggiunge alla tradizionale modalità esistente di accesso diretto al Punto Prelievi.
Ci sono delle riflessioni, dei pensieri che sorgono spontanei quando si analizzano le problematiche della nostra salute e della qualità della nostra vita. Sono quasi degli ammortizzatori che tendono ad armonizzare principi scientifici, cause di malattia e rimedi terapeutici. Non hanno una valenza specifica, ma se poi ci si ragiona, si capisce che comunque interferiscono nella nostra vita quotidiana e sono collaterali alla ricerca di una buona salute e di uno stato di benessere.
La solitudine e l’amicizia sono delle categorie su cui ragionare e fare riferimento in questo ambito speculativo. La solitudine è uno stato d’animo, una condizione anzitutto interiore, piuttosto che corporale, che presuppone tristezza, malinconia, fragilità. La solitudine può essere vissuta anche in mezzo ad una folta folla quando non si riesce a comunicare, a rapportarsi con gli altri, a sentire empatia e magari complicità.
Può anche essere ricercata quando si ha la necessità di guardarsi dentro senza interferenze esterne, quando si cerca il silenzio per la contemplazione e la speculazione. In questo caso essere soli è una scelta. L’ascetismo degli eremiti è frutto della solitudine anche se spesso coniugato con la sofferenza e la privazione per espiare i limiti del corpo e liberare uno spirito puro.
La solitudine come la si rigiri è angoscia e se togliamo il piccolo spicchio dei pensatori e degli asceti, è per tutti gli altri uno stato negativo che assomiglia tanto ad una malattia, con sintomi importanti nel corpo e nella mente.
In una società come la nostra dove l’individualismo e l’egoismo la fanno da padroni in una scalata della gloria e del benessere quotidiano, sempre e comunque, tante persone restano indietro, restano sole per limiti intellettuali, per limiti di convivenza sociale, persino perché invecchiano e non hanno più energie.
Nelle grandi città, ma anche nei paesi sono moltissime le persone sole; è una popolazione invisibile e sofferente, spesso rassegnata ad una esistenza vegetativa e che preferisce nascondere la propria situazione piuttosto che ricercarne i rimedi. La solitudine è una malattia che si cronicizza con sintomi sempre più opprimenti che attanagliano corpo e mente.
L’antidoto più efficace, che anzitutto previene e può anche curare, è l’amicizia. Essa è quella categoria delle relazioni umane che ci fa aprire verso gli altri, che ci mette in contatto con i pensieri ed i sentimenti degli altri, che genera generosità e tolleranza verso l’altro fino a creare condivisione e complicità. L’amicizia quando è ricambiata, o anche solo apprezzata, combatte e sconfigge la solitudine nostra e di chi è oggetto del nostro sentimento. Può essere profonda ed esclusiva, ma esistono anche gli atti di amicizia che sono ugualmente efficaci.
Durante tutto l’anno, andare a trovare gli anziani soli, i malati invalidi, fare un piccolo regalo a chi è o si sente scartato ed emarginato può essere fondamentale per accendere una fiammella di speranza, per riesumare momenti di serenità e di gioia, per trasmettere un po’ della soddisfazione che noi proviamo quando passiamo del tempo con i nostri amici. Se la solitudine perde e l’amicizia vince il mondo sarà migliore e più vivibile per tutti.
C’è grande fermento nel panorama sportivo cittadino per un traguardo che porta il nome di Macerata oltre i confini nazionali. Leonardo Archini, atleta di punta della ASD Wuxing Traditional Kung Fu School, storica realtà marziale del capoluogo, è stato ufficialmente selezionato per la rappresentativa italiana che prenderà parte al 6° Acropolis International Wushu Open Tournament. L’evento si terrà dal 13 al 15 marzo nella suggestiva cornice del Wrestling Olympic Stadium di Atene, un palcoscenico di risonanza mondiale.
Archini, allievo del Maestro Andrea Bordi, competerà nella specialità del Tui Shou (mani che spingono), una disciplina che mette alla prova equilibrio, sensibilità e potenza. La sua partecipazione non rappresenta solo un successo personale e i colori azzurri, ma l’intero percorso tecnico dell'Asd Wuxing di Macerata e della sua squadra agonistica. Il cammino di Leonardo è infatti il frutto di una preparazione sinergica diretta dai maestri Andrea Bordi, per il settore stili esterni e Kung Fu tradizionale, e Massimiliano Pallotti, per il settore stili interni e Tai Chi.
La manifestazione greca si conferma un appuntamento di altissimo livello, ospitando contemporaneamente la 6th Ho Kam Ming Wing Chun World Cup e la Kickboxing Golden Cup. Per l'atleta della scuola maceratese si tratterà di un'occasione unica per confrontarsi con i migliori interpreti internazionali, sotto la supervisione di leggende del calibro di Wu Bin (9° Duan) e Xi Cai Lin (8° Duan).
Per la squadra agonistica diretta da Bordi e Pallotti, la prova nel prestigioso stadio olimpico ellenico rappresenta un momento di confronto fondamentale per validare il lavoro sulla struttura e sull'intenzione marziale svolto quotidianamente nella sede di Macerata. Ancora una volta, lo sport cittadino dimostra di saper formare atleti capaci di imporsi sui palcoscenici più importanti del mondo.
Il settore giovanile della CBF Balducci HR Macerata non smette di vincere e inaugura la stagione delle finali con un trionfo schiacciante. Le ragazze dell'Under 18 targata Fisiomed si sono confermate, per il quarto anno consecutivo, campionesse provinciali, ribadendo una supremazia territoriale che appare ormai indiscutibile.
La finalissima, disputata ieri sul campo neutro di Corridonia, ha riproposto l'infuocato derby contro le rivali dell'US Volley 79 Civitanova. Come già accaduto nella passata stagione, ad avere la meglio è stato il gruppo guidato da coach Marco Valenti e dal vice Germano Baccifava, capace di imporsi per 3-1 (25-17, 19-25, 25-14, 25-20) al termine di una sfida intensa. Dopo un avvio brillante e un passaggio a vuoto nel secondo set, le maceratesi hanno ripreso il totale controllo del match, chiudendo la pratica con autorità.
Grazie alla collaborazione nel progetto Volley School con Paoloni Appignano e Volley Macerata, il club è riuscito a costruire un gruppo solido nonostante la distanza fisica tra le atlete durante l'anno.
"Siamo orgogliosi di aver difeso il titolo territoriale - commenta con soddisfazione il direttore tecnico del settore giovanile, Nicola Bacaloni -. Queste ragazze sono tutte cresciute nel nostro vivaio, ma quest'anno militano in vari campionati di Serie D, C e B2 per fare esperienza. Non è stato facile per lo staff tecnico trovare la giusta amalgama per una finale, ma con fatica e tanto cuore siamo riusciti a confermarci per la quarta volta consecutiva".
Con il titolo provinciale in tasca, la CBF Balducci Fisiomed strappa ufficialmente il pass per la fase regionale Under 18. L'obiettivo dichiarato è quello di dare l'assalto alla vetta delle Marche, provando a bissare l'impresa del 2024, quando la cavalcata arancionera si concluse con lo scettro di campionesse regionali.
Questi i nomi delle atlete che hanno alzato il trofeo al cielo di Corridonia: Minerva Aleandri, Gaia Battistelli, Aurora Biondi, Lucrezia Calisti, Alessia Capodacqua, Veronica Cetraro, Alice Ciccarelli, Giorgia Gattafoni, Maria Laura Mennecozzi, Giada Paolini, Sofia Pasquinelli, Stella Maria Rinaldesi, Luce Spernanzoni, Cristina Andrea Teloni, Viola Tittarelli.
In Italia il problema non è la mancanza di leggi, ma semmai il loro sproporzionato eccesso. Nel corso dei decenni norme, decreti e regolamenti si sono accumulati fino a creare un sistema estremamente complesso, spesso difficile da interpretare anche per gli stessi addetti ai lavori.
"Questo fenomeno è particolarmente evidente nel settore fiscale tributario, dove le regole cambiano spesso e si sovrappongono nel tempo", conferma Giuseppe Tosoni, presidente dell'associazione Tutela Impresa collegata a Casartigiani Nazionale.
I numeri aiutano a capire la dimensione del problema. Secondo la Banca Dati Legislativa Normattiva, oggi sono circa 110mila gli atti normativi ancora in vigore in Italia. Tra questi si contano più di 46mila decreti del Presidente della Repubblica, oltre 33mila regi decreti, circa 14mila leggi, 7.200 decreti luogotenenziali e quasi 1.500 decreti legge.
La cosa più sorprendente è che alcune di queste tipologie di atti appartengono a periodi storici ormai lontani. I regi decreti, ad esempio, risalgono al periodo della monarchia e non vengono più emanati dal 1944. Nell'elenco figurano ancora anche 21 decreti firmati dal capo del governo durante il regime fascista. La loro presenza dimostra quanto sia difficile eliminare davvero le norme obsolete dall’ordinamento.
Nel tempo molte norme si sono sovrapposte, modificate o integrate tra loro, rendendo complicato capire quali e quanti siano effettivamente applicabili. E i 110mila atti censiti rappresentano solo una parte della produzione normativa: restano infatti fuori dal conteggio le leggi regionali, i regolamenti comunali, molte circolari amministrative e anche parte della normativa europea.
La complessità diventa ancora più evidente quando si parla di Fisco. Le norme tributarie sono tra le più instabili: ogni anno la legge di bilancio modifica detrazioni, aliquote e agevolazioni, mentre nuovi decreti intervengono continuamente per correggere o aggiornare le regole. A questo si aggiungono le interpretazioni e le circolari dell’Agenzia delle Entrate, spesso necessarie per chiarire come applicare concretamente le norme.
Secondo diverse analisi istituzionali, tra cui quelle della Corte dei Conti, questa continua stratificazione normativa contribuisce ad aumentare l’incertezza del sistema fiscale e il numero delle controversie tra contribuenti e amministrazione.
"Il motivo di tale anomala situazione è molto chiaro ed evidente - sostiene Giuseppe Tosoni - mediamente ogni anno il Fisco incassa circa 15 miliardi per errori soltanto formali, diconsi formali, dei contribuenti".
Nelle Marche sono 33.746 le imprese femminili registrate al 31 dicembre 2025, dato sostanzialmente stabile rispetto all'anno precedente (-0,2%). Il tasso di femminilizzazione regionale è del 23,2%, superiore alla media nazionale del 22,3%: quasi un'impresa su quattro è guidata da donne.
Lo rileva la Camera di Commercio delle Marche, che ha anche pubblicato il bando "Impronta d'Impresa Marche 2025", giunto alla terza edizione. Il bando - promosso dal Comitato per l'imprenditoria femminile - premia imprese guidate da donne che hanno introdotto innovazioni nei campi del turismo, del Made in Italy, della sostenibilità e della digitalizzazione. Il budget è di 40.000 euro.
Le domande presentate sono state 106, di cui 59 ammesse nelle quattro categorie previste. Le candidature provengono soprattutto dalle province di Ancona e Pesaro Urbino. Nelle tre edizioni complessivamente saranno premiate 54 imprese, per un totale di 126.000 euro. "Le donne imprenditrici dimostrano dinamismo e capacità di innovazione anche in una fase di trasformazione del tessuto produttivo", dice il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini.
"Il bando 'Impronta d’Impresa' vuole valorizzare quelle imprenditrici che stanno innovando il modo di fare impresa nelle Marche, creando valore per il territorio e per la comunità. Le candidature ricevute dimostrano quanta creatività, competenza e visione strategica siano presenti nelle imprese femminili marchigiane, soprattutto nei campi della sostenibilità, della digitalizzazione e della valorizzazione del Made in Italy", evidenzia Federica Capriotti, presidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio delle Marche.
Un nuovo pulmino destinato al trasporto scolastico è stato consegnato nei giorni scorsi al Comune di Sant’Angelo in Pontano. Il mezzo sarà utilizzato per accompagnare ogni giorno i bambini nel tragitto da casa a scuola e viceversa, garantendo maggiore sicurezza e continuità del servizio.
L’automezzo è stato acquistato grazie ai fondi messi a disposizione dalla Regione Marche e, in particolare, grazie al contributo della Fondazione Carima che ha sostenuto in maniera significativa l’iniziativa accogliendo la richiesta avanzata dall’Amministrazione comunale.
Il nuovo scuolabus è dotato delle attrezzature necessarie per assicurare spostamenti sicuri ai giovani studenti e rappresenta un ulteriore passo avanti per migliorare i servizi rivolti alle famiglie del territorio.
«Il nostro – sottolinea il sindaco Vanda Broglia – è un paese che ogni giorno deve fronteggiare diverse emergenze, tra cui anche quella del trasporto pubblico, dimostrando resilienza e spirito di adattamento. Avevamo già acquisito un mezzo nel 2022 ma, grazie alla piena collaborazione con la Regione Marche e con la Fondazione Carima, siamo riusciti ad acquistare un nuovo pulmino che utilizzeremo come scuolabus, garantendo ai nostri bambini viaggi in piena sicurezza».
Il primo cittadino ha poi voluto esprimere un ringraziamento particolare alla Fondazione Carima. «Desidero ringraziare il presidente e il segretario generale che, con grande sensibilità, hanno accolto le nostre richieste. Il loro contributo è stato fondamentale per l’acquisto del mezzo e rappresenta un aiuto importante per tutta la nostra comunità».
Sull’iniziativa è intervenuto anche il presidente della Fondazione Carima, Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi, che ha evidenziato l’attenzione dell’ente verso i territori dell’entroterra maceratese.
«La Fondazione – spiega – riserva particolare attenzione alle comunità dell’entroterra, consapevole che la loro permanenza in questi territori e il futuro dell’area montana della provincia dipendono fortemente dalla presenza di servizi essenziali per la vita quotidiana. Il trasporto scolastico è sicuramente uno di questi e per questo abbiamo accolto con convinzione la richiesta del sindaco Broglia. Siamo felici di poter sostenere, attraverso l’acquisto dello scuolabus, le famiglie con bambini in età scolare che vivono a Sant’Angelo in Pontano e nei comuni limitrofi».
Riprendono, in presenza, i seminari formativi organizzati a Pieve Torina dalla Strategia Nazionale Aree Interne in collaborazione con Mind4Children nell’ambito del progetto “Nuovi sentieri di apprendimento: competenze per insegnare e crescere”. Il tema affrontato sarà “Il sé dell’insegnante: metacognizione per la gestione dell’errore”, una prospettiva nuova di interpretazione dell’errore secondo cui non ci si può limitare a correggerlo con una x rossa, bensì va considerato come chiave da utilizzare per meglio comprendere i processi mentali degli alunni.
Il primo appuntamento è per mercoledì 11 marzo, dalle ore 16.30 alle ore 19.30, presso la sala Rubner, e si rivolge in primis al corpo docente delle secondarie di Primo grado. I docenti saranno accompagnati dalla formatrice Chiara Rinaldi in un percorso di auto-osservazione e ristrutturazione delle proprie rappresentazioni dell’errore al fine di costruire ambienti di apprendimento più inclusivi, motivanti e orientati allo sviluppo del potenziale di ciascun alunno.
Ci sono poeti che parlano alla loro epoca. E poi ci sono poeti che, con ironia e leggerezza, riescono a parlare a tutte le epoche. Tra questi c’è Wisława Szymborska, polacca Premio Nobel per la Letteratura nel 1996, una delle voci più amate della poesia europea del Novecento.
A lei sarà dedicata una serata letteraria a Tolentino, mercoledì 11 marzo alle ore 17 al Politeama Franco Moschini, nell’ambito delle attività culturali di Unitre Tolentino. L’iniziativa fa parte del ciclo "La voce della poesia polacca – Serate letterarie nelle Marche", promosso da Polovers, in collaborazione con il Consolato Onorario della Repubblica di Polonia in Ancona e l'AIPNM.
Il progetto, realizzato con l’Istituto Polacco di Roma e l'Ambasciata, è finanziato dal Ministero degli Affari Esteri della Polonia per il sostegno delle comunità polacche all’estero. L’appuntamento di Tolentino sarà un momento di approfondimento tra riflessioni, letture e proiezioni.
Il programma prevede i saluti istituzionali di Mirella Valentini, Anna Czerwińska e Mauro Radici. Seguirà l’intervento della relatrice Marta Wanicka, dell’Università di Bologna, che offrirà una lettura della poetica della scrittrice nel contesto del Novecento. La serata proseguirà con letture di poesie in italiano e in polacco, la proiezione di un video dedicato alla poetessa e le conclusioni del Console onorario Cristina Gorajski.
L’iniziativa non è una semplice conferenza, ma un incontro di ascolto nello spirito della poetessa, che amava ricordare come la poesia nasca dal pensiero: "Non so". Le celebrazioni proseguiranno poi venerdì 13 marzo ad Ancona, nella Sala del Consiglio comunale, con la proiezione del documentario “La vita a volte è sopportabile. Ritratto ironico di Wisława Szymborska”. L'obiettivo è promuovere il dialogo culturale tra Italia e Polonia attraverso la grande tradizione letteraria. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
Cambio di programma per lo spettacolo di Alessandro Cattelan al Teatro Rossini di Civitanova Marche. Per sopraggiunti motivi organizzativi, la data di "Benvenuto nell’AI!", inizialmente fissata per il 2 aprile, è stata spostata al prossimo 11 aprile, sempre con inizio alle ore 21:00.
L’organizzazione, curata da Best Eventi in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e l’Azienda Teatri di Civitanova Marche, comunica che i biglietti già acquistati restano perfettamente validi per la nuova data, senza che sia necessaria alcuna operazione di sostituzione da parte degli spettatori. Chi fosse impossibilitato a partecipare all’appuntamento dell’11 aprile potrà richiedere l’eventuale rimborso entro e non oltre le 15:00 del prossimo 18 marzo, rivolgendosi direttamente al circuito d’acquisto utilizzato. Per chi non avesse ancora provveduto, i tagliandi per la nuova data sono regolarmente in vendita sui circuiti TicketOne, Ticketmaster e Vivaticket.
In "Benvenuto nell'AI!", Cattelan sposta il focus sulle riflessioni ironiche e disincantate del presente, partendo da un interrogativo provocatorio: cosa manca a un’intelligenza artificiale per essere veramente umana? Attraverso un ritmo serrato di oltre 90 minuti, tra episodi reali, riflessioni iperboliche, canzoni surreali scritte per l’occasione e l’interazione costante con la platea, l'artista indaga le assurdità del nostro tempo e il rapporto spesso ambivalente che nutriamo verso la tecnologia.
Dopo aver esplorato, nel suo precedente lavoro, la libertà di pensiero attraverso la messa in scena del proprio funerale, Cattelan si pone ora in una prospettiva nuova, dove un'A.I. si rivolge a lui per apprendere come diventare "umana". Il risultato è un one-man show scanzonato e profondo, che delinea un futuro forse non così catastrofico come temiamo, dove proprio le nostre debolezze – e la capacità di riderne – rappresentano la nostra peculiarità più autentica e difficile da replicare. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.besteventi.it o chiamare il numero 085.9047726.
Un confronto dal taglio dichiaratamente tecnico-giuridico, lontano dalla politicizzazione del dibattito e pensato per aiutare i cittadini a orientarsi su una materia complessa come quella della revisione costituzionale sulla cosiddetta separazione delle carriere dei magistrati. Si è svolto oggi, lunedì 9 marzo, alle 15, nella Sala Cesanelli dello Sferisterio di Macerata, il convegno promosso dall’Associazione Forense "Avvocatura e Famiglia".
L’iniziativa, intitolata "Dialogo a proposito della revisione costituzionale c.d. sulla separazione delle carriere dei magistrati", nasce – come è stato ricordato in apertura – dalla volontà dell’associazione di partecipare al dibattito pubblico dopo l’apposita assemblea nazionale, scegliendo di affrontare il tema non sul terreno della contrapposizione ideologica, ma su quello della razionalità tecnico-giuridica.
Ad aprire i lavori è stato Giancarlo Savi, presidente dell’Associazione Forense “Avvocatura e Famiglia”, che ha introdotto la linea programmatica dell’incontro: riportare la discussione sui contenuti effettivi della riforma costituzionale proposta dal Parlamento, in un clima referendario già fortemente acceso e divisivo, per contrastare letture faziose e ricondurre il confronto entro i confini dell’analisi giuridica.
Il momento dei saluti istituzionali è stato affidato a Francesca D’Alessandro, vicesindaco del Comune di Macerata, che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale.
Tra gli intervenuti al convegno Paolo Parisella, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Macerata, Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, intervenuto da remoto,Nico D’Ascola, ordinario di Diritto penale all’Università di Reggio Calabria, Costanzo Cea, già presidente di sezione della Corte d’Appello di Bari, e Gerardo Villanacci, ordinario di Diritto civile all’Università di Roma “La Sapienza”, cui sono state affidate moderazione e conclusioni.
Nel corso del pomeriggio sono stati affrontati i principali snodi della riforma: l’esame del testo normativo, la sua genesi, le contrapposte opinioni, le interrelazioni processuali nel processo penale e in quello civile, il tema del duplice Consiglio Superiore della Magistratura – con composizione e funzioni – e quello dell’Alta Corte di Giustizia Disciplinare, con riferimento a competenze, struttura, funzioni e garanzie nei diversi gradi di giudizio. Sullo sfondo, anche le implicazioni dell’eventuale approvazione referendaria per il futuro assetto dell’ordinamento giudiziario.
Ad aprire il confronto è stato Paolo Parisella, che ha insistito sulla necessità di mantenere il dibattito su un piano rigorosamente giuridico e ha sottolineato come molti cittadini, di fronte alla complessità del quesito referendario, si trovino in difficoltà, evidenziando perciò il dovere degli operatori del diritto di offrire strumenti di orientamento e comprensione. Da qui il richiamo a evitare ogni lettura di parte: non una riforma da trattare come terreno di scontro politico, ma una questione che richiede chiarezza giuridica e responsabilità istituzionale.
È stato poi Gerardo Villanacci a sviluppare l’intervento centrale dell’incontro, soffermandosi sul contesto culturale e costituzionale nel quale si inserisce il referendum.
In apertura, Villanacci ha richiamato il valore della formazione. Il professore ha ricordato il proprio impegno come presidente della Fondazione Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, sottolineando la necessità di promuovere percorsi formativi adeguati, proprio come quello ospitato oggi a Macerata, su temi che richiedono competenza e approfondimento.
Da qui il passaggio alla natura del clima referendario. Secondo Villanacci, la consultazione referendaria si colloca in un contesto “altamente conflittuale”, ma ciò che maggiormente la caratterizza non è soltanto il livello dello scontro, quanto il rischio che si affermi un fenomeno ancora più insidioso: quello delle post-verità.
Su questo punto il relatore ha posto l’accento con particolare nettezza. Non si tratta, ha spiegato, semplicemente delle fake news, che possono essere smentite, ma di circostanze palesemente false che vengono tuttavia percepite come verità assolute. In questa dinamica, non conta più che un fatto sia vero: conta piuttosto che venga recepito come tale, fino ad orientare in modo improprio il giudizio pubblico e le decisioni collettive.
Per Villanacci, allora, il compito principale è ristabilire un criterio di verità. Occorre, ha osservato, “ripristinare la verità etica, distinguendo le valutazioni politiche di merito dai presupposti giuridici della Costituzione. Solo così è possibile restare nell’alveo della verità tecnica e affrontare seriamente una riforma che tocca l’ordinamento giudiziario”.
Il ragionamento si è quindi spostato sul ruolo della magistratura. Prima di ogni altra considerazione, ha affermato Villanacci, “la magistratura è centrale nel meccanismo costituzionale, perché l’ordinamento giurisdizionale rappresenta una delle espressioni più autentiche dei valori portanti della Carta. Proprio per questo va preservata senza alcuna riserva”.
Entrando nel merito normativo, il professore ha individuato gli articoli effettivamente coinvolti che sono essenzialmente due: gli articoli 104 e 105 della Costituzione.
Da remoto è quindi intervenuto il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, che ha ricondotto la ratio della riforma all’esigenza di rafforzare il principio del giudice terzo e imparziale. “L’obiettivo del referendum del 22 e 23 marzo è quello di avere un giudice terzo e imparziale, lontano dal pubblico ministero come dalla difesa. Vogliamo rafforzare la fiducia dei cittadini nella giustizia e avere una giustizia più giusta. Vogliamo che chi entra in un processo sia certo che il giudice non abbia legami con il pubblico accusatore”. E ancora: "C’è una ragione evidente per votare a favore della separazione delle carriere: la Costituzione, all’articolo 111, prevede espressamente che il giudice deve essere terzo e imparziale. E terzo vuol dire diverso".
Il filo conduttore dell’intero appuntamento è rimasto quello indicato dagli organizzatori sin dall’avvio dei lavori: riportare la discussione sui contenuti reali della riforma, sottraendola alle polarizzazioni e restituendola a un esame fondato sulla tecnica, sulla struttura della Costituzione e sulle conseguenze concrete per il sistema giustizia. Un obiettivo che, nel confronto maceratese, è emerso come particolarmente urgente proprio in vista dell’appuntamento referendario.
Musicultura ha annunciato i nomi dei 60 artisti che accedono alle Audizioni Live 2026 del prestigioso concorso. L’ascolto e la selezione delle canzoni inviate hanno richiesto oltre tre mesi, complice anche l’entità della partecipazione: 1328 giovani artisti e artiste, il numero più alto nella storia del Festival. Un record assoluto, che conferma la vitalità della formula del concorso e testimonia la fiducia sempre crescente degli artisti nelle modalità con cui Musicultura opera per favorire la scoperta e la valorizzazione delle nuove energie della canzone italiana.
Presentate le Audizioni Live, cuore artistico del Festival che si svolgeranno dal 12 al 21 marzo al Teatro Lauro Rossi di Macerata, nella conferenza stampa di apertura del Festival, nella sede della Regione, presieduta da Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche: “Musicultura, alla sua trentasettesima edizione, si conferma una manifestazione di assoluto rilievo nel panorama culturale nazionale. Una realtà profondamente radicata nel nostro territorio, nata dall'intuizione di una figura straordinaria come il professor Piero Cesanelli, che si è consolidata nel tempo e oggi affermata come una delle realtà culturali più importanti a livello nazionale. Musicultura non è solo un momento di altissimo profilo artistico, rappresenta per le Marche un patrimonio da difendere, valorizzare e far crescere per la sua capacità di promuovere il territorio e di generare un ritorno prezioso, sia in termini economici che di immagine alimentando quel senso di orgoglio e appartenenza che definisce la nostra comunità. – ha continuato il presidente Acquaroli – Il nostro impegno è sostenere questa capacità di fare cultura che sappia guardare al futuro, offrendo ai giovani un palcoscenico che generi speranza e partecipazione, strumenti fondamentali per valorizzare le nuove generazioni. Una strategia comune che veda Macerata, la Regione e Musicultura protagoniste insieme nei prossimi anni, con l'orgoglio di appartenere a una terra capace di esprimere eccellenze di questo livello”.
Il direttore artistico Ezio Nannipieri ha svelato i nomi degli artisti e delle artiste, tutti autori e autrici delle proprie canzoni, che sfileranno sul palco delle Audizioni Live.
“Di questi tempi può capitare di percepire nel mondo circostante una sorta di barbarie in espansione, di pensare che non resti che rassegnarsi al peggio. – ha affermato Nannipieri – Poi ascolti le canzoni di questi ragazzi e ragazze, come raccontano la vita che avviene e diviene ovunque e comunque, cogli l’onestà con cui fanno quel che fanno e sono quel che sono, come se ne infischino di un mercato che pretende di dettare legge. E allora ti viene da ringraziarli, fai un bel respiro profondo e non vedi l’ora che comincino le audizioni”.
Presente in conferenza stampa il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale Silvia Luconi:
“Musicultura continua a distinguersi come uno dei festival più vivaci e significativi della canzone d’autore italiana, capace di unire scoperta, qualità artistica e un forte senso di comunità, un laboratorio prezioso per la canzone italiana: serio, meritocratico, attento alla parola e alla ricerca musicale. È uno dei pochi festival che riesce davvero a intercettare il nuovo senza perdere il legame con la tradizione cantautorale. La sua forza sta nella capacità di rinnovarsi ogni anno, mantenendo intatta la sua identità. Come Regione Marche ci abbiamo sempre creduto e continuiamo a farlo in quanto rappresenta uno dei festival maggiormente identitari del nostro territorio e che ci permette di parlare all’Italia intera”.
La rosa delle 60 proposte in gara è composta da 9 band e 51 solisti e soliste. Tra le regioni italiane di provenienza più rappresentate troviamo il Lazio con 9 artisti, seguito dalla Lombardia con 8 e da Toscana e Marche con 6 artisti ciascuna.
“Nella rosa dei 60 colpisce la rilevante presenza di cantautrici: in questa edizione il loro numero è pari a quello dei ragazzi, quando solitamente oscillava intorno a un terzo – ha aggiunto Ezio Nannipieri – Personalmente ritengo che l'espressione artistica non sia da interpretare attraverso filtri collegati al sesso, al genere o all'orientamento sessuale, ma resta il fatto che siamo di fronte a un cambiamento che racconta di una società che fortunatamente si aggiorna”.
Ecco i sei artisti marchigiani in corsa: Giovanni Neve (nome d’arte di Giovanni Morbidoni) di Civitanova Marche, la band XGIOVE di Porto Sant'Elpidio, Giando (pseudonimo di Giandomenico Pandolfino) di Ancona, Anastasia di Ascoli Piceno, Maredè (Luigi Bevilacqua) di Senigallia e Mazzoli, cantautore originario di Pesaro e residente a Bologna.
Le 60 proposte in gara, per un totale di circa 300 musicisti coinvolti provenienti da tutta Italia, si apprestano ora a confluire a Macerata. Sul palco del Teatro Lauro Rossi si esibiranno sei artisti per sera, rigorosamente dal vivo, nel corso di dieci serate di spettacolo aperte al pubblico tramite prenotazione su www.musicultura.it.
Si comincia il 12 marzo e si andrà avanti continuativamente fino al 21 marzo, con inizio alle ore 21 (la domenica alle 17). Gli spettacoli potranno essere seguiti in diretta streaming su Facebook e YouTube di Musicultura e in televisione su èTv Marche.
“Musicultura da anni rappresenta uno spazio unico per i nuovi talenti – ha dichiarato il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli – un luogo in cui la canzone popolare d’autore trova ascolto, rispetto e valorizzazione. In un tempo sempre più frenetico, in cui tutto corre veloce, questo festival continua a scommettere sulla qualità, sulla ricerca e sulle parole che sanno raccontare il nostro tempo. Come Amministrazione abbiamo sostenuto Musicultura fin dal primo giorno in cui ci siamo insediati e continuiamo a farlo: nei giorni scorsi abbiamo rinnovato una convenzione per i prossimi tre anni. Investire in cultura significa investire nella crescita della nostra comunità, nell’attrattività del territorio e nelle opportunità per i giovani artisti”.
“Accendiamo i riflettori sulla XXXVII edizione di Musicultura con l’orgoglio di chi vede crescere, anno dopo anno, un progetto che coniuga la musica d’autore con la poesia – ha aggiunto Riccardo Sacchi, assessore agli Eventi del Comune di Macerata –. Le Audizioni Live non sono solo il calcio d’inizio di un concorso, ma la celebrazione di un traguardo che racconta un’evoluzione significativa: dalle radici nella città di Leopardi fino alla consacrazione definitiva sul palcoscenico dello Sferisterio e nelle piazze della nostra città. In bocca al lupo agli artisti: Macerata li aspetta a braccia e orecchie aperte, pronta a godersi questa maratona di buona musica, confermandosi capitale della canzone d’autore”.
La TGR Marche realizzerà ogni sera, all’interno del telegiornale, collegamenti in diretta dal Lauro Rossi, per raccontare l’atmosfera del teatro e presentare i protagonisti in programma. Tra gli elementi di forza del clima delle audizioni spicca anche il calore del pubblico, che a fine serata, a suon di applausi e applausometro, elegge il suo artista preferito, al quale va il Premio Banca Macerata.
“Essere al fianco di Musicultura come main sponsor, per il sesto anno consecutivo, non è un traguardo da registrare ma la conferma di una scelta che continuiamo a rinnovare nel tempo – ha detto Michela Sopranzivicepresidente di Banca Macerata –. È l’espressione di un rapporto costruito attorno a valori chiari e condivisi: qualità, serietà del percorso artistico e attenzione autentica ai giovani talenti. Per Banca Macerata, come banca del territorio, investire nella cultura significa assumersi una responsabilità verso la comunità, sostenendo iniziative capaci di offrire opportunità concrete e di contribuire alla crescita sociale ed economica del territorio”.
Le Audizioni coinvolgono anche, in veste di scenografi, giurati e addetti alla comunicazione, gli studenti e le studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Macerata e delle Università di Macerata e Camerino, partner culturali fondamentali nel percorso di Musicultura.
“Musicultura è un appuntamento di rilievo nazionale e un valore aggiunto per la città – ha affermato il rettore dell’Università di Macerata John McCourt –. Le Audizioni Live al Teatro Lauro Rossi e le serate finali allo Sferisterio non sono solo un momento di spettacolo, ma un’occasione di incontro e crescita per giovani artisti, pubblico e istituzioni, consolidando Macerata come città di cultura e musica”.
“Siamo lieti di rinnovare anche quest'anno il nostro impegno al fianco di Musicultura – ha detto il rettore dell’Università di Camerino Graziano Leoni –. La musica rappresenta uno spazio di dialogo, apertura e incontro tra mondi diversi: un linguaggio universale capace di avvicinare le persone oltre ogni confine”.
Dalle Audizioni Live emergeranno i 16 progetti artistici finalisti, che verranno presentati in un duplice concerto al Teatro Persiani di Recanati nella prossima primavera. Parallelamente, le loro canzoni entreranno nel CD compilation della XXXVII edizione di Musicultura e saranno programmate da Rai Radio1, radio ufficiale del Festival.
Otto saranno infine i vincitori del Concorso, designati dall’insindacabile giudizio dell’illustre Comitato Artistico di Garanzia di Musicultura. Insieme a ospiti di spicco del panorama musicale nazionale e internazionale, saranno protagonisti delle serate finali del Festival, in programma il 19 e 20 giugno 2026 allo Sferisterio di Macerata. Sarà il pubblico a votare il Vincitore assoluto, al quale andranno 20.000 euro del Premio Banca Macerata.
Saranno inoltre assegnati la Targa della Critica Piero Cesanelli (€ 3.000), il Premio “Grotte di Frasassi” (€ 2.000) e il Premio per il miglior testo (€ 2.000), in collaborazione con Unimc e Unicam.
I sessanta artisti in gara sono: Acqua Distillata canta Ribaltavapori – Trieste; acquachiara – Roma; Alessandro Ragazzo – Venezia; Anastasia – Ascoli Piceno; angelae – Padova; Angelica Perri – Cosenza; Black Cats – Milano; Carillon – Milano; Carla Fucci – Napoli; Cesare Augusto Giorgini – Modena; Chiara Accardi – Palermo; Chino – Roma; Claudio Covato – Siracusa; Daniela Spalletta – Caltanissetta; DDUMA – Lecce; Dea Culpa, Ciao sono Vale – Bergamo; DIECI – Roma; FARNESE – Viterbo; Federico Baldi – Bergamo; Fremir – Milano; Gabriele Esposito – Napoli; Giando – Ancona; Giavitto – Udine; Giorgia Faraone – Lecce; Giovanni Neve – Civitanova Marche; Giovanni Toscano – Pisa; Giulia Trovò – Treviso; I Professori – Massa-Carrara; Il Maestrale – Bari; Isabella Privitera – Bologna; Kresta – Cosenza; La Noce – Latina; LaMar – Grosseto; Luigi Relé – Roma; maniviola – Bologna; Manuella– Sassari; Marco Gesualdi & Toto Toralbo – Napoli; Maredè – Senigallia; Mare – Genova; MARGH – Padova; Martina Cirri – Palermo; Mazzoli – Pesaro e Bologna; MEZZANERA – Bologna; MilleAlice – Firenze; Mirall – Pisa; Mìvola – Potenza; Montegro – Roma; Narratore Urbano – Torino; NOVELLA – Arezzo; Rosita Brucoli – Milano; Rossana De Pace – Taranto; Samanta Tosi – Milano; Santiago – Milano; scacciapensieri – Roma; SCURO – Lecce; Speedy – Cosenza; VERSAILLES – Potenza; Vybes – Roma; XGIOVE – Porto Sant'Elpidio; ZEROFILTRO – Napoli.
A distanza di trent'anni, gli ex dipendenti del gruppo calzaturiero Ruggeri si sono ritrovati insieme in una serata che ha saputo mescolare emozione, nostalgia e allegria. Più di ottanta persone hanno risposto all'appello, dando vita a una cena conviviale che è diventata il palcoscenico di una storia imprenditoriale e umana profondamente radicata nel territorio maceratese.
Il gruppo Ruggeri, con stabilimenti a Civitanova e Porto Potenza Picena, è stato per decenni uno dei nomi di riferimento del settore manifatturiero calzaturiero della provincia di Macerata. Un'azienda che ha segnato la vita di generazioni di lavoratori e che vive ancora nella memoria di chi ne ha fatto parte.
La serata ha assunto un carattere ancora più speciale grazie alla presenza della famiglia Ruggeri: i figli dei fondatori hanno voluto sedersi a tavola con gli ex dipendenti, unendo il ricordo dell'impresa familiare a quello di una comunità di lavoro che non ha dimenticato le proprie radici.
Tra aneddoti di reparto e storie di colleghi, è emerso quanto i legami forgiati nel lavoro resistano al tempo. Un ringraziamento speciale va a Daniela Renzi e Pietro Taccari, i promotori dell'iniziativa, che hanno organizzato questo storico incontro, regalando a tutti i presenti una serata indimenticabile.
La fortuna fa tappa nelle Marche grazie al Lotto. Nell’ultimo concorso di venerdì 6 marzo è stata registrata una vincita significativa a Recanati, in provincia di Macerata.
Come riporta Agipronews, in una ricevitoria di via Sambucheto un fortunato giocatore è riuscito a centrare una vincita complessiva di 40.100 euro grazie a un ambo “Oro” e a due “Numeri Oro”, combinazione che ha permesso di portare a casa l’importante premio.
Un colpo che conferma il momento fortunato per la regione e che ha fatto esultare la città leopardiana, dove la vincita è stata registrata nel corso dell’estrazione di venerdì.
A livello nazionale, l’ultimo concorso del Lotto ha distribuito premi per circa 5,9 milioni di euro in tutta Italia. Dall’inizio del 2025, invece, il totale delle vincite ha già raggiunto quota 273 milioni di euro.
Il cuore commerciale di Civitanova Marche mostra i segni di una crisi profonda e visibile a occhio nudo. A confermarlo non sono semplici stime, ma un censimento puntuale "vetrina per vetrina" realizzato dall’associazione ViviAmo Civitanova APS, che ha setacciato le principali arterie del centro urbano per scattare una fotografia realistica dello stato di salute dei negozi.
I numeri emersi dall'indagine sono impietosi: su un totale di 446 vetrine censite, ben 108 risultano attualmente chiuse. Questo significa che il 24,2% dei locali commerciali è privo di attività, un dato che supera la media nazionale e regionale e che racconta di un centro città dove quasi una serranda su quattro resta mestamente abbassata.
"Il nostro lavoro non è una stima basata su sensazioni, ma una ricognizione reale effettuata contando fisicamente ogni singola vetrina - spiega la Presidente di ViviAmo Civitanova, Manola Gironacci -. Vedere che quasi il 25% degli spazi commerciali è oggi spento deve farci riflettere: quando chiude un negozio non sparisce solo un’insegna, ma si perde un presidio sociale e un pezzo di sicurezza per tutta la città".
L'analisi strada per strada evidenzia situazioni particolarmente critiche. La maglia nera spetta a Corso Vittorio Emanuele, dove il tasso di chiusura raggiunge il 37,5% con 30 vetrine vuote. Seguono il Vialetto Nord (24% di chiusure) e il lato pari di Corso Umberto I, dove si conta il 23,8% di saracinesche abbassate. Anche zone storiche come Via Trento (22,7%) e Corso Dalmazia (21,9%) mostrano sofferenza, mentre la via più "resistente" risulta via Duca degli Abruzzi con il 14,3% di sfitti.
Il fenomeno si inserisce in un contesto provinciale difficile: tra il 2021 e il 2024, la provincia di Macerata ha perso circa 3.200 imprese. A pesare sono l'e-commerce, i costi di gestione e la concorrenza dei grandi poli. "Siamo consapevoli che la crisi del commercio sia un fenomeno globale - prosegue Gironacci -, ma i dati di Civitanova sono superiori alla media e questo ci impone di agire subito sulle politiche urbane, dall'accessibilità alla qualità degli eventi".
L'obiettivo del censimento è stimolare una riflessione urgente. Per questo motivo, ViviAmo Civitanova APS, insieme all'associazione Centriamo, ha già presentato al Comune una proposta concreta: un contributo di 25.000 euro per finanziare un programma di aperture serali estive diffuse.
"Non vogliamo restare fermi a osservare i numeri negativi - conclude la Presidente Gironacci -. Il nostro progetto punta a rendere Civitanova più viva nelle ore serali, creando occasioni di socialità che portino ossigeno a negozi, bar e ristoranti. È una sfida che dobbiamo vincere insieme: amministratori, cittadini e proprietari di immobili".
L’imperialismo assassino e criminale di USraele ha aggredito l’Iran e, nel farlo, ha tra l’altro colpito una scuola femminile, causando più di 100 morti: verosimilmente si tratta di donne morte, essendo, come ricordavo, una scuola femminile.
Abbiamo in tal maniera una plastica raffigurazione della sempre celebrata liberazione occidentale delle donne persiane dal velo islamico. Abbiamo, ancora, l’ennesima prova del modus operandi dell’imperialismo dell’Occidente, anzi dell’uccidente sotto cupola atlantista e del suo agire con missili umanitari, bombe intelligenti e cannoni democratici. Parafrasando il vecchio Tacito, fanno il deserto e lo chiamano pace.
Lo schema, del resto, rimane sempre il medesimo e stupisce vedere tanti capita insanabilia che non lo capiscono e continuano a celebrare l’aggressione occidentale come emancipativa e liberatoria: si presenta lo stato che si è deciso di aggredire come se fosse totalitario, si ostenta mediaticamente il popolo come unito nella volontà di liberarsi dal dittatore e poi, dulcis in fundo, interviene l’imperialismo etico occidentale con bombardamenti umanitari e missili intelligenti.
Come è possibile che tanti stolti ancora non lo capiscano e celebrino l’interventismo assassino di USraele resta un mistero della storia. D’altro canto, è noto che è più facile ingannare le persone che mostrare loro che sono state ingannate. I tanti stolti continuano a bersi la sciagurata narrazione dell’imperialismo etico volto a liberare i popoli. Molti capita insanabilia hanno ripetuto per mesi che Donald Trump non soltanto era il salvatore del mondo, ma che era il solo presidente americano in grado di opporsi a ogni tipo di guerra.
Si trattava, con tutta evidenza, di una narrazione del tutto mendace degna delle anime belle che ancora non hanno capito che la contraddizione principale è rappresentata da Washington, poco cambia se sulla plancia di comando vi siano Biden o Obama, Bush o Trump. E adesso infatti Donald Trump ha definitivamente gettato la maschera, rivelandosi in perfetta continuità con i precedenti presidenti imperialisti della civiltà del dollaro.
Dall’inizio di questo tumultuoso 2026, il codino biondo che fa impazzire il mondo ha già di fatto prodotto due guerre, aggredendo vigliaccamente il Venezuela di Maduro e, più recentemente, compiendo una altrettanto vile aggressione dell’Iran. In entrambi i casi, abbiamo a che fare con stati ricchi di petrolio e, per di più, fieramente resistenti alla globalizzazione imperialistica di Washington. Vi è una novitas nel modus operandi di Trump, che segna, per così dire, una svolta nella prassi imperialistica della civiltà dell’hamburger.
Con Trump, infatti, si registra ora un inedito imperialismo gangsteristico, che interviene rapendo i presidenti, come nel caso di Maduro, o direttamente giustiziziandoli, come nel caso di Khamenei. Ancora una volta, il diritto internazionale è saltato gambe all’aria e si è tornati allo ius sive potentia, secondo una figura concettuale che non può non richiamare alla memoria le parole di Trasimaco nel primo libro della Repubblica di Platone: "il giusto non è altro se non l’utile del più forte".
Come se non bastasse, viene ancora una volta rovesciato il ritornello con cui per anni hanno condannato la Russia, quello secondo cui l’ha aggredito ha sempre ragione e l’aggressore sempre torto: quando l’aggressore coincide con la civiltà del dollaro, allora esso ha per definizione sempre ragione, dacché il suo è un imperialismo etico con bombe umanitarie e missili intelligenti.
Che cosa diranno ora i capita insanabilia della celebrazione agiografica di Trump? Avranno ancora il coraggio di asserire che egli contrasta le guerre e che segna una svolta nelle politiche statunitensi? L’abbiamo ripetuto infinite volte: la salvezza, se vogliamo scomodare una categoria teologica, potrà arrivare solo dagli Stati disallineati e resistenti rispetto alla globalizzazione imperialistica di Washington. Come infinite volte Abbiamo ripetuto che il nemico principale resta Washington e che gli europei dovrebbero una volta tanto avere il coraggio di mettere in discussione la loro sciagurata subalternità rispetto all’imperialismo della civiltà del dollaro.