Era in evidente stato di alterazione psicofisica quando ha iniziato a minacciare e insultare i carabinieri intervenuti per identificarlo. È quanto accaduto nella mattinata di giovedì scorso all’area di servizio “IP”, lungo la Strada Statale 77 “Val di Chienti”, nel territorio di Tolentino.
Un 28enne di origini marocchine, residente a Treia e già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato in stato di libertà per minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale.
L’intervento dei militari dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Tolentino è scattato a seguito di una segnalazione arrivata al numero di emergenza 112. La richiesta riguardava la presenza nell’area di servizio di un uomo in evidente stato di alterazione, verosimilmente dovuto all’abuso di sostanze alcoliche.
I carabinieri, una volta raggiunto il posto, hanno avviato le procedure per l’identificazione del giovane. Durante gli accertamenti, però, il 28enne avrebbe rivolto ai militari frasi apertamente minacciose e offensive dell’onore e del decoro, opponendo una resistenza di tipo verbale.
Considerata la persistente alterazione psicofisica, i militari hanno richiesto l’intervento del personale sanitario. Il giovane è stato quindi trasportato all’ospedale di Macerata, dove è stato sottoposto alle cure e agli accertamenti del caso.
Al termine degli accertamenti, il 28enne è stato denunciato in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale.
Era in evidente stato di alterazione psicofisica quando ha iniziato a minacciare e insultare i carabinieri intervenuti per identificarlo. È quanto accaduto nella mattinata di giovedì scorso all’area di servizio “IP”, lungo la Strada Statale 77 “Val di Chienti”, nel territorio di Tolentino.
Un 28enne di origini marocchine, residente a Treia e già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato in stato di libertà per minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale.
L’intervento dei militari dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Tolentino è scattato a seguito di una segnalazione arrivata al numero di emergenza 112. La richiesta riguardava la presenza nell’area di servizio di un uomo in evidente stato di alterazione, verosimilmente dovuto all’abuso di sostanze alcoliche.
I carabinieri, una volta raggiunto il posto, hanno avviato le procedure per l’identificazione del giovane. Durante gli accertamenti, però, il 28enne avrebbe rivolto ai militari frasi apertamente minacciose e offensive dell’onore e del decoro, opponendo una resistenza di tipo verbale.
Considerata la persistente alterazione psicofisica, i militari hanno richiesto l’intervento del personale sanitario. Il giovane è stato quindi trasportato all’ospedale di Macerata, dove è stato sottoposto alle cure e agli accertamenti del caso.
Al termine degli accertamenti, il 28enne è stato denunciato in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale.
Si aggirava tra le auto parcheggiate sul lungomare Piermanni, tentando di aprirne alcune e rovistando all’interno di una vettura, quando alcuni cittadini si sono accorti di quanto stava accadendo e hanno chiamato il 112. È stato così individuato e denunciato dalla Polizia di Stato un 39enne di nazionalità algerina, residente nel Fermano, accusato di tentato furto.
L’intervento è avvenuto intorno alle 2 della notte, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio predisposti dalla Questura di Macerata a Civitanova Marche e svolti insieme a carabinieri e Guardia di Finanza. L’attività, disposta dal Questore Luigi Mangino sulla base delle indicazioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, si è concentrata in particolare sul lungomare Piermanni e nelle zone maggiormente frequentate da giovani e locali di intrattenimento.
La segnalazione dei cittadini ha consentito agli operatori di acquisire elementi utili all’individuazione dell’uomo. La Volante del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Civitanova Marche è arrivata rapidamente sul posto, trovando il 39enne mentre tentava di allontanarsi dopo essersi accorto di essere stato ripreso.
Una volta raggiunto dagli agenti, l’uomo ha riferito di accusare un malore. È stato quindi richiesto l’intervento del personale sanitario del 118, che lo ha accompagnato in ospedale per gli accertamenti e le cure del caso. Terminati gli accertamenti sanitari, è stato accompagnato al Commissariato, dove è stato sottoposto a fotosegnalamento e agli ulteriori controlli necessari per la sua identificazione.
Anche sulla base degli elementi forniti dai testimoni, al termine degli accertamenti il 39enne è stato denunciato in stato di libertà all'autorità giudiziaria per tentato furto.
Nel corso della stessa notte i controlli hanno riguardato anche i locali del lungomare. Gli agenti sono intervenuti a seguito della segnalazione di un presunto party in spiaggia, ma la verifica effettuata in uno degli esercizi indicati ha evidenziato una situazione regolare: la musica era spenta e le poche persone ancora presenti si trovavano all’interno delle proprie automobili nel parcheggio.
In un altro locale, invece, gli operatori della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura hanno effettuato un controllo sul rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa. Gli agenti hanno notato numerosi avventori in fila in attesa di ricevere il drink già pagato e hanno accertato la somministrazione di bevande alcoliche oltre le ore 3, circostanza documentata anche dalla ricevuta di pagamento acquisita durante il controllo.
Al gestore è stata quindi contestata l’infrazione, per la quale è prevista una sanzione amministrativa da 5mila a 20mila euro. Il servizio è proseguito fino alle prime ore del mattino, accompagnando il deflusso degli avventori dai locali, che si è svolto regolarmente e senza criticità per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Complessivamente sono state controllate 56 persone, di cui 9 cittadini stranieri, con 15 riscontri nella banca dati dei precedenti di polizia. Sono stati inoltre effettuati 3 posti di controllo, durante i quali sono stati verificati 17 veicoli, mentre sono stati elevati 3 verbali per violazioni al Codice della Strada.
I controlli rientrano nell’attività predisposta dalla Questura di Macerata nel periodo estivo, con una presenza costante delle Forze di polizia nelle aree maggiormente interessate dalla presenza di persone e locali di intrattenimento.
Era risultato positivo al primo controllo preliminare sull’alcol, ma quando i carabinieri gli hanno chiesto di sottoporsi all’etilometro si è rifiutato. Per un automobilista del posto è, quindi, scattata la denuncia in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza, oltre al ritiro immediato della patente.
Il controllo è stato effettuato dai carabinieri della stazione di Camerino nell’ambito dei quotidiani servizi di prevenzione e controllo della circolazione stradale, finalizzati anche al contrasto della guida in stato di ebbrezza.
I militari erano impegnati in un servizio ad ampio raggio nel territorio di Esanatoglia quando hanno fermato l’automobilista. L’uomo è stato sottoposto a un primo accertamento tramite precursore, che ha dato esito positivo alla presenza di alcol.
A quel punto i carabinieri hanno proceduto con le verifiche previste attraverso l’etilometro, ma il conducente si è rifiutato di sottoporsi all’accertamento definitivo.
Il rifiuto, secondo quanto previsto dalla normativa, è equiparato alla più grave ipotesi di guida in stato di ebbrezza. Per l’uomo è scattata la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica.
Contestualmente, i carabinieri hanno provveduto al ritiro immediato della patente di guida, in vista della successiva applicazione della sanzione accessoria della sospensione. L’autorità giudiziaria è stata informata per gli adempimenti di competenza.
Un 41enne è finito in ospedale dopo essere caduto dalla moto a Pieve Torina. L'incidente si è verificato intorno alle 12:40 di oggi nei pressi del santuario di Santa Maria in Caspriano.
Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo stava percorrendo la zona in sella alla propria moto quando, per cause ancora da accertare, ha perso il controllo del mezzo ed è scivolato sull'asfalto. Non risultano coinvolti altri veicoli nell'incidente.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure al motociclista. Nonostante la caduta, il 41enne non avrebbe riportato conseguenze gravi ed è stato trasportato all'ospedale di Camerino per gli accertamenti e le cure del caso.
Sono in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell'incidente.
Nel pomeriggio di ieri, i militari del N.O.R. – Aliquota Radiomobile della Compagnia di Macerata hanno arrestato, con l’accusa di truffa aggravata in concorso e continuata, un minorenne di origini egiziane, domiciliato a Frattamaggiore, nel Napoletano. Un 28enne napoletano è stato invece denunciato in stato di libertà per il medesimo reato.
L’intervento è scattato durante un controllo in via Ghino Valenti, dove i Carabinieri hanno intercettato una Opel Corsa con i due a bordo. Alla vista della pattuglia, il conducente avrebbe tentato di eludere il controllo imboccando la strada comunale di contrada Rotacupa.
L’inseguimento si è concluso poco dopo, quando, grazie anche all’intervento di una seconda pattuglia, i militari sono riusciti a rintracciare e fermare il veicolo in via dell’Acquedotto.
Durante la perquisizione dell’auto sono stati trovati due involucri nascosti nell’abitacolo contenenti diversi monili in oro e 1.200 euro in contanti.
Gli accertamenti successivi avrebbero permesso di collegare i due giovani a due truffe appena consumate ai danni di altrettante donne ultraottantenni, residenti rispettivamente a Macerata e Corridonia.
Il copione sarebbe stato quello ormai noto della truffa del “falso Carabiniere”. Le anziane sarebbero state contattate telefonicamente da persone che si presentavano come appartenenti alle forze dell’ordine e che, facendo riferimento a presunti problemi giudiziari o a rapine che avrebbero coinvolto loro familiari, le avrebbero convinte a consegnare denaro e oggetti preziosi.
A ritirare il denaro e i gioielli direttamente presso le abitazioni sarebbe stato, secondo la ricostruzione investigativa, il minorenne.
La refurtiva recuperata, per un valore complessivo di circa 10mila euro, è stata interamente restituita alle vittime.
Il minorenne è stato accompagnato presso il Centro di Prima Accoglienza di Bologna, dove rimarrà in attesa dell’udienza di convalida. Della vicenda sono state informate le competenti Autorità Giudiziarie ordinaria e minorile.
L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito alla cittadinanza, soprattutto alle persone anziane e ai loro familiari, a prestare la massima attenzione alle telefonate e alle visite sospette.
Nessun appartenente alle forze dell’ordine o ente pubblico chiede denaro, oro o gioielli per risolvere problemi giudiziari, evitare l’arresto di un familiare o risarcire presunti incidenti stradali.
In caso di richieste sospette, è fondamentale non consegnare nulla, interrompere la conversazione e contattare immediatamente il 112 oppure la Stazione dei Carabinieri più vicina.
Una polizza assicurativa per la propria autovettura che si è rivelata inesistente. È quanto accaduto a un cittadino pakistano di 63 anni, vittima di una presunta truffa online sulla quale hanno fatto luce i Carabinieri della Stazione locale di Monte San Giusto.
Al termine delle indagini, i militari hanno deferito in stato di libertà all’autorità giudiziaria un cittadino ghanese di 28 anni, residente a Castel Volturno, ritenuto il presunto autore del raggiro.
La vicenda risale allo scorso gennaio, quando il 63enne, dopo aver richiesto online un preventivo per la stipula della polizza Rc Auto, sarebbe stato contattato da una persona che si è presentata come operatore del settore assicurativo.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il falso agente avrebbe indotto l’automobilista a effettuare un pagamento di 500 euro, indicato come saldo per la copertura assicurativa del veicolo.
Una volta ricevuto l’accredito, però, l’interlocutore si sarebbe reso irreperibile, senza fornire alcun documento attestante la stipula della polizza. L’automobilista si sarebbe così ritrovato senza la copertura assicurativa che riteneva di aver acquistato.
I Carabinieri hanno quindi avviato gli accertamenti, raccogliendo, secondo quanto emerso dall’attività investigativa, elementi ritenuti concordanti a carico del 28enne e riuscendo a risalire alla sua identità.
Per il giovane è scattata la denuncia in stato di libertà all’autorità giudiziaria per il reato di truffa.
Un incendio è divampato nel pomeriggio di oggi in un'area boschiva in località Valcimarra, a Caldarola. L'allarme è scattato dopo le ore 13, quando una colonna di fumo bianco è stata notata levarsi dalla vegetazione.
Sul posto sono intervenute alcune squadre dei vigili del fuoco della zona, provenienti da Tolentino e da Camerino, impegnate nelle operazioni di spegnimento e nella messa in sicurezza dell'area. Supporto anche da macerata con autobotte e e mezzi 4x4. in arrivo l'elicottero antincendio Erickson S64 chociise da l'Aquila.
Al momento non sono ancora state accertate le cause che hanno originato il rogo. Sono in corso gli interventi per circoscrivere l'incendio e scongiurare un'ulteriore propagazione delle fiamme.
Aggiornamento ---- In considerazione dell'approssimarsi del buio, per agevolare le operazioni di spegnimento, il Centro operativo aereo unificato ha disposto l'invio di due canadair, il can25 e il can18, a supporto dell'elicottero vvf chocise e delle squadre impegnate a terra.
È tornata in carcere una 45enne residente a Tolentino, dopo che era già stata ammessa alla misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali. A eseguire il provvedimento sono stati i Carabinieri della Stazione di Tolentino.
La donna dovrà ora scontare un residuo di pena di un anno, 8 mesi e 28 giorni di reclusione per reati contro la persona. La disposizione della misura è avvenuta a seguito del provvedimento dell’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura di Pesaro, in attuazione delle decisioni del Magistrato di Sorveglianza di Macerata.
Dopo gli adempimenti previsti, la 45enne è stata accompagnata al carcere di Pesaro.
L’intervento rientra nell’attività di monitoraggio svolta quotidianamente dai Carabinieri di Tolentino nei confronti delle persone sottoposte a misure alternative alla detenzione, con l’obiettivo di verificarne il rispetto delle prescrizioni imposte.
Due giornate all’insegna dell’ambiente, del senso civico e della cura del bene comune. Anche a San Severino Marche ha partecipato a “Puliamo il Mondo”, la campagna nazionale promossa da Legambiente che, in città, ha visto protagonisti il circolo “Il Grillo”, presieduto da Francesco Ranciaro, e gli alunni dell’Istituto comprensivo “P. Tacchi Venturi”.
A collaborare all’iniziativa anche l’Amministrazione comunale e il gruppo comunale di Protezione Civile, coordinato da Dino Marinelli.
A scendere in campo sono stati soprattutto gli studenti settempedani, che, armati di guanti e sacchetti, hanno dedicato il loro tempo alla pulizia degli spazi esterni del plesso scolastico e dell’intera area di borgo Conce.
Un’attività concreta che ha permesso di raccogliere una notevole quantità di rifiuti: cartacce, vaschette, contenitori di plastica e materiali di vario genere accumulatisi nel tempo. Tra i ritrovamenti anche un oggetto decisamente ingombrante e insolito: una grande poltrona abbandonata, recuperata dagli studenti e successivamente presa in carico per il corretto smaltimento.
Un episodio che, al di là della curiosità, ha riportato l’attenzione sul problema dell’abbandono dei rifiuti e sull’importanza di comportamenti rispettosi degli spazi comuni. Prendersi cura dell’ambiente, infatti, significa anche rispettare i luoghi che ogni giorno vengono vissuti dalla comunità, evitando di trasformarli in discariche a cielo aperto.
L’iniziativa ha avuto anche un importante valore educativo: per gli studenti è stata un’occasione per confrontarsi concretamente con le conseguenze dei comportamenti poco rispettosi e comprendere come la tutela del territorio parta anche dai piccoli gesti quotidiani.
La giornata si è conclusa con la soddisfazione di organizzatori, insegnanti e ragazzi, ma soprattutto con la consapevolezza che il senso civico si costruisce anche attraverso esperienze concrete. E proprio dai più giovani è arrivato un messaggio semplice ma significativo: il bene comune appartiene a tutti e tutti possono contribuire a mantenerlo pulito e decoroso.
C’è una frase che in queste settimane sta comparendo sempre più spesso sui social: “Kinda chic to…”.
Più o meno significa: “È quasi chic fare…”.
E dopo quei puntini può esserci di tutto. Restare a casa il sabato sera, indossare di nuovo lo stesso vestito, portare i capelli naturali, mangiare da soli, chiamare un’amica prima di prendere una decisione. Fare cose normalissime, insomma, ma raccontate con quella punta di ironia che le rende improvvisamente desiderabili.
Il bello del trend è proprio questo: prende qualcosa che fino a ieri non avremmo neppure pensato di mostrare e lo trasforma in una piccola dichiarazione di stile.
Kinda chic to repeat outfits.Quasi chic rimettere lo stesso vestito.
E forse, dopo anni passati a mostrarci sempre nuovi, perfetti, interessanti e possibilmente impegnati in qualcosa di molto instagrammabile, la vera novità è diventata questa: essere normali.
Ammetto che la cosa mi diverte molto.
Perché sui social abbiamo costruito per anni una specie di vita parallela, quella in cui la colazione è sempre bellissima, i capelli vengono bene anche al mare, la casa è ordinata, il tramonto arriva esattamente quando serve e nessuno litiga mai appena prima di scattare una foto.
Poi arriva Kinda chic e ci dice che può essere elegante anche fare qualcosa di assolutamente ordinario.
E forse aveva ragione da tempo.
Indossare un vestito comprato dieci anni fa perché ci piace ancora. Restare a casa invece di uscire per forza. Fare personalmente una telefonata invece di mandare l’ennesimo messaggio. Dire “non lo so”. Ammettere che dobbiamo ancora imparare qualcosa.
Naturalmente, essendo un trend, sappiamo già come andrà a finire. Fra un po’ vedremo Kinda chic scritto dappertutto, usato per qualsiasi cosa, finché qualcuno non inventerà la frase successiva e passeremo tutti oltre.
Ma prima che succeda, una piccola lezione possiamo portarcela a casa.
Un trend funziona davvero quando non viene semplicemente copiato, ma quando ci metti dentro qualcosa di tuo.
Per un negozio potrebbe essere: Kinda chic to indossare ancora il cappotto comprato da noi dieci anni fa.
Per un’azienda: Kinda chic to rispondere personalmente a un cliente.
Per un professionista: Kinda chic to dire “questa cosa devo ancora impararla”.
E per una persona qualsiasi?
Potrebbe essere semplicemente: Kinda chic to smettere ogni tanto di voler sembrare interessante.
Perché forse siamo arrivati al punto in cui l’imperfezione, la semplicità e persino la normalità ci sorprendono più della perfezione.
Ed è curioso: abbiamo passato anni a costruire vite da mostrare.Adesso sembra quasi chic tornare a viverle.
CHIC / NON CHIC
CHIC: prendere un trend e usarlo per raccontare qualcosa di tuo.NON CHIC: copiarlo identico solo perché in quel momento lo fanno tutti.
È stata ufficialmente depositata e protocollata questa mattina la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica. A sottoscrivere il documento sono stati i consiglieri del gruppo "Vince Civitanova" insieme al consigliere indipendente Nicolò Renzi, al fianco di altri esponenti dell'assise cittadina provenienti da diverse collocazioni politiche.
La decisione rappresenta il punto di arrivo di una spaccatura maturata all'interno della maggioranza. I firmatari hanno ribadito come la scelta di sfiduciare il primo cittadino nasca dalla volontà di rispettare l'impegno preso con i cittadini nelle elezioni amministrative del 2022, quando la coalizione di centrodestra si presentò unita con un programma e un progetto politico ben definiti.
Secondo la nota diffusa dal gruppo "Vince Civitanova" e da Renzi, a rompere il patto con l'elettorato sarebbe stato lo stesso Ciarapica: «Nel corso del mandato ha scelto una diversa collocazione politica, posizionandosi al di fuori del perimetro della coalizione con cui era stato eletto e mettendosi addirittura contro lo stesso centrodestra». Da qui la scelta di sostenere la mozione, presentata come un atto di coerenza verso il progetto votato dai cittadini tre anni fa.
Il testo passa ora alla fase consiliare, dove verrà discusso e votato dall'aula. I promotori hanno precisato che la mozione resta aperta all'adesione di tutti i consiglieri che, attraverso autonome valutazioni, vorranno votare per la fine dell'amministrazione Ciarapica, sottolineando che «il mandato degli elettori viene prima di qualsiasi convenienza politica
Nessuna variazione al rialzo per la Tari a Castelraimondo. Il piano finanziario della tassa sui rifiuti, passato al vaglio del Consiglio comunale del 30 luglio, conferma per l'anno in corso una sostanziale stabilità delle tariffe destinate a utenze domestiche e commerciali, con un marginale scostamento al ribasso rispetto all'esercizio precedente.
Il dato contabile inserito nella delibera d'aula fissa dunque il blocco dei costi a carico dei contribuenti locali, mantenendo inalterato il gettito complessivo previsto per la copertura del servizio di gestione dei rifiuti. Una scelta di bilancio che si inserisce in un quadro generale caratterizzato dall'incremento dei costi operativi e dei servizi a livello nazionale.
Sulle cifre approvate è intervenuto il primo cittadino, Patrizio Leonelli: «Il dato più importante non è tanto la piccola diminuzione, quanto il fatto di essere riusciti a non aumentare la tari. In un momento nel quale famiglie e imprese devono fare i conti quotidianamente con costi sempre più elevati, abbiamo lavorato per mantenere l’equilibrio del servizio senza chiedere un ulteriore sacrificio alla nostra comunità».
Dal municipio ribadiscono la linea adottata nella stesura del documento contabile, mirata al pareggio di bilancio senza interventi sulle aliquote: «Non vogliamo enfatizzare una riduzione che è minima, ma riteniamo significativo poter dire che Castelraimondo non ha aumentato la Tari. È questo il dato concreto che vogliamo restituire ai cittadini».
Dal 21 al 26 settembre torna la Make Sense Campaign, la campagna europea di educazione e sensibilizzazione alla prevenzione dei tumori del distretto testa-collo, nata nel 2013 e promossa in Italia dall’Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica ETS (AIOCC).
In questa occasione il personale dell'U.O.C. di Otorinolaringoiatria e del Gruppo Oncologico Multidisciplinare Testa-Collo dell’Ast di Macerata effettuerà visite di screening presso gli Ospedali di Civitanova e Macerata.
Mercoledì 23 settembre 2026 presso gli Ambulatori di Otorinolaringoiatria al piano terra dell'ospedale di Macerata, dalle ore 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00 e giovedì 24 settembre 2026 presso gli Ambulatori di Otorinolaringoiatria al primo piano dell'ospedale di Civitanova dalle ore 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle ore 18:00.
L’accesso alla visita di screening sarà libero e gratuito e le visite verranno eseguite in ordine di arrivo.
Il tumore cervico-cefalico, o tumore del testa-collo, è un tumore che origina nell’area della testa o del collo, con l’eccezione di occhi, cervello, orecchie ed esofago. Si tratta del settimo cancro più diffuso in Europa, con circa 9.000 casi diagnosticati ogni anno (dati AIRTUM).
“Partecipare alla campagna di screening significa aumentare nei cittadini la consapevolezza dei sintomi legati ai tumori cervico-cefalici, promuovendo un tempestivo ricorso al medico per una diagnosi precoce” – ha dichiarato il Direttore Generale dell’Ast di Macerata, il dottor Alessandro Marini.
I principali fattori di rischio per lo sviluppo della malattia sono alcol e tabacco, che causano circa il 75% dei casi; le persone che fanno uso di entrambi corrono rischi esponenzialmente più alti. Da non sottovalutare è anche il Papilloma Virus Umano (HPV), responsabile di alcuni tipi di tumori cervico-cefalici. Nonostante la gravità e la crescente diffusione dei tumori del testa-collo, la consapevolezza dei sintomi e il ricorso agli strumenti di prevenzione sono ancora molto arretrati.
La formula fondamentale per individuare i sintomi riconducibili ai tumori cervico-cefalici è il motto 1X3: se anche solo uno dei sintomi si manifesta in maniera continuativa per tre settimane è necessario rivolgersi al medico. I sintomi da tenere a mente sono: dolore alla lingua, ulcere che non guariscono e/o macchie rosse o bianche in bocca; dolore alla gola; raucedine persistente; dolore e/o difficoltà a deglutire; gonfiore del collo; naso chiuso da un lato e/o perdita di sangue dal naso.
Riconoscere i sintomi è fondamentale per sconfiggere la malattia: nei pazienti che ricevono una diagnosi precoce il tasso di sopravvivenza è dell’80-90%. Questo dimostra come una diagnosi tempestiva possa aumentare le probabilità di guarigione e la qualità di vita dei pazienti.
Con l’arrivo dell’autunno cambiano i colori, le temperature e anche i profumi che associamo alla cucina. Tra questi, quello caldo e inconfondibile della cannella occupa un posto speciale: basta aggiungerne un pizzico a una mela cotta, a uno yogurt o a un porridge per richiamare immediatamente questa stagione.
Ma oltre al suo aroma avvolgente, questa spezia possiede caratteristiche che la rendono interessante anche dal punto di vista nutrizionale. La cannella si ricava dalla corteccia essiccata di diverse specie del genere Cinnamomum e contiene numerosi composti naturali, tra cui polifenoli, ai quali è associata una significativa attività antiossidante. Gli antiossidanti contribuiscono a contrastare lo stress ossidativo, un processo fisiologico che si verifica continuamente nel nostro organismo e che, quando particolarmente intenso, può favorire nel tempo danni cellulari e processi infiammatori. Questo non significa, naturalmente, che una spolverata di cannella possa “depurare” l’organismo, ma piuttosto che anche una spezia può contribuire ad arricchire la nostra alimentazione di sostanze bioattive.
Un altro aspetto particolarmente interessante riguarda il metabolismo degli zuccheri. Alcuni componenti della cannella sembrano influenzare il modo in cui l’organismo utilizza il glucosio e risponde all’insulina, suscitando interesse per un possibile ruolo nel mantenimento dell’equilibrio glicemico. Le conoscenze disponibili suggeriscono un effetto potenzialmente favorevole, soprattutto in presenza di alterazioni del metabolismo degli zuccheri, ma non tale da considerare la cannella una terapia. Il suo possibile contributo va quindi inserito nel contesto più ampio delle abitudini alimentari: nessuna spezia può compensare, da sola, un’alimentazione squilibrata o un consumo eccessivo di zuccheri.
La cannella è stata studiata anche per il possibile ruolo nel metabolismo dei grassi e nei processi infiammatori. Alcuni dei suoi composti mostrano infatti caratteristiche che potrebbero contribuire al mantenimento della salute cardiovascolare e al controllo dello stress ossidativo. Sono però aspetti ancora da interpretare con cautela e che non devono trasformare una spezia in un “superfood” dalle proprietà miracolose. Il nostro benessere dipende dall’insieme delle scelte quotidiane e non dalle proprietà di un singolo alimento.
C’è poi una curiosità importante quando parliamo di cannella: non tutte le varietà sono uguali. La più comune, la cannella Cassia, contiene quantità maggiori di cumarina rispetto alla cannella di Ceylon. La cumarina è una sostanza naturalmente presente nella pianta che, se assunta in quantità elevate e per periodi prolungati, può risultare dannosa per il fegato. Nell’uso abituale in cucina, le quantità consumate sono generalmente modeste; una maggiore attenzione è invece necessaria nel caso di integratori o preparati concentrati, che possono fornire dosi molto più elevate.
E allora, con l’autunno ormai iniziato, possiamo riscoprire la cannella per quello che è: una spezia profumata, versatile e ricca di composti interessanti, capace di dare carattere anche alle preparazioni più semplici. Aggiungerla alla frutta, allo yogurt, ai cereali o a un dolce casalingo può essere un modo piacevole per sperimentare nuovi sapori e, in alcune ricette, per ridurre la quantità di zucchero aggiunto senza rinunciare al gusto. Senza aspettarsi miracoli, ma ricordando che una buona alimentazione non si costruisce intorno a un singolo alimento “speciale”: nasce piuttosto dall’incontro quotidiano tra varietà, equilibrio, consapevolezza e piacere.
Domenica dolce ma con una puntina amaragnola per le maceratesi. Non si registrano sconfitte ma sei vittorie e due pareggi tra le squadre della nostra provincia impegnate tra Eccellenza e Promozione.
Cominciamo dall’unico pelo sull’uomo, l’Aurora Treia impatta a reti bianche contro il Lunano, cedendo la vetta solitaria alla Fermana, che supera 2-0 a domicilio la Fermignanese e vola a quota 9. I treiesi restano comunque secondi in solitario, dato che la Sangiustese espugna Fano 2-1 (Ausili e Traini vanificano la rete di Mafei per i locali) e, oltre a prendersi i primi punti in campionato, fermano i granata in terza piazza. Ai piedi del podio il Trodica, che piega 3-1 a domicilio il Montegranaro con un uno-due micidiale targato Sputore-Salgado nel primo tempo: accorcia Perez al 60’, ma al 71’ Luques la richiude.
A fare compagnia ai trodicensi il Montefano, che supera 2-0 in trasferta l’Urbino (Bugari e Costa Ferreira a segno), mentre a 4 salgono Matelica e Tolentino, autori di due successi sontuosi. Stesso punteggio, 4-1: i matelicesi vincono nel derby con la Jesina al Carotti, trascinati dalla doppietta di Touray e dai gol di Sartori e Brunetti. I cremisi invece piegano l’Osimana sempre più ultima con la doppietta di Rotondo e le reti di Panichelli e Rodriguez. Pari 2-2 tra Chiesanuova e Castelfidardo: Piccinini e Mucciacciaro per gli ospiti rispondono rispettivamente a Mengani e Perpepaj. In Promozione Girone B invece la Civitanovese supera di misura l’Elpidiense e resta a contatto con la testa della graduatoria: decide al 67’ Guti (link).
Eccellenza
Lunano - Aurora Treia 0-0
Alma Juventus Fano - Sangiustese 1-2 (2’ Ausili, 85’ Traini, 87’ Mafei)
Chiesanuova - Castelfidardo 2-2 (3’ Mengani, 7’ Piccinini, 14’ Perpepaj, 76’ Muccicciaro)
Trodica - Montegranaro 3-1 (20’ Sputore, 26’ Salgado, 60’ Perez, 71’ Luques)
Urbino - Montefano 0-2 (9’ Costa Ferreira, 56’ Bugari)
Jesina - Matelica 1-4 (8’, 22’ Touray, 49’ Brunetti, 52’ Sartori, 91’ Cingolani)
Tolentino - Osimana 4-1 (9’, 49’ Rotondo, 42’ Panichelli, 47’ Rodriguez, 53’ Misin)
Fermana - Fermignanese 2-0
Promozione Girone B
Civitanovese - Elpidiense 1-0 (67’ Guti)
Secondo successo consecutivo in campionato per la Civitanovese. Gli adriatici vincono la prima partita a domicilio, 1-0 contro l’Elpidiense, riscattando il passo falso al Polisportivo nella giornata iniziale contro il Camerino. In realtà gli ospiti giocano alla pari contro i rossoblù, bravi a gestire, meno a pungere.
La decide la giocata del campione, in questo Guti, per tre punti preziosi che proiettano gli uomini di Labriola a quota 6 punti, -3 dalla vetta e a pari score con l’Elpidiense. Civitanovese subito pericolosa in avvio con Lovotti, che però non approfitta di uno svarione difensivo di Collucino e mette out da pochi metri al 6’ e soprattutto con Guti, che al 20’ avvia l’azione sulla destra, per poi chiuderla colpendo di testa: attento il portiere avversario.
Dall’altra parte gli ospiti tengono senza grossi affanni, crescono e si fanno pericolosi al 37’ con un quasi autogol causato agli avversari sugli sviluppi di angolo e un tiro-cross da destra teso di Papa e neutralizzato da Forconesi. Nel secondo tempo dopo una sponda di Lovotti non raccolta da Guti in avvio, al 53’ si segnala l’annullamento del gol dello stesso Lovotti per fallo di mano sugli sviluppi di punizione, con conseguente giallo per l’argentino.
La partita si dimostra equilibrata, con gli ospiti che tengono ben il campo mentre la Civitanovese cerca i pertugi: per rompere l’equilibrio serve la giocata che arriva. Al 67’ Visciano ruba palla a centrocampo e serve Guti che avanza, arriva al limite e con un destro perfetto sfonda la porta per l’1-0 rossoblù. Da raccontare poi non vi è molto apparte il tentativo da fuori nel finale di Papa per gli ospiti, che sorvola di poco la traversa.
CIVITANOVESE 1: Forconesi, Fradiani, Caruso, Visciano (71' Ercoli), Patrizi, Canavessio, Di Gimiani, Domizi, Tascini, Guti (82' Pagliarini), Lovotti (64' Tortelli). All. Labriola.
ELPIDIENSE 0: Coluccino, Murati, Capasso (76' Terramoccia), Doci (76' Bonifazi), Sako, Mosquera (88' Islami), Salvucci, Guzzini (85' Andreani), Papa, Mongiello, Mazzoni. All. Morelli.
Arbitro: Caporaletti di Macerata
Reti: 67' Guti.
Note: ammoniti Patrizi, Tortelli, Doci, Murati, Capasso, Terramoccia. Corner: 6 a 6. Recupero: 0, 4.
"A Civitanova Marche le imprese attive sono aumentate di 30 unità in un anno, passando dalle 4.466 di agosto 2025 alle 4.496 di agosto 2026". Un dato che, secondo ViviAmo Civitanova, racconta di una città che continua a fare impresa nonostante le difficoltà del commercio urbano. L'associazione presieduta da Manola Gironacci accende però i riflettori sulle dinamiche interne al settore e chiede all'amministrazione comunale maggiore attenzione alle attività commerciali.
"I dati mostrano una città che continua a fare impresa", sottolinea ViviAmo Civitanova, invitando però a leggere più nel dettaglio i numeri relativi al commercio. Il settore G, che comprende commercio all'ingrosso e al dettaglio, tra agosto 2025 e agosto 2026 è infatti passato da 1.164 a 1.131 imprese, con una diminuzione di 33 unità.
L'associazione ha quindi approfondito il dato prendendo in considerazione la situazione al 30 giugno 2026 e confrontandola con quella dello stesso periodo dell'anno precedente.
Il commercio complessivo è passato da 1.165 a 1.133 imprese, con un calo di 32 unità. La flessione, però, riguarda soprattutto il commercio all'ingrosso, sceso da 559 a 522 imprese, mentre il commercio al dettaglio è cresciuto da 606 a 611 attività, con un saldo positivo di cinque imprese.
Anche nei singoli comparti del dettaglio emergono andamenti differenti. L'abbigliamento resta stabile a quota 116 imprese, mentre calzature e articoli in pelle passano da 30 a 31, orologi e gioielleria da 5 a 6 e gli articoli sportivi da 5 a 8. In diminuzione, invece, il comparto del pesce, da 30 a 28 imprese, e quello delle farmacie, da 12 a 10. Le altre categorie risultano nel complesso sostanzialmente stabili.
Numeri che, precisa ViviAmo Civitanova, devono essere letti con attenzione. Si tratta infatti di imprese registrate e classificate in base all'attività economica e non necessariamente di singoli negozi o vetrine fisiche presenti nelle strade della città.
"Proprio per questo", evidenzia l'associazione, "l'approfondimento consente di comprendere meglio ciò che sta accadendo all'interno del settore". E il dato che viene considerato più significativo è quello relativo alla capacità del commercio al dettaglio di mantenere una sostanziale tenuta in un contesto nazionale caratterizzato da difficoltà per i centri urbani.
"Nonostante un contesto nazionale difficile per il commercio urbano, Civitanova conserva una struttura commerciale e imprenditoriale capace di resistere e trasformarsi", sostiene ViviAmo Civitanova.
Da qui la richiesta di una strategia più strutturata da parte dell'amministrazione. L'associazione indica tra le priorità "una programmazione costante, un confronto con le categorie, interventi sull'accessibilità e sui parcheggi, la promozione commerciale e iniziative in grado di portare persone in città durante tutto l'anno".
"Civitanova possiede tutte le potenzialità per andare ben oltre il ruolo di città commerciale di riferimento delle Marche e per diventare uno dei punti di riferimento del commercio urbano del Centro Italia", afferma ViviAmo Civitanova. "La forza imprenditoriale c'è. Quello che manca è una politica capace di riconoscerla, sostenerla e accompagnarla".
L'associazione presieduta da Manola Gironacci torna quindi a chiedere che il commercio urbano venga riportato tra le priorità della programmazione cittadina. "Le strategie - conclude ViviAmo Civitanova - devono essere costruite insieme a chi ogni giorno investe, lavora e alza una serranda a Civitanova".
I dati citati nel comunicato provengono dalla Camera di Commercio delle Marche – InfoCamere, Registro delle Imprese, con elaborazione di ViviAmo Civitanova APS.
Quattro giorni per scoprire da vicino competenze, lavorazioni e cultura produttiva che rendono unico il Made in Italy. Prosegue il percorso di promozione internazionale avviato da Assocalzaturifici e Regione Marche, con il supporto di ATIM, per valorizzare sui mercati esteri uno dei principali distretti manifatturieri italiani.
Dal 15 al 18 settembre una delegazione di influencer e digital creator provenienti da Germania, Canada e Spagna è protagonista di un viaggio esperienziale nel cuore del distretto marchigiano della calzatura, della pelletteria e degli accessori.
L'iniziativa nasce nell'ambito del protocollo d'intesa tra Assocalzaturifici e Regione Marche, in collaborazione con Confindustria Marche e con il supporto delle sezioni calzaturiere territoriali delle associazioni confindustriali di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. Il progetto punta a promuovere a livello internazionale il valore della cultura manifatturiera regionale attraverso nuovi strumenti di comunicazione capaci di raggiungere il pubblico globale in modo autentico e diretto.
I creator coinvolti, attivi nei segmenti fashion, lifestyle, menswear, luxury, sostenibilità e artigianalità, hanno già visitato e stanno visitando alcune aziende delle province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno per osservare da vicino le diverse fasi della produzione e scoprire le competenze, le lavorazioni e il know how che hanno reso questo distretto un punto di riferimento internazionale per la qualità manifatturiera.
Tra i protagonisti dell'incoming figurano creator e influencer di rilievo provenienti da Germania, Canada e Spagna, capaci di intercettare pubblici eterogenei e altamente qualificati attraverso contenuti dedicati alla moda, al lifestyle, alla qualità dei materiali, all'artigianalità e alle nuove tendenze del consumo consapevole.
A completare il programma è stata allestita un'area espositiva dedicata ai prodotti del distretto, che offre ai creator l'opportunità di conoscere e apprezzare la varietà stilistica e qualitativa delle produzioni marchigiane. L'elemento distintivo dell'iniziativa consiste nella volontà di raccontare non i singoli marchi, ma l'intero ecosistema produttivo del territorio: un sistema fatto di competenze specialistiche, innovazione, ricerca, tradizione manifatturiera e capacità di fare rete.
I contenuti realizzati durante le visite mettono infatti al centro i processi produttivi, le lavorazioni e le persone che ogni giorno contribuiscono alla creazione di prodotti riconosciuti e apprezzati sui mercati internazionali.
“Le eccellenze marchigiane hanno una storia straordinaria da raccontare e oggi possiamo farlo attraverso linguaggi nuovi, capaci di raggiungere direttamente milioni di persone in tutto il mondo – evidenzia Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici - Con questa iniziativa vogliamo offrire a creator autorevoli l'opportunità di conoscere da vicino il valore autentico della nostra manifattura, entrando nelle aziende e vivendo un'esperienza immersiva tra competenze, tradizione e innovazione. Il nostro obiettivo è raccontare non soltanto il prodotto finale, ma tutto ciò che lo rende unico: le persone, il territorio, la cultura del lavoro ben fatto e la capacità di creare eccellenza. Ogni paio di scarpe ha alle spalle un patrimonio di ricerca, manualità e tecnologie. Il distretto marchigiano rappresenta uno dei simboli più autentici del Made in Italy e merita di essere conosciuto e riconosciuto a livello globale per il suo straordinario patrimonio di professionalità e conoscenze”.
Dichiarazione Assessore della Regione Marche, Giacomo Bugaro: “Il distretto calzaturiero marchigiano rappresenta una delle espressioni più autentiche e riconosciute del nostro saper fare. Con questa iniziativa vogliamo raccontarlo al mondo attraverso linguaggi nuovi e immediati, mostrando non soltanto la qualità del prodotto finale, ma anche il lavoro, le competenze e l’innovazione che lo rendono unico. Portare influencer e digital creator direttamente nelle nostre aziende significa offrire loro la possibilità di conoscere e raccontare un intero ecosistema produttivo, fatto di imprese, artigiani e professionalità di altissimo livello. È un’azione concreta della strategia regionale per rafforzare l’internazionalizzazione delle imprese e la presenza delle eccellenze marchigiane sui mercati esteri”.
L'incoming rappresenta una nuova tappa della strategia di internazionalizzazione sviluppata da Assocalzaturifici per sostenere la competitività delle imprese e rafforzare il posizionamento del distretto marchigiano sui mercati esteri, valorizzando il patrimonio manifatturiero, creativo e culturale che rende la filiera italiana della moda una delle più apprezzate al mondo.
MACERATA - «Prima di parlare di sprechi servono verifiche puntuali». È il consigliere provinciale Pierfrancesco Castiglioni a intervenire sulla vicenda delle infiltrazioni d’acqua registrate al liceo artistico Cantalamessa dopo il forte temporale che ha interessato Macerata giovedì pomeriggio.
L’episodio aveva alimentato dubbi sulla qualità degli interventi realizzati nell’istituto, interessato negli ultimi anni da un importante intervento di adeguamento sismico. A sollevare perplessità era stato il consigliere comunale Alberto Cicarè, che aveva richiamato l’attenzione sull’opportunità di verificare i lavori eseguiti a fronte delle ingenti risorse investite sull’edificio.
La ricostruzione fornita da Castiglioni è però diversa. Secondo quanto riferisce il consigliere provinciale, le verifiche effettuate dai tecnici avrebbero accertato che l’acqua non sarebbe entrata dal tetto, ma da una porta antincendio. All’origine dell’infiltrazione ci sarebbe stata l’otturazione di una caditoia collocata all’esterno dell’istituto, nell’area interessata dai lavori sul giardino.
Un problema che, sempre secondo Castiglioni, sarebbe stato circoscritto e già risolto dai tecnici della Provincia.
«Si tratta di una dinamica ben diversa da quella che emerge dalle ricostruzioni diffuse pubblicamente – sostiene il consigliere – e che, soprattutto, non può essere utilizzata per sostenere che vi siano stati lavori eseguiti in maniera non corretta da parte della ditta o uno spreco di risorse pubbliche».
Il nodo della discussione riguarda anche l'entità degli investimenti effettuati sul Cantalamessa. Per i lavori di adeguamento sismico sono stati destinati 5,46 milioni di euro, mentre nel 2026 è stato previsto un ulteriore finanziamento di 546mila euro destinato a lavori di completamento, alla risoluzione delle interferenze e al ripristino delle opere esterne.
La documentazione relativa all'intervento aggiuntivo lo indica come necessario per garantire la piena funzionalità dell'edificio scolastico.
Castiglioni rivendica quindi la regolarità dell'intervento: «I lavori sono stati eseguiti puntualmente e nel rispetto del cronoprogramma previsto». Da qui l'invito a non collegare automaticamente l'episodio delle infiltrazioni a presunte carenze nell'esecuzione dei lavori o a uno spreco di denaro pubblico.
«Criticare l’operato delle amministrazioni è naturalmente legittimo e fa parte del confronto democratico – aggiunge Castiglioni –. Quando però si parla di lavori pubblici, di edifici scolastici e di milioni di euro di risorse pubbliche, è indispensabile che il confronto avvenga sulla base di informazioni complete, verifiche puntuali e dati oggettivi».
La Provincia, secondo quanto riferito dal consigliere, continuerà a monitorare l'andamento degli interventi al Cantalamessa e nelle altre scuole di competenza, con l'obiettivo di verificare la corretta esecuzione delle opere e tutelare le risorse pubbliche.
La vicenda si inserisce nel più ampio percorso di recupero e completamento del liceo artistico, edificio danneggiato dal sisma del 2016 e interessato negli anni successivi da diversi interventi e finanziamenti. Il confronto politico e amministrativo resta ora legato agli accertamenti tecnici sulle cause dell'infiltrazione e sull'effettivo stato delle opere realizzate.
Il nuovo comandante provinciale della Guardia di Finanza di Macerata, colonnello Pierfrancesco Bertini, ha incontrato questa mattina il rettore dell’Università di Macerata John McCourt, in occasione della visita in Rettorato.
L’incontro è stato l’occasione per dare il benvenuto al nuovo comandante da parte della comunità universitaria e per mettere a fuoco le future forme di collaborazione tra UniMc e Guardia di Finanza, con particolare attenzione alla formazione e all’aggiornamento professionale del personale.
Tra le iniziative in programma c’è il rinnovo della convenzione dedicata alla formazione dei finanzieri e la prossima sottoscrizione di un accordo per agevolare l’iscrizione ai corsi dell’Ateneo anche ai militari della Guardia di Finanza e ai loro familiari.
Nel corso del confronto si è parlato inoltre del ruolo della formazione continua, tema particolarmente caro al colonnello Bertini, che vanta un articolato percorso universitario e più titoli di laurea. L’Università e la Guardia di Finanza intendono inoltre sviluppare nuove iniziative rivolte agli studenti sui temi della legalità economica, della tutela delle risorse pubbliche e della cittadinanza responsabile.
"L’Università e la Guardia di Finanza condividono una responsabilità fondamentale: contribuire alla crescita di cittadini consapevoli e alla diffusione di una solida cultura delle istituzioni e della legalità", ha dichiarato il rettore John McCourt.
"La nuova convenzione testimonierà il nostro impegno a favore della formazione permanente, estendendo ai finanzieri e alle loro famiglie le opportunità offerte dal nostro Ateneo. Vogliamo, al tempo stesso, offrire alle nostre studentesse e ai nostri studenti occasioni dirette di confronto con chi opera quotidianamente al servizio della collettività e a tutela dell’interesse pubblico", ha aggiunto il rettore.
È stato un autentico incontro fra storia, tradizione, arte e musica il concerto di sabato, inserito nel programma della 37ª edizione del Settembre Musicale Montecosarese. Una serata pensata per riscoprire le radici del territorio e far rivivere, attraverso le note, la memoria di un luogo ricco di storia e tradizioni.
A valorizzare ulteriormente la suggestiva cornice che ha accolto l’evento è stata la presentazione iniziale dedicata alla storia e alle particolarità della Chiesa delle Anime, curata dal prof. Fabrizio Quattrini, presidente del Centro Studi Montecosaresi. Un momento introduttivo che ha permesso al pubblico di conoscere meglio il luogo nel quale, di lì a poco, la musica avrebbe preso vita.
Il concerto, dal titolo “Florilegio”, ha visto protagonisti due straordinari musicisti: il soprano Chiara Marangoni e il chitarrista classico Vincenzo Ruggiero. I due artisti hanno accompagnato l’esecuzione con spiegazioni e racconti sui brani proposti, creando un rapporto particolarmente diretto con il pubblico e un’atmosfera di ascolto e attenzione davvero speciale.
“Florilegio” significa letteralmente “raccolta di fiori” e il titolo non è stato scelto casualmente. Tutti i brani eseguiti erano infatti legati, in modi diversi, al mondo dei fiori, divenuti il filo conduttore dell’intero percorso musicale.
Nella tradizione cristiana e popolare, i fiori assumono anche un profondo significato spirituale: rappresentano un ponte tra il mondo terreno e quello dell’aldilà, diventando simbolo di preghiera, memoria e suffragio per le anime sante del Purgatorio. Ed è così che la Chiesa delle Anime ha incontrato “Florilegio”: un luogo legato alla memoria e alla preghiera si è idealmente vestito di fiori, trasformando la musica in un delicato omaggio alla vita e alla spiritualità.
Al termine del concerto, la serata ha lasciato spazio a un momento particolarmente significativo, dedicato alle famiglie Regini di Civitanova Marche e Centioni di Montecosaro: la Chiesa delle Anime è stata scelta anche come luogo di custodia del pianoforte che oggi si può ammirare al suo interno, uno strumento generosamente donato alla Corale Santa Cecilia dalle due famiglie. Un gesto di grande generosità che la Corale ha voluto pubblicamente riconoscere con la consegna di un attestato di ringraziamento ai rappresentanti delle famiglie. Un semplice riconoscimento, ma carico di significato, per esprimere gratitudine per la sensibilità e la generosità dimostrate.
È stata così una conclusione particolarmente sentita per una serata che ha saputo unire la bellezza della musica alla valorizzazione della storia locale, in un luogo capace di raccontare, attraverso le sue pietre, la sua spiritualità e le sue tradizioni, una parte importante della memoria di Montecosaro.
Il Settembre Musicale Montecosarese, coordinato dal direttore artistico Giorgio Quattrini e condotto dalla presentatrice ufficiale Maria Tiziana Pepi, è organizzato dalla Corale Santa Cecilia di Montecosaro e dal blog Montecorriere, con il sostegno del Banco Marchigiano e del Comune di Montecosaro, che ha dato anche il patrocinio.
Terzo appuntamento con la ventesima edizione de I Martedì dell’Arte, la tradizionale rassegna culturale curata dall’Associazione Arte, guidata da Anna Donati, con il contributo del Comune di Civitanova e dell’Azienda Teatri.
Martedì 22 settembre 2026 la professoressa Maria Letizia Papiri terrà una lectio su Dal ‘900 ad oggi: Le accademie e la rivoluzione dell’elettronica.
Tutti gli incontri si terranno alle 18 al cine-teatro Cecchetti di Civitanova, sempre ad ingresso libero.
Il calendario di quest’edizione prevede trenta incontri di alto profilo, che si snoderanno lungo un fitto percorso culturale da settembre a maggio. Tra gli ospiti che saliranno in cattedra figurano: Mauro Perugini, Valerio Vernesi, Maria Letizia Papiri, Roberto Mancini, Giorgio Medori, Giancarlo Trapanese, Yuri Marano, Sauro Bedini, Vito Mancino; Andrea Foresi, Stefano Papetti, Fulvio Rusticucci, Stefano Finocchi, Andrea Baffoni, Mario Savini; Giulio Vesprini, Francesco Sagripanti, Peppe Barbera, Andrea Rebichini, Luciano Mei, Pierluigi Cavalieri.
Al termine dei corsi, se richiesto, verrà rilasciato un attestato di partecipazione dall’Azienda Teatri di Civitanova. Il programma potrebbe subire variazioni.
Cinquant’anni di musica, informazione ed emozioni: è Multiradio il "Cittadino tolentinate dell’anno", il riconoscimento assegnato nell’ambito del Premio “Ponte del diavolo”. La cerimonia si è svolta al Teatro Vaccaj di Tolentino, gremito per l’occasione, nella serata dedicata a San Nicola, tra partecipazione e orgoglio cittadino.
Il prestigioso riconoscimento è stato conferito all’emittente locale per il suo mezzo secolo di attività, durante il quale ha rappresentato una presenza costante per diverse generazioni di ascoltatori. Una voce che informa, accompagna e unisce la comunità tolentinate, sottolineando il ruolo svolto da Multiradio nel panorama cittadino.
A consegnare il premio sono stati il sindaco Mauro Sclavi e Carla Passacantando, presidente dell’associazione “I Ponti del diavolo”, organizzatrice della manifestazione insieme al Comune di Tolentino e all’Unione Montana Monti Azzurri.
Nel corso della serata sono state assegnate anche diverse menzioni d’onore a persone e realtà che si sono distinte per il loro impegno a favore della città. Tra i riconoscimenti quello al giornalista Roberto Tallei, vice caporedattore di Sky Tg24, al dottor Luca Passacantando, al videomaker Paolo Fineschi, al medico Daniele Domizi e al maggiore Giulia Maggi, già comandante della Compagnia dei carabinieri di Tolentino.
Menzione d’onore anche per don Ariel Valentin Veloz, parroco dell’Unità pastorale numero 8, per l’associazione Senza confini presieduta da Rosanna Baccifava, per l’Asd Cantine Riunite Csi e per Maria Pascolini, istruttore tecnico di primo livello paralimpico della Federazione italiana bocce.
A impreziosire la cerimonia è stata l’esibizione di Martina Mema, cantante e musicista dell’Istituto musicale Vaccaj. Presente alla serata anche Caterina Alloggio, Miss Cinema Marche.
La manifestazione si inserisce nel programma di “Sul Ponte del diavolo… tra storia e leggenda”, iniziativa che aveva preso il via il 3 settembre con la messa celebrata da monsignor Giancarlo Vecerrica e la rievocazione delle “Antiche canestrelle” nell’area verde del Ponte del diavolo, facendo registrare una numerosa partecipazione.
Il programma si è concluso il 12 settembre con la rievocazione della leggenda del Ponte del diavolo, alla presenza del gruppo storico e di Giorgio Pasotti, attore e regista e testimonial della serata. All’evento hanno partecipato anche lo scrittore Massimo Vitali e i tamburini e sbandieratori di Offagna.
Torna anche quest'anno, per la sua nona edizione, la Giornata Nazionale dei Piccoli Musei, promossa dall'Associazione nazionale Piccoli Musei (APM). Domenica 20 settembre il tema "Memorabilia – Piccoli Musei Grandi Meraviglie”, invita a riscoprire il valore dei piccoli musei come luoghi in grado di custodire storie, memorie e patrimoni profondamente legati ai territori e alle comunità che li abitano.
Anche l'Ecomuseo delle Case di Terra Villa Ficana aderisce a questa iniziativa, promuovendo un pomeriggio dedicato alla scoperta del borgo e delle sue storie. Dalle ore 15:00 alle 19:00 il Centro Visite dell' Ecomuseo aprirà gratuitamente al pubblico per un pomeriggio dedicato alla conoscenza di Villa Ficana, uno dei borghi più particolari del patrimonio storico di Macerata.
“La Giornata Nazionale dei Piccoli Musei rappresenta un’occasione preziosa per accendere i riflettori su realtà straordinarie come l’Ecomuseo delle Case di Terra Villa Ficana, vero e proprio gioiello del nostro patrimonio culturale e sociale – interviene l’assessore alla Cultura Lorella Benedetti -. Il tema di quest’anno si sposa perfettamente con l’anima di Ficana: un borgo non solo da custodire, ma da vivere e raccontare, dove l’antica architettura in terra cruda incontra la quotidianità di una comunità viva. Riscopriamo così un luogo unico, capace di testimoniare le nostre radici e di trasformare la memoria storica in un’esperienza condivisa e aperta al futuro”.
Il borgo vanta ancora oggi la presenza di circa cinquanta case realizzate in terra cruda e testimonia la presenza dell'antico insediamento dei casanolanti, contadini che vivevano ai margini della città e costruivano le proprie abitazioni utilizzando materiali semplici e disponibili sul posto, come terra e paglia.
Ma Villa Ficana non è soltanto un patrimonio architettonico da conservare: è un borgo ancora abitato, un luogo vivo, dove memoria, quotidianità e comunità continuano a incontrarsi.
Durante il pomeriggio sarà possibile conoscere più da vicino la storia dell’Ecomuseo e del borgo, visitare gli spazi museali e lasciarsi guidare alla scoperta delle particolarità di questo patrimonio, attraverso racconti e materiali che permettono di leggere Ficana non solo come testimonianza del passato, ma come luogo ancora oggi vissuto e condiviso.
Come vuole la tradizione della Giornata Nazionale dei Piccoli Musei, anche a Villa Ficana i visitatori saranno accolti con un piccolo dono, pensato come ricordo della giornata e come segno di benvenuto.
A Piediripa la panchina rossa contro la violenza sulle donne si veste d'arte. È stata completata oggi l’installazione della copertura realizzata all’uncinetto sulla panchina situata nel parco pubblico tra via Metauro e via Mincio, un intervento nato con l’obiettivo di coniugare sensibilizzazione e valorizzazione dell’artigianato locale.
La nuova veste della panchina è stata realizzata dalle "Uncinettine" dell’oratorio della parrocchia di San Vincenzo Maria Strambi, che hanno messo a disposizione della comunità il proprio tempo e le proprie competenze manuali. L’installazione è avvenuta in concomitanza con la Festa del Santo Patrono San Vincenzo Maria Strambi.
L’iniziativa nasce dalla proposta avanzata da Gabriella Vergari, nell'ambito delle attività del Consiglio Comunale delle Donne e nel suo precedente ruolo di consigliera di quartiere. La proposta è stata successivamente recepita e approvata all’unanimità dal Consiglio di Quartiere di Piediripa.
"L’idea nasce dal desiderio di creare un’opera unica nel suo genere e di dare risalto e prestigio all’artigianato locale, valorizzando le competenze manuali del territorio", spiega la stessa Gabriella Vergari.
Accanto al valore artistico e artigianale, l'intervento punta soprattutto a mantenere alta l'attenzione sul tema della violenza di genere. La panchina vuole infatti diventare un punto di riferimento visivo per il quartiere, ricordando quotidianamente l’importanza della prevenzione, dell’ascolto e del contrasto all’isolamento.
"Oltre al valore simbolico, la panchina intende porsi come un presidio visivo quotidiano di sensibilizzazione per l’intero quartiere. L'obiettivo è trasformare uno spazio pubblico in un promemoria costante sull'importanza della prevenzione e dell'ascolto, ricordando che il contrasto alla violenza di genere passa prima di tutto dal superamento dell’isolamento", aggiunge l'ex consigliera Vergari.
Un messaggio reso ancora più evidente da un dettaglio inserito nella stessa copertura: sulla spalliera è stato intrecciato in bianco il numero 1522, il recapito del servizio pubblico gratuito attivo 24 ore su 24 dedicato alle donne vittime di violenza e stalking.
Doppietta per la provincia di Macerata all'Oscar Green 2027, il concorso promosso da Coldiretti Giovani Impresa che ha vissuto a Civitanova la fase regionale della sua 19esima edizione. A conquistare il riconoscimento sono stati Luca ed Emanuele Pedica di Agricolfiorito, a Serravalle di Chienti, nella categoria +Impresa, e Paolo Paniccia, titolare di un agriturismo a Civitanova, nella categoria Campagna Amica.
I due fratelli Pedica sono stati premiati per il percorso portato avanti con Agricolfiorito, azienda che custodisce la Patata Rossa di Colfiorito Igp e che, nonostante le difficoltà legate al terremoto, è riuscita a consolidare la propria attività in un territorio segnato dal rischio di spopolamento. Oggi l'azienda produce oltre 3mila quintali di patate all'anno, affiancando alla vendita del prodotto fresco la trasformazione in gnocchi, patate precotte e chips e dando lavoro a 25 dipendenti.
Nella categoria Campagna Amica, dedicata alla valorizzazione del Made in Italy, della biodiversità e del rapporto tra agricoltori e cittadini, il riconoscimento è andato invece a Paolo Paniccia, 27 anni, che dopo il diploma da perito chimico ha scelto di seguire la propria passione per la cucina, perfezionata durante un'esperienza a Parma, e di dedicarsi anche all'agricoltura. Il suo agriturismo di Civitanova è riuscito in poco tempo a conquistare l'interesse degli appassionati di buona tavola e anche degli esperti del Gambero Rosso.
Sono 41 le realtà agricole marchigiane che hanno partecipato alla fase regionale dell'Oscar Green, con storie caratterizzate dalla capacità di unire tradizione, innovazione e sostenibilità. Per questa 19esima edizione il regolamento ha previsto quattro categorie, rispetto alle sei dello scorso anno, oltre a due menzioni speciali.
Per la categoria Coltiviamo Insieme il premio è andato a Giorgio Ghiotti dell'agriturismo Il Gallo Bianco di Offagna, che insieme alla famiglia ha realizzato il progetto "Mani in pasta e forchette in festa", con due laboratori organizzati in collaborazione con l'associazione Alzheimer Marche. Le attività hanno coinvolto persone malate e caregiver attraverso show cooking e iniziative nella fattoria sociale.
Nella categoria Impresa Digitale e Sostenibile hanno invece vinto Veronica Maggioni e Francesco Pezzoni, moglie e marito che da Milano hanno scelto le Marche per avviare a Fabriano la propria azienda agricola. Un progetto multifunzionale che comprende accoglienza agrituristica, razze locali, produzione agricola e attività per bambini, tra doposcuola e centri estivi.
Le due menzioni speciali sono state assegnate a Ombretta Massitti, di Roccafluvione, per il lavoro legato al turismo lento e al Grande Anello dei Borghi Ascolani, ed Enrico Manenti, giovane di Lunano che si occupa della cura dei boschi, organizza giornate di raccolta delle castagne e produce una crema a base di questo frutto.
La fase nazionale coinvolgerà inoltre gli istituti agrari marchigiani, con il Garibaldi-Bramante-Pannaggi di Macerata, il Vivarelli di Fabriano, il Cecchi di Pesaro e il Celso Ulpiani di Ascoli in gara per il premio speciale "Scuole di oggi, agricoltori del domani". Per le Marche sono stati selezionati anche due agri influencer: la famiglia Scattolini, Mara, Martina ed Eleuterio, ed Enrico Maria Valentini, conosciuto come "Lo sciamano delle api".
"Il fatto che queste aziende siano condotte da giovani qualificati, con un'istruzione superiore rispetto al passato ci consente di avere un'agricoltura più innovativa e sostenibile", ha sottolineato Arianna Bottin, delegata di Coldiretti Giovani Marche, auspicando che anche quest'anno una realtà marchigiana possa raggiungere la fase nazionale.
"Oscar Green nasce dalla volontà di mettere in luce e raccontare soprattutto le esperienze agricole dei giovani che decidono di investire in questo settore", ha aggiunto la presidente di Coldiretti Marche, Maria Letizia Gardoni, evidenziando come le nuove generazioni stiano contribuendo a sviluppare nuovi modelli agricoli capaci di rispondere alle esigenze di cittadini e consumatori.
Si è spenta nei giorni scorsi Emma Bonino, storica esponente dei radicali italiani, nota da diversi decenni per le sue battaglie. Grande è il cordoglio manifestato in tutta Italia per la sua dipartita. Anche la famiglia Soros ha esternato le proprie condoglianze, celebrando, come sempre, la figura di Emma Bonino, per la quale non nascose mai la propria ammirazione.
Nel massimo rispetto per la figura umana, di cui piangiamo la scomparsa, non possiamo non manifestare ancora una volta il nostro pieno dissenso rispetto alle battaglie condotte storicamente da Emma Bonino.
Battaglie che si sono articolate soprattutto sui due fronti della politica interna e su quello della politica estera: per quel che riguarda il secondo, Emma Bonino, come del resto Marco Pannella, si è sempre stabilmente collocata dalla parte di Washington e di Israele, celebrandone le “imprese” e mai mettendone in discussione l’operato.
Ancora recentemente, Emma Bonino ha sostenuto pienamente il supporto a Kiev e le ragioni della russofobia dilagante. Per quel che concerne le politiche interne, la Bonino ha rappresentato al meglio quel processo di modernizzazione capitalistica della società in senso individualista e libertario principiato con il 68, mito di fondazione del capitalismo assoluto e totalitario.
Ella ha promosso, in buona compagnia con una sinistra dimentica delle battaglie sociali e dell’anticapitalismo, l’ideale di una società self-service di libero consumo e di libero costume, ove tutto è possibile a patto che si abbia l’equivalente monetario per poterselo permettere.
Sinergico rispetto a questa battaglia di individualizzazione radicale della società è stato lo zelante impegno di Emma Bonino nello smantellamento dei diritti sociali novecenteschi: ella ha promosso il referendum per l’abolizione dell’articolo 18 e il referendum per la piena liberalizzazione del collocamento privato scevro di vincoli per il datore di lavoro.
Ha promosso l’abolizione dei contratti collettivi e le assicurazioni private in sostituzione dell’obbligo assicurativo con l’INAIL. Ha difeso l’abolizione del servizio nazionale sanitario a beneficio delle assicurazioni private e ha celebrato l’innalzamento dell’età minima per accedere alla pensione.
Nell’odierna celebrazione a reti unificate di Emma Bonino da parte del coro virtuoso del pensiero unico politicamente corretto, la si ricorda soprattutto per il suo libertarismo: in realtà, il suo non era libertarismo, ma individualismo consumistico senza misura nell’accezione prima chiarita.
Prova ne è, oltretutto, che la cosiddetta libertaria Bonino santificò quell’infame tessera verde che ogni autentico spirito libertario avrebbe dovuto avversare incondizionatamente.
Lo ripeto, dunque: massimo rispetto e massimo cordoglio in relazione alla figura umana, ma senza fare sconti sul dissenso rispetto alla sua posizione e, soprattutto, senza cadere nella più stucchevole agiografia. In effetti, com'era ampiamente prevedibile, il processo di beatificazione di Emma Bonino non ha tardato a manifestarsi in Italia.
Non più la terza età del declino: oggi gli over 60, i cosiddetti young-old, reinventano il proprio tempo, riscoprono la solitudine felice e si innamorano con il cuore da ragazzi.
A un certo punto della vita si cominciava a parlare al passato, si rallentava e ci si adattava alla stagione che la società aveva classificato come "terza età". Oggi quel confine non esiste più. C’è una nuova fascia di popolazione, quella degli ultrasessantenni, che sta riscrivendo leregole del gioco.
In sociologia li chiamano young-old o la generazione dell'Invecchiamento Attivo (Active Ageing): persone che hanno conquistato una speranza di vita più lunga, soprattutto in salute.
Bernice L. Neugarten (1916–2001), sociologa e psicologa americana, è stata una pioniera nello studio dello sviluppo nell’età adulta e dell’invecchiamento. Le sue ricerche hanno sostenuto il concetto che la vecchiaia non debba coincidere inevitabilmente con una fase dideclino, dimostrando che il benessere nella tarda età varia notevolmente in base alle esperienze individuali, ai ruoli sociali, alle condizioni economiche, alla famiglia, al lavoro e alle aspettative culturali.
Chi sono gli "young-old"?
Sono persone non più giovanissime dal punto di vista anagrafico, ma con condizioni psicofisiche ed economiche buone. Per loro invecchiare non significa spegnersi né rinunciare alla propria identità. Significa evolvere e guardare al futuro con uno sguardo più curioso di prima. Il tempo che passa non viene vissuto come una perdita di forze o di desideri, ma come una conquista di consapevolezza.
Il lavoro, per molti di loro, ha perso la componente di pura necessità per diventare un’espressione di sé e delle proprie passioni. Così l'idea della pensione classica non rappresenta più l'unico traguardo desiderabile. Chi ama la propria attività continua a svolgerla, magari con ritmi diversi, ma con inalterato entusiasmo.
Si tratta di una vera rivoluzione culturale: il passaggio dal subire il tempo che passa al trasformarlo in una libera scelta. E chi decide di lasciare il lavoro non si isola, ma riscopre una nuova linfa: trasforma il tempo ritrovato in viaggi, letture ed esplorazioni, oppure vive una "lentezza scelta", fatta di silenzio e pace interiore.
I figli sono ormai grandi e autonomi, e così si riaprono spazi di libertà. Uomini e donne hanno imparato a vivere da soli senza che ciò si traduca in isolamento: non è più una mancanza, ma una solitudine consapevole.
Questa autonomia modifica anche il modo di vivere le relazioni. Non cercano un partner per definire se stessi o per conformismo, perché sanno già chi sono e cosa vogliono.
L'altro non viene cercato per colmare un vuoto o per bisogno di sicurezza, ma rappresenta un valore che si aggiunge: un compagno di strada facoltativo e prezioso. Ci si avvicina in modo libero, senza aspettative. Di fronte a un nuovo incontro, questi sessantenni sanno riscoprire una freschezza inaspettata.
Si innamorano con la stessa meraviglia degli adolescenti che si affacciano all'amore per la prima volta, ma con la saggezza di chi sagodersi il presente.
Gli young-old non inseguono la giovinezza, ma dimostrano che si può invecchiare senza rinunciare a ciò che ci rende vivi. Non rincorrono il tempo che scappa, ma abitano ogni fase della vita con la stessa energia. Sono ultrasessantenni che hanno compreso che non occorre essere giovani per continuare a essere felici, curiosi e appassionati.