Sefro

Sisma, l'appello di 13 sindaci a De Micheli: "Lasciate le casette fai da te fino al ripristino dell'agibilità delle abitazioni"

Sisma, l'appello di 13 sindaci a De Micheli: "Lasciate le casette fai da te fino al ripristino dell'agibilità delle abitazioni"

"Chiediamo al commissario Paola De Micheli che sia garantita ai terremotati che hanno costruito casette in appezzamenti di terreno privato, di loro proprietà, la possibilità di mantenerle fino al ripristino dell'agibilità delle abitazioni principali". È l'appello lanciato al commissario per la Ricostruzione da 13 sindaci del Maceratese. Ieri sera si sono riuniti presso la sede dell'Unione Montana per fare il punto su vari aspetti del post sisma, compreso appunto il tema delle casette, tutte potenzialmente abusive, di cui è diventata un simbolo nonna Peppina, la 95enne di Fiastra sfrattata dalla procura di Macerata. All'incontro hanno partecipato sindaci o loro delegati di Pieve Torina, Muccia, Serravalle del Chienti, Esanatoglia, Camerino, Caldarola, Bolognola, Serrapetrona, Castelraimondo, Valfornace, Camporotondo, Sefro. "La centralità delle azioni politiche deve partire dai sindaci" hanno ribadito il primo cittadino di Camerino Gianluca Pasqui, e Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina. (Ansa)

13/10/2017
Seconda Categoria, pareggio per la San Francesco Cingoli: raccolto il primo punto della stagione

Seconda Categoria, pareggio per la San Francesco Cingoli: raccolto il primo punto della stagione

La San Francesco Cingoli raccoglie il primo punto della stagione contro la Sefrense, nel girone F di Seconda Categoria. L’1-1 finale dello Spivach è un risultato giusto, anche se gli ospiti allo scadere stavano per vincere la gara, quando Cristalli sulla linea ha salvato un tiro di Adjari. Nel primo tempo le due squadre hanno diverse occasioni per passare in vantaggio, con i biancorossi che segnano a pochi secondi dalla fine dei 45 minuti. Al 5’ Carbone tira dal centro dell’area, Dalipi respinge in corner. Un minuto più tardi Brachetta si invola sulla fascia, a tu per tu con Emiliani spara la sfera fuori. Al 9’ Adjari vede in area Brachetta, il quale colpisce di testa verso la porta, la palla si imbatte sul palo, sulla ribattuta ancora Brachetta non impatta bene e il tentativo finisce alle stelle. La Sefrense insiste al 20’ con un gran tiro sulla fascia di Bonifazi, Emiliani manda il pallone sopra la traversa. Il minuto seguente Tomassoni passa verso l’area per Carbone, il quale controlla e tira, trovando solamente l’esterno della rete. Al 22’ Giulianelli di testa fa partire Carbone che prolunga verso Tiranti, Dalipi devia in angolo. Sei minuti dopo ci prova Del Bianco dal limite dell’area, ancora il portiere ospiti smanaccia in corner. I biancorossi passano in vantaggio al 44’, quando dalla fascia sinistra Scattolini prova l’assist per i suoi compagni, il pallone tuttavia si insacca alle spalle di Dalipi. 1-0. Nei minuti di recupero, la Sefrense va vicina al pareggio con una traversa di Bonifazi. Le squadre vanno a riposo con il minimo vantaggio della San Francesco. Nella ripresa la Sefrense agguanta il pareggio e rischia di vincere nei minuti finali. Il pareggio arriva al 53’, quando Adjari si coordina bene dopo un angolo e da fuori centra l’angolo alto della porta. 1-1. Dieci minuti dopo ancora Adjari serve in area Bonifaziche senza pensarci tira al volo, Emiliani devia in corner. Al 68’ Tiranti si accentra e appoggia verso Tomassoni, il tiro del capitano finisce sui guantoni di Dalipi. Passano quattro minuti e Sparvolicentra il palo dopo una punizione di sinistro dalla fascia destra. Al 75’ Giovanni Marchegiani, subentrato a Giulianelli, tenta la fortuna da fuori, palla a lato. A due minuti dalla fine, Scattolinipassa in area verso Ugolini il quale non riesce a sorprendere Dalipi, sfera in corner. Ancora Ugolini di testa non centra di un soffio la porta, dopo il cross da calcio d’angolo di Giulio Gigli. Siamo al 94’: Adjari si ritrova il pallone dopo un rimpallo, smarca Emiliani in area e tira, Cristalli sulla linea di porta salva il risultato.  Finisce 1-1 tra San Francesco Cingoli e Sefrense, risultato nel sommato giusto tra due squadre che ora si trovano nei bassifondi della classifica. Il migliore della partita è Adjari, autore di un gran gol e di azioni pericolose. Per i biancorossi, ottima prova del portiere Loris Emiliani, della difesa e in particolare di  Francesco Cristalli, il quale ha salvato il risultato nell’ultimo istante della partita. Mercoledì i biancorossi sfideranno il Real Porto per la prima sfida del triangolare della seconda fase della Coppa Marche. Nella prossima giornata, i biancorossi di Ultimi affronteranno il Visso a Macerata.  

08/10/2017
Risorgimarche: gran finale anche per le isole del gusto ai concerti di De Gregori, Gazzè e Bersani

Risorgimarche: gran finale anche per le isole del gusto ai concerti di De Gregori, Gazzè e Bersani

Rush finale per Risorgimarche e gran finale anche alle ‘Isole del gusto’ per le aziende agricole e artigianali dell’area. Per i concerti di Maz Gazzè (oggi, 2 agosto, Altopiano di Montelago, Sefro MC, ore 16.30), Francesco De Gregori e Gnu Quartet Form (3 agosto, Macereto - Pieve Torina/Ussita/Visso MC, ore 18.00) e Samuele Bersani (4 agosto, Pian dell’Elmo - Apiro/Poggio San Vicino/San Severino Marche MC, ore 16.30) saranno infatti 34 le aziende presenti a ciascuno spettacolo, con gli stand aperti dalle ore 12.30. A queste piccole realtà dell’economia rurale locale si aggiungeranno come al solito le tre compagini che collaborano con il Festival: le due associazioni regionali del vino, l’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt) e il Consorzio vini piceni, oltre all’Istituto marchigiano di enogastronomia (Ime). Oltre 70 le etichette in rappresentanza di tutte le doc regionali, poi formaggi, vino di visciola, birra artigianale, salumi, zafferano, olio, confetture, ortofrutta, ma anche prodotti dell’artigianato e cosmesi con latte di asina saranno i principali protagonisti dell’area gusto per la degustazione e vendita delle produzioni a migliaia di ospiti previsti per i concerti sui Monti Sibillini. RisorgiMarche, il festival di solidarietà e vicinanza alle comunità colpite dal sisma ideato e promosso da Neri Marcorè, mira a stimolare attraverso la contaminazione tra musica, territorio e produzioni locali la ripartenza del turismo e del settore primario in un’area che, a causa del sisma, sta registrando in alcune aree un crollo pari al 90% delle vendite. Le aziende presenti nelle isole del gusto per i tre concerti: Azienda agricola Lorese; Panificio di Cappa Antonio di Cappa Patrizia; La dea srl; Mymarca; Azienda agricola sapori dei Sibillini di Luca Testa; Dolci manie; Carboni Settimio; Antica gastronomia; Norcineria Altonera snc; Fortuni Francesco; Leonardi Angelo; Birrificio Le Fate; Gravucci Massimo; Azienda agricola Caprì; Alessandrini Alessandro; Colibazzi Filippo; Azienda agricola Mamma Asina; Birrificio Bach; Fattorie Marchigiane; Giorgio Togni; Giovanni Angeli; Sadifa; Angeletti Enzo; Azienda agricola Marinaci Valentina; Giorgio Poeta; Distilleria Varnelli spa; Azienda agricola Scolastici; Pettacci Snc; Pasticceria artigiana di Giglioni Anna Maria; Laboratorio artigianale Bellesi; Oleificio Zamponi; Apicultura Il Girasole di Turchetti Umberto; Cartofaro Agrobiologica; Terre di San Ginesio Srl; Istituto Marchigiano di Tutela Vini; Consorzio Vini Piceni; Istituto marchigiano di enogastronomia.

Sefro, il sindaco Temperilli: "Occupiamoci dei nostri angoli verdi con costanza e precisione"

Sefro, il sindaco Temperilli: "Occupiamoci dei nostri angoli verdi con costanza e precisione"

“Rendiamo la nostra Sefro più bella, abbiamone cura, occupiamoci dei nostri angoli verdi, i giardini, le aiuole con costanza e precisione”. È questo l'invito del sindaco, Giancarlo Temperilli, ai cittadini sefrani. Con l'arrivo della bella stagione infatti, la vegetazione non curata rischia di diventare un problema, anche per il borgo immerso nel verde dell'entroterra maceratese. Così il sindaco Temperilli ha pensato di invitare i suoi concittadini alla cura e alla pulizia dei propri spazi verdi, dei giardini e degli angoli del paese, per mettere un freno a tutte quelle problematiche legate all'incuria e all'abbandono. Lo ha fatto con un'ordinanza pubblicata nei giorni scorsi, con la quale invita tutti i proprietari, conduttori e detentori di aree coltivate, incolte, aree verdi, i responsabili di cantieri edili e stradale e di strutture turistiche, artigianali e commerciali con annesse aree pertinenziali di procedere agli interventi di pulizia per tutto il periodo estivo, dal 1 luglio al 30 settembre con maggiore accortezza, in maniera di garantire la perfetta cura e manutenzione dei luoghi, non creare pericolo alla circolazione stradale, non coprire la segnaletica stradale, non infierire con l'efficacia dell'illuminazione pubblica e non provocare per incuria problemi di igiene favorendo la proliferazione di ratti e animali nocivi, né costituire potenziale causa di incendi. “Le problematiche legate all'abbandono delle aree verdi – ha affermato il primo cittadino – sono innumerevoli e di varia natura. Viviamo in un territorio paradisiaco e sono certo che se ciascuno si occupasse del suo ci sarebbe solo che da riguadagnare. Curare il nostro piccolo spazio verde è un gesto di cittadinanza attiva e di amore per il nostro paese, che soprattutto d'estate è pieno di turisti e visitatori. Per questo invito i sefrani a tagliare l'erba ed i rami delle alberature, regolare le siepi, sistemare i propri angoli nelle aree private nelle vicinanze delle abitazioni, ed in particolare quelle che aggettano su strade ed aree pubbliche, a tutela della viabilità, della sicurezza e del decoro”.

27/05/2017
Il 13 e il 14 maggio torna a Sefro "La trota e il verdicchio": in scena, le eccellenze del territorio

Il 13 e il 14 maggio torna a Sefro "La trota e il verdicchio": in scena, le eccellenze del territorio

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con la manifestazione di Sefro (MC) “La Trota e il Verdicchio” che nelle giornate del 13 e 14 maggio, in collaborazione con Anci Marche, aprirà il Gran Tour delle Marche di Tipicità. Una due giorni ricca di eventi e novità, nata dal connubio tra la trota - simbolo cittadino, in quanto Sefro è la capitale europea del pesce d’acqua dolce grazie alla presenza dell’azienda troticola Erede Rossi - e i produttori del Verdicchio di Matelica, che quest’anno spegne 50 candeline. In campo scendono le più importanti realtà del territorio. Oltre all’ormai consolidato dialogo con il partner scientifico Università degli Studi di Camerino e con l’Istituto Alberghiero “G. Varnelli” di Cingoli, da quest’anno anche l’Accademia Italiana della Cucina, la Pasta di Camerino e il Premio Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo. Enogastronomia, tradizione, cultura e benessere per promuovere una delle realtà più affascinanti delle Marche e celebrare i primi della classe, le eccellenze del territorio. Il tema della manifestazione è infatti “La trota sposa i Primi”, intesi sia come i migliori sia come la portata principale del pranzo a base di Pasta di Camerino. Il ruolo di primo piano anche quest’anno lo avrà l’Istituto Alberghiero “G. Varnelli” di Cingoli, che già nell’anteprima del 4 maggio scorso ha organizzato una giornata di scuola di cucina aperta a tutti i ristoratori della Consulta sulla preparazione dei primi piatti a base di trota. Durante la due giorni, invece, gli chef dell’Istituto Alberghiero suggeriranno alcuni piatti presenti nei menù dei ristoratori di Sefro. Sempre lo scorso 4 maggio l’Accademia della Cucina ha selezionato tre chef della regione Marche - Ilenia Rossi e Davide Pazzaglia del ristorante "Alla Lanterna di Fano", Emanuele Senzacqua del ristorante "Officina del Sole" di Montegiorgio e Marco Vegliò del ristorante "Il Galeone" di Fano - che si sfideranno durante la manifestazione in altrettanti cooking show presentati sabato 13 maggio da Gioacchino Bonsignore, caporedattore del TG5 e curatore della rubrica “Gusto”, e domenica 14 maggio da Paolo Notari, giornalista Rai e conduttore della rubrica “Weekend” di Marcopolo Tv.  Torna puntuale anche l’appuntamento con l’approfondimento: i protagonisti dell'edizione dialogheranno nel corso del talk show del sabato mattina moderato da Gioacchino Bonsignore dal titolo “La trota sposa i primi, un territorio di numeri 1”. Ci sarà spazio anche per la musica, con le performances dei maestri della fisarmonica di Castelfidardo. E per le visite al Bosco Incantato, ai musei della storia contadina, alla chiesa della Madonna dei Calcinari e al rifugio della Valle Scurosa, per la pesca sportiva, le passeggiate a cavallo e quelle con gli asinelli pensate proprio per i più piccoli. A partire dal sabato pomeriggio e sino al pomeriggio di domenica si terrà la sfida fuoco e fiamme nei tre cooking show ad ingresso gratuito al termine dei quali ci sarà spazio per una degustazione.

All'Alberghiero di Cingoli si apre  il Gran Tour di Tipicità con "La Trota e il Verdicchio"

All'Alberghiero di Cingoli si apre il Gran Tour di Tipicità con "La Trota e il Verdicchio"

Giovedì 4 maggio all'Alberghiero di Cingoli anteprima de "La Trota e il Verdicchio", manifestazione tappa del Gran Tour delle Marche di Tipicità che a Sefro, il prossimo 13 e 14 maggio, celebrerà il matrimonio tra il pesce d’acqua dolce e il celebre vino bianco di Matelica che soffia quest’anno sulle 50 candeline. Per l'occasione, presso l’Istituto Alberghiero “G. Varnelli” di Cingoli, si terrà un corso di formazione culinaria gratuito per tutti i ristoratori che vorranno apprendere nuovi metodi di preparazione della trota. La scuola di cucina esplorerà i piatti a base di trota focalizzandosi sulla preparazione dei primi, tema di questa edizione dal titolo “La Trota sposa i Primi”. Primi intesi sia come portata principale della tavola sia come eccellenze del territorio. Accanto alla trota della nota azienda troticola d’Europa, Erede Rossi, con sede proprio a Sefro, e al Verdicchio di Matelica, quest’anno c’è anche Pasta di Camerino a completare la rosa delle eccellenze gastronomiche. Tra le istituzioni che legittimano la scientificità del percorso della manifestazione, l’Università degli Studi di Camerino che si occupa della consulenza scientifico-nutrizionale e, novità di quest’anno, anche l’Accademia Italiana della Cucina che nella seconda parte della giornata di giovedì opererà una selezione degli chef delle Marche. Solo tre di loro approderanno, infatti, alla due giorni sfidandosi a colpi di cooking show aperti al pubblico.  

La Carima dona dieci automezzi ai Comuni delle popolazioni colpite dal sisma

La Carima dona dieci automezzi ai Comuni delle popolazioni colpite dal sisma

La Fondazione Carima fa ritorno “Sulle strade della Solidarietà”, che stavolta la conducono verso l’entroterra maceratese duramente colpito dai recenti eventi sismici. Stamattina, all’Abbadia di Fiastra, ha infatti donato dieci automezzi ad altrettanti Comuni del cratere, che sono: Bolognola, Caldarola, Camerino, Matelica, Monte Cavallo, Muccia, Penna San Giovanni, Sefro, Treia e Valfornace. “Dopo il contributo per la ripartenza di UNICAM – ha spiegato la Presidente Del Balzo – o la Fondazione Carima risponde concretamente ad un’altra esigenza ritenuta prioritaria, con un investimento significativo di circa 150.000 euro. Abbiamo deciso di riunirci qui, perché anche questo luogo tanto caro a tutti noi porta le ferite del terremoto, ma sta gradualmente tornando a vivere, dandoci la speranza nella futura ripresa dell’intera area colpita”. Il Presidente della Provincia Pettinari ha ringraziato i Sindaci, che stanno affrontando con il coraggio e la tenacia propri di questa terra una situazione difficilissima, e la Fondazione Carima, che continua a dimostrare vicinanza e sostegno al territorio, ricordando quanto sia determinante nella fase attuale l’unità tra le istituzioni. L’Assessore Sciapichetti ha ricordato come i Sindaci siano i primi volontari che dal 24 agosto combattono senza sosta contro gli effetti devastanti del terremoto, ribadendo poi che solo lavorando senza divisioni e polemiche sarà possibile dare un futuro alla comunità maceratese, la quale ha bisogno di essere ricostruita nei luoghi, a livello economico, ma anche di persone che si sentono smarrite perche hanno perso tutto. La cerimonia si è conclusa con la benedizione solenne del Vescovo di Macerata, il quale ha riconosciuto alla Fondazione il merito di essersi relazionata direttamente con i Sindaci per capire cosa di semplice e concreto servisse loro. La Fondazione Carima proseguirà quindi il percorso intrapreso destinando i fondi per il 2017 agli interventi post sisma più urgenti da realizzare, che sono oggetto di un’accurata valutazione da parte degli organi istituzionali, nella consapevolezza di costituire un punto di riferimento per la comunità locale nella fase di grave difficoltà che sta attraversando il nostro territorio. “Sulle strade della solidarietà” è una delle principali iniziative promosse dalla Fondazione Carima in favore delle categorie sociali deboli, con l’obiettivo di supportare il periodico rinnovo del parco macchine di enti pubblici e privati non profit che prestano assistenza ai soggetti più fragili del proprio territorio di riferimento.  

29/03/2017
Settempeda, prima sfida del 2017 contro la Sefrense

Settempeda, prima sfida del 2017 contro la Sefrense

L’ultimo turno di andata del girone F coincide con il primo impegno del nuovo anno e per la Settempeda arriva la terza sfida casalinga consecutiva. Dopo i due recuperi svoltisi nell’ultima settimana del 2016, per i biancorossi il 2017 parte con una partita di vitale importanza. Lo scontro diretto di sabato 7 gennaio(ore 14.30) contro la Sefrense, infatti, può essere etichettato come una sorta di spareggio salvezza. Un solo punto divide le due contendenti(9 punti la Settempeda, penultima, 8 punti Sefro, ultimo) e da ciò si può capire quanto sia importante questo match tra due formazioni invischiate nei bassifondi della classifica e affamate di punti. C’ è la sensazione e la convinzione che dall’esito di questa partita dipenderà molto del futuro delle due squadre e il risultato peserà non poco dal punto di vista psicologico, con un sensibile beneficio per chi riuscirà a spuntarla. Pronostico incerto tra due squadre che hanno avuto fino ad ora un cammino simile(due successi contro uno per i locali, cinque pareggi contro tre per Sefro e otto sconfitte per la Settempeda contro le sei dei rivali), per cui ci si attende un match equilibrato e combattuto dove entrambe vorranno ottenere il massimo passando da una prestazione improntata su cuore e grinta. Ovvio che il fattore campo potrebbe far pendere la bilancia dalla parte biancorossa, ma è anche vero che sul proprio campo la Settempeda ha mostrato qualche difficoltà e questo sarà uno degli obiettivi del nuovo anno, ovvero far sì che il “Comunale” diventi un punto di forza e un valore aggiunto nel cammino in campionato. Dunque partire con il piede giusto sarebbe fondamentale per i ragazzi di Ruggeri che cercheranno di far coincidere al meglio prestazione e risultato, una equazione che spesso non è riuscita in questa fase, anche se tirando un bilancio delle tredici gare disputate la Settempeda, per il gioco espresso, avrebbe meritato qualche punto in più. Il campo, però, ha detto altro e la classifica “piange” e allora non resta che sperare in una inversione di tendenza(episodi favorevoli e buona sorte dalla propria parte) che potrebbe dare un girone di ritorno del tutto diverso e far vivere con più serenità e tranquillità la seconda parte della stagione.

04/01/2017
L'odissea delle utenze per i terremotati: disagi e scarsa chiarezza nelle spese per allacci e chiusure

L'odissea delle utenze per i terremotati: disagi e scarsa chiarezza nelle spese per allacci e chiusure

Non bastano le enormi problematiche e le ingenti spese dovute a traslochi improvvisati per chi ha dovuto lasciare la propria abitazione a causa del terremoto. Per chi si è trovato una autonoma sistemazione (e chi ha l'inagibilità da novembre ancora deve vedere arrivare un centesimo del contributo previsto), c'è anche il (costoso) rebus delle utenze. Un mare magnum dove la chiarezza appare una chimera e dove le uniche certezze sembrano gli oneri a carico di chi, non certo per scelta, ha dovuto cambiare casa.Partiamo da un dato di fatto oggettivo. Nelle ordinanze di inagibilità viene chiaramente indicato di procedere "alla chiusura della erogazione delle forniture di acqua e gas". Difficile interpretare l'ordinanza in maniera diversa da quella di provvedere presso i distributori a staccare le utenze. Sarebbe stato sufficiente, invece, chiudere in autonomia i rubinetti? Forse. Di certo, chi ha provveduto presso i singoli gestori a staccare le utenze, nel momento in cui potrà fare rientro nella sua abitazione dovrà pagare nuovamente l'allaccio, per un importo stimato intorno ai 200 euro. La domanda è lecita: era obbligatorio staccare le utenze? Se sì, è normale che poi l'utente debba pagare nuovamente l'allaccio?Non basta. A chi ha staccato l'utenza del gas è arrivata anche un'altra beffa: 30 euro di spese per la chiusura del contatore. Oltre a tutto questo, chi è riuscito a trovare una nuova sistemazione, di certo non poteva pensare di andare ad abitare in una casa senza corrente elettrica. Così, ben prima che sui conti correnti dei terremotati venga accreditato un solo centesimo di contributo autonoma sistemazione, nelle nuove cassette della posta sono arrivate le bollette. Sì. Bollette con una 50ina di euro da pagare per l'allaccio della corrente elettrica (anche se questa è una semplice ipotesi, visto che la voce viene indicata sotto un generico "altri importi"). Curioso anche come venga indicato come periodo di fatturazione il mese di ottobre, quando in realtà i terremotati sono andati ad abitare nei nuovi domicili solo a novembre. Insomma, non bastano le traversie e i disagi per chi ha la casa inagibile. Ci sono anche tutte queste altre peripezie burocratiche da attraversare, con l'unica certezza che a rimetterci è sempre e comunque il cittadino.  

03/01/2017
Furbi, furbetti e furbastri: a caccia del biglietto del treno gratis anche chi non ha casa inagibile

Furbi, furbetti e furbastri: a caccia del biglietto del treno gratis anche chi non ha casa inagibile

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di vibrante protesta inviataci da una nostra lettrice, Letizia AnticoIn seguito alla possibilità offerta da Trenitalia agli “sfollati” (così si legge sul sito) di ottenere biglietti gratuiti, e avendo io casa inagibile (rientrando quindi, ahimè, nella categoria “sfollati”), mi sono recata alla Stazione di Macerata per usufruire di questa possibilità e prendermi il biglietto per andare a Milano, dove studio e dove devo tornare per dare gli esami.Si parlava già da giorni di file interminabili alla biglietteria, di lamentele da parte delle persone che dovevano attendere anche sette ore per un biglietto, del fatto che ci fosse un solo operatore attivo, ecc… lamentele più che lecite, certo, se quelle persone avessero avuto una reale necessità di ottenere i biglietti!Infatti, fattami coraggio, una volta arrivata in biglietteria ho iniziato a fare qualche domanda; cosa scopro?Delle trenta persone in coda, solo io e un’altra ragazza avevamo l’abitazione inagibile; il resto stava approfittando della situazione per… prenotarsi le vacanze!! Alla faccia dell’ “emergenza sismica”!Ciò è stato loro possibile, perché Trenitalia ha dichiarato che il biglietto si poteva ottenere “mediante la sola esibizione di un valido documento in cui si attesti la residenza” in uno dei Comuni colpiti, facendo così cadere il requisito di “sfollato”.Il biglietto sarebbe stato da concedere soltanto a chi presentava il documento che attestasse l’inagibilità della propria struttura abitativa, rilasciato dalla Protezione Civile dopo i vari controlli; invece è bastata una semplice carta d’identità. E così, il maceratese medio, fregandosene di chi non ha più una casa e di chi aveva più bisogno di quei biglietti, si è messo in fila alle biglietterie, intasandole.Ora, la maggior parte delle famiglie sfollate ha cose ben più importanti a cui pensare che sprecare sette ore della propria vita in coda a una biglietteria ferroviaria, quindi molti, come me e mio fratello, hanno dovuto rinunciare. Benché sfollati, dopo tutte le noie burocratiche, economiche e “psicologiche” che uno deve subirsi in queste situazioni, nemmeno la soddisfazione di viaggiare almeno una volta gratuitamente per raggiungere la propria sede universitaria o di lavoro, o semplicemente dei familiari; insomma, dopo il danno... la beffa.Trenitalia ha certamente sbagliato; forse si è sbagliato anche a non dare nessun comunicato alle biglietterie ferroviarie affinché si creasse un “ordine di priorità”, permettendo a chi aveva il foglio di inagibilità di saltare la coda. Meno d’accordo con le lamentale sulla “biglietteria unica”, sufficiente per completare le pratiche delle sole famiglie sfollate (di numero certamente più contenuto) quelle per le quali il biglietto gratuito doveva essere elargito e sulle spalle delle quali gli altri hanno vergognosamente mangiato.Infatti se fosse stato dato SOLO agli sfollati, non ci sarebbero state tante persone (ognuna delle quali faceva il biglietto per tutta la famiglia!) e in dieci minuti io avrei ottenuto il mio biglietto.Ho scritto a voi perché nei giorni scorsi si è parlato tanto di disorganizzazione, ma nessuno ha messo l’accento sull’ignominia di certa gente che si è fatta le vacanze sulle spalle dell’ “emergenza sismica”, senza alcun pudore. Perché se il servizio offerto è stato deprecabile, l’umanità delle persone avrebbe potuto far qualcosa per sanare l’errore, invece ne ha approfittato. Altro che solidarietà! “La Marca è la più ignorante ed incolta provincia dell’Italia, qui tutto è insensataggine e stupidità” scriveva Leopardi. E mi viene da pensare che le cose non siano cambiate poi molto da quel “secol superbo e sciocco”.E’ andata così, il biglietto me lo sono pagata, come sempre, dignitosamente. Invece la vostra, di dignità, è rimasta nell’atrio della Stazione di Macerata, in fila alla biglietteria.Letizia Antico

Sciapichetti: "Basta allarmismi, i soldi per il CAS ci sono"

Sciapichetti: "Basta allarmismi, i soldi per il CAS ci sono"

Continuano le polemiche intorno al contributo di autonoma sistemazione, destinato a tutte quelle persone che, rimaste senza casa a causa dei tragici eventi sismici, si sono trovati costretti a trovare una nuova sistemazione. Per fare chiarezza abbiamo chiesto delucidazioni sull'argomento all'assessore regionale Angelo Sciapichetti, anche a seguito delle recenti esternazioni di alcuni primi cittadini che lamentavano l'assenza della Regione e la mancanza di liquidità."Ci tengo a chiarire - dice Sciapichetti - che da agosto al 20 dicembre la Regione Marche ha liquidato 15.770.332,77 di euro ripartiti tra contributo di autonoma sistemazione (circa 4 milioni) strutture alberghiere e ricettive (oltre 3 milioni), interventi in emergenza, pagamenti agli enti locali per lavori di somma urgenza, pagamenti a ditte private e anticipazioni agli enti locali (circa 7 milioni). Questi soldi sono stati già liquidati a chi ne ha fatto richiesta nella maniera opportuna. Va chiarito infatti che la pubblica amministrazione non può pagare a prescindere e i Comuni che fanno richiesta per quel che riguarda il CAS devono prima rendicontare: se si sono verificati dei ritardi è solo perché la Regione per liquidare deve verificare che tutto sia in regola da parte dell'ente richiedente"."In Regione - continua Sciapichetti - c'è un ufficio preposto che si è occupato finora di ricevere le richieste e, laddove fosse tutto in regola, liquidare i pagamenti. Ci sono delle regole che impediscono alla pubblica amministrazione di pagare quando le pratiche non sono complete o inesatte. Voglio però rassicurare sul fatto che i soldi ci sono e che è nostro preciso impegno continuare a liquidare secondo le necessità". A seguire una tabella con i pagamenti effettuati dalla Regione Marche alla data del 20 dicembre 2016.Euro 15.770.332,77 così ripartiti: - Pagamento Contributo Autonoma Sistemazione (rendicontato dai Comuni da agosto fino al 19 dicembre 2016): EURO 3.900.967,35 -pagamento alberghi,agriturismi,campeggi ecc: EURO 3.125.984,16 - Pagamento agli Enti Locali per lavori di somma urgenza: Euro 978.852,22 - pagamento interventi in emergenza Euro 503.072,03 - pagamento lavori somma urgenza ditte private: Euro 287.388 - Anticipazioni 30% agli Enti Locali per lavori di somma urgenzaEURO 6.907.069.00 TOTALE PAGAMENTI EFFETTUATI FINO AL 20 DICEMRE 2016 EURO 15.770.332,77POPOLAZIONE ASSISTITA - palestre,scuole,palazzetti dello sport, centri sociali,tensostrutture MC 1.160 - FM 168 - AP 212 - AN 0 = Totale 1.540 . autonoma sistemazione CAS MC 11.663 - FM 1.324 -AP 2.676 - AN 533 = Totale 16.196 - alberghi,campeggi,agriturismi ecc MC 5.037 - FM 124 - AP 752 - AN 205 = Totale 4.388 TOTALE POPOLAZIONE ASSISTITA NELLA REGIONE n. 29.304 

28/12/2016
Sisma, Realacci: "Ricostruire presto e bene"

Sisma, Realacci: "Ricostruire presto e bene"

"Nei territori di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo colpiti dal terremoto batte forte il cuore dell'Italia e il futuro di queste zone è il futuro dell'Italia. Occorre superare prima possibile la fase dell'emergenza e ricostruire presto e bene, nella legalità e nella trasparenza. Prioritario anche l'obiettivo di sostenere le attività economiche per ripartire con maggiore forza".Lo scrive Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, sul suo profilo facebook. "Siamo pronti come Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici a continuare fare la nostra parte anche nel 2017, valutando le esigenze che si presenteranno. Ritengo molto importate concentrarsi sin d'ora non solo sulla ricostruzione ma anche sulla ripresa del tessuto produttivo. Credo che una delle priorità debba essere un massiccio investimento sulla banda larga. La ripartenza dell'economia nelle zone colpite dal sisma è un elemento fondamentale per il futuro delle comunità" (ANSA).

28/12/2016
Fino a Natale svolte quasi 45mila verifiche FAST sugli edifici privati

Fino a Natale svolte quasi 45mila verifiche FAST sugli edifici privati

Sono 44.598 le verifiche effettuate su edifici privati dalle squadre di tecnici ed esperti abilitati per le verifiche di agibilità con procedura FAST (Fabbricati per l'Agibilità Sintetica post-Terremoto), attivata dopo il terremoto in centro Italia. In base ai dati aggiornati al 23 dicembre - rendo noto il Dipartimento di Protezione civile - i controlli sono stati 20.699 nelle Marche, 14.182 in Umbria, 8.273 in Abruzzo e 1.444 nel Lazio.Gli edifici risultati agibili sono complessivamente 20.030, mentre sono 13.290 gli esiti di "non utilizzabilità" per temporanea, parziale o totale inagibilità, oltre a un 1.252 edifici che, pur non essendo danneggiati, risultano "non utilizzabili" per solo rischio esterno. A questi si aggiungono 10.026 edifici per i quali le squadre non hanno avuto la possibilità di accedere agli immobili e, pertanto, sono necessari ulteriori sopralluoghi. (Ansa)

25/12/2016
"Caro Babbo Natale, non voglio più il regalo per me. Porta il Cas ai miei genitori"

"Caro Babbo Natale, non voglio più il regalo per me. Porta il Cas ai miei genitori"

Caro Babbo Natale, sono ancora io. Ti ricordi di me? Ti avevo scritto un po' di tempo fa per chiederti la stazione di polizia dei Lego per regalo. Te lo giuro: ho fatto ancora il buono e faccio sempre i compiti. Ma devo chiederti un favore grande: non voglio più la stazione di polizia dei Lego. Vorrei tanto un'altra cosa.Lo so che è tardissimo e so anche che forse ti arrabbierai... ma se hai un minuto da dedicarmi posso spiegarti tutto.Non sono un bambino capriccioso, ma invece del gioco che ti avevo chiesto vorrei tanto che tu potessi portare ai miei genitori il Cas (Contributo Autonoma Sistemazione, ndr). Non so cosa sia e spero tanto che non sia una parolaccia, ma te lo chiedo con tutto il cuore... porta il Cas ai miei genitori e lascia stare la stazione di polizia. Sai, dopo che ti avevo scritto la prima letterina, sono cambiate tante cose dentro casa mia. Anzi, dentro quest'altra casa dove mi hanno portato senza neanche chiedermi niente i miei genitori qualche giorno dopo che c'è stato il terremoto. Non stiamo male qui, veramente. Ma mi manca tanto casa mia... E come ti dicevo prima, dopo che siamo arrivati in questa nuova casa sono cambiate tante cose. Io sono piccolo, ma li sento i miei genitori parlare. E vedo anche che sono tanto tristi e preoccupati. Sento papà che dice sempre che ha dovuto spendere un sacco di soldi per venire ad abitare qui e che un po' ha dovuto anche farseli prestare da un amico, perchè la banca non glieli dava... Lui lavora tanto ma non ha uno stipendio fisso e anche quando è stato male non gli hanno riconosciuto neanche un centesimo perchè non ha, come la chiama lui, "la busta paga". E anche la mia mamma prima lavorava un po' di più, ma adesso, con i tempi che corrono la chiamano sempre meno e guadagna pochi soldini.L'altra sera li sentivo mentre parlavano fra di loro e dicevano sempre che aspettano questo Cas per poter respirare un po' di più. Erano sicuri che almeno per Natale qualcuno avrebbe portato loro questo Cas per trascorrere delle festività più tranquille e magari poter fare anche qualche pensiero. Dicevano anche che comunque a me non avrebbero fatto mancare niente, ma erano tanto tristi. Papà diceva anche che qualcuno gli aveva detto che non avrebbe dovuto pagare le bollette per qualche tempo e che invece la mattina stessa erano arrivate in banca e aveva dovuto pagarle... Loro hanno fatto tanti sacrifici per comprarsi la casa dove vivevamo, ma il terremoto ce l'ha rovinata e adesso per stare in quest'altra casa dobbiamo pagare: ti pare giusto Babbo Natale? Perchè non c'è nessuno che regala ai miei genitori il Cas? Ho capito che è una cosa che gli devono dare per forza ma che se non arriva fra poco non sapremo neanche come fare la spesa... Sono anche un po' arrabbiati perchè li ho sentiti che dicevano che a qualcuno qui intorno forse un altro Babbo Natale come te il Cas lo ha portato, ma a noi che siamo fuori casa da fine ottobre non lo porta mai nessuno... Ti prego Babbo Natale, ti prego con tutto il cuore: non mi importa più della stazione di polizia dei Lego, ma porta il Cas a papà e mamma perchè non posso più vederli così tristi. A me penserai l'anno prossimo. Grazie Babbo Natale, ti voglio tanto bene.P.S.: l'anno prossimo non sbagliare casa, mi raccomando! Spero tanto che saremo di nuovo a casetta nostra!

22/12/2016
Post sisma, dalle abitazioni alle attività produttive: un’ordinanza per riavviare il sistema economico

Post sisma, dalle abitazioni alle attività produttive: un’ordinanza per riavviare il sistema economico

L’ordinanza n. 9 del 14 dicembre 2016 del Commissario per la ricostruzione interviene dopo che la n. 7 e la n. 6 hanno disciplinato il finanziamento della ricostruzione degli edifici e traccia il quadro sulla “Delocalizzazione immediata e temporanea delle attività economiche danneggiate dagli eventi sismici del 24 agosto, 26 e 30 ottobre 2016”. Il provvedimento trae origine dalla “ necessità di impartire ulteriori disposizioni per determinare un quadro generale e complessivo delle misure volte all’immediato avvio degli interventi di delocalizzazione temporanea delle attività produttive, industriali e artigianali aventi sede nei territori colpiti dagli eventi sismici e che erano ubicate in edifici risultati distrutti o gravemente danneggiati per effetto degli eventi medesimi, con danni non riparabili mediante interventi immediati di rafforzamento locale” e “dalla constatazione che analoga necessità si pone per gli edifici di proprietà o in disponibilità dei comuni interessati, adibiti a magazzini, depositi od officine a servizio di attività economiche dei comuni medesimi, i quali del pari siano stati distrutti o abbiano riportato gravi danni, non riparabili mediante interventi immediati di rafforzamento locale”. Ciò premesso, l’articolo 1 dell’ordinanza delinea innanzitutto l’ “Ambito di applicazione” della disciplina alle “imprese industriali, artigianali o commerciali, di servizi, turistiche ed agrituristiche con sede operativa nei comuni di cui all’articolo 1 del citato decreto legge n. 189 del 2016, nonché nei comuni di cui all’elenco aggiuntivo approvato con l’ordinanza del Commissario straordinario n. 3 del 15 novembre 2016, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 283 del 3 dicembre 2016, emessa ai sensi dell’articolo 1 del decreto legge n. 205 del 2016, nonché attività economiche comunali ubicate in edifici distrutti o che hanno subito danni gravissimi, non riparabili con interventi di rafforzamento locale”. La delocalizzazione riguarda le attività economiche in essere alla data degli eventi sismici suindicati ubicate in edifici che risultano oggetto di ordinanza di sgombero totale a seguito di verifica di agibilità tramite schede AeDES o GL-AeDES. E  lo spostamento è possibile: a) in altro edificio agibile sito nello stesso comune; b) all’interno del lotto di pertinenza dell’insediamento danneggiato o nelle aree immediatamente adiacenti; c) all’interno di una struttura unitaria all’uopo predisposta in attuazione di quanto previsto dall’articolo 3 dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione civile n. 408 del 15 novembre 2016 ; d) all’interno di un’area pubblica attrezzata dal Presidente della Regione interessata, in qualità di Vice Commissario. L’ordinanza chiarisce che la misura della delocalizzazione è soltanto temporanea e che “gli impianti e le strutture temporanee delocalizzati a norma della presente ordinanza sono finalizzati esclusivamente ad assicurare l’immediata ripresa delle attività economiche e la continuità produttiva per il tempo strettamente necessario alla realizzazione dei lavori di ripristino con miglioramento sismico o ricostruzione dell’edificio gravemente danneggiato o distrutto”. Quanto alle modalità operative: La delocalizzazione in altro edificio agibile sito nello stesso comune (lett. a) è attuata tramite l’affitto di altro edificio esistente agibile, non abusivo, equivalente per caratteristiche tipologiche e dimensionali a quello preesistente, ubicato nello stesso comune in area ritenuta idonea ad ospitare l’attività produttiva come attestato con perizia asseverata dal tecnico incaricato. Agli effetti della presente ordinanza, sono considerati equivalenti gli edifici aventi eguale dimensione per pianta ed altezza, con margine di tolleranza del 20%; all’interno del lotto di pertinenza dell’insediamento danneggiato o nelle aree immediatamente adiacenti (lett. b) avviene tramite la realizzazione, direttamente ad opera del titolare dell’attività economica interessata ed anche in deroga alle disposizioni degli strumenti urbanistici comunali, di una struttura provvisoria realizzata all’interno del lotto di pertinenza o nelle aree immediatamente adiacenti all’insediamento danneggiato, della quale sia dimostrata la disponibilità con apposita perizia asseverata. In caso di documentata impossibilità di delocalizzazione sul lotto di pertinenza o in area immediatamente adiacente determinata dalla presenza di strade o corsi d’acqua, la delocalizzazione può essere autorizzata, acquisito il parere favorevole del comune, su altra area in disponibilità del richiedente purché sita a una distanza non superiore a ml 100 dall’edificio o insediamento distrutto o danneggiato; Per questi due tipi di delocalizzazione (1 e 2) , i soggetti legittimati possono provvedere alla stipula dei contratti di locazione, al relativo trasloco e/o alla fornitura ed installazione delle strutture provvisorie, previa autorizzazione e  percependo il successivo rimborso ai sensi dell’articolo 3, comma 7, del decreto legge n. 205 del 2016 secondo le modalità e le procedure stabilite dai successivi articoli 8 e 9. all’interno di una struttura unitaria all’uopo predisposta in attuazione di quanto previsto dall’articolo 3 dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione civile n. 408 del 15 novembre 2016 (lett. c) è attuata come stabilito dall’articolo 3 dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione civile n. 408/2016; Per tale delocalizzazione temporanea i soggetti legittimati possono provvedere al trasloco presso la struttura predisposta dalla Regione, previa autorizzazione e percependo il successivo rimborso ai sensi dell’articolo 3, comma 7, del decreto legge n. 205 del 2016 secondo le modalità e le procedure stabilite dai successivi articoli 8 e 9. all’interno di un’area pubblica attrezzata dal Presidente della Regione interessata, in qualità di Vice Commissario (lett. d) è attuata tramite la predisposizione a cura della Regione di un’area pubblica attrezzata, all’interno della quale i singoli operatori aventi diritto possono realizzare una struttura temporanea. Per questa forma di delocalizzazione temporanea i soggetti legittimati possono provvedere alla realizzazione a proprie spese della struttura provvisoria ed al relativo trasloco, previa autorizzazione e percependo il successivo rimborso ai sensi dell’articolo 3, comma 7, del decreto legge n. 205 del 2016 secondo le modalità e le procedure stabilite dai successivi articoli 8 e 9. In casi eccezionali la delocalizzazione può essere autorizzata su area sita in territorio di comune confinante, sentito il parere anche di quest’ultimo. Questo però soltanto laddove il richiedente documenti che la delocalizzazione della propria attività nell’ambito del medesimo comune è eccessivamente onerosa, in modo da rendere l’intervento oggettivamente antieconomico rispetto alle esigenze di continuità e salvaguardia dell’attività, I soggetti legittimati (art. 3)  agli interventi di delocalizzazione sono: soggetti privati, persone fisiche o giuridiche, che risultino titolari di imprese industriali, artigianali o commerciali, di servizi, turistiche ed agrituristiche in essere alla data degli eventi sismici di cui all’articolo 1, i quali avessero sede a tale data in edifici, detenuti a qualsiasi titolo, che siano risultati danneggiati o distrutti; i comuni in relazione a edifici in loro proprietà o disponibilità, adibiti a depositi, magazzini od officine a servizio di attività economiche gestite dall’amministrazione comunale, che si trovino nelle condizioni di cui al precedente comma 1, in modo da rendere necessario il trasferimento di macchinari e attrezzature in essi contenuti in altro immobile sito nello stesso comune. I titolari di attività economiche site all’interno di edifici ubicati in aree classificate come “zone rosse” dall’autorità di protezione civile e interdette all’accesso, per i quali pertanto non si è proceduto a classificazione AeDES. soggetti legittimati che abbiano proceduto a delocalizzazione di attività economiche prima dell’entrata in vigore della presente ordinanza. Gli edifici presi in locazione dai comuni potranno essere impiegati anche per il deposito temporaneo di mobili e suppellettili di soggetti privati sgomberati dalle proprie abitazioni, secondo le modalità e procedure che saranno stabilite con successiva ordinanza del Commissario straordinario. Quanto alla procedura per l’autorizzazione di delocalizzazione (art. 5) la richiesta è presentata all’Ufficio speciale per la ricostruzione competente entro quindici giorni dall’entrata in vigore dell’ordinanza. La richiesta può essere presentata a condizione che sia stata emessa ordinanza di inagibilità totale, a seguito di verifica con scheda AeDES, integrata da apposita perizia giurata. Fino all’istituzione dei predetti Uffici speciali, le comunicazioni sono depositate presso gli uffici regionali provvisoriamente individuati dai Presidenti delle Regioni, in qualità di Vice Commissari. La domanda è presentata dai soggetti legittimati ai Presidenti delle Regioni  nel termine di trenta giorni decorrenti o dalla stipula del contratto di locazione o nelle altre ipotesi, dalla conclusione degli interventi di delocalizzazione. Alla domanda devono essere allegati l’elenco delle attività svolte con il computo delle eventuali lavorazioni resesi necessarie per la funzionalità del nuovo edificio e delle spese effettivamente sostenute, nonché le fatture, anche non quietanzate, degli acquisti o noleggi di attrezzature nonché dei lavori, delle forniture e delle spese tecniche. L’Ufficio che riceve la comunicazione a norma del comma 1 ne informa il Comune territorialmente competente. L’autorizzazione è rilasciata previa sommaria istruttoria dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, sentito il comune, in ordine alla compatibilità urbanistica dell’intervento di delocalizzazione ovvero all’autorizzabilità della deroga eventualmente richiesta agli strumenti urbanistici richiesti, nonché all’autorizzabilità dell’intervento richiesto sotto il profilo ambientale e sanitario. Ottenuta l’autorizzazione si può provvedere immediatamente a svolgere gli adempimenti necessari per la locazione del nuovo edificio e l’acquisto o il noleggio dei macchinari e delle attrezzature indispensabili per la ripresa dell’attività produttiva, secondo le prescrizioni indicate nel medesimo provvedimento autorizzativo. In termini economici,  il rimborso mensile massimo ammissibile per la delocalizzazione, per la durata della locazione fino al ripristino o ricostruzione dell’edificio preesistente, è pari al canone medio di locazione determinato nella perizia asseverata, tenendo conto delle valutazioni di mercato. Per gli interventi di delocalizzazione di cui all’articolo 2, commi 2 e 4: il rimborso massimo ammissibile per la realizzazione della struttura temporanea sul lotto di pertinenza o nelle aree immediatamente adiacenti ovvero nelle aree attrezzate poste a disposizione dalla Regione è pari al minor importo tra il costo dell’intervento quale ricavabile dal computo metrico estimativo di cui all’articolo 5, comma 4, lettera b), ed il costo convenzionale determinato in misura di euro 280/mq. per una superficie equivalente a quella dell’edificio gravemente danneggiato o distrutto, come indicata nella perizia asseverata. L’ordinanza pone dei limiti al rimborso, prevedendo che “In tutti i casi di delocalizzazione di cui all’articolo 2, inoltre: a) per gli interventi su macchinari, attrezzature ed impianti, volti a ripristinare la piena funzionalità dell’impresa, il rimborso è pari all’80% del costo indicato nella perizia asseverata; b) per il ripristino delle scorte il rimborso è pari al 60% del valore di quelle distrutte o danneggiate, come attestato nella perizia asseverata. In tutte le ipotesi di delocalizzazione, le spese sostenute per il trasloco di macchinari e attrezzature sono rimborsate nel limite dell’80% dei costi documentati. Le spese tecniche documentate sono in ogni caso rimborsate nel limite del 5% del costo delle opere eseguite. Il rimborso è in ogni caso determinato al netto dell’eventuale indennizzo assicurativo già percepito dal richiedente o in corso di determinazione”. Il rimborso viene successivamente  erogato, previa verifica dell’esecuzione degli interventi e della documentazione presentata in conformità all’autorizzazione regionale mediante accredito sul conto corrente indicato nella domanda.

19/12/2016

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