Matelica

Si terrà a Matelica la riunione straordinaria del Consiglio Superiore per i Beni Culturali

Si terrà a Matelica la riunione straordinaria del Consiglio Superiore per i Beni Culturali

Lunedì 20 marzo Matelica ospiterà la riunione straordinaria del Consiglio superiore per i Beni culturali e Paesaggistici dedicata al patrimonio storico-artistico delle aree colpite dal sisma. La riunione si svolgerà in seduta pubblica alle ore 19 al Teatro Piermarini e avrà lo scopo di raccogliere le istanze dei territori per la formulazione di una mozione che verrà presentata in Consiglio dei Ministri.  Interverrà il sindaco di Matelica, Alessandro Delpriori, che si farà portavoce delle esigenze che arrivano dai comuni: “Un segnale importante di attenzione da parte del Ministero – dice il sindaco Delpriori – segnale che deve però tradursi in misure concrete. Avremo l’opportunità di dire la nostra e di puntare l’attenzione sul fatto che il rilancio passa attraverso questioni di carattere economico, sociale e culturale: l’auspicio è che sia un momento di confronto costruttivo, in cui si discuta, oltre che di messa in sicurezza del patrimonio, anche di cultura come motore di sviluppo”.  La visita del Consiglio, organo consultivo a carattere tecnico-scientifico del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact), sarà guidata dal presidente Giuliano Volpe e dal segretario generale del Mibact, Antonia Pasqua Recchia; partirà alle ore 14 da Camerino e proseguirà a Matelica, con tappa al Museo Piersanti e al Teatro Piermarini. Nel corso della seduta del Consiglio verrà proiettato un videomessaggio del ministro, Dario Franceschini. Alle audizioni in programma prenderanno parte, oltre al sindaco Delpriori: Mauro Dolce, in rappresentanza del capo dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio; Achille Cipriani, comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Macerata, in rappresentanza del capo del Corpo nazionale, Gioacchino Giomi; Sauro Longhi, rettore dell’Università Politecnica delle Marche; Flavio Corradini, rettore dell’Università di Camerino; Francesco Adornato, rettore dell’Università di Macerata; Anna Maria Ambrosini Massari, in rappresentanza del rettore dell’Università di Urbino, Vilberto Stocchi; il prefetto Fabio Carapezza Guttuso, coordinatore dell’Unità di Crisi del coordinamento nazionale del Mibact; Paolo Iannelli, soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016; Giorgia Muratori, segretario regionale del Mibact e responsabile Unità di crisi delle Marche; Carlo Birrozzi, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio delle Marche; Carmine Grasso, comandante del Nucleo Tutela Patrimonio culturale di Ancona, in rappresentanza del Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio culturale, Fabrizio Parrulli.  L’amministrazione comunale pone particolare attenzione alla valorizzazione del patrimonio culturale. E’ in fase di preparazione “Matelica Museo Aperto”, un deposito attrezzato e fruibile dal pubblico che ospiterà le opere d'arte della città provenienti da strutture inagibili; sono in corso, inoltre, gli interventi di sistemazione al Museo Archeologico in vista della prossima riapertura.

Progetto area crisi da 4,1 milioni: compreso anche comune di Matelica

Progetto area crisi da 4,1 milioni: compreso anche comune di Matelica

Si chiama Progetto d'investimento territoriale integrato ed è destinato all'area di crisi fabrianese con l'impiego di 4,1 milioni di risorse europee, 3,7 milioni dal Fesr-Fondo di sviluppo regionale e 400 mila dal Fse-Fondo sociale europeo. Obiettivo della strategia della Regione Marche, in linea con l'Accordo di programma sottoscritto con il ministero dello Sviluppo economico nel 2010, è il rilancio produttivo e occupazionale del territorio, dove si contano circa 6 mila persone disoccupate. L'azione interessa, in particolare, quella che viene considerata la zona più depressa del distretto, che comprende i Comuni di Fabriano, Cerreto d'Esi, Genga, Matelica e Sassoferrato. Il bando uscirà entro la primavera. Il primo intervento riguarda la realizzazione di un progetto complesso di piattaforma tecnologica, con un fondo di 412 mila euro, una sperimentazione di riferimento per gli investimenti produttivi e d'innovazione nel territorio e anche per altre aree delle Marche (ANSA).

14/03/2017
Matelica, cerimonia della consegna all'Ipsia “Don Enrico Pocognoni”

Matelica, cerimonia della consegna all'Ipsia “Don Enrico Pocognoni”

Sabato 4 marzo, presso l'Auditorium dell'IPSIA “Don Enrico Pocognoni” di Matelica, ha avuto luogo la cerimonia dellaconsegna dei diplomi relativi all'anno scolastico 2015/2016. Il Dirigente Scolastico prof. Francesco Rosati ha curato l'apertura della mattinata, di fronte ad un folto pubblico tra cui sedevano autorità locali quali il Sindaco del Comune di Matelica Alessandro Delpriori, l'Assessore Antonella Nalli del Comune di Camerino, il Presidente del Consiglio Comunale di San Severino Marche Sandro Granata, il rappresentante della Provincia Massimo Montesi. Dopo aver introdotto le ultime novità che hanno investito il mondo scolastico, soprattutto con la c.d. Buona Scuola(L107/2015), Rosati si è soffermato sul concetto di lifelong learning, superando quindi l'idea che la formazione si arresti con il conseguimento di un titolo di studio; ovviamente, la scuola rimane sempre il punto di partenza per l'acquisizione di nozioni e competenze basilari che permetteranno agli uomini di domani di poter apprendere sempre, per tutto l'arco della vita. “Abbiamo bisogno delle vostre professionalità”, ecco l'appello del Dirigente a cui si è riagganciato il Sindaco Delpriori, che ha definito l'IPSIA fiore all'occhiello non solo di Matelica, ma di tutto il territorio, proprio per la sua presenza capillare grazie alle sedi associate di Camerino e San Severino. “E' un anno difficile per la nostra comunità e proprio per questo voi ci servite, soprattutto il vostro entusiasmo, la vostra voglia di vivere e di lavorare qui”, questo l'appello del primo cittadino ai neodiplomati, ai quali ha rivolto i migliori auguri per un futuro pieno di soddisfazioni. Anche il Dirigente Tecnico dell’USR Marche prof. Francesco Mezzanotte, nel salutare la scuola che ha diretto dal 2012 fino allo scorso mese di dicembre, ha rimarcato lo stretto legame tra l’IPSIA e il contesto alto-maceratese, sia dal punto di vista economico, culturale, sia sociale. La mattinata è stata anche occasione di orientamento post diploma, sia per i diplomati che per i diplomandi, i quali hanno potuto assistere all'intervento del Dirigente Scolastico dell’I.I.S. “Merloni-Miliani” Giancarlo Marcelli che ha illustrato i percorsi degli Istituti Tecnici Superiori, della durata circa di 2 anni, attivati presso Fabriano, Fano e Fermo. “Il futuro è delle scuole tecniche e professionali, proprio perché qui c'è assoluta necessità di ricostruire” esordisce Marcelli, che sottolinea l'alta e rapida occupabilità dei diplomati.  Un breve stato dell'arte relativo ai progetti in lingua, ai progetti PON e all'Alternanza Scuola Lavoro  è stato tracciato dai professori referenti dell’IPSIA: il quadro è più che positivo, in quanto negli ultimi anni diversi studenti hanno avuto l'occasione di fare esperienze di studio-stage all'estero gratuitamente; inoltre,la percentuale di occupati nel settore analogo all’indirizzo di studi frequentato sfiora il 60% entro un anno, ma raggiunge l'80% entro i 3 anni superando di molto la media nazionale. A conclusione degli interventi la platea ha avuto il piacere di ascoltare una coinvolgente Lectio Magistralis sugli impieghi dei nuovi materiali nella odierna società tecnologica a cura del prof. Claudio Pettinari, pro Rettore Vicario dell’Università di Camerino, tra i più affermati ricercatori nel settore chimico in campo internazionale, con all’attivo più di 300 pubblicazioni nelle maggiori riviste e autore anche di diversi brevetti. Prima della cerimonia di consegna dei diplomi è intervenuta anche la dott.ssa Cesarina Dolciotti, del Centro per l’Impiego di Tolentino, che ha illustrato le finalità dell’EURES, la rete europea dei servizi per l’impiego, invitando i giovani presenti a consultare il relativo portale europeo dedicato alla mobilità professionale. La consegna dei diplomi agli studenti dell’IPSIA è avvenuta quindi a chiusura di una giornata davvero significativa, che ha dato modo alla scuola di rimarcare il suo stretto legame con il territorio non solo locale, ma ormai possiamo dire a livello europeo. I ragazzi sono il nostro futuro, soprattutto in un momento così difficile e delicato; la scuola può e deve essere il trampolino di lancio, per dare ai giovani la spinta necessaria per farli volare davvero in alto.    

Montesi guida gli scissionisti del PD

Montesi guida gli scissionisti del PD

“Il PD è imploso”. – questo è l’impietoso incipit con cui in un comunicato stampa Massimo Montesi, ex capogruppo provinciale del Partito Democratico annuncia l’adesione e la costituzione in provincia dei “Democratici e Progressisti.”  “Bisogna purtroppo prendere atto delle difficoltà politiche di un progetto, che lo voglio ricordare, aveva l’ambizioso obiettivo di unire i riformismi italiani. Negli ultimi anni si è perso completamente di vista il compito, hanno prevalso logiche vecchie di potere e di cinismo peggiori della prima repubblica.” “La scissione - prosegue la nota - non avviene adesso, ma è stata silenziosa e continua in questi anni. Si è manifestata nella perdita continua e rovinosa nel numero degli iscritti e degli elettori. Chi stava alla guida d’altronde, non ha mai avuto bisogno e non ha mai cercato di capire le motivazioni del fenomeno, perché in questa visione della politica un partito autonomo dalle istituzioni quale corpo intermedio di mediazione è solo un intralcio. Si è preferito il rapporto diretto tra il Capo e i cittadini. Una semplificazione che si è rivelata sbagliata e pericolosa. Accompagnata da comportamenti che invece che contrastare l’antipolitica la hanno alimentata; ricordiamo le parole d’ordine, diminuiamo le poltrone, meno politici, rottamazione, in un crescendo a fare il verso ai populismi. Anche qui sbagliando, l’antipolitica non si può fare, non si è credibili, quando si governa l’Italia, la gran parte delle regioni e dei Comuni.” “Gli ultimi appuntamenti elettorali – prosegue Montesi -  lo hanno confermato. Il disastro delle ultime amministrative fino alla caporetto del referendum costituzionale. Siamo giunti, laddove una classe dirigente nazionale normale, (chi ha responsabilità di maggioranza -, in un partito normale, avrebbe aperta una discussione vera, profonda, sulle motivazioni e cercato di apporre rimedi). Invece la risposta è stata di chiusura arrogante, al di là dei gesti ad effetto, nessuna comprensione della gravità della situazione, nessun anteporre il bene comune rispetto al proprio destino personale. Anzi, la voglia di rivincita che vince su ogni altra considerazione. Spalancando le porte alla prossima vittoria dei populismi e all’avventura. Su questo la strada è segnata in assenza di azioni decise e cambiamenti di rotta. La domanda principale a cui dare risposta rimane: perché i nostri elettori ci hanno abbandonato? In politica non sbagliano mai gli elettori, sbagliate sono le proposte politiche. Milioni di italiani non hanno votato PD nelle ultime tornate elettorali ed il referendum costituzionale, altro gravissimo errore, è stato trasformato nel giudizio universale sul PD, con la risposta che conosciamo. In una società profondamente cambiata, il nostro mondo, i giovani, il mondo del lavoro, il mondo della scuola, il mondo di coloro che sono in fondo alla scala sociale e anche di quelli che una volta venivano definiti ceto medio, impoveriti da anni troppo lunghi di crisi, a fronte del bisogno di sicurezza e protezione non hanno avuto risposte da noi e anzi ci hanno visto come l’establishement , il “potere”,  una causa del loro disagio cresciuto.  Il nostro ruolo nel mondo e in un Europa che rischia di diventare un problema piuttosto che un’opportunità. In una globalizzazione che dopo l’innamoramento iniziale porta con sé insicurezza, accentramento delle risorse e marginalizzazione di interi paesi e parti. Per non parlare nelle nostre zone del dramma dei sismi e dell’assunzione del tema come centrale e regionale e nazionale. Queste sono le domande a cui dare risposta, altro che poltrone e demagogia comunicativa.Non si può fare in un congresso che è solo l’ennesima conta plebiscito del Capo. Fino in fondo abbiamo creduto nella possibilità di poter svolgere la nostra battaglia nel PD. Temo che non si possa fare più nel Pd. Anche le cose chieste nell’ultima Assemblea erano più che ragionevoli: sostenere il governo fino alla fine della legislatura come segno di responsabilità verso il Paese e di avversione verso l’avventura in un momento così delicato; mettere in campo una conferenza programmatica che avvicinasse le posizioni di merito all’interno del PD e nel frattempo fare una legge elettorale seria; fare le primarie in autunno. Purtroppo non sono nemmeno venuti dei no, ma addirittura non è nemmeno stata data una risposta, a voler dire: il PD non solo non è contendibile, ma è proprietà personale del Capo. Il refrain che per anni abbiamo sentito: noi siamo la maggioranza e decidiamo e la minoranza si deve adeguare. Una idea pericolosa della democrazia interna di un partito. La fine di un ciclo e anche oggettivamente del PD per come l’abbiamo conosciuto. E la rottura irreparabile di una comunità. Il nostro compito, credo debba essere quello di cercare di riconnetterci con quel popolo di sinistra che ha abbandonato politicamente e elettoralmente il PD con particolare attenzione ai giovani che per l’80% hanno votato NO al referendum e al mondo del lavoro che non guarda più al PD. Mettere a disposizione lo spazio politico per ricostruire il centrosinistra, il campo largo che serve ad affrontare le sfide che il paese ha davanti, non una cosa piccola, o la cosa rossa come la definiscono i giornali, ma lo spirito di un nuovo ulivo, che sappia trovare le analisi, le parole e i valori per poter rimettere insieme il mondo della sinistra, con il centro, con l’associazionismo. Non l’ennesimo partitino della sinistra, ma la volontà e gli strumenti per ricostituire un nuovo centro sinistra o meglio dire “per il centro sinistra” perché quello che c’era l’ha ammazzato Renzi. Insomma un cantiere vero e proprio. Una delicatezza particolare – conclude la nota -andrà rivolta nel trattare le cose istituzionali. Saremo in qualunque sede i difensori del centrosinistra, la nostra azione non sarà mai a danno di esso, ma a sostegno, laddove esso governa e laddove esso è chiamato ad appuntamenti elettorali.”    

08/03/2017
Inceneritori, M5S: "Ci opponiamo all'installazione di nuovi impianti nel territorio"

Inceneritori, M5S: "Ci opponiamo all'installazione di nuovi impianti nel territorio"

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal MoVimento 5 Stelle: Tolentino – Matelica - San Severino, Simpatizzanti MoVimento 5 Stelle: Pollenza – Mogliano – Camerino – Morrovalle – Colmurano.  "Inceneritori, discariche, bio-gas, impianti per il trattamento di rifiuti speciali e pericolosi: non manca nulla nelle cartografie che la Regione Marche ha predisposto, realizzate da ingegneri dell’ATA 3, che consente  la localizzazione degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti nella Provincia di Macerata Il periodo che sta attraversando il nostro territorio è drammatico, di fatto una continua emergenza, iniziata il 24 agosto scorso con il terremoto e ulteriormente aggravata dalle scosse sismiche successive. L'attenzione di tutti è rivolta alle infinite problematiche che ne sono scaturite negli ultimi mesi: i media sono impegnati nel racconto della situazione post sisma, i cittadini sono presi dalle preoccupazioni , vittime della confusione generata da una gestione degli eventi a dir poco lacunosa, e i nostri amministratori, prendono decisioni sull’ambiente indisturbati e sotto il silenzio più assoluto. Infatti i Sindaci, facenti parte dell' ente preposto ATA 3 (Assemblea Territoriale d’Ambito), in data 10 gennaio 2017, si siano riuniti presso la sede della Provincia di Macerata per decidere il futuro della nostra provincia dal punto di vista ambientale. Tra le tante preoccupazioni che riguardano la questione ambientale, c’è anche quella, con la quale ci si chiede  se nella cartografia predisposta dalla Regione, sia  stata presa in considerazione la classificazione sismica dei Comuni, fattore fondamentale per l’installazione di questo tipo di siti. Il MoVimento 5 Stelle denuncia a gran voce che la stessa Giunta Regionale, in passato, aveva dichiarato di non voler più impianti di incenerimento dopo la chiusura dell’inceneritore del Cosmari. Questo, quindi, vuole essere  un vero e proprio appello che il MoVimento rivolge ai primi cittadini dei Comuni in cui, per anni, sono stati ospitati impianti altamente inquinanti: prendere posizione netta e decisa e rispettare gli accordi presi nelle assemblee del Cosmari, opponendosi all'installazione di nuovi impianti nel territorio. Il M5S è contrario ad impianti di incenerimento e attivo nel proporre alternative già note a livello nazionale Chiede inoltre agli amministratori responsabili, come non si sia tenuto conto, nell'individuazione dei siti, di fattori fondamentali per la salute pubblica come quello delle rilevazioni fornite dal Registro dei Tumori, del quale non si hanno più notizie ormai da troppo tempo".  

27/02/2017
Lions Club Matelica dedica il conviviale alle Città Murate

Lions Club Matelica dedica il conviviale alle Città Murate

Si è svolta venerdì sera, al Ristorante La Tana di Biutino di Matelica, una conviviale organizzata dal Lions Club Matelica dedicata alle Città Murate. Alla serata sono intervenuti il Presidente dell'Associazione Internazionale delle Città Murate Lions Club, il dottor Giuseppe Guerra, che ha presentato l'associazione alla quale il Lions Club di Matelica ha aderito lo scorso anno, e il professor Antonio Trecciola, Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo “E. Mattei” di Matelica, che ha relazionato sul tema “Matelica: Circuito Murario dal XII al XVIII secolo”. Alla conviviale erano presenti i Lions Club di Civitanova Marche Cluana, Macerata Host, Osimo e Urbino. Il presidente del Lions Club Matelica, Amina Murani Mattozzi, nel salutare e ringraziare tutti i presenti ed i particolare gli ospiti, ha ringraziato il Presidente della Zona A 3° Circoscrizione, Maurizio Dini – titolare della Ditta Midor Detergenti Industriali di Fermignano – che ha regalato tramite il Lions Club di Matelica 6 quintali di detersivi alla Casa di Riposo E. Mattei di Matelica.

"O marchigiani Karma": parodia marchigiana sul terremoto in dialetto montecassianese

"O marchigiani Karma": parodia marchigiana sul terremoto in dialetto montecassianese

Simpaticamente polemica e triste al tempo stesso è "O marchigiani Karma", parodia in dialetto montecassianese del pezzo vincitore del Festival di Sanremo 2017, "Occidentalis Karma" di Francesco Gabbani. La canzone parla della situazione che vivono i terremotati marchigiani dopo gli eventi simici del 2016 e 2017: dei ritardi, della burocrazia, delle passerelle dei politici senza risultati concreti. Le immagini mostrano anche i danni provocati dall'emergenza neve soprattutto per gli allevatori. E poi si parla della "karma" dei marchigiani che è finita. La gente è arrabbiata, s'è stufata e va aiutata. E le cose stanno ferme dal 24 agosto.  Dunque, come si legge in un post sotto al video, si tratta "dell' ennesima denuncia della mancata volontà di intervenire a favore di chi ha perso tutto a causa del sisma del Centritalia.....ritardi voluti, organizzazione fasulla,promesse stellari e coordinamenti finti per camuffare un operato che non esiste............".   Ommm.......

25/02/2017
IV Meeting regionale di ottica oftalmica: “Il design dell'occhiale” ospite al Pocognoni

IV Meeting regionale di ottica oftalmica: “Il design dell'occhiale” ospite al Pocognoni

Domenica 12 febbraio, presso l'auditorium del IPSIA “Don Enrico Pocognoni” di Matelica si è tenuto un seminario sulla progettazione industriale e il design in occhialeria. Ciò è stato possibile grazie alla professionalità  e al vivo interesse dei professori Paolo Trau' e Rossella Baroni dell'indirizzo ottico dell'Istituto, sostenuti  dal patrocinio dell'Università di Camerino. Sono stati invitati a confrontarsi e a relazionare di fronte ad un folto pubblico esperti di settore come Davide Nobile, Lucio Stramare, Elizabeth Sorentino, Michela De Faveri e Paolo Insogna, delle prestigiose Compagnia Italiana dell'Occhiale e New Optic Italia.  Ciascun relatore si è mostrato disponibile a fornire testimonianza della propria passione, della professionalità acquisita e della storia personale maturata. Gli interventi principali hanno riguardato un excursus storico sull'origine e sugli sviluppi dell'occhialeria in Italia, su come si possa dar vita ad una nuova collezione sia per quanto riguarda i materiali, i dimensionamenti, il design nonché la realizzazione del prototipo, per poi continuare ad illustrare  il valore attuale dell'immagine e della comunicazione per la diffusione di un brand tramite i social media. Molto interessante è stato lo studio del caso della New Optic Italia, una delle pochissime aziende che ha fatto dello studio dell'occhialeria destinata ai bambini una vera e propria mission. Per concludere il ciclo di interventi della mattinata i professionisti si sono soffermati sul ruolo strategico della figura dell'ottico, vero trait d'union tra il mercato nazionale o globale e la realtà locale in cui egli vive ed opera.  Dopo la pausa pranzo i lavori sono continuati con un workshop specialistico sulla progettazione in occhialeria, che ha visto impegnati gi studenti dell' IPSIA Pocognoni e i loro colleghi degli istituti “Sacconi” di Ascoli Piceno, “Benelli” di Pesaro e “Pacinotti” di Foggia. Sono ben 4 anni che i docenti dell'indirizzo ottico si prodigano per organizzare eventi del genere come occasione di formazione per gli studenti, ma anche di scambio culturale tra tecnici e professionisti sia del settore socio sanitario, sia dell'impresa dell'occhiale, tutto rivolto nella direzione dell'innovazione.

Il Movimento 5 Stelle: "La riforma dell'Ato 3 rischia di diventare l'ennesimo carrozzone controllato dai partiti"

Il Movimento 5 Stelle: "La riforma dell'Ato 3 rischia di diventare l'ennesimo carrozzone controllato dai partiti"

Da MoVimento 5 Stelle Porto Potenza Picena, MoVimento 5 Stelle Tolentino, MoVimento 5 Stelle San Severino Marche, MoVimento 5 Stelle Macerata, MoVimento 5 Stelle Recanati, MoVimento 5 Stelle Porto Recanati, MoVimento 5 Stelle Matelica, Simpatizzanti MoVimento 5 Stelle Pollenza, Simpatizzanti MoVimento 5 Stelle Corridonia, Simpatizzanti MoVimento 5 Stelle Mogliano, riceviamo e pubblichiamo Sotto un silenzio preoccupante le istituzione pubbliche (leggi Politici professionisti e Partiti) stanno mettendo a punto nel territorio maceratese la riorganizzazione del Sistema Idrico Integrato, affidata all’ATO3, un ente che associa 48 comuni, 42 del Maceratese più altri 6 comuni di Ancona sud, AT3 che ha dato la gestione dell’acqua a tre sub ambiti ,società per lo più scatole vuote: UNIDRA, CENTRO MARCHE ACQUE E SI Marche che a loro volta hanno subappaltato la gestione diretta a ben sette società: Centro Marche Acque S.r.l. Partecipata solo dai comuni di Cingoli, Filottrano, Loreto, Montecassiano, Montefano, Montelupone, Numana, Osimo, Porto Recanati, Potenza Picena, Recanati e Sirolo. ASTEA S.p.A. serve in sub-concessione i comuni di Loreto, Montecassiano, Montefano, Montelupone, Osimo, Porto Recanati, Potenza Picena e Recanati. Acquambiente Marche S.r.l. serve in sub-concessione i comuni di Cingoli, Filottrano, Numana e Sirolo.S.I. Marche S.c.r.l. Partecipata dai comuni di Appignano, Castelfidardo, Civitanova Marche, Corridonia, Macerata, Montecosaro, Morrovalle, Pollenza e Treia. APM S.p.A. serve in sub-concessione i comuni di Appignano, Castelfidardo, Corridonia, Macerata, Montecosaro, Morrovalle, Pollenza e Treia. ATAC Civitanova S.p.A. serve in sub-concessione il comune di Civitanova Marche.Unidra S.c.r.l. Partecipata solo dai comuni di Acquacanina, Belforte del Chienti, Caldarola, Camerino, Castelraimondo, Castelsantangelo Sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Fiuminata, Gagliole, Monte Cavallo, Muccia, Pieve Torina, Pievebovigliana, Pioraco, San Severino Marche, Serrapetrona, Serravalle di Chienti, Tolentino, Ussita e Visso. ASSEM S.p.A. serve in sub-concessione i comuni di Castelraimondo, Fiuminata, Gagliole, Pioraco, San Severino Marche e Ussita. ASSM S.p.A. serve in sub-concessione i comuni di Belforte del Chienti, Caldarola, Camerino, Camporotondo di Fiastrone, Castelsantangelo Sul Nera, Cessapalombo, Fiordimonte, Monte Cavallo, Pievebovigliana, Serrapetrona, Tolentino. Valli Varanensi S.r.l. serve in sub-concessione i comuni di Acquacanina, Fiastra, Muccia, Pieve Torina, Serravalle di Chienti. E’ prevista la fusione dei tre soggetti che gestiscono attualmente l’erogazione del servizio nei comuni dell’ambito territoriale (e tutto ciò che concerne l’Acquedotto del Nera), Sì Marche, Centro Marche Acque e Unidra che dovranno divenire un unico ente. E’ prevista inoltre una seconda fase che prevede l’assegnazione in house della gestione operativa del servizio ad un soggetto unico su cui saranno chiamati ad esprimersi i Consigli comunali appartenenti all’assemblea d’ambito.E’ evidente che a questo punto sarà inevitabile la lotta per ottenere la gestione unica del Sistema Idrico Integrato provinciale e già se ne vedono i prodromi, tanto per fare alcuni esempi, citiamo il passaggio delle azioni dei Comuni soci da Astea spa a Centro Marche acque, una operazione finanziaria funzionale a mantenere la gestione idrica in capo ad Astea in comuni importanti come Osimo, Recanati Potenza Picena Porto Recanati, Loreto Montecassiano e Montelupone, altrimenti Astea spa sarebbe destinata all’irrilevanza e forse alla scomparsa, inoltre non possiamo dimenticare che il Comune di Apiro ha affidato la gestione del servizio Idrico ad APM spa Macerata con relativo ricorso al TAR da parte di UNIDRA con relative accuse gravissime di conflitto di interessi fatte dal sindaco di Apiro alla minoranza PD contraria all’operazione. Un ginepraio di interessi e appetiti partitici e politici che la dice lunga quali siano gli interessi in campo, per la spartizione di poltrone e di affidamenti di incarichi.Detto ciò non possiamo tacere del fallimento totale della attuale gestione del ciclo delle acque in capo all’ATO3 che sta portando la nostra Regione ad una procedura d’infrazione europea, non avendo ottemperato alla costruzione di un sistema fognario e di depuratori adeguati continuando nella pratica di sversare in mare e a cielo aperto i liquami.Il M5S, non ci sta ovviamente, a condividere la logica che il servizio idrico favorisca la costituzione di società, come s.p.a (anche se a carattere pubblico), controllate e gestite con metodi non trasparenti, che hanno il solo interesse di conseguire utili, logica non in linea con l’interesse pubblico del cittadino e con il concetto di “acqua pubblica”. Principio di “acqua pubblica” tra quelli fondanti del MoVimento, condiviso dalla maggioranza dei cittadini attraverso un referendum e stabilito da molti statuti comunali. Tutto ciò nonostante la vigente normativa abbia stabilito la soppressione delle A.T.O. (legge 42/2009) assegnando alle Regioni compiti di programmazione e controllo dei servizi allo scopo di organizzarli e di gestirli pubblicamente,  A nostro avviso la gestione del servizio idrico integrato deve restare sotto il diretto controllo degli enti pubblici e i cittadini devono essere coinvolti attraverso processi democratici di partecipazione e di controllo.Noi del M5S, siamo pressoché sicuri che tutta l’operazione si trasformerà nella creazione dell’ennesimo carrozzone a controllo partitico con ufficio di presidenza, vice presidenza, e consulenti vari, e con personale dirigenti compresi assunti per nomina e non per merito per merito tramite concorso.• Le nostre proposte sono semplici e chiare: • Modifica degli statuti dei Comuni, ed inserire i principi di acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell'acqua come bene comune pubblico di non rilevanza economica;• Modificare , dove possibile, la natura degli enti che gestiscono l'acqua, da società per azioni (diritto privato) ad enti consortili di diritto pubblico;• contro i distacchi, per ripristinare immediatamente i distacchi in essere e per garantire in ogni caso almeno 50 litri giornalieri a persona.    

12/02/2017
Tra le pieghe del nuovo decreto terremoto: c'è ancora tanto da mettere a punto

Tra le pieghe del nuovo decreto terremoto: c'è ancora tanto da mettere a punto

Nella tarda serata di ieri è stato promulgato dal Presidente della Repubblica il nuovo decreto legge sulla ricostruzione post sisma nel suo testo definitivo, approvato dal Consiglio dei Ministri il 2 febbraio 2017 e rubricato “Nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017”. Il provvedimento, di cui sono stati indicati gli elementi centrali in nostro un articolo lo stesso 2 febbraio 2017, nello specifico modifica la legge 229/2016 di conversione del decreto 189/2016 introducendo diverse novità tra le quali: in primis “l’immediata effettuazione di un piano finalizzato a dotare i Comuni della microzonazione sismica di III livello e prevedendo l’affidamento degli incarichi da parte dei Comuni ad esperti di comprovata esperienza in materia iscritti nell’Elenco speciale”. Ricordiamo al riguardo che la microzonazione sismica consiste in studi attraverso i quali è possibile individuare e caratterizzare le zone stabili, le zone stabili suscettibili di amplificazione locale e le zone soggette a instabilità, quali frane, rotture della superficie per faglie e liquefazioni dinamiche del terreno. Gli studi di Microzonazione Sismica hanno come  obiettivo quello di razionalizzare la conoscenza sulle alterazioni che lo scuotimento sismico può subire in superficie, fornendo informazioni utili per il governo del territorio, per la progettazione, per la pianificazione per l’em Lo studio di Microzonazione Sismica è uno strumento conoscitivo dalle diverse potenzialità, che ha costi differenti in funzione del livello di approfondimento che si vuole raggiungere:  - il livello 1 è un livello propedeutico ai veri e propri studi di MS, in quanto consiste in una raccolta di dati preesistenti, elaborati per suddividere il territorio in microzone qualitativamente omogenee  - il livello 2 introduce l’elemento quantitativo associato alle zone omogenee, utilizzando ulteriori e mirate indagini, ove necessarie, e definisce una vera carta di MS  - il livello 3 restituisce una carta di MS con approfondimenti su tematiche o aree particolari.  Venendo poi alle altre novità principali previste nel decreto, riguardo alla compilazione delle schede Aedes viene  eliminato (articolo 12) il limite di assunzione degli incarichi (30) né rilevano i criteri per evitare la concentrazione di incarichi in capo alla stessa persona. Il provvedimento prevede poi in materia di opere di urbanizzazione, ai fini di velocizzare il tutto, un’anticipazione fino al 30% dell’importo per la loro realizzazione. Per quanto riguarda gli appalti per la realizzazione delle opere di urbanizzazione, delle strutture abitative d’emergenza, dei moduli provvisori per attività economiche e rurali, le Regioni colpite dal sisma vengono individuate a tali fini Stazioni appaltanti e le stesse provvedono a sorteggiare all’interno dell’Anagrafe antimafia cinque operatori economici tra i quali poi procedere all’aggiudicazione delle opere in base al criterio del prezzo più basso. L’articolo 4 invece fissa al 31 luglio 2017 il termine ultimo per presentare la documentazione relativa alla domanda di  richiesta dei contributi.   In materia di rifiuti si stabilisce che i Presidenti delle Regioni entro il 1 marzo 2017 il piano per la gestione delle macerie e dei rifiuti derivanti dalla ricostruzione. L’articolo 13 prevede la possibilità per i Comuni di acquisire all’edilizia pubblica degli immobili disponibili da destinare a chi ha casa nella zona rossa oppure dichiarata inagibile con esito E o F. Sono previste poi misure a sostegno delle fasce deboli della popolazione – nel limite di 41 milioni di euro per l’anno 2017 -  in base agli indicatori ISEE (reddito non superiore a 6000 euro) e dunque forse troppo bassi, nonché esenzioni fiscali per le aziende residenti nei territori colpiti dal sisma, in una sorta di zona franca fiscale limitata però in quanto esclude le aziende non residenti ma con l’intenzione di investire nelle aree terremotate e che di conseguenza andrebbero premiate con le medesime esenzioni. Specifiche misure economiche sono previste inoltre (articolo 14) per il sostegno alle aziende agricole, agroalimentari e zootecniche. Infine è previsto il potenziamento del personale tecnico ed amministrativo per le amministrazioni pubbliche sia comunali che regionali, anche tra esperti di livello universitario, oltreché un aumento dell’organico a disposizione del Commissario Straordinario e vengono stanziate delle risorse economiche a favore del Dipartimento di Protezione civile. 

10/02/2017
"Spese pazze" in regione, Massi, Procaccini e Di Furia assolti "perchè il fatto non sussiste"

"Spese pazze" in regione, Massi, Procaccini e Di Furia assolti "perchè il fatto non sussiste"

E' stato assolto con la formula più ampia Francesco Massi, nell'ambito dell'inchiesta sulle cosiddette "spese pazze" della Regione Marche. Massi, avendo rinunciato al rinvio per il sisma, è stato giudicato questa mattina e assolto "perchè il fatto non sussiste".  L'accusa, rappresentata dal pm Ruggiero Dicuonzo aveva chiesto una condanna a due anni di reclusione, con attenuanti generiche. Invece i giudici hanno scagionato gli imputati con formula piena confermando le decisioni del gup. Già a settembre, il giudice per l’udienza preliminare Francesca Zagoreo nelle Marche aveva assolto quasi tutti gli imputati. L’indagine sulla Rimborsopoli tra il 2008 e il 2012 dei consiglieri regionali delle Marche si era chiusa con una enorme bolla di sapone. Gli imputati, stando alla procura di Ancona, come altri colleghi in tutta Italia avrebbero usato fondi pubblici per spese private. Il gup, però, aveva quasi totalmente cassato il procedimento per peculato emettendo una sentenza di non luogo a procedere per 55 imputati, rinviandone a giudizio, ma solo per alcuni capi di imputazione, altri sei, e assolvendone altri cinque che avevano chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato. A processo, sono andati Ottavio Brini, Franco Capponi, Enzo Marangoni e gli imputati assolti oggi: Cesare Procaccini (Comunisti italiani) e Francesco Massi Gentiloni Silveri (Ncd).    "Finisce un periodo di 5 anni di sofferenza". Dopo il verdetto di assoluzione dall'accusa di peculato nel procedimento per le cosiddette 'spese facili' in Regione, l'ex consigliere Pdl Francesco Massi Gentiloni Silveri non nasconde la propria soddisfazione. "Abbiamo potuto documentare tutto e giustificare ogni spesa sin dall'inizio - ha ribadito Massi -. Sempre con la coscienza pulita per aver agito in ogni momento con la massima onestà e trasparenza".    "Posso dire questo - ha proseguito - per me e per il capo segreteria Di Furia. La funzione di controllo che ci era demandata è stata sempre portata avanti con il massimo scrupolo e pignoleria". "I fatti e il processo ci hanno dato ragione", fa eco Di Furia. "La funzione della politica - ha aggiunto Massi -, quella assolta con totale dedizione e altruismo, oggi ne esce vincitrice. Particolare gioia - ha concluso - provo non solo per me ma anche per la mia famiglia che ha sofferto con me e per tutti quelli che, in tutti questi anni, non hanno mai dubitato della mia onestà". (ANSA).

09/02/2017
Matelica, blitz nell’appartamento dove si fuma marijuana: denunciati 4 minorenni

Matelica, blitz nell’appartamento dove si fuma marijuana: denunciati 4 minorenni

Sono stati i militari della Stazione di Matelica insieme ai colleghi del Battaglione Veneto, in supporto nelle aree del cratere per i servizi antisciacallaggio,  a scoprire un appartamento a piano terra nel centro di Matelica usato da un gruppetto di giovanissimi per consumare erba  al riparo del freddo invernale. Qui i Carabinieri  sono entrati in azione ieri sera trovando all’interno quattro ragazzi, tutti minorenni. L’odore di erba non ha poi lasciato dubbi agli investigatori  hanno quindi proceduto al controllo dei giovani e dei locali in loro uso e di proprietà della famiglia di uno di loro. L’operazione è maturata nell’ambito dei controlli antisicacallaggio, quotidianamente predisposti ed attuati ad opera dei Carabinieri della Compagnia di Camerino, coordinati dal Capitano Vincenzo Orlando, insieme ai colleghi dei Battaglioni Mobili giunti i supporto alle aree terremotate  proprio per rendere maggiormente incisivo il particolare servizio.   I militari, in particolare,  nell’ambito dell’attività preventiva antisciacallaggio a favore di complessi abitativi ricadenti nella zona di Matelica, hanno notato il movimento di alcuni giovanissimi che si spostavano all’interno di un giardino annesso ad un’abitazione al piano terra di un palazzo ed accorsi per accertare i motivi della loro presenza venivano attratti da un forte odore di fumo speziato che proveniva dall’appartamento.  E proprio li dentro che i carabinieri accertavano che  il gruppo di giovanissimi aveva messo in piedi una specie di ‘fumeria’. Indosso ad ognuno di essi sono state rinvenute decine di dosi di marjiuana, opportunamente incartate con del cellophan,  mentre la successiva perquisizione dei locali permetteva di trovare altra marjuana, un bilancino di precisione elettronico e vario materiale per il confezionamento delle dosi. Complessivamente sono stati sequestrati 250 grammi di “erba” e pertanto a carico di  D.G. e F.F, entrambi appena 16enni di Matelica, e di P.A. e P.V., entrambi 17enni di Cerreto d’Esi , è scattata la denuncia per detenzione  ai fini di spaccio di stupefacenti con le aggravanti previste per il coinvolgimento di minorenni.  L’attività antidroga costituisce da sempre uno degli obiettivi primari perseguiti dall’Arma di Camerino.  L’obiettivo è quello di circoscrivere il più possibile  il fenomeno in modo da ridurre al massimo i cosiddetti ‘reati satellite’ dello spaccio, ossia quei fatti criminosi, anche di piccola entità, che derivano dall’uso di sostanze stupefacenti.

07/02/2017
La Loccioni incontra gli studenti dell'IPSIA "E. Pocognoni"

La Loccioni incontra gli studenti dell'IPSIA "E. Pocognoni"

Durante questo primo quadrimestre che è giunto ormai a conclusione, i giovani dell’IPSIA “Don Enrico Pocognoni” e della sede associata di San Severino Marche “Ercole Rosa” hanno preso parte a due incontri del progetto “Una finestra verso il futuro”, promosso dalla scuola e dal Lions Club di Matelica come Service Centenario ”Coinvolgere i giovani”. Questa serie di incontri di informazione e formazione relativa al mondo aziendale ed ai suoi valori, si concluderà a fine febbraio, con un evento finale sempre presso la nostra sede di Matelica, grazie al coinvolgimento di imprese locali e figure trainanti, coinvolte dal Presidente pro tempore dei Lions di Matelica, Matilde Amina Murani Mattozzi. L’ospite illustre dell’ultimo evento è stato la Loccioni, impresa fondata nel 1968 dalla volontà di Enrico Loccioni, la quale si occupa di misura e miglioramento della qualità sia di prodotti che di processi, dell’industria e dei servizi. Il dott. Francesco De Stefano, afferente al team People, ha coinvolto gli studenti in una presentazione dinamica delle attività della ditta, ma soprattutto ha loro illustrato quanto, al giorno d’oggi, le aziende puntino sul valore della persona, facciano leva non solo sul loro “saper fare”, ma soprattutto indagando e stimolando il loro “saper essere”. Il relatore, infatti, si occupa della cosiddetta bluzone, ossia lo spazio fisico e metaforico dove persone e ambienti sono dedicati all’ospitalità dei giovani: classe virtuale, laboratorio di Business Marketing e Master Loccioni…in altre parole Alternanza tra mondo della formazione e del lavoro. Il team di Loccioni è estremamente proiettato verso il futuro dell’innovazione tecnologica e, di conseguenza, ha uno speciale occhio di riguardo nei confronti dei giovani, non solo diplomati e laureati, ma anche in formazione. Investire sui giovani, sulle loro potenzialità, sulle loro intuizioni è parte fondamentale del progetto di crescita industriale. Dopo aver presentato i diversi settori in cui opera l’impresa, in primis quello legato all’industria automobilistica, a seguire dall’aeronautico-spaziale, dall’ambiente, dall’energia fino addirittura alla sanità (humancare), De Stefano ha stimolato i ragazzi, tutti alunni di quarta superiore, a riflettere su valori e competenze trasversali ritenute fondamentali per navigare a vele spiegate nel modo del lavoro. I giovani hanno colto l’importanza dell’impegno personale, dello spirito di sacrificio, dell’autoformazione, della flessibilità e dell’essere “imprenditori di se stessi”: ogni opportunità che viene offerta è sempre e comunque formativa, nonché occasione per dimostrare ciò che si è ed il proprio valore, sia tecnico ma soprattutto esistenziale. Ci piace concludere con il sintetico, ma peculiare cogito, ergo sum cartesiano per riassumere i valori di questo nuovo umanesimo tecnologico che ci circonda.

Il sismologo Amato: "la sequenza in atto nelle Marche è la stessa del 26 ottobre"

Il sismologo Amato: "la sequenza in atto nelle Marche è la stessa del 26 ottobre"

"Si tratterebbe con ampia probabilità ancora di aftershocks dell’evento sismico principale verificatosi alla fine di ottobre 2016 tra Norcia e Pievetorina, quindi nella zona nord”.  Così il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), si esprime in merito alla sequenza sismica in atto negli scorsi giorni e tuttora nella zona di Montecavallo e Pieve Torina.  Ciò che ne è indice è la magnitudo a scalare: sono infatti terremoti che si attestano tra le magnitudo 3 e 4, e dunque di molto inferiori ai precedenti.  “Gli epicentri dei terremoti del 3 febbraio ricadono nell’area della faglia che si era attivata il 26 e poi il 30 di ottobre. Considerando anche la loro magnitudo, minore di 4.4 (la magnitudo Richter ML del terremoto più forte, quello delle 5:10, è stata stimata di 4.4, mentre la cosiddetta magnitudo momento Mw è pari a 4.2). Una sequenza di eventi in quella posizione e con queste magnitudo rientra nel quadro delle repliche (o aftershocks)”. Tra gli studiosi parrebbe dunque pacifico che si tratti di scosse di assestamento a decrescere derivanti dal mainshock di ottobre. In questo senso infatti si è espresso anche il geologo Emanuele Tondi: i terremoti di questi giorni infatti  per il Professore “ricadono nell'area destabilizzata dai forti eventi di fine ottobre. Quindi sono aftershocks della sequenza principale”  e, se si pensa che gli aftershocks a partire dal 30 Ottobre sono troppi e di forte magnitudo, assicura che “i sismologi pensano il contrario. Infatti, non si è mai nemmeno lontanamente raggiunta una magnitudo di un grado inferiore al mainshock principale, cosa che generalmente avviene subito dopo (via via che passa il tempo è sempre meno probabile) ".  Tornando ora al sismologo Amato, lo stesso ritiene invece “difficile tentare una correlazione con il terremoto del 1799, di cui non si conosce con precisione la faglia responsabile, e il cui epicentro presunto (ricostruito sulla base dei danni) si colloca parecchio più a nordest, a metà strada tra Camerino e Tolentino. Ricordiamo che la magnitudo stimata dai danneggiamenti per il terremoto del 1799 è pari a 6.2. Questo terremoto è attribuito a una fascia di sismicità più “esterna” (ossia più adriatica) rispetto a quella dei terremoti del 2016 e del 2009. Purtroppo non conosciamo quale sia il grado di interazione tra la faglia attive oggi e quelle della fascia esterna”. In entrambi i casi dunque il risultato sembrerebbe lo stesso: scosse di magnitudo inferiori rispetto alle precedenti vissute nei mesi scorsi.  “Nel settore centrale della zona colpita da agosto – quello che va circa da Amatrice fino a Visso passando per Accumoli - la sequenza si è molto diradata nell’ultimo mese, mentre le zone più attive nelle ultime settimane sono anzitutto la zona abruzzese, a sud,  e quella del settore nord, tra Monte Cavallo, Fiastra e Pieve Torina”. Continua l'esperto dell'INGV.  Il grafico allegato mostra il numero giornaliero di aftershocks (le colonnine colorate) e il rilascio di energia (punti neri) (dati Ingv) “Abbiamo ormai imparato che i trend che si vedono sono significativi per indicare il decadimento nel tempo della singola sequenza-nella-sequenza, ma anche che se si attiva un nuovo segmento di faglia si ricomincia da capo. Si vedono bene i tre picchi (24/8, 26-30/10, 18/1). Si tratta di un'unica sequenza o sono tre? Entrambe le cose: è una sequenza complessa fatta di più sequenze, ognuna relativa a una nuova faglia (o a una parte dello stesso sistema di faglie). È quello che Utsu avrebbe chiamato "sciame sismico del secondo tipo", mostrato nella seconda figura”. Amato aggiunge poi :  "Tornando dunque alla sequenza, o sciame, “si nota che dopo i terremoti del 18 gennaio sia il numero di terremoti sia l'energia emessa giornalmente sono tornati rapidamente ai livelli pre-18/1. E' un buon segno? Non lo so. Forse sì, ma resta sempre la possibilità di qualche altro forte terremoto, sia nella zona del 18 gennaio ( a nord dell'Aquila) sia nelle altre aree in prossimità della sequenza. Impossibile al momento calcolare la probabilità di attivazione di ciascuna delle faglie della zona perché non conosciamo bene quanta energia c'è sulle varie faglie, né quanta resistenza abbia ognuna di esse”. Il sismologo insiste dunque a precisare che il sistema di faglia dell’Italia centrale è molto complesso, essendoci diverse faglie parallele. Le perforazioni profonde delle faglie attive, cui ha fatto riferimento durante la trasmissione Porta a Porta di qualche settimana fa, secondo la sua opinione sono molto utili per comprendere la struttura e il comportamento delle faglie, e rappresenterebbero ano una grande novità per il nostro Paese. Ma va ricordato appunto che non ci troviamo in presenza ad esempio della faglia di San Andreas dove tali strumenti sono stati utilizzati con successo.   “Si tratta infatti di una faglia in cui si concentra buona parte della deformazione derivante dal moto relativo della placca nordamericana rispetto a quella pacifica, e di conseguenza più semplice da studiare. Su quella faglia può ancora applicarsi in qualche modo un modello proposto tipico negli anni ’80 – quello del “terremoto caratteristico” – che per il caso italiano è difficilmente applicabile, proprio per la complessità della struttura crostale dell’Appennino”.    “In ogni caso, ogni sequenza che ha interessato il nostro Paese prima o poi si è esaurita, dopo settimane o dopo molti mesi, quando l’energia a disposizione, quella derivata dalle spinte geologiche, e quella che in qualche modo “passa” da una faglia a un’altra, non è più sufficiente a superare la resistenza delle rocce che si saldano ai due lembi di una faglia. Per il prossimo terremoto, a quel punto, bisognerà aspettare molti anni o secoli, durante i quali quella faglia verrà “stressata” fino a fratturarsi di nuovo, dando così l’avvio a un nuovo ciclo sismico. Sarebbe bene che in ogni zona d’Italia ne fossimo tutti consapevoli e ci preparassimo prima che questo accada”.      

04/02/2017
Il ministro Franceschini sarà il 14 febbraio a Camerino e Matelica

Il ministro Franceschini sarà il 14 febbraio a Camerino e Matelica

Il ministro della Cultura Dario Franceschini visiterà le Marche il 14 febbraio prossimo. Lo ha annunciato oggi l'assessore regionale alla Cultura e Turismo Moreno Pieroni. Il ministro entrerà nella zona rossa di Camerino, per poi spostarsi a Matelica e successivamente a Osimo, dove inaugurerà la mostra delle 120 opere d'arte della rete Museale dei Monti Sibillini, provenienti dai territori colpiti dal terremoto e provvisoriamente ricoverate a Palazzo Campana. Ultima tappa della giornata ad Ancona, dove visiterà il deposito attrezzato di altri capolavori provenienti dalle zone terremotate allestito alla Mole Vanvitelliana. Ancora da confermare una sosta a Loreto. (Ansa)

04/02/2017

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