Sant'Angelo in Pontano
Sant’Angelo in Pontano, violazione dell’affidamento in prova: 37enne finisce in carcere
I Carabinieri della Stazione di Loro Piceno hanno eseguito un’ordinanza di esecuzione di pena detentiva emessa dall’Ufficio di Sorveglianza di Macerata, nei confronti di un 37enne originario della provincia di Frosinone e domiciliato a Sant’Angelo in Pontano. L’uomo, già sottoposto all’affidamento in prova al servizio sociale, è stato ritenuto responsabile di plurime violazioni delle prescrizioni imposte, accertate e segnalate dai militari durante i controlli. Dopo l’arresto, il 37enne è stato accompagnato presso la casa circondariale di Fermo, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria. .
Scossa di magnitudo 3.8 con epicentro a Sant’Angelo in Pontano: nessun danno segnalato
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.8 è stata registrata alle ore 3.31 di questa notte nelle Marche, con epicentro nel territorio del comune di Sant’Angelo in Pontano, in provincia di Macerata. L’evento sismico è stato localizzato a una profondità di circa 24 chilometri, come riportato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Nelle ore successive hanno fatto seguito altre scosse con mafnitudo inferiore tra i 2 e i 3.0. Il movimento tellurico è stato avvertito distintamente in diversi centri delle province di Macerata e Fermo, e in maniera più lieve anche nelle aree limitrofe dell’entroterra marchigiano. Numerosi cittadini, svegliati nel cuore della notte. Fortunatamente, la scossa non ha provocato danni né feriti. In una nota diffusa in mattinata, i Vigili del fuoco hanno dichiarato: “A seguito della scossa sismica di magnitudo 3.8 registrata alle ore 3.31 dall'Istituto Nazionale di Fisica e Vulcanologia, con epicentro nel comune di Sant’Angelo in Pontano, al momento non sono pervenute segnalazioni di danni alla sala operativa dei Vigili del fuoco”.
Sant'Angelo in Pontano e il museo dei presepi Cassese, una collezione unica nel cuore delle Marche
Nel cuore del centro storico di Sant'Angelo in Pontano, sotto le suggestive volte dei sotterranei del teatro comunale “Nicola Antonio Angeletti”, prende vita una delle realtà culturali più affascinanti delle Marche: il Museo Tipologico del Presepe Cassese, una collezione permanente che racconta secoli di storia, arte e tradizione presepiale. Dal 2022 la raccolta è custodita in questo spazio grazie a un progetto fortemente voluto dall’amministrazione comunale e seguito da Gianni Berarducci, consigliere comunale che ha curato l’allestimento insieme alla figlia di Domenico Cassese, storico collezionista. «Questa collezione è stata proposta dalla figlia di Domenico Cassese», spiega Berarducci, «anche perché Sant'Angelo in Pontano ha da tempo la nomina di Paese dei presepi. Il paese è diventato famoso per il percorso espositivo che allestivamo ogni anno e, conoscendo il sindaco, è nata l’idea di creare una mostra permanente». Una proposta che si è concretizzata nel momento in cui la famiglia Cassese doveva lasciare l’abitazione che ospitava la raccolta, rendendo necessaria una nuova collocazione capace di valorizzarne il prestigio. La scelta dei sotterranei del teatro non è stata casuale. «Il locale si adattava molto bene alla mostra», sottolinea Berarducci, «è stato completamente recuperato, rifatto con tutte le illuminazioni a led nelle bacheche e oggi la collezione è esposta in modo molto più pertinente e consono al valore che ha». Un allestimento che esalta ogni dettaglio e accompagna il visitatore in un viaggio tra epoche e tradizioni diverse. Tra i pezzi più importanti della collezione spicca il celebre presepe di Matera, realizzato da «uno scultore molto famoso di Trapani», come racconta Berarducci, «ed è sicuramente uno dei pezzi più pregiati». Accanto a questo capolavoro, il museo conserva presepi e statue risalenti anche al Settecento, oltre a opere provenienti da numerose aree d’Europa. «Ci sono pezzi di Cesi, visto che Domenico era originario di quella zona», aggiunge, «ma anche presepi polacchi, napoletani, spagnoli e francesi. È una collezione davvero internazionale». La figura di Domenico Cassese rappresenta il cuore pulsante di questo patrimonio. Nato a Brindisi nel 1908 da famiglia napoletana e vissuto tra Pollenza e Macerata, Cassese ha dedicato l’intera vita al presepe, trasformando una passione infantile in un percorso culturale di rilievo nazionale. Partecipò a convegni, mostre e scambi con collezionisti italiani ed esteri, arrivando a creare un vero museo tipologico nella propria abitazione, visitato da appassionati e scolaresche fino alla sua scomparsa nel 1997. Oggi quella lunga storia continua a vivere a Sant'Angelo in Pontano, rafforzando l’identità di un borgo che, come ricordato anche dal sindaco Vanda Broglia, è conosciuto in tutto il centro Italia come “il paese dei cento presepi”. Un riconoscimento che trova nuova linfa proprio nella presenza della collezione Cassese, destinata a rimanere in dotazione al Comune per dieci anni. La visita al museo è possibile su appuntamento durante la settimana, mentre nei giorni festivi l’apertura è prevista dalle 15:30 alle 19:30. Un’occasione preziosa per scoprire un patrimonio artistico e culturale unico, dove il presepe diventa racconto, memoria e identità condivisa.
"Contro le radici culturali della violenza di genere": la carica delle 32 sindache marchigiane a Sant'Angelo in Pontano
La libertà e l'emancipazione femminile costituiscono da sempre pilastri irrinunciabili per la costruzione di una società realmente democratica. È in questo scenario di progresso, tuttavia, che emergono con drammatica evidenza nuove forme di resistenza violenta. Un recente e significativo studio condotto dall’Università La Sapienza di Roma, intitolato “Femicides, Anti-violence Centers and Policy Targeting”, ha dimostrato come l’aumento dell’autonomia femminile possa generare reazioni violente, in particolare dove la cultura patriarcale risulta più radicata. L’indagine, che ha analizzato 1.942 casi di femminicidio avvenuti in Italia tra il 2006 e il 2022 tramite tecniche di machine learning, ha mappato il rischio sul territorio nazionale, evidenziando un dato cruciale: non esiste una distinzione basata sul reddito, sul livello di istruzione o geografica (tra Nord e Sud Italia). Questo risultato impone un’analisi lucida delle radici culturali della violenza di genere e ribadisce l'urgenza di politiche pubbliche realmente capaci di tutelare, sostenere e proteggere le donne nel loro percorso di piena emancipazione. È proprio da questa consapevolezza che nasce "La carica delle 32. Sindache unite contro la violenza di genere", il primo talk itinerante marchigiano dedicato alla gender violence. L’iniziativa, promossa dal marchio editoriale Fall in Lov, mira ad affrontare – e soprattutto a indicare soluzioni – per alcune forme di abuso ancora troppo diffuse e sommerse, in particolare quelle che si consumano nei luoghi di lavoro. Il format, giunto alla sua quinta iniziativa in tutto il territorio regionale dopo aver toccato i comuni di Montecosaro, Rapagnano, Ortezzano e Monterubbiano, farà nuovamente tappa nel maceratese. L'appuntamento è fissato per venerdì 28 novembre alle ore 18:00 presso la Sala Consiliare del Municipio di Sant'Angelo in Pontano (Piazza Mazzini Angeletti, MC). Il cuore dell’evento sarà la presentazione del saggio “Oltre il silenzio. [Ri]conoscere la violenza” (ed. Fall in Lov) dell’imprenditrice, scrittrice e attivista Elisabetta Pieragostini. La serata, aperta dai saluti istituzionali della Sindaca di Sant’Angelo in Pontano Vanda Broglia, vedrà un ricco parterre di voci. Insieme all’autrice, interverranno l’editore Fall in Lov Fabrizio Baleani, Elisa Giusti e Chiara Marmorè (operatrici dei servizi antiviolenza “Il Faro” di Macerata), l’avvocata Ester Viola e la life mental coach Roberta Cesaroni. L’incontro sarà moderato dalla giornalista Martina Tombolini. Le diverse prospettive convergono tutte verso la convinzione fondamentale: la violenza non si combatte in solitudine, e la causa principale di ogni forma di abuso è un antico divario sociale tra uomini e donne che può essere sradicato solo grazie alla forza della rete e dell’azione congiunta.
A Sant’Angelo in Pontano torna il teatro: al via la rassegna dialettale con “Roba da matti”
Si comincia sabato 17 gennaio, alle 21.15 con la commedia dialettale "Roba da matti" della Compagnia Valenti, che organizza la rassegna con l’amministrazione comunale santangiolese e l’Unione Montana Monti Azzurri. “Il valore del dialetto, l'importanza del teatro come motore sociale; l'impegno nel valorizzare il passato e le tradizioni per mantenerle nel presente e proiettarle al futuro; la capacità attrattiva del teatro con la sua capacità comunicativa e la necessità di stare insieme”; - così sintetizza la rassegna santangiolese Vanda Broglia, sindaco della cittadina, insieme ai suoi assessori Luca Bonfrancheschi e Marusca Torresi, nel corso della conferenza stampa che sabato mattina 22 novembre, fra i fiocchi della prima nevicata stagionale, è stata l’occasione per presentare la rassegna santangiolese. “E non è stato semplice – continua Vanda Broglia – trovare le risorse per organizzare questa rassegna, che, auspichiamo, sia la prima di una serie lunga; ringrazio il presidente Feliciotti per essere stato di aiuto concreto e la compagnia Valenti per l’organizzazione e la passione”. Quattro appuntamenti, il 17 gennaio, poi l’8 febbraio con una commedia leggera di Achille Campanile, "Moglie ingenua, marito malato!" del Nuovo Teatro Piceno; il 22 marzo con uno spettacolo musicale di giovani talenti del nostro territorio dal titolo Mar(che), condotto da Camilla Ruffini e, per concludere, sabato 11 aprile con Ubu Suite, l’ultima opera messa in scena dal Teatro dei Picari di macerata. Presenti tutte le compagnie impegnate come anche il segretario generale della UILT Marche, Quinto Romagnoli. Assente, per motivi di salute, il presidente dei Monti Azzurri, Giampiero Feliciotti che non ha fatto mancare la propria presenza con un messaggio. La rassegna è anche sostenuta dalle aziende Oro della Terra e Infissi Design. “Per ogni spettacolo – ha dichiarato il presidente Fabio Macedoni – sarà prevista la distribuzione di un piccolo omaggio di natura edibile; inoltre l’abbonamento o il biglietto di ingresso daranno diritto anche alla visita del Museo Tipologico permanente del presepe d'autore- Collezione Cassese, collocata nei piani inferiori del teatro Angeletti”.
Sant'Angelo in Pontano, alla scoperta delle Fontanelle di San Nicola: dalle sorgenti miracolose al 'Sasso Massaccio' (FOTO)
Un sentiero scosceso, una grotta scavata nell’arenaria e una sorgente che ancora scorre: sono le Fontanelle di San Nicola, uno dei luoghi identitari del borgo che diede i natali, nel 1245, al santo agostiniano. Qui si incontrano devozione popolare e micro-paesaggio: un piccolo sito votivo, legato alla tradizione del Sasso Massaccio, oggi raggiunto da un percorso sistemato e frequentato da fedeli e camminatori. Punto di partenza ideale per raccontare un luogo in cui memoria religiosa e territorio continuano a intrecciarsi e dialogare. Le Fontanelle sono legate a un episodio leggendario: San Nicola avrebbe fatto sgorgare l’acqua nel punto in cui posò il capo, durante una sosta di penitenza. Il masso su cui amava sedere, nel vicino fosso, è ricordato come “Sasso Massaccio”. È un racconto trasmesso di generazione in generazione e ripreso nella divulgazione locale, che colloca qui uno dei luoghi più intimi della devozione nicolaiana. La memoria popolare incontra anche le carte. Secondo la rete turistica della Marca Maceratese, una prima edicola devozionale in muratura fu edificata nel 1701, dopo aver scavato la piccola cavità nell’arenaria. Un documento notarile del 1724, citato dagli studiosi locali, registra inoltre episodi “straordinari” legati alla fonte e il nome del devoto Stefano Montanaro, che costruì un riparo per proteggere il luogo. Oggi, nella grotta è stata ricavata una cappellina. Per arrivarci, si parte dalla Rocca di San Filippo, poco fuori dall’abitato: un camminamento attrezzato scende ripido tra gradoni di terra e legno, attraversa con un ponticello il torrente Salino e risale per pochi metri fino al piazzaletto davanti alla grotta. Il tratto è breve (circa quindici minuti la discesa), ma richiede passo sicuro e terreno asciutto; negli ultimi anni il percorso è stato sistemato grazie a interventi dell’Unione Montana dei Monti Azzurri. Il richiamo delle Fontanelle è nella loro sobrietà: niente monumenti, solo una sorgente che parla con la roccia e le foglie. È un manifesto naturale del “turismo lento” dell’entroterra maceratese: passi corti, storie secolari, e il rientro a casa con uno sguardo nuovo sul borgo—e su sé stessi. Il sentiero, segnato dalla Rocca di San Filippo, rientra negli itinerari che guidano alla scoperta dei “paesaggi d’acqua”, una rete di oltre 50 km tra natura, storia e architettura che unisce i comuni di Sant’Angelo in Pontano, Penna San Giovanni, e Gualdo.
Inaugurato a Sant’Angelo in Pontano il nuovo Centro del Riuso: una seconda vita agli oggetti e meno rifiuti
È stato inaugurato nei giorni scorsi, nella zona industriale di Sant’Angelo in Pontano, il nuovo Centro del Riuso, una struttura nata per dare una seconda vita agli oggetti ancora in buono stato e contrastare la cultura dell’“usa e getta”. Il progetto è stato realizzato grazie ai fondi della Regione Marche e sarà a servizio dei cittadini dei comuni di Sant’Angelo in Pontano, Gualdo, Penna San Giovanni e Monte San Martino. Il Centro, situato in via dell’Artigianato nei pressi dell’isola ecologica, si estende su una superficie di circa 75 metri quadrati e prevede diverse aree funzionali: una zona di ricevimento e valutazione dei beni, una di catalogazione e un’area di esposizione per il ritiro degli oggetti.La gestione è affidata al Cosmari, e l’apertura al pubblico è fissata per il mercoledì dalle 16:30 alle 19:00 e il sabato dalle 9:00 alle 12:30. Importante novità: il Centro sarà connesso alla rete regionale sperimentata dall’ATA 2, che consente ai residenti dei quattro comuni di conferire i propri oggetti e a tutti i cittadini marchigiani di ritirarli gratuitamente. Un sistema innovativo che promuove la circolarità dei beni e riduce la produzione di rifiuti. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti la sindaca di Sant’Angelo in Pontano Vanda Broglia, i colleghi dei comuni limitrofi, Angelo Recchi per la Regione Marche, Massimo Riccetti del Centro del Riuso di Macerata e il presidente del Cosmari Paolo Gattafoni. La sindaca Broglia ha espresso grande soddisfazione per la realizzazione del progetto: “Questo è uno dei primi finanziamenti ottenuti durante il nostro mandato e rappresenta un segnale concreto di attenzione all’ambiente. È fondamentale credere nel concetto del riuso per ridurre la produzione dei rifiuti e promuovere comportamenti più responsabili”. Il presidente del Cosmari, Paolo Gattafoni, ha sottolineato l’importanza di queste strutture nel quadro della sostenibilità: “I centri del riuso servono non solo a ridurre i rifiuti, ma anche a redistribuire valore a costo zero e a diminuire le emissioni di CO₂. È un piccolo ma importante passo per contrastare il consumismo e tutelare il pianeta”. In questi giorni Gattafoni è impegnato a Bologna in una missione formativa promossa dalla Regione Marche e dall’ATA 2 per studiare buone pratiche nazionali nella gestione dei centri del riuso. Cosa si può portareAl Centro del Riuso possono essere consegnati beni in buono stato e funzionanti:piatti, posate, giocattoli, libri, mobili, piccoli elettrodomestici, abbigliamento, biciclette, passeggini, strumenti sportivi, oggetti informatici, dischi e tanto altro.Dopo la valutazione e catalogazione, gli oggetti vengono esposti e messi gratuitamente a disposizione di chi desidera riutilizzarli. L’iniziativa si inserisce nelle politiche ambientali regionali volte a promuovere la riduzione dei rifiuti, sostenere la solidarietà sociale e diffondere la cultura del riuso come forma concreta di economia circolare.
Dalla star del Tik Tok cinese ai tanti turisti stranieri: 'Sant'Angelo DiVino' fa centro
SANT’ANGELO IN PONTANO - Sabato 9 agosto, dalle 18 fino alle prime ore della notte, Sant'Angelo in Pontano ha vissuto una delle serate più memorabili dell'anno. La terza edizione di Sant’Angelo DiVino ha trasformato il borgo in un crocevia di sapori, musica e incontri, con un’atmosfera che ha saputo incantare residenti, turisti. La manifestazione, fortemente voluta dall’amministrazione comunale, ha registrato un’affluenza straordinaria, con una forte presenza di turisti stranieri, in particolare americani, inglesi e olandesi, che hanno mostrato un entusiasmo travolgente per i vini marchigiani. Sette cantine, sette anime diverse, un solo cuore pulsante: quello della tradizione. Dai profumi intensi del vino cotto di Loro Piceno il Leprotto dell’azienda Taccari Alberto e il Leonardo della Cantina Caonà, che sa di eternità, alla finezza del Poderesabbioni, passando per le note eleganti della Cantina Bastianelli, la passione della Fattoria Colmone della Marca, Coppacchioli Tattini che ha risvegliato un vitigno dimenticato: il Vissanello e Lumavite, un vino che accende l’anima. Ogni calice era un viaggio, ogni sorso un racconto. E i turisti stranieri, americani, inglesi, olandesi, non hanno resistito: hanno acquistato vino come mai prima, facendo letteralmente sparire le bottiglie dagli stand. I pacchetti degustazione sono andati a ruba. Anche la carne è finita, segno di un gradimento diffuso e sincero. Grande soddisfazione da parte del sindaco Vanda Broglia, del vicesindaco Luca Bonfranceschi e dell’assessore Marusca Torresi, che hanno sottolineato il successo dell’iniziativa non solo in termini numerici, ma soprattutto per la qualità dell’esperienza offerta. Fondamentale il contributo dei volontari, che con passione e spirito di comunità hanno reso possibile l’organizzazione dell’evento, ricevendo il plauso unanime dei partecipanti. Tra i momenti più apprezzati, la degustazione alla cieca condotta dal sommelier Luca Mezzabotta che ha coinvolto un bel gruppo di persone, tra cui molti stranieri incuriositi dalla varietà e dalla qualità dei vini locali. Ma la vera novità di quest’anno è stata la presenza di Francesca Ferrini, giovane ragazza di Campiglione di Fermo, ormai seguitissima sulla piattaforma Douyin — il TikTok cinese, il social più popolare in Cina. Ferrini ha scelto di raccontare Sant’Angelo DiVino ai suoi numerosissimi follower, portando le immagini del borgo, la bellezza delle colline marchigiane e la qualità dei prodotti locali, in particolare il vino, direttamente nel cuore del pubblico cinese. Un ponte culturale e promozionale che apre nuove prospettive per il territorio. La musica ha accompagnato ogni istante della festa, trasformando il borgo in un palcoscenico diffuso. Già dalle prime ore della serata, vicino agli stand delle cantine, si sono esibiti artisti come Dj Dok, l’Orchestrina Grand Tour, il duo Mandy & Adri Duet, Voices and Guitar Sounds e il Bucket Acoustic Trio. Nel finale, sul palco centrale, i Livello 80 hanno fatto ballare il pubblico evocando il rock britannico degli anni ’80, gli In Rock hanno riportato in vita l’energia dei Deep Purple, mentre gli Hop Frog hanno chiuso la serata con la potenza sperimentale dei Led Zeppelin. Sant’Angelo DiVino ha dimostrato ancora una volta che la bellezza delle Marche non ha bisogno di clamore per farsi notare. Basta un borgo illuminato, la piacevole temperatura di una notte di mezza estate, un calice di vino sincero e una musica che parla al cuore. E quando tutto questo si unisce, il risultato è una festa che non si dimentica - e che, da quest’anno, si racconta anche in cinese. (Credit foto: Roberto Postacchini)
“San'Angelo DiVino” pronto per la sua terza edizione: sette cantine per raccontare il cuore delle Marche
SANT’ANGELO IN PONTANO - Nel cuore delle Marche, dove i monti Sibillini abbracciano borghi sospesi nel tempo, torna la terza edizione di Sant’Angelo DiVino, un evento che non è solo degustazione, ma immersione nella verità agricola del vino. Sette cantine — tra valli, colline e antichi mulini — porteranno non solo etichette, ma racconti, memorie, visioni. Ognuna con la propria voce. Tutte, con lo stesso linguaggio: quello autentico del vino fatto con amore. L’appuntamento è per sabato 9 agosto, dalle ore 18. La festa terminerà quando finirà il vino e si spegnerà la musica. Cantina Bastianelli – Vignaioli di confine, artigiani di relazione. Dal cuore di Monte San Pietrangeli, la Cantina Bastianelli rappresenta l’incontro armonico tra due terre e due generazioni. Qui il vino nasce dal legame profondo con la famiglia, la memoria e la visione del futuro. Ogni bottiglia è una promessa mantenuta: onorare le radici e immaginare nuove storie. A Sant’Angelo porteranno il gusto di un racconto sincero, fatto di territorio, poesia e passione. Coppacchioli Tattini – Il ritorno del Vissanello e l’anima dei Sibillini. A Cupi di Visso, nel respiro solenne delle montagne, l’azienda Coppacchioli Tattini ha risvegliato un vitigno dimenticato: il Vissanello. Una rinascita familiare e il coraggio di tornare a casa, al proprio “posto nel mondo”. I loro vini parlano sottovoce, ma arrivano dritti al cuore: sono sussurri di terra, di silenzio e di radici ritrovate. Fattoria Colmone della Marca – Il vino che spegne le guerre e accende la pace. Dalle colline di San Severino Marche arriva Colmone, custode di un’eredità che affonda nel 1400, quando il vino placava conflitti e univa città. Oggi, la loro viticoltura elegante e consapevole continua a portare un messaggio di equilibrio, bellezza e condivisione. A Sant’Angelo DiVino, ogni calice sarà un invito a riscoprire il valore della misura e della gentilezza. Poderesabbioni – L’agricoltura poetica tra api, vento e silenzi. Da Corridonia, con terreni coltivati come un giardino sacro: Poderesabbioni è un manifesto agricolo che coniuga etica, ecologia e gusto. Tra vigne accarezzate dal vento e una cantina-mulino del primo Novecento, i loro vini raccontano una filosofia: rispettare la natura, ascoltarla, lavorare in armonia. A Sant’Angelo porteranno un’idea di futuro che sa di verità e biodiversità. Lumavite – Luce liquida che accende l’anima. Rapagnano, colline pettinate dal sole, e un sogno: fare vino come gesto di luce. La cantina Lumavite è poesia agricola che si fa esperienza. Niente compromessi, solo uve curate con amore, scelte consapevoli, rispetto per la terra. I loro vini vibrano di energia solare e sincerità. A Sant’Angelo saranno luce da bere, parola da ascoltare, emozione da vivere. Caonà – Il Vino Cotto che racconta l’eternità delle Marche. A Loro Piceno, il Vino Cotto non è moda, ma rito. L’azienda agricola Caonà custodisce una tradizione millenaria, bollendo il mosto in caldaie di rame e lasciandolo maturare per anni. Ogni sorso è un viaggio nel tempo, tra feste contadine e camini accesi. A Sant’Angelo DiVino porteranno dolcezza, profondità e la memoria viva di un popolo che non ha mai dimenticato le sue radici. Il Leprotto – La voce liquida della terra di Loro Piceno. Anche Taccari Alberto, con il suo "Leprotto", ci ricorda che il vino cotto è cultura, identità, memoria. Il soprannome di famiglia diventa etichetta, e l’antica arte contadina si trasforma in eccellenza. Produzione tradizionale, rispetto dei gesti di sempre, autenticità senza tempo. A Sant’Angelo, ogni bottiglia sarà un racconto sussurrato delle campagne marchigiane. Sant’Angelo DiVino 2025. Un evento che celebra il vino come linguaggio universale, come eredità condivisa, come gesto agricolo che diventa narrazione. Sette cantine. Sette anime. Un solo cuore: quello delle Marche, che batte più forte quando si brinda insieme.
Quattro comuni, arte e resistenza culturale: torna Borgofuturo con Storti, Mancuso, Michikawa. Il programma
Dal 29 giugno al 6 luglio torna Borgofuturo, festival biennale che quest’anno celebra la sua decima edizione nei paesi della Val di Fiastra: Colmurano, Sant’Angelo in Pontano, Loro Piceno e Ripe San Ginesio. Nato nel 2010 come Festival della sostenibilità a misura di borgo, Borgofuturo è oggi una delle più longeve e conosciute manifestazioni italiane legata al futuro delle aree interne, capace di tenere insieme ricerca territoriale, ecologia e impegno civile con musica, spettacolo dal vivo e arti performative. 15 anni di festival La decima edizione si intitola Aldilà: uno sguardo retrospettivo e allo stesso tempo proiettato in avanti, per riflettere sulle parole che hanno guidato il festival sin dall’inizio, a partire da borghi, sostenibilità, futuro. Un’edizione per andare oltre il senso comunemente accettato e le etichette imposte rispetto alle tematiche care a Borgofuturo, in un contesto sociale e politico sempre più critico. Dopo 15 anni una cosa è certa: continuare a fare cultura in provincia non è scontato. In un momento storico in cui le politiche nazionali sembrano dare per irreversibile il “percorso di spopolamento” di certe aree interne, come riportato all’interno del nuovo Piano Strategico Nazionale Aree Interne (PSNAI), la scelta di continuare a lavorare in questi territori assume il senso di un atto politico, oltre che poetico. Otto giorni di festival, quattro comuni coinvolti Il festival si è aperto il 29 giugno a Colmurano, con una giornata dedicata a Margherita Salvucci e un evento collettivo tra cammino, letture e musica sul Monte de lu Seru. Dal 30 giugno al 3 luglio il testimone passa a Sant’Angelo in Pontano, con l’ottava edizione del Social Camp, laboratorio di formazione orizzontale di Borgofuturo, per un’edizione a tema STORMI • futuri che iniziano dai margini. Il laboratorio si conclude giovedì con un evento pubblico musicale. In programma il concerto di Davide Ambrogio, le sonorità globali di Magui + Traqueen e il dj set tropicale di Lavalamp. Venerdì 4 luglio il festival arriva a Loro Piceno, tra laboratori, una talk che si interroga sul futuro possibile ed auspicabile con la sociologa Cristina Zavaroni e il filosofo Paolo Godani, lo spettacolo I Ritornanti di Jonathan Zenti e una serata musicale di sperimentazione con Alessandro “Asso” Stefana, Laura Agnusdei, BLUEM e Catu Diosis. Nel fine settimana del 5-6 luglio il programma si sposta a Ripe San Ginesio, con due giornate dense di spettacoli, concerti, laboratori e incontri pubblici. Tra gli ospiti: Stefano Mancuso e Giovanni Storti, impegnato anche in un dibattito pomeridiano con attivisti di Greenpeace. Il ciclo di incontri “Le parole di Borgofuturo” vedrà inoltre la partecipazione della giornalista Sarah Gainsforth, del ricercatore Maurizio Dematteis e del progetto Tornanza, per una riflessione condivisa sul senso dei ‘borghi’ oggi. A seguire, una tavola rotonda sui cammini nelle Marche coinvolgerà promotori dell’Anello della Val di Fiastra, del Cammino Francescano della Marca, dei Forti, dei Cappuccini, delle Terre Mutate e del Grande Anello dei Sibillini. Le performance musicali si articolano tra i concerti serali all’Arena La Cava – con The Heliocentrics, Romare e Neoprimitivi – e le esibizioni diffuse nel borgo durante il giorno, tra cui C+C=Maxigross, Emanuele Colandrea e il live acustico di Tipografia Sonora ispirato all’opera di Mario Giacomelli. Spazio anche a installazioni e laboratori con il maestro ceramista giapponese Shozo Michikawa e il collettivo Guerrilla Spam, oltre a giochi in piazza e attività per bambini, in un intreccio continuo tra arte, territorio e comunità. Una comunità che resiste Borgofuturo è da sempre un laboratorio aperto e corale. Alle spalle c’è il lavoro di un gruppo di volontari, artisti, tecnici e attivisti che, in forma mutualistica, costruisce ogni edizione come spazio di possibilità e alleanza territoriale, e diviene punto di partenza di processi più lunghi, come il progetto Qui Val di Fiastra, che proprio durante il festival presenta i primi risultati e ragiona su nuovi percorsi attuativi.
Sant’Angelo in Pontano, auto finisce in un dirupo: conducente a Torrette in elisoccorso
Paura nel pomeriggio di oggi per un incidente avvenuto nel territorio comunale di Sant’Angelo in Pontano, intorno alle ore 17. Un uomo di 83 anni ha perso il controllo della sua auto, che è uscita di strada ed è finita in un dirupo, precipitando per circa tre metri. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri. Viste le condizioni del ferito, è stato disposto il trasferimento in eliambulanza all’ospedale regionale di Torrette ad Ancona. Fortunatamente, secondo le prime informazioni, le sue condizioni non sarebbero gravi. L’auto è stata recuperata dai vigili del fuoco con l’ausilio di un’autogru e riportata sulla carreggiata. I carabinieri hanno effettuato i rilievi per ricostruire la dinamica dell’accaduto, le cui cause sono ancora in fase di accertamento.
A Sant’Angelo in Pontano ritorna il Magnitudo Festival: la scossa dei giovani per rilanciare il paese
Una "scossa" di energia, entusiasmo e voglia di fare che parte dai giovani e coinvolge l’intera comunità. È questo lo spirito del Magnitudo Festival, in programma sabato 14 giugno a Sant’Angelo in Pontano, evento centrale del calendario estivo EnjoySantangelo. L’iniziativa nasce dalla volontà di un gruppo di giovani del territorio di offrire un’occasione di festa ma anche di rilancio culturale e aggregativo per il paese, unendo tradizione e innovazione, semplicità e dinamismo. Magnitudo, infatti, richiama la misura di un’energia: in questo caso, quella positiva e contagiosa che vuole smuovere il borgo, restituendogli centralità attraverso momenti condivisi. La serata a ingresso gratuito si aprirà con una cena all’aperto pensata per tutti i gusti: in menù hamburger artigianali, arrosticini, grigliate, primi piatti caldi, e naturalmente birra, cocktail e molto altro, in un contesto conviviale e informale che valorizza i sapori e la socialità. A seguire, la piazza si trasformerà in una vera e propria arena di divertimento grazie allo show firmato "1hourparty": ogni ora una festa diversa, tutti i generi musicali tra spettacoli e coinvolgimento, pensata per far ballare e sorridere fino a tarda notte. Il Magnitudo Festival vuole essere un simbolo di ripartenza e vitalità, una dimostrazione concreta che i piccoli centri possono ancora raccontare grandi storie, se animati da chi ha voglia di mettersi in gioco.
Vino, arte e musica a Sant’Angelo in Pontano: torna l’evento estivo 'Sant’Angelo Di Vino'
Nel cuore dell’estate, quando le colline marchigiane profumano di grano maturo e il crepuscolo si tinge d’oro e lavanda, Sant’Angelo in Pontano torna ad accendersi di luce e di vita. Sabato 9 agosto, a partire dalle ore 18, il borgo si fa teatro della terza edizione di “Sant’Angelo Di Vino”, un evento che è ormai diventato rito, celebrazione gioiosa del gusto e dell’identità più profonda di questo lembo d’entroterra. Non è solo una manifestazione enologica: è un racconto corale di territorio, un invito alla scoperta, un brindisi alla bellezza. Le vie del centro storico, con i loro scorci che si aprono tra case in pietra e antiche chiese, si trasformeranno in un elegante percorso del palato e dello spirito. Le migliori cantine del territorio, sapientemente selezionate, offriranno un itinerario sensoriale attraverso i vini che nascono da queste colline: calici che parlano di terra, di fatica, di sapienza antica tramandata nei filari. Ad arricchire la serata, non mancheranno musica dal vivo e performance artistiche, che trasformeranno ogni angolo del borgo in una piccola scena sospesa tra sogno e realtà. Arte, note e gusto si fonderanno sotto il cielo d’agosto, in una notte che profuma di magia e di autenticità. Dietro le quinte, il lavoro di squadra è già in pieno fermento: il sindaco Vanda Broglia, il vicesindaco Luca Bonfranceschi, l’assessore Marusca Torresi e i consiglieri Gianni Berarducci, Marco Cecchetti, Francesco Coccia, Monia Compagnoni, Patrizia Luccerini, Mauro Martorelli, Giada Testarmata, e Stefano Sbarbati, insieme a un gruppo di appassionati collaboratori come Ada Valeri (appassionata di vini), Paolo Ricci (esperto di musica) e Luisella Quarchioni (aiuto organizzazione), stanno plasmando un evento curato in ogni dettaglio, con l’orgoglio di chi conosce il valore delle proprie radici. Sant’Angelo in Pontano non è un borgo qualsiasi. È una gemma nascosta tra le valli del Fiastra e dell’Ete Morto, adagiata a 473 metri sul livello del mare, con lo sguardo rivolto alle vette dei Sibillini e il cuore saldo nella propria storia. Qui ogni pietra racconta, ogni strada conduce a un frammento d’eternità: dalla romanica Collegiata di San Salvatore al convento di San Nicola, fino al minuscolo teatro Angeletti, che sa ancora emozionare come un sipario che si apre su un tempo sospeso. Partecipare a “Sant’Angelo Di Vino” significa vivere un’esperienza che va oltre la degustazione: è lasciarsi abbracciare da un borgo che sa accogliere, incantare, raccontare. È un incontro con la lentezza e la verità delle cose fatte bene, con l’arte del buon vivere che solo i piccoli centri sanno custodire. Il 9 agosto, sotto un cielo trapunto di stelle, Sant’Angelo Di Vino vi aspetta. Per brindare insieme a una terra generosa, alla musica della convivialità, alla poesia che nasce quando il vino si fa cultura e il borgo si fa palcoscenico.
Teatro Rebis a Sant’Angelo in Pontano: la compagnia porta in scena "Signorina Else"
Appuntamento sabato 8 marzo alle 21, al teatro comunale di Sant'Angelo in Pontano con Signorina Else della compagnia Teatro Rebis, all’interno della rassegna dell'Unione Montana dei Monti Azzurri dedicata alla Generazione Z. Lo spettacolo rientra infatti nel cartellone di Teatro Next Gen, concorso ideato dal presidente Giampiero Feliciotti, al quale possono partecipare i giovani della Generazione Z che potranno vincere premi in denaro in base al maggior numero di partecipazioni agli spettacoli della rassegna. Signorina Else è una produzione del Teatro Rebis, in collaborazione con Osa (Operai/e dello Spettacolo Associati) di Macerata, con il Gruppo Studentesco Officina Universitaria di Macerata, il Teatro Nuovo di Capodarco e con Artisti Drama di Modena Signorina Else - diretto da Andrea Fazzini - è una lettura drammatizzata, tratta dall’opera omonima del 1924 di Arthur Schnitzler, uno dei primi autori ad occuparsi in maniera così endoscopica e viscerale del tema della violenza sulle donne - una violenza sottile, sociale, patriarcale, una violenza di costume, strisciante, che vede protagonista un’adolescente schiacciata da responsabilità più grandi della sua età. Lettura intesa come partitura di scena, attraversamento drammaturgico del racconto di Schnitzler, alla ricerca delle sue nervature più enigmatiche, lasciando affiorare dal testo i momenti meno descrittivi e più emozionali, tratteggiando la geografia di un’anima che impercettibilmente, ma anche ineluttabilmente, scivola verso un abisso tragico, con onirica levità. Signorina Else è anche uno dei primi esempi di utilizzo in letteratura del flusso di coscienza come tecnica narrativa. Introspezione dell’istantaneità delle pulsazioni emotive umane, spesso messa in relazione alle coeve sperimentazioni psicoanalitiche, data anche la fitta corrispondenza tra Schnitzler e Freud. Il cantante Giuliano Bruscantini, con una tessitura vocale spezzata e minimale, fa da contrappunto ipnotico al precipitare degli eventi, dialogando con la voce interiore di Else, con le sue speranze e le sue incrinature. La materialità visionaria di Frediano Brandetti colloca nello spazio l’ingigantirsi delle soglie attraversate da Else.
Sant'Angelo in Pontano punta alla riqualificazione del centro: coinvolte le tre vie principali
È in corso un importante intervento di manutenzione straordinaria delle strade comunali a Sant’Angelo in Pontano. Si tratta dell’attuazione di una linea della sub misura A.4 dell’ordinanza relativa al Pnc Sisma, che attraverso un importo di 255.000 euro sta lavorando su tre arterie del centro storico, vale a dire via Capponi, via Collegiata e via Verdi, tutte collocate in una zona residenziale di interesse storico-artistico. «Valorizzare, migliorare il patrimonio e riqualificare il tessuto urbano dei comuni del cratere sismico rappresenta uno dei punti nodali del processo di ricostruzione - spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. In tal senso il Pnc Sisma si rivela fondamentale, così come la sua messa in opera che finora ha trovato una sponda concreta e fattiva dai Comuni, e in questo ringrazio il sindaco Vanda Broglia, dall’Ufficio Speciale Ricostruzione e dalla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli». Nello specifico, le lavorazioni in corso hanno l’obiettivo di migliorare il flusso veicolare e pedonale, oltre alla messa in sicurezza (attraverso una migliore regimazione delle acque superficiali), il potenziamento dell’illuminazione pubblica e il rifacimento di opere di sostegno alla sede stradale.

cielo coperto (MC)



