Montecosaro

Il geologo Cristian, da Montecosaro all'Australia: "avevo perso le speranze di costruirmi un futuro in Italia"

Il geologo Cristian, da Montecosaro all'Australia: "avevo perso le speranze di costruirmi un futuro in Italia"

Questa è la storia di Cristian Mazzoccolo, 30 anni, laureato in scienze geologiche che un bel giorno decide di lasciare il suo paese, Montecosaro, per andare a cercare fortuna all'estero, più precisamente a Sidney, in Australia.Una storia comune a molti altri ragazzi purtroppo che non riescono a trovare lavoro in Italia e quando lo trovano magari non si sentono valorizzati o peggio, vengono sfruttati e sottopagati. Quelli insomma che i media definiscono "cervelli in fuga".Cristian ha una laurea tecnica, abbastanza importante (scienze geologiche) ed è specializzato in "rischi e risorse geoambientali". Per come è messo il nostro paese, con innumerevoli criticità dal punto di vista idrogeologico e idraulico, ci sarebbe molto bisogno di figure come la sua, se solo si decidesse di intervenire preventivamente ma come è noto, da noi la pianificazione è quasi del tutto assente e ci troviamo per questo a dover affrontare costantemente delle emergenze.Come prima cosa, chiediamo quale fosse la sua situazione in Italia per capire cosa l'abbia spinto a prendere la decisione di partire. Cosa facevi in Italia prima di partire?Lavoravo come potevo facendo più lavori allo stesso tempo per racimolare qualche soldo. Nell'ultimo anno prima di partire ho fatto il volontario in Caritas assistendo gli anziani soli, nella comunità di Montecosaro, ripetizioni agli studenti di medie e superiori, dog sitter e vendevo caffè con le macchinette in comodato d’uso. Negli ultimi sei mesi facevo i turni in fabbrica. Lavori inerenti il mio campo Mai!Perché hai deciso di partire?Ho deciso di partire perchè ho perso le speranze nel provare a costruirmi un futuro in Italia. Non avevo tempo libero e non riuscivo a mettere da parte un po' di risparmi (e non sono un tipo che ha le mani bucate)Hai pensato anche ad altre nazioni? Perché proprio in Australia?Certo che ho pensato ad altre Nazioni. Per prima l'Italia, pensando di spostarmi verso la Capitale o verso Napoli tramite dottorati di ricerca o in aziende/enti che mi dessero la possibilità di accumulare esperienze e "skills" nel campo Geologico ma ho avuto solo delusioni. Poi ho ampliato i miei orizzonti all'Unione Europea dove Grazie al progetto Eures (dove Macerata è ora una delle tante città europee facenti parte del progetto) si dava la possibilità a tantissimi ragazzi di avere un'esperienza lavorativa in Europa di un anno in un'azienda o privati (mestieri attinenti i tuoi titoli di studio e remunerati) dove inoltre ti veniva pagato il biglietto di andata, 1000/1500€ in contanti per trovarti un alloggio e poi con lo stipendio potevi continuare senza problemi a sostenerti migliorando inoltre la lingua inglese ed anche una seconda lingua. Anche qui completo disastro per tutta una serie di motivi la cui spiegazione richiederebbe delle ore.Scartata l'Europa era rimasta solo una possibilità, trasferirsi in Australia dove avevo degli amici che mi stavano aspettando a braccia aperte. E così, insieme all'amico Guido, sempre di Montecosaro, abbiamo deciso di intraprendere questa avventura dall'altra parte del mondo, il 17 maggio 2014.Il lavoro l'hai trovato lavoro dall'Italia oppure una volta arrivato là?Ho trovato lavoro direttamente in Australia dopo meno di una settimana dal mio arrivo.Di cosa ti occupi di preciso? Hai fatto sempre lo stesso lavoro da quando sei in Australia?Ho lavorato per il primo anno e mezzo come assistente infermiere in case di cura per anziani. Nell'ultimo anno invece mi sono dedicato a fare l'Home Carer (in Italiano sarebbe badante ma è riduttivo) di anziani e bambini con disabilità fisiche e/o mentali. Tra le due esperienze ho fatto i famosi 3 mesi nelle Farm.Conoscevi bene la lingua prima di partire oppure l'hai imparata sul posto?Prima di partire il mio inglese era scarso specialmente nel parlato e nell'ascolto. Ora invece sono molto fluente anche se l'accento italiano si sente alla grande.Le maggiori difficoltà?All'inizio la lingua. Puoi anche saper parlare bene inglese ma l'Australia è davvero multiculturale. Ogni nazione parla inglese col il proprio accento e se ti capita di parlare con un vero australiano, è impossibile capirlo. E' così per me ancora adesso.Un'altra grossa difficoltà è stata quella di dover cominciare da zero, lasciare famiglia, amici, tutta la tua storia alle spalle sperando di poterne riscrivere una migliore. Devo dire che grazie a miei migliori amici questo dolore è stato più che sopportabile e ciò mi ha aiutato a buttarmi anima e cuore in questa avventura sin dall'inizio. Cosa ti piace di questa tua nuova avventura?Adoro la multiculturalità del posto, quando esci di casa l'unica cosa di australiano che trovi è la flora e la fauna. Ogni viso, ogni negozio, ogni ristorante appartiene ad una realtà diversa ed ognuna di esse invece di mescolarsi l'una alle altre, esprime la propria cultura e le proprie tradizioni.La concreta possibilità di crearsi un futuro, sensazione che in Italia era solo un'utopia.Il verde e la natura quasi incontaminata a due passi dalla città. Ci sono parchi ovunque e riserve naturali a contatto con le spiaggie dove hai la sensazione che l'uomo non sia mai passato e se ti addentri nel west giusto alcune decine di chilometri, non è difficile trovare canguri e koala che vivono allo stato brado.Cosa non ti piace invece?Il fatto che l'Australia è così lontana dall'Italia e dalla mia famiglia.La burocrazia del posto, che rende difficile la vita agli immigrati che vogliono vivere in Australia senza scadenze di visti e senza regolamentazioni assurde, come dover cambiare lavoro ogni 6 mesi quando sei con il visto lavorativo o la limitazione di 20 ore lavorative a settimana quando sei con il visto studente (situazione quasi insostenibile visto che il costo della vita qui è tra i più alti al mondo ed in più, i corsi sono molto costosi).Ultima cosa che non mi piace e a cui ancora non riesco ad abituarmi è il Natale torrido e il Ferragosto con il freddo cane.Hai nostalgia dell'Italia? Pensi di tornare tra pochi anni oppure più tardi possibile?Ho nostalgia dell'Italia ma non penso di ritornare nei prossimi anni, in fondo le motivazioni e le cause che mi hanno spinto verso l'Australia sono ancora presenti nella mia povera Italia, adesso più che mai.Vivi in affitto oppure se già riuscito a comprato una casa? Vivo in affitto con la mia futura moglie. A Sydney il costo delle case è proibitivo anche se lavori in due. Ho una macchina di seconda mano e per ora va bene così.Quindi oltre al lavoro, hai trovato anche l'amore? Si, sono fidanzato con Kushma, una ragazza Nepalese di Kathmandu. Conviviamo da quasi due anni e ci sposeremo il prossimo Ottobre. L'ho conosciuta sul primo posto di lavoro, dove io ero assistente infermiere e lei fisioterapista. Ci siamo piaciuti talmente tanto che tempo dieci giorni eravamo già insieme ed abbiamo iniziato a convivere. Sono molto felice e a differenza di tanti trentenni non vedo l'ora di sposarmi e, se Dio vuole, diventare papà. Come ti trovi con la gente del posto? Sono ospitali con gli stranieri? La gente del posto è una minoranza in questo paese e forse per questo c'è lo stereotipo che l'australiano sia razzista (i pochi che conosco sono persone per bene che non bollerei come tali). Per quanto riguarda il loro essere ospitali ti posso dire che da quando sono qui la popolazione è salita da circa 23 Milioni a quasi circa 25 milioni, in meno di 3 anni.Per concludere, data la tua esperienza, cosa ti senti di dire ai ragazzi che in Italia non riescono a trovare lavoro o che vivono da precari senza poter pianificare in nessuno modo la loro vita?Se avete meno di 30 anni, mettetevi sotto con l'inglese specialmente ascolto e parlato e partite. Sei mesi o al massimo un anno, non avrete nulla da perdere e male che va ritornerete a casa con un livello di inglese estremamente superiore alla media italiana, un'esperienza di vita che vi accompagnerà sempre e un modo diverso di vedere e vivere la vita grazie ai nuovi orizzonti che potrete esplorare.  

14/02/2017
Taglio e cucito che passione: boom di iscritte a Montecosaro

Taglio e cucito che passione: boom di iscritte a Montecosaro

E' nato tutto per gioco, qualche mese fa, quando insieme ad un'amica ne hanno iniziato a parlare per la prima volta. Questa le prepara un volantino e la cosa è piaciuta così tanto che sono arrivate fin da subito molte richieste.Parliamo di Emanuela Sagripanti, titolare di un negozio di sartoria a Montecosaro, che non aveva mai pensato di dedicarsi all'insegnamento, nonostante ne abbia di cose da dire, data la sua lunghissima esperienza nel settore e la forte passione ed amore per questo lavoro.Da quella cosa scherzosa sono nate le prime idee e si è iniziato a pensare più seriamente al progetto. Il primo passo è stato trovare una sede dove svolgere le lezioni che è stata gentilmente concessa da un'amica, mentre un fornitore le ha fatto avere dieci macchine da cucire. A questo punto, una volta stilato un programma, era tutto pronto per iniziare.Lunedì scorso si è tenuta la prima lezione a cui ne seguiranno altre undici e come orario, per cercare di accontantare un po' tutte, si è scelto quello serale, dalle 21 alle 23. Dovevano essere presenti dieci ragazze ma se ne sono aggiunte quattro all'ultimo momento che, appena saputo, non hanno voluto assolutamente mancare.L'età delle allieve è sulla fascia dai 20 a 40 anni, abbastanza giovani. Alcune lavorano in proprio, altre studiano ma la maggior parte è composta da casalinghe e mamme a tempo pieno. La cosa che le unisce è la voglia di imparare questo mestiere che sta sempre più scomparendo tra le nuove generazioni.Il programma è iniziato dalle basi, dall'attaccare un bottone ed è proseguito con gli automatici, i "sotto punti" e tutto quello che possa servire a livello domestico. Si passerà poi nei prossimi incontri a cose più impegnative come il cartamodello, sviluppare una gonna dalla sagoma al taglio, dalla messa in prova fino a completarla.Tutti i materiali e gli strumenti tecnici sono forniti da Emanuela che, se all'inizio sembrava un po' scettica, adesso appare invece molto soddisfatta di questa iniziativa e si dice addirittura speranzosa di poter replicare il corso e perché no, di avere anche qualche uomo come allievo.

09/02/2017
Li Matti de Montecò portano la tradizione a scuola

Li Matti de Montecò portano la tradizione a scuola

Il gruppo folkloristico “Li Matti de Montecò” di Montecosaro promuove l'inizio del progetto gratuito "Balliamo insieme con musica, allegria e tradizione" che inizierà nella scuola primaria "Viale della Vittoria" di Montecosaro, a partire da sabato 11 febbraio 2017.  L’associazione culturale, gruppo folk “Lì Matti de Montecò”, da sempre impegnata nella diffusione, riscoperta e valorizzazione della tradizione musicale marchigiana, continua il suo impegno nel trasmettere le tradizioni ai bambini, che costituiscono il futuro. Diversi progetti realizzati negli scorsi anni, completamente gratuiti, nelle scuole d'infanzia “J. Lussu”, “Sacra Famiglia” “R. Sanzio” di Montecosaro e Porto Potenza Picena, nelle scuole primarie “Nelson Mandela” di Montecosaro, nell’ istituto scolastico comprensivo di Sant’Elpidio a Mare, nell’istituto Don Milani di Fontespina e nelle scuole elementari "San Liborio", "Santa Maria" e "San Liborio" di Montegranaro.  Il progetto si pone l’obiettivo di diffondere, riscoprire e valorizzare la tradizione musicale popolare marchigiana, attraverso l’insegnamento di canti e balli popolari della nostra terra. Esso intende creare delle condizioni fertili per la ripresa delle tradizioni e degli usi locali e quindi una riscoperta delle nostre radici e della nostra cultura, riportando in primo piano la nostra storia e le nostre tradizioni che di sovente sono state messe ai margini e dimenticate. Durante le lezioni vengono spiegati l’origine e le tecniche delle danze tradizionali della nostra zona, degli abiti, degli strumenti musicali utilizzati e delle abitudini passate. Il principale ballo popolare marchigiano insegnato sarà il saltarello. Oltre ad esso, verranno eseguite, danze che erano soliti ballare i nostri avi dopo il rientro a casa da una giornata di lavoro: la Raspa, la Castellana, il Pirulì, la Gajinella, la Quadriglia e Tarantelle ecc, di diversa derivazione culturale, ma inerenti alla cultura contadina. Queste venivano eseguite in gruppo nelle aie o nei cortili delle case coloniche all’inizio o alla fine di ogni lavoro importante come la mietitura, la trebbiatura, la raccolta del granturco e la vendemmia.  Le attività che verranno svolte dai bambini saranno incentrate sul loro movimento e sulla danza, con momenti di ascolto musicale, canto e racconti storici e balleranno queste danze nella recita finale di fine anno. Le musiche suonate anche dal vivo con organetti e strumenti storici saranno gioiose e ritmate, creando così un clima giocoso fondamentale al buon apprendimento. Il gruppo che ha una storia fatta di tradizioni, tramandate di padre in figlio, si propone di recuperare e trasmettere anche alle nuove generazioni le tradizioni popolari che hanno accompagnato la vita dei nostri avi, facendole conoscere anche ai più piccoli. Proprio da questa iniziativa negli ultimi anni ha preso vita un minigruppo formato da bambini di età compresa tra i tre e i dodici anni. Il minigruppo ha un suo vero e proprio spettacolo, che, seppur con coreografie necessariamente semplificate, ricalca quello del gruppo de “Li Matti” sui balli fondamentali. L’esibizione di questi bambini è da sempre attesa con trepidazione, quando salgono sul palcoscenico come piccole miniature, cimentandosi in un vivace saltarello. Il nostro desiderio è quello di dare il proprio contributo per non disperdere e quindi salvaguardare le conoscenze sulla nostra cultura popolare, tesoro prezioso per tutti noi. Con i corsi di saltarello e i progetti nelle scuole che teniamo durante l’anno scolastico, cerchiamo di far conoscere le nostre tradizioni, rafforzando la collaborazione cn le scuole locali di Montecosaro, Potenza Picena e dei paesi limitrofi. Inoltre durante tutto l'anno la nostra associazione culturale con l’intento di valorizzare le nostre attività svolte durante questi anni, con il proposito di incrementare la conoscenza e l’importanza del patrimonio delle nostre tradizioni popolari, offre lezioni di organetto, fisarmonica e altri strumenti di accompagnamento come il tamburello a chiunque, mettendo a disposizione strumenti.

Tragedie sfiorate in provincia: due donne tentano di togliersi la vita

Tragedie sfiorate in provincia: due donne tentano di togliersi la vita

Una serata all’insegna delle tragedie sfiorate quella di ieri in provincia di Macerata. Si sono registrati, infatti, due casi di tentato suicidio da parte di altrettante donne. Una signora di circa 45 anni ha provato ad impiccarsi nella sua casa di Potenza Picena legando una corda ad un mobile ma, fortunatamente, è stata salvata dal marito appena rientrato a casa. L’uomo ha poi chiamato il 118 per soccorrere la moglie, trasportata in ospedale dove si trova tuttora ricoverata. L’altro caso di tentato suicido è avvenuto a Montecosaro. Una donna di trentanove anni si è tagliata le vene per togliersi la vita. A salvarla ed avvisare i soccorsi è stato il figlio. Due storie che lasciano tanta amarezza e che rappresentano un malessere spesso silente e difficile da curare, ormai palese anche in provincia di Macerata.

03/02/2017
Montecosaro, accusa un malore mentre è in coda dal medico

Montecosaro, accusa un malore mentre è in coda dal medico

E' successo questo pomeriggio allo Scalo quando un anziano del posto, mentre attendeva l'arrivo del proprio medico curante, si è sentito male ed è stato necessario richiedere l'intervento del 118 che come da prassi, è arrivato con ambulanza ed auto medica.Non sono al momento noti ulteriori dettagli, tranne che si è trattato di un uomo, anziano e che l'ambulanza è stata per parecchio tempo sul posto con il paziente a bordo. Abbiamo sentito al telefono il dottor Pepi, uno dei medici che svolgevano visite ambulatoriali nel pomeriggio ma ci ha detto che al suo arrivo, poco dopo le 16, l'anziano era giù sull'ambulanza e non si conoscono le cause del malore.

01/02/2017
Montecosaro: vandali rompono i vetri di cinque auto nella notte

Montecosaro: vandali rompono i vetri di cinque auto nella notte

Nuovo raid vandalico nella notte a MontecosaroLa notte scorsa si è verificato un nuovo atto di teppismo allo scalo, in Via F.lli Rosselli, dove a 2 auto dello stesso nucleo familiare sono stati infranti i lunotti posteriori.Erroneamente avevamo scritto di 5 auto con tutti i finestrini in frantumi ma quello era riferito alla vicenda di Via 16 Marzo, accaduta circa un mese fa.Come ci racconta un abitante della via, per fortuna risparmiata dalla scorribanda, sul posto, dopo le denunce delle vittime, sono prontamente intervenuti carabinieri per i rilievi del caso che purtroppo non possono fare altro che constatare l'episodio. Del resto questo odioso tipo di reati è quasi impossibile da prevenire. (Foto di repertorio)

27/01/2017
Giandomenico il fotografo di Montecosaro che conquista la copertina del National Geographic

Giandomenico il fotografo di Montecosaro che conquista la copertina del National Geographic

Ennesimo grande riconoscimento per Andrea Giandomenico, fotografo di Montecosaro, la cui foto campeggia da un paio di giorni, dopo essere stata selezionata tra migliaia, sulla pagina Facebook di National Geographic Italia, come immagine di copertina. Soggetto del ritratto è una lince, immortalata durante un workshop fotografico in Norvegia, dal 22 al 27 gennaio 2016, organizzato dal maestro Luca Bracali, fotografo e documentarista di fama internazionale nonchè esploratore, ex conduttore televisivo Sky, attualmente regista di alcuni programmi Rai e docente di fotografia per Canon nei corsi Academy Passion Suite. Cercando di spiegare quella foto, Giandomenico ci dice: "L'esperienza con la lince è stata un delle cose più emozionanti che mi sia capitata in ambito fotografico. Ci si arriva dopo una preparazione meticolosa fatta dal personale del parco, su come comportarsi durante la sessione, cosa fare e soprattutto non fare nell'incontro con i diversi tipi di animali" e prosegue dicendo: "Nel grandissimo parco ci sono bestie allo stato brado e molto pericolose, tra cui orsi, lupi ed appunto le linci. Una biologa, qualche tempo fa è stata sbranata dai lupi in pochi secondi, senza che i rangers abbiamo fatto in tempo ad intervenire, talmente fulmineo è stato l'attacco. Il giorno che siamo andati a fare quelle foto, alcune persone non sono venute perché non volevano correre rischi". "Quando si incontrano i lupi.." prosegue Giandobakery (come è amichevolmente chiamato da Bracali) "si deve rimanere fermi senza fare movimenti bruschi o improvvisi, praticamente immobili, le braccia conserte e si aspetta che questi si avvicinino cercando di socializzare e farsi accettare in maniera molto lenta e graduale, in assoluto silenzio e senza avere indosso cose strane che possano attirare la loro attenzione, va tolto persino il cappello." Queste sono le norme comportamentali per l'incontro con i lupi ma con la lince si agisce in maniera differente. Racconta infatti Giandomenico: "La lince è molto più pericolosa dei lupi e quando si incontra intervengono i rangers con secchi pieni di pezzi di carne cruda che tirano all'animale per placarlo ed evitare l'attacco ai visitatori. Non pensavo assolutamente che fosse un animale così grande ed ha degli artigli che possono uccidere con una semplice zampata". Raccontandoci lo scatto, ci dice: "questa lince si muoveva in continuazione, a destra e sinistra, come stesse studiando la situazione poi si è fermata all'improvviso su un ramo, non distante da me e mi puntava come volesse dire: adesso ti mangio. Aveva uno sguardo fisso inquietante, è stato un attimo, avevo la neve fino alle ginocchia, ero pietrificato dalle emozioni e gelato dal freddo, ho scattato a raffica e fortunatamente sono riuscito a prenderla". La foto in questione è stata spedita alla redazione di National Geographic tramite la sezione "foto dai lettori", come giornalmente fanno centinaia di persone da tutta Italia e soprattutto molti fotografi professionisti. Bisogna precisare infatti che Giandomenico, nonostante tutti i riconoscimenti italiani ed internazionali ottenuti finora, si definisce un semplice appassionato. E' entrato nel mondo della fotografia da poco tempo, per l'esattezza nel 2013, quando un familiare, noto fotografo, lo invita ad iniziare e provare. E' stato subito amore e la sua forte passione lo ha spinto a studiare molto da siti e riviste del settore, da autodidatta, e soprattutto a migliorare costantemente la sua attrezzatura a cui tiene in modo particolare. In così poco tempo ha già cambiato quattro corpi macchina, restando sempre fedele al mondo Canon. Le sue immagini sono state selezionate, sia come semplici foto dei lettori che vincendo dei concorsi a tema, su molte riviste del settore come: Photographes su monde, Photo Professional - Canon Edition, Foto Cult, Fotografare (una delle princiali in Italia) e proprio in questi giorni National Geographic Italia. Le premesse ci sono tutte e sicuramente, tra qualche tempo, Giandomenico farà il salto di qualità ed inizierà una lunga e fortunata carriera da fotografo. Da parte nostra, i complimenti per quanto già fatto ed un grosso in bocca al lupo per il futuro.  

Fermato a Montecosaro e denunciato l'uomo che lascia bigliettini contro un giudice in giro per il centro Italia

Fermato a Montecosaro e denunciato l'uomo che lascia bigliettini contro un giudice in giro per il centro Italia

Dopo diversi anni giunge alla fine la storia dell'uomo che lasciava bigliettini ingiuriosi contro un magistrato per tutto il centro Italia (leggi qui). In molti si sono ritrovati nella cassetta delle lettere un biglietto giallo o l'hanno visto appeso sui pali della luce lungo la strada: nessuna pubblicità, ma un'accusa feroce contro un magistrato scritta in caratteri stampati su cartoncino: "Attenzione! Importante! Il magistrato vi paga milioni per finire in galera il più tardi possibile. Per false denunce pagherete con quello che avevate prima del suo arrivo. Il magistrato confessa: che era consapevole di fregarvi 'per salvarsi lui' ha pagato e rovinato voi. Non vi basterà la vita per pagare i danni causati dalla carogna. Il balordo ringrazia per la beffa!!! ". Ieri pomeriggio, durante il giro di pattuglia del territorio, i carabinieri della compagnia di Civitanova hanno fermato un uomo, proprio mentre lasciava i suoi volantini gialli nelle cassette delle lettere a Montecosaro. Si tratta di una persona residente a Terni, denunciata per diffusione di notizie false: sembra che abbia vissuto una brutta storia giudiziaria finita male, ma sono ancora in corso tutte le indagini per comprendere cosa lo abbia spinto per anni e anni a diffondere in giro per l'italia qui volantini.

24/01/2017
Montecosaro in prima linea nei soccorsi del terremoto

Montecosaro in prima linea nei soccorsi del terremoto

Il comune di Montecosaro, su richiesta dell'Associazione Nazionale dei Comuni, subito dopo il sisma di agosto aveva offerto la sua disponibilità ad inviare personale nelle zone terremotate. Già dal 5 settembre, il comandante della polizia municipale Vittorio Alessandrini ha chiesto all'amministrazione comunale di poter essere presente sui luoghi del disastro con due persone. Fin da subito c'è stato l'assenso verbale da parte del sindaco Malaisi che l'ha giudicata una cosa lodevole e dopo qualche giorno è arrivata anche la delibera che rendeva effettiva ed ufficiale questa disponibilità. L'unica accortezza era quella, visto il numero esiguo dei componenti della municipale, di mandare operatori in tempi scaglionati per continuare a garantire comunque un servizio efficiente nel territorio comunale. In base a quell'offerta di disponibilità iniziale, ai primi di gennaio c'è stato il contatto da parte della Direzione di Comando e Controllo (Dicomac) di Rieti, che coordina tutte le operazioni di soccorso, chiedendo, visto che erano passati dei mesi, se quell'offerta di inviare personale fosse ancora valida. Ovviamente lo era e da sabato 21 gennaio, per 8 giorni, l'agente Giorgia Cilla è in missione nel comune di Pievebovigliana. Al suo ritorno, dai primi di febbraio, partirà il comandante stesso, Alessandrini, per lo stesso periodo ma ancora non è stato comunicato il comune di destinazione. Per concludere, dato che tempo fa ci fu una piccola diatriba sul controllo della velocità in superstrada da parte della municipale, accusata di fare sciacallaggio ai danni dei terremotati, questo è il modo migliore con cui si vuole rispondere.

23/01/2017
In 250 per Lorenzo Baldassarri, anche patron Cuzari alla festa

In 250 per Lorenzo Baldassarri, anche patron Cuzari alla festa

La sua moto Kalex, i meccanici del team Forward Racing e poi bandiere, striscioni, felpe, zainetti, adesivi e persino tovagliette tutti rigorosamente azzurri e col numero 7. Gli amici e supporters del Fanclub hanno davvero fatto le cose in grande per la 3° cena-omaggio a Lorenzo Baldassarri organizzata sabato al ristorante Il merendero a Casette d’Ete.  Così come il terzo mondiale di Moto2 del centauro di Montecosaro è stato il migliore proponendolo come astro nascente, così la festa è stata la più importante e partecipata con ben 250 presenze. Persone accorse addirittura dalla Sicilia e, tra i presenti, è stata graditissima la visita a sorpresa di Giovanni Cuzari, appassionato patron del Forward Racing Team (nato nel 2009 e nell’ultima stagione dedicatosi unicamente alla Moto2).  La conviviale è stata accompagnata da un video che ha riproposto le perle dell’ultima stagione del Balda, in particolare il trionfo dell’11 settembre a Misano, la sua prima vittoria. Lorenzo ha ricordato quella giornata, l’emozione provata e ha detto di sentirsi a posto dopo l’operazione alla spalla cui si è sottoposto circa un mese fa. Il Balda si sta allenando in palestra tutti i giorni con gli altri talenti del Vr46 Academy ed ha preso parte alla 100km dei campioni, spettacolare gara enduro su terra nel ranch di Valentino Rossi. In previsione del nuovo Motomondiale che scatterà a fine marzo, Baldassarri ha gasato i presenti: “Non vedo l’ora di ricominciare!”. Cuzari ha mixato battute scherzose ad elogi a Lorenzo: “Specie nella classe di mezzo dove le moto sono uguali, è il pilota che fa la differenza e si può vincere con la serenità e la testa. Secondo me campioni si nasce e nel Balda di stoffa ce n’è tanta”. La serata condotta da Luca Ciarpella si è sviluppata con degli omaggi agli sponsor che sostengono il ventenne di Montecosaro. Sono seguiti i pensieri ai tifosi (Roberto Perugini ha vinto come supporter più sfegatato del Balda Fanclub) e la lunga lotteria, una cinquantina di premi con in palio anche appetiti biglietti per assistere alle gare del Mugello e di Misano. Prima dei saluti l’immancabile momento delle foto e degli autografi.

22/01/2017
Tutto pronto per la festa di Baldassarri

Tutto pronto per la festa di Baldassarri

La grande festa per Lorenzo Baldassarri è finalmente pronta. Rinviata un mese fa causa impegni improrogabili del centauro di Montecosaro, verrà proposta sabato la cena organizzata dal Balda Fanclub, un appuntamento giunto alla 3° edizione. Questo in arrivo al ristorante Il merendero di Casette D’Ete sarà il più celebrativo, al momento sono più di 150 le prenotazioni e tutto lascia pensare che si arriverà alla soglia record delle 200 presenze. D’altronde Baldassarri merita una serata pienissima di gente e lodi dopo aver vissuto (e fattoci vivere) la stagione più esaltante in Moto2. Il motociclismo mondiale ha conosciuto una nuova stella che ha totalizzato ben 127 punti chiudendo 8° assoluto in classifica generale (secondo degli italiani dopo Morbidelli) e che proprio nei due gran premi italiani è esplosa fragorosamente. Prima il secondo posto-beffa in volata al Mugello dopo una battaglia a suon di sportellate con il l’iridato Zarco e poi il magnifico, indimenticabile, trionfo di Misano. Sarà anche un modo per fargli gli auguri in vista del prossimo Mondiale di Moto2 che scatterà in Qatar il 26 marzo. Saranno 18 corse in tutto il mondo che il nostro Lorenzo affronterà nuovamente con la scuderia Forward Racing ma soprattutto atteso ad un ruolo da protagonista. Anche per questo il montecosarese ha accettato di sottoporsi ad un intervento chirurgico che dovrebbe aver eliminato i cronici fastidi alla spalla. Nel corso della cena gli amici del Fanclub presenteranno le iniziative già definite per la prossima stagione e tutti i presenti potranno posare con il Balda per una foto, ricevere un autografo e avranno come gadget-omaggio un utile zaino griffato. Saranno presenti anche i meccanici del team e membri del Club Franco Uncini. Va ricordato che, seppur convalescente e non ancora al meglio, Baldassarri si sta allenando con gli altri talenti del Vr46 Academy e domenica si è divertito a Tavullia partecipando alla 100km dei campioni, spettacolare gara enduro su terra nel ranch di Valentino Rossi.

17/01/2017
Montecosaro, numero record di residenti

Montecosaro, numero record di residenti

Dopo mesi di alti e bassi con un movimento demografico tutto sommato stabile, nel mese di novembre la popolazione di Montecosaro ha subito un notevole incrememento ed ha raggiunto il suo recordo storico con 7160 residenti, composti da 3541 maschi e 3619 femmine.Per gli appassionati delle statistiche, sono appena stati resi noti anche i numeri dell'ultimo mese dell'anno che vedono questo dato in leggero calo. A dicembre il numero dei residenti è stato infatti di 7144 unità (3533 maschi e 3611 femmine), a cui si è arrivati per un saldo negativo tra nati e morti (-2) e tra gli iscritti e cancellati dall'anagrafe cittadina (-14).Per concludere, il numero dei nuclei familiari alla fine del 2016 risulta essere di 2572 unità, mentre le convivenze registrate sono 2.

13/01/2017
Parte a Montecosaro la rassegna “Comico per il diAletto”

Parte a Montecosaro la rassegna “Comico per il diAletto”

È stato ufficializzato dal comune di Montecosaro il programma per l’edizione 2017 di “Comico per il diAletto”, rassegna di teatro comico-dialettale che si svolgerà al Teatro delle Logge per quattro sabati consecutivi, a partire dal 14 gennaio per concludersi il 4 febbraio. L’inizio di ogni spettacolo è fissato alle 21:30. Il primo, ed imminente, appuntamento è con “Questa è la vita”, della compagnia A. Gubinelli di San Severino Marche. La storia, compresa nell’arco di due giornate, è collocata nei primi anni del Novecento in una cittadina di provincia che conosce gli effetti di un’incipiente urbanizzazione e industrializzazione. Ci troviamo in una piccola piazza, dove per gran parte del tempo si passano le giornate e ci si occupa degli altri, seguendo le regole del “buon vicinato”. Sulla piazzetta s’affacciano un’osteria, l’abitazione di una giovane donna un po’ chiacchierata, la casa-bottega di un ciabattino più preoccupato di conoscere i fatti altrui che del proprio lavoro, mentre sul lato opposto abitano un’anziana coppia di coniugi, Sor Ansermo e Ursula, il loro figlio Peppetto con la nuora Marietta e la figlia Claretta. L’oste Antò è l’innamorato non corrisposto di Marietta ed è sorvegliato a vista dalla gelosissima moglie; Peppetto è sospettato di essere l’amante della bella ragazza che abita di fronte, mentre in realtà nasconde un vizio che lo sta portando alla rovina, mentre l’intera famiglia è presto investita dal piccolo dramma che sta vivendo la giovanissima Claretta. Su tutti incombe la figura del ciabattino che, con la sua curiosità e i suoi commenti, farà del tutto per mettere zizzania fra le parti, ma quando la storia sembra volgere in tragedia ecco ritornare il sereno nella piazzetta e nella vita dei suoi abitanti. Gli altri appuntamenti saranno con “Ogghi a me,…domà pure”, della compagnia Teatro Totò di Pollenza, “Le votaziò” della compagnia Fabio Valenti di Treia e “Lu postarellu su la comune” della compagnia teatrale In…stabile di Civitanova Marche.  

Bindelli spiega la riforma del Credito Cooperativo delle Marche

Bindelli spiega la riforma del Credito Cooperativo delle Marche

Dalla carta stampata emerge che le Banche di Credito Cooperativo delle Marche abbiano effettuato in massa una scelta per confluire nel costituendo gruppo Iccrea mentre la BCC di Civitanova sembrerebbe, ma il condizionale è d’obbligo visto lo scenario più che mai in evoluzione in questa fase, l’unica ad essere indirizzata verso il gruppo di Cassa Centrale Banca. Di seguito l’intervista al dott. Marco Bindelli, Vice Presidente ed Amministratore Delegato ai rapporti con il Movimento del Credito Cooperativo della BCC di Civitanova Marche e Montecosaro, solida banca del territorio che da tempo segue assiduamente il processo di riforma. Lei viene spesso definito “polemico” nei confronti della Federazione marchigiana delle BCC, ci spieghi per quale motivo.  Evidentemente viviamo in un Paese in cui chi dice la verità e cerca di occuparsi degli interessi generali viene etichettato come polemico. Il sottoscritto è stato componente del collegio sindacale della Federazione marchigiana delle Bcc per circa 14 anni e nel 2011 ha cercato di scuotere il movimento inviando una lettera alla stessa Federazione, portata a conoscenza anche dell’Organo di Vigilanza, con la quale non intendeva ricandidarsi nella speranza di innescare quel cambiamento che il sistema del credito cooperativo è ora chiamato ad attuare in conseguenza della legge di riforma approvato ad aprile dello scorso anno e che andrà a regime nel 2018. Purtroppo, aver liberato una “poltrona” ha prodotto l’effetto opposto: la Federazione ha aumentato il numero dei componenti l’organo amministrativo per accontentare i nuovi arrivi! La BCC di Civitanova, invece, ha continuato a ragionare con la propria testa e a diventare la banca più solida della regione e tra le migliori a livello nazionale. Però è un dato di fatto che sulla riforma siete rimasti isolati e che tutte le altre banche regionali hanno aderito al gruppo Iccrea. Ovviamente quando si ragiona in modo completamente diverso si fa fatica a trovare un accordo. La politica quasi mai va d’accordo con la tecnica; d’altronde i risultati del sistema bancario, anche in ambito nazionale, sono sotto gli occhi di tutti. Certamente è vero che la Federazione ha cercato di ostacolarci e di isolarci in ogni modo. Basti pensare alle fusioni: negli ultimi anni noi siamo stati fortemente criticati perché eravamo gli unici ad essere favorevoli alle aggregazioni strategiche, rappresentandolo anche alla Banca d’Italia, mentre ora in regione non si fa altro che parlare di fusioni, ovviamente in nostra assenza. Tornando alla riforma noi ci siamo sempre battuti per la costituzione di più gruppi bancari cooperativi facendo presente le nostre ragioni di natura tecnica e di affidabilità e di professionalità dei soggetti chiamati alla governance. Una cosa che colpevolmente ancora si sottace anche nelle comunicazioni dei “media” è la motivazione vera che ha indotto il Governo a varare questa riforma: la carenza di professionalità della governance di gran parte delle Bcc. Tale questione, ripetutamente sollevata da questa Banca anche dall’Organo di Vigilanza, è alla base dei problemi attuali delle bcc e lo sarà anche in futuro se non si innesta un effettivo cambiamento di mentalità. Sono disposto a cambiare idea e a battermi per il gruppo Iccrea se qualcuno però mi convince del fatto che un unico gruppo governato dalle stesse persone (e con le stesse logiche) che ci hanno portato alla condizione di avere bisogno di una riforma (e che magari hanno anche male amministrato le loro banche) è in grado di risolvere i problemi del credito cooperativo. Nessuno è in grado di mettere in discussione il fatto che Cassa Centrale Banca (CCB) di Trento abbia dimostrato nel tempo efficienza, competenza, serietà e trasparenza. Non è un caso se tutte le loro società industriali sono in utile. Qualcuno dovrebbe anche spiegare ai soci e ai dipendenti delle Bcc della nostra regione come mai una Federazione che ha investito nel sistema informatico posseduto dai trentini e, attualmente, ancora considerato uno dei migliori anche in termini di efficienza, faccia del tutto per convincere le banche ad aderire al gruppo Iccrea che possiede il sistema informatico che hanno abbandonato circa 20 anni fa. Oppure dovrebbe spiegare perché il Consiglio di amministrazione della Federazione non intende neppure far presentare il progetto di CCB, contrariamente a quanto indicato dalla stessa Banca d’Italia, intervenuta il 4 gennaio scorso, invitando gli intermediari intenzionati ad assumere il ruolo di capogruppo nazionale o provinciale a comunicarlo formalmente entro il mese di gennaio 2017, alla Banca d’Italia e all’intero sistema delle Bcc, ossia a tutte le Bcc? Quindi la questione non è perché la nostra Banca ha aderito a CCB, ma capire sulla base di quali logiche, se non quelle politiche, le altre banche aderiranno ad Iccrea. E sono convinto che non saremo gli unici ad aderire al gruppo CCB, specie alla luce della citata lettera di Bankitalia che, tra l’altro, prevede che “le Bcc interessate dalla riforma, in occasione dell’approvazione del bilancio 2016, deliberino in assemblea a quale gruppo intendono aderire, comunicandolo alla rispettiva capogruppo e alla Banca d’Italia entro i successivi 10 giorni”. Comunque sembra di capire che le vostre posizioni siano sempre più distanti da quelle delle altre banche regionali? Io credo che la distanza sia rimasta sempre la stessa. Si tratta di capire se la legge ed il regolatore saranno in grado di attuare effettivamente la riforma anche nei confronti delle Federazioni, oltre che delle Bcc. A quel punto le nostre strade potrebbero anche convergere. Cosa intende dire? Per comprendere cosa intendo dire basta riprendere le parole del Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, pronunciate in occasione della Relazione annuale 2015: “Nel definire l’assetto di gruppo e i rapporti tra le varie componenti, occorre seguire logiche strettamente industriali, mediante un patto di coesione che dia effettivi poteri di governo alla capogruppo, e perseguire con determinazione razionalizzazioni e guadagni di efficienza. La componente associativa (ndr. leggasi le federazioni) può mantenere un ruolo di rappresentanza a livello nazionale e territoriale, senza indebite interferenze sulla pianificazione strategica, sulla gestione operativa e sulle funzioni di controllo del gruppo”.

11/01/2017
Fondato il Roma Club "Franco Sensi" Montecosaro

Fondato il Roma Club "Franco Sensi" Montecosaro

Svelando lo striscione ufficiale, è stato presentato lunedì il Roma Club “Franco Sensi” Montecosaro, nuovo punto di riferimento in provincia –nonché nel fermano- per tutti i tifosi della squadra capitolina. Il vernissage ha avuto luogo al bar Karta di Montecosaro Scalo che fungerà da sede formale dell’associazione e la serata è stata tanto fredda climaticamente quanto eccitante soprattutto per gli emozionati fondatori. Il club vanta già trenta iscritti ma solo da questa settimana inizierà davvero la campagna di adesione e l’obiettivo è di giungere a quota 100 soci entro la fine di questo campionato.  A capo del Roma Club Montecosaro è stato eletto primo presidente Andrea Scoppa. La carica di vice presidente è ricoperta da Roberto Olivieri, quella di segretario da Andrea Garbuglia e di tesoriere da Massimiliano Moretti. Nel direttivo figurano anche Frediano Pancotto, Luigi Massimo Russi e Rossano Alessandrino. Il nome non ha alcuna sfumatura critica verso la proprietà americana che anzi viene apprezzata avendo garantito al vertice la “Magica” come conferma l’attuale 2° posto in serie A. Si è deciso di intitolare l’associazione a Franco Sensi per tre motivi: anzitutto perché è stato il presidente che ha regalato l’ultimo scudetto; è ricordato per l’amore sconfinato al punto da indebitarsi per la sua Roma; infine perché era molto legato a queste zone ed in particolare al grazioso borgo di Visso purtroppo ferito dal recente terremoto.

10/01/2017

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