Pesaro

Maltempo, stato di Calamità nelle province di Ascoli e Fermo - Acquaroli: "lo chiederemo per tutta la regione

Maltempo, stato di Calamità nelle province di Ascoli e Fermo - Acquaroli: "lo chiederemo per tutta la regione

Le Marche fanno i conti con gli effetti dell’ondata di maltempo che ha colpito diversi territori, provocando danni al comparto agricolo, alle attività produttive e alle infrastrutture. Da sud a nord della regione sono arrivate segnalazioni di criticità e la Regione ha avviato il percorso per chiedere al Governo il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha annunciato l’avvio della ricognizione dei danni, con il coinvolgimento dei Comuni chiamati a raccogliere e trasmettere le informazioni necessarie per delineare il quadro complessivo delle conseguenze provocate dagli eventi atmosferici e predisporre la richiesta di intervento. “Ci sarà lo stato di calamità per la provincia di Ascoli e per alcuni comuni della provincia di Fermo, ma noi chiederemo per tutta la regione, perché ci sono stati danni anche nella provincia di Pesaro, qui a Macerata sulla costa, nell’Anconetano”, ha spiegato Acquaroli ieri a Macerata, intervenendo al convegno organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. La richiesta regionale punta quindi ad ampliare il riconoscimento dell’emergenza anche alle altre aree marchigiane che hanno registrato danni, oltre ai territori già interessati dal provvedimento nazionale. Nel frattempo è arrivata la decisione del Consiglio dei ministri sullo stato di emergenza per gli eccezionali fenomeni meteorologici che hanno interessato, tra il 26 marzo e il 3 aprile, la provincia di Ascoli Piceno e il Comune di Amandola, in provincia di Fermo. Il provvedimento avrà una durata di dodici mesi. Per fronteggiare le prime esigenze sono stati messi a disposizione 4 milioni e 310 mila euro, attraverso il Fondo per le emergenze nazionali. Le risorse saranno destinate agli interventi più urgenti a sostegno delle zone colpite. La Regione prosegue ora il lavoro di raccolta delle segnalazioni per arrivare a una stima completa dei danni e definire il fabbisogno necessario per accompagnare la ripartenza dei territori coinvolti.

24/07/2026 17:45
Maltempo nelle Marche, quasi 300 interventi dei vigili del fuoco. Piergallini: "Subito lo stato di emergenza"

Maltempo nelle Marche, quasi 300 interventi dei vigili del fuoco. Piergallini: "Subito lo stato di emergenza"

MARCHE – Prosegue l'intensa attività dei vigili del fuoco per fronteggiare i danni provocati dall'ondata di maltempo che nelle ultime ore ha investito la regione. Finora sono stati effettuati circa 300 interventi, in gran parte per la rimozione di alberi e rami caduti, allagamenti e danni causati dalle forti raffiche di vento. Per sostenere il dispositivo di soccorso marchigiano è stato inviato anche un modulo operativo del Comando dei vigili del fuoco di Roma, entrato in azione per dare supporto alle squadre impegnate a rispondere alle numerose richieste ancora aperte. Nella notte, tra le 20 di ieri e le 7 di questa mattina, i vigili del fuoco hanno effettuato 22 interventi nella provincia di Pesaro Urbino, 33 in quella di Ancona, 21 nel Maceratese, 22 nel Fermano e 38 nell'Ascolano. Le operazioni proseguono anche oggi per completare gli interventi e ripristinare le condizioni di sicurezza nelle aree più colpite. Sul fronte politico, il vicepresidente dell'Assemblea legislativa delle Marche e consigliere regionale del Partito Democratico, Enrico Piergallini, chiede alla Regione di attivarsi immediatamente presso il Governo per ottenere il riconoscimento dello stato di emergenza. Secondo Piergallini, dopo le violente grandinate che hanno colpito il Piceno e altre zone delle Marche, causando danni ad abitazioni, automobili, colture e attività produttive, è necessario garantire risorse straordinarie a famiglie, imprese e aziende agricole. Il consigliere sottolinea inoltre come molte aziende rischino di vedere compromesso il lavoro di un'intera stagione e invita la Giunta regionale ad avviare con la massima urgenza una ricognizione dei danni, coinvolgendo Comuni, Protezione civile e associazioni di categoria, così da attivare rapidamente tutte le procedure necessarie per ottenere risposte concrete. Alla richiesta di interventi immediati si associa anche Cna, che sollecita misure tempestive a sostegno delle imprese colpite dagli eventi meteorologici estremi.

22/07/2026 10:15
Marche, via libera alla legge "anti Kebab": la maggioranza parla di identità, l’opposizione attacca

Marche, via libera alla legge "anti Kebab": la maggioranza parla di identità, l’opposizione attacca

ANCONA – Dopo settimane di polemiche, il Consiglio regionale delle Marche ha approvato la proposta di legge presentata dalla Giunta guidata dal presidente Francesco Acquaroli, ribattezzata nel dibattito politico e mediatico "legge anti kebab". Il provvedimento, approvato con 19 voti favorevoli e 9 contrari, punta a fornire ai Comuni nuovi strumenti per la valorizzazione dei centri storici, favorendo le attività considerate espressione dell'identità del territorio e limitando l'insediamento di alcune tipologie commerciali ritenute non coerenti con il contesto urbano. La norma nasce con l'obiettivo dichiarato di contrastare il progressivo impoverimento commerciale dei centri cittadini, sostenendo botteghe artigiane, produzioni locali, attività legate alla tradizione marchigiana e iniziative capaci di preservare il decoro urbano. Per la maggioranza si tratta di una risposta concreta a un fenomeno che negli ultimi anni ha visto molti negozi storici chiudere i battenti, lasciando spazio a serrande abbassate e locali sfitti. A difendere il testo in Aula è stato Marco Ausili, consigliere regionale di Fratelli d'Italia e relatore di maggioranza. «La legge approvata oggi serve a ridare identità, qualità e futuro ai nostri centri storici, non a discriminare nessuno», ha dichiarato, respingendo le accuse rivolte dalle opposizioni. Secondo Ausili, il provvedimento mette a disposizione dei Comuni strumenti per programmare meglio lo sviluppo commerciale e salvaguardare le caratteristiche delle città marchigiane. Di segno opposto la posizione del centrosinistra, che ha contestato il provvedimento sia nel metodo sia nel merito. Le opposizioni hanno criticato l'assenza di risorse economiche dedicate, ritenendo difficile rilanciare davvero il commercio senza investimenti concreti, e hanno evidenziato il mancato coinvolgimento delle associazioni di categoria e degli operatori economici nella fase di elaborazione della legge. Per Massimo Seri, consigliere della lista Ricci Presidente e relatore di minoranza, il testo non offre risposte efficaci alle difficoltà dei Comuni e delle imprese. «Mi aspettavo qualche elemento innovativo che aiutasse concretamente amministrazioni e operatori economici, ma non lo ritrovo», ha affermato, tornando a sottolineare anche il tema delle coperture finanziarie. Il confronto si è concentrato anche su uno degli aspetti più discussi della norma: la possibilità di limitare l'apertura di attività commerciali legate a prodotti etnici o non riconducibili alle produzioni tipiche locali. Un punto che ha alimentato il dibattito politico fin dalla presentazione della proposta e che ha portato il provvedimento a essere definito, dai suoi critici, "legge anti kebab". Con l'approvazione in Consiglio regionale si chiude l'iter legislativo della norma. Ora l'attenzione si sposterà sulla sua attuazione concreta e sul ruolo dei Comuni, chiamati a tradurre le nuove disposizioni in strumenti urbanistici e regolamenti locali. Sullo sfondo resta un confronto politico destinato a proseguire, tra chi vede nella legge un'opportunità per rilanciare i centri storici e chi, invece, la considera un intervento privo delle risorse necessarie per affrontare la crisi del commercio di prossimità.

21/07/2026 19:09
Autovelox, nelle Marche spenti 15 dispositivi dopo la riforma: 76 quelli omologati

Autovelox, nelle Marche spenti 15 dispositivi dopo la riforma: 76 quelli omologati

La nuova disciplina sugli autovelox entra in vigore e nelle Marche scatta la revisione dei dispositivi presenti sul territorio. Dopo la riforma voluta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, sono stati 15 gli autovelox disattivati perché non ancora in possesso dei requisiti previsti dalla nuova normativa. A comunicarlo è lo stesso Ministero, che fa il punto sulla situazione regionale: attualmente risultano 76 dispositivi omologati sui 91 complessivamente installati nelle Marche. La riforma punta a introdurre criteri uniformi per tutti gli strumenti di rilevazione automatica della velocità, mettendo ordine in un sistema che, secondo il Ministero, è rimasto senza regole comuni per oltre trent'anni. "Dopo 34 anni si è dunque messo fine al caos delle multe da rilevamento automatico grazie all'individuazione di criteri univoci per tutti i dispositivi utilizzati", si legge nella nota del dicastero. Il ministro Salvini ha sottolineato come il controllo della velocità debba avere come obiettivo principale la sicurezza degli automobilisti e non possa trasformarsi in un semplice strumento per aumentare gli incassi degli enti locali. "Se da un lato è fondamentale garantire la sicurezza stradale con misure chiare che devono essere rispettate dagli automobilisti, dall'altra il controllo per la sicurezza non può trasformarsi in un modo poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini", ha ribadito il ministro. La revisione degli autovelox proseguirà anche nei prossimi mesi con l'obiettivo di uniformare il sistema nazionale e garantire maggiore chiarezza sulle modalità di utilizzo degli apparecchi di controllo della velocità.

18/07/2026 12:00
Pd Marche, Thomas Braconi è il nuovo segretario regionale

Pd Marche, Thomas Braconi è il nuovo segretario regionale

Il Partito Democratico delle Marche riparte da Thomas Braconi, eletto all'unanimità nuovo segretario regionale nel corso dell'assemblea del partito. L'elezione arriva dopo le dimissioni dell'ex segretaria Chantal Bomprezzi, rassegnate all'indomani delle ultime elezioni amministrative. Braconi, già eletto un anno fa alla guida del PD della provincia di Ancona, assume ora la responsabilità di guidare il partito marchigiano in una fase considerata cruciale per il rilancio dell'organizzazione e per la preparazione delle prossime sfide politiche. Soddisfazione è stata espressa da Matteo Ricci, che ha definito l'elezione il risultato di un lungo lavoro di ricomposizione interna. «Finisce l'era delle divisioni. È stato un lungo mese di faticosa tessitura unitaria e sono molto soddisfatto del risultato raggiunto. Finalmente è prevalsa la responsabilità di tutti e la voglia di ricostruire e rilanciare il partito marchigiano, che viene da almeno dieci anni di grandi difficoltà. L'unità è la precondizione per tornare a vincere», ha dichiarato. Ricci ha inoltre sottolineato come l'accordo raggiunto abbia consentito di evitare il commissariamento del partito regionale. «Oggi non abbiamo solo evitato un commissariamento, che avrebbe avvilito ulteriormente il nostro elettorato, ma abbiamo posto le basi per tornare a essere forti in vista delle prossime sfide e per costruire un'opposizione efficace al sempre più mediocre governo della Regione», ha aggiunto. Con l'elezione di Thomas Braconi si apre dunque una nuova fase per il Partito Democratico delle Marche, chiamato a ritrovare compattezza interna e a rafforzare la propria azione politica sul territorio in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. 

18/07/2026 10:13
Marche - Allarme giovani, persi 28 mila under 35 in sei anni. Cisl: "La sfida è rendere la regione attrattiva"

Marche - Allarme giovani, persi 28 mila under 35 in sei anni. Cisl: "La sfida è rendere la regione attrattiva"

  ANCONA – Una regione che perde giovani, cresce meno delle aree più dinamiche del Paese e fatica a garantire salari competitivi, ma che continua a possedere un tessuto produttivo solido, una buona qualità della vita e un capitale umano di valore. È questa la fotografia delle Marche scattata dalla seconda edizione del Report dell'Ufficio Studi della CISL Marche, presentata al Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona nel corso dell'incontro dedicato al tema "Per lo sviluppo delle Marche. Il ruolo delle giovani generazioni". Ad aprire i lavori è stato il segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti, che ha posto al centro del dibattito la questione giovanile. Il dato più preoccupante riguarda proprio la demografia. Negli ultimi sei anni le Marche hanno perso oltre 28 mila residenti tra gli 0 e i 34 anni e, secondo le proiezioni, entro il 2050 potrebbero venir meno oltre 100 mila giovani, con inevitabili ripercussioni sul mercato del lavoro, sulla sostenibilità del welfare e sulla competitività dell'intero sistema economico regionale. A illustrare il rapporto è stato il coordinatore dell'Ufficio Studi della CISL Marche, Matteo Moretti, che ha evidenziato una serie di criticità strutturali. Tra queste emergono una crescita del PIL inferiore rispetto alle regioni più dinamiche del Nord-Est, investimenti fermi da oltre vent'anni, livelli di produttività inferiori ai principali territori concorrenti, salari medi sotto la media nazionale, aumento della povertà relativa, crescita dei giovani Neet e del disagio psicologico, oltre a un utilizzo ancora limitato del trasporto pubblico locale e a un ricorso eccessivo alla discarica per lo smaltimento dei rifiuti. Il report, tuttavia, mette in luce anche gli elementi positivi su cui costruire il rilancio della regione. Le Marche possono infatti contare su un diffuso sistema di piccole e medie imprese, una buona qualità della vita e un capitale umano qualificato, con una significativa presenza di laureati e punte di eccellenza nella formazione tecnica. Ad arricchire il confronto, moderato dalla giornalista Chiara Cuccinella, sono state le testimonianze di Raffaello Cesoni, Maria Laura Berti, Guido Mancini, Simone Neri, Tamara Smolina e Ledjana Sula, giovani che hanno deciso di restare o tornare nelle Marche. Esperienze differenti, ma accomunate dagli stessi valori: il forte legame con il territorio, l'importanza della formazione, la qualità della vita e la convinzione che la regione possa ancora rappresentare un luogo capace di attrarre competenze e opportunità. Nel suo intervento, Marco Ferracuti ha ribadito come il vero nodo non sia trattenere i giovani, ma creare le condizioni affinché scelgano di vivere e lavorare nelle Marche. "Abbiamo incontrato ragazze e ragazzi preparati, consapevoli e competenti. La domanda non è se siano all'altezza delle sfide del futuro, ma se le Marche saranno all'altezza dei loro giovani", ha affermato. Secondo il segretario della CISL Marche, senza lavoro di qualità diventa difficile costruire qualsiasi progetto di vita. I salari, ha spiegato, dipendono dalla competitività del sistema produttivo, ma il lavoro significa anche benessere e qualità della vita. Ferracuti ha inoltre ricordato il Protocollo sul benessere lavorativo, annunciato dall'assessore regionale Giacomo Bugaro e in programma per la firma il prossimo 31 luglio con la Regione Marche, definendolo un passo importante verso un nuovo modello di sviluppo. Fondamentale, infine, il tema della formazione: "La vera tutela non è soltanto conservare un posto di lavoro, ma possedere le competenze per trovarne sempre uno nuovo. Il futuro non si aspetta: si costruisce", ha concluso. Il presidente del Comitato Scientifico del Report, Gian Luca Gregori, già rettore dell'Università Politecnica delle Marche, ha sottolineato la necessità di una strategia di lungo periodo. "Serve un modello di sviluppo coerente. Il fattore decisivo resta il capitale umano: senza capitale umano non c'è competitività", ha evidenziato. L'assessore regionale Giacomo Bugaro ha ricordato le difficoltà affrontate negli ultimi anni dalla regione, dal fallimento di Banca Marche e della Antonio Merloni fino alle conseguenze del terremoto. Oggi, ha osservato, in uno scenario internazionale complesso e altamente competitivo, le Marche hanno bisogno di un autentico piano industriale capace di rilanciare il sistema economico regionale. Il presidente dell'ISTAT, Francesco Maria Chelli, ha richiamato l'importanza delle analisi statistiche come base delle politiche pubbliche. "Senza dati non si governa", ha affermato, ricordando anche come le Marche presentino un saldo migratorio positivo, segnale che la regione continua ad attrarre nuovi residenti, compresi giovani provenienti da altri territori. A chiudere l'incontro è stata la segretaria generale della CISL nazionale, Daniela Fumarola, che ha indicato le priorità per rendere le Marche una regione capace di trattenere e attrarre nuove generazioni. "Un giovane resta, o torna, se trova lavoro di qualità, formazione, servizi efficienti, trasporti, sanità, casa e opportunità per costruire il proprio progetto di vita", ha dichiarato. Fumarola ha riconosciuto il valore del sistema produttivo marchigiano, fondato su manifattura, artigianato, agricoltura, turismo e università, ma ha anche ricordato le difficoltà ancora aperte: la crisi dell'industria, il rallentamento dell'export delle piccole imprese e il recupero ancora incompleto del potere d'acquisto dei salari. Particolare attenzione è stata dedicata alle aree interne, per le quali la leader della CISL ha invocato una strategia integrata che metta insieme sanità, scuola, formazione, trasporti, infrastrutture, sostegno alle imprese e incentivi fiscali. Infine, il riferimento all'estensione della Zona Economica Speciale (ZES) a Marche e Umbria, considerata un'opportunità importante, ma solo se accompagnata da investimenti, infrastrutture, risorse europee, sviluppo delle filiere produttive e occupazione di qualità. Il messaggio emerso dal confronto è chiaro: le Marche possiedono ancora le risorse per costruire il proprio futuro, ma sarà necessario un progetto condiviso che metta al centro giovani, lavoro, formazione e innovazione, trasformando le criticità evidenziate dal Report in occasioni di crescita e sviluppo sostenibile.    

18/07/2026 10:05
Maltempo Marche, alberi e rami caduti: 70 interventi dei Vigili del fuoco nella notte

Maltempo Marche, alberi e rami caduti: 70 interventi dei Vigili del fuoco nella notte

È stata una notte di intenso lavoro per i Vigili del fuoco delle Marche, impegnati in circa 70 interventi a causa del forte vento che ha interessato gran parte della regione. Le richieste di soccorso hanno riguardato soprattutto alberi e rami caduti sulla carreggiata, oltre alla messa in sicurezza di elementi pericolanti che rappresentavano un rischio per la circolazione e la pubblica incolumità. La provincia maggiormente interessata è stata quella di Macerata, dove sono stati effettuati 30 interventi. Seguono Ancona con 21, Pesaro Urbino con 10, Fermo con 6 e Ascoli Piceno con 5. Nel frattempo, i Vigili del fuoco marchigiani sono stati chiamati a fornire supporto anche fuori regione. Nella serata di ieri personale dei Comandi delle Marche è partito alla volta di Reggio Emilia per affiancare i colleghi emiliani, impegnati a far fronte alle numerose richieste di soccorso provocate dall'ondata di maltempo che ha colpito il territorio.

16/07/2026 09:30
Andrea Passacantando eletto presidente del Crel Marche, Giorgio Andreani è il vicepresidente

Andrea Passacantando eletto presidente del Crel Marche, Giorgio Andreani è il vicepresidente

Si è insediato il nuovo Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro (Crel) delle Marche che, nella prima seduta ospitata nell'Aula del Consiglio regionale, ha provveduto all'elezione del presidente e del vicepresidente dell'organismo. A guidare il Crel sarà Andrea Passacantando, che succede a Luca Talevi, mentre la vicepresidenza è stata affidata a Giorgio Andreani, chiamato a raccogliere il testimone di Gilberto Gasparoni. Andrea Passacantando, nato a Tolentino nel 1968, è laureato in Giurisprudenza con una specializzazione in diritto comunitario. Titolare di un'azienda agricola nel Maceratese, vanta una consolidata esperienza nel settore agricolo e nell'associazionismo di categoria. «Intendo mettere la mia esperienza al servizio del Crel – ha dichiarato il neo presidente – affinché questo organismo diventi sempre più centrale e dinamico, capace di contribuire concretamente allo sviluppo economico e sociale della nostra regione». Il nuovo vicepresidente Giorgio Andreani, segretario organizzativo della Uil Marche, da anni impegnato nei settori delle infrastrutture e dei trasporti, ha sottolineato la volontà di rafforzare ulteriormente il ruolo dell'organismo. «L'obiettivo è offrire il mio contributo perché il Crel possa diventare un organismo sempre più autorevole e punto di riferimento per il territorio», ha affermato. Alla seduta inaugurale ha preso parte anche il presidente del Consiglio regionale, Gianluca Pasqui, che ha evidenziato il valore del Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro quale organismo consultivo a supporto dell'attività istituzionale della Regione. «Il Crel rappresenta un luogo di confronto capace di mettere a disposizione competenze, analisi e proposte qualificate a sostegno dell'attività legislativa e della programmazione regionale», ha sottolineato Pasqui. Il Crel, istituito dalla legge regionale n. 15 del 2008, è composto da 35 rappresentanti delle categorie economiche, sociali e degli ordini professionali marchigiani. L'organismo resterà in carica per l'intera durata della legislatura regionale, mentre per il presidente e il vicepresidente è prevista una verifica di metà mandato, trascorsi 30 mesi dall'elezione.

14/07/2026 18:00
Confagricoltura Marche: "Grano duro, prezzi sotto i costi e aziende a rischio"

Confagricoltura Marche: "Grano duro, prezzi sotto i costi e aziende a rischio"

La campagna del grano duro 2026 si apre con forti preoccupazioni per le imprese agricole del Maceratese. A lanciare l'allarme è Confagricoltura, che denuncia prezzi di mercato ancora ben al di sotto dei costi di produzione, una situazione che mette a rischio la redditività delle aziende cerealicole e la tenuta di un comparto considerato strategico per l'agricoltura provinciale. Secondo l'associazione, il quadro non è migliorato neppure con l'avvio della Commissione Unica Nazionale (CUN) del grano duro, uno strumento sul quale, nei mesi scorsi, erano state riposte aspettative che si sono rivelate infondate. Confagricoltura chiarisce che la CUN non è stata istituita per fissare prezzi remunerativi o garantire il reddito degli agricoltori, ma esclusivamente per rilevare in modo trasparente l'andamento del mercato attraverso il confronto tra i diversi soggetti della filiera. L'associazione sottolinea inoltre come la composizione della Commissione non sia equilibrata, dal momento che gli stoccatori, ovvero coloro che materialmente immagazzinano il grano, ne sono rimasti esclusi. Per questo motivo, secondo Confagricoltura, attribuire alla Commissione il compito di risolvere la crisi del comparto ha significato alimentare aspettative non realistiche tra gli agricoltori. La delusione odierna, evidenzia l'organizzazione, non deriva dal funzionamento della CUN, che si limita a svolgere il ruolo previsto dalla normativa, ma dall'aver presentato questo organismo come la soluzione ai problemi del settore. Il nodo resta invece rappresentato dalle dinamiche del mercato, sulle quali la Commissione non ha alcun potere di intervento. L'associazione individua la principale criticità nella mancanza di una strategia politica di lungo periodo, a livello europeo, nazionale e locale, a sostegno della cerealicoltura. Negli ultimi anni, sostiene Confagricoltura, si è fatto ricorso prevalentemente a interventi emergenziali e contributi occasionali, spesso destinati esclusivamente ai produttori, senza costruire strumenti capaci di rafforzare in modo strutturale la competitività delle imprese. Una situazione che, secondo l'organizzazione, non riguarda soltanto il Maceratese ma interessa l'intero Centro Italia. Per questo Confagricoltura Abruzzo, Confagricoltura Lazio, Confagricoltura Marche e Confagricoltura Umbria chiedono di investire nel rafforzamento delle relazioni tra tutti gli anelli della filiera, dalla produzione allo stoccaggio, dalla trasformazione all'industria fino alla grande distribuzione organizzata. Le associazioni ritengono fondamentale incentivare strumenti di aggregazione dell'offerta, come Organizzazioni di Produttori e cooperative agricole, affinché le imprese possano acquisire maggiore forza contrattuale, programmare meglio la produzione e gestire con maggiore efficienza gli equilibri tra domanda e offerta. Tra le richieste figurano anche un maggiore ricorso ai contratti di filiera, investimenti nella qualità delle produzioni, nello stoccaggio e nell'innovazione, oltre alla piena attuazione del decreto-legge 63/2024 sui costi di produzione, evitando che il peso delle misure ricada esclusivamente sulle aziende agricole. Per Confagricoltura il comparto cerealicolo italiano ha bisogno di una strategia di lungo periodo e non di interventi occasionali. L'associazione richiama inoltre l'attenzione sul forte squilibrio esistente tra il prezzo riconosciuto al grano e quello dei prodotti derivati, come la pasta, una volta arrivati sugli scaffali della grande distribuzione, ritenendo necessario costruire una filiera più moderna, competitiva e capace di distribuire il valore in modo più equilibrato tra tutti gli operatori. Solo attraverso un cambio di impostazione, conclude Confagricoltura, sarà possibile garantire un futuro alla coltivazione dei cereali e alla sostenibilità economica delle imprese agricole.

07/07/2026 16:40
Basilica di Vitruvio, gli scavi avvicinano gli archeologi all'Aedes Augusti del culto imperiale

Basilica di Vitruvio, gli scavi avvicinano gli archeologi all'Aedes Augusti del culto imperiale

  Proseguono le indagini archeologiche nell'area di piazza Andrea Costa a Fano, dove sorgono i resti della Basilica di Vitruvio, edificio progettato nel I secolo a.C. La conclusione della prima fase degli scavi ha restituito nuovi elementi di grande interesse, tra cui i resti di un muro absidato, una scoperta che potrebbe offrire nuove chiavi di lettura sull'ubicazione dell'Aedes Augusti, il tempio destinato al culto imperiale. Ad illustrare i risultati della campagna di scavo è stato Cristiano Casci Ceccacci, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, che ha presentato il bilancio scientifico delle attività svolte. Parallelamente prosegue il percorso condiviso tra Comune di Fano, Soprintendenza e Regione Marcheper la ricerca, la tutela e la valorizzazione del sito, accompagnato da nuovi investimenti destinati alle prossime fasi del progetto. Nel corso delle indagini sono state acquisite importanti conferme, ma sono emersi anche dati completamente nuovi. Gli archeologi hanno approfondito diversi settori dell'area, riuscendo a definire con maggiore precisione strutture murarie e livelli pavimentali risalenti all'epoca romana. Sul fronte di via Arco d'Augusto, in corrispondenza del perimetro della basilica, sono state documentate le operazioni di spoliazione avvenute dopo l'età romana. In quest'area sono stati rinvenuti materiali ceramici databili tra l'XI e il XII secolo d.C., testimonianza del riutilizzo del sito durante il periodo medievale. Tra i ritrovamenti di maggiore rilievo figura anche il basamento della sesta colonna sul lato Darderi, conservatosi solo parzialmente a causa di interventi successivi. Gli scavi hanno inoltre permesso di riportare alla luce un ulteriore tratto del pavimento romano e un nuovo segmento murario lungo via Montevecchio, elementi che contribuiscono a ricostruire con crescente precisione la planimetria del monumento attribuito a Vitruvio. Per il sindaco di Fano, Luca Serfilippi, i risultati rappresentano un passaggio fondamentale per comprendere sempre meglio l'edificio. Pur non essendo ancora conclusivi, i dati raccolti consentono di definire con maggiore accuratezza quella che viene identificata come la Basilica di Vitruvio e di ricostruire le trasformazioni subite dal complesso nel corso dei secoli, confermandone la lunga continuità di utilizzo. Le indagini, inoltre, stanno contribuendo a ricostruire parti dell'edificio che Vitruvio, nel De Architectura, non descrive direttamente ma lascia intuire fossero presenti. Sul fronte economico è stato annunciato un nuovo stanziamento di 400 mila euro, ripartito in parti uguali tra Comune di Fano e Regione Marche, con un contributo regionale finanziato attraverso il fondo per il turismo. Le risorse serviranno a proseguire il percorso di valorizzazione dell'importante scoperta archeologica. L'amministrazione comunale punta inoltre a intervenire sull'immobile che ospita la pescheria, con un progetto di riqualificazione che comprende manutenzione, nuova illuminazione, sistemi di protezione dagli uccelli e un miglioramento complessivo del decoro e della fruibilità dell'area. L'obiettivo è definire l'operazione entro il prossimo mese di settembre. Ulteriori risorse arriveranno anche dal Ministero della Cultura. Il soprintendente Andrea Pessina ha annunciato che sono già stati destinati 350 mila euro ai primi interventi di restauro dei reperti e al proseguimento delle indagini archeologiche. È stata inoltre presentata una richiesta di ulteriori 800 mila euro per garantire continuità alle attività di scavo, con l'obiettivo di approfondire e valorizzare un patrimonio ritenuto di eccezionale valore scientifico e culturale. I risultati della prima fase delle indagini saranno infine presentati alla prossima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, in programma tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre. (foto Ansa)  

04/07/2026 11:00
Bambino scivola in una scarpata, i genitori tentano di soccorrerlo e precipitano: salvataggio del Soccorso Alpino

Bambino scivola in una scarpata, i genitori tentano di soccorrerlo e precipitano: salvataggio del Soccorso Alpino

Momenti di grande apprensione nel pomeriggio di oggi lungo un’area impervia compresa tra Cagli e Pianello, dove il Soccorso Alpino e Speleologico Marche è intervenuto per soccorrere una famiglia coinvolta in una caduta lungo una scarpata. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, un bambino è scivolato lungo un pendio particolarmente ripido, finendo in una zona difficile da raggiungere, a pochi metri da un corso d’acqua. Nel tentativo di raggiungerlo e prestargli aiuto, anche i genitori sono precipitati lungo la scarpata. La madre è riuscita autonomamente a risalire fino al sentiero, mentre il padre, scivolato insieme al figlio, è rimasto bloccato in una posizione particolarmente delicata e distante diversi metri dal bambino. Scattato l’allarme, sul posto sono intervenuti i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Marche, che hanno allestito un complesso sistema di recupero mediante tecniche alpinistiche per operare in sicurezza nell’area impervia. I soccorritori hanno raggiunto padre e figlio, procedendo dapprima al recupero del minore e successivamente dell’uomo. Una volta messi in sicurezza, entrambi sono stati accompagnati lungo il sentiero fino a una zona accessibile ai mezzi di soccorso. L’intervento si è concluso con esito positivo e senza conseguenze gravi, nonostante il forte spavento vissuto dai componenti della famiglia.

20/06/2026 20:00
Auto elettrica in fiamme nella notte a Fano, intervento dei vigili del fuoco

Auto elettrica in fiamme nella notte a Fano, intervento dei vigili del fuoco

Momenti di apprensione nella notte a Fano, dove un'autovettura elettrica è stata interessata da un incendio in via Vittime di Nassirya. L'allarme è scattato intorno alle 4 del mattino, quando sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per domare le fiamme che avevano avvolto il veicolo. Nelle operazioni è stata impegnata la squadra del distaccamento di Fano, supportata da un'autobotte inviata dal Comando provinciale di Pesaro. I pompieri hanno lavorato per spegnere l'incendio e mettere in sicurezza l'area circostante, evitando possibili ulteriori conseguenze legate al rogo dell'auto elettrica. Fortunatamente non si registrano persone coinvolte e non risultano feriti. Una volta completate le operazioni di spegnimento e bonifica, la situazione è tornata sotto controllo.

20/06/2026 10:00
Ricci scuote il Pd Marche: "Dal 2020 una lunga serie di sconfitte, ora basta divisioni"

Ricci scuote il Pd Marche: "Dal 2020 una lunga serie di sconfitte, ora basta divisioni"

PESARO – Un'analisi senza sconti sullo stato di salute del Partito Democratico marchigiano e un appello all'unità per provare a invertire una lunga serie di sconfitte elettorali (qui l'analisi di quella di Macerata). È il messaggio lanciato ieri dall'europarlamentare Matteo Ricci durante il congresso provinciale del Pd di Pesaro-Urbino che ha sancito l'elezione di Marco Perugini alla guida della federazione. Nel suo intervento, Ricci ha parlato apertamente delle difficoltà attraversate dal partito negli ultimi anni, individuando nel 2020 l'inizio di una fase politica particolarmente complessa. «Veniamo da anni di sconfitte. È dal 2020 che perdiamo in questo territorio», ha affermato l'ex sindaco di Pesaro, ricordando la perdita della Regione Marche e il progressivo arretramento del centrosinistra in numerosi comuni, compresi alcuni considerati storicamente vicini al Pd. Secondo Ricci, le recenti battute d'arresto non possono essere archiviate come episodi isolati. «Il problema del Pd delle Marche è profondissimo, non va banalizzato e viene da anni di divisioni incomprensibili», ha sottolineato, evidenziando come le tensioni interne abbiano finito per indebolire il partito anche nei momenti decisivi. L'europarlamentare ha riconosciuto che attorno alla sua candidatura alle regionali si era riusciti a ricomporre il quadro unitario del partito, ma ha ammesso che le difficoltà strutturali sono riemerse subito dopo. Per questo ha rivolto un ringraziamento alla segretaria regionale uscente Chantal Bomprezzi, difendendone il lavoro svolto in una fase particolarmente complessa. «Se dal 2020 in questo territorio non si vince più, la responsabilità non può essere attribuita a una sola persona», ha osservato Ricci, invitando l'intera classe dirigente a una riflessione collettiva. Guardando al futuro, l'esponente dem ha indicato come priorità assoluta la ricostruzione dell'unità interna e l'organizzazione di un congresso regionale condiviso entro il prossimo autunno. «Dobbiamo dimostrare al Pd nazionale che esiste un gruppo dirigente che ha capito la lezione e che è in grado di affrontare un congresso unitario, di ricostruzione, entro ottobre», ha dichiarato, avvertendo che in caso contrario sarà inevitabile un intervento della dirigenza nazionale. Ricci ha inoltre evidenziato come i congressi unitari celebrati nelle federazioni di Ancona, Macerata e Pesaro-Urbino rappresentino un primo segnale positivo verso una stagione diversa. «Dobbiamo recuperare l'unità anche negli altri territori e provare a ricostruire il partito delle Marche. Questo è il lavoro che ci aspetta», ha concluso. Nel corso dell'assemblea, Ricci ha infine rivolto un ringraziamento alla segretaria provinciale uscente Rosetta Fulvi e un augurio di buon lavoro al neo segretario Marco Perugini, chiamato a guidare la federazione in una fase considerata decisiva per il rilancio del Partito Democratico marchigiano.

13/06/2026 11:19
Incidente in mountain bike sul Monte Carpegna: soccorso un dodicenne

Incidente in mountain bike sul Monte Carpegna: soccorso un dodicenne

Un ragazzo di 12 anni è rimasto ferito nel pomeriggio di oggi, a causa di una caduta in mountain bike mentre si trovava sul Monte Carpegna per un'escursione con una comitiva. Il giovane ha riportato un trauma a un arto superiore, con un doloroso interessamento del polso, facendo scattare l'immediata richiesta di aiuto alla centrale d'emergenza. Per garantire l'assistenza e la messa in sicurezza del dodicenne, sul posto sono intervenute tempestivamente le squadre del soccorso alpino e speleologico Marche, insieme al personale sanitario del 118, ai vigili del fuoco e ai carabinieri. Considerata la zona impervia, la centrale operativa ha provveduto ad attivare anche l’eliambulanza Icaro 02. L'elicottero del soccorso regionale ha effettuato un attento tentativo di recupero del ferito tramite l'utilizzo del verricello, ma le manovre aeree sono state interrotte a causa della fitta copertura boschiva della zona, che non avrebbe garantito gli standard di sicurezza necessari per l'operazione. Di conseguenza, la comitiva si è spostata a piedi insieme ai tecnici del soccorso alpino verso una vicina zona carrozzabile. In questo punto più accessibile, il dodicenne è stato finalmente raggiunto e stabilizzato sul posto dagli operatori specializzati e dal personale medico del 118. Una volta completate le prime cure in loco, il giovane è stato affidato ai sanitari dell'ambulanza per il successivo trasporto in ospedale, dove è stato sottoposto a tutti gli accertamenti e alle cure del caso.

31/05/2026 16:50
Ambiente, controlli a tappeto nelle Marche: 9 denunciati e 25mila metri quadri sequestrati

Ambiente, controlli a tappeto nelle Marche: 9 denunciati e 25mila metri quadri sequestrati

 A un anno dalla firma del protocollo d’intesa tra il Comando Regionale Marche della Guardia di Finanza e l’Arpam, arriva un primo bilancio delle attività congiunte che conferma un rafforzamento significativo dell’azione di tutela della legalità ambientale sul territorio regionale. Le operazioni, condotte dal Reparto Operativo Aeronavale di Ancona in collaborazione con i Comandi Provinciali del Corpo e con il supporto delle Aziende sanitarie territoriali (Ast), del Genio Civile, dell’Agenzia del Demanio, degli Ispettorati del Lavoro e dei tecnici Arpam, hanno garantito un presidio costante e coordinato su tutto il territorio regionale. Secondo quanto comunicato, il modello di collaborazione interistituzionale si è dimostrato efficace e basato su condivisione delle informazioni e interventi mirati. Dal maggio 2025 sono stati effettuati otto controlli, tutti conclusi con esito irregolare, a conferma dell’efficacia della fase preliminare di selezione degli interventi. Nel corso delle attività sono state deferite all’autorità giudiziaria nove persone, tra rappresentanti di società e titolari di ditte individuali, per reati ambientali. Accertate inoltre 14 violazioni in materia di abusi edilizi, per una superficie complessiva pari a circa 3.160 metri quadrati. Le operazioni hanno portato anche al sequestro di oltre 25mila metri quadrati di aree sottoposte a vincolo paesaggistico, insistenti su demanio fluviale o in zone ad elevato rischio idrogeologico. Contestualmente, sono stati rinvenuti e sequestrati ingenti quantitativi di rifiuti speciali, sia pericolosi che non pericolosi: materiali da demolizione, scarti di lavorazione, pneumatici, oltre a sostanze altamente inquinanti come eternit, amianto, veicoli fuori uso non bonificati e bombole di gas e ossigeno. Il quantitativo complessivo supera le 5.500 tonnellate di rifiuti gestiti in modo illecito.              

22/05/2026 12:00
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