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"Materia e Pensiero": a Villa Fermani le opere di Sergio Baldoni

"Materia e Pensiero": a Villa Fermani le opere di Sergio Baldoni

«Di terra. Di acqua. Di fuoco. Di questo sono fatte le mie opere. E di una passione che mi abita da sempre e che si accende quando guardo la materia grezza che ho davanti. Vi sono, come intrappolate, figure che mi ingegno a liberare. Fin da bambino non faccio che questo: prendo un po'; di materiale e gli do forma, che si tratti di un blocco di pietra, un’asse di legno, un pugno di argilla o una noce di cera». Sergio Baldoni è uno scultore, o come preferisce definirsi lui - un artigiano della materia - che si dedica alla lavorazione artigianale e artistica di materiali quali argilla, pietra, marmo, legno, bronzo. E proprio "Materia e Pensiero” è il titolo della mostra di sculture che, con il patrocinio del Comune di Corridonia, sarà inaugurata sabato 29 agosto alle ore 18:30 presso le sale espositive di Villa Fermani. La personale, che raccoglie una parte della produzione di Baldoni, sarà aperta al pubblico dal 30 agosto al 6 settembre, tutti i giorni dalle ore 18.00 alle ore 23.00. «È gratificante constatare a ogni nuova occasione – commenta il Sindaco Giuliana Giampaoli - il gradimento per il programma espositivo avviato a Villa Fermani. L’interesse e l’entusiasmo mostrato dagli artisti e il grande riscontro di pubblico stanno facendo di questo luogo restituito alla città un vero punto di riferimento non solo ricreativo ma anche culturale. Da sabato ospiteremo Sergio Baldoni e le sue opere, sculture che abiteranno le due sale al piano terra della Villa, realizzando un legame ideale con le opere presenti nel Parco». «Siamo orgogliosi di aprire le porte di Villa Fermani ai talenti del nostro territorio, questa dimora deve essere sempre di più non solo un monumento da ammirare, ma un luogo vivo capace di generare valore culturale, sostenere gli artisti che rappresentano l'anima visiva della nostra terra e avvicinare i cittadini all'arte, soprattutto quelli meno abituati.  L’obbiettivo dell’assessorato è di offrire alla comunità e ai visitatori uno spazio di incontro con l'arte di qualità, celebrando nei vari eventi la maestria di pittori, scultori e fotografi della zona che hanno già conquistato il pubblico e la critica. Abbiamo già in programma altre due mostre con cui chiuderemo gli eventi alla villa Fermani, per poi inaugurare la chiesa di San Francesco, che vorremmo usare stabilmente come spazio espositivo ed auditorium, con la straordinaria Mostra su San Francesco a cui stiamo lavorando da oltre un anno» ha aggiunto l'Assessore alla Cultura Massimo Cesca.

26/08/2026 15:30
"Miele in Convento": a Camerino un viaggio tra apicoltura, storia e gastronomia

"Miele in Convento": a Camerino un viaggio tra apicoltura, storia e gastronomia

Un viaggio nella storia del miele e dell'apicoltura nei monasteri italiani, tra antiche tradizioni, sapienza monastica e nuove esperienze da vivere. È Miele in Convento, la prima edizione dell'evento previsto il 12 e 13 settembre al Convento dei Frati Cappuccini di Renacavata, a Camerino, per raccontare un patrimonio poco conosciuto ma ancora vivo in numerosi monasteri e conventi italiani.   Camerino è uno dei sette comuni della provincia di Macerata che fanno parte de Le Città del Miele, la rete nazionale dei territori che danno origine e identità ai mieli italiani, insieme a Matelica, Monte Cavallo, Montelupone, Sarnano, Urbisaglia e Valfornace, e che valorizza l'apicoltura come elemento di identità territoriale e di attrattiva turistica.   L' evento, promosso dal Comune di Camerino, nasce con la collaborazione dei frati del Convento di Renacavata, del Consorzio Apicoltori di Macerata, dell'Associazione Turistica Pro Camerino e di Le Città del Miele. Obiettivo è valorizzare una storia antica e affascinante: quella dell' apicoltura nei conventi e nei monasteri italiani, dove per secoli il miele e gli altri prodotti dell' alveare hanno rappresentato una risorsa preziosa per la vita delle comunità religiose.   La prima edizione di Miele in Convento rappresenta in questo senso un' occasione per entrare in un luogo attraverso una chiave di lettura insolita, quella delle api e del miele, e per scoprire come un prodotto della natura possa raccontare secoli di storia, saperi e tradizioni.   Il luogo scelto per la prima edizione di Miele in Convento è particolarmente significativo. Il convento di Renacavata è storicamente riconosciuto come il primo monastero al mondo dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, fondato nel 1528. La sua architettura, i suoi spazi, i boschi circostanti, il giardino e l' apiario vengono custoditi dal lavoro quotidiano della sua comunità religiosa che in questa occasione diventa testimone di un particolare capitolo della storia dell' apicoltura italiana. Per la sua bellezza e contesto paesaggistico in cui si trova, quest' anno il convento è anche tra i candidati più votati (attualmente è al secondo posto in classifica) alla tredicesima edizione dei Luoghi del Cuore del FAI, il censimento dedicato alla cura e alla valorizzazione del patrimonio nazionale.   Miele in Convento sarà soprattutto un' esperienza da vivere. Il programma del secondo weekend di settembre accompagnerà i visitatori alla scoperta di Renacavata e del suo patrimonio, con visite guidate agli spazi monastici e al museo, dove sarà esposto anche un Sant' Ambrogio in bugno, ovvero l' antico alveare di paglia in uso prima della nascita dell' arnia a telaini, che segna lo sviluppo dell' apicoltura moderna, e la possibilità di conoscere da vicino il mondo delle api attraverso l'apiario didattico.   Per i più piccoli sono previsti minicorsi dedicati all' apicoltura, con la possibilità di osservare e comprendere il lavoro delle api e concludere l' esperienza con una merenda a base di miele. Il rapporto tra miele e gastronomia sarà invece protagonista di due menù speciali proposti alla tavola del refettorio del convento dove il miele sarà chiamato a reinterpretare la cucina del territorio.  Non mancheranno gli approfondimenti culturali, con un incontro dedicato al ruolo del miele nell' alimentazione, con degustazioni insolite curate dai giovani esperti della Facoltà di Chimica degli alimenti dell' Università di Camerino, guidati dal professor Gianni Sagratini. L'evento ospiterà anche una mostra mercato dedicata al miele e ai prodotti tipici.   Un programma pensato per pubblici diversi e per trasformare la visita in un'esperienza completa: conoscere, assaggiare, ascoltare, osservare e incontrare. Un modo originale per entrare nel mondo dell' apicoltura partendo da un luogo dove la storia del miele si intreccia con quella della vita religiosa. Fin dal Medioevo, infatti, monasteri e conventi furono luoghi di conservazione e trasmissione delle conoscenze sull' apicoltura. Benedettini e cistercensi svilupparono tecniche avanzate per la gestione degli alveari, favoriti anche dagli ambienti rurali ricchi di orti, piante aromatiche e fioriture. Il miele era un alimento prezioso, come altri prodotti dell' alveare con le loro proprietà benefiche, così come la cera serviva per le candele ad illuminare i luoghi di culto.   Una cultura apistica ancora viva e ancora oggi attiva e presente in numerosi monasteri, abbazie e conventi italiani, gestita dalle comunità religiose, spesso in collaborazione con gli apicoltori locali.

26/08/2026 14:00
Il Ginesio Fest diventa laboratorio per il rilancio delle aree interne. Tra gli ospiti Guido Castelli

Il Ginesio Fest diventa laboratorio per il rilancio delle aree interne. Tra gli ospiti Guido Castelli

Dal successo di un festival alla costruzione di una vera e propria destinazione territoriale. È questa la sfida al centro della giornata di sabato 29 agosto, una delle più significative dell'edizione 2026 del Ginesio Fest, che alle 10, nella Chiesa dei Santi Tommaso e Barnaba, ospiterà il forum “Dal Festival alla Destinazione. Forum di idee per costruire l’identità del Borgo degli Attori”. L'iniziativa nasce con l'obiettivo di aprire una riflessione sul futuro di San Ginesio e sulle possibilità di trasformare l'esperienza maturata dal festival in un progetto più ampio, capace di produrre valore culturale, turistico e sociale durante tutto l'anno. Una giornata che metterà a confronto esperienze diverse di sviluppo dei piccoli comuni, con particolare attenzione a identità, turismo lento, cultura, infrastrutture e partecipazione delle comunità. Tra gli appuntamenti più attesi ci sarà la presentazione della guida “I Cammini della Rinascita. Tesori nascosti dell'Appennino centrale”, promossa dalla Struttura del commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016. Protagonista sarà il senatore Guido Castelli, commissario straordinario alla ricostruzione, che dialogherà con il giornalista e conduttore televisivo Marco Carrara. Al centro del confronto il ruolo dei cammini e del turismo lento nella valorizzazione del patrimonio diffuso e nel rilancio delle comunità dell'Appennino centrale colpite dal sisma. Una prospettiva che punta a collegare infrastrutture, identità locali, comunità e nuove forme di attrattività. In questo percorso San Ginesio viene indicato come una delle esperienze più significative del cratere. Il borgo ha infatti investito negli ultimi anni sulla cultura, sulla valorizzazione del patrimonio e sulla costruzione di una visione condivisa di sviluppo, fino a diventare un caso osservato anche al di fuori del territorio regionale. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Giuliano Ciabocco, la mattinata proseguirà con l'intervento di Giacomo Andreani, founder e CEO di Expirit, sul tema “I piccoli comuni e l’arte del posizionamento”. L'intervento affronterà una delle questioni centrali per molti borghi italiani: come diventare riconoscibili senza perdere autenticità, costruendo una narrazione capace di valorizzare risorse culturali e identità locali e trasformarle in opportunità per residenti, imprese e visitatori. Il cuore del forum sarà quindi la tavola rotonda “Paesi che hanno scelto di essere unici”, che metterà a confronto due esperienze territoriali differenti ma accomunate dalla scelta di puntare su una forte identità. Per Peccioli interverrà Massimiliano Colombi, sociologo, coordinatore scientifico della Fondazione B.Live e coautore del volume Energie Micropolitane. Da Peccioli risonanze per l'Italia. Il suo contributo consentirà di approfondire il percorso del comune toscano, diventato un riferimento nazionale nel campo dell'innovazione territoriale, attraverso i temi della governance e delle relazioni sociali. Dall'altra parte ci sarà Francesco Mastrandrea, sindaco di Forenza, impegnato nel progetto del “Borgo dei Mosaici”, che punta sull'arte pubblica e sulla rigenerazione urbana per rafforzare identità e attrattività. Il confronto, moderato da Andrea Agazzani, responsabile dell'Area Destination di Expirit, non si concentrerà soltanto sui risultati ottenuti, ma anche sulle difficoltà e sulle sfide che i piccoli comuni devono affrontare quando scelgono di costruire la propria unicità. Dal confronto nazionale si passerà quindi alla realtà di San Ginesio con la restituzione del laboratorio partecipativo “Il Borgo degli Attori visto dai bambini”, curato da Elena Santilli. Saranno proprio i più giovani, attraverso idee e suggestioni raccolte durante il percorso, a proporre la loro visione sul futuro del paese e sul significato che il progetto del Borgo degli Attori potrebbe assumere per le nuove generazioni. La mattinata si concluderà con il dialogo “Il Borgo degli Attori: da intuizione culturale a progetto di destinazione”, che vedrà protagonisti Isabella Parrucci, ideatrice e fondatrice del Ginesio Fest, e Giacomo Andreani. L'obiettivo sarà capire come il patrimonio di relazioni, reputazione e progettualità costruito dal festival possa trasformarsi nella base di un percorso più ampio, coinvolgendo cittadini, operatori economici e istituzioni nella costruzione di una destinazione riconoscibile e condivisa. La presenza di Guido Castelli e il confronto tra esperienze nazionali e realtà locali danno al forum una dimensione che va oltre il singolo appuntamento culturale. San Ginesio diventa così, almeno per una giornata, un laboratorio sul futuro delle aree interne italiane, interrogandosi su come i piccoli borghi possano trasformare cultura, identità e patrimonio in strumenti concreti di rinascita. La sfida, in fondo, è tutta nel titolo dell'incontro: passare dal festival alla destinazione, facendo della cultura non soltanto un appuntamento da calendario, ma uno degli strumenti attraverso cui costruire sviluppo e futuro per la comunità.

26/08/2026 13:00
Paesaggi mozzafiato e architettura medievale: il castello di Pitino apre le porte alle visite in notturna

Paesaggi mozzafiato e architettura medievale: il castello di Pitino apre le porte alle visite in notturna

Le serate estive sotto le stelle e abbracciati dalla storia, dall'architettura mediavale e dai paesaggi mozzafiato delle Marche continuano.  Domenica 30 agosto, alle ore 21, il castello di Pitino, una delle fortificazioni medievali più affascinanti e strategicamente rilevanti dell'area maceratese, apre le porte per una suggestiva visita guidata. Situato su una collina a circa 600 metri di altitudine tra San Severino Marche e Treia, il castello di Pitino vanta origini antichissime: l'area era già abitata in epoca picena, come testimoniato dai ricchi reperti archeologici rinvenuti nelle necropoli circostanti. Riedificato nel XIII secolo come avamposto difensivo a guardia della valle del fiume Potenza, il castello conserva tuttora l'imponente torre maestra alta circa 23 metri, ampi tratti di cortine murarie con torrioni rompitratta, l'antica porta d'accesso e suggestivi edifici sacri incastonati all'interno del perimetro murario. Dalla sua posizione panoramica si gode una vista a 360 gradi che spazia dai monti Sibillini fino al mare Adriatico e al monte Conero. La visita sarà condotta da Paola Pistoni, guida turistica abilitata della Regione Marche e del Ministero del Turismo, che accompagnerà i partecipanti alla scoperta delle vicende storiche, dei segreti architettonici e dei dettagli del sito. Per la visita è raccomandabile indossare calzature sportive adeguate a percorsi sterrati e si consiglia di portare con sè una piccola torcia per la camminata notturna.  La visita sarà effettuata al raggiungimento di un numero minimo di 20 persone. Info e prenotazioni obbligatorie.

26/08/2026 12:35
Cesolo, la Festa di Santa Margherita arriva alla 106esima edizione

Cesolo, la Festa di Santa Margherita arriva alla 106esima edizione

La frazione di Cesolo si prepara a celebrare quattro giornate di tradizione, devozione religiosa, gastronomia locale e intrattenimento. Dal 27 al 30 agosto prende il via la 106esima Festa di Santa Margherita, abbinata alla 43esima Sagra della Ceca, evento organizzato dalla Pro Cesolo con il patrocinio del Comune. La ricorrenza dedicata a Santa Margherita prevede un articolato calendario liturgico promosso dalla comunità locale: giovedì 27 agosto visita e comunione ai malati in mattinata. Alle 20:30 si terrà la solenne processione con l'urna di Santa Margherita, seguita dalla Santa Messa. Venerdì 28 agosto, alle 17, Santa Messa e sante confessioni in chiesa. Sabato 29 agosto, alle 17, adorazione eucaristica e a seguire Santa Messa. Infine domenica 30 agosto Santa Messa con benedizione della santa reliquia sia alle 11 sia alle 17. La sagra valorizza la tradizione culinaria del territorio proponendo la classica "ceca", tipica focaccia o pasta fritta locale, affiancata da stand con arrosticini, cucina di pesce e cena speciale con asado argentino. Tutti gli stand saranno provvisti di pagamento Pos. Venerdì 28 agosto alle ore 19 apertura stand gastronomici, con arrosticini, ceche e cucina di pesce. Asporto su prenotazione entro le 12, con ritiro entro le 19. Sempre dalle ore 19 evento Chill con Recidivi, Simoncini & Pugnotti, Emiliano Effe e cena su prenotazione con asado argentino. Alle ore 21 via alla serata danzante con l'orchestra Gianni e Roberto sulla nuova pista da ballo in acciaio. Sabato 29 agosto, dalle ore 17:30, area bambini e animazione con Pimpi Pampi. Alle 18:30 dimostrazione di tiro alla fune, categoria 460 kg, in collaborazione con R.S. Edilizia e con FIGeST Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali. Alle 18:30 apertura degli stand gastronomici. Dalle ore 21 Chill presenta Pianeta Liga, tribute band di Ligabue, e a seguire dj set firmato Multiradio. Domenica 30 agosto, alle ore 16:30, motogiro organizzato in collaborazione con Wolf Motorsports. Alle 17:30 apertura degli stand gastronomici e area bambini con animazione Pimpi Pampi. Dalle 18 serata danzante con l'orchestra Marakaibo sulla pista in acciaio. Contatti e prenotazioni per l'asporto di venerdì 28 agosto al numero 339 3246183. Per la cena con asado del 28 agosto, prenotazioni entro il 26 agosto al numero 334 8780322.

26/08/2026 12:00
Belforte, “Giustizia Donna”: quando riconoscere la violenza è il primo passo per uscirne

Belforte, “Giustizia Donna”: quando riconoscere la violenza è il primo passo per uscirne

C’è una frase che è rimasta impressa a chi ha partecipato all’incontro “Giustizia Donna” all’ex oratorio di Belforte del Chienti, ed è quella pronunciata dalla dottoressa Elisa Giusti, coordinatrice del Cav Sos Donna Macerata: la violenza spegne. Spegne piano, senza che quasi te ne accorga, ed è proprio questo il motivo per cui riconoscerla resta il passaggio più difficile per chi la vive. L’appuntamento, patrocinato dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Marche in collaborazione con il Comune e Pro Belforte, ha riunito tre voci diverse ma complementari: quella giuridica, quella dell’accoglienza e quella delle forze dell’ordine, per raccontare insieme un fenomeno che riguarda tutte le famiglie, senza distinzioni. Elisa Giusti ha spiegato come tutto spesso cominci con il cosiddetto love bombing, quell’eccesso di attenzioni che fa innamorare e che poi, lentamente, si trasforma in controllo, nel linguaggio, nelle scelte, nei no che diventano sempre più difficili da pronunciare. Le donne che si rivolgono al Cav, ha raccontato, spesso lo fanno quando la violenza è già consumata, perché manca la consapevolezza di cosa sia davvero questo servizio e di come possa aiutare prima che sia troppo tardi. Il numero 1522, attivo 24 ore su 24, è proprio pensato per questo: non è una denuncia, ma un primo passo per non sentirsi più sole. L’avvocato Marco Massei ha invece messo l’accento su un aspetto molto concreto, quello delle prove. La violenza psicologica, ha spiegato, è difficile da dimostrare in tribunale proprio perché non lascia segni visibili, ed è per questo che diventa fondamentale conservare messaggi, registrazioni, testimonianze di chi sta vicino a chi soffre. Anche il mancato pagamento di un mantenimento, ha ricordato, è una forma di violenza economica che va documentata nel tempo. E per chi ha paura di raccontare, esiste la possibilità di essere ascoltate a porte chiuse, con domande che tutelano la persona durante l’audizione. A completare il quadro è arrivata la testimonianza del maggiore Giulia Maggi, comandante della Compagnia Carabinieri di Tolentino, che durante la serata è stata anche salutata e ringraziata per il servizio svolto sul territorio in occasione del suo trasferimento ad altro incarico. Il maggiore ha raccontato quanto sia importante, per chi lavora sul campo, saper leggere i segnali che una donna porta con sé quando si presenta in caserma: una ciabatta al posto delle scarpe, l’assenza del cellulare, l’agitazione di chi vuole andare via subito, anche senza lesioni visibili, anche quando poi torna sui suoi passi e nega tutto. Sono dettagli che le forze dell’ordine devono imparare a cogliere, perché la vergogna e il timore del giudizio degli altri restano ancora oggi tra i freni più forti al parlare. Rispetto al periodo della pandemia, ha sottolineato il maggiore Maggi, le denunce sono aumentate, segno che qualcosa si sta muovendo. E la comunità maceratese, ha aggiunto, dimostra ogni giorno di più il desiderio di esserci, di fare rete, perché è proprio lavorando insieme, tra istituzioni, forze dell’ordine e associazioni, che si ottengono i risultati migliori. Un incontro che ha unito riflessione e strumenti concreti, per ricordare a tutti che nessuna donna dovrebbe mai sentirsi sola davanti alla violenza, e che ogni piccolo passo verso la consapevolezza è già un passo verso la libertà.

26/08/2026 11:30
Miss Marche, la finale regionale sbarca a Civitanova: sfida tra le reginette

Miss Marche, la finale regionale sbarca a Civitanova: sfida tra le reginette

Riflettori puntati sulla bellezza e sul talento delle giovani concorrenti. Giovedì 27 agosto Civitanova ospiterà la finale regionale di Miss Marche 2026, appuntamento che torna in città confermando il legame ormai consolidato tra la manifestazione e il territorio.  La serata si svolgerà nell’area portuale, al parcheggio del Mercato Ittico, con inizio alle 21.30. L’ingresso sarà libero e il programma promette una serata all’insegna dello spettacolo, con ospiti e sorprese.  A contendersi il titolo di Miss Marche 2026 saranno le ragazze che hanno superato le selezioni provinciali e conquistato i titoli regionali che consentono l’accesso alle pre-finali nazionali del concorso.  Sarà la giuria a valutare le concorrenti e a decretare, fase dopo fase, le ragazze che accederanno ai turni successivi fino alla proclamazione della nuova Miss Marche.  Un appuntamento che richiama ogni anno il pubblico civitanovese e che rappresenta anche una vetrina per le giovani protagoniste del concorso, pronte a giocarsi l'accesso alle fasi nazionali.  A condurre la serata saranno Marco Zingaretti e Asia Campanelli, Miss Marche in carica, che accompagneranno il pubblico attraverso le diverse fasi della competizione.  L'appuntamento è dunque fissato per giovedì 27 agosto alle 21.30 al Mercato Ittico di Civitanova. Per assistere alla finale regionale l'ingresso è gratuito.

26/08/2026 10:51
Appignano, una nuova opera in ceramica per Porta Vittorio Emanuele II: al via il concorso

Appignano, una nuova opera in ceramica per Porta Vittorio Emanuele II: al via il concorso

Una nuova opera in ceramica per Porta Vittorio Emanuele II. È questo l'obiettivo di "CeramicAppignano – Convivium", il nuovo concorso internazionale promosso dal comune di Appignano nell'ambito del progetto eco-museale MUDAPP – Museo Diffuso di Appignano. Appignano, tra le 60 città italiane della ceramica e tra le cinque della Regione Marche, invita artisti, ceramisti e designer italiani e internazionali a progettare un'opera d'arte contemporanea destinata a uno dei luoghi più significativi del borgo storico: la parete interna della Porta Vittorio Emanuele II. Il tema scelto per questa prima edizione è "Intramoenia – Extramoenia", una riflessione sul rapporto tra appartenenza e libertà, identità e apertura, protezione e scoperta. La porta diventa così non soltanto un elemento architettonico, ma una vera e propria soglia fisica e simbolica tra ciò che è noto e ciò che ancora deve essere esplorato. "Con CeramicAppignano – Convivium vogliamo dare un nuovo spazio ad una tradizione profondamente radicata nella storia della nostra comunità", spiega il sindaco Mariano Calamita. "La ceramica appignanese, l'arte antica dei nostri 'coccià', è un patrimonio vivo, capace di dialogare con la contemporaneità e di proiettare il nostro territorio verso il futuro". Secondo il primo cittadino, la nuova opera andrà ad arricchire l'itinerario museale urbano a cielo aperto già presente ad Appignano, contribuendo a raccontare l'identità del paese attraverso gli scorci del centro storico. "La Porta Vittorio Emanuele II diventerà una soglia ancora più forte e riconoscibile, un luogo in cui la storia di Appignano incontra la creatività degli artisti di oggi e si offre allo sguardo di cittadini e visitatori", aggiunge Calamita. Un'opera tra tradizione e contemporaneità La nuova realizzazione dovrà essere prevalentemente in ceramica e svilupparsi su una superficie di circa 280 x 400 centimetri, coprendone almeno il 75%. Il progetto dovrà inoltre essere concepito in forma modulare, attraverso più lastre o elementi distinti, così da garantire sicurezza, stabilità, durata nel tempo e facilità di installazione. "La scelta del tema Intramoenia – Extramoenia ci permette di raccontare Appignano attraverso una metafora universale", sottolinea l'assessora alla Cultura Lucia Santanatoglia. "La porta è il luogo in cui identità e apertura non si contrappongono, ma si incontrano. Chiediamo agli artisti di interpretare questa soglia con libertà e originalità, costruendo un'opera capace di dialogare con il borgo, con la sua storia ceramica e con la comunità", aggiunge. Per l'amministrazione, il concorso rappresenta inoltre un'occasione per portare l'arte contemporanea nello spazio pubblico e nella vita quotidiana dei cittadini. Anche il vicesindaco e assessore al Turismo Stefano Montecchiarini evidenzia il valore dell'iniziativa sul piano turistico. "Il concorso valorizza l'arte ceramica come una delle principali attrattive turistiche di Appignano", afferma. La nuova opera, collocata in un luogo simbolico e di passaggio come Porta Vittorio Emanuele II, sarà infatti parte dell'itinerario museale del borgo e potrà diventare un ulteriore punto di riferimento per cittadini e visitatori interessati a conoscere storia, tradizioni, enogastronomia e patrimonio artistico del territorio. Come partecipare al concorso La partecipazione è aperta, singolarmente o in gruppo, ad artisti, ceramisti e designer italiani e internazionali che abbiano compiuto 18 anni entro la scadenza del bando. Ogni partecipante potrà presentare una sola candidatura e i progetti dovranno essere inediti e non essere stati precedentemente presentati in concorsi, premi o esposizioni pubbliche nazionali o internazionali. La candidatura è gratuita e dovrà essere presentata online attraverso il form pubblicato sul sito del Comune di Appignano entro le ore 12.30 del 14 settembre 2026. Alla domanda dovranno essere allegati tre fotografie del modello in scala, realizzato nelle misure di 35 x 50 centimetri e ripreso da diversi punti di vista, oltre a una scheda descrittiva del progetto, una breve didascalia con misure, tecniche, materiali e motivazione artistica e un curriculum sintetico dell'autore o del gruppo, della lunghezza massima di 1.000 battute. La giuria selezionerà fino a un massimo di 20 idee progettuali. Gli artisti selezionati dovranno quindi realizzare e consegnare un modellino tridimensionale in scala 1:8, prevalentemente in ceramica, entro le ore 12 del 16 ottobre 2026. I modellini saranno esposti durante LEGUMINARIA, la tradizionale manifestazione popolare ed enogastronomica di Appignano che unisce i piatti della tradizione contadina all'antica arte della ceramica, in programma dal 16 al 18 ottobre 2026. La premiazione si terrà sabato 17 ottobre. Al primo classificato sarà assegnato un premio di 5.000 euro e l'artista vincitore dovrà realizzare l'opera entro sei mesi dalla comunicazione dell'esito. Durante la mostra sarà inoltre il pubblico a poter esprimere la propria preferenza attraverso una votazione popolare. L'artista più votato dai visitatori avrà la possibilità di allestire gratuitamente una mostra personale nell'ambito dell'edizione 2027 di Leguminaria. Un progetto che punta dunque a unire la tradizione ceramica di Appignano con la creatività contemporanea, trasformando una delle porte storiche del borgo in un nuovo elemento del percorso artistico e culturale del paese.

25/08/2026 14:40
Morrovalle saluta San Bartolomeo con una grande festa: folla per Angelo Famao e un’edizione da ricordare (FOTO e VIDEO)

Morrovalle saluta San Bartolomeo con una grande festa: folla per Angelo Famao e un’edizione da ricordare (FOTO e VIDEO)

Quattro giorni di piazze piene, musica, tradizione e spettacolo hanno accompagnato Morrovalle fino al gran finale della Festa di San Bartolomeo, che lunedì 24 agosto ha chiuso un’edizione particolarmente partecipata. Una manifestazione che, anno dopo anno, continua a essere uno degli appuntamenti più sentiti dell’estate morrovallese. A catalizzare l’attenzione del pubblico è stato soprattutto Angelo Famao, protagonista del concerto conclusivo in un Piazzale Matteotti gremito. Uno spettacolo trascinante, seguito in particolare da tantissimi giovani che hanno cantato e ballato insieme all’artista trasformando il concerto in una vera festa collettiva. La serata è poi proseguita con l’estrazione della tombola e, a seguire, con il DJ set di Matteo Cecchi, accompagnato dalla voce di Giorgio Paciarelli. Ma il successo di San Bartolomeo 2026 si misura soprattutto guardando all’intero programma. Fin dalla prima serata la risposta del pubblico è stata importante: dalla commedia dialettale “Roba da matti” al Festival Internazionale del Folklore con Li Pistacoppi, passando per i momenti più legati alla tradizione e alla devozione, come la processione in onore di San Bartolomeo, fino al concerto del Corpo Bandistico “G. Verdi” di Morrovalle. Serate diverse tra loro, capaci però di riunire generazioni e pubblici differenti e di riportare ogni volta tante persone nel cuore della città. E quest’anno anche una piccola novità, decisamente golosa: durante il concerto conclusivo sono arrivati i bomboloni caldi, alla crema e alla crema al cioccolato, che hanno aggiunto un ultimo sapore di festa a una notte già piena di musica. Grande la soddisfazione dell’Amministrazione comunale per la riuscita della manifestazione e, soprattutto, grande il ringraziamento rivolto alla Pro Loco Morrovalle, ai suoi volontari e alle associazioni del territorio che hanno lavorato dietro le quinte. Perché dietro una piazza piena ci sono sempre molte persone che montano, organizzano, preparano, sistemano e restano fino all’ultimo. San Bartolomeo 2026 si chiude così: con Morrovalle piena di gente e con quella sensazione, difficile da costruire a tavolino, che per qualche sera un paese intero abbia avuto voglia di ritrovarsi per festeggiare.

25/08/2026 11:50
Ginesio Fest, il festival entra nel vivo tra letteratura e teatro: in scena anche "The End"

Ginesio Fest, il festival entra nel vivo tra letteratura e teatro: in scena anche "The End"

Il Ginesio Fest entra nel vivo con una giornata dedicata alla letteratura, al teatro e alla formazione. La settima edizione della rassegna, diretta da Leonardo Lidi, propone quest'oggi a San Ginesio un programma articolato che mette in dialogo spettacoli, incontri e attività rivolte anche ai più piccoli. La giornata si aprirà alle 17 alla Biblioteca "Tra le righe" con la presentazione di "Irene", libro scritto da Caroline Baglioni e Michelangelo Bellani, pubblicato dalla casa editrice Rrose Sélavy. Alle 18, invece, saranno due gli appuntamenti in programma. In piazza Alberico Gentili è prevista la restituzione del laboratorio per bambini "Il più grande illusionista del mondo", condotto da Ivan Mistreko. Un momento pensato per portare nello spazio pubblico il lavoro svolto con i più piccoli, trasformando il tema dell'illusione in un'esperienza concreta e condivisa. Alla stessa ora, all'Auditorium Sant'Agostino, andrà in scena "Per sempre", spettacolo di Alessandro Bandini prodotto da LAC Lugano Arte e Cultura. Il lavoro nasce dalle lettere e dalle cartoline inedite di Giovanni Testori, figura centrale della cultura italiana del Novecento, e racconta la relazione tra lo scrittore e il mercante d'arte francese Alain Toubas. Al centro dello spettacolo c'è una corrispondenza intensa, composta da lettere scritte in francese, disegni e cartoline, attraverso la quale emerge un lato meno conosciuto di Testori. Una storia d'amore fatta di desiderio, dolore e bisogno di sentirsi amati, che permette di rileggere la figura dello scrittore attraverso una prospettiva contemporanea. La serata del Ginesio Fest subirà invece una variazione rispetto al programma originario. Per importanti motivi di salute, lo spettacolo "Abracadabra", inizialmente previsto alle 21.15 al Chiostro Sant'Agostino, è stato sostituito da "The End" di Babilonia Teatri. Il riallestimento dello spettacolo, a quindici anni dal debutto, vedrà sul palco Valeria Raimondi, Enrico Castellani e Luca Scotton, con la produzione di Babilonia Teatri e SCARTI Centro di Produzione Teatrale d'Innovazione. "The End" affronta uno dei grandi tabù della contemporaneità: la morte. In una settima edizione del festival dedicata alle "Illusioni", lo spettacolo mette in discussione proprio l'idea dell'eterna giovinezza e dell'immortalità, interrogando il rapporto tra la società contemporanea e il tema della fine. La morte, spiegano gli autori, viene spesso rimossa, nascosta e separata dalla quotidianità. Vecchiaia, malattia e morte vengono allontanate dallo sguardo, mentre l'illusione di poter prolungare indefinitamente la vita alimenta la difficoltà di confrontarsi con la propria fragilità. A quindici anni dalla prima rappresentazione, "The End" torna così a interrogare il confine tra vita e morte, mantenendo al centro le contraddizioni di un presente che vorrebbe cancellare l'idea della fine. Uno spettacolo che, nelle parole della compagnia, vuole essere allo stesso tempo "un grido e una carezza": un gesto verso chi se ne va e verso ciò che lascia, ma anche una riflessione sulla difficoltà di accettare ogni conclusione. Con questa giornata, il Ginesio Fest conferma dunque la propria vocazione a costruire un programma in cui il teatro non vive isolato, ma dialoga con la letteratura, la formazione e la comunità, trasformando San Ginesio in uno spazio di incontro e confronto attraverso le diverse forme della scena contemporanea.

25/08/2026 10:10
Ripe San Ginesio, Giorgio Montanini per il gran finale di “Voci&Orizzonti"

Ripe San Ginesio, Giorgio Montanini per il gran finale di “Voci&Orizzonti"

Sarà Giorgio Montanini a chiudere la stagione di “Voci&Orizzonti”, la rassegna organizzata dall’Unione Montana dei Monti Azzurri e dal Comune di Ripe San Ginesio. L’appuntamento è per venerdì 28 agosto all’Arena La Cava, dove lo stand-up comedian fermano porterà in scena il suo live. Per l’ultimo spettacolo della rassegna l’attesa è alta: restano pochissimi biglietti disponibili su Ciaotickets e l’Arena si prepara ad accogliere fino a mille spettatori. Montanini, tra i nomi più conosciuti della stand-up comedy italiana, è atteso sul palco con il suo stile diretto, irriverente e provocatorio, fatto di comicità ma anche di riflessioni e punti di vista destinati a mettere il pubblico di fronte a temi e domande non sempre comodi. Una scelta che rappresenta anche il carattere della rassegna, che nel corso dell’estate ha proposto appuntamenti diversi per linguaggi e contenuti, alternando comicità, giornalismo, approfondimento e musical. Una stagione di spettacoli e partecipazione L’appuntamento di venerdì arriva al termine di una stagione che ha visto l’Arena La Cava protagonista di una serie di eventi capaci di richiamare pubblico e attenzione sul territorio. “Voci&Orizzonti” ha puntato su una proposta diversificata, con l'obiettivo di mettere insieme intrattenimento e cultura, offrendo occasioni di confronto oltre che di spettacolo. La partecipazione registrata nei diversi appuntamenti e la varietà degli ospiti hanno contribuito a rafforzare il ruolo dell’Arena La Cava come spazio dedicato agli eventi e alla socialità. Per Ripe San Ginesio, inoltre, la rassegna rappresenta un ulteriore tassello di una vocazione culturale che negli anni ha portato il piccolo centro dei Monti Azzurri a ospitare iniziative e manifestazioni rivolte a un pubblico sempre più ampio. Ora tocca a Giorgio Montanini chiudere il programma. Venerdì 28 agosto l’Arena La Cava si prepara dunque al gran finale, con una serata dedicata alla stand-up comedy e uno spettacolo che promette di alternare risate, provocazioni e riflessioni.

24/08/2026 17:28
Macerata, inaugurato il Luna Park di Villa Potenza: 50 attrazioni e il connubio con il September Fest

Macerata, inaugurato il Luna Park di Villa Potenza: 50 attrazioni e il connubio con il September Fest

È ufficialmente iniziata la nuova stagione del Luna Park di Villa Potenza, che resterà aperto fino al 6 settembre. Un appuntamento ormai consolidato nel calendario delle iniziative di fine estate di Macerata e che, insieme al September Fest, accompagna la città verso la conclusione degli eventi di agosto. Quella del Luna Park è una tradizione che affonda le proprie radici nella storia della città. I primi intrattenimenti di questo tipo risalgono infatti agli anni Cinquanta, quando le attrazioni muovevano i primi passi ai Giardini Diaz. Oggi quella tradizione prosegue a Villa Potenza con un parco composto da 50 attrazioni, dieci delle quali pensate specificamente per i bambini. Uno spazio rivolto a un pubblico di tutte le età, con l'obiettivo di offrire occasioni di divertimento e socialità per famiglie, giovani e visitatori. Il taglio del nastro si è svolto alla presenza dell'assessore al Commercio Giuseppe Romano e dell'assessore alla Sicurezza Paolo Renna, dando ufficialmente il via all'edizione di quest'anno. Il connubio con il September Fest Il Luna Park si svolge in concomitanza con il September Fest, in programma fino al 6 settembre nell'adiacente Centro Fiere di Villa Potenza. Una vicinanza che permette di concentrare nell'area diverse occasioni di intrattenimento e aggregazione. “Il Luna Park è una tradizione che fa parte della storia della nostra comunità e siamo felici di poterla rinnovare anche quest'anno”, commenta l'assessore Giuseppe Romano. “È un luogo dove famiglie, bambini e giovani possono incontrarsi e trascorrere momenti di divertimento e spensieratezza. Un appuntamento che si integra perfettamente con il September Fest in un connubio di socialità, aggregazione e divertimento che trova nel Centro Fiere la sua dimensione naturale”, aggiunge. L'assessore ha quindi rivolto un ringraziamento agli organizzatori e alle famiglie che rendono possibili queste iniziative, oltre che agli uffici comunali, con particolare riferimento all'Ufficio SUAP e alle Attività Produttive, per il lavoro svolto in vista della realizzazione dell'evento.  

24/08/2026 13:46
Officina Ristorante compie dieci anni: una storia di persone, sacrifici e passione

Officina Ristorante compie dieci anni: una storia di persone, sacrifici e passione

CIVITANOVA MARCHE - Dieci anni di lavoro, sacrifici, soddisfazioni, difficoltà, incontri e soprattutto persone. Ieri sera Officina Ristorante ha celebrato il suo decimo anniversario con una grande festa che ha riunito clienti, amici, collaboratori, ex collaboratori e tante delle persone che, in momenti diversi, hanno contribuito a costruire la storia del ristorante. Una serata partecipata e speciale, vissuta con entusiasmo ma anche con la consapevolezza del percorso fatto per arrivare a questo importante traguardo. La storia di Officina nasce infatti da zero. Il suo titolare, Vittorio Rastelli, arriva nelle Marche dall’Abruzzo dopo aver conosciuto quella che sarebbe diventata sua moglie, Giada. Inizia così una lunga gavetta nel mondo dell’intrattenimento e della ristorazione, passando dalle discoteche del territorio fino all’esperienza in uno dei locali più conosciuti della zona negli anni passati. Esperienze che contribuiscono a formare il suo percorso e che, passo dopo passo, lo portano alla decisione di costruire una propria realtà. È così che nasce Officina. «Siamo partiti praticamente da zero – racconta Rastelli – e abbiamo costruito tutto un mattoncino alla volta. Quando riguardo questi dieci anni penso soprattutto alle persone che hanno condiviso con noi questo percorso e a quanto ognuna abbia lasciato qualcosa». Fondamentale, in questi anni, il sostegno della famiglia: i genitori Franca e Camillo, la moglie Giada, sempre al fianco di Vittorio nel percorso personale e professionale, e la sorella Giorgia, oggi punto cardine all’interno della struttura del ristorante. «Senza la mia famiglia questa storia sarebbe stata molto diversa. Ognuno mi ha sostenuto e accompagnato in maniera importante e, soprattutto nei momenti più difficili, sapere di poter contare su di loro ha fatto la differenza». Accanto alla famiglia, ci sono state le tante persone che negli anni hanno lavorato a Officina: chef, professionisti della sala e ragazzi alla prima esperienza, alcuni dei quali hanno poi intrapreso percorsi professionali importanti. «Ringrazio tutti gli chef che hanno collaborato con noi e tutti i ragazzi che hanno lavorato a Officina. Alcuni hanno costruito carriere importanti e siamo orgogliosi di aver contribuito, magari anche solo in parte, alla loro crescita. Sapere che per qualcuno Officina è stata un trampolino di lancio è una delle soddisfazioni più belle». Un percorso di dieci anni, naturalmente, non è stato privo di difficoltà. Ci sono state anche scelte sbagliate, rapporti che si sono rivelati non adatti e situazioni che hanno richiesto decisioni difficili. Ma anche questo, per un’attività costruita e cresciuta nel tempo, fa parte del percorso. «Abbiamo sbagliato anche noi e abbiamo dato fiducia a persone che magari non la meritavano. Abbiamo però imparato a riconoscere ciò che non era più sano per la nostra realtà e ad avere il coraggio di cambiare strada. Anche gli errori fanno crescere e, guardando indietro, siamo orgogliosi di aver sempre scelto di andare avanti». A rendere ancora più significativo questo anniversario sono stati gli innumerevoli attestati di stima arrivati in questi giorni. Migliaia di auguri e messaggi sono arrivati attraverso WhatsApp, Facebook, Instagram, e-mail e gli altri canali social. Officina, che oggi conta una community di circa 10.000 follower, ha ricevuto un’ondata di affetto che ha particolarmente colpito la famiglia e tutta la squadra. Tra i messaggi, un concetto è tornato più volte: Officina viene percepita come un posto di riferimento, un luogo del cuore, un posto dove sentirsi accolti e a casa. «È stata forse la cosa che ci ha emozionato di più. Ricevere così tanti messaggi e leggere che per tante persone Officina è un posto del cuore, un punto di riferimento, ci rende davvero felici. È esattamente quello che abbiamo sempre voluto essere per i nostri clienti: un luogo dove tornare, stare bene e sentirsi accolti». La festa di ieri ha rappresentato così un momento per celebrare non soltanto un’attività che raggiunge un traguardo importante, ma soprattutto il rapporto costruito negli anni con le persone che hanno scelto Officina. E il decimo anniversario non vuole essere un punto di arrivo. Officina guarda già alla prossima estate, quando verrà realizzato un grande evento dedicato a questo importante traguardo, pensato per celebrare ancora una volta i dieci anni e aprire simbolicamente un nuovo capitolo della storia del ristorante. «Dieci anni sono un traguardo importante, ma per noi sono solo l’inizio. Abbiamo ancora voglia di crescere, di migliorare e di sorprendere. E la cosa più bella è sapere che tutto quello che abbiamo costruito è diventato, per tante persone, parte della propria storia». Ieri sera Officina ha festeggiato dieci anni. Dieci anni costruiti un mattoncino alla volta. E una storia che, adesso, ha ancora molte pagine da scrivere. (Articolo pubbliredazionale)

23/08/2026 19:28
Porto Recanati, i successi di Lucio Battisti a lume di candela: concerto all'Arena Gigli

Porto Recanati, i successi di Lucio Battisti a lume di candela: concerto all'Arena Gigli

Migliaia di candele, le canzoni di Lucio Battisti e l'atmosfera dell'Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati: sabato 22 agosto, alle 21:30, arriva "Lumina – I concerti a lume di candela" con lo spettacolo "Emozioni – Omaggio a Lucio Battisti". Dopo una tournée nazionale caratterizzata da numerosi sold out, Lumina approda a Porto Recanati con uno spettacolo pensato per unire musica e luce in un'esperienza suggestiva e dal forte impatto emotivo. L'Arena Beniamino Gigli si trasformerà per una sera in uno spazio sospeso nel tempo, avvolto dalla luce calda e vibrante di migliaia di candele. Una scenografia intima e particolare, progettata per accompagnare il pubblico nell'ascolto e valorizzare ogni momento dello spettacolo. Al centro della serata ci sarà il tributo a Lucio Battisti, uno dei protagonisti più importanti della storia della musica italiana. Il pubblico potrà riascoltare alcuni dei suoi brani più celebri, tra cui "Emozioni", "Il mio canto libero", "I giardini di marzo" e "Con il nastro rosa", proposti attraverso arrangiamenti eleganti e interpretazioni intense. A dare voce e anima allo spettacolo saranno Leandro Ghetti, alla voce, pianoforte e chitarra acustica, e Andrea Adami, alla chitarra acustica, chitarra elettrica e cori. I due musicisti saranno protagonisti di un dialogo musicale pensato per valorizzare le diverse sfumature delle canzoni di Battisti. Prodotto e organizzato da Dream Up Production in collaborazione con Isolani Spettacoli e Amat, "Lumina" è stato ideato da Emanuela Todesco e Giacomo Isolani. L'obiettivo è proporre non soltanto un concerto, ma una vera esperienza emozionale, invitando il pubblico a rallentare e lasciarsi coinvolgere dall'incontro tra musica, luce e poesia. Ogni nota sarà accompagnata dalla danza delle candele, creando un'atmosfera intima e senza tempo per una serata dedicata alla musica di Battisti e alle emozioni che le sue canzoni continuano a suscitare. L'appuntamento è dunque per sabato 22 agosto alle 21:30 all'Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati. I biglietti sono disponibili su TicketOne, presso i punti vendita autorizzati e alla biglietteria del Teatro.  

21/08/2026 19:00
Loro Piceno brinda alla tradizione con il 54° Vino Cotto Festival: "È il nostro ambasciatore nel mondo" (VIDEO e FOTO)

Loro Piceno brinda alla tradizione con il 54° Vino Cotto Festival: "È il nostro ambasciatore nel mondo" (VIDEO e FOTO)

A Loro Piceno il vino cotto non è soltanto un prodotto da degustare. È storia, identità e tradizione, un elemento che da generazioni accompagna la vita del paese e che, per cinque giorni, diventa il protagonista assoluto del borgo. È questo lo spirito del 54° Vino Cotto Festival, manifestazione che anche quest'anno ha portato nel centro di Loro Piceno visitatori, produttori, amministratori e appassionati. Dopo Serrapetrona, Picchio News On Tour ha raggiunto il paese del vino cotto per raccontare una delle serate del festival, tra i profumi della cucina, gli stand dei produttori e la musica che accompagna il dopocena. Per il sindaco Robertino Paoloni, questa edizione assume un significato ancora più particolare. «Siamo giunti alla 54ª edizione del Festival del Vino Cotto e quest'anno è un po' particolare perché abbiamo inaugurato il nuovo Museo del Vino Cotto». Un museo che rafforza ulteriormente il legame tra il paese e quello che il primo cittadino definisce il suo «ambasciatore nel mondo», grazie anche ai cinque produttori locali che portano il vino cotto oltre i confini italiani. A rendere speciale l'edizione 2026 c'è anche il 40° anniversario del gemellaggio con San Nicolae in Sausa, celebrato proprio al Parco San Nicolae, uno degli spazi della manifestazione. Un doppio appuntamento che mette insieme memoria, relazioni e promozione del territorio. Durante il festival Loro Piceno si trasforma completamente. Le iniziative non si concentrano in un'unica piazza, ma coinvolgono diverse zone del paese, con gli spazi dei produttori dove è possibile conoscere e degustare le diverse interpretazioni del vino cotto. «Magari siamo abituati a pensare che viene solo bevuto come bevanda dolce o con i tozzetti, in realtà viene utilizzato in molte maniere nell'alimentazione», ha ricordato Paoloni, citando anche la Sapa tra i prodotti legati a questa tradizione. La serata ha rappresentato inoltre un momento di incontro per il territorio. Il sindaco ha infatti invitato a Loro Piceno i primi cittadini dell'Unione Montana dei Monti Azzurri, trasformando il festival in un'occasione di convivialità e confronto tra amministratori. «È una bella iniziativa», ha commentato il presidente dell'Unione Montana Giampiero Feliciotti, sottolineando il valore del vino cotto non soltanto come prodotto, ma come espressione delle persone e delle famiglie che lo portano avanti. L'invito ai sindaci, ha spiegato, è stato anche un modo per ritrovarsi «fuori dalle solite parole politiche» e valorizzare la dimensione umana di chi amministra i 15 borghi dell'Unione. Sulla necessità di creare occasioni di incontro tra i piccoli comuni si è soffermato anche Tonino Pettinari, ex presidente della Provincia di Macerata. «Le nostre comunità sono tanti piccoli scrigni di saggezza, di umanità, di volontà, di forza ma hanno bisogno anche di condivisione, di una comunità vera», ha sottolineato, evidenziando il ruolo dei rapporti tra amministratori e cittadini nella costruzione di un territorio più coeso. Al centro della festa c'è naturalmente anche la gastronomia. A contribuire all'organizzazione è l'Associazione Divin Cotto, che collabora con la Pro Loco nella gestione degli stand. Il lavoro, come raccontato dal presidente Mattia Pettinari, comincia ben prima dell'apertura della festa e coinvolge diverse attività, dallo stand gastronomico a quello delle frittelle, fino agli appuntamenti del dopocena. Il menù cambia ogni sera e punta sulle ricette della tradizione. «Ogni giorno i piatti cambiano perché vogliamo portare la tradizione all'interno del festival», ha spiegato Pettinari. Tra le proposte che accompagnano l'intera manifestazione ci sono i ravioli al Vino Cotto, mentre ogni sera viene proposto anche un primo speciale differente. Ma il festival non si ferma a tavola. Dopo cena, infatti, il testimone passa alla musica. Al Parco Girona, dalle 23 circa, prendono il via dj set e concerti live, con un programma pensato soprattutto per il pubblico più giovane e per chi vuole continuare la serata dopo le degustazioni. Tra i tanti visitatori arrivati a Loro Piceno c'è anche chi conosce già bene la manifestazione. Alcuni ospiti olandesi di un agriturismo e camping del territorio hanno raccontato di tornare ogni anno al Vino Cotto Festival, confermando la capacità dell'appuntamento di diventare un punto di riferimento anche per chi arriva da fuori. Alla sua prima esperienza, invece, l'assessore al Turismo di Morrovalle Desirée Lupi è rimasta colpita dall'organizzazione e dall'atmosfera della festa. «È fondamentale, di vitale importanza valorizzare tutto quello che vedete qua, l'enogastronomia, il territorio, perché noi viviamo di questo. Dobbiamo ritornare a vivere di questo», ha osservato, richiamando l'importanza di iniziative capaci di mettere in risalto le peculiarità dei piccoli borghi maceratesi. Il 54° Vino Cotto Festival proseguirà fino a domenica, con altri appuntamenti dedicati alla gastronomia, alla musica e alla degustazione. A chiudere la manifestazione sarà il tradizionale spettacolo dei fuochi d'artificio. Cinquantaquattro edizioni dopo, Loro Piceno continua così a raccontare la propria storia attraverso un prodotto che è molto più di una bevanda: un patrimonio di tradizioni, saperi e relazioni, capace ancora oggi di riunire il paese e attirare visitatori nel cuore dell'estate.

21/08/2026 14:12
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