Eventi
"Album”, a Palazzo Sangallo l’ultima mostra prima del restauro delle Grotte: sette artisti e oltre 100 opere
TOLENTINO - Sette artisti, oltre cento opere e un legame comune con la città. Si intitola “Album” la mostra che sarà inaugurata giovedì 15 ottobre, alle 18, nelle sale espositive delle Grotte di Palazzo Sangallo, a Tolentino. Un’esposizione che riunisce le esperienze artistiche di sette autori locali, accomunati dalle origini tolentinati e da un percorso di ricerca portato avanti negli anni attraverso tecniche, materiali e sensibilità differenti. Curata da Antonio Mercuri, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale e dell’Accademia Filelfica, la mostra resterà aperta fino al 1° novembre. In esposizione le opere di Lanfranco Casadidio, Alberto Cespi, Franca Di Filippo, Elmore Ferretti, Luigi Ferretti, Mauro Miconi e Angelo Tonnarelli. Il titolo richiama l’idea di un album di ricordi, nel quale esperienze e visioni diverse trovano spazio una accanto all’altra, componendo un racconto collettivo dell’arte e del territorio. Le opere esposte restituiscono la varietà dei linguaggi dei sette protagonisti. Lanfranco Casadidio lavora con collage, stele e sculture in legno realizzate anche attraverso materiali di recupero, ai quali restituisce nuova vita, affiancando composizioni pittoriche dalle campiture calde ed equilibrate. Alberto Cespi presenta sculture e dipinti nei quali emerge il legame con la figura, insieme a una costante ricerca nell’ambito dell’informale e dell’astrazione. La pittura di Franca Di Filippo si distingue invece per una tavolozza ricca di cromatismi simbolici, attraverso cui l’artista propone una lettura critica della realtà, affidata a composizioni dal carattere deciso. Elmore Ferretti esplora un linguaggio astratto basato sull’equilibrio tra forme e colori, mentre Luigi Ferretti propone sculture informali che prendono origine dal legno, talvolta trattato con patine scure capaci di conferirgli un aspetto simile al metallo. Il percorso di Mauro Miconi si sviluppa attorno alla rappresentazione realistica e allo studio del rapporto tra gli oggetti e l’ambiente che li circonda. Angelo Tonnarelli, infine, espone disegni a matita e acquerelli dedicati a volti e ambienti particolarmente significativi, nei quali prendono forma le emozioni e le suggestioni del momento. Come sottolinea il curatore nel catalogo, la mostra mette insieme artisti con linguaggi, temi, tecniche e sensibilità differenti, invitandoli a condividere un’esperienza comune, proprio come accade sfogliando un album di ricordi. Tra le particolarità dell’esposizione c’è anche la presenza di un’opera dello stesso Antonio Mercuri, che torna a essere esposta al pubblico a oltre trent’anni dalla sua realizzazione. “Album” avrà inoltre un significato speciale per la sede che la ospita: sarà infatti l’ultima occasione per visitare gli spazi espositivi delle Grotte di Palazzo Sangallo prima dell’avvio dei lavori di restauro. Un appuntamento che unisce così la valorizzazione dell’arte locale alla possibilità di riscoprire uno degli ambienti storici della città, attraverso un percorso che racconta la creatività e le esperienze di sette artisti legati a Tolentino. Il catalogo della mostra sarà disponibile in sede.
Tolentino, torna il DiVento Festival: il figlio di Tarkovskij ospite della settima edizione
Il figlio del grande regista Andrej Tarkovskij a Tolentino, un programma tra cinema, musica e poesia e la riapertura di Fabrica City dopo due anni di stop. Sono alcuni degli appuntamenti della settima edizione del diVento Festival, in programma sabato 17 e domenica 18 ottobre a Tolentino, con il tema "Il tempo è quando ci sei tu". Organizzata dall’associazione Tolentino Arte e Cultura, con la direzione artistica del poeta e scrittore Gianfranco Lauretano, la manifestazione propone due giornate di incontri e iniziative dedicate al valore del tempo vissuto attraverso le relazioni, la presenza e l’incontro con gli altri. Nato nel 2019 per contribuire alla rinascita della comunità dopo le ferite del sisma, il festival è diventato negli anni uno spazio di dialogo tra differenti linguaggi artistici. L’edizione 2026 segna anche il ritorno delle attività a Fabrica City, nell’ex deposito della stazione ferroviaria, che ospiterà il programma del sabato. La giornata inaugurale prenderà il via alle 16 di sabato 17 ottobre, con l’apertura del festival affidata a Gianfranco Lauretano. A seguire, spazio al workshop di cinema per adulti e bambini "Quando il cinema bussa alla tua porta". Alle 17.30 è in programma "Dissolvere o scolpire il tempo", dialogo con il poeta e critico Giancarlo Pontiggia e Gianfranco Lauretano. Alle 18.30 il programma proseguirà con "Volevo solo diventare un uomo", un appuntamento dedicato ad Anna Claudi attraverso una tessitura di voci e colori. La giornata si concluderà alle 21.15 con "Il tempo è un bastardo", talk musicale con il cantautore Bianco, artista torinese che ha collaborato, tra gli altri, con Niccolò Fabi, Max Gazzè e Levante. Domenica 18 ottobre il festival si sposterà al Politeama Franco Moschini. Alle 15.30 è previsto l’incontro "Paesaggio: tra permanenza e trasformazione", con Sara Cipolletti, docente alla Scuola di Ateneo di Architettura e Design dell’Università di Camerino. L’attenzione si sposterà poi sul cinema di Andrej Tarkovskij. Alle 17 si terrà l’incontro "Abitare il tempo: l’immagine nell’opera di Andrej Tarkovskij", con la partecipazione del figlio del regista, Andrej Andreevič Tarkovskij, regista e presidente dell’Istituto Internazionale Andrej Tarkovskij. Interverranno anche Andrea Ulivi, editore, docente e fotografo, e Giuseppina Larocca, docente di lingua e letteratura russa all’Università di Macerata. Alle 18 è prevista la proiezione del film "Il cinema come preghiera", documentario dedicato all’opera e alla visione artistica del grande regista russo. La presenza di ospiti provenienti dal mondo della cultura, della musica e dell’università conferma la vocazione multidisciplinare del diVento Festival, che anche quest’anno punta a mettere in relazione arte e comunità, con Tolentino al centro di due giornate di approfondimento e condivisione. La manifestazione è patrocinata dal Comune di Tolentino e dall’Unione Montana dei Monti Azzurri, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti della provincia di Macerata, l’Istituto Internazionale Andrej Tarkovskij e Fabrica City.
Tolentino, al via il Cappelletto Fest: stasera musica e spettacolo con Mas Flow
Si alza il sipario sulla quinta edizione del Cappelletto Fest, la manifestazione organizzata dalla Pro Loco Tolentino 2.0 che da oggi a domenica 11 ottobre animerà piazza Togliatti con stand gastronomici, musica e intrattenimento. Ad aprire il programma, questa sera alle 21.30, sarà Mas Flow con “Il Triangolo della Mania”, uno spettacolo che riunisce tre format di successo: 90 Mania, Italiana Mania e 2000 Mania. Il pubblico sarà accompagnato in un viaggio musicale tra le hit che hanno segnato diverse generazioni: dai grandi successi degli anni Novanta alle canzoni italiane più amate, fino ai brani che hanno dominato le classifiche degli anni Duemila. Un mix di musica, coreografie ed effetti scenici pensato per trasformare piazza Togliatti in una grande festa a cielo aperto. La serata inaugurale riserverà anche un elemento scenografico particolare. Grazie alla collaborazione con Ecosystem Noleggio di Tolentino, lo spettacolo potrà contare su una speciale piattaforma aerea, destinata ad arricchire la messa in scena con nuove soluzioni visive. Una collaborazione con un’impresa del territorio che contribuisce a rendere ancora più spettacolare l’appuntamento d’apertura e sottolinea il ruolo delle realtà locali nella realizzazione della manifestazione. Il Cappelletto Fest si conferma così un’occasione per unire la tradizione gastronomica all’intrattenimento, valorizzando al tempo stesso gli spazi cittadini e la partecipazione della comunità. La manifestazione proseguirà fino a domenica 11 ottobre, con piazza Togliatti al centro di tre giornate dedicate al gusto e al divertimento. Per la serata di oggi, venerdì 9 ottobre, gli stand gastronomici apriranno alle 19, mentre lo spettacolo di Mas Flow inizierà alle 21.30. L’ingresso è gratuito e l’invito degli organizzatori è a partecipare per vivere insieme l’apertura di un fine settimana all’insegna della musica, della convivialità e delle specialità gastronomiche.
“Quello che resta di noi”, il nuovo film di Simone Riccioni ed Emilio Mercanti nasce a Corridonia
Una villa cinquecentesca, una contessa misteriosa, sette giovani e un tesoro da scoprire. Ma dietro le atmosfere da ghost story si nasconde una riflessione sulle relazioni umane, sulla memoria e sul valore delle scelte. È questo il cuore di Quello che resta di noi, il nuovo film diretto da Simone Riccioni ed Emilio Mercanti, prodotto da Linfa Crowd 2.0 e presentato ufficialmente questa mattina nella Sala consiliare del Comune di Corridonia. La storia prende avvio quando sette ragazzi, ciascuno spinto da motivazioni differenti, varcano la soglia di un antico maniero appartenuto a una contessa scomparsa nel tempo. Quello che sembra un’avventura alla ricerca di un tesoro si trasforma presto in un’esperienza sospesa tra paura, mistero e realtà. Corridoi bui, stanze abbandonate, antichi ritratti e presenze inquietanti costruiscono un’atmosfera da racconto soprannaturale, mentre il confine tra realtà e spettacolo si fa progressivamente più sottile. Quando il mistero sembra ormai risolto, però, la vicenda prende una nuova direzione: la contessa si rivela e accompagna i protagonisti verso una scoperta destinata a cambiare il significato della loro esperienza. Il vero tesoro, infatti, non è quello che i ragazzi immaginavano di trovare, ma qualcosa di più prezioso: la memoria, la storia condivisa, i legami e la possibilità di comprendere ciò che conta davvero. «Il titolo Quello che resta di noi racchiude il senso più profondo del film – spiega Simone Riccioni –. Quando tutto finisce, quando le luci si spengono e le telecamere non stanno più registrando, ciò che rimane sono le scelte che abbiamo fatto, i legami che abbiamo costruito e il modo in cui abbiamo scelto di comportarci con gli altri». Un messaggio che attraversa l’intera pellicola, nella quale gli elementi del giallo, del mistery e del soprannaturale diventano strumenti per affrontare temi attuali, come il rapporto con la propria immagine, la ricerca del successo e il bisogno di essere osservati. «Con Quello che resta di noi abbiamo voluto raccontare una storia che partisse dal mistero e dall’intrattenimento per arrivare a qualcosa di più profondo – sottolinea il regista Emilio Mercanti –. La villa, la contessa e il tesoro sono gli elementi attraverso cui i protagonisti vengono messi davanti alle proprie paure, alle proprie ambizioni e soprattutto alle proprie scelte». La villa diventa così molto più di una semplice ambientazione: è il luogo in cui i personaggi sono costretti a confrontarsi con se stessi e con il valore delle relazioni umane. Una storia di mistero che lascia spazio a una riflessione sull’amicizia, sulla solidarietà e su ciò che rimane quando lo spettacolo finisce. Il legame con il territorio è uno degli elementi centrali del progetto. Il film è stato girato in gran parte a Corridonia e coinvolge numerosi attori marchigiani, molti dei quali hanno intrapreso il percorso professionale dopo aver frequentato la scuola di recitazione Cinema che passione, diretta da Simone Riccioni proprio nella città. Una scelta che valorizza le competenze artistiche locali e offre ai giovani del territorio l’opportunità di misurarsi con una produzione cinematografica. Alla presentazione è intervenuta anche la sindaca Giuliana Giampaoli, che ha sottolineato il legame tra il film e la comunità. «È un piacere presentare quello che non è solo un film, ma un racconto che, oltre ad avere un legame stretto con la nostra città, spinge a una riflessione profonda sul senso della bellezza e sulla necessità di guardarsi dentro. Una riflessione che deve servire come leva per spingerci a un nuovo legame con gli altri, con la comunità». La sindaca ha quindi rivolto, a nome suo e dell’intera città, un augurio di successo al progetto, capace di credere nelle nuove generazioni. Sull’importanza culturale e sociale dell’iniziativa si è soffermato anche l’assessore alla Cultura Massimo Cesca. «In questa società che mette da parte i dubbi c’è bisogno di “testimoni”. Questo film cerca di dare delle risposte senza dover per forza anestetizzare le domande», ha affermato, ringraziando la produzione e i registi per aver scelto Corridonia come luogo delle riprese. «Sono convinto che oggi più che mai il cinema possa essere un volano per la promozione dei nostri territori». Il debutto di Quello che resta di noi è fissato per il 24 ottobre a Roma, nell’ambito del festival Alice nella Città. Nei giorni successivi il film arriverà anche nelle sale della provincia di Macerata, con tre appuntamenti dedicati al pubblico marchigiano. Il 25 ottobre sono previste due proiezioni: alle 18 al Cinema Giometti di Tolentino e alle 20.45 al Cinema Giometti di Matelica. Il giorno successivo, 26 ottobre, sarà la volta del Cinema Multiplex di Macerata, con inizio alle 20.45. Un percorso che parte da Corridonia e porta sul grande schermo una storia capace di intrecciare mistero, crescita personale e relazioni umane, dando spazio anche ai talenti e alle professionalità del territorio. Perché, come suggerisce il titolo, quando le luci si spengono e la scena si svuota, a fare la differenza sono le scelte compiute e i legami che restano.
Da Baresi a Maradona, passando per Bartali e Pertini. Buffa conquista Overtime: lo sport diventa racconto
Una serata di grandi storie, emozioni e memoria sportiva. È quella vissuta ieri sera al Teatro Lauro Rossi di Macerata, dove Federico Buffa, giornalista sportivo e tra gli storyteller più apprezzati d’Italia, è tornato sul palco di Overtime per la sedicesima volta consecutiva, confermando un legame ormai consolidato con il festival dedicato a chi allena il corpo e la mente. L’incontro, intitolato «L’ardente desiderio della vittoria», ha chiuso la seconda giornata della manifestazione. A dialogare con Buffa è stato Gerardo De Vivo, dell’agenzia Area, che ha moderato una conversazione capace di coinvolgere e affascinare il pubblico del teatro maceratese. Il filo conduttore della serata è stato proprio il desiderio, parola chiave di questa edizione di Overtime: la volontà di vincere, la ricerca del successo, ma anche il significato più profondo delle imprese sportive e il loro legame con la storia, la cultura e l’identità collettiva. Con la consueta capacità narrativa, la pacatezza e la leggerezza che contraddistinguono il suo stile, Buffa ha accompagnato gli spettatori in un viaggio tra personaggi leggendari, partite memorabili e vicende capaci di andare ben oltre il campo da gioco. La serata si è aperta con un ricordo commosso di Franco Baresi, storico difensore del calcio italiano, ripercorrendone la carriera e arrivando fino al Mondiale del 1994 negli Stati Uniti, senza dimenticare gli anni dell’infanzia e le origini di una storia sportiva straordinaria. Da lì, il racconto si è allargato ad alcuni dei momenti più significativi dello sport italiano e internazionale: il Grande Torino, il Mondiale del 1950, le imprese di Gino Bartali al Tour de France e il legame tra lo sport, la vittoria azzurra ai Mondiali del 1982 e la figura del presidente della Repubblica Sandro Pertini. Proprio sul valore universale dello sport e della musica, Buffa ha sottolineato come entrambi rappresentino linguaggi capaci di superare confini e differenze: «Lo sport, come la musica, è un linguaggio esperanto, globale, da tutti comprensibile». Un modo per ricordare quanto le grandi imprese sportive abbiano contribuito, nei diversi passaggi della storia repubblicana, a unire il Paese, alimentando un senso di appartenenza condiviso. Tra i protagonisti della narrazione non poteva mancare Diego Armando Maradona, il cui talento e la cui personalità sono stati accostati da Buffa alla figura di Caravaggio. Due personaggi lontani per epoca e ambito, ma accomunati, nella lettura del giornalista, da un’esistenza intensa e da una grandezza capace di convivere con le contraddizioni. «Meravigliosi maledetti», li ha definiti, evocando anche alcune assonanze con Lionel Messi e il suo percorso con la nazionale argentina. Accanto ai grandi campioni e agli eventi entrati nella storia, hanno trovato spazio anche riflessioni personali e aneddoti, in un racconto che ha alternato approfondimento, curiosità ed emozione, confermando la capacità di Buffa di trasformare lo sport in una straordinaria chiave di lettura della società. Prima dell’inizio dell’incontro, sono intervenuti per i saluti istituzionali l’assessore allo Sport del Comune di Macerata, Riccardo Sacchi, e il rappresentante dello sponsor Contram, che ha collaborato all’organizzazione della serata. Al termine, il giornalista si è intrattenuto con il pubblico per una sessione di autografi e fotografie, confermando il rapporto speciale con i tanti appassionati presenti. Una nuova serata di successo per Overtime, che attraverso le parole di Federico Buffa ha ricordato come lo sport non sia soltanto competizione e risultato, ma anche memoria, cultura e racconto: storie capaci di attraversare le generazioni e parlare a tutti.
Castelraimondo, nel ricordo di Silvia: la festa per i 50 anni diventa un dono alla ricerca
Cinquant’anni da festeggiare insieme, accanto alla famiglia, agli amici e alle persone che hanno condiviso con loro un lungo percorso di vita. Ma anche un’occasione per trasformare un momento di gioia in un gesto concreto di solidarietà. È così che Roberto e Rodolfo Rossi, fratelli gemelli e imprenditori nel settore della troticoltura, hanno scelto di celebrare il loro cinquantesimo compleanno. La festa si è svolta sabato 3 ottobre all’Hotel Borgo Lanciano di Castelraimondo, dove i due fratelli, impegnati nell’azienda di famiglia Erede Rossi Silvio, hanno riunito le persone più care per condividere un traguardo importante. Per l’occasione, però, hanno deciso di rinunciare ai tradizionali regali. Nell’invito rivolto agli ospiti avevano scritto una frase semplice e significativa: “La vostra presenza sarà il regalo più bello”. Al posto dei doni, Roberto e Rodolfo hanno chiesto agli invitati di effettuare una donazione direttamente alla Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro ETS. L’appello è stato accolto con grande partecipazione e generosità, consentendo di raccogliere una somma importante destinata a sostenere una borsa di studio intitolata alla memoria della loro sorella Silvia. Il suo ricordo ha accompagnato l’intera giornata. Silvia, sorella e figlia amatissima e persona molto stimata, è scomparsa a causa di una grave malattia. La scelta dei due fratelli nasce anche dal desiderio di mantenere vivo il suo ricordo attraverso un gesto capace di guardare al futuro e di contribuire alla ricerca. Così la festa per i cinquant’anni si è trasformata in qualcosa di più di una semplice celebrazione personale. La gioia per il traguardo raggiunto è diventata un'opportunità per sostenere il lavoro di chi ogni giorno è impegnato nella ricerca contro il cancro e per offrire, attraverso una borsa di studio, un aiuto concreto a una nuova generazione di ricercatori. Una scelta che Roberto e Rodolfo hanno condiviso con i loro invitati, rendendo tutti parte di un gesto collettivo. Un modo per dare un significato ancora più profondo a una ricorrenza importante e per trasformare ciò che sarebbe stato destinato a un regalo in un contributo alla ricerca. La storia dei fratelli Rossi rappresenta anche un esempio di come occasioni personali, come un compleanno, un anniversario o una ricorrenza familiare, possano diventare momenti di solidarietà. Un gesto semplice, ma capace di moltiplicare il significato della festa e di trasformare un dono individuale in un beneficio destinato a molti. Cento anni in due, dunque, ma soprattutto un dono collettivo nel nome di Silvia. Una festa che ha unito affetti, memoria e solidarietà e che, grazie alla sensibilità di Roberto e Rodolfo e alla generosità dei loro ospiti, ha scelto di lasciare un segno concreto nel sostegno alla ricerca.
Bolognola riscopre la lana e le tradizioni: un weekend per rilanciare l’identità dei Sibillini
La lana come filo conduttore per raccontare un territorio, recuperare antichi saperi e costruire nuove opportunità per le aree interne. È questo lo spirito di “Bolognola: Filiera Viva”, l’iniziativa in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre nel borgo dei Sibillini, con un calendario di laboratori, incontri, produzioni locali, passeggiate, degustazioni e musica. Il progetto, promosso dal Comune di Bolognola e selezionato nell’ambito del Bando per l’animazione dei borghi e dei centri storici della Regione Marche, punta a valorizzare il patrimonio culturale e produttivo locale e a creare nuove occasioni di visita anche al di fuori della stagione estiva. L’iniziativa è stata presentata nella sede della Provincia di Macerata alla presenza del sindaco Cristina Gentili, del presidente della Provincia Alessandro Gentilucci, del consigliere regionale Renzo Marinelli, di Lucia Biagioli per Confartigianato Imprese Macerata–Ascoli Piceno–Fermo e di Francesca Sampaolesi di ALTROVE, ideatrice dell’iniziativa e autrice del progetto candidato al bando regionale. Presenti anche alcuni degli operatori coinvolti nei laboratori e nelle attività. “Con Filiera Viva vogliamo offrire un’occasione per scoprire Bolognola e creare un nuovo movimento, favorendo la destagionalizzazione”, ha spiegato il sindaco Cristina Gentili, sottolineando il sostegno della Regione Marche, che finanzia il 50% dell’iniziativa, e la collaborazione con Confartigianato e con gli operatori del territorio. L’auspicio dell’amministrazione è che l’appuntamento possa diventare il primo di una serie di iniziative da riproporre negli anni. Il valore dell’iniziativa va oltre la semplice promozione turistica. Al centro c’è infatti il rapporto tra identità montana, attività produttive e futuro delle comunità dell’entroterra. Il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci ha richiamato proprio il potenziale del turismo esperienziale legato alle radici del territorio, dalla pastorizia ai percorsi della transumanza. “Dietro l’identità montana c’è un patrimonio che può suscitare interesse e attrarre visitatori”, ha sottolineato, evidenziando la necessità di costruire un modello capace di generare economia anche oltre la fase della ricostruzione post-sisma. Sulla necessità di mantenere vivi i piccoli borghi si è soffermato anche il consigliere regionale Renzo Marinelli, che ha ricordato il valore della filiera della lana e delle competenze artigiane tramandate nel tempo. Un patrimonio che, secondo Marinelli, può diventare anche uno stimolo per le nuove generazioni a investire nelle aree interne, creare occupazione e continuare a vivere nei territori montani. Nel suo intervento ha ricordato anche la storia del lanificio fondato dal nonno, richiamando l’importanza di recuperare e trasmettere competenze che rischiano di andare perdute. Per Francesca Sampaolesi, il progetto nasce dalla volontà di affiancare al recupero degli edifici anche la nascita di nuove attività e relazioni. “Abbiamo puntato a far rivivere tradizioni che nel tempo sono andate perdute e a costruire una rete tra produttori locali, realtà del territorio e comunità”, ha spiegato. Gli spazi ricostruiti grazie al PNRR diventano così luoghi da riempire di contenuti e occasioni di incontro. Da qui il nome Filiera Viva, che richiama l’obiettivo di restituire vitalità alla comunità. Anche Confartigianato sarà protagonista attraverso il coinvolgimento delle imprese e l’esposizione delle produzioni locali. “Il mercato sarà soprattutto un’occasione per incontrare i produttori, ascoltare le loro esperienze e conoscere come nascono i prodotti”, ha evidenziato Lucia Biagioli, ricordando il valore delle imprese che continuano a investire nei territori colpiti dal sisma. Il programma si aprirà sabato 10 ottobre, con “La giornata del saper fare”. Alle 10, a Palazzo Primavera, sono previsti l’inaugurazione e i saluti istituzionali. Dalle 10.30 alle 12.30 il Museo della Lana ospiterà i laboratori curati da La Tela di Maria Giovanna Varagona e dal Museo “La Stanza del Telaio” di Appignano. Dopo il pranzo a tema da Pa&Ma, alle 15.30 Palazzo Primavera ospiterà la tavola rotonda “Riuso della lana e rilancio delle aree interne”. Alle 16.30 spazio a un laboratorio dedicato ai bambini. Nel pomeriggio, dalle 17.30 alle 19, Piazza Giacomo Leopardi sarà animata dalla musica dal vivo dei The Unconventional Affair, accompagnata dalle proposte di Sibillini Spirits e dallo street food de Il Solengo. La giornata si concluderà alle 20 con una cena a tema al ristorante La Capanna. Domenica 11 ottobre sarà invece dedicata all’identità del territorio. Dalle 10 alle 18, in Piazza Giacomo Leopardi, sarà allestito il Local Market delle eccellenze dei Sibillini, con prodotti enogastronomici e piccolo artigianato montano. Alle 10.30 partirà la passeggiata narrativa “Bolognola Racconta”, mentre la giornata proseguirà con il pranzo e le degustazioni libere nei ristoranti e negli stand del mercato. Alle 15.30, infine, Palazzo Primavera ospiterà l’accoglienza e il concerto dell’Accademia Feronia, con l’intervento del maestro musicologo Andrea Foresi. “Bolognola: Filiera Viva” nasce dunque con l’ambizione di trasformare la memoria e i saperi della montagna in una risorsa per il presente e per il futuro: non soltanto un evento, ma un’occasione per mettere in rete imprese, artigiani, istituzioni e comunità e riportare al centro l’identità di uno dei territori più caratteristici dei Sibillini. L’iniziativa è realizzata dal Comune di Bolognola con il sostegno della Regione Marche, nell’ambito di “Marche Regione dei Borghi” e Let’s Marche, e con il patrocinio di Confartigianato Imprese Macerata–Ascoli Piceno–Fermo. L’ideazione e la redazione del progetto sono a cura di Francesca Sampaolesi di ALTROVE, con Lemon Srl come partner.
Lino Banfi, Vezzali, Brignano e tanti volti marchigiani: a Roma il premio "Marche, una Regione da Podio" (FOTO e VIDEO)
Sport, cultura, spettacolo, giornalismo e impresa: una serata per celebrare chi, attraverso il proprio lavoro, ha portato il nome delle Marche oltre i confini regionali. Si è tenuta ieri, 7 ottobre, nella prestigiosa cornice del Salone d’Onore del CONI al Foro Italico di Roma, la quarta edizione di “Marche, una Regione da Podio 2026”, manifestazione ideata da Vladimiro Riga insieme a Giampiero Feliciotti, presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri. Una passerella di volti noti e personalità del territorio, ma soprattutto una serata costruita intorno a un’idea precisa: raccontare le Marche attraverso le persone che, nei loro diversi ambiti, hanno contribuito a renderle riconoscibili e a portarle sotto i riflettori. A condurre la serata Alvin Crescini e Melissa Di Matteo, con la direzione artistica e autoriale di Dario Di Gennaro, l’immagine curata dall’architetto Paola Sessa e la presidenza di Angelo Mellone. Tra i protagonisti della serata anche Lino Banfi, premiato alla carriera. Un riconoscimento che l’attore ha accolto con grande entusiasmo, definendosi contentissimo e scherzando sul fatto che il premio sembri quasi il proseguimento degli infiniti festeggiamenti per i suoi 90 anni. Una carriera che ha attraversato generazioni e che ha consegnato al pubblico personaggi rimasti nell’immaginario collettivo, dal Nonno Libero di Un medico in famiglia all’indimenticabile Oronzo Canà, protagonista de L’allenatore nel pallone e personaggio che ha lasciato il segno anche nella cultura popolare legata al calcio. A ricevere il riconoscimento anche Gloria Guida, che ha accolto il premio con emozione e gratitudine, sottolineando il legame personale con le Marche, dove ama trascorrere le vacanze, in particolare a Civitanova Marche. Ha invece trasformato la consegna della targa in uno dei momenti più ironici della serata Enrico Brignano, riuscendo a far ridere l’intera sala: il comico ha scherzato sul fatto che il riconoscimento rappresenti anche un vero e proprio impegno, tra polvere da togliere, lucidatura quotidiana, spazio da trovare in casa e persino un certo costo. Emozionata anche Maria Grazia Cucinotta, che ha sottolineato il legame sentimentale che la unisce alle Marche. Un rapporto speciale con questa terra anche per Susy Laude, che ha definito il premio un regalo proprio in virtù del suo legame con il territorio, tanto forte da aver scelto le Marche anche per battezzare suo figlio. Tra i premiati Valentina Vezzali, nove volte medaglia olimpica nella scherma e originaria di Jesi. L’ex campionessa ha parlato delle Marche come della terra delle proprie radici, una regione piena di sport e di talenti, ribadendo il forte legame con il territorio che l’ha vista crescere. Particolare attenzione è stata riservata anche al nostro direttore Guido Picchio, protagonista di una lunga carriera nel mondo della fotografia, della cronaca e del giornalismo. Spazio anche a una realtà che ha attraversato decenni di storia dell’intrattenimento marchigiano: i tre fratelli Ascani, premiati insieme per l’attività che li vede protagonisti e che rappresenta una delle esperienze più riconoscibili del mondo dello spettacolo e del divertimento regionale. Un riconoscimento che lega il premio alla storia di una famiglia e a un’attività capace di diventare parte dell’identità del territorio. Numerosi i riconoscimenti assegnati allo sport. Tra i protagonisti Luciano Buonfiglio, presidente del CONI, gli atleti Filippo Pavoni, Alice Pagliarini e Francesco Pagliarini, oltre alle società SSC Ancona Calcio, Ascoli Calcio 1898 FC e ACSS Mondolfo C5. Un riconoscimento speciale è andato inoltre all’imprenditore Francesco Borrelli, protagonista del percorso legato alla Civitanovese Calcio. Nel corso della serata sono state celebrate anche personalità della cultura, dello spettacolo, del giornalismo e della valorizzazione del territorio. Tra i premiati Tiziana Rocca, fondatrice e direttrice di Filming Italy Los Angeles, Veronica Berti Bocelli, Roberto Napoletano, direttore de Il Messaggero, Guido Castelli, senatore e commissario straordinario del Governo per la ricostruzione post-sisma, Lisa Marzoli, giornalista, autrice e volto Rai, oltre ad Andrea Agostini, Andrea Brusa, Marta Paraventi, Giuseppe Cristini, Giuseppe Casali, Filiberto Andreoli, Maria Marchegiani, Marcello e Paolo Consorti. Un premio alla memoria è stato infine dedicato a Jimmy Fontana, grande interprete della musica italiana e figura profondamente legata alle Marche. A ritirare il riconoscimento è stato il figlio Luigi Fontana. A chiudere idealmente il senso della serata le parole di Giampiero Feliciotti, che ha espresso la propria soddisfazione per aver premiato persone “così speciali”, circondato dai sindaci, dalle personalità e dalle attività che ogni giorno contribuiscono a portare le Marche al centro dell’attenzione. Una fotografia collettiva di una regione raccontata attraverso i suoi protagonisti. Dal grande sport alla televisione, dalla fotografia alla musica, dalla cultura all’impresa: mondi diversi riuniti nella stessa sala per un riconoscimento che vuole mettere in luce, attraverso le persone, il volto più rappresentativo delle Marche.
Guido Picchio premiato con 'Marche Regione da Podio': "Lo dedico ad Andrea Angeli" (FOTO)
Tra i premiati di “Marche, una Regione da Podio 2026”, la manifestazione che si è tenuta ieri al Salone d’Onore del CONI al Foro Italico di Roma, c’era anche il nostro direttore Guido Picchio. Un riconoscimento arrivato durante una lunga carriera nel mondo della fotografia e della cronaca, vissuta tra il territorio e alcuni dei grandi scenari internazionali. Nel suo percorso professionale ci sono infatti la cronaca, il giornalismo, lo spettacolo e la fotografia dei grandi personaggi, ma anche le esperienze da inviato di guerra, dall’assedio di Sarajevo all’Afghanistan. Un’attività che lo ha visto raccontare attraverso l’obiettivo anche la stagione dei paparazzi della Dolce Vita, accanto a decenni trascorsi sul campo a documentare fatti, persone e avvenimenti. Un premio che Guido Picchio ha accolto con emozione e onore, riconoscendo nel riconoscimento anche il valore di un percorso professionale e umano costruito nel corso degli anni. A consegnargli il premio è stato Don Felice Riva, amico fraterno e compagno di tante avventure. Un gesto dal forte valore simbolico, visto il rapporto che lega i due da molti anni, fatto di esperienze condivise, amicizia e percorsi intrecciati nel tempo. Ma quello ricevuto a Roma non è stato per Picchio soltanto un riconoscimento personale. Il direttore ha infatti scelto di dedicare il premio ad Andrea Angeli, scomparso recentemente, figura centrale per Macerata e conosciuta ben oltre i confini della città. Angeli, impegnato per anni nelle missioni internazionali e nel lavoro per la pace anche nell’ambito delle Nazioni Unite, aveva portato il nome di Macerata in alcuni dei contesti più delicati del mondo. Per Picchio, però, era soprattutto Andrea, l’amico di infanzia e di una vita, con il quale aveva condiviso un legame profondo e numerose esperienze. Due percorsi professionali diversi, ma entrambi segnati dalla capacità di confrontarsi con il mondo e con le sue realtà più complesse: Picchio attraverso la macchina fotografica, tra cronaca, guerra e spettacolo; Angeli attraverso il suo impegno internazionale e per la pace. Per questo, sul palco del CONI, Picchio ha voluto destinare idealmente il riconoscimento proprio all’amico scomparso. Un omaggio personale a una figura che ha rappresentato Macerata nel mondo e alla quale era legato da un rapporto fraterno. Il premio diventa così anche il racconto di una storia che parte da Macerata e attraversa decenni di cronaca, fotografia e avvenimenti internazionali, con incontri e amicizie rimasti parte di un percorso umano che, anche ieri a Roma, Guido Picchio ha scelto di condividere.
Sagra dei Sughitti, un’edizione da record: Montecassiano fa il pieno di presenze tra tradizione e futuro
Tre giorni di festa, tradizione e appuntamenti nel cuore di Montecassiano. Si è conclusa domenica la 51esima Sagra dei Sughitti, che da venerdì ha animato il centro storico coinvolgendo cittadini e visitatori, con presenze arrivate anche da fuori regione grazie a pullman organizzati e a un raduno di camper. La manifestazione ha unito gastronomia, cultura, sport e spettacolo, mantenendo al centro il prodotto simbolo della festa e le tradizioni legate alla vendemmia. Le taverne hanno proposto piatti della cucina locale e specialità del periodo, accompagnati dagli stornelli, grazie al lavoro dei volontari della Pro Loco, della Zandalocanda dei Sughitti e della Cantinetta di Lara. Il programma si è aperto venerdì con la cultura: in calendario la presentazione del libro "Io e i colori delle Marche" di Sandro Carloni, pubblicato nella collana dei Quaderni del Consiglio regionale delle Marche, e l'inaugurazione della mostra "Sulle ali delle emozioni", dedicata all'opera dell'artista. Piazza Unità d'Italia ha poi ospitato lo spettacolo dei Tamburelli di Castello. Sabato il centro storico è stato protagonista con l'iniziativa "In mostra con l'archeologo", curata da Archeolab e pensata per coinvolgere adulti e bambini. Spazio anche alla Fiera d'Autunno, con bancarelle di artigianato, hobbistica e prodotti tipici. In serata la Cena della Vendemmia ha preceduto lo spettacolo comico del Lando e Dino Show e la musica di Dj Busso. La giornata conclusiva è stata dedicata anche allo sport e alla scoperta del territorio. La 34esima Marcialonga della Solidarietà, organizzata dalla sezione di atletica leggera della Polisportiva Montecassiano, e la Ciclopasseggiata dei Sughitti, promossa da Tipicità e Veloclub Montecassiano, hanno accompagnato la domenica insieme alla Caccia ai Tesori Arancioni del Touring Club Italiano. A guidare i partecipanti alla scoperta del borgo sono stati i giovani Ciceroni dell'Istituto comprensivo "G. Cingolani", preparati dagli insegnanti e affiancati dalle guide dell'Ufficio turistico. Tra gli appuntamenti più attesi della giornata anche la sfilata dei carri allegorici "La Cocolla de Mojià" e "La Damigiana", che ha riportato nelle vie del centro atmosfere e tradizioni della cultura contadina, tra frittelle di polenta, castagne, vino, gelato e Sughitti. Le piazzette sono state animate dalla musica dei Newteam, dai balli popolari dei Con100 in quartetto e dallo spettacolo di giocoleria e magia per bambini di Mirko. Ai più piccoli è stata dedicata anche la 4ª Marguttiana dei Piccoli, realizzata con la creatività degli alunni dell'Istituto comprensivo "G. Cingolani" e dei bambini dei nidi del territorio comunale. Un viaggio nella memoria è stato inoltre affidato alla rievocazione della vendemmia, condotta da Marco Morosini, che ha riportato in piazza gesti e atmosfere della cultura contadina. A chiudere la 51esima edizione sono stati gli sbandieratori, i tamburini e le tamburine di Montecassiano. "Un grazie di cuore alla Pro Loco, ai volontari, ai fotografi del Fotoclub F22, alle associazioni che hanno collaborato, ai commercianti, agli artisti, agli uffici comunali e a tutti coloro che hanno contribuito a rendere speciale questa 51ª edizione", è il messaggio dell'amministrazione guidata dalla sindaca Barbara Vecchi. "Le tradizioni sono la nostra identità: in un mondo che tende sempre più a omologare, per noi è fondamentale restare noi stessi, custodire ciò che ci rende unici e trasmetterlo alle nuove generazioni. I Sughitti sono molto più di un dolce: sono storia, memoria, appartenenza e comunità", prosegue l'amministrazione. E già si guarda al prossimo appuntamento: "Siamo già al lavoro per la 52esima edizione, appuntamento al 2027".
Da Giovanni Truppi a Morricone, passando per cinema e design: la nuova stagione del Politeama Tolentino
Musica, cinema, teatro, design e formazione. Il Politeama di Tolentino presenta la nuova programmazione 2026/2027 e rilancia la propria vocazione di spazio aperto alla città, alle associazioni, alle scuole e alle realtà culturali del territorio. L'idea alla base del progetto, già delineata nel 2017 con la rifunzionalizzazione dell'allora Politeama Piceno affidata a Michele De Lucchi, è quella di fare della struttura un'autentica agorà delle arti e della cultura, capace di vivere durante l'intera giornata: dalle attività scolastiche alle iniziative delle associazioni, fino agli spettacoli e agli eventi serali. Una vocazione che la Fondazione Franco Moschini intende confermare attraverso una programmazione costruita in rete con enti, associazioni, imprese e realtà culturali del territorio. Ad aprire il cartellone sarà “Di musica e di racconto”, rassegna realizzata insieme a Riverberi di RisorgiMarche e in collaborazione con il Comune di Tolentino. Tre appuntamenti domenicali dedicati al rapporto tra musica, parola e pubblico. Il primo, in programma l'11 ottobre, è già sold out e vedrà protagonista Giovanni Truppi, impegnato in un viaggio tra musica e letteratura attraverso La lunga strada di sabbia di Pier Paolo Pasolini e le Fiabe italiane di Italo Calvino. L'8 novembre sarà invece la volta di “The Rolling Stones – Paint It Black”, con Ezio Guaitamacchi, Andrea Mirò, Brunella Boschetti e Folco Orselli. La rassegna si chiuderà il 29 novembre con un appuntamento dedicato a Ennio Morricone. A raccontare la vita, il pensiero e la musica del grande compositore sarà Alessandro De Rosa, autore insieme a Morricone della sua autobiografia ufficiale, accompagnato da Fausto Beccalossi alla fisarmonica e Claudio Farinone alla chitarra. In autunno tornerà anche “Millimetri”, la rassegna dedicata al design raccontato attraverso il cinema, giunta alla seconda edizione. Il filo conduttore di quest'anno sarà “misurare i limiti del visibile”, con un programma che attraverserà animazione, cinema d'autore e horror, affiancando alle proiezioni talk, laboratori e performance. L'apertura, il 30 ottobre, sarà affidata a Essi vivono di John Carpenter, accompagnato da un laboratorio creativo a cura di MarcheLove. Particolarmente atteso l'appuntamento del 7 dicembre, unica data regionale del concerto live con film “Eraserhead Xiu Xiu”, che unirà la sperimentazione musicale alle immagini del film di David Lynch. La rassegna proseguirà nel 2027 con Si alza il vento di Hayao Miyazaki, il 24 gennaio; Pinocchio di Roberto Benigni, il 21 febbraio; Suspiria di Dario Argento, il 5 marzo; e Le avventure acquatiche di Steve Zissou di Wes Anderson, il 19 marzo. Ogni proiezione sarà accompagnata da attività collaterali tra laboratori, performance e momenti di approfondimento. Tra gli appuntamenti tradizionali torna anche il concerto di Santo Stefano, in programma il 26 dicembre, che quest'anno sarà dedicato alla musica gospel con i The Voices of Victory, formazione proveniente da Orlando, in Florida. Nel 2027 spazio anche al Master Piano Festival, rassegna curata artisticamente dalla maestra Cinzia Pennesi, che porterà sul palco pianisti affermati e giovani talenti. Gli appuntamenti saranno con Francesco Mazzonetto il 14 febbraio, Mariangela Vacatello il 28 febbraio e Marco Ottaviani il 14 marzo. Confermata inoltre la quarta edizione di “Tutti INscena”, il corso di teatro inclusivo realizzato con il sostegno di Simonelli Group. La nuova stagione avrà anche un importante valore simbolico. Il 2026/2027 sarà infatti caratterizzato da due anniversari: i 100 anni dall'inaugurazione del Politeama Piceno e i 10 anni dalla riapertura del nuovo Politeama, oggi intitolato a Franco Moschini. Le due ricorrenze accompagneranno idealmente il programma dell'intero anno, mentre ulteriori iniziative saranno annunciate nei prossimi mesi. Il Politeama continuerà inoltre ad accogliere quotidianamente il Liceo Coreutico, il Centro Teatrale Sangallo, la Scuola Sfumature Danza e l'Unitre di Tolentino, mettendo le proprie sale a disposizione anche di imprese e associazioni per eventi e iniziative. «Il Politeama è uno dei luoghi centrali della vita culturale di Tolentino – sottolineano il sindaco Mauro Sclavi e l'assessore alla Cultura Fabio Tiberi –. Il Comune sostiene con convinzione le attività e le progettualità della Fondazione Franco Moschini e, attraverso la convenzione in essere, contribuisce a rendere il Politeama uno spazio sempre più aperto alla città e alle associazioni». Sulla stessa linea il presidente della Fondazione Franco Moschini, Nando Ottavi: «Con questa nuova programmazione confermiamo il nostro impegno a continuare a costruire, insieme alle realtà del territorio, una proposta capace di unire qualità culturale e partecipazione della città».
Indipendenza economica delle donne, a Civitanova il Forum nazionale: Elsa Fornero tra gli ospiti
Avere un conto corrente personale, conoscere gli strumenti finanziari, amministrare consapevolmente il proprio denaro e poter prendere decisioni autonome sulle proprie risorse. L'indipendenza economica rappresenta uno degli elementi fondamentali per la libertà e l'emancipazione delle donne e sarà al centro del primo Forum nazionale sull'indipendenza economica e finanziaria al femminile, in programma il 16 ottobre a Civitanova Marche. L'iniziativa è promossa da Banco Marchigiano e organizzata da INHUB, associazione nata con l'obiettivo di accompagnare le imprese verso modelli organizzativi più inclusivi. L'appuntamento si terrà nella sala conferenze di Banco Marchigiano, in vicolo Nettuno 29. A fotografare la situazione italiana sono alcuni dati che evidenziano ancora un significativo divario. Secondo l'Edufin Index 2025, le donne italiane registrano mediamente cinque punti in meno rispetto agli uomini nelle competenze finanziarie. Inoltre, solo il 58% delle donne in Italia possiede un conto corrente personale. Il tema dell'autonomia finanziaria si intreccia anche con quello della violenza economica. Secondo i dati richiamati dagli organizzatori, il 40% della popolazione femminile italiana sarebbe stata vittima di forme di violenza economica, mentre una parte consistente delle donne non riconosce questo tipo di comportamento come una forma di violenza. Il problema riguarda anche la gestione delle risorse all'interno della coppia. Il 13,6% delle donne che vivono con un partner dichiara di non considerarsi economicamente indipendente. Il 24,3% non partecipa alle decisioni economiche familiari, mentre il 42,4% riferisce di aver subito forme di violenza legate allo squilibrio economico. Numeri che saranno al centro della giornata organizzata a Civitanova, con l'obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza e fornire strumenti concreti per rafforzare l'autonomia finanziaria. «Promuovere la cultura e l'educazione finanziaria non è un servizio in più: è una cosa che sentiamo di dover fare», ha spiegato Massimo Tombolini, direttore generale di Banco Marchigiano. «Con questo Forum vogliamo dare un aiuto concreto: strumenti per orientarsi e per decidere con consapevolezza, per ridurre il divario di genere. L'autonomia economica non è solo una scelta personale: è ciò che permette a una donna di essere libera, di vedere riconosciuta la propria dignità e di avere le stesse opportunità degli altri». Il programma prenderà il via con un sondaggio live interattivo dedicato al tema dell'indipendenza finanziaria. Seguiranno le testimonianze di Sara, Giada e Gina, chiamate a raccontare il proprio rapporto con la gestione del denaro e con gli investimenti. Spazio poi agli interventi di sensibilizzazione e divulgazione curati da Monica Rivelli, responsabile sviluppo progetti della Fondazione per l'Educazione finanziaria e al Risparmio (FEduF). La giornata si concluderà con una tavola rotonda moderata dalla giornalista e avvocata Ester Viola, alla quale parteciperanno figure provenienti dal mondo delle istituzioni, dell'economia, dell'università e dei servizi di contrasto alla violenza. Tra gli ospiti ci saranno Elsa Fornero, già ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali; Massimiliano Colombi, direttore scientifico della Fondazione B.live ETS; Giulia Bettin, professoressa di Economia politica alla Facoltà di Economia dell'Università Politecnica delle Marche; Roberta Famà, Chief ESG, Brand e Rapporti Istituzionali di Cassa Centrale Banca; ed Elisa Giusti, responsabile del servizio antiviolenza Il Faro. Le conclusioni saranno affidate al direttore generale di Banco Marchigiano, Massimo Tombolini. L'obiettivo del Forum è quello di trasformare il tema dell'indipendenza economica femminile da questione privata a tema di consapevolezza, inclusione e cittadinanza, fornendo alle donne strumenti utili per gestire le proprie risorse e compiere scelte finanziarie con maggiore autonomia.
"Eravamo, siamo, saremo”: a Treia il ricordo di Massimiliano e Roberto diventa solidarietà
TREIA - Un’amicizia capace di andare oltre l’assenza, trasformando il dolore per una perdita in un’occasione di incontro, condivisione e solidarietà. È questo il significato della giornata organizzata a Treia da un folto gruppo di amici di Massimiliano Balloriani e Roberto Farroni, due giovani uomini scomparsi prematuramente: Massimiliano nel 2020, nel pieno della pandemia, e Roberto nel 2022. A distanza di anni, il loro ricordo è ancora profondamente vivo tra familiari e amici, che hanno deciso di ritrovarsi per una giornata speciale, coinvolgendo anche nuove persone che nel tempo si sono unite a questa grande rete di affetti. Domenica 27 settembre, a Treia, sono state circa 120 le persone che hanno partecipato all’iniziativa. Tutti hanno indossato una maglia azzurra con una frase diventata il simbolo della giornata: “Eravamo… Siamo… Saremo… Massimiliano e Roberto”. Un messaggio che racchiude lo spirito dell’incontro e quel sentimento di amicizia che, come hanno sottolineato gli organizzatori, “unisce per sempre”. La giornata si è svolta all’aria aperta, nelle campagne di San Lorenzo di Treia, tra giochi, momenti di convivialità, musica e buon cibo. Non sono mancati i racconti e gli aneddoti legati a Massimiliano e Roberto, le risate e il ricordo delle tante esperienze vissute insieme, comprese le serate in discoteca degli anni Ottanta e Novanta. Un susseguirsi di emozioni, tra sorrisi e lacrime, con l’obiettivo di trasformare l’assenza in qualcosa di concreto e positivo. La giornata ha permesso inoltre di rinsaldare vecchie amicizie e crearne di nuove, nel segno di un legame che il tempo non ha cancellato. Uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa è stato il suo risvolto benefico. Le offerte raccolte dagli amici sono state infatti interamente devolute all’Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori”, Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico dell’Emilia-Romagna. Un gesto attraverso il quale gli amici hanno voluto dare un significato ancora più profondo alla giornata, facendo sì che il ricordo di Massimiliano e Roberto potesse tradursi in un aiuto concreto. E quello di Treia potrebbe essere soltanto il primo appuntamento di un percorso destinato a proseguire. Gli amici stanno infatti lavorando alla costituzione di una nuova associazione, prevista per l’inizio del prossimo anno, con l’intenzione di organizzare ulteriori iniziative benefiche nel nome dei due amici scomparsi. L’obiettivo è continuare a stare insieme, mantenere vivo il loro ricordo e, allo stesso tempo, fare qualcosa di concreto per gli altri. “Dobbiamo essere contagiosi nel fare del bene al prossimo e a noi stessi. Grazie Massimo, grazie Roberto, vi vogliamo bene”, è il messaggio con cui gli amici hanno voluto chiudere questa giornata speciale. Un modo per dire che certe amicizie non finiscono: cambiano forma, ma continuano a vivere nei ricordi, nei gesti e nelle persone che scelgono di portarle avanti.
Pievebovigliana celebra l’autunno: due giorni di eventi per la 31ª Sagra della Castagna
Tradizione, sapori d’autunno, promozione del territorio e nuove inaugurazioni. Pievebovigliana, nel Comune di Valfornace, si prepara a vivere un fine settimana ricco di appuntamenti in occasione della 31ª edizione della Sagra della Castagna, evento storico che quest’anno amplia il proprio programma con una serie di iniziative dedicate allo sport, alla cultura, alla biodiversità e alla valorizzazione delle eccellenze locali. La manifestazione, promossa dal Comune in collaborazione con la Pro-Pieve e le associazioni del territorio, prenderà il via sabato 10 ottobre e culminerà domenica 11 ottobre con la tradizionale festa dedicata alla castagna. Il primo appuntamento è in programma sabato alle 18, quando agli impianti sportivi di Pievebovigliana verrà inaugurata la nuova cucina. La struttura è stata realizzata dopo che un incendio aveva completamente distrutto il precedente impianto. Un intervento importante per il paese, destinato a rafforzare la capacità di accoglienza della struttura e a sostenere le attività delle associazioni locali. Sempre sabato, spazio allo sport e alla scoperta del paesaggio con un'escursione cicloturistica gratuita inserita nel programma di “Appenninamente”, festival di paesaggi e idee. Gli appassionati potranno scegliere tra Mtb, E-bike e Gravel e affrontare un percorso ad anello di 28 chilometri, con 673 metri di dislivello positivo, attraversando alcuni degli scorci più suggestivi del territorio. Domenica la grande festa della castagna Il momento centrale del fine settimana sarà domenica 11 ottobre, con la 31ª Sagra della Castagna. A partire dalla mattinata, le vie del borgo saranno animate dai mercatini dedicati ai prodotti tipici e dagli stand gastronomici, dove saranno protagonisti i sapori e le specialità della stagione autunnale. Alle 10, nella sala polifunzionale “Maria Ciccotti”, si terrà inoltre la seconda edizione del convegno dedicato alla biodiversità, organizzato in collaborazione con il Consorzio Apistico della Provincia di Macerata e l’Unpli Marche. Quest’anno l'incontro sarà dedicato in particolare alla memoria del territorio, attraverso racconti e testimonianze dirette degli abitanti, con l’obiettivo di mantenere vivo il patrimonio di conoscenze e tradizioni legato alla comunità locale. Nel corso della giornata non mancheranno le occasioni per immergersi nella natura, con escursioni e passeggiate naturalistiche alla scoperta dei boschi che circondano Pievebovigliana. A fare da colonna sonora alla festa ci saranno la musica dal vivo e gli immancabili stornellatori, che contribuiranno a ricreare l'atmosfera delle feste popolari di un tempo. Completerà il programma la tradizionale lotteria, con numerosi premi in palio. Un fine settimana pensato dunque non solo per celebrare uno dei prodotti simbolo dell’autunno, ma anche per raccontare e valorizzare un territorio fatto di paesaggi, tradizioni, gastronomia e comunità. Un appuntamento che conferma Pievebovigliana e Valfornace tra le mete da scoprire nel cuore dell’autunno marchigiano, anche grazie al riconoscimento di Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
Castelraimondo ricorda Dino Buglioni e il sommergibile Malachite
Memoria, commozione e un richiamo alla pace. Si è svolta sabato 3 ottobre, nella frazione di Castel Santa Maria, la XXVII Cerimonia di Commemorazione del Sottocapo Elettricista Dino Buglioni e del sommergibile Malachite, appuntamento dedicato al ricordo dei Marinai e di tutti i Caduti delle guerre. Alla cerimonia hanno preso parte l’amministrazione comunale di Castelraimondo, guidata dal sindaco Patrizio Leonelli, la sindaca di Potenza Picena Noemi Tartabini, il consigliere regionale Renzo Marinelli, i rappresentanti delle associazioni del territorio, i Carabinieri in congedo, gli Alpini e l’Arma dei Carabinieri, rappresentata, tra gli altri, dal comandante Claudio Di Noia. La mattinata si è aperta con l’alzabandiera, seguito dalla deposizione delle corone di alloro e dal silenzio d’ordinanza. Un momento solenne che ha preceduto gli interventi delle autorità e il successivo omaggio al Monumento ai Caduti. Particolarmente significativo il coinvolgimento delle nuove generazioni. Alla commemorazione hanno infatti partecipato volontariamente gli alunni della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Nazareno Strampelli” di Castelraimondo, accompagnati dai docenti e dalla dirigente scolastica Nicoletta Paterni. La presenza dei ragazzi ha dato alla cerimonia un significato ulteriore, trasformando il ricordo in un momento di educazione alla cittadinanza e alla conoscenza della storia della propria comunità. «Davanti al sacrificio di una vita abbiamo il dovere di fermarci, ricordare e trasmetterne il significato – ha dichiarato il sindaco Patrizio Leonelli –. La pace è un bene prezioso, da custodire attraverso il rispetto, il dialogo e la solidarietà. La presenza dei ragazzi ha reso questa giornata ancora più significativa, unendo il ricordo del passato alla responsabilità verso il futuro». La commemorazione si è conclusa con la Santa Messa in suffragio dei Caduti, celebrata da don Vittorio Cinti, figlio del comandante del sommergibile Malachite. Un legame personale e familiare con la vicenda ricordata che ha reso particolarmente intensa la celebrazione, offrendo ai presenti un ulteriore momento di raccoglimento e riflessione. L’amministrazione comunale ha voluto sottolineare il valore della memoria come strumento per comprendere il significato del sacrificio e del servizio al Paese. Dietro ogni nome ricordato, è stato evidenziato, ci sono una persona, una famiglia e una storia interrotta: custodirne il ricordo significa anche riconoscere il valore della vita e l’importanza dell’impegno quotidiano per la pace. Un ringraziamento è stato rivolto all’Istituto Comprensivo “Nazareno Strampelli”, agli studenti, ai docenti e alla dirigente scolastica per la partecipazione, così come al gruppo dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, al segretario Gualberto Ferretti e a tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione della cerimonia. «Partecipare significa dare un volto e un significato alla memoria, comprendere il valore del servizio e riconoscere quanto ogni persona possa contribuire al bene di tutti», ha sottolineato l’amministrazione comunale. La giornata di Castel Santa Maria si è così trasformata in un ponte tra passato e futuro: il ricordo di chi ha perso la vita diventa un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni, affinché la memoria non rimanga soltanto una celebrazione, ma si traduca in un quotidiano impegno per il rispetto, la solidarietà e la pace.

cielo coperto (MC)



