Urbisaglia
Urbisaglia, aggiungi un posto a tavola: da "Ciochetta" la tradizionale colazione pasquale diventa rito
URBISAGLIA – C’è un profumo che sa di casa, di festa e di memoria. È quello che, la mattina di Pasqua, si è diffuso da “Ciocchetta”, dove Mirko Salvatori ha aperto le porte della sua tavola per una colazione che è molto più di un semplice pasto: è un racconto di famiglia. Un nome, quello dei Salvatori, che nel territorio non passa inosservato. Mirko è infatti figlio di Duilio Salvatori, storico chef locale e anima della Filarmonica, celebre per aver cucinato per ospiti illustri come Tognazzi, Maradona e Katia Ricciarelli. Un’eredità importante, che oggi rivive in una forma nuova ma profondamente radicata nella tradizione. "Abbiamo voluto seguire la tradizione, offrendo prodotti del territorio”, racconta Mirko, sintetizzando lo spirito dell’iniziativa. E così, fin dalle 9 del mattino, la tavola si è riempita dei sapori autentici della Pasqua marchigiana: torta di Pasqua al formaggio, coratella, ciauscolo, uova immancabili, frittata con mentuccia e lenticchie. Piatti semplici solo in apparenza, capaci invece di custodire storie, gesti e identità. Erano una ventina i commensali, ma il numero conta poco quando al centro c’è la convivialità. “La colazione è iniziata alle 9, ad oltranza”, sorride Mirko, lasciando intendere che il tempo, in certe occasioni, smette di essere una misura e diventa un’esperienza. E come ogni vera festa che si rispetti, anche chi passava per caso non è rimasto escluso. “A chi passava di lì lo abbiamo accolto con del vino”, aggiunge Mirko. Alla Ciocchetta, dunque, la Pasqua non è stata solo celebrata: è stata vissuta. Tra passato e presente, tra memoria e innovazione, la tradizione di famiglia continua a rinnovarsi, mantenendo intatto il suo sapore più autentico.
“Che cos’è l’amore?”: Michele Cesari presenta il suo quarto libro a Urbisaglia
“Che cos’è l’amore?” è una domanda antica, ma ogni volta nuova. Domenica 29 marzo, al Teatro Comunale di Urbisaglia, Michele Cesari ha presentato il suo quarto libro, un viaggio nelle molteplici espressioni dell’amore organizzato dall’Associazione Rinascimente con il patrocinio della Regione Marche. Michele Cesari ha deciso di affrontare la domanda più universale che esista, esplorando l’amore in tutte le sue espressioni e declinazioni. L’evento, organizzato dall’Associazione Rinascimente presieduta da Maurizio Salvucci, ha visto una partecipazione calorosa di pubblico. Una storia di determinazioneUn vaccino a due mesi ha cambiato per sempre la vita di Michele, ma la carrozzina non ha mai fermato la sua mente, che “corre sempre”, come ha raccontato lui stesso. La sua è una storia di resilienza e creatività, dove la scrittura è diventata strumento per costruire significato e bellezza. Con l’ironia che lo caratterizza, Michele ha raccontato di aver iniziato a usare l’intelligenza artificiale, chiedendole proprio: “Che cos’è l’amore?”. Da quella domanda è nato un percorso letterario che attraversa i vari passaggi dell’amore nella vita, con la poesia come costante in ogni sua pubblicazione. Frasi che restano“La vita, se non costruisci qualcosa, non ha senso”, ha detto Michele durante la presentazione. E ancora: “L’odio è la pausa tra un amore e l’altro”, una riflessione che ha colpito i presenti per la sua profondità e originalità. Il libro si presenta come un cammino attraverso le stagioni dell’amore: quello familiare, quello romantico, quello per la vita stessa. Un percorso che Michele ha saputo raccontare con la sensibilità di chi ha dovuto affrontare ostacoli enormi, ma non ha mai smesso di credere nella forza dei sentimenti e della parola scritta. Un pomeriggio di riflessione e umanità, dove la letteratura si è fatta testimonianza di vita vissuta e di speranza condivisa.
Star del teatro a Urbisaglia: Maria Grazia Cucinotta e Pino Quartullo conquistati dalla Locanda Le Logge
Non capita tutti i giorni di incrociare il fascino di Maria Grazia Cucinotta. La celebre attrice, insieme a Pino Quartullo e al cast della commedia teatrale "La moglie fantasma", ha scelto Urbisaglia come propria base durante il tour che li ha portati sul palco del Teatro Verdi di Pollenza. Gli attori - tra cui Alessandra Faiella, Giorgio Verduci, Giorgio Centamore e Roberta Petrozzi - hanno soggiornato nelle esclusive suite della Locanda Le Logge, trasformando per una notte la struttura in un vero e proprio "foyer" d'eccezione. Dopo il successo dello spettacolo a Pollenza, la compagnia si è riunita a tavola per una cena firmata dallo chef Andrea Tombolini e dal suo staff. Protagonista della serata, oltre agli ospiti illustri, è stato il menù della Locanda: i protagonisti della pièce hanno potuto degustare i piatti tipici della tradizione locale rivisitati con maestria. Su tutti, ha trionfato il "must" della casa: il maialino al forno cotto 50 ore a bassa temperatura, impreziosito dalla riduzione alla salsa di vino cotto, un’eccellenza che ha letteralmente conquistato il palato degli artisti.
Urbisaglia, la Meridiana risponde al Comune: “Massima trasparenza nella gestione dei beni culturali"
In seguito ai dubbi sollevati dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Riccardo Natalini sull’impiego di fondi pubblici e sulla gestione della biglietteria dei monumenti e del Parco archeologico di Urbisaglia (Leggi qui), la società Meridiana di Miria Salvucci & C. Snc, attiva nella gestione dei servizi turistici dal 2007 al giugno 2024, interviene per chiarire la propria posizione. “Con spirito di collaborazione e in totale trasparenza, vogliamo riportare la realtà dei fatti”, dichiara la società di Urbisaglia. Meridiana ricorda di aver formalizzato già il 15 giugno 2024 una richiesta di incontro con il sindaco, poi avvenuto il 26 giugno, durante il quale è stata consegnata una documentazione completa: copia della convenzione con la Pro Loco, report sulle presenze turistiche dal 2007 al 2023, riepilogo degli orari di apertura dei monumenti e dell’ufficio turistico, tariffe dei servizi guida, materiale didattico e promozionale, oltre ai progetti realizzati con i bandi FESR regionali. Meridiana evidenzia che, fino al 30 aprile 2024, "non era previsto alcun biglietto d’ingresso ai beni culturali; solo dal primo maggio è stato introdotto il biglietto ministeriale, con gli incassi dei mesi di gestione maggio-giugno versati regolarmente al Comune. La quota raccolta dalla società dai visitatori rappresentava esclusivamente il compenso professionale per il servizio guida e di accompagnamento, mentre la Pro Loco non ha mai avuto accesso ai dati contabili della società, ricevendo soltanto informazioni sul numero di visitatori e sugli orari di apertura". La Meridiana sottolinea inoltre che, pur non avendo richiesto il compenso previsto dalla convenzione per il 2023 e la prima metà del 2024, "ha garantito l’apertura continua dei beni culturali, implementando una rete museale tra Urbisaglia e l’Abbadia di Fiastra, promuovendo la città come destinazione turistica unica e attrattiva". La società conclude ribadendo "la propria disponibilità a collaborare con il Comune per fornire ulteriori chiarimenti e confermare la correttezza della gestione culturale e turistica negli anni".
Pro Loco Urbisaglia, il sindaco invoca trasparenza: "Fondi pubblici e biglietteria devono essere documentati"
"Non è una questione di schieramenti o di divergenze personali, ma di tutela della cosa pubblica. La gestione della Pro Loco deve essere aperta e documentata, soprattutto quando si parla di fondi pubblici e della biglietteria dei nostri monumenti e del Parco Archeologico”. Lo dice senza giri di parole il sindaco di Urbisaglia, Riccardo Natalini, intervenendo sulla vicenda della Pro Loco locale, costretta ad abbandonare e svuotare il magazzino dell'associazione. “Nonostante la convenzione ereditata dalla precedente amministrazione, la Pro Loco non ha fornito i dati contabili richiesti, invitandoci a cercare risposte altrove. Questo atteggiamento dimostra una gestione autoreferenziale, che confonde le dinamiche politiche con le finalità associative”, prosegue il primo cittadino. Natalini chiarisce: “Il deterioramento del rapporto di fiducia non è solo legato alla mancanza di trasparenza, ma anche ai toni e alle modalità relazionali. Per questo abbiamo affidato le verifiche a organi terzi e alle autorità competenti, per garantire che ogni euro della collettività sia utilizzato correttamente”. Il sindaco sottolinea poi come l’Amministrazione non intenda attaccare il mondo del volontariato: “Sosteniamo quotidianamente più di dieci associazioni locali, con risultati concreti. Basti pensare all’operazione ‘Sport e Scuola’, che ha portato 15mila euro in attrezzature per danza, judo e attività motorie direttamente ai giovani tramite scuole e club sportivi. Il Comune è una casa aperta per chi opera con spirito di servizio”. Infine, Natalini traccia la linea per il futuro: “La nuova Urbisaglia deve superare le logiche del passato e valorizzare il patrimonio in maniera trasparente. È tempo di distinguere chi lavora davvero per la comunità da chi ha smarrito lo scopo statutario trasformando l’associazione in uno spazio politico chiuso. La posizione dell’Amministrazione è chiara: ora concentriamo le energie sui progetti per i cittadini, con serenità e determinazione”.
Tombolini presenta “Family Holiday”: eleganza leggera per l’estate 2026
Per la Primavera/Estate 2026 Tombolini presenta Family Holiday, la nuova collezione dedicata ai momenti di relax, alle vacanze in famiglia e alle fughe del weekend. Un guardaroba contemporaneo, essenziale e raffinato che interpreta l’eleganza maschile con uno spirito disinvolto e funzionale, pensato per accompagnare l’uomo in ogni destinazione. Protagoniste della collezione sono le iconiche giacche Zero Gravity Holiday, capi simbolo del marchio marchigiano. Leggere e impalpabili, sono realizzate in tessuti altamente traspiranti e, in alcune versioni, anche resistenti all’acqua. L’innovativa costruzione sartoriale è arricchita da dettagli funzionali, come le pratiche bretelle interne che permettono di indossare la giacca a spalla, garantendo comfort e praticità senza rinunciare allo stile. Accanto alle giacche, la collezione propone t-shirt e polo in filo di Scozia e seta, camicie a maniche corte dalla costruzione impeccabile e pantaloni dal taglio moderno con zip invisibili e coulisse regolabili. Ogni capo è studiato per offrire libertà di movimento, leggerezza e versatilità, adattandosi con naturalezza sia al tempo libero sia alle occasioni più ricercate. Con Family Holiday, Tombolini interpreta il trend del relaxed tailoring, una visione dell’eleganza contemporanea che unisce la tradizione sartoriale del brand con un approccio più informale e dinamico. Il risultato è una collezione che celebra il lusso della semplicità, pensata per uno stile capace di accompagnare ogni viaggio, dentro e fuori stagione.
Urbisaglia, scontro sul magazzino della Pro Loco. La minoranza: "Il volontariato non si sfratta"
Nuove tensioni a Urbisaglia nel rapporto tra l’amministrazione comunale e la Pro Loco locale. Al centro della vicenda c’è un atto ufficiale, inviato sabato 7 marzo, con cui l'Ente intima all'associazione il rilascio immediato dell’immobile di via Enrico Mattei, attualmente utilizzato come magazzino per le attrezzature del gruppo di volontariato. Nella nota inviata agli uffici della Pro Loco, il Comune, pur dichiarando di "riconoscere il valore sociale dell’attività svolta dall’associazione", fissa un termine perentorio: "si intima e diffida la Pro Loco di Urbisaglia a sgomberare il magazzino da tutti i beni non ricompresi nell’inventario e a procedere alla restituzione formale delle chiavi presso gli uffici tecnici comunali entro e non oltre il termine perentorio di cinque giorni lavorativi dalla ricezione della presente. Decorso inutilmente il predetto termine, in difetto della volontaria riconsegna dell’immobile detenuto sine titulo, l’amministrazione si vedrà costretta ad agire nelle sedi competenti, con addebito di eventuali spese e indennità di occupazione a carico della Pro Loco". Sulla questione è intervenuto il gruppo consiliare di opposizione "Insieme per Urbisaglia", sollevando dubbi sulla legittimità dello sfratto e richiamando documenti esistenti. "Il comune sostiene che la Pro Loco non abbia titoli validi per l’uso del magazzino, ma emerge un dettaglio che potrebbe rimettere tutto in discussione - scrivono i consiglieri in una nota -. Carte alla mano, tra l’ente e l’associazione esiste una convenzione firmata il 28 marzo 2024, con scadenza naturale al 31 marzo 2027. Con questo accordo il comune garantiva alla Pro Loco la 'messa a disposizione a titolo gratuito di spazi in aree coperte e scoperte di proprietà comunale per il ricovero di materiali e attrezzature di proprietà della Pro Loco'. La presenza di questo documento, valido per un altro anno, solleva forti dubbi sulla contestazione mossa da Natalini (sindaco di Urbisaglia, ndr)". L'associazione, fondata nel 1981, ha risposto attraverso i propri canali ufficiali l'8 marzo, annunciando l'intenzione di non procedere allo sgombero: "Comunichiamo che, a tutt’oggi, non abbiamo la minima intenzione di procedere allo sgombero del magazzino. Abbiamo provveduto a rispondere al sindaco e, all’occorrenza, stiamo provvedendo alla tutela legale di questa associazione, dei componenti del direttivo e di tutti i beni mobili in possesso, al fine di salvaguardare e portare avanti un’associazione radicata nel territorio di Urbisaglia dal 1981, data della fondazione, nel rispetto di tutti coloro che hanno preso parte e si sono resi participi e continuano a farlo". Nella missiva inviata al primo cittadino, la Pro Loco aggiunge inoltre che "l’amministrazione non ha mai riconosciuto il valore sociale delle nostre attività svolte, negandosi ad inviti/incontri di chiarimenti /organizzazione di eventi", sottolineando come l'associazione abbia comunque proseguito le attività, inclusa la recente partecipazione alla Bit di Milano e al Carnevale di Ferrara. Il gruppo di minoranza ha espresso dura critica sulle modalità del provvedimento, evidenziando il contrasto tra i successi promozionali dell'associazione e l'atto di diffida: "È questo il modo di ringraziare chi lavora per il territorio? Proprio di recente i volontari della Pro Loco hanno portato il nome di Urbisaglia fino alla Bit di Milano, la borsa internazionale del turismo. Lo hanno fatto con le proprie forze, con il proprio lavoro e a spese proprie, garantendo al nostro paese una visibilità che l’ente pubblico da solo non avrebbe mai ottenuto. Mentre a parole si riconosce il 'valore sociale' dell’associazione, nei fatti si agisce con una fretta burocratica che sa di pretesto. Questa scelta ci lascia profondamente contrariati. Chiedere lo sgombero in cinque giorni è un atto di forza che ignora totalmente la realtà di un’associazione fatta di volontari". L'opposizione conclude sottolineando il rischio per il tessuto sociale del borgo: "Prima di procedere con gli sfratti, un’amministrazione avrebbe dovuto trovare una via alternativa e tentare di ricucire un dialogo con un’associazione radicata ed operante nel paese da decenni. Scegliere poi di colpire un’associazione storica con queste modalità è un precedente pericoloso che potrebbe minare la serenità di tutto il tessuto associativo di Urbisaglia. Come minoranza consiliare, esprimiamo la nostra piena solidarietà e vicinanza alla Pro Loco ed a tutte le associazioni operanti nel comune. Sostenere il volontariato è un dovere civile e culturale, prima ancora che amministrativo". "Realtà come la Pro Loco sono l’anima stessa dell’aggregazione - conclude la nota -: quel capitale sociale che trasforma un territorio in una comunità viva. Specialmente in borghi come Urbisaglia, l’associazionismo resta il motore che genera occasioni di incontro e di scambio tra generazioni. Spesso, nel più totale disinteresse personale, i volontari si caricano sulle spalle il compito di tramandare saperi e proteggere tradizioni, garantendo che non vadano perdute e mantenendo saldo quel senso d’appartenenza che è il vero collante di un paese. Non permetteremo che il patrimonio di esperienze costruito in anni di sacrifici venga smantellato da una scelta politica priva di sensibilità. Urbisaglia merita collaborazione, non ultimatum. Il volontariato non si sfratta".
Urbisaglia, l'arte celebra la donna: l'8 marzo inaugura "Feminae – Doppioalfabeto"
Un dialogo intenso tra pittura, scultura e installazione per indagare l’universo femminile attraverso la lente della rinascita. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, domenica 8 marzo 2026 alle ore 16:30, la suggestiva Chiesa di San Giorgio ospiterà l’inaugurazione di "FEMINAE – Doppioalfabeto", il progetto curatoriale nato dall’incontro artistico tra Ombretta Buongarzoni e Francesca Leoni. La mostra, patrocinata dal Comune di Urbisaglia, si propone come una riflessione profonda sul femminile inteso come territorio di memoria e trasformazione. Il percorso espositivo non è una semplice esibizione di opere, ma un vero e proprio cammino simbolico articolato in quattro momenti chiave: frattura, varco, luce e forma nuova. Nelle opere delle due artiste, segni, lacerazioni e squarci perdono la loro connotazione negativa per trasformarsi in varchi di rivelazione. Come spiegano le stesse protagoniste, la ferita non è celebrata come trauma, ma come passaggio verso una rinnovata consapevolezza. L'invito per lo spettatore è quello di attraversare le proprie crepe interiori per scoprirvi nuove possibilità di luce. Il vernissage di domenica pomeriggio sarà arricchito da contributi di rilievo nel panorama culturale. La presentazione critica sarà a cura del giornalista Alfio Borghese, che guiderà il pubblico nella lettura del dialogo tra i due differenti linguaggi espressivi, mentre l’artista Benedetta Montini darà vita a una performance pensata per amplificare la dimensione emotiva e sensoriale dell’esposizione. L'appuntamento è per l'8 marzo alle 16:30 presso la Chiesa di San Giorgio a Urbisaglia. L’ingresso è libero e aperto alla cittadinanza: un’occasione preziosa per la comunità della provincia di Macerata di vivere la ricorrenza della Festa della Donna attraverso la potenza rigeneratrice dell’arte contemporanea.
Sanremo "mangia" marchigiano: lo chef Tiziano Scagnoli strega il Festival con la sua pinsa
Non si vive di sole canzoni, e quest'anno il "rumore" più apprezzato tra i riflettori di Sanremo è stato il "crunch" inconfondibile della pinsa firmata Tiziano Scagnoli. Lo chef maceratese, anima creativa del ristorante 'Le Tre Spighe' di Urbisaglia, ha trasformato la kermesse ligure in un palcoscenico del gusto, portando l'eccellenza dell'entroterra marchigiano all'attenzione della platea internazionale del Festival. Scagnoli ha saputo stregare il pubblico sanremese fondendo la tecnica della pinsa romana artigianale con l'intensità delle materie prime della sua terra. Un'operazione che è stata, prima di tutto, una dichiarazione d'amore per le proprie radici: "Le Marche sono parte di me e mi accompagnano in ogni sfida fuori regione", ha dichiarato lo chef, confermando come la cucina di qualità resti il miglior biglietto da visita per il territorio. Ma la trasferta ligure è stata soprattutto il trampolino di lancio per un'importante anteprima imprenditoriale. Sanremo ha infatti tenuto a battesimo l'annuncio di un nuovo e ambizioso progetto gastronomico interamente dedicato alla pinsa romana. L'idea, nata e maturata tra le colline maceratesi, punta a imporsi come un nuovo standard di eccellenza nel settore. Il successo riscosso nella "Città dei Fiori" è solo l'antipasto: il debutto ufficiale del format è previsto entro circa un mese e promette di rivoluzionare l'approccio alla pinsa artigianale, mettendo al centro la digeribilità estrema e una selezione "maniacale" degli ingredienti.
Urbisaglia, nasce il primo Consiglio Comunale dei Ragazzi: "Occorre una comunità attenta alle nuove generazioni"
Esistono momenti in cui le istituzioni smettono di essere palazzi distanti per diventare case aperte al futuro. È quello che è accaduto ieri nella Sala Consiliare di Urbisaglia, dove il primo Consiglio Comunale dei Ragazzi ha trasformato un impegno formale in una lezione di partecipazione civile che resterà impressa nella memoria della comunità. L’immagine della sala gremita dagli studenti della Scuola Secondaria non era solo una cornice suggestiva. Negli sguardi attenti dei ragazzi e nelle loro mani alzate si leggeva la voglia di essere protagonisti, non semplici spettatori. Per quasi due ore, il tempo sembra essersi fermato: niente distrazioni, solo un confronto serrato, appassionato e, soprattutto, autentico. I giovani consiglieri non si sono limitati ai saluti di rito. Hanno incalzato la Giunta Comunale con domande dirette e avanzato proposte concrete, confrontandosi con determinazione anche con la Polizia Locale. Una dinamica che ha rivelato una maturità sorprendente, capace di nobilitare il concetto stesso di politica. L’iniziativa nasce da una scommessa precisa: dare ai giovani uno spazio di parola reale, un luogo dove la voce di chi domani abiterà il territorio conti oggi quanto quella degli adulti. "Ragazzi, avete tracciato una strada," ha dichiarato il primo cittadino Riccardo Natalini, visibilmente orgoglioso dell'esito dell'incontro. "Una strada fatta di coraggio e responsabilità. È questa la politica che sogniamo per Urbisaglia: una politica che non si limita a parlare ai giovani, ma che sceglie di ascoltarli e coinvolgerli davvero." Il messaggio uscito dalla sala consiliare è chiaro: il futuro non è un traguardo lontano da attendere con pazienza, ma un cantiere aperto da vivere quotidianamente. La serietà con cui gli studenti hanno preso parte alla seduta dimostra che, quando viene offerto loro un terreno fertile, i ragazzi sanno rispondere con una responsabilità che emoziona e sprona l'amministrazione a fare meglio. Questo primo incontro è solo l'inizio di un viaggio. Il cammino di partecipazione intrapreso ieri proseguirà "fianco a fianco", con la consapevolezza che costruire una comunità più inclusiva e attenta alle nuove generazioni non è solo un dovere istituzionale, ma una sfida entusiasmante che Urbisaglia ha deciso di vincere insieme ai suoi cittadini più giovani.
Urbisaglia, bloccati con un camion carico di mezzi agricoli rubati: due denunciati
Nella mattinata odierna, i carabinieri della stazione di Urbisaglia hanno portato a termine un'importante operazione di contrasto ai reati contro il patrimonio, denunciando in stato di libertà due uomini, un 56enne di Appignano e un 46enne di Sant'Angelo in Pontano, entrambi già noti alle forze dell’ordine. I due devono rispondere delle accuse di ricettazione, possesso ingiustificato di chiavi o grimaldelli e occultamento di targa. L'intervento è scattato lungo la Strada Provinciale 78, dove i militari hanno intercettato un autocarro che procedeva con la targa oscurata per evitare l'identificazione, mezzo di proprietà del conducente più anziano. Durante l'ispezione del veicolo, i militari hanno rinvenuto nell’abitacolo diversi attrezzi da scasso, pronti all'uso per eventuali ulteriori colpi. La scoperta più rilevante è avvenuta però nel cassone del mezzo, dove erano stati stipati un trattore cingolato privo di targa, un erpice a denti fissi, un decespugliatore, una troncatrice cesoia per ferro e una smerigliatrice angolare. Grazie ai rapidi accertamenti condotti sul campo, i carabinieri hanno accertato che l'intero carico era stato sottratto poco prima dalle pertinenze di una casa rurale a Sant’Angelo in Pontano, di proprietà di un imprenditore 69enne residente a Porto Sant'Elpidio. L'intervento è stato così tempestivo che la vittima del furto non si era ancora accorta della sottrazione dei propri strumenti di lavoro al momento del fermo stradale. Solo in un secondo momento, dopo essere stato informato dai militari, l'imprenditore ha potuto formalizzare la querela. L’intera refurtiva è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario, mentre i due uomini sono stati deferiti all'autorità giudiziaria. Le indagini dei carabinieri proseguono ora per verificare se i due soggetti siano coinvolti in altri episodi simili avvenuti recentemente nell'entroterra maceratese.
Il Mastio brinda a Rimini, la migliore "Grape Ale" italiana è di Urbisaglia: "Premio al lavoro di tutti i giorni"
Le Marche si confermano terra di grandi birre artigianali. Alla XXI edizione di “Birra dell’Anno”, il concorso organizzato da Unionbirrai e andato in scena a Rimini, i birrifici marchigiani hanno conquistato 24 riconoscimenti complessivi: 7 medaglie d’oro, 3 argenti, 3 bronzi, 10 menzioni e un premio speciale. Un bottino che colloca la regione tra le più premiate d’Italia e certifica la maturità di un movimento brassicolo che oggi compete ai massimi livelli, dagli stili classici alle sperimentazioni più identitarie. A impreziosire il risultato è il premio speciale Best 100% Italian Beer, assegnato alla Real IGA Gose de Il Mastio di Urbisaglia. Una birra che è manifesto di filiera corta, agricoltura e visione. Tra i protagonisti marchigiani spicca Ibeer di Fabriano, capace di conquistare più medaglie tra ori e piazzamenti. Ottimi risultati anche per Birrificio Mukkeller di Porto Sant'Elpidio e MC77 di Serrapetrona, entrambi a segno in più categorie tra podi e menzioni. Completano il quadro Beor Brasserie (Fermo), Birrificio dei Castelli (Ancona) e Birrificio Babylon (Ascoli). Dalla costa all’entroterra, la qualità attraversa tutto il territorio regionale. Per la provincia di Macerata, il brindisi più sentito arriva dal Birrificio Il Mastio di Urbisaglia, realtà artigianale – e azienda agricola certificata BIO – capace di trasformare un legame profondo con la terra in birre che parlano di territorio. Il premio Best 100% Italian Beer assegnato alla Real IGA Gose è la conferma che la filosofia produttiva del birrificio, basata sulla filiera corta e sull’utilizzo di materie prime italiane, dà risultati straordinari. Questa storia ha radici solide: come abbiamo raccontato in un precedente articolo dedicato alla loro avventura birraria (LEGGI QUI), i fratelli Sebastiano e Lorenzo Nabissi hanno costruito negli anni un progetto che parte dalla coltivazione dell’orzo nei terreni adiacenti al birrificio e arriva fino al bicchiere, con birre non filtrate e non pastorizzate che raccontano le Marche sorso dopo sorso. Abbiamo sentito i due fratelli, protagonisti di questo grande successo, per ascoltare direttamente da loro la soddisfazione e il significato di questo nuovo riconoscimento. «Sicuramente è una soddisfazione che è frutto di anni di lavoro – spiegano Sebastiano e Lorenzo – perché la coltivazione dell’orzo è un impegno grande, serve per produrre poi il malto per tutte le nostre birre. Siamo arrivati prima a superare il 90% di materie prime di nostra proprietà e poi, con questa birra, l’utilizzo del 100% di materie prime italiane». La birra premiata è un’Italian Grape Ale, l’unico stile italiano riconosciuto ufficialmente, che prevede l’utilizzo della parte vinosa – mosto, uve o altre lavorazioni dell’uva – all’interno della ricetta brassicola. «La Real IGA Gose è un blend di mosto di birra e mosto di vino – precisano – ed è prodotta con mosto d’uva Montepulciano bio insieme alle Cantine Saputi. In questo caso utilizziamo proprio mosto di vino: è questo che le conferisce aromi e profumi particolari». Il risultato è una birra dal colore arancio con riflessi rosa e schiuma fine, con note che richiamano pompelmo e melograno, una sapidità elegante data dal sale rosa dell’Himalaya e una delicata acidità lattica che la rende fresca e sorprendente al palato. Un vero connubio tra il mondo della birra e quello del vino, con una bolla decisa e una personalità fuori dagli schemi. Non è la prima affermazione per Il Mastio in questa categoria. «Sull’Italian Grape Ale lavoriamo da anni – sottolineano – quindi è una riconferma del percorso del birrificio. Ma il premio per l’utilizzo di materia prima 100% italiana è l’apice del lavoro che si svolge tutti i giorni, da anni, sulla produzione di orzo, di malto e sulla filiera più corta possibile per la produzione della birra». E per festeggiare? La risposta è già servita: «Per festeggiare bisogna sempre brindare con una bella birra sana, buona e genuina».
Dal Criptoportico alla Rocca: Urbisaglia accoglie i futuri piloti dell’Aeronautica Militare
Urbisaglia – Una giornata all’insegna della storia, del fascino medievale e dell’integrazione culturale e linguistica quella vissuta recentemente a Urbisaglia, borgo marchigiano che ha aperto le sue porte a una delegazione d’eccezione: gli Allievi Ufficiali Piloti di Complemento (AUPC) e gli studenti stranieri del Centro di Formazione Aviation English (Cen.For.Av.En.) dell’Aeronautica Militare, provenienti dalle sedi di Potenza Picena e Loreto. Il percorso ha offerto un viaggio attraverso i millenni: dai fasti romani alla Rocca medievale. La visita è iniziata nell’area archeologica di Urbs Salvia, dove il gruppo ha potuto ammirare il Criptoportico e l’Anfiteatro romano, per poi dirigersi verso il centro storico e la Rocca, simbolo di potenza architettonica che domina la valle del Fiastra. Per gli allievi piloti e gli studenti stranieri, la passeggiata tra reperti e camminamenti di ronda è stata un’occasione unica per conoscere un territorio che unisce bellezza paesaggistica e rigore monumentale. Il sindaco di Urbisaglia, Riccardo Natalini, ha espresso grande soddisfazione per la visita, sottolineando l’importanza dell’accoglienza: “È un onore ospitare i futuri piloti dell’Aeronautica Militare e giovani provenienti da altre nazioni. Vedere le nostre bellezze storiche diventare teatro di formazione e scambio culturale ci riempie di orgoglio e conferma come il patrimonio di Urbisaglia sia una risorsa viva, capace di dialogare con istituzioni prestigiose e internazionali”. La giornata ha avuto anche una valenza didattica. L’iniziativa si inserisce nel percorso di lingua inglese specialistica aeronautica che i partecipanti stanno seguendo presso le sedi di Loreto e Potenza Picena. Grazie alla metodologia della full immersion linguistica, la visita culturale si è trasformata in un vero e proprio laboratorio pratico: gli allievi hanno consolidato le proprie competenze comunicative interagendo direttamente con gli studenti stranieri. Come sottolinea Leonardo Catucci, l’approccio permette di potenziare la conoscenza della lingua in contesti reali, fondamentali per la futura carriera internazionale dei piloti.
Urbisaglia, l'incanto del Carnevale: l'8 febbraio torna la festa delle "Antiche Rovine" tra inclusione e allegria
Nel cuore dell'inverno, quando il borgo sembra cullato dal silenzio della storia, Urbisaglia si prepara a sprigionare un’energia vibrante e inaspettata. Domenica 8 febbraio segna il ritorno del "Carnevale delle Antiche Rovine", una seconda edizione che promette di essere molto più di una semplice sfilata: un vero e proprio rito di rinascita collettiva, dove il tempo si ferma per lasciare spazio alla meraviglia. Il viaggio dell'allegria inizierà alle 14:30 in un luogo dall'alto valore simbolico, Piazza Minerva. Qui, all'ombra della Casa di Riposo locale, la festa troverà la sua ispirazione più autentica. Partire dinanzi a questa struttura significa abbracciare le radici e gli anziani del borgo, rendendoli testimoni e protagonisti di un Carnevale che non esclude nessuno. È un segnale forte di una festa capace di unire la saggezza del passato alla spensieratezza del futuro. Mentre il corteo di circa venti carri e gruppi mascherati - provenienti da Urbisaglia, Colmurano, Loro Piceno e Ripe San Ginesio - inizierà a colorare le strade, l'atmosfera si farà elettrica. La creatività delle scuole e delle associazioni locali esploderà in un mosaico di maschere artigianali che sfileranno fino a raggiungere Piazza Garibaldi, dove dalle 14:00 saranno attivi stand di street food e beverage. Tra il mistero di un presentatore a sorpresa e il ritmo di Dj Lenny, la piazza si trasformerà in un palcoscenico dove l'attesa per la premiazione finale si mescolerà alla voglia di ballare. L’evento nasce dall’intraprendenza di Tiziano Scagnoli del Ristorante "Le Tre Spighe Pizza & Co." e dall’operosità dell’Associazione "Urbisaglia 62010". Lo stesso Scagnoli sottolinea il valore dell’iniziativa: "Dopo 14 anni, Urbisaglia per me è diventata casa. Il Carnevale nasce dal desiderio di restituire energia e senso di appartenenza a questo borgo. Partiremo davanti alla Casa di Riposo per onorare il passato: è un passo concreto per far crescere il paese guardando al futuro con responsabilità e inclusività". Una visione condivisa dall'Associazione Urbisaglia 62010, che definisce l'evento come "uno spazio d’incontro autentico costruito con scuole, famiglie e associazioni per rimettere in circolo relazioni attraverso i colori". A dare un senso profondo a questa giornata è il primo cittadino, Riccardo Natalini, che lancia un invito che suona come un manifesto di libertà: "Chi rinuncia a giocare, chi resta chiuso nella propria rigidità, perde l’occasione d’oro di rasserenarsi davvero. In un’epoca che ci vuole sempre seri e produttivi, il Carnevale è l'unico spazio in cui possiamo abbassare le difese e ritrovare quella leggerezza che ci salva l'anima. Chi non partecipa rimane ancorato alle proprie preoccupazioni; chi sceglie di sognare con noi impara di nuovo a respirare".
Urbisaglia piange Cristina Compagnucci: "Ha trasformato la fragilità in una lezione di luce”
Urbisaglia piange Cristina Compagnucci, scomparsa a soli 43 anni dopo una lunga e coraggiosa battaglia contro la malattia. Infermiera, istruttrice di Nordic Walking e figura molto conosciuta in paese, Cristina ha trasformato il dolore personale in un percorso di impegno, testimonianza e sostegno agli altri, lasciando un segno profondo nella comunità. La sua scomparsa ha suscitato un’ondata di commozione, testimoniata anche dal messaggio del sindaco Riccardo Natalini, che ha espresso il cordoglio dell’intera comune: «Ci sono momenti in cui le parole sembrano troppo piccole per contenere il dolore di una comunità intera. Cristina ha saputo trasformare la propria fragilità in una lezione di luce e di rara potenza». Cristina aveva scelto di affrontare anche pubblicamente la lotta contro il tumore al seno, condividendo la sua esperienza con dignità, forza e determinazione. Un percorso che è diventato per molte donne un esempio di resilienza e speranza, capace di andare oltre la malattia per farsi messaggio di vita. Come istruttrice di Nordic Walking, aveva dedicato gran parte delle sue energie al progetto di riabilitazione oncologica “Spassi di Salute”, accompagnando pazienti in cura in un cammino di recupero fisico e psicologico. Attraverso il movimento, lo sport e la condivisione, riusciva a infondere coraggio e fiducia, anche nei momenti più difficili. Nel suo ricordo, il sindaco Natalini ha voluto condividere anche un momento personale: «Un incontro inaspettato al centro Covid, durante una vaccinazione, che mi ha restituito il valore dei legami autentici. E poi la sua testimonianza a teatro lo scorso anno, un racconto fatto di dignità, tenacia e speranza che non ha mai ceduto alla rassegnazione. Cristina ci ha mostrato cosa significhi vivere una vita piena, non misurata in anni, ma in intensità e amore». Il primo cittadino ha inoltre ricordato come proprio grazie a Cristina abbia scoperto il Nordic Walking e conosciuto il gruppo “Le OrchiDee” di Macerata, una realtà di donne unite dalla forza del cammino condiviso. «Cristina ci lascia un’eredità che va oltre il ricordo – ha aggiunto – ci affida il compito di non restare fermi e di guardare al futuro con il suo stesso coraggio». Nel suo messaggio conclusivo, il sindaco ha rivolto un pensiero alla famiglia, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza, salutando Cristina con le parole che lei stessa amava ripetere: «Mille passi cominciano sempre da uno».

cielo sereno (MC)



