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Disconnessi per sopravvivere: perché la Gen Z sta scappando (finalmente) dall'iperconnessione

Disconnessi per sopravvivere: perché la Gen Z sta scappando (finalmente) dall'iperconnessione

Se c’è un qualcosa che stiamo imparando, è che ogni rivoluzione tecnologica porta con sé un inevitabile contraccolpo sociale. Per anni abbiamo creduto alla narrazione della "grande connessione globale", quella che ci avrebbe resi tutti più vicini, più informati, più felici. Eppure, guardandoci intorno oggi, seduti al tavolino di un bar o nella metro, lo scenario è ben diverso: teste chine, pollici frenetici e sguardi vitrei illuminati dalla luce blu. Siamo diventati una società di monadi iperconnesse, dove la solitudine paradossalmente aumenta all'aumentare dei "like". Ma qualcosa sta cambiando. Il vento sta girando e, sorprendentemente, a guidare questa inversione di marcia sono proprio loro: i nativi digitali. L'epidemia silenziosa della comparazione sociale Non si tratta di fare i luddisti o di demonizzare lo smartphone, che resta uno strumento straordinario. Si tratta di analizzare i costi occulti di un’economia basata sull'attenzione. Il cervello umano, specialmente in fase di sviluppo, non è biologicamente programmato per gestire il flusso costante di giudizio, comparazione e perfezione artificiale che i social network vomitano ogni secondo. Il risultato di questa esposizione continua è sotto gli occhi di tutti, confermato da statistiche che faremmo meglio a non ignorare. C'è un legame diretto, quasi brutale, tra il tempo passato a scorrere feed infiniti e il crollo dell'autostima. Non è un caso che gran parte della Generazione Z sia a rischio depressione a causa dell'abuso dei social, una tendenza che gli esperti osservano con crescente allarme. L'ansia da prestazione digitale ha creato una frattura emotiva che il semplice "mettere giù il telefono" non basta più a sanare; serve una rieducazione al reale. La ribellione analogica: verso nuovi spazi di libertà E qui entra in gioco la reazione immunitaria della società. I giovani, stanchi di essere prodotti in vendita nel mercato dei big data, stanno iniziando a cercare vie di fuga. Il Digital Detox non è più visto come una punizione o una privazione, ma come un atto di riappropriazione del sé. È una scelta politica, nel senso più nobile del termine: riprendersi il tempo e lo spazio. Questo bisogno di autenticità sta ridisegnando anche la geografia delle nostre città. Stanno nascendo spazi pensati appositamente per "staccare la spina" in senso letterale. Immaginate luoghi dove non esistono notifiche, dove il Wi-Fi è bandito e dove l'unica connessione ammessa è quella umana. Un esempio lampante di questa tendenza è l'Offline Club, il nuovo rifugio lontano da Internet che sta ridefinendo il concetto di aggregazione giovanile. In questi spazi, il vuoto lasciato dallo smartphone viene riempito da libri, musica dal vivo e conversazioni che non vengono interrotte dal trillo di un messaggio WhatsApp. Riscoprire la noia e la creatività Il vero lusso del nostro secolo non sono gli oggetti, è l'attenzione indisturbata. Per un genitore, un educatore o semplicemente per chiunque voglia vivere meglio, la sfida oggi è promuovere questi momenti di disconnessione non come una dieta ferrea, ma come un ritorno al piacere. Dobbiamo recuperare il valore della noia. È in quei momenti di vuoto, quando non abbiamo uno schermo da fissare, che il cervello elabora, immagina e crea. Disconnettersi significa smettere di consumare la vita degli altri per iniziare a produrre la propria. La rivoluzione analogica è appena iniziata, e per la prima volta dopo anni, sembra che stiamo tornando a guardare il mondo ad altezza occhi, e non attraverso un filtro a 5 pollici.

28/11/2025 09:20
Montecassiano si accende: torna il Natale del Sambuco con mercatini, spettacoli e trenino

Montecassiano si accende: torna il Natale del Sambuco con mercatini, spettacoli e trenino

Montecassiano si prepara ad abbracciare lo spirito del Natale a Sambucheto, con uno degli appuntamenti più amati dalla comunità. Sabato 29 e domenica 30 novembre torna, infatti, il Natale del Sambuco, l'evento che da anni inaugura ufficialmente il periodo delle feste e che quest'anno si trasferisce in una cornice tutta nuova e caratteristica: via Don Lauro Cingolani, proprio all’imbocco della pista ciclabile. Due giornate dense di calore, tradizioni e convivialità, pensate per famiglie, bambini e per chiunque voglia vivere l'atmosfera autentica del Natale in un clima accogliente e festoso. Il programma promosso dall'associazione "Il Sambuco" conferma tutti gli ingredienti che negli anni hanno reso l’iniziativa un punto fermo del territorio, arricchendoli di nuove suggestioni e spazi più ampi. Tra le proposte immancabili ci saranno i Mercatini di Natale, con idee regalo originali, prodotti tipici, artigianato locale e quella cura per i dettagli che rende ogni bancarella un piccolo mondo da scoprire. Non mancheranno spettacoli e animazioni per tutte le età, pensati per far giocare, sorridere e condividere momenti di leggerezza. Torna anche il trenino di Natale, amatissimo da grandi e piccini, pronto a trasportare tutti dentro un’atmosfera fatta di luci e meraviglia. I più piccoli potranno inoltre vivere l’emozione del giro pony, sempre uno dei momenti più attesi dell’evento.  A completare il quadro, stand enogastronomici, profumi di festa, musica natalizia e tanta voglia di stare insieme: perché il Natale del Sambuco è, da sempre, un appuntamento che riunisce, che crea legami e che celebra il valore della comunità.

27/11/2025 18:30
Scossicci diventa patrimonio naturalistico: protocollo tra Opere Laiche e Lipu per creare una Riserva

Scossicci diventa patrimonio naturalistico: protocollo tra Opere Laiche e Lipu per creare una Riserva

Valorizzare l’area di Scossicci come patrimonio naturalistico ed ambientale a livello nazionale: questo il significato del Protocollo d’intesa siglato dalla Fondazione Opere Laiche Lauretane e Casa Hermes e la Lipu. In particolare, nell’intesa si legge che tra gli intenti stabiliti c’è quello di definire e concordare le modalità operative per l’istituzione di forme permanenti di protezione dell’area attraverso l’individuazione di una porzione della zona in questione e, previa delibera del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, proporre l’istituzione di una Riserva naturale regionale, ai sensi della Legge regionale n. 15/1994. "Sottoscriviamo con grande soddisfazione questo protocollo d’intesa con la Lipu, poiché ci consente di tutelare e valorizzare al meglio dal punto di vista naturalistico un’area di nostra proprietà che è a servizio della comunità. Soprattutto pensando alle future generazioni. Il protocollo d’intesa siglato con la Lipu è comunque solo un primo passo che vede come obiettivo finale la realizzazione di una riserva naturale che coinvolge tutti i 300 ettari dell’area di Scossicci, dal mare sino all’autostrada", dice il Presidente delle Opere Laiche Federico Guazzaroni. "Si creerà in questo modo un vero e proprio polmone verde disponibile per il territorio e per chi lo frequenta. In questo modo, inoltre, verrà salvaguardata anche la nostra azienda agraria, i cui utili ci permettono di supportare le attività sociali nel nostro territorio di riferimento. Questo orientamento ci consente quindi di poter concepire un profitto diverso, capace anche di tutelare adeguatamente l’ambiente e la sostenibilità, oltre che consolidare questa zona come una attrazione turistica sempre più importante”, conclude Guazzaroni.  "Con molto piacere - dichiara Alessandro Polinori, Presidente Lipu OdV - sottoscriviamo questo accordo che dà l'avvio a una collaborazione pluriennale con la Fondazione. L'area di Scossicci, almeno per una parte della sua estensione, ha un notevole potenziale naturalistico, testimoniato dalle osservazioni di fauna e flora condotte dai nostri volontari marchigiani. L'obiettivo comune di Fondazione e Lipu, nell'ottica di valorizzare il sito sia come luogo per la tutela della biodiversità che per il corretto utilizzo da parte delle persone, è quello di definire un documento congiunto da proporre a Regione Marche e amministrazioni locali. Il tema attuale della sensibilizzazione ambientale e del ripristino della natura, anche per mezzo della recente Nature Restoration Law dell'UE, è di fatto la naturale cornice di riferimento per i prossimi anni di impegno e lavoro comune di Fondazione e Lipu". L’area di Scossicci nei piani della Fondazione e della Lipu potrebbe pertanto diventare una riserva naturale regionale, da leggere come un ideale completamento degli interventi che la stessa Fondazione ha recentemente effettuato: la riqualificazione dell’area mediante la piantumazione di innumerevoli alberi autoctoni, cespugli ed arbusti di interesse apistico, il contrasto ai cambiamenti climatici attraverso l’ombreggiamento delle strade interpoderali con conseguente abbassamento della temperatura delle stesse, l’utilizzo nella riqualificazione di materiali naturali, come il legno di acacia non trattato, pacciamatura di legno vergine non trattata e materiali riciclati certificati, l’installazione all’interno dell’area di circa 40 nidi artificiali certificati della SCHWEGLER Vogel- u. Naturschutzprodukte GmbH, la realizzazione di un Bugshotel per aumentare la biodiversità ed attrarre gli impollinatori. Un sodalizio naturale quello tra le Opere Laiche e la Lipu, considerando che la Fondazione ha tra i propri obiettivi strategici quello di rafforzare le azioni di promozione e diffusione della cultura ecologica e di educazione e sensibilizzazione ambientale, per il miglioramento delle condizioni dell’ambiente nonché alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio. Dal canto suo la Lipu, riconosciuta Ente Morale dal Presidente della Repubblica (DPR n. 151 del 06/02/1985) e riconosciuta associazione ambientalista di livello nazionale dal Ministero dell'Ambiente ai sensi dell'articolo 13 della legge n. 349/86 (DM n. 27 del 07/02/2019), ha come scopo statutario quello di conservare e proteggere la biodiversità nonché promuovere la cultura ecologica per diffondere la conoscenza, l'esperienza diretta, l'apprezzamento e il rispetto della natura, educare al buon uso delle sue risorse, stimolare l'azione a sua difesa, contribuire alla costruzione di un sapere più compiuto anche attraverso il confronto, l'approfondimento, la comprensione dei significati e dei valori della natura.

27/11/2025 17:15
Macerata, la Giunta amplia la Ztl e rimodula gli accessi: nuove regole dal 29 novembre

Macerata, la Giunta amplia la Ztl e rimodula gli accessi: nuove regole dal 29 novembre

La Giunta comunale di Macerata ha approvato due nuove delibere che segnano un passo significativo nel percorso di revisione della mobilità cittadina. Le misure, pensate per migliorare l’accessibilità al centro, aumentare l’attrattività commerciale e garantire un equilibrio tra tutela del patrimonio storico e dinamiche economiche, anticipano l'orario di attivazione della Zona a Traffico Limitato, che sarà estesa dalle 18 alle 16. Le disposizioni saranno valide dal 29 novembre 2025 all’11 gennaio 2026, in occasione delle festività natalizie, e in forma sperimentale fino al 30 giugno 2026. L’assessore ai lavori pubblici Andrea Marchiori sottolinea come i provvedimenti rappresentino un tassello ulteriore nel progetto di trasformazione e valorizzazione del centro storico. "Vogliamo un centro sempre più vivibile - spiega - e abbiamo lavorato per coniugare le esigenze dei pedoni, dei residenti e dell’accessibilità in auto. Il percorso è stato condiviso con i commercianti, con i quali abbiamo mantenuto un dialogo costante per trovare il giusto equilibrio tra mobilità, attività economiche e qualità della vita". Marchiori ricorda inoltre come la riqualificazione del patrimonio immobiliare del centro stia producendo risultati concreti: "Il cuore della città è oggi più vivo, più frequentato e più attrattivo. Per questo riteniamo necessario ampliare la ZTL e riservare alcune fasce orarie ai residenti, così da garantire un ambiente più ordinato e sicuro, soprattutto nei momenti di maggiore afflusso". Tra le novità, l'amministrazione introduce anche l'estensione della zona pedonale nei fine settimana, scelta che punta a offrire "un centro più accogliente, più fruibile a piedi e capace di valorizzare il patrimonio storico e culturale". Marchiori anticipa inoltre che per gli eventi più partecipati verranno adottate delibere ad hoc per ampliare temporaneamente Ztl e aree pedonali, al fine di garantire ordine, sicurezza e una migliore esperienza a residenti e visitatori. "Il nostro obiettivo - conclude Marchiori - è rendere il centro storico un luogo dinamico, sicuro e capace di attrarre persone ogni giorno dell’anno". Le delibere riguardano in particolare il Varco 1 di via Don Minzoni, dove nei feriali sarà consentito il transito libero dalle 6 alle 24, mentre nei festivi e prefestivi l’accesso sarà permesso dalle 6 alle 16. Nei mercoledì di mercato, il varco resterà libero dalle 15 alle 24. Negli altri orari la ZTL sarà attiva, con deroghe per veicoli elettrici, ibridi e mezzi a due ruote. Il Comune ha inoltre disposto la disattivazione temporanea del controllo elettronico al varco di uscita di via XX Settembre. Viene confermata fino a giugno 2026 anche la sosta breve gratuita per i primi 30 minuti in corso Cavour, corso Cairoli e piazza Mazzini, con esposizione del disco orario. Trascorso questo periodo di sperimentazione, la tariffa tornerà quella ordinaria di 1,20 euro l’ora.

27/11/2025 16:00
Sala gremita alla Mozzi Borgetti: riflettori puntati sull'intelligenza artificiale tra opportunità, rischi e sicurezza

Sala gremita alla Mozzi Borgetti: riflettori puntati sull'intelligenza artificiale tra opportunità, rischi e sicurezza

Un confronto serrato, partecipato e ricco di spunti ha animato ieri la sala della biblioteca comunale Mozzi Borgetti, dove si è svolto l’incontro promosso dall'Associazione Insieme in Sicurezza dedicato all'intelligenza artificiale, al suo impatto sulla vita quotidiana e ai rischi derivanti da un utilizzo inconsapevole. L’iniziativa, che ha registrato una presenza di pubblico particolarmente numerosa, è stata l’occasione per approfondire le implicazioni dell'IA non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche sotto il profilo della legalità, della sicurezza e delle ricadute sociali. A guidare la riflessione sono stati gli interventi qualificati del professor Flavio Corradini, docente di Informatica all'Università di Camerino, e della professoressa Alessandra Fermani, docente di psicologia sociale all'Università di Macerata. Entrambi hanno sottolineato l’importanza di un approccio critico e consapevole, indispensabile per garantire sistemi etici, trasparenti e affidabili ed evitare distorsioni o usi impropri della tecnologia. Particolare attenzione è stata dedicata all’impatto dell’intelligenza artificiale sulla società che la produce, con un focus specifico sul mondo giovanile, il più esposto alle opportunità ma anche alle vulnerabilità legate ai nuovi strumenti digitali. A suscitare grande interesse è stato inoltre l’intervento del dottor Lorenzo Sabbatucci, vice questore aggiunto della Polizia di Stato e dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica delle Marche. Sabbatucci ha illustrato l’intenso lavoro delle forze dell'ordine nel potenziare gli strumenti di prevenzione e contrasto alla criminalità informatica, un fenomeno in costante evoluzione e sempre più aggressivo, che colpisce soprattutto le categorie di cittadini più fragili. Un incontro che ha offerto al pubblico una panoramica chiara e aggiornata su un tema complesso e attualissimo, ribadendo la necessità di una cultura della sicurezza digitale e di un uso responsabile e informato delle nuove tecnologie.

26/11/2025 18:40
Urbisaglia, approvato il progetto per il Sacrario dei Caduti-Museo delle Armi: "Investimento nell'anima del luogo"

Urbisaglia, approvato il progetto per il Sacrario dei Caduti-Museo delle Armi: "Investimento nell'anima del luogo"

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per la ristrutturazione, il miglioramento sismico e la riqualificazione del Sacrario dei Caduti - Museo delle Armi di Urbisaglia, un intervento che segna un passo importante nel recupero del patrimonio storico danneggiato dal sisma del 2016. Il finanziamento complessivo ammonta a 160.000 euro. “Con questo intervento, Urbisaglia si prepara a restituire alla comunità un luogo simbolo della memoria e della storia, rafforzato nella sua sicurezza e valorizzato nella sua identità - conferma il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Si tratta di un ulteriore passo avanti che conferma il lavoro che stiamo portando avanti a 360 gradi con tutte le componenti coinvolte, dal Comune all’Usr fino alla Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli” Dice il sindaco di Urbisaglia Riccardo Natalini: “Ringrazio il Commissario Straordinario Guido Castelli per il costante sostegno, gli uffici dell’Usr fino alla Regione. Questo monumento sarà dunque un museo e il nostro impegno per onorare questo luogo e i suoi valori sarà totale. Ma onorare il sacrificio esige la massima dignità in ogni dettaglio. Per questo, con tenacia, abbiamo compiuto un atto di volontà cruciale: siamo andati oltre il dovuto, intercettando e blindando anche le risorse per la cura del verde e l'arredo urbano, elementi che non potevano restare ai margini. Non si tratta di una semplice spesa accessoria; è un investimento nell'anima del luogo. Il parco che cinge il Sacrario sarà interamente rigenerato, trasformandosi da semplice spazio aperto a un vero e proprio Giardino della Memoria. Risanare questo parco è risanare la nostra gratitudine, offrendo un palcoscenico degno dei Caduti, della loro eterna testimonianza”. Il Sacrario, ospitato nell’ex Chiesa di San Biagio, è un luogo di memoria che custodisce armi, uniformi e reperti bellici, testimonianza delle vicende militari e del sacrificio dei caduti urbisagliesi. La struttura settecentesca, collocata appena fuori le mura storiche, ha riportato lesioni significative su facciata, pareti laterali e arco trionfale, pur mantenendo integre le fondazioni. Il progetto è stato concepito per restituire stabilità e sicurezza all’edificio senza alterarne il carattere originario. Gli interventi previsti mirano a riparare i danni e a ridurre le vulnerabilità strutturali attraverso tecniche tradizionali e soluzioni ingegneristiche avanzate. Si interverrà sulle murature lesionate con operazioni di scuci-cuci e sarciture, si inseriranno catene in ferro e cuciture a secco per contrastare il ribaltamento delle pareti, mentre l’arco trionfale e la vela saranno rinforzati con placcaggi in tessuto d’acciaio galvanizzato. Particolare attenzione sarà dedicata alla volta dell'abside, che verrà consolidata e restaurata anche nella parte decorativa, riportando alla luce l’affresco con il cielo stellato. Sono previsti inoltre interventi non strutturali per la sicurezza della copertura e il ripristino delle finiture, sempre nel rispetto dell’aspetto storico e dei materiali originari.

26/11/2025 18:13
Penna San Giovanni, via libera ai lavori di adeguamento sismico per la Chiesa di San Francesco

Penna San Giovanni, via libera ai lavori di adeguamento sismico per la Chiesa di San Francesco

La Chiesa di San Francesco a Penna San Giovanni sarà oggetto di interventi di adeguamento e messa in sicurezza sismica grazie a un finanziamento di 360 mila euro del Ministero della Cultura nell’ambito del Pnrr. L’edificio, costruito alla fine del Quattrocento per i frati francescani e rinnovato in epoca barocca, custodisce le reliquie del Beato Giovanni da Penna, compagno di San Francesco. Il progetto si inserisce in un più ampio percorso di tutela del patrimonio storico-artistico e religioso dei borghi dell’Appennino centrale.  “Grazie all’intervento del Ministero della Cultura - dichiara il commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli - la Chiesa di San Francesco a Penna San Giovanni potrà rinascere e tornare ad accogliere i fedeli. Questo edificio di culto, infatti, rientra tra quelli che, grazie al finanziamento assegnato dal Mic attraverso uno specifico fondo del Pnrr, sono stati selezionati per la realizzazione di interventi di adeguamento e messa in sicurezza sismica. La Chiesa di San Francesco che, per i lavori usufruirà di un finanziamento di 360 mila euro, è un edificio di particolare pregio". "Realizzata alla fine del XV secolo per i frati francescani e rimodernata in forme barocche nel ‘700, al suo interno conserva le reliquie del Beato Giovanni da Penna, compagno di San Francesco, ricordato dal Poverello di Assisi nei celebri ‘Fioretti'. Ringrazio il Ministro Giuli per questa nuova iniziativa, che conferma il suo impegno nei confronti dei territori dell’Appennino centrale e per la tutela del nostro incomparabile patrimonio storico, artistico e religioso - conclude Castelli -. Le chiese non sono solamente edifici adibiti al culto, ma luoghi dall’altro valore culturale, spirituale e simbolico, che contribuiscono in misura rilevante  a definire l’identità e le tradizioni dei nostri borghi. Restituirli alle nostre comunità equivale a tutti gli effetti a un’opera di riparazione sociale".  

26/11/2025 17:20
MAIRE e la disputa EuroChem–Tecnimont: dobbiamo preoccuparci?

MAIRE e la disputa EuroChem–Tecnimont: dobbiamo preoccuparci?

Da alcuni giorni al centro dell’attenzione c’è il possibile congelamento dei conti di una grande società di ingegneria in Italia. Il 19 novembre sedici importanti banche italiane hanno ricevuto richieste di introdurre limitazioni temporanee alle operazioni sui conti di Tecnimont S.p.A. e della sua controllata russa. Ma questo è solo la punta dell’iceberg: se la situazione di crisi non verrà risolta a breve, potrebbe trascinare con sé sia la capogruppo MAIRE S.p.A., sia una serie di altre grandi imprese italiane, poiché nel business internazionale tutto è interconnesso. Secondo le informazioni disponibili, Le lettere sono state inviate dalla società russa «EuroChem Severozapad-2» nell’ambito di una controversia giudiziaria di quasi 2 miliardi di euro, collegata all’interruzione dei lavori di costruzione di un grande complesso chimico nella città russa di Kingisepp. Il tribunale ha accertato che il progetto commissionato da EuroChem non è mai stato portato a termine, sebbene avrebbe dovuto essere completato già nel 2023. Durante tutta l’esecuzione del contratto il committente ha rilevato ritardi rispetto al cronoprogramma e scostamenti dal budget e, nel maggio 2022, gli appaltatori hanno addirittura interrotto i lavori, invocando come causa di forza maggiore le sanzioni dell’Unione Europea. Esaminati gli atti, il tribunale si è schierato dalla parte dell’attore e ha coinvolto Tecnimont in qualità di corresponsabile. Ma la vicenda non si è fermata qui: il 7 novembre «EuroChem Severozapad-2» ha presentato un secondo ricorso, questa volta contro la società madre MAIRE S.p.A. Questo passo modifica sensibilmente gli equilibri, poiché a essere esposta non è più soltanto la componente operativa del gruppo, bensì l’intero holding quotato, le cui azioni sono negoziate in borsa. Le pretese sono state avanzate per lo stesso importo e si basano sulle garanzie societarie, in base alle quali Maire agisce come garante diretto e incondizionato delle proprie controllate. Ed è proprio in questo contesto che risulta poco comprensibile perché MAIRE non stia lavorando attivamente sul piano giuridico e non rilasci neppure dichiarazioni volte a rassicurare il mercato, i clienti e gli investitori. Per di più, nonostante la presenza di rischi significativi, la società non ha fatto alcun cenno all’esistenza del ricorso nella propria rendicontazione intermedia redatta secondo gli standard internazionali per i primi nove mesi del 2025, pubblicata in ottobre. Un simile atteggiamento da parte di un grande attore quotato — il cui portafoglio ordini supera i 14 miliardi di euro — appare quantomeno singolare, se si considera l’entità del potenziale impatto del ricorso sugli indicatori finanziari del gruppo. Ad aggravare ulteriormente il quadro contribuiscono i progetti e gli attivi esteri del gruppo: MAIRE controlla un numero significativo di società partecipate ed è attiva in diversi Paesi dell’Asia Centrale, dove realizza importanti contratti nel settore petrolifero e del gas. Qualora il tribunale russo adottasse misure cautelari che coinvolgessero le azioni o gli attivi della società madre, le conseguenze potrebbero risultare imprevedibili per tutte le parti coinvolte. La regione è economicamente e logisticamente strettamente legata alla Russia; pertanto, il riconoscimento delle misure cautelari russe in una di queste giurisdizioni potrebbe incidere sui flussi finanziari dei progetti in corso. In contratti di tale natura, anche un temporaneo ritardo nei pagamenti può compromettere i cronoprogrammi, aumentare i costi e mettere in discussione i contratti strategici con Silleno e Tengiz, per un valore complessivo superiore a 4,7 miliardi di euro. Non è difficile immaginare la reazione dei potenziali committenti: dall’esterno, la situazione può apparire estremamente critica — una società che non ha portato a termine un progetto di grande rilevanza e che, per di più, non sembra difendere attivamente la propria posizione in tribunale. Perché Maire continua a rimanere in silenzio, nonostante il caso abbia già ottenuto risonanza internazionale? Un intervento pubblico tempestivo e un approccio trasparente da parte del management dell’holding avrebbero potuto, in larga misura, rassicurare clienti, partner e investitori. Nonostante l’attenzione mediatica e la forte pressione intorno al caso, la reazione del mercato rimane finora cautamente vigile. Gli esperti sottolineano tuttavia che l’impatto di questa crisi sulla stabilità finanziaria della società, in caso di esito sfavorevole, deve ancora essere valutato appieno. Esistono poi timori di altra natura: in che misura il procedimento contro Tecnimont potrebbe influenzare gli investitori europei che operano in Russia o che detengono attivi legati a progetti russi?  

26/11/2025 14:00
San Severino, via libera al miglioramento sismico della Chiesa di Santa Maria di Valfucina

San Severino, via libera al miglioramento sismico della Chiesa di Santa Maria di Valfucina

La conferenza permanente ha dato il via libera all'intervento di miglioramento sismico della chiesa di Santa Maria di Valfucina a San Severino Marche, in provincia di Macerata. La chiesa faceva originariamente parte di un complesso abbaziale benedettino risalente all'XI secolo. L'abbazia subì gravi danni a seguito degli eventi sismici del 1799, e nel corso del XIX secolo fu ricostruita, inglobando alcune porzioni della chiesa originaria. Tra gli interventi previsti ci sono il rifacimento del solaio di calpestio della chiesa superiore con struttura in acciaio, l’inserimento di travi in acciaio al di sotto delle murature degli archi di scarico presenti lungo le pareti longitudinali, il rinforzo e consolidamento delle murature mediante realizzazione di intonaco armato a fasce in fibra di vetro sulle superfici interne della chiesa e la realizzazione di rinforzo con trefoli tipo reticola sui prospetti esterni in muratura faccia a vista, la demolizione della muratura dell'area sottesa ai due archi di scarico dei fronti esterni (nord e sud) e l'inserimento all'intradosso di piatti in acciaio e ricostruzione della colonna mancante della cripta con struttura in acciaio e installazione di piatti d’acciaio all’intradosso degli archi confluenti nella colonna ricostruita. L’intervento ha un costo totale di 1.203.429,34 euro. "Le Marche sono ricche di gioielli storici, che raccontano di una tradizione antica che dobbiamo tutelare quotidianamente - sottolinea il commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli -. Giorno per giorno recuperiamo questi simboli così importanti per la collettività. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Francesco Massara, l’ufficio ricostruzione Marche e il sindaco Rosa Piermattei per la loro collaborazione".  "Questa piccola chiesa nel territorio di Elcito rappresenta un gioiello di arte soprattutto per la cripta che dovrà essere recuperata e resa fruibile alla comunità e all’intero territorio. Un ringraziamento al commissario Castelli e a quanti hanno lavorato, in particolare la Soprintendenza per aver raggiunto questo risultato che prometterà grandi sorprese di bellezza artistica", ha dichiarato l’Arcivescovo Francesco Massara.

25/11/2025 16:53
"Altro che svendita, così valorizziamo i musei di Tolentino": la Giunta presenta la nuova gestione

"Altro che svendita, così valorizziamo i musei di Tolentino": la Giunta presenta la nuova gestione

L'amministrazione comunale di Tolentino ha presentato ufficialmente il nuovo gestore dei Musei Civici, della Sala di Lettura e dello IAT: si tratta della Cooperativa L’Orologio, selezionata tramite una gara pubblica nazionale. L’affidamento, della durata di quattro anni e dal valore complessivo di circa 500mila euro, è stato assegnato sulla base di un progetto culturale valutato in maniera trasparente e imparziale. "Abbiamo voluto una progettualità pluriennale che garantisse stabilità, programmazione e una visione professionale del nostro patrimonio culturale", ha spiegato l’assessore Diego Aloisi, che ha seguito l'intero iter. Il bando prevedeva l’80% del punteggio dedicato al progetto e solo il 20% al ribasso economico, assicurando così la qualità della proposta e tutelando i livelli occupazionali. La Cooperativa L’Orologio, attraverso la business unit "Sistema Museo", opera da oltre trent’anni nel settore della valorizzazione dei beni culturali. È presente in numerose realtà italiane e radicata anche nelle Marche, dove gestisce, tra gli altri, i Musei Civici di Pesaro, il Museo Nazionale Rossini, il portale MyRecanati e l’intero sistema museale di Macerata. Una rete ampia e qualificata che, secondo l’assessore alla Cultura Fabio Tiberi, rappresenterà un valore aggiunto per Tolentino: "La città deve guardare oltre i propri confini. Il Museo Internazionale dell'Umorismo e il Castello della Rancia sono asset strategici che meritano una promozione piena e coordinata, insieme alla Basilica di San Nicola e al Teatro Vaccaj".  Il piano gestionale presentato dalla cooperativa prevede una revisione degli orari, un maggiore utilizzo del Castello della Rancia per il turismo scolastico, e una programmazione culturale capace di rendere i musei luoghi dinamici, accessibili e in dialogo con tutto il territorio. Sul fronte del personale, l’Orologio ha selezionato nuovi operatori tramite avviso pubblico, affiancandoli agli addetti delle precedenti gestioni tutelati da clausole di salvaguardia. La scelta, sottolinea l’Amministrazione, ha privilegiato figure qualificate e in gran parte di Tolentino, così da valorizzare competenze locali e garantire continuità. Nel corso della presentazione, l'amministrazione ha risposto anche alle recenti critiche emerse sul tema dell’affidamento. Secondo il sindaco Mauro Sclavi, le accuse di “svendita” dei musei sarebbero infondate: "Affermare che una cooperativa toscana gestirà tutto a distanza dimostra scarsa conoscenza delle procedure pubbliche e del contenuto del bando. C’è chi preferirebbe scelte discrezionali o confonde i cittadini parlando di concorsi pubblici per figure che il Comune di Tolentino - come la maggior parte dei Comuni - non ha mai avuto in organico". "Abbiamo scelto la strada più trasparente - ha concluso il sindaco - basata su un bando pubblico, su un progetto valutato da una commissione indipendente e su un gestore altamente qualificato, che lavorerà a stretto contatto con l'amministrazione. Solo così si tutela davvero il patrimonio culturale e si costruisce una città più moderna e attrattiva". Alla conferenza stampa erano presenti, oltre agli assessori Aloisi e Tiberi, Luca Covarelli (responsabile project financing Cooperativa Orologio), Barbara Rossi e Luca Forconi (coordinatori di zona Cooperativa Orologio), Samanta Casali (consigliere comunale), Piercarlo Guglielmi (vicesegretario comunale), le funzionarie dell'Ufficio Cultura Maura Gallenzi e Agnese Paoloni.

25/11/2025 15:40
Alberi per i nuovi nati: grande partecipazione alla Festa dell'Albero di Sarnano

Alberi per i nuovi nati: grande partecipazione alla Festa dell'Albero di Sarnano

Si è svolta con grande partecipazione e coinvolgimento la Festa dell'Albero, promossa dai carabinieri della forestale che hanno coinvolto il comune di Sarnano e l'Istituto Omnicomprensivo Leopardi-Frau-De Magistris. L'iniziativa, tenutasi nella mattinata di venerdì 21 novembre, in occasione della giornata della Festa dell’Albero, al campo sportivo Maurelli, ha visto la piantumazione di alberi per celebrare i nuovi nati a Sarnano, in un gesto simbolico che unisce la bellezza della natura al valore della vita. L’evento ha rappresentato un momento di grande significato per l’intera comunità: bambini, famiglie, insegnanti e cittadini hanno partecipato attivamente a una mattinata dedicata all’ambiente, alla sostenibilità e all'amore per il territorio. Un gesto semplice ma profondo, che rafforza il legame tra le nuove generazioni e il paesaggio che le circonda. L'amministrazione comunale ringrazia i carabinieri della Forestale per l'idea dell’iniziativa e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della giornata rinnovando così il proprio impegno per la promozione di manifestazioni volte alla tutela dell’ambiente e alla valorizzazione del patrimonio naturale del territorio. Un grazie particolare ai carabinieri della Forestale e all’Istituto Omnicomprensivo Leopardi-Frau-De Magistris per il loro prezioso supporto.  

25/11/2025 12:45
Macerata - Fedora e Francesca, il volto femminile dell’Arma: "Mai sottovalutare il primo gesto violento"

Macerata - Fedora e Francesca, il volto femminile dell’Arma: "Mai sottovalutare il primo gesto violento"

Nel silenzio di una caserma che si anima presto al mattino, il lavoro delle donne dell'Arma dei carabinieri che ogni giorno si occupano di violenza di genere non è fatto solo di procedure, ma di sguardi, parole, ascolto. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, abbiamo incontrato due di loro, in servizio presso il Comando Provinciale Carabinieri di Macerata, per capire meglio cosa significhi operare in prima linea contro uno dei fenomeni più complessi e dolorosi della nostra società Ne parliamo con il Maresciallo Maggiore Fedora Oppido, Comandante del Nucleo Comando della Compagnia Carabinieri di Civitanova Marche e con il Maresciallo Ordinario Francesca Nuzzi, addetta alla Stazione Carabinieri di Recanati. Il Maresciallo Maggiore Fedora Oppido è sposata e mamma di due bambini di 3 e 6 anni. Dopo aver completato il suo percorso di studi presso la Scuola Allievi Marescialli di Firenze, ha prestato servizio in Calabria, poi in Lombardia, nell’ambito di reparti investigativi, quindi, a Roma, in un reparto interforze che opera in ambito internazionale e, dal 2013, è rientrata nella sua regione di origine, le Marche. Proprio nella sua terra ha avuto la possibilità di essere impiegata dapprima in un reparto a diretto contatto con i cittadini, la Stazione Carabinieri del bellissimo comune di Cingoli, dove ha avuto modo di poter affrontare la quotidianità di una comunità viva e dinamica, tuttavia, non estranea a problematiche connesse alla violenza di genere. Ha vissuto, poi, un’esperienza altrettanto significativa presso il Comando Provinciale di Fermo, dove è stata referente per la rete di contrasto alla violenza di genere, partecipando a numerosi incontri con altre Forze di Polizia ed Enti locali, finalizzati a creare un fronte comune e coordinato per la gestione degli episodi connessi alla violenza sotto ogni suo profilo. Da due anni è Comandante del Nucleo Comando della Compagnia di Civitanova Marche ma, anche nel nuovo incarico, continua a seguire con interesse e partecipazione le iniziative promosse in favore delle vittime vulnerabili, cercando di fornire il massimo supporto ai colleghi impiegati sul campo e promuovendo incontri presso enti esterni, le scuole in primis, finalizzati alla diffusione della cultura della legalità e, in essa, quella della lotta alla violenza contro le donne. - Mar. Magg. Oppido, quello della violenza di genere è un fenomeno attuale che si ripete con preoccupante frequenza. Quali sono gli strumenti che, secondo la sua esperienza professionale, sarebbe opportuno adottare per prevenirlo e contrastarlo efficacemente? "Il fenomeno della violenza di genere comprende un orizzonte molto ampio che, dalle molestie, ai maltrattamenti, sino alle privazioni economiche ed alle dinamiche di potere e ricatto, culmina nei femminicidi e negli episodi più cruenti di cui ai noti fatti di cronaca. Nonostante sia difficile stabilire quali siano gli strumenti più idonei per contrastare questo fenomeno, ritengo che monitorare e non sottovalutare tutti questi "reati spia" che precedono e fanno da apripista agli episodi più gravi, possa rivelarsi una strategia valida, se valutati in stretta correlazione ai "fattori di rischio" sottesi ad ogni singola situazione, come, ad esempio, l’abuso di alcol o di sostanze stupefacenti o contesti di isolamento e disuguaglianza.  Allo stesso tempo è assolutamente necessaria una strategia a lungo termine che coinvolga tutte le Istituzioni, con interventi formativi e di sensibilizzazione su questo tema. E’ necessario interessare tutte le fasce di età e coinvolgere tutte le agenzie educative, affinché si formi una nuova cultura della legalità che abitui i giovani a un approccio sano e rispettoso alle relazioni affettive, libero da dinamiche di discriminazione e denigrazione".              - Mar. Magg. Oppido, quali sono, in concreto, i campanelli di allarme che le potenziali vittime possono cogliere? "La violenza ha diverse forme e si manifesta talora con modalità del tutto subdole e spesso si nasconde dietro convincimenti e pregiudizi culturali. E’ necessario cambiare il modo in cui si percepisce la violenza poiché questo fenomeno non è un’emergenza estemporanea, ma è un problema strutturale e duraturo nella nostra società. In tal senso, ogni comportamento che possa essere ricondotto a indifferenza, ricatto, controllo, gelosia, senso di colpa, isolamento o manipolazione deve esser valutato quale segno d’allerta ed è necessario saperlo riconoscere come tale, per capire se si sta vivendo un rapporto sano oppure si è intrappolati in una relazione tossica. Se da un lato è compito dei professionisti del settore cogliere quei segnali anticipatori nascosti dietro ai "reati spia" denunciati dalle vittime inconsapevoli, allo stesso tempo, nessun cittadino dovrebbe voltarsi dall’altra parte quando, direttamente o indirettamente, si trovi ad affrontare un campanello d’allarme che coinvolga se stesso o chi gli sta accanto. Bisogna creare una rete intorno alle persone più vulnerabili e non aver paura di chiedere aiuto e rivolgersi alle Forze dell’Ordine, proprio per essere vicini a coloro che da soli non ce la fanno. Le porte delle nostre stazioni carabinieri sono sempre aperte e vi si potranno trovare professionisti seri e competenti, pronti ad ascoltare e ad assistere chi ne ha bisogno". Il Mar. Ord. Francesca Nuzzi ha 32 anni ed è originaria della provincia di Foggia. Da luglio 2025 è sottufficiale in sottordine presso la Stazione Carabinieri di Recanati, una comunità che le permette, nonostante la modesta vastità del territorio, di rapportarsi con un buon numero di cittadini i quali, per esigenze disparate, abbisognano di aiuto. Il suo obiettivo principale è quello di rispondere ad ogni esigenza, con prontezza, determinazione e comprensione, così che ogni persona, ogni cittadino, si senta costantemente accompagnato nei momenti di maggiore difficoltà.   - Quando una donna dovrebbe chiedere aiuto e a chi dovrebbe rivolgersi? "Ogni donna, che sia o meno vittima di violenza, ha la possibilità di rivolgersi a noi, Arma dei Carabinieri, in ogni genere di contesto, che sia esso attinente ad un reato come quello rientrante nella categoria del “codice rosso”, o che sia anche soltanto per un semplice consiglio, legato magari ad una situazione di difficoltà emotiva nella quale versa, od ancora ad una qualunque situazione disagevole che possa ingenerare timore o preoccupazione, o ansia. Nel caso in cui una donna fosse vittima di violenza, fisica o psichica, è fondamentale che la stessa non vaghi nel buio, che non abbia la sensazione di non poter essere compresa da nessuno, ma che si lasci seguire, supportare ed anche, per certi versi, consolare. L’ausilio dell’Arma dei Carabinieri non si limita difatti ad un mero accertamento giuridico, dunque i Carabinieri non espletano semplicemente le "indagini", ma ascoltano, cercano di comprendere, prospettano soluzioni e forniscono un supporto umano necessario a far sì che si crei un rapporto di fiducia tale che la vittima di violenza si senta a casa, in famiglia, e mai sola. Il nostro compito è quello di esserci, il nostro obiettivo è quello di porre un rimedio, se possibile, alla “paura”, che è facile avere in contesti di questo tipo".  - Mar. Ord. Nuzzi, qual è il momento in cui la presunta vittima non può più rimandare? "Ritengo che non si possa più rimandare quando la presunta vittima arriva alla piena ed assoluta consapevolezza di non essere più al sicuro, di non essere più sé stessa nella propria quotidianità, nel proprio stile di vita, nella delineazione dei propri obiettivi futuri, non può e non deve più rimandare quando al primo eventuale gesto violento, ne consegue una serie di "scuse" e di "giustificazioni" che non vogliono dire "amare", ma “possedere”, convincere che non accadrà mai più. La donna non deve tornare indietro ma deve andare avanti, senza mai voltarsi, quando le sue parole diventano dolore, umiliazione, frustrazione, vergogna; lei deve riuscire a vedere il sole, anche dopo un’impetuosa tempesta". - Mar. Ord. Nuzzi, cosa succede dopo la denuncia? "Prima della denuncia è importante accogliere la vittima di violenza nel modo migliore possibile, dandole l’opportunità di “vincere” la vergogna e l’insicurezza che spesso si provano, dandole l’opportunità di raccontare la sua storia in completa serenità, ecco perché l’ascolto avviene in locali dedicati, ove è possibile far sentire la vittima al sicuro. La denuncia è la fase sicuramente più delicata, quella dove la vittima pensa al dopo, al come affrontare tutto ed al con chi affrontare tutto, e le verranno dunque chiarite tutte le fasi successive, assicurandole ausilio in ogni istante ed illustrandole la possibilità di contattare ad esempio strutture protette, i cui obiettivi sono quelli di fornire un ambiente sicuro e confortevole, oltre che assicurare una quotidianità serena e stimolante. La fase della denuncia è sicuramente quella più complicata, ma è certamente la prima strada coraggiosa, e necessaria, che la vittima deve intraprendere per ritrovare sé stessa, per trasformare il suo dolore in forza e tornare, finalmente, a vivere".  - Mar. Ord. Nuzzi, esiste un modo adeguato per comportarsi con una vittima di violenza? "È importante a mio avviso non perdere mai il contatto visivo con la vittima, la quale durante il suo racconto proverà sicuramente rabbia, vergogna, penitenza, auto deprecazione, tutte emozioni che si possono cogliere solo guardando la vittima negli occhi. Gli occhi, spesso, esprimono sentimenti che le parole non riescono a comunicare. Una donna che subisce abusi è una donna che si sente svalutata e ferita, ed il nostro compito è quello di farla sentire ascoltata e 'guardata', e non semplicemente 'vista'. A volte alle donne manca il coraggio di denunciare per il timore delle conseguenze, il nostro obiettivo, la nostra battaglia, il nostro traguardo, è quello di infondere coraggio, forza, convinzione, è quello di far capire ad ogni donna che l’amore non è dolore e sofferenza, ma è speranza e luce".  Tra emergenze, ascolto e delicatezza, queste Donne Carabinieri rappresentano ogni giorno una presenza concreta accanto alle donne che trovano il coraggio di rompere il silenzio. La loro voce è un invito alla consapevolezza e alla responsabilità: la violenza di genere si combatte insieme, con competenza, empatia e una rete che sostiene, protegge e non giudica.

25/11/2025 11:50
Civitanova, prosegue il programma per il 25 novembre: spettacolo-concerto “Polifema” all’hotel Ghibli

Civitanova, prosegue il programma per il 25 novembre: spettacolo-concerto “Polifema” all’hotel Ghibli

Prosegue il programma di riflessioni organizzato dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Civitanova Marche in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Dopo “Oltre – inno alla forza e alla luce delle donne”, la serata di stasera al teatro Annibal Caro di Civitanova Alta organizzata in collaborazione con l’Azienda Teatri di Civitanova, giovedì 27 novembre, alle ore 21.15, l'Assessorato alle Pari Opportunità propone lo spettacolo-concerto "Polifema – quando l’amore acceca", tratto dall’omonimo romanzo di Gabriella Cinti, che sarà presente all’iniziativa. L’appuntamento sarà ospitato all’hotel Ghibli di viale Vittorio Veneto 30. Sul palco si esibiranno Snezana Tintor (violino), Fausto Palmieri (tastiera) e Viviana De Marco (voce recitante), che proporranno una fusione di recitazione, accompagnamento musicale e brani concertistici. Nella cornice dell’unione tra elemento narrativo e lirico interiore, suggestioni sonore e intermezzi melodici guideranno il pubblico nel percorso di Marzia-Polifema, protagonista reale e al tempo stesso archetipo dell’eterno femminile nella sua capacità di amare oltre la misura. La messa in scena è curata dall’Associazione "Verso l’armonia". "Vogliamo veicolare contenuti di riflessione in una forma artistica e di intrattenimento, certi che la cultura della cura e della prevenzione si favorisca anche attraverso questi canali. Ringrazio gli artisti e l’autrice del volume, che si mettono a disposizione per questa sinergia virtuosa. Siamo certi che questa forma comunicativa diventerà ricaduta concreta per la cittadinanza", spiega Barbara Capponi, assessore alle pari opportunità del comune di Civitanova. Ingresso libero.

25/11/2025 11:30
La flessibilità del calore: la stufa policombustibile

La flessibilità del calore: la stufa policombustibile

La ricerca di un sistema di riscaldamento domestico efficiente e affidabile si confronta oggi con uno scenario energetico in rapida evoluzione. L'instabilità dei costi dei combustibili e una crescente attenzione verso la sostenibilità spingono a valutare soluzioni che offrano maggiore autonomia gestionale. In questo contesto, la dipendenza da un unico vettore energetico può rappresentare una rigidità. La stufa policombustibile emerge come una risposta tecnologica avanzata a questa esigenza, superando la tradizionale scelta tra legna e pellet. Questo tipo di generatore di calore offre infatti la libertà di utilizzare combustibili diversi, adattandosi alle convenienze del momento. Individuare la migliore stufa policombustibile da Climamarket, ad esempio, significa esaminare una soluzione progettata per massimizzare la flessibilità e l'indipendenza energetica. Il concetto di flessibilità operativa Il tratto distintivo di una stufa policombustibile, nota anche come multicombustibile, risiede nella sua capacità di bruciare diverse tipologie di biomasse solide all'interno della stessa camera di combustione. La configurazione più diffusa sul mercato è quella che permette di alternare l'uso del pellet a quello della legna in pezzi. Esistono, tuttavia, modelli più sofisticati in grado di gestire efficacemente anche altri combustibili granulari, come il nocciolino di sansa o il mais. Questa versatilità permette di unire i vantaggi di mondi diversi: da un lato, la praticità del pellet, con la sua gestione automatizzata, la programmabilità e l'alimentazione controllata; dall'altro, il fascino della legna, che offre una fiamma ampia e tradizionale e, in alcuni modelli a convezione naturale, la possibilità di funzionare anche in assenza di alimentazione elettrica. La tecnologia costruttiva sottostante Consentire una combustione efficiente per materiali così diversi (il pellet compresso e la legna in ceppi) richiede una progettazione meccanica e tecnologica complessa. La sfida ingegneristica sta nel creare una camera di combustione e un braciere che possano adattarsi a processi di combustione molto differenti. Il pellet richiede un afflusso d'aria forzato e calibrato e un'alimentazione costante dal basso, mentre la legna brucia con un tiraggio diverso e una fiamma più irregolare. Le stufe policombustibili più evolute sono dotate di centraline elettroniche e sensori capaci di riconoscere il combustibile inserito, o di facilitare il passaggio manuale, adattando automaticamente i parametri dell'aria comburente per ottimizzare il rendimento e contenere le emissioni in entrambi gli scenari operativi. Indipendenza economica e sicurezza gestionale Il vantaggio senza dubbio più tangibile per l'utente finale è di natura economica e strategica. Avere la possibilità di scegliere quale combustibile utilizzare significa non essere più ostaggio delle fluttuazioni di mercato di una singola materia prima. Se il prezzo del pellet dovesse aumentare notevolmente a causa di una forte domanda stagionale, l'utente può decidere di passare all'utilizzo della legna, magari autoprodotta o reperita localmente a un costo inferiore, e viceversa. Questa intercambiabilità si traduce in una garanzia di continuità del riscaldamento. In caso di difficoltà di approvvigionamento di un combustibile, o persino in caso di blackout elettrico (per i modelli che gestiscono la legna a tiraggio naturale), la stufa può continuare a svolgere la sua funzione, assicurando il comfort domestico.

24/11/2025 14:00
Bassetti lo ammette: metà dei morti non erano per Covid-19

Bassetti lo ammette: metà dei morti non erano per Covid-19

La commissione d'inchiesta sul cosiddetto nemico invisibile ha nei giorni scorsi interrogato il dottor Bassetti, protagonista indiscusso della stagione virologica superstar, con epifanie catodiche costanti garantite a tutte le ore su tutti i canali. Al cospetto di una domanda sollevata da Alberto Bagnai, il noto medico genovese ha candidamente ammesso che almeno il 50% dei dichiarati deceduti a causa del nemico invisibile in verità sono morti con il nemico invisibile ma non a causa di esso. Quod erat demonstrandum! Al tempo dell'emergenza, ogni persona deceduta con il nemico invisibile in corpo veniva ipso facto certificata come morta a causa del nemico invisibile, con effetti spesso sorprendenti e demenziali, come, tra i tanti, quello del signore affogato nel mare di Termoli nel 2020, registrato come morto a causa del nemico invisibile, da cui pure era infetto. Avevamo segnalato questa anomalia nel nostro studio "Golpe globale. Capitalismo terapeutico e grande reset": la logica aberrante sottesa a quella narrazione era quella per cui il “post hoc, ergo propter hoc” veniva fatto valere sempre e comunque senza distinguo, con il malcelato scopo di alimentare il clima di panico e di emergenza e indurre la popolazione impaurita ad accettare l’inaccettabile. Su “Il Corriere della Sera” (28.8.2020) si leggeva, con un titolo altamente esplicativo, "Mio padre morto di morte naturale, ma è stato classificato come Covid". Sulla “Attestazione Covid salme” che risponde alle esigenze dell’emergenza epidemiologica, vi è scritto che non è stato eseguito alcun tampone, e dunque non si è in attesa del referto, né si dichiara che il defunto sia risultato negativo o positivo. Al contrario – così leggiamo – è "indeterminato (salma da considerarsi positiva)". Ora, che l’indeterminato sia da considerarsi positivo è quanto meno problematico. Quante salme “indeterminate” sono state egualmente conteggiate come “decessi a causa di Covid-19”? È anche alla luce di questa non innocente e palesemente non responsabile informazione che si spiega il clima di terrore psicologico vissuto dalla popolazione. Resterà un enigma il modo in cui milioni di persone si siano lasciate manipolare e terrorizzare da siffatta narrazione contraddittoria, superficiale, incoerente e approssimativa: narrazione che, com’è evidente, è essa stessa stata, nei mesi di marzo e aprile, la sola realtà esperita dai cittadini reclusi agli arresti domiciliari. Il principio generale, forse, potrebbe essere quello che desumiamo da 1984 di Orwell: "se tutti i documenti raccontavano la stessa favola, ecco che la menzogna diventava un fatto storico, quindi vera". Il nuovo regime sanitario, con i suoi docili schiavi marchiati con la mascherina, potrebbe anche ribattezzarsi: Covid-1984. Nella piena attuazione dell’esse est percipi di Berkeley, la realtà si risolve nella sua narrazione, nella quale nulla è neutro o imparziale. Non esistono fatti sciolti da interpretazioni: e la scelta di enunciare certi fatti a esclusione di altri non può certo dirsi neutrale. Si dà sempre – come bene sapeva Foucault – un reticolo di sapere e potere: reticolo in grazia del quale non vi è sapere che non veicoli potere e non vi è potere che non produca un suo specifico sapere. Così, ad esempio, le migliaia di morti per Covid-19 sono una cifra certo sorprendente, che assume un aspetto radicalmente differente se posta in connessione con i dati statistici annuali. È questa, come sappiamo, la cifra dell’emergenza come stile di governo: si fa in modo che la popolazione impaurita sia disposta ad accettare ciò che nella normalità mai accetterebbe, come ad esempio confinamenti domiciliari coatti o la tessera verde. Come diceva Seneca, la verità, anche se sommersa, viene presto o tardi a galla. Ed è ciò che sta accadendo. Sta emergendo con limpido profilo come ciò che abbiamo vissuto nel 2020 fosse un grande laboratorio sociale di produzione dei nuovi assetti del turbocapitalismo dell'emergenza perpetua, come nuova normalità.

23/11/2025 14:00
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