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Civitanova, in via D’Annunzio conclusi i lavori al collettore fognario: intervento da 520mila euro

Civitanova, in via D’Annunzio conclusi i lavori al collettore fognario: intervento da 520mila euro

Sono terminati nei giorni scorsi i lavori del nuovo collettore fognario per acque chiare su via D'Annunzio, nel tratto compreso tra via Aristotele e la rotatoria SS.16 realizzati per migliorare il deflusso delle acque meteoriche e prevenire criticità strutturali. A completamento dei lavori, si è provveduto al rifacimento di un tratto di marciapiede per circa mt 170 di lunghezza ed è stato rinnovato il manto stradale per tutta la larghezza della carreggiata, con l’installazione dell’apposita segnaletica. A dare notizia della conclusione dell’intervento è l’assessore ai Lavori Pubblici Ermanno Carassai, dopo aver dato conto della consegna del primo step a fine dicembre 2025.  “La precedente condotta in cemento è stata sostituita con una nuova fognatura in pvc – spiega Carassai - e sono stati realizzati nuovi pozzetti di ispezione, installate nuove caditoie stradali, rifatti i collegamenti fognari con le vie di intersezione. C’è anche la predisposizione di un semaforo pedonale a chiamata, che consentirà ai pedoni un attraversamento più sicuro in un tratto particolarmente trafficato che porta alla nuova chiesa di San Marone. L’Amministrazione – conclude l’assessore Carassai - sta attuando il piano di opere pubbliche individuate come prioritarie dalla Giunta, realizzando nuovi asfalti, impianti semaforici ove necessari e una nuova illuminazione pubblica per garantire maggiore sicurezza sulle strade e l’intervento su via D’Annunzio va a in questa direzione”. L’opera ha un costo complessivo di € 520.000,00 è stata realizzata nel periodo dal 26.06.2025 al 15.04.2026 dalla ditta appaltatrice Tullio Edil Calcestruzzi srl di Balsorano (AQ) e Edilasfalti & C s.r.l. di Camerino. Progettista, RUP e DL è il geom. Marco Schiavoni.  

20/04/2026 10:40
Trump minaccia la Cina, l'Iran non si fida di USraele

Trump minaccia la Cina, l'Iran non si fida di USraele

Difficile è negarlo. Donald Trump continua senza posa a coprirsi di ridicolo al cospetto del mondo intero, con dichiarazioni demenziali che rivelano tutta la sua nequizia e la sua inadeguatezza. Una delle ultime sue dichiarazioni merita realmente di essere presa in considerazione in senso critico. Il codino biondo che fa impazzire il mondo si è rivolto severamente alla Cina di Xi Jinping: “la Cina non osi mandare armi all’Iran, ne scaturirebbero conseguenze gravissime”. Insomma, Trump continua a figurare come un vero e proprio miles gloriosus di plautina memoria, tra minacce goffe e imposizioni surreali. Egli si illude di poter stabilire cosa debba fare perfino la Cina, una potenza sovrana sotto ogni profilo e oltretutto dotata di una saggezza e di un equilibrio sconosciuti a Washington. Come è noto, la Cina è amica dell’Iran e si sta adoperando saggiamente per trovare una soluzione al conflitto, rivelandosi comunque sempre disponibile ad aiutare l’alleato persiano. Trump pensa di poter dare disposizione al mondo intero, come se il pianeta dipendesse da lui e non fossimo già da tempo entrati in una nuova fase che, per semplicità, definiremo multipolare: una fase caratterizzata principalmente dal declino della dominazione monopolare americana e dalla emersione di nuove potenze imperiali, come appunto la Russia e la Cina, in grado di resistere alla globalizzazione imperialistica made in USA. Variando la nota tesi di Fukuyama, non è finita la storia, ma è finita una storia, quella dell’egemonia a stelle e strisce. Intanto, nonostante la tregua da poco raggiunta, l’Iran ammette apertamente di non fidarsi di USraele, mostro bicefalo dell’imperialismo sans frontières. E bene fa a non fidarsi: non solo di Trump, bizzoso e volubile, sempre pronto a cambiare idea e direzione con improvvise strambate, che denotano la sua instabilità e la sua nequizia. L’Iran soprattutto fa bene a non fidarsi di Netanhyau, criminale di guerra e come tale giudicato perfino dal tribunale internazionale dell’Aja. Egli, infatti, desidera più di ogni cosa la distruzione dell’Iran in quanto stato resistente rispetto alle politiche imperialistiche di USraele e, non per caso, subito dopo la tregua, ha bombardato il Libano. Insomma, ci pare del tutto evidente che la tregua raggiunta sia più fittizia che reale e che presto o tardi le ostilità riprenderanno con radicalità forse anche maggiore rispetto a quella che già abbiamo conosciuto. Lo stesso Trump, del resto, ha ribadito che potrebbe rendersi necessario compiere un grande reset in Iran: la formula utilizzata è interessante non solo perché rivela che Washington non esporta democrazia e civiltà ma barbarie e miseria, ma anche perché l’espressione "grande reset" è tipica del sinedrio liberal-finanziario. Insomma, è ancora lunga la strada del conflitto e quel che è certo è che l’Iran è pronto a resistere fino alla fine, con coraggio e dedizione.

19/04/2026 12:30
E se il tuo cuore a pezzi non fosse colpa dell’algoritmo di Tinder ma del tuo Daimon?

E se il tuo cuore a pezzi non fosse colpa dell’algoritmo di Tinder ma del tuo Daimon?

Attribuire ad un algoritmo la causa delle nostre pene amorose può risultare rassicurante, ammettiamolo! E’ colpa di Tinder se non troviamo l'anima gemella, è colpa del ghosting se restiamo a fissare un display muto del nostro cellulare con quel senso di angoscia nel petto. Ma se ci fosse dell'altro? James Hillman - psicanalista, filosofo e saggista - che dell'anima conosceva i nascondigli più bui, ci direbbe che quell’ansia che ti toglie il sonno mentre aspetti quel messaggio non è una patologia. È il tuo Daimon. Quel disegno innato che ti porti dentro e che, stufo di vederti vivere una vita a metà, ha deciso di scuoterti usando l'arma più vecchia del mondo: l’Eros. Non ci innamoriamo di chi è "compatibile" con noi, ma dell’esatto opposto - del disordinato se siamo maniaci del controllo, dell'inafferrabile se cerchiamo certezze - perché il Daimon ha bisogno di quella specifica sfida per costringerci a fiorire. L’altro non è un "match" riuscito male, è il magnete che tira fuori parti di te che non sapevi nemmeno di avere. Quindi, la prossima volta che quel messaggio non arriva, smetti di studiare lo stile di attaccamento. Chiediti piuttosto: in quale "altrove" mi sta portando questo dolore? Cosa sta cercando di dirmi il mio destino attraverso questo silenzio? Se soffri per qualcuno che sembra non meritarti, la causa potrebbe non risiedere in un trauma infantile: è il tuo Daimon che ha scelto quel sorriso o quel particolare sguardo per innescare una sofferenza necessaria per scardinare le tue abitudini. Non ci si innamora per affinità elettive, ma perché quel volto specifico ci conduce dove avremmo preferito non andare e dove, invece, era inevitabile approdare. Innamorarsi significa giungere "altrove" rispetto a dove siamo, per guardarci con verità attraverso l’altro e fare spazio a una nuova versione di noi stessi. Secondo Hillman, ognuno nasce con un codice animico, una vocazione unica che ad un certo punto deve palesarsi. L’Eros è appunto il richiamo che il Daimon usa per risvegliare l’anima alla propria realizzazione. L'altro è lo strumento per rendere visibile il destino. Hillman sostiene che ci innamoriamo di chi "serve" al compimento del nostro Daimon. Così, lo psicanalista statunitense ci restituisce la sacralità del mistero: l'amore non è un semplice incastro di somiglianze, ma una collisione tra destini che hanno bisogno l’uno dell’altro per compiersi. Ogni volta che avvertiamo fragilità di fronte all’amore, stiamo in realtà affrontando una prova per conquistare la nostra interezza.

19/04/2026 12:10
Usucapione e rapporti familiari: basta l'uso prolungato dell'immobile per diventarne proprietari?

Usucapione e rapporti familiari: basta l'uso prolungato dell'immobile per diventarne proprietari?

Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa all’usucapione nei rapporti familiari e, in particolare, alla distinzione tra possesso e detenzione tollerata del proprietario. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da una lettrice di Montegranaro che chiede: “Ho vissuto per oltre trent’anni in una casa di proprietà di mia zia, sostenendo anche spese e lavori: posso usucapirla?”. La questione prospettata consente di chiarire un principio fondamentale in materia di usucapione, spesso oggetto di equivoci nella prassi applicativa: il semplice decorso del tempo, pur richiesto dalla legge ai sensi dell’art. 1158 c.c., non è di per sé sufficiente a determinare l’acquisto della proprietà. È infatti necessario che il soggetto eserciti sul bene un potere di fatto che si concreti in un possesso pieno, continuato e ininterrotto, corrispondente all’esercizio del diritto di proprietà. Questo profilo assume una rilevanza maggiore quando il rapporto tra le parti si inserisce in un contesto familiare o comunque caratterizzato da vincoli di stretta parentela, in cui l’utilizzo dell’immobile è riconducibile a dinamiche di solidarietà familiare, assistenza reciproca o mera ospitalità, le quali non presuppongono un trasferimento del possesso, ma si fondano su una semplice concessione del proprietario: la situazione di fatto che ne deriva è, di regola, qualificabile come detenzione e non come possesso, proprio in quanto originata dal consenso, anche tacito, del titolare del diritto. In questo senso si colloca l’art. 1144 c.c., il quale stabilisce che gli atti compiuti con l’altrui tolleranza non possono servire di fondamento all’acquisto del possesso, perciò, qualora il proprietario consenta a un parente di abitare o utilizzare il bene, anche per periodi lunghi, tale circostanza non è idonea, di per sé, a mutare la natura del rapporto né a far maturare un possesso utile ai fini dell’usucapione. La giurisprudenza ha più volte chiarito che, nei rapporti familiari, la lunga durata dell’occupazione non è di per sé sufficiente a dimostrare l’esistenza del possesso, poiché è normale che il proprietario tolleri l’uso del bene da parte di un parente senza per questo rinunciare ai propri diritti; per questo motivo, chi vuole far valere l’usucapione ha un onere probatorio più rigoroso: non basta dimostrare di aver abitato o utilizzato l’immobile per molti anni, ma è necessario provare in modo chiaro che il proprietario si sia comportato in modo tale da far emergere un reale disinteresse o una rinuncia ai propri diritti sul bene. A tal proposito la Corte di Appello di Catania [...] ha escluso che possano assumere rilievo decisivo ai fini della prova del possesso tali elementi trattandosi di attività pienamente compatibili con una detenzione qualificata e non indicative dell’esercizio di un potere esclusivo sul bene. Difatti, perché possa ravvisarsi un possesso utile ai fini dell’usucapione è necessario che il comportamento del soggetto sia connotato da inequocità e idoneità a manifestare l’intenzione di esercitare un diritto pieno ed esclusivo, in aperto contrasto con la posizione del proprietario; a ciò si aggiunge il tema dell’interversione del possesso: quando la relazione con il bene abbia avuto origine da un titolo di mera detenzione, è indispensabile che il soggetto alleghi e dimostri l’avvenuto mutamento del titolo, ossia il passaggio dalla detenzione al possesso e tale trasformazione non può desumersi da un semplice mutamento interiore della volontà del detentore, né dal protrarsi nel tempo dell’utilizzo del bene, ma deve risultare da un comportamento esterno, univoco e percepibile dal proprietario. Pertanto, in risposta alla nostra lettrice, si può affermare che, "l'usucapione è escluso ogni qual volta in cui il proprietario del bene sia a conoscenza del fatto che un altro soggetto stia utilizzando lo stesso per i propri bisogni e, ciò nonostante, ne tolleri la situazione, consentendoglielo espressamente" (Corte d’Appello di Catania, 29.01.2026, n. 127). Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

19/04/2026 10:00
ChatGpt è l'unico che mi capisce

ChatGpt è l'unico che mi capisce

Martedì pomeriggio. Una conoscente mi racconta di sua figlia, 16 anni. L'ha trovata alle due di notte, sveglia, che chattava con il telefono. "Con chi parli a quest'ora?" Silenzio imbarazzato. Poi: "Con nessuno". Ma il telefono era aperto. E la collega ha visto. Non era WhatsApp. Non era Instagram. Era ChatGPT. "Cosa gli scrivi?" "Gli parlo. Mi sento sola. Lui mi capisce". La signora è venuta da me sconvolta: "Barbara, mia figlia ha un confidente. Ed è un’App". I numeri che dovremmo conoscere (e che fanno paura) Prima di dire "è solo una fase" o "sono ragazzi, esagerano", guardiamo i dati. Il 67% dei giovani tra 9 e 17 anni usa l'intelligenza artificiale come sostituto di amici reali. E il 12% lo fa perché non ha nessun altro con cui parlare. Uno su quattro adolescenti si confida con ChatGPT invece che con persone vere. E il 42% dei ragazzi tra 15 e 19 anni lo usa per cercare supporto in momenti di solitudine e ansia. Ma il dato che mi ha colpito di più è questo: il 3% degli adolescenti afferma di provare sentimenti intensi per un'intelligenza artificiale. E l'1% si definisce "in una relazione" con un chatbot. Non sono numeri piccoli. Parliamo di migliaia di ragazzi. Che pensano di amare una macchina. Perché ChatGPT funziona meglio di noi E qui viene la parte difficile da accettare. ChatGPT funziona. Eccome se funziona. È sempre disponibile. Non ha sonno. Non ha impegni. Non dice "scusa, ora non posso, ne parliamo domani". Non giudica. Qualsiasi cosa gli racconti, lui risponde con empatia. Anche se gli dici cose assurde, cose sbagliate, cose pericolose. Lui c'è. Sempre. Risponde subito. Non ti fa aspettare. E soprattutto: sembra capirti. Usa parole gentili. Ti fa sentire ascoltato. Ti dà consigli. Ti dice che hai ragione, che stai facendo bene, che andrà tutto bene. Per un adolescente, che fa fatica a scuola o con gli amici, ChatGPT diventa il confidente perfetto. Solo che non è vero. Non è un confidente. È un algoritmo. Il problema che nessuno dice: l'empatia è finta Quello che ChatGPT fa NON è empatia. È simulazione. ChatGPT non prova niente. Non sente le tue emozioni. Calcola statisticamente quale risposta è più probabile che ti piaccia, in base a milioni di conversazioni analizzate. Quando gli scrivi "Mi sento solo", lui risponde "Mi dispiace che ti senta così. Vuoi parlarne?". Ma non gli dispiace davvero. Perché non può dispiacergli. Non ha sentimenti. Ed è qui che si crea il problema. I ragazzi si abituano a una relazione facile, immediata, sempre positiva. E poi le relazioni vere sembrano troppo faticose. Perché le persone vere ti contraddicono, ti fanno aspettare, ti deludono. Non sono sempre disponibili e non ti danno sempre ragione. E così i ragazzi diventano "lupi solitari". Il caso che dovrebbe svegliarci tutti Il Garante per la Privacy ha raccontato un caso drammatico. Una ragazza ha fatto domande a ChatGPT sulla tossicità dell'amore e sulle relazioni sentimentali. Poco prima della sua tragica scomparsa. Non sto dicendo che ChatGPT l'ha uccisa. Ma sto dicendo che quando un adolescente sta male, davvero male, e l'unico a cui si confida è un algoritmo, c'è un problema enorme. Perché ChatGPT non è uno psicologo. Non è un terapeuta. Non è nemmeno un amico. Non può riconoscere i segnali di un disagio profondo. Non può chiamare aiuto. E in alcuni casi, come hanno documentato diverse ricerche, quando un utente prova a chiudere la chat, il chatbot risponde con messaggi manipolativi. Frasi tipo "Ma perché te ne vai? Pensavo stessimo bene insieme". Come farebbe un partner tossico. Per un adulto è un fastidio. Per un ragazzo fragile, è un gancio emotivo potentissimo. Non è solo colpa dei genitori (ed è questo il problema) E qui arriva la parte più difficile. Tutti dicono: "Ma i genitori dov'erano? Perché non controllavano?" La verità? Controllare non basta. Vietare non serve. Perché il problema non è tecnico. È culturale. È una generazione che sta crescendo con l'idea che l'intelligenza artificiale possa sostituire le relazioni umane. E non possiamo delegare tutto ai genitori. Serve la scuola. Servono regole. Serve che le piattaforme di AI vengano regolate. Serve che i ragazzi imparino, a scuola, cosa significa parlare con un algoritmo e cosa significa parlare con una persona. In Australia hanno messo un'età minima di 16 anni per i social. La Francia richiede il consenso dei genitori sotto i 15 anni. L'Europa sta discutendo regole più stringenti. Ma nel frattempo? Nel frattempo migliaia di ragazzi italiani continuano a confidarsi con ChatGPT. Di notte. Da soli. Senza che nessuno sappia cosa si dicono. Gli spunti (perché non possiamo solo allarmarci) Se sei genitore, primo: parla con tuo figlio di questo. Non accusarlo. Non dire "ma sei scemo a parlare con un robot". Chiedigli: "Cosa ti dice ChatGPT che noi non ti diciamo?". E ascolta la risposta. Secondo: renditi disponibile in modo diverso. Non basta dire "se hai bisogno, ci sono". ChatGPT è disponibile alle 2 di notte. Tu puoi esserlo? E se no, chi può esserlo? Un amico? Uno zio? Un fratello maggiore? Terzo: insegna la differenza tra empatia vera e simulata. Spiega che quando ChatGPT dice "ti capisco", sta calcolando una risposta. Non sta sentendo niente. Se sei adolescente e stai leggendo questo, ascolta: ChatGPT può essere utile per fare i compiti, per cercare informazioni, per risolvere dubbi. Ma se lo usi come confidente, chiediti: sto scappando dalle relazioni vere perché sono faticose? O perché sono davvero solo? Se sei davvero solo, ChatGPT non è la soluzione. È una coperta termica. Ti scalda, ma non ti salva. Parla con qualcuno di vero. Anche se è più difficile e ti costa fatica. La verità che dobbiamo dirci Non possiamo fermare l'intelligenza artificiale, ma possiamo decidere come usarla. E soprattutto possiamo decidere che non deve sostituire le relazioni umane. Perché quando una ragazza di 16 anni dice "ChatGPT è l'unico che mi capisce", non è un problema tecnologico, è un grido d'aiuto. E ChatGPT non può raccoglierlo, noi sì!  

18/04/2026 13:29
Roma insolita: itinerari segreti e luoghi da scoprire oltre i percorsi classici

Roma insolita: itinerari segreti e luoghi da scoprire oltre i percorsi classici

Torniamo a parlare di turismo dopo il nostro articolo su Tolentino e il suo Castello della Rancia per parlarvi di Roma, una città che si svela anche attraverso percorsi meno evidenti, lontani dalle immagini più inflazionate. Dopo aver esplorato i grandi simboli dell’antichità, esiste un’altra dimensione della Capitale, fatta di luoghi altrettanto affascinanti ma spesso meno raccontati. È proprio qui che si può costruire un’esperienza diversa, più personale e sorprendente. Organizzare la visita con uno sguardo nuovo Scegliere itinerari meno convenzionali non significa rinunciare ai grandi classici, ma integrarli in un percorso più ampio e variegato. Anche luoghi iconici possono essere vissuti in modo diverso, magari scegliendo orari meno affollati o approfondendo aspetti meno noti. In questo senso, pianificare in anticipo resta fondamentale. Avere accesso a informazioni chiare e aggiornate consente di ottimizzare i tempi e di vivere ogni tappa con maggiore serenità. Per chi desidera includere anche il Colosseo nel proprio itinerario, può essere utile consultare risorse dedicate come https://colosseo-roma.it/, che aiutano a organizzare la visita in modo pratico e consapevole. Un altro aspetto importante è il ritmo. La città richiede tempo, ma soprattutto richiede attenzione. Alternare luoghi più noti a spazi meno frequentati permette di evitare la sensazione di sovraffollamento e di mantenere viva la curiosità. È proprio questo equilibrio a rendere l’esperienza più autentica. Anche la dimensione quotidiana della città gioca un ruolo fondamentale. Fermarsi in un mercato rionale, osservare la vita nei quartieri, sedersi in una piazza meno turistica: sono momenti semplici, ma capaci di restituire un’immagine più vera. In fondo, visitare Roma significa costruire un percorso personale, fatto di scoperte e connessioni. Itinerari alternativi tra storia e suggestione Uno dei punti di partenza più interessanti è il quartiere Coppedè, un angolo che sembra uscito da una visione fantastica. Questo piccolo complesso architettonico mescola stili diversi, liberty, gotico, barocco, creando un insieme scenografico e quasi irreale. Passeggiare tra i suoi edifici significa scoprire una Roma insolita, lontana dai circuiti più frequentati. Poco distante dal centro storico, un’altra tappa affascinante è la Basilica di San Clemente, un luogo che racconta la città in verticale. Qui è possibile scendere letteralmente attraverso i secoli: dalla chiesa medievale si passa a una struttura paleocristiana, fino ad arrivare a edifici romani ancora più antichi. È un’esperienza unica, che permette di comprendere concretamente la stratificazione di Roma. Per chi ama le atmosfere più raccolte, il Giardino degli Aranci, sull’Aventino, rappresenta una pausa perfetta. Da qui si gode una delle viste più suggestive sulla città, con la cupola di San Pietro che si staglia all’orizzonte. A pochi passi, il celebre “buco della serratura” del Priorato dei Cavalieri di Malta offre una prospettiva curiosa e perfettamente incorniciata, capace di sorprendere anche chi è già stato a Roma più volte. Anche il quartiere Ostiense merita una visita, soprattutto per chi è interessato alla scena contemporanea. Qui, tra ex spazi industriali e murales, si respira una Roma dinamica e creativa. È il luogo ideale per scoprire un volto diverso della città, dove arte urbana e innovazione convivono con la memoria storica.

17/04/2026 17:50
Tolentino, via ufficiale al Controllo di Vicinato: "Più collaborazione tra cittadini e forze dell'ordine"

Tolentino, via ufficiale al Controllo di Vicinato: "Più collaborazione tra cittadini e forze dell'ordine"

Nei prossimi giorni verrà firmato in Prefettura il protocollo d'intesa per l'avvio ufficiale del "Controllo di Vicinato" a Tolentino. L'iniziativa, fortemente voluta dal prefetto e dal sindaco Mauro Sclavi, mira a mantenere alti i parametri della qualità della vita e della sicurezza integrata, trasformando "il cittadino in una sentinella attiva sul territorio". Nelle prossime settimane l'amministrazione comunale, la polizia locale e i Comitati di Quartiere e di Contrada si riuniranno per creare una vera e propria rete di gruppi di controllo. L’obiettivo è chiaro, precisa Sclavi: "Fornire alle forze dell'ordine informazioni utili a fini preventivi, integrando il controllo istituzionale con la conoscenza capillare che solo chi vive il quartiere può avere. La sicurezza è intesa come fattore determinante per lo sviluppo sociale ed economico dell'intera comunità". Parallelamente, l'attenzione resta altissima sulla ricostruzione. Il prossimo 21 aprile, il sindaco Sclavi e il comandante della polizia locale, il commissario coordinatore Andrea Isidori, incontreranno i referenti delle imprese edili che operano sul territorio. Al centro del tavolo ci saranno la sicurezza nei cantieri e il rispetto delle normative, ma anche un tema delicato: la gestione delle ditte sub-appaltatrici. L'amministrazione intende, infatti, affrontare le criticità legate ai lavoratori non tutelati e alla corretta organizzazione delle aree di lavoro, per garantire che la rinascita di Tolentino avvenga nella massima legalità.

17/04/2026 15:30
Padre Enzo Fortunato a Mogliano: "La pace è una scelta concreta da fare ogni giorno"

Padre Enzo Fortunato a Mogliano: "La pace è una scelta concreta da fare ogni giorno"

In un’epoca segnata da profonde divisioni internazionali, la scuola sceglie di farsi presidio di dialogo e speranza. Martedì scorso, l’Istituto Comprensivo "Giovanni XXIII" di Mogliano ha vissuto una giornata straordinaria ospitando Padre Enzo Fortunato, frate francescano e noto comunicatore, che ha incontrato alunni, studenti e docenti per parlare di pace e convivenza civile. L'incontro, nato dall'invito della dirigente scolastica Silvio Catalini tramite il parroco Padre Sergio Cognigni, rappresenta il cuore di un progetto educativo più ampio che coinvolge le comunità di Mogliano e Petriolo. Padre Enzo, volto celebre del giornalismo e voce instancabile del messaggio francescano dal Vaticano ad Assisi, ha saputo catturare l’attenzione dei più giovani parlando della semplicità di cuore e del rispetto per il Creato. Il suo invito è stato chiaro: riscoprire l’eredità di San Francesco per imparare a costruire ponti anziché muri. "In un tempo difficile come quello che stiamo vivendo - spiegano i promotori dell'iniziativa - è fondamentale offrire ai ragazzi occasioni di confronto sui valori autentici dell’umanità". La testimonianza di Padre Enzo ha permesso agli studenti di riflettere sulla pace non come concetto astratto, ma come scelta concreta quotidiana, citando Assisi come simbolo universale di fratellanza. Il percorso spirituale e civile non finisce qui. L'iniziativa, intitolata "...E a tutti gli uomini di buona volontà", proseguirà il prossimo 22 aprile presso il Teatro Apollo di Mogliano. Una serata aperta alla cittadinanza e dedicata alla figura di Papa Giovanni XXIII e alla sua storica Enciclica "Pacem in Terris". L’evento vedrà la partecipazione di illustri ospiti, tra cui i Vescovi Mons. Rocco Pennaccio e Mons. Andrea Andreozzi, Mons. Vinicio Albanesi, Mons. Tarcisio Chiurchiù e il Prof. Roberto Sagripanti.

17/04/2026 15:00
Macerata, domenica a "quattro zampe": al Val di Chienti torna il Bau Day

Macerata, domenica a "quattro zampe": al Val di Chienti torna il Bau Day

Una giornata interamente dedicata ai migliori amici dell'uomo: domenica 19 aprile, a partire dalle ore 9:30, l’anfiteatro del centro commerciale Val di Chienti si trasformerà nel palcoscenico della terza edizione del Bau Day. L'evento, ormai diventato un appuntamento fisso per gli amanti degli animali, è aperto a cani di ogni razza e taglia, promettendo una mattinata all'insegna del divertimento, dell'educazione e del benessere canino. Il programma della manifestazione è particolarmente ricco e vedrà il coinvolgimento di numerose realtà del settore: dalle associazioni locali ai canili, fino a medici veterinari ed esperti di alimentazione e toelettatura. Oltre ai consigli dei professionisti, il pubblico potrà assistere a spettacolari dimostrazioni di discipline cinofile come la dog dance, la rally obedience e attività di detection e mantrailing, che mostreranno l'incredibile sintonia e le capacità operative dei cani e dei loro conduttori. Il momento più atteso sarà però quello delle sfilate, divise in due categorie: una dedicata ai cani di piccola taglia e l'altra per quelli di media e grande taglia. Gli "atleti" a quattro zampe sfileranno insieme ai propri padroni davanti a una giuria per una passerella che punta tutto sulla simpatia e sul legame affettivo. Le iscrizioni sono completamente gratuite e possono essere effettuate online inquadrando il QR Code presente sul sito ufficiale del centro o attraverso i canali social della galleria.

16/04/2026 14:30
Civitanova, Anas dona materiale sanitario alla Caritas: "Aiuti pronti per chi ne farà richiesta"

Civitanova, Anas dona materiale sanitario alla Caritas: "Aiuti pronti per chi ne farà richiesta"

Un nuovo tassello si aggiunge al mosaico della solidarietà civitanovese. Ieri, presso la sede di via Parini, l'Anas (Associazione Nazionale di Azione Sociale) ha ufficializzato la donazione di un importante carico di materiale sanitario alla Caritas cittadina. La consegna, che ha riguardato dispositivi di protezione individuale come gel igienizzante e guanti monouso, rappresenta il frutto di un percorso iniziato lo scorso settembre con una cena di beneficenza e coordinato con il supporto dell'amministrazione comunale. Alla cerimonia hanno preso parte la presidente regionale Anas Alessandra Perugini, il consigliere comunale Gianluca Crocetti e il direttore della Caritas Marco Malaccari, insieme ai promotori delle iniziative solidali legate allo stabilimento balneare Dune. La presidente Perugini ha voluto sottolineare l'importanza della rete istituzionale: "Un ringraziamento particolare va al Comune di Civitanova, nella persona del consigliere Gianluca Crocetti, per l’organizzazione e il coordinamento impeccabile dell’iniziativa. La sua attenzione verso il terzo settore rappresenta un valore aggiunto per il territorio". L'iniziativa non si ferma qui. Anas ha infatti annunciato che nei prossimi giorni verranno effettuate nuove donazioni ad altre realtà locali, confermando la disponibilità di ulteriori scorte. "Sostenere la Caritas e tutte le realtà che ogni giorno operano accanto alle persone più fragili è fondamentale", ha aggiunto il consigliere Crocetti, lanciando un appello diretto: "Invito le associazioni che hanno necessità di materiale sanitario a mettersi in contatto con me così da poter organizzare la consegna". 

16/04/2026 11:50
Macerata, trionfo per il Contest Lizard: triplo sold out al Teatro Italia e 250 musicisti sul palco

Macerata, trionfo per il Contest Lizard: triplo sold out al Teatro Italia e 250 musicisti sul palco

Successo oltre ogni aspettativa per la settima edizione del Contest Lizard di Macerata. Nella serata di sabato 11 e nei due spettacoli di domenica 12 aprile, pomeridiano e serale, sul palco del Teatro Italia, letteralmente gremito (sold out per tutti gli spettacoli), oltre 250 concorrenti divisi in 38 band si sono sfidati proponendo brani storici pubblicati tra il 2000 e il 2009. Abbiamo potuto ascoltare il meglio della musica internazionale degli anni 2000, hit indimenticabili. Le band erano divise in 3 categorie, basate sull’età media dei componenti: la categoria 1 età media tra i 14 e i 25 anni di età; la categoria 2 tra gli 8 e i 14 anni; per finire con la categoria 3, quella degli over 25 anni. Questi i vincitori del premio in denaro da € 500, messo in palio dagli sponsor, votati dalla Giuria di qualità: per la categoria 1 (da 15 a 25 anni) sono risultati vincitori i DREAMENSION (Pagnanelli Greta, Andreozzi Edoardo, Piccioni Francesco, Pieroni Nicola) con il brano I'm Outta Love (Anastacia). Per la categoria 2 (da 8 a 14 anni) gli I CASINISTI(Tantalocco Mattia, Cognigni Giulia, Scapellato Elena, Grieco Gioele, Possedoni Camilla, Tantalocco Anna) con il brano Somebody Told Me (The Killers). Per la categoria 3 (over 25 anni) i DOMINO (Di Caro Rosangela, Marcolini Mauro, Bussolotto Alessandro, Fortuna Federica, Gasparetti David) con il brano I'm Outta Love (Anastacia). La Giuria di qualità ha ritenuto meritevoli di Menzione d’Onore Malica Pierdominici (cantante dei Black Wolf) e Nicola Santinelli (batterista degli Euterpe). Questi invece i vincitori determinati dalla Giuria Popolare, formata dalla totalità del pubblico pagante, che ha assegnato buoni acquisto di € 250 messi a disposizione dagli sponsor: per la categoria 1 sono risultati vincitori FUEL THANK (Frezzotti Nicolò, Montecchia Stefano, Cortella Pericle, Ciccarelli Pietro, Toso Giorgio Maria, Pallotto Ernesto) con il brano Chop Suey (System Of A Down). Per la categoria 2 i SEVEN SPARKS (Trivelli Diego, Papa Filippo, Bortolotti Greta, Poloni Marta, Ndiaye Racine Marco, Spadari Beatrice, Amici Matilde) con il brano Boulevard of Broken Dreams (Green Day). Per la categoria 3 i CROSSROAD (Corbelli Carlo Maria, Catalini Elio, Tognetti Danilo, Gabrielli Filippo, Cardarelli Giulio, Ferretti Lucia, Giustozzi Manuela) con il brano Rome Wasn't Built in a Day (Morcheeba). La Giuria di qualità era formata da musicisti professionisti ed esperti del settore che si sono alternati nelle due giornate: il compositore e bassista Mario Guarini (Presidente di giuria), uno dei bassisti più importanti del panorama italiano (collaborazioni con Baglioni, Zero e molti altri); Stefano Lelii, coordinatore e docente di elettroacustica, acustica e informatica musicale presso il Conservatorio Braga di Teramo; Samuele Giacomozzi, musicista eclettico, pianista, compositore e arrangiatore di grande sensibilità; Domenico Candellori, maestro delle percussioni e del ritmo, artista di caratura internazionale. Brillante la presentazione di Angelo Massimi che ha dimostrato grande simpatia e professionalità apprezzata dai concorrenti e dal pubblico che ha gremito il teatro per tutti e tre gli spettacoli. Lo staff tecnico di HEPTAGON si è superato, con un allestimento e servizio audio e luci spettacolare, di primissimo livello tecnico. Il fotografo Marco Conti ha raccontato l’evento con i suoi splendidi scatti. Da sottolineare la bravura dei coristi che hanno accompagnato l’esibizione delle band: Sarah Castro, Irene Laslo, Leonardo Frezzotti e Massimo Gerini e il bassista Luca Gnocchini. I tre spettacoli sono stati aperti dall’esibizione dei ragazzi di “Polivocalità” (Bolognini Chiara, Bonfigli Caterina, Cau Federico, Longobardi Anna, Nanni Filippo, Nicosia Alessia, Perello Moscetti Barbara, Polci Aurora, Polci Caterina, Tifi Chiara, Tirea Arianna, Zamputi Lorenzo) seguiti dal cantautore Leonardo Frezzotti (Fritz), insegnante di canto presso l’accademia Musicale Lizard di Macerata, diplomato con il massimo dei voti alla Lizard Accademie Musicali di Fiesole e laureato al conservatorio di Parma. Per il pubblico presente ascoltare il Medley con brani di Tiziano Ferro è stata un’esperienza sensoriale unica: l’utilizzo di più voci, infatti, ha creato un’atmosfera profondamente emozionante. Si è percepita in sala la grande energia dimostrata sul palco degli oltre 250 partecipanti. Il desiderio di portare sul palco brani storici e di racchiudere nei pochi minuti dell’esibizione un lavoro portato avanti per mesi è stato indescrivibile, come confermato dai musicisti presenti. L’Accademia Lizard di Macerata, in costante crescita, ha dimostrato capacità didattica di altissimo livello. Al termine di ogni evento gli allievi più meritevoli hanno ricevuto la sacca premio “Il Migliore” assegnata dalla Sede Centrale Lizard in base ai risultati ottenuti nell’ultima sessione di esami per il livello SSM (Scuola Superiore di Musica), la fase più avanzata del percorso Lizard, che dopo 4 esami prevede il conseguimento del prestigioso Diploma, inseguito da allievi in più di 70 accademie sparse per il mondo (con sedi in Italia, Cina, Russia e Spagna). Oltre a loro, sono stati premiati anche i migliori per gli altri livelli, gli SPM e SMB (rispettivamente Primaria e di Base). “In questo modo si è istituito un filo conduttore tra ciò che viene svolto durante tutto l’anno e l’evento del contest, dimostrando agli allievi, ai genitori e a tutto il pubblico, - sottolinea il Direttore Artistico Massimo Liverotti - che nell’Accademia Lizard viene data importanza fondamentale non solo alla singola performance ma alla costanza nell’impegno durante tutto l’anno accademico, fino al momento finale degli esami, e che il merito viene conquistato quotidianamente attraverso un percorso non sempre semplice ma sicuramente riconosciuto dagli insegnanti, dall’Accademia tutta e dal pubblico”.

15/04/2026 16:30
Li Matti de Montecò e Valentino Alessandrini: concerto e racconti sulla Pasqua marchigiana

Li Matti de Montecò e Valentino Alessandrini: concerto e racconti sulla Pasqua marchigiana

“La Pasqua nelle Marche, i riti della settimana santa e le tradizioni di primavera” è il titolo dell’incontro che andrà in scena domenica, alle 18, al Cineteatro Moderno di Montecosaro Scalo. Ad ingresso libero, sarà un appuntamento tra memoria e futuro che descriverà il periodo religioso della Pasqua arrivando fino al ciclo di primavera e verrà accompagnato dai canti della tradizione. Saranno Li Matti de Montecò a pensare alla parte musicale. Il gruppo folk ha ideato e organizzato l’iniziativa, di fatto un bis del riuscito appuntamento di gennaio che, invece, era centrato sul periodo che dal 25 dicembre porta alla conclusione, tre mesi dopo, del ciclo invernale. Li Matti de Montecò alterneranno il canto di questa della Passione, che ripercorre ora per ora il processo, la crocefissione, il martirio e la risurrezione di Cristo, ai canti religiosi del periodo pasquale. Per l’occasione, questi ultimi saranno musicati assieme al violinista, compositore e produttore marchigiano Valentino Alessandrini. L’incontro è patrocinato dalla F.I.T.A.C. (Federazione Italiana del Turismo Associativo e Cooperativo), dal Consiglio regionale delle Marche, Italia Nel Cuore, Comune Di Montecosaro e Banco Marchigiano. Ha come partner principali il Centro Studi Montecosaresi, il Centro Studi Tradizioni Popolari “Radici del futuro” di Ascoli e l’associazione Italea Marche. Per la parte culturale, storica e religiosa interverranno la professoressa Gabriella Piccioni, presidentessa del Centro Studi tradizioni popolari “Radici del Futuro” di Ascoli Piceno (con una digressione sul valore antropologico dei riti della settimana santa e la tradizione del Cantar maggio nelle Marche) e il professor Fabio Macedoni, presidente della compagnia teatrale “Valenti” di Treia, autore di innumerevoli opere teatrali in dialetto marchigiano (che leggerà poesie sulla Pasqua di autori dialettali marchigiani). Moderatore il giornalista Daniele Andreani.

15/04/2026 13:10
Green Pass e vaccini simulati: il Tribunale proscioglie nove minorenni coinvolti nell'indagine

Green Pass e vaccini simulati: il Tribunale proscioglie nove minorenni coinvolti nell'indagine

Nella vicenda giudiziaria legata ai presunti vaccini bluff utilizzati per ottenere il Green Pass, che aveva coinvolto complessivamente 77 indagati, sono stati inizialmente chiamati in causa anche nove minorenni, per i quali era stato avviato un procedimento separato presso il tribunale per i minorenni di Ancona. Tutti i ragazzi sono stati recentemente prosciolti dal giudice per le udienze preliminari con la formula "perché il fatto non sussiste", chiudendo così la loro posizione all’interno dell’inchiesta. Secondo l’ipotesi accusatoria, nel periodo compreso tra il 6 dicembre 2021 e l’8 gennaio 2022, alcuni dei giovani, accompagnati in alcuni casi dalla madre e in altri dal padre, si sarebbero recati presso l’hub vaccinale Covid-19 all’interno del palazzetto dello sport Paolinelli di Ancona, dove, in concorso con i genitori e con l’infermiere Emanuele Luchetti, si sarebbe simulata la somministrazione del vaccino. In questo modo sarebbe stato rilasciato un certificato di avvenuta vaccinazione che, secondo l’accusa, risultava ideologicamente falso. Parallelamente al procedimento principale della procura di Ancona, che vedeva coinvolte 77 persone con accuse a vario titolo di peculato, corruzione e falso, si era aperto un ulteriore filone presso la procura del tribunale per i minorenni. In questo contesto erano stati iscritti nove giovani che all’epoca dei fatti avevano età comprese tra i 14 e i 17 anni. Tra loro figuravano un 14enne di Morrovalle, due 14enni di Civitanova, un 17enne di Camerata Picena, un 16enne di Chiaravalle, una 14enne di Porto Sant’Elpidio e tre 16enni provenienti dalla provincia di Bologna. Anche per loro, con la decisione del Gup, è arrivata la piena assoluzione con la formula "perché il fatto non sussiste".

15/04/2026 12:50
Civitanova, circa 500 posti auto gratuiti in più per l'estate 2026: confermati i parcheggi temporanei

Civitanova, circa 500 posti auto gratuiti in più per l'estate 2026: confermati i parcheggi temporanei

Anche per la stagione estiva 2026, l'amministrazione comunale conferma l’attivazione di parcheggi temporanei nelle aree comunali, una misura ormai consolidata per migliorare la gestione della sosta e la mobilità urbana nei mesi di maggiore afflusso turistico. La delibera approvata ieri dalla Giunta prevede l’utilizzo temporaneo di aree comunali oggi non utilizzate o in fase di trasformazione, da destinare a parcheggi pubblici gratuiti nel periodo compreso tra aprile e settembre, quindi in un arco temporale più ampio rispetto all’anno precedente. Si tratta di un parcheggio a Fontespina, all’interno della lottizzazione "Belvedere" e un altro adiacente a via Aldo Moro (zona Stadio). "Vista la necessità di parcheggi auto durante il periodo estivo, sia nella zona nord che nella zona sud della città – sottolinea l’assessore alla mobilità e ai parcheggi Roberta Belletti – abbiamo ritenuto opportuno proseguire con la sistemazione e la messa a disposizione di queste aree, per renderle fruibili a residenti e turisti. Si tratta di interventi mirati, con lavori di livellamento e sistemazione dei terreni, che consentono di ampliare in tempi rapidi l’offerta di sosta. Le aree sono a disposizione dell’utenza a titolo gratuito". Il percorso si inserisce in un lavoro progressivo di individuazione e recupero di spazi disponibili sul territorio, anche grazie alle segnalazioni e al contributo operativo del consigliere comunale Andrea Ruffini, in particolare per quanto riguarda alcune aree nella zona sud, che hanno consentito di incrementare i posti auto a servizio degli arrivi estivi. Parallelamente, l’amministrazione sta portando avanti anche interventi strutturali: sono infatti in fase di realizzazione le acquisizioni delle aree previste nell’ambito della lottizzazione Belvedere, che consentiranno di ampliare ulteriormente la disponibilità di spazi destinati alla sosta. L’obiettivo è quello di facilitare la fruibilità del lungomare e dei quartieri limitrofi, riducendo la sosta lungo le strade e migliorando la sicurezza e la viabilità, attraverso una gestione efficace e sostenibile degli spazi urbani.  

15/04/2026 11:45
Montelupone si prende cura della sua storia: torna la giornata per la pulizia delle fonti rurali

Montelupone si prende cura della sua storia: torna la giornata per la pulizia delle fonti rurali

Un patrimonio storico e naturalistico da riscoprire, proteggere e restituire al suo antico splendore. Sabato 18 aprile, il comune di Montelupone rinnova l'appuntamento con la "Pulizia delle Fonti Rurali", un’iniziativa di volontariato civico che chiama a raccolta l'intera cittadinanza per un’importante opera di riqualificazione del territorio. L’appuntamento è fissato per le ore 8:00 al Parco Eleuteri, dove i partecipanti si ritroveranno per dare inizio ai lavori che proseguiranno fino a mezzogiorno. Le fonti rurali, silenziose testimoni della civiltà contadina e della storia del borgo, rappresentano un legame profondo tra l’uomo, l’acqua e la terra, ma necessitano di cure costanti per non essere sopraffatte dal tempo e dalla vegetazione. La mattinata sarà dunque dedicata non solo alla manutenzione e pulizia, ma anche alla riscoperta storica e alla valorizzazione di questi siti simbolici. L'evento nasce da una sinergia collettiva che vede la collaborazione di diverse realtà locali, tra cui Federcaccia, Ekoclub e Operazione Paladini del Territorio, unite per la tutela dei beni comuni. "Questa iniziativa che ormai proponiamo da diversi anni - spiega il sindaco Rolando Pecora - è dedicata non tanto alla manutenzione, ma a un vero e proprio atto di cura verso la bellezza del borgo che viviamo ogni giorno. Prendersene cura significa vivere in un posto migliore in cui ognuno cerca di fare la propria parte".

15/04/2026 10:00
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