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San Ginesio inaugura la nuova “Scuola Natura” per 33 bambini

San Ginesio inaugura la nuova “Scuola Natura” per 33 bambini

San Ginesio inaugura la nuova “Scuola Natura” dell’Infanzia e Asilo Nido, un’opera di particolare rilevanza per il territorio, nata da una visione capace di mettere al centro il benessere, la crescita e l’educazione delle bambine e dei bambini e, al tempo stesso, di tradursi in un concreto investimento a sostegno delle famiglie e del futuro della comunità. La nuova struttura, realizzata secondo i più moderni criteri di sostenibilità ambientale, efficienza e risparmio energetico, potrà accogliere 33 bambini. In linea con quanto previsto dal D.Lgs. 65/2017, il nuovo plesso riunisce in un unico spazio i servizi educativi e scolastici dedicati alla fascia 0-6 anni, favorendo una reale e significativa continuità educativa dalla nascita fino all’ingresso nella scuola primaria. La “Scuola Natura” si caratterizza inoltre per una forte vocazione pedagogica a indirizzo montessoriano, con una particolare attenzione all’educazione all’aperto e al rapporto quotidiano tra bambini e ambiente. Un progetto educativo pienamente coerente con il modello Agrinido della Regione Marche, che trova nella relazione con la natura e nel contesto rurale elementi fondamentali per la crescita e l’apprendimento. La gestione del servizio sarà affidata all’azienda “La Quercia della Memoria” di San Ginesio. La storia della nuova scuola affonda le sue radici nella volontà e nella partecipazione della comunità locale. Dopo il sisma del 2016, l’associazione di genitori “Nella Terra dei Bambini” ha acquistato un terreno e predisposto un progetto preliminare, donando entrambi al Comune di San Ginesio, con l’obiettivo di realizzare un polo dedicato ai servizi educativi e di istruzione per la fascia 0-6 anni, immerso nella natura e nel territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Il Comune ha raccolto e sostenuto questa visione, procedendo alla variante urbanistica del lotto e partecipando al Bando 2021 del Ministero dell’Istruzione. Nel 2022 il progetto è stato ammesso a finanziamento nell’ambito della Missione 4 – Componente 1 – Investimento 1.1 del PNRR, dedicata alla costruzione di asili nido, scuole dell’infanzia e centri polifunzionali, per un importo di 874.000 euro. A questa cifra si sono aggiunti 46.000 euro di cofinanziamento comunale e ulteriori 210.000 euro del Fondo Opere Indifferibili. La realizzazione della “Scuola Natura” rappresenta anche un significativo esempio di collaborazione tra pubblico, privato, associazioni e realtà del territorio, che ha consentito di completare e arricchire il progetto attraverso l’allestimento degli spazi e la dotazione di arredi e materiali didattici. Gli arredi sono stati acquistati grazie ai Fondi Nazionali per il sistema integrato 0-6 anni e al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, con il prezioso sostegno di LUBE Industries S.r.l. di Treia, che ha donato la cucina. Anche l’azienda “La Quercia della Memoria” ha contribuito concretamente all’allestimento, acquistando i materiali didattici grazie al supporto di GAM – Gonzaga Arredi Montessori e Plackner, realtà specializzate nella progettazione e produzione di giochi e materiali naturali, montessoriani e secondo l’approccio Pikler, dedicati alla prima infanzia. La nuova “Scuola Natura” è dunque molto più di un nuovo edificio scolastico: è il risultato di una comunità che ha saputo trasformare una necessità nata dopo il terremoto in un’opportunità per costruire il futuro. Un luogo pensato per crescere, imparare e stare insieme, dove scuola e natura dialogano ogni giorno e dove bambine e bambini possono vivere un’esperienza educativa profondamente legata al territorio. Un investimento concreto sulle nuove generazioni, sulle famiglie e sulla capacità di San Ginesio di guardare avanti, con una scuola che nasce dalla comunità e alla comunità restituisce una nuova idea di futuro. “Si tratta di un altro passo concreto nel percorso di rinascita dei territori colpiti dal sisma. Restituire alla comunità uno spazio moderno, sicuro e pensato intorno ai bisogni dei più piccoli significa investire sulle famiglie, sulla qualità della vita e soprattutto sul futuro. La ricostruzione deve creare le condizioni perché i nostri borghi continuino a essere luoghi nei quali scegliere di vivere, crescere i propri figli e costruire nuove opportunità. Una scuola capace di coniugare educazione, benessere e rapporto con la natura interpreta pienamente questa visione. San Ginesio dimostra ancora una volta che dalla ricostruzione può nascere un territorio più sicuro, attrattivo e attento alle nuove generazioni. Ringrazio tutti gli attori pubblici e privati che, con competenza e determinazione, hanno contribuito a raggiungere questo importante risultato” evidenzia il commissario alla ricostruzione Guido Castelli. “L’inaugurazione della nuova “Scuola Natura” rappresenta per San Ginesio un momento di grande importanza e un segnale concreto di fiducia nel futuro della nostra comunità. Questa scuola è molto più di un nuovo edificio: è un progetto nato dalla comunità, che mette al centro i bambini, sostiene le famiglie e rafforza i servizi educativi del nostro territorio. È particolarmente significativo che un’idea nata dopo il sisma del 2016, grazie all’iniziativa di un’associazione di genitori, sia oggi diventata una realtà. Con la “Scuola Natura” San Ginesio si dota di una struttura moderna, sostenibile e innovativa, capace di accogliere i bambini da zero a sei anni, con un progetto educativo che valorizza l’autonomia, l’educazione all’aperto e il rapporto con la natura e con il nostro territorio. Completiamo così un’offerta formativa che rappresenta un patrimonio straordinario per la nostra comunità: a San Ginesio è possibile accompagnare i nostri ragazzi nel loro percorso educativo dai primi anni di vita fino alle scuole superiori. È un elemento fondamentale per sostenere le famiglie, contrastare lo spopolamento e rendere il nostro territorio sempre più attrattivo. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni, associazioni, famiglie, imprese e fondazioni, a dimostrazione di quanto sia importante lavorare insieme per raggiungere obiettivi che guardano al futuro. Questa scuola è anche una risposta concreta alle ferite del terremoto: da una terra colpita dal sisma nasce oggi un luogo dedicato alla crescita, all’educazione e alla vita. Non inauguriamo soltanto una scuola: inauguriamo una nuova opportunità per i nostri bambini, per le nostre famiglie e per il futuro di San Ginesio” dichiara il sindaco Giuliano Ciabocco.

13/09/2026 15:10
Alternativ fuer Deutschland: i segreti inconfessabili del suo successo

Alternativ fuer Deutschland: i segreti inconfessabili del suo successo

Era decisamente prevedibile. Il partito Alternativ fuer Deutschland ha fatto incetta di voti in Sassonia, vincendo con ben il 44%. Ugualmente prevedibile era anche la reazione isterica e scomposta da parte del mondo liberal-progressista: subito è partito il coro virtuoso dei fustigatori del partito teutonico, accusato di essere il neonato partito nazista e di voler riportare la Germania a quell’epoca buia della storia novecentesca. La reductio ad Hitlerum, come sempre, sostituisce la comprensione dialettica dei fatti storici con la condanna moralistica. La delegittimazione apriorica dell’avversario, ridotto a novello Hitler, gli nega preventivamente ogni legittimità e, soprattutto, dispensa dalla fatica di interpretare i fatti e di provare a capire che cosa abbia realmente portato al successo del partito Alternativ fuer Deutschland; partito che, lo ricordiamo, nell’essenziale si configura come una fazione liberista e atlantista, anti-islamica e filo-israeliana, dunque a suo modo perfettamente coerente con l’ordine dominante che pure dice di voler rovesciare. Come interpretare, allora, il successo di Alternativ fuer Deutschland? Dal punto di vista dello scrivente, lo si deve spiegare soprattutto in ragione del fatto che si è intestato la battaglia contro la guerra e contro il riarmo, contro il supporto al guitto di Kiev e contro la climax bellica contro la Russia di Putin. Alternativ fuer Deutschland, su questo punto, parla forte e chiaro ed evidentemente i cittadini teutonici non sono così propensi ad andare al fronte a immolarsi per l’Unione Europea, come vorrebbe il cancelliere teutonico Merz e come egualmente vorrebbero le forze del quadrante liberal-progressista tanto di destra, quanto di sinistra. L’opposizione fermissima alla guerra deve, quindi, essere intesa come il vero punto decisivo, quello che ha portato al trionfo su tutta la linea di Alternativ fuer Deutschland. Premesso che, come dicevo, è del tutto demenziale il richiamo alla figura di Hitler, se proprio vogliamo farlo obtorto collo, ebbene dobbiamo tenere a mente che erano i nazisti a volere a tutti i costi la guerra: chi sono davvero, allora, i nuovi Hitler in Germania? Proviamo allora a capire il segreto del successo di AfD. Abbiamo letto pietosi titoli di giornale che provano a spiegare che l’elettorato di AfD è fatto di maschi bianchi ignoranti e frustrati: il grado zero della capacità di commentare e comprendere gli eventi storici. Come non mi stanco di ripetere, il moralismo stizzito delle anime belle non può sostituire l’interpretazione storica e razionale degli accadimenti. Anzitutto, chiariamo subito che AfD non c’entra nulla con il nazismo, come peraltro dovrebbe essere inconfutabilmente suffragato dalla sua vicinanza a Israele e alla sua causa. Per quel che riguarda poi il programma del partito, AfD si attesta su posizioni classicamente neoliberali, incardinate su quei principi dello Stato minimo e della deregolamentazione che, anche senza aver conseguito un dottorato Oxford, non è difficile ritenere incompatibili con il nazismo. AfD ha trionfato soprattutto per due ragioni: anzitutto, come già ricordato, per la sua opposizione alla guerra e al riarmo, supportati invece da tutte le principali forze teutoniche sia di destra, sia di sinistra. La seconda ragione riguarda invece il tema dell’immigrazione di massa. Poiché le sinistre hanno stoltamente scelto di disertare questo tema, limitandosi a celebrare l’immigrazione di massa come ottava maraviglia del mondo, e quindi compiacendo senza riserve il padronato cosmopolitico, il tema è stato occupato integralmente dalla destra, che lo affronta alla sua maniera: non come lotta all’immigrazione di massa come strumento nelle mani delle classi dominanti per abbassare le condizioni della classe lavoratrice nel suo insieme, bensì come lotta contro i migranti. Insomma, non come lotta contro chi sfrutta e deporta gli esseri umani, ma come battaglia contro gli sfruttati e i deportati. Poiché il problema dell’immigrazione di massa esiste e poiché le sinistre non lo affrontano, è del tutto chiaro che le masse popolari diano il loro consenso a chi, sia pure in maniera fuorviante, se non altro il tema lo affronta e ha compreso l’esistenza del problema. Più che una vittoria di AfD, è una sonante sconfitta per i partiti di sistema sia di destra sia di sinistra ancorché, come non mi stanco di ripetere, anche AfD rientri in ultima istanza nei perimetri del sistema stesso. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole.

13/09/2026 12:00
La prima pioggia dopo l'estate

La prima pioggia dopo l'estate

C’è un momento preciso in cui l'estate smette di essere attesa per diventare, già, ricordo. All’improvviso giunge un acquazzone che spezza l'incantesimo della bella stagione, costringendoci a chiudere quelle finestre lasciate spalancate per mesi. Così, insieme a esse, finiamo per chiuderci un po’ anche noi. Il fragore, la luce, le risate, i corpi esposti al sole, tutto sfuma in pochi minuti. La terra, dopo una lunga estate arida, riceve assetata l'acqua piovana, mentre l'aria sembra finalmente alleggerirsi dagli eccessi. La natura si rilassa e ci richiama all’ordine, invitandoci a ritirarci nelle nostre case per raccogliere quelle energie che, fino a quel momento, abbiamo disperso nel mondo esterno. Si fa strada un senso di sollievo entro quella soglia domestica che torna a delimitare il confine che ci protegge dalla realtà fuori. La pioggia ci libera dall’ansia di esserci, dal dovere sociale di godere di ogni singolo istante di luce. Ci autorizza a fare spazio a una dimensione più intima, immersa nel silenzio. Il «dolce rumore della pioggia» di cui scriveva Paul Verlaine arriva al cuore e rallenta il ritmo del quotidiano, lasciando decantare i pensieri per far posto a un nuovo progetti. La socialità delle piazze cede il passo alla solitudine delle pareti domestiche, portando con sé anche un inevitabile senso di vuoto, che svela le fragilità rimaste in pausa nei mesi caldi. Sentirsi di colpo soli, mentre fuori tutto tace e s'imbruna, è il prezzo necessario di questo passaggio. La pioggia ci riconnette con le nostre mancanze, mentre l’anima diventa malinconica. In questo vuoto apparente, però, non c'è soltanto assenza, ma uno spazio sacro in cui guardarsi per davvero, qui la coscienza ritira la propria energia dal mondo esterno per integrarla nell’intimo. Questo ritiro protetto ci permette di riconoscerci in una nuova versione di noi stessi, arricchita dall'esperienza estiva, prima che l'inverno chieda il resto.

13/09/2026 11:00
Quando nel contratto bancario il tasso supera la soglia: la clausola è nulla anche se non viene applicata?

Quando nel contratto bancario il tasso supera la soglia: la clausola è nulla anche se non viene applicata?

Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, "Chiedilo all'avvocato". Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa all’usura nei contratti bancari e alle conseguenze della pattuizione di un tasso di interesse superiore alla soglia prevista dalla legge, anche quando tale tasso non venga poi concretamente applicato nel corso del rapporto. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da una lettrice di Civitanova che chiede: "Se nel contratto di apertura di credito viene previsto un tasso superiore al tasso soglia, ma la banca non applica mai quel tasso, gli interessi sono comunque dovuti?". La questione è stata recentemente affrontata dalla Corte d’Appello di Bologna relativamente a una controversia avente ad oggetto un contratto di conto corrente collegato a un’apertura di credito, nel quale la società correntista aveva contestato, tra l’altro, l’usurarietà degli interessi pattuiti: il contratto di apertura di credito del 9 gennaio 2009 prevedeva un tasso debitore nominale del 13,75% annuo, mentre il tasso soglia previsto per le “aperture di credito in conto corrente oltre euro 5.000,00” nel primo trimestre del 2009 era pari al 13,68%. La CTU aveva accertato che, pur essendo stato contrattualmente previsto un tasso superiore alla soglia, tale tasso non era mai stato applicato dalla banca e che, nel corso del rapporto, gli interessi effettivamente addebitati erano rimasti entro i limiti della soglia prevista dalla L. n. 108/1996. La Corte d’Appello ha ritenuto fondato il motivo di impugnazione proposto dalla correntista, chiarendo che, in presenza di una pattuizione originariamente usuraria, non è necessario che il tasso superiore alla soglia sia stato poi applicato in concreto, poiché gli artt. 644 c.p. e 1815 comma 2 c.c. sanzionano già la promessa o la convenzione di interessi usurari; l’art. 644 c.p., infatti, prende in considerazione la promessa o la convenzione di interessi o altri vantaggi usurari, mentre l’art. 1815 comma 2 c.c. stabilisce che, se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi.  Proprio sulla base di tali disposizioni, la Corte ha quindi affermato il principio secondo cui, quando ricorre usura originaria, “non sono dovuti interessi tout court”, anche qualora il tasso usurario pattuito non sia mai stato concretamente applicato e gli interessi effettivamente addebitati siano rimasti entro soglia per tutta la durata del rapporto. La pronuncia affronta inoltre il profilo relativo alla documentazione prodotta dalla banca in copia, che la correntista aveva tempestivamente disconosciuto ai sensi dell’art. 2719 c.c., contestandone la conformità agli originali, la Corte ha ricordato che, a fronte di tale disconoscimento, la parte che ha prodotto la copia è tenuta a depositare l’originale entro il termine processuale utile per le produzionidocumentali, con la conseguenza che, qualora tale onere non venga assolto, la copia disconosciuta non può essere utilizzata ai fini della decisione. La Corte ha precisato che il disconoscimento ex art. 2719 c.c. non impedisce comunque al giudice di accertare la conformità della copia all’originale attraverso altri mezzi di prova, comprese le presunzioni; nel caso concreto, tuttavia, la banca non aveva prodotto gli originali dei documenti contestati e, pertanto, gli stessi sono stati ritenuti inutilizzabili, così come i conteggi della CTUfondati sulle condizioni economiche contenute in tali documenti. Alla luce di tali accertamenti, l’unico documento non disconosciuto rimasto utilizzabile era il contratto di apertura di credito del 2009, che, tuttavia, prevedeva un tasso originariamente usurario; il ricalcolo del rapporto doveva quindi essere effettuato escludendo gli interessi passivi sull’apertura di credito e ogni altro costo o competenza addebitato sul conto corrente in assenza di una valida pattuizione scritta, in violazione dell’art. 117 TUB. La Corte d’Appello ha così riformato integralmente la sentenza di primo grado, accertando che alla data del 22 maggio 2017 non era dovuto il saldo negativo del conto corrente pari a € 83.544,82 e che, alla data del 30 settembre 2017, il differenziale risultante in favore della correntista era pari a € 263.860,65, ponendo inoltre a carico della banca le spese di entrambi i gradi di giudizio secondo il principio della soccombenza, applicato sulla base dell’esito complessivo della controversia. Pertanto, in risposta alla nostra lettrice, si può affermare che: “Qualora nel contratto bancario sia stato originariamente pattuito un tasso di interesse superiore al tasso soglia previsto dalla legge, si configura un’ipotesi di usura originaria e tale usura non viene meno per il solo fatto che il tasso superiore alla soglia non sia stato concretamente applicato dalla banca nel corso del rapporto, poiché gli artt. 644 c.p. e 1815 comma 2 c.c. attribuiscono rilievo alla stessa convenzione di interessi usurari, con la conseguenza che la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”. (App. Bologna, sent., 1 giugno 2026, n. 1527) Rimango in attesa, come sempre, delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

13/09/2026 10:45
Voci oltre i muri: al Barcaglione il trionfo della musica e dell’umanità con il concerto dei vincitori di Musicultura

Voci oltre i muri: al Barcaglione il trionfo della musica e dell’umanità con il concerto dei vincitori di Musicultura

Le canzoni come un ponte che attraversa i confini, accorcia le distanze e restituisce prospettive. Ieri pomeriggio, nella Casa di reclusione di Barcaglione ad Ancona, si è rinnovata la magia de “La casa in riva al mare”, il progetto culturale e sociale promosso dal Garante regionale dei diritti della persona, l’avvocato Giancarlo Giulianelli, in stretta sinergia con Musicultura. Un appuntamento che, catalogato come best practice dal Dipartimento nazionale dell’Amministrazione penitenziaria, rappresenta un unicum nel panorama nazionale. Al centro dell'iniziativa, i laboratori musicali curati dall'associazione e l'istituzione di un'apposita giuria composta da più di 25 detenuti che, dopo settimane di ascolto e confronto, hanno decretato il vincitore del Premio omonimo, accompagnato da un riconoscimento di 2.500 euro. L'emozione è stata la vera protagonista della giornata, palpabile sui volti dei ragazzi detenuti e degli artisti presenti. Tra i momenti più intensi spicca l'esibizione di Rosita Brucoli con il brano "Agente!", un pezzo che scava nella vita di chi resta fuori ad attendere chi in carcere c'è. La cantante ha voluto lanciare un messaggio forte e di speranza ai presenti: «Non siete solo i vostri sbagli e la vostra pena, potete dimostrare fuori chi siete, vi aspetta una vita da cui ripartire». Tanta emozione anche per la vincitrice del premio di quest'anno, Dduma, visibilmente commossa nell'esibirsi proprio davanti a chi l'ha votata e premiata. L'artista si è detta onorata e grata che il messaggio della sua canzone sia stato compreso a fondo. Dduma ha chiuso la carrellata delle esibizioni con il brano "Fimmine di guerra", un momento culminato in un gesto simbolico: la firma della sua maglietta da parte dei detenuti del laboratorio che le hanno assegnato il riconoscimento. Già due di loro, lo ricordiamo, erano stati ospiti d'onore sul palco dello Sferisterio di Macerata durante la finalissima del festival per consegnare materialmente il premio. Il racconto della giornata si è arricchito di ulteriori sfumature grazie alla lettura di poesie — una autografa e l'altra firmata da un autore tunisino — interpretate da due detenuti, a testimonianza della profondità del lavoro svolto durante gli incontri. Grande la soddisfazione espressa dalla direttrice dell'istituto penitenziario, Sonia Razzetti: «Siamo onorati e soddisfatti, questo è un progetto di rilievo, non solo un'occasione formativa, ma anche di ascolto e di confronto. Complimenti ai detenuti, capaci di cogliere quest'opportunità». A tracciare il bilancio dell'iniziativa è il Garante Giancarlo Giulianelli, che ha voluto innanzitutto rivolgere il proprio pensiero ai veri protagonisti dell'intero percorso, ringraziando calorosamente le persone detenute che hanno scelto di mettersi in gioco. Nel sottolineare la costante crescita dell'iniziativa — che quest'anno ha visto la partecipazione attiva di oltre venticinque ospiti della struttura —, Giulianelli ha evidenziato con orgoglio come questo modello continui a rappresentare un unicum in tutto il territorio nazionale. «Ci piace continuare così, con progetti sempre più ricchi», ha affermato il Garante, ribadendo la volontà di potenziare ulteriormente le attività. Nel suo intervento, inoltre, ha voluto estendere un sentito ringraziamento a chi ha contribuito concretamente a migliorare gli spazi di aggregazione, menzionando quanti hanno donato i nuovi strumenti musicali destinati alla stanza della musica. La giornata si è chiusa in un clima di festa, condivisione e leggerezza. I detenuti e i cantanti di Musicultura si sono esibiti insieme sul palco, chi suonando e chi cantando, sulle note intramontabili di "Vivere" di Vasco Rossi. Un finale corale e travolgente che ha suggellato il senso più profondo di questa esperienza: un carcere di rieducazione dove i confronti aperti con l'esterno trasformano il tempo della detenzione in un'autentica opportunità di partecipazione, dimostrando come la musica sappia azzerare le distanze tra dentro e fuori.

11/09/2026 16:50
San Severino, il palasport "Albino Ciarapica" cambia volto: lavori per oltre 420mila euro

San Severino, il palasport "Albino Ciarapica" cambia volto: lavori per oltre 420mila euro

È stato completato l’intervento di manutenzione straordinaria che ha interessato il palasport comunale "Albino Ciarapica" di San Severino Marche, struttura che da oggi si presenta con un aspetto rinnovato e nuovi interventi destinati a migliorarne sicurezza ed efficienza. A chiudere il progetto è arrivata anche la nuova insegna luminosa installata all’ingresso dell’impianto. L’intervento ha comportato un investimento complessivo di oltre 420mila euro, sostenuto attraverso un mutuo contratto con l’Istituto per il Credito Sportivo e, per la parte restante, con risorse del bilancio comunale. I lavori sono stati affidati alla Simo Costruzioni di Camerino e hanno riguardato soprattutto le parti esterne dell’edificio e le coperture. La riqualificazione ha modificato in maniera significativa l’aspetto del palasport. Le facciate sono state interessate dall’installazione di nuovi rivestimenti con pannelli lisci, mentre il volume centrale è stato rivestito con pannelli grecati. Le finestre già presenti sono state schermate attraverso una lamiera stirata colorata, mentre lungo il perimetro dell’edificio sono state realizzate nuove scossaline e bordature. Completano il restyling la pulizia e la tinteggiatura delle superfici in calcestruzzo armato, con l’obiettivo di restituire un’immagine più decorosa e uniforme all’intero complesso. Una parte importante dei lavori ha riguardato anche le coperture. Nella zona più alta del palasport è stata realizzata una nuova copertura con struttura a volta a botte, mentre sul primo livello è stata posata una nuova membrana impermeabilizzante, destinata a prevenire infiltrazioni e problemi legati alla tenuta dell’edificio. Gli interventi hanno interessato anche la sicurezza degli operatori che dovranno occuparsi della manutenzione della struttura. È stata infatti adeguata la gabbia di Faraday alle normative vigenti per la protezione dai fulmini e sono state installate nuove linee vita sia sulla copertura del primo livello sia sulla nuova volta a botte. Con la conclusione dei lavori e l'installazione della nuova insegna, il Comune punta quindi a consegnare ad associazioni sportive, atleti, tifosi e cittadini un impianto più sicuro, efficiente e riqualificato anche dal punto di vista estetico.

11/09/2026 15:10
"Quando piove la terra del nuovo polo scolastico finisce nelle nostre case"

"Quando piove la terra del nuovo polo scolastico finisce nelle nostre case"

Le forti piogge che hanno interessato Macerata nella giornata di ieri e anche questa mattina hanno riportato l'attenzione su una criticità segnalata da alcuni residenti nella zona delle Vergini, dove sono in corso i lavori per il nuovo Polo scolastico. A scrivere a Picchio News è un cittadino della zona, che descrive una situazione che, a suo dire, si ripresenterebbe ormai da mesi ogni volta che le precipitazioni diventano particolarmente intense. "Ormai da mesi quando piove intensamente tutta la terra movimentata per il nuovo polo scolastico scende in strada creando enormi fiumi di fango", racconta il residente. Il problema, secondo la segnalazione, non riguarderebbe soltanto la sede stradale. Il materiale trasportato dall'acqua arriverebbe infatti anche nelle proprietà private delle abitazioni situate a est del polo scolastico. "Entrano nelle proprietà private delle abitazioni ad est del polo e su tutta la strada creando enormi disagi", aggiunge il cittadino. Il residente individua quindi una possibile causa nella modalità con cui è stato sistemato il terreno nell'area interessata dai lavori. "La terra è stata compattata ma non contenuta", sostiene, spiegando che in occasione delle piogge più intense il terreno, non trovando un adeguato contenimento, verrebbe trascinato dall'acqua verso la strada e le abitazioni. Una situazione che, sempre secondo quanto riferito a Picchio News, sarebbe già stata portata all'attenzione dell'amministrazione comunale. "Molti residenti hanno già segnalato il disagio ai vari uffici comunali ma ancora niente", afferma il cittadino. La preoccupazione riguarda soprattutto i prossimi mesi, con l'avvicinarsi della stagione autunnale e invernale e quindi di nuove possibili giornate caratterizzate da precipitazioni abbondanti. "Mi chiedo quindi cosa possa succedere andando ormai verso la stagione invernale", conclude il residente nella sua segnalazione. Il nuovo Polo scolastico delle Vergini si trova intanto nella fase di completamento. Il comune di Macerata ha recentemente comunicato di aver predisposto i servizi necessari per il trasferimento temporaneo degli alunni della scuola primaria "E. Medi" nei locali dell'istituto comprensivo "E. Fermi" di via Pace, destinando 60mila euro dal Fondo di riserva del bilancio 2026 alla riorganizzazione dei servizi, al trasporto scolastico e all'allestimento delle cucine. La segnalazione dei residenti pone ora l'attenzione sulle condizioni dell'area esterna al cantiere e sulla gestione del terreno in caso di precipitazioni intense, chiedendo che la criticità possa essere affrontata prima dell'arrivo della stagione più piovosa.

10/09/2026 15:00
A Civitanova Alta apre Trifit: il nuovo centro per allenamento funzionale e benessere

A Civitanova Alta apre Trifit: il nuovo centro per allenamento funzionale e benessere

Una nuova realtà dedicata al movimento e al benessere ha aperto le sue porte a Civitanova Alta. Domenica 30 agosto è stata inaugurata TRIFIT Civitanova, il nuovo centro in via Filippo Corridoni 20, nato per portare anche sul territorio civitanovese il metodo TRIFIT, un sistema di allenamento funzionale in piccoli gruppi che mette al centro la persona, le sue caratteristiche e i suoi obiettivi.   L’attività è ufficialmente partita il 1° settembre e l’accoglienza da parte della popolazione di Civitanova Alta e delle zone limitrofe è stata fin da subito particolarmente positiva, con grande entusiasmo per la nascita di una nuova realtà dedicata all’attività fisica sul territorio.   Il cuore della proposta è infatti il lavoro in piccoli gruppi su prenotazione, una scelta precisa, pensata per permettere al trainer di seguire ogni partecipante con la massima attenzione, adattando esercizi, carichi e difficoltà alle caratteristiche e agli obiettivi individuali.   È proprio questo uno degli elementi distintivi del metodo TRIFIT: allenarsi insieme agli altri, mantenendo però un lavoro personalizzato. Il metodo nasce dall'incontro tra preparazione atletica e allenamento funzionale e punta a migliorare forza, resistenza, mobilità, coordinazione e qualità del movimento, rendendo l'attività fisica accessibile a persone con livelli di preparazione differenti.   L'obiettivo è creare un ambiente nel quale allenarsi diventa un momento di condivisione, motivazione e collaborazione: ci si allena insieme, ci si sostiene e si condividono progressi e difficoltà. «Aprire TRIFIT Civitanova è stato un passo importante per noi. Volevamo portare a Civitanova Alta una novità, un modo diverso di vivere lo sport e un luogo in cui le persone potessero sentirsi parte di qualcosa. Sentivamo che in questa zona mancava uno spazio dedicato all'attività fisica vissuta non solo come allenamento, ma anche come momento di condivisione, socialità e benessere».   L'apertura del nuovo centro rappresenta anche un ulteriore passo nel percorso di crescita di TRIFIT sul territorio. Il centro di Civitanova si aggiunge infatti alla realtà già presente a Potenza Picena, con l'obiettivo di portare il metodo e la sua filosofia a un numero sempre maggiore di persone.   «Vedere la risposta delle persone di Civitanova Alta e delle zone limitrofe già dall'inaugurazione e nei primi giorni di attività ci ha dato una grande soddisfazione. Siamo orgogliosi di aver scelto questa zona e di poter contribuire, con la nostra attività, a portare un nuovo spazio dedicato allo sport e al benessere».    

10/09/2026 10:00
Smart working e sicurezza: l’attualità di una cassaforte per chi lavora da casa

Smart working e sicurezza: l’attualità di una cassaforte per chi lavora da casa

Secondo quanto reso noto dall’Osservatorio del Politecnico di Milano, nel 2025 sono aumentati i cosiddetti smart workers, ovvero coloro che lavorano da casa, a fronte di 3,57 milioni di persone e di un incremento soprattutto nelle PA. Un dato che ha ancora tutte le potenzialità per crescere: sempre stando all’Osservatorio del Politecnico di Milano, “il 21% degli impiegati potrebbe svolgere da remoto almeno metà attività: circa 6,5 milioni di smart worker potenziali.” Si tratta di professioni che prevedono l’utilizzo massivo del computer, nella grande maggioranza dei casi, e per quanto buona parte dei documenti venga gestita in cloud, le soluzioni fisiche da custodire con riservatezza sono diverse. Per questo, per gli smart workers disporre di una cassaforte si rivela quanto mai attuale: parliamo di dispositivi certificati, in grado di tutelare a 360°. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito bordogna.com, che vanta inoltre un ampio assortimento di proposte di ultima generazione pensate per coniugare qualità certificata, estetica e sicurezza, nel segno del made in Italy: tratti essenziali tanto per gli smart workers quanto per le aziende. Gli oggetti da tutelare maggiormente per chi lavora da remoto Chi lavora da casa si trova spesso a conservare nello stesso ambiente beni personali e professionali. La cassaforte consente di acquisire un livello di protezione ulteriore, tutelando soprattutto in casi come furto, smarrimento o accesso da parte di persone non autorizzate: situazioni che possono avere un impatto importante sul piano lavorativo. Quali sono gli elementi da tutelare con maggiore attenzione? Si tratta soprattutto di quelli che seguono: - documenti cartacei e contratti che contengono informazioni riservate; - hard disk, chiavette USB e altri supporti di memoria, nei quali possono essere conservati dati e copie di backup; - dispositivi elettronici professionali di piccole dimensioni; - chiavi, credenziali fisiche e dispositivi di autenticazione utilizzati per accedere a uffici, archivi o sistemi aziendali. La protezione della cassaforte risulta complementare a quella approntabile in chiave digitale, contribuendo a creare una postazione di lavoro domestica più sicura e organizzata. Quale cassaforte per chi lavora in smart working? Tra le soluzioni più diffuse presso chi lavora da casa troviamo le casseforti a muro, apprezzate perché facilmente camuffabili dietro quadri o elementi d’arredo. Richiedono tuttavia interventi più invasivi sulla muratura, un aspetto da considerare soprattutto quando non si è proprietari dell’abitazione. In ascesa invece le casseforti a mobile o ad armadietto, più pratiche da installare e caratterizzate da un’estetica maggiormente integrabile nell’home office. Diventa però fondamentale scegliere modelli di qualità e adeguatamente ancorati, così da ostacolarne l’asportazione. Esistono infine le casseforti a pavimento, indicate anche per oggetti più ingombranti, ma generalmente meno adatte allo smart working a causa di installazione, ingombro e costi che appaiono superiori. La scelta dipende quindi dallo spazio disponibile, dalla tipologia di beni da proteggere, dal proprio budget e dal livello di sicurezza necessario. Non esiste pertanto una soluzione universalmente valida: l’ideale è confrontarsi con un consulente specializzato, in grado di affiancare non solo durante la fase di valutazione ma anche in quelle successive all’acquisto.

10/09/2026 09:05
100 anni di Renzo Tortelli, Civitanova celebra il fotografo marchigiano del dopoguerra

100 anni di Renzo Tortelli, Civitanova celebra il fotografo marchigiano del dopoguerra

Il 2026 segna il centesimo anniversario della nascita di Renzo Tortelli, figura di spicco della fotografia d’autore italiana, scomparso il 29 marzo 2019. Nato a Potenza Picena, Tortelli ha vissuto e operato stabilmente a Civitanova Marche a partire dal 1952, dove aprì il primo negozio di ottica della città. La passione per la fotografia, però, porta Tornelli a diventare, negli anni '50, uno dei protagonisti della scena marchigiana e del dibatitto culturale della regione.  Nei suoi scatti l'attaccamento al territorio marchigiano è evidente, e in essi è possibile osservare le trasformazioni sociali e ambientali del secondo dopoguerra, con un particolare interesse per le scene di vita quotidiana. In occasione della celebrazione, il comune di Civitanova Marche ha concesso il patrocinio alle iniziative culturali ed espositive promosse dalla famiglia, assieme alla curatrice dell’Archivio Simona Guerra. Il programma del centenario prevede un ricco calendario di appuntamenti che coinvolgeranno istituzioni culturali in Italia, spazi espositivi anche all’estero e chiameranno gli appassionati di fotografia a celebrare l'opera dell’autore. Dopo gli appuntamenti di Parigi e Scanno, luoghi simbolo degli scatti di Tortelli, sarà possibile prendere parte alle esposizioni a Potenza Picena e a Civitanova Marche. L'amministrazione comunale acquisterà anche venticinque stampe fotografiche realizzate nell’ambito delle celebrazioni, riconoscendo l'altissimo valore artistico delle iniziative pensate per onorare la figura e l'opera di un concittadino illustre. "Tutte le iniziative volte a celebrare le eccellenze del territorio - è scritto nella delibera approvata dalla Giunta - costituiscono uno strumento fondamentale per la crescita socio-culturale della comunità, il rafforzamento dell' identità cittadina e lo sviluppo dell' attrattività turistica di Civitanova Marche".    

09/09/2026 16:20
Il colore di Stefano Calisti conquista Paros: l'artista maceratese espone in Grecia

Il colore di Stefano Calisti conquista Paros: l'artista maceratese espone in Grecia

Le mura bianche di Paros si accendono dei colori di Stefano Calisti. L'artista maceratese torna a esporre in Grecia con una nuova mostra ospitata a Paroikia, capoluogo e principale porto dell'isola delle Cicladi, dove le sue opere saranno visitabili fino alla fine di ottobre presso la T.K. Place Art Gallery. Per Calisti si tratta della seconda esperienza espositiva in Grecia, dopo la mostra allestita nella suggestiva Santorini nel 2018. Un ritorno in un Paese che l'artista apprezza particolarmente e che, ancora una volta, diventa lo scenario per il suo percorso creativo. Paros è una delle destinazioni più amate delle Cicladi, conosciuta per il suo equilibrio tra vivacità e autenticità, tra il carattere delle sue località e la bellezza del paesaggio mediterraneo. È proprio questa atmosfera ad accompagnare l'esposizione di Calisti, che porta sull'isola una selezione di opere capaci di intrecciare suggestioni greche e radici profondamente legate alla sua terra. Tra i dipinti esposti trovano infatti spazio alcuni scorci della Grecia, Paese particolarmente apprezzato dall'artista, ma anche e soprattutto paesaggi marchigiani e vedute di Macerata, città alla quale Calisti è particolarmente legato. Il contrasto tra il bianco dell'architettura cicladica e i colori vivaci delle sue opere diventa così il filo conduttore di una mostra che mette in dialogo due territori lontani ma accomunati dalla luce, dal paesaggio e dalla forte identità culturale. Dopo l'esperienza di Santorini di otto anni fa, Stefano Calisti torna dunque a confrontarsi con il pubblico greco, portando a Paros non soltanto la propria ricerca artistica, ma anche un pezzo della Macerata che continua a essere una delle principali fonti di ispirazione del suo lavoro. La mostra alla T.K. Place Art Gallery di Parikia resterà aperta fino alla fine di ottobre, offrendo ai visitatori dell'isola l'opportunità di conoscere da vicino le opere dell'artista maceratese.

08/09/2026 16:50
Tolentino, al via i lavori nella chiesa del Santissimo Redentore: intervento da 353mila euro

Tolentino, al via i lavori nella chiesa del Santissimo Redentore: intervento da 353mila euro

Benedetto dal vescovo Nazzareno Marconi l'avvio del cantiere della chiesa del Santissimo Redentore a Tolentino, luogo di culto che sarà interessato da un importante intervento di recupero dopo i danni provocati dagli eventi sismici del 2016. Alla cerimonia hanno partecipato anche il sindaco Mauro Sclavi, la sottosegretaria alla Presidenza della Giunta regionale Silvia Luconi, il nuovo parroco don Gianni Compagnucci, insieme alle imprese e alle maestranze impegnate nei lavori. L'intervento prevede un investimento complessivo di 353.374,37 euro e riguarderà principalmente il consolidamento strutturale dell'edificio, costruito nel corso del XX secolo e interessato anche dal naturale degrado del tempo, oltre al restauro degli spazi interni. I lavori sono stati affidati all'Ati composta dalla ditta Alma di Mancini Srl per le opere edili e dalle ditte Boing Srl e Restauro Dipint Sas per gli interventi di restauro. A benedire il cantiere è stato il vescovo della Diocesi di Macerata, monsignor Nazzareno Marconi, che ha sottolineato il significato dell'intervento non soltanto dal punto di vista edilizio, ma soprattutto per la comunità: "Non vogliamo costruire solo muri ma soprattutto comunità, ed è questo il senso del nostro incontrarci qui oggi". Il vescovo ha quindi evidenziato come molti cantieri della ricostruzione stiano finalmente partendo, dopo un lungo lavoro di studio e progettazione: "Tanti cantieri stanno partendo dopo un lavoro di studio molto importante che adesso inizia a dare i suoi frutti". Marconi ha ringraziato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, l'Usr, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e il Comune di Tolentino. Nel suo intervento il vescovo ha fatto riferimento anche alla chiesa di San Catervo, per la quale nel giugno scorso era stato effettuato un sopralluogo insieme al senatore Castelli. Marconi ha invitato a evitare anticipazioni sulla possibile data di riapertura: "Ascolto e perciò invito tutti a frenare fughe in avanti in merito a una possibile scadenza per la sua riapertura. La data sarà comunicata ufficialmente quando i lavori saranno ultimati e tutto sarà in sicurezza". Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Mauro Sclavi, che ha sottolineato il particolare valore simbolico della cerimonia: "Ci troviamo in uno dei punti più alti della città ed ha per questo avuto anche un valore particolare la volontà di mons. Marconi di essere qui a benedire l'avvio del cantiere". Il primo cittadino ha quindi ringraziato quanti sono impegnati nel percorso della ricostruzione, sottolineando come la riapertura di un luogo di culto rappresenti un momento di crescita per l'intera comunità: "Per la nostra comunità la possibilità di riaprire un luogo di culto è sempre un motivo di crescita non solo personale". Alla benedizione era presente anche la sottosegretaria alla Presidenza della Giunta regionale Silvia Luconi, che ha definito la chiesa del colle del Redentore un presidio religioso e sociale fondamentale per gli abitanti della zona. "Qui si sono sempre riuniti per momenti di preghiera e conviviali", ha ricordato Luconi, parlando di un luogo che rappresenta anche "una luce di speranza". La notizia dell'avvio dei lavori, ha aggiunto, "ha suscitato subito una grandissima emozione" tra i residenti. Alla cerimonia hanno partecipato inoltre Marco Mancini, titolare della ditta Alma, l'architetto Massimo Staffolani, la geometra Silvia Ramadù, il geometra Albino Brandi e le restauratrici Maria Pia Topa, Laura Giannangeli e Alessandra Bellucci. L'avvio del cantiere segna così un nuovo passo nel percorso di ricostruzione post-sisma a Tolentino, con l'obiettivo di restituire alla comunità un luogo di culto che, oltre alla sua funzione religiosa, rappresenta da sempre un importante punto di aggregazione per il territorio.

08/09/2026 15:28
Unimc, 35 borse di studio da 2.500 euro grazie al lascito del professor Bolognini

Unimc, 35 borse di studio da 2.500 euro grazie al lascito del professor Bolognini

Saranno 35 borse di studio da 2.500 euro ciascuna quelle erogate dal Consiglio del Dipartimento di Giurisprudenza per l'anno accademico 2026/2027 rivolte a studenti e studentesse che si immatricoleranno o iscriveranno al primo anno dei corsi del Dipartimento. L' importo complessivo di 87.500 euro deriva dal lascito testamentario di 500 mila euro disposto a favore del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Macerata dal professor Franco Bolognini, scomparso lo scorso 11 gennaio. Docente dell’Università di Macerata dal 1965 fino al pensionamento nel 2010, Franco Bolognini ha legato gran parte della propria vita accademica alla Facoltà di Giurisprudenza, dove è stato professore ordinario di Diritto canonico e punto di riferimento per generazioni di studenti e studiosi.  "Quello del professor Bolognini – sottolinea il rettore John McCourt - è un gesto di straordinaria generosità e, insieme, di autentica lungimiranza. Ha scelto di trasformare il frutto di una vita e di oltre quarant’anni dedicati all’Università di Macerata in un investimento nel futuro delle nuove generazioni. Il suo lascito non rappresenta soltanto un sostegno economico di eccezionale rilievo: è un grande atto di fiducia nell’Università, nel valore della conoscenza e nelle capacità dei nostri giovani. Grazie a questa scelta, il merito potrà tradursi in opportunità concrete e molti studenti e studentesse potranno affrontare con maggiore serenità il proprio percorso universitario. Il professor Bolognini continuerà così a vivere nella nostra comunità e nel cammino di coloro che beneficeranno della sua generosità. È nostra responsabilità onorarne pienamente la volontà, amministrando queste risorse con rigore e facendone un sostegno duraturo al talento e al diritto allo studio". A restituire anche il profilo più personale del docente è il professor Giuseppe Rivetti, che a Bolognini era legato da un lungo rapporto professionale e di amicizia: "Il prof. Bolognini è stato un giurista colto e raffinato. La tradizione era il suo punto fermo e ispirava le sue riflessioni. Ci accumunava l’interesse per la dimensione tributaria che declinavamo in entrambi gli ordinamenti. L’Università era la sua casa, la sua famiglia, tutto. Ogni volta che passo davanti a quello che era il suo ufficio mi sembra di vederlo tra i suoi libri con una fila interminabile di studenti in attesa di chiedere la tesi o parlare dell’esame. E proprio agli studenti, tanto amati, il suo ultimo gesto di generosità". L’iniziativa rafforza gli interventi del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimc per il diritto allo studio e il welfare per la sostenibilità sociale. “Il lascito del prof. Bolognini – commenta la direttrice Claudia Cesari - ci commuove e ci onora: è un gesto di grande generosità, che attesta il duraturo legame del collega con il nostro Dipartimento, ma anche il suo costante apprezzamento per noi e la sua fiducia nella nostra capacità di formare e offrire opportunità alle giovani generazioni. Di questo gli siamo grati e terremo fede alla sua volontà anche per i prossimi anni, continuando a supportare gli studenti e le studentesse capaci e meritevoli lungo il loro percorso di studio presso di noi”.   Le modalità e i termini per la presentazione delle domande saranno definiti nei bandi predisposti dall’Ateneo che saranno pubblicati sul sito unimc.it e giurisprudenza.unimc.it.

08/09/2026 15:10
Macerata, via Mattei chiusa al traffico per l'abbattimento di un olmo secco

Macerata, via Mattei chiusa al traffico per l'abbattimento di un olmo secco

Via Mattei, a Macerata, sarà temporaneamente chiusa al traffico giovedì 10 settembre, per consentire un intervento di manutenzione ordinaria delle alberature che prevede l'abbattimento di un olmo secco, ritenuto potenzialmente pericoloso per la sicurezza stradale e l'incolumità dei cittadini. A regolamentare la circolazione sarà un'apposita ordinanza della polizia locale, che dispone il divieto di transito per tutte le categorie di veicoli nel tratto compreso tra la rotatoria di via Cincinelli e la rotatoria di via Pesaro. La chiusura sarà in vigore dalle ore 9 alle ore 13 di giovedì 10 settembre 2026 e comunque fino al termine delle operazioni necessarie per l'intervento. Durante i lavori, la circolazione all'interno dell'area interessata sarà consentita esclusivamente ai mezzi della ditta incaricata dell'esecuzione dell'intervento. L'abbattimento dell'olmo si è reso necessario in quanto la pianta, ormai secca, potrebbe rappresentare un rischio per la sicurezza degli automobilisti e dei cittadini. L'intervento rientra nelle attività di manutenzione ordinaria del patrimonio arboreo.

08/09/2026 12:10
Nuova apertura a San Severino: in via Ercole Rosa nasce "I colori dell’Aura"

Nuova apertura a San Severino: in via Ercole Rosa nasce "I colori dell’Aura"

Un nuovo studio dedicato al benessere apre nel centro storico di San Severino Marche. È stato inaugurato in via Ercole Rosa 11, a pochi passi da piazza del Popolo, “I colori dell’Aura”, lo studio professionale di Luciana Quartarone. L’apertura rappresenta il coronamento di un percorso professionale e di specializzazione intrapreso dalla titolare nell’ambito del benessere e dell’equilibrio psico-fisico. Lo studio nasce con l’obiettivo di offrire un percorso personalizzato attraverso un approccio multidisciplinare che combina massoterapia, tecniche manuali, posturologia e discipline olistiche. Al taglio del nastro ha partecipato anche il sindaco di San Severino Marche Rosa Piermattei, che ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale e rivolto alla titolare i migliori auguri per l’avvio della nuova attività. “I colori dell’Aura” si inserisce così nel tessuto commerciale e professionale del centro storico, con un progetto rivolto alla cura e al benessere della persona.

08/09/2026 11:50
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