Cronaca

Sequestra e minaccia di morte i suoi collaboratori: arrestato, a Camerano, un tatuatore toscano

Sequestra e minaccia di morte i suoi collaboratori: arrestato, a Camerano, un tatuatore toscano

Nella notte appena trascorsa, i Carabinieri di Camerano, unitamente a quelli dell’Aliquota Radiomobile di Osimo e di Castelfidardo, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato un uomo 44enne originario della provincia di Pisa, P.D.B. le sue iniziali, responsabile di sequestro di persona e porto di arma clandestina e oggetti atti a offendere. Nella tarda serata di ieri era pervenuta una richiesta di intervento presso una struttura ricettiva di Camerano dove un uomo, armato di pistola e coltelli, teneva in ostaggio e minacciava di morte due suoi collaboratori. Dopo averli rinchiusi nel bagno della stanza che avevano preso in affitto per partecipare alla prima edizione di “Tatoo convention” al PalaPrometeo di Ancona, il 44enne, per futili motivi, aveva intimato ai due di non lasciare la camera previa minaccia di morte. Una delle vittime è riuscita a chiamare con il cellulare un parente che, a sua volta, ha segnalato quanto stava accadendo alla Centrale Operativa dell’Arma dei Carabinieri. I militari si sono subito precipitato sul posto e hanno fatto uscire dalla stanza l'aggressore con uno stratagemma per poi immobilizzarlo. Dopo le perquisizioni, all'interno della stanza è stata rinvenuta una pistola con matricola abrasa, marca “Hermann Weihrauch” mod. HW22, calibro 22, con 4 munizioni nel tamburo, un coltello militare marca “Fox” mod. “Fox69T con lunghezza complessiva di 32,5 centimetri; un attrezzo multiuso marca “Grand Harvest”. Le due vittime sono state subito liberate e condotte in Caserma, dove hanno riferito ai Carabinieri la dinamica di quanto accaduto. Il 44enne è stato invece arrestato e condotto presso il Carcere Montacuto di Ancona, come disposto dall’Autorità Giudiziaria. Le armi e munizioni sequestrate saranno sottoposte ad ulteriori accertamenti.

16/02/2019
Macerata, ladro "senza cuore": ruba i soldi destinati a una ragazza malata di sclerosi

Macerata, ladro "senza cuore": ruba i soldi destinati a una ragazza malata di sclerosi

La Polizia di Stato, nell’ambito di una attenta e meticolosa attività di indagine, per un furto avvenuto a fine gennaio, ai danni di un bar, ha individuato l’autore del reato e lo ha denunciato. Un uomo di 40 anni, a inizio anno, aveva infatti rubato, all'interno dell'attività commerciale, un contenitore utilizzato per la raccolta fondi destinati a una ragazza maceratese gravemente malata di “Sclerosi laterale amiotrofica”, poggiato sul bancone del locale, a ridosso della cassa, dove i clienti potevano inserire un’offerta. La proprietaria dell’attività, si è accorta del furto solo in un secondo momento e subito ha avvertito la Polizia. La Squadra Mobile, diretta dalla Dottoressa Maria Raffaella Abbate, ha acquisito le immagini del sistema di video sorveglianza interno all’esercizio commerciale e, visionandole, è riuscita a individuare l’autore del reato che, con abile mossa repentina, aveva approfittato della distrazione dei dipendenti intenti a servire i clienti del bar per afferrare con la mano destra il contenitore. L'uomo, dopo aver nascosto la sua refurtiva nel giubbotto era poi uscito dal locale.   Gli operatori della Squadra Mobile, si sono subito messi alla ricerca dell’autore del furto e sono riusciti ad attribuire a quel volto un nome: si tratta di un soggetto italiano già noto alla Forze dell’Ordine. Il 40 enne infatti annovera numerose condanne per reati contro il patrimonio e contro la persona. L'uomo, disoccupato, è stato denunciato per furto.    

16/02/2019
Ultimo gesto d’amore di Daniele: donati gli organi. Oggi il funerale a Cingoli

Ultimo gesto d’amore di Daniele: donati gli organi. Oggi il funerale a Cingoli

Giovedì sera era stata dichiarata la morte cerebrale di Daniele Beccacece, il 19enne che, lo scorso 5 febbraio era rimasto coinvolto in uno scontro tra la sua auto e un tir, in località Staffolo, lungo la strada provinciale 502. Daniele, nella giornata di ieri, è rimasto attaccato alle macchine per consentire l’espianto degli organi. Il giovane era rimasto in coma farmacologico per i nove giorni successivi al terribile incidente che l’aveva visto coinvolto. La camera ardente è stata allestita all’Ospedale Torrette di Ancona. I suoi funerali si svolgeranno oggi pomeriggio, alle 15:00, nella Chiesa di Villa Strada, a Cingoli.

16/02/2019
Belforte del Chienti, abbandonava in maniera illecita rifiuti speciali: deferito imprenditore edile

Belforte del Chienti, abbandonava in maniera illecita rifiuti speciali: deferito imprenditore edile

Al termine di un'attività investigativa avviata da tempo, consistente in appostamenti e osservazioni, volta a contrastare il fenomeno di abbandono rifiuti, i carabinieri della Forestale di Camerino, nella mattinata di ieri hanno perquisito su un’area pertinente un edificio industriale sito nella Zona Artigianale del Comune di Belforte del Chienti (MC), presso il quale hanno accertato il livellamento di un piazzale con rifiuti da demolizione. La stessa area presentava tracce di recente combustione di scarti dell’attività edilizia, quali bancali in legno e materiale plastico. Tra i rifiuti da demolizione livellati al suolo, il cui volume è stato stimato in circa 40 metri cubi, ricorrendo ad ispezione tramite escavatore, i Carabinieri Forestali hanno individuato altresì la presenza di frammenti di fibrocemento. Gli stessi sono stati campionati dai tecnici ARPAM del Dipartimento di Macerata, intervenuti appositamente sul luogo per verificare, tramite successiva analisi, l’eventuale presenza di amianto in tale materiale. L’area di circa 250 mq ed i rifiuti sono stati posti sotto sequestro. L’edificio ed il piazzale sono di proprietà di una ditta edile con sede legale in Tolentino (MC), il cui titolare è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per attività di gestione illecita e combustione di rifiuti speciali. L’origine delle macerie sequestrate è attualmente ignota, ad ogni modo il controllo sulla gestione dei rifiuti da demolizione nel cratere del sisma continua ad essere una priorità per i Carabinieri Forestali.

15/02/2019
Incidente sulle piste da sci di Bolognola: interviene l'eliambulanza

Incidente sulle piste da sci di Bolognola: interviene l'eliambulanza

Incidente nella tarda mattinata di oggi, quando erano le 12:00, sulle piste da sci di Bolognola. Una ragazza di vent'anni è caduta mentre stava sciando e subito è partita la macchina dei soccorsi. I sanitari del 118, giunti prontamente sul posto, hanno allertato l'eliambulanza dall'Ospedale Torrette di Ancona. La giovane, che non è in gravi condizioni, è stata trasportata all'Ospedale di Macerata.    

15/02/2019
Omicidio di Pamela. Marco Valerio Verni: “Ci vorrebbe maggiore coraggio. Oseghale non può aver agito da solo”

Omicidio di Pamela. Marco Valerio Verni: “Ci vorrebbe maggiore coraggio. Oseghale non può aver agito da solo”

A due giorni dalla prima udienza del processo per l’omicidio di Pamela Mastropietro, contro Innocent Oseghale, a parlare è il legale della famiglia della giovane romana, nonché zio di Pamela, Marco Valerio Verni. Un’udienza durata 5 ore quella di mercoledì 13 febbraio, alla quale seguiranno altre 7 udienze fino a maggio. Il processo della Corte d’assise, presieduto dal giudice Roberto Evangelisti, affiancato dal giudice Enrico Pannaggi e dalla giuria popolare, si è aperto con due richieste, entrambe respinte, della difesa: una riguardante gli accertamenti irripetibili e l’altra di non ammettere le parti civili, il Comune e il proprietario dell’immobile in via Spalato. “La prima udienza è stata molto tecnica e sono stati salvaguardati molti importanti atti e documenti processuali – il commento del legale della famiglia Mastropietro -. Ora noi ci concentriamo su Oseghale anche se riteniamo improbabile che possa aver fatto tutto da solo: il solo fatto che sulle maniglie dei trolley in cui è stato ritrovato il corpo di Pamela ci siano delle impronte sconosciute, significa che qualcun altro ha fatto parte di una catena.” “Oseghale, all’esito dell’udienza preliminare dello scorso novembre, è stato rinviato a giudizio e verrà processato per tutti i reati contestati, dalla violenza sessuale, all’omicidio aggravato, all’occultamento, vilipendio e distruzione di cadavere – prosegue Verni -. Ci auguriamo inoltre che a questi reati venga aggiunto quello della calunnia dato che Oseghale aveva accusato dei poliziotti penitenziari di averlo picchiato mentre era in carcere, rimangiandosi la confessione che aveva loro fatto di aver ucciso lui stesso Pamela insieme a Lucky Desmond, quando, invece, la visita sanitaria, non ha poi rilevato nessun segno di violenza sul suo corpo. Ugualmente per quella (calunnia) commessa nei confronti proprio di Desmond ed Awelina: se la Procura ha chiesto l’archiviazione per questi due, allora dovrebbe agire per il suddetto reato nei confronti di Oseghale, che li ha messi in mezzo, a questo punto, sapendoli innocenti.” Il 6 marzo verrà sentito il collaboratore che, in carcere insieme a Innocent Oseghale, ha dichiarato che il nigeriano ha confermato la dinamica supportata dall’accusa. “L’imputato avrebbe anche detto al suo compagno di carcere di far parte della mafia nigeriana – prosegue il legale -. Tengo soprattutto a precisare che a inchiodare Oseghale non ci sono solo le dichiarazioni del collaboratore, arrivate nell’agosto del 2018, ma anche tutte le consulenze tecniche, medico legali e tossicologiche della Procura e le nostre. Consulenze che sono chiare nell’escludere la morte di Pamela per overdose e che sostengono la tesi del decesso avvenute in seguito alle coltellate inferte alla ragazza quando era ancora in vita.” “Chiediamo il massimo della pena e se così non dovesse essere andremo avanti. Essendo parte civile siamo subordinati alla Procura ma mi aspetto che, se non dovesse esserci il massimo della pena, sarà la stessa Procura ad andare avanti” – chiarisce Verni. Sul rapporto di ieri della DIA del semestre 2018 (gennaio/giugno) Verni commenta che “è stato fatto un importante primo passo nella direzione da noi indicata. Macerata, per la prima volta, viene menzionata in riferimento a Pamela e all’attività di spaccio prolungata e sistematica operata dai nigeriani coinvolti nell’omicidio di mia nipote. Chiaramente, è un rapporto che, per il secondo semestre, dovrà tenere conto dei nuovi accadimenti avvenuti, tra cui l’arresto, compiuto a dicembre dello scorso anno, di ben 27 persone, quasi tutte di nazionalità nigeriana: una vera e propria piramide, a compartimento stagni, che aveva diviso Macerata in tre zone di spaccio.” “Non mi sento di dire che ci sia una connessione diretta, ma dal martirio di Pamela, vorremo che per Macerata, per le Marche e per tutta l’Italia venissero fuori le altre verità che, in nuce, potrebbero intravedersi – continua Verni -. Tutti ricorderanno cosa avvenne all’inizio del processo: una interprete si tirò indietro, rendendosi irreperibile, e fu difficile trovarne altri perché spaventati dalle minacci che avrebbero potuto subire loro o i loro familiari in Nigeria. Ma non c’è solo questo. Le intercettazioni in carcere tra Desmond e Awelina evidenziano situazioni meritevoli di attenzione. Ad esempio, dicono di aver suggerito a Oseghale di mettere Pamela nel freezer e mangiarla poco per volta; oppure che i ‘Carabinieri ancora non avevano visto nulla’ e molto altro. Poi ci sono le fotografie trovate sul cellulare di uno dei due, raffiguranti corpi torturati; o, ancora, le loro conversazioni in cui dicono che Oseghale fosse abituato a fare quello che aveva fatto e che era uno dei capi. Oltre alle dichiarazioni dello stesso collaboratore di cui sopra, secondo cui Oseghale sarebbe il referente della mafia nigeriana a Macerata, ritenuta da quella presente a Padova, da cui il nigeriano dipenderebbe, un importante crocevia con la Campania e Castel Volturno in particolare. Infine ci sono trasmissioni televisive che hanno intervistato, a volto coperto e di spalle, dei nigeriani presenti proprio a Castel Volturno che fanno riferimento esplicito a Pamela e ai fatti di Macerata, compiuti, secondo loro, ‘da gente che sapeva il fatto suo’.” “Tutti elementi dai quali ci aspettiamo l’avvio di indagini – conclude Verni -. Nessuno è nato ieri: ci sembra strano che, l’unico oggi chiamato a rispondere di tutta questa vicenda sia solo Innocent Oseghale. Penso che ci vorrebbe maggiore coraggio. Ma abbiamo fiducia in certa parte delle Istituzioni e, naturalmente, nel nostro operato.”

15/02/2019
Recanati, raggira commerciante per incassare soldi: denunciato 23enne per truffa

Recanati, raggira commerciante per incassare soldi: denunciato 23enne per truffa

I Carabinieri della stazione di Recanati, al termine di accertamenti, hanno denunciato per violazione dell'art. 640 del Codice Penale (truffa), un 23enne di origine rumene, residente ad Adro, in provincia di Brescia poiché le indagini hanno accertato che, con artifizi e raggiri, era riuscito, lo scorso 27 novembre, a incassare, attraverso il circuito "MoneyGram", un bonifico di 310 euro indirizzato a un altro beneficiario, un commerciante di Recanati. È emerso che il 23enne, dimostrando di essere all'estero e chiedendo una prestazione alla commerciante recanatese, chiedeva di fare per suo conto un bonifico ad un'altra persona causa difficoltà oggettive, date dal fatto che si trovasse fuori dal territorio nazionale, cosa rivelatasi falsa. Il cittadino rumeno in realtà ha poi "rimborsato" la commerciante recanatese con un bonifico fasullo.   Nel frattempo il malvivente ritirava la somma versata dalla donna. Dagli accertamenti è emerso che l'uomo con la stessa tecnica aveva truffato almeno trenta persone.    

15/02/2019
I Carabinieri denunciano un 62enne per furto aggravato: identificato grazie a un dispositivo “Holter cardiaco”

I Carabinieri denunciano un 62enne per furto aggravato: identificato grazie a un dispositivo “Holter cardiaco”

I Carabinieri della stazione di Montecosaro, in collaborazione con quelli della Stazione di Porto d'Ascoli, hanno denunciato per violazione degli artt. 110-624-625 del Codice Penale (concorso in furto aggravato), un uomo di 62 anni, di origini tunisine, senza fissa dimora, clandestino. Le investigazioni infatti, supportate anche dalla positiva individuazione fotografica, hanno permesso di accertare che lo scorso 17 gennaio, nel parcheggio del Centro Commerciale di Montecosaro, l'uomo aveva forzato la maniglia di un Fiat Doblò, rubando un borsello contenente del denaro. Sorpreso dal proprietario, si era dato alla fuga, lasciando a terra il borsello e rubando il "Biotronik" del tipo "Cardiomessangersmart", uno strumento simile a uno smartphone che permette il monitoraggio elettrocardiografico costante del cuore per lunghi periodi. Gli accertamenti svolti presso la ditta che commercializza il prodotto e l'Ospedale Niguarda di Milano, nonché l'attento esame delle informazioni presenti in banca dati e il contributo informativo della stazione di Porto d'Ascoli, hanno permesso di identificare l'autore e denunciarlo all'Autorità Giudiziaria. Sono in corso ulteriori indagini al fine di identificare il correo dell'uomo, che si trovava alla guida del mezzo usato per la fuga.

15/02/2019
Civitanova, ancora segnalazioni di esche avvelenate in tutta la città: è caccia al responsabile

Civitanova, ancora segnalazioni di esche avvelenate in tutta la città: è caccia al responsabile

Negli ultimi due giorni, a Civitanova, si sono moltiplicate le segnalazioni di polpette avvelenate, presenti in diversi punti della città. Sui social sono comparsi post a ripetizione sui ritrovamenti, tanto che l'amministratore di uno dei gruppi Facebook più numerosi, ha chiesto di mettere in pausa le nuove segnalazioni, dato che ne erano presenti già molte, in contemporanea. Dalle foto pubblicate in rete, crediamo si possa ipotizzare la stessa mano in tutti gli episodi, anche per il fatto che le polpette sono comparse più o meno tutte nello stesso arco di tempo. Nella serata di ieri ha voluto dire la sua anche l'assessore alla sicurezza e al decoro urbano Giuseppe Cognigni, che ha affermato che sta seguendo la vicenda e farà il possibile per dare un volto all'avvelenatore seriale e una volta individuato, l'amministrazione comunale provvederà ad adire le vie legali contro di lui (o di loro).   "Pur non avendo un amico peloso - scrive l'assessore - , capisco bene l'apprensione dei proprietari, in merito a questa spregevole condotta, e assicuro che, nonostante la difficoltà di venire a capo della questione, non ignorerò i ritrovamenti e le segnalazioni. Faccio appello a chi pensa di poter fornire informazioni utili, di farsi avanti per sottopormi ciò che sa'.Tolleranza zero per chi prende di mira creature innocenti".

15/02/2019
Daniele non ce l'ha fatta: lutto a Gabbiano di Cingoli

Daniele non ce l'ha fatta: lutto a Gabbiano di Cingoli

Non ce l'ha fatta il giovane 19enne che lo scorso 5 febbraio era rimasto coinvolto in uno scontro tra la sua auto e un tir, in località Staffolo, lungo la strada provinciale 502. Il giovane, Daniele Beccacece, era stato estratto dalle lamiere della sua Fiat Punto dai Vigili del Fuoco ed era stato trasportato d'urgenza all'ospedale Torrette di Ancona, dove era tenuto in coma farmacologico. Ieri sera è stata dichiarata la morte cerebrale. Una notizia che ha gettato nello sconforto l'intera comunità di Gabbiano di Cingoli, dove il giovane risiedeva. 

15/02/2019
Cingoli, ciclista investito da un furgone: è in gravi condizioni

Cingoli, ciclista investito da un furgone: è in gravi condizioni

Intorno alle ore 17:00 di questo pomeriggio, a Cingoli in località Cervidone, un ciclista è stato investito da un furgone. Le sue condizioni hanno sin da subito destato preoccupazione, tanto che sul posto è intervenuta l'eliambulanza Icaro che ha provveduto a trasportarlo all'Ospedale Torrette di Ancona.  Dai primi rilievi, pare versare in condizioni piuttosto gravi. Nel luogo dell'investimento sono presenti anche le forze dell'ordine per ricostruire la dinamica dell'incidente.    

14/02/2019
Scontro tra auto e scooter alla rotonda dello Sferisterio: giovane finisce in Ospedale

Scontro tra auto e scooter alla rotonda dello Sferisterio: giovane finisce in Ospedale

Scontro tra auto e scooter, nel primo pomeriggio di oggi a Macerata, davanti allo Sferisterio, quando erano circa le 14:00. Un giovane a bordo di uno scooter, che proveniva da Corso Cairoli, è stato urtato da un'auto che proveniva da via Pantaleoni, ed è caduto a terra. Immediato l'arrivo sul posto dei sanitari del 118 che hanno prestato le prime cure del caso al ragazzo per poi trasferirlo all'Ospedale di Macerata. Il ragazzo non è in gravi condizioni. Sul posto anche gli uomini della Polizia.    

14/02/2019
Brillante operazione "in rosa" della Polizia Locale di Recanati: individuato il responsabile di un danneggiamento

Brillante operazione "in rosa" della Polizia Locale di Recanati: individuato il responsabile di un danneggiamento

Brillante operazione tutta al femminile della Polizia Locale di Recanati. Attraverso alcuni frammenti di un gruppo ottico lasciati sul posto dopo l'urto, è stato rintracciato l'automobilista responsabile di un danneggiamento allo specchio stradale presente in via Urbani e ad una recinzione privata. La sovrintendente capo Simonetta Bravi e l'assistente Paola Issini hanno concluso ottimamente le indagini sfruttando le loro doti di grandi osservatrici e quelle capacità che solo le donne hanno. La pattuglia era intervenuta su segnalazione di un cittadino che lamentava l'impossibilità di utilizzare lo specchio posto in via Urbani all'intersezione con la strade comunali Torrette e San Pietro. Dal sopralluogo è emersa la rottura dello stesso e alcuni danni alla recinzione di una abitazione privata dovute presumibilmente ad una manovra maldestra di un automobilista che dopo l'urto era fuggito senza segnalare l'accaduto. L'urto ha però lasciato sul luogo del sinistro alcuni frammenti del gruppo ottico e sono iniziate le indagini da parte delle due operatrici che in breve sono risalite al tipo di veicolo e al colore. Trattandosi di un mezzo poco usuale sono stati censiti tutti quelli presenti in città e in poco tempo si è risaliti all'autore del sinistro, un cittadino straniero da tempo residente in Italia. Le donne in divisa del comando, guidato dal Commissario Danilo Doria, hanno trovato l'auto parcheggiata nel retro della sua abitazione con il gruppo ottico anteriore destro danneggiato e compatibile con l'accaduto. Solo dopo una serie di valutazioni della polizia locale, il conducente ha ammesso l'accaduto e ha provveduto su richiesta delle agenti a presentare tutti i documenti necessari a chiudere il sinistro. Della vicenda è stato naturalmente informato anche il proprietario della recinzione.

14/02/2019
Macerata, Respinta la richiesta degli arresti domiciliari: Traini resta in carcere

Macerata, Respinta la richiesta degli arresti domiciliari: Traini resta in carcere

Il legale di Luca Traini, Giancarlo Giulianelli, aveva richiesto per il suo assistito gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. La Corte d'assise ha rigettato la richiesta dunque il 29enne rimane in carcere. Una decisione che non va giù all'avvocato Giulianelli che ripresenterà l'istanzaper ottenere gli arresti domiciliari per il suo assistito e impugnerà in appello la sentenza di condanna. I giudici hanno respinto la richiesta per motivi formali e sostanziali. C'è un difetto di notifica alle parti offese ed è stata confermata la pericolosità del giovane.

14/02/2019
Civitanova, la scorsa estate si era disfatto di 50gr di cocaina durante un inseguimento: arrestato

Civitanova, la scorsa estate si era disfatto di 50gr di cocaina durante un inseguimento: arrestato

Ieri, 13 febbraio, alle ore 20:00 circa, a Civitanova Marche, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Civitanova Marche, diretti dal Tenente Mario Giannella e coordinati dal Maggiore Enzo Marinelli, Comandante della Compagnia, in esecuzione dell'ordine di custodia cautelare emesso dalla sezione riesame e appelli del Tribunale di Ancona, che aveva pienamente condiviso le risultanze investigative del Reparto Operante e della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, il cui Procuratore della Repubblica, il Dottor Giovanni Giorgio, aveva fatto ricorso al diniego del Gip del Tribunale di Macerata, all'esito del ricorso negativo in Cassazione presentato da parte del difensore, hanno proceduto all'arresto del 22enne Oualid Soukratte, di Montegranaro, in quanto responsabile della violazione dell'art. 73 D.P.R. 309/90, detenzione ai fini di spazzio di sostanze stupefacenti. L'uomo infatti, lo scorso primo luglio, durante un inseguimento in moto, si era disfatto di 50 grammi di cocaina, per poi riuscire a darsi alla fuga. Le successive analisi sullo stupefacente avevano accertato la purezza del 67% per 225 dosi medie giornaliere. Il giovane è stato anche denunciato per la violazione dell'articolo 73/3° D.L.VO 159/2011, inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità, in quanto attivamente ricercato per l'esecuzione del provvedimento, ed è stato rintracciato a Civitanova Marche, dove aveva il divieto di ritorno per tre anni dal 17 dicembre del 2018. L'uomo è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Ancona a disposizione del Gip e del Pm, la Dottoressa Rosanna Buccini.

14/02/2019

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