Cronaca

Porto Recanati, arresto all'Hotel House: 46enne pakistano danneggia le vetrate della portineria

Porto Recanati, arresto all'Hotel House: 46enne pakistano danneggia le vetrate della portineria

I carabinieri della stazione di Porto Recanati giovedì 21 marzo alle ore 16:30, hanno svolto un intervento presso il condominio dell'Hotel House dopo aver ricevuto la segnalazione del danneggiamento delle vetrate della portineria. L'autore dei danneggimenti è stato rintracciato all'interno di un appartamento sito al quinto piano della palazzina e occupato abusivamente. L'uomo, quarantaseienne e di origini pakistane ma con cittadinanza italiana, è stato arrestato per non aver rispettato un provvedimento di obbligo di soggiorno per due anni nel comune di Montemarciano (in provincia di Ancona, ndr).  Il provvedimento era stato emesso da decreto del tribunale di Macerata. L'uomo è stato denunciato per il reato di danneggiamento e invasione di edificio (artt.633 e 635 c.p.) ed è stato trattenuto per la notte nelle camere di sicurezza della stazione dei carabinieri di Porto Recanati in attesa del processo per direttisima tenutosi in mattinata. La sentenza ha convalidato l'arresto e previsto la rimessione in libertà.     

22/03/2019
Civitanova, scontro all'incrocio. I residenti: "Sono quasi quotidiani" (FOTO)

Civitanova, scontro all'incrocio. I residenti: "Sono quasi quotidiani" (FOTO)

Scontro all'incrocio tra via Civitanova e via Abruzzo, questa mattina verso le 10:30, quando una microcar non ha rispettato lo stop ed è andata ad urtare un furgoncino che transitava in direzione Civitanova Alta, facendolo girare e mandandolo ad urtare contro il muro di recinzione di un'abitazione. Fortunatamente i conducenti dei due mezzi, nonostante il violento impatto, non hanno riportato conseguenze. Non si può dire altrettanto dell'auto, con il frontale distrutto e del furgoncino, colpito violentemente sul lato sinistro. Sentito l'urto, sul posto sono scesi anche alcuni residenti che lamentano l'estrema pericolosità di quell'incrocio, dove si verificano incidenti quasi giornalmente.

22/03/2019
Rincorso da un cinghiale in pieno centro città: grande spavento per un uomo

Rincorso da un cinghiale in pieno centro città: grande spavento per un uomo

Inseguito da un chinghiale in pieno centro città. È quanto successo a un uomo di Fabriano, residente in via Del Molino, mercoledì 20 marzo mentre - intorno alle ore 19:00 - faceva rientro verso la propria abitazione.  Tanta paura per il fabrianese, ma il tutto fortunatamente si è concluso soltanto con un grande spavento. L'uomo è stato rincorso da un esemplare femmina, che nel tentativo di proteggere i propri cuccioli ha inseguito l'uomo per qualche metro per poi desistere una volta messo in sicurezza il cespuglio nel quale era accampata. Non si tratta del primo episodio segnalato di presenza di cinghiali in prossimità di una zona residenziale a Fabriano: gli avvistamenti proseguono a ritmo serrato.  

22/03/2019
Civitanova, pick-up perde il carico in superstrada e innesca incidente tra due auto

Civitanova, pick-up perde il carico in superstrada e innesca incidente tra due auto

Un pick-up ha innescato un incidente fortunatamente senza gravi conseguenze all'altezza delle svincolo della zona industriale di Civitanova Marche intorno alle ore 19:43 della serata odierna. Il mezzo ha perso il carico trasportato (una cisterna in plastica di medie dimensioni, ndr) provocando un incidente tra due autovetture, a seguito del quale è rimasto ferito in maniera lieve uno dei due conducenti.  Danni rilevanti, invece, si registrano alla carrozzeria delle due auto. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per portare soccorso alle persone rimaste coinvolte nel sinistro. È stata inoltre messa in atto la momentanea chiusura di una delle due corsie della superstrada per consentire ai soccorritori e alle forze dell'ordine il completamento delle operazioni previste prima del ritorno alla normale circolazione.                 

21/03/2019
Giovane trovato senza vita appoggiato ad un albero del parco

Giovane trovato senza vita appoggiato ad un albero del parco

Ancona | Uomo trovato senza vita al parco della Cittadella„Un giovane è stato trovato senza vita ad Ancona nell'area verde tra il parco della Cittadella e via Raffaello Sanzio, appoggiato ad un albero.  È quanto è accaduto nel primo pomeriggio di oggi giovedì 21 marzo. Sul posto sono intervenuti: la Croce Gialla di Ancona, l'automedica del 118 e due pattuglie dei Carabinieri. Risulta finora ignota la causa del decesso dell'uomo, un 30enne di nazionalità russa. Anche se, visto che vicino al suo corpo è stata trovata una fiala con del liquido e una siringa, la causa più probabile della morte del ragazzo, secondo i Carabinieri, è quella per overdose. Ma sarà solo l'autopsia a stabilirlo con certezza. Dal rigor mortis e dalle condizioni dei vestiti (apparsi molto bagnati), sembra che il cadavere fosse riverso in quella zona da almeno un paio di giorni.   

21/03/2019
Montecosaro, pesca di frodo: sequestrate tre nasse

Montecosaro, pesca di frodo: sequestrate tre nasse

Nei giorni scorsi i militari della Forestale di Macerata, a seguito di una segnalazione, hanno accertato che presso il lago “Cappelletti”, sito in contrada Piane Chienti del Comune di Montecosaro. Il posizionamento in acqua di attrezzatura atta alla cattura illegale di ittiofauna e nello specifico erano posizionate tre “nasse” (reti a tubo). I militari hanno provveduto alla liberazione della fauna ittica illegalmente già catturata (maggiormente erano rimasti incastrati molti gamberi di acqua dolce) ed hanno eseguito il  sequestro amministrativo a carico di ignoti delle tre nasse.  L’attività dei Carabinieri forestali rientra tra i compiti di vigilanza e controllo sulla pesca nelle acque interne, al fine di verificare il rispetto della normativa del settore.  

21/03/2019
Civitanova, bloccato spacciatore "pendolare" in stazione: denunciato 27enne di origini napoletane

Civitanova, bloccato spacciatore "pendolare" in stazione: denunciato 27enne di origini napoletane

Serrati controlli a tappeto della Polizia di Stato sia a Civitanova Marche sia a Macerata a “caccia” di spacciatori irriducibili. Impegnati agenti della Questura di Macerata, Commissariato di Pubblica Sicurezza di Civitanova Marche, del Reparto prevenzione Crimine di Perugia e del Reparto Cinofili antidroga di Ancona. A Civitanova Marche, presso la Stazione Ferroviaria, in particolare in corrispondenza nel sottopasso pedonale, nel corso dell’operazione di Polizia venivano controllate svariate persone presenti all’interno dello scalo. L’attenzione degli agenti, è stata focalizzata su un 27enne di origini napoletane residente a Civitanova Marche, pregiudicato anche per reati connessi allo spaccio e intercettato nel sottopasso. Dal controllo operato, veniva rinvenuto all’interno della tasca sinistra del giubbino che indossava, un panetto di colore marrone di 13 grammi di hashish che il soggetto deteneva ai fini di spaccio. La perquisizione veniva estesa anche all’abitazione del giovane e, nella circostanza all’interno della tasca di un giubbino riposto all’interno dell’armadio della propria camera da letto, venivano rinvenute altre dosi della stessa sostanza stupefacente. Inoltre, a dimostrazione dell’attività di spaccio posta in essere dall’uomo, veniva rinvenuto all’interno del predetto armadio anche un bilancino di precisione perfettamente funzionante utilizzato per la suddivisione in dosi della sostanza stupefacente e all’interno del garage tre sacchetti di plastica con ritagli circolari, solitamente utilizzati per il confezionamento della sostanza stupefacente.  L’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La droga e il materiale utilizzato per il confezionamento sono stati posti sotto sequestro. Sono in corso indagini al fine di ricostruire i movimenti del giovane e le zone dallo stesso frequentate anche se, dai primi accertamenti sembra che lo stesso sia dedito allo spaccio tra Macerata e Civitanova, località in cui si spostava utilizzando il treno.  

21/03/2019
Cingoli, quartetto marocchino "ruba" energia elettrica per la propria abitazione

Cingoli, quartetto marocchino "ruba" energia elettrica per la propria abitazione

Quattro soggetti di origine marocchina, hanno pensato di “rubare” energia elettrica per illuminare la propria abitazione. Il quartetto, dagli 80 ai 22 anni, residenti nell'area cingolana, hanno manomesso un contatore per "dirottare" energia dalla linea generale dell'abitazione sin dal 2015.  I quattro specialisti dell’illuminazione, hanno asportato energia per quasi 30.000 kilowatt. I carabinieri di Cingoli, appresa la notizia che probabilmente in un’abitazione la corrente elettrica proveniva da quella “generale”, hanno contattato personale della società distributrice.  Effettuato un sopralluogo congiunto con i tecnici, è stato effettivamente riscontrato che il contatore era stato manomesso per “dirottare” energia dalla linea generale all’abitazione.  Tutto ora è stato ripristinato. I quattro sono stati denunciati per furto in concorso.   

21/03/2019
Civitanova, 35enne si allontana da casa. Scatta il piano di ricerche ma lui torna: "Dovevo riordinare le idee"

Civitanova, 35enne si allontana da casa. Scatta il piano di ricerche ma lui torna: "Dovevo riordinare le idee"

Alle ore 18:30 di ieri, a Civitanova Marche, è stato segnalato l'allontanamento di un 35enne dalla propria abitazione. Il ragazzo si era allontanato da casa con la propria vettura e non vi aveva più fatto ritorno: i genitori, preoccupati, hanno quindi segnalato l'accaduto alle forze dell'ordine che hanno subito attivato il piano provicniale di ricerche di persone scomparse e la localizzazione del telefono cellulare che, benché squillasse, non dava nessun riscontro di risposta da parte del giovane. Il timore era che, oltre a un gesto autolesionistico, il giovane avesse potuto avere un incidente stradale finendo in qualche dirupo e non potendo così chiedere aiuto. Si era anche preallertato il Nucleo Elicotteri dei Carabinieri di Pescara per un sorvolo sul territorio maceratese da svolgere nella mattina odierna. Fortunatamente il giovane, alle ore 21:00, ha fatto ritorno a casa, giustificando il suo allontanamento come una necessità di avere un momento di distacco da tutti per riordinare le proprie idee.      

21/03/2019
Corridonia, ruba bici da 500 euro: denunciato un minorenne

Corridonia, ruba bici da 500 euro: denunciato un minorenne

I militari della stazione di Corridonia hanno denunciato un giovane, quasi diciottenne, per ricettazione. Dopo aver ricevuto la denuncia di furto di una bici modello mountain bike del valore di quasi 500 euro, i carabinieri si sono messi alla ricerca dell'autore del furto e in breve tempo, uno dei Carabineri - libero dal sevizio, ma che aveva appreso dai colleghi del furto - girando nel paese, aveva notato la bici inforcata da un giovane. Il mezzo è stato recuperato e restituito al legittimo propretario.  

21/03/2019
Corridonia, si masturba davanti a due giovani ragazze all'uscita dalla discoteca: denunciato

Corridonia, si masturba davanti a due giovani ragazze all'uscita dalla discoteca: denunciato

I carabinieri della stazione di Corridonia hanno denunciato alla Procura un 40enne, residente nella provincia maceratese - con pregiudizi penali a suo carico - per tentate rapine e atti osceni. Due giovani ragazze avevano infatti denunciato di essere state avvicinate dall'uomo all'uscita di una discoteca in zona Colbuccaro abbassandosi i pantolani e masturbandosi davanti a loro.  L'uomo era già noto alle forze dell'ordine, visto che in passato anche altre due donne avevano denunciato ad altri uffici dell'arma di essere state oggetto di tentata rapita all'uscita di una discoteca del territorio di Corridonia.  Nel parcheggio le donne erano state avvicinate dal soggetto che, dopo averle minacciate verbalmente, aveva chiesto loro denaro, desistendo dalla rapina perché disturbato dalla presenza di altre persone. In seguito alla segnalazione i militari hanno subito predisposto una serie di servizi mirati nei pressi del locale, nei quali avevano notato già un uomo che poteva corrispondere alle caratteristche somatiche descritte dalle vittime. Raccolte le informazioni, i militari hanno effettuato i dovuti collegamenti, individuando il giovane in quello che loro avevano controllato proprio nel piazzale antistante il locale durante uno dei servizi. All’uomo sono stati trovati gli indumenti che indossava quando si era “esibito” davanti alle giovani ragazze.      

21/03/2019
Montecosaro, paga 1.500 euro di caparra e prima mensilità per un appartamento ma i locatori spariscono

Montecosaro, paga 1.500 euro di caparra e prima mensilità per un appartamento ma i locatori spariscono

A Montecosaro, i Carabinieri della locale stazione, al termine di alcuni accertamenti, hanno deferito in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per concorso in truffa un 29enne pakistano, residente a Monte San Giusto; una 46enne indiana di Fermo e un 40enne italiano di Porto San Giorgio. I tre, nel mese di febbraio 2019, si sono offerti di aiutare un cittadino pakistano di 36 anni, coltivatore, residente a Porto Recanati, che era in cerca di una casa in affitto, mostrandogli un appartamento sito a Montecosaro. La vittima, visionata l'abitazione, aveva accettato di pagare mille e 500 euro come caparra e come prima mensilità. Dopo qualche giorno il malcapitato si era presentato a Montecosaro per occupare la nuova abitazione ma nessuno dei tre si era presentato all'appuntamento e i cellulari dei truffatori risultavano spenti. I Carabinieri sono riusciti a ricostruire la truffa in quanto la donna indiana, lavorando nell'abitazione in questione come badante di una donna invalida, aveva la chiave e, in assenza della proprietria, aveva mostrato l'appartamento alla vittima. Il pakistano aveva invece il ruolo di procacciatore mentre l'italiano si fingeva proprietario dell'appartamento. La badante indiana è stata denunciata anche per violazione di domicilio.  

21/03/2019
Corridonia, Opel si ribalta e urta la fiancata di un altro mezzo: conducenti all'ospedale

Corridonia, Opel si ribalta e urta la fiancata di un altro mezzo: conducenti all'ospedale

I Vigili del Fuoco del Comando di Macerata sono intervenuti, intorno alle ore 21:00, lungo la strada comunale via Le Grazie nel Comune di Corridonia per un incidente stradale in cui sono rimaste coinvolte due vetture Opel Meriva. Una delle due vetture dopo essersi capovolta ha urtato la fiancata dell’altro mezzo.  L’intervento della squadra dei Vigili del Fuoco ha permesso la messa in sicurezza delle vetture alimentate una a GPL e una a metano. I due conducenti sono stati trasportati all’ospedale di Macerata    

21/03/2019
I Carabinieri setacciano l'Hotel House: identificate 29 persone e controllate 22 vetture

I Carabinieri setacciano l'Hotel House: identificate 29 persone e controllate 22 vetture

A Porto Recanati, i Carabinieri della locale stazione, nel corso di un servizio preventivo avente come finalità il controllo dell'Hotel House, hanno proceduto all'identificazione di 29 persone e di 22 vetture, di cui otto rinvenute in sosta nella corte esterna annessa all'ingresso principale del condominio multietnico. A seguito di controllo, le auto, sono risultate essere prive di copertura assicurativa R.C.A. e quindi sanzionate ai sensi dell'art.193 del Codice della Strada e sottoposte a sequestro amministrativo. Nel corso del servizio è stata inoltre controllata una cittadina nigeriana di 30 anni, domiciliata a Porto Recanati, che, in seguito a un controllo tramite banca dati, è stata invitata a presentarsi presso il competente Ufficio per Stranieri poiché risultava non in regola sul territorio nazionale in considerazione di una pregressa richiesta di protezione internazionale pendente ancora in corso. I militari dell'Arma hanno anche denunciato per inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità un 26enne di Filottrano, pregiudicato, in quanto risultata a suo carico un foglio di via, notificatogli il 14 aprile del 2017, dal comune di Porto Recanati per tre anni.  

21/03/2019
Processo Oseghale. "Pamela non è morta per overdose": la deposizione del tossicologo Rino Froldi

Processo Oseghale. "Pamela non è morta per overdose": la deposizione del tossicologo Rino Froldi

"Nel sangue della defunta il contenuto di morfina era al di sotto di 100 nanogrammi per millilitro e considerato questo la sua morte non è da collegare ad overdose". Rino Froldi, tossicologo forense, sentenzia in maniera chiara il suo punto di vista tecnico in merito alla morte di Pamela Mastropietro, durante la quarta udienza del processo a Innocent Oseghale. In caso di morte dovuta a overdose, infatti, il contenuto di morfina nel sangue sarebbe dovuto aggirarsi sui 3/4 mila nanogrammi per millilitro.  "Non essendoci sangue - riferisce Froldi - io ho dovuto analizzare la bile, il fegato, il rene, un capello, l'encefalo, un dente ed - elemento di maggiore importanza - l'umore vitreo, il  liquido che si trova nel bulbo oculare che ha uno stretto rapporto con il sangue. Nella bile sono state trovate tracce di morfina, codeina e caffeina. Nel rene è stata trovata morfina così come nei capelli, di cui sono stati prelevati due centimetri a livello del cranio. Nel contenuto gastrico è stata trovata solo caffeina".  "Il livello ematico è l'unico che ci dà l'azione tossicologica. Nel bulbo orbitario c'erano 12 nanogrammi per millilitro di morfina (una quantità inferiore a sette volte a quella che si trova nel sangue, come dice la letteratura): quindi si può supporre che nel sangue ce ne fossero circa 100 nanogrammi per millilitro. Nel fegato sono invece cinque volte superiori a quelle che sono nel sangue, sempre secondo letteratura, e io ne ho trovato 376 nanogrammi per millilitro. In conclusione nel sangue vi erano 75.2 nanoragrammi per litro di morfina".  "Questi valori nel fegato dei morti di overdose sono quasi a 1600/1400, siamo quindi molto distanti da quelle trovate da noi. Inoltre il rilievo alcolemico è risultato negativo così come si è evinta l'assenza di Thc (principio della marijuana)" conclude Froldi.   

20/03/2019
Incendio Pub Charly, l'avvocato Castignani: "Il titolare è estraneo ai fatti"

Incendio Pub Charly, l'avvocato Castignani: "Il titolare è estraneo ai fatti"

Quest'oggi al Tribunale di Macerata ci sarebbe dovuta essere l'udienza per il rinvio a giudizio di Marco Sparagna davanti al , poi posticipata al mese di luglio. Il titolare del pub "Charly" di Villa San Filippo, andato in fiamme lo scorso 13 giugno del 2016 (leggi di più), deve difendersi dalle accuse di aver appiccato in maniera dolosa l'incendio scatenatosi all'interno del proprio locale.   L'avvocato Achille Castignani, legale di Sparagna, commenta il rinvio dell'udienza mostrandosi convinto dell'estraneità ai fatti del proprio assistito: "Vogliamo andare a processo senza chiedere patteggiamento nè tantomeno rito abbreviato. Lo Sparagna non aveva alcuna motivazione nel commetterre un reato simile, rischiando la vita. Ricordo come si sia trovato in condizioni gravissime tanto da essere ricoverato per tre mesi in coma al Centro grandi ustionati di Cesena (leggi di più). La sua attività non presentava debiti nè ha mai ricevuto istanze di fallimento. Allo stesso modo il mio assistito non presenta alcun disturbo di carettere psichico. Vorremmo la piena assoluzione e il pagamento dei danni procurati all'immobile da parte di chi di dovere".  "Secondo i nostri tecnici - prosegue Castignani - l'incendio si sarebbe presumibilmente sviluppato a partire da un quadro dell'Enel per poi divampare nel resto del locale. Nonostante siano state ritrovate tracce di elementi infiammabili non è detto che fosse stato lo Sparagna ad appiccare l'incendio, bensì che potrebbe essere stato oggetto di una qualche rappresaglia. Confidiamo nella magistratura". 

20/03/2019
Omicidio Pamela, Mariano Cingolani: "Solo una mano esperta avrebbe potuto svolgere tutto in 3 ore e mezzo"

Omicidio Pamela, Mariano Cingolani: "Solo una mano esperta avrebbe potuto svolgere tutto in 3 ore e mezzo"

L'articolo contiene informazioni dettagliate sulle condizioni del corpo di Pamela Mastropietro non adatte a persone particolarmente sensibili:  "Se si considera la disarticolazione, lo scuoiamento e il lavaggio, una persona esperta potrebbe eseguire il tutto nell'arco di tre ore e mezzo". Così ha commentato il dottor Mariano Cingolani,  che ha deposto questa mattina durante la quarta udienza del processo che vede imputato Innocent Oseghale. Cingolani è il medico che, insieme al tossicologo Rino Froldi, ha eseguito la seconda autopsia sul corpo di Pamela Mastropietro, a distanza di una settimana dalla prima.  "Sono sei le lesioni epatiche riguardanti il lato destro del fegato della 18enne - ha spiegato Cingolani -. Le lesioni, si pensa ragionevolmente, che siano state inferte quando era già stata tolta la pelle in quanto, sulla cute, le stesse non risultano presenti. A differenza di quanto detto dal Dottor Tombolini c'era un frammento di pelle che ospitava l'ombelico".  "Per quanto riguarda le due lesioni laterali, la prima decorreva lungo il nono spazio intercostale con una forma ad occhiello e con un margine più acuto rispetto alla seconda. L'altra lesione giace invece sul decimo spazio intercostale, è lunga dieci centimetri e ha un margine più ottuso rispetto alla prima. Entrambe sono state provocate da un'arma da taglio".  "Non erano presenti fratture ma solo lacerazioni di tessuti molli costali. Inoltre, sempre al contrario di quanto detto in precedenza, il sanguinamento si raccoglie all'interno della cavità toracica se la persona si trova in posizione supina - ha spiegato Cingolani-.  La ferita dunque è normale che possa sanguinare in un punto e non in un altro". Non si tratta quindi di un'anomalia secondo il medico legale che ha svolto la seconda autopsia, contrariamente a quanto iferito dal dottor Tombolini (leggi qui quanto riferito dal dottor Tombolini) Secondo Cingolani "dopo l'avvenuta lesività c'è stato un periodo di sopravvivenza di almeno dieci minuti. È inoltre paradossale pretendere che ci sia un'emorragia se tutto è stato accuratamente lavato".  Sulla morte per overdose il dottor Cingolani non fornisce dichiarazioni certe ma osserva che "qualora si sospetti di uso di droghe, i polmoni riescono a fornirci delle indicazioni e possono arrivare a pesare anche un chilo: i polmoni di Pamela pesavano circa 200 grammi."  Sull'echimosi al capo Cingolani è sicuro che "non può aver contribuito in maniera apprezzabile alla morte, ma può essere stata provocata da un corpo contundente: la persona può aver urtato qualcosa, dotata di un movimento." Sull'ipotesi di poter agire sul corpo della giovane 18enne in un "contesto domestico" il Dottor Cingolani ha spiegato che "è possibile fare questa operazione solo da tergo per mano di un esperto: un lavoro 'raffinato'. Da medico esperto che segue autopsie dal 1979 ci metterei del tempo e lo farei in modo analogo. Chi ha operato, soprattutto sullo sterno, l'ha fatto, sembra, per rendere difficile il.lavoro dei medici legali".  Cingolani ha spiegato inoltre che le lesioni sono state inferte quando la giovane era ancora in vita e che la sua morte risalirebbe alla tarda mattinata, al massimo al primo pomeriggio (non oltre le 18:00 del 30 gennaio, ndr).   

20/03/2019
Terremoto, Sae: il Consorzio Arcale chiede 65 milioni di euro di danni

Terremoto, Sae: il Consorzio Arcale chiede 65 milioni di euro di danni

Il Consorzio Arcale, che ha fornito e installato circa 1.600 soluzioni abitative in emergenza (Sae) nelle zone terremotate del Centro Italia, ha intentato una causa civile da 65 milioni di euro nei confronti di Regione Marche, Erap Marche, Servizio di protezione civile e Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento di protezione civile. La richiesta di risarcimento danni riguarda alcuni ostacoli (ad esempio presunti ritardi nella consegna delle aree) che avrebbero rallentato la predisposizione delle 'casette'. L'azione è stata promossa presso la sezione per le imprese del Tribunale di Roma, con prima udienza per il 4 giugno. Alla richiesta si opporrà la Regione che, nei mesi scorsi, aveva preannunciato l'intenzione di chiedere al Consorzio il pagamento dei danni, anche d'immagine, derivati da ritardi, difetti delle Sae e conseguenti disagi provocati ai terremotati. "Le richieste di Arcale - replica l'assessore regionale alla Protezione civile Angelo Sciapichetti - sono temerarie e pretestuose". Fonte: Ansa Marche 

20/03/2019
Processo Oseghale, l'avvocato Verni: "Imbarazzante la deposizione del medico legale" (FOTO e VIDEO)

Processo Oseghale, l'avvocato Verni: "Imbarazzante la deposizione del medico legale" (FOTO e VIDEO)

Dopo la deposizione del medico legale Antonio Tombolini che ha aperto la quarta udienza del processo contro Innocent Oseghale (leggi qui), lo zio di Pamela Mastropietro Marco Valerio Verni ha esposto le sue impressioni ai giornalisti durante la pausa concessa dal Giudice Roberto Evangelisti (con a fianco la nota criminologa Roberta Bruzzone, ndr): "In parte ha confermato quello che abbiamo sempre sostenuto, ovvero l'opera molto intelligente dell'attuale imputato nell'aver depezzato il cadavere e nell'aver fatto poi tutto il resto: il lavaggio con la varechina, il taglio del diaframma e la cancellazione delle tracce per evitare che si potesse risalire a contatti fisici e a rapporti sessuali con la vittima". "Sono state inoltre messe in evidenza la vitalità delle lesioni al fegato su cui chiaramente ruota il processo. Attendiamo - prosegue Verni - di ascolare gli altri consulenti della Procura nonchè i nostri. Ci lascia perplessi che questo consulente abbia anticipato un suo giudizio senza aver poi partecipato agli esami successivi, con delle affermazioni che ci lasciano dubbiosi. In alcuni passaggi è stato imbarazzante".  In merito alla decisione di procedere a porte chiuse, Verni puntualizza: "Per non ci sarebbe stato nessun problema riguardante la presenza del pubblico. Riteniamo che la gente si debba render conto che parliamo di qualcosa fuori dall'ordinario: quello che è stato fatto a Pamela va oltre".   

20/03/2019
Omicidio Pamela, la quarta udienza del processo Oseghale sarà a porte chiuse: rumori in aula (FOTO)

Omicidio Pamela, la quarta udienza del processo Oseghale sarà a porte chiuse: rumori in aula (FOTO)

È iniziata questa mattina alle 9:00 la quarta udienza del processo di primo grado, presso il Tribunale di Macerata, che vede imputato il 34enne nigeriano Innocent Oseghale, accusato dell'omicidio di Pamela Mastropietro. Previste in giornata le deposizioni dei consulenti legali delle varie parti: si inizerà con Mariano Cingolani, che ha svolto la seconda autopsia sul corpo della giovane romana e si proseguirà poi con il tossicologo Rino Froldi e il medico legale della famiglia Mastropietro, Luisa Regimenti. Alla vigilia della quarta udienza era circolata la voce che la seduta odierna si sarebbe potuta svolgere a porte chiuse, ex art. 472 del Codice di Procedura Penale. E così è stato. Il Giudice Roberto Evangelisti ha disposto che il dibattimento sia svolto a porte chiuse, in quanto ha ritenuto che "le immagini che saranno proiettate in aula possano essere di ostacolo al sereno dibattimento, Vi è comunque necessità di tutelare la giovane vittima, per questi motivi, visti gli articoli 472-473, si dispone il procedersi a porte chiuse alla visione delle fotografie autoptiche, ammettendo peraltro la presenza dei giornalisti".  Rumori in aula per la decisione: il pubblico ha applaudito ironicamente in quanto non ritiene giusto di non poter presenziare. Le parti hanno inoltre acconsentito alla presenza in aula dei consulenti medici.  Ammessa in aula soltanto la presenza della madre di Pamela, Alessandra Verni e del padre Stefano Mastropietro. Presente anche la criminologa Roberta Bruzzone. Si prevede la proiezione di immagini molto forti: CLICCA QUI PER GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI.           

20/03/2019

Quotidiano Online Picchio News

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