Marco Cecchini, dj e ritenuto il “gestore di fatto” della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, è stato trasferito nella serata di ieri nel carcere di Montacuto, ad Ancona, dai carabinieri della stazione di Corinaldo.
I militari hanno dato esecuzione alla condanna definitiva emessa dalla Corte di Cassazione: cinque anni di reclusione per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e disastro colposo.
La vicenda è legata alla tragedia avvenuta nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 all’interno della discoteca Lanterna Azzurra, dove morirono cinque minorenni e una madre di 39 anni durante la calca scoppiata poco prima dell’esibizione del trapper Sfera Ebbasta. Secondo quanto ricostruito nelle indagini e nei successivi processi, il panico tra i presenti sarebbe stato provocato dalla diffusione di spray urticante all’interno del locale. La fuga verso le uscite provocò il cedimento di una balaustra e la conseguente tragedia.
Con il trasferimento nel carcere di Montacuto diventa esecutiva la condanna definitiva nei confronti di Cecchini nell’ambito del procedimento sulla gestione e sulla sicurezza del locale.
Auto urta due mezzi parcheggiati nei pressi dello Sferisterio. L'incidente è avvenuto in viale Diomede Pantaleoni, intorno alle ore 13:00 di oggi, a Macerata. Una Peugeot 206 che stava percorrendo il viale ha improvvisamente colpito due autovetture che si trovavano regolarmente parcheggiate negli appositi spazi di sosta.
A causa dell'impatto, la vettura in transito ha provocato diversi danni alle fiancate e alle ruote dei due veicoli posteggiati. Fortunatamente non si sono registrati feriti.
Sul luogo dell'incidente sono intervenuti gli agenti della polizia locale di Macerata. I vigili hanno provveduto a effettuare i rilievi di legge per ricostruire l'esatta dinamica del sinistro e hanno gestito la viabilità lungo il viale, che ha subito leggeri rallentamenti durante le operazioni di accertamento e rimozione dei mezzi.
CIVITANOVA - I vigili del fuoco sono intervenuti d'urgenza in A14 nel pomeriggio di oggi, intorno alle ore 16:00, a causa del violento incendio che ha interessato un van Mercedes. È quanto avvenuto all'altezza del chilometro 259 in direzione Ancona, nei pressi del quartiere di Fontespina, a Civitanova Marche.
Il conducente del mezzo, accortosi in tempo dello sviluppo delle fiamme, è riuscito ad accostare a bordo carreggiata e ad abbandonare l'abitacolo prima che il rogo avvolgesse interamente l'autoveicolo, mettendosi fortunatamente in salvo.
La centrale operativa del 115 ha immediatamente mobilitato la squadra dei vigili del fuoco del locale distaccamento di Civitanova Marche, giunta tempestivamente sul luogo del sinistro con il supporto di due autobotti. I pompieri hanno provveduto al completo spegnimento del veicolo e alla successiva e delicata messa in sicurezza dell'intera area interessata dal rogo.
Sul posto, per gestire l'emergenza e l'importante criticità viaria, sono intervenuti anche gli agenti della polizia autostradale, incaricati di regolare i flussi veicolari e di effettuare i rilievi di rito volti a chiarire le esatte cause che hanno originato l'incendio.
Le ripercussioni sulla circolazione stradale sono state inevitabili. Il tratto autostradale è stato temporanemante chiuso al traffico in direzione nord per consentire le necessarie e approfondite operazioni di pulizia della carreggiata, rese obbligatorie a seguito di un significativo sversamento di liquidi infiammabili e detriti sul manto asfaltato. Le operazioni si sono concluse in circa un'ora.
(Video di Diego Perugini)
Un’operazione lampo dei Carabinieri tra Marche e Lazio ha permesso di bloccare un truffatore e recuperare integralmente la refurtiva sottratta a una coppia di anziani residenti a Sambucheto di Montecassiano.
Il colpo, messo a segno il 25 maggio, si è concluso in meno di quattro ore grazie al rapido coordinamento tra la Compagnia di Macerata e quella di Sora, che ha intercettato e fermato il fuggitivo lungo la direttrice verso sud.
Secondo quanto ricostruito, la truffa è iniziata intorno alle 13, quando una donna di 70 anni ha ricevuto una telefonata da un finto agente della Polizia Locale di Macerata. L’uomo, con un pretesto legato a un presunto coinvolgimento del marito in una rapina, lo ha convinto a recarsi urgentemente presso degli uffici.
Approfittando dell’assenza dell’uomo, un secondo individuo, spacciandosi per appartenente alla Guardia di Finanza, si è presentato presso l’abitazione della coppia inducendo la donna a consegnare tutti i monili d’oro presenti in casa per una presunta verifica. La vittima ha consegnato 21 pezzi tra gioielli e oggetti preziosi, oltre a 650 euro in contanti, per un valore complessivo di circa 8.000 euro.
Accortisi del raggiro, i coniugi hanno immediatamente contattato il 112. I militari della Stazione di Montecassiano hanno avviato le indagini e, grazie alla conoscenza del territorio e agli elementi raccolti, hanno individuato il veicolo utilizzato per la fuga, una Renault Captur a noleggio diretta verso sud.
La centrale operativa della Compagnia di Macerata ha diramato la nota di ricerca lungo tutte le articolazioni dell’Arma. L’allerta è stata raccolta dalla Compagnia Carabinieri di Sora, che ha attivato un dispositivo di controllo coordinato.
Nel pomeriggio, a meno di quattro ore dal fatto, il veicolo è stato intercettato sulla strada a scorrimento veloce Sora-Cassino. L’intervento congiunto del Nucleo Operativo e Radiomobile di Sora e delle Stazioni di Casalvieri e Alvito ha consentito di bloccare il conducente senza incidenti.
A bordo è stato identificato un uomo di 53 anni originario di Cava de’ Tirreni, già noto alle forze dell’ordine. La successiva perquisizione ha permesso di recuperare l’intera refurtiva, poi destinata alla restituzione ai legittimi proprietari.
L’uomo è stato arrestato per truffa aggravata in concorso e trasferito alla Casa Circondariale di Cassino, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Sono in corso ulteriori indagini per individuare eventuali complici.
Prosegue l’attività di vigilanza nei cantieri impegnati nella ricostruzione post-terremoto 2016. Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia di Camerino, con il supporto del personale specializzato del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Macerata, hanno effettuato un controllo a largo raggio in un cantiere situato in località Vallicchio, nel comune di Muccia.
Al termine degli accertamenti sono state denunciate tre figure responsabili della gestione del cantiere, ritenute a vario titolo coinvolte in violazioni al Decreto Legislativo 81/2008 in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
L’ispezione ha fatto emergere diverse irregolarità relative alla mancata adozione di misure di prevenzione, alla gestione non conforme della viabilità interna del cantiere, alla carenza nella verifica delle condizioni di sicurezza dei lavori affidati e alla mancata applicazione delle disposizioni contenute nel Piano di Sicurezza e Coordinamento.
Le contestazioni hanno riguardato il committente e amministratore unico di una società con sede a Pescara, il titolare di un’impresa individuale con sede a Foligno e il coordinatore per la sicurezza in fase di Esecuzione dei lavori, residente in provincia.
A seguito delle gravi carenze riscontrate in materia di tutela dei lavoratori, i militari hanno disposto la sospensione immediata dell’attività imprenditoriale. Contestualmente sono state elevate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 6.000 euro e ammende per quasi 31.000 euro.
Nuova operazione dei Carabinieri della Stazione di Tolentino, che hanno identificato e denunciato il presunto autore di una complessa truffa informatica ai danni di un giovane residente nel territorio comunale.
L’indagine è scattata immediatamente dopo la denuncia della vittima e ha permesso di ricostruire un sofisticato sistema fraudolento basato sulle tecniche del “vishing” e dello “spoofing”, finalizzato a sottrarre denaro con l’inganno.
Secondo quanto ricostruito, il giovane aveva ricevuto un SMS che segnalava un presunto pagamento di 899 euro e invitava a contattare un numero di assistenza in caso di operazione non riconosciuta.
Una volta chiamato il numero, la vittima ha parlato con un falso operatore bancario che lo ha informato di un tentativo di addebito sospetto su un conto estero, suggerendo di rivolgersi immediatamente alle forze dell’ordine.
Poco dopo, sul telefono del ragazzo è apparso il numero reale del Comando Provinciale dei Carabinieri di Macerata, falsificato attraverso la tecnica del caller ID spoofing.
Un finto militare, spacciandosi per appartenente all’Arma, ha convinto la vittima che fosse in corso una delicata indagine della Procura per presunti reati bancari, inducendolo a “mettere in sicurezza” i propri risparmi.
Sotto pressione psicologica e fidandosi delle indicazioni ricevute, il giovane ha effettuato un bonifico istantaneo di oltre 8.000 euro presso uno sportello bancario.
La truffa è stata scoperta solo ore dopo, quando la vittima, contattando direttamente i Carabinieri, ha compreso di essere stata raggirata. Grazie al tempestivo intervento dei militari di Tolentino, è stato possibile seguire i flussi finanziari e individuare il conto di destinazione del denaro.
Le successive indagini hanno incluso l’analisi delle telecamere di videosorveglianza di diversi sportelli postali in una regione del Sud Italia. Le immagini hanno consentito di identificare il soggetto mentre effettuava prelievi in contanti a breve distanza temporale dalla truffa.
L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per reati analoghi, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria e dovrà rispondere di truffa pluriaggravata.
L’Arma ricorda che nessuna forza di polizia né istituto bancario richiede mai telefonicamente bonifici o trasferimenti di denaro su conti “di sicurezza”.
In caso di messaggi o telefonate sospette, è fondamentale non eseguire alcuna operazione e verificare sempre tramite i numeri ufficiali o recandosi presso la più vicina Stazione dei Carabinieri.
Intervento dei Vigili del fuoco nella mattinata di oggi lungo l’autostrada A14, nel tratto compreso tra i caselli di Senigallia e Marotta in direzione nord, a causa dell’incendio del semirimorchio di un mezzo pesante in transito.
L’allarme è scattato poco prima delle 10:00, quando il camion, che trasportava prodotti per la pulizia, è stato interessato da un rogo per cause ancora in fase di accertamento.
Il conducente è riuscito a fermare il mezzo in una piazzola di sosta prima che le fiamme si propagassero ulteriormente, evitando conseguenze più gravi.
Sul posto è intervenuta la squadra dei Vigili del fuoco di Senigallia, che ha provveduto allo spegnimento dell’incendio e alla successiva messa in sicurezza dell’area interessata.
Non si registrano persone ferite o coinvolte nell’episodio. Restano in corso gli accertamenti per chiarire l’origine dell’incendio.
MACERATA - Un incendio è divampato all'interno di un capannone adibito a deposito di attrezzi in contrada Acquesalate, a Macerata, nei pressi del ponte sul fiume Potenza lungo la strada che conduce verso Sambucheto.
A causa del rogo, una colonna di fumo si è alzata dalla zona ed è rimasta visibile anche a grande distanza. Le fiamme, oltre a colpire la struttura, hanno coinvolto e danneggiato tre autovetture che si trovavano parcheggiate all'esterno del capanno.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco con tre automezzi, i quali hanno provveduto a spegnere l'incendio e a mettere in sicurezza l'area interessata. Durante l'evento è stato udito anche un forte boato.
Non si registrano feriti né persone intossicate. Sul luogo del sinistro sono intervenuti anche gli agenti della Polizia Locale. Sono ora in corso gli accertamenti da parte delle autorità competenti per chiarire le esatte cause che hanno generato il rogo.
Guidava con un tasso alcolemico quattro volte superiore al limite massimo consentito dalla legge, mettendo a repentaglio la propria vita e quella di due giovanissimi del posto. Per questo motivo, un cittadino russo di 67 anni, residente ad Apiro, è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica dai militari della sezione radiomobile della Compagnia di Macerata.
I reati contestati all'uomo sono quelli di guida in stato di ebrezza alcolica con l'aggravante di aver provocato un sinistro stradale (ai sensi dell'articolo 186 comma 2 lettera "c" e comma 2-bis del Codice della Strada).
I fatti si sono verificati nel pomeriggio dello scorso 16 maggio, intorno alle ore 17:00, lungo la strada provinciale 179 in contrada Fornaci, nel territorio comunale di Apiro. L'uomo stava percorrendo l'arteria alla guida della propria vettura quando, subito dopo aver superato una curva a sinistra e a causa del grave stato di alterazione psicofisica in cui si trovava, ha perso il controllo del mezzo.
Il veicolo ha letteralmente sfiorato due biciclette ferme a bordo della carreggiata, condotte da due adolescenti del posto, per poi fuoriuscire completamente dalla sede stradale e terminare la propria corsa all'interno della scarpata sottostante.
La dinamica e la gravità dell'impatto hanno richiesto l'immediato intervento dei soccorsi. Sul luogo del sinistro sono giunti tempestivamente i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure ai due minori, apparsi comprensibilmente sotto shock, e al conducente dell'automobile. Tutti e tre i soggetti coinvolti sono stati successivamente trasportati presso l'ospedale di Jesi per gli accertamenti del caso e, fortunatamente, nessuno di loro è risultato in pericolo di vita.
Per le complesse operazioni di recupero del mezzo finito nel dirupo è stato necessario l'intervento congiunto dei vigili del fuoco del distaccamento Volontari di Apiro e del Comando Provinciale di Ancona.
I successivi accertamenti clinici, eseguiti sui campioni biologici prelevati all'automobilista nell'immediatezza del ricovero ospedaliero, hanno confermato i sospetti iniziali dei carabinieri della sezione radiomobile. L'uomo è infatti risultato positivo all'etanolo con un valore pari a 2,09 g/l.
Si tratta di una concentrazione record, ben oltre la soglia massima, che fa scattare automaticamente le sanzioni penali più severe, il sequestro del veicolo e la revoca della patente di guida, nonostante i documenti di guida e circolazione fossero inizialmente regolari. L'Autorità Giudiziaria e la Prefettura di Macerata sono state formalmente informate dal nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Macerata, che ora procede nei compiti di legge.
La macellazione degli animali da reddito non è una pratica privata e incontrollata, ma un'attività rigorosamente regolamentata da precise e severe norme igienico-sanitarie poste a presidio della salute pubblica e della tutela degli animali. Questo principio fondamentale è al centro dell'ultima operazione condotta dai carabinieri della stazione di Morrovalle che, nel pomeriggio del 27 maggio, hanno scoperto una vera e propria attività di macellazione clandestina sul territorio comunale.
Durante un normale servizio di controllo del territorio, i militari hanno sorpreso quattro cittadini stranieri, nello specifico due macedoni, un albanese e un romeno di età compresa tra i 32 e i 62 anni, tutti residenti a Morrovalle, all'interno di alcuni terreni agricoli nella frazione di Trodica.
I quattro soggetti sono stati colti in flagrante mentre erano intenti ad abbattere alcuni ovicaprini in totale assenza delle autorizzazioni previste dalla legge e in palese violazione delle normative sul benessere animale. La successiva e accurata ispezione dell'area circostante ha permesso di estendere la scoperta. All'interno di un casolare abbandonato adiacente ai terreni agricoli, i carabinieri hanno infatti rinvenuto circa 40 capi di bestiame ancora vivi, i quali si trovavano stipati e occultati in condizioni precarie.
Data la gravità dello scenario, sul posto è intervenuta immediatamente una pattuglia dei carabinieri forestali di Pieve Torina, unitamente al personale veterinario dell'AST di Macerata. I medici veterinari, dopo aver effettuato i primi accertamenti urgenti sul posto, hanno preso in carico tutti gli animali vivi per assicurarne l'immediata messa in sicurezza e il necessario monitoraggio sanitario.
Al termine delle attività di verifica e dei previsti accertamenti di rito, i quattro uomini sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica. Le accuse formulate dai militari dell'Arma sono particolarmente pesanti e vanno a colpire sia la violazione delle norme sulla filiera alimentare sia la crudeltà verso gli animali.
I reati contestati a vario titolo sono la macellazione clandestina (articolo 6 del Decreto Legislativo 193/2007), l'uccisione di animali (articolo 544-bis del codice penale), il maltrattamento di animali (articolo 544-ter del codice penale) e il commercio abusivo di sostanze alimentari nocive (articolo 444 del codice penale).
L'Autorità Giudiziaria è stata prontamente informata dalla stazione dei carabinieri di Morrovalle, che ora procede attivamente nelle attività d'indagine.
(Foto di repertorio)
Un incendio ha interessato nella notte appena trascorsa un casolare rurale non abitato, situato nel territorio comunale di San Severino Marche. La richiesta di intervento alla centrale operativa è pervenuta intorno alle ore 1:20. Sul posto sono prontamente intervenute le squadre dei vigili del fuoco del distaccamento di Tolentino e della sede centrale di Macerata.
Il personale ha lavorato con il supporto di diversi automezzi, tra cui un'autobotte e un'autoscala. Per consentire lo smassamento delle macerie e delle componenti strutturali interessate dalle fiamme, si è reso necessario anche l'utilizzo di mezzi meccanici per il movimento terra.
L'azione dei vigili del fuoco ha permesso di circoscrivere il rogo, evitando il coinvolgimento delle aree limitrofe, e di mettere in sicurezza l'intera struttura. Trattandosi di un edificio rurale disabitato, non si registrano persone coinvolte o ferite.
Una volta domato l'incendio, le attività sono proseguite con la minuziosa bonifica dei residui e il monitoraggio degli ultimi focolai per scongiurare eventuali riattivazioni. Le operazioni si sono concluse regolarmente nel primo pomeriggio di oggi. Sono tuttora in corso gli accertamenti per stabilire le cause dell'innesco.
Un grave incidente stradale si è verificato nel primo pomeriggio di oggi, intorno alle ore 13:45, lungo la strada provinciale 485, nel territorio comunale di Corridonia. L'impatto, che ha coinvolto un suv e una moto all'altezza dello svincolo per la storica abbazia di San Claudio, ha avuto le conseguenze più serie per un giovane motociclista di 26 anni.
Sul posto sono immediatamente scattati i soccorsi sanitari, coordinati dalla centrale operativa del 118. I sanitari, valutata la gravità dei traumi riportati dal ragazzo nell'impatto, hanno ritenuto necessario richiedere l'intervento dell'eliambulanza. L'elicottero, atterrato nei pressi del luogo del sinistro, ha preso in carico il 26enne per il successivo e urgente trasferimento in codice rosso all'ospedale regionale di Torrette ad Ancona.
Oltre ai mezzi di soccorso, l'arteria stradale è stata raggiunta tempestivamente dai carabinieri della stazione di Corridonia, incaricati di eseguire i rilievi di rito e di raccogliere tutti gli elementi utili a chiarire le cause e le responsabilità del sinistro stradale.
Il traffico lungo la strada provinciale 485 è rimasto pesantemente rallentato, con inevitabili disagi in entrambe le direzioni. Per gestire la complessa situazione viabilistica e consentire le operazioni di messa in sicurezza della strada sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale.
CIVITANOVA MARCHE — È finito in carcere il presunto responsabile di una serie di furti aggravati messi a segno negli ultimi mesi ai danni di diversi esercizi commerciali del Civitanovese. Nel pomeriggio di ieri, 26 maggio 2026, i Carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino tunisino di 60 anni, pregiudicato e senza fissa dimora.
Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Macerata su richiesta della Procura della Repubblica, arriva al termine delle indagini condotte dai militari della Stazione di Civitanova Marche e dell’Aliquota Operativa, che hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo.
Secondo gli investigatori, l’indagato avrebbe agito insieme a un complice, attualmente già detenuto per altra causa, compiendo diversi furti aggravati tra il 2025 e il 2026 ai danni di attività commerciali del territorio.
Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Ancona Montacuto, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La comunità di Urbisaglia si stringe nel dolore per la scomparsa di Anna Lucina Piergiacomi, all'età di 69 anni. Fatale una malattia che la accompagnava da agosto 2025. La notizia della sua scomparsa ha destato profonda commozione in tutto il territorio, dove la donna era profondamente conosciuta sia per le sue doti umane sia per la sua straordinaria intuizione professionale nel distretto calzaturiero d'eccellenza. Lascia il marito Florindo, ed i figli Marco e Simona.
Anna Lucina Piergiacomi era l'anima e la titolare di "Lucina Calzature", azienda diventata nel tempo una delle realtà più dinamiche e apprezzate del distretto marchigiano per la produzione di scarpe di alta gamma. Grazie a un profondo know-how maturato sul campo e a prestigiose consulenze effettuate negli anni per noti marchi della moda internazionale, Anna Lucina era considerata una vera e propria maestra nell'arte della realizzazione delle tomaie.
Nel 2001, ispirata proprio dalla ricchezza storica e dagli scavi archeologici della sua amata Urbs Salvia, l'imprenditrice diede vita a un progetto visionario e unico nel suo genere: la riproduzione e commercializzazione dei calzari degli antichi romani.
Collaborando a stretto contatto con docenti e studiosi del territorio, Anna mise in atto un vero e proprio metodo di archeologia sperimentale. Nel suo laboratorio di Urbisaglia ha guidato la produzione di manufatti esclusivi (dai Calcei alle Caligae, fino alle Solae), assemblati a mano in un unico pezzo di pelle conciata al vegetale e senza l'ausilio di macchinari. Un'eccellenza squisitamente artigianale capace di unire le tendenze della moda contemporanea con la sfera del benessere e la gloriosa tradizione storica del territorio.
La camera ardente è stata allestita presso la Casa Funeraria PIETAS, sita a Passo Ripe San Ginesio, dove parenti, amici e conoscenti possono recarsi per l'ultimo saluto nel consueto orario di visite (dalle ore 8:00 alle ore 20:00).
I funerali avranno luogo venerdì 29 maggio alle ore 16:00 nella Chiesa Parrocchiale di Urbisaglia, muovendo direttamente dalla stessa Casa Funeraria. Al termine del rito funebre si proseguirà per la sepoltura nel cimitero locale.
Incidente nella mattinata di oggi a Grottaccia di Cingoli, lungo la strada provinciale 114, dove per cause in corso di accertamento una Fiat Panda e un camion sono entrati in collisione.
Ad avere la peggio è stato il conducente della vettura, un uomo rimasto ferito nell’impatto. Illeso invece il conducente del mezzo pesante.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e la polizia locale per i rilievi e la gestione della viabilità.
Vista la gravità delle condizioni dell’automobilista, è stato richiesto l’intervento dell’eliambulanza che ha trasferito il ferito all’ospedale di Torrette di Ancona per le cure del caso.
Sono in corso accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente avvenuto lungo la provinciale.
Sono ripresi nel mese di maggio i controlli sul territorio provinciale in concomitanza con la migrazione della quaglia. Le attività vengono svolte dalle Guardie Venatorie Volontarie della Sezione Provinciale Federcaccia di Macerata, coordinate dalla Polizia Provinciale.
Nel corso di uno dei servizi notturni effettuati nel comune di Macerata, gli operatori hanno individuato un richiamo acustico a funzionamento elettromagnetico, dispositivo vietato dalla normativa vigente. L’apparecchio, contenente il richiamo sonoro della quaglia, era stato posizionato all’interno di un campo di foraggio.
Il dispositivo è stato immediatamente sequestrato e successivamente consegnato alla Polizia Provinciale per gli accertamenti del caso.
L’operazione rientra nelle attività di tutela della fauna selvatica e, in particolare, della quaglia durante il delicato periodo della migrazione primaverile. Per questo motivo, nelle prossime settimane i controlli verranno ulteriormente intensificati su tutto il territorio provinciale.
Le autorità invitano inoltre i cittadini a collaborare segnalando eventuali situazioni sospette. Per le segnalazioni sono attivi il numero verde della Polizia Provinciale, 800 21 66 59, e il coordinamento provinciale delle Guardie Venatorie Volontarie della Federcaccia di Macerata al numero 339 5981898.
A sottolineare l’importanza delle attività di vigilanza è il presidente provinciale Federcaccia Macerata, Nazzareno Galassi, che ribadisce l’impegno nella tutela della fauna e nel contrasto alle pratiche illecite sul territorio.
Una buca sull'asfalto si trasforma in una trappola e un ciclista finisce in condizioni gravi all'ospedale di Torrette. L' incidente si è verificato intorno alle 19 di questa sera in via Cossio, a Recanati .
A fare le spese del fondo stradale dissestato è stato un uomo di 57 anni che si trovava in sella alla sua mountain bike. Secondo una prima ricostruzione dell'accaduto – ancora al vaglio delle forze dell'ordine – il ciclista stava percorrendo la via quando avrebbe urtato violentemente un avvallamento della carreggiata, forse nel tentativo di scartare un ostacolo improvviso. A quel punto il controllo del mezzo è diventato impossibile: l'uomo è stato sbalzato dalla sella, finendo rovinosamente a terra dopo un volo di qualche metro. Nel sinistro non sono rimasti coinvolti altri veicoli.
I residenti e i passanti hanno dato immediatamente l'allarme. Sul posto sono arrivati a sirene spiegate i sanitari del 118 e le pattuglie dei Carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche, che si sono occupati di deviare il traffico per permettere le operazioni di soccorso.
Data la dinamica dell'incidente, i medici dell'emergenza hanno richiesto il supporto dell'eliambulanza Icaro, alzata in volo d'urgenza dalla base di Ancona.
Il ciclista, dopo le prime cure prestate sul posto per stabilizzarlo, è stato caricato a bordo dell'elicottero e trasferito in codice rosso al pronto soccorso dell'ospedale regionale di Torrette.
I Carabinieri della Stazione Carabinieri di Sarnano hanno portato a termine, nelle ultime ore, due distinte operazioni di controllo del territorio finalizzate al contrasto dei reati contro la persona e del fenomeno legato all’uso e allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Nel primo intervento, i militari hanno denunciato in stato di libertà un cittadino albanese di 30 anni, residente a Sarnano, ritenuto responsabile del reato di minaccia aggravata. I fatti risalgono alla notte del 18 maggio scorso quando, intorno alle 00.30, nei pressi di un pubblico esercizio del centro cittadino, l’uomo – secondo quanto ricostruito dai Carabinieri – avrebbe aggredito un operaio edile marocchino di 48 anni, residente in provincia di Napoli, minacciandolo con una bottiglia di vetro infranta.
La vittima, dopo l’episodio, si è recata autonomamente al Pronto Soccorso dell’ospedale di Amandola, dove i sanitari hanno riscontrato lesioni traumatiche giudicate guaribili in cinque giorni.
Nei confronti del trentenne, oltre alla denuncia penale, è stata contestata anche la violazione amministrativa per ubriachezza molesta. I Carabinieri hanno inoltre avanzato la proposta per l’applicazione di una misura di prevenzione, informando l’autorità giudiziaria e amministrativa competente.
Nel corso degli stessi servizi di controllo del territorio, i militari della Stazione di Sarnano hanno inoltre segnalato alla Prefettura un cittadino egiziano di 19 anni, residente nel comune, trovato in possesso di 0,3 grammi di hashish durante un’attività ispettiva. La sostanza stupefacente è stata sequestrata e il giovane è stato segnalato ai sensi dell’articolo 75 del D.P.R. 309/1990.
Incidente stradale poco dopo le 13 sulla superstrada, in direzione mare, poco prima dell'uscita di Tolentino Est. Per cause in corso di accertamento, un'autovettura e un furgone sono rimasti coinvolti in uno scontro che ha reso necessario l’intervento dei soccorsi.
Sul posto è intervenuta la squadra dei vigili del fuoco di Tolentino, che ha provveduto a estrarre il conducente dell'auto utilizzando attrezzature specifiche per gli incidenti stradali. Una volta liberato dall’abitacolo, l’uomo è stato affidato alle cure del personale sanitario del 118 e trasferito per accertamenti in ospedale. Non si troverebbe in gravi condizioni.
Per consentire le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza dei mezzi coinvolti, una corsia della superstrada è stata temporaneamente chiusa al traffico. Sul luogo dell’incidente sono intervenute anche le forze dell’ordine per i rilievi e la gestione della viabilità.
Un viavai continuo di persone sospette all'interno di un condominio e le segnalazioni dei residenti sulla presenza di soggetti dediti al consumo di sostanze stupefacenti. È da questi elementi che è scattato il blitz degli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Civitanova Marche, culminato con l’arresto di un cittadino egiziano di 23 anni, sul quale pendeva un ordine di carcerazione.
Gli agenti della Squadra Volanti hanno fatto irruzione nell'alloggio segnalato, cogliendo di sorpresa tre persone all’interno. Alla vista delle divise, il 23enne nordafricano ha tentato di darsi alla fuga per sottrarsi al controllo, ma è stato immediatamente bloccato e immobilizzato dagli operatori prima che potesse far perdere le proprie tracce.
Mentre gli altri due soggetti identificati nell'appartamento sono risultati essere vecchie conoscenze delle forze dell'ordine, già presenti nella banca dati per vari precedenti di polizia a loro carico, il giovane egiziano è risultato completamente privo di documenti d’identità.
Accompagnato negli uffici del Commissariato della città costiera per essere sottoposto a fotosegnalamento e a più approfondite verifiche, i controlli terminalistici hanno fatto emergere una situazione giudiziaria decisamente pesante. A carico del 23enne risultava infatti un ordine di arresto emesso dalla Procura della Repubblica di Milano.
Il giovane straniero era stato precedentemente condannato alla pena complessiva di 4 anni e 11 mesi di reclusione per una lunga scia di reati gravi commessi in Nord Italia: rapina aggravata, lesioni personali, sequestro di persona e utilizzo indebito di carte di credito (l'ultimo dei quali commesso nel 2022).
Al 23enne restava ancora da espiare un residuo di pena pari a 2 anni e 2 mesi di reclusione. Al termine di tutte le formalità di rito e degli accertamenti sull'identità personale, gli agenti della Polizia di Stato hanno provveduto a tradurre l’arrestato presso la casa circondariale di Fermo, dove è stato ristretto per l'esecuzione della pena.