Cultura

Il design internazionale torna a Tolentino: "Meet the Guru" riparte con Simone Spalvieri

Il design internazionale torna a Tolentino: "Meet the Guru" riparte con Simone Spalvieri

Dopo il successo della scorsa edizione, che ha visto sfilare sul palco del Politeama nomi del calibro di Giulio Cappellini, Michele De Lucchi e Piero Lissoni, torna a Tolentino “Meet the Guru”. Il ciclo di incontri, promosso dalla Fondazione Design Terrae, riapre i battenti per esplorare il profondo legame tra la cultura del progetto, l'identità dei territori e lo sviluppo economico. Il primo ospite di questa edizione 2026, in programma venerdì 13 marzo, sarà Simone Spalvieri. Designer industriale e co-fondatore, insieme a Valentina Del Ciotto, del pluripremiato studio che porta i loro nomi, Spalvieri rappresenta un caso emblematico di "ritorno al territorio". Dopo anni trascorsi a costruire la propria carriera tra i fermenti di Milano e Londra, la coppia ha infatti compiuto una scelta consapevole: stabilire la propria base operativa proprio a Tolentino. Una decisione dettata dalla ricerca di ritmi più umani e di un approccio al design più lento e consapevole, dimostrando nei fatti che la grande progettualità internazionale può fiorire anche lontano dalle metropoli, restando connessa con le tradizioni produttive locali. La serata vedrà Simone Spalvieri in dialogo con Paolo Casicci, giornalista e curatore esperto del settore design. Al centro del confronto non ci saranno solo i prodotti e le collaborazioni con i grandi marchi globali, ma anche il valore sociale del design come motore di crescita per le comunità. L'iniziativa punta a mettere in luce come l'identità di un luogo possa influenzare il lavoro del progettista e, viceversa, come il design possa rigenerare le eccellenze del territorio maceratese. L’esperienza di Spalvieri e Del Ciotto diventa così un modello di riferimento per chi crede in un futuro professionale d'eccellenza radicato nelle Marche.

10/03/2026 11:28
La poesia che insegna a dubitare: Tolentino celebra la Nobel polacca Wisława Szymborska

La poesia che insegna a dubitare: Tolentino celebra la Nobel polacca Wisława Szymborska

Ci sono poeti che parlano alla loro epoca. E poi ci sono poeti che, con ironia e leggerezza, riescono a parlare a tutte le epoche. Tra questi c’è Wisława Szymborska, polacca Premio Nobel per la Letteratura nel 1996, una delle voci più amate della poesia europea del Novecento. A lei sarà dedicata una serata letteraria a Tolentino, mercoledì 11 marzo alle ore 17 al Politeama Franco Moschini, nell’ambito delle attività culturali di Unitre Tolentino. L’iniziativa fa parte del ciclo "La voce della poesia polacca – Serate letterarie nelle Marche", promosso da Polovers, in collaborazione con il Consolato Onorario della Repubblica di Polonia in Ancona e l'AIPNM. Il progetto, realizzato con l’Istituto Polacco di Roma e l'Ambasciata, è finanziato dal Ministero degli Affari Esteri della Polonia per il sostegno delle comunità polacche all’estero. L’appuntamento di Tolentino sarà un momento di approfondimento tra riflessioni, letture e proiezioni. Il programma prevede i saluti istituzionali di Mirella Valentini, Anna Czerwińska e Mauro Radici. Seguirà l’intervento della relatrice Marta Wanicka, dell’Università di Bologna, che offrirà una lettura della poetica della scrittrice nel contesto del Novecento. La serata proseguirà con letture di poesie in italiano e in polacco, la proiezione di un video dedicato alla poetessa e le conclusioni del Console onorario Cristina Gorajski. L’iniziativa non è una semplice conferenza, ma un incontro di ascolto nello spirito della poetessa, che amava ricordare come la poesia nasca dal pensiero: "Non so". Le celebrazioni proseguiranno poi venerdì 13 marzo ad Ancona, nella Sala del Consiglio comunale, con la proiezione del documentario “La vita a volte è sopportabile. Ritratto ironico di Wisława Szymborska”. L'obiettivo è promuovere il dialogo culturale tra Italia e Polonia attraverso la grande tradizione letteraria. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

10/03/2026 10:40
Civitanova, cambio di data per lo show di Alessandro Cattelan: "Benvenuto nell'AI!" si sposta all'11 aprile

Civitanova, cambio di data per lo show di Alessandro Cattelan: "Benvenuto nell'AI!" si sposta all'11 aprile

Cambio di programma per lo spettacolo di Alessandro Cattelan al Teatro Rossini di Civitanova Marche. Per sopraggiunti motivi organizzativi, la data di "Benvenuto nell’AI!", inizialmente fissata per il 2 aprile, è stata spostata al prossimo 11 aprile, sempre con inizio alle ore 21:00. L’organizzazione, curata da Best Eventi in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e l’Azienda Teatri di Civitanova Marche, comunica che i biglietti già acquistati restano perfettamente validi per la nuova data, senza che sia necessaria alcuna operazione di sostituzione da parte degli spettatori. Chi fosse impossibilitato a partecipare all’appuntamento dell’11 aprile potrà richiedere l’eventuale rimborso entro e non oltre le 15:00 del prossimo 18 marzo, rivolgendosi direttamente al circuito d’acquisto utilizzato. Per chi non avesse ancora provveduto, i tagliandi per la nuova data sono regolarmente in vendita sui circuiti TicketOne, Ticketmaster e Vivaticket. In "Benvenuto nell'AI!", Cattelan sposta il focus sulle riflessioni ironiche e disincantate del presente, partendo da un interrogativo provocatorio: cosa manca a un’intelligenza artificiale per essere veramente umana? Attraverso un ritmo serrato di oltre 90 minuti, tra episodi reali, riflessioni iperboliche, canzoni surreali scritte per l’occasione e l’interazione costante con la platea, l'artista indaga le assurdità del nostro tempo e il rapporto spesso ambivalente che nutriamo verso la tecnologia. Dopo aver esplorato, nel suo precedente lavoro, la libertà di pensiero attraverso la messa in scena del proprio funerale, Cattelan si pone ora in una prospettiva nuova, dove un'A.I. si rivolge a lui per apprendere come diventare "umana". Il risultato è un one-man show scanzonato e profondo, che delinea un futuro forse non così catastrofico come temiamo, dove proprio le nostre debolezze – e la capacità di riderne – rappresentano la nostra peculiarità più autentica e difficile da replicare. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.besteventi.it o chiamare il numero 085.9047726.

09/03/2026 15:20
Il Persiani ride e riflette con Macchini: sold out a Recanati per il dono e la solidarietà

Il Persiani ride e riflette con Macchini: sold out a Recanati per il dono e la solidarietà

Una serata di risate, nostalgia e, soprattutto, grande impegno civile. Il Teatro Persiani ha registrato il tutto esaurito domenica sera per lo spettacolo di Piero Massimo Macchini, un evento che ha saputo coniugare l’intrattenimento di qualità con la missione sociale di Avis Recanati e Admo Macerata. L'iniziativa, inserita nel progetto "Radici" della Regione Marche e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha visto la partecipazione di 340 persone, raggiungendo il limite massimo della capienza consentita. Un segnale forte da parte della comunità recanatese, che ha risposto con entusiasmo all'appello lanciato dalle associazioni del dono. Sul palco, Macchini ha trascinato il pubblico in un viaggio ironico tra gli anni Ottanta e la società contemporanea, alternando battute fulminanti a momenti di riflessione profonda. L'obiettivo della serata era chiaro: regalare momenti di spensieratezza senza però dimenticare l'importanza dell'impegno civico. La filosofia dell'evento, del resto, poggia su un pilastro semplice: il sorriso e il volontariato sono strumenti essenziali per stare meglio con se stessi e con gli altri. I saluti iniziali hanno visto un fronte compatto tra istituzioni e mondo del volontariato. Il vicesindaco Bartomeoli, la dott.ssa Cantori (Servizio Trasfusionale Ast Macerata), Maria Gianuario (Avis Marche), Elvezio Picchi (Admo Marche) e Morena Soverchia (Avis Provinciale Macerata) hanno ribadito quanto sia vitale la partecipazione attiva dei cittadini. In un clima di grande allegria, il presidente di Avis Recanati e Matteo Balestrini di Admo Macerata hanno invitato la platea ad avvicinarsi alle due realtà: «Donare fa bene a chi riceve, ma fa molto bene anche a noi stessi», è stato il messaggio lanciato dal palco, sottolineando come la solidarietà sia un arricchimento personale prima ancora che collettivo. Un momento di particolare rilevanza è stato dedicato alle nuove generazioni. È stato rivolto un invito speciale ai giovani tra i 18 e i 35 anni affinché effettuino l’iscrizione al Registro nazionale dei donatori di midollo osseo. Poiché le probabilità di compatibilità sono estremamente scarse, aumentare il numero degli iscritti in giovane età è l'unico modo per accrescere le speranze di chi attende un trapianto salvavita. La serata si è conclusa con un ringraziamento corale e un monito che guarda al futuro. L'invito delle associazioni non si limita alla donazione di sangue o midollo, ma si estende a ogni forma di volontariato – ambientale, sociale o culturale. Per costruire la società che tutti auspichiamo, il messaggio finale è stato inequivocabile: non basta desiderare il cambiamento, occorre rimboccarsi le maniche e impegnarsi in prima persona per trasformare l'auspicio in realtà.

09/03/2026 14:00
Applausi a Macerata per "Strike": il film che racconta le dipendenze e la fragilità dei giovani

Applausi a Macerata per "Strike": il film che racconta le dipendenze e la fragilità dei giovani

Un lunghissimo applauso ha suggellato il successo dell'anteprima maceratese di "Strike – Figli di un'era sbagliata", proiettato al Multiplex 2000 di Piediripa alla presenza dei registi e attori protagonisti Gabriele Berti, Giovanni Nasta e Diego Tricarico. Il film, che uscirà ufficialmente nelle sale il 26 marzo, affronta con il tono della commedia all'italiana temi complessi come le dipendenze patologiche e l'amicizia, ambientando gran parte della storia all'interno di un Ser.D. La serata è stata introdotta da un talk moderato da Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura, con la partecipazione del vicesindaco di Macerata Francesca D'Alessandro e del sindaco di Potenza Picena Noemi Tartabini. Proprio l'Istituto Comprensivo Giacomo Leopardi di Potenza Picena è stato il set principale della pellicola: per quattro settimane la scuola è stata trasformata in un vero e proprio villaggio cinematografico per ospitare le riprese degli interni, diventando la sede della struttura sanitaria dove si incrociano i destini dei tre protagonisti. Il cast vanta nomi di rilievo come Matilde Gioli, Massimo Ceccherini, Caterina Guzzanti e Pilar Fogliati. I registi hanno spiegato come il progetto sia nato da cinque anni di ricerca sul campo e dalla volontà di onorare la memoria di amici scomparsi, come il cantante Cranio Randagio, le cui canzoni sono state inserite nella colonna sonora. "Chi assume una sostanza spesso non lo fa per alterarsi, ma per 'stare' con qualcuno", hanno dichiarato gli autori, sottolineando l'obiettivo di eliminare il giudizio sociale verso chi soffre. Il film, co-finanziato dalla Regione Marche e supportato dalla Marche Film Commission, utilizza una regia dinamica con frequente ricorso alla camera a mano per restituire l'instabilità emotiva dei personaggi. Attraverso la storia di Dante, Pietro e Tiziano, l'opera si rivolge non solo ai giovani ma anche agli adulti, offrendo uno sguardo senza filtri sulle fragilità delle nuove generazioni e sulla forza terapeutica del sostegno reciproco. Dopo il consenso della critica al Torino Film Festival, la pellicola si prepara ora all'incontro con il grande pubblico nazionale.

08/03/2026 13:10
“Sete e risveglio”, il nuovo libro visionario di Fabio Strinati tra mito e memoria

“Sete e risveglio”, il nuovo libro visionario di Fabio Strinati tra mito e memoria

Una dimensione sospesa, quasi al limite del surreale, attraversa le pagine di “Sete e risveglio”, la nuova opera del poeta e artista marchigiano Fabio Strinati. Il libro, pubblicato da Il Foglio Letterario Edizioni, si presenta come un viaggio visionario tra parola e immaginazione, dove la scrittura assume tratti intensi e volutamente disturbanti. Lo stesso autore definisce l’opera come «un vero e proprio disturbo poetico della digestione, fuoriuscito da una lunga vomitata senza fine partorita in un quartiere dormitorio di una città fantasma». Una dichiarazione che rende immediatamente l’idea del tono provocatorio e insieme profondamente simbolico che attraversa l’intero libro. L’ispirazione alla base del progetto nasce dalla rilettura di una leggenda appartenente al folclore russo, quella della Fanciulla di neve, Sneguročka, conosciuta anche come Nevina. Secondo il racconto tradizionale, alla giovane è proibito amare: se dovesse innamorarsi, il suo corpo si scioglierebbe come neve. Da questo mito fragile e tragico Strinati trae spunto per sviluppare una riflessione poetica sul desiderio, sulla vulnerabilità e sulla condizione umana, trasformando la leggenda in materia lirica e visionaria. Il volume è inoltre segnato da una dedica particolarmente sentita: quella a Pierluigi Buglioni, artista e professore originario di Esanatoglia, scomparso lo scorso gennaio. Buglioni è stato per anni docente all’Accademia di Belle Arti di Macerata e una figura molto stimata nel panorama artistico locale. Strinati lo ricorda con parole cariche di affetto e riconoscenza: «A un uomo di grande sensibilità e talento. A un uomo dall’umiltà rara. A una figura mistica, perfino ascetica nel suo modo d’interpretare la vita, a tratti così armonioso, autentico, perfettamente originale».   Con “Sete e risveglio”, Fabio Strinati propone dunque un’opera che unisce poesia, immaginario simbolico e memoria personale. Un libro che nasce da suggestioni mitiche e si trasforma in un percorso intimo, dove la scrittura diventa strumento per interrogare il mistero dell’esistenza e per rendere omaggio a una presenza artistica e umana che ha lasciato un segno profondo.

07/03/2026 11:15
“C’è una parte della violenza che non si vede”: ICEBERG debutta al Teatro Apollo di Mogliano

“C’è una parte della violenza che non si vede”: ICEBERG debutta al Teatro Apollo di Mogliano

Questa mattina, presso la sede della Provincia di Macerata, è stato presentato ufficialmente ICEBERG, il nuovo progetto teatrale contro la violenza sulle donne nato per accendere i riflettori su quella parte sommersa, silenziosa e quotidiana che troppo spesso resta invisibile. Il debutto è in programma il 7 marzo 2026 alle ore 20:45 al Teatro Apollo di Mogliano, in una data simbolica alla vigilia della Giornata internazionale della donna. ICEBERG è prodotto da Met – Marche Eventi Teatro e dalla Casa delle Donne di Jesi, con il sostegno di Banco Marchigiano e Feleppa, ed è sviluppato in dialogo con numerose realtà marchigiane impegnate nel contrasto alla violenza di genere, tra cui CNA Impresa Donna Marche, Se Non Ora Quando Osimo e Il Faro Sociale. Una rete ampia che conferma la natura del progetto: non solo spettacolo teatrale, ma una vera azione culturale condivisa che coinvolge istituzioni, scuole, associazioni e centri antiviolenza del territorio. ICEBERG non si limita alla rappresentazione scenica, ma affianca allo spettacolo momenti di confronto, informazione e formazione, trasformando il teatro in uno spazio di ascolto e responsabilità collettiva. L’esperienza artistica diventa così un’occasione concreta di consapevolezza, soprattutto per le giovani generazioni, in un’epoca in cui si comunica sempre più attraverso schermi e sempre meno guardandosi negli occhi. Con la regia di Roberto Rossetti, i testi di Elisabetta Tulli e le musiche tratte dal repertorio classico e riarrangiate per la scena da Antonio Torella, lo spettacolo costruisce un linguaggio teatrale essenziale e diretto, dove parola, suono e presenza scenica diventano strumenti di testimonianza e riflessione. In scena Chiara Bonfrisco, Francesco Properzi, Elisabetta Tulli, Enrico Verdicchio, Rosetta Martellini, Benedetta Morichetti ed Elena Galassi, con una squadra artistica e tecnica che rafforza la qualità e la profondità del progetto. Il cuore dello spettacolo è racchiuso nella sua metafora. ICEBERG non mostra la violenza nel suo momento più evidente, quello fisico o irreparabile, ma concentra lo sguardo su ciò che la precede, sui segnali minimi e sottovalutati, su quelle dinamiche che lentamente trasformano una relazione in un territorio di squilibrio, paura e dipendenza. Le parole che svalutano, le battute che normalizzano il possesso, i controlli scambiati per attenzione, le rinunce progressive che isolano la vittima diventano i veri protagonisti della narrazione. Il pubblico non assiste soltanto a eventi, ma riconosce dinamiche quotidiane e diffuse: la minimizzazione, il senso di colpa indotto, la difficoltà di essere credute, il peso del giudizio sociale, la solitudine che precede ogni richiesta di aiuto. ICEBERG porta in scena la zona grigia della violenza, quella in cui non è ancora evidente ma è già presente, insinuandosi nel linguaggio e nei ruoli sociali. Roberta Nuzzaci, presidente di Met – Marche Eventi Teatro, ha spiegato che l’idea nasce da un’esigenza personale maturata attraverso un contatto diretto con la Casa delle Donne di Jesi. L’obiettivo è accendere campanelli d’allarme, soprattutto nelle giovani generazioni, per riconoscere ciò che sta sotto la punta dell’iceberg, dove si trovano femminicidi e aggressioni fisiche, ma che è sostenuta da una massa sommersa fatta di segnali ignorati. Il testo è stato costruito attraverso un confronto costante con le referenti della Casa delle Donne, in un percorso di letture e rielaborazioni condivise. Elisabetta Tulli ha raccontato di aver affrontato una lunga fase di formazione e interviste per realizzare un’opera di teatro civile autentica e documentata, capace di unire competenze drammaturgiche e responsabilità sociale. Dopo diverse revisioni, lo spettacolo è pronto per il debutto del 7 marzo, con l’intento di trasformare il palcoscenico in uno strumento di prevenzione. Il regista Roberto Rossetti ha definito ICEBERG un progetto che nasce da una necessità e che utilizza il teatro per fare cultura e informazione, mescolando elementi musicali, momenti di leggerezza e di forte emozione, in una messa in scena guidata dalla sensibilità verso una tematica urgente e attuale. Chiara Bonfrisco, protagonista dello spettacolo, ha parlato di una grande responsabilità interpretativa, trattandosi di una storia ispirata a materiale reale. Raccontare questa vicenda significa permettere al pubblico di empatizzare e riconoscere i segnali, comprendendo quanto sia fondamentale intervenire prima che la violenza emerga nella sua forma più estrema. In un tempo in cui la cronaca restituisce quotidianamente numeri e nomi, ICEBERG sceglie di restituire contesti, processi e responsabilità collettive. Non cerca il colpo di scena, non spettacolarizza il dolore, ma invita a comprendere le radici della violenza. Perché la violenza non comincia con un gesto. Comincia molto prima. E spesso passa inosservata.

04/03/2026 18:59
Svelata la pianta segreta dell’Abbazia di Valfucina: un viaggio nell’architettura perduta del San Vicino

Svelata la pianta segreta dell’Abbazia di Valfucina: un viaggio nell’architettura perduta del San Vicino

Le pietre millenarie dell’Abbazia di Santa Maria di Valfucina, il complesso benedettino che diede origine al celebre Castello di Elcito, tornano a rivelare i propri segreti. Un innovativo studio condotto dall'architetto settempedano Luca Maria Cristini è riuscito a ricostruire l’originale configurazione medievale del monastero, oggi parzialmente celata da secoli di trasformazioni agricole e stratificazioni moderne. La ricerca ha incrociato l’analisi di quasi quattrocento pergamene storiche con lo studio dei modelli edilizi standardizzati dell'ordine cluniacense. Attraverso un serrato confronto con la vicina e integra Abbazia di Valdicastro, Cristini è riuscito a ipotizzare la funzione originaria degli edifici rurali che oggi circondano la chiesa, restituendo un’identità storica a strutture finora considerate semplici annessi colonici. Secondo lo studio, il complesso subì una radicale ricostruzione a metà del XIII secolo, a seguito di un rovinoso incendio probabilmente causato da un'incursione del Comune di San Severino. La nuova pianta seguiva criteri modulari precisi: il braccio orientale, situato in continuità con il transetto della chiesa, ospitava al piano terra la sala capitolare e al piano superiore le celle dei monaci. Secondo le mappe catastali, questa struttura sarebbe stata demolita solo nel secondo dopoguerra per fare spazio a una stalla. Allo stesso modo, il braccio sud, in corrispondenza dell’attuale schiera di case coloniche, accoglieva originariamente il refettorio e le cucine. Le abitazioni odierne poggerebbero quindi sulle antiche fondamenta monastiche, come confermato dalle perizie redatte dall'architetto Clemente Moghini dopo il sisma del 1799. Un ulteriore elemento di grande interesse è l’attuale fienile adiacente alla facciata della chiesa, che sarebbe sorto proprio sopra l'antico spazio claustrale. Al suo interno sono ancora visibili tracce murarie riconducibili ai pilastri delle arcate originali del chiostro. "Le vicende storiche hanno quasi cancellato ogni traccia della vita monastica a Valfucina – spiega l'architetto Luca Maria Cristini – ma la circolazione delle idee tra i monaci capomastri del Medioevo ha lasciato una firma architettonica riconoscibile. Questa ricostruzione planimetrica non è solo un esercizio accademico, ma deve diventare una guida per l’auspicabile recupero dell’intero complesso, che sta finalmente iniziando con l’imminente restauro della chiesa".

04/03/2026 12:00
Il rock delle stelle per il capolavoro "Metropolis": al Politeama una notte da tutto esaurito

Il rock delle stelle per il capolavoro "Metropolis": al Politeama una notte da tutto esaurito

L'attesa è quasi finita e i numeri parlano chiaro: restano soltanto gli ultimissimi biglietti per quello che si preannuncia come uno degli eventi più suggestivi della stagione culturale tolentinate. Sabato 7 marzo, alle ore 21:30, il Politeama Franco Moschini ospiterà il nuovo appuntamento di Millimetri, la rassegna che indaga il legame tra design, architettura e cinema. Questa volta, però, lo schermo non sarà l'unico protagonista: il capolavoro del cinema espressionista "Metropolis" di Fritz Lang prenderà vita attraverso una sonorizzazione live eseguita da una vera e propria "super band" del rock indipendente italiano. Sul palco saliranno quattro nomi che hanno fatto la storia della musica alternativa nazionale: Karim Qqru (Zen Circus), Roberta Sammarelli (Verdena), Xabier Iriondo (Afterhours) e Corrado Nuccini (Giardini di Mirò). Insieme hanno costruito un’architettura sonora inedita, capace di dialogare in tempo reale con le immagini monumentali della pellicola del 1927. Non si tratta di un semplice accompagnamento, ma di un’esperienza immersiva totale dove la potenza visiva del cinema incontra l’energia e la tensione del live set. La scelta di riproporre proprio oggi l’opera di Lang non è casuale: il film, girato quasi un secolo fa, è ambientato in un immaginario 2026. In questa visione distopica, la società è divisa tra i grattacieli dell’élite e i sotterranei della "città-macchina" dove sopravvivono i lavoratori. Un tema di impressionante attualità che la super band saprà attualizzare ulteriormente con un tappeto sonoro di straordinario impatto emotivo. L'evento, organizzato dalla Fondazione Franco Moschini in collaborazione con la Fondazione Design Terrae e numerosi partner locali, ha richiamato l’attenzione di appassionati da tutta la regione. Considerata l'eccezionalità della formazione sul palco e la caratura della pellicola, la disponibilità dei posti è ormai ridotta al minimo. La corsa al biglietto è agli sgoccioli e il sold-out è previsto nelle prossime ore. I pochi tagliandi rimasti (al costo di 12 euro più prevendita) sono disponibili presso il botteghino del Politeama, aperto dalle 16 alle 19, oppure direttamente online sul sito ufficiale della struttura. Per chi volesse assicurarsi un posto in platea, il consiglio è quello di procedere immediatamente all'acquisto per non perdere quella che si preannuncia come una delle performance più originali dell'anno nel territorio maceratese.

04/03/2026 10:50
Recanati, Shakespeare rivisitato tra amori proibiti e dilemmi giovanili: il debutto al Teatro Persiani (FOTO e VIDEO)

Recanati, Shakespeare rivisitato tra amori proibiti e dilemmi giovanili: il debutto al Teatro Persiani (FOTO e VIDEO)

Venerdì 6 marzo, alle 20:30, il palcoscenico del Teatro Persiani di Recanati farà da cornice allo spettacolo di arti visive e danza "Shakespeare - L'amore proibito che non poteva essere raccontato", realizzato a cura della compagnia The Muse Fam. Stamattina, al Caffè & Bistrot Piazza Leopardi, il regista, coreografo e direttore artistico Michele Antonio D'Apote ha illustrato l'origine e i temi centrali della rappresentazione teatrale, che sarà messa in scena con il patrocinio del comune di Recanati: "L'idea nasce da alcune ricerche su Leopardi che avevo iniziato a svolgere proprio in questa città. Mi sono accorto che il poeta marchigiano e il più grande drammaturgo inglese avevano molto in comune, specialmente per quanto riguarda alcuni interrogativi esistenziali e 'amletici' che caratterizzano l'opera di entrambi. Ho così deciso di approfondire la biografia di William Shakespeare e i suoi rapporti con il lessicografo italo inglese John Florio. Alcuni sonetti shakespeariani sono infatti espressamente dedicati ad una figura maschile, e da lì ho preso lo spunto per questo spettacolo, incentrato sui temi universali dell'amore, della crescita, degli aspetti più importanti della giovinezza".  Alcuni dei personaggi sono gli stessi della celebre tragedia shakespeariana "Romeo e Giulietta", la cui trama, secondo D'Apote, potrebbe essere ispirata proprio al vissuto sentimentale e interiore dell'autore stesso. L'opera, infatti, affronta il tema universale dell'amore adolescenziale, ma lo fa in chiave moderna, rivestendolo di elementi di contorno che hanno molto a che fare con la società attuale e, soprattutto, con i dubbi esistenziali della gioventù. Non a caso, i membri del cast sono under 25, e D'Apote ha voluto sottolineare proprio l'importanza di dare spazio ai talenti emergenti, senza lasciarsi ingannare dal pregiudizio dell'inesperienza: "Dal punto di vista stilistico, ma anche estetico, trovo incoerente che un adolescente venga interpretato da un quarantenne". Anche i ballerini, tutti marchigiani, erano presenti all'incontro. "Con i miei colleghi abbiamo una regola, alla base, ossia il rispetto assoluto e reciproco - ha raccontato Rosa Oliviero, che interpreterà Lavinia, una donna dal temperamento forte e passionale, che raffigura la carnalità di Shakespeare - Soprattutto, ci si sostiene e compensa a vicenda. È stata un'esperienza fantastica, non solo per il rapporto che si è instaurato tra di noi, ma anche perché il nostro regista ci ha dato modo di entrare completamente nello spettacolo". Recanati, ancora una volta, si dimostra città di cultura, aperta al confronto della propria tradizione con l'arte internazionale: "Si preannuncia uno spettacolo estremamente interessante, una variazione sul tema di una figura che porta con sé un alone di mistero, da sempre fonte inesauribile di ispirazione per questo tipo di operazioni - ha dichiarato l'assessore alla cultura, Ettore Pelati - Un'iniziativa artistica che sicuramente aveva l'obiettivo di coinvolgere soprattutto le fasce più giovani, ma anche quello di riscoprire il mondo del teatro. Quello del 6 marzo è un appuntamento che andrà ad arricchire una stagione teatrale su cui, come amministrazione, intendiamo puntare. La nostra visione politica è quella di aprire il Teatro Persiani il più possibile e creare degli eventi sempre più coinvolgenti per la città e per il territorio".      

03/03/2026 16:54
Claudio Cintoli, il genio delle avanguardie tra le Marche e New York: a Macerata il racconto di Maria Grazia Messina

Claudio Cintoli, il genio delle avanguardie tra le Marche e New York: a Macerata il racconto di Maria Grazia Messina

Un viaggio nella stagione irripetibile degli anni Sessanta e Settanta attraverso la figura di uno dei suoi protagonisti più eclettici. Giovedì 5 marzo, alle ore 17:00, la Sala Castiglioni della Biblioteca Mozzi-Borgetti ospiterà l'incontro dedicato a Claudio Cintoli, l'artista che con la sua energia creativa ha segnato il ventennio tra il 1958 e il 1978. L'evento, organizzato dall'associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi all'interno del ciclo "Incontri sull'arte e dintorni", vedrà la partecipazione della professoressa Maria Grazia Messina, storica dell'arte di fama internazionale. Sarà l'occasione per ripercorrere l'avventura artistica ed esistenziale di Cintoli, partendo dalle sue profonde radici marchigiane fino ad arrivare ai grandi palcoscenici dell'avanguardia tra Roma e New York. Cintoli è stato un interprete "folgorato" dalla propria vertigine creativa, accostabile per intensità a coetanei del calibro di Pino Pascali e Gastone Novelli. La sua produzione si è distinta per un uso imprevedibile di diversi media, spaziando con estrema disinvoltura tra pittura, cinema e performance, prima della sua improvvisa e prematura scomparsa avvenuta a Roma nel marzo del 1978. A guidare il pubblico in questa analisi sarà Maria Grazia Messina, che vanta un legame particolare con il territorio avendo insegnato anche presso l’Università di Macerata, oltre che a Venezia e Firenze. Già presidente della Consulta nazionale per la storia dell’arte e membro del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, la studiosa è nota per le sue ricerche sui legami tra critica, letteratura e arti visive, avendo curato mostre nei principali musei italiani, dal Museo del Novecento di Milano alle Terme di Diocleziano a Roma.

03/03/2026 12:30
Mof: Laura Perini racconta la scenografia come architettura teatrale

Mof: Laura Perini racconta la scenografia come architettura teatrale

Dopo aver attraversato il costume e la regia, La città sul palcoscenico sposta ora lo sguardo su ciò che rende possibile ogni racconto teatrale: lo spazio.Giovedì 5 marzo alle ore 18, nella Gran Sala Cesanelli dello Sferisterio, sarà ospite della rassegna la scenografa Laura Perini, protagonista di un incontro dedicato alla scenografia come architettura visiva e drammaturgica dello spettacolo. Se il costume costruisce l’identità dei personaggi e la regia traccia il pensiero dell’azione, è la scenografia a dare forma al mondo in cui tutto accade. Disegni, proporzioni, materiali e luce diventano strumenti attraverso cui un’idea prende corpo, trasformandosi in ambiente narrativo ed esperienza percettiva per lo spettatore.Il percorso professionale di Laura Perini affonda le radici proprio allo Sferisterio. Nata a Jesi e formatasi a Macerata — prima all’Istituto d’Arte e poi all’Accademia di Belle Arti, dove si specializza in scenografia — consolida negli anni la propria esperienza tra teatro, opera lirica e cinema. Ha collaborato a produzioni del Macerata Opera Festival, a partire dal 2013 con Sogno di una notte di mezza estate, contribuendo alla realizzazione del grande bosco scenico che trasformò il palcoscenico in un paesaggio incantato, fino al ritorno nel 2024 con Turandot, firmata per regia e scene da Paco Azorín. Parallelamente sviluppa un significativo percorso in ambito cinematografico, firmando la scenografia di cortometraggi e film prodotti da realtà nazionali, fino alla partecipazione nel 2022 al film Dante del maestro Pupi Avati, coprodotto da Rai Cinema: un’esperienza che ha ulteriormente ampliato la sua ricerca visiva e la sensibilità nella costruzione dell’immagine.L’incontro offrirà al pubblico l’occasione di entrare nel processo creativo che precede la scena: dalla ricerca iconografica alla progettazione, dalla scelta dei materiali alla realizzazione, fino alla definizione di uno spazio capace di dialogare con interpreti, musica e luce. Inserita nel programma del decennale dell’Associazione Amici dello Sferisterio, la rassegna continua così il proprio viaggio dietro le quinte dello spettacolo dal vivo, mettendo in relazione artisti, istituzioni e pubblico attorno ai linguaggi della creazione scenica.Per gli studenti UNIMC la partecipazione all’incontro consente il riconoscimento di CFU, secondo le modalità indicate dall’Università.Ingresso libero fino a esaurimento posti.

02/03/2026 14:23
Da Macerata all'Himalaya: lo Sferisterio celebra il mito di Giuseppe Tucci. "Un ponte tra mondi"

Da Macerata all'Himalaya: lo Sferisterio celebra il mito di Giuseppe Tucci. "Un ponte tra mondi"

Una Sala Cesanelli gremita in ogni ordine di posto e un silenzio quasi reverenziale hanno fatto da cornice, ieri pomeriggio, alla "prima" del docufilm "Meditazione sulle Vette. Giuseppe Tucci: dalle Marche all’Himalaya". Il capoluogo ha risposto con un entusiasmo superiore alle aspettative all'omaggio dedicato all'orientalista maceratese, figura titanica del Novecento e pioniere del dialogo tra Occidente e Oriente. A rendere l'evento un appuntamento di caratura internazionale è stata la partecipazione straordinaria di Thinlay Chukki, rappresentante di Sua Santità il Dalai Lama per l’Europa. Portando i saluti della massima autorità spirituale tibetana, Chukki ha ricordato come il lavoro di Tucci sia stato fondamentale per far conoscere la cultura del Tibet al mondo intero, auspicando che il film possa riaccendere l'attenzione sulla questione tibetana attraverso una lente storica e umana. L’iniziativa rientra nel più ampio progetto del Parco Storico-Letterario “Le Marche e l’Oriente – Giuseppe Tucci”, che vede il Comune di Macerata come capofila. L'assessore al Turismo, Riccardo Sacchi, ha sottolineato la valenza strategica dell'operazione: "Questo docufilm restituisce complessità a un grande del Novecento. Investire in progetti simili significa rafforzare l’identità di Macerata e costruire un turismo culturale fatto di legami duraturi, non di passaggi frettolosi". Il presidente di Identità Europea, il Prof. Adolfo Morganti, ha spiegato l'anima della pellicola, definendola un'opera densa che punta a lasciare "qualcosa dentro" lo spettatore, oltre la semplice informazione. L'obiettivo è raccontare l'utopia di Tucci: un'Eurasia intesa come un'unica terra di pace e collaborazione, un messaggio quanto mai attuale in un'epoca di forti tensioni geopolitiche. Dopo il successo allo Sferisterio, accompagnato da lunghi applausi, il documentario inizierà ora un tour che toccherà l’intera regione. Per Macerata si è trattato di un esordio significativo, che conferma la città come centro nevralgico per la riflessione e il dialogo interculturale

01/03/2026 10:40
La "novella Nico" dell’indie sbarca nel Maceratese: Anika in concerto per la rassegna Mount Echò

La "novella Nico" dell’indie sbarca nel Maceratese: Anika in concerto per la rassegna Mount Echò

Un colpo internazionale per la dodicesima edizione della rassegna Mount Echò. Lunedì 9 marzo, alle ore 21:30, il palco del Circolo Dong di Piediripa ospiterà il talento magnetico di Anika (all'anagrafe Annika Henderson), musicista, cantante e giornalista politica anglo-tedesca definita dalla critica come la vera erede contemporanea di Nico. Anika si è imposta sulla scena mondiale nel 2010 con un debutto folgorante per la Invada Records di Geoff Barrow (Portishead). Da allora, la sua evoluzione l'ha portata a diventare una colonna portante della Sacred Bones, la prestigiosa etichetta newyorkese maestra delle sonorità dark-psych-wave. Il concerto di Piediripa sarà l'occasione per ascoltare dal vivo i brani di Abyss, l'album uscito ad aprile 2025. Un lavoro crudo e viscerale, inciso in analogico nei leggendari Hansa Studios di Berlino, le cui mura hanno visto passare miti del calibro di David Bowie e Depeche Mode. Il 2025 è stato un anno d'oro per l'artista: oltre al nuovo album, Anika ha firmato a quattro mani con il regista Jim Jarmusch la colonna sonora di Father Mother Brother Sister, pellicola vincitrice del Leone d'Oro all'ultima Mostra del Cinema di Venezia. Questa collaborazione conferma il suo status di artista trasversale, capace di unire cinema, poesia e sperimentazione sonora tra dub, lo-fi e citazioni anni Sessanta. L'appuntamento al Circolo Dong rappresenta un'occasione imperdibile per gli amanti della musica alternativa in provincia. L'apertura della biglietteria è prevista per le ore 20:30. Il costo del biglietto per il posto unico in piedi è di 20 euro più diritti di prevendita, con i titoli d'ingresso già disponibili sul circuito Vivaticket. Per ogni ulteriore informazione o per la prenotazione dei posti in platea è possibile contattare direttamente il numero 3520039307.

27/02/2026 15:30
Urbisaglia, l'arte celebra la donna: l'8 marzo inaugura "Feminae – Doppioalfabeto"

Urbisaglia, l'arte celebra la donna: l'8 marzo inaugura "Feminae – Doppioalfabeto"

Un dialogo intenso tra pittura, scultura e installazione per indagare l’universo femminile attraverso la lente della rinascita. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, domenica 8 marzo 2026 alle ore 16:30, la suggestiva Chiesa di San Giorgio ospiterà l’inaugurazione di "FEMINAE – Doppioalfabeto", il progetto curatoriale nato dall’incontro artistico tra Ombretta Buongarzoni e Francesca Leoni. La mostra, patrocinata dal Comune di Urbisaglia, si propone come una riflessione profonda sul femminile inteso come territorio di memoria e trasformazione. Il percorso espositivo non è una semplice esibizione di opere, ma un vero e proprio cammino simbolico articolato in quattro momenti chiave: frattura, varco, luce e forma nuova. Nelle opere delle due artiste, segni, lacerazioni e squarci perdono la loro connotazione negativa per trasformarsi in varchi di rivelazione. Come spiegano le stesse protagoniste, la ferita non è celebrata come trauma, ma come passaggio verso una rinnovata consapevolezza. L'invito per lo spettatore è quello di attraversare le proprie crepe interiori per scoprirvi nuove possibilità di luce. Il vernissage di domenica pomeriggio sarà arricchito da contributi di rilievo nel panorama culturale. La presentazione critica sarà a cura del giornalista Alfio Borghese, che guiderà il pubblico nella lettura del dialogo tra i due differenti linguaggi espressivi, mentre l’artista Benedetta Montini darà vita a una performance pensata per amplificare la dimensione emotiva e sensoriale dell’esposizione. L'appuntamento è per l'8 marzo alle 16:30 presso la Chiesa di San Giorgio a Urbisaglia. L’ingresso è libero e aperto alla cittadinanza: un’occasione preziosa per la comunità della provincia di Macerata di vivere la ricorrenza della Festa della Donna attraverso la potenza rigeneratrice dell’arte contemporanea.

27/02/2026 15:10
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