Cultura

Sarnano, uno spazio dedicato ai bambini all'interno della biblioteca comunale

Sarnano, uno spazio dedicato ai bambini all'interno della biblioteca comunale

Sabato scorso nella sala consiliare di Sarnano si è tenuto l’incontro “Biblioteca & Bambini” per inaugurare ufficialmente lo spazio dedicato alle letture dei più piccoli all’interno della biblioteca comunale, completamente rinnovato grazie ai fondi raccolti dall’Associazione Italiana Biblioteche nella campagna AIB solidale, a favore delle biblioteche pubbliche del territorio colpito dal sisma del 2016. La donazione dell’Associazione Italiana biblioteche è stata una grande opportunità per attuare un progetto di riqualificazione e miglioramento dei servizi bibliotecari a favore dei bambini, che rappresenta sia un generoso riconoscimento dell’attività sinora svolta dalla biblioteca che un forte impulso per la promozione della biblioteca stessa come punto di riferimento per la crescita della comunità sarnanese. Al centro di questo momento celebrativo e di ringraziamento una riflessione sul programma Nati per Leggere che da oltre venti anni, grazie ad una rete nazionale strutturata e diffusa, veicola il messaggio del valore della lettura fin dalla primissima infanzia e dei suoi benefici per lo sviluppo ed il benessere dei bambini. All’incontro, presieduto dal sindaco Piergentili, sono intervenuti Vittorio Ponzani, vice presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche, Stefania Romagnoli Presidente di AIB Marche, Lucia Tubaldi pediatra e neonatologa, Laura Nardi promotrice della rete territoriale dell’ambito ATS16 recentemente costituita.Grande soddisfazione per l’Amministrazione comunale nelle congratulazioni espresse dall’Assessore regionale Giorgia Latini tramite videomessaggio, oltre all’apprezzamento da parte di Vittorio Ponzani, felice di aver scelto la biblioteca di Sarnano come destinataria dei fondi raccolti, il quale ha anche sottolineato il valore sociale e culturale del servizio bibliotecario, uno pei pochissimi servizi pubblici completamente gratuiti. Il pomeriggio si è concluso con il dono del libro ai bambini e alle bambine nati nel 2021, invito concreto alle famiglie a conoscere e frequentare la biblioteca comunale dove potranno trovare libri di qualità, adatti a tutte le età. In contemporanea, sotto al Loggiato, le operatrici volontarie Nati per Leggere di Sarnano hanno accolto le famiglie con bambini da 0 a 6 anni con momenti di lettura condivisa, a completamento di un pomeriggio festoso e ricco di emozioni, che è stato il primo di altri quattro incontri che si svolgeranno nei mesi di maggio e giugno.  

09/05/2022 11:45
San Severino, arte, cultura e non solo: torna la Notte dei musei

San Severino, arte, cultura e non solo: torna la Notte dei musei

Visite guidate, concerti, mostre, inaugurazioni, maratone di lettura, esibizioni di danza, convegni e dibattiti, laboratori di restauro. Dopo la lunga pausa imposta dal Covid, quest’anno torna la Notte dei Musei. La città di San Severino Marche e la Pro Loco hanno allestito per sabato 14 maggio un ricco calendario di iniziative in occasione dell’attesa manifestazione culturale che si svolgerà, in contemporanea, in tutta Europa. L’evento, dal pomeriggio e fino a tarda notte, vedrà aperte le principali raccolte cittadine e molti luoghi solitamente chiusi. Solo il museo archeologico non sarà visitabile per via dei lavori di restauro. Aperti anche i negozi del centro. Porte aperte, dalle ore 20 alle 2 di notte, alla pinacoteca civica “P. Tacchi Venturi” dove si potrà anche assistere a un laboratorio dal vivo del restauratore Giacomo Maranesi che di recente ha riportato al suo antico splendore la “Madonna dell’umiltà”, capolavoro del pittore fabrianese Allegretto Nuzi, datato 1366, tra le tantissime opere conservate in pinacoteca insieme al capolavoro del Pinturicchio “La Madonna della Pace” e a quelli dei fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni, di Vittore Crivelli, dell’ Alunno, di Allegretto Nuzi, Lorenzo d’Alessandro, Paolo Veneziano e Bernardino di Mariotto, solo per citarne alcuni. Eccezionalmente aperti anche l’area archeologica di Septempeda, con visite al sito a cura della guida Paola Pistoni, e i Musei di Borgo Conce, con visite guidate a cura di Alberto Vignati. Visite guidate pure al santuario della Madonna dei Lumi. Il tour si potrà seguire anche con un servizio di bus navetta gratuito con partenze, dalle ore 20, da San Domenico per Madonna dei Lumi e per l’area archeologica e rientro. Visite guidate e aperture speciali anche alla chiesa di San Rocco. A palazzo della Ragione Sommaria, in piazza Del Popolo, si potrà fare visita alla collettiva d’arte “Contemporanea… Mente”. Tra colore, segno e materia vengono esposte le opere di Giulio Sfrappini, Shura Oyarce Yuzzelli e Maria Ersilia Antonini. La chiesa della Misericordia accoglie, invece, la personale del pittore settempedano Leonardo Corneli. Nella sede del Palio dei Castelli esposizione di costumi storici “L’atelier medievale” con visite guidate. A palazzo Servanzi Confidati sarà possibile fare visita alla doppia mostra “Memorie di una Terra” con il Museo del Territorio, al piano terra dello storico edificio, e il Museo della Guerra, al piano nobile. Nella biblioteca comunale “Francesco Antolisei”, alle ore 17, inaugurazione del nuovo Caffè Letterario con parole e musica dal vivo: “Com’è, com’è la storia?” con la partecipazione straordinaria del pianista Luca Verdicchio. Sempre la biblioteca comunale, ma alle ore 21, ospita una Maratona una lettura. Le attività sono promosse e organizzate in collaborazione con l’associazione Sognalibro. Alle ore 21 il teatro Feronia ospita l’evento di debutto della neonata associazione Virgilio Puccitelli che propone il concerto “Teatro rovesciato” con il pubblico e i musicisti tutti sul palco. Il porticato del teatro ospita invece l’allestimento espositivo “Vita, natura e forme artistiche per una cittadinanza globale” a cura delle scuole dell’Infanzia dell’Istituto comprensivo “Tacchi Venturi”. Sempre alle ore 21, nella chiesa di San Giovanni, scambio e dibattito sull’importanza della lettura “Lo scrigno della gioia” con il professor Giammario Borri. Nel chiostro di San Domenico i ragazzi dell’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Eustachio Divini”, sezione Grafica, rileggono Montale, coordinati dal professor Stefano Ciocchetti, grazie a una iniziativa realizzata in collaborazione con l’Archivio storico Bellabarba e dedicata agli “Xenia”. Alle 21,30, sempre al chiostro di San Domenico, anche il concerto di canto corale diretto dal maestro Luciano Feligiani con il pianista Luca Verdicchio a cura dell’Uteam, l’Università della Terza Età dell’Alto Maceratese. Alle 21,15 nella cripta dei Salimbeni, nella basilica di San Lorenzo in Doliolo, Momenti musicali a cura dell’Accademia Feronia. Alle 22, a palazzo Servanzi Confidati, esibizione dell’Asd Studio Danza 91 di Alessandra Granata. Nella chiesa di San Domenico alle ore 22 concerto del Tourdion Ensemble del Corpo Filarmonico Bandistico “F. Adriani”, diretto dal maestro Simone Montecchia, e del Coro Agape di Montecosaro, diretto dal maestro Daniele Mazzocchi.   Durante la manifestazioni i negozi cittadini resteranno aperti. I titolari di attività hanno poi annunciato che, dopo la Notte dei Musei, i negozi resteranno aperti, per tutto il mese di giugno, nelle serate di giovedì. L’organizzazione dell’iniziativa, oltre a Comune e Pro Loco, vede coinvolge anche Ma.Ma. Marca Maceratese, il gruppo Comunale di Protezione Civile, l’organizzazione San Severino Musei e la società Contram Spa.mn. Per info Pro Loco Iat in piazza Del Popolo n. 43 tel. 0733638414.

09/05/2022 10:50
"Macerata Racconta": ecco chi sono i dodici finalisti del 'Premio Strega 2022'

"Macerata Racconta": ecco chi sono i dodici finalisti del 'Premio Strega 2022'

Altro grande evento nella giornata conclusiva del festival "Macerata Racconta" ha visto sul palco del Cinema Italia i finalisti del Premio Strega 2022. A presentare l'incontro di questo pomeriggio con i dodici autori è stata Loredana Lipperini, scrittrice, conduttrice radiofonica e giornalista di Repubblica. La Lipperini, attraverso domande e curiosità, ha dato la parola ad ogni finalista, con la possibilità di spiegare brevemente la trama del proprio libro. Il pubblico in sala ha avuto così l'occasione di conoscere gli scrittori che si contendono il più prestigioso premio letterario italiano nella sua 76esima edizione. Questa la lista completa:  Marco Amerighi con "Randagi" (ed. Bollati Boringhieri),  presentato da Silvia Ballestra.Fabio Bacà con "Nova" (ed. Adelphi), presentato da Diego De Silva.Alessandro Bertante con "Mordi e fuggi" (ed. Baldini+Castoldi), presentato da Luca Doninelli.Alessandra Carati con "E poi saremo salvi" (ed. Mondadori), presentato da Andrea Vitali.Mario Desiati con "Spatriati" (ed. Einaudi), presentato da Alessandro Piperno.Veronica Galletta con "Nina sull’argine" (ed. minimum fax), presentato da Gianluca Lioni.Jana Karšaiová con "Divorzio di velluto" (ed. Feltrinelli), presentato da Gad Lerner.Marino Magliani con "Il cannocchiale del tenente Dumont" (ed. L’Orma), presentato da Giuseppe Conte.Davide Orecchio con "Storia aperta" (ed. Bompiani), presentato da Martina Testa.Claudio Piersanti con "Quel maledetto Vronskij" (ed. Rizzoli), presentato da Renata Colorni.Veronica Raimo con "Niente di vero" (ed. Einaudi), presentato da Domenico Procacci.Daniela Ranieri con "Stradario aggiornato di tutti i miei baci" (ed. Ponte alle Grazie), presentato da Loredana Lipperini. Il 7 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma verrà eletto tra i dodici autori il vincitore del premio letterario.

08/05/2022 22:10
"Macerata Racconta": Varagona e 'I segreti del Moby Prince', un cold case tutto italiano (FOTO)

"Macerata Racconta": Varagona e 'I segreti del Moby Prince', un cold case tutto italiano (FOTO)

Ultimo giorno per la rassegna "Macerata Racconta" che questo pomeriggio ha visto ancdare in scena l'appuntamento con Vincenzo Varagona e il suo libro "I segreti del Moby Prince - A 30 anni dalla più grande tragedia civile del mare in Italia" nella Galleria Antichi Forni. Il volume narra la drammatica vicenda del 10 aprile 1991, quando il traghetto partito da Livorno e diretto in Sardegna, sperona la petroliera "AGIP Abruzzo" causando un grande incendio e provocando la morte di tutte le persone presenti a bordo del Moby Prince, a eccezione di un unico superstite.  Varagona ripercorre tutta la storia e le sue conseguenze, dagli esiti processuali alle conclusioni della Commissione D'Inchiesta del Senato guidata da Silvio Lai, che dopo trent'anni smonta pezzo per pezzo le tesi giudiziarie emerse in due processi. Il libro si sofferma anche sulle vittime, dando voce al dolore dei familiari, che lottano per giungere alla verità e tenere vivo il ricordo della tragedia.  L'autore riporta l'attenzione su alcuni interrogativi, sul perchè solo trent'anni dopo si è scoperto che quella notte non c'era nebbia, se le 140 vittime potevano essere salvate, sul perchè i soccorsi si concentrarono solo sulla petroliera e tante altre domande che ancora oggi non trovano risposta. Vincenzo Varagona, giornalista che collabora con 'Avvenire' e 'Famiglia Cristiana', vive ad Ancona e dal 1987 lavora nella redazione del Tgr Rai, di cui è vicecaporedattore. Oltre ad aver pubblicato vari libri, ha realizzato reportage nei Balcani in guerra, in Medio Oriente e in Africa. A proposito di sfide, tema di questa edizione del festival, Varagona ha affermato che le sue più grandi difficoltà sono state "trovare innanzitutto chi publicasse il libro, poichè alcuni editori si rifiutavano. Ma qui a Macerata ne ho trovato uno pronto a farlo, Luca Bartoli. Altra complessità è stata trovare i testimoni, poichè non è stato facile per loro accettare di scavare nel proprio dolore, a distanza di trent'anni."  "Nonostante il mio sia un piccolo editore e io non sia uno scrittore di professione ma un giornalista - ha spiegato Varagona - avere spazio in una rassegna così importante come "Macerata Racconta" per me è stata una grande soddisfazione"

08/05/2022 21:20
Belforte, Giulia Ciarapica presenta il suo romanzo “Una volta è abbastanza”

Belforte, Giulia Ciarapica presenta il suo romanzo “Una volta è abbastanza”

Ultimo appuntamento con la “Rassegna di Primavera 2022”, organizzata dalla Biblioteca Comunale e Scolastica Mario Ciocchetti di Belforte del Chienti. Venerdì 13 maggio, alle 21:15, l’autrice marchigiana Giulia Ciarapica presenterà al pubblico il suo romanzo, “Una volta è abbastanza”, Rizzoli editore. La storia è ambientata nell’immediato dopoguerra a Casette d’Ete, un piccolo borgo di provincia, povero, ma molto laborioso, dove tutti cuciono scarpe. Le protagoniste  sono Annetta e Giuliana, sorelle completamente diverse ma legate da un sentimento viscerale. Il rapporto tra le due sarà messo a dura prova da Valentino, attratto da Annetta, ma che poi si innamora e sposa Giuliana, con cui aprirà una fabbrica di scarpe destinata ad avere sempre più successo. “Una volta è abbastanza”, però, non è solo la storia del rapporto tra le due figlie di Rosa “La Fefena”. E’ parallelamente una fotografia della provincia nei venti anni successivi alla guerra, del bisogno di emancipazione e della tenacia di una comunità che ha lottato per uscire dalla miseria e crearsi un futuro migliore. Giulia Ciarapica, classe 1989, è blogger culturale, collaboratrice giornalistica di diverse testate nazionali e organizzatrice del Festival Letterario “Libri a 180 gradi”, che si svolge a Sant'Elpidio a Mare. “Una volta è abbastanza” è il suo primo romanzo (2019).

08/05/2022 11:15
"Macerata Racconta": Lipperini e Pakarov presentano i loro libri ambientati nelle Marche tra miti e realtà

"Macerata Racconta": Lipperini e Pakarov presentano i loro libri ambientati nelle Marche tra miti e realtà

Penultima giornata di eventi per "Macerata Racconta" che nel corso di questo sabato vedrà salire sul palco anche Daria Bignardi e Serena Dandini. Ad aprire la giornata l'appuntamento di questa mattina con Loredana Lipperini e Luca Pakarov andato in scena alla Galleria Antichi Forni e con protagonista il territorio Maceratese, tra terremoto e leggende. "Nome non ha" e "Cesco e il Grande Tossico" i volumi presentati e che hanno permesso agli autori una interazione costante con il numeroso pubblico presente in sala. Due storie ambientate nel territorio marchigiano, tra Serravalle del Chienti e Macerata. La prima ha come tema quello della Sibilla, donna carnale e dèa allo stesso tempo; la seconda una narrazione più contemporanea e dal sapore post industriale. "Nome non ha" narra di tre ragazze che arrivano nel piccolo borgo marchigiano ed entrano nella chiesa di Santa Lucia. Qui trovano nella sagrestia le Sibille dipinte dall'artista Simone De Magistris di Caldarola (opera realmente presente all'interno della cappella e riemersa grazie ad un restauro successivo al terremoto del '97). Viola, donna controcorrente e fuori moda, accoglie le ragazze e chiama sette amici, ognuno dei quali è detentore di una storia della Sibilla, dalla leggenda del Lago di Pilato fino a quella delle Gole dell'Infernaccio. "I sette amici sono persone vere, reali, con cui sono in contatto dal periodo successivo al sisma del 2016, cercando di non far dimenticare al di fuori delle Marche quello che ha significato il terremoto per questi territori - ha spiegato la Lipperini. - "Per me raccontare della Sibilla significa parlare dello spopolamento di questa regione, ma anche trattare dei piccoli luoghi." Il libro di Pakarov narra invece la storia di Cesco, Garbo e il loro spacciatore (il Grande Tossico). Siamo nei primi anni 2000 e la città di Macerata sta cambiando, si sta cementificando e industrializzando, e le fabbriche producono sempre più oggetti che la gente accumula. Filo conduttore di tutto il racconto sono sempre l'eroina, i tentativi di "ripulirsi", le dosi tagliate male, quelle regalate, quelle cercate come rimedio allo scorrere inesauribile del tempo. "Volevo creare un ambiente claustrofobico dovuto all'ammasso di cose senza emozione - ha puntualizzato l'autore, spiegando l'inizio del romanzo in cui una lunga lista di oggetti fa sentire il protagonista asfissiato. - La mia intenzione è mostrare la lotta interiore che i protagonisti vivono e come trovano nella droga la loro panacea. Ma la voce narrativa non esprime mai un giudizio sull'uso di sostanze stupefacenti." Appuntamento a domani con l'ultima giornata del festival e la dozzina finalista del "Premio Strega 2022".  

07/05/2022 17:23
Al Vaccaj l'anteprima nazionale di "Una volta nella vita": sul palco anche due bambine di Tolentino

Al Vaccaj l'anteprima nazionale di "Una volta nella vita": sul palco anche due bambine di Tolentino

Coinvolgere tutta la comunità nelle residenze di allestimento è da sempre uno degli impegni di Compagnia della Rancia a Tolentino. Oltre ai tantissimi commercianti che hanno accolto in città con entusiasmo e affetto il numeroso personale tecnico e artistico impegnato nella produzione del nuovo spettacolo ‘Una volta nella vita’, il copione prevede in scena una bambina. Trovarla, anzi, trovarle, non è stato difficile, grazie all’eccellente tessuto formativo in campo artistico a Tolentino con il lavoro quarantennale del Centro Teatrale Sangallo, tra i cui iscritti Compagnia della Rancia ha trovato due bimbe che si alternassero in prove e repliche, nel rispetto degli orari consentiti per il lavoro dei minori. Elena Bartoloni ed Emily Mahmutllari, entrambe 10 anni, si sono avvicinate con entusiasmo e professionalità al palcoscenico, travolgendo il cast di ‘Una volta nella vita’ con la loro simpatia e precisione, grazie anche alla disponibilità dei genitori. Entrambe grazie al Centro Teatrale erano già state al Vaccaj, ma hanno commentato: "È sempre bello entrare nel nostro teatro".  Lo spettacolo, dopo il debutto di ieri sera, sarà nuovamente in scena oggi, sabato 7 maggio alle ore 21.15, e domani 8  maggio alle 17. Ultimi biglietti ancora disponibili, in vendita online su Vivaticket, nelle prevendite autorizzate del circuito Amat/Vivaticket e al botteghino dello spettacolo, aperto da tre ore prima dell’inizio della rappresentazione.

07/05/2022 12:43
"Chiese aperte", l'Archeoclub organizza visite guidate a San Severino e Morrovalle

"Chiese aperte", l'Archeoclub organizza visite guidate a San Severino e Morrovalle

In occasione della manifestazione nazionale delle "Giornate delle Chiese Aperte", domenica 8 maggio, la sezione di San Severino Marche dell’Archeoclub d’Italia organizza visite guidate alla chiesa di Santa Maria delle Vaccarecce, in località Gaglianvecchio. Si tratta di una chiesa rurale poco conosciuta che custodisce un affresco del XVI secolo, opera di Bernardino di Mariotto. Fu costruita intorno ad un'edicola sacra, frequentata da persone che vi pascolavano le 'vacche': da qui la sua curiosa denominazione. Accanto al piccolo luogo di culto si trova anche un cimitero rurale che invita al silenzio e alla riflessione.  L’orario delle visite, nel pomeriggio, sarà dalle 16 alle 18:30. Per raggiungere la chiesa di Santa Maria delle Veccarecce si partirà da piazza del Popolo, davanti al teatro Feronia, con ritrovo alla 15:30. Ovviamente ognuno potrà raggiungere la chiesina quando vorrà per proprio conto. Quella di domenica sarà una delle prime uscite della rinnovata sezione settempedana dell’Archeoclub d’Italia presieduta da Roberto Ranciaro. Ma anche la sede di Morrovalle aderisce a “Chiese Aperte”, lo farà con l’apertura straordinaria della chiesa di Sant’Agostino, in piazza Vittorio Emanuele. La chiesa attuale è stata costruita a partire dal 1723 e sorge nello stesso luogo di quella originale, della quale, purtroppo non si hanno né notizie né descrizioni. L’abside ospita il coro ligneo e, a destra dell’altare maggiore, è collocata una splendida “Contemplazione” del XIV secolo, attribuita al pittore veronese Claudio Ridolfi. L’opera raffigura Santa Margherita d’Antiochia in estasi con lo sguardo rapito da una visione celeste. Sull’altro lato della navata si trova un prezioso crocifisso del XVI secolo scampato all’incendio che distrusse la chiesa di San Francesco nel 1560. L’Archeoclub accompagnerà i visitatori in tour guidati all’interno della struttura per tutta la giornata, dalle 10 alle 17. Alle 17 la dottoressa Federica Franceschetti terrà un intervento con al centro proprio la storia della chiesa di Sant’Agostino. La partecipazione è gratuita.     

07/05/2022 11:58
"Macerata Racconta", Andrea Cangini e Coca Web: come l'abuso digitale provoca dipendenza

"Macerata Racconta", Andrea Cangini e Coca Web: come l'abuso digitale provoca dipendenza

Andrea Cangini e Coca Web sono stati i protagonisti del quinto appuntamento di “Macerata Racconta”, la manifestazione letteraria particolarmente seguita nel corso di questa edizione e che, dopo aver visto salire sul palco Matteo Saudino, Edoardo Novelli e Marco Damilano, proseguirà per tutto il weekend con gli ultimi eventi. Si è svolta questo pomeriggio presso il Teatro della Filarmonica la presentazione del libro “Coca Web – Una generazione da salvare” scritto da Cangini, giornalista, già direttore del Resto del Carlino e attualmente Senatore della Repubblica Italiana. All’incontro hanno preso parte anche Mons. Nazzareno Marconi e il giornalista Alessandro Caporaletti. Il volume si basa su un’indagine portata avanti dall’autore e riguardante “L’Impatto digitale sugli studenti, con particolare riferimento ai processi di apprendimento” condotta con l’aiuto di neurologi, psichiatri, psicologi, pedagogisti e antropologi. I risultati della ricerca sono preoccupanti: l’abuso di smartphone e videogiochi provoca dipendenza e danni al pari della cocaina (da qui, il titolo del libro). Ansia, insonnia, stress, depressione e obesità alcuni degli altri disturbi connessi con le scoperte fatte dal team interdisciplinare. "Questo libro mette insieme pareri di esperti ascoltati in Commissione Istruzione per aiutare il Senato a ragionare su un tema complesso come la regolamentazione del web - ha puntualizzato l'autore. - Oggi i ragazzi faticano a porre l'attenzione su qualcosa per più di pochi minuti, in più sono raddoppiati i suicidi tra adolescenti, i disturbi alimentari soprattutto tra ragazze, gli attacchi di panico e i comportamenti aggressivi". In Italia sono oltre 100 mila le persone che soffrono di dipendenza dal web. Uno studio condotto dall’Università di Milano dimostra che su un campione di 285 studenti, più del 25% trascorre oltre 4 ore online, la rimanente parte da 1 a 3 ore. Numeri preoccupanti ma comunque ben distanti da quelli cinesi, dove il fenomeno coinvolge oltre 24 milioni di persone che non studiano e non lavorano per restare connessi alla rete. Molto diffuso è il fenomeno dell’Hikikomori, che significa letteralmente “stare in disparte” e si riferisce a chi decide di allontanarsi dalla vita sociale per lunghi periodi, rinunciando ad ogni contatto umano e dedicandosi unicamente al mondo virtuale. "Con la pandemia i reati che si consumano sul web a danno dei minori sono aumentati di oltre il 70% - ha affermato Cangini, che però trova anche un lato positivo.- In questo caso se non ci fosse stato il web sarebbe stato peggio poichè attravero i social e i videogiochi i ragazzi sono rimasti in contatto tra loro. So per certo che in tanti ambiti la tecnologia è fondamentale, come in medicina, ma sui minori gli effeti a livello psicologico sono diversi." Appuntamento a domani con la penultima giornata della rassegna.  

06/05/2022 19:48
Il FAI Macerata riparte dopo due anni: "È tempo di abbinare cultura ed economia. La città sarà viva"

Il FAI Macerata riparte dopo due anni: "È tempo di abbinare cultura ed economia. La città sarà viva"

La nuova Delegazione FAI di Macerata e il nuovo Gruppo Giovani sono stati presentati questo pomeriggio al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata, nell’ambito di un incontro sulle “Imprese culturali e creative”. All’evento hanno partecipato Alessandra Alesiani Stipa, presidente del FAI Marche, Irene Mearelli, responsabile nazionale della rete territoriale FAI e Giuseppe Rivetti, professore di Diritto Tributario dell’Università di Macerata e nuovo Capo Delegazione. Il Capo Gruppo Giovani sarà invece Tommaso Lorenzini. La presentazione è stata un’occasione anche per informare dei prossimi appuntamenti ai quali si sta lavorando con tante interessanti iniziative, finalizzate a valorizzare i beni culturali e ambientali di cui gode la regione marchigiana. Il calendario degli eventi presenta infatti numerose attività, molte di queste riservate e pensate per gli iscritti che potranno prendere parte a esclusivi momenti di grande rilievo culturale e artistico.  “La nostra sfida è abbinare cultura ed economia, poiché non seguono percorsi diversi - puntualizza il nuovo Capo Delegazione Rivetti - ciò significa impresa sociale, quindi cultura imprenditoriale. La cultura non può vivere di solo volontariato ed è importante creare sul territorio le basi per permettere a un intero movimento di continuare a crescere”. “Dopo anni di sconforto causati da terremoto, Covid e ora la guerra le persone hanno bisogno di respirare aria nuova con la cultura - prosegue il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli. Avremo tanti eventi per tutti i generi e coinvolgeranno bambini e adulti fino al prossimo mese di ottobre. Lo Sferisterio sarà il principale luogo di aggregazione della città. Macerata sarà viva.” Un ruolo centrale per la ripartenza della cultura nella provincia saranno i giovani, come conferma Alessandra Alesiani Stipa: “Ripartiamo con la nuova Delegazione, che potrà godere della collaborazione del Gruppo FAI Giovani. Questo è un segnale importante per una città culturalmente matura come Macerata”.  

06/05/2022 17:45
"Macerata Racconta": Unimc premia i booktrailer realizzati dagli studenti di Scienze della formazione primaria

"Macerata Racconta": Unimc premia i booktrailer realizzati dagli studenti di Scienze della formazione primaria

Prosegue con successo il festival del libro "Macerata Racconta". Annullato ieri, 5 maggio, l'evento di Luca Briasco "La sfida Americana Stephen king contro Joe R. Lansdale", abbiamo seguito il "Premio Macerata Racconta Giovani - sezione booktrailer". Il contest è stato presentato dal professore Juri Meda al 'Polo Bertelli' di Unimc, e ha visto la partecipazione degli studenti del corso di Letteratura per l'infanzia di Scienze della formazione primaria. Meda ha voluto precisare per l'occasione che i booktrailer hanno avuto talmente tanto successo - sia tra gli studenti, sia per le visualizzazioni ottenute - che si sta pensando già alla nuova edizione per il prossimo anno. I video realizzati hanno raggiunto anche gli istituti scolastici e quindi i bambini. Sono stati selezionati ben 6 lavori da mostrare nelle scuole primarie, e che sono stati ritenuti i più creativi dal punto di vista del linguaggio virtuale. Ecco la classifica basata sulle votazioni degli alunni: - 6° classificato "Le avventure di Pinocchio" - 5° classificato "La piccola fiammiferaia" - 4° classificato "Una famiglia di topi" - 3° posto per "Cenerentola" - 2° posto per "Fratellino e Sorellina" - 1° posto per "Le avventure di Tom Sawyer" La seconda rivelata è la graduatoria della commissione: - 6° classificato "Cenerentola" - 5° classificato "Il piccolo scrivano fiorentino" - 4° classificato "Il libro della giungla" - 3° classificato "Piccole Donne" - 2° classificato "Le avventure di Pinocchio" - 1° classificato "La piccola fiammiferaia" Si è passati poi ad una classifica per categorie ispirata alla famosa Notte degli Oscar: - Scelta più coraggiosa: Cento novelline morali per fanciulli - Miglior attualizzazione del messaggio educativo: Il libro della giungla - Migliori effetti speciali: Il mago di Oz - Migliore fotografia: Il piccolo scrivano fiorentino - Migliori costumi: Piccole Donne - Miglior trucco: Alice nel Paese delle Meraviglie - Miglior montaggio: Piccole Donne - Migliore sceneggiatura La piccola fiammiferaia - Migliore animazione: Cenerentola Infine, la classifica social, basata sui like e visualizzazioni raggiunti su youtube dai vari booktrailer: - 6° posto per "Hansel e Gretel"  - 5° posto "Le avventure di Tom Sawyer" - 4° posto "Piccole Donne"  - 3° posto "La piccola fiammiferaia"  - 2° posto "Il libro della giungla"   - 1° posto "Il piccolo scrivano fiorentino"  "Ci siamo messi molto alla prova con questo contest" - ha spiegato Viviana, arrivata seconda con 'Fratellino e sorellina' nella classifica dei bambini. "Realizzare un booktrailer non è così facile, bisogna avere creatività e competenze tecnologiche, ma è stata una bella sfida divertente, lo rifarei altre mille volte". Qualche difficoltà c'è stata poichè "parte del lavoro è stato svolto online, dato che alcune ragazze del nostro gruppo non erano presenti a Macerata" - ha aggiunto Viviana - "ma lavorando in team ho imparato a condividere idee e rispettare gli altri".  "Ognuno ha dato una propria idea per la creazione del trailer" - ha puntualizzato Angela, componente dello stesso gruppo di Viviana - "e nonostante la distanza ci siamo divertite e siamo soddisfatte del nostro risultato." I primi classificati di ogni categoria hanno ricevuto in premio una "sorpesa": una busta sigillata di cui non è stato svelato il contenuto.  

06/05/2022 10:00
"Macerata Racconta": Juri Meda narra la vita e l'innovazione scolastica di Mario Lodi

"Macerata Racconta": Juri Meda narra la vita e l'innovazione scolastica di Mario Lodi

Si è svolta anche la terza giornata di "Macerata Racconta", il festival del libro che sta portando avanti con successo molte iniziative e appuntamenti di ogni genere. Ieri, 4 maggio, si è tenuto presso la Biblioteca Mozzi Borgetti l'incontro dal titolo "La scuola democratica di Mario Lodi" con Juri Meda, docente di Storia della scuola e delle istituzioni educative presso Unimc. L'evento è stato aperto da Francesco Tonucci, presidente del Comitato Nazionale per la celebrazione del centenario della nascita di Mario Lodi, in collegamento web. Il pedagogista, noto a livello internazionale, ha salutato il pubblico in sala introducendo il tema dell'innovazione portata nel sistema scolastico da Mario Lodi. "Oggi rappresenta il maestro che la Costituzione Italiana promette a tutti i bambini e le bambine del Paese" - ha spiegato Tonucci. "Conoscere il metodo educativo di Lodi è importante per poterlo ripetere". Infine, ha citato il pensiero del maestro per cui la scuola di oggi non ha bisogno di nuove leggi, ma di nuovi insegnanti capaci di interpretarle correttamente. Al termine del suo intervento, Tonucci ha passato la parola a Juri Meda, che con precisione ed evidente passione ha cercato di far rivivere al pubblico in sala la vita e l'operato di Mario Lodi sin dalla sua adolescenza: i suoi studi, i voti in pedagogia sempre mediocri al contrario dei voti in arte, sempre eccellenti. Spesso indeciso tra vita da maestro e vita di artista, intraprese la carriera scolastica negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale. Da subito Lodi si rese conto che la scuola aveva un carattere autoritario, dove gli alunni temevano il maestro, si irrigidivano nel parlare con lui. Usciti da scuola, correvano liberi e sereni. "Penso che per i bambini la scuola sia un sacrificio" - ha letto Juri Meda, riprendendo da uno scritto di Lodi. Proseguendo nella vita lavorativa del pedagogista, Meda ha spiegato come la barriera tra maestro ed alunno abbia portato Lodi ad interfacciarsi con i genitori degli studenti per presentare il problema, sebbene le mamme dell'epoca invece lo incitassero a utilizzare le punizioni corporali, utili per intimorire i bambini. "Per questo Lodi definisce la scuola una scuola-prigione" - ha puntualizzato il professore. Da qui l'idea di modificare anche gli spazi scolastici: renderli inclusivi, con la cattedra a lato anzichè centrale e i banchi ripartiti in classe nei vari angoli, in modo tale che il docente potesse stare al centro tra gli alunni. Questo metodo gli permise di parlare direttamente con gli studenti e collaborare con loro per la stesura di alcuni suoi testi. La figura centrale non doveva essere più il maestro, bensì il bambino.  "Lodi capisce che stava percorrendo la strada giusta quando entra nel Movimento di cooperazione educativa - ha concluso Meda - di cui divenne presidente onorario e punto di riferimento". Verso la fine dell'incontro, il professore ha voluto sottolineare come la scuola democratica di Lodi sia stata vista come "scuola della Costituzione poiché i pincìpi democratici erano applicati". La "lezione" di Meda, tanto approfondita quanto illuminante, ha generato a fine evento una serie di domande, riflessioni e curiosità da parte del pubblico presente, a testimonianza del successo ottenuto da questo viaggio alla scoperta della vita e delle innovazioni di Lodi, ma anche della differenza tra scuola del passato e scuola contemporanea.  Appuntamento a domani con Luca Briasco e "La sfida americana Stephen King contro Joe R. Lansdale".   

05/05/2022 10:00
Camerino, "Teatro e giustizia": torna il premio letterario Ugo Betti

Camerino, "Teatro e giustizia": torna il premio letterario Ugo Betti

Inizia il conto alla rovescia per il ritorno del Premio Ugo Betti, a Camerino, in programma il 10 giugno. Il premio letterario, che la città di Camerino dedica a uno dei suoi figli più illustri fin dal decennale della sua morte, a Roma il 9 giugno 1953, sarà la XVIII edizione e vedrà la finale quale culmine di un lungo percorso. Sono 27 i partecipanti al “Premio nazionale Ugo Betti” per la drammaturgia mentre sono 21 i candidati per il “Premio Ugo Betti per i giovani”. La novità è stata, infatti, l’apertura alle scuole e questa fase si concluderà il 28 maggio con la premiazione dei vincitori all’Auditorium Benedetto XIII. Diverse le scuole di Camerino e della Provincia che hanno partecipato e proprio all’attenzione data alle scuole e i giovani teneva tanto il preside Maurizio Cavallaro, scomparso di recente. Il direttore del Centro Studi, l’avvocato Giuseppe De Rosa che si è detto: “Contento per il ritorno del prestigioso premio e soddisfatto della partecipazione dei giovani che hanno dimostrato interesse ed entusiasmo doveroso verso la figura di Ugo Betti, cittadino illustre e importante che ha portato la città di Camerino in giro per il mondo”. “Ciò che distingue questa edizione con quelle del passato sono i diversi linguaggi con cui si sono espressi gli elaborati, spesso con filmini o formati audiovisivi. In passato alcune edizioni sono state dedicate a forme letterarie diverse dal teatro, nelle quali Ugo Betti fu impegnato, come la novellistica, la letteratura per l’infanzia, la poesia”. “Questa edizione, come le ultime due precedenti, è stata invece incentrata sulla drammaturgia. Il tema prescelto è di strettissima attualità: «Teatro e giustizia: la responsabilità, la colpa, il perdono». Stante il tema, la giuria sarà composta da esponenti del mondo della cultura teatrale e da due eminenti giuristi noti anche per apprezzate «incursioni» nel mondo della letteratura e della cultura umanistica”. Questi i nomi della giuria al completo: Marco De Marinis, già ordinario di Discipline teatrali nel Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna (presidente); Pierfrancesco Giannangeli, docente di Storia dello spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Macerata; Vincenzo Luzi, magistrato a riposo, cultore di studi letterari; Massimo Marino, saggista, storico, giornalista e critico teatrale. “I partecipanti al premio nazionale sono da Torino ad Agrigento, quindi un’attenzione davvero da tutta Italia” spiega l’avvocato De Rosa. Dopo il momento clou con la premiazione del vincitore, il 10 giugno alle ore 17, lo stesso giorno alle ore 21 all’Auditorium Benedetto XIII si svolgerà la rappresentazione del dramma «Corruzione a Palazzo di giustizia», portato in scena dalla compagnia teatrale «Piccola Ribalta» di Civitanova Marche (ingresso gratuito con prenotazione alla mail cultura@comune.camerino.mc.it). Oltre al premio nazionale sarà assegnato anche un premio alla carriera legato alla divulgazione dell’opera bettiana. Il 9 giugno è invece in programma il convegno: “Segni. Magdalo Mussio e Ugo Betti” alle 17 all’Auditorium Andrea Bocelli.

04/05/2022 15:22
San Severino, "San Pacifico nei santini": nuovo saggio di Raoul Paciaroni per la collana del Comune

San Severino, "San Pacifico nei santini": nuovo saggio di Raoul Paciaroni per la collana del Comune

San Severino Marche, è noto, viene considerata come una città di santi e di beati. Sono diverse, infatti, le figure che, piene di virtù religiose, ebbero i natali in terra settempedana. Ma fra tutte queste figure la devozione popolare da sempre riconosce a San Pacifico un ruolo molto particolare. A trecento anni dalla morte, avvenuta il 24 settembre 1721, la città di San Severino Marche torna per questo a rende omaggio al suo copatrono e lo fa con un godibilissimo saggio opera dello storico Raoul Paciaroni dal titolo “San Pacifico nei santini”. La pubblicazione, la quarantesima di una collana edita dal Comune e questa volta su realizzazione grafica di Hexagon Group, arriva dopo una serie di eventi e festeggiamenti che, nonostante l’emergenza sanitaria da Covid-19, tra lo scorso e il corrente anno hanno “contribuito alla riscoperta della ricca e complessa eredità spirituale che ci è stata lasciata dal santo nostro concittadino - come ricorda nella presentazione all’opera il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, che sottolinea – L’autore, come si legge nel titolo del saggio, ha voluto studiare un aspetto molto particolare della fede popolare redigendo una sorta di catalogo dei santini attinenti al culto di San Pacifico, vale a dire quelle immaginette di carta un tempo assai diffuse che venivano distribuite dai frati e che era conservate devotamente in ogni casa”. Tanti biografi hanno fino ad oggi, descrivendone la vita e l’opera, evidenziato soprattutto le virtù teologali e i carismi soprannaturali, oltre alle guarigioni operate da Dio per sua intercessione, del santo.  “Spinto sempre dall’amore per il venerabile concittadino - spiega Paciaroni nell’introduzione alla pubblicazione - ho rivolto questa volta le mie indagini a un altro aspetto marginale, ma non meno interessante, della devozione e del culto e realizzato un saggio che vuole essere un tenue omaggio nell’anno della commemorazione del 300esimo della morte". "Sono convinto - aggiunge Paciaroni - che i modesti popolari santini, anche quelli senza grandi pretese, costituiscono un’interessante testimonianza di vita, un documento importante della fede, dell’arte, delle tradizioni, della storia della nostra cultura. Studiare, conservare queste immaginette sacre significa comprendere parte della nostra esistenza, di noi stessi, significa salvare un’espressione artistica, popolare, viva, un’espressione semplice, ingenua forse, ma nella quale sono celate le nostre radici”. Il saggio di Paciaroni è un’antologia che sicuramente servirà a rinnovare i ricordi. L’auspicio infatti è che con il tempo non si inaridisca tutto, compresa la devozione popolare e quel sentimento che ha ispirato i piccoli santini ma anche le grandi opere d’arte.  

04/05/2022 12:39
"Macerata Racconta", Garufi presenta la sua antologia sulla poesia marchigiana contemporanea

"Macerata Racconta", Garufi presenta la sua antologia sulla poesia marchigiana contemporanea

Prosegue la rassegna di 'Macerata Racconta - le sfide' che ha visto nella sua seconda giornata, 3 Maggio, un incontro con Guido Garufi presso la splendida sala Castiglioni all'interno della Biblioteca Mozzi Borgetti. L'autore dell'antologia "La poesia delle Marche. Il Novecento e oltre", pubblicato nel dicembre 2021, è stato presentato al pubblico dalle parole di Pietro Polverini ed Edoardo Salvioni. Già nel '98, Garufi scrisse un'antologia sulle poesie marchigiane, quindi occupandosi del periodo poetico antecedente l'anno di pubblicazione; stavolta invece si concentra sull'ultimo trentennio, dalla metà del '900 fino ai giorni nostri. "Ho dovuto trovare delle tracce oggettive: la Prima Guerra Mondiale, la Seconda Guerra Mondiale, il Boom economico - puntualizza Garufi - ma, mi sono chiesto: che cosa è successo di forte negli ultimi 25 anni?"  Da questa domanda l'autore introduce il suo libro, rispondendo al quesito e togliendo al pubblico ogni dubbio: la Quarta Rivoluzione Industriale, quella telematica. "La lingua italiana - prosegue Garufi - ha subìto una compressione abrasiva negli ultimi 25 anni. Negli anni '70 il 'forziere linguistico' comprendeva 1700 vocaboli, adesso sono 600/640". Da ciò ne consegue che, destrutturando il linguaggio italiano, anche la poesia ha subito dei cambiamenti.  "Occorre una cultura per scrivere, occorre la lettura degli altri - spiega l'autore, citando ad esempio il grande poeta di Recanati. "Si dice che il grande autore non sia Giacomo Leopardi, ma Monaldo, il padre. Se Monaldo non avesse regalato la biblioteca al figlio, Leopardi non avrebbe percepito la siepe in quel modo."  Garufi conclude il suo discorso spiegando come il linguaggio ora sia diventato sintetico, "fatto di spot ed emoticons", conseguenza della Quarta Rivoluzione Industriale. "Nella nuova generazione ci sono autori che hanno più recensioni di Leopardi: questo perchè con l'era digitale non c'è più la recensione a taglio - sotiene l'autore. "Il mio giudizio storico sull'ultimo trentennio marchigiano è tutto sommato positivo, poichè parlo dei 'resistenti' alla tradizione."  L'incontro si è chiuso con uno scambio di domande, feedback e riflessioni tra Garufi, Polverini, Salvioni ed il pubblico in sala. Appuntamento a domani, 4 maggio, con "La scuola democratica di Mario Lodi", insieme al docente di Storia della scuola e delle istituzioni educative Juri Meda (incontro valido come formazione per insegnanti ed educatori). 

03/05/2022 21:15
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