Cultura

Recanati, 57 mila euro reinvestiti sulla cultura: al via nuove iniziative museali

Recanati, 57 mila euro reinvestiti sulla cultura: al via nuove iniziative museali

A seguito delle chiusure periodiche dei Musei cittadini nell’anno 2020 a causa delle norme di anti -contagio da covid-19 e al relativo risparmio accumulato dall’Amministrazione comunale di oltre 57 mila euro, relativi al canone annuale di gestione degli stessi con la società concessionaria Sistema Museo, il Comune di Recanati ha deliberato il reinvestimento della somma eccedente per l’organizzazione e la gestione di nuovi e importanti progetti per il  2021. “Abbiamo ritenuto importante reinvestire l’eccedenza relativa al canone annuo previsto nel Project Financing stipulato con Sistema Museo per i servizi museali "Infinito Recanati" con una pianificazione di nuovi progetti per il prossimo anno  - ha dichiarato il Sindaco Antonio Bravi – azioni concrete che prevedono  l’implementamento e l’ulteriore sviluppo dei progetti di successo già  in atto come il portale My Recanati e l’organizzazione  di nuove iniziative museali  sempre più in linea con  i difficili  tempi della pandemia che stiamo attraversando". L’intero  polo museale espositivo di Recanati che comprende il Museo cittadino di Villa Colloredo Mels, il Museo Beniamino Gigli e la Torre Civica, viene gestito dalla Società Sistema Museo in un progetto di finanza culturale e turistica con investimenti pubblici e privati condivisi in un piano di sviluppo progettuale pluriennale, a fronte di un canone annuale di gestione di 170 mila euro l’anno. I 57 mila euro in eccesso dell’anno 2020 dovuti alla chiusura dei Musei, verranno cofinanziati da Sistema Museo e  investiti nel potenziamento del  portale MyRecanati  e nella sua più ampia promozione della città dei Musei e dei servizi  offerti dagli operatori economici e  turistici del territorio, nello sviluppo del progetto Cultura e Ben – essere che vede Recanati ideatore e capofila nella Regione, nella realizzazione del Tour virtuale dei musei e del progetto “Recanati in pillole…di cultura!”, nel rinnovo della segnaletica turistica, nello sviluppo dei  progetti “Museo di quartiere” e  “LIVEllo2” di arte contemporanea nella Torre del Borgo, nella mostra “Infinite Letture”, nonché nelle attività di supporto all’ente per la ricerca di finanziamenti del sistema museale e delle attività turistiche della città di Recanati. “La cultura non si è mai fermata a Recanati. – ha detto l’Assessora alle Culture Rita Soccio - . Anche con le chiusure forzate dei musei e dei luoghi culturali non ci siamo persi d'animo e ci siamo reinventati nuove modalità e progettualità per il ben-essere della nostra comunità. Per lo sviluppo di un nuovo welfare culturale soprattutto in un momento di difficoltà come il Covid-19 impone abbiamo puntato a progetti dove le azione culturali si intrecciano con quelle socio/sanitarie per dimostrare scientificamente come la cultura cura l'anima ma anche il fisico. Per valorizzare e far conoscere il patrimonio artistico e le eccellenze dei nostri musei anche a distanza abbiamo pensato ad un tour virtuale con una serie di "Pillole d'arte" con testimonial d'eccezioni. Non mancheranno installazioni e mostre d'arte contemporanea che andranno a contaminare anche luoghi storici della nostra città con i molteplici linguaggi artistici per raccontarci la nostra epoca. Inoltre abbiamo pensato anche a potenziare l'arrivo dei turisti con la creazione del portale "MyRecanti" attivato a luglio con un ottimo riscontro in termini di visualizzazioni e prenotazioni e alla progettazione di una segnaletica turistica".  

23/11/2020
San Severino, mostra Remo Scuriatti: al via il progetto di un libro virtuale

San Severino, mostra Remo Scuriatti: al via il progetto di un libro virtuale

La mostra “Remo Scuriatti, fotografo e pittore”, nata per celebrare il più grande artista settempedano del Novecento, dopo lo stop forzato per via delle restrizioni imposte dal nuovo Dpcm anti-Covid, continua a regalare emozioni nel web dove viene presentato il progetto virtuale del contest # il mio libro di Remo, rivolto agli studenti della scuola primaria e secondaria dell’Istituto comprensivo “P. Tacchi Venturi”.  L’iniziativa, nata da un’idea di Shura Oyarce Yuzzelli, insegnante che ha curato anche l’allestimento della mostra, permetterà la realizzazione di un libro d’arte con i disegni di tutti i partecipanti che sarà ispirato a Scuriatti e, in particolare, alla sua opera “Alan Shepard”. Verranno trasmessi tre video nella pagina facebook Remo Scuriatti fotografo e pittore (https://www.facebook.com/remoscuriatti/).  Nel primo video, già disponibile anche all’indirizzo https://fb.watch/1QP3G5sXAR/, la presentazione dell’iniziativa. Nel secondo video, anch’esso già disponibile, viene mostrato come realizzare il libro d’arte mentre nel terzo video, quello finale, verranno inserite le fotografie degli elaborati realizzati dagli studenti inviati alla pagina Facebook della mostra. Si ricorda che la partecipazione al contest è gratuita. I tre libri più belli e rappresentativi verranno premiati da una giuria qualificata. Intanto sui social, proseguono anche le storie e i racconti sulle opere di Remo. Gli organizzatori dell’iniziativa continueranno a condurre i visitatori virtualmente per mano all’interno della mostra grazie alle pagine Facebook “Remo Scuriatti – fotografo e pittore” e  Instagram “remoscuriatti”.  

23/11/2020
San Ginesio, le bellezze del borgo vanno online: al via il nuovo portale dedicato al turismo

San Ginesio, le bellezze del borgo vanno online: al via il nuovo portale dedicato al turismo

San Ginesio Turismo (www.sanginesioturismo.it) è un portale di nuova generazione dove, al normale sito internet, ottimizzato per i dispositivi mobili, si affiancano delle tecnologie per visitare e vivere la città in maniera interattiva, con la possibilità di fruire tutto l’anno, anche da remoto, delle bellezze di uno dei borghi più belli d’Italia e paese Bandiera Arancione. In questo particolare momento storico, ad esempio, tutti gli alunni delle scuole locali potranno giocare a “San Ginesio Qeust!”, una gara di ricerca e scoperta del borgo, vissuta da casa in sicurezza. Attraverso una tecnologia interattiva, il giocatore avrà la possibilità di immergersi tra le vie della città ed entrare virtualmente nel Teatro, nella Mostra Hoc Opus e in tanti altri scorci caratteristici di San Ginesio usufruendo di gallerie fotografiche e video che raccontano la bellezza, la storia e la cultura del borgo. Per l’estate arriveranno tante nuove opportunità di scoperta del territorio per far vivere ai turisti un’esperienza unica. Il nuovo portale sarà anche il principale veicolo di promozione del più ampio progetto denominato “San Ginesio Rinasce”. “Oggi più che mai - dichiara il Sindaco Giuliano Ciabocco - San Ginesio deve farsi trovare pronto ad accogliere la sfida del futuro, divenire meta privilegiata nei confronti di potenziali turisti, ravvivare il senso di appartenenza dei propri cittadini e mostrarsi anche come luogo ideale dove decidere di andare a vivere. La pandemia ha di fatto aperto scenari inediti, cambiando definitivamente il modo di organizzare le nostre priorità lavorative e personali. Oggi i Comuni come San Ginesio devono essere ripensati e a valorizzati alla luce delle nuove potenzialità che essi esprimono”. In particolare, la “rinascita” di San Ginesio, in base alle principali linee guida del progetto, si attuerà attraverso alcune operazioni strategiche quali: - il “Piano della Bellezza” per la riqualificazione urbanistica espressa nel “Piano Particolareggiato del Centro Storico” funzionale al ripopolamento dell’abitato, alla valorizzazione e integrazione del decoro urbano che avverrà anche con processi partecipativi; - attivazione di servizi innovativi quali l’”Home Sharing” per la promozione di posti letto/abitazioni da sviluppare in sinergia con i proprietari; - valorizzazione dell’offerta turistica e rilancio economico del Borgo con la creazione del “Centro Commerciale Naturale” oggi rappresentato da una serie di vetrine espositive delle realtà produttive locali e che domani diventeranno vere e proprie attività commerciali dove poter acquistare i prodotti nel contesto di uno splendido borgo antico con sconti dedicati;  - valorizzazione dell’offerta culturale con l’ identificazione di San Ginesio come “Il Borgo degli attori” che ha già preso il via la scorsa estate con il lancio del Ginesio Fest e del Premio San Ginesio dedicati all’arte dell’attore, in onore del suo Santo Patrono. Tutto questo sarà poi sostenuto e rafforzato da una campagna a forte impatto comunicativo già avviata con il City Brand “San Ginesio oltre l’incanto”.

21/11/2020
Recanati, dalla Biblioteca comunale i libri arrivano a casa: attivata la consegna a domicilio

Recanati, dalla Biblioteca comunale i libri arrivano a casa: attivata la consegna a domicilio

Alla luce del protrarsi dell'emergenza sanitaria  da Coronavirus il Comune di Recanati, da sempre consapevole del ristoro dell'anima che una buona lettura può dare, ha attivato un nuovo  servizio gratuito di consegna a domicilio dei libri della biblioteca comunale. Da domani venerdì 20 novembre e  per tutto il periodo di chiusura al pubblico della Biblioteca Comunale M.A. Bonacci Brunamonti per le recenti disposizioni governative, i cittadini del  Comune di Recanati potranno ricevere direttamente a casa i libri in prestito  dalla Biblioteca. “Nella "Città che legge" non poteva mancare una biblioteca più vicina ai cittadini di ogni età. Il servizio dei libri a domicilio vuole essere un modo per venire incontro all’interesse e alla voglia di libri e letture che la pandemia non ha certamente spento.” – ha dichiarato l’Assessora alle culture Rita Soccio -  La nostra biblioteca è sempre stata al centro dell'azione culturale cittadina con progetti mirati che hanno coinvolto l'intera comunità e ultimamente abbiamo incrementato l'acquisto di nuovi libri anche grazie all'incentivo di circa 5.000 euro che abbiamo intercettato con i fondi ministeriali. Inoltre abbiamo attivato per le bambine e i bambini anche una serie di letture in streaming con libri suggeriti dal progetto Nati per Leggere, ricordando che la lettura non è soltanto formazione culturale ma motivo di ben-essere e felicità.” Sarà possibile richiedere fino a due libri in prestito per la durata di 30 giorni,  telefonando al numero 0719740021  dal lunedì al venerdì dalle  ore 9  alle 13 e dalle ore 15,30 alle ore  18,30 e  il sabato mattina dalle ore 9 alle ore 12 oppure inviando una e- mail all’indirizzo: biblioteca@comune.recanati.mc.it. La consegna dei libri  a domicilio verrà effettuata in busta chiusa, un solo giorno alla settimana, previa prenotazione in accordo con i bibliotecari, oppure i libri scelti potranno essere ritirati anche in biblioteca su appuntamento telefonico. I libri sono beni essenziali, in quanto strumenti primari di apprendimento, di ricerca, di conoscenza, stimolano l’immaginazione e la capacità di elaborazione critica ed espressione del pensiero e  moltiplicano le opportunità di trovare soluzioni ai problemi propri e degli altri.  Per non parlare dei vantaggi, in termini di sviluppo cognitivo, che i bambini possono ricavare dalla lettura di testi narrativi, che siano fiabe, storie, racconti, ma anche libri accompagnati da immagini, libri tattili e riviste in generale, sono da sempre confermati e celebrati da pediatri, educatori e psicologi. Preziosi  compagni di viaggio senza tempo,  i libri  aiutano a leggere il mondo oltre l’orizzonte dell’esperienza quotidiana individuale e ad affrontare la solitudine, le paure, le difficoltà che oggi più che mai affliggono le esistenze e che rischiano di schiacciare i destini di coloro che sono fisicamente, socialmente o culturalmente più esposti.  

19/11/2020
Civitanova, Osservatorio “Annibal Caro”, la Giunta comunale stanzia un fondo annuale di 10mila euro

Civitanova, Osservatorio “Annibal Caro”, la Giunta comunale stanzia un fondo annuale di 10mila euro

Proseguono le iniziative del Comune di Civitanova Marche per ricordare e valorizzare la figura di Annibal Caro, letterato e umanista nato nella Città Alta il 6 giugno1507, dopo la costituzione nel 2019 del Comitato tecnico-scientifico permanente denominato «Osservatorio “Annibal Caro”, il cui logo distintivo è stato realizzato dal grafico Riccardo Ruggeri. L’Osservatorio ha collaborato all’organizzazione di convegni, alla mostra artistica-documentale “Annibal Caro. Il rammemorar m’è dolce di piccola Terra” organizzata con il Comune di Civitanova Marche e Pinacoteca civica "Marco Moretti", alla realizzazione della targa marmorea commemorativa in onore del Caro sulla quale è stato inciso il sonetto “Alla mia Terra”, che è stata affissa presso il porticato del Palazzo della Delegazione in Civitanova Alta. Nel corso del prossimo anno, molte sono le iniziative in programma, tra cui la realizzazione del sito web e della pagina facebook dell’Osservatorio; la stampa dell'anastatica dell'albero genealogico di A. Caro; la realizzazione di una cartella d'arte con opere incisorie di artisti storicizzati, ispirati dalle opere dell'illustre umanista; la fondazione di una Collana denominata “Quaderni dell’Osservatorio Annibal Caro”, l’acquisto di manoscritti e pubblicazioni antiche di Annibal Caro per integrare il fondo archivistico-bibliotecario e molto altro tra cui convegni e mostre. La Giunta, considerato che l'attività dell’Osservatorio si contraddistingue per l’elevato valore culturale degli intenti perseguiti, anche in ambito europeo oltre che nell'ottica di valorizzazione del territorio e di promozione turistico-culturale della Città, ha quindi stanziato un fondo annuale di 10 mila euro, e approvato la programmazione proposta per l’anno 2021.

18/11/2020
Macerata, record assoluto di iscrizioni per l'edizione 2021: sono oltre mille i partecipanti

Macerata, record assoluto di iscrizioni per l'edizione 2021: sono oltre mille i partecipanti

Di un aereo si direbbe che ha sfondato il muro del suono, trattandosi di un concorso che ha a cuore la dimensione artistica delle canzoni si può dire che è stata oltrepassata una sogliadavvero rimarchevole: quelle delle 1000 iscrizioni. Sono infatti 1061 i partecipanti alla XXXII edizione 2021del concorso di Musicultura. In trentadue anni non erano mai stati così tanti. Il dato è ancor più significativo se si considera che possono partecipare al concorso solo artisti che scrivono le canzoni che interpretano. “Direi che almeno due cose sono chiare: la prima è che la pandemia non ha spento l’urgenza di esprimersi attraverso le canzoni; la seconda è che chi coltiva aspirazioni artistiche percepisce Musicultura come un banco di prova credibile” sono le prime parole del Direttore artistico di Musicultura Ezio Nannipieri. “Occorreranno quasi tre mesi - aggiunge Nannipieri - per completare l’esame e la valutazione delle proposte. Sentiamo la responsabilità di questo compito, ci accingiamo a svolgerlo con la passione e la curiosità di sempre. Invio un sincero in bocca al lupo a chi ci ha affidato le proprie canzoni e ringrazio per quello che impareremo ascoltandole”. Le buone notizie sul fronte del concorso si intersecano con gli incontri che in queste settimane gli organizzatori stanno conducendo con le istituzioni e con la Rai per disegnare un futuro che consenta alla manifestazione di esprimere al massimo tutte le sue potenzialità.ù “Veniamo da un anno difficile ed istruttivo al tempo stesso - osserva il Presidente dell’Associazione Musicultura Stefano Caperna - l’emergenza pandemica ci ha spinto a sperimentare o consolidare soluzioni cross-mediali che hanno prodotto esiti numerici e di gradimento particolarmente lusinghieri; è una formula che può essere ulteriormente valorizzata, adatta a coniugare con efficacia sempre maggiore radicamento e brand territoriali del festival con la sua proiezione nazionale ed internazionale”.  Musicultura entrerà nel vivo nella prossima primavera con le Audizioni Live, che vedranno confluire a Macerata alcune centinaia di musicisti da tutta Italia e dalle quali usciranno le sedici proposte finaliste. L’iter di selezione successivo del concorso si snoderà nei mesi di marzo, aprile e maggio, per culminare a giugno all’Arena Sferisterio.

14/11/2020
Recanati, Casa Leopardi viaggia nel web: visite guidate per le scuole via streaming

Recanati, Casa Leopardi viaggia nel web: visite guidate per le scuole via streaming

Casa Leopardi offre per la prima volta alle scuole italiane la possibilità di effettuare visite didattiche guidate in diretta streaming. Si potranno visitare la Biblioteca dove si è formato il genio di Giacomo Leopardi e il Museo che raccoglie oggetti, testi e ricordi a lui cari. “In questo momento storico molto delicato, i ragazzi non devono essere costretti a rinunciare ai piaceri che la cultura può regalarci. – ha detto la contessa Olimpia Leopardi discendente del Poeta - L’ impossibilità di poter organizzare gite scolastiche in presenza, ha comportato la perdita di un’importante occasione per socializzare, divertirsi ed approfondire l’oggetto dei propri studi. Casa Leopardi desidera, con questo nuovo progetto, aprire una finestra virtuale che permetta di guardare il mondo di Giacomo Leopardi da casa propria. Ciò che i ragazzi hanno studiato sui libri di testo diventerà tangibile: sarà l’occasione per immergersi nei pensieri del Poeta e vivere il suo quotidiano. Tengo in particolar modo a ringraziare il Magnifico Rettore Francesco Adornato che ha creduto nel nostro progetto e ha concesso l’ambito patrocinio dell’Università di Macerata”. Visti i difficili tempi della pandemia, Casa Leopardi ha voluto portare il messaggio di Giacomo direttamente nelle classi e nelle abitazioni degli studenti, con la didattica a distanza. La nuova visita in streaming permetterà agli alunni di entrare negli spazi che hanno visto formarsi e crescere il Poeta e d’interagire con le guide del Museo alla scoperta di Giacomo, del suo quotidiano, delle sue passioni e dei suoi studi. I contenuti delle visite digitali sono differenziati a seconda dell’età degli alunni e sono basate su interazioni: le guide specializzate di Casa Leopardi, al termine del loro racconto, saranno disponibili a rispondere alle domande e alle curiosità degli studenti. Il progetto, patrocinato dall’Università di Macerata mira a ricreare l’atmosfera di una vera e propria gita scolastica. Le proposte sono differenziate per età e tipologie scolastiche: “In classe con Giacomo”– un viaggio nel tempo con il Poeta come compagno di banco,   dedicato alla scuole primarie. L’attività scolastica, il tempo libero, i giochi e gli oggetti, raccontati nei luoghi che lo hanno visto crescere per scoprire insieme alle guide di Casa Leopardi come viveva un bambino della loro età più di due secoli fa. Come si svolgeva una lezione scolastica al tempo del Poeta? Qual era il gioco preferito di Giacomo? Gli alunni potranno interagire con gli operatori del museo e soddisfare tutte le loro curiosità. Un viaggio in streaming alla scoperta di uno straordinario scolaro dell’ottocento. “Il ragazzo che parlava con la luna”– un itinerario per conoscere il genio di Leopardi, dedicato alle scuole secondarie di primo e secondo grado. Per Giacomo, la Biblioteca del padre è stata per anni il luogo dal quale osservare un mondo che non riusciva a raggiungere fisicamente è stata il suo motore di ricerca, il suo atlante e la sua macchina del tempo. Nel cuore della Biblioteca, fra le migliaia di volumi che il Poeta ha sfogliato alla ricerca della felicità, la visita in streaming ripercorre le tappe principali della sua formazione. Dalla poesia al pensiero, dallo studio delle lingue alle “sudate carte”, dalla ricerca di un antidoto alla noia al desiderio di gloria. Per info +39 0717573380, +39 339 2039459; www.giacomoleopardi.it.    

09/11/2020
Civitanova, Tradizioni perdute: la "Fortuna de li morti"

Civitanova, Tradizioni perdute: la "Fortuna de li morti"

Al giorno d’oggi le feste non sono più concepite come una volta. C’è stata un’evoluzione, o forse sarebbe meglio dire un’involuzione, che ha portato la società ad attribuire a determinate tradizioni un peso sempre minore. Questo cambiamento in peius non ha risparmiato neanche la categoria dei pescatori e dei marinai. Primo Recchioni, noto commerciante di prodotti ittici e profondo conoscitore dell’ambiente marinaro, racconta che fino alla fine del secolo scorso la generazione di giovani pescatori, in dialetto “jenia”, emigrati ad Ancona, Rimini, Pescara, San Benedetto, era solita, il 2 Novembre, recarsi dapprima al cimitero di San Marone e in seguito a quello di Civitanova Alta, per rendere omaggio ai propri cari, che erano lì sepolti. Il cimitero fungeva così da luogo d’incontro per questi pescatori provenienti dalle città portuali più disparate che, accomunati dalle stesse origini e dalla stessa attività lavorativa, ne approfittavano per scambiarsi pensieri, riflessioni, ricordi delle loro famiglie. I pescatori onoravano il giorno dei morti sospendendo, per rispetto, la propria attività; infrangere quella regola era considerato un segno di malaugurio: si diceva, infatti, che chi avesse provato a pescare, avrebbe trovato in mare le ossa dei morti. Oggi tutto questo non esiste più: quest’anno i pescatori di Civitanova, il lunedì 2 Novembre sono andati a pescare, e il giorno seguente hanno prodotto il loro pescato. Il mercato ittico di Civitanova era aperto, contrariamente a quello di San Benedetto e di Ancona, i quali hanno seguitato ad onorare la tradizione lasciando a terra le loro flotte. “Purtroppo le nuove generazioni di oggi mancano di quel rispetto dovuto ai defunti” afferma amareggiato Recchioni, “Un tempo, il paese, essendo più piccolo, aveva il vantaggio di creare tra le persone un rapporto sociale diverso, più intimo. L’amore per lo stesso mestiere generava un sentimento di fratellanza: prima dell’avvento delle barche a motore, tornare a riva con le barche a vela era sempre molto difficile, specie se si incappava in condizioni climatiche avverse, ma ogni marinaio sapeva di poter contare sull’aiuto dell’altro, e nel momento in cui un pescatore veniva a mancare tutta la marineria era in lutto".   

09/11/2020
Macerata guarda verso “Famiglie a colori”: il progetto di inclusione sociale per minori stranieri

Macerata guarda verso “Famiglie a colori”: il progetto di inclusione sociale per minori stranieri

All’Auditorium della Biblioteca comunale Mozzi Borgetti si è svolta nei giorni scorsi la terza tavola rotonda online, preceduta da quelle organizzate da Stoccolma e Praga, all’interno del progetto comunitario Epic a cui il Comune di Macerata ha aderito. Epic si occupa di far emergere e condividere le buone prassi metodologiche rispetto all’accoglienza e all’integrazione dei minori stranieri non accompagnati sul territorio con l’ obiettivo di mettere in comune la capacità di inclusione e cura dei vari territori nazionali e internazionali e delle diverse associazioni partner del progetto. Nella Roundtable, coordinata da Milena Foglia dei Servizi sociali del Comune di Macerata, si è data voce ai partner attivamente coinvolti nella realizzazione del progetto “Famiglie a colori” che prevede percorsi strutturati di accoglienza e inclusione sociale, abitativa e lavorativa dei minori stranieri non accompagnati rintracciati sul territorio maceratese e inseriti nei percorsi di affido familiare. “Il progetto ‘Famiglie a colori’ – è intervenuta l’assessore alle Politiche Sociali Francesca D’Alessandro – non solo va implementato ma soprattutto reso maggiormente visibile a livello comunicativo, affinché questo sistema d’integrazione, che permette uno sviluppo più efficace delle potenzialità umane delle persone a cui si rivolge, possa diffondersi il più possibile come esempio di buona prassi a livello nazionale e internazionale. L’accoglienza non è solo un dovere imposto dalla legge, ma un dovere morale.” Ad avviare le relazioni della tavola rotonda è stata la referente dell’Area famiglia, infanzia e adolescenza dei Servizi sociali del Comune, Marika di Prodi, che ha raccontato l’avvio del progetto “Famiglie a colori” e di come questo percorso coinvolgente non è scritto sulla carta ma è il racconto di una storia, nata dal rapporto di fiducia tra il Servizio Sociale del Comune di Macerata e l’intera comunità maceratese. Il disegno progettuale si propone, in maniera innovativa rispetto all’accoglienza tradizionale dei minori stranieri non accompagnati nelle comunità educative, di sviluppare percorsi di accoglienza in famiglia quale luogo sicuro per ognuno di noi I partner del progetto hanno illustrato, sotto varie sfaccettature, le numerose iniziative di accoglienza, integrazione e inclusione sociale dei ragazzi minorenni sul territorio maceratese, tra cui l’Associazione Piombini Sensini che si occupa di garantire in emergenza l’accoglienza dei minori presso la comunità Il Girasole, il Centro di Ascolto e prima Accoglienza che ha sviluppato sub progetti artistici oltre che garantito percorsi di integrazione dopo la maggiore età dei ragazzi, l’artista Stefano Calisti che ha rappresentato la varietà dei colori del progetto in una sua opera d’arte, l’imprenditrice maceratese che ha aperto le porte della sua azienda offrendo lavoro a cinque ragazzi, Cristina Parolisi, tutore legali degli MSNA, che ha sottolineato la parità dei diritti che in Italia vengono garantiti a tutti minorenni. Gli educatori professionali, Umberto e Diego e la rappresentante del servizio civile, Arianna Stampone, hanno contribuito ad arricchire i percorsi di conoscenza del territorio maceratese ai ragazzi e ad affiancarli ai contesti formativi e professionali grazie ai quali la maggior parte di loro è riuscita ad integrarsi nel nostro tessuto sociale. Particolarmente intense ed emozionanti sono state le testimonianze della coppia, Silvia ed Eraldo, che ha accolto nella loro famiglia tre minori stranieri e di Ernest, un ex minore adolescente che è riuscito a realizzarsi professionalmente ma soprattutto ad assecondare il suo profondo bisogno d’istruzione proprio grazie al progetto “Famiglie a colori”. A conclusione della roundtable il Dirigente del Servizio Welfare e Cultura, Gianluca Puliti, ha sottolineato non solo la validità etica del progetto, che si fonda sulla passione degli operatori coinvolti e sull’energia delle famiglie e dei ragazzi che sono il vero cuore del progetto ma anche la sua virtuosità per il risparmio economico che ha rappresentato e rappresenta per l’amministrazione comunale.  

09/11/2020
Parcaroli sceglie il CdA dell’Istituzione Macerata Cultura: Paola Ballesi nominata presidente

Parcaroli sceglie il CdA dell’Istituzione Macerata Cultura: Paola Ballesi nominata presidente

Paola Ballesi è il nuovo presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituzione Macerata Cultura Biblioteca e Musei, designata dal sindaco Sandro Parcaroli insieme ai nuovi componenti Sofia Cingolani, Francesca Coltrinari, Maria Stefania Gelsomini e Mauro Mazziero. Confermato nel ruolo di direttore il dott. Gianluca Puliti, dirigente del servizio Cultura. La scelta del sindaco Parcaroli è determinata dalla volontà di fare di Macerata il fulcro culturale del territorio marchigiano e nazionale puntando su professionalità accreditate da solidi curricula ed esperienze specifiche e specialistiche nei vari settori d’interesse dell’Istituzione che si sono messe a disposizione a titolo del tutto gratuito. L’impegno dell’Amministrazione è infatti quello di rendere vivi e maggiormente fruibili al più ampio pubblico e di ogni età i luoghi delle istituzioni culturali, dalla biblioteca ai musei, dove ogni cittadino e ogni ospite possa sentirsi accolto e godere del patrimonio culturale che gli appartiene. Le riconosciute professionalità dei nuovi componenti dell’Istituzione sono la prima garanzia per una programmazione coinvolgente e di ampio respiro, che coniughi conservazione e tutela con la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, la didattica museale con la  produzione culturale legata alla ricerca contemporanea sia sul versante letterario che delle arti visive. Paola Ballesi Laureata in Filosofia all’Università di Macerata, ha insegnato Estetica  all’Accademia di Belle Arti di Macerata, dove dal 1989 al 2001 ha ricoperto la carica di  direttrice. Dal  2002 al 2011, è stata docente di Estetica delle Arti Visive all’Accademia di Brera, Milano,  svolgendo  anche  l’incarico di  Presidente del Nucleo di Valutazione. A partire dal 1995 fino al 2008 ha affiancato l’impegno nelle Accademie di Belle Arti con quello  di docente universitario presso l’Università di Macerata in qualità di Professore a contratto per gli insegnamenti di Critica d’arte e di Storia dell’arte contemporanea, svolti rispettivamente  nella facoltà di Beni culturali e di Economia. Storico e critico d’arte, già membro del Consiglio dei Curatori della Pinacoteca di Macerata dal 1993 al 2008, è curatore e organizzatore di  eventi e mostre ed ha all’attivo numerosi saggi e monografie, con particolare riguardo per il territorio marchigiano. Nel 2017  ha ricevuto il titolo di “Marchigiano dell’anno” Sofia Cingolani Funzionario archeologo DIREZIONE REGIONALE MUSEI MARCHE-MiBACT. Direttrice del Museo Archeologico Statale di Ascoli Piceno  e del Museo Archeologico Statale di Cingoli. Archeologa e dottore di ricerca in Archeologia dell’Africa romana del Maghreb e della Cirenaica. Ha al suo attivo una monografia e circa 60 lavori scientifici di carattere archeologico su riviste scientifiche italiane e internazionali.  A partire dallo studio della ceramica si occupa dei processi di assimilazione, integrazione e trasformazione alla base dello sviluppo delle comunità delle due opposte sponde dell’Adriatico tra l’età classica e l’età romana, inoltre, dall’analisi di alcuni casi studio, del ruolo dei luoghi di culto nell’ambito dei processi formativi delle città romane nelle Regiones V e VI adriatica; dello studio del teatro romano di Pollentia-Urbs Salvia e della statuaria di età imperiale romana. Si occupa infine di gestione e attività di valorizzazione di musei e luoghi della cultura. Francesca Coltrinari Professore associato di Storia dell’Arte moderna nel Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo dell’Università di Macerata, è membro del comitato scientifico di EUM (Edizioni Università di Macerata), del collegio docenti del dottorato in “Education, Cultural Heritage and territories” e vicedirettore della Scuola di Specializzazione in Beni storico-artistici UNIMC. Ha al suo attivo la partecipazione e organizzazione di numerosi convegni e progetti di ricerca, fra cui il progetto internazionale Visualizing Nationhood, Roma (2015-2018) e i simposi internazionali su Lorenzo Lotto a Madrid, Museo del Prado (2018) e Loreto, Museo Pontificio (2019). Le sue ricerche e le numerose  pubblicazioni, riguardano soprattutto la storia dell’arte dell’Italia centrale fra XV e XIX Secolo. Si occupa inoltre di musei e patrimonio culturale diffuso, attraverso attività di catalogazione scientifica e valorizzazione (mostre, convegni, conferenze) con particolare interesse per Macerata e il suo patrimonio storico-artistico. Maria Stefania Gelsomini Laureata in Lettere classiche, con Master in Guida Parchi Archeologici e corsi di formazione per Operatori Beni Culturali e Promoter del Territorio, ha sempre lavorato nell’ambito della produzione culturale volgendo i propri interessi professionali in diversi settori. Giornalista pubblicista, ha collaborato con Il Messaggero e Cronache Maceratesi, ma anche con testate nazionali come il Giornale, La Verità, Itinerari. Percorsi & Weekend, occupandosi di cronaca, cultura, spettacoli, turismo, recensioni liriche e letterarie, ha anche diretto la rivista d’arte L’Aperitivo illustrato, partecipato alla stesura di diverse guide enogastronomiche best-seller. (Newton & Compton, De Agostini) e raccolto le memorie del maestro Wladimiro Tulli. Ha fondato il primo studio giornalistico associato delle Marche e curato numerosi uffici stampa. È responsabile comunicazione  e promozione della casa editrice Liberilibri, per la quale cura anche una rubrica sul portale Filodiritto. Ha ideato e organizzato rassegne letterarie in collaborazione con Musicultura e Macerata Opera Festival. Mauro Mazziero Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Macerata con la prima tesi in Restauro elaborata sotto la guida  di Federico Zeri, ha seguito il suo istinto creativo coltivato anche grazie ad un lungo e proficuo sodalizio artistico con Wladimiro Tulli. Artista eclettico, è pittore, incisore, fotografo, ceramista, restauratore e raffinato conoscitore delle tecniche, della storia e delle emergenze artistiche del territorio. Esperto di tecniche  di comunicazione multimediale, dal 2017 è direttore artistico del  Mugellini Festival di Potenza Picena. Ha all’attivo numerose mostre personali e collettive, sue incisioni sono presenti nella collezione dell’Albertina Museum di Vienna e in altri prestigiosi musei.  

07/11/2020
Recanati, la Trasfigurazione del Lotto in mostra a Forlì nel 2021

Recanati, la Trasfigurazione del Lotto in mostra a Forlì nel 2021

Il celebre dipinto di Lorenzo Lotto la  “Trasfigurazione” del Museo cittadino di Recanati, Villa Colloredo Mels, sarà presente nella mostra “Dante. La visione dell’arte da Giotto a Picasso” un progetto diretto dal dott. Eike Schmidt e dal dott. Gianfranco Brunelli e curato dal  prof. Antonio Paolucci e dal prof. Fernando Mazzocca che verrà ospitato   dal 12 marzo al 4 luglio 2021  ai Musei San Domenico di Forlì.  La mostra, realizzata nell’ambito delle celebrazioni nazionali dei settecento anni dalla morte di Dante Alighieri, promosse dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali del Governo italiano per l’anno 2021, verrà  organizzata da Le Gallerie degli Uffizi, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune di Forlì, e verrà a costituire l'ultima tappa, in ordine temporale, di un ciclo di grandi e prestigiose iniziative espositive.L’opera di Dante non solo ha ispirato nei secoli schiere di artisti, ma l’arte figurativa, particolarmente la pittura, è linguaggio e metafora interna alla Commedia: il rapporto tra il contemplare della visione dantesca e il vedere della raffigurazione dell’arte è anche tematizzato dallo stesso poeta in più luoghi ed espressamente citato nella sua opera.La mostra rievocherà gli artisti che si sono cimentati nella grande sfida di rendere in immagini la potenza visionaria della Divina Commedia, o che hanno trattato tematiche simili a quelle dantesche.La pala della Trasfigurazione di Lorenzo Lotto, il celebre dipinto di olio su tavola di cm 302x212 eseguito a Recanati tra il 1510-1512, è di particolare importanza nel percorso scientifico ed espositivo della mostra in quanto chiarisce dal punto di vista del linguaggio e in senso metaforico il rapporto tra l’arte del periodo, la figura e l’opera di Dante.Nell’ottica degli interscambi culturali tra le associazioni e i Comuni, gli organizzatori della mostra di Forlì in cambio del prestito della “Trasfigurazione” del Lotto provvederanno alla realizzazione del progetto di riallestimento della Bolla Aurea di Federico II a Villa Colloredo Mels , contribuendo alla valorizzazione di un documento di notevole importanza per la Città di Recanati. “Non è una novità la richiesta di prestito delle nostre opere di Lorenzo Lotto – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura Rita Soccio - Se da un lato è giusto far girare le opere d'arte in un'ottica di collaborazione tra enti e diffusione della cultura, dall'altro non è semplice privarsi di un capolavoro così importante e identitario della nostra città. Ecco perché abbiamo chiesto in cambio agli organizzatori un progetto per un valore di 20.000 euro di riallestimento e valorizzazione della Bolla Aurea di Federico II, conservato sempre nel museo di Villa Colloredo Mels.  Inoltre abbiamo pensato anche di condividere il progetto di prestito e riallestimento con le associazioni culturali recanatesi e la Commissione Cultura del Consiglio comunale che hanno accolto favorevolmente la proposta. L'arte e la cultura in questi momenti di difficoltà devono essere un tramite di unione e di balsamo per l'anima e il corpo". La Bolla Aurea conservata con il sigillo d’oro di Federico II di Svevia, nato a Jesi nel 1194, rappresenta il documento più pregiato della collezione archivistica del Comune di Recanati, e sancisce l’inizio di una nuova vocazione commerciale, un privilegio che l’Imperatore concesse alla città nel 1229, in cambio degli appoggi ricevuti nella lotta per le investiture, per permettere la costruzione di un porto esente da dazi tra le foci dell’Aspio e del Potenza, ovvero l’odierna Porto Recanati.Per valorizzare l’importante documento verrà infatti progettata e allestita un’intera sala tematica che consentirà ai visitatori di poter fruire di una ricostruzione del contesto storico dell’epoca, e di arricchire l’esperienza di visita con contenuti multimediali di forte e immediato impatto.  

05/11/2020
I volti giovani del Fai di Macerata: in 11 hanno sfidato il Covid per le Giornate d'Autunno (FOTO)

I volti giovani del Fai di Macerata: in 11 hanno sfidato il Covid per le Giornate d'Autunno (FOTO)

Ecco i volti dell’ultima edizione delle Giornate FAI d’Autunno, gestita con successo dal nascente gruppo FAI giovani della Delegazione di Macerata con il supporto sanitario della Croce Rossa di Macerata. Giornate intense nonostante la pandemia, che nella sede di Medicina legale dell’Ateneo Unimc, aperta al pubblico il 17, 18, 24 e 25 ottobre, hanno visto una grande affluenza di pubblico, fermo nel non rinunciare a viversi una delle più belle e significative giornate di turismo culturale dell’anno. I giovani hanno affiancato con passione ed entusiasmo i volontari più esperti della Delegazione FAI locale che da anni dà vita agli appuntamenti nazionali del FAI nella provincia di Macerata mettendosi alla prova con uno dei momenti più esaltanti e impegnativi dell’agenda nazionale del Fondo Ambiente italiano. Vista la delicatezza dell’apertura, da gestire secondo i protocolli Covid, e dati gli accordi stretti dalla Fondazione del Fondo Ambiente con la Croce Rossa italiana proprio al fine di tutelare al massimo i visitatori, la Delegazione ha chiesto la collaborazione dell’unità locale della Croce rossa nel gestire gli immancabili preliminari controlli per far accedere i visitatori. La presidente del FAI Macerata, Maria Paola Scialdone, e la Presidente della Croce Rossa di Macerata Rosaria Ruiti del Balzo, hanno sottolineato con viva soddisfazione l’importanza di creare sinergie fra realtà che si impegnano a titolo gratuito per il bene della comunità nella convinzione che occasioni come questa moltiplichino energie e attivino processi virtuosi. Il gruppo del nascente FAI giovani è costituito prevalentemente da studenti dell’Ateneo maceratese che si sono sentiti particolarmente a proprio agio ad aprire a un pubblico di non addetti ai lavori uno dei tesori culturali del loro Ateneo. Di seguito le loro dichiarazioni e i loro profili: Tommaso Lorenzini, 20 anni, studente di Giurisprudenza a Unimc molto impegnato nel panorama culturale e politico maceratese: "Mi sono avvicinato al FAI perché permette di partecipare alla conservazione, alla riscoperta e alla promozione delle meraviglie artistiche e architettoniche presenti nelle nostre città, con l'impegno di offrire un turismo culturale che sia d'eccellenza ma alla portata di tutti, spesso a pochi passi da casa".   Martina Lombardelli, 27 anni, laureata in biologia molecolare ad Ancona, frequenta un master a Firenze: "Per me il FAI è scoperta e riscoperta dei luoghi da cui sono stata “lontana” per 7 anni, nelle GFA 2019 e 2020 ho potuto visitare Rocca d’ajello, il centro storico di Camerino (chiuso al pubblico e aperto per l’occasione) e il palazzo che ospita il Dipartimento di Giurisprudenza che conoscevo ma che mi hanno sorpreso per la loro bellezza. Mi auguro di continuare questa esperienza dando sempre il 100%". Stephanie Scutti, 22 anni,  Studentessa di beni culturali e scienze del turismo a Unimc: "All'età di 16 anni ho scoperto di avere una passione per il mondo dell'arte, lavorare come volontaria FAI non solo mi ha permesso di vivere un'importante esperienza formativa per il mio percorso di studi, ma anche di entrare a far parte di un gruppo di persone meravigliose dalle quali posso imparare molto".   Virgilio Gobbi, 33 anni, proprietario della libreria Catap di Macerata, laureato in Filosofia, studente di Beni Culturali Unimc: "Con il FAI perché è una grande fondazione: sposo interamente la sua missione di preservazione e condivisione del patrimonio culturale e penso che farne parte sia un'esperienza arricchente per me e portatrice di valore per tutta la collettività". Mirko Canale, 34 anni, laureato in Scienze del Turismo a Unimc: "Vedo il FAI come una grande opportunità per il rilancio del turismo, che mi ha permesso di conoscere nuove persone e di visitare posti meravigliosi con percorsi guidati. Sostenere il FAI è un passo utile per il futuro di Macerata e di tutte le città italiane, soprattutto in questo momento di difficoltà". Matilde Pierucci, 18 anni, studentessa di Lettere: "Ho da sempre la passione per la scrittura e la letteratura, ho scelto di iscrivermi al FAI perché da attivista ho molto a cuore la salvaguardia del territorio e dei patrimoni culturali del nostro Bel paese e credo che il FAI possa riuscire nell'intento".   Alessandro Carloni, 22 anni e studente alla facoltà di Beni Culturali e Turismo di Unimc: "Attraverso questo percorso ho maturato un interesse soprattutto per la valorizzazione dei luoghi e dei beni culturali e di come si può trovare un punto di contatto tra essi e il pubblico. Le giornate del FAI mi hanno permesso di fare un'esperienza sul campo e, al tempo stesso, mi hanno insegnato che anche negli edifici o luoghi meno conosciuti ci sono delle bellezze da scoprire".   Desirè Zamponi, 20 anni, studentessa di Beni Culturali a Unimc, appassionata di storia e storia dell'arte: "Il FAI secondo me è consapevolezza perché coinvolgendo la comunità e soprattutto noi giovani permette di capire l'importanza di tutelare e valorizzare il nostro patrimonio culturale, risorsa fondamentale che costituisce la nostra identità".   Matteo Cedrone, 22 anni, studente di Giurisprudenza: "Il FAI è una famiglia. Il FAI è condivisione di sapere e conoscenze artistiche". Apollonia Baldoni, 29 anni:"L'istituto di Medicina legale di Macerata ha offerto, in queste giornate FAI d'autunno, uno squarcio sulla vita universitaria della città, fatta non solo di libri. Un'esposizione di abiti tradizionali illustra la ricca storia della goliardia Italiana e dei suoi Ordini. Nella sorprendente sagrestia della Chiesa di San Paolo, successivamente convertita a teatro anatomico della facoltà ed ancora in sala lettura, si possono ammirare stucchi ed affreschi. Una ricca collezione di materiali didattici comprende minuziose ceroplastiche ed un'imponente atlante anatomico illustrato". Sono Alexandra Florescu, faccio la dietista, e amo il FAI perché difende la storia e bellezza che abbiamo ereditato, due parti del nostro essere umani che, secondo me, sono fondamentali per essere (o diventare) la versione più nobile di noi stessi. Di seguito anche le voci dei volontari della Croce Rossa di Macerata che hanno prestato un servizio diverso dal loro solito ma con lo spirito filantropico che caratterizza chi si presta senza ritorno economico a fare del bene alla collettività: Leonardo Ascenzi, 16 anni, studente all'alberghiero di Loreto: "Per me il volontariato è dare tutto ciò che puoi agli altri senza ricevere niente in cambio, al massimo un grazie, ma quel grazie vale quanto un milione di euro. Una frase che dico sempre, non mia, ma di Bob Marley è: "vivi per te stesso e vivrai invano; vivi per gli altri e tornerai a vivere".   Andrea Pedrolli, 33 anni: "Ho sempre desiderato avvicinarmi al mondo del volontariato così 3 anni fa ho cominciato a collaborare con la Croce Rossa Italiana. Quello che allora non sapevo è che sarei entrato a far parte di una vera e propria famiglia che si occupa del prossimo a tutto tondo, sempre presente dove più c'è bisogno. Un'esperienza che mi ha cambiato letteralmente la vita e che consiglio caldamente a chiunque!".   Erwin-Giordano Quadrini, 22 anni: "Fare volontariato è un'attività che ti riempie le giornate e l'animo, doni tanto e ricevi forse di più. Sapere che con le tue piccole azioni puoi cambiare la giornata di una persona in difficoltà è un emozione unica che poche cose al mondo regalano. Rimarrà sicuramente una delle esperienze più belle e forti che abbia mai fatto, che mi ha cambiato in positivo, mi ha aiutato a crescere ed affrontare le sfide della vita, con la consapevolezza di avere alle mie spalle un grande famiglia come la Croce Rossa". Samuele Ciccarelli, 20 anni, "la Croce Rossa è una grandissima associazione piena di gente coraggiosa e disposta a dare tutto per gli altri, ma sopratutto molto utile perchè è sempre presente nelle situazioni di emergenza ad esempio quella che stiamo vivendo in questo periodo, io sono qui da un anno e sto capendo che la croce rossa ha un ruolo sempre più fondamentale nella società".   

05/11/2020
Camerino, l'arte del sisma viaggia in bus: parte la prima tappa della mostra itinerante

Camerino, l'arte del sisma viaggia in bus: parte la prima tappa della mostra itinerante

Si è tenuta a Camerino lo scorso sabato la prima tappa della mostra itinerante “Scherza coi fanti e lascia stare i santi” organizzata da Contram e Conerobus per far memoria dei quattro anni passati dal disastroso sisma Centro Italia del 2016. La mostra - allestita sul bus Setra del 1975 ancora nel parco mezzi dell’azienda - raccoglie scatti dell’architetto Luca Maria Cristini, che, tra settembre 2016 e marzo 2017 ha partecipato a decine di operazioni di recupero di opere nelle chiese e nei musei danneggiati dal terremoto. Tra le tante, migliaia, di foto scattate con mezzi non professionali per documentare le operazioni ne ha selezionate ventidue con le quali ha allestito una mostra su un vecchio bus di linea. Le foto mostrano statue di santi danneggiate, talvolta sbriciolate, che tolte dal loro naturale contesto e riprese dunque in situazioni del tutto anomale, “sembrano animarsi e trasmettere sentimenti umani di paura, smarrimento, perplessità”, come ha ricordato Cristini nel suo intervento. La mostra, voluta dai due consorzi dei trasporti Contram e Conerobus, sotto gli auspici del comando Cartabinieri Tpc di Ancona, che tanta parte ha avuto nelle opere di messa in sicurezza del patrimonio culturale mobile, prevede altre tappe in novembre a Fabriano (sabato 7), Jesi (sabato 14) e Ancona (sabato 21) per portare anche in queste città un grido di allarme per il patrimonio di fede e d’arte oggi ancora a rischio. Non solo di riparazione dei danni si è parlato, ma anche di prevenzione dei futuri rischi, con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, istituto di restauro, che hanno concluso sabato scorso a Camerino il corso di Protezione Civile dei Beni Culturali tenuto proprio da Cristini. All’iniziativa sono intervenuti il presidente del Contram Stefano Belardinelli, che ha accolto i visitatori della mostra sottolineando l’impegno per il territorio e illustrando i progetti futuri dell’azienda per la mobilità sostenibile, il sindaco di camerino Sandro Sborgia e l’assessore alla cultura Giovanna Sartori.Nella sua prima uscita ufficiale pubblica il neo assessore regionale Guido Castelli si è soffermato a lungo alla mostra e, accompagnato dal sindaco Sborgia, ha potuto toccare con mano la situazione della città ducale in un lungo tour del centro storico ancora in gran parte chiuso.   Prossimo appuntamento dunque a Fabriano, sabato 7 novembre dalle ore 9.00 nel centro della città sullo storico bus Setra del Contram per “Scherza coi fanti e lascia stare i santi”.

03/11/2020
Macerata, i 200 anni dello Sferisterio: "Nato durante una pandemia, simbolo di ripartenza"

Macerata, i 200 anni dello Sferisterio: "Nato durante una pandemia, simbolo di ripartenza"

 Si è svolto ieri pomeriggio nella Gran sala Piero Cesanelli il convegno Sferisterio200 gli anni della grande fabbrica. Ottobre 1820 Ottobre 829 promosso per ricordare i 200 anni dalla posa in opera della prima pietra dell’Arena maceratese (1820-2020).   Assente per motivi di salute l’assessore Silvano Iommi, promotore dell’iniziativa, fiducioso di poter illustrare la relazione architettonica-progettuale e narrare le similitudini che accomunano il tempo attuale a quel periodo in un’altra occasione.    Il convegno, seguito in diretta dal pubblico tramite la web tv del Comune,  è stato introdotto dall’assessore alla Cultura Katiuscia Cassetta che ha portato i saluti del sindaco Sandro Parcaroli e rivolto un pensiero all’assessore Silvano Iommi che da molto tempo aveva lavorato all’iniziativa.  “Siamo qui per ricordare i 200 anni dalla posa della prima pietra di questa Arena nata dalla generosità di tanti maceratesi che qui scelsero di costruire un luogo dedicato al gioco del bracciale e poi diventato un luogo ideale per il canto e lo spettacolo” ha affermato l’assessore Cassetta “Un luogo a noi caro, unico e al quale tutti i maceratesi siamo legati e dal quale ci sentiamo rappresentati. Nato in un periodo di profonda difficoltà per la città, colpita da una crisi pandemica dovuta alla diffusione del tifo petecchiale che colpì Macerata e lo Stato Pontificio causando migliaia di vittime, che portò poi ad una profonda crisi economica e sociale ma  grazie alla generosità di tanti privati e del  Comune nacque un luogo unico e ancora simbolo della città dopo più di 200 anni e la città superò ogni difficoltà. Uno spazio che mi auguro rappresenti anche la capacità di ognuno di noi di superare le difficoltà di questo momento storico” ha concluso l’assessore “ riuscendo ad accogliere le nuove sfide che ci vengono  presentate e che continui ad unire tutte le migliori energie del territorio ancor strette intorno ad un progetto di rinascita e pronte a dimostrare che deve esserci  sempre speranza e ottimismo per un futuro che nell’immediato può sembrarci pesante e difficile ma che può trasformarsi invece  in una  sfida  per ipotizzare nuove soluzioni creative e culturali per la rinascita della nostra città”.    Si è passati poi alla proiezione di un breve video a cura di Luigi Ricci a cui è poi seguito l’intervento di Alberto Meriggi dal titolo “Il gioco del pallone col bracciale. Rapporto tra due grandi dell’800 marchigiano Giacomo Leopardi e Carlo Didimi    Il convegno si è avvalso del patrocinio dell’associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi, della Società civile dello Sferisterio Eredi dei Cento consorti, del Centro studi storici maceratesi, dell’Archivio di Stato e dell’Ordine degli Architetti, della Reggia Picena e dell’associaizone culturale Le Casette.

31/10/2020
Civitanova, "Stoccafissando": una ricetta per appassionati

Civitanova, "Stoccafissando": una ricetta per appassionati

Cosa c'è di meglio della buona cucina per dimenticarci anche solo un istante della situazione drammatica che stiamo vivendo? Lo Chef Andrea De Carolis, contitolare del ristorante Sandwich Time e il noto commerciante di prodotti ittici Primo Recchioni, esperto di enogastronomia, hanno dato vita ad una ricetta coi fiocchi a base di stoccafisso, la cui storia è fortemente radicata nella civiltà e nella cultura marinara. LA STORIA - "All'inizio del '900" afferma Primo Recchioni "il cibo poteva essere solo essiccato o salato, e i nostri pescatori, per evitare di uscire in barca a vela d'inverno, con condizioni meteorologiche avverse, alla fine della stagione estiva hanno cercato e trovato nel nostro Mare Adriatico, il Gadus morhua, un pesce di origine nord-europea che impropriamente viene chiamato merluzzo ma che in realtà è un gadide, da noi ribattezzato con l'epiteto dialettale "Mòrgano". Questi pesci costituivano una fonte preziosa di alimentazione durante il periodo invernale e si prestavano molto facilmente all'essiccazione: i pescatori prendevano dei contenitori che assumevano le denominazioni di "coffe", "paneri" o "panerette", a seconda delle dimensioni, e dopo aver tolto la testa, infilavano la coda di questo Mòrgano, della lunghezza di 10/12 cm, tra gli intrecci della paneretta, dopodichè lo lasciavano al sole ad essiccare per poi sfilarlo e legarlo". LA RICETTA - La ricetta è presto detta: dopo aver sottoposto lo stoccafisso di qualità HO a 12 giorni di ammollo per evitare l'aumento della carica batterica, si toglie la trippa e si levano le spine. Si procede successivamente al taglio delle pinne, della coda, e dell'attaccatura della testa e le si fa bollire con sedano, carota, cipolla e due grani di pepe nero per circa 40 minuti. A fine cottura separiamo la polpa dalle ossa e la sminuzziamo. Dopo aver eliminato dalla trippa residui di sangue e di fegato, la si fa bollire in un pentolino con mezzo litro d'acqua e un cucchiaio d'aceto per 10 minuti, e una volta bollita la si taglia a fettine. Nel frattempo facciamo soffriggere in una casseruola sedano, carota e cipolla, aggiungendovi successivamente  la polpa precedentemente ricavata, la trippa tagliata a fettine, dell'olio evo, vino bianco locale q.b., e delle olive tenere ascolane o nere. Infine portiamo il tutto a cottura per 40 minuti e il sugo per condire le mafalde è pronto. Buon appetito!  

29/10/2020

Quotidiano Online Picchio News

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Direttore Responsabile: Guido Picchio

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