Politica

Belforte del Chienti, gli uffici comunali tornano nel Palazzo: un altro passo verso la normalità

Belforte del Chienti, gli uffici comunali tornano nel Palazzo: un altro passo verso la normalità

"In questi giorni stiamo completando il trasferimento degli uffici comunali presso la sede storica di Piazza Umberto I, in modo particolare si sta provvedendo al trasloco dell'Ufficio Tecnico e degli Uffici della Giunta e del Sindaco che dopo il sisma si trovavano presso la casa ecologica".  Così il sindaco di Belforte del Chienti Roberto Paoloni. "Dopo che lo scorso 30 ottobre - conctinua il primo cittadino di Belforte - il sisma ci ha costretti ad uscire dal Palazzo Comunale abbiamo lavorato in ricoveri d'emergenza creando anche per i cittadini notevoli disagi. Entro l'inizio della settimana prossima torneremo nel Palazzo Comunale dove si è provveduto ad un lavoro di messa in sicurezza dell'edificio, in attesa dei lavori definitivi di sistemazione e ristrutturazione dell'edificio, che ci ha permesso di poter riutilizzare almeno 2/3 del Palazzo Comunale. Riportare al centro storico la sede comunale è per noi e per tutta la cittadinanza credo motivo di orgoglio ed è un segno di non voler mollare e di reagire concretamente al tragico evento che ci ha colpito e di voler così ridare vita al nostro amato borgo storico". "Ci siamo mossi - conclude - perché vogliamo dimostrare quanto sia forte la nostra volontà di un ritorno alla normalità. Lavorando insieme in un'unica sede potremo essere meglio vicini ai cittadini ed aiutare soprattutto coloro che si trovano nella delicata fase della ricostruzione".

25/03/2017
Difficoltà per l'opposizione a svolgere il suo ruolo e problemi del territorio: i Cinque Stelle di Porto Recanati incontrano il Prefetto

Difficoltà per l'opposizione a svolgere il suo ruolo e problemi del territorio: i Cinque Stelle di Porto Recanati incontrano il Prefetto

Questa mattina il portavoce capogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle, on. Andrea Cecconi, accompagnato dal portavoce al consiglio comunale di Porto Recanati Sauro Pigini, ha incontrato il Prefetto di Macerata dottoressa Roberta Preziotti. "Nel corso del cordiale e proficuo colloquio" si legge in una nota "sono state illustrate al Prefetto le difficoltà che incontrano le forze di opposizione di Porto Recanati ad espletare il loro compito istituzionale di funzione ispettiva e di controllo. Difficoltà dovute sia alla mancanza di informazione sull’attività gestionale dell’Ente da parte del Sindaco e sia per l’inosservanza, da parte dello stesso Sindaco, dei tempi regolamentari di risposta agli atti ispettivi. La sicurezza ed i problemi relativi all’Hotel House sono stati gli argomenti trattati successivamente e per i quali, a fronte delle informazioni fornite dalla dottoressa Preziotti, l’on. Cecconi ha espresso il proprio impegno istituzionale perché i problemi, con i quali da anni deve convivere una parte rilevante dei cittadini di Porto Recanati, possano trovare un interlocutore a livello nazionale che abbia titolo per una loro risoluzione. Da parte del consigliere Pigini è stata sottolineata, inoltre, la drammatica situazione creatasi intorno all’area ex Hotel Royal, che costringe a vivere in uno stato di insicurezza e precarietà centinaia di cittadini che, tramite lo stesso Pigini, hanno fatto pervenire al Prefetto una petizione con oltre duecento firme. E’ stata infine espressa piena condivisione sull’iniziativa che il Prefetto sta sviluppando in tutta la provincia di Macerata relativamente al Controllo del vicinato, e per la cui implementazione sono stati forniti anche suggerimenti di natura tecnico operativa. Al termine del colloquio, il consigliere Pigini, a fronte del vivo e convinto impegno che il Prefetto Preziotti profonde per la risoluzione dei problemi dell’Hotel House, ha proposto di istituire, nei locali a disposizione dell’amministrazione comunale, una sede di nucleo investigativo di Pubblica Sicurezza, a testimonianza della presenza dello Stato sul territorio. Nei prossimi giorni sarà indetto un incontro pubblico per una informativa dettagliata dell’incontro e delle azioni intraprese".    

24/03/2017
Lodolini: “Approvato il terzo Decreto Terremoto. Nuove misure e risorse per il sostegno al territorio”

Lodolini: “Approvato il terzo Decreto Terremoto. Nuove misure e risorse per il sostegno al territorio”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell'onorevole Lodolini: “Affrontare l’emergenza, aiutare la ricostruzione, risolvere il tema del personale, dare sostegno agli enti locali, accelerare le procedure per la realizzazione delle opere di urbanizzazione necessarie per casette, per le stalle e per le scuole, riconoscere il danno indiretto alle attività turistiche e commerciali”. Così Emanuele Lodolini (PD), membro della Commissione Finanze della Camera del Deputati ha tracciato le linee guida del terzo Decreto Terremoto approvato in aula. “L’obiettivo primario – ha aggiunto - è quello di contrastare il rischio di chiusura e di trasferimento delle attività economiche già insediate, con il pericoloso effetto abbandono che ne potrebbe conseguire, prevedendo nel contempo alcune prime misure significative per aumentare l’attrattività di questi territori anche nei confronti di nuovi investimenti e nuove imprese: contratti di sviluppo, incentivi per investimenti in macchinari e strutture, misure per l'agricoltura”. Nel testo si prevede, per la delocalizzazione temporanea delle attività economiche e produttive dai Comuni del cratere, la possibilità di spostarle in altro Comune previo assenso fra i due Enti interessati se in quello d'origine risulta troppo onerosa o non vi sono immobili disponibili. “Abbiamo registrato con favore l'impegno del Governo a intervenire anche nel prossimo provvedimento economico per rafforzare le misure per lo sviluppo e la creazione di occupazione, in particolare l'impegno su Zone franche urbane e detassazione” - ha concluso Lodolini. Inoltre si rafforzano le istituzioni riportando le competenze a curare la pianificazione urbanistica in capo ai Comuni colpiti dal terremoto (prima era del Commissario per la ricostruzione). Si destinano nuove risorse umane per potenziare la Protezione civile, gli Enti Locali e i due Parchi Nazionali coinvolti, tra i quali quello dei Monti Sibillini ed è stato finanziato un piano di verifica di vulnerabilità sismica e di interventi per la messa in sicurezza delle scuole su tutto il territorio nazionale, aumentato il finanziamento per il piano di microzonazione sismica nelle zone a maggiore rischio, potenziato le politiche di prevenzione e tutela del territorio con il Dipartimento "Casa Italia". Tra le novità più rilevanti una norma che destina per i prossimi 10 anni la quota statale dell'8 per mille finalizzata ai beni culturali al recupero e alla ricostruzione e restauro dei beni artistici e culturali nei territori colpiti dal sisma (piedi 1.000 Chiese distrutte e danneggiate). L'impegno del Parlamento in termini economici è molto rilevante anche considerando che si è trattato di una calamità così grave. Con il 3' decreto-legge sono state aggiunte 53 milioni di risorse ulteriori ma, con il primo decreto, tra minori entrate, cioè tasse che non vengono pagate e maggiori spese sono stati previsti 922 milioni di euro; con la legge di bilancio per il 2017 abbiamo messo 7 miliardi e 100 milioni di euro; con il decreto-legge n. 244 del 2016 abbiamo messo altri 32 milioni di euro; con cinque delibere del Consiglio dei ministri abbiamo messo altri 230 milioni di euro.

24/03/2017
Durissimo "j'accuse" degli albergatori del cratere: "Lo Stato ha condannato a morte l’entroterra e le imprese del comparto turistico, produttivo, artigianale"

Durissimo "j'accuse" degli albergatori del cratere: "Lo Stato ha condannato a morte l’entroterra e le imprese del comparto turistico, produttivo, artigianale"

Un documento durissimo di accusa verso le Istituzioni. Ma anche la volontà ferma di non mollare e di voler mettere in piedi qualsiasi forma di protesta, anche la più eclatante, possa essere utile ad evitare il totale abbandono del territorio dell'entroterra maceratese colpito dal terremoto e il conseguente, inevitabile spopolamento. La riunione dei titolari delle strutture ricettive comprese nel cratere dei Monti Sibillini ha avuto come esito l'unanime protesta verso chi non ascolta le ragioni e le necessità di una intera popolzione, tanto che si parla di "condanna a morte per l'entroterra e le imprese del comparto turistico, produttivo e artigianale". Il testo integrale del documento non lascia spazio a interpretazioni di alcun tipo. E una frase colpise particolarmente, una metafora che recentemente anche chi scrive aveva usato per far capire come stanno andando le cose: "L'entroterra fra 50 anni sarà forse metà turistica di passaggio per vedere le macerie del più grande sisma degli ultimi 300 anni. Per Pompei il Vesuvio, per noi il terremoto”. "La condanna è scaturita dal rifiuto dell’applicazione dell’area NO-TAX e della richiesta di annullamento delle quote fisse relative alle utenze (min.3 anni) a tutte le attività produttive e ai cittadini residenti nel cratere. Questi emendamenti rappresentano l’unica speranza di far ripartire territori letteralmente a terra dopo le scosse e di dare occupazione alle comunità di cui si teme lo spopolamento. Non riusciamo a capire come mai lo Stato non ha applicato il testo di questo documento (qui) di vitale importanza per gli abitanti e per le attività turistico/ricettive dell’area del cratere. In Emilia sono state fatte le zone franche urbane, guarda caso per noi tutto ciò non è stato possibile. Quando rispetto a loro abbiamo Comuni completamente distrutti. Grazie Stato! Il processo di distruzione economica e psicologica che stanno toccando con mano quotidianamente gli abitanti e gli operatori economici dell’area del cratere è imputabile unicamente allo Stato ed ai suoi governanti, capaci di creare disagi ben maggiore della calamità che ci ha colpiti: uno Stato che non sa decidere, che non sa dare risposte né chiare né tempestive, uno Stato che non dà punti di riferimento proprio per scoraggiare i cittadini e farli perdere nei meandri della burocrazia, uno Stato inefficiente e disinteressato nei confronti di coloro che stanno vivendo un dramma ancora più grande del Terremoto perché le scosse sono diminuite ma NON si riesce ancora minimamente a vedere la speranza di poter ripartire.... anzi prima ancora di poter sopravvivere!!! Non ci si rende conto (o forse meglio fa comodo fare finta di niente!!!) che senza sgravi fiscali, senza decontribuzioni previdenziali, senza tagli alle utenze, senza fondi VERI per finanziare i pochi “eroici” imprenditori (e per tali intendiamo i piccoli artigiani e commercianti, o i titolari di piccoli insediamenti produttivi....perchè di questo parliamo, questo è il nostro reale tessuto socio-economico se qualcuno ancora non se ne è accorto!) che stanno provando a resistere o che si dovrebbe provare ad attrarre, resta solo una prospettiva per il futuro, che è lì ad attenderci proprio dietro l'angolo: fallimento. Fallimento di tutte le attività ricettive e non e relativo spopolamento dei comuni del cratere i quali abitanti, l’80%, vivono di solo turismo, agricoltura, artigianato, commercio e cultura. Diteci come riusciamo a pagare ciò che abbiamo descritto sopra se dal 24/08/2016 le nostre attività non hanno più fatturati e i costi fissi quotidiani vanno avanti imperterriti (luce, acqua, gas, tari, imu, telefono e i contratti di assistenza tecnica, siae, rai, consulenze di professionisti ecc. Tutto ovviamente obbligatorio per legge!). Queste spese fisse dobbiamo comunque pagarle. Ad esempio le fatture del gas e della luce solo il 30% del costo è addebitabile ai consumi effettuati....tutto il resto se ne va in quote fisse, accise, iva.... neppure su questo sarebbe lecito attendersi un intervento che renda sostenibile ciò che non lo è, o meglio che neanche è concepibile accettare!! Lo sappiamo benissimo che i Comuni del cratere vi interessano poco. Il motivo è semplice: hanno poca popolazione e questo per coloro che intendono governarci equivale a dire pochi voti e pochi consensi.... questi SI' che sono gli UNICI numeri che interessano la nostra classe dirigente e sui quali si affollano i loro pensieri..... altro che quelli delle utenze, dell'incidenza delle tasse, del calo demografico che sta perpretando un fenomeno tangibile di spopolamento!!!! Lo Stato ci ha abbandonato completamente dicendo grandi bugie sui mass media: “è tutto a posto, è tutto sotto controllo”. Non è vero niente di ciò che comunicate, tutte falsità..... la verità è una sola: nei territori colpiti dal sisma NIENTE è a posto, NIENTE è sotto controllo e NIENTE funziona, ci sono ritardi sotto gli occhi di tutti, non ci sono tempi e procedure certe su NIENTE..... e nel frattempo le nostre Comunità rischiano di scomparire. Ci rivolgiamo a quei pochi politici, locali e non, che dicono di avere realmente veramente a cuore il destino dei propri concittadini, ed in particolare di quei loro concittadini che sono stati profondamente colpiti dal sisma. Aiutateci! Aiutateci perché il futuro delle attività produttive, turistiche e commerciali dell’area del cratere sono nelle vostre mani. Se non verranno applicati i punti contenuti nei documenti da noi richiesti per noi è la fine totale! E relativo spopolamento di questi paesi meravigliosi i quali diverranno un deserto cosparso di macerie. E fra 50 anni sarà forse metà turistica di passaggio per vedere le macerie del più grande sisma degli ultimi 300 anni. “Per Pompei il Vesuvio, per noi il terremoto”. Ma ricordatevi, politici, noi popolo dell’entroterra e della montagna siamo persone determinate e tenaci.......non vogliamo rinunciare ai nostri diritti e non vi permetteremo, con tutti i mezzi leciti che ci saranno consentiti, di lasciar morire le nostre terre. Noi chiediamo urgentemente l’approvazione del documento precedente “Ci sentiamo soli, abbandonati e sfruttati dallo Stato” perché senza questo non riusciremo a fare un programma di rilancio turistico del territorio dato che massimo entro un anno l’80% delle attività dell’area del cratere saranno fallite. Siamo stremati a livello psicologico ed economico ma vi ribadiamo che il popolo della montagna venderà cara la sua pelle. Il nostro documento precedente è di vitale importanza per le attività ricettive del cratere. Questo è stato totalmente ignorato da parte di qualche organo istituzionale che copre un ruolo determinante nell’area del cratere: ossia nemmeno letto. Ci snetiamo offesi e ridicolizzati da questo atteggiamento irresponsabile! In merito alla nostra richiesta contenuta nel documento precedente relativa al rientro degli sfollati verso il proprio comune di appartenenza possiamo affermare senza pericolo di smentita che l’obiettivo delle istituzioni è quello di lasciare la situazione esattamente come è. Di fatto le nostre imprese ricettive hanno accolto la richiesta di disponibilità da parte della regione fino al 31.12.2017 dato che ci avevano comunicato che avrebbero avuto urgente bisogno di spostare gli sfollati dalla costa verso l’entroterra. Proprio come riportato nel documento precedente la nostra richiesta riguardava un accordo “VUOTO PER PIENO” almeno per la stagione estiva, oltre all’aumento della tariffa pro capite giornaliera riconosciuta sino ad ora qaule elemento fondamentale per evitare di operare in perdita gestionale. Cosa è successo? In parte gli sfollati rimarranno nelle strutture della costa dove sono attualmente ospitati e gli altri spostati in strutture ricettive limitrofe.....NON C'E' BISOGNO DI AGGIUNGERE ALTRO, TUTTO IN PERFETTA SINTONIA CON LE QUESTIONI SOLLEVATE E CON UN CHIARO PIANO DI FAR SPOPOLARE DEFINITIVAMENTE L'ENTROTERRA!". Le conclusioni della riunione vengono racchiuse nelle ultime righe del documento:  "Ci avete bloccato le strutture, ci avete preso per in giro, ci avete danneggiato al massimo bloccandoci le prenotazioni per il periodo estivo, non mandandoci nessun ospite sfollato e nello stesso tempo bloccandoci l’ipotetico arrivo di nuovi ospiti e gruppi. Le nostre strutture, dunque, sono vincolate al vostro contratto di ospitalità ma nella realtà sono di fatto semi-vuote e stanno operando in perdita!!! Riepiloghiamo brevemente la storia che di ciò che è accaduto in merito a quanto sopra. Circa un mese fa tutte le strutture della zona del cratere, quelle che già ospitavano sfollati, hanno aderito su richiesta della regione Marche, di proseguire e/o ampliare l’offerta di posti letto per ospitare gli sfollati del sisma. Ci hanno chiesto di comunicare i posti disponibili di ogni singola struttura dato che avevano urgente bisogno di liberare le strutture del mare e riavvicinare gli stessi ospiti ai loro comuni. Il risultato di questa loro richiesta è che la situazione è rimasta pressoché immutata. Le nostre strutture sono vincolate fino al 31.12.2017 con la Regione Marche. Con questo vincolo non possiamo prendere prenotazioni da parte di turisti; il “vuoto per pieno” richiesto e l’aumento della tariffa completamente ignorati. Risultato: fatturati azzerati, strutture utilizzate solo in minima parte ed a prezzi di sopravvivenza, perdite gestionali che si stanno accumulando, impossibilità ad accettare nuove prenotazioni da parte di clientela “esterna” per il vincolo imposto dalla Regione a favore defgli “sfollati”......Tradotto: lo Stato sta facendo fallire le poche strutture ricettive rimaste!!!! Non abbiamo più parole per definire il vostro comportamento, il vostro modo di gestire l’emergenza ed il vostro non rispetto e menefreghismo che state adottando nei confronti delle strutture ricettive del cratere. Una cosa è ormai certa: che a voi dello spopolamento dei comuni del sisma e relativo riavvicinamento delle persone sfollate non ve ne frega nulla. Basta vedere tutta la stampa delle ultime settimane per capire che gli sfollati verranno trasferiti su altri campeggi ma sempre sulla costa. Dell’entroterra e quindi dei comuni più colpiti, ma ancor di più delle strutture agibili già martoriate dagli eventi ma che già ospitano gli ospiti sfollati, pochissimi, e che potrebbero ospitarne degli altri consentendo il loro rientro verso casa, non se ne parla per niente. L'unica strada che ci rimane è quella di dare seguito ad ogni forma di protesta LECITA E PACIFICA, MA SICURAMENTE BEN VISIBILE E TANTO RUMOROSA, PER DENUNCIARE A TUTTA ITALIA COME STANNO VERAMENTE LE COSE, MOLTO DIVERSE DALLE FRASI AD EFFETTO CHE RIEMPIONO I PROCLAMI CHE QUALCUNO QUOTIDIANAMENTE LANCIA ALLA STAMPA.   E' ORA DI DIRE “BASTA” DI FRONTE A TANTO MENEFREGHISMO......E' ORA CHE OGNUNO SI ASSUMA LE RESPONSABILITA' DEL PROPRIO OPERATO!".

24/03/2017
Il decreto terremoto passa alla Camera: fra le misure previste, ai territori colpiti per dieci anni andrà l'8 per mille

Il decreto terremoto passa alla Camera: fra le misure previste, ai territori colpiti per dieci anni andrà l'8 per mille

Con 201 voti favorevoli e 16 contrari, la Camera dei Deputati ha dato il via libera nel pomeriggio al decreto legge sul terremoto. Il provvedimento, che ora passa al Senato per la definitiva conversione in legge, va a modificare e integrare una serie di misure (già previste nei due precedenti Dl) a favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici verificatisi nel 2016 e nel 2017 in Abruzzo, Umbria, Lazio e Marche. Nella prima lettura alla Camera, in particolare nel corso dell'esame in Commissione, il testo del decreto è stato in più parti modificato, ed ora andrà all'esame del Senato dove l'Aula dovrebbe discuterlo dal 4 al 6 aprile. Nel decreto terremoto, che è stato approvato dalla Camera, ci sono anche i 47 milioni di euro risparmiati dal bilancio del 2016 da Montecitorio. L'importo risparmiato è stato versato nel bilancio dello Stato indicando però la destinazione e cioè il fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma. Secondo il deputato marchigiano Lodolini, il decreto "Contiene importanti strumenti per affrontare l’emergenza, aiutare la ricostruzione e affrontare alcuni nodi emersi nel corso della gestione dell’emergenza e dell’avvio della ricostruzione: il tema del personale, il sostegno agli enti locali impegnati nella ricostruzione, l’accelerazione delle procedure per la realizzazione delle opere di urbanizzazione necessarie per casette, per le stalle e per le scuoleCi sono misure di sostegno al reddito e alle imprese dei territori colpiti, il riconoscimento del danno indiretto per dare ossigeno alle attività turistiche e commerciali. Si prevede, per la delocalizzazione temporanea delle attività economiche e produttive dai Comuni del cratere, la possibilità di spostarle in altro Comune previo assenso fra i due Enti interessati se in quello d'origine risulta troppo onerosa o non vi sono immobili disponibili. Si rafforzano le istituzioni riportando le competenze a curare la pianificazione urbanistica in capo ai Comuni colpiti dal terremoto (prima era del Commissario per la ricostruzione).Si destinano nuove risorse umane per potenziare la Protezione civile, gli Enti Locali e i due Parchi Nazionali coinvolti, tra i quali quello dei Monti Sibillini.Tra le novità più rilevanti resta la destinazione dell’8 per mille per 10 anni a questi territori: una risposta importante e che sicuramente incontrerà la generosità di tanti italiani che vorranno concorrere, anche in questo modo alla ricostruzione fisica e sociale di quei luoghi meravigliosi".

23/03/2017
Visso, la denuncia di Pazzaglini: "Si spostano le persone senza neanche informare i sindaci"

Visso, la denuncia di Pazzaglini: "Si spostano le persone senza neanche informare i sindaci"

"A cinque mesi dal terremoto la forma prevale ancora sulla sostanza" così il sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini commenta amareggiato ed arrabbiato la situazione in atto nel suo Comune che ha l'80% della popolazione sfollata.  E chiarisce quanto scritto nel dettaglio in un post facebook in merito ai molteplici problemi che si trova a dover affrontare a distanza di mesi dal sisma che ha devastato il suo comune. Innanzitutto riguardo alla collocazione delle casette per i privati: "purtroppo nonostante siamo stati il primo comune per cui la Regione Marche ha inoltrato l'ordine, le notizie non sono molto positive. Delle quattro aree originariamente individuate ne sono state bocciate tre, poi parzialmente recuperate grazie all'impegno di mettere in sicurezza dei fiumi ma il vantaggio che avevamo è stato parzialmente eroso, se non annullato. Ad oggi siamo riusciti ad approvare solo 3 layout per 120 casette complessive, tempo massimo da contratto per la consegna 25 luglio (riporto a memoria ma sono piuttosto sicuro di ricordare bene). Le rimanenti 100 verranno ripartite su 3 ulteriori aree che a breve esauriranno l'iper di approvazione con tempi di consegna ipotizzabili per agosto". Specifica sul punto che la burocrazia prevale sulla realtà sostanziale in quanto il diniego - tra l'altro ancora non comunicato formalmente ma del quale la notizia è stata quasi "estorta" per disperazione dal primo cittadino per conoscere la sorte dei propri cittadini sparsi qua e là negli alberghi - parrebbe essere giustificato dalla circostanza che anni fa, all'epoca di un'alluvione nella zona, al sindaco era stato richiesto un intervento di ripristino dei luoghi e non di messa in sicurezza, anche se in realtà si era provveduto a porre in atto questo secondo intervento. Quindi non si corre alcun rischio. La Regione dovrebbe soltanto accertarsi che il sindaco (o eventualmente il Consorzio di Bonifica) si occupi della manutenzione dell'alveo del fiume.  E sulla situazione degli alberghi afferma che "Qui tocchiamo il punto più basso (fino ad ora) della gestione post terremoto. Nonostante una richiesta formale da me avanzata di non spostare nessuno fino a quando non avessimo organizzato i servizi (scuolabus, navette ecc...) si sono spinte le persone a decisioni affrettate, disattendendo le richieste dei comuni e addirittura scavalcandoli nella comunicazione. Si è arrivati ad andare nelle strutture senza che i sindaci (io e altri di cui so per certo) siano stati messi nelle condizioni di partecipare (salvo l'annullamento di appuntamenti fissati giorni prima che non sarebbe stato possibile recuperare in tempi ragionevoli)". Parla di una vera e propria "deportazione" che non permette agli amministratori di organizzare nemmeno il servizio di trasporto, soprattutto per i bambini che devono frequentare la scuola e che se raggruppati in un'unica struttura potrebbero partire tutti alla stessa ora senza costringerli ad alzatacce e i bus a giri assurdi.  Ci sono infatti tutti i problemi legati alla viabilità che "sono sostanzialmente di due generi, strade interrotte e strade danneggiate. Nel primo gruppo rientrano la Valnerina ma anche la provinciale per Castelluccio, nel secondo quasi tutte le altre. Per quanto riguarda la Valnerina oggi c'è stato un incontro con Anas, Regione e Provincia. Incontro che si ripeterà giovedì prossimo per verificare la fattibilità di quanto proposto oggi: una variazione alle modalità di realizzazione del progetto prospettate precedentemente. Io sono sicuro della soluzione che ho proposto ma fino al prossimo incontro preferisco non sbilanciarmi. Riguardo le altre strade le notizie sono positive, abbiamo raggiunto un accordo con autostrade per intervenire sulla strada per Aschio, la provincia ha fatto la gara per la strada Forcella". Anche riguardo alle attività produttive dichiara che le notizie purtroppo sono negative: "Dopo l'imperdonabile ritardo della normativa (che ad oggi ancora non è completa) bisogna registrare che nessun aiuto è ancora stato dato a commercianti e professionisti. oltre a ciò nonostante sia passato quasi un mese nessuno (Commissario, Regione e gli altri a cui avevo scritto) ha risposto alla lettera con cui proponevo una soluzione fattibile e soddisfacente. In estrema sintesi la mia proposta prendeva una parte dell'ordinanza 408, della 9 e in parte innovava. non pretendevo fosse accettata, lo speravo visto che sarebbe stata una soluzione utile non solo per Visso ma anche per tutti gli altri comuni ma la triste realtà e che non ho avuto risposte. Ho pensato ad una soluzione che prevede la sostituzione del comune nell'acquisto dell'area, spero di sapere a breve se potrò contare sulla copertura finanziaria che ho ipotizzato. in attesa di ciò venerdì incontrerò i commercianti per proporgli una soluzione di emergenza che credo li potrebbe aiutare". Riguardo alla ricostruzione interviene sui sopralluoghi, caratterizzati dalla " pessima gestione dei tecnici da parte della Regione. Nonostante la richiesta di avere i tecnici con preavviso per consentire ai proprietari di fuori di venire a Visso non siamo riusciti nemmeno a fargli capire che non si trattava di disorganizzazione nostra ma di effettiva lontananza dei proprietari. Come molti sanno se le case hanno strutture in comune si tratta di aggregati che dovranno essere gestiti insieme e che dovranno essere viste alla presenza di tutti i proprietari. Bene ha fatto un tecnico comunale ad urlare al telefono quanto fosse incapace la persona (non so quale mansione abbia) che negava questa realtà. in questa bolgia siamo riusciti ad arrivare quasi alla metà dei sopralluoghi". Sulla ricostruzione leggera racconta che "sono state presentate poche pratiche presentate da parte dei privati. risultato scontato per due fattori, sia perché da noi i danni spesso sono consistenti sia perché il tetto agli incarichi previsto di fatto bloccava l'assunzione degli incarichi da parte dei tecnici privati. Senza considerare il problema della copertura finanziaria". Mentre in tema di ricostruzione pesante  "La situazione è ancora peggiore, la bozza proposta è pessima, per l'aspetto economico, per tempi e modalità ma soprattutto per assurdità per cui il centro storico di visso non potrebbe essere ricostruito. ho presentato una serie di osservazioni, sono in attesa di risposte". La rimozione delle macerie è invece iniziata oggi. "Non posso di certo ritenermi soddisfatto. Purtroppo anche in questo caso nulla avremmo potuto fare per operare in autonomia". Unico aspetto positivo di tutto: "abbiamo ricevuto solidarietà da parte di amici di tutta Italia. con donazioni in soldi, in beni di prima necessità (foraggio, alimenti, ecc...). abbiamo instaurato rapporti con altri comuni, associazioni e migliaia di privati che hanno dimostrato il meglio di un'Italia decisamente deludente a livello istituzionale. Ci sono poi molti progetti in essere, ma riguardano il futuro mentre questo è un aggiornamento su situazioni maturate, li comunicherò in apposito post". Infine quantifica in "numeri" l'impegno di questi mesi che lo stesso dichiara "Mai avrei immaginato di dover sostenere e che non avrei mai augurato a nessuno. 7 su 7 giorni lavorati dalle scosse di ottobre (in realtà sarebbe poco meno visti i 4 giorni di riposo presi ma la media è quella); 13 ore lavorate/guidate ogni giorno; 8/10 appuntamenti fissati ogni giorno, altrettante visite non concordate ricevute in media; 11000 km circa percorsi ogni mese per le attività istituzionali o di raccolta fondi; 150 telefonate inviate/ricevute ogni giorno; visto che le tre ore (circa) necessarie non riesco più a trovarle praticamente parlo al telefono quasi esclusivamente quando guido; 400/500 messaggi/mail ricevuti ogni giorno. quasi la metà persi per cui chiedo scusa". E conclude con i doverosi ringraziamenti "a mia moglie, le mie figlie, i miei genitori e i miei amici per la comprensione dimostrata in questi mesi di mia assenza, anche e soprattutto da loro".    

23/03/2017
Il Comune di Civitanova rientra in possesso delle palazzine del Lido Cluana

Il Comune di Civitanova rientra in possesso delle palazzine del Lido Cluana

Il Comune rientra in possesso delle palazzine del Lido Cluana. La Cerolini Gestione e Commercio Srl, ha consegnato le chiavi delle due strutture, da mesi chiuse per problemi legati alla gestione della società privata che aveva affittato i locali.   In seguito alla causa intentata dall’amministrazione comunale per recuperare l’uso degli immobili e i mancati affitti finora non corrisposti, il giudice ha disposto che le palazzine dovessero rientrare nelle disponibilità dell’ente pubblico. Una vittoria legale importante per il Comune, che consente di ripensare una programmazione sulle due palazzine inserita nei lavori di riqualificazione dell’area dell’ex fiera.   La vocazione delle due strutture resterà quella di locali che possono ospitare anche attività di ristorazione e bar. Il Comune provvederà a mettere a bando pubblico le nuove gestioni separando le due palazzine, quella a nord e quella a sud, che si trovano al centro di un Lido Cluana che, affacciato sul litorale e sul mare e con l’arco a simbolo di questo grande progetto di recupero, si candida a diventare uno degli spazi più belli della città e della regione.

23/03/2017
March for Europe 2017, partecipa anche Iniziativa Democratica

March for Europe 2017, partecipa anche Iniziativa Democratica

Iniziativa Democratica, l'Associazione di promozione sociale marchigiana leader a livello nazionale negli scambi giovanili europei, è stata inserita tra i partners ufficiali di March for Europe 2017! Un risultato straordinario, che premia il grande lavoro svolto dal 2013 ad oggi, che ha portato oltre 250 nostri giovani iscritti a viaggiare in Europa e nel mondo con il programma di mobilità Erasmus +. Al fianco di veri e propri "colossi" come la stessa Agenzia Nazionale Giovani - ANG, AEGEE, Erasmus Student Network Italia, Forum Nazionale Giovani, Stand Up for Europe ed altri, la nostra Associazione è stata inserita tra i partner che promuoveranno la grande marcia a favore dell'Europa che porterà migliaia di partecipanti a Roma il 25 marzo prossimo per celebrare i 60 anni del Trattato di Roma ! Iniziativa Democratica parteciperà con una propria delegazione, guidata dalla presidente, l'avv. Federica Ciciliani di Ancona e dal segretario Alessandro Gaeta, aperta alla partecipazione di tutti quanti vorranno unirsi a noi e sostenerci! Per info e contatti: www.iniziativademocratica.org  FB: @AssociazioneIniziativaDemocratica

23/03/2017
Vince Civitanova: "L'amministrazione colpevole di non aver trovato l'accordo con Unimc"

Vince Civitanova: "L'amministrazione colpevole di non aver trovato l'accordo con Unimc"

Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Alberto Mobili (Vince Civitanova): "Mentre c'è chi come questa amministrazione ha perso colpevolmente il corso di mediazione linguistica dell' Unimc, per non essere riuscita a trovare un accordo che sembrava anche facile da concludere. Lasciando così inutilizzati anche gli alloggi della palazzina studenti e anziani. Fermo è riuscita a creare il suo corso universitario, avendo saputo attirare a sé un ente privato, che ha come obiettivo un polo didattico che punta allo sviluppo della filiera del turismo e dell'industria manifatturiera.   Un patrimonio perso dunque, ma che nelle nostre intenzioni si vorrebbe recuperare. La scuola infatti è una di quei motori che noi utilizzeremo per far tornare a crescere di nuovo, sia l'appetibilità culturale della nostra città, sia un flusso virtuoso di persone in grado di creare quella sinergia, che occorre per riportare la vita economica e sociale nella nostra città. Abbiamo molte buone idee a riguardo e cercheremo di creare le condizioni adatte a portare corsi e scuole, che abbiano ricadute positive, dirette e indirette, anche sull'economia locale, magari utilizzando la struttura dell' ex liceo classico che giace pressoché inutilizzata e altre strutture sotto utilizzate di civitanova come il comparto Trieste e altre. Non solo università quindi, ma tutto ciò che si potrà rendere utile allo scopo di portare il ritorno delle persone, dovuto ad un'offerta culturale degna di una città come Civitanova.

23/03/2017
Il balletto schizofrenico sulle casette dei privati: bocciato l'emendamento dell'on. Ricciatti per l'installazione temporanea

Il balletto schizofrenico sulle casette dei privati: bocciato l'emendamento dell'on. Ricciatti per l'installazione temporanea

Beato chi riesce e riuscirà a trovare il bandolo della matassa. E' di ieri la notizia della bocciatura dell'emendamento promosso dall'on. Lara Ricciatti per autorizzare i privati e posizionare casette di legno sul proprio terreno.  L'ultimo capitolo di una storia infinita dove i diversi livelli istituzionali dello Stato italiano hanno offerto ognuno una propria e diversa interpretazione, lasciando così il cittadino inerme e incapace di comprendere cosa possa e non possa fare. Ma, prendendo spunto dall'intervento dell'on. Ricciatti, ai terremotati si sta anche togliendo il diritto ad avere paura.  Andiamo per ordine. Il giorno 13 dicembre, con una circolare senza data e senza numero di protocollo, il dirigente della P.F. Urbanistica, Paesaggio e informazioni territoriali della Regione Marche ha inviato ai comuni interessati dagli eventi sismici una mail contenente una circolare nella quale si invitavano i sindaci ad attenersi alla normativa statale in merito alle soluzioni alloggiative temporanee per la popolazione e a non adottare provvedimenti in contrasto con le disposizioni di legge. In sostanza, non veniva data la possibilità di auto organizzarsi costruendo casette di legno in autonomia.  In realtà, nel frattempo, qualche sindaco, aveva già preso la propria decisione, autorizzando la costruzione delle casette. Quindi, alla fine, niente da fare: chiunque aveva già costruito la propria casetta, avrebbe dovuto smontarla, pena il rischio di una incriminazione per abuso edilizio. Ma i sindaci più tenaci sono andati avanti. Basti leggere le dichiarazioni rilasciate al Resto del Carlino dal primo cittadino di Serravalle di Chienti: "La lettera non è stata una bella mossa da parte della Regione. Non sono d’accordo. Stiamo preparando un regolamento per il posizionamento delle strutture temporanee, anche perché è la prima richiesta che i cittadini ci presentano quando entrano in Comune. Sono convinto, e andremo avanti. Molti hanno acquistato casette amovibili, non ancorate al suolo. Vanno per la maggiore le casette con le ruote, un boom, dal costo di 9.000 euro circa. Ce ne sono anche a Muccia e Pieve Torina. Queste persone non solo non hanno più la casa, ma hanno anche speso soldi per sistemarsi alla meno peggio. Figuriamoci se adesso le faccio rimuovere o addirittura demolire. C’è gente poi che si è arrangiata con questa soluzione perché ha paura di dormire in casa, ma vuole restare vicino alla propria abitazione. Non ci stiamo a una decisione calata dall’alto, non su questo tema". Con un tempismo degno di uno scatto di Marco Pantani sulle salite delle Alpi, il Consiglio Regionale delle Marche il 28 febbraio scorso approva invece una mozione della maggioranza per chiedere “presso tutte le sedi istituzionali competenti” che venga modificata la normativa vigente in tema di autorizzazioni a costruire. Con la mozione si chiede che i Comuni terremotati possano decidere autonomamente se e come autorizzare l’edificazione di manufatti temporanei su suolo privato, cosa non possibile fino al momento della mozione.   Attenzione, badiamo bene: la mozione è stata presentata da quella stessa Regione che alle deroghe disposte da alcuni comuni sulla stessa materia, fu proprio la Regione Marche a disporne l’annullamento tramite la circolare uscita il 13 dicembre scorso.  Ieri, l'ultimo atto in Parlamento con la bocciatura dell'emendamento presentato da Lara Ricciatti. "Voi li chiamate abusi edilizi. Noi proviamo a far comprendere a questo Parlamento che a queste persone, trattate come pacchi postali, dovremmo riconoscere almeno il diritto ad avere paura" ha detto in aula la deputata marchigiana. Aggiungendo poi un commento sulla sua pagina Facebook: "La maggioranza ha bocciato questo mio emendamento. L'onorevole Carrescia l'ha appena definito demagogico e populista. L'andasse a dire a quei Sindaci che hanno autorizzato l'installazione temporanea delle casette per evitare lo spopolamento delle zone montane e per riconoscere alle persone il sacrosanto diritto di avere paura". Curiosamente, a favore dell'emendamento hanno votato hanno votato a favore Lega, Cinque stelle, Forza Italia e Sinistra Italiana: da destra a sinistra senza pregiudizi o preconcetti.  Malgrado questo, però, la gente attende che chissà quando lo Stato porti loro le oramai famigerate casette di legno e non ha neanche il diritto di poter, a spese proprie, di poter dormire notti tranquille, mentre la terra continua a tremare. Insieme alle loro vite.    

22/03/2017
Mail choc dell'Ufficio del Turismo della Regione Marche: "Visitate le bellezze del nord della regione". Lontano dalle zone terremotate

Mail choc dell'Ufficio del Turismo della Regione Marche: "Visitate le bellezze del nord della regione". Lontano dalle zone terremotate

"Volete aiutare le Marche? Andate a visitare le bellezze del nord della Regione, lontane dalle zone terremotate": sembra incredibile ma è tutto vero. L'invito a stare alla larga dalle zone terremotate del centro sud delle Marche è arrivato nei mesi scorsi indovinate da chi? Dall'Ufficio Turismo e Commercio della Regione Marche! Sembra un romanzo di Kafka, ma invece è la realtà di questa disastrata regione dove, oltre a calamità di ogni genere, si aggiunge anche una politica assurda che, alla luce di quanto sta succedendo, non fa altro che alimentare l'idea che ci sia un vero e proprio disegno di spopolamento del territorio devastato dal sisma.  L'e-mail partita dall'Ufficio Turismo e Commercio della Regione è stata inviata a novembre, quindi subito dopo le devastanti scosse sismiche di fine ottobre agli operatori del settore turistico e della ricettività. E oggi, alla luce di un rilancio di cui non si vede neanche l'ombra, questa comunicazione assume un carattere ancora più inquietante, oltre che assurdo.  Il testo della mail recita testualmente: "Gentilissimi, come sapete le Marche stanno vivendo, a seguito del sisma di agosto e ottobre, un periodo di sofferenza per le ferite portate alle famiglie, alle case, alle nostre montagne e all’immenso patrimonio culturale della nostra regione. Crediamo tuttavia che il modo migliore per aiutare le Marche sia visitarle e cogliere le occasioni che gli eventi in corso in questo periodo, come le grandi mostre di Osimo, Loreto, Senigallia, Ancona e Urbino e i mercatini natalizi dei borghi storici e città d’arte della provincia di Pesaro-Urbino sanno offrire. Vi alleghiamo pertanto il calendario degli eventi di Natale e vi invitiamo a diffonderlo”. “Siamo a disposizione – prosegue la mail – per invio di immagini e di altre informazioni sul patrimonio culturale colpito e le iniziative di solidarietà che sono in corso. A tal proposito vi invitiamo a vedere la nuova pagina facebook della Regione Marche ‘Salviamo i tesori delle Marche’ che documenta le operazioni di salvataggio del patrimonio diffuso tra i Monti Sibillini”. E mentre da sei mesi si attende un benchè minima bozza di programma di rilancio del settore turistico delle zone colpite dal terremoto, leggere queste righe lascia non solo perplessi, ma anche fortemente amareggiati: esiste dunque veramente una differenza di fondo fra le Marche del nord e quelle del sud? Chi prende queste decisioni scellerate che rischiano di lasciare nell'isolamento totale una larga fascia della popolazione marchigiana? Ecco: queste potrebbero essere domande da rivolgere ad esempio venerdì al presidente Luca Ceriscioli che sarà a Tolentino insieme a Errani per parlare... di terremoto. 

22/03/2017
Sisma, Fucksia (Misto): "Senato non farà da passacarte"

Sisma, Fucksia (Misto): "Senato non farà da passacarte"

"Alla Camera sul Decreto Terremoto si sono registrati diversi errori, mancanze e molte criticità aperte e lontane da una soluzione. Non si pensi che, vista l'urgenza, il Senato resterà silente. Non si creda di poter mettere a tacere il Senato che, ricordo, è sopravvissuto alla Riforma e quindi non deve farsi valletto di nessuno, ma assumere con responsabilità e coscienza un ruolo attivo". Lo scrive sulla sua pagina Facebook, la senatrice Serenella Fucksia (Gruppo Misto).

22/03/2017
“Non dargli neanche un centesimo”, volantinaggio contro abusivi al mercato

“Non dargli neanche un centesimo”, volantinaggio contro abusivi al mercato

Appreso che il tema del racket dell’accattonaggio, documentato da Forza Nuova nel capoluogo già a partire dal 2012, e non a caso inserito nel programma del movimento alle amministrative del 2015, sarà oggetto di una mozione in consiglio comunale da parte di consiglieri di minoranza, questa mattina, durante il mercato settimanale, militanti del movimento hanno voluto mantenere alta l’attenzione sul fenomeno, effettuando un volantinaggio in cui si invitano espressamente i cittadini a non dare neanche un centesimo agli accattoni nella zona di via Don Minzoni, nei pressi della nostra sede. L’iniziativa, che terminerà intorno alle 13, mira a sensibilizzare i nostri connazionali sul fatto che la repressione dell’accattonaggio dipende molto anche da loro, e che dare anche solo un centesimo ad abusivi e accattoni, significa contribuire al degrado della città, a comportamenti spesso indice di maleducazione, e in prospettiva futura -come purtroppo accade in tante realtà urbane della Nazione- a creare delle vere e proprie zone franche dove regnano delinquenza, spaccio e disordine. il miglior modo per allontanare chi chiede denaro attraverso un insistente e fastidioso modo di fare è proprio quello di non darglielo.

22/03/2017
Pettinari porta in Consiglio un esposto cautelativo nei confronti del Governo

Pettinari porta in Consiglio un esposto cautelativo nei confronti del Governo

Inaccettabili i tagli perpetrati nei confronti degli enti di area vasta. Nella seduta verrà illustrata una proposta per il nuovo Statuto dell'Associazione Arena Sferisteri E' stata fissata per il 22 marzo la data del prossimo Consiglio Provinciale. All'ordine del giorno sono essenzialmente due i punti in discussione: l'adesione del Presidente all'esposto cautelativo  sulla situazione finanziaria e sulle difficoltà nella gestione dei servizi della Provincia e l'illustrazione del nuovo Statuto dell'Associazione Arena Sferisterio. In sintesi, le Province, ridimensionate dalla legge Del Rio bocciata nel referendum dello scorso dicembre, restano a pieno titolo nel dettato costituzionale e devono assolvere servizi senza avere  attualmente risorse economiche adeguate. E' nell'intenzione del Presidente seguire il percorso aperto già da altre Province che si sono appunto mosse con esposti cautelativi presentati alla Corte dei Conti evidenziando tutte le emergenze che si stanno riscontrando a seguito dei consistenti tagli finanziari; riduzioni che non consentono agli enti di area vasta di rispondere in maniera adeguata alle necessità dei territori amministrati. Esaurita la discussione relativa al primo punto dell'ordine del giorno, il Presidente Pettinari illustrerà la bozza di Statuto realizzata da un gruppo di lavoro che ha approfondito gli aspetti legati alle necessarie modifiche dello stesso dopo la riforma delle Province.  

21/03/2017
Gabriella Mariotti nuovo provvisorio Segretario Comunale di Civitanova

Gabriella Mariotti nuovo provvisorio Segretario Comunale di Civitanova

È la dottoressa Gabriella Mariotti il nuovo provvisorio Segretario Comunale di Civitanova. Segretario generale reggente in servizio dal 1984, la dottoressa Mariotti è titolare della Segreteria del Comune di Montecosaro. Laureata in Giurisprudenza con il massimo dei voti, ha poi frequentato specializzandosi, un corso per Segretari Comunali alla LUISS di Roma. Una lunga carriera durante la quale ha collezionato numerosi attestati di stima professionali. La Mariotti a Civitanova subentra a Giuseppe Mariotti nominato nel frattempo in Regione Dirigente responsabile delle Risorse Umane.

21/03/2017

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