Politica

Pacchetto sisma, Patassini (Lega) agli onorevoli del Pd e M5S: "Basta bugie, agite concretamente"

Pacchetto sisma, Patassini (Lega) agli onorevoli del Pd e M5S: "Basta bugie, agite concretamente"

“Diteci chiaramente se il vostro governo vuole supportare la ripresa economica delle zone colpite adesso che ne hanno più bisogno che mai o se continuerete la melina fatta di zero risposte e tanta fuffa elettorale”.Si è espresso così, in una nota,  l’onorevole della Lega Tullio Patassini, rivolgendosi agli onorevoli del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle. La questione riguarda il pacchetto sisma e in particolare gli emendamenti.  “Avete passato anni a fare ordini del giorno, proclami, passerelle: i terremotati ne hanno le tasche piene delle vostre promesse” – continua Patassini - . “Diteci perché voi e tutto il PD e il M5S sostenete che non siano stati presentati emendamenti mentre siete stati voi a bocciare sistematicamente tutti quelli della Lega nonostante avessero la copertura finanziaria. Volete farci credere di non essere riusciti a trovare i 2 milioni di euro che sarebbero serviti a sganciare i fabbricati danneggiati dal calcolo dell’ISEE mentre destinavate 55 miliardi del DL rilancio o mentre vi vantavate degli oltre 200 di risparmi della Camera destinati ai terremotati? Possibile che vi ostiniate a non capire neppure che, continuando a considerare come nuovi i fabbricati danneggiati, compromettete l’accesso ai benefici assistenziali post Covid alle famiglie, in particolare per l’assistenza agli anziani e le tasse scolastiche dei giovani? – domanda l’onorevole leghista -  . Diteci chiaramente cosa ne avete fatto dei 144 milioni residui con cui, come proposto dalla Lega, si sarebbe potuta rifinanziare già da tempo la Zona Franca Urbana aiutando le imprese in difficoltà e incentivando l’insediamento di nuove attività anziché buttare la palla in tribuna parlando di misure come Resto al Sud di difficile applicazione nel cratere”. “Diteci chiaramente – conclude Patassini -  perché continuate a prendere in giro la nostra gente dell’Appennino fiaccata da terremoto e covid e a non fare nulla di quello che serve, rifiutando soluzioni praticabili nell’immediato proposte dalla Lega”.  

10/07/2020
A Macerata nasce 'Azione', bordata di Fraticelli a Parcaroli: "Non si inventa un sindaco a 1 mese dalle elezioni" (FOTO)

A Macerata nasce 'Azione', bordata di Fraticelli a Parcaroli: "Non si inventa un sindaco a 1 mese dalle elezioni" (FOTO)

È ufficialmente nato il gruppo maceratese di "Azione", il partito fondato dall'ex ministro Carlo Calenda a seguito della fuoriuscita dal Partito Democratico. La location scelta per la presentazione ufficiale è inusuale per eventi di questo genere: l'azienda Borgani, prossima ai 150 anni di attività e vera e propria eccellenza del territorio nella produzione di sassofoni. È il titolare Orfeo Borgani, che ha ereditato la splendida creatura dal bisnonno Augusto (leggi la storia dell'azienda), a chiarire che uno come lui, rimasto sempre estraneo alla politica, stavolta sia "disposto a dare il suo contributo", perché intorno ad "Azione" vede "tanto entusiasmo".  Non ci sono sedute, tutti gli astanti - di mascherina forniti e disposti quasi in cerchio - ascoltano in piedi le parole del responsabile maceratese del partito, l'avvocato Massimiliano Fraticelli, al cui fianco c'è Tommaso Fagioli, responsabile regionale.  Tra gli uditori, spicca la presenza di Adolfo Guzzini,  presidente dell’Azienda iGuzzini Illuminazione di Recanati, e del dottor Marco Sigona (che da poco ha presentato la lista civica di cui è portavoce, a sostegno di Ricotta). "Per molti di noi si tratta di un ritorno alla politica - esordisce Fraticelli -. Abbiamo scelto Calenda per la sua competenza e serietà oltre che per il suo nuovo modo di vedere la politica. Diciamo 'no' alla vecchia contrapposizione tra destra e sinistra, che ormai si prefigura soltanto come una scusa per non decidere. Ci vorrebbe qualche "Bella Ciao" e "Faccetta nera" in meno, e qualche mammografia in più".  E poi l'atteso annuncio: "Azione non presenterà alcuna lista né a livello locale né a livello regionale. Il perché? Non ci sentiamo ancora pronti, quindi non appoggeremo nessuno con il nostro simbolo. Il Pd è dilaniato da faide interne per le candidature a consigliere regionale mentre la destra a Macerata attende Parcaroli come un Messia. Non ci si può inventare sindaco a 1 mese dalle elezioni. A noi non piace questo modo di fare politica, vogliamo creare qualcosa per il futuro".  Parlando di futuro lo sguardo viene rivolto verso il drappello di giovani virgulti presenti. Di loro, il responsabile regionale Tommaso Fagioli (proveniente da Ancona), si fa vanto: "Nelle Marche - dice - Azione sta riscuotendo un grande successo. Abbiamo già un migliaio di iscritti e decine di nuovi gruppi stanno spuntando come funghi. Abbiamo ricevuto una chiamata anche dal sindaco di Montegranaro, che si è detta interessata ad aderire al nostro movimento. Nessuno di noi ha curriculum prettamente politici, abbiamo tutti il nostro lavoro: non siamo schiavi della politica. Vogliamo metterci la faccia e stare in mezzo alla gente".  A dare il suo endorsement finale è Adolfo Guzzini, che ricorda il rapporto di amicizia che lo lega a Calenda ("Lo conosco da 25 anni, ci sentiamo una volta a settimana"), al quale dà il consiglio di "sorridere di più, sembra sempre arrabbiato". È proprio Guzzini a chiarire ulteriormente come Azione sia un "gruppo nato da poco, che non vuole sbagliare. Qualche rappresentante magari entrerà in liste civiche indipendenti in vista delle Regionali, ma senza simbolo". Prudenza - per ora - è la parola d'ordine.  Lo stesso Carlo Calenda sarà presto a Macerata: il prossimo 28 luglio, ore 21:00, location ancora da definire. 

10/07/2020
Civitanova, Berlusconi scrive a Ciarapica dopo l'ingresso in Forza Italia: "Un grande piacere averti con noi"

Civitanova, Berlusconi scrive a Ciarapica dopo l'ingresso in Forza Italia: "Un grande piacere averti con noi"

È di ieri la notizia che ha reso ufficiale l'ingresso del sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica in Forza Italia (leggi qui). A dare il benvenuto al primo cittadino civitanovese, con una lettera scritta di suo pugno, è il leader degli 'Azzurri' in persona: Silvio Berlusconi.  "È un grande piacere avere tra le fila del nostro movimento un sindaco dalle capacità indiscusse e che è riuscito a strappare al malgoverno un'amministrazione storicamente di sinistra - scrive Berlusconi -. Sento molto parlare dello sviluppo che la città di Civitanova Marche ha avuto in questi ultimi anni e che l'ha resa una realtà strategica per il litorale adriatico e l'intera Regione". "Le Marche sono un territorio importante per l'Italia: dal turismo, alla piccola e media impresa, passando per l'agricoltura - prosegue Berlusconi nella lettera -. Ci sono però ancora tanti fattori penalizzanti che ne frenano la crescita: una inadeguatezza infrastrutturale evidente causata dalla mancanza di investimenti e di programmazione, l'incapacità di spesa dei fondi che l'Europa mette a disposizione delle Regioni, la gestione negligente del post-sisma 2016 che ha causato, e continua a causare, contraccolpi sociali ed economici devastanti".   Un pensiero, inevitabilmente, è rivolto anche alle prossime elezioni Regionali: "Dopo 27 anni di malgoverno di sinistra abbiamo oggi un'opportunità storica - afferma Berlusconi -, quella di cambiare il governo delle Marche, dove una sinistra concentrata soltanto sul potere dimostra di non avere un progetto serio e credibile per lo sviluppo del territorio ed il Movimento 5 Stelle non ha - come altrove - una classe dirigente adeguata".  Nella conclusione della lettera, il presidente e fondatore di Forza Italia torna a rivolgersi direttamente al sindaco Ciarapica: "Sono convinto, caro Fabrizio, che con noi potrai sentirti a casa. La casa dei moderati e delle libertà. Una casa dove ci sarà molto da lavorare e dove potrai dare il tuo prezioso contributo". 

10/07/2020
Civitanova, il sindaco Fabrizio Ciarapica entra ufficialmente in Forza Italia

Civitanova, il sindaco Fabrizio Ciarapica entra ufficialmente in Forza Italia

"Questa mattina Fabrizio Ciarapica, sindaco di Civitanova Marche, è entrato ufficialmente in Forza Italia. Per noi è motivo di grande orgoglio". Queste le prime parole di Francesco Battistoni, commissario regionale di Forza Italia Marche durante la conferenza stampa di presentazione, il quale aggiunge "la Città di Civitanova è un chiaro esempio di buon Governo, una città ben amministrata che in pochi anni è diventata un punto strategico e nevralgico per l'intera Regione. Un modello organizzativo da esportare, sia dal punto di vista turistico che sanitario" "Forza Italia - prosegue Battistoni - è da sempre attenta al civismo, al lavoro degli amministratori locali e alle buone esperienze provenienti dal territorio. L'arrivo di Ciarapica in Forza Italia si inserisce in questo percorso di crescita, c'è molto entusiasmo". Battistoni conclude la conferenza stampa con un passaggio sulle elezioni regionali: "Le Marche meritano una nuova opportunità, percepiamo tutti una voglia di grande cambiamento. Sono convinto che Forza Italia giocherà un ruolo fondamentale per intercettare quell'elettorato moderato, grazie al quale si potrà strappare il governo alla sinistra". 

09/07/2020
Loro Piceno, "Castello di Brunforte monumento nazionale": approvata la mozione in Regione

Loro Piceno, "Castello di Brunforte monumento nazionale": approvata la mozione in Regione

Il Castello di Brunforte di Loro Piceno tra i monumenti nazionali. È quanto richiesto in una mozione del capogruppo in Consiglio regionale, Francesco Micucci, ed approvata oggi dall’Aula. «Si tratta di un monumento unico nel suo genere nel territorio maceratese e di indubbio valore storico, culturale e religioso. Testimonianza non solo dell’identità e della memoria locale e marchigiana, ma di tutta l’Italia centrale – afferma Micucci –. Ottenere dal Ministero il riconoscimento vorrebbe dire anche poter accedere ai finanziamenti per il sisma importanti per il rilancio, anche in termini turistici, dell’edificio che ha peculiarità non riscontrabili in altri beni del territorio. Nella struttura risalente al XII-XIII secolo, sorta sulle vestigia di un insediamento di età picena e su successivo castrum romano, sono presenti, infatti – spiega Micucci –, elementi che vanno dal Basso Medioevo all'età moderna: dai liberi Comuni alle Signorie rinascimentali fino le istituzioni religiose quali i monasteri. Il monumento – prosegue Micucci – oltre ad essere da sempre sede degli organi di governo del Comune, è motivo di orgoglio cittadino, tanto da essere divenuto anche un’attrattiva turistica, anche da un punto di vista religioso, avendo ospitato fin dalla seconda metà del ‘600 una comunità di suore dell’ordine domenicano». L’atto votato impegna la Giunta, oltre a sostenere la richiesta già avanzata dal Comune di Loro Piceno della dichiarazione di monumento nazionale del Castello Brunforte, anche a sollecitare il Ministero a procedere all’approvazione di questo riconoscimento, al fine di garantirne la tutela e la massima valorizzazione come patrimonio storico e culturale. «Dichiarare monumento nazionale il Castello di Brunforte significherebbe anche mettere la parola fine ad una possibile alienazione del bene – precisa Micucci –. Possibilità già esclusa a più riprese sia dal Comune di Loro Piceno sia dalla Provincia di Macerata sia dalla Regione Marche, decisi a valorizzare al massimo questo patrimonio unico, il cui valore è stato più volte sottolineato anche dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali. Io stesso – conclude Micucci – già nel 2015 avevo presentato a questa Assemblea una mozione, approvata dall’Aula all’unanimità, che impegnava la Giunta ad avviare una serie di colloqui con gli Enti i Soggetti ecclesiastici preposti affinché venisse stabilita l’inalienabilità del Castello».  

09/07/2020
Sandro Parcaroli? No, non ci voleva proprio un ribelle per Macerata

Sandro Parcaroli? No, non ci voleva proprio un ribelle per Macerata

Sandro Parcaroli? No, non ci voleva proprio. I maceratesi si erano già “rassegnati” a votare Narciso Ricotta, mettendosi magari la coscienza a posto siglando l’altra “X” sulla fiamma di Fratelli d’Italia per spedire il maceratese Francesco Acquaroli alla guida di una Regione da sempre in mano a pesaresi e anconetani. E invece arriva questo individuo, a tutt’oggi nei sondaggi da bar sport dato come “perdente di successo”. Si presenta questo imprenditore “illuminato”, come dicono quelli di sinistra che amano gli imprenditori solo per le loro sponsorizzazioni sportive e culturali. Irrompe questo “uomo nuovo” che ha messo d’accordo le anime del centrodestra, da sempre con-dannate (alla sconfitta a tavolino). Ecco, quindi, Sandro Parcaroli, che prima ancora di dirci una riga di programma per Macerata, è riuscito a scompigliare in poche ore tutti i piani del “vincente facile” di turno di un PD sempre più sottosopra, tra la deglutizione atipica delle smarronate dei 5 stelle a Roma, e i rigurgiti acidosi di possibili alleanze con i grillini sui territori. No, Sandro Parcaroli, non ci voleva proprio. Per un semplice motivo: perché è un uomo di successo. In una società come la nostra, “conservatrice” - nel senso gattopardesco del termine - e “provincialotta” - nel senso maceratese del termine - il successo non può essere frutto di sacrifici misti a talento, né tanto meno un “dono divino”, bensì una colpa da espiare, un merito da occultare, una sorta di condanna a “fare del bene e non farlo sapere”. Una certa cultura presente da anni nel nostro Paese, che mette d’accordo vecchi intellettuali snob da salotto e giovani dei centri sociali, cova un forte scetticismo nei confronti degli uomini di successo, arrivando persino a godere per le loro sciagure economiche e personali. E’ quella cultura anti-industriale che ogni tanto emerge intorno a noi, si alimenta del supporto popolare degli eterni “protetti”, rappresentati plasticamente dai “bidelli in smart working”, coloro i quali durante il lockdown hanno trascorso il tempo ad annaffiare i fiori in terrazzo e guardare la TV a spese dello Stato, mentre commercianti, professionisti, Partite Iva e imprese (loro dipendenti compresi) lottavano per pagare e farsi pagare, sorbendosi fiumi di DPCM caotici e lunghi monologhi di Commissari e Ministri che spiegavano quante risme di carta utilizzare per avere i 600 euro o la CIG. No, Sandro Parcaroli, questo uomo di successo, questo ribelle dalla bianca chioma, non ci voleva proprio. Questo imprenditore che ama la sua città, sponsorizza cultura e sport, non potrebbe più farlo senza - dicono quelli di cui sopra - “esercitare una sorta di conflitto di interessi”; ma se poi smettesse di farlo - dicono sempre gli stessi in un insanabile conflitto interiore - chi curerebbe poi gli “interessi” dei cittadini maceratesi affamati di lirica e sport? Dove lo trovano un altro imprenditore-bancomat disposto ad investire in una città che alcuni, non troppi per fortuna, vorrebbero “addormentata”, prona nel suo coma farmacologico perenne, che solo efferatissimi fatti di cronaca nera hanno fatto schizzare nelle prime pagine dei giornali di tutto il mondo? No, Sandro Parcaroli, non ci voleva proprio. In molti iniziano a credere che può essere quel “Cavaliere Bianco” che possa sconfiggere il male oscuro che penetra ben oltre le mascherine dei maceratesi: quel fascino subdolo del declino, che ha sempre pervaso questa città, oramai da anni in preda alla “kebabizzazione” delle sue mura più antiche, un processo erosivo più rapido della desertificazione di un’autentica vita comunitaria. Quella “vita comunitaria” - nella migliore delle ipotesi condannata come “movida” universitaria (che Dio benedica l’Università!) - che vetrine di negozi chiusi tappezzati di colorati “Affittasi” e “Vendesi”, stanno impietosamente a ricordarci, quasi fossero autentici sepolcri non più imbiancati, che ci troviamo in una piccola necropoli moderna, tramortita dai Centri Commerciali e da una classe dirigente conservatrice e poco coraggiosa. No, Sandro Parcaroli, non ci voleva proprio. Chi glielo fa fare a lottare per questo distillato dell’Italia “fuori dall’autostrada”, una città sorta dai ruderi di Helvia Recina, eppure da essi mai affrancatasi? E’ vero, nei secoli quelle pietre informi sono diventate mura, palazzi, teatri ed edifici, ma i ruderi più resistenti sono sempre lì; o meglio le loro polveri sottilissime sono entrate nei polmoni dei maceratesi e si sono solidificate via via ogni giorno di più. Quei ruderi “dentro” hanno alimentato questo tifo masochistico per un imminente declino, un clima da fine impero per chi si sente ancora cittadino di un capoluogo che non attira a sé neanche le sue popolose frazioni e che fortunatamente sopravvive grazie soprattutto al dinamismo di un’Università che svolge un ruolo strategico chiave per il suo sviluppo. Macerata è una città dove impera la povertà intellettuale di chi, sentendosi inferiore (ma forse non lo è), snobba nel senso più autentico del termine la novità, il talento, l’essere non normale, ribelle. E già, perché la classe dirigente di Macerata, custode di una polverosa normalità, ha sempre schiacciato le novità, soffocato gli slanci coraggiosi e anche temerari, privilegiato la conservazione dei ruderi rispetto al pericoloso rinnovamento, non aprendo mai seriamente ai giovani ma tentando di inglobarli nella finta cultura “sociale” delle “cooperative”, veri e propri bacini “elettorali”. No, Sandro Parcaroli, non ci voleva proprio. Dovrà fare i conti con una Macerata che, nel breve volgere di un ventennio, si è trovata orfana di tutto ciò che fa di una città un vero capoluogo: le caserme dell’esercito e dell’aeronautica, la Cassa di Risparmio, Bankitalia, la Lube, le piscine, la Maceratese, le discoteche, i luoghi ideati per le giovani generazioni dei Millennials. E non si cada nell’errore di dare la colpa all’ultimo Sindaco di turno e di puntare alla “discontinuità” e al “cambiamento”: il prossimo Sindaco non dovrà essere più quello a cui il Sindaco successivo dovrà addossare tutte le colpe dell’ulteriore declino di Macerata. No, Sandro Parcaroli, non ci voleva proprio. Un ribelle a Macerata? Uno che è abituato a guardare sempre al futuro e fare i conti col presente, come fa ogni imprenditore che rischia per sé ogni giorno? E chi glielo racconta adesso a quelli già pronti a votare la “discontinuità” e il “cambiamento”?            

09/07/2020
Quale ripartenza se vengono disattesi i provvedimenti volano della ripresa economica dei 130 comuni del cratere sismico?

Quale ripartenza se vengono disattesi i provvedimenti volano della ripresa economica dei 130 comuni del cratere sismico?

Il brontosauro della faraginosa macchina della ricostruzione post sisma, alla vigilia del 4 anniversario, dalla prima scossa del 24 Agosto 2016, è stato risucchiato dalla voragine, del buco nero del No recente, della Commissione Bilancio della Camera. Nel corpus del Decreto Rilancio, che prevede una spesa di oltre 55 miliardi volti al finanziamento dei provvedimenti, pare non ci sia stato spazio, per fornire delle risposte attuative alle questioni di estrema urgenza post sisma, riguardanti 4 Regioni ( Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio), e il coinvolgimento di ben 130 Comuni. I numeri della vergogna, ereditati dal Commissario alla Ricostruzione Legnini, delineano un quadro disperato: 80.629 sono le pratiche attese, 12.814 i progetti depositati pari al 15,8%, solo il 5,7% sono i provvedimenti di concessione dei contributi, 2.890 i cantieri aperti al 28/02/'20, 355 ml. di euro, l'importo dei contributi erogati di fronte ad un plafond di 6,1 mld di euro. Bocciati gli emendamenti, volti alla stabilizzazione del personale, alla proroga dello stato d'emergenza dopo il 31 Dicembre 2020, all'aumento degli incentivi per i tecnici che si occupano dei progetti di ricostruzione e alla garanzia che il 5% dei fondi per la ricostruzione pubblica, fosse destinato al sostegno delle attività produttive, dei territori martoriati. Forti le reazioni di indignazione del mondo politico, sedate solo lievemente dalle rassicurazioni dell'ultima ora, ad opera del Commissario Legnini che ricevuto dal Premier Conte, ha ottenuto la garanzia, che il Governo intende inserire le norme per accellerare la ricostruzione pubblica e privata, nel decreto semplificazioni di prossima emanazione. I provvedimenti urgenti invece, che richiedono una copertura finanziaria, ad esempio quello per il personale e la proroga dello stato d'emergenza, saranno inseriti  nel Decreto che sarà emanato, subito dopo l'approvazione del nuovo, atteso scostamento di bilancio. Del resto le priorità, affinchè la ricostruzione possa finalmente decollare, sono note da tempo e sono state a lungo discusse dalle Anci regionali, portavoci di un'auspicabile e indispensabile semplificazione della normativa riguardante la ricostruzione delle opere pubbliche, affinchè sia possibile procedere rapidamente, come è accaduto in occasione della ricostruzione del ponte Morandi a Genova. Il candidato di centro destra Acquaroli (Fdi), in corsa per la Presidenza della Regione Marche, ha gridato allo scandalo. Il sisma è stato vergognosamente strumentalizzato dal mondo politico, impigliato nella Burocrazia che rimanda all'anno del mai, l'attuazione di provvedimenti urgenti, che concederebbero finalmente il giusto ristoro alle popolazioni colpite. Le istituzioni cosa fanno di fronte a drammi quali lo spopolamento, la disoccupazione,. l'aumento del tasso dei suicidi, il profondo senso di prostrazione e abbandono dell'intero tessuto sociale delle zone ferite?. Si tratta dell'ennesima beffa perpetrata ai danni dei cittadini, un'opportunità sprecata dal mondo politico. Agli strali lanciati dal candidato Acquaroli, si unisce il monito di Maurizio Mangialardi, candidato Pd alla Regione Marche: " Ho pronti 8.000 sindaci, che risponderebbero immediatamente al richiamo del Presidente Decaro". Ma quale è stata la reazione dei primi cittadini dei comuni offesi, di fronte allo sbarramento della Comissione Bilancio? Il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno che si è incontrato con i colleghi di Camerino  e Castelsantangelo sul Nera in occasione delle celebrazioni per la Madonna della Cona , sul Piano Perduto, ed esprimendo anche il condiviso sconforto, si dichiara pronto a riconsegnare insieme ad altri sindaci, la fascia tricolore al Presidente del Consiglio Conte. Un gesto forte, alimentato dalla cocente delusione e dall'amarezza di essere stati per troppo tempo dimenticati, lasciati soli a rispondere alle domande incessanti della popolazione bisognosa. Sandro Sborgia, il primo cittadino di Camerino, definisce questa pagina politica vergognosa. Palcoscenico da anni, ove viene reiterato lo sciaccallaggio di chi per ottenere consensi, specula sul dolore e i bisogni delle comunità del cratere sismico, sulla pelle dei morti e di chi scampato lotta per tirare avanti. Il Governo parla a gran voce di ripresa, ma quale Ripresa è auspicabile se si lascia indietro l'Italia centrale e si dimentica l'urgenza, di quei provvedimenti lungamente discussi con le istituzioni, acclarati da sempre, che andrebbero invece fatti decollare subito, perchè rappresentano il reale  volano del rilancio dell'economia.Un appuntamento da non mancare, specialmente in seguito all'attacco ai vari comparti, sferrato dall'offesa tranciante del nemico pandemia, causata dal Covid 19. L'Arcivescovo Francesco Massara, dichiara indignato che le popolazioni del cratere sisma 2016, non sono cittadini di serie B,  meritano di essere ascoltati e di vedere le proprie speranze non disattese, anche perchè hanno sopportato con dignità varie calamità e ai disagi causati dal terremoto, si sono aggiunti anche quelli di quest'epoca, caratterizzata da un' emergenza sanitaria mondiale. Il comissario Legnini aggiunge, non va lasciato solo, bisogna continuare a supportare il suo operato e " Siamo sicuri che il Governo non disattenderà ancora le nostre richieste d'intervento immediato. Rettifichi ora il tiro e ci fornisca delle spiegazioni sulle motivazioni che hanno portato questa chiusura politica di fronte al via dei lavori attinenti alla Ricostruzione, che le nostre genti aspettano da tempo. Come mai nel budget dei 55 miliardi si è deciso di estromettere il pacchetto dei provvedimenti per la Ricostruzione post sisma?". A doppia firma del Presidente dell'Anci Antonio Decaro e del coordinatore nazionale dei Presidenti delle Anci regionali Maurizio Mangialardi, la lettera di oggi, indirizzata al Premier Giuseppe Conte, ove si richiede di poter essere ricevuti urgentemente, per discutere della Ricostruzione post sisma degli oltre 130 comuni di 4 Regioni coinvoliti nel terremoto del 2016. " Le scriviamo per sensibilizzarla sul tema della ricostruzione, che risulta ancora fortemente rallentata e rischia senza l'impulso urgente e concreto da parte del Governo, di generare un forte allarme sociale nei territori e nelle comunità. Il mancato accoglimento ha creato la nostra preoccupazione e il nostro disorientamento circa tempi e modalità di una ricostruzione che sconta ritardi pesantissimi. La richiesta è dunque di avere un'occasione di confronto in tempi brevissimi al fine di fugare ogni incertezza e condividere soluzioni che trovino accoglimento all'interno del prossimo Decreto Legge in materia di semplificazioni che il Governo sta per approvare".

08/07/2020
Parcquaroli vs Mangiaricotta: quella discontinuità che unisce il “tutti contro”

Parcquaroli vs Mangiaricotta: quella discontinuità che unisce il “tutti contro”

Parcaroli e Acquaroli, da un lato. Mangialardi e Ricotta, dall’altro. C’è uno strano asse Macerata-Marche che traccia il solco di una campagna elettorale sotto l’ombrellone, tra volti semi-nascosti dalle mascherine e sempre più profondi distanziamenti “politici”. Già, perché la parola più gettonata in questa fase è appunto “discontinuità”: Ricotta da Carancini, Mangialardi da Ceriscioli (unico Governatore a cui il Partito Democratico, nonostante il crescente appeal nella covidiana Fase 1, non abbia offerto la chance del double), il centro destra, infine, che arde, come la fiamma di Fratelli d’Italia, dal desiderio di mandare in soffitta definitivamente il passato (anche il proprio, visto che per la prima volta i candidati corrono uniti “da vincenti”). Discontinuità anche lato Movimento 5 Stelle, con il duo Roberto Cherubini a Macerata e Mario Mercorelli per la Regione, che per il momento corrono da terzi “comodi”: insomma, come riscriverebbe Joseph Cronin, “Le 5 stelle stanno a guardare” (in inglese il titolo è curiosamente molto evocativo: “The Stars Look Down”). In quale scenario locale si inserisce, dunque questa “discontinuità”, parola che letteralmente significa “interruzione nel tempo e nello spazio”? Direi che s’inserisce in un tempo che si è fermato per Macerata, e in uno spazio, le Marche, sempre più angusto, entro cui riporre fiducia per uno sviluppo che oramai sembra appartenere ad un glorioso passato, quando il nostro modello economico di industria a misura d’uomo, benessere diffuso ed elevati livelli della qualità della vita, portava studiosi da tutto il mondo per studiarci e imitarci. Ed è con questo declino spazio-temporale che dovranno fare i conti gli uomini che guideranno i Governi locali, a Macerata e ad Ancona, declino che incombe anche sulla perdita di “peso” nei consessi che “contano”. Se, infatti, in un tempo andato il Sindaco di Macerata andava diritto al Senato, oggi ci dobbiamo, più modestamente, accontentare di Palazzo Raffaello ad Ancona, non sappiamo se ai piani alti o nelle sedute occupate dall’opposizione. E se prima il Governatore della Regione Marche era un punto di riferimento per l’asse adriatico Nord-Sud (bei tempi i progetti di Giammario Spacca sulla Macroregione Adriatica), oggi non ci filano più neanche quei “nordisti” del PD, come il Governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, il quale fa accordi con i colleghi leghisti di Veneto e Friuli, Zaia e Fedriga, per portare turisti tedeschi sulle coste romagnole, con un treno che, come il Cristo di Carlo Levi, per i balneari, i ristoratori e gli albergatori della nostra regione si ferma a Eboli-Rimini. Sarà durissima, per la compagine di centro sinistra in pista, convincere gli elettori marchigiani della bontà delle proposte per il rilancio di una regione che più di altre sta subendo i disastri post Covid (vedi l’impietosa e amara Relazione di Bankitalia e la classifica che pone Ceriscioli al terzultimo posto tra i Governatori più amati d’Italia), proprio perché il virus ha trovato terreno fertile in un tessuto economico già debole con distretti industriali in forte crisi da oltre 10 anni. E neanche Roma, né tanto meno Bruxelles, ci corrono in soccorso: basti pensare alle sanzioni UE contro la Russia, che penalizzano da anni l’export dei nostri calzaturifici, sanzioni imposte a causa dell’intervento militare di Putin in Ucraina, mentre poi, gli stessi politici seguaci del “politically correct” dalle due morali, si sperticano per accordarsi con quella Cina che opprime con la violenza le libertà più elementari ad Hong Kong. Nelle Marche Nord il dibattito politico verte sulle infrastrutture mancate: lo stesso Governatore Ceriscioli ha scritto una lettera alla Ministra dei Trasporti e Infrastrutture Paola De Micheli per lamentarsi dei ritardi dell’incompiuta Fano-Grosseto (ma tra colleghi di partito ci si scrive ancora lettere con carta e penna?), inserita last minute nelle opere da sbloccare dal recentissimo decreto semplificazione, anche se in molti, come il Sindaco di Sant’Angelo in Vado, dicono che è l’ennesima promessa mai mantenuta, anzi una “fregatura, perché è così ogni volta che si avvicinano le elezioni”. A dicembre sarà nominato un Commissario, si spera non di arcuriana competenza, che avrà il compito di riattivare i lavori dell’importante infrastruttura che collega le Marche Nord al Centro Italia: tra Fano e Pesaro, molti confidano su Babbo Natale in persona. Nelle Marche Sud, invece, la pseudo-ricostruzione Post Sisma è quella che la fa da padrona, con un numero di Commissari che tenta di raggiungere presto il numero degli edifici ristrutturati, memori anche che la stessa Ministra De Micheli, era proprio quel Commissario che inaugurò la Scuola di San Ginesio, con tanto di ruspa noleggiata per il taglio del nastro, salvo poi arenarsi nelle burocrazie di questa Italia dei veti. L’attuale Commissario Legnini ce la sta mettendo tutta mostrando un piglio diverso e più pragmatico, un cambio di passo riconosciuto anche da molti Sindaci del territorio: poi, però, la mazzata della Commissione Bilancio che si è “dimenticata” di occuparsi dei provvedimenti a favore delle zone colpite dal sisma, ha rimesso tutto in discussione, lasciando tutti increduli e a bocca asciutta. Dunque, andrà al voto la popolazione di una Regione sempre più fiaccata dalla crisi, isolata e abbandonata al destino degli eterni “post” (Sisma, Covid, eccetera), per scegliere tra candidati Sindaco e Governatore che fanno a gara per “auto-isolarsi” dal proprio passato, dentro e fuori il proprio partito (per chi ce l’ha), ripetendo fino allo sfinimento la parola magica “discontinuità” (ma anche con “cambiamento” non si scherza). Ma nell’era del distanziamento sociale, un pò di distanziamento politico non guasta, e tra gli elettori nostrani, in base ad un sondaggio poco scientifico ma molto vicino alla realtà, emerge sempre più una nuova prospettiva (non per tutti, visto che molti Comuni non dovranno eleggere il proprio Sindaco): tra le accoppiate tra “congiunti”, secondo il neologismo coniato dagli esperti nominati dal Premier Conte, Parcquaroli e Mangiaricotta, molti sceglieranno l’Acquaricotta, dando il consenso a Narciso Ricotta al Comune di Macerata e al “maceratese” Francesco Acquaroli alla Regione. Si vota chi vince, da sempre. E in questo caso sarebbe una doppia vittoria per Macerata, in attesa anche di conoscere quali saranno le truppe, da destra a sinistra, che oggi sgomitano per seguire le sorti dei presunti “vincenti”.

08/07/2020
La Regione Marche festeggia 50 anni, Ceriscioli: "Pronti ad affrontare le sfide del futuro"

La Regione Marche festeggia 50 anni, Ceriscioli: "Pronti ad affrontare le sfide del futuro"

Sono trascorsi cinquanta anni da quel 6 luglio 1970, data dell’insediamento del primo Consiglio regionale delle Marche. Un mese prima, il 7 giugno, i marchigiani si recavano alle urne per eleggere i propri rappresentanti nell’assise regionale. Oggi, a mezzo secolo di distanza, nell’Aula assembleare si è celebrata l’importante ricorrenza. Si è trattato di una cerimonia sobria, nel rispetto del difficile momento storico che si sta attraversando, ma con un messaggio di fiducia e di speranza per il futuro.  In occasione della seduta celebrativa, il presidente della giunta regionale, Luca Ceriscioli, ha chiuso il programma di lavori con un intervento a braccio, sottolineando in particolare la trasformazione “quasi genetica” che hanno vissuto le Marche in questi 50 anni, ma specialmente negli ultimi cinque, sia in termini istituzionali e amministrativi, che politici e socio-economici. “Non vi è dubbio – ha detto in un passo del discorso Ceriscioli – che, in questi ultimi 5 anni, la Regione Marche ha segnato un cambiamento fortissimo, vuoi per i rapporti con la collettività e i cittadini molto più prossimi rispetto anche a pochi anni prima, vuoi per le difficili fasi emergenziali vissute, ma anche come gestione diretta della cosa pubblica. Nei prossimi anni si troverà di fronte a scelte strategiche irripetibili ed epocali dettate dalla capacità di intercettare e investire l’ingente mole di risorse europee".  “Sono stati cinque anni di forte cambiamento - ha proseguito - che potranno esser letti poi con un occhio storicamente più approfondito, ma io credo che mai come in questi 5 anni, con il percorso interrotto di riforma delle Province, siano stati trasferiti compiti così inusuali. Se alla nascita delle Regioni ci si chiedeva se si dovesse avere un organo esecutivo perché forse sarebbe bastato l’organo legislativo e l’attività programmatoria, con la trasformazione delle Province si è fatto un intervento di “genetica istituzionale”: aver portato alle Regioni la gran parte di competenze che erano delle Province, cioè la gestione diretta ordinaria delle attività spicciole".  "Oggi viviamo anche questa trasformazione della Regione - ha sottolineato il presidente -: la prossimità dei problemi quotidiani perché evidentemente il cittadino identifica l’Ente in maniera diversa rispetto alla missione originale di 50 anni fa, cioè quindi una vicinanza ma anche il volere un’immediatezza di riscontro molto forte. Le emergenze, certo, hanno spinto in questa direzione ma è un’impronta che la Regione si porterà avanti nei prossimi anni, a meno di ulteriori riforme. Un tema non banale, il ripensare ad una nuova organizzazione della Regione. Se poi lo pensiamo nella prospettiva dei prossimi anni che saranno strategici come capacità straordinaria di gestire i fondi europei,  sempre più significativi. E’ un accelerazione fortissima  che in sei mesi ci ha catalputato in un altro mondo. Il Governo regionale si troverà ad avere nello stesso tempo un forte ruolo gestionale ma anche un ruolo straordinario come ricaduta in termini di programmazione. Sarà un quadro complesso in cui essere consapevoli dell’irripetibilità della fase strategica che andremo a vivere e che inciderà sul destino della nostra regione".  Ceriscioli ha, quindi, toccato il tema del rapporto Stato-Regioni, in particolare negli ultimi tempi: “Abbiamo vissuto una grande tensione centralista da parte dello Stato con una volontà espressa di riportare alla centralità statale funzioni che erano state delegate alle Regioni, dalla Sanità negli ultimi tempi, ai Centri per l’Impiego di qualche anno fa. Non espressamente nel settore sociale, ma poi la destinazione vincolata dei fondi per comparti sociali ha prodotto un limite alle Regioni nella risposta ai bisogni di un territorio specifico. Poi dall’altra parte, invece, c’è un altro percorso quasi opposto, come il tema delle autonomie spinte, dei temi macroregionali. Invece in fasi emergenziali si è visto che le Regioni hanno saputo rispondere concretamente alle esigenze dei cittadini e il pendolo si è spostato chiaramente dalla parte delle Regioni".  "I 50 anni di storia – ha concluso Ceriscioli - ci portano a celebrare qualcosa che ancora non è del tutto definito, ma anzi pronto a nuove sfide, a un dibattito che non è ancora chiuso, a passaggi epocali. Una fase estremamente stimolante e interessante che forse c’era anche 50 anni fa e che continua ad esserci ancora oggi. Far parte, quindi, di una storia viva in cui le Regioni potranno costituire un punto alto di spinta e di ruolo molto importante come soggetto capace di interpretare le vocazioni e le caratteristiche qualitative di un territorio“

07/07/2020
Parcaroli dice sì: "Sabato l'ufficialità". Guiderà il Centro Destra alla conquista di Macerata

Parcaroli dice sì: "Sabato l'ufficialità". Guiderà il Centro Destra alla conquista di Macerata

"Mi hanno implorato. Non potevo dire di no. Non potevo chiudere le porte in faccia alla mia amata Macerata. E' stata una scelta di cuore. E di servizio. Non lo faccio certo per soldi...come può capire benissimo ognuno. Avevo deciso di accettare la candidatura per le regionali poi e' emersa questa esigenza. E sabato dirò di Sì ufficialmente in conferenza stampa. So già che mi emozionero' perché sono un maceratese che ama il proprio territorio senza andare a vedere se ' mi conviene'. E se eletto, non chiudero' le porte all'opposizione ma anzi cercherò di cogliere il meglio venuto dalle amministrazioni Carancini e in Regione, di Ceriscioli". Parole, a sorpresa (dato il riserbo) ma mica tanto (dato le nostre puntuali anticipazioni) di Sandro Parcaroli, patron di Medstore, ora ufficialmente candidato sindaco di Macerata designato dalla Lega alla guida della coalizione di Centro destra.

07/07/2020
L'appello dei commercianti: "siamo il propellente di Macerata e vogliamo essere ascoltati dalla pubblica amministrazione" (Fotogallery)

L'appello dei commercianti: "siamo il propellente di Macerata e vogliamo essere ascoltati dalla pubblica amministrazione" (Fotogallery)

Nella cornice di uno dei polmoni verdi di Macerata, i secolari Giardini Diaz, si è svolta ieri sera,  un'assemblea propositiva, capeggiata e indetta dall'imprenditore Gabriele Micarelli, che ha visto la partecipazione attiva dei commercianti del centro storico maceratese. I l titolare di alcuni famosi locali: il Caffe Verde, il Fine Corso e il  Club Vela di Civitanova Marche, ha chiarito alla moltitudine dei cittadini, partecipanti alla riunione, la sua estraneità alle liste politiche cittadine ma ha voluto affermare con vigore, il suo impegno costruttivo e progettuale per la città di Macerata. La realtà del Paese post attacco Covid 19, ha inginocchiato i nostri commercianti, che non possono affidare il presente della loro attività e il salario delle famiglie dei propri lavoratori, agli interventi statali con i loro iter burocratici e consequenziali limitazioni. Il nostro tessuto economico richiede nella persona del portavoce ed organizzatore Micarelli, di essere ascoltato e di poter partecipare attivamente alle tavolate di concertazione, con le autorità dell'amministrazione comunale. Nessuno meglio di un commerciante conosce la realtà economica della propria cittadina e desidera, si prodiga per il suo sviluppo. Se Macerata si risveglierà e tornerà a vivere uin periodo di floridezza e serenità economiche, sarà proprio grazie all'impegno costante dei commercianti e della professionalità, passione, coraggio, cuore, con cui affrontano giornalmente la sfida più ardua. Molti di loro infatti, gravati dai debiti e da una situazione economica prossima al collasso, rischiano di chiudere, un lutto personale certo, ma una perdita ancora più rilevante per l'intera cittadina. Del resto le 171 attività equivalgono a circa 3000 voti, chiosa l'imprenditore ed è "ora che noi tutti ci rendiamo conto che possiamo e dobbiamo decidere per il nostro presente e il presente di Macerata ". "Sono rimasto allibito dal fatto che in una diretta streaming con i consiglieri comunali - dice Micarelli -, proprio quando si stavano toccando i temi più scottanti, quelli che necessitano un pronto intervento, allo scoccare delle 20:00, un partecipante abbia deciso che fosse giunta l'ora di terminare i lavori e che nessuno degli altri interlocutori abbia manifestato l'eventuale disaccordo e la volontà di continuare nel dibattimento. Io, se una persona mi ordina una sola birra a mezzanotte o anche più tardi, non chiudo certo le saracinesche nè penso di doverlo mandare via perchè il mio guadagno è esiguo. Se una persona si assume un impegno con la collettività, non può decidere di abbandonare una riunione perchè vuole cenare". "Non ci interessano i monopattini, questo è il momento di risolvere problemi annosi - aggiunge Micarelli -, che richiedono una presa d'incarico immediato. Parlo del centro storico e la sua apertura. Chiediamo che venga deciso di offrire la possibilità di parcheggiare gratis per un lasso di tempo minimo di almeno 2 ore". All'assemblea costituente dei cittadini è intervenuta anche il direttore artistico della stagione lirica di Macerata Opera Festival, Barbara Minghetti accompagnata dal Sopraintendente della Notte all'Opera Luciano Messi. Barbara Minghetti ha stretto con la città un sodalizio di mutua collaborazione, ascoltando attivamente gli esercenti, e potendo contare sul loro contributo per il rilancio della stagione lirtica anche in vista dei festeggiamenti del prossimo anno per i 100 anni dello Sferisterio, quando l'intera cittadina si vestirà a festa. Quest'anno l'incanto e la magia degli abiti di scena, indossati dai più famosi tenori e dalle soprano di fama internazionale, emozioneranno gli avventori dei locali maceratesi e chi, incuriosito, si avvicinerà alle vetrine della città. Verranno infatti esposti e contribuiranno ad evocare le atmosfere del passato fulgido e glorioso del festival che nonostante la criticità del periodo, siamo sicuri tornerà a portare i melomani e gli appassionati di tutto il mondo, nelle Marche, terra di arte, cultura e bellezza inusitate, cangianti e mutevoli. Sono poi intervenuti alcuni politici che hanno voluto animare il dibattito e hanno colto l'occasione per affermare il piano di iniezione di liquidità e fiducia del partito da loro rappresentato. Dall'intervento del consigliere comunale Andrea Marchiori: "Se i commercianti si sono così unitamente compattati, se avanzano in modo talmente incalzante la loro legittima richiesta, d'essere ascoltati e tenuti in considerazione nelle tavolate ove la pubblica amministrazione discute e decide sulle questioni che direttamente li coinvolgono, se addirittura rivendicano il primato rispetto i politici che hanno governato ad oggi Macerata, bene tutto ha un preciso significato. Vuol dire esattamente che l'elitè al potere da oltre 20 anni ha completamente fallito e che fallimentari sono state tutte le strategie messe in atto finora". "Citerò una per tutte: il nuovo centro commerciale di Piediripa, pronto a svuotare definitivamente il centro storico e lo stesso capoluogo - prosegue Marchiori -. La lega già da tempo, tramite i propri amministratori pubblici ha invece attuato in altre città una strategia vincente a favore del commercio e quindi dello sviluppo e del progresso socioeconomico delle comunità. Abbiamo istituito un fondo reale di 100.000 e 200.000 euro, soldi veri e non chiacchiere, in veste di contributi ed aiuti concreti, erogati previa valutazione dei singoli progetti, a tutti coloro che intenderanno aprire nuovi  esercizi, promuovendo un vero risveglio dei centri storici, capace di apportare nuova linfa, una rinascita economica. "E non mi riferisco ai vari Comproro, stuzzicherie varie, centri di gioco d'azzardo con le slot machine, ma negozi con almeno un dipendente, capaci di presiedere il territorio per l'intero arco della giornata lavorativa, non solo per qualche ora, in modo da favorire il flusso costante delle persone - conclude Marchiori -. Abbiamo previsto per i centri storici strategie mirate ad ampio respiro, aldilà dell'intervento di pronto soccorso concernente i parcheggi a tempo, pur necessario per concedere  respiro ad un'area agonizzante che rappresenta l'anima antica della comunità e che non può e non deve rimanere alla mercè, full time della movida che a volte procura disturbo della quiete pubblica e tafferugli sedati prontamente dalle forze dell'ordine".

07/07/2020
Salvini contro Ceriscioli: "Bocciato dai marchigiani, pronti a offrire un buon governo"

Salvini contro Ceriscioli: "Bocciato dai marchigiani, pronti a offrire un buon governo"

Il leader del Carroccio, Matteo Salvini, è tornato a parlare delle Marche. Lo ha fatto oggi commentando la classifica pubblicata dal Sole 24 Ore riguardante la Governance Poll, nella quale il presidente di Regione si è piazzato sedicesimo. "I cittadini marchigiani stroncano il Pd" - afferma in una nota - .  "Il governatore, Luca Ceriscioli, è terzultimo nel gradimento dei presidenti di Regione. Peggio di lui solo altri due campioni della sinistra come Emiliano e Zingaretti. Spero solo che la bocciatura da parte della maggioranza di governo del pacchetto di interventi per il sisma 2016 non sia l'antipasto delle ritorsioni della sinistra contro i marchigiani. Siamo pronti a offrire alle Marche il buon governo della Lega".    

06/07/2020
Centro-destra: aspettando Godot. Ricotta: "Votare Romano alle Regionali? Un momento..."

Centro-destra: aspettando Godot. Ricotta: "Votare Romano alle Regionali? Un momento..."

Per definire l'attesa messianica del Centro-destra in questa lunga antivigilia elettorale abbiamo preso in prestito il titolo dell'omonimo capolavoro di Samuel Beckett: Aspettando Godot. "Godot non verrà oggi, ma senz'altro domani, sì" dice il ragazzo ai due viandanti sulla scena di una piece costruita intorno alla condizione dell'attesa. Come non pensare ai due uomini e al messaggero come alla personificazione rispettivamente di FI, FDI e Lega? Prendiamo in prestito anche un secondo 'titolo' letterario molto famoso: "Ad Ovest niente di nuovo" di E.M. Remarque (il racconto della guerra di trincea). Ideale per annunciare che anche oggi dalla postazione del Centro Destra non è arrivato il segnale atteso. Ma ormai prossimo a salire alto all'orizzonte, come segnalato venerdì scorso a Picchionews dall'inviato di Salvini, on. Riccardo Marchetti. "Questo non vuol dire - dichiara un esponente la cui identità vuol tenere riservata - che oggi e' un giorno perduto. Anzi ferve ancora di più il lavoro per la discesa in campo di tutti gli uomini di buona volontà al fine di cambiare le cose a Macerata". Sandro Parcaroli, il Candidato 'Incaricato' di cui fino a qualche giorno fa pareva certo il diniego a correre per il Palazzo Maceratese, dopo l'investitura diretta da parte del Lider Maximo si è  messo subito in movimento. Verificando, come ovvio, di persona gli sponsor e la congruità della coalizione che - per patto elettorale romano - è tenuta a sostenerlo. Sopratutto la fedeltà, viste le fughe palesi ed occulte dal campo del Centro Destra. Viene temuto anche il disimpegno di figure di primo piano, ormai interessate ad Ancona. E pure, si teme al 91' qualche voltafaccia al leopardiano "apparir del vero". Il Poeta conosceva bene l'animo dei suoi conterranei. RICOTTA: "VOTARE ROMANO ALLE REGIONALI? UN MOMENTO..." Il candidato del centro-sinistra in occasione della 'vernice' della sede elettorale a Le Casette, sabato, ha intanto cominciato la sua schermaglia d'assaggio nei confronti di Parcaroli, tuttavia senza nominarlo. "Non sono stato investito da Nessuno in alto loco, ma solo dai maceratesi il 16 febbraio" ha scherzato, ma attaccando. Ma poi si è dovuto 'beccare' l'endorsement solenne di Carancini che deve molto alla sua riconferma cinque anni fa, a Colui che definiva "il mio comandante": Narciso, novello Che Guevara. E che tutti ritenevano, in forza di questo, dovesse essere vicesindaco. Come noto, non andò  esattamente così. Acqua passata. Epperò dopo il 'lancio' in grande stile da parte di Romano, una domanda é parsa d'obbligo ad un cronista in conferenza stampa. Avrebbe cioè ricambiato Ricotta l'appoggio del 'suo' sindaco nella corsa per Ancona? Un leggero (percettibile solo 'politicamente') trapestio alle spalle del candidato del Centrosinistra ha accolto il legittimo quesito. Proveniente da uno dei Sette supporters disposti scenograficamente a semicerchio. Da quale postazione o sito, il non 'lieto romore' arrivava alle orecchie ben tese di Ricotta? Forse dalla seggiola n.2 riservata al Pd e al suo segretario Stefano Di Pietro, 'unto' dal Partito in riferimento al nuovo Consiglio regionale (visto in sede pure Ceriscioli: un' occhiata al telefonino e via senza neppure una stretta di mano a Ricotta causa virus). Nel dubbio l'avvocato Narciso rispondeva come fosse in udienza. "Mi atterrò alle indicazioni del partito". Niente 'scambio', ne' preferenza ne' endorsement, dunque. Tuttavia al brindisi finale, il Festeggiato ha servito il primo prosecco a Romano. Che, gentilmente, lo ha passato al giornalista casualmente accanto a lui. Ma ne ha subito chiesto un altro al suo (prossimo ex) assessore.

06/07/2020
Bocciatura pacchetto sisma, il sindaco di Pieve Torina: "Noi inascoltati, pronto a restituire la fascia"

Bocciatura pacchetto sisma, il sindaco di Pieve Torina: "Noi inascoltati, pronto a restituire la fascia"

Sulla vicenda della bocciatura del pacchetto sisma da parte della commissione bilancio della Camera interviene con una nota il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci: “È incomprensibile il comportamento adottato dalle forze di maggioranza in commissione bilancio della Camera: bocciare le misure del pacchetto sisma volute per semplificare il percorso ricostruzione, già discusse ed affrontate con sindaci, ministeri competenti, associazioni di cittadini, professionisti e concordate con il commissario straordinario Legnini, è uno schiaffo al buon senso ed evidenzia il mancato riconoscimento di un impegno che vede sindaci e comunità locali nel tentativo di resistere ai danni enormi che il sisma del 2016 ha causato al nostro territorio. Ma questa resistenza è al limite. Deve essere aiutata e sostenuta dallo Stato in modo tangibile, e stupisce che rimanga inascoltata persino la richiesta del commissario straordinario Legnini. È il segno di una mancata sensibilità ed attenzione verso chi lotta per restituire dignità alla propria terra, un duro colpo al commissario che si è prodigato con competenza e dedizione ed ai sindaci tutti come rappresentanti di quei cittadini dell’area montana che, oramai è chiaro, sono considerati di serie c. Se perdurerà questo stato di cose sono pronto, e come me credo anche altri sindaci, al gesto estremo di restituire la fascia tricolore”.

06/07/2020
Cannabis terapeutica, la proposta di Romina Pergolesi: "Le Marche la producano in proprio"

Cannabis terapeutica, la proposta di Romina Pergolesi: "Le Marche la producano in proprio"

Cannabis terapeutica, Romina Pergolesi ne sollecita la produzione nelle Marche. La consigliera regionale ha presentato una mozione, da mettere al voto, per impegnare l'amministrazione Ceriscioli "ad attivarsi presso il Ministro della Salute per far individuare la Regione come ente attuatore del primo progetto sperimentale di produzione in Italia". Se ne discuterà domani, 7 luglio, in Assemblea Legislativa. "A due anni dall’approvazione delle legge n. 26 del 7 agosto 2017 – evidenzia la consigliera Pergolesi -, continuano a pervenire diverse segnalazioni sulla difficoltà di molti pazienti a reperire in maniera continuativa ed ottimale la quantità di prodotto per la terapia. La normativa nazionale di riferimento parla chiaro a proposito: qualora risulti necessaria la coltivazione di ulteriori quote di cannabis oltre quelle coltivate dallo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, possono essere individuati, con decreto del Ministro della Salute, uno o più enti o imprese da autorizzare alla coltivazione nonché alla trasformazione". Ecco, dunque, il senso della mozione. I farmaci a base di cannabinoidi, puntualizza ancora la consigliera Pergolesi, "sono da anni impiegati nel trattamento dei sintomi di diverse patologie ed in particolare: sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale, dolore cronico, effetto anticinetosico ed antiemetico nella nausea e vomito causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV, malattie degenerative quali la fibromialgia e sclerosi multipla, disturbi quali l’epilessia, alcune forme cancerogene e altre malattie invalidanti resistenti alle terapie convenzionali, anche in ambito veterinario". L'obiettivo, insomma, è rendere le Marche un luogo di produzione certificato dallo Stato, così da non avere più difficoltà di reperimento della materia prima.

06/07/2020

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