Politica

Macerata al bivio: 4 domande (le stesse) a Parcaroli e Tittarelli prima del ballottaggio

Macerata al bivio: 4 domande (le stesse) a Parcaroli e Tittarelli prima del ballottaggio

Siamo alle battute finali della campagna elettorale a Macerata. Mancano poche ore prima che scatti il silenzio elettorale in vista del ballottaggio del 7 e 8 giugno che deciderà chi guiderà la città capoluogo nei prossimi cinque anni. Da una parte il sindaco uscente Sandro Parcaroli, candidato del centrodestra, dall'altra Gianluca Tittarelli, candidato del centrosinistra. Abbiamo rivolto ai due candidati le stesse domande sui temi centrali della campagna elettorale: le priorità dei primi 100 giorni, la visione per il futuro della città, un commento sulle ultime settimane di campagna e l'appello finale agli elettori. Qual è la priorità assoluta nei primi 100 giorni? Sandro Parcaroli: «La priorità assoluta è una sola: non fermare ciò che è già in corso. Macerata oggi ha cantieri aperti, progetti finanziati e opere pronte a partire. Il primo compito di un sindaco confermato è garantire che nessuno di questi si blocchi. Poi c’è il sociale, un tema che richiede sempre più attenzione. Fino ad oggi abbiamo ottenuto risultati molto importanti: Macerata è stata riconosciuta "Comune Amico della Famiglia – Family in Italia", ha organizzato il Festival della Famiglia e attivato lo sportello "Famiglia al Centro". Sono stati realizzati progetti come il Condominio Solidale per anziani, il programma "Protetti Insieme" contro le truffe agli anziani, iniziative di turismo sociale come Tourgustando e la creazione di orti sociali. È stata istituita la Consulta Disabilità, attivato il Centro Autismo a Villa Potenza e promosso nelle scuole il progetto "Guardami negli occhi" contro la violenza di genere. Ho in programma un’azione a tutela delle famiglie e dei singoli in difficoltà, ma non voglio rivelarlo ora per non cadere in facili demagogie; sarà qualcosa di importante e impattante. Poi abbiamo la sfida della popolazione che invecchia. Questa è la realtà che dobbiamo affrontare con politiche all’altezza, e da cui ricaviamo anche un’opportunità: trasformare il rispetto e la cura per gli anziani in una leva di crescita per la città. È quello che chiamiamo Silver Economy. Non mancherà un piano altrettanto importante, che abbiamo annunciato, ora che tantissimi cantieri sono stati chiusi: interventi immediati per le cose di tutti i giorni — marciapiedi, asfaltature, manutenzione del verde, illuminazione nei punti dove i cittadini ci chiedono più sicurezza. Perché una città si misura dalle grandi opere, ma si vive nelle piccole cose. Nei primi 100 giorni voglio che i maceratesi vedano la differenza sotto casa propria, quartiere per quartiere, frazione per frazione. Questa è la mia idea di continuità: non un'amministrazione che riparte da zero, ma una che prosegue con metodo il lavoro già avviato». Gianluca Tittarelli: «La priorità nel caso in cui io venga eletto è, come ho detto già, prendere la differenza di un'altra amministrazione che c'è già, una che entra, prende possesso delle informazioni, fa una verifica dello stato delle cose, mi pare il minimo, per affrontare poi l'attività amministrativa di governo. Sicuramente una volta fatto questo l'attenzione principale sarà rivolta intanto, come ho sempre detto, al decoro e a rifare un po' di Macerata quello che dovrebbe essere, una città bella e vivibile, con attenzione ai cittadini e alle cittadine che hanno più bisogno, quindi questo è un valore aggiunto proprio quello del centrosinistra». Qual è la vostra visione per il futuro di Macerata nei prossimi cinque anni? Gianluca Tittarelli: «La visione è ridare a Macerata il ruolo che le spetta, cioè quello di essere il riferimento della provincia, il capoluogo di provincia, di essere presente e dire la propria in tutti i tavoli che contano: la sanità, i rifiuti, l'acqua, tutti gli ambiti, l'ambito sociosanitario e in collaborazione con i comuni limitrofi. Bisogna riattivare dei rapporti perché Macerata deve tornare a fare da guida. In più occorre dare alla città quella identità che le appartiene, ovvero città artistica, culturale e di servizio, una città che funziona, una città che deve valorizzare quanto di buono ha, e c'è tanto, e tendere a un modello che sia quello di un turismo lento, capace di attrarre persone non soltanto dal territorio circostante. Io penso sempre alle città umbre e alle città toscane che stanno vicine a noi. Ci sono tante realtà medio-piccole come la nostra che vivono di un turismo continuo. Quindi non avere una visione solamente legata a qualche evento sporadico, ma darci proprio questa identità. Abbiamo dei grandissimi contenuti, valori aggiunti, una parte artistica, museale, architettonica e storica importante. Bisogna fare in modo che il centro torni a essere vivo e non un parcheggio a cielo aperto, favorire il commercio, la residenzialità e l'accessibilità. Vorrei arrivare a una città che funziona, che è attrattiva e che torna a essere un riferimento per il territorio in quanto capoluogo di provincia». Sandro Parcaroli: «La mia visione è quella di una Macerata che cresce facendo della sua identità il punto di forza: una città capoluogo moderna, attrattiva e innovativa, che però non dimentica le persone. La riassumo in quattro direzioni. Una città che investe sui giovani e sul lavoro: con i tre polo di intelligenza artificiale (Centro Fiere, MATT, Centro storico), lo sportello unico per chi vuole fare impresa sotto i 35 anni, le agevolazioni per chi apre un'attività in centro. Vogliamo che i nostri ragazzi abbiano un motivo per restare, non per andarsene. Una città che attrae: il nostro obiettivo è arrivare a 42.000 abitanti, con una leva fiscale concreta — incentivi TARI per chi sceglie di venire a vivere a Macerata e a chi sceglie il centro storico per lavorare. Un centro storico vivo, con le botteghe aperte e le famiglie che ci abitano, è il cuore pulsante di tutta la città. Una città che non lascia indietro nessuno, rafforzando la rete di servizi sociali che abbiamo costruito. La dignità di una comunità si misura da come tratta chi ha più bisogno. E una città sicura e curata, dove la qualità della vita si vede nelle strade pulite, nei parchi vivibili, nei quartieri illuminati, nelle frazioni che non si sentono dimenticate. È la stessa visione con cui abbiamo lavorato in questi cinque anni — la differenza è che oggi abbiamo le basi solide per realizzarla davvero, perché i conti del Comune sono in ordine e i progetti sono già avviati». Un commento sulle ultime due settimane di campagna elettorale Sandro Parcaroli: «Ho fatto il mio percorso, ho incontrato più persone possibili, sono stato in strada, nelle piazze, con le associazioni, nei negozi, nelle aziende, in mezzo alla gente a parlare, a confrontarmi. Ho ricevuto tantissimi attestati di stima e questo mi ha fatto piacere, è la benzina che mi ha spinto durante tutti questi chilometri percorsi a piedi. Ho stretto così tante mani che mi fa male il braccio destro! Scherzo, ovviamente. E, a proposito di battute, è stato divertente vedere il mio rivale proporre dei progetti che invece sono cantieri attivi: su tutti, l’asfaltatura di via Natali a Sforzacosta, i cui lavori partono l’8 giugno, appositamente dopo la chiusura estiva delle scuole, Helvia Recina, oggetto di ben due bandi per la sua valorizzazione. La città si cambia con i fatti, non con le polemiche». Gianluca Tittarelli: «C'è un giochetto che viene fatto, ripetere insistentemente la stessa cosa in modo che poi questa cosa diventi vera. Io non ho mai attaccato, come loro stanno dicendo, la figura né del sindaco né degli assessori. Ho ovviamente fatto delle critiche all'azione politica e amministrativa dell'amministrazione uscente, ma d'altronde sono il candidato che concorre nel ballottaggio a sconfiggerla, evidentemente non posso essere d'accordo su tutto. Un conto è dire che ho fatto una campagna dove ho criticato delle cose, un conto è sostenere che io abbia fatto una campagna personale. Invito tutti a trovare una mia intervista, dichiarazione o post dove dico qualcosa di personale nei confronti del sindaco o degli assessori. Piuttosto è sotto gli occhi di tutti che in queste due settimane il clima si è un po' avvelenato. Ho fatto delle alleanze legittime previste dalla legge e qualcuno è diventato nervoso. Fioccano i video contro di me, fioccano le caricature con l'intelligenza artificiale, tutte cose sulle quali io sorvolo alla grande. La destra ha i suoi problemi. Uno è il sindaco di Filottrano che, bisogna dirlo in maniera netta, come uomo e soprattutto come rappresentante delle istituzioni, è stato abbastanza imbarazzante. Hanno già le loro questioni a cui pensare, io penso alle mie». Appello finale al voto: perché i cittadini dovrebbero scegliere lei? Gianluca Tittarelli: «Qui bisogna ridare smalto e slancio alla città. Io penso di apportare le mie attitudini a quella che è l'attività politica. Mi conoscono in tanti, sanno che vengo dal mondo pragmatico, quello aziendale, quello dello sport, quello del volontariato. Il modo nuovo di pensare e vivere la città può senz'altro trovare in me l'alternativa credibile». Sandro Parcaroli: «Perché in cinque anni ho dimostrato, con i fatti, che cosa so fare per questa città. Non vengo dalla politica, vengo dal lavoro: ho iniziato da un negozio di trenta metri quadri in pieno centro, e so cosa significa rimboccarsi le maniche ogni mattina. Questo metodo l'ho portato in Comune: conti rimessi in ordine senza aumentare le tasse, decine di opere realizzate, una città che è cresciuta e che è stata riconosciuta a livello nazionale, fino alla Medaglia che il Presidente della Repubblica ha appena voluto destinare al nostro progetto "Sferisterio Scuola" per i bambini. Chiedo ai maceratesi di scegliere la strada della concretezza e della stabilità: continuare un lavoro che è già in corso, non fermarlo per ricominciare da capo. I progetti che stanno per partire hanno bisogno di mani sicure per arrivare al traguardo. Non prometto miracoli. Prometto serietà, ascolto e impegno, ogni giorno, per tutti i quartieri e tutte le frazioni. Perché i risultati non si promettono: si costruiscono. Abbiamo dalla nostra parte anche la filiera istituzionale di Provincia-Regione-Governo: insieme si va lontano. Domenica 7 e lunedì 8 giugno, chiedo ai cittadini di Macerata la fiducia per continuare. Insieme, Macerata continua a crescere».

05/06/2026 20:00
Riconteggio schede, Parcaroli ci riprova a poche ore dal voto: il Tar delle Marche dice ancora no

Riconteggio schede, Parcaroli ci riprova a poche ore dal voto: il Tar delle Marche dice ancora no

Le urne per il ballottaggio del 7 e 8 giugno, a Macerata, si apriranno regolarmente e senza alcuna alterazione dei dati del primo turno. Il presidente della seconda sezione del Tar delle Marche, Renata Emma Ianigro, ha infatti respinto con un decreto presidenziale fulmineo l'ennesimo tentativo in extremis della coalizione di centrodestra guidata dal sindaco uscente Sandro Parcaroli, volto a ottenere il riconteggio immediato delle 350 schede nulle prima della sfida decisiva contro lo sfidante del centrosinistra Gianluca Tittarelli. La mossa dei legali di Parcaroli era scattata lo scorso mercoledì 3 giugno (leggi qui), attraverso il deposito di una nuova istanza istruttoria che reiterava la richiesta di verificazione dei voti contestati. Con il pronunciamento odierno, i giudici amministrativi hanno alzato un vero e proprio muro legale, blindando definitivamente il fine settimana elettorale nel capoluogo e definendo l'iniziativa del sindaco uscente del tutto fuori dalle regole e non percorribile in questa fase della partita politica. Il decreto pubblicato oggi dal tribunale amministrativo ha svelato un importante retroscena giudiziario rimasto finora dietro le quinte della campagna elettorale maceratese. Dopo il primo semaforo rosso incassato dal Tar lo scorso 30 maggio, lo staff legale del sindaco uscente non si era arreso e aveva presentato un ricorso d'urgenza direttamente al Consiglio di Stato a Roma, nel tentativo di ribaltare il verdetto e bloccare o condizionare lo svolgimento del ballottaggio. Anche i giudici di Palazzo Spada, tuttavia, hanno sbarrato la strada al centrodestra: nel testo del decreto odierno si cita infatti l'esistenza del provvedimento numero 2088 del 2026 con cui il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile il ricorso romano di Parcaroli. I magistrati di Ancona sono stati categorici nel liquidare quest'ultimo assalto alle schede nulle, formalizzato a poche ore dall'apertura dei seggi. Nella motivazione del Tar delle Marche si legge testualmente che, una volta esclusa in modo inoppugnabile la possibilità di inibire o sospendere la convocazione dei cittadini per il turno di ballottaggio, la reiterazione della richiesta di riconteggio fuori dall’udienza si appalesa come "del tutto irrituale ed ultronea". Il presidente del tribunale ha inoltre rimarcato che l'istanza è stata avanzata in totale assenza di un regolare contraddittorio tra le parti in causa e invocando presunti "poteri extra ordinem" dello stesso presidente del Tar, ritenuti del tutto non pertinenti alla materia trattata. Ogni discorso sulla correzione dei verbali delle sezioni elettorali, sulla cifra delle liste e sulle preferenze dei singoli candidati consiglieri viene dunque congelato. La partita si deciderà esclusivamente nelle cabine elettorali domenica e lunedì: per l'eventuale esame nel merito dei ricorsi e delle schede contestate si dovrà attendere, come da calendario ordinario, l'udienza già fissata per la seconda metà di giugno.

05/06/2026 15:30
Montefano, l’amministrazione: “Dati virtuosi sui rifiuti, ma scelta incomprensibile sulla discarica”

Montefano, l’amministrazione: “Dati virtuosi sui rifiuti, ma scelta incomprensibile sulla discarica”

MONTEFANO – L’amministrazione comunale interviene sui dati relativi alla raccolta differenziata diffusi dal Cosmari nel primo trimestre 2026 e sul dibattito legato alla possibile localizzazione di una nuova discarica nel territorio provinciale. Secondo quanto emerge dalle rilevazioni, Montefano registra una raccolta differenziata pari al 77,13%, con un incremento di +1,22 punti percentuali rispetto al 2025, collocandosi al sesto posto nella graduatoria provinciale e ben al di sopra della media territoriale del 71,72%. Un risultato che, in un contesto generale segnato da lievi flessioni in diversi comuni della provincia, viene indicato come espressione dell’impegno della comunità e dell’amministrazione nella gestione sostenibile dei rifiuti. Tuttavia, proprio questo dato positivo si inserisce in un quadro di forte criticità politica e amministrativa legato alle scelte in materia di impiantistica. "I dati del Cosmari confermano che Montefano è tra i comuni più virtuosi della provincia nella raccolta differenziata, con risultati in crescita e superiori alla media territoriale. Eppure, paradossalmente, proprio questo impegno rischia di trasformarsi in un elemento penalizzante, visto che il nostro Comune risulta tra quelli individuati come possibili siti per una nuova discarica". Riteniamo questa impostazione profondamente contraddittoria e ingiusta nei confronti dei cittadini, che hanno dimostrato negli anni attenzione e responsabilità ambientale. Preoccupa inoltre il metodo adottato: a distanza di settimane dalle Assemblee ATA del 6 e 15 maggio 2026, le delibere non risultano ancora trasmesse al Comune, nonostante le richieste di accesso agli atti. Un ritardo che non appare coerente con i tempi e la trasparenza dovuti su decisioni di tale impatto. Chiediamo quindi chiarezza immediata sui criteri adottati e sul percorso amministrativo seguito, affinché venga garantita piena trasparenza e rispetto dei territori coinvolti» – afferma l’amministrazione comunale di Montefano. La vicenda resta ora al centro del confronto politico provinciale, mentre si attendono ulteriori sviluppi sul fronte degli atti e delle decisioni dell’ATA.

05/06/2026 12:17
No alla discarica ai confini di Tolentino, la maggioranza: "Opposizioni divise e incoerenti"

No alla discarica ai confini di Tolentino, la maggioranza: "Opposizioni divise e incoerenti"

TOLENTINO – Sul tema della possibile realizzazione di una discarica al confine con il territorio comunale, intervengono le liste di maggioranza Tolentino Popolare, Riformisti Tolentino e Tolentino Civica e Solidale, che tornano sul dibattito sviluppatosi durante l'ultimo Consiglio comunale. Nel loro intervento, le forze che sostengono l'amministrazione ribadiscono un principio ritenuto fondamentale: «Il nostro territorio viene prima degli interessi di partito». Una linea che, spiegano, ha guidato l'azione della maggioranza durante la discussione consiliare, nella quale si è cercato di costruire un documento condiviso da tutte le forze presenti in aula. Secondo la maggioranza, tuttavia, il confronto si sarebbe arenato "a causa delle posizioni ritenute inconciliabili delle minoranze. Da una parte il consigliere Cesini del Partito Democratico, accusato di non aver accettato modifiche al testo originario; dall'altra i consiglieri di Fratelli d'Italia, che avrebbero presentato un documento alternativo, giudicato dalla maggioranza incompatibile con la proposta iniziale". "Di fronte all'impasse, la maggioranza ha scelto di respingere l'emendamento presentato da Fratelli d'Italia, ritenendo che ne alterasse profondamente il significato e che finisse per giustificare il metodo adottato nell'ultima assemblea dell'ATA dai sindaci di centrodestra". Contestualmente è stato ribadito il no alla realizzazione di una discarica al confine con Tolentino. "Un orientamento che, ricordano le liste di governo cittadino, era già stato espresso dal sindaco Mauro Sclavi in sede ATA in occasione della votazione sui criteri per l'individuazione del futuro sito di conferimento dei rifiuti". La maggioranza sottolinea inoltre di aver rafforzato il documento con un emendamento volto a chiarire un concetto ritenuto imprescindibile: "Tolentino non vuole una nuova discarica né sul proprio territorio né nelle aree confinanti. Una posizione motivata anche dalla presenza del Cosmari e dal peso che, secondo gli amministratori, il territorio ha già sostenuto in passato in materia di gestione dei rifiuti". Non manca una critica nei confronti delle opposizioni. Le liste di maggioranza definiscono "incomprensibili e contraddittori" alcuni atteggiamenti emersi durante il dibattito, evidenziando come il Partito Democratico abbia ritirato il sostegno alla propria mozione dopo l'inserimento di una frase aggiuntiva, mentre Fratelli d'Italia abbia votato contro il testo pur dichiarandosi contraria alla discarica. "Dire no a parole non basta, serve votare no", sostengono le liste civiche, secondo cui il documento approvato rappresenta un segnale chiaro nei confronti della Provincia e degli enti chiamati a decidere sulla localizzazione del nuovo impianto. La preoccupazione principale riguarda i criteri recentemente approvati in sede ATA, che, secondo la maggioranza, potrebbero rendere l'area di Cantagallo una delle opzioni possibili per il conferimento dei rifiuti, con ricadute negative sulla vallata, sul paesaggio e sulle attività agricole. Le liste Tolentino Popolare, Riformisti Tolentino e Tolentino Civica e Solidale assicurano infine che continueranno a lavorare, insieme al sindaco, alla giunta e alle amministrazioni dei territori coinvolti, a partire da quella di Pollenza, "per difendere il territorio e scongiurare l'ipotesi di una nuova discarica nell'area".

05/06/2026 10:34
Paolorossi non si scusa e rilancia: “A sinistra non accettano la realtà”. D’Alessandro prende le distanze

Paolorossi non si scusa e rilancia: “A sinistra non accettano la realtà”. D’Alessandro prende le distanze

 Non si scusa il sindaco di Filottrano Luca Paolorossi, anzi rilancia dopo le polemiche scoppiate per le sue dichiarazioni sui social. "Oggi prendo atto che alcune persone di sinistra non accettano nemmeno la natura delle cose" scrive il primo cittadino via social, intervenendo nuovamente sulla vicenda che lo ha visto al centro delle critiche politiche. "Mi sono permesso di ricordare una semplice realtà della vita e del genere umano, parlando di verginità, e si è scatenato il finimondo. Articoli di giornale, indignazione, scandalo", prosegue Paolorossi, che accusa poi la sua interlocutrice politica di aver utilizzato in passato toni offensivi nei confronti dei maceratesi, invitando a verificare i suoi profili social. Il sindaco filottranese rincara quindi la polemica annunciando anche un’iniziativa legata alla vicenda: la realizzazione di una maglietta celebrativa con la scritta “Paolorossi Choc”, richiamando un precedente progetto benefico legato a un’associazione di Filottrano. "Vediamo se anche questa riuscirà a fare lo stesso" aggiunge, facendo riferimento a iniziative solidali precedenti. "Non sono stato eletto per assomigliare ai sindaci a cui certa sinistra è abituata – conclude –. Se non piaccio a qualcuno di destra mi dispiace, ma la soddisfazione di non piacere a quelli di sinistra mi fa stare bene". La polemica nasce da una discussione social legata a un’analisi sui risultati elettorali. La candidata del centrosinistra a Macerata Helena Pieroni, della lista “L’Altra Macerata”, aveva commentato alcuni dati evidenziando una perdita di voti della coalizione di centrodestra rispetto al 2020. Da lì era arrivata la risposta del sindaco di Filottrano, che aveva innescato un acceso scambio sui social. Secondo quanto contestato dal centrosinistra, nei commenti successivi Paolorossi avrebbe utilizzato espressioni giudicate offensive e sessiste nei confronti della candidata, scatenando la reazione politica e istituzionale della coalizione, che ha definito l’episodio “grave e inaccettabile”. Sulla vicenda è intervenuta oggi anche la vicesindaca di Macerata, Francesca D’Alessandro, esponente di Fratelli d’Italia, che ha preso le distanze dalle dichiarazioni del sindaco di Filottrano. "Desidero esprimere la mia piena solidarietà alla candidata e consigliera di centrosinistra Helena Pieroni per le gravi affermazioni che le sono state rivolte – ha dichiarato –. La politica deve essere confronto, anche duro, ma sempre rispettoso. Nessuna divergenza di idee può giustificare attacchi personali o parole che ledono la dignità di una persona". La vicesindaca ha poi ribadito il principio del rispetto come limite invalicabile nel dibattito politico: "Da donna esprimo la mia vicinanza e solidarietà incondizionata. Il rispetto della persona deve rimanere un valore imprescindibile della vita democratica". La presa di posizione di D’Alessandro si aggiunge alle reazioni già arrivate dal centrosinistra maceratese, che aveva chiesto una netta condanna delle frasi del sindaco di Filottrano.

04/06/2026 19:10
Marche, dieci nuove postazioni di soccorso per potenziare l’emergenza sanitaria estiva

Marche, dieci nuove postazioni di soccorso per potenziare l’emergenza sanitaria estiva

ANCONA – Saranno dieci anche per l’estate 2026 le Postazioni Territoriali di Emergenza Sanitaria (PoTES) turistiche attivate nelle Marche per rafforzare la rete regionale dell’emergenza-urgenza nei mesi di maggiore afflusso turistico. Il programma dell’Agenzia Regionale Sanitaria conferma l’impianto degli anni precedenti, con una distribuzione studiata per garantire assistenza sia lungo la costa sia nelle località interne più frequentate durante la stagione estiva. In diverse aree l’attivazione delle postazioni è stata anticipata alla metà di giugno, con una copertura più omogenea su tutto il territorio regionale. «Durante la stagione estiva le Marche accolgono un numero importante di visitatori e turisti e questo richiede un’attenzione particolare anche sul fronte dei servizi sanitari e dell’emergenza» ha dichiarato il presidente della Regione, Francesco Acquaroli. «Le PoTES turistiche sono uno strumento importante per rispondere all’aumento delle presenze e garantire un supporto aggiuntivo nelle località più affollate». Sulla stessa linea l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, che ha sottolineato la continuità del modello organizzativo: «Confermiamo un sistema che negli anni si è dimostrato efficace nella gestione della domanda di soccorso estiva. Per il 2026 abbiamo previsto anche alcune novità, come l’estensione H24 della postazione di Fano e l’ampliamento dell’orario della PoTES di Numana-Sirolo, per garantire una risposta sempre più rapida e diffusa». Nel complesso saranno attivate quattro postazioni di tipologia MSI, con equipaggio composto da autista-soccorritore e infermiere, e sei postazioni MSB, con autista-soccorritore e soccorritore. Le PoTES estive si affiancheranno a quelle già operative durante l’anno, rafforzando la rete dell’emergenza-urgenza regionale. Nel territorio di Gabicce Mare (AST Pesaro Urbino) sarà attiva una PoTES MSI dal 13 giugno al 13 settembre 2026, con copertura diurna 8-20 e potenziamento notturno nei weekend. A Fano sarà operativa una postazione MSB con copertura H24 nello stesso periodo. Nell’area di Numana-Sirolo (AST Ancona) una PoTES MSI sarà attiva dal 27 giugno al 13 settembre, mentre a Senigallia sarà attivata una MSB con copertura notturna 20-8. Nel distretto montano di Camerino (AST Macerata) la postazione MSI sarà operativa dal 1° luglio al 31 agosto, con copertura diurna 10-18. Nel territorio dell’AST di Fermo saranno attive due postazioni MSB a Porto Sant’Elpidio e Porto San Giorgio (10-18), mentre a Sant’Elpidio a Mare sarà operativa una MSI con copertura notturna. Infine, nell’AST di Ascoli Piceno saranno attive due postazioni MSB a Grottammare e Cupra Marittima, operative dal 1° luglio al 15 settembre con copertura diurna 10-18. L’obiettivo complessivo è quello di garantire una presenza capillare del sistema di emergenza-urgenza nelle località turistiche, riducendo i tempi di intervento nei periodi di massimo afflusso.

04/06/2026 16:26
"Pensa a quando hai perso la verginità": bufera social su Paolorossi. Le donne del centrosinistra: "Cancelli tutto"

"Pensa a quando hai perso la verginità": bufera social su Paolorossi. Le donne del centrosinistra: "Cancelli tutto"

La campagna elettorale per le elezioni comunali di Macerata si accende nuovamente in vista del ballottaggio. Le donne e le candidate della coalizione di centrosinistra, a sostegno del candidato sindaco Gianluca Tittarelli, hanno diffuso una nota di condanna nei confronti di Luca Paolorossi, sindaco di Filottrano, accusato di aver rivolto pesanti insulti e dichiarazioni sessiste su Facebook a Helena Pieroni, candidata consigliera a Macerata con la lista "L'Altra Macerata". La vicenda nasce da un'analisi numerica pubblicata sui social. La candidata del centrosinistra aveva espresso un commento critico facendo notare che, in termine di voti effettivi, dal 2020 la coalizione avversaria "aveva perso più di duemila voti". A quel punto è scattata la risposta del sindaco di Filottrano, il quale ha appoggiato politicamente il sindaco uscente e candidato del centrodestra, Sandro Parcaroli, partecipando all'evento ufficiale di presentazione delle liste al palasport Fontescodella. La reazione del sindaco di Filottrano al post della candidata è stata però giudicata dal centrosinistra come un attacco "violento e inaccettabile". A scatenare la reazione indignata della coalizione di centrosinistra sono state le espressioni testuali utilizzate nei commenti visibili su Facebook (gli screen sono qui sotto, ndr). Di fronte alla contestazione sui dati elettorali, il sindaco Luca Paolorossi ha replicato testualmente rivolgendosi alla candidata con «pensa a quando hai perso la verginità... avevi comunque perso ma sei stata felice lo stesso», per poi rincarare la dose in successivi passaggi scritti in risposta alle repliche sul livello dello scontro. Nei commenti successivi, il primo cittadino ha aggiunto frasi come «il tuo commento dimostra che non hai vergogna perciò prima curati sempre se trovi uno capace di curarti e poi continua a rosicare». Altri utenti hanno poi alimentato l'interazione con frasi dello stesso tenore, mentre lo stesso Paolorossi, rivolgendosi ad altri profili nello stesso spazio di discussione, ha utilizzato espressioni forti minacciando di ficcare un foglio di carta «dove già sai» e definendo gli interlocutori di sinistra «parassiti, portatori sani di bruttezza di sciatteria di zozzo di ignoranza sociale». Secondo le esponenti del centrosinistra maceratese, quanto scritto su Facebook rappresenta un insulto intollerabile al genere femminile, aggravato dalla carica pubblica ricoperta dall'autore dei commenti. Le candidate a sostegno di Tittarelli hanno espresso rabbia e fermezza nel respingere al mittente le parole del primo cittadino, spiegando che «le dichiarazioni sessiste del sindaco di Filottrano, Luca Paolorossi, scritte su Facebook a una nostra amica candidata solo perché si era permessa di commentare dei numeri sui voti avuti dalla coalizione di Parcaroli, sono un attacco violento che respingiamo al mittente con rabbia e fermezza».  Nella nota viene rimarcato come «è inaccettabile che un primo cittadino utilizzi i canali pubblici per vomitare stereotipi degradanti e linguaggi patriarcali che offendono la dignità di tutte noi», aggiungendo che «chi indossa la fascia tricolore rappresenta lo Stato: ridurlo a megafono di volgarità sessiste è un atto di pura viltà istituzionale che avvelena la politica di tutto il nostro territorio». Richiamando l'eredità storica delle ventuno madri costituenti e le lotte per il diritto di voto, la coalizione ha ribadito: «Non siamo disposte a tollerare un millimetro di arretramento culturale». La protesta del centrosinistra punta a superare i confini degli schieramenti, trasformandosi in una richiesta di presa di posizione netta rivolta direttamente alla coalizione avversaria. Le donne per Tittarelli hanno infatti lanciato un appello pubblico e perentorio a tutte le candidate e le sostenitrici di Sandro Parcaroli, chiedendo loro di «dissociarsi apertamente e senza ambiguità dalle parole e dai metodi di Luca Paolorossi», poiché «il silenzio di fronte al sessismo è complicità» e serve dimostrare che «la difesa delle donne viene prima delle alleanze e delle convenienze di partito». La coalizione, nel manifestare la più totale e convinta solidarietà a Helena Pieroni, ha concluso esigendo «scuse pubbliche e la rimozione istantanea di ogni commento offensivo da parte di Paolorossi», avvertendo che «la nostra risposta sarà dura, capillare e senza sconti. La Resistenza e la dignità delle donne non si fermano davanti a un post sui social».

04/06/2026 11:40
Ballottaggio Macerata, Adinolfi sceglie il suo cavallo: "Dopo la messa, votate Parcaroli"

Ballottaggio Macerata, Adinolfi sceglie il suo cavallo: "Dopo la messa, votate Parcaroli"

Mario Adinolfi, presidente nazionale del partito, schiera il Popolo della Famiglia in vista del ballottaggio di Macerata. "Domenica mattina dopo essere andati a messa recatevi alle urne e votate per il sindaco uscente, Parcaroli. Rifiutate la strumentalizzazione che dei cattolici è stata fatta da Tittarelli con la costruzione del ticket per le allodole", scrive in una nota il leader nazionale. "Il Popolo della Famiglia a Macerata è guidato come sapete da Cristiana Di Stefano, che è disabile grave: aiutata dai suoi amici domenica si recherà prima in chiesa e poi al seggio superando tutte le difficoltà pur di dare continuità all’amministrazione Parcaroli. Se Noi Moderati non avesse messo il suo veto, simile a quello che alcuni vorrebbero mettere su Vannacci, sul nostro simbolo e sulla candidatura di Cristiana in Macerata Unica, Parcaroli avrebbe vinto già al primo turno", ribadisce Adinolfi. "Gli faremo vincere il ballottaggio certo che darà attenzione alle tematiche della disabilità che sono da sempre al centro dell’azione politica del Popolo della Famiglia, insieme a quelle del sostegno alla vita nascente e alla difesa dei diritti dei più fragili", conclude il leader de "Il Popolo della Famiglia". 

04/06/2026 10:30
I 'Maceratesi per Parcaroli' controcorrente: "Tittarelli perderà voti, accordi solo per le poltrone"

I 'Maceratesi per Parcaroli' controcorrente: "Tittarelli perderà voti, accordi solo per le poltrone"

Si accende il dibattito politico a Macerata in vista del turno di ballottaggio del 7 e 8 giugno. A intervenire - con una nota stampa - è la lista civica "I Maceratesi per Parcaroli", che ha sostenuto il sindaco uscente fin dal primo turno, rivendicando il proprio risultato elettorale del 6,35% e definendosi come la "vera forza civica della coalizione di centrodestra". "Seppur per una manciata di voti - appena 10 - non si è potuta celebrare la vittoria al primo turno, il dato politico resta comunque incontrovertibile", sostiene la civica.  "È sotto gli occhi di tutti, infatti, come Macerata nell’era Parcaroli abbia cambiato passo, la città ha visto la realizzazione di opere pubbliche di fondamentale importanza, attese da tempo", si aggiunge.  "In vista dell’imminente ballottaggio, non dimenticarsi della pochezza della sinistra nei decenni in cui ha governato male e bloccato lo sviluppo del nostro capoluogo - si legge -. Non possiamo permetterci di consegnare la città a chi ha dimostrato ampiamente in passato di non essere all’altezza, a chi oggi si ripresenta come sempre con idee una diversa dall’altra, una coalizione eterogenea dove convivono realtà contrastanti tra loro, il tutto all’insegna del potere fine a se stesso senza una visione per la città".  I membri della lista si dicono "certi che i cittadini sapranno scegliere per la trasparenza dei risultati ottenuti da Parcaroli. Esprimeranno, allo stesso tempo, la loro netta contrarietà all'opportunismo di chi, come Tittarelli con il suo sinistra-centro, raccoglie e riesuma - con la promessa di una poltrona - chi era stato lasciato a piedi al primo turno". "Tutto ciò nella sola speranza di raccattare qualche voto in più, grazie al reclutamento di soggetti appartenenti alla nomenclatura della vecchia politica. A nostro avviso, in questo modo Tittarelli più che guadagnare voti, finirà per perderne", conclude la nota.

02/06/2026 19:30
"Un parcheggio robotizzato e green per salvare Civitanova Alta dalla morsa delle auto"

"Un parcheggio robotizzato e green per salvare Civitanova Alta dalla morsa delle auto"

Il dibattito sul futuro di Civitanova Alta si arricchisce di una proposta concreta e all'avanguardia. Venerdì 29 maggio, l'Auditorium San Paolo ha ospitato circa sessanta persone in occasione del nuovo appuntamento del “Caffè per la Città”, il ciclo di incontri ideato e promosso da Francesco Sebastiani con l'obiettivo di stimolare il confronto pubblico sui temi strategici del territorio. Al centro del dibattito una delle questioni più sentite e dibattute da decenni dai residenti: la cronica carenza di posti auto nel borgo antico. La gravità della situazione emerge chiaramente dai numeri dello studio presentato durante la serata. A fronte di una popolazione di circa 2.300 residenti e di un volume stimato di oltre 1.400 autovetture, gli stalli attualmente disponibili all'interno e nelle immediate vicinanze delle mura storiche sono poco più di 600. Il calcolo evidenzia un deficit che sfiora i 900 posti auto, una carenza strutturale che si ripercuote quotidianamente sulla qualità della vita della cittadinanza e sull'accessibilità del centro storico. L'analisi della problematica non si ferma all'aspetto puramente infrastrutturale, ma assume una forte valenza sociale. Il dottor Giorgio Barbatelli ha aperto gli interventi accendendo i riflettori sulla composizione demografica del borgo. I dati anagrafici più recenti rivelano che il 19% della popolazione residente è composto da over 70. Questa significativa quota di anziani impone una riflessione profonda sulla necessità di garantire servizi di prossimità e barriere architettoniche ridotte. In questo scenario, la risoluzione del problema dei parcheggi diventa uno strumento fondamentale per tutelare le fasce più fragili, agevolare l'accesso ai servizi essenziali e contrastare lo spopolamento della città murata. La risposta tecnica a questa emergenza è arrivata dall'architetto Giampiero Bernini, che ha illustrato il progetto di un parcheggio multipiano robotizzato da circa mille posti auto, da localizzare nell'area del Parco della Rimembranza. La tecnologia automatizzata permetterebbe di movimentare i veicoli senza che gli utenti debbano accedere ai piani di sosta. Questo approccio ingegneristico consente di ottimizzare al massimo gli spazi, contenere i costi di realizzazione e ridurre drasticamente il consumo di suolo rispetto alle strutture multipiano di tipo tradizionale. L'ingegnere Giorgio Medori ha poi confermato la piena fattibilità tecnica dell'opera, soffermandosi sulla sfida dell'inserimento paesaggistico. La struttura è stata infatti concepita per integrarsi armoniosamente con il contesto monumentale di Civitanova Alta, rispondendo alle necessità della comunità senza alterare l'estetica e la bellezza del panorama storico. Ad accrescere il valore ecologico del progetto è l'integrazione di sistemi fotovoltaici di nuova generazione, illustrata dal dottor Giuseppe Gironelli. L'apporto dei pannelli solari garantirebbe l'autosufficienza energetica dell'impianto, abbattendo i costi di gestione e inserendo l'opera in un percorso virtuoso di sostenibilità ambientale. L'ambizione dei promotori è quella di intercettare i finanziamenti dei bandi europei dedicati all'innovazione e alla rigenerazione urbana. La disponibilità di una simile infrastruttura strategica innescherebbe un effetto domino positivo per l'intero borgo: la progressiva liberazione delle vie del centro dalle auto in sosta aprirebbe la strada a una pedonalizzazione della città alta. Gli spazi recuperati verrebbero così restituiti alla socialità dei residenti, al turismo e alle attività culturali, arricchendosi anche di nuove aree pubbliche panoramiche. La serata si è chiusa con un vivace confronto che ha registrato un'importante apertura istituzionale. L'assessore ai Lavori Pubblici, Ermanno Carassai, ha accolto l'invito ad approfondire la proposta progettuale in un prossimo incontro ufficiale, avviando di fatto un canale di dialogo costruttivo tra l'amministrazione e i tecnici. Soddisfatto l'organizzatore Francesco Sebastiani, il quale ha ribadito che il valore del progetto risiede nella sua capacità di coniugare innovazione, sostenibilità e partecipazione, offrendo una visione complessiva per il domani del borgo, come dimostrato anche dalla grande e attenta partecipazione della cittadinanza.

02/06/2026 15:26
Porto Recanati, Fratelli d’Italia contro taglio pini di Piazza Brancondi

Porto Recanati, Fratelli d’Italia contro taglio pini di Piazza Brancondi

Il Circolo Fratelli d’Italia di Porto Recanati esprime un forte rammarico per la decisione presa dall’Amministrazione Michelini, per mercoledì 3 giugno, procedendo all’abbattimento dei pini di Piazza Brancondi, alberi presenti da oltre cent’anni e considerati un elemento distintivo del paesaggio urbano cittadino. Ancora una volta assistiamo a una scelta che lascia perplessi cittadini e operatori economici. Purtroppo lo stadio di infestazione della Marchalina Hellenica ( Cocciniglia gigante del pino) è arrivata ad un punto non più recuperabile, come certificato dagli esperti dell’ AMAP. Ma si poteva fare qualcosa per salvare i pini? Si, se presi in tempo e con le cure giuste si potevano salvare ma l’amministrazione Michelini, che in campagna elettorale aveva fatto del verde un punto fermo, evidentemente il pollice verde sbandierato si è sbiadito. Questa decisione si inserisce in un contesto più ampio che vede Porto Recanati perdere progressivamente parte del proprio patrimonio verde. Prima il Viale dei Pini, privato delle sue storiche alberature. Poi piazzale Europa, dove le imponenti chiome che caratterizzavano il parco sono state fortemente ridimensionate. Ora Piazza Brancondi. Sorge spontanea una domanda: quale idea di città ha questa amministrazione? Oggi, a inizio stagione estiva il verde pubblico versa in condizioni che molti cittadini giudicano insoddisfacenti e, laddove sarebbe necessario investire nella manutenzione e nella valorizzazione del patrimonio arboreo, si sceglie invece di eliminarlo. Gli alberi non rappresentano soltanto un elemento decorativo. Producono ombra, mitigano le temperature, migliorano la qualità dell’aria e rendono più vivibili gli spazi pubblici. In una piazza centrale come Piazza Brancondi, la loro presenza contribuisce a creare un ambiente più fresco e accogliente, particolarmente importante durante i mesi estivi. L’Amministrazione Michelini rischia così di passare alla storia come l’amministrazione che ha progressivamente impoverito il patrimonio verde cittadino, tradendo le aspettative di chi aveva creduto nelle promesse di una città più curata e più attenta all’ambiente. Fratelli d’Italia Porto Recanati chiede all'Amministrazione Michelini cosa intendono fare con i restanti pini presenti sulla piazza e su corso Matteotti, se ci sono iniziative per monitorare la salute delle piante o se, come accaduto per i dieci pini, aspettano che la situazione sia irreversibile?   Fratelli d’Italia intende vigilare affinché ogni intervento sul patrimonio arboreo cittadino venga valutato con la massima attenzione, privilegiando sempre la conservazione e la cura degli alberi quando tecnicamente possibile.

02/06/2026 10:15
Patti culinari e raccapriccio elettorale: la dura prova dell'elettore pigro

Patti culinari e raccapriccio elettorale: la dura prova dell'elettore pigro

Ci siamo, habemus secunda suffragia. Per una sorte bizzarra, bizzarra come solo le sorti sanno essere, dieci voti e 350 schede nulle hanno valso più di 1600 di differenza tra il primo (Parcaroli) e il secondo (Tittarelli). La colpa? A sentire i quasi-primi, tutta del terzo (Sigona), del quarto (Orioli) e del quinto (Ripa) messi insieme. Se non si fossero presentati ora ci sarebbe già un Sindaco. Ma queste sono le regole, bellezza! (ci scuserà Humphrey Bogart ed il suo “È la stampa, bellezza! E tu non ci puoi fare niente”). E dire che c’è chi sostiene, soprattutto a sinistra, come il cosiddetto Terzo Polo conti nulla o quasi zero, e che gli elettori, in definitiva, al centro-centro preferiscono il centrosinistra o il centrodestra. Eppure, in questa fase, uno dei vincitori (Sigona) è chi sta in mezzo ai due poli. Al punto tale che, incapace di raggiungere un accordo (elettorale) prima, lo ha ottenuto (politico) dopo. Galeotta fu la frittatina al tartufo (una volta era un piatto di lenticchie, ma forse sembrava davvero troppo poco). A proposito: c’è chi sospetta che la frittata per Sigona era pronta da un bel pezzo e che la discesa della sua lista autonoma avrebbe determinato (per lui) poche chance di vittoria ma (per Tittarelli) buone chance per il ballottaggio, obiettivo minimo (a questo punto massimo) del centrosinistra. Tant’è: in fanta-politica tutto vale (“po' esse”, in salsa maceratese). Si diceva che il Terzo Polo (ndr: non sappiamo ancora cosa farà Orioli) è “uno” dei vincitori. E neanche il più importante. Perché il vero vincitore è sempre lui: chi si chiama fuori dai poli, colui che ha la maggioranza da qualche decennio e che aderisce, più o meno consapevolmente, al grande partito del non voto. A Macerata sono in 16mila (su 36mila) ad aver disertato le urne, a cui aggiungo i 72 che sono andati per depositare una scheda bianca e dare simbolicamente un messaggio chiaro: che la volontà di partecipare al voto (il meglio) è superiore a ciò che il voto offre (il meno peggio). Scriveva già negli anni ‘80 Norberto Bobbio: “l’unica vera opinione è quella di coloro che non votano, perché hanno capito o credono di aver capito che le elezioni sono un rito cui ci si può sottrarre senza grave danno, e come tutti i riti, ad esempio la messa alla domenica, sono in fin dei conti una seccatura. Figuriamoci se i cittadini, già con infradito, boxer e telo al seguito, devono votare due volte in quindici giorni. La vedo dura. L’elettore, pigro e disincantato, ha potuto assistere però ad un mini festival del raccapriccio elettorale, che non ha risparmiamento nessuno. Partendo dalla fine. L’appello audio a sostenere sui social un Parcaroli definito “arrabbiato e deluso”, disposto - a detta dell’incauto whatsappatore - a mollare, qualora (ex) assessori, candidati e seguaci non si dessero da fare con almeno 50 commenti a suo sostegno sui magazine on line”. Raccapriccio da cartellino rosso diretto per aver sbandierato il timore del centrodestra di perdere il “voto cattolico” a seguito della mossa Tittarelli-Mari. Parliamoci chiaro: non è che i due candidati siano del tutto incolpevoli. Anzi, un po' hanno stimolato, involontariamente s’intende, questo raccapriccio social. Tittarelli, dopo il “patto della frittata” con Sigona tira dentro Mari con una sorta di “patto del chierichetto”, mossa anche questa che suona tardiva e che fa domandare all’elettore pigro: perché adesso e non prima? Cosa c’è sul piatto dopo la frittata-assessorato? “Nulla” s’affretta a smentire Tittarelli, cadendo nella doppia trappola classica: la prima della “excusatio non petita, accusatio manifesta”, ossia “scusa non richiesta, accusa manifesta”; la seconda trappola della “smentita è una notizia data due volte”. Parcaroli, dal canto suo, ha puntato il dito sulla “blasfemia”, in senso metaforico ovvio, del suo avversario, disposto ad aggraziarsi il voto cattolico stringendo un patto con un politico di “area”, quasi che un partito o una coalizione fossero azionisti di riferimento di una fede religiosa. C’è voluto il tempestivo e opportuno intervento del Vescovo, che, dopo aver sottolineato di non aver dato mai indicazioni di voto, ha invitato gli elettori a valutare “cosa dicono e soprattutto cosa fanno ed hanno fatto le persone che si presentano per essere votate”, auspicando una “politica ragionevole, pacata e educata”. Anche nella comunicazione. Ricordo “un centro sociale per ogni quartiere”, quasi ad anticipare scenari da guerriglia urbana, murales ritraenti Ilaria Salis e occupazioni di case sfitte. Meglio sarebbe stato dire “un presidio pubblico per giovani e anziani”, trovando magari un brand adatto, magari meglio di quel “city” di cui si sono (fortunatamente) perse le tracce. Anche le bici di cartone, quelle vere, poi sparite e ricomparse in una commedia degli equivoci che ha sviato per qualche giorno il dibattito dalle questioni più urgenti. Mirabile la battaglia sui cantieri. Tra quelli mai aperti da “chi c’era prima” e realizzati da “chi c’è ora”. Tra quelli che “però i soldi ce li ha messi lui” e quelli che “i soldi non bastano e si sta realizzando un’incompiuta”. Tra quelli che “se non c’era il PNRR” e quelli “se non c’era il 110”. Insomma, tanti “casi clinici” degni di una letteratura politica sempre ricca di sorprese e (purtroppo) molto povera di contenuti e anche di chi dovrebbe comunicarli. Un ballottaggio incerto s’avvicina, vincerà chi avrà il merito di scuotere l’elettore pigro dal divanismo estremo o dallo spiaggiamento seriale. Alla fine, nonostante tutti i raccapricci e nonostante tutto, vincerà come sempre la democrazia.

02/06/2026 09:30
Ballottaggio, il Terzo Polo resta al centro: "Nessun sostegno ai candidati sindaco"

Ballottaggio, il Terzo Polo resta al centro: "Nessun sostegno ai candidati sindaco"

Alla vigilia della Festa della Repubblica, il Terzo Polo torna nel dibattito politico attraverso una nota ufficiale emessa nel pomeriggio di oggi in vista del prossimo turno di ballottaggio per le elezioni amministrative a Macerata.  In un clima elettorale fortemente polarizzato, il Terzo Polo sceglie di smarcarsi dalle logiche di schieramento. "In coerenza con un approccio basato esclusivamente sui contenuti", si ribadisce la scelta di "non sostenere alcun candidato sindaco specifico. Non si intende promuovere alcuna indicazione di voto precostituita, ritenendo che la sovranità appartenga interamente ai cittadini". "Si invitano, pertanto, tutti gli elettori a esercitare il proprio diritto costituzionale in piena libertà e coscienza, valutando autonomamente quali profili presentino le migliori competenze e la maggiore capacità per tradurre in interventi reali i nostri punti programmatici ", viene aggiunto ricordando i tre storici punti cardine: il progetto legato alla fusione dei Comuni, la realizzazione del termovalorizzatore e la riattivazione dei Consigli di Quartiere con elezione diretta. "Rimarremo coerenti con l’impostazione data alla nostra attività politica al principio della campagna elettorale appena conclusa: rimarremo al centro, mantenendo la promessa formulata ai nostri elettori. Promessa che rinnoviamo ed estendiamo a tutta la cittadinanza assicurando la nostra funzione di ponte per superare artificiose fratture che danneggiano l’interesse comune. L'auspicio è che la tornata elettorale si svolga nel segno del massimo rispetto delle istituzioni e del futuro della nostra comunità", conclude la nota. 

01/06/2026 20:13
Al Tar per dieci voti: il giudice dice no, il ballottaggio si farà. Ma la vera partita è altrove

Al Tar per dieci voti: il giudice dice no, il ballottaggio si farà. Ma la vera partita è altrove

Dieci voti. È tutto qui il margine che ha trasformato una vittoria annunciata in un ballottaggio, e che il sindaco uscente di Macerata Sandro Parcaroli ha provato a recuperare non alle urne, ma in tribunale. Con un ricorso depositato il 29 maggio ha chiesto al Tar delle Marche di ricontare le schede e di proclamarlo eletto già al primo turno, sospendendo nel frattempo il ballottaggio del 7 e 8 giugno. Il presidente del tribunale ha risposto il giorno dopo con una parola sola: la domanda cautelare è inammissibile. Il secondo turno si farà regolarmente. I numeri spiegano la posta in gioco. Per vincere al primo turno servivano 10.054 voti, la metà più uno dei 20.106 validi. Parcaroli si è fermato a 10.044: dieci in meno. Da qui la tesi del ricorso: tra le 350 schede annullate ce ne sarebbero diverse - secondo le dichiarazioni raccolte dal suo staff, venti o venticinque in un solo seggio - in cui l’elettore aveva di fatto scelto il sindaco, ma che gli scrutatori avrebbero scartato per un vizio di forma. Bastava ricontarle, secondo la difesa, per evitare del tutto il ballottaggio. Il giudice non è entrato nel merito di quei dieci voti - lo farà il 18 giugno, a urne ormai chiuse - ma ha respinto la richiesta di decidere tutto in fretta e furia prima del voto, con un argomento tanto semplice quanto tagliente: non c’è alcuna urgenza da tutelare, perché Parcaroli può comunque vincere il ballottaggio. Il tribunale, in sostanza, gli ha ricordato che la strada per diventare sindaco era già lì, aperta: le urne. Chiedere a un giudice di cancellarle, mentre quella strada resta percorribile, non aveva fondamento per essere deciso d'urgenza e senza nemmeno sentire la controparte. Qui sta il punto. Ricorrere è un diritto: nessuno può rimproverare a un candidato di rivolgersi alla giustizia quando si ritiene danneggiato, e dieci voti su ventimila sono un margine che, in teoria, un riconteggio potrebbe colmare. Ma una cosa è la legittimità, un’altra l'opportunità. E sul piano dell'opportunità l’iniziativa è difficile da difendere, tanto più ora che è stata dichiarata improcedibile nella sua parte urgente. Perché in un ballottaggio la merce più rara è il tempo: tredici giorni in tutto. E i due contendenti li hanno spesi in modi opposti, che dicono molto del loro modo di intendere la politica. Lo sfidante Gianluca Tittarelli ha fatto ciò che la fase richiede: si è confrontato con i candidati usciti di scena, ha discusso, ha cercato sintesi e convergenze sui temi, e ha individuato nel dottor Romano Mari - figura stimata, di lunga esperienza amministrativa - un punto di equilibrio da affiancare alla propria candidatura in una ottica di confronto intergenerazionale. Lo si giudichi convincente o tardivo, è comunque il lavoro di chi costruisce consenso parlando alle persone. Il sindaco uscente, negli stessi giorni, ha consegnato ai giornali la cronaca di un ricorso e poi quella della sua bocciatura. Ogni titolo sul Tar è un titolo che non parla di programmi, di ospedale, di città: ossigeno sottratto alla propria campagna. E il paradosso è che quel tempo è stato speso per provare a evitare la prova - il voto - che resta l’unica via per vincere. A completare il quadro, la scelta del terreno. Il sindaco uscente ha declinato il confronto pubblico proposto dalla stampa - il faccia a faccia che Tittarelli aveva invece accettato - privilegiando la presenza sui social, dove la mobilitazione di commenti favorevoli è più facile da orchestrare. Come se la piazza digitale, fatta di like e di post, contasse più di quella reale, fatta di cittadini cui guardare negli occhi. È il rovesciamento che racconta un’epoca: si evita il dibattito vero e si presidia quello virtuale, scambiando il rumore della rete per consenso. C’è, in tutto questo, un’amarezza che va oltre la contesa fra due nomi. Prima del voto avevamo chiesto alla politica di guardare ai numeri che contano davvero per Macerata: quelli della sua demografia. Quanti abitanti perde ogni anno la città, quanti giovani se ne vanno, quanti anziani restano soli, quante culle in meno si contano. Erano quelli i numeri attorno a cui costruire il futuro di un capoluogo che si svuota e invecchia. E invece eccoci qui, a contare un altro genere di numeri: dieci schede, una soglia, un riconteggio. Le cifre di un cavillo al posto delle cifre di un destino. È il segno di una politica che ha smarrito le proporzioni. Il tempo passato a litigare su dieci voti è tempo sottratto al confronto sulle cose - sull’ospedale che non parte, sul commercio che chiude, sui giovani che emigrano. In un confronto elettorale ogni giorno speso in tribunale è un giorno tolto alle idee, alle proposte, alla visione di cui questa città ha fame. Macerata avrebbe bisogno di chi conta i suoi figli che nascono e i suoi cittadini che restano; si ritrova a guardare chi conta le schede. E forse è proprio questa la distanza più grande tra la politica che serve e quella che abbiamo: l'una misura il futuro, l'altra misura sé stessa.

01/06/2026 18:20
Macerata, caso audio e polemiche. Parcaroli: “Uno sfogo non cancella cinque anni di lavoro"

Macerata, caso audio e polemiche. Parcaroli: “Uno sfogo non cancella cinque anni di lavoro"

“Sapete una cosa? Non mi vergogno di aver provato delusione”. Il sindaco uscente di Macerata, Sandro Parcaroli, interviene in merito all’audio “dal sen fuggito”, in cui minacciava di lasciare la campagna elettorale se non ci fossero state reazioni social da parte della sua coalizione, in seguito all’accordo tra il candidato sindaco del centrosinistra Gianluca Tittarelli e Romano Mari. “Non mi vergogno di essere rimasto ferito da certi attacchi personali, da certi commenti cattivi, da certe falsità costruite per colpire non il sindaco, ma la persona”, scrive Parcaroli via social. "Per oltre 5 anni ho servito Macerata e la Provincia con tutto me stesso. Ho sacrificato tempo, energie, affetti e serenità personale per questa comunità. Ho affrontato problemi, emergenze, decisioni difficili. L’ho fatto con passione ed entusiasmo. Poi arriva un momento di sfogo. Una parola. Un attimo". "E c’è chi prova a cancellare anni di lavoro, di opere realizzate, di risultati concreti e di presenza costante sul territorio. Io non ci sto.Perché dietro una fascia da Sindaco, dietro un ruolo istituzionale, c’è una persona.C’è un padre.C’è un marito. C’è un uomo che prova emozioni come tutti." "Sfido chiunque a dire di non aver mai avuto un momento di sfogo e delusione. Ma non sarà questo a fermarmi: non mi sono fermato durante la pandemia e davanti a tutte le altre difficoltà, sia nell’ambito privato che in quello pubblico". "Continuerò a fare ciò che ho sempre fatto: lavorare, ascoltare, costruire. E a chi pensa che uno sfogo sia una fragilità, voglio dire che non è così. Credo che sia un segno di autenticità. E se c’è una cosa di cui vado fiero, è proprio questa: non aver mai indossato una maschera. Sono autentico. E continuerò ad esserlo.Con i miei pregi e i miei difetti".

01/06/2026 18:00
Sigona e Tittarelli, c'è la stretta di mano: "Accordo sul programma. Assessorato? Non siamo al mercato"

Sigona e Tittarelli, c'è la stretta di mano: "Accordo sul programma. Assessorato? Non siamo al mercato"

Vai di stretta di mano. Così viene sancito, in via ufficiale, quello che è stato definito come "l'accordo programmatico" tra il candidato di centrosinistra Gianluca Tittarelli e Marco Sigona, l'alfiere che 'Officina delle Idee' aveva scelto come proprio candidato sindaco e che rappresenterà la lista in Consiglio comunale.  La scenografia al patto fatto in vista del ballottaggio corrisponde alla sede elettorale di Tittarelli definita "bellissima" dal fresco alleato Sigona. Parte Tittarelli, non senza riservare frecciate - nemmeno troppo velate - alla controparte di centrodestra: "È stato naturale ritrovarsi attorno a temi e contenuti con Marco (Sigona, ndr). Abbiamo portato a compimento qualcosa che è previsto dalla legge. Ho sentito parlare di mercimonio e compravendita, ma noi non compriamo nulla. Stiamo solamente applicando quello che la legge prevede".  "Vogliamo lavorare insieme per un ipotetico e sperato governo della città, con grande convinzione e determinazione - aggiunge Tittarelli -. Questo accordo ci dà ancora più spinta e slancio". Sigona - nel suo discorso - mostra sin da subito apprezzamento per la figura di Tittarelli e appare combattivo: "La stima che ho nei tuoi confronti mi ha portato a pensare che prima o poi ci saremmo ritrovati - afferma -. Gianluca, ci sono e con me tutta la mia squadra a cui ho già dato indicazione di darsi da fare. Forza, andiamo a vincere".  Sigona annuncia anche le sue priorità: "Riportare il cittadino al centro, in questi anni si è cercato di distrarlo con la pioggia di milioni di euro delle infrastrutture. La città ci viene data in prestito attraverso la matita nel seggio elettorale, non è possibile acquistarla". I principi programmatici su cui fa perno l'accordo vengono fissati da Sigona stesso in welfare ("in quanto medico ho un'attenzione particolare alle problematiche sociali"), ri-valorizzazione della cultura ("volano che apre al turismo"), centro storico ("riportare la residenzialità"). Infine, quartieri e frazioni. Sigona le definisce "importantissime" e Tittarelli rilancia: "Abbiamo già previsto, in caso di vittoria, di dare una specifica delega per qualche assessorato che si occupi proprio di frazioni e quartieri, visto che alcune di queste sono state sono un po' tralasciate. E io lo so bene abitando a Piediripa. Noi vogliamo fare l’inverso e ripartire proprio dalle periferie". Quindi, flash dei fotografi e stretta di mano.  Ma, resta l'elefante nella stanza. A Sigona è stato garantito un posto in Giunta? Tittarelli glissa: "La professionalità di Marco e di molti dei suoi candidati è risaputa e non deve essere valutata sulla base di un peso nella futura squadra di Governo. Non abbiamo messo sul piatto nessun assessorato, non dobbiamo approcciarci a questa cosa come se fosse un mercato. Condividiamo valori progettuali e programmatici, come emerso da tutti i dibattiti pubblici a cinque fatti sinora". Sul tema interviene anche Paolo Micozzi, secondo più votato tra i candidati consiglieri della lista 'Officina delle Idee': "Abbiamo vissuto il primo turno come se fosse stato il responso delle primarie, quelle primarie che avevamo richiesto ma non sono state fatte. Il risultato delle urne è stato chiaro e ci permette di essere del tutto leali e al fianco di Tittarelli per andare a vincere". La parola finale, quindi, al leader in pectore: "Ogni voto conta, ora inizia una partita diversa, nessuno deve pensare che la propria preferenza non possa fare la differenza".   

01/06/2026 16:45
Elezioni, il vescovo Marconi rompe il silenzio: "I cristiani votino secondo coscienza, basta strumentalizzazioni"

Elezioni, il vescovo Marconi rompe il silenzio: "I cristiani votino secondo coscienza, basta strumentalizzazioni"

"Combattere l'astensionismo e votare secondo coscienza". Si inserisce nel dibattito politico che sta accompagnando la campagna elettorale a Macerata il messaggio del vescovo, Nazzareno Marconi, diffuso dopo le polemiche seguite all'accordo politico tra Gianluca Tittarelli e Romano Mari e alle successive prese di posizione del candidato sindaco del centrodestra, Sandro Parcaroli. Quest'ultimo aveva definito l'intesa tra Mari e il candidato sindaco del centrosinistra come un «uso strumentale del voto dei cattolici», riaccendendo il confronto sul rapporto tra fede, coscienza personale e scelte elettorali. A fronte delle numerose sollecitazioni ricevute, il vescovo ha scelto di intervenire con una riflessione pubblica, ribadendo alcuni principi che afferma di aver sempre sostenuto. "Rispetto alla concitazione elettorale di queste ore sono molte le sollecitazioni giunte in buona fede per avere un mio commento. Altre di diverso tenore, che respingo, provano a spiegare quanto siano giuste le posizioni di una parte o di un’altra. Vorrei rassicurare, il Vescovo non ha molte idee, ma quelle poche le ha chiare e sono quelle che ripete da sempre. Se possono essere utili a far riemergere il buon senso, le ripropongo". "La prima è di sostenere le persone ad esprimere la loro opinione sempre con rispetto reciproco e con il voto. Un'indagine mi ha fatto pensare: sarebbero più le persone che commentano e criticano sui social i vari politici, spesso semplicemente con un pollice in giù o un epiteto, di quelle che poi vanno effettivamente a votare. Ho sempre detto e continuo a dire che: per la buona salute della democrazia bisogna combattere in ogni modo l’astensionismo. Chi non va a votare è colpevole, almeno in parte, delle scelte sbagliate che altri fanno al posto suo". La seconda cosa che ho sempre ribadito, continua il vescovo Marconi è che: i cristiani hanno una coscienza che va rispettata e io per primo la rispetto. Non ho mai detto, né mai dirò: Vota per questo, vota per quest’altro' . Ma dirò sempre: 'Guarda cosa dicono e soprattutto cosa fanno ed hanno fatto le persone che si presentano per essere votate e chiediti se le loro idee e le loro azioni corrispondono a quei valori che ci ha insegnato il Vangelo ed ha ribadito il Papa anche nella sua ultima Enciclica". "Il rispetto della vita, dell’onestà, del lavoro, della comunicazione veritiera, la cura dei più deboli, della famiglia, dei piccoli e degli anziani, insieme al rifiuto della violenza in ogni sua forma, da quella più leggera che è l’insulto, a quella più grave che è la guerra. Apprezzate, poi, soprattutto, le persone che si dimostrano disinteressate nei fatti e desiderose di fare il bene, piuttosto che quelle che mirano ad avere potere o ricchezza, ad apparire ed ottenere l’applauso delle folle". "Infine, personalmente, venendo ormai dalla generazione di chi ha più di sessant’anni, rimpiango tanto un mondo della politica in cui non si agiva attaccando e criticando di continuo, ma ragionando, proponendo e cercando di spiegare le situazioni, facendo promesse concrete ed economicamente possibili. Era una politica ragionevole, pacata e educata, di cui abbiamo ancora tanto bisogno". Parole che, pur senza riferimenti diretti a candidati o schieramenti, arrivano in un momento particolarmente delicato della campagna elettorale e sembrano richiamare tutti gli attori politici a un confronto più rispettoso, fondato sui contenuti, sulla partecipazione democratica e sulla libertà di coscienza degli elettori.

01/06/2026 15:36
"Servono almeno 50 commenti social o Sandro se ne va e molla": quell'audio che manda in tilt la comunicazione di Parcaroli

"Servono almeno 50 commenti social o Sandro se ne va e molla": quell'audio che manda in tilt la comunicazione di Parcaroli

Ore, anzi giorni di fibrillazione nel centrodestra maceratese in vista del ballottaggio del 7 e 8 giugno. Una campagna elettorale che, più che sui programmi, sembra ormai misurarsi sul livello di tensione interna, alimentato nelle ultime ore dall’effetto politico dell’accordo tra Gianluca Tittarelli e Romano Mari, presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Macerata ed ex presidente del Consiglio comunale. Un’intesa che, nelle letture del centrodestra, avrebbe “spostato” più il clima che i numeri, contribuendo a rendere più nervosa la fase finale della sfida contro il sindaco uscente Sandro Parcaroli. Proprio Parcaroli nei giorni scorsi ha diffuso una nota in cui ha criticato quello che definisce "un uso strumentale del voto dei cattolici da parte di Tittarelli e del centrosinistra". Una polemica che si inserisce in un contesto più ampio, dove il richiamo all’elettorato cattolico resta terreno politicamente conteso, non solo a Macerata ma anche a livello nazionale, dove il confine tra sensibilità religiosa e comunicazione politica appare spesso piuttosto labile. Del resto, non è una novità che simboli e richiami alla tradizione cattolica vengano utilizzati in modo disinvolto da più schieramenti; basti pensare al leader della Lega Matteo Salvini, più volte protagonista di uscite pubbliche con rosari e simbologie religiose esibite nei contesti di campagna elettorale. E proprio su questo punto si innesta la riflessione – inevitabile e forse un po’ scolastica, ma politicamente significativa – sul rapporto tra religione e spazio pubblico. In teoria, come ricordato dal costituzionalismo contemporaneo, la democrazia liberale si fonda su un principio di separazione tra Stato e religione, il cosiddetto “institutional secularism” descritto da Rosenfeld: una cornice in cui le diverse visioni del mondo convivono senza che lo Stato si identifichi con una di esse. Un equilibrio che, nella pratica politica, resta però sempre piuttosto elastico. Macerata, più che il dibattito teorico, pesa il clima da campagna elettorale. A contribuire a questo clima sarebbe anche un audio circolato nelle ultime ore, diventato virale su WhatsApp e attribuito al responsabile comunicazione dello staff del sindaco uscente per la campagna elettorale. Nel messaggio si inviterebbero sostenitori della coalizione e assessori uscenti a “reagire” e intervenire sui social, in particolare nei commenti alle notizie pubblicate dai giornali online, per contrastare la narrazione avversaria. Il tutto accompagnato da un passaggio che, secondo quanto riportato nell’audio, sarebbe particolarmente esplicito: "Sandro è molto inc... perché non vede alcuna difesa da parte nostra agli attacchi che sta ricevendo sulla questione Mari. Se non abbiamo almeno una cinquantina di nostri commenti entro domattina, lui se ne va, molla". Un invito alla mobilitazione digitale che, di per sé, non avrebbe nulla di particolarmente sorprendente nell’epoca della politica permanente sui social. Ma che, nel contesto già teso del ballottaggio, viene letto come ulteriore segnale di nervosismo nella coalizione. Il tutto mentre si consolida l’effetto politico dell’intesa tra Mari e Tittarelli, che il centrosinistra presenta come un rafforzamento del profilo moderato della coalizione, con l’obiettivo di allargare il consenso in vista della sfida decisiva. Un’operazione che guarda anche alle frazioni, dove il centrodestra ha ottenuto risultati significativi al primo turno e dove si gioca una parte importante del recupero possibile. Di qui, secondo le letture politiche, anche la crescente tensione nel campo del sindaco uscente, che si trova ora a dover difendere posizioni acquisite e contemporaneamente gestire un quadro di alleanze in rapido movimento. Nel mezzo, tra accuse sul voto cattolico, audio virali e strategie social, si consuma una campagna elettorale che rischia di ripiegarsi su se stessa, sempre più autoreferenziale e sempre meno capace di misurarsi con la domanda di fondo, la più semplice e insieme la più esigente: quale progetto di governo sarà davvero in grado di convincere gli elettori di Macerata?

01/06/2026 15:30
Pollenza, brandiva un coltello nei pressi di un bar: rimpatriato 30enne

Pollenza, brandiva un coltello nei pressi di un bar: rimpatriato 30enne

MACERATA – È stato accompagnato alla frontiera aerea per il successivo rimpatrio un cittadino senegalese di 30 anni, già destinatario di un decreto di espulsione dall’Italia, nell’ambito delle attività di contrasto alla presenza di stranieri irregolari sul territorio nazionale e ai reati a essi collegati. L’operazione è stata eseguita dalla Polizia di Stato di Macerata, su disposizione del questore Luigi Mangino, in conformità alle direttive emerse in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Il provvedimento ha previsto l’accompagnamento coattivo alla frontiera aerea di Bologna, da cui l’uomo è stato imbarcato su un volo diretto a Dakar. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 30enne risultava irregolare sul territorio nazionale dal mese di ottobre 2025 ed era gravato da diversi precedenti di polizia per violenza, resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo di oggetti atti ad offendere e violazioni delle norme sull’ingresso dei cittadini extracomunitari in Italia. L’uomo era stato inoltre identificato dai Carabinieri lo scorso 20 maggio nei pressi di un bar di Casette Verdini, dove si trovava in evidente stato di agitazione e avrebbe brandito un’arma da taglio, creando una situazione di potenziale pericolo per i presenti. In relazione ai procedimenti pendenti, è stato concesso il nulla osta all’espulsione. Il decreto firmato dal questore e successivamente convalidato dal giudice di Pace ha quindi reso possibile l’esecuzione del rimpatrio. Nel pomeriggio del 29 maggio, personale specializzato della Polizia di Stato ha proceduto all’accompagnamento dell’uomo presso l’aeroporto di Bologna per le operazioni di imbarco.      

01/06/2026 12:13
Loro Piceno, nasce il comitato civico Radici e Futuro: Simoni presidente, Lambertucci vice

Loro Piceno, nasce il comitato civico Radici e Futuro: Simoni presidente, Lambertucci vice

Con l'obiettivo di rafforzare la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e favorire un dialogo più diretto con le istituzioni. È nato ufficialmente il comitato "Radici e Futuro", un gruppo che punta a diventare punto di riferimento per quanti desiderano essere maggiormente coinvolti nelle scelte che riguardano la comunità lorese. Alla guida del nuovo organismo ci sono Matteo Simoni, eletto presidente, e Federica Lambertucci, vicepresidente. I due rappresentanti si fanno portavoce di un'esigenza che negli ultimi mesi è emersa con forza tra molti cittadini: quella di avere più informazioni, maggiore trasparenza e occasioni concrete di confronto sui temi che interessano il territorio. Il comitato nasce infatti da una richiesta arrivata direttamente dalla cittadinanza. Numerosi residenti hanno manifestato il desiderio di partecipare più attivamente alla vita del paese e di contribuire al dibattito sulle scelte che ne determineranno il futuro. Da qui la decisione di trasformare queste sollecitazioni in un progetto strutturato e aperto a tutti. Tra gli obiettivi di "Radici e Futuro" figurano la promozione della partecipazione democratica, la tutela dei diritti e del benessere dei cittadini e la costruzione di un confronto costruttivo con l'amministrazione comunale su tutte le questioni di interesse collettivo. L'intento è quello di creare un collegamento stabile tra istituzioni e comunità, favorendo il dialogo e contribuendo a ridurre quella distanza che spesso molti cittadini percepiscono rispetto ai processi decisionali. Uno degli aspetti che caratterizza il nuovo gruppo è la volontà di dare spazio anche a chi, fino ad oggi, si è sentito poco coinvolto nella vita pubblica. Il comitato si propone come una realtà aperta, inclusiva e orientata alle proposte, dove idee e suggerimenti possano trasformarsi in iniziative concrete per il bene del paese. Attualmente il sodalizio può contare su circa trenta aderenti, un numero che continua a crescere e che testimonia l'interesse suscitato dall'iniziativa. Al suo interno, spiegano i promotori, prevalgono il confronto costante e la condivisione degli obiettivi, elementi considerati fondamentali per garantire rappresentatività ed efficacia all'azione del gruppo. Non una semplice esperienza temporanea, dunque, ma un progetto che guarda al lungo periodo e che ambisce a rappresentare un valore aggiunto per la comunità. Lo stesso nome scelto, "Radici e Futuro", richiama il legame con la storia e le tradizioni di Loro Piceno, unito alla volontà di costruire nuove prospettive per le generazioni presenti e future. Nei prossimi mesi il comitato intende promuovere incontri pubblici, momenti di confronto e iniziative aperte alla cittadinanza, con l'obiettivo di coinvolgere un numero sempre maggiore di residenti e favorire una partecipazione attiva alla vita del paese.  

01/06/2026 11:00
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