Politica

Dopo il comizio di Vannacci scoppia la polemica: lo streamer Grieco denuncia un'aggressione, Paolorossi nega

Dopo il comizio di Vannacci scoppia la polemica: lo streamer Grieco denuncia un'aggressione, Paolorossi nega

Scontro verbale, e non solo, al termine dell'incontro pubblico di Roberto Vannacci allo Shada Beach di Civitanova. A far discutere è stato il confronto tra il sindaco di Filottrano, Luca Paolorossi, e lo streamer romano Ivan Grieco, collaboratore di Pulp Podcast e conduttore de La Miniera. I due protagonisti hanno fornito versioni opposte di quanto accaduto, affidando la ricostruzione ai rispettivi profili social. A raccontare quanto accaduto è stato lo stesso Grieco attraverso i propri canali social. "Al termine del comizio del leader di Futuro Nazionale ho provato a chiedere spiegazioni in merito al divieto di partecipazione ai suoi eventi che mi ha imposto". Secondo il suo racconto, Vannacci avrebbe replicato definendolo «maleducato» per una contestazione rivolta in passato all'ambasciatore russo. "Il generale ha replicato dicendo che sono "maleducato" perché ho contestato l'ambasciatore russo qualche tempo fa e lui con i disturbatori non vuole avere a che fare". Grieco aggiunge quindi: "Da quando contestare pacificamente l'ambasciatore di un Paese invasore è una cosa negativa? Ma pure se avessi davvero sbagliato, perché, a differenza dei suoi amici Alemanno e Pozzolo, non merito una seconda possibilità?". Successivamente lo streamer sostiene di essere stato aggredito dal sindaco di Filottrano."Come se non bastasse, il sindaco di Filottrano, Luca Paolorossi, mi ha aggredito fisicamente e strappato dalle mani la videocamera mentre parlavo col generale". A corredo del post è stato pubblicato un video nel quale si vede nascere una discussione tra i presenti e Paolorossi che entra in contatto con Grieco mentre quest'ultimo tiene in mano il microfono, prima di essere trattenuto da alcune persone intervenute per riportare la calma. La risposta del sindaco "strano" di Filottrano (come lui stesso si definisce) è arrivata poco dopo, anch'essa affidata ai social. "Incredibile ma vero: anche oggi è andata in scena l'ennesima strumentalizzazione. È già stato diffuso un video in cui un giornalista sostiene che io lo abbia aggredito alle spalle e gli abbia distrutto la telecamera. Una ricostruzione che respingo e che considero profondamente fuorviante". Paolorossi annuncia inoltre la pubblicazione del video integrale della vicenda. "Prima di emettere sentenze invito tutti a guardare i fatti. Mostrerò il video completo, così ognuno potrà farsi un'idea sulla base delle immagini e non delle ricostruzioni di parte". Il sindaco ha poi ringraziato le forze dell'ordine, il personale della sicurezza e gli addetti del locale per il loro intervento. "Desidero rivolgere un sincero ringraziamento alle forze dell'ordine e al personale della sicurezza del locale, intervenuti con tempestività e professionalità per allontanare il disturbatore che, con atteggiamento aggressivo, ha insultato e aggredito verbalmente il generale, evitando che la situazione degenerasse ulteriormente". Infine ha ricostruito così la propria versione dei fatti: "Io sono venuto ad ascoltare un amico, Roberto Vannacci. Ero in quest'area privata e questo giornalista, petulante e insistente, fomentava odio. Quando la sicurezza è intervenuta io ho soltanto allontanato la telecamera. Ringrazio le forze dell'ordine: mi hanno chiesto il nome e ho risposto che sono Luca Paolorossi, sindaco di Filottrano. Non aggredisco nessuno». L'episodio ha rapidamente alimentato il dibattito sui social, dove sono state diffuse le immagini del confronto. Le ricostruzioni dei protagonisti restano tuttavia differenti e ciascuno rivendica la propria versione di quanto accaduto al termine dell'incontro pubblico.  

15/07/2026 20:00
Allo Shada la sorpresa della platea: tanti giovani per Vannacci, l’analisi del fenomeno

Allo Shada la sorpresa della platea: tanti giovani per Vannacci, l’analisi del fenomeno

CIVITANOVA MARCHE – Chi si aspettava la solita platea nostalgica, composta da militanti di mezza età, è rimasto spiazzato. Allo Shada Beach di Civitanova Marche, sotto il sole di metà luglio, la scena si è presentata radicalmente diversa. Davanti a Roberto Vannacci, leader indiscusso e fondatore di Futuro Nazionale, si è accalcata una folla per il 70% composta da giovani. Ventenni lo hanno accolto e acclamato con il trasporto emotivo e la foga che solitamente si riserva a una rockstar. Cosa sta succedendo in questa fascia d’età? Perché un discorso apparentemente rigido, identitario e d’ordine fa breccia proprio tra i nativi digitali, la generazione teoricamente più fluida della storia? Si avverte una richiesta di protezione: i giovani cercano un’ancora in un mare in tempesta e, se lo Stato non la fornisce, la cercano in chi offre una guida con una direzione chiara. Per decenni, la sociologia ha descritto la gioventù come un soggetto in perenne ribellione contro l’autorità. Oggi, la tendenza sembra essersi invertita. Cresciuti in un mondo privo di punti di riferimento stabili, costantemente esposti alla precarietà economica e sociale, i ventenni odierni sperimentano l’assenza di limiti non come una libertà, ma come un’angoscia. Forse hanno bisogno di nuovi confini? In questo contesto, sembrerebbe che il manifesto politico di Vannacci e di Futuro Nazionale agisca come un catalizzatore di bisogni insoddisfatti. Gli ideali del movimento offrono risposte a specifiche esigenze della gioventù contemporanea che sente, in questo modo, la politica più vicina alla propria vita. La certezza e la regola come bussola: in una società liquida dove tutto è negoziabile, i giovani cercano linee guida chiare per orientarsi. La domanda di sicurezza urbana: i ragazzi, che vivono la notte e la socialità all’aperto, avvertono la mancanza di protezione e vedono nell’ordine non una minaccia alla libertà, ma la condizione per esercitarla. La meritocrazia contro il caos: il pensiero del generale, basato sul rigore, l’impegno e lo sforzo individuale come strumento valido per un’ascesa sociale ed economica, risuona con forza in una generazione che si sente tradita da un sistema scolastico e lavorativo che percepisce come privo di garanzie per il futuro. La ricerca di una leadership verticale: di fronte alla percezione di una classe politica debole, una figura carismatica, militare nell’approccio e diretta nel linguaggio, offre l’illusione di una guida solida, capace di assumersi responsabilità e “indicare la rotta”. Altra forza di attrazione di Vannacci sui ragazzi risiede nel metodo comunicativo. Il Generale parla senza i filtri del politicamente corretto. Agli occhi di un adolescente, questo stile viene percepito come l’estrema forma di ribellione disponibile oggi. L’anticonformismo di destra di Futuro Nazionale diventa la nuova controcultura. I ventenni che lo applaudono a Civitanova sembrano chiedere garanzie per poter costruire qualcosa di nuovo. Vogliono la certezza che il loro sforzo domani varrà qualcosa, che le regole del gioco sociale siano chiare e uguali per tutti, e che lo spazio pubblico in cui si muovono sia sicuro. Forse Vannacci ha intuito questo ed è riuscito a intercettare la solitudine di una generazione. Ora resta da capire se Futuro Nazionale saprà strutturare questa spinta emotiva in un progetto politico di lungo respiro.

15/07/2026 19:30
Vannacci a Civitanova: "Meloni tiri fuori gli attributi, io ci sono" (VIDEO e FOTO)

Vannacci a Civitanova: "Meloni tiri fuori gli attributi, io ci sono" (VIDEO e FOTO)

Lo Shada ha accolto nella mattinata di oggi, alle 11.30, Roberto Vannacci, europarlamentare e leader di Futuro Nazionale, protagonista di un incontro pubblico a Civitanova Marche davanti a sostenitori, amministratori locali e simpatizzanti del movimento. L'appuntamento ha rappresentato il primo evento pubblico nelle Marche dopo l'adesione del sindaco di Civitanova, Fabrizio Ciarapica, a Futuro Nazionale, sancendo di fatto l'avvio di una nuova fase di radicamento del partito sul territorio marchigiano. L'incontro è stato anche l'occasione per mostrare la crescita del movimento, con l'ingresso di amministratori ed esponenti provenienti da altre forze del centrodestra. Accanto a Vannacci sedeva infatti il sindaco Fabrizio Ciarapica, passato recentemente a Futuro Nazionale dopo l'uscita da Forza Italia. Presenti anche Paolo Diop, esponente recanatese entrato nel movimento, e Luca Paolorossi, sindaco di Filottrano, candidato con la Lega alle ultime elezioni regionali e che negli ultimi mesi ha più volte manifestato pubblicamente vicinanza ai temi e alle posizioni sostenute dal generale. Nel corso dell'incontro Vannacci ha affrontato numerosi temi di attualità politica, dalla riforma elettorale alle prospettive del centrodestra, passando per economia, sicurezza, immigrazione e politica internazionale. In apertura ha commentato il voto parlamentare sulla riforma elettorale, criticando il ricorso al voto segreto e tornando a chiedere l'introduzione delle preferenze senza capilista bloccati. «Un Parlamento dove siedono i nominati e gli unti delle segreterie di partito non ha dignità», ha affermato, rivolgendosi anche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni con l'invito a «tirare fuori gli attributi» e sostenere la riforma. Parlando delle Marche, Vannacci ha definito Futuro Nazionale «un partito di destra autentica», spiegando che il movimento intende sostenere il tessuto produttivo regionale, l'artigianato e le piccole e medie imprese. Nel suo intervento ha ribadito la contrarietà al Green Deal europeo e alle sanzioni contro la Russia, sostenendo che abbiano avuto ricadute negative sulle aziende italiane e marchigiane. Sul piano delle alleanze politiche il leader di Futuro Nazionale ha ribadito la disponibilità al dialogo con il centrodestra, ma solo a determinate condizioni. «Siamo disponibili a lavorare con chiunque, purché vengano rispettati i nostri principi, i nostri valori e le nostre linee rosse», ha dichiarato, aggiungendo che, in assenza di accordi, il partito è pronto a proseguire autonomamente il proprio percorso. Diversi i passaggi dedicati al sindaco di Civitanova. Vannacci ha definito Fabrizio Ciarapica «un grande sindaco», attribuendogli il merito di aver trasformato la città, soprattutto sul fronte della sicurezza urbana. Alla domanda su una possibile candidatura del primo cittadino alle future elezioni politiche, ha precisato che «i galloni si guadagnano sul campo», aggiungendo che Ciarapica «ha già dimostrato il suo valore» alla guida dell'amministrazione comunale. Nel corso della conferenza stampa è stato affrontato anche il caso di Giuseppe Barboni, esponente di Fn che tre giorni fa a si è reso protagonista di un atto violento. Vannacci ha ribadito di non voler entrare nel merito della vicenda giudiziaria, spiegando di condannare «qualsiasi atto di violenza, se non per difesa» e sottolineando che saranno magistratura e inquirenti ad accertare eventuali responsabilità. Ampio spazio anche ai temi internazionali. L'europarlamentare ha sostenuto la necessità di perseguire una soluzione diplomatica ai conflitti in Ucraina e Medio Oriente, criticando le scelte dell'Unione Europea in materia di sostegno militare, politica energetica e rapporti con gli Stati Uniti. Ha inoltre ribadito la propria opposizione all'attuale Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen. Nel suo intervento Vannacci ha quindi illustrato alcuni dei punti programmatici di Futuro Nazionale, soffermandosi sulla difesa dell'identità nazionale, sul sostegno alle imprese, sulla riduzione della pressione fiscale, sulla sicurezza e sulle politiche migratorie. Tra i temi affrontati anche la proposta della cosiddetta "remigrazione", illustrando la linea del movimento in materia di immigrazione irregolare e permanenza degli stranieri che, secondo quanto dichiarato, non rispettino le leggi italiane. Il leader di Futuro Nazionale ha inoltre rivendicato una destra «orgogliosa», fedele ai propri valori e distante, a suo dire, dalla politica delle segreterie di partito. «Noi non vogliamo ridistribuire la ricchezza, noi la vogliamo creare», ha affermato, indicando in impresa, artigianato e lavoro gli strumenti per rilanciare l'economia nazionale. Alla domanda su una possibile collaborazione futura con Giorgia Meloni, Vannacci ha risposto di non aver «mai posto vincoli» a un'intesa con il centrodestra, ribadendo tuttavia che qualsiasi accordo dovrà avvenire nel rispetto dei principi e dei valori di Futuro Nazionale. Prima dell'inizio dell'incontro, ai microfoni dei giornalisti, è intervenuto anche il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica, che ha sottolineato come, a suo giudizio, i temi portati avanti da Vannacci trovino consenso tra i cittadini, in particolare sul fronte della sicurezza urbana. «Tutti i giorni mi confronto con i cittadini e tutti esprimono apprezzamento nei confronti dei temi che il generale Vannacci porta avanti, uno su tutti la sicurezza urbana», ha dichiarato. Ciarapica ha inoltre evidenziato la presenza di numerosi giovani all'iniziativa, definendola un segnale significativo per il movimento: «Abbiamo tantissimi giovani che in autonomia scelgono di seguire il generale Vannacci e Futuro Nazionale. Questo ci dà la dimostrazione che questa è la politica che appassiona la gente ed è in grado di appassionare anche le nuove generazioni». Il sindaco ha infine sostenuto che, a suo avviso, Futuro Nazionale potrà assumere «un ruolo sempre più determinante sulla scena politica nazionale, regionale e comunale».

15/07/2026 18:40
"Forza Italia è ancora in maggioranza?". Livi sbotta dopo il ko sulla Commissione Urbanistica: "Accordi calpestati"

"Forza Italia è ancora in maggioranza?". Livi sbotta dopo il ko sulla Commissione Urbanistica: "Accordi calpestati"

MACERATA – «I fatti sono ormai sotto gli occhi di tutti. La candidatura indicata dalla maggioranza è stata impedita da una parte della stessa maggioranza e la Presidenza della Commissione Urbanistica è stata conquistata grazie ai voti determinanti dell'opposizione». Inizia con questa pesantissima accusa lo sfogo di Simone Livi, consigliere comunale di Fratelli d'Italia, dopo il clamoroso dietrofront andato in scena durante il Consilglio. La sua corsa alla presidenza della Commissione Urbanistica è saltata, superata dall'elezione di Silvano Iommi (Forza Italia), spinto sullo scranno più alto proprio grazie ai voti determinanti dei consiglieri di minoranza. Uno strappo che rischia di aprire una crisi profonda all'interno della coalizione che sostiene il sindaco Sandro Parcaroli. «La domanda che oggi ogni cittadino dovrebbe porsi è molto semplice: qual era il vero obiettivo di questa operazione? – si domanda Livi –. Se si voleva soltanto eleggere il Presidente della Commissione, sarebbe stato sufficiente sostenere la candidatura condivisa dalla coalizione. Se invece si è scelto consapevolmente di costruire un asse con l'opposizione per imporre un candidato diverso, allora siamo di fronte a un fatto politico che merita una spiegazione pubblica». Il consigliere di FdI non usa giri di parole e chiama direttamente in causa gli alleati azzurri, chiedendo un chiarimento politico immediato: «Forza Italia intende ancora far parte della maggioranza che sostiene il Sindaco Parcaroli oppure sta costruendo un percorso politico autonomo? Perché è difficile interpretare diversamente una presidenza ottenuta grazie ai voti delle opposizioni contro il candidato ufficiale della coalizione». Livi ne ha anche per il neoeletto presidente: «Silvano Iommi dovrebbe chiarire se ritiene normale ricoprire un incarico così importante grazie ai voti decisivi di chi, ogni giorno, si oppone all'azione amministrativa del centrodestra». Non si tratta di una questione personale o di una "guerra di poltrone", ci tiene a precisare l'esponente meloniano, ma di una questione di tenuta politica dell'intera coalizione: «Non è Simone Livi ad essere stato danneggiato. Il danno riguarda la credibilità della maggioranza e il rispetto degli accordi politici, principi sui quali si fonda qualsiasi coalizione che voglia governare con autorevolezza. Io continuerò a svolgere il mio ruolo di consigliere comunale con lo stesso spirito di servizio, senza rancore e senza personalismi». La ferita però resta aperta ed è profonda. «Ritengo che gli elettori abbiano il diritto di sapere se quanto accaduto rappresenti un episodio isolato oppure l'inizio di una strategia politica diversa, nella quale Forza Italia preferisce trovare i propri numeri nell'opposizione anziché all'interno della maggioranza. Questa è la domanda alla quale oggi attendiamo una risposta chiara, non per interesse personale, ma per rispetto dei cittadini che hanno votato una coalizione di centrodestra perché governasse unita». La stoccata finale a Iommi sancisce la rottura formale tra i due partiti: «Personalmente ritengo che il comportamento politico tenuto da Silvano Iommi sia stato inqualificabile. Non perché abbia legittimamente ambito alla presidenza della Commissione, ma perché avrebbe accettato di ottenerla grazie ai voti determinanti dell'opposizione, in aperto contrasto con la decisione assunta dalla maggioranza di cui fa parte. Un incarico conquistato contro il proprio schieramento non rappresenta una vittoria politica, ma una profonda ferita alla credibilità della coalizione».

14/07/2026 22:00
Andrea Passacantando eletto presidente del Crel Marche, Giorgio Andreani è il vicepresidente

Andrea Passacantando eletto presidente del Crel Marche, Giorgio Andreani è il vicepresidente

Si è insediato il nuovo Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro (Crel) delle Marche che, nella prima seduta ospitata nell'Aula del Consiglio regionale, ha provveduto all'elezione del presidente e del vicepresidente dell'organismo. A guidare il Crel sarà Andrea Passacantando, che succede a Luca Talevi, mentre la vicepresidenza è stata affidata a Giorgio Andreani, chiamato a raccogliere il testimone di Gilberto Gasparoni. Andrea Passacantando, nato a Tolentino nel 1968, è laureato in Giurisprudenza con una specializzazione in diritto comunitario. Titolare di un'azienda agricola nel Maceratese, vanta una consolidata esperienza nel settore agricolo e nell'associazionismo di categoria. «Intendo mettere la mia esperienza al servizio del Crel – ha dichiarato il neo presidente – affinché questo organismo diventi sempre più centrale e dinamico, capace di contribuire concretamente allo sviluppo economico e sociale della nostra regione». Il nuovo vicepresidente Giorgio Andreani, segretario organizzativo della Uil Marche, da anni impegnato nei settori delle infrastrutture e dei trasporti, ha sottolineato la volontà di rafforzare ulteriormente il ruolo dell'organismo. «L'obiettivo è offrire il mio contributo perché il Crel possa diventare un organismo sempre più autorevole e punto di riferimento per il territorio», ha affermato. Alla seduta inaugurale ha preso parte anche il presidente del Consiglio regionale, Gianluca Pasqui, che ha evidenziato il valore del Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro quale organismo consultivo a supporto dell'attività istituzionale della Regione. «Il Crel rappresenta un luogo di confronto capace di mettere a disposizione competenze, analisi e proposte qualificate a sostegno dell'attività legislativa e della programmazione regionale», ha sottolineato Pasqui. Il Crel, istituito dalla legge regionale n. 15 del 2008, è composto da 35 rappresentanti delle categorie economiche, sociali e degli ordini professionali marchigiani. L'organismo resterà in carica per l'intera durata della legislatura regionale, mentre per il presidente e il vicepresidente è prevista una verifica di metà mandato, trascorsi 30 mesi dall'elezione.

14/07/2026 18:00
Ricostruzione post-sisma, contributi bloccati: "L'ordinanza c'è, ma mancano le risorse"

Ricostruzione post-sisma, contributi bloccati: "L'ordinanza c'è, ma mancano le risorse"

MACERATA – Pratiche presentate regolarmente, ma contributi integrativi al momento non finanziabili per mancanza di risorse. È la situazione denunciata da Federcontribuenti Marche in merito all'applicazione dell'Ordinanza commissariale n. 273, che disciplina i contributi destinati ai proprietari di immobili coinvolti nella ricostruzione post-sisma che non sono riusciti a completare nei tempi previsti le procedure legate al Superbonus 110%. L'ordinanza prevede che i soggetti che hanno presentato il progetto entro il 31 dicembre 2024 e che non siano riusciti a perfezionare entro il 31 dicembre 2025 la procedura relativa al Superbonus possano richiedere un contributo integrativo per coprire le opere rimaste escluse dalla rendicontazione. La domanda deve essere presentata tramite una variante sul portale GE.DI.SI. e può essere accolta solo se il Sal (Stato avanzamento lavori) finale non è ancora stato liquidato. A sollevare il caso è la segretaria di Federcontribuenti Marche, Maria Teresa Nori, che riferisce di aver seguito una pratica rientrante pienamente nei requisiti previsti dall'ordinanza. Dopo la presentazione dell'istanza e circa tre settimane di attesa senza riscontri, l'associazione ha chiesto un incontro con l'Ufficio speciale per la ricostruzione. «Nel corso della riunione – spiega Nori – ci è stato comunicato che, allo stato attuale, non sono disponibili le risorse necessarie per finanziare le domande presentate ai sensi dell'Ordinanza n. 273 e che eventuali fondi potrebbero essere reperiti soltanto nel corso del 2027». Secondo Federcontribuenti Marche, la situazione crea un evidente stallo. Da una parte, la liquidazione del Sal finale farebbe decadere il diritto ad accedere al contributo integrativo; dall'altra, mantenere aperta la pratica significa ritardare i pagamenti dovuti a imprese e professionisti che hanno eseguito i lavori. L'associazione parla di un «paradosso amministrativo», evidenziando come una norma formalmente in vigore riconosca un diritto che, nei fatti, non può essere esercitato per l'assenza della necessaria copertura finanziaria. Per questo Federcontribuenti Marche chiede alle istituzioni competenti di chiarire in tempi rapidi modalità e tempistiche di finanziamento delle istanze già presentate, evitando che cittadini, imprese e tecnici restino bloccati in una situazione di incertezza che rischia di rallentare ulteriormente il completamento degli interventi di ricostruzione post-sisma.  

10/07/2026 12:30
Vannacci fa tappa a Civitanova: incontro pubblico allo Shada Beach

Vannacci fa tappa a Civitanova: incontro pubblico allo Shada Beach

Il generale Roberto Vannacci sarà a Civitanova Marche martedì 15 luglio per una tappa del suo tour nelle Marche. L'appuntamento è fissato alle 11.30 allo Shada Beach, sul lungomare sud della città, con ingresso gratuito. Ad annunciare l'iniziativa è stato il sindaco di Civitanova, Fabrizio Ciarapica, che ricopre anche il ruolo di referente regionale di Futuro Nazionale. L'incontro, aperto al pubblico, sarà dedicato al confronto sui temi politici e di attualità e rientra nel calendario degli appuntamenti organizzati sul territorio marchigiano. L'evento offrirà ai partecipanti l'occasione di ascoltare l'intervento del generale e di prendere parte al dibattito previsto nel corso della mattinata. “L’arrivo del generale Roberto Vannacci nelle Marche rappresenta un appuntamento importante per dare voce a tutti coloro che chiedono maggiore attenzione ai territori e risposte concrete alle esigenze delle nostre comunità, a partire dalla sicurezza - dichiara il coordinatore regionale delle Marche di Futuro Nazionale" Fabrizio Ciarapica - . "Le Marche sono una terra operosa, orgogliosa delle proprie radici e pronta a dare il proprio contributo al dibattito sul futuro del Paese. La politica deve tornare ad avere il coraggio di stare tra la gente, raccogliere le istanze che arrivano dai territori e trasformarle in impegno concreto. Questa tappa regionale sarà quindi un momento di confronto aperto e partecipato, nel segno dell’ascolto e della volontà di costruire un percorso vicino ai cittadini”. L'iniziativa si svolgerà allo Shada Beach, sul lungomare sud di Civitanova Marche, con accesso libero fino a esaurimento della capienza disponibile.  

10/07/2026 11:00
Cingoli esclusa dai Comuni montani, Consalvi (PD): "Scelta pesante, la destra svende il territorio"

Cingoli esclusa dai Comuni montani, Consalvi (PD): "Scelta pesante, la destra svende il territorio"

Dal prossimo 22 luglio l’esclusione di Cingoli dal nuovo elenco dei Comuni montani diventerà pienamente efficace con la pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale. Una decisione che ha sollevato dure reazioni politiche, prima fra tutte quella di Raffaele Consalvi, consigliere comunale e componente della Direzione e Segreteria provinciale del Partito Democratico, che definisce il provvedimento tutt'altro che una "sterile disputa amministrativa". «Essere esclusi dall'elenco significa rischiare di perdere, nel tempo, opportunità, risorse e strumenti fondamentali per contrastare lo spopolamento delle aree interne», spiega Consalvi, mettendo subito in chiaro che la mobilitazione del PD non vuole essere una "guerra tra poveri" contro i Comuni rimasti in elenco. «Chiediamo semplicemente che i criteri siano equi e che a Cingoli venga riconosciuta una condizione che, per caratteristiche territoriali, sociali ed economiche, appartiene alla sua storia e alla sua realtà». Le ripercussioni sul territorio, secondo l'esponente dem, rischiano di essere pesantissime e tangibili per i cittadini. Sotto la lente finiscono i servizi essenziali e il futuro occupazionale: «Se in futuro dovessimo perdere l'autonomia dell'Istituto Alberghiero, se il nostro ospedale non potesse più beneficiare delle tutele previste per le strutture montane, o se i giovani pronti a investire fossero esclusi dagli incentivi e dai crediti d'imposta per le aree montane, sapremo individuare con chiarezza le responsabilità politiche di chi ha sostenuto questa scelta». L'affondo di Consalvi si sposta poi direttamente sulla gestione politica regionale: «La destra marchigiana ha assecondato le decisioni del Governo senza difendere adeguatamente gli interessi del nostro territorio. Nello stesso tempo continua a raccontare la retorica dei borghi e della valorizzazione dell'entroterra. Ma i borghi non si salvano con gli slogan». Senza scuola, sanità forte e lavoro qualificato, per il consigliere il destino delle aree interne è segnato dal progressivo spopolamento, una vera emergenza che la politica dovrebbe rimettere al centro dell'agenda. Quali sono le contromisure? Per il PD le strade da percorrere ora sono due: da un lato confidare nell'esito del ricorso già presentato al TAR; dall'altro, sostenere la proposta di legge del Partito Democratico che chiede di azzerare l'attuale elenco per ridefinire criteri più giusti e coerenti. «Per Cingoli non chiediamo privilegi – conclude Consalvi –. Chiediamo semplicemente giustizia e pari dignità».

09/07/2026 17:48
Porto Recanati e Loreto, firmato il protocollo per la mitigazione del rischio idraulico

Porto Recanati e Loreto, firmato il protocollo per la mitigazione del rischio idraulico

PORTO RECANATI – Un passo avanti verso la messa in sicurezza del territorio. È stato firmato questa mattina il Protocollo d'Intesa promosso dalla Regione Marche per la realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idraulico nei bacini del rio Bellaluce, della Fiumarella, del fosso dell'Acquabona e nell'area di viale dei Pini. L'accordo è stato sottoscritto dal sindaco di Porto Recanati, Andrea Michelini, insieme al sindaco di Loreto, Moreno Pieroni, e ai rappresentanti della Regione Marche, della Delegazione Pontificia e della Fondazione Opere Laiche Lauretane. Il protocollo definisce una strategia condivisa tra gli enti coinvolti per affrontare una delle principali criticità idrauliche del territorio e creare le condizioni necessarie alla progettazione e alla successiva realizzazione delle opere. "La firma di oggi è il risultato di un importante lavoro di collaborazione istituzionale – ha dichiarato il sindaco Andrea Michelini –. Quando si parla di sicurezza del territorio è fondamentale che tutti gli enti coinvolti lavorino nella stessa direzione. Questo Protocollo ci consente di affrontare una criticità che interessa Porto Recanati e Loreto con una visione condivisa e di porre le basi per interventi concreti, attesi da tempo". Il primo cittadino ha quindi ringraziato l'ingegner Stefano Stefoni, direttore del Dipartimento Protezione Civile e Sicurezza del Territorio della Regione Marche, e l'assessore regionale Tiziano Consoli, «che hanno creduto fin dall'inizio in questo percorso», oltre al sindaco di Loreto Moreno Pieroni, «con il quale abbiamo lavorato in piena sintonia per raggiungere questo importante risultato». Un ringraziamento è stato rivolto anche al nuovo presidente della Fondazione Opere Laiche Lauretane, Ferdinando Manzotti, «per la sensibilità e l'attenzione dimostrate nei confronti di questa problematica». "Oggi compiamo un passo importante verso una maggiore sicurezza del nostro territorio", ha concluso Michelini. L'intesa rappresenta il punto di partenza per la pianificazione degli interventi destinati a ridurre il rischio idraulico in un'area che interessa i comuni di Porto Recanati e Loreto, con l'obiettivo di migliorare la sicurezza del territorio e la gestione delle criticità legate agli eventi meteorologici.

09/07/2026 13:00
Forza Italia Macerata, Flagiello attacca Dichiara dopo l’addio: "Cerca il caso politico, ma rappresenta solo se stessa"

Forza Italia Macerata, Flagiello attacca Dichiara dopo l’addio: "Cerca il caso politico, ma rappresenta solo se stessa"

Terremoto politico all'interno del coordinamento provinciale di Forza Italia, dove l'annuncio della fuoriuscita di Loretta Dichiara ha innescato un'immediata presa di posizione da parte dei vertici del movimento azzurro. A  intervenire è il vice segretario provinciale Antimo Flagiello, il quale ha sottolineato come la dirigenza prenda atto delle dichiarazioni dell'esponente politica, accusandola di «tentare di trasformare una decisione personale in un caso politico». Secondo la ricostruzione del direttivo di Forza Italia della provincia di Macerata, la Dichiara si muoverebbe ormai fuori dai binari della linea condivisa, parlando «esclusivamente a titolo personale» senza rappresentare in alcun modo «gruppi, correnti, territori o sensibilità diffuse all’interno del partito».  «Dispiace che si provi a riscrivere la realtà dei fatti – attacca il vice segretario – dimenticando quanto il partito le abbia consentito in questi anni, anche ben oltre il peso politico effettivamente dimostrato sul territorio». Nelle trattative locali a Montecosaro, infatti, il ruolo della Dichiara sarebbe sempre stato «sostenuto e accompagnato dal partito provinciale, proprio perché da sola non aveva mai mostrato una reale capacità di incidere nei rapporti politici e nei tavoli di coalizione». «È opportuno ricordare che nel 2025 Loretta Dichiara non ha neppure rinnovato la tessera di Forza Italia e, malgrado ciò, ha continuato per lungo tempo a ricoprire incarichi che le erano stati precedentemente affidati. Una circostanza che da sola basterebbe a dimostrare quanto il partito abbia scelto, fino all’ultimo, una linea di disponibilità e correttezza nei suoi confronti», rimarca Flagiello. La spaccatura si fa ancora più netta sul piano del consenso e dei numeri elettorali portati alla causa azzurra, definiti da Flagiello come fallimentari e «sotto gli occhi di tutti». «La candidatura alle ultime elezioni comunali di Macerata ha prodotto un consenso personale del tutto marginale limitato a sole tre preferenze. Anche sul piano del tesseramento, il contributo portato al partito è stato estremamente limitato: nel 2025 ha portato a Montecosaro zero tessere, numeri che non giustificano certo il tono da protagonista con cui oggi si pretende di impartire lezioni a chi, invece, lavora quotidianamente per radicare il movimento nei territori». Flagiello accusa la Dichiara anche di passività negli organi interni, parlando di «molto silenzio quando c’era da discutere nelle sedi opportune» e di «molte parole oggi che si sceglie la via più semplice: quella dell’uscita polemica a mezzo stampa». «Appare piuttosto difficile accettare lezioni di appartenenza, coerenza e dignità politica da chi ha dimostrato nel tempo una militanza evidentemente fragile e intermittente – conclude Flagiello – Il nostro movimento provinciale è impegnato in una fase di riorganizzazione, crescita e rafforzamento. È questa la Forza Italia che ci interessa: quella che costruisce, non quella che commenta; quella che porta proposte, non quella che si limita a recriminare; quella che misura il proprio peso nei fatti, non nelle dichiarazioni. Il resto appartiene alle ambizioni personali, non alla politica».

08/07/2026 18:20
Ex Cecchetti, Dipende da Noi Civitanova boccia il nuovo parcheggio: "Basta altro cemento"

Ex Cecchetti, Dipende da Noi Civitanova boccia il nuovo parcheggio: "Basta altro cemento"

CIVITANOVA MARCHE – Le modifiche al pacchetto delle opere compensative previste per l'area Ex Cecchetti accendono il confronto politico. Il movimento regionale Dipende da Noi critica la ridefinizione degli interventi decisa dall'Amministrazione comunale, soffermandosi in particolare sulla prevista realizzazione di nuovi parcheggi nell'area del liceo "Leonardo da Vinci". Secondo il movimento, gli accordi originari con la società Civitanova 2000 prevedevano, oltre al Parco Ex Cecchetti e al Museo, anche la realizzazione di un sottopasso in via Venezia per collegare l'area con la stessa via, attraversando la linea ferroviaria Civitanova-Albacina. Un'opera che, ricordano gli esponenti di Dipende da Noi, era già stata bocciata dalla Soprintendenza. Il nuovo assetto illustrato dall'Amministrazione comprende invece uno spazio polifunzionale all'interno del parco, una palestra a servizio della scuola "Annibal Caro", il collegamento tra via della Vela e via Nelson Mandela e, inoltre, un ulteriore parcheggio che dovrebbe essere realizzato dalla Provincia. È proprio quest'ultimo intervento a suscitare le maggiori perplessità. Secondo Dipende da Noi, dal rendering presentato dal Comune emergerebbe un'ulteriore impermeabilizzazione di parte dell'area scolastica del liceo "Leonardo da Vinci", in contrasto con le richieste avanzate negli anni dalla comunità scolastica. Studenti, docenti e istituto, infatti, avrebbero più volte promosso progetti finalizzati alla depavimentazione degli spazi esterni per renderli più verdi, vivibili e favorevoli alla socialità. Il movimento richiama inoltre il principio della depavimentazione, ormai adottato da numerose amministrazioni come strumento per ridurre il consumo di suolo, migliorare il drenaggio delle acque piovane, contrastare le isole di calore e incrementare la qualità ambientale urbana. Obiettivi che, sottolinea, sono richiamati anche dal Piano Nazionale di Ripristino della Natura e dagli impegni previsti dal Regolamento europeo sul ripristino degli ecosistemi. Per questo Dipende da Noi ha annunciato di aver presentato un accesso agli atti per acquisire tutta la documentazione relativa alle modifiche delle opere compensative e per comprendere le motivazioni che hanno portato alla previsione del nuovo parcheggio. Contestualmente il movimento presenterà anche un'interrogazione per conoscere quali iniziative l'Amministrazione intenda adottare per attuare gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripristino della Natura. "Riteniamo profondamente sbagliata la scelta di continuare a cementificare un'area già fortemente urbanizzata", afferma il movimento, secondo cui mentre molte città europee investono nella riduzione delle superfici asfaltate e nell'incremento del verde pubblico, a Civitanova si continuerebbe a privilegiare nuove opere in cemento. Per Dipende da Noi, le future trasformazioni urbane dovrebbero invece orientarsi verso interventi capaci di migliorare la qualità ambientale, aumentare gli spazi verdi e rispondere alle esigenze delle nuove generazioni.

07/07/2026 17:29
Malamovida a Civitanova, la ricetta di Borroni (FdI): "Stazione mobile dei carabinieri e stop ai superalcolici nei distributori"

Malamovida a Civitanova, la ricetta di Borroni (FdI): "Stazione mobile dei carabinieri e stop ai superalcolici nei distributori"

Gli episodi di cronaca che hanno contrassegnato l'ultimo fine settimana a Civitanova Marche (leggi qui), hanno riacceso il dibattito politico attorno alla gestione della sicurezza urbana. Sulla delicata questione è intervenuto direttamente il consigliere regionale civitanovese di Fratelli d'Italia, Pierpaolo Borroni, che - commentando il bilancio dei controlli ad alto impatto disposti dal questore - ha chiesto il varo immediato di un piano integrato straordinario per tutelare residenti, giovani e attività commerciali all'avvio della stagione estiva. "Garantire una movida sicura significa tutelare contemporaneamente i cittadini, i giovani, le famiglie e gli operatori economici che ogni sera contribuiscono alla vitalità della città - ha dichiarato Borroni -. Per questo è necessario rafforzare ulteriormente gli strumenti di prevenzione e controllo del territorio per evitare quei fenomeni che minano queste legittime aspirazioni. Esprimo un profondo ringraziamento per l’operato delle nostre forze dell’ordine e per le azioni messe in campo dalla Prefettura che hanno, certamente, contribuito a limitare episodi di violenza dovuto sempre ad abusi di alcol e droga. Ma serve un ulteriore sforzo con un piano integrato che ottimizzi risorse, uomini e mezzi". "Occorre consolidare il presidio del territorio attraverso un accordo tra comune e  Compagnia dei carabinieri per l'installazione di una stazione mobile nei punti più sensibili del lungomare nelle serate di martedì, venerdì e sabato, giorni di massima movida non solo estiva a Civitanova - propone Borroni -. Allo stesso tempo è necessario istituire un tavolo permanente per la sicurezza tra Prefettura, forze dell'ordine e Comune, affiancato da un tavolo tecnico dedicato al disagio giovanile che coinvolga Ast, servizi sociali, Ufficio Scolastico Provinciale ed enti del terzo settore e da un terzo tavolo comunale permanente tra amministrazione, attività commerciali e polizia locale per definire un piano integrato di controllo del territorio". "Occorrono anche azioni concrete immediate, penso al vietare nei distributori automatici, in particolare quelli del centro cittadino, la vendita di superalcolici ed energy drink, quest’ultimi utilizzati come base per potenziare droghe sintetiche - prosegue il consigliere regionale di FdI -. Si deve investire nell'ulteriore potenziamento della videosorveglianza. Civitanova è già tra le città più videosorvegliate delle Marche, ed oggi serve aumentare i sistemi di ultima generazione, dotati di software intelligenti, in grado di supportare concretamente le forze dell'ordine nell'attività di prevenzione e repressione dei reati". "Infine, rilancio la proposta, già avanzata nel 2025 ma incredibilmente senza essere stata avviata dal sindaco Ciarapica, di destinare risorse per l'impiego di guardie giurate private a supporto della polizia locale nei momenti di maggiore afflusso che abbiano il compito di controllare e segnalare. Erano stati stanziati 30mila euro con un apposito capitolo di bilancio, purtroppo mai utilizzati. Credo fermamente che solo attraverso una collaborazione stabile tra istituzioni, forze dell'ordine e imprese potremo garantire una movida sicura e consentire ai nostri commercianti di lavorare nelle migliori condizioni possibili", conclude Borroni.

06/07/2026 20:10
Recanati - Pestaggio tra giovanissimi, il sindaco convoca tavolo urgente: "Massima fermezza"

Recanati - Pestaggio tra giovanissimi, il sindaco convoca tavolo urgente: "Massima fermezza"

Linea della fermezza e tolleranza zero contro i fenomeni di violenza giovanile a Recanati. Il sindaco Emanuele Pepa ha convocato d'urgenza nella mattinata di oggi, lunedì 6 luglio, un tavolo tecnico straordinario sulla sicurezza urbana per fare il punto della situazione e programmare un giro di vite nei punti nevralgici della città. Il vertice istituzionale è stato programmato per analizzare nel dettaglio gli ultimi preoccupanti episodi di cronaca che hanno visto tristemente protagonisti alcuni gruppi di minori sul territorio comunale e per coordinare un piano d'azione congiunto volto al contrasto, al monitoraggio e alla prevenzione del disagio sociale. Al summit urgente di questa mattina hanno preso parte, accanto al primo cittadino, il vicesindaco Roberto Bartomeoli, l'assessore ai servizi sociali Emanuela Pergolesi, il comandante della polizia locale Nicolas Fulvi, i vertici del locale Comando dei carabinieri e i responsabili dei servizi sociali del comune. "L'amministrazione comunale esprime la massima attenzione e fermezza di fronte a questi episodi, che non intendiamo in alcun modo sottovalutare – ha dichiarato perentorio il sindaco Pepa al termine del vertice – la nostra priorità assoluta è garantire la tranquillità e la sicurezza di tutti i cittadini". Durante la riunione è emersa la chiara intenzione di avviare un doppio binario operativo: "Continueremo a lavorare in stretta sinergia, ciascuno per il proprio ambito di attività e competenza – ha sottolineato il primo cittadino – da un lato, la polizia locale e i carabinieri intensificheranno i controlli e le attività di vigilanza nei punti più sensibili della città; dall'altro, l'assessorato e i servizi sociali proseguiranno il fondamentale lavoro di prevenzione, monitoraggio e supporto educativo nei contesti di disagio giovanile". La convocazione straordinaria della Giunta si è resa indispensabile anche alla luce degli sviluppi investigativi odierni legati proprio a una delle più gravi aggressioni registrate in città, quella avvenuta la sera dello scorso 14 giugno nei pressi del Parco Torrioni ai danni di un diciassettenne recanatese, preso a calci e pugni per futili motivi da un gruppo di coetanei. Proprio nelle ultime ore, i carabinieri della stazione di Recanati hanno chiuso il cerchio sulle indagini di quel violento pestaggio, identificando e denunciando alla competente autorità giudiziaria quattro ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni (di cui tre minorenni) con l'accusa di lesioni personali aggravate in concorso, incastrati grazie alle riprese delle telecamere di videosorveglianza. Un episodio emblematico che l'amministrazione intende isolare fermamente, evitando però pericolose stigmatizzazioni di massa: "Non dobbiamo però generalizzare – ha rimarcato il sindaco Pepa – la stragrande maggioranza dei nostri giovani è sana, ha sogni importanti e ha una grande voglia di costruire e vivere serenamente la propria città. È a loro che dobbiamo dare spazio e risposte, rendendo i quartieri luoghi vivi di aggregazione positiva, dove l'energia dei ragazzi possa esprimersi in progetti utili per tutta la comunità". In conclusione, il capo della Giunta ha voluto rivolgere un appello diretto alla collaborazione attiva della cittadinanza: "Per rendere queste azioni davvero efficaci, il contributo dei residenti resta indispensabile. Invitiamo tutti i cittadini a continuare a vivere i luoghi della nostra città in totale tranquillità e a segnalare o denunciare tempestivamente alle forze dell'ordine qualsiasi episodio o situazione di pericolo. Solo attraverso un patto di collaborazione tra istituzioni, famiglie e forze dell'ordine possiamo isolare l'illegalità, riappropriarci dei nostri spazi e far crescere la parte migliore della nostra comunità".

06/07/2026 17:20
Macerata, Udc alla guida di APM: intesa nella maggioranza Parcaroli

Macerata, Udc alla guida di APM: intesa nella maggioranza Parcaroli

Nel quadro delle trattative per la formazione della nuova Giunta comunale, la coalizione di centrodestra che sostiene il sindaco Sandro Parcaroli ha definito un accordo sul ruolo dell’Unione di Centro (UDC) nella governance delle società partecipate. I segretari provinciali di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati, I Maceratesi per Parcaroli e UDC comunicano infatti che al partito centrista è stato riconosciuto un ruolo di primo piano nella gestione delle partecipate, con particolare riferimento alla guida di APM, la multiutility del Comune di Macerata. Secondo quanto riportato nella nota congiunta, "si tratta di un riconoscimento che valorizza il contributo dell’UDC alla vittoria del centrodestra alle ultime elezioni amministrative e conferma la volontà del sindaco Parcaroli di coinvolgere tutte le forze della coalizione anche al di fuori della composizione diretta della Giunta". “Questo è un segnale di attenzione importante verso il nostro partito e verso gli elettori che ci hanno dato fiducia”, ha dichiarato il segretario provinciale Udc Tarcisio Antognozzi, sottolineando come APM rappresenti un “asset strategico per la città” e auspicando un contributo concreto alla sua gestione. La coalizione ha infine ribadito la propria coesione e l’impegno a proseguire l’azione amministrativa nei prossimi cinque anni in un clima di collaborazione tra tutte le forze politiche che compongono la maggioranza.

06/07/2026 13:52
Rifiuti, approvato il piano ATA 3: "Tariffe più stabili dal 2031e cancellati oltre 10 milioni di extra costi"

Rifiuti, approvato il piano ATA 3: "Tariffe più stabili dal 2031e cancellati oltre 10 milioni di extra costi"

"Via libera a un'importante operazione di riequilibrio economico nel sistema provinciale di gestione dei rifiuti". Dopo l'esito positivo della conferenza dei servizi che ha approvato il progetto della discarica di Cingoli, l'Assemblea territoriale d'ambito (ATA 3) ha compiuto un passo decisivo approvando un provvedimento che consentirà di cancellare oltre 10 milioni di euro di extra cap, ossia quei costi sostenuti da Cosmari che non potevano essere recuperati a causa del limite agli aumenti tariffari imposto da Arera, l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente. L'approvazione, arrivata con il voto favorevole della quasi totalità dei sindaci, apre anche alla prospettiva di una riduzione delle tariffe a partire dal 2031, con l'obiettivo di alleggerire nel tempo il peso economico sui cittadini. «La quasi unanimità dei sindaci – commenta il presidente della Provincia di Macerata, Alessandro Gentilucci – ha sancito un lavoro capillare che attesta il superamento delle criticità strutturali che hanno penalizzato il gestore Cosmari negli ultimi anni, riportando i servizi ambientali del territorio su binari di stabilità e sostenibilità economica». Secondo Gentilucci, i risultati raggiunti dimostrano l'efficacia del percorso di risanamento avviato negli ultimi anni. «Cosmari sta finalmente tornando a essere un'azienda pubblica virtuosa e ben gestita e i frutti di questo risanamento si vedono già dall'applicazione delle nuove tariffe. Il piano di efficientamento, realizzato grazie alla collaborazione tra il gestore e la Provincia, sta funzionando e garantirà la stabilità dei conti, limitando al tempo stesso l'impatto fiscale sui cittadini». L'operazione rappresenta uno dei principali interventi economico-finanziari degli ultimi anni per il sistema di gestione dei rifiuti provinciale e punta a consolidare la sostenibilità del servizio, assicurando al tempo stesso una maggiore solidità ai conti di Cosmari e prospettive di contenimento delle tariffe per utenti e amministrazioni locali.

06/07/2026 12:15
Vannacci nemico di Giorgia Meloni? La guerra nel centrodestra liberal-atlantista

Vannacci nemico di Giorgia Meloni? La guerra nel centrodestra liberal-atlantista

Prosegue la tensione nel centrodestra. "Il generale Vannacci è contro di noi". Così ha recentemente asserito Giorgia Meloni, presidente del consiglio ed esponente di spicco della giullaresca destra bluette neoliberale e filoatlantista, filoisraeliana e filoucraina, nemica giurata dell'interesse nazionale e vestale di un patriottismo di cartapesta. La frase sembra, a un tempo, dire il vero e il falso. Dice qualcosa di plausibile, nella misura in cui il neofondato partito del generale sta letteralmente svuotando non soltanto la Lega di Matteo Salvini, ma anche Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni. Lo segnalano i sondaggi, che parlano di una crescita vertiginosa di "Futuro nazionale" e di un considerevole calo del partito di Giorgia Meloni. A sua volta, detto calo si spiega tanto in relazione al tradimento operato da Fratelli d'Italia, partito che si autoproclamava patriottico fintantoché era all'opposizione, e che, una volta giunto al governo, si è rivelato penosamente genuflesso a Washington, a Israele e al sistema finanziario, quanto in relazione al travaso di consensi che sta avvenendo a favore del partito del Vannacci. La frase di Giorgia Meloni, tuttavia, risulta infondata, se si considera che "Futuro nazionale" è alfiere di posizioni che, grosso modo, coincidono con quelle predicate da Giorgia Meloni fintantoché era all'opposizione: anche il partito del Vannacci è fondamentalmente liberista e antisocialista, atlantista e antimultipolarista, e, dulcis in fundo, collocato a destra e dunque tale da mantenere in vita la demenziale dicotomia di destra e sinistra, cuore segreto della riproduzione capitalistica. Il Vannacci si oppone, è vero, alla guerra in Ucraina, e bene fa a opporsi, ma non perviene nemmeno lontanamente a una messa in discussione radicale dell'ordine monopolare americanocentrico. Per quel che concerne la Palestina, si è già apertamente schierato dalla parte di Israele. Vero è che, allo stato dell'arte, il prode generale ha affermato di non voler fare da stampella al centro-destra, e questo va indubbiamente a suo onore: siamo però convinti che, quando le elezioni si avvicineranno, anche il partito del generale si riavvicinerà al centro-destra, svolgendo come prevedibile la parte di traghettatore del dissenso antisistemico verso il binario morto del sistema stesso; sistema al quale, giova insistervi, nemmeno ora si oppone realmente, per le ragioni già chiarite dell'atlantismo, del liberismo e del mantenimento della demenziale coppia dicotomica di destra e sinistra. Insomma, come abbiamo mostrato nel nostro studio "Demofobia", che vinca la destra bluette o la sinistra fucsia, poco cambia: trionfa in ogni caso il partito unico fintamente articolato del turbocapitalismo.

05/07/2026 12:50
Sciapichetti: “A Sarnano episodio inaccettabile e vergognoso”

Sciapichetti: “A Sarnano episodio inaccettabile e vergognoso”

Il segretario provinciale del Partito Democratico di Macerata, Angelo Sciapichetti, interviene sull’episodio avvenuto a Sarnano il 21 giugno, esprimendo forte preoccupazione e chiedendo chiarimenti alle istituzioni locali. “Se non ci fosse stato il video, avremmo fatto davvero fatica a credere a quanto accaduto a Sarnano il 21 giugno u.s.; speravamo che scene dell’orrore con tanto di scritte tipo ‘camerati’ e canzoni del ventennio che testimoniano il ritorno dell’estrema destra appartenessero al passato o si potessero vedere organizzate altrove, non in una terra dai valori profondamente democratici come la nostra; a Sarnano è stato offeso il sentimento di un popolo, quello maceratese, che tanto ha contribuito con la Resistenza alla lotta di liberazione. Il ripetersi con troppa frequenza di scene simili significa che non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia, perché la nostra Costituzione, fondata su valori antifascisti, deve essere difesa quotidianamente e pertanto ogni tentativo di minimizzare o peggio giustificare gesti che richiamano il fascismo non può essere tollerato. Quanto accaduto a Sarnano il 21 giugno scorso è inaccettabile e vergognoso, come inaccettabile è il fatto che, invece di essere condannato da tutte le forze politiche democratiche, a destra si faccia finta di non vedere e di non sentire, facendo passare totalmente sotto silenzio quanto accaduto. Il Pd della provincia di Macerata condanna con forza l’accaduto e non intende per niente minimizzare, condividendo totalmente, facendole proprie, la lettera inviata al Prefetto di Macerata e l’interrogazione presentata in Consiglio comunale dai consiglieri di minoranza Sabina Ascenzi, Federico Dari e Giacomo Piergentili della lista “Insieme per Sarnano”. Nonostante siano già passati diversi giorni, il sindaco è rimasto totalmente muto di fronte a quanto accaduto presso il cimitero di Sarnano alla presenza del consigliere comunale Bruschi; lo invitiamo pertanto a far sentire la propria voce e a prendere ufficialmente le distanze dall’accaduto, perché una cosa è certa: il fascismo è morto, ma i fascisti ci sono ancora e per questo vanno combattuti con la forza della democrazia. Il sindaco inoltre deve chiarire se corrisponde a verità il fatto che lo stesso Bruschi abbia sostenuto in quella infausta occasione di rappresentare il Comune. Se così fosse, da chi è stato autorizzato? E inoltre, la commemorazione organizzata da fantomatiche sigle che si richiamano alla Repubblica Sociale Italiana è stata autorizzata? Se sì, quando e da chi? Sono domande che attendono una risposta chiara e inequivocabile, perché nel nostro Paese esiste una legge che vieta l’apologia del fascismo e deve essere fatta rispettare come tutte le altre. Noi non resteremo fermi di fronte a manifestazioni che denotano derive nostalgiche che purtroppo negli ultimi tempi vanno sempre più infittendosi ovunque e per questo riteniamo che le organizzazioni neofasciste debbano essere sciolte come la nostra Costituzione prevede”.

04/07/2026 18:50
Forza Italia Macerata rafforza il ruolo in città: pieno sostegno alla giunta Parcaroli e nuova fase di governo

Forza Italia Macerata rafforza il ruolo in città: pieno sostegno alla giunta Parcaroli e nuova fase di governo

MACERATA – Grande soddisfazione e un diffuso entusiasmo in casa Forza Italia Macerata dopo i recenti esiti elettorali e la definizione dei nuovi equilibri istituzionali, che confermano il ruolo del partito all’interno della coalizione di governo cittadina e nell’amministrazione guidata dal sindaco Sandro Parcaroli. Il movimento azzurro sottolinea come il risultato ottenuto rappresenti un consolidamento della propria presenza politica in città, grazie alla fiducia degli elettori e a un lavoro di coordinamento che ha permesso di costruire una squadra strutturata sia in Giunta che in Consiglio comunale. Per Forza Italia si tratta di un posizionamento ritenuto strategico, con due assessori in Giunta – la segretaria cittadina Barbara Antolini e Riccardo Sacchi, confermato dopo l’esperienza dell’ultima legislatura – e tre consiglieri comunali: il capogruppo Sandro Montaguti, Laura Laviano e Silvano Iommi. Un assetto che il partito definisce “una rappresentanza solida”, in grado di incidere direttamente sulle scelte amministrative della città. Secondo la nota politica, questo risultato è anche frutto del lavoro di coordinamento interno e territoriale, con il contributo del vice segretario cittadino Uliano Salvatori, del coordinatore provinciale Gianluca Pasqui e del coordinatore regionale Francesco Battistoni, figure che – viene sottolineato – hanno garantito continuità e sostegno all’azione del partito nelle Marche. Un passaggio istituzionale rilevante è stato l’elezione di Francesco Luciani alla presidenza del Consiglio comunale, elemento che completa il quadro della governabilità cittadina e che Forza Italia considera decisivo per rendere “la macchina amministrativa pienamente operativa”. Da qui si apre una fase di lavoro intenso per il partito, che ribadisce i propri obiettivi di stabilità e concretezza. “L’obiettivo prioritario resta quello di garantire stabilità, efficienza e risposte concrete alle esigenze dei cittadini maceratesi”, si legge nella nota.   Forza Italia conferma la piena collaborazione con il sindaco Sandro Parcaroli e con la coalizione di governo, mettendo a disposizione competenze e rappresentanza politica per portare avanti il programma amministrativo. “La sinergia con il primo cittadino si preannuncia forte e costruttiva”, viene evidenziato, con l’attenzione rivolta a una fase politica che il partito considera decisiva per consolidare sviluppo e prospettive della città di Macerata.

04/07/2026 16:40
Da Macerata a Bruxelles, i Giovani Democratici: “Il futuro si decide in Europa”

Da Macerata a Bruxelles, i Giovani Democratici: “Il futuro si decide in Europa”

I Giovani Democratici della Provincia di Macerata e del PD Marche sono stati a Bruxelles per una visita istituzionale ospiti dell’eurodeputato marchigiano Matteo Ricci, presso il Parlamento Europeo. La delegazione, composta da Irene Pietrella, Riccardo Carota, Jacopo Catini e Tommaso Domizi, ha avuto l’opportunità di conoscere da vicino il funzionamento delle istituzioni europee e di approfondire il ruolo dell’Unione nelle principali scelte politiche che incidono sulla vita dei cittadini. “L’Europa non è lontana: decide il nostro presente e determinerà il nostro futuro” è il messaggio che accompagna l’esperienza della delegazione, che sottolinea come il confronto diretto a Bruxelles abbia permesso di comprendere in modo più concreto l’impatto delle decisioni comunitarie a livello locale e regionale. Nel corso della visita, i giovani dem hanno incontrato Luca Menesini, presidente del Gruppo del Partito del Socialismo Europeo nel Comitato Europeo delle Regioni, e hanno partecipato a un incontro presso il circolo PD di Bruxelles in occasione della presentazione del libro “L’omicidio di Piersanti Mattarella. L’Italia nel mirino: Palermo, Ustica, Bologna 1979-1980” di Miguel Gotor. Al termine dell’esperienza, la delegazione ha ribadito una convinzione comune: l’Europa non può essere considerata un’entità distante o puramente burocratica. “Troppo spesso si dimentica che il 70% delle leggi europee viene poi applicato a livello locale e regionale”, viene sottolineato nel comunicato, evidenziando la necessità di una maggiore consapevolezza del ruolo delle istituzioni comunitarie. Secondo i Giovani Democratici, è oggi fondamentale “ricostruire una vera coscienza europea, soprattutto tra le nuove generazioni”. L’identità italiana ed europea vengono definite non in contrapposizione, ma come elementi complementari che si rafforzano a vicenda. Nel comunicato si evidenzia inoltre come le sfide globali attuali — economiche, tecnologiche e geopolitiche — rendano necessario un approccio comune europeo: “Un’Europa più forte significa un’Italia più forte”, si legge, con l’auspicio di un’Unione più unita, competitiva e autorevole nello scenario internazionale.   La visita a Bruxelles viene quindi interpretata come un’occasione di formazione e sensibilizzazione politica, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare tra i cittadini la consapevolezza del ruolo dell’Unione Europea: “Il futuro dell’Italia si costruisce anche e soprattutto in Europa”, conclude la nota, sottolineando l’importanza del coinvolgimento delle nuove generazioni nel progetto europeo.

04/07/2026 14:30
Sarnano, consigliere partecipa a commemorazione Rsi: opposizione chiede le dimissioni

Sarnano, consigliere partecipa a commemorazione Rsi: opposizione chiede le dimissioni

A Sarnano si accende la polemica politica dopo la richiesta di dimissioni avanzata dal gruppo di opposizione “Insieme per Sarnano” nei confronti del consigliere di maggioranza Alessandro Bruschi, accusato di aver preso parte a una manifestazione commemorativa legata alla Rsi, la Repubblica sociale italiana. Secondo quanto ricostruito dalla minoranza, l’episodio risalirebbe allo scorso 21 giugno, quando al cimitero comunale si sarebbe svolta la “LXXXII commemorazione della strage di Sarnano”, organizzata da diverse sigle tra cui Continuità ideale Rsi, Aries nazionale, Direzione rivoluzione e l’Associazione nazionale famiglie caduti e dispersi della Rsi. L’evento, come riferito dall’opposizione, sarebbe stato anche ripreso da Fermo Tv, con conseguente "danno d’immagine per il Comune". Nel comunicato, i consiglieri di minoranza contestano la presenza di Bruschi all’iniziativa, sostenendo che lo stesso si sarebbe presentato come rappresentante dell’amministrazione comunale e avrebbe inoltre annunciato l’intenzione di realizzare un nuovo monumento dedicato ai repubblichini. Viene inoltre richiamata la deposizione di una corona con la scritta “I Camerati”. Il gruppo composto da Giacomino Piergentili, Sabina Ascenzi e Federico Dari ha annunciato la presentazione di un’interrogazione che sarà discussa nel prossimo consiglio comunale, previsto per giovedì, chiedendo all’amministrazione di chiarire se l’evento fosse stato autorizzato e a quale titolo il consigliere abbia preso parte. Nel documento viene ribadito il richiamo ai principi costituzionali e alla natura antifascista della Repubblica. Nella mozione, l’opposizione chiede inoltre le dimissioni del consigliere Bruschi, sostenendo che ogni amministratore, al momento dell’insediamento, giura fedeltà alla Costituzione e che eventuali partecipazioni a celebrazioni riconducibili alla Rsi sarebbero incompatibili con tale impegno istituzionale. I consiglieri hanno inoltre inviato una segnalazione al prefetto di Macerata, Giovanni Signer, per portare all’attenzione la vicenda. Nella stessa comunicazione vengono riportate anche dichiarazioni attribuite a Bruschi, secondo cui avrebbe partecipato come tesserato di CasaPound e avrebbe annunciato l’intenzione di promuovere un nuovo monumento dedicato ai caduti repubblichini, giudicato dalla minoranza come già presente in forma celebrativa nel cimitero. Sul caso interviene anche il sindaco Fabio Fantegrossi, che ha fatto sapere che risponderà direttamente in sede di consiglio comunale. Nelle prossime ore sono attesi ulteriori interventi da parte di consiglieri regionali e parlamentari. Intanto lo stesso consigliere Alessandro Bruschi, attraverso un post pubblicato ieri sui social, ha replicato alla polemica affermando: “Le spiegazioni su quanto realmente accaduto verranno date dal sottoscritto nelle sedi politiche e giudiziarie opportune che non mancherò di interessare anche per la valutazione di eventuali profili di rilevanza penale relativi alle dichiarazioni rese pubblicamente nei confronti del sottoscritto e gravemente lesive della mia immagine”.    

04/07/2026 14:15
Copyright © 2020 Picchio News s.r.l.s | P.IVA 01914260433
Registrazione al Tribunale di Macerata n. 4235/2019 R.G.N.C. - n. 642/2020 Reg. Pubbl. - n. 91 Cron.