Montecassiano

Montecassiano, il fiuto di 'Edir' mette nei guai un 25enne: scovati oltre 800 grammi di droga (VIDEO)

Montecassiano, il fiuto di 'Edir' mette nei guai un 25enne: scovati oltre 800 grammi di droga (VIDEO)

I finanzieri del Nucleo Mobile della Compagnia di Macerata hanno tratto in arresto un venticinquenne italiano, residente nella provincia di Macerata, per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, e sequestrato di 235 grammi di hashish, 566 grammi di marijuana, nonché 2.585 euro in denaro contante, ritenuto provento dell’attività illecita.   Fondamentale si è rivelata l’intensificazione del controllo su tutto il territorio provinciale di competenza sia per il contrasto dei traffici illeciti in genere che per la verifica del rispetto delle prescrizioni in materia di contenimento della diffusione dell’epidemia da coronavirus, anche a seguito di quanto concordato con il Prefetto di Macerata, Dott. Flavio Ferdani, in sede di Comitati Provinciali per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Proprio nel corso di un servizio di pattugliamento, nei pressi di Montecassiano , i finanzieri hanno sottoposto a controllo il giovane, trovandolo in possesso di una modica quantità di sostanze stupefacenti. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire il restante quantitativo. Decisivo è stato il fiuto del cane antidroga “EDIR”, dell’unità cinofila in forza alla Compagnia di Civitanova Marche , che ha scovato gli stupefacenti occultati in camera da letto, nel garage ed in giardino. Gli stupefacenti, verosimilmente destinati al “mercato” locale, sono stati sottoposti a sequestro, mentre il responsabile è stato tratto in arresto e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.  

18/03/2021
Montecassiano, degrado a Villa Mattei: al via i lavori di ripristino del capannone. Plaude la Lega

Montecassiano, degrado a Villa Mattei: al via i lavori di ripristino del capannone. Plaude la Lega

“Dopo aver ricevuto una segnalazione riguardante lo stato di degrado dell’area esterna del capannone comunale sito in via Don Ezio Cingolani, nella zona industriale Villa Mattei di Montecassiano, ottemperando al dovere che il mio ruolo di consigliere comunale mi impone, ho deciso di presentare una mozione con lo scopo di richiedere all’amministrazione un immediato ripristino della stessa”. A dirlo è che la consigliera comunale in quota Lega Elisa Cingolani: "Esprimo la mia soddisfazione nell’apprendere che l’amministrazione comunale ha deciso di far effettuare idonei lavori al riguardo, tenendo nel dovuto conto la mozione da me presentata”. “Preciso che non voglio intestarmi il merito dei lavori di ripristino che l’amministrazione sta facendo effettuare - sottonlinea-  Voglio mettere in risalto la mia interpretazione del ruolo di consigliere comunale e della politica. Sin dal mio primo ingresso nel Consiglio Comunale ho deciso di pormi a disposizione di tutta la Comunità Montecassianese, facendomi portavoce di istanze e necessità che vengono dal territorio”. “Sono convinta che la mia mozione abbia spinto l’amministrazione comunale ad avviare i lavori di ripristino, evitando cosi che la situazione di degrado potesse perdurare  - conclude  Cingolani - Nei prossimi giorni mi attiverò per richiedere la possibilità di accedere al magazzino comunale per accertarmi che i lavori vengano ben eseguiti e che in futuro questa situazione di degrado non si ripeta nuovamente a causa di uno scorretto smaltimento”.  

13/03/2021
Videosorveglianza ai giardini di Sambucheto, c'é l'ok. Cingolani: "Accolta la nostra mozione"

Videosorveglianza ai giardini di Sambucheto, c'é l'ok. Cingolani: "Accolta la nostra mozione"

Si prospetta l’intervento di installazione di impianti di videosorveglianza ai giardini pubblici di Sambucheto; Elisa Cingolani consigliera comunale in quota Lega esprime le proprie considerazioni. “Esprimo la mia più totale soddisfazione nell’apprendere che il sindaco Leonardo Catena ha deciso di concretizzare la riapertura dei bagni pubblici nei Giardini Comunali di Sambucheto frazione di Montecassiano e la conseguente installazione di sistemi di videosorveglianza, dando seguito alla mozione emendata e approvata all’unanimità nel consiglio comunale del 28 luglio scorso, presentata dal gruppo consiliare di minoranza centro destra unito per Montecassiano di cui faccio parte”. Elisa Cingolani, consigliera comunale di minoranza in quota Lega, afferma che attraverso la mozione presentata lo scorso anno si è voluto dar voce ai cittadini di Sambucheto che da tempo segnalavano una situazione di disagio a causa di mancati interventi di manutenzione ai bagni pubblici nei giardini comunali da parte dell’amministrazione comunale. Evidenzia inoltre che già da tempo il gruppo consiliare “centro destra unito per Montecassiano” si era mobilitato per sensibilizzare il sindaco Catena su questa problematica attraverso una interrogazione alla quale il primo cittadino aveva fornito una risposta limitandosi solamente a constatare lo stato di chiusura dei bagni pubblici dei giardini comunali di Sambucheto, a causa di atti vandalici, successivi ai vari interventi di manutenzione eseguiti nel tempo, senza trovare però  una possibile soluzione. Pertanto si è ritenuto indispensabile presentare una proposta di risoluzione del problema attraverso una mozione. Prendendo atto delle intenzioni dell’amministrazione comunale di incrementare gli impianti di videosorveglianza allo scopo di garantire una maggiore  “sicurezza urbana”, rendendo quindi tale argomento di primaria importanza, con lo scopo di  fornire strumenti efficaci per le forze dell’ordine, la consigliera comunale Elisa Cingolani auspica che “questo possa essere soltanto un inizio di un più ampio e accurato progetto di controllo del territorio volto a tutelare, non solo le principali vie del nostro comune, ma anche le aree produttive ed artigianali, spesso vessate da furti, in modo da recuperare il ritardo accumulato nei diversi anni, rispetto ad altre realtà limitrofe”.

01/03/2021
Omicidio Rosina, il procuratore Giorgio: "Prove raccolte sufficienti per processo"

Omicidio Rosina, il procuratore Giorgio: "Prove raccolte sufficienti per processo"

Il procuratore della Repubblica di Macerata Giovanni Giorgio attende gli esiti definitivi delle consulenze medico-legale e informatica per l'omicidio di Rosina Carsetti, uccisa in casa la sera della vigilia di Natale, per cui sono stati arrestati la figlia Arianna Orazi e il figlio di lei Enea Simonetti, di 20 anni. Ma riferisce ad Ansa che "il materiale probatorio raccolto a fondamento della tesi accusatoria possa giustificare adeguatamente la celebrazione del dibattimento, a prescindere da eventuali confessioni o da ammissioni di responsabilità, che, al più, rientrano nelle autonome scelte difensive". L'intendimento della Procura, spiega, "è quello di investire della vicenda quanto prima i competenti giudici della Corte di Assise affinché i medesimi, con sentenza, possano affermare quella che dovrà essere la verità che conta, ossia quella giudiziaria su quanto accaduto". Tra gli elementi raccolti, le intercettazioni delle conversazioni tra madre e figlio che avevano raccontato ai carabinieri che la morte di Rosina era avvenuta durante una rapina in casa. E' indagato a piede libero Enrico Orazi, 79 anni, marito di Rosina e padre di Arianna. Per lui il procuratore Giorgio precisa che "è stata proposta impugnazione dinanzi al Tribunale per il Riesame di Ancona in relazione al rigetto della richiesta di adozione della misura cautelare degli arresti domiciliari, a suo tempo avanzata. Il giudice per le indagini preliminari ha adottato il suo motivato provvedimento di rigetto, sulla base di un orientamento giurisprudenziale, rispetto a cui ve n'è uno contrario, al quale ho fatto riferimento nell'atto di appello. Sarà quindi il Tribunale per il riesame di Ancona a decidere in proposito". 

19/02/2021
Dalla Thailandia a Montecassiano, arriva la a 'Positive Art': l'arte marziale per colpire il Covid-19

Dalla Thailandia a Montecassiano, arriva la a 'Positive Art': l'arte marziale per colpire il Covid-19

Il mondo dello sport amatoriale e dilettantistico è fermo da molti mesi e i praticanti dovranno affrontare protocolli e regole stringenti per poter vivere ancora la loro passione sportiva. A Montecassiano però c'è chi non si è mai fermato e ha continuato ad allenarsi con piattaforme digitali e webinar ed ora coraggiosamente ha scelto proprio questo momento per costituire, per la prima volta nel nostro territorio, una nuova A.S.D. sull'Arte Marziale Thailandese, la Positive Art  che segue gli insegnamenti del Gran Master Marco de Cesaris, fondatore dell’I.M.B.A. International Muay Thai Boran Accademy, e che è riconosciuta dall’A.C.S.I. Ente di promozione sportiva appartenente al CONI. L’Istruttore Marco Dari, con Riccardo Camilletti e Paolo Pagnanelli, vuole mandare un messaggio forte in questa Arte che è, sia disciplina marziale che sport da combattimento. La scelta del nome, Positive Art, è stata dettata oltre che dal momento che stiamo vivendo in cui si parla tanto di ‘Positività’, soprattutto dallo spirito di chi ha tanto voluto e creduto in questa associazione e nei principi che si impegna a trasmettere. Positive Art è rivolta a diffondere con integrità ed esperienza l'arte marziale thailandese, la Muay Thai Boran, sia nella sua versione antica e tradizionale che ben si addice a tutte le età, sia nella sua versione sportiva come sport da contatto rivolto quindi ai giovani e giovanissimi. Gli iscritti possono praticare entrambe, per avere una visione quanto più ampia possibile della disciplina e trarre il massimo profitto personale e collettivo in un ambiente formale ma allo stesso tempo di grande affiatamento ed amicizia”. Non mancheranno lezioni rivolte alle donne, alla difesa personale e ai bambini, e si propone di avvicinarci al mondo dei ragazzi e a quello scolastico formativo in tutto il territorio. Non per ultimo ha un programma specifico per la formazione e l'addestramento delle forze dell'ordine”. Positive Art svolge le sue lezioni presso la Palestra Live Energy di Montecassiano.    

18/02/2021
Omicidio Rosina, Enea e Arianna fanno scena muta davanti al gip di Macerata

Omicidio Rosina, Enea e Arianna fanno scena muta davanti al gip di Macerata

Come avevano fatto già in precedenza davanti agli inquirenti, hanno scelto ancora di non rispondere alle domande, questa volta del gip di Macerata Giovanni Maria Manzoni, Arianna Orazi, 49 anni, e il figlio Enea Simonetti, 20 anni. Entrambi sono stati arrestati il 12 febbraio scorso con l'accusa di aver concorso nell'omicidio premeditato pluriaggravato (minorata difesa) di Rosina Carsetti, 78enni, madre di Arianna e nonna delle 20enne, in concorso con il marito di lei Enrico Orazi, 79 anni, indagato in libertà. L'anziana era stata strozzata in casa tra le 17 e le 17.20 della scorsa vigilia di Natale. I familiari avevano raccontato di una rapina finita in tragedia commessa da un rapinatore solitario, poi scappato; l'accusa non ha mai creduto a questa versione dei fatti e, tra ammissioni parziali del giovane, intercettazioni e altri accertamenti tecnici, ha chiesto e ottenuto le misure cautelari per due dei tre indagati accusati anche di simulazione di reato, maltrattamenti e di estorsione. Dietro l'omicidio, sostiene l'accusa, una difficile convivenza tra Rosina, che il 19 dicembre aveva anche chiesto aiuto a un centro anti-violenza, e gli altri familiari, rapporti deteriorati anche per motivi economici. Per l'interrogatorio di garanzia, la Orazi, ora in carcere a Villa Fastiggi di Pesaro, è stata portata in Tribunale a Macerata. Assistita dai propri legali, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Stessa scelta da parte del figlio che, in videocollegamento dal carcere di Montacuto (Ancona), è rimasto anche lui in silenzio. Enrico Orazi, non sottoposto a misure cautelari, si trova invece in un albergo. La villetta di via Pertini, luogo del delitto, è ancora sotto sequestro.

15/02/2021
Quale il movente nell'omicidio di Rosina?

Quale il movente nell'omicidio di Rosina?

Dopo la conferenza stampa di venerdì mattina, non sembrano esserci dubbi sulla triste sorte della povera Rosina e su cosa sia potuto accadere quel 24 dicembre tra le 17.00 e le 17.30. A questo punto, la considerazione, che angosciosamente e tristemente ci resta dentro è: da quanto tempo stava soffrendo e quanto ha sofferto Rosina nei suoi ultimi minuti di vita! Oggi, i maltrattamenti che Rosina subiva dai propri familiari, non sono più “malevoli supposizioni” come da alcuni sostenuto, ma certezze: sono certezze confermate dalle attività svolte nel corso delle indagini, e dalle considerazioni fatte dagli stessi inquirenti oltre che da chi, con un minimo di sensibilità, ha osservato con un certo sospetto il contegno dei familiari subito dopo il delitto, anche nel corso delle interviste rilasciate. Nessun dolore, nessuna emozione fatta trasparire. Solo un preciso resoconto dell’accaduto, una fredda ricostruzione di quella che sarebbe stata la dinamica omicidiaria, senza tener nel minimo conto del decesso di Rosina. Molti si interrogano sul “movente” del delitto forse per rispondere all’umana necessità di chidersi il “perchè” l’animo umano possa essere capace di tanta crudeltà verso un altro essere umano. Tanto più quando “l’altro essere umano” è un familiare, un congiunto. Ciò che caratterizza il comportamento criminale tra le pareti domestiche può dirsi  spesso imputabile alla frantumazione dei legami familiari accompagnata da un’ assenza del codice etico di comportamento. Un soggetto privo di riferimenti etici, entrando in conflitto con il nucleo familiare, quando premedita un omicidio nei confronti di un congiunto, spesso pone le ragioni economiche alla base del crimine, ma  non si tratta solo di questo. Alla base si tratta di personalità alla ricerca dell’ immediata realizzazione della propria utilità, spesso cresciute con tali dis-valori, che vivono proiettando la loro istintualità ed istintività verso la soddisfazione di quel “tutto e subito” che, in ambito criminale, diventa un agire con inaudita violenza per realizzare il beneficio ritenuto primario per il proprio ego; e già questa violenza è di per se stessa soddisfazione del proprio bisogno. Queste dinamiche, nel delitto intra familiare, si riversano nella famiglia, ma in realtà proprio da certe famiglie traggono origine, perchè l’accesa conflittualià interna e la mancanza di un codice etico impediscono qualsiasi tipo di comunicazione che è alla base del vivere insieme e della coesione familiare. Il rispetto tra le mura domestiche resta un termine vuoto per mancata adesione a quei valori che ne insegnano il più profondo significato. I soggetti cui mancano tali valori fondamentali, spesso non mancano di intelligenza, possono essere astuti ma mancano spesso di sincerità , di rimorso, e non provano sensi di colpa. Sono soggetti incapaci di amare, con tratti fortemente narcisistici, molte volte inclini alla violenza e che ritengono spesso gli altri responsabili dei propri problemi.

14/02/2021
"Arianna regista dell'omicidio di Rosina, il figlio Enea l'esecutore": la versione della Procura

"Arianna regista dell'omicidio di Rosina, il figlio Enea l'esecutore": la versione della Procura

Arianna regista dell'omicidio, il figlio Enea esecutore materiale. Questa secondo il il Procuratore della Repubblica Giovanni Giorgio la verità riguardo la morte di Rosina Carsetti, la donna trovata senza vita la sera della vigilia di Natale nella villetta di via Pertini, a Montecassiano.  Le ragioni dietro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Macerata nei confronti di Arianna Orazi ed Enea Simonetti, rispettivamente figlia e nipote di Rosina Carsetti, sono state snocciolate questa mattina nel corso di una conferenza stampa indetta presso l'Auditorium dell'Università di Macerata, in via Padre Matteo Ricci, affollata di cronisti.  Ad Arianna ed Enea si contesta il reato di concorso in omicidio volontario premeditato pluriaggravato dalla minorata difesa della vittima, mentre - alla sola Orazi - di aver diretto e organizzato la cooperazione dei complici nonché di aver maltrattato la povera Rosina.  La presunta rapina avvenuta per mano di un "ignoto uomo mascherato" millantata dalla famiglia per provare la propria innocenza è stata esclusa dalla Procura sulla scorta degli elementi probatori emersi durante le indagini.  LEGGI ANCHE: IL MOMENTO DEL TRASFERIMENTO IN CARCERE DI ROSINA ED ENEA (VIDEO)  Riguardo la posizione del marito settantanovenne della Carsetti, Enrico Orazi, il Procuratore Giorgio spiega: "Durante un colloquio ha chiesto perdono a Dio per quanto aveva fatto, evidenziando che lui ha solo assecondato quanto chiestogli, e che non avrebbe potuto comportarsi diversamente. Il giudice ha ritenuto che esistano gravi elementi indiziari anche a suo carico, ma trattandosi di una persona di 78 anni non si è potuta prevedere alcuna misura di custodia cautelare in carcere, in quanto la legge non lo prevede per gli ultra settantenni. Come Procura abbiamo contestato ad Enrico Orazi una condotta omissiva, in quanto non ha impedito l’uccisione della moglie. Rosina aveva evidenziato al marito che era sua intenzione separarsi".  Presente alla conferenza stampa anche il Tenente Colonnello Nicola Candido, comandante Provinciale Carabinieri di Macerata, che in apertura di conferenza ha sottolineato: "Il resoconto che ci è stato fatto nell’immediatezza del reato dai tre familiari di Rosina ci ha fatto riflettere, visto che sin da subito sono emerse alcune incongruenze nei racconti dei tre protagonisti. Abbiamo, in seguito, approfondito le indagini con un primo sopralluogo che, ci tengo a precisare, è stato molto dettagliato". "Anche il resoconto fatto dai tre congiunti durante le successive audizioni in caserma ci ha confermato più di un dubbio, visto che le versioni non erano coincidenti - aggiunge -. Tra queste segnalo il racconto del nipote che in un primo momento ci aveva indicato, in pieno lockdown, di aver fatto un giro per Macerata il giorno dell'omicidio. Un elemento che ha contribuito ad accrescere le perplessità".   "Mi ha colpito personalmente il fatto che non sia stata spesa nessuna parola per la vittima, nei resoconti non si è mai tenuto conto che un congiunto stretto fosse scomparso", ha sottolineato amaro il Tenente Colonnello Nicola Candido.  Il Procutore Giovanni Giorgio nella sua esposizione non ha riferito tutti i dettagli delle indagini, per "non fare in modo che possa essere occasione di aggiornamento per aspiranti criminali" e ha inoltre ringraziato "ragazzi e ragazze dei carabinieri che hanno lavorato intensamente, gomito a gomito, contraendo anche il Covid”.  LA RICERCA SU INTERNET - "Abbiamo potuto appurare che la signora Arianna Orazi aveva cercato di acquisire su Internet più notizie possibili circa l’omicidio commesso in danno della signora Renata Rapposelli, non a caso anche lei strozzata da prossimi congiunti. La signora ha detto di averlo fatto per curiosità, ma secondo le nostre indagini la ricerca è rientrata nel piano criminoso realizzatosi nel tempo".  LE DUE VERSIONI DI ENEA - "Enea Simonetti la notte del 25 dicembre in un primo momento ha riferito circostanze compatibili con quelle della madre e del nonno, ma in una seconda versione rilasciata durante la notte ha spontaneamente dichiarato che non vi era stata alcuna rapina, e che lui aveva aderito ad una messinscena posta in essere dal nonno e dalla madre essendosi verificato un incidente mortale a Rosina".  "Lui ha riferito di avervi aderito per amore del nonno e della madre, uniche persone a cui voleva bene, dichiarandosi estraneo all’omicidio. Il sostituto procuratore Vincenzo Carusi ha avviato un'attività investigativa urgente che ha portato ad accertare come Arianna Orazi abbia immediatamente redarguito il figlio dato che, nel caso specifico, non poteva esserci verificato un incidente in quanto uno “strozzamento” - come riferito dalla stessa Orazi in dialetto maceratese - non avrebbe mai potuto essere valutato come un incidente. Sottolineo come a questo punto delle indagini, l’ipotesi dello "strozzamento" non era ancora nota a nessuno" ha evidenziato il procuratore Giovanni Giorgio.  LA RICERCA SU INTERNET - "Abbiamo potuto appurare che la signora Arianna Orazi aveva cercato di acquisire su Internet più notizie possibili circa l’omicidio commesso in danno della signora Renata Rapposelli, non a caso anche lei strozzata da prossimi congiunti. La signora ha detto di averlo fatto per curiosità, ma secondo le nostre indagini la ricerca è rientrata nel piano criminoso realizzatosi nel tempo".  LE DUE VERSIONI DI ENEA - "Enea Simonetti la notte del 25 dicembre in un primo momento ha riferito circostanze compatibili con quelle della madre e del nonno, ma in una seconda versione rilasciata durante la notte ha spontaneamente dichiarato che non vi era stata alcuna rapina, e che lui aveva aderito ad una messinscena posta in essere dal nonno e dalla madre essendosi verificato un incidente mortale a Rosina. Lui ha riferito di avervi aderito per amore del nonno e della madre, uniche persone a cui voleva bene, dichiarandosi estraneo all’omicidio". "Il sostituto procuratore Vincenzo Carusi ha avviato un'attività investigativa urgente - ha aggiunto il procuratore Giorgio - che ha portato ad accertare come Arianna Orazi abbia immediatamente redarguito il figlio dato che, nel caso specifico, non poteva esserci verificato un incidente in quanto uno “strozzamento” - come riferito dalla stessa Orazi in dialetto maceratese - non avrebbe mai potuto essere valutato come un incidente. Sottolineo come a questo punto delle indagini, l’ipotesi dello "strozzamento" non era ancora nota a nessuno" ha evidenziato il procuratore Giovanni Giorgio.  LA CONVERSAZIONE MADRE/FIGLIO - "Sempre nel corso della stessa chiacchierata la signora Orazi ha segnalato al figlio che l’uccisione della Carsetti non sarebbe mai stata attribuita ad una persona di 70 chili (il nonno). Né tantomeno a lei. Al ragazzo veniva consigliato di non dire mai a nessuno quello che lui aveva fatto, visto che alla fine gli inquirenti avrebbero indicato come responsabile dell’omicidio il “nonno Enrichetto”. Enea, a sua volta, si è vantato con la madre del ‘macello’ fatto nella mansarda, e di aver rifilato due sganassoni (schiaffi ndr) in faccia al nonno di cui uno particolarmente violento. Tutti elementi utili alla messinscena. Anche ad Arianna sono state diagnostiche delle lesioni, che noi abbiamo sempre legato alla messinscena. Nella stessa conversazione tra i due è stato confermato come la finestra della villetta fosse danneggiata da tempo. Ipotesi confermata dai nostri accertamenti".  GLI ERRORI COLTI DA ARIANNA - "Sempre nella stessa conversazione Arianna ha confidato al figlio di aver commesso due errori. Il primo quello di non aver addormentato i cani: come poteva un rapinatore entrare in una villetta all’esterno della quale c’erano due cani piuttosto grossi e che abbaiavano con continuità? Il secondo è stato quello di non aver detto agli inquirenti di essersi trattenuto nel garage dell’abitazione per un lasso di tempo apprezzabile. La signora, infatti, aveva considerato che tra il momento del rientro di Enea a casa e quello delle telefonata al 112 sono trascorsi appena 6 minuti. Lasso di tempo che ci è apparso sin da subito piuttosto ristretto".  Fondamentali per la Procura si sono rivelate le indagini svolte dal dottor Russo, consulente informatico. In particolare, Russo ha recuperato lo scampolo di una chat intrattenuta su Instagram da madre e figlio, in cui lei chiede ad Enea se le conversazioni sul social potessero essere cancellate.  "Forse per via della sua inesperienza sul social - ha sottolineato Giorgio -, la signora non ha cancellato la chat in cui invita il figlio a raggiungerla a casa perché 'ha cominciato a studiare il piano'. Era il 16 dicembre. Proprio per questo, secondo noi, c'è stata una premeditazione. L'omicidio è stato elaborato sicuramente dal 16 dicembre sino a realizzarsi il giorno della Vigilia di Natale. Sosteniamo che la scelta del giorno non sia stata casuale, visto che si tratta di una giornata di lockdown totale, in cui si giustificava la contestuale presenza di tutti e tre gli indagati in casa e che non fosse strano che nessuno fosse in negozio".  L’AMORE DEI VICINI PER ROSINA -  “La signora non era apprezzata dai familiari, ma aveva tanti vicini che le volevano bene. Due persone si erano presentate a casa per farle un regalo il 24 dicembre, ma nessuno ha risposto a chi era all’esterno e chiamava la signora Rosina né tantomeno sono giunte risposte alle chiamate pervenute alla villetta. Le venivano date non più di 10 euro al giorno e per garantirsi un tenore di vita maggiore aveva venduto alcuni preziosi, che in alcuni casi sono stati comprati per spirito di solidarietà da chi la conosceva. Abbiamo anche acquisito testimonianze da chi ha visto la signora riportare delle ecchimosi, a seguito di una colluttazione con la figlia”.  IL MOVENTE – “La decisione di sopprimere la signora Carsetti è stata incentivata dal fatto che gli indagati avevano saputo che il giorno 29 dicembre si sarebbe recata da un avvocato. È emerso un quadro di forte deterioramento dei rapporti interpersonali tra i familiari. L’omicidio si è consumato tra le 17:00 e le 17:30 del 24 dicembre” ha concluso il procuratore Giorgio.         

12/02/2021
Omicidio Rosina, svolta nelle indagini: in carcere la figlia Arianna e il nipote Enea

Omicidio Rosina, svolta nelle indagini: in carcere la figlia Arianna e il nipote Enea

Arrivano ad una svolta le indagini sull'omicido di Rosina Carsetti, avvenuto la sera della vigilia di Natale nella villetta di via Pertini, a Montecassiano.  A conclusione di un'articolata attività di indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Macerata, i carabinieri del Comando Provinciale hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Macerata nei confronti di Arianna Orazi ed Enea Simonetti, rispettivamente figlia e nipote della vittima.  I reati contestati sono, per entrambi, di concorso in omicidio volontario premeditato pluriaggravato dalla minorata difesa della vittima, mentre - alla sola Orazi - si contesta di aver diretto e organizzato la cooperazione dei complici nonché di aver maltrattato la povera Rosina.  LEGGI ANCHE: ENEA ESECUTORE, ARIANNA REGISTA DELL'OMICIDIO, LA VERSIONE DELLA PROCURA Il Giudice ha ritenuto coinvolto nell'esecuzione dei delitti anche il marito settantanovenne della Carsetti, Enrico Orazi, nei cui confronti non sono, in ogni caso, state adottate misure cautelari personali a causa - attualmente - di insussistenti motivi.  Ai tre il Procuratore della Repubblica Giovanni Giorgio e il sostituto procuratore Vincenzo Carusi, hanno contestato ulteriori reati, tra cui quello di concorso in simulazione di rapina, dai suddetti denunciata come commessa da un "ignoto uomo mascherato".   Il reato in questione - valutato dal Gip come provato a livello gravemente indiziario - è stato ritenuto aggravato dalla finalità di conseguire l'impunità rispetto all'omicidio pluriaggravato contestato.  Le indagini di natura finanziaria sono state curate dal nucleo di Polizia Economica Finanziaria della Guardia di Finanza di Macerata.  LEGGI ANCHE: IL MOMENTO DEL TRASFERIMENTO IN CARCERE DI ROSINA ED ENEA (VIDEO)    

12/02/2021
Giorno della Memoria, il prefetto Ferdani consegnerà 16 medaglie d'onore: tra loro il sopravvissuto Bruno Baldassarri

Giorno della Memoria, il prefetto Ferdani consegnerà 16 medaglie d'onore: tra loro il sopravvissuto Bruno Baldassarri

La legge numero 211 del 20 luglio 2000 ha riconosciuto il 27 gennaio giorno della memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani internati nei campi nazisti. Le storie di 16 cittadini della provincia di Macerata deportati e internati avranno voce nel “Giorno della Memoria”, la cui ricorrenza verrà celebrata nei comuni di rispettiva residenza nel rispetto della normativa anticovid con la consegna delle medaglie d'onore concesse dal Presidente della Repubblica su proposta della presidenza del Consiglio dei Ministri.  Quindici medaglie saranno consegnate dal Prefetto Ferdani, unitamente ai Sindaci di rispettiva residenza agli eredi degli insigniti mentre una sarà consegnata al signor Bruno Baldassarri, classe 1920 sopravvissuto ai lager, ancora in vita e residente a Tolentino. "La cerimonia costituirà un giorno fondamentale per rammentare come l'Olocausto e le tragedie che ne sono derivate non si esauriscono nel tempo, ma costituiscono tragici eventi che sono parte della storia e dell'essenza stessa dell'umanità. È fondamentale quindi un impegno che si rivolga a ciascuno di noi per mantenere la memoria di coloro che hanno superato la soglia dell'orrore e per operare invece a favore dell'armonia tra gli uomini" ha ricordato il Prefetto Ferdani. Di seguito si riportano i nomi delle persone insignite:   COMUNE MEDAGLIE MACERATA MARCHEGIANI Pacifico VECCHI Sante POTENZA PICENA CENTO Idolo NATALI Gino CIVITANOVA MARCHE CAMELI Concetto CICCARELLI Ulderico MASSI Celestino CORRIDONIA SALVATELLI Mariano TOLENTINO BALDASSARRI Bruno CANZONETTA Antonio SCARPACCI Ezio ZANETTI Mario BELFORTE DEL CHIENTI MEO Vincenzo CAMERINO MARAVIGLIA Corrado CINGOLI TOBALDI Pietro MONTECASSIANO PORFIRI Giuseppe  

26/01/2021
Giallo Montecassiano, e se a Rosina fosse mancato altro? Parlano Enrico e Arianna Orazi

Giallo Montecassiano, e se a Rosina fosse mancato altro? Parlano Enrico e Arianna Orazi

Cosa sta raccontando Rosina? Quali dettagli sta aggiungendo alla sua storia, che potrebbero aiutare a raggiungere la verità di quanto accadde quel 24 dicembre? Nello scorso articolo Rosi ci ha “parlato” “da un punto di vista “medico legale”: l’autopsia ci ha detto che Rosina  “ha ricevuto violente percosse : a raccontarlo i molteplici traumi e le lesioni riscontrate sul corpo della 78enne: una clavicola e 14 costole rotte ( che la famiglia ritiene possano essere imputabili alle operazioni di rianimazione del 118....)” Rosina ci parla anche attraverso i racconti che amici e parenti ci fanno di lei. Oggi sappiamo che sono ben 20 le persone vicine a Rosina sentite dagli inquirenti, e  sono state tutte concordi ( eccezione fatta per il secondo figlio della vittima, Enea, che porta lo stesso nome del nipote di Rosina) nel raccontare di una donna  vessata non tanto da un punto di vista fisico, quanto psicologico e morale. I famigliari, intervistati a Quarto Grado, “la ricordano” così. La figlia di Rosina, alla domanda di un’ inviata della trasmissione, è stata certamente convincente nel sostenere che nè lei nè nessun altro famigliare ha mai usato violenza contro la madre. Probabilmente la stessa giornalista ha posto la domanda in modo fuorviante, chiedendole “lei non le ha mai alzato un dito?” ; ma le violenze testimoniate dalle amiche della vittima racconterebbero di altro tipo di violenze, non per questo meno gravi. Marito e figlia sono concordi nell’ affermare che “Rosi si lamentava sempre con tutti, lo ha sempre fatto”. Cos’ altro dicono gli attori sopravvissuti di questa vicenda? Non ci soffermiamo sul loro racconto della sera dell’omicidio: di fronte alle loro contraddizioni o illogicità si potrebbe obiettare che potrebbero essere il naturale effetto dei momenti di tensione e di angoscia vissuti mentre erano in balia del rapitore . Soffermiamoci però sulle poche parole che spendono per ricordare la loro cara. Oltre ad essere una “lamentosa” per il marito, era affettuosa con lui? Silenzio. Poi “si coi figli, ma anche si faceva rispettare, se doveva fare urli li faceva”. Prosegue il ritratto di una donna  “autoritaria”, con la quale pare che il marito non abbia mai avuto litigi esclusivamente grazie al suo  assecondarla in tutto, al suo “stare zitto” e “darle tutto quello che chiedeva , gonne scarpe, pelliccia, aveva tutto”. “Aveva anche la macchina per potersi spostare”, “dormiva sempre sul divano”, e “ecco, questo si, chiedeva sempre soldi soldi soldi”. Pare il caso ricordare, in aggiunta, per  ricostruire il più oggettivamente possibile il contesto familiare in cui viveva Rosina,  che a fine Novembre aveva chiamato il 112 per una discussione, poi degenerata in lite, con il nipote. Proprio quel nipote che dice “a mia nonna non mancava niente”. Lei invece voleva che i Carabinieri  rimproverassero Enea per i toni irriguardosi usati contro di lei... Potrebbe essere  vero che a Rosina non mancavano beni materiali. Forse non aveva la liquidità desiderata in questo periodo difficile per molti. Ma...se per caso le fosse mancato “altro”? E se avesse lamentato “altro”?...  Certamente le parole, tutte le parole, necessitano di riscontri oggettivi, ma ad oggi, al di la della ricostruzione del marito, della figlia e del nipote di Rosina, quali riscontri oggettivi abbiamo della presenza di un uomo incappucciato nella villetta di Montecassiano?                

24/01/2021
Tra gli enigmi sulla morte di Rosina, spunta un biglietto nell'auto in uso a figlia e nipote

Tra gli enigmi sulla morte di Rosina, spunta un biglietto nell'auto in uso a figlia e nipote

L’autopsia ci ha “detto” che Rosina è morta il 24 dicembre, tra le 16.30 e le 18.30 dopo che le sono state inferte violente percosse: a “raccontarlo” i molteplici traumi e le lesioni riscontrate sul corpo della 78enne: una clavicola e 14 costole rotte ( che la famiglia ritiene possano essere imputabili alle operazioni di rianimazione del 118....). Quindi in base ai racconti dei familiari ci troveremmo di fronte ad una violenza inaudita, agita solo nei confronti della povera Rosina, ricordiamo di 78 anni,  all’esito della quale la donna sarebbe stata strangolata a mani nude. Più “fortunati” sarebbero stati il marito e la figlia di Rosina, i quali sarebbero usciti totalmente “illesi” dal tentativo di rapina. A questo punto verrebbe da chiedersi come mai il presunto assassino avrebbe scaricato la sua rabbia proprio nei confronti di quella che sembrerebbe, per età e fisicità, la più debole della famiglia. Spesso, quando le rapine finiscono male, ciò accade per la reazione  delle vittime che si oppongono; sembrerebbe difficile pensare che Rosina abbia opposto una resistenza tale da esacerbare la rabbia del rapinatore. Il difensore della famiglia Orazi ha precisato, in un’intervista televisiva di qualche giorno fa, che stando alle ricostruzioni, il rapinatore/assassino si sarebbe scagliato prima su Rosina che si trovava al piano superiore, per poi scendere al piano inferiore e immobilizzare il marito e la figlia. Anche nel caso si assumesse per veritiera tale ricostruzione, alla luce di un dato scientifico inconfutabile, cioè quello dell’ aggressione esitata nella morte della donna, potrebbe lasciare qualche perplessità l’inerzia dei familiari di lei, che non avrebbero tentato di scappare nè di chiamare i soccorsi, nonostante le più che probabili grida/ rumori, conseguenti alla feroce aggressione. Un altro elemento che rende ancor più controverso questo delitto sarebbe la visualizzazione occasionale  di un biglietto, filmato dalle telecamere della redazione di Pomeriggio 5 la mattina del 15 gennaio 2021, nella macchina in uso alla figlia ed al nipote di Rosina. Su tale post it compaiono appuntate le seguenti voci: - Cisl, con chi ha parlato Rosi - Tabulati utenza fissa ottobre novembre dicembre - Il nome dell’amica di Rosi,(oscurato per motivi di privacy) - Amico Enea - Numero Bracalente Il biglietto, ad una prima e superficiale vista, parrebbe scritto da una mano femminile. Ripetiamo che è stato visualizzato nell’auto in uso alla figlia ed al nipote di Rosina. Ci parrebbe di escludere che sia stato scritto dalla mano di Enea; e per la grafia, e perchè, se così fosse, la voce “ Amico Enea”, sarebbe diversa: il ragazzo avrebbe più probabilmente scritto direttamente  il nome del suo amico. Quando è stato scritto questo post-it ? Perchè vi è riportato il nome dell’amica di Rosi, ma soprattutto, perchè quell’amica di Rosi oggi ritratta ciò che ha detto? Perchè si fa riferimento a “amico di Enea?”  Forse è quell’amico con cui Enea, secondo fonti ufficiose, sarebbe stato visto dopo l’omicidio, la sera stessa, intorno alle 18.30 / 19.00 sul piazzale antistante il supermercato vicino alla villetta dove si era recato per la spesa  poco prima delle 18 ( e quindi con la nonna Rosina già deceduta). Potrebbe essere un semplice biglietto, insignificante nel suo contenuto. Certo che alcuni dettagli di questa terribile vicenda sembrano infittire di mistero anche quello che potrebbe essere un semplice post it.

16/01/2021
Giallo Montecassiano, "Rosina è stata strangolata a mani nude tra le 17 e le 19": lo rivela l'autopsia

Giallo Montecassiano, "Rosina è stata strangolata a mani nude tra le 17 e le 19": lo rivela l'autopsia

Venne strangolata, con ogni probabilità con una pressione esercitata sul collo a mani nude, Rosina Carsetti, 78enne trovata senza vita nel cucinino di casa la sera della vigilia di Natale nella villetta di via Pertini a Montecassiano. Lo rivela, confermando le precedenti anticipazioni, la relazione preliminare del medico legale depositata da Roberto Scendoni alla Procura di Macerata che rende note inoltre che sul corpo dell'aziana erano presenti fratture multiple degli elementi costali cusati dallo schiacciamento dovuto alla compressione della gabbia toracia. Il referto autoptico della Procura aggiunge che sono state riscontrate delle modeste lesioni in altre parti del corpo mentre sull'ora della morte, il lasso di tempo indicato dagli esami tanatocronologici, riferisce il procuratore Giovanni Giorgio, è quello compreso tra le 16:30 e le 18.30: compatibile con l'ipotesi di omicidio (se tra le 17 e le 18) o con la rapina (verso le 19-19.30). Sono tutt'ora in corso degli accertamenti di natura informatica e scientifica. Indagati per concorso in omicidio volontario, favoreggiamento, simulazione di reato, tre familiari della vittima che, il 19 dicembre, si era recata in un centro antiviolenza prospettando presunti soprusi in casa. Gli indagati - il marito della 78enne, Enrico Orazi, la figlia Arianna Orazi e il figlio 20enne di quest'ultima, Enea - hanno parlato di una rapina commessa quella sera da un malvivente solitario, con volto coperto e calzari, che avrebbe chiuso in un bagno Enrico Orazi, schiaffeggiato e legato per i polsi Arianna e poi avrebbe soffocato Rosina, scappando con circa 2 mila euro. I due sarebbero stati poi liberati da Enea tornato dal supermercato. Tale ricostruzione non convince gli investigatori: i carabinieri proseguono le indagini anche scientifiche sui luoghi; in corso anche verifiche sui dispositivi informatici, con l'ausilio di un consulente, in uso alla famiglia. La difesa - gli avv. Andrea Netti e Valentina Romagnoli - ribadisce la tesi della rapina, rileva la presenza di segni di effrazione su una portafinestra del cucinino, che dà sul retro della villetta, da cui sarebbe entrato il rapinatore. Anche su tale elemento, però, gli inquirenti sono molto cauti. Sul corpo di Rosina trovate altre lesioni ed ecchimosi, secondo la difesa non riconducibili a percosse o altri segni di violenza ma alle manovre rianimatorie praticate dai sanitari.   

15/01/2021
Giallo Montecassiano, 'Rosina picchiata e soffocata': spuntano i primi riscontri dall'autopsia

Giallo Montecassiano, 'Rosina picchiata e soffocata': spuntano i primi riscontri dall'autopsia

Continuano le indagini dei carabinieri, coordinati dal procuratore capo Giovanni Giorgio e dal sostituto procuratore, Vincenzo Carusi, all'interno villetta di via Pertini a Montecassiano, dove la sera del 24 dicembre scorso era stata trovata senza vita Rosina Carsetti, 78 anni. Gli accertamenti si concentrano, su due piste: quella indicata dagli avvocati del team difensivo, secondo i quali l'aggressore sarebbe entrato dalla finestra e quella dell'omicidio a sfondo familiare. A indicare agli inquirenti questo orientamento investigativo, oltre che l'assenza di tracce di terzi nella villetta, anche la richiesta di aiuto della vittima, pochi giorni prima della morte. Nel frattempo sarebbero emersi i primi riscontri dall’autopsia eseguita dal medico legale Roberto Scendoni sul cadavere di Rosina, che avrebbero portato alla luce nuovi elementi utile per la ricostruzione dei tragici fatti avvenuti durante la serata della Viglia di Natale 2020. Sul corpo della vittima infatti sarebbero stati trovati dei segni dovuti a percosse oltre a quelli riferibili al soffocamento. Perciò l’anziana sarebbe stata picchiata pesantemente prima di morire. Una dinamica che mal si concilia con il racconto dei familiari che, secondo quanto da loro riferito, sarebbero stati immobilizzati e legati da un rapinatore, che si sarebbe accanito unicamente contro Rosina, restando praticamente illesi.    

14/01/2021
Morte Rosina, l'avvocato della famiglia a Quarto Grado: "Una bufala i maltrattamenti in casa"

Morte Rosina, l'avvocato della famiglia a Quarto Grado: "Una bufala i maltrattamenti in casa"

Anche la trasmissione di approfondimento giornalistico di Rete Quattro "Quarto Grado" ha trattato il caso di Rosina Carsetti, la donna di 78 anni trovata senza vita la sera della Vigilia di Natale nella sua abitazione in via Pertini, a Montecassiano.  Proprio su questo caso si è aperta la prima puntata dell'edizione 2021 della trasmissione.  Gli inviati del programma hanno raccolto le testimonianze del figlio di Rosy, Enea Orazi e della nuora Monica Orazi, i quali l'hanno dipinta come "una persona solare, con un carattere forte. Un'amante del bello, le piaceva vivere".  "Mia madre non era segregata - ha aggiunto il figlio -, periodicamente mi veniva a fare visita. I rapporti con sua figlia Arianna e con suo nipote Enea non erano difficili".  È stato ricostruito come la villetta, dove si è consumata la morte della donna, fosse stata comprata da Rosina e dal marito Enrico 25 anni fa (con i risparmi di una vita) e come lì siano andati a vivere da un anno anche la figlia Arianna e il nipote Enea. Proprio a lui, nel giugno scorso, è stata intestata l'abitazione. Su Enea si è concentrata l'attenzione dell'inviata Ilaria Mura, attraverso un servizio in cui è stata offerta la descrizione dei suoi spostamenti nell'ultimo giorno di vita di Rosina. In particolare i dubbi si sono concentrati sull'ora di buco che c'è tra la sua presenza in un supermercato di Montecassiano (lo scontrino dei suoi acquisti riporta l'orario delle 18:07) e il rientro a casa dopo le 19.  Ospite della trasmissione, in collegamento, l'avvocato Andrea Netti a cui è stata affidata la difesa dei familiari - indagati per omicidio volontario, favoreggiamento e simulazione di reato - assieme al legale Valentina Romagnoli.  "A mio avviso le indagini si sono eccessivamente concentrate su un delitto cucinato in casa - ha affermato -. Fin dall'inizio si è sostenuto che all'interno della villetta non ci fosse stata alcuna effrazione. Il 29 dicembre, però, è accaduto qualcosa di estremamente importante. Nella cucina è stato rinvenuto, durante un sopralluogo, un segno d'effrazione: la finestra è stata trovata rotta".  "L'ora di buco di Enea? Non abbiamo un alibi riscontrabile per lui, ma abbiamo una serie di attività da lui fatte prima e dopo di andare al supermercato che non sono compatibili con il profilo di un omicida". Secondo la versione del legale il ragazzo sarebbe rimasto a vedere dei video sul proprio cellulare all'interno della sua auto.  I presunti maltrattamenti subiti da Rosina in famiglia vengono derubricati come "bufala" dall'avvocato Netti, il quale ha aggiunto: "L'auto le è stata sottratta in quanto a febbraio aveva creato un incidente e prendeva dei medicinali, come lo Xanax che sono incompatibili con la guida. Anche io avrei tolto l'auto a mia madre".  Nella puntata che andrà in onda la settimana prossima, lo stesso avvocato Netti ha dichiarato di avere testimonianze che escludono le voci riguardanti i presunti maltrattamenti subiti dalla donna tra le mura domestiche. 

08/01/2021

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