Visso

Nori (Federcontribuenti Marche): "Auspichiamo un Natale di rinascita e di speranza per i terremotati"

Nori (Federcontribuenti Marche): "Auspichiamo un Natale di rinascita e di speranza per i terremotati"

''Questo sarà il terzo Natale effettivamente diverso. Sempre meno felice, dominato da una burocrazia che blocca tutto, da una ricostruzione che non parte, e da un  sentimento di forte apprensione con lo sguardo angosciato, ma dovrà essere un Natale di speranza e di rinascita". Così Maria Teresa Nori, Segretario Regionale di Federcontribuenti Marche e componente del Consiglio Nazionale, ha ricordato il Natale di chi ha perso tutto ''ma non la dignita'' come ''la gente di Amatrice, Accumoli, Arquata, Pescara del Tronto, Ussita, Visso, Castelsant'Angelo sul Nera, Pieve Torina, Camerino, Caldarola e tanti altri borghi e paesini distrutti dal sisma del 2016''. Auspichiamo, conclude la rappresentante di Federcontribuenti, ''che il prossimo anno non ci troveremo qui a dover ricordare il quarto Natale con le solite parole, le solite prassi, le solite passerelle''.       

24/12/2019
"Imaginopolis, la città che non cade": al via un progetto dedicato ai bambini di Visso

"Imaginopolis, la città che non cade": al via un progetto dedicato ai bambini di Visso

Da oggi, 24 dicembre 2019, è fruibile online il breve video documentario “Imaginopolis. La città che non cade” prodotto dall’Associazione Culturale McZee, per la regia di Simone Pianesi e Sonia Petrocelli. Il video racconta in maniera poetica l’esperienza di “Imaginopolis. La città che non cade”, un progetto di didattica urbana ideato da Michele Gentili, insegnante e storico dell’arte, con il fine di promuovere nei più giovani il valore del legame interpersonale come fondamento del vivere comune. Realizzato la scorsa estate nella cittadina di Visso, il progetto è una risposta simbolica alle necessità sorte a seguito degli eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia tra il 2016 e il 2017, portando alla distruzione di centri abitati e alla disgregazione di molte piccole comunità. Imaginopolis ha voluto coinvolgere i più piccoli membri di una collettività che si è fatta forza sollevandosi dopo la caduta, creando momenti per la condivisione di esperienze, di ricordi e di sogni nel cassetto. Attraverso attività di tipo creativo ed esperienziale, i bambini di Visso hanno esplorato la città, intesa nella sua dimensione umana, come intreccio di vite e di percorsi, deposito di memorie e di aspirazioni. Nella giornata del 10 agosto 2019, il progetto si è concluso con un’azione simbolica e collettiva su scala urbana: tante stelle dorate, cucite su delle bandiere blu, sono state affisse in vari luoghi significativi della città, dalla scuola al parco, dai nuovi quartieri delle SAE alla bella e ferita piazza di Visso, a ricreare una grande costellazione. Per una volta, nella Notte di San Lorenzo, anziché cadere, decine di stelle brillanti si sono alzate in cielo, simbolo della città che non cade. Ogni tappa di questo progetto è stata immortalata dagli scatti di Alisia Cruciani, fotografa e artista, da sempre impegnata in progetti partecipativi legati alla memoria dei luoghi e delle persone che li abitano. “Da tempo pensavamo alla concretizzazione di un progetto artistico dedicato alle piccole comunità del nostro territorio ferite dal sisma” – dice Michele Gentili, ideatore del progetto e presidente dell’Ass. Cult. McZee  - “Abbiamo pensato all’immagine della stella, un simbolo di meraviglia e di unità. L’uomo per comprendere il cielo, qualcosa di più grande di sé, ha creato le costellazioni, corpi impalpabili che uniscono fuochi brillanti distanti tra loro. Nella notte di San Lorenzo abbiamo deciso di bloccare la caduta delle stelle e di alzarle simbolicamente in cielo con delle bandiere. Nei giorni precedenti, con i bambini di Visso, abbiamo scoperto che la città non è fatta solo di pietre e di vecchi mattoni, di viuzze e campane sonanti: essa è un organismo vivo composto di persone, di relazioni affettuose, di attività quotidiane e di vecchi ricordi. Il cuore di questo progetto è quella parte di città che resiste contro ogni avversità, quella dove l’uno si stringe all’altro, quella imbattibile e sempre viva: la città che non cade".

24/12/2019
Nuovo sequestro per Pazzaglini sul caso delle donazioni per i terremotati

Nuovo sequestro per Pazzaglini sul caso delle donazioni per i terremotati

Il senatore Giuliano Pazzaglini, ex sindaco di Visso, era già stato indagato per le donazioni a sostegno dei terremotati. Dopo la chiusura delle indagini a giugno (LEGGI QUI), sono stati effettuati degli ulteriori sequestri, di 38mila euro, sul conto del senatore. Pazzaglini avrebbe infatti indirizzato i soldi (oltre 100mila euro) delle donazioni per i commercianti di Visso su altre due società, la “Sibil project” e la “Sibil Iniziative” (LEGGI QUI). Accuse, quelle di truffa, peculato e abuso d’ufficio, che il senatore leghista ha sempre respinto.

21/12/2019
Post-sisma, incontro tra Farabollini e il prefetto Rolli: rilevazione delle presenze nei cantieri

Post-sisma, incontro tra Farabollini e il prefetto Rolli: rilevazione delle presenze nei cantieri

È stato siglato oggi a Macerata, come riferisce l'ANSA Marche, un accordo di collaborazione per l'attivazione sperimentale di sistemi informatici di rilevazione delle presenze autorizzate nei cantieri della ricostruzione post terremoto. L'incontro per la firma è avvenuto in Prefettura a conclusione di un percorso pilota che era stato messo in atto su sollecitazione del prefetto Iolanda Rolli che aveva istituito, lo scorso giugno, il Tavolo di Monitoraggio dei flussi di manodopera, come previsto dalle norme per la ricostruzione. "La firma dell'Accordo di collaborazione è un primo strumento che conferma come la ricostruzione del centro Italia, il cantiere più grande d'Europa, sia responsabile e condivisa nell'ottica della tutela sia dei terremotati che dei lavoratori - ha commentato il commissario alla ricostruzione Piero Farabollini -. Abbiamo da subito aderito al tavolo istituito dal prefetto che ha voluto trovare una soluzione condivisa a un problema stringente quanto spinoso come il rispetto delle norme e la conseguente necessaria attività di controllo". Fonte ANSA Marche

17/12/2019
La biodiversità in 12 scatti: il Parco Nazionale dei Monti Sibillini presenta il calendario 2020

La biodiversità in 12 scatti: il Parco Nazionale dei Monti Sibillini presenta il calendario 2020

366 giorni di un 2020 bisestile che si prospetta intenso per la vita e le attività del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.12 mesi da trascorrere con altrettante immagini di un gioiello di fotografia e grafica rappresentato dalla nuova edizione del tradizionale calendario realizzato dall'Ente. Così, questa mattina, nella sede del Parco a Visso, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di un calendario che da oltre vent'anni non manca mai nelle case e nelle attività di tanti appassionati del territorio e della natura. Ad aprire l'incontro i saluti del nuovo presidente Andrea Spaterna che ha colto l'occasione per ringraziare chi lo ha preceduto alla guida del Parco: l'attuale vice presidente Alessandro Gentilucci e il past presidente Oliviero Olivieri. Presenti diversi rappresentanti istituzionali tra cui il sindaco di Montefortino Domenico Ciaffaroni e il Capitano dei Carabinieri Forestali Daniela Mandoloni oltre ad alcuni titolari delle attività ricettive che insistono sul territorio del Parco. “I buoni lavori, come è questo calendario, sono sempre quelli realizzati da un'intera equipe – ha sottolineato Spaterna, ringraziando il direttore Carlo Bifulco ed il suo staff per l'attività di coordinamento, lo Studio Vallorani e Michele Rocchetti rispettivamente per il progetto grafico e le illustrazioni ed in particolare l'Associazione Fotografi Naturalisti Italiani (AFNI), rappresentata da Maurizio Giorgi, per gli scatti di grande valore e straordinaria bellezza. Il gioco di squadra è di certo importante come importante è “il continuo scambio che deve esserci tra il Parco ed il territorio, dove all'uno sta a cuore l'altro e viceversa in un rapporto da implementare”, ha sottolineato Spaterna. “Per il 2020 si è scelto di centrare l'attenzione sugli animali selvatici e raccontare attraverso le loro immagini la biodiversità di questo territorio. Da oggi, attraverso queste pagine, il calendario si fa ambasciatore del territorio e delle sue bellezze, rappresentando uno degli strumenti di promozione più validi”. Spaterna ha lasciato poi la parola al vice presidente Gentilucci il quale ha ricordato quanto sia “importante l'opera di conservazione e valorizzazione messa in atto dal Parco per preservare non solo la biodiversità del territorio, ma anche quel rapporto di convivenza tra l'uomo, la flora e la fauna che affonda le sue radici in tempi antichissimi. I recenti ritrovamenti di un insediamento proto storico a Pieve Torina, risalenti al VII secolo a. C. ne sono una conferma”. A descrivere il materiale fotografico del calendario Maurizio Giorgi, rappresentante della sezione marchigiana dell'ANFI, associazione che ha compiuto trent'anni di attività e che nella nostra regione conta una cinquantina di soci, amanti di fotografia e natura. “Il Parco è un luogo magico – ha dichiarato Giorgi – e qui ci siamo mossi con pazienza, lunghi tempi di osservazione e tutta la tranquillità necessaria per non turbare gli animali. Ci sono immagini che abbiamo scattato anche a 800 metri di distanza e tutto per cercare di coglierli nei loro atteggiamenti naturali. Non c'è alcuna post produzione nelle foto di questo calendario, ma solo la volontà di rappresentare la natura in maniera corretta, perché questo sia un efficace strumento di divulgazione e sensibilizzazione alla tutela del patrimonio naturalistico”.

13/12/2019
Fiducia del Senato al decreto sisma: è legge

Fiducia del Senato al decreto sisma: è legge

160 voti favorevoli, 119 contrati e nessun astenuto; il decreto sisma, dopo aver avuto l’ok dalla Camera lo scorso 28 novembre, è stato approvato oggi dal Senato con il voto di fiducia. La legge, che sarà ufficiale dopo la pubblicazione in Gazzetta, prevede delle norme volte ad accelerare la ricostruzione nei territorio colpiti dal sisma del 2016. “Il decreto Sisma approvato oggi dal Senato è lo stesso testo di quello uscito dalla Camera. Quindi – ha affermato il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli - c'è una grandissima delusione sotto questo profilo. Non smetteremo di lottare perché venga recepito il principio della semplificazione. Allo stato attuale useremo tutti gli strumenti che ci sono messi a disposizione, ma questi non avranno la possibilità di accorciare in maniera drastica e significativa i tempi procedurali che significano lavoro, ricostruzione e garanzia per le famiglie del nostro territorio e questa per noi è una cosa troppo importante.” "Sorprendente il comunicato di ieri del Commissario Farabollini sul decreto terremoto dal quale si apprende la notizia della presentazione al Senato di emendamenti correttivi, peccato sia fuori tempo massimo poiché il decreto non è più emendabile perché il Governo lo ha blindato con il ricorso alla Fiducia”. È quanto ha dichiarato il portavoce laziale di Fratelli d’Italia Paolo Trancassini che ha continuato “Siamo al paradosso e basiti. Assistiamo all’ennesimo capitolo di questa bruttissima storia quale è la ricostruzione: un rappresentante del Governo come è il Commissario che bussa tardivamente alla porta del suo stesso Governo e la trova chiusa e sbarrata. Si sono spente le luci e del terremoto e della ricostruzione se ne parlerà nuovamente quando e se Conte avrà bisogno dell’ennesima passerella. Questa la vergognosa realtà della quale prenderà atto anche il “complice” Farabollini" ha concluso l'onorevole.  "Concretezza: è questo il 'fil rouge' che lega le tante piccole misure contenute nel dl Sisma che oggi diventa legge - ha commentato Giorgio Fede, senatore marchigiano del Movimento 5 Stelle -. Conosco il senso di sconforto e frustrazione in cui vivono migliaia di cittadini, come in tanti comuni delle mie Marche, che hanno perso tutto a causa del terremoto. Per questo, senza troppi squilli di tromba, con questo decreto abbiamo voluto portare a casa quelle piccole semplificazioni e quei cruciali alleggerimenti fiscali indispensabili nei comuni interessati da eventi sismici. Soprattutto in riferimento alle aree del Centro Italia, arrivano finalmente quegli impulsi decisivi per far partire la ricostruzione per davvero. Stanziamo nuovi fondi per consentire alle amministrazioni comunali del cratere di assumere personale ad hoc per smaltire il carico burocratico. Sblocchiamo l'ordinanza 80 per le varianti in corso d'opera al 30% per la ricostruzione leggera. Proroghiamo al 30 giugno 2020 il termine per presentare la documentazione della ricostruzione per danni lievi. Diamo una corsia preferenziale alla ricostruzione delle scuole, e per la ricostruzione pesante diamo modo alle regioni di istituire programmi straordinari - ha concluso Fede - . Vedere cantieri aperti e mezzi al lavoro è il primo segnale di rinascita che le popolazioni aspettano: vogliamo che il 2020 possa essere un anno di svolta in tal senso". “Con l'approvazione definitiva del decreto sisma si sono evidenziate ulteriormente tutte le crepe e le falle che fino a oggi ha avuto la guida commissariale”. Così il capogruppo di Italia Viva, Fabio Urbinati, dopo il via libera in Senato del provvedimento. “Nonostante la gestione positiva dell'emergenza - sottolinea Urbinati - sulla ricostruzione siamo ancora molto indietro, e soprattutto non si vedono svolte per l'anno a venire. Inutile procedere a colpi di emendamenti. Noi di Italia Viva abbiamo già proposto un cambio di rotta repentino, poiché crediamo che la ricostruzione rappresenti per le Marche una grandissima opportunità di lavoro e di sviluppo. Sostanzialmente vogliamo essere padroni del nostro destino”. Secondo il consigliere regionale di Italia Viva “le procedure messe in campo presentavano criticità già dopo la nomina di Vasco Errani e sono proseguite con la gestione successiva dell’odierno Ministro delle infrastrutture, Paola De Micheli, e con l'attuale commissario Piero Farabollini. Non possiamo buttare la croce addosso a questo Governo – evidenzia Urbinati - poiché qualcosa di positivo in questo decreto c’è. La gestione del terremoto ha interessato tutto l'arco costituzionale dei partiti e a nostro avviso quella peggiore è stata condotta dall’Esecutivo Lega-Movimento Cinque Stelle. Invito quindi la stessa Lega a non strumentalizzare la vicenda del sisma, in quanto nella prima bozza del famoso contratto sottoscritto dal Governo giallo-verde non c'era una riga riguardante le questioni del terremoto”. E ancora: “Ora ci confronteremo con i vertici e chiederemo che le risorse in campo per il sisma del Centro-Italia vengano inserite nel programma “shock” presentato a Torino da Matteo Renzi per sbloccare immediatamente tutte le procedure. Forse bisognava puntare i piedi un po' prima – conclude Urbinati - perché non è più tempo di difendere l'indifendibile solo per amor di partito, i cittadini e le istituzioni devono venire prima”.

11/12/2019
Dl sisma, Arrigoni e Pazzaglini (Lega): "Necessarie correzioni per evitare paralisi nella ricostruzione"

Dl sisma, Arrigoni e Pazzaglini (Lega): "Necessarie correzioni per evitare paralisi nella ricostruzione"

“In commissione ambiente al Senato la Lega ha fatto bene a chiedere e ottenere un ciclo di audizioni. Ascoltando stamane i sindaci di Norcia e Visso, le Reti delle Professioni Tecniche e i rappresentanti delle Regioni abbiamo avuto la conferma di quanto abbiamo sostenuto dall'inizio: questo decreto delude le aspettative dei territori colpiti dal terremoto e, inoltre, introduce norme così complesse che anziché velocizzare la ricostruzione rischiano di rallentarla ulteriormente”. Così i senatori leghisti in Commissione Ambiente e Territorio Paolo Arrigoni, responsabile regionale Lega Marche, Giuliano Pazzaglini e Luca Briziarelli. “Emblematico che l'ing. Spuri, direttore USR, quale rappresentante della Regione Marche, abbia sottolineato come siano necessari dei correttivi per evitare il rischio di paralisi totale della ricostruzione. È quindi grave che la maggioranza giallorossa abbia deciso di 'blindare' il provvedimento già licenziato dalla Camera escludendo qualsiasi modifica migliorativa qui a Palazzo Madama” continuato i senatori. “La Lega insisterà perché il decreto venga modificato e migliorato, per questo stiamo predisponendo emendamenti che affrontino e risolvano le questioni concrete emerse anche oggi. In particolare relativamente alla semplificazione delle procedure, al personale dei comuni e degli USR ed alle risorse stanziate” concludono.  

05/12/2019
Approvato alla Camera il Decreto Sisma, Cangini e Fiori (FI): "Molti nodi irrisolti"

Approvato alla Camera il Decreto Sisma, Cangini e Fiori (FI): "Molti nodi irrisolti"

“Pur essendo state introdotte – dichiarano in una nota il senatore Andrea Cangini e il Commissario di Forza Italia per le Marche Marcello Fiori - alcune norme importanti, a cominciare dalla proroga di un anno dello stato di emergenza, rimangono molte gravi questioni non affrontate e che erano state puntualmente evidenziate da un lavoro accurato di approfondimento da parte dell’Anci. Ne segnaliamo tre sulle quali ovviamente continueremo la nostra battaglia al Senato." "In primis tutti i Comuni del cratere devono essere inseriti in una ZES (Zona ad economia speciale), da negoziare con l’Europa, per godere dei benefici fiscali ed economici in grado di far ripartire l’economia ed attrarre imprese ed investimenti - spiegano Cangini e Fiori -. In secondo luogo è necessario prevedere la possibilità di una ulteriore proroga di un anno a tutti i contratti a termine per i tecnici sin qui assunti (condividendo la misura con l’Unione Europea e le organizzazioni sindacali) altrimenti a metà 2020 rischieremo di perdere tutto il personale già formato e molto qualificato, che sta dando un contributo fondamentale ai Comuni e agli uffici speciali per la ricostruzione. Infine è indispensabile una deroga alle misure per la demolizione e la ricostruzione della “sagoma” esterna degli immobili privati soggetti a vincolo (basta essere costruiti più di 50 anni fa) altrimenti si paralizzano molte delle attività e non solo nei centri storici." "La maggioranza non ha voluto accogliere questi emendamenti di assoluto buon senso che noi invece riproporremo al Senato. Le popolazioni dell’Italia centrale sono davvero allo stremo: dopo aver subito un evento drammatico non vedono l’aiuto concreto dello Stato per ricostruire le loro case, le loro attività economiche, la loro vita sociale e affettiva nei luoghi che hanno amato e vogliono continuare ad abitare. Lo Stato faccia lo Stato – conclude la nota di Cangini e Fiori -, si faccia sentire vicino e non si renda protagonista di un delitto di abbandono contro questa popolazione incolpevole e di intere zone meravigliose del nostro Appennino”.  

28/11/2019
A Montecitorio si discute il decreto sisma: la Camera è deserta

A Montecitorio si discute il decreto sisma: la Camera è deserta

Aula deserta a Montecitorio per la discussione del decreto sisma. La denuncia arriva direttamente da una foto postata su Twitter dal deputato Filippo Sensi. Alla Camera ieri erano presenti, oltre al rappresentante dem, Emanuele Fiano, Mario Morgoni, Stefania Pezzopane del Pd, Silvia Fregolent (Iv), Paolo Trancassini (Fdl), Simone Baldelli (Fi), Patrizia Patrizia Terzoni (M5S). Otto deputati su 630 sedeva sui banchi dell'aula ieri, lunedì 25 novembre, durante la discussione sulle “disposizioni urgenti per l’accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici”. Una foto che ha scatenato la bufera ed è diventata l’immagine della vergogna. (In foto l'immagine postata sull'account twitter del deputato dem Filippo Sensi)

26/11/2019
Decreto sisma, continua la protesta dei professionisti: "Si demolirà definitivamente le possibilità di accelerare la ricostruzione"

Decreto sisma, continua la protesta dei professionisti: "Si demolirà definitivamente le possibilità di accelerare la ricostruzione"

"Apprendiamo che la Commissione Ambiente e LL. PP. della Camera dei Deputati ha completato l’esame degli emendamenti e ha licenziato il testo di conversione in legge del decreto legge 24 Ottobre 2019 n. 123 che ha come obbiettivo dare disposizioni urgenti per l’accelerazione alla ricostruzione post sisma del Centro Italia. Il testo ora passa all’esame della Camera e sicuramente non ci saranno possibilità di ulteriori modifiche visto il carattere d’urgenza già dichiarato dal Governo. Durante la discussione del testo originario, approvato dal Consiglio dei Ministri e consegnato all’esame delle Camere, sono state segnalate rilevanti criticità. Esso, infatti,  non era sufficiente a sortire effetti per velocizzare i tempi della ricostruzione ma, dall’esame di quello ora modificato in Commissione Ambiente e LL. PP., non si rileva nessun meccanismo migliorativo in grado di imprimere una qualsiasi accelerazione, anzi!". Dopo la denuncia dell'Ordine degli Architetti di Macerata (LEGGI QUI) in merito alle nuove linee guida del decreto sisma, arriva anche una nota stampa della Rete delle Professioni Tecniche. "Si è sbandierata come “la svolta” il fatto che l’accelerazione si dovesse produrre attraverso l’autocertificazione dei progetti redatti dai professionisti, consegnando, di fatto, a questi ultimi ulteriori responsabilità in una situazione resa immobile e confusa dal quadro legislativo generale che si è concepito in questi anni - continuano -. Tale immobilismo non è responsabilità dei professionisti che per contro si sono sempre resi disponibili fin dal primo decreto terremoto. È ora di dire ai cittadini che se non ci fossero state le maglie burocratiche dettate da clamorosi “tappi” legislativi le pratiche di ricostruzione sarebbero già state presentate e se così non è avvenuto, evidentemente, ciò è riconducibile a circostanze che il legislatore non intende affrontare. Non sarà certo l’autocertificazione, per come proposta nel decreto, lo strumento in grado di accelerare la ricostruzione, perché non è applicabile a tutte le tipologie di danno, perché non si può sottoscrivere nel caso di piccoli abusi e perché si può applicare esclusivamente agli interventi senza accolli per i cittadini. Sarà invece uno strumento inutilizzabile non perché, come taluni hanno provato ad insinuare, i professionisti non vogliono assumersi responsabilità, ma semplicemente perché non è applicabile a meno di una radicale trasformazione delle regole burocratiche  di approvazione dei progetti." "La Rete delle professioni tecniche, con la utilissima collaborazione e partecipazione delle rappresentanze dei professionisti locali, è stata audita dalla Commissione Ambiente della Camera. Abbiamo illustrato e consegnato un documento preciso, dettagliato e motivato, sulla scorta delle reali esperienze dei professionisti avute in questi anni, che conteneva oltre 20 emendamenti, che costituivano una proposta seria e coordinata, che avrebbe consentito, pur nel marasma burocratico della ricostruzione, una soluzione praticabile e necessaria. Tutti i gruppi parlamentari in audizione e dopo hanno elogiato le proposte presentate, hanno chiesto i testi, hanno promesso che le avrebbero sostenute, ma di fatto nessuno di essi compare nel testo emendato - lamentano i professionisti -. Anzi, uno degli emendamenti, presentato identico da sei gruppi parlamentari, sul Supporto Tecnico Nazionale, è stato reso inammissibile perché i professionisti sarebbero stati di intralcio all’attività della Protezione Civile, pur riguardando attività di indubbia utilità sociale, peraltro svolte da anni in aiuto della Protezione Civile. Si pensa davvero che la ricostruzione possa avere impulso senza ascoltare coloro che sono deputati a presentare e amministrare le pratiche? Il pacchetto di proposte che abbiamo suggerito al legislatore è organico, elimina disparità di trattamenti tra i vari cittadini terremotati, affida maggiori poteri al Commissario ed è volto a far risparmiare ingentissime cifre alle casse dello Stato. La Ragioneria ogni mese fa fronte al contributo di autonoma sistemazione e alle provvidenze necessarie alle attività produttive. Solo per fare un esempio. Il legislatore non ha voluto ascoltarci." "È un fatto gravissimo, che avrà conseguenze enormi demolendo definitivamente le possibilità di accelerare la ricostruzione. Abbiamo dichiarato, a fronte di dati ufficiali, che ci sono sempre meno professionisti disposti a lavorare nelle pratiche sisma dal momento che non percepiscono compensi da tre anni, tutto questo in un quadro generale in cui il settore delle costruzioni è in ginocchio, l’economia delle regioni colpite è a picco e lo spopolamento delle aree interne appare sempre più un fenomeno irreversibile. Non si dica poi che non l’avevamo detto. C’è tempo fino al 24 dicembre per modificare il testo e convertirlo in legge: la Rete chiede quindi al Governo e a tutti i Parlamentari di tornare sui propri passi ed accogliere le sue proposte, nella convinzione di aver dato un contributo essenziale, in adempimento al proprio ruolo di sussidiarietà alla pubblica amministrazione. In caso contrario, occorrerà prendere atto che non interessano il parere dei professionisti ma soprattutto le esigenze delle popolazioni colpite dal sisma, in lunga attesa di riavere le proprie abitazioni" concludono.

25/11/2019
Decreto sisma, gli architetti sul piede di guerra: "L'autocertificazione non accelera la ricostruzione"

Decreto sisma, gli architetti sul piede di guerra: "L'autocertificazione non accelera la ricostruzione"

"Apprendiamo che la Commissione Ambiente della Camera ha completato l’esame degli emendamenti e ha licenziato il testo di conversione in legge del decreto legge 24 Ottobre 2019 n. 123 che aveva l’obbiettivo di dare disposizioni urgenti per l’accelerazione alla ricostruzione post sisma del Centro Italia. Già nel testo originario erano state segnalate rilevanti criticità tali da non sortire nessun effetto sulla ricostruzione e dall’esame di quello modificato dalla commissione non si rileva nessun meccanismo in grado di imprimere una qualsiasi accelerazione, anzi! Si è sbandierata come la svolta il fatto che l’accelerazione si dovesse produrre attraverso l’autocertificazione delle pratiche in capo ai professionisti, consegnandoci ulteriori responsabilità in una situazione immobile certamente non per nostra responsabilità ma proprio per come è concepito il quadro legislativo generale. È ora di dire ai cittadini che se non vi fossero stati problemi le pratiche di ricostruzione sarebbero già state presentate e se così non è evidentemente, ciò è riconducibile circostanze che il legislatore non intende affrontare." A parlare è l'architetto Vittorio Lanciani, presidente dell'ordine dell'Ordine degli architetti, paesaggisti pianificatori e conservatori della provincia di Macerata. "L’autocertificazione non sarà, per come ipotizzata nel decreto, lo strumento in grado di accelerare la ricostruzione, perché non è applicabile a tutte le tipologie di danno, perché non si può applicare agli edifici con piccoli abusi e perché si può applicare esclusivamente agli interventi senza accolli per i cittadini - prosegue l'architetto -. Sarà uno strumento fallimentare non perché, come taluni hanno provato ad insinuare, i professionisti non vogliono assumersi responsabilità, ma semplicemente perché non funziona. Il mondo delle professioni tecniche è stato audito dalla Commissione Ambiente e si è presentato con una voce sola, quella della Rete Tecnica. Abbiamo illustrato e consegnato un documento che conteneva oltre 20 emendamenti. Tutti i gruppi parlamentari ci hanno elogiato per le proposte, ci hanno chiesto i testi, ci hanno promesso che le avrebbero sostenute, ma di fatto NESSUNA di esse compare nel testo emendato. Si pensa davvero che la ricostruzione possa avere impulso senza ascoltare coloro che sono deputati a presentare e gestire le pratiche?". "Il pacchetto di proposte che avevamo suggerito è organico, eliminava disparità di trattamenti tra cittadini terremotati, chiedeva maggiori poteri al commissario ed era volto a far risparmiare alle casse dello stato cifre ingentissime che ogni mese si ripetono, ad esempio, per il contributo di autonoma sistemazione e per le provvidenze necessarie alle attività produttive. Non avete voluto ascoltarci - osserva il presidente dell'Ordine -. Vi abbiamo dimostrato che i professionisti disposti a lavorare nelle pratiche sisma sono sempre di meno, non percepiscono compensi da tre anni, il settore delle costruzioni è in ginocchio, l’economia delle regioni colpite è a picco e lo spopolamento delle aree interne appare sempre più un fenomeno irreversibile. Non si dica più che non ve lo avevamo detto. C’è tempo fino al 24 dicembre per modificare il testo e convertirlo in legge chiediamo quindi al Governo e a tutti i parlamentari di pensarci bene, altrimenti prenderemo atto che non interessano i cittadini e non interessano i professionisti." "Le professioni tecniche non sono state mai considerate un interlocutore della politica a partire dal Commissario Straordinario Errani per finire al suo successore, il Ministro Paola De Micheli - osservano i professionisti -. Inutili sembrano i tentativi dell’attuale Commissario (a nostro avviso non Straordinario nei fatti) Piero Farabollini schiacciato tra la provenienza dal mondo delle professioni, in quanto già Presidente dell’Ordine dei geologi delle Marche, e l’autonomia praticamente nulla nello svolgere l’incarico rispetto ai poteri concessi agli altri Commissari “veramente” Straordinari che operano nelle altre aree di crisi del paese: di fatto la sua unica colpa è di aver accettato l’incarico a queste condizioni e di non aver rimesso il mandato “per manifesta impossibilità a svolgere l’incarico affidatogli”." "Non è sufficiente averlo coinvolto per ritenere soddisfatta la categoria dei professionisti dell’area tecnica impegnata nel far funzionare la ricostruzione anche con le assurde norme emanate - concludono -. Nè possono di più gli Ordini professionali interessati, dopo tutte le proposte di modifica inoltrate a chi di dovere e ignorate come anche in questo caso, specialmente quelli che come il nostro sono maggiormente coinvolti non solo dallo svolgimento dell’attività professionale nei territori in cui viviamo, ma dalle implicazioni sociali, culturali e di visione che anche istituzionalmente siamo chiamati ad affrontare. Il nostro compito di magistratura, ad oggi, visto quanto deliberato dal mondo politico, non può, senza ulteriori giri di parole, non partire dal consigliare ai nostri iscritti una preventiva prudenza, nel proseguire con l’accettazione di incarichi nel processo della ricostruzione che sono rischiosi, infidi e pieni di condizionamenti deontologici, per evitare oltre al danno anche la beffa in sede di contenzioso: non è possibile garantire la collettività con queste norme. La politica, tutta indistintamente senza distinguo di appartenenza, dimostra in questo modo che il vero disegno per il nostro territorio non è la rinascita, ma la sua definitiva desertificazione."

23/11/2019
Sisma, il commissario Farabollini: "Accordo sui fondi per l'edilizia popolare"

Sisma, il commissario Farabollini: "Accordo sui fondi per l'edilizia popolare"

"Raggiunto l'accordo per rimettere in circolo i fondi dell'ordinanza 27 sull'edilizia popolare che non erano stati utilizzati per la mancanza di progetti suoi quali abbiamo concentrato l'azione congiunta di Commissario, Governo e Anac per restituire la possibilità di rientrare nelle proprie case, in primo luogo agli sfollati che si trovano negli alloggi residenziali". Ad annunciarlo è il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Piero Farabollini. "Abbiamo anche implementato la collaborazione con Invitalia per supportare l'attività di ricostruzione e di messa in sicurezza delle imprese del cratere, con circa 30 milioni di euro" - ha aggiunto Farabollini che attende anche la conversione del nuovo decreto legge che snellisce ulteriormente le procedure per le regioni del centro Italia colpite dal sisma. Una buona notizia ch arriva insieme a quanto annunciato dalla vicepresidente della Regione Marche e assessore all'agricoltura Anna Casini. Le aziende zootecniche del cratere sismico hanno infatti a disposizione 1,085 milioni di euro per sostenere investimenti produttivi. Le risorse stanziate agevoleranno le popolazioni colpite dal sisma e una quota è riservata al rilancio delle attività agricole. "Un aiuto concreto per ripartire, in un contesto produttivo dove la zootecnia rappresenta un'attività economica importante, alla base di una filiera di eccellenze" le parole della Casini.

19/11/2019
Educational tour: 143 docenti da tutt’Italia per promuovere il parco attraverso il turismo scolastico

Educational tour: 143 docenti da tutt’Italia per promuovere il parco attraverso il turismo scolastico

Due giornate intense trascorse nel territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, un soggiorno interamente gratuito con esperienze dirette sul campo, attività laboratoriali e visite guidate. È questa la proposta dell'Educational Tour, corso formativo dedicato ai docenti delle scuole primarie e secondarie di ogni ordine e grado, che si è svolto nei mesi di settembre ed ottobre. Il progetto, finanziato dal Comitato Sisma Centro Italia, con la collaborazione del WWF Italia, ha permesso di presentare la realtà del Parco al mondo della scuola, mettendo in evidenza il valore e l’importanza dell’area protetta e della sua fruizione, soprattutto dopo gli eventi sismici. 143 in totale i docenti partecipanti, provenienti da Marche, Umbria, Lazio, Emilia Romagna, Puglia e Campania, che hanno avuto l'opportunità di conoscere molteplici aspetti del territorio, dalle bellezze naturali ai beni storico-artistici, passando per l'ampia offerta ricettiva, i produttori e la lavorazione delle materie prime che la montagna offre, senza contare le degustazioni di prodotti genuini che sono fiore all'occhiello dell'enogastronomia locale. "Il Parco, invitando alla visita in tutte le stagioni dell’anno, rappresenta per la scuola una straordinaria risorsa educativa, mentre per il territorio il turismo scolastico avrà anche un'importante ricaduta economica", evidenzia Alessandro Gentilucci, vice presidente del Parco che ha dato il via al progetto durante la presidenza pro tempore dell'Ente. "È stato fondamentale essere riusciti a promuovere con successo questa opportunità per gli studenti tramite i docenti. Sono certo che ne raccoglieremo presto i frutti ed è anche da qui che passa il rilancio dell'intera area dei Sibillini", è il commento del presidente del Parco Andrea Spaterna. “Portare docenti a conoscere o riscoprire le bellezze del nostro territorio potrà significare ampliare il numero dei fruitori del Parco, perché consentirà di avere qui studenti in occasione delle loro gite scolastiche, ma che successivamente potranno tornare anche con le loro famiglie".

15/11/2019
Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini si racconta: in programma due importanti iniziative

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini si racconta: in programma due importanti iniziative

Il prossimo venerdì, 8 novembre, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini sarà protagonista di due iniziative, due momenti di approfondimento legati ad importanti iniziative di carattere nazionale che si svolgeranno tra le Marche e l'Umbria. A San Benedetto del Tronto, dalle 16.30 presso l'Aula Magna dell'Istituto Comprensivo Centro, Paolo Salvi, coordinatore delle attività del Parco nell'ambito forestale, sarà tra i relatori di un incontro formativo su tematiche ambientali dedicato ai docenti ed intitolato "Foresta vetusta". Il convegno, organizzato in collaborazione con l'Università degli Studi di Camerino, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e il Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, vedrà intervenire Salvi con un interessante approfondimento sulle foreste dei Sibillini, il loro stato e la loro gestione per far conoscere ai docenti come il Parco custodisce la sua ricchezza arborea. Sempre venerdì, ma a Perugia presso l'Officina della Scienza e della Tecnologia a partire dalle 18, si terrà un evento organizzato nell'ambito della manifestazione nazionale "M'ammalia 2019 - La Settimana dei Mammiferi". Si tratta di un insieme di eventi coordinati dall’Associazione Teriologica Italiana e organizzati da istituzioni scientifiche e culturali, con la finalità di far conoscere i mammiferi, le loro problematiche e gli ecosistemi di cui fanno parte. A Perugia l'attenzione si concentrerà sul Camoscio appenninico, una sottospecie ben distinta dalle popolazioni del camoscio sia alpino sia pirenaico. Attraverso il racconto delle esperienze dirette di Alessandro Rossetti, biologo del Parco e coordinatore di numerosi progetti per la conservazione della biodiversità, tra cui proprio la reintroduzione del Camoscio appenninico sui Sibillini, verranno approfondite le conoscenze su una specie emblema del nostro Parco.

06/11/2019
Rinegoziazione dei mutui da parte dei comuni del cratere sismico: lettera delle tre Unioni al Governo

Rinegoziazione dei mutui da parte dei comuni del cratere sismico: lettera delle tre Unioni al Governo

Possibilità di rinegoziazione dei mutui da parte dei Comuni compresi nel cratere sismico del Centro Italia. L’emendamento, da inserire, su richiesta dei proponenti, in sede di conversione del “decreto sisma 2019” o nella legge di Stabilità per l’anno 2020, è stato approvato ufficialmente la settimana scorsa nel Consiglio dell’Unione Montana Potenza Esino Musone. Anche l’Unione Monti Azzurri, presieduta da Giampiero Feliciotti, e l’Unione Marca di Camerino, con il presidente Alessandro Gentillucci, hanno appoggiato la proposta. La missiva verrà inviata entro oggi al Presidente della Repubblica e al Governo. “La richiesta è quella di rinegoziare i mutui perché tutta Italia, a oggi, può farlo a tassi più agevolati rispetto a quelli che i comuni avevano stipulato nell’occasione – ha spiegato il Presidente dell’Unione capofila della proposta Matteo Cicconi -. Attualmente i mutui, nelle zone del cratere, sono sospesi ma quando si ripartirà con il pagamento, grazie a questo emendamento, i cittadini potranno pagare con un tasso più agevolato. La richiesta è stata promossa su istanza dei sindaci del cratere e verrà ora inoltrata al Governo.” Un emendamento appoggiato anche dall’Unione Marca di Camerino, “in stretta sinergia con gli altri presidenti perché questo è un percorso di unione che ci ha sempre contraddistinto – le parole di Alessandro Gentilucci -. Dovremmo però anche richiedere altri percorsi che certamente sono molto importanti come delle linee guida applicative ben definite, serie e chiare per i tecnici che debbono certificare la ricostruzione.” “Le tre Unioni Montane sollecitano fortemente l’applicazione di questa rinegoziazione perché altrimenti i comuni si troverebbero all’improvviso a non poter assolvere al soddisfacimento del pagamento – ha aggiunto il presidente Giampiero Feliciotti -. È importante che venga preso in considerazione altrimenti saremmo, come sempre, cornuti e mazziati.” "I mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti Spa a Comuni inseriti negli allegati 1, 2, 2-bis del D. Lgs. n. 189/2016, trasferiti al Ministero dell’economia e delle finanze in attuazione all’articolo 5, commi 1 e 3, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, possono essere oggetto di operazioni di rinegoziazione che determinino una riduzione totale del valore finanziario delle passività totali a carico degli enti stessi - si legge nell'emendamento che verrà inviato al Governo -, ferma restando la data di scadenza prevista nei vigenti piani di ammortamento. Possono essere oggetto di rinegoziazione i mutui che, alla data del 1° gennaio 2020, presentino le seguenti caratteristiche: interessi calcolati sulla base di un tasso fisso; oneri di rimborso a diretto carico dell’ente locale beneficiario dei mutui; scadenza dei prestiti successiva al 31 dicembre 2022; debito residuo da ammortizzare superiore a 10.000 euro; mancanza di rinegoziazione ai sensi del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 20 giugno 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 144 del 24 giugno 2003; senza diritto di estinzione parziale anticipata alla pari." "La rinegoziazione avrà effetto dalla annualità in cui riprende il pagamento delle rate sospese dalla normativa applicabile agli enti locali i cui territori sono stati colpiti dagli eventi sismici del 2016. Tale misura consentirebbe ai comuni del cratere sismico, i cui mutui sono al momento sospesi, di accedere alla possibilità di rinegoziazione degli stessi, contribuendo a liberare risorse preziose da destinare ai nostri territori ancora gravemente in difficoltà."

05/11/2019

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