Provincia Macerata
Unipomezia supera la Maceratese 3-0 e conquista la salvezza matematica
L’Unipomezia conquista una vittoria larga e convincente che vale la matematica salvezza, mentre si interrompe dopo tre risultati utili consecutivi il cammino della Maceratese, che avrà comunque l’occasione di chiudere il discorso permanenza in serie d già nella prossima sfida casalinga contro il Giulianova. La partita si mette subito in salita per la formazione marchigiana, colpita a freddo e poi costretta a giocare quasi tutta la gara in inferiorità numerica. L’approccio sbagliato si rivela decisivo, perché la squadra viene sovrastata sul piano tecnico e atletico dagli uomini guidati da mister Casciotti, apparsi superiori e capaci di concedere pochissimo agli avversari. Il passivo avrebbe potuto essere ancora più pesante se non fosse stato per alcuni interventi decisivi di Cusin, tra i pochi a salvarsi insieme a Sabattini e al subentrato Gagliardi. La difesa evidenzia ancora una volta limiti già emersi nel corso della stagione, ma è l’intera prestazione della squadra a risultare insufficiente in uno scontro diretto così importante. Dall’altra parte spiccano le prove di De Santis, Pettorossi, Manu e Lancioni, protagonisti all’interno di una prestazione corale di alto livello. L’Unipomezia conferma il grande rendimento del girone di ritorno, caratterizzato da una sola sconfitta nelle ultime nove gare, e da un percorso che ha portato la squadra al decimo posto, con un margine rassicurante sulla zona playout. Anche la Maceratese, grazie alla gestione Lauro, ha migliorato il proprio rendimento, raccogliendo punti importanti per restare lontana dalla zona calda, con entrambe le squadre ormai vicine al traguardo salvezza a tre giornate dal termine. La gara, disputata a porte chiuse per l’inagibilità degli spalti del Comunale di Pomezia, vede tra gli spettatori anche l’ex biancorosso Giancarlo Faustinella, tornato appositamente dall’estero per seguire la squadra e salutare l’ambiente maceratese, ricordando con emozione una delle partite più significative della storia recente del club. Il match inizia con un leggero ritardo per rispettare la contemporaneità e si sblocca immediatamente: basta meno di un minuto ai padroni di casa per passare in vantaggio grazie a Pettorossi, lasciato incredibilmente solo in area. La Maceratese accusa il colpo e fatica a reagire, mentre l’Unipomezia continua a spingere e a creare occasioni. La situazione si complica ulteriormente quando Siniega viene espulso, lasciando i suoi in dieci uomini. Da quel momento la partita diventa estremamente difficile per gli ospiti, incapaci di contenere le ripartenze avversarie e poco incisivi in fase offensiva. Nel primo tempo i laziali sfiorano più volte il raddoppio, trovando però sulla loro strada un attento Cusin. La Maceratese riesce a limitare i danni fino all’intervallo, ma nella ripresa la musica non cambia. Dopo un timido tentativo ospite, arriva il raddoppio firmato da Lancioni, che indirizza definitivamente la gara. L’unico vero squillo marchigiano porta la firma di Osorio, ma il portiere Gariti risponde presente. Nel finale, complice anche il caldo, i ritmi calano, ma l’Unipomezia trova comunque il terzo gol con un contropiede perfetto concluso da Persichini, coronando una prestazione convincente e meritando pienamente il successo. UniPOMEZIA-MACERATESE 3-0 UniPomezia (3-4-1-2): Gariti, De Santis, Gemini (14' st Tondi), Bordi, Pettorossi (14' st Amadio), Buchel (1' st Binaco), Manu (39' st Suffer), Morelli, Cantisani, Persichini, Lancioni (22' st D'Alessandris). All: Andrea Casciotti Maceratese: Cusin, Perini (31' st Arbusti), Lucero, Siniega, Morganti, De Angelis, Sabattini (18' st Nasic), Ciattaglia, Marras (31' st Mastrippolito), Osorio (18' st Gagliardi), Ciabuschi. All: Maurizio Lauro Arbitro: Antonello Lupo di Venosa Reti: Pettorossi 1' pt, Lancioni 7' st, Persichini 35' st Note: Ammoniti Gemini, Perini. Espulso Siniega al 15' pt
Addio a Luigi Ciclosi: San Severino piange il fondatore del "Big Center" e storico pilastro del basket
La città di San Severino si è svegliata oggi con una notizia che lascia un vuoto profondo nel tessuto economico e sportivo del territorio. Dopo aver combattuto contro una lunga malattia, si è spento questa notte l’imprenditore Luigi Ciclosi, figura stimata e conosciuta da tutti come "Gigio". Fondatore del "Big Center" al rione Settempeda, Ciclosi ha saputo costruire con serietà e competenza una realtà aziendale divenuta nel tempo un punto di riferimento non solo settempedano, ma per l'intera provincia. Un successo imprenditoriale portato avanti sempre con il sostegno della sua famiglia e dei figli che oggi gestiscono l’attività, ai quali aveva trasmesso i valori del lavoro e dell'integrità. Luigi lascia la moglie Luciana e i figli Roberto, Andrea e Cristina, che ne raccolgono l'eredità umana e professionale. Oltre all'impegno professionale, la vita di Luigi è stata indissolubilmente legata allo sport. Per anni è stato la guida carismatica della Società Amatori Basket (SAB) San Severino, ricoprendo la carica di Presidente con un garbo e una correttezza rari. Il suo impegno ha lasciato un'impronta indelebile nella comunità, tanto che anche l’Asd Basket Tolentino lo ha voluto ricordare come una «persona di raro garbo e gentilezza», sottolineando la sua dedizione alla lealtà sportiva e all'impegno sociale. Il figlio Roberto ha affidato ai social un commovente messaggio di addio: “Nostro padre ci ha lasciato... dopo una lunga battaglia ha combattuto come un leone”. In segno di rispetto e dolore, è stato annunciato che lunedì il negozio resterà chiuso per lutto. La camera ardente è stata allestita presso la Sala del commiato "Il Tempio degli Angeli" a San Severino. I funerali saranno celebrati domani, lunedì 20 aprile, alle ore 15:30, nella chiesa di San Domenico, dove l'intera cittadinanza potrà stringersi attorno alla moglie Luciana, ai figli e ai familiari tutti per l'ultimo saluto.
Macerata, il writer "Pinpo" ha un volto: incastrato dalle telecamere giovane di 25 anni
La firma era diventata una costante sui muri della città, un "tag" in corsivo che si ripeteva identico da mesi, suscitando il malcontento di residenti e amministrazione. Ora, l’autore della scritta "Pinpo" ha finalmente un nome: si tratta di un giovane di 25 anni, originario del Piemonte, identificato e denunciato grazie a un’accurata indagine supportata dalla tecnologia. A tradire il writer sono stati i sistemi di videosorveglianza urbana. Le telecamere di sicurezza lo hanno infatti immortalato proprio mentre era in azione, permettendo agli inquirenti di dare un volto a quella firma seriale. Una volta identificato il sospettato, il lavoro investigativo si è concentrato sulla mappatura dei danni: un censimento impressionante che avrebbe rivelato ben 118 scritte riconducibili alla stessa mano. Il "raid" grafico ha interessato quasi tutta la città, senza risparmiare zone di pregio o quartieri residenziali. Tra le aree più colpite figurano il centro storico, via Mameli, il quartiere Pace, via Cincinelli e viale Martiri della Libertà. La posizione del 25enne è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, ma la battaglia legale non si fermerà all'ambito penale. Il Comune di Macerata ha già annunciato una linea di massima fermezza: l’amministrazione intende procedere con una richiesta di risarcimento danni per coprire i costi di ripristino e pulizia delle pareti imbrattate.
Civitanova, deve scontare oltre 6 anni per droga: arrestato 33enne
Un ordine di carcerazione definitivo e un nuovo sequestro di sostanze stupefacenti. È il bilancio dell’ultima operazione dei carabinieri della stazione di Civitanova Marche, che hanno assicurato alla giustizia un uomo condannato a una lunga pena detentiva e fermato un giovane pusher in attività. L'operazione principale ha portato all'arresto di un 33enne di nazionalità albanese, residente a Porto Sant’Elpidio ma di fatto domiciliato a Civitanova. L'uomo è stato rintracciato dai militari in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura Generale presso la Corte d'Appello di Perugia: deve scontare una pena definitiva di 6 anni, 5 mesi e 3 giorni di reclusione per reati legati allo spaccio di stupefacenti commessi tra il 2020 e il 2023 nelle province di Macerata e Fermo. Al termine degli accertamenti, il 33enne è stato scortato presso la Casa Circondariale di Fermo. Nello stesso contesto di controllo del territorio, i carabinieri hanno inferto un altro colpo allo spaccio locale in Via Verga. Qui è stato fermato un 21enne civitanovese che, tradito dal proprio nervosismo, è stato sottoposto a perquisizione personale. Il giovane nascondeva un involucro di cellophane contenente esattamente 142 grammi di hashish, quantitativo già pronto per essere smerciato in città. La sostanza è stata posta sotto sequestro, mentre per il ragazzo è scattata la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica di Macerata.
Camerino, giro di droga tra giovanissimi: arrestato 19enne, scatta il braccialetto elettronico
Funghi allucinogeni e marijuana, arrestato giovanissimo a Camerino: per lui scatta il braccialetto elettronico. I carabinieri della stazione di Fiuminata, con il supporto del nucleo cinofili di Pesaro, hanno tratto in arresto un 19enne residente nel comune, dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico. L'operazione rappresenta il culmine di un'indagine nata lo scorso aprile, quando durante un controllo a largo raggio della Compagnia di Camerino il giovane era stato trovato in possesso di un "kit" variegato di sostanze: 0,37 grammi di marijuana, uno spinello già pronto e 2,59 grammi di funghi allucinogeni. Il materiale era stato subito sequestrato e messo a disposizione della Procura di Macerata. Gli accertamenti dei militari non si sono però fermati al sequestro iniziale. L'attività investigativa ha permesso di ricostruire una rete di contatti più ampia, portando alla denuncia a piede libero di altri due giovani: un 20enne del posto e un 21enne residente a Matelica. Alla luce degli elementi raccolti, l'Autorità Giudiziaria ha ritenuto necessaria la misura cautelare per il 19enne camerte, accusato di detenzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti.
Falsi biglietti per il concerto di Olly: truffata 23enne di Corridonia, denunciati padre e figlio
Voleva solo regalarsi una serata sulle note del suo cantante preferito, ma si è ritrovata vittima di un raggiro orchestrato da una coppia di insospettabili. I carabinieri della stazione di Macerata, a seguito di un’accurata indagine telematica, hanno denunciato a piede libero due persone, un padre di 54 anni e un figlio di 21, residenti a Malgrate (Lecco), per il reato di truffa in concorso. L'indagine è partita dalla denuncia di una ragazza di 23 anni di Corridonia. La giovane, desiderosa di assistere al concerto del cantante Olly (previsto per lo scorso 13 marzo a Pesaro), aveva rintracciato un annuncio online per l'acquisto di due biglietti al prezzo di 124 euro. Contattato il venditore, la vittima era stata indotta a effettuare un primo bonifico su un conto intestato al ventunenne. A causa di un presunto "errore tecnico", i truffatori sono riusciti a convincerla a ripetere il pagamento su un secondo Iban, questa volta riconducibile al padre cinquantatreenne. L'amara sorpresa è arrivata al momento della consegna: alla ragazza è stato recapitato un solo biglietto che, dopo i dovuti controlli, è risultato essere non valido. I militari dell'Arma, incrociando i flussi bancari e gli accertamenti tecnici sui profili online, sono riusciti a risalire all'identità dei due uomini, entrambi già noti alle forze dell'ordine, deferendoli alla Procura della Repubblica.
Parcaroli non ha la lista. E aspettando "Godo" sta diventando una comica
In una di quelle serate profumate di buona borghesia al Lauro Rossi vi sarà capitato di incontrare Estragone e Vladimiro. Oggi magari è meno probabile perché la programmazione del settecentesco palcoscenico voluto dai nobili della città è più una passerella di modeste ambizioni ideologiche che non un invito a ospitare musica e prosa di alto significato e quindi Samuel Beckett non è all’orizzonte. Così come non sono all’orizzonte i lavori di consolidamento di questo capolavoro del Bibbiena che pure Estragone, al secolo l’assessore Lego, aveva sbandierato proclamando l’ennesimo iperbolico finanziamento da 3,9 milioni di euro per il post sisma. Deve essere nella stessa pratica del restauro del Convitto Nazionale che il Centrodestra aveva messo al primo punto del suo programma sei anni fa, ma evidentemente hanno avuto altro da fare. Per compitare le promesse mancate occorrerebbe non un articoletto, ma un censimento. Estragone e Vladimiro, l’uomo con la camicia, stanno lì e a quattro giorni dal termine ultimo per la presentazione delle liste non hanno ancora notizie di Godo (ho tolto la t perché al personaggio di cui dico s’addice più il godereccio che il filosofico). Fuor di metafora la cosa curiosa – al netto di chi di Sandro Parcaroli ha detto peste e corna e poi si ripresenta glorificandolo nella speranza di uno strapuntino – è che a quattro giorni dalla scadenza perentoria per la presentazione delle liste quella che dovrebbe indicare Sandro Parcaroli come candidato sindaco non c’è. Estragone e Vladimiro stanno aspettando Godo, ma c’è il rischio concreto che debbano affannarsi a presentare un listino che non raggiunge neppure i 32 nomi previsti, ma soprattutto che alla fine vengano frustrati dal materializzarsi di Anna Menghi che ha tre vantaggi: è donna e per le quote rosa ha la preferenza, ha i voti e soprattutto sa di amministrazione. Davvero sembra una piece teatrale. Fratelli d’Italia ha già schierato i suoi candidati e ha ingoiato il rospo del Parcaroli-bis per disciplina di partito. Francesco Acquaroli – il presidente della Regione – sapeva benissimo che tolto Godo si sarebbe scatenata nel suo partito una guerra intestina. Su consiglio di Arianna Meloni ha posto il tema a Matteo Salvini che ha incoronato Godo per il secondo mandato. Ora va ricordato a tutti gli elettori che per le Comunali esiste il voto disgiunto. Si può votare per il consiglio comunale per un candidato di una lista di centro destra e votare per un candidato Sindaco non collegato a quella lista. E però sono tutti convinti che l’effetto Parcaroli funzioni. Peccato che per ora Godo non abbia una lista dove compare come candidato. Così c’è un certo affanno dalle parti di Estragone, convinto di godere di una infinita popolarità, e di Vladimiro che doveva mobilitare un esercito di esercenti e pare si sia dovuto incontrare con quattro complici al bar. L’affanno è derivante dal fatto che non trovano né firme né candidati. Ci sono su questa lista bottegaio-leghista due incognite enormi: Anna Menghi e Aldo Alessandrini che della Lega è segretario cittadino e ora siede nella commissione d’inchiesta sul mattatoio di cui nessuno parla. In questa situazione si ha uno schieramento per Parcaroli Sindaco con il non trascurabile particolare che sin qui Sandro Parcaroli non ha una lista dove presentarsi. E se la lista ci sarà, sarà una lista-Parca, non dal nome del capolista, ma dalla inconsistenza dei candidati. Dato che le cose stanno così sembrano sgonfiarsi anche i bluff di una popolarità senza confini di Vladimiro e di una solidissima presa elettorale di Estragone-Lego che ha aperto tanti cantieri, ma non si è costruito un consenso. Per il Centrodestra l’avvio di questa competizione elettorale non è né dei più sereni né dei più decisi. Evidentemente contano sulla presunta debolezza dei competitori. Ma tra l’operare per vincere e il tentare di non perdere c’è una bella differenza. Staremo a vedere, per ora aspettando: Godo.
Porto Recanati, Attila da impazzire: schiantato il Bramante, è primato matematico
Il verdetto è ufficiale: l’Attila Junior Basket chiuderà la stagione regolare al primo posto. Con una prestazione di forza e carattere tra le mura amiche del PalaMedi, i ragazzi di coach Coen hanno superato il Bramante Pesaro per 81-61, blindando matematicamente il primo posto in classifica con una giornata d'anticipo. Un traguardo straordinario che garantisce agli arancionero la vetta del girone in vista degli imminenti play-off. Eppure, l’avvio del match non era stato dei più semplici. Nel primo quarto i pesaresi sono partiti a razzo, trascinati dalle triple di Centis, Ferri e soprattutto da uno scatenato Cornis, chiudendo la frazione avanti sul 17-26. Ma l’Attila ha saputo mantenere la calma, iniziando la rimonta nel secondo periodo grazie alla precisione chirurgica di un Pietro Sablich in stato di grazia (top scorer con 21 punti) e alla solidità di Gamazo e Ciribeni. Il sorpasso firmato da Sablich a metà frazione ha dato il via alla fuga arancionero, mandando le squadre al riposo sul 46-43. Nella ripresa non c’è stata storia. Il terzo quarto è stato un monologo dei padroni di casa: la difesa pesarese ha faticato a contenere le incursioni di Caverni e le triple di uno strepitoso Simone Farina, mentre l’Attila volava sul +11. Nell'ultimo atto, Porto Recanati ha gestito magistralmente il vantaggio: la sesta tripla personale di Sablich ha messo il punto esclamativo sul match, permettendo nel finale anche l'esordio dei giovani Alfonsi e Virgili (subito a segno dall'arco). Al fischio finale è esplosa la festa al PalaMedi per una cavalcata trionfale che ora attende solo l'ultima tappa di Bisceglie prima di tuffarsi nella post-season con il vantaggio del fattore campo. (Credit foto: Alfonso Alfonsi)
Usucapione e rapporti familiari: basta l'uso prolungato dell'immobile per diventarne proprietari?
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa all’usucapione nei rapporti familiari e, in particolare, alla distinzione tra possesso e detenzione tollerata del proprietario. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da una lettrice di Montegranaro che chiede: “Ho vissuto per oltre trent’anni in una casa di proprietà di mia zia, sostenendo anche spese e lavori: posso usucapirla?”. La questione prospettata consente di chiarire un principio fondamentale in materia di usucapione, spesso oggetto di equivoci nella prassi applicativa: il semplice decorso del tempo, pur richiesto dalla legge ai sensi dell’art. 1158 c.c., non è di per sé sufficiente a determinare l’acquisto della proprietà. È infatti necessario che il soggetto eserciti sul bene un potere di fatto che si concreti in un possesso pieno, continuato e ininterrotto, corrispondente all’esercizio del diritto di proprietà. Questo profilo assume una rilevanza maggiore quando il rapporto tra le parti si inserisce in un contesto familiare o comunque caratterizzato da vincoli di stretta parentela, in cui l’utilizzo dell’immobile è riconducibile a dinamiche di solidarietà familiare, assistenza reciproca o mera ospitalità, le quali non presuppongono un trasferimento del possesso, ma si fondano su una semplice concessione del proprietario: la situazione di fatto che ne deriva è, di regola, qualificabile come detenzione e non come possesso, proprio in quanto originata dal consenso, anche tacito, del titolare del diritto. In questo senso si colloca l’art. 1144 c.c., il quale stabilisce che gli atti compiuti con l’altrui tolleranza non possono servire di fondamento all’acquisto del possesso, perciò, qualora il proprietario consenta a un parente di abitare o utilizzare il bene, anche per periodi lunghi, tale circostanza non è idonea, di per sé, a mutare la natura del rapporto né a far maturare un possesso utile ai fini dell’usucapione. La giurisprudenza ha più volte chiarito che, nei rapporti familiari, la lunga durata dell’occupazione non è di per sé sufficiente a dimostrare l’esistenza del possesso, poiché è normale che il proprietario tolleri l’uso del bene da parte di un parente senza per questo rinunciare ai propri diritti; per questo motivo, chi vuole far valere l’usucapione ha un onere probatorio più rigoroso: non basta dimostrare di aver abitato o utilizzato l’immobile per molti anni, ma è necessario provare in modo chiaro che il proprietario si sia comportato in modo tale da far emergere un reale disinteresse o una rinuncia ai propri diritti sul bene. A tal proposito la Corte di Appello di Catania [...] ha escluso che possano assumere rilievo decisivo ai fini della prova del possesso tali elementi trattandosi di attività pienamente compatibili con una detenzione qualificata e non indicative dell’esercizio di un potere esclusivo sul bene. Difatti, perché possa ravvisarsi un possesso utile ai fini dell’usucapione è necessario che il comportamento del soggetto sia connotato da inequocità e idoneità a manifestare l’intenzione di esercitare un diritto pieno ed esclusivo, in aperto contrasto con la posizione del proprietario; a ciò si aggiunge il tema dell’interversione del possesso: quando la relazione con il bene abbia avuto origine da un titolo di mera detenzione, è indispensabile che il soggetto alleghi e dimostri l’avvenuto mutamento del titolo, ossia il passaggio dalla detenzione al possesso e tale trasformazione non può desumersi da un semplice mutamento interiore della volontà del detentore, né dal protrarsi nel tempo dell’utilizzo del bene, ma deve risultare da un comportamento esterno, univoco e percepibile dal proprietario. Pertanto, in risposta alla nostra lettrice, si può affermare che, "l'usucapione è escluso ogni qual volta in cui il proprietario del bene sia a conoscenza del fatto che un altro soggetto stia utilizzando lo stesso per i propri bisogni e, ciò nonostante, ne tolleri la situazione, consentendoglielo espressamente" (Corte d’Appello di Catania, 29.01.2026, n. 127). Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Macerata, inaugurata la mostra sullo scenografo Mario Pompei a Palazzo Ricci (VIDEO)
Nel pomeriggio di ieri è stata aperta al pubblico la mostra "Mario Pompei. Essere scenografo. Bozzetti, scene e costumi", per conoscere la figura di Mario Pompei (1903-1958), importante illustratore e scenografo della prima metà del Novecento. La mostra, a cura degli storici Pierfrancesco Giannangeli e Maria Letizia Paiato dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha luogo a Palazzo Ricci, ed è patrocinata da Comune di Macerata, Fondazione Marche Cultura e Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi. L'esposizione intende esplorare la poliedrica, innovativa e versatile opera di Pompei. Le opere esposte appartengono all'archivio Pompei, curato da Paola Pallottino, storica dell'illustrazione che da anni studia e valorizza la produzione di Pompei. "Questa mostra e relativo catalogo – afferma Paola Pallottino – costituiscono un prezioso, quanto inedito, approfondimento critico, non solo attraverso l’analisi dell’opera di scenografo e costumista di Mario Pompei, ma mettendo in luce, per la prima volta, il suo contributo agli studi sulla nascita della scenografia moderna". Come spiegato da Pierfrancesco Giannangeli, quella di Mario Pompei è stata, infatti, una figura centrale della scenografia italiana ed europea. «L'opera di Pompei – dichiara – si colloca nel solco del superamento del verismo descrittivo: il suo utilizzo di campiture piatte, riempite di colori accesi e brillanti e deformazioni geometriche di matrice cubista, creano un nuovo e ritmico spazio scenografico. La sua produzione ha spaziato dagli importanti palcoscenici, come il Teatro dell'Opera di Roma, alle realtà più piccole, influenzando anche il teatro filodrammatico: l'essenzialità delle sue scenografie ha pervaso ogni tipo di teatro, dimostrando come le grandi riforme del teatro europeo - l’astrazione, la sintesi, il superamento del realismo - potessero uscire dai teatri colti». Conclude Maria Letizia Paiato: «Questa mostra descrive soprattutto un nuovo approfondimento critico su un autore, la cui attitudine interdisciplinare lo ha reso, oltre che uno scenografo, un vero e proprio “regista dell’immagine” totale». Per la Fondazione Cassa di risparmio della provincia di Macerata l'evento è un'occasione di grande pregio per valorizzare l'arte scenografica. In merito, il Presidente Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi dichiara: «Palazzo Ricci celebra con grande soddisfazione il talento creativo e poliedrico dello scenografo e illustratore Mario Pompei, tra i principali interpreti della scena artistica italiana del secolo scorso. La mostra si concentra sulla progettazione scenica legata al teatro, attraverso una selezione inedita di bozzetti originali e costumi che Pompei ha curato lungo la sua carriera. In tal senso la Fondazione Carima intende promuovere la città di Macerata, riconosciuta come centro di eccellenza per la scenografia, valorizzando questa sua peculiarità riferibile in larga parte alla storica presenza dello Sferisterio». Lucia Chiatti, Direttore generale Fondazione Pergolesi Spontini, conferma l’alto valore culturale dell’evento e l’ottima sinergia tra gli organizzatori: «Mario Pompei è stato un artista poliedrico che ha fatto la storia della scenografia, a cui noi dobbiamo molto. E quindi valeva la pena poterlo approfondire: così è iniziata questa avventura. Abbiamo quindi portato avanti questa attività che risponde agli obiettivi della Fondazione Pergolesi Spontini, cioè custodire e valorizzare la tradizione ma vivendo l'attività artistica, e quindi con accanto anche la contemporaneità. La mostra che dedicheremo a Pompei e anche l'opera che metteremo in piedi, Le peripezie di Pinco Pallino, hanno proprio questo compito di vivere la contemporaneità, di vivere oggi un pezzo di storia della scenografia italiana, un pezzo di storia dell'opera italiana». Ricordiamo che Le peripezie di Pinco Pallino (1930), esempio concreto della riuscita e calibrata ricerca estetica di Pompei, sarà messo in scena al Teatro Pergolesi di Jesi, il 20 e 21 aprile alle ore 10 (in anteprima il 19 aprile alle ore 17). Paola Ballesi, Presidente dell'Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi, sottolinea il risultato raggiunto grazie alla collaborazione delle varie realtà coinvolte nell'evento: «Grande plauso a promotori, curatori, organizzatori e patrocinatori di questa preziosa iniziativa che attorno all’arte dello scenografo Mario Pompei ha saputo costruire una coralità di voci nel cuore delle Marche, rinomata terra di scenografi, orchestrando più eventi il cui filo conduttore è il talento di un grande autore che ha declinato la scenografia nella sua accezione più autentica, quale via maestra per conformare l’immaginario nello 'spazio' perché diventi 'luogo' di apertura storico-culturale in cui ‘accade’ l’esistenza nelle sue molteplici forme e narrazioni». La mostra è accompagnata dal catalogo edito da Amala§unta Edizioni di Monica Simoni con le presentazioni del Presidente della Fondazione Carima Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi e del Direttore generale della Fondazione Pergolesi Spontini Lucia Chiatti, gli interventi critici dei curatori Pierfrancesco Giannangeli e Maria Letizia Paiato, di Paola Pallottino e Agnese Sferrazza, un’introduzione di Roberto Cresti, Direttore artistico del Museo Palazzo Ricci e docente dell’Università di Macerata, del Direttore artistico della Fondazione Pergolesi Spontini Cristian Carrara. Sono inoltre pubblicati gli interventi di Alessandro Tinterri e Elena Gottarelli, tratti dal catalogo della mostra di Ferrara del 1993 Mario Pompei. Scenografo, illustratore e cartellonista 1903 – 1958, oltre ad alcuni scritti di Mario Pompei selezionati da Pierfrancesco Giannangeli. Ricordiamo inoltre che alla mostra hanno collaborato gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Macerata: Fabrizio De Santis, Federico Balestro, Edoardo Montelli, Angelica Stronati, Aurora Binotto, Vincenzo Coccia, Mirko Cicconi, Lucrezia Perchiazzi, Gloria Sosi, Anna Sbaffi, Diana Gavini, Maria Accorroni, Maria Cecilia Riccioni, Lu Yi, Yang Qinrui, Liu Zilan, Sara Concetta Doronzo, Edoardo Buschi, Ma Zhuoran, Francesco Paoletti, Giorgio Perron Cabus. Con il contributo dei docenti Francesco Calcagnini, Andrea Comotti, Alessandro Cheli, Roberta Fratini, Benito Leonori. Per la realizzazione del progetto si ringraziano gli eredi di Mario Pompei: Paola Pallottino, Michele Pompei, Rita Pompei, Silvia Pompei.
Eurosuole Forum in festa: la Lube piega Verona e si prende la Finale
La Cucine Lube Civitanova emula la Copra Nordmeccanica Piacenza e, come gli emiliani nel 2008, si qualifica alla Finale Scudetto dopo il 6° posto in Regular Season. Decisivo, in un Eurosuole Forum sold out, il 3-0 (25-23, 25-19, 25-20) contro Rana Verona nel quarto round della Semifinale Play Off SuperLega Credem Banca. Vittoriosi per 3-1 nella serie, gli uomini di Giampaolo Medei approdano all’ultimo step del torneo e nelle prossime settimane sfideranno Sir Susa Scai Perugia al meglio dei cinque match. Per la Lube si tratta della seconda Finale consecutiva, l’ottava nelle ultime nove edizioni dei Play Off, l’undicesima complessiva. Sarà invece la sesta resa dei conti con la Sir. Gara 1 in programma giovedì 30 aprile 2026 al Pala Barton Energy (ore 20.30). Loeppky chiude da MVP con 15 punti (80% in attacco e 3 ace) e va in finale per il terzo anno di fila dopo quella da tesserato di Monza e l'altra in maglia Lube), Nikolov mette a referto 13 punti, Bottolo 12 con ben 5 muri. Tra gli ospiti solo Keita raggiunge la doppia cifra (15 punti con il 57% e 2 ace). Grande traguardo per Podrascanin, che oltre a tornare in Finale Scudetto raggiunge i 4.703 punti in carriera superando Luigi Mastrangelo al sesto posto della classifica all-time dei centrali più prolifici. Nel primo set (25-23) la Lube parte contratta, ma cresce alla distanza. Il duello diventa punto a punto. Grazie agli 8 sigilli di Loeppky e ai 4 di Nikolov, Civitanova piega gli scaligeri, nonostante il 78% di Keita (7 punti). Nel secondo set (25-19) i padroni di casa prendono subito in mano le redini del gioco e gestiscono il parziale dominando a muro (5-1), con un servizio performante (2 ace a 1) e con una miglior efficacia nelle fasi di attacco (65%). Nel terzo set (25-20) gli uomini di Giampaolo Medei sono irrefrenabili e partono con un devastante 11 a 3 con i tre tenori biancorossi a macinare punti (4 muri di Bottolo. Verona reagisce (20-16) quando ormai è troppo tardi. La gara Lube in campo con Boninfante al palleggio, i tre attaccanti Loeppky, Nikolov e Bottolo, Gargiulo e Podrascanin al centro, capitan Balaso libero. Verona schierata con l’ex biancorosso Christenson in cabina di regia e Darlan bocca da fuoco, Keita e Mozic laterali, Zingel e l’ex Lube Vitelli centrali, Staforini libero. Avvio fulminante di Verona, con un atteggiamento spregiudicato e due ace (1-5). Il time out di Medei sveglia i biancorossi, che iniziano ad aumentare l’intensità e trovano il pari (9-9) su un attacco out degli ospiti. Darlan trova un nuovo break (10-12), Nikolov mette a terra il pallone del 13-13, Potke trova il sorpasso (14-13). Verona insiste e ribalta la situazione procurandosi un break su un errore biancorosso (15-17). Le squadre si equivalgono. La Lube impatta (18-18) e mette il naso avanti con Nikolov per poi trovare il break con Podrascanin (21-19), che diventa il 6° centrale per numero di punti nella classifica all-time dei migliori marcatori in SuperLega. Il secondo tocco di Boninfante vale il 24-22. Keita accorcia (24-23), ma sbaglia la battuta (25-23). Al rientro in campo Verona si presenta con Sani e Nedeljkovic. Boninfante è ancora protagonista con un ace e il servizio che propizia il 6-3 di Bottolo. Il muro di Nikolov aumenta il divario (9-5). Loeppky colpisce dai nove metri (11-6), mentre Podrascanin si esalta a muro e Nikolov lo emula (13-6). Il team di Soli si riavvicina sfruttando il servizio di Sani (16-12), ma la Lube tiene a distanza gli avversari con attacchi ragionati e la pipe di Bottolo (20-15) fino a un errore cuciniero seguito dal muro ospite (20-17). Sul 21-17 dentro Orduna e Kukartsev per la Lube, ma lo scroscio di applausi è per il muro di Gargiulo (22-17). Civitanova sigla il muro del 24-18 e vince 25-19 sull’errore di Sani. Il terzo set si apre con l’ace di Nikolov che vale il break (4-2). La Lube gioca sul velluto e Nikolov duetta con i tifosi, ma c’è anche un Bottolo dal timing perfetto a muro (2 block su Darlan per il 9-3). In campo c’è solo la Lube (11-3). Anzi spinge tutto il Palazzo. Soli inserisce D’Amico da schiacciatore. Verona trova una reazione e lima lo svantaggio (14-9). Dopo una breve pausa la Lube torna dominante grazie anche ai servizi di Loeppky (19-10). Keita non ci sta e tira fuori il meglio dai nove metri a suon di ace (20-16). In ricezione entra Duflos-Rossi e Bottolo sigla il muro del 21-16. Podrascanin sigla l’ace del 22-16. Verona ha il merito di portarsi di nuovo a -4 (23-19), ma Nikolov consegna ai suoi 5 match ball (24-19) e chiude 25-20. Cucine Lube Civitanova – Rana Verona 3-0 (25-23, 25-19, 25-20) Cucine Lube Civitanova: Boninfante 3, Bottolo 12, Gargiulo 4, Loeppky 15, Nikolov 13, Podrascanin 5, Bisotto (L), Orduna 0, Balaso (L), Kukartsev 0, Duflos-Rossi 0. N.E. D'Heer, Hfaiedh, Tenorio. All. Medei. Rana Verona: Christenson 3, Mozic 4, Zingel 8, Ferreira Souza 3, Keita 15, Vitelli 0, Bonisoli (L), Planinsic 0, D'Amico 0, Staforini (L), Sani 9, Glatz 0, Nedeljkovic 3. N.E. Valbusa. All. Soli. ARBITRI: Cesare (RM) e Zanussi (RM) Note: durata set 25’, 27’, 25’. Totale: 1h 17’. Civitanova: errori al servizio 14, ace 6, muri 11, attacco 56%, ricezione 36% (15%). Verona: errori al servizio 17, ace 7, muri 6, attacco 53%, ricezione 32% (12%). Spettatori: 4.153. MVP: Loeppky. GIAMPAOLO MEDEI (allenatore): “Tutti hanno fatto un grandissimo lavoro per conquistare meritatamente questa Finale, e quando dico tutti intendo proprio tutti, quindi giocatori, staff e società. In stagione abbiamo faticato molto per trovare la giusta continuità, ma non abbiamo mai mollato e siamo stati bravi a lavorare sodo su quello che avrebbe potuto fare la differenza a nostro favore. In questa Semifinale abbiamo raccolto quei frutti che non eravamo mai riusciti a raccogliere in precedenza. Comunque, questo ci tengo a sottolinearlo, si tratta di una soddisfazione relativa, in quanto conquistare una finale significa guadagnarsi un’occasione. Adesso avremo l’opportunità di riposarci un po' e poi sotto di nuovo a lavorare per riuscire a giocarci tutte le nostre chance. Spendo le ultime parole della serata per i nostri fantastici tifosi, che non ci hanno mai abbandonato nel corso della stagione. Sono molto felice che siamo riusciti a regalare un'alta Finale”. ERIC LOEPPKY: “Per tutti noi è un momento bellissimo. Per la squadra, le nostre famiglie, la società e naturalmente anche per i nostri tifosi. Abbiamo lavorato tanto per raggiungere questo traguardo e adesso sono davvero entusiasta di poter affrontare un’altra Finale Scudetto con questa maglia. Perugia è una squadra sicuramente molto difficile da affrontare. Noi dovremo pensare esclusivamente a noi stessi, quindi a quello che dobbiamo fare nella nostra metà campo”. GIOVANNI GARGIULO: “Prima di tutto ci tengo a fare i complimenti a Verona, perché personalmente mi sono divertito davvero tanto in questa serie. Si è parlato tanto dei comportamenti in campo, ma in partite di questo genere penso sia normale. Mi dispiace soltanto che qualche giocatore abbia fatto delle uscite evitabili fuori dal campo, invece di far rimanere tutto lì. Abbiamo dimostrato di meritare la Finale, quindi stasera festeggiamo. Oggi non ho mai avuto dubbi sul fatto che avremmo vinto. Quando ho sentito l’atmosfera creata dal nostro meraviglioso pubblico ho capito subito che sarebbe stata la nostra serata. Questa vittoria è anche il ringraziamento per tutti i nostri tifosi, che ci sono sempre stati vicini nel corso della stagione, pure nei momenti di grande difficoltà. Si tratta della nostra seconda Finale Scudetto di fila, non è poco”.
Aurora Treia travolgente: 4-1 alla Palmense e promozione sempre più vicina
L’Aurora Treia ospita la Palmense dell’ex Francesco Nocera nell’incontro valido per la ventinovesima giornata del Girone B di Promozione. La capolista mantiene per 10/11 la stessa formazione che si è imposta una settimana fa a Cascinare. Orlietti si accomoda in tribuna a causa della squalifica mentre Chornopyshchuk e Borrelli restano in panchina a causa di alcuni guai fisici. Gli ospiti rispondono con il tridente d’attacco composto da Nazziconi, Cuccù e Ferranti. Spazio anche ai giovanissimi Coluccino, Di Leonardo e Ruggeri che partono dal primo minuto. Avvio di gara a senso unico, con i padroni di casa subito aggressivi e capaci di schiacciare gli avversari nella propria metà campo. Guzzini, Melchiorri e Cirrottola si rendono protagonisti delle prime occasioni, mentre la Palmense prova a pungere in contropiede senza però trovare fortuna grazie alla pronta risposta di Testa sulla conclusione di Nazziconi. Il forcing dei biancorossi si concretizza al 21’: sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Palladini, Guzzini si fa trovare pronto sotto porta e insacca con il piattone. Il raddoppio arriva praticamente subito ed è un’autentica perla: Testa, direttamente dalla propria area, pesca Melchiorri che con una conclusione elegante supera Coluccino trovando l’angolino. La Palmense non si arrende e prova a reagire, affidandosi soprattutto a Cuccu, autore di un tentativo spettacolare. Ma è ancora l’Aurora a colpire: al 38’ Melchiorri inventa per Guzzini, che firma la sua doppietta personale e porta il risultato sul 3-0. A rendere ancora più dolce il momento per i padroni di casa ci pensa la notizia del vantaggio del Castel di Lama sull’Azzurra Colli, diretta concorrente per la promozione. Nella ripresa i ritmi calano, ma è ancora l’Aurora a partire meglio sfiorando il gol con Melchiorri, che colpisce la traversa. La Palmense accorcia le distanze al 63’: Testa commette fallo in uscita su Ferranti e l’arbitro assegna il calcio di rigore. Dal dischetto Nazziconi non sbaglia e firma il 3-1. La squadra di casa, però, continua a spingere e al 72’ cala il poker: Cirrottola si invola in velocità e conclude sotto la traversa con un gol di pregevole fattura. Nel finale le due squadre abbassano ulteriormente i ritmi, tra sostituzioni e gestione delle energie. Con questa vittoria l’Aurora Treia centra il ventinovesimo risultato utile consecutivo, mantiene un punto di vantaggio sull’Azzurra Colli e si prepara al decisivo appuntamento di Monte Urano, dove sabato prossimo avrà il match point per una storica promozione in Eccellenza. La Palmense, invece, incassa la seconda sconfitta consecutiva e resta ferma a quota 39 punti. AURORA TREIA – PALMENSE AURORA TREIA: Testa, Gabrielli (71’ Guglielmo), Calamita, Alla, Ballanti, Bartolini, Mazzoni (79’ Dominino), Palladini (79’ Giuliodori), Melchiorri (73’ Seye), Guzzini (71’ Guglielmo), Cirrottola. A disposizione: Giachetta, Borrelli, Chornopyshchuk. Allenatore: Simone Ricci. PALMENSE FM: Coluccino, Di Leonardo (17’ Fuglini), Gregonelli, Haxhiu, Sako (45’ Aliffi), Silenzi (68’ Cappella), Malavolta, Ruggeri, Ferranti (79’ Guideri), Cuccù (63’ Guedak), Nazziconi M. A disposizione: Tiberi, Cacciola, Nazziconi F, Sacchini. Allenatore: Francesco Nocera. MARCATORI: Guzzini 21’, 38’, Melchiorri 25’, Nazziconi M (rig) 62’, Cirrottola 72’. ARBITRO: Lorenzo Paoletti – Sezione di Fermo. ASSISTENTI: Luigi Domenella – Sezione di Ancona; Riccardo Persichini – Sezione di Macerata. NOTE: angoli 9-2, recuperi 1’-2’, presenti circa 250 spettatori al “Leonardo Capponi” di Treia.
Macerata, Fratelli d’Italia lancia la sfida elettorale con Parcaroli: "Non ci accontentiamo, avanti con i progetti” (VIDEO e FOTO)
Nella Sala Rossa della Domus San Giuliano, il partito di Fratelli d’Italia ha ufficialmente presentato la propria compagine per le prossime elezioni amministrative di Macerata. L'evento, svoltosi nel pomeriggio di sabato 18 aprile, ha confermato la compattezza del movimento a sostegno del primo cittadino uscente. Ad aprire i lavori è stato il coordinatore comunale e consigliere Pierfrancesco Castiglioni, che ha rivendicato la qualità della squadra schierata: "Presentiamo una lista forte e adeguata alle elezioni. I candidati sono molto motivati e rappresentano un mix ideale tra nuovi volti e vecchie conoscenze del nostro partito". La solidità della proposta politica è stata rimarcata dal segretario provinciale Massimo Belvedere, il quale ha inserito la competizione elettorale in un quadro di ampio respiro: "Ringrazio i dirigenti di partito che sono qui oggi. Questa è una sfida epocale. Sandro Parcaroli e tutti i consiglieri uscenti hanno fatto molto per questa città. Macerata ha cambiato volto, anche grazie alla costante collaborazione con Regione e Provincia. Il nostro impegno è continuare quanto abbiamo iniziato". Il candidato sindaco Sandro Parcaroli ha espresso grande entusiasmo per il gruppo di aspiranti consiglieri, sottolineandone la trasversalità delle competenze: "È una lista variegata, utile e di supporto in tutti i settori. Nonostante sia stato fatto molto, non ci accontentiamo. Non sono affatto stanco, l'età sta solo sulla carta d'identità. Dobbiamo fare ancora molto: finire i lavori che abbiamo iniziato e imbastirne di nuovi, per portare questa città a essere una delle più belle d’Italia". All'evento hanno anche partecipazione della senatrice Elena Leonardi, del sottosegretario alla presidenza Silvia Luconi e del consigliere regionale Pierpaolo Borroni. La giornata politica è poi proseguita con un momento di ascolto attivo dedicato alla cittadinanza tramite l'incontro "La tua voce per il futuro di Macerata", un'occasione di confronto diretto per raccogliere le istanze del territorio e integrarle nella visione amministrativa dei prossimi anni. La lista si compone quindi dei seguenti nomi: Francesca D’Alessandro, docente di italiano liceo classico; Paolo Renna, operaio; Lorella Benedetti, funzionario ufficio legale Agenzia Entrate; Andrea Blarasin, commercialista; Marco Bravi, agente di commercio settore informatico; Pierfrancesco Castiglioni, dirigente scolastico in pensione; Romina Leombruni, funzionario Agenzia Entrate; Paolo Virgili, dipendente ente provincia; Michele Angelini, assicuratore; Claudio Caproli, docente tecniche gestione aziendale in pensione; Giada Cavallaro, consulente del lavoro; Simona Epasto, docente universitario di geografia economico-politica; Francesco Formentini, dipendente Università Macerata; Cecilia Franceschetti, commerciante e insegnante di danza; Maria Giampieri, assistente amministrativa presso istituto scolastico; Mauro Grelloni, medico pediatra; Andrea Guidarelli, cassiere e studente pilota di linea; Marco Isidori, allenatore sportivo; Simone Livi, dipendente Agenzia Dogane e Monopoli; Alfredo Lo Presti, consulente assicurativo; Martina Moroni, studentessa universitaria; Francesco Pallotto, laureato in scienze della politica e volontario servizio civile presso Polizia Locale; Francesco Pastori, operaio; Luciana Pavoni, docente di francese in pensione; Giuseppe Renzi, medico ginecologo; Irene Russo, consulente del lavoro; Serenella Pigliapoco, pensionata; Pierfrancesco Tasso, avvocato; Alberto Tombesi, funzionario CCIAA; Roberto Torresi, pensionato; Ilenia Vitali, impiegata amministrativa contabile.
San Severino ricorda don Pacifico Marinà con la tradizionale benedizione delle campagne
Domani (domenica 19 aprile) la frazione di Serralta si vestirà a festa per un appuntamento che unisce spiritualità e valorizzazione del paesaggio marchigiano: il pellegrinaggio verso la suggestiva chiesa di Sant’Apollinare a Monte. L’iniziativa è dedicata al ricordo di don Pacifico Marinà, storico parroco che per decenni è stato un punto di riferimento spirituale e umano per Serralta e le comunità limitrofe. La sua eredità continua a vivere in momenti come questo, capaci di unire residenti e visitatori nel segno della semplicità e della condivisione. Il ritrovo è fissato alle ore 9:30 presso il Castello di Serralta. Da qui prenderà il via una camminata lungo i sentieri che attraversano le colline, offrendo scorci panoramici sulla vallata marchigiana. Durante il percorso è previsto un momento particolarmente significativo con la Benedizione delle Campagne, un rito antico e molto sentito che invoca protezione per i frutti della terra e per il lavoro degli agricoltori. Alle ore 10, la celebrazione proseguirà nella piccola chiesa di Sant’Apollinare a Monte, un gioiello di architettura rurale in pietra, dove sarà officiata la Santa Messa in suffragio di don Pacifico. Al termine della mattinata è previsto un momento conviviale, occasione di incontro e condivisione per ricordare il parroco e vivere lo spirito di comunità tipico del territorio. "L’evento è rivolto non solo a chi ha conosciuto don Pacifico, scomparso nel 2017, ma anche agli amanti del trekking leggero e delle tradizioni autentiche, desiderosi di trascorrere una domenica immersi nel silenzio e nella sacralità delle campagne marchigiane", si legge in una nota del Comune di San Severino. Don Pacifico Marinà è stato per oltre 50 anni l’anima di Serralta, ricordato per il suo carattere gioviale, la profonda cultura e l’instancabile impegno nella tutela delle piccole chiese rurali del territorio.
San Severino Marche accoglie gli studenti marchigiani per le Olimpiadi di Primo Soccorso
Il cielo limpido e un sole primaverile hanno fatto da cornice all’evento dedicato agli studenti delle scuole superiori marchigiane che si sono affrontati nelle due competizioni a colpi di simulazioni di soccorso in scenari di emergenza, sfide e attività organizzate dai Giovani della Croce Rossa Italiana e prove relative all’applicazione del diritto internazionale umanitario. L'evento, organizzato dalla Croce Rossa Italiana - Comitato Regionale Marche, in collaborazione con il Comitato Territoriale di San Severino Marche e con il patrocinio del Comune di San Severino Marche, ha visto protagonisti tantissime ragazze e ragazzi. Le squadre partecipanti si sono cimentate in prove che hanno messo alla prova non solo le loro competenze tecniche ma anche sangue freddo e spirito di squadra. Scenari di emergenza realistici, simulazioni di soccorso complesse e sfide organizzate dai Giovani della Croce Rossa hanno alternato momenti di adrenalina pura a riflessioni profonde sull'applicazione del dirittointernazionale umanitario e su temi di attualità. Gli ambienti messi a disposizione hanno giocato un ruolo fondamentale nel rendere le prove quanto più verosimili possibile: ragazze e ragazzi si sono letteralmente immersi in situazioni d'emergenza, dovendo gestire la pressione e prendere decisioni rapide, esattamente come avviene nella realtà del soccorso. Al termine della giornata, gli studenti dell'Istituto di Istruzione Superiore "Raffaello" di Urbino si sono aggiudicati il primo posto guadagnando l’accesso alla fase nazionale delle Olimpiadi di Primo Soccorso mentre le ragazze del Liceo Terenzio Mamiani Pesaro 1 hanno vinto la Gara di diritto internazionaleumanitario, guadagnando anche in questo caso l’accesso alla fase nazionale. Il successo dell'evento è stato possibile grazie a una straordinaria rete di collaborazioni. Le prove della Gara DIU si sono svolte negli spazi gentilmente concessi dall'Uteam, l’Università della Terza Età dell'Alto Maceratese di San Severino Marche, mentre l'Amministrazione comunale, l'Arcidiocesi di Camerino - San Severino Marche e l'Istituto delle Suore Convittrici del Bambin Gesù hanno aperto le loro porte per ospitare le diverse prove relative alle Olimpiadi di Primo Soccorso. L'accoglienza calorosa è stata completata dal pranzo e dal buffet finale, curati dalla Fattoria Fucili, daCarni Sant'Elena e da Falcioni srl, e serviti grazie all'impegno instancabile dei numerosi volontari che hanno reso possibile ogni aspetto dell'evento. L'entusiasmo mostrato dai partecipanti e la sinergia tra istituzioni, enti religiosi, attività commerciali e volontari testimoniano come San Severino Marche sia diventata, per un giorno, la capitale regionale della cultura del soccorso. Un esempio virtuoso di come la collaborazione possa trasformare un evento in un'esperienza formativa indimenticabile per le nuove generazioni. Soddisfazione per l’ottima riuscita dell’iniziativa è stata espressa dal presidente regionale Marche della Croce Rossa Italiana, Rosaria Del Balzo Ruiti, e dal sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei: “È stato un onore per la nostra Città accogliere così tanti giovani provenienti da tutta la regione e vedere le nostre piazze e i nostri edifici storici animarsi di un entusiasmo così puro e costruttivo. Le Olimpiadi di Primo Soccorso e la Gara di Diritto Internazionale Umanitario non sono state solo una competizione, ma una straordinaria lezione di cittadinanza attiva. Vedere questi ragazzi cimentarsi con tanta serietà in simulazioni di emergenza e riflettere su temi cruciali come il diritto umanitario ci riempie di speranza per il futuro. San Severino Marche ha dimostrato, ancora una volta, la sua grande capacità di fare rete: il successo di questa giornata è il frutto di una sinergia preziosa tra l'Amministrazione, la Croce Rossa, le istituzioni religiose, l'Uteam e le realtà produttive locali che hanno sostenuto l'iniziativa. Un ringraziamento speciale va a tutti i volontari, il vero motore di questa macchina organizzativa, e ai partecipanti che hanno trasformato la nostra città in un laboratorio di solidarietà e competenza. Complimenti ai vincitori che rappresenteranno le Marche alle fasi nazionali; San Severino Marche farà il tifo per loro”.

cielo coperto (MC)



