Caldarola
Caldarola, torna la "Magnalonga dei 5 Castelli": aperte le iscrizioni per l'edizione 2026
Natura, storia e sapori della tradizione tornano protagonisti a Caldarola. Domenica 31 maggio si rinnoverà l’appuntamento con la Magnalonga dei 5 Castelli, la manifestazione organizzata dalla Pro Loco che unisce il piacere dell'escursionismo alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche del territorio. L’itinerario dell’ottava edizione si sviluppa su una distanza di circa undici chilometri. Si tratta di un percorso non particolarmente impegnativo, pensato per essere accessibile a tutti, che toccherà i borghi più suggestivi della zona. Oltre al centro di Caldarola, i partecipanti attraverseranno le frazioni di Vestignano, Croce, Pievefavera e Valcimarra. La camminata permetterà di immergersi nella storia dei cinque castelli, offrendo panorami mozzafiato e culminando nello scenario naturale delle "Cascatelle dei Folletti", tappa finale e simbolo dell'evento. Vero cuore pulsante della Magnalonga sono le cinque stazioni di ristoro dislocate lungo il tragitto. In ogni tappa, i partecipanti potranno degustare prodotti tipici locali, trasformando l'attività motoria in un'esperienza conviviale all'aria aperta. La partenza è fissata tra le 9:30 e le 10:30 presso i Giardini Pubblici di Viale Umberto I, con la garanzia che la manifestazione si svolgerà regolarmente con qualsiasi condizione meteorologica. Le iscrizioni sono obbligatorie e resteranno aperte fino al 27 maggio. Per quanto riguarda i costi, la quota di partecipazione è fissata a 27 euro per gli adulti e 16 euro per i ragazzi dai 6 ai 12 anni, mentre i bambini fino a 5 anni potranno partecipare gratuitamente. Il pagamento può essere effettuato tramite bonifico bancario o direttamente presso il negozio “F.lli Pesaresi” di Caldarola al momento della registrazione. Per ulteriori dettagli o per procedere all'iscrizione, è possibile contattare la Pro Loco di Caldarola tramite il canale WhatsApp dedicato.
Carta d’identità manomessa, ubriachi alla guida e maltrattamenti: un arresto e denunce nel Maceratese
Controlli straordinari dei Carabinieri nel territorio della Compagnia di Tolentino, con un servizio coordinato finalizzato a sicurezza stradale, contrasto agli stupefacenti e prevenzione dei reati nelle aree sensibili del comprensorio. L’operazione ha coinvolto 6 pattuglie e 12 militari, impegnati in verifiche su strade, luoghi di aggregazione ed esercizi pubblici. A Sarnano i Carabinieri hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un 46enne del posto, già condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia commessi fino al 2020 a Urbisaglia. L’uomo, rintracciato dai militari, è stato trasferito alla Casa di Reclusione di Fermo. Sul fronte stupefacenti, a Caldarola una 26enne residente a Castelfidardo è stata denunciata per falsità materiale dopo aver esibito una carta d’identità manomessa (priva di microchip). La giovane è stata inoltre segnalata come assuntrice per il possesso di 0,5 grammi di hashish. A Tolentino sono stati invece segnalati alla Prefettura due operai edili di 32 e 22 anni, trovati in possesso di modiche quantità di hashish. Sempre a Tolentino, un 39enne del posto è stato sanzionato per guida in stato di ebbrezza (art. 186 C.d.S.), con un tasso alcolemico pari a 0,71 g/l. Per lui è scattato il ritiro immediato della patente. Nel complesso, il servizio ha portato all’identificazione di 66 persone, all’ispezione di 8 esercizi pubblici e all’elevazione di 2 sanzioni per violazioni al Codice della Strada.
Belforte, protezione civile tra i banchi di scuola: “Fondamentali consapevolezza e responsabilità”
Un progetto condiviso, nato dalla collaborazione tra le Protezioni civili di Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona per portare la cultura della prevenzione direttamente tra i banchi di scuola. È questo lo spirito dell’iniziativa avviata all’interno dell’Istituto omnicomprensivo Leopardi-Frau-De Magistris” - guidato dalla dirigente scolastica Simona Sargolini, che coinvolge i plessi di Belforte, Caldarola e Camporotondo di Fiastrone, frequentati dagli studenti provenienti da tutti e cinque i Comuni dell’area: oltre ai tre citati, anche Serrapetrona e Cessapalombo. Un lavoro di rete che dimostra come la sicurezza non sia solo un tema da affrontare nelle emergenze, ma soprattutto un percorso educativo da costruire nel tempo, partendo dai più piccoli. A coordinare il progetto sono Tamara Carducci, responsabile della Protezione civile di Caldarola e Renato Vita per Belforte del Chienti. "Siamo stati contattati dalla scuola e abbiamo risposto subito in modo positivo - spiega Tamara Carducci - perché crediamo che la prevenzione sia fondamentale. È una iniziativa che riguarda tutti e cinque i Comuni e punta a far crescere nei ragazzi consapevolezza e responsabilità, in modo adeguato all’età". Il progetto, infatti, è stato pensato per coinvolgere tutte le fasce scolastiche, dall’Infanzia fino alla Secondaria di primo grado, modulando linguaggio e attività in base agli studenti. Con i bambini della scuola dell’Infanzia e delle prime classi della Primaria, l’approccio è stato più semplice e giocoso: si è parlato di cosa significhi essere volontari, dell’importanza della divisa e del riconoscimento del ruolo di chi opera per aiutare la comunità. "Con i più piccoli lavoriamo sui concetti base – racconta Carducci – spiegando cosa vuol dire volontariato e chi è il volontario. Anche la divisa diventa uno strumento educativo, perché aiuta i bambini a capire il ruolo e l’importanza del servizio”. Con gli alunni più grandi della Primaria, invece, l’attenzione si è spostata sul concetto di rischio, affrontando i principali scenari legati alla Protezione civile: terremoti, alluvioni e altri eventi che possono interessare il territorio. Ai ragazzi sono stati spiegati soprattutto i comportamenti corretti da adottare in caso di emergenza, mettendo al centro un principio fondamentale: la sicurezza personale prima di tutto. "Abbiamo lavorato molto sul concetto di rischio e sui comportamenti corretti – sottolinea Carducci – facendo capire cosa può fare un bambino in queste situazioni, partendo dalla protezione di sé stesso". Per gli studenti della scuola media, il percorso è proseguito con un livello ancora più approfondito, partendo dal tema della pianificazione comunale e analizzando le aree del territorio su come i Comuni organizzano la risposta in caso di emergenza. Realizzata anche una attività specifica sulla prevenzione incendi, insieme ai vigili del fuoco: nei plessi delle secondarie di primo grado di Caldarola e Belforte, le classi seconde e terze hanno seguito una lezione teorica sul triangolo del fuoco, come si svolgono le chiamate di emergenza, come si raggiungono le vie di fuga; poi una parte più pratica dove hanno potuto sentire il peso della divisa dei vigili del fuoco e cosa significa prepararsi per una emergenza e intervenire. Un passaggio importante del progetto è stato infatti il coinvolgimento di diverse componenti del sistema di Protezione civile. In classe è intervenuta anche la Croce Rossa di Tolentino, con attività collaterali legate al primo soccorso e alla gestione delle emergenze. L’iniziativa si concluderà a fine anno con una giornata dedicata interamente alla prevenzione, che vedrà protagonisti studenti, insegnanti e tutte le realtà coinvolte: un momento di sintesi e di condivisione per rafforzare il messaggio che la sicurezza è un impegno collettivo.
Eolico, il sindaco Fabbroni boccia i mega progetti: "Sì alle rinnovabili, ma non così. Stupiti da Legambiente"
Il comune di Caldarola e la coalizione ambientale Tess intervengono dopo la presa di posizione di Legambiente successiva alla bocciatura del progetto eolico Wind Energy Gagliole, esprimendo stupore per l’atteggiamento dell’associazione ambientalista sul tema dei grandi impianti in montagna. Il territorio di Caldarola è infatti interessato da un progetto eolico che prevede l’installazione di sette pale da 5 MW (inizialmente dodici), un intervento che l’amministrazione comunale ha sempre guardato con forte contrarietà per l’impatto potenziale sul paesaggio e sull’equilibrio ambientale dell’Appennino. A ribadirlo è il sindaco Giuseppe Fabbroni: "Sono rimasto molto colpito in negativo dalla posizione di Legambiente - ammette -: non si capisce il motivo per cui un'associazione ambientalista possa sostenere un modello di sviluppo che rischia di distruggere l’Appennino". Secondo Fabbroni, il punto non è essere contrari alle energie rinnovabili, ma chiedere una pianificazione seria e sostenibile: "Il rapporto costi-benefici dei grandi impianti in montagna è nettamente negativo. Noi non siamo contro le rinnovabili, ma contro questo modo di realizzarle". In merito alla bocciatura del progetto eolico di Gagliole, Fabbroni evidenzia "l’importanza di far valere le norme sulla tutela del paesaggio a livello costituzionale. Il nostro plauso va alla Regione Marche per aver bloccato il mega impianto eolico di Gagliole e San Severino. Ora auspichiamo un forte intervento della stessa Regione nei confronti del Governo per fermare anche gli altri mega progetti, tra cui quello che interessa il territorio di Caldarola". Anche la coalizione ambientale Tess sottolinea la necessità di un approccio più equilibrato alla transizione energetica, che tenga conto non solo degli obiettivi climatici, ma anche della tutela del paesaggio e della biodiversità. Tess richiama l’attenzione su una transizione che rischia di essere guidata prevalentemente dalle logiche di mercato, senza un adeguato piano nazionale e regionale capace di indicare aree idonee e limiti chiari. Nel mirino, inoltre, il rischio che l’installazione di impianti industriali in zone interne e montane possa generare conseguenze permanenti sul territorio, senza portare benefici concreti alle comunità locali, soprattutto in termini di sviluppo e ricadute economiche dirette. Comune e Tess ribadiscono infine la necessità di "investire su soluzioni alternative e meno impattanti, come il fotovoltaico in aree già urbanizzate o produttive, l’efficientamento energetico e l’ammodernamento delle infrastrutture esistenti, per raggiungere gli obiettivi ambientali senza compromettere l’identità dei territori appenninici".
Pasquarola 2026, Caldarola si ritrova in viale Umberto I
A Caldarola la Pasquetta torna a essere un momento centrale per la comunità con la “Pasquarola”, la tradizionale festa organizzata dalla Pro loco di Caldarola. L’edizione 2026 è in programma lunedì 6 aprile, a partire dalle ore 14, lungo viale Umberto I, che per l’occasione si trasformerà in un’area interamente dedicata a iniziative all’aperto. Il programma prevede mercatini, animazione per tutte le età, aree gonfiabili, laboratori e spazi dedicati ai sapori della tradizione, tra cui le immancabili stracciaporte. Tra gli appuntamenti più attesi la tombola, in programma alle 18.30, seguita da un momento musicale conclusivo con il dj Emiliano Effe. Novità significativa dell’edizione 2026 è il progetto realizzato in collaborazione con l’Istituto comprensivo Leopardi–Frau–De Magistris, che ha coinvolto i bambini della scuola dell’infanzia di Caldarola. I piccoli alunni hanno realizzato nelle scorse settimane delle pitture su tela ispirate al paese, dando vita a una personale interpretazione di “Caldarola a colori”. Le opere saranno esposte e messe in vendita durante la manifestazione: il ricavato sarà destinato interamente alla scuola dell’infanzia, a sostegno di attività extrascolastiche. La realizzazione della Pasquarola è resa possibile anche grazie alla collaborazione con diverse realtà associative del territorio, tra cui Crescere Insieme, Nuovo Oratorio Cristo Re, Infiorata di Caldarola, Caritas, Cif e Avis. «La Pasquarola è una festa profondamente legata all’identità del paese – sottolinea il presidente della Pro loco, Daniele Piani –. La collaborazione tra le associazioni locali è fondamentale per mantenerla viva nel tempo. Siamo inoltre particolarmente soddisfatti del progetto con la scuola, perché rappresenta un modo concreto per trasmettere alle nuove generazioni il senso di appartenenza e l’impegno verso la comunità».
“Amao Omi”, l’invocazione contro la guerra: a Pievefavera la musica si fa messaggio di pace
Nella suggestiva cornice della chiesa di Santa Maria Assunta a Pievefavera di Caldarola, la musica è diventata lo strumento per una profonda riflessione collettiva. Domenica scorsa, l’evento "Suoni di Pace" ha trasformato la frazione in un palcoscenico di rara bellezza artistica, centrato sull'esecuzione di “Amao Omi – Guerra insensata”, opera del compositore georgiano Giya Kancheli. Una scelta musicale non casuale, capace di toccare corde attuali e universali in un momento storico segnato da profondi conflitti. Protagonisti di questa doppia replica sono stati il Coro Polifonico Città di Tolentino, diretto dal maestro Aldo Cicconofri, insieme a Federico Mondelci e all’Italian Saxophone Quartet. L'armonia tra le voci e i sassofoni ha guidato il pubblico in un percorso emotivo che ha saputo valorizzare l’acustica e l’identità di uno dei luoghi di culto più preziosi del territorio caldarolese. Il sindaco di Caldarola, Giuseppe Fabbroni, ha espresso grande soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa, sottolineando il valore simbolico dell'arte: "Sono molto soddisfatto di questo evento: da Caldarola, attraverso l’arte, la musica e la bellezza, si è levato un vero suono di pace in un mondo terribile, dove guerre e conflitti continuano ad avanzare. È stato un momento particolarmente significativo anche per mettere in risalto una delle nostre frazioni e valorizzare luoghi di grande identità come Pievefavera". L’amministrazione comunale ha inoltre voluto rivolgere un ringraziamento pubblico a Feliziana Pieroni e Piero Vincioni, custodi della chiesa, per la dedizione con cui preservano questo patrimonio, oltre agli enti e agli sponsor che hanno reso possibile la realizzazione di un appuntamento che ha saputo coniugare l'alta qualità artistica con un impegno civile necessario.
Caldarola, indagini dei Carabinieri: raid in luoghi sacri, 4 denunciati
La Stazione Carabinieri di Caldarola ha concluso un'ulteriore fase di una complessa attività di indagine, deferendo alla Procura della Repubblica di Macerata quattro persone, due uomini e due donne, di età compresa tra i 26 e i 49 anni, tutte residenti in Lombardia. Gli indagati sono ritenuti responsabili dei reati di violazione di domicilio, violazione di sepolcro e danneggiamento aggravato in concorso. I quattro soggetti erano già noti alle Forze dell’Ordine in quanto coinvolti in una precedente attività investigativa, condotta dagli stessi militari di Caldarola nell'ottobre del 2025. Tale indagine si era conclusa con il deferimento all'Autorità Giudiziaria di undici persone in totale, per i reati di tentato furto aggravato, violazione di domicilio e possesso di strumenti di effrazione. Le azioni criminose si concentravano su diversi immobili privati, storici e religiosi, resi inagibili e disabitati a seguito degli eventi sismici del 2016. Le indagini hanno fatto emergere un modus operandi particolarmente grave e offensivo: gli indagati non solo violavano i luoghi inagibili, ma documentavano e filmavano le loro incursioni, pubblicando poi il contenuto su diverse piattaforme social. L’obiettivo era quello di "immortalare il tempo che si è fermato" all’interno degli edifici sacri e storici, traendo indebito guadagno dalle visualizzazioni in rete generate da queste riprese illecite. Il prosieguo delle indagini, attraverso ulteriori acquisizioni e l'analisi dettagliata delle immagini dei sistemi di videosorveglianza privati e del circuito comunale, oltre che del materiale pubblicato sulla piattaforma social "Instagram", ha permesso di accertare ulteriori sviluppi della condotta criminosa. Nel mese di gennaio scorso, i quattro indagati, dopo aver violato in più occasioni edifici e luoghi sacri nelle Marche, si sono recati in Umbria. A Norcia, la mattina del 6 gennaio, gli stessi, muniti di torce e arnesi da scasso, si sono introdotti in una chiesa risalente al Seicento, situata in una frazione del centro "benedettino". Il culmine dell’azione si è concretizzato con la profanazione della bara contenente le spoglie della badessa dell’antico monastero che precedeva l’attuale chiesa. L'operazione condotta dai Carabinieri di Caldarola evidenzia il costante impegno dell’Arma nella tutela del patrimonio storico, religioso e della memoria collettiva, in particolare nei territori colpiti dal sisma, spesso oggetto di attenzioni da parte di soggetti che, per motivi futili e di lucro, non esitano a commettere reati di grave entità.
Caldarola, operaio cade da un ponteggio in un cantiere post-sisma: trasferito in eliambulanza a Torrette
Un operaio di 58 anni è rimasto ferito nel pomeriggio di oggi a seguito di una caduta da un’impalcatura in località Valcimarra, nel territorio comunale di Caldarola. L’incidente è avvenuto intorno alle 16:50 all’interno di un cantiere per la ricostruzione post-sisma. Il muratore, dipendente di una ditta del Teramano, avrebbe perso l'equilibrio mentre si trovava su un ponteggio interno all'abitazione, precipitando al suolo da un’altezza di circa due metri. L’allarme è stato lanciato immediatamente dai colleghi di lavoro. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che, dopo aver valutato i traumi riportati dall'uomo, hanno richiesto l’intervento dell’eliambulanza. L'operaio, dopo essere stato stabilizzato, è stato trasferito d'urgenza all'ospedale regionale di Torrette ad Ancona. Sul luogo dell'infortunio sono giunti i carabinieri della Compagnia di Tolentino per i rilievi di legge e il personale dello Spsal dell'Ast di Macerata. Gli ispettori del servizio di prevenzione e sicurezza sugli ambienti di lavoro sono ora impegnati negli accertamenti necessari per ricostruire l'esatta dinamica del sinistro e per svolgere le indagini del caso.
Caldarola, il Ristorante Tesoro parla di una storia al femminile: da Sonia alla scelta controcorrente di Asia
C’è un modo di abitare i luoghi che non passa per le grandi dichiarazioni, ma per la costanza dei gesti quotidiani. A Caldarola, dove il profilo del paesaggio porta ancora i segni profondi del sisma, l’Hotel Ristorante Tesoro rappresenta oggi un punto fermo, l’unico presidio della ristorazione in un centro che gradualmente sta dando segnali di ripresa. Lo si nota varcando la soglia a metà giornata: la sala è animata dal viavai quotidiano degli operai e dei tecnici impegnati nei numerosi cantieri della ricostruzione che punteggiano il Comune, una clientela che qui trova il ristoro necessario dopo ore di lavoro. La storia di questo ristorante è una storia di donne. Una genealogia di competenza che ha trovato la sua espressione più sorprendente in Asia, la figlia di Sonia. Nel 2020, mentre il mondo si fermava a causa della pandemia e Asia aveva appena vent’anni, la scelta di assumere la gestione dell’attività avrebbe potuto sembrare una sfida azzardata. In un’età in cui spesso si cerca altrove la propria strada, lei ha scelto di raccogliere quella tracciata dalla sua famiglia, portando con sé una dedizione silenziosa e una maturità rara. Oggi, Asia lavora fianco a fianco con la madre Sonia, coordinando una squadra composta interamente da personale femminile; una scelta che conferisce al locale un’impronta distintiva di cura e precisione. Chi entra al ristorante percepisce immediatamente questa sintonia: non è un’enfasi ostentata, ma una passione che trapela dall'ordine dei tavoli, dall'accoglienza mai distratta e dalla capacità di far sentire ogni ospite a "casa". È un’energia che il pubblico sembra ricambiare con puntualità: il locale è costantemente pieno, sia a pranzo che a cena, scandendo il ritmo di una comunità che qui ritrova i piatti della tradizione e i sapori di un tempo. Una scelta controcorrente, quella di chiudere nel weekend, che ribadisce un’identità chiara e una gestione consapevole dei tempi del lavoro e della vita. A proposito di attenzione verso l’universo femminile e l'accoglienza, domenica 8 marzo, l'Hotel Ristorante Tesoro accoglierà- a cena- la conclusione di una giornata che si aprirà al Teatro di Caldarola con il concerto della Opus One Big Band, un evento solidale dedicato a una famiglia afghana giunta in Italia grazie ai corridoi umanitari e accolta dall'associazione La Goccia ODV di Macerata. Sarà un’occasione per riflettere, attraverso testimonianze dirette, sulla condizione delle donne in Afghanistan, proprio nel giorno dedicato ai loro diritti. L'Hotel Ristorante Tesoro è la dimostrazione che, in un territorio che deve ricostruire anche i propri spazi di incontro, la costanza di una famiglia e la cura della gestione possono ancora fare la differenza, offrendo un luogo dove il buon cibo torna a essere un momento di condivisione e di speranza.
Da Camporotondo a Caldarola: Adrian Bravi al Caffè Letterario, poi “Errors” a teatro
Un altro fine settimana tra letteratura e risate per il teatro di Caldarola che rinnova il suo doppio appuntamento con il Caffè Letterario e la rassegna Brillanti a Teatro, coinvolgendo anche il territorio dei Cinque Comuni che per l’edizione 2026 hanno sostenuto e condiviso l’intero cartellone. Venerdì 27 febbraio alle 21.15 il Caffè Letterario esce, infatti, ancora una volta dalla caffetteria del teatro per approdare a Camporotondo di Fiastrone. Alla Mediateca comunale sarà ospite lo scrittore Adrian Bravi che presenterà il suo romanzo, La nuotatrice notturna. Il libro è un romanzo intenso e commovente che affronta tematiche complesse intrecciando le vite dei personaggi in un mosaico di emozioni e rivelazioni. Al centro della storia c’è Jacopo, quarantenne impacciato che lavora in un cimitero, segnato dall’assenza di un padre scomparso. Una telefonata lo informa della morte del genitore, annegato in un fiume in Portogallo: da quel momento inizia un viaggio che cambierà per sempre la sua vita. Accompagnato dall’amico Quinto, Jacopo parte per Rio Salgueiro alla ricerca di risposte, portando con sé un’armonica e ricordi sfocati. Tra le strade della cittadina portoghese e i silenzi di una madre che ha custodito troppi segreti, emergerà una verità capace di rimettere ordine - o forse di sconvolgere definitivamente - la sua esistenza. Domenica 1 marzo si torna invece al teatro di Caldarola per il cartellone di Brillanti a Teatro. Alle 17.15 andrà in scena “Errors - Una strana commedia degli equivoci”, per la regia di Scilla Sticchi e Francesco Facciolli, con la Compagnia teatrale Gruppo Amici dell’Arte di Offida. Ambientata nella multietnica e peccaminosa isola di Domino, la commedia racconta di una coppia di gemelli identici, separati da piccoli in un naufragio e rincontratisi dopo 33 anni, quando uno dei due arriva per caso sull’isola. Sono così simili che nessuno riesce a distinguerli, neppure le persone più vicine. È solo l’inizio di una girandola di equivoci e colpi di scena che, prendendo le mosse da Plauto e Shakespeare, conduce il pubblico in un tempo e in un luogo sospesi, dove - a forza di ridere - ci si spezza in due, anzi in quattro. Il cartellone della stagione del teatro di Caldarola - organizzato dalla Compagnia Valenti di Treia, ha il patrocinio di Regione Marche, Unione Montana Monti Azzurri, Uilt Marche, amministrazioni comunali di Caldarola, Belforte del Chienti, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona e Pro Loco dei Cinque Comuni. Gode del sostegno di Tec di Luca Pelacani, Assm Tolentino – Terme di Santa Lucia, Simonelli Group, Oro della Terra, Infissi Design, Imperatori Scavi, Rhutten, Valbeton Mariotti, Efi srl, Fefè Giardinaggio Impresa di pulizie, Nuova Faltur Viaggi, Alimentari Fioretti, Tipografia San Giuseppe, Ricca Associati, Mobilificio Pontoni, Cosci Industria, Porzi Ezio elettricista, Lead Time, Idraulica Mancini, Bcc Banca dei Sibillini, Ing. Antenucci di Cessapalombo, Erboristeria Il mondo delle erbe, Michele Gatti Agente di commercio, Azzurro di Vallepietra Country House, La mia Braceria, Poligroup Studio, Innova, T.S. Costruzioni, Ricostruire ed Edilcasa Caccamo.
In tre occupano una casa a Civitanova: era di proprietà di una coppia di anziani, denunciati
Si è conclusa con un intervento risolutivo dei carabinieri della stazione di Caldarola una complessa vicenda di occupazione abusiva che ha visto come vittime una coppia di coniugi anziani residenti a Serrapetrona. I militari, al termine di un’attività investigativa scaturita da una dettagliata denuncia-querela, hanno deferito all'autorità giudiziaria tre persone già note alle forze dell'ordine: una giovane di 19 anni residente a Casoli, una donna di 42 anni di Chieti e un uomo di 47 anni residente proprio a Civitanova Marche. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vicenda ha avuto inizio nel mese di novembre 2025, quando i tre indagati avrebbero occupato arbitrariamente un appartamento di proprietà dei due anziani situato nel territorio comunale di Civitanova Marche. L'azione dei denunciati non si sarebbe limitata all'ingresso senza titolo nell'immobile; agli indagati viene infatti contestato di aver sistematicamente ostacolato l’ingresso dei legittimi proprietari nelle pertinenze condominiali, impedendo loro di fatto l'esercizio del diritto di possesso e la normale fruizione della loro proprietà. Per i tre soggetti è scattata la denuncia a piede libero per la violazione di due specifici articoli del codice penale. Nello specifico, si tratta dell’articolo 633 del codice penale per invasione di terreni o edifici e del nuovo articolo 634-bis del codice penale per turbativa violenta del possesso di cose immobili, introdotto per punire le condotte volte a impedire con minaccia o violenza l'accesso dei proprietari agli stabili.
Una voce ogni giorno contro la solitudine: nasce “…e più solo non sei!” per gli anziani dei Monti Azzurri (FOTO e VIDEO)
Non è solo un servizio di teleassistenza. È una presenza, una voce amica che ogni giorno chiama, ascolta, rassicura. È l’idea che, anche nei borghi più piccoli e nelle frazioni più isolate dell’entroterra maceratese, nessuno debba sentirsi solo. Da questa visione nasce il progetto “…e più solo non sei!”, presentato venerdì 6 febbraio al Teatro comunale di Caldarola, promosso dall’Unione Montana dei Monti Azzurri insieme all’Associazione L’Albero dei Cuori – Anteas APS e all’Impresa Sociale Azzurra Servizi. L’iniziativa è rivolta agli anziani fragili, in particolare a chi vive solo o con una rete familiare debole, e punta a contrastare uno dei problemi più silenziosi ma diffusi delle aree interne: la solitudine. Un fenomeno che non è solo sociale, ma che spesso diventa anche sanitario, incidendo sulla salute e sulla qualità della vita. Il cuore del progetto è Serenity, un sistema di teleassistenza attivo 24 ore su 24, finanziato dalla Regione Marche attraverso il bando sull’innovazione sociale. Grazie a un dispositivo indossabile, simile a un braccialetto, è possibile monitorare alcune funzioni vitali, rilevare eventuali cadute, inviare segnalazioni di emergenza e attivare rapidamente i soccorsi. Ma ciò che rende il progetto davvero speciale è ciò che va oltre la tecnologia. Ogni persona coinvolta riceve infatti una telefonata quotidiana da parte di un operatore sociale: un momento di dialogo, di ascolto, di vicinanza. Una chiamata per chiedere come si sta, se c’è bisogno di qualcosa, per scambiare due parole. Un piccolo gesto che, per molti anziani, diventa un appuntamento atteso, una certezza che rompe il silenzio delle giornate e restituisce serenità. Nella fase iniziale saranno messi a disposizione 30 dispositivi, con la possibilità di ampliare il servizio in base alle esigenze. La selezione dei beneficiari avverrà grazie alla collaborazione tra Unione Montana, Comuni e associazioni del territorio, con l’obiettivo di raggiungere chi ha davvero più bisogno. A sottolineare il valore umano dell’iniziativa, insieme al sindaco di Caldarola Giuseppe Fabbroni, è stato il presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri Giampiero Feliciotti: «Nei nostri territori ci sono tante persone sole, spesso anziane, che vivono in frazioni lontane dai centri abitati. Vogliamo stare loro vicino, anche quando non possiamo farlo fisicamente. Questo progetto significa non lasciarli soli, garantire una presenza, un aiuto immediato e anche una parola di conforto». Sulla stessa linea il presidente dell’associazione L’Albero dei Cuori – Anteas APS, Nazzareno Tartufoli, che ha parlato di un cambio di paradigma nell’assistenza: «Dobbiamo andare oltre i modelli tradizionali. Restare a casa è il desiderio di molti anziani, ma restare a casa non deve significare sentirsi abbandonati. Con questo progetto vogliamo accompagnare le persone, farle sentire sostenute e considerate ogni giorno». Per Daniele Chiarini, coordinatore di Azzurra Servizi, la vera sfida è riconoscere la solitudine come un bisogno reale: «La solitudine è spesso invisibile, ma pesa moltissimo. Essere presenti 24 ore su 24, anche solo attraverso una voce al telefono, può fare la differenza. Serenity nasce proprio per questo: esserci, sempre». “…e più solo non sei!” diventa così un patto di comunità, un modo concreto per prendersi cura delle persone più fragili, soprattutto nei periodi in cui il senso di isolamento si fa più forte. Perché in un territorio che vuole continuare a vivere, nessuno deve sentirsi dimenticato.
Borghi in Jazz International: a Caldarola l'edizione invernale con grandi nomi del jazz mondiale (FOTO e VIDEO)
Dopo il successo delle precedenti edizioni estive, Borghi in Jazz si arricchisce di una nuova e ambiziosa veste invernale. L’Unione Montana dei Monti Azzurri e il Comune di Caldarola, con la direzione artistica dell’associazione Tolentino Jazz, presentano "Borghi in Jazz – Winter International", un’edizione speciale che porterà nel mese di marzo 2026 tre appuntamenti di altissimo profilo al Teatro Comunale di Caldarola. Il festival, finanziato dal Ministero della Cultura, proporrà un vero e proprio viaggio sonoro tra culture e linguaggi diversi, ospitando tre artisti di rilievo internazionale, protagonisti della scena jazz contemporanea. Ad aprire il cartellone, giovedì 6 marzo, sarà Jorge Luis Pacheco, pianista cubano tra i più brillanti della nuova generazione. Vincitore del Montreux Jazz Piano Solo Competition, Pacheco si esibirà in piano solo, fondendo jazz cubano, tradizioni afrocubane, jazz americano e suggestioni classiche, con una tecnica virtuosistica e una forte carica espressiva. Il 20 marzo sarà la volta di Marianne Solivan Quartet, una delle voci più apprezzate del jazz statunitense contemporaneo. Cantante e bandleader di grande carisma, Solivan sarà accompagnata da un trio di eccellenze del jazz italiano – Daniele Cordisco alla chitarra, Antonio Caps all’organo ed Elio Coppola alla batteria – con la partecipazione speciale del sassofonista americano Jerry Weldon, storico collaboratore di artisti come Lionel Hampton e George Benson. A chiudere il festival, il 27 marzo, sarà Omar Sosa, pianista cubano di fama mondiale, più volte nominato ai Grammy Awards, che porterà sul palco il progetto Omar Sosa & Ernesttico, tra jazz, radici afrocubane e contaminazioni globali. L’iniziativa è stata presentata al Teatro Comunale di Caldarola dal presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri Giampiero Feliciotti e dal sindaco Giuseppe Fabbroni. «C’è grande soddisfazione per avere vinto questo bando con il Ministero della Cultura – ha spiegato Feliciotti – perché significa che lo sforzo portato avanti con Borghi in Jazz sta funzionando e continua a crescere. Il finanziamento ci permette di realizzare un vero Winter Jazz International, con tre artisti di livello mondiale. Crediamo che la musica e la cultura possano aiutare i nostri borghi a ripartire, creando circuitazione e attirando nuovo pubblico anche dopo le difficoltà legate al sisma». Soddisfazione condivisa dal sindaco Fabbroni: «Caldarola partecipa a Borghi in Jazz da diversi anni, soprattutto nella stagione estiva. L’introduzione di questa sessione invernale rappresenta un arricchimento importante del nostro cartellone musicale e teatrale. Grazie al finanziamento ottenuto siamo riusciti a fare un salto di qualità, ospitando jazzisti di fama internazionale come Omar Sosa: una grande occasione per valorizzare il nostro teatro e far conoscere Caldarola a un pubblico sempre più ampio». Per quanto riguarda l’accesso agli spettacoli, il biglietto per i concerti di Jorge Luis Pacheco (6 marzo) e Marianne Solivan Quartet (20 marzo) ha un costo di 15 euro, mentre per la serata conclusiva con Omar Sosa & Ernesttico, in programma il 27 marzo, il prezzo è di 20 euro. È inoltre possibile acquistare un abbonamento all’intera rassegna al costo di 45 euro, una formula pensata per favorire la partecipazione a tutti e tre gli appuntamenti. Le prenotazioni possono essere effettuate online tramite la piattaforma TicketLive.
Francesco Pazzelli, una vita dietro la sedia del barbiere: 64 anni di storia di Caldarola
Dopo 64 anni di lavoro, di racconti davanti allo specchio, di generazioni cresciute su quella sedia, Francesco Pazzelli posa le forbici e va in pensione. Si chiude così una pagina di storia di Caldarola, un punto di riferimento che ha attraversato decenni di cambiamenti, nel mestiere e nella vita del paese. Pazzelli ha iniziato giovanissimo: era il 1958 quando muoveva i primi passi come apprendista a Caldarola, nella bottega del barbiere Manlio Ravaglioli. Quattro anni dopo, nel 1962, apre la sua prima barbieria in via Roma e nel 1969, alla cessazione dell’attività del suo maestro, si trasferisce in piazza Vittorio Emanuele, sotto il loggiato di Palazzo Pallotta: un luogo diventato simbolo, dove per anni si sono incrociate storie e generazioni intere. Professionista curioso e sempre attento all’evoluzione del mestiere, Pazzelli ha frequentato l’Anam, l’Accademia Nazionale di Acconciatura Maschile, conseguendo il diploma. Nel 1980 è diventato maestro acconciatore maschile e nel 1984 ha ottenuto l’attestato di riqualificazione professionale. Ha partecipato a numerosi concorsi di acconciatura maschile e a festival di moda e colore, sia a livello provinciale che regionale, portando passione e competenza anche fuori dai confini caldarolesi. Nel 2013 è arrivato un importante riconoscimento: la medaglia d’oro della Camera di Commercio di Macerata, premio a una carriera fatta di grande dedizione. La sua storia professionale si intreccia però inevitabilmente con quella di Caldarola, segnata anche da eventi difficili. Il terremoto del 1997 lo costringe a lasciare temporaneamente lo storico negozio sotto le logge e a trasferirsi lungo viale Umberto I. Ma l’11 novembre 2001 riesce a tornare a casa, sotto il loggiato di Palazzo Pallotta. Un ritorno che sembrava definitivo, fino al nuovo sisma del 2016, che lo obbliga a trasferirsi ancora, questa volta in via Martiri di Montalto, nella zona industriale, sede dalla quale oggi arriva la pensione. Ora Francesco Pazzelli lascia il testimone al futuro, e lo fa con serenità e soddisfazione: l’attività, infatti, sarà rilevata da un giovane. Una notizia che lo rende particolarmente felice, perché il mestiere del barbiere non è solo un lavoro storico: la barbieria è prima di tutto un luogo di incontro, di vita quotidiana. L’augurio è che chi verrà dopo di lui sappia portare avanti questa attività con la stessa passione di Pazzelli, continuando a raccontare, tra un taglio e l’altro, la storia di Caldarola e delle sue generazioni.
Caldarola, via libera al progetto per Palazzo Pallotta: intervento da 12,5 milioni di euro
La Conferenza regionale ha approvato il progetto definitivo per il restauro e il miglioramento sismico di Palazzo Pallotta, storico edificio di piazza Vittorio Emanuele che ospita il municipio di Caldarola. L’intervento da 12,5 milioni rappresenta uno dei cantieri più rilevanti per il recupero del patrimonio culturale ferito dal sisma del 2016/2017. "Con questo passaggio, la città si prepara all’avvio di uno dei suoi cantieri simbolo, destinato a restituire piena funzionalità a un edificio centrale per la vita amministrativa e a recuperare un pezzo essenziale della propria identità urbana - spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Si tratta di un altro importante passo in avanti per tutto il cratere marchigiano, per cui mi preme ringraziare l’attività svolta in tandem con l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli". "Grazie anche all'impegno della Struttura commissariale e del Commissario Guido Castelli - dice il sindaco Giuseppe Fabbroni - con questo passaggio abbiamo raggiunto uno dei nostri principali obiettivi programmatici. Il Comune predisporrà il progetto esecutivo per provvedere all’appalto e, nel frattempo, la Struttura commissariale si occuperà dell’integrazione del finanziamento". "Palazzo Pallotta e la piazza, prima del 2016, hanno sempre rappresentato il fulcro della vita comunitaria di Caldarola e tutte le difficoltà affrontate per sbloccare il progetto dello storico edificio sono state motivo di scoraggiamento per la cittadinanza. Ora, sapere che si potrà procedere con l’appalto dei lavori, riaccende la speranza di poter vedere presto Caldarola tornare al suo splendore", ha aggiunto il primo cittadino. Al momento del terremoto, il complesso ospitava al secondo piano gli uffici comunali, mentre il piano primo e il piano seminterrato erano adibiti ad attività museali; il piano terra era principalmente occupato da attività commerciali. Il progetto prevede un ampio insieme di interventi strutturali e architettonici per mettere in sicurezza l’edificio. Le murature portanti saranno consolidate con sarciture, scuci cuci, stilature dei giunti e iniezioni di malta, affiancate da rinforzi con intonaco armato Crm e dall’ammorsamento dei maschi murari. Al secondo piano e al sottotetto verranno inserite nuove catene in acciaio e realizzati setti portanti per garantire un miglior comportamento scatolare. La parte più delicata riguarda le fondazioni: verranno installati micropali profondi fino a 15 metri, articolati su due livelli, mentre una palificata esterna di circa 40 metri sul lato della piazza servirà a eliminare le spinze del terrapieno e a permettere un consolidamento uniforme del sistema fondale. La copertura sarà in parte demolita e rifatta con nuove capriate e solai in legno lamellare, mantenendo l’impostazione originaria. Sono previsti anche il restauro degli apparati decorativi, degli infissi, delle pavimentazioni storiche e degli ambienti più rappresentativi del palazzo. Palazzo Pallotta, costruito alla fine del Cinquecento dal cardinale Evangelista Pallotta, contribuì a ridisegnare l’assetto urbano di Caldarola e la piazza antistante, concepita come parte di un progetto unitario. L’edificio, legato anche alla figura del pittore Simone De Magistris, è un raro esempio di architettura manieristica rimasta quasi intatta nei secoli. All’interno conserva affreschi e soffitti a cassettoni di grande pregio, arredi storici e materiali esposti in numerose mostre dedicate all'arte marchigiana. Agli inizi del Novecento fu aggiunto un piano superiore, poi utilizzato come sede degli uffici comunali.

nubi sparse (MC)



