Ussita

26 ottobre 2016, Tre anni dopo: intervista al geologo Unicam Emanuele Tondi

26 ottobre 2016, Tre anni dopo: intervista al geologo Unicam Emanuele Tondi

Erano le 19:11 del 26 ottobre del 2016 quando una scossa di magnitudo 5.4, e successivamente, alle ore 21:18, una di magnitudo 5.9, colpirono nuovamente il centro Italia già martoriato dal terremoto del 24 agosto. Ma la terra non si sarebbe fermata lì. Una scossa di magnitudo 6.5, con epicentro tra i comuni di Norcia e Preci, è stata poi registrata quattro giorni dopo, la mattina del 30 ottobre, alle 7:40. Un sisma che il presidente dell'Anci Marche Maurizio Mangialardi ha definito "l'evento più distruttivo dalla Seconda Guerra Mondiale". Cosa è successo nel 2016, cosa sta succedendo oggi, cosa ci dobbiamo aspettare e cosa possiamo (e dobbiamo) fare per prevenire. A queste domande oggi, a tre anni esatti di distanza dalle prime scosse di ottobre, ha risposto il geologo Unicam Emanuele Tondi.   Professore, se da una parte la ricostruzione sembra essere ferma, dall'altra invece le scosse di terremoto, anche se di rado rispetto al primo anno, tornano a farsi sentire. Possiamo quindi supporre che lo sciame sismico (come lei stesso aveva già riferito alcuni mesi fa), non sia mai terminato? Dopo un evento sismico principale chiamato "mainshock", segue una più o meno lunga sequenza di “aftershocks” (conosciuti come terremoti di “assestamento”), che può dirsi conclusa solo quando i terremoti, sia in termini di frequenza (numero) che di magnitudo (energia), tornano ai parametri pre-“mainshock”. La sequenza sismica in Italia centrale non è terminata. Infatti, anche se non percepiti perché di piccola magnitudo, i terremoti sono ancora più numerosi del periodo pre-24 agosto 2016.   Cosa è accaduto esattamente il 24 agosto del 2016 e poi il 26 e 30 ottobre? Il nostro Appennino è sottoposto a sforzi tettonici che determinano, nei primi 10-15 km di spessore, la rottura fragile della crosta terrestre. Questa rottura si esplica con la formazione o la riattivazione delle faglie, che altro non sono che fratture degli ammassi rocciosi. Una di queste è la Faglia del Monte Vettore-Monte Bove. Il 24 agosto e poi il 26 e 30 ottobre 2016 la faglia ha ceduto, nel senso che è stata superata la forza di attrito che teneva fermi i due blocchi di roccia poi scivolati l'uno rispetto all'altro lungo la faglia stessa.   Professore, un fenomeno di portata epocale che ha coinvolto quattro Regioni e che qualcuno ha definito la più grande tragedia dalla Seconda Guerra Mondiale. Cosa di dobbiamo aspettare ora e cosa ci dobbiamo aspettare soprattutto a lungo termine. Si può parlare di un vero e proprio cambiamento della geografia del Centro Italia? Quello che è successo nel 2016-2017 è di portata epocale solo se consideriamo il periodo storico attuale o, al massimo, contemporaneo. Già non lo è più per un periodo di tempo più lungo, in quanto eventi di simile intensità si sono verificati in centro Italia altre due volte nell’ultimo millennio, intorno al 1700 e al 1350. Se poi andiamo a considerare intervalli temporali tipici dei processi geologici diventa un fenomeno comune. La geografia dei territori muta, per fortuna, con “tempi geologici” e questo ultimo evento ne rappresenta solo una piccolissima frazione.   I terremoti non si posso prevedere, questo purtroppo lo sappiamo tutti. Ci sono però delle tecnologie che, in un futuro prossimo, potranno aiutarci nella prevenzione? Se si come? Di che strumenti si tratta? Cosa si può sapere sui terremoti è più che sufficiente per la prevenzione. Sappiamo dove si possono verificare e con che intensità massima. Quello che manca è la volontà, da parte di tutti. Poi è vero che prima di un evento sismico importante ci possono essere dei fenomeni detti “precursori”, come la variazione della portata delle sorgenti e del chimismo delle acque, fuoriuscite anomale di gas dal sottosuolo, aumento della sismicità, etc. La ricerca scientifica è molto attiva al riguardo, anche grazie alle nuove tecnologie, ma sono fenomeni legati a numerose variabili e ancora non possono essere usati in termini di protezione civile. Nel senso che a volte si verificano questi fenomeni ma non si verifica il terremoto, o si verifica dopo anni. In altri casi questi fenomeni si verificano in un’area e il terremoto in un’altra.   Una domanda che forse ogni cittadino del Centro Italia le avrebbe fatto come prima: dobbiamo aspettarci (sempre rimanendo nel campo delle ipotesi) altre forti scosse? Per quanto riguarda l'area epicentrale dei forti eventi sismici di tre anni fa, come detto, stiamo ancora nell'ambito della sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016. Generalmente gli “aftershocks” più forti (che possono arrivare fino ad un grado, circa, di magnitudo in meno del “mainshock”) si generano subito e, con il passare del tempo, tendono ad essere sempre più piccoli e meno numerosi. Tuttavia, anche se poco probabile, una ripresa è possibile anche a distanza di anni. Nelle aree esterne a questa zona, si possono verificare eventi importanti sempre, come in tutte le zone in Italia ad alta pericolosità sismica.   I cambiamenti climatici sono dei fattori che possono aggravare la situazione di un Paese che, già da sé, vanta un elevato rischio sismico? I cambiamenti climatici possono far aumentare il rischio idrogeologico che, sommato al rischio sismico, aggrava sicuramente la situazione.   Professore, ricostruire edifici antisismici e a norma può evitarci il dover parlare, tra alcuni anni, ancora di queste tragedie? Se ci fosse la volontà di fare prevenzione in maniera efficace il lavoro da fare sarebbe comunque lungo e impegnativo, soprattutto per ridurre la vulnerabilità degli edifici storici ed esistenti. Ma se non c'è nemmeno la volontà, allora diventa impossibile.   IL VIDEO GIRATO DA PICCHIO NEWS LA NOTTE DEL 27 OTTOBRE 2016 A VISSO:

26/10/2019
Decreto terremoto, Acquaroli: "L'ennesima scatola vuota per illudere i terremotati"

Decreto terremoto, Acquaroli: "L'ennesima scatola vuota per illudere i terremotati"

“Quello annunciato da Conte nei giorni scorsi, che sarà firmato dal Consiglio dei Ministri domani, lunedì, se rimarrà quanto previsto nella bozza che circola in questi giorni, sarà l’ennesimo provvedimento redatto senza ascoltare le reali necessità del territorio terremotato, tirato fuori all’improvviso dal cappello di un prestigiatore quasi come per magia – il commento del deputato Francesco Acquaroli sul decreto terremoto che è in arrivo –. Ed è proprio questo che il governo rossogiallo vuole creare nella percezione delle popolazioni colpite dal sisma: un'illusione, l'illusione di non essersi dimenticati di loro, di aver approvato in pochi giorni un decreto ad hoc che verrà presentato in pompa magna domani, ma che in realtà è una scatola vuota che, alla prova dei fatti, tolta qualche miglioria, non saprà imprimere una svolta tanto attesa alla ricostruzione e non risolverà alcun problema”. "Il governo annuncerà di aver semplificato e velocizzato la ricostruzione dando ai tecnici la possibilità di "Autocertificazione" dei progetti per poter far partire subito i lavori. Forse non lo sanno, ma questo è già previsto per i danni lievi (articolo 8 del decreto 189/2016). E quelli che hanno scelto ad oggi di autocertificare i progetti, su tutto il cratere, si contano sulle dita di una mano - continua il deputato di Fratelli d'Italia -. Questo perché non esistono delle regole certe per il calcolo del contributo di ricostruzione, poiché le ordinanze commissariali non sono chiare e lasciano spazio a continue interpretazioni contraddittorie, molto è lasciato alla discrezionalità degli istruttori che devono stabilire cosa sia ammesso a contributo e cosa no. Quindi ben pochi professionisti si prenderanno il rischio di iniziare i lavori a scatola chiusa, soprattutto per i danni gravi dove gli importi sono maggiori, senza sapere fin da subito se l'entità del contributo corrisponderà alla fine a quanto preventivato, con il rischio di un accollo sulle spalle dei proprietari terremotati." "Discutibile, poi, il modo nel quale il governo prevede di “sbloccare” il famoso “anticipo del 50% delle parcelle dei tecnici”, che attende da un anno la formulazione di una ordinanza apposita da parte del commissario - continua Acquaroli -. Secondo chi ha scritto questo decreto, il tecnico progettista per avere l’anticipo dovrà dare delle garanzie, sotto forma di fidejussione, e non è chiaro se gli oneri per la fidejussione rientreranno tra le spese ammissibili a finanziamento e saranno scalati dal contributo per la ricostruzione dell’immobile, e comunque tutto si rimanda alle decisioni del commissario, un cane che si continua a mordere la coda. Sarebbe bello inoltre sapere perché oggi, dopo tre anni, con progettualità e cantieri già avviati, si inserisca una norma che impone che le scuole, se prima del sisma erano ubicate nei centri storici, dovranno essere ripristinate o ricostruite nel medesimo sito, e che la destinazione urbanistica delle aree a ciò destinate non può essere mutata. Un’altra assurdità dettata da chi non conosce minimamente i territori sui quali andranno ad incidere questi provvedimenti." "Non da ultimo, finalmente, sappiamo che fine farà la busta paga pesante. Il decreto prevede la proroga della restituzione e lo scorporo delle rate, che si inizieranno a pagare dal 15 gennaio, e stabilisce che gli adempimenti e i pagamenti di ritenute fiscali, contributi previdenziali e assistenziali nonché dei premi per l’assicurazione obbligatoria nei limiti del 50% degli importi dovuti. Un provvedimento che potrebbe essere un aiuto alla popolazione, ma rischia di fare la fine di quanto accaduto a L’Aquila, poiché questa norma è già stata cassata dall’Unione Europa. Un altro specchietto per le allodole" conclude il rappresentante di Fratelli d'Italia.

20/10/2019
Ussita, inaugurata la nuova sede dell'Ufficio Postale

Ussita, inaugurata la nuova sede dell'Ufficio Postale

Inaugurata oggi la nuova sede dell’Ufficio Postale di Ussita, il paese gravemente colpito dal terremoto del Centro Italia del 2016, alla presenza della vicecommissaria Elisabetta Gasparri in rappresentanza del comune, del comandante della stazione locale dei carabinieri, il maresciallo Lorenzo Librandi, del comandante della stazione dei carabinieri forestali Giulio Burattini, della direttrice della filiale di Macerata di Poste Italiane Beatrice Bacchiocchi e del parroco Don Gilberto Spurio. “L’inaugurazione odierna conferma la capillarità della rete di Poste Italiane, nonché i valori di inclusione e vicinanza ai cittadini e alle comunità che da sempre contraddistinguono l’azienda” – affermano i rappresentanti di Poste Italiane. La nuova sede di piazza IV Novembre sarà aperta al pubblico nei giorni di martedì e giovedì dalle 8.20 alle 13.45 e il sabato fino alle 12.45. “A dimostrazione dell’attenzione dell’azienda verso le realtà locali, Poste Italiane ha dato vita a un piano di interventi a favore dei piccoli Comuni italiani, con il potenziamento dei servizi postali e finanziari e con iniziative di pubblica utilità per contribuire allo sviluppo economico e sociale dei piccoli centri. Come previsto dal programma dei “dieci impegni” per i Comuni italiani con meno di 5.000 abitanti, promosso dall’Amministratore Delegato Matteo Del Fante in occasione dell’incontro con i “Sindaci d’Italia” dello scorso 26 novembre a Roma, Poste Italiane ha avviato un programma di servizi dedicati basato sull'importanza strategica di mantenere aperti tutti gli Uffici Postali situati nei Piccoli comuni italiani sostenendo così la crescita e lo sviluppo dei territori” hanno aggiunto i vertici dell'Azienda-  “L'iniziativa, inoltre, - concludono -  è coerente con i principi ESG sull'ambiente, il sociale e il governo di impresa, rispettati dalle aziende socialmente responsabili che contribuiscono allo sviluppo sostenibile del Paese”.    

15/10/2019
Ussita, il film documentario "Vulnerabile Bellezza" in concorso al Festival dei Popoli di Firenze

Ussita, il film documentario "Vulnerabile Bellezza" in concorso al Festival dei Popoli di Firenze

ll film documentario "Vulnerabile Bellezza" di Manuele Mandolesi, è stato scelto nella sezione Concorso italiano alla 60/ma edizione del Festival dei Popoli, il Festival Internazionale del film documentario di Firenze. Sette in totale i lungometraggi che verranno proiettati in Prima Mondiale, rappresentativi della migliore produzione italiana 2019. Vulnerabile Bellezza è il racconto di una famiglia di allevatori di Ussita, in provincia di Macerata. Siamo nelle Marche. Una parte della regione è alle prese con la ricostruzione dopo i terremoti del 2016 e del 2017. Michela, Stefano ed i loro figli Diego ed Emma, superano il trauma del sisma attraverso il forte legame che li tiene uniti e che li fa vivere quasi in simbiosi con la loro terra e i loro animali. È uno sguardo discreto quello che racconta la loro storia. La macchina da presa scompare, lascia lo spettatore da solo “in quel momento e in quel luogo” con i protagonisti, facendolo immergere in panorami mozzafiato. I tempi sono quelli della montagna, dilatati e lontanissimi dalla vita che molti di noi vivono ogni giorno. Il lungometraggio “Vulnerabile Bellezza” della durata di 75 minuti dunque è stato scelto dal principale festival internazionale del film documentario in Italia e parteciperà al concorso Italiano. L’istituto italiano Festival dei Popoli è impegnato da sessanta anni nella promozione e nello studio del cinema di documentazione sociale. Grande la soddisfazione del regista civitanovese Manuel Mandolesi e di tutto il team di Respiro Produzioni, associazione che si è occupata della produzione del documentario che verrà proiettato il prossimo 3 novembre a Firenze nell’ambito del Festival.

14/10/2019
Ussita, dopo il sisma riapre l'Ufficio postale

Ussita, dopo il sisma riapre l'Ufficio postale

L'Ufficio postale di Ussita torna finalmente nel cuore del borgo martoriato dal sisma. Il vecchio ufficio postale, reso inagibile dal terremoto del 2016, sarà infatti riaperto in una nuova sede in piazza IV Novembre domani, martedì 15 ottobre, alle ore 12.00. Un segnale importante di ripresa e di rinascita del territorio che segue di pochi giorni la riapertura dello storico ufficio postale al centro de L’Aquila, anch’esso reso inagibile dal sisma e la cui riapertura ha trovato ampia visibilità nazionale.  

14/10/2019
Ussita, i consiglieri di opposizione: "Soddisfatti dell'incontro con Fraticelli"

Ussita, i consiglieri di opposizione: "Soddisfatti dell'incontro con Fraticelli"

 ''Abbiamo fatto presente al Commissario Fraticelli che fino a pochi anni fa Ussita era un'isola felice anche per quanto riguarda l'autonomia amministrativa dovuta in gran parte dagli utili delle centrali idroelettriche che erano quantificati fino a 3.000.000 di euro. Oggi invece questi sono calati del 70% e presto arriveranno a poche migliaia di euro poiché fra un paio d'anni termineranno gli  incentivi del GSE. Vista la situazione particolare in cui versa Ussita abbiamo chiesto al dottor Fraticelli un interessamento presso le autorità competenti per un prolungamento degli incentivi e un contributo per la manutenzione straordinaria delle centrali a seguito del terremoto." È quanto si legge in una nota congiunta degli ex Consiglieri comunali della lista “Ussita 2018 Insieme per la ricostruzione”, Giovanni Marronaro, Guido Rossi e Giulio Bischi, dopo l'incontro di due ore con il Commissario Straordinario di Ussita.  ''La Regione Marche - ricordano i consiglieri - il 2 aprile scorso ha adottato gli schemi di atto delle perimetrazioni proposte dal Comune di Ussita. Nell'incontro abbiamo fatto presente al Commissario che il nostro gruppo nell'ultimo Consiglio comunale ha proposto una mozione per un solerte affidamento degli incarichi per lo studio dei piani attuativi delle perimetrazioni e sulla scorta di questo abbiamo sollecitato il Commissario straordinario nell'affidamento di detti incarichi''. Nella nota si fa presente come ''la stessa attenzione è stata posta verso l'inizio lavori per la messa in sicurezza dei luoghi interessati dal vincolo R4 che preclude il ritorno di quei cittadini aventi le proprie case nelle zone interessate. Naturalmente - scrivono i consiglieri - non poteva mancare l'argomento dell'urgente recupero e ripristino del Cimitero monumentale, luogo custode delle radici della comunità di Ussita''. È stata infine segnalata al Commissario Fraticelli la mozione presentata dall'opposizione sull'utilizzo di parte dei fondi, provenienti da donazioni con indirizzo sociale, ''bocciata dalla maggioranza, relativa all'acquisto dei giochi inclusivi da disporre nel Parco comunale, luogo che è diventato zona principale di aggregazione, di incontro e di iniziative per i cittadini residenti e non, che amano Ussita''. ''Siamo pienamente soddisfatti dell'esito dell'incontro, della disponibilità e della professionalità dimostrata dal Commissario nei nostri riguardi e dell'attenzione posta nella risoluzione dei problemi che attanagliano Ussita. Ci siamo lasciati con la promessa - concludono Marronaro, Rossi e Bischi - di un prossimo incontro, di un aggiornamento su quanto da noi richiesto e con il nostro impegno nel seguire le varie problematiche presentate agli organi competenti''.   

11/10/2019
Post-sisma, "Ussita non è il Belice": chieste le dimissioni di Farabollini e Fraticelli

Post-sisma, "Ussita non è il Belice": chieste le dimissioni di Farabollini e Fraticelli

"Chiediamo formalmente le dimissioni del Commissario Straordinario del governo, il professor Farabollini e del Commissario Prefettizio del comune di Ussita, il dottor Fraticelli, per i ritardi nella valutazione dei progetti delle aree focali. Tali ritardi sono inammissibili''. Nell'incontro svoltosi nel piccolo centro di Ussita a cui hanno preso parte parlamentari, consiglieri regionali e sindaci, organizzato dalla lista di minoranza ''Ussita 2018 Insieme per la Ricostruzione'' è emerso un quadro ''che effettivamente fa prevedere lo spettro del Belice'', come dice uno degli organizzatori. ''Le dimissioni - dicono i consiglieri di minoranza - sono anche un segno di rispetto verso i cittadini. Il Commissario Prefettizio è presente a Ussita solo per poche ore e c'è bisogno di una presenza continua e assidua. Se tale ruolo non può svolgerlo, chieda al Prefetto di farsi sostituire''. ''Si continua - affermano ancora i consiglieri Guido Rossi, Gianni Marronaro, Giulio Bischi e il coordinatore Enrico Tamburi - sulla strada del non fare nulla. Quando Sergio Pirozzi afferma '3 governi, 3 commissari, cratere troppo esteso e ricostruzione al palo' non possiamo che essere d'accordo''. "Dopo il sisma del 2016 a Ussita c’è stato anche un sisma istituzionale. Le dimissioni del sindaco Marco Rinaldi - si legge nella nota dei consiglieri di opposizione - hanno portato alla nomina del Commissario straordinario Passerotti; la giunta del sindaco Vincenzo Marini Marini ha retto solo tredici mesi e le sue dimissioni hanno portato al nuovo commissario straordinario Fraticelli. Tutto ciò è il risultato del fallimento di chi vuole governare Ussita a ogni costo, e rappresenta soprattutto il fallimento della lista civica “Ussita comunità in cammino” che aveva vinto le elezioni del giugno 2018 per la assoluta incapacità di risolvere i problemi, affidandosi a chi non era in grado nemmeno di dedicare il tempo necessario alla guida del municipio''.  ''Ai ritardi della ricostruzione per un impianto normativo inadeguato e per un territorio devastato nella sua interezza - sottolinea infine la nota del gruppo di minoranza - si sommano quelli di una mancanza di guida politica capace di affrontare e risolvere i problemi con senso di responsabilità''.

06/10/2019
"Restano da smaltire ancora 797 tonnellate di macerie": Nori (Federcontribuenti Marche) incontra Ussita

"Restano da smaltire ancora 797 tonnellate di macerie": Nori (Federcontribuenti Marche) incontra Ussita

"A tre anni dal terremoto la ricostruzione procede in maniera molto lenta e la burocrazia non aiuta. Secondo i dati presentati dalle Regioni per quanto riguarda la rimozione e smaltimento delle macerie su 2 milioni e 509 mila tonnellate di macerie calcolate ne sono state rimosse 1,7 milioni mentre ne restano da smaltire ancora 797 mila tonnellate, di cui ben 463 mila nelle sole Marche''. Lo ha riferito durante un incontro ad Ussita con parlamentari, consiglieri regionali e sindaci, Maria Teresa Nori segretario di Federcontribuenti Marche presentando uno studio dell'associazione.   "A tre anni dal terremoto - ha proseguito l'esponente dei consumatori - sono state ordinate 3.901 soluzioni abitative d’emergenza, ma ne sono state consegnate 3.853 nelle quali vivono circa 8.100 persone. Inoltre ci sono circa 1.300 persone che ancora vivono in hotel, 700 nei moduli abitativi prefabbricati rurali d’emergenza (Mapre), 480 in container e 470 in strutture comunali. Dal 2016 inoltre sono stati stanziati per la ricostruzione circa 22 miliardi di euro - ha continuato -. Tuttavia sono stati spesi solo 200 milioni di euro. La maggior parte degli sfollati (oltre 38 mila persone) percepisce il contributo di autonoma sistemazione (Cas), un finanziamento mensile che va da 600 a 1000 euro. In totale gli immobili privati danneggiati o distrutti dal terremoto sono circa 80 mila e 10 mila devono essere ancora periziati. Si attendono 79.320 richieste di contributo potenziali per la ricostruzione di abitazioni private (quasi il 50% nelle Marche). Finora sono state presentate dai privati 8.500 pratiche per ottenere finanziamenti pubblici di cui solo 1.500 sono state approvate. In tutto sono stati erogati ai beneficiari 41 milioni di euro" ha concluso Nori.

05/10/2019
Ricostruzione di due seggiovie a Frontignano: via al progetto esecutivo da mezzo milione di euro

Ricostruzione di due seggiovie a Frontignano: via al progetto esecutivo da mezzo milione di euro

Previste due nuove seggiovie per Frontignano di Ussita. "Ieri il progetto esecutivo per le strutture di “Lo Schiancio-Le Saliere” e “Pian dell’Arco-Belvedere” è stato inviato all’Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione per l’ottenimento di un parere preventivo vincolante ai fini del finanziamento e all’ingegnere Marco Rinaldi, ex sindaco di Ussita, direttore di esercizio degli impianti sciistici per l’ottenimento del parere preventivo da parte dell’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”. A comunicalo è il nuovo Commissario Straordinario al Comune di Ussita Giuseppe Fraticelli. “I passaggi successivi prevedono, una volta acquisiti tutti i pareri di competenza, una approvazione del progetto con delibera commissariale di giunta comunale, quindi l’ufficio competente potrà avviare le procedure di gara ad evidenza pubblica per l’individuazione degli operatori che andranno ad effettuare i relativi lavori sugli impianti. A maggio scorso era stato approvato dalla Regione il documento di congruità dell’importo richiesto relativo al lotto 1, che comprende le due seggiovie e la relativa cabina di trasformazione per un importo di 521mila euro circa. Nei primi giorni di settembre l’ingegnere Giovanni Pappalardo ha trasmesso al comune di Ussita il progetto esecutivo delle due seggiovie”. Progetto a parte, nel frattempo, con l’obiettivo di perseguire ogni azione utile a preservare il patrimonio della stazione turistica, a seguito di un sopralluogo effettuato personalmente, il commissario straordinario di Ussita, Giuseppe Fraticelli, ha ritenuto opportuno richiedere un parere tecnico al direttore Marco Rinaldi, in relazione al perseguimento di un ottimale mantenimento degli impianti della stazione turistica. In particolare, al fine di evitare di creare ulteriori criticità alle strutture, è stato chiesto di conoscere quali procedure seguire per lo smontaggio delle seggiole e la loro custodia in luogo protetto, della seggiovia quadriposto “Pian dell’Arco – Belvedere”. Rinaldi ha poi chiarito che lo smontaggio delle stesse non può prescindere da tutti gli altri interventi che si inquadrano nell’ambito della manutenzione straordinaria a cui la seggiovia dovrà essere sottoposta e che l’operazione di rimozione delle seggiole non può essere decontestualizzata dai lavori di revisione straordinaria dell’impianto. Sempre in un obiettivo di conservazione e valorizzazione di tutto il comprensorio di Frontignano, con delibera commissariale di giunta comunale, adottata il 2 ottobre 2019, è stato approvato il progetto esecutivo relativo ai ripristini ambientali da effettuarsi a Frontignano mediante il riporto del terreno proveniente dagli sbancamenti delle Sae. I relativi interventi, una volta completati, consentiranno di ripristinare il manto erboso in tutta l’area circostante il nuovo rifugio Saliere, con una evidente e significativa riqualificazione della zona interessata, e più in generale, di tutto il comprensorio. Per queste finalità, l’ufficio competente ha dato corso all’affidamento dei lavori di demolizione del vecchio rifugio Saliere, quale intervento propedeutico ai lavori di ripristino ambientale.

04/10/2019
Andrea Spaterna è il nuovo presidente del Parco nazionale dei Monti Sibillini

Andrea Spaterna è il nuovo presidente del Parco nazionale dei Monti Sibillini

Andrea Spaterna, docente dell'Università di Camerino, è stato eletto nuovo presidente del Parco nazionale dei Monti Sibillini con larga maggioranza della commissione. “Esprimo soddisfazione per il largo consenso espresso dalla Commissione Ambiente sulla nomina del Professor Andrea Spaterna a presidente del Parco Nazionale dei Sibillini - ha commentato Patrizia Terzoni del Movimento 5 Stelle -. La votazione sulla proposta di nomina avanzata ieri dal Ministro dell’Ambiente Costa è terminata con 31 voti favorevoli e solo 5 contrari. Segno che l’autorevolezza della persona scelta, che al prestigioso curriculum scientifico in ambito veterinario associa una notevole capacità organizzativa, ha convinto i deputati”.   “La nostra impronta sul pianeta sta crescendo a dismisura e la Natura non sopporta più lo stress antropico. I parchi e le aree protette in genere possono rappresentare, se ben governate, un modello di sostenibilità da tenere presente per le scelte da fare sul resto del territorio. In questo senso il protagonismo delle comunità locali è fondamentale, soprattutto in aree troppo spesso considerate a torto come marginali. Lo sono solo se non si investe adeguatamente e se non si ripone su questi siti ricchi di biodiversità la giusta attenzione. Il ministro Costa ha trovato gran parte dei parchi lasciati senza governo, privi di presidenti o direttori. In alcuni casi di entrambi. Sta procedendo alle nomine dei presidenti d’intesa con le regioni e sta destinando risorse economiche importanti. In tutto il mondo i parchi sono motore di conservazione e sviluppo locale e in questo caso c’è una ragione in più, quello di aiutare un territorio a rinascere dopo il sisma 2016. Devono esserlo anche in Italia” conclude la Terzoni.

03/10/2019
Sisma, "Ussita non deve finire come il Belice": a ottobre incontro con parlamentari e sindaci

Sisma, "Ussita non deve finire come il Belice": a ottobre incontro con parlamentari e sindaci

“Dopo il sisma del 2016 a Ussita c’è stato anche un sisma istituzionale. Le dimissioni del sindaco Marco Rinaldi hanno portato alla nomina del Commissario straordinario Passerotti; la giunta del sindaco Vincenzo Marini Marini ha retto solo tredici mesi e le sue dimissioni hanno portato al nuovo commissario straordinario Fraticelli. Tutto ciò è il risultato del fallimento di chi vuole governare Ussita a ogni costo, e rappresenta soprattutto il fallimento della lista civica “Ussita comunitá in cammino”  che aveva vinto le elezioni del giugno 2018 per la assoluta incapacità di risolvere i problemi, affidandosi a chi non era in grado nemmeno di dedicare il tempo necessario alla guida del municipio''. È quanto si legge in una nota della lista di minoranza ''Ussita 2018 Insieme per la ricostruzione'' che ha organizzato per l'occasione un incontro-dibattito sabato 5 ottobre alle ore 10.30 con la presenza di parlamentari, sindaci ed esponenti del mondo economico e sociale. Parteciperanno, presso i locali dell'impresa Ma.Co.Ge., in piazza IV Novembre, Sergio Pirozzi, Presidente della Commissione Terremoto e Grandi Rischi della Regione Lazio, già sindaco di Amatrice; il sen. Andrea Cangini; l'on. Francesco Acquaroli; il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno; il sindaco di Sarnano, Luca Piergentili; Francesco Pastorella, Coordinatore Comitato Terremoto Centro Italia; Maria Teresa Nori, Segretario di Federcontribuenti Marche; il prof. Filippo Fordellone, Presidente di Pimos (Progetto Italiano Medico Odontoiatrico Sociale) e specializzato nei 'centri di ascolto' attinenti ai traumi da terremoto; Mario Tassone, già viceministro Infrastrutture e Trasporti. I lavori saranno introdotti e moderati da Maurizio Eufemi, già senatore della Repubblica. ''Ai ritardi della ricostruzione per un impianto normativo inadeguato e per un territorio devastato nella sua interezza - sottolinea infine la nota del gruppo di minoranza del comune di Ussita - si sommano quelli di una mancanza di guida politica capace di affrontare e risolvere i problemi con senso di responsabilità. Ussita - e' l'appello degli organizzatori - non può  finire come il Belice''. 

28/09/2019
"Patto per l'Alto Nera", documento contro la desertificazione del territorio consegnato al premier Conte

"Patto per l'Alto Nera", documento contro la desertificazione del territorio consegnato al premier Conte

Durante la visita del Premier Giuseppe Conte a Castelsantengelo sul Nera, Rossella Orazi, presidente del "Comitato per la salvaguardia socio-economica di Ussita” ha consegnato a nome dei firmatari, una copia de "Il Patto per l'Alto Nera" per il ripristino e la conservazione del patrimonio e delle attività nei territori di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera.  "Il documento è una proposta che parte dal basso, formulata dai cittadini e dagli operatori economici dei tre comuni - spiega Orazi -. È un patto generale strategico su cui si dovrà lavorare in sinergia, di lungo periodo, riguardante il territorio dell’Alto Nera. Il documento è formato da vari capitoli che contengono analisi e riflessioni sui temi come la storia, il territorio, l’evoluzione demografica, il patrimonio immobiliare, i dati sulle aree più compromesse dagli eventi sismici del 2016 e i successivi, la problematica dell’unificazione dei tre comuni, le relazioni con il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, le fonti normative di riferimento per le proposte esposte ed infine gli obiettivi del Patto per l’Alto Nera e le richieste di intervento da parte dei sindaci dei tre comuni e delle istituzioni.   Il Patto è stato recentemente inviato alla Regione Marche ed alle altre istituzioni per le opportune determinazioni di loro competenza." I responsabili delle tre realtà che lo hanno proposto, sono fiduciosi che il Premier Conte possa prenderne visione, anche perché durante il suo incontro a Castelsantangelo sul Nera ha dichiarato che la ricostruzione delle comunità locali debba partire da progetti nati dal territorio e il Patto per l'Alto Nera ne è un esempio.  Attualmente 52 attività economiche dei tre comuni hanno firmato il progetto nella sua sintesi, oltre a 101 cittadini sia residenti che non.  A firmare le linee guida del Patto tramite la piattaforma dedicata alle petizioni online, Change.org anche 1.131 cittadini.  

16/09/2019
Dispersi da questa mattina a Pizzo Berro: ritrovati i due alpinisti di Ancona

Dispersi da questa mattina a Pizzo Berro: ritrovati i due alpinisti di Ancona

I due alpinisti non davano loro notizie da questa mattina. Gli amici avevano provato più volte a contattarli ma non avevano ricevuto risposta. I due uomini, che fanno parte di una cordata di alpinisti di Ancona, si erano persi sul Pizzo Berro, facente parte della catena dei Monti Sibillini, tra i territori di Ussita, Castelsantangelo sul Nera e Montefortino, mentre stavano scalando la parete del monte sulle placche. Sul posto sono intervenute tre squadre del Soccorso Alpino e Speleologico della stazione di Macerata e l'eliambulanza da Fabriano. Icaro due, intorno alle 18:00, sembrava aver avvistato qualcosa su di una placca ma il successivo riscontro ha dato esito negativo. L'elisoccorso, terminata la perlustrazione, è ritornato alla base di Fabriano. Intorno alle ore 19:10, i due alpinisti, che stavano tornando alla macchina e stanno bene, si sono messi in contatto con i soccorsi.  

14/09/2019
Il Premier Conte tra le macerie, nell'indifferenza dei terremotati di Castelsantangelo sul Nera (FOTO)

Il Premier Conte tra le macerie, nell'indifferenza dei terremotati di Castelsantangelo sul Nera (FOTO)

Un’anziana, che abita nelle casette, è uscita per venire a vedere come mai c'è tutto quel movimento.“Signora, sta arrivando il Presidente del Consiglio !”. “Perché? Già si rivota un'altra volta?” Ecco. Se si dovesse riassumere la giornata di oggi che interessa la visita del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella cittadina di Castelsantangelo sul Nera (presenza accompagnata come di rito da tutte le autorità regionali) forse questo sarebbe il modo migliore di raccontarla. Cittadinanza pressoché assente, solo alcuni rappresentanti di associazioni e realtà, numericamente irrilevanti, a fronte della schiera di sindaci. Un'ottantina in tutto i personaggi della politica presenti come il presidente della Regione Luca Ceriscioli, il presidente della Provincia Antonio Pettinari, gli assessori regionali, il Prefetto Iolanda Rolli, il Questore Antonio Pignataro, le Forze Armate, e forze di Polizia e tutto il sistema di sicurezza necessario in situazioni come questa. Poche le parole, tanti gli impegni, ma come dice un uomo del posto davanti al bar,” le parole sono diverse, le facce sono uguali. Promettono, promettono, ma sono gli stessi che c’erano prima e non hanno fatto niente. Se avevano tutta questa voglia di fare, potevano averlo già fatto”. Un incontro prettamente istituzionale quasi, come già detto, con la cittadinanza estranea ed estraniata dalla cerimonia, in un clima palpabile di tensione, come se si temessero contestazioni tanto da impedire l'esposizione dell'unico striscione presente, tra l'altro a sostegno del Premier. “Lo sanno che non sono i benvenuti, è inutile ricordarglielo” -  tuona un uomo seduto al tavolino del bar -. Ed è da qui, dal tavolo del bar, dalla finestra di casa, dal pergolato di un ristorante, che la gente normale, la gente che vive questi luoghi, guarda una passerella di cui avrebbero fatto volentieri a meno. Il presidente Conte è arrivato in elicottero da Accumoli, atterrando poi ad Ussita. Da qui si è spostato a Castelsantangelo sul Nera dove, in un ambiente blindato, ha incontrato le autorità e il sindaco con cui, alla presenza di un'apposita delegazione di Vigili del Fuoco, ha visitato la zona rossa della città, un perimetro che corre la quasi totalità del paese. Da qui, il Presidente del Consiglio si sarebbe dovuto recare direttamente nella struttura donata dalla Regione Trentino, dove i sindaci lo stavano aspettando già da ore. La  destinazione è stata raggiunta dal Premier con un po' di ritardo per la visita a sorpresa, quantomeno non pianificata e quindi non accompagnata dalla stampa, nel villaggio Sae. Dal villaggio Sae quindi l'arrivo nel centro polifunzionale dove il sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci ha fatto da Cicerone illustrando a Conte quelle che sono le preoccupazioni, i timori, le speranze per una ricostruzione giudicata troppo lenta e burocratizzata, anche nelle dichiarazioni del presidente della Regione Luca Ceriscioli. Al termine dell'incontro, il Premier è stato riaccompagnato ad Ussita, da dove è ripartito alla volta di Roma per altri impegni istituzionali.

13/09/2019
"2016-2019, Tre anni dopo". Ussita, Orazi: "La comunità ha bisogno di tornare a lavorare in questi territori" (FOTO E VIDEO)

"2016-2019, Tre anni dopo". Ussita, Orazi: "La comunità ha bisogno di tornare a lavorare in questi territori" (FOTO E VIDEO)

L’Assessore di Ussita Noemi Orazi, a cui circa un anno fa erano state tolte le deleghe dell’allora primo cittadino Vincenzo Marini Marini, fa il punto della situazione a tre anni del sisma che ha colpito il comune montano nel 2016. Il comune di Ussita ha sicuramente sofferto la mancanza di un sindaco stabile e presente: a metà del 2017 infatti Marco Rinaldi, l’allora primo cittadino, aveva consegnato le dimissioni. Al suo posto era arrivato il Commissario fino a quando Vincenzo Marini Marini non era stato scelto dai cittadini. A fine luglio sono arrivate le dimissioni anche di Marini Marini che ha lasciato quindi il posto al secondo Commissario post-sisma Giuseppe Fraticelli. Una situazione di instabilità che ha contraddistinto Ussita in questi tre anni. “Sono 90 le casette che si trovano nel territorio di Ussita e circa un centinaio le persone che sono fuori casa e percepiscono il CAS – ha spiegato l’Assessore -. Il campetto è stato sequestrato e il palazzetto anche in quanto soggetti a rischio idrogeologico (R4). Tante ancora le zone rosse: Casali, Sorbo, Calcara, San Placido, Sasso, Pieve, Tempori, Vallazza, Capovallazza, Valle Stretta, Castelfanllentino e Palazzo.” “Ussita è senza dubbio una delle zone più terremotate del maceratese e dell’intero Centro Italia anche se il sisma qui ha colpito a macchia di leopardo – ha proseguito Orazi -. Ci sono quindi delle aree che non hanno subito considerevoli danni rispetto ad altre e proprio in queste abbiamo cercato di ripristinare acqua e gas per far tornare le persone nelle loro case il prima possibile. Sicuramente tanto è stato fatto e tanto si sta facendo ma la situazione resta comunque complicata.” “A Frontignano ad esempio sono tornate tantissime persone anche se lì ciò che manca sono le strutture ricettive; queste infatti sono bloccate anche se stanno cercando in ogni modo di riattivarsi – ha proseguito Orazi -. Attualmente il turismo è minimo se pensiamo al periodo precedente al sisma quando si registravano 4mila presenze all'anno: ora non ce ne sono nemmeno un decimo." “Inoltre non abbiamo una chiesa e non ci sono luoghi per dire la messa; abbiamo un’area sociale di circa 120mila metri quadri che è stata realizzata grazie agli sms solidali – ha proseguito Orazi -. Papa Francesco ci ha donato una somma per costruire un luogo di culto e un’area sociale per i cittadini. Quando fece visita alla nostra comunità infatti, entrò in una Sae e una signora gli disse che non aveva più un luogo in cui poter pregare: fu in quell’occasione che il Pontefice prese la decisione di fare un regalo alla nostra comunità.” Un progetto che Ussita vuole portare avanti è anche quello della casa di riposo che necessita, per una parte della messa in sicurezza mentre per l’altra di demolizione e ricostruzione totale. “Il 24 agosto, sono state evacuate 23 persone dalla casa di riposo, tra queste anche tre allettati – ricorda Orazi -. Anche l’Hotel Crystal non è più agibile e tutte le persone che lavoravano qui hanno perso il lavoro; in molti inoltre avevano una occupazione negli impianti sciistici e hanno perso tutto. Se non recuperiamo al più presto queste strutture e non diamo lavoro ai cittadini di Ussita rischiamo di andare incontro a un grandissimo problema, quello relativo al totale spopolamento del nostro territorio. Senza le famiglie e senza il lavoro il Comune è destinato a finire e non ce lo possiamo permettere.” “Ora cerchiamo di guardare al futuro – ha concluso l’Assessore -. Dal Commissario Fraticelli ci aspettiamo che porti avanti tutti i progetti che sono in itinere e che hanno già diverse delibere, che ascolti la popolazione e che sia presente. Questo terremoto ci ha dimostrato che come paesi piccoli valiamo poco e abbiamo un piccolo peso politico, ciò che serve è cercare di portare avanti le nostre ragioni tutti insieme e avere, al contempo, un grande cuore.”

13/09/2019

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