Ussita

"Fantasmi tra le funi": lo stato di abbandono di Frontignano in un video documentario

"Fantasmi tra le funi": lo stato di abbandono di Frontignano in un video documentario

Presentato il trailer di un documentario amatoriale sullo stato di abbandono dei Frontignano. Il video documentario dal titolo "Fantasmi tra le funi" è stato realizzato dai ragazzi del gruppo sportivo Powder Mob in collaborazione con l’Associazione Pro.Frontignano. Cuore pulsante dell'Alto Nera, nel video si racconta come la stazione sciistica di Frontignano non si sia mai più ripresa dal sisma del 2016 che ha lasciato dietro di sé solo devastazione e macerie. Il documentario integrale verrà pubblicato a giugno in streaming gratuito e, infrastrutture permettendo, si organizzeranno delle proiezioni serali nell’area del cratere. Il trailer è visionabile qui: Fantasmi tra le Funi - TRAILER Ufficiale from PowderMob on Vimeo.

14/04/2018
Ussita, dopo un anno e mezzo si restringe ulteriormente la zona rossa

Ussita, dopo un anno e mezzo si restringe ulteriormente la zona rossa

Finalmente, dopo un anno e mezzo dalla scossa di terremoto del 26 ottobre 2016, è stato possibile restringere ulteriormente la zona rossa in loc. Fluminata grazie agli interventi dimessa in sicurezza della viabilità pubblica lungo via Roma e Via Rosi ad essa attigua, effettuati per garantire l’incolumità pubblica, la mitigazione del rischio sismico e il ripristino dei servizi essenziali. Ciò è stato possibile grazie ad un lavoro assiduo e complesso dell’Ufficio Tecnico Comunale, ben coordinato dal suo Responsabile, geom. Patrizia Ortenzi, con il supporto del personale tecnico a tempo determinato assunto durante la gestione commissariale. E' quanto si legge in una nota sullo stato dell' arte degli interventi,  del Commissario Straordinario del Comune di Ussita, viceprefetto Mauro Passerotti.  A seguito del sisma, l’allora Sindaco del Comune di Ussita, ing. Marco Rinaldi, si ricorda nella nota,  disponeva infatti, con l’Ordinanza n. 110 del 26.10.2016, l’istituzione di una “zona rossa” su tutto il territorio comunale che però, sebbene successivamente ridotta grazie a nuovi provvedimenti di riperimetrazione, continuava ad includere il nucleo storico di Fluminata. La riapertura della viabilità interna al nucleo della località di fondo valle costituisce il primo di una lunga serie di traguardi che la gestione commissariale intende conseguire, che interessano altri borghi di Ussita e che puntano a restituire parte del contesto urbano ai suoi abitanti. Nel caso particolare di Fluminata questa prima riapertura permetterà di riallestire lo storico mercato estivo e creare una via alternativa per collegare il nuovo insediamento SAE di Vallazza con la strada Provinciale per Visso. Per eliminare i gravi pericoli che minacciavano la viabilità sulla strada principale di Via Roma, prosegue Passerotti, così come per quella degli altri borghi di imminente apertura, l’Amministrazione ha affrontato un complesso iter procedurale iniziato di fatto solo a fine maggio 2017, quando le squadre dei Vigili del Fuoco hanno lasciato il territorio comunale, e portato avanti con il contributo delle risorse umane messe in campo dalla gestione commissariale. La complessità dell’iter è legata principalmente ai diversi vincoli di tutela cui i borghi ussitani, compreso Fluminata, sono assoggettati: paesaggistica e ambientale, in quanto appartenente al Parco Nazione dei Monti Sibillini;  storica, per gli ambiti identificati come centro storico; culturale, con riferimento ad edifici di culto e di pregio artistico. Da ciò deriva la necessità, spesso tradottasi in elementi di forte prolungamento dei tempi operativi, di doversi rapportare con i vari Enti coinvolti: - per l’approvazione degli interventi sul patrimonio immobiliare ai fini della messa in sicurezza della viabilità: il Servizio di Protezione Civile regionale, la Regione Marche, il MIBACT, la Soprintendenza, - per l’esecuzione degli stessi interventi e le società di servizio, quali Italgas Reti, ASSEM, Cosmari.    Provando a schematizzare, i principali passaggi procedurali, per realizzare un singolo intervento a partire dall’esito delle schede di valutazione del G.T.S. redatte per gli edifici pericolanti del territorio comunale, sono i seguenti: emissione di Ordinanza relativa ai provvedimenti in ordine alla messa in sicurezza, a partire dalle indicazioni fornite dal GTS;  determinazione per l’affidamento dell’incarico professionale per la redazione di specifica perizia, la direzione lavori e contabilità finale, ai progettisti iscritti nell’Elenco Speciale Professionisti (D.Lgs 189/2016) e in quello degli operatori abilitati dal Comune;  supporto dei professionisti, da parte dei tecnici comunali, durante la fase di sopralluogo progettazione, mettendo a disposizione mappe catastali, carte tecniche regionali, schede G.T.S., e quant’altro si fosse reso necessario;  contatto con i proprietari degli immobili, per coinvolgerli in tutte le fasi dell’intervento e dar loro modo di recuperare, nei casi di demolizione e nei limiti del possibile, mobilio, oggettistica o anche semplici elementi dal legame affettivo;  controllo e valutazione della perizia di progetto e, laddove necessario, richiesta di nulla osta preventivo della Regione Marche e del parere autorizzativo dal Segretariato Regionale MiBACT e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e paesaggio delle Marche;  Affidamento dei lavori, o diretto o mediante procedura di gara con invito a 5 operatori economici;  Coordinamento delle attività in cantiere con sopralluoghi e prestazioni di servizio da parte di vari Enti e società di servizio  Controllo dell’esecuzione, della perizia di stato finale e rendicontazione economica.    Ciò nonostante all’interno del nucleo storico di Fluminata in meno di un anno sono stati messi a punto n. 10 interventi di messa in sicurezza della viabilità pubblica tramite demolizioni o puntellamenti e opere provvisionali di edifici pericolanti, prospicenti Via Roma e Via Rosi, di cui n. 4 eseguiti dalle squadre dei Vigili del Fuoco durante la gestione sindacale, e n. 6 eseguite da imprese inserite all’interno dell’elenco degli operatori economici che ne hanno fatto apposita richiesta, durante la gestione commissariale. Pertanto, come anticipato, con Ordinanza n. 91 del 30.03.2018 emanata dal Commissario Straordinario del Comune di Ussita, dott. Mauro Passerotti, con il completamento della demolizione dell’ex macelleria, gravemente danneggiata dagli eventi sismici, eseguita lungo la Via Rosi è stato possibile restringere ulteriormente la zona rossa in loc. Fluminata. ''Si è lavorato fino all’ultimo, quando - sottolinea Mauro Passerotti -  nella stessa giornata del 10 aprile scorso a seguito dell’ultima scossa di magnitudo 4,6, gli addetti dell’ufficio tecnico comunale hanno prontamente organizzato una ricognizione lungo la via principale del borgo di Fluminata e grazie alla tempestiva risposta di una impresa, tra le tante coinvolte nella gestione dell’emergenza, è stato possibile eliminare il rischio residuo di caduta dei coppi che nella prima mattina, erano scivolati dalla copertura di un edificio prospicente la via Roma. Pertanto, malgrado lo sciame sismico che all’alba di martedì scorso, 10.04.2018 ha fatto ipiombare la popolazione nel senso di incertezza e paura, il Comune di Ussita,interessato tra l’altro da inevitabili ed ulteriori danneggiamenti agli immobili presenti sul territorio, è così pronto a riaprire alla cittadinanza e ai turisti che chiedono di poter ritornare presto nei loro luoghi di villeggiatura, il nucleo storico di Fluminata''. Si sottolinea tale risultato poiché durante la gestione commissariale fino ad oggi sono stati in essere su tutto il territorio comunale n. 97 interventi disposte con altrettante relative ordinanze commissariali di messa in sicurezza, di cui 35 interventi ultimati e rendicontati; 15 in corso d’opera; ed i restanti in fase di progettazione. Procedendo con questo trend, conclude la nota del Commissario Straordinario, si attendono a breve analoghi provvedimenti di restrizione nella zona rossa per i borghi di Tempori, Sorbo e Sasso. 

13/04/2018
Aftershock o nuovo terremoto? Ce ne saranno altri? Amato prova a fare chiarezza

Aftershock o nuovo terremoto? Ce ne saranno altri? Amato prova a fare chiarezza

“In genere i discriminanti sono la distanza spazio-temporale da un evento precedente (in genere più forte) o più spesso da un raggruppamento di eventi (una sequenza in corso) – a parlare è Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - Non ci sono regole fisse e valide sempre sulla distanza in tempo e in chilometri per decidere se un determinato evento è o non è un aftershock di un altro. È chiaro che se siamo nel pieno di una sequenza e avviene un terremoto all’interno del volume già attivo, si tratterà indubbiamente di un aftershock. Se, al contrario, siamo a qualche decina o centinaia di chilometri lontani dalla zona attiva, molto probabilmente i due eventi non saranno collegati; più aumenta la distanza dalla zona attiva e più diventa difficile trovare un collegamento tra i due. Se per di più l’evento avviene a distanza di anni da un altro, le probabilità di un legame tra i due sono ancora più scarse. Secondo numerosi studi effettuati a partire dagli anni ’90 del Novecento, un forte terremoto altera le condizioni di stress di alcune delle faglie intorno, anche a notevole distanza (decine di chilometri) dal volume attivato, allargando così la regione in cui le probabilità di avere dei terremoti aumentano (in altre zone le probabilità invece diminuiscono). Anche in questi casi ì si parla di ‘aftershocks’, ma la materia è dibattuta”. Nel caso di Muccia, dunque, non sembrano esserci dubbi e a giudicare dalle parole di Amato si rientra perfettamente nella casistica degli aftershock. Ma la domanda, dettata più dalla paura che da basi scientifiche, a questo punto, è se un aftershock potrà mai avere una magnitudo superiore a quella dell’evento principale, con Amato che spiega che ciò può avvenire solo in casi molto rari. “A quel punto l’evento X diventerà il main shock (l’evento principale) della sequenza, ma resterà pur sempre un aftershock di qualche evento precedente. E’ importante, inoltre, conoscere la distribuzione della sismicità e le sue eventuali ‘migrazioni’ nel tempo e nello spazio. Questo ci permette di fare ipotesi in caso si assista a un’attivazione di una ‘nuova’ faglia (cosa che al momento non si sta verificando per il settore a nord di Muccia). Al tempo stesso, però, questo purtroppo non ci permette di escludere che un’altra faglia si attivi comunque, vuoi perché si sarebbe mossa comunque, o perché riceve una ‘spinta’ da una vicina. Ricordiamo che prima del 24 agosto non c’era stato alcun aumento di sismicità (anche di bassa magnitudo) nella zona della faglia di Amatrice.  Il fatto che una faglia si sia attivata con uno o più forti terremoti non significa che abbia ‘scaricato’ tutto il suo potenziale; perciò se anche l’aftershock in questione avvenisse su una faglia che ha avuto eventi forti in un recente passato, non si può escludere che la stessa faglia possa averne altri, anche forti. Pensiamo ad esempio al terremoto del 30 ottobre 2016, avvenuto nell’area dove già c’erano stati eventi importanti a sud (il 24/8) e a nord (il 26/10). Poi, l’aftershock potrebbe essere localizzato sì all’estremità di una faglia già attiva, ma accanto a questa ci potrebbero essere altre faglie in grado di attivarsi, quindi si potrebbe assistere a una sorta di ‘migrazione’ dell’attività da una faglia a una adiacente, proprio per il processo di trasferimento di stress, o per una migrazione di fluidi da una faglia all’altra, o altro. Per di più, secondo alcuni modelli statistici, ogni terremoto aumenta le probabilità di averne altri nei paraggi; la maggior parte di questi sarà di magnitudo minore del precedente, ma anche la probabilità di eventi più forti aumenterà. Sempre secondo questi modelli, che riescono a spiegare abbastanza bene l’andamento statistico degli aftershock di minore magnitudo dopo un forte terremoto, le probabilità di avere un evento forte (per es. M>5.5) dopo un terremoto di magnitudo 4 o 4.5 aumentano ma rimangono comunque molto basse, tipicamente dell’ordine dell’1% in una settimana”.

12/04/2018
Gli ingegneri delle Marche: "Si combattono fantasmi, ma urge concretezza"

Gli ingegneri delle Marche: "Si combattono fantasmi, ma urge concretezza"

Gli ingegneri marchigiani replicano seccamente alle dichiarazioni del commissario alla ricostruzione, Paola De Micheli. Di seguito la nota diffusa da Feding Marche. “In una recente intervista, l’Onorevole Paola De Micheli, commissario straordinario alla ricostruzione, ha sostenuto che lo Stato pagherà tutte le spese affrontate dai cittadini per la ricostruzione, ma che non sanerà gli abusi e che non ci saranno condoni. Come è stato a più riprese denunciato dai tecnici marchigiani, uno dei principali problemi che ostacola la presentazione dei progetti agli U.S.R. è che su moltissimi fabbricati si riscontrano difformità edilizie e strutturali, che per essere regolarizzate necessitano di procedimenti lunghi ed incerti. Questo è un nodo delicato su cui la Federazione Ordini Ingegneri delle Marche intende fare definitivamente chiarezza a scanso di pretestuosi equivoci. La posizione della Federazione, di concerto con i presidenti degli ordini provinciali della nostra regione, è netta e non lascia spazio a fraintendimenti. La realtà è che non si tratta di abusi, e che nessuno di noi ha mai pensato di richiedere sanatorie o colpi di spugna. Nelle Marche non ci troviamo di fronte a una situazione di illegalità diffusa e i presunti abusi, come  l’Onorevole li ha definiti nell’intervista, sono in moltissimi casi lievi difformità, verosimilmente originate in assoluta buona fede. È infatti frequente che alcune modifiche dimensionali, se di questo si tratta, siano del tutto involontarie e legate anche agli strumenti di misurazione meno evoluti e ai sistemi costruttivi usati nel passato. È forse possibile parlare di “abuso” se una parete nella realtà è più lunga di qualche centimetro (ma in molti casi anche più corta), di quanto risulta da un disegno ingiallito, o se una finestra o una porta sono spostate di una spanna su un prospetto d’epoca disegnato a mano? Il sospetto è che sia la parola stessa a evocare fantasmi ideologici che impediscono valutazioni realistiche, assoggettando un territorio intero a un’ansia di legalità che nessuno di fatto ha mai inteso violare. Prova ne è che dagli ingegneri marchigiani non sono mai venute richieste di condoni, ma solo istanze per l’introduzione di procedure amministrative snelle che si concludano in tempi certi e che permettano di individuare i reali abusi, evitando deleterie e fuorvianti generalizzazioni. Anche per quanto attiene al pagamento delle spese, la realtà sembra andare ancora una volta in una direzione opposta a quanto affermato dal Commissario. Dopo il sisma del 2016 si sono susseguite ben 52 Ordinanze che hanno reso e rendono estremamente complesso elaborare un progetto anche solo per la riparazione dei danni lievi. Basti pensare che servono mediamente circa 40 elaborati tecnico amministrativi, e che molto spesso gli U.S.R. richiedono chiarimenti ed integrazioni, con tutto ciò che questo comporta in termini di dispendio di energie, tempo e denaro nella presentazione delle pratiche. Per di più, i costi che i tecnici devono anticipare per le prove tecnologiche sui terreni e sulle murature per poter predisporre i progetti, a fronte del pagamento dei compensi a distanza di uno o più anni, stanno mettendo in crisi il sistema con il rischio concreto di far chiudere molti studi professionali. Tra l’altro la normativa attuale prevede “contributi alla ricostruzione”, il che non equivale a copertura totale dei costi, che risultano spesso insufficienti. Tra le popolazioni colpite si è addirittura diffusa l’ipotesi, essendo difficile arrendersi all’idea di una burocrazia miope e fine a se stessa, che il “mostro” che è stato messo in piedi serva solo a dilazionare l’onere economico della ricostruzione. Quasi due anni di interlocuzioni a vari livelli istituzionali, di documenti e di proposte da parte degli ordini professionali, hanno avuto una modesta incidenza in qualche raro comma delle solite 52 ordinanze. Con l’unico risultato di disperdere il patrimonio di esperienza e di professionalità di chi opera sul proprio territorio, conoscendone a fondo le esigenze peculiari e le criticità. Infine, mentre si continua a discutere di dettagli senza affrontare con adeguata solerzia e incisività le scelte importanti, si fissano scadenze quantomeno improbabili e si erogano i contributi per l’autonoma sistemazione”.

09/04/2018
Tondi: "Stessa sequenza, ma per stare tranquilli occorre abitare e frequentare edifici non vulnerabili"

Tondi: "Stessa sequenza, ma per stare tranquilli occorre abitare e frequentare edifici non vulnerabili"

La violenta scossa di questa notte ha fatto ripiombare il territorio nel panico. E le reazioni sono state le più disparate, dalla legittima paura alla rabbia, passando, inevitabilmente, anche per le solite teorie sulla "presunta magnitudo aggiustata". A mettere in ordine i tasselli ci ha pensato, ancora una volta, il geologo di Unicam, Emanuele Tondi, ormai vero e proprio punto di riferimento per il territorio e non solo quando si parla di terremoto. Da un lato, infatti, Tondi ha le competenze scientifiche per spiegare quanto sta accadendo e, dall'altro, ha la sensibilità di chi é anche sindaco e conosce, quindi, le preoccupazioni e le emozioni dei semplici cittadini. "La magnitudo - spiega quindi Emanuele Tondi - viene calcolata da INGV subito dopo l’evento in maniera automatica e poi rielaborata più volte. Questo è il motivo della variazione del dato, il più preciso è sempre l’ultimo valore comunicato.Come si può vedere dalla mappa allegata (foto), l’evento si colloca all'estremità nord della sequenza sismica del 2016-2017 (Terremoto di Amatrice-Visso-Norcia in legenda). Data la sua localizzazione, può essere considerato un aftershock relativo ai forti terremoti di fine Ottobre 2016. La sequenza sismica nel suo complesso è in diminuzione anche se per brevi periodi (di alcuni giorni) può riprendere attività sia in termini di frequenza che di intensità, in particolare alle sue terminazioni settentrionali (Muccia, Pievetorina, Monte Cavallo) e meridionali (Campotosto, Montereale, Capitignano)". Magnitudo spiegata, quindi,e nessuna nuova faglia, come qualcuno ha voluto intendere nelle ultime ore. Solo un accentuarsi della frequenza di quelli che possono essere considerate scosse di assestamento, con Tondi che aggiunge: "La sequenza sismica potrà dirsi terminata quando la sismicità dell’area tornerà ai livelli precedenti del 24 Agosto 2016. Sequenze associate a terremoti simili hanno avuto una durata anche di 2-3 anni. Nell'ambito delle sequenze sismiche, gli aftershocks più forti possono arrivare fino ad una magnitudo di un grado minore dell’evento principale. Eventualità sempre più improbabile (ma non impossibile) con il passare del tempo". La scossa delle 4,19 di questa notte, il cui epicentro é stato localizzato in territorio di Muccia ad una profondità di 9 km, è stato seguito fino ad ora da cinque repliche di magnitudo compresa tra 2.0 e 2.5 e diverse di magnitudo inferiore a 2. "Più volte - prosegue il geologo e sindaco di Camporotondo, ripercorrendo la storia dei terremoti sul nostro territorio - è stata paragonata l’attuale sequenza sismica a quella che si verificò tra Gennaio e Febbraio del 1703 tra Norcia e L’Aquila. Negli anni e decenni successivi, forti terremoti interessarono le zone immediatamente a nord e sud. A nord ricordiamo il terremoto del 1741 a Fabriano, del 1751 a Gualdo Tadino e del 1799 a Camerino. Terremoti di magnitudo stimata tra 5.5 e 6.0, generati da faglie più piccole e profonde rispetto a quella del Monte Vettore-Monte Bove e non visibili in superficie. A sud ricordiamo il terremoto del 1706 della Maiella e del 1805 del Molise, terremoti di magnitudo stimata tra 6.5 e 7.0. In queste zone sono presenti faglie simili a quella del Monte Vettore-Monte Bove, sia per dimensione che espressione superficiale. Per ulteriori informazioni sulla sismicità storica è possibile consultare il catalogo parametrico dei terremoti italiani https://emidius.mi.ingv.it/CPTI15-DBMI15/". "Non sappiamo quando - conclude Tondi, con una frase che ha il sapore dell'appello verso chi dovrà stabilire regole e metodi per la ricostruzione - ma i terremoti avvengono sempre nelle stesse zone e con caratteristiche simili. Quindi, per stare sicuri e tranquilli occorre abitare o frequentare edifici non vulnerabili rispetto alla sismicità dell’area in cui si trovano".

04/04/2018
Sisma, consegnate le ultime 21 casette a Ussita

Sisma, consegnate le ultime 21 casette a Ussita

Ultime 21 casette consegnate oggi agli abitanti di Ussita nell'area Pieve. "Si restituisce una casa fatta con qualità e dignità - ha commentato il presidente della Regione Luca Ceriscioli accolto dal accolto dal commissario straordinario del Comune Mauro Passerotti - e che serve per accompagnare i cittadini ad un percorso di uscita dall'emergenza per la ricostruzione. "Nel luglio scorso - ha ricordato il presidente - mi trovavo in questa area mentre le imprese stavano realizzando lavori di sbancamento per allestire le casette: oggi veder consegnare le ultime mi riempie di soddisfazione". "Ci sono risorse importanti - ha aggiunto Ceriscioli - che riguardano tanti aspetti della vita della comunità per farla ripartire e siamo convinti che serva più semplificazione". "Presto - ha concluso - ci sarà un nuovo Governo, per noi indispensabile, con il quale ci interfacceremo per avere delle risposte soprattutto sulle questioni urgenti". (Fonte Ansa)

31/03/2018
Aedes: termine del 31 marzo solo per incarichi già affidati

Aedes: termine del 31 marzo solo per incarichi già affidati

Il termine del 31 marzo per le schede Aedes riguarda solo gli incarichi già affidati. E’ l’estrema sintesi della nota a firma del commissario straordinario per la ricostruzione, on. Paola De Micheli. Un chiarimento che arriva a pochissime ore dalla scadenza del termine stesso e che, se da un lato non soddisfa in pieno le richieste del territorio, dall’altro lascia tirare un piccolo sospiro di sollievo. La scadenza "riguarda unicamente i casi in cui sia stato già formalmente conferito a un tecnico l'incarico di provvedere alla redazione delle schede" – si legge nella nota -  Per tutti gli altri casi non v'è dubbio che alla redazione delle schede Aedes possa provvedersi anche in epoca successiva al 31 marzo 2018". La commissaria ricorda che "riguardo alle possibili situazioni di difficoltà in cui potrebbero trovarsi i professionisti incaricati in relazione ai tempi lunghi incontrati per giurare le perizie in tribunale, si rammenta la possibilità di avvalersi al tal fine anche dei notai, essendo la relativa spesa rimborsabile in sede di liquidazione del compenso al professionista". (fonte Ansa)

29/03/2018
Ussita, venerdì la consegna delle ultime 21 abitazioni nell’area Pieve

Ussita, venerdì la consegna delle ultime 21 abitazioni nell’area Pieve

Venerdì 30 marzo 2018, alle ore 12, a distanza di un mese dalla consegna dell’area di Vallazza, il Commissario straordinario, dott. Mauro Passerotti, procederà alla consegna delle chiavi delle ultime 21 abitazioni allestite nell’area Pieve. Si conclude così, come programmata, la consegna delle strutture abitative di emergenza per consentire il rientro degli ultimi cittadini di Ussita ed ulteriori 21 famiglie potranno così ritornare definitivamente in paese, per un numero complessivo di 36 abitanti, che si vanno ad aggiungere ai 137 cittadini cui sono state già consegnate le strutture abitative provvisorie, oltre a tutti coloro che sono già rientrati utilizzandole proprie case dichiarate agibili, per le quali, lo si ricorda, sono state rilasciate 130 notifiche di agibilità di cui 116 durante la gestione commissariale. Con questa ultima consegna di soluzioni abitative si può affermare che, nonostante le difficoltà, la Comunità di Ussita, completamente evacuata a seguito degli eventi sismici di ottobre 2016, è ora ricostituita.Sarà anche l’occasione per lo scambio degli auguri per la Santa Pasqua, con la benedizione delle strutture abitative da parte di Mons. Nello Tranzocchi e che vedrà la partecipazione di tutti i cittadini e di tutti coloro che, con la loro presenza, vorranno esprimere la propria solidarietà alla Comunità di Ussita. Per l’occasione, il Commissario straordinario ha detto: “Nel ringraziare la Regione Marche, le imprese, e insieme le aziende di erogazione dei servizi elettrici e del gas, e tutti coloro che hanno collaborato, compresi gli uffici comunali, il sub commissario vicario dott. Ing. Nunzio Di Martino, il Prefetto di Macerata, desidero sottolineare, seppure tra i ritardi, il raggiungimento di un risultato dal quale ripartire per una nuova vita del Paese e della Comunità di Ussita. I cantieri per le SAE sono iniziati a metà luglio del 2017 e, in relazione a ciò, sono stati completati in tempi comunque congrui rispetto all’inizio dei lavori. La macchina amministrativa e burocratica dell’Ente civico è stata messa a punto e ha quasi recuperato ogni ritardo e si appresta ora a gestire la fase della ricostruzione e dell’impiego degli investimenti, per accompagnare il rientro delle famiglie di Ussita con la ripresa economico - sociale del territorio. Si attende al più presto il trasferimento delle somme stanziate e assegnate a questo territorio per l’avvio delle relative progettualità di sviluppo.”

28/03/2018
Da Pieve Torina a Ussita: partito il tour di aiuti per gli amici a quattro zampe delle zone del cratere

Da Pieve Torina a Ussita: partito il tour di aiuti per gli amici a quattro zampe delle zone del cratere

Da Pieve Torina a Ussita, passando per Gallano, Valfornace e Visso. È partito il tour di aiuto e di sostegno alimentare a favore degli amici a quattro zampe che vivono nelle zone rosse del cratere distrutte dal sisma, promosso dall’Associazione Cinofila Cave Canem di Porto Sant’Elpidio e da Almo Nature, azienda di pet food che produce alimenti utilizzando ingredienti di qualità. Un progetto itinerante che si propone di visitare, oltre i centri Sae (soluzioni abitative di emergenza) popolati da colonie di gatti e cani e da numerosi randagi, anche le zone di campagna abitate da allevatori che, costretti a rimanere vicini alle loro aziende e ai loro animali, in questi ultimi tempi sono stati dimenticati da tutti e non hanno beneficiato di nessun aiuto in termini di rifornimenti e merci. “Non possiamo dimenticarci di tutti quegli animali che offrono un aiuto concreto nelle aziende agricole e nelle greggi sparse in mezzo alle campagne” afferma Costantino Finocchi, presidente dell’Associazione Cave Canem. Come nel caso della fattoria “Jdayet” e dell’azienda “Angeli e Battaglia” di Pieve Torina che ospitano rispettivamente 3 e 8 cani da pastore, che svolgono il ruolo fondamentale di guardia delle stalle e del bestiame e senza cui le attività non potrebbero esistere. I volontari dell’Associazione Cinofila marchigiana Cane Cavem hanno iniziato il viaggio nel cratere visitando i comuni del maceratese, alla presenza dell’Assessore di Pieve Torina Giancarlo Ciuffetti, del sindaco di Valfornace Massimo Citracca e del Vice Sindaco di Visso Gian Luigi Spiganti Maurizi, per consegnare una fornitura di mangime pari a circa 800 kg, una media di 1.250 pasti per cani (piccoli e grandi) e 3.600 pasti per gatti, donati da Almo Nature. Nelle settimane a venire il tour d’aiuti toccherà anche le zone più critiche della provincia di Fermo per concludersi successivamente nella provincia di Ascoli Piceno con Arquata del Tronto. “Sembra che il tempo si sia fermato, la situazione è ancora tragica e riguarda tutti, territorio, uomini e animali – commenta Camila Arza Garcia, responsabile del progetto solidale A Pet Is For Life di Almo Nature – Con la nostra donazione vogliamo portare un po’ di conforto agli animali disagiati che si trovano in difficoltà a causa del terremoto e delle condizioni meteo avverse e che devono sopravvivere in quelle zone. Speriamo che la nostra non rimanga un’azione isolata e che le istituzioni e le aziende private come noi diano il loro contributo per alleviare questa situazione di estremo disagio. Pensiamo e agiamo dal punto di vista degli animali, per questo per noi l’importante è sfamarli e agire sulle emergenze con LoveFood”. LoveFood rientra nel progetto di Almo Nature, A Pet Is For Life, un impegno concreto volto a ridurre drasticamente l’abbandono di animali: non vogliamo lavorare solo sull’emergenza ma provare a essere attori di un cambiamento che passi dall’emergenza alla soluzione. È anche per questo che abbiamo lanciato AdoptMe, per offrire un mese di pappa gratuita, tramite i canili e gattili aderenti, a chi adotta consapevolmente un animale. Desideriamo e speriamo così di far crescere una comunità che ponga al centro il rispetto per l’animale che si porta a casa. Un impegno, quello verso la natura, che ha portato gli azionisti di Almo Nature a scegliere di donare il 100% delle azioni della società Almo Nature spa, e delle sue filiali, a una Fondazione. A partire dal 2018 tutti i profitti (dividendi) generati dalla vendita dei suoi prodotti saranno unicamente utilizzati a favore degli animali e dell’ambiente. Con questa donazione, gli animali e la natura saranno i veri proprietari di Almo Nature.      

28/03/2018
Mutui su strutture inagibili: rate sospese fino al 2019

Mutui su strutture inagibili: rate sospese fino al 2019

Il Commissario per la ricostruzione Paola De Micheli e il direttore generale dell'Abi Giovanni Sabatini hanno firmato il protocollo sulla sospensione delle rate di rimborso dei mutui sugli edifici inagibili nell'area del cratere del terremoto che ha colpito nel 2016 in centro Italia. Il Collegato Fiscale alla Legge di Stabilità 2017 ha prorogato fino al 31 dicembre 2018 la sospensione del pagamento delle rate di ammortamento dei mutui sia per i proprietari di prime case distrutte dagli eventi sismici, sia per gli edifici inagibili destinati ad attività produttiva. Inoltre, per gli immobili all'interno delle zone rosse, il termine è posticipato al 31 dicembre 2020. L'accordo definisce dunque i piani di ammortamento dei finanziamenti a rimborso delle rate sospese."La legge - sottolinea De Micheli - prevedeva la sottoscrizione di questo accordo entro il 30 giugno 2018 ma abbiamo ritenuto di accelerare i tempi per dare maggiori certezze ai cittadini. (Fonte Ansa)

28/03/2018
Terremoto, Nori come portavoce dei terremotati: "La magistratura frena la ricostruzione"

Terremoto, Nori come portavoce dei terremotati: "La magistratura frena la ricostruzione"

''Credo che la magistratura ce la stia mettendo tutta per frenare la ricostruzione del centro Italia colpito dal terremoto dell'agosto e dell'ottobre 2016. Mettere i sigilli ad una struttura smontabile, tra l'altro una piccola perla di architettura, e iscrivere nel registro degli indagati il sindaco e l'architetto Boeri significa pura miopia con evidenti cavilli giuridici senza senso''. Lo ha detto la portavoce dei terremotati di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, Maria Teresa Nori che esprime solidarietà al sindaco e ai cittadini di Norcia. ''Da questi presupposti - ha evidenziato la Nori - nasce il germoglio della paura da parte degli amministratori locali che per fare un'opera, per ripristinare un territorio, per dare vita alla comunità dovranno stare sul filo del rasoio per fare il loro dovere nei riguardi della cittadinanza. E' una assurdità tutta italiana. I nostri territori con questi presupposti - conclude - rinasceranno tra 30 anni ma sarà troppo tardi perché ci sarà uno spopolamento epocale''. 

14/03/2018
Ciaspolonga a Frontignano di Ussita: l'incontro con una coppia di aquile reali - FOTO

Ciaspolonga a Frontignano di Ussita: l'incontro con una coppia di aquile reali - FOTO

Oggi, grazie alla Guida Associata a AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche) Simone Gatto del Camoscio dei Sibillini Trekking di Ussita e alla Guida Escursionistica Maurizio Baccanti del Tour Operator Forestalp, si è tenuta la ciaspolonga di Frontignano 2018, con circa 50 partecipanti provenienti da tutto il centro Italia: oltre alle Marche c'erano persone venute da Perugia, Roma e Firenze. La ciaspolata si è tenuta nella località di Frontignano su sentieri semplici e facili, lontani da versanti montuosi, in tutta sicurezza. E' stata un festa per tutti i partecipanti che poi hanno potuto rifocillarsi nei locali aperti del Centro di Ussita, come il Ristorante Mezzaluna e il Bar Due Monti. Durante l'escursione è stato possibile ammirare da vicino anche una splendida coppia di aquile reali che hanno volteggiato sopra il gruppo per circa 5 minuti. Anche grazie a queste operazioni è possibile far tornare a vivere i Sibillini. Ecco alcune foto.

Ussita, consegnate altre venti casette

Ussita, consegnate altre venti casette

Sono state consegnate oggi, dal Commissario Straordinario, Mauro Passerotti, altre 20 abitazioni in località Vallazza nella frazione di Ussita. Alla cerimonia della consegna agli aventi diritto, erano presenti, oltre a Mauro Passerotti, il parroco Don Nello, autorità militari, molti cittadini venuti a festeggiare con gli assegnatari la tanto agognata casetta. ''Stiamo raggiungendo l'obiettivo prefissato, ovvero la consegna di tutte le casette entro marzo 2018. Oggi - ha sottolineato Mauro Passerotti - altre venti famiglie ritroveranno il sorriso, la speranza, la gioia di avere un tetto in uno scenario da sogno qual è Ussita e i Sibillini. Entro la fine del mese di marzo prevedo di consegnare tutte le unità immobiliari''. ''Sono felice, finalmente - afferma un assegnatario - posso dormire al caldo e sotto un tetto, grazie a questo commissario che in poco tempo ha fatto tantissimo, veramente tanto. E' stata una forte emozione aprire le porte di queste casette e sentire il tepore e la sicurezza di poter stare tranquilli.  Per noi è stato un riferimento istituzionale molto importante, ci ha fatto sentire lo Stato vicino''. Rimangono ancora 23 casette da assegnare, ha spiegato Passerotti ''che entro il mese saranno aperte dagli assegnatari''. Passerotti ha precisato, infine, che ''i cantieri sono stati aperti a luglio 2017 e che in 7 mesi si è provveduto al fabbisogno di oltre due terzi delle abitazioni previste''. 

28/02/2018
Sisma, mercoledì 28 febbraio altre 20 abitazioni consegnate ad Ussita

Sisma, mercoledì 28 febbraio altre 20 abitazioni consegnate ad Ussita

Mercoledì 28 febbraio 2018, alle ore 12,30, il Commissario straordinario, dott. Mauro Passerotti, procederà alla consegna delle chiavi di 20 abitazioni allestite nell’area di Forapezza, situata in loc. Vallazza nel comune di Ussita. Lo rende noto un comunicato dell' amministrazione straordinaria del comune marchigiano. ''Prosegue così - afferma Mauro Passerotti -  come programmata, anche grazie alla collaborazione di tutti gli Enti interessati e delle Ditte impegnate nei cantieri, la consegna delle strutture abitative di emergenza per consentire il rientro di altri cittadini ad Ussita. Ulteriori 20 famiglie potranno così ritornare definitivamente ad Ussita, per un numero complessivo di 39 abitanti, che si vanno ad aggiungere ai 98 cittadini tornati in paese con la consegna di altre SAE, insieme a tutti coloro che sono già rientrati utilizzando case agibili''. Con questa nuova consegna, si legge nel comunicato ''proseguono così tutte le attività e le iniziative volte a ricostituire integralmente la comunità di Ussita, completamente evacuata a seguiti degli eventi sismici di ottobre 2016''.

26/02/2018
La preoccupazione dei terremotati per l'arrivo del Burian: "Regione e Comuni si attivino per fronteggiare questa emergenza"

La preoccupazione dei terremotati per l'arrivo del Burian: "Regione e Comuni si attivino per fronteggiare questa emergenza"

'Se come sembra nei prossimi giorni arriverà il vento gelido dalla Siberia, chiamato Burian, ci sarà un calo di temperatura che non si registra dal 2010, secondo quanto affermano i meteorologi. Preoccupa dunque la situazione nelle zone terremotate per quelle persone ancora senza l'assegnazione delle Sae, le casette provvisorie''. E' l'allarme lanciato dalla portavoce dei terremotati di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera Maria Teresa Nori. ''Auspico - ha detto ancora Nori -  che la regione Marche e i Comuni si attivino subito per porre rimedio in quanto questa emergenza metterà a dura prova i cittadini e gli animali degli allevamenti delle zone terremotate delle Marche. Si prevedono temperature diurne di alcuni gradi sottozero, minime notturne anche a -10 gradi'', ha concluso Maria Teresa Nori. 

21/02/2018

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