Ussita

Anci Marche al fianco del sindaco di Ussita. Il presidente Mangialardi: "Così si uccide la speranza"

Anci Marche al fianco del sindaco di Ussita. Il presidente Mangialardi: "Così si uccide la speranza"

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa a firma Maurizio Mangialardi, presidente di Anci Marche:   "Sono al fianco di Marco Rinaldi, sindaco di Ussita, non solo formalmente per il ruolo istituzionale che ricopro, ma convintamente e decisamente perché chi lavora per contribuire a risollevare una comunità devastata come quella di Ussita e degli altri comuni del cratere non può accettare di dover sottostare a cavilli di legge. Solo nella 2' guerra mondiale le Marche hanno avuto più distruzioni di quante ne ha fatto questo terremoto e, di conseguenza, andrebbe pensata la proclamazione di uno stato di guerra anche in questa regione, con le leggi speciali, zero burocrazia e possibilità di operare al sostegno dei cittadini".   "L'oggetto del contendere è il sequestro del camping 'Il quercione' di Ussita, comune che insiste all'interno del Parco dei Sibillini e con un vincolo di inedificabilità assoluto per il rischio di dissesto idrogeologico. All'interno del camping il sindaco ha consentito l'installazione di 4 case mobili e un container e per questo gli è stato contestato l'abuso edilizio. Il sindaco Rinaldi ha annunciato le dimissioni convinto che, con queste leggi così restrittive, la ricostruzione post sisma nel devastato comune di Ussita sarà quindi impossibile".   "Come Anci Marche ci siamo mobilitati anche investendo del problema l'Anci nazionale. È di tutta evidenza che vada individuato un percorso in grado di sostenere le scelte che un sindaco di un comune gravemente colpito fa nell'interesse dei cittadini. Da mesi pianifichiamo la ricostruzione, ci adoperiamo per accellerarla il più possibile e non perpretare inaccettabili ritardi e poi accade un episodio come questo di Ussita che di fatto toglie la speranza a quella comunità e a tutti noi marchigiani di poter tornare alla normalità e ci fa ritenere che invece di essere all'alba di un nuovo giorno siamo al tramonto di un intero territorio".  

13/05/2017
"Dimissioni irrevocabili e non dettate dall'emotività": il sindaco di Ussita non torna indietro

"Dimissioni irrevocabili e non dettate dall'emotività": il sindaco di Ussita non torna indietro

"Le mie dimissioni sono irrevocabili. Ma il mio impegno proseguirà più forte di prima, da semplice cittadino, a servizio della comunità". Lo ribadisce oggi, all'indomani delle dimissioni presentate a seguito dell' inchiesta della Procura di Macerata sul camping Il Quercione, il sindaco di Ussita Marco Rinaldi. "La mia decisione - ha aggiunto Rinaldi - non è frutto della stanchezza o dell'effetto psicologico dovuto all'emotività, ma di un ragionamento che sto portando avanti da qualche tempo". (Ansa)

13/05/2017
Dimissioni di Rinaldi, l'Ente Parco: "Non è di nostra competenza"

Dimissioni di Rinaldi, l'Ente Parco: "Non è di nostra competenza"

L'Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini interviene sulle dimissioni del sindaco di Ussita Marco Rinaldi, sottolineando che ''l'Ente è sempre stato vicino alle popolazioni e ai sindaci del territorio, condividendone le difficoltà e adoperandosi per cercare di facilitare, per quanto di sua competenza, tutte le procedure per la ricostruzione post sisma, a cominciare dalla Sae, ossia le strutture abitative di emergenza per le quali è stato concesso, per tutte le richieste sin qui pervenute, il nulla osta''.     Le questioni normative evidenziate dal sindaco Rinaldi, a cominciare dalla Zona R4, si legge in una nota del Parco, ''non dipendono pertanto né sono di competenza del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, che conferma la sua piena disponibilità ed il suo impegno per contribuire fattivamente alla ricostruzione del territorio''. (Ansa)       

12/05/2017
Si dimette il sindaco di Ussita dopo un decreto del Gip di Macerata sull'area del camping "Il Quercione"

Si dimette il sindaco di Ussita dopo un decreto del Gip di Macerata sull'area del camping "Il Quercione"

Il sindaco di Ussita Marco Rinaldi (Pd), uno dei sindaci del terremoto, si è dimesso poco fa, dopo che il Gip di Macerata ha firmato un decreto esecutivo di sequestro del camping 'Il Quercione', dove da anni sono posizionate 5 mobil house e un prefabbricato in legno, in quanto realizzati nell'area protetta del Parco dei Sibillini, inedificabile e in zona R 4. ''Tutta Ussita è in area protetta - ha detto Rinaldi dando all'ANSA la notizia delle dimissioni -, questo vuol dire che la ricostruzione non si farà mai''. ''La ricostruzione di Ussita non potrà mai avere inizio né conclusione. Gran parte del territorio del Comune viene a trovarsi nelle medesime condizioni del camping Il Quercione, con la conseguenza che non un prefabbricato, non una casetta di legno, non alcun altro immobile, non un solo ripristino dei vecchi impianti sportivi, compreso il Palazzo del ghiaccio e la piscina, potranno mai essere messi in atto''. Lo si legge nella lettera di dimissioni che il sindaco di Ussita Marco Rinaldi ha consegnato al segretario comunale, rassegnando le sue ''irrevocabili dimissioni''. 'L'impossibilità di ricostruire Ussita e gli altri Comuni del Parco - dice - diviene una certezza ove non muti il quadro legislativo che tuteli, in un ambito di straordinaria gravità come quello che ci coinvolge, anche la presenza umana inserita nell'ambiente naturale''. Rinaldi continuerà a difendere i suoi cittadini, e ad aiutarli ''ad uscire dal grave stato di disagio e di abbandono in cui versano''.  Il camping è una vecchia struttura degli anni Novanta, già oggetto di sanatoria, e attualmente non ospita sfollati del terremoto, tutti trasferiti sulla costa, anche se alcuni in questi mesi avevano sistemato lì beni personali nei container. ''Queste persone piangevano, quando sono arrivate le forze di polizia a mettere i sigilli - racconta Rinaldi, un ingegnere di 66 anni, fra i sindaci più attivi in questi mesi a difesa della propria comunità. La procura, che ha chiesto e ottenuto dal Gip il sequestro, gli contesta di aver consentito l'installazione delle mobil house e del gazebo in legno, oltre all'esecuzione di scavi, ''in una zona asseritamente vincolata da inedificabilità assoluta per essere inserita in area vincolata paesaggisticamente. Zona R4, e all'interno del Parco dei Monti Sibillini''.  Il sindaco di Ussita Marco Rinaldi, che si è dimesso dopo il decreto di sequestro del Camping Il Quercione per presunti abusi ambientali, afferma: "Sull'operato della Magistratura, a cui ribadisco piena fiducia, non ho nulla da osservare, salvo affermare che mi difenderò nelle opportune sedi, non ritenendo che possa ravvisarsi alcuna mia responsabilità penale". La vicenda però diventa ''oltremodo preoccupante - osserva - se la si valuta sotto il profilo amministrativo della ricostruzione post terremoto''. (Ansa)

12/05/2017
I cittadini manifestano sabato a Visso: "Servono più poteri ai Sindaci, gli unici in grado di gestire la ricostruzione"

I cittadini manifestano sabato a Visso: "Servono più poteri ai Sindaci, gli unici in grado di gestire la ricostruzione"

Non sono un comitato. Sono semplici cittadini, esasperati dalla palude di immobilismo dalla quale non sembra esserci via d'uscita, sebbene siano trascorsi quasi nove mesi dal terremoto del 24 agosto scorso.  Così, i cittadini di Castelsantangelo sul Nera, Ussita, Visso e Preci hanno deciso di manifestare sabato 13 maggio a Visso. E tengono a sottolineare che si tratterà di una manifestazione spontanea.  "A nove mesi dal sisma" spiegano "siamo ancora nella fase dell'emergenza, non è stata mossa nemmeno una pietra e nessuna ricostruzione è iniziata né ci sono i presupposti perché questo accada.Manifestiamo a sostegno dell'operato dei nostri Sindaci, perchè sia dato loto più potere reale, e non solo a parole, in quanto sono gli unici in grado di gestire la ricostruzione. Questo concetto sembra sia stato recepito, con colpevole ritardo, anche dalle Autorità superiori ma rimane, al momento solo un auspicio. Chiacchiere insomma, che, ormai abbiamo imparato, possono durare mesi prima di tradursi in qualcosa di concreto. E soprattutto di reale.Questa manifestazione sarà anche l'occasione per dare un seguito al Patto della Montagna, promuovendo l'incontro tra la gente necessario a costruire una comunità unita e coesa , unica speranza per il futuro di queste valli e sarà la prima sul territorio, lontana dai luoghi del potere ma nel cuore vero della tragedia.Alla manifestazione sono stati ufficialmente invitati i Sindaci in quanto primi cittadini in mezzo, o davanti, alla loro gente".

11/05/2017
Prima assemblea  dell'associazione "Sorbo Ussita" nata per la comunità dopo il sisma

Prima assemblea dell'associazione "Sorbo Ussita" nata per la comunità dopo il sisma

Sabato 6 maggio si è tenuta ad Ussita la prima assemblea dell'associazione “Sorbo di Ussita”, costituita tra tutti coloro che, prima dei fenomeni sismici del 2016, facevano parte della comunità della frazione Sorbo del comune di Ussita. I membri dell’associazione non sono solo i residenti ma anche i proprietari di fabbricati, e cioè i discendenti degli antichi residenti che, per ragioni lavorative, nel periodo tra le due guerre mondiali o nel secondo dopoguerra si sono trasferiti altrove ma che hanno mantenuto forti le loro radici e saldi i legami tra loro, anche attraverso le generazioni. L’associazione Sorbo di Ussita pone al centro della sua visione ideologica la persona e la comunità in cui essa si esplica e si declina e, quindi, presuppone che siano le comunità a creare i luoghi e le atmosfere. Essa, di conseguenza, ha come scopi, tra gli altri, quelli di: consentire alla comunità di Sorbo di mantenere quelle relazioni e quei rapporti grazie ai quali oggi si può constatare che la comunità stessa, nonostante ciò che è avvenuto alle strutture ed al territorio, è viva ed è proattiva; favorire pratiche partecipative mantenendo una rete civica e di comunicazione e coordinamento sulla ricostruzione; mantenere rapporti con enti pubblici, privati e del terzo settore. L’assemblea si è svolta presso il ristorante Mezzaluna Club - l’unico locale pubblico aperto a Ussita e punto d’incontro di tutti coloro che in questi mesi sono passati di qua – e ha eletto il comitato direttivo. Il sindaco di Ussita Marco Rinaldi ha preso parte alla fase introduttiva dell’assemblea per testimoniare l’apprezzamento per l’iniziativa ed ha evidenziato come il confronto ed il colloquio tra la società civile e l’ente pubblico siano la base ideologica per affrontare i problemi creati dal sisma partendo dalla persona e dalle relazioni sociali che sono il presupposto logico della ricostruzione materiale. La manifestazione fisica ed economica del territorio di Ussita altro non è che la rappresentazione e la conseguenza di donne e uomini che si relazionano tra loro in un contesto di società organizzata. Realtà analoghe si sono costituite o sono in fase di costituzione nelle altre frazioni di Ussita

08/05/2017
Non tutto a Ussita è chiuso, il ristorante La Mezza Luna accoglie tutti dal 28 gennaio

Non tutto a Ussita è chiuso, il ristorante La Mezza Luna accoglie tutti dal 28 gennaio

"Ad Ussita un ristorante aperto e che ogni giorno accoglie decine di clienti c'è ed è La Mezza Luna club": a evidenziarlo è la titolare del locale, Rossella Orazi. Una precisazione che arriva anche dal vicesindaco Massimo Valentini dopo che, all'ANSA, aveva raccontato della chiusura totale di tutte le attività in questo borgo, della provincia di Macerata, distrutto dal sisma. "C'è invece la Mezza Luna - dice - ed è un punto di riferimento importante per il nostro territorio e ci dà speranza e fiducia per una ripartenza generale". "Abbiamo riaperto i battenti dal 28 gennaio e da allora tutti i giorni prepariamo pranzi e cene e non solo per le poche persone che si trovano a Ussita, ma per tutti quelli che ancora vivono in queste zone, da Visso a Castelsantangelo sul Nera e soprattutto per i tantissimi turisti e visitatori che nei fine settimana vengono a trovarci in segno di solidarietà", spiega Orazi. (Fonte e foto Ansa)

04/05/2017
"Ussita non esiste più da ottobre, qui non c'è più niente"

"Ussita non esiste più da ottobre, qui non c'è più niente"

"Ussita è come se non ci fosse più, dalla sera del 26 ottobre e a seguire la mattina del 30, qui non c'è più niente": a dirlo è Massimo Valentini, vice sindaco del borgo distrutto dal sisma. "Adesso attendiamo le casette per far tornare la nostra gente, ne abbiamo ordinate 92, secondo il cronoprogramma del Governo dovrebbero essere pronte per agosto, soltanto con il ritorno delle persone si potrà iniziare a pensare alla ricostruzione e alla ripresa delle attività economiche, a iniziare da quelle turistiche".    Ussita è un paese fantasma, tutti si sono trasferiti negli alberghi del mare, tranne 11 persone rimaste a vivere nei camper. Tra questi c'è anche Stefano Riccioni, allevatore di 38 anni. Con la moglie Michela e i loro due bimbi, avrebbe già una casa di legno. "Ci è stata donata già da alcuni mesi, tanto che abbiamo rinunciato al modulo abitativo da mettere vicino all'azienda - racconta - ma vari problemi ci hanno impedito finora di montarla, la burocrazia sta facendo più danni del sisma". (Ansa)

03/05/2017
1° maggio di nuovo ai piedi del Vettore e a Castelluccio con Forestalp & Camoscio dei Sibillini

1° maggio di nuovo ai piedi del Vettore e a Castelluccio con Forestalp & Camoscio dei Sibillini

Ieri, 1° Maggio 2017, Forestalp gestore del CEA di Arquata del Tronto (almeno fino ad Agosto 2016) e Camoscio Sibillini di Ussita, grazie al permesso eccezzionale concesso dal Comune di Arquata del Tronto hanno potuto organizzare un primo Maggio escursionistico esclusivo (in zona ancora vietate al pubblico) fra le creste ai Piedi del Monte Vettore e gli altopiani di Castelluccio di Norcia. Al termine dell'escursione i ristoratori e albergatori di Arquata del Tronto colpiti dal Sisma del 24 Agosto, gestori della Struttura "Hotel Regina Giovanna" hanno offerto a Forca di Presta una gustosa merenda con prodotti tipici locali di Arquata e dell'Ascolano. Anche così Forestalp Cooperativa e Camoscio dei Sibillini vogliono far ripartire e pubblicizzare i Sibillini colpiti dal Sisma. Ben 70 persone provenienti da tutto il Centro Italia (Roma, Perugia, Firenze, Marche, Pescara) hanno passato un primo Maggio veramente particolare ed esclusivo. divertendosi e gustando cibi genuini. Ricordiamo che è ancora vietato l'accesso a Forca di Presta al pubblico. Infine vi vogliamo sottolineare e portare a conoscenza il crowdfunding per aiutare la società Forestalp in questo suo difficile momento economico causato dal sisma che ha azzerato gli introiti delle strutture che gestivano, fra cui il CEA di Arquata del Tronto "Centro dei Due Parchi" che potete trovare al link: https://socialbusinessworld.org/campaigns/view/806171/about/salviamo-la-forestalp-natura-in-movimento

Il sindaco di Ussita punta i piedi: "Gli sfollati non si spostano da dove si trovano"

Il sindaco di Ussita punta i piedi: "Gli sfollati non si spostano da dove si trovano"

Il sindaco di Ussita Marco Rinaldi ha scritto alla Regione Marche e al prefetto di Macerata per comunicare che "i cittadini del Comune di Ussita il cui territorio è stato in zona epicentrale, alla luce dello stress fisico e psicologico a cui sono esposti a far data dal 24 agosto 2016 non possono essere spostati dalla strutture ricettive che li ospitano alla data odierna". Il primo cittadino di Ussita si riferisce alla riallocazione degli sfollati, che hanno le case inagibili ospitati in camping, hotel e altre strutture ricettive, oggetto di una nota del Regione del 26 aprile. La risposta di Rinaldi è indirizzata anche al presidente della Regione, e agli assessori regionali al Turismo e alla Protezione civile. (Ansa)

28/04/2017
Tredici sindaci si ribellano: "Non c'è ricostruzione e non ci sono i presupposti perchè ci sia in futuro"

Tredici sindaci si ribellano: "Non c'è ricostruzione e non ci sono i presupposti perchè ci sia in futuro"

''La ricostruzione non c'è, e non ci sono neanche i presupposti perché ci sia in futuro, se le premesse continueranno a essere queste''. E' quanto 13 sindaci del maceratese scrivono in una mail inviata al premier Paolo Gentiloni. L'hanno firmata i sindaci di Camerino, Castelsantangelo sul Nera, Ussita, Bolognola, Camporotondo, Caldarola, Castelraimondo, Esanatoglia, Fiastra, Fiuminata, Pieve Torina, San Severino, Serravalle del Chienti. Nella lettera i sindaci affermano che ''la questione riveste carattere di particolare urgenza. Si confida - dicono - in un tempestivo riscontro, necessario per un corretto e rispettoso rapporto tra le istituzioni''. Oltre ai ritardi e a quelle che definiscono ''inefficienze'' nella gestione dell'emergenza, i primi cittadini mettono l'accento sui servizi che ancora mancano, le macerie che restano dove stanno. Spiega all'ANSA il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci: il territorio sta morendo. Non siamo più disposti ad accettare contentini o mediazioni''.

28/04/2017
Il ritorno dell'inverno: notte di neve sui rilievi maceratesi

Il ritorno dell'inverno: notte di neve sui rilievi maceratesi

Nonostante la primavera sia arrivata da quasi un mese, da ieri sera le Marche sono ricapitolate in un gelido inverno, come del resto previsto dai meteorologi. Da ieri sera è scesa la neve, sia nel pesarese che nei nostri monti, dal massiccio dei Sibillini fino al Monte San Vicino. In tanti hanno postato le foto della nevicata fuori tempo di questa notte. Al risveglio Bolognola si è ritrovata coperta di bianco, così come Frontignano e Pian dell’Elmo. Le precipitazioni a carattere nevoso in alta quota e pioggia nel resto della provincia hanno fatto diminuire drasticamente le temperature e tutta la giornata di oggi sarà caratterizzata da rovesci e schiarite, già dal pomeriggio di oggi si annunciano ancora neve sui rilievi al di sopra dei 500-700 metri. Questa instabilità con temperature fuori stagione perdurerà fino a venerdì, quando si avrà di nuovo un cielo sereno ma con temperature ancora al di sotto della media. Sabato e domenica  tornerà di nuovo la  primavera ma ad oggi le previsioni danno un peggioramento lunedì 24 e martedì 25 aprile con piogge sparse. (Foto prese dal web di Francesco C., Domenico Lancellotti, Fiori Di Lorenzo, Maura De Michelis)

19/04/2017
La difficile Pasquetta di Ussita e Castelsantangelo sul Nera al TG5 - FOTO e VIDEO

La difficile Pasquetta di Ussita e Castelsantangelo sul Nera al TG5 - FOTO e VIDEO

Il telegiornale di Mediaset fortunatamente non ha spento i riflettori sulle zone terremotate e ieri ha mandato in onda un servizio sulla Pasquetta di Ussita e Castelsantangelo sul Nera. Nell'edizione serale è stato mostrato l'interno di un ristorante con le fondamenta spaccate e il giornalista ha commentato dicendo: "Sono crollati i muri ma ad incrinarsi è la fiducia della gente". È stata quindi data voce alla protesta di un abitante che ha lamentato gli ormai tristemente noti ritardi dicendo di stare dentro una roulotte da otto mesi, come una bestia. Ha quindi proseguito denunciando che ci si preoccupa di cani e di gatti ma poco o nulla viene fatto per gli esseri umani. Le telecamere si sono poi spostate a Ussita, nell'unico ristorante fuori dalla zona rossa, diffile da raggiungere dato che serve un permesso speciale ma regolarmente aperto e la titolare ha mostrato il menù di Pasquetta. Il servizio termina portroppo con le parole che abbiamo sentito fin troppe volte, affidate a una giovane che dice testualmente: "Tante promesse fatte ma nulla è accaduto. L'unica cosa che rimane è pensare di lasciare questi posti ed è un grande dolore e basta".

18/04/2017
"Così come strutturate le 'zone franche' non funzioneranno": il prof. Rivetti (Unimc) spiega il suo "Modello Ussita"

"Così come strutturate le 'zone franche' non funzioneranno": il prof. Rivetti (Unimc) spiega il suo "Modello Ussita"

Il “Modello Ussita” nasce dalla collaborazione del Comune colpito dal sisma di ottobre e dall’Università di Macerata con l’appoggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che proprio in occasione della visita al paese ha sottolineato l’importanza di questa proposta per un futuro possibile per le aree terremotate. Per comprendere meglio cosa questa proposta, finalizzata alla creazione di un territorio a fiscalità privilegiata nei Comuni colpiti dagli eventi sismici, è necessario fare un passo indietro nel tempo fino al terremoto de L’Aquila. Anche in quel caso ci fu un “Modello L’Aquila” con l’istituzione di zone franche, però non funzionò, “Poiché, come spiega il professor Giuseppe Rivetti, docente di diritto tributario presso l’Università di Macerata, che ha lavorato alle linee guida del Modello Ussita “le zone franche non sono la risposta adeguata alle esigenze di sviluppo della popolazione; esse si fondano sull’esistenza originaria dei soli soggetti residenti o meglio delle sole aziende del luogo”. Ciò significa che il precedente modello ha posto dei limiti invalicabili e quello che doveva essere un privilegio per chi ha subito danni è divenuto un miraggio nel deserto. In questo momento “Manca la visione di un futuro, cioè la capacità di immaginare il futuro dopo il terremoto” continua con la sua analisi il professor Rivetti “in questo momento è una ricorsa continua ai provvedimenti, come se fossero la soluzione”; in realtà se non fosse per il caos legislativo creato, i provvedimenti giuridici dovrebbero risolvere le problematiche, ma, purtroppo, in questo momento, essi sono il labirinto nel quale cittadini e tecnici si perdono nella speranza di capire come e cosa fare e con quali tempistiche. La novità del modello creato da Unimc è quello di creare agevolazioni fiscali non solo per i residenti, come a L’Aquila, ma anche a tutti quei soggetti economici interessati a investire sul territorio del cosiddetto cratere; in questo modo si andrebbe a sopperire alla carenza dei fondi pubblici, la proposta non prevede spesa per lo Stato ma un risparmio “la riduzione di imposta” spiega Rinaldi “ è inferiore alla spesa pubblica che dovrebbe essere impiegata per la ricostruzione”. Per comprendere meglio di cosa si sta parlando il docente di diritto tributario fa un esempio molto esplicativo “Un allevatore di Ussita piuttosto che di Castelsantangelo sul Nera deve ricostruire le sue stalle costa tot allo Stato, se, come prevede il Modello, ad investire sulla ricostruzione è un allevatore della Maremma che in cambio viene detassato dallo Stato tutti ci guadagnano. Anche se l’Agenzia delle Entrate non prende soldi dall’allevatore toscano le imposte sono minori della spesa”. Questo è un modello che non riguarda solo le imprese ma anche le famiglie, infatti è prevista una restituzione del cento per cento delle spese per la messa in sicurezza degli immobili, con la restituzione di quanto speso in breve tempo. Si vuol agire, quindi, non solo sulla ricostruzione ma anche sulla prevenzione e per fare ciò basterebbe modificare una legge già esistente che però riconosce solo una restituzione parziale della spesa e in un tempo non ragionevolmente lungo. Una modifica ad una norma senza entrare in contrasto con l’Unione Europea . Proprio riguardo all’UE Rinaldi fa un’altra interessante riflessione: “La nostra proposta è in armonia con la tradizione giuridica del nostro Paese e non è in contrasto con quella europea. Comunque, in questo momento storico, è necessario applicare le misure giuste, bisogna far valere le necessità piuttosto che il diritto europeo. È una questione di priorità” In questo momento il Modello Ussita è all’attenzione del Consiglio dei Ministri, sarebbe dunque auspicabile che i parlamentari e i politici tutti del nostro territorio spingano e facciano pressione perché esso non rimanga fermo sul tavolo. La crisi politica dei primi di dicembre non ha sicuramente aiutato l’iter della proposta, ma si spera che l’intelligenza politica dia le giuste priorità. Tutto il territorio colpito dal sisma, non solo quello maceratese, necessita di risposte: è troppo tempo che sta aspettando. Sta crescendo il malcontento e sembra come se la ricostruzione possa cadere in prescrizione, ed è per questo che è ancora più importante l’azione della politica locale per fare pressione sulla questione. “Personalmente” conclude il professore “ritengo che l’Università di Macerata, sulla base di quella che è la sua terza missione (dopo ricerca e didattica) debba interessarsi al destino del proprio territorio. Potrà, ad esmpio, essere artefice di incontri tematici finalizzati alla soluzione di queste problematiche, per questo appare utile programmare conferenze che coinvolgono tutti i protagonisti istituzionali per una riflessione costruttiva sulle molte criticità ancora da risolvere”.

13/04/2017
Il geologo Tondi e il sismologo Amato concordi: "Attività sismica fisiologica, temporanee riprese sono sempre possibili"

Il geologo Tondi e il sismologo Amato concordi: "Attività sismica fisiologica, temporanee riprese sono sempre possibili"

Una sequenza sismica che arriva dopo un periodo di calma apparente sta riportando forte apprensione nel cratere. Oltre dodici eventi di magnitudo superiore a 2 in meno di tre ore, tra le tutti con epicentro nella zona di Fiastra e Fiordimonte, con eventi chiaramente avvertiti dalla popolazione come quello delle 16.35 di magnitudo 3.6, delle 16.45 di magnitudo 3.4, delle 17.02 di magnitudo 3.1, un altro 3.6 alle 19.04, hanno creato inevitabile preoccupazione. E inevitabilmente, si cerca di saperne di più dagli esperti. Tante le domande rivolte al geologo Emanuele Tondi e al sismologo Alessandro Amato, forse i due maggiori esperti in Italia di terremoto, che hanno spiegato all'unisono il loro punto di vista su quanto sta accadendo. Il professor Tondi ha detto di "leggere con attenzione quanto ha scritto Alessandro Amato dell'INGV per la zona di Barrete (Aq) due giorni fa, perché vale anche per Visso e Fiastra. La zona è sempre quella destabilizzata dai forti eventi di fine ottobre 2016, quindi sono da considerarsi aftershocks. La sequenza nel suo complesso è in diminuzione e piccole, temporanee riprese sono possibili. L´importante è che siano piccole e temporanee, perché non se ne può più...". Alessandro Amato, infatti, il 9 aprile aveva affermato "c'è stata una piccola (fisiologica) ripresa di attività nell'aquilano, intorno a Barete, con un evento di magnitudo 3.5 (alle 3:52) e altri minori. L'area interessata rientra in quella più ampia attiva da agosto 2016, in particolare nel settore meridionale, quello che ha avuto i quattro eventi di M5-5.5 il 18 gennaio. Si tratta quindi tecnicamente di "aftershocks", in uno dei picchi di attività che ci sono sempre in queste lunghe sequenze. Come detto in altre occasioni, la sequenza è ancora in corso e durerà a lungo, con un andamento generale di diminuzione del numero degli eventi e oscillazioni in più e in meno. La probabilità di altri eventi forti diminuisce ma non sarà mai zero, neanche tra dieci anni quando la sequenza sarà finita". Quindi, niente panico perchè la sequenza rientra nella normalità, ma sempre attenzione perchè la sequenza stessa sembra ben lontana dall'essere terminata.

11/04/2017

Quotidiano Online Picchio News

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