Ussita

Frontignano per il terzo anno senza impianti da sci: la rabbia di Elena Leonardi (Fratelli d'Italia)

Frontignano per il terzo anno senza impianti da sci: la rabbia di Elena Leonardi (Fratelli d'Italia)

Assistere impotenti a giornate di sole come queste ad alta quota dove la neve avrebbe permesso di sciare riattivando parte dell'economia colpita dal sisma, provoca forte rabbia – esordisce il capogruppo regionale di Fratelli d'Italia Elena Leonardi – tanto più che con la mozione da me presentata sarebbero bastati 200.000 euro per iniziare a partire. Se l'obiettivo dichiarato dalla Regione è quello di scongiurare lo spopolamento dell'entroterra e l'impoverimento socio-demografico ed economico delle aree colpite dal sisma, come fortemente pubblicizzato con la sottoscrizione del "Patto per la Ricostruzione lo Sviluppo", certe scelte proprio non si giustificano. Infatti a parole si va in una direzione ma a giudicare dai fatti purtroppo la Regione non è conseguente dimostrando disinteresse se per la terza stagione consecutiva la conseguenza è che quella che era tra le più rinomate stazioni sciistiche dell'Italia centrale è abbandonata a se stessa, considerati i necessari interventi che occorre fare per poter riavviare gli impianti di risalita. Eppure lo scorso giugno all'atto della discussione della mozione della Leonardi, la capogruppo di Fratelli d'Italia evidenzio' la necessità, per il comune di Ussita, di anticipare una cifra che possiamo definire quasi "irrisoria", per far ripartire parte delle seggiovie di Ussita. Chiedevo difatti – prosegue Leonardi – alla Regione di anticipare questa somma in attesa dello sblocco dei 7.960.000 euro di cui al finanziamento complessivo dei fondi del sisma. Sarebbe stata una risposta concreta all'appello ufficiale lanciato dal comune di Ussita, per far tornare a vivere questi luoghi così duramente colpiti, rendendo nuovamente fruibili gli impianti delle "Saliere" e "Belvedere". Eppure l'assessore competente rispose picche, affermando che un anticipo non poteva essere concesso ma la Leonardi ha prontamente ricordato che i precedenti di anticipazioni finanziarie ci sono stati e la Regione solo in questo caso ha sollevato difficoltà. Forse perchè a presentare la mozione era un consigliere dell'opposizione? Il risultato è che l'economia sciistica e tutto il suo indotto stanno, per il terzo anno, ricevendo un duro colpo che, mi auguro, conclude Leonardi, non sia quello di grazia causa spopolamento e avvilimento degli operatori e degli abitanti, nel rimanere ancora aggrappati in luoghi dove si può ormai solo sopravvivere e non vivere.  

28/12/2018
Terremoto, Borrelli ammette: "Le casette di emergenza non sono la soluzione giusta"

Terremoto, Borrelli ammette: "Le casette di emergenza non sono la soluzione giusta"

Le Sae non sono la soluzione migliore. Ad ammetterlo è lo stesso capo capo del Dipartimento di Protezione Civile Angelo Borrelli dopo l'ennesima problematica sorta sabato 19 dicembre, quando i terremotati di Ussita si sono trovati a trascorrere la notte senza corrente elettrica e dunque senza riscaldamento (rileggi la notizia). Un episodio che si va a sommare ai diversi casi legati alla presenza di  funghi, vermi e umidità in molte delle casette consegnate nella zona di Visso, Muccia e Pieve Torina.  In un'intervista esclusiva rilasciata a "La Stampa" Borrelli ha ammesso come ci si trovi di fronte ad un problema di sistema sottolineando come le casette di emergenza consegnate ai terremotati marchigiani non siano la soluzione migliore: "Non sono affatto soddisfatto, dobbiamo trovare una soluzione diversa, più facile da costruire per ridurre i tempi di consegna e evitare le criticità che stiamo incontrando. Ho bandito un concorso di idee, le prossime emergenze verranno affrontate in modo diverso".     

19/12/2018
Al TG5 il grido di aiuto dell'allevatrice di Ussita: "Sae totalmente inadeguate in montagna"

Al TG5 il grido di aiuto dell'allevatrice di Ussita: "Sae totalmente inadeguate in montagna"

Le telecamere del telegiornale di Mediaset hanno fatto tappa ad Ussita, per raccogliere le testimonianze degli abitanti delle Sae, dopo il black-out dell'altro giorno, che ha lasciato per alcune ore molte persone al freddo e al buio (Leggi http://bit.ly/2QSr0UO). "Erano le quattro, era freddo - racconta una signora anziana tutta imbacuccata - abbiamo dormito vestiti, con una giacca sopra l'altra e con i pantaloni", dentro casette che l'assenza dell'energia elettrica erano diventate delle vere e proprie celle frigorifere. E la volta poi di una ragazza, che dall'esterno delle Sae, lamenta con il giornalista che "I tetti sono poco spioventi e la neve si ferma e si gela. Il boiler dell'acqua calda è stato messo sopra, dove l'acqua si gela perennemente tutte le notti". Un senso di abbandono e di rabbia, quello degli abitanti, che trova sfogo nelle parole di Silvia Bonomi, allevatrice che vive in un MAPRE (Modulo Abitativo Provvisorio Rurale di Emergenza): "Non avevamo stufe a gas, non avevamo nulla, se non di alimentato a corrente. Abbiamo rischiato l'ennesima volta. Si tratta di cinque centimetri di coibentazione - dice la donna mostrando la parete esterna del modulo abitativo - totalmente inadeguato alle nostre latitudini". "Noi siamo in montagna - conclude l'allevatrice - dove la neve la fa, dove gela parecchi mesi l'anno e non è questa la struttura idonea ad ospitare una famiglia".

16/12/2018
Ussita, Federcontribuenti denuncia: "Anziani senza corrente e prigionieri della neve"

Ussita, Federcontribuenti denuncia: "Anziani senza corrente e prigionieri della neve"

''A Ussita oramai e' una equazione tra neve e black-out e stiamo parlando di un paese terremotato dove la priorita' su questi eventi doveva gia' essere programmata da almeno due mesi. Nell'area Sae non e' stata tolta la neve; la gente anziana prigioniera in casa o addirittura, come e' successo ad una allevatrice dove e' in auto con la mamma anziana. Piuttosto che fare una assemblea e relativi auguri di Natale bisognava pensare a come gestire tale situazione. E' una vergogna''. E' quanto si legge in una nota di Federcontribuenti Marche su quanto sta succedendo da ieri ad Ussita. ''Non possono succedere queste cose nel 2018 a due anni dal sisma, 24 mesi dove in paesi montani colpiti dal terremoto la priorita' e' sempre l'emergenza neve. Vogliamo ricordare che se l'interruzione della fornitura e' superiore alle 12 ore scatta un indennizzo di 30 euro e, ogni 4 ore di interruzione aggiuntive, e' previsto un ulteriore indennizzo di euro 15 per un tetto massimo di euro 300'', fanno sapere da Federcontribuenti. Inoltre, specifica Federcontribuenti ''le imprese di distribuzione, una volta ripristinate le linee dovranno comunicare all' Autorita' per l'Energia Elettrica ed il Gas ed il Sistema idrico, il numero degli utenti interessati dall'interruzione, l'ammontare dei rimborsi erogati, la tipologia di utente, il grado di concentrazione e fasce di durata delle interruzioni prolungate. A trenta giorni dalla comunicazione all' Authority, la Cassa Conguaglio per il settore Elettrico ristorera' attraverso il fondo 'eventi eccezionali''. 

15/12/2018
Nori (federcontribuenti), stima e gratitudine al dott.Cencetti

Nori (federcontribuenti), stima e gratitudine al dott.Cencetti

''Il dott. Franco Cencetti, oltre che uno stimato professionista della salute, e' stato un punto di riferimento importante per Visso, Castelsantangelo sul Nera e Ussita non solo per i residenti ma anche per i villeggianti. E dopo il terremoto andava dai suoi pazienti che erano sfollati sulla costa. Una persona splendida, con una umanita' specchiata. Come lui spesso dice, 'questa montagna mi ha dato molto', ma noi diciamo che lui ha superato di molto le vette della montagna, le ha superate con la pazienza, la disponibilita', l'alta professionalita'. ''. Cosi' Maria Teresa Nori, segretario di Federcontribuenti Marche, sulla situazione creatasi a Visso, Castelsant'Angelo e Ussita senza medico di base dopo il trasferimento di Franco Cencetti a Pieve Torina.  ''Si dice che ora ci sono problemi per la mancanza del medico a Visso e Ussita - tiene a precisare Maria Teresa Nori -  mentre si sapeva che da un mese il dott. Cencetti era in predicato di un trasferimento. In un mese si poteva porre rimedio consultando gli organi competenti della sanita' marchigiana''. 

14/12/2018
La Madonna delle rose di Ussita salvata dal sisma è stata restaurata

La Madonna delle rose di Ussita salvata dal sisma è stata restaurata

Se di miracolo non si tratta, è comunque una serie di situazioni particolari e fortuite che hanno condotto una scultura di San Placido di Ussita a Roma presso i Laboratori dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro  del MIBACT di Roma.  A San Placido di Ussita all’interno della  omonima chiesa  che in precedenza era intitolata a  sant’Eustachio nell’altare di sinistra in una nicchia si trovava una scultura in terracotta della  Madonna con in braccio il Bambino. La statua era contornata di rose di plastica con corone ed ex voto, segno di grande devozione per gli abitanti del minuscolo e bellissimo borgo. Con la scossa del 30.10.2016, la chiesa riporta  gravissime lesioni e la madonna in terracotta cade dalla nicchia e rovina a terra frantumandosi in molteplici pezzi alcuni dei quali di piccolissime dimensioni.  In una fredda mattina di febbraio del 2017, la squadra di recupero inviata dall’unità di crisi  e composta da storici dell’arte  del MIBACT e Carabinieri, si recano in detta chiesa per prelevare i beni mobili presenti, infatti c’era un antico Crocifisso delle tele e dei pregevoli altari .  Il  personale intervenuto  non può fare a meno di notare i tanti frammenti di colore azzurro  sparsi tra le macerie e il pavimento polveroso, tra questi frammenti il volto  bello e martoriato della Vergine rivolto ai soccorritori come per chiedere aiuto . il dottore Pierluigi Moriconi della Soprintendenza di Ancona, funzionario di zona, seppur impegnato in altro sito, dispone il recupero dei frammenti. Quindi gli storici presenti dirigono e collaborano alle attività di recupero. I Carabinieri del TPC di Ancona  e l’allora responsabile dei beni culturali della Arcidiocesi di Camerino  Dott. Luca Cristini , iniziano il paziente e difficoltoso lavoro di recupero, alla fine i reperti prelevati superano il numero di 350 . Tutto viene schedato e imballato e insieme agli altri beni caricato in un camion del Battaglione Carabinieri di Bari. I frammenti della statua vengono portati alla Mole di Ancona , dove i restauratori dell’ISCR  fanno i primi lavori di messa in sicurezza , quindi si procede al nuovo imballo e con una fredda scheda di inventario  vengono posizionati in uno scaffale. Ma la Madonna che a San Placido aveva chiesto aiuto ai soccorritori  non ci sta a rimanere in un deposito.  Una associazione di geologi per  pubblicizzare un loro convegno chiedono all’Arch. Cristini di poter utilizzare una foto da lui scattata.   Il manifesto viene notato dalla professoressa Francesca Capanna,  docente e restauratrice del predetto Istituto che  coglie nell’effige della Madonna martoriata la sua richiesta di aiuto e per tanto si fa portavoce di questa richiesta  con la direttrice del proprio Istituto e la Madonna di Ussita viene  presa in considerazione per un cantiere di restauro da effettuarsi a Roma. L’Arcidiocesi di Camerino, proprietaria del bene,  acconsente immediatamente  all’esecuzione del lavoro. Tutto è pronto dallo scaffale della mole  gli oltre 350 pezzi della scultura partono per Roma. Qui il lavoro viene affidato al Professore Adriano Casagrande che con tre allievi-restauratori iniziano il non facile lavoro di ricomposizione.  Lo stesso docente dopo la prima fase di montaggio , torna a San Placido e in una  calda giornata di Agosto accompagnato dai Carabinieri rientra nel sito devastato dal terremoto  alla spasmodica ricerca di altri piccoli pezzi mancanti e importati per la ricostruzione fedele della scultura. La sua perseveranza viene premiata e  qui scavando  insieme ai Carabinieri  e al Cristini  vengono trovati : una parte del naso della Vergine, la mani del Bambino e altri piccoli frammenti che potevano sembrare inutili ai più ma no al Casagrande che ad ogni ritrovamento sembrava un bambino a cui vengono regalati dei balocchi.  Tutti i frammenti ritrovati vengono imballati e partono per Roma a raggiungere gli altri reperti.  Il lavoro dei restauratori continua e il miracolo si realizza in un laboratorio dell’ISCR la scultura viene rimessa in piedi . Il lavoro di restauro non può dirsi completato ma la Madonna che chiedeva aiuto  tra le macerie è adesso in piedi e con il suo Bambino in braccio. Questa  è una delle tante storie del terremoto, che può definirsi a lieto fine, per una serie di circostanze , fortuite o volute. La Madonna rimarrà a Roma fin tanto che il suo restauro sarà definitamente ultimato. La stessa ritornerà tra le sue montagne dove sin dal 1500 è stata amata e venerata dalla sua gente con l’appellativo di Madonna delle Rose. Questa è la sua storia fatta di casi , di persone e  di tanto cuore. 

29/11/2018
Un giorno con le prime nevi di Frontignano

Un giorno con le prime nevi di Frontignano

Fra i colori dei larici delle pinete, gli alberi completamente innevati e il Cristo delle Nevi che ammira le piste da scii silenziose e desolate nelle suggestive foto di Simone Gatto. 

27/11/2018
Sciacalli del terremoto senza limiti, arriva anche Striscia la Notizia

Sciacalli del terremoto senza limiti, arriva anche Striscia la Notizia

Gli atti di sciacallaggio ai danni dei terremotati sono iniziati purtroppo fin da subito e con diverse varianti, dalle finte raccolte, alla sottrazione di beni destinati agli sfollati, fino ai classici furti negli edifici abbandonati. Sembra però che in questi giorni, a due anni dalle violenti scosse dell'ottobre 2016, ci sia addirittura recrudescenza del fenomeno. E' di ieri la scoperta nel quartiere Corneto a Macerata, nel palazzone abbandonato di via Cincinelli, di effrazioni ai danni di una dozzina di appartamenti, con gli sciacalli che si sono introdotti all'interno, portando via quel poco che era rimasto, non di particolare valore economico per fortuna. Nella serata di ieri anche Striscia la Notizia si è occupata della stesso vile fenomeno, con l'inviato Jimmy Ghione ad Arquata del Tronto, a raccogliere le testimonianze di diversi cittadini che hanno segnalato la scomparsa di oggetti di valore e ricordi dalle case abbandonate a causa del sisma. "Hanno portato via parte delle macerie - racconta un testimone con il viso coperto e la voce camuffata - e tutti i beni che avevamo dentro casa non li troviamo più". E ancora: "È sparito tutto. Chi ha avuto la casa completamente distrutta pensava di poter comunque ritrovare dei valori (catenine, oro, gioielli e oggetti di famiglia) sotto le macerie", purtroppo però, "niente è stato restituito". Sembra addirittura che un addetto alla rimozione delle macerie sia stato preso con le mani nel sacco, e gli abbiano trovato a casa oggetti di valore provenienti dal cratere (sismico)". La cosa più triste di questa vicenda è che oltre ai danni subìti, questi cittadini che denunciano devono farlo senza farsi riconoscere, perché dicono che "Lo Stato e le amministrazioni non vogliono che diciamo queste cose perché altrimenti ci potrebbero essere delle ripercussioni". E precisano: "Questa è una piccola comunità, dove ci si conosce tutti e metterci la faccia significa avere delle ritorsioni personali se non addirittura delle vere e proprie vendette".

01/11/2018
Il sindaco di Macerata al commissario Farabollini: "Uguale trattamento per tutti i comuni del cratere"

Il sindaco di Macerata al commissario Farabollini: "Uguale trattamento per tutti i comuni del cratere"

Un intervento politico, quello fatto ieri dal sindaco di Macerata, Romano Carancini, nel corso dell'incontro che si é svolto a Camerino con i sindaci del cratere ed il nuovo commissario alla ricostruzione, Piero Farabollini. Il primo cittadino di Macerata non ha lesinato critiche al nuovo governo, rimarcando l'assenza di esponenti di Lega e Movimento 5 Stelle all'incontro e ammonendo il commissario sul fatto che i comuni del craere devono essere trattati tutti alla stessa maniera.  Un atteggiamento, quello di Carancini, che ha generato ben più di un mugugno in sala e disappunto anche da parte di alcuni che sedevano al tavolo dei relatori, tanto che lo stesso commissario Farabollini ha voluto fare un appello affinchè la politica, e nello specifico le appartenenze partitiche, restino fuori dai temi della ricostruzione. 

31/10/2018
Sisma, per il presidente Ceriscioli l'emergenza é finita

Sisma, per il presidente Ceriscioli l'emergenza é finita

Oltre 1.500 cantieri aperti nelle Marche, sia nel pubblico che nel privato, per la ricostruzione degli edifici, delle attività produttive e delle infrastrutture, per restituire alle popolazioni gli spazi e le condizioni che stanno consentendo di tornare nei territori di appartenenza. "A due anni dal sisma - spiega il presidente della Regione Luca Ceriscioli - si sta concludendo lo stato di emergenza, previsto fino a dicembre e che probabilmente verrà prorogato. La Regione ha ora lo sguardo rivolto alla ricostruzione". Su un totale di 348 milioni di contributi assegnati alle quattro Regioni terremotate, le Marche hanno assunto impegni finanziari per 240 milioni di euro". "Quella delle Marche è stata una emergenza di carattere eccezionale, perché - ricorda Ceriscioli - ha coinvolto un terzo del territorio"; Delocalizzazione delle attività produttive (322 cantieri aperti) e edilizia scolastica i fattori che favoriscono il ritorno delle popolazioni. Ma "servono strumenti per semplificate la ricostruzione". (Ansa)

30/10/2018
Sisma, il nuovo commissario indica la via: più potere ai sindaci e meno burocrazia

Sisma, il nuovo commissario indica la via: più potere ai sindaci e meno burocrazia

Le sue idee le aveva palesate sin dal giorno immediatamente successivo alla sua nomina. E, ora, le ha messe nero su bianco in una lunga intervista rilasciata a Repubblica. Piero Farabollini, successore di paola De Micheli nel ruolo di commissario straordinario per la ricostruzione, usa l'eleganza e un po' di "politichese imparato in fretta" per sottolineare la necessità di cambiare rotta, anche bocciando, se dovesse servire, un modello (quello dell'Emilia Romagna) che a quanto pare non é applicabile al cratere del sisma del 2016. La strada da seguire, secondo il geologo di Unicam chiamato al difficile compito di avviare concretamente la ricostruzione, appare ben consapevole delle tante difficoltà a cui dovrà andare incontro e sembra aver già scelto "il suo esercito": i sindaci. Il primo nemico da combattere é la burocrazia, ossia tutto quel sistema di norme e carteggi che, di fatto, sta paralizzando un territorio già fin troppo sofferente e seriamente a rischio sotto il profilo dello spopolamento. l'idea appare quella di ricalcare, con le dovute modifiche, l'organizzazione della ricostruzione nelle Marche e nell'Umbria dopo il sisma del 1997. Clicca qui per l'intervista integrale pubblicata da Repubblica.

29/10/2018
Un incontro sul futuro di Frontignano a due anni dal sisma

Un incontro sul futuro di Frontignano a due anni dal sisma

Quella che doveva essere un passeggiata conoscitiva in alcuni luoghi simbolici di Frontignano di Ussita, in programma per oggi, si è trasformata a causa del maltempo in una lunga chiacchierata davanti al fuoco, per parlare del futuro della frazione, diventata famosa come località sciistica e turistica e ascoltare le testimonianze di alcuni residenti. L'iniziativa, a cura di C.A.S.A (Cosa Accade se abbiamo), rientra in Due, nel denso calendario di appuntamenti e manifestazioni organizzato da Terre in Moto per ricordare i due anni trascorsi dalle scosse di fine ottobre 2016, che devastarono in particolare l'alto Maceratese. Nel pomeriggio a Corridonia la Società Operaia di Mutuo Soccorso ha presentato il sentazione di Sul Fronte del Sisma, progetto di ricerca Emidio di Treviri con i ricercatori Michele Serafini e Marta Menghi. (Fonte Ansa)

28/10/2018
Ussita a due anni dal sisma, le priorità: linee elettriche, impianti funiviari, rischio idrogeologico

Ussita a due anni dal sisma, le priorità: linee elettriche, impianti funiviari, rischio idrogeologico

“La rete di distribuzione elettrica nel territorio del Comune di Ussita si trova in pessime condizioni, tale da causare frequenti sospensioni nell’erogazione di energia e presentare un certo grado di rischio in prospettiva dell’arrivo della stagione invernale – dichiara il Sindaco Vincenzo Marini Marini -  “la particolarità di Ussita, unica tra tutte le comunità colpite dai terremoti del 2016, consiste nella circostanza che il Comune è il proprietario della rete di distribuzione elettrica perché il Comune stesso, fin dagli inizi del ‘900, produce energia tramite centrali idroelettriche. Il Comune, il cui territorio è stato devastato dai terremoti del 2016, non ha più alcuna delle entrate su cui poteva far affidamento in tempi ordinari e non è quindi in grado di effettuare i necessari investimenti sulla rete di distribuzione elettrica. Questa particolarità di Ussita, un caso unico tra i Comuni del cratere, ha comportato problemi notevoli al Comune e, soprattutto, potrebbe creare notevoli difficoltà alla comunità che si trova alloggiata nelle SAE atteso l’approssimarsi dell’inverno. Negli altri Comuni del cratere la gestione delle linee elettriche è stata garantita, correttamente, dall’ENEL che è stata sempre presente e sempre ha risposto alle esigenze delle comunità. Ad Ussita, ovviamente, né l’ENEL né altri sono intervenuti poiché l’attività di manutenzione avrebbe dovuto essere effettuata dal Comune ma in quel periodo la valle di Ussita era deserta, tutta la comunità era sulla costa in attesa fossero costruite le SAE e, soprattutto, il Comune doveva far fronte all’emergenza”. Il terremoto infatti ha costretto tutta la comunità di Ussita ad abbandonare la valle e quindi non sono state effettuate le normali manutenzioni sulle linee elettriche, come banalmente il taglio dei rami degli alberi che toccano i fili elettrici e le manutenzioni delle cabine, per quasi due anni. “L’assenza di manutenzione – prosegue Marini Marini - ha in parte danneggiato sia linee che cabine su cui ora si dovrebbe intervenire e con urgenza, per evitare cessazioni nell' erogazione dell’energia elettrica. Se a tale considerazione si aggiunge il fatto che l’attività di distribuzione di energia elettrica negli ultimi anni ha sempre rappresentato un costo per il Comune, si giunge alla ovvia conclusione che è opportuno procedere alla vendita di tale attività. In merito all’ ipotesi di vendita sorge il problema, ed è su questo che chiediamo attenzione e sostegno, della normativa di settore che prevede che gli utilizzatori delle reti siano tali in virtù di una concessione – e il Comune di Ussita è appunto concessionario – e che tale concessione, per espressa disposizione di legge, non possa essere modificata fino al 2025. Se il Comune di Ussita non si trovasse nella situazione in cui si trova, si sarebbe potuto fare affidamento sulle entrate ordinarie (che ora non vi sono più) ma, soprattutto, il Comune avrebbe adottato il miglioramento della rete di distribuzione quale sua priorità, convogliando su di esso, per questo periodo, tutti gli sforzi. Tuttavia la situazione in cui si trova Ussita, purtroppo, impone molte altre priorità. Una soluzione possibile, stando a contatti informali con il Ministero dello Sviluppo Economico, potrebbe essere quella della sub-concessione ad un soggetto terzo ma tale soluzione, che è appunto un' eccezione al principio generale, può essere seguita solo se la situazione è di assoluta e chiara anomalia rispetto alla normalità”. Gli impianti funiviari di Frontignano. Gli impianti di Frontignano sono di proprietà del comune di Ussita che ne sostiene i costi e incassa i ricavi. Questa attività però, pur essendo molto importante per l’indotto che crea, è stata sempre in perdita. Le perdite ammontano a circa 300mila euro l’anno in media negli ultimi 20 anni. A fronte di questi costi, sostenuti dal Comune di Ussita, vi sono stati molteplici vantaggi per l’indotto non solo sulla comunità di Ussita ma anche su quelle di molti comuni vicini. Gli impianti, inoltre, richiedono anche attività di promozione e possibilità di collegamento al di fuori di Ussita. Per tutte queste ragioni il Sindaco sta valutando la possibilità di affidare la gestione degli impianti funiviari al consorzio Contram, che si occupa di trasporti in tutta la provincia di Macerata. “Sembra ci sia interesse da parte di Contram – dichiara Marini Marini - e penso che, se si raggiungerà un accordo, ci sarà maggior coordinazione tra il sistema dei trasporti pubblici locali, il trasporto su gomma e quello a fune e anche i costi, così come già avviene da sempre per i benefici, sarebbero redistribuiti su tutto il territorio, dato che Contram è partecipata da tutta una serie di Comuni della provincia e anche dalla Regione. La terza ragione, molto importante, è che grazie alla gestione Contram si potrà avere una attività di promozione e una sinergia vera ed effettiva: lungo tutta la vallata del Chienti chiunque, facendo un biglietto, potrà salire sul pullman con bicicletta, sci o solo con zaino e scarponi, essere portato a Frontignano e sempre con quel biglietto salire sulla seggiovia, fare un’escursione, riscendere, fare la spesa ad esempio a Visso o Ussita e poi tornare da dove proveniva. In tal modo vi sarà una migliore offerta dei servizi al turismo su una zona molto ampia; basti pensare solamente alle decine di migliaia di turisti che frequentano la costa marchigiana e che avranno la possibilità di venire a scoprire i Sibillini”. Rischio Idrogeologico. La terza tematica che Ussita fa rilevare sono i lavori da effettuare per la messa in sicurezza dal rischio idrogeologico. “È particolarmente importante, e l’ho molto apprezzato, che la Regione abbia deciso che tutti i diversi interventi in tale campo saranno gestiti in modo organico e coordinato tra Castelsantangelo sul Nera, Ussita e Visso. L’auspicio è che sia consentito alla Regione di operare in tempi rapidi perché senza la mitigazione del rischio idrogeologico non è possibile avviare con serenità attività in una zona davvero molto - quasi troppo - ampia. Del resto, le somme sono state stanziate. Si consideri inoltre che, quale effetto secondario, spendendo questi fondi si attiveranno anche le imprese e il lavoro”.  

26/10/2018
Interrogazione in Senato sull'abbandono dei territori colpiti dal sisma: c'é anche la firma di Vasco Errani

Interrogazione in Senato sull'abbandono dei territori colpiti dal sisma: c'é anche la firma di Vasco Errani

La provincia di Macerata è il territorio marchigiano che ha riportato maggiori danni in seguito al sisma del 2016. Un evento che nei suoi risvolti inevitabili ha messo in ginocchio l’economia dell’intero comparto provinciale.  Una situazione che ha spinto i senatori Leu Laforgia, Grasso, De Petris e Errani a presentare un’interrogazione al Senato per chiedere al Ministro del Lavoro se intenda attuare politiche industriali e di sviluppo, volte al rilancio delle aree colpite dal terremoto. Oggetto dell’interrogazione anche il job act, dopo che ne è stata più volte ventilata l’ipotesi di cancellazione da parte del Governo. Una iniziativa supportata anche da alcune notizie apparse sulla stampa in questi giorni che non fanno altro che confermare ed evidenziare questo quadro di preoccupante crisi economica. Il 22 ottobre è uscito sul quotidiano “Il Resto del Carlino”, nelle pagine di Macerata, un articolo che sottolinea come in provincia di Macerata su 1200 assunzioni previste, l’86% di esse risultino essere a tempo determinato e solo il 14% a tempo indeterminato. Assunzioni che nel 56% dei casi riguardano il settore dei servizi e le imprese con meno di 50 dipendenti che si confermano comel’ossatura dell’apparato produttivo del territorio. In un altro articolo uscito sulla stessa testata, a firma di un’altra giornalista, viene denunciata la cancellazione di diecimila posti di lavoro e la chiusura di oltre duemila imprese, con un tasso di disoccupazione stimato all’8%, che arriva a toccare punte del 15,4% nel caso dei giovani. Un quadro critico che ha spinto i senatori Leu a sollecitare il Governo sul rilancio industriale e occupazionale della zona.

25/10/2018
Sisma: il commissario Farabollini ha incontrato gli arcivescovi e i vescovi delle Marche

Sisma: il commissario Farabollini ha incontrato gli arcivescovi e i vescovi delle Marche

Si è tenuta il 24 ottobre, nella sede della Delegazione Pontificia per il Santuario della Santa Casa di Loreto, la riunione della Conferenza Episcopale Marchigiana. In apertura dei lavori, i Vescovi hanno accolto per un primo incontro il nuovo Commissario Straordinario del Governo per la ricostruzione, Piero Farabollini. Mons. Stefano Russo, vescovo di Fabriano e Segretario generale della CEI, ha illustrato la situazione concernente i danni provocati dal terremoto agli edifici di proprietà ecclesiastica. Il Presule ha fatto unexcursus su quanto le Diocesi sono finora riuscite a realizzare per gli interventi di messa in sicurezza. Il Commissario ha assicurato la massima collaborazione per la soluzione delle problematiche manifestate e avviare l’auspicata ricostruzione. «Le risorse e coperture economiche e finanziarie per la ricostruzione al momento ci sono - ha detto il Dott. Farabollini - anche se dovranno essere ulteriormente incrementare in futuro». Il Presidente della CEM, mons. Piero Coccia, arcivescovo di Pesaro, a nome dei presenti, ha ringraziato il Commissario per aver accolto l'invito e auspicato che il dialogo prosegua nel clima di reciproca collaborazione e condivisone. L'Arcivescovo di Ancona, mons. Angelo Spina ha fatto il punto sulla situazione del Pontificio Seminario Regionale di Ancona, che accoglie 30 seminaristi provenienti dalle diverse diocesi e affidato alla cura del Rettore, don Claudio Marchetti coadiuvato da don Francesco Savini e don Daniele de Angelis. Mons. Mons. Spina ha anche parlato della progettazione dell'Anno Francescano in Ancona per l'ottavo centenario della presenza di San Francesco in Ancona, dal cui porto partì per recarsi a San Giovanni d'Acri, oggi Akko e poi a Damietta in Egitto dove avvenne lo storico incontro con il Sultano. Su proposta dell'Arcivescovo di Fermo, mons. Rocco Pennacchio, l’assemblea ha nominato come secondo patrono stabile del Tribunale Ecclesiastico Inter- diocesano di Fermo l'avv. David Andrea Ciarrocca. Mons. Giovanni D'Ercole, vescovo di Ascoli Piceno e delegato della CEM per la comunicazione e cultura, riallacciandosi al tema della precedente Assemblea Generale dei Vescovi Italiani del maggio scorso, ha presentato una prima bozza di proposta organica per rendere la comunicazione della Chiesa delle Marche più condivisa, efficace e rispondente alle attuali esigenze dell’evangelizzazione, avviando una riflessione che proseguirà nei prossimi mesi. A conclusione dell’incontro i componenti della Conferenza Episcopale Marchigiana hanno espresso vivo apprezzamento per il lavoro svolto che proseguirà in futuro al dr. Renato Poletti, Direttore Generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha illustrato gli obbiettivi del Tavolo di Concertazione per il “recupero e la valorizzazione della Via Lauretana”. I vescovi hanno anche ringraziato per l’impegno profuso l’Arcivescovo di Loreto, mons. Fabio Dal Cin, presidente dello stesso tavolo di concertazione. I presuli auspicano che il progetto dei “Cammini Lauretani” possa proseguire in quella necessaria armonia di intenti tra Comunità religiosa e Comunità civile indispensabile a valorizzare il percorso di fede che la storia e la devozione popolare hanno assegnato alla “Via lauretana”.

25/10/2018

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