Politica

Inchiesta sisma, se ne parlerà in Consiglio regionale. La Lega: "Acquaroli ha già chiarito tutto"

Inchiesta sisma, se ne parlerà in Consiglio regionale. La Lega: "Acquaroli ha già chiarito tutto"

Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, non aprirà la seduta del Consiglio regionale di martedì 10 novembre con nuove comunicazioni sull'inchiesta "Ricostruzione". L'Assemblea legislativa potrà, comunque, tornare sulla vicenda nel corso dei lavori, attraverso un dibattito sulle dichiarazioni pronunciate dal governatore durante la seduta aperta del 28 ottobre a Muccia. Lo stesso Acquaroli potrà eventualmente intervenire nel confronto. La decisione è stata presa dalla conferenza dei capigruppo, che si è riunita nella mattinata, respingendo la richiesta avanzata dai cinque gruppi di minoranza – Pd, M5s, Avs, Lista Ricci presidente e Progetto Marche vive – che avevano chiesto un intervento del presidente all'inizio della prossima seduta. Una scelta che ha alimentato il confronto politico attorno all'inchiesta giudiziaria sulla ricostruzione post-sisma e che ha trovato la netta contrarietà delle opposizioni. Sul tema è intervenuto anche il capogruppo di Fratelli d'Italia, Andrea Putzu, che ha difeso la posizione della maggioranza durante una conferenza stampa a Palazzo delle Marche. "Noi non abbiamo nulla da nascondere e anzi ci è dispiaciuto che il Pd a Muccia sia scappato mentre Acquaroli faceva le comunicazioni. Anche oggi hanno votato contro la nostra proposta", ha dichiarato Putzu. Sulla stessa linea i consiglieri regionali della Lega Renzo Marinelli, Andrea Maria Antonini e Nicolò Pierini, che in una nota hanno accusato le opposizioni di privilegiare lo scontro politico rispetto alla ricerca della verità. "Le opposizioni continuano a mettere in scena un teatrino politico sulla pelle di un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo, prima con il terremoto e oggi con un'inchiesta che rischia di gettare ombre su anni di lavoro per la ricostruzione", scrivono gli esponenti del Carroccio. Secondo i tre consiglieri, se la minoranza fosse rimasta ad ascoltare le comunicazioni del governatore a Muccia, avrebbe già ricevuto i chiarimenti richiesti. "Chi ha sbagliato pagherà, ma non si può processare un'intera stagione di ricostruzione per le responsabilità di qualcuno", affermano i consiglieri, ribadendo la fiducia nel lavoro della magistratura. "PD, 5 Stelle e compagni dovrebbero ricordare che nel cratere ci sono ancora famiglie che aspettano di tornare a casa e che chiedono tempi certi", conclude la nota della Lega. 

04/11/2026 15:50
Nuova Casa di Riposo Potenza Picena, Gaballo incalza la Giunta: "Dopo le 1.500 firme, ancora nessun progetto"

Nuova Casa di Riposo Potenza Picena, Gaballo incalza la Giunta: "Dopo le 1.500 firme, ancora nessun progetto"

Il futuro della Casa di Riposo “Santa Caterina d’Alessandria” torna al centro del confronto politico a Potenza Picena. A sollevare nuovamente la questione è il consigliere comunale Tommaso Gaballo, di Idea Futura, che punta l'attenzione sulla necessità di realizzare una nuova struttura e sui tempi sempre più stretti per garantire la continuità del servizio. La situazione è nota da tempo: l'attuale edificio di Vicolo del Forno, salvo eventuali proroghe, sarà costretto a chiudere entro febbraio 2031. Il fabbricato, infatti, non sarebbe in grado di raggiungere i requisiti impiantistici e sismici richiesti dalla Regione Marche per ottenere l'autorizzazione all'esercizio delle strutture sanitarie. La realizzazione di una nuova Casa di Riposo era stata uno dei temi caratterizzanti della campagna elettorale del 2024 della sindaca Noemi Tartabini. Proprio in quell'occasione il consigliere Pantanetti aveva promosso una petizione popolare che aveva raccolto oltre 1.500 firme, con la richiesta di realizzare una nuova struttura per gli anziani. Una mobilitazione che, secondo Gaballo, aveva evidenziato un'esigenza sentita dalla comunità e che va ben oltre la semplice sostituzione dell'attuale edificio, chiamando in causa le più ampie politiche di assistenza e sostegno alle persone anziane e alle loro famiglie. A rendere ancora più urgente la questione sono le prospettive demografiche. I dati Istat del 2025 indicano che a Potenza Picena gli ultraottantenni erano 1.294, pari all'8,38% della popolazione residente. Le proiezioni per i prossimi anni delineano un progressivo invecchiamento della popolazione: si passerà a 1.553 ultraottantenni nel 2035, il 10,06% dei residenti, fino ad arrivare a 1.974 nel 2045, pari al 13,09%. Numeri che, secondo Idea Futura, impongono una programmazione seria e tempestiva per rispondere ai bisogni di una popolazione sempre più anziana. La nuova Casa di Riposo, nelle intenzioni del gruppo consiliare, dovrebbe rappresentare soltanto uno degli strumenti di una rete di servizi più ampia. Tra le proposte indicate figurano anche la realizzazione di un Centro Diurno per Anziani, il ripristino del Distretto Sanitario pubblico a Porto Potenza e la creazione di strutture dedicate alle persone con disabilità, sul modello del “Dopo di Noi”. A preoccupare l'opposizione è soprattutto il fatto che l'intervento per la nuova Casa di Riposo non sia stato inserito nel Programma triennale dei lavori pubblici approvato lo scorso 5 ottobre. «Si naviga a vista», è la critica di Idea Futura, che evidenzia come restino ormai soltanto quattro anni di operatività per l'attuale struttura, salvo proroghe. Un periodo che potrebbe non essere sufficiente se non si avvierà rapidamente un percorso concreto, considerando i tempi necessari per la progettazione, il reperimento delle risorse economiche e la realizzazione di un'opera pubblica di questa portata. Il rischio, sottolinea Gaballo, è quello di arrivare alla scadenza senza un'alternativa, compromettendo la continuità di un servizio fondamentale per il territorio. Da qui la decisione di convocare la seconda e la terza Commissione consiliare in seduta congiunta. L'iniziativa arriva a metà del mandato dell'Amministrazione Tartabini e punta ad aprire un confronto sulle effettive intenzioni della Giunta e sulle possibili soluzioni da mettere in campo. «Abbiamo convocato le Commissioni, così come fatto per il progetto della nuova Scuola Media di Porto Potenza, per confrontarci sulle reali intenzioni della Giunta e sulle idee e proposte concrete che siamo pronti a presentare per affrontare seriamente la questione», spiega il consigliere comunale Tommaso Gaballo. La richiesta di Idea Futura è dunque quella di passare dalle dichiarazioni e dagli impegni alla pianificazione concreta. Con la scadenza del 2031 che si avvicina, il futuro della Casa di Riposo Santa Caterina d'Alessandria diventa una questione che Potenza Picena non può più rimandare.  

04/11/2026 10:20
Sarnano Terzo Millennio, fumata nera sulla cessione delle quote: si apre una nuova fase

Sarnano Terzo Millennio, fumata nera sulla cessione delle quote: si apre una nuova fase

Si è conclusa senza la presentazione di offerte la procedura ad evidenza pubblica indetta dal Comune di Sarnano per la cessione della propria partecipazione, pari all’87,29%, nella società Sarnano Terzo Millennio S.r.l. Nessun soggetto ha infatti manifestato la disponibilità ad acquisire la quota comunale e ad assumere il ruolo di socio di maggioranza della società. Un esito che rappresenta un nuovo ostacolo nel percorso avviato dall’Amministrazione comunale per affrontare la complessa situazione economico-finanziaria della società e individuare una soluzione per il suo futuro. La procedura di vendita costituiva un passaggio necessario per dare attuazione agli indirizzi approvati dal Consiglio comunale, nell’ambito di una più ampia strategia volta a gestire le criticità della partecipata e a individuare possibili prospettive di rilancio o di riorganizzazione. Nel corso degli ultimi mesi, l’Amministrazione ha dichiarato di aver messo in campo diverse iniziative per cercare di affrontare una situazione già caratterizzata da numerose difficoltà. Tra queste, anche le criticità strutturali legate alla necessità di ridurre gli spazi a disposizione della struttura, in assenza delle certificazioni antincendio. Sul fronte economico-finanziario, il Comune ha provveduto all'integrale accantonamento delle somme relative alla fideiussione prestata a favore della società. Parallelamente, sono state esplorate possibili soluzioni stragiudiziali, anche attraverso l'ipotesi di ricorrere alla composizione negoziata della crisi. Non sono mancate, inoltre, interlocuzioni con diversi soggetti che avevano manifestato interesse per un eventuale ingresso nella compagine societaria e per il subentro nella gestione. Tuttavia, nessuno dei percorsi avviati ha finora portato a una soluzione concreta. Anche il tentativo di individuare un nuovo socio di maggioranza attraverso una procedura pubblica di cessione della partecipazione comunale si è concluso senza risultati. Di fronte a questo scenario, l'Amministrazione comunale intende ora aprire una nuova fase di confronto politico e istituzionale. È stata infatti annunciata la volontà di convocare una riunione con i capigruppo consiliari e i rappresentanti delle diverse forze politiche presenti sul territorio, con l'obiettivo di condividere valutazioni e possibili strategie sul futuro della Sarnano Terzo Millennio S.r.l. Resta dunque aperta la questione relativa al destino della società, mentre l'assenza di offerte per l'acquisizione della quota comunale rende necessario un nuovo approfondimento sulle possibili soluzioni da intraprendere.

04/11/2026 10:00
Recanati - Torre Civica, pensiline e Pincetto: "Città trascurata", Bravi e Sforza interrogano la Giunta

Recanati - Torre Civica, pensiline e Pincetto: "Città trascurata", Bravi e Sforza interrogano la Giunta

Cavi scoperti sulla terrazza della Torre Civica, pensiline danneggiate, una staccionata sostituita da transenne di plastica e un cantiere che, a dire della minoranza, sarebbe fermo nel cuore dei luoghi leopardiani. Sono gli elementi su cui i consiglieri comunali di Recanati insieme, Antonio Bravi e Roberta Sforza, hanno presentato un’interrogazione al sindaco e alla Giunta, chiedendo conto dello stato di degrado di alcune aree della città. Le segnalazioni, spiegano i consiglieri, erano già state diffuse lo scorso ottobre con fotografie pubblicate sui social e inviate alla stampa. A distanza di mesi, però, «lo stato dei luoghi è rimasto del tutto invariato», a fronte di quella che viene definita una «protratta inerzia dell’Amministrazione comunale».  Nell’interrogazione si parla anzitutto della terrazza panoramica della Torre Civica, in parte occupata da cavi scoperti e utilizzata come deposito dei resti dei fuochi d’artificio dell’estate scorsa. Poi la pensilina di via Nazario Sauro, pesantemente danneggiata, inservibile e poco sicura per gli utenti, e quella di via Passionisti, con la copertura in plastica gravemente rovinata. C’è quindi la staccionata di legno nei pressi della rotatoria tra viale Monte Conero e viale Filippo Corridoni, da tempo danneggiata e sostituita in modo precario da transenne di plastica, con rischi per i pedoni, in particolare per i bambini. Infine il Bosco del Pincetto, in stato di sostanziale abbandono. Proprio sul Pincetto si concentra uno dei passaggi più delicati. Il cartello posto all’ingresso indica l’inizio dei lavori di riqualificazione il 19 novembre 2025 e la conclusione entro il 17 giugno 2026. Secondo i consiglieri, però, il cantiere sembrerebbe tuttora fermo. «Il bigliettino da visita della città». Per Bravi e Sforza la sicurezza di cittadini e turisti dovrebbe essere una priorità. La cura dei luoghi di interesse turistico, come la Torre Civica e il Bosco del Pincetto nell’area del Colle dell’Infinito, e delle pensiline del trasporto pubblico rappresenta, sottolineano, «il vero bigliettino da visita» di Recanati. Monumenti sporchi, pensiline pericolanti e cantieri fermi nei luoghi leopardiani possono generare, avvertono, non solo problemi di sicurezza ma anche ricadute negative sull’indotto turistico e commerciale. Con l’interrogazione i consiglieri chiedono di sapere se siano stati programmati interventi manutentivi per risolvere le criticità segnalate e, in caso affermativo, quali siano le relative tempistiche. Chiedono inoltre quale sia l’effettiva situazione attuale del cantiere «Lavori di riqualificazione ambientale del Bosco del Pincetto», di cui alla delibera di Giunta n. 315 del 7 ottobre 2025, la cui ultimazione era prevista per il 17 giugno scorso.

03/11/2026 19:10
Rinnovabili, Rossi replica a Legambiente: "Paradosso, protegge l’ambiente distruggendolo"

Rinnovabili, Rossi replica a Legambiente: "Paradosso, protegge l’ambiente distruggendolo"

Il vicepresidente del Consiglio Regionale Giacomo Rossi interviene sulle recenti dichiarazioni di Legambiente in merito alle energie rinnovabili nella nostra Regione. Dichiara l'esponente dei Civici Marche: “Apprendo la reazione di Legambiente alla proposta di legge sulle aree idonee all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, che la scorsa settimana ha iniziato il suo iter consiliare prima di divenire legge. Legambiente parla di clamorosi ritardi della Regione nell’emanazione delle norme che addirittura non permetterebbero di raggiungere gli obiettivi fissati da Bruxelles o addirittura produrrebbero la totale immobilità della Regione, considerato che negli ultimi sei anni non sono stati autorizzati impianti. In controtendenza a quanto affermato da Legambiente, insieme a tante Comunità locali, ringrazio invece la Regione e l'Assessore Bugaro che ha fermato lo scempio in questi anni e che con questa proposta di legge, grazie ad installazione in zone già urbanizzate e senza ulteriore consumo di suolo, eviterebbe quello che sarebbe uno “stupro” totale del nostro Territorio, altrimenti tappezzato in ogni angolo da pannelli fotovoltaici o da mega pale eoliche". Prosegue il vicepresidente del Consiglio: “Il paradosso di Legambiente è quello di voler proteggere l’ambiente distruggendo l'ambiente e tutte le attività produttive, turistiche e ricettive ad esso connesso”. Conclude Rossi: “Il timore di non arrivare all’obiettivo prefissato lo trovo totalmente fuori luogo, visto che abbiamo realizzato oltre il 60% dei 2,3 GigaWatt in più rispetto al 2020 che vanno realizzati entro il 2030. Esprimo quindi piena approvazione per il lavoro svolto dalla Regione e dell'Assessore Bugaro ed invito Legambiente ad evitare di continuare questa assurda difesa di chi vorrebbe devastare il nostro Territiorio, società spesso di fuori che hanno come obiettivo primario la speculazione degli incentivi che ruota intorno alle rinnovabili, piuttosto che la volontà di fare energia pulita. La stessa può e deve essere fatta senza però assassinare irrimediabilmente i nostri territori. Energia pulita ma fatta bene dunque ed è questo che finalmente vuole la Regione Marche e la Giunta Acquaroli, a tutela delle tante Comunità locali coinvolte".

03/11/2026 17:30
Legge Bilancio, Castelli: "Governo Meloni conferma vicinanza al cratere". Prorogati gli aiuti e il personale fino al 2029

Legge Bilancio, Castelli: "Governo Meloni conferma vicinanza al cratere". Prorogati gli aiuti e il personale fino al 2029

Il commissario straordinario alla ricostruzione post-sisma, Guido Castelli, annuncia la conferma delle principali misure di sostegno ai territori colpiti dal terremoto nella Legge di Bilancio 2027. Tra gli interventi previsti figurano la continuità del contributo per il disagio abitativo, la proroga delle agevolazioni per le famiglie e le risorse destinate a imprese e Comuni. Confermata anche la possibilità di prorogare o rinnovare fino al 31 dicembre 2029 i contratti del personale tecnico e amministrativo impegnato nella ricostruzione. "In un momento particolarmente delicato, il Governo Meloni conferma la vicinanza ai cittadini del cratere. Con la cessazione dello stato di emergenza si avvia la seconda fase della ricostruzione, nessuno resterà indietro. Oggi più che mai serve coesione e unità di intenti tra tutti gli attori per restituire un futuro all'Appennino centrale", dichiara Castelli. Le agevolazioni per famiglie e cittadini Sul fronte delle tutele abitative, la manovra conferma senza interruzioni l'erogazione del contributo per il disagio abitativo (CDA). Vengono inoltre prorogate fino al 31 dicembre 2027 le esenzioni relative alle utenze nelle zone rosse e le agevolazioni su energia elettrica, acqua, gas, assicurazioni e telefonia per gli immobili dichiarati inagibili. Restano anche le esenzioni IMU per gli edifici distrutti o inagibili, mentre i redditi degli stessi fabbricati saranno esclusi da IRPEF e IRES per l'anno d'imposta 2026. Anche nel 2027 gli immobili inagibili non concorreranno alla determinazione del patrimonio immobiliare ai fini ISEE, entro il limite di spesa previsto. "Siamo consapevoli che dietro queste disposizioni ci sono famiglie che aspettano di rientrare nelle proprie abitazioni e cittadini che hanno bisogno di certezze durante il percorso di ricostruzione. Il nostro compito è accompagnarli fino al completamento dei lavori, evitando ulteriori aggravi sulle loro condizioni economiche. Questi strumenti, che hanno ricevuto l'avallo del Governo, rappresentano un supporto concreto per la vita quotidiana delle persone", aggiunge il commissario. Risorse anche per imprese e Comuni La Legge di Bilancio prevede inoltre risorse per il triennio 2027-2029 destinate alla sospensione delle rate dei mutui e dei finanziamenti relativi alle attività economiche e produttive e alle prime abitazioni distrutte o inagibili. Sono previsti anche fondi per compensare i Comuni che riducono il canone unico patrimoniale a carico delle attività commerciali e artigianali, per sostenere i maggiori costi di gestione dei rifiuti e le minori entrate TARI. Ulteriori risorse sono destinate, per ciascuno degli anni 2027 e 2028, al rinvio delle rate dei mutui comunali. Per i Comuni del cratere viene inoltre consentito il differimento delle rate dei mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti. "È importante che le misure di sostegno non si fermino alle abitazioni, ma raggiungano anche il tessuto produttivo e le amministrazioni locali. I negozi, le attività artigianali, le imprese e i servizi comunali sono presidi fondamentali per mantenere vive le nostre comunità", sottolinea Castelli. Personale della ricostruzione, contratti prorogabili fino al 2029 Un altro capitolo riguarda il rafforzamento della capacità amministrativa. Vengono confermate le risorse per il personale tecnico e amministrativo di Invitalia e Fintecna, impegnato presso gli Uffici speciali per la ricostruzione, la struttura centrale e i Comuni. I contratti a tempo determinato del personale degli Uffici speciali, degli enti del cratere e delle società convenzionate potranno essere prorogati o rinnovati fino al 31 dicembre 2029, in deroga ai limiti ordinari. Una misura che punta a garantire continuità alle attività tecniche e amministrative necessarie per portare avanti i cantieri. "La continuità amministrativa è una condizione essenziale per portare a termine la ricostruzione. In questi anni si è formata una rete di professionalità e competenze che rappresenta un patrimonio prezioso. Non possiamo disperderlo proprio mentre siamo impegnati ad accelerare la realizzazione degli interventi e a completare opere strategiche per il futuro dell'Appennino centrale", afferma il commissario. La manovra conferma inoltre il ruolo della struttura di missione antimafia presso il Ministero dell'Interno nel contrasto alle infiltrazioni criminali. Tra gli strumenti richiamati da Castelli figura il badge di cantiere, diventato operativo da aprile 2026 dopo un confronto con le parti sociali. In conclusione, il commissario sottolinea il sostegno garantito dal Governo alla ricostruzione, anche in una fase economica internazionale complessa, ribadendo la necessità di proseguire il lavoro non soltanto per riparare i danni del terremoto, ma anche per rendere gli edifici più sicuri in vista di future scosse.

03/11/2026 15:10
Strada Comune si struttura in associazione: nuova app e un progetto per il futuro di Macerata

Strada Comune si struttura in associazione: nuova app e un progetto per il futuro di Macerata

Strada Comune compie un nuovo passo nel proprio percorso politico e civico: da lista elettorale ad associazione strutturata, con una propria organizzazione, organismi interni e strumenti concreti per rafforzare il rapporto con la città. È quanto presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, durante la quale sono stati illustrati il nuovo assetto associativo, gli obiettivi politici per i prossimi anni e la nuova applicazione digitale pensata per favorire la partecipazione dei cittadini. «Vogliamo superare definitivamente il modello di una lista elettorale che esaurisce la propria funzione con le elezioni – ha dichiarato Andrea Tonnarelli, portavoce di Strada Comune –. La politica non può essere un’esperienza individuale, legata esclusivamente all’attività di un singolo consigliere. Deve diventare un’esperienza collettiva, capace di fare da collegamento tra la città e i luoghi in cui vengono prese le decisioni». L’associazione si è dotata di uno statuto e di una struttura organizzativa articolata in due organismi principali: l'assemblea generale, aperta a tutti gli iscritti e con funzione di indirizzo e deliberazione politica, e il coordinamento, incaricato di tradurre in attività e iniziative le proposte emerse dall’assemblea. Le iscrizioni sono aperte; il diritto di voto in assemblea spetta agli associati regolarmente iscritti. Alla guida dell’associazione è stato nominato Piergiorgio Ciarlantini, presidente, affiancato da Andrea Tonnarelli nel ruolo di portavoce e da Riccardo Pensini come tesoriere. Il coordinamento comprende inoltre il consigliere comunale Alberto Cicaré, Cecilia Trisciani, Letizia Carducci, Leonardo Basili, Carlo Migliorelli e Laura Nalli. Sono stati attivati anche due tavoli di lavoro. Il primo è dedicato al supporto dell’attività del consigliere comunale Alberto Cicaré, con l’obiettivo di rendere il lavoro istituzionale sempre più condiviso e partecipato. Il secondo, dedicato alle attività per la città, è aperto al confronto con associazioni, realtà civiche e soggetti politici, per costruire una rete stabile di ascolto e collaborazione. Tra gli strumenti presentati c’è la nuova applicazione di Strada Comune, pensata per rendere più semplice e immediato il rapporto tra l’associazione e i cittadini. L’app consente di partecipare alla vita della città attraverso un sistema di segnalazioni e contributi geolocalizzati: è possibile individuare sulla mappa il luogo a cui si riferisce il proprio contributo, selezionare la categoria pertinente, descrivere il problema o la proposta e, quando necessario, allegare una fotografia o un altro contenuto multimediale. La piattaforma mette, quindi, a disposizione uno spazio per raccogliere osservazioni, idee e proposte sui temi che riguardano Macerata, trasformando le esperienze quotidiane dei cittadini in spunti per il confronto e l’iniziativa politica. Nell’app sono presenti le indicazioni per installarla e utilizzarla, oltre a una sezione dedicata alle informazioni e alle condizioni relative a privacy e copyright. «Non vogliamo limitarci a chiedere ai cittadini di segnalare una buca o un problema – ha spiegato Alberto Cicaré –. Il nostro intento è soprattutto aprire uno spazio di discussione sui temi che interessano la città. Vogliamo raccogliere le istanze delle persone e portarle all’interno del Consiglio comunale e della discussione pubblica». L’applicazione non intende essere un duplicato degli strumenti di segnalazione che il Comune potrà mettere a disposizione, ma un canale autonomo di partecipazione civica e politica. I contributi raccolti serviranno a orientare il lavoro dell’associazione, alimentare il confronto con la comunità e contribuire alla definizione delle proposte da portare nelle sedi istituzionali. Il nuovo percorso guarda anche alle prossime sfide politiche e amministrative. L’obiettivo dichiarato è costruire, fin da oggi, un’alternativa credibile all’attuale governo della città, attraverso un lavoro costante sul territorio e un confronto con le altre forze del centrosinistra. «L’alternativa non si costruisce a ridosso delle elezioni, ma nel tempo e dentro la città – ha sottolineato Tonnarelli –. Per farlo dobbiamo cambiare metodo rispetto al passato, superare l’improvvisazione e costruire una proposta politica reale, radicata nei bisogni e nelle aspirazioni della comunità». Cicaré ha evidenziato la necessità di superare lo scollamento tra istituzioni e cittadini: «Il lavoro in Consiglio comunale non può essere l’unica dimensione dell’impegno politico. L’attività consiliare deve essere accompagnata da un lavoro collettivo, capace di coinvolgere la comunità e trasformare le sue istanze in proposte e iniziative concrete». Nel suo intervento, il consigliere ha, inoltre, richiamato l’attenzione sull’utilizzo delle ingenti risorse pubbliche degli ultimi anni, tra fondi PNRR e fondi per la ricostruzione post-sisma, evidenziando ritardi, criticità e occasioni mancate. Tra gli esempi citati, la situazione dell’Istituto d’Arte di Macerata, dove – è stato riferito nel corso della conferenza – continuano a registrarsi infiltrazioni nonostante gli interventi realizzati. Nel corso della conferenza stampa è stato affrontato anche il tema delle recenti indagini della Direzione distrettuale antimafia che stanno interessando il territorio. Strada Comune ha ribadito la necessità di distinguere nettamente il piano delle responsabilità penali, che spetta alla magistratura e agli eventuali successivi accertamenti processuali, da quello delle responsabilità politiche e amministrative. «La responsabilità penale è personale, ma quella politica non può essere considerata soltanto individuale: riguarda anche le scelte, i comportamenti e le responsabilità collettive di chi governa – ha dichiarato Tonnarelli –. Quello che chiediamo è un’assunzione di responsabilità, trasparenza e risposte chiare ai cittadini. Non possiamo accettare che di fronte a vicende così gravi prevalgano il silenzio e l’assenza di spiegazioni». Strada Comune annuncia quindi che continuerà a chiedere chiarezza sulle questioni politiche e amministrative emerse, affinché venga restituita credibilità alle istituzioni e alla politica, nel rispetto del percorso giudiziario e della presunzione di non colpevolezza. Il percorso avviato vuole essere soprattutto un invito alla partecipazione. Le iscrizioni a Strada Comune sono aperte e i tavoli di lavoro intendono coinvolgere anche persone, associazioni e realtà che non fanno parte dell’associazione, ma che desiderano contribuire alla vita pubblica cittadina. «Non possiamo limitarci a osservare quello che accade – ha concluso Cicaré –. Serve una comunità che abbia voglia di partecipare, impegnarsi e agire. Abbiamo costruito una struttura libera, aperta ai contributi di tutti. Ora chiediamo alla città di fare un passo insieme a noi». Strada Comune riparte, dunque, da una nuova organizzazione, ma soprattutto da un’idea precisa di politica: partecipazione, presenza sul territorio e costruzione collettiva di un’alternativa per Macerata. Di seguito il link per scaricare l’App di Strada Comune: https://app.stradacomune.it.

02/11/2026 16:50
Futuro Nazionale, Paolo Diop rompe dopo sei mesi: «Mi aspettavo ascolto, umiltà e vicinanza alle persone»

Futuro Nazionale, Paolo Diop rompe dopo sei mesi: «Mi aspettavo ascolto, umiltà e vicinanza alle persone»

Sei mesi appena e l'esperienza in Futuro Nazionale è già arrivata al capolinea. Paolo Diop annuncia il suo addio al movimento attraverso un post, nel quale non risparmia critiche alle scelte e agli atteggiamenti che avrebbe riscontrato nelle Marche. Una decisione maturata dopo una crescente distanza tra le aspettative iniziali e la realtà politica incontrata. «Avevo aderito a Futuro Nazionale perché pensavo potesse essere il partito della gente e per la gente», esordisce Diop, spiegando di essersi però trovato di fronte a situazioni che lo hanno allontanato da quell'idea e dai cittadini che il movimento vorrebbe rappresentare. «Mi aspettavo ascolto, umiltà e vicinanza alle persone. Invece, alcune presenze politiche mi hanno lasciato perplesso». Tra i nomi citati c'è quello di Fabrizio Ciarapica, proveniente da Forza Italia, insieme al vicevicario responsabile regionale, che Diop afferma risiedere in Svizzera. Proprio su quest'ultima scelta concentra una parte delle proprie perplessità: «Se si afferma “prima gli italiani”, è legittimo chiedersi come si concili questo principio con la scelta di affidare un ruolo regionale così importante a una persona che risiede all'estero». Una riflessione che, precisa, «non è un'accusa, ma una questione sulla quale credo sia giusto fare chiarezza». Il tono del messaggio si fa ancora più netto quando Diop ripercorre la propria esperienza politica. Racconta di aver militato in precedenza soltanto in due partiti, Fratelli d'Italia e Lega, e ammette che non avrebbe mai pensato di abbandonare una formazione dopo appena sei mesi. «Questa è stata la parentesi più breve della mia esperienza politica», scrive, prima di rivolgere un saluto a chi ha scelto di restare: «Auguro buona continuazione a chi continua a crederci, ma io non ci casco più». Alla base della decisione, secondo quanto raccontato, c'è soprattutto una diversa idea di rinnovamento politico. Diop contesta un modello nel quale, a suo giudizio, le appartenenze e il peso delle disponibilità economiche rischiano di prevalere sulle persone. «Per me, il rinnovamento deve mettere al centro le persone, non le appartenenze o il peso delle disponibilità economiche», sottolinea. E conclude con una critica diretta all'esperienza marchigiana del movimento: «La politica dovrebbe essere vicina ai cittadini, credibile e capace di ascoltarli: oggi, purtroppo, non ritrovo questi valori in Futuro Nazionale nelle Marche».

01/11/2026 16:00
Civitanova, i riformisti bocciano (per ora) la candidatura di Foglia: "Parla al popolo ignorando i partiti"

Civitanova, i riformisti bocciano (per ora) la candidatura di Foglia: "Parla al popolo ignorando i partiti"

"Riteniamo che Andrea Foglia sia brava persona, un professionista molto capace e che vada ascoltata, ma per essere il nostro candidato sindaco deve dimostrare di diventare un cammello che riesce a entrare nella cruna dell'ago". È la conclusione, tutt'altro che diplomatica, della presa di posizione del mondo riformista civitanovese dopo la presentazione ufficiale di Andrea Foglia e del suo 'Progetto Civitanova', l'associazione civica e indipendente che ha annunciato il percorso verso le elezioni comunali del 2027. A firmare il documento sono esponenti di Marche in Azione con Calenda, ovvero Ivo Costamagna, Alessio Botticelli, Alessandro Marinozzi e Federico Valori, e della Federazione dei Riformatori, con Luca Sollini, Giovanna Marchionni e Carmine Sbrescia. Una presa di posizione che mette in discussione contenuti e soprattutto metodo dell'iniziativa presentata da Foglia all'Hotel Miramare, dove ha ufficializzato la propria disponibilità a guidare un progetto per il futuro della città. Il primo affondo riguarda proprio le modalità con cui il fisioterapista ha scelto di lanciare la sua proposta politica: "Foglia invita tutti, senza alcuna differenziazione, parla al "popolo" (quello stesso che scelse... Barabba) ignorando la funzione, costituzionalmente fondamentale, dei partiti politici, non esprime alcun giudizio sull'operato dell'attuale amministrazione, che infatti è presente in prima fila con il sindaco Ciarapica e la sua 'splendida' giunta". Nel mirino dei firmatari finisce anche la prospettiva decennale illustrata da Foglia, che guarda alla Civitanova del 2037 senza, secondo i riformisti, affrontare adeguatamente le emergenze del presente. "Ci illustra il programma per il... 2037 mentre invece Civitanova è impegnata in una battaglia di sopravvivenza quotidiana", scrivono, contestando anche quella che definiscono una nuova, ennesima variante edilizia: "L'edificazione etica", totalmente arbitraria e, secondo i rappresentanti di Azione e Riformatori, non soggetta alle leggi e al regolamento urbanistico in vigore. Altra questione sollevata riguarda gli ispiratori politici del progetto. "Foglia, inoltre, nasconde i suoi 'ispiratori' ma non le loro lunghe... 'ombre' (come sempre accade quando ci avviciniamo al tramonto)", attaccano i firmatari. Critiche anche sui temi della sanità e della sicurezza, indicati da Foglia tra i punti cardine della sua proposta: "Ci parla di sanità e sicurezza che sono questioni che abbiamo a cuore tutti ma che non sono di competenza del sindaco, se non in modo del tutto residuale". La presa di posizione si trasforma, quindi, in un appello alla mobilitazione dei cittadini e dello stesso mondo riformista, che rivendica il proprio ruolo nella storia amministrativa della città: "Il nostro vuole essere un richiamo alla mobilitazione a tutti i cittadini di Civitanova Marche che è, ancora oggi, emarginata economicamente e politicamente ed al mondo riformista troppo a lungo ingiustamente criminalizzato". E ancora: "Lo diciamo con l'orgoglio di chi ha caratterizzato e guidato, con sindaci rimasti nei cuori dei civitanovesi, le fasi più significative dello sviluppo della città. Non abdicheremo dinanzi ad una... foglia al vento d'autunno".  Il messaggio finale a Foglia, dunque, lascia aperta la porta al confronto, ma non equivale a un sostegno alla sua candidatura. Il riconoscimento delle qualità personali e professionali del promotore di Progetto Civitanova non basta, almeno per ora, a convincere il fronte riformista. 

31/10/2026 15:20
Inchiesta sulla ricostruzione, vertice Castelli-Gambacurta: "Legalità sì, ma i cantieri non si fermano"

Inchiesta sulla ricostruzione, vertice Castelli-Gambacurta: "Legalità sì, ma i cantieri non si fermano"

 Rigore negli accertamenti, ma senza fermare la ricostruzione. È la linea emersa dall’incontro di oggi tra il commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli, e il prefetto Stefano Gambacurta, a capo della Struttura di prevenzione antimafia. Al centro del confronto, le verifiche avviate dopo la recente inchiesta giudiziaria che ha coinvolto alcune imprese impegnate nei cantieri post-sisma. Nel corso del colloquio è stato fatto il punto sulle attività istruttorie in corso e sulle iniziative necessarie a garantire il pieno rispetto della legalità. L’obiettivo condiviso, è stato spiegato, è coniugare la massima severità nei controlli con la tempestività delle decisioni, per tutelare cittadini, imprese e l’intera filiera edilizia ed evitare rallentamenti. Tra i dati emersi, quello più rilevante riguarda tre delle imprese coinvolte nell’inchiesta, che erano già state oggetto di specifiche misure antimafia. Si aggiungono agli oltre cento provvedimenti emanati negli ultimi tre anni. Per la Struttura commissariale, ciò dimostra che i presìdi di prevenzione e controllo previsti dall’ordinamento si sono attivati e hanno funzionato. Le eventuali condotte fraudolente volte ad aggirarli sono ora oggetto di accertamento. Allo stato attuale, alla Struttura commissariale non risultano comunicati provvedimenti inibitori nei confronti delle imprese coinvolte. Il prefetto Gambacurta ha confermato la massima attenzione sulla vicenda e l’avvio di tutti gli approfondimenti istruttori necessari, propedeutici alle determinazioni di sua competenza. «La legalità è una condizione imprescindibile della ricostruzione e non può essere oggetto di compromessi», ha dichiarato Castelli. «Allo stesso tempo, abbiamo il dovere di agire con rigore e rapidità, distinguendo le eventuali responsabilità individuali dalla posizione delle tante imprese e dei lavoratori che operano correttamente». Il commissario ha quindi messo in guardia da possibili ripercussioni sui cantieri: «È fondamentale che gli accertamenti facciano il loro corso senza determinare un blocco indiscriminato, che finirebbe per penalizzare innanzitutto i cittadini che attendono di tornare nelle proprie case». Il confronto con il prefetto, ha aggiunto, «conferma la piena attenzione delle istituzioni e la volontà comune di garantire legalità, trasparenza e continuità alla ricostruzione».    

29/10/2026 17:04
Inchiesta sisma, Appendino (M5S) contro Meloni: "Interrompa il silenzio complice"

Inchiesta sisma, Appendino (M5S) contro Meloni: "Interrompa il silenzio complice"

L'inchiesta sulla ricostruzione post-sisma nelle Marche diventa terreno di scontro politico nazionale. A intervenire è Chiara Appendino, deputata del Movimento 5 Stelle ed ex sindaca di Torino, che in una nota attacca Fratelli d'Italia e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiedendo chiarimenti sulle persone coinvolte nell'indagine e sulle eventuali responsabilità politiche. Nel mirino della parlamentare pentastellata finiscono soprattutto Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del presidente della Regione Francesco Acquaroli, e lo stesso governatore marchigiano. Appendino contesta quello che definisce il silenzio dei vertici di FdI sulla vicenda e chiede alla premier di intervenire. "Sulla spregevole ‘cricca’ che ha speculato e condizionato gli appalti della ricostruzione post-sisma nelle Marche c’è un dato politico devastante ed inaccettabile: il silenzio assordante e vergognoso di Fratelli d’Italia. Giorgia Meloni e i vertici del suo partito si stanno nascondendo dietro l'omertà mediatica, sperando di far passare sotto silenzio l'ennesimo scandalo che colpisce la loro classe dirigente. Ma il M5S non intende fare sconti: FdI deve rispondere chiaramente di quanto sta emergendo nelle Marche. A gestire questo sistema marcio c’era Fabio Pistarelli, uomo chiave e fidatissimo del governatore meloniano Francesco Acquaroli. Non possiamo derubricare tutto a una mera vicenda giudiziaria". La deputata attribuisce quindi una responsabilità politica diretta al partito della presidente del Consiglio e pone l'accento sul ruolo di Acquaroli, chiedendo se fosse a conoscenza di quanto contestato nell'ambito dell'inchiesta: "La responsabilità politica di Fratelli d'Italia è totale: o Acquaroli sapeva e ha taciuto, oppure non si è accorto di nulla dimostrando una totale inadeguatezza a guidare una regione ferita dal terremoto. Non è certo la prima volta che Fratelli d'Italia si trova al centro di vicende torbide che evidenziano legami imbarazzanti, affari loschi e contiguità con la criminalità organizzata e ambienti di malaffare". L'affondo si sposta poi direttamente su Giorgia Meloni. Appendino critica la posizione della premier e richiama il ruolo della struttura commissariale per la ricostruzione, che fa capo alla presidenza del Consiglio: "Mentre Giorgia Meloni è sempre pronta a fare la morale agli altri, oggi sceglie di tacere, scaricando sottobanco il suo governatore pur di non metterci la faccia. Ricordiamo che la struttura commissariale fa capo direttamente a Palazzo Chigi: la Premier interrompa questo silenzio complice, chieda scusa e condanni con fermezza questo ennesimo insulto alle migliaia di famiglie terremotate che nel 2016 hanno perso tutto".

29/10/2026 12:40
Elezioni Tolentino, Civico22 rompe gli indugi: "Siamo alternativi sia alla destra sia al sindaco Sclavi"

Elezioni Tolentino, Civico22 rompe gli indugi: "Siamo alternativi sia alla destra sia al sindaco Sclavi"

In vista delle prossime elezioni amministrative di Tolentino, Civico22 ribadisce la propria collocazione politica e prende le distanze sia dal centrodestra sia dall'amministrazione del sindaco Mauro Sclavi. A mettere nero su bianco la posizione del movimento è Paolo Dignani, coordinatore di Civico22, che in una nota stampa rivendica la coerenza del percorso politico del gruppo e la volontà di costruire un'alternativa fondata su valori progressisti e riformatori. "Ma voi di Civico22, da che parte state?", è la domanda da cui parte la riflessione di Dignani. Una richiesta di chiarimento alla quale il coordinatore risponde rivendicando un'identità precisa: "La politica non può essere ridotta a semplice tifoseria". Il movimento, spiega, si riconosce in una visione che mette insieme libertà individuale, merito, giustizia sociale e tutela dei più fragili, con uno sviluppo economico legato all'inclusione, all'istruzione e alla qualità dei servizi pubblici. La linea politica viene quindi definita senza ambiguità: "La nostra posizione è di netta alternativa sia alla destra, di cui rifiutiamo la visione regressiva sui diritti, l'approccio propagandistico e l'idea di una società fondata sulle disuguaglianze e sui rapporti di forza, sia al sindaco Sclavi". Dignani torna sulla scelta compiuta da Civico22 quattro anni fa, quando il movimento si oppose al progetto politico dell'attuale sindaco. Una contrarietà che, secondo il coordinatore, non è venuta meno con il passare del tempo. "La prova dei fatti e gli anni del suo governo cittadino hanno confermato le nostre riserve", sostiene, contestando una gestione che giudica "priva di una reale pianificazione strategica e incapace di incidere sulle vere emergenze strutturali della città, dalla sanità territoriale al rilancio sociale del centro storico, dalla gestione dei rifiuti e la gestione dell’acqua pubblica che rischia di finire in mani private (con tutto quello che ne consegue in negativo per la nostra ASSM)".  Nel mirino finisce anche il rapporto politico del primo cittadino con il centrodestra. Secondo il coordinatore di Civico22, Sclavi "in ogni circostanza utile si è sempre posto accanto agli uomini di potere del centrodestra", una posizione che Dignani considera "in antitesi con la nostra visione politica". In vista della prossima tornata elettorale, Civico22 rivendica il proprio ruolo autonomo e si propone come punto di riferimento per i cittadini alla ricerca di una proposta alternativa. "Essere civici non significa essere neutrali o privi di valori", evidenzia Dignani, sottolineando la volontà di sottrarsi alle logiche dei partiti senza rinunciare a un'identità politica ed etica riconoscibile. Il movimento, aggiunge, non intende inseguire intese dettate esclusivamente dalla convenienza elettorale. "Per le imminenti amministrative, Civico22 non cerca accordi di comodo né scorciatoie elettorali". L'obiettivo dichiarato è costruire per Tolentino un'alternativa "seria, progressista e riformatrice", basata sulla sobrietà, sul buon senso e sulla buona amministrazione. "Siamo stati e saremo disponibili al dialogo e al confronto anche con chi ha svolto un ruolo diverso dal nostro in questi anni - precisa Dignani -, secondo la logica dell’inclusione e della contaminazione di idee e valori, in un contesto di reale rispetto della nostra identità e secondo un percorso chiaro, al di là di tutte le possibili ambiguità e giochi di tattica politica. A chi cerca alleanze di facciata o logiche di potere lasciamo i soliti calcoli". "Prendiamo inoltre le distanze da chi, quattro anni fa, in sede di ballottaggio stracciandosi le vesti pretendeva che Civico22 indicasse il voto per Sclavi in contrapposizione alla candidata del centrodestra Luconi, per poi bollare oggi lo stesso Sclavi come "fascista" nel più classico dei trasformismi politici. La differenza tra Civico22 e chi si limita a recitare il ruolo del rappresentante del popolo sta tutta qui, nella coerenza e nell'esserci sempre battuti sul terreno delle idee e dei progetti, senza mai far venire meno il rispetto per le persone", conclude Dignani.  

29/10/2026 10:10
Rotili risponde a Scegliamo Matelica: "Non accetto lezioni di coerenza o correttezza politica"

Rotili risponde a Scegliamo Matelica: "Non accetto lezioni di coerenza o correttezza politica"

Corinna Rotili decide di rispondere alla replica di "Scegiamo Matelica" a seguito della sua decisione, recentemente comunicata, di lasciare il gruppo consiliare. "Le divergenze che mi hanno portata a questa scelta erano note da tempo ai componenti del gruppo. Le occasioni per confrontarsi e chiarirsi non sono mancate e io non mi sono mai sottratta alle mie responsabilità, né al confronto", spiega. "Nel tempo, tuttavia, si sono consolidate distanze politiche e di metodo, anche a seguito di prese di posizione che non ho condiviso e che hanno contribuito a rendere sempre più difficile proseguire un percorso comune", aggiunge. Rotili, che resta in Consiglio comunale come consigliera indipendente, afferma che le possibilità di confronto sarebbero potute essere "un'occasione  per affrontare le criticità e provare a ricomporre le divergenze", sottolineando come a seguito della comunicazione di voler lasciare il gruppo, quest'ultimo non avrebbe dimostrato interesse nell'approfondire le motivazioni della scelta.  "Nel mio comunicato avevo scelto di spiegare le ragioni della mia decisione senza attacchi personali e senza accuse, proprio perché considero più costruttivo guardare avanti e continuare a lavorare per la nostra città" continua Rotili, affermando di aver sempre portato avanti il suo lavoro con impegno costante. Un impegno che, negli ultimi tempi, definisce "più autonomo e, per certi aspetti, più solitario", ma da non mettere in dubbio. Secondo la consigliera, il problema non riguarderebbe solamente il gruppo consiliare, ma l'intera coalizione presentata agli elettori, che non ha saputo mantenere unito e attivo il progetto politico: "Dopo una sconfitta elettorale netta, mi sarei aspettata una seria riflessione sulle ragioni del risultato, un’autocritica sincera e la disponibilità a rimettere in discussione metodi e strategie. Credo che senza queste premesse sia difficile ricostruire un’alternativa credibile all’attuale Amministrazione".  Un attacco verso "Scegliamo Matelica", accusato di non essersi interessato a sufficienza alle ragioni dei cittadini che non hanno sostenuto la lista. La riflessione, sostiene, dovrebbe iniziare nel comprendere le motivazioni di "chi non ci ha votato, ascoltare chi non si è riconosciuto nella proposta presentata".Poi conclude: "C’è però una cosa che voglio affermare con assoluta chiarezza: non accetto lezioni di coerenza o di correttezza politica da nessuno, tantomeno da chi sembra oggi voler mettere in discussione una decisione maturata dopo una lunga e approfondita riflessione. Ho assunto una decisione politica e personale, ne conosco le ragioni e me ne assumo pienamente la responsabilità".  

29/10/2026 10:00
Muccia, la protesta di Rifondazione Comunista: "Acquaroli e Castelli si dimettano, le mani dei Casalesi nei nostri territori"

Muccia, la protesta di Rifondazione Comunista: "Acquaroli e Castelli si dimettano, le mani dei Casalesi nei nostri territori"

"Parlare di tutto, tranne che dell'essenziale". È la critica di Rifondazione Comunista Marche al Consiglio regionale aperto che si è svolto a Muccia, al Centro polifunzionale "Prof. Cesare Lami Angelucci", in occasione dei dieci anni dal terremoto del 2016. All'esterno della struttura il partito ha organizzato un presidio di protesta, esponendo uno striscione con la scritta "Acquaroli + Castelli = dimissioni". Secondo Rifondazione, "quella che avrebbe dovuto essere una occasione per fare chiarezza sulle responsabilità politiche connesse alle vicende giudiziarie che hanno portato agli arresti, tra gli altri, dell'ex capo gabinetto del presidente Acquaroli e del presidente provinciale dell'Ance nonché titolare di una delle aziende più importanti della ricostruzione e figlio dello storico esponente del MSI maceratese Crucianelli, si è risolta in una inutile passerella degli esponenti della destra regionale". Ad affermarlo, in una nota, è Gabriele Marcozzi, segretario regionale del 'Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea', che contesta l'impostazione della seduta, ritenuta un'occasione mancata per affrontare le responsabilità politiche legate all'inchiesta sulla ricostruzione post-sisma. Nel mirino del partito ci sono anche gli spazi riservati agli interventi durante la seduta. "Non è stato concesso uno spazio per le comunità locali, nessuna parola data agli studenti del cratere o alle attività produttive, solo un'inutile passerella mediatica", sostiene Marcozzi. "Ribadiamo l'urgenza delle dimissioni del presidente della regione, reo politicamente di 'aver udito voci strane' riguardo il suo ex braccio destro, ma anche del commissario straordinario per la ricostruzione Castelli che, da bravo avvocato, ha lasciato intendere che i cantieri oggetto degli interessi malavitosi erano per lo più privati, pertanto la responsabilità tende a ricadere guarda caso sui terremotati", ribadisce Marcozzi.  "Siamo consapevoli che così facendo la declamata 'filiera di governo'', che tanto consenso ha portato a FdI ed alla destra regionale, si spezzerà, ma il fatto che le mani dei Casalesi siano giunte nei nostri territori, impone un senso di responsabilità che, purtroppo sappiamo, non abita nel governo regionale", conclude Marcozzi.

28/10/2026 18:50
Acquaroli scarica Pistarelli: "Scelta sbagliata, la prima vittima sono io. Corruzione e mafia due parole che non conosco"

Acquaroli scarica Pistarelli: "Scelta sbagliata, la prima vittima sono io. Corruzione e mafia due parole che non conosco"

Una presa di distanza netta dal suo ex capo di gabinetto, Fabio Pistarelli, e una altrettanto forte presa di distanza, anche dal punto di vista dei toni, da qualsiasi ipotesi di collusione o contiguità con la criminalità organizzata che possa riguardarlo: "Corruzione e mafia, sono due parole che non conosco". Così il presidente della regione Marche, Francesco Acquaroli, ha chiuso il discorso, durato oltre mezz'ora, che ha posto fine ai lavori del Consiglio regionale riunito a Muccia, in occasione della seduta aperta dedicata ai dieci anni dal terremoto del 2016.  Un intervento nel quale Acquaroli ha proceduto quasi integralmente a braccio, inizialmente con voce un poco incerta, ma poi divenuta - nel corso dell'eloquio - progressivamente più decisa, in un climax voluto e ricercato. Tra i temi affrontati, la spiegazione della natura del rapporto con Pistarelli è quella che ha coperto il maggior minutaggio. Andiamo per ordine.  La nomina di Pistarelli e il rapporto di fiducia Dopo aver messo anche in discussione l'opportunità di svolgere il Consiglio regionale aperto a Muccia - "forse sarebbe stato più opportuno rinviarlo, ma abbiamo ritenuto importante comunque essere qui" - Acquaroli ha spiegato che la scelta di affidare a Pistarelli il ruolo di capo di gabinetto, nel 2020, era stata motivata dalla conoscenza del territorio e dell’attività istituzionale. L’ex collaboratore, ha ricordato, era stato consigliere regionale per tre legislature, oltre ad aver ricoperto il ruolo di capogruppo, ed era avvocato. "L’elemento principale era la fiducia", ha sottolineato il governatore. Con l’avvio della nuova legislatura, tuttavia, Acquaroli ha raccontato di aver manifestato alcune perplessità sulla prosecuzione dell’incarico. Le ragioni indicate erano soprattutto operative: l’impegno richiesto dal ruolo, le modalità di lavoro e l’efficacia dell’azione amministrativa. "Non posso fare io il capo di gabinetto di me stesso", ha ribadito. Per questo, secondo la sua ricostruzione, venne concordata una proroga di tre mesi per consentire di individuare una soluzione alternativa. "Il primo arcano è chiarito", ha detto il presidente.  Le voci, le verifiche e le dimissioni del 2 dicembre Il passaggio successivo dell’intervento ha riguardato le segnalazioni ricevute, sempre nel mese di novembre 2025. Acquaroli ha raccontato di essere venuto a conoscenza, intorno alla metà del mese, di "alcune voci" relative a un possibile interessamento del suo ex capo di gabinetto su "determinate procedure". "Non erano notizie di reato, ma per l'appunto voci, visto che qualcuno ha fatto dell'ironia anche su questo" ha precisato, aggiungendo di aver trasmesso le informazioni "agli uffici regionali".  Il presidente ha riferito di aver chiesto approfondimenti al segretario generale e ad altri dirigenti, coinvolgendo anche persone esterne alla struttura regionale per verificare quanto segnalato. Secondo il suo racconto, dagli accertamenti emerse una conferma, almeno da parte di alcune delle persone interessate, dell’interessamento di Pistarelli a una procedura. A quel punto, ha spiegato, la decisione fu immediata: "Io lo chiamo e gli dico che era incompatibile la sua presenza nel palazzo Raffaello e quindi, o dava le dimissioni o le avrei rimosso io la sera stessa". Acquaroli ha collocato l'episodio al 2 dicembre 2025, data in cui, secondo la sua ricostruzione, si interruppe il rapporto di lavoro con Pistarelli. Il governatore ha insistito sulla sequenza temporale, sostenendo che, dopo le prime informazioni e gli approfondimenti, la decisione venne presa quando emersero elementi che riteneva incompatibili con la permanenza dell’ex collaboratore nell’incarico. "Un atteggiamento di uno che vuole coprire qualcuno?" Nel corso del discorso Acquaroli ha richiamato le regole che, a suo dire, aveva imposto ai collaboratori: rispetto della legalità e nessuna interferenza nelle procedure, negli appalti e nei bandi regionali. Il termine utilizzato per sintetizzare tale orientamento è stato "regole d'ingaggio". Da qui la domanda rivolta all’aula: "Ma secondo voi, quello che ho tenuto, è un atteggiamento di uno che vuole coprire qualcuno?".  Sul comportamento che viene contestato a Pistarelli, Acquaroli ha parlato di un possibile errore nella scelta politica: "Ho sbagliato, perché una persona che si comporta così è una persona che non poteva aiutarmi a fare quello che era il grande progetto che noi avevamo e abbiamo in mente per la nostra regione", ha dichiarato. Ha, quindi, aggiunto: "Fare una scelta sbagliata non significa diventare complice".  Il crescendo finale: "La prima vittima sono io" Nell'ultima parte dell’intervento, il tono del presidente si è fatto più netto. Acquaroli ha rivendicato la necessità di non confondere la vicenda giudiziaria che coinvolge l'ex capo di gabinetto con l’intera attività di ricostruzione e con il lavoro delle istituzioni regionali. Ha ricordato le misure e i protocolli messi in campo per contrastare le infiltrazioni mafiose, riconoscendo al tempo stesso che l’inchiesta può evidenziare fragilità nella ricostruzione privata, in particolare nelle scelte delle imprese affidatarie e nei subappalti. "La riflessione che dobbiamo fare è cosa possiamo fare di più", ha detto. In ogni caso, "da quello che mi risulta non sono indagato io, non è indagato nessuno della Giunta, non sono indagati i consiglieri regionali", ha dichiarato con fermezza Acquaroli, aggiungendo che, sempre secondo le informazioni in suo possesso, non risultavano indagati neppure dirigenti e funzionari regionali. Quindi la frase che ha segnato il crescendo conclusivo: "La prima vittima, se volete, insieme ai terremotati, ai marchigiani e alle istituzioni sono io".  

28/10/2026 17:10
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