Esistono momenti in cui le istituzioni smettono di essere palazzi distanti per diventare case aperte al futuro. È quello che è accaduto ieri nella Sala Consiliare di Urbisaglia, dove il primo Consiglio Comunale dei Ragazzi ha trasformato un impegno formale in una lezione di partecipazione civile che resterà impressa nella memoria della comunità.
L’immagine della sala gremita dagli studenti della Scuola Secondaria non era solo una cornice suggestiva. Negli sguardi attenti dei ragazzi e nelle loro mani alzate si leggeva la voglia di essere protagonisti, non semplici spettatori. Per quasi due ore, il tempo sembra essersi fermato: niente distrazioni, solo un confronto serrato, appassionato e, soprattutto, autentico. I giovani consiglieri non si sono limitati ai saluti di rito. Hanno incalzato la Giunta Comunale con domande dirette e avanzato proposte concrete, confrontandosi con determinazione anche con la Polizia Locale. Una dinamica che ha rivelato una maturità sorprendente, capace di nobilitare il concetto stesso di politica.
L’iniziativa nasce da una scommessa precisa: dare ai giovani uno spazio di parola reale, un luogo dove la voce di chi domani abiterà il territorio conti oggi quanto quella degli adulti.
"Ragazzi, avete tracciato una strada," ha dichiarato il primo cittadino Riccardo Natalini, visibilmente orgoglioso dell'esito dell'incontro. "Una strada fatta di coraggio e responsabilità. È questa la politica che sogniamo per Urbisaglia: una politica che non si limita a parlare ai giovani, ma che sceglie di ascoltarli e coinvolgerli davvero."
Il messaggio uscito dalla sala consiliare è chiaro: il futuro non è un traguardo lontano da attendere con pazienza, ma un cantiere aperto da vivere quotidianamente. La serietà con cui gli studenti hanno preso parte alla seduta dimostra che, quando viene offerto loro un terreno fertile, i ragazzi sanno rispondere con una responsabilità che emoziona e sprona l'amministrazione a fare meglio. Questo primo incontro è solo l'inizio di un viaggio. Il cammino di partecipazione intrapreso ieri proseguirà "fianco a fianco", con la consapevolezza che costruire una comunità più inclusiva e attenta alle nuove generazioni non è solo un dovere istituzionale, ma una sfida entusiasmante che Urbisaglia ha deciso di vincere insieme ai suoi cittadini più giovani.
Nella mattinata odierna, i carabinieri della stazione di Urbisaglia hanno portato a termine un'importante operazione di contrasto ai reati contro il patrimonio, denunciando in stato di libertà due uomini, un 56enne di Appignano e un 46enne di Sant'Angelo in Pontano, entrambi già noti alle forze dell’ordine.
I due devono rispondere delle accuse di ricettazione, possesso ingiustificato di chiavi o grimaldelli e occultamento di targa. L'intervento è scattato lungo la Strada Provinciale 78, dove i militari hanno intercettato un autocarro che procedeva con la targa oscurata per evitare l'identificazione, mezzo di proprietà del conducente più anziano.
Durante l'ispezione del veicolo, i militari hanno rinvenuto nell’abitacolo diversi attrezzi da scasso, pronti all'uso per eventuali ulteriori colpi. La scoperta più rilevante è avvenuta però nel cassone del mezzo, dove erano stati stipati un trattore cingolato privo di targa, un erpice a denti fissi, un decespugliatore, una troncatrice cesoia per ferro e una smerigliatrice angolare.
Grazie ai rapidi accertamenti condotti sul campo, i carabinieri hanno accertato che l'intero carico era stato sottratto poco prima dalle pertinenze di una casa rurale a Sant’Angelo in Pontano, di proprietà di un imprenditore 69enne residente a Porto Sant'Elpidio.
L'intervento è stato così tempestivo che la vittima del furto non si era ancora accorta della sottrazione dei propri strumenti di lavoro al momento del fermo stradale. Solo in un secondo momento, dopo essere stato informato dai militari, l'imprenditore ha potuto formalizzare la querela.
L’intera refurtiva è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario, mentre i due uomini sono stati deferiti all'autorità giudiziaria. Le indagini dei carabinieri proseguono ora per verificare se i due soggetti siano coinvolti in altri episodi simili avvenuti recentemente nell'entroterra maceratese.
Le Marche si confermano terra di grandi birre artigianali. Alla XXI edizione di “Birra dell’Anno”, il concorso organizzato da Unionbirrai e andato in scena a Rimini, i birrifici marchigiani hanno conquistato 24 riconoscimenti complessivi: 7 medaglie d’oro, 3 argenti, 3 bronzi, 10 menzioni e un premio speciale. Un bottino che colloca la regione tra le più premiate d’Italia e certifica la maturità di un movimento brassicolo che oggi compete ai massimi livelli, dagli stili classici alle sperimentazioni più identitarie. A impreziosire il risultato è il premio speciale Best 100% Italian Beer, assegnato alla Real IGA Gose de Il Mastio di Urbisaglia. Una birra che è manifesto di filiera corta, agricoltura e visione.
Tra i protagonisti marchigiani spicca Ibeer di Fabriano, capace di conquistare più medaglie tra ori e piazzamenti. Ottimi risultati anche per Birrificio Mukkeller di Porto Sant'Elpidio e MC77 di Serrapetrona, entrambi a segno in più categorie tra podi e menzioni. Completano il quadro Beor Brasserie (Fermo), Birrificio dei Castelli (Ancona) e Birrificio Babylon (Ascoli). Dalla costa all’entroterra, la qualità attraversa tutto il territorio regionale.
Per la provincia di Macerata, il brindisi più sentito arriva dal Birrificio Il Mastio di Urbisaglia, realtà artigianale – e azienda agricola certificata BIO – capace di trasformare un legame profondo con la terra in birre che parlano di territorio. Il premio Best 100% Italian Beer assegnato alla Real IGA Gose è la conferma che la filosofia produttiva del birrificio, basata sulla filiera corta e sull’utilizzo di materie prime italiane, dà risultati straordinari.
Questa storia ha radici solide: come abbiamo raccontato in un precedente articolo dedicato alla loro avventura birraria (LEGGI QUI), i fratelli Sebastiano e Lorenzo Nabissi hanno costruito negli anni un progetto che parte dalla coltivazione dell’orzo nei terreni adiacenti al birrificio e arriva fino al bicchiere, con birre non filtrate e non pastorizzate che raccontano le Marche sorso dopo sorso.
Abbiamo sentito i due fratelli, protagonisti di questo grande successo, per ascoltare direttamente da loro la soddisfazione e il significato di questo nuovo riconoscimento. «Sicuramente è una soddisfazione che è frutto di anni di lavoro – spiegano Sebastiano e Lorenzo – perché la coltivazione dell’orzo è un impegno grande, serve per produrre poi il malto per tutte le nostre birre. Siamo arrivati prima a superare il 90% di materie prime di nostra proprietà e poi, con questa birra, l’utilizzo del 100% di materie prime italiane».
La birra premiata è un’Italian Grape Ale, l’unico stile italiano riconosciuto ufficialmente, che prevede l’utilizzo della parte vinosa – mosto, uve o altre lavorazioni dell’uva – all’interno della ricetta brassicola. «La Real IGA Gose è un blend di mosto di birra e mosto di vino – precisano – ed è prodotta con mosto d’uva Montepulciano bio insieme alle Cantine Saputi. In questo caso utilizziamo proprio mosto di vino: è questo che le conferisce aromi e profumi particolari».
Il risultato è una birra dal colore arancio con riflessi rosa e schiuma fine, con note che richiamano pompelmo e melograno, una sapidità elegante data dal sale rosa dell’Himalaya e una delicata acidità lattica che la rende fresca e sorprendente al palato. Un vero connubio tra il mondo della birra e quello del vino, con una bolla decisa e una personalità fuori dagli schemi.
Non è la prima affermazione per Il Mastio in questa categoria. «Sull’Italian Grape Ale lavoriamo da anni – sottolineano – quindi è una riconferma del percorso del birrificio. Ma il premio per l’utilizzo di materia prima 100% italiana è l’apice del lavoro che si svolge tutti i giorni, da anni, sulla produzione di orzo, di malto e sulla filiera più corta possibile per la produzione della birra».
E per festeggiare? La risposta è già servita: «Per festeggiare bisogna sempre brindare con una bella birra sana, buona e genuina».
Urbisaglia – Una giornata all’insegna della storia, del fascino medievale e dell’integrazione culturale e linguistica quella vissuta recentemente a Urbisaglia, borgo marchigiano che ha aperto le sue porte a una delegazione d’eccezione: gli Allievi Ufficiali Piloti di Complemento (AUPC) e gli studenti stranieri del Centro di Formazione Aviation English (Cen.For.Av.En.) dell’Aeronautica Militare, provenienti dalle sedi di Potenza Picena e Loreto.
Il percorso ha offerto un viaggio attraverso i millenni: dai fasti romani alla Rocca medievale. La visita è iniziata nell’area archeologica di Urbs Salvia, dove il gruppo ha potuto ammirare il Criptoportico e l’Anfiteatro romano, per poi dirigersi verso il centro storico e la Rocca, simbolo di potenza architettonica che domina la valle del Fiastra. Per gli allievi piloti e gli studenti stranieri, la passeggiata tra reperti e camminamenti di ronda è stata un’occasione unica per conoscere un territorio che unisce bellezza paesaggistica e rigore monumentale.
Il sindaco di Urbisaglia, Riccardo Natalini, ha espresso grande soddisfazione per la visita, sottolineando l’importanza dell’accoglienza: “È un onore ospitare i futuri piloti dell’Aeronautica Militare e giovani provenienti da altre nazioni. Vedere le nostre bellezze storiche diventare teatro di formazione e scambio culturale ci riempie di orgoglio e conferma come il patrimonio di Urbisaglia sia una risorsa viva, capace di dialogare con istituzioni prestigiose e internazionali”.
La giornata ha avuto anche una valenza didattica. L’iniziativa si inserisce nel percorso di lingua inglese specialistica aeronautica che i partecipanti stanno seguendo presso le sedi di Loreto e Potenza Picena. Grazie alla metodologia della full immersion linguistica, la visita culturale si è trasformata in un vero e proprio laboratorio pratico: gli allievi hanno consolidato le proprie competenze comunicative interagendo direttamente con gli studenti stranieri. Come sottolinea Leonardo Catucci, l’approccio permette di potenziare la conoscenza della lingua in contesti reali, fondamentali per la futura carriera internazionale dei piloti.
Nel cuore dell'inverno, quando il borgo sembra cullato dal silenzio della storia, Urbisaglia si prepara a sprigionare un’energia vibrante e inaspettata. Domenica 8 febbraio segna il ritorno del "Carnevale delle Antiche Rovine", una seconda edizione che promette di essere molto più di una semplice sfilata: un vero e proprio rito di rinascita collettiva, dove il tempo si ferma per lasciare spazio alla meraviglia.
Il viaggio dell'allegria inizierà alle 14:30 in un luogo dall'alto valore simbolico, Piazza Minerva. Qui, all'ombra della Casa di Riposo locale, la festa troverà la sua ispirazione più autentica. Partire dinanzi a questa struttura significa abbracciare le radici e gli anziani del borgo, rendendoli testimoni e protagonisti di un Carnevale che non esclude nessuno. È un segnale forte di una festa capace di unire la saggezza del passato alla spensieratezza del futuro.
Mentre il corteo di circa venti carri e gruppi mascherati - provenienti da Urbisaglia, Colmurano, Loro Piceno e Ripe San Ginesio - inizierà a colorare le strade, l'atmosfera si farà elettrica. La creatività delle scuole e delle associazioni locali esploderà in un mosaico di maschere artigianali che sfileranno fino a raggiungere Piazza Garibaldi, dove dalle 14:00 saranno attivi stand di street food e beverage. Tra il mistero di un presentatore a sorpresa e il ritmo di Dj Lenny, la piazza si trasformerà in un palcoscenico dove l'attesa per la premiazione finale si mescolerà alla voglia di ballare.
L’evento nasce dall’intraprendenza di Tiziano Scagnoli del Ristorante "Le Tre Spighe Pizza & Co." e dall’operosità dell’Associazione "Urbisaglia 62010". Lo stesso Scagnoli sottolinea il valore dell’iniziativa: "Dopo 14 anni, Urbisaglia per me è diventata casa. Il Carnevale nasce dal desiderio di restituire energia e senso di appartenenza a questo borgo. Partiremo davanti alla Casa di Riposo per onorare il passato: è un passo concreto per far crescere il paese guardando al futuro con responsabilità e inclusività". Una visione condivisa dall'Associazione Urbisaglia 62010, che definisce l'evento come "uno spazio d’incontro autentico costruito con scuole, famiglie e associazioni per rimettere in circolo relazioni attraverso i colori".
A dare un senso profondo a questa giornata è il primo cittadino, Riccardo Natalini, che lancia un invito che suona come un manifesto di libertà: "Chi rinuncia a giocare, chi resta chiuso nella propria rigidità, perde l’occasione d’oro di rasserenarsi davvero. In un’epoca che ci vuole sempre seri e produttivi, il Carnevale è l'unico spazio in cui possiamo abbassare le difese e ritrovare quella leggerezza che ci salva l'anima. Chi non partecipa rimane ancorato alle proprie preoccupazioni; chi sceglie di sognare con noi impara di nuovo a respirare".
Urbisaglia piange Cristina Compagnucci, scomparsa a soli 43 anni dopo una lunga e coraggiosa battaglia contro la malattia. Infermiera, istruttrice di Nordic Walking e figura molto conosciuta in paese, Cristina ha trasformato il dolore personale in un percorso di impegno, testimonianza e sostegno agli altri, lasciando un segno profondo nella comunità.
La sua scomparsa ha suscitato un’ondata di commozione, testimoniata anche dal messaggio del sindaco Riccardo Natalini, che ha espresso il cordoglio dell’intera comune: «Ci sono momenti in cui le parole sembrano troppo piccole per contenere il dolore di una comunità intera. Cristina ha saputo trasformare la propria fragilità in una lezione di luce e di rara potenza».
Cristina aveva scelto di affrontare anche pubblicamente la lotta contro il tumore al seno, condividendo la sua esperienza con dignità, forza e determinazione. Un percorso che è diventato per molte donne un esempio di resilienza e speranza, capace di andare oltre la malattia per farsi messaggio di vita.
Come istruttrice di Nordic Walking, aveva dedicato gran parte delle sue energie al progetto di riabilitazione oncologica “Spassi di Salute”, accompagnando pazienti in cura in un cammino di recupero fisico e psicologico. Attraverso il movimento, lo sport e la condivisione, riusciva a infondere coraggio e fiducia, anche nei momenti più difficili.
Nel suo ricordo, il sindaco Natalini ha voluto condividere anche un momento personale: «Un incontro inaspettato al centro Covid, durante una vaccinazione, che mi ha restituito il valore dei legami autentici. E poi la sua testimonianza a teatro lo scorso anno, un racconto fatto di dignità, tenacia e speranza che non ha mai ceduto alla rassegnazione. Cristina ci ha mostrato cosa significhi vivere una vita piena, non misurata in anni, ma in intensità e amore».
Il primo cittadino ha inoltre ricordato come proprio grazie a Cristina abbia scoperto il Nordic Walking e conosciuto il gruppo “Le OrchiDee” di Macerata, una realtà di donne unite dalla forza del cammino condiviso. «Cristina ci lascia un’eredità che va oltre il ricordo – ha aggiunto – ci affida il compito di non restare fermi e di guardare al futuro con il suo stesso coraggio».
Nel suo messaggio conclusivo, il sindaco ha rivolto un pensiero alla famiglia, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza, salutando Cristina con le parole che lei stessa amava ripetere: «Mille passi cominciano sempre da uno».
Tombolini torna a Pitti Uomo e lo fa andando oltre la semplice partecipazione fieristica, portando un progetto di sartorialità che si fa snodo “generazionale”. Il binomio tra la kermesse fiorentina e la maison marchigiana si rinnova di stagione in stagione, eppure quest’anno il sodalizio assume un peso specifico differente: Tombolini è ufficialmente entrato a far parte del Registro dei Marchi Storici di Interesse Nazionale. Un riconoscimento, istituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che non è mero fregio burocratico ma la consacrazione di un saper fare che ha attraversato sessant’anni di storia italiana, restando fedele a un’eredità produttiva radicata nel territorio.
A ribadire il significato profondo di questo traguardo e la responsabilità etica dell'impresa è Silvio Calvigioni Tombolini, che traccia un filo rosso tra l'eredità del passato e l'impegno verso la tutela dell'eccellenza italiana: "Il Marchio Storico è un certificato di garanzia di vero Made in Italy; mio nonno ha iniziato più di cinquant’anni fa a utilizzare il marchio Eugenio Tombolini e grazie a questo abbiamo ricevuto questo premio ma è un premio alle nostre maestranze, alla nostra storia, a tutti quelli che hanno collaborato con noi in più di questi sessant’anni. Credo che le aziende come noi, che hanno ancora la forza e la possibilità di parlare debbano essere da tutela a tutte le altre. L’Italia è fatta di piccole imprese che lavorano, che fanno vero made in Italy. Noi facciamo tutto il processo produttivo, taglio, cucito, stiro e collaudo all’interno; utilizziamo tessuti italiani e questo deve essere valorizzato non solo da noi stessi ma dalle istituzioni”.
In questa cornice, l’incontro tra creatività industriale, sapienza sartoriale e comunità prende forma in 'Tombolini Kids – Percorso Scuola', un progetto che non è un semplice gesto di presenza sul territorio ma un investimento culturale, costruito sul dialogo con le istituzioni di Urbisaglia, per avvicinare i più giovani ai linguaggi della creazione e dei tessuti. Questa sinergia tra creatività e industria trova la sua massima espressione in un dettaglio che ha impreziosito l’edizione del Pitti 109: la giacca disegnata da un’alunna della classe quinta della Scuola Primaria di Urbisaglia, Mariarita Buongarzoni, che ha vinto un concorso interno alla scuola a tema ‘Crea la tua giacca Zero Gravity'.
“Tombolini Kids è un’idea fantastica- spiega Silvio Calvigioni Tombolini- abbiamo fatto venire i bambini delle scuole elementari a giocare, a vedere quello che le nonne, le zie hanno fatto, quello che le mamme stanno facendo in fabbrica, luogo in cui si arriva dopo aver studiato. La nostra fabbrica è un luogo molto bello in cui stare e i bambini hanno giocato con noi, si sono ispirati, hanno sognato. I bambini hanno bisogno di manualità, meno smartphone, meno tecnologia: avranno tempo di usare l’intelligenza artificiale. Noi crediamo che è arrivato il momento di utilizzare la manualità, la creatività e il sogno. Abbiamo scelto una tavola disegnata da una bambina per una giacca che ha due caratteristiche; una che è una giacca per l’estate e per l’inverno e l’altra che è una giacca sia per uomo sia per donna”.
Un valore, quello del legame tra impresa e comunità, sottolineato con entusiasmo dal sindaco di Urbisaglia, Riccardo Natalini, che vede nell'iniziativa una straordinaria opportunità di crescita per il territorio: "È un progetto interessantissimo; tengo a ringraziare questa azienda che con il Marchio Storico ha messo radici per oltre sessant’anni sul nostro territorio ma accanto a questo so quanto la famiglia Tombolini sta lavorando nel sociale. Proprio riguardo a questo progetto per le Scuole noi Amministratori siamo molto contenti; ha permesso a una bambina di partecipare a un contest e creare la sua giacca ma quello che rimane è veramente l’insegnamento di saper fare qualcosa, di crescere con delle radici forti e quindi l’insegnamento di imparare un mestiere, lo stesso che noi Amministratori predichiamo e che ci auguriamo sia sviluppato da tutti quanti".
Tra i presenti, a indossare e apprezzare particolarmente i capi Tombolini, gli ex calciatori di Serie A Sébastien Frey, Christian Panucci, Emanuele Giaccherini, Michele Padovano e Fabio Galante, oltre ai volti tv Vittorio Brumotti e Francesco Oppini, testimoni di come l'eleganza possa coniugarsi perfettamente con il comfort.
Sul piano dell’innovazione tessile, la vera rivoluzione è rappresentata dalla Zero Gravity Gold. Se la linea Zero Gravity aveva già ridefinito i canoni del comfort, la variante Gold ne sposta l’orizzonte verso un’estetica "hyper-luxury" quasi immateriale. Il cuore pulsante della collezione è uno smoking dal peso quasi onirico di soli 360 grammi, un prodigio di ingegneria sartoriale realizzato in una mischia nobile di cashmere e seta. La struttura, spogliata di ogni sovrastruttura rigida, si adatta al corpo con la fluidità di una seconda pelle.
Tombolini dimostra così che il vero valore della sartoria contemporanea non risiede nell’ostentazione, ma in una sottrazione sapiente che lascia spazio solo all'essenza della fibra e alla perfezione del taglio.
Domenica 11 gennaio, alle ore 16:30, il Teatro Comunale di Urbisaglia ospiterà la presentazione del libro "Oltre le trincee - ‘Ricordi’ di guerra per costruire La Pace" pubblicato dalla casa editrice indipendente "Giaconi Editore" di Recanati.
Il libro conduce il lettore nella Storia che si è svolta tra il 1915 e il 1918 nei territori teatro della sanguinosa prima guerra mondiale, spingendosi fin dentro le trincee, che hanno visto svolgersi la gran parte dei momenti vissuti da coloro che partirono per il territorio dichiarato in stato di guerra e che in molti casi furono uccisi, fatti prigionieri o scomparvero senza lasciare alcuna traccia.
Coloro che tornarono a casa, restarono segnati per sempre, se non nel corpo nella mente, che fu costretta a ricordare tutte le atrocità di cui è fatta ogni guerra. Soldati, che avevano anche potuto compiere da poco il diciottesimo anno di età.
Gli autori Marco Vissani, Patrizio Quintili, Mario Lambertucci e Giovanni Paolo Carlino-Giuliani, anche grazie a un curato corredo fotografico, mettono in luce il grande valore educativo, sia della Storia, sia delle piccole storie umane che si svolsero in quel periodo e che dovrebbero aiutarci a comprendere maggiormente un presente fatto soprattutto di dolore.
Per cambiare il grande che sembra irraggiungibile, si può partire dal piccolo che è più vicino a ciascuno di noi. Ecco perché gli autori vorrebbero che il libro diventasse una sorta di specchio sul quale potrebbe riflettersi la coscienza di ogni comunità umana, e proprio a cominciare da ogni suo lettore.
Si ringraziano, il sindaco del comune di Urbisaglia Riccardo Natalini e l'amministrazione comunale, il presidente dell’Associazione Combattenti e Reduci sezione di Urbisaglia e Colmurano, Roberto Cruciani e la biblioteca di Urbisaglia nella persona di Mirko Cardinali per l’ospitalità e la preziosa collaborazione fornita.
Un riconoscimento che profuma di storia, di ago e filo, ma soprattutto di futuro. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha conferito ufficialmente a Tombolini il prestigioso titolo di Marchio Storico di Interesse Nazionale, un’onorificenza riservata ai brand che rappresentano e custodiscono l’eccellenza produttiva del Paese.
L’iscrizione nel Registro Speciale certifica il profondo valore culturale, identitario e imprenditoriale dell'azienda, confermandone il ruolo di custode della grande tradizione sartoriale italiana da oltre sessant'anni. Questo sigillo permetterà alla Maison di utilizzare il logo ufficiale per tutte le attività promozionali, attestando un’autenticità e una continuità produttiva che trovano riscontro anche nella versione internazionale, l'Italian Historical Trademark, pensata per certificare il prestigio del brand sui mercati esteri.
Per Tombolini questo traguardo rappresenta un momento di svolta e una conferma autorevole di un percorso che da generazioni si fonda sul savoir-faire artigianale, sull'ingegno e sulla cultura del dettaglio coltivata con passione nel cuore delle Marche. Si tratta di un’eredità viva che continua a evolversi, trasformando la memoria storica in uno stile contemporaneo capace di guardare al domani.
Proprio in quest’ottica di legame con il territorio e con le nuove generazioni, l’azienda porta avanti con successo il progetto educativo "Tombolini for Kids – Percorso Scuola". Si tratta di un’iniziativa che avvicina i più giovani al mondo della creatività e del Made in Italy, sensibilizzandoli al riuso consapevole dei materiali e invitandoli a progettare la loro personale giacca Zero Gravity attraverso laboratori dedicati.
Il riconoscimento ministeriale arriva in un periodo di straordinaria vitalità per il brand, che ha appena presentato la nuova collezione Autunno/Inverno 2026 Zero Gravity Gold. In questa proposta l’eleganza maschile si fa morbida e vitale, con silhouette che si alleggeriscono e volumi rilassati che superano il concetto di slim-fit per abbracciare un dinamismo inedito. I codici classici dialogano armoniosamente con materiali di altissima qualità come il cashmere, i misti seta-lana resistenti al tempo e i velluti alleggeriti, arricchiti da dettagli in pelle e suede.
La collezione diventa così un vero manifesto di stile e l’incarnazione autentica dei valori di una Maison che, rafforzando la propria visione orientata al futuro, entra ufficialmente nel novero delle eccellenze assolute del sistema moda italiano.
Il 4 gennaio 2026, alle ore 16.30, la Collegiata di San Lorenzo a Urbisaglia si trasformerà in un palcoscenico d’eccezione per ospitare un evento che promette di restare nel cuore della comunità: il "Candle Concert" del giovane pianista Alberto Cartuccia Cingolani. Organizzato dal Comune di Urbisaglia in stretta sinergia con Urbisaglia 62010, questo appuntamento non è soltanto un concerto, ma una celebrazione della musica che prende vita nel calore soffuso delle candele, creando un’atmosfera di rara suggestione.
Il protagonista della serata è un artista il cui talento ha già valicato i confini nazionali. Nato a Macerata nel 2017, Alberto ha dimostrato sin dai primi anni di vita una sensibilità musicale fuori dal comune, supportata da un orecchio assoluto che gli ha permesso di affrontare con naturalezza lo studio del pianoforte. Il suo percorso, costellato da oltre 90 primi premi in prestigiosi concorsi internazionali — da Vienna a Parigi, fino a Madrid e Londra — lo ha portato a calcare palcoscenici di rilievo mondiale e a ricevere riconoscimenti solenni, come il "Premio Musica" in Vaticano.
Il repertorio scelto per l'occasione è una vera e propria sfida virtuosistica che attraversa le epoche più significative del pianismo. La precisione di Bach e la limpidezza di Mozart faranno da preludio alle variazioni di Beethoven, conducendo l'ascoltatore verso le vette tecniche di Liszt e Saint-Saëns. Non mancheranno le sfumature poetiche di Debussy e la potenza espressiva di Rachmaninoff, per concludere con l'energia trascinante della Toccata di Berkovic. È un programma che richiede non solo abilità tecnica, ma una maturità interpretativa sorprendente.
"L’evento, della durata di circa un’ora, è pensato per essere un momento di condivisione autentica. La scelta di una luce d’atmosfera, studiata per esaltare il punto dell'esibizione, e l’assenza di amplificazione artificiale mirano a preservare la purezza del suono acustico, valorizzando il legame diretto tra lo strumento e chi lo ascolta", si legge in una nota del Comune. "Al termine dell’esibizione, il pubblico avrà inoltre il piacere di interagire brevemente con il pianista, rendendo l'esperienza non solo un momento di alto valore artistico, ma anche un incontro umano profondo e stimolante".
Nel primo pomeriggio di oggi, intorno alle 14.15, si è verificato un incidente stradale a Urbisaglia, in località Maestà. Un giovane di 20 anni, mentre percorreva la strada provinciale 78, ha perso il controllo dell’auto per cause ancora in fase di accertamento.
Il veicolo è uscito dalla carreggiata, ha abbattuto una recinzione e si è schiantato contro il muro di un’abitazione, secondo una prima ricostruzione dell’accaduto.
Subito è scattata la richiesta di intervento al 118 e ai vigili del fuoco. Il conducente è stato soccorso sul posto dal personale sanitario e successivamente trasportato in ambulanza all’ospedale di Macerata. Le sue condizioni, fortunatamente, non desterebbero preoccupazione.
I vigili del fuoco, oltre a collaborare nelle operazioni di soccorso, hanno provveduto alla messa in sicurezza dell’area interessata dall’incidente.
Il corpo senza vita di un uomo di 69 anni, Fulvio Alzapiedi, è stato rinvenuto questa mattina, intorno alle ore 10:00, all’interno della sua abitazione in contrada Valleresco, nella zona della Maestà di Urbisaglia.
L’allarme è stato lanciato dal cugino del sessantanovenne. L'uomo, preoccupato dal fatto che il parente non rispondesse alle chiamate della figlia, si è recato personalmente sul posto, facendo purtroppo la tragica scoperta
Sul luogo sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118 e i Carabinieri. Nonostante il rapido intervento, il personale medico ha potuto soltanto confermare il decesso: secondo i primi rilievi, l'uomo sarebbe stato stroncato da un malore improvviso che non gli ha lasciato il tempo di chiedere aiuto.
Il sessantanovenne, che viveva da solo, è deceduto per cause naturali. Espletate le formalità di rito, la salma è stata messa a disposizione dei familiari per le esequie. I funerali si terrano sabato, 20 dicembre, nella chiesa parrocchiale di Urbisaglia.
Il Judo Club Urbisaglia continua a mietere successi a livello nazionale, confermandosi fucina di talenti. Dopo lo straordinario oro conquistato da Alessandra Raponi ai Campionati Italiani Juniores, è il turno di Tommaso Nori che ha dominato la categoria 66 kg ai Campionati Italiani Assoluti A1 Esordienti B, svoltisi nella prestigiosa cornice del PalaPellicone di Ostia.
Per il panorama del judo, la vittoria di Tommaso Nori non è una sorpresa, dato che era già in cima alla ranking list italiana. Tuttavia, il metallo più pregiato arriva come consacrazione dopo il bronzo dell'anno precedente, testimoniando un percorso di costanza e sacrificio. Il giovane atleta ha affrontato quattro incontri di alto livello con una maturità da veterano.
Il trionfo assume un significato ancora maggiore se si considera che Nori rientrava da un mese di stop forzato dovuto a un infortunio. Dimostrando un carattere e una resilienza eccezionali, ha superato l'ostacolo con umiltà e determinazione, trasformando un momento difficile nella spinta per raggiungere la vetta nazionale.
I successi di Nori e Raponi non sono eventi isolati, ma il frutto tangibile del lavoro quotidiano svolto nella piccola palestra di Urbisaglia. Il Judo Club, sotto la guida esperta del Maestro Mauro Contigiani e di sua figlia Giorgia, è riconosciuto come una vera e propria scuola di vita.
Qui, l'attività sportiva è un veicolo per forgiare non solo atleti di successo, ma soprattutto cittadini maturi e responsabili. Attraverso gli allenamenti, i giovani apprendono l'importanza fondamentale della disciplina e del rispetto reciproco. Il tatami diventa metafora della vita: insegna a gestire la sconfitta analizzando la battuta d'arresto per trasformarla in un punto di forza.
Come sottolineato dal sindaco Riccardo Natalini, “I trionfi di Tommaso Nori e Alessandra Raponi sono l'orgoglio di Urbisaglia e di tutta la regione. Sono la prova che, anche in un piccolo centro, un'associazione sportiva che crede nei valori dello sport può diventare un incredibile motore di crescita, identità e valori per tutta la comunità. Il futuro? È già in buone mani”.
A Urbisaglia il Natale si trasforma in un’esperienza da vivere passo dopo passo. Dal 14 dicembre al 6 gennaio, il borgo antico ospita la prima edizione di "I Presepi Cercano Amore", un progetto che supera la tradizionale esposizione natalizia per dare vita a un grande presepe diffuso, capace di coinvolgere l’intera comunità.
L’iniziativa nasce da una collaborazione corale tra Comune, associazioni, attività commerciali e cittadini, che hanno unito idee, creatività e passione per valorizzare il paese durante le festività. Il risultato è un percorso suggestivo che accompagna residenti e visitatori alla scoperta di angoli storici, luci e atmosfere cariche di significato, trasformando Urbisaglia in un luogo da esplorare con lentezza e meraviglia.
Il cuore del progetto è il “Sentiero dell’Incanto”, un itinerario che intreccia storia e spiritualità attraversando alcuni dei luoghi più simbolici del borgo. Nella Chiesa di San Giorgio l’Associazione Urbisaglia 62010 propone una mostra di presepi realizzati da Luigi Girolami e Paola Lambertucci, opere curate nei minimi dettagli e legate alla tradizione artigianale.
Salendo verso la Rocca Medievale, i visitatori incontrano “La Natività e il Percorso dei Desideri”, un’esposizione ideata dal Club Lana e Cucito di Urbisaglia, dedicata al tema della pace: un cammino fatto di colori, messaggi e piccoli segni capaci di parlare direttamente al cuore.
La Torre Campanaria accoglie invece un presepe che unisce storia e spiritualità, realizzato da Giuseppina Poloni e Annamelia Torelli, mentre il Loggiato “Augusto Pantanetti”, curato da Paola Lambertucci, e Porta Vittoria, allestita dal Comune, rappresentano simbolici punti di benvenuto per chi entra nel borgo.
Elemento centrale e innovativo dell’iniziativa è il contest "I Presepi Cercano Amore", che rende protagoniste le attività commerciali locali. Undici vetrine – dalla Caffetteria GN alla Locanda Le Logge, passando per negozi, botteghe e attività storiche del paese – si sono trasformate in micro-scenari natalizi, invitando i visitatori a osservare, scegliere e partecipare attivamente.
Chi passeggia per il centro può votare il presepe preferito compilando una cartolina e imbucandola nella casetta in legno collocata in Piazza Garibaldi, attiva a partire da domenica 14 dicembre. Un gesto semplice che diventa un modo concreto per sostenere il commercio locale e riconoscere l’impegno di chi ha contribuito a rendere speciale il Natale urbisagliese.
“I Presepi Cercano Amore” è dunque più di una rassegna natalizia: è un invito alla condivisione, alla scoperta e alla partecipazione. A Urbisaglia, durante le feste, ogni angolo racconta una storia di comunità, dove tradizione, creatività e spirito collettivo si incontrano per dare forma a un Natale fatto di luce, relazioni e sentimento.
Ricordando i remoti anni trascorsi tra i banchi della scuola media di Urbisaglia, a distanza di dieci anni dall’ultimo incontro, si sono ritrovati presso l’Officina dei Sapori di Belforte del Chienti, per un’indimenti-cabile rimpatriata i 65enni di Urbisaglia e Colmurano.
I numerosi partecipanti, con qualche ruga in più ma con lo stesso sorriso di un tempo oramai lontano, hanno condiviso aneddoti e racconti nostalgici della giovinezza spensierata di quei tempi e della vita attuale.
Il buon cibo, la musica e la voce coinvolgente di Massimiliano Ruggeri hanno fatto da cornice a una piacevolissima e divertente serata allietata dai cori e dai duetti improvvisati dei partecipanti.
Non sono mancati attimi di emozione e commozione ricordando chi purtroppo non più tra noi, soprattutto nel momento in cui Fabrizio Fermanelli ha letto una sua poesia dedicata a Roberto Latini (Pumpì) scomparso un anno fa.
Urbisaglia e Colmurano, due comunità caratterizzate da un forte e radicato campanilismo, ma col tempo questo sentimento si notevolmente affievolito segno di un’evoluzione nei rapporti e nella mentalità spesso dovuti anche a eventi comuni come questa serata trascorsa tra vecchi amici e compagni di scuola.
L’incontro si è concluso con la promessa di ritrovarsi presto nel segno dell’amicizia e della memoria condivisa.
L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per la ristrutturazione, il miglioramento sismico e la riqualificazione del Sacrario dei Caduti - Museo delle Armi di Urbisaglia, un intervento che segna un passo importante nel recupero del patrimonio storico danneggiato dal sisma del 2016. Il finanziamento complessivo ammonta a 160.000 euro.
“Con questo intervento, Urbisaglia si prepara a restituire alla comunità un luogo simbolo della memoria e della storia, rafforzato nella sua sicurezza e valorizzato nella sua identità - conferma il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Si tratta di un ulteriore passo avanti che conferma il lavoro che stiamo portando avanti a 360 gradi con tutte le componenti coinvolte, dal Comune all’Usr fino alla Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli”
Dice il sindaco di Urbisaglia Riccardo Natalini: “Ringrazio il Commissario Straordinario Guido Castelli per il costante sostegno, gli uffici dell’Usr fino alla Regione. Questo monumento sarà dunque un museo e il nostro impegno per onorare questo luogo e i suoi valori sarà totale. Ma onorare il sacrificio esige la massima dignità in ogni dettaglio. Per questo, con tenacia, abbiamo compiuto un atto di volontà cruciale: siamo andati oltre il dovuto, intercettando e blindando anche le risorse per la cura del verde e l'arredo urbano, elementi che non potevano restare ai margini. Non si tratta di una semplice spesa accessoria; è un investimento nell'anima del luogo. Il parco che cinge il Sacrario sarà interamente rigenerato, trasformandosi da semplice spazio aperto a un vero e proprio Giardino della Memoria. Risanare questo parco è risanare la nostra gratitudine, offrendo un palcoscenico degno dei Caduti, della loro eterna testimonianza”.
Il Sacrario, ospitato nell’ex Chiesa di San Biagio, è un luogo di memoria che custodisce armi, uniformi e reperti bellici, testimonianza delle vicende militari e del sacrificio dei caduti urbisagliesi. La struttura settecentesca, collocata appena fuori le mura storiche, ha riportato lesioni significative su facciata, pareti laterali e arco trionfale, pur mantenendo integre le fondazioni.
Il progetto è stato concepito per restituire stabilità e sicurezza all’edificio senza alterarne il carattere originario. Gli interventi previsti mirano a riparare i danni e a ridurre le vulnerabilità strutturali attraverso tecniche tradizionali e soluzioni ingegneristiche avanzate. Si interverrà sulle murature lesionate con operazioni di scuci-cuci e sarciture, si inseriranno catene in ferro e cuciture a secco per contrastare il ribaltamento delle pareti, mentre l’arco trionfale e la vela saranno rinforzati con placcaggi in tessuto d’acciaio galvanizzato.
Particolare attenzione sarà dedicata alla volta dell'abside, che verrà consolidata e restaurata anche nella parte decorativa, riportando alla luce l’affresco con il cielo stellato. Sono previsti inoltre interventi non strutturali per la sicurezza della copertura e il ripristino delle finiture, sempre nel rispetto dell’aspetto storico e dei materiali originari.
Un uomo ha perso il controllo della propria auto finendo contro una pianta a Urbisaglia, intorno alle 17, nella zona del campo sportivo lungo la provinciale 78.
Secondo le prime informazioni, l’automobilista è rimasto intrappolato all’interno dell’abitacolo a causa dell’impatto. Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco e il personale del 118.
I soccorritori hanno lavorato per estrarre l’uomo dall’auto e, una volta liberato, è stato caricato sull’ambulanza e trasportato all’ospedale di Macerata per le cure necessarie.
L’intervento si è concluso senza ulteriori complicazioni, ma le cause dell’incidente sono ancora in fase di accertamento dalle autorità competenti.
Sembra ieri, ma sono passati venticinque anni. Per la classe diplomata all'Istituto "Ivo Pannaggi" di Macerata nell'anno 2000, il tempo non è stato un ostacolo, ma un motivo per celebrare. Un folto gruppo di ex studenti, oggi professionisti affermati, si è ritrovato ieri sera per una commovente e divertente reunion che ha riportato tutti indietro al fatidico anno della Maturità.
L'appuntamento è stato fissato al Ristorante Pizzeria Le 3 Spighe di Urbisaglia, un luogo che si è rivelato la cornice perfetta per risate, ricordi e, naturalmente, per un rito culinario a base di pizza e pinsa. Tra i presenti, c'era chi ha attraversato l’Italia per esserci e chi vive ancora a due passi dalla storica sede di via Gasparrini.
L'emozione condivisa ha riportato subito i ricordi al 2000, l'anno che segnò la fine del loro percorso scolastico e che, per ironia della sorte, fu segnato dall'allora temutissimo (e poi innocuo) Millennium Bug.
A rievocare le notti insonni sui libri e le tesine impossibili sono stati soprattutto gli aneddoti legati ai docenti. Tra i nomi rievocati con affetto e rispetto, spicca quello del professor Matteucci, presente alla reunion come ospite d'onore. Le sue lezioni, ricordate come rigorose e piene di passione, sono risuonate nelle memorie dei suoi ex alunni, quasi come una formula magica in grado di farli tornare, per una sera, nell'aula del Pannaggi.
Dalle aule dell'Istituto Professionale "Pannaggi", crocevia di creatività e competenze tecniche, sono uscite generazioni di menti brillanti che oggi operano in settori diversi, dal design alla tecnologia, dalla moda alla ristorazione.
L'abbraccio tra i banchi e la tavola del ristorante è la metafora di questa generazione: solidi nelle loro carriere, ma sempre uniti dal legame scolastico. Come ha confessato un ex allievo: "Siamo cambiati, certo, ma appena ci siamo visti ho rivisto subito il compagno di banco, le paure degli esami, l'entusiasmo per il futuro. È come se il tempo non fosse passato".
La cena a Urbisaglia è stata il sigillo culinario su venticinque anni di vita, dimostrando che alcune amicizie, e alcuni "debiti" di risate e confidenze, non si estinguono mai. Il futuro è arrivato, ma un pezzo di loro è rimasto a Macerata, nell'Istituto Pannaggi.
La Locanda Le Logge e l’intera città di Urbisaglia sono finite sotto i riflettori internazionali, grazie a un inaspettato e prestigioso elogio arrivato direttamente dal Regno Unito. Il quotidiano britannico The Guardian, una delle voci più influenti d'Europa, ha dedicato un ampio spazio alla piccola città marchigiana, definendola un "consiglio vincente" per chi cerca il meglio dell'Italia, lontano dalle folle.
La notizia, arrivata direttamente dall'Inghilterra con un messaggio entusiasta ad Andrea Tombolini, titolare della Locanda Le Logge ("Andrea, siete sul Guardian! Davvero spettacolare!"), ha immediatamente scatenato l'orgoglio locale.
Un capolavoro romano, lontano dalle folle
L'articolo, pubblicato nell'edizione di venerdì 21 novembre e intitolato "È come entrare in un capolavoro del Rinascimento: i migliori posti meno conosciuti in Italia", esalta Urbisaglia e le Marche.
Il pezzo descrive l'emozione provata da un viaggiatore inglese nel visitare il Parco Archeologico di Urbs Salvia: "Camminando tra il teatro romano perfettamente conservato, il tempio dedicato ad Augusta e l'anfiteatro, ci siamo riparati sotto gli alberi, bevendo dalle nostre borracce che si svuotavano rapidamente. La guida pensava chiaramente che fossimo fuori di testa, ma liberi dalle folle di Roma o Pompei, abbiamo avuto il tempo di ammirare la città davanti a noi".
L'articolista ha lodato la possibilità di "meravigliarsi" davanti al fascino dell'antica città romana in tutta comodità, un lusso ormai raro nelle mete turistiche più battute.
Il "perfect lunch" all'ombra delle Logge
Dopo l'affascinante, seppur calda, escursione nel parco, il viaggio dell'inviato del Guardian ha fatto tappa nel centro medievale. Il perfect lunch (pranzo perfetto) è stato consumato proprio alla Locanda Le Logge, descritta come l'adiacente e più giovane "vicina medievale" di Urbs Salvia.
L'elogio del quotidiano britannico non solo premia l'integrità storica e paesaggistica di Urbisaglia, ma certifica anche la qualità dell'accoglienza e della ristorazione locale. Un risultato che celebra la bellezza nascosta delle Marche e la capacità degli operatori locali di offrire un'esperienza turistica di altissimo livello e autenticità.
L’autunno si accende di profumi e convivialità a Urbisaglia. Sabato 15 novembre, a partire dalle ore 17, Corso Giannelli si trasformerà in un salotto a cielo aperto per la prima edizione della "Castagnata in Corso", organizzata dall’associazione Urbisaglia 62010 con il patrocinio del Comune.
Un debutto che sa di tradizione e di amicizia, pensato per offrire a cittadini e visitatori un pomeriggio e una serata all’insegna della semplicità e dei sapori autentici dell’autunno. Le castagne arrostite, regine della stagione, saranno le protagoniste assolute, accompagnate da musica, risate e momenti di socialità tra le vie del borgo.
Il sindaco Riccardo Natalini ha accolto con entusiasmo l’iniziativa: "Questi piccoli momenti di ritrovo e gioia popolare sono il vero motore della nostra comunità – ha dichiarato –. Servono non solo a riscoprire il piacere dello stare insieme, ma anche a crescere e creare qualcosa di più grande. Intanto, godiamoci la gioia, pura e semplice. La Castagnata è un gesto concreto, un modo per investire sulla felicità e sul senso di appartenenza, fondamenta per lo sviluppo futuro".
Durante l’evento, Corso Giannelli diventerà il cuore pulsante del paese, un luogo dove ritrovarsi e riscoprire il piacere delle piccole cose: un cartoccio fumante di caldarroste, un brindisi, una chiacchiera tra amici.
La "Castagnata in Corso" vuole essere più di una semplice festa: un invito a vivere Urbisaglia, a godersi la bellezza del borgo, la vitalità dei suoi cittadini e il calore di una comunità che sa accogliere.
Un appuntamento nuovo, ma che ha già l’aria di una tradizione destinata a durare. Perché, come ricorda l’amministrazione, ogni borgo ha bisogno dei suoi momenti di festa, e Urbisaglia è pronta a scrivere il primo capitolo della sua.