A un anno dalla scomparsa, la comunità settempedana si prepara a ricordare il cardinale Edoardo Menichelli, figura di primo piano della Chiesa italiana e uomo profondamente legato alla sua terra d’origine. Serripola, il borgo in cui nacque, sarà il luogo di una commemorazione che unirà preghiera, memoria e riconoscenza per il percorso umano e pastorale di uno dei suoi figli più illustri.
L’appuntamento è fissato per domani, martedì 20 ottobre, alle ore 11, nella chiesa della frazione. La Santa Messa sarà il momento centrale della giornata commemorativa, organizzata dalla Comunanza Agraria di Serripola e Tabbiano. Al termine della celebrazione religiosa verrà inaugurata una targa commemorativa collocata sulla facciata dell’edificio sacro, destinata a custodire nel tempo il ricordo del cardinale e il suo profondo legame con la comunità.
Nato a Serripola il 14 ottobre 1939, Edoardo Menichelli è scomparso il 20 ottobre 2025, all’età di 86 anni. Una vita consacrata al Vangelo e al servizio della Chiesa, contraddistinta dall’umiltà, dalla vicinanza alle persone e da una riconosciuta autorevolezza pastorale.
Ordinato sacerdote il 3 luglio 1965, Menichelli ha svolto importanti incarichi presso la Santa Sede, lavorando al Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e alla Congregazione per le Chiese Orientali, dove fu anche segretario particolare del prefetto, il cardinale Achille Silvestrini.
Il 10 giugno 1994 venne nominato arcivescovo. Fu alla guida dell’arcidiocesi di Chieti-Vasto e successivamente di quella di Ancona-Osimo, ricoprendo anche il ruolo di presidente della Conferenza episcopale marchigiana. Il 14 febbraio 2015 Papa Francesco lo creò cardinale, conferendogli il titolo dei Sacri Cuori di Gesù e Maria a Tor Fiorenza.
Nel corso del suo ministero, Menichelli si è distinto per la sensibilità pastorale e per la capacità di mantenere un rapporto autentico con le comunità affidate alla sua guida. Un legame che non si è mai interrotto con Serripola, rimasta un riferimento importante nella sua storia personale e spirituale.
Come da sue disposizioni testamentarie, le sue spoglie riposano nella Cattedrale di San Ciriaco, ad Ancona.
La commemorazione di domani rappresenterà dunque non soltanto un momento di raccoglimento a un anno dalla morte, ma anche un segno concreto della riconoscenza di Serripola e dell’intera città di San Severino Marche. La targa sulla facciata della chiesa vuole mantenere viva la memoria del cardinale Menichelli e testimoniare il legame con la comunità che gli diede i natali, nel ricordo del suo esempio di fede e di servizio.
Macerata si prepara ad accogliere un appuntamento dedicato all'aggiornamento professionale e all'approfondimento delle principali novità in materia di Codice della Strada. Martedì 20 ottobre 2026, al Teatro Lauro Rossi, in piazza della Libertà, si terrà un nuovo Incontro con l'Autore, con la partecipazione di Giandomenico Protospataro, esperto della materia.
L'iniziativa offrirà agli operatori del settore un'occasione di confronto sulle disposizioni normative e sugli aspetti tecnici e operativi che interessano quotidianamente le attività di controllo e sicurezza stradale.
Al centro dell'incontro ci saranno le ultime novità relative al Codice della Strada, con un approfondimento dedicato agli autovelox e al quadro previsto per il 2026 in materia di omologazione dei dispositivi di rilevamento della velocità. In particolare, saranno esaminati i profili operativi e tecnici delle procedure di omologazione dei nuovi apparecchi, il regime transitorio per l'impiego dei dispositivi già approvati e le disposizioni riguardanti la taratura e le prove di funzionalità.
Ampio spazio sarà riservato anche ai controlli stradali per contrastare la guida sotto l'effetto di alcol e sostanze stupefacenti. Tra gli argomenti in programma figurano le procedure operative di accertamento, la sospensione breve della patente e l'alcolock, il dispositivo volto a impedire l'avvio del veicolo in presenza di alcol nel conducente, nei casi previsti dalla normativa.
Il programma comprenderà inoltre alcuni cenni sulle disposizioni riguardanti i monopattini elettrici e sulla revisione delle macchine agricole, oltre a una panoramica della bozza del nuovo Codice della Strada.
La mattinata si aprirà alle 8.30 con la registrazione dei partecipanti e il saluto delle autorità presenti. Dalle 9 alle 13 si svolgeranno le relazioni di Protospataro e le risposte ai quesiti, con l'obiettivo di approfondire i temi trattati e offrire indicazioni utili per affrontare le questioni operative legate all'applicazione delle norme.
La partecipazione all'iniziativa è gratuita, ma i posti disponibili sono limitati. È pertanto richiesta l'iscrizione.
Una grande festa di sport, solidarietà e partecipazione ha animato questa mattina il Centro Commerciale ValdiChienti e le strade di Piediripa in occasione della seconda edizione della ValdiChienti Charity Run for CorriADMO.
Sono stati più di 1000 i partecipanti ufficialmente iscritti, un nuovo record per la manifestazione. Un lungo fiume giallo, formato da famiglie, bambini, associazioni e appassionati di sport, ha colorato il territorio con la maglietta ufficiale dell’evento.
Ad accogliere i partecipanti è stata una giornata caratterizzata da temperature miti e da un clima di grande entusiasmo. Presenti anche la Croce Rossa Italiana e la Croce Verde, che hanno garantito la propria assistenza durante lo svolgimento della manifestazione.
Dopo il riscaldamento muscolare collettivo, organizzato all’interno dell’anfiteatro del Centro Commerciale a ritmo di musica, alle ore 9.45 è stata data ufficialmente la partenza.
Tre i percorsi proposti: uno breve di 2,6 chilometri, uno intermedio di 4,3 chilometri e uno lungo di circa 8 chilometri. Particolarmente suggestivo il passaggio dei percorsi medio e lungo nei pressi della splendida Abbazia di San Claudio, uno dei luoghi più rappresentativi del territorio.
Il partner tecnico Game7 Athletics ha voluto inoltre premiare il primo uomo e la prima donna giunti al traguardo del percorso più lungo.
Numerose le associazioni che hanno aderito all’iniziativa e che, attraverso la manifestazione, hanno potuto raccogliere fondi destinati a sostenere le proprie attività. Molto significativa anche la partecipazione delle famiglie provenienti dalle scuole del territorio.
La manifestazione ha permesso di raccogliere circa 7.000 euro, destinati per metà ad ADMO e per la restante metà alle associazioni, alle scuole, alle palestre e a tutti gli enti che hanno sostenuto il progetto partecipando attivamente alla sua realizzazione.
Fondamentale il contributo di Pneus Marche, Gruppo Fisiomed e Banca Macerata, che hanno sostenuto il progetto e contribuito a rendere questa giornata ancora più coinvolgente e indimenticabile. Un ringraziamento speciale va anche a Conad, che ha sostenuto l’iniziativa offrendo il ristoro ai partecipanti.
Particolarmente importante anche l’attività di sensibilizzazione promossa da ADMO: durante la giornata sono state effettuate 23 nuove tipizzazioni, permettendo ad altrettante persone di iscriversi al Registro come potenziali donatori di midollo osseo.
«Per noi è un grande piacere poter ospitare la CorriADMO Macerata, perché siamo da sempre vicini al territorio e ai progetti capaci di generare un beneficio concreto per la comunità», ha dichiarato Gianluca Tittarelli, direttore del Centro Commerciale ValdiChienti. «Vedere così tante famiglie e così tante persone partecipare alla manifestazione rappresenta per noi motivo di grande soddisfazione e orgoglio. Le 23 tipizzazioni effettuate dimostrano inoltre che il messaggio di solidarietà che volevamo trasmettere è arrivato forte e chiaro».
Grande soddisfazione anche nelle parole di Eleonora Salvatori, presidente di ADMO Macerata: «Ringraziamo il Centro Commerciale ValdiChienti, che ci ospita in questa meravigliosa location, e tutti i partner che hanno scelto di sostenerci. In soli due anni siamo cresciuti da circa 400 partecipanti a oltre mille presenze. Abbiamo effettuato 23 tipizzazioni e per noi questo rappresenta un risultato importantissimo. Vedere centinaia di persone con la nostra maglietta camminare insieme lungo le strade di Piediripa, in una giornata così bella, è stata un’emozione straordinaria».
La seconda edizione della ValdiChienti Charity Run for CorriADMO si chiude quindi con un nuovo record e con un risultato ancora più importante: aver unito sport, comunità e solidarietà.
Il Civitanova Film Festival 2026 ha annunciato i vincitori della sua dodicesima edizione. Il Premio Stelvio Massi al miglior cortometraggio è stato assegnato a Nobody Knows the World, opera di Roddy Dextre, realizzata tra Colombia, Messico, Perù e Spagna. Le premiazioni si sono svolte sabato 17 ottobre al cinema Cecchetti di Civitanova Marche, al termine di un’edizione dedicata al tema “Il torto e la ragione”.
Il riconoscimento per la miglior regia è andato a Lorenzo Quagliozzi per Arca, produzione italiana. Il Premio Claudio Gaetani al miglior attore è stato invece assegnato a Reno Cole per la sua interpretazione in Sound of Somme, cortometraggio belga. Per la miglior attrice è stata premiata Aoyang Li, protagonista di No One Knows I Disappeared, produzione cinese.
Particolarmente significativa la partecipazione delle scuole al Premio Corti Young, il progetto del festival dedicato alle proiezioni per gli studenti. A scegliere il vincitore sono stati circa 700 ragazzi della scuola secondaria di primo grado Giuseppe Ungaretti, dell’IIS Bonifazi Corridoni e dell’IIS Leonardo Da Vinci. Il loro verdetto è stato unanime: il riconoscimento è andato a A Friend of Dorothy di Lee Knight.
A valutare i cortometraggi in concorso è stata una giuria composta dal regista e sceneggiatore Nikola Brunelli, dal regista Gianluca Santoni, dall’operatrice e progettista culturale Stefania Minciullo e dall’attrice e doppiatrice Simona Ripari.
La cerimonia al cinema Cecchetti si è aperta con un momento dedicato proprio a Corti Young, alla presenza dei direttori artistici Peppe Barbera e Michele Fofi, delle dirigenti scolastiche Gloria Gradassi, dell’IC Sant’Agostino, e Angela Fiorillo, dell’IIS Bonifazi, oltre alla docente Maria Grazia Baiocco dell’IIS Da Vinci.
In chiusura, la presidente dei Teatri Maria Luce Centioni e la vicepresidente Agnese Biritognolo hanno richiamato il valore del tema scelto per questa edizione, sottolineando l’importanza di aver dato spazio a diverse forme artistiche e alle realtà del territorio.
Il festival si conclude oggi, domenica 18 ottobre, con due appuntamenti. Alle 17 il teatro Rossini ospiterà il debutto del nuovo spettacolo dell’Orchestra Parallela, intitolato Una città per amare. Il progetto, nato ufficialmente due anni fa, mette al centro il valore terapeutico e sociale della musica, attraverso un’esperienza condivisa tra persone e professionalità diverse.
Sul palco saliranno gli utenti dei centri diurni e residenziali del territorio, insieme a musicisti professionisti, operatori, volontari e allievi del Laboratorio Musicale Il Palco. A guidare il percorso sarà il musicoterapista Renzo Morreale, mentre la regia è affidata a Vanessa Spernanzoni. I biglietti sono disponibili sul circuito Vivaticket e alla biglietteria dei Teatri.
L’ultimo appuntamento cinematografico è fissato invece alle 21:15 al cinema Cecchetti, con la proiezione di Santiago – Un cammino per ricominciare. L’iniziativa è promossa in collaborazione con il Tavolo Tecnico Permanente per la Salute delle Nuove Generazioni del Comune di Civitanova Marche. Il costo del biglietto è di 5 euro, con riduzione a 4 euro.
Si comincia con la cena, poi arriva la musica e l'atmosfera cambia. A La Serra di Civitanova Marche la sera diventa un'esperienza che unisce ristorazione, intrattenimento e convivialità, con una formula pensata soprattutto per un pubblico adulto. A raccontarlo è Aldo Ascani, che insieme ai fratelli Silvano ed Ezio rappresenta da anni un punto di riferimento per il mondo della movida e dell’intrattenimento del territorio. I tre sono stati premiati a Roma lo scorso 7 ottobre con il riconoscimento “Marche, una regione da podio”, assegnato per il contributo offerto al settore.
Alla serata ha partecipato anche la redazione di Picchio News, presente per celebrare il riconoscimento conferito al direttore Guido Picchio, insignito dello stesso premio.
L'idea della Serra nasce nel 2015, durante un viaggio a New York. «Sono entrato all'interno di una serra, anche se simulata, tra due palazzi. Mi ha colpito l'atmosfera che era stata creata», racconta Ascani. Tornato in Italia, quella suggestione si è trasformata in un progetto concreto, sviluppato negli spazi del vecchio Garden Pellegrini.
Il risultato è uno spazio in cui la struttura architettonica contribuisce a definire l'esperienza. Di giorno la luce naturale attraversa le vetrate e il verde diventa parte integrante dell'ambiente; la sera, invece, il locale cambia volto. «C'è una metamorfosi completa: l'ambiente diventa lounge», racconta Ascani. Un passaggio che accompagna il pubblico dalla dimensione del ristorante a quella dell'intrattenimento.
La Serra non vuole essere una discoteca nel senso tradizionale del termine, né soltanto un ristorante. Il suo format si sviluppa proprio nello spazio tra queste due esperienze: si cena, si sta insieme e, una volta terminato il servizio, si può restare per ascoltare musica e divertirsi.
A dare ritmo alla serata ci sono ospiti sempre diversi, quetso venerdì è toccato a Rudy Smaila, musicista e figlio di Umberto Smaila, volto storico dello spettacolo italiano. «Per me è un privilegio suonare con la famiglia Ascani, che ha fatto degli ospiti musicali e della musica dal vivo una propria peculiarità», racconta. La formula della cena spettacolo segue i tempi della tavola, lasciando poi spazio al divertimento: «Finché si mangia si vuole mangiare e dopo ci si vuole divertire».
Nel corso della serata, il direttore ha voluto rendere omaggio ai fratelli Ascani, regalando loro due dei suoi libri.
La Serra si inserisce in una proposta più ampia, costruita dalla famiglia Ascani attraverso locali con identità differenti: dallo Shada, beach club estivo, al Brahma, con una formula diversa. «La forza è il gruppo: ognuno di noi ha un ruolo ben preciso», sottolinea Aldo. Per la Serra, l'obiettivo resta quello di offrire un appuntamento atteso nel fine settimana, dove la serata non finisce con la cena, ma continua tra musica, incontri e voglia di stare insieme.
E il saluto di Rudy Smaila riassume lo spirito della serata: «Uscite a divertirvi, che la vita va celebrata».
Nell’ambito del Macerata Humanities Festival, la Cattedra di Diritto Tributario dell’Università degli Studi di Macerata, in collaborazione con il Gruppo Andreani, ha promosso un progetto dedicato all’equità e alla giustizia fiscale come valori fondanti e fondamentali del vivere civile. Il dibattito sul fisco richiama il significato del patto sociale tra cittadino e Stato, nella convinzione che non possa esistere una effettiva democrazia senza un sistema equo, affidabile e orientato al bene comune.
Un incontro formativo rivolto agli studenti si è svolto il 14 ottobre 2026, presso l' Auditorium di UniMc con un convegno intitolato "Equità e giustizia fiscale: verso una riscossione sostenibile per il territorio". L’evento ha visto la partecipazione attiva degli studenti dell’Istituto Tecnico Economico di Macerata, creando un fondamentale momento di confronto sul valore sociale della fiscalità e sul ruolo delle imprese nella crescita delle comunità locali.
L' incontro si è aperto con una riflessione di Giuseppe Rivetti, docente di diritto tributario di UniMc, il quale ha introdotto il tema "Fisco, equità e cittadinanza", illustrando i principi alla base del sistema fiscale locale, il significato sociale della fiscalità, il principio di equità tributaria e il ruolo dei tributi nel finanziamento dei servizi pubblici locali. Il professore ha inoltre moderato le successive interviste ai vertici di Andreani Tributi s.r.l.
A seguire, Valeria Nucera, Ricercatrice di diritto tributario di UniMc, ha tenuto un intervento tecnico/giuridico sulla riscossione dei tributi locali, spiegando il funzionamento operativo della fiscalità, le tipologie di entrate degli Enti Locali, il ciclo della riscossione e le procedure applicate.
Il momento centrale dell’evento si è poi articolato nel racconto imprenditoriale e manageriale di Gruppo Andreani: Paolo Silvetti (Direttore Operations) ha illustrato i numeri, le persone e l'impatto dell'azienda sul territorio, presentando la storia, i servizi erogati, i principali KPI aziendali e il contributo concreto alla sostenibilità economica delle comunità locali, ricordando la presenza dell'azienda in circa 300 Comuni italiani, con presenza fisica in 89 di essi.
In seguito, Nazareno Andreani (Amministratore Delegato e Presidente del CdA), intervistato dal Professor Rivetti ha raccontato la nascita dell'azienda, le sfide della crescita, il valore del lavoro e della responsabilità sociale, nonché l'evoluzione del rapporto con le istituzioni e con l'utenza nel corso degli anni.
Giacomo Andreani (Membro del Consiglio di Amministrazione) ha invece discusso di trasformazione organizzativa, evoluzione tecnologica (incluso l'impatto della digitalizzazione e dell'intelligenza artificiale), del passaggio generazionale e del nuovo patto sociale tra impresa, collaboratori e territorio. L’intervento di Ivana Romanova’ (Responsabile Risorse Umane) ha sottolineato come l'azienda rappresenti un ecosistema multidisciplinare in cui il capitale umano è il vero motore del successo, evidenziando le opportunità di carriera e crescita professionale offerte alle nuove generazioni.
Infine, Ilenia Bianchi (Operatore/Referente Senior), che ha frequentato proprio il Dipartimento di Giurisprudenza UniMc, ha portato la propria testimonianza diretta all'interno del panel "La mia esperienza in Andreani", raccontando il proprio percorso dall'ingresso in azienda, condividendo cosa significhi contribuire quotidianamente alla creazione di valore per il territorio. L'evento si è concluso con uno spazio aperto di dialogo e confronto, in cui gli studenti hanno potuto interagire direttamente con il management aziendale e approfondire i temi emersi nel corso della mattinata.
Nuova fase di vita per otto famiglie di Treia.
Sono stati inaugurati e consegnati, dal Sindaco Franco Capponi e dal Presidente di Erap Tommaso Fagioli, otto nuovi alloggi popolari in via Monsignor Palmucci, realizzati dal Comune grazie ai fondi PNRR. Sette abitazioni sono state assegnate alle famiglie inserite nella graduatoria comunale e per loro sono previsti contratti di locazione a tempo indeterminato, con canoni calcolati in base all'ISEE e quindi alle possibilità economiche di ciascuna famiglia. L'ottava casa è stata, invece, destinata, in via provvisoria, a un nucleo familiare che vive una situazione di particolare fragilità economica e sociale.
Si amplia così la possibilità di risposta del Comune al bisogno abitativo, portando a 26 il numero degli alloggi di proprietà comunale affidati alla gestione di ERAP Marche, attraverso il presidio di Macerata. Gli appartamenti si trovano in un edificio di nuova realizzazione, disposto su tre piani e servito da ascensore. Le superfici vanno da circa 37 a 94 metri quadrati, per rispondere a esigenze abitative diverse. Al piano seminterrato sono presenti un garage collettivo e locali tecnici. Particolare attenzione è stata riservata anche al risparmio energetico. Ogni alloggio dispone di pompe di calore per il riscaldamento e il raffrescamento, di un impianto per l'acqua calda sanitaria e di pannelli fotovoltaici con sistema di accumulo. Non è necessario l'allaccio al gas metano e nel garage sono state installate anche postazioni per la ricarica delle auto elettriche. La corte esterna è, inoltre, dotata di un sistema per raccogliere e riutilizzare l'acqua piovana.
"Dare una casa a chi ne ha bisogno è una delle risposte più importanti che un Comune può offrire alle famiglie" – sottolinea il sindaco Franco Capponi –. "Per questo abbiamo scelto negli anni di lavorare per aumentare la disponibilità di alloggi popolari e mettere a disposizione abitazioni dignitose a costi sostenibili. Abbiamo presentato il nostro progetto, riuscendo ad accedere ai fondi Pnrr, destinandoli così a dare una risposta a un aspetto sociale che a nostro parere è tra le priorità. Con questi otto nuovi appartamenti compiamo, infatti, un altro passo importante, offrendo a sette famiglie la possibilità di avere una casa e riservando un'ulteriore soluzione a un nucleo che sta attraversando una fase di particolare difficoltà".
"La disponibilità di questi alloggi – dice Tommaso Fagioli, Presidente Erap Marche – è coerente con il mandato assegnatoci dal Presidente Acquaroli di concludere i lavori avviati e metterli a disposizione dei comuni per l’assegnazione ai cittadini aventi diritto, e consentirà di dare una soluzione concreta al problema casa delle famiglie maggiormente in difficoltà”.
Presenti anche l’Ing. Ettore Pandolfi Responsabile del Presidio Erap di Macerata e Gigliola Bordoni consigliera Erap Marche. Il sindaco ricorda anche il lavoro svolto per recuperare e rendere disponibili gli alloggi sostitutivi acquistati dopo il terremoto del 2016, liberati progressivamente con il rientro nelle abitazioni originarie delle famiglie che ne avevano avuto bisogno.
"Tra gli alloggi resi disponibili dopo il sisma e quelli realizzati grazie al PNRR, siamo riusciti a mettere a disposizione circa 35 abitazioni nell'arco di due anni. È un risultato importante per Treia, soprattutto perché risponde a un bisogno molto sentito. Ora, con il nuovo bando per l'edilizia residenziale pubblica, vogliamo dare la possibilità ad altre famiglie in possesso dei requisiti di entrare in graduatoria e accedere agli alloggi che si renderanno disponibili. Ci auguriamo inoltre che arrivino nuove risorse attraverso il Piano casa e i programmi dedicati all'edilizia sociale".
Resta aperto fino al 14 novembre il bando comunale per la formazione della graduatoria per l'assegnazione degli alloggi ERP. Possono presentare domanda le persone in possesso dei requisiti previsti, tra cui la residenza o l'attività lavorativa nel Comune di Treia e i limiti di reddito stabiliti per il 2026: un ISEE non superiore a 14.044 euro, elevato a 16.852,80 euro per i nuclei familiari composti da una sola persona.
Nella valutazione delle domande vengono considerate anche le condizioni familiari e abitative, con particolare attenzione alla presenza di minori, anziani e persone con disabilità, ai nuclei monoparentali e a chi vive in abitazioni inadeguate o in condizioni di particolare disagio.
Un piccolo abitante della costa, una specie fragile da proteggere e una storia che si rinnova da tre anni sul litorale di Fontespina. È dedicata al fratino (Anarhynchus alexandrinus), uccello classificato in pericolo di estinzione nella Lista Rossa degli uccelli nidificanti in Italia, la mostra fotografica organizzata dall’associazione Ornitologi Marchigiani APS ETS, in collaborazione con il Comune di Civitanova Marche.
L’inaugurazione si è svolta venerdì 16 ottobre al Lido Cluana, nella palazzina sud. La mostra resterà aperta anche oggi e domani; sabato sarà possibile visitarla anche in orario serale, fino alle 23.
L’esposizione non propone soltanto una raccolta di immagini, ma un vero e proprio racconto per tappe della fase riproduttiva di una coppia di fratini che da tre anni consecutivi nidifica lungo la costa civitanovese. Attraverso gli scatti realizzati sul campo dai soci dell’associazione Antonio Pettinari e Angelo Taverni, durante le attività di monitoraggio, i visitatori potranno conoscere più da vicino alcuni momenti significativi della vita di questa specie.
Il percorso fotografico diventa così un’occasione per avvicinarsi a un animale strettamente legato agli ambienti costieri e per comprendere quanto sia importante tutelarne l’habitat. Il fratino, infatti, è particolarmente vulnerabile alle trasformazioni e ai disturbi che interessano le spiagge, soprattutto durante il periodo della nidificazione.
La presenza di questa coppia a Fontespina rappresenta un elemento di interesse per il territorio e richiama l’attenzione sulla necessità di preservare gli spazi naturali che consentono alla specie di riprodursi. La mostra vuole sensibilizzare cittadini e visitatori sul rischio che, senza adeguate misure di tutela, questo piccolo uccello possa scomparire da alcuni tratti della costa italiana.
La sua importanza riguarda anche il riconoscimento ambientale delle località balneari: dal 2016 il fratino è uno degli indicatori utilizzati dalla FEE (Foundation for Environmental Education) nell’ambito del programma Bandiera Blu.
L’iniziativa offre quindi un’occasione per scoprire, attraverso la fotografia, una presenza discreta ma preziosa del litorale civitanovese e per riflettere sul rapporto tra attività umane, tutela della biodiversità e conservazione degli ecosistemi costieri.
La presenza del Nunzio Apostolico per l’Italia e per la Repubblica di San Marino, Monsignor Edgar Peña Parra, ha segnato la giornata di commemorazione del decimo anniversario del sisma del 2016, promossa a Camerino dall’Arcivescovo Francesco Massara.
Un appuntamento di alto valore civile, religioso e simbolico, che ha riunito i Vescovi della Conferenza Episcopale Marchigiana, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli, la sottosegretaria al MEF Lucia Albano, numerosi sindaci del cratere maceratese e i rappresentanti della Soprintendenza e della Caritas, tra cui don Marco Pagniello, Direttore di Caritas Italiana.
Momento centrale delle celebrazioni è stata la solenne Concelebrazione Eucaristica nella Basilica di San Venanzio a Camerino, presieduta dal Nunzio Apostolico Monsignor Edgar Peña Parra. Un’occasione per ricordare le sofferenze delle comunità colpite e il cammino di ricostruzione intrapreso in questi dieci anni.
Il Nunzio Apostolico ha portato la vicinanza spirituale di Papa Leone XIV, ricordando le vittime e le ferite della sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016, con le successive scosse del 26 e 30 ottobre: migliaia di famiglie fuori casa e centinaia di chiese danneggiate o distrutte.
Ha richiamato il lavoro comune dello Stato, delle istituzioni, della Chiesa e della società civile, auspicando che i paesi tornino a essere pienamente abitati e che i giovani possano trovare il proprio futuro nelle aree interne, contrastandone lo spopolamento.
La giornata si è aperta con una visita al centro storico di Camerino e al Museo Diocesano “Monsignor Giacomo Boccanera”, autentico scrigno d’arte e bellezza ospitato nel Palazzo Arcivescovile, restituito alla città un anno fa dopo gli interventi di recupero dai danni del sisma, con un affaccio ritrovato sulla centrale Piazza Cavour. Dalla riapertura, avvenuta un anno fa, a oggi, il Museo Diocesano di Camerino ha registrato oltre 11.700 visitatori. Un’affluenza che testimonia la capacità attrattiva del patrimonio artistico e religioso custodito nel museo, con presenze provenienti da tutta Italia e da numerosi Paesi esteri.
Intanto, prosegue la ricostruzione degli altri grandi edifici monumentali della città, tra cui il Duomo, i cui lavori dovrebbero concludersi entro un anno, segnando un ulteriore passo nel percorso di rinascita del centro storico.
La ricostruzione del patrimonio religioso rappresenta uno dei capitoli più significativi del percorso di rinascita dell’Appennino. Nel territorio dell’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche sono 231 gli interventi sugli edifici di culto inseriti nelle programmazioni commissariali, per un importo complessivo di oltre 149 milioni di euro. Un programma articolato, che interessa numerosi Comuni dell’entroterra maceratese e punta a restituire alle comunità luoghi che custodiscono secoli di storia, arte e spiritualità.
A Camerino, dopo la restituzione della Basilica di San Venanzio nel 2019, grazie al contributo della Fondazione Arvedi-Buschini di Cremona, e la conclusione dei lavori per la chiesa di Santa Maria delle Grazie alle Mosse, è stata riaperta alcuni mesi fa, dopo gli interventi di recupero, la chiesa di San Venanzio Piccolo, detta anche Oratorio di San Venanzetto. Altro simbolo della città è la chiesa di Santa Maria in Via, il cui campanile crollò proprio durante le scosse della serata del 26 ottobre 2016. In questo caso è in corso la progettazione di un intervento complesso, che prevede il consolidamento e la messa in sicurezza esterna.
"La presenza del Nunzio Apostolico a Camerino conferisce a questa giornata un significato particolarmente profondo e testimonia la vicinanza della Santa Sede alle popolazioni dell’Appennino centrale" – ha dichiarato il Commissario Straordinario Guido Castelli –. "A dieci anni dal terremoto, il nostro primo dovere resta quello della memoria, ma abbiamo anche la responsabilità di guardare avanti e dare continuità al percorso di rinascita. Camerino è uno dei luoghi che più profondamente hanno vissuto le conseguenze del sisma. Dopo anni di immobilità, oggi il centro storico brulica di cantieri e tornano progressivamente a vivere edifici e luoghi che custodiscono l’identità della comunità".
"La visita del Nunzio Apostolico è un segno di grande attenzione e vicinanza verso una terra che ha conosciuto il dolore della distruzione, ma che non ha mai smesso di coltivare la speranza – ha sottolineato l’Arcivescovo Francesco Massara –. "In questi dieci anni la Chiesa ha accompagnato le nostre comunità, condividendone le difficoltà e sostenendo il desiderio di ricominciare. Il recupero delle chiese e degli edifici religiosi significa restituire alle persone luoghi nei quali riconoscersi, ritrovarsi e custodire la propria storia".
Il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli ha dichiarato: "La ricostruzione del patrimonio religioso è una delle priorità del nostro impegno, perché le chiese, soprattutto nei borghi dell’entroterra, sono luoghi di fede, ma anche custodi della storia, dell’arte e dell’identità delle nostre comunità. La riapertura del Palazzo Arcivescovile e del Museo Diocesano, così come l’avanzamento dei lavori del Duomo, testimoniano i risultati di un percorso che stiamo portando avanti con determinazione, grazie alla collaborazione tra Regione Marche, Struttura commissariale, Arcidiocesi e istituzioni locali. Il nostro obiettivo è restituire pienamente questi luoghi alle comunità, nella consapevolezza che la rinascita dell’Appennino passa anche attraverso la tutela delle sue radici e la capacità di costruire nuove prospettive per le generazioni future".
Le parole del sindaco di Camerino, Roberto Lucarelli si concentrano sui concreti passi avanti della ricostruzione: "Camerino sta ritrovando, pezzo dopo pezzo, i suoi luoghi e la sua identità, grazie a un grande lavoro di squadra che vede impegnati il Comune, l’Università, l’Arcidiocesi e la Struttura commissariale. Oggi compiamo un altro passo concreto con la riapertura del parcheggio di viale Emilio Betti, un’infrastruttura strategica per il centro storico. Nel giro di qualche mese tornerà in funzione anche la parte meccanizzata, che consentirà di raggiungere il cuore della città in maniera più agevole".
Nel pomeriggio, al Complesso D’Avack, il convegno promosso dalla Caritas regionale ha offerto un momento di approfondimento sulla situazione del territorio a dieci anni dal sisma e sul percorso di ricostruzione sociale e comunitaria. Un’occasione per riflettere sulle conseguenze di lungo periodo del terremoto, sui bisogni ancora presenti e sull’importanza di accompagnare la ricostruzione fisica con il rafforzamento delle relazioni e della coesione sociale.
Inaugurato il nuovo locale in via Duca degli Abruzzi 35. Il marchio della famiglia Fornari, dal 1991 nel segno del Made in Italy, punta su un’esperienza che unisce prodotto, cultura e ricerca estetica.
Una storia imprenditoriale che attraversa cinque generazioni, custodisce i valori della tradizione e continua a guardare al futuro. Barleycorn, marchio che dal 1991 porta avanti una ricerca distintiva nel segno del Made in Italy e della qualità dei materiali, apre un nuovo capitolo del proprio percorso con l’inaugurazione di un nuovo spazio a Civitanova Marche, in via Duca degli Abruzzi 35.
L’apertura ha richiamato numerose persone e ha visto la partecipazione del sindaco Fabrizio Ciarapica, dell’assessore Mara Orazi e del consigliere comunale Gianluca Crocetti, presenti per testimoniare la vicinanza dell’Amministrazione comunale alla famiglia Fornari e alla nuova iniziativa imprenditoriale.
Il nuovo spazio esprime la filosofia e la sensibilità estetica della famiglia Fornari, intrecciando cultura del prodotto, ricerca e passione per il design. Un progetto che va oltre il tradizionale concetto di negozio e punta a valorizzare il rapporto diretto con il cliente.
«Barleycorn è un’eccellenza imprenditoriale, una storia di valore che attraversa cinque generazioni, mantenendo salda la propria identità e dimostrando una costante capacità di rinnovarsi – dichiara il sindaco Fabrizio Ciarapica –. Realtà come questa rappresentano un patrimonio per il territorio e contribuiscono a qualificare e rafforzare il tessuto commerciale cittadino. Alla famiglia Fornari rivolgo i miei migliori auguri per questo nuovo capitolo della sua storia».
Anche l’assessore Mara Orazi ha rivolto i propri auguri alla famiglia, sottolineando l’importanza della continuità generazionale e della capacità di innovare.
«La storia di Barleycorn testimonia quanto siano importanti la continuità generazionale, la cultura del lavoro e la capacità di innovare. Nel corso degli anni, la famiglia Fornari ha saputo valorizzare il saper fare italiano, investendo nella qualità e nella ricerca e costruendo un’identità riconoscibile. Con questa apertura, Barleycorn rinnova il proprio legame con Civitanova e, come Amministrazione, siamo davvero contenti di vedere una realtà imprenditoriale così prestigiosa continuare a investire nella nostra città», afferma Orazi.
La nuova apertura, fortemente voluta da Giuseppe Fornari, nasce dalla volontà di recuperare e valorizzare la dimensione fisica del rapporto con il cliente, affiancando all’esperienza digitale un luogo in cui il prodotto possa essere visto, toccato e raccontato.
Accanto alle collezioni del marchio, lo spazio ospita una selezione ricercata di oggetti, musica, vinili e arredi di modernariato, dando vita a un ambiente in cui moda, cultura e design dialogano tra loro. L’obiettivo è offrire al pubblico un’esperienza che non si limiti all’acquisto, ma coinvolga anche le storie, le idee e le passioni che accompagnano ogni prodotto.
Prevenire le truffe significa innanzitutto imparare a riconoscerle, capire come agiscono i malintenzionati e sapere come comportarsi quando si presenta una situazione sospetta. È stato questo il filo conduttore dell'incontro organizzato giovedì dalla Sezione Anps di Macerata e dal Gruppo di Volontariato al Circolo culturale Le Casette, in via Ariani, dove il pubblico ha risposto con una partecipazione tale da far registrare il tutto esaurito.
L'iniziativa ha offerto ai presenti l'opportunità di approfondire le tecniche utilizzate dai truffatori attraverso esempi concreti, episodi verificatisi recentemente sul territorio e indicazioni pratiche per evitare di cadere nelle trappole. A tutti i partecipanti è stato inoltre distribuito gratuitamente un opuscolo dedicato a 52 diverse tipologie di truffe, pensato come strumento utile per aumentare la consapevolezza e aiutare anche familiari e conoscenti a proteggersi.
Dopo l'introduzione del presidente del Circolo, Francesco Fagiani, l'avvocato Aldo Alessandrini ha dato spazio ai saluti istituzionali del vicesindaco Francesca D'Alessandro e dell'assessore alla Sicurezza Paolo Renna. Entrambi hanno espresso apprezzamento per l'iniziativa, sottolineando come la numerosa presenza di cittadini testimoni l'attenzione crescente verso un fenomeno che non riguarda soltanto le persone anziane, ma coinvolge anche altre fasce della popolazione, comprese quelle più giovani.
Uno degli aspetti centrali dell'incontro è stato il tentativo di rispondere a una domanda fondamentale: perché le truffe continuano a mietere vittime nonostante i numerosi avvertimenti diffusi attraverso i mezzi d'informazione?
La risposta è nella differenza tra conoscere genericamente un raggiro e saperlo riconoscere quando ci si trova direttamente coinvolti. Ricostruire le singole fasi della truffa, comprenderne i meccanismi e individuare i segnali d'allarme permette infatti di sviluppare maggiore attenzione e di reagire in maniera più consapevole.
Tra gli esempi illustrati, la cosiddetta truffa dello specchietto, nella quale vengono utilizzati espedienti come la cosiddetta «palla magica» per simulare o avvalorare un presunto danno al veicolo, oppure il nastro isolante per sostenere una ricostruzione artificiosa dell'incidente.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alle telefonate ingannevoli di chi si presenta come appartenente alle forze dell'ordine. In questi casi, il truffatore può sfruttare anche un apparente collegamento telefonico ancora attivo, inducendo la vittima a credere di essere in contatto con un interlocutore affidabile e a seguire le sue indicazioni.
Spazio anche alle frodi finanziarie sul web, un fenomeno che fa leva sulla promessa di guadagni elevati e risultati rapidi. I truffatori possono utilizzare piattaforme fasulle che mostrano rendimenti apparentemente eccezionali, convincendo le vittime a effettuare ulteriori versamenti prima che l'inganno venga scoperto.
Il messaggio emerso nel corso dell'incontro è chiaro: diffidare delle promesse di guadagni facili, verificare attentamente l'affidabilità degli interlocutori e non lasciarsi guidare dalla fretta o dalla pressione esercitata da chi propone un investimento.
La prevenzione passa anche dalla possibilità di confrontarsi con altre persone, chiedere consiglio e segnalare tempestivamente situazioni sospette, evitando di affrontare da soli momenti di incertezza.
Numerosi gli interventi del pubblico, che ha partecipato attivamente al confronto portando esperienze personali, domande e richieste di chiarimento. Un dialogo vivace che ha confermato l'importanza di affiancare alle campagne informative incontri capaci di entrare nel dettaglio delle situazioni reali e fornire risposte ai dubbi dei cittadini.
Al termine della serata sono stati ringraziati i relatori che hanno contribuito all'iniziativa: Giorgio Iacobone, presidente della Sezione ANPS di Macerata; Fabio Tarquini, responsabile del Gruppo di Volontariato; Valter Angelici, commissario capo; Claudio Tarulli, per la Rete Educativa Digitale (RED); Leonardo Lucinato, per Banca Macerata; e Barbara Trasatti, Social Media Manager.
L'incontro conferma il ruolo dell'Anps nel tessuto sociale cittadino: non soltanto custodire i valori e le tradizioni della Polizia di Stato, ma contribuire concretamente alla sicurezza della comunità attraverso la prevenzione, l'informazione e la collaborazione tra cittadini.
Perché conoscere le tecniche utilizzate dai truffatori è fondamentale, ma condividere le informazioni, mantenere alta l'attenzione e aiutarsi reciprocamente può fare davvero la differenza.
Il Duomo di San Catervo riapre le sue porte e torna a essere uno dei principali punti di riferimento spirituali e culturali della città. La cerimonia, attesa da tempo dalla comunità tolentinate, si è svolta venerdì alla presenza delle autorità civili e religiose, nell’ambito delle celebrazioni dedicate al Santo Patrono e a dieci anni dal terremoto del 2016 che ha colpito il Centro Italia.
L’ingresso dei fedeli in chiesa è avvenuto intorno alle 18, con il tradizionale taglio del nastro che ha dato ufficialmente il via agli appuntamenti religiosi in programma. A seguire, il vescovo di Macerata, monsignor Nazzareno Marconi, ha presieduto la celebrazione eucaristica, concelebrata dal clero locale insieme al parroco don Gianni Compagnucci.
Una riapertura che va oltre il recupero di un edificio danneggiato dal sisma e che rappresenta un momento significativo per l’intera comunità, chiamata a ritrovare uno dei luoghi più profondamente legati alla propria storia e alla propria identità.
Nel suo intervento, monsignor Marconi ha sottolineato l’importanza del ritorno alla piena fruibilità della chiesa, custode di un patrimonio storico, artistico e religioso di grande valore.
«Non restituiamo alla città soltanto una chiesa, ma un luogo che custodisce secoli di storia», ha evidenziato il Vescovo, richiamando in particolare il celebre sarcofago di San Catervo, preziosa testimonianza delle radici cristiane del territorio risalente al IV secolo.
Il Duomo rappresenta infatti un elemento fondamentale dell’identità tolentinate, non soltanto come luogo di culto, ma anche come patrimonio da preservare e valorizzare, capace di contribuire all'attrattività culturale e turistica della città.
Marconi ha inoltre ricordato le origini della chiesa attuale, la cui realizzazione fu avviata per volontà di San Vincenzo Maria Strambi nel 1822, poco prima della sua partenza per Roma, dove era stato chiamato da papa Pio VII.
Nel richiamare il contesto storico segnato dalle campagne napoleoniche e dalle requisizioni dei beni ecclesiastici, il Vescovo ha sottolineato il valore simbolico dell'opera voluta da Strambi, interpretandola come un segno di riscatto della bellezza e della pace dopo gli anni della guerra e delle spoliazioni.
«La ricostruzione del Duomo non è perciò soltanto un recupero materiale: è restituzione di bellezza, memoria e futuro alle nostre comunità», ha concluso.
Alla cerimonia è intervenuto anche il commissario straordinario per la ricostruzione post sisma, Guido Castelli, che ha rimarcato il valore del lavoro condiviso tra istituzioni, Diocesi e realtà coinvolte nel recupero dell'edificio.
«La città ritrova uno dei luoghi più profondamente legati alla propria storia, alla propria identità e alla vita della comunità», ha dichiarato Castelli, ricordando come le chiese rappresentino testimonianze fondamentali della storia e della civiltà appenninica.
A dieci anni dal terremoto, la riapertura di San Catervo assume un significato particolare perché testimonia come la ricostruzione non riguardi soltanto gli edifici, ma anche la ricomposizione dei legami sociali e delle identità territoriali ferite dal sisma.
L'intervento, finanziato con circa 3,2 milioni di euro, rientra nel più ampio programma di recupero degli edifici di culto della Diocesi di Macerata, che comprende 77 interventi per un valore complessivo superiore a 55 milioni di euro.
Castelli ha quindi ribadito l'importanza di preservare il patrimonio storico e artistico dei territori colpiti dal terremoto, garantendo alle nuove generazioni luoghi più sicuri senza disperderne il valore identitario. Un percorso portato avanti insieme alla Diocesi, ai Comuni e alla Regione Marche, guidata dal presidente Francesco Acquaroli.
Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, che ha evidenziato il significato della riapertura proprio in concomitanza con le celebrazioni dedicate al patrono.
La città torna così a riappropriarsi di uno dei suoi luoghi simbolo, nel quale fede, storia e tradizione si intrecciano da secoli. Sulla facciata del Duomo campeggia l'antica epigrafe «Alme Tolentini Populum Defende Caterve», testimonianza della devozione della comunità verso San Catervo.
Particolarmente significativo è il ritorno alla venerazione del sarcofago paleocristiano del IV secolo, nel quale riposano San Catervo, la moglie Settimia Severina e il figlio Basso. Un reperto di eccezionale valore storico e religioso, che richiama anche l'importanza della famiglia nella tradizione cristiana.
Il sindaco ha ringraziato il vescovo Marconi, il commissario Castelli, la struttura commissariale, la Soprintendenza, gli uffici comunali, le imprese e tutte le maestranze impegnate nel cantiere. Un lavoro collettivo che consente alla città di ritrovare non soltanto un luogo di culto, ma anche uno spazio di aggregazione e di condivisione.
Alla cerimonia hanno partecipato anche la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio della Regione Marche, Silvia Luconi, e il consigliere regionale Renzo Marinelli.
L'intervento ha interessato diversi aspetti del complesso monumentale. Tra le opere principali figurano il restauro della Cappella del Sarcofago e il recupero delle superfici decorate delle volte, valorizzate attraverso un nuovo impianto illuminotecnico progettato da iGuzzini illuminazione in collaborazione con la Diocesi di Macerata e finanziato, per questa parte, con il contributo della parrocchia di San Catervo.
Sono stati inoltre rifunzionalizzati gli storici lampadari a goccia, tradizionalmente accesi nelle principali solennità religiose, tra cui Natale, Pasqua e la festa patronale. Tornano a essere esposti alla venerazione dei fedeli anche il busto reliquiario del Santo e il baldacchino processionale risalente al XVIII secolo.
Il nuovo sistema di illuminazione comprende 154 proiettori, mentre il recupero dei lampadari storici ha permesso di ripristinare 281 lampadine destinate a illuminare il presbiterio e le navate.
Per quanto riguarda il restauro e la riparazione dei danni provocati dal sisma, i lavori sono stati eseguiti dalla Fratelli Navarra srl, dal luglio 2026 Opera Navarra, realtà specializzata nel restauro monumentale e nella manutenzione del patrimonio storico e artistico. L'impresa è stata rappresentata dall'amministratore delegato Attilio Maria Navarra.
L'installazione del nuovo impianto illuminotecnico e la rifunzionalizzazione dei lampadari sono state affidate alla Eredi Paci srl, rappresentata da Fabio Paci. Hanno collaborato anche la Sono di Enrico Pancotti, per il ripristino dell'impianto di diffusione sonora, e la CG Service di Giuseppe Capponi, che ha curato l'installazione dello stemma araldico della Diocesi di Macerata sulla facciata, completando così l'intervento.
A illustrare i dettagli tecnici ed economici dell'opera è stato don Giacomo Alimenti, direttore dell'Ufficio Sisma della Diocesi di Macerata.
I lavori, finanziati attraverso l'ordinanza commissariale n. 105/2020 nell'ambito della ricostruzione post sisma del Centro Italia, sono durati 25 mesi e si sono conclusi con 78 giorni di anticipo rispetto alla scadenza contrattuale.
L'importo complessivo è stato pari a 3.195.769,39 euro, con un risparmio di 4.230,61 euro rispetto al contributo concesso.
La Diocesi ha espresso gratitudine alla Struttura commissariale, all'Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione Marche, alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e al Comune di Tolentino per la collaborazione istituzionale e tecnico-amministrativa.
Un ringraziamento è stato rivolto anche ai professionisti che hanno curato la progettazione: l'architetto Alessandro Nardi per l'impianto architettonico, l'ingegnere Henry Gullini per le strutture, Marco Mangano per il restauro delle superfici decorate, l'ingegnere Aldo Tuzio per gli impianti e l'ingegnere Gianfranco Ruffini per il coordinamento dello staff progettuale.
La riapertura del Duomo si inserisce in un programma di tre appuntamenti dedicati al ritorno al culto dell'edificio e alle celebrazioni patronali.
Il momento culminante è previsto per il 17 ottobre, giorno della festa di San Catervo: alle 18 monsignor Marconi presiederà la celebrazione eucaristica, seguita dalla solenne processione con la reliquia del Santo lungo le vie della città.
Superare la gestione dell'emergenza e costruire una rete di assistenza stabile, capace di accompagnare le persone con Alzheimer e le loro famiglie lungo tutto il percorso della malattia. È l'appello emerso dal convegno “Alzheimer oggi: costruire insieme una nuova cultura della cura”, organizzato dall'associazione Alzheimer Uniti Italia nella Sala della Regina della Camera dei Deputati, con il patrocinio della Camera e dell'Istituto superiore di sanità.
L'incontro ha riunito istituzioni, specialisti, associazioni e cittadini provenienti da diverse parti d'Italia, affrontando una delle principali sfide sanitarie e sociali legate all'invecchiamento della popolazione. Il messaggio condiviso dai relatori è la necessità di andare oltre una visione esclusivamente clinica della malattia, mettendo al centro la dignità della persona, la qualità delle relazioni e la continuità dell'assistenza.
Nel corso dei lavori sono stati affrontati i temi della prevenzione, della diagnosi precoce, del sostegno ai caregiver e della necessità di una strategia nazionale strutturata. A introdurre il convegno è stato un videomessaggio del presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Nicola Vanacore, responsabile dell'Osservatorio demenze dell'Istituto superiore di sanità, ha illustrato il quadro epidemiologico e le prospettive legate alla prevenzione, mentre Giorgio Pavan, direttore generale di Enea Treviso, ha approfondito il tema della presa in carico lungo le diverse fasi della malattia.
Particolarmente incisivo l'intervento di Manuela Berardinelli, presidente di Alzheimer Uniti Italia ODV, che ha richiamato l'urgenza di passare dalle risposte emergenziali a una programmazione di lungo periodo. Tra le richieste avanzate, un finanziamento stabile per il Fondo Alzheimer e demenze e risorse adeguate per attuare il Piano nazionale demenze, presentato il 21 settembre al Ministero della Salute alla presenza del ministro Orazio Schillaci.
Berardinelli ha inoltre sottolineato la necessità di creare una rete integrata di servizi, in grado di garantire continuità assistenziale ed equità nell'accesso alle cure. In questo percorso, secondo la presidente dell'associazione, è importante valorizzare le esperienze già operative che hanno mostrato risultati nella presa in carico, come il modello di Enea Treviso.
Un altro punto centrale è quello delle Comunità amiche delle persone con demenza, considerate uno strumento concreto per favorire inclusione, partecipazione e sostegno nella vita quotidiana. La risposta all'Alzheimer, è stato evidenziato durante il convegno, non può essere affidata soltanto ai servizi sanitari: deve coinvolgere anche le amministrazioni, il volontariato, le associazioni e la cittadinanza.
Il problema, infatti, riguarda anche le differenze tra territori. La disponibilità di servizi e percorsi di assistenza può variare sensibilmente da una zona all'altra del Paese, fino a cambiare da una provincia all'altra. Una disomogeneità che rischia di incidere concretamente sulle possibilità di ricevere sostegno e cure adeguate, aggravando il carico sulle famiglie e su chi assiste quotidianamente le persone malate.
Da qui il richiamo a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica, associazionismo e volontariato, contrastando al tempo stesso stigma e isolamento. La costruzione di una cultura della cura più inclusiva, è il messaggio conclusivo dell'incontro, passa dalla capacità di riconoscere i bisogni delle persone con demenza e di garantire loro dignità e sostegno in ogni fase della malattia.
A moderare e introdurre i lavori è stata la giornalista e conduttrice del Tg1 Rai Barbara Capponi. La registrazione integrale del convegno è disponibile online su YouTube: clicca qui.
Due domeniche per scoprire da vicino i segreti della Vernaccia Nera, tra tradizione vitivinicola, degustazioni e cultura. A Serrapetrona torna “Appassimenti Aperti”, la manifestazione che domenica 8 e domenica 15 novembre accompagnerà appassionati e visitatori alla scoperta di una delle produzioni enologiche più caratteristiche delle Marche.
L’iniziativa, diventata negli anni un appuntamento di riferimento per gli amanti del vino e per chi desidera conoscere le eccellenze dell’entroterra maceratese, permetterà di entrare negli appassimenti delle aziende produttrici e osservare da vicino una fase fondamentale della lavorazione delle uve. Protagonisti saranno i grappoli raccolti durante la vendemmia, lasciati appassire appesi o disposti in apposite cassette prima di essere impiegati nella vinificazione.
Sono cinque le cantine che apriranno le proprie porte: Alberto Quacquarini, Podere sul Lago, Serboni, Terre di Serrapetrona e Verser. Accanto alle visite, il programma prevede degustazioni di prodotti tipici locali nel centro storico e iniziative collaterali pensate per offrire un’esperienza che unisce enogastronomia, tradizioni e scoperta del territorio.
Il cuore della manifestazione è un vitigno autoctono dalla storia secolare, coltivato su una superficie di appena 70 ettari. La Vernaccia Nera rappresenta una delle produzioni più rare del panorama vitivinicolo italiano e costituisce un elemento distintivo dell’identità di Serrapetrona.
Da queste uve nascono due vini differenti: la Vernaccia di Serrapetrona DOCG, spumante rosso caratterizzato da un particolare processo produttivo che prevede tre fermentazioni, e il Serrapetrona DOC, nella sua versione ferma.
Una tradizione documentata fin dal XV secolo, che continua a essere tramandata attraverso il lavoro delle aziende locali e che trova in “Appassimenti Aperti” un’occasione privilegiata per raccontarsi direttamente al pubblico. Aprire le porte delle cantine significa infatti mostrare non soltanto le tecniche di produzione, ma anche il legame profondo tra il vino, il paesaggio e la comunità che lo custodisce.
La manifestazione non si esaurisce nell’esperienza enologica. Le due giornate rappresentano anche un’opportunità per scoprire Serrapetrona, il suo centro storico e il patrimonio culturale, tra chiese, opere d’arte e mostre.
L’obiettivo è valorizzare un’offerta turistica che mette insieme vino, gastronomia, arte e paesaggio, contribuendo ad attirare visitatori nell’entroterra maceratese anche attraverso esperienze legate alle produzioni locali.
“Appassimenti Aperti” è organizzata dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT), in collaborazione con il Comune di Serrapetrona e la Pro Loco. L’iniziativa rientra nel piano di promozione sostenuto dal Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale 2023-2027, nell’ambito del Piano strategico nazionale della PAC 2023-2027 della Regione Marche, Intervento SRG10.
Nuove opportunità per il turismo civitanovese passano dal TTG Travel Experience di Rimini, la principale manifestazione fieristica italiana dedicata al settore. La città ha partecipato all’appuntamento con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza sui mercati nazionali e internazionali e creare nuove collaborazioni per attirare visitatori sul territorio.
L’assessore al Turismo Mara Orazi, dopo aver visitato lo stand di Noi Marche alla presenza del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, ha incontrato numerosi tour operator e buyer provenienti dall’Italia e dall’estero. Tra i mercati rappresentati figurano Messico, Brasile, Repubblica Dominicana, Corea del Sud, Giappone e Sri Lanka, oltre a diverse regioni italiane.
Gli incontri hanno permesso di avviare contatti e porre le basi per nuove sinergie commerciali, con l’obiettivo di incrementare i flussi turistici verso Civitanova Marche.
«La nostra partecipazione al TTG di Rimini rappresenta un tassello fondamentale per la crescita e l’internazionalizzazione di Civitanova Marche», ha dichiarato l’assessore Orazi, sottolineando l’importanza del confronto diretto con gli operatori del settore.
«Nel corso della manifestazione ho avuto modo di confrontarmi direttamente con autorevoli buyer e operatori del settore, con i quali abbiamo già programmato una serie di call operative nei prossimi giorni. L’obiettivo concreto è tradurre questo vivace interesse in partnership commerciali stabili, progettando percorsi di incoming che valorizzino la nostra offerta turistica e culturale fondata sul connubio tra mare, cultura, festival e shopping», ha aggiunto.
Accanto agli incontri commerciali, la partecipazione alla fiera ha dato spazio anche alla valorizzazione dell’identità artistica e culturale civitanovese. Grazie alla collaborazione con la sezione locale dell’U.C.A.I. (Unione Cattolica Artisti Italiani) e con l’artista Paola Iannucci, ciascun operatore e buyer incontrato ha ricevuto in dono un piatto in ceramica o un’opera d’arte realizzata dagli artisti dell’associazione.
Un omaggio pensato per raccontare, attraverso la creatività e il talento degli artisti locali, la storia, le tradizioni e le peculiarità di Civitanova Marche, rafforzando il legame tra promozione turistica e patrimonio culturale.
L’assessore Orazi ha rivolto un ringraziamento alla presidente dell’U.C.A.I. Pina Coppola, a Paola Iannucci e agli artisti che hanno contribuito all’iniziativa con le proprie opere: Daria Castelli, Lorena Cerqueti, Monia Ciminari, Giampiero Venturini, Eleonora Isidori e Viviana Romagnani.
La presenza al TTG si inserisce così in una strategia di promozione che punta a valorizzare le diverse anime della città, dal mare alla cultura, dagli eventi allo shopping, con l’ambizione di trasformare i contatti avviati in nuove opportunità per il comparto turistico locale.
La musica corale si intreccia con la memoria e la tradizione in occasione della 25ª edizione della Rassegna Polifonica Nazionale “Dedicato a Giulio”, in programma sabato 17 ottobre alle 21.30 nella suggestiva cornice dell’Auditorium Sant’Agostino.
L’appuntamento, promosso e organizzato dalla Corale “G. Bonagiunta”, nasce per ricordare Giulio Tallè, primo presidente del sodalizio musicale, scomparso nel 1999. Un omaggio che, anno dopo anno, continua a rinnovare il legame con una figura importante per la storia della corale e a valorizzare il ruolo della musica come occasione di incontro e condivisione.
Protagoniste della serata saranno due formazioni ospiti. Si esibirà la Corale “Cesare Celsi” di Falerone, diretta dal maestro Loredana Totò, insieme al Coro Polifonico Histonium “Bernardino Lupacchino dal Vasto” di Vasto, in provincia di Chieti, guidato dal maestro Luigi Di Tullio.
La rassegna rappresenta un appuntamento significativo per la vita culturale di San Ginesio e conferma la vocazione della Corale “G. Bonagiunta” agli scambi e alla collaborazione con altre realtà musicali. L’incontro tra cori provenienti da territori diversi offrirà al pubblico l’opportunità di conoscere differenti percorsi artistici e tradizioni polifoniche, nel segno della condivisione e della valorizzazione della musica corale.
Un traguardo importante, dunque, per una manifestazione che unisce il ricordo delle proprie radici alla volontà di continuare a promuovere la cultura musicale.
Le bellezze naturali, il patrimonio storico e culturale e le tipicità enogastronomiche dell’entroterra maceratese arrivano al Ttg Travel Experience di Rimini. Nella giornata di ieri, il presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino, Alessandro Gentilucci, ha partecipato alla manifestazione insieme ai sindaci di Muccia e Montecavallo, Stefano Antonelli e Pietro Cecoli, e al vicesindaco di Cessapalombo, Gianfilippo Quintili.
Al centro della trasferta il progetto “Il Cuore delle Marche”, dedicato alla promozione e alla valorizzazione delle aree interne della provincia di Macerata. Una presenza che, secondo Gentilucci, ha suscitato interesse tra gli operatori del settore e rappresenta un’occasione per rafforzare le relazioni e costruire nuove opportunità di sviluppo turistico.
«Siamo protagonisti alla fiera Ttg Travel Experience di Rimini con “Il Cuore delle Marche”, progetto di promozione e valorizzazione delle aree interne della provincia di Macerata, suscitando grande interesse negli operatori di settore», ha dichiarato il presidente dell’Unione Montana.
La partecipazione alla fiera rappresenta anche un momento di confronto con altre istituzioni e con gli operatori economici, utile a condividere esperienze e buone pratiche. Un passaggio importante, in particolare, per proseguire il lavoro legato alla costruzione della Dmo, la Destination Management Organization, nell’ambito della Strategia nazionale per le aree interne.
Tra le proposte presentate a Rimini figurano le iniziative legate al turismo plein air, con particolare attenzione agli itinerari e ai servizi per chi sceglie di viaggiare all’aria aperta. Tra gli strumenti illustrati anche la mappa dedicata a questo segmento turistico, che punta a rendere più accessibili le opportunità offerte dal territorio.
La presenza congiunta degli amministratori vuole inoltre testimoniare la volontà di fare rete tra i Comuni, superando i confini delle singole realtà locali per costruire una proposta turistica più riconoscibile e competitiva.
«Abbiamo tutte le caratteristiche per competere sul piano dell’attrattività con le grandi mete del turismo, non solo regionale: storia, cultura, prodotti tipici ma soprattutto bellezze naturali e benessere, temi che oggi vanno per la maggiore», ha sottolineato Gentilucci.
L’obiettivo è valorizzare in modo coordinato le risorse dell’Alto Maceratese, intercettando una domanda turistica sempre più interessata alle esperienze nella natura, alla scoperta delle tradizioni e a un rapporto autentico con i luoghi.
Il prossimo appuntamento per promuovere questo patrimonio sarà a Pieve Torina, il 5 e 6 dicembre, con una nuova edizione de Le Terre del Tartufo. La manifestazione, ormai consolidata nel calendario delle iniziative dedicate alle eccellenze locali, offrirà un’altra occasione per mettere in evidenza le produzioni tipiche e l’identità del territorio.
«È un appuntamento divenuto ormai un punto di riferimento nel panorama delle iniziative di promozione del territorio e delle tipicità locali», ha concluso Gentilucci, indicando nella manifestazione un momento importante per riunire le diverse anime dell’entroterra maceratese e rafforzarne l’attrattività.
Un percorso tra colline, campagne, centri storici e panorami che abbracciano i Monti Sibillini e il mare. Prende forma il progetto dell’Anello dei 4 borghi medievali, il circuito ciclopedonale che collegherà Morrovalle, Montecosaro, Montelupone e Potenza Picena. Il Comune di Morrovalle, capofila dell’iniziativa, ha ottenuto un finanziamento governativo di 300mila euro, che sarà inserito nel bilancio 2027.
L’ufficialità del contributo è stata condivisa nei giorni scorsi nella sede municipale di Morrovalle, durante un incontro che ha riunito gli amministratori dei quattro Comuni coinvolti. Presenti il sindaco di Morrovalle, Andrea Staffolani, la prima cittadina di Montecosaro, Lorella Cardinali, la vicesindaca di Montelupone, Orietta Mogliani, e la sindaca di Potenza Picena, Noemi Tartabini. All’incontro hanno partecipato anche la senatrice Elena Leonardi e Massimo Garofolo, dell’associazione A4bm, che ha contribuito allo sviluppo dell’iniziativa.
L’obiettivo è creare un itinerario capace di mettere in rete le bellezze storiche, culturali e paesaggistiche dei quattro centri, offrendo nuove opportunità sia ai visitatori sia ai residenti. Il tracciato si svilupperà lungo strade secondarie e panoramiche, attraversando campi coltivati e uliveti, in un contesto ideale per chi ama scoprire il territorio a piedi o in bicicletta.
«Il merito va innanzitutto all'associazione A4bm e in particolare al suo presidente Massimo Garofolo, anima e motore del progetto», ha sottolineato il sindaco Andrea Staffolani, riconoscendo il ruolo svolto dall’associazione nella promozione dell’idea e nel coinvolgimento delle amministrazioni.
Morrovalle ha creduto fin dall’inizio nell’iniziativa, assumendo il ruolo di Comune capofila e trovando negli altri tre centri interlocutori pronti a condividere la proposta. «I nostri borghi si guardano da secoli: oggi quello sguardo diventa un cammino da percorrere insieme», ha aggiunto Staffolani, ringraziando i colleghi per la collaborazione. «Ora viene la parte più bella: trasformare un’idea in un percorso da vivere, per chi arriva da fuori e per chi qui abita ogni giorno».
Determinante per intercettare le risorse è stato anche l’impegno della senatrice Elena Leonardi, che ha sostenuto il progetto nel percorso che ha portato all’ottenimento del finanziamento.
«Questo progetto trasforma la vicinanza tra quattro Comuni in una risorsa per l’intero territorio», ha dichiarato Leonardi, evidenziando come l’iniziativa vada oltre la semplice promozione turistica. L’Anello dei 4 borghi medievali punta infatti a intercettare la crescente domanda di turismo lento e sostenibile, con ricadute potenziali anche sul piano sportivo, economico e culturale.
Il progetto prevede inoltre il ricorso alle nuove tecnologie per raccontare il patrimonio storico e paesaggistico dei borghi e punta a favorire la collaborazione tra strutture ricettive, ristoratori, produttori locali e artigiani. Una rete che potrebbe tradursi in proposte turistiche integrate e pacchetti dedicati anche ai periodi di minore affluenza, contribuendo così alla destagionalizzazione.
La rievocazione storica Civitas Nova torna sabato nella Città Alta per riportare alla luce la storia rinascimentale del borgo e le vicende della famiglia Cesarini e del Nobile ducato, rispolverando attraverso spettacoli e musica i personaggi e le atmosfere dell’epoca.
La manifestazione, organizzata dall’associazione "La Torre che Ride" con il patrocinio del Comune di Civitanova Marche, Regione Marche e associazioni locali, si articola per questa terza edizione su due diverse giornate: il pomeriggio di sabato 17 ottobre è dedicato alla rievocazione storica, al campetto di Civitanova Alta, dove si svolgerà la storica partita di pallacorda, introdotta a Civitanova proprio da Giangiorgio Cesarini. Venerdì 23 ottobre, dopo un incontro con gli studenti del Bonifazi-Corridoni, si svolgeranno due eventi al teatro Annibal Caro ad ingresso libero (ore 21,15).
L’evento è stato presentato questa mattina nella Sala della Giunta comunale dal direttore artistico Stefano Cosimi, presenti il sindaco Fabrizio Ciarapica, il presidente del Consiglio comunale Roberto Tiberi, l’assessore ai Servizi socio-educativi Barbara Capponi, il consigliere comunale Andrea Ruffini e una rappresentanza degli organizzatori, tra cui l’attrice Paola Cosimi, Alessandra Fioretti, Beatrice Germondoni, Chiara Cesaretti. Sono intervenuti anche Roberto Giannoni e Anna Maria Vecchiarelli dell’Archeoclub cittadino, autori della ricerca storica insieme ad Alvise Manni.
Tra le novità più rilevanti di questa edizione spicca uno spettacolo in vernacolo che racconta le vicende iniziali del feudo civitanovese, dedicato alla figura di Livia Cesarini, donna moderna e iconica, costretta in monastero per complesse manovre ereditarie che lottò per riconquistare la propria libertà.
“Presentiamo oggi il terzo anno di questa bella ed originale manifestazione – spiega il sindaco Fabrizio Ciarapica – che ogni anno ci svela nuovi particolari sulla famiglia Cesarini e sulle vicende di Civitanova, con la leggerezza propria dello spettacolo. Si tratta di una rievocazione pensata per offrire alla cittadinanza e ai visitatori un programma ricco di attrazioni: dalle visite guidate ai cortei e tornei storici, con spettacoli teatrali originali”.
“Civitanova Alta, con il suo impianto medioevale e i suoi contenitori culturali diventa il luogo ideale per ospitare manifestazioni dedicate alla storia cittadina – ha detto il presidente del Consiglio comunale Roberto Tiberi –. Attraverso questi eventi, l’Amministrazione comunale vuole valorizzare il proprio patrimonio storico e culturale, fornendo alla comunità un’esperienza legata alla riscoperta delle proprie radici. Un plauso dunque all’associazione La Torre che ride e alle associazioni che hanno aderito e collaborato nel comune impegno di valorizzazione della Città Alta”.
Questo il programma completo:
Sabato 17 ottobre (ore 10.00), visite guidate gratuite con partenza da piazza della Libertà, un percorso alla scoperta dei monumenti e della storia di Civitanova Alta con la guida del prof. Alvise Manni (evento gratuito).
Alle ore 15.30 apertura ufficiale e ingresso dei Gonfaloni. Alle ore 16.00 torneo di pallacorda, fase eliminatorie e alle ore 16.45 Fate largo ai Cesarini, spettacolo in vernacolo; alle ore 17.30 Spettacolo con Mario Netta e acrobazie sulla fune, alle ore 18.00 finale del torneo di pallacorda. Ore 18.45 Spettacolo "Fuoco e Fiamme" a cura di Luisiana; alle ore 19.00 premiazioni dei vincitori e alle 19.25 Solenne Benedizione con la reliquia di San Marone.
Per l’occasione saranno attivi i punti ristoro con castagne, frittelle e specialità locali a cura della Società Operaia. Venerdì 23 ottobre 2026
Ore 10,15, Auditorium Istituto Bonifazi-Corridoni
Alle ore 21.15, rappresentazione al Teatro Annibal Caro - Dramma breve: "Nozze di ferro e velluto" di Stefano Cosimi e conferenza-spettacolo in costume d’epoca dal titolo: "Livia Cesarini e Federico Sforza - Storie di Duchi e Principesse" (di A.M. Vecchiarelli, B. Giannini, A. Manni) con accompagnamento musicale del Maestro Alfredo Sorichetti.
Dopo dieci anni di attesa e l'inaugurazione dei giorni scorsi, Rocca Varano torna ad accogliere il pubblico con due giornate di visite gratuite. Il complesso storico di Camerino sarà aperto sabato 17 e domenica 18 ottobre, offrendo a cittadini e turisti l’occasione di riscoprire uno dei luoghi più rappresentativi del patrimonio storico e culturale della città.
Le visite saranno possibili sabato dalle 15 alle 17:30, mentre domenica la Rocca sarà accessibile sia al mattino, dalle 10 alle 12:30, sia nel pomeriggio, dalle 15 alle 17:30. L’ingresso sarà libero e non è indicata la necessità di prenotazione.
Per agevolare gli spostamenti sarà inoltre disponibile un servizio navetta gratuito dall’Area Sae di località Varano fino a Rocca Varano, attivo durante gli orari di apertura. Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Ufficio Pro Loco di Camerino al numero 345/8855294.
La riapertura arriva al termine dell’intervento realizzato dall'amministrazione comunale e restituisce alla comunità un luogo profondamente legato alla storia del territorio. La Rocca rappresenta da secoli una delle porte d’ingresso alla città e costituisce una testimonianza del passato camerte, oltre che un punto di interesse per chi desidera conoscere le tradizioni locali.
"La riapertura rappresenta un’importante occasione per tornare a vivere un luogo profondamente legato alla storia e all’identità di Camerino, restituendo alla comunità e ai visitatori uno dei suoi simboli più significativi - dichiara l’assessore al Turismo Silvia Piscini -. Rocca Varano è un patrimonio storico e culturale che merita di essere conosciuto, valorizzato e riscoperto, anche per il ruolo che ha avuto nel corso dei secoli nella storia del nostro territorio".