A Loro Piceno il vino cotto non è soltanto un prodotto da degustare. È storia, identità e tradizione, un elemento che da generazioni accompagna la vita del paese e che, per cinque giorni, diventa il protagonista assoluto del borgo. È questo lo spirito del 54° Vino Cotto Festival, manifestazione che anche quest'anno ha portato nel centro di Loro Piceno visitatori, produttori, amministratori e appassionati.
Dopo Serrapetrona, Picchio News On Tour ha raggiunto il paese del vino cotto per raccontare una delle serate del festival, tra i profumi della cucina, gli stand dei produttori e la musica che accompagna il dopocena.
Per il sindaco Robertino Paoloni, questa edizione assume un significato ancora più particolare. «Siamo giunti alla 54ª edizione del Festival del Vino Cotto e quest'anno è un po' particolare perché abbiamo inaugurato il nuovo Museo del Vino Cotto». Un museo che rafforza ulteriormente il legame tra il paese e quello che il primo cittadino definisce il suo «ambasciatore nel mondo», grazie anche ai cinque produttori locali che portano il vino cotto oltre i confini italiani.
A rendere speciale l'edizione 2026 c'è anche il 40° anniversario del gemellaggio con San Nicolae in Sausa, celebrato proprio al Parco San Nicolae, uno degli spazi della manifestazione. Un doppio appuntamento che mette insieme memoria, relazioni e promozione del territorio.
Durante il festival Loro Piceno si trasforma completamente. Le iniziative non si concentrano in un'unica piazza, ma coinvolgono diverse zone del paese, con gli spazi dei produttori dove è possibile conoscere e degustare le diverse interpretazioni del vino cotto. «Magari siamo abituati a pensare che viene solo bevuto come bevanda dolce o con i tozzetti, in realtà viene utilizzato in molte maniere nell'alimentazione», ha ricordato Paoloni, citando anche la Sapa tra i prodotti legati a questa tradizione.
La serata ha rappresentato inoltre un momento di incontro per il territorio. Il sindaco ha infatti invitato a Loro Piceno i primi cittadini dell'Unione Montana dei Monti Azzurri, trasformando il festival in un'occasione di convivialità e confronto tra amministratori.
«È una bella iniziativa», ha commentato il presidente dell'Unione Montana Giampiero Feliciotti, sottolineando il valore del vino cotto non soltanto come prodotto, ma come espressione delle persone e delle famiglie che lo portano avanti. L'invito ai sindaci, ha spiegato, è stato anche un modo per ritrovarsi «fuori dalle solite parole politiche» e valorizzare la dimensione umana di chi amministra i 15 borghi dell'Unione.
Sulla necessità di creare occasioni di incontro tra i piccoli comuni si è soffermato anche Tonino Pettinari, ex presidente della Provincia di Macerata. «Le nostre comunità sono tanti piccoli scrigni di saggezza, di umanità, di volontà, di forza ma hanno bisogno anche di condivisione, di una comunità vera», ha sottolineato, evidenziando il ruolo dei rapporti tra amministratori e cittadini nella costruzione di un territorio più coeso.
Al centro della festa c'è naturalmente anche la gastronomia. A contribuire all'organizzazione è l'Associazione Divin Cotto, che collabora con la Pro Loco nella gestione degli stand. Il lavoro, come raccontato dal presidente Mattia Pettinari, comincia ben prima dell'apertura della festa e coinvolge diverse attività, dallo stand gastronomico a quello delle frittelle, fino agli appuntamenti del dopocena.
Il menù cambia ogni sera e punta sulle ricette della tradizione. «Ogni giorno i piatti cambiano perché vogliamo portare la tradizione all'interno del festival», ha spiegato Pettinari. Tra le proposte che accompagnano l'intera manifestazione ci sono i ravioli al Vino Cotto, mentre ogni sera viene proposto anche un primo speciale differente.
Ma il festival non si ferma a tavola. Dopo cena, infatti, il testimone passa alla musica. Al Parco Girona, dalle 23 circa, prendono il via dj set e concerti live, con un programma pensato soprattutto per il pubblico più giovane e per chi vuole continuare la serata dopo le degustazioni.
Tra i tanti visitatori arrivati a Loro Piceno c'è anche chi conosce già bene la manifestazione. Alcuni ospiti olandesi di un agriturismo e camping del territorio hanno raccontato di tornare ogni anno al Vino Cotto Festival, confermando la capacità dell'appuntamento di diventare un punto di riferimento anche per chi arriva da fuori.
Alla sua prima esperienza, invece, l'assessore al Turismo di Morrovalle Desirée Lupi è rimasta colpita dall'organizzazione e dall'atmosfera della festa. «È fondamentale, di vitale importanza valorizzare tutto quello che vedete qua, l'enogastronomia, il territorio, perché noi viviamo di questo. Dobbiamo ritornare a vivere di questo», ha osservato, richiamando l'importanza di iniziative capaci di mettere in risalto le peculiarità dei piccoli borghi maceratesi.
Il 54° Vino Cotto Festival proseguirà fino a domenica, con altri appuntamenti dedicati alla gastronomia, alla musica e alla degustazione. A chiudere la manifestazione sarà il tradizionale spettacolo dei fuochi d'artificio.
Cinquantaquattro edizioni dopo, Loro Piceno continua così a raccontare la propria storia attraverso un prodotto che è molto più di una bevanda: un patrimonio di tradizioni, saperi e relazioni, capace ancora oggi di riunire il paese e attirare visitatori nel cuore dell'estate.
Un ultimo cammino, un ultimo concerto e una grande festa sui prati per chiudere la decima edizione di IncantoMarche. L’appuntamento è per martedì 25 agosto alle 17, a Montelago, nella zona di Fonte della Cerasa, nel territorio di Sefro.
A salire sul palco saranno I Patagarri, formazione milanese tra le realtà più vivaci e coinvolgenti della nuova musica italiana. Il concerto recupera l’appuntamento inizialmente previsto per il 26 luglio e poi rinviato a causa del maltempo.
L’organizzazione invita il pubblico a prestare attenzione all’orario: il concerto inizierà alle 17.
Nati sui marciapiedi, nelle strade e nei mercati di Milano, i Patagarri hanno costruito il proprio percorso a suon di concerti, portando in giro un mix originale di fiati, chitarre, contrabbasso, swing, jazz manouche, canzone e ironia.
Dopo la partecipazione a X Factor, il Concertone del Primo Maggio e la pubblicazione dell’album d’esordio L’ultima ruota del caravan, la band ha continuato a esibirsi in Italia e all’estero.
Una musica particolarmente adatta allo spirito di IncantoMarche, che da dieci anni porta concerti e artisti in luoghi naturali, borghi e paesaggi dell’Appennino marchigiano.
Per arrivare all’area del concerto sarà necessario lasciare l’auto nei parcheggi predisposti e proseguire a piedi fino a Fonte della Cerasa.
Il percorso è lungo circa 2,5 chilometri, con un tempo medio di percorrenza di circa 45 minuti e un dislivello positivo di 30 metri. La difficoltà è classificata T, turistico.
Il tracciato attraversa il piano superiore di Montelago, tra prati e pascoli, seguendo inizialmente un tratturo e poi una strada sterrata.
L’organizzazione raccomanda di utilizzare scarpe adatte ai percorsi sterrati, con suola scolpita. Il percorso sarà segnalato e il pubblico è invitato a non uscire dal tracciato, anche per tutelare i prati destinati al pascolo e la torbiera di Montelago.
Il percorso di ritorno sarà differente da quello dell’andata e sarà anch’esso segnalato. Lungo il tragitto sono presenti alcune fonti d’acqua.
Il percorso è accessibile anche con passeggini, purché adeguati a terreni sterrati.
Le aree di parcheggio saranno disponibili dalle 14. L’organizzazione consiglia di arrivare con largo anticipo, considerando il tempo necessario per raggiungere a piedi la zona del concerto.
I biglietti acquistati per la data del 26 luglio restano validi per il nuovo appuntamento.
Dieci anni di IncantoMarche
Quello di Montelago sarà l’ultimo appuntamento di una decima edizione che ha portato la musica tra montagne, sentieri, prati e borghi delle Marche.
Un percorso iniziato dieci anni fa e costruito attraverso concerti, cammini e incontri, con l’obiettivo di creare un rapporto particolare tra musica, paesaggio e comunità.
Il rinvio per il maltempo ha trasformato l’appuntamento con i Patagarri in una sorta di coda festosa della decima edizione.
Martedì, dunque, l’ultimo appuntamento: si camminerà insieme fino a Fonte della Cerasa per ascoltare la musica dei Patagarri e salutare un’estate speciale.
Un ultimo cammino, un ultimo prato, un ultimo concerto. E una festa per i dieci anni di IncantoMarche.
Una serata dedicata all’esplorazione dello spazio, alla scienza, alla fantascienza e alla musica per guardare il cielo con occhi diversi. È quella in programma venerdì 21 agosto alle 21.30, nel cortile di Palazzo Conventati, a Macerata, dove scienza e immaginazione si incontreranno in un appuntamento organizzato dall’Associazione culturale Cosmica in collaborazione con la Scuola Popolare di Filosofia.
Al centro della serata ci sarà l’esplorazione dello spazio e il futuro delle missioni lunari, anche in vista del ritorno dell’uomo sulla Luna attraverso il programma Artemis. A parlarne saranno l’astrofisico ed ex NASA Francesco Tombesi e il fisico delle particelle Gianni Cantatore. Un’occasione per approfondire le nuove frontiere della ricerca spaziale e le prospettive legate alle future missioni, che vedranno coinvolta anche l’Italia.
Accanto alla scienza ci sarà spazio per la storia della fantascienza. La serata celebrerà infatti anche il 60° anniversario di Star Trek, una delle saghe più celebri della cultura fantascientifica mondiale. A ripercorrerne la storia e il significato sarà Marcello Rossi, tra i massimi esperti italiani di fantascienza cinetelevisiva.
L’appuntamento proporrà inoltre un originale incontro tra astronomia e musica con “Motus Sidereus”, performance ispirata al suono delle sfere celesti. A eseguirla saranno la flautista Lucia Cleopatra Paccamiccio e il compositore di musica elettronica Paolo Bragaglia, per un momento pensato come immersione sonora nell’universo.
A completare la serata sarà l’osservazione del cielo attraverso il telescopio. Il pubblico potrà osservare alcuni corpi celesti sotto la guida dell’esperto astrofilo Cristian Fattinnanzi, trasformando la teoria e il racconto scientifico in un’esperienza diretta.
L’evento sarà moderato dal professor Edilio Venanzoni, mentre la regia sarà curata da Marco Bragaglia.
Un programma che mette insieme discipline diverse, dalla fisica all’astronomia, dalla fantascienza alla musica, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico alla conoscenza dell’universo e alle grandi domande legate al nostro futuro nello spazio.
L’appuntamento è a ingresso libero. In caso di maltempo, la serata si svolgerà presso gli Antichi Forni.
Ci sono amicizie che il tempo non riesce a scalfire. Anche quando gli anni passano e le occasioni per incontrarsi diventano sempre più rare, basta ritrovarsi intorno a un tavolo per avere la sensazione che nulla sia cambiato.
È quello che è successo a Civitanova Marche, dove gli storici amici del biliardino si sono ritrovati per una cena da Arturo Mare, dando vita a una serata all’insegna dei ricordi, delle risate e della voglia di stare nuovamente insieme.
Protagonisti della rimpatriata sono stati Giordano Grassetti, Paolo Salvucci, Floriano Piccioni, Germano Fringuelli, Raoul Scopini e Doriano Leccesi, un gruppo di amici legato da una lunga storia di sfide, incontri e momenti condivisi.
A rendere ancora più speciale la serata è stata la presenza di un amico arrivato da Milano, a dimostrazione di quanto possa essere forte un legame costruito nel corso degli anni.
Tra una portata e l’altra sono riaffiorati inevitabilmente i ricordi di un passato condiviso, quando il biliardino era il grande protagonista delle serate e delle immancabili sfide. Gli anni sono passati, ognuno ha seguito la propria strada e le occasioni per incontrarsi si sono fatte più rare, ma lo spirito del gruppo è rimasto intatto.
E così, dopo tanto tempo, ritrovarsi è sembrato quasi naturale, con quella piacevole sensazione che il tempo non fosse mai passato.
Perché le amicizie storiche hanno proprio questa caratteristica: anche dopo lunghi periodi senza vedersi, quando ci si ritrova il legame torna immediatamente quello di un tempo.
E sul biliardino? Nessuna discussione: sono ancora tutti campioni, almeno secondo la memoria e l’orgoglio di ciascuno.
La città si prepara a celebrare San Giuliano con un programma di appuntamenti dal 22 al 31 agosto. Tra le novità il ritorno della Fiera in corso Cavour, con oltre 300 espositori, e l’arrivo delle delegazioni delle città gemellate
Macerata si prepara a vivere i giorni dedicati a San Giuliano, patrono della città, con un programma che dal 22 al 31 agosto accompagnerà cittadini e visitatori tra tradizione, fede, musica, cultura e convivialità. Il momento centrale sarà lunedì 31 agosto, quando le celebrazioni religiose e gli appuntamenti civili culmineranno con la festa in piazza della Libertà.
A caratterizzare l'edizione 2026 saranno soprattutto il ritorno della Fiera di San Giuliano in corso Cavour, dopo diversi anni di assenza, e la presenza delle delegazioni delle città gemellate di Weiden e Floriana.
Dieci giorni di appuntamenti
Il calendario prenderà il via sabato 22 agosto con la Mostra del fischietto in terracotta nelle vetrine dei negozi aderenti. Domenica 23, nel cortile di Palazzo Conventati, sarà invece la volta di "Dialettando insieme", incontro dedicato a poeti e scrittori dialettali.
Da venerdì 28 agosto entreranno nel vivo gli appuntamenti in piazza della Libertà, con stand gastronomici, musica e presentazioni delle realtà sportive cittadine. Si alterneranno la presentazione della Maceratese Calcio Femminile, della squadra di Macerata Softball, della CBF Balducci e della Banca Macerata Fisiomed, oltre agli spettacoli musicali e di intrattenimento.
Non mancheranno gli appuntamenti dedicati ai più piccoli, con San Giuliano dei Bambini in programma domenica 30 agosto, e quelli legati alla tradizione, come la bancarella del fischio di San Giuliano e gli stand gastronomici.
Il programma si concluderà lunedì 31 agosto, giorno del Patrono, con la Santa Messa alle 18 nel Duomo, presieduta dal Vescovo, seguita dalla tradizionale processione per le vie della città. In serata spazio alla lotteria, alla cerimonia dedicata alle città gemellate e alla musica degli Spaghetti a Detroit, che chiuderà i festeggiamenti.
La Fiera torna in corso Cavour: oltre 300 espositori
Una delle principali novità del 2026 riguarda la Fiera di San Giuliano, che torna a interessare corso Cavour dopo diversi anni di assenza. Saranno oltre 300 gli espositori presenti. La manifestazione prenderà il via domenica 30 agosto alle 14 e proseguirà fino alla tarda serata di lunedì 31 agosto, sviluppandosi anche in piazza Garibaldi, piazza Annessione, viale Puccinotti e viale Trieste fino allo Sferisterio, oltre a piazza Mazzini.
In via Garibaldi, via Tommaso Lauri e via Matteotti troveranno spazio gli espositori del Barattolo, mentre piazza Battisti sarà destinata alle occupazioni di suolo pubblico dei pubblici esercizi. In via sperimentale, la Fiera si estenderà inoltre a corso della Repubblica e piazza Vittorio Veneto, dove saranno allestiti due mercatini dedicati ai prodotti tipici e alle produzioni locali, a cura di CNA e Coldiretti.
"Vogliamo recuperare, per quanto possibile, lo spirito della fiera di una volta", ha spiegato l'assessore al Commercio e Centro Storico Giuseppe Romano, sottolineando come l'ampliamento del percorso punti a sostenere la rivitalizzazione del centro storico e a valorizzare le produzioni del territorio.
Weiden e Floriana a Macerata
La festa sarà anche occasione per rafforzare i rapporti internazionali della città. A Macerata arriveranno infatti le delegazioni delle città gemellate di Weiden e Floriana. Dal 28 al 31 agosto, alla Galleria degli Antichi Forni, sarà allestita una mostra con opere di artisti e artigiani maceratesi e di Weiden. L'inaugurazione è fissata per sabato 29 agosto alle 18.
Lunedì 31 agosto, alle 9.30, le delegazioni saranno invece protagoniste di una sessione di lavoro nell'aula consiliare del palazzo municipale, dedicata allo sviluppo di nuove forme di collaborazione e alla ricerca di possibili fondi europei per progetti condivisi. Presente da remoto anche una rappresentanza di Issy-les-Moulineaux, impossibilitata a partecipare fisicamente per concomitanti impegni amministrativi.
"Una festa che unisce tradizione e accoglienza"
"È la festa popolare per eccellenza, è una festa religiosa, è anche la data che segna nella sostanza il ritorno al lavoro e alle attività dopo l'estate", ha commentato il sindaco Sandro Parcaroli, evidenziando il valore identitario della ricorrenza e la sua capacità di riunire la comunità maceratese.
L'assessore al Turismo e ai Grandi Eventi Riccardo Sacchi ha sottolineato invece il lavoro portato avanti negli ultimi anni per rendere la manifestazione "sempre più partecipata e attrattiva", affiancando alle tradizioni momenti di musica e aggregazione.
"La Festa di San Giuliano racchiude l'identità più autentica della nostra comunità", ha aggiunto l'assessore ai Gemellaggi Deborah Pantana, evidenziando il ruolo delle relazioni internazionali e della cultura come strumenti per costruire nuove collaborazioni.
La manifestazione è promossa dal Comune di Macerata in collaborazione con la Diocesi di Macerata, la Pro Loco Macerata, il Comitato Italiano Femminile San Giuliano e il mondo associativo cittadino. Il programma è sostenuto dalla Camera di Commercio delle Marche attraverso il bando per le iniziative di promozione turistica e culturale e dalla collaborazione con Ristè Auto srl.
"È un momento prezioso di incontro, condivisione e valorizzazione delle tradizioni", ha concluso il presidente della Pro Loco Macerata Giovanni Pigliapoco, ringraziando istituzioni, associazioni, volontari e tutte le realtà impegnate nell'organizzazione.
Il vino cotto torna al centro della vita culturale di Loro Piceno. È stato inaugurato martedì 18 agosto il nuovo Museo del Vino Cotto, allestito negli spazi della cantina di Palazzo Mastrocola, in via Monte Grappa. Un luogo pensato per raccontare la storia e la tradizione di uno dei prodotti più rappresentativi dell’identità lorese e, allo stesso tempo
L’inaugurazione ha rappresentato un momento importante per l’intera comunità e si inserisce nel progetto portato avanti dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Robertino Paoloni, che ha individuato nella riqualificazione del borgo e nella valorizzazione del patrimonio storico e culturale una delle priorità del proprio programma.
L’intervento su Palazzo Mastrocola è stato possibile grazie a un importante finanziamento regionale destinato alla riqualificazione urbana. Loro Piceno si è classificato primo tra i Comuni del Maceratese, ottenendo un contributo di 300mila euro.
Ad aprire la serata è stato il sindaco Paoloni, che ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto: l’architetto Romina Tidei, il geometra Silvano Luchetti, l’architetto Rita Pettinari, Montanari Impianti e Opere Edili, Edil B.M. di Bartolini Mario, RSE Soluzioni Elettriche di Rossi Gianni, Marchingegno Srl, i progettisti tra cui l’architetto Francesca Eugenia Damiano, lo Studio Associato di Ingegneria Angeletti-Antolini, l’ingegner Pietro Angeloni e ETT Spa, che si occuperà dell’allestimento multimediale del museo.
La serata è stata introdotta anche dalla proiezione di un documentario realizzato appositamente per raccontare il vino cotto e il suo profondo legame con il territorio.
A illustrare il progetto di recupero è stata quindi l’architetto Francesca Eugenia Damiano, che ha espresso soddisfazione per aver preso parte all’intervento di restauro conservativo. I lavori sono stati realizzati nel rispetto degli elementi originari dell’edificio, con l’obiettivo di conservare l’autenticità della cantina e degli ambienti che oggi ospitano il museo.
È intervenuto successivamente Fausto Fiorini, presidente di Marchingegno Srl, società incaricata dell’elaborazione del progetto. Fiorini ha sottolineato come il lavoro abbia puntato soprattutto sulla conservazione dell’originalità del luogo e degli strumenti presenti, definendo quello inaugurato a Loro Piceno come un «museo in divenire», destinato a crescere e svilupparsi nel tempo.
A sottolineare il valore del progetto per il futuro dei piccoli borghi è stato Giampiero Feliciotti, presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri, da sempre impegnato nel sostegno alle iniziative capaci di valorizzare i territori e contrastare lo spopolamento.
Ha quindi preso la parola Silvia Luconi, sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale, che ha elogiato il lavoro portato avanti da Loro Piceno, definendolo una «fucina» capace di far crescere giovani legati al proprio territorio. Luconi ha inoltre evidenziato il ruolo degli amministratori locali, sottolineando come attraverso l’esempio, l’impegno e il lavoro quotidiano sia possibile costruire risultati concreti per il territorio.
A chiudere gli interventi è stato il consigliere regionale Renzo Marinelli, che ha sottolineato il valore della tradizione e l’amore che da generazioni accompagnano la produzione del vino cotto, un prodotto capace di raccontare il territorio e rafforzarne l’identità.
Dopo la benedizione di padre Luigi e il tradizionale taglio del nastro, il nuovo Museo del Vino Cotto ha ufficialmente aperto le sue porte, consegnando alla comunità un luogo destinato a custodire la memoria di una delle sue tradizioni più rappresentative.
Ma il progetto guarda anche oltre il museo. L’obiettivo dell’Amministrazione comunale è infatti quello di trasformare l’intero centro storico in un vero e proprio museo diffuso, dove edifici, piazze, vicoli, architetture e tradizioni possano diventare parte di un unico percorso di conoscenza e valorizzazione.
«La nostra idea di Amministrazione è quella di avere musei diffusi per il paese, così che il paese stesso sia il museo», ha spiegato il sindaco Robertino Paoloni. Una visione che punta a fare del patrimonio storico non soltanto un elemento da conservare, ma una risorsa da vivere e condividere.
Il Museo del Vino Cotto rappresenta così un nuovo punto di partenza per andare alla scoperta di Loro Piceno. Una tradizione antica trova casa in uno spazio recuperato e restituito alla comunità, diventando allo stesso tempo occasione per raccontare il territorio e guardare al futuro.
Con Palazzo Mastrocola, Loro Piceno compie dunque un altro passo nel percorso di riqualificazione del centro storico. E il vino cotto, simbolo di una storia fatta di lavoro, tradizione e appartenenza, torna a essere protagonista di un racconto che dal passato guarda con fiducia al futuro del borgo.
Da oltre vent’anni gli abitanti di Santa Maria in Selva, località del Comune di Treia e parte della comunità parrocchiale, hanno una tradizione speciale: ritrovarsi per un pranzo al Nido dell’Aquila di Renzo Budassi, a Montecavallo, in un appuntamento che negli anni è diventato un momento di condivisione e amicizia.
Una consuetudine nata più di due decenni fa e cresciuta nel tempo, coinvolgendo sempre più persone e soprattutto le famiglie. Anche dopo il terremoto, il gruppo ha scelto di continuare a ritrovarsi, rafforzando ancora di più il significato di questa giornata, vissuta come una testimonianza concreta dell’attaccamento non solo a Montecavallo, ma a tutto l’Appennino maceratese.
Il pranzo si svolge nelle giornate immediatamente successive a Ferragosto e rappresenta un'occasione per stare insieme, condividere la tavola e dedicare una giornata alla propria comunità. Famiglie e partecipanti alle attività della parrocchia di Santa Maria in Selva si ritrovano così in un luogo che negli anni è diventato parte della tradizione del gruppo.
Tra i presenti anche l’ex presidente della Provincia di Macerata Antonio Pettinari, in rappresentanza del Comitato Polenta Santa Maria in Selva, realtà impegnata nell’organizzazione e nella valorizzazione della tradizionale manifestazione della comunità treiese.
L’appuntamento assume inoltre un significato particolare perché si inserisce nel periodo che precede un altro evento molto sentito dalla comunità di Santa Maria in Selva: la Sagra della Polenta, che quest’anno raggiunge la sua 50ª edizione. Nei prossimi giorni inizieranno i lavori per la preparazione degli stand, in vista di un traguardo importante che rappresenta motivo di orgoglio e, allo stesso tempo, un ulteriore impegno per chi contribuisce alla sua organizzazione.
Il Nido dell’Aquila rappresenta, in questo contesto, molto più di una semplice destinazione per una giornata conviviale. È diventato un simbolo della volontà di ripartire e rimettersi in cammino dopo le difficoltà affrontate dal territorio. Una rinascita che, secondo la comunità, passa non soltanto attraverso infrastrutture e servizi, ma anche dalla partecipazione delle persone, dalla valorizzazione della gastronomia e delle bellezze naturali e dalla capacità di mantenere vive le tradizioni durante tutto l’anno.
A rafforzare questo legame c’è anche la presenza di alcuni Vespisti, che partecipano agli appuntamenti legati alla Sagra della Polenta. Il rapporto tra Santa Maria in Selva e Montecavallo prosegue dunque nel segno della partecipazione e della condivisione. Dopo il pranzo al Nido dell’Aquila, l’attenzione si sposta ora sulla 50ª Sagra della Polenta, in programma a settembre con gli appuntamenti della terza e della quarta domenica, un’altra occasione per ritrovarsi e continuare a valorizzare le tradizioni e il territorio.
Castelraimondo si prepara ad accogliere quattro Paesi e a trasformarsi per quattro giorni in un punto di incontro tra culture, tradizioni e comunità. È stata presentata questa mattina, 19 agosto, nella Sala Marchionni, la XXXIV edizione del Festival del Folklore, in programma dal 21 al 24 agosto e organizzata dal Gruppo Folkloristico Castelraimondo APS.
A rappresentare il folklore internazionale saranno i gruppi provenienti da Colombia, Spagna, Lituania e Ucraina, protagonisti di un programma che unirà spettacoli, laboratori, momenti di approfondimento scientifico e occasioni di confronto tra tradizioni italiane e straniere.
Ad aprire la conferenza stampa è stato il sindaco Patrizio Leonelli, che ha sottolineato la longevità della manifestazione, giunta alla sua 34ª edizione: "Se ci pensiamo bene non sono pochi anni, quindi vuol dire che è uno degli eventi che più vengono graditi dalla popolazione, altrimenti non saremmo arrivati fin qui".
Il primo cittadino ha evidenziato anche il ruolo del festival nella trasmissione delle tradizioni alle nuove generazioni, ringraziando il presidente del Gruppo Folkloristico Luca Barbini, i giovani che si sono avvicinati all'associazione, gli sponsor e le istituzioni che permettono di portare a Castelraimondo gruppi provenienti da diverse parti del mondo.
L'assessore alla Cultura Valeria Lucarini ha invece ricordato che Castelraimondo può vantare "il gruppo folkloristico più antico delle Marche", ormai vicino al traguardo dei 100 anni dalla fondazione. "Senza i bambini e i giovani che fanno parte del Gruppo Folkloristico Castelraimondo questa tradizione non potrebbe continuare", ha sottolineato.
Un festival tra spettacolo, ricerca e scambio culturale
Il presidente Luca Barbini ha posto l'accento sul lavoro che si trova dietro alla manifestazione e sull'importanza di coinvolgere le nuove generazioni, senza dimenticare chi ha contribuito alla storia del gruppo.
Negli ultimi anni, ha spiegato Barbini, il Festival ha intrapreso un percorso di crescita grazie anche al sostegno della Regione Marche e alla partecipazione a specifici bandi, arrivando oggi a ospitare gruppi che scelgono di recarsi esclusivamente a Castelraimondo.
"Non è una semplice rappresentazione di tradizioni che vengono dall'estero", ha spiegato il presidente, evidenziando anche la collaborazione con docenti, ricercatori e studiosi dell'Università di Perugia. Nel corso della manifestazione sarà presente anche il prorettore dell'ateneo umbro, insieme a dottorandi e studiosi impegnati in attività di ricerca sul folklore.
Il festival può inoltre contare sul sostegno del Ministero dell'Agricoltura, che ha contribuito con un finanziamento, e si inserisce nel progetto "Etnografia dei gruppi folkloristici", avviato lo scorso ottobre con attività nelle scuole e proseguito con iniziative legate all'Infiorata.
Il programma: si parte giovedì 21 agosto
Il programma entrerà nel vivo giovedì 21 agosto, quando in Piazza Dante si esibiranno tutti i gruppi ospiti: Spagna, Colombia, Ucraina e Lituania. Sabato 22 agosto sarà invece dedicato anche all'approfondimento scientifico, con il collegio composto da docenti universitari e ricercatori impegnati nello studio del folklore, che si riuniranno al Lanciano Forum per una tavola rotonda. Alle 11 è prevista inoltre, in collegamento, un'assemblea della FAFIT con la partecipazione delle rappresentanze delle regioni italiane.
Nel pomeriggio, in Piazza Dante, spazio ai laboratori finanziati dal Ministero, durante i quali i gruppi folkloristici proporranno attività legate alle proprie tradizioni e avranno a loro volta l'opportunità di conoscere quelle locali.
La serata sarà dedicata alla contaminazione tra manifestazioni italiane e straniere. Nello stesso fine settimana, inoltre, due gruppi si alterneranno nelle esibizioni a Esanatoglia e Gagliole.
La domenica pomeriggio i gruppi porteranno la propria musica e le proprie tradizioni anche agli ospiti delle case di riposo di Castelraimondo, Esanatoglia, Gagliole e Matelica.
A chiudere il festival sarà la giornata di lunedì 24 agosto, con la Santa Messa e le successive esibizioni dei gruppi in canti religiosi. Durante tutta la manifestazione saranno inoltre presenti stand gastronomici con prodotti locali, creando una ricaduta anche sul tessuto imprenditoriale e commerciale della città.
Marinelli: "Castelraimondo sarà la capitale italiana del folk"
A chiudere la conferenza stampa è stato il consigliere regionale Renzo Marinelli, che ha sottolineato l'importanza della collaborazione tra associazioni, amministrazione comunale, Regione e sostenitori.
"Il festival che si svolge a Castelraimondo non è solo un festival, è un fine settimana dove Castelraimondo è la capitale italiana del folk", ha dichiarato Marinelli, evidenziando il valore degli appuntamenti culturali e scientifici inseriti nel programma.
Per il consigliere regionale, ospitare gruppi internazionali significa soprattutto creare scambi culturali e relazioni, dando ai visitatori la possibilità di conoscere le tradizioni marchigiane e, allo stesso tempo, permettendo alla comunità locale di entrare in contatto con culture differenti.
"Vogliamo avere i nostri ospiti, dargli quella che è la nostra cultura e apprendere quella che è la loro cultura, cercare di crescere tutti quanti insieme", ha concluso Marinelli.
Venticinque edizioni e nessuna associazione alle spalle. Solo un gruppo di amici che, ogni agosto, si ritrova a Porto Potenza Picena per rimettere in scena “Il richiamo di Cthulhu”, il gioco di ruolo ispirato ai racconti di H.P. Lovecraft. È la storia del Torneo di Lido Bello, organizzato dal Lido Bello Master Team, che quest’anno ha festeggiato il traguardo delle nozze d’argento con l’avventura “Giallo sul Lungarno”, ambientata nella Firenze del 1492.
Il torneo si è svolto dall’11 al 13 agosto, mentre la premiazione è andata in scena il 17. L’avventura è nata da un’idea di Matilde Sbrollini ed è stata poi scritta dallo stesso team che organizza la manifestazione.
Una storia cominciata nel 2001, quando Roberta Ambrosi, rientrata dall’Erasmus in Spagna, dove aveva giocato di ruolo per la prima volta, coinvolse l’amica Silvia Lambertucci. Da quell'esperienza nacque il Torneo di Lido Bello, sostenuto fin dall'inizio da MegaComics di Civitanova, primo sponsor dell'iniziativa e presenza rimasta costante negli anni.
Per questa 25ª edizione il torneo ha potuto contare anche sul sostegno di AM Modellismo di Civitanova Marche e Nikai di Porto Recanati.
Il Lido Bello ha attraversato anche gli anni più difficili per il mondo del gioco di ruolo, senza mai interrompere la propria attività. Per un periodo è stato considerato uno dei tornei più importanti del Centro Italia, entrando anche a far parte di un circuito nazionale e conquistando a Torino un premio per i migliori personaggi.
Oggi continua a richiamare giocatori e master da diverse zone d'Italia e anche dall'estero: dalla Svizzera alla Toscana, da Roma a San Benedetto del Tronto, passando per Ancona, Osimo, Jesi e Macerata.
Il successo dell'iniziativa è legato anche alla particolarità del gioco scelto. Il richiamo di Cthulhu, a differenza di molti giochi di ruolo più conosciuti, non punta sul combattimento. I protagonisti sono investigatori comuni, non eroi dotati di poteri straordinari, e per vincere bisogna soprattutto indagare, raccogliere indizi e arrivare alla soluzione del mistero.
A complicare le cose c'è la sanità mentale, una caratteristica fondamentale della scheda del personaggio. Ogni scoperta, infatti, può avere conseguenze anche sull'equilibrio psicologico dell'investigatore.
La formula del torneo è precisa: cinque giocatori per squadra, con cinque personaggi uguali per ogni team. Ogni personaggio dispone di una scheda dettagliata che ne racconta passato, segreti e obiettivi. A guidare ogni squadra nell'avventura sono due master, che raccontano la storia e gestiscono le regole.
Alla fine vengono premiate sia le migliori interpretazioni individuali sia le squadre che riescono ad avvicinarsi maggiormente alla soluzione del mistero.
A conquistare il primo posto nell'edizione 2026 sono stati gli American Grugniti. Secondi classificati Guelfi, Ghibellini e Shoggottini, mentre sul terzo gradino del podio sono saliti i Minions & Master.
Numerosi anche i riconoscimenti individuali per le migliori interpretazioni. I premi sono andati a Giulia La Rocca e Andrea Capetti dei Guelfi, Ghibellini e Shoggottini; Beatrice Velluti e Andrea Arditi degli American Grugniti; Alberigo Villani e Kristian Sensini dei Miskatonic's Dottorini; Pico Boni e Alessandra Flamini dei Guelfi, Ghibellini e Shoggottini; Tommaso Colonna e Gioacchino Romani dei Minions & Master.
La serata conclusiva non è stata però soltanto un momento di premiazione. Durante l'appuntamento è stato presentato anche il libro di Kristian Sensini, “Dadi, Maghi & Draghi, il gioco di ruolo come strumento educativo”, dedicato alle potenzialità del gioco di ruolo anche in ambito educativo.
Spazio inoltre all'anteprima di “Umbra”, un nuovo gioco di ruolo che sarà presto disponibile online.
Dopo 25 edizioni, il Torneo di Lido Bello continua così a portare a Porto Potenza giocatori e master provenienti da territori sempre più lontani. Un appuntamento nato quasi per gioco dall'amicizia e dalla passione di alcuni ragazzi e diventato, anno dopo anno, una realtà capace di resistere al tempo e alle mode.
Tra dadi, indizi, personaggi e misteri da risolvere, Cthulhu continua dunque a dare appuntamento a Porto Potenza. E quella iniziata nel 2001 sembra una storia ancora tutta da scrivere.
Con la magia del tradizionale spettacolo pirotecnico alle porte del borgo medievale si sono ufficialmente conclusi i festeggiamenti in onore di San Marone, Santo Patrono di Civitanova Marche. Azienda Teatri e Comune hanno promosso, tra gli appuntamenti, una due giorni di eventi nella Città Alta, con il supporto dello special partner Banca Macerata.
Le manifestazioni in calendario nella due giorni nella Città Alta hanno registrato un’ottima risposta di pubblico, che ha applaudito con entusiasmo la qualità delle proposte artistiche messe in scena nella splendida cornice di piazza della Libertà. Il via alle esibizioni è scattato lunedì 17 agosto con il concerto della Macapea Band e la partecipazione straordinaria di Tony Esposito: un emozionante omaggio a Pino Daniele realizzato in collaborazione con l’associazione Cluana Musica. Martedì 18 agosto è stata invece la volta di Filippo Graziani, che ha accompagnato gli spettatori in un viaggio intimo ed evocativo alla scoperta del repertorio del padre Ivan Graziani, in uno show curato in collaborazione con IMARTS.
Prima del gran finale, sul palco ci sono stati i saluti istituzionali. “San Marone è l’occasione per ritrovarsi insieme e sentirci comunità – ha detto il sindaco di Civitanova, Fabrizio Ciarapica –. Vedere una piazza così piena di gente che ha scelto di passare un momento di condivisione è per noi una grande soddisfazione”. La presidente dei Teatri, Maria Luce Centioni, ha ringraziato il pubblico, definendolo “una presenza preziosa per queste manifestazioni. È un orgoglio appartenere a questa comunità”, e ha poi salutato la direttrice dell’Azienda, Paola Recchi, ringraziandola per la sua dedizione all’attività culturale della città. Francesco Serafini, direttore della filiale di Civitanova di Banca Macerata, ha quindi sottolineato come il suo istituto voglia “crescere con il territorio, prendendosi cura di esso. Per questo siamo vicini a eventi come questo”.
Allo scoccare della mezzanotte di martedì, tutti gli occhi si sono infine rivolti al cielo per ammirare lo spettacolare show pirotecnico firmato dalla Pirotecnica Di Fabio Srl, che ha suggellato nel migliore dei modi l’edizione di quest’anno.
L’iniziativa ha confermato ancora una volta il forte legame della comunità con le proprie radici culturali e festive, integrando spettacolo e tradizione in un’atmosfera di condivisione. Notevole partecipazione si è registrata anche alla Cozzata de Santo Maro, lo storico appuntamento gastronomico promosso nella due giorni dalla Pro Loco di Civitanova Alta
POTENZA PICENA – Il Pincio si è trasformato ancora una volta in un suggestivo palcoscenico a cielo aperto per la quinta edizione di “Pianoforte al Tramonto”, l’appuntamento organizzato dalla Pro Loco di Potenza Picena che domenica 16 agosto ha chiuso la stagione estiva con una serata all’insegna della musica, della cultura e dell’incontro.
Un’edizione particolarmente partecipata, con gli spazi del Pincio gremiti da un pubblico numeroso, a conferma della crescente attenzione nei confronti di una manifestazione che negli anni ha saputo costruire una propria identità, unendo il fascino del paesaggio alla qualità delle esibizioni musicali.
Sul palco si sono alternati Maria Spinaci, Maria Sole Fabbracci, Matilde Carestia, Tommaso Ferranti, Lucia e Giorgia Nicolini, quest’ultima al flauto traverso, e Manuela Belluccini. Ospite internazionale della serata è stato il pianista polacco Wojciech Bartosz Karnowski, presenza che ha segnato un ulteriore passo nel percorso di crescita della manifestazione.
Il programma ha accompagnato il pubblico attraverso epoche e linguaggi differenti, dal repertorio classico e romantico alle composizioni del Novecento, proponendo una serata caratterizzata dalla varietà dei brani e degli interpreti.
La partecipazione di Karnowski ha dato alla quinta edizione una particolare valenza internazionale. Un legame con la Polonia che è stato sottolineato anche dalla presenza della console onoraria della Repubblica di Polonia, Cristina Gorajski Visconti, arrivata da Ancona per assistere alla serata.
Presenti anche il sindaco di Potenza Picena Noemi Tartabini, il vicesindaco Giuseppe Castagna e l’assessore al Turismo, Spettacolo e Cultura Michele Galluzzo.
Il progetto nato dall’incontro tra Potenza Picena e la Polonia proseguirà a settembre. Il 24 settembre, a Danzica, sarà infatti la giovane pianista potentina Maria Sole Fabbracci, già protagonista delle precedenti edizioni di “Pianoforte al Tramonto”, a rappresentare Potenza Picena nell’ambito dello scambio musicale internazionale.
Un percorso che amplia così gli orizzonti della manifestazione, mantenendo però al centro la valorizzazione dei giovani talenti e dei musicisti del territorio.L’iniziativa è stata curata da Sebastiano Carestia e dal direttore artistico Samuele Travaglini, con la conduzione di Giulia Ciarlantini.
Anche in questa edizione non è mancato il dialogo tra musica e arti visive. L’artista Roberto Carlocchia ha realizzato una serie di opere numerate ispirate a “Pianoforte al Tramonto”, contribuendo a rafforzare la dimensione artistica dell’evento.
A fare da elemento distintivo, ancora una volta, è stato il Pincio, con il panorama e la luce del tramonto a fare da cornice naturale alle esibizioni. Una formula che negli anni è diventata parte integrante dell’identità della manifestazione, mettendo insieme musica, paesaggio e bellezza.
La quinta edizione ha così confermato la forza di una formula capace di unire qualità musicale e valorizzazione del territorio, consolidando “Pianoforte al Tramonto” come uno degli appuntamenti culturali più apprezzati e partecipati dell’estate di Potenza Picena.
LORO PICENO – Una serata per riscoprire la storia, le tradizioni e le radici della Marca Picena attraverso gli scritti e il lavoro di due studiosi che hanno dedicato gran parte della loro vita alla conoscenza e alla valorizzazione del territorio.
Nella cornice della Festa del Vino Cotto di Loro Piceno, mercoledì 19 agosto, alle ore 21, il “Giardino culturale - L’orto dei pensieri”, in vicolo Campo Vaccino 6, ospiterà un convegno dedicato a Nazzareno e Mario Graziosi, fratelli accomunati dall’amore per la propria terra e oggi ricordati per il prezioso patrimonio culturale che hanno lasciato.
Nazzareno Graziosi è stato un appassionato studioso della civiltà picena, mentre Mario Graziosi ha dedicato il proprio impegno alla conoscenza e alla divulgazione delle tradizioni popolari e contadine. Due percorsi differenti ma profondamente legati, capaci di raccontare la Marca Picena attraverso epoche diverse: dalle origini più antiche fino alla vita quotidiana delle generazioni che hanno preceduto quella attuale.
Entrambi scomparsi, hanno lasciato libri, documenti e testimonianze che rappresentano oggi un'importante eredità culturale. Un patrimonio attraverso il quale è possibile conoscere meglio chi fossero realmente i Piceni e, allo stesso tempo, riscoprire il mondo dei nostri nonni e bisnonni, fatto di lavoro nei campi, tra ulivi, vigne e grano, di animali nelle stalle e di una vita scandita dai ritmi della natura.
Un viaggio nella memoria, dunque, che vuole essere anche uno spunto per riflettere sul presente e sul futuro. Riscoprire ciò che appartiene alla propria storia per comprendere meglio chi siamo e scegliere con maggiore consapevolezza dove andare.
Alla serata prenderanno parte esponenti del mondo istituzionale, culturale e della divulgazione.
Saranno presenti il sindaco di Loro Piceno Robertino Paoloni e il sindaco di Colmurano Mirko Mari, insieme a Giovanni Mochi, presidente dell'associazione culturale “WikiLoro”, Fernando Morganti, esperto di attrezzi contadini e del loro utilizzo, il dottor David Lambertucci, studioso di storia, e il giornalista Fernando Pallocchini, direttore de “La Rucola”.
Particolarmente significative saranno le testimonianze familiari. Leonardo Luchetti, nipote di Mario Graziosi, porterà il proprio ricordo, mentre Walter Ferranti, cognato dei due fratelli, leggerà alcuni dei loro scritti.
Cupi di Visso festeggia un traguardo storico con la 25ª edizione della Mostra del Pecorino e dei Tesori della Sibilla, in programma sabato 22 agosto. Un quarto di secolo dedicato alla valorizzazione delle tradizioni, della storia e delle eccellenze enogastronomiche del territorio dei Monti Sibillini.
La manifestazione, particolarmente sentita dalla comunità dei "cupatti", sarà organizzata dal Comitato Festeggiamenti Cupi di Visso, con il sostegno delle aziende agricole locali di Cupi e Macereto e di diversi sponsor privati. L'iniziativa gode inoltre del patrocinio del Comune di Visso, del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e della Federazione Provinciale Coldiretti Macerata.
Un quarto di secolo nel segno della pastorizia
La Mostra del Pecorino affonda le proprie radici nella storia di Cupi, comunità da sempre profondamente legata alla pastorizia e alla transumanza. Per generazioni, i pastori della zona hanno percorso a piedi le vie verso la Maremma e l'Agro Pontino, portando con sé tradizioni e conoscenze che ancora oggi rappresentano una parte importante dell'identità locale.
La festa diventa così anche un momento di incontro tra residenti, abitanti delle seconde case, parenti e amici che durante l'estate tornano a riunirsi nella frazione, mantenendo vivo il legame con le storie e le usanze del passato.
Una giornata tra formaggio, storia e fotografia
Il programma prenderà il via già dalla mattina con gli stand dedicati ai prodotti tipici locali e le degustazioni, che proseguiranno per l'intera giornata. Alle 10:30 spazio a una dimostrazione dal vivo della produzione del formaggio, durante la quale verrà mostrata la lavorazione artigianale del latte secondo gli antichi metodi della tradizione pastorale.
Alle 11 sarà invece protagonista la memoria con la presentazione di alcuni oggetti storici appartenenti al Museo della Pastorizia, attualmente chiuso a causa dei danni provocati dal sisma. Per l'occasione sarà possibile tornare ad ammirare strumenti e oggetti caratteristici della civiltà agropastorale, tra cui campani, callari, tascapane, cosciali, reti per la mandria, funi da doma e uncini per la mungitura.
Un'occasione per riportare alla luce un patrimonio che racconta la vita quotidiana delle comunità montane e che, attraverso questi manufatti, continua a essere tramandato alle nuove generazioni.
La pastorizia raccontata attraverso le immagini
Tra gli appuntamenti più significativi della giornata ci sarà anche l'inaugurazione della mostra fotografica "La pastorizia a Cupi fra passato e presente", realizzata in occasione del decennale dal sisma.
La raccolta propone immagini che attraversano un arco temporale compreso tra gli anni Ottanta e gli anni Duemila, raccontando attività, persone e momenti della vita della comunità agro-pastorale dell'Appennino marchigiano.
Gli scatti sono firmati dal fotografo Roberto Ercolani e rappresentano una testimonianza visiva della storia di Cupi e del suo rapporto con la pastorizia. Alle 12 sono quindi previsti i saluti istituzionali alla presenza delle autorità.
Nel pomeriggio lo show cooking di Vittoria Tassoni
La festa proseguirà anche nel pomeriggio con gli stand dei produttori e la presenza delle aziende di Campagna Amica Coldiretti, oltre allo street food con alcune delle migliori specialità marchigiane.
Alle 16:30 la manifestazione si concluderà con uno speciale appuntamento dedicato alla cucina: uno show cooking curato da Vittoria Tassoni, rinomata cuoca dell'Alleanza e formatrice Slow Food.
Tassoni proporrà una lezione di cucina aperta al pubblico, reinterpretando i sapori della tradizione attraverso una ricetta pensata appositamente per l'occasione.
A presentare i diversi momenti della giornata sarà la giornalista Barbara Olmai, mentre l'organizzazione sarà affidata alla passione dei volontari del Comitato e al sostegno degli sponsor del territorio.
SAN SEVERINO MARCHE – Una grande partecipazione di pubblico ha accompagnato i festeggiamenti in onore di San Lorenzo nella frazione di Isola. La manifestazione “Isola in festa”, patrocinata dal Comune, ha animato il borgo con una due giorni all’insegna della tradizione, della condivisione e della riscoperta della comunità.
Il programma si è aperto con una gara di briscola a coppie, che ha coinvolto numerosi partecipanti mettendo in palio ricchi premi. Il giorno successivo il momento centrale della manifestazione è stato rappresentato dalla solenne celebrazione eucaristica, presieduta da padre Luciano Genga, guardiano del Santuario di San Pacifico.
La Santa Messa ha richiamato fedeli dalla comunità e dalle frazioni vicine. Alla celebrazione hanno partecipato anche il sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, e il presidente del Consiglio comunale, Sandro Granata, che al termine si sono intrattenuti con i cittadini per un momento conviviale.
Particolarmente significativo è stato anche il momento dedicato all’arte e alla storia della frazione. In occasione della visita è stata infatti presentata al primo cittadino settempedano la preziosa statua lignea di San Lorenzo, custodita all’interno della chiesa di Isola.
L’opera è stata realizzata dallo scultore Domenico Poloni, artista originario della frazione settempedana che da anni vive a Capannori, in provincia di Lucca. Nel Comune toscano Poloni ha allestito e curato diverse mostre, lavorando materiali differenti, dalla pietra di Matraia al marmo, dal legno fino ai comuni sassi.
La presenza della statua ha rappresentato un ulteriore momento di valorizzazione del patrimonio artistico e religioso di Isola, inserendosi perfettamente nello spirito della manifestazione, nata anche con l’intento di riportare attenzione e vitalità nel piccolo borgo.
La festa si è conclusa in allegria con una serata danzante, accompagnata dalla musica di Andrea Pugnotti e Michela Serretti. Un momento di festa che ha coinvolto abitanti e visitatori, chiudendo una due giorni caratterizzata da partecipazione e voglia di stare insieme.
Al termine dell’evento, gli organizzatori hanno espresso grande soddisfazione per la riuscita della manifestazione e hanno affidato ai ringraziamenti il bilancio di questa prima esperienza.
«Avevamo un piccolo grande sogno: far rivivere e far conoscere Isola e speriamo di esserci riusciti. Grazie a tutti quelli che hanno partecipato e creduto in questo progetto. Grazie a chi continua a curare le case e i luoghi di questo luogo magico, grazie a chi ha aiutato, grazie agli abitanti, grazie a chi è venuto anche solo per un saluto, grazie a padre Luciano e grazie all’Amministrazione comunale per averci appoggiato, aiutato e per aver partecipato e festeggiato con noi».
“Isola in festa” ha così centrato l’obiettivo di riportare la frazione al centro della vita della comunità, attraverso fede, tradizione, cultura e convivialità. Un appuntamento che gli organizzatori auspicano possa diventare un momento fisso nel calendario del territorio.
Lunedì 17 agosto si entra nella parte finale dei festeggiamenti del Santo Patrono di Civitanova Marche, San Marone, con una due giorni di spettacoli nella città alta promossi da Comune e Azienda dei Teatri, con special partner Banca Macerata.
Si incomincerà proprio domani, dalle ore 21.30, in piazza della Libertà, con il concerto della Macapea Band con special guest Tony Esposito, con un omaggio a Pino Daniele. La serata è in collaborazione con l’associazione Cluana Musica.
Martedì 18 agosto 2026 invece, sempre dalle 21.30 in piazza della Libertà, si esibirà Filippo Graziani con Ottanta - Buon compleanno Ivan per celebrare l’80° compleanno di Ivan Graziani. Show in collaborazione con IMARTS.
Quindi, sempre martedì 18 agosto e dopo lo spettacolo di Graziani, allo scoccare della mezzanotte tutti gli occhi saranno puntati al cielo, con lo spettacolo pirotecnico che segnerà la conclusione delle manifestazioni di quest’anno per il Santo Patrono.
Gli spettatori potranno assistere al lancio dai giardini del Pincio e da via Borgo Casette, via del Pincio, via della Repubblica, via del Sole e dal Tirassegno. I fuochi partiranno in un’area che si trova a sud della città alta. Lo spettacolo è curato dalla Pirotecnica Di Fabio Srl.
Da segnalare il 17 e 18 agosto a Civitanova Alta, al piazzale della Tranvia, la Tradizionale Cozzata de Santo Maro, con stand gastronomici aperti dalle 19 a cura della Pro Loco di Civitanova Alta. Nella due giorni prevista anche l’apertura straordinaria della Pinacoteca Moretti dalle 21 alle 24.
Le due serate in piazza della Libertà sono ad ingresso libero e ci sarà disponibilità di collegamento con bus navetta gratuita ai parcheggi dei Frati e dell’Itcg (dalle 19 all’1).
Due giorni di musica, spettacoli e intrattenimento per chiudere l'estate con il Cluana Festival. Il 22 e 23 agosto l'area del Mercato Ittico di Civitanova Marche si trasformerà in un grande palcoscenico per il gran finale del progetto promosso dai ragazzi di CB Culture, dopo l'esperienza del Cluana Hub alla Palazzina Sud.
La sfida, quest'anno, raddoppia: il festival si svilupperà infatti su due giornate, con l'obiettivo di superare i numeri della passata edizione e coinvolgere il pubblico in un'esperienza fatta di musica, incontri, performance e condivisione.
Il programma accompagnerà Civitanova dal tramonto fino a notte fonda, con un mix di live music, DJ set, performance artistiche e intrattenimento. Tra i primi nomi annunciati figurano Promessa e Prima Stanza a Destra, pronti a salire sul palco per animare le due serate.
Il festival rappresenta il coronamento del percorso del Cluana Hub, che nelle scorse settimane ha trasformato la Palazzina Sud in uno spazio dedicato a cultura, musica e socialità, con una partecipazione trasversale di pubblico.
"Il Cluana Festival rappresenta il coronamento di un percorso che ha visto la nostra città scommettere con coraggio sul talento e sulla creatività dei giovani", sottolinea il sindaco Fabrizio Ciarapica, che evidenzia come l'esperienza del Cluana Hub abbia trasformato la Palazzina Sud in "un laboratorio d'avanguardia, capace di richiamare tantissime persone di tutte le età".
Sulla stessa linea l'assessore al Turismo Mara Orazi, che ha ringraziato l'amministrazione e i ragazzi coinvolti nel progetto, sottolineando l'obiettivo di dare continuità al lavoro svolto con il Cluana Hub e fare del festival "un punto di riferimento per l'estate marchigiana".
A sostenere l'iniziativa anche il Banco Marchigiano, main partner del progetto, insieme al comune di Civitanova Marche, agli sponsor, ai partner e alle realtà del territorio. Il Cluana Festival si prepara dunque a chiudere il percorso estivo con due appuntamenti al Mercato Ittico, nel segno della musica e della creatività giovanile.
Prosegue la sesta edizione del Friku Festival, rassegna itinerante dedicata alle arti performative e pensata soprattutto per bambini e famiglie, ma capace di coinvolgere spettatori di tutte le età.
Il prossimo appuntamento è in programma domenica 16 agosto alle 21, all'Orto dei Pensieri di Loro Piceno, con Daigoro Performer e Voilà magia senza trucco. Lo spettacolo di street magic mette insieme magia, improvvisazione e coinvolgimento del pubblico, trasformando gli spettatori in parte integrante della performance.
Daigoro, nome d'arte di Stefano Dalessandro, si è avvicinato alla magia da giovanissimo e ha successivamente portato la propria esperienza nelle piazze e nei borghi italiani, unendo prestidigitazione, arte di strada e clown.
Il festival tornerà poi martedì 18 agosto alle 21 a Serrapetrona, in Piazza Santa Maria, con Kalù Stripp Show di Kalù, alias Luca Puzio. Giocoleria, clown, improvvisazione e numeri circensi saranno gli elementi di uno spettacolo costruito sul rapporto diretto con il pubblico.
La performance alterna tecnica e comicità, con numeri che comprendono anche la giocoleria con i piedi, disciplina particolarmente approfondita dall'artista nel corso della sua formazione.
Il Friku Festival, organizzato dall'Associazione ArTime APS nell'ambito del progetto Marche in Strada, proseguirà nel territorio maceratese anche nelle prossime settimane. Dopo Loro Piceno e Serrapetrona, il 28 agosto sarà la volta di Camporotondo di Fiastrone, dove Toni Dimondi porterà in scena Kon Karma, spettacolo di marionette.
Sarà il Nico Gori Youth Trio a chiudere il calendario finora annunciato di “Fuori dal Guscio – Traiettorie musicali e di gusto”, la rassegna estiva firmata Mescola che porta a Civitanova Marche musica jazz, mare e proposte gastronomiche.
L'appuntamento è per martedì 18 agosto alle 21 all'Otto Seaside, dove saliranno sul palco Nico Gori al clarinetto e sax, Linda Berdicchia alla voce e Federico Frassi al pianoforte.
Il trio proporrà una rilettura degli standard del jazz americano, reinterpretati attraverso la voce e i testi di Linda Berdicchia, con un approccio che mescola ironia e tradizione. A completare la formazione saranno il clarinetto e il sax di Gori e il pianoforte di Frassi.
Nico Gori è tra i protagonisti della scena jazz italiana e nel corso della sua carriera ha spaziato tra swing, jazz, musica classica, funky e acid jazz, collaborando con festival, club, orchestre e progetti internazionali.
La serata rappresenterà un nuovo appuntamento della rassegna che, nel corso dell'estate, ha proposto incontri tra musica e convivialità, con l'obiettivo di accompagnare le serate sulla costa civitanovese attraverso concerti e proposte gastronomiche.
Il calendario musicale proseguirà poi giovedì 20 agosto con un appuntamento ancora in definizione, mentre il 27 agosto sarà protagonista Peppe Swing, dedicato alle atmosfere dello swing.
La domenica continuerà invece con “Sunset Ritual”, appuntamento dedicato al tramonto sul mare tra musica, gusto e il dj set di Francesco Campetella, accompagnato ogni settimana da uno strumento live diverso.
Il centro storico di Cingoli si prepara a trasformarsi in una grande vetrina dedicata ai vini marchigiani con la 13ª edizione di Calici dal Balcone, in programma lunedì 16 e martedì 17 agosto.
La manifestazione, organizzata dal Comitato cingolano della Croce Rossa Italiana insieme all'Amministrazione comunale, porterà nel cuore del centro storico i vini di 37 cantine marchigiane, accompagnati da proposte gastronomiche, musica e spettacoli.
I vini saranno disponibili attraverso i ticket acquistabili alle casse all'ingresso dell'area della manifestazione. I tagliandi potranno essere utilizzati anche per acquistare il cibo nelle cinque taverne allestite in diversi punti del centro: crescia, pasta, carne alla brace e fritto, oltre a una nuova area dedicata agli adolescenti.
Non mancheranno gli appuntamenti dedicati alla degustazione. Lunedì e martedì, alle 20.15 al Cortile Rossetti, sono previste degustazioni rispettivamente di vini bianchi e rossi. In programma anche due incontri dedicati all'olio extravergine di oliva, lunedì e martedì alle 19 in via Roma.
Ad accompagnare le due serate ci saranno artisti di strada, dj, beatbox, trampolieri luminosi, esibizioni di rapaci, draghi itineranti, sax e fisarmonica. Previste performance speciali sia per l'apertura di lunedì alle 18.15 sia per la chiusura di martedì sera.
Spazio anche ai più piccoli con “Calici dei Balocchi”, allestito in Piazza Vittorio Emanuele II con truccabimbi, palloncini, marionette, baby dance, gonfiabili, dolci e altre attività.
La manifestazione sarà inoltre occasione per promuovere il progetto “Mettiamoci sulla Buona Strada”, dedicato alla sensibilizzazione sul consumo responsabile di alcol. All'ingresso saranno distribuiti alcoltest agli automobilisti e buoni per bevande analcoliche e cibo. Per i bambini sono previsti anche percorsi e giochi dedicati alla sicurezza stradale.
Per chi arriverà da fuori Cingoli saranno disponibili parcheggi con bus navetta dagli impianti sportivi e dal parcheggio di Borgo San Lorenzo, oltre a servizi igienici e posti auto riservati alle persone con disabilità.
Sarà Leo Gassmann il protagonista dell'anteprima di Onda d'Arte, la rassegna civitanovese dedicata all'arte di strada che tornerà sabato 29 agosto con una giornata di musica, teatro, danza e spettacoli.
L'appuntamento è per venerdì 28 agosto, dalle 21.30, allo spiazzo del mercato ittico, che ospiterà Prima dell'Onda, una serata pensata come apertura della manifestazione e dedicata alla musica d'autore contemporanea.
Sul palco salirà Gassmann con il suo Vita Vera Paradiso Summer Tour. L'artista romano, vincitore delle Nuove Proposte al Festival di Sanremo 2020 con Vai bene così, presenterà i brani del suo ultimo album Vita Vera Paradiso, anticipato sul palco dell'Ariston dal singolo Naturale. Lo spettacolo alternerà i brani del repertorio a momenti più intimi di dialogo con il pubblico.
La serata sarà accompagnata anche dalla musica dei Classici Contemporanei, formazione che proporrà un percorso attraverso la canzone d'autore italiana, da Lucio Dalla e Lucio Battisti fino a Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Max Gazzè, Samuele Bersani, Cesare Cremonini, Brunori Sas e Calcutta. La band è composta da Lorenzo Girelli, Davide Di Luca, Giacomo Piccinini, Mauro Rosati e Fabio Andrenacci. Ad accompagnare la performance ci sarà inoltre la voce dell'attrice marchigiana Greta Zamparini, diplomata al Piccolo Teatro di Milano.
L'anteprima anticiperà di 24 ore il programma vero e proprio di Onda d'Arte, in calendario sabato 29 agosto. Per l'intera giornata il centro di Civitanova sarà animato da musica, danza, teatro, arte di strada, esposizioni, attività per bambini, gaming, talk e spazi dedicati a food & drink.
La seconda edizione della manifestazione, promossa dall'Azienda Teatri di Civitanova e dal Comune di Civitanova Marche, con la direzione artistica di Vanessa Spernanzoni, nasce per valorizzare il rapporto della città con il mare attraverso una grande festa collettiva.