Un cambiamento strutturale per alleggerire la pressione sui pronto soccorso marchigiani, ridurre il sovraffollamento e velocizzare i ricoveri. La Giunta regionale ha approvato una delibera che introduce nuove misure operative per contrastare il fenomeno del boarding, ovvero la lunga e spossante permanenza nei locali dell'emergenza-urgenza di quei pazienti già destinati al ricovero ma bloccati in barella in attesa che si liberi un posto letto nei reparti.
Il piano punta a ridisegnare i flussi assistenziali, sfruttando in modo strategico le strutture territoriali. "È un primo passo per migliorare l’organizzazione del sistema", spiega l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro.
"In attesa di un progressivo rafforzamento dei posti letto sul territorio, su cui stiamo lavorando per i prossimi anni, interveniamo subito sui percorsi - prosegue Calcinaro -: una quota di posti negli Ospedali di Comunità sarà riservata proprio ai pazienti provenienti dal pronto soccorso e a quelli stabilizzati in uscita dai reparti per acuti. In questo modo favoriremo il turn-over, renderemo i percorsi più fluidi e libereremo posti negli ospedali principali".
Il cuore del provvedimento si focalizza sulla gestione quotidiana dei flussi ospedalieri. La delibera impone alle sezioni sanitarie una programmazione rigida e giornaliera dei posti letto disponibili. Alle singole aziende sanitarie viene espressamente richiesto di distribuire le dimissioni dei pazienti lungo tutto l'arco della settimana, fine settimana compresi, modificando e modulando le attività interne in base ai periodi dell'anno a maggiore affluenza, come le festività o le classiche epidemie stagionali.
Per rendere efficiente il piano, la Regione punterà sul potenziamento dei sistemi informatici, che dovranno monitorare in tempo reale e in modo trasparente la disponibilità dei letti in ogni reparto.
L'organizzazione interna degli ospedali vedrà il rafforzamento di due figure chiave per la gestione dei pazienti. La prima è il bed manager, il professionista responsabile della gestione e dell'assegnazione dei ricoveri a livello centrale. La seconda è il flow manager, che opererà direttamente all'interno dei pronto soccorso per coordinare i percorsi delle persone ed evitare rallentamenti nell'assistenza.
Nelle situazioni di massima pressione, e laddove la logistica dei singoli ospedali lo consenta, verranno inoltre attivate delle unità temporanee di supporto al pre-ricovero e alle dimissioni, strutture nate per gestire i passaggi di ingresso e uscita alleggerendo il carico sulle prime linee dell'emergenza.
Le nuove linee guida, condivise con i professionisti della sanità marchigiana, segnano l'inizio di un percorso organizzativo progressivo. Sarà compito dell'Ars (Agenzia Regionale Sanitaria) istituire un gruppo di coordinamento multiprofessionale per monitorare costantemente i risultati, definire indicatori comuni e promuovere modelli uniformi in tutte le province, con l'obiettivo finale di garantire risposte più rapide e cure più efficaci ai cittadini.
ANCONA – La macchina della sanità marchigiana si attiva a scopo preventivo di fronte all'evoluzione del quadro sanitario internazionale. La Regione Marche sta seguendo con estrema attenzione gli aggiornamenti relativi al focolaio da Hantavirus Andes, un’infezione recentemente collegata alla nave MV Hondius.
"Al momento la situazione sul territorio locale è sotto totale controllo", fa sapere la Regione: "Non si registrano casi sospetti o confermati, né risultano cittadini marchigiani coinvolti nel cluster transnazionale. Il monitoraggio viene condotto in costante raccordo con il Ministero della Salute e attraverso l'analisi dei dati ufficiali forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Centro europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie. Le prime valutazioni degli esperti indicano un livello di rischio molto basso, uno scenario che non richiede l’adozione di misure straordinarie ma che spinge il sistema sanitario a mantenere alti i livelli di allerta e preparazione".
Sul fronte operativo, l’amministrazione regionale ha già promosso i primi incontri tecnici per delineare le linee guida da attivare in caso di necessità. L'assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro, ha precisato che l’esperienza maturata durante la pandemia da Covid-19 ha lasciato in eredità una struttura organizzativa solida e già collaudata, capace di rispondere prontamente alle emergenze. "L'obiettivo attuale è garantire una vigilanza costante, focalizzandosi in particolare sulla verifica delle scorte dei dispositivi di protezione, mantenendo un canale diretto con il Ministero e gli organismi internazionali per gestire la vicenda con il dovuto rigore e senza cedere a ingiustificati allarmismi".
"In linea con le direttive ministeriali, sono state avviate le procedure formali per individuare il polo diagnostico regionale di riferimento per l’Hantavirus, che avrà sede presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche ed entrerà a far parte della rete nazionale. Parallelamente, è stato attivato un coordinamento strategico che unisce i Dipartimenti di prevenzione, i presidi ospedalieri e la rete dei laboratori locali. Questa sinergia punta a garantire la massima tempestività nell’eventuale tracciamento dei casi, l'uniformità delle azioni mediche e la totale sicurezza degli operatori sanitari, consolidando il legame tra le strutture ospedaliere, la medicina del territorio e la sanità pubblica".
Per i cittadini che volessero approfondire la natura dell'infezione e seguire l'evoluzione della situazione, le autorità consigliano di consultare esclusivamente i canali ufficiali. Informazioni dettagliate e costantemente aggiornate sono disponibili sulle sezioni dedicate nei portali web del Ministero della Salute, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Centro europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie Infettive.
Una giornata di alto profilo scientifico, professionale e umano per accendere i riflettori su un aspetto cruciale, ma spesso poco conosciuto, della sanità contemporanea: l’assistenza infermieristica fuori dalle corsie d’ospedale.
Ha registrato uno straordinario successo di pubblico il convegno “Le realtà assistenziali non ospedaliere”, organizzato nei giorni scorsi dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Macerata presso l’Auditorium Unimc “Ex Banca Marche”, con il patrocinio dell'Università di Macerata e dell'Ast.
L'evento, accreditato Ecm e aperto a tutte le professioni sanitarie, ha visto una massiccia partecipazione di camici bianchi, confermando l'interesse strategico per la medicina del territorio e di prossimità.
Sotto la direzione scientifica della dottoressa Lucia Giuliani, i lavori si sono aperti con i saluti del dottor Pinciaroli (Fnomceo) e del dottor Roberto Scendoni (Unimc), che hanno lodato l'alto livello multidisciplinare dell'iniziativa.
Il presidente dell’OPI Macerata, Sandro Di Tuccio, ha inaugurato le relazioni affrontando il tema dell’infermieristica nelle forze armate, portando la propria esperienza decennale in Marina Militare per spiegare la capacità di autonomia clinica e gestione dello stress richiesta a bordo di una nave o in scenari critici internazionali.
Subito dopo, i dottori Luigi Sammarco e Walter Piviero hanno illustrato il delicato equilibrio tra assistenza sanitaria e sicurezza pubblica nel Servizio Sanitario della Polizia di Stato, mentre la dottoressa Marta Pappacena ha delineato il ruolo, dinamico e ad alta responsabilità, dei professionisti inseriti nel corpo della Guardia di Finanza.
Il focus si è poi spostato sulle grandi crisi. Il dottor Marco Troiani ha catturato l'attenzione della platea parlando di medicina delle catastrofi e della complessa gestione del triage e delle risorse durante le maxi-emergenze e le calamità naturali. Una testimonianza toccante è arrivata dalla dottoressa Maria Grazia Ombrosi sull’assistenza nelle organizzazioni umanitarie, un intervento che ha rimarcato il valore etico della professione capace di superare ogni confine per difendere la dignità umana in contesti di estrema povertà sanitaria.
Di forte impatto anche la relazione della dottoressa Consuelo Quaglia sull’infermieristica penitenziaria, un ambiente ad altissima complessità dove l’operatore si confronta quotidianamente con fragilità psicologiche, dipendenze, patologie croniche e con il dovere di garantire il diritto alla salute come strumento di umanizzazione e inclusione dietro le sbarre.
A chiudere la sessione scientifica è stata la dottoressa Giulia Moriconi, che ha acceso i riflettori sulla figura dell’infermiere scolastico e del convitto. Si tratta di un ruolo ancora poco diffuso in Italia ma fondamentale nella sanità del futuro, finalizzato alla promozione della salute in età evolutiva, al supporto degli studenti minori con fragilità e alla creazione di reti solide tra le famiglie, le scuole e i servizi territoriali.
Il convegno ha dimostrato la straordinaria versatilità di una professione in continua evoluzione. Con questa giornata, l'OPI di Macerata ha ribadito il proprio impegno nel promuovere la crescita culturale del territorio e nel valorizzare competenze specialistiche che si rivelano ormai pilastri insostituibili per l'intero sistema sociosanitario moderno.
Per molti anni la creatina è stata considerata quasi esclusivamente un integratore legato al mondo dello sport. Oggi però la ricerca scientifica sta cambiando profondamente questa visione. Negli ultimi anni, infatti, numerosi studi hanno iniziato a mostrare come la creatina possa avere effetti che vanno ben oltre l’aumento della forza muscolare, coinvolgendo anche cervello, metabolismo e invecchiamento.
La creatina è una sostanza naturalmente presente nel nostro organismo e si trova soprattutto nei muscoli e nel cervello, cioè nei tessuti che richiedono grandi quantità di energia. Il suo ruolo principale è aiutare la rapida produzione di ATP, la principale fonte energetica delle cellule. È proprio questo meccanismo a spiegare perché oggi la creatina venga studiata in ambiti molto diversi tra loro.
I benefici più solidi e documentati restano quelli sul sistema muscolare. La creatina monoidrato è uno degli integratori più studiati al mondo per migliorare forza, potenza e performance negli esercizi ad alta intensità. Ma ciò che sta attirando sempre più attenzione è il suo possibile ruolo durante l’invecchiamento. Con l’età tendiamo infatti a perdere progressivamente massa e funzione muscolare, un fenomeno noto come sarcopenia. Diversi studi mostrano che, soprattutto se associata all’attività fisica contro resistenza, la creatina può aiutare a mantenere massa magra e forza anche negli adulti più anziani.
Negli ultimi anni anche il cervello è diventato un importante campo di ricerca. Alcune revisioni scientifiche suggeriscono che l’integrazione di creatina possa avere effetti positivi su memoria, attenzione e affaticamento mentale, soprattutto in situazioni di stress metabolico come privazione di sonno, forte stanchezza o invecchiamento. Il cervello, infatti, è uno degli organi con il più elevato consumo energetico del corpo umano.
La ricerca sta valutando anche un possibile ruolo neuroprotettivo della creatina in condizioni come declino cognitivo, depressione e malattie neurodegenerative. Al momento, però, gli studiosi invitano alla cautela: le evidenze sono promettenti ma ancora preliminari, e serviranno ulteriori studi per confermare questi effetti.
Un altro ambito emergente riguarda metabolismo e infiammazione. Alcuni lavori suggeriscono che la creatina possa contribuire indirettamente a migliorare la sensibilità insulinica e alcuni marker infiammatori, soprattutto quando associata all’esercizio fisico. Anche in questo caso, tuttavia, la ricerca è ancora in evoluzione.
Uno dei temi più discussi riguarda la sicurezza. Nonostante molti falsi miti diffusi online, la creatina monoidrato è oggi considerata uno degli integratori più sicuri e meglio studiati presenti in letteratura scientifica. Nelle persone sane, alle dosi comunemente utilizzate, non emergono evidenze di danni renali. Naturalmente, in presenza di patologie renali o condizioni cliniche particolari, l’integrazione deve sempre essere valutata insieme al medico.
Forse il messaggio più importante che emerge dalla ricerca moderna è che la creatina non dovrebbe essere vista soltanto come un integratore “per sportivi”. Si tratta di una molecola coinvolta nella produzione di energia cellulare e, proprio per questo, il suo potenziale interessa oggi molti ambiti della salute umana.
Questo non significa considerarla una sostanza miracolosa. Nessun integratore può sostituire alimentazione equilibrata, attività fisica, sonno adeguato e stile di vita sano. Ma la creatina rappresenta un esempio interessante di come la scienza della nutrizione stia evolvendo: non più focalizzata solo sull’estetica o sulla performance, ma sempre più orientata alla salute metabolica, cognitiva e all’invecchiamento in buona salute.
Da lunedì 18 maggio nel comune di Tolentino prenderà servizio il dottor Lorenzo Fagotti in sostituzione del dottor Marco Pezzanesi. L'azienda sanitaria territoriale di Macerata, per garantire la continuità dell’assistenza sanitaria, evitando agli utenti file e disagi agli sportelli dell’anagrafe assistiti per il cambio medico, provvederà in automatico al passaggio dei pazienti dal dottor Pezzanesi al dottor Fagotti, senza necessità per i cittadini di spostarsi da casa o effettuare ulteriori adempimenti.
"L'ambulatorio del nuovo medico di Medicina Generale osserverà gli stessi orari di apertura del precedente, garantendo continuità nell'erogazione delle prestazioni", informa l'Ast. È garantita, comunque, la libertà di scelta del proprio medico di famiglia limitatamente alla futura disponibilità di medici, recandosi presso gli sportelli territoriali dell’Ast oppure effettuando il cambio medico online, tramite SPID, Carta d’identità Elettronica (CIE), o CNS (TsCns), accedendo al seguente link: https://fse.sanita.marche.it/it.
Restituita a un paziente cirrotico, disorientato per deterioramento cognitivo da una grave forma di encefalopatia epatica, la lucidità neurologica necessaria ad accedere a ulteriori cure, rendendolo potenzialmente valutabile e idoneo al trapianto di fegato. Grazie a un approccio multidisciplinare e mininvasivo, la Clinica di Gastroenterologia, Epatologia ed Endoscopia Digestiva e d’Urgenza dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, diretta dal professor Antonio Benedetti, segna un nuovo traguardo nel campo dell'Endoepatologia avanzata. Il 6 maggio scorso è stato eseguito con successo un intervento ad alta complessità per il trattamento di una seria anomalia vascolare.
Una tecnica eco-endoscopica all’avanguardia usata in pochi centri che apre nuovi orizzonti terapeutici.
Il paziente presentava una persistente alterazione dello stato di coscienza, con difficoltà a restare vigile e non collaborante, che rendeva impossibile il necessario inquadramento neurologico, requisito fondamentale per l’inserimento in lista d’attesa per un trapianto di fegato in elezione.
La causa è stata individuata in un vaso aberrante (shunt) che deviava il flusso sanguigno, impedendo la corretta depurazione delle tossine da parte del fegato.
L’operazione, guidata dal dottor Giuseppe Tarantino, è stata eseguita nella sala operatoria ibrida in dotazione all'Endoscopia Digestiva Avanzata coordinata dalla dottoressa Silvia Giacomelli.
L’innovazione risiede nella tecnica utilizzata: un approccio eco-endoscopico mininvasivo. Attraverso la parete gastrica, il team ha individuato l’origine del vaso patologico dalla vena porta. Dopo uno studio accurato del flusso, si è proceduto alla puntura mirata e alla successiva chiusura definitiva del vaso con l'applicazione di spirali occludenti, monitorate in tempo reale grazie al supporto della radioscopia.
A sole 24 ore dalla procedura, il paziente ha mostrato un recupero neurologico straordinario, riacquistando piena lucidità e orientamento. Questo successo clinico permette ora di procedere con il piano di cure definitivo e l’iter per il trapianto, precedentemente precluso.
La riuscita dell’intervento è il frutto di una stretta collaborazione tra diverse eccellenze aziendali: la Divisione di Rianimazione, diretta dalla dottoressa Elisabetta Cerutti, che ha garantito l'assistenza vitale durante le fasi critiche; il team dei Tecnici di Radiologia, essenziale per il monitoraggio radioscopico; l’expertise internazionale del gruppo nel campo dell’Endoepatologia: “Questo intervento rappresenta l’unione perfetta tra tecnologia d'avanguardia e competenze cliniche trasversali” commenta il dottor Giuseppe Tarantino.
“Poter offrire una soluzione così precisa e rapida a pazienti complessi è la conferma del valore del nostro approccio multidisciplinare. Grazie a questa procedura, unica nel suo genere per modalità di esecuzione, la struttura si conferma punto di riferimento per il trattamento delle complicanze della cirrosi epatica attraverso tecniche endoscopiche di ultima generazione”.
Ci sono storie che raccontano il valore autentico di una comunità. Quella di Nicola Fermani è una di queste. Il 14 maggio 2026 ha effettuato la sua ultima donazione di sangue, chiudendo ufficialmente una straordinaria esperienza di altruismo e impegno civile che lo ha visto protagonista per oltre trent’anni all’interno dell’AVIS Comunale di Sant’Angelo in Pontano.
Con ben 104 donazioni all’attivo, Nicola lascia l’elenco dei donatori con la consapevolezza di aver compiuto un percorso eccezionale, fatto di gesti concreti e silenziosi che, nel tempo, hanno contribuito a salvare vite e ad alimentare la cultura della solidarietà.
Ma il suo contributo va ben oltre il numero delle donazioni. Nicola Fermani è stato infatti il fondatore della sezione comunale AVIS di Sant’Angelo in Pontano. Era il 1992 quando, con grande spirito di servizio e lungimiranza, decise di dare vita all’associazione nel paese, trasformandola negli anni in un punto di riferimento umano e sociale per l’intera comunità.
Da allora ha guidato la sezione come presidente per oltre tre decenni, accompagnandone la crescita con dedizione, passione e costanza. Sotto la sua guida, l’AVIS comunale è diventata non soltanto un’organizzazione di volontariato, ma una vera scuola di cittadinanza e partecipazione, capace di sensibilizzare generazioni di santangiolesi al valore del dono e dell’aiuto reciproco.
“Nicola è l’anima della nostra sezione”, sottolinea l’attuale presidente Giordano Bitunni. “Il suo impegno non si è mai limitato agli aspetti organizzativi: ha saputo creare rapporti umani autentici, motivare i donatori e trasmettere a tutti noi il significato più profondo del volontariato.”
L’intera AVIS Comunale di Sant’Angelo in Pontano desidera oggi rivolgere a Nicola un sentito ringraziamento per il lavoro svolto, per aver saputo mantenere viva l’associazione anche nei momenti più difficili e per aver rappresentato, con il suo esempio, un modello di generosità e responsabilità civica.
La sua attività da donatore si conclude per raggiunti limiti anagrafici, ma il legame con l’AVIS e con il mondo del volontariato continuerà certamente. Il suo spirito instancabile, la sua esperienza e la sua capacità di coinvolgere gli altri resteranno un patrimonio prezioso per tutta la comunità.
Per Sant’Angelo in Pontano, Nicola Fermani non è stato soltanto un donatore esemplare: è stato e continuerà a essere il simbolo di una solidarietà concreta, quotidiana e capace di lasciare il segno.
In occasione della Giornata mondiale della celiachia, in programma sabato 16 maggio, si accendono i riflettori su una patologia sempre più diffusa ma ancora ampiamente sottodiagnosticata. Dal 9 al 17 maggio si celebra infatti la Settimana della Celiachia promossa dall’Associazione Italiana Celiachia (AIC), mentre il 22 maggio l’Università di Camerino, insieme ad AIC Marche, ospiterà il convegno scientifico “L’evoluzione della celiachia: approcci multidisciplinari tra ricerca, clinica e territorio”.
Secondo i dati aggiornati a gennaio 2026, nelle Marche i pazienti celiaci sono 6.145: 4.206 donne e 1.939 uomini. La fascia più colpita è quella compresa tra i 20 e i 69 anni con 4.205 casi, ma la malattia interessa in modo significativo anche i più giovani: 1.576 pazienti hanno meno di 20 anni, mentre 319 hanno oltre 70 anni.
In crescita anche i numeri dell’Ast di Macerata, dove i casi diagnosticati sono passati dagli 859 del 2021 agli attuali 1.105, di cui 766 donne e 339 uomini.
A preoccupare gli specialisti è però soprattutto il sommerso. “Bisogna evidenziare che il 60% dei casi non viene diagnosticato – spiega il dottor Giuseppe Feliciangeli, direttore della Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell’ospedale di Macerata –. La celiachia è spesso asintomatica oppure si manifesta con disturbi lievi, per cui molte persone ignorano di esserne affette. Dal punto di vista epidemiologico nelle Marche ci aspetteremmo almeno 15mila casi: all’appello ne mancano circa 9mila”.
Negli ultimi anni l’aumento delle diagnosi è stato favorito soprattutto dal miglioramento degli strumenti diagnostici e dalla maggiore attenzione della classe medica. “La ricerca degli anticorpi ha cambiato molto – aggiunge Feliciangeli –. È fondamentale riconoscere sintomi spesso sottovalutati come anemia, alvo irregolare, problemi tiroidei o poliabortività. Inoltre, il 10% dei pazienti con colon irritabile è in realtà celiaco, così come il 5-10% dei giovani diabetici”.
L’incidenza della malattia cresce anche tra i bambini. I sintomi possono essere quelli classici del malassorbimento intestinale – diarrea cronica, arresto della crescita, perdita di peso e dolori addominali – ma anche manifestazioni meno evidenti come bassa statura, stomatiti ricorrenti, difetti dello smalto dentale e osteoporosi.
Le responsabili delle Pediatrie di Civitanova e Macerata, Enrica Fabbrizi e Martina Fornaro, ricordano come nel settembre 2023 il Parlamento abbia approvato la legge 130, che introduce un programma nazionale di screening pediatrico volontario per il diabete mellito di tipo 1 e la celiachia. “Si tratta di un primato mondiale – spiegano –. L’Italia è il primo Paese ad aver previsto per legge uno screening su base volontaria per questa patologia”.
Il progetto pilota D1CeScreen ha coinvolto Lombardia, Marche, Campania e Sardegna, sottoponendo a controlli oltre 4mila bambini tra i 2 e i 10 anni. Di questi, il 2,9% è risultato positivo agli anticorpi della celiachia. Un dato che conferma come molti casi, spesso asintomatici, rischino di rimanere nascosti senza programmi di prevenzione mirati. Proprio per questo è stato annunciato l’avvio dello screening nazionale entro il 2026.
“La diagnosi precoce consente di ridurre le complicanze e migliorare la qualità della vita dei bambini affetti da questa patologia autoimmune”, sottolineano le specialiste.
“La celiachia oggi è riconosciuta come una patologia cronica – dichiara il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini – e l’azienda sanitaria, inserita nella rete diagnostica regionale, garantisce gratuitamente tutti gli accertamenti necessari per il monitoraggio dei pazienti”.
Ai celiaci viene inoltre riconosciuto un contributo economico per l’acquisto di alimenti senza glutine, unica terapia oggi disponibile insieme a una rigorosa dieta gluten free.
Fondamentale anche il ruolo del Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN), che si occupa della formazione obbligatoria degli operatori della ristorazione, dei controlli sulla sicurezza alimentare e della prevenzione delle contaminazioni crociate.
Prosegue e si rafforza il binomio tra eccellenza sanitaria e sport locale. Presso la sala conferenze del Gruppo Medico Fisiomed, è stata ufficializzata la prosecuzione della partnership con la Maceratese. Una collaborazione nata nel 2022 che vede il gruppo medico ricoprire il ruolo di medical partner del club biancorosso, reduce da una stagione significativa culminata con la salvezza nel campionato di Serie D.
L’amministratore del gruppo, Enrico Falistocco, ha sottolineato l'importanza di questo legame, accogliendo nella sede di Sforzacosta una delegazione della formazione Under 19, protagonista di una stagione trionfale con la vittoria del proprio girone. «Come la Maceratese è un riferimento importante nello sport e nel calcio, noi vogliamo essere una solida realtà nel mondo della sanità privata», ha esordito Falistocco, evidenziando la crescita del gruppo che oggi conta nove sedi in provincia, oltre a quelle di Casette d’Ete e Milano.
Il focus resta però la cura dell'atleta e la promozione di sani stili di vita: «Siamo vicini agli sportivi perché fare sport è un modo per tenersi in salute, perseguire il benessere psico-fisico e svolgere la necessaria prevenzione. Come voi crescerete e diventerete calciatori titolari e uomini, cresceremo noi di Fisiomed e vi resteremo al fianco. Non smetteremo mai di cercare il modo migliore per prenderci cura di un paziente».
Per la Maceratese, l’entusiasmo è stato espresso dal vice presidente Giovanni Idone, che ha tracciato un parallelo tra le due realtà: «Quella della Maceratese è una famiglia come lo è quella di Fisiomed e noi siamo strafelici di questa importante collaborazione». Un plauso particolare è andato al settore giovanile, con il tecnico dell'Under 19 Alessandro Nasini che ha rivendicato il valore dei suoi ragazzi: «Quanto fatto dai giovani è davvero notevole, la società deve essere attenta a valorizzare questi talenti».
Anche il direttore sportivo del settore giovanile, Matteo Siroti, ha ribadito la stima verso la struttura sanitaria: «È un onore proseguire questo legame perché conosco lo spessore dell’imprenditore e l’efficienza delle sedi del Gruppo. Mi auguro che Fisiomed e la Maceratese possano restare assieme tanti anni». L'incontro ha confermato come la sinergia tra sport e sanità sia un pilastro fondamentale per la crescita agonistica e umana degli atleti del territorio.
Sabato 16 maggio ricorre la Giornata mondiale dell’angioedema e l’Unità Operativa di Allergologia dell’Ospedale di Civitanova Marche, diretta dal Dr. Stefano Pucci, aderisce all’Angioedema Day organizzato da ITACA (Italian Network for Hereditary and Acquired Angioedema) in collaborazione con l’Associazione pazienti A.A.E.E.
Il reparto civitanovese è Centro di Riferimento Regionale e Nazionale della rete ITACA per l’angioedema ereditario o acquisito e nella mattinata di sabato, dalle ore 9 alle 12, le Dottoresse Maria Domenica Guarino e Miriam Cognigni, che si occupano di un ambulatorio dedicato a diagnosi e terapia di questa malattia, saranno a disposizione dei pazienti, offrendo gratuitamente visite e consulenze.
I cittadini, il 16 maggio, possono accedere direttamente, senza prenotazione e in maniera gratuita all’ambulatorio dedicato nel reparto di Allergologia negli orari indicati, oppure possono telefonare a partire da domani, dalle ore 12:30 alle 14, e prenotarsi al numero 0733-823229 o mandare una mail all’indirizzo: mariadom.guarino@sanita.marche.it.
“L’angioedema è una manifestazione clinicamente caratterizzata da un gonfiore localizzato al di sotto della pelle e delle mucose, e può essere causato da diversi fattori in particolare da assunzione di farmaci, alimenti o da punture di insetti – spiega il Dr. Stefano Pucci, Direttore dell’Allergologia dell’Ast di Macerata.
L’angioedema ereditario, malattia rara e geneticamente trasmessa, è la forma più grave e può insorgere spontaneamente o a seguito di stimoli specifici come traumi, stress, procedure medico-chirurgiche.
La gestione di questa complessa patologia necessita di un’attenta valutazione specialistica per individuare le possibili cause scatenanti e delineare il necessario percorso terapeutico.
“Iniziative come questa ci aiutano a far conoscere una malattia rara e invisibile per i cittadini, per trasformarla in una condizione riconosciuta, diagnosticata prima e trattata meglio” – dichiara il Dr. Alessandro Marini – L’Allergologia dell’ospedale di Civitanova è Centro di Riferimento riconosciuto a livello nazionale e regionale per questa patologia, grazie all’elevata competenza e professionalità dei nostri sanitari.”
Sabato 16 maggio pizza della Libertà, nel cuore di Macerata, ospiterà una mattinata dedicata alla prevenzione cardiovascolare con uno screening gratuito per la fibrillazione atriale. L’iniziativa si svolgerà dalle ore 8:30 alle 12:30 e offrirà ai cittadini la possibilità di effettuare una visita medica e il controllo dell’elettrocardiogramma.
L’evento è promosso in collaborazione con l’Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati – Sezione di Macerata (A.I.P.A.), l’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’Ast di Macerata, diretta dal dottor Mario Luzi, e il Comitato maceratese della Croce Rossa Italiana.
La fibrillazione atriale rappresenta una delle aritmie cardiache più diffuse nella pratica clinica ed è caratterizzata da un battito irregolare e spesso accelerato, provocato da un’attività elettrica disordinata degli atri. Una patologia che interessa soprattutto la popolazione anziana e che può aumentare significativamente il rischio di ictus ischemico e scompenso cardiaco.
“A volte la fibrillazione atriale si manifesta senza sintomi evidenti – spiega il dottor Mario Luzi, primario della Cardiologia dell’ospedale di Macerata –. In circa il 15-30% dei casi, soprattutto nei pazienti più anziani, gli episodi possono essere silenziosi ma comportare gli stessi rischi della forma sintomatica, aumentando la possibilità di ictus e mortalità cardiaca”.
Lo screening è rivolto in particolare ai cittadini over 65 che non abbiano mai ricevuto una diagnosi di fibrillazione atriale. Sull’importanza della prevenzione è intervenuto anche il direttore generale dell’Ast di Macerata, dottor Alessandro Marini: “Partecipare agli screening gratuiti è fondamentale per individuare precocemente la patologia e prevenire complicanze come ictus e scompenso cardiaco. La fibrillazione atriale, infatti, è spesso silenziosa e può essere scoperta solo attraverso controlli specifici”.
L’iniziativa punta dunque a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione cardiovascolare e della diagnosi precoce, strumenti essenziali per tutelare la salute del cuore.
Un gesto di vicinanza e cura per migliorare l'accoglienza dei pazienti e dei loro familiari. Presso l’ospedale "Bartolomeo Eustachio" di San Severino Marche, si è tenuta la cerimonia di consegna delle nuove poltrone destinate alla sala d’attesa del reparto di oncologia, donate dall’Associazione "La Voce del Cuore per la Chirurgia".
Alla cerimonia erano presenti la sindaca di San Severino Rosa Piermattei, la direttrice sanitaria dell’Ast di Macerata Daniela Corsi, il responsabile della direzione medica ospedaliera Massimo Sgattoni, la presidente dell’associazione donante Gabriella Accoramboni, insieme ai medici Nicola Battelli (Direttore Dipartimento Onco-Ematologico) e Luca Faloppi (Responsabile Oncologia Camerino e San Severino).
La donazione è stata accolta con profonda gratitudine dai vertici dell'Azienda Sanitaria. "Desidero ringraziare l'associazione per la generosità dimostrata", ha dichiarato la dottoressa Daniela Corsi, sottolineando come questo contributo sia fondamentale per il benessere di chi frequenta quotidianamente la struttura. "Le nuove poltrone rappresentano un invito ad accogliere e a sentirsi a proprio agio, un vero gesto di cura verso il paziente".
Per l’associazione "La Voce del Cuore per la Chirurgia", questo intervento non resterà isolato. La presidente Gabriella Accoramboni ha infatti precisato che l'iniziativa "rappresenta la prima fase di un programma che intendiamo sviluppare nel tempo", confermando la volontà di proseguire con ulteriori donazioni a favore dell’ospedale settempedano.
Un sostegno concreto, quello del volontariato locale, che si inserisce in un percorso di collaborazione volto a rendere i reparti ospedalieri luoghi sempre più umani e attenti non solo alle terapie mediche, ma anche al comfort emotivo e fisico dei degenti.
L’8 maggio celebriamo la Giornata Mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, una data che va ben oltre una semplice ricorrenza. È un momento di riflessione sul valore delle azioni quotidiane dei volontari e sul significato profondo dell’impegno umanitario.
La Croce Rossa Italiana è parte del più grande movimento umanitario al mondo formato da 17 milioni di Volontari e presente da oltre 160 anni, nato per prevenire e alleviare la sofferenza umana senza discriminazioni. Questa giornata ci ricorda che ogni gesto, dal più piccolo al più grande, contribuisce a sostenere miliardi di persone vulnerabili.
Ne parliamo con il Presidente del comitato di Macerata, avvocato Raffaele Belogi.
Presidente, quali sono i principi e gli obiettivi della Croce Rossa Italiana?
"L’azione della Croce Rossa Italiana nasce da un principio semplice ma profondissimo: mettere al centro la persona e la sua dignità. Questo si traduce in un impegno costante per proteggere la vita e la salute, per intervenire nelle emergenze, ma anche per supportare chi vive situazioni di fragilità sociale e promuovere una cultura della solidarietà e della prevenzione.
Ogni attività, anche quella apparentemente più tecnica, è guidata da un forte senso di umanità, che si manifesta nella capacità di ascoltare, accogliere e stare vicino alle persone in difficoltà. Grazie all’impegno di milioni di volontari nel mondo, la Croce Rossa rappresenta un punto di riferimento fondamentale per le comunità sia in tempo di pace che in tempo di guerra, contribuendo a costruire una società più solidale e resiliente".
Qual è il ruolo del Comitato della Croce Rossa Italiana di Macerata?
"Il Comitato di Macerata è una realtà storica attiva e radicata nel territorio, impegnata ogni giorno a rispondere ai bisogni della comunità locale. Le attività svolte sono molteplici e vanno dall’emergenza sanitaria al supporto sociale alle persone fragili e vulnerabili; dalla protezione civile alla formazione e sensibilizzazione dei cittadini. Il valore aggiunto del Comitato non è solo nella competenza tecnica, ma soprattutto nell’umanità, nel calore e nella vicinanza dimostrata verso chi ha bisogno. Sono proprio questi aspetti che rendono ogni intervento un’esperienza significativa sia per chi riceve aiuto sia per chi lo offre".
Perché è importante sostenere la Croce Rossa Italiana?
"Sostenere la Croce Rossa significa contribuire concretamente a mantenere attive tutte queste attività che aiutano quotidianamente persone in difficoltà. I volontari rappresentano il cuore del movimento, ma il supporto della comunità è essenziale per continuare a crescere e a rispondere ai bisogni emergenti. I numerosi ringraziamenti ricevuti testimoniano quanto questo impegno sia fondamentale e apprezzato".
Come si può sostenere il Comitato di Macerata e la Croce Rossa Italiana?
"Un modo semplice e importante per aiutare è destinare il 5x1000 della propria dichiarazione dei redditi. Non comporta alcun costo aggiuntivo, ma può fare una grande differenza. È sufficiente indicare il codice fiscale 01840800435 nell’area “Sostegno degli enti del terzo settore”. Oltre a questo, è possibile diventare Soci Sostenitori della Croce Rossa.
Con un piccolo versamento annuale di venti euro si possono concretamente sostenere i progetti del Comitato. Per avere maggiori informazioni è possibile scrivere all’indirizzo macerata@cri.it oppure telefonare al numero 0733260207. Questi semplici gesti permettono di sostenere direttamente le attività della Croce Rossa Italiana e del Comitato di Macerata, contribuendo a garantire assistenza, solidarietà e interventi tempestivi sul territorio".
Qual è il messaggio per i volontari e la comunità in questa giornata?
"Il messaggio è di profonda gratitudine: grazie a tutti i volontari per la loro umanità, per i sacrifici e per non restare indifferenti davanti alla sofferenza. Essere parte della Croce Rossa significa condividere valori, impegno e passione, contribuendo ogni giorno a rendere il mondo un luogo migliore".
Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di infiammazione, ma non sempre in modo corretto. Quando pensiamo a un processo infiammatorio immaginiamo febbre, dolore o gonfiore. Esiste però una forma molto diversa e silenziosa di infiammazione, chiamata low grade inflammation o infiammazione cronica di basso grado, che può rimanere attiva per anni senza sintomi evidenti, contribuendo lentamente allo sviluppo di molte malattie croniche moderne.
Oggi sappiamo che questa condizione rappresenta uno dei principali punti di collegamento tra alimentazione, stile di vita e salute metabolica. Non si tratta di una malattia vera e propria, ma di uno stato in cui il sistema immunitario rimane costantemente “attivato”, producendo nel tempo piccole quantità di molecole infiammatorie. Diversi studi scientifici hanno mostrato come questo fenomeno sia associato a obesità, diabete tipo 2, steatosi epatica, malattie cardiovascolari e disturbi intestinali.
Uno dei fattori più importanti è l’accumulo di grasso viscerale, cioè il grasso localizzato soprattutto nella zona addominale. Oggi sappiamo che il tessuto adiposo non è una semplice riserva energetica: è un organo metabolicamente attivo capace di produrre sostanze infiammatorie. Quando aumenta eccessivamente, soprattutto in presenza di sedentarietà e alimentazione squilibrata, il corpo entra progressivamente in uno stato di “metainfiammazione”, una forma di infiammazione cronica di bassa intensità.
Negli ultimi anni si è parlato molto anche degli alimenti ultraprocessati. Con questo termine si indicano prodotti industriali ricchi di ingredienti raffinati, additivi, aromi ed emulsionanti, formulati per essere molto appetibili e facili da consumare in eccesso. Il problema non riguarda soltanto le calorie: sempre più evidenze suggeriscono che un consumo elevato di questi prodotti possa alterare il microbiota intestinale e favorire uno stato infiammatorio persistente.
L’intestino, infatti, rappresenta uno dei principali centri di regolazione del nostro metabolismo e del sistema immunitario. Quando la barriera intestinale si altera, alcune molecole pro-infiammatorie possono passare più facilmente nel circolo sanguigno, contribuendo a mantenere attiva l’infiammazione sistemica. È anche per questo che sintomi come gonfiore, stanchezza persistente, sonno non ristoratore o difficoltà di concentrazione vengono oggi studiati con maggiore attenzione nel contesto dello stile di vita moderno.
Anche stress cronico, sonno insufficiente e sedentarietà hanno un ruolo importante. Dormire poco altera gli ormoni che regolano fame e sazietà, mentre lo stress protratto nel tempo può influenzare negativamente metabolismo e microbiota. Al contrario, l’attività fisica regolare rappresenta uno dei più potenti strumenti antinfiammatori naturali.
La buona notizia è che la low grade inflammation può essere modulata attraverso le abitudini quotidiane. I modelli alimentari più associati a una riduzione dell’infiammazione sono quelli basati su alimenti freschi e minimamente processati: verdura, frutta, legumi, cereali integrali, pesce azzurro, olio extravergine di oliva e frutta secca. Non esistono alimenti miracolosi, ma esiste un contesto alimentare che può favorire o ridurre il carico infiammatorio dell’organismo.
Oggi la scienza ci mostra con sempre maggiore chiarezza che molte malattie croniche non compaiono improvvisamente, ma si sviluppano lentamente attraverso piccoli squilibri ripetuti nel tempo. Comprendere il ruolo dell’infiammazione cronica di basso grado significa quindi andare oltre il concetto di “dieta” e iniziare a considerare alimentazione, sonno, movimento e gestione dello stress come parti di uno stesso sistema, capace di influenzare profondamente la nostra salute quotidiana.
È tornata all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona la piccola Anghelina, la bambina ucraina di 9 anni che due anni fa, insieme alla madre Oksana, era fuggita dalla guerra per poter continuare a curare una grave malformazione urogenitale.
Nei giorni scorsi la bambina è stata sottoposta a un nuovo ciclo di controlli endocrinologici e terapie di follow up da parte dell’équipe della Chirurgia Pediatrica diretta dal professor Giovanni Cobellis, che già nel luglio 2024 aveva eseguito con successo un delicato intervento chirurgico.
“La bambina sta seguendo un percorso clinico complesso che richiede controlli e trattamenti periodici – spiega Cobellis –. La sua patologia, una sindrome adrenogenitale, è rara e molto delicata da affrontare. L’intervento è perfettamente riuscito e il problema principale è stato risolto. Ora saranno il tempo e la crescita naturale della bambina a fare il loro corso”.
Il professore ha voluto ringraziare anche la Direzione generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche per il supporto garantito: “Siamo felici di poter affrontare storie di sofferenza che vanno oltre il singolo quadro clinico”.
La permanenza di Anghelina e della madre ad Ancona è durata meno di una settimana. Poi il ritorno a Kalush, cittadina dell’Ucraina occidentale nel distretto di Ivano-Frankivsk, resa celebre anche dal gruppo Kalush Orchestra, vincitore dell’Eurovision Song Contest 2022.
È Oksana a ripercorrere il drammatico viaggio che le ha portate in Italia. “Anghelina era in cura in un ospedale pediatrico specializzato di Kyiv, ma la guerra ha interrotto tutto. Nell’autunno del 2023 abbiamo vissuto bombardamenti continui e anche l’ospedale è stato colpito da un missile, diventando inutilizzabile. Tornarci era impossibile”.
Quando si è aperta la possibilità di proseguire le cure all’estero, madre e figlia non hanno esitato. “Dopo due anni posso dire che è stata la scelta giusta. Tornare ad Ancona e al Salesi è come tornare a casa. L’accoglienza che riceviamo ogni volta è straordinaria e per noi significa moltissimo”.
Dietro alla storia di Anghelina c’è una rete di solidarietà che unisce Italia e Ucraina. Un ruolo fondamentale è stato svolto dall’associazione Patronesse del Salesi, che si è occupata dell’accoglienza logistica della famiglia, supportata anche dalla struttura residenziale di Casa Angelini a Torrette.
A coordinare il trasferimento è stato Maurizio Maraschi, volontario falconarese dell’associazione Anteas di Alessandria. “Durante una delle nostre missioni umanitarie in Ucraina abbiamo conosciuto la situazione di Anghelina e in poco tempo abbiamo organizzato il viaggio in Italia. In questi anni di guerra abbiamo aiutato numerosi bambini affetti da patologie oncologiche o malattie rare”.
E alla fine, tra i corridoi del Salesi, torna anche il sorriso. Anghelina sale sulla macchinina dei carabinieri donata al reparto di Chirurgia Pediatrica e, per un momento, riesce a lasciarsi alle spalle il peso della guerra e della malattia, tornando semplicemente a essere una bambina.
Un bambino su cinque, in Italia, soffre di un disturbo del neurosviluppo o neuropsichico. Numeri che fotografano un’emergenza silenziosa ma crescente. In occasione della Giornata nazionale per la promozione del Neurosviluppo, prevista per lunedì 11 maggio, l’AST di Macerata scende in campo con una serie di iniziative volte a informare, sensibilizzare e facilitare l'accesso ai servizi per le famiglie.
Per tutta la mattinata di lunedì, dalle ore 9:00 alle 12:00, l’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile aprirà i propri ambulatori alla cittadinanza. Saranno allestiti degli infopoint dedicati dove i professionisti forniranno chiarimenti sui disturbi, sui servizi sanitari disponibili e sulle modalità di accesso alle cure.
Gli sportelli informativi saranno attivi presso le sedi UMEE dei Poliambulatori di Tolentino, Civitanova Marche, Potenza Picena e presso il Distretto di Camerino. A sottolineare l’importanza della giornata, lo Sferisterio di Macerata sarà illuminato simbolicamente di azzurro.
I dati degli ultimi dieci anni mostrano un trend preoccupante. «In Italia sono circa 2 milioni i minori affetti da questi disturbi, circa il 20% della popolazione tra 0 e 18 anni», spiega la dottoressa Alessandra Amadi, Direttrice della Neuropsichiatria infantile dell’Ast. «Le richieste e gli accessi presso le nostre strutture sono in significativa ascesa. Notiamo un costante aumento per patologie come i disturbi dello spettro autistico, del linguaggio, dell’apprendimento e l’ADHD, ma anche un preoccupante anticipo dell'età di insorgenza per i disturbi più gravi».
La sfida principale è quella del tempo. Intervenire tempestivamente durante le specifiche "finestre evolutive" del bambino permette di attivare percorsi di abilitazione efficaci, riducendo drasticamente il rischio di cronicizzazione del disturbo in età adulta.
Un impegno condiviso dal Direttore Generale dell’AST di Macerata, il dottor Alessandro Marini: «Questa giornata serve a sensibilizzare genitori, insegnanti ed educatori per un’azione coordinata. L’obiettivo è incrementare i fattori protettivi e diminuire l’impatto dei rischi». Le equipe territoriali UMEE restano il punto di riferimento fondamentale per supportare le famiglie dalla prevenzione fino alla definizione di progetti riabilitativi personalizzati.
Dopo l'allarme lanciato dal sindaco Matteo Pompei (leggi qui), l'azienda sanitaria territoriale di Macerata rompe il silenzio sulla criticità del medico di medicina generale a Monte San Martino, annunciando che la soluzione definitiva è ormai vicina. Una nota ufficiale che arriva nel pieno di una bufera politica che vede contrapposti proprio il primo cittadino e l'opposizione consiliare.
L'Ast ha voluto precisare come l'impegno per garantire un servizio stabile nel comune montano sia costante sin dal pensionamento del precedente titolare. «La soluzione definitiva è stata ora individuata», fa sapere l'AST, spiegando che l'attivazione della convenzione avverrà non appena sarà concluso l’iter burocratico per il riconoscimento del titolo di studio conseguito all’estero dal professionista che si è reso disponibile.
Nell'attesa del passaggio formale, l'Azienda ha predisposto misure per non lasciare scoperti i cittadini: «Al fine di garantire la continuità assistenziale, gli assistiti residenti nel comune di Monte San Martino potranno fare riferimento ai medici ancora disponibili appartenenti all’Aggregazione Funzionale Territoriale di Sarnano». La scelta potrà essere effettuata sia tramite sportelli front-office che online attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico. L’AST assicura inoltre che continuerà a seguire l’evoluzione della situazione per un rapido ripristino del servizio sul territorio.
A infuocare il dibattito politico nel comune, intanto, è l’intervento di Raffaele Anselmi, capogruppo di minoranza (Fratelli d’Italia). Anselmi punta il dito contro il sindaco Pompei, definendo le sue recenti denunce come «sparate sui giornali» e «comunicazione emotiva» che hanno prodotto il solo risultato di alimentare allarmi inutili e odio social.
«Trovo gravissime le affermazioni del sindaco», attacca Anselmi, sostenendo che la situazione fosse nota e già instradata verso una soluzione anche grazie all’interessamento del senatore Elena Leonardi. «Il Sindaco sapeva che la procedura per il nuovo medico, che sta attendendo i passaggi burocratici imposti dalla legge, non sarebbe stata immediata. Invece di attaccare e sminuire il lavoro dei vertici AST, avrebbe potuto agire con più maturità e lucidità». Il capogruppo di FdI stigmatizza l'atteggiamento della maggioranza, definendolo «strumentale e in malafede», e ricorda come la risoluzione della vicenda sia merito del «senso di responsabilità del dottor Marini e dei suoi colleghi, che non meritano di essere bersagliati».
Si terrà il 9 maggio a Macerata, presso la Domus San Giuliano dalle ore 8:30 alle 14:00, un corso di formazione dedicato al ruolo dei Medici di Medicina Generale nella gestione dei pazienti affetti da decadimento cognitivo.
L’iniziativa vedrà la partecipazione dei dottori Arcangeli, Cirilli, Pesaola, Cernetti e Re e si inserisce in un più ampio percorso formativo rivolto ai Medici di Famiglia, previsto nell’ambito del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze.
Responsabili scientifici dell’evento sono il dottor Emanuele Medici, direttore della U.O.C. di Neurologia di Macerata, e la dottoressa Martina Pesallaccia, referente AST per il progetto regionale “Fondo Alzheimer e demenze”.
Il Fondo, istituito dal Ministero della Salute con la Legge di Bilancio 178/2020, è finalizzato al miglioramento dell’assistenza e della presa in carico dei pazienti con disturbi neurocognitivi.
Tra gli obiettivi della linea strategica dedicata alla diagnosi tempestiva del disturbo neurocognitivo maggiore rientra la formazione dei Medici di Medicina Generale all’utilizzo di strumenti di screening, tra cui il GP-COG (General Practitioner Assessment of Cognition), utile per l’individuazione precoce dei primi segni di deterioramento cognitivo.
“La figura del medico di famiglia è centrale nell’individuazione precoce e nell’assistenza dei pazienti con decadimento cognitivo – ha sottolineato la dottoressa Martina Pesallaccia – e il loro contributo sarà ancora più importante con l’arrivo dei nuovi farmaci disease modifying per la malattia di Alzheimer, che risultano più efficaci se somministrati nelle fasi iniziali della patologia”.
L’incontro, accreditato ECM, rappresenta un’importante occasione di aggiornamento e confronto tra professionisti, con l’obiettivo di migliorare la presa in carico dei pazienti e ridurre i tempi di diagnosi dei disturbi cognitivi.
Un messaggio via WhatsApp, poche parole "gelide e definitive": "Da domani la dottoressa Cristallini non potrà più prestare servizio". È così che, secondo il comunicato inviatoci dal sindaco Matteo Pompei, “il direttore sanitario dell’AST di Macerata, la dottoressa Daniela Corsi, ha deciso di liquidare il diritto alla salute di un’intera comunità montana".
L’amministrazione comunale non usa mezzi termini ed esprime "il più fermo e totale sdegno per le modalità e la sostanza di un provvedimento che definire irrispettoso è un eufemismo". Una situazione che si inserisce in un contesto già critico, perché "da oltre tre anni questo Comune vive in un limbo intollerabile, ostaggio di una burocrazia regionale incapace di programmare il turn-over di un medico che ha abbondantemente superato l’età pensionabile".
Al centro della denuncia c’è quello che viene definito “un paradosso vergognoso”: “la dottoressa Cristallini, con uno spirito di servizio che dovrebbe far arrossire i vertici sanitari regionali, ha continuato a operare gratuitamente negli ultimi mesi per non lasciare i cittadini privi di assistenza”. Una dedizione che, sempre secondo il comunicato, si è scontrata con un sistema inefficiente, perché "mentre il medico donava il proprio tempo e la propria professionalità alla comunità, l’apparato burocratico dell'Ast e della Regione rispondeva con rassicurazioni puntualmente disattese".
Durissime le parole dell’amministrazione: "Ci hanno mentito per mesi. Ci era stato garantito l’imminente arrivo di un sostituto". E ancora: "Oggi scopriamo che non solo non c’è un erede che possa garantire la continuità del servizio, ma che l’unico presidio esistente viene cancellato con un colpo di spugna digitale via WhatsApp". Una gestione che viene definita senza mezzi termini “una gestione della sanità pubblica che non risolve i problemi, ma li crea deliberatamente”.
Le conseguenze, si legge, sono pesanti per il territorio: "La sospensione improvvisa del servizio non è solo un disguido tecnico; è un attentato alla tenuta sociale dei nostri piccoli centri". In particolare, "in un territorio montano, dove l'età media è elevata e i collegamenti sono complessi, privare i cittadini del medico di base significa condannarli all'isolamento e alla precarietà sanitaria".
Il comune di Monte San Martino chiarisce di non voler accettare passivamente questa situazione, definita una vera e propria “doccia fredda”, e chiede "l'immediata soluzione della problematica attraverso l’invio, entro 24 ore, di un sostituto effettivo", insieme a "un incontro urgente con i vertici dell'AST Macerata e con l'Assessorato alla Sanità della Regione Marche" e "rispetto per una popolazione che non può essere trattata come un numero marginale in un foglio di calcolo".
La posizione finale è netta: "La pazienza dei piccoli centri è finita" e "non permetteremo che la burocrazia firmi l’atto di morte dei nostri territori". In assenza di risposte, conclude l’amministrazione, "è pronta a intraprendere ogni azione necessaria, in ogni sede competente, per tutelare la salute e la dignità dei propri cittadini".
Il dottor Paolo Ruggeri ha donato al 118 di Macerata due defibrillatori didattici per trainer. Il gesto di generosità è stato voluto in memoria della moglie,Daniela Del Bello dottoressa in servizio al 118 di Macerata e recentemente scomparsa, che è stata referente del centro di formazione della centrale operativa per B.L.S.D. e primo soccorso.
Questa apparecchiatura, insieme ai manichini didattici, rappresenta uno strumento fondamentale per insegnare nei corsi ai discenti una rianimazione cardio-polmonare di alta qualità, attraverso l’uso del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE).
Il Centro di Formazione del Servizio Territoriale 118 dell’Ast di Macerata organizza corsi rivolti sia ai dipendenti dell’Ast per incrementare le competenze del personale, che agli operatori esterni e privati che ne facciano richiesta.
“Grazie a questa donazione è possibile diffondere la cultura del primo soccorso, che permette di salvare vite in situazioni di emergenza. Più persone sanno usare un DAE e più aumenta la probabilità che in caso di arresto cardiaco qualcuno intervenga nel minor tempo possibile, entro i primi cinque minuti, che sono decisivi per la persona” –ha affermato il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini.