Il valore dell’incontro e la capacità di fare rete tra istituzioni, professionisti, imprese e università sono stati al centro dell’appuntamento promosso dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Macerata e Camerino, ospitato giovedì sera a Palazzo Buonaccorsi. L’iniziativa, dal titolo “Il valore dell’incontro: le relazioni generano futuro”, ha riunito numerose autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, degli atenei di Macerata e Camerino, delle associazioni di categoria e delle professioni.
Patrocinato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e dai Comuni di Macerata e Camerino, l’evento ha rappresentato un nuovo modo di interpretare il ruolo dell’Ordine, trasformando un appuntamento istituzionale in un momento di confronto e costruzione di relazioni.
Un percorso fortemente voluto dalla presidente Lidia Lebboroni, che ha ribadito la necessità di superare una visione della professione legata esclusivamente agli aspetti tecnico-contabili.
«Il valore delle relazioni rappresenta oggi uno dei principali motori dello sviluppo delle nostre comunità – ha sottolineato Lebboroni -. Dialogo, fiducia e collaborazione tra istituzioni, professioni, imprese, università e società civile sono elementi indispensabili per affrontare le sfide della trasformazione economica e sociale. Con questa iniziativa abbiamo voluto creare un’occasione di confronto e di rafforzamento del dialogo istituzionale, riaffermando il ruolo dei commercialisti quali interlocutori al servizio dello sviluppo e dell’interesse generale».
La presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Macerata e Camerino ha evidenziato anche il ruolo attuale della categoria: «La nostra professione è sempre accanto a chi lavora per il mondo imprenditoriale, siamo vicini a chi produce nelle difficoltà e nelle opportunità che questi momenti portano. Le professioni ordinistiche rimangono baluardi di garanzia, regolarità e difesa della legalità».
Nel corso della serata è intervenuto anche il dottor Renato Mattioni, componente del Comitato Economico e Sociale Europeo, che ha invitato professionisti e istituzioni a leggere il cambiamento come una responsabilità condivisa.
«Le profonde incertezze geopolitiche e i nuovi equilibri economici internazionali, le grandi trasformazioni dell’intelligenza artificiale e del cambiamento climatico ci obbligano a ripensare identità e appartenenze, come persone, imprenditori e professionisti – ha spiegato Mattioni -. Richiedono un supplemento di responsabilità per chi rappresenta istituzioni, corpi intermedi e ordini, perché nessuno si può chiamare fuori da questa stagione del “never normal”».
Mattioni ha poi tracciato un quadro dell’economia locale, definendo il sistema maceratese come una realtà sostanzialmente tenuta: «Le imprese crescono poco, però crescono. Dal punto di vista del sistema economico, del manifatturiero e delle altre attività, quello che chiamiamo “Sense of Italy”, una realtà che comprende non solo la manifattura ma anche commercio, cultura e turismo, ci permette di essere competitivi».
Secondo il componente del Comitato Economico e Sociale Europeo, la provincia di Macerata e la regione Marche presentano alcuni indicatori leggermente inferiori alla media nazionale, ma anche segnali positivi: «Le imprese della ristorazione negli ultimi sette-otto anni hanno aumentato il fatturato del 20%. Alcune realtà della filiera si stanno ristrutturando: sono meno numerose, ma più forti, con più dipendenti e più fatturato. In questo scenario il lavoro dei commercialisti, che aiutano le imprese a cogliere opportunità come la Zes unica, i nuovi fondi europei e la ripartenza del post-sisma, è essenziale».
Sul tema del gioco di squadra è intervenuto anche il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, presente alla serata: «Viviamo una società molto complessa e veloce, dove i cambiamenti sono all’ordine del giorno e tutto quello che valeva ieri domani rischia di non essere più utile alla sfida collettiva. Per questo il gioco di squadra è un elemento essenziale affinché ognuno possa rinunciare magari a una parte della propria autonomia, ma dare un contributo alla crescita e alla competitività del nostro sistema».
Da remoto è arrivato anche il contributo di monsignor Nazareno Marconi, vescovo della Diocesi di Macerata, che ha richiamato le responsabilità sociali del commercialista e il suo ruolo all’interno della comunità.
La serata è proseguita con la visita agli spazi museali di Palazzo Buonaccorsi, uno dei luoghi simbolo del patrimonio artistico maceratese, per poi trasferirsi a Palazzo Cortesi per un momento conviviale che ha favorito il confronto informale tra professionisti, amministratori, rappresentanti delle imprese e delle istituzioni.
“Il valore dell’incontro” si candida così a diventare un appuntamento stabile dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Macerata e Camerino, con l’obiettivo di promuovere una cultura della collaborazione e del dialogo, nella convinzione che il futuro dei territori si costruisca attraverso reti solide di competenze, fiducia e responsabilità condivisa.
Emergenza caldo nei luoghi di lavoro: l’Ast Macerata avvia una campagna informativa per tutelare la salute dei lavoratori. L’iniziativa nasce in seguito all’aumento delle temperature medie legato ai cambiamenti climatici e alla necessità di rafforzare la prevenzione nei settori maggiormente esposti ai rischi derivanti dal caldo.
A essere coinvolte sono numerose attività, dall’edilizia all’agricoltura, dalla pesca ai comparti industriali e artigianali. Particolare attenzione viene rivolta anche ai lavori che prevedono un’esposizione diretta a fonti di calore, come fonderie, forni e cucine professionali, oltre alle mansioni che richiedono un intenso sforzo fisico.
Il Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’Ast Macerata ha realizzato una serie di materiali informativi con lo slogan “Emergenza caldo: la salute dei lavoratori al primo posto”. La campagna prevede cartellonistica e ventagli informativi destinati ai luoghi di lavoro, con indicazioni utili per prevenire gli effetti delle alte temperature e dell’esposizione prolungata al sole.
I materiali raffigurano lavoratori e lavoratrici di diversi settori e sono stati realizzati prestando attenzione all’inclusione e alla comprensione del messaggio: le informazioni sono infatti disponibili in otto lingue diverse, così da raggiungere il maggior numero possibile di persone.
La cartellonistica può essere utilizzata dalle aziende come strumento di informazione e prevenzione, integrando le misure già previste nell’organizzazione della sicurezza aziendale e nella gestione del rischio legato al microclima.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle raccomandazioni del Ministero della Salute e delle disposizioni previste dall’ordinanza della Regione Marche per il 2026 sulle misure di prevenzione per le attività lavorative svolte in condizioni di prolungata esposizione al sole.
L’Ast Macerata ricorda inoltre la propria disponibilità a fornire supporto a lavoratori e imprese, "offrendo informazioni e assistenza sulle strategie per ridurre i rischi legati al caldo e tutelare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro".
Il Comune di Porto Recanati ha avviato una ricognizione dei danni provocati dalla violenta grandinata che ha colpito il territorio comunale nella giornata di martedì 21 luglio. L'obiettivo è raccogliere in modo puntuale le segnalazioni dei cittadini per definire l'entità dei danni e trasmettere il quadro complessivo agli enti competenti.
L'Amministrazione comunale ha espresso la propria vicinanza alle famiglie, alle attività economiche e a tutti i cittadini che hanno subito disagi, attivandosi immediatamente per raccogliere le informazioni provenienti dalle diverse zone della città.
La grandinata ha causato danni a abitazioni, coperture, infissi, automobili, impianti fotovoltaici e strutture esterne. Per questo motivo il Comune ha predisposto uno specifico modulo di ricognizione, attraverso il quale i cittadini possono indicare i danni subiti e allegare fotografie utili a documentare la situazione.
Le informazioni raccolte serviranno a delineare un quadro dettagliato della distribuzione e della consistenza dei danni sul territorio comunale. Successivamente saranno trasmesse agli enti competenti, che potranno valutare eventuali interventi e possibili strumenti di sostegno.
«Siamo vicini alle famiglie, alle attività e a tutte le persone che hanno subito danni a causa della grandinata – dichiara il sindaco Andrea Michelini –. Invitiamo i cittadini interessati a compilare il modulo e a conservare fotografie, preventivi, fatture e ogni altra documentazione utile. Vogliamo rappresentare con chiarezza la situazione di Porto Recanati agli enti competenti e seguire ogni possibile percorso a sostegno delle persone danneggiate. Continueremo a informare tempestivamente la cittadinanza sugli eventuali passaggi successivi».
L'Amministrazione precisa inoltre che la compilazione del modulo ha esclusivamente finalità di ricognizione preliminare. Non costituisce una domanda di contributo o di risarcimento e non comporta l'automatico riconoscimento di benefici economici.
Il modulo per la segnalazione dei danni è disponibile sul sito del Comune di Porto Recanati.
Intervento urgente sulla viabilità a Civitanova Marche. L’Amministrazione comunale informa che dalle ore 20 di lunedì 27 luglio 2026 fino alle 6 di martedì 28 luglio 2026 saranno eseguiti lavori di risanamento del manto stradale su una delle due rampe di uscita della superstrada Valdichienti.
L’intervento si è reso necessario per eliminare le condizioni di ammaloramento del fondo stradale che potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza dei veicoli in transito. Durante i lavori la rampa interessata resterà chiusa e il traffico in uscita sarà deviato.
I veicoli diretti verso sud, in direzione Pescara, potranno utilizzare la rampa di bypass esterna alla rotatoria. Per chi invece è diretto verso nord sarà necessario percorrere via Martiri di Belfiore, impegnare la rotatoria e proseguire lungo la stessa strada.
Nessuna modifica è prevista per i veicoli in ingresso alla S.S. Valdichienti, che resterà regolarmente accessibile per tutta la durata dell’intervento.
Il Comune invita gli automobilisti a prestare attenzione alla segnaletica presente nell’area dei lavori e a rispettare le deviazioni indicate per limitare i disagi alla circolazione.
Oltre 30mila persone nelle Marche vivono in aree esposte al rischio di frane o alluvioni. È il dato che emerge dal rapporto Ispra 2024, secondo cui nella regione sono state censite oltre 39mila frane e circa 1.693 chilometri quadrati di territorio rientrano nelle categorie di pericolosità elevata o molto elevata.
Una situazione che coinvolge anche le zone costiere, dove il fenomeno dell’erosione è aggravato dalla riduzione dell’apporto di materiali provenienti dai bacini montani e collinari. L’evoluzione climatica e l’aumento di eventi meteorologici intensi rendono sempre più centrale la necessità di una gestione attenta del territorio, dalla sicurezza delle infrastrutture alla gestione delle acque, fino alla rigenerazione urbana.
Per affrontare queste sfide, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ancona ha istituito la nuova Commissione “Ingegneria del Territorio e della Rigenerazione Urbana”, con l’obiettivo di creare un punto permanente di studio e confronto tra professionisti, università e mondo della ricerca.
«L’Ordine intende contribuire attivamente alla sicurezza, rafforzando il proprio ruolo di interlocutore tecnico qualificato e promuovendo una cultura della progettazione fondata sul rigore scientifico, sull’aggiornamento continuo e sulla responsabilità professionale», spiega il presidente Diego Franzoni.
La nuova commissione avrà il compito di promuovere attività formative, sviluppare proposte e favorire una maggiore attenzione alla prevenzione e alla tutela del territorio. «Investire nella sicurezza della comunità significa investire nella competitività dei territori e nella protezione del patrimonio pubblico e privato», sottolinea Franzoni.
Negli Stati Uniti il prezzo del petrolio ha sempre una doppia anima: è al tempo stesso un sollievo per i consumatori e una minaccia per una delle industrie più potenti del Paese. Il crollo del secondo trimestre, il più violento dal 2020, con il WTI americano scivolato a inizio luglio sotto i 69 dollari e il Brent intorno ai 72, mette perfettamente in scena questa contraddizione tipicamente americana. Da un lato milioni di automobilisti pronti a festeggiare un pieno più economico; dall'altro i produttori di shale oil che cominciano a fare i conti con margini sempre più risicati.
Partiamo dal cittadino comune, perché negli Stati Uniti il prezzo della benzina ha un peso politico enorme. Il costo del carburante alla pompa incide sul bilancio delle famiglie e, storicamente, sull'umore degli elettori; un greggio più basso significa più soldi in tasca agli americani, maggiore potere d'acquisto e un sostegno indiretto ai consumi, che restano il motore dell'economia a stelle e strisce. In questo senso, il crollo del petrolio è un aiuto concreto contro l'inflazione e un fattore che qualsiasi amministrazione osserva con attenzione, perché il prezzo esposto al distributore è uno degli indicatori più immediati e più sentiti dello stato dell'economia.
Ma c'è l'altra faccia della medaglia, ed è la rivoluzione dello shale che ha reso gli Stati Uniti uno dei maggiori produttori mondiali. L'estrazione da giacimenti non convenzionali ha costi più elevati rispetto al greggio tradizionale del Golfo Persico; questo significa che, quando il prezzo scende troppo, una parte della produzione americana rischia di diventare antieconomica. I produttori si trovano davanti a scelte difficili: rallentare le trivellazioni, tagliare gli investimenti, in alcuni casi chiudere i pozzi meno profittevoli. Un petrolio troppo a buon mercato, paradossalmente, può indebolire proprio quell'indipendenza energetica che gli Stati Uniti hanno faticosamente conquistato nell'ultimo decennio.
Il contesto che ha innescato il ribasso è in buona parte esterno agli USA ma li coinvolge in pieno. Il crollo nasce dallo sgonfiamento del premio di rischio legato allo Stretto di Hormuz e dai negoziati di pace a Doha, condotti sul fronte americano da figure vicine all'amministrazione; a pesare è poi l'eccesso di offerta globale, con l'Iran che ha spedito oltre 40 milioni di barili dopo la rimozione del blocco navale americano e la Russia su livelli di export record. Per chi negli Stati Uniti e altrove segue i mercati, osservare la quotazione petrolio in questa fase significa vedere in diretta come le scelte diplomatiche di Washington si ripercuotano immediatamente sui prezzi dell'energia.
Sul piano della politica interna, il dilemma è evidente. Un'amministrazione trae vantaggio elettorale dalla benzina a buon mercato, ma non può ignorare gli interessi di un'industria petrolifera che genera posti di lavoro, investimenti e gettito in interi Stati del Paese. La linea storica, che punta a favorire la produzione nazionale aprendo nuove aree alle trivellazioni, si scontra con la realtà di un mercato in cui prezzi troppo bassi scoraggiano proprio quella produzione. È un equilibrio delicato tra il consumatore che vuole spendere meno e il produttore che ha bisogno di prezzi adeguati per continuare a investire.
C'è infine la questione del ruolo globale degli Stati Uniti come swing producer di fatto. La capacità produttiva americana è diventata un fattore di stabilizzazione del mercato mondiale; quando i prezzi scendono, la reazione dei produttori USA in termini di tagli o aumenti dell'offerta contribuisce a ridefinire gli equilibri globali, in un dialogo implicito e spesso competitivo con l'OPEC+. Le prossime mosse del cartello, che ha in mano la leva della produzione e potrebbe intervenire a sostegno delle quotazioni, saranno osservate con attenzione anche a Houston e a Washington, perché da esse dipenderà in parte la sostenibilità economica dello shale americano.
Anche il mercato del lavoro entra nell'equazione. I bacini produttivi come il Texas e il North Dakota hanno costruito interi indotti attorno all'estrazione; un periodo prolungato di prezzi bassi rischia di tradursi in tagli occupazionali e minori investimenti locali, con ricadute che vanno ben oltre il settore energetico in senso stretto. È il motivo per cui il crollo del greggio, negli Stati Uniti, non viene mai celebrato senza riserve: ciò che fa risparmiare il consumatore alla pompa può togliere lavoro e reddito in altre aree del Paese.
Non va poi trascurato l'impatto sui mercati finanziari americani. Molte società quotate a Wall Street sono legate al settore energetico, e un petrolio troppo basso ne comprime utili e valutazioni; al tempo stesso, i settori che beneficiano dei bassi costi dell'energia, come i trasporti e alcuni comparti industriali, possono trarne vantaggio. Il crollo del greggio ridisegna così gli equilibri interni alla borsa americana, premiando alcuni e penalizzando altri, in un gioco di vasi comunicanti che gli investitori seguono con grande attenzione operazione dopo operazione.
In definitiva, il crollo del petrolio racconta un'America divisa tra due anime che convivono da sempre. Il consumatore festeggia, l'industria trema; l'amministrazione incassa il beneficio politico della benzina a buon mercato ma teme le conseguenze per un settore strategico. È la sintesi di un Paese che è al contempo grande consumatore e grande produttore, e che nel prezzo del barile vede riflessi tutti i suoi interessi contrastanti. Come andrà a finire dipenderà dalla durata del ribasso e dalle mosse dell'OPEC+; ma una cosa è certa, negli Stati Uniti il petrolio non sarà mai soltanto una questione economica, resterà sempre anche una faccenda profondamente politica.
La grandinata che nella notte ha colpito diverse zone delle Marche ha lasciato il suo segno anche sulle auto parcheggiate all'aperto. Questa mattina, con la luce del giorno, molti automobilisti hanno trovato carrozzerie segnate da piccoli e grandi bolli, vetri danneggiati e parabrezza scheggiati.
La prima cosa da fare è non avere fretta di riparare il veicolo, ma documentare bene i danni. Foto ravvicinate delle ammaccature, immagini dell'intera auto e, se possibile, del luogo in cui si è verificata la grandinata possono essere utili per dimostrare l'accaduto. È consigliabile annotare anche data, ora e zona colpita dal maltempo.
Il passaggio successivo è contattare la propria assicurazione e verificare se la polizza comprende la copertura per eventi atmosferici. La semplice Rc auto, infatti, generalmente non copre i danni causati dalla grandine: serve una garanzia specifica. Prima di portare l'auto dal carrozziere è quindi meglio attendere le indicazioni della compagnia e l'eventuale perizia.
Per quanto riguarda la riparazione, molti danni da grandine possono essere risolti con la tecnica PDR, la cosiddetta riparazione “a freddo”, che permette di eliminare i bolli senza riverniciare la carrozzeria. Nei casi più pesanti, invece, possono essere necessari interventi più complessi.
Dopo una notte di forte maltempo, quindi, il consiglio è semplice: niente corse dal carrozziere, prima si raccolgono tutte le prove del danno e si apre la pratica corretta. Una buona documentazione può fare la differenza per ottenere il rimborso e velocizzare la riparazione.
Dopo la violenta ondata di maltempo che ha colpito diverse zone delle Marche nelle ultime ore, la Regione ha chiesto ai Comuni di avviare una ricognizione dei danni provocati dalle eccezionali grandinate.
L’obiettivo è raccogliere un quadro completo delle conseguenze dell’evento atmosferico, attraverso la rilevazione dei danni registrati a infrastrutture pubbliche, attività agricole e abitazioni private. I dati raccolti serviranno a valutare l’eventuale richiesta al Governo del riconoscimento dello stato di emergenza.
«Abbiamo già trasmesso una comunicazione ufficiale a tutti i Comuni – dichiara l’assessore regionale alla Protezione Civile Tiziano Consoli – con l’indicazione di procedere nel più breve tempo possibile alla ricognizione dei danni. Si tratta di un passaggio indispensabile per raccogliere dati puntuali e certificati e predisporre la documentazione necessaria per richiedere al Governo il riconoscimento dello stato di emergenza, qualora ne ricorrano i presupposti».
L’assessorato regionale invita le amministrazioni comunali a trasmettere rapidamente le informazioni richieste, così da permettere alla Regione di completare l’istruttoria e attivare le procedure previste per sostenere i territori maggiormente colpiti.
La Regione richiama inoltre cittadini, amministratori e organi di informazione a fare riferimento esclusivamente ai canali ufficiali della Regione Marche e della Protezione Civile regionale, evitando la diffusione di comunicazioni non istituzionali che potrebbero creare confusione in una fase ancora delicata.
«Esprimo la mia più sincera vicinanza alle famiglie, alle imprese, agli agricoltori e a tutte le comunità che stanno affrontando le conseguenze di questo eccezionale evento atmosferico – aggiunge Consoli –. Ringrazio i sindaci, i volontari della Protezione Civile, le forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco e tutti gli operatori impegnati in queste ore sul territorio».
«La Regione Marche – conclude l’assessore – è pienamente al fianco delle comunità colpite e continuerà a lavorare, in stretto raccordo con i Comuni e con il sistema regionale di Protezione Civile, per raccogliere tutte le informazioni necessarie e attivare ogni strumento utile a garantire il sostegno ai territori interessati».
Il violento nubifragio che ha colpito la costa ha lasciato segni evidenti anche al Bora Bora Beach di Porto Recanati, dove il maltempo ha provocato danni alle strutture dello stabilimento. A raccontare quei momenti sono Rossano Valentini, responsabile del Bora Bora Beach, e Francesco Campetella, direttore artistico, che il giorno successivo all'evento sono già al lavoro per riportare la situazione alla normalità.
«È stato torrenziale proprio, sembrava veramente di stare in Sud America – racconta Rossano Valentini –. Il temporale è stato devastante perché è arrivato nel giro di mezz'ora ed è durato circa 40 minuti. È stata una cosa molto, molto pesante».
Tra i danni più rilevanti c'è quello subito da uno dei gazebo dello stabilimento. «Il gazebo che abbiamo qui alle spalle è stato praticamente fatto volare via e fortunatamente i pezzi si sono fermati sulla parte più rigida della struttura. Alcuni frammenti sono addirittura finiti nello stabilimento vicino, quindi è stato veramente preoccupante», spiega Valentini, ricordando come quei trenta minuti siano stati vissuti con grande apprensione.
Già nelle ore successive al maltempo è iniziata la corsa per ripristinare lo stabilimento. «Stiamo cercando di ripristinare il tutto», afferma Francesco Campetella, che racconta di aver vissuto in prima persona l'emergenza anche nelle altre attività del gruppo.
«Io mi trovavo da Otto e da Civitanova, che è l'altra nostra struttura. Anche lì ci sono stati danni, ma fortunatamente non ingenti come qui al Bora Bora. La paura però c'è stata, anche da parte dei bagnanti rimasti fino alla fine, nonostante noi avessimo consigliato di lasciare la spiaggia», racconta.
Dall'accaduto nasce anche una richiesta rivolta alle istituzioni. «Quello che chiediamo è di dare la possibilità agli stabilimenti balneari di ancorare le varie strutture a terra. Oggi, a livello normativo, non è possibile, ma sarebbe una forma di salvaguardia sia per noi sia per gli utenti degli stabilimenti», sottolinea Campetella.
Nonostante i danni, la volontà è quella di ripartire immediatamente. «Noi non ci facciamo demoralizzare. Già da domani sarà ripristinato tutto quanto, sia le serate sia la struttura, e quindi andiamo avanti per una stagione che speriamo sia bellissima», conclude il direttore artistico.
Sulla stessa linea anche Rossano Valentini, che ribadisce la determinazione degli operatori balneari: «Si va avanti, si va avanti sicuro, perché questa è l'anima del Bora e di tutti gli imprenditori della costa. Però, come diceva Francesco, ci deve essere una sorta di tutela per chi vuole lavorare in regola».
Torna pienamente utilizzabile l’acqua erogata nella frazione di Trodica. Il sindaco di Morrovalle Andrea Staffolani ha disposto la revoca immediata dell’ordinanza del 16 luglio scorso che vietava l’utilizzo dell’acqua per il consumo umano.
La decisione è arrivata dopo la comunicazione ufficiale dell’Ast di Macerata, che ha trasmesso gli esiti delle analisi di laboratorio effettuate dall’Arpam sul campione prelevato il 21 luglio presso la fontana pubblica di via Dante.
I risultati dei controlli hanno evidenziato un valore di nitrati pari a 42 mg/l, quindi al di sotto del limite previsto dalla normativa, fissato a 50 mg/l. Il dato ha confermato il ripristino delle condizioni di sicurezza e la piena potabilità dell’acqua.
L’acqua corrente è quindi nuovamente utilizzabile per tutti gli usi nelle zone di Trodica interessate dal precedente provvedimento temporaneo.
Con il ritorno alla normalità dei parametri, l’azienda gestrice Apm procederà al progressivo ritiro delle autobotti posizionate nei giorni scorsi a supporto della popolazione presso il Parco Pegaso, il bar Spreca e il suolificio Del Papa.
L’Amministrazione comunale ha ringraziato i cittadini per la collaborazione e la disponibilità dimostrate durante il periodo di validità dell’ordinanza, sottolineando il lavoro svolto dagli enti coinvolti per garantire il controllo della qualità dell’acqua.
Apm e Ast di Macerata continueranno comunque a monitorare periodicamente la rete idrica comunale, con l’obiettivo di mantenere elevati gli standard di sicurezza del servizio.
Chicchi di grandine grandi anche quanto albicocche, vigneti e uliveti colpiti, impianti fotovoltaici distrutti e strutture agricole danneggiate. È pesantissimo il primo bilancio dell’ondata di maltempo che nella notte ha investito gran parte delle Marche, interessando in particolare le province di Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno.
La conta dei danni è iniziata già dalle prime ore del mattino con gli uffici territoriali di Coldiretti impegnati nel contattare le aziende agricole e raccogliere le prime segnalazioni. Un quadro definitivo sarà possibile soltanto nei prossimi giorni, ma le prime stime delineano una situazione critica, soprattutto per le colture di pregio.
A pagare il prezzo più alto sono stati infatti vigneti e oliveti, già provati dalle precedenti ondate di maltempo. Nel Maceratese la situazione appare particolarmente difficile: la violenta perturbazione ha interessato le aree agricole di Matelica e Serrapetrona, colpendo i vigneti, ma anche i territori di Tolentino, Belforte del Chienti, Sant’Angelo in Pontano e San Ginesio.
Il fronte temporalesco ha poi proseguito verso il Fermano e l’Ascolano, coinvolgendo numerosi comuni tra cui Servigliano, Falerone, Belmonte Piceno, Monsampietro Morico, Montottone, Ortezzano, Montalto delle Marche e Ripatransone, prima di tornare verso la costa interessando anche le coltivazioni di Petritoli e i vivai della zona di Grottammare e San Benedetto del Tronto.
Secondo le prime valutazioni, i danni alle colture potrebbero oscillare tra il 60% e il 90% per frutteti, vigneti, oliveti e ortaggi. Per i seminativi, invece, le perdite stimate si attestano tra il 50% e il 70%.
Una situazione che ha spinto Coldiretti Marche a chiedere alla Regione Marche il riconoscimento dello stato di calamità naturale, alla luce della gravità dei danni subiti dalle imprese agricole.
Non solo coltivazioni: la grandine ha provocato problemi anche alle strutture aziendali. Sono stati segnalati danni agli impianti fotovoltaici installati sui tetti, alle coperture agricole e alle tensostrutture utilizzate per il ricovero degli animali, in particolare nelle aree terremotate. In alcuni casi i crolli hanno provocato il ferimento degli animali, colpiti anche direttamente durante il pascolo.
Per gli agricoltori marchigiani si tratta dell’ennesimo duro colpo in una stagione segnata da eventi climatici estremi, con aziende chiamate ora a fare la conta delle perdite e a valutare gli interventi necessari per ripartire.
Torna operativo il mattatoio di Sefro, una struttura storica per il territorio che riprende la propria attività con l'obiettivo di sostenere la filiera zootecnica dell'entroterra maceratese e delle aree limitrofe.
L'impianto, situato in località Bivio di Agolla, rappresenta un importante tassello per la ripresa economica di un territorio duramente colpito dal sisma e punta a diventare un punto di riferimento non solo per gli allevatori del Comune, ma per aziende agricole provenienti dall'intera provincia di Macerata e dalla vicina Umbria.
La posizione strategica di Sefro, a ridosso del confine regionale, consente infatti di ridurre gli spostamenti degli operatori del settore, abbattendo i costi di trasporto e offrendo un servizio più vicino alle esigenze della filiera zootecnica montana.
La riapertura della struttura è il risultato di un percorso portato avanti dall'amministrazione comunale, che ha condotto all'aggiudicazione dell'impianto e alla sottoscrizione del contratto con la società COMACARNI srl, fondata dagli imprenditori Dino Carnevali e Luca Gesuelli.
Il mattatoio dispone di oltre 300 metri quadrati coperti e di un'area esterna di oltre 2.300 metri quadrati. La struttura è dotata delle attrezzature necessarie per le attività di macellazione nel rispetto delle normative igienico-sanitarie e delle disposizioni sulla tutela del benessere animale.
L'impianto potrà inoltre favorire la tracciabilità delle carni e sostenere le attività commerciali collegate, offrendo un servizio più efficiente alle aziende agricole e agli operatori del settore.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Sefro, Pietro Tapanelli, che ha sottolineato il lavoro svolto dagli uffici comunali per raggiungere questo risultato.
«Ringrazio gli uffici comunali per il lavoro costante e meticoloso svolto in questi mesi – ha dichiarato il primo cittadino –. I nostri dipendenti e tecnici hanno superato ogni ostacolo con grande professionalità, permettendoci di arrivare a questo importante obiettivo. La riapertura del mattatoio rappresenta un segnale forte per la ripresa dei nostri territori feriti dal terremoto».
«Questa struttura – ha aggiunto Tapanelli – non offrirà un servizio limitato al solo Comune di Sefro, ma sarà a disposizione degli allevatori dell'intera provincia di Macerata e della vicina Umbria, sostenendo l'economia montana e il lavoro degli agricoltori».
L'attività di macellazione prenderà ufficialmente il via mercoledì 22 luglio. Allevatori e operatori economici interessati potranno prenotare i servizi contattando la società ai numeri 3200125718 e 3384050747.
L'amministrazione comunale invita quindi aziende zootecniche e macellerie del territorio a utilizzare il rinnovato presidio produttivo, considerato strategico per il rilancio della filiera locale.
Da questa mattina sarà aperta al traffico la nuova rotatoria realizzata dalla Provincia all'incrocio tra la Strada provinciale 77 bis "Montecassiano-Sambucheto" e la strada comunale di accesso alla zona industriale di Villa Mattei. Un intervento da 215mila euro che punta a migliorare la sicurezza e la fluidità della circolazione in uno dei punti più trafficati dell'area.
L'opera rientra nel programma di ammodernamento e messa in sicurezza della rete viaria provinciale e interessa un'intersezione da tempo considerata critica, soprattutto nelle fasce orarie di ingresso e uscita dei lavoratori delle aziende presenti nella zona industriale.
La nuova rotatoria sostituisce il precedente incrocio a raso, ritenuto particolarmente rischioso a causa dell'elevato volume di traffico, anche di mezzi pesanti diretti agli stabilimenti produttivi. L'obiettivo è ridurre i punti di conflitto tra i veicoli, rallentare naturalmente la velocità di percorrenza e rendere più sicure le manovre di immissione e attraversamento.
«La sicurezza delle nostre strade non è un costo, ma un investimento prioritario per la vita dei cittadini e per lo sviluppo delle nostre aziende», sottolinea il presidente della Provincia, Alessandro Gentilucci. «L'incrocio di Villa Mattei rappresentava da tempo un punto critico, soprattutto negli orari di apertura e chiusura delle fabbriche presenti nell'area. Con questa rotatoria eliminiamo una situazione di pericolo e consegniamo al territorio un'infrastruttura moderna, funzionale e capace di rendere più snella la circolazione», conclude.
Scatta il piano di prevenzione per l'allerta meteo. A seguito del bollettino diramato dalla Protezione Civile delle Marche, il sindaco Mauro Sclavi ha firmato un'ordinanza che dispone, a partire dalle ore 16 di oggi, martedì 21 luglio, la chiusura temporanea dei parchi pubblici, delle aree verdi comunali e del cimitero cittadino.
Il provvedimento è stato adottato in via precauzionale dopo che la Regione Marche ha emesso un'allerta arancione per temporali sulla zona di allerta 6, nella quale ricade anche Tolentino. Secondo il Centro Funzionale Multirischi, nella seconda parte della giornata sono attesi temporali forti o molto forti, con possibili grandinate di medie e grandi dimensioni e raffiche di vento particolarmente intense.
L'ordinanza prevede anche la sospensione di manifestazioni, mercati, eventi e attività sportive in programma nei parchi, nei giardini e nelle aree pubbliche fino al termine delle condizioni di pericolo.
L'amministrazione comunale invita inoltre i cittadini a prestare la massima attenzione, evitando di sostare o transitare sotto alberi, impalcature, grondaie, cartelloni e altre strutture che potrebbero risultare instabili a causa del maltempo. È raccomandato anche mettere in sicurezza gli oggetti presenti su balconi e terrazzi e limitare gli spostamenti non necessari durante le ore in cui è prevista la maggiore intensità dei fenomeni.
Il sindaco Sclavi richiama infine alla prudenza anche nelle aree interessate dalla ricostruzione post sisma, raccomandando particolare cautela nel transitare in prossimità delle impalcature installate sugli edifici oggetto di interventi.
Tolentino – Nuovi problemi tecnici per lo storico orologio della torre che domina piazza della Libertà. In questi giorni si stanno infatti registrando malfunzionamenti al sistema che ne regola il funzionamento, rendendo necessario l'intervento del servizio manutenzioni del Comune.
I tecnici si sono attivati tempestivamente per risolvere il guasto e, dopo una prima riparazione, sembrava che il meccanismo fosse tornato a funzionare regolarmente. Tuttavia, a distanza di poco tempo, l'orologio si è nuovamente fermato.
Il secondo stop ha permesso di individuare ulteriori criticità, riconducibili all'impianto elettrico che alimenta il sistema. Per questo motivo sono in corso nuovi interventi di manutenzione finalizzati a ripristinare il corretto funzionamento del meccanismo che muove le lancette dell'orologio e degli altri quadranti della torre.
L'obiettivo dell'amministrazione comunale è quello di risolvere il problema nel più breve tempo possibile, restituendo piena efficienza a uno dei simboli più rappresentativi di Tolentino. L'orologio della torre, infatti, oltre a scandire il tempo della città, rappresenta uno degli elementi più caratteristici del centro storico ed è tra i monumenti più fotografati dai visitatori e dai turisti.
Dieci opportunità di lavoro per cittadini over 60 disoccupati: è questo l’obiettivo del nuovo bando “Over 60 – Invecchiamento Attivo” promosso dall’ATS XVIII per coinvolgere persone vicine all’età pensionabile in attività di utilità sociale.
Ad annunciare l’iniziativa è il presidente dell’ATS XVIII Alessandro Gentilucci, insieme ai sindaci dell’Ambito, che sottolineano il valore di un progetto pensato non solo come sostegno economico, ma anche come strumento di inclusione e partecipazione alla vita della comunità.
“Offriamo un’opportunità di lavoro a soggetti d’età compresa tra i 60 e i 66 anni che non hanno ancora maturato i requisiti per la pensione – spiega Gentilucci –. È un’occasione per svolgere un servizio socialmente utile e, allo stesso tempo, continuare a sentirsi parte attiva della società”.
Le persone selezionate saranno impiegate in due ambiti principali: la manutenzione del verde e il trasporto sociale. Il progetto avrà una durata di 12 mesi, con un impegno previsto di 25 ore settimanali distribuite su cinque giornate lavorative.
“Con questo strumento puntiamo a favorire l’inclusione e la valorizzazione delle competenze delle persone vicine alla pensione – aggiunge Gentilucci – affinché possano continuare a mettere a disposizione della collettività la propria esperienza. Il lavoro non è soltanto una necessità economica, ma anche un elemento fondamentale di dignità personale e relazione sociale”.
Il bando è rivolto a 10 cittadini disoccupati tra i 60 e i 66 anni residenti nella Regione Marche. Le domande dovranno essere presentate entro il 31 luglio 2026.
La Protezione Civile Regionale delle Marche ha diramato un messaggio di allertamento per criticità idrogeologica legata al possibile arrivo di temporali. Il territorio di Matelica rientra nella zona 3, interessata oggi, martedì 21 luglio, dall’allerta gialla a partire dalle ore 14.
Sono previsti temporali anche di forte o molto forte intensità, con la possibilità di grandinate e raffiche di vento. Secondo le previsioni, la situazione dovrebbe progressivamente attenuarsi nelle 48 ore successive.
Il Comune di Matelica invita la cittadinanza a limitare gli spostamenti non necessari durante il periodo di allerta e a prestare particolare attenzione ai possibili rischi legati ai fenomeni atmosferici. È raccomandato evitare soste sotto alberi o in prossimità di strutture all’aperto, non attraversare sottopassi o aree soggette ad allagamenti e mantenersi lontani da finestre e vetrate durante i temporali.
Si raccomanda inoltre di mettere in sicurezza oggetti presenti su balconi e terrazzi che potrebbero essere spostati dal vento e causare situazioni di pericolo.
La cittadinanza è invitata a seguire gli aggiornamenti attraverso i canali ufficiali del Comune di Matelica e della Protezione Civile.
Il Comune di Macerata ha disposto una serie di misure di sicurezza in seguito all'allerta meteo arancione diramata per la giornata di martedì 21 luglio.
A partire dalle ore 12 sarà attivato il Centro Operativo Comunale (C.O.C.), che avrà il compito di monitorare l'evoluzione delle condizioni meteorologiche e coordinare l'eventuale gestione delle criticità sul territorio.
Dalle ore 14, invece, entrerà in vigore la chiusura del cimitero comunale e dei Giardini Diaz e del Parco di Villa Lauri, provvedimento adottato in via precauzionale per tutelare la sicurezza dei cittadini durante la fase di maltempo.
L'amministrazione comunale invita la popolazione a prestare la massima attenzione, limitando gli spostamenti non indispensabili e seguendo gli aggiornamenti e le indicazioni delle autorità competenti.
Per eventuali segnalazioni di emergenza o richieste di assistenza saranno attivi il Centro Operativo Comunale, contattabile al numero 348 1556674, e la Centrale Operativa della Polizia Locale, raggiungibile al numero 0733 256346.
È stata riaperta in anticipo la viabilità in viale Bigioli, dopo la conclusione delle operazioni per il montaggio di una gru edile nel cantiere di palazzo Collio.
I lavori, inizialmente programmati per le giornate del 20 e 21 luglio, si sono conclusi prima del previsto consentendo alla Polizia Locale della Città di San Severino Marche di ripristinare già questa mattina la normale circolazione lungo una delle principali arterie cittadine.
Sono state quindi rimosse le deviazioni e le limitazioni al traffico predisposte per permettere l’accesso dei mezzi pesanti e l’installazione della struttura meccanica.
Il completamento anticipato delle operazioni è stato possibile grazie al rapido intervento delle maestranze specializzate e al coordinamento con gli agenti della Polizia Locale, che hanno consentito di gestire il cantiere senza particolari disagi e con un significativo anticipo rispetto alla tabella di marcia.
A distanza di mesi dall'avvio della vicenda, la Cassa Edile di Macerata continua a non rilasciare il DURC di congruità richiesto per consentire lo sblocco dei pagamenti spettanti a due imprese specializzate nel restauro dei beni culturali Milko Moriche di Mogliano (MC) e Mariano Angele di Pollenza.
La conseguenza è grave: lavori regolarmente eseguiti, collaudati e contabilizzati restano ancora senza pagamento, con pesanti ripercussioni economiche su imprese artigiane che operano nella tutela del patrimonio storico e artistico italiano.
Le Casse Edili sono organismi paritetici di natura privatistica e sono tenute ad applicare la normativa vigente. Non possono introdurre, attraverso proprie interpretazioni, obblighi non previsti dalla legge né sostituirsi al legislatore, ai Ministeri competenti o all'autorità giudiziaria.
Nel corso di questo mese sono state trasmesse alla Cassa Edile di Macerata dettagliate osservazioni giuridiche e amministrative, corredate da riferimenti normativi e atti ufficiali dello Stato, che contestano la legittimità delle richieste avanzate nei confronti delle imprese del restauro e richiamano la disciplina speciale prevista per il settore dei beni culturali.
Ad oggi, tali osservazioni non hanno ricevuto alcuna risposta nel merito, mentre il mancato rilascio del DURC continua a impedire il pagamento di lavori già conclusi.
Le imprese chiedono semplicemente il rispetto della legge, della certezza del diritto e delle competenze attribuite dall'ordinamento. Non è accettabile che interpretazioni prive di un chiaro fondamento normativo mettano a rischio un settore altamente specializzato e di interesse pubblico.
Per questo si rinnova l'invito alla Cassa Edile di Macerata a motivare le proprie determinazioni sulla base della normativa vigente e si chiede alle istituzioni competenti, a partire dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli, di intervenire con urgenza per fare chiarezza e consentire lo sblocco dei pagamenti.
Per favorire un confronto fondato sulle norme, è stato inoltre reso pubblico uno studio giuridico-amministrativo dedicato alla disciplina del restauro dei beni culturali (categoria OS2-A), che analizza il quadro normativo di riferimento e conclude come le richieste contestate alle imprese non trovino adeguato fondamento nella disciplina speciale del settore.
L'obiettivo non è alimentare uno scontro, ma riportare il confronto sul terreno del diritto, della corretta applicazione delle norme e della tutela di un comparto che rappresenta un'eccellenza italiana.