USSITA – Nuove disposizioni sulla viabilità nella frazione di Frontignano, nel comune di Ussita, dove sono in corso i lavori per la realizzazione della nuova cabinovia Frontignano–Cornaccione.
Con l’ordinanza sindacale n. 35 del 12 maggio 2026, l’amministrazione comunale ha stabilito una serie di limitazioni alla circolazione valide fino al 31 agosto 2026, con l’obiettivo di garantire la sicurezza dell’area di cantiere e regolamentare l’accesso verso le aree montane del Monte Bove e dei rilievi limitrofi.
Il provvedimento prevede il divieto di circolazione per veicoli e biciclette nel tratto che collega il condominio Ambassador all’arrivo della seggiovia Belvedere, fino ai rifugi Rifugio Cristo delle Nevi e Rifugio Cornaccione.
È inoltre disposto il divieto assoluto di transito dalla strada che dal piazzale Selvapiana, nei pressi dell’Hotel Felicita, conduce al Canalone, secondo le planimetrie allegate all’ordinanza.
Il transito pedonale sarà consentito esclusivamente lungo i percorsi individuati e segnalati, mentre resteranno esclusi dai divieti i mezzi di soccorso, le forze dell’ordine e i veicoli autorizzati.
Il Comune invita residenti e visitatori a prestare massima attenzione alla segnaletica presente in loco e a consultare le indicazioni ufficiali per pianificare gli spostamenti durante tutto il periodo interessato dai lavori.
La chiusura dell’unico distributore di carburante di Castelsantangelo sul Nera riaccende il dibattito sul progressivo depauperamento dei servizi essenziali nelle aree interne delle Marche, già duramente segnate dal terremoto del 2016. A lanciare l’allarme è Federcontribuenti Marche, che parla di un nuovo colpo per i territori montani del cratere sismico.
“La chiusura del distributore rappresenta l’ennesimo segnale di un impoverimento costante dei servizi fondamentali nelle aree interne e montane della regione”, denuncia la segretaria regionale Maria Teresa Nori. “Negli ultimi anni abbiamo assistito alla chiusura di sportelli bancari, alla riduzione dei servizi sanitari e commerciali e ora viene meno anche un’infrastruttura indispensabile come il rifornimento di carburante”.
Secondo l’associazione, la situazione rischia di aggravare ulteriormente le difficoltà quotidiane dei residenti di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, comunità che ancora convivono con le conseguenze del sisma. A pesare è anche la distanza dai principali servizi sanitari: l’ospedale più vicino resta infatti quello di Camerino, con inevitabili disagi soprattutto per anziani, famiglie e attività economiche.
Federcontribuenti punta il dito contro il progressivo arretramento dello Stato e delle istituzioni nei territori più fragili. “Non ci si può stupire dello spopolamento delle aree interne se proprio dove servirebbe una maggiore presenza pubblica si continua a tagliare servizi e infrastrutture”, sottolinea Nori. “Senza prospettive concrete, intere comunità rischiano di essere accompagnate verso una vera e propria apocalisse sociale”.
L’associazione chiede quindi un intervento urgente da parte delle istituzioni regionali e nazionali per garantire i servizi minimi essenziali nei comuni montani colpiti dal terremoto. “Difendere questi territori – conclude Federcontribuenti Marche – significa tutelare la coesione sociale, la sicurezza del territorio e il futuro delle comunità locali”.
MACERATA – È stata presentata oggi, martedì 12 maggio, a Piediripa in via Metauro, nell’area dello sgambatoio, la nuova palestra dedicata alla scherma e alle arti marziali, realizzata grazie ai fondi del Pnrr. Una struttura polifunzionale pensata per ospitare scherma, judo e karate, con particolare attenzione all’inclusione e all’accessibilità.
Presenti all’inaugurazione anche gli assessori comunali uscenti Riccardo Sacchi (sport), Andrea Marchiori (lavori pubblici) e Paolo Renna (sicurezza), che non hanno preso parola nel rispetto della par condicio in vista della campagna elettorale. Presente inoltre Carola Cicconetti, maestra del Macerata Scherma ed ex schermitrice italiana specializzata nel fioretto, vincitrice di due medaglie d’oro e una d’argento ai Campionati mondiali di scherma.
A illustrare il progetto è stato il dirigente dei servizi tecnici del Comune di Macerata, Tristano Luchetti, che ha sottolineato la valenza sportiva e sociale dell’intervento: “Si tratta di una struttura completamente nuova, realizzata con fondi Pnrr, destinata a tre discipline sportive: scherma, judo e karate. Uno dei temi centrali del finanziamento era quello dell’inclusione legata alla disabilità, per questo la palestra è stata progettata per consentire un utilizzo polifunzionale e accessibile”.
Luchetti ha poi evidenziato l’importanza dell’opera per il quartiere di Piediripa: “È una struttura che mancava al territorio. Inoltre non è collegata a un istituto scolastico e questo permetterà di utilizzarla in qualsiasi orario della giornata”.
Grande soddisfazione anche da parte del presidente della Macerata Scherma, Alberto Affede, che ha definito la giornata “fondamentale” per la disciplina in città: “Per la prima volta Macerata ha un impianto dedicato esclusivamente alla scherma. È uno sport presente qui dal 1975, ma che ha sempre vissuto in strutture precarie. Oggi finalmente possiamo allenarci in una struttura all’altezza delle altre province marchigiane”.
Affede ha spiegato come il nuovo spazio potrà rappresentare anche un punto di riferimento per il mondo universitario e formativo:“L’Università di Macerata ha scelto di inserire la scherma tra le materie del nuovo corso di Scienze Motorie che partirà il prossimo anno accademico. Questo consentirà ai futuri insegnanti di conoscere più da vicino la disciplina e la palestra sarà fondamentale anche per le lezioni pratiche”.
Un passaggio centrale del suo intervento è stato dedicato al tema dell’inclusione: “Lo sport inclusivo è una delle missioni che la Macerata Scherma si è data. La scherma permette allenamenti completamente integrati tra atleti con e senza disabilità”.
La società ha già avviato corsi dedicati alla scherma in carrozzina e alla scherma per non vedenti, ma l’obiettivo è ampliare ulteriormente le attività:“Con spazi e tempi adeguati vogliamo attivare anche percorsi per la disabilità cognitiva, in particolare per ragazzi affetti da autismo”.
La nuova palestra rappresenta uno dei tasselli del più ampio piano di investimenti sportivi e rigenerazione urbana portato avanti dal Comune di Macerata grazie ai fondi del Pnrr, con l’obiettivo di dotare la città di impianti moderni, inclusivi e sempre più funzionali alle esigenze del territorio.
L’amministrazione comunale di Matelica esprime profonda preoccupazione in merito al piano di ristrutturazione annunciato da Electrolux, che al momento prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi. Una vicenda che coinvolge direttamente anche diverse famiglie matelicesi, considerando i lavoratori residenti nel territorio impiegati nello stabilimento. La prospettiva di una chiusura totale del sito rappresenterebbe un colpo durissimo non solo per Cerreto d’Esi e il comprensorio fabrianese, ma per tutto l’entroterra marchigiano, già segnato negli ultimi anni da difficoltà economiche e occupazionali.
Il comune di Matelica esprime piena solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie, sostenendo il percorso avviato dalle organizzazioni sindacali, che domani saranno ascoltate in Regione Marche dal presidente Francesco Acquaroli. Successivamente seguirà la convocazione del tavolo del lavoro promosso dal sindaco di Fabriano Daniela Ghergo, momento fondamentale per avviare un confronto istituzionale serio e condiviso sul futuro del sito produttivo. Stamattina,12 maggio, il sindaco di Matelica Denis Cingolani ha partecipato alla manifestazione organizzata proprio presso lo stabilimento di Cerreto D’Esi.
"Vogliamo dare pieno sostegno alle maestranze e alle famiglie coinvolte - dichiara il sindaco - ma soprattutto vogliamo alzare il tiro affinché venga evitata la chiusura totale del sito di Cerreto d’Esi, come paventato dall’azienda. La perdita di 170 posti di lavoro sarebbe una ferita lacerante per tutto il territorio, in particolare per l’entroterra marchigiano, dove ricollocare 170 persone è molto più difficile rispetto ad altre aree della regione, come la costa. Serve una risposta forte e condivisa da parte delle istituzioni, perché qui non si difende soltanto uno stabilimento, ma il futuro occupazionale e sociale di un intero territorio".
Prosegue l’attività solidale dell’Anas – Associazione Nazionale di Azione Sociale – a sostegno del territorio e delle realtà impegnate quotidianamente nel sociale e nella tutela della comunità. Dopo le recenti donazioni destinate alla Caritas e alla parrocchia di San Gabriele, l’associazione ha effettuato una nuova consegna di materiali alla Protezione Civile.
La consegna si è svolta presso la sede della Protezione Civile alla presenza della presidente regionale Anas, Alessandra Perugini, accompagnata dal consigliere comunale Gianluca Crocetti. Ad accoglierli il coordinatore Alberto Conca.
La donazione ha riguardato diversi dispositivi di protezione individuale (DPI), tra cui gel igienizzante e tute protettive, materiali fondamentali per supportare le attività quotidiane dei volontari impegnati nelle operazioni di assistenza e sicurezza sul territorio.
“Continuiamo a essere presenti accanto alle realtà che operano ogni giorno per il bene della collettività – ha dichiarato la presidente regionale Anas Alessandra Perugini –. Dopo gli interventi a favore della Caritas e della parrocchia di San Gabriele, abbiamo voluto sostenere anche la Protezione Civile, presidio fondamentale per il territorio e per la sicurezza dei cittadini”.
Sull’importanza della collaborazione tra enti e associazioni è intervenuto anche il consigliere comunale Gianluca Crocetti: “Queste iniziative dimostrano quanto sia importante fare rete tra associazioni, istituzioni e volontariato. La Protezione Civile svolge un lavoro prezioso e ogni contributo concreto può aiutare a rafforzarne l’operatività e la capacità di risposta”.
Il coordinatore Alberto Conca ha infine ringraziato l’Anas per la sensibilità dimostrata e per il materiale consegnato, sottolineando quanto il sostegno alle attività dei volontari rappresenti un aiuto concreto per il servizio svolto a favore della comunità.
Treia sarà presente a Roma, domani, alla manifestazione promossa dai sindaci e dagli amministratori dei Comuni esclusi dalla nuova classificazione dei “Comuni montani”, per chiedere al Governo una revisione della riforma e il reinserimento dei territori storicamente riconosciuti come montani. L’appuntamento è fissato alle ore 10 in Piazza Colonna, nei pressi di Palazzo Chigi, da dove una delegazione proseguirà poi verso Piazza Capranica, sede della manifestazione.
Anche il Comune di Treia prenderà parte alla mobilitazione insieme a tutti e 29 Enti Marchigiani e alle rappresentanze del territorio, le associazioni degli agricoltori e cittadini profondamente colpiti dalla penalizzazione inflitta ai questi territori e per sostenere una battaglia considerata importante per il futuro delle aree interne e dei cittadini che vi abitano.
«Si tratta di una rivisitazione completamente scellerata che sacrifica e mette ulteriormente in difficoltà zone già di per sé più fragili dal punto di vista economico come le attività agricole e sociali come la penalizzazione nella formazione delle classi nei vari ordini d’istruzione - sottolinea il sindaco di Treia, Franco Capponi -. Non è una semplice classificazione burocratica senza danni, come hanno maldestramente provato a farla passare, ma si tratta del riconoscimento delle caratteristiche e delle difficoltà che i nostri territori vivono quotidianamente".
"Essere esclusi dalla classificazione dei Comuni montani significa rischiare di perdere opportunità, risorse e strumenti importanti per sostenere le comunità delle aree interne, nel caso di Treia anche messe a dura prova dal sisma - prosegue Capponi -. Per questo saremo a Roma insieme agli altri amministratori, con spirito unitario e istituzionale, per chiedere attenzione, ascolto e una revisione di una scelta che riteniamo penalizzante per tanti Comuni e cittadini. Parliamo di mettere a rischio incentivi previsti per questi territori, bonus, agevolazioni fiscali; le autonomie scolastiche".
L’iniziativa nasce dalla volontà di difendere i diritti e le peculiarità dei territori che rischiano di perdere riconoscimenti e opportunità legate allo status di Comune montano, con possibili ricadute su servizi, risorse e sostegno alle comunità locali. Per consentire la partecipazione alla manifestazione, il Comune ha inoltre messo a disposizione alcuni posti per il trasferimento a Roma, con partenza da Treia e fermate lungo il percorso fino a Colfiorito.
La possibile installazione di una nuova antenna Iliad a Montecosaro accende il confronto politico e civico in paese. La lista civica Siamo Montecosaro, rappresentata in Consiglio comunale dai consiglieri Antonio Lazzarini e Giordano Marignani, interviene sulla vicenda chiedendo chiarezza sulle modalità con cui il progetto sarebbe stato gestito, sulla localizzazione dell’impianto e sul coinvolgimento dei cittadini.
Secondo i due consiglieri, la questione non può essere affrontata come un semplice intervento tecnico, ma richiede attenzione, trasparenza e una valutazione più ampia, soprattutto per la vicinanza dell’impianto a zone abitate e ad aree frequentate da bambini.
Sul piano delle caratteristiche dell’opera, Lazzarini e Marignani sottolineano la rilevanza dell’impianto previsto: "I dettagli tecnici emersi sono agghiaccianti: si parla di una struttura alta ben 32 metri, un gigante di ferro che verrebbe posizionato nel cuore del centro abitato, coinvolgendo direttamente centinaia di famiglie".
La preoccupazione maggiore, spiegano i consiglieri, riguarda la vicinanza dell’antenna alla scuola dell’infanzia, considerata un luogo particolarmente sensibile:“È impensabile e irresponsabile autorizzare un’antenna di queste proporzioni a meno di 100 metri dalla scuola dell’infanzia”.
Per Siamo Montecosaro, la questione riguarda prima di tutto la tutela dei bambini e la necessità di adottare un principio di cautela nelle scelte urbanistiche e amministrative: “Siamo di fronte a una scelta folle. Parliamo del luogo dove i nostri figli trascorrono la maggior parte della giornata”.
I consiglieri evidenziano anche il tema dell’impatto dell’opera, sia dal punto di vista paesaggistico sia rispetto alle preoccupazioni espresse da una parte della cittadinanza: “Come può un’amministrazione ignorare l’impatto visivo, ma soprattutto le preoccupazioni per l’esposizione elettromagnetica in un’area così sensibile?”.
Un altro punto sollevato da Lazzarini e Marignani riguarda i tempi e le modalità di comunicazione ai cittadini. Secondo la lista civica, mentre veniva organizzato un incontro pubblico, il posizionamento dell’antenna risultava già presente sul portale ufficiale dell’ARPAM: "Convocare i cittadini quando i dati sono già trasmessi agli enti regionali è una presa in giro".
Da qui la richiesta di chiarimenti sulla sequenza degli atti e sulle reali tempistiche con cui l’amministrazione sarebbe venuta a conoscenza del progetto: “Le procedure per un’opera di 32 metri non si decidono in una notte. Com’è possibile che la sindaca si sia accorta della questione solo ora?”.
La lista civica ipotizza quindi due possibili letture della vicenda, entrambe considerate gravi dal punto di vista politico e amministrativo: “O siamo davanti a una totale incompetenza tecnica o a una precisa volontà di tenere i cittadini all’oscuro fino a quando non sarebbe stato troppo tardi per opporsi”.
Nel mirino dei consiglieri finisce anche quanto accaduto durante l’incontro pubblico. In particolare, Lazzarini e Marignani contestano l’assenza, a loro dire, di una preventiva valutazione di soluzioni alternative: “Il momento più basso è stato toccato durante l’incontro pubblico. Di fronte alle proposte alternative e alle grida d’allarme dei genitori, la sindaca ha ammesso testualmente di non aver pensato a soluzioni diverse”.
Per Siamo Montecosaro, questa affermazione rappresenterebbe il segnale di una gestione non adeguata di un tema delicato: “Sentir dire da chi guida il paese che ‘non ci aveva pensato’ è una ferita alla competenza e al dovere di protezione verso la comunità”.
I consiglieri richiamano quindi l’amministrazione al proprio ruolo di programmazione e prevenzione, sostenendo che non spetti ai cittadini individuare all’ultimo momento possibili alternative: “È compito dell’amministrazione pianificare, non aspettare che siano i cittadini a suggerire come tutelare la salute dei propri bambini”.
La lista civica annuncia infine l’intenzione di proseguire la propria azione politica e istituzionale sulla vicenda, assicurando sostegno ai residenti contrari o preoccupati per l’intervento: “Siamo Montecosaro non farà un passo indietro. Come dimostrato negli ultimi due anni di attività, i consiglieri Lazzarini e Marignani continueranno a essere lo scudo dei cittadini dentro il Palazzo Comunale”.
Lazzarini e Marignani concludono ribadendo che la questione sarà seguita in tutte le sedi ritenute opportune e invitano la cittadinanza a restare aggiornata attraverso i canali ufficiali della lista: “Non lasceremo soli i residenti davanti a questo scempio. Porteremo la battaglia in ogni sede opportuna”.
Infine, l’appello alla partecipazione e all’attenzione pubblica sul tema: “Invitiamo tutta la cittadinanza a seguire i nostri canali social ufficiali per restare aggiornati: daremo voce a ogni singola preoccupazione, perché Montecosaro non è un terreno di conquista, ma la nostra casa”.
USSITA – La Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per l’intervento di riparazione del Palazzetto del Ghiaccio di Ussita, situato in località Pratolungo. L’opera prevede un investimento complessivo di oltre 7,1 milioni di euro e rappresenta uno dei passaggi più importanti nel percorso di recupero delle infrastrutture simbolo del territorio colpito dal sisma.
Il progetto punta al recupero strutturale e funzionale dell’impianto sportivo, storica struttura dell’area montana dei Sibillini gravemente danneggiata dal terremoto. Realizzato nei primi anni Ottanta, il palazzetto occupa una superficie di circa 65 metri per 42 ed è caratterizzato da una particolare architettura composta da 14 portali ad arco irregolare in legno lamellare.
“L’approvazione del progetto rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di recupero delle infrastrutture di Ussita – ha dichiarato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli –. L’obiettivo è restituire al territorio una struttura strategica per le attività sportive, ricreative e per l’intera area dei Sibillini. Ringrazio il Comune, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche per il lavoro svolto insieme”.
Soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale di Ussita, che sottolinea il valore identitario ed economico dell’impianto. “L’approvazione del progetto è un atto importante e molto atteso dalla comunità e dalle tante persone che negli anni hanno frequentato il palazzetto per allenarsi o trascorrere momenti di svago – evidenzia il Comune –. Questa struttura ha rappresentato e rappresenterà un volano economico fondamentale per Ussita e per tutto il territorio”.
Il piano di intervento prevede una serie articolata di opere finalizzate sia al miglioramento sismico sia all’efficientamento energetico dell’edificio. Tra gli interventi principali figurano la completa sostituzione della copertura e delle strutture lignee secondarie deteriorate, il ripristino degli archi principali, il rinforzo degli elementi portanti e i lavori sulle parti in cemento armato.
Previsti anche il rifacimento integrale degli impianti tecnologici e la sostituzione delle facciate vetrate e degli infissi, con l’introduzione di sistemi frangisole per migliorare le prestazioni energetiche e il comfort interno. Saranno inoltre rinnovati gli impianti elettrici, quello della pista del ghiaccio, gli impianti di climatizzazione, idrico-sanitari e antincendio.
Con il via libera della Conferenza regionale prende dunque forma un nuovo tassello della ricostruzione di Ussita, con l’obiettivo di restituire al territorio una struttura sportiva e aggregativa considerata strategica per il rilancio turistico e sociale dell’intera area montana.
CIVITANOVA – È iniziato ieri il tour istituzionale dell’assessore al Turismo Mara Orazi lungo gli stabilimenti balneari del litorale cittadino, un percorso di ascolto e confronto diretto con gli operatori del settore che segna l’avvio della stagione estiva.
La prima tappa si è svolta presso lo stabilimento Petè, sul lungomare sud, scelto come punto di partenza simbolico del percorso che proseguirà lungo tutta la costa cittadina. L’incontro ha rappresentato un momento di dialogo con gli operatori e di analisi delle prospettive della stagione turistica ormai alle porte.
“Ringrazio Paolo per la straordinaria accoglienza e per la professionalità con cui ogni giorno gestisce uno stabilimento che rappresenta un punto di riferimento per residenti e turisti – ha dichiarato l’assessore Orazi –. È da qui e dalle tante esperienze imprenditoriali dinamiche e qualificate che vogliamo partire per promuovere la nostra stagione estiva”.
Nominata lo scorso novembre, l’assessore affronta la sua prima stagione turistica con un’impostazione basata su presenza costante sul territorio e confronto diretto con gli operatori balneari. “Ho scelto di avviare questo percorso perché gli stabilimenti non sono soltanto imprese, ma rappresentano l’anima viva e il motore dell’identità turistica della città – ha spiegato –. L’obiettivo è costruire un rapporto stabile con chi lavora ogni giorno sul mare, raccogliendo esigenze, criticità ma anche idee e proposte. Gli operatori sono i primi ambasciatori dell’accoglienza cittadina”.
Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche il prossimo appuntamento legato alla cerimonia di consegna della Bandiera Blu, riconoscimento che certifica la qualità delle acque, dei servizi e dell’offerta ambientale del litorale.
L’assessore ha infine rivolto un ringraziamento generale a tutti gli operatori balneari: “Colgo l’occasione per augurare buon lavoro per l’avvio della stagione estiva. Lavoreremo insieme, con spirito di collaborazione e responsabilità condivisa, per rendere il nostro litorale sempre più accogliente e attrattivo”.
Il 5 luglio 2026 consegneremo il nuovo Varco sul Mare alla città. È l’annuncio dell’assessore ai Lavori Pubblici Ermanno Carassai dopo l’approvazione in Giunta della delibera che dà il via alle ultime, fondamentali migliorie del cantiere, pensate per garantire la massima resistenza, sicurezza e funzionalità dell’opera nel tempo.
“Si tratta dell’ultimo step per completare un’opera strategica destinata a cambiare per sempre il volto del waterfront cittadino – spiega l’assessore Carassai –. Il nuovo Varco sul Mare, ponte di continuità tra il centro e il lungomare, diventerà il cuore multifunzionale della città, capace di ospitare grandi eventi, attività sportive e momenti di aggregazione per cittadini e turisti”.
Tra le migliorie figurano gli inserimenti di elementi lapidei in marmo Maljat all’interno della piazza, lo spostamento del locale tecnico della fontana a circa 3 metri verso est.
Nel nuovo impianto da basket è previsto l’inserimento di un elemento vegetazionale nella testata nord e la sostituzione della rete in corda con una robusta rete metallica in acciaio zincato rivestita in PVC.
Prevista anche la modifica del margine est dell’intervento sul lungomare Piermanni, consistente nell’ampliamento del marciapiede verso la piazza e nella traslazione della pista ciclabile. Il tratto di marciapiede oggetto di allargamento sarà completamente ripavimentato con materiale simile all’esistente. Sarà ripristinato anche il tratto di marciapiede prospiciente l’intervento su Via Cavour e sarà rifatto il tratto di via Ciro Menotti antistante la struttura ad arco.
Saranno predisposti nuovi bypass per le linee elettriche esistenti per evitare future manomissioni della nuova pavimentazione in caso di guasti o manutenzioni.
Importanti migliorie riguardano anche i bagni pubblici, dove le superfici interne saranno realizzate con resine epossidiche e graniglia di quarzo, garantendo maggiore resistenza agli atti vandalici, facilità di pulizia e minori costi di manutenzione.
Migliorati anche gli aspetti legati ai servizi e alla sicurezza della piazza. Saranno realizzati 11 nuovi pozzetti di accesso alla rete elettrica dotati di pistoncini per facilitarne l’apertura durante manifestazioni ed eventi. Previsti inoltre specifici dispositivi di protezione sull’arco architettonico per impedire l’accesso alla copertura e l’adeguamento dell’impianto di videosorveglianza secondo le prescrizioni normative nazionali in materia di sicurezza urbana.
“Migliorie concrete – conclude Carassai – perché vogliamo consegnare alla città non solo uno spazio bello e moderno, ma un’infrastruttura urbana efficiente, sicura e costruita per durare nel tempo”.
CIVITANOVA MARCHE – Da oggi e fino al prossimo 16 giugno i treni sulla tratta Civitanova Marche-Macerata-Fabriano resteranno fermi per consentire l’avanzamento dei lavori di potenziamento della linea ferroviaria che collega la costa all’entroterra marchigiano. Dopo l’interruzione già scattata lo scorso 11 aprile tra Macerata e Fabriano, il cantiere entra ora nella fase più delicata e strategica con la sospensione completa della circolazione ferroviaria anche tra Civitanova e Macerata.
Al posto dei convogli saranno attivati servizi sostitutivi con autobus, predisposti da Trenitalia per garantire comunque i collegamenti lungo la direttrice. I tempi di percorrenza, viene precisato, potranno però risultare più lunghi a causa del traffico stradale e i posti disponibili sui bus potrebbero essere inferiori rispetto alla normale capienza dei treni. Trenitalia invita pertanto i viaggiatori a programmare con attenzione i propri spostamenti. Sui mezzi sostitutivi non sarà consentito il trasporto delle biciclette né quello di animali di grossa taglia, fatta eccezione per i cani guida.
L’interruzione del servizio ferroviario permetterà di portare avanti una serie di interventi considerati fondamentali per il futuro della linea. Tra le opere previste figurano l’elettrificazione del tratto ferroviario, l’adeguamento e il rifacimento delle stazioni di Macerata e Corridonia e il consolidamento delle opere d’arte ferroviarie tra Corridonia e Morrovalle.
Particolare attenzione sarà dedicata anche all’innovazione tecnologica e alla sicurezza. Nella stazione di Civitanova Marche è infatti previsto l’upgrade degli apparati di controllo e l’implementazione del sistema Ertms, l’European Rail Transport Management System, considerato il più avanzato sistema europeo per la supervisione e il controllo della circolazione ferroviaria. Una tecnologia già adottata sulle linee ad Alta Velocità e che consentirà una gestione più efficiente del traffico ferroviario e delle eventuali criticità lungo la direttrice.
I lavori saranno eseguiti dai tecnici di Rete Ferroviaria Italiana insieme alle imprese appaltatrici. Complessivamente saranno oltre 200 le maestranze impegnate lungo gli oltre 86 chilometri interessati dal piano di ammodernamento.
Il cronoprogramma prevede inoltre la prosecuzione dei cantieri tra Macerata e Fabriano fino al 27 giugno. In questo tratto continueranno gli interventi per l’elettrificazione della linea Macerata-Albacina e per il restyling della stazione ferroviaria di Macerata, tasselli ritenuti strategici per modernizzare i collegamenti ferroviari regionali e migliorare l’integrazione tra costa ed entroterra.
Villa Fermani torna alla comunità di Corridonia. Nel pomeriggio di oggi, sabato 9 maggio, l’edificio restaurato è stato riaperto al pubblico con un momento inaugurale che ha permesso ai cittadini di visitare gli spazi interni, restituiti alla città dopo l’intervento di restauro e messa in sicurezza.
I lavori, finanziati con 615 mila euro di fondi sisma, hanno riguardato la riparazione delle murature, il miglioramento delle connessioni tra le pareti e il rinforzo delle strutture. Interventi che hanno consentito il recupero funzionale dell’edificio e la sua piena fruibilità.
Per celebrare il ritorno alla città di uno spazio urbano particolarmente significativo, a quasi dieci anni dal terremoto, è stato organizzato anche un momento musicale e conviviale.
Villa Fermani rappresenta un luogo profondamente legato alla storia e all’identità cittadina. Le sue origini risalgono al 1855, quando l’area era un fondo agricolo delle religiose del Monastero di San Giovanni. Nel 1873 Davide Fermani acquistò la proprietà e la trasformò in luogo di svago, per poi donarla alla città nel 1894. Da allora la villa è diventata un bene pubblico di grande valore storico, culturale e sociale.
Durante i lavori sono emersi anche elementi finora nascosti o dimenticati, tra cui la scritta storica sopra l’ingresso principale e alcuni particolari architettonici interni celati dal tempo. Dettagli che arricchiscono ulteriormente il valore culturale dell’edificio e confermano il legame profondo tra Villa Fermani e la comunità.
L’edificio, riportato al suo storico lustro, ospiterà convegni, seminari, eventi anche musicali, mostre e matrimoni.
“La riapertura di Villa Fermani è un altro segnale concreto della ricostruzione che avanza e restituisce alle comunità non soltanto edifici sicuri, ma luoghi di memoria, socialità e identità. Ogni spazio recuperato rappresenta un passo avanti nel percorso di rinascita dei nostri territori. Investire nella messa in sicurezza e nel restauro di beni come Villa Fermani significa custodire la storia e la tradizione vera di una comunità e, allo stesso tempo, costruire nuove occasioni di incontro, cultura e partecipazione. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il sindaco Giuliana Giampaoli, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e tutti i soggetti coinvolti per il lavoro svolto con attenzione e sensibilità”, dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.
Il sindaco Giuliana Giampaoli spiega che “Il grande impegno che abbiamo concentrato sulla riqualificazione di questo Parco e della Villa storica va ben oltre la ricostruzione. Siamo convinti e orgogliosi che qui si stiano riportando alla luce le radici della nostra storia, l'anima dei luoghi e della nostra identità culturale”.
Si è svolta nel pomeriggio di oggi, sabato 9 maggio, la presentazione del nuovo polo natatorio di Macerata in viale Giorgio Maria Pagnanelli, all'interno dell'area dell'ex Saram. L'incontro ha permesso di illustrare le caratteristiche tecniche e funzionali della struttura, sorta sul sito che in precedenza ha ospitato la scuola dell'Arma Aeronautica e la caserma della Guardia di Finanza.
L'intervento consegna alla cittadinanza un'infrastruttura moderna, progettata per essere pienamente accessibile attraverso percorsi pedonali dedicati e rampe studiate per l'abbattimento delle barriere architettoniche. L'impianto sarà fruibile da lunedì 11 maggio. Per il nuoto libero la piscina sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 21,30, il sabato dalle 8 alle 16 e infine la domenica dalle 9 alle 12.
Disponibili online tutte le informazioni relative ai corsi e agli orari sul sito della piscina comunale di Macerata. Dal punto di vista architettonico, l'edificio si caratterizza per un telaio in cemento armato e una copertura in legno lamellare, con ampie superfici vetrate studiate per favorire l'illuminazione naturale degli ambienti interni.
L'impianto dispone di due vasche distinte per differenti tipologie di utenza. La vasca principale ha una lunghezza di 25 metri ed è dotata di otto corsie, risultando idonea sia per l'attività di base sia per lo svolgimento di competizioni agonistiche. Ad essa si affianca una seconda vasca di dimensioni minori, destinata alle attività ludico-ricreative, all'avviamento al nuoto e al fitness in acqua. Il piano vasca è organizzato per consentire lo svolgimento sia della preparazione atletica sia delle attività didattiche.
L'organizzazione degli spazi interni comprende quattro zone destinate agli spogliatoi, uffici amministrativi e un locale di primo soccorso accessibile sia dall'area piscine che dall'esterno. Per il pubblico è stata predisposta una gradinata per la visione delle attività, separata dal piano vasca da una protezione trasparente. Sotto il profilo tecnico, la struttura è dotata di locali per la filtrazione e la sanificazione delle acque conformi alle normative vigenti.
La logistica dell'area è supportata da un parcheggio situato sul lato ovest del complesso, con spazi riservati ai mezzi di soccorso e agli addetti ai lavori.
Il sindaco Sandro Parcaroli ha sottolineato l'importanza dell'opera per il territorio: “Orgoglio che ho di stare qui, che prima ho visitato. Voglio parlare poco per fare parlare i tecnici perché è una bellissima opera. Un centro polifunzionale con non solo le piscine. Un edificio che riqualifica bene questo quartiere. Tre anni di lavoro che hanno portato a un opera funzionale e strategica”.
Il dirigente dei servizi tecnici del Comune di Macerata, l’ingegnere Tristano Luchetti, ha evidenziato il ruolo urbanistico e scolastico della struttura: “Un pezzo della città che verrà riqualificata anche grazie ai collegamenti che stiamo facendo. È importante perché si colloca nell'ambito degli istituti scolastici. Questo permetterà alla Mestica, alla Dante Alighieri ma anche ad altre scuole di essere in collegamento diretto con questo edificio. Un progetto che quindi si inserisce in un discorso più ampio. Primo piano con piscine e spogliatoi, secondo piano palestra, spogliatoi e area break, terzo piano anche con un'area conferenze”.
Il presidente del Centro Nuoto Macerata Mauro Antonini ha parlato dell’impatto che il nuovo impianto avrà a livello regionale: “Un impianto importante non solo per Macerata. Avrà un rilievo importante a livello regionale. Parlo anche da presidente di federazione. Quanto fosse necessario questo impianto lo vedete dalla partecipazione di cittadinanza e di tesserati col nostro Centro Nuoto Macerata. Garantiremo tutti i servizi che abbiamo portato avanti fino ad oggi, le collaborazioni con scuole e Anthropos. Domenica chiude la piscina a Don Bosco e lunedì mattina apre questa piscina, speriamo che ci siano oltre alla nostra clientela affezionata anche nuovi clienti. Fino a fine luglio poi ci sarà la pausa estiva e poi si ripartirà”.
L’ingegnere progettista Andrea Caffini ha invece illustrato gli aspetti tecnologici ed energetici della struttura: “Un livello tecnologico per un centro natatorio alto. Siamo in presenza di impianti che vanno in contrasto alla idea di piscine energivore. Abbiamo un sistema che recupera l'umidità dell'area. Quindi costi di gestione bassi, e un'umidità che viaggia sotto al 50%. È stato poi creato un impianto radiante intorno alle vasche. Il tutto è coadiuvato da un impianto fotovoltaico di 87 kW e da una automazione di impianto indipendente, quindi con luci e riscaldamento automatiche. Siamo in presenza di un impianto che è un fiore all'occhiello. In Italia ce ne sono pochi a questo livello”.
Il costo preventivato dell’opera era inizialmente di 7 milioni e mezzo di euro, ma l’aumento dei prezzi ha comportato un incremento dell’investimento complessivo fino a 9 milioni di euro. “Siamo riusciti a tenere sotto controllo i costi. Stiamo comunque parlando di un intervento di 5000 m2”, ha concluso Tristano Luchetti.
Venerdì mattina apro Facebook per vedere le notizie. Con i social ci lavoro da molti anni, li conosco, li studio ogni giorno: scrollo… otto post elettorali di fila, otto candidati diversi. Grafiche perfette, slogan studiati, promesse patinate. Zero notizie normali. Zero amici. Zero vita. Solo elezioni, dal mattino alla sera, tutti i giorni, da settimane. E penso: se anche io non ne posso più, figurati chi i social li usa normalmente!
I social nascono per comunicare, per informare, per far sapere alla gente cosa fai, cosa pensi, cosa proponi. Ed è giusto che un candidato usi i social per farsi conoscere. Ma c'è una differenza enorme tra comunicare e bombardare. E quello che sta succedendo in vista delle elezioni del 24-25 maggio a Macerata non è comunicazione, è saturazione. Candidati sconosciuti in questa città che postano tre volte al giorno. Facebook invaso, instagram pieno di video dove spiegano il programma davanti alla telecamera. Come se i social fossero diventati il vostro unico modo di esistere. Come tossicodipendenti che non riescono a stare un giorno senza postare, senza dire qualcosa, senza farvi vedere.
E intanto ottenete l'effetto contrario. Mettiamoci nei panni di chi vi deve votare. Una persona normale apre Facebook per vedere cosa fanno gli amici, per scoprire cosa succede nella sua città… e invece trova voi, sempre voi. Ma dopo il decimo post della settimana, la gente non legge più. Scrolla via, infastidita. Perché il troppo storpia. Una telefonata vale più di dieci post. Un caffè vero batte cento stories. Un incontro faccia a faccia vale più di mille video su Instagram. Ma voi non ve ne rendete conto perché siete dentro la bolla e pensate che più postate, più la gente vi conosce. Non è vero: più postate e più la gente vi evita.
E poi c'è la qualità. Leggo bio scritte con ChatGPT. Vedo foto talmente ritoccate con l'intelligenza artificiale che quando incontro il candidato per strada non lo riconosco. Sul post sembra trentacinque anni, pelle perfetta, sorriso da pubblicità. Per strada ne ha cinquanta, faccia normale, capelli normali. E la gente non è stupida. Vede la foto, vi incontra, e capisce che è tutto finto. E mi chiedo: ma davvero pensate che questo sia il modo di ottenere un voto? Perché se la gente non sa chi siete, il problema non si risolve con un video. Si risolve incontrando le persone, una per una, guardandole negli occhi, ascoltandole.
Con i social ci lavoro da tanti anni e vi dico una cosa: anche io sono stanca. Stanca di vedere il mio feed invaso. Stanca di grafiche che dicono tutto e niente. Se io, che ci vivo, sono stanca, immaginatevi chi i social li usa per svago, per rilassarsi. Apre Facebook e trova voi, tutti i giorni, sempre. Il social che dovrebbe essere una fonte di informazione utile è diventato una fonte di stress.
Tra quindici giorni si vota. E allora vi faccio un appello da comunicatrice: basta post e grafiche perfette, slogan e video. I social sono il modo moderno di fare politica, è vero, ma solo se usati bene, con misura, con intelligenza. Non così, bombardando la gente, invadendo ogni spazio, sostituendo le relazioni vere con post finti.
Perché il voto non si conquista con un post, si conquista con una presenza vera.
Via libera dalla Conferenza permanente all’intervento di miglioramento sismico della chiesa di chiesa di San Lorenzo, situata nella frazione di Brondoleto, nel comune di Castelraimondo. Un progetto importante per il recupero di un edificio religioso di grande valore storico e identitario per il territorio, con un investimento complessivo pari a 1.401.943,23 euro.
La chiesa sorge sulla sommità del colle che domina la frazione ed è stata originariamente edificata nel XVI secolo, per poi essere riedificata nel XIX secolo a seguito dei gravi danni subiti durante il terremoto del luglio 1799. L’edificio presenta una pianta rettangolare con due cappelle laterali ed è quasi completamente simmetrico rispetto all’asse longitudinale, fatta eccezione per il campanile. La struttura è inoltre collegata ad alcuni edifici limitrofi di civile abitazione sul lato Est, mentre sul lato Nord è connessa alla sacrestia e alla casa parrocchiale.
L’accesso alla chiesa avviene dalla facciata principale attraverso una breve scalinata in marmo centrata sulla navata, ma sono presenti anche ingressi secondari lungo il prospetto Sud e tramite la sacrestia comunicante con i locali laterali.
Il progetto di intervento prevede una serie di opere finalizzate al consolidamento e alla messa in sicurezza dell’edificio. In particolare saranno ricostruite le porzioni di muratura e di copertura crollate, mentre le strutture esistenti verranno consolidate attraverso tecniche specialistiche come lo scuci-cuci e le iniezioni di geocalce.
Per il campanile è previsto lo smontaggio controllato della parte superiore rispetto al livello della chiesa, seguito dal consolidamento delle murature di base e dalla successiva ricostruzione delle porzioni rimosse. Saranno inoltre realizzati intonaci armati sulle superfici esterne e reticoli di rinforzo sulle facciate interne.
Tra gli interventi programmati figurano anche il ripristino del solaio di copertura, l’installazione di pannelli di controventamento delle falde, l’inserimento di catene metalliche e capochiave esterni per ridurre il rischio sismico, oltre a cuciture armate negli ammorsamenti murari.
“Proseguiamo con quel cambio di passo che ci consente di recuperare queste vere e proprie opere d’arte del nostro patrimonio culturale e religioso – ha dichiarato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli –. Stiamo lavorando senza sosta per permettere di far tornare a nuova luce un’altra chiesa, espressione di una comunità e della sua cultura. Ringrazio il presidente della Regione, l’arcivescovo Francesco Massara, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Patrizio Leonelli per la collaborazione”.
È Luigi Simonelli il nuovo segretario comunale di Civitanova Marche. Prende il posto di Benedetto Perroni, che ha recentemente assunto l’incarico di segretario comunale presso il Comune di Macerata.
“Do il benvenuto a nome di tutta l’Amministrazione al dottor Luigi Simonelli – ha dichiarato il sindaco – che da oggi assume l’incarico di segretario comunale della nostra città. Siamo certi che, con la sua esperienza e professionalità, saprà offrire un contributo fondamentale al buon andamento della macchina amministrativa e alla realizzazione dei progetti per Civitanova Marche. A lui va il nostro augurio di buon lavoro”.
Il primo cittadino ha inoltre voluto ringraziare il predecessore: “Colgo l’occasione per ringraziare il dottor Benedetto Perroni per il lavoro svolto in questi anni. A lui i migliori auguri per il suo nuovo e prestigioso ruolo presso il Comune di Macerata”.
Simonelli è laureato in Giurisprudenza e vanta un lungo e articolato percorso professionale. Attualmente ricopre l’incarico di Direttore dell’ATA 4 di Fermo ed è Segretario comunale nei Comuni di Monte Urano e Monte San Giusto. Nel corso della sua carriera ha inoltre svolto il ruolo di Segretario comunale in diversi enti, tra cui Montecosaro, Montegiorgio, Monte Rinaldo e Ortezzano.
Nel marzo 1993 ha vinto il concorso nazionale per segretari comunali e successivamente ha frequentato il corso di specializzazione, conseguendo l’idoneità alle funzioni di Segretario generale per i Comuni fino a 65 mila abitanti.
Sicurezza, disagio giovanile, prevenzione e integrazione sociale saranno al centro del settimo appuntamento di Civitalk, il ciclo di incontri pubblici promosso da Omar Midoun per stimolare un confronto aperto sui grandi temi dell’attualità destinati a disegnare il futuro.
L’incontro si terrà martedì 12 maggio alle ore 21.15 nella sala Cecchetti della biblioteca comunale “Silvio Zavatti”, con il patrocinio del Comune di Civitanova Marche e ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Dopo sei appuntamenti organizzati nell’ultimo anno e mezzo, Civitalk torna affrontando una questione particolarmente sentita dalla cittadinanza: il rapporto tra sicurezza urbana e disagio giovanile, tra fenomeni di devianza e strumenti educativi e sociali capaci di prevenirli.
Ospite della serata sarà Riccardo Zenobi, dirigente del commissariato della Polizia di Stato di Civitanova Marche, che offrirà un’analisi del territorio e del fenomeno dei reati commessi da minori e giovanissimi. Accanto a lui interverrà Katia Marilungo, già presidente dell’Ordine degli Psicologi delle Marche, che approfondirà le cause più profonde del disagio giovanile e delle devianze che possono sfociare in comportamenti e reati di forte allarme sociale.
A portare una testimonianza concreta dal mondo educativo sarà invece Luca Giustozzi, responsabile dell’oratorio dei Salesiani di Civitanova Marche, che racconterà l’esperienza dei Salesiani nel lavoro quotidiano con i ragazzi e il valore delle attività aggregative come strumento di inclusione e prevenzione della criminalità giovanile.
«L’obiettivo di Civitalk – spiega Omar Midoun – è creare occasioni di confronto serio e accessibile su temi che riguardano il presente e il futuro della nostra comunità. Quello della sicurezza e del disagio giovanile è un tema delicato, che non può essere affrontato solo con slogan o semplificazioni. Servono ascolto, dialogo e punti di vista diversi. Mi auguro che tanti civitanovesi partecipino con domande, osservazioni e contributi. Civitalk nasce proprio per favorire un dialogo aperto e libero tra esperti e cittadini, nella convinzione che una comunità più consapevole sia anche una comunità più forte».
Non si placa la bufera dopo l'assemblea dell'ATA 3 di ieri. Se la sindaca di Montefano Angela Barbieri aveva parlato di un "colpo di mano" (leggi qui), il Comitato No Discarica Cantagallo/Pollenza rincara la dose, definendo la seduta «l’ennesima pagina buia» nella gestione dei rifiuti in provincia di Macerata. Una riunione iniziata tra le proteste e conclusa, secondo il Comitato, con una mozione che «calpesta la logica, la trasparenza e il rispetto dei territori».
Il punto di rottura riguarda la relazione tecnico-scientifica dell'Università di Camerino, trasmessa dal Comune di Pollenza il 26 marzo, che documenta l'inidoneità dell'area di Cantagallo a causa dell'alta permeabilità dei terreni e della vulnerabilità delle falde. Secondo il Comitato, la risposta ricevuta dall'ATA di fronte alla mancata considerazione di tale documento è stata «surreale».
L'ente avrebbe infatti ammesso di non aver preso in considerazione la nota perché «non dispone di personale adeguato a effettuare valutazioni di questo tipo». Un'affermazione che ha lasciato il Comitato attonito: «Se l’ATA non ha personale qualificato per valutare una relazione scientifica universitaria, come può decidere criteri aggiuntivi per individuare i siti idonei? È una contraddizione che offende l’intelligenza dei cittadini e mina la credibilità dell’intero processo».
Il Comitato punta il dito contro il cambio dei criteri a partita in corso, sostenendo che la nuova graduatoria - che spinge Pollenza, Loro Piceno e Montefano in cima alla lista dei siti papabili - sia stata costruita appositamente per ottenere un risultato già scritto. «Si è preferito modificare i criteri, come se la gestione dei rifiuti fosse un gioco di potere e non una questione che riguarda la salute delle persone», denunciano i rappresentanti dei cittadini, definendo il metodo adottato come «sfacciatamente politico».
Non mancano critiche anche alla gestione logistica della seduta, definita «degradante». Il Comitato lamenta il ritardo dell'inizio dei lavori - giustificato curiosamente con la difficoltà di parcheggio per via del mercato a Macerata - e il protrarsi della riunione oltre le 16, senza rispetto per i cittadini presenti.
Infine, lo sguardo si sposta sul "caso Cingoli", dove balla una differenza enorme tra l'indennizzo richiesto dal Comune (1,8 milioni) e quello proposto dall'ATA (630mila euro), segno per il Comitato di un’operazione «fragile e improvvisata». La conclusione dei cittadini è un grido di battaglia: «Siamo disgustati da un metodo che calpesta i territori, ma non arretreremo di un millimetro. La discarica a Cantagallo non passerà».
L’Ufficio Anagrafe del Comune di San Severino ricorda ai cittadini che per il rilascio della Carta d’Identità Elettronica (CIE) è necessario prenotare un appuntamento telefonico contattando il numero 0733-641256, attivo dalle ore 8 alle 10 nei giorni feriali.
La comunicazione si inserisce nel percorso di adeguamento al Regolamento UE 2019/1157, che stabilisce standard di sicurezza uniformi per i documenti d’identità dei cittadini europei.
Dal 3 agosto 2026 la Carta d’Identità cartacea non sarà più valida, indipendentemente dalla data di scadenza riportata sul documento. La CIE diventerà quindi l’unico documento riconosciuto per l’identificazione e per l’espatrio.
Per il rilascio è richiesta la presenza dell’interessato (dai 12 anni in su), una fototessera recente, la precedente carta d’identità oppure la denuncia in caso di smarrimento o furto, e la tessera sanitaria. Il costo del documento è di 22 euro, pagabili in contanti o con POS.
Per i minori è necessaria la firma di entrambi i genitori nel caso si richieda la validità per l’espatrio, oppure il loro assenso scritto in caso di assenza.
Il Comune invita i cittadini a programmare per tempo il rinnovo del documento, in vista della progressiva sostituzione delle carte d’identità cartacee.
Si chiama “Kune”, parola in esperanto che significa “insieme”, la nuova associazione nata a Macerata con l’obiettivo di promuovere e rafforzare i rapporti con le città gemellate e sviluppare nuove relazioni internazionali.
La presentazione ufficiale si è svolta nel piazzale Vittime del terrorismo, nel quartiere Corneto, durante un incontro conviviale aperto alla cittadinanza e alla stampa. L’evento ha visto la partecipazione di una classe di studenti provenienti dall’Isola La Réunion, ospiti delle famiglie degli studenti del Liceo Classico Linguistico Leopardi, in un momento di autentico scambio culturale fatto di tradizioni, usanze e condivisione.
“Abbiamo voluto presentare la nostra associazione mostrando fin da subito lo spirito che ci ha spinto a costituirla – ha spiegato il presidente Luciano Frattani –. Lo scambio culturale vissuto oggi rappresenta perfettamente la nostra idea di comunità: un luogo dove culture diverse si incontrano e crescono insieme”.
Kune è un’associazione senza scopo di lucro che persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Tra i suoi obiettivi principali vi è il consolidamento dei rapporti con le città gemellate di Weiden, Issy-les-Moulineaux e Floriana, oltre alla costruzione di nuove collaborazioni internazionali.
L’associazione intende operare attraverso l’organizzazione di attività culturali, artistiche e ricreative, promuovendo al contempo il volontariato e la partecipazione civica. Non mancheranno iniziative editoriali e progetti solidali, con particolare attenzione al sostegno delle persone in condizioni di svantaggio.
Con Kune, Macerata punta dunque a rafforzare il proprio ruolo di città aperta al dialogo e allo scambio, dove il concetto di “insieme” diventa il motore di nuove opportunità culturali e sociali.
(Foto di Luciano Cartechini)