Dopo diversi giorni caratterizzati dal caldo intenso, le Marche si preparano ad affrontare un peggioramento delle condizioni meteo. La Protezione Civile regionale ha infatti diramato due allerte consecutive che interesseranno il territorio tra lunedì 20 e martedì 21 luglio, con un deciso aumento del rischio di temporali anche di forte intensità, accompagnati da raffiche di vento e grandinate.
Per la giornata di lunedì 20 luglio, con validità fino alla mezzanotte del 21 luglio, è prevista nella seconda parte della giornata la possibilità di rovesci o temporali occasionali, più probabili sui settori settentrionali della regione, dove localmente potranno risultare intensi.
La situazione è destinata però a peggiorare ulteriormente martedì 21 luglio. L'allerta meteo, valida fino alla mezzanotte del 22 luglio, prevede infatti condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali forti o molto forti, in particolare sulle zone di allerta 2, 4 e 6, che comprendono anche parte del territorio maceratese.
Secondo la Protezione Civile regionale, i fenomeni temporaleschi potranno organizzarsi in strutture multicellulari e supercellulari, con la possibilità di provocare grandinate di medie e grosse dimensioni e raffiche di vento molto forti, aumentando il rischio di danni.
Proprio in vista del peggioramento previsto, il Comune di Macerata ha comunicato l'attivazione del Centro Operativo Comunale (COC) a partire dalla mattinata di martedì 21 luglio. La decisione è stata assunta dopo l'emissione dell'allerta meteo arancione da parte della Protezione Civile delle Marche per la seconda parte della giornata.
L'amministrazione comunale invita la cittadinanza alla massima prudenza, ricordando che il livello di allerta arancione indica un pericolo diffuso per persone e beni, con il rischio di danni anche significativi.
Tra le principali raccomandazioni rivolte ai cittadini c'è quella di mettere in sicurezza vasi, tende, gazebo e altri oggetti presenti all'esterno, evitare di parcheggiare o sostare in prossimità di corsi d'acqua, ponti, alberi e strutture pericolanti e limitare gli spostamenti ai soli casi di effettiva necessità.
Durante il passaggio dei temporali viene inoltre raccomandato di non attraversare sottopassi, guidare con particolare prudenza e non cercare riparo sotto alberi isolati. Chi dispone di cantine, garage o seminterrati è invitato a proteggere i locali, chiudendo porte e accessi solo se le condizioni lo consentono in piena sicurezza.
Le autorità continueranno a monitorare l'evoluzione della situazione meteorologica nelle prossime ore e invitano la popolazione a seguire gli aggiornamenti ufficiali della Protezione Civile e del Comune di Macerata.
Un ritorno atteso, carico di emozione e di significato. Cessapalombo ha vissuto un momento di grande partecipazione con la restituzione del prezioso crocifisso attribuito allo scultore Barberetti, tornato nel territorio che lo ha custodito per secoli.
L’opera è stata accolta nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, nella frazione di Villa di Montalto, al termine di un lungo percorso iniziato dopo il terremoto del 2016. L’iniziativa è stata promossa dal Comune di Cessapalombo, dall’Unione Montana dei Monti Azzurri, dall’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche e dalla Rete Museale dei Monti Azzurri, con l’obiettivo di restituire alla comunità un bene profondamente legato alla sua storia e alla sua identità.
Prima del sisma, il crocifisso era custodito nella chiesa di San Benedetto a Cessapalombo, oggi ancora inagibile. Il suo recupero, avvenuto l’11 novembre 2016, è uno dei momenti rimasti più impressi nella memoria collettiva del territorio. L’opera venne recuperata dalle macerie da Pierluigi Moriconi della Soprintendenza archeologica e dal tenente Grasso: il Cristo fu ritrovato con la testa mozzata, diventando una delle immagini simbolo delle ferite lasciate dal terremoto.
A portarlo via dalle macerie fu Patrizio Guglini, cittadino di Cessapalombo, che custodì quel momento con grande commozione, consapevole del valore non solo artistico ma soprattutto affettivo e spirituale dell’opera.
Nei mesi successivi al sisma numerose realtà si mobilitarono per il recupero del patrimonio artistico danneggiato. Tra queste Italia Nostra, che, attraverso un confronto con la Soprintendenza, individuò alcune opere meritevoli di restauro, tra cui proprio il crocifisso di Barberetti.
L’associazione sostenne economicamente il recupero dell’opera, restaurata nel 2018 dal restauratore Angelani per conto dell’Arcidiocesi di Camerino. Per diversi anni il crocifisso è stato conservato nel deposito Venanzina Pennesi di Camerino, insieme alle tante opere salvate dalle chiese colpite dal sisma.
Il ritorno a Cessapalombo rappresenta un caso particolare. Nonostante la chiesa originaria di San Benedetto non sia ancora agibile, l’Arcidiocesi ha accolto la richiesta del Comune e dell’Unione Montana dei Monti Azzurri concedendo una deroga e autorizzando la ricollocazione dell’opera nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, dotata dei requisiti necessari per garantirne la sicurezza e la conservazione.
Il Cristo restaurato è stato così nuovamente posizionato sul suo supporto originale con croce a raggiera, accanto alla Madonna della Misericordia della scuola pittorica di Giovanni Angelo d’Antonio.
«Questa restituzione rappresenta un’eccezione importante – ha spiegato Barbara Mastrocola, direttrice del Museo Diocesano di Camerino e San Severino – perché normalmente le opere tornano nelle loro sedi solo quando le chiese sono nuovamente agibili. In questo caso è stata concessa una deroga perché c’erano tutte le condizioni per garantire la corretta conservazione e perché era importante restituire alla comunità un’opera che le appartiene profondamente».
«Questi beni – ha aggiunto – non raccontano soltanto la fede, ma anche l’identità dei territori. Davanti a queste immagini generazioni di persone hanno vissuto i momenti più importanti della loro vita: battesimi, comunioni, cresime e matrimoni. Riportarle a casa significa restituire un pezzo di memoria collettiva e dare un concreto segnale di rinascita».
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Cessapalombo Giuseppina Feliciotti e il presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri Giampiero Feliciotti. Durante l’incontro il direttore della Rete Museale dei Monti Azzurri, Valerio Vernesi, ha illustrato le caratteristiche artistiche del crocifisso e la figura di Barberetti, autore al quale sono attribuite anche opere come la Madonna di Macereto e la Santa Lucia di Camerino.
L’appuntamento ha rappresentato anche un’occasione per guardare al futuro: nel corso della giornata è stato sottoscritto un accordo di collaborazione tra l’Unione Montana dei Monti Azzurri e Treccani per la valorizzazione, lo studio e il restauro di ulteriori opere d’arte del territorio.
«È stato un momento di grande emozione per tutta la comunità – ha commentato il sindaco Giuseppina Feliciotti – perché viene restituito un simbolo della nostra storia. Dopo il terremoto abbiamo visto cambiare profondamente il nostro territorio, ma oggi torniamo a riappropriarci della nostra memoria e delle nostre tradizioni».
Il ritorno del crocifisso di Barberetti diventa così non solo la riconsegna di un’opera d’arte, ma un segno concreto di ricostruzione culturale e spirituale per Cessapalombo.
Si è conclusa il 18 luglio la lunga carriera del luogotenente cariche speciali Fabio Piola, comandante del Nucleo Mobile della Compagnia della Guardia di Finanza di Civitanova Marche, collocato in congedo per il raggiungimento dei limiti di età.
Quarant'anni di servizio, iniziati nel 1985 con il servizio militare e proseguiti dal 1986 con l'arruolamento nel Corpo della Guardia di Finanza. Dopo aver frequentato il corso per finanzieri alla Scuola Alpina di Predazzo e il biennio di formazione per ispettori nelle scuole di Cuneo e Lido di Ostia, Piola ha costruito un percorso professionale caratterizzato da incarichi di rilievo nei settori della polizia economico-finanziaria e della polizia giudiziaria.
Le prime esperienze operative lo hanno visto impegnato al Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bologna, dove ha prestato servizio per quattro anni svolgendo importanti attività di polizia tributaria. Successivamente è stato assegnato alle Sezioni Speciali del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Ancona, occupandosi di verifiche fiscali nei confronti di aziende con rilevanti volumi d'affari.
Dal 1997 e fino al termine della carriera ha prestato servizio alla Compagnia di Civitanova Marche. Inizialmente assegnato alla Sezione Operativa Volante, ha poi assunto il comando del Nucleo Mobile, incarico nel quale ha diretto numerose indagini di polizia tributaria e giudiziaria.
Nel corso dei quasi trent'anni trascorsi a Civitanova Marche ha fornito un contributo determinante in numerose attività investigative, conseguendo significativi risultati nel contrasto al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, nella tutela della sicurezza dei prodotti, nella lotta alla contraffazione di marchi e brevetti e nella difesa del Made in Italy.
L'impegno e la professionalità dimostrati nel corso della carriera gli sono valsi numerosi riconoscimenti: un encomio solenne, 21 encomi semplici e 10 elogi, testimonianza dell'apprezzamento ricevuto per il lavoro svolto.
In occasione del collocamento in congedo, il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Macerata, colonnello Ferdinando Mazzacuva, e il comandante della Compagnia di Civitanova Marche, capitano Francesco Magliocco, hanno rivolto a Fabio Piola, a nome di tutti i colleghi, un sentito ringraziamento per il servizio prestato con lealtà, rettitudine e spirito di dedizione, formulandogli i migliori auguri per una nuova fase della vita ricca di soddisfazioni personali.
Il Comune di Recanati riunisce istituzioni, forze dell'ordine, comitati di quartiere ed esperti per fare il punto sulla sicurezza cittadina e definire nuove strategie di prevenzione del disagio giovanile. L'appuntamento è fissato per mercoledì 22 luglio alle ore 21.30 e rappresenta un momento di confronto promosso anche in risposta alle richieste e alle segnalazioni avanzate dai comitati di quartiere.
Al tavolo parteciperanno il sindaco, gli assessori competenti, il Comandante della Polizia Locale, i rappresentanti dell'Arma dei Carabinieri, i comitati di quartiere e la psicologa e pedagogista Silvia Serroni, chiamata a offrire un contributo sul piano educativo e della prevenzione.
L'incontro si inserisce nell'ambito del progetto "Assist" di Pars, finanziato attraverso il PR Marche FSE+ 2021-2027 – Asse 3 "Inclusione sociale", in collaborazione con il Dipartimento delle Dipendenze Patologiche. L'obiettivo è quello di analizzare la situazione della sicurezza urbana e costruire un percorso condiviso per intercettare e prevenire i fenomeni di devianza giovanile, rafforzando il dialogo tra istituzioni, cittadini e realtà del territorio.
Il progetto coinvolge già una rete composta da scuole, oratori, il tavolo di partecipazione giovanile RecanatiNext, società sportive e il Family Point, con l'intento di offrire un sostegno continuativo ai ragazzi e alle loro famiglie. L'idea è quella di andare oltre le singole iniziative, costruendo un percorso strutturato di accompagnamento e presa in carico che possa proseguire anche nei prossimi mesi.
Le politiche rivolte ai giovani troveranno un'immediata applicazione anche attraverso l'evento "Street Soccer 3vs3 & Gaming", in programma il 22 e 23 luglio, dalle 18 alle 23, in Piazza Giacomo Leopardi. Per due giorni il centro storico si trasformerà in uno spazio dedicato allo sport e alla socializzazione, con tornei di calcio tre contro tre riservati alle categorie Junior e Senior, per i ragazzi nati tra il 2009 e il 2012, un torneo femminile e una Gaming Zone dedicata alle competizioni digitali.
L'Amministrazione comunale sottolinea come la sicurezza non possa essere affidata esclusivamente al controllo del territorio, ma debba passare anche attraverso la prevenzione, la partecipazione e la creazione di opportunità di aggregazione positiva per i più giovani. L'incontro del 22 luglio punta proprio a rafforzare questa rete di collaborazione, coinvolgendo attivamente residenti, istituzioni e associazioni nella costruzione di un modello di welfare di comunità capace di rispondere ai bisogni delle nuove generazioni.
"Siamo pronti a difendere la libertà anche a costo di versare il sangue": così ha dichiarato in questi giorni sire Macron, presidente gallico e prodotto in vitro dei Rothschild, durante l'ultima riunione dei cosiddetti "volenterosi d'Europa".
La frase risulta demenziale oltreché pomposa: come d'altro canto è demenziale il nome stesso dei "volenterosi d'Europa", che più opportunamente andrebbero appellati volenterosi guerrafondai europei, considerato il fatto che si stanno adoperando in ogni modo per occasionare la guerra con la Russia di Putin, fingendo però, in maniera ipocrita, che sia la Russia stessa a cercare il conflitto.
Deve essere chiaro che, se sangue verrà versato, non sarà certo quello dei "volenterosi" e, in generale, di chi comanda il treno in corsa verso l'abisso chiamato Unione Europea.
Sarà invece, come sempre, il sangue della povera gente, ossia dei cittadini europei, che all'occorrenza verranno spediti al fronte a immolarsi per i sacri valori della spending review e del Fiscal Compact, ossia i fondamenti dell'Unione Europea come tecnocrazia depressiva e repressiva, buona solo a santificare il turbocapitalismo finanziario.
Sembra che ormai siamo davvero a un passo dalla guerra dell'Europa con la Russia di Putin e le parole di Macron chiedono di essere lette in questa lugubre cornice di senso.
Fa oltretutto sorridere il fatto che Macron, con l'usuale postura propagandistica, proclami l'Europa regno della libertà, contrapponendole ideologicamente l'impero della dittatura russa.
A conti fatti, l'Unione Europea è soltanto il regno della libertà del mercato e della Tecnica, sul cui altare vengono quotidianamente sacrificate le libertà dei cittadini europei.
Come non mi stanco di ribadire, il pericolo massimo è rappresentato, oggi, dalla UE e dal nichilismo "uccidentale" ben più che dalla Russia, dall'Iran o dalla Cina, che anzi a detto nichilismo stanno provando a resistere.
C'è stata un'epoca, nemmeno troppo lontana, in cui l'influencer perfetta era quella che ti sbatteva in faccia tutto quello che aveva. La borsa firmata con il logo grande come un'insegna, l'auto sportiva parcheggiata davanti all'hotel a cinque stelle, il polso carico di orologi, la vacanza da diecimila euro. Era il lusso che gridava, quello che aveva bisogno di essere visto, fotografato, ostentato, perché altrimenti non esisteva. E noi lì a guardare, un po' affascinati e un po' infastiditi, con quella sensazione strana di assistere a qualcosa che aveva a che fare più con l'insicurezza che con l'eleganza.
Poi, piano piano, qualcosa è cambiato. E oggi il fenomeno più interessante che Vogue Business sta analizzando è esattamente l'opposto di tutto questo: l'ascesa degli aristo-influencer, creator che raccontano uno stile di vita fatto di eleganza discreta, dimore storiche, tradizioni di famiglia e un lusso che si vede proprio perché non si mostra. Niente loghi appariscenti, niente ostentazione, niente urla. Una camicia di lino perfetta, una casa antica con i mobili ereditati dalla nonna, una tazza di tè in un giardino inglese, colori neutri, gesti misurati. È il trionfo di quello che ormai tutti chiamano lusso silenzioso.
La cosa che trovo affascinante, è che dietro questo cambiamento estetico si nasconde un cambiamento culturale molto più profondo. Perché quando la gente inizia a preferire l'eleganza discreta all'ostentazione, sta dicendo qualcosa di importante su di sé e sul momento che stiamo vivendo. Sta dicendo che è stanca. Stanca di anni di consumismo sfrenato, di haul in cui gli influencer mostravano sacchetti su sacchetti di roba comprata, di trend che sparivano prima ancora di togliere il cartellino. Sta dicendo che vuole tornare a qualcosa di vero, di duraturo, di autentico. E che il vero lusso, quello che conta davvero, non è avere l'ultima borsa alla moda, ma avere il gusto di scegliere una cosa bella e tenerla per sempre.
C'è una frase di Coco Chanel che riassume tutto questo meglio di qualsiasi analisi di tendenza, e dice più o meno che il vero lusso non si nota, si riconosce. Ed è esattamente il principio su cui si fonda tutto questo movimento. Il capo di quiet luxury non ha il logo, non ha la scritta, non ha niente che lo renda immediatamente identificabile a chi non capisce. Ha però un tessuto meraviglioso, un taglio perfetto, una cura nei dettagli che solo chi se ne intende sa cogliere.
E qui, per me, sta la parte più interessante e anche un po' ironica di tutta la faccenda. Perché il quiet luxury, il lusso che non vuole essere notato, che rifiuta l'ostentazione, che predica la discrezione, è diventato comunque un trend su TikTok con miliardi di visualizzazioni. In altre parole, abbiamo trasformato anche la discrezione in un contenuto, anche il non-mostrarsi in un modo per mostrarsi. Gli aristo-influencer che raccontano le loro giornate nelle dimore di campagna, con i loro maglioni di cashmere color cammello e le loro tazze di porcellana, stanno pur sempre facendo la stessa cosa che facevano gli influencer di prima: si stanno mettendo in scena. Solo che lo fanno con più garbo, con più eleganza, con un'estetica che sussurra invece di urlare. Ma sempre di messa in scena si tratta.
Non lo dico per criticare, sia chiaro, perché personalmente questa tendenza mi piace moltissimo e la trovo un enorme passo avanti rispetto alla volgarità ostentata degli anni scorsi. Preferisco mille volte un feed pieno di eleganza discreta che uno pieno di logo firmati e macchine di lusso.
La verità, credo, è che questo trend ci racconta un desiderio profondo e sincero, quello di autenticità, di qualità, di raffinatezza vera, in un'epoca che ci ha stancati con l'eccesso e il rumore. È lo stesso desiderio che vediamo emergere ovunque, nella voglia di rallentare, di tornare alle cose fatte bene, di dare valore a ciò che dura invece che a ciò che passa. E questa, al di là delle pose e dei meccanismi social, è una tendenza bellissima, perché ci ricorda una cosa che le nostre nonne sapevano benissimo e che noi avevamo dimenticato: che l'eleganza vera non ha bisogno di gridare, che la classe non si compra ma si coltiva, e che le cose più belle sono spesso quelle che sussurrano.
E se anche gli aristo-influencer, in fondo, un pochino ci marciano, poco importa. Almeno ci stanno riportando verso il bello. E il bello, quello vero, vale sempre la pena.
La nuova disciplina sugli autovelox entra in vigore e nelle Marche scatta la revisione dei dispositivi presenti sul territorio. Dopo la riforma voluta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, sono stati 15 gli autovelox disattivati perché non ancora in possesso dei requisiti previsti dalla nuova normativa.
A comunicarlo è lo stesso Ministero, che fa il punto sulla situazione regionale: attualmente risultano 76 dispositivi omologati sui 91 complessivamente installati nelle Marche.
La riforma punta a introdurre criteri uniformi per tutti gli strumenti di rilevazione automatica della velocità, mettendo ordine in un sistema che, secondo il Ministero, è rimasto senza regole comuni per oltre trent'anni.
"Dopo 34 anni si è dunque messo fine al caos delle multe da rilevamento automatico grazie all'individuazione di criteri univoci per tutti i dispositivi utilizzati", si legge nella nota del dicastero.
Il ministro Salvini ha sottolineato come il controllo della velocità debba avere come obiettivo principale la sicurezza degli automobilisti e non possa trasformarsi in un semplice strumento per aumentare gli incassi degli enti locali.
"Se da un lato è fondamentale garantire la sicurezza stradale con misure chiare che devono essere rispettate dagli automobilisti, dall'altra il controllo per la sicurezza non può trasformarsi in un modo poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini", ha ribadito il ministro.
La revisione degli autovelox proseguirà anche nei prossimi mesi con l'obiettivo di uniformare il sistema nazionale e garantire maggiore chiarezza sulle modalità di utilizzo degli apparecchi di controllo della velocità.
Il lago di Fiastra si conferma tra le eccellenze ambientali delle Marche. Anche nel 2026 il bacino ha superato il monitoraggio di Goletta dei Laghi di Legambiente, con le acque risultate entro i limiti previsti dalla normativa nazionale nel punto di campionamento di San Lorenzo al Lago, nei pressi della foce del canale della spiaggia Verdefiastra.
Il risultato, presentato durante la tappa marchigiana della storica campagna di monitoraggio dedicata ai laghi italiani, conferma il trend positivo registrato negli ultimi anni e premia la qualità delle acque del lago artificiale, sempre più punto di riferimento per residenti e turisti durante la stagione estiva.
Le analisi hanno riguardato i due soli laghi marchigiani inseriti quest’anno nel programma di Goletta dei Laghi, Fiastra e Cingoli. Per il bacino fiastrense il giudizio è stato nuovamente positivo, in continuità con le rilevazioni effettuate negli ultimi tre anni.
La presentazione dei dati si è svolta al Chiosco al Lago alla presenza del sindaco di Fiastra Giancarlo Ricottini, del presidente di Legambiente Marche Marco Ciarulli, della direttrice Marzia Mattioli e del portavoce di Goletta dei Laghi Emilio Bianco. L’iniziativa si è conclusa con un momento aperto alla cittadinanza: un giro del lago in canoa che ha permesso a residenti e visitatori di vivere direttamente il territorio protagonista del monitoraggio.
Alla certificazione di Goletta dei Laghi si aggiunge la conferma delle Quattro Vele di Legambiente, già ottenute lo scorso anno. Un riconoscimento che valorizza il lavoro portato avanti per la tutela del bacino e che rappresenta un ulteriore elemento di attrattività per un territorio che punta sul turismo sostenibile e sulla valorizzazione del proprio patrimonio naturale.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Giancarlo Ricottini, che ha sottolineato come il risultato rappresenti una conferma dell’impegno dell’amministrazione nella salvaguardia ambientale. La qualità delle acque e la bellezza del paesaggio, ha spiegato, continuano a essere elementi fondamentali per chi sceglie Fiastra come destinazione.
Il primo cittadino ha inoltre ricordato gli investimenti effettuati negli ultimi due anni, pari a 43 mila euro, per migliorare l’operatività del depuratore, in attesa della realizzazione del nuovo impianto, il cui appalto è previsto nei prossimi mesi.
“È un risultato che ci rende davvero soddisfatti – ha evidenziato Ricottini – perché Fiastra è l’unico comune delle Marche ad aver ottenuto le quattro vele da Legambiente”.
Il piano dei trasferimenti ministeriali previsti per il mese di settembre preoccupa il SIULP Macerata, che denuncia la mancata assegnazione di nuove unità al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Civitanova Marche e la situazione critica della Polizia Stradale, alle prese con una carenza di personale definita “storica”.
La segreteria provinciale del sindacato esprime amarezza per l’esito dei trasferimenti, ritenendo disattese le aspettative maturate dopo le iniziative portate avanti negli ultimi mesi sul tema della sicurezza. In particolare, il SIULP richiama la manifestazione organizzata davanti alla stazione ferroviaria di Civitanova Marche, occasione nella quale cittadini e operatori avevano chiesto un potenziamento dell’organico del Commissariato e l’apertura di un presidio di Polizia presso lo scalo ferroviario.
Secondo il sindacato, la mancata destinazione di nuove risorse rappresenta un segnale preoccupante per un territorio che continua a registrare esigenze crescenti sul fronte della sicurezza. Il SIULP sottolinea la necessità di un ricambio costante del personale sia al Commissariato di Civitanova Marche sia alla Polizia Stradale, quest’ultima definita in una fase di particolare difficoltà per la carenza di organico.
A preoccupare è soprattutto la situazione legata ai controlli lungo la Strada Statale 77 della Val di Chienti, arteria strategica che collega Civitanova Marche a Foligno e interessata quotidianamente da un intenso traffico veicolare. Per il sindacato, la sicurezza degli automobilisti non può essere affidata esclusivamente agli strumenti elettronici di controllo della velocità, ma richiede una presenza costante delle pattuglie sul territorio.
Il SIULP evidenzia quindi la necessità di un incremento del personale giovane destinato ai servizi operativi, così da garantire una maggiore capacità di controllo e intervento lungo la rete viaria e nelle aree maggiormente esposte.
“Continueremo a farci portavoce del disagio dei lavoratori e delle difficoltà oggettive che interessano questi uffici”, ribadisce il sindacato, auspicando un intervento dei vertici ministeriali affinché le richieste di maggiore sicurezza provenienti dagli operatori e dalla cittadinanza possano trovare una risposta concreta.
Il Comune di Recanati mette a disposizione delle famiglie contributi economici per sostenere i costi dei centri estivi frequentati dai minori tra i 3 e i 14 anni. È online l’avviso pubblico per ottenere un rimborso, totale o parziale, delle spese sostenute per attività socio-educative e sportive-motorie organizzate sul territorio comunale.
La misura riguarda i bambini e ragazzi residenti a Recanati che abbiano frequentato, tra l’8 giugno e il 12 settembre 2026, centri estivi promossi da associazioni e operatori economici locali. L’obiettivo dell’iniziativa è sostenere le famiglie nella conciliazione tra vita lavorativa e familiare, valorizzando al tempo stesso il ruolo educativo e sociale delle attività estive dedicate ai più giovani.
A disposizione delle famiglie c’è un plafond complessivo di 40mila euro, di cui 25.249 euro provenienti dal contributo del Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri. I rimborsi saranno assegnati sulla base di criteri legati alla presenza di eventuali disabilità e alla fascia ISEE.
Per i minori con disabilità è previsto un contributo massimo di 500 euro, senza necessità di presentare l’attestazione ISEE. Per gli altri nuclei familiari, invece, il rimborso sarà calcolato in base alla fascia economica: fino a 280 euro per quattro settimane di frequenza per chi ha un ISEE fino a 8mila euro; fino a 200 euro per la fascia tra 8mila e 15mila euro; fino a 120 euro per le famiglie con ISEE compreso tra 15mila e 23mila euro.
Tra i requisiti richiesti figurano la residenza nel Comune di Recanati, la cittadinanza italiana o di uno Stato dell’Unione Europea (oppure il possesso di un permesso o carta di soggiorno valido), il mancato ottenimento di altri contributi per la stessa finalità e, per i minori con disabilità, la certificazione della commissione medica INPS ai sensi della legge 104/1992.
In caso di domande superiori alle risorse disponibili, verrà data priorità ai minori con disabilità. Il Comune provvederà poi alla formazione di due graduatorie distinte, una riservata ai minori disabili e una basata sulle fasce ISEE.
Alla domanda dovranno essere allegati i documenti che attestano la frequenza del centro estivo, il numero di settimane svolte e il pagamento delle rette. Le richieste dovranno essere presentate entro il 30 settembre 2026 tramite PEC all’indirizzo del Comune di Recanati oppure consegnate in formato cartaceo all’URP comunale, situato sotto il loggiato del Palazzo Comunale. L’avviso completo e la modulistica sono disponibili sul sito istituzionale dell’ente.
Il Comune ha disposto il divieto temporaneo dell’utilizzo dell’acqua per il consumo umano in alcune zone della località Trodica, dopo una non conformità riscontrata dall’Ast nel campione prelevato in via Dante Alighieri.
Le analisi hanno rilevato una concentrazione di nitrati pari a 51 mg/l, un valore leggermente superiore al limite di legge fissato a 50 mg/l. A seguito della comunicazione dell’Ast, il sindaco Andrea Staffolani ha firmato un’ordinanza precauzionale per tutelare la salute pubblica.
Il divieto riguarda le aree servite dalla fonte di approvvigionamento di via Dante Alighieri, fino al confine con i Comuni di Corridonia e Montecosaro e nella zona al di sopra del passaggio a livello in direzione Morrovalle, lungo la strada provinciale 86, fino alla centrale di sollevamento in contrada Burella.
Nelle zone interessate non sarà possibile utilizzare l’acqua corrente per il consumo diretto, la preparazione di alimenti e bevande, il lavaggio di alimenti, stoviglie, posate e superfici a contatto con il cibo.
Per limitare i disagi alla popolazione, il Comune, in accordo con Apm, ha predisposto lo stazionamento di autobotti di acqua potabile in tre punti: il parcheggio vicino alla chiesa – Parco Pegaso, il parcheggio del bar Spreca e il parcheggio del suolificio Del Papa in via Canaletto.
Sarà inoltre possibile rifornirsi presso le fontane pubbliche situate al di fuori dell’area interessata dal divieto. I cittadini che dispongono di un depuratore domestico dovranno verificare con il proprio fornitore la possibilità di utilizzare l’acqua erogata dall’impianto.
Apm e Ast di Macerata stanno monitorando la situazione e procederanno con le verifiche necessarie. Il divieto sarà revocato dopo il rientro dei parametri entro i limiti previsti dalla normativa. Un nuovo prelievo è previsto per martedì prossimo.
Sono state eseguite le prove di carico sul nuovo ponte di Piediripa, lungo la Strada Provinciale 34 che collega i comuni di Macerata e Corridonia. Si tratta di un passaggio tecnico necessario per verificare il comportamento strutturale dell’opera e avvicinare la conclusione dell’intervento.
La Provincia di Macerata ha comunicato che i lavori sono ormai in dirittura d’arrivo. Dopo gli ultimi adempimenti tecnici e le finiture previste, il nuovo ponte potrà essere consegnato alla collettività.
Le verifiche effettuate hanno confermato la rispondenza dell’infrastruttura ai parametri progettuali e agli standard di sicurezza previsti. L’opera consentirà di migliorare la viabilità e l’accesso alla città di Macerata, con una struttura più moderna e funzionale.
Il progetto prevede anche la realizzazione di una pista ciclopedonale in sede propria, pensata per completare il collegamento tra mobilità veicolare e mobilità sostenibile sul territorio provinciale.
La violenta ondata di maltempo che nella notte ha attraversato la fascia montana delle Marche ha colpito duramente il comparto agricolo, interessando soprattutto le province di Pesaro Urbino e Macerata. Piogge torrenziali, grandinate con chicchi grandi come noci, forti raffiche di vento e intensi fenomeni temporaleschi hanno investito le campagne, provocando danni a coltivazioni e infrastrutture rurali proprio in una fase particolarmente delicata per numerose produzioni stagionali.
Nel Pesarese le situazioni più critiche si registrano tra Belforte all'Isauro e Acqualagna. Con le operazioni di trebbiatura ormai quasi concluse, le maggiori perdite riguardano i campi di coriandolo, pesantemente colpiti dalla grandine.
Più complesso il quadro in provincia di Macerata, dove il maltempo ha interessato un'ampia fascia del territorio compresa tra Cingoli e Sarnano, passando per Colbuccaro e Gualdo. Qui si segnalano danni significativi alle coltivazioni di girasole e barbabietola, oltre agli oliveti, con una prima stima che lascia presagire ripercussioni importanti sulla produzione.
Gli uffici territoriali di Coldiretti sono operativi fin dalle prime ore della mattinata per raccogliere le segnalazioni delle aziende agricole e verificare sul campo l'entità dei danni. Solo nei prossimi giorni sarà possibile definire un quadro preciso delle conseguenze sulle colture e quantificare l'impatto economico dell'ennesimo evento meteorologico estremo.
L'episodio conferma una tendenza ormai evidente: gli eventi climatici estremi sono sempre più frequenti e intensi, rappresentando una delle principali minacce per l'agricoltura marchigiana. Una condizione che rende indispensabile rafforzare gli strumenti di prevenzione, tutela e sostegno alle imprese agricole, chiamate a confrontarsi con una crescente instabilità climatica che mette a rischio produzioni, redditività e continuità aziendale.
Tra le priorità torna con forza il tema delle assicurazioni agevolate contro le calamità naturali. Nelle Marche, infatti, soltanto il 10% della superficie agricola regionale è oggi coperta da polizze specifiche. Secondo un'elaborazione di Coldiretti su dati Ismea, sono poco più di 1.400 le aziende che hanno scelto di dotarsi di strumenti assicurativi. La quota maggiore riguarda il comparto vitivinicolo, con 544 aziende assicurate, seguito dal grano duro con 421 aziende e dal girasole con 193. Numeri che evidenziano come la diffusione delle coperture assicurative sia ancora limitata rispetto ai rischi sempre più elevati derivanti dai cambiamenti climatici e rafforzano la necessità di incentivare strumenti in grado di garantire maggiore resilienza alle imprese agricole.
Nuova apertura straordinaria dell'Ufficio Immigrazione della Questura di Macerata per agevolare il ritiro dei permessi di soggiorno da parte dei cittadini stranieri.
Su disposizione del questore Luigi Mangino, gli sportelli della sede di Piediripa, in via Annibali 110, saranno aperti in via eccezionale mercoledì 22 luglio 2026, dalle 14.30 alle 17.30.
L'iniziativa è rivolta ai cittadini di nazionalità estera che devono ritirare il proprio permesso di soggiorno e che abbiano già ricevuto il messaggio di convocazione per il ritiro del documento elettronico oppure siano in attesa della consegna del permesso in formato cartaceo.
Per questa apertura non sarà necessario fissare un appuntamento: gli utenti potranno presentarsi direttamente agli sportelli, ritirare il numero progressivo e attendere il proprio turno.
L'obiettivo dell'iniziativa è quello di velocizzare le operazioni di consegna dei documenti e offrire un servizio più efficiente agli utenti, facilitando il ritiro dei permessi di soggiorno validi per la permanenza sul territorio nazionale.
Sono terminati i lavori di riqualificazione del manto di copertura della palestra polivalente di via del Tirassegno a Civitanova Alta, un intervento atteso da tempo che consente ora di restituire piena funzionalità e sicurezza all’impianto sportivo.
La copertura, dopo circa 18 anni, presentava infatti evidenti segni di usura e non garantiva più un’adeguata impermeabilizzazione, causando infiltrazioni di acqua piovana che arrivavano a compromettere lo svolgimento delle attività sportive.
«Nei giorni scorsi abbiamo portato a termine i lavori alla palestra del Tirassegno – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Ermanno Carassai – con un intervento risolutivo su una superficie di circa 1.600 metri quadrati che permette di superare definitivamente i problemi di impermeabilizzazione. Le infiltrazioni costringevano la Feba Basket, che gestisce l’impianto, a interrompere l’attività durante le giornate di maltempo. Ora possiamo restituire la palestra alla ripresa completa delle partite».
Il progetto esecutivo era stato approvato dalla Giunta comunale alla fine del 2025 ed è stato redatto dall’Ufficio tecnico della Delegazione.
L’intervento ha previsto la realizzazione di un nuovo manto di copertura con lastre profilate di alluminio del tipo Riverclack, un sistema certificato installato attraverso una rete di profili in acciaio fissati meccanicamente alla struttura secondaria esistente, composta da arcarecci in legno.
Sono state inoltre realizzate nuove scossaline perimetrali in alluminio e un nuovo canale di raccolta delle acque meteoriche, con l’obiettivo di migliorare la funzionalità complessiva della struttura.
L’investimento complessivo ammonta a 200 mila euro. I lavori sono stati eseguiti dalla L.E.M. srl.
Con la conclusione dell’intervento, la palestra polivalente di via del Tirassegno torna quindi pienamente disponibile per le attività sportive e per gli appuntamenti della stagione agonistica.
I mezzi del Cosmari diventano anche strumenti di promozione del territorio. Nell’ambito del progetto di rinnovamento del parco automezzi, l’azienda ha infatti provveduto a sostituire alcuni veicoli impegnati a Porto Recanati nei servizi di igiene urbana e nella raccolta differenziata porta a porta.
La novità riguarda la personalizzazione dei nuovi mezzi, le cui fiancate sono state completamente rivestite con immagini dedicate alla riviera di Porto Recanati. Un modo per rendere il servizio ancora più riconoscibile e, allo stesso tempo, trasformare gli automezzi in veri e propri veicoli di comunicazione e promozione turistica.
«Tra gli obiettivi dei nostri investimenti – spiegano il presidente Paolo Gattafoni e la direttrice Brigitte Pellei – riserviamo particolare attenzione alla cura degli automezzi utilizzati quotidianamente per la raccolta domiciliare dei rifiuti differenziati e per la pulizia di piazze e strade. Con queste immagini suggestive sulle fiancate vogliamo collaborare con l’Amministrazione comunale per offrire una percezione positiva e accogliente di una località turistica molto frequentata come Porto Recanati».
I nuovi mezzi, oltre a garantire un servizio più efficiente, contribuiranno quindi a diffondere l’immagine della città lungo le strade del territorio, valorizzandone il paesaggio e l’identità.
Soddisfazione anche da parte del Comune di Porto Recanati. «Accogliamo con grande piacere i nuovi mezzi per la raccolta dei rifiuti, caratterizzati da una livrea dedicata alle immagini più rappresentative della nostra città – sottolinea il sindaco Andrea Michelini -. Si tratta di una novità assoluta che unisce funzionalità, identità e promozione del territorio».
Il primo cittadino ha inoltre ringraziato il Cosmari, la direttrice Brigitte Pellei e il responsabile di zona Gionata Speranza per l’attenzione e la collaborazione dimostrate nel sostenere il progetto.
Una scelta che lega così il tema della sostenibilità e della cura degli spazi urbani alla valorizzazione dell’immagine turistica di Porto Recanati, portando la bellezza della riviera anche attraverso i mezzi impegnati ogni giorno al servizio della comunità.
La Marche si conferma la regione più conveniente d'Italia per fare rifornimento di benzina e gasolio. È quanto emerge dagli ultimi dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), aggiornati a oggi, che fotografano una situazione in cui i prezzi dei carburanti continuano a mantenersi elevati dopo il ritorno delle accise ai livelli ordinari.
Per quanto riguarda la benzina self service, nelle Marche il prezzo medio è di 1,867 euro al litro, il più basso a livello nazionale, davanti a Veneto (1,872 euro) e Lazio e Lombardia (1,877 euro). La media nazionale si attesta invece a 1,892 euro al litro.
Anche sul fronte del gasolio self service, la regione guida la classifica con un prezzo medio di 1,976 euro al litro, precedendo Veneto (1,988 euro), Umbria (1,989 euro) e Piemonte (1,992 euro). A livello nazionale la media ha ormai raggiunto 2,000 euro al litro, con diverse aree del Paese che hanno già superato questa soglia.
I rincari sono arrivati dopo il ripristino delle accise sui carburanti e sono stati alimentati anche dall'andamento delle quotazioni internazionali del petrolio e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il Governo ha ribadito di non voler introdurre un nuovo taglio generalizzato delle accise, riservandosi eventualmente interventi mirati a favore delle categorie maggiormente colpite dall'aumento dei costi energetici.
Le Marche si collocano bene anche nella graduatoria del metano servito, dove con un prezzo medio di 1,498 euro al chilogrammo condividono il secondo posto con l'Umbria, alle spalle del Molise (1,473 euro). La media nazionale, calcolata sui territori in cui il servizio è disponibile, è pari a 1,565 euro al chilogrammo.
Diversa la situazione per il GPL servito. In questo caso le Marche registrano un prezzo medio di 0,778 euro al litro, leggermente inferiore alla media nazionale di 0,780 euro, ma si collocano al tredicesimo posto nella classifica delle regioni più economiche. I prezzi più bassi si trovano in Campania (0,714 euro), Lombardia (0,730 euro) e Piemonte (0,733 euro).
Guardando alle classifiche nazionali, la Provincia autonoma di Bolzano è il territorio con i prezzi più elevati sia per la benzina (1,925 euro al litro) sia per il gasolio (2,033 euro al litro). Sul fronte del metano il record spetta invece alla Sicilia, con 1,815 euro al chilogrammo, mentre per il gpl il primato dei prezzi più alti è ancora della Provincia di Bolzano (0,863 euro al litro).
È stato riconosciuto come infortunio sul lavoro l'incidente che ha coinvolto un rider a Porto Recanati, caduto dal motorino mentre effettuava una consegna per evitare l'impatto con un'auto. Il riconoscimento è arrivato da parte dell'Inail grazie all'assistenza fornita dal Nidil Cgil e dal Patronato Inca di Macerata.
L'episodio risale al 24 maggio 2026. Durante una consegna per la piattaforma di food delivery Deliveroo, il lavoratore è stato costretto a una manovra improvvisa nel traffico estivo, finendo a terra e riportando una frattura.
Secondo quanto riferito dal sindacato, il rider è stato seguito fin dai primi momenti sia nella denuncia dell'infortunio al datore di lavoro, procedura che in questo caso avviene attraverso un'apposita piattaforma online, sia nella successiva pratica per ottenere il riconoscimento dell'indennità economica da parte dell'Inail.
Il caso evidenzia anche una particolarità normativa: pur essendo inquadrati come lavoratori autonomi, i rider sono coperti dall'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro.
Il Nidil Cgil torna inoltre a puntare l'attenzione sul modello organizzativo del settore del food delivery, ribadendo le proprie critiche all'utilizzo del lavoro autonomo per una categoria che, secondo il sindacato, opera seguendo direttive e turni stabiliti dagli algoritmi delle piattaforme, senza poter beneficiare delle tutele previste per i lavoratori dipendenti, come ferie, malattia e contributi.
"Questo risultato conferma l’importanza dell’impegno sindacale verso la tutela della salute e della sicurezza di questa tipologia di lavoratori che si trovano quotidianamente esposti al rischio di caduta dal mezzo e di infortuni durante la loro attività lavorativa", affermano Serena Girotti, funzionaria del Nidil Cgil, e Roberta Marzioni, operatrice del Patronato Inca Cgil, che hanno seguito il caso.
La Regione Marche ha approvato i criteri e le modalità per l'erogazione dei contributi relativi all'annualità 2025 destinati alle persone in condizione di disabilità gravissima, nell'ambito delle misure previste dall'articolo 3 del Decreto Ministeriale 26 settembre 2016.
Per poter beneficiare del contributo è necessario ottenere il riconoscimento della condizione di disabilità gravissima da parte della Commissione Sanitaria Provinciale. Le persone in possesso dei requisiti previsti dovranno presentare la domanda entro il 31 agosto 2026, seguendo le procedure indicate dalla Regione Marche.
Una volta ottenuto il riconoscimento, sarà possibile richiedere il contributo economico compilando l'apposito modello "Allegato E".
Per i residenti di Civitanova Marche, la richiesta dovrà essere presentata all'Ufficio Protocollo del Comune, consegnandola a mano oppure inviandola tramite posta elettronica certificata all'indirizzo comune.civitanovamarche@pec.it.
La scadenza per la presentazione delle domande al Comune è fissata alle ore 13 di lunedì 12 ottobre 2026.
L'Amministrazione comunale ricorda l'importanza di rispettare i termini previsti, affinché gli aventi diritto possano accedere al contributo regionale destinato a sostenere le persone con disabilità gravissima e le loro famiglie.
Cinquant’anni di informazione, musica, territorio e vicinanza alla comunità. È il prestigioso traguardo celebrato da Radio Nuova Macerata, unica emittente radiofonica in FM con sede a Macerata, che ha ricevuto a Roma il riconoscimento per i suoi 50 anni di attività.
La consegna del premio è avvenuta giovedì nell’ambito del RadioTv Forum 2026 di Aeranti-Corallo, ospitato nella Sala Orlando del Palazzo Confcommercio. A ritirare il riconoscimento il presidente di Radio Nuova Macerata, Lorenzo Branciari, dalle mani del presidente dell’associazione Corallo Franco Mugerli, alla presenza del presidente Aeranti Marco Rossignoli e di numerosi rappresentanti del mondo dell’editoria, del giornalismo, dei Corecom, di Auditel e Audiradio.
L’iniziativa ha voluto celebrare le radio e le televisioni locali che hanno raggiunto il traguardo del mezzo secolo di attività, un percorso nato dopo la storica sentenza della Corte costituzionale del 28 luglio 1976, che pose fine al monopolio statale della radiodiffusione locale aprendo una nuova stagione per il pluralismo dell’informazione.
Da allora le emittenti territoriali sono diventate un punto di riferimento per raccontare realtà, storie e comunità locali, contribuendo alla crescita di un sistema dell’informazione più partecipato e vicino ai cittadini.
All’evento romano ha partecipato anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha ricordato il ruolo fondamentale svolto dalle radio locali negli ultimi cinquant’anni, raccontando anche il proprio percorso personale iniziato proprio in una radio siciliana.
«Le radio hanno garantito in questi 50 anni il pluralismo dell’informazione – ha sottolineato Urso – perché rappresentano le peculiarità e le specificità dei territori. Il loro ruolo sarà ancora più importante nei prossimi decenni, anche di fronte alla disinformazione globale e alle difficoltà del mondo digitale nel distinguere le notizie vere da quelle non affidabili».
Un riconoscimento che assume quindi un valore speciale per Radio Nuova Macerata, da mezzo secolo impegnata a raccontare il territorio, dando voce a istituzioni, associazioni, realtà sociali, cultura, sport e cittadini.
Una storia lunga cinquant’anni che testimonia il valore dell’informazione locale e il legame profondo tra una radio e la comunità che ogni giorno la ascolta.