Una segnalazione di un cittadino ha acceso i riflettori su una situazione sempre più critica davanti alla stazione di Macerata. "In piazza XXV Aprile si sono ridotti i parcheggi e i poveri residenti non sanno più dove mettere l'auto. Di questi parcheggi, due sono stati riservati ai taxi, che mai ci parcheggiano - scrive il cittadino -. Non solo: se noi proviamo a sostare in quegli stalli (consideri che ho una madre 90enne) arrivano subito i vigili che fanno delle multe salatissime. Se proviamo a parcheggiare lungo Via Verdi e l'auto esce leggermente fuori dalle righe, addirittura arriva il carroattrezzi. È una situazione insostenibile".
Accolta la segnalazione, abbiamo effettuato un sopralluogo sul posto e constatato come - con i lavori in corso - i parcheggi, precedentemente riservati ai taxi, siano stati spostati sull’altro lato, tra i posti bianchi riservati ai residenti. Due di questi, di colore giallo, restano formalmente destinati ai taxi. Tuttavia, i tassisti non li utilizzano, ritenendoli scomodi sia per le manovre sia per l'accesso dei passeggeri, che devono attraversare una strada senza strisce pedonali (spostate più avanti, a ridosso di una curva). Nel frattempo, i residenti che tentano di usare questi spazi rischiano multe, sebbene - secondo uno dei tassisti contattati - la sanzione sia contestabile, essendo la disposizione non regolata da un’ordinanza.
Alonso Zamora, tassista a Macerata dal 2007, spiega: "Sono parcheggi scomodi, perché le auto che arrivano da Viale Don Bosco scendono molto veloci, mentre quelle da via Verdi non esitano a immettersi sulla carreggiata. Questo rende difficile anche l’attraversamento pedonale di chi esce dalla stazione, soprattutto nelle giornate piovose. Noi chiediamo solo una postazione regolare e sicura per svolgere il nostro lavoro".
Una situazione così paradossale finisce per non avvantaggiare nessuno: non i residenti, che vedono ridursi i già pochi parcheggi disponibili; non i tassisti, costretti a improvvisare soste di fortuna; non i passeggeri, che devono muoversi in mezzo al traffico senza attraversamenti sicuri. Un cortocircuito amministrativo che crea solo disagi e tensioni. Ora non resta che aspettare provvedimenti più chiari, più funzionali e soprattutto più sensati, nell’interesse di tutti.
Ha preso il via a Recanati il piano di interventi di manutenzione straordinaria, riqualificazione, decoro ed opere di abbattimento delle barriere architettoniche sui marciapiedi comunali, fortemente voluto dall’Amministrazione Pepa e avviato dall’assessore ai Lavori Pubblici Roberto Bartomeoli. Il termine dei lavori, partiti da alcuni giorni, è previsto entro le festività natalizie.
Sono circa dieci i punti di transito pedonale in lavorazione in tutto il territorio comunale, distribuiti nei quartieri, nelle frazioni e a ridosso del centro storico. Nello specifico, le località interessate dagli interventi ai marciapiedi sono viale Matteotti, Fonti San Lorenzo, Villa Teresa, quartiere Castelnuovo, rione Mercato e la frazione di Sambucheto.
L’investimento complessivo, per questo progetto approvato con Delibera di Giunta nel maggio scorso, ammonta a circa 40mila euro. L’Amministrazione, durante la fase progettuale degli interventi, ha raccolto le segnalazioni dei cittadini, anche grazie al fattivo contributo del consigliere comunale Nicoletta Marzioli. Attraverso questa forma di partecipazione diretta della cittadinanza, l’Ufficio tecnico comunale ha stilato una mappatura delle maggiori criticità da risolvere, tra cui sono infine state individuate le priorità d’intervento.
Un profondo silenzio e alcune scarpe rosse sugli scranni della sala del Consiglio Provinciale. L’Ente ha deciso di celebrare così, allestendo al suo interno uno spazio con uno dei simboli più significativi scelti per il 25 Novembre, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
"L’installazione delle scarpe rosse, infatti, è nata nel 2009 dall'artista messicana Elina Chauvet per denunciare il femminicidio della sorella uccisa dal marito - spiega Tiziana Gazzellini, consigliera di Fratelli d’Italia delegata alla promozione delle pari opportunità -. L’amministrazione provinciale ha voluto replicarla al suo interno per celebrare il 25 Novembre e ricordare che ancora molto c’è da fare per eliminare davvero la violenza contro le donne e diffondere una vera cultura del rispetto, anche se la politica in maniera unanime ha da poco approvato la legge sul “consenso libero e attuale".
"Nel 2025, infatti, seppur in calo rispetto allo scorso anno, sono ancora troppe le donne uccise: 73 secondo l’ultimo report del Ministero dell’Interno. Ma la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne non deve essere solo una commemorazione. Deve essere un percorso costante e condiviso perché è importante che ogni donna vittima di violenza possa contare sull’aiuto di istituzioni, forze dell’ordine, medici, psicologi e centri antiviolenza. La prevenzione della violenza di genere è fondamentale", ha concluso Gazzellini. Insieme alla consigliera Gazzellini era presente anche la presidente della Commissione Pari Opportunità, Rosaria Moroni.
Terminati i lavori di manutenzione delle facciate esterne e nella sostituzione dei ventilconvettori del piano terra dello stabile sede dell’associazione musicale "N. Gabrielli – Città di Tolentino".
L’edificio chiamato comunemente per via della sua forma “Formaggino” si presenta con un aspetto più decoroso, andando a completare la riqualificazione urbana che lo circonda e che lo porta ad essere al centro del nuovo sistema di risalita verso il centro storico.
Riconsegnata ufficialmente a tutta la comunità tolentinate la "casa della musica" e soprattutto sede della banda e dei suoi musicisti e che ospita una scuola di musica frequentata da oltre 200 alunni di tutte le età. viene riconsegnato alla Comunità tolentinate e all’associazione musicale "N. Gabrielli – Città di Tolentino" l’edificio in via delle Cartiere comunemente chiamato “Formaggino” per via della sua particolare forma e da sempre sede della banda cittadina.
La cerimonia prevede la benedizione, i saluti delle autorità, l’illustrazione dell’intervento effettuato e a chiudere un concerto del Corpo bandistico intitolato a "N. Simonetti". L’immobile è di proprietà del comune di Tolentino ed è a disposizione dell’associazione musicale "N. Gabrielli" con convenzione.
L'edificio si sviluppa su due piani fuori terra ad oggi utilizzati quasi esclusivamente per le attività musicali e di educazione. In particolare al piano terra è presente un’ampia sala prove per i corpi musicali più numerosi, mentre al piano superiore si trovano le aule per le lezioni individuali. L’edificio risale agli anni ’50, è realizzato in muratura mista e presenta una forma caratteristica a spicchio semicilindrico che ne ha fatto scaturire il nome di "Formaggino". L’immobile è circondato da una modesta corte esterna.
Mancano ancora sei giorni al Black Friday ma i social sono già in fiamme.
Wishlist condivise. Carrelli screenshot. Countdown nei reel. "Non vedo l'ora!", "Quest'anno mi sfogo!", "Finalmente posso comprare quello che volevo!". Lo shopping è diventato intrattenimento. Lo sconto è diventato contenuto. E l'acquisto intelligente è diventato più importante dell'acquisto stesso. Benvenuti nel Black Friday dell'era social, dove comprare non basta. Devi dimostrare di aver fatto un affare.
IL COUNTDOWN INFINITO
Come esperta di comunicazione digitale, il Black Friday ormai lo vedo arrivare a Ottobre. Prima le "anticipazioni esclusive". Poi i "vip access". Poi le "pre-vendite riservate". Infine il "countdown ufficiale". Il venerdì nero è diventato il mese nero.
E i social? Impazziscono. Tutti a postare "manca poco!", "sto preparando la lista!", "quest'anno ho un piano!". Come se fosse Capodanno. Come se fosse un evento da celebrare. Lo sconto programmato. La frenesia organizzata.
LA WISHLIST COME PERFORMANCE
Poi c'è il fenomeno delle wishlist pubbliche.
Tutti a condividere cosa compreranno. Tutti a fare screenshot dei carrelli. Tutti a mostrare "i miei preferiti per il Black Friday".
Ma perché? Chi l'ha chiesto?
Semplice: perché l'acquisto privato non esiste più sui social. Se compri qualcosa e non lo posti, l'hai davvero comprato? Se trovi l'affare e non lo condividi, sei davvero stato furbo? La wishlist condivisa è la nuova forma di status symbol. Non "guarda cosa ho", ma "guarda cosa comprerò". La promessa di consumo diventa contenuto prima ancora del consumo stesso.
LO SHOPPING COME SPETTACOLO
Il Black Friday non è più shopping. È reality show.
Dirette mentre si naviga sui siti. Storie in tempo reale con gli screenshot degli ordini. Reel con le reazioni ai prezzi. "Non ci posso credere!", "L'ho preso!", "Tutto mio!". Chi guarda queste cose? Altri che stanno comprando. Che si eccitano vedendo altri comprare. Che si convincono a comprare perché gli altri comprano.
È un loop infinito. Una frenesia collettiva dove lo shopping diventa sport da tifo. E poi, ovviamente, arriva la fase due: l'unboxing. Perché se hai comprato al Black Friday ma non lo spacchetti davanti a una telecamera, conta la metà.
CHI COMPRA DAVVERO?
Ecco la domanda che mi faccio ogni anno: quanti di questi post sono acquisti veri? Quante di quelle wishlist si trasformeranno in ordini? Quanti di quei carrelli saranno davvero pagati? Quanti di quegli "affari imperdibili" saranno davvero comprati? Perché c'è una bella differenza tra dire che comprerai e comprare. Tra mostrare il carrello e cliccare su "paga". Tra fare contenuto sullo shopping e fare shopping.
Sospetto che molti facciano solo show. Che molti screenshot di carrelli pieni finiscano in ordini vuoti.
LA VERITÀ SCOMODA
Il Black Friday non è più una giornata di sconti. È un evento social. Un momento in cui devi esserci, devi postare, devi partecipare. Anche se non compri niente. Anche se non ti serve niente. Anche se gli sconti sono finti. Quindi tutti postano. Tutti condividono. Tutti dimostrano di essere parte della frenesia.
E le aziende? Ridono. Perché hanno trasformato una giornata commerciale in un obbligo sociale. Hanno fatto credere che non comprare al Black Friday sia perdere un'opportunità.
LA DOMANDA FINALE
Prima di condividere quella wishlist, chiediti: lo sto facendo perché voglio davvero queste cose o perché devo dimostrare che partecipo? Perché se la risposta è la seconda, forse quell'acquisto intelligente non è così intelligente. Ma tanto lo sappiamo già come andrà. Il 29 Novembre i social saranno pieni di pacchi, unboxing, "guardate cosa ho preso".
E io continuerò a chiedermi: ma vi serviva davvero?
La neve è arrivata con decisione sul territorio comunale, imbiancando Matelica nelle ultime ore. A seguito delle intense precipitazioni, l'Amministrazione comunale ha immediatamente attivato i servizi di emergenza per garantire la sicurezza e la percorribilità delle strade.
Il sindaco della città, Denis Cingolani, ha prontamente informato la cittadinanza: “A seguito della sopraggiunta nevicata odierna i mezzi comunali di spazzamento sono già partiti. Il seguente provvedimento è necessario per rendere più sicure le strade secondarie ed extraurbane interessate da abbondanza di neve, garantendo di conseguenza la percorribilità agli utenti.”
Il piano di intervento è concentrato in particolare sulle vie secondarie ed extraurbane, dove l'accumulo di neve è risultato più abbondante. L'obiettivo primario è assicurare la massima sicurezza per tutti gli utenti della strada.
Il Sindaco ha inoltre specificato che, in caso di necessità o particolari urgenze legate all'emergenza neve, la struttura comunale resta a completa disposizione dei cittadini. È possibile contattare il numero dedicato della Polizia Locale: +39 348 0023488.
L'invito ai residenti è quello di usare la massima prudenza negli spostamenti, specialmente nelle aree più colpite dall'accumulo nevoso.
La magia dell’inverno è tornata prepotente sulle cime marchigiane. La prima neve della stagione è caduta copiosa nella notte, imbiancando l'Appennino e creando un manto nevoso sufficiente a dare il via anticipato alla stagione sciistica.
Le precipitazioni, iniziate nelle ore notturne e proseguite per tutta la giornata in alta quota, hanno rapidamente consolidato la neve fresca, trasformando le previsioni in realtà. L'annuncio tanto atteso è arrivato: gli impianti di Frontignano e Bolognola (nel Maceratese) saranno operativi già a partire da domani, a grande gioia di operatori e appassionati.
Le condizioni meteo favorevoli hanno permesso una rapida preparazione delle piste. A Frontignano sarà attivata la seggiovia Le Saliere, mentre per Bolognola Ski entreranno in funzione gli impianti Pintura 1 e Pintura 2, oltre ai tappeti dedicati a principianti e famiglie.
L'entusiasmo tra gli operatori turistici è palpabile: questo primo weekend "bianco" è visto come un segnale estremamente incoraggiante per l'intera stagione invernale.
E per gli sciatori, il tempo non potrebbe essere migliore: per domani le previsioni indicano condizioni ideali con cielo stabile e soleggiato. La combinazione di neve fresca caduta oggi e sole splendente atteso per domani promette giornate perfette per i primi appassionati che vorranno tornare sulle piste fin dalle prime ore del mattino. L'atmosfera invernale è ufficialmente tornata.
La chiusura prolungata della Strada Provinciale 120 per lavori in corso sta mettendo a serio rischio la continuità dei collegamenti e l'economia montana nell'area di Sarnano e Bolognola. Le due Amministrazioni comunali hanno congiuntamente segnalato con urgenza la criticità alla Provincia di Macerata e all'Anas, chiedendo un'immediata accelerazione dei lavori.
L'ordinanza in vigore vieta il transito sulla SP 120 dal 15 settembre fino al prossimo 6 dicembre, ma la mancanza di garanzie sul ripristino della viabilità ha spinto i sindaci a richiedere una decisa inversione di rotta per consentire la riapertura nel più breve tempo possibile.
A rendere la situazione particolarmente critica è lo stato dell'unico tracciato alternativo, la Strada Provinciale 157. Nonostante sia l'unica via percorribile, presenta notevoli difficoltà, tra cui forte declivio, pendenza significativa e l'assenza di adeguate protezioni.
L'annunciato rischio di nevicate per il prossimo weekend getta un'ombra sull'intera situazione: l'aggravamento delle condizioni sulla SP 157 potrebbe portare all'isolamento di alcuni residenti e causare gravi ricadute negative sulle attività economiche, proprio in vista dell'auspicato afflusso di turisti attesi in quota per l'apertura degli impianti di risalita.
Richiesta di tavolo istituzionale e misure di sicurezza
Per questi motivi, i Comuni di Sarnano e Bolognola non si limitano a chiedere l'accelerazione dei lavori sulla SP 120, ma sollecitano anche un intervento urgente per garantire condizioni minime di sicurezza sulla SP 157.
Le Amministrazioni ritengono fondamentale che la pianificazione della viabilità in vista dell'inverno e l'attuazione degli interventi vengano definite in un Tavolo Istituzionale. Hanno richiesto la convocazione di tale tavolo alla presenza della Prefettura e della Questura di Macerata, al fine di valutare e coordinare tutte le misure necessarie a tutelare la sicurezza pubblica e la continuità dei collegamenti viari in un'area già fragile.
Si attende ora di verificare l'entità delle nevicate e l'effettiva apertura degli impianti per il fine settimana, ma l'urgenza di un intervento strutturato e coordinato è ormai ineludibile.
Un peggioramento marcato delle condizioni meteo interesserà le Marche nella giornata di sabato 22 novembre, a causa della formazione di un minimo depressionario nel basso Adriatico che richiamerà sulla regione aria fredda e instabile. L'avviso, valido dalla mezzanotte del 22 novembre alla mezzanotte del 23 novembre, prevede precipitazioni diffuse, venti forti da nord-est e mare molto mosso, con un quadro complessivo di criticità soprattutto lungo il litorale e nelle zone collinari.
Secondo le previsioni, le precipitazioni inizieranno già dal mattino sul settore settentrionale, per poi estendersi rapidamente al resto della regione. I fenomeni saranno diffusi e persistenti, localmente a carattere di rovescio. Nel pomeriggio si prevede un miglioramento a nord, mentre il maltempo continuerà a interessare in modo più insistente il territorio meridionale. I quantitativi di pioggia attesi saranno moderati, con accumuli che aumenteranno progressivamente fino a fine giornata.
L'elemento più significativo è l'arrivo della neve, favorita dall'ingresso dell'aria fredda. Oltre i 600 metri le precipitazioni saranno nevose fin dal mattino, con accumuli moderati. Tra i 300 e i 600 metri, invece, inizialmente cadrà pioggia o neve mista ad acqua, destinata a trasformarsi in neve nelle ore centrali della giornata. In queste fasce altimetriche gli accumuli previsti saranno deboli, localmente moderati.
Particolarmente critica la situazione sul fronte del vento: le raffiche di nord-est saranno insistenti lungo il litorale già dalle prime ore del giorno, soprattutto nel settore centro-settentrionale, dove potranno raggiungere intensità da burrasca. Una lieve attenuazione è attesa dal pomeriggio, mentre sulla costa centro-meridionale il picco della ventilazione arriverà tra tarda mattinata e pomeriggio, con raffiche da vento forte.
Il mare sarà molto mosso o agitato, con mareggiate estese lungo i tratti esposti del litorale. Condizioni che potrebbero causare disagi e rendere necessarie misure di prudenza nelle aree costiere.
Dopo il passaggio della perturbazione, la giornata di domenica vedrà un miglioramento temporaneo, con ampie schiarite e un generale esaurimento dei fenomeni. Le temperature minime saranno però in netto calo, con gelate nelle ore notturne nelle zone collinari e montane.
Da lunedì, infine, un nuovo cambio di scenario: il ritorno dei flussi sud-occidentali porterà un rialzo termico e un aumento della nuvolosità. La protezione civile invita la popolazione a prestare attenzione alle condizioni meteo, soprattutto durante gli spostamenti, e a seguire gli aggiornamenti nelle prossime ore.
CALDAROLA - Nonostante una delle annate olearie più difficili degli ultimi decenni, segnata dall'aggressività della mosca dell'olivo che ha messo in ginocchio molte realtà produttive, l'associazione Olio Coroncina conferma il suo successo: la produzione 2025 del suo prezioso extravergine, il Coroncinus, è salva e di qualità eccellente.
L’Associazione, che riunisce undici produttori appassionati e profondamente legati al territorio, ha come missione la tutela e la valorizzazione della varietà autoctona Coroncina, un'oliva rara e di straordinaria qualità, coltivata nei cinque Comuni di Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona.
Di fronte alle difficoltà climatiche e parassitarie, che hanno drasticamente ridotto le rese anche nelle Marche, il gruppo non si è arreso. Grazie a un modello basato su condivisione e competenza, i produttori sono riusciti a portare a termine una produzione limitata ma di altissimo livello.
Il risultato è attestato dalla scheda di valutazione sensoriale dell’Amap regionale, che parla chiaro: un olio dal «Fruttato medio, di tipo erbaceo, sentore prevalente di carciofo, con leggera mandorla. Note di amaro di media intensità, piccante medio-leggero, colore verde con riflessi gialli e fluidità media».
Il presidente dell'associazione, Livio Giovenali, esprime grande soddisfazione: «Per poter essere classificato come olio extravergine – spiega – sia i parametri organolettici che quelli chimici devono rispondere a determinate caratteristiche. E così è stato: il nostro olio ha dato un risultato eccellente. Nonostante le difficoltà, abbiamo ottenuto un ottimo prodotto».
Il segreto risiede nel metodo comunitario: «Siamo undici produttori su cinque Comuni – aggiunge Giovenali –: raccogliamo insieme quando lo consiglia l’agronomo. E le olive vengono molite tutte insieme». Grande attenzione è dedicata allo stoccaggio: l’olio viene filtrato, sigillato in recipienti e conservato in una stanza climatizzata, prima di essere analizzato e imbottigliato.
L'unico impatto della stagione negativa è sui numeri: se lo scorso anno le bottiglie prodotte erano state 1.600, quest’anno sono scese a sole 250 unità. Nonostante la riduzione quantitativa, l'impegno e la cura del lavoro hanno permesso di salvare un prodotto che è la punta di diamante e il simbolo della qualità e delle tradizioni dei Cinque Comuni.
Il Comune di Civitanova Marche lancia un importante avviso ai suoi cittadini riguardo a recenti segnalazioni di telefonate ingannevoli. Malintenzionati si stanno spacciando per dipendenti comunali per tentare di estorcere denaro, creando un clima di urgenza e adducendo le motivazioni più disparate.
Le richieste fraudolente possono riguardare la restituzione di contributi precedentemente ricevuti, l’assegnazione di fondi pubblici, o la necessità di concludere urgentemente pratiche amministrative. L'obiettivo è sempre lo stesso: ottenere bonifici, ricariche o trasferimenti di denaro.
Si ribadisce con la massima chiarezza: "Nessun dipendente comunale è autorizzato a richiedere somme di denaro o dati sensibili per via telefonica".
Tutte le comunicazioni relative a richieste di pagamento o pratiche ufficiali da parte del Comune di Civitanova Marche avvengono esclusivamente per iscritto tramite canali verificabili, ovvero mediante sistema postale o messo notificatore, oppure tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) o email inviate esclusivamente dagli indirizzi istituzionali presenti sul sito ufficiale del Comune.
Per proteggersi da questi tentativi di frode, il Comune invita la cittadinanza a seguire alcune essenziali regole di sicurezza. In primo luogo, non fidarsi mai della fretta: i truffatori creano pressione per spingere la vittima ad agire senza riflettere. È fondamentale verificare sempre l'identità di chi chiama: si deve chiudere immediatamente la telefonata sospetta e ricontattare tu stesso l'ente o la persona utilizzando esclusivamente il numero di telefono ufficiale del Comune o dell'ufficio di riferimento. Infine, la regola d'oro è non fornire mai dati sensibili: Pin, password, codici Otp o coordinate bancarie non devono essere comunicati al telefono sotto nessun pretesto.
La sanità marchigiana è al centro di una dura denuncia da parte della Cgil Marche, che parla di "criticità preoccupanti" e chiede alla Regione una decisa "inversione di marcia". L'analisi, condotta dall’ufficio studi e ricerche della Cgil Marche su dati Agenas 2023, smentirebbe clamorosamente la "narrazione" di una sanità regionale che procederebbe "a gonfie vele".
Secondo i dati, tra il 2019 e il 2023, le prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Pubblico (SSN) nelle Marche sono diminuite drasticamente del 17,1%, pari a circa 285mila prestazioni in meno. Questo dato pone la regione in netta controtendenza rispetto al valore nazionale che registra invece un aumento (+2,5%). Tra le regioni, solo Sicilia, Molise e Sardegna hanno osservato risultati peggiori.
Il crollo delle prestazioni pubbliche ha parallelamente alimentato l’incidenza delle prestazioni in intramoenia (erogate da privati nelle strutture pubbliche). Le Marche si piazzano ai primi posti in Italia in questa classifica: con un rapporto del 14,8% tra i due regimi, la regione è superata solo da Lombardia e dalla PA di Trento nel ricorso a prestazioni private nelle strutture pubbliche.
L’analisi delle singole prestazioni evidenzia come il privato stia coprendo il vuoto lasciato dal SSN. In particolare, per le visite gastroentereologiche, il 55% delle prestazioni è svolto da privati in strutture pubbliche, un dato che assegna alle Marche il primo posto in Italia.
Anche per le visite cardiologiche, la situazione è critica, con il 38% delle prestazioni coperte dal privato, confermando, anche in questo caso, il primato regionale. A ulteriore riprova di questa tendenza, nel 2023, il ricavo per le prestazioni in intramoenia per 1.000 abitanti nelle Marche ammonta a 24.480 euro, superando nettamente la media nazionale di 14.524 euro.
Giuseppe Santarelli, segretario generale, e Loredana Longhin, segretaria regionale Cgil Marche, sono chiari: "Questi dati certificano una situazione tutt’altro che rosea per quel che riguarda la sanità marchigiana". La Cgil chiede al neoeletto assessore una urgente "inversione di marcia" per affrontare le criticità e ripristinare la piena operatività e accessibilità del servizio sanitario pubblico.
Recanati lancia l’iniziativa dedicata ad affrontare il delicato tema della violenza di genere, in vista della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre prossimo.
La violenza contro le donne è una piaga difficile da estirpare, un fenomeno, soprattutto, che riguarda tutta la società nel suo complesso. Per affrontarla nelle sue molteplici sfaccettature, il Comune di Recanati promuove l’iniziativa dal titolo ‘Oltre il femminicidio. Strategie e reti di protezione’, organizzata in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, in programma venerdì 21 novembre alle ore 17:30 nell’Aula Magna del Palazzo Comunale.
All’evento interverranno il sindaco Emanuele Pepa, l’Assessore ai Servizi Sociali Emanuela Pergolesi e la senatrice Elena Leonardi, che introdurranno il talk con i saluti istituzionali. Seguiranno poi gli interventi degli esperti, tra cui l’avvocato Giulia Bocassi, vice presidente dell’Unione Camere Penali, l’avvocato Renato Coltorti, segretario della Scuola di Formazione della Camera Penale di Macerata e membro dell’Osservatorio di Giustizia Minorile, e la dottoressa Margherita Carlini, psicologa clinica e criminologa forense, responsabile dello sportello antiviolenza di Recanati. Modera l’avvocato Donato Attanasio, presidente della Camera Penale di Macerata.
L’iniziativa si propone di affrontare con lucidità e dialogo aperto gli aspetti psicologici alla base del fenomeno del femminicidio, oltre alle implicazioni di carattere giuridico-giudiziario e alle misure attivate sia a livello penale che sociale per contrastarlo. Durante l’incontro, sarà aperta l’esposizione ‘Mi chiamavano Donna’, mostra personale di pittura dell’artista Romina Madonna.
Si è conclusa la quarta edizione di “Illumina il tuo Futuro 2025”, manifestazione dedicata all'orientamento scolastico che ha confermato alto interesse tra giovani e famiglie che cercano un aiuto nella scelta del percorso formativo delle scuole superiori. L'iniziativa è stata organizzata anche per il quarto anno dall’Assessorato ai Servizi educativi e formativi della città di Civitanova Marche in collaborazione con gli istituti scolastici superiori.
L'appuntamento di domenica 16 novembre si è svolto presso il Palasport Eurosuole Forum, grazie alla collaborazione della Lube, che ha messo a disposizione il palazzetto. In questa giornata di orientamento, gli Istituti di Istruzione Secondaria hanno presentato le proprie offerte formative e i diversi percorsi di studio.
Tra gli stand espositivi presenti gli sportelli "Adolescenza" e "Hikikomori" dell'Assessorato alle politiche socio-educative. All’evento hanno partecipato anche rappresentanti delle forze dell'ordine e armate, l'Esercito Italiano e la protezione civile.
"Illumina il tuo futuro" - dichiara l'assessore Barbara Capponi - quest'anno è cresciuto non solo numericamente, ma per l'ottica di rete che diviene sempre più corposa e coesa. Nel corso degli anni abbiamo raggiunto anche una molteplicità di offerte che coprono non solo il territorio ma anche i più svariati interessi e talenti dei ragazzi.
È stato bellissimo vedere centinaia di persone domenica, con i giovani alla ricerca di informazioni preziose per costruire il proprio futuro, e siamo grati di aver portato il nostro contributo per aiutarli a decidere quanto più consapevolmente possibile. Grazie a tutti i presenti e a tutti coloro che hanno collaborato con noi per costruire questo ulteriore strumento decisionale che davvero accende più luce sul loro avvenire".
La Guardia di Finanza si è esibita con le proprie unità cinofile mostrando ai ragazzi e famiglie come i cani ritrovino le sostanze stupefacenti, ed è stata l'occasione per un momento educativo che li ha formati sulle dipendenze e sui danni che gli stupefacenti possono comportare.
Hanno aderito, per le scuole: IPSIA Corridoni (Civitanova Marche), Istituto Bonifazi-Corridoni (Civitanova Marche), Istituto d’Istruzione Superiore "Leonardo da Vinci" (Civitanova Marche), Istituto Enrico Mattei (Recanati), Istituto Garibaldi, Bramante, Pannaggi (Macerata), Istituto Istruzione superiore Francesco Filelfo (Tolentino), Istituto Tecnico "Girolamo e Margherita Montani" (Fermo), Liceo Cantalamessa (Macerata), Liceo delle Scienze Umane Stella Maris (Civitanova Marche), istituto superiore paritario Oblivion International High School.
Un’importante opera di recupero urbano legata alla sostenibilità: partono infatti i lavori di riqualificazione ambientale del “Pincetto”, progetto finanziato dalla Regione Marche attraverso il bando per le infrastrutture verdi. L’importo totale dei lavori, Il cui completamento è previsto entro marzo 2026, è pari ad e 175.600.
“L’obiettivo – spiega Roberto Bartomeoli, assessore ai Lavori Pubblici e Vice sindaco di Recanati - è quello di rendere fruibile uno spazio verde di proprietà comunale situato sotto la curva del Colle dell’Infinito. Si tratta di una piccola zona di notevole interesse pubblico, in passato molto frequentata ed utilizzata come luogo di ritrovo e socializzazione per cittadini, tanto che era presente anche una piccola superficie dedicata al gioco delle bocce”.
L’area è chiusa da anni e versa in uno evidente stato di incuria, tanto che lo stesso casottino situato al di sotto della terrazza panoramica si trova in condizioni di degrado. I lavori inizialmente riguarderanno l’eliminazione delle piante non autoctone cui seguirà la realizzazione di opere di ingegneria naturalistica per il consolidamento del terreno. Verrà inoltre realizzato un percorso pedonale di circa 120 metri di lunghezza, che consentirà una variante alla passeggiata leopardiana. Il passaggio scenderà sotto la curva del Colle dell’infinito per poi risalire su via via Colombella. Infine è prevista la messa a dimora di piante autoctone per il miglioramento e la valorizzazione della biodiversità locale.
"Questo intervento - riprende l’assessore Bartomeoli - rappresenta il primo passo verso il recupero e la valorizzazione di un’importante areadal punto di vista ambientale e paesaggistico del nostro territorio, quella interessata dal Piano Particolareggiato del Colle dell’Infinito, in vista di un potenziale futuro ampliamento dei sentieri verso valle. Il cantiere è stato poi studiato per avere un impatto minimo sulla viabilità. Solo in alcuni giorni si farà ricorso ad un senso unico alternato con impianto semaforico”.
È previsto nelle prossime settimane il sopralluogo dell’impresa e poi a gennaio l’avvio dei lavori per la chiesa della Madonna del Rosario, a Valfornace, al centro di Pievebovigliana. Con il decreto n. 974 del 5 novembre 2025, la Struttura commissariale sisma 2016 dà seguito all’ok della Conferenza permanente relativa all’intervento per il recupero di questo edificio di culto in uno dei paesi del Maceratese tra i più colpiti dal sisma del 2016.
Assegnate le risorse per l’intervento avrà un valore complessivo di 886.586,83 euro. Il soggetto attuatore è l’Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche. “La Madonna del Rosario è una chiesa molto cara alla comunità di Pievebovigliana, nel comune di Valfornace – dichiara il Commissario Straordinario per la ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli –. Ogni progetto approvato rappresenta un tassello concreto nella ricostruzione dei nostri borghi e dei luoghi della fede, che sono il cuore pulsante delle comunità dell’entroterra”.
“Finalmente una bella notizia per questa comunità che avrà un luogo di fede e di recupero della propria identità. Condivido questa gioia con tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo traguardo così tanto desiderato dalla comunità” afferma l’arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, monsignor Francesco Massara.
La chiesa, punto di riferimento storico e spirituale del territorio, sarà oggetto di interventi di miglioramento sismico e riparazione dei danni che garantiranno la sicurezza strutturale e la conservazione del suo valore architettonico e devozionale. La Chiesa della Madonna del Rosario costituisce un importante riferimento storico e spirituale per la comunità. Un’epigrafe lapidea ricorda l’esistenza del luogo di culto già nel 1600, ma la sua origine è probabilmente più antica.
La chiesa è anche uno scrigno di tesori d’arte da valorizzare: all’interno sono presenti tre altari a parete di notevoli dimensioni, riccamente decorati. L’altare maggiore custodiva la pala d’altare di Domenico Luigi Valeri (Jesi, 1701 – Camerino, 1770), raffigurante la Madonna col Bambino tra Sant’Anna, San Giovanni Battista e San Carlo Borromeo, mentre un affresco seicentesco ritrae il Crocifisso tra San Francesco e Sant’Agostino.
Dal 15 novembre gli appassionati di bicicletta – e non solo loro – hanno un motivo in più per accendere la tv o aprire l’app di RaiPlay: sulla piattaforma è disponibile la puntata del programma di RaiNews24 “Sulla Strada”, la rubrica firmata da Alfredo Di Giovampaolo dedicata a “territori, persone, storie a due ruote”, che questa volta porta le telecamere lungo Strade di Marca, il grande anello cicloturistico nato dall’esperienza di Noi Marche Bike Life.
È un racconto che parte dal mare e sale verso le colline e le montagne, seguendo le pedalate di chi ha trasformato la bicicletta in chiave di lettura del territorio, strumento di rinascita dopo il sisma, alleata della transizione ecologica, compagna di viaggio per chi cerca salute, lentezza, relazioni. Dal mare fino alla collina non solo un percorso ciclabile che unisce paesi, persone, ma una trama fitta di storie che il documentario mette in fila, come fossero tappe di una lunga giornata in sella.
Il successo del cicloturismo in Italia non è più una nicchia per pochi appassionati: secondo le analisi richiamate dall’“Oscar del cicloturismo”, sono milioni gli italiani interessati a viaggiare in bici e oltre 90 mila chilometri di itinerari dedicati attraversano il Paese, con una crescita sostenuta dei servizi bike friendly e dell’uso dell’e-bike, che rende accessibili salite e lunghe distanze anche a chi non è allenatissimo.
Al centro del documentario c’è Noi Marche Bike Life, un progetto che nasce dall’intuizione di due sorelle, Loredana e Sonia Miconi, originarie di Francavilla d’Ete, in provincia di Fermo, trasferitesi a Roma per amore e lavoro. Nella Capitale hanno iniziato un’attività di comunicazione con un’idea chiara: promuovere le Marche a Roma, farle conoscere e raccontarle.
Poi è arrivato l’incontro con Mauro Fumagalli, ciclista di lungo corso, e quella vocazione alla comunicazione ha trovato la sua naturale alleata nelle due ruote. Così si è creato l’incastro perfetto: promozione territoriale e cicloturismo.
“Grazie a Mauro- afferma Loredana Miconi- alla sua volontà di promuovere il cicloturismo nelle Marche, abbiamo capito che è una terra che pedala, che si può far amare e conoscere agli appassionati di bicicletta”.
Da questa consapevolezza nasce Noi Marche Bike Life, oggi rete di 29 Comuni marchigiani, strutture ricettive, guide, noleggi, ciclo-officine, info point: un vero ecosistema del cicloturismo, nato dal basso e poi riconosciuto anche a livello regionale nel progetto Marche Outdoor.
Il cuore dell’esperienza è l’itinerario Strade di Marca: un anello cicloturistico di circa 800 km che tocca 29 borghi, collegando costa adriatica, colline e montagne, e attraversando tutte e cinque le province marchigiane.
Il percorso parte e arriva a Civitanova Marche, affacciata sull’Adriatico. Da lì si risale verso Morrovalle e Potenza Picena, si costeggia il Conero fino ad Ancona, si prosegue lungo la costa verso Senigallia e Fano. Poi si entra nell’entroterra: le Grotte di Frasassi a Genga, i vigneti del Verdicchio a Cupramontana e Matelica, il “Balcone delle Marche” Cingoli, i borghi di Treia, San Severino e Tolentino, l’oasi dell’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra. Si sale ancora verso il Lago di Fiastra e i Monti Sibillini, sfiorando i 1.500 metri di quota, si scende su Sarnano, Penna San Giovanni, Falerone, Montegiorgio, Mogliano, Petriolo, Corridonia, per tornare infine verso il mare attraverso Montegranaro, Magliano di Tenna, Grottazzolina, fino a San Benedetto del Tronto e di nuovo lungo la Ciclovia Adriatica verso Civitanova.
Per dare forma concreta al viaggio è stato creato il Passaporto del cicloturista, una piccola guida tascabile con 29 punti timbro: ogni timbro è il segno di una sosta, di un incontro, di un paesaggio per cui è valsa la pena rallentare per esplorare meglio.
Il passaporto accompagna chi pedala lungo tutte le varianti di Strade di Marca, comprese le ciclovie tematiche come la Ciclovia delle Abbazie, che risale la valle del Chienti tra piccoli centri dell’interno, antichi monasteri, strade bianche e un’ospitalità che lascia il segno. A Petriolo, per esempio, è stato introdotto il “caffè sospeso del cicloturista": una consumazione pagata da chi è passato prima, pronta ad aspettare chi arriverà dopo, come una staffetta di gentilezza tra viaggiatori.
In questi paesi, spesso colpiti dal sisma del 2016, la bicicletta è diventata anche simbolo di ripartenza. Sempre a Petriolo c’è Gianluca Biondi, che ha aperto un’attività di noleggio bici proprio dopo il terremoto, per mettere insieme il desiderio di riconnettersi al proprio territorio – il lavoro lo porta spesso in giro per l’Italia – e la volontà di contribuire alla ricucitura delle ferite.
“È stato un bisogno personale – dice Gianluca – da un lato avevo bisogno di riconnettermi con il mio territorio perché faccio un lavoro che mi porta a essere fuori, in giro per l’Italia; dall’altro la passione di tornare ha fatto in modo di scegliere Petriolo per avere uno stimolo a ricucire le ferite causate dal sisma. Nel nostro territorio c’è un turismo di nicchia, non di massa, e penso che la bicicletta, in particolare elettrica, è un mezzo ideale che permette la scoperta lenta, entrando in connessione stretta con il territorio”.
Il racconto torna poi a Mauro Fumagalli, anima tecnica del progetto. Dopo anni di ciclismo agonistico, Mauro ha scelto di fare l’accompagnatore cicloturistico, portando in sella persone da mezza Europa alla scoperta delle Marche interne.
“Dopo aver praticato il ciclismo a livelli agonistici – spiega – ho intrapreso un’attività di accompagnatore cicloturistico, accompagnando tanta gente all’interno dei nostri territori, facendogli fare bellissime esperienze in bicicletta. Abbiamo faticato a mettere insieme quello che oggi è il circuito di Strade di Marca, di Noi Marche Bike Life perché non sono soltanto questi 800 km di itinerario permanente che collega i 29 Comuni, ma è anche una rete di operatori. La bellezza del paesaggio c’è, ma la differenza la fanno i servizi che offrono un’accoglienza eccezionale, dove anche la bici è al sicuro ed è coccolata quasi più dell’ospite cicloturista. Il cicloturismo sta veramente unendo i territori e le persone e una rete di operatori che si stanno dando da fare. Sul fronte della sicurezza su strada c’è ancora molto da fare; occorre che questi turisti che vengono nel nostro territorio per scoprire le bellezze artistiche, culturali, storiche lo possano fare in totale sicurezza”.
È un richiamo diretto alle istituzioni, perché l’infrastruttura “immateriale” creata dal progetto – rete di servizi, passaporto, itinerari – si accompagni a strade più sicure, segnaletica adeguata, rispetto reciproco tra chi pedala e chi guida.
Nel mosaico di Noi Marche Bike Life si inserisce anche il progetto Romeo, firmato dalla fotografa Monica Palloni, che ha seguito Mauro nelle sue imprese in bici – da Marche-Londra a Marche-Bruxelles – trasformando quei viaggi in narrazione visiva e ispirazione per nuovi percorsi.
“Con Romeo abbiamo pensato – afferma Palloni – di creare dei pacchetti ciclo turistici vintage, condividendo le bellezze del nostro territorio attraverso le strade bianche”.
L’idea è quella di un cicloturismo che non rincorre la prestazione, ma lo stile, il gusto per le strade sterrate, le bici d’epoca, le soste in osteria, il tempo lungo della conversazione.
La bicicletta, come figura nel documentario, non è solo turismo: è anche terapia. Lo dimostra la storia di Simone Masotti, che convive con il morbo di Parkinson e ha trovato nella bici un’alleata preziosa.
“Ho scoperto che la bicicletta è stata anche la mia medicina; lo scorso anno ho affrontato il periplo dell’isola di Fuerteventura, scoprendo la magia del deserto e una sensazione che non avevo mai provato prima. Durante l’inverno continuo ad allenarmi e a studiare nuovi viaggi per la primavera e l’estate. Questo viaggio non è solo per me ma per tutti coloro che affrontano sfide temporali simili”.
È un tassello che dialoga con i dati sul boom dell’e-bike, sempre più usata anche da persone che hanno bisogno di un supporto fisico per continuare a muoversi, a esplorare, a sentirsi parte del mondo.
Il viaggio lungo le ciclovie maceratesi dell’interno incrocia anche il bike hotel di Gianni Traini, esempio concreto di come l’accoglienza si stia adattando alle esigenze di chi viaggia su due ruote. Qui, il cicloturista trova una jacuzzi con idromassaggio per recuperare dopo le salite, un orto con erbe aromatiche e verdure di stagione a disposizione degli ospiti, ma soprattutto una cura particolare per la bici: ogni appartamento ha il suo box dedicato, con tutta la strumentazione utile, e c’è una ciclofficina completa, dove si può intervenire in autonomia o con l’aiuto di un tecnico.
È la conferma che il cicloturismo cresce davvero quando alla bellezza dei percorsi si affianca una rete di servizi dedicati.
Lo chef recanatese Andrea Bertini ha ricevuto oggi (mercoledì 19 novembre, ndr), nella cerimonia solenne che a Parma ha presentato la selezione 2026 della Guida Michelin, l’ambita e meritata Stella che certifica l’eccellenza della cucina di Casa Bertini, il ristorante, da oggi stellato, che dirige in località Le Grazie.
C’è grande soddisfazione, dunque, anche tra l’Amministrazione comunale, che nel weekend appena trascorso ha voluto fortemente la sua partecipazione nella rassegna di enogastronomia e cultura ‘Leopardi Gourmet’, che ha fatto registrare notevole presenza di pubblico e di interesse anche a livello nazionale. Bertini ha infatti presentato il suo personale e partecipatissimo show cooking nell’atrio del Palazzo Comunale nel pomeriggio di domenica.
“Siamo felicissimi per Andrea Bertini, eccellenza recanatese, che ha visto riconosciuto il suo impegno nell’alta cucina – ha dichiarato il sindaco di Recanati Emanuele Pepa –. Voglio pertanto congratularmi con lui personalmente e a nome di tutta l’Amministrazione, che riconosce e valorizza i grandi talenti cittadini. La stella Michelin, conferitagli proprio oggi, segna un passo fondamentale per Bertini e per la cucina del territorio, che si conferma di alta qualità, come ha dimostrato l’esperienza di Leopardi Gourmet”.
Andrea Bertini, nato e cresciuto a Recanati, ha mosso i primi passi nel mondo culinario iniziando la formazione presso l’Istituto Alberghiero di Loreto. Poi la decisione di ‘farsi le ossa’ attraverso l’esperienza in numerosi ristoranti stellati, come l’”Uliassi” di Senigallia. Si trasferisce a Parma per frequentare il ‘Corso superiore di cucina italiana’ presso l’ALMA, la prestigiosissima scuola di cucina che ha lanciato chef italiani e stranieri nei settori di eccellenza dell’enogastronomia, diplomandosi come secondo migliore studente del suo corso. Decide, infine, di tornare a Recanati, fondando il ristorante ‘Casa Bertini’.
“Complimenti ancora a Bertini per questo straordinario risultato raggiunto – ha concluso Pepa – e gli auguriamo tantissimi successi nella ristorazione con il suo locale”.
Sale la tensione in vista dell'assemblea cruciale dell'ATA 3, convocata per venerdì 21 novembre 2025. All'ordine del giorno, oltre all'approvazione del verbale, figura l'adozione della proposta del Piano di localizzazione delle discariche e l'avvio della procedura di Vas. Su questo punto, il Comitato No Discarica Macerata dichiara la sua ferma opposizione, definendo lo studio propedeutico dell'Univpm "errato e discutibile".
Il Comitato, riunitosi martedì 18 novembre, sottolinea con forza l'importanza di verbalizzare le dichiarazioni della professoressa Fratalocchi relative ai criteri e ai pesi attribuiti nello studio, ritenuti discutibili e discrezionali dai consulenti. "Tali criteri, secondo il Comitato, richiedono un approfondimento urgente, specialmente dopo l'ammissione che luoghi e percorsi utilizzati per la graduatoria non sarebbero stati verificati direttamente sul territorio".
La contestazione si fa concreta sui siti individuati. Nei casi di Botonto e Cervare, il Comitato denuncia "l'irrealismo dei percorsi previsti per i camion da 40 tonnellate: le tratte includerebbero strade come Piediripa, corso Cairoli, Quartiere La Pace e le Contrade Botonto e Cervare, che sarebbero "non realistiche e impercorribili per mezzi di queste dimensioni". A supporto delle proprie osservazioni, il Comitato mette a disposizione dei Sindaci, dell'ATA e dell'Univpm gli esiti di una simulazione effettuata il 18 ottobre, ribadendo la necessità di integrare o rinnovare lo studio con una rettifica delle conclusioni e della graduatoria, rendendole coerenti con la situazione reale dei luoghi.
Il Comitato chiede inoltre che venga verbalizzata l’opposizione del Comune di Macerata, già espressa dall’assessore Laviano durante l’assemblea del 20 ottobre. Poiché il punto tre dell’ordine del giorno sembra indicare una selezione già compiuta dei siti da sottoporre a Vas, il Comitato si attende l'esclusione di quelli individuati nel Comune di Macerata. A sostegno di questa richiesta, vengono richiamate criticità non considerate dallo studio Univpm, tra cui l'esistenza di aree agricole di pregio con certificazioni, la realizzazione in fase esecutiva del percorso ciclabile e la vocazione naturalistica e turistica delle aree, oltre a carenze nella valutazione di territori ulteriormente sviluppati dal 2015.
Il Comitato, forte del sostegno dei cittadini che stanno sottoscrivendo una petizione online, chiede che le criticità condivise "vengano approfondite dai sindaci e dall’Ata affinché le decisioni vengano prese sulla base di risultati oggettivi e realistici, ritenendo tali scelte determinanti per la salute attuale e futura della popolazione". Viene infine ricordato l'impegno del vice presidente della Provincia di Macerata, Luca Buldorini, che manifesta la volontà di interrompere la realizzazione di nuove discariche e istituire un tavolo tecnico di confronto, in linea con il nuovo Piano Regionale di gestione dei rifiuti.
La persistente situazione di criticità idrica ha spinto il Comune di Tolentino ad agire con urgenza. Il sindaco ha firmato un’ordinanza che impone immediate e rigorose restrizioni sull’uso dell’acqua potabile distribuita dall’acquedotto pubblico, con validità fino al 31 gennaio 2026.
"Questa decisione è stata sollecitata dal sirettore dell’ASSM, a causa del concreto rischio di una crisi idrica generalizzata, dovuta all'insufficiente disponibilità di risorsa, spiega Sclavi. "Per far fronte all'emergenza, tramite l'Ato3, è stata chiesta alla Regione Marche la convocazione urgente del Comitato provinciale di Protezione Civile affinché autorizzi un prelievo aggiuntivo temporaneo dall'acquedotto del Nera".
Il provvedimento ha l’obiettivo di disciplinare rigorosamente l’uso dell’acqua potabile, limitandola all’effettivo fabbisogno idropotabile, per evitare usi impropri e sprechi che potrebbero portare a conseguenze più severe. L’Amministrazione avverte infatti che, senza il contenimento dei consumi, si potrà arrivare all’interruzione della continuità del servizio, al razionamento e alla turnazione delle forniture.
L'ordinanza dispone immediatamente a tutti gli utenti del servizio idrico integrato "un uso estremamente accorto della risorsa. Gli utenti domestici sono invitati a limitare l’impiego dell’acqua potabile ai soli usi alimentare e igienico-sanitario, escludendo ogni altro uso non strettamente necessario, in particolare negli orari diurni e di maggior consumo".
L'ordinanza vieta "l’impiego di acqua potabile per attività come il lavaggio di cortili e piazzali, il lavaggio domestico di veicoli a motore, il riempimento di piscine private e vasche da giardino. È inoltre vietato l'innaffiamento di giardini e orti, sebbene per questi ultimi sia prevista l'unica eccezione delle ore notturne, tra le 22:00 e le 06:00".
"Si invitano tutti i cittadini a collaborare attivamente adottando ogni utile accorgimento finalizzato al risparmio idrico: dalla riparazione immediata delle perdite, anche minime, all'installazione di dispositivi frangigetto sui rubinetti, fino all'impiego di lavastoviglie e lavatrici solo a pieno carico. È fondamentale, inoltre, preferire la doccia al bagno e non lasciare scorrere l'acqua durante il lavaggio dei denti o la rasatura".
"Il corpo di Polizia locale è incaricato della vigilanza sull'esecuzione dell'ordinanza, coadiuvato dal personale del gestore Assm. Si avverte che i contravventori saranno puniti con una sanzione pecuniaria amministrativa che varia da 25 a 500 euro".