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San Severino, 'Le api di Serena e Sofia’: “Partiti con cinque arnie, ora ne abbiamo tra le 80 e le 140"

San Severino, 'Le api di Serena e Sofia’: “Partiti con cinque arnie, ora ne abbiamo tra le 80 e le 140"

Barbara Rocci è la titolare di ‘Le api di Serena e Sofia’, azienda nata nel 2018 a San Severino Marche, in località Granali 80, da una semplice passione per la vita di campagna e tutto ciò che la circonda. Un desiderio di avvicinamento alle cose più semplici e naturali, tanto da dare a questa idea il nome delle figlie. Barbara, com’è nata ‘Le api di Serena e Sofia’? Com’è sbocciata questa passione per le api? “Le api sono insetti piccolissimi ma con un’organizzazione unica, conoscere il loro comportamento e le loro attitudini lascia sbalorditi… e non si finisce mai di imparare! Il territorio settempedano, esteso ma fatto di piccole aziende agricole che non praticano un'agricoltura intensiva, soprattutto  a causa della naturale conformazione dei terreni, è sembrato fin da subito ideale per il nostro concetto… amare le piccole cose che rendono unici certi sapori, seguendo al massimo i ritmi della natura. Siamo quindi partiti da cinque arnie, divenute ben presto il doppio, ed ora abbiamo tra le ottanta e le centoquaranta arnie, a seconda delle condizioni ambientali e delle stagioni".  La tua ‘giornata tipo’? “La ‘giornata tipo' inizia molto presto, in estate le temperature permettono di scendere in apiario già poco dopo l’alba, sentire il ronzio delle bottinatrici che partono per il raccolto è meraviglioso. Bisogna aprire tutte le casse, e specialmente in alcuni periodi dell’anno è molto importante controllare che alla famiglia non manchi nulla. Il pericolo di sciamature in aprile, l’infestazione da varroa, le scorte per la famiglia e la covata sono sempre da tenere sotto controllo. Queste operazioni si protraggono spesso a lungo, bisogna procedere al ritmo dell’arnia, che spesso non coincide con quello dell’apicoltore. Prendersi il giusto tempo è quindi molto importante. Si procede poi con la raccolta del polline nelle trappoline apposite e via verso il prossimo apiario. L’apicoltura è impegno, a volte anche più di quanto ci si aspetti”. Miele millefiori ma… non solo. Puoi parlarci un po’ dei vostri prodotti? “La nostra produzione è incentrata sul miele millefiori e sul polline. Il nostro areale permette una buonissima biodiversità. Si inizia con le primissime fioriture primaverili, principalmente nocciolo e mandorlo, per terminare con le fioriture di edera ed inula a fine settembre. Il nostro millefiori contiene una enorme quantità di profumi e sapori differenti, dalle note fruttate fino a quelle più strutturate, e può contare su una enorme varietà di fioriture (dal ciliegio all’acacia, al tiglio, alla mora selvatica, dall’erba medica alla malva fino al girasole). Nel corso degli anni la produzione si è allargata fino alla realizzazione di candele in pura cera d’api, per noi un importante sviluppo che porta anche alla sensibilizzazione su quanto sia importante l’utilizzo di materiali naturali”. Guardando ‘Le api di Serena e Sofia’ balzano subito all’occhio le candele, qual è il segreto per la realizzazione di queste meraviglie? Quale soggetto ha riscontrato maggior successo tra i tuoi clienti?  “La cera d’api non produce fumo, brucia lentamente e ha un odore naturale di miele, ma soprattutto è un elemento totalmente prodotto dalle api, al contrario delle candele in paraffina. Perfino gli stoppini che utilizziamo sono in cotone, quindi le nostre candele sono completamente naturali. Per la loro produzione utilizziamo i panetti di cera che provengono dalla smielatura (quindi principalmente cera di opercolo) e li fondiamo in un apposito fondicera. Questo permette di ottenere una cera pulita ma al tempo stesso di lavorarla sempre a temperatura costante e senza sbalzi termici. Viene poi colata negli stampini e lasciata raffreddare. Nel periodo natalizio i soggetti sacri sono sempre molto apprezzati, tanto che abbiamo prodotto anche degli stampi specifici con presepi e sacre famiglie. Per battesimi e comunioni invece, la clientela ama molto le candele a forma di animaletti o di orsacchiotti, sono sempre molto belli da vedere. Ne abbiamo a decine, tutti molto simpatici! Realizziamo candele in decine di formati e fantasie differenti, dalla candelina per bomboniere fino alle candele da collezione, con molti stampi creati direttamente da noi in modo da offrire anche pezzi unici alla clientela”. Un aneddoto legato alla tua attività? “Un aneddoto che ricordo sempre con piacere ed un pizzico di soddisfazione è stato quando abbiamo dovuto…. montare le catene in estate! È successo in agosto, quando dopo un forte acquazzone, il campo in cui stavamo controllando le arnie è diventato un acquitrino, non riuscivamo a venirne fuori. Prima di affondare nel fango, abbiamo provato a montare le catene per avere più presa sulle ruote motrici, e con un po’ di pazienza ne siamo venuti fuori… avevamo il fango fino alla testa, ma ce l’avevamo fatta” Qual è il tuo sogno nel cassetto?  Le api di Serena e Sofia nasce nel 2018 da una semplice passione per la vita di campagna e tutto ciò che la circonda. Un desiderio di avvicinamento alle cose più semplici e naturali, tanto da dare a questa idea il nome delle nostre figlie. Le api sono insetti piccolissimi ma con una organizzazione unica, conoscere il loro comportamento e le loro attitudini lascia sbalorditi… e non si finisce mai di imparare! Il territorio settempedano, esteso ma fatto di piccole aziende agricole che non praticano una agricoltura intensiva, soprattutto  a causa della naturale conformazione dei terreni, è sembrato fin da subito ideale per il nostro concetto… amare le piccole cose che rendono unici certi sapori, seguendo al massimo i ritmi della natura. Siamo quindi partiti da 5 arnie, divenute ben presto il doppio, ed ora abbiamo tra le 80 e le 140 arnie, a seconda delle condizioni ambientali e delle stagioni. La giornata tipo inizia molto presto, in estate le temperature permettono di scendere in apiario già poco dopo l’alba, e sentire il ronzio delle bottinatrici che partono per il raccolto è meraviglioso. Bisogna aprire tutte le casse, e specialmente in alcuni periodi dell’anno è molto importante controllare che alla famiglia non manchi nulla. Il pericolo di sciamature in aprile, l’infestazione da varroa, le scorte per la famiglia e la covata sono sempre da tenere sotto controllo. Queste operazioni si protraggono spesso a lungo, e bisogna procedere al ritmo dell’arnia, che spesso non coincide con quello dell’apicoltore. Prendersi il giusto tempo è quindi molto importante. Si procede poi con la raccolta del polline nelle trappoline apposite, e si procede verso il prossimo apiario. L’apicoltura è impegno, a volte anche più di quanto ci si aspetti… Un aneddoto che ricordo sempre con piacere ed un pizzico di soddisfazione è stato quando abbiamo dovuto…. montare le catene in estate. È successo quando in agosto, dopo un forte acquazzone, il campo in cui stavamo controllando le arnie è diventato un acquitrino, e non riuscivamo a venirne fuori. Prima di affondare nel fango, abbiamo provato a montare le catene per avere più presa sulle ruote motrici, e con un po' di pazienza ne siamo venuti fuori… avevamo il fango fino alla testa, ma ce l’avevamo fatta!

08/03/2025 12:39
Macerata, Stefano Calisti dedica un quadro all'Arma dei Carabinieri: "Guardo e ascolto"

Macerata, Stefano Calisti dedica un quadro all'Arma dei Carabinieri: "Guardo e ascolto"

Il noto artista maceratese, Stefano Calisti, ha realizzato un'opera dedicata all'Arma dei carabinieri, con l’intento di omaggiare una delle figure più rispettate e amate della società italiana: il Carabiniere. Il quadro, intitolato "Guardo e ascolto", si sviluppa attraverso una riflessione profonda sul ruolo dei carabinieri, raffigurando un momento di osservazione e ascolto del territorio in cui l'operatore di sicurezza lavora ogni giorno. Il titolo stesso dell’opera incarna questa essenza, in cui il carabiniere è visto come una figura attenta, che protegge e veglia sul proprio paese con dedizione e amore. La tecnica scelta dall’artista è quella del "materico su iuta", un processo che inizia con la creazione di una tela sulla quale viene incollata una seconda tela di iuta. Dopo che quest'ultima si è asciugata, l'artista procede con la pittura. Questo approccio conferisce all'opera una profondità unica, grazie alla struttura materica che esalta l'energia e la forza visiva dell’immagine, rendendola ancora più dinamica e vibrante. Il carabiniere rappresentato nel quadro non è solo una figura di autorità, ma anche una persona che esprime un amore viscerale per il proprio paese e il proprio territorio. Il suo sguardo, profondo e pieno di dedizione, rivela il legame forte che lo unisce al luogo che protegge. Si percepisce una passione che va oltre il semplice dovere, un richiamo alla missione di chi dedica la propria vita alla sicurezza della comunità. Per preservare l’autenticità e l’unicità dell’opera, è stato realizzato un numero limitato di stampe, riprodotte grazie a una rara stampante presente in Italia in pochi esemplari. La tecnologia utilizzata ha permesso di ottenere una qualità fotografica di altissima definizione. Le stampe sono realizzate su un supporto di legno trattato con cementite e granelli di silice, garantendo una riproduzione che richiama fedelmente la pittura originale sia visivamente che tattilmente. Ogni stampa ha dimensioni di 40x40 cm, e rappresenta una riproduzione autentica dell'opera. Per conoscere più a fondo la poetica di Stefano Calisti e il processo creativo dietro questa e altre opere, è possibile visitare il sito web dell'artista all’indirizzo calististefano.com.   Il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Raffaele Ruocco, ha espresso la sua gratitudine a Stefano Calisti per aver voluto dare risalto, attraverso la sua arte, a una delle figure fondamentali dell'Arma: il comandante di Stazione, simbolo di impegno e dedizione quotidiana al servizio della comunità.

08/03/2025 12:06
Il tramonto degli influencer: il 2025 segna la fine dei 'guru' del nulla?

Il tramonto degli influencer: il 2025 segna la fine dei 'guru' del nulla?

Una volta erano le divinità di Instagram. Oggi? Gli influencer sembrano avere le ore contate. Tra contenuti troppo patinati, fiducia ai minimi storici e un pubblico sempre più scettico, il 2025 potrebbe essere l’anno in cui il castello dorato dell’influencer marketing crolla sotto il peso della sua stessa finzione. Ma siamo davvero arrivati alla fine dell’era degli influencer? O stanno solo cambiando le regole del gioco? Oggi su “Chic & Social” vediamo cosa sta succedendo nel mondo degli “influenzatori” e perché le persone stanno smettendo di crederci. Da icone a pubblicità ambulanti: cosa è andato storto? C’era un tempo in cui gli influencer erano fonte di ispirazione. Oggi, per molti, sono diventati sinonimo di pubblicità sfacciata, prodotti inviati “con amore” e storie che sembrano più televendite che contenuti spontanei. Qualche esempio? Chiara Ferragni e il pandoro-gate: quando l’icona tra tutte le influencer viene travolta dalle polemiche per una campagna “benefica” poco chiara, significa che qualcosa si è rotto. Il pubblico non accetta più strategie ambigue e vuol sapere dove vanno davvero i suoi soldi. Le sponsorizzazioni senza senso: Quante volte abbiamo visto influencer promuovere prodotti che non c’entrano nulla con il loro stile di vita? Cuffie, snack proteici, lampade LED, assicurazioni auto… tutto nello stesso mese. Il pubblico se ne accorge, e il risultato è un effetto boomerang: meno credibilità, meno fiducia, meno vendite. I follower non abboccano più: “Ragazzi, mi state chiedendo in tantissimi che crema viso uso”… ma chi? Il pubblico ha imparato a riconoscere le tattiche da manuale e non ci casca più nessuno. Gli influencer sono morti? No, ma devono cambiare Non è la fine degli influencer, ma di un certo modo di fare influencer marketing. Chi sopravvive? Chi sa adattarsi. Come sempre: resilienza ed infrangibilità. ✔️ Da testimonial a veri creator: basta post sponsorizzati copia-incolla. I creator che funzionano oggi offrono contenuti di valore, idee originali e storytelling autentico. ✔️ Micro e nano influencer in ascesa: io le amo, il futuro è nelle mani di chi ha pochi follower, ma altamente fidelizzati. Un consiglio da una piccola creator di nicchia vale più di una mega influencer che pubblicizza qualsiasi cosa. ✔️ Meno pubblicità, più personalità: chi punta solo sulle collaborazioni è destinato a svanire. Gli influencer del futuro costruiscono una community vera, non un catalogo di prodotti sponsorizzati. Cosa significa questo per chi usa i social? Se usi Instagram per lavoro, per creare contenuti o semplicemente per restare al passo con i tempi, questa svolta significa una cosa sola: autenticità. Se vuoi costruirti un’immagine solida, non copiare gli influencer del passato. Racconta, condividi esperienze, scegli collaborazioni che abbiano senso per te. Il pubblico vuole storie vere, non pubblicità mascherate. Chi continua a fingere e a trattare i follower come numeri… rischia di sparire nel dimenticatoio digitale. E tu cosa ne pensi? Gli influencer sono davvero alla fine o credi che abbiano ancora un futuro? Raccontamelo nei commenti! Nel prossimo episodio di “Chic & Social” ci chiediamo: e se pubblicare di meno fosse la strategia vincente? Tra profili congestionati, contenuti usa e getta e l’ansia da presenza costante, sempre più utenti stanno scegliendo la qualità invece della quantità. Meno è meglio sarà il nuovo mantra dei social? Ne parliamo sabato prossimo!      

08/03/2025 11:21
Donne, oltre la divisa c'è di più: il volto femminile dello Stato si racconta per l'8 marzo (FOTO)

Donne, oltre la divisa c'è di più: il volto femminile dello Stato si racconta per l'8 marzo (FOTO)

L’8 marzo non è solo una ricorrenza, ma un’occasione per riflettere sulle conquiste delle donne e sulle sfide ancora da affrontare. Nella Giornata internazionale della donna, abbiamo raccolto le testimonianze di sei donne che ogni giorno indossano la divisa, servendo con passione e dedizione nelle forze dell’ordine. Storie diverse, ma accomunate dalla determinazione e dal desiderio di contribuire alla sicurezza e alla giustizia della nostra società. Patrizia Peroni, primo dirigente dell'Anticrimine di Macerata  Dopo una lunga carriera nella Polizia di Stato, Patrizia Peroni è oggi a capo dell’anticrimine di Macerata. Laureata in Giurisprudenza all’Università di Macerata, ha conseguito un master in Criminologia con una tesi sulla sicurezza delle donne nelle grandi città. Cosa l'ha spinta a specializzarsi in Criminologia e a dedicarsi al contrasto della criminalità? "Il nostro percorso da poliziotti ci porta naturalmente verso la criminologia. Inizialmente volevo diventare magistrato, ma una volta vinto il concorso da commissario, ho capito che la Polizia di Stato era la mia strada. Ho sempre avuto una forte passione per la cronaca nera e giudiziaria. Nel mio lavoro mi sono occupata di indagini delicate, come i reati contro i minori, e la criminologia è stata un’evoluzione naturale del mio percorso". La sua esperienza a Milano le ha permesso di approfondire il tema della sicurezza delle donne: "Le grandi città non sono sempre ugualmente abitabili per uomini e donne. Una città più illuminata e sicura permette alle donne di avere maggiori opportunità lavorative e ridurre il gender gap. Più donne vivono la città, più questa diventa sicura per tutti". Ha mai dovuto affrontare difficoltà legate al fatto di essere donna in un ambiente prevalentemente maschile? "Forse ho dovuto dimostrare più degli uomini per affermarmi, ma una volta superato un primo periodo di studio da parte dei colleghi, ho sempre ricevuto rispetto. La Polizia di Stato ha dato spazio alle donne da tempo e oggi abbiamo tante donne nei ruoli apicali". Cosa significa per lei celebrare l'8 marzo in divisa? "Significa ricordare i sacrifici fatti per arrivare fin qui. Non è una festa, ma un’occasione per riflettere sulle conquiste e sulle disuguaglianze ancora esistenti. Non dobbiamo fare battaglie divisive, ma lavorare insieme per un futuro più equo". Lucia Soldini, vigile del fuoco Lucia Soldini ha sempre sognato di entrare nei vigili del fuoco. Nel 2016, già madre di due figli, ha deciso di affrontare il concorso nazionale per realizzare il suo sogno. Com’è conciliare il lavoro con la famiglia? "Come tutte le mamme, devo organizzare bene la giornata. Quando si va al lavoro, si stacca la 'batteria famiglia' e si attiva quella professionale". Ha mai affrontato difficoltà per essere donna in un ambiente maschile? "Non con i colleghi, ma nel dover apprendere compiti tradizionalmente considerati maschili. Mi piace imparare a usare attrezzature come la motosega o intervenire nei soccorsi: è una sfida che affronto con curiosità". Cosa significa per lei celebrare l'8 marzo in divisa? "È un giorno per ricordare il valore della donna e dell’uomo, due ruoli diversi ma complementari". Serena D’Alonzo, maresciallo capo della Guardia di Finanza di Macerata Cosa l’ha spinta a intraprendere questa carriera? "Condivido i valori delle istituzioni militari: ordine, rispetto delle leggi, lealtà e amore per il Paese". Esistono pari opportunità tra uomini e donne nel suo settore? "Assolutamente sì. Le possibilità di carriera sono le stesse per tutti. La predominanza maschile è una questione di numeri, non di genere". Cosa significa per lei celebrare l'8 marzo in divisa? "Ricorda l’importanza della parità di genere anche nelle forze armate, sottolineando il ruolo delle donne nella tutela della collettività". Giorgia Melillo, maresciallo dei Carabinieri e comandante della Stazione di Fiastra Cosa l’ha spinta a entrare nell’Arma? "Un fuoco interiore che non si può spiegare. Non ho parenti carabinieri, ma ho sentito dentro di me questa vocazione". Ha mai affrontato difficoltà nel suo percorso? "A volte noi donne dobbiamo correre un po’ più veloci per dimostrare il nostro valore. Ma l’Arma ha saputo integrare le donne in tutti i ruoli e settori". E con i cittadini? "All’inizio qualcuno può rimanere sorpreso, soprattutto nei piccoli centri. Ma quando capiscono che rappresenti un’istituzione e sei lì per aiutarli, ogni pregiudizio svanisce". Cosa rispondi all'antico stereotipo secondo il quale le donne non sanno guidare? "Ho conseguito la patente militare per guidare anche la motoslitta, visto che opero anche a Bolognola, quindi in un territorio montano. È stata un’opportunità per avere un accesso diretto alle piste. Qualsiasi cosa sia etichettata da maschio è superata nel momento in cui uno si sente di poterlo e di volerlo fare. Credo che non ci sia nessun limite all’istinto e alla passione". Trascorrere l’8 marzo in divisa cosa significa per te? "Poter dare, come tutti i giorni, l’immagine che noi donne possiamo ottenere qualsiasi tipo di successo personale. Per me, l’onore di vestire questa uniforme significa dare un esempio a tutte le donne che aspirano a fare qualsiasi cosa in diversi ambiti, dallo sport, al lavoro, alla vita privata". Ilaria Ferranti e Maria Pia Marocchella, sostitute commissario della Polizia Locale Cosa vi ha spinte a entrare nella Polizia Locale? Ferranti: "Sin da giovane ho sentito il desiderio di mettermi al servizio della comunità. La Polizia Locale offre un contatto diretto con i cittadini, permettendoci di garantire sicurezza e rispetto delle regole". Marocchella: "Per me è stata una scelta dettata dalla voglia di lavorare per il bene comune. Essere vicini alla gente significa anche saper ascoltare e intervenire nei momenti di difficoltà". Avete mai dovuto affrontare difficoltà legate al fatto di essere donna in un ambiente prevalentemente maschile? Ferranti: "Nel tempo questa situazione è migliorata molto. Quando sono entrata era un ambiente completamente maschile e non è stato facile. Non dico che non mi sentivo accettata, ma qualche differenza di genere la notavo. Nel tempo, anche grazie alla mia personalità e al mio carattere forte, sono riuscita ad affrontare al meglio ogni situazione lavorativa. Oggi questa diversità c’è meno e si sta andando verso una soluzione ideale".  Marocchella: "Concordo con la collega. Inizialmente, oltre all’ambiente lavorativo c’era anche un po’ di scetticismo da parte della cittadinanza nei confronti di una vigilessa donna. La cosa bella è stata farli ricredere, fino a ricevere diversi complimenti". Cosa significa per voi celebrare l’8 marzo in divisa? Ferranti: "È un riconoscimento formale per quello che le donne fanno tutto l’anno. Credo che tutti i giorni siano importanti e che non sia l’8 marzo a fare la differenza. In passato ci sono stati giorni rilevanti da ricordare. Oggi la vedo un più come come una giornata commerciale, che socialmente importante come in passato" . Marocchella: "Se l’8 marzo serve per ricordare ciò è accaduto in passato e far sì che non accada più va benissimo, ma va fatto anche negli altri giorni. Anche io credo sia più legato a un discorso commerciale, spero che venga vissuto per ricordare il passato e migliorare il presente". Indossare una divisa l’8 marzo significa più che mai ricordare il cammino percorso dalle donne per affermarsi in ruoli storicamente maschili. Come ha detto Patrizia Peroni, "non è una festa, ma un momento per riflettere su ciò che abbiamo conquistato e su quanto ancora c’è da fare". Le storie di queste donne dimostrano che la passione, la competenza e la determinazione non hanno genere, ma solo la voglia di fare la differenza ogni giorno.

08/03/2025 09:30
A prova di 'Terminator': Schwarzenegger testa i nuovi macchinari Panatta all'Arnold Sports Festival

A prova di 'Terminator': Schwarzenegger testa i nuovi macchinari Panatta all'Arnold Sports Festival

Al più grande evento dedicato al bodybuilding e al fitness negli Stati Uniti, il primo fondato da Arnold Schwarzenegger e proprio a lui intitolato, ovvero l’Arnold Sports Festival a Columbus, in Ohio, l’attore si è fermato allo stand di Panatta, azienda marchigiana, con sede ad Apiro, leader nella progettazione e realizzazione di attrezzature sportive per testare in prima persona i nuovi macchinari. Una vera leggenda. Prima di diventare una star di Hollywood, Arnold Schwarzenegger è stato sette volte Mr. Olympia, dominando il mondo del bodybuilding con un fisico scolpito e una determinazione senza pari. Nel corso degli anni ha ricoperto molti ruoli: attore, politico, ma soprattutto un'icona intramontabile nel settore del bodybuilding e del fitness. Il suo impatto è stato così significativo che l’Arnold Classic è stato esportato in Brasile, Europa, Australia e Sudafrica, trasformandosi in un evento globale. Oltre alla sessione di allenamento, Edoardo Panatta, Vicepresidente dell’azienda ha avuto l’occasione di intrattenersi più a lungo con Schwarzenegger nell’esclusivo ricevimento riservato agli sponsor. Un’occasione di confronto sulla visione del settore e sulla continua evoluzione del fitness e del bodybuilding. “Sapere che Arnold Schwarzenegger apprezza i nostri macchinari è un’enorme soddisfazione – ha commentato Edoardo Panatta –. L’Arnold Classic è un evento di riferimento per il nostro settore, a cui l’azienda non poteva mancare.” Edoardo Panatta è anche salito sul palco della competizione per premiare il Mr Olympia in carica, Samson Dauda, atleta che nella competizione si è classificato secondo nella categoria Men’s Open. Panatta, azienda italiana leader nella produzione di attrezzature fitness, continua a supportare gli eventi firmati Arnold Schwarzenegger a livello globale. Nel 2024 è stata Presenting Sponsor della competizione Arnold Classic UK, quest'anno ha partecipato come Gold Sponsor dell'evento negli Stati Uniti e prossimamente volerà in Brasile come Diamond Sponsor dell’Arnold Sports Festival South America.

07/03/2025 11:53
Ripe San Ginesio, scoprendo il Borgo del 'Futuro': sculture contemporanee, botteghe e cave diventate teatri (VIDEO)

Ripe San Ginesio, scoprendo il Borgo del 'Futuro': sculture contemporanee, botteghe e cave diventate teatri (VIDEO)

Nel cuore dell’entroterra maceratese, il borgo di Ripe San Ginesio è un esempio di come la memoria storica possa coesistere e dialogare con le istanze contemporanee, senza mai cedere all’impasse del tempo. Fondato intorno all’anno Mille, questo antico borgo medievale ha conservato intatta la sua struttura urbana, mantenendo un legame con un passato che non si esaurisce mai, ma che si rinnova ciclicamente attraverso la cultura, la sostenibilità e, in particolare, l’arte contemporanea. Un’identità che vive di un continuo interscambio tra la tradizione e il presente, come testimoniano le scelte amministrative che mirano a unire il prezioso archivio della storia trascorsa con una visione proiettata verso il futuro. A tal riguardo, negli anni ’80, questo piccolo angolo di Marche ha cominciato a trasformarsi in un vero e proprio punto di riferimento per l'arte contemporanea. "Si è iniziato- dichiara il sindaco Paolo Teodori- con delle prime mostre di collettive d’arte che negli anni, a seguito delle donazioni degli artisti che sono passati per Ripe San Ginesio, sono andate a formare una Pinacoteca d’arte contemporanea. Gli artisti hanno lasciato dei bozzetti dai quali hanno poi realizzato delle sculture che sono entrate a far parte di un parco che proprio in questo periodo abbiamo rivisitato, ricollocando le opere nel centro storico: questo parco sculture costituisce una delle caratteristiche più distintive per il Borgo”. Il borgo, avvolto da un'atmosfera medievale, ha saputo integrare nelle sue pieghe intime le pratiche artistiche più innovative. È in quest’ottica che le opere donategli dagli artisti, i bozzetti, le sculture e le installazioni che costellano le sue piazze e i suoi vicoli sono parte di un progetto integrato che fa dell’arte il motore di un’identità in evoluzione. La trasformazione di Ripe San Ginesio non si ferma qui. Parallelamente all’introduzione dell’arte contemporanea, il borgo ha intrapreso un percorso di valorizzazione e rifunzionalizzazione degli spazi vuoti. Il recupero delle aree degradate e l’utilizzo di edifici abbandonati non è solo un intervento edilizio, ma un processo che interroga la società contemporanea sulla sua relazione con lo spazio urbano. “Le progettualità che stiamo portando avanti- prosegue Teodori- oltre all’arte contemporanea, riguardano anche la sostenibilità. Nel 2010 è nato il Festival di Borgo Futuro, che promuove tematiche legate all’ambiente e alla sostenibilità in generale. Questo bando ci ha spinti, nel corso degli anni, a fare investimenti in interventi per l’ambiente, come ad esempio un impianto fotovoltaico, la piantumazione e il recupero di zone degradate. Un punto significativo è il recupero di una vecchia cava, che è diventata uno degli spazi principali di Borgo Futuro e che ospita circa 1.400 persone per vari eventi. Con Borgo Futuro abbiamo anche sviluppato l’idea del recupero degli spazi vuoti: insieme alla cava, abbiamo catalogato e recuperato spazi nel centro storico i quali, messi a bando, nel corso degli anni sono diventati laboratori per gli artigiani che operano nel borgo”. Dunque, un’urbanistica che non è più esclusivamente orientata al consumo dello spazio, ma alla sua rigenerazione, alla sua rivitalizzazione, al ritorno a una nuova vita che rispetti le esigenze della collettività e dell'ambiente. Con questo progetto di Borgo Futuro l'artigianato torna alle sue radici in una sinergia dove dall’ambiente si costruisce l’opera e l’ambiente stesso diventa spazio di produzione, diventa materia. Inoltre, la creazione di nuove strutture ricettive, tra cui un ristorante, un bar e un B&B, ha contribuito a rinnovare l’offerta turistica, facendo di Ripe San Ginesio una destinazione ideale per coloro che cercano il cosiddetto turismo lento e consapevole. Il Comune, infatti, ha deciso di unire le forze con gli altri vicini, come Loro Piceno e Colmurano, per partecipare al progetto “Borghi” del Ministero della Cultura, dando così vita a un ambizioso itinerario di 67 km a piedi che attraversa sei comuni della vallata del Chienti. Un percorso che non è solo fisico, di riscoperta del paesaggio circostante, ma anche metaforico; un invito a rallentare il passo e a riscoprire una dimensione più autentica e profonda del cammino umano. "Ci stiamo specializzando in un turismo molto più adatto ai nostri territori; l’obiettivo comune è quello di creare una rete tra comuni-afferma il sindaco- ; inclusa l'Abbadia di Fiastra, ampliando così l'offerta turistica con pacchetti che consentano a un potenziale visitatore di soggiornare nei vari comuni e godere delle bellezze che vanno dal parco archeologico di Urbisaglia, all'arte medievale e contemporanea di Ripe, fino all'ambiente naturale con l'anello pedonale e una pista ciclabile che partirà dall'Abbadia di Fiastra e arriverà fino a Sarnano: un'immersione totale nel nostro territorio”.

07/03/2025 11:40
Castelraimondo armonizza il benessere: al via la musicoterapia nella casa di ospitalità per anziani

Castelraimondo armonizza il benessere: al via la musicoterapia nella casa di ospitalità per anziani

Iniziato il progetto di musicoterapia con il metodo Rusticucci presso la casa di ospitalità per anziani del Comune di Castelraimondo. L’amministrazione comunale mediante l’ufficio servizi sociali ha dato vita ad un’importante novità, finanziando il progetto dell’APS metodo Rusticucci, il quale realizzerà un percorso educativo/riabilitativo denominato “la musicoterapia per il benessere dell'anziano" che racchiude diversi servizi: incontri di formazione rivolti a tutto il personale della struttura, interventi individuali per ogni anziano della struttura e incontri con i familiari degli ospiti. Il sindaco del Comune di Castelraimondo Patrizio Leonelli ha espresso tutta la sua soddisfazione per questa iniziativa: “Si tratta di un’importante attività che può allietare e fare piacere ai nostri anziani a cui tutti dobbiamo tenere particolarmente”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore alle Politiche Sociali Ilenia Cittadini: “Nei servizi residenziali è importante prestare attenzione all’occupazione del tempo libero, facendo sì che non sia un tempo vuoto, ma bensì che sia occupato da tanti stimoli che possano essere riabilitativi e socializzanti, dunque di piacere. Ciò è fondamentale inoltre per il mantenimento delle competenze e delle capacità degli anziani. Da sottolineare inoltre, che le canzoni che hanno accompagnato la vita dei nostri nonni, hanno un grande potere rievocativo, che permette un grande impatto rispetto ai ricordi, al vissuto degli anziani. Ringraziamo particolarmente il personale bambini dell’asilo nido che ha partecipato insieme ai nostri anziani al primo incontro che si è tenuto”.

07/03/2025 11:15
Banca Macerata dona arredi ad Anthropos Asd: "Al fianco di chi opera sul territorio per creare valore"

Banca Macerata dona arredi ad Anthropos Asd: "Al fianco di chi opera sul territorio per creare valore"

Banca Macerata conferma il proprio impegno nel sociale con un nuovo gesto di grande generosità nei confronti di Anthropos Asd, associazione polisportiva dilettantistica e culturale di Civitanova Marche, che da anni opera nel territorio per promuovere e incentivare l'attività sportiva, ludica e agonistica di persone con disabilità fisica, visiva e intellettivo relazionale. Già sponsor di Anthropos dall’estate scorsa, l’istituto di credito ha donato numerosi arredi derivanti dall’ammodernamento e trasferimento della propria sede legale dai locali in Via Carducci alla nuova direzione generale in Contrada Acquevive. Una scelta concreta di sostenibilità e solidarietà, che ha permesso di destinare mobili e attrezzature a una realtà che quotidianamente lavora per l’inclusione attraverso lo sport e la cultura. Il materiale è stato recuperato dai volontari dell’associazione con il supporto logistico delle aziende Trasporti Ecologici Cirioni Arduino Srl e Carlo Luzi di Civitanova Marche. Il presidente di Anthropos, Nelio Piermattei, ha espresso grande riconoscenza: "Ringrazio Banca Macerata per l’ennesima dimostrazione di sostegno ai nostri progetti e alle nostre attività. Sin dagli inizi, questo rapporto si è basato su reciproca stima e collaborazione, questa donazione ne è la conferma. Un sentito ringraziamento anche alle aziende che hanno reso possibile il trasporto e la logistica di tutti questi arredi". Anche Toni Guardiani, direttore generale di Banca Macerata, ha commentato l’iniziativa, sottolineando l’importanza della responsabilità sociale d'impresa: "Siamo orgogliosi di poter contribuire concretamente al lavoro di una realtà come Anthropos, che rappresenta un punto di riferimento per lo sport inclusivo, aperto a tutti. Il nostro sostegno non si limita a una semplice sponsorizzazione. Vogliamo essere al fianco di chi opera sul territorio per creare valore e opportunità per tutti. Inoltre, dare una seconda vita a questi arredi significa anche sposare un’idea di sostenibilità che ci sta particolarmente a cuore".

05/03/2025 16:00
Il vescovo Marconi presenta la Lettera pastorale: 5 piaghe e 10 punti di forza per la Chiesa di Macerata

Il vescovo Marconi presenta la Lettera pastorale: 5 piaghe e 10 punti di forza per la Chiesa di Macerata

Il vescovo Nazzareno Marconi ha consegnato alla Diocesi di Macerata per l'inizio della Quaresima dell'Anno Santo, il testo ufficiale della Lettera pastorale "La realtà è superiore all’idea" (EG 223). Redatto a conclusione della Visita Pastorale nelle parrocchie, il documento è stato presentato in conferenza stampa nella mattinata di mercoledì 5 marzo e traccia un «metodo pastorale» che trae origine da quanto indicato da papa Francesco nella sua Evangelii Gaudium (2013). «Dio e i Santi hanno scritto una storia di bene che ci ha condotto a quella Chiesa locale che oggi realmente siamo - ha detto il vescovo -, questa Chiesa locale ha, come è logico, luci ed ombre. Per dirla con il Beato Antonio Rosmini è una Chiesa che ha piaghe e punti di forza». In tal senso, la Visita Pastorale di monsignor Marconi, iniziata prima della pandemia da Coronavirus, ha indicato «5 piaghe da sanare e curare» e «10 punti di forza su cui far leva per camminare verso il futuro». Le cinque piaghe sono rappresentate dal guardare solo al proprio ambito particolare non vedendo interazioni e possibili collaborazioni; non vedere le risorse e le strutture ecclesiali come a servizio di un intero territorio e non di una singola parrocchia o gruppo; avere una pastorale che punta più sull’abitudine, che sulle motivazioni e sulla convinzione per cui si fanno le cose; avere ancora una Chiesa molto centrata sulla figura del prete, che tutto anima e tutto decide, senza cui niente si può muovere; pensare e realizzare la formazione alla fede come il trasmettere la modalità solita di fare le cose, invece che insegnare a capire la realtà e adattare creativamente le scelte pastorali ad un mondo che cambia. «Dobbiamo tutti impegnarci con convinzione per superare questi cinque limiti della nostra Chiesa – ha ribadito mons. Marconi –, tuttavia, un segno di speranza, il tema di questo giubileo, è però che possiamo indicare ben 10 punti di forza che durante la Visita Pastorale ho riconosciuto presenti in quasi tutte le nostre Unità Pastorali». In sintesi questi sono rappresentanti da una fede popolare che non sia solo devozione; dal diffuso desiderio di pregare della nostra gente; dalla vitalità delle Aggregazioni laicali e della Pastorale familiare; dalla presenza degli Oratori e l’azione della Pastorale giovanile; dalle molte associazioni di volontariato e di protezione civile, socio-assistenziali e sociosanitarie, che spesso collaborano con le nostre parrocchie; dalla crescita in numero e qualità dei diaconi permanenti; dal potenziamento e la messa in rete dei mezzi di comunicazione diocesani; dalla vita comunitaria del nostro clero e la sua sensibilità missionaria; dalla diffusa e crescente attenzione e passione dei laici per la lettura, lo studio e la preghiera con la Parola di Dio; e, non ultimo, dal lavoro fatto da Caritas diocesana e da tante parrocchie con i loro volontari, che attua un salto di qualità nel passare: da una generica beneficenza ad una vera azione caritativa, sapiente, incisiva ed integrata. «La Speranza, tema di questo Giubileo, che per noi è già un po' certezza – ha concluso il vescovo Marconi –, non solo di essere una Chiesa sopravvissuta alla pandemia, ma una Chiesa locale che da questa ed altre sfide si è lasciata interrogare e ne è uscita più consapevole, più motivata, meglio integrata nelle sue componenti».

05/03/2025 15:30
Civitanova, Ciarapica agli Stati generali del turismo balneare: "Fiducioso per il decreto del governo"

Civitanova, Ciarapica agli Stati generali del turismo balneare: "Fiducioso per il decreto del governo"

A Roma, agli Stati Generali del Turismo Balneare per un confronto sul futuro delle imprese balneari italiane. Il sindaco di Civitanova Marche ha partecipato, questa mattina, all’evento organizzato dal Sib (sindacato Italiano Balneari) presso la sede di Confcommercio Imprese per l’Italia. Presente anche il vice presidente dell’associazione Abc Marco Scarpetta. Antonio Capacchione, presidente dei balneari del Sib, ha parlato del turismo come “un settore che in questo momento storico può fornire un importante contributo per la tenuta economica del Paese. Distruggerlo o terremotarlo con una errata applicazione del diritto europeo non solo non è giusto, ma sarebbe un grave errore storico”. Il ministro Matteo Salvini, presente insieme all’onorevole Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia alla Camera, ha illustrato i capisaldi del decreto attuativo sugli indennizzi ai balneari, che deve essere approvato entro il 31 marzo: “indennizzi veri” e “non mance” che prevedono per “chi vorrà cedere attività il giusto compenso per quello che è stato fatto”. Il punto saldo - secondo Salvini - è il “riconoscimento del valore degli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati” e poi “criteri di equa remunerazione” e “rivalutazione degli investimenti”. Soddisfatto il sindaco Ciarapica, che ha voluto ribadire il proprio sostegno ai balneari civitanovesi, sottolineando l’importanza di tutelare un comparto che rappresenta un pilastro dell’economia costiera. “A fine mese arriverà il decreto e sono molto fiducioso che il governo attuerà quanto dichiarato oggi agli Stati Generali. È fondamentale garantire certezze a un settore che rappresenta non solo una fonte di reddito per molte famiglie, ma anche un elemento identitario per il nostro territorio. Civitanova ha una lunga tradizione legata al turismo balneare, e il nostro dovere è difendere le nostre imprese e lavorare affinché possano continuare a crescere e innovarsi in un contesto normativo chiaro e stabile. Sono - ha concluso il sindaco - dalla parte dei balneari e continuerò a sostenerli, confrontandomi sempre con loro prima di intraprendere qualunque iniziativa. Dobbiamo camminare insieme e condividere le scelte per garantire un futuro certo al settore”.  

05/03/2025 15:28
Potenza Picena, finisce un’era: dopo 33 anni chiude lo storico Ristorante Tre Corone di Porto Potenza

Potenza Picena, finisce un’era: dopo 33 anni chiude lo storico Ristorante Tre Corone di Porto Potenza

Dopo 33 anni di attività ha chiuso il Ristorante “Taverna Tre Corone”, uno dei locali storici e tra i più apprezzati della riviera portopotentina. I titolari, Fabio Borroni e Augusta Morgoni, hanno voluto salutare i clienti più affezionati e il personale, con un buffet conviviale in cui si sono rincorsi ricordi e aneddoti di quasi sette lustri di servizio al pubblico, in un’atmosfera piacevole ma non senza un pizzico di nostalgia. Anche il sindaco di Potenza Picena, Noemi Tartabini, ha voluto portare il proprio saluto a Fabio ed Augusta con l’augurio di godere al meglio della più che meritata pensione. Dopo oltre 10 anni di gestione come titolari del mitico “Black Cat Pub” a Civitanova, il 21 giugno 1992 aprono le “Tre Corone” che sin da subito si afferma come ottimo ristorante di pesce e di piatti della tradizione maceratese. Fabio, inoltre, è stato tra i fondatori dell’Ara, l’Associazione Ristoratori e Albergatori di Potenza Picena e, nel 2014, ha partecipato all’Expo di Milano nella sede delle Regione Marche in Brera. “Siamo commossi dalle tantissime manifestazioni di affetto – hanno detto Fabio ed Augusta – è stato un percorso talvolta faticoso ma bello e gratificante, soprattutto sotto l’aspetto umano. Vogliamo ringraziare di cuore i nostri clienti, molti dei quali ormai diventati amici, e tutti i dipendenti che ci hanno affiancato in questi anni”.

05/03/2025 09:45
La Regione Marche potenzia il Soccorso Alpino: "Accordo per interventi più rapidi ed efficaci"

La Regione Marche potenzia il Soccorso Alpino: "Accordo per interventi più rapidi ed efficaci"

La Giunta regionale ha approvato il rinnovo e la prosecuzione dell’Accordo con il Soccorso Alpino e Speleologico delle Marche (S.A.S.M.). L'intesa conferma e potenzia le attività di soccorso, salvataggio e recupero, oltre alle fondamentali operazioni di formazione, addestramento e gestione, essenziali per garantire interventi tempestivi ed efficaci sia in ambito sanitario sia in situazioni di emergenza di diversa natura. "Rafforziamo e valorizziamo il ruolo del Soccorso Alpino e Speleologico delle Marche, cruciale negli interventi di soccorso condotti in territori impervi, montani e in grotte, per il recupero e il trasporto sanitario delle persone infortunate e in situazioni di pericolo, negli incidenti agricoli in ambienti difficili, in stretta collaborazione con il Sistema di emergenza-urgenza sanitaria della Regione Marche - dichiara il vicepresidente e assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini -. Abbiamo potenziato la presenza del tecnico di elisoccorso, che sarà operativo per un periodo di tempo più prolungato, a partire già dall'alba, per garantire la tempestività nelle attività di soccorso anche in questa fascia della giornata quando iniziano le escursioni in montagna, che si intensificano nel periodo primaverile-estivo. Inoltre aumentiamo anche le risorse messe a disposizione di questo importante servizio, che erano ferme al 2018.  "Garantiamo così agli escursionisti marchigiani e ai turisti, soccorsi più capillari e rapidi in ambiente ostile, con ospedalizzazione più veloce in ogni territorio. Una tutela importante anche per i lavoratori delle aree interne, come allevatori, agricoltori e pastori che vivono queste zone a rischio spopolamento".  L’accordo, che prevede un impegno finanziario annuale di 370.000 euro, conferma la collaborazione tra gli enti del Servizio Sanitario Regionale (SSR) e il S.A.S.M., riconoscendone il ruolo essenziale nelle operazioni di soccorso in ambienti ostili e difficili. Attraverso tecnici specializzati, il S.A.S.M. garantirà la presenza di squadre di soccorso su base provinciale, una squadra dedicata agli interventi speleologici e un Tecnico di elisoccorso operativo presso la base di Fabriano San Cassiano. L'importanza del Tecnico di elisoccorso è fondamentale negli interventi che richiedono l'uso del verricello, assicurando sia il buon esito delle operazioni sia la sicurezza del personale sanitario a bordo (medici e infermieri). A tutela di una copertura oraria più ampia, il servizio sarà garantito dall’alba al tramonto, con particolare attenzione al periodo primaverile ed estivo, quando il rischio di incidenti in montagna è più elevato. L’intesa, firmata dal presidente della Regione Marche e dal presidente del S.A.S.M., incarica l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, in qualità di titolare del servizio di elisoccorso, di stipulare una specifica convenzione con il S.A.S.M. Questo accordo, in linea con la normativa nazionale che disciplina la funzione di pubblica utilità del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, consente a tutte le componenti regionali coinvolte nella gestione delle emergenze (Centrali di emergenza sanitaria, elisoccorso, Protezione Civile) di avvalersi del supporto altamente qualificato dei tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico delle Marche. Un impegno concreto per garantire un servizio di emergenza efficiente, tempestivo e sicuro in ogni angolo del territorio regionale.

04/03/2025 19:12
Montelupone, il sindaco consegna la Costituzione ai neo 18enni: "Il futuro è nelle vostre mani"

Montelupone, il sindaco consegna la Costituzione ai neo 18enni: "Il futuro è nelle vostre mani"

Come da tradizione, il sindaco Rolando Pecora e l'Amministrazione comunale di Montelupone hanno incontrato i neo 18enni, nati nel 2006, per la consegna delle Costituzioni. «Ogni anno questa è un'occasione propizia per accogliere, tra la cittadinanza attiva, i giovani divenuti da poco maggiorenni e condividere con loro una riflessione su un tema che li coinvolge direttamente. Quest'anno si è voluto parlare dell'impegno sociale che ogni cittadino è chiamato ad assumere, con l'obiettivo di costruire insieme una società giusta, solidale e che costruisca la pace» ha detto il primo cittadino. Nell'occasione hanno portato la loro testimonianza i giovani presidenti di due bellissime e storiche realtà cittadine: l'Avis e la Protezione Civile. Il presidente Diego Pranzetti per l'AVIS, il presidente Cristiano Morresi e il consigliere comunale Pietro Cognigni per la Protezione Civile, hanno raccontato con entusiasmo la loro esperienza, di come si sono avvicinati al mondo del volontariato, diventandone assoluti protagonisti e riuscendo ad avvicinare tanti altri giovani, loro coetanei. Il Sindaco ha invitato i ragazzi a trovare il loro spazio all'interno della comunità monteluponese, ricordando come lui stesso, poco più che maggiorenne, si propose e impegnò come consigliere comunale, mostrando anche un prezioso ricordo: l'elenco dei consiglieri candidati alle elezioni comunali del 1975, custodito preziosamente dal primo cittadino, perché quella scelta ha segnato inevitabilmente la sua vita: «Un augurio – ha concluso - per i nostri ragazzi, perché il futuro è tutto nelle loro mani».

03/03/2025 18:20
Matelica al fianco dei lavoratori Beko: "Un problema per tutto il territorio"

Matelica al fianco dei lavoratori Beko: "Un problema per tutto il territorio"

Oggi, lunedì 3 marzo, a Fabriano si è svolta una manifestazione per la vicenda Beko. Tempo fa, la multinazionale ha annunciato dei tagli che avrebbero coinvolto anche parte dei dipendenti attivi nelle sedi di Fabriano. Alla manifestazione erano presenti per la città di Matelica il sindaco Denis Cingolani, il presidente del consiglio comunale Sauro Falzetti e l’assessore Filippo Maria Conti. Non potevano mancare il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il vescovo Francesco Massara, alcuni parlamentari, europarlamentari, consiglieri regionali e altri sindaci della zona. “In un territorio già colpito dal sisma e da altre crisi occupazionali del settore industriale - ha spiegato il primo cittadino Cingolani - la perdita di eventuali altri posti di lavoro sarebbe una catastrofe non solo per quanto riguarda direttamente la Beko, ma anche per tutto l’indotto che gira intorno a questa azienda. Un problema non solo dunque per il territorio fabrianese, ma anche per quello matelicese. Esprimo tutta la mia vicinanza ai lavoratori e massimo sostegno a sindacati, Comune di Fabriano e Regione Marche che si sono attivati in tutti i tavoli istituzionali. E' fondamentale salvaguardare questi importanti posti di lavoro”.

03/03/2025 15:55
"I monumenti del Maceratese si tingono di giallo per promuovere le pari opportunità"

"I monumenti del Maceratese si tingono di giallo per promuovere le pari opportunità"

Illuminare di giallo un monumento o uno scorcio della città per diffondere il messaggio delle pari opportunità. Questo l’intento della Commissione provinciale per le pari opportunità che, attraverso la sua presidente Rosaria Moroni, ha scritto alle 55 amministrazioni comunali del Maceratese per sollecitare l’illuminazione di un luogo simbolo delle loro città in occasione della festa dell’8 marzo".  "La Commissione provinciale, nonostante si sia insediata da poche settimane, ha ritenuto utile sollecitare le pubbliche amministrazioni a compiere un gesto simbolico per condividere il messaggio delle pari opportunità – ha spiegato la presidente Moroni – che, se da un lato conferma e ribadisce la sensibilità di chi amministra verso il mondo femminile, dall’altro può rappresentare per i cittadini un momento di riflessione, di condivisione e di responsabilizzazione”.  

03/03/2025 13:27
“Amici Per Odv di Tolentino” in viaggio in Burkina Faso. Inaugurato un pozzo in memoria di Emanuele Mosca

“Amici Per Odv di Tolentino” in viaggio in Burkina Faso. Inaugurato un pozzo in memoria di Emanuele Mosca

A metà febbraio, una delegazione dell’associazione Amici Per ODV di Tolentino, composta da Fabiola Caporalini, Pierluigi Tordini e Giovanni Mosca, è partita per il Burkina Faso, per seguire le attività e i progetti di cooperazione internazionale portati avanti nell’Africa Subsahariana da oltre 17 anni. I volontari hanno visitato il centro Abasmei, alle porte della capitale Ouagadougou, dove Rosalie Kanzyomo ospita una settantina di malati mentali raccolti dalla strada a cui presta cure e accoglienza. I pazienti, di solito allontanati dalle famiglie per l’impossibilità di prendersene cura, vengono alloggiati con i loro figli. All’infanzia del centro sono stare destinate le risorse del progetto editoriale “Per tutti i colori”, realizzato dal collettivo Scriviperbene nel 2024. Parte dei diritti d’autore di questa pubblicazione, edita da Seri Editore, sono stati dedicati anche alla ristrutturazione della farmacia dell’ospedale di Nanoro, importante presidio sanitario del centro-ovest del Paese. Sono state consegnati, inoltre, tutti i sostegni e gli aiuti familiari e Giovanni Mosca, venuto in Burkina per inaugurare il pozzo realizzato in memoria del figlio Emanuele, ha avviato, sempre affiancato da Amici Per, una collaborazione familiare con l’associazione Saint Odette, che si occupa di assistenza sanitaria ai bambini malati. Il momento centrale del viaggio è stato proprio l’inaugurazione del pozzo di Emanuele, nel villaggio di Pabre. L’acqua potabile, fonte di vita e di salute per la popolazione, serve 60 clan familiari. Considerando che ogni clan racchiude un gran numero di persone, fino a venti o trenta, se ne deduce l’impatto effettivo sulla popolazione residente. Inoltre, sono già sorte colture circostanti al pozzo, lavorate dalle famiglie del luogo che ne possono beneficiare. Il pozzo, profondo 80 metri, è dotato di un castello per l’acqua e di pannelli solari, con la possibilità di creare piccole condotte per portare la preziosa risorsa alle zone circostanti.  Giovanni ha tenuto un breve discorso a nome suo e della famiglia. Mosca ha ricordato la memoria del figlio, ma un pensiero forte è andato anche a mamma Laura e ai fratelli di Emanuele, Alessandro e Ludovica, il cui desiderio resta quello di venire a visitare il pozzo in un prossimo viaggio.  

03/03/2025 11:47
Protezione dei germani reali: posizionati nuovi nidi artificiali in alcuni laghi del Maceratese

Protezione dei germani reali: posizionati nuovi nidi artificiali in alcuni laghi del Maceratese

Anche quest'anno, grazie alla sensibilità dell'Ambito Territoriale di Caccia Macerata 2 e alla fattiva collaborazione dell'Acma Marche (Associazione Cacciatori Migratori Acquatici), settoriale della Federcaccia, sono stati posizionati in alcuni laghi artificiali, nei comuni di Civitanova Marche, Montelupone, Morrovalle e Potenza Picena, dei nidi artificiali per la nidificazione dei germani reali. Questi nidi offrono una serie di vantaggi: riducono il rischio di predazione da parte di specie opportuniste, come cornacchia grigia, gazza, volpe e ratti, pertanto si aumenta la probabilità che i pulcini sopravvivano. Offrono altresì, un micro habitat pronto all'uso per la nidificazione. I nidi saranno monitorati dalle guardie venatorie volontarie della Federcaccia Provinciale di Macerata per raccogliere dati utili per la gestione e la conservazione della specie, come il tasso di schiusa e la sopravvivenza dei pulcini.

03/03/2025 10:19
Donoma, la verità dietro la movida civitanovese: tra musica, divertimento e promiscuità (FOTO)

Donoma, la verità dietro la movida civitanovese: tra musica, divertimento e promiscuità (FOTO)

Risse, ubriachezza molesta, mala movida. Sono queste le etichette che, spesso, vengono affibbiate a locali della nightlife, e tra i nomi citati nei commenti sui social spunta anche quello del Donoma di Civitanova Marche. Ma la realtà, almeno quella che abbiamo vissuto in prima persona in una serata di sabato sera, è ben diversa. Con l’operazione interforze recentemente avviata per contrastare gli episodi di degrado nelle ore notturne, abbiamo deciso di toccare con mano ciò che accade nelle serate della discoteca civitanovese più iconica. La serata scelta non era una qualsiasi: ospite speciale era Rhove, uno degli artisti trap più amati dai giovani grazie a successi come Shekerando e Alè, famoso per i suoi live particolarmente energici.  Appena arrivati, il primo impatto è quello di un locale attentamente gestito. All’ingresso, diversi addetti alla sicurezza monitorano l’afflusso dei clienti con metal detector portatili, garantendo un ambiente sicuro. Dentro, l’atmosfera è quella di una grande festa: ragazzi e ragazze ballano sulle hit del momento, tra luci soffuse e bottiglie di champagne che illuminano i tavoli con scintillanti stelle filanti. Eccessi? No, o perlomeno nulla di preoccupante. Solo un ragazzo che, diciamo, ha alzato un po’ troppo il gomito e si ritrova a fare conoscenza ravvicinata con l’aria fresca della notte. Ma niente drammi: un buttafuori con la stazza di un armadio a quattro ante lo accompagna all’esterno con una delicatezza quasi paterna, suggerendogli di prendersi un attimo di pausa prima di rientrare. Un gesto che, diciamocelo, spiazza un po’: ci aspettavamo più la classica "presa a tenaglia" e via. Nel frattempo, tra minigonne vertiginose, camicie aperte fino all’ombelico e un tasso di promiscuità che farebbe impallidire i censori più rigidi, la serata scorre in un’atmosfera che è esattamente ciò che una discoteca dovrebbe essere: libertà, gioco di sguardi e un po’ di sana esuberanza. Del resto, chi va in discoteca per stare coperto fino al collo? L’attesa cresce fino alle 2.00, quando Rhove fa il suo ingresso sul palco tra le urla entusiaste del pubblico. Il trapper milanese porta tutta la sua energia, saltando da una parte all’altra del palco e coinvolgendo i presenti in un mix esplosivo di ritmo e adrenalina. La sua musica può piacere o meno, ma su una cosa non ci sono dubbi: ha la capacità di far ballare anche chi fino a due minuti prima giurava di non conoscere neanche un suo pezzo. E poi, a vent’anni non si va in discoteca per analizzare testi e melodie: si va per divertirsi, per sentire il basso che vibra nello stomaco e per urlare a squarciagola il ritornello di una canzone che, tutto sommato, fa anche molta presa. Il Donoma, da sempre un’istituzione per la nightlife civitanovese, continua a dimostrare il suo valore. Anche quest’anno, il club è in nomination per il titolo di miglior winter discoclub ai Dance Music Awards, un riconoscimento che certifica la qualità della sua offerta e la cura del suo management. Il dott.Daniele Maria Angelini, il suo patron, è sempre presente, attento a garantire che tutto fili liscio e che il divertimento rimanga entro i limiti del buon senso. Quello che accade all’esterno dei locali, certo, è un aspetto da monitorare, e un controllo più serrato è sempre benvenuto. Ma se cercate la mala movida, la delinquenza giovanile e il disastro generazionale, forse dovete cambiare indirizzo. Qui ci sono solo ragazzi che vogliono vivere la loro notte, tra luci, musica e un po’ di spensieratezza. E alla fine, non è proprio questo il bello della movida?

02/03/2025 14:30
San Severino, comunità settempedana in lutto per la scomparsa di Remo Travaglini

San Severino, comunità settempedana in lutto per la scomparsa di Remo Travaglini

Comunità settempedana in lutto per l’improvvisa scomparsa di Remo Travaglini, figura molto legata al calcio locale: era stato anche allenatore della società sportiva Settempeda. Un improvviso malore lo ha strappato all’affetto dei propri cari proprio  nel giorno in cui si sono aperte le celebrazioni per i cento anni di storia del club calcistico biancorosso.  Travaglini aveva avuto un passato anche da giocatore, poi come detto di allenatore, ed aveva continuato a seguire la sua squadra del cuore gran grandissima passione. La stessa che, fin dall’età di 12 anni, aveva messo nella sua professione, quella di restauratore di mobili antichi. Era un vero maestro, sapeva prendersi cura delle cose del passato e sapeva ridonargli nuova vita. A ricordarlo con commozione anche il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei: “Con la scomparsa di Remo Travaglini perdiamo un pezzo della nostra storia, un uomo che ha saputo trasmettere i valori dello sport e dell'amore per la nostra città. Il suo contributo al calcio e alla cultura locale resterà impresso nella memoria di tutti noi. A nome dell'Amministrazione comunale e dell'intera cittadinanza, esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia e ai suoi cari”. La scomparsa lascia nel dolore la moglie Nara e i figli Simona e Marco, dirigente della S.S. Settempeda, oltre agli altri familiari. I funerali si terranno domani (lunedì 3 marzo), alle ore 9.30, nella chiesa di San Domenico. La camera ardente è stata allestita nella sala del commiato "Il Tempio degli Angeli".  

02/03/2025 12:10
Dietro il velo dei social, realtà o finzione: la vita vera esiste ancora nei feed?

Dietro il velo dei social, realtà o finzione: la vita vera esiste ancora nei feed?

Apri Instagram e ti ritrovi catapultato in un mondo perfetto: colazioni impeccabili, tramonti mozzafiato, coppie sempre felici, vite da sogno. Ma è davvero tutto così autentico o ci stiamo semplicemente abituando a un gigantesco reality show? Nel 2025 i social sembrano aver superato la linea sottile tra realtà e finzione. Ma dove finisce la condivisione e inizia la recita? Oggi su “Chic & Social” facciamo un salto dietro le quinte e vediamo cosa c’è davvero nel backstage del grande spettacolo online. I SOCIAL SONO ANCORA SOCIAL? Un tempo Facebook e Instagram servivano per condividere momenti di vita, oggi sono diventati un set cinematografico. Ogni post è una scena studiata, ogni storia ha una regia, ogni reel un montaggio da trailer. Routine da copertina: perché mai dovremmo credere che qualcuno si svegli sempre con l’incarnato perfetto e un cappuccino decorato da un barista stellato? Drammi da audience: litigi pubblici, sfoghi in diretta, post cancellati e ripubblicati… tutto ha il sapore del copione di un reality. Il dietro le quinte non esiste: perché nessuno mostra mai la cucina in disordine, le giornate no, le occhiaie post-serata? Perché la realtà senza filtri… non piace. MA SIAMO DAVVERO VITTIME O ANCHE UN PO’ COMPLICI? Diciamocelo: quanto ci piace sbirciare queste vite perfette? Se i social premiano la l’effetto wow, è perché siamo noi per primi a cercarla. ✔️ I post autentici ricevono meno like di quelli patinati. ✔️ I contenuti “senza filtri” spesso sono… filtrati alla perfezione. ✔️ I drammi attirano più interazioni delle storie felici. Siamo così abituati a questo gioco che ormai anche nella vita reale cerchiamo di “vivere social”. Fotografiamo il cibo prima di mangiarlo, scegliamo le vacanze in base alla fotogenicità del luogo, pensiamo già alla caption prima ancora di scattare una foto. Siamo spettatori, ma anche sceneggiatori. E SE TORNASSIMO A ESSERE VERI? Forse non serve smettere di condividere, ma iniziare a farlo con più leggerezza e meno costruzioni. Un’idea? Proviamo per una settimana a postare senza troppi filtri, senza pensarci troppo, senza inseguire la perfezione. Un contenuto spontaneo al giorno. E vediamo cosa succede. Magari scopriremo che, senza luci di scena e copioni scritti, i social possono essere ancora social. E tu cosa ne pensi? Preferisci contenuti perfetti o più autentici? Raccontamelo nei commenti! Nel prossimo episodio di “Chic & Social” ci chiediamo: gli influencer stanno davvero tramontando? Collaborazioni sponsorizzate ovunque, fiducia ridotta e follower sempre più scettici… Il 2025 segnerà la fine dei guru del nulla? Scopriamolo insieme!

01/03/2025 12:13
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