Attualità

Morrovalle rafforza la sicurezza: installate altre 19 telecamere, la rete sale a 74 dispositivi

Morrovalle rafforza la sicurezza: installate altre 19 telecamere, la rete sale a 74 dispositivi

La sicurezza del territorio passa anche dalla tecnologia. A Morrovalle è stata completata l’installazione di altre 19 telecamere, un intervento che porta complessivamente a 74 gli occhi elettronici presenti sul territorio comunale: 61 dispositivi panoramici e 13 sistemi dedicati alla lettura delle targhe. Il nuovo potenziamento comprende 15 telecamere panoramiche e quattro lettori Ocr, acronimo di Optical Character Recognition, in grado di leggere automaticamente le targhe dei veicoli in transito. Un sistema pensato per rafforzare sia il controllo del territorio sia il supporto alle attività delle forze dell’ordine. Le telecamere panoramiche garantiscono invece un monitoraggio costante delle principali aree pubbliche e dei luoghi maggiormente frequentati, tra cui piazze, parchi, scuole e stazioni, con l’obiettivo di prevenire e contrastare fenomeni come vandalismo e microcriminalità. “La tutela della comunità è una priorità assoluta per questa Amministrazione”, sottolinea il sindaco Andrea Staffolani. “Non è un intervento isolato, ma un investimento continuo in tecnologia e prevenzione. Ogni nuova telecamera è un passo concreto verso cittadini più protetti e istituzioni sempre presenti al loro fianco”. L’ampliamento della rete è stato realizzato sulla base di una precisa analisi delle esigenze del territorio. Tra le zone interessate c’è anche il cimitero comunale, considerato un luogo particolarmente sensibile dopo alcuni episodi di furto verificatisi in passato. “L’ampliamento risponde a una mappatura precisa delle esigenze del territorio”, spiega l’assessore alla Sicurezza Mauro Baldassarri. “Tra le zone attenzionate c’è anche il cimitero, luogo di memoria caro alla cittadinanza e colpito in passato da episodi di furto. Rafforzare la protezione nei punti più sensibili era un obiettivo prioritario”. Il sistema di videosorveglianza rappresenta inoltre uno strumento di supporto all’attività quotidiana della Polizia locale. La maggiore estensione della rete consente infatti di disporre di un quadro più ampio del territorio e di fornire elementi utili alle attività di controllo e alle eventuali indagini. “I nuovi strumenti sono un aiuto strategico al lavoro quotidiano degli agenti”, evidenzia la comandante della Polizia locale Cinzia Latini. “Un sistema più esteso ed efficiente agevola le indagini e il controllo del territorio, permettendoci di intervenire con maggiore tempestività”. L’Amministrazione comunale, però, non considera concluso il percorso. Lo sguardo è già rivolto ai prossimi interventi: il Comune di Morrovalle ha infatti candidato un nuovo piano di potenziamento al bando regionale “Marche Sicure”, che mette a disposizione complessivamente 1,2 milioni di euro destinati alla videosorveglianza e alle sale di monitoraggio degli enti locali.  

31/08/2026 10:46
'No al nuovo Ddl', il fronte animalista scende in piazza a Macerata: “La caccia è una forma di oppressione”

'No al nuovo Ddl', il fronte animalista scende in piazza a Macerata: “La caccia è una forma di oppressione”

MACERATA - Maschere raffiguranti animali selvatici, un tamburo a scandire il ritmo e i partecipanti che, uno dopo l’altro, cadevano a terra al suo suono, in una rappresentazione simbolica di animali colpiti da un proiettile. È andata in scena così, nel tardo pomeriggio di sabato 29 agosto in piazza Mazzini, la protesta organizzata contro il Ddl Caccia, la riforma della legge 157/1992 approvata dal Senato e attualmente all’esame della Camera. A promuovere il presidio è stata l’associazione Salviamo il Futuro odv. All’iniziativa hanno aderito LAV Macerata, LAC Marche, Zero Branco, Amare Sibille, Casa Galeone e Rifugio Belli e Ribelli. Presenti anche attivisti e volontari di Legambiente e WWF Alle 19 è iniziato il flash mob. Il suono del tamburo, utilizzato per ricordare in maniera drammatica un colpo di fucile, accompagnava la caduta dei partecipanti, tutti con il volto coperto da maschere di animali selvatici. Nel corso della performance un’attivista, nel ruolo di “richiamo vivo”, ha letto alcuni brani di prosa e testi poetici dedicati alla libertà e alla bellezza degli animali e dell’ambiente naturale. Al termine della rappresentazione hanno preso la parola le associazioni e i collettivi che hanno aderito alla manifestazione. “Il messaggio di fondo trasparito dagli interventi è che questo Ddl non ha motivo di essere approvato e che la caccia in generale è solo una delle tante forme di oppressione, come il sessismo, l’abilismo, il razzismo e il sionismo, che vanno eradicate per rendere il mondo nel quale viviamo un posto libero e giusto per tutti senza distinzioni”, afferma l’associazione Salviamo il Futuro, che ha organizzato l’evento. Durante il presidio sono stati affrontati anche gli aspetti etici legati all’attività venatoria, definita dalle associazioni una pratica “anacronistica e cruenta”. Nel corso degli interventi sono state inoltre illustrate le principali contestazioni alla riforma. “Inoltre si è discusso su quanto le modifiche alla legge 157/1992 che verranno applicate dal DDL in questione andranno solo a peggiorare la situazione attuale dell’ambiente e della fauna selvatica tramite il rafforzamento della pratica cruenta della cattura, l' allevamento e l' utilizzo di “richiami vivi”, l' aumento delle aree dove si potrà cacciare, la turistificazione della caccia e la perdita del legame cacciatore/territorio, l' aumento delle specie cacciabili (rimarranno inoltre cacciabili specie che sono in stato di conservazione pessimo secondo la LIPU), il depotenziamento del parere scientifico dell’ISPRA a favore invece del parere politicizzato del Comitato Tecnico Faunistico-Venatorio Nazionale (CTFVN) e la depenalizzazione di alcuni illeciti legati alle pratiche venatorie”. A sostegno delle proprie posizioni, le associazioni hanno citato anche studi e pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali, concentrandosi in particolare sul rapporto tra caccia ed economia e sulla gestione della fauna selvatica. Tra gli argomenti affrontati anche la questione dei cinghiali e il rapporto, secondo i promotori, tra attività venatoria e incremento della popolazione degli esemplari. Durante la manifestazione non sono mancati momenti di confronto con alcuni contestatori riconducibili al mondo venatorio. Secondo quanto riferito dagli organizzatori, alcuni di loro hanno cercato di disturbare il presidio, trovandosi però di fronte alla reazione pacifica dei partecipanti. Il confronto si è concluso senza tensioni e i contestatori si sono successivamente allontanati. Il presidio di Macerata si è inserito in una mobilitazione nazionale. Nello stesso fine settimana si sono infatti svolte altre dodici iniziative in altrettante città italiane: Arezzo, Bologna, Brescia, Cremona, Livorno, Mantova, Milano, Roma, Palermo, Pordenone, Vercelli e Verona. Una mobilitazione che, secondo gli organizzatori, "dimostra la presenza sul territorio nazionale del fronte antispecista contrario al Ddl Caccia", mentre il provvedimento prosegue il proprio iter parlamentare alla Camera. (Credit foto: Massimiliano Cascata)

31/08/2026 10:22
La nuotata solidale di Andra Lanari dal Passetto di Ancona a Porto Recanati: "speriamo possa diventare un appuntamento fisso"

La nuotata solidale di Andra Lanari dal Passetto di Ancona a Porto Recanati: "speriamo possa diventare un appuntamento fisso"

“Quest’anno abbiamo voluto organizzare una nuotata solidale dal Passetto di Ancona fino a Porto Recanati". Sono queste le parole di Andrea Lanari dopo essere partito alle 6:20 del mattino dalle acque antistanti il Passetto di Ancona, raggiungendo alle 17:50 lo stabilimento balneare Trisca, nel centro di Porto Recanati, nella giornata di ieri. L' atleta, portacolori dell’Anthropos Civitanova, non è nuovo a questo tipo di imprese, ha già infatti attraversato a nuoto lo Stretto di Messina e il percorso tra Piombino e l'Isola d'Elba, diventando il primo uomo senza mani a compiere l'impresa. "Un tragitto più lungo rispetto alle altre traversate ma più sicuro perché sottocosta. Anche se le difficoltà e le insidie sonostate tante ce l’abbiamo fatta e speriamo di ripeterla il prossimo anno affinchè possa diventare un appuntamento fisso”, ha dichiarato Lanari riferendosi all'impresa di 25 chilometri, affrontata senza soste e portata a termine in 11 ore e 30 minuti. Ad attenderlo, all’arrivo, c’erano centinaia di supporter, pronti a celebrare l’ennesimo traguardo sportivo di un atleta diventato anche simbolo di resilienza, inclusione e impegno sociale. La nuotata, infatti, non è stata soltanto una sfida sportiva, ma soprattutto un’iniziativa di solidarietà e sensibilizzazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Lanari perse entrambe le mani 14 anni fa proprio a seguito di un incidente sul lavoro e oggi è testimonial nazionale ANMIL. Imponente l’organizzazione che ha accompagnato l’impresa, con il coinvolgimento dei mezzi di supporto della Capitaneria di Porto, della Lega Navale e di un’imbarcazione sanitaria. Andrea non è stato mai da solo durante l'impresa: al suo fianco ci sono stati il figlio Kevin, l’allenatore di nuoto Alessandro Maggiori e Marco Trillini, istruttore di nuoto paralimpico e dirigente del Centro Papa Giovanni XXIII. Accanto a loro, in canoa e a supporto di Andra per tutti i 25 chilometri, c'è stato anche l'atleta paralimpico civitanovese Alessandro Gattafoni, testimonial della Lega Italiana Fibrosi Cistica. Decine di persone hanno inoltre partecipato a una staffetta in acqua, alternando i diversi team di nuotatori ogni due ore e accompagnando Lanari nella sua lunga e ininterrotta traversata.  “L’evento è nato con l’obiettivo di promuovere la sicurezza nei luoghi di lavoro, sostenere l’inclusione delle persone con disabilità e raccogliere fondi a favore del Centro Papa Giovanni XXIII e di altri enti del territorio”, ha sottolineato il presidente di Anthropos Nelio Piermattei. L’Anthropos ha contribuito concretamente alla riuscita dell’iniziativa mettendo in campo anche dieci propri atleti impegnati nel nuoto paralimpico agonistico, che hanno partecipato alla staffetta. “Un particolare ringraziamento – ha aggiunto Piermattei – al presidente provinciale del CSI di Macerata Carlo Belvederesi, che ha collaborato con noi nella messa a terra del progetto”. Una nuova impresa, dunque, per Andrea Lanari, capace ancora una volta di trasformare lo sport in uno strumento di sensibilizzazione e solidarietà. Venticinque chilometri di Adriatico percorsi a nuoto sono diventati così un messaggio forte: dalla tragedia personale alla rinascita attraverso lo sport, fino all’impegno per una società più sicura e inclusiva.

30/08/2026 18:33
Colmurano, 582mila euro per far rinascere l’ex Tronelli

Colmurano, 582mila euro per far rinascere l’ex Tronelli

Un altro tassello prende forma nel percorso di ricostruzione e rigenerazione urbana di Colmurano. Nel centro storico del borgo sono in corso i lavori di ristrutturazione dell’immobile comunale “ex Tronelli”, in via Pallia, danneggiato dagli eventi sismici del 2016 e 2017. L’intervento, sostenuto da un contributo complessivo di 582.389 euro, rientra nel più ampio programma di recupero del patrimonio storico e urbano del paese. Intanto, per consentire la prosecuzione delle opere già affidate all’impresa aggiudicataria, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione ha autorizzato la liquidazione di un ulteriore importo di 78.882 euro. L’edificio, di proprietà comunale, occupa una posizione strategica nel cuore di Colmurano, tra le principali piazze del paese. Il progetto punta a restituire alla comunità un immobile completamente riqualificato, senza però cancellarne l’identità storica e architettonica. I lavori prevedono un importante intervento strutturale, reso necessario dai danni provocati dal terremoto. In programma ci sono il consolidamento delle murature, il rifacimento dei solai, la ricostruzione della copertura e il completo rinnovo degli impianti. Saranno inoltre recuperate le facciate storiche e migliorata l’accessibilità dell’edificio. Particolare attenzione sarà riservata alla conservazione delle caratteristiche originarie del fabbricato. Gli interventi saranno infatti realizzati nel rispetto dei materiali e delle tecniche tradizionali e delle prescrizioni della Soprintendenza, con l’obiettivo di coniugare sicurezza, funzionalità e tutela del patrimonio storico. Ma il progetto guarda soprattutto al futuro. Una volta terminati i lavori, l’ex Tronelli sarà destinato a nuove funzioni a servizio della comunità e dello sviluppo turistico locale. Al piano terra potranno trovare spazio attività commerciali o di servizio, mentre ai piani superiori sono previsti mini alloggi e spazi destinati all’accoglienza turistico-ricettiva. Un recupero, dunque, che non si limita alla ricostruzione dell’edificio danneggiato dal sisma, ma punta a trasformare uno spazio oggi inutilizzato in un nuovo punto di riferimento per il paese. «Si tratta di un recupero fondamentale per favorire nuove opportunità economiche e occupazionali – sottolinea il commissario alla ricostruzione Guido Castelli –. Questo conferma come l’attrattività e la lotta allo spopolamento restino tra le priorità delle aree più interne del cratere. L’obiettivo è proseguire su questa scia, nel massimo ascolto e nella massima collaborazione con tutti gli enti coinvolti, dal Comune all’Usr fino alla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli». Soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale. Il sindaco Mirko Mari sottolinea come l’intervento riguardi «un edificio che si trova proprio nel cuore del nostro centro storico e che vogliamo tornare a rendere vivo e funzionale». «Il recupero dell’ex Tronelli rappresenta un tassello fondamentale nel più ampio percorso di riqualificazione del centro storico e, per noi come amministrazione, è un’opera sulla quale abbiamo puntato molto», aggiunge Mari, ringraziando il commissario alla ricostruzione, i tecnici e l’impresa impegnata nei lavori. «Restituire questo immobile alla comunità significa recuperare un altro spazio importante del paese e creare nuove opportunità per il territorio», conclude il sindaco. Con l’ex Tronelli, Colmurano prova così a trasformare una delle ferite lasciate dal terremoto in un’opportunità di rinascita, puntando sulla qualità del centro storico, sulle nuove attività e sull’accoglienza turistica. Un intervento che guarda alla ricostruzione, ma soprattutto alla capacità del borgo di tornare a essere vissuto e attrattivo.

29/08/2026 12:40
Macerata, torna in funzione la fontana del laghetto dei Giardini Diaz

Macerata, torna in funzione la fontana del laghetto dei Giardini Diaz

MACERATA - Dopo le polemiche, è tornata a funzionare questa mattina la fontana del laghetto dei Giardini Diaz, al termine delle operazioni di pulizia della vasca e della riparazione di una delle pompe idrauliche per il ricircolo dell’acqua, improvvisamente guastatasi nei giorni scorsi. Il guasto si era verificato durante il weekend di Ferragosto, rendendo necessario un intervento tempestivo per ripristinare il corretto funzionamento dell’impianto e restituire decoro a uno degli spazi verdi più frequentati della città. Le operazioni di manutenzione sono state affidate alla ditta Giesse Emme Service, che è intervenuta per risolvere il problema e consentire il ripristino della fontana in tempi rapidi. Alla riaccensione era presente anche l’assessore all’Ambiente Deborah Pantana, che ha sottolineato la rapidità dell’intervento e l’attenzione riservata alla cura degli spazi pubblici. «Abbiamo tempestivamente contattato la manutenzione per riparare il danno nel minor tempo possibile – ha dichiarato Pantana –. Considerando che il guasto si è verificato nel weekend di Ferragosto, va reso grazie alla ditta per essere intervenuta con prontezza e professionalità, con cui è stato risolto l’imprevisto». L’assessore ha quindi evidenziato come il pronto intervento rappresenti «una conferma dell’attenzione al decoro e alla qualità dei nostri spazi verdi, che rappresentano un patrimonio prezioso per tutta la nostra comunità». Pantana ha infine rivolto un ringraziamento all’Ufficio Ambiente e al dirigente Tristano Luchetti «che lavorano sempre senza risparmiarsi».

29/08/2026 10:15
Ultimo sabato d'agosto con allerta meteo nelle Marche: possibili grandinate e forti raffiche di vento

Ultimo sabato d'agosto con allerta meteo nelle Marche: possibili grandinate e forti raffiche di vento

Temporali sparsi, anche di forte intensità, sono attesi nelle Marche nella giornata di sabato 29 agosto. La Protezione Civile regionale ha diramato un'allerta valida dalla mezzanotte del 29 agosto fino alla mezzanotte del 30 agosto per tutto il territorio regionale, segnalando condizioni favorevoli allo sviluppo di fenomeni temporaleschi che potrebbero determinare locali criticità al suolo. Il passaggio di aria più fresca favorirà la formazione di rovesci e temporali soprattutto nella prima parte della giornata, con i fenomeni che potranno risultare localmente intensi. Tra gli effetti possibili vengono indicati fulminazioni, grandinate e forti raffiche di vento. Nel dettaglio, il cielo sarà inizialmente nuvoloso per nubi medio-alte, con temporanei addensamenti cumuliformi associati ai rovesci e ai temporali. I fenomeni sono attesi da monte verso costa e da nord verso sud, a partire dalle prime ore del mattino e fino al primo pomeriggio. Le precipitazioni tenderanno a esaurirsi dal primo pomeriggio, iniziando dai settori settentrionali e interessando successivamente le aree centro-meridionali della regione. Nel corso del pomeriggio sono previste ampie schiarite, inizialmente al nord e progressivamente anche sul resto delle Marche. Le temperature saranno in diminuzione. Per quanto riguarda i venti, inizialmente soffieranno dai quadranti sud-occidentali, con intensità di brezza tesa o vento moderato e raffiche fino a vento forte nelle zone di alta collina e montagna. Dalla mattinata, lungo la costa, è prevista una rotazione dai quadranti orientali, prima di un nuovo ritorno dei venti sud-occidentali in serata. Nelle aree interne la direzione resterà prevalentemente sud-occidentale. Il mare sarà poco mosso. Secondo l'evoluzione prevista dalla Protezione Civile, dopo il passaggio perturbato di sabato è atteso un nuovo miglioramento, accompagnato però da un ulteriore calo delle temperature nella giornata di domenica. Per lunedì le temperature sono invece previste pressoché stazionarie.

28/08/2026 18:20
Intelligenza artificiale e neuroscienze: a Pieve Torina si forma la scuola del futuro

Intelligenza artificiale e neuroscienze: a Pieve Torina si forma la scuola del futuro

 Intelligenza artificiale, neuroscienze e benessere relazionale entrano in classe, almeno sul piano della formazione degli insegnanti. A Pieve Torina prende il via la seconda annualità di “Nuovi Sentieri di apprendimento: competenze per insegnare e crescere”, il percorso rivolto a docenti ed educatori che si svilupperà da settembre a dicembre 2026 nell’ambito della Strategia Nazionale Aree Interne. L’iniziativa nasce dalla collaborazione con Heart4Children APS e Mind4Children, spin-off dell’Università di Padova diretto dalla professoressa Daniela Lucangeli, e punta a fornire agli operatori della scuola strumenti concreti per affrontare le trasformazioni introdotte dalla tecnologia, senza trascurare la dimensione emotiva e relazionale dell’educazione. Il programma mette infatti insieme due aspetti destinati a essere sempre più centrali nella scuola: da una parte la conoscenza delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale, dall’altra la cura del benessere psicofisico di chi ogni giorno è chiamato a educare e accompagnare bambini e ragazzi. Tra le proposte c’è il corso online “La gestione dell’alunno 5.0: digitale e intelligenza artificiale”, pensato per accompagnare gli insegnanti nella comprensione dei cambiamenti che il digitale e l’IA stanno introducendo nei processi di apprendimento e nelle relazioni. L'obiettivo non è soltanto quello di conoscere le nuove tecnologie, ma anche di imparare a utilizzarle in maniera consapevole. Durante il percorso verranno affrontati i cambiamenti che il digitale e l’intelligenza artificiale introducono negli apprendimenti, nelle relazioni e nella quotidianità degli alunni, con particolare attenzione sia alle opportunità didattiche offerte da questi strumenti sia ai possibili rischi, dalla sicurezza dei dati personali all’attendibilità delle fonti, passando per il benessere digitale e lo sviluppo del pensiero critico.

28/08/2026 17:18
Frutta e verdura sempre più "oro" della terra: perché i prezzi dei supermercati continuano a salire

Frutta e verdura sempre più "oro" della terra: perché i prezzi dei supermercati continuano a salire

Continuano ad impennare i prezzi delle merci dei supermercati, in particolare quelli che riguardano frutta e verdura. Se una volta queste erano presenti in grande quantità sulle tavole, oggi gli italiani scelgono minuziosamente cosa portare a casa e ciò a cui poter rinunciare. Dietro il prezzo esposto quotidianamente sugli scaffali, si nasconde però una serie di fattori che si fa sempre più complessa. Fattori che iniziano dal processo di produzione agricola e che, passando per il trasporto, arrivano fino alla distribuzione.   La combinazione di più elementi, unitamente ad una stagione particolarmente ostile per l’agricoltura hanno fatto sì che si generassero veri e propri “buchi di produzione” con inevitabili conseguenze sull’andamento dei prezzi. Primo fra tutti è il problema del caro carburante. Esso grava fortemente sulle attività agricole, le quali molto spesso non rientrano nei costi che la produzione richiede, e anche sulla fase successiva della filiera. Quella italiana è infatti una filiera che viaggia ancora maggiormente su strada, e di conseguenza il trasporto è l’ulteriore maglia di una catena che genera gli aumenti del prezzo finale della merce. A questo si aggiunge l’arida stagione estiva che ha caratterizzato il nostro paese. La siccità e gli eventi atmosferici anomali hanno rappresentato uno dei fattori più pesanti. I fenomeni improvvisi possono compromettere o, nel peggiore dei casi, distruggere un raccolto e, di conseguenza, diminuire la disponibilità del prodotto sul mercato. E la pressione dei prezzi aumenta proprio quando l’offerta diminuisce. A vivere dinamiche differenti sono invece alcuni prodotti di importazione. A seguito dell’inizio della guerra in Ucraina, il mercato italiano vide l’aumento dei prezzi di beni come olio di girasole, semi e farine. Nonostante l’iniziale difficoltà nell’approvvigionamento, oggi la situazione per queste categorie sembra essere stabile. I rincari riguardanti queste tipologie di prodotto sono prevalentemente dovute all’inflazione. Differentemente, il caffè, che rimane un bene fortemente soggetto a dinamiche internazionali e alle condizioni dei Paesi produttori, subisce le forti pressioni che stanno caratterizzando attualmente il Sud America, oltre a quelle delle politiche commerciali e dei dazi. Anche qui, ogni singolo anello della catena può incidere sul cambiamento del prezzo finale del prodotto. Una menzione a parte va fatta per i prodotti biologici. Nonostante sia evidente l’impatto dovuto, anche in questo caso, al caro carburante, le dinamiche dei costi sembrano distinguersi da quelle di altri prodotti agricoli. La produzione biologica è di per sé una produzione meno intensiva e questo contribuisce a rendere il settore meno esposto a improvvisi sbalzi di prezzo. Essa, inoltre, incorpora già di per sé una serie di difficoltà ed imprevisti che hanno a che fare con le condizioni atmosferiche, di conseguenza è il settore che sta tenendo maggiormente il mercato.

28/08/2026 16:30
"Marche, mancano 7.100 lavoratori nel settore dell'IA": Confartigianato lancia l'allarme

"Marche, mancano 7.100 lavoratori nel settore dell'IA": Confartigianato lancia l'allarme

L’avvento dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane è uno dei motivi per il quale le stesse stanno accelerando con gli investimenti. Ma Confartigianato lancia l’allarme: a fronte degli investimenti a mancare sono le figure professionali adatte a gestire ed utilizzarle la risorsa. La rilevazione svolta dall’organizzazione di rappresentanza delle imprese osserva che nel 2025 le aziende hanno fatto molta difficoltà a reperire lavoratori con competenze digitali avanzate: su un monte di domande pari a 621mila, si è fatto fatica a trovarne il 50,8% vale a dire 316mila. Nella classifica regionale, i lavoratori con competenze digitali legati all’intelligenza artificiale delle Marche che non si trovano sono 7.100 su 12.290, vale a dire che il 57,8% della domanda non viene soddisfatta. L’economia italiana, tra cui anche quella marchigiana, sta quindi vivendo una situazione ossimorica in cui la corsa alla digitalizzazione porta le imprese a investire e adottare nuovi strumenti e software per essere al passo con la trasformazione digitale, ma allo stesso tempo non prevede una gestione adatta a formare personale qualificato al suo utilizzo. Nello specifico, l’Ufficio Studi Confartigianato ha analizzato la situazione provincia per provincia. In testa c’è Ancona, con 2.240 (58,5%) introvabili su una richiesta di 3.830, segue Pesaro Urbino con 1.620 (58,3%) lavoratori mancanti su 2.780 entrate previste, Macerata con 1.760 (58,1%) lavoratori introvabili su 3.030, Fermo che vede 540 (56,2%) mancanze su 960 entrate e Ascoli Piceno che osserva 940 (55,6) lavoratori mancanti su una richiesta di 1690. Per restare competitivi nel mercato, quello da superare è proprio l’ostacolo della transizione digitale e dell’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi. Di conseguenza è fondamentale riuscire ad agire in tempo, prima che la fuga di cervelli che sta continuando a caratterizzare la regione diventi ancora più impattante. Ciò che preme rafforzare sono le competenze di base, la formazione e la garanzia alle piccole e medio imprese di accedere alla professionalità necessaria.  

28/08/2026 15:30
Caro carburante, agricoltura e pesca marchigiane in ginocchio: “Così non possiamo più fare reddito”

Caro carburante, agricoltura e pesca marchigiane in ginocchio: “Così non possiamo più fare reddito”

Il gasolio agricolo arriva a 1,202 euro al litro al netto dell’Iva. Cia Marche: “È in gioco il destino dell’agricoltura nazionale”. In difficoltà anche la pesca, con il carburante marino arrivato a 1,25 euro al litro nel porto di San Benedetto.    Il caro carburante pesa sempre di più sui conti delle aziende agricole marchigiane, alle prese con costi di produzione che continuano a crescere e margini di redditività sempre più ridotti.   L’ultima rilevazione disponibile dei “Prezzi medi al consumo dei prodotti petroliferi nella Regione Marche”, effettuata dalla Camera di Commercio delle Marche, fotografa una situazione particolarmente preoccupante: per le forniture comprese tra 1.001 e 5.000 litri, il prezzo del gasolio agricolo ha raggiunto 1,202 euro al litro al netto dell’Iva.   Un livello che incide direttamente sui costi delle imprese agricole, soprattutto in un periodo dell’anno nel quale l’utilizzo di mezzi, macchinari e attrezzature continua a essere particolarmente intenso.   «Forse non è chiaro che qui è in gioco il destino dell’agricoltura nazionale, non solo marchigiana – dichiara il presidente di Cia Marche Alessandro Taddei –. La curva del costo del carburante, purtroppo, sta confermando le ipotesi più pessimistiche: siamo a 1,50 euro al litro Iva compresa e molti riflettono sul proprio futuro».   Il confronto con lo stesso periodo dello scorso anno rende ancora più evidente la portata dell'aumento.   «In questo periodo, un anno fa, il gasolio agricolo si attestava intorno agli 80-90 centesimi Iva compresa», ricorda Taddei. Oggi, invece, il prezzo è arrivato a circa il doppio, con conseguenze pesanti sulla capacità delle aziende di produrre reddito.   «Non ci permette più di fare reddito, perché il costo del carburante si ripercuote poi su aumenti generalizzati su tutto. Se un anno fa un’impresa agricola lavorava praticamente “alla pari”, oggi quegli 80 centesimi in più li mette di tasca propria».   Secondo Cia Marche, i provvedimenti messi in campo a livello europeo e nazionale possono contribuire soltanto in parte ad attenuare gli effetti della crisi.   «Europa e Governo italiano cercano di mitigare le nostre difficoltà, ma sono palliativi», sottolinea Taddei, riportando l’attenzione su quello che considera uno dei problemi strutturali del settore: gli squilibri lungo le filiere agroalimentari.   L’aumento dei costi di gasolio, energia elettrica, concimi e sementi si scontra infatti con la difficoltà degli agricoltori di adeguare il prezzo della materia prima prodotta.   «Siamo gli unici che, nonostante gli aumenti di gasolio, elettricità, concimi, sementi, non possiamo permetterci di chiedere un aumento del prezzo della materia prima che produciamo», spiega il presidente di Cia Marche.   Il riferimento è anche al prezzo del grano e, più in generale, alla distribuzione del valore lungo la filiera.   «Viene spontaneo pensare al prezzo del grano: tutti in filiera possono adeguare i prezzi tranne gli agricoltori e, nonostante questo, non possiamo nemmeno dire di fare un sacrificio per i consumatori, perché i prezzi agli scaffali aumentano, anche se non a nostro vantaggio».   Una situazione che alimenta incertezza soprattutto in vista delle prossime campagne agricole.   Secondo Taddei, nelle Marche sono ormai pochissimi i comparti agricoli che riescono a garantire una redditività soddisfacente.   «I settori agricoli che vanno bene, nelle Marche, sono pochissimi e riceviamo decine di telefonate al giorno di associati che ci chiedono cosa potrebbero coltivare, in alternativa a quanto fanno, per risollevarsi».   A preoccupare è anche il rischio che una parte degli agricoltori scelga di non coltivare i propri terreni, aprendo la strada a possibili operazioni speculative.   «La nostra paura è che parecchi agricoltori quest’anno decidano di non lavorare i terreni, facendo partire le speculazioni da parte di quelle grosse compagnie che investono nei terreni per realizzare mega impianti fotovoltaici. Siamo disarmati».   La crescita dei prezzi del carburante non riguarda soltanto il comparto agricolo. A essere duramente colpita è anche la pesca, settore particolarmente esposto all’andamento del costo del carburante marino.   A fotografare la situazione è EUMOFA, l’Osservatorio europeo del mercato dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura della Commissione europea, che monitora anche l’andamento dei prezzi del carburante marino nei principali Paesi europei.   Secondo i dati dell’Osservatorio, rispetto a marzo 2025, quando il gasolio marittimo veniva venduto a 0,64 euro al litro, nello stesso mese del 2026 il prezzo ha registrato un aumento di circa il 55%, raggiungendo 0,99 euro al litro.   A metà maggio, inoltre, EUMOFA ha rilevato nei Paesi europei monitorati prezzi compresi tra 0,97 e 1,14 euro al litro, con un incremento medio dell’83,8% rispetto a maggio 2025.   Un andamento che in pochi mesi ha inciso pesantemente sui costi sostenuti dalla flotta peschereccia italiana e, in particolare, dalle marinerie dell’Adriatico.   A confermare la pressione sui costi è Pietro Ricci, armatore sambenedettese.   «La tendenza all’aumento è evidente – dichiara Ricci – perché un mese fa il prezzo del carburante era di un euro, oggi siamo già a 1,25 euro al porto di San Benedetto, mentre a Chioggia siamo a 1,30 euro».   Un incremento del 25% in appena un mese che rende ancora più difficile la gestione economica delle imprese della pesca.   «È un dato preoccupante che, purtroppo, non ci sorprende – aggiunge Massimo Sandroni, direttore Cia Marche e della sezione PescAgri – perché si tratta dell’effetto congiunto di fattori interni ed esterni».   Secondo Sandroni, se gli operatori non possono intervenire direttamente sulle dinamiche internazionali che stanno contribuendo alla crescita dei costi, esiste però la possibilità di costruire risposte più solide sul piano nazionale ed europeo.   «Se non possiamo fare nulla sul fronte delle vicende internazionali che, indirettamente, stanno mettendo in ginocchio agricoltura e pesca, possiamo però organizzare strumenti economici e politici che non siano emergenziali ma strutturali».   Il caro carburante si conferma così uno dei principali fattori di pressione per due comparti strategici dell’economia marchigiana. Agricoltura e pesca si trovano a fronteggiare costi crescenti, mentre la possibilità di trasferire gli aumenti lungo la filiera resta fortemente limitata.   Una situazione che, secondo Cia Marche, rende sempre più urgente un intervento strutturale capace di sostenere la redditività delle imprese e garantire la continuità di attività che rappresentano una parte fondamentale del tessuto economico e produttivo delle Marche.  

28/08/2026 10:53
Guardia di finanza, cambio al vertice a Macerata: Bertini subentra a Mazzacuva

Guardia di finanza, cambio al vertice a Macerata: Bertini subentra a Mazzacuva

Cambio al vertice del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Macerata. Nella mattinata di giovedì 27 agosto 2026, alla presenza del Comandante Regionale Marche della Guardia di finanza, generale di brigata Nicola Altiero, si è svolta nella caserma “Livio Cicalè” di Viale Indipendenza la cerimonia di avvicendamento tra il colonnello Ferdinando Mazzacuva, comandante provinciale uscente, e il colonnello Pierfrancesco Bertini, che assume il nuovo incarico. Alla cerimonia hanno partecipato tutti i comandanti dei Reparti della provincia di Macerata, insieme a numerosi Finanzieri in servizio e a una rappresentanza del personale in congedo delle sezioni A.N.F.I., l’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia, di Macerata e Civitanova Marche. Dopo due anni alla guida delle Fiamme Gialle maceratesi, il colonnello Ferdinando Mazzacuva lascia il comando provinciale di Macerata per assumere un nuovo e altrettanto prestigioso incarico: sarà infatti il comandante Provinciale della Guardia di finanza di Novara. Nel suo discorso di commiato, Mazzacuva ha espresso piena soddisfazione per l’esperienza vissuta a Macerata e per l’opportunità professionale offertagli dalla Guardia di finanza di ricoprire un incarico tanto prestigioso quanto delicato. L’ufficiale ha rivolto un ringraziamento a tutti coloro che hanno incrociato il suo percorso professionale, dai superiori ai colleghi e ai collaboratori, sottolineando il valore umano e professionale delle persone incontrate durante il periodo trascorso alla guida del comando provinciale. Un ringraziamento particolare è stato indirizzato ai componenti del suo staff maceratese, agli Ufficiali comandanti dei Reparti dipendenti e a tutto il personale delle Fiamme Gialle operante sul territorio. "Donne e uomini che, ha evidenziato Mazzacuva, attraverso umiltà, spirito di sacrificio, competenza e dedizione, hanno contribuito al raggiungimento di importanti risultati di servizio". "Un’attività che ha garantito una costante presenza ispettiva e investigativa nei diversi settori che rientrano tra le prerogative della Guardia di finanza e nei compiti di polizia economica e finanziaria affidati alle Fiamme Gialle". A raccogliere il testimone è il colonnello Pierfrancesco Bertini, originario della provincia di Macerata. Nel corso della sua carriera il nuovo comandante provinciale ha ricoperto numerosi incarichi operativi, assumendo il comando di diversi Reparti della Guardia di finanza e maturando una significativa esperienza nei diversi ambiti di attività del Corpo. Prima dell’assunzione del nuovo incarico a Macerata, Bertini ha ricoperto il ruolo di comandante provinciale di Crotone, incarico che ha rappresentato la tappa più recente del suo percorso professionale. Ora il ritorno nella provincia d’origine, alla guida del comando provinciale della Guardia di finanza di Macerata, rappresenta un nuovo importante capitolo della sua carriera. Un incarico di grande responsabilità, che lo vedrà coordinare l’attività dei Reparti presenti sul territorio provinciale nell’ambito delle funzioni di polizia economica e finanziaria e nelle attività di tutela della legalità. A chiudere la cerimonia sono stati i saluti del Generale di Brigata Nicola Altiero, che ha rivolto un sentito ringraziamento al colonnello Mazzacuva per il lavoro svolto nei due anni trascorsi alla guida del Comando Provinciale di Macerata. Il comandante Regionale Marche ha espresso all’Ufficiale uscente l’auspicio "di nuovi e sempre più lusinghieri traguardi professionali, accompagnati da altrettante soddisfazioni sul piano personale". Al colonnello Bertini sono invece arrivati i più fervidi auguri di buon lavoro per il nuovo incarico, definito altrettanto prestigioso e delicato. Con il passaggio di consegne alla caserma “Livio Cicalè” si apre dunque una nuova fase per il comando Provinciale della Guardia di finanza di Macerata. Un avvicendamento nel segno della continuità istituzionale, con il nuovo comandante chiamato a mettere a disposizione del territorio l’esperienza maturata nel corso della propria carriera e a proseguire l’attività quotidiana delle Fiamme Gialle a tutela della legalità economica e finanziaria.

28/08/2026 10:29
Boom di presenze nell’entroterra maceratese: Pioraco, Sefro e Fiuminata fanno squadra

Boom di presenze nell’entroterra maceratese: Pioraco, Sefro e Fiuminata fanno squadra

Un’estate da incorniciare per l’entroterra maceratese. Pioraco, Sefro e Fiuminata chiudono la stagione 2026 con un bilancio estremamente positivo, confermandosi destinazioni capaci di attirare migliaia di turisti, villeggianti ed escursionisti provenienti dalle Marche e da fuori regione. A fare la differenza è stata la combinazione tra eventi, tradizioni, cultura, enogastronomia e natura, in un territorio che durante le settimane più calde dell’estate ha offerto un’alternativa alle località costiere. Le vallate attraversate dal fiume Potenza e dal torrente Scarzito, grazie al clima più fresco e alla possibilità di vivere il territorio all’aria aperta, hanno rappresentato una meta particolarmente apprezzata da chi cercava refrigerio, tranquillità e svago. A rendere ancora più significativo il risultato è stata la collaborazione tra le tre amministrazioni comunali, che hanno scelto di superare i confini dei singoli territori e di proporre un’offerta turistica integrata, capace di rivolgersi a un pubblico ampio: giovani, famiglie, adulti, sportivi e amanti della natura. A Pioraco l’estate è stata scandita da musica, iniziative e appuntamenti dedicati alla socialità. Il Pioraco Summer Festival ha portato nel borgo giovani e visitatori, mentre i tradizionali mercatini del lunedì hanno continuato a rappresentare un appuntamento molto seguito da residenti e villeggianti. «Abbiamo vissuto settimane entusiasmanti con una partecipazione che supera ogni aspettativa», sottolinea il sindaco Matteo Cicconi. «I mercatini e il festival dimostrano la vivacità del nostro borgo. La vera forza, tuttavia, risiede nell’alleanza strategica con Sefro e Fiuminata: uniti offriamo al turista un territorio completo, accogliente e dinamico».   A Fiuminata sono stati invece lo sport all’aria aperta e l’arte a richiamare numerosi visitatori. La Marcia dei 4 Ponti ha portato centinaia di podisti e camminatori lungo i percorsi immersi nel verde, offrendo l’opportunità di scoprire il territorio attraverso itinerari naturalistici di particolare suggestione. A fare da complemento alle iniziative sportive è stata la rassegna FiuminArte, che ha trasformato diversi angoli del paese in palcoscenici a cielo aperto, creando un connubio tra creatività, cultura e paesaggio.  «Vedere le nostre vie animate da sportivi e artisti ripaga ogni sforzo», commenta il sindaco Vincenzo Felicioli. «La risposta del pubblico certifica l’efficacia delle nostre scelte. Lavorare a stretto contatto con i colleghi Cicconi e Tapanelli consolida un modello territoriale vincente, basato sulla collaborazione e sulla capacità di promuovere insieme le peculiarità dei nostri comuni. È questa la strada da continuare a percorrere per rafforzare l’attrattività dell’intera vallata e offrire ai visitatori un’esperienza sempre più ricca e diversificata». A Sefro, l’eccellenza enogastronomica e la musica hanno fatto da padrone. Il connubio Trota e Verdicchio e la celebre Sagra della Trota hanno esaltato i sapori identitari del borgo montano, mentre la tappa di RisorgiMarche ha regalato emozioni profonde. «Sefro ha mostrato il suo volto migliore, tra gusto, musica e paesaggi intatti», sottolinea il sindaco Pietro Tapanelli. «L’afflusso continuo di visitatori premia la nostra visione: la collaborazione tra le nostre tre realtà è la chiave per rendere l’intera vallata competitiva e attrattiva». A chiudere il bilancio di questa estate da ricordare è il ringraziamento dei tre sindaci a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita delle iniziative. Un riconoscimento va alla Regione Marche, per il sostegno garantito, e agli sponsor privati che hanno scelto di investire nella valorizzazione culturale e turistica del territorio.  Un ruolo fondamentale è stato svolto dalle Pro Loco, dai comitati e dalle associazioni di volontariato di Pioraco, Sefro e Fiuminata, che con il loro impegno hanno reso possibile un calendario ricco e capillare di appuntamenti. Un lavoro spesso lontano dai riflettori, ma decisivo per animare i borghi e accogliere residenti e visitatori.  Dagli eventi musicali alle manifestazioni sportive, dalle iniziative culturali alle sagre e alle tradizioni locali, ogni appuntamento ha contribuito a costruire un’offerta complessiva capace di valorizzare l’intera vallata. Un risultato che conferma come la collaborazione tra amministrazioni, associazioni e realtà economiche possa rappresentare una risorsa strategica per il futuro turistico dell’entroterra.            

27/08/2026 20:00
Macerata - Fiera di San Giuliano e concerto Mannoia, arrivano i giorni caldi della viabilità: il vademecum

Macerata - Fiera di San Giuliano e concerto Mannoia, arrivano i giorni caldi della viabilità: il vademecum

Il comandante della polizia locale di Macerata, Danilo Doria, ha chiarito la situazione sul cambiamento di viabilità e di sosta che interesserà il capoluogo in occasione della tradizionale celebrazione di San Giuliano nelle giornate del 30 e 31 agosto. A partire dalla giornata del 30 agosto saranno attivi i primi divieti di sosta e dalle ore 11:00 della stessa giornata inizieranno le limitazioni alla circolazione, che rimarranno in vigore fino alle 3:00 del 1° settembre per permettere agli operatori di concludere le operazioni di pulizia. I tratti interdetti alla circolazione, eccezione fatta per le categorie autorizzate, riguardano le vie principali che ospiteranno la fiera, vale a dire Piazza Garibaldi e l’area dei Giardini Diaz, corso Cavour, via Pannelli, via Caduti di Nassiriya, viale Trieste e viale Puccinotti. Per quanto riguarda l’accesso al centro storico possibile da Via Zara, all’incrocio con via Armandoli, saranno previste fasce orarie in cui potranno transitare i veicoli della polizia e soccorso, taxi, persone con disabilità e residenti, oltre che gli addetti della Fiera e i veicoli autorizzati. Relativamente ai cambi di marcia, essi saranno istituiti per facilitare la gestione dei flussi di traffico e la garanzia delle via di emergenza, e riguarderanno via Padre Matteo Ricci, Piaggia della Biblioteca, via Ciccarelli, piazza Mazzini, Porta Convitto e via Armaroli. Sono stati individuati dei percorsi alternativi per la circolazione diretta verso la stazione ferroviaria, i quartieri Pace e Cairoli e l’ospedale. Per raggiungerli sarà possibile usufruire di via Trento, piazza della Vittoria, via Roma e via Issy Les Moulineaux, collegandosi inoltre a via Cioci, via Cadorna, via Mugnoz, Via Mameli, via Piave e viale Don Bosco. La sosta sarà vietata, con conseguente rimozione forzata, a partire dalle ore 8:00 del 30 agosto fino alle 3:00 del 1° settembre. Le zone interessate dal divieto saranno quelle che ospiteranno la fiera, vale a dire piazza Mazzini, piazza Cesare Battisti, via Gramsci, corso Matteotti, via Tommaso Lauri, via Garibaldi, piazza Annessione, viale Trieste, piazza Nazario Sauro, corso Cavour, piazza Garibaldi, Giardini Diaz e via Morbiducci. "Un’importante precisazione riguarda la chiusura della viabilità della zona Sferisterio a partire dalle ore 19:00 del 30 agosto in occasione del concerto di Fiorella Mannoia. Nelle ore antecedenti e nella giornata successiva, i punti perimetrali come quello dello Sferisterio sono invece quelli suggeriti per arrivare alla fiera". Particolare premura è stata riservata ai residenti muniti di pass zona A e A+Park che, dalle ore 7:00 del 30 agosto alle ore 9:00 del 1° settembre potranno gratuitamente sostare nelle aree di sosta a pagamento gestite da APM e non interessate dai divieti temporanei "per ripagarli degli sforzi fatti per l'allargamento delle aree dedicate alla zona fieristica". Quest’agevolazione comprende anche il tratto da Rampa Zara fino all’ultimo attraversamento pedonale in zona Cancelli.

27/08/2026 17:30
Paolo Crepet allo Sferisterio: "Chi s'accontenta soffre. La vita si costruisce dall'imperfezione, non sull'algoritmo che ci dice ciò che vogliamo sentire"

Paolo Crepet allo Sferisterio: "Chi s'accontenta soffre. La vita si costruisce dall'imperfezione, non sull'algoritmo che ci dice ciò che vogliamo sentire"

Alla domanda: «Professor Crepet, cos’è per lei l’anima?», con un sorriso che non ti aspetti, risponde: «Dipende… ognuno ha la propria, io ho la mia e lei ha la sua». Paolo Crepet arriva sul palco dello Sferisterio vestito di arancione e verde, con in sottofondo la musica dei Pink Floyd che cantano "Another Brick in the Wall". Una scenografia cromatica e sonora che anticipa la forza provocatoria delle sue parole, a partire da una buona notizia d’attualità: la decisione che vede Meta chiamata a rispondere e a pagare per i danni arrecati ai ragazzi, un primo segnale di tutela per le giovani generazioni. Crepet attinge subito al bagaglio dei ricordi personali. Rievoca quando, da ragazzo, il padre lo costrinse ad andare a Londra: un giovane di provincia che improvvisamente scopriva lo Speakers’ Corner – il tempio della libertà di parola – e l'impatto culturale della minigonna. «Un bambino inquieto è interessante» sostiene lo psichiatra; per poter costruire una buona vita fin da giovani bisogna uscire dalla bolla protettiva dei genitori e affrontare qualche tribolazione. Non averne significa adagiarsi nell’illusione che l'esistenza sia comoda, anestetizzando la crescita. La perfezione, spiega Crepet, è negativa. La cerchiamo continuamente, come se la bellezza dovesse per forza coincidere con essa. Il progresso ci porta a non guardare la frattura, che è invece esattamente ciò che accade nella realtà. A questo proposito, condivide un ricordo: «Quando abitavo in India e lavoravo in un college nel Punjab, al confine con il Pakistan, andai in un tempio in mezzo alla foresta. Prima che facesse notte, mentre tornavo al villaggio, vidi tutte le scimmie sugli alberi che andavano nella stessa direzione, verso una radura. C’era uno scimmione capo avanti e tutti gli altri dietro che, mentre guardavano il sole scendere, piangevano commossi di fronte a un giorno che non sarebbe più tornato». Da quell'immagine arcaica imparò un insegnamento fondamentale: la gratitudine per ogni singolo giorno e la profonda dignità nella fragilità del commuoversi. Il discorso si sposta poi sul presente e sul futuro imminente. Crepet parla dell’avvento dei robot, che saranno sempre più numerosi, ed ironizza amaro sulla possibilità di trovarci circondati da tassisti, camerieri e bidelli robotizzati, mettendoci in guardia dall’alienazione di una realtà che, così concepita, perderebbe il sapore della spontaneità dei rapporti umani. Ritorna più volte sulla critica all'iperprotezione genitoriale. Dice senza mezzi termini che i padri e le madri che accompagnano costantemente i figli al liceo in macchina sono «rincoglioniti», poiché li privano dell’esperienza di poter andare in motorino per far colpo su un’ipotetica Giulia, a cui chiedere un passaggio che lei magari rifiuterà. Un rifiuto che si rivelerà necessario per scoprire ed elaborare la frustrazione, oltre che per comprendere che l’amore è fatto di tentativi. «Mia nonna marchigiana mi diceva sempre: “Badati!”, ovvero arrangiati!». Bisogna lasciare che i ragazzi crescano anche da soli, per alimentare il fuoco della loro creatività. Solo dalle imperfezioni dell’esperienza nascono le emozioni dalle quali si impara e si cresce, mentre la perfezione ci limita. Dai fatti concreti si crea la vita. Crepet è convinto che la tecnologia abbia introdotto un profondo cambiamento antropologico. E questo nuovo mondo non gli piace: ha creato degli zombie che chattano in continuazione ma non si conoscono più, incapaci di confrontarsi con il vuoto. La speranza è che ci siano ancora dei giovani disposti a tracciare la propria strada in maniera meno scontata, rivendicando l’unicità dell’individuo. E questo lo si può fare solo trovando la propria anima. Ironizza osservando come la chat dell’intelligenza artificiale ti dica esattamente ciò che vorresti sentirti dire, mentre l’amico vero ti sveglia dalle tue convinzioni e smentisce i tuoi autoinganni, invece di alimentarli come fa l'algoritmo. L’ironia resta la parte più interessante di noi e l’arte del parlarsi consiste nell'ascoltare senza la mania di dover definire e classificare tutto. Sul finale, Crepet demolisce un vecchio proverbio: «Chi s’accontenta gode? Che cavolata! Chi s’accontenta soffre! Insegniamo, invece, ai giovani a essere intrepidi!».

27/08/2026 16:20
"I magazzini sono pieni di plastica": Cosmari lancia l'allarme

"I magazzini sono pieni di plastica": Cosmari lancia l'allarme

La filiera della raccolta differenziata della plastica della regione Marche è in seria difficoltà. All’interno dell’ultimo rapporto dell’ARPAM (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) e del PRGR (Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti) pubblicato nel 2025 e relativo al 2024, si può osservare che la produzione totale di rifiuti ha subito un incremento di 2.251 tonnellate rispetto all’anno precedente (passando da 763.913 a 766.164 tonnellate). All’interno di questo dato, 695 tonnellate sono quelle relative alla raccolta differenziata. E ancora più specificamente, nell’anno 2024 la produzione di plastica della Regione è stata di 21.141 tonnellate; il che significa che ogni cittadino ha prodotto all’incirca 14 kg di plastica. È noto come il materiale plastico rappresenti una delle principali cause di inquinamento, arrivando a toccare la vetta nella classifica dei rifiuti marini e che il suo cattivo smaltimento rimane una delle minacce principali per l’ecosistema. Nonostante questo, nel 2024, nella regione Marche sono state differenziate 553.033 tonnellate di rifiuti, con una percentuale del 71,97%, che supera nettamente la soglia del 65% fissato dalle norme nazionali. I dati apparentemente positivi all’interno del Report si scontrano però molto duramente con la situazione che Corepla (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica) sta attualmente attraversando. È Cosmari, la società che si occupa della gestione e dello smaltimento dei rifiuti in 56 comuni tra le provincie di Macerata e Ancona, a far scattare l’allarme. I suoi magazzini sono infatti pieni di plastica in attesa di essere recuperata proprio da Corepla, la quale, per problemi strutturali della filiera sta fortemente rallentando il ritiro. Il mancato avvenimento di questo processo provoca l’esaurimento dello spazio legalmente concesso a Cosmari per poterla immagazzinare (in forza dell’autorizzazione provinciale e di leggi antincendio) con il potenziale rischio dello stop del processo di differenziazione. Il rallentamento del ritiro del materiale plastico sembra dovuto alle attuali difficoltà nel posizionamento sul mercato delle ecoballe derivanti dal processo di riciclo. Molti acquirenti preferiscono acquistare direttamente plastica “vergine” rispetto a quella riciclata, perché quest’ultima non offre prezzi concorrenziali tali da rappresentare una migliore alternativa.  Il problema a cui si deve inziare a pensare come concreto, dunque, è la chiusura del servizio di raccolta differenziata della plastica all’interno della Regione. Dai vertici della società di gestione e smaltimento dei rifiuti, la proposta alla Regione Marche è quella di concludere un accordo con la Regione Emilia-Romagna per destinare il quantitativo di plastica in eccesso a dei termovalorizzatori del territorio emiliano-romagnolo per il tempo necessario a far tornare a livelli normali le quantità di materiale nei magazzini.

27/08/2026 13:00
Civitanova ricorda Fabrizio Valente, il bagnino morto per salvare un turista: "Il suo sacrificio non sia vano"

Civitanova ricorda Fabrizio Valente, il bagnino morto per salvare un turista: "Il suo sacrificio non sia vano"

Aveva 62 anni Fabrizio Valente, bagnino savonese che ha perso la vita ad Andora mentre cercava di salvare un turista piemontese in difficoltà tra le onde. Una tragedia che ha scosso l'intera comunità dei soccorritori e alla quale anche Civitanova Marche renderà omaggio domenica 30 agosto, in occasione della Giornata Nazionale dei Balneari Italiani promossa dal SIB. Gli assistenti bagnanti civitanovesi, in accordo con le società di salvataggio 539 Rescue e Gente de Mare, parteciperanno infatti al tributo nazionale dedicato a Valente. Alle 11, nelle postazioni di salvataggio lungo il litorale, i bagnini prenderanno parte al gesto simbolico del remo alzato in mare, in segno di rispetto, cordoglio e gratitudine per un collega che ha perso la vita mentre svolgeva il proprio lavoro. La tragedia si è consumata nei giorni scorsi ad Andora, nel Savonese. Valente, in servizio presso la spiaggia della Sacra Famiglia, si era gettato in acqua per soccorrere un uomo, Luigi Fasano, entrato in difficoltà tra le onde. Nel tentativo di riportarlo a riva, il bagnino è morto; anche il turista non è sopravvissuto. Il gesto dei balneari civitanovesi vuole ricordare proprio il valore e il coraggio dimostrati da Valente, ma anche richiamare l'attenzione sul ruolo quotidiano degli assistenti bagnanti nella tutela della sicurezza in mare. Il mare può essere vissuto in sicurezza grazie al lavoro costante degli assistenti bagnanti, delle Capitanerie di Porto e alle misure di prevenzione adottate lungo le coste. Ma la sicurezza, sottolineano i promotori dell'iniziativa, passa anche dalla responsabilità individuale: prudenza, attenzione e rispetto delle indicazioni sono fondamentali per evitare situazioni di pericolo. Il tributo di domenica vuole quindi trasformarsi anche in un messaggio di sensibilizzazione. Il sacrificio di Fabrizio Valente non deve essere vano e la sua storia può ricordare a tutti quanto sia importante non sottovalutare i rischi del mare. Il sistema balneare civitanovese si stringerà infine alla famiglia di Valente, ai suoi colleghi e all'intera comunità del salvataggio italiano, rendendo omaggio a un uomo che ha perso la vita nel tentativo di salvare quella di un'altra persona.

27/08/2026 12:50
Trodica, riaperta via Carducci: concluso il primo stralcio del ponte sul fosso Bagnolo

Trodica, riaperta via Carducci: concluso il primo stralcio del ponte sul fosso Bagnolo

Via Carducci a Trodica è stata riaperta al traffico dopo la conclusione del primo stralcio dei lavori sul fosso Bagnolo e sulla Strada Provinciale 6. Un intervento da 2,5 milioni di euro che non solo restituisce alla viabilità un collegamento fondamentale per la frazione, ma rappresenta anche un passaggio decisivo in vista della realizzazione del nuovo sottopasso ferroviario di Trodica, destinato a sostituire l’attuale passaggio a livello. La riapertura della strada, chiusa nei mesi scorsi per consentire il cantiere, arriva dopo la conclusione dei lavori di adeguamento della sezione idraulica del fosso Bagnolo e la demolizione del vecchio ponte, sostituito da un nuovo attraversamento stradale. La struttura è composta da 23 moduli prefabbricati in cemento armato, per una lunghezza di circa 28,75 metri e una larghezza di 9,60 metri. Sono state mantenute le due corsie di marcia, della stessa ampiezza di quelle precedenti, mentre sono state installate nuove barriere di sicurezza. L'intervento ha riguardato anche la realizzazione delle rampe di raccordo con la viabilità esistente, dei muri di sostegno e della nuova pavimentazione stradale. Sul fronte della sicurezza idraulica è stata ripristinata la piena funzionalità del fosso Bagnolo, attraverso la pulizia delle sezioni dalla vegetazione e dagli elementi che ostacolavano il regolare deflusso delle acque. I lavori sul corso d'acqua, tuttavia, non sono ancora terminati: proseguiranno con gli interventi previsti nei successivi stralci. La riapertura di via Carducci è stata resa possibile dalla presa in consegna anticipata della parte di opera già ultimata, dopo le verifiche tecniche e gli atti di collaudo previsti. Il vero obiettivo, però, guarda già oltre il ponte appena riaperto. La messa in sicurezza del fosso Bagnolo rispetto al rischio di esondazione è infatti una condizione necessaria per procedere con il nuovo sottopasso ferroviario di Trodica, un'opera attesa da anni dal territorio. Il progetto prevede la realizzazione di una struttura a ferro di cavallo al di sotto della linea ferroviaria, circa 170 metri più a valle dell'attuale passaggio a livello, oltre a una nuova viabilità di collegamento tra via Giotto e via Brodolini, con tanto di rotatoria. L'iter per il sottopasso è stato avviato nel 2020, con un primo finanziamento della Giunta regionale. Successivamente sono arrivati l'approvazione del progetto definitivo, il parere del Comune per il nulla osta idraulico e la variante al Piano regolatore. Un ulteriore passo avanti è stato compiuto con la Conferenza dei servizi dello scorso luglio, che ha avvicinato il progetto alla fase esecutiva. La cerimonia ufficiale di inaugurazione del ponte è invece prevista per il prossimo 11 settembre, alla presenza del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli. "La riapertura del ponte sulla Provinciale 6 è un risultato importante per Trodica e per tutto il territorio di Morrovalle: restituiamo una viabilità essenziale e, allo stesso tempo, compiamo un passo concreto nella messa in sicurezza del fosso Bagnolo", ha dichiarato l'assessore regionale alla Difesa del suolo e della costa Tiziano Consoli. "Parliamo di un'area che negli anni ha conosciuto criticità significative: intervenire significa aumentare la sicurezza di cittadini, attività e infrastrutture e creare le condizioni per ulteriori opere attese dal territorio", ha aggiunto Consoli. Soddisfazione anche da parte del sindaco di Morrovalle Andrea Staffolani, che ha ringraziato i cittadini per aver sopportato deviazioni e disagi durante i lavori: "Oggi via Carducci riapre, e con essa si chiude il primo tassello di un cammino che ci porta verso il sottopasso ferroviario: l'opera che aspettiamo da tempo e che darà a Morrovalle e Trodica la possibilità di essere, finalmente, unite". Per il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci, il cantiere appena concluso "non è un punto di arrivo, ma un passaggio propedeutico indispensabile per i futuri lavori che la Regione Marche realizzerà per la costruzione del nuovo sottopasso ferroviario". L'intervento è stato realizzato con il coinvolgimento del Dipartimento Protezione civile e Sicurezza del territorio della Regione Marche, del Consorzio di Bonifica Marche, della Provincia di Macerata e del Comune di Morrovalle, ciascuno per le proprie competenze. "La riconsegna di questo ponte rappresenta un risultato concreto e tangibile, frutto di una straordinaria sinergia tra Enti", ha concluso Francesca Gironi, presidente del Consorzio di Bonifica Marche. "Restituiamo oggi un'infrastruttura strategica per la cittadinanza e per la viabilità del territorio".

27/08/2026 12:38
Caccia, mobilitazione a Macerata contro il nuovo Ddl: presidio in piazza Mazzini. "Nessun bersaglio"

Caccia, mobilitazione a Macerata contro il nuovo Ddl: presidio in piazza Mazzini. "Nessun bersaglio"

 Anche Macerata si prepara alla mobilitazione nazionale contro la riforma della legge sulla caccia e sulla tutela della fauna selvatica. Sabato 29 agosto, alle 18.30, in piazza Mazzini, è in programma un presidio promosso da Salviamo il futuro odv, nell'ambito dell'iniziativa che nel fine settimana coinvolgerà tredici città italiane. L'appuntamento arriva alla vigilia della pre-apertura della stagione venatoria in diverse regioni e nasce dalla contestazione al disegno di legge sulla caccia, già S.1552 e ora C.2984, che prevede modifiche alla legge 157 del 1992 sulla protezione della fauna selvatica e sul prelievo venatorio. Il testo è stato approvato dal Senato lo scorso 23 giugno, con 80 voti favorevoli, 56 contrari e due astensioni, e si trova ora all'esame della Camera. La mobilitazione è stata promossa a livello nazionale da realtà antispeciste, ambientaliste e vegane, che intendono portare all'attenzione dell'opinione pubblica non soltanto la riforma della normativa sulla caccia, ma anche il tema più ampio del rapporto tra attività umane, animali e ambiente. Lo slogan scelto per le manifestazioni è “Nessun bersaglio”, accompagnato dalla richiesta di fermare il Ddl Caccia e di superare quello che i promotori definiscono un modello basato sull'uccisione degli animali come strumento ordinario di gestione della fauna. Secondo le realtà che hanno aderito alla mobilitazione, il provvedimento rappresenterebbe la conferma di un modello nel quale l'abbattimento viene considerato una delle principali risposte ai conflitti tra fauna selvatica e attività umane. I promotori sostengono invece la necessità di puntare maggiormente su prevenzione, tutela degli habitat, riduzione dei conflitti e salvaguardia degli ecosistemi. La protesta viene inoltre inserita in una riflessione più ampia che collega la questione animale alla crisi climatica, alla devastazione ambientale, al riarmo e alle diverse forme di oppressione. «Contestiamo un modello che continua a presentare l'uccisione come risposta ordinaria ai conflitti tra attività umane e fauna selvatica», afferma Barbara Balsamo, della Rete ecosocialista romana e tra le organizzatrici del presidio di Roma. «Gli animali non sono numeri da amministrare o bersagli da mettere a disposizione: sono individui». Il nodo dei danni alla fauna A sostegno della propria posizione, i promotori richiamano anche alcuni recenti studi scientifici internazionali. Tra gli esempi citati c'è una ricerca pubblicata nel 2026 sulla rivista Biological Conservation, coordinata da Frédéric Jiguet, relativa agli interventi di controllo effettuati in Francia su volpi, mustelidi e alcune specie di uccelli. Secondo quanto riportato dagli organizzatori, lo studio non avrebbe evidenziato una relazione diretta tra l'intensità degli abbattimenti e la riduzione dei danni dichiarati. Viene inoltre citato uno studio del 2026 dedicato alla gestione dei cinghiali in Italia, che richiama la complessità dei fattori che influenzano le dinamiche delle popolazioni, tra cui struttura per età e sesso, disponibilità di cibo, habitat, clima e presenza dei predatori. Per i promotori della mobilitazione, questi elementi dimostrerebbero la necessità di affrontare il problema con una visione più ampia, evitando di considerare l'abbattimento come una risposta automatica. L'appuntamento di Macerata Il presidio maceratese si svolgerà dunque sabato 29 agosto alle 18.30 in piazza Mazzini. L'iniziativa rientra nella mobilitazione nazionale del 29 e 30 agosto, alla quale hanno aderito associazioni, collettivi e realtà impegnate sui temi dell'antispecismo, della tutela ambientale e della giustizia climatica. L'obiettivo dichiarato è quello di portare nel dibattito pubblico una domanda sul futuro del rapporto tra uomo, fauna e territorio: continuare a considerare gli animali come una risorsa da controllare oppure costruire modelli di convivenza fondati sulla prevenzione e sulla tutela degli ecosistemi. A Macerata, la risposta dei promotori arriverà sabato pomeriggio, con lo slogan scelto per la mobilitazione: “Nessun bersaglio”

26/08/2026 17:02
Monte Cavallo, il nuovo municipio dopo dieci anni: "Ora torni la voglia di investire"

Monte Cavallo, il nuovo municipio dopo dieci anni: "Ora torni la voglia di investire"

Monte Cavallo il simbolo della ricostruzione ha una data precisa: il 3 settembre. Quel giorno il nuovo municipio verrà inaugurato ufficialmente, dieci anni dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia. Un edificio che torna a essere il cuore amministrativo del paese e che, per il sindaco Pietro Cecoli, rappresenta molto più della semplice conclusione di un cantiere. «La ricostruzione ha subito una certa accelerazione e sinceramente era ora», racconta il primo cittadino, riconoscendo il ruolo del commissario alla ricostruzione Guido Castelli nell'impulso dato al percorso negli ultimi anni. Il nuovo palazzo comunale è ormai terminato. Il 26 e 27 agosto è previsto il trasferimento degli uffici, con tutte le operazioni necessarie per riportare computer, rete e servizi nella nuova sede. Poi, il 3 settembre, arriverà il momento dell'inaugurazione. Per un piccolo Comune come Monte Cavallo, la conclusione dell'opera assume un significato particolare. «Dopo dieci anni siamo riusciti a ridare una nuova vita al nostro Comune tramite il palazzo comunale», spiega Cecoli. L'edificio è composto da una parte completamente nuova e una parte ristrutturata, restituendo così alla comunità uno dei suoi principali punti di riferimento. Il municipio, però, è soltanto una parte della ricostruzione. Sul fronte delle abitazioni private, il percorso continua e presenta difficoltà legate anche alle caratteristiche della comunità. «Essendo un Comune piccolo ci sono molte case che bisogna spingere i privati a ristrutturare», spiega il sindaco. In alcuni casi sono l'età dei proprietari o i costi da sostenere direttamente a rallentare le decisioni. «Cominciano a dire: io ho un accollo, io sono anziano», racconta Cecoli. Il Comune sta quindi cercando di accompagnare i proprietari e riportare in movimento anche quegli interventi che rischiano di rimanere fermi. L'obiettivo è evitare che il paese conservi edifici vuoti e danneggiati, perché «lasciare dei ruderi dentro i paesi è una brutta cosa». A dieci anni dal terremoto, anche a Monte Cavallo le SAE sono ancora tutte occupate. Ma qualcosa sta iniziando a cambiare: «A breve due, tre case verranno riconsegnate», annuncia Cecoli. Si tratta di un passaggio importante, perché consentirà di liberare alcune delle soluzioni abitative di emergenza e di destinarle, secondo quanto previsto dalla Regione, a persone interessate a risiedere nel Comune. Ed è proprio qui che il discorso sulla ricostruzione si trasforma in quello sul futuro. Perché ricostruire un edificio non significa automaticamente ricostruire una comunità. Servono persone, attività, servizi e soprattutto la volontà di investire nuovamente in un territorio che il terremoto ha profondamente modificato. Per Cecoli il nuovo municipio può rappresentare un punto di ripartenza. «Non posso che augurare ai cittadini che con la nuova struttura torni la voglia di investire nel piccolo», dice il sindaco. L'idea è quella di accompagnare la ricostruzione edilizia con una nuova stagione per le attività economiche e ricettive. Un segnale, secondo il primo cittadino, è arrivato anche recentemente con l'apertura di una nuova attività legata alla produzione del ciauscolo e con il ritorno a Monte Cavallo della figlia della titolare, arrivata da Parigi per rilevare l'attività. Piccoli segnali che, in un paese di dimensioni ridotte, possono assumere un peso significativo. «Cerchiamo di dare un input anche alle persone di Monte Cavallo di buona volontà che vogliono aprire nuova attività qui», afferma Cecoli. Perché la sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: trasformare la ricostruzione da punto di arrivo a punto di partenza. Il nuovo municipio è pronto, alcune abitazioni stanno tornando disponibili e nuove attività possono rappresentare l'occasione per riportare persone e vitalità nel paese. A dieci anni dal sisma, Monte Cavallo prova quindi a lasciarsi alle spalle la fase dell'emergenza. Il 3 settembre, con l'inaugurazione del nuovo municipio, sarà un momento simbolico: non soltanto la restituzione di un edificio alla comunità, ma la possibilità di aprire una nuova pagina.

26/08/2026 10:00
Dieci anni dal sisma, gli ex dipendenti tornano alla Domus Laetitiae: “Vederla così è un colpo al cuore”

Dieci anni dal sisma, gli ex dipendenti tornano alla Domus Laetitiae: “Vederla così è un colpo al cuore”

USSITA - Il 24 agosto 2016 è una data che ha segnato per sempre la memoria delle comunità dell’Appennino marchigiano. Dieci anni dopo quella prima, devastante scossa, il ricordo del terremoto resta profondamente legato ai luoghi e alle persone che hanno vissuto la vita dei Monti Sibillini prima del sisma. A Frontignano di Ussita, nel piazzale antistante la Domus Laetitiae, a circa 1.300 metri di quota, il decennale del terremoto è diventato anche l’occasione per un incontro carico di emozioni. Qui si sono ritrovati spontaneamente alcuni ex dipendenti della storica struttura ricettiva, tornati davanti a quello che per molti di loro è stato molto più di un semplice luogo di lavoro. Un appuntamento nato dalla volontà di condividere ricordi, riannodare i fili di un passato comune e rendere omaggio a un’esperienza professionale e umana che ha accompagnato per anni la vita di tante persone. Per chi ci ha lavorato, la Domus Laetitiae rappresentava una vera e propria comunità. «Vivevamo la Domus Laetitiae h24», raccontano gli ex dipendenti, ricordando giornate che iniziavano con la colazione dei gruppi e terminavano soltanto a tarda sera. La struttura era un punto di riferimento per famiglie, escursionisti, gruppi parrocchiali, giovani in ritiro e comitive in vacanza studio, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico. D'estate come d'inverno, con le attività legate agli impianti di Frontignano, la Domus era in grado di accogliere contemporaneamente numerosi gruppi, diventando uno dei principali punti di riferimento dell'ospitalità in quota. Tra quelle mura sono passate generazioni di giovani e famiglie, in un ambiente che gli ex lavoratori ricordano come caratterizzato da accoglienza, spirito di gruppo e familiarità. A guidare la struttura per oltre 25 anni sono stati gestori che, secondo il ricordo degli ex dipendenti, hanno saputo trasmettere allo staff professionalità, attenzione verso gli ospiti e capacità di affrontare quotidianamente le difficoltà di un'attività ricettiva in montagna. «È grazie a tutto lo staff e alla dedizione vissuta stagione dopo stagione – spiegano gli ex lavoratori – che la struttura è arrivata a essere un vero e proprio fiore all'occhiello e un punto di riferimento turistico per l'intero Parco dei Monti Sibillini». Un patrimonio fatto non soltanto di numeri e presenze turistiche, ma soprattutto di relazioni umane e di ricordi che, a distanza di dieci anni dal sisma, rimangono ancora fortemente presenti. Proprio il confronto tra il passato e il presente ha reso particolarmente intenso il ritrovo di Frontignano. La Domus Laetitiae, gravemente danneggiata dal terremoto, appare oggi segnata dal tempo e dall'abbandono. Per chi ha trascorso lì anni della propria vita, assistere al degrado della struttura significa confrontarsi con una delle immagini più dolorose della ricostruzione ancora incompiuta. «Vederla così degradata e abbandonata è un vero e proprio colpo al cuore», raccontano gli ex dipendenti. «È un colpo al cuore di chi questa struttura l'ha vissuta veramente, lavorandoci e abitandoci h24 e dedicandovi anni di cura ed entusiasmo». Il decennale del sisma diventa così anche un'occasione per riportare l'attenzione su uno dei luoghi simbolo di Frontignano e sul futuro di una struttura che per decenni ha rappresentato un importante presidio turistico e sociale della montagna. Dalla giornata di memoria arriva quindi anche un appello rivolto al futuro e alle istituzioni impegnate nella ricostruzione. «Ci auspichiamo con tutto il cuore che la Domus Laetitiae possa risorgere presto», concludono gli ex dipendenti. «Questo territorio ha bisogno di ritrovare i suoi luoghi simbolici. Restituire una prospettiva di futuro a questa struttura significa dare un segnale concreto di rinascita a Frontignano, a Ussita e a tutte le comunità dei Monti Sibillini». A dieci anni dal terremoto, il ritrovo degli ex lavoratori ha così trasformato un luogo segnato dalle ferite del sisma in uno spazio di memoria e, soprattutto, di speranza. Perché dietro le mura della Domus Laetitiae non ci sono soltanto anni di storia alberghiera: ci sono persone, famiglie, generazioni e una parte importante della vita di Frontignano.

25/08/2026 18:43
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