A Pieve Torina è stato attivato da pochi giorni un nuovo servizio dedicato al rilascio e al rinnovo del passaporto presso l’Ufficio Postale del territorio, nell’ambito del progressivo ampliamento dei servizi pubblici di prossimità.
L’iniziativa consente ai cittadini di presentare la richiesta direttamente allo sportello, senza doversi recare in Questura, con un significativo snellimento delle procedure e una riduzione degli spostamenti.
«Un ulteriore passo avanti per semplificare l’accesso ai servizi pubblici e avvicinare le istituzioni ai cittadini» ha dichiarato il sindaco Alessandro Gentilucci. «D’ora in poi sarà possibile gestire le pratiche per il passaporto in modo più semplice e, in alcuni casi, ricevere il documento direttamente a domicilio, con evidenti benefici in termini di tempi e comodità».
Il nuovo servizio si inserisce in un percorso già avviato presso l’Ufficio Postale di Pieve Torina, che comprende anche il rilascio di certificazioni INPS e l’accesso ai servizi dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR).
Secondo l’Amministrazione comunale, si tratta di un ulteriore rafforzamento della funzione degli uffici postali come presidi di servizi essenziali sul territorio, soprattutto nei piccoli comuni.
«È fondamentale che anche le realtà più piccole possano offrire ai cittadini servizi equivalenti a quelli delle città più grandi» ha aggiunto Gentilucci. «È un obiettivo che la nostra amministrazione porta avanti con convinzione e che continueremo a sostenere».
La città di Macerata si trova a fare i conti con il dolore per la tragica scomparsa di Nicolas Calabrese, Giorgio Franceschini e Daniele Francalancia, i tre giovani morti nell'incidente che ha sconvolto l'intera comunità. In queste ore di lutto e commozione, il sindaco Sandro Parcaroli ha espresso il proprio sentimento di vicinanza alle famiglie e ai tanti cittadini colpiti da una tragedia che ha lasciato tutti senza parole.
Contattato da Picchio News, il primo cittadino ha confermato che il Comune proclamerà il lutto cittadino nel giorno in cui saranno celebrati i funerali dei tre ragazzi. «Quando sapremo il giorno del funerale proclameremo il lutto cittadino», ha spiegato Parcaroli, sottolineando come in questo momento prevalga soprattutto il bisogno di trovare una risposta a una domanda che accompagna l'intera comunità: «Ci chiediamo perché è successo questo. La domanda è perché».
Parole semplici ma cariche di dolore, che fotografano lo stato d'animo di una città intera, ancora incredula davanti a una perdita così drammatica. Il sindaco ha ribadito la vicinanza dell'amministrazione comunale alle famiglie coinvolte e ha ricordato la presenza costante delle istituzioni fin dai primi momenti successivi alla tragedia.
«L'amministrazione è sempre presente, anche ieri sera ero alla veglia funebre a Piediripa», ha dichiarato Parcaroli, spiegando che nelle prossime ore si recherà anche alla camera mortuaria per incontrare i familiari delle tre giovani vittime. Restano ancora da definire alcuni aspetti organizzativi legati alle esequie, che potrebbero svolgersi tra giovedì e venerdì.
L'ipotesi che i funerali possano essere celebrati insieme rappresenta, secondo il sindaco, un segnale particolarmente significativo. «Erano tre amici, uniti nella vita. Sarebbe una bella cosa salutarli insieme», ha affermato.
IT-alert torna nelle Marche con una nuova esercitazione che coinvolgerà parte delle province di Macerata e Ancona. Sabato 20 giugno, alle ore 11.20, i telefoni cellulari presenti nelle aree interessate riceveranno un messaggio di test del sistema nazionale di allarme pubblico.
L'esercitazione simulerà lo scenario del collasso della diga di Castreccioni e ha l'obiettivo di verificare il corretto funzionamento del sistema IT-alert, la copertura delle celle telefoniche e l'efficacia dei piani di emergenza predisposti per il territorio.
Le autorità precisano che non esiste alcun pericolo reale per la popolazione: si tratta esclusivamente di una simulazione programmata a fini di prevenzione e sicurezza.
I comuni coinvolti sono quattordici. In provincia di Macerata: Apiro, Cingoli, Recanati, Porto Recanati e Montefano. In provincia di Ancona: Staffolo, Filottrano, Jesi, Santa Maria Nuova, Osimo, Castelfidardo, Loreto, Numana e Sirolo.
Alle 11.20 i cittadini presenti nelle zone interessate riceveranno sul proprio smartphone una notifica accompagnata da un segnale acustico distintivo. Il testo del messaggio informerà che è in corso una simulazione relativa al collasso di una diga e inviterà gli utenti a consultare il sito ufficiale di IT-alert per conoscere le procedure previste in caso di emergenza reale.
Al termine del test, i cittadini sono invitati a compilare il questionario disponibile sul portale ufficiale del sistema. I dati raccolti contribuiranno a valutare l'efficacia dell'esercitazione e a migliorare il servizio.
Gli organizzatori ricordano infine che la data del test potrebbe subire variazioni nel caso in cui vengano attivati i sistemi regionali di protezione civile per allerte meteo-idrogeologiche o altre situazioni di emergenza.
Tiziano Consoli, assessore regionale alla Protezione civile: “La sicurezza dei cittadini – ha dichiarato – si costruisce anche attraverso la prevenzione e la preparazione. Questa esercitazione rappresenta un passaggio particolarmente significativo perché ci permette di mettere alla prova, in uno scenario complesso e ad alto impatto, l’intero sistema di Protezione civile regionale. In quest’ottica il test con l’IT-alert diventa fondamentale. L’obiettivo non è soltanto verificare la tenuta delle procedure e dei piani di emergenza, ma anche rafforzare il coordinamento tra tutte le istituzioni e le strutture operative coinvolte. La capacità di risposta a un’emergenza dipende infatti dalla preparazione, dall’integrazione delle competenze e dalla rapidità con cui si riesce ad agire insieme. Ringrazio fin da ora Prefetture, Comuni, Forze dell’ordine, Vigili del fuoco, strutture sanitarie, volontari e tutti i soggetti che contribuiranno alla riuscita dell’esercitazione, mettendo a disposizione professionalità ed esperienza al servizio della sicurezza del territorio”.
Daniele Carnevali, presidente Provincia di Ancona: "Questa esercitazione è molto importante poiché viene realizzata dopo anni su vasta scala coinvolgendo 14 comuni e due province puntando sulla prevenzione che rappresenta un'attività fondamentale per le istituzioni e la stessa Protezione Civile. Sì tratta di uno stress test che viene arricchito dai messaggi alert per la stessa popolazione dei territori coinvolti. Fondamentale resta quindi l'attività di prevenzione per il nostro territorio che purtroppo negli anni è stato colpito da calamità sismiche e alluvionali e quindi ben venga questa simulazione promossa dalla Regione che coinvolge una molteplicità di soggetti".
Francesca Gironi, presidente Consorzio Bonifica Marche: “L’esercitazione proposta dalla Protezione civile ci consente non solo di mettere a terra il piano di emergenza per valutarne poi i diversi scenari organizzativi ma anche di raccontare ancora una volta cosa significa per il Consorzio di Bonifica essere ‘custodi’ dell’acqua raccolta negli invasi. Parliamo di una enorme responsabilità che va dalla quotidiana manutenzione e controllo della infrastruttura alla gestione quotidiana della risorsa idrica destinata all’irrigazione collettiva, all’uso idropotabile e alla produzione di energia idroelettrica. Attività dalle quali dipende lo sviluppo, il benessere e la sicurezza del territorio”.
Simone Menghini, vice capo di Gabinetto della Prefettura di Ancona: “Le Prefetture di Ancona e Macerata opereranno in stretta sinergia per dare attuazione ai profili di competenza nel coordinamento del sistema di Protezione civile, attivando il Centro di Coordinamento Soccorsi e interfacciandosi con il Centro Operativo Regionale e il Centro Operativo Misto previsti dall’esercitazione. L’obiettivo è mettere a sistema tutti i soggetti istituzionali, dando concreta attuazione alle procedure del PED (Piano Emergenza Dighe) e del Piano di protezione civile approvato dalla Prefettura di Macerata. Tutte le procedure saranno attuate con la massima completezza e precisione”.
Stefano Stefoni, direttore della Protezione Civile regionale: “Testeremo l’evacuazione di aree sensibili come campeggi, chiese e insediamenti a rischio industriale, con l’obiettivo di verificare il coordinamento tra tutti i soggetti e la gestione del volontariato. È uno stress test fondamentale per verificare procedure, piani comunali e regionali, e la capacità di dare messaggi chiari alla popolazione, anche turistica, evitando allarmismi e comportamenti incontrollati”.
Otto multe per il consumo di alcol in area pubblica nei pressi del lungomare, una sanzione da mille euro a un tabaccaio per la vendita di sigarette a un minorenne e tre verbali per la presenza di cani in spiaggia. È il bilancio dei controlli effettuati dalla polizia locale nel fine settimana, il primo dopo l'entrata in vigore dell'ordinanza anti-alcol firmata dal sindaco Fabrizio Ciarapica.
"L'ordinanza anti-alcol è uno strumento che abbiamo fortemente voluto per garantire maggiore sicurezza, tutela del decoro urbano e qualità della vita nelle aree più frequentate della città - dichiara il sindaco Fabrizio Ciarapica -. I risultati dei primi controlli dimostrano che la scelta fatta era necessaria e che le regole ci sono e saranno fatte rispettare. Civitanova deve essere una città accogliente, vivibile e sicura per tutti: residenti, famiglie e turisti. Ringrazio le forze dell'ordine e la polizia locale per il lavoro svolto e ribadisco che non ci saranno tolleranze per chi non rispetta le disposizioni adottate a tutela dell'interesse collettivo".
Le otto sanzioni sono state elevate nei confronti di persone provenienti sia dalla provincia sia da altre regioni italiane, sorprese a consumare bevande alcoliche sul lungomare in violazione delle disposizioni emanate dall'amministrazione comunale. Nel corso dei servizi svolti durante il weekend, la polizia locale ha inoltre accertato la vendita di un pacchetto di sigarette a un minorenne da parte di una rivendita di tabacchi.
Per il titolare è scattata una sanzione amministrativa di mille euro, oltre alla segnalazione all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che potrà disporre la sospensione della licenza fino a 15 giorni. I controlli hanno riguardato anche il rispetto delle disposizioni che regolano la presenza degli animali sugli arenili. Gli agenti hanno elevato tre verbali nei confronti di altrettanti proprietari di cani presenti in spiaggia in violazione della normativa vigente. Per ciascuna infrazione è stata applicata una sanzione di circa 160 euro.
“L'attività di prevenzione e controllo proseguirà con continuità per tutta la stagione estiva - aggiunge l'assessore alla Sicurezza Giuseppe Cognigni -. Le violazioni accertate nel primo fine settimana confermano la necessità di mantenere alta l'attenzione nelle zone maggiormente frequentate della città. Il nostro obiettivo è garantire il rispetto delle regole, la sicurezza degli spazi pubblici e una convivenza civile tra residenti e visitatori. Per questo i controlli della polizia locale proseguiranno in maniera costante sul lungomare, nelle aree verdi, parchi pubblici e nei luoghi di maggiore aggregazione, affinché tutti possano vivere la città in tranquillità e nel rispetto reciproco”.
(Foto di repertorio)
Salvaguardare un ecosistema unico senza penalizzare l'economia dei territori che scontano ancora le pesanti conseguenze del sisma del 2016. Con questo duplice obiettivo il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, in stretta sinergia con i comuni di Arquata del Tronto, Castelsantangelo sul Nera e Norcia, ha presentato ufficialmente il nuovo Piano di Mobilità Sostenibile per la Fioritura di Castelluccio di Norcia.
Il Commissario straordinario dell'ente Parco, Corrado Perugini, ha sottolineato come la finalità dell'intervento sia quella di regolamentare al meglio i massicci flussi veicolari che si registrano storicamente nel periodo compreso dalla seconda metà di giugno alla prima metà di luglio, cercando di distribuire il carico turistico su tutti i giorni della settimana ed evitando le concentrazioni critiche riscontrate in passato durante i weekend.
Grazie alla proficua collaborazione istituzionale che ha coinvolto i sindaci, le Prefetture e le Regioni Marche e Umbria, l'accordo raggiunto rinnoverà le soluzioni strategiche già adottate con successo tra il 2021 e il 2025.
Il piano prevede restrizioni mirate per l'accesso ai Piani. Nello specifico, durante i fine settimana del 20-21 giugno, 27-28 giugno, 4-5 luglio e 11-12 luglio, a cui si aggiungerà anche la giornata di lunedì 29 giugno, sarà totalmente interdetto il passaggio di autovetture e camper privati. In queste date, i visitatori che vorranno ammirare lo spettacolo della fioritura dovranno obbligatoriamente lasciare i propri mezzi nei parcheggi di prossimità e raggiungere il borgo attraverso un servizio di navette dedicate, che vedrà in funzione anche due nuovi autobus, uno elettrico e uno ibrido, acquistati dal Parco con i fondi ministeriali del Programma Parchi per il Clima.
Sarà invece garantito il libero accesso ai mezzi a due ruote e alle auto di residenti, dimoranti, esercenti, soggetti non deambulanti o muniti di specifica autorizzazione comunale. Per i bus turistici l'accesso resta libero, con la possibilità di far scendere i passeggeri nei pressi del Deltaplano o della Piazzetta, a patto che il mezzo si allontani subito dopo verso i parcheggi esterni per poi tornare solo all'ora concordata per il rientro.
Nei fine settimana di blocco sarà comunque consentito il transito di necessità senza sosta né fermata per i veicoli che devono semplicemente attraversare l'altopiano da una porta di ingresso all'altra. Una volta lasciata l'auto, i turisti potranno muoversi verso Castelluccio anche a piedi, in bicicletta o in e-bike, mentre nei giorni feriali l'accesso sarà libero per tutti i mezzi, fermo restando il tassativo divieto di sosta sui prati e a bordo strada.
Per usufruire del sistema combinato di sosta e trasporto è indispensabile effettuare la prenotazione online del posto per il veicolo e dei relativi biglietti per i passeggeri della navetta. La bigliettazione elettronica, che consente il pagamento contestuale dei servizi, è gestita da due diverse piattaforme a seconda della direttrice di provenienza: i visitatori che accedono dalle porte di Castelsantangelo sul Nera e Norcia dovranno utilizzare il sito marcheroma.contram.it, mentre coloro che transiteranno dalla porta di Arquata del Tronto dovranno fare riferimento al portale startspa.it.
Sarà inoltre prevista la possibilità di acquistare ticket last minute direttamente sul posto attraverso i medesimi canali digitali, fino ad esaurimento delle disponibilità giornaliere. Le autorità ricordano che l'andamento della fioritura resta legato alle variabili stagionali e che eventuali variazioni del calendario verranno tempestivamente comunicate, rimandando per tutti i dettagli tecnici e normativi al portale istituzionale del Parco.
Prenderanno il via mercoledì 17 giugno i lavori per la realizzazione della nuova rotatoria all’incrocio tra la Sp77 bis "Montecassiano-Sambucheto" e viale dei Mori, nella zona industriale di Villa Mattei. L’intervento, reso possibile grazie all’accordo raggiunto tra il comune di Montecassiano e la Provincia di Macerata, rappresenta un’opera attesa e strategica per il territorio.
"La nuova rotatoria consentirà di migliorare la sicurezza stradale e rendere più fluida la circolazione in un punto particolarmente importante e frequentato ogni giorno da cittadini, lavoratori e imprese", si sottolinea dal Comune.
L’opera sarà realizzata quasi interamente sull'attuale sede stradale, limitando al minimo gli interventi sulle aree comunali e private. Il risultato è frutto di un lavoro condiviso tra l'amministrazione comunale, la Provincia di Macerata e i rispettivi uffici tecnici, che hanno collaborato alla definizione e alla progettazione dell’intervento.
Per consentire lo svolgimento dei lavori, a partire da mercoledì 17 giugno saranno introdotte alcune modifiche temporanee alla viabilità. Sulla S.P. 77 bis sarà consentito il transito da Montecassiano fino alla zona industriale, in corrispondenza di via Otto Marzo, mentre resterà chiusa la direttrice verso Sambucheto.
Da via Tambroni non sarà possibile raggiungere Montecassiano. Per arrivare al capoluogo sarà necessario percorrere la SS 77 fino a viale dei Mori oppure utilizzare la strada comunale Sant’Egidio. Via Otto Marzo sarà chiusa all’altezza di via Piermanni, mentre viale dei Mori sarà interdetto al traffico in corrispondenza dell’intersezione con via D. E. Cingolani.
"La sicurezza stradale - commenta Barbara Vecchi, sindaca di Montecassiano - rappresenta da tempo una priorità per la nostra amministrazione. Già negli anni scorsi, attraverso la realizzazione degli spartitraffico e degli interventi di canalizzazione del traffico, era stata adottata una prima soluzione temporanea per migliorare la sicurezza di un incrocio particolarmente critico, da anni bisognoso di interventi, anche in previsione della realizzazione della pista ciclabile. Parallelamente, l'amministrazione precedente, della quale facevo parte, si era attivata presso la Provincia per individuare una soluzione strutturale e definitiva, individuata nella realizzazione di una rotatoria. Oggi quel percorso trova finalmente concreta attuazione con un'opera attesa da tempo, che consentirà di incrementare ulteriormente i livelli di sicurezza e di migliorare la fluidità della circolazione".
"Questo intervento - conclude Vecchi - dimostra come i risultati migliori nascano dalla programmazione, dalla continuità amministrativa e dalla collaborazione tra enti, elementi fondamentali per trasformare le progettualità in opere concrete al servizio dei cittadini. Desidero inoltre rivolgere un sincero ringraziamento al privato che, con senso di responsabilità e spirito di collaborazione, ha accettato di cedere bonariamente una porzione della propria area, rendendo possibile la realizzazione di questo importante intervento per la sicurezza dell'intera comunità".
Una fiumana di popolo, impastata di lacrime, canti, preghiere e storie di straordinario riscatto umano, ha ridato vita al tradizionale atto di fede che unisce la costa all'entroterra. In migliaia si sono messi in cammino nella notte per prendere parte alla 48ª edizione del Pellegrinaggio a piedi da Macerata alla Santa Casa di Loreto, guidati quest'anno dal tema centrale racchiuso nella domanda che Natanaele rivolge a Gesù: "Come mi conosci?".
La macchina organizzativa ha preso il via nel pomeriggio di ieri all'interno dello stadio Helvia Recina di Macerata, rimesso a nuovo per l'occasione, dove sono confluiti oltre centotrenta pullman da tutta Italia e persino dall'estero, come la corriera giunta dalla Svizzera con cinquanta pellegrini pronti alla marcia.
L'afflusso disciplinato dei fedeli sul manto erboso e sulle gradinate è stato coordinato da un esercito di 1.200 volontari. Prima dell'avvio della celebrazione eucaristica, l'emozione ha toccato il culmine con l'arrivo allo stadio della fiaccola della pace, che ha visto come tedoforo il giovane ghanese Nurdeen Yussif, impegnato nella Caritas del suo Paese, circondato da tredici compagni di viaggio.
Nel corso della funzione, celebrata dal cardinale Baldassarre Reina, vicario generale per la diocesi di Roma, è stato letto il toccante messaggio inviato da Papa Leone XIV tramite il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin. Nella sua lettera, il Pontefice ha invitato i presenti a "crescere nel cammino alla sequela di Gesù per essere missionari del Vangelo specialmente davanti alle povertà materiali e spirituali del nostro tempo", un augurio a cui si è unito quello del vescovo di Macerata, monsignor Nazzareno Marconi, che in prima fila, accanto alle autorità civili e militari e al sindaco appena rieletto Sandro Parcaroli, ha esortato i fedeli a guardare i fatti e a leggere i segni dei tempi alla luce della verità.
A dare un senso profondo ai chilometri percorsi nel buio sono state le potentissime testimonianze di bene e di perdono che hanno riscaldato i cuori dei pellegrini. Attraverso una voce registrata che ha commosso lo stadio, i presenti hanno ascoltato la storia di Davide Cavallo, studente universitario di 22 anni costretto su una sedia a rotelle dopo una brutale e ingiustificata aggressione subita a Milano, il quale in tribunale ha teso le braccia ai suoi aggressori perdonandoli.
"Mi hanno preso per matto – ha raccontato Davide – ma l'ho fatto perché il mio cuore voleva essere aperto". Subito dopo, il giornalista trentatreenne Simone Tropea ha portato il proprio reportage di speranza direttamente dalle macerie della Terra Santa e di Gaza, indicando come segni luminosi l'operato del cardinale Pizzaballa e l'esempio di Mona Maron, prima donna araba cristiana alla guida di un'università israeliana.
Altrettanto vibrante è stato il racconto di monsignor Maksym Ryabukha, vescovo greco-cattolico ed esarca di Donetsk, che ha descritto la logorante realtà della guerra in Ucraina e il miracolo di don Alessandro, un sacerdote costretto dai russi ad attraversare un campo minato e salvatosi grazie a un voto alla Madonna di Fatima.
Il lungo cammino notturno, scandito dal Santo Rosario e dai racconti di guarigione e conversione di pellegrini provenienti da ogni parte d'Italia, si è concluso questa mattina alle ore 6:30 con la spettacolare e variopinta discesa di Montereale verso la Basilica mariana.
Ad accogliere l'arrivo della fiumana di fedeli sul sagrato nel catino del Bramante c'erano il vescovo di Loreto, monsignor Fabio Dal Cin, insieme ai presuli Nazzareno Marconi, Andrea Andreozzi, Angelo Spina e all'instancabile monsignor Giancarlo Vecerrica, il quale ha dato a tutti appuntamento tra due anni per la storica edizione del cinquantenario, alla quale Papa Leone XIV è già stato ufficialmente invitato.
(Credit foto: Pellegrinaggio Macerata-Loreto)
La settimana scorsa una ragazza di vent'anni mi mostra il telefono orgogliosa. "Barbara, hai visto questo trend? Si chiama Nonna Maxxing, sto cercando di adottarlo". Guardo il video su TikTok: una ragazza impasta la pasta a mano, poi fa una passeggiata lenta nel quartiere, poi cucina il ragù per tre ore, poi chiama la nonna al telefono. E racconta tutto come se fosse una rivoluzione.
Io la guardo e penso a mia madre, penso alle donne della mia generazione, e non riesco a trattenere un sorriso.
Benvenuti nel Nonna Maxxing! Il trend del 2026 che ha conquistato TikTok e Instagram, dove milioni di ragazzi della Gen Z hanno deciso che il segreto della felicità è vivere esattamente come le nonne italiane di una volta: lentamente, con le mani in pasta, in mezzo alla gente, senza fretta e senza ansia. Il termine nasce dalla combinazione di "nonna" e "maxxing", che in gergo web significa ottimizzare qualcosa al massimo. Ottimizzare la vita come farebbe una nonna. Ci vuole coraggio, a dirlo nel 2026.
Il paradosso è bellissimo. Una generazione cresciuta con lo smartphone in mano, con TikTok che cambia video ogni quindici secondi, con l'ansia da performance costante e il confronto sociale continuo, ha guardato al passato e ha detto: voglio vivere come mia nonna. Voglio cucinare il pane, fare passeggiate lente, stare con la famiglia, impicciarmi degli affari di tutti. Senza notifiche, senza algoritmi e senza l'ossessione di dover mostrare tutto.
Forbes ne ha parlato a marzo, il Guardian ha titolato "La Gen Z si rivolta alle nonne per vivere fino a 100 anni", citando l'Italia come una delle Blue Zone del mondo, quei luoghi dove le persone vivono più a lungo grazie alla dieta mediterranea, ai legami familiari forti e a uno stile di vita lento e radicato nella comunità. La nonna italiana, con il suo ragù che bolle per ore, la sua camminata mattutina, la sua capacità di stare presente senza un telefono in mano, è diventata un'icona globale di benessere.
E lo so cosa stai pensando, lo sto pensando anch'io: noi lo facevamo già. Non lo chiamavamo Nonna Maxxing, non ci facevamo i video su TikTok, non lo hashtaggavamo su Instagram. Lo facevamo e basta, perché era la normalità. Cucinare era cucinare, non content creation. Passeggiare era passeggiare, non un atto di resistenza digitale. Stare con la famiglia era ovvio, non una scelta di vita rivoluzionaria da documentare.
Ma ecco il punto che mi ha fatto riflettere: se i giovani oggi devono trasformare queste cose in un trend per darsi il permesso di farle, significa che qualcosa si è rotto nel mezzo. Significa che la vita digitale ha reso così normale la velocità, la performance e la connessione continua, che tornare alla lentezza richiede uno sforzo consapevole.
E la nonna boomer? Quella vera, quella di oggi? Be', quella è impegnata. Ha il pilates alle dieci, la conferenza in biblioteca alle tre, il cappuccino con le amiche, il volontariato, il corso di public speaking. La nonna che aspetta a casa con la crostata fumante è un'icona poetica, non sempre una realtà. In fondo il Nonna Maxxing ci dice una cosa semplice: siamo stanchi. Stanchi di scrollare, di correre, di perfor¬mare, di essere sempre connessi e sempre disponibili. E la risposta che abbiamo trovato non è la tecnologia del futuro, ma la saggezza del passato. Non l'app che ci salva, ma il ragù che bolle sul fuoco.
Noi, che quelle nonne le abbiamo avute davvero, sappiamo che avevano ragione. Ci mancava solo un trend su TikTok per ricordarcelo.
Il Comune di Civitanova Marche introduce nuove misure per il decoro urbano e la sicurezza pubblica. Con un’ordinanza firmata dal sindaco Fabrizio Ciarapica, viene disposto il divieto di consumo e detenzione di bevande alcoliche in specifiche aree pubbliche fino al 31 agosto 2026.
Il provvedimento sarà in vigore a partire dal 13 giugno, tutti i giorni nella fascia oraria compresa tra le 22:00 e le 06:00. Il divieto riguarda alcolici di qualsiasi gradazione e in qualunque contenitore, sia aperto che chiuso, e interessa in particolare il lungomare nord e sud, le piazze, le aree verdi e i giardini di piazza XX Settembre e Lido Cluana.
Restano esclusi dal provvedimento i pubblici esercizi, ristoranti e locali autorizzati alla somministrazione, dove il consumo di alcol rimane consentito, così come negli spazi esterni regolarmente concessi (dehors).
“L’obiettivo è trovare un equilibrio tra divertimento e diritto alla quiete e al decoro pubblico”, ha dichiarato il sindaco Ciarapica. “Non si tratta di penalizzare la movida, ma di intervenire contro comportamenti scorretti che danneggiano l’immagine della città. Vogliamo garantire sicurezza a residenti, turisti e giovani”.
Il primo cittadino ha inoltre sottolineato la collaborazione con gli operatori del settore e il ruolo della Polizia Locale, che sarà impegnata in controlli mirati per assicurare il rispetto delle nuove disposizioni.
Per chi non rispetterà l’ordinanza è prevista una sanzione amministrativa di 300 euro, oltre agli eventuali ulteriori provvedimenti previsti dalla normativa vigente.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle misure estive adottate per garantire maggiore sicurezza e vivibilità nelle principali aree della città.
«L’acqua, nel lago, c’è». L’amministrazione comunale di Fiastra sottolinea che non esiste alcuna anomalia e che tutte le attività acquatiche possono essere svolte, e continuano ad essere svolte, senza alcun problema.
La precisazione si rende necessaria a seguito del diffondersi di informazioni non corrette relative a una presunta mancanza d’acqua nell’invaso artificiale. In realtà, il livello dell’acqua si è ridotto di circa otto metri a causa dei lavori di manutenzione e impermeabilizzazione della diga che Enel sta eseguendo sul bacino.
Non si tratta della prima volta che il livello dell’acqua viene abbassato. Proprio in seguito a questa diminuzione della quota, sono riemersi il vecchio ponte di San Lorenzo al Fiume e alcuni resti dell’antico borgo esistente fino alla metà degli anni Cinquanta, normalmente sommersi dalle acque del lago.
«Non c’è nessun allarme e non è vero che nel lago non c’è l’acqua. Si tratta, lo ripetiamo ancora una volta, di un abbassamento dovuto ai lavori che sono in corso alla diga» ribadisce con fermezza l’amministrazione comunale.
Entro la fine del mese, al termine dell’intervento di manutenzione che Enel sta portando avanti, sarà possibile rialzare il livello dell’acqua dell’invaso, che tornerà gradualmente ai valori ordinari.
La rinascita della Concattedrale di San Catervo entra nella sua fase decisiva. Il cantiere del Duomo di Tolentino, uno dei luoghi più simbolici della storia religiosa e civile cittadina, ha raggiunto l’80% dello stato di avanzamento e si avvia verso il completamento previsto per l’autunno del 2026.
A fare il punto sui lavori è stato il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli, che ha effettuato un sopralluogo insieme ai rappresentanti delle istituzioni e della diocesi. L’intervento, dal valore complessivo di 3,2 milioni di euro, è attuato dalla Diocesi di Macerata e diretto dall’architetto Alessandro Nardi. Le opere riguardano la riparazione dei danni causati dal terremoto del 2016 e la messa in sicurezza degli apparati decorativi.
“Restituire San Catervo significa tutelare le origini della nostra terra e della nostra civiltà”, ha dichiarato Castelli, sottolineando come il recupero degli edifici simbolo rappresenti un passaggio fondamentale per la rinascita delle comunità colpite dal sisma. Il Commissario ha inoltre evidenziato i progressi di una ricostruzione che, dopo anni complessi, sta portando sempre più cantieri alla conclusione.
Soddisfazione è stata espressa anche dal vescovo di Macerata, monsignor Nazzareno Marconi, che ha ricordato come il completamento dei lavori consentirà alla comunità di riappropriarsi di un luogo di straordinario valore spirituale e culturale. “Siamo vicinissimi all’80% del completamento dell’opera”, ha sottolineato il presule, ringraziando tecnici e struttura commissariale.
Per il sottosegretario alla Presidenza della Regione Marche, Silvia Luconi, il recupero del Duomo rappresenta il ritorno di un importante presidio sociale e religioso per l’intera città. Dello stesso avviso il sindaco Mauro Sclavi, che ha definito San Catervo “una chiesa meravigliosa” e un punto di riferimento per la comunità tolentinate.
La storia della Concattedrale di San Catervo affonda le radici nei primi secoli del Cristianesimo. Sul luogo dove oggi sorge il Duomo fu costruito un primo sacello dedicato al Santo Martire del IV secolo, considerato il primo evangelizzatore del territorio. Nei secoli successivi il complesso fu ampliato dai monaci benedettini e successivamente ricostruito in stile gotico.
L’attuale edificio risale invece all’Ottocento, quando, per volontà di San Vincenzo Maria Strambi, venne avviata la ricostruzione nelle forme attuali e la chiesa fu elevata a concattedrale. Dal 2022, a seguito della riorganizzazione della diocesi, San Catervo ha assunto ufficialmente il titolo di Duomo di Tolentino, diventando il principale luogo di memoria storica e spirituale della città.
Oltre al suo valore religioso e storico, San Catervo rappresenta una delle tappe più significative del Cammino Lauretano, l’antico percorso mariano che collega Assisi a Loreto attraversando l’Appennino centrale.
La riapertura del Duomo consentirà di rafforzare ulteriormente la rete dei cammini religiosi e culturali che attraversano il territorio, favorendo il turismo lento, la valorizzazione delle aree interne e la riscoperta delle identità locali.
Con il completamento dei lavori, San Catervo tornerà ad essere non solo un luogo di culto, ma anche un simbolo della rinascita di Tolentino e dell’intero Appennino centrale dopo il terremoto del 2016.
A partire dalle ore 05:00 di martedì 30 giugno 2026 entreranno ufficialmente in esercizio le nuove condutture di contatto a corrente continua da 3.400 volt lungo la tratta ferroviaria Civitanova–Albacina, nell’ambito degli impianti di trazione elettrica della linea.
Da quel momento, l’intera infrastruttura dovrà essere considerata permanentemente in tensione. Le autorità ferroviarie ribadiscono il divieto assoluto di contatto con conduttori, mensole e isolatori, sottolineando come il rischio elettrico sia gravissimo e potenzialmente letale.
Particolare attenzione viene richiesta anche in prossimità dei sottopassi e dei passaggi sotto la linea elettrificata. È necessario evitare il transito con carichi o attrezzi in posizione verticale, come scale, pertiche o strumenti analoghi, che dovranno essere trasportati esclusivamente in orizzontale. Inoltre, l’altezza complessiva dei veicoli in transito non dovrà superare i 4 metri da terra, compreso il carico e le eventuali persone trasportate.
In caso di incidente o folgorazione, è fondamentale contattare immediatamente il 112. Prima di qualsiasi intervento sull’infortunato, è indispensabile accertarsi dell’avvenuta interruzione dell’alimentazione elettrica.
La conferma della messa fuori tensione dei conduttori può essere richiesta al centro di coordinamento di RFI S.p.A. – dirigente centrale coordinamento movimento, al numero 080 58956935. Qualora non fosse possibile seguire la procedura ufficiale, è necessario non toccare la vittima e procedere all’isolamento della persona dalla fonte elettrica, mantenendo la massima cautela.
Le autorità raccomandano inoltre di evitare il contatto con animali, piante o oggetti che possano trovarsi anche solo indirettamente in contatto con i conduttori, mensole o isolatori dell’impianto.
POTENZA PICENA – Le immagini della videosorveglianza comunale saranno consultabili direttamente anche dalle due Stazioni dei Carabinieri presenti sul territorio. È questo il contenuto dell’accordo sottoscritto tra il Comune di Potenza Picena e l’Arma dei Carabinieri, che introduce un nuovo sistema di accesso remoto alle telecamere cittadine con l’obiettivo di rendere più rapide le attività di controllo e di supporto alle indagini.
La convenzione consentirà ai militari di visionare in tempo reale le immagini registrate dal sistema comunale anche negli orari in cui il Comando di Polizia Locale non è operativo. L’accesso avverrà nel rispetto delle norme sulla privacy e sul trattamento dei dati personali.
«Con questo accordo – ha spiegato il sindaco Noemi Tartabini – i Carabinieri potranno consultare in tempo reale le immagini provenienti dalle telecamere comunali anche quando gli uffici della Polizia Locale non sono operativi. Si tratta di uno strumento che migliora la capacità di intervento e di prevenzione sul territorio».
L’intesa assume un rilievo particolare anche per il suo carattere sperimentale. Come evidenziato dal comandante provinciale dei Carabinieri di Macerata, colonnello Raffaele Ruocco, Potenza Picena è infatti il primo Comune della provincia con cui l’Arma ha formalizzato una collaborazione di questo tipo.
La novità tecnologica riguarda anche l’infrastruttura del sistema: i server saranno installati direttamente nelle due Stazioni dei Carabinieri interessate, senza passare dal Comando Provinciale. Una soluzione che, secondo quanto illustrato dai promotori del progetto, consentirà una consultazione più immediata delle immagini e una gestione più efficiente delle informazioni.
Alla sottoscrizione dell’accordo erano presenti, oltre al sindaco Tartabini e al colonnello Ruocco, il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Civitanova Marche Angelo Chiantese, il comandante della Stazione dei Carabinieri di Potenza Picena Inerio Sopranzi, il comandante della Stazione dei Carabinieri di Porto Potenza Picena Alessio Alberigo, il comandante della Polizia Locale Anna Mercuri e l’assessore con delega alla Polizia Locale Mara Barbaresi.
L’accordo rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di potenziamento della rete di videosorveglianza cittadina e nella collaborazione tra enti locali e forze dell’ordine per il monitoraggio del territorio.
Criticità organizzative e ritardi nella gestione degli esami di idoneità da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche. È quanto denuncia la Filins, attraverso il proprio delegato per Marche, Abruzzo e Molise e componente del direttivo nazionale, Salvatore Iorio, che segnala una situazione definita di “grave disorganizzazione” con possibili ricadute su candidati, famiglie e istituzioni scolastiche.
Secondo quanto riportato dall’associazione, solo l’11 maggio 2026 l’Usr Marche avrebbe richiesto alle scuole paritarie l’elenco dei candidati agli esami, fissando la scadenza per la trasmissione al 18 maggio, a distanza di diversi mesi dall’entrata in vigore del decreto ministeriale di riferimento. Le nomine dei presidenti di commissione sarebbero poi state effettuate soltanto il 3 giugno 2026, a ridosso dell’avvio delle sessioni d’esame già programmate dagli istituti.
Filins sottolinea come tale tempistica abbia creato difficoltà organizzative, anche perché diversi dirigenti scolastici nominati risulterebbero già impegnati in altre attività istituzionali. L’associazione ritiene che una programmazione anticipata avrebbe potuto evitare le criticità, evidenziando inoltre la possibilità di ricorrere a soluzioni alternative per la nomina dei presidenti di commissione.
Ulteriori perplessità riguardano il criterio adottato per la distribuzione delle nomine, che avrebbe previsto un presidente ogni 35 candidati. Secondo FILINS, tale parametro non risulterebbe esplicitamente previsto dalla normativa vigente e non avrebbe ricevuto chiarimenti da parte dell’amministrazione, nonostante le richieste formali avanzate dalle istituzioni scolastiche.
L’associazione richiama inoltre il quadro normativo di riferimento, sottolineando come il decreto ministeriale n. 218 dell’11 novembre 2025 non preveda un criterio numerico specifico per la composizione delle commissioni. Viene inoltre ricordato che il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione aveva inizialmente proposto un parametro numerico, poi non recepito dal Ministero.
Secondo Filins, la situazione determinatasi nelle Marche sta generando disagi organizzativi e incertezze per studenti e famiglie, oltre a difficoltà operative per le scuole già impegnate nella predisposizione delle attività d’esame.
L’associazione ritiene pertanto necessario un intervento chiarificatore da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito, al fine di verificare le criticità segnalate e garantire il regolare svolgimento delle prove su tutto il territorio regionale.
La Filins, tramite il delegato Salvatore Iorio, auspica infine una maggiore programmazione nelle procedure amministrative, "per evitare il ripetersi di situazioni analoghe in futuro".
Mercoledì 10 giugno scatta il divieto di transito veicolare in via Barletta, in località Colmone, per l'asfaltatura del tratto che va dall’intersezione con la Strada 502 di Cesolo e fino alla strada vicinale Borgianelle. Lo prevede un'ordinanza dell'Area Vigilanza del comune di San Severino Marche.
Il provvedimento si è reso necessario per concludere l'esecuzione in sicurezza di lavori stradali di rifacimento della pavimentazione ammalorata, coordinati dall'Ufficio Manutenzioni. Dalle ore 8, e per tutta la durata del cantiere stradale, sarà in vigore il divieto di transito veicolare in via Barletta, limitatamente al tratto compreso tra l'intersezione con la S.R. 502 (Cesolo) e l'intersezione con la strada vicinale "Borgianelle".
Per chi proviene da Cesolo (incrocio S.R. 502 Cingolana) in direzione Colmone, la strada risulterà interrotta al km 1+500, nei pressi della struttura ricettiva "Villa Rosetta". In direzione Cesolo, il divieto di transito scatterà invece a partire dal km 2+750, all'altezza dell'incrocio con la strada vicinale "Borgianelle" (nei pressi del civico n. 11).
Il cimitero della frazione di Chiarino a Recanati torna pienamente operativo e funzionale dopo un lungo periodo di inagibilità. Questa mattina, nell'ambito delle celebrazioni di "Chiarino in Festa", si è svolta la cerimonia di benedizione della cappella interna e delle mura perimetrali, completamente ricostruite a partire dalle fondamenta grazie a un piano di interventi dell'amministrazione comunale.
All'evento hanno preso parte il sindaco Emanuele Pepa e la giunta, che hanno annunciato lo stanziamento a bilancio di 200mila euro per la riqualificazione dei cimiteri rurali: il prossimo cantiere riguarderà il sito di Bagnolo.
Tra le autorità locali erano schierati il sindaco Emanuele Pepa, il vicesindaco con delega ai Lavori pubblici Roberto Bartomeoli, il presidente del consiglio comunale Benito Mariani, gli assessori Sabrina Bertini e Maurizio Paoletti, insieme ai consiglieri comunali Romano Frenquelli ed Enrico Gelosi Enrici.
Il protocollo della mattinata si è sviluppato subito dopo la santa messa delle ore 10:15, celebrata all'interno della vicina chiesa dei Santi Giuseppe e Filippo Neri. Al termine della funzione, una nutrita processione composta da residenti e fedeli si è mossa verso l'antistante camposanto rurale. Qui il parroco, don David Malavè, ha officiato il rito e impartito la benedizione solenne sia alla restaurata chiesetta interna sia a tutti i cittadini presenti, anticipando i discorsi istituzionali delle autorità.
"I lavori portati avanti al cimitero di Chiarino - hanno dichiarato congiuntamente il sindaco Pepa e il vicesindaco Bartomeoli nei loro interventi - rappresentano la ferma volontà di garantire massimo rispetto per i defunti e decoro per i luoghi della memoria. Questa amministrazione si è data un cronoprogramma stringente di interventi manutentivi che interesserà progressivamente tutti i cimiteri rurali comunali, con l'obiettivo chiaro di restituire loro la cura e l’attenzione che meritano, ponendo fine a una situazione di abbandono che purtroppo si protraeva da diversi anni. In questo senso, possiamo già annunciare che il prossimo step riguarderà il cimitero di Bagnolo".
Le opere eseguite a Chiarino non si sono limitate a un semplice restyling superficiale, ma hanno risolto gravi criticità strutturali. Il progetto ha previsto il consolidamento totale delle pareti e del tetto della cappella, ma soprattutto la ricostruzione ex novo delle mura perimetrali, riprogettate a partire dalle fondamenta. Le vecchie recinzioni esterne, infatti, presentavano da tempo ammaloramenti così profondi da aver provocato, in alcune porzioni, il collasso e il crollo della struttura.
L'intervento si inserisce all'interno di una strategia ad ampio raggio varata dalla giunta recanatese per riqualificare i cimiteri cittadini e periferici, sostenuta da uno stanziamento specifico a bilancio di 200mila euro.
Un piano d'azione che sta già mostrando i primi frutti sul territorio: contestualmente alla riapertura della cappella di Chiarino, l'ente municipale ha confermato che sono stati portati a termine con successo anche i paralleli lavori di ripristino delle mura del cimitero nella frazione di Santa Croce.
Una notizia che farà felici gli appassionati della montagna e gli amanti del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Dopo ben otto anni, il celebre Lago di Pilato si prepara infatti a riacquistare la sua caratteristica e affascinante forma a occhiale, un fenomeno naturale che negli ultimi anni era diventato sempre più raro a causa delle condizioni climatiche e della riduzione delle riserve idriche.
A testimoniare questo momento speciale è una fotografia scattata nelle ultime ore da Giacomo Giulioni, che mostra il lago in una fase particolarmente favorevole. L'immagine evidenzia anche la presenza di una notevole quantità di neve ancora da sciogliere, elemento che lascia presagire un ulteriore apporto d'acqua nelle prossime settimane.
Le condizioni che hanno portato a questo risultato sono il frutto di una stagione particolarmente generosa per le alte quote dei Sibillini. Durante l'inverno, infatti, le precipitazioni si sono presentate quasi sempre sotto forma di neve oltre i 1.800 metri di altitudine, contribuendo ad accumulare importanti riserve idriche. Determinanti sono state anche le abbondanti nevicate registrate tra la fine di marzo e l'inizio di aprile, che hanno incrementato ulteriormente il manto nevoso.
A favorire il recupero del lago hanno contribuito inoltre un mese di maggio insolitamente fresco, con nuove precipitazioni nevose alle quote più elevate, e le intense piogge cadute nei giorni scorsi. Secondo quanto riportato dagli osservatori del territorio, le precipitazioni hanno raggiunto circa 50 millimetri, garantendo un significativo apporto d'acqua all'intero bacino montano.
Come sottolineato dagli appassionati che monitorano costantemente l'area, “finalmente dopo 8 anni dall'ultima volta il Lago di Pilato tornerà ad avere la sua classica forma ad occhiale”, un'immagine simbolo dei Sibillini che rappresenta uno degli scenari naturalistici più suggestivi dell'Appennino centrale.
Il ritorno di questa particolare conformazione rappresenta non solo uno spettacolo paesaggistico di grande fascino, ma anche un segnale positivo per l'ecosistema di uno dei luoghi più iconici delle Marche, meta ogni anno di migliaia di escursionisti e fotografi provenienti da tutta Italia.
RECANATI – È stato attivato nella serata di ieri, 5 giugno, il primo attraversamento pedonale dotato di nuovo sistema di segnalazione e illuminazione a Led a Recanati, pensato per aumentare la sicurezza dei pedoni nelle ore notturne grazie a tecnologie conformi alle più recenti normative.
Il nuovo impianto è stato installato lungo la Strada Provinciale 77, nel tratto compreso tra la rotatoria “del Crocifisso”, all’incrocio tra viale Monte Conero, viale Filippo Corridoni e la SP 77 in direzione Macerata, e la traversa di viale della Ginestra, un’area ad alto traffico veicolare dove la visibilità risulta particolarmente strategica.
Il sistema è stato progettato per migliorare la percezione dell’attraversamento da parte degli automobilisti, grazie a un’illuminazione Led ad alto contrasto che evidenzia la presenza dei pedoni sia in verticale che in orizzontale. L’impianto è inoltre dotato di pittogrammi retroilluminati e dispositivi lampeggianti di segnalazione a distanza.
“L’Amministrazione è fortemente impegnata sul versante della sicurezza stradale, in particolare per la tutela dei pedoni – ha dichiarato il vicesindaco con delega ai Lavori pubblici Roberto Bartomeoli –. Gli interventi sugli attraversamenti più critici rappresentano un segnale concreto. Il nuovo sistema permetterà agli automobilisti di individuare per tempo i pedoni in attraversamento”.
Il progetto è stato realizzato dall’Amministrazione comunale in collaborazione con la società Dea. L’intervento rientra in un più ampio piano di messa in sicurezza della viabilità urbana.
Tra circa quindici giorni è prevista l’attivazione di un secondo attraversamento lungo viale Colle dell’Infinito, nell’area della passeggiata leopardiana. Successivamente, il sistema sarà esteso ad altri punti considerati più critici del territorio comunale, con l’obiettivo di incrementare in modo significativo la sicurezza stradale.
MACERATA – Dopo circa due anni e mezzo di lavori di ristrutturazione, torna operativa l’edicola della stazione ferroviaria di Macerata, nuovamente collocata nella sua sede tradizionale in piazza XXV Aprile, all’interno dell’edificio ferroviario.
Con la conclusione degli interventi di riqualificazione dei locali, è stata anche riaperta la recinzione del cantiere e restituita alla città l’area antistante la stazione, ora fruibile come spazio pedonale più ampio e ordinato.
L’edicola storica riprende così la propria attività, confermando non solo la vendita di quotidiani e riviste, ma anche una serie di servizi accessori come biglietteria ferroviaria, deposito bagagli, spedizione pacchi e attivazione utenze. Il punto vendita resterà operativo anche la domenica mattina, secondo la tradizione del servizio.
La riapertura consente inoltre ai cittadini di tornare a frequentare i rinnovati spazi della stazione, rimasti a lungo interessati dai lavori.
Contestualmente proseguono gli interventi di potenziamento della linea ferroviaria. La tratta Macerata–Fabriano resterà chiusa fino al 27 giugno, mentre la linea Civitanova–Macerata sarà sospesa fino al 16 giugno, nell’ambito del programma di lavori infrastrutturali.
Finalmente è finita. La campagna elettorale per il ballottaggio si è chiusa e da oggi, per legge, nessuno potrà più parlarci di candidati, di programmi, di promesse. Il silenzio elettorale. Una di quelle parole che normalmente suona burocratica, fredda, tecnica. Questa volta no. Questa volta la sento come un sollievo vero, come quando finisce un temporale lungo e improvvisamente torna il sole.
Perché questi ultimi quindici giorni sono stati davvero pesanti, uno specchio di tutto quello che non si dovrebbe fare sui social. E io che con i social ci lavoro quotidianamente, mi sono trovata a guardare questa campagna elettorale con un misto di incredulità e amarezza.
La prima tornata era già stata intensa, con i post quotidiani, i candidati che si spiegavano su TikTok, le bio scritte da ChatGPT, i volantini digitali sparati a raffica. Avevo scritto un articolo chiedendo: basta post, fate una telefonata in più, incontrate la gente. Ma evidentemente il messaggio non era arrivato, perché in questa seconda quindicina è andato tutto peggio. Insulti, botte e risposte pubbliche, articoli scritti apposta per attaccare, per demolire, per ferire. Commenti volgari sotto i post, parole che non avrei mai voluto leggere, soprattutto nei confronti delle donne candidate che hanno subito attacchi personali che nulla avevano a che fare con la politica.
Il problema è che i social, in mano a chi non li sa usare, diventano armi. E le armi, se non le sai maneggiare, ti esplodono in faccia. L'effetto boomerang è reale, misurabile, inevitabile. Ogni insulto pubblicato ha detto più sul carattere di chi lo scriveva che su quello di chi lo riceveva. Ogni attacco gratuito ha allontanato qualche voto. Ogni post aggressivo ha contribuito a quella sensazione di stanchezza collettiva che in questa città si respira da settimane.
E adesso si va a votare. Domenica, ballottaggio. Ma molte persone andranno alle urne con la testa pesante, con le idee confuse, con quella sensazione di aver visto troppo e di aver capito poco. Non perché siano poco attenti o poco interessati, ma perché sono stati bombardati da una comunicazione che puntava a disorientare, a provocare, a colpire. Non a convincere, non a spiegare, non a costruire fiducia.
Una volta si diceva che la politica dovrebbe aiutarci a capire, a scegliere, a decidere con consapevolezza. Questa volta è successo il contrario: siamo noi cittadini che dovremmo aiutare i politici a capire come funzionano i social. Che non sono un ring o uno sfogatoio. La gente legge, ricorda e giudica, non solo il contenuto, ma il modo in cui viene detto e che un candidato che insulta su Facebook non diventa più credibile, diventa più lontano.
I social sono strumenti potenti, enormemente potenti, e chi li usa bene lo sa. Ma la potenza senza controllo è pericolosa. È come guidare a tutta velocità su una strada che non conosci: prima o poi vai fuori strada. E in questa campagna elettorale, qualcuno è andato fuori strada più volte.
Oggi e domani il silenzio, e io, lo ammetto, ne ho bisogno. Ne abbiamo bisogno tutti. Per respirare, per pensare, per ricordarci che dietro ogni schermo ci sono persone reali, con idee reali, che meritano rispetto reale. Non post, non like, non insulti. Rispetto.
Buona domenica, Macerata. Vota con la testa libera, se riesci!