Attualità

Sport e Periferie, Pieve Torina vince il bando: si farà il nuovo campo di calcio con pista di atletica

Sport e Periferie, Pieve Torina vince il bando: si farà il nuovo campo di calcio con pista di atletica

Pieve Torina si aggiudica il bando “Sport e Periferie” e compie un nuovo passo nel percorso di ricostruzione e rilancio del territorio dopo il sisma. Il progetto per la realizzazione del nuovo campo di calcio, della pista di atletica e delle strutture dedicate alla ginnastica ha infatti ottenuto i pareri favorevoli del Coni e della Fidal, aprendo la strada alla realizzazione di un altro importante tassello del polo sportivo comunale. L’intervento nasce con l’obiettivo di rafforzare la qualità dei servizi e, soprattutto, di ricostruire quei legami sociali che il terremoto ha profondamente indebolito. Il nuovo impianto andrà a completare un’area destinata a diventare un vero e proprio punto di riferimento per lo sport, il tempo libero e la socialità. «Nel dopo sisma l’indebolimento dei legami sociali che ha colpito le nostre comunità ci ha spinto a progettare iniziative volte a migliorare la qualità della vita e il benessere dei cittadini», sottolinea il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci. «In quest’ottica si colloca la realizzazione del nuovo campo di calcio con la pista d’atletica e le strutture per la ginnastica, a completamento del polo che include la piscina, il palazzetto dello sport, il nuovo ristorante, i campi di padel, da tennis e da calcetto e il centro benessere». Per l’amministrazione comunale, dunque, lo sport rappresenta molto più della realizzazione di nuove strutture. È uno strumento di inclusione, aggregazione e promozione del benessere, oltre che un elemento strategico per rendere il paese sempre più attrattivo per famiglie e giovani. «In questo percorso di rinascita lo sport rappresenta un pilastro essenziale per l’inclusione sociale, la salute delle comunità e la valorizzazione del territorio», prosegue Gentilucci. «Stiamo ricostruendo una realtà urbana a misura di famiglie e giovani e l’investimento in strutture sportive è una delle risposte più concrete ed efficaci per il rilancio e il futuro di Pieve Torina». Il nuovo campo di calcio e la pista di atletica si inseriscono così in una visione più ampia della ricostruzione, che punta a restituire alla comunità non soltanto edifici e servizi, ma anche occasioni di incontro e spazi capaci di favorire una nuova socialità. Un progetto che guarda quindi oltre la ricostruzione materiale e che individua nello sport uno dei motori della rinascita di Pieve Torina.

25/08/2026 14:17
Recanati, al via i lavori per la nuova rotatoria di via Nazario Sauro: "Termine previsto di tre settimane"

Recanati, al via i lavori per la nuova rotatoria di via Nazario Sauro: "Termine previsto di tre settimane"

Sono partiti oggi, 24 agosto, come previsto dal cronoprogramma, i lavori per la realizzazione della nuova rotatoria all'incrocio tra via Nazario Sauro e viale Aldo Moro. Un intervento atteso da tempo, dal valore complessivo di 202mila euro, finanziato in parte dalla Regione Marche. Il cantiere dovrebbe rimanere aperto per circa tre settimane, con l'obiettivo di completare l'opera prima del 14 settembre, giorno fissato per l'inizio del nuovo anno scolastico. "Una tempistica studiata per concentrare la parte più impattante dei lavori nel periodo estivo e limitare i disagi alla circolazione quando torneranno a muoversi a pieno regime studenti, famiglie e lavoratori", fa sapere l'amministrazione comunale. L'intervento è finalizzato a migliorare la gestione del traffico nell'area e a ridurre la pressione sulla viabilità cittadina. L'amministrazione comunale ha lavorato per avviare il cantiere nella seconda metà di agosto, così da sfruttare il periodo di minore traffico e contenere le ripercussioni su residenti e attività commerciali. Durante i lavori l'accessibilità alla zona sarà comunque garantita, anche attraverso una diversa organizzazione della viabilità. A partire da oggi è temporaneamente interdetta la circolazione veicolare e pedonale all'uscita nord-est di viale Aldo Moro, nel tratto compreso tra l'intersezione con via Mattutini e la traversa senza sbocco situata a monte della scuola secondaria M. L. Patrizi. In corrispondenza dell'incrocio tra via Nazario Sauro e viale Aldo Moro sarà invece istituito il senso unico alternato, in funzione delle esigenze del cantiere e dell'avanzamento delle lavorazioni. Il traffico sarà regolato dai movieri oppure, quando necessario, attraverso un impianto semaforico. Viale Aldo Moro potrà inoltre contare su un ulteriore accesso, così da mantenere la possibilità di raggiungere l'area anche durante le diverse fasi dell'intervento. La realizzazione della rotatoria rappresenta un intervento atteso da anni e l'amministrazione ha scelto di concentrare l'apertura del cantiere nel periodo estivo proprio per ridurre l'impatto sulla quotidianità dei cittadini. Le prossime tre settimane saranno quindi decisive per completare i lavori e restituire l'incrocio alla normale circolazione prima della riapertura delle scuole. L'obiettivo è arrivare al 14 settembre con l'opera conclusa, evitando che l'avvio dell'anno scolastico coincida con la fase più delicata del cantiere.

24/08/2026 16:30
Dieci anni dal sisma: a che punto è la ricostruzione nel Maceratese tra cantieri aperti e il nodo del 31 dicembre

Dieci anni dal sisma: a che punto è la ricostruzione nel Maceratese tra cantieri aperti e il nodo del 31 dicembre

Dieci anni. È il tempo trascorso da quella notte del 24 agosto 2016, quando alle 3:36 una scossa di magnitudo 6.0 colpì il Centro Italia. Dieci anni durante i quali il terremoto ha cambiato il volto di paesi e città, svuotato abitazioni, chiuso scuole e attività e aperto migliaia di cantieri. Il decennale arriva però con un'altra data già cerchiata sul calendario: 31 dicembre 2026. Entro quella giornata sono fissate la scadenza dello stato di emergenza e della gestione straordinaria commissariale del sisma 2016. La fine di questa fase non coinciderà con la fine della ricostruzione, che proseguirà attraverso gli strumenti ordinari e le risorse già previste. A dieci anni dalla prima scossa, dunque, la domanda è una: a che punto è davvero la ricostruzione? La risposta parte dalla geografia. La provincia di Macerata è il territorio marchigiano che concentra la quota più consistente della ricostruzione. La mappa dei comuni del cratere racconta un'area vasta dell'entroterra coinvolta dal sisma: da Camerino a Visso, da Ussita a Pieve Torina, passando per San Ginesio, Tolentino e San Severino Marche. Non un singolo paese da ricostruire, ma un territorio intero da rimettere in piedi. A fotografare la situazione è il Rapporto sulla ricostruzione 2026 del Commissario straordinario Guido Castelli, che mette in fila quasi dieci anni di pratiche, cantieri e risorse. Nel Maceratese 5,74 miliardi per la ricostruzione privata. Al 31 maggio 2026, nelle Marche sono state presentate 20.429 richieste di contributo per la ricostruzione privata. Di queste, 14.844 sono state approvate, per un importo richiesto di circa 11,79 miliardi di euro. I contributi concessi hanno superato gli 8,76 miliardi, mentre le somme liquidate hanno oltrepassato i 5,72 miliardi. Il Maceratese concentra da solo la parte più consistente di questo quadro: 12.955 richieste, di cui 9.281 approvate. I contributi concessi superano i 5,74 miliardi di euro, mentre quelli già liquidati ammontano a oltre 3,61 miliardi. Numeri che fotografano il peso della provincia nella ricostruzione marchigiana: più della metà delle richieste presentate nelle Marche arriva dal Maceratese. 23.361 cantieri, 14.968 conclusi. Le pratiche diventano cantieri. Nell'intero cratere del sisma 2016 sono 23.361 gli interventi autorizzati. Di questi, 14.968 sono già conclusi, pari a oltre il 64%. Restano quindi 8.393 cantieri ancora in corso. La macchina della ricostruzione ha accelerato: nell'ultimo anno sono stati conclusi 2.231 cantieri in più rispetto al Rapporto 2025. Ma proprio nella parte ancora aperta si concentra la maggiore complessità. Le domande relative agli edifici con danni gravi rappresentano oltre il 56% del totale, con una particolare concentrazione nei 44 comuni maggiormente colpiti. Il terremoto si misura anche attraverso chi non è ancora tornato a casa. Nel 2026 i nuclei familiari ancora assistiti nel cratere sono 8.759, quasi il 40% in meno rispetto al 2022, quando erano 14.211. Anche qui Macerata presenta il dato più alto tra le province marchigiane. Tra marzo 2025 e marzo 2026 i nuclei ancora assistiti sono passati da 4.298 a 3.770: 528 in meno, ma ancora migliaia di famiglie dentro il lungo percorso del post-sisma. Nelle Marche sono 1.872 gli interventi pubblici programmati, distribuiti in 157 comuni, per oltre 2,51 miliardi di euro. Anche in questo caso Macerata è in testa: 1.048 interventi, per oltre 1,46 miliardi di euro. Nel complesso del cratere gli interventi pubblici programmati salgono a 3.667, per un valore superiore a 4,85 miliardi. Ed è qui che torna la data del decennale. 31 dicembre 2026. Quel giorno termineranno lo stato di emergenza e la gestione straordinaria commissariale. Ma con 8.393 cantieri ancora in corso nell'intero cratere, è evidente che non potrà essere considerato il giorno della fine della ricostruzione. Sarà piuttosto il passaggio da una fase straordinaria a una nuova stagione, nella quale il lavoro iniziato dopo quelle scosse dovrà continuare. Dieci anni dopo, il bilancio è quindi fatto di cantieri conclusi e lavori ancora aperti, miliardi già concessi e risorse ancora da utilizzare, famiglie rientrate e altre ancora in attesa. Per il Maceratese, il decennale non è soltanto una ricorrenza. È una fotografia a metà strada: abbastanza lontana dal 2016 per misurare ciò che è stato fatto, ma ancora troppo vicina al 31 dicembre 2026 per poter parlare di una ricostruzione conclusa.

24/08/2026 15:50
Dieci anni dal sisma, San Severino guarda avanti: “La ricostruzione avanza, ora dobbiamo correre” (FOTO e VIDEO)

Dieci anni dal sisma, San Severino guarda avanti: “La ricostruzione avanza, ora dobbiamo correre” (FOTO e VIDEO)

Dieci anni dopo il terremoto, San Severino Marche guarda alla ricostruzione con la consapevolezza di aver fatto passi importanti, ma anche con la certezza che la strada da percorrere sia ancora lunga. Il Comune è stato tra i primi del cratere a demolire e rimuovere le macerie, un'accelerazione che ha consentito di avviare prima alcune delle opere necessarie per restituire alla città edifici e servizi. A fare il punto è il sindaco Rosa Piermattei, che parte dai numeri per raccontare lo stato della ricostruzione privata: sono 1.208 gli edifici dichiarati inagibili, 1.008 le pratiche presentate, 782 quelle finanziate e 547 gli edifici tornati agibili. Un bilancio che, a dieci anni dal sisma, restituisce l'immagine di una città che ha compiuto passi avanti significativi, pur essendo ancora lontana dalla conclusione del percorso. «Siamo ancora molto lontani, ma allo stesso tempo siamo abbastanza contenti del risultato raggiunto», spiega Piermattei. Nel frattempo, infatti, San Severino ha visto la conclusione di importanti interventi pubblici, tra cui la ricostruzione di una scuola e dell'Itis Divini, uno dei simboli della ripartenza della città. «San Severino sta cambiando volto», sottolinea il sindaco. Il percorso, però, non è stato lineare. La burocrazia ha rallentato la ricostruzione, mentre la pandemia ha imposto uno stop durato quasi tre anni. Poi sono arrivati gli effetti delle guerre e l'aumento dei costi delle materie prime, in particolare di ferro e legno, costringendo a rivedere diversi interventi e i relativi quadri economici. Sul fronte delle opere pubbliche, il Comune ha già completato alcuni dei primi interventi riconosciuti e sta lavorando al secondo stralcio, per oltre 40 milioni di euro. Tra gli interventi più importanti c'è la casa di riposo, con un costo superiore ai 13 milioni e arrivato a circa 15 milioni, ma sono diversi i cantieri e i progetti che stanno entrando nella fase operativa. È partita la palazzina Scuriatti, mentre sono prossimi all'avvio gli interventi sull'ex cinema Italia, il primo stralcio delle Sette Cannelle e l'asilo nido. Nei prossimi mesi dovrebbero inoltre iniziare i lavori per la ricostruzione di una scuola. A questi si aggiungono gli interventi sui cimiteri, diversi dei quali sono stati riconosciuti nell'ambito della ricostruzione. Ma dietro numeri, cantieri e pratiche ci sono soprattutto le persone. E dopo dieci anni il fattore tempo pesa sempre di più. «Le persone di questa comunità sono anziane e hanno difficoltà, vogliono ritornare nelle proprie abitazioni», sottolinea Piermattei. Da qui l'auspicio che l'accelerazione registrata negli ultimi due anni possa proseguire, permettendo ai cittadini di tornare a una vita normale e, soprattutto, consentendo alla comunità di iniziare a ragionare sul futuro. Perché la ricostruzione, secondo il sindaco, non può limitarsi alla restituzione degli edifici danneggiati. La vera sfida è ripopolare i territori del cratere. San Severino ha un territorio di 194 chilometri quadrati, il più esteso della provincia di Macerata e il terzo a livello regionale. Un'estensione che rende ancora più importante garantire collegamenti, servizi e attrattività. Tra le questioni considerate decisive c'è quella dell'intervalliva, opera attesa per migliorare i collegamenti della città. «Speriamo che stia andando avanti al Ministero e si possa realizzare», dice Piermattei, spiegando come la mancanza di un collegamento adeguato rischi di penalizzare ulteriormente San Severino. C'è poi il tema dell'ospedale, un altro presidio che il Comune considera fondamentale per il futuro della comunità. «Stiamo cercando di far capire l'importanza di avere un presidio ospedaliero proprio qui a San Severino, ma che funzioni al 100%», afferma il sindaco. A raccontare concretamente come sia cambiata la vita dopo il sisma è anche il villaggio Campagnano, dove sono state realizzate 103 Soluzioni abitative di emergenza. «Non abbiamo avuto nessun tipo di problematica in questi dieci anni e sono tutte occupate», spiega Piermattei. Una parte delle SAE è utilizzata dall'Arma dei carabinieri, che ha dovuto lasciare la propria sede danneggiata dal terremoto, mentre altre ospitano famiglie che stanno ancora aspettando di poter rientrare nelle loro abitazioni. Il tempo, però, ha trasformato anche il rapporto con queste strutture. Alcune vengono utilizzate, attraverso un bando, per dare una soluzione abitativa a famiglie che ne hanno necessità. A dieci anni dal terremoto, quindi, San Severino si trova davanti a un bivio: completare la ricostruzione e contemporaneamente costruire le condizioni per un nuovo futuro demografico ed economico. «Come comunità colpita dal sisma abbiamo bisogno sempre di essere positivi, guardare avanti, ma soprattutto dobbiamo andare e camminare molto più veloce», conclude Piermattei. Un appello rivolto alla burocrazia e alle istituzioni, non soltanto per San Severino ma per tutti i Comuni del cratere: «Dobbiamo far sì che ritornino alla loro vita e si possa pensare a un futuro».

24/08/2026 10:00
Dieci anni dal terremoto: quella notte che cambiò per sempre la vita di migliaia di persone

Dieci anni dal terremoto: quella notte che cambiò per sempre la vita di migliaia di persone

24 agosto 2016, ore 03:36:32.L'inizio di una tragedia. Quella fu la prima scossa di terremoto di 6.0 di “magnitudo momento”, con l'epicentro situato tra i comuni di Amatrice e Accumoli, in provincia di Rieti, e di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Seguirono quelle del 26 ottobre 2016, con epicentri al confine umbro-marchigiano, e quella del 30 ottobre 2016, che è stata la scossa più forte, di “magnitudo momento” pari a 6.5, con epicentro tra i comuni di Norcia e Preci, in provincia di Perugia. Il 18 gennaio 2017 si verificò una nuova sequenza tellurica di quattro forti scosse di magnitudo superiore a 5.0, con epicentri localizzati tra i comuni aquilani di Montereale, Capitignano e Cagnano Amiterno. Tutti questi eventi obbligarono circa 41.000 persone a lasciare le loro case, ferirono più o meno gravemente circa 388 cittadini e uccisero 303 esseri umani, alcuni dei quali a causa del forte spavento che ne causò l'infarto miocardico. Una tragedia che, dopo dieci anni, vuole essere ricordata dallo scrittore Giovanni Paolo Carlino-Giuliani, che insieme a sua mamma, allora ultraottantenne, subì quella drammatica esperienza che li segnò per sempre, lasciando delle ferite che ancora oggi, anche a causa di una lentissima e insensibile burocrazia, non riescono minimamente a rimarginarsi. Lo scrittore, nel profondo rispetto di tutti coloro che avevano vissuto più o meno gravemente quella tragedia, solo dopo tre anni riuscì a parlarne pubblicamente scrivendo una poesia, che ora dedica a tutti coloro che, in qualsiasi modo e per qualsiasi ragione, ne sono stati e continuano a esserne feriti nel corpo e nell'anima. La rondinella Solinga rondinellache al par di me t'aggiri senza posa.Ora ti vedo volar via veloce,ora tornar, lanciando gridi acuti,mentre impazzita cerchiquel nido, che non sai dove si trovi. Tutto è perduto ormai, mia cara amica,la terra che tremò distrusse tuttoquel che facemmo un dì,tra sacrifizi e stenti,e senza immaginar codesta fine. La notte, si portò lontano i sogni,figli, dell'aurea polve del disio.Ed or disperi, or non comprendi il sensodi questa primavera. Compagna di sventura,anch'io perdetti il nido in pochi istantie l'amor mio, c'or non sa chi sono,rapito dal tormento e dalla colpaper non aver salvato il suo figliuolo. E il cane mio fedele,che mi destò dal sonno più profondoe non riusci a spezzare le catene. Amica, non strillare, te ne prego,non lacerarmi il core,non farmi, ahimè, pensarea quel c'ora farai:se in fin, potrai ricostruir quel nido;se tornerai a giuocar co' i tuoi figliuoli;se volerai lontano...per non tornar mai più. Giovanni Paolo Carlino-Giuliani

24/08/2026 10:00
Sisma, dieci anni dopo. Castelli: "Ricostruzione atto di giustizia verso le comunità, il riferimento è il Friuli"

Sisma, dieci anni dopo. Castelli: "Ricostruzione atto di giustizia verso le comunità, il riferimento è il Friuli"

Dieci anni non bastano per colmare il dolore, ma sono un tempo sufficiente per misurare la forza di chi ha deciso di non arrendersi. Alle 3.36 del 24 agosto 2016 la terra tremò e il Centro Italia sprofondò nell'incubo: 299 vittime, paesi rasati al suolo e un’intera comunità ferita al cuore. A un decennio da quella notte, Amatrice, Accumoli, Arquata e tutti i borghi del cratere ricordano chi non c’è più, ma guarda avanti. Nel più grande cantiere d’Europa, la ricostruzione ha finalmente ingranato la marcia giusta, trasformandosi in una storia di riscatto e dignità. I numeri del Rapporto 2026 raccontano una svolta concreta, ma ancora molta strada c'é da percorrere. "Quasi il 98 per cento delle opere pubbliche programmate è stato sbloccato e oltre 14 mila cantieri privati sono già stati completati", spiega il commissario sisma Guido Castelli. "Le gru dominano ancora il paesaggio, ma oggi restituiscono case sicure, scuole moderne come l'istituto Betti di Camerino e il Divini di San Severino, ed edifici simbolici della nostra identità spirituale, primo tra tutti la Basilica di San Benedetto a Norcia". Ma la sfida vera, come sottolinea il commissario straordinario non è stata soltanto posare mattoni, bensì "ricucire il tessuto sociale ed economico di un territorio che rischiava lo spopolamento definitivo. Attraverso i fondi dedicati e la strategia di riparazione economica, l'Appennino centrale sta difendendo con le unghie il diritto a restare. I dati confermano una ripartenza reale: l'occupazione cresce a ritmi superiori alla media nazionale, mentre la percentuale di giovani che non studiano e non lavorano è crollata, toccando ad Ascoli e Macerata valori tra i più bassi d'Italia". "Il punto di riferimento resta lo storico modello del Friuli del 1976, ma con la consapevolezza di dover gestire un territorio vastissimo diviso tra quattro regioni. A metà strada da quel traguardo, la rinascita procede a passo spedito. Ogni cantiere che chiude, ogni famiglia che rientra a casa e ogni attività che riapre i battenti rappresentano la vittoria della speranza sulla tragedia, l'omaggio più bello a chi ha perso la vita in quella terribile notte di fine estate".

23/08/2026 15:37
San Severino, medico aggredito in ospedale: la condanna del sindaco

San Severino, medico aggredito in ospedale: la condanna del sindaco

A seguito del grave episodio di violenza verificatosi presso il Punto di Primo Intervento dell'ospedale civile "Bartolomeo Eustachio" di San Severino Marche, dove un uomo in stato di alterazione psicofisica ha aggredito il medico di turno e il personale sanitario in servizio scagliando un telefono cellulare contro il sanitario e ferendolo al volto, oltre a provocare momenti di forte tensione e danni alla struttura, il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, interviene per esprimere la più dura condanna del gesto e manifestare piena vicinanza agli operatori della struttura. “L’episodio di violenza verificatosi al Punto di Primo Intervento è un atto gravissimo, inaccettabile e indegno di una società civile - dichiara il sindaco della Città di San Severino Marche, che aggiunge - A nome dell’intera comunità e dell’Amministrazione comunale esprimo la più ferma e assoluta condanna per quanto accaduto e la massima solidarietà al medico ferito, agli infermieri e a tutti gli operatori sanitari. Chi lavora ogni giorno in corsia per tutelare la salute pubblica e salvare vite umane merita rispetto, tutela e gratitudine, mai violenza o intimidazione. Aggredire un operatore sanitario significa colpire l'intero sistema di cura e ferire il cuore della nostra comunità. Desidero inoltre rivolgere un sentito ringraziamento alle forze dell'ordine per la professionalità con cui sono intervenute, individuando e denunciando in brevissimo tempo l'autore del gesto”. Alle parole del primo cittadino si aggiunge la dichiarazione dell'assessore comunale alla Salute e alla Sicurezza, Jacopo Orlandani: “Questi episodi sono assolutamente da condannare e reprimere con la massima fermezza. Esprimo la mia personale vicinanza al medico colpito e a tutto il personale del nostro ospedale che lavora con dedizione affrontando ogni giorno un carico d'impegno notevole. Proprio per la grande mole di lavoro svolta dalla struttura, ci auguriamo che possano essere assunte guardie giurate preposte alla vigilanza notturna a supporto del Punto di Primo Intervento, così da garantire standard di sicurezza adeguati e consentire agli operatori di svolgere il proprio prezioso servizio in piena serenità”.

22/08/2026 14:00
Grazie per il tuo prezioso contributo: quando il commento profuma di ChatGPT

Grazie per il tuo prezioso contributo: quando il commento profuma di ChatGPT

L’altro giorno pubblico un post e, dopo poco, arriva un commento. Lo leggo e dice così: “Grazie per aver condiviso questa preziosa riflessione, la tua analisi offre spunti davvero stimolanti che arricchiscono il dibattito e invitano a una profonda considerazione sul tema”. Lo leggo. Poi lo rileggo. Educatissimo, impeccabile, neanche una virgola fuori posto. Ed è proprio lì che mi viene il dubbio: ma il mio post l’hai letto davvero oppure l’hai semplicemente dato in pasto a ChatGPT chiedendogli di rispondere al posto tuo? Perché ormai esiste un vero e proprio mood: il commento che profuma di intelligenza artificiale. Lo riconosci subito, ha un tono sempre molto educato, una lunghezza perfetta, parole importanti distribuite al punto giusto. Spesso parte con un “che riflessione stimolante” o con un “grazie per questo prezioso contributo”, continua dicendo cose apparentemente profondissime senza entrare mai davvero nel merito e termina con qualche solenne invito a “continuare a coltivare il dialogo”. Tutto giusto. Forse troppo. Ed è proprio questo che mi fa sorridere e, allo stesso tempo, riflettere. Perché un commento dovrebbe essere uno dei momenti più umani dei social: il punto in cui una persona vera si ferma davanti a quello che hai scritto e reagisce. Magari con una frase imperfetta, magari con un errore di battitura, magari semplicemente dicendo: “Questo mi ha fatto pensare a mia madre”. Eppure, in quelle poche parole, senti che dall’altra parte c’è qualcuno che ha letto davvero e ha sentito il bisogno di dirti qualcosa. Un commento autentico può essere buttato là, frettoloso, persino grammaticalmente discutibile. Non importa, se nasce da una reazione vera, arriva dritto. Quello perfettino, lucidato, ruffiano, invece lascia spesso una sensazione strana: è cortese, è elegante, ma potrebbe stare sotto qualsiasi post. Ed è proprio lì che perde valore. Naturalmente il problema non è ChatGPT. Sarebbe piuttosto curioso che fossi io a demonizzare l’intelligenza artificiale. La uso, la studio, la consiglio e penso che oggi chi lavora nella comunicazione debba conoscerla molto bene. Il punto non è usarla o non usarla. Il punto è capire come usarla e, soprattutto, quando. Tra farsi aiutare e farsi sostituire passa una bella differenza. Hai un pensiero, sai cosa vuoi dire, ma vuoi esprimerlo meglio? Benissimo. Chiedi all’intelligenza artificiale di aiutarti a renderlo più chiaro, più sintetico, magari anche più elegante. Quello è un uso intelligente dello strumento. Ma se il pensiero non c’è e chiedi alla macchina di inventarlo al posto tuo, il risultato cambia completamente. Può essere perfetto, può suonare benissimo, può sembrare autorevole, solo che non sei tu. E sui social, dove siamo già sommersi da contenuti, parole, reazioni e commenti, aggiungere altro rumore educatissimo non serve a nessuno. La mia regola sul bon ton dell’intelligenza artificiale, alla fine, è molto semplice: l’AI può aiutarti a trovare le parole. Il pensiero, però, devi mettercelo tu. L’ordine è tutto. Perché quando c’è un’idea vera dietro, l’intelligenza artificiale può persino valorizzarla, aiutarti a darle forma, renderla più efficace. Quando manca l’idea, invece, può soltanto confezionare molto bene il nulla cosmico. E il nulla, anche se scritto in modo impeccabile, resta il nulla. Quindi la prossima volta che un post ti piace davvero, prova con il metodo più rivoluzionario del momento: scrivi quello che pensi. Anche in due righe, anche senza parole perfette. Un “mi hai fatto pensare a…” scritto da te vale molto più di un “prezioso contributo alla riflessione collettiva” scritto da qualcun altro. Anche se quel qualcun altro è bravissimo a scrivere! CHIC / NON CHIC CHIC: usare ChatGPT per migliorare un’idea che hai avuto tu.NON CHIC: chiedergli un post, copiarlo e pubblicarlo senza neppure rileggerlo.

22/08/2026 12:00
Porto Recanati, via libera alla balneazione: revocato il divieto a nord della foce del Potenza

Porto Recanati, via libera alla balneazione: revocato il divieto a nord della foce del Potenza

Torna il via libera alla balneazione nel tratto di costa a nord della foce del fiume Potenza. Il Comune ha revocato il divieto temporaneo disposto appena il giorno precedente, dopo aver ricevuto da Arpam la comunicazione relativa al ripristino della conformità dei parametri microbiologici. La revoca è stata formalizzata con l’Ordinanza sindacale numero 93 del 21 agosto 2026, che annulla il precedente provvedimento, l’Ordinanza numero 92 del 20 agosto. Il divieto era stato adottato in via precauzionale a seguito delle verifiche sulla qualità delle acque. I nuovi riscontri hanno però evidenziato il ritorno dei valori microbiologici entro i limiti previsti dalla normativa. Sulla base della comunicazione di Arpam, dunque, non sussistono più le condizioni che avevano determinato il provvedimento temporaneo. Per il tratto di costa interessato è quindi nuovamente consentito fare il bagno. La revoca arriva dopo la verifica della conformità dei parametri e consente di tornare alla normale fruizione dell’area.

21/08/2026 16:26
Superstrada Val di Chienti, ripartono i cantieri: interventi su viadotti, gallerie e pavimentazione

Superstrada Val di Chienti, ripartono i cantieri: interventi su viadotti, gallerie e pavimentazione

Dopo la sospensione dei cantieri disposta durante l’esodo estivo per agevolare la circolazione, sulla strada statale 77 “della Val di Chienti” tornano gli interventi di manutenzione programmata di Anas. Un piano articolato che interesserà viadotti, gallerie, pavimentazione e aree verdi, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza, migliorare la qualità delle opere e garantire nel tempo livelli adeguati di servizio dell’infrastruttura. I lavori entreranno progressivamente nel vivo già a partire dalla fine di agosto e proseguiranno, per alcune opere, fino al 2027. Inevitabili le modifiche alla viabilità, che saranno organizzate per fasi per limitare quanto più possibile i disagi agli automobilisti. Tra gli interventi principali c’è il risanamento strutturale e il miglioramento sismico del viadotto Chienti III, lungo circa 270 metri e situato tra gli svincoli di Corridonia e Morrovalle. L’investimento ammonta a 3,16 milioni di euro. Il progetto prevede la sostituzione degli appoggi con dispositivi antisismici, il rinforzo di alcune parti della struttura, il risanamento del calcestruzzo, la sostituzione delle barriere di sicurezza, il rifacimento delle opere idrauliche e dei giunti di dilatazione e, infine, il rifacimento della pavimentazione. La prima fase scatterà a settembre e prevede, in entrambe le carreggiate, la chiusura della corsia di marcia, con transito consentito sulla corsia di sorpasso. Particolarmente delicate saranno le operazioni di sollevamento dell’impalcato, che richiederanno la chiusura completa della SS77 in entrambe le direzioni per dieci notti. In quelle ore il traffico tra Corridonia e Morrovalle sarà deviato sulla viabilità secondaria. Durante il giorno, invece, sarà mantenuto il transito sulla corsia di sorpasso. Da aprile 2027 sarà chiusa la corsia di sorpasso, con traffico sulla corsia di marcia. L’ultima fase, prevista tra giugno e luglio 2027, comporterà invece la chiusura di una carreggiata e il transito a doppio senso su quella opposta. Interventi analoghi interesseranno il viadotto Caldarola, lungo 355 metri, tra gli svincoli di Caldarola e Serrapetrona. L’investimento previsto è di 3,54 milioni di euro. Anche in questo caso il programma comprende interventi sugli appoggi, miglioramento sismico, rinforzo delle strutture, risanamento del calcestruzzo, sostituzione delle barriere, opere idrauliche, giunti di dilatazione e pavimentazione. Da settembre sarà chiusa la corsia di marcia in direzione Foligno, mantenendo il transito sulla corsia di sorpasso. Da gennaio 2027 la situazione verrà invertita, con interventi sulla carreggiata in direzione Civitanova Marche. Ad aprile 2027 è prevista la chiusura delle corsie di sorpasso in entrambe le direzioni, con transito sulla corsia di marcia. Da settembre a novembre 2027, infine, sarà chiusa una carreggiata e il traffico verrà regolato a doppio senso su quella opposta. Novità anche nei pressi dello svincolo Macerata Sud/Corridonia, dove riprenderanno i lavori di risanamento profondo della pavimentazione. L’intervento, dal valore complessivo di 3,7 milioni di euro, è già stato completato per circa il 65%. Da inizio settembre partirà l’ultima fase, che prevede il rifacimento delle rampe dello svincolo e di un tratto della carreggiata in direzione Foligno. Le rampe in ingresso e in uscita saranno chiuse per circa 15 giorni lavorativi per ciascuna direzione. Successivamente si procederà con il rifacimento della pavimentazione della carreggiata verso Foligno, attraverso uno scambio di carreggiata. In questa fase lo svincolo sarà chiuso in ingresso e in uscita per chi viaggia verso Foligno. La conclusione dei lavori è prevista entro la fine di ottobre. Dal 24 agosto riprenderanno inoltre gli interventi sugli impianti tecnologici della galleria Varano, tra gli svincoli di Colfiorito e Serravalle di Chienti. Il cantiere rientra nel progetto europeo Cef Meridian – Tunnel 4.0 e prevede l’implementazione di una piattaforma digitale intelligente destinata a migliorare ulteriormente i livelli di sicurezza della galleria. Nella prima fase il traffico sarà deviato, una direzione alla volta, sulla viabilità secondaria, utilizzando il vecchio tracciato della SS77. Da novembre è previsto invece uno scambio di carreggiata, con doppio senso di marcia sulla carreggiata opposta. L’intervento dovrebbe essere completato prima di Natale 2026. A ottobre partiranno poi i lavori di adeguamento degli impianti tecnologici della galleria Madonna del Sasso, tra Caccamo e Camerino. L’opera prevede un investimento di 3 milioni di euro e durerà circa sei mesi. Anche in questo caso sarà necessario uno scambio di carreggiata, con traffico sempre garantito a doppio senso sulla carreggiata opposta. Anas valuterà eventuali sospensioni del cantiere in occasione delle festività o nei periodi caratterizzati da maggiore traffico. Il piano di interventi sulla SS77 comprenderà infine, nel corso del prossimo anno, lavori di manutenzione del verde e l’abbattimento delle alberature presenti a ridosso della sede stradale. Le eventuali limitazioni al traffico saranno introdotte di volta in volta, in base alle esigenze dei singoli interventi. Si apre dunque una nuova fase di cantieri sulla Val di Chienti: opere importanti per la sicurezza e la conservazione dell’infrastruttura, ma che richiederanno agli automobilisti particolare attenzione e pazienza soprattutto nei periodi di maggiore intensità del traffico.

21/08/2026 12:00
Caso di Virus Toscana a Tolentino: scatta la prevenzione. "Nessun allarme"

Caso di Virus Toscana a Tolentino: scatta la prevenzione. "Nessun allarme"

Un caso accertato di infezione da virus Toscana è stato segnalato questo pomeriggio al sindaco di Tolentino dall’AST di Macerata. Il contagio riguarda un soggetto domiciliato nel territorio comunale, in una zona esterna al centro urbano. Le autorità sanitarie e amministrative rassicurano immediatamente i cittadini: "La situazione è sotto controllo, non c'è alcun allarmismo e si tratta di un episodio del tutto sporadico che non deve destare preoccupazione, pur richiedendo la giusta attenzione". La trasmissione del virus avviene attraverso la puntura dei pappataci, piccoli insetti ematofagi particolarmente attivi nelle ore crepuscolari e notturne dei mesi caldi. Sebbene l'infezione si risolva spesso senza gravi conseguenze, in una piccola percentuale di soggetti può evolvere in forme più serie come meningiti o meningo-encefaliti. La lotta a questi vettori presenta tuttavia complessità specifiche: le uova vengono deposte in ambienti umidi e ricchi di materiale organico al riparo dalla luce solare, rendendo poco efficaci i tradizionali trattamenti larvicidi o l'uso di insetticidi sugli esemplari adulti. Per contenere i rischi, la prevenzione si sposta sul piano dei comportamenti individuali e della gestione del territorio. Per chi lavora all'aperto nei settori dell'agricoltura, della manutenzione o del controllo ambientale, così come per gli amanti dell'escursionismo, la prima difesa resta l'uso di repellenti cutanei e l'impiego di indumenti chiari a maniche e pantaloni lunghi. A livello ambientale diventa fondamentale la cura degli spazi privati e pubblici. Tra le indicazioni fornite figura la manutenzione del verde e degli argini dei corsi d'acqua, unita al risanamento edilizio tramite l'intonacatura delle crepe nei muri e la rimozione dei rifiuti organici. Una vigilanza particolare andrà riservata agli edifici abbandonati o in rovina, che rappresentano l'habitat ideale per la riproduzione dei pappataci. Infine, per prevenire parallelamente anche la diffusione delle zanzare, l'invito rivolto a tutta la popolazione è quello di mantenere puliti gli spazi interni ed esterni delle abitazioni, bonificando tempestivamente ogni eventuale raccolta d'acqua stagnante.

20/08/2026 22:41
Macerata, palestra di via Metauro: a oltre 100 giorni dall’inaugurazione l’impianto è abbandonato a se stesso

Macerata, palestra di via Metauro: a oltre 100 giorni dall’inaugurazione l’impianto è abbandonato a se stesso

Il 12 maggio era stata presentata come una delle nuove strutture sportive della città, realizzata grazie ai fondi del Pnrr e destinata a diventare un punto di riferimento per scherma, judo e karate. A distanza di oltre tre mesi, però, la nuova palestra di via Metauro, a Piediripa, non risulta ancora entrata nella piena operatività sportiva. Da quel giorno sono passati oltre cento giorni. La struttura era stata inaugurata proprio mentre Macerata si avviava verso le elezioni comunali e alla cerimonia avevano partecipato anche gli assessori uscenti Riccardo Sacchi, Andrea Marchiori e Paolo Renna, che in quell'occasione, proprio per il rispetto della par condicio, non avevano preso la parola. Oggi, 20 agosto, la palestra attende ancora di essere utilizzata dalle società sportive. L'auspicio è che l'avvio della nuova stagione possa finalmente segnare l'apertura effettiva dell'impianto. Il progetto era stato presentato con ambizioni importanti. Una struttura polifunzionale, accessibile e pensata non soltanto per ospitare le attività di scherma, judo e karate, ma anche per favorire l'inclusione attraverso lo sport. In occasione dell'inaugurazione, il dirigente dei servizi tecnici del Comune di Macerata Tristano Luchetti aveva sottolineato proprio la possibilità di utilizzare la palestra durante tutto l'arco della giornata, non essendo collegata a un istituto scolastico. Per la Macerata Scherma, inoltre, si trattava di un passaggio atteso da anni. Il presidente Alberto Affede aveva definito quella giornata “fondamentale”, ricordando come la scherma fosse presente in città dal 1975 ma avesse sempre dovuto fare i conti con strutture considerate precarie. La nuova palestra avrebbe dovuto rappresentare finalmente uno spazio dedicato esclusivamente alla disciplina, oltre che un possibile punto di riferimento per l'Università di Macerata e per i progetti di scherma inclusiva. Tra gli obiettivi annunciati c'erano anche i corsi di scherma in carrozzina e per non vedenti, oltre alla possibilità di sviluppare successivamente attività rivolte alle persone con disabilità cognitiva, compresi i ragazzi con autismo. Tutto questo, però, è ancora sulla carta per quanto riguarda l'effettivo utilizzo quotidiano della struttura. Al 20 agosto la palestra non ha ancora avuto quella funzione per la quale era stata presentata e inaugurata. Ora l'attenzione si sposta sull'inizio della stagione sportiva: sarà quello il momento in cui si potrà verificare se l'impianto entrerà finalmente a regime e se le promesse fatte in occasione dell'inaugurazione troveranno una concreta applicazione? Resta inevitabilmente anche una questione politica. L'inaugurazione del 12 maggio è arrivata a poche settimane dalle elezioni comunali, in un momento particolarmente delicato della vita amministrativa cittadina. Il rispetto della par condicio aveva persino imposto agli assessori presenti di non intervenire pubblicamente durante la cerimonia. Oggi, a oltre tre mesi di distanza, il fatto che una struttura già inaugurata sia ancora sostanzialmente ferma alimenta interrogativi sulla tempistica scelta per presentarla alla città come mossa propagandistica da parte della maggioranza. Adesso la palla passa all'assessore di competenza, che dovrà dare una risposta concreta. Perché inaugurare un impianto è una cosa, farlo vivere è un'altra. E per una struttura finanziata con risorse pubbliche, destinata allo sport e all'inclusione, è soprattutto il suo utilizzo quotidiano a determinare il valore dell'investimento.

20/08/2026 17:33
Maltempo, round 2 ad agosto nelle Marche: scatta l'allerta gialla per temporali, pericolo vento

Maltempo, round 2 ad agosto nelle Marche: scatta l'allerta gialla per temporali, pericolo vento

Ondata di maltempo in arrivo sulle Marche. A partire dalle ore centrali di domani, venerdì 21 agosto, è atteso il transito di un impulso instabile che porterà rovesci e temporali anche di forte intensità, accompagnati da frequenti fulminazioni e forti raffiche di vento. L'avviso di instabilità, emesso dalla Protezione Civile, sarà valido dalle ore 00:00 del 21 agosto fino alla mezzanotte del 22 agosto. Emessa, contestualmente, anche un'allerta gialla.  Il peggioramento è causato dal passaggio di flussi sud-occidentali a componente ciclonica. Il cielo si presenterà parzialmente nuvoloso o nuvoloso, con maggiori addensamenti lungo i settori centro-settentrionali e montani, dove le precipitazioni saranno più probabili e intense, prima di un’attenuazione prevista dalla serata con le prime schiarite. L'instabilità condizionerà anche il quadro termico, la ventilazione e le condizioni marine. Per quanto riguarda le temperature, le minime rimarranno stazionarie, mentre i valori massimi registreranno una sensibile diminuzione. I valori torneranno a risalire nella giornata di sabato, per poi subire una nuova flessione domenica. I venti soffieranno moderati da sud-ovest con raffiche fino a vento forte nelle zone montane e alto-collinari e fino a fresco altrove, con il rischio di forti raffiche durante i temporali. Il mare si presenterà da poco mosso sotto costa fino a mosso al largo. L'evoluzione meteorologica prevede una residua instabilità pomeridiana per la giornata di sabato sui settori centro-meridionali, mentre da domenica è atteso un generale miglioramento del tempo con il ritorno a condizioni di maggiore stabilità.

20/08/2026 16:40
Porto Recanati, escherichia coli oltre i limiti: stop alla balneazione a nord della foce del Potenza

Porto Recanati, escherichia coli oltre i limiti: stop alla balneazione a nord della foce del Potenza

PORTO RECANATI – Scatta il divieto temporaneo di balneazione in un tratto del litorale a nord della foce del fiume Potenza. Il provvedimento è stato disposto con ordinanza sindacale n. 92 del 20 agosto 2026, a seguito della comunicazione trasmessa da Arpam in merito alla qualità delle acque. Nel tratto di costa situato a 350,60 metri a nord della foce del fiume Potenza è stato infatti rilevato il superamento del valore limite previsto per il parametro microbiologico Escherichia coli. "Alla luce degli esiti degli accertamenti, l’Amministrazione comunale ha quindi disposto in via precauzionale il divieto temporaneo di balneazione nell’area interessata, invitando cittadini e bagnanti a rispettare l’ordinanza e la cartellonistica installata lungo il tratto di costa", si legge in una nota. "I controlli sulla qualità delle acque proseguiranno a cura di Arpam. Il divieto resterà in vigore fino a quando gli ulteriori accertamenti non evidenzieranno il ritorno dei parametri entro i limiti previsti". La riapertura del tratto alla balneazione, infatti, potrà avvenire esclusivamente a seguito di esito favorevole delle analisi e della successiva emissione di una nuova ordinanza sindacale. L’Amministrazione invita pertanto la cittadinanza e i frequentatori della spiaggia a "prestare attenzione alle indicazioni presenti sul posto e a non entrare in acqua nel tratto interessato dal provvedimento". Il divieto è temporaneo e circoscritto all’area indicata nell’ordinanza. Gli aggiornamenti saranno comunicati in seguito agli ulteriori risultati delle analisi effettuate da Arpam.

20/08/2026 15:33
"Giardini di Piediripa nel degrado tra erba alta, cavi a vista e fontanelle rotte": la protesta dei cittadini (VIDEO)

"Giardini di Piediripa nel degrado tra erba alta, cavi a vista e fontanelle rotte": la protesta dei cittadini (VIDEO)

Giardini di Piediripa in condizioni di degrado e manutenzione che, secondo le segnalazioni raccolte, tarda ad arrivare. È questa la situazione descritta da alcuni frequentatori dell'area, che ci hanno raccontato le diverse criticità presenti all'interno dei giardini. Tra i problemi segnalati c'è innanzitutto la vegetazione cresciuta senza un'adeguata manutenzione, con erba alta in diverse zone e rami caduti dagli alberi lasciati a terra. Una situazione che, secondo quanto riferito, sarebbe particolarmente evidente nelle aree maggiormente frequentate dai cittadini e dai ragazzi. Al centro delle segnalazioni ci sono anche le due fontanelle presenti nell'area, che si trovano in punti distinti dei giardini. La prima è quella all'interno del parco: i cittadini avevano segnalato una perdita d'acqua e, a seguito delle segnalazioni, la fontanella è stata chiusa. L'intervento ha quindi fermato la perdita, ma secondo quanto riferito la fontanella non sarebbe stata successivamente riparata, rimanendo di fatto inutilizzabile. Diversa la situazione per la fontanella presente nello sgambatoio per cani. Anche questa era stata chiusa in precedenza dopo una perdita, ma oggi è stata riaperta. Il problema, però, non sarebbe completamente risolto. Il terreno sottostante la fontanella, infatti, sta cedendo e la struttura sta progressivamente sprofondando. Una criticità ben visibile che rende necessario intervenire anche sulla superficie circostante. La zona intorno alla fontanella tende infatti a raccogliere acqua, creando fango e rendendo più difficile l'utilizzo dell'area per chi porta i propri animali. La richiesta di materiale per sistemare il terreno, secondo quanto riferito, sarebbe già stata avanzata, ma l'intervento non sarebbe ancora stato effettuato. Le criticità riguardano anche il campo da calcetto, dove viene segnalata una situazione di scarsa manutenzione, con l'erba che avrebbe finito per ricoprire l'area. In un altro ingresso al parco, vicino ad una ex bocciofila oltre ad un ramo caduto e un palo segnaletico che sta per cadere, ci sono anche dei quadro elettrico con cavi a vista. Il quadro descritto dai cittadini è quindi quello di un'area verde che necessita di diversi interventi di manutenzione, dal taglio dell'erba alla rimozione dei rami, fino alla sistemazione delle fontanelle e dei terreni circostanti. Le segnalazioni, alcune delle quali già rivolte al Comune, riguardano dunque problemi differenti ma concentrati nello stesso spazio: un'area frequentata da cittadini, ragazzi e proprietari di cani che, secondo chi la utilizza quotidianamente, avrebbe bisogno di maggiore attenzione e di interventi risolutivi.

20/08/2026 13:00
Dalla missione per Gaza alla protesta in Albania: cinque marchigiani con la Global Sumud Flotilla

Dalla missione per Gaza alla protesta in Albania: cinque marchigiani con la Global Sumud Flotilla

Dalla missione diretta verso Gaza alla protesta in Albania. Cinque attivisti marchigiani partecipano alla nuova iniziativa della Global Sumud Flotilla, dopo aver preso parte alla precedente missione diretta verso la Striscia e fermata dalla Marina israeliana in acque internazionali lo scorso 18 maggio. Si tratta di Marco Montenovi, Maurizio Menghini e Vittorio Sergi, già protagonisti della precedente missione, ai quali in questa occasione si sono aggiunti Daniele Randelli e Valeria Tinti. Le imbarcazioni, recuperate e riparate dai volontari dopo l'episodio dello scorso maggio, sono partite il 16 agosto da Augusta con destinazione Valona, in Albania, dove è previsto l'arrivo dopo una tappa a Brindisi, il 20 agosto. La nuova missione non avrà come destinazione Gaza. L'obiettivo è infatti raggiungere l'isola di Sazan e la zona della laguna di Narta e Zvernec, dove da mesi è in corso una mobilitazione ribattezzata «rivoluzione dei fenicotteri», nata in opposizione a un progetto immobiliare che coinvolge una società legata a Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Tra i partecipanti ci sono anche esponenti del Coordinamento Marche per la Palestina. Montenovi, Sergi e Tinti fanno parte del coordinamento e prenderanno parte alle iniziative previste in Albania nelle giornate del 21 e 22 agosto. Il programma prevede anche la partecipazione al corteo contro il governo di Edi Rama, in programma nella serata del 22 agosto a Tirana. La missione rappresenta dunque una nuova tappa dell'impegno degli attivisti marchigiani, dopo l'esperienza dello scorso maggio. Le imbarcazioni utilizzate nella precedente iniziativa erano state recuperate e successivamente riparate dai volontari, tornando ora in mare per una nuova mobilitazione. Il rientro nelle Marche dei cinque attivisti è previsto entro la fine di agosto. (Foto Ansa) 

19/08/2026 17:34
Recanati, parte il cantiere della nuova rotatoria: lavori al via il 24 agosto

Recanati, parte il cantiere della nuova rotatoria: lavori al via il 24 agosto

RECANATI – Dopo anni di attesa, prende finalmente il via la realizzazione della nuova rotatoria tra via Nazario Sauro e viale Aldo Moro. Il cantiere sarà aperto lunedì 24 agosto e, secondo il cronoprogramma, dovrebbe concludersi nell’arco di circa tre settimane, con l’obiettivo di completare l’intervento prima dell’avvio del nuovo anno scolastico. L’opera, programmata da tempo e dal valore complessivo di 202mila euro, con un finanziamento parziale della Regione Marche, non era ancora entrata nella fase esecutiva. L’Amministrazione comunale ha scelto di concentrare i lavori nell’ultima parte dell’estate, approfittando di un periodo caratterizzato da una minore pressione sul traffico cittadino e cercando così di limitare i disagi per residenti, automobilisti e attività della zona. «È un intervento che Recanati attende da anni e veder partire finalmente il cantiere è certamente una buona notizia – sottolinea l’assessore ai Lavori Pubblici Roberto Bartomeoli –. Allo stesso tempo siamo consapevoli che ogni lavoro sulla viabilità comporta inevitabilmente qualche disagio. Per questo abbiamo lavorato sulla programmazione affinché la fase di cantiere si concentrasse in queste ultime settimane d’estate e si concludesse prima della ripresa delle scuole e del ritorno a pieno regime delle attività cittadine». Durante i lavori l’accessibilità alla zona sarà comunque garantita, seppur con alcune modifiche alla circolazione. Viale Aldo Moro potrà contare su un ulteriore accesso, mentre lungo via Nazario Sauro il traffico sarà regolato in base all’avanzamento del cantiere, ricorrendo, quando necessario, al senso unico alternato con semaforo o con l’ausilio di movieri. Nel dettaglio, a partire da lunedì 24 agosto sarà temporaneamente interdetta la circolazione veicolare e pedonale all’uscita nord-est di viale Aldo Moro, nel tratto compreso tra l’intersezione con via Mattutini e la traversa senza sbocco situata a monte della scuola secondaria M. L. Patrizi. In corrispondenza dell’intersezione tra via Nazario Sauro e viale Aldo Moro sarà invece istituito il senso unico alternato, secondo le esigenze del cantiere e l’avanzamento delle lavorazioni. La circolazione sarà regolata da movieri oppure da un impianto semaforico. Limitazioni ridotte al minimo anche per i pedoni. Nel passaggio di collegamento tra via Mattutini e viale Nazario Sauro, infatti, il transito pedonale sarà vietato solamente nel caso in cui le esigenze del cantiere lo rendano strettamente necessario. «Abbiamo cercato di conciliare due esigenze: far partire senza ulteriori rinvii un’opera attesa da tempo e tutelare il più possibile la quotidianità dei cittadini – conclude Bartomeoli –. Le modifiche alla circolazione saranno temporanee e gestite in modo da mantenere la zona accessibile. Chiediamo qualche settimana di attenzione e collaborazione, necessaria per consegnare alla città un intervento destinato a migliorare in maniera permanente la viabilità e la sicurezza di questo punto di Recanati». Il cantiere dovrebbe dunque concludersi prima della riapertura delle scuole, così da evitare che la fase più delicata dei lavori coincida con il ritorno a pieno regime del traffico cittadino.

18/08/2026 15:10
"Pian dell'Elmo dopo Ferragosto è una discarica a cielo aperto: uno spettacolo che mi ha rattristata"

"Pian dell'Elmo dopo Ferragosto è una discarica a cielo aperto: uno spettacolo che mi ha rattristata"

Sacchi di rifiuti, bottiglie, mozziconi e oggetti abbandonati nell'area picnic e nei dintorni dei boschi di Pian dell'Elmo, nel territorio di Apiro. È la situazione documentata il 17 agosto da una visitatrice che ha deciso di segnalare alla nostra redazione le condizioni in cui si è trovata davanti l'area attrezzata dopo il lungo weekend di Ferragosto. La segnalazione è accompagnata da alcune fotografie che mostrano rifiuti disseminati nell'area (vedi copertina, ndr), nonostante la presenza di numerosi cassonetti destinati alla raccolta. "A Pian dell'Elmo è presente un'area attrezzata per i picnic e, dopo il lungo weekend di Ferragosto, la situazione che mi sono trovata davanti era davvero imbarazzante: immondizia ovunque, sacchi di rifiuti abbandonati, bottiglie, mozziconi di sigaretta e oggetti di ogni genere disseminati nell'area", racconta la lettrice. La donna precisa di non poter stabilire quando e da chi siano stati lasciati i rifiuti, ma sottolinea come la situazione riscontrata il 17 agosto sia arrivata al termine di alcuni giorni caratterizzati da un forte afflusso di persone. "La montagna richiede rispetto" La visitatrice, appassionata di montagna e frequentatrice abituale anche degli ambienti di alta quota, lega quanto osservato a una riflessione più ampia sul rapporto tra turismo e natura. "Negli ultimi anni ho purtroppo visto aumentare sempre di più il numero di persone che frequentano la montagna e gli ambienti naturali senza avere la minima consapevolezza del rispetto che questi luoghi richiedono", racconta. La sua intenzione era trascorrere una giornata lontano dai percorsi di alta montagna, scegliendo una passeggiata in un luogo immerso nella natura. L'impatto con l'area di Pian dell'Elmo, però, è stato ben diverso da quello che si aspettava: "Avevo deciso di concedermi una giornata lontano dall'alta montagna, scegliendo una passeggiata tranquilla in un luogo immerso nella natura e che immaginavo bello e pacifico. Invece mi sono trovata davanti a uno spettacolo che mi ha profondamente rattristata". Secondo la lettrice, il problema non riguarda soltanto la presenza materiale dei rifiuti, ma soprattutto il comportamento che ne è alla base: "Il problema non sono soltanto i rifiuti. È la mentalità che c'è dietro: l'idea che si possa lasciare qualsiasi cosa a terra perché 'tanto qualcuno pulirà', come se i luoghi naturali fossero di nessuno e come se le proprie azioni non avessero conseguenze". "I cassonetti ci sono, non è una questione di fare grandi sforzi" Uno degli aspetti che ha colpito maggiormente la visitatrice è la presenza di numerosi contenitori per i rifiuti lungo l'area. "E in questo caso la cosa è ancora più difficile da comprendere, perché l'area è piena di cassonetti. Ne avrò contati decine durante la mia passeggiata", sottolinea. La segnalazione evidenzia quindi come, almeno secondo quanto osservato dalla visitatrice, non mancassero i punti di raccolta. Anche qualora alcuni contenitori fossero risultati pieni durante i giorni di maggiore affluenza, la lettrice ritiene che sarebbe stato comunque possibile evitare di disseminare i rifiuti nell'area e nel bosco: "Non si tratta quindi nemmeno di dover fare un grande sforzo per portare i propri rifiuti con sé: i contenitori sono presenti e facilmente raggiungibili". Da qui l'appello a un maggiore senso di responsabilità da parte di chi frequenta questi luoghi: chi porta qualcosa in un ambiente naturale dovrebbe essere altrettanto attento a riportarlo indietro o a smaltirlo correttamente. "Anche chi gestisce l'area deve intervenire" La responsabilità, secondo la visitatrice, non ricadrebbe però esclusivamente sui comportamenti individuali. La segnalazione chiama in causa anche la gestione dell'area, soprattutto in occasione di periodi caratterizzati da un'affluenza prevedibilmente elevata. "Ma credo che ci sia anche una seconda responsabilità, quella di chi ha in gestione l'area. In occasione di un periodo come Ferragosto, con un afflusso di visitatori ampiamente prevedibile, sarebbe stato ragionevole prevedere maggiori controlli e una verifica puntuale delle condizioni dell'area nei giorni successivi alla maggiore affluenza", afferma. L'obiettivo, precisa, non sarebbe quello di sostituire il senso civico dei visitatori, ma di affiancarlo con controlli e interventi tempestivi, soprattutto nei momenti in cui la pressione turistica aumenta: "Non è sufficiente confidare nel senso civico delle persone quando è evidente che, in alcuni casi, questo senso civico viene completamente a mancare. La tutela di un luogo naturale passa anche dalla capacità di prevenire, controllare e intervenire tempestivamente". La segnalazione si conclude con un auspicio: che quanto documentato possa contribuire a richiamare l'attenzione sulla necessità di tutelare Pian dell'Elmo, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso. "Trovo particolarmente triste che un luogo di media montagna così bello possa trasformarsi, proprio nei giorni di maggiore affluenza, in una discarica a cielo aperto", conclude la visitatrice, ribadendo che "la montagna e gli ambienti naturali non sono parchi giochi privati" ma ecosistemi fragili che richiedono responsabilità da parte di tutti.

18/08/2026 10:20
Cinghiali, da problema a risorsa: nel Maceratese nasce una nuova filiera della selvaggina

Cinghiali, da problema a risorsa: nel Maceratese nasce una nuova filiera della selvaggina

Il cinghiale da problema a risorsa per il territorio: è questo l'obiettivo dell'accordo sottoscritto nel Maceratese tra Coldiretti, le associazioni agricole, gli Ambiti Territoriali di Caccia Macerata 1 e Macerata 2 e Urca Marche, l'associazione ambientale che gestisce il Centro di Lavorazione della Selvaggina di Caccamo. Un'intesa definita innovativa, la prima di questo genere nelle Marche, che punta a cambiare l'approccio alla gestione del cinghiale. Non più soltanto una specie da contenere per limitare i danni alle coltivazioni, ma una risorsa economica, ambientale e alimentare da inserire in una filiera controllata e tracciata. L'obiettivo è aumentare la disponibilità di carne di selvaggina locale destinata ad agriturismi e ristorazione, garantendo contemporaneamente la sicurezza sanitaria delle carni e un maggiore controllo della popolazione selvatica. Un patto tra agricoltori, cacciatori e ambientalisti "Per costruire una convivenza equilibrata tra fauna selvatica e agricoltura occorre cambiare prospettiva", sottolinea David Donninelli, direttore di Coldiretti Macerata. Secondo Donninelli, il cinghiale può rappresentare un'opportunità per tutti gli attori coinvolti: per gli agricoltori, attraverso una gestione più efficace della popolazione e la conseguente riduzione dei danni; per i cacciatori, ai quali viene riconosciuto un valore economico per i capi conferiti; per agriturismi e consumatori, che potranno contare su una carne locale, sicura e tracciata. L'accordo si inserisce in un percorso avviato nelle Marche già nel 2023, con l'apertura del Centro di Lavorazione della Selvaggina di Caccamo gestito da Urca, associazione attiva anche nel centro sosta del Parco del Conero, in provincia di Ancona. La nuova impostazione punta quindi a superare la semplice logica del risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica, privilegiando la prevenzione attraverso maggiori catture e la costruzione di una filiera controllata. Nel Maceratese coinvolti circa 300 cinghiali all'anno L'intesa sottoscritta nel 2026 prevede un meccanismo operativo preciso. Ogni squadra di caccia al cinghiale degli Atc MC1 e MC2 dovrà puntare a conferire, durante ogni stagione venatoria, almeno cinque capi al Centro di Caccamo, con un peso eviscerato non inferiore a 50 chili. Nel complesso, la nuova filiera potrebbe arrivare a coinvolgere circa 300 animali ogni anno. Il cacciatore assume così un ruolo centrale non soltanto nella gestione della fauna selvatica, ma anche nella legalità delle operazioni e nella salubrità delle carni. Agricoltori, Ambiti Territoriali di Caccia, ambientalisti, cacciatori e mondo della ristorazione vengono inseriti all'interno di un unico progetto territoriale. Le associazioni agricole promuoveranno infatti l'utilizzo delle carni di selvaggina locale presso agriturismi e imprese, mentre Urca sosterrà l'adesione dei cacciatori, la formazione e la valorizzazione della filiera. "Il cinghiale può diventare una risorsa" Donninelli ha rivolto un ringraziamento ai presidenti degli ATC, Leonardo Romiti e Pio Chiaramoni, e ai rispettivi comitati per il sostegno al progetto. "Questo accordo pone le fondamenta di una nuova visione della caccia e della gestione faunistico-venatoria: il cinghiale da problema può diventare una risorsa del territorio", conclude il direttore di Coldiretti Macerata. L'obiettivo finale è quindi creare valore economico e occupazionale, contribuire alla tutela delle coltivazioni e, allo stesso tempo, offrire a consumatori e ristoratori una carne locale controllata e tracciata, trasformando la gestione del cinghiale in una filiera strutturata.

18/08/2026 09:40
Avvistati lupi alle porte di San Severino, il Comune invita alla prudenza: le regole da seguire

Avvistati lupi alle porte di San Severino, il Comune invita alla prudenza: le regole da seguire

La presenza di alcuni esemplari di lupo nella prima periferia e in alcune frazioni di San Severino Marche ha portato l’Amministrazione comunale a richiamare l’attenzione dei cittadini sulle corrette norme di comportamento e sulle buone pratiche per favorire una convivenza rispettosa e sicura con la fauna selvatica. Il lupo è un animale per sua natura schivo e diffidente nei confronti dell’uomo e, in condizioni normali, tende a evitarne la presenza. In determinate circostanze, tuttavia, la ricerca di cibo o la presenza di animali domestici incustoditi possono favorire l’avvicinamento di alcuni esemplari ai centri abitati o alle aree immediatamente circostanti. Per questo motivo il Comune di San Severino Marche ha diffuso un vademecum rivolto alla cittadinanza, con una serie di indicazioni utili a ridurre le possibilità di incontro e a prevenire situazioni che possano attirare gli animali. Una delle principali raccomandazioni riguarda la gestione del cibo e dei rifiuti. "Non bisogna lasciare all’aperto alimenti o scarti alimentari, che potrebbero rappresentare una fonte di attrazione per i lupi". "Particolare attenzione deve essere riservata ai rifiuti organici, che vanno conferiti rispettando gli orari previsti dal servizio di raccolta porta a porta". L’invito è a non esporre i sacchi la sera precedente, così da evitare che durante le ore notturne possano essere raggiunti dagli animali. "Anche le ciotole di cani e gatti non dovrebbero essere lasciate all’esterno, soprattutto nelle ore notturne". "Massima attenzione anche alla protezione degli animali. Cani, gatti, capre e pecore devono essere custoditi in strutture adeguate, come stalle, box o recinzioni idonee. Durante le passeggiate, invece, i cani devono essere tenuti sempre al guinzaglio". Il Comune raccomanda inoltre di evitare, nelle aree periferiche o considerate a rischio, "escursioni solitarie all’alba, al tramonto e durante le ore notturne". Cosa fare in caso di incontro "Se ci si trova a breve distanza da un lupo, la prima indicazione è quella di mantenere la calma e non correre. È consigliabile allontanarsi lentamente, camminando all’indietro e senza compiere movimenti improvvisi". "Nel caso in cui l’animale non si allontani, si può rendere evidente la propria presenza facendo rumore, parlando ad alta voce, battendo le mani o agitando le braccia". "È invece assolutamente sconsigliato inseguire l’animale, sia a piedi sia in automobile, per scattare fotografie o realizzare video. Particolare cautela deve essere adottata in presenza di cuccioli: non bisogna mai avvicinarsi né toccarli, poiché la madre si trova generalmente nelle vicinanze". Le segnalazioni alle autorità L’Amministrazione comunale invita i cittadini a segnalare tempestivamente eventuali avvistamenti alle autorità competenti. (Foto di archivio)

17/08/2026 14:05
Copyright © 2020 Picchio News s.r.l.s | P.IVA 01914260433
Registrazione al Tribunale di Macerata n. 4235/2019 R.G.N.C. - n. 642/2020 Reg. Pubbl. - n. 91 Cron.