Attualità

Ferragosto sui social: istruzioni per un feed che sembra tutto uguale

Ferragosto sui social: istruzioni per un feed che sembra tutto uguale

Stamattina ho aperto il telefono ancora mezza addormentata e in tre minuti di scroll ho visto quattordici piedi in riva al mare, sei tramonti praticamente identici, tre grigliate fumanti, due cocomeri tagliati a fette perfette e almeno cinque persone che hanno scritto "buon Ferragosto a tutti" sopra la foto del mare. E ho pensato: eccoci, ci siamo, è il giorno più social dell'anno, quello in cui l'Italia intera si sposta chi al mare chi in montagna e documenta ogni singolo istante come se fosse la prima volta che qualcuno va in vacanza nella storia dell'umanità. Perché il Ferragosto ha le sue regole non scritte, i suoi rituali fotografici precisi, e li rispettiamo tutti con una devozione quasi commovente. C'è la foto dei piedi al mare, quella intramontabile, con le onde che arrivano e la didascalia che parla di pace e di relax anche se magari cinque minuti prima stavi litigando per il posto sotto l'ombrellone. C'è il piatto della grigliata, immancabile, perché a Ferragosto se non fotografi la carne sul fuoco è come se non l'avessi mai fatta davvero. C'è chi è in montagna e ci tiene a farti sapere che lui il caldo lo evita, con la foto del panorama fresco e la frase leggermente polemica su quelli che si ammassano in spiaggia. E c'è il tramonto, sempre lui, quello che ogni sera migliaia di persone fotografano convinte di aver catturato qualcosa di irripetibile, e che invece nel feed sono tutti perfettamente uguali. La cosa che mi fa più sorridere, è il retroscena che si nasconde dietro ogni foto apparentemente spontanea. Perché quella foto dei piedi al mare che sembra così casuale in realtà è il risultato di sette scatti, tre spostamenti dell'asciugamano e una lunga trattativa con la luce. Quel gruppo di amici sorridenti attorno al falò ha impiegato dieci minuti buoni a sistemarsi, con qualcuno che diceva "no aspetta, rifacciamola che avevo gli occhi chiusi". E quella storia in cui sembra che ti stia godendo il momento con serenità zen l'hai postata mentre gli altri ti aspettavano spazientiti per andare a mangiare. Il bello del Ferragosto social è tutto qui, in questa distanza tenerissima tra la vacanza che mostriamo e quella che stiamo davvero vivendo, spesso molto più sudata e caotica. E poi ci sono loro, le vere protagoniste silenziose del Ferragosto digitale, quelle che a differenza di tutti gli altri non staccano mai davvero: le aziende. Perché mentre tu ti godi la tua grigliata, da qualche parte c'è un social media manager che alle otto di mattina ha già programmato il post del brand con la scritta "Buon Ferragosto" su uno sfondo di ombrelloni stock, quello uguale a quello di altri quattromila brand, tutti identici, tutti con lo stesso ombrellone finto e la stessa frase di auguri copiata e incollata. Ecco, se posso dare un consiglio a chi comunica per lavoro anche oggi, è proprio questo: se vuoi fare gli auguri, falli come li faresti a un amico, con la tua voce, con una foto vera del tuo mondo, e non con l'ennesimo ombrellone di plastica che non dice niente a nessuno. Ma al di là dei trucchi, dei retroscena e dei cliché, c'è una cosa bella nel Ferragosto sui social, e ve la dico con affetto. Che poi in fondo, dietro tutti quei piedi al mare e quei tramonti fotocopia, c'è semplicemente un sacco di gente che sta bene, che si sta godendo un giorno di festa, che ha voglia di dire al mondo "guardate, oggi sono felice". E questo, sotto tutti i filtri e le pose, è un messaggio che vale sempre la pena di condividere. Quindi fotografate pure quello che volete, ma ogni tanto, alzate lo sguardo e guardatelo davvero, quel mare. Perché quello, nessun filtro potrà mai renderlo come lo vedono i vostri occhi. Buon Ferragosto da me!

15/08/2026 12:00
Corridonia, 6mila persone all'ippodromo per Fabrizio Corona. Ma scatta la diffida del Masaf

Corridonia, 6mila persone all'ippodromo per Fabrizio Corona. Ma scatta la diffida del Masaf

La presenza di Fabrizio Corona al Gran Premio Città di Corridonia ha acceso i riflettori sull'ippodromo Martini, ma anche provocato la presa di posizione del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. La serata, che ha richiamato circa 6mila persone, è stata infatti preceduta da una tappa a Sirolo per Corona e accompagnata da una formale diffida nei confronti della società che gestisce l'impianto. Corona è arrivato nelle Marche da Milano e, prima di raggiungere Corridonia, ha trascorso la serata a Sirolo. Qui ha cenato da Casacon insieme ad alcuni amici e conoscenti. Terminata la cena, Corona ha raggiunto l'ippodromo Sigismondo Martini, dove era stato invitato come ospite in occasione della 52ª edizione del Premio Città di Corridonia, uno degli appuntamenti di riferimento della stagione di corse al galoppo. La gara principale della serata è stata vinta da Sea and Sea. Proprio intorno alla presenza dell'ex fotografo dei vip si è sviluppata la posizione del Masaf. Il ministero ha notificato una diffida a Caroli Global Srl, società tarantina che gestisce il Martini, chiedendo di non utilizzare i loghi Masaf e Grande ippica italiana per iniziative che non siano direttamente riconducibili all'attività ippica sportiva. Il ministero ha chiarito che l'iniziativa legata alla partecipazione di Corona, a suo giudizio, non rientra nelle attività promosse dal Masaf. La stessa posizione è stata ribadita dal sottosegretario Patrizio La Pietra, che ha ricordato come le sovvenzioni siano destinate alla gestione delle giornate di corse e agli interventi per infrastrutture e servizi. La diffida contiene anche un avvertimento per il futuro: secondo il Masaf, eventuali ulteriori utilizzi impropri dei due loghi potrebbero determinare il ricorso alle sedi giudiziarie competenti. Da parte della gestione dell'ippodromo, Cosimo Caroli aveva rinviato a oggi eventuali dichiarazioni sulla vicenda, spiegando di essere impegnato nei preparativi della serata e limitandosi a confermare la presenza di Corona.

14/08/2026 17:30
Parco eolico "Monte San Pacifico": arriva lo stop definitivo

Parco eolico "Monte San Pacifico": arriva lo stop definitivo

Il progetto per la realizzazione del parco eolico “Energia Monte San Pacifico” è stato definitivamente bocciato. L'impianto prevedeva sette aerogeneratori, per una potenza complessiva di 36 megawatt, distribuiti tra i territori di San Severino Marche, Serrapetrona, Castelraimondo e Camerino. A mettere la parola fine al progetto è il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, insieme al Ministero della Cultura. Con il decreto n. 510 è arrivato un giudizio negativo sulla compatibilità ambientale dell'impianto e sulla sua incidenza sul territorio. Il progetto era stato presentato dalla società Fred. Olsen Renewables Italy S.r.l., ma durante l'iter di valutazione erano emerse diverse criticità. La Commissione Tecnica PNRR-PNIEC aveva già espresso parere negativo lo scorso 19 marzo, seguito dal parere contrario del Ministero della Cultura del 10 luglio. Tra le motivazioni dello stop vengono indicati i rilevanti impatti ambientali e le carenze nelle informazioni fornite sul progetto. Secondo la Commissione tecnica, le criticità emerse non avrebbero potuto essere risolte semplicemente imponendo ulteriori prescrizioni alla società. La decisione chiude così un lungo percorso amministrativo, durante il quale il Comune di San Severino Marche si è opposto alla realizzazione dell'impianto, coinvolgendo anche cittadini e associazioni. L'Amministrazione aveva promosso un'Inchiesta e un'Assemblea pubblica per raccogliere osservazioni e preoccupazioni della comunità, poi trasmesse agli enti chiamati a valutare il progetto. Soddisfatta la sindaca di San Severino Marche Rosa Piermattei, che ha accolto lo stop come una conferma della posizione assunta dall'Amministrazione e dalla comunità locale. Per il Comune, il progetto avrebbe avuto un impatto troppo pesante sul paesaggio e sull'ambiente delle montagne. La decisione ministeriale mette ora la parola fine all'iter per la realizzazione del parco eolico. Il Decreto n. 510 e i documenti relativi alla valutazione sono consultabili sul portale del Ministero dell'Ambiente.      

14/08/2026 15:10
SuperEnalotto, sfiorato il colpo grosso nelle Marche: vinti quasi 20mila euro

SuperEnalotto, sfiorato il colpo grosso nelle Marche: vinti quasi 20mila euro

La fortuna torna a bussare nelle Marche e stavolta si ferma a un passo dal colpaccio. Nel concorso del SuperEnalotto di giovedì 13 agosto, è stato centrato un “5” da 19.261,07 euro, una vincita che porta a casa una somma di quasi 20mila euro. La giocata fortunata è stata effettuata in una tabaccheria della costa marchigiana, dove il fortunato vincitore ha centrato cinque dei sei numeri estratti, sfiorando così il jackpot. E il montepremi continua a fare gola. Dopo l'ultimo “6”, centrato il 22 maggio 2025 a Desenzano del Garda con una vincita da 35,4 milioni di euro, il jackpot per la prossima estrazione, in programma venerdì 14 agosto, sale a 209,1 milioni di euro. Una cifra da capogiro che rende ancora più interessante la prossima estrazione: nelle Marche, intanto, qualcuno può già festeggiare una vincita da 19mila euro.

14/08/2026 13:30
Agriturismi marchigiani verso il sold out di Ferragosto: boom nelle Marche

Agriturismi marchigiani verso il sold out di Ferragosto: boom nelle Marche

Gli agriturismi marchigiani si preparano al pienone di Ferragosto, in una stagione estiva che conferma una domanda particolarmente sostenuta per la ricettività rurale. Le proiezioni del Ministero del Turismo indicano per il mese di agosto una saturazione complessiva del 58,5%, in aumento di 10,8 punti percentuali rispetto allo stesso mese del 2025. Un dato che colloca le Marche al di sopra di alcuni dei principali competitor europei: la saturazione prevista per agosto raggiunge infatti il 54% in Spagna e il 41% in Francia. Nel periodo considerato, inoltre, la saturazione delle strutture presenti sulle piattaforme OTA nelle Marche si attesta al 60,3%. Il momento di maggiore pressione sulla ricettività è quello di Ferragosto, quando la domanda turistica raggiunge il suo picco. Un andamento che interessa anche le aree interne, dove l’agriturismo rappresenta una delle principali forme di ospitalità legate al turismo rurale. «Siamo moderatamente soddisfatti delle presenze registrate nelle aziende agricole che gestiscono un agriturismo», commenta Pierluigi Remoli, presidente di Turismo Verde Cia Marche. «In un'annata caratterizzata da molte difficoltà, questo afflusso rappresenta un'opportunità importante per compensare numerose negatività». Per Remoli, il dato assume particolare importanza perché le strutture agrituristiche sono innanzitutto aziende agricole, direttamente esposte all'aumento dei costi e alle difficoltà produttive. «Riuscire a riempire le strutture, anche nelle zone interne, è fondamentale, soprattutto in questo mese di agosto», sottolinea, ricordando i danni provocati durante l'anno dalla siccità e dalle grandinate e l'aumento dei costi che ha interessato il settore. In totale sono 1.130 le aziende agrituristiche autorizzate nelle Marche. La provincia con il numero più elevato è Pesaro e Urbino, con 327 strutture, seguita da Macerata con 278, Ancona con 211, Ascoli Piceno con 161 e Fermo con 153. Il settore è cresciuto anche negli ultimi anni: tra il 2021 e il 2023 il numero delle strutture agrituristiche marchigiane è aumentato complessivamente del 2,6%. La crescita più consistente si registra proprio nel Maceratese, dove le aziende agrituristiche sono aumentate del 6,9%. Seguono Fermo (+3,4%), Ascoli Piceno (+1,9%), Ancona (+1%) e Pesaro e Urbino (+0,3%). Il quadro che emerge è dunque quello di un comparto in crescita e particolarmente richiesto durante il mese di agosto. E mentre si avvicina il Ferragosto, gli agriturismi delle Marche si preparano a uno dei momenti più importanti dell'anno, con una domanda che continua a premiare anche le destinazioni lontane dalla costa e dai circuiti turistici tradizionali.

14/08/2026 13:00
Ferragosto, Anas riduce i cantieri: bollino rosso sulle strade

Ferragosto, Anas riduce i cantieri: bollino rosso sulle strade

Il weekend di Ferragosto porta con sé le ultime partenze per le vacanze e i primi rientri, con un conseguente aumento del traffico sulle strade italiane. Per far fronte all'incremento dei flussi, Anas ha potenziato il personale impegnato sulla rete e ridotto la presenza dei cantieri. Fino al 7 settembre saranno infatti chiusi o sospesi 1.175 cantieri, pari all'83% dei 1.414 attualmente attivi. L'obiettivo è favorire la circolazione proprio nei giorni caratterizzati dai maggiori spostamenti dell'estate. Secondo le stime dell'Osservatorio della Mobilità Stradale di Anas, da oggi a domenica 16 agosto sono previsti oltre 24 milioni di spostamenti di autoveicoli. Per garantire assistenza e monitoraggio, saranno impegnati circa 2.500 tecnici e operatori, insieme al personale delle Sale Operative Territoriali e della Sala Situazioni Nazionale. Il traffico è previsto in aumento per tutto il fine settimana. Viabilità Italia ha indicato il bollino rosso per il pomeriggio di venerdì 14 agosto, la mattina di sabato 15 e per l'intera giornata di domenica 16 agosto. Se venerdì e sabato saranno soprattutto le partenze dai grandi centri urbani verso le località di vacanza e di mare a determinare l'aumento dei flussi, domenica sarà invece caratterizzata dai primi rientri verso le grandi città. Particolare attenzione viene inoltre rivolta alla sicurezza. Anas invita gli automobilisti a rispettare i limiti di velocità e a evitare comportamenti rischiosi, in particolare l'uso del cellulare durante la guida. Secondo l'ultima ricerca sugli stili di guida citata dall'azienda, solo il 41,9% degli italiani utilizza correttamente il cellulare alla guida, mentre il 75% ritiene pericoloso farlo.   Il traffico intenso interesserà anche gli spostamenti locali, soprattutto lungo le strade statali nei pressi dei centri abitati. Per questo Anas raccomanda di programmare gli spostamenti con anticipo, guidare con prudenza e mantenere alta l'attenzione durante tutto il viaggio.

14/08/2026 12:20
Porto Recanati, ancora guasti alla rete elettrica: Michelini chiede risposte a Enel

Porto Recanati, ancora guasti alla rete elettrica: Michelini chiede risposte a Enel

Disagi per alcune vie della zona Musicisti a causa di un guasto alla rete elettrica gestita da Enel. Il Comune precisa che il disservizio non è riconducibile a proprie competenze e che la società è già intervenuta per cercare di ripristinare l'erogazione. Secondo quanto comunicato da Enel, il guasto sarebbe stato provocato dal sovraccarico della rete, legato alle elevate temperature e alle persistenti ondate di calore che stanno interessando il territorio. Gli operai sono attualmente al lavoro nella zona interessata e stanno procedendo con l'attivazione di un generatore, con l'obiettivo di garantire il ritorno dell'energia elettrica nelle abitazioni e nelle attività coinvolte. Il problema, tuttavia, si inserisce in una situazione più ampia. Nelle ultime settimane, infatti, diverse zone della città sono state interessate da guasti e interruzioni dell'energia elettrica. Per questo motivo il sindaco Andrea Michelini ha chiesto un incontro urgente con i responsabili di Enel. L'amministrazione vuole fare chiarezza sulla frequenza dei disservizi e sulle cause che stanno provocando le interruzioni, chiedendo alla società di indicare quali interventi intenda mettere in campo per rendere la rete più stabile e garantire un servizio adeguato alla città.   Intanto, nella zona Musicisti, proseguono le operazioni per il ripristino dell'erogazione attraverso il generatore.

13/08/2026 19:20
L’Etna soffia, Ancona devia: la cenere cambia i cieli marchigiani

L’Etna soffia, Ancona devia: la cenere cambia i cieli marchigiani

L’Etna erutta e i suoi effetti arrivano fino alle Marche. Non è la cenere del vulcano a raggiungere Ancona, ma il suo impatto sul traffico aereo: l’eruzione in corso in Sicilia ha infatti costretto a modificare alcuni dei collegamenti tra l’Aeroporto delle Marche di Falconara e Catania, proprio alla vigilia di Ferragosto. Oggi, giovedì 13 agosto, il volo Ryanair delle 14.20 diretto ad Ancona è stato dirottato su Trapani, mentre il collegamento Volotea delle 20.20 è stato cancellato. L’aeroporto di Catania resterà chiuso almeno fino alle 2 di venerdì 14 agosto, quando sarà effettuata una nuova valutazione della situazione. Per chi parte dalle Marche, dunque, l’eruzione del vulcano siciliano si traduce in un cambio di programma: una destinazione che improvvisamente diventa irraggiungibile e un aeroporto alternativo che entra nel tabellone delle partenze. Il motivo è la presenza della cenere vulcanica, un pericolo tutt’altro che trascurabile per gli aerei. La cenere dell’Etna non è semplice fumo. È composta da minuscole particelle minerali che possono essere estremamente abrasive e, soprattutto, fondersi all’interno dei motori a reazione. Se aspirata dai motori, la cenere può depositarsi sulle componenti interne e comprometterne il funzionamento. Può inoltre danneggiare le superfici dell’aereo e ridurre la visibilità dalla cabina di pilotaggio. Per questo, quando una nube di cenere interessa le rotte aeree, vengono introdotte limitazioni o sospensioni dei voli nelle aree considerate a rischio. Non basta quindi semplicemente “aggirare” il vulcano: è necessario conoscere con precisione dove si sta spostando la nube e come sta evolvendo. Ed è così che un’eruzione in Sicilia finisce per avere conseguenze anche a Falconara: il vulcano è a centinaia di chilometri, ma basta la sua cenere per cambiare la destinazione di un volo lontano.

13/08/2026 16:30
Civitanova, il nuovo Comandante marittimo delle Marche Massimo Seno in visita: "Sinergia per la sicurezza del litorale"

Civitanova, il nuovo Comandante marittimo delle Marche Massimo Seno in visita: "Sinergia per la sicurezza del litorale"

L'Ammiraglio Ispettore Massimo Seno, nuovo Comandante della Direzione Marittima delle Marche, insieme al Tenente di Vascello Andrea Baggiarini, Comandante della Capitaneria di Porto di Civitanova Marche sono stati ricevuti in Comune dal Sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica. Nel corso dell'incontro, i temi affrontati sono stati quelli della sicurezza e della gestione del litorale, confermando l' importanza del presidio marittimo per la città. "È stato un onore accogliere l' Ammiraglio Seno nella nostra città – ha dichiarato il Sindaco di Civitanova –. Questo incontro ha permesso di ribadire la proficua sinergia che lega il nostro Comune alla Capitaneria, un'istituzione fondamentale per la sicurezza, la legalità e lo sviluppo del nostro litorale. A nome di tutta la città, rivolgo all' Ammiraglio i migliori auguri di buon lavoro per questo nuovo e prestigioso incarico al servizio della nostra regione e ringrazio il Tenente di Vascello Andrea Baggiarini per la disponibilità e la fattiva collaborazione dimostrate sin dal primo giorno del suo insediamento presso la nostra città”. Il nuovo Ammiraglio Ispettore giunge al vertice della Direzione Marittima delle Marche dopo un percorso professionale di alto profilo. Prima di arrivare al comando della Direzione Marittima delle Marche, infatti, l'Ammiraglio Ispettore Massimo Seno ha ricoperto il ruolo di Capo del 1° Reparto – Personale presso il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera di Roma, dove si è occupato della direzione delle politiche del personale e della coordinazione dei processi organizzativi dell’intero Corpo. Nato a Taranto nel 1965 e laureato in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Bari, l’Ammiraglio Seno è entrato nel Corpo delle Capitanerie di Porto come Ufficiale in servizio permanente nel 1991. Ha maturato una vasta esperienza operativa e dirigenziale presso sedi territoriali e centrali: ha prestato servizio presso la Capitaneria di Porto di Manfredonia, ha comandato l’Ufficio Circondariale Marittimo di Vieste, ha operato presso la Direzione Marittima di Bari, è stato Comandante della Capitaneria di Porto di Corigliano Calabro e ha svolto incarichi di crescente responsabilità presso la Direzione Marittima di Livorno, fino a ricoprire il ruolo di Comandante in seconda, per poi assumere il Comando della Capitaneria di Porto di La Spezia. Da giugno 2024 a giugno 2025 ha ricorperto l’incarico di commissario straordinario del porto di Genova per nomina del Ministro delle infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.  

13/08/2026 12:17
L'acqua del mare sfiora quota 30 gradi: in venti anni aumento di 4,2°C

L'acqua del mare sfiora quota 30 gradi: in venti anni aumento di 4,2°C

Chi in questi giorni ha fatto il bagno lungo le coste marchigiane potrebbe aver avuto una sensazione insolita: un mare tutt’altro che fresco. Le misurazioni effettuate dall’ISPRA attraverso la Rete Mareografica Nazionale hanno registrato temperature dell’acqua arrivate a 29,5 gradi ad Ancona. Un dato che diventa ancora più significativo se confrontato con quello registrato nella stessa zona vent’anni fa. Il confronto tra le temperature rilevate dalla stazione di Ancona nel 2006 e quelle del 2026 mostra infatti differenze importanti, soprattutto all'inizio dell'estate. Il 1° luglio 2006, la temperatura dell'acqua ad Ancona era di 25 gradi. Vent'anni dopo, nello stesso giorno, il termometro dell'ISPRA ha segnato 29,2 gradi: quasi quattro gradi e mezzo in più. Anche il confronto con agosto restituisce un mare più caldo. Il 1° agosto 2006 la temperatura era di 27,6 gradi, mentre il 1° agosto 2026 è arrivata a 29,5 gradi, con una differenza di 1,9 gradi. Il dato di Ancona non rappresenta naturalmente l'intero Adriatico né permette, da solo, di stabilire l'andamento climatico di tutte le coste marchigiane. È però un confronto tra due misurazioni effettuate nello stesso punto e nello stesso periodo dell'anno, a vent'anni di distanza, e mostra una differenza che non passa inosservata. Il fenomeno si inserisce in un quadro più ampio che riguarda tutto il Mediterraneo. E non si tratta soltanto di una percezione legata alle temperature estive. Il Mediterraneo è considerato un "hotspot climatico", cioè una delle aree del pianeta in cui gli effetti del cambiamento climatico risultano particolarmente marcati. A livello globale, inoltre, il 2026 sta mostrando temperature eccezionalmente elevate degli oceani. Secondo Copernicus, la temperatura media globale della superficie dei mari e degli oceani nel luglio 2026 ha raggiunto 20,96 gradi, superando il precedente record di 20,89 gradi registrato nel 2023. Tra gennaio e giugno 2026, secondo i dati del servizio marino di Copernicus, le ondate di calore marine hanno interessato quasi l'intero bacino mediterraneo, con circa l'80% dell'area colpita da eventi classificati come forti, severi o estremi. Le cosiddette marine heatwaves sono periodi prolungati nei quali la temperatura del mare rimane molto più alta rispetto ai valori normalmente registrati in quella zona e in quel periodo dell'anno. E non sono prive di conseguenze. Un mare più caldo significa infatti modificare le condizioni nelle quali vivono numerose specie marine. Alcuni organismi possono essere particolarmente vulnerabili alle temperature elevate, mentre specie provenienti da aree più calde possono trovare condizioni sempre più favorevoli per espandersi nel Mediterraneo. Il riscaldamento delle acque può inoltre avere conseguenze sulle attività economiche legate al mare, dalla pesca all'acquacoltura. Gli ecosistemi costieri sono particolarmente sensibili a variazioni prolungate della temperatura e agli altri effetti collegati alla crisi climatica. C'è poi un altro aspetto. Un mare più caldo può contribuire a fornire maggiore energia e umidità all'atmosfera, creando condizioni favorevoli per fenomeni meteorologici più intensi quando si verificano le condizioni necessarie. Per le Marche, dunque, quei 29,5 gradi registrati ad Ancona dall'ISPRA raccontano qualcosa che va oltre la semplice curiosità estiva. Il confronto con i dati del 2006 mostra che, nello stesso periodo dell'anno, oggi l'acqua può raggiungere temperature sensibilmente più elevate. Non significa che ogni estate futura sarà necessariamente più calda della precedente, né che la differenza registrata in una singola stazione possa essere attribuita esclusivamente al cambiamento climatico. Ma vent'anni di distanza e quasi due gradi in più nel confronto di agosto, insieme alla differenza ancora maggiore registrata a luglio, sono un dato che merita attenzione.

13/08/2026 09:30
Macerata, il Ferragosto spegne il centro: strade vuote e attività chiuse

Macerata, il Ferragosto spegne il centro: strade vuote e attività chiuse

A guardarla così, sembra quasi che qualcuno abbia premuto il tasto pausa. Le strade del centro sono vuote, le piazze attraversate da poche persone, il rumore della città sembra essersi ritirato insieme a chi è partito per le vacanze. Restano le mura, i palazzi, le vie di pietra e il sole di agosto, che nelle ore più calde sembra occupare ogni spazio. Macerata, nella settimana di Ferragosto, assume quasi le sembianze di un quadro metafisico: una città reale, ma sospesa, dove il tempo sembra essersi fermato. Eppure basta tornare indietro di qualche settimana per ritrovare un'immagine completamente diversa. È stata un'estate piena di appuntamenti, concerti, spettacoli e iniziative che hanno portato persone nel centro storico, restituendo alle piazze il loro vociare e alle strade quel movimento che oggi sembra lontanissimo. Una Macerata che, di fronte agli eventi, ha risposto con presenze e partecipazione. Ora, invece, il centro sembra essersi svuotato proprio nel momento in cui l'estate raggiunge il suo culmine. C'è anche un'altra assenza che si percepisce: quella degli studenti. Una delle componenti più riconoscibili della vita quotidiana maceratese, ad agosto, lascia spazio a una città prevalentemente abitata da chi è rimasto. Le voci che normalmente animano le vie del centro, i gruppi che si spostano tra una lezione e un aperitivo, i tavolini occupati e il continuo viavai legato alla vita universitaria sembrano improvvisamente appartenere a un'altra stagione. È come se, insieme agli studenti, fosse partito anche una parte del ritmo quotidiano della città. Non è una città morta, naturalmente. È una città che, per qualche giorno, ha semplicemente smesso di correre. Le sue pietre sono ancora lì, le serrande torneranno ad alzarsi e le piazze torneranno a riempirsi. Ma nella settimana di Ferragosto Macerata sembra appartenere a un'altra dimensione: quella delle città sospese, dove il sole allunga le ombre e il silenzio fa sembrare infinito anche il tempo che separa un'estate dalla successiva.

12/08/2026 17:10
Regione Marche, istituita la Benemerenza di Protezione civile

Regione Marche, istituita la Benemerenza di Protezione civile

Un riconoscimento ufficiale per valorizzare chi, nei momenti più difficili, mette tempo, competenze e disponibilità al servizio delle comunità. La Regione Marche istituisce la Benemerenza di Protezione civile, destinata ai volontari che si distinguono per il loro impegno durante emergenze e interventi di particolare rilevanza per il territorio.   La nuova benemerenza nasce dalla legge regionale 7/2025 sul Sistema Marche di Protezione civile e vuole dare un riconoscimento pubblico a chi ha offerto un contributo importante alla collettività e al sistema regionale di protezione civile. “I volontari della protezione civile sono una colonna portante del nostro sistema regionale. Intervengono nelle emergenze, affiancano le istituzioni nei momenti più delicati e svolgono un ruolo fondamentale nella tutela delle persone e del territorio. Con questa benemerenza vogliamo riconoscere concretamente il valore del loro impegno e ringraziare chi, spesso lontano dai riflettori, opera con professionalità, competenza e spirito di servizio a favore della collettività”, dichiara l'assessore regionale alla Protezione civile Tiziano Consoli. Il riconoscimento sarà assegnato a volontari appartenenti alle organizzazioni di protezione civile delle Marche iscritte nell'Elenco territoriale regionale.   Potranno essere premiate, in particolare, le attività svolte durante eventi per i quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale o regionale. In casi eccezionali, la benemerenza potrà essere conferita anche in assenza di una formale dichiarazione di emergenza, quando il contributo prestato sia considerato di particolare valore per la collettività. Il provvedimento prevede inoltre l'istituzione del Registro delle Benemerenze di Protezione civile della Regione Marche, nel quale saranno riportati i nominativi dei volontari insigniti del riconoscimento e gli estremi dei relativi provvedimenti. Le candidature saranno presentate dalle organizzazioni di volontariato di appartenenza e dovranno essere corredate dalla documentazione utile a descrivere le attività svolte e i risultati ottenuti.   Il Dipartimento di Protezione civile e Sicurezza del Territorio curerà l'istruttoria delle domande, acquisendo anche il parere del Comitato regionale del volontariato di protezione civile. Al termine della procedura, la benemerenza sarà conferita con decreto del direttore del Dipartimento e accompagnata da un diploma ufficiale.

12/08/2026 12:45
Regione Marche, l'App DAE Marche salva la vita ad un quarantenne

Regione Marche, l'App DAE Marche salva la vita ad un quarantenne

Una chiamata al numero di emergenza, l’allerta ai First Responder tramite l’App DAE Marche, un defibrillatore disponibile nelle vicinanze e un intervento immediato: è così che è stata salvata la vita a un uomo di 40 anni, colpito da arresto cardiaco nel pomeriggio di ieri a Fano.   L’allarme è scattato alle 16:33, quando la Centrale 112 ha ricevuto e localizzato precisamente l'evento e la Centrale Operativa dell'Emergenza Sanitaria di Pesaro ha assegnato la massima priorità all’intervento, attivato il sistema DAE Marche e inviato una richiesta di supporto ai soccorritori presenti nelle vicinanze tramite l' App. Due i First Responder che hanno accettato l’intervento.   Le persone sul luogo dell'evento sono state determinanti: dopo appena quattro minuti, il paziente aveva già le piastre del defibrillatore collegate al torace. Il DAE ha erogato una scarica e il cuore ha ripreso a battere. Tutto ciò sotto la guida in teleassistenza tramite videochiamata con la Centrale Operativa. L’ambulanza è arrivata dopo circa otto minuti dalla chiamata.   Una vicenda che dimostra quanto il fattore tempo sia determinante. In caso di arresto cardiaco, infatti, ogni minuto che passa senza intervento riduce di circa il 10% le probabilità di sopravvivenza. Per questo non basta contare soltanto sull’arrivo dei mezzi di soccorso: serve un sistema capace di portare il primo intervento nei primissimi minuti.   “Questa è la dimostrazione che la scelta della Regione Marche è quella giusta – dichiara l’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro –. Sull’arresto cardiaco non è possibile intervenire in maniera efficace e tempestiva con le sole ambulanze che corrono in strada. Serve un sistema di tecnologie e di persone che consenta di prendere in carico questi pazienti in tempi strettissimi. Le Marche hanno saputo costruire un sistema che salva vite. Questo episodio dimostra che una rete di defibrillatori monitorata e collegata alla Centrale operativa, insieme all’impegno dei First Responder, può fare la differenza”.   La migliore letteratura internazionale evidenzia da tempo che la sopravvivenza dipende dalla capacità di mettere in rete centrali operative, cittadini formati, defibrillatori e servizi di emergenza. È il modello su cui la Regione Marche ha costruito DAE Marche, la piattaforma che collega il sistema 118 con la rete dei defibrillatori e dei First Responder presenti sul territorio.   Per essere efficace, però, la rete deve essere costantemente aggiornata e monitorata: i defibrillatori devono essere censiti, geolocalizzati, funzionanti e immediatamente individuabili. Attraverso l'App DAE Marche, i cittadini e gli operatori possono essere allertati in caso di emergenza, ma anche segnalare nuovi defibrillatori e comunicare eventuali malfunzionamenti o criticità. In questo modo la mappa regionale resta aggiornata e i dispositivi possono essere individuati rapidamente. Perché salvare vite significa non solo intervenire in tempi rapidi, ma mantenere efficiente un sistema che mette in rete tecnologie, soccorritori e cittadini.  

12/08/2026 12:17
Musone, la foce torna “fortemente inquinata”: il monitoraggio di Goletta Verde

Musone, la foce torna “fortemente inquinata”: il monitoraggio di Goletta Verde

La foce del Musone, sulla costa della provincia di Macerata, torna sotto i riflettori di Goletta Verde. Nel bilancio finale 2026 della campagna di Legambiente, il punto di campionamento è stato classificato come “fortemente inquinato”, confermando una criticità che si ripete nel tempo: secondo l'associazione, la foce del Musone ha superato i limiti nei monitoraggi degli ultimi sei anni, con la sola eccezione del 2024. Un dato che inserisce il corso d'acqua tra i punti considerati più problematici lungo le coste italiane. Nel monitoraggio di quest'anno, infatti, su 391 campioni analizzati in 19 regioni, il 34% è risultato oltre i limiti di legge. La situazione appare ancora più critica alle foci: dei 188 punti campionati, il 54% è risultato inquinato o fortemente inquinato. Il Musone non è l'unico punto sotto osservazione nella regione. Nel monitoraggio marchigiano sono risultati inquinati anche il punto della Calata Caio Duilio a Pesaro e la foce del torrente Arzilla a Fano, in provincia di Pesaro Urbino. Il quadro regionale conferma così una tendenza evidenziata anche a livello nazionale: foci di fiumi, torrenti e canali sono tra i punti più vulnerabili, perché rappresentano il punto di arrivo al mare di acque che possono trasportare contaminanti. I campionamenti di Goletta Verde vengono realizzati dai volontari formati da Legambiente e riguardano sia aree di mare frequentate dai bagnanti sia punti considerati maggiormente esposti al rischio di inquinamento, come appunto le foci. Le analisi prendono in considerazione principalmente la presenza di Escherichia coli ed enterococchi intestinali, parametri utilizzati anche dalla normativa italiana per valutare la qualità delle acque di balneazione. I risultati vengono poi confrontati con i limiti previsti dalla legge. Per Legambiente, tra le principali cause delle criticità rilevate c'è la mala depurazione, un problema che continua a interessare diversi territori italiani. L'associazione richiama quindi la necessità di migliorare il trattamento delle acque reflue e il controllo degli scarichi, soprattutto nei territori dove i superamenti dei limiti si ripetono negli anni. Nel caso del Musone, proprio la continuità delle criticità nel tempo rende il dato particolarmente significativo. C'è infine anche il tema della sicurezza e dell'informazione ai bagnanti. Secondo il bilancio nazionale di Goletta Verde, nel 70% delle foci monitorate non sono stati trovati cartelli che indicassero il divieto di balneazione. Un elemento che Legambiente considera problematico, perché le aree in prossimità delle foci possono essere frequentate dai bagnanti nonostante rappresentino, dati alla mano, alcuni dei punti maggiormente esposti all'inquinamento. (foto e fonte: sito Legambiente)

12/08/2026 10:00
Macerata, il verde che manca: solo 12,41 alberi ogni 100 abitanti, il dato più basso nelle Marche

Macerata, il verde che manca: solo 12,41 alberi ogni 100 abitanti, il dato più basso nelle Marche

Quando arriva il grande caldo, in città anche l'ombra può diventare una questione di salute e vivibilità. Asfalto, cemento ed edifici assorbono il calore durante il giorno e lo restituiscono lentamente, mentre la presenza di alberi può contribuire a creare zone d'ombra e a raffrescare l'ambiente attraverso l'evapotraspirazione. È il fenomeno delle cosiddette isole di calore urbane, particolarmente evidente durante le ondate di temperature elevate. E proprio mentre le estati diventano sempre più segnate da episodi di caldo intenso, i dati sulla presenza di alberi nei capoluoghi marchigiani raccontano una situazione molto diversa da città a città. E Macerata è quella con il dato più basso tra i capoluoghi marchigiani per i quali l'Istat ha raccolto il numero di alberi. Nel capoluogo maceratese risultano infatti 12,41 alberi ogni 100 abitanti. Un dato che colloca Macerata al 69esimo posto nella graduatoria nazionale dei capoluoghi presenti nella rilevazione. Davanti ci sono tutte le altre città marchigiane comprese nel dataset. Fermo è nettamente prima, con 39,06 alberi ogni 100 abitanti, e si trova all'11esimo posto nazionale. Segue Pesaro, con 28,09 alberi ogni 100 abitanti e 23esima posizione. Più distaccata Ascoli Piceno, con 12,86 alberi ogni 100 abitanti, appena sopra Macerata. C'è però un'assenza importante nella fotografia regionale: Ancona non compare nella graduatoria, perché per il capoluogo regionale il dato sugli alberi non è disponibile. Il confronto tra le città marchigiane, quindi, riguarda soltanto Fermo, Pesaro, Ascoli Piceno e Macerata. Il dato diventa particolarmente interessante se messo in relazione con quello che è successo sul fronte delle temperature. Macerata è stata infatti una delle città marchigiane maggiormente esposte alle ondate di calore di questa estate, arrivando in una delle giornate più calde a un livello di allerta massimo e a una temperatura apparente di 42 gradi. Il 17 luglio, secondo il bollettino della Protezione civile regionale riportato dalla Tgr Marche, erano previsti 39 gradi a Macerata, con una temperatura percepita di 42. Ed è qui che si apre una domanda: può esserci una relazione tra la quantità di alberi presenti in una città e la sua esposizione al caldo? Non si tratta di dire che i 12,41 alberi ogni 100 abitanti di Macerata siano la causa delle temperature elevate registrate quest'estate. Il clima di una città dipende da moltissimi fattori, dalla posizione geografica alla conformazione urbana, dai materiali utilizzati alla ventilazione. Ma la relazione tra vegetazione e temperatura urbana è un tema ormai centrale nella progettazione delle città. Lo stesso Istat, nel suo rapporto sull'Ambiente urbano 2023, segnala infatti la crescita delle aree di forestazione urbana proprio in relazione alla necessità di mitigare l'isola di calore: nel 2023 queste aree sono aumentate del 6,7% rispetto all'anno precedente. Gli alberi possono intervenire sul microclima in diversi modi. La chioma intercetta la radiazione solare e crea ombra, mentre attraverso l'evapotraspirazione le piante contribuiscono allo scambio di calore e quindi al raffrescamento dell'ambiente circostante. Il beneficio, naturalmente, dipende anche dalla posizione, dalle dimensioni delle alberature, dalla specie e dalla disponibilità di acqua. Per questo 12,41 alberi ogni 100 abitanti non significa automaticamente che Macerata sia una città più calda di altre, così come 117,44 alberi ogni 100 abitanti non rendono automaticamente Modena una città fresca. Il dato Istat fotografa infatti una componente specifica del verde urbano e mette in rapporto gli alberi censiti con la popolazione residente. Ma proprio il confronto tra i numeri e le temperature apre una riflessione. Macerata è ultima tra le città marchigiane presenti nella rilevazione per numero di alberi e, nello stesso tempo, quest'estate è stata ripetutamente interessata da condizioni di caldo intenso. Una coincidenza che non dimostra un rapporto di causa-effetto, ma che pone una domanda concreta sulla capacità della città di mitigare il calore nei propri spazi urbani. La distanza rispetto alle prime posizioni nazionali è del resto enorme. Modena guida la graduatoria con 117,44 alberi ogni 100 abitanti, seguita da Trieste con 113,66 e Cremona con 107,53. Mantova arriva a 94,2, Brescia a 86,85 e Cosenza a 70,64. In fondo alla classifica si trovano invece Napoli, con 4,38 alberi ogni 100 abitanti, e Siracusa, ultima con 2,49. Il confronto, però, va letto con cautela. Il numero di alberi per abitante non coincide con la quantità complessiva di verde di una città e non dice dove siano collocate le alberature, quanto siano estese le loro chiome o quanto siano accessibili ai cittadini. È un indicatore utile per confrontare la dotazione arborea, ma non esaurisce la fotografia del verde urbano. Perché se il caldo estremo è destinato a diventare una delle sfide delle città dei prossimi anni, la domanda non è soltanto quanto alte potranno diventare le temperature. È anche quanto le città saranno attrezzate per renderle più sopportabili. E, tra le possibili risposte, gli alberi sono una delle infrastrutture naturali che l'Istat stessa indica come strumenti per la mitigazione dell'isola di calore. I dati sugli alberi provengono dall'indagine Istat “Dati ambientali nelle città – Ambiente urbano, anno 2023”, riferita ai 109 Comuni capoluogo di provincia o città metropolitana. L'Istat ha pubblicato il rapporto l'8 luglio 2025.

11/08/2026 17:45
Vendemmia 2026, il vino marchigiano tra caldo e grandine: "Annata in chiaroscuro"

Vendemmia 2026, il vino marchigiano tra caldo e grandine: "Annata in chiaroscuro"

L'anticipo della raccolta, lo stress idrico e i danni del maltempo preoccupano i viticoltori. Ma la qualità delle uve resta promettente La vendemmia 2026 nelle Marche parte con luci e ombre, tra un anticipo della raccolta che in alcune zone raggiunge i 15 giorni, lo stress idrico provocato dal caldo e dalla prolungata assenza di piogge e i pesanti danni causati dalla grandine, soprattutto nelle province di Fermo e Ascoli Piceno. A questo si aggiungono le difficoltà del mercato, con elevate giacenze nelle cantine e un calo strutturale dei consumi di vino. È il quadro tracciato da Cia Marche, attraverso l'analisi del presidente regionale Alessandro Taddei e dei presidenti provinciali dell'organizzazione. "Il settore vitivinicolo marchigiano condivide tutte le difficoltà che l'agricoltura, in senso più ampio, sta sopportando", spiega Taddei. La situazione varia sensibilmente in base alle varietà. I vitigni precoci, come il Pinot Nero, sono in anticipo di circa quindici giorni rispetto alla norma: alcune aziende hanno già iniziato la vendemmia, quando fino a pochi anni fa la raccolta partiva a ridosso di Ferragosto. Più complessa la situazione per i vitigni a maturazione intermedia, tra cui Sangiovese, Merlot, Cabernet e Verdicchio, che in diverse aree stanno affrontando un forte stress idrico. La siccità prolungata e le temperature elevate spingono infatti la pianta a rallentare il proprio sviluppo per preservarsi. In molti vigneti l'invaiatura non si è ancora completata e, soprattutto per il Sangiovese, sono ancora presenti acini verdi o appena rosati. La situazione preoccupa ancora di più per i vitigni tardivi, come il Montepulciano, dove in molti casi l'invaiatura non è ancora iniziata. "La preoccupazione è ancora maggiore per i vitigni tardivi, come il Montepulciano, dove in molti casi l'invaiatura non è nemmeno iniziata", sottolinea Taddei, ricordando come lo scorso anno alcune piogge di agosto avessero permesso alle piante di recuperare, contribuendo a una buona annata. Dinamiche analoghe interessano anche Verdicchio e Trebbiano, seppure meno evidenti a livello visivo. I campionamenti evidenziano differenze importanti tra le zone: nei terreni più freschi la situazione è migliore, mentre quelli più aridi e sciolti, che trattengono meno acqua, mostrano maggiori difficoltà. Si iniziano inoltre a registrare i primi fenomeni di scottatura degli acini. "Ancora una volta sarà il meteo a fare la differenza", osserva Taddei. Grandine, danni fino al 100% della produzione A preoccupare particolarmente Cia Marche sono poi gli effetti degli eventi estremi che hanno colpito le province di Fermo e Ascoli Piceno e, in parte, anche Ancona. In alcune aree i danni hanno raggiunto il 100% della produzione. "A Fermo e Ascoli si registrano perdite del 100% della produzione", evidenzia Taddei, spiegando che le conseguenze potrebbero estendersi anche alle prossime stagioni. La vite, infatti, produce sui tralci nuovi e la loro distruzione a causa della grandine può compromettere anche i raccolti futuri. In alcuni casi i chicchi, grandi come palline da tennis, sono stati talmente violenti da lacerare persino le reti antigrandine. I danni non hanno interessato soltanto il comparto vitivinicolo, ma anche il settore florovivaistico. Cia Marche sta raccogliendo le segnalazioni degli agricoltori e chiede un confronto con la Regione. L'organizzazione invita inoltre le aziende colpite a presentare le denunce attraverso il sistema SIAN, così da documentare l'entità dei danni. A fare il punto sulle province meridionali è Matteo Carboni, presidente Cia Ascoli-Fermo-Macerata: "Qualcuno non vendemmierà affatto e vede in pericolo anche il prossimo anno, se non riuscirà a trovare la forza economica per riparare ai danni da grandine". Per le aziende non colpite, invece, la raccolta è già partita in anticipo, ma il caldo avrà ripercussioni sulle quantità. "La grandine, in alcuni casi, si è limitata a togliere le foglie e gli acini, scoperti al sole, sono sottoposti a scottature. Non avremo problemi per la qualità, ma per la quantità di certo", aggiunge Carboni. Pesaro-Urbino, tra clima e nuove abitudini Nel Pesarese la vendemmia procede regolarmente, ma anche in questo caso il settore deve fare i conti con trasformazioni che vanno oltre le condizioni climatiche. "Il settore registra non solo problematiche assimilabili a quelle generali dell'agricoltura, ma risente anche di alcuni trend delle nuove generazioni", osserva Sabina Pesci, presidente Cia Pesaro-Urbino, citando il progressivo spostamento dei consumi verso bevande come gin tonic e spritz durante gli aperitivi e gli effetti dei nuovi limiti del tasso alcolemico. Ancona, raccolta in anticipo e mercato sotto pressione In provincia di Ancona la vendemmia 2026 inizia con un anticipo di circa 10-15 giorni a causa delle temperature eccezionalmente elevate dell'estate. "Già nei primi giorni di agosto alcuni produttori hanno iniziato la vendemmia con il taglio delle uve destinate alle basi spumante", spiega Franco Gianangeli, presidente Cia Ancona, indicando Pinot Nero e Chardonnay tra le prime varietà raccolte. Per i principali vitigni del territorio, invece, come Verdicchio e quelli destinati alla produzione del Rosso Conero, la raccolta è prevista verso la fine di agosto. Dopo caldo e grandine, però, la preoccupazione si sposta sempre più sul mercato del vino. Le cantine presentano infatti elevate quantità di prodotto in giacenza, mentre i consumi registrano un calo strutturale, legato anche al cambiamento delle abitudini delle nuove generazioni. Da qui la necessità di un cambio di passo, con un settore sempre più orientato verso la qualità e meno verso la quantità. Verdicchio, taglio delle rese e stoccaggio Un elemento centrale riguarda il Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC, per il quale l'Istituto Marchigiano di Tutela Vini ha approvato un piano di riequilibrio del mercato con l'obiettivo di tutelare il prezzo di filiera e gestire l'eccesso di offerta determinato dalle abbondanti giacenze della scorsa stagione. Tra le misure previste c'è la riduzione delle rese commerciabili a 110 quintali di uva per ettaro, contro i 140 previsti dal disciplinare: un taglio di circa il 21,4%. È previsto inoltre uno stoccaggio precauzionale: le uve raccolte oltre il limite dei 110 quintali verranno trattenute in cantina fino al 30 giugno 2027. Nonostante il quadro complesso, arriva però un segnale positivo: nel primo semestre dell'anno l'imbottigliamento è aumentato di circa il 2,7%. Più della metà della produzione marchigiana di vino è inoltre destinata al mercato estero. E proprio dalla qualità arriva il principale elemento di fiducia per la vendemmia 2026. "Le uve si presentano in ottimo stato di salute e promettono una vendemmia di qualità elevata", conclude Gianangeli. Il quadro resta dunque quello di una vendemmia in chiaroscuro: quantità condizionate da caldo, siccità e grandine, ma con prospettive qualitative che, almeno sul fronte agronomico, continuano a lasciare spazio all'ottimismo.

11/08/2026 11:30
Pensioni, quanto pesano sui redditi? La classifica dei Comuni maceratesi

Pensioni, quanto pesano sui redditi? La classifica dei Comuni maceratesi

Nel Maceratese quasi un euro su tre dei redditi dichiarati arriva dalle pensioni. È uno dei dati che emerge dall'analisi delle dichiarazioni dei redditi relative all'anno d'imposta 2024, pubblicate dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Un dato che racconta anche la diversa struttura demografica ed economica dei territori: nei piccoli comuni dell'entroterra il peso degli assegni previdenziali cresce sensibilmente, fino ad arrivare in alcuni casi a rappresentare quasi la metà del reddito complessivo dichiarato. L'analisi dei dati comunali del Mef prende in considerazione i 55 Comuni della provincia di Macerata presenti nel dataset. Complessivamente si contano 233.887 contribuenti, dei quali 87.232 dichiarano un reddito da pensione. Si tratta del 37,3% dei contribuenti. Ma è soprattutto osservando gli importi che emerge il peso economico delle pensioni. Nel complesso, i redditi da pensione dichiarati in provincia ammontano a circa 1,8 miliardi di euro, mentre il reddito complessivo dichiarato supera i 5,5 miliardi. In altre parole, la componente previdenziale rappresenta circa il 32,5% dell'intero reddito complessivo dichiarato nel territorio. Un dato che, naturalmente, non significa che un terzo dei residenti della provincia viva di pensione. Le statistiche del Mef riguardano infatti i contribuenti e i redditi dichiarati, e non coincidono con la fotografia anagrafica della popolazione residente. A fare la differenza è soprattutto la dimensione dei comuni e la loro struttura economica e demografica. Nei centri più piccoli dell'entroterra, dove la presenza di popolazione anziana è maggiore e il numero di redditi da lavoro è più contenuto, la quota riconducibile alle pensioni cresce in maniera evidente. Il primato provinciale spetta a Gualdo: qui i redditi da pensione rappresentano il 47,6% del reddito complessivo dichiarato. Praticamente quasi la metà. Subito dietro c'è Poggio San Vicino, dove la quota raggiunge il 45,4%, seguito da Castelsantangelo sul Nera con il 44,9%. Al quarto posto si trova Fiuminata, con il 43,7%, mentre Fiastra arriva al 42,9%. La fotografia restituisce quindi una netta differenza tra i territori: più ci si sposta verso i piccoli centri dell'entroterra, maggiore tende a essere il peso della componente previdenziale sul reddito complessivo. La situazione cambia, almeno in parte, nei Comuni con una maggiore presenza di attività produttive e redditi da lavoro.A Civitanova Marche, il Comune più popoloso della provincia tra quelli analizzati, i redditi da pensione rappresentano circa il 28,6% del reddito complessivo dichiarato, mentre a Macerata raggiunge circa il 35,1%. Il dato del capoluogo è particolarmente significativo anche in termini assoluti: con 11.492 contribuenti che dichiarano redditi da pensione, Macerata raccoglie da sola circa 286 milioni di euro di redditi previdenziali. Considerando il rapporto tra reddito da pensione e reddito complessivo dichiarato, questa è la graduatoria dei territori maceratesi dove le pensioni incidono maggiormente: Dopo la decima posizione, si trovano San Ginesio, 38,3%, Cessapalombo, 37,4%, Camerino, 37,4%, Monte Cavallo, 36,9%, Loro Piceno, 36,6%, Urbisaglia, 36,3%, Valfornace, 36,3%, Monte San Martino, 36,1%, Gagliole, 35,6%, Sarnano, 35,5%, Visso, 35,5%, Castelraimondo, 35,4%, Matelica, 35,3%, e Macerata, 35,1%. A seguire Tolentino, 34,4%, Serrapetrona, 34,4%, Petriolo, 34,2%, Apiro, 34,2%, Esanatoglia, 34%, San Severino Marche, 33,9%, Muccia, 33,3%, Montefano, 33,1%, Mogliano, 33%, Colmurano, 33%, Recanati, 32,9%, Cingoli, 32,6%, Potenza Picena, 32,5%, Montecassiano, 32,4%, Montelupone, 32,1%, Treia, 31,8%, Sefro, 31,6%, Monte San Giusto, 31,2%, Camporotondo di Fiastrone, 30,8%, Belforte del Chienti, 30,7%, Appignano, 30,6%, Pieve Torina, 30,6%, Pollenza, 30,4%, Ussita, 30,2%, Morrovalle, 29,8%, Caldarola, 29,7%, Corridonia, 29,5%, Ripe San Ginesio, 29,1%, Civitanova Marche, 28,6%, Porto Recanati, 27,3%, e infine Montecosaro, con il 26,9%. Dietro i numeri fiscali c'è quindi anche una questione demografica. I comuni più piccoli dell'entroterra maceratese sono quelli che negli ultimi anni hanno maggiormente risentito dello spopolamento e dell'invecchiamento della popolazione. La conseguenza si riflette anche nella composizione dei redditi: con meno contribuenti occupati e una maggiore presenza di pensionati, la componente previdenziale finisce per assumere un peso maggiore sull'economia locale. Nei centri più grandi e nei comuni maggiormente caratterizzati da industria, commercio e servizi, invece, la presenza di redditi da lavoro contribuisce a ridurre il peso percentuale delle pensioni. I numeri del Mef, dunque, non raccontano soltanto quanto denaro viene distribuito sotto forma di pensione. Fotografano indirettamente anche le differenze tra il Maceratese delle città e quello dei piccoli borghi, tra territori con una maggiore capacità di attrarre lavoro e popolazione giovane e aree dove gli assegni previdenziali rappresentano una componente sempre più importante dell'economia locale.

10/08/2026 16:00
Civitanova, uffici comunali chiusi il 17 agosto: i servizi garantiti

Civitanova, uffici comunali chiusi il 17 agosto: i servizi garantiti

Gli uffici del Comune di Civitanova Marche resteranno chiusi nella giornata di lunedì 17 agosto. Come previsto nelle giornate festive, saranno comunque garantiti i servizi pubblici essenziali e quelli di pronta reperibilità. Faranno eccezione il servizio di Polizia Locale, che continuerà a essere operativo, e lo sportello dei Servizi Cimiteriali presso la Delegazione della Città Alta, aperto dalle 10 alle 13. Gli uffici comunali torneranno a funzionare con il consueto orario a partire da mercoledì 19 agosto.

10/08/2026 12:45
Ceuta: armi di immigrazione di massa contro la Spagna che ha osato opporsi a Israele

Ceuta: armi di immigrazione di massa contro la Spagna che ha osato opporsi a Israele

La Spagna è nel caos: migliaia di migranti dal Marocco sono giunti a Ceuta, enclave spagnola nel Nord Africa. La situazione è delicata e, insieme, tragica, a tal punto da mettere in difficoltà il governo di Sanchez. La sciocca destra liberista e atlantista, in Spagna come in Italia, punta il dito contro il governo di Sanchez, come se fosse responsabile dell’accaduto. Ma che cosa sta realmente accadendo? Partiamo da due antefatti che ci paiono degni di nota. Il primo antefatto concerne il contegno della Spagna rispetto alle politiche imperialistiche e assassine di USraele: come è noto, Sanchez è stato l’unico presidente europeo a opporsi a Israele e alla sua gestione oscena della questione palestinese. Lo stesso Trump ha più volte tuonato contro la Spagna, minacciando ritorsioni. Secondo antefatto: il re del Marocco, soprattutto a partire dal 2020, intrattiene eccellenti relazioni con Israele, tant’è che a partire dal 2021 sono stati stipulati anche accordi militari tra le due nazioni. Proviamo allora a mettere in fila i fatti e a costruire un discorso coerente, che faccia da ipotesi esplicativa per quanto sta accadendo a Ceuta: non è forse ragionevole ipotizzare che sia in atto una ritorsione, se non una vera e propria vendetta in piena regola, contro la Spagna di Sanchez per le sue posizioni poco ortodosse e decisamente disallineate rispetto alle oscene politiche di USraele? La nostra è un’ipotesi, sia chiaro. Un’ipotesi che tuttavia tiene conto anche del fatto che il Marocco attualmente è un paese in forte crescita e che attualmente non conosce queste ondate di migrazione così come sono state registrate in questi giorni a Ceuta. Nel suo studio “Armi di immigrazione di massa”, del 2010, Kelly Greenhill ha mostrato meticolosamente come l’immigrazione di massa possa essere agevolmente utilizzata come strumento di aggressione e di destabilizzazione contro gli Stati. L’arrivo di masse di rifugiati può essere sfruttato come un’arma temibile, alimentando, sfruttando e gestendo il fenomeno migratorio in funzione di obiettivi preordinati. Non è difficile comprendere come quanto sta accadendo a Ceuta possa essere interpretato secondo questa chiave ermeneutica. Sul perché il Marocco abbia scelto di utilizzare le armi di immigrazione di massa contro la Spagna, ci siamo già espressi: a nostro giudizio, si può ragionevolmente trattare di una vendetta contro il governo di Sanchez da parte di Israele, alleato del Marocco soprattutto dal 2020 e palesemente infastidito dal governo spagnolo e dalle sue posizioni in difesa di Gaza. La situazione, comunque, non è priva di ombre e di ambiguità: per un verso, Ceuta è tecnicamente parte della Spagna, ma, per un altro, fa parte del continente africano e rientra tra le conquiste colonialistiche europee dell’epoca moderna. Il contegno del governo giullaresco di Giorgia Meloni è apparso, ancora una volta, inqualificabile e deplorevole: anziché portare solidarietà alla Spagna di Sanchez, resa oggetto di un attacco con armi di immigrazione di massa, lo squallido governo di Giorgia Meloni e degli sfasciacarrozze di accompagnamento ha bloccato Schengen e ha puntato il dito contro Sanchez, presentandolo vigliaccamente come responsabile di questi imponenti afflussi di esseri umani. Lo squallido governo di Giorgia Meloni continua stabilmente a rimanere subalterno a Washington e a Israele, salvo poi riempirsi la bocca demenzialmente di espressioni come patriottismo e sovranismo. La nostra Italia non si merita di essere governata da questi ignoranti servi di Washington e di Israele e nemici dell’interesse nazionale italiano.

09/08/2026 12:00
Anche il tuo profilo può andare in vacanza (ma non lasciare la reception vuota)

Anche il tuo profilo può andare in vacanza (ma non lasciare la reception vuota)

Inizio agosto, mi scrive un cliente: "Barbara, sospendiamo tutto fino a settembre? Tanto non c'è nessuno." Lo stesso giorno, un altro cliente fa esattamente il contrario, e mi ritrovo il suo profilo aziendale invaso di foto di spiagge, tramonti e piedi nella sabbia che non c'entrano niente con quello che fa, pubblicate una dietro l'altra solo per non sparire. E guardando questi due estremi opposti ho pensato che raccontano perfettamente il grande dilemma di ogni agosto, quello che vivono tutti i profili professionali quando arriva il caldo e la voglia di staccare. Perché ad agosto ci si divide sempre in due categorie sbagliate. Da una parte c'è chi sparisce completamente, chiude bottega, non pubblica più niente per tre settimane e riappare a settembre come se niente fosse, sperando che gli algoritmi e le persone si ricordino ancora di lui. Dall'altra c'è chi invece si fa prendere dall'ansia di dover esserci a tutti i costi, e allora pubblica qualunque cosa, riempie il feed di contenuti a caso, di frasi motivazionali sull'estate, di foto personali senza contesto, pur di non lasciare il profilo fermo. E il risultato, in entrambi i casi, è che la presenza online ne esce indebolita, perché sparire ti fa dimenticare e strafare ti fa sembrare confuso. La verità è che esiste una terza via, molto più elegante e molto più intelligente, ed è quella che consiglio sempre ai miei clienti. Il tuo profilo può andare in vacanza, ci mancherebbe, hai tutto il diritto di rallentare e di goderti l'estate come tutti. Ma andare in vacanza non vuol dire abbandonare la reception dell'albergo. Pensa a un bell'hotel a Ferragosto: rallenta i ritmi, magari il ristorante fa orari ridotti, il personale è meno numeroso, ma alla reception c'è sempre qualcuno, e se arrivi trovi chi ti accoglie, ti sorride e ti dà una risposta. Il tuo profilo dovrebbe funzionare esattamente così, con una comunicazione più leggera, non più trascurata. E la differenza tra leggero e trascurato è tutta lì, in pochi accorgimenti semplici. Leggero significa ridurre la frequenza, pubblicare meno ma con senso, usare format più semplici che non ti rubano ore, magari recuperare qualche contenuto evergreen che funziona sempre, mostrare qualche dettaglio estivo ma coerente con quello che fai, e soprattutto continuare a rispondere a chi ti scrive un messaggio o ti lascia un commento, perché quella è la vera reception, quella è la porta che deve restare aperta. Trascurato invece è tutto il resto, è sparire senza dire niente, è rispondere dopo dieci giorni, è lasciare le persone davanti a un profilo muto. Il trucco pratico, quello che ti fa dormire sereno anche sotto l'ombrellone, è preparare in anticipo giusto tre contenuti essenziali e non pensarci più. Il primo è un post di servizio, semplice e chiaro, in cui dici come funzionano le cose ad agosto, se sei operativo, quando rispondi, quando riapri a pieno ritmo. Il secondo è un contenuto leggero ma coerente con il tuo mondo, qualcosa che sappia di estate senza tradire chi sei. E il terzo è un contenuto utile, di quelli che la gente salva per rileggerlo con calma, magari proprio a settembre quando riprende in mano le cose. Tre contenuti, e sei a posto per tutto il mese. Quello che invece ti sconsiglio con tutto il cuore sono le cadute di stile classiche di agosto, quelle che vedo ogni anno e che fanno più danni del silenzio. Le foto personali buttate a caso su un profilo aziendale senza una parola di spiegazione, i messaggi automatici freddi che sembrano scritti da un robot annoiato, i post pieni di cliché estivi tutti uguali, e soprattutto il grande classico, il "anche noi ci prendiamo una pausa". Alla fine la vera classe, online come nella vita, non è esserci sempre a tutti i costi né sparire senza salutare. È saper rallentare con grazia, anche a Ferragosto, anche con i piedi nella sabbia.

08/08/2026 12:00
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