Civitanova Marche punta su arte e inclusione sociale con il nuovo progetto di street art partecipata “La Sirena della Ciclabile”, approvato dalla Giunta comunale e promosso dall’Ambito Territoriale Sociale 14 nell’ambito del Servizio Sollievo, co-finanziato dalla Regione Marche.
L’intervento artistico interesserà una porzione di muro pubblico lungo la pista ciclabile della zona Cecchetti e sarà realizzato tra aprile e luglio 2026 dai ragazzi che frequentano il laboratorio creativo del servizio. Il murale rappresenterà un tributo all’anima marinara della città, reinterpretata attraverso simboli, miti e suggestioni legate all’identità costiera di Civitanova.
L’iniziativa si distingue per il suo forte valore sociale: i partecipanti saranno protagonisti attivi di un percorso di empowerment e integrazione, contribuendo allo stesso tempo alla riqualificazione urbana. L’obiettivo è trasformare uno spazio soggetto a degrado in un punto di interesse artistico e aggregativo.
Il progetto rientra nelle attività pomeridiane del Servizio Sollievo e non comporta costi aggiuntivi per il Comune o per l’ATS 14.
Alla realizzazione collaborano anche enti del Terzo Settore coinvolti nella co-progettazione: la cooperativa sociale Il Camaleonte e la P.A.R.S. “Pio Carosi”, già attivi nella gestione degli interventi del Centro d’Ascolto del Servizio Sollievo.
Guerra ai furbetti dei rifiuti: le fototrappole incastrano i primi trasgressori, multe da mille euro. La polizia locale di Civitanova Marche ha presentato il primo resoconto ufficiale sul progetto sperimentale di videosorveglianza dinamica, che vuole essere un deterrente contro l'abbandono selvaggio dei rifiuti. Nelle prime settimane, l'attenzione si è concentrata su aree critiche come Via Vasco de Gama e Via Civitanova, portando a 11 accertamenti e alla denuncia di 7 persone, alcune delle quali colte a ripetere l'illecito più volte.
Per i trasgressori la "linea morbida" non esiste: le sanzioni partono da 1.000 euro ciascuna, come previsto dal nuovo Testo Unico dell'Ambiente. E per chi utilizza l'auto per scaricare i sacchetti, la legge è ancora più severa: oltre alla multa, scatta il fermo del veicolo per un mese.
Il comandante della Polizia Locale, Cristian Lupidi, sottolinea l'efficacia tecnologica del sistema: "L'uso delle video-fototrappole mobili consente un monitoraggio efficace e tempestivo delle aree critiche, permettendo di raccogliere elementi probatori idonei all'accertamento delle violazioni anche quando non è possibile la contestazione immediata".
Ma la repressione è solo una parte della strategia. Il Comune ha lanciato la campagna "Occhio a dove ci butti" e il progetto educativo "New Generation Green Game" per le scuole primarie. Il sindaco Fabrizio Ciarapica è stato chiaro: "Il rispetto dell’ambiente e del decoro urbano è una responsabilità che riguarda tutti. L’Amministrazione continuerà ad investire sia sul fronte dei controlli, con strumenti innovativi come le fototrappole, sia su quello dell’educazione civica".
Un monito ribadito anche dall'assessore al decoro Giuseppe Cognigni: "Non mi stancherò mai di invitare i cittadini a non abbandonare rifiuti. Sono gesti, frutto di estrema maleducazione ed inciviltà, che comportano costi economici che inevitabilmente ricadono su tutta la collettività".
Tutto vero. Quello che inizialmente sembrava uno scherzo - magari qualcuno se lo augurava davvero - si è realizzato questa mattina a Fermo, quando Andrea Dipré, youtuber e personaggio noto per le sue posizioni controverse, ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco per le prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio.
La presentazione è avvenuta questa mattina al Gran Caffè Belli, nel corso di una conferenza stampa in cui sono stati illustrati il programma e la nascita della lista elettorale, che vede come capolista Gaia Marziali, in arte Freya Ferrari. Figura tra le più discusse del progetto politico, ne avevamo parlato in un articolo (LEGGI QUI) per il suo passaggio da operatrice socio-sanitaria all’ospedale di Civitanova Marche al ruolo di pornostar. La conferenza stampa, anche sorprendentemente, non è stata così tanto fuori dalle righe. A creare scalpore però è stato l’arrivo nella serata di martedì di Dipré e Gaia Marziali a Fermo. Ma andiamo per ordine.
Qualche giorno fa Dipré aveva postato un video a bordo di una ruspa nel quale annunciava di arrivare a Fermo con la ruspa “per scardinare il sistema corrotto”. In realtà non ci è arrivato con la ruspa, ma col treno, alla stazione di Porto San Giorgio (lanciando anche un messaggio di una fusione tra la città costiera e il capoluogo). Da lì si è spostato a Lido di Fermo e Lido Tre Archi, che ha detto di voler valorizzare.
In serata l’ingresso un piazza del Popolo a Fermo dove ad attenderlo c’erano tanti giovani pronti a immortalare con i cellulari le sue “dipreate”, che non sono mancate, così come le polemiche. Tra chi lo ha osannato c’era anche chi lo ha insultato, in un clima rovente, che in più di un’occasione è stato sul punto di degenerare, con Dipré che si è recato anche in ospedale per farsi visitare. La versione dei dipreisti, ribadita anche durante la conferenza stampa, parla di un’aggressione subita dal loro leader. “La magistratura farà il suo corso, Fermo è al centro di un patto diabolico. Occorre cacciare i mercanti dal tempio. Io sarò il sindaco dei dipreisti, non di tutti”. Tra le dichiarazioni più paradossali, si è anche definito “il Maradona della politica”.
Durante la conferenza è intervenuto anche Francesco Dimiccioli, mandatario della lista dipreista, che ha annunciato: “Valuteremo assieme se ci saranno azioni di carattere legale. Non siamo gente violenta, ma la nostra era un’azione per un voto di protesta”. Qualche tensione anache a fine conferenza stampa, in strada, dove è intervenuta anche una volante della Polizia di Stato.
Ma torniamo alla capolista Gaia Marziali, che in un’intervista a Quinto Potere ha dichiarato gli scopi della sua candidatura, ribaditi anche martedì sera in piazza. “Io veramente, essendo fermana, credo in questo progetto e ci lavoro da bel po' con Andrea. Per quanto riguarda il porno, che è la mia vocazione, essendo una donna libera ho deciso di abbracciare questa mia passione, questa mia voglia anche di mettermi in gioco”. Sul proprio lavoro ha aggiunto: “Io sono molto attiva sul mio profilo OnlyFans, faccio produzioni e faccio spettacoli in tutta Italia. Non sono una prostituta, sono un’imprenditrice di me stessa".
Nel corso dell’intervista, Freya Ferrari ha motivato così la scelta di candidarsi: “Mi candido perché sono fermana, ci vivo da 35 anni, e voglio portare delle novità a Fermo”. Sui contenuti del programma ha indicato: “La prima cosa è la sicurezza. Sulla sanità, essendo stata operatrice sociosanitaria, ho persone vicino che mi aiutano in questo progetto. Vogliamo la valorizzazione della città”.
Il momento più controverso dell’intervista arriva quando, in uno scenario ipotetico legato a un eventuale successo elettorale, Freya Ferrari dichiara: "Se vinciamo le elezioni con Andrea Dipé sindaco, io farò una gang bang con tutti i fermani che vogliono partecipare".
Tra dichiarazioni forti e un linguaggio volutamente provocatorio, la campagna elettorale di Dipré parte in un clima già rovente.
(Credit Foto Daniele Simoni | Officina Fotografica)
Approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per il miglioramento sismico di Palazzo Varano, edificio storico nel centro di Visso gravemente danneggiato dal sisma 2016. Il via libera è arrivato con decreto del dirigente del Settore attuazione ordinanze speciali dell'Ufficio speciale ricostruzione, al termine di un articolato iter tecnico-amministrativo.
L'intervento, per un importo complessivo di 3 milioni di euro, riguarda uno degli immobili simbolo del borgo, risalente al XVI secolo e tutelato ai sensi del codice dei beni culturali, dichiarato inagibile dopo gli eventi sismici.
"Con l'approvazione si compie un passaggio fondamentale verso l'avvio delle fasi successive, mirate alla realizzazione dei lavori - afferma il commissario straordinario Guido Castelli -. L'intervento su Palazzo Varano si inserisce nel più ampio programma di ricostruzione del capoluogo e delle frazioni, con l'obiettivo di restituire sicurezza, identità e vitalità a uno dei luoghi più rappresentativi".
Soddisfazione anche da parte della sindaca Rosella Sensi, che sottolinea il "lavoro condiviso" con regione Marche, struttura commissariale e Usr: "L'approvazione rappresenta un passaggio fondamentale per la restituzione della nostra piazza, priorità assoluta fin dall'insediamento dell'amministrazione". "La piazza non è solo uno spazio urbano, ma il cuore della socialità di Visso", aggiunge. Il progetto punta al miglioramento sismico dell'intero edificio, incrementando il livello di sicurezza nel rispetto delle caratteristiche storiche, architettoniche e materiche.
Previsti consolidamenti delle murature, rinforzi di volte e solai, ricucitura delle lesioni, miglioramento dei collegamenti strutturali ed eliminazione dei meccanismi locali di collasso. In programma anche l'adeguamento degli impianti, l'efficientamento energetico e il superamento delle barriere architettoniche, con l'obiettivo di recuperare l'agibilità e rifunzionalizzare gli spazi, valorizzando il ruolo urbano e sociale del palazzo.
Ripercorrere i sentieri dei partigiani per non dimenticare il sacrificio di chi lottò per la libertà. Domenica 19 aprile si rinnova l'appuntamento con la "Marcia della Memoria... sulle orme della Resistenza", giunta alla sua ventiduesima edizione. L'evento, presentato ufficialmente dal sindaco di Tolentino Mauro Sclavi e dai rappresentanti dell'Anpi e dei comuni limitrofi, celebra l'82° Anniversario dell'Eccidio di Montalto.
La manifestazione prenderà il via alle ore 8:30 a Tolentino, con la solenne deposizione della corona in piazza della Libertà sulla lapide che ricorda i martiri di Montalto. Alle ore 9:30, i partecipanti si ritroveranno nella zona industriale di Caldarola, da dove un servizio navetta li condurrà in Piazza Vittorio Emanuele per l'inizio ufficiale del cammino.
La partenza della marcia a piedi è fissata per le 10:00: un percorso di circa 8,5 chilometri che attraverserà Vestignano e la Valle di Montalto. Durante il tragitto è prevista una sosta al monumento dell'Eccidio per gli interventi istituzionali dei sindaci e dei rappresentanti dell'ANPI.
Intorno alle 12:30 la carovana raggiungerà Villa di Montalto per il tradizionale "rancio" partigiano offerto dall'organizzazione. Il pomeriggio proseguirà all'insegna della musica live: dalle 14:30 saliranno sul palco i Ribelli della Montagna e il Battaglione Batà. Per facilitare il rientro, dalle 13:30 alle 17:00 saranno attive le navette gratuite verso l'area parcheggio di Caldarola.
La giornata non finirà qui: per chi vorrà continuare a confrontarsi sui temi della Resistenza, l'appuntamento conclusivo sarà al Circolo Arci "Radeche Fonne" di Belforte del Chienti.
TOLENTINO – “Questo 14 aprile è uno spartiacque”. Non usa mezzi termini il sindaco Mauro Sclavi per descrivere l’avvio, da oggi, del nuovo ambulatorio a ciclo orario presso la Cittadella sanitaria di Tolentino, pensato per garantire assistenza ai cittadini rimasti senza medico di medicina generale. Un servizio che nasce dalla collaborazione tra Ast di Macerata, amministrazione comunale di Tolentino e Regione Marche, con il coinvolgimento del sottosegretario Silvia Luconi, e che rappresenta una risposta concreta alla carenza di medici di base sul territorio. Il servizio è stato attivato sotto il coordinamento del direttore Socio Sanitario dottor Massimiliano Cannas, con il contributo del direttore generale dottor Alessandro Marini e della direttrice del Distretto Sanitario la dottoressa Giovanna Faccenda.
“Da oggi – spiega il sindaco – si apre, con una turnazione precisa, la possibilità per i cittadini che non hanno il medico di famiglia di recarsi qui o di telefonare per avere il proprio medico di riferimento”. Sclavi entra nel merito delle criticità che hanno reso necessario l’intervento: “C’è una carenza di medici di medicina generale. Iniziamo con i pazienti rimasti senza medico dopo il pensionamento del dottor Domizi, ma a maggio il problema sarà ancora più grande, perché un altro medico lascerà per specializzarsi, lasciando circa mille assistiti”.
Da qui la scelta di attivare il cosiddetto “medico di comunità”: “È a servizio di quella comunità che in questo momento non ha l’iscrizione con un medico di famiglia. Questi pazienti avranno a disposizione un servizio mattina e pomeriggio, come con un medico ordinario, con la possibilità anche di visite domiciliari”.
La Cittadella sanitaria di Tolentino diventa così un vero e proprio hub di servizi integrati: accanto all’ambulatorio a ciclo orario, è già attivo il Punto Unico di Accesso (PUA), mentre nelle immediate vicinanze sono presenti il punto di primo intervento e il servizio di emergenza 118. Una concentrazione di servizi che, secondo l’amministrazione, rappresenta un modello organizzativo avanzato per la gestione della sanità territoriale. “Abbiamo creato un sistema che permette al cittadino di trovare risposte rapide e coordinate”, ha sottolineato Sclavi.
A nome dell’Amministrazione comunale, il sindaco ha espresso inoltre un sentito ringraziamento al sottosegretario Silvia Luconi, all’assessore Paolo Calcinaro e al presidente della Regione Francesco Acquaroli per "l’attenzione e il supporto dimostrati nel percorso che ha portato all’attivazione del servizio".
A entrare nel dettaglio del funzionamento del servizio è il direttore socio-sanitario Massimiliano Cannas: “Oggi attiviamo l’ambulatorio medico per coloro che, per mancanza di medici di medicina generale, non hanno la possibilità di avere il proprio medico di famiglia”. Il servizio sarà attivo dal lunedì al venerdì, con orari estesi: “Qui si potranno fare impegnative, ricette, certificati di malattia e tutte le attività tipiche del medico di base. È una risposta necessaria, considerando che purtroppo i medici di famiglia non ci sono, nonostante i bandi attivati”.
A prendere servizio nel nuovo ambulatorio sono i medici Lorenzo Fagotti, Emi Biondi e Paolo Bartolini, che hanno avviato oggi l’attività assistenziale. “È un passo importante per la comunità – hanno spiegato –. Abbiamo già una lista di assistiti privi di medico di base e potremo gestire prescrizioni, esami diagnostici e terapie. L’obiettivo è garantire continuità fino alla presa in carico da parte di un medico di medicina generale definitivo”. Il funzionamento prevede anche una gestione progressiva dei pazienti: richieste, controlli e referti potranno essere seguiti in più accessi, assicurando comunque la presa in carico continuativa.
L’attivazione dell’ambulatorio rappresenta, nelle intenzioni delle istituzioni, non solo una risposta emergenziale, ma anche un possibile modello organizzativo futuro per la sanità territoriale. Un sistema che punta sull’integrazione tra servizi, sulla prossimità ai cittadini e sulla collaborazione tra Comune, AST e Regione. “Non si tratta solo di tamponare una difficoltà – ha concluso Sclavi – ma di costruire un nuovo modo di pensare la sanità sul territorio. Oggi, a Tolentino, proviamo a mettere un primo mattone di questo percorso”.
L’ambulatorio è operativo dal lunedì al venerdì e consente ai cittadini di accedere a visite mediche, nonché alla richiesta di ricette e certificati. È rivolto in via prioritaria proprio a coloro che si trovano temporaneamente senza medico di famiglia. Il servizio è garantito da tre medici che operano secondo una turnazione settimanale: Emi Biondi, disponibile dalle ore 8 alle 20, Lorenzo Fagotti, operativo il mercoledì e il venerdì dalle ore 8 alle 17, e Paolo Bartolini, presente il giovedì dalle ore 8 alle 14. Numero diretto ambulatorio: 0733 2573370
È arrivata la bella stagione (anche se questa settimana si prospetta tempo uggioso con un’allerta meteo sulla costa prevista nelle prossime ore). Nonostante l'allungarsi delle giornate, a Macerata la programmazione dell'illuminazione pubblica in centro sembra non essersi ancora allineata all'ora legale.
Da giorni sono pervenute alla nostra redazione diverse segnalazioni relative a un'accensione anticipata – intorno alle 18:00 – delle luci cittadine nel cuore del centro storico, quando il sole tramonta ormai verso le 19:30. La zona interessata è in particolare quella centrale, tra piazza della Libertà, Corso della Repubblica e Corso Matteotti. Uno spreco energetico che, specie in un periodo di attenzione ai costi e alla sostenibilità, non è passato inosservato ai cittadini.
In merito alla situazione abbiamo contattato l’assessore alla manutenzione, Andrea Marchiori, che ha chiarito il funzionamento dell’impianto: "L'accensione non avviene a un orario prestabilito, ma mediante un interruttore crepuscolare che rileva la quantità di luce esterna mano a mano che il sole cala. È possibile che ci sia qualche malfunzionamento alla centralina di rilevamento della luce solare che serve la zona nevralgica del centro storico. Sarà mia premura inviare una segnalazione al personale tecnico per effettuare le dovute verifiche".
La Protezione Civile della regione Marche ha emesso un nuovo avviso di allerta meteo, valido dalle ore 14:00 di oggi, lunedì 13 aprile, fino alla mezzanotte di mercoledì 15 aprile. Una circolazione depressionaria posizionata sul Mediterraneo centrale sta infatti convogliando flussi instabili sulla regione, portando un brusco peggioramento delle condizioni atmosferiche.
L’attenzione è massima per quanto riguarda lo stato del mare. Per la seconda parte della giornata odierna è previsto mare molto mosso o agitato, in particolare lungo il litorale centro-meridionale. Le autorità segnalano possibili criticità dovute a mareggiate nelle zone di allerta 4 e 6, che comprendono anche la costa della provincia di Macerata. I venti tesi dai quadranti orientali e sud-orientali continueranno a sferzare la costa, rendendo difficile la situazione per le strutture balneari e la viabilità litoranea.
Sul fronte delle precipitazioni, il bollettino indica piogge sparse anche a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno più probabili e abbondanti nelle zone interne della regione sia per il pomeriggio di oggi che per quello di domani, martedì 14 aprile. Il tempo resterà spiccatamente instabile per tutta la prima parte di mercoledì, giornata in cui si attendono i flussi più intensi.
La fase critica dovrebbe attenuarsi solo a metà settimana. Secondo gli esperti della Protezione Civile, un graduale miglioramento è atteso a partire dalla giornata di giovedì, quando la circolazione depressionaria inizierà a lasciare il posto a correnti più stabili. Si raccomanda la massima prudenza negli spostamenti, specialmente nelle aree interne soggette a forti rovesci e lungo i tratti di costa esposti al moto ondoso.
Una cerimonia carica di emozione e riconoscenza si è svolta sabato 4 aprile 2026 nella sala consiliare del Comune di Loro Piceno, per salutare il carabiniere Michele De Palma, che oggi, 7 aprile, conclude ufficialmente il suo servizio dopo 38 anni e 3 mesi trascorsi tra il territorio di Loro Piceno e i comuni limitrofi.
Nel corso dell’incontro, De Palma è stato insignito di un riconoscimento speciale da parte delle amministrazioni comunali di Loro Piceno, Ripe San Ginesio e Sant'Angelo in Pontano, oltre che dai colleghi dell’Arma dei Carabinieri e dall’Associazione Nazionale Carabinieri. Alla cerimonia hanno partecipato numerosi militari in servizio e in congedo, a testimonianza del forte legame costruito negli anni.
Presenti i sindaci Robertino Paoloni, Paolo Teodori e Vanda Broglia, che hanno voluto esprimere pubblicamente gratitudine e apprezzamento per l’impegno profuso nel corso della lunga carriera.
Il sindaco Paoloni ha ricordato De Palma come “un punto di riferimento per la comunità”, sottolineando come la sua presenza abbia rappresentato per oltre trentotto anni una garanzia di sicurezza e vicinanza ai cittadini, incarnando i valori dell’Arma dei Carabinieri. Un congedo meritato, ha aggiunto, che lascia però un vuoto significativo nel territorio.
Il sindaco Teodori ha evidenziato le qualità umane e professionali del carabiniere, definendone esemplari “professionalità e discrezione”, mentre la sindaca Broglia ha sottolineato il ruolo fondamentale dell’Arma nelle piccole comunità, dove la presenza dei militari rappresenta un presidio di dialogo e sicurezza quotidiana.
Anche i colleghi hanno voluto rendere omaggio alla precisione e al rigore con cui De Palma ha svolto il proprio servizio, qualità che ne hanno fatto una figura altamente stimata all’interno dell’Arma.
Un tributo corale per un uomo che ha dedicato la propria vita al servizio dello Stato e della comunità, lasciando un’eredità fatta di dedizione, senso del dovere e vicinanza ai cittadini.
Lunedì sera scrollo Facebook. Elezioni comunali, la mia città. Una candidata posta la sua presentazione ufficiale.
Inizio a leggere: "La mia visione per il futuro della nostra comunità si basa su pilastri fondamentali: innovazione sostenibile, sviluppo partecipato, governance inclusiva..."
Mi fermo. Rileggo. E penso: "ChatGPT, vero?"
Vado a controllare il profilo. Laureata. Esperienza professionale seria. Una persona preparata.
E si è fatta scrivere la presentazione elettorale dall'intelligenza artificiale.
Il caso del New York Times (che ci riguarda tutti)
Stesso giorno, leggo la notizia: il New York Times ha licenziato un giornalista freelance. Alex Preston. Scrittore stimato, sei libri pubblicati, collaborazioni con Guardian, Financial Times, Economist.
Cosa ha fatto? Ha usato ChatGPT per scrivere una recensione. E ChatGPT ha copiato frasi identiche da un articolo del Guardian pubblicato mesi prima.
Un lettore attento se n'è accorto. Ha segnalato. Indagine. Licenziamento.
E sai cosa mi ha colpito? Che questo giornalista SA scrivere. Ha scritto sei libri. Ma ha scelto di delegare a ChatGPT. E ChatGPT ha fatto quello che fa sempre: ha preso da altri e ha confezionato un testo che SEMBRA originale ma non lo è.
Esattamente come le bio dei candidati nella mia città.
Come riconoscere una bio scritta da ChatGPT (in 5 secondi)
Primo segnale: parole che nessuno userebbe parlando. "Visione". "Pilastri fondamentali". "Governance partecipata". "Innovazione sostenibile". Sono parole da burocrazia europea, non da persona vera.
Secondo: liste puntate ovunque. ChatGPT ama le liste. Bullet points. Trattini. "I miei obiettivi: - Punto uno - Punto due - Punto tre". Una persona vera scrive in modo più fluido. Meno schematico.
Terzo: frasi lunghissime con troppe virgole. ChatGPT costruisce periodi complessi. Con incisi. Con subordinate. Con virgole che non finiscono mai. Che rendono il testo elegante ma freddo.
Quarto: nessuna storia personale concreta. ChatGPT è generico. Parla di "valori", "impegno", "futuro". Ma non racconta mai PERCHÉ ti candidi. Cosa ti ha spinto. Quale problema hai visto e vuoi risolvere.
Quinto: il tono è identico per tutti. Ho letto tre bio di candidati diversi. Stesse parole. Stesso stile. Stesso vuoto. Come se le avesse scritte tutte la stessa persona. E in effetti sì: ChatGPT.
Il paradosso delle persone preparate
Ecco cosa non capisco. Questi candidati SONO preparati. Hanno studiato. Hanno competenze. Hanno idee.
Perché affidare la tua presentazione a un algoritmo?
Forse perché ChatGPT scrive "bene". Sembra professionale. Usa parole complicate. Ti fa sembrare più serio.
Ma è vero il contrario. Ti fa sembrare finto.
Io ti voterei se mi dicessi: "Mi candido perché nella mia città manca un asilo nido e ho tre figli, so cosa significa". Non se mi dici "Il mio impegno per le politiche familiari si basa su una governance partecipata e inclusiva".
La prima frase la capisci. La seconda suona bene ma non dice niente.
Gli spunti semplici (per chi si candida e per chi vota)
Se ti candidi, primo: scrivi TU la tua bio. Tre righe. In italiano normale. Rispondi a: Perché ti candidi? Cosa vuoi cambiare? Perché dovrei votarti? Fine. Non servono pilastri fondamentali e visioni strategiche.
Secondo: racconta UNA storia vera. Non dieci obiettivi generici. Una cosa concreta che hai visto, vissuto, che ti ha fatto decidere di candidarti. Quella resta in mente. I bullet points no.
Terzo: fai leggere la bio a tua nonna. Se tua nonna capisce tutto, vai. Se tua nonna dice "Ma cosa vuol dire governance partecipata?", riscrivi.
La verità elettorale
Tra qualche settimana si vota. E molte bio saranno scritte da ChatGPT. Candidati preparati che delegano la loro voce a un algoritmo perché pensano che così suonino più professionali.
Ma la verità è il contrario. ChatGPT ti fa sembrare uguale a tutti gli altri. Ti toglie la voce. Ti rende generico.
E io, da elettrice, voglio sapere chi sei davvero. Non chi ChatGPT pensa che tu debba sembrare.
Quindi se ti candidi: chiudi ChatGPT. Apri un foglio bianco. E scrivi come parleresti a un'amica al bar davanti ad un caffè!
"Mi candido perché..." Tre righe. Tue. Vere.
Quella è la bio che convince. Non i pilastri fondamentali.
A Pieve Torina la Pasqua è stata celebrata con un gesto dal forte valore simbolico e culturale: la ricollocazione, nell’abside centrale della chiesa di Sant’Agostino, di un imponente dipinto dedicato a Sant’Agostino.
Ad annunciarlo è stato il sindaco Alessandro Gentilucci, sottolineando come il restauro dell’opera rappresenti un ulteriore passo nel percorso di rinascita della comunità, già segnato dalla riapertura dell’edificio sacro avvenuta due anni fa.
La tela, di autore ignoto e databile tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, è considerata un’opera di grande pregio artistico e storico. Raffigura il santo a cui sono dedicati non solo la chiesa, ma anche l’intero complesso conventuale che oggi ospita il Museo della Nostra Terra e una casa di riposo per anziani.
Il ritorno del dipinto nel suo luogo originario ha assunto un significato particolarmente intenso per la cittadinanza. «Esiste un legame profondo tra la comunità, questa chiesa e la figura di Sant’Agostino», ha dichiarato Gentilucci. «Aver potuto rinsaldare questo rapporto proprio nel giorno di Pasqua è stato motivo di grande emozione».
L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di ricostruzione non solo materiale, ma anche sociale e culturale. «È un altro passo verso la normalità – ha concluso il sindaco – verso il recupero di quel tessuto emotivo e identitario fondamentale per restituire energia, vitalità e prospettive future a Pieve Torina e all’intero territorio».
MACERATA – Oltre 30 nuove assunzioni, investimenti per circa 10,5 milioni di euro già attivati, un piano di crescita del fatturato fino a 40 milioni nel 2026 e 50–60 milioni nel 2027 e il rafforzamento del ruolo industriale nel recupero delle Materie Prime Critiche. È il quadro del nuovo piano di sviluppo presentato oggi da ORIM nel corso della conferenza stampa alla Galleria Antichi Forni di Macerata, alla presenza dell’amministratore delegato e fondatore Alfredo Mancini e del direttore generale George Von Kriegsheim, rappresentante del fondo Xenon, che nel 2024 ha acquisito il 70% dell’azienda. Un progetto che unisce crescita industriale, innovazione tecnologica e radicamento territoriale, con un obiettivo chiaro: rafforzare la leadership europea nel recupero dei metalli strategici per la transizione energetica.
Ad aprire la conferenza è stato Alfredo Mancini, che ha sottolineato il senso del nuovo sviluppo industriale: “Ho sempre pensato più a lavorare che a comunicare, ma oggi so che la comunicazione è importante quanto la produzione”. Mancini ha definito il nuovo impianto, che sarà inaugurato nei prossimi mesi, un punto di svolta: “Tra poco inaugureremo qualcosa che in Italia non esiste: un impianto dove si vedranno reattori, forni rotativi e processi che trasformano i rifiuti in prodotti”.
Il fondatore ha ripercorso la visione che ha portato alla nascita dell’azienda nel 1982: “Vengo da una storia familiare di artigiani. Mio padre era fabbro e trasformava il ferro in oggetti. Da lì ho capito che nulla si butta, tutto si trasforma”. Poi la svolta industriale: il 5 febbraio 1982 ha fondato ORIM. Da allora, il cuore del progetto è rimasto lo stesso: “Smaltendo i rifiuti ho capito che contenevano un valore enorme. Ho impiegato anni per sviluppare le tecnologie per recuperarli”.
ORIM opera oggi nel recupero di Materie Prime Critiche (CRM), fondamentali per l’industria europea: “Recuperiamo vanadio, molibdeno, nickel, cobalto, rame e tungsteno – ha spiegato Mancini –. Li rimettiamo nei cicli produttivi industriali”. Il processo produttivo combina: trattamento termico dei materiali, processi idrometallurgici, recupero elettrolitico, fusione finale dei metalli e ferroleghe. “Stiamo anche lavorando sulla grafite per le batterie e sul recupero dei materiali dai pannelli fotovoltaici”, ha aggiunto.
Il piano industriale prevede oltre 30 nuove assunzioni tra profili tecnici e amministrativi. “Cerchiamo ingegneri chimici, meccanici ed elettrici, ma anche ragazzi provenienti dagli istituti tecnici”, ha spiegato Mancini. E ha precisato: “Non basta la teoria. Serve gente che abbia voglia di lavorare e che sappia mettere le mani sugli impianti. Giovani che abbiano voglia di appassionarsi”. Il piano include formazione interna, affiancamento e crescita professionale: “Gli stipendi sono competitivi e ci sarà possibilità di carriera, perché i nuovi impianti avranno bisogno di capi reparto”.
Accanto a Mancini, George Von Kriegsheim, direttore generale e rappresentatnte del fondo Xenon, ha illustrato la strategia di investimento: “Abbiamo investito oltre 10,5 milioni di euro in ORIM e continueremo a sostenerne la crescita”. Il fondo, ha spiegato, ha scelto ORIM per la sua unicità: “Siamo un fondo che investe principalmente in Italia e nell’economia circolare. ORIM è una delle poche aziende in grado di recuperare metalli preziosi e non ferrosi da rifiuti complessi”. E sulla strategia futura: “L’obiettivo è far crescere l’azienda e creare un sistema industriale integrato anche attraverso acquisizioni”.
Von Kriegsheim ha confermato le stime di crescita: “Il fatturato passerà da circa 28 milioni a 40 milioni nel 2026, fino a 50–60 milioni nel 2027”.
Mancini ha riassunto la filosofia aziendale: “I rifiuti non sono un problema, sono una risorsa. Una miniera urbana che va trasformata con tecnologia e competenza”. E ancora: “Abbiamo costruito un’azienda unica in Italia e tra le poche in Europa. Oggi possiamo dire che ciò che veniva scartato torna a generare valore”.
ORIM conferma anche il proprio impegno sociale e territoriale attraverso iniziative con scuole, università e realtà locali, oltre al sostegno allo sport e alla cultura (ostegno al Macerata Opera Festival, Impianti Aperti, iniziativa nazionale di Assoambiente per la divulgazione dell’economia circolare, due Premi di laurea in memoria di Andrea Mancini, uno in collaborazione con AIDIC e uno con l’Università di Macerata, e il sostegno allo sport locale, tra cui Atletica Macerata per il 2026). “Le persone sono il cuore di tutto – ha ribadito Mancini –. Senza competenze non c’è futuro”. A tal proposito, sabato alle ore 11, alla Galleria Antichi Forni di Macerata, si terrà la premiazione dei vincitori della XXI edizione di ColorAmbiente, concorso artistico promosso da ORIM in collaborazione con il Liceo Cantalamessa, quest’anno dedicato al tema “L’ambiente e i 5 sensi”.
Il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi ha emesso una nuova e articolata ordinanza con la finalità di tutelare il decoro urbano della città, a seguito della recrudescenza di fenomeni di occupazione indebita di aree pubbliche. Il provvedimento, che ricalca i contenuti di una precedente disposizione del 2025, nasce "dalle numerose segnalazioni di cittadini ed esercenti preoccupati per l'aumento di bivacchi e accampamenti abusivi in parchi, giardini e spazi monumentali", puntualizza Sclavi.
Le nuove regole, con decorrenza immediata e valide fino al 31 dicembre 2026, impongono il divieto assoluto in tutto il territorio comunale di "campeggiare o accamparsi utilizzando tende, sacchi a pelo, coperte o costruzioni di fortuna".
È inoltre vietato "posizionare attrezzature che occupino lo spazio esterno alla sagoma dei veicoli, accendere fuochi a fiamma libera e disseminare rifiuti o avanzi di cibo". L'ordinanza mira a contrastare non solo l'occupazione fisica degli spazi, ma anche l'uso improprio dei beni comuni, vietando esplicitamente "l'utilizzo delle fontane pubbliche per l'igiene personale o il lavaggio di indumenti, nonché l'uso delle panchine come luoghi di pernottamento".
Il provvedimento proibisce "lo stazionamento prolungato e ingiustificato che possa arrecare intralcio o pregiudizio alla sicurezza", così come "è severamente vietato imbrattare o danneggiare edifici pubblici e privati con scritte o disegni". "Tali condotte - precisa Sclavi -, oltre a generare una percezione di insicurezza, comportano costi straordinari per la collettività legati agli interventi di pulizia e riqualificazione urbana necessari per ripristinare il decoro dei luoghi colpiti dal degrado".
Per i trasgressori sono previste sanzioni pesanti: l’inosservanza dei divieti comporta una multa amministrativa da 25 a 500 euro, oltre all'obbligo di cessare immediatamente il comportamento illecito e ripristinare i luoghi a proprie spese.
L’ordinanza dispone inoltre il sequestro cautelare e la confisca dei mezzi e delle attrezzature utilizzate per commettere la violazione. Nei casi più gravi, gli uffici comunali sono pronti a procedere con querele e azioni legali per ottenere il risarcimento dei danni arrecati al patrimonio cittadino, affidando la vigilanza costante sulla legalità e la sicurezza alle forze dell'ordine e alla polizia locale.
Cambia, di nuovo, la circolazione ferroviaria sulla linea Civitanova Marche–Albacina. A partire da sabato 11 aprile e fino al 27 giugno, i treni regionali di Trenitalia subiranno modifiche significative a causa di lavori di potenziamento infrastrutturale lungo la tratta.
Gli interventi interesseranno i collegamenti della relazione Ancona–Macerata–Fabriano e comporteranno cancellazioni differenziate a seconda dei periodi.
Nel dettaglio, dall’11 aprile al 10 maggio e dal 17 al 27 giugno, saranno soppressi i treni nella tratta Macerata–Fabriano. Successivamente, dall’11 maggio al 16 giugno, le cancellazioni riguarderanno l’intero collegamento tra Civitanova, Macerata e Fabriano.
Per garantire comunque la mobilità dei passeggeri, sarà attivato un servizio sostitutivo su gomma. Tuttavia, i bus avranno tempi di percorrenza più lunghi, anche a causa del traffico stradale, e una disponibilità di posti inferiore rispetto ai treni.
Non solo: sui mezzi sostitutivi non sarà consentito il trasporto di biciclette né di animali di grossa taglia, fatta eccezione per i cani guida.
Le autorità consigliano quindi ai viaggiatori di pianificare con attenzione gli spostamenti, verificando eventuali alternative e aggiornamenti. I canali di acquisto e informazione sono già adeguati fino al 10 maggio, mentre ulteriori dettagli sono disponibili online, tramite app e presso le stazioni.
Disagi temporanei, dunque, ma necessari per migliorare l’efficienza e la qualità della rete ferroviaria nel medio-lungo periodo.
Da lunedì 13 aprile prenderanno il via i lavori di rifacimento del manto stradale di via Diomede Pantaleoni a Macerata.
Per consentire lo svolgimento dell’intervento la Polizia locale ha emesso un’ordinanza che andrà a regolamentare temporaneamente la circolazione stradale nella zona interessata dai lavori.
L’ordinanza, in vigore dal 13 al 24 aprile, stabilisce: via Diomede Pantaleoni (tutta la via): divieto di sosta h 0-24 con rimozione coatta, nel tratto interessato dai lavori, limite massimo di velocità in 30 km/h, divieto di sorpasso, istituzione temporanea della chiusura di una corsia di marcia, con deviazione del traffico, secondo l’andamento dei lavori.
Inoltre il provvedimento autorizza la soppressione temporanea della fermata bus, in base all’andamento dei lavori.
Prenderanno il via dal prossimo 20 aprile le prove scritte del concorso pubblico, per esami e titoli, finalizzato al reclutamento di 3.081 allievi in ferma quadriennale nell’Arma dei Carabinieri.
La selezione, prevista dal bando, rappresenta una delle fasi centrali del percorso concorsuale e coinvolgerà migliaia di candidati provenienti da tutta Italia.
Le prove si svolgeranno in modalità decentrata, con sedi distribuite sul territorio nazionale: Roma, Padova, Bari, Catania e Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. L’assegnazione della sede avverrà in base alla regione di residenza anagrafica indicata dai candidati al momento della domanda.
A partire indicativamente dal 10 aprile, tutti i partecipanti sono chiamati a verificare la propria convocazione. Le informazioni relative a sede, data e orario di presentazione sono disponibili sul sito istituzionale dell’Arma, nella sezione dedicata al concorso. Per accedere sarà necessario inserire i dati richiesti, già indicati nella domanda di partecipazione.
Il Comune di Urbisaglia ha ospitato l’incontro ufficiale per l’insediamento del nuovo comandante della Stazione dei Carabinieri, il maresciallo Giovanni Galante. La cerimonia non si è limitata al semplice passaggio formale di consegne, ma ha rappresentato un momento di confronto strategico tra l’Arma e le amministrazioni di Urbisaglia e Colmurano, unite sotto la stessa giurisdizione.
L’incontro ha ribadito il ruolo centrale della Stazione dei Carabinieri come presidio di prossimità, punto di riferimento non solo per la sicurezza, ma anche per la prevenzione e la mediazione sociale. Il maresciallo Galante, classe 1968, arruolato nell’Arma nel 1987 e con una lunga esperienza nel maceratese, assume il comando con l’obiettivo di mantenere alti gli standard di sicurezza in un’area caratterizzata da un prezioso patrimonio storico-artistico e da una comunità produttiva attiva e coesa.
Il sindaco di Urbisaglia, Riccardo Natalini, ha sottolineato l’importanza del legame umano tra cittadini e divisa: “L’insediamento del maresciallo Galante è un momento di grande rilievo per la nostra comunità. La Stazione dei Carabinieri è un pilastro della nostra architettura sociale. Un ringraziamento sentito va al Luogotenente Rosario Cianci per la professionalità e l’umanità dimostrate in questi anni. Al nuovo comandante Galante va il nostro più sincero benvenuto: troverà un’amministrazione aperta e pronta a collaborare per il bene della collettività”.
Anche il sindaco di Colmurano, Mirko Mari, ha partecipato all’incontro, evidenziando la necessità di una visione territoriale integrata. “La sinergia con la Stazione dei Carabinieri è fondamentale per la tutela del nostro borgo. Ringrazio il luogotenente Cianci per il suo impegno e il dialogo costante con i cittadini. Al maresciallo Galante rivolgo un caloroso benvenuto: la sua esperienza sarà un valore aggiunto per garantire sicurezza e prossimità, elementi essenziali per la qualità della vita delle nostre comunità”.
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Prosegue il percorso di ricostruzione post-sisma nell’Appennino marchigiano, con un nuovo importante passo avanti per il rilancio dei borghi colpiti. La Conferenza dei Servizi ha infatti espresso parere favorevole sulla congruità economica del progetto di fattibilità tecnico-economica relativo al recupero della Chiesa e del Palazzo San Giacomo nel comune di Visso.
L’intervento, inserito nell’ambito delle Ordinanze Speciali, rappresenta uno dei progetti più rilevanti per la rinascita del centro storico del borgo maceratese. Su una superficie complessiva di circa 2.300 metri quadrati, è previsto un investimento pari a 5,8 milioni di euro.
Il progetto prevede un articolato insieme di opere che spaziano dal restauro architettonico e degli elementi di pregio al miglioramento sismico delle strutture, fino a un significativo adeguamento degli impianti e dell’efficienza energetica. Sono previsti interventi di consolidamento delle murature, il rifacimento delle coperture, il recupero delle finiture storiche, l’installazione di impianti moderni ad alta efficienza e l’eliminazione delle barriere architettoniche, con l’obiettivo di restituire funzionalità e sicurezza agli edifici.
A sottolineare il valore strategico dell’opera è stato il commissario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, che ha evidenziato come l’intervento rappresenti non solo un’azione di tutela del patrimonio, ma anche un’importante leva di rigenerazione urbana e rilancio socio-economico per l’area dell’alta Valnerina. “Si tratta di un complesso di grande rilevanza storica e identitaria per la comunità di Visso, borgo noto come la ‘perla dei Sibillini’. Questo via libera segna un ulteriore avanzamento nel processo di ricostruzione”, ha dichiarato.
Soddisfazione anche da parte del sindaco di Visso, Rosella Sensi, che ha parlato di un risultato frutto di un importante lavoro di squadra tra amministrazione comunale, tecnici e Ufficio Speciale Ricostruzione. “Accogliamo con grande soddisfazione questo passo avanti – ha commentato –. Chiesa e Palazzo San Giacomo rappresentano un luogo centrale per la nostra comunità e potranno tornare a essere spazi di incontro, cultura e socialità”.
Il recupero del complesso segna dunque un passaggio fondamentale per restituire centralità e dignità al cuore del paese, contribuendo a riportare vita e identità nel centro storico di Visso.
La Corte d’Assise di Aosta ha condannato a 25 anni di reclusione Sohaib Teima, 24 anni, di origini nordafricane e residente a Fermo, ritenuto responsabile dell’omicidio premeditato e dell’occultamento del corpo della sua ex fidanzata, Auriane Nathalie Laisne, 22 anni. Il corpo della giovane era stato rinvenuto il 5 aprile 2024 all’interno della cappella sconsacrata dell’Equilivaz, nel territorio di La Salle, in Valle d’Aosta.
Il pubblico ministero Manlio D’Ambrosi aveva chiesto la pena dell’ergastolo, ma i giudici hanno deciso di applicare le attenuanti generiche, considerate equivalenti alle aggravanti, portando così alla condanna a 25 anni.
Durante il processo, l’imputato ha continuato a dichiararsi estraneo ai fatti, ribadendo più volte di non aver ucciso la ex compagna. La linea difensiva ha insistito soprattutto sull’assenza di un movente, sostenendo che non esisterebbero elementi in grado di spiegare un eventuale gesto omicida da parte del giovane.
Dalle ricostruzioni emerse nel corso delle indagini, la vittima aveva già denunciato in Francia l’ex fidanzato per maltrattamenti. Inoltre, il 25 marzo, pochi giorni prima del delitto, i due erano stati fermati insieme nei pressi del traforo del Monte Bianco. Nonostante fosse stato imposto al giovane il divieto di avvicinamento, era stato successivamente rilasciato.
Secondo quanto riferito dal consulente della procura Roberto Testi, la ragazza sarebbe stata prima intossicata con benzodiazepine e poi uccisa con tre coltellate: una all’addome e due al collo, di cui una risultata mortale.
Dopo la lettura della sentenza, i legali dell’imputato hanno espresso una posizione interlocutoria. L’avvocato Luca Tommaso Calabrò ha parlato di una “soddisfazione a metà”, sottolineando come la richiesta dell’ergastolo fosse ritenuta eccessiva dalla difesa. Pur continuando a sostenere l’innocenza del proprio assistito, ha evidenziato che, nell’ipotesi di colpevolezza, la pena stabilita resta comunque suscettibile di revisione. Fondamentali, secondo il legale, saranno le motivazioni della sentenza in vista di un possibile ricorso in appello.
Sulla stessa linea anche l’avvocata Lucia Lupi, che ha ribadito come la difesa abbia contestato non solo la responsabilità dell’imputato, ma anche l’aggravante della premeditazione e l’accusa di occultamento di cadavere, dichiarando comunque soddisfazione per l’esito del processo.
Hooman e Bahar Ghaempanah sono due fratelli iraniani, titolari del Bar Totò insieme alle sorella Shadi, che da dodici anni vivono a Macerata. Abbiamo deciso di intervistarli per farci raccontare le loro impressioni sulla guerra Iran-Usa-Israele e sulla situazione internazione. Un racconto che porta con sé una storia fatta di sacrifici, speranza e desiderio di libertà.
Bahar, ci racconta, ha vissuto fino a 36 anni come direttrice di banca in Iran sotto il regime teocratico, che definisce senza esitazione soffocante e repressivo. “Quando quaranta giorni fa è iniziata la guerra siamo stati contenti, perché pensavamo fosse l’inizio della fine”, spiega. Racconta che molti iraniani vedevano nel conflitto una possibilità di cambiamento, perché da decenni il sistema limita lo sviluppo del Paese e reprime la popolazione. "L’80% degli iraniani la pensa come noi, ma le informazioni diffuse dalla propaganda del regime raccontano una realtà diversa, costruita per mantenere il controllo".
Nonostante questa speranza iniziale, oggi prevale la preoccupazione crescente. Le conseguenze del conflitto si stanno facendo sentire anche in Occidente e la situazione appare sempre più complessa. Bahar sottolinea come vivere per decenni sotto un regime repressivo porti a desiderare una sola cosa: la fine. “Non hai libertà di espressione e di pensiero, i dissidenti vengono fatti sparire o repressi con violenza e morte”, racconta. Parla di un clima costante di paura e oscurantismo. “Spero arrivi la democrazia e la libertà nella mia terra”.
Anche i contatti con i familiari e gli amici rimasti in Iran sono difficili e frammentari. Il regime, raccontano, mantiene un controllo rigido sulle comunicazioni e l’accesso a internet è stato interrotto, rendendo quasi impossibile avere notizie dirette: "Siamo riusciti a parlare brevemente con qualche nostro parente. Ci possono chiamare solo da li tramite linea telefonica, ma è complicato e rischioso".
Hooman guarda comunque al futuro con una convinzione precisa: il regime è vicino alla caduta. “Speriamo che finisca bene per il popolo iraniano, ma io penso che a breve il regime cadrà”, afferma. Non sa dire quando accadrà, se tra un mese o due, ma è certo che succederà. “Anche se fanno pace, la gente tornerà in strada e lo farà cadere, sicuramente”. Secondo lui, il sistema è ormai indebolito e vicino al collasso, e manca solo l’ultimo colpo per determinare una svolta definitiva. “È solo questione di tempo”, aggiunge. Questa convinzione convive però con un sentimento di incertezza e difficoltà quotidiana, alimentato dalle notizie negative e dalla distanza dalla propria terra.
Nonostante tutto, la vita a Macerata rappresenta un equilibrio importante. “Qui mi trovo bene, ho creato una famiglia”, racconta Bahar. Anche Hooman si dice sereno in Italia, ma non nasconde che, se l’Iran si liberasse dall’oppressione, tornerebbe a vivere nel suo Paese. “Se l’Iran fosse libero, tornerei subito”, dice. È un legame forte, che resiste nonostante le difficoltà e la distanza.
Sul piano internazionale, la situazione resta altamente instabile. Dopo una fase di apparente pausa grazie a un accordo mediato dal Pakistan, la tensione è tornata a salire. La riapertura dello stretto di Hormuz da parte del regime iraniano è stata seguita da nuovi bombardamenti israeliani in Libano, portando a una nuova sospensione e a un sistema di controlli per il transito. Intanto, il prezzo del petrolio al barile si è abbassato a 97,63 dollari, ma i carburanti in Italia restano stabili nonostante la proroga dello sconto sulle accise. I prezzi medi della regione Marche indicano il gasolio a 2,155 euro, benzina a 1,780, GPL a 0,805 e metano a 1,530.
In questo contesto, cresce anche l’attenzione politica. Il Consiglio regionale delle Marche si riunirà martedì 14 aprile alle 10, con un intervento in videomessaggio di Maryam Rajavi, presidente del Consiglio nazionale della Resistenza iraniana. Un segnale che dimostra come la crisi iraniana non sia solo una questione interna, ma un tema di interesse internazionale e geopolitico.
La storia di Hooman, Bahar e Shadi è quella di chi ha lasciato il proprio Paese in cerca di libertà, ma continua a guardare a casa con speranza. Una testimonianza diretta che racconta non solo la durezza della repressione, ma anche la forza di un popolo che, nonostante tutto, continua a credere in un futuro libero e democratico.