Attualità

Global Sumud Flotilla, attivisti marchigiani rientrati: "Denunce già partite per le torture subite"

Global Sumud Flotilla, attivisti marchigiani rientrati: "Denunce già partite per le torture subite"

Vogliamo rispondere a chi solleva dubbi sulle torture subite: le denunce sono già partite il 18 maggio e molti di noi si stanno facendo refertare negli ospedali italiani”. Con queste parole Vittorio Sergi, insegnante di Senigallia e attivista della Global Sumud Flotilla, è intervenuto questa mattina ad Ancona durante una conferenza stampa organizzata dal Coordinamento Marche per la Palestina. Sergi, rientrato nelle Marche dopo il fermo e il sequestro da parte delle autorità israeliane insieme ad altri attivisti impegnati nella missione umanitaria, ha ribadito la volontà del gruppo di portare avanti le azioni legali legate alla vicenda. Accanto a lui anche Marco Montenovi, attivista di Ancona, che ha spiegato come “nei prossimi giorni saremo ascoltati dal team legale e nell’ambito dei due fascicoli aperti dalla Procura di Roma”. Nel corso dell’incontro con la stampa, Sergi ha inoltre precisato che “il viaggio di andata e ritorno è stato completamente sostenuto dalla Global Sumud Flotilla e non abbiamo mai chiesto nulla al governo italiano”. L’attivista è poi tornato sulle polemiche nate nelle ultime ore a Senigallia dopo il confronto avuto in strada con il consigliere regionale Corrado Canafoglia e l’eurodeputato Carlo Ciccioli di Fratelli d’Italia. “Il tentativo di farsi pubblicità tramite questa azione umanitaria è destinato a cadere nel ridicolo”, ha dichiarato. La vicenda continua intanto ad alimentare il dibattito politico e pubblico anche nelle Marche, tra richieste di chiarimenti e solidarietà agli attivisti coinvolti.

23/05/2026 16:00
Pioraco, avanti la ricostruzione del quartiere Madonnetta: oltre 1,2 milioni per gli alloggi Erap

Pioraco, avanti la ricostruzione del quartiere Madonnetta: oltre 1,2 milioni per gli alloggi Erap

Prosegue il percorso di ricostruzione post sisma nel Comune di Pioraco, con un nuovo passo avanti per il progetto legato al quartiere Madonnetta, una delle aree maggiormente colpite dagli eventi sismici che hanno interessato il Centro Italia a partire dal 24 agosto 2016. Gli studi effettuati dall’Università Politecnica delle Marche hanno evidenziato la necessità di ridurre la volumetria edificabile del quartiere, rendendo impossibile la ricostruzione di tutte le unità immobiliari originarie. Da qui la scelta di procedere con la delocalizzazione di 14 alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà Erap Marche. Per rendere possibile l’operazione è stata raggiunta un’intesa tra il Comune di Pioraco ed Erap Marche, nell’ambito dell’Ordinanza speciale n. 41/2022 del Commissario alla ricostruzione, che ha stanziato complessivamente oltre 3,4 milioni di euro per l’acquisto e la ristrutturazione degli immobili destinati alla delocalizzazione. Dopo la pubblicazione dell’avviso pubblico per individuare i siti più idonei e la successiva approvazione della graduatoria definitiva, il Consiglio di amministrazione di Erap Marche ha autorizzato l’acquisto degli immobili selezionati. Nei mesi scorsi l’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche ha quindi liquidato all’Ente oltre 1,28 milioni di euro per consentire il perfezionamento delle operazioni. “Questo progetto rappresenta uno straordinario esempio di collaborazione istituzionale per contribuire, laddove possibile, al ripopolamento dei piccoli borghi”, ha dichiarato il presidente di Erap Marche, Tommaso Fagioli. Soddisfazione anche da parte del sindaco di Pioraco, Matteo Cicconi, che ha ringraziato Erap Marche e la struttura commissariale guidata dal commissario straordinario Guido Castelli per il lavoro svolto. “Grazie a una sinergia istituzionale e a un importante lavoro politico-amministrativo, sta andando avanti un altro tassello fondamentale per la nostra comunità”, ha sottolineato il primo cittadino. “Si tratta di un intervento che fornisce risposte concrete alle esigenze abitative locali e che rappresenta anche un’operazione virtuosa dal punto di vista ambientale, con zero consumo di suolo”. Il sindaco ha poi evidenziato come il Comune non disponga di ulteriori aree di espansione urbanistica e ha auspicato un’accelerazione dei prossimi passaggi: “Ora l’obiettivo è far partire quanto prima le demolizioni dei condomini, così da permettere anche ai cittadini proprietari di immobili privati rimasti nell’area di avviare finalmente la ricostruzione”.

23/05/2026 15:27
Scroll fatigue: quando scrollare stanca più che rilassare

Scroll fatigue: quando scrollare stanca più che rilassare

Ieri sera, divano, telefono in mano. Apro Instagram. Scrollo TikTok. Scrollo Facebook. Scrollo. Dopo venti minuti chiudo il telefono e mi chiedo: cosa ho visto? Non lo ricordo. Letteralmente non ricordo un singolo contenuto. Ho scrollato per venti minuti e il mio cervello è vuoto. Ma sono stanca, non rilassata, e mi sono resa conto che questo ha un nome: scroll fatigue. La stanchezza da scrolling nel 2026 è diventato il problema numero uno dei social. Lo scroll infinito è stata l'invenzione che ha reso i social quello che sono oggi. Non devi cliccare, non devi cercare, scorri e il contenuto successivo appare. TikTok ha perfezionato questa meccanica: un video finisce, parte il successivo, automaticamente, senza interruzioni. E tu continui, dieci minuti, venti, un'ora senza accorgertene. Il problema è che questo meccanismo, che doveva intrattenerci, ci sta esaurendo. Perché scrollare è diventato un lavoro. Un lavoro che non ti paga, non ti arricchisce, ma ti svuota. I numeri parlano chiaro. In media passiamo 2 ore e 21 minuti al giorno sui social. Ogni giorno. Sono più di 16 ore alla settimana. Due giorni interi al mese. E la maggior parte di questo tempo è scroll passivo: non commenti, non interagisci ma scorri. Come un gesto automatico. Apri il telefono, scroll. Coda alla posta, scroll. Pausa caffè, scroll. La sera sul divano, scroll. E alla fine della giornata sei più stanco di quando hai iniziato. Il paradosso è che scrolliamo per rilassarci, ma l'effetto è opposto. Perché il tuo cervello, mentre scrolli, non riposa, processa. Video brevi, uno dopo l'altro. Cambi argomento ogni cinque secondi. Da una ricetta a un balletto. Da una notizia tragica a un gattino. Da un tutorial di trucco a un dibattito politico. Il tuo cervello non ha il tempo di elaborare. Passa da uno stimolo all'altro e alla fine è sovraccarico. Questa è la scroll fatigue. E le piattaforme se ne sono accorte. TikTok, che ha costruito il suo impero sui video di 15-60 secondi, sta testando video fino a 60 minuti. La gente è stanca di contenuti brevissimi che non lasciano niente. La gente vuole contenuti più lunghi che valgano il tempo che ci dedichi. YouTube l'aveva capito prima. I video lunghi su YouTube funzionano. Le persone guardano video di 20, 30, 40 minuti. E non solo li guardano: li ricordano. Perché quando dedichi tempo a un contenuto lungo, il tuo cervello lo elabora, lo memorizza e impari qualcosa. Il problema è che abbiamo costruito un'abitudine. Apri il telefono, scroll. È automatico. Non ci pensi. È il gesto che fai quando hai cinque minuti liberi. Quando sei annoiato. La soluzione non è smettere di usare i social, la soluzione è scrollare con intenzione. Apri Instagram perché vuoi vedere cosa ha postato una persona specifica. Apri TikTok perché cerchi una ricetta. Apri Facebook perché vuoi leggere le notizie del giorno. Ma quando hai finito, chiudi, senza continuare a scrollare per inerzia. Perché quello scroll senza scopo è quello che ti stanca. È quello che ti ruba tempo ed energia senza darti niente in cambio.

23/05/2026 12:05
Le Marche brillano in Senato: un mosaico di eccellenze al Premio Marchigiano dell'Anno (FOTO e VIDEO)

Le Marche brillano in Senato: un mosaico di eccellenze al Premio Marchigiano dell'Anno (FOTO e VIDEO)

Tra le volte solenni della Sala Koch del Senato della Repubblica, le Marche si sono raccontate nel modo più autentico: attraverso le sue eccellenze. Uomini e donne che, con il loro lavoro quotidiano, hanno portato il nome della regione ben oltre i confini nazionali, in un intreccio di scienza, arte, cultura, impresa e impegno civile. Dalla ricerca alla diplomazia, dall’università alla moda, dalla medicina all’arte, fino alla divulgazione e alla cultura, la XL edizione del Premio Marchigiano dell’Anno ha riunito idealmente un intero territorio che continua a distinguersi per talento, operosità e visione. Un mosaico di storie e competenze che racconta una regione capace di generare valore: le Marche della professoressa di Storia dell'Arte all'Università di Urbino Anna Maria Ambrosini Massari, del ricercatore dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucelare Vincenzo Maria Vagnoni, della stilista civitanovese Giorgia Tordini, dell’imprenditore di Montefortino Sergio Alessandrini, del consigliere presso l'Ambasciata d'Italia a Barcellona Gabriele Luca Fava, del presidente del BIM Tronto Luigi Contisciani, della pittrice Maria Grazia Focanti, del direttore nazionale Armamenti del Ministero della Difesa Giacinto Ottaviani, del presidente della Società Pesarese di Studi Storici Riccardo Paolo Uguccioni, fino a padre Ferdinando Campana.  E ancora, il riconoscimento ad honorem al conduttore Massimiliano Ossini e al giurista Gerardo Villanacci, insieme al premio “Marchigiano nel Mondo” assegnato al medico argentino Fernando R. Fischer. La cerimonia si è aperta con i saluti istituzionali del Senatore Questore del Senato della Repubblica Antonio De Poli, che ha sottolineato il valore delle eccellenze marchigiane nel panorama nazionale. A seguire spazio agli interventi del presidente del CESMA Umberto Antonelli, la presidente emerita Rosanna Vaudetti e il presidente onorario Giorgio Girelli, oltre al messaggio a distanza della direttrice Pina Gentili. Un momento particolarmente significativo della cerimonia è stato l’intervento, arrivato a sorpresa, del Segretario Generale del Senato Federico Silvio Toniato, accolto da un lungo applauso dei presenti. Al termine della cerimonia, ai microfoni di Picchio News sono state raccolte alcune dichiarazioni dei protagonisti dell’evento, che hanno raccontato a caldo emozioni e significato del riconoscimento. Il presidente CESMA Umberto Antonelli ha sottolineato: “È stato un momento altissimo per celebrare le eccellenze della nostra regione. Quest’anno in maniera particolare c’è stata una situazione veramente toccante, con interventi molto significativi. La presenza del Segretario Generale del Senato è stata la ciliegina sulla torta”. Ha poi aggiunto: “Questo riconoscimento è la maturazione e la consapevolezza del Paese di quanto valgono le Marche, di quanto siano laboriosi i nostri imprenditori, artisti, artigiani e professionisti. Sono orgoglioso di tutti i premiati”. Sul significato del premio è intervenuto anche il premiato nel mondo Fernando R. Fischer, che ha affermato: “Questo riconoscimento è qualcosa di molto importante per me, perché rafforza un legame con le mie radici che sento profondamente vivo. Le Marche sono parte della mia identità”. Gerardo Villanacci ha commentato: “È una meta importante per me, perché nelle Marche ormai vivo da tanti anni. Qui ci sono le radici della mia famiglia e dei miei figli. Questo premio consolida un legame con una regione stupenda che amo”. Infine, Massimiliano Ossini ha sottolineato: “Questo riconoscimento è importantissimo, perché dopo venticinque anni di vita nelle Marche rappresenta un attestato di appartenenza a una terra che ho scelto. È un premio che mi spinge a continuare a raccontare e valorizzare questo territorio”.   Oltre al prestigioso picus d'oro, i marchigiani dell’anno hanno ricevuto anche un cesto di prodotti tipici marchigiani consegnato dai sindaci dell’Unione Montana dei Monti Azzurri e dal presidente Giampiero Feliciotti, che ha evidenziato: "La presenza dei 15 sindaci è un segnale importante: serve a far emergere un territorio ricco di intelligenze, competenze e tradizioni che troppo spesso non riesce a esprimere tutto il suo valore”. Con questa quarantesima edizione, il Premio Marchigiano dell’Anno conferma il proprio ruolo di appuntamento autorevole e identitario, capace di raccontare una regione che, attraverso le sue eccellenze, continua a lasciare un segno forte in Italia e nel mondo.  

22/05/2026 19:30
Cingoli, ok al recupero della chiesa di San Pietro Apostolo: lavori per oltre 1,3 milioni

Cingoli, ok al recupero della chiesa di San Pietro Apostolo: lavori per oltre 1,3 milioni

La Conferenza permanente ha approvato l’intervento di rafforzamento locale e riparazione del danno della chiesa di San Pietro Apostolo, situata nella frazione di Villa Torre, nel comune di Cingoli. Un progetto importante per la tutela del patrimonio storico e religioso del territorio, con un investimento complessivo di 1.376.527,49 euro. La chiesa, composta da tre unità strutturali – edificio principale, campanile e sacrestia – conserva origini molto antiche. L’impianto originario, di epoca romanica, corrisponde all’attuale sacrestia, mentre la chiesa odierna sarebbe stata consacrata nel 1792, come riportano alcuni documenti storici. L’intervento approvato prevede opere significative di consolidamento e recupero strutturale. In particolare sarà completamente rifatta la copertura, con la sostituzione dell’attuale struttura in laterocemento attraverso l’utilizzo di elementi in legno, tra cui capriate, arcarecci e tavolato. Sono previsti inoltre interventi di consolidamento della camorcanna, il ripristino delle connessioni della struttura lignea, la sistemazione dei giunti di malta dei prospetti esterni e interni, oltre allo smontaggio e successivo rimontaggio del manto di copertura con opere di impermeabilizzazione. Particolare attenzione sarà dedicata anche al campanile, dove verranno eseguiti lavori di ristilatura armata sia interna che esterna nella cella campanaria, oltre al consolidamento strutturale e al collegamento con la chiesa tramite catene. “Le chiese sono uno dei tasselli fondamentali per mantenere vivo il senso di comunità in territori che già prima del sisma soffrivano dello spopolamento e che dobbiamo salvaguardare”, ha dichiarato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, che ha ringraziato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il vescovo Nazzareno Marconi, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco di Cingoli Michele Vittori per la collaborazione. Soddisfazione anche da parte del primo cittadino di Cingoli. “L’approvazione di questo intervento rappresenta una notizia molto importante per la nostra comunità”, ha sottolineato Michele Vittori. “La chiesa di San Pietro Apostolo non è soltanto un luogo di culto, ma un presidio di identità, storia e aggregazione per Villa Torre e per tutto il territorio comunale”. Il sindaco ha evidenziato come il progetto rappresenti un ulteriore passo avanti nel percorso di ricostruzione e rinascita del territorio colpito dal sisma, restituendo sicurezza e valore a uno dei luoghi simbolo della comunità locale.  

21/05/2026 15:45
Controllo del vicinato, incontro pubblico a Tolentino: "Chiediamo solo una maggiore attenzione"

Controllo del vicinato, incontro pubblico a Tolentino: "Chiediamo solo una maggiore attenzione"

Dopo la firma del protocollo d’intesa con la Prefettura di Macerata, il Comune di Tolentino accelera sul progetto del Controllo del Vicinato, coinvolgendo direttamente cittadini, comitati di quartiere e di contrada in un percorso condiviso per rafforzare la sicurezza urbana e la collaborazione con le forze dell’ordine. Il sindaco Mauro Sclavi ha incontrato il coordinamento e i presidenti dei comitati cittadini per definire un primo cronoprogramma di iniziative e attività formative finalizzate a coinvolgere i residenti delle diverse zone della città interessati ad aderire al progetto. L’iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa dal vicesindaco Alessia Pupo, alla presenza del comandante della Polizia Locale Andrea Isidori e del consigliere delegato Luigino Luconi. Nel corso dell’incontro è stato annunciato un appuntamento pubblico aperto a tutta la cittadinanza: domenica 25 maggio, alle ore 21.15, nell’aula magna dell’Istituto Lucatelli – Don Bosco, dove saranno illustrate finalità e modalità operative del Controllo del Vicinato. “L’obiettivo è incrementare la sicurezza sul territorio con la partecipazione attiva della cittadinanza”, ha sottolineato il vicesindaco Alessia Pupo, evidenziando come la collaborazione tra residenti e forze dell’ordine rappresenti un elemento fondamentale per costruire contesti più sicuri e coesi. Il progetto, come previsto dal protocollo sottoscritto con la Prefettura, prevede inoltre la presenza di referenti per ogni zona e di un coordinatore generale, così da creare una rete organizzata e capillare a supporto dell’attività delle forze dell’ordine. Particolarmente significativa l’adesione compatta di tutti i comitati di quartiere e di contrada della città. Il comandante della Polizia Locale Andrea Isidori ha chiarito lo spirito dell’iniziativa: “Non chiediamo niente di particolare, ma soltanto una maggiore attenzione alla quotidianità, per notare eventuali movimenti sospetti di persone o veicoli e segnalarli al referente di zona”. Un ruolo importante sarà svolto anche dal dialogo tra vicini e dallo scambio di informazioni, soprattutto nelle aree rurali, dove una conoscenza diretta del territorio può contribuire concretamente alla prevenzione. A breve saranno inoltre organizzati incontri e corsi formativi per fornire ai cittadini tutte le indicazioni necessarie a partecipare al progetto in modo corretto e collaborativo, nel rispetto delle linee guida indicate dalla Prefettura. “Una comunità attenta, coesa e collaborativa rappresenta un elemento fondamentale per migliorare la sicurezza urbana e la qualità della vita”, ha concluso Isidori. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche i rappresentanti dei comitati cittadini: Carla Passacantando (Coordinamento e Comitato Ributino), Francesco Fineschi (Foro Boario), Massimo Gesuelli (Repubblica), Francesco Porfiri (San Giuseppe), Morena Beribè (Buozzi-Vaglie), Ombretta Nerpiti e Simone Baroncia (Benadduci-Matteotti).  

21/05/2026 15:15
Montefortino inaugura lo “Smart & Community Park”: area sportiva e spazio per famiglie ai piedi dei Sibillini (VIDEO e FOTO)

Montefortino inaugura lo “Smart & Community Park”: area sportiva e spazio per famiglie ai piedi dei Sibillini (VIDEO e FOTO)

MONTEFORTINO - Una mattinata di festa, sotto il sole primaverile e con lo straordinario scenario dei Monti Sibillini sullo sfondo, ha accompagnato a Montefortino l’inaugurazione del nuovo “Smart & Community Park” in località Montazzolino, uno spazio pensato per famiglie, bambini, sportivi e amici a quattro zampe. L’area, moderna e multifunzionale, nasce come nuovo punto di aggregazione per il territorio e rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di rilancio del comune montano dopo il sisma. All’inaugurazione hanno preso parte il sindaco uscente Domenico Ciaffaroni, candidato alle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio con la lista “Uniti per Montefortino”, il commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli, il presidente della Provincia di Fermo Michele Ortenzi, il sindaco di Montemonaco e presidente dell’Unione Montana dei Sibillini Francesca Grilli e il presidente di Tennacola Spa Antonio Albunia. Presenti anche gli alunni dell’istituto scolastico di Montefortino insieme ai loro insegnanti, che hanno fatto da cornice al momento più simbolico della mattinata: il taglio del nastro inaugurale, effettuato dal sindaco Domenico Ciaffaroni e dal commissario Guido Castelli tra gli applausi dei presenti. A illustrare le caratteristiche dell’opera ai nostri microfoni è stata l’architetto Sara Agostini, progettista della struttura, che ha spiegato come il parco sia stato concepito per unire sport, benessere e inclusione. «Questo impianto è stato realizzato con un’ordinanza PNC Sisma. Questo partiva, era un campo sportivo lasciato in disuso e quindi abbiamo pensato di riqualificare quest’area mettendoci proprio un parco attrezzato. È un parco attrezzato per tutta la famiglia, sia per i cittadini che per i turisti che vengono qui», ha spiegato Agostini. Il nuovo “Smart & Community Park” comprende infatti un campo multisport in erba sintetica con tribune mobili, dove oltre al calcetto si potranno praticare anche basket e pallavolo, un campo da padel di nuova generazione, un’area calistenica con sbarre e attrezzi per il fitness, un muro per l’arrampicata, spazi relax con panchine, giochi per bambini e un’area dedicata agli amici a quattro zampe. «C’è un’area picnic, un’area giochi per i bambini, l’area fitness, un campo da paddle, un campo multisport. Poi c’è un parco bau e intorno a tutto quello che ho appena detto c’è un percorso vita proprio per la camminata», ha aggiunto la progettista. Prevista inoltre la realizzazione di una struttura polifunzionale destinata a eventi, feste e compleanni. «Lì partiranno a breve i lavori per un edificio polifunzionale. Se questo è l’outdoor, quello lì diventerà l’indoor per le feste e per il servizio dei cittadini», ha spiegato ancora Sara Agostini. Particolare attenzione è stata riservata anche alla dimensione tecnologica del parco. «Per non farci mancare nulla ci sono anche delle colonnine di ricarica per smartphone, pc e tablet. Ne abbiamo messe due, vista la grandezza del campo, per raggiungere un’area e l’altra. È un servizio in più che rende questo parco smart», ha sottolineato l’architetto. Nel suo intervento, il sindaco Domenico Ciaffaroni ha ringraziato le autorità presenti, il presidente di Tennacola e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera. «Abbiamo riqualificato questo vecchio campo sportivo grazie a un finanziamento del PNC. Ci è stato dato dal commissario per la ricostruzione e abbiamo investito bene questi soldi: pensare ai giovani, pensare allo sport, ma non solo, anche al percorso vita per gli anziani e al parco dei cani, penso sia assolutamente fondamentale per una piccola comunità come la nostra restituire uno spazio vitale», ha dichiarato il primo cittadino. Ciaffaroni ha ricordato inoltre il grande lavoro portato avanti nel post-sisma: «Sono 50 milioni di euro di opere, con ogni progetto avallato dal commissario». Poi il passaggio dedicato ai più giovani: «La cosa più importante oggi è la presenza dei ragazzi, il nostro futuro. A loro dedichiamo questa opera e tutta la ricostruzione». E ancora: «È una giornata molto particolare, bellissima. Quando si investe sui ragazzi e sulle scuole sono i soldi migliori investiti. E poi ovviamente con questo sfondo fare attività sportiva è sicuramente più piacevole». Il sindaco ha quindi evidenziato il forte legame tra ambiente e benessere: «Siamo nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Ambiente incontaminato, sport, ambiente e salute sono un trinomio indissolubile». Infine ha annunciato il completamento dell’opera con la costruzione di un nuovo manufatto: «Ci saranno le organizzazioni di volontariato, sale polifunzionali per compleanni, feste e qualsiasi altra iniziativa». Il successivo intervento è stato del commissario alla ricostruzione, Guido Castelli, il quale ha scelto di rivolgersi direttamente ai bambini presenti e di sottolineare il valore simbolico della struttura. «Montefortino è un comune simbolo della ricostruzione che oggi inaugura questo bellissimo campo sportivo, ma molto di più: anche un luogo per il benessere e per gli amici a quattro zampe». Accanto a lui anche Zola, la sua inseparabile cagnolina: «Non manca mai Zola, quando posso la porto con me. Ormai è diventata la mascotte della ricostruzione». Il commissario Castelli ha poi evidenziato il lavoro svolto dall’amministrazione comunale: «L’amministrazione ha fatto un grande lavoro qui a Montefortino, proprio per cogliere tutte le opportunità che nascono da un programma che abbiamo chiamato Next Appennino, il programma per il rilancio economico, sociale e sportivo del nostro cratere. Un miliardo e 780 milioni che abbiamo messo in campo insieme a tutte le risorse necessarie per riparare le case». Il commissario ha quindi ribadito il significato più profondo della ricostruzione: «La ricostruzione non è solo riparare le case, è anche e soprattutto fare in modo che questi giovani, questi ragazzi e la comunità possano tenere lontano il rischio che le case riparate rimangano vuote». Parlando del territorio, Castelli ha definito Montefortino «una perla del cratere» e ha aggiunto: «Mi sento anche un po’ un testimonial in Italia del nostro territorio dell’Appennino centrale. Respirare un po’ di aria a Montefortino è veramente un’esperienza straordinaria». Il commissario ha poi ricordato alcune delle eccellenze del territorio: «Con il Santuario dell’Ambro, la Pinacoteca Duranti, i campeggi e tutte le offerte turistiche, Montefortino è una realtà ideale non solo per soggiornare, ma anche per vivere. Nonostante le asprezze dell’entroterra, è un luogo incantato dove dopo il Covid si può scegliere legittimamente e intelligentemente di vivere». Il presidente della Provincia di Fermo Michele Ortenzi ha invece evidenziato il percorso di rilancio che Montefortinosta vivendo negli ultimi mesi: «Un mese e mezzo fa eravamo qui per la riapertura del teatro. Questo posto trasmette quiete e pace. Ai ragazzi dico di godersi e curare questi spazi». Anche Francesca Grilli, sindaco di Montemonaco e presidente dell’Unione Montana dei Sibillini, ha sottolineato il valore strategico dell’opera: «Ho invidiato un po’ questa realtà, ben fatta e ben organizzata. È un altro tassello che si aggiunge alla DMO su cui i nostri comuni stanno lavorando per promuovere le aree interne come destinazione turistica». Parole di soddisfazione anche da parte del presidente di Tennacola Spa Antonio Albunia: «Se tutti insieme si lavora di squadra si raggiungono obiettivi eccellenti». Terminata la parte istituzionale, spazio all’entusiasmo dei più piccoli, che hanno potuto provare per la prima volta campi e strutture del nuovo “Smart & Community Park”, trasformando l’inaugurazione in un autentico momento di festa dedicato allo sport, al benessere e alla comunità.  

20/05/2026 15:30
Matelica, approvato il progetto esecutivo da 3,5 milioni per il recupero dell’Abbazia di Roti

Matelica, approvato il progetto esecutivo da 3,5 milioni per il recupero dell’Abbazia di Roti

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per l’intervento di recupero dell’Abbazia di Roti, nel territorio di Matelica, per un investimento complessivo di 3,5 milioni di euro. L’intervento, inserito nel programma di ricostruzione previsto dall’ordinanza commissariale 137 del 2023, è affidato all’Unione Montana Potenza Esino Musone, soggetto attuatore dell’opera su una proprietà della Regione Marche. Il commissario alla ricostruzione Guido Castelli ha sottolineato come l’Abbazia, che si estende su circa 2.200 metri quadrati e comprende più fabbricati, rappresenti un importante bene storico del territorio. Con l’approvazione del progetto esecutivo si compie un passo decisivo verso il recupero e la valorizzazione del patrimonio culturale delle aree interne marchigiane, con l’obiettivo di restituire il complesso alla fruizione in condizioni di sicurezza. Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Matelica Denis Cingolani, che ha definito il via libera al progetto un risultato importante, atteso da tempo e strategico per la tutela di un bene di grande valore storico e identitario per il territorio, oltre che per la sua futura restituzione alla comunità. Il percorso amministrativo era già stato avviato nei mesi scorsi: nel luglio 2025 la Conferenza regionale aveva infatti approvato il progetto limitatamente al primo stralcio funzionale, acquisendo tutti i pareri e le autorizzazioni necessari. Con il nuovo provvedimento si passa ora alla fase operativa, con la concessione del contributo e l’avvio degli interventi. Il progetto riguarda il primo stralcio funzionale e prevede la messa in sicurezza del complesso abbaziale e il miglioramento sismico di alcune porzioni degli edifici. Sono previsti interventi di consolidamento delle murature e delle fondazioni, il rifacimento delle coperture, il ripristino delle parti danneggiate e l’installazione di sistemi strutturali per garantire la stabilità degli edifici. L’obiettivo finale è anche quello di consentire una progressiva riapertura del sito, le cui origini risalgono a prima dell’anno Mille, attraverso la creazione di percorsi di visita e la valorizzazione dell’area nel rispetto delle caratteristiche storiche e architettoniche del complesso.

20/05/2026 12:32
Matelica, piantati sei alberi in memoria di Beljdi Seferi

Matelica, piantati sei alberi in memoria di Beljdi Seferi

Sono stati piantati in questi giorni a Matelica cinque ulivi e un acero donati dalla famiglia di Beljdi Seferi, giovane scomparso lo scorso ottobre, per ricordarne la memoria e lasciare un segno duraturo nella città. Il 28enne, di origine macedone ma molto conosciuto e benvoluto a Matelica, lavorava come muratore nell’attività di famiglia ed era anche attaccante della Sefrense Calcio. È rimasto vittima di un incidente stradale lungo via Merloni a San Severino Marche. La piantumazione è avvenuta nel parco di via del Crocefisso, alla presenza dei familiari del giovane e del sindaco Denis Cingolani, che ha voluto sottolineare il valore simbolico dell’iniziativa. “Un bel gesto per ricordare un ragazzo solare e molto amato dalla nostra comunità, un lavoratore e uno sportivo molto apprezzato che purtroppo la nostra città ha perso troppo presto”, ha dichiarato il primo cittadino. Gli alberi rappresentano ora un segno concreto di memoria e radicamento, destinato a crescere nel tempo come simbolo del ricordo di Beljdi Seferi nella comunità matelicese.  

20/05/2026 12:21
Paolo Crepet allo Sferisterio con “Riprendersi l’Anima”: un viaggio contro l’omologazione

Paolo Crepet allo Sferisterio con “Riprendersi l’Anima”: un viaggio contro l’omologazione

Paolo Crepet torna a teatro con “Riprendersi l’Anima”, il nuovo spettacolo che il prossimo 26 agosto 2026 alle ore 21 approderà all’Arena Sferistereo di Macerata per una serata dedicata alla riflessione, alle emozioni e alla riscoperta di sé. Organizzato da Mia Eventi Live in collaborazione con Charlotte, il monologo si presenta come un intenso viaggio attraverso le fragilità e le contraddizioni della società contemporanea, dominata dall’algoritmo, dall’isolamento digitale e da una crescente omologazione sociale. Con il suo stile diretto e provocatorio, lo psichiatra e sociologo invita il pubblico a fermarsi, ad ascoltarsi e a recuperare quella parte autentica spesso soffocata dal conformismo e dalla velocità del mondo moderno. “Riprendersi l’Anima” non sarà soltanto una lezione teatrale, ma un vero e proprio rito collettivo che punta a rimettere al centro emozioni, creatività e libertà individuale. Attraverso riflessioni profonde e momenti di forte impatto emotivo, Crepet affronta il rischio di una società che ha smarrito la capacità di sognare e di coltivare relazioni autentiche. Lo spettacolo si concentra sul valore della cura del proprio mondo interiore, sulla felicità come percorso personale e sul bisogno di rompere le catene della comodità e dell’approvazione sociale. Un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni e ai loro genitori, chiamati a ritrovare il coraggio dell’imperfezione e della sensibilità umana. L’obiettivo dichiarato è quello di “sabotare la rassegnazione” e tornare a sentire davvero, oltre gli schermi e le dinamiche imposte dalla società digitale. I biglietti sono già disponibili al botteghino del teatro e online sui circuiti TicketOne e Vivaticket.

19/05/2026 16:53
Lavoro e autoimpiego nei territori del sisma: oltre 140 posti al Recruiting Day di Macerata

Lavoro e autoimpiego nei territori del sisma: oltre 140 posti al Recruiting Day di Macerata

Si è aperto oggi, 19 maggio, all’Università di Macerata il Recruiting Day “Lavoro e Autoimpiego nei Territori del Cratere”, iniziativa promossa dalla Struttura Commissariale Sisma 2016 insieme a Regione Marche, Sviluppo Lavoro Italia, Università di Macerata, istituzioni locali e rete dei Centri per l’Impiego. Due giornate dedicate a occupazione, orientamento e autoimpiego con l’obiettivo di creare nuove opportunità per chi vive nei territori colpiti dal sisma del 2016 e per chi desidera tornare a costruire il proprio futuro nell’Appennino centrale. All’evento partecipano oltre 30 imprese del territorio, con più di 140 posizioni aperte nei settori industria, retail, grande distribuzione, tessile, calzaturiero, hospitality, ristorazione, servizi, edilizia e impiantistica. Sono più di 160 i candidati iscritti ai colloqui. Nell’area dell’“Orto dei Pensatori” sono inoltre attivi desk informativi, laboratori di orientamento all’autoimpiego e attività di accompagnamento alla creazione d’impresa. Il commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, ha sottolineato come la ricostruzione non possa limitarsi alle opere materiali, ma debba tradursi anche in nuove opportunità di lavoro e crescita sociale.“In questi anni – ha dichiarato – abbiamo costruito una rete tra istituzioni, università, imprese e Centri per l’Impiego per rafforzare il legame tra formazione, innovazione e occupazione. Grazie anche a Next Appennino sono state sostenute centinaia di iniziative imprenditoriali e continuiamo a investire su giovani, autoimpiego e inclusione sociale”. Sulla stessa linea anche l’assessore regionale Tiziano Consoli, che ha evidenziato l’impegno della Regione Marche nel rafforzamento dei servizi per il lavoro e nella valorizzazione di giovani e donne.“L’obiettivo – ha spiegato – è creare una rete efficace tra pubblico e privato capace di favorire l’incontro tra domanda e offerta occupazionale”. Consoli ha inoltre ricordato il ruolo del Piano Integrato per l’Autoimpiego, che offrirà ai cittadini strumenti concreti per sviluppare idee imprenditoriali attraverso laboratori gratuiti e percorsi di accompagnamento. Il rettore dell’Università di Macerata, John Mc Court, ha rimarcato il valore della collaborazione tra istituzioni e mondo accademico:“Parlare di lavoro significa costruire fiducia e prospettive. L’Università è impegnata a creare ponti tra formazione e occupazione, accompagnando studenti e cittadini verso nuove opportunità professionali”. La giornata di domani, 20 maggio, sarà dedicata in particolare al collocamento mirato delle persone con disabilità, con uno spazio specifico di incontro tra domanda e offerta di lavoro per favorire inclusione sociale e occupazionale. Durante l’inaugurazione si è svolto anche il Tavolo Tecnico Istituzionale “Lavoro e autoimpiego nei territori del cratere”, occasione di confronto tra istituzioni e stakeholder locali sulle opportunità offerte dal Fondo Nazionale Autoimpiego. Dal confronto è emerso con forza il problema del mismatch tra domanda e offerta di lavoro: molte aziende faticano infatti a reperire competenze tecniche e specialistiche adeguate, nonostante l’aumento delle opportunità occupazionali. Il Recruiting Day di Macerata rappresenta una nuova tappa del percorso avviato nei mesi scorsi con iniziative analoghe ad Ascoli Piceno, L’Aquila e Foligno. Un progetto che punta a rafforzare il mercato del lavoro nei territori colpiti dal sisma e a sostenere la crescita economica e sociale delle comunità dell’Appennino centrale. Importanti anche i dati illustrati durante l’evento. Secondo le elaborazioni Cresme su fonti Istat, Inps e Ministero del Lavoro, tra il 2027 e il 2029 il programma di ricostruzione e Next Appennino potrebbe generare un incremento del Pil reale di 3,8 miliardi di euro e oltre 18.500 nuovi occupati nelle quattro regioni del cratere. Le Marche risultano il territorio con l’impatto più significativo, con una crescita del Pil del 3,87% e oltre 8.300 posti di lavoro aggiuntivi. Segnali positivi emergono anche sul fronte occupazionale: rispetto al 2022 si registra una crescita del 6,4% dei nuovi posti di lavoro, percentuale che sale al 12,4% nei comuni maggiormente colpiti dal terremoto. Numeri che confermano come investimenti, formazione e sviluppo delle competenze possano rappresentare un motore concreto di rilancio per l’Appennino centrale. Particolare attenzione viene infine riservata a inclusione sociale e autoimpiego. Il modello sviluppato nei territori del sisma è infatti alla base del nuovo Piano Integrato Autoimpiego promosso a livello nazionale insieme a Regioni, Invitalia, Unioncamere e Sviluppo Lavoro Italia. Previsti sportelli territoriali dedicati soprattutto a donne inattive e persone in difficoltà, con l’obiettivo di accompagnarle verso percorsi di formazione, occupazione e imprenditorialità.

19/05/2026 16:20
Spiagge, i balneari promuovono i lavori a Scossicci: "Superati i confini provinciali nel nome della Riviera del Conero"

Spiagge, i balneari promuovono i lavori a Scossicci: "Superati i confini provinciali nel nome della Riviera del Conero"

PORTO RECANATI – L’Associazione Balneari di Porto Recanati esprime profonda soddisfazione per l’avvio dei lavori di movimentazione della sabbia, un intervento strategico destinato al ripristino del profilo di spiaggia nell’area nord di Scossicci. I cantieri si sono concentrati nel tratto compreso tra gli stabilimenti balneari Lido Sabbia d’Oro e KoCònero, storicamente identificato come una delle zone maggiormente flagellate e indebolite dalle violente mareggiate della stagione invernale. L’operazione poggia su un meccanismo di recupero virtuoso che prevede il trasferimento della sabbia accumulata nell’avamporto di Numana all’interno della stessa unità di gestione costiera. Si tratta di un'area che purtroppo sconta una frammentazione burocratica e geografica, dividendo di fatto Scossicci in due parti e impedendo di utilizzare i medesimi sedimenti su tutta l’estensione della frazione. Nonostante i limiti strutturali, l'intervento è il frutto di una collaborazione senza precedenti tra i Comuni di Porto Recanati e Numana, resa possibile dal pressing e dall'impegno congiunto delle rispettive amministrazioni, degli uffici tecnici comunali e della Regione Marche. I balneari portorecanatesi non nascondono che la battaglia contro l’erosione costiera resti una sfida estremamente complessa per il territorio. "Con quasi nove chilometri di litorale da difendere, le risorse economiche attualmente disponibili non consentono di intervenire ovunque nello stesso momento. La coperta, come sottolineato dall'associazione, è inevitabilmente corta. Tuttavia, nell’attesa che vengano intercettati ulteriori fondi per risolvere in maniera definitiva l’emergenza che minaccia la costa portorecanatese, gli operatori ritengono doveroso valorizzare il lavoro avviato, giudicato un segnale di attenzione concreto e importante per l'avvio della stagione turistica". Il plauso della categoria va in modo particolare agli operatori balneari e all’amministrazione comunale di Numana. Lo scorso febbraio, per la prima volta, le associazioni di categoria e i sindaci dei due Comuni si sono seduti attorno allo stesso tavolo per affrontare insieme le principali questioni strategiche legate alla gestione della costa. Da quel confronto, definito concreto e costruttivo, è scaturito il risultato tangibile visibile oggi sul litorale, reso possibile dalla disponibilità e dallo spirito di collaborazione dimostrato da tutti i soggetti coinvolti. I due centri della costa sono formalmente separati da un confine provinciale che divide Ancona e Macerata, ma restano accomunati dalla stessa unità di gestione costiera regionale e da un’unica identità territoriale, quella della Riviera del Conero. Proprio nelle situazioni di emergenza questa visione d’insieme deve trasformarsi in azioni sul campo nell’interesse delle imprese, dei cittadini e dell’intero comparto turistico. L’auspicio dell'Associazione Balneari è che questo intervento sia solo il primo passo verso una sinergia sempre più solida tra i territori, per affrontare la difesa del litorale con pragmatismo e lungimiranza.

18/05/2026 14:11
ATA3, il Comitato No Discarica Cantagallo/Pollenza: “Pollenza ha già dato, siamo stati umiliati”

ATA3, il Comitato No Discarica Cantagallo/Pollenza: “Pollenza ha già dato, siamo stati umiliati”

Il “Comitato No Discarica Cantagallo/Pollenza” interviene con un comunicato durissimo dopo l’assemblea dell’ATA 3 del 15 maggio 2026, descrivendo quanto accaduto come un momento di forte contrapposizione istituzionale e sociale. Nel testo si legge: “Eravamo presenti all’assemblea dell’ATA 3 del 15 maggio 2026. Siamo entrati indignati. Siamo usciti umiliati.” Secondo il comitato, anche questa seduta avrebbe replicato un clima già visto nelle precedenti riunioni, segnato da tensione e da una forte chiusura al confronto. Nel comunicato viene denunciato “un incredibile livello di arroganza politica, di chiusura al confronto e di totale disprezzo verso i cittadini e verso i territori più piccoli che lascia attoniti”, con interventi giudicati sempre più duri e distanti dalle comunità coinvolte. Il passaggio politico viene descritto come già definito a priori: “Non un ripensamento, non un dubbio, non un gesto di ascolto: solo la volontà di ribadire, con toni ancora più duri, una decisione già scritta e già costruita ad arte.” Nel mirino anche alcuni amministratori locali, indicati come simboli di una gestione squilibrata del territorio. Ampio spazio viene dedicato alla posizione del sindaco di Civitanova Marche, criticato per il richiamo al “senso di responsabilità”. Nel comunicato si legge: “si trincera dietro la densità di popolazione e, naturalmente, il tanto decantato senso di responsabilità”, mentre il comitato contesta la logica secondo cui territori diversi avrebbero un peso differente nella gestione dei rifiuti. Critiche anche al sindaco di Recanati, accusato di solidarietà tardiva: “si proclama solidale con noi a parole, peccato che questa solidarietà arrivi solo ora”, mentre sul sindaco di Macerata il tono è ancora più netto: “Di nuovo assente. Come nella precedente assemblea.” Uno dei passaggi centrali riguarda la posizione di Pollenza e il suo ruolo storico nella gestione dei rifiuti provinciali. Il comitato sottolinea: “Pollenza è il Comune che da oltre trent’anni sopporta il peso del Cosmari”, aggiungendo che il territorio continua a subire impatti ambientali e sanitari significativi e che “continuerà a sopportare il Cosmari ancora per lunghissimo tempo”. Nel documento viene contestata anche la scelta dei criteri adottati a livello provinciale: “Se la logica è davvero quella di ‘non penalizzare chi ha già sofferto’, allora Pollenza doveva essere la prima a essere esclusa. Invece è stata messa in cima alla lista dei sacrificabili.” Una decisione definita come “una contraddizione politica gigantesca” e un “insulto alla nostra storia e ai nostri sacrifici”. Forti critiche anche al sistema di voto dell’ATA 3, definito non equilibrato: “Non si vota per teste, ma per peso demografico”, un meccanismo che secondo il comitato trasformerebbe il processo decisionale in una “dittatura numerica”. Ampia parte del comunicato è dedicata al cosiddetto “senso di responsabilità”, considerato una giustificazione politica ricorrente. Nel testo si legge: “Abbiamo perso il conto di quante volte… gli amministratori favorevoli alla mozione hanno recitato il loro mantra preferito: dobbiamo avere senso di responsabilità verso i cittadini”, frase che viene contestata ricordando che “per quasi un decennio l’ATA 3 è rimasta immobile”. La conclusione del comitato è un atto di forte contrapposizione istituzionale: “Noi cittadini di Pollenza non siamo sudditi, né tanto meno siamo territori di serie B o discariche viventi”. Il gruppo annuncia infine che la mobilitazione continuerà anche nelle sedi legali.  

17/05/2026 17:20
Caschetto e pettorina, Salvini visita il ponte di Piediripa: “Soldi ben spesi” (VIDEO e PHOTOGALLERY)

Caschetto e pettorina, Salvini visita il ponte di Piediripa: “Soldi ben spesi” (VIDEO e PHOTOGALLERY)

È stato il vicepremier Matteo Salvini a dare il buongiorno a Macerata in questa domenica mattina. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è arrivato di buon’ora nel cantiere del nuovo ponte di Piediripa, accolto dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, dal presidente della Provincia Alessandro Gentilucci e dal sindaco uscente Sandro Parcaroli, con il quale Salvini ha ribadito la volontà di proseguire un percorso di collaborazione anche alla luce delle imminenti elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. Il segretario della Lega è arrivato intorno alle 8:15. Indossati caschetto e pettorina catarifrangente, si è diretto subito verso il ponte sul Chienti per una visita tecnica al cantiere. Ad accompagnarlo, oltre al direttivo della Cagnini Costruzioni (la ditta che sta seguendo i lavori) con Fabio Cagnini e l’ingegner Francesca Gubbiotti, anche i rappresentanti regionali e provinciali del Carroccio: dalla segretaria regionale onorevole Giorgia Latini al consigliere regionale Renzo Marinelli, fino al segretario provinciale Mauro Lucentini. Presente anche la senatrice FdI Elena Leonardi.  Durante il sopralluogo, Salvini ha ricevuto aggiornamenti sulle caratteristiche dell’opera: dalle dimensioni del ponte alle metodologie costruttive, passando per la manodopera impiegata – circa 30 operai al giorno – fino ai tempi di consegna, previsti per la metà dell’estate. Un’infrastruttura strategica da oltre 9 milioni di euro, pensata per alleggerire il traffico in entrata e in uscita dalla città. Il nuovo ponte, lungo 98 metri, consentirà infatti il passaggio da due a quattro corsie, con l’obiettivo di rendere più fluida la viabilità in una delle aree più trafficate del territorio (sul ponte transitano più di 20.000 veicoli al giorno). Parlando delle numerose opere in corso nel Maceratese, per un investimento complessivo vicino al mezzo miliardo di euro, Salvini ha sottolineato: «Mezzo miliardo ben speso, perché devo dire che l’amministrazione comunale e tanti sindaci del territorio stanno spendendo bene e in fretta queste risorse. Sottopassi, eliminazione di passaggi a livello, nuovi ponti, viadotti, parcheggi sotterranei: sono contento. Nelle Marche abbiamo più di 5 miliardi di euro di cantieri aperti. Stiamo dando lavoro a tante imprese e tanti operai e soprattutto stiamo facendo perdere meno tempo alla gente in coda. È un periodo positivo e conto che continui la collaborazione proficua con il Comune di Macerata e con la Regione Marche». E parlando di ponti, inevitabile il passaggio sul progetto più discusso e atteso d’Italia: quello sullo Stretto di Messina. Salvini ha fatto il punto sull’iter dell’opera: «Abbiamo approvato un decreto che raccoglie tutte le indicazioni della Corte dei Conti. L’interlocuzione con l’Europa è costante, stanno lavorando tecnici, ingegneri ed esperti. Entro un mese arriverà il parere del Consiglio Superiore dei lavori pubblici e conto che entro l’estate la Corte dei Conti abbia tutti i documenti necessari per esprimersi». Il ministro ha poi evidenziato l’interesse attorno all’opera: «Le imprese sono pronte. Quando Webuild ha aperto le candidature per la manodopera sono arrivate 45mila richieste di lavoro. È un’opera attesa, necessaria, studiata, progettata e interamente finanziata. Se arriverà il via libera definitivo saremo pronti a partire». Infine, spazio anche alla cronaca nazionale con un commento sui fatti di Modena, dove un’auto lanciata ad alta velocità in centro città ha provocato sette feriti, alcuni dei quali gravi. L’aggressore è un 31enne di origine marocchina. Salvini ha rilanciato la proposta del permesso di soggiorno “a punti”, commentando così la vicenda: «Intanto c’è da ringraziare i cittadini che sono intervenuti senza voltarsi dall’altra parte evitando ulteriori spargimenti di sangue. Non vorrei che qualcuno iniziasse a giustificare quanto accaduto. Qui si tratta di una strage. Il permesso di soggiorno deve funzionare come una patente a punti: è un atto di fiducia nei confronti di chi arriva in Italia per costruirsi un futuro. Ma se sbagli e commetti reati, quella fiducia deve venir meno e devi poter tornare a casa».

17/05/2026 10:40
Tolentino, nuove chiusure e restringimenti di carreggiata: ecco le strade interessate dai lavori

Tolentino, nuove chiusure e restringimenti di carreggiata: ecco le strade interessate dai lavori

TOLENTINO – Nuove modifiche temporanee alla viabilità a Tolentino per consentire l’esecuzione di lavori pubblici, interventi infrastrutturali e operazioni di cantiere in diverse zone della città. L’amministrazione comunale ha emanato una serie di ordinanze che interesseranno varie strade cittadine nei prossimi giorni, con divieti di transito, restringimenti di carreggiata e limitazioni temporanee alla circolazione. Tra gli interventi principali, dal 18 al 21 maggio 2026 in via Arsiero, nei pressi del passaggio a livello ferroviario, sarà istituito il restringimento della carreggiata per consentire lavori a cura di Ferrovie dello Stato. Sempre dal 18 maggio e fino al 4 agosto 2026, in via Arnaldo Lucentini, nel tratto compreso tra via Nazionale e via Don Giovanni Minzoni, scatterà il divieto di transito veicolare, con esclusione dei mezzi d’opera, per permettere le operazioni di carico e scarico dei materiali legati alle lavorazioni previste. Ulteriori modifiche interesseranno la zona di San Catervo: il 18 maggio, dalle 8:30 alle 20, sarà vietato il transito nel tratto compreso tra Traversa San Catervo e via Valporro, fatta eccezione per i mezzi di cantiere. Il giorno successivo, 19 maggio, sempre dalle 8:30 alle 20, il divieto di transito sarà esteso a via Valporro, tra piazza San Vincenzo Maria Strambi e via San Catervo, per consentire operazioni di scavo. Nei giorni 19 e 20 maggio, dalle 8:30 alle 19, sarà inoltre chiusa al traffico via Brenta per permettere lo smontaggio di una gru. Infine, per consentire il carico e scarico di materiali destinati alla ristrutturazione del Palazzo comunale, in via Ozeri, nel tratto compreso tra piazza della Libertà e via San Salvatore, sarà istituito il divieto di transito nei giorni 18, 22, 25 e 29 maggio, dalle 8:30 alle 14:30, sempre con esclusione dei mezzi d’opera. Il Comune invita cittadini e automobilisti a prestare attenzione alla segnaletica temporanea predisposta nelle aree interessate dai lavori.              

16/05/2026 15:44
Pieve Torina, scoperta una domus romana durante i lavori del nuovo municipio

Pieve Torina, scoperta una domus romana durante i lavori del nuovo municipio

PIEVE TORINA – Importante scoperta archeologica durante i lavori per la realizzazione del nuovo municipio di Pieve Torina, dove sono emerse le tracce di un’antica dimora romana. I ritrovamenti, avvenuti nel corso delle attività di cantiere, testimoniano la presenza di un insediamento risalente a oltre duemila anni fa, confermando il ruolo strategico dell’area come crocevia già in epoca romana. «I rinvenimenti romani – ha dichiarato il sindaco Alessandro Gentilucci – testimoniano come queste terre fossero un crocevia essenziale per gli uomini e le donne di allora e risultassero abitate più di duemila anni fa, come dimostrano anche altri ritrovamenti archeologici umbri, piceni e protostorici». Il primo cittadino ha sottolineato come la scoperta rappresenti un elemento di orgoglio per la comunità locale: «Questa scoperta riempie di orgoglio i pievetorinesi e ribadisce il grande valore di queste terre, per chi è rimasto custode di un passato ma con lo sguardo rivolto al futuro». Alla luce del rinvenimento, il progetto del nuovo municipio è stato rivisto per integrare e valorizzare i resti archeologici. «Con senso di rispetto per la memoria dei nostri antenati – ha aggiunto Gentilucci – abbiamo deciso di valorizzare ciò che la ricostruzione ha reso possibile. Il progetto è stato modificato e lascerà a vista le mura dell’edificio romano». All’interno della nuova struttura, proprio all’ingresso, sarà inoltre allestito uno spazio espositivo dedicato ai reperti rinvenuti, tra cui vasellame e monete.   «Una ricchezza culturale e storica – ha concluso il sindaco – che metteremo a disposizione dei cittadini e dei turisti che già apprezzano Pieve Torina per la natura e il benessere».

16/05/2026 14:36
Migliaia di amici su Facebook ma nessuno da chiamare: il paradosso dei social

Migliaia di amici su Facebook ma nessuno da chiamare: il paradosso dei social

La settimana scorsa ho incontrato una persona che lavora con me da anni. Stavamo parlando di social, del suo profilo Facebook, e a un certo punto mi dice: "Sai, ho superato i 2.500 amici, non male, no?" E sorride, orgogliosa. Le chiedo: "Ma quanti di questi conosci davvero?" Silenzio. "Voglio dire, se domani hai un problema serio, quanti ne chiameresti?" Ci pensa. "Boh... cinque? Forse sei." E lì ho capito che dovevamo parlarne. Perché è esattamente questo il problema. Abbiamo costruito un'illusione collettiva dove la quantità ha sostituito la qualità. E nel frattempo ci sentiamo sempre più soli. È uscito uno studio pubblicato su Public Health Reports che ha analizzato oltre 1.500 persone tra i 30 e i 70 anni. I dati sono chiari e spietati: il 35% dei contatti virtuali sono persone che non abbiamo mai visto dal vivo. E la cosa più sorprendente è questa: chi ha più amici sui social riferisce livelli di solitudine più alti, non uguali, più alti. Cioè più amici virtuali hai, più ti senti solo. Lo studio conclude che accumulare contatti online non migliora il benessere psicologico, ma anzi aumenta ansia e stress. La felicità, dicono i ricercatori, passa da legami reali, non da follower. Io che con i social ci lavoro da tanti anni non mi sorprendo più di tanto. Lo vedo ogni giorno. Persone con profili pieni di contatti che non hanno nessuno con cui parlare davvero. Gente che riceve auguri di compleanno da 500 persone e passa la serata da sola. Profili con migliaia di follower che scrivono post disperati alle tre di notte sperando che qualcuno risponda. E nessuno risponde. Perché quelle migliaia di persone non sono amici, sono spettatori. E gli spettatori guardano, mettono un like, e vanno oltre. C'è uno studio dell'Università del Kansas che dice una cosa molto semplice ma devastante: per costruire un'amicizia intima servono almeno 200 ore. Duecento ore di tempo insieme, non di chat, non di like, di presenza fisica e di conversazioni vere. E allora fai i conti. Se hai 2.000 amici su Facebook, per costruire un legame vero con ognuno di loro ti servirebbero più o meno 45 anni di vita! Il problema è che abbiamo sostituito la qualità con la quantità. Quanti amici ho? Quanti follower? Quanti like sul mio ultimo post? E in questo gioco perverso, abbiamo perso di vista cosa significa davvero avere un amico. Un amico vero è quello che chiami alle tre di notte quando stai male. È quello che ti dice la verità anche quando fa male. È quello che c'è nei momenti brutti, non solo in quelli belli da fotografare. È quello con cui puoi stare in silenzio senza sentire il bisogno di riempire lo spazio. Ma quante di queste persone hai nella tua lista di 1.500 amici su Facebook? Tre? Cinque? Dieci se sei fortunato! E intanto continuiamo ad aggiungere contatti. Accettiamo richieste di amicizia da persone che abbiamo incontrato una volta a una festa, aggiungiamo colleghi che non salutiamo nemmeno in corridoio e mettiamo like a post di gente di cui non sappiamo nemmeno il cognome. Stiamo diluendo le relazioni vere in un mare di contatti inutili, e alla fine ci sentiamo soli in mezzo a migliaia di persone. Qualche settimana fa una ragazza mi ha scritto sulla pagina di #chicFORLIFE: "Ho 3.200 follower su Instagram, ma quando ho avuto un momento difficile, non sapevo chi chiamare, mi sono sentita davvero sola." E io le ho risposto con una domanda: "Di questi 3.200, quanti ti hanno scritto per chiederti come stai nell'ultimo mese?" Risposta: nessuno. Perché quei 3.200 non sono amici. Sono numeri. Sono persone che guardano la tua vita da fuori, che consumano i tuoi contenuti, che ti mettono un cuore quando posti qualcosa di carino, ma non ti conoscono e tu non conosci loro. Allora cosa facciamo? Buttiamo via i social? Cancelliamo tutti i contatti e ripartiamo da zero? No. Non è questa la soluzione. I social sono uno strumento, e come tutti gli strumenti, dipende da come li usi. Smettere di accettare richieste di amicizia da chiunque e iniziare a chiedersi: questa persona aggiungerebbe qualcosa alla mia vita? Io aggiungerei qualcosa alla sua? Ci conosciamo davvero? Una cosa che consiglio sempre è questa: scorri la tua lista di amici su Facebook o Instagram e per ogni nome chiediti: se domani avessi bisogno di aiuto, lo chiamerei? Se la risposta è no, chiediti: perché questa persona è nella mia lista? Cosa mi dà? Cosa gli do io? E se la risposta è "niente", forse è il momento di fare pulizia. La verità è che la solitudine non si cura con i numeri. Si cura con la presenza e con le conversazioni vere. Con le persone che conosci da anni e che sanno come stai solo guardandoti negli occhi. Quelle persone valgono più di 10.000 follower. Perché quelle persone ci sono, davvero, non virtualmente.  

16/05/2026 12:34
Neve di maggio sui Sibillini: imbiancate Frontignano e Bolognola

Neve di maggio sui Sibillini: imbiancate Frontignano e Bolognola

Una sorpresa decisamente fuori stagione quella che nella notte tra il 15 e il 16 maggio ha interessato l’entroterra marchigiano. La perturbazione arrivata sulla regione ha portato piogge diffuse, a tratti anche intense, e un sensibile abbassamento delle temperature, favorendo il ritorno della neve sui Monti Sibillini. I fiocchi sono scesi fino a quote inferiori ai 1500 metri, regalando un insolito scenario invernale nel pieno della primavera. Frontignano e Bolognola si sono risvegliate imbiancate, con la nevicata che nelle prime ore della mattinata ha continuato a interessare il comprensorio montano. Immagini che contrastano con quelle delle località costiere, dove stabilimenti balneari e spiagge sono già pronti per l’avvio della stagione estiva. Un colpo di scena meteorologico che non è passato inosservato nemmeno tra i gestori degli impianti sciistici, che sui social hanno scherzato: «Che dite, apriamo le piste?». Secondo le previsioni, la giornata di oggi sarà ancora caratterizzata da condizioni instabili, con possibilità di ulteriori precipitazioni soprattutto nelle aree interne e montane. Da domani, però, è atteso un graduale miglioramento del tempo con il ritorno di condizioni più stabili. (Foto località Pintura, pagina Facebook Bolognola Ski) 

16/05/2026 10:37
"La discarica non si farà": il grido dei cittadini di Montefano. Protesta davanti alla Provincia (FOTO e VIDEO)

"La discarica non si farà": il grido dei cittadini di Montefano. Protesta davanti alla Provincia (FOTO e VIDEO)

Tensione e proteste oggi davanti alla sede della Provincia di Macerata, in corso della Repubblica, dove è andata in scena l’assemblea Ata per l'approvazione della nuova graduatoria relativa al sito destinato alla futura discarica provinciale. Seduta destinata a ratificare, con le votazioni (sì del 63% dei sindaci), i tre siti da trasmettere al Cosmari, che dovrà poi decidere dove realizzare il nuovo impianto: i primi due si trovano nel territorio di Montefano (zona Margherita e Fratte), mentre il terzo è nel comune di Pollenza (zona Cantagallo). Fuori dalla sala consiliare si sono radunati numerosi cittadini di Montefano (oltre un centinaio, trenta quelli ammessi ad assistere alla seduta) insieme agli amministratori comunali per manifestare il proprio dissenso contro una decisione che definiscono "ingiusta" e "politica". Cori ("Vergogna", "Montefano è forte e lotterà, la discarica non si farà"), striscioni e interventi pubblici hanno accompagnato tutta la giornata, con i manifestanti che hanno contestato soprattutto il ribaltamento della graduatoria elaborata inizialmente dall’Università Politecnica delle Marche. Il portavoce dei protestanti, Enrico Filipponi, ha parlato di "un’operazione meschina e arrogante", sostenendo che i criteri tecnico-scientifici elaborati dall’università sarebbero stati svuotati del loro valore. “Montefano era al nono posto”, ha dichiarato Filipponi, accusando la Provincia di aver modificato il peso dei criteri originari. “Anziché dare 100 come valore hanno deciso di portarlo a 60, sminuendo completamente il lavoro tecnico-scientifico. Poi hanno inserito tre nuovi criteri attribuendo loro 40 punti: questo significa che tutti gli altri criteri sono stati annullati” Secondo Filipponi, dietro la scelta ci sarebbero motivazioni politiche legate alle imminenti elezioni amministrative nel capoluogo. “Il 50% della 'monnezza' (immondizia in gergo dialettale, ndr) viene prodotta da Civitanova e Macerata e la vogliono scaricare tutta su un territorio di 3000 persone con addirittura due siti", ha attaccato. Il portavoce ha anche annunciato l’intenzione di procedere per vie legali: "Saremo costretti a fare ricorso al Tar.  Proseguiremo con la raccolta firme e ci opporremo con tutte le forze legittime che abbiamo". Accanto ai cittadini anche il vicesindaco di Montefano, Mirco Monina, che ha definito la decisione "un grave sopruso". "La graduatoria stilata dalla Politecnica delle Marche con criteri accettati da tutta l’Assemblea Ato3 è stata sconvolta per logiche di maggioranza e questo è inaccettabile", ha affermato. Monina ha parlato di una vicenda "fallimentare" maturata dopo continui rinvii e ha confermato che il Comune sta valutando ricorsi contro la procedura approvata. Nel corso del' assemblea è arrivata anche la replica del presidente della Provincia di Macerata, Alessandro Gentilucci, che ha respinto ogni accusa di forzatura politica. "Tutte le volte che c’è un emendamento portato dai sindaci il presidente deve necessariamente riceverlo", ha spiegato, precisando che sugli emendamenti era stato acquisito il parere di legittimità del segretario verbalizzante. "Il tema del sopruso è un non tema", ha aggiunto. Gentilucci ha poi difeso la scelta dell’assemblea sottolineando come il procedimento sia stato democratico e aperto al contributo dei sindaci. "La deliberazione era una deliberazione bianca, la più democratica possibile - ha dichiarato -. I sindaci hanno deciso di esercitare il ruolo che gli hanno conferito gli elettori e sulla base di quei criteri è nata una graduatoria”. Il presidente ha anche respinto le accuse secondo cui la scelta avrebbe colpito un comune per ragioni politiche. “Non appartiene al vero”, ha detto, ricordando come uno dei siti inizialmente al centro delle polemiche, quello di Appignano-Loro Piceno, sia poi rimasto escluso dalla terna finale. Gentilucci ha inoltre evidenziato come il problema dello smaltimento dei rifiuti riguardi tutto il territorio provinciale: “Dal 2008 seguitiamo ad abbancare a Cingoli e non vedo cittadini di Cingoli protestare qui davanti”. Tra i temi affrontati anche quello dell’eco-indennizzo per il territorio che ospiterà l’impianto. Gentilucci ha spiegato che la proposta iniziale prevedeva un contributo di 10 euro, pur lasciando ai sindaci la possibilità di presentare modifiche. "Anche se l’eco-indennizzo arrivasse a 20 euro si risparmierebbero comunque circa 2 milioni di euro ogni anno rispetto all’attuale situazione", ha precisato. La seduta di oggi rappresenta solo un passaggio della procedura. La graduatoria individuata dovrà essere trasmessa al Cosmari, che dovrà a sua volta effettuare ulteriori valutazioni e scegliere dove realizzare il nuovo impianto. Intanto però la tensione politica e istituzionale resta altissima e da Montefano promettono battaglia sia sul piano amministrativo che su quello legale. La seduta si è conclusa con il voto favorevole alla graduatoria per il 63% dei presenti dell'Ata3.

15/05/2026 20:00
Da Civitanova a Petriolo in bici: al via "La Via delle Abbazie", prende vita un nuovo percorso cicloturistico

Da Civitanova a Petriolo in bici: al via "La Via delle Abbazie", prende vita un nuovo percorso cicloturistico

Domenica 10 maggio è stato inaugurato il progetto "La Via delle Abbazie", l’itinerario cicloturistico realizzato dai comuni di Petriolo (capofila), Civitanova Marche, Morrovalle e Tolentino. Per l’occasione sono stati coinvolti "ambasciatori della Via", tra cui giornalisti, tour operator, associazioni cicloturistiche e operatori del settore turistico, con l’obiettivo di far vivere direttamente l’esperienza del percorso, nella convinzione che la conoscenza diretta rappresenti il modo più efficace per promuoverlo e valorizzarlo. La pedalata inaugurale è stata avviata dall’assessore al Turismo del Comune di Civitanova Marche, Mara Orazi, presso il Santuario di Santa Maria Apparente, per poi proseguire lungo il tracciato fino alla stazione ferroviaria di Morrovalle, dove il gruppo è stato accolto dal sindaco Andrea Staffolani e dall’assessore al Turismo Desirèe Lupi. La scelta di prevedere una sosta presso la stazione ferroviaria sottolinea una delle caratteristiche distintive del percorso: la sua integrazione con il trasporto ferroviario. “La Via delle Abbazie” è infatti tra i pochi itinerari cicloturistici della zona a essere serviti da una rete ferroviaria capillare, con fermate distribuite a breve distanza. Un elemento che rafforza il potenziale turistico dell’iniziativa, in linea con le nuove tendenze del cicloturismo moderno, sempre più orientato alla combinazione tra bici e treno. Il percorso è poi proseguito verso l’Abbazia di San Claudio, dove il gruppo è stato accolto dall’assessore al Turismo del Comune di Corridonia, Massimo Cesca, anch’egli in bicicletta. Dopo la visita al sito e una sosta presso l’Info Bike Point, il tour ha continuato verso l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, dove l’assessore al Turismo del Comune di Tolentino, Diego Aloisi, in sella alla bicicletta come gli altri partecipanti, ha illustrato l’importanza della rete territoriale e il potenziale del progetto come volano di sviluppo per il settore turistico ed economico locale. La giornata si è conclusa nel territorio di Petriolo, Comune capofila del progetto, dove il sindaco Matteo Santinelli ha ribadito l’impegno dell’amministrazione nello sviluppo del cicloturismo e nell’adeguamento progressivo dei servizi all’accoglienza bike-friendly. I partecipanti sono stati accolti da un momento conviviale con prodotti tipici locali, tra cui ciauscolo e pecorino, occasione di confronto sui futuri sviluppi del progetto e sulle strategie di rete tra operatori. Hanno partecipato in qualità di ambasciatori: Unbeatables ONLUS: FM Bike Service di San Severino Marche, Girovagando Grotta APS, CicloStile, Civitanova Green Life, FIAB, TuttoBici Web, Bike Hello, le guide cicloturistiche Stefano Ciampechini e Sandro Mancini, Transubike e Marche Tour. L’organizzazione dell’evento è stata curata da Miconi Srl e Marche Bike Life Srl, realtà impegnate nella promozione e nello sviluppo di progetti di cicloturismo sul territorio. L’iniziativa si inserisce inoltre nel più ampio progetto "NoiMarcheBikeLife" e contribuisce alla valorizzazione del circuito "Strade di Marca", all’interno del quale "La Via delle Abbazie" rappresenta un tassello strategico per la promozione integrata del territorio. Nel corso dell’evento è stato inoltre possibile effettuare la timbratura del passaporto del cicloturista, a testimonianza dell’integrazione del percorso nei circuiti dedicati al turismo attivo e sostenibile.  

15/05/2026 16:40
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