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Pasqua dai monti al mare: cinque ristoranti per capire che cosa resta della tradizione nel Maceratese

Pasqua dai monti al mare: cinque ristoranti per capire che cosa resta della tradizione nel Maceratese

In un tempo in cui tutto cambia, si aggiorna, si consuma in fretta, il menù pasquale continua a custodire una certezza: quella dei "piatti dei nonni", delle preparazioni attese, dei sapori che non hanno bisogno di essere reinventati per restare vivi. Non è un caso. La tradizione gastronomica italiana si è costruita proprio nell’intreccio fra territori, stagioni e consuetudini familiari, con la tavola delle feste a fare da archivio vivente di memorie e identità. L’Accademia italiana della Cucina sottolinea da anni come la Pasqua continui a essere uno dei momenti più riconoscibili della tradizione, dove ritornano preparazioni antiche, dall’agnello ai pani rituali, dalle uova ai dolci di ricorrenza. Ed è proprio lungo questo crinale, tra memoria e permanenza, che si può leggere un piccolo viaggio di Pasqua: dai monti fino al mare, seguendo cinque tavole diverse; eppure, unite da un filo chiarissimo. Cambia il paesaggio, cambiano i panorami, cambiano persino gli accenti dei piatti. Ma una cosa prevale su tutto: la tradizione. Si parte in alto, a quota 1400 metri, dove l’aria è ancora quella frizzante di montagna, in particolare a Baita Solaria, a Sassotetto; qui l’apertura è affidata a un grande centrotavola di affettati, salumi del territorio e coratella della tradizione profumata al limone: già qui c’è tutto, la festa, la condivisione, il gusto netto delle campagne interne. Poi arrivano le lasagne bianche con piselli, speck e crema di zucca, interpretazione morbida e avvolgente del primo festivo, e soprattutto la grigliata mista: costina, salsiccia, braciola di maiale, arista, agnello, arrosticini. È una Pasqua di sostanza, che parla il linguaggio della brace, della convivialità, della montagna che non addolcisce i sapori ma li esalta. Le patate al forno fanno il resto, mentre la chiusura con colomba pasquale e crema pasticciera rimette tutto nel solco della ricorrenza. Cambiando itinerario e volgendo verso Monte Cavallo, il passaggio al Nido dell’Aquila conferma quanto la Pasqua, da queste parti, resti anzitutto un esercizio di fedeltà alla cucina delle occasioni solenni. Il menù è dichiaratamente tradizionale pasquale e mette subito in primo piano due cardini identitari: coratella d’agnello e agnello fritto. In mezzo, però, trova spazio una novità che non tradisce, ma accompagna la tradizione: una chitarrina di colore con ragù di chianina e porcini, primo che aggiunge una sfumatura contemporanea senza spezzare il racconto del pranzo festivo. I contorni e la pizza pasquale completano un quadro coerente, in cui il rito non viene messo in discussione ma aggiornato con discrezione. È forse questo il punto più interessante: la tradizione regge perché non si irrigidisce, ma resta riconoscibile. Scendendo verso l’area settempedana, la Pasqua assume i tratti più dolci della collina. Villa Berta, a San Severino Marche, costruisce un percorso ampio, capace di tenere insieme raffinatezza e memoria. Negli antipasti il carpaccio affumicato con cannoli di pasta fillo e mousse di caprino introduce una nota più composita, ma subito riequilibrata dalla presenza della coratella d’agnello, che riporta la tavola al cuore della ricorrenza. Nei primi, le tagliatelle con coniglio e carciofi e i ravioli di ricotta con speck, fave e pachino mostrano bene il dialogo tra stagione e tradizione: la primavera entra nei piatti senza cancellarne l’impianto festivo. I secondi sono una dichiarazione di abbondanza: frittura di carne, contorni fritti all’ascolana, filetto di maiale in crosta di parmigiano, pomodoro arrosto. E poi i dolci, che a Pasqua non sono mai solo un finale ma quasi un sigillo domestico: cestino con crema di mascarpone e fragole, colomba e uovo pasquale.  Arrivati nel pieno centro storico di Macerata, la tavola di Verde Caffè riassume perfettamente il carattere urbano della tradizione marchigiana: meno rustica solo in apparenza, in realtà profondamente ancorata ai suoi simboli gastronomici. Si comincia con il tagliere di affettati, ciauscolo, formaggi e salumi, quasi una dichiarazione di appartenenza territoriale. Poi le fritture alla maceratese e i cremini, che restituiscono al pranzo quel tono domestico e festoso che appartiene alle cucine di casa. I primi fanno il resto: gnocco alla papera e vincisgrassi “Anton Nebbia”, nome che evoca una memoria colta e storica della cucina marchigiana, ma che soprattutto ribadisce come certi piatti, a Pasqua, non siano semplici portate: sono presenze attese. Infine, agnello alla cacciatora, uno dei grandi classici che più di ogni altro continua a definire l’idea stessa del pranzo pasquale. E infine la costa. L’approdo al mare potrebbe suggerire uno scarto, una rottura, quasi un alleggerimento definitivo. Invece no: al ristorante Il Veneziano, storico approdo della riviera civitanovese, la Pasqua cambia tono ma resta fedele allo spirito della festa. La proposta è quella di una giornata semplice, ma la semplicità qui è semmai nella chiarezza della formula: antipasti caldi e freddi, paccheri allo scoglio, risotto all’arca di Noè — definizione giocosa, metaforica, dove dentro c’è “un po’ di tutto” —a seguire frittura, arrosto, insalata, patate, dolci pasquali, sorbetto, con acqua, vino e caffè. Dopo tanta terra, è il mare a prendersi la scena. Eppure, anche qui resta intatto il principio della Pasqua italiana: il pranzo come racconto corale, come successione larga di portate, come gesto di ospitalità piena. Cambiano gli ingredienti, non la struttura del rito.  

30/03/2026 18:20
A 146 all’ora contro le stelle MLB, Quattrini racconta il sogno azzurro: "Esperienza indimenticabile" (FOTO e VIDEO)

A 146 all’ora contro le stelle MLB, Quattrini racconta il sogno azzurro: "Esperienza indimenticabile" (FOTO e VIDEO)

Dalle Marche ai diamanti americani, fino a una delle pagine più belle del baseball italiano. È il viaggio di Gabriele Quattrini, protagonista con la nazionale azzurra al World Baseball Classic e ospite del Picchio Podcast, dove ha raccontato emozioni, sacrifici e retroscena di un’esperienza unica. Reduce dagli Stati Uniti, il lanciatore marchigiano è già tornato alla quotidianità con la Hotsand Macerata Angels: “Non c’è stato troppo tempo per fermarsi, tra un paio di settimane si ricomincia. Siamo subito tornati in campo ad allenarci”. Ma il pensiero torna inevitabilmente alla cavalcata azzurra, segnata da una vittoria storica contro gli Stati Uniti. "quelli che il baseball lo hanno inventato": “Un’emozione grandissima, un risultato che non era mai successo. Siamo partiti subito forte, poi è stato un chiudersi al riccio e difendere. Da 8-0 sono arrivati fino all’8-6, quindi anche un po’ di paura c’è stata, ma ce l’abbiamo fatta”. Una partita vissuta anche sotto la pressione di un pubblico imponente: “Giocare davanti a 30-35 mila persone, quasi tutte contro, è qualcosa di completamente diverso. Sono molto chiassosi, ti mettono pressione, ma siamo riusciti a reggere”. Tra i ricordi più intensi del torneo, Quattrini ne indica due in particolare: “Sicuramente l’ultimo out contro il Messico, fatto a un giocatore di Major League, Arozarena. Quello rimarrà sempre nella mia mente”. E poi un’altra giocata simbolica: “Anche l’unico strikeout che ho fatto a un altro giocatore MLB, Jazz Chisholm degli Yankees. Quelle sono soddisfazioni che ti porti dietro per tutta la vita”. Un’esperienza che si misura anche nei numeri: “Il mio lancio più veloce? Di recente ho toccato le 92 miglia, che sono circa 146 chilometri orari. In Major League la media è più alta, si arriva anche oltre i 160, ma già così è una bella velocità”. Quattrini è cresciuto a Potenza Picena, dove il baseball è una tradizione di famiglia: “Mio fratello maggiore è stato tra i fondatori della società. Siamo 3 fratelli e abbiamo giocato tutti a baseball È sempre stata una passione”. Un percorso costruito passo dopo passo: “Il baseball non ha mai smesso di essere una passione. Essendo uno sport minore, senza passione difficilmente vai avanti. Poi arrivano anche le soddisfazioni e magari diventa un piccolo lavoro, ma alla base resta sempre quello”. Cresciuto anche con il fascino del baseball americano, Quattrini conferma quanto quell’immaginario sia reale: “Quello che si vede nei film rispecchia la realtà. In America trovi campi ovunque, come da noi i campetti da calcio. È proprio una cultura”. E aggiunge: “Io ho fatto il percorso inverso: prima ho giocato e poi ho cercato i film sul baseball per ritrovare quella passione anche lì”. L’Italia si è presentata al torneo da outsider, ma con grande consapevolezza: “Sapevamo di essere una squadra competitiva, giovane, con talento e nulla da perdere. Questo ci ha permesso di giocare con aggressività”. Determinante anche lo spirito di gruppo: “In dieci giorni si è creato un legame fortissimo. Anche con gesti semplici, magari stereotipati come il caffè o il modo di salutarci, ma che hanno fatto squadra”. Un aspetto che ha inciso anche sulle prestazioni: “Questa unità ha avuto un impatto molto forte, sia sul singolo che sul gruppo”. Un percorso che ha acceso i riflettori anche su uno sport ancora di nicchia in Italia: “Speriamo di aver acceso un po’ i riflettori sul baseball. Quando arrivano risultati così, l’attenzione cresce, ma sta a noi e al movimento essere bravi a mantenerla e non farla spegnere subito”. Il confronto con il livello della Major League resta impegnativo: “C’è ancora tanta strada da fare, diciamo che in mezzo c’è un bel mare. Però siamo sulla strada giusta per avvicinarci”. E sul sogno americano: “Io ormai ho quasi 30 anni, forse sono un po’ fuori età per certi percorsi, ma finché non smetto ci spero sempre. La mia carriera mi ha insegnato che chi la dura la vince”. Ora l’attenzione torna al campionato, con un obiettivo chiaro: portare la Hotsand Macerata Angels ancora più in alto. Dopo due semifinali scudetto consecutive, il traguardo è la finale: “Siamo lì da anni, ci manca l’ultimo passo. La squadra c’è, ci stiamo lavorando”. Guardando avanti, resta anche il sogno della nazionale: “Il prossimo Classic sarà nel 2029, farò di tutto per esserci. Finché non smetto, ci spero sempre”. In chiusura, un messaggio ai più giovani: “Non bisogna avere fretta. Il baseball è uno sport tecnico, le soddisfazioni arrivano nel tempo, ma quando arrivano sono grandissime. Provatelo, poi magari ve ne innamorate”. E dalla provincia marchigiana ai grandi stadi americani, la storia di Gabriele Quattrini dimostra che anche da qui si può arrivare lontano.

29/03/2026 12:00
Pasqua offline? La sfida di staccarsi dai social: "Può funzionare se fatto collettivamente"

Pasqua offline? La sfida di staccarsi dai social: "Può funzionare se fatto collettivamente"

Ti pago per andartene (siamo tutti in trappola)  Mercoledì sera, cena con amici. A un certo punto una dice: "Ragazzi, facciamo un esperimento. Chi riesce a stare un'ora senza guardare il telefono?" Silenzio imbarazzato. "Ok, mezz'ora". Altri tre secondi di silenzio. "Va bene, facciamo quindici minuti". E lì abbiamo capito. Siamo in trappola. E lo sappiamo benissimo. Il World Happiness Report ci mette davanti allo specchio. È uscito il World Happiness Report 2026. E c'è un dato che fa riflettere: i giovani definiscono i social una "trappola collettiva". Non una cosa che piace. Non una dipendenza personale. Una trappola. E sai qual è la cosa più assurda? Che hanno fatto un esperimento con studenti universitari. Gli hanno chiesto: "Ti paghiamo 50 dollari per stare un mese senza Instagram e TikTok. Accetti?" La maggior parte ha detto sì. Normale, dirai tu. 50 dollari sono 50 dollari. Ma poi gli hanno fatto la seconda domanda: "E se invece fossi tu a pagare per far scomparire Instagram e TikTok dal mondo, ma solo se spariscono per tutti contemporaneamente, quanto pagheresti?" E lì viene il bello. Molti hanno risposto: "Pagherei io. Pur di non averli più". Capisci il paradosso? Preferirebbero pagare per liberarsi, piuttosto che essere pagati per uscirne da soli. Il problema del gruppo Il punto è questo. Se smetti tu da solo, vieni tagliato fuori. Non sai più cosa succede. Non vieni invitato. Non sei nel gruppo. Diventi invisibile. È come quando tutti fumavano e tu eri l'unico che non fumava. Risultato? Restavi solo fuori dal bar mentre gli altri facevano amicizia con la sigaretta in mano. Solo che qui è peggio. Perché i social non sono solo svago. Sono anche comunicazione, informazione, lavoro. Se esci, perdi tutto il pacchetto. E i dati lo confermano: l'84% degli adolescenti dice di passare più tempo davanti allo schermo di quanto vorrebbe. E il 62% chiede esplicitamente aiuto per imparare a stare meno online. Tradotto: "Lo so che fa male. Ma non riesco a smettere. Aiutatemi." Quando ChatGPT diventa il tuo migliore amico E mentre succede questo, un adolescente su quattro si confida con ChatGPT invece che con gli amici veri. Pensa alla scena. Hai un problema. Sei triste. Ti senti solo. E invece di chiamare qualcuno, apri ChatGPT e scrivi: "Sono giù, parlami". E ChatGPT ti risponde. Gentile. Paziente. Sempre disponibile. Non ti giudica. Non ha fretta. Non ti molla dopo cinque minuti per andare a vedere le stories. Solo che non è vero. Non è una relazione. È un algoritmo. E quando chiudi la chat, sei ancora solo. Ultimo weekend prima di Pasqua: resurrezione digitale? E se quest'anno provassimo una resurrezione diversa? No, non sto dicendo di buttare il telefono. Non sono pazza. Ma magari, per questo weekend, proviamo a fare pace con il fatto che i social sono una trappola. E che ne siamo tutti consapevoli. Primo trucco: il patto collettivo. Se sei con amici o famiglia questo weekend, fate un accordo. Telefoni via durante i pranzi. Tutti. Non uno sì e uno no. Tutti insieme. Perché il punto è proprio questo: funziona solo se lo fanno tutti. Secondo: l'app Uno. Scegli Un'app social e tienila. Chiudi tutte le altre per il weekend. Instagram sì, TikTok no. O viceversa. Ma non tutte. Perché "tutte" significa scrollare in loop senza fine. Terzo: sostituisci lo scroll con un'azione fisica. Ogni volta che ti viene voglia di aprire Instagram, fai qualcos'altro con le mani. Prendi un libro. Bevi acqua. Fai una telefonata vera. Deve diventare riflesso. Quarto: il test di realtà. Domenica sera chiediti: quanto tempo ho passato davvero con le persone, e quanto tempo l'ho passato a fotografarle per Instagram? Se la seconda supera la prima, c'è un problema. La verità pasquale Forse quest'anno potremmo celebrare la resurrezione delle relazioni vere. Perché i social sono una trappola. Lo sappiamo. I dati lo dicono. I giovani lo ammettono. E noi adulti facciamo finta di niente mentre scrolliamo per ore. Ma la bella notizia è questa: se è una trappola collettiva, serve una liberazione collettiva. E Pasqua, almeno per un weekend, potrebbe essere il momento giusto. Inizia con un pranzo. Telefoni via. Tutti insieme. E vedi cosa succede. Magari scopri che parlare con persone vere è meglio che parlare con ChatGPT. O magari no. Ma almeno ci hai provato.  

28/03/2026 15:00
Macerata, bando per la gestione del bar della Torretta a Villa Cozza: come fare domanda

Macerata, bando per la gestione del bar della Torretta a Villa Cozza: come fare domanda

L’Irc Macerata ha pubblicato ieri un bando di gara per l’individuazione di un soggetto a cui affidare in locazione l’immobile attrezzato a bar situato al piano terra della Torretta del Parco di Villa Cozza. L’iniziativa rientra in un più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio dell’Ente, con particolare attenzione proprio al Parco di Villa Cozza, uno degli spazi verdi più frequentati e rappresentativi di Macerata. Un luogo centrale per la vita cittadina, punto di riferimento per attività all’aperto, socialità e benessere, frequentato da persone di tutte le età. Il bando prevede non solo la gestione del bar, ma anche l’utilizzo delle aree esterne adiacenti. È inoltre prevista la possibilità di organizzare eventi e iniziative in linea con le finalità dell’Ircr, con l’obiettivo di restituire piena funzionalità a un servizio importante per il parco e contribuire alla valorizzazione complessiva dell’area sotto il profilo sociale, culturale, aggregativo e ambientale. L’intento è quello di incentivare proposte capaci di rendere ancora più vivo e attrattivo il contesto, attraverso attività sostenibili e innovative, in grado di integrarsi con il valore naturalistico del parco. Il bando è rivolto a operatori economici interessati a investire in un contesto di grande rilevanza ambientale e sociale, offrendo l’opportunità di sviluppare un’attività in una posizione strategica e ad alta frequentazione. Tutta la documentazione e i dettagli per partecipare sono disponibili sul sito istituzionale dell’IRCR Macerata, nella sezione “Bandi di Gara”.

28/03/2026 10:00
Chiude il mattatoio Villa Potenza: "Nessun accordo con Comune e Regione"

Chiude il mattatoio Villa Potenza: "Nessun accordo con Comune e Regione"

La chiusura del mattatoio di Villa Potenza è ormai ufficiale. Con una nota stampa il consorzio Cozoma, ente che gestisce la struttura, ha confermato che “ad oggi visto che non siamo riusciti a trovare nessun accordo sia con il Comune di Macerata che con la Regione Marche confermiamo la chiusura del servizio di macellazione il giorno 31 marzo”. Una decisione che segna un punto di svolta per l’intero comparto zootecnico locale e che arriva al termine di una vicenda complessa, fatta di passaggi amministrativi, incertezze politiche e difficoltà economiche. Negli ultimi mesi il futuro della struttura era rimasto sospeso dopo la decisione del Tribunale di annullare l’aggiudicazione dell’impianto, bloccando di fatto il percorso che sembrava poter garantire continuità al servizio. Nel frattempo, il Consiglio comunale di Macerata aveva istituito una commissione di inchiesta per fare chiarezza, ma senza riuscire a fornire risposte immediate agli operatori del settore. Proprio tra gli allevatori si è diffusa una preoccupazione sempre più forte, legata non solo alla perdita del mattatoio, ma alle conseguenze sull’intera filiera. La prospettiva della chiusura, già emersa nelle settimane precedenti, aveva colto di sorpresa molti allevatori che avevano fatto affidamento sulla continuità del servizio, arrivando in alcuni casi anche a investire nelle proprie attività. La decisione del Tribunale ha però cambiato il quadro, alimentando un clima di incertezza e sfiducia. Il tema centrale resta quello dell’impatto sulla filiera zootecnica locale. Il mattatoio rappresenta infatti un punto di riferimento per numerosi allevamenti, sia per la vicinanza sia per i servizi offerti. La sua eventuale chiusura comporta difficoltà logistiche e organizzative, in un contesto in cui le alternative risultano limitate o meno strutturate. Alla base della decisione ci sono anche le difficoltà economiche nella gestione dell’impianto, tra costi elevati e una riduzione dei volumi di attività nel tempo. Elementi che hanno reso sempre più complesso garantire la sostenibilità del servizio in assenza di certezze sulla proprietà e sul futuro della struttura. Nel frattempo le istituzioni locali stanno cercando di individuare possibili soluzioni. È stata annunciata una nuova asta per il 14 maggio, con l’intenzione del Comune di partecipare, ma resta aperta la questione della gestione e della sostenibilità nel lungo periodo. Il confronto tra enti e territori proseguirà nelle prossime settimane, mentre dal settore arriva la richiesta di decisioni rapide per evitare ripercussioni sull’intero comparto agricolo.

27/03/2026 16:59
Salva una donna a Milano: Recanati premia la studentessa Elena Grassi

Salva una donna a Milano: Recanati premia la studentessa Elena Grassi

Un gesto di grande coraggio e senso civico che ha fatto la differenza tra la vita e la morte. La recanatese Elena Grassi, studentessa al terzo anno di Tecniche di Radiologia Medica all’Università Politecnica delle Marche, è stata ricevuta questa mattina, 27 marzo, al Palazzo Comunale di Recanati dal sindaco Emanuele Pepa e dall’Amministrazione comunale. La giovane è stata premiata con una medaglia come riconoscimento per aver salvato la vita a una donna colta da arresto cardio-circolatorio mentre si trovava a una fermata dell’autobus a Milano (qui la notizia). Grazie alle tecniche di rianimazione Blsd apprese durante il suo percorso di studi, Elena è riuscita a stabilizzare la paziente fino all’arrivo dei soccorsi. Un intervento tempestivo e decisivo, che nei giorni scorsi le è valso anche il plauso del mondo medico e accademico. “A nome mio e di tutta l’Amministrazione esprimo il nostro più sincero riconoscimento e l’orgoglio per la nostra concittadina – ha dichiarato il sindaco Pepa –. Ha dimostrato grande coraggio e senso di responsabilità in un momento di emergenza. Il suo gesto rappresenta un esempio concreto per tutta la comunità”. Visibilmente emozionata, Elena Grassi ha ringraziato per l’onorificenza ricevuta, sottolineando di aver semplicemente fatto ciò per cui si sta formando: “Nel momento dell’emergenza ho agito da medico, soccorrendo una persona in difficoltà. Il mio pensiero va alla signora che oggi si sta riprendendo e alla quale auguro una piena guarigione”. L’Amministrazione comunale ha annunciato che alla giovane sarà presto conferita anche la civica benemerenza, quale ulteriore riconoscimento per il suo gesto. Il sindaco ha inoltre ricordato l’importanza della diffusione dei defibrillatori Dae sul territorio e dei corsi di primo soccorso e Blsd organizzati dalla Croce Gialla, fondamentali per preparare i cittadini ad affrontare situazioni di emergenza. Una storia che testimonia come preparazione, prontezza e altruismo possano trasformarsi in un atto eroico capace di salvare una vita.

27/03/2026 15:30
Domenica delle Palme: Civitanova ed Esine rinnovano il gemellaggio

Domenica delle Palme: Civitanova ed Esine rinnovano il gemellaggio

Si rinnova anche quest’anno il gemellaggio tra Civitanova Marche ed Esine, in occasione della Domenica delle Palme. Una tradizione che dura da oltre trent’anni e che rafforza i legami culturali e associativi tra le due comunità. Una delegazione del Comune di Civitanova Marche, insieme a rappresentanti dell’Avis locale, gemellata con l’omologa associazione lombarda, farà visita alla comunità di Esine per il rinnovo del patto di amicizia siglato nel 1989. Per l’Amministrazione comunale saranno presenti l’assessore Barbara Capponi e la consigliera comunale Paola Campetelli. Come da consolidata tradizione, da Civitanova Marche verranno portati in dono i ramoscelli d’ulivo, simbolo delle festività pasquali, a ricambiare l’abete che ogni anno arriva dalla Val Camonica in occasione delle festività natalizie. Ad Esine, la delegazione sarà accolta con diversi momenti istituzionali e culturali, che culmineranno domenica con la celebrazione della santa messa e la benedizione delle palme nella chiesa di Santa Maria, alla presenza della banda locale dell’Avis. Un’occasione che sottolinea il valore della collaborazione e della condivisione tra le due comunità, consolidando un legame che dura da decenni.

27/03/2026 14:03
Macerata, alberi secchi abbattuti: il Parco di Villa Cozza resta chiuso fino a fine lavori

Macerata, alberi secchi abbattuti: il Parco di Villa Cozza resta chiuso fino a fine lavori

A partire da lunedì 30 marzo, il Parco di Villa Cozza, di proprietà dell’Ircr Macerata, resterà temporaneamente chiuso al pubblico per consentire interventi di abbattimento degli alberi secchi presenti all’interno dell’area verde privata. Negli ultimi mesi, per garantire la sicurezza dei visitatori, una parte consistente del parco era stata già recintata in via precauzionale, soprattutto nelle aree con piante a rischio. Questa situazione aveva inevitabilmente limitato la fruizione del parco, riducendo l’accesso e lo spazio disponibile per cittadini e famiglie. Con l’avvicinarsi della bella stagione, l’Ircr Macerata ha deciso di procedere con gli interventi necessari per mettere in sicurezza l’intera area e restituirla quanto prima alla piena fruizione della cittadinanza. L’abbattimento delle piante, autorizzato dal Comune di Macerata, sarà eseguito da una ditta specializzata e comporterà la chiusura completa del parco fino al termine dei lavori. L’Ircr Macerata si scusa per il temporaneo disagio, sottolineando che l’intervento permetterà di rendere il parco più sicuro, accessibile e piacevole per tutti i cittadini.  

27/03/2026 13:16
Macerata, autovelox in superstrada: ecco dove e quando saranno attivi ad aprile 2026

Macerata, autovelox in superstrada: ecco dove e quando saranno attivi ad aprile 2026

La Prefettura di Macerata ha reso noto il calendario delle postazioni autovelox lungo la superstrada SS77 della Val di Chienti e sulla SS77 Var, nel tratto Sfercia-Fonte Mattinate, per tutto il mese di aprile 2026. I controlli saranno effettuati dalla Polizia Stradale di Macerata e dalle polizie locali di Tolentino, Caldarola, Camerino, Corridonia e Montecosaro. Ecco il calendario completo per il mese di aprile 2026  Mercoledì 1 aprile Lungo la SS.77, la Polizia Stradale Macerata opererà al Km 79+070 (direzione mare-monti) dalle ore 08.00 alle 20.00 e al Km 104+200 (direzione monti-mare) dalle ore 08.00 alle 20.00. Giovedì 2 aprile Controlli della Polizia Stradale Macerata al Km 79+070 (mare-monti) e al Km 104+200 (monti-mare), entrambi con orario continuato dalle 08.00 alle 20.00. Venerdì 3 aprile La Polizia Locale Montecosaro sarà presente al Km 102+400 (mare-monti) dalle 08.00 alle 13.00, mentre nel pomeriggio la zona di Caldarola sarà presidiata al Km 58+600 (monti-mare) dalle 13.00 alle 19.00. Sabato 4 aprile Servizio affidato alla Polizia Locale Tolentino presso il Km 77+270 (monti-mare) nella fascia mattutina dalle 08.00 alle 13.00. Domenica 5 aprile Tornano i controlli della Polizia Stradale Macerata per l'intera giornata (08.00-20.00) al Km 79+070 (mare-monti) e al Km 104+200 (monti-mare). Lunedì 6 aprile Presidio della Polizia Locale Camerino al Km 39+590 (monti-mare) dalle ore 08.00 alle 13.00. Martedì 7 aprile Postazioni della Polizia Stradale Macerata attive dalle 08.00 alle 20.00 al Km 79+070 (mare-monti) e al Km 104+200 (monti-mare). Mercoledì 8 aprile Si confermano i controlli della Polizia Stradale Macerata al Km 79+070 (mare-monti) e al Km 104+200 (monti-mare) dalle 08.00 alle 20.00. Giovedì 9 aprile La Polizia Locale Corridonia monitorerà il Km 85+100 (mare-monti) dalle 08.00 alle 13.00, seguita dalla Polizia Locale Montecosaro al Km 102+400 (mare-monti) dalle 13.00 alle 18.00. Venerdì 10 aprile Doppio appuntamento pomeridiano (13.00-19.00): la Polizia Locale Tolentino al Km 77+270 (monti-mare) e la Polizia Locale Belforte del Chienti al Km 63+370 (mare-monti). Sabato 11 aprile La Polizia Locale Camerino opererà al Km 39+590 (monti-mare) dalle 08.00 alle 13.00, mentre Caldarola gestirà il controllo al Km 58+600 (monti-mare) dalle 13.00 alle 19.00. Domenica 12 aprile Controlli estesi della Polizia Stradale Macerata (08.00-20.00) ai chilometri 79+070 (mare-monti) e 104+200 (monti-mare). Lunedì 13 aprile Mattinata con la Polizia Locale Belforte del Chienti al Km 63+370 (mare-monti) dalle 08.00 alle 13.00; pomeriggio con la Polizia Locale Corridonia al Km 85+100 (mare-monti) dalle 13.00 alle 19.00. Martedì 14 aprile Servizio della Polizia Stradale Macerata al Km 79+070 (mare-monti) e al Km 104+200 (monti-mare) dalle 08.00 alle 20.00. Mercoledì 15 aprile Ancora la Polizia Stradale Macerata attiva sui punti critici del Km 79+070 e Km 104+200 dalle ore 08.00 alle 20.00. Giovedì 16 aprile Proseguono i controlli della Polizia Stradale Macerata (h. 08.00-20.00) al Km 79+070 (mare-monti) e al Km 104+200 (monti-mare). Venerdì 17 aprile Giornata intensa: al mattino (08.00-13.00) Polizia Locale Tolentino al Km 77+270 e Polizia Locale Montecosaro al Km 102+400. Nel pomeriggio (13.00-19.00) Polizia Locale Belforte del Chienti al Km 63+370 e Polizia Locale Camerino al Km 39+590. Sabato 18 aprile Controllo a Caldarola presso il Km 58+600 (monti-mare) dalle ore 08.00 alle 13.00. Domenica 19 aprile La Polizia Stradale Macerata presidierà il Km 79+070 (mare-monti) e il Km 104+200 (monti-mare) dalle 08.00 alle 20.00. Lunedì 20 aprile Quattro interventi previsti: la mattina (08.00-13.00) a Tolentino (Km 77+270) e Belforte del Chienti (Km 63+370); il pomeriggio (13.00-19.00) a Camerino (Km 39+590) e Corridonia (Km 85+100). Martedì 21 aprile Postazioni Polizia Stradale Macerata al Km 79+070 (mare-monti) e Km 104+200 (monti-mare) attive dalle 08.00 alle 20.00. Mercoledì 22 aprile Si ripetono i controlli della Polizia Stradale Macerata (08.00-20.00) ai chilometri 79+070 e 104+200. Giovedì 23 aprile Servizi della Polizia Stradale Macerata dalle 08.00 alle 20.00 al Km 79+070 (mare-monti) e al Km 104+200 (monti-mare). Venerdì 24 aprile Mattinata (08.00-13.00) con la Polizia Locale Corridonia (Km 85+100) e Caldarola (Km 58+600). Pomeriggio (13.00-19.00) con la Polizia Locale Montecosaro al Km 102+400. Sabato 25 aprile La Polizia Locale Camerino effettuerà i controlli al Km 39+590 (monti-mare) dalle ore 13.00 alle 19.00. Domenica 26 aprile Intera giornata (08.00-20.00) coperta dalla Polizia Stradale Macerata ai chilometri 79+070 (mare-monti) e 104+200 (monti-mare). Lunedì 27 aprile Controlli mattutini (08.00-13.00) a cura della Polizia Locale Corridonia al Km 85+100 e del comune di Caldarola al Km 58+600. Martedì 28 aprile Presidio della Polizia Stradale Macerata al Km 79+070 (mare-monti) e al Km 104+200 (monti-mare) dalle 08.00 alle 20.00. Mercoledì 29 aprile La Polizia Stradale Macerata opererà dalle 08.00 alle 20.00 al Km 79+070 (mare-monti) e al Km 104+200 (monti-mare). Giovedì 30 aprile Ultimo giorno del mese con la Polizia Stradale Macerata presente dalle 08.00 alle 20.00 al Km 79+070 (mare-monti) e al Km 104+200 (monti-mare).

27/03/2026 12:30
Neve e gelo nel Maceratese, altro che primavera: numerosi gli interventi dei Vigili del fuoco (VIDEO)

Neve e gelo nel Maceratese, altro che primavera: numerosi gli interventi dei Vigili del fuoco (VIDEO)

Altro che primavera: la neve torna a imbiancare Sassotetto, Ussita, Frontignano, Bolognola e Castelsantangelo sul Nera, riportando un clima pienamente invernale nelle aree montane del maceratese, dove si registra freddo gelido e temperature in netto calo. Il brusco peggioramento delle condizioni meteo conferma le previsioni diffuse nelle scorse ore, con scenari tipici dei mesi più freddi che stanno interessando l’intero territorio. Domani riapriranno anche alcuni stabilimenti sciistici. La situazione era stata già delineata dall’allerta meteo emessa dalla Protezione Civile delle Marche, valida dalla mezzanotte di giovedì 26 marzo fino alla mezzanotte di venerdì 27 marzo, che annunciava una fase di forte instabilità su tutta la provincia di Macerata. L’avviso sottolineava un peggioramento diffuso, capace di coinvolgere sia l’entroterra sia la fascia costiera, con raffiche di vento intense e un ritorno significativo della neve anche a quote relativamente basse. Nelle aree interne, corrispondenti alla Zona 3, l’allerta è stata classificata come gialla, con venti sud-occidentali già nella notte e raffiche fino a burrasca forte, comprese tra i 75 e gli 88 km/h. Ancora più critica la situazione lungo la costa e le colline maceratesi, Zona 4, dove il livello di allerta sale ad arancione per vento e mareggiate. Qui, dalla mattinata di giovedì, è prevista una rotazione dei venti dai quadranti settentrionali con raffiche fino a tempesta, capaci di raggiungere i 102 km/h, soprattutto lungo il litorale. Le precipitazioni si sono estese su tutto il territorio, accompagnate da un rapido abbassamento della quota neve fino a 500-600 metri, con possibili ulteriori cali durante i rovesci più intensi. Non si escludono fenomeni come neve tonda o pioggia mista a neve anche in zone pianeggianti e costiere, segno di un’irruzione fredda particolarmente incisiva per il periodo. Il mare si presenta da molto mosso ad agitato, aumentando il rischio di mareggiate lungo tutta la costa provinciale. Il crollo termico è evidente anche nei centri urbani: a Macerata le temperature massime non supereranno gli 8 gradi, con minime intorno ai 6 gradi, valori decisamente inferiori alle medie stagionali e più vicini a uno scenario invernale che primaverile. Nel frattempo, il maltempo sta già provocando i primi disagi. Secondo quanto comunicato dai vigili del fuoco, sono un centinaio gli interventi effettuati finora. Nell’entroterra pesarese si segnalano diverse richieste di aiuto per automobili in difficoltà a causa della neve, mentre nel fermano le squadre sono intervenute per rimuovere rami e alberi caduti sulla sede stradale.

27/03/2026 10:30
Alberto Angela fa tappa anche a Recanati, cena alla Bottega del Villaggio: “Persona gentilissima”

Alberto Angela fa tappa anche a Recanati, cena alla Bottega del Villaggio: “Persona gentilissima”

RECANATI – Prosegue il soggiorno nel maceratese di Alberto Angela, impegnato nelle riprese della nuova puntata di Ulisse, il piacere della scoperta dedicata a Giacomo Leopardi. Dopo la giornata di lunedì a Macerata, tra le riprese allo Sferisterio e il pranzo all’Osteria Agnese (LEGGI QUI), il divulgatore si era già spostato a Recanati per la cena al ristorante Il Borgo Antico. Anche martedì ha fatto ritorno nella città leopardiana, scegliendo per la serata il ristorante La Bottega del Villaggio Osteria. Una cena che si è trasformata in un’esperienza speciale, sia per la troupe Rai sia per lo staff del locale. A raccontarla è il titolare, Bruno Cavalcanti, che descrive un clima di grande cordialità e semplicità: Angela si è presentato insieme alla troupe, per un totale di otto persone, dopo aver prenotato personalmente nel tardo pomeriggio. Il conduttore ha optato per una cena dai sapori tipici ma equilibrati: maccheroncini di Campofilone con acciuga e bottarga, carciofi di Montelupone e, infine, un dolce. Una scelta consapevole, come lui stesso ha raccontato con ironia, spiegando di voler mantenere un equilibrio “tra gusto e sostanza” essendo sempre in giro per lavoro e "non essendo più un trentenne". La serata si è protratta per circa tre ore, tra cena e conversazione. “È una persona gentilissima, di una cordialità assoluta, davvero simpaticissima”, racconta Cavalcanti, sottolineando anche il tempo dedicato alle chiacchiere con il personale. Non sono mancati i momenti da ricordare: foto con lo staff e una dedica lasciata a sorpresa dal conduttore, che ha scritto: “Una sinfonia di sapori e tradizione. Complimenti”, firmato Alberto Angela. Durante la serata, il titolare ha condiviso con Angela e la troupe una curiosità poco conosciuta del territorio: nella Cattedrale di San Flaviano sono custoditi da sei secoli i sandali di San Francesco, una reliquia di grande valore, realizzata – secondo la tradizione – da Santa Chiara. Un dettaglio che ha sorpreso anche la troupe Rai: “Da qualche settimana Recanati sta avendo anche questo tipo di turismo. Non lo sapevano e ci hanno detto che è una cosa molto interessante, di cui faranno tesoro”, racconta Cavalcanti. Un possibile spunto per future narrazioni televisive, anche se questa volta l’attenzione è già concentrata su Casa Leopardi. La serata si è conclusa con una promessa: quella di tornare. Angela, infatti, ha fatto sapere che prossimamente dovrà tornare a Recanati  e anche in quel caso farà nuovamente visita al locale. Un’altra tappa, dunque, nel viaggio marchigiano del volto di Ulisse, che continua a intrecciare cultura, territorio e convivialità, confermando ancora una volta il forte legame tra il racconto televisivo e le eccellenze locali.    

26/03/2026 13:40
Abbazia di Rambona, l'architetto Saracco fa il punto: "Ok dalla Sovrintendenza pochi giorni fa. Ora attendiamo l'Ufficio Ricostruzione"

Abbazia di Rambona, l'architetto Saracco fa il punto: "Ok dalla Sovrintendenza pochi giorni fa. Ora attendiamo l'Ufficio Ricostruzione"

Lo stato di sospensione in cui versa oggi l'Abbazia di Rambona a Pollenza, con la cripta in condizioni gravemente danneggiate e un complesso che continua a mostrare con evidenza i segni del tempo e del sisma del 2016, suscita profonda tristezza e interrogativi in chiunque si trovi a passare da quelle parti, residenti e non solo (leggi qui). La vista di un edificio immortalato in molteplici libri di storia dell’arte, per secoli fulcro di una comunità di credenti e di viaggiatori, restituisce infatti l’immagine di un luogo di straordinario valore storico e spirituale ancora collocato in una fase di attesa. Proprio degli interrogativi su quando l’Abbazia tornerà a nuova luce ci sono stati sollevati da un gruppo di cittadini di Pollenza, dopo i più recenti fatti che hanno visto la messa in sicurezza dell’area. Da qui, la necessità di comprendere a che punto sia l’iter legato al progetto di ricostruzione dell’Abbadia di Rambona, quali siano oggi i passaggi già compiuti e quali quelli ancora da completare prima dell’avvio dei lavori. Il quadro che emerge è quello di un percorso complesso, cha va dallo studio degli interventi condotti sul complesso negli ultimi 50 anni ai rilievi geometrici, oggi arrivato a un passaggio importante sotto il profilo progettuale. Circa un mese fa, anche il sindaco di Pollenza Mauro Romoli, intervenendo sullo stato dell’iter, aveva spiegato che il Comune, a inizio anno, aveva acquisito il progetto trasmesso dalla Diocesi di Macerata per il recupero della cripta e del locale sovrastante, nell’ambito della procedura legata alla ricostruzione post sisma. Un’impostazione che trova conferma nelle parole dell’architetto Mauro Saracco, coordinatore dello staff dei progettisti, che delinea con maggiore precisione il punto raggiunto dal progetto e i prossimi passaggi attesi. Entrando nel merito dello stato di avanzamento, Saracco chiarisce anzitutto la situazione relativa alla parte strettamente liturgica del complesso, vale a dire la chiesa superiore e la cripta: “Per quanto riguarda la Chiesa superiore e la cripta, quindi la parte dedicata al Culto, abbiamo presentato il progetto che è stato vagliato dalla Sovrintendenza la quale ha dato parere positivo proprio pochi giorni fa e ora stiamo aspettando l’approvazione dell’Ufficio Ricostruzione. Questa è la parte finanziata con l’Ordinanza 105, riservata agli edifici religiosi. Tutto il resto, la villa, la casa canonica, l’aula carolingia, tutto quello che non è strettamente legato al culto, invece viene finanziata con il finanziamento per la ricostruzione privata”. L’architetto si sofferma quindi sulla complessità della parte restante del complesso e sulla necessità di procedere con particolare cautela: “Per quanto riguarda quest’ultima stiamo per presentare gli aggiornamenti per la richiesta dei livelli operativi perché è un aggregato, sono più unità strutturali con livelli di danneggiamento piuttosto elevati. La parte dedicata al culto avrà una tempistica più stretta ma, essendo un unico cantiere e avendo delle murature comuni, saranno due interventi piuttosto concomitanti. Essendo un organismo edilizio complesso e soprattutto delicato sotto il profilo storico-artistico siamo andati con i piedi di piombo”. Infine, Saracco richiama sia i prossimi passaggi amministrativi sia la scelta di ricondurre l’intero intervento a una visione unitaria: "Il passo successivo sarà l’autorizzazione dell’Ufficio di Ricostruzione e la conseguente gara per l’affidamento dei lavori per quanto riguarda la parte dedicata al culto per cui Chiesa superiore e cripta. Prima era una doppia proprietà (con una parte di proprietà privata) ora è tutto raggruppato sotto la supervisione della Diocesi di Macerata, pur essendo divisa tra enti proprietari di riferimento diversi (Parrocchia Santa Maria Assunta, Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero e la stessa Diocesi). Per questo motivo abbiamo cercato di dare un senso un po’ a tutto l’intervento sotto una visione unitaria per valorizzare maggiormente i fondi pubblici”.  

26/03/2026 10:10
Musicultura saluta Gino Paoli: "Ci definì una finestra sul futuro, non ci sarà un altro come lui"

Musicultura saluta Gino Paoli: "Ci definì una finestra sul futuro, non ci sarà un altro come lui"

Il mondo della musica italiana dice addio a Gino Paoli, scomparso ieri, martedì 24 marzo 2026 all’età di 91 anni. Nato a Monfalcone il 23 settembre 1934, è stato uno dei più grandi interpreti della canzone d’autore. In queste ore sono numerosissime le manifestazioni di cordoglio, non solo dal mondo della musica ma anche da quello della cultura e delle istituzioni. I funerali si terranno in forma privata, alla presenza dei soli familiari. Tra i tanti legami che hanno segnato la sua lunga carriera, anche nel territorio maceratese. Uno dei più significativi è stato quello con Musicultura, realtà alla quale Paoli è rimasto profondamente legato nel tempo. Sin dalle prime edizioni, infatti, aveva fatto parte del comitato artistico di garanzia, offrendo uno sguardo autorevole e sensibile sulla nuova canzone d’autore italiana. Musicultura non è stata per lui soltanto un palco, ma un luogo di confronto e di crescita condivisa, dove ha sempre dimostrato grande attenzione verso i giovani artisti. Più volte ospite tra Recanati e Macerata, Paoli ha contribuito a rafforzare l’identità del festival, diventandone negli anni una presenza familiare e preziosa. Indissolubile anche il legame con lo Sferisterio di Macerata, dove nel 2014 si era esibito proprio in occasione di Musicultura insieme al pianista Danilo Rea, in un concerto intenso e raffinato. Un’esperienza rinnovata nel 2020, sempre allo Sferisterio, nell’ambito del Macerata Opera Festival. A ricordarlo, con parole cariche di stima e affetto, è il direttore artistico di Musicultura Ezio Nannipieri: “Gino lascia dietro di sé un patrimonio di canzoni meravigliose, senza tempo. La tristezza, mia e di tutta Musicultura, per la sua scomparsa convive con la consapevolezza che ad andarsene sono un artista e un uomo che hanno vissuto intensamente ogni sfaccettatura dell’esistenza. Con lui se ne va un poeta sublime, un uomo refrattario ai compromessi ogni volta che la posta in gioco erano la bellezza, la libertà, l’amore, l’amicizia. A Musicultura, dove fu più volte ospite e membro del Comitato artistico, Gino si rivolse sempre con affetto e generosità. Anche di questo gli siamo e resteremo sempre grati. Una volta, riferendosi al concorso con cui diamo voce alle espressioni più creative dei giovani artisti, Gino ci definì “una finestra sul futuro”. Bella sintesi, ma purtroppo so che in quel futuro un altro Gino Paoli non ci sarà”.

25/03/2026 12:10
Marta Porrà canta per Sinner e Alcaraz ai Miami Open: "Posso dire di aver vinto la mia partita"

Marta Porrà canta per Sinner e Alcaraz ai Miami Open: "Posso dire di aver vinto la mia partita"

La voce vibrante e l’anima teatrale di Marta Porrà, cantante civitanovese (originaria di Montecosaro), ha risuonato fino a Miami, dove l’artista ha avuto l’onore di esibirsi durante l’Italian Heritage Night dei Miami Open. Un’esperienza che Marta ricorda con entusiasmo: “Un’esperienza pazzesca, è stato veramente bello”, racconta ancora emozionata. L’Italian Heritage Night è la giornata del torneo dedicata alla cultura italiana, una delle “giornate a tema” del Miami Open sponsorizzate da Parmigiano Reggiano. Marta ha cantato in uno degli spettacoli all’interno della vasta area degli stand, il cuore pulsante del torneo, dove il via vai di spettatori era continuo: “C’erano tantissime persone che si fermavano ad ascoltare e poi ripartivano… è stato bellissimo vedere tutto questo entusiasmo”. Il repertorio della cantante è stato un omaggio alla musica italiana più iconica: un medley di successi come Quando, Quando, Quando, Sarà Perché Ti Amo, Nessuno Mi Può Giudicare, Volare, Gloria, e la celebre Con Te Partirò, scelta che ha conquistato il pubblico internazionale presente. Marta sottolinea anche il calore umano ricevuto: “C’era una signora che mi diceva ‘sono tanto felice per te’ e me lo ha ripetuto tantissime volte… ho vissuto tanto affetto, è stato bellissimo”. Un’esibizione che si è svolta in un contesto davvero speciale, a pochi passi dai campi da gioco: “Dietro di me c’era il campo dove stava giocando Berrettini in quel momento”. Berrettini e non solo. Durante l’evento, Marta ha avuto la possibilità di sollevare il prestigioso trofeo del Miami Open e osservare da vicino alcuni protagonisti del torneo. Tra gli italiani, non è riuscita a incontrare Jannik Sinner, che avrebbe giocato il giorno successivo, ma ha seguito con interesse le performance di altri campioni come Carlos Alcaraz e la tennista marchigiana Elisabetta Cocciaretto: “Ho visto Alcaraz ma purtroppo non sono riuscita a parlarci, così come con la Cocciaretto, che ha fatto una super partita contro Gauff, anche se purtroppo non ha vinto. E Sinner? Ovviamente spero vinca il Miami Open, forza Sinner sempre!”. Nonostante l’emozione, Marta ha affrontato la performance con sicurezza e carica: “Emozionata sempre, ma sicura, carica… posso dire di aver vinto la mia partita”, racconta, soddisfatta per aver portato un pezzo d’Italia in uno dei palcoscenici sportivi più importanti del mondo. Marta Porrà ha così consolidato la sua presenza internazionale, regalando al pubblico una serata di musica italiana autentica e travolgente, portando con sé l’orgoglio marchigiano oltre oceano.

25/03/2026 10:13
Il vero "pulp" arriva dai seggi, non dai podcast: bolla social e voto reale, cosa ci ha detto il referendum?

Il vero "pulp" arriva dai seggi, non dai podcast: bolla social e voto reale, cosa ci ha detto il referendum?

Il giorno dopo la prima vera sconfitta del governo Meloni - quella del referendum sulla giustizia - si parla già di caduta dell’esecutivo, di elezioni anticipate, di possibili fratture al centro della maggioranza (con il quarto incomodo Vannacci, la cui consistenza elettorale è ancora tutta da verificare). Il risultato è netto e, per molti versi, sorprendente. Le campagne referendarie erano partite in modo simile: magistrati e diretti interessati hanno insistito sugli stessi temi. Per il “sì”, Di Pietro si è speso in numerose ospitate televisive. A seguirlo, il ministro Nordio, che alle presenze mediatiche ha però affiancato anche alcune gaffe. Per il “no”, invece, si sono visti protagonisti come Gratteri, Colombo e diversi esponenti della minoranza parlamentare, che hanno puntato sul tema dell’elezione a sorte a partire da una lista stilata dal Parlamento. Rimandendo sul piano della comunicazione, ciò che ha davvero mosso l'opinione pubblica sono stati i casi social. Il primo riguarda il video di Alessandro Barbero, che in un reel esprimeva perplessità sulla riforma: contenuto poi oscurato da Facebook perché ritenuto fake news. Il secondo è la scelta della premier di scendere in campo nell’ultima settimana, moltiplicando le apparizioni televisive - da Mentana a Quarta Repubblica - ma andando poi a concludere la campagna referendaria nel podcast più seguito del momento. L’ospitata che ha fatto più rumore, infatti, è stata quella al Pulp Podcast di Fedez e Davide Marra. La puntata è uscita il giorno prima del silenzio elettorale, con reel diventati virali nelle ore immediatamente precedenti e successive. Da lì, il dibattito è esploso. C’è chi ha criticato la scelta di una premier che preferisce canali senza contraddittorio; chi, al contrario, ha esaltato il podcast come simbolo di una comunicazione capace di “battere” i media tradizionali, offrendo 50 minuti di confronto su temi che la stessa premier aveva evitato per mesi nei contesti giornalistici. Non sono mancate critiche anche ai conduttori, accusati di aver sprecato l’occasione, risultando troppo accomodanti, quasi due "Fazio qualunque". A quel punto, il tema del referendum era passato in secondo piano. Si discuteva soltanto di comunicazione: cosa fosse giusto o sbagliato, cosa si sarebbe potuto fare meglio. Poi arrivano domenica e lunedì mattina. Gli italiani hanno votano e, dopo un iniziale testa a testa negli instant poll, si afferma la vittoria del "no". Meloni era pronta. Poche ore dopo pubblica un breve video in cui dichiara di rispettare la scelta degli italiani, ribadendo però la necessità di una riforma della giustizia e invitando ad andare avanti. Le settimane precedenti, in cui la premier è scesa dal suo "scranno" per entrare nel dibattito pubblico, vanno forse lette proprio così: un modo per mettere le mani avanti. Meloni aveva percepito il rischio della sconfitta e ha lavorato per spersonalizzare il voto. Altrimenti oggi il discorso pubblico sarebbe tutto su dimissioni ed elezioni (chiedete a Renzi). C’è però un altro dato da tenere a mente: questo referendum dimostra che la bolla social è, appunto, una bolla. Per giorni si è discusso di quanto il Pulp Podcast si fosse trasformato in uno strumento di propaganda governativa, salvo poi arrivare a un risultato opposto. Forse i social non incidono così tanto come si crede. Sono senza dubbio strumenti più capillari e diretti rispetto alla televisione, e per questo politici e celebrità li utilizzano sempre di più. Ma il linguaggio resta spesso lo stesso. Un tempo Sorrentino presentava un film in tv; oggi continua a farlo, ma passa prima da podcast come quelli di Gazzoli o Tintoria. Allo stesso modo, Meloni va da Mentana, ma anche da Fedez, per intercettare pubblici diversi. L’errore è attribuire a questi strumenti un potere di indirizzo assoluto. Sono più rapidi, più virali, ma non annullano la capacità di scelta degli elettori.  Il popolo ha parlato - e lo ha fatto in modo diverso rispetto alla narrazione dominante sui social, che spesso tendiamo a proiettare sull'intero Paese. Un segnale, forse, che il rumore di fondo resta solo rumore di fondo.

24/03/2026 12:40
Da Serravalle alla scena musicale: la storia delle Le Twins Diverse, gemelle unite dalla stessa passione

Da Serravalle alla scena musicale: la storia delle Le Twins Diverse, gemelle unite dalla stessa passione

SERRAVALLE DI CHIENTI – Dalla provincia maceratese alla ribalta delle piattaforme digitali, passando per sogni accantonati e poi ritrovati. È la storia di Daniela e Valeria Santarelli, in arte Le Twins Diverse, duo gemellare di 25 anni originario di Serravalle di Chienti, che sta costruendo passo dopo passo il proprio percorso nel panorama musicale emergente. La passione per la musica nasce fin da bambine, tra le prime parole e le prime melodie, fino ad arrivare alla scrittura della loro prima canzone a 17 anni. Un legame forte, che nel tempo ha dovuto però fare i conti con alcune difficoltà personali che le hanno costrette a mettere temporaneamente da parte questo sogno. Senza mai abbandonarlo davvero. La svolta arriva nel giugno 2024, quando – grazie alla collaborazione con Manuel Burroni – pubblicano il loro primo singolo, “Specchio”. Un brano intimo e riflessivo, che rappresenta un dialogo con la propria anima bambina, quasi un ritorno alle origini e alla parte più autentica di sé. A questo debutto segue “Vintage”, una traccia pop dal sapore fresco ma con richiami al passato, che riflette anche lo stile e l’immaginario che le due artiste amano esprimere nella quotidianità. Poi arrivano “Nunki”, racconto di una giovane immersa in una vita vuota e materialista, e “Perché mi guardi?”, un intreccio di domande tra razionalità e sentimento, senza una risposta definitiva, perché – come spiegano – certi momenti vanno semplicemente vissuti. L’ultimo capitolo di questo percorso è “Lei”, uscito lo scorso 9 febbraio. Un brano particolarmente sentito dalle due cantautrici: «È nato grazie a una “Lei”, una persona per noi molto importante – raccontano – ed è dedicato a tutte quelle persone che sanno ascoltare davvero. A quelle parole che arrivano all’improvviso e ti rapiscono il cuore». Il singolo ha già ottenuto i primi riscontri, venendo trasmesso su All Music Digital Radio di Cremona e successivamente su oltre 50 emittenti in tutta Italia. (Ascolta qui il brano) Le Twins Diverse portano avanti una linea chiara: niente musica costruita sulle tendenze del momento, ma canzoni che raccontano esperienze personali, emozioni e identità.  I loro brani sono disponibili sulle principali piattaforme digitali, da YouTube a Spotify, mentre sui social – Instagram e TikTok – condividono quotidianamente il loro mondo fatto di musica, stile e vita vissuta.

24/03/2026 12:20
Il mio feed è diventato un sì e no (e io volevo solo vedere foto di gatti)

Il mio feed è diventato un sì e no (e io volevo solo vedere foto di gatti)

Giovedì mattina apro Facebook. Primo post: SÌ. Secondo post: NO. Terzo post: ECCO PERCHÉ SÌ. Quarto post: VI SPIEGO PERCHÉ SI. Quinto post: una foto di tramonto. Finalmente. Scrollo. Sesto post: Vota SÌ. Chiudo. Riapro dopo tre ore. Stesso identico copione. Guarda, io il referendum lo seguo e andrò a votare e pure SI. Ci mancherebbe. Ma la mia bacheca è diventata un talk show permanente. Quando i politici diventano monotematici Da dieci giorni e oltre i politici non parlano più di nient'altro. Zero. Niente economia, niente sanità, niente trasporti. Solo referendum. SÌ o NO, con spiegazioni chilometriche, infografiche, appuntamenti e pipponi interminabili scritti con ChatGPT. E sai qual è la cosa divertente? Che i dati dicono che i top manager italiani sui social sono il 78% presenti ma solo il 66% posta contenuti originali. Tradotto: ci sono ma non dicono niente. I politici invece sono l'esatto contrario. Dicono SOLO una cosa. Ma la dicono sedici volte al giorno. Per quindici giorni di fila. È come se tu invitassi un amico a cena e lui parlasse solo di quella volta che ha vinto una partita a calcetto nel 2014. Per tre ore. E tu lì che annuisci pensando "ma quando parli di altro?". Il paradosso dei manager muti e dei politici verbosi Ecco il paradosso. I manager, che dovrebbero parlare di mercato, innovazione, strategie, sono sempre più silenziosi. Profili aperti, follower in crescita, ma niente post. O post generici tipo "Buon inizio settimana" con foto motivazionale. I politici invece hanno capito una cosa: i social sono fatti per monopolizzare l'attenzione. E loro lo fanno. Solo che monopolizzano con UNA SOLA COSA. Come quel parente che a Natale parla solo del suo intervento al ginocchio. Risultato? Bacheche invase. Feed monotematici. E tu che a un certo punto pensi: "Ma davvero non è successo NIENT'ALTRO nel mondo negli ultimi dieci giorni?". Come sopravvivere al feed-referendum Primo trucco: silenzia temporaneamente. Instagram ti permette di silenziare le storie e i post di una persona per 30 giorni senza smettere di seguirla. Usalo. Con generosità. Tornerai a seguirla il 24 marzo quando avrà ripreso a postare foto del cane. Secondo: cerca varianti. Se proprio vuoi restare informato, segui UN account per il SÌ e UN account per il NO. Non diciassette. Uno per parte. Basta. Il resto è rumore. Terzo: ricordati che puoi spegnere. I social non sono obbligatori. Se apri Facebook e ti viene l'ansia da referendum, chiudi Facebook. Il referendum esisterà comunque. Ma la tua serenità forse no. Quarto: 15. Martedì 24 marzo qualcuno posterà ancora "Grazie a chi ha votato SÌ/NO" e tu lì, zen, scrolli oltre. Non commentare. Non rispondere. Lascia che si spenga da solo. La verità ironica Domenica e lunedì voti. Martedì le bacheche avranno i risultati. I politici riprenderanno a parlare di altro (spero). I manager continueranno a non dire niente. E tu finalmente rivedrai foto di gatti, tramonti, piatti di pasta. Ma per dieci giorni hai scoperto una cosa: i social sono come quella cena dove tutti parlano della stessa cosa e tu vorresti cambiare argomento ma non ci riesci. Solo che qui puoi fare mute. E credimi, in questi giorni il tasto "silenzia" è il tuo migliore amico. Domenica e lunedì si vota. Fino ad allora, proteggiti il feed come proteggeresti la tua sanità mentale. Perché sono la stessa cosa.

21/03/2026 16:41
Sentieri Natura dei Monti Sibillini, primo attestato ufficiale per i visitatori

Sentieri Natura dei Monti Sibillini, primo attestato ufficiale per i visitatori

VISSO – Appartiene a Nanni il primo attestato di percorrenza di un sentiero ufficiale rilasciato dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini. La sperimentazione, attualmente attiva solo sui Sentieri Natura, consente ai visitatori di registrare il momento di partenza e di conclusione del percorso in modo semplice, tramite l’Oracolo Sibilla IA, inquadrando i QR code presenti nelle bacheche dei sentieri. Entro l’estate il sistema sarà operativo su tutti gli altri itinerari del Parco. Per richiedere il certificato, è sufficiente completare il percorso e compilare un form online. Tramite questo form, oltre a segnalare il gradimento dell’itinerario, i visitatori possono inviare suggerimenti o rilievi. Chi lo desidera può anche scegliere di lasciare traccia della visita sul Libro dei Visitatori, consultabile sulla pagina web dedicata ai singoli itinerari, indicando nome, data e tempi di percorrenza. Al termine della compilazione, il sistema, che non memorizza alcun dato personale, genera il certificato scaricabile direttamente sul dispositivo mobile. Il signor Nanni ha completato il Sentiero Natura di Visso il 14 marzo 2026, impiegando 2 ore e 14 minuti e dichiarandosi “molto soddisfatto” dell’esperienza. «Si tratta di una modalità di relazione innovativa, dinamica e coinvolgente tra il Parco e il visitatore», spiega il Commissario dell’Ente, Corrado Perugini. «Con questo strumento non solo rilasciamo un certificato che attesta la percorrenza di un sentiero, ma creiamo un rapporto diretto con le persone che visitano il Parco, offrendo loro la possibilità di esprimere commenti e osservazioni sul gradimento dell’esperienza naturalistica. È un passo avanti verso una frequentazione sempre più consapevole e sostenibile del territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini».

21/03/2026 13:50
Permessi di soggiorno a Macerata: tre aperture straordinarie per evitare lunghe file

Permessi di soggiorno a Macerata: tre aperture straordinarie per evitare lunghe file

Per far fronte ai disagi segnalati dai cittadini a causa delle lunghe file presso l’Ufficio Immigrazione, la Polizia di Stato di Macerata ha disposto tre aperture straordinarie pomeridiane dello sportello per il ritiro dei permessi di soggiorno rinnovati. Il questore Luigi Mangino ha stabilito che l’Ufficio, situato a Piediripa in via Annibali 110, sarà aperto straordinariamente mercoledì 25 marzo, mercoledì 22 aprile e mercoledì 27 maggio 2026, dalle ore 14:30 alle 17:30. Il servizio straordinario è riservato esclusivamente agli utenti che devono ritirare il permesso di soggiorno, sia in formato elettronico sia cartaceo, dopo aver ricevuto la notifica di ritiro. I cittadini potranno presentarsi direttamente allo sportello, prelevare il numero progressivo d’attesa e attendere il proprio turno. La decisione della questura nasce dalla necessità di ridurre i tempi di attesa e migliorare l’accesso agli uffici, in risposta alle numerose segnalazioni dei cittadini sulle lunghe code riscontrate negli orari ordinari di apertura. 

21/03/2026 13:13
Il professor Villanacci a Macerata tra diritto e cultura: “La cultura va tutelata e resa accessibile” (VIDEO)

Il professor Villanacci a Macerata tra diritto e cultura: “La cultura va tutelata e resa accessibile” (VIDEO)

Macerata – In occasione della conferenza stampa di presentazione delle Giornate FAI di Primavera tenutasi a Macerata (LEGGI QUI), il professor Gerardo Villanacci, giurista, docente e editorialista del Corriere della Sera, è stato ospite del Picchio Podcast per parlare di cultura, diritto e tutela del patrimonio. Villanacci, presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici presso il Ministero della Cultura, ha offerto una riflessione a tutto tondo sul ruolo della cultura nella società italiana. Partendo proprio dal FAI, esso secondo Villanacci rappresenta un’occasione unica per scoprire luoghi che altrimenti resterebbero sconosciuti: “Attraverso il FAI possiamo conoscere luoghi che probabilmente non avremmo mai scoperto se non fossero stati messi in evidenza dall’iniziativa. Rendere fruibili questi spazi è fondamentale.” Il professore ha sottolineato come la tutela del patrimonio da parte dello Stato sia stata essenziale per preservare tesori storici e artistici, ma che oggi la sfida sia valorizzare e rendere accessibili questi luoghi. “Pensiamo allo Sferisterio, che durante la stagione lirica richiama migliaia di visitatori: la fruibilità è parte integrante della cultura”, ha spiegato. Nel corso dell’intervista, Villanacci ha riflettuto sul diritto contemporaneo, sottolineando come esso debba avere una funzione promozionale: non solo regolamentare, ma anticipare esigenze e contribuire al progresso della società. “Quando ero studente ho letto un manuale di diritto cosmico: un esempio di come il diritto debba essere avanguardista e propositivo”, ha raccontato. Il professore ha anche richiamato l’importanza della prudenza, citando il discorso del Papa all’apertura dell’anno giudiziario in Vaticano: “Oggi più che mai è necessario riflettere prima di assumere decisioni, soprattutto nel contesto culturale e giuridico”. Villanacci ha sottolineato la responsabilità degli italiani nella tutela del patrimonio: “Se dovessi difendere la cultura in Tribunale, l’accusa principale sarebbe il lungo disinteresse verso i luoghi storici e artistici. Solo con la Costituzione del 1948 l’Italia ha posto la cultura come diritto fondamentale, sancito dall’articolo 9”. Riguardo a Macerata e alle Marche, il professore ha evidenziato la ricchezza del territorio: “La Regione Marche è straordinaria. Ci sono teatri storici, due siti UNESCO come Urbino e il centro storico di Fabriano. È paradigmatica delle bellezze italiane”. L’intervista ha toccato anche temi legati alle nuove tecnologie: “L’intelligenza artificiale è straordinaria e ci aiuta nella vita quotidiana, ma la centralità deve restare della persona. La tecnologia non può prevalere sull’essere umano, che deve guidarla, non esserne guidato”. Villanacci ha concluso riflettendo sul ruolo del giurista contemporaneo: “Oggi un giurista deve avere una visione più ampia, conoscere economia, sociologia e antropologia. Occuparsi di norme significa occuparsi di regole applicate alle persone, tenendo sempre presente proporzionalità e ragionevolezza”.  

21/03/2026 10:35
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