Attualità

“Gravi disfunzioni nella gestione degli esami di idoneità nelle Marche”

“Gravi disfunzioni nella gestione degli esami di idoneità nelle Marche”

Criticità organizzative e ritardi nella gestione degli esami di idoneità da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche. È quanto denuncia la Filins, attraverso il proprio delegato per Marche, Abruzzo e Molise e componente del direttivo nazionale, Salvatore Iorio, che segnala una situazione definita di “grave disorganizzazione” con possibili ricadute su candidati, famiglie e istituzioni scolastiche. Secondo quanto riportato dall’associazione, solo l’11 maggio 2026 l’Usr Marche avrebbe richiesto alle scuole paritarie l’elenco dei candidati agli esami, fissando la scadenza per la trasmissione al 18 maggio, a distanza di diversi mesi dall’entrata in vigore del decreto ministeriale di riferimento. Le nomine dei presidenti di commissione sarebbero poi state effettuate soltanto il 3 giugno 2026, a ridosso dell’avvio delle sessioni d’esame già programmate dagli istituti. Filins sottolinea come tale tempistica abbia creato difficoltà organizzative, anche perché diversi dirigenti scolastici nominati risulterebbero già impegnati in altre attività istituzionali. L’associazione ritiene che una programmazione anticipata avrebbe potuto evitare le criticità, evidenziando inoltre la possibilità di ricorrere a soluzioni alternative per la nomina dei presidenti di commissione. Ulteriori perplessità riguardano il criterio adottato per la distribuzione delle nomine, che avrebbe previsto un presidente ogni 35 candidati. Secondo FILINS, tale parametro non risulterebbe esplicitamente previsto dalla normativa vigente e non avrebbe ricevuto chiarimenti da parte dell’amministrazione, nonostante le richieste formali avanzate dalle istituzioni scolastiche. L’associazione richiama inoltre il quadro normativo di riferimento, sottolineando come il decreto ministeriale n. 218 dell’11 novembre 2025 non preveda un criterio numerico specifico per la composizione delle commissioni. Viene inoltre ricordato che il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione aveva inizialmente proposto un parametro numerico, poi non recepito dal Ministero. Secondo Filins, la situazione determinatasi nelle Marche sta generando disagi organizzativi e incertezze per studenti e famiglie, oltre a difficoltà operative per le scuole già impegnate nella predisposizione delle attività d’esame. L’associazione ritiene pertanto necessario un intervento chiarificatore da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito, al fine di verificare le criticità segnalate e garantire il regolare svolgimento delle prove su tutto il territorio regionale. La Filins, tramite il delegato Salvatore Iorio, auspica infine una maggiore programmazione nelle procedure amministrative, "per evitare il ripetersi di situazioni analoghe in futuro".

10/06/2026 12:51
San Severino, via Barletta chiusa al traffico per lavori di asfaltatura

San Severino, via Barletta chiusa al traffico per lavori di asfaltatura

Mercoledì 10 giugno scatta il divieto di transito veicolare in via Barletta, in località Colmone, per l'asfaltatura del tratto che va dall’intersezione con la Strada 502 di Cesolo e fino alla strada vicinale Borgianelle. Lo prevede un'ordinanza dell'Area Vigilanza del comune di San Severino Marche. Il provvedimento si è reso necessario per concludere l'esecuzione in sicurezza di lavori stradali di rifacimento della pavimentazione ammalorata, coordinati dall'Ufficio Manutenzioni. Dalle ore 8, e per tutta la durata del cantiere stradale, sarà in vigore il divieto di transito veicolare in via Barletta, limitatamente al tratto compreso tra l'intersezione con la S.R. 502 (Cesolo) e l'intersezione con la strada vicinale "Borgianelle". Per chi proviene da Cesolo (incrocio S.R. 502 Cingolana) in direzione Colmone, la strada risulterà interrotta al km 1+500, nei pressi della struttura ricettiva "Villa Rosetta". In direzione Cesolo, il divieto di transito scatterà invece a partire dal km 2+750, all'altezza dell'incrocio con la strada vicinale "Borgianelle" (nei pressi del civico n. 11).

09/06/2026 15:00
Recanati, riapre la cappella del cimitero di Chiarino dopo anni di inagibilità

Recanati, riapre la cappella del cimitero di Chiarino dopo anni di inagibilità

Il cimitero della frazione di Chiarino a Recanati torna pienamente operativo e funzionale dopo un lungo periodo di inagibilità. Questa mattina, nell'ambito delle celebrazioni di "Chiarino in Festa", si è svolta la cerimonia di benedizione della cappella interna e delle mura perimetrali, completamente ricostruite a partire dalle fondamenta grazie a un piano di interventi dell'amministrazione comunale. All'evento hanno preso parte il sindaco Emanuele Pepa e la giunta, che hanno annunciato lo stanziamento a bilancio di 200mila euro per la riqualificazione dei cimiteri rurali: il prossimo cantiere riguarderà il sito di Bagnolo. Tra le autorità locali erano schierati il sindaco Emanuele Pepa, il vicesindaco con delega ai Lavori pubblici Roberto Bartomeoli, il presidente del consiglio comunale Benito Mariani, gli assessori Sabrina Bertini e Maurizio Paoletti, insieme ai consiglieri comunali Romano Frenquelli ed Enrico Gelosi Enrici. Il protocollo della mattinata si è sviluppato subito dopo la santa messa delle ore 10:15, celebrata all'interno della vicina chiesa dei Santi Giuseppe e Filippo Neri. Al termine della funzione, una nutrita processione composta da residenti e fedeli si è mossa verso l'antistante camposanto rurale. Qui il parroco, don David Malavè, ha officiato il rito e impartito la benedizione solenne sia alla restaurata chiesetta interna sia a tutti i cittadini presenti, anticipando i discorsi istituzionali delle autorità. "I lavori portati avanti al cimitero di Chiarino - hanno dichiarato congiuntamente il sindaco Pepa e il vicesindaco Bartomeoli nei loro interventi - rappresentano la ferma volontà di garantire massimo rispetto per i defunti e decoro per i luoghi della memoria. Questa amministrazione si è data un cronoprogramma stringente di interventi manutentivi che interesserà progressivamente tutti i cimiteri rurali comunali, con l'obiettivo chiaro di restituire loro la cura e l’attenzione che meritano, ponendo fine a una situazione di abbandono che purtroppo si protraeva da diversi anni. In questo senso, possiamo già annunciare che il prossimo step riguarderà il cimitero di Bagnolo". Le opere eseguite a Chiarino non si sono limitate a un semplice restyling superficiale, ma hanno risolto gravi criticità strutturali. Il progetto ha previsto il consolidamento totale delle pareti e del tetto della cappella, ma soprattutto la ricostruzione ex novo delle mura perimetrali, riprogettate a partire dalle fondamenta. Le vecchie recinzioni esterne, infatti, presentavano da tempo ammaloramenti così profondi da aver provocato, in alcune porzioni, il collasso e il crollo della struttura. L'intervento si inserisce all'interno di una strategia ad ampio raggio varata dalla giunta recanatese per riqualificare i cimiteri cittadini e periferici, sostenuta da uno stanziamento specifico a bilancio di 200mila euro. Un piano d'azione che sta già mostrando i primi frutti sul territorio: contestualmente alla riapertura della cappella di Chiarino, l'ente municipale ha confermato che sono stati portati a termine con successo anche i paralleli lavori di ripristino delle mura del cimitero nella frazione di Santa Croce.

07/06/2026 13:30
Lago di Pilato, dopo 8 anni torna la storica forma a occhiale sui Sibillini

Lago di Pilato, dopo 8 anni torna la storica forma a occhiale sui Sibillini

Una notizia che farà felici gli appassionati della montagna e gli amanti del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Dopo ben otto anni, il celebre Lago di Pilato si prepara infatti a riacquistare la sua caratteristica e affascinante forma a occhiale, un fenomeno naturale che negli ultimi anni era diventato sempre più raro a causa delle condizioni climatiche e della riduzione delle riserve idriche. A testimoniare questo momento speciale è una fotografia scattata nelle ultime ore da Giacomo Giulioni, che mostra il lago in una fase particolarmente favorevole. L'immagine evidenzia anche la presenza di una notevole quantità di neve ancora da sciogliere, elemento che lascia presagire un ulteriore apporto d'acqua nelle prossime settimane. Le condizioni che hanno portato a questo risultato sono il frutto di una stagione particolarmente generosa per le alte quote dei Sibillini. Durante l'inverno, infatti, le precipitazioni si sono presentate quasi sempre sotto forma di neve oltre i 1.800 metri di altitudine, contribuendo ad accumulare importanti riserve idriche. Determinanti sono state anche le abbondanti nevicate registrate tra la fine di marzo e l'inizio di aprile, che hanno incrementato ulteriormente il manto nevoso. A favorire il recupero del lago hanno contribuito inoltre un mese di maggio insolitamente fresco, con nuove precipitazioni nevose alle quote più elevate, e le intense piogge cadute nei giorni scorsi. Secondo quanto riportato dagli osservatori del territorio, le precipitazioni hanno raggiunto circa 50 millimetri, garantendo un significativo apporto d'acqua all'intero bacino montano. Come sottolineato dagli appassionati che monitorano costantemente l'area, “finalmente dopo 8 anni dall'ultima volta il Lago di Pilato tornerà ad avere la sua classica forma ad occhiale”, un'immagine simbolo dei Sibillini che rappresenta uno degli scenari naturalistici più suggestivi dell'Appennino centrale. Il ritorno di questa particolare conformazione rappresenta non solo uno spettacolo paesaggistico di grande fascino, ma anche un segnale positivo per l'ecosistema di uno dei luoghi più iconici delle Marche, meta ogni anno di migliaia di escursionisti e fotografi provenienti da tutta Italia.

06/06/2026 17:00
Recanati, attivato il primo attraversamento pedonale con illuminazione led intelligente

Recanati, attivato il primo attraversamento pedonale con illuminazione led intelligente

RECANATI – È stato attivato nella serata di ieri, 5 giugno, il primo attraversamento pedonale dotato di nuovo sistema di segnalazione e illuminazione a Led a Recanati, pensato per aumentare la sicurezza dei pedoni nelle ore notturne grazie a tecnologie conformi alle più recenti normative. Il nuovo impianto è stato installato lungo la Strada Provinciale 77, nel tratto compreso tra la rotatoria “del Crocifisso”, all’incrocio tra viale Monte Conero, viale Filippo Corridoni e la SP 77 in direzione Macerata, e la traversa di viale della Ginestra, un’area ad alto traffico veicolare dove la visibilità risulta particolarmente strategica. Il sistema è stato progettato per migliorare la percezione dell’attraversamento da parte degli automobilisti, grazie a un’illuminazione Led ad alto contrasto che evidenzia la presenza dei pedoni sia in verticale che in orizzontale. L’impianto è inoltre dotato di pittogrammi retroilluminati e dispositivi lampeggianti di segnalazione a distanza. “L’Amministrazione è fortemente impegnata sul versante della sicurezza stradale, in particolare per la tutela dei pedoni – ha dichiarato il vicesindaco con delega ai Lavori pubblici Roberto Bartomeoli –. Gli interventi sugli attraversamenti più critici rappresentano un segnale concreto. Il nuovo sistema permetterà agli automobilisti di individuare per tempo i pedoni in attraversamento”. Il progetto è stato realizzato dall’Amministrazione comunale in collaborazione con la società Dea. L’intervento rientra in un più ampio piano di messa in sicurezza della viabilità urbana. Tra circa quindici giorni è prevista l’attivazione di un secondo attraversamento lungo viale Colle dell’Infinito, nell’area della passeggiata leopardiana. Successivamente, il sistema sarà esteso ad altri punti considerati più critici del territorio comunale, con l’obiettivo di incrementare in modo significativo la sicurezza stradale.

06/06/2026 14:51
Macerata, riapre l’edicola della stazione in piazza XXV Aprile dopo i lavori: treni ancora fermi

Macerata, riapre l’edicola della stazione in piazza XXV Aprile dopo i lavori: treni ancora fermi

MACERATA – Dopo circa due anni e mezzo di lavori di ristrutturazione, torna operativa l’edicola della stazione ferroviaria di Macerata, nuovamente collocata nella sua sede tradizionale in piazza XXV Aprile, all’interno dell’edificio ferroviario. Con la conclusione degli interventi di riqualificazione dei locali, è stata anche riaperta la recinzione del cantiere e restituita alla città l’area antistante la stazione, ora fruibile come spazio pedonale più ampio e ordinato. L’edicola storica riprende così la propria attività, confermando non solo la vendita di quotidiani e riviste, ma anche una serie di servizi accessori come biglietteria ferroviaria, deposito bagagli, spedizione pacchi e attivazione utenze. Il punto vendita resterà operativo anche la domenica mattina, secondo la tradizione del servizio. La riapertura consente inoltre ai cittadini di tornare a frequentare i rinnovati spazi della stazione, rimasti a lungo interessati dai lavori. Contestualmente proseguono gli interventi di potenziamento della linea ferroviaria. La tratta Macerata–Fabriano resterà chiusa fino al 27 giugno, mentre la linea Civitanova–Macerata sarà sospesa fino al 16 giugno, nell’ambito del programma di lavori infrastrutturali.  

06/06/2026 13:30
Silenzio elettorale, finalmente: il rumore dei social e la stanchezza della campagna

Silenzio elettorale, finalmente: il rumore dei social e la stanchezza della campagna

Finalmente è finita. La campagna elettorale per il ballottaggio si è chiusa e da oggi, per legge, nessuno potrà più parlarci di candidati, di programmi, di promesse. Il silenzio elettorale. Una di quelle parole che normalmente suona burocratica, fredda, tecnica. Questa volta no. Questa volta la sento come un sollievo vero, come quando finisce un temporale lungo e improvvisamente torna il sole. Perché questi ultimi quindici giorni sono stati davvero pesanti, uno specchio di tutto quello che non si dovrebbe fare sui social. E io che con i social ci lavoro quotidianamente, mi sono trovata a guardare questa campagna elettorale con un misto di incredulità e amarezza. La prima tornata era già stata intensa, con i post quotidiani, i candidati che si spiegavano su TikTok, le bio scritte da ChatGPT, i volantini digitali sparati a raffica. Avevo scritto un articolo chiedendo: basta post, fate una telefonata in più, incontrate la gente. Ma evidentemente il messaggio non era arrivato, perché in questa seconda quindicina è andato tutto peggio. Insulti, botte e risposte pubbliche, articoli scritti apposta per attaccare, per demolire, per ferire. Commenti volgari sotto i post, parole che non avrei mai voluto leggere, soprattutto nei confronti delle donne candidate che hanno subito attacchi personali che nulla avevano a che fare con la politica. Il problema è che i social, in mano a chi non li sa usare, diventano armi. E le armi, se non le sai maneggiare, ti esplodono in faccia. L'effetto boomerang è reale, misurabile, inevitabile. Ogni insulto pubblicato ha detto più sul carattere di chi lo scriveva che su quello di chi lo riceveva. Ogni attacco gratuito ha allontanato qualche voto. Ogni post aggressivo ha contribuito a quella sensazione di stanchezza collettiva che in questa città si respira da settimane. E adesso si va a votare. Domenica, ballottaggio. Ma molte persone andranno alle urne con la testa pesante, con le idee confuse, con quella sensazione di aver visto troppo e di aver capito poco. Non perché siano poco attenti o poco interessati, ma perché sono stati bombardati da una comunicazione che puntava a disorientare, a provocare, a colpire. Non a convincere, non a spiegare, non a costruire fiducia. Una volta si diceva che la politica dovrebbe aiutarci a capire, a scegliere, a decidere con consapevolezza. Questa volta è successo il contrario: siamo noi cittadini che dovremmo aiutare i politici a capire come funzionano i social. Che non sono un ring o uno sfogatoio. La gente legge, ricorda e giudica, non solo il contenuto, ma il modo in cui viene detto e che un candidato che insulta su Facebook non diventa più credibile, diventa più lontano. I social sono strumenti potenti, enormemente potenti, e chi li usa bene lo sa. Ma la potenza senza controllo è pericolosa. È come guidare a tutta velocità su una strada che non conosci: prima o poi vai fuori strada. E in questa campagna elettorale, qualcuno è andato fuori strada più volte. Oggi e domani il silenzio, e io, lo ammetto, ne ho bisogno. Ne abbiamo bisogno tutti. Per respirare, per pensare, per ricordarci che dietro ogni schermo ci sono persone reali, con idee reali, che meritano rispetto reale. Non post, non like, non insulti. Rispetto. Buona domenica, Macerata. Vota con la testa libera, se riesci!

06/06/2026 12:03
Carabinieri, a Macerata la festa per il 212° anniversario dell’Arma: “Siamo un ponte sulle comunità" (FOTO e VIDEO)

Carabinieri, a Macerata la festa per il 212° anniversario dell’Arma: “Siamo un ponte sulle comunità" (FOTO e VIDEO)

Una piazza Vittorio Veneto gremita di autorità, cittadini, studenti e rappresentanti delle istituzioni ha fatto da cornice questa mattina alla celebrazione del 212° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri. La cerimonia, iniziata alle 10.30 dopo l’afflusso delle autorità e lo schieramento dei reparti, degli equipaggi e dei mezzi dell’Arma presenti sul territorio provinciale, ha rappresentato uno dei momenti più significativi dell’anno per i Carabinieri della provincia di Macerata. Dopo l’ingresso del prefetto Giovanni Signer e la resa degli onori al comandante provinciale, colonnello Raffaele Ruocco, la manifestazione è entrata nel vivo con un momento particolarmente emozionante affidato alla piccola Penelope, che ha recitato la poesia Bandiera d’Italia di Renata Murari stringendo tra le mani il Tricolore. A seguire l’Inno nazionale e la cerimonia dell’alzabandiera, accompagnati dalle voci del Coro del Liceo Classico “Giacomo Leopardi” di Macerata. Dopo la lettura del messaggio del presidente della Repubblica e dell’Ordine del giorno del comandante generale dell’Arma, la musica ha fatto da ponte ai momenti istituzionali con l’esecuzione di Bridge over Troubled Water da parte del coro studentesco, brano che avrebbe poi assunto un significato particolare nel corso dell’intervento del comandante provinciale. Nel suo discorso il colonnello Ruocco ha voluto ripercorrere idealmente l’ultimo anno di attività dell’Arma attraverso un “album dei ricordi” composto da cinque immagini simboliche. Dalla visita del presidente della Repubblica a San Severino Marche, indicata come esempio di collaborazione tra istituzioni e forze di polizia, al gesto di due giovani che deposero dei fiori in memoria di tre carabinieri morti in servizio, fino al lavoro investigativo svolto quotidianamente dai militari e alle attività di contrasto alle truffe in danno degli anziani. Un racconto che ha messo al centro la vicinanza ai cittadini, il valore delle stazioni carabinieri diffuse sul territorio e il ruolo delle nuove generazioni nella costruzione di una cultura della legalità. Particolarmente toccante il ricordo del maresciallo capo Sergio Piermanni, Medaglia d’Oro al Valor Militare, in vista del cinquantesimo anniversario della sua uccisione, richiamato come simbolo di dedizione e sacrificio al servizio dello Stato. Al termine dell’allocuzione, accompagnata dall’esecuzione del brano Life Is Beautiful, la cerimonia è proseguita con la consegna delle ricompense ai militari che si sono distinti nel corso dell’ultimo anno. Numerosi gli encomi conferiti per attività investigative, operazioni antidroga, interventi di soccorso e azioni che hanno consentito di salvare vite umane o garantire la sicurezza della collettività. Tra i premiati figurano il luogotenente carica speciale Vito De Giorgi, il maresciallo capo Roberto Di Biasio e il maresciallo ordinario Antimo Caianiello per l’operazione che ha consentito di disarticolare una banda giovanile responsabile di reati contro la persona e il patrimonio. Riconoscimento anche al carabiniere scelto Luca Aringoli per una brillante indagine su una rapina avvenuta a Bastia Umbra. Premiati inoltre il vice brigadiere Cristiano Di Felice e l’appuntato scelto qualifica speciale Antonio Lattanzio, che hanno salvato un’anziana intrappolata in una casa interessata da un incendio a Pollenza. Un encomio è stato poi conferito al capitano Domenico Spinali, ai luogotenenti Stefano Cecchini, Giulio Scarponi e Umberto Paglioni, al maresciallo capo Andrea Giulioni, al maresciallo ordinario Francesco Oliveri, agli appuntati Saverio Izzo e Roberta Finamoree al carabiniere scelto Gabriele De Palo per la complessa operazione antidroga che ha portato a 19 misure cautelari, otto arresti in flagranza e al sequestro di oltre 72 chilogrammi di sostanze stupefacenti. Tra i riconoscimenti consegnati figurano anche quelli al vice brigadiere Catalin Grosu e all’appuntato scelto carica speciale Raffaele Pettinari, intervenuti a Camporotondo di Fiastrone per fermare un uomo armato di forcone che stava aggredendo alcuni cittadini; al brigadiere Davide Demitri, al vice brigadiere Domenico Diaferia e al carabiniere scelto Marco Di Gaetano, protagonisti del salvataggio di una donna che minacciava di gettarsi da una finestra a Civitanova Marche; e al brigadiere Enrico Capricciosi e al vice brigadiere Antonio Ernesto, che a Ussita hanno scongiurato un gesto estremo da parte di una giovane barricata in casa con un coltello. Un elogio è stato inoltre attribuito al luogotenente Emanuele Giordani, al luogotenente Lorenzo Ceglie, al maresciallo ordinario Giuseppe Greco e al brigadiere Antonio De Biase per i risultati conseguiti in numerose attività investigative antidroga svolte nel territorio di Tolentino. Nel corso della manifestazione sono stati inoltre ricordati i riconoscimenti ottenuti a livello regionale e nazionale da militari del Comando provinciale, tra cui l’encomio solenne conferito agli appuntati Antonio Dimatteo e Antonio Setola per il salvataggio di un uomo in balia delle onde nel mare agitato di Porto Recanati. Menzione anche per il maresciallo maggiore Alessio Alberigo, il maresciallo capo Rocco Maria Bratta e l’appuntato scelto Claudio Petito, protagonisti delle indagini che hanno consentito di individuare gli autori e i fiancheggiatori del tentato assalto a un furgone portavalori avvenuto a Porto Potenza Picena. Un momento particolarmente sentito è stato il saluto ai comandanti di stazione che hanno celebrato la loro ultima Festa dell’Arma in servizio attivo, accompagnato dalla lettura delle rispettive note biografiche. A seguire il ricordo dei militari caduti, nel segno di una memoria che continua a rappresentare uno dei pilastri identitari dell’Istituzione. La cerimonia si è conclusa con gli onori finali al comandante provinciale, l’uscita dei gonfaloni e dei labari delle associazioni combattentistiche e le note del maestro Valentino Alessandrini, che ha accompagnato musicalmente diversi momenti della mattinata. Prima di lasciare il palco, il colonnello Ruocco ha rivolto un ringraziamento a tutti i carabinieri della provincia, chiedendo per loro un applauso. «Con l’augurio e l’impegno di poter essere come un ponte sull’acqua tempestosa per le comunità maceratesi», ha detto citando il celebre brano eseguito dal coro, «vi do appuntamento all’anno prossimo». Poi il saluto finale: «Viva l’Italia, viva l’Arma dei Carabinieri, viva la Provincia di Macerata».

05/06/2026 14:00
Belforte, il municipio va a fuoco ma è un'esercitazione: 200 studenti protagonisti della giornata della sicurezza

Belforte, il municipio va a fuoco ma è un'esercitazione: 200 studenti protagonisti della giornata della sicurezza

BELFORTE DEL CHIENTI – Un incendio nel municipio, l'evacuazione dell'edificio, il soccorso a un ferito calato da una finestra dai Vigili del fuoco. Per alcuni minuti il centro di Belforte del Chienti si è trasformato nello scenario di una vera emergenza. In realtà si è trattato di una simulazione organizzata nell'ambito della giornata dimostrativa “Conoscere, prevenire, intervenire. A tu per tu con chi ci protegge”, iniziativa dedicata alla diffusione della cultura della sicurezza e della prevenzione tra i più giovani. L'evento, ospitato in piazza Umberto I, è tornato dopo tre anni di assenza grazie all'impegno della Protezione civile e alla collaborazione delle istituzioni del territorio. Un appuntamento che dal 2008 rappresenta un punto di riferimento per le comunità dell'entroterra maceratese e che quest'anno ha coinvolto circa 200 studenti delle scuole primarie e secondarie dell'Istituto Omnicomprensivo Leopardi-Frau-De Magistris dei Cinque Comuni. L'iniziativa, ideata da Renato Vita e Tamara Carducci, coordinatori rispettivamente dei gruppi comunali di Protezione civile di Belforte del Chienti e Caldarola, nasce con l'obiettivo di avvicinare le nuove generazioni al mondo dell'emergenza, del soccorso e del volontariato. Dopo la simulazione dell'incendio nel palazzo comunale e delle operazioni di evacuazione e salvataggio, la piazza si è trasformata in una vera e propria cittadella della sicurezza. Gli studenti hanno potuto osservare da vicino mezzi e attrezzature utilizzati nelle attività di soccorso, assistendo a dimostrazioni pratiche e scenari operativi che hanno mostrato il lavoro svolto quotidianamente da forze dell'ordine, volontari e operatori dell'emergenza. Tra le attività più apprezzate, la ricerca di persone scomparse, le dimostrazioni con le unità cinofile, la ricostruzione di una scena del crimine e le prove di primo soccorso e rianimazione. Un percorso educativo pensato per far conoscere ai ragazzi il complesso sistema che interviene nelle situazioni di rischio e per sensibilizzarli sull'importanza della prevenzione. Alla manifestazione hanno partecipato i gruppi comunali di Protezione civile di Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo, Serrapetrona e Tolentino, insieme a numerose realtà istituzionali e associative. Presenti Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Polizia Stradale, Questura di Macerata, Croce Rossa Italiana, Soccorso Alpino e Speleologico, associazioni di volontariato e Università di Camerino. L'obiettivo della giornata è stato quello di mostrare ai giovani il lavoro spesso silenzioso ma fondamentale svolto da chi opera per la tutela del territorio e della popolazione, promuovendo una maggiore consapevolezza dei rischi e delle corrette pratiche da adottare in caso di emergenza. Al termine dell'iniziativa si sono svolti i saluti istituzionali dei sindaci dei Comuni coinvolti. Il primo cittadino di Belforte del Chienti, Alessio Vita, ha ringraziato tutti i partecipanti e sottolineato il valore educativo dell'evento: «È fondamentale che i giovani comprendano il ruolo e l'importanza di chi ogni giorno lavora per garantire la sicurezza della comunità». Sulla stessa linea la dirigente scolastica Simona Sargolini, che ha evidenziato il valore umano del progetto e l'importanza di offrire ai ragazzi esempi positivi di impegno civile e solidarietà. Tamara Carducci ha invece ricordato come il sistema di Protezione civile rappresenti una grande rete composta da istituzioni e volontari accomunati dall'obiettivo di salvaguardare persone e territorio. A chiudere la mattinata è stato Mauro Perugini della Direzione regionale della Protezione civile, che ha invitato gli studenti a fare tesoro delle esperienze vissute e delle conoscenze apprese, trasformandole in strumenti utili per la vita quotidiana.

04/06/2026 16:06
Civitanova, riapre il sottopasso di viale Indipendenza: in arrivo i cantieri ai passaggi Esso e Buozzi

Civitanova, riapre il sottopasso di viale Indipendenza: in arrivo i cantieri ai passaggi Esso e Buozzi

CIVITANOVA MARCHE – Riaprirà domani, venerdì 5 giugno, il sottopasso pedonale di Viale Indipendenza, chiuso nelle scorse settimane per consentire l’esecuzione di urgenti interventi di manutenzione straordinaria. La riapertura segna il primo passo di un più ampio piano di riqualificazione dei collegamenti pedonali cittadini promosso dall’Amministrazione comunale. Nelle prossime settimane, infatti, prenderanno il via nuovi lavori che interesseranno i sottopassi ferroviari “Esso” e “Buozzi”, infrastrutture strategiche utilizzate quotidianamente da residenti e turisti per raggiungere il lungomare e le principali aree della città. «La riapertura del sottopasso di Viale Indipendenza rappresenta un primo importante risultato di un più ampio programma di interventi che stiamo portando avanti sui collegamenti pedonali cittadini – ha dichiarato il sindaco Fabrizio Ciarapica –. Contestualmente prenderanno il via i lavori ai sottopassi Esso e Buozzi, che consentiranno di migliorare ulteriormente la qualità e la sicurezza di infrastrutture utilizzate quotidianamente da residenti e turisti. Si tratta di opere necessarie che richiedono qualche temporaneo disagio, ma che garantiranno benefici per tutta la comunità». Secondo il cronoprogramma predisposto dal Comune, i lavori al sottopasso Esso inizieranno lunedì 8 giugno e avranno una durata stimata di otto giorni. Gli interventi al sottopasso Buozzi partiranno invece il 27 giugno e si protrarranno per circa dodici giorni. Durante l’esecuzione dei lavori sarà comunque garantita la possibilità di attraversamento per i pedoni attraverso percorsi alternativi o l’utilizzo degli ascensori, a seconda delle diverse fasi operative dei cantieri. Nel caso del sottopasso Buozzi, quando sarà chiusa la rampa lato nord, il passaggio sarà assicurato tramite l’ascensore sul lato sud. Successivamente, con la chiusura della rampa lato sud, i pedoni potranno utilizzare la scala collocata sul lato nord. Per il sottopasso Esso, invece, i pedoni provenienti dal lungomare nord e impossibilitati a utilizzare le scale avranno a disposizione un percorso alternativo opportunamente segnalato per accedere al sottopasso. Per chi proviene dal lato opposto, l’attraversamento sarà garantito attraverso l’ascensore. L’obiettivo degli interventi è migliorare la sicurezza, l’accessibilità e il decoro dei principali collegamenti pedonali cittadini, limitando al minimo i disagi per la popolazione durante l’esecuzione dei lavori.        

04/06/2026 14:52
San Severino, Villa Berta è nel pieno dell'estate e guarda oltre: dopo la piscina, spa e prodotti del territorio (FOTO)

San Severino, Villa Berta è nel pieno dell'estate e guarda oltre: dopo la piscina, spa e prodotti del territorio (FOTO)

Prima di addentrarsi tra le mura e i giardini di Villa Berta, a San Severino, è doveroso un cenno sul contesto in cui la struttura si inserisce. Questa realtà non è un’isola a sé stante, bensì il tassello di un mosaico molto più ampio, variegato e complesso, dove ogni azienda è la conseguenza di una precisa concatenazione di eventi. Noi di Picchio News abbiamo intervistato Otello Moretti, titolare dell'attività, e la sua compagna Palma. La loro storia va ben oltre l’alta professionalità imprenditoriale: affonda le radici in una precisa visione della vita che rifiuta i modelli standardizzati. Tutto nasce per una conseguenza. È il caso del Punto Verde, azienda che oggi produce imponenti quantità giornaliere di sottoli, salse tartufate e passate di primissima qualità, nata inizialmente in modo casalingo per lavorare gli ortaggi che avanzavano dal loro ristorante, Il Marchigiano. Da lì, la scelta di estendere l'attività a una visione industriale. Una dinamica analoga ha guidato la Pizzeria srl, che oggi è portata avanti anche dai figli di Otello e Palma e che nel corso del tempo ha raddoppiato i ritmi fino a produrre 150mila pizze al giorno. Dalla provincia marchigiana, i prodotti del Punto Verde e le pizze vengono esportati in tutto il mondo, dagli Stati Uniti all'Inghilterra, fino alla Francia. Una direzione chiara che, partendo dal lavoro familiare di una vita, arriva sulle tavole internazionali grazie a una precisa attitudine dei titolari: affrontare i problemi complessi, risolverli e, insieme, saper immaginare, allargando i confini con la consapevolezza dei rischi e delle opportunità. C’è un’ultima avventura, nel lungo percorso imprenditoriale di Otello e di Palma, che racconta una spiccata capacità di vedere futuro dove altri avrebbero visto soltanto fatica: Villa Berta. Un progetto nato circa tre anni fa, quasi per intuizione, e cresciuto passo dopo passo, con la stessa ostinazione che ha sempre accompagnato la sua storia. Quando Otello è arrivato qui, Villa Berta non era il luogo curato e accogliente che si presenta oggi. Era una struttura lasciata in gran parte a sé stessa, segnata dall’incuria, dagli spazi trascurati, dagli animali morti, dal verde abbandonato, da ambienti che avevano bisogno di essere ripensati e riportati a nuova vita. Eppure, davanti a questo quadro difficile, Otello ha visto possibilità. Da lì è iniziato un lavoro profondo di trasformazione: la pulizia degli spazi, la sistemazione del piazzale, la riorganizzazione degli ambienti, il recupero progressivo della struttura e la costruzione di una nuova identità. Villa Berta è diventata così non soltanto un luogo da restaurare, ma un progetto imprenditoriale vivo, destinato a crescere. Otello è presente in prima persona, soprattutto in cucina. Nonostante le tante attività da seguire, continua a voler vedere, assaggiare, controllare, capire. Accanto a lui c’è lo chef Rosalino Zagaglia, già presente nella precedente gestione, con il quale si è creata una piena sintonia. La cucina è cambiata profondamente: Villa Berta non nasce come ristorante “alla carta” nel senso tradizionale. La sua vocazione è un’altra: grandi eventi, matrimoni, comunioni, cerimonie, occasioni importanti. Una struttura pensata per accogliere numeri importanti, anche centinaia di persone, senza rinunciare alla qualità. Otello ragiona da imprenditore abituato ai grandi volumi: comprare bene, organizzare bene, lavorare sulla quantità, ma senza abbassare il livello del prodotto. La sua filosofia è chiara: non una ristorazione piccola e frammentata, ma un modello capace di unire efficienza, qualità e capacità organizzativa. In sala, invece, il volto dell’accoglienza è Palma, la compagna di Otello. È lei a seguire gli ospiti, a gestire l’organizzazione, a curare la sala con quell’esperienza maturata sul campo che spesso vale più di qualsiasi teoria. Palma racconta un lavoro fatto di attenzione, ascolto e capacità dimettersi costantemente in gioco e ridefinirsi. “Cerchiamo sempre di migliorarci. A Villa Berta ogni ospite, ogni evento e ogni esperienza rappresentano un’occasione di crescita e uno spunto per fare meglio. Il nostro compito è ascoltare, coinvolgere le persone e aiutarle a trasformare un’idea, un desiderio o una semplice immaginazione in qualcosa di concreto e realizzabile”, spiegano Otello e Palma. Accanto a loro c’è anche il figlio di Otello, figura fondamentale nella parte progettuale e amministrativa. È lui a seguire i fondi, i bandi e in particolare le opportunità legate al PNRR, destinati alla ristrutturazione e alla valorizzazione delle altre strutture del complesso. L’obiettivo è rimettere a nuova vita edifici belli, tipici, ricchi di potenziale, che possono diventare parte integrante di un progetto turistico e ricettivo molto più ampio. Perché Villa Berta non vuole fermarsi a ciò che è oggi. Il progetto futuro è ambizioso: ampliare la ricettività fino ad arrivare a circa trenta camere, valorizzare la piscina già presente, realizzare nuovi servizi, creare una palestra, una spa e spazi dedicati al benessere. L’idea è trasformare Villa Berta in un complesso completo, capace di unire ospitalità, ristorazione, eventi, relax e territorio. C’è poi il progetto di recuperare ulteriormente la villa e le strutture circostanti, immaginando anche uno spazio più intimo e selezionato dedicato alla degustazione e alla vendita di prodotti tipici. Una sorta di ristorantino e punto vendita dove raccontare un territorio vasto attraverso il cibo, i vini, i prodotti agricoli e le produzioni dell’azienda. Villa Berta diventa così l’ennesimo tassello di una visione più grande. Non un’attività isolata, ma parte di un sistema: agricoltura, produzione alimentare, ristorazione, eventi, ospitalità. Tutto si tiene, tutto nasce da ciò che c’era prima e si proietta verso ciò che ancora deve arrivare. "Vivo per il lavoro- afferma Otello- perché la mia soddisfazione è vedere un progetto crescere e funzionare. Fin da piccolo non ho mai pensato al guadagno, ma a raggiungere un risultato. Mi piace confrontarmi, affrontare problemi complessi e trovare soluzioni. Ma senza passione e senza una squadra unita non si va da nessuna parte". In questa storia si ritrova pienamente il carattere di Otello: la voglia- o meglio la necessità- di fare, il bisogno di risolvere, la capacità di non spaventarsi davanti ai problemi. Anzi, quasi di cercarli, perché è proprio lì che lui trova la spinta per costruire qualcosa di nuovo.

04/06/2026 10:50
Festa dell’Arma a Macerata, il comandante Ruocco: "In provincia criminalità legata a droga e reati predatori”

Festa dell’Arma a Macerata, il comandante Ruocco: "In provincia criminalità legata a droga e reati predatori”

Il comandante provinciale dei Carabinieri, Raffaele Ruocco, è stato intervistato in vista delle celebrazioni del 212° anniversario dell’Arma, che si terranno il 5 giugno in piazza Vittorio Veneto a Macerata. Un’occasione per fare il punto sull’attività sul territorio, sui risultati operativi e sul rapporto tra istituzioni e comunità locale. Il prossimo 5 giugno (ndr domani) alle ore 10:30, si celebra la festa dell’Arma. Avete scelto ancora una volta piazza Vittorio Veneto. Anche quest’anno abbiamo il privilegio di festeggiare il 212° annuale della fondazione dell’Arma dei Carabinieri al centro della Città di Macerata in questa bellissima piazza. L’Arma dei Carabinieri nasce il 13 luglio 1814, ma l’anniversario di fondazione si festeggia il 5 giugno per ricordare la data di concessione, nel 1920, della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera. È da quasi due anni, ormai, alla guida del comando provinciale dell’Arma. Quale aspetto vuole evidenziare?Il gioco di squadra, anche quest’anno ha fatto la differenza e ci ha permesso di fornire risposte tempestive ai fenomeni del territorio di maggiore allarme. In questa provincia, la comunione d’intenti con le altre Forze dell’ordine e la coesione istituzionale è molto forte e se ne è vista l’efficacia. Inoltre mi consenta di evidenziare il lungimirante coordinamento di tutte le attività d’indagine avviate da parte della Procura della Repubblica. Ci dice quali sono i ricordi più belli di questo anno?Quello più emotivamente intenso è sicuramente l’applauso ricevuto in un Teatro di Civitanova all’indomani dell’operazione POTENTIA, conclusa il 22 gennaio 2026 dal Nucleo Operativo della Compagnia CC di Civitanova Marche, con il coordinamento delle Procure della Repubblica di Macerata e Ancona – Direzione Distrettuale Antimafia, che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 9 persone, emessa dal GIP del Tribunale di Ancona. Un applauso sentito al Comando Provinciale di Macerata che mi ha davvero inorgoglito perché ho il privilegio di avere accanto a me donne e uomini straordinari, dei quali ho avuto modo di apprezzare giornalmente la generosità, il coraggio e la competenza. Ricorda cosa ha detto in quella circostanza?Ho paragonato le nostre attività investigative all’alternanza di momenti di apnea e momenti di superficie. Al riguardo, evidenziai che i periodi di apnea possono generare sfiducia e minore considerazione nel nostro operato da parte dei cittadini ma prima o poi, quando si torna in superficie si ha la possibilità di dire con orgoglio “Noi ci siamo”. Lo Stato interviene con efficacia. Se le chiedo il ricordo più brutto?Sicuramente l’intervento a Tolentino per la morte di una giovane mamma vittima di femminicidio. Assistevo alla messa che apre il pellegrinaggio Macerata Loreto e giunto a Tolentino ho incontrato gli occhi affranti dei due figli della vittima, ricordo ancora ben impresso nella mia mente. Dopo quasi due anni conferma la lettura del territorio che aveva fornito nel corso della sua intervista di insediamento?Sostanzialmente l’analisi fatta prima del mio arrivo ha trovato conferma. In Provincia la criminalità è prevalentemente dedita ai reati connessi con gli stupefacenti e ai reati predatori. E queste sono state le direttrici verso le quali abbiamo indirizzato sin da subito i nostri sforzi principali. Nel corso della cerimonia del 5 giugno verranno consegnati encomi a tanti militari anche per interventi connessi con queste specifiche fenomenologie criminali. Riguardo alle attività di prevenzione in materia di truffe cosa ci dice della collaborazione con la Nerea s.p.a.Sono particolarmente orgoglioso del rinnovo dell’iniziativa anche per l’anno in corso e ringrazio ancora una volta il Presidente di Nerea per la collaborazione. L’acqua è un bene di consumo che offre una straordinaria possibilità di diffusione del nostro messaggio. Vogliano incrementare in tutte le fasce della popolazione, e in particolare tra gli anziani, una sana diffidenza. Le Stazione Carabinieri a Lei tanto care?La Stazione Carabinieri è espressione concreta della nostra prossimità al cittadino. Dallo straordinario lavoro di questi nostri fondamentali presidi passa una parte significativa dell’efficacia della nostra azione. Ad esempio, l’arresto di tre persone del mese di ottobre scorso, appartenenti ad un commando che aveva assaltato un furgone portavalori, è stato possibile grazie alla tempestiva attività investigativa svolta dalla Stazione Carabinieri di Porto Potenza Picena. Cosa mi dice, Comandante, della criminalità giovanile?Seppur senza particolari allarmismi, alcuni eventi degni di approfondimento sono stati registrati anche in provincia. Il particolare nel mese di giugno 2025 a Porto Recanati, i Carabinieri della Stazione, hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misura cautelare, disposta dal G.I.P. presso il Tribunale per i Minorenni di Ancona, nei confronti di 4 giovani tutti di età compresa tra i 14 e 15 anni, ritenuti responsabili di tentata rapina aggravata, ai danni di un 19enne del luogo. Dalle indagini è emerso che i 4 indagati, si erano resi responsabili di una serie di atti di bullismo e di reati con violenza alla persona, perpetrati ai danni di altri coetanei da dicembre 2024 ad aprile 2025, nei comuni di Porto Recanati e Recanati. Ai giovani abbiamo dedicato e continueremo a dedicare ogni nostro sforzo nell’ambito dell’ormai noto progetto di diffusione della cultura della legalità. Comandante come concludiamo questa intervista?Dando appuntamento a tutti i cittadini in Piazza Vittorio Veneto, vogliamo sentire il loro abbraccio per trarne l’energia per le prossime attività. Sarà una festa solenne ma con delle belle sorprese.

03/06/2026 12:53
"Vetrine incompiute, reperti imballati e area interdetta": la denuncia sul museo archeologico di San Severino

"Vetrine incompiute, reperti imballati e area interdetta": la denuncia sul museo archeologico di San Severino

SAN SEVERINO MARCHE – Vetrine con reperti ancora avvolti nel pluriball, scatoloni accatastati sul pavimento e un'intera area interdetta ai visitatori, delimitata da un nastro rosso. È l'immagine che emerge dalle fotografie scattate nei giorni scorsi all'interno del Museo Civico Archeologico "Giuseppe Moretti", ospitato nell'antico Episcopio di Castello al Monte, e che ha spinto Giuseppe Moretti, medico settempedano in pensione e appassionato di archeologia, a lanciare una denuncia pubblica sullo stato della struttura. «C'è una parte del museo che non è visitabile perché delimitata da un nastro rosso – racconta Moretti –. Sono convinto che vi siano reperti mai esposti al pubblico. Mio nipote, che ha scattato le fotografie, ha trovato anche scatoloni contenenti materiali archeologici accatastati». Il museo custodisce testimonianze preziose della storia del territorio, dalla preistoria all'età medievale. Tra i reperti conservati figurano la collezione Pascucci, i corredi provenienti dalle necropoli picene di Pitino, Monte Penna e Frustellano, oltre ai materiali rinvenuti nell'antica Septempeda. Un patrimonio costruito a partire dal 1972 e collocato nei primi anni Duemila nell'antico Episcopio di Castello al Monte. Proprio l'importanza della raccolta rende ancora più amara, secondo Moretti, la situazione attuale. «Il museo non merita di essere trattato in questo modo. Un patrimonio simile dovrebbe essere valorizzato e reso pienamente fruibile», afferma. «Oggi sembra esserci una situazione di stallo che penalizza non solo la cultura, ma anche le potenzialità turistiche della città. Il museo potrebbe rappresentare un punto di riferimento per gli studiosi e per tutti gli appassionati della civiltà picena, ma le collezioni non sono assolutamente mostrate per intero». La denuncia, precisa, non ha finalità polemiche ma vuole richiamare l'attenzione delle istituzioni competenti. «Rendo pubblica questa situazione affinché chi di dovere possa intervenire e restituire al museo e ai suoi reperti la valorizzazione che meritano», conclude. Un appello che riaccende l'attenzione su uno dei luoghi simbolo della memoria storica settempedana e sul futuro di una collezione archeologica che racconta secoli di storia del territorio.

01/06/2026 15:15
Porto Recanati, abbattuti alcuni pini di piazza Brancondi: "Una scelta dolorosa ma necessaria"

Porto Recanati, abbattuti alcuni pini di piazza Brancondi: "Una scelta dolorosa ma necessaria"

PORTO RECANATI – Un intervento doloroso ma inevitabile per la tutela del patrimonio arboreo cittadino. L'Amministrazione comunale di Porto Recanati ha annunciato il necessario abbattimento di alcuni pini presenti in piazza Brancondi, alberi che per decenni hanno rappresentato un elemento distintivo del paesaggio urbano e un simbolo riconosciuto dalla comunità. La decisione, spiegano dal Comune, è stata assunta al termine di approfondite verifiche tecniche effettuate dall'AMAP e da professionisti specializzati del settore, dopo anni di tentativi finalizzati a salvaguardare gli esemplari colpiti dall'infestazione. Secondo le relazioni fitosanitarie, gli alberi interessati presentano un avanzato stato di compromissione causato dalla Marchalina hellenica, una cocciniglia esotica che si nutre della linfa di alcune specie di pino. L'insetto, presente nelle Marche dal 2018 e segnalato anche nel territorio di Porto Recanati dal 2023, sta provocando danni sempre più estesi e difficili da contenere. Le piante mostrano infatti chiome gravemente deteriorate, estese fumaggini, seccumi diffusi e abbondanti secrezioni, con ricadute anche sulla fruibilità e sul decoro della pavimentazione sottostante. Nonostante gli interventi di contenimento messi in atto dall'Amministrazione comunale, attraverso lavaggi e monitoraggi costanti previsti dalle linee guida regionali, per alcuni esemplari la situazione è risultata ormai irreversibile. Le stesse indicazioni tecniche della Regione Marche prevedono, nei casi di piante morte o gravemente compromesse, l'abbattimento degli esemplari maggiormente colpiti per limitare la diffusione dell'infestazione e proteggere il restante patrimonio arboreo. «Comprendiamo perfettamente il valore affettivo, storico e ambientale che questi alberi hanno avuto per generazioni di cittadini – dichiara il sindaco Andrea Michelini – e condividiamo il sentimento di amarezza espresso da molti porto recanatesi. Tuttavia, amministrare significa anche assumere decisioni difficili quando sono supportate da valutazioni tecniche e necessarie per garantire la sicurezza pubblica e la tutela complessiva del nostro verde urbano». Il primo cittadino sottolinea come l'intervento non rappresenti la conclusione di un percorso, ma l'inizio di una nuova fase di riqualificazione dell'area. «Il nostro impegno – prosegue Michelini – sarà quello di programmare la ripiantumazione e la riqualificazione di piazza Brancondi attraverso specie più adatte alle nuove criticità fitosanitarie e ai cambiamenti in corso. Restituiremo alla piazza il suo patrimonio verde con soluzioni sostenibili e durature, seguendo le migliori pratiche agronomiche e intervenendo nel prossimo periodo di fermo vegetativo». L'Amministrazione comunale ribadisce che la tutela del verde pubblico rappresenta una priorità strategica per la città e che ogni scelta viene adottata con senso di responsabilità, trasparenza e attenzione all'interesse collettivo. «Proteggere il verde pubblico significa anche affrontare decisioni che nessuno vorrebbe prendere – conclude il sindaco – ma che diventano indispensabili quando è in gioco la salute delle piante, la sicurezza delle persone e la conservazione del patrimonio naturale per le future generazioni».

01/06/2026 10:00
Morrovalle, nuovo segretario e aula consiliare digitalizzata: doppia “prima volta” nel Consiglio comunale

Morrovalle, nuovo segretario e aula consiliare digitalizzata: doppia “prima volta” nel Consiglio comunale

Un Consiglio comunale con ben 10 punti all’ordine del giorno quello che si è tenuto ieri sera a Palazzo Lazzarini, nel segno, sul fronte “tecnico”, di due prime volte: quella del nuovo segretario comunale Giuliana Nerla, che succede a Benedetto Perroni (passato a Macerata), e quella del nuovo sistema digitale della sala consiliare. Il nuovo segretario ha debuttato a tutti gli effetti con la votazione (all’unanimità) del quinto punto all’ordine del giorno, la ratifica della convenzione con i Comuni di Montecosaro e Francavilla d’Ete. La novità è che essendo Morrovalle il capofila dell’accordo, potrà usufruire del servizio per 18 ore settimanali contro le 12 precedenti. La digitalizzazione della sala consiliare è invece un progetto che era in cantiere ormai da tempo e che porterà a un ulteriore passo in avanti: quella della trasmissione in streaming delle sedute consiliari, aspetto che è stato al centro della mozione presentata dal gruppo Cura e Partecipazione la quale, viste le evoluzioni, è stata approvata all’unanimità. Sul fronte dell’urbanistica, via libera unanime al Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba), che è stato illustrato in aula dal professionista che ne ha curato la redazione, Omar Pasquinelli: "Si tratta di uno strumento che è corollario del Piano regolatore, non ne modifica i dettami ma fornisce indicazioni di intervento – ha spiegato l’architetto Pasquinelli – abbiamo analizzato tutto il territorio comunale, dal centro storico a tutte le frazioni, siamo entrati nel dettaglio di alcuni edifici sensibili e di zone in particolare, con l’indicazione di alcune risoluzioni possibili tra rampe, pannelli e casistiche varie e una pianificazione di tutti gli edifici che necessitano di adeguamenti". Promossa con i soli voti della maggioranza invece l’adozione di una variante parziale relativa ad un'area di proprietà comunale in via Luciano Laurana. "E’ una zona che ha importanti problemi per quanto riguarda i parcheggi, tante auto vengono lasciate sopra i marciapiedi con tutti i problemi che ne derivano – ha spiegato il sindaco Andrea Staffolani – per cui abbiamo deciso di spacchettare questo terreno di 390 metri quadrati: una parte verrà venduta e con il ricavato si realizzeranno dei parcheggi sull’altra porzione". Via libera a maggioranza (astenuta l’opposizione) anche per la nuova convenzione per il conferimento di un incarico ad un professionista esperto nella costituzione di una società in house per la gestione unica del servizio idrico integrato. "Finalmente siamo arrivati a un accordo unanime, che io avevo auspicato più volte – ha commentato il primo cittadino – ci saremmo potuti risparmiare un anno o un anno e mezzo e abbiamo speso altri 80 mila euro, ma finalmente si è arrivati a una soluzione. Con questa convenzione si dà un incarico di consulenza a un avvocato, è una delibera che prenderanno tutti i Comuni dell’Ato 3". Piccoli ritocchi sul fronte dei conti: ok a maggioranza per una variazione del programma triennale degli acquisti di beni e servizi per l’inserimento della gara per l’affidamento dei servizi assicurativi per 176mila euro l’anno, così come è arrivato l’ok per una variazione al piano triennale delle opere pubbliche che fa scendere da 1 milione a 920 mila euro la somma destinata agli asfalti traslando gli 80 mila euro in meno ai lavori in contrada Fontanelle, che passando da 300 a 380 mila euro. Passa a maggioranza anche la variazione al bilancio di previsione, che accoglie principalmente piccole modifiche tecniche. In chiusura, è stata rimandata con voto unanime, con l’obiettivo di arrivare a formalizzare una proposta unitaria in Consiglio, la mozione del gruppo Cura e Partecipazione a tema “Iniziative di prevenzione sulle dipendenze e promozione di gesti di trasparenza da parte degli amministratori comunali”.  

30/05/2026 18:30
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