Attualità

Tolentino, il nuovo polo scolastico inizia a prendere forma: via alla costruzione del corpo centrale

Tolentino, il nuovo polo scolastico inizia a prendere forma: via alla costruzione del corpo centrale

Il nuovo polo scolastico di Tolentino entra in una fase decisiva. È iniziato infatti il montaggio della struttura prefabbricata in cemento armato che costituirà l'ossatura del corpo centrale dell'edificio, segnando l'avvio della fase di realizzazione tridimensionale del nuovo campus. Al cantiere si è svolto un sopralluogo tecnico al quale hanno partecipato il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci, il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi, i tecnici e i responsabili dell'impresa incaricata dei lavori. L'intervento procede secondo il cronoprogramma previsto e rappresenta un passaggio fondamentale per la costruzione della nuova struttura scolastica, destinata a ospitare il Liceo Classico, il Liceo Scientifico, il Liceo Coreutico "Filelfo", l'Ite "Filelfo" e l'Ipia "Frau". "Stiamo costruendo una struttura moderna, sicura e sostenibile, progettata secondo i più elevati standard tecnologici e di efficienza energetica – ha dichiarato il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci –. Il nuovo polo scolastico non sarà soltanto un luogo dedicato alla formazione, ma un punto di riferimento per l'intera comunità, capace di coniugare qualità degli spazi, innovazione e sicurezza". Con l'arrivo dei prefabbricati prende quindi forma la parte centrale dell'edificio, un passaggio che consentirà di rendere progressivamente visibile la struttura del futuro campus. "Finalmente è partita la fase di realizzazione e verticalizzazione dell'edificio - commenta il sindaco Mauro Sclavi -. Ringraziamo il presidente Gentilucci e la Provincia di Macerata che hanno dato un nuovo impulso al cantiere. I prefabbricati sono già pronti per essere assemblati e in breve tempo vedremo crescere la struttura, a dimostrazione che il campus c'è". Una volta completato, il nuovo polo scolastico riunirà diversi istituti superiori della città in un unico complesso, con l'obiettivo di offrire spazi più moderni e funzionali per studenti e personale scolastico.

31/07/2026 12:00
Undici morti sul lavoro in un anno: l’allarme sicurezza nel Maceratese

Undici morti sul lavoro in un anno: l’allarme sicurezza nel Maceratese

Undici vittime nel giro di un anno. È il dato che più preoccupa nel quadro degli infortuni sul lavoro nelle Marche, con la provincia di Macerata protagonista di una crescita drammatica degli incidenti mortali. Secondo i dati Inail diffusi durante l'iniziativa “Inail insieme - incontri con il territorio. La persona al centro”, nel 2025 le morti sul lavoro nel Maceratese sono passate da 2 a 11, segnando l'aumento più rilevante tra le province marchigiane. Un dato che incide fortemente sul bilancio regionale: nelle Marche gli infortuni mortali sono infatti saliti complessivamente da 15 nel 2024 a 27 nel 2025, in controtendenza rispetto al dato nazionale, dove invece si è registrata una lieve diminuzione, passando da 797 a 792 vittime. L'aumento regionale è legato soprattutto alle province di Macerata e Ascoli Piceno: nel territorio ascolano le vittime sono cresciute da 2 a 5, mentre nel Maceratese il salto è stato ancora più evidente, da 2 a 11. Un incremento che ha portato anche a un raddoppio dell'incidenza degli infortuni mortali ogni 100mila lavoratori nelle Marche: si è passati da 2,33 a 4,15. Il dato arriva in un contesto di crescita occupazionale. Come spiegato dal direttore generale dell’Inail Marcello Fiori, nel 2025 le Marche hanno raggiunto circa 651mila occupati, un risultato positivo che però comporta anche un aumento delle persone esposte ai rischi. «Le Marche stanno crescendo dal punto di vista occupazionale – ha spiegato Fiori – ma abbiamo registrato alcuni fenomeni in crescita rispetto al passato, soprattutto per quanto riguarda la mortalità». Il direttore generale dell'Inail ha sottolineato proprio il caso della provincia di Macerata: «Stiamo indagando, vogliamo capire perché da 2 vittime si è passato a 11». Numeri che, come ricordato dallo stesso Fiori, non possono essere letti soltanto come statistiche: «Quelle 11 persone non tornano a casa e hanno messo in una situazione di grave disagio e dolore le proprie famiglie». Accanto al dato sugli incidenti mortali, nel 2025 nelle Marche sono aumentate anche le denunce complessive di infortunio sul lavoro: da 11.949 a 12.006. Considerando però il rapporto con il numero degli occupati, si registra una lieve diminuzione dell'incidenza, passata da 1.855 a 1.844 denunce ogni 100mila lavoratori. Un quadro più complesso riguarda invece gli incidenti in itinere, cioè quelli avvenuti nel tragitto casa-lavoro: nelle Marche sono aumentati dell'1,6%, passando da 2.701 a 2.745 casi, ma le vittime sono diminuite da 7 a 4. Resta dunque il nodo principale: capire cosa abbia determinato l'impennata degli incidenti mortali nel Maceratese e quali misure possano essere messe in campo per invertire un trend che, almeno sul fronte delle vittime, appare in forte controtendenza. 

30/07/2026 16:12
Civitanova, estate 2026 al giro di boa: “Più turisti stranieri e fiducia per agosto”

Civitanova, estate 2026 al giro di boa: “Più turisti stranieri e fiducia per agosto”

Civitanova Marche entra nel cuore dell’estate con una stagione che, dopo un avvio condizionato dal maltempo, sembra aver ritrovato il suo ritmo. Spiagge, ristorazione e intrattenimento restano i punti di forza della proposta turistica cittadina, con gli operatori che raccontano un’estate caratterizzata da alcune conferme e da nuove tendenze, a partire dalla crescita delle presenze straniere. A fare il punto è Marco Scarpetta, titolare di Rafael Beach e vicepresidente dell’Associazione Balneari Civitanovesi, che sottolinea come le difficoltà delle prime settimane siano ormai superate. “Finalmente è arrivato il caldo fisso – racconta – dopo diverse giornate di maltempo che hanno stressato strutture, operatori e anche i turisti che aspettavano di godersi il mare. Ora la gente è tornata tranquillamente in spiaggia”. Sul fronte delle presenze, secondo Scarpetta il flusso appare leggermente più contenuto rispetto agli anni passati, ma con un elemento positivo: l’aumento dei visitatori stranieri, soprattutto dal Nord Europa. “Credo ci sia un po’ meno pressione, ma anche un aumento percentuale delle presenze straniere”, spiega, in attesa dei dati ufficiali di fine stagione. Una tendenza confermata anche da Aldo Ascani, titolare dello Shada, che individua proprio nella crescita del turismo internazionale uno dei segnali più interessanti dell’estate 2026. “Mai come quest’anno ci sono tanti stranieri – sottolinea – ed è positivo anche perché molti hanno acquistato immobili nel Maceratese e frequentano le spiagge di Civitanova”. Accanto alla spiaggia, continua a trainare la stagione anche la vita serale. La ristorazione e l’intrattenimento si confermano elementi centrali dell’offerta cittadina, come racconta Mauro Alberti, titolare del Muchacha, che ha registrato una risposta particolarmente positiva nelle ore della cena e del dopo cena. “Abbiamo fatto un exploit veramente inaspettato”, spiega, parlando di una stagione partita presto e comunque positiva, nonostante qualche difficoltà sul fronte delle presenze diurne infrasettimanali e della viabilità sul lungomare sud. Anche per lo Shada il comparto dell’intrattenimento continua a rappresentare un punto di forza: la formula che unisce spiaggia, ristorazione e club mantiene il proprio richiamo senza particolari cali rispetto agli anni precedenti. Il quadro che emerge dalle voci degli operatori è quindi quello di un’estate in equilibrio: Civitanova conferma la propria vocazione balneare, mentre cresce il peso di un turismo più internazionale e di un’offerta capace di vivere dalla mattina fino alla notte.    

30/07/2026 12:00
"Sibillini patrimonio dell’umanità”: nasce il Club per rilanciare la candidatura Unesco

"Sibillini patrimonio dell’umanità”: nasce il Club per rilanciare la candidatura Unesco

Dopo il riconoscimento Unesco dei Teatri Storici Condominiali delle Marche, il territorio guarda a una nuova grande sfida: riportare i Monti Sibillini al centro del dibattito internazionale con l'obiettivo di costruire un percorso verso l'iscrizione nella lista dei Patrimoni dell'Umanità. È questo l'ambizioso progetto che accompagnerà la nascita del nuovo Club per l'Unesco “San Ginesio e i Monti Sibillini”, che sarà presentato ufficialmente venerdì 11 settembre alle ore 18 presso l'Auditorium di Sant'Agostino a San Ginesio. L'associazione nasce con l'obiettivo di promuovere i valori dell'Unesco attraverso la tutela del patrimonio materiale e immateriale, la cultura della pace, lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione dell'identità delle aree interne dell'Appennino centrale. Tra le prime iniziative del Club ci sarà proprio la volontà di avviare un nuovo percorso culturale, scientifico e istituzionale per sostenere la candidatura del Parco Nazionale dei Monti Sibillini a Patrimonio Mondiale Unesco. L'idea non nasce da zero. Un primo tentativo di candidatura era stato avviato oltre dieci anni fa, ma il percorso non era riuscito a raggiungere l'obiettivo. Nel tempo, secondo i promotori, il progetto aveva perso forza a causa dell'ampliamento del perimetro della proposta verso territori non pienamente legati all'identità storica e paesaggistica dei Sibillini. La nuova impostazione punta invece su un elemento centrale: la riconoscibilità del territorio. Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini viene individuato come cuore naturalistico, culturale e identitario dell'Appennino centrale. Un'area dove natura, storia, spiritualità e tradizioni convivono da secoli. Dal Monte Vettore al Lago di Pilato, dalla Grotta della Sibilla agli antichi borghi medievali, dalle abbazie agli eremi fino ai percorsi della transumanza e alle produzioni locali, i Sibillini rappresentano un patrimonio nel quale ambiente e cultura si intrecciano profondamente. Una ricchezza che, secondo i promotori, rientra pienamente nella visione Unesco del paesaggio culturale, dove il rapporto tra uomo e ambiente diventa elemento distintivo. Il nuovo sodalizio avrà il compito di promuovere attività di educazione, tutela del patrimonio, digitalizzazione della memoria storica, ricerca e collaborazione con scuole, università, associazioni e amministrazioni locali. Il Club opererà nell'area delle alte vallate del Tenna, del Fiastrone e del Fiastrella, coinvolgendo numerosi comuni del territorio dei Sibillini e puntando a creare una rete capace di dialogare con il Parco Nazionale e con i programmi Unesco dedicati alla sostenibilità ambientale. «La candidatura Unesco non appartiene a una singola associazione o a un singolo Comune – spiegano i promotori – ma deve diventare una sfida condivisa da tutto il territorio». L'obiettivo è infatti quello di costruire un modello di sviluppo capace di unire tutela ambientale, turismo culturale, ricerca, formazione e rilancio economico delle aree interne. Il Club per l'Unesco “San Ginesio e i Monti Sibillini” è stato promosso dall'architetto Giuseppe Bocci, ideatore dell'iniziativa e vicepresidente del sodalizio. La presidenza è stata affidata alla dottoressa Caterina Ciccotti, mentre un ruolo di rilievo nella governance sarà ricoperto dalla professoressa Paola Calafati, considerata una memoria storica del territorio ed esperta di politiche Unesco. Dopo il riconoscimento ottenuto dai Teatri Storici delle Marche, il territorio marchigiano prova dunque a rilanciare una nuova grande candidatura internazionale. Una sfida che punta a valorizzare uno dei patrimoni naturali e culturali più importanti dell'Appennino italiano.

29/07/2026 19:00
Macerata, autovelox in superstrada: ecco dove e quando saranno attivi ad agosto 2026

Macerata, autovelox in superstrada: ecco dove e quando saranno attivi ad agosto 2026

La Prefettura ha reso noto il calendario delle postazioni degli autovelox che saranno installati lungo la superstrada SS77 della Val di Chienti e sulla SS77 Var per il mese di agosto 2026. Sul sito dell’ente, nella sezione dedicata, è possibile consultare l’elenco completo delle postazioni attive giorno per giorno: l’elenco viene aggiornato mensilmente e comprende sia i servizi gestiti dalla polizia stradale di Macerata sia le postazioni delle polizie locali dei singoli comuni. IL CALENDARIO COMPLETO DI AGOSTO 2026 Sabato 1 agosto i controlli si apriranno con la polizia locale a Camerino (postazione al km 39+590, direzione mare, dalle 8 alle 13). Domenica 2 e lunedì 3 agosto la polstrada presidierà la superstrada a Macerata con le consuete postazioni ai km 79+070 (direzione monti) e 104+200 (direzione mare), entrambe attive dalle 8 alle 20. Martedì 4 agosto triplo intervento delle polizie locali: a Montecosaro al mattino (km 102+400, 8-13, direzione monti), a Tolentino nel pomeriggio (km 77+270, 13-19, direzione mare) e a Corridonia (km 85+100, 13-19, direzione monti). Mercoledì 5 e giovedì 6 agosto la polstrada tornerà ad operare a Macerata ai km 79+070 e 104+200 dalle 8 alle 20, mentre giovedì 6 la polizia locale si attiverà anche a Camerino (km 39+590, 13-19, direzione mare). Venerdì 7 agosto nuova giornata di controlli a Macerata gestita dalla polstrada (km 79+070 e 104+200, 8-20). Sabato 8 agosto sarà presente la polizia locale a Caldarola (km 58+600, 13-18, direzione mare), mentre domenica 9 agosto la polstrada sarà a Macerata con le postazioni ai km 79+070 e 104+200 dalle 8 alle 20. Lunedì 10 agosto le polizie locali opereranno a Belforte del Chienti al mattino (km 63+370, 8-13, direzione monti) e a Tolentino nel pomeriggio (km 77+270, 13-19, direzione mare). Martedì 11 agosto controlli della polizia locale a Caldarola (km 58+600, 8-13, direzione mare), seguiti mercoledì 12 agosto da Montecosaro (km 102+400, 8-13, direzione monti). Giovedì 13 agosto postazioni attive a Corridonia (km 85+100, 13-19, direzione monti) e a Camerino (km 39+590, 13-19, direzione mare). Venerdì 14 agosto la polstrada sarà a Macerata (km 79+070 e 104+200, 8-20). Nella giornata di Ferragosto, sabato 15 agosto, la polizia locale presidierà Tolentino al mattino (km 77+270, 8-13, direzione mare). Domenica 16 agosto la polstrada tornerà a Macerata (km 79+070 e 104+200, 8-20). Lunedì 17 agosto controlli della polizia locale a Belforte del Chienti (km 63+370, 8-13, direzione monti). Martedì 18 e mercoledì 19 agosto la polstrada effettuerà verifiche a Macerata dalle 8 alle 20 (km 79+070 e 104+200). Giovedì 20 agosto la polizia locale opererà a Tolentino (km 77+270, 8-13, direzione mare), a Corridonia (km 85+100, 8-13, direzione monti) e a Belforte del Chienti (km 63+370, 13-18, direzione monti). Venerdì 21 agosto postazione della polstrada a Macerata (km 79+070 e 104+200, 8-20). Sabato 22 agosto interventi della polizia locale a Caldarola (km 58+600, 8-13, direzione mare) e a Camerino (km 39+590, 8-13, direzione mare). Domenica 23 agosto controlli gestiti dalla polstrada a Macerata (km 79+070 e 104+200, 8-20). Lunedì 24 agosto postazione a Tolentino (km 77+270, 8-13, direzione mare). Martedì 25 agosto polizia locale a Belforte del Chienti (km 63+370, 8-13, direzione monti), mentre mercoledì 26 agosto toccherà a Corridonia (km 85+100, 8-13, direzione monti). Giovedì 27 agosto controlli della polizia locale a Caldarola (km 58+600, 13-18, direzione mare). Venerdì 28 agosto la polstrada presidierà di nuovo Macerata (km 79+070 e 104+200, 8-20). Il weekend finale vedrà la polizia locale a Belforte del Chienti sabato 29 agosto (km 63+370, 13-18, direzione monti) e a Camerino domenica 30 agosto (km 39+590, 8-13, direzione mare). Chiuderà il mese di agosto, lunedì 31, una tripla presenza della polizia locale a Caldarola (km 58+600, 8-13, direzione mare), a Tolentino (km 77+270, 13-19, direzione mare) e a Corridonia (km 85+100, 13-19, direzione monti). Ecco, nel dettaglio, l'elenco completo delle attivazioni con il relativo chilometraggio:

29/07/2026 09:40
Carburanti, Federconsumatori: "Taglio accise insufficiente e tardivo"

Carburanti, Federconsumatori: "Taglio accise insufficiente e tardivo"

Il taglio delle accise sui carburanti è entrato in vigore, ma secondo Federconsumatori il provvedimento è ben lontano dalle aspettative e dalle reali necessità di famiglie e consumatori. La riduzione prevista, pari a 17 centesimi tra accise e IVA, riguarda esclusivamente il gasolio e resterà valida fino al 6 agosto. Per l’associazione dei consumatori si tratta di una misura insufficiente rispetto agli aumenti registrati nelle ultime settimane, aggravati da quelli che vengono definiti “intollerabili fenomeni speculativi”. «È come sfidare un uragano con un ombrellino di carta», sottolinea Federconsumatori, che pur apprezzando l’intenzione del Governo ritiene il provvedimento incapace di compensare gli attuali rincari. Secondo le stime elaborate dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che tengono conto dell’andamento della materia prima, del cambio euro-dollaro e della variazione delle accise, i prezzi attualmente praticati sarebbero superiori rispetto a quelli dovuti di 23 centesimi al litro per la benzina e 24,8 centesimi al litro per il gasolio. L’associazione evidenzia inoltre come, nonostante il taglio delle accise avrebbe dovuto essere operativo immediatamente, «alla pompa non se ne vede l’ombra» e il prezzo del diesel continui a viaggiare oltre i 2,19 euro al litro nella modalità self service. Secondo i calcoli dell’Osservatorio, se la riduzione fosse applicata correttamente, il prezzo del gasolio dovrebbe attestarsi intorno a 2,02 euro al litro, mentre quello della benzina dovrebbe scendere a 1,988 euro al litro. Federconsumatori quantifica inoltre gli effetti economici dei sovrapprezzi ancora presenti sul mercato. Con l’attuale taglio dell’accisa sul diesel, gli aggravi ammonterebbero a 276 euro annui per famiglia sulla benzina e a 84,48 euro annui per famiglia sul diesel. A questi si aggiungerebbero le ricadute indirette, stimate in 174,90 euro annui per nucleo familiare, legate al trasporto delle merci su gomma, che in Italia interessa oltre l’86% dei prodotti movimentati. Numeri che, secondo l’associazione, dimostrano l’urgenza di interventi più incisivi e strutturali rispetto ai «soliti provvedimenti spot utili solo a placare, in maniera insufficiente, le emergenze». Per questo Federconsumatori chiede un taglio delle accise di almeno 25 centesimi sul gasolio e 20 centesimi sulla benzina, da mantenere almeno fino a settembre. L’associazione sollecita inoltre controlli più stringenti contro i fenomeni speculativi, spesso segnalati dai cittadini, e ribadisce la necessità di scorporare le accise dal calcolo dell’IVA, eliminando quello che definisce un meccanismo che comporta «l’imposizione di una tassa su un’altra tassa». Per finanziare tali misure, Federconsumatori propone infine di reperire le risorse attraverso una adeguata tassazione degli extraprofitti delle aziende energetiche e petrolifere.

28/07/2026 13:26
Civitanova, al via la disinfestazione notturna contro le zanzare: primo ciclo di interventi

Civitanova, al via la disinfestazione notturna contro le zanzare: primo ciclo di interventi

Parte a Civitanova Marche il primo ciclo di disinfestazione notturna contro le zanzare organizzato dal Servizio Igiene Urbana del Comune. Gli interventi interesseranno progressivamente tutte le zone del territorio comunale e, salvo condizioni meteorologiche avverse, si svolgeranno nella fascia oraria compresa tra la mezzanotte e le 6 del mattino. Il programma prenderà il via nella notte tra domenica 26 e lunedì 27 luglio con il trattamento nelle zone di Civitanova Alta, Zona Industriale B e Zona Industriale A. La notte successiva, tra lunedì 27 e martedì 28 luglio, toccherà all’area del Centro e del Borgo Marinaro, mentre tra martedì 28 e mercoledì 29 luglio gli interventi interesseranno la zona Risorgimento. Il calendario proseguirà nella notte tra mercoledì 29 e giovedì 30 luglio nella zona San Marone, tra giovedì 30 e venerdì 31 luglio nelle aree di Maranello e Santa Maria Apparente, per concludersi tra venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto nelle zone di Fontespina e IV Marine. Il Comune precisa che il prodotto utilizzato è un insetticida classificato come presidio medico e non è nocivo per le persone, fatta eccezione per particolari situazioni di allergie o intolleranze agli agenti chimici. I cittadini che rientrano in queste categorie sono invitati a segnalare preventivamente la propria situazione, così da consentire eventuali accorgimenti nelle aree interessate. Durante le ore del trattamento, in via precauzionale, l’amministrazione raccomanda di non sostare all’esterno delle abitazioni, tenere chiuse le finestre, non lasciare all’aperto biancheria, alimenti o bevande e lavare accuratamente frutta e verdura prima del consumo. È inoltre consigliato non lasciare animali domestici all’esterno e rimuovere o rovesciare le ciotole di acqua e cibo presenti negli spazi aperti. Il Comune ricorda che la lotta alle zanzare richiede anche la collaborazione dei cittadini. È importante evitare il ristagno dell’acqua in contenitori come sottovasi, secchi o ciotole per animali, cambiando frequentemente l’acqua per impedire la proliferazione delle larve. Accanto agli interventi di disinfestazione adulticida, l’amministrazione porta avanti anche l’attività di disinfestazione larvicida, attraverso l’utilizzo di apposite pastiglie nelle caditoie stradali, con l’obiettivo di bloccare lo sviluppo delle larve degli insetti.

27/07/2026 18:30
Nuovo ponte di Ripaiolo, Colmurano ritrova un collegamento strategico con la Statale 78

Nuovo ponte di Ripaiolo, Colmurano ritrova un collegamento strategico con la Statale 78

Un collegamento più sicuro, moderno ed efficiente torna a disposizione del territorio. È stato inaugurato il nuovo ponte sulla strada comunale Ripaiolo, a Colmurano, un’opera attesa dalla comunità e realizzata nell’ambito degli interventi di messa in sicurezza della viabilità finanziati con le risorse della ricostruzione post sisma e del Pnrr Alla cerimonia hanno partecipato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, il sindaco di Colmurano Mirko Mari e il primo cittadino di Loro Piceno Robertino Paoloni. L’intervento ha un valore complessivo di 1,1 milioni di euro e restituisce al territorio un’infrastruttura fondamentale per la mobilità locale, capace di migliorare i collegamenti con la Statale 78 e ridurre i tempi di percorrenza verso i centri vicini. I lavori hanno previsto la demolizione completa del vecchio impalcato e delle pile esistenti, la pulizia dell’alveo del corso d’acqua e la realizzazione di una nuova struttura con travi in acciaio, nuova pavimentazione stradale e parapetti in acciaio corten e legno, progettati per inserirsi nel contesto paesaggistico circostante. Sono state inoltre realizzate opere di regimentazione idraulica e interventi sulle scarpate attraverso tecniche di ingegneria naturalistica, con l’obiettivo di garantire sicurezza e durabilità nel tempo. «Ogni infrastruttura che restituiamo a un territorio colpito dal sisma significa fare un passo avanti verso una ricostruzione completa e duratura – ha dichiarato il commissario Guido Castelli –. Ponti e strade non sono semplici opere pubbliche, ma collegamenti che permettono alle persone di vivere, lavorare e fare impresa». Castelli ha evidenziato come il ponte di Ripaiolo si inserisca nel più ampio programma di rafforzamento della viabilità del cratere, che comprende numerosi interventi su strade comunali e provinciali per garantire collegamenti più sicuri ed efficienti. Soddisfazione anche da parte del sindaco di Colmurano Mirko Mari, che ha sottolineato il valore strategico dell’opera per l’intera area della valle del Fiastra. «Con l’inaugurazione del nuovo ponte di Ripaiolo consegniamo alla comunità un’opera attesa e fondamentale – ha dichiarato il primo cittadino –. Questo intervento migliora la qualità della vita dei cittadini, rende più agevoli gli spostamenti e consente di ridurre i tempi di collegamento con Loro Piceno e con la Statale 78». L’opera è stata finanziata con 700 mila euro dell’Ordinanza del commissario straordinario n. 137 del 2023 e con 400 mila euro del Pnrr, per un investimento complessivo di 1,1 milioni di euro.    

27/07/2026 16:28
Visso, al via la ricostruzione del cuore del borgo: consegnato il cantiere di Palazzo dei Priori

Visso, al via la ricostruzione del cuore del borgo: consegnato il cantiere di Palazzo dei Priori

La ricostruzione del centro storico di Visso entra finalmente nella fase operativa. Con la consegna del cantiere di Palazzo dei Priori prende il via il primo intervento pubblico nel cuore della “perla dei Sibillini”, un passaggio atteso da anni e destinato a segnare l’avvio della rinascita del borgo dopo il terremoto. L'intervento riguarda uno degli edifici più importanti della città: Palazzo dei Priori, storica sede comunale, insieme agli edifici privati ad esso aggregati. Il complesso, di origine medievale, ha rappresentato per secoli il centro della vita amministrativa, istituzionale e sociale della comunità vissana. L'opera ha un valore complessivo di 6,4 milioni di euro, di cui 4,4 milioni destinati ai lavori, e rientra tra gli interventi previsti dalle Ordinanze Speciali per la ricostruzione dei centri storici colpiti dal sisma. Il progetto prevede un importante intervento di miglioramento sismico, con il consolidamento delle murature in pietra, il rafforzamento di solai, volte e coperture e il recupero dei collegamenti strutturali tra le diverse parti dell'edificio. Particolare attenzione sarà riservata alla conservazione delle caratteristiche storiche e architettoniche del palazzo. Tra le operazioni previste anche il trasferimento dell'archivio comunale, necessario per consentire lo svolgimento dei lavori e garantire allo stesso tempo la tutela del patrimonio documentale custodito all'interno dell'edificio. «Palazzo dei Priori rappresenta la storia, l'identità e la memoria della comunità vissana – ha dichiarato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli – sottolineando come con questo primo cantiere si entri nella fase più concreta della ricostruzione del borgo. Un passaggio reso possibile anche grazie alla realizzazione del tunnel di via Galliano, infrastruttura che ha creato le condizioni di sicurezza necessarie per operare nel centro storico. Soddisfazione anche da parte del sindaco di Visso Rosella Sensi, che ha definito la consegna del cantiere una giornata storica per la città: «Dopo dieci anni dal sisma vedere finalmente la ricostruzione entrare nel vivo nel cuore della Perla dei Sibillini è un segnale importante». Il primo cittadino ha ricordato il ruolo della collaborazione tra istituzioni e l'importanza del tunnel di via Galliano, opera strategica finanziata con circa 500 mila euro, che consente il passaggio dei mezzi di cantiere e di soccorso in sicurezza senza compromettere gli edifici storici lungo la strada. La ricostruzione del centro storico proseguirà con altri interventi già programmati. Per Palazzo Governatori è stato approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica da 6,8 milioni di euro e si procederà ora con la progettazione esecutiva. Per Palazzo Varano il progetto esecutivo da 3 milioni di euro è in fase di consegna, mentre per Chiesa e Palazzo San Giacomo, con un investimento di 5,8 milioni di euro, il progetto è in fase conclusiva.   Con l'avvio dei lavori a Palazzo dei Priori, Visso apre dunque una nuova fase della ricostruzione: dopo anni di attesa, il centro storico torna a essere un luogo di intervento, recupero e futuro, con l'obiettivo di restituire alla comunità i suoi spazi simbolo e il patrimonio storico che rappresenta l'identità della città.

27/07/2026 15:32
Caso Roggero: "Non fu legittima difesa. Assurda la richiesta della grazia"

Caso Roggero: "Non fu legittima difesa. Assurda la richiesta della grazia"

Sta facendo assai dibattere la sentenza di questi giorni, che prevede il carcere per il gioielliere del cuneese che ha ucciso due rapinatori che stavano fuggendo dalla sua gioielleria dopo aver compiuto una rapina. Come sempre accade, l’opinione pubblica risulta divisa secondo le due tifoserie dei sostenitori e degli avversari: ma, si sa, l’opinione pubblica non pensa e si muove solo per istinti privi di riflessione (gli stessi che, con ogni probabilità, troverete a commento di queste mie riflessioni…). Sgombriamo subito il campo da ogni equivoco: i due uomini uccisi non sono eroi ma delinquenti, che certo hanno pagato in modo esageratamente alto la loro colpa. Il fatto che addirittura lo Stato risarcisca le loro famiglie è un pessimo segnale, considerato il fatto che non sono morti sul lavoro, a meno che per lavoro non si intenda lo svaligiare le gioiellerie puntando la pistola contro il proprietario. Ugualmente non deve passare per eroe il gioielliere, come invece stanno provando a fare i militonti della destra neoliberale: ricordiamo infatti che il gioielliere ha aperto il fuoco sui ladri quando questi erano già in fuga. Non è legittima difesa, con buona pace di chi la va evocando in relazione all’accaduto. Se si spara a qualcuno che sta fuggendo come può essere legittima difesa? Va tuttavia detto che, se volessimo ragionare con il paradigma di Tommaso Hobbes, chi punta la pistola contro un cittadino sta per ciò stesso uscendo dai perimetri dello Stato per ricadere in quelli dello stato di natura, ove prevale la legge del più forte. Per ciò stesso, l’uomo a cui viene puntata la pistola si deve egli stesso muovere nello stato di natura, poiché là lo ha condotto, contro la sua volontà, l’aggressore. Come si può a questo punto pretendere che l’aggredito rispetti le leggi dello stato che sono state violate dall’aggressore, il quale ha così precipitato se stesso e l’aggredito nello stato di natura? Questo mi pare un punto dirimente: se il gioielliere avesse sparato quando gli stavano puntando l’arma, avrebbe per ciò stesso agito per legittima difesa e andrebbe assolto. Ma il fatto che egli abbia aperto il fuoco quando i malviventi erano già in fuga non ha giustificazioni possibili: il crimine dei rapinatori, che merita indubbiamente di essere punito come la legge prevede, appare poca cosa rispetto a quello compiuto dal gioielliere. Il reato dei malviventi riguarda la proprietà privata, quello del gioielliere concerne la vita: solo la dilagante idiozia neoliberale, che anima i militonti di destra e la loro ottusità inscalfibile, può giustificare la morte per chi violi la proprietà privata, con ciò riconfermando, oltretutto, che per il liberalismo nella sua variante odierna la sola libertà che realmente conti è quella della proprietà e del mercato. Dunque, nessuna giustificazione per i malviventi, ma nessuna giustificazione ugualmente per il gioielliere che ha sparato a delinquenti che stavano fuggendo senza più mettere in pericolo la sua vita. In molti stanno evocando la possibilità della grazia per il gioielliere del cuneese Roggero, colpevole di aver freddato a colpi di revolver i delinquenti che avevano svaligiato la sua gioielleria. Si tratta di una richiesta profondamente sbagliata, anzitutto in ragione del fatto che non siamo al cospetto di un caso di legittima difesa o di eccesso di legittima difesa: giuridicamente parlando, si tratta di ritorsione, considerato il fatto che i malviventi (come tali vanno qualificati) stavano fuggendo e che il gioielliere – a cui era stato revocato il porto d’armi – ha sparato loro alle spalle e per di più in mezzo alla strada, con il rischio di colpire i passanti. Reato è quello dei malviventi che hanno compiuto la rapina e ugualmente reato, ancora più grave, è quello commesso dal gioielliere, che ha vigliaccamente sparato alle spalle. Se, oltretutto, venisse concessa la grazia, si creerebbe un precedente pericoloso: un precedente che, oltre a costituire una palese ingiustizia per quanti hanno subito una condanna per motivi analoghi senza ricevere la grazia, finirebbe per sdoganare la folle idea che in Italia vale la legge del taglione o, se si preferisce, il Far West per cui ognuno può farsi giustizia da sé. Sbagliano tanto coloro i quali stanno provando a santificare i delinquenti che hanno compiuto la rapina e che sono sciaguratamente stati uccisi, quanto coloro i quali stanno glorificando il gioielliere, che oltretutto propriamente un santo non era: nel 2005, aveva puntato la pistola contro il fidanzato della figlia e, a cagione di ciò, aveva patteggiato due mesi di carcere. Quella del gioielliere sarebbe stata legittima difesa, se egli avesse sparato mentre la rapina si stava svolgendo, quando la vita sua e dei suoi familiari effettivamente era in pericolo. Questo dice la legge: tutto il resto sono chiacchiere ideologiche, care soprattutto a quella demenziale e squallida destra neoliberale che è talmente serva di Washington da averne metabolizzato il concetto stesso di “giustizia” come far west legalizzato e fai da te.   (Foto Roggero Ansa) 

26/07/2026 12:00
Perdersi un po' di vista per continuare ad amarsi: il desiderio ha bisogno di spazio

Perdersi un po' di vista per continuare ad amarsi: il desiderio ha bisogno di spazio

Per generazioni abbiamo creduto che l’amore romantico fosse fusione. Condividere tutto - spazio, tempo, amicizie - è stato a lungo considerato il metro di misura della solidità di una coppia, una garanzia contro l'infedeltà e l'abbandono. Eppure, questa presenza fisica costante ha spesso rivelato i suoi limiti: la saturazione, l'illusione di possedere l'altro e il progressivo spegnimento del desiderio. Nella contemporaneità sta emergendo una nuova consapevolezza: l’allontanamento non è più vissuto come una minaccia, ma come un luogo psichico in cui far nascere la mancanza e, con essa, la passione. La psicoterapeuta e saggista belga Esther Perel lo spiega nel suo lavoro Mating in Captivity: la scrittrice si chiede come possiamo desiderare ciò che già abbiamo, dato che il desiderio non si nutre di certezza, ma di mistero e di spazio. Perel evidenzia un paradosso fondamentale della vita di coppia: «L'amore vuole accorciare le distanze per unire, ma il desiderio ha bisogno di distanza per esistere». Da un lato l’amore necessita di vicinanza e sicurezza, mentre dall'altro il desiderio trae linfa da ciò che è imprevedibile e nuovo. Sono due forze intense e al contempo opposte: la spinta a fondersi rischia di far morire l’erotismo, che al contrario vive di conquista. Per cui il problema non è scegliere tra amore e sesso, ma trovare il giusto equilibrio tra il bisogno di sicurezza e libertà. Quando l'altro diventa del tutto prevedibile, quando la trasparenza è totale e l'individualità viene sacrificata per il "noi", l'eros si spegne perché non c'è più nulla da scoprire o da rincorrere. Spesso pretendiamo che il nostro partner racchiuda in sé la figura del genitore ideale, del migliore amico e del supporto emotivo, ma tutto ciò finisce per schiacciare la passione. Secondo la scrittrice, un modo per mantenere viva la fascinazione è permettere al proprio compagno di alimentare la sua sfera autonoma, in cui continuare a crescere ed evolvere con le proprie inclinazioni. Solo così è possibile vederlo come un individuo indipendente anche in contesti diversi, ricreando la giusta distanza emotiva. Il concetto di "presenza ad ogni costo" confonde la vicinanza con la sicurezza. Ma la presenza fisica non è garanzia di presenza emotiva: l'amore adulto richiede il passaggio dall'invischiamento ad una relazione matura. Questa capacità di vivere serenamente la distanza affonda le radici nella teoria dell'attaccamento di John Bowlby. Solo chi ha sviluppato un attaccamento sicuro possiede la vera "capacità di stare solo": la certezza interna che l'altro continui ad esistere e ad amarci anche quando non si trova nel nostro campo visivo. Ciò richiede la facoltà di rimanere se stessi, pur all'interno di un legame profondo in cui l'individualità è una risorsa (poiché i momenti di separazione permettono di coltivare i propri interessi, la carriera e il proprio mondo interiore) e il ritorno è un arricchimento, dato che tornare dall'altro con nuove esperienze e nuovi racconti impedisce alla coppia di ripiegarsi su se stessa. Il coraggio di un amore adulto sta nel superare la convinzione per cui "se non ti vedo, ti perdo". Richiede invece fiducia in se stessi, nella propria stabilità emotiva e nel legame stabilito con il partner. La solidità nasce dalla libera scelta di ritrovarsi ogni volta. La distanza elimina il superfluo del quotidiano e trasforma il riavvicinamento in una riconquista consapevole.

26/07/2026 11:38
I teatri storici delle Marche diventano patrimonio dell’umanità: il sì dell'Unesco a Busan

I teatri storici delle Marche diventano patrimonio dell’umanità: il sì dell'Unesco a Busan

 Il comitato del patrimonio mondiale dell'Unesco, riunito a Busan in Corea del Sud per la sua quarantottesima sessione, ha iscritto ufficialmente nella Lista dei beni protetti "Il sistema dei teatri condominiali all’italiana del XVIII e XIX secolo nell’Italia centrale". Il verdetto, giunto nella giornata di domenica 26 luglio, riconosce il valore storico e architettonico di una rete di strutture diffusa in particolare nel territorio marchigiano. Con questo nuovo inserimento, l'Italia consolida il primato per il maggior numero di siti registrati all'interno della lista internazionale, raggiungendo una quota complessiva di sessantadue beni. Il progetto di candidatura, avviato nel 2020, ha visto come capofila la Regione Marche, affiancata dalle amministrazioni regionali di Umbria ed Emilia-Romagna, in collaborazione con numerosi enti locali e sotto il coordinamento tecnico-scientifico del Ministero della Cultura e del Ministero degli Affari Esteri. Alla sessione coreana del comitato, per la delegazione italiana, hanno preso parte la dirigente della Direzione Cultura regionale Daniela Tisi e la sottosegretaria alla presidenza delle Marche Silvia Luconi, insieme all'ambasciatore Liborio Stellino, rappresentante permanente d’Italia presso l’Unesco, e all'ambasciatrice a Seul Emilia Gatto. In una nota ufficiale, il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha espresso soddisfazione per il traguardo istituzionale raggiunto, definendolo il compimento di un percorso formale lungo e rigoroso. Il governatore ha sottolineato come il provvedimento dell'agenzia ONU ratifichi la peculiarità di un territorio che presenta un'elevata densità di questo tipo di strutture storiche, rivolgendo un ringraziamento alle strutture tecniche regionali, al Ministero della Cultura guidato da Alessandro Giuli e alle iniziative avviate nella precedente legislatura con l'allora assessora Giorgia Latini. Da Busan, il sottosegretario Luconi ha evidenziato come il riconoscimento non costituisca un punto d'arrivo, bensì l'inizio di una fase che richiederà nuovi impegni sul fronte della tutela, della conservazione e della gestione cooperativa del sito seriale. La designazione Unesco si concentra sulle caratteristiche specifiche del teatro condominiale, un modello architettonico e gestionale sviluppatosi tra il diciassettesimo e il diciannovesimo secolo. In base a questa formula, la costruzione e la manutenzione degli edifici venivano finanziate direttamente dalle famiglie residenti nei borghi e nelle città attraverso l'acquisto e la proprietà dei singoli palchi. Secondo i dati tecnici presentati nel dossier, tali istituzioni hanno storicamente svolto una funzione di aggregazione civica e sociale per le comunità locali, oltre a quella strettamente legata all'attività culturale. Nelle intenzioni dei promotori, l'inserimento nella lista globale mira ora a incrementare la tutela del patrimonio immobiliare diffuso, favorire lo studio accademico di queste strutture e razionalizzare i flussi turistici legati ai beni storici dell'Italia centrale.

26/07/2026 10:54
Il ristoratore non indica nel menù che i suoi prodotti sono surgelati: vale una condanna?

Il ristoratore non indica nel menù che i suoi prodotti sono surgelati: vale una condanna?

Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana “Chiedilo all'Avvocato”.  In questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato tematiche riferibili ai prodotti alimentari, soprattutto quelli proposti dai ristoratori. Il caso di specie scelto è di una lettrice di Civitanova Marche che è capitato di mangiare durante una cena dei prodotti surgelati dati per freschi e pertanto non indicati nel menù consegnato al tavolo, e che chiede: “A quali responsabilità va in contro il ristoratore di uno chalet che fa passare per fresco del pesce invece surgelato?”. Tale circostanza ci porta subito ad applicare il principio giuridico oramai divenuto consolidato espresso dalla Suprema Corte con la sentenza n. 4735/2018 secondo il quale: “ Il menù, sistemato sui tavoli di un ristorante o consegnato ai clienti, equivale ad una proposta contrattuale nei confronti degli avventori e manifesta l’intenzione del ristoratore di offrire i prodotti indicati nella lista. Da ciò consegue che la mera disponibilità di alimenti surgelati nel ristorante, non indicati nel menù, configura il reato di frode in commercio”. Difatti, la Cassazione ha ribadito che la frode prevista dall’art. 515 c.p. si configura quando «l’alienante compie atti idonei diretti in modo non equivoco a consegnare all’acquirente una cosa per un’altra ovvero una cosa, per origine, qualità o quantità diversa da quella pattuita o dichiarata». Inoltre, osserva la Suprema Corte, costituisce il delitto di frode in commercio anche il non indicare nella lista delle pietanze che determinati prodotti sono congelati, “giacché il ristoratore ha l’obbligo di dichiarare la qualità della merce offerta ai consumatori indipendentemente dall’inizio di una concreta contrattazione con il singolo avventore”. Infine, la Corte ha precisato che “In relazione alle modalità di rappresentazione dell’offerta dei prodotti è corretto ritenere che anche l’esposizione di immagini del prodotto offerto, in luogo della sua descrizione nel menù, sia idonea a configurare la condotta di reato, state proprio la natura delle immagini, volta ad incentivare la consumazione del prodotto” (Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 4735/18; depositata il 1° febbraio 2018). Pertanto, in risposta alla nostra lettrice risulta corretto affermare che “La disponibilità di alimenti surgelati, non indicati come tali nel menù o negli espositori nei quali gli stessi siano esposti a disposizione della clientela, integra il reato di tentativo di frode in commercio da parte del titolare” (Cass. Pen. Sez. III, sentenza n. 10375/20). Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.                                                       

26/07/2026 09:10
Macerata, vandalizzati i manifesti del Mof, Benedetti: "Un gesto incivile"

Macerata, vandalizzati i manifesti del Mof, Benedetti: "Un gesto incivile"

L’Amministrazione comunale di Macerata condanna l’atto vandalico che ha colpito i manifesti promozionali del Macerata Opera Festival, ricoperti nella notte con volantini denigratori affissi abusivamente. Il Comune ha segnalato l’accaduto alle autorità competenti e disposto la rimozione del materiale e il ripristino delle locandine danneggiate. Questa la condanna pervenuta in redazione tramite comunicato stampa: L’Amministrazione Comunale, ed in particolare l’Assessorato alla Cultura, esprimono la più ferma e sdegnata condanna per l’atto vandalico perpetrato ai danni dei manifesti promozionali del Macerata Opera Festival, deturpati nella notte con l'affissione abusiva di volantini denigratori. Un gesto incivile che non colpisce soltanto l'immagine di una manifestazione prestigiosa e di rilievo internazionale, ma che reca un danno diretto a tutta la città di Macerata, alla sua comunità e al lavoro di quanti, da mesi, si dedicano con passione ed energia alla realizzazione della stagione lirica. Il confronto, la critica e il dibattito sulle scelte artistiche e culturali sono sempre legittimi quando si muovono nel rispetto e nel civile confronto, al contrario, quando il dissenso scade nel vandalismo, nell’imbrattamento e nell’abusivismo perde qualsiasi dignità e si trasforma in un atto di maleducazione e mancanza di rispetto verso il bene pubblico. Il Macerata Opera Festival rappresenta un patrimonio di tutti i maceratesi, un volano di cultura, turismo ed economia per l'intero territorio. Imbrattare le sue immagini non è una forma di protesta, ma un’offesa alla bellezza e al decoro urbano. L'Amministrazione ha già provveduto a segnalare l'accaduto alle autorità competenti per l'individuazione dei responsabili e ha dato disposizione per la tempestiva rimozione dei volantini abusivi ed il ripristino dei manifesti danneggiati. La cultura a Macerata non si fa intimorire né degradare da simili gesti.

25/07/2026 19:00
Macerata, la stazione cambia volto ma lo scalino all’uscita fa discutere

Macerata, la stazione cambia volto ma lo scalino all’uscita fa discutere

Sono ormai in dirittura d’arrivo i lavori di ammodernamento della stazione ferroviaria di Macerata, con gli interventi interni e di miglioramento della linea praticamente completati. Gli spazi della struttura sono stati rinnovati e il restyling sta entrando nella fase conclusiva, mentre all’esterno resta ancora da sistemare l’area della piazza davanti allo scalo ferroviario. Tra gli elementi che hanno attirato l’attenzione di alcuni viaggiatori c’è però una soluzione architettonica all’uscita verso il binario 1. Per raggiungere l’esterno, infatti, è presente un gradino particolarmente evidente, che ha sollevato qualche perplessità tra i passeggeri. Lo scalino, pur essendo affiancato da una rampa per consentire il passaggio alle persone con difficoltà motorie o con bagagli pesanti, appare pronunciato e poco agevole, soprattutto considerando il frequente transito di utenti della stazione. Alcuni viaggiatori hanno segnalato la situazione, evidenziando il possibile rischio di inciampo e la presenza di una barriera architettonica che, secondo le loro osservazioni, avrebbe potuto essere progettata diversamente nell’ambito dei lavori di riqualificazione. L’intervento di ammodernamento ha portato una serie di miglioramenti alla stazione, ma ora l’attenzione si concentra su questo particolare elemento che, proprio perché inserito in una struttura rinnovata, risalta maggiormente agli occhi di chi utilizza quotidianamente lo scalo. Resta da capire se, prima della conclusione definitiva dei lavori, sarà possibile intervenire anche su questo aspetto per migliorare accessibilità e sicurezza degli ingressi e delle uscite della stazione.

24/07/2026 18:15
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