Un acquisto online si è trasformato in una truffa da circa 250 euro ai danni di un 53enne della provincia di Ancona, che aveva ordinato quattro pneumatici su un portale di e-commerce senza però mai ricevere la merce.
Dopo la denuncia presentata dalla vittima, i militari della Stazione dei Carabinieri di Castelplanio hanno avviato le indagini, ricostruendo i movimenti legati al pagamento effettuato tramite bonifico bancario.
Grazie alle tracce telematiche, gli investigatori sono risaliti all’intestatario del conto corrente su cui era confluita la somma, individuando un uomo di 56 anni, residente fuori regione e con precedenti specifici, ritenuto responsabile del reato di truffa. Secondo quanto emerso, il presunto autore del raggiro operava attraverso la copertura di una società con sede in Lombardia.
L’uomo è stato denunciato all’autorità giudiziaria. L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito alla massima prudenza negli acquisti online, raccomandando di verificare sempre l’affidabilità dei venditori attraverso recensioni indipendenti, controllare la presenza di dati societari completi (partita IVA, sede legale e recapiti verificabili) e diffidare di offerte con prezzi troppo bassi o di metodi di pagamento poco tracciabili, come ricariche o bonifici verso conti sospetti.
In caso di dubbi o sospetti di frode, è possibile contattare il 112 o rivolgersi alla stazione dei Carabinieri più vicina.
Si è concluso con esito positivo l’intervento di soccorso effettuato dai Vigili del fuoco nella zona del Passo del Lupo, a Sirolo, per assistere una persona che si era trovata nell’impossibilità di proseguire il percorso.
L’allarme era scattato quando un ragazzo, pur trovandosi in buone condizioni di salute, non era più in grado di continuare il cammino lungo il tratto interessato. Sul posto sono intervenuti la squadra dei Vigili del fuoco di Ancona e il personale SAF (Speleo Alpino Fluviale), impegnati nelle operazioni di recupero in un’area particolarmente impervia.
Le attività di soccorso si sono svolte lungo il percorso del Passo del Lupo, una zona che ha richiesto l’impiego di personale specializzato per garantire il recupero in sicurezza della persona coinvolta.
Al termine dell’intervento, il ragazzo è stato recuperato dal personale SAF e accompagnato fino alla propria autovettura. Le sue condizioni di salute sono risultate buone e non si sono registrate conseguenze fisiche.
Sul posto era presente anche la Polizia Locale, che ha collaborato durante le operazioni di assistenza e gestione dell’intervento.
La conclusione delle operazioni è stata comunicata dal Comando dei Vigili del fuoco di Ancona, che ha confermato il buon esito del soccorso.
Uno dei responsabili della strage di Corinaldo, la tragedia che nel 2018 provocò sei morti e 59 feriti all'interno di una discoteca dove era attesa l'esibizione del cantante Sfera Ebbasta, ha appiccato il fuoco nel carcere San Domenico di Cassino e poi ha aggredito due agenti della polizia penitenziaria.
Si tratta di Andrea Cavallari, condannato in via definitiva a 11 anni e 10 mesi di reclusione per la strage nella discoteca e l'anno scorso protagonista di una clamorosa evasione, approfittando di un permesso per discutere la tesi di laurea, mentre scontava la pena alla Dozza di Bologna. A denunciare l'episodio è il Sappe.
Secondo quanto riferisce il sindacato della polizia penitenziaria, Cavallari ha prima appiccato il fuoco ad uno sgabello in dotazione alla cella, provocando una rapida propagazione del fumo all'intero primo piano del reparto Isolamento. Per garantire la sicurezza dei presenti e scongiurare conseguenze ancora più gravi, la Polizia Penitenziaria ha avviato subito le procedure di emergenza, trasferendo i detenuti nelle aree passeggio.
Proprio durante queste operazioni, l'autore della strage di Corinaldo ha improvvisamente aggredito un giovane agente, in servizio da pochi giorni, colpendolo con pugni e schiaffi. Successivamente, all'arrivo di un collega più esperto intervenuto in suo soccorso, il detenuto ha afferrato una gamba di tavolo prelevata dalla cella e si è scagliato contro il poliziotto, colpendolo ripetutamente alla schiena e alle gambe con estrema violenza. I due poliziotti sono stati immediatamente soccorsi e poi refertati: ne avranno rispettivamente per cinque e sette giorni.
Donato Capece, segretario generale del sindacato Sappe e Maurizio Somma, segretario regionale per il Lazio, esprimono "totale vicinanza e solidarietà ai colleghi feriti. Quanto accaduto a Cassino rappresenta l'ennesima dimostrazione di come il personale di Polizia Penitenziaria operi quotidianamente in condizioni estremamente difficili, esponendosi a rischi altissimi per garantire la sicurezza degli istituti e della collettività. Chi alza le mani contro un poliziotto penitenziario attacca lo Stato e deve essere perseguito con la massima intransigenza".
Mauro Lucentini entra a far parte del Consiglio Federale della Lega, l’organo direttivo nazionale del partito. La nomina arriva in seguito alle dimissioni del deputato veneto Erik Pretto e vede Lucentini subentrare in qualità di primo dei non eletti.
Lucentini, attuale vicesegretario vicario della Lega Marche e commissario provinciale della Lega di Macerata, entra così nel principale organismo decisionale del partito a livello nazionale.
Soddisfazione da parte della segreteria regionale della Lega Marche. La segretaria regionale Giorgia Latini sottolinea il significato politico della nomina. "Buon lavoro a Mauro Lucentini per questo nuovo impegno nel Consiglio Federale – afferma –. Questo passaggio rappresenta un rafforzamento per la Lega nella nostra regione e il riconoscimento del lavoro svolto sul territorio. Un risultato che consente alla Lega Marche di essere ancora più presente all’interno della struttura nazionale del partito".
"I loro voti non sono andati persi", dice Lucentini rivolgendosi ai delegati che lo avevano sostenuto al Congresso. "Questo nuovo incarico è un'opportunità fondamentale per rafforzare la Lega nelle Marche. - ha aggiunto - Nel corso degli anni ho sempre operato al servizio del partito, ricoprendo i ruoli di commissario a Fermo, Pesaro e Macerata, oltre all'impegno a livello regionale. Proseguirò su questa strada con la medesima dedizione".
Non si scusa il sindaco di Filottrano Luca Paolorossi, anzi rilancia dopo le polemiche scoppiate per le sue dichiarazioni sui social. "Oggi prendo atto che alcune persone di sinistra non accettano nemmeno la natura delle cose" scrive il primo cittadino via social, intervenendo nuovamente sulla vicenda che lo ha visto al centro delle critiche politiche.
"Mi sono permesso di ricordare una semplice realtà della vita e del genere umano, parlando di verginità, e si è scatenato il finimondo. Articoli di giornale, indignazione, scandalo", prosegue Paolorossi, che accusa poi la sua interlocutrice politica di aver utilizzato in passato toni offensivi nei confronti dei maceratesi, invitando a verificare i suoi profili social.
Il sindaco filottranese rincara quindi la polemica annunciando anche un’iniziativa legata alla vicenda: la realizzazione di una maglietta celebrativa con la scritta “Paolorossi Choc”, richiamando un precedente progetto benefico legato a un’associazione di Filottrano. "Vediamo se anche questa riuscirà a fare lo stesso" aggiunge, facendo riferimento a iniziative solidali precedenti.
"Non sono stato eletto per assomigliare ai sindaci a cui certa sinistra è abituata – conclude –. Se non piaccio a qualcuno di destra mi dispiace, ma la soddisfazione di non piacere a quelli di sinistra mi fa stare bene".
La polemica nasce da una discussione social legata a un’analisi sui risultati elettorali. La candidata del centrosinistra a Macerata Helena Pieroni, della lista “L’Altra Macerata”, aveva commentato alcuni dati evidenziando una perdita di voti della coalizione di centrodestra rispetto al 2020. Da lì era arrivata la risposta del sindaco di Filottrano, che aveva innescato un acceso scambio sui social.
Secondo quanto contestato dal centrosinistra, nei commenti successivi Paolorossi avrebbe utilizzato espressioni giudicate offensive e sessiste nei confronti della candidata, scatenando la reazione politica e istituzionale della coalizione, che ha definito l’episodio “grave e inaccettabile”.
Sulla vicenda è intervenuta oggi anche la vicesindaca di Macerata, Francesca D’Alessandro, esponente di Fratelli d’Italia, che ha preso le distanze dalle dichiarazioni del sindaco di Filottrano.
"Desidero esprimere la mia piena solidarietà alla candidata e consigliera di centrosinistra Helena Pieroni per le gravi affermazioni che le sono state rivolte – ha dichiarato –. La politica deve essere confronto, anche duro, ma sempre rispettoso. Nessuna divergenza di idee può giustificare attacchi personali o parole che ledono la dignità di una persona".
La vicesindaca ha poi ribadito il principio del rispetto come limite invalicabile nel dibattito politico: "Da donna esprimo la mia vicinanza e solidarietà incondizionata. Il rispetto della persona deve rimanere un valore imprescindibile della vita democratica".
La presa di posizione di D’Alessandro si aggiunge alle reazioni già arrivate dal centrosinistra maceratese, che aveva chiesto una netta condanna delle frasi del sindaco di Filottrano.
ANCONA – Saranno dieci anche per l’estate 2026 le Postazioni Territoriali di Emergenza Sanitaria (PoTES) turistiche attivate nelle Marche per rafforzare la rete regionale dell’emergenza-urgenza nei mesi di maggiore afflusso turistico.
Il programma dell’Agenzia Regionale Sanitaria conferma l’impianto degli anni precedenti, con una distribuzione studiata per garantire assistenza sia lungo la costa sia nelle località interne più frequentate durante la stagione estiva. In diverse aree l’attivazione delle postazioni è stata anticipata alla metà di giugno, con una copertura più omogenea su tutto il territorio regionale.
«Durante la stagione estiva le Marche accolgono un numero importante di visitatori e turisti e questo richiede un’attenzione particolare anche sul fronte dei servizi sanitari e dell’emergenza» ha dichiarato il presidente della Regione, Francesco Acquaroli. «Le PoTES turistiche sono uno strumento importante per rispondere all’aumento delle presenze e garantire un supporto aggiuntivo nelle località più affollate».
Sulla stessa linea l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, che ha sottolineato la continuità del modello organizzativo: «Confermiamo un sistema che negli anni si è dimostrato efficace nella gestione della domanda di soccorso estiva. Per il 2026 abbiamo previsto anche alcune novità, come l’estensione H24 della postazione di Fano e l’ampliamento dell’orario della PoTES di Numana-Sirolo, per garantire una risposta sempre più rapida e diffusa».
Nel complesso saranno attivate quattro postazioni di tipologia MSI, con equipaggio composto da autista-soccorritore e infermiere, e sei postazioni MSB, con autista-soccorritore e soccorritore. Le PoTES estive si affiancheranno a quelle già operative durante l’anno, rafforzando la rete dell’emergenza-urgenza regionale.
Nel territorio di Gabicce Mare (AST Pesaro Urbino) sarà attiva una PoTES MSI dal 13 giugno al 13 settembre 2026, con copertura diurna 8-20 e potenziamento notturno nei weekend. A Fano sarà operativa una postazione MSB con copertura H24 nello stesso periodo.
Nell’area di Numana-Sirolo (AST Ancona) una PoTES MSI sarà attiva dal 27 giugno al 13 settembre, mentre a Senigallia sarà attivata una MSB con copertura notturna 20-8.
Nel distretto montano di Camerino (AST Macerata) la postazione MSI sarà operativa dal 1° luglio al 31 agosto, con copertura diurna 10-18.
Nel territorio dell’AST di Fermo saranno attive due postazioni MSB a Porto Sant’Elpidio e Porto San Giorgio (10-18), mentre a Sant’Elpidio a Mare sarà operativa una MSI con copertura notturna.
Infine, nell’AST di Ascoli Piceno saranno attive due postazioni MSB a Grottammare e Cupra Marittima, operative dal 1° luglio al 15 settembre con copertura diurna 10-18.
L’obiettivo complessivo è quello di garantire una presenza capillare del sistema di emergenza-urgenza nelle località turistiche, riducendo i tempi di intervento nei periodi di massimo afflusso.
Si aprono concrete prospettive occupazionali per 22 detenuti della casa circondariale di Barcaglione, ad Ancona, che hanno concluso con successo la quarta edizione del corso di formazione professionale per aiuto cuoco. L'iniziativa, finalizzata all'inclusione sociale e all’inserimento lavorativo di persone in condizione di svantaggio, è stata patrocinata dal garante regionale dei diritti della persona, l’avvocato Giancarlo Giulianelli, e finanziata tramite un bando della Regione Marche.
Il percorso didattico ha previsto 600 ore di formazione con il rilascio di un attestato finale, oltre a un periodo di stage pratico sul campo destinato ai partecipanti in possesso dei requisiti per l’accesso al lavoro esterno. L'eccellente riuscita del progetto è stata resa possibile grazie all’organizzazione di Fores Marche, presieduta da Elio Aureli, al coordinamento della dottoressa Rossella Papili dell’ufficio locale per l’esecuzione penale esterna di Ancona e alla professionalità dei cuochi che hanno messo a disposizione le proprie competenze in qualità di docenti.
A testimoniare la validità della progettualità sono i numeri reali legati all'occupazione generata al termine del periodo di inserimento nelle aziende del territorio.
"Sono particolarmente soddisfatto dei numeri raggiunti anche con il corso per aiuto cuoco - ha sottolineato il garante regionale Giancarlo Giulianelli -. Dei 20 detenuti che, secondo i requisiti di legge, hanno avuto accesso agli stage nelle aziende tra il 2025 e il 2026, ben 6 hanno già trovato un’occupazione stabile. È un segnale concreto che conferma la validità del percorso intrapreso e dimostra quanto la società civile rappresenti un anello fondamentale nel processo di recupero e reinserimento. I risultati ottenuti nella struttura di Barcaglione, oggi considerata un vero modello a livello nazionale, costituiscono il miglior biglietto da visita per il territorio".
Il percorso rieducativo ha richiesto una sinergia istituzionale complessa che ha visto collaborare attivamente la magistratura, la struttura carceraria e il mondo della formazione. "La conclusione del corso ci offre l'occasione per sottolineare ancora una volta l’importanza dei percorsi professionalizzanti attivati all’interno degli istituti penitenziari marchigiani", ha dichiarato il garante Giancarlo Giulianelli, evidenziando il lavoro di rete compiuto con il contributo del procuratore generale presso la Corte d’Appello di Ancona, il dottor Roberto Rossi, della magistratura di sorveglianza e della polizia penitenziaria di Ancona, guidata dal comandante Nicola De Filippis.
"Offrire una seconda opportunità a chi ha saldto il proprio debito con la società rappresenta un dovere sociale oltre che istituzionale - ha concluso il garante -. Per questo è indispensabile il coinvolgimento della società civile, primo banco di prova al termine dei percorsi formativi. Su questo fronte c’è ancora molto da fare, soprattutto sul piano dell’informazione, per far conoscere quanto la Regione e le strutture competenti stanno realizzando e i risultati positivi ottenuti".
Entra nel vivo il cammino di avvicinamento alla 48ª edizione del pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto, in programma per sabato 13 giugno. Durante l'udienza generale di questa mattina in Vaticano, papa Leone XIV ha benedetto la Fiaccola della Pace, compiendo il tradizionale gesto simbolico che precede la partenza delle migliaia di pellegrini attesi per la grande manifestazione mariana.
All'incontro con il pontefice ha preso parte una delegazione guidata da monsignor Giancarlo Vecerrica, ideatore del pellegrinaggio e vescovo emerito della diocesi di Fabriano-Matelica, e da monsignor Nazzareno Marconi, vescovo della diocesi di Macerata e presidente della Cem (Conferenza episcopale marchigiana). Insieme a loro erano presenti un gruppo di 30 atleti provenienti da Marche, Umbria, Lazio e Puglia, i podisti dell'atletica vaticana e una rappresentanza di volontari del comitato organizzatore. Nel momento della benedizione, il santo padre ha accolto con un sorriso il saluto di monsignor Vecerrica, che lo ha definito come il proprio "apostolo della pace".
Il viaggio del fuoco podistico toccherà diverse tappe prima di giungere nel capoluogo maceratese. La fiaccola raggiungerà in serata il duomo di Orvieto, località da dove inizierà ufficialmente il suo cammino di avvicinamento nella giornata di mercoledì 10 giugno.
I podisti copriranno un percorso di circa 250 chilometri attraverso varie regioni, con l'obiettivo di fare ingresso allo stadio Helvia Recina di Macerata sabato 13 giugno alle ore 20:30, dando così il via ufficiale alla partenza del pellegrinaggio verso la basilica di Loreto.
La Fiaccola della Pace viene accesa annualmente con l'intento di promuovere un messaggio di fraternità, speranza e dialogo tra i popoli. Lungo il suo tragitto, il fuoco attraverserà numerose città e comunità locali, integrando momenti di preghiera e di aggregazione civile ed ecclesiale.
La complessa gestione logistica e la sicurezza di tutto l'itinerario interregionale saranno garantite, come di consueto, grazie alla collaborazione e al supporto operativo della polizia stradale e dei diversi comandi di polizia locale dei territori che verranno attraversati lungo i 250 chilometri del tracciato.
(Foto di repertorio)
Marco Cecchini, dj e ritenuto il “gestore di fatto” della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, è stato trasferito nella serata di ieri nel carcere di Montacuto, ad Ancona, dai carabinieri della stazione di Corinaldo.
I militari hanno dato esecuzione alla condanna definitiva emessa dalla Corte di Cassazione: cinque anni di reclusione per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e disastro colposo.
La vicenda è legata alla tragedia avvenuta nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 all’interno della discoteca Lanterna Azzurra, dove morirono cinque minorenni e una madre di 39 anni durante la calca scoppiata poco prima dell’esibizione del trapper Sfera Ebbasta. Secondo quanto ricostruito nelle indagini e nei successivi processi, il panico tra i presenti sarebbe stato provocato dalla diffusione di spray urticante all’interno del locale. La fuga verso le uscite provocò il cedimento di una balaustra e la conseguente tragedia.
Con il trasferimento nel carcere di Montacuto diventa esecutiva la condanna definitiva nei confronti di Cecchini nell’ambito del procedimento sulla gestione e sulla sicurezza del locale.
Intervento dei Vigili del fuoco nella mattinata di oggi lungo l’autostrada A14, nel tratto compreso tra i caselli di Senigallia e Marotta in direzione nord, a causa dell’incendio del semirimorchio di un mezzo pesante in transito.
L’allarme è scattato poco prima delle 10:00, quando il camion, che trasportava prodotti per la pulizia, è stato interessato da un rogo per cause ancora in fase di accertamento.
Il conducente è riuscito a fermare il mezzo in una piazzola di sosta prima che le fiamme si propagassero ulteriormente, evitando conseguenze più gravi.
Sul posto è intervenuta la squadra dei Vigili del fuoco di Senigallia, che ha provveduto allo spegnimento dell’incendio e alla successiva messa in sicurezza dell’area interessata.
Non si registrano persone ferite o coinvolte nell’episodio. Restano in corso gli accertamenti per chiarire l’origine dell’incendio.
Un pomeriggio fatto di parole, esperienze condivise, sorrisi e nuove connessioni. Il secondo appuntamento con l'Aperitivo #chicFORLIFE, ospitato dal Caffè Letterario, Biblioteca La Fornace di Moie, si è trasformato in un vero momento di incontro e confronto dedicato al tema della rinascita e del "rifiorire".
L’evento, patrocinato dalla Commissione per le Pari Opportunità tra uomo e donna della Regione Marche, ha visto protagonista Barbara Trasatti, autrice del libro #chicFORLIFE e commissaria della stessa Commissione Pari Opportunità, insieme alla vulcanica ed energica Cristina Marcucci, presidente dell’associazione HELP, promotrice dell’iniziativa.
In un clima semplice ed elegante, donne di tutte le età si sono messe in gioco leggendo alcune frasi del libro #chicFORLIFE, raccontando episodi personali, esperienze di vita, momenti di cambiamento e piccoli percorsi di rinascita. Il tema scelto per questo secondo appuntamento era infatti “Rifiorire”, con un messaggio chiaro: ogni donna ha la propria stagione per sbocciare.
Tra riflessioni sincere, scambi spontanei e momenti di empatia, il pomeriggio è diventato un’occasione concreta di ascolto e condivisione, lontano dai formalismi e vicino alla vita reale. A rendere ancora più piacevole l’atmosfera, l’aperitivo preparato dal Caffè Letterario e la calorosa accoglienza di Doriana con tutto lo staff, che hanno contribuito a creare un ambiente rilassato di inizio estate.
Non sono mancati sorrisi, nuove amicizie, idee e progetti futuri, confermando il successo di un format che, appuntamento dopo appuntamento, sta diventando un vero spazio di dialogo e crescita al femminile. L’Aperitivo #chicFORLIFE si conferma così come un’esperienza emotiva e relazionale capace di unire donne diverse attraverso la forza delle parole, della gentilezza e della condivisione.
Nella foto: Cristina Marcucci, il sindaco di Moie Sebastiano Mazzarini, Barbara Trasatti e Doriana Myrto del Caffè Letterario.
Rifiuto netto del Piano industriale presentato dalla Electrolux, il quale prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e il licenziamento di 170 dipendenti. Questo è quanto è stato ribadito con forza da parte delle istituzioni regionali nel pomeriggio a Roma, nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al tavolo nazionale dedicato alla crisi del gruppo svedese dell'elettrodomestico, convocato d'urgenza per affrontare i dettagli del piano industriale avanzato dal management aziendale.
Sulla delicata vertenza che sta scuotendo l'entroterra anconetano è intervenuto direttamente il governatore delle Marche. "Per quanto ci riguarda questo piano industriale è irricevibile e inaccettabile", ha dichiarato con fermezza il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. "Al tavolo del Mimit abbiamo chiesto con forza il ritiro del piano presentato dall’azienda, che prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e il licenziamento di 170 lavoratori. Le difficoltà che il comparto manifatturiero europeo sta attraversando, dai costi energetici alla logistica fino alle tensioni internazionali, sono criticità reali. Ma una crisi di sistema deve essere affrontata in modo strutturato e condiviso, non scaricando sui territori e sui lavoratori il peso di queste dinamiche".
L’incontro ministeriale si è svolto alla presenza del ministro Adolfo Urso e del ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Al tavolo del confronto hanno partecipato, oltre al presidente Acquaroli, l’assessore regionale al Lavoro Tiziano Consoli, la sindaca di Fabriano Daniela Ghergo, le segreterie e le rappresentanze sindacali, i rappresentanti istituzionali e territoriali coinvolti nella vertenza, e i vertici della proprietà aziendale. Al vertice hanno preso parte anche il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava e il sottosegretario al Mimit Fausta Bergamotto.
Nel corso del teso confronto è stata espressa la massima preoccupazione per un piano industriale che rischia di compromettere definitivamente il futuro produttivo e occupazionale del sito marchigiano, con pesanti ripercussioni sociali ed economiche per i lavoratori, le loro famiglie e l’intero tessuto economico e manifatturiero del Fabrianese. La Regione Marche, d'intesa con gli enti locali e le organizzazioni sindacali, ha ribadito con fermezza la richiesta di un immediato ritiro del piano aziendale e l’apertura di un confronto concreto per individuare soluzioni alternative in grado di salvaguardare la continuità produttiva e occupazionale della fabbrica.
"Non si può pensare di risolvere una fase complessa attraverso lo smantellamento di un presidio produttivo come quello di Cerreto d'Esi", ha proseguito Acquaroli nel suo duro intervento, "che rappresenta oltre cinquant’anni di storia industriale, professionalità, competenze e un contributo concreto alla competitività dell’azienda e dell’intero settore dell’elettrodomestico. Parliamo di 170 lavoratori, di famiglie e di un territorio che non può essere considerato una semplice variabile di bilancio".
Il presidente marchigiano ha poi ricordato il valore storico e strategico dell'area industriale coinvolta: "Abbiamo rappresentato al Ministero, insieme alle altre Regioni, ai sindacati, ai rappresentanti istituzionali e ai lavoratori, le istanze di un distretto che è stato uno dei luoghi simbolo della nascita e dello sviluppo dell’industria dell’elettrodomestico, patrimonio di orgoglio per le Marche, per l’Italia e per l’Europa. Noi riteniamo che le difficoltà si affrontino diversamente: con la sinergia, la concertazione, il dialogo, mettendo a sistema tutte le informazioni e costruendo soluzioni sostenibili e competitive per il territorio, per il Paese e per il sistema industriale europeo".
Il messaggio finale spedito ai vertici di Electrolux punta a riaprire la trattativa su basi totalmente diverse: "Per questo chiediamo all’azienda un’assunzione di responsabilità: il ritiro del piano e l’avvio immediato di una fase di confronto reale con istituzioni, sindacati e territori. La chiusura dello stabilimento di Cerreto d'Esi e il licenziamento dei lavoratori non rappresentano un piano industriale né una riorganizzazione aziendale, ma l'inizio di un percorso che non intendiamo neppure lontanamente prendere in considerazione".
Durante il tavolo romano è stata inoltre evidenziata la necessità di un impegno congiunto e condiviso tra Governo, Regione, enti locali e parti sociali per affrontare una crisi che non riguarda soltanto un singolo stabilimento, ma investe un’intera comunità produttiva e un territorio con una consolidata tradizione industriale. La Regione Marche, le amministrazioni locali e le organizzazioni sindacali hanno confermato al termine dell'incontro la massima determinazione nel sostenere le lavoratrici e i lavoratori e nel promuovere ogni iniziativa utile a scongiurare la chiusura definitiva del sito di Cerreto d’Esi.
Vogliamo rispondere a chi solleva dubbi sulle torture subite: le denunce sono già partite il 18 maggio e molti di noi si stanno facendo refertare negli ospedali italiani”. Con queste parole Vittorio Sergi, insegnante di Senigallia e attivista della Global Sumud Flotilla, è intervenuto questa mattina ad Ancona durante una conferenza stampa organizzata dal Coordinamento Marche per la Palestina.
Sergi, rientrato nelle Marche dopo il fermo e il sequestro da parte delle autorità israeliane insieme ad altri attivisti impegnati nella missione umanitaria, ha ribadito la volontà del gruppo di portare avanti le azioni legali legate alla vicenda.
Accanto a lui anche Marco Montenovi, attivista di Ancona, che ha spiegato come “nei prossimi giorni saremo ascoltati dal team legale e nell’ambito dei due fascicoli aperti dalla Procura di Roma”.
Nel corso dell’incontro con la stampa, Sergi ha inoltre precisato che “il viaggio di andata e ritorno è stato completamente sostenuto dalla Global Sumud Flotilla e non abbiamo mai chiesto nulla al governo italiano”.
L’attivista è poi tornato sulle polemiche nate nelle ultime ore a Senigallia dopo il confronto avuto in strada con il consigliere regionale Corrado Canafoglia e l’eurodeputato Carlo Ciccioli di Fratelli d’Italia. “Il tentativo di farsi pubblicità tramite questa azione umanitaria è destinato a cadere nel ridicolo”, ha dichiarato.
La vicenda continua intanto ad alimentare il dibattito politico e pubblico anche nelle Marche, tra richieste di chiarimenti e solidarietà agli attivisti coinvolti.
Si è svolto oggi a Palazzo Raffaello un importante incontro per fare il punto sulla vertenza Electrolux e definire una linea d'azione totalmente condivisa in vista del cruciale tavolo nazionale convocato per lunedì prossimo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del ministro Adolfo Urso. Al summit preparatorio hanno preso parte il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli, l’assessore al Lavoro Tiziano Consoli e i rappresentanti sindacali delle tre sigle nazionali Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm.
Al centro del tavolo l'altissima tensione e la forte preoccupazione per il piano industriale presentato dalla multinazionale, che prevede la chiusura definitiva dello stabilimento di Cerreto d’Esi e il conseguente licenziamento di circa 170 lavoratori. Una mossa che rischierebbe di provocare un vero e proprio effetto domino con pesantissime ripercussioni sull’intero distretto manifatturiero del Fabrianese e sull'economia dell'intera regione.
L'incontro di questo pomeriggio si è concluso con la richiesta unanime e perentoria di un ritiro immediato del piano industriale, giudicato del tutto inaccettabile per l’impatto occupazionale e sociale che determinerebbe sul territorio. Il governatore delle Marche ha tracciato la rotta in vista del delicato confronto romano, richiamando la multinazionale ai propri doveri verso una comunità che ha dato moltissimo in termini di storia industriale.
"Siamo concentrati sull’incontro di lunedì pomeriggio - ha affermato il presidente Francesco Acquaroli -, un appuntamento importante per ribadire con forza le nostre richieste: il ritiro del piano presentato dall’azienda e, soprattutto, l’avvio di un confronto su un vero progetto di rilancio e sviluppo dei siti produttivi, a partire da quello di Cerreto d’Esi, che rappresenta uno degli stabilimenti più produttivi di Electrolux. Confidiamo nel buon senso dell’impresa e nella volontà di ritirare il piano, nel rispetto dei territori, della loro storia industriale e delle comunità coinvolte".
"È necessario aprire una discussione seria e approfondita, in una fase di concertazione e collaborazione con le organizzazioni sindacali, le istituzioni e i territori interessati - ha aggiunto Acquaroli -. Lo Stato si è dimostrato presente al fianco di questa azienda in momenti di necessità. Proprio per questo riteniamo doveroso che oggi l’azienda dimostri disponibilità al dialogo e al confronto. Come avvenuto in tutte le altre crisi industriali, c’è sempre stata apertura alla ricerca di soluzioni condivise. Vogliamo confidare che anche in questo caso possa prevalere il senso di responsabilità e la volontà di costruire un percorso comune".
Il faccia a faccia di lunedì 25 maggio al Mimit rappresenterà uno snodo fondamentale non solo per le Marche, ma per l'intero Paese, dato che la crisi investe il gruppo a livello nazionale con una stima complessiva di circa 1.700 esuberi sul territorio italiano.
Proprio per l'enormità dei numeri in gioco, durante il tavolo ad Ancona è stata sottolineata la necessità assoluta di una strategia condivisa e unitaria che veda camminare insieme il Governo, la Regione Marche, gli enti locali e le parti sociali.
L'unico obiettivo comune resta quello di salvaguardare i livelli occupazionali, tutelare il patrimonio industriale e blindare l’intera filiera produttiva collegata direttamente e indirettamente al sito di Cerreto d'Esi. La Regione e i sindacati hanno confermato il massimo sforzo e la totale vicinanza a tutte le lavoratrici e ai lavoratori coinvolti in questa vertenza vitale per il territorio.
A un anno dalla firma del protocollo d’intesa tra il Comando Regionale Marche della Guardia di Finanza e l’Arpam, arriva un primo bilancio delle attività congiunte che conferma un rafforzamento significativo dell’azione di tutela della legalità ambientale sul territorio regionale.
Le operazioni, condotte dal Reparto Operativo Aeronavale di Ancona in collaborazione con i Comandi Provinciali del Corpo e con il supporto delle Aziende sanitarie territoriali (Ast), del Genio Civile, dell’Agenzia del Demanio, degli Ispettorati del Lavoro e dei tecnici Arpam, hanno garantito un presidio costante e coordinato su tutto il territorio regionale.
Secondo quanto comunicato, il modello di collaborazione interistituzionale si è dimostrato efficace e basato su condivisione delle informazioni e interventi mirati.
Dal maggio 2025 sono stati effettuati otto controlli, tutti conclusi con esito irregolare, a conferma dell’efficacia della fase preliminare di selezione degli interventi.
Nel corso delle attività sono state deferite all’autorità giudiziaria nove persone, tra rappresentanti di società e titolari di ditte individuali, per reati ambientali. Accertate inoltre 14 violazioni in materia di abusi edilizi, per una superficie complessiva pari a circa 3.160 metri quadrati.
Le operazioni hanno portato anche al sequestro di oltre 25mila metri quadrati di aree sottoposte a vincolo paesaggistico, insistenti su demanio fluviale o in zone ad elevato rischio idrogeologico.
Contestualmente, sono stati rinvenuti e sequestrati ingenti quantitativi di rifiuti speciali, sia pericolosi che non pericolosi: materiali da demolizione, scarti di lavorazione, pneumatici, oltre a sostanze altamente inquinanti come eternit, amianto, veicoli fuori uso non bonificati e bombole di gas e ossigeno.
Il quantitativo complessivo supera le 5.500 tonnellate di rifiuti gestiti in modo illecito.
La Corte d’Appello di Ancona ha disposto un nuovo accertamento tecnico nell’ambito del processo legato alla strage della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, avvenuta l’8 dicembre 2018, nella quale persero la vita sei persone, tra cui cinque minorenni e una madre di 39 anni.
L’incarico è stato affidato al professore Tomaso Trombetti, docente di Tecnica delle Costruzioni all’Università di Bologna, chiamato a valutare nel dettaglio la tenuta delle balaustre dell’uscita 3 (via di esodo “S3”) del locale.
Il procedimento riguarda le presunte carenze di sicurezza della struttura e coinvolge otto imputati, tra cui i membri della Commissione di vigilanza sul pubblico spettacolo che autorizzò l’apertura della discoteca.
In primo grado, i giudici avevano assolto gli imputati dalle accuse più gravi di omicidio colposo plurimo e disastro colposo, disponendo invece condanne per falso con pene sospese fino a un anno e due mesi di reclusione.
Il nuovo consulente dovrà quantificare la forza esercitata dalla folla sulle balaustre laterali della via di fuga S3 e verificare se, qualora realizzate e progettate secondo le norme, le strutture avrebbero potuto resistere alla pressione. Il calcolo dovrà tenere conto di due parametri: 150 kg per metro lineare, valore previsto all’epoca della realizzazione, e 200 kg per metro lineare, riferimento normativo successivo adottato al momento del sopralluogo della Commissione provinciale di vigilanza.
In caso di eventuale cedimento, il perito dovrà inoltre stabilire i tempi dell’evento, confrontandoli con la ricostruzione già effettuata nella consulenza dell’ingegner Gianluigi Guidi.
Il professore avrà 90 giorni di tempo per depositare la perizia. Le operazioni inizieranno il 16 giugno, mentre la prossima udienza utile per l’esposizione in aula è fissata al 16 novembre.
Non solo Baldovino e Fabiola, la coppia reale del secolo, ma c'è tanta Macerata e tanta Italia nel libro "Loreto, all'alba il Gran Re bussò alla porta della Santa Casa" (Ilari editore). Al di là della storia che rivelò quell'alba straordinaria del 30 gennaio 1990, allorché il re del Belgio varcò con la sua sposa il portone del santuario lauretano per pregare nella Santa Casa dopo il passo segreto e temporaneo di abdicare per non firmare la legge sull'aborto (la coppia non aveva avuto eredi), c'è nella pubblicazione la terra marchigiana "degli eroi". Quella di tanto tempo fa.
L'appuntamento per scoprire i dettagli di questo volume è alla Bottega del Libro a Macerata, venerdì alle ore 18:30. Ma cosa c'entra Macerata con il Re del Belgio? C'entra se si pensa al Congo Belga subito dopo l'indipendenza, alla strage di Kindu del novembre del 1961 - tutte vittime italiane: 13 caschi blu partiti da Pisa - e dunque all'inviato dell'Onu, il maceratese Giorgio Pagnanelli, che assumendosi rischi mortali portò a termine la sua missione di Pace. E il pensiero non può non correre pure al maceratese Tullio Moneta, comandante del 5° Battaglione della Legione Straniera che contribuì grandemente a portare l'ordine nella Kindu insanguinata.
Il ricordo di "zio Giorgio" (il capitolo nel libro è a firma del funzionario internazionale Onu, Andrea Angeli) sarà tracciato dalla nipote, la professoressa Annarita Liverani. Altri interventi previsti durante la presentazione sono di Donatella Medei, figlia di Luciano, treiese, dipendente della sede diplomatica romana del Belgio; dei curatori Gabriele Censi e Maurizio Verdenelli (autori del testo assieme ad Anna Maria Cecchini, giornalista e scrittrice), e di Giovanni Santachiara. Quest'ultimo fu il tramite ideale tra il giornalista che firmò lo scoop dell'epoca (Verdenelli) e lo zio frà Stanislao Santachiara, nato a Santa Fè ma settempedano da parte dei genitori, per lunghi anni rettore illustre della Santa Casa. Fu proprio lui, in quel ruolo, ad accogliere nell'inverno del '90 i reali del Belgio.
Frà Stanislao è uno degli autori del libro, tra le cui pagine fa capolino persino Renato Zero, notoriamente devoto alla Madonna di Loreto. Con lui (parente, fra l'altro, del famoso cantante di origini marchigiane) figurano anche Alberto Meriggi, presidente del Centro studi maceratesi (che scrive sulla celebre beffa di Chiesanuova di Treia), Fulvio Fulvi (firma di "Avvenire") e la giornalista Anna Maria Cecchini, autrice di un suggestivo cameo sulle "nozze del secolo" tra Baldovino e Fabiola.
La prefazione dell'opera è firmata da Luigi Accattoli, già celebre vaticanista del Corriere della Sera e di Repubblica, mentre la postfazione è a cura di Matteo Bonvecchi. Il libro reca inoltre una dedica principale e sentita: quella a don Giuseppe Branchesi, indimenticato parroco di Santa Maria in Selva (Treia) e primo religioso del territorio caduto sulla 'trincea' del Covid.
Un uomo è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Ancona con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico, aggravata dall’ingente quantitativo di contenuti posseduti e dall’utilizzo di strumenti informatici per ostacolare la propria identificazione online.
Secondo quanto emerso dalle indagini, durate alcuni mesi e coordinate dalla Procura di Ancona, l’indagato deteneva oltre 500mila file tra immagini e video a esplicito contenuto pedopornografico, archiviati in supporti informatici per un totale superiore a 2 terabyte di dati. Il materiale risultava organizzato in una complessa struttura di cartelle e sottocartelle, configurando una vera e propria raccolta sistematica di contenuti illeciti.
L’attività investigativa è stata condotta dal Gico del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Ancona, anche attraverso l’impiego di militari specializzati in Computer Forensics e Data Analysis. Gli investigatori hanno utilizzato tecniche avanzate di analisi digitale per ricostruire i flussi di dati e le modalità di acquisizione e conservazione del materiale.
Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati computer, smartphone e dispositivi di archiviazione utilizzati dall’indagato. Inoltre, è stato disposto l’oscuramento di un sito web e di un canale su una piattaforma di comunicazione e social media riconducibili all’attività illecita.
Le indagini avrebbero inoltre evidenziato l’ipotesi che l’uomo fosse inserito in circuiti criminali attivi nella condivisione di materiale pedopornografico attraverso sistemi peer to peer e altre reti di scambio digitale. Per eludere i controlli, avrebbe utilizzato diverse tecniche informatiche finalizzate a occultare i dati di navigazione e mantenere l’anonimato online.
L’arresto rappresenta l’esito di un’articolata attività investigativa che ha consentito di interrompere una rete di diffusione di contenuti illegali e di individuare un ingente archivio digitale di materiale relativo ad abusi sessuali su minori.
Camerino, 19 maggio 2026 –È stata presentata ufficialmente stamattina a Camerino la “Start Cup Marche 2026”, la Business Plan competition riservata a studenti e ricercatori che abbiano brillanti idee imprenditoriali a contenuto innovativo, in qualsiasi settore economico, ed aspirino a costituire un’impresa, anche di tipo spin-off universitario.
Anche quest’anno è confermata la stretta sinergia tra tutte e quattro le Università della Regione Marche: la Start Cup Marche 2026 è infatti organizzata e promossa dall'Università di Camerino in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, l'Università di Macerata e l'Università di Urbino, dando così modo a studentesse e studenti, laureate e laureati, nonché giovani ricercatrici e ricercatori di intraprendere un auspicato percorso di autoimprenditorialità, che porterà benefici sia per il loro futuro lavorativo e professionale, sia per il territorio.
Presenti all’incontro, il rettore Unicam Graziano Leoni, il Delegato Unicam ai Rapporti con le imprese, ricerca industriale e collaborativa, sviluppo sperimentale Andrea Polini, il rettore dell’Università di Macerata John McCourt, il prorettore vicario dell’Università Politecnica delle Marche Andrea Santarelli, il delegato dell’Università di Urbino Massimo Ciambotti.
“L’Università di Camerino – ha dichiarato il rettore Unicam professor Graziano Leoni – crede molto nelle potenzialità di studentesse, studenti, laureate, laureati, ricercatrici e ricercatori e per tale motivo ritiene fondamentale aiutarli nel settore dell’auto-imprenditorialità, per generare occupazione giovanile e creativa. Nel corso degli anni da brillanti idee dei nostri giovani sono nate diverse imprese di successo che hanno importanti ricadute nel nostro territorio, segnale estremamente positivo. Esprimo inoltre grande soddisfazione per la sinergia instaurata da qualche anno con gli altri Atenei delle Marche che ha dato importanti risultati anche in questa competizione, nonché per la consolidata collaborazione con i diversi sostenitori del progetto. Auspico inoltre che una delle prossime giornate nazionali del PNI possa essere organizzata nelle Marche dai quattro atenei”.
Sulla stessa linea il rettore dell’Università di Macerata, John McCourt, che ha evidenziato il valore della collaborazione tra atenei: “È importante muoversi in maniera coordinata per creare spazi per i giovani e per le loro idee di impresa per l’industria del futuro. Abbiamo visto negli anni idee interessanti e la nostra regione ha ottimi esempi di imprenditorialità. Dobbiamo essere ispirati e sperare di far emergere altri giovani visionari, intraprendenti e un po’ ribelli. Questa è un’altra prova della collaborazione delle quattro università per il bene degli studenti e del territorio in cui siamo, ponte tra il mondo degli studi e quello del lavoro. Mi auguro che da qui qualcuno possa vincere e accedere alle selezioni per il Premio Nazionale dell’Innovazione”.
Il prorettore vicario dell’Università Politecnica delle Marche, Andrea Santarelli, ha sottolineato: “La manifestazione rappresenta una concreta possibilità di sinergia per la selezione dei talenti e anche come occasione per costruire un vero ecosistema dell’innovazione”.
Il delegato dell’Università di Urbino, Massimo Ciambotti, ha evidenziato il valore della continuità progettuale: “Crediamo molto in questa linea. Riuscire a far emergere idee imprenditoriali e accompagnarle è fondamentale. Abbiamo sempre pensato che questo potesse essere un tema di collaborazione, al di là della semplice premiazione. La fase di passaggio dall’idea alla realizzazione è molto delicata. Creare un organismo gestito insieme dalle quattro università potrebbe essere una prospettiva utile”.
Per l’Università di Camerino, il coordinamento dell’iniziativa sarà seguito dalla professoressa Serena Gabrielli. Nel dettaglio organizzativo è intervenuto il delegato Unicam ai rapporti con le imprese Andrea Polini, spiegando che l’obiettivo della competizione è quello di permettere ai giovani di provare a fare impresa con idee innovative. Possono partecipare gruppi di almeno due persone, anche non ancora costituiti in società.
Le proposte dovranno essere presentate entro il 30 giugno 2026, mentre dal 30 giugno all’11 settembre si svilupperà la fase di elaborazione del business plan. In questo periodo i gruppi potranno richiedere supporto agli uffici universitari per chiarimenti e per strutturare al meglio il progetto. Il 3 luglio è previsto un incontro online con i partecipanti, mentre il 10 luglio sarà possibile richiedere ulteriori attività di supporto. L’11 settembre è fissata la consegna dei business plan. Le proposte saranno valutate da una commissione interateneo fino al 9 ottobre sulla base di cinque parametri, tra cui carattere innovativo, prospettive di mercato, sostenibilità economica-
La premiazione finale si terrà il 9 ottobre con premi da 6.000 per il primo posto, 4.000 per il secondo e 3.000 euro per il terzo, oltre a riconoscimenti speciali per innovazione sociale, imprenditoria femminile e sostenibilità.
I primi tre classificati accederanno al Premio Nazionale dell’Innovazione, in programma il 4 e 5 dicembre 2026 a Bari presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, dove si confronteranno con i vincitori delle altre competizioni regionali. Tutte le informazioni sulle modalità di partecipazione sono disponibili su https://www.unicam.it/start-cup-marche
Una favola rock che si trasforma in realtà per la musica indipendente marchigiana. I Capabrò sono tra i vincitori ufficiali di “Zocca Paese della Musica”, il prestigioso contest nazionale che regalerà alla band l'incredibile opportunità di aprire il concerto di Vasco Rossi il prossimo 6 giugno al Parco Urbano Bassani di Ferrara. Per il gruppo si tratta di una consacrazione straordinaria, che permetterà loro di salire su uno dei palchi più importanti e imponenti dell’estate italiana, esibendosi davanti a una platea di decine di migliaia di persone dopo anni di gavetta autentica trascorsi tra club, festival indipendenti e spazi autogestiti.
Caratterizzati da un personalissimo mix di rock alternativo, teatralità e spiccata ironia sociale, i Capabrò hanno saputo costruire nel tempo un’identità artistica riconoscibile, solida e orgogliosamente fuori dagli schemi. La loro forza risiede nella capacità di alternare un'esplosiva energia live a una scrittura tagliente, senza rinunciare a momenti più intimi ed emotivi. Negli ultimi mesi il progetto ha vissuto un'accelerazione importante grazie alla pubblicazione di nuovi brani, tra cui spicca il singolo “Lavorare fa schifo”. Con questa traccia la band ha conquistato il premio “La Musica è Lavoro” al MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti) ed è volata in finale al San Marino Song Contest 2026, confermando la bontà di una narrazione generazionale in bilico tra sarcasmo, precarietà e un profondo bisogno di libertà.
L'annuncio del maxi evento di Ferrara è arrivato in contemporanea con un'altra importante novità che riguarda i fan locali: la band ha infatti svelato quella che sarà l’unica data estiva marchigiana della stagione. I Capabrò si esibiranno in un concerto speciale al Memorabilia Festival di Recanati, per l'occasione con una formazione allargata e inedita, impreziosita dal supporto di una sezione di archi e fiati.
«Siamo una band nata nei locali e nei festival indipendenti delle Marche – hanno commentato i membri del gruppo, visibilmente emozionati per il doppio annuncio – e ritrovarci sul palco di Vasco Rossi pochi giorni prima di suonare a casa nostra, sul palco del Memorabilia, è qualcosa che al momento facciamo persino fatica a spiegare a parole».