di Alice Pietrella

Potenza Picena, la street art dà nuova vita all'ex casello ferroviario: intervista agli ideatori

Potenza Picena, la street art dà nuova vita all'ex casello ferroviario: intervista agli ideatori

E' partito nei giorni scorsi al Belvedere Baden Powell di Porto Potenza Picena il progetto di street art "Colori in Comune", in cui gli artisti Booka, Sdolz, e Filicio disegnano su pannelli intorno l'ex casello ferroviario.  Domani, 27 giugno, ci sarà l'esposizione e verrà allestito un angolo informazioni dove saranno visibili anche i disegni di altri artisti, simulando una sorta di museo a cielo aperto.  Gli ideatori del progetto sono Alessandro Giulioni, in arte Booka, e la sua ragazza Lola, che ci dice: "Io sono di Porto Potenza Picena e Alessandro è un paio di anni che ha aperto l'attività di tatuaggi qui; integrandosi si è reso conto che mancano questo tipo di iniziative, fatte per coinvolgere i cittadini e attirare l'attenzione, soprattutto delle nuove generazioni. Ci siamo accorti che ci sono tante zone abbandonate su cui poter intervenire in questo modo, cosa che succede già in tante città, non necessariamente grandissime; anche Civitanova approccia allo street art, chiama degli artisti e gli dà la possibilità di esprimersi su pareti, muri, case popolari, avendo ottimi riscontri".  "Allora perchè non sfruttare il nostro territorio?" si domanda Lola, che aggiunge: "Ci sono tanti ragazzi che fanno arte, perchè mandarli via? Anche riguardo il fenomeno del vandalismo: perchè tanti graffitari si ritrovano a fare delle scritte non così interessanti, deturpando spazi comuni? Perchè non hanno la possibilità di farlo legalmente su spazi concessi. Il nostro obiettivo è colorare i nostri spazi, abbellire il paese coinvolgendo i cittadini stessi. Per il futuro vorremmo che si trasformasse in una sorta di chiamata agli artisti. Lo studio Cry Baby (il nome dello studio di tatuaggi di Alessandro Giuliani ndr) si fa da promotore di questa iniziativa. Abbiamo già raccolto dei consensi da parte di writer che non conoscevamo e hanno colto subito il nostro obiettivo. Vogliamo creare qualcosa di grande, che ci auguriamo funzioni".  "Abbiamo bussato alla porta del Comune, fatto un colloquio con l'assessore Ruffini e con la Sindaca e da subito si sono mostrati entusiasti per questa iniziativa perchè hanno già ricevuto lamentele di cittadini che volevano intervenire ma non avevano la soluzione, noi abbiamo proposto soluzioni pratiche e luoghi in cui intervenire - spiega ancora Lola -.  E' stato positivo non trovare dall'altra parte, nonostante sia la prima volta che il comune di Potenza Picena si affaccia a una prospettiva come questa, muri o chiusure mentali. Mi auguro che tutte le forze politiche si rendano conto che la politica non c'entra".  "Siamo arrivati al compromesso dell'ex casello ferroviario al Belvedere Baden Powell - continua la giovane -. E' un luogo nell'occhio del ciclone tra polemiche, su cui bisognava intervenire in qualche modo, non la nostra prima scelta ma quello che il comune ci ha proposto. Andava abbattuto, sta cadendo a pezzi ed è non solo pericoloso ma anche brutto da vedere. E' stato acquistato due amministrazioni fa e negli anni hanno posticipato e rimbalzato il problema. Visto il costo della demolizione hanno deciso di circondarlo temporaneamente con pannelli che delimitano l'area. Abbiamo studiato a tavolino un bozzetto che racconta il nostro comune, che comprende Potenza, Porto Potenza e zone limitrofe; è difficile pensarli come luoghi uniti: Porto Potenza si è sempre distinta per il mare e il turismo mentre Potenza è chiusa nella sua storia medievale. Ci poniamo come punto di incontro tra realtà diverse per lanciare un messaggio: facciamo parte tutti di uno stesso luogo, una grande comunità e dobbiamo cercare di remare verso una strada comune per raggiungere gli stessi risultati". "Il fosso a mare è un altro luogo dalle straordinarie potenzialità, tra le nostre priorità, ma ci dobbiamo confrontare con un discorso di metratura molto ampio, perchè in quella situazione si parlerebbe di una JAM, cioè una manifestazione hip hop con graffitari e ballerini; proveremo ad arrivarci ma considerando il Covid per ora è difficile" conclude Lola.     Tutti e tre gli artisti hanno già lavorato nel mondo della street art, hanno partecipato ad eventi in centri sociali e lavorato per privati e bar. Alessandro Giulioni, in arte Booka, dice: "Vengo da Staffolo, un paese vicino Jesi, abito a Porto Potenza Picena da 5-6 anni e da un paio di anni ho aperto il mio studio di tatuaggi dopo più di 10 anni di gavetta. Ho una passione per i graffiti, la street art, il disegno e mi piacerebbe inglobare oltre i tatuaggi il disegno, la pittura e far vedere una realtà a 360° gradi".  "Questo progetto è nato da un'idea mia e della mia compagna, l'abbiamo sempre avuta in testa, da quando ho aperto l'attività. Nel paese ci sono molte zone degradate e lasciate in abbandono e ci è venuta l'idea di questo progetto per dare un aspetto più allegro alla zona. Speriamo che vada tutto bene, per ora ci stiamo divertendo, speriamo di coinvolgere in seguito anche altri ragazzi del posto." "Sono un illustratore, disegnatore, tatuatore, faccio murales: qualsiasi cosa riguardi l'ambito del disegno applicato a diverse forme - racconta Simone Sdolzini, in arte 'Sdolz' -. Sono di Porto San Giorgio, ho vissuto un po' Porto Potenza e mi fa piacere portare qualcosa nelle Marche, visto che è più facile lavorare fuori che qui. Gente che fa cose ce n'è, ma non così tanta, dunque bisogna muoversi".   "Attualmente sono un illustratore free lance, vivo a Macerata ma cerco sempre di fare degli spostamenti in realtà più congeniali, cercare nuovi contatti e collaborazioni - ci dice Marco Marinangeli, in arte Filicio -. Ho studiato illustrazione all'Accademia delle Belle Arti, ho fatto anche un master in illustrazione in cui ho avuto a che fare con la casa editrice "Orecchio Acerbo" di Roma e ho fatto il primo album illustrato da me, un racconto di Dostoevskij. Ho fatto altri progetti di street art su commissione e non, in cui si gioca con gli stili e i colori, si creano progetti iniziali, bozzetti che vengono riproposti in situazioni esterne di muri e pannelli, come qui. Per ora a parte piccole problematiche iniziali di montaggio e organizzazione di lavoro, sembra procedere. Finora mi sembra una bella collaborazione. Sperimentare con persone nuove e lavorare all'aperto è bello. Spero che sia apprezzata anche dal punto di vista comunale".   Sdolz e Filicio fanno anche parte del collettivo artistico "Uomini nudi che corrono" che si occupa di editoria indipendente.  Il collettivo è nato per gioco durante gli anni accademici, andando a casa dell'uno dell'altro con cene e sbornie, in cui si collaborava schizzando disegni e provando i vari giochi - evidenzia Filicio -. Abbiamo iniziato in questa maniera poi ci siamo sviluppati in performance artistiche, mostre, collaborazioni, fino ad illustrazioni di fumetto indipendente." "Quello dell'editoria indipendente è un mondo che in Italia esiste da sempre ma negli ultimi anni si è consolidato parecchio tramite i festival che si svolgono in luoghi pubblici o in spazi autogestiti - riprende Sdolz -. Si occupa di distribuire l'informazione che non è veicolata a nessuno perchè non è così ammiccante al mondo dell'editoria vera e propria, che punta a fare cose carine che vendono bene, smussando i contenuti all'osso, per piegarli al soldo mentre nell'editoria indipendente si dà spazio al contributo. Ci vuole un impegno maggiore". 

26/06/2021
Discoteche, oggi il parere del Cts: "Bisogna aprire o il settore muore. Trattati come calderone di tutti i mali"

Discoteche, oggi il parere del Cts: "Bisogna aprire o il settore muore. Trattati come calderone di tutti i mali"

Il 28 giugno terminerà, in zona bianca, l'obbligo di indossare le mascherine all'aperto mentre non c'è ancora una data ufficiale per la riapertura delle discoteche. Quest'oggi, in merito, deciderà il comitato tecnico scientifico.  Per capire come stiano attendendo disposizioni in merito gli imprenditori della vita notturna della provincia di Macerata, abbiamo contattato due "calibri da 90" della movida come Aldo Ascani e Mirko Giorgetti.  Ascani - gestore dei locali "Shada", "La Serra" e del "Gatto Blu" - a Civitanova Marche, ci dice: "Non sappiamo ancora con esattezza quali saranno i protocolli, siamo disposti a qualsiasi cosa purchè ci dicano in tempi brevi quali saranno quelli da applicare nei locali all'interno e all'esterno. Immagino che saranno rigidi ma bisogna aprire o il settore va morire. In questo anno con il Covid le cose sono andate malissimo, come a tutti: il Gatto Blu è un anno e mezzo che è chiuso; La Serra, che è anche ristorante, ha riaperto in maniera alternata da ottobre a febbraio, in tutto neanche due mesi di lavoro; lo Shada è una struttura differente da tutti, ristorante, spiaggia, club. Infatti non riaprirà ma amplierà i suoi servizi: abbiamo aperto a metà maggio come beach club, cioè ristorante e spiaggia. Da quando è stato possibile fare la cena, abbiamo animato le serate con musica dal vivo".  In vista dei mesi clou, luglio e agosto, Ascani anticipa come "ricominceranno le serate del martedì, e posso anticipare che ci sarà anche una serata vintage con la regina Orietta Berti. Inoltre avremo la partecipazione di ospiti come Achille Lauro e Fedez. Serate dal livello artistico importante, speriamo anche a livello di pubblico".  "Prevedo che la clientela sarà la stessa dello scorso anno, c'è grande euforia ma la differenza si vedrà in autunno grazie ai vaccini - aggiunge Ascani -. I vaccini fatti ora sono per ripartire il più possibile in sicurezza. Le persone hanno solo voglia di evadere e tornare alla normalità. Al governo chiedo di essere il più celere possibile nell'applicare i protocolli e che abbia il buon senso di capire che c'è bisogno di ripartire."  "Penso che sia giusto cercare di tornare alla normalità, sempre nel rispetto di quello che è successo - puntualizza Mirko Giorgetti, proprietario del Mosquito's Circle a Porto Potenza Picena -. Anche perchè si può stare sul lungomare, si può fare shopping ma la discoteca è presa come il calderone di tutto il male del mondo. Puntare sempre il dito sulla movida è una cosa scontata e sbagliata. Noi non siamo una discoteca ma uno chalet, vogliamo offrire solo un po' di musica alla nostra clientela". "Abbiamo inaugurato il primo maggio e la prima serata nel rispetto delle regole anticovid l'abbiamo fatta questa settimana, richiamando la musica anni '80, '90 - aggiunge Giorgetti -. C'è stata una discreta affluenza e le persone si sono comportate nel rispetto delle regole. Per l'estate la nostra programmazione tocca diversi fronti, musica da club, serate "friendly" (perchè il Mosquito è contrario all'omofobia) e la domenica un ritorno alle origini dell'house con dj storici del Green".  "Quest'anno speriamo in un massiccio ritorno di persone così che i commercianti possano tornare a lavorare a pieno e che ci sia il buon senso da chi ci governa per evitare di farci lavorare con regole assurde. L'anno scorso si è lavorato bene anche se non si sono capite le restrizioni dal 16 agosto in poi, però l'affluenza è stata buona e spero che anche quest'anno sia così, che ci sia un bel movimento perchè c'è nè bisogno per tutti per poter ripartire finalmente".   

25/06/2021
Civitanova, i sottopassaggi del lungomare si rinnovano con la street art: la storia di Alessandro (FOTO)

Civitanova, i sottopassaggi del lungomare si rinnovano con la street art: la storia di Alessandro (FOTO)

Sono iniziati i lavori di street art nei sottopassaggi del lungomare di Civitanova Marche, il primo ad essere stato abbellito è il sottopasso Broccolo all'estremità del lungomare nord, che è ad oggi concluso.   È stato l'Assessore Cognigni a volere il lavoro: "Abbiamo tantissimi sottopassi pedonali, con regolarità il comune ogni 15 giorni fa una pulizia di quelli che conducono al mare, visto che sono i più frequentati. Oltre al consueto lavoro di igenizzazione abbiamo pensato di ripristinarli, visto che sono anni che non vengono svolti lavori di manutenzione. Siamo partiti dal lungomare nord, cioè dal sottopasso Broccolo, e abbiamo pensato di decorarlo con lo street art, considerato che Civitanova Marche è già una città a colori".  "Il prossimo step è la riqualificazione del sottopasso che va dalla Nazionale fino allo chalet Aloha. In più abbiamo già iniziato il restyling del sottopasso che dalla nazionale fuoriesce fino a via Regina Elena - aggiunge l'assessore -.Tutto ciò nasce dal progetto Civita Green, che non si dedica soltanto ad piantumare alberi e pulire e riqualificare i nostri parchi, ma è anche un progetto a 360° di decoro urbano".  "Se riusciremo, riqualificheremo anche i totem in cemento che abbiamo posizionato tre anni fa in corso Dalmazia: dato che ormai il borgo marinaro sta crescendo e anche i giovani lo frequentano, vogliamo colorare anche questi pilastri che abbiamo utilizzato per portare più luce", conclude Cognigni.  L'artista scelto per i lavori è Alessandro Pizzuti, già collaboratore di Giulio Vesprini allo skate park Kukà, e - proprio grazie alle buone parole di quest'ultimo all'assessore Cognigni e al sindaco -  gli è stato commissionato il lavoro.   Alessandro ha 24 anni (li compirà a settembre) ed è di Montegranaro, ma Civitanova Marche per lui è come una seconda casa.  "È il primo murales per me, l'assessore Giuseppe Cognigni mi ha dato il tema marino ed io prendendo ispirazione da Gaudì e Barcellona l'ho disegnato pensandolo come un mosaico dipinto che rappresenta tutti i soggetti che possiamo trovare in mare a Civitanova Marche, dallo scoglio, alla seppia, al granchio, agli sgombri, ai tonni, alle razze, ai pescherecci che vanno fuori a pesca. Ho chiamato Antonio Pelacani per farmi aiutare a dipingere il muro, anche perché è un civitanovese DOC e mi ha dato spunti su come impostare i soggetti". "In programma ci sono anche gli altri sottopassi. Ho finito il primo muro con un giorno di ritardo perché un giorno sono stato da solo (Antonio si è laureato: congratulazioni!), in totale ci sono voluti 9 giorni per entrambi i murales - aggiunge Alessandro -. La strada del sottopasso non è il posto migliore in cui lavorare. Sei sempre sotto pressione perchè hai la strada chiusa per te, devi fare un buon lavoro, essere veloce e finire nei tempi stabiliti con il Comune. Fortunatamente gli amministratori ci hanno fornito dispositivi di sicurezza per quanto riguarda lo smog e maschere con i filtri a carboni attivi. È stato faticoso ma ci siamo divertiti".  "La mattina arriviamo alle 7.30 e, intanto, chiudiamo la carreggiata e prepariamo i colori. Iniziamo il lavoro effettivo alle 8. Lasciamo qui solo una piccola impalcatura, dentro la macchina portiamo vernici, pennelli, barattoli vuoti per l'acqua - racconta ancora Alessandro -. Usiamo colori ad acqua che hanno utilizzato gli artisti per pitturare il molo, durano negli anni e hanno la giusta luminosità per restare sotto un ponte, se fossero più opachi sarebbero restati troppo scuri". "Sono rimasto subito colpito quando ho visto i bozzetti del design e come veniva rielaborato al computer - dice Antonio Pelacani -, ci siamo contattati per informazioni su come poteva venir fuori il lavoro, ma la direzione artistica l'ha presa Alessandro. Ho dato dei suggerimenti, soggetti che potevano piacere alla gente locale. Sono molto soddisfatto del progetto, quello che apprezzo di più è che, giorno dopo giorno, nonostante il traffico e il problema che forse abbiamo creato alla viabilità tanta gente è rimasta colpita e soddisfatta, ci fanno i complimenti, i bambini si fermano a ringraziarci. Per me la soddisfazione vera è riscontrare positività nelle persone che guardano."  "Io non mi definisco solo uno street artist - ci spiega Alessandro -, voglio operare nel mondo dell'arte e realizzare quello che ho in testa in ogni modo: pittura, scultura, design. Non voglio 'targettizzarmi'. Ci tengo molto al lavoro che faccio, è individuale, personale. Non pubblico mai i miei lavori perché non ho voglia di farli vedere, ma sto comunque accumulando il mio portfolio. Faccio anche skate e lavoro al brand che ho fondato con un amico di Civitanova Marche, di skate e abbigliamento chiamato "Dashed skate for food". Ho finito l'accademia quest'anno, ho frequentato un corso di design. Quello che ho imparato lo devo agli anni di scuola, ma soprattutto a Mariano Franzetti, che ha vissuto per anni a Civitanova e ora è a Milano. Sono stato suo assistente per 3 anni, grazie a lui ho trovato la mia strada, diciamo che il mio ringraziamento più grande va a lui". "Non mi sentivo pronto quando è arrivato questo lavoro, ma sono stato molto entusiasta ed ho accettato di farlo, sono tranquillo perché è quello che faccio tutti giorni e sono molto felice di dare il mio contributo a questa città - conclude Alessandro -. Spero che piaccia e che duri, che non venga rovinato, visto che è sotto un ponte, ma sicuramente non lo toccherà nessuno perché rovinare qualcosa che è già stato fatto? Andate a scrivere sui muri vuoti! È un progetto che mi apre le porte del mondo del lavoro. In questi giorni sono tante le persone che si sono fermate a prendere il mio numero di telefono per svolgere lavori in casa, mi fa piacere". (Foto di Lucia Montecchiari) 

20/06/2021
Pierino e Vittorio, due generazioni di agricoltori a confronto: dalle antiche tradizioni al biologico

Pierino e Vittorio, due generazioni di agricoltori a confronto: dalle antiche tradizioni al biologico

La "società agricola Staffolani Pierino" è un'azienda familiare di 12 ettari che si trova nelle campagne della frazione di Trodica, a Morrovalle.  I gestori hanno iniziato la loro attività come mezzadri in località Asola, poi si sono trasferiti a Trodica nel '63, sempre come mezzadri, sino a quando nel '71 la proprietaria dei terreni non ha deciso di venderli proprio a loro. Hanno iniziato in quattro: due fratelli con le loro mogli. Tutti di origini marchigiane e contadine. Uno dei due fratelli è morto nel 2013: "Ho adorato questa esperienza a contatto con la natura, circondata dalla mia famiglia. Fino a poco tempo fa io cucinavo per tutti, ancora oggi capita. Ma sono stanca di lavorare. Sono nata in campagna e voglio morirci, non mi sarebbe piaciuto andare fuori. Siamo sempre stati nella stalla o giù al campo" dice la vedova dell'uomo, Maria.  "Ma qui sono rimasto 'da per me' (da solo ndr), siamo invecchiati e in queste condizioni duriamo poco - ci dice Pierino -: ho iniziato che avevo 5 anni e ora ne ho 80. Ringraziando il signore mi sento ancora discretamente, i compagni miei sono tutti al cimitero, può essere che stasera vai a dormire e domattina non ti alzi. E' un lavoro che se ti piace lo fai, potevo anche scegliere di andare a lavorare per qualcun altro in fabbrica ma ho sempre voluto essere indipendente, se voglio fermarmi a 'discorrere' con te, lo faccio. Un lavoro fisso con sempre gli stessi movimenti automatici avrebbe reso la vita stressante, veder crescere un vitello è tutta un'altra soddisfazione". "Quello dell'agricoltore è il miglior mestiere, a parer mio il lavoro della campagna è l'unico vero lavoro. Per esempio ho la comunione di un nipote domenica, ma c'è una mucca che sta per partorire, non so se mi lascia libero."   La sveglia è alle 7, si va a dormire a mezzanotte. Si pulisce la stalla per prima cosa, poi nei campi, i cui prodotti vengono successivamente portati al Consorzio Agricolo Sagretto di Corridonia. "Piantiamo di tutto: grano, orzo, mais, radicchio, spinaci, e in più abbiamo l'allevamento di animali: mucche e tori, oche, galline, conigli, gatti, cani" spiega Pierino.  La società agricola conta 21 capi di mucche: la maggior parte sono di razza marchigiana.   Ma le spese sono tante: c'è da pagare l'IMU e le attrezzature costano caro. "Se le aziende sono piccole non ti salvi, devono misurare almeno 50 ettari" dice Pierino.  La sua di azienda, invece, può vantare oltre 300 coppe ottenute quando portavano gli animali alle mostre di Macerata. Ogni volta se ne vincevano 3 o 4: "Non mi ricordo quanti anni sono che ci vado. Siamo molto orgogliosi. La fiera più grande è stata quella di Parigi nell'89, ho portato un toro di nome Aceto e una manza. Sono stato lì 15 giorni, una delle soddisfazioni più grandi della mia vita. Era pieno di tori, belle bestie. L'esperienza è stata eccezionale." "Ai giovani ricordo che si devono mettere in testa che qualcuno deve anche zappare la terra, non possono fare tutti lo stesso mestiere, tutti giornalisti o muratori. La scuola serve ed è bella, ma arrivato a 20 anni non puoi fare il contadino se non hai le abilità per trattare un animale. I miei nipoti non sono abituati a questo lavoro, bisogna nascerci. Uno di loro ha fatto Agraria ma ora lavora in una fabbrica di scarpe, non ha continuato su questa strada".   "Prima venivamo tutti i giorni qui per aiutare o a giocare - interviene la nipotina Sara -, ora veniamo di meno e soprattutto a prendere il latte. Io farò 14 anni a settembre e ho scelto la scuola per biotecnologie in modo da prendere in mano l'azienda un giorno, ma lavorereri solo nei campi, non con gli animali". Il "Biocontadino" è un altro tipo di azienda agricola: il proprietario è Vittorio Giacomini, ha 29 anni e fa questo mestiere da otto.  "Ho lavorato per un anno come dipendente e mi piaceva quello che facevo, ho quindi continuato su questa strada mettendomi in proprio e aprendo la partita IVA. Ho fatto agraria ma non sapevo di arrivare fino a questo punto. La particolarità della mia azienda è che i prodotti sono biologici, la qualità che hanno e la passione che ci metto è ciò che li rende speciali. Il mio motto è: coltiviamo il futuro con le tecniche del passato, in passato non veniva usato niente di chimico, poi sono stati scoperti questi prodotti e la maggior parte delle persone li utilizzano".  Vittorio ha un orto di 1.6 ettari a Morrovalle e un frutteto di mezzo ettaro a Corridonia. Coltiva ortaggi e frutta biologici e li vende a negozi a km 0, ai GAS cioè gruppi di acquisto solidale, e a domicilio tramite l'e-commerce al sito www.biocontadino.com.  Coltiva ortaggi di stagione: adesso ci sono zucchine e pomodori, insalata, sedano, prezzemolo, basilico, cetrioli; d'inverno anche cavolfiori, spinaci, bieta, cicoria. Il frutteto è nuovo, due anni fa ha piantato 85 piante da frutto di tutti i tipi: 10 ciliegi, 10 peschi, 10 albicocchi, anche un nocciòlo, un melograno.  Tutto è certificato biologico. Per averlo bisogna possedere un terreno non trattato con prodotti chimici per 3 anni. Superati i 3 anni si sceglie l'ente certificatore che viene a fare i controlli prelevando campioni del prodotto o della terra stessa. Il sapore del biologico è nettamente migliore anche se la forma degli ortaggi è più piccola e crescono più lentamente.  "L'agricoltura è particolare e mutevole, ogni stagione è diversa, tante volte non ho un prodotto perchè nell'orto ancora non c'è, tendo sempre a rispettare le stagioni e quello che mi offre la terra. Ci sono dei problemi che sono all'ordine del giorno: una gelata d'inverno, o troppo caldo d'estate, la mancanza idrica può rovinare il raccolto. Ma anche le soddisfazioni sono tante: vedere il proprio prodotto piantato, fatto crescere e una volta assaggiato, avere un buonissimo sapore" "Ci sono giovani che si approcciano a questo mestiere ma dopo poco lo abbandono perchè è molto faticoso: le iscrizioni all'istituto agrario sono aumentate ma di contadini effettivi non ce ne sono tanti. Se cerchi qualcuno difficilmente trovi chi sia disposto a fare sacrifici, specialmente nel periodo estivo - afferma Vittorio -. L'agricoltura avrà una brutta svolta nel futuro se continuiamo a usare prodotti chimici perchè vanno ad inquinare troppo, si arriverà a un punto in cui il prodotto piantato avrà sempre più bisogno di prodotti chimici. Bisogna trovare un equilibrio tra quello che serve e quello che non".  (Foto di Lucia Montecchiari) 

19/06/2021
"Musicalmente" apre l'estate di Potenza Picena: Dolcenera live in piazza il 19 giugno

"Musicalmente" apre l'estate di Potenza Picena: Dolcenera live in piazza il 19 giugno

Si è svolta oggi alle 11.00, nella sale del comune di Potenza Picena, la conferenza stampa di presentazione della seconda edizione del Festival Musicalmente che si terrà il 19 e 20 giugno.  Erano presenti l'assessore alla cultura Tommaso Ruffini, il consigliere comunale Michele Galluzzo,  i rappresentati delle associazioni che animeranno il Festival: Francesca Ceci della Pro Loco di Porto Potenza, Mario Romagnoli della banda cittadina, Stefano Luchetta dell'accademia musica moderna e Loredana Giacobbi presidente di Ritmosfera ASD, coro Mugellini e Accademia Angelini.  "Musicalmente è un percorso contenitore nato lo scorso anno grazie a Michele Galluzzo per raccogliere e celebrare il tessuto musicale cittadino, insieme ad associazioni e realtà che fanno musica e condividono la passione sul territorio" - ha affermato Ruffini - .  La scorsa estate, causa Covid, abbiamo realizzato in video pillole online, quest'anno invece i concerti saranno dal vivo. Le attività saranno molteplici e gli ospiti di alto livello. Lo spirito è quello di costruire un momento che abbraccia le realtà musicale del territorio, un appuntamento con la musica che possa raccogliere e celebrare la passione musicale della città.  Le riunioni che abbiano fatto per portare l'esperienza in presenza è un segno dell'approccio che contraddistingue l'amministrazione non solo in ambito musicale ma anche in altre attività, lo dimostra la nascita dell'associazioni di albergatori, ristoratori, commercianti. Aldilà del risultato sono orgoglioso di questo approccio.L'obbiettivo non è solo l'evento stesso, ma lo stimolo e la voglia di ritrovarci attorno a quella tavola per capire cosa poter fare nella città per il settore della musica. Questo dialogo porta la città verso nuovi obbiettivi".  Sabato 19 giugno a partire dalle ore 21,15, in Piazza Douhet, si terrà una serata celebrativa delle realtà musicali cittadine a cui parteciperà come ospite "piano e voce" la cantautrice Dolcenera. Domenica 20 giugno sarà, invece, una delle cinque serate dell'estate in cui il Comune garantirà una copertura Siae a tutte le attività commerciali e turistiche con lo scopo di incentivare concerti ed eventi di musica live (altre quattro tra luglio ed agosto). Già dall'ora di pranzo il duo "Grazie Grazià", dello staff di Danzamare, girerà per i ristoranti e locali della costa con stornelli e musica itinerante. Dalle ore 15,30 il Belvedere sul Mare "Baden Powell" ospiterà l'Associazione Culturale Toscanini mentre dalle ore 17,30 in piazza Douhet partirà il laboratorio interattivo aperto al pubblico del Coro Mugellini Junior Voice e del Coro Ritmosfera. Alle ore 21, in piazza Douhet, esibizione degli allievi ed insegnanti dell'Accademia Mugellini mentre, alla stessa ora, in piazza Verde si terrà l'esibizione della classe di batteria "Drumer's Corner" dell'Accademia di Musica Moderna. Alle ore 21,30 nel parco dell'Oratorio Don Bosco concerto di pianoforte a cura di Musica per Resistere. "Abbiamo invitato le attività commerciali a personalizzare le proprie vetrine a tema musicale - ha aggiunto il Consigliere Galluzzo - inoltre, in collaborazione con le classi quarte e quinte della Scuola Primaria degli Istituti Comprensivi Sanzio di Porto Potenza Picena e Leopardi di Potenza Picena, abbiamo raccolto i disegni legati ad un percorso musicale che saranno esposti pubblicamente durante il fine settimana di Musicalmente".

17/06/2021
Civitanova, dai concerti di Noemi e The Kolors al ritorno di Popsophia: l'estate 2021 si infiamma

Civitanova, dai concerti di Noemi e The Kolors al ritorno di Popsophia: l'estate 2021 si infiamma

Oggi la conferenza al comune di Civitanova Marche per presentare Vitamina Mare, il programma per l'estate 2021.  Erano presenti: il sindaco Ciarapica, Ernesto Cascioli della Cascioli Group, Alessandro Colò, Carla Paniconi dell'ufficio del turismo e la presidentessa dei teatri Francesca Peretti. "Avremo un cartellone con eventi di alta qualità, capaci di coinvolgere tutta la città - ha evidenziato il sindaco Ciarapica -, mettendo insieme tutte le realtà che si occupano di cultura, turismo e sociale. Quest'anno c'è stata una grande sinergia tra l'amministrazione comunale e le associazioni di commercianti, alberghieri, agenzie di viaggio e Pro loco".  "E' un percorso iniziato dalla riqualificazione della città fino ad arrivare ad un calendario ricchissimo, dal 18 giugno fino al 31 agosto quasi tutte i giorni ci sarà qualcosa: domenica 20 un appuntamento importante con lo yoga, lunedì 21 partiamo con il cinefestival, ad agosto tornerà Popsophia, ci saranno spettacoli per bambini e famiglie, altri dedicati alla moda, ci sarà la consueta festa legata al patrono con processione al mare e festeggiamenti sia al porto che alla città alta, per quest'anno abbiamo finanziato anche i fuochi di artificio - aggiunge il primo cittadino -. Abbiamo cercato di fare del nostro meglio per una stagione molto ricca, tra le difficoltà c'è stata quella di trovare spazio per tutto visto che, con il protocollo anti covid attuale, l'unico luogo sicuro è l'arena, infatti qualcosa e rimasto fuori".  "L'altra difficoltà è stata di organizzare tutto in poco più di un mese, visto che fino a pochi giorni fa vigeva ancora il coprifuoco alle 22 e sarebbe stato impossibile realizzare questi eventi. Anche se i tempi dell'amministrazione sono lunghi, gli uffici hanno lavorato sodo senza tirarsi indietro".  "Ringrazio l'amministrazione comunale e faccio i complimenti perché è una programmazione di altissimo livello - ha aggiunto Erneto Cascioli -. Noi qualche anno fa abbiamo aperto una concessionaria a Civitanova. Abbiamo voluto far sentire la nostra vicinanza alla città, siamo sempre a disposizione per fornire il supporto alla riuscita di eventi, perciò abbiamo accolto la richiesta fatta dal comune. Siamo onorati di supportare la programmazione in un momento in cui sicuramente dobbiamo aiutarci a vicenda per portare l'intrattenimento e la cultura a Civitanova Marche, città in forte crescita e sviluppo" Dopo un anno di stop dovuto all’epidemia da Covid-19, ritornano sul palco del Varco, nell’arena allestita proprio con il contributo della Cascioli group, i concerti di musica pop, con The Kolors (24 luglio), Francesco Renga (13 agosto), Noemi (7 agosto), Ariete (24 agosto) e Cammariere (15 luglio) e gli appuntamenti con Popsophia (29 luglio-1 agosto).  Civitanova Alta si conferma cittadella della cultura con le mostre sul Lotto in Pinacoteca, Massimo Listri (26 giugno), Carlacchiani (17 luglio) e i concerti del Chiostro. Fattiva la collaborazione tra Comune e Azienda Teatri che si occuperà alla realizzazione degli eventi su Dante del prof. Sgarbi (12 luglio e 8 agosto), Popsophia, Civitanova all’Opera, Vita Vita, Danza e Prosa. La Eclissi eventi proporrà tre spettacoli che si preannunciano sold out: Degrado Postmezzadrile (8 luglio), la commedia musicale con Marisa Laurito e Timothy Martin (27 luglio), Piero Massimo Macchini (10 agosto), spettacolo teatrale con Paolo Conticini “La prima volta” (26 agosto), Miss Marche (29 agosto). L’Unitre di Civitanova presenterà Premio Unitre e Sibilla Aleramo, con ospiti Paolo Crepet (18 luglio) e Cesare Catà (23 agosto). Tante conferme, dunque, ma anche diverse novità come gli spettacoli di magia e canzoni per bambini e famiglie, oltre alla storica rassegna delle Favole al Varco organizzata da Marco Renzi e quella del teatro Mpertinende di Luigi Ciucci, e la mostra Un secolo d’azzurro al Lido Cluana aperta fino al 4 luglio.  Rafforzata la collaborazione con le Proloco di Civitanova Alta e Porto, quest’ultima dal 3 luglio gestirà il punto informativo comunale del lungomare sud: in calendario la serata magica sotto le stelle a Civitanova Alta (27 giugno) e la festa nazionale delle Proloco il 10-11 luglio a San Savino. Poi la musica dei gruppi locali: Il Palco, No Time, asd Spazio Hip Hop zona 14, Premio Gargioni e coro Grilli.  Non manca lo spazio al sociale, con le serate dell’Ant, Aido, Avis, Civitanova No alla Droga e “Civitanova Solidarity Sound” Concorso per canzoni inedite a cura della Consulta dei Servizi Sociali e il Teatro della Comunità (25 agosto).  E ancora ad agosto BEACH VOLLEY TOUR - Spiaggia delle Corone “King & Queen beach volley tour 2021” - torneo di Beach Volley, Martedì 17 –  EVENTO DANTESCO, “Tu se’ lo mio maestro e ‘l mio autore” a cura dell’Associazione Dantesca Civitanovese; Venerdì 20 – SERATA JAZZ Israel Varela “Frida en silencio” - Tributo to Frida Kahlo. Dal 20 al 22 agosto – FESTIVAL DELLE ARTI VISIVE, Palazzina Sud del Lido Cluana: “Tabula Rasa” - Visual Arts Festival, al Lido Cluana MOSTRA COLLETTIVA “Spazi senza limiti” – a cura di Daria Castelli. Presente alla conferenza stampa anche il presidente dei teatri Francesca Peretti, che ha tenuto a sottolineare il grande lavoro di squadra tra Sindaco e Azienda, Amat, il direttore Castellani e l’ufficio turismo. Tutti hanno collaborato per realizzare un programma ambizioso, che durerà da metà giugno fino a settembre. “Questa stagione è stata una corsa contro il tempo ma ci siamo riusciti – riferisce Peretti - Volevamo proporre una ricca programmazione in grado di valorizzare sia le eccellenze artistiche del territorio, che il tessuto produttivo di Civitanova che sarà più accogliente e attrattiva”. Per quanto riguarda l'ingresso agli eventi gratuiti al Varco, nella giornata dell'evento sarà allestita una biglietteria con più postazioni, che dalle ore 18,30 fino a dopo l'inizio dell'evento effettuerà le registrazioni e le stampe dei biglietti. L'accesso all'interno del Varco sarà consentito dalle ore 20,15 circa.  

17/06/2021
Maturità 2021, studenti tra sogni e dubbi sul futuro: "Esame ok, ma che brutto il quinto anno in lockdown"

Maturità 2021, studenti tra sogni e dubbi sul futuro: "Esame ok, ma che brutto il quinto anno in lockdown"

Partono da oggi gli esami di Maturità per gli studenti del quinto anno delle scuole superiori. Per conoscere le ansie e le aspettative degli studenti abbiamo deciso di incontrarli davanti agli istituti scolastici di Macerata e Civitanova Marche.   Durante l'anno si è lavorato per la maggior parte del tempo in DAD, cioè didattica a distanza. Sono saltati tutti gli appuntamenti che rendono leggendario l'ultimo anno di scuola, cioè la gita e i 100 giorni. Anche l'alternanza scuola lavoro è stata fatta in gran parte online. Le modalità degli esami stessi sono cambiate già dallo scorso anno: non ci sono più gli scritti, si fa tutto in un solo giorno, in circa un'ora di orale. Prima di tutto si presenta l'elaborato (una sorta di tesina) sulle materie di indirizzo. Dopo la discussione dell’elaborato, il colloquio proseguirà con la discussione di un testo già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di Lingua e letteratura italiana, con l’analisi di materiali (un testo, un documento, un’esperienza, un problema, un progetto) predisposti dalla commissione con trattazione di nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline. Infine il PCTO ossia il power point sull'alternanza scuola lavoro.  All'esame lo studente è seduto in un banco circondato dal plexiglass e i docenti sono a distanza, dunque è possibile abbassare la mascherina mentre si parla.  Francesca e Anna frequentano l'Ite Gentili di Macerata. Quando le incontriamo hanno appena concluso la prova d'esame: "Pensiamo che il carico di ansie legate alla maturità sia sempre lo stesso per tutti - dicono -. Il secondo lockdown ha reso bruttissimo questo quinto anno, abbiamo saltato tutte le tappe fondamentali che le persone ricordano per una vita, come la gita di quinto e i 100 giorni: noi invece non avremo nessun ricordo di queste cose. Per il futuro pensiamo di iscriverci all'università". Anche Eva è una studentessa dell'Ite di Macerata che ha appena terminato le sue fatiche scolastiche: "Non so ancora il voto ma secondo me l'esame è andato bene, i professori sono stati comprensivi e mi hanno aiutato. Non ho ancora realizzato bene quello che è successo, non ho quella felicità che si dovrebbe avere quando si esce da una prova di questo tipo. In futuro farò l'università, non so ancora quale" Ci spostiamo all'ITAS Matteo Ricci di Macerata, indirizzo economico sociale delle scienze umane dove incontriamo Elena: "Me la sono cavata abbastanza bene, meglio di come me lo aspettavo, i prof sono molto alla mano e ti fanno sentire a tuo agio. Ho vissuto l'esame in maniera positiva, nonostante i protocolli anti-covid. Durante l'anno ho sentito la mancanza della scuola fisica: siamo stati per la maggior parte dell'anno a casa, la soglia di attenzione diminuisce quando sei nella tua abitazione davanti al computer, un po' ascolti il professore e un po' ti fai gli affari tuoi".  "Ha inciso psicologicamente molto il fatto di stare sempre soli - aggiunge Elena -, faremo una cena di classe per recuperare. Per il futuro sono un po' indecisa e spero che l'estate mi porti consiglio, forse farò psicologia criminale". Martina ha dato l'esame al liceo classico Giacomo Leopardi, nel capoluogo di provincia: "È andato tutto bene, nella mia tesina ho affrontato la condizione della donna partendo dall'antica Grecia, passando per Roma fino ai giorni nostri. E' stato difficilissimo il fatto che dopo una settimana dura di scuola il sabato non si potesse uscire ma anche un input per studiare di più. Nel futuro vorrei fare medicina, proverò i test tra un paio di mesi, speriamo bene". Anche Alissa ha già fatto l'esame di maturità classica: "Ho portato un elaborato sulla peste, ma ho vissuto male il resto dell'anno con il covid perche secondo me la preparazione a casa è molto meno efficace, si perde la concentrazione e le lezioni diventano più difficili da seguire. E' stato bruttissimo anche non poter fare la gita né in quarto nè in quinto, nè il ballo delle debuttanti in quarto, e i vari viaggi che erano organizzati dalla scuola. Anche l'alternanza scuola-lavoro è stata fatta online, dunque abbastanza inutile. Tutto molto pesante. Per il futuro vedremo, intanto provo medicina". Martina e Marialaura frequentano, invece, il liceo scientifico IIS Da Vinci a Civitanova Marche e hanno già dato l'esame: "È andato bene a tutte e due. E' stato difficile recuperare quando siamo tornati a scuola dopo la didattica a distanza, a casa è ovvio lasciarsi un po' andare. Siamo comunque soddisfatte per come è andata, certamente non avremmo potuto sostenere gli scritti come in una prova normale. Immaginavamo questi due anni diversi, per il futuro ci sentiamo impaurite, sicuramente però faremo l'università!"  Anche Francesca si è appena diplomata al liceo scientifico civitanovese: "Esame ok, ma è stato difficile terminare la scuola in questa situazione Covid, non per le materie più semplici ma per quelle più difficili come matematica e fisica. Spiegato tutto a distanza, quando sono ritornata a scuola, non ho capito nulla. Mi è pesato molto dover stare a casa perchè si perdono tante cose, non sei più tutti i giorni a scuola in compagnia, ma sei solo. Sono comunque contenta di concludere questo percorso, mi sono levata questo esame e ora si va all'università". Patrizia, Camilla ed Eva sono venute a fare il tifo per la loro compagna, avranno l'esame nei prossimi giorni al liceo linguistico IIS Da Vinci: "Siamo emozionate, in ansia ma si sente la libertà dei compagni che escono. Non vediamo l'ora di farlo e vivere l'estate. In DAD è più difficile concentrarsi e rivedere gli argomenti ma nell'ultima parte in cui eravamo più in presenza, siamo riuscite un po' a recuparare. Senza questa situazione potevamo dare di più. Il bello di stare a scuola è passare il tempo con i compagni, l'ultimo anno invece lo abbiamo passato in solitudine. Stiamo per terminare il nostro percorso scolastico e per il futuro dobbiamo vedere: siamo impaurite perchè finisce un capitolo e non sai cosa c'è dopo, dipende tutto dalle tue scelte e con il Covid spaventa ancora di più visto che l'esperienza dell'università è diversa, la paura è di non riuscire a fare amicizia se non si è in presenza. Ora però ci concentriamo su noi stesse". Federico ha avuto l'esame oggi alle 12:30, si diploma al liceo scientifico IIS Da Vinci, indirizzo scienze applicate: "I protocolli Covid non mi hanno svantaggiato, anzi mi è andata meglio perchè preferisco fare l'esame solo orale in un'ora, gli scritti mi avrebbero penalizzato. Con la DAD è ovvio che è più difficile assimilare i contenuti tuttavia dipende da persona a persona: è facile distrarsi durante la lezione online ma se sai che quell'argomento è importante e ti devi diplomare stai attento a capire la spiegazione. In questo modo è mancato il confronto con i compagni per capire come vivevano questa situazione, avere altri spunti di riflessione, la maggior parte del lavoro era autonomo, questo ha penalizzato, i prof però sono riusciti ad adeguarsi alle esigenze e ci hanno preparato bene fin dall'inizio dell'anno, ora siamo pronti. Non sono tranquillo per l'esame ma penso di riuscire a superarlo, l'importante è non interrompersi. Prima o poi la scuola sarebbe dovuta finire, ora mi basta capire quello che voglio fare dopo, comunque mi aspettano delle sfide". Il suo compagno di classe Ludovico avrà l'esame sabato mattina: "In parte i protocolli anti-covid ci hanno svantaggiato, ma ce la siamo cavata al meglio. Più in quinto che in quarto servivano contatto e coinvolgimento che a casa non c'erano, questo mi ha creato dei problemi sopratutto con gli insegnanti, specialmente con quelli che si sono insediati in questo anno scolastico e con cui il rapporto è stato quasi totalmente indiretto. Nonostante tutto, mi sento tranquillo ad affrontare l'esame, se hai una buona preparazione e ti metti d'impegno non hai difficoltà, dipende tanto da quanto una persona si applica. Sono contento perchè si chiude un capitolo e se ne aprirà un altro, sono felice e non spaventato. Il mio obiettivo è entrare subito nel mondo del lavoro". Un grande in bocca al lupo a questi piccoli eroi che hanno continuato la loro strada fino a completarla e ora si apprestano a entrare in un mondo che non è certo pieno di sicurezze. 

16/06/2021
Estate 2021 a Porto Recanati, si sale sulla cresta dell'onda: l'Arena Gigli debutta con Sergio Muniz

Estate 2021 a Porto Recanati, si sale sulla cresta dell'onda: l'Arena Gigli debutta con Sergio Muniz

Si è tenuta nelle sale del comune di Porto Recanati la presentazione ufficiale del cartellone dell'estate 2021. Presenti erano la vicesindaco Rosalba Ubaldi, l'assessore alla cultura Angelica Sabbatini, l'artista Sergio Muniz e il regista Francesco Facciolli. Gli eventi si terranno all'Arena Gigli che è stata riqualificata sia all'interno che all'esterno. La prenotazione è obbligatoria, aldilà del costo del biglietto, fino ai 1000 posti con protocollo covid.  Ad aprire la stagione domenica 27 giugno lo spettacolo "L'onda che verrà" di Sergio Muniz con la regia di Francesco Facciolli. L'assessore Sabbatini ha dichiarato: "La promozione di quest'anno si basa sul mare. L'idea è nata in concomitanza con il Decennio 2021-2030 sulla tutela degli oceani instituito dall'Unesco, come per una congiunzione di tempi. Non ci sono dubbi dunque ad accogliere Sergio Muniz, che ha girato immagini molto belle della città a bordo di una barca grazie a due cittadini che si sono messi a sua disposizione. Il primo giorno il mare non ha permesso di uscire, caratteristica che non possiamo controllare. Le immagini seguiranno la tournèe dell'onda che verrà proiettata in numerosi teatri e città. Per noi è un'importante forma di promozione, dal 27 giugno partono una serie di attività che Porto Recanati ha messo in campo per celebrare l'estate e il decennio Unesco, infatti in quella data saranno presenti un rappresentante Unesco e Muniz per il taglio del nastro".  "E' un onore aprire la stagione e tagliare il nastro - ha affermato Sergio Muniz -. Per me è un novità fare questo tipo di spettacolo da solo ma è figlio della necessità di comunicare in questo periodo. Ho lavorato molto in teatro ma mai da solo, credo che sarà un'onda che il pubblico non si aspetti. Nasce anni fa nella mia testa, mi sono fatto aiutare da Francesco Facciolli e alla fine abbiamo concretizzato l'idea durante il lock down. Nello spettacolo ci sarà anche spazio la musica, si tratra di un mezzo di comunicazione meraviglioso che permette di creare emozioni senza parole. Anche se vengo dalla Liguria e lì c'è un mare stupendo ho sempre amato le Marche, la natura dei cittadini mi ha sempre fatto sentire accolto." "Il filo conduttore dello spettacolo è il mare, liquido amniotico degli ambienti - aggiunge Francesco Facciolli -. Muniz parlerà del mare come una grande madre, metafora della vita, quando siamo venuti qui il primo giorno non si poteva girare, questo è un segno che non siamo noi a comandare il mare, ma è lui che ci comanda, c'è anche una frase nello spettacolo che dice così. Quello di cui parliamo è frutto di verità: Sergio non sarà solo sul palco ma il gruppo lo farà con il pubblico che lo ascolta. E' un grande dialogo che fa Sergio, il pubblico scoprirà pezzetti della propria vita nelle varie sfumature, difatti le nostre vite sono tutte collegate. Quando ho letto il testo di Sergio sul quale abbiamo lavorato ho riscontrato subito verità, il nostro grande lavoro sta nel parlare di vita e verità in modo più semplice possibile senza viaggiare sulla cresta dell'onda per non diventare banali. E' una sfida che abbiamo accettato e nella quale la produzione ha creduto. L'accoglienza che abbiamo trovato qui ci ha messo nel giusto mood per questa scelta, si parte dalle Marche, poi qualche data in Puglia. Stiamo lavorando in modo accellerato dopo il lock down e stiamo lavorando alla programmazione." L'Assessore Sabbatini, ha anche offerto un resoconto del resto del programma: "Abbiamo un cartellone molto ricco, abbiamo trovato eventi ogni 48/24 h. Siamo posizionati subito dopo lo Sferisterio di Macerata e siamo stati contattati da molti. Abbiamo fatto una cernita rispetto agli spettacoli che volevamo organizzare e al target, un pubblico consapevole che viene certo di godersi uno spettacolo che in altre città non trova. Abbiamo musica italiana con artisti famosi, comicità e anche qualcosa per toccare le corde di un pubblico più giovane.  La convenzione con AMAT ci accompagnerà dal debutto alla chiusura con ospiti come Federico Buffa il 10 luglio, Chistian De Sica il 25 luglio, Pino Insegno il 4 agosto e molti altri. Altri spettacoli sono con i circuiti VivaTicket e Isolani Spettacoli, per esempio Lino Guanciale il 31 luglio, Angelo Branduardi il 9 agosto." "Storicamente lavoriamo con Porto Recanati, è un'intesa molto bella, abbiamo seguito l'evoluzione dell'arena che è diventata un fiore all'occhiello per la regione - ha affermato Raimondo della Amat -. L'accoglienza di cui parla Muniz è da perpetrare ed è importante perchè di belle strutture ce ne sono tante ma questa è una cosa specifica nostra, un'esperienza umana di grande valore. Dopo tanto tempo è entusiasmante riappropriarci del nostro lavoro." Porto Recanati è pronta per galoppare verso il futuro con l'onda che verrà. Per tutte le informazioni necessarie il sito è sempre aggiornato: clicca qui.

15/06/2021
Civitanova, Sgarbi presenta "la solitudine delle cose", mostra di Massimo Listri (FOTO)

Civitanova, Sgarbi presenta "la solitudine delle cose", mostra di Massimo Listri (FOTO)

Alla conferenza stampa che si è tenuta, ieri, al teatro Annibal Caro di Civitanova Alta è stata presentata la mostra "La solitudine delle cose", ideata dal professor Vittorio Sgarbi in collaborazione con i Teatri di Civitanova sull'artista Massimo Listri, che si terrà dal 26 giugno al 30 settembre nello spazio multimediale della chiesa di San Francesco.  In esposizione 20 scatti del fotografo Massimo Listri che mostrano luoghi in abbandono, parti nascoste di posti meravigliosi.  Hanno presenziato il sindaco Fabrizio Ciarapica, Vittorio Sgarbi e il professor Stefano Papetti.  Sindaco Ciarapica: "Dopo un anno e mezzo molto difficile, dobbiamo ripartire. Abbiamo voluto ripartire dalla cultura chiamando il piu grande critico d'arte italiano che è Vittorio Sgarbi. E' una mostra che farà parlare molto di sè, che abbiamo voluto perchè volevamo qualcosa di moderno e innovativo, come Civitanova che è dinamica; ma che raccontasse qualcosa di antico,  perchè non è solo la città moderna che conosciamo ma è anche molto attenta alla cultura, lo dimostra non solo questa mostra ma altre iniziative che avremo quest'anno. Vogliamo valorizzare il patrimonio culturale che la città ha, ecco perchè abbiamo voluto che Vittorio Sgarbi inaugurasse la mostra che ci sarà tra qualche giorno". Vittorio Sgarbi espone il tema principale della mostra: "Listri aveva questa euforia di immagini meravigliose, dense di particolari, dettagli. Listri si è sempre più espanso, ha cominciato a fare il fotografo d'arte, con qualche competizione con altri molto bravi che hanno seguito l'idea dell'opera d'arte per se stessa, quindi ha cominciato ad essere un artista, partendo dalla documentazione della meraviglia del mondo, meraviglia del mondo potrebbe essere il titolo di un libro di Listri. Nei suoi percorsi si è a volte trovato davanti a spazi desolati e ha fotografato anche quello. Quelle immagine perfette, hanno come una declinazione più intima, domestica e solitaria che di per sè ha odore di poesia. Un altro titolo è capriccio, perchè lui è andato lì per fotografare la parte ufficiale e già che c'era ha fatto qualche scatto a una parte disadorna. Capriccio perchè non gli è stata richiesta, non documenta niente ma lui l'ha individuato. E' venuto fuori qualcosa che ha un poesia in sè stessa, fare una fotografia con grande centralità e per esempio in alcuni luoghi rappresentano la desolazione. Scopre il segreto dell'abbandono, perchè l'abbandono ha in se qualcosa di poetico. Il 26 immagino che avrete emozioni grandi di fronte a questi enormi pannelli fotografici e spero che la mostra abbia il successo che merita". Il professor Papetti conclude: "Non posso che ricordare quanto Civitanova sia avanti nella scelta delle mostre, indubbiamente la selezione di foto di Listri rappresenta una dimensione inedita di questo grande fotografo, ma anche nel passato Civitanova ha proposto mostre su temi che soltanto dopo gli altri hanno scoperto: qui si sono tenute le prime mostre dedicate alle donne della pittura, qui si è tenuta la bellissima mostra di Tullio Crali. Quando mi hanno detto che ci sarebbe stata una mostra sulle foto di Listri non avevo visto le immagini e avevo pensato a un'altra tipologia di foto e avevo preparato un testo, poi mi sono arrivate le foto e ovviamente quel testo è stato accantonato e ho fatto qualcosa di diverso. Sono mille quindi le ragioni per venire a Civitanova, è all'avanguardia perchè a Civitanova si vede prima di altrove quello che conta per la cultura, quindi siamo sicuri che questa mostra girerà per il mondo e arriverà chi sa dove. ma è partita da San Francesco a Civitanova". Una volta conclusa la conferenza il professor Sgarbi ha ricevuto in dono una bottiglia di vino dalla direttrice Bruni e ha visitato le chiese di San Francesco e San Paolo a Civitanova Alta. (Foto di Lucia Montecchiari)   

15/06/2021
Macerata, Edi Cruciani e i suoi 40 anni da sarta: "Senza di me finirà tutto, non trovo nessuno che mi aiuti"

Macerata, Edi Cruciani e i suoi 40 anni da sarta: "Senza di me finirà tutto, non trovo nessuno che mi aiuti"

Edi Cruciani ha 76 anni e da quaranta fa la sarta. All'inizio il suo titolare era il calzolaio in corso Cairoli a Macerata, poi si è messa in proprio come artigiana affittando una stanza sopra la bottega.  "Ho iniziato che avevo 30 anni e 3 figli piccoli, lavoravo in casa ma volevo fare altro. Ho imparato tutto da sola, all'inizio un paio d'ore al giorno poi è venuto da sè, con gli anni impari sempre di più - ci dice Edi -. Mi sono sempre arrangiata, sono riuscita a tirare avanti ma non l'ho tramandato ai miei figli. Lavoro perchè mi piace e sono rimasta sola, mio marito non c'è più, a spasso non  ci so andare: c'è sempre bisogno di qualcosa da fare. I miei clienti mi hanno conosciuta quando ero dal calzolaio, oggi vengono anche da Roma per i miei lavori".  Mentre attacca gli strap alle scarpe da ginnastica di un bambino, Edi ci racconta il suo mestiere. La sua giornata inizia alle nove e stacca a mezzogiorno, poi fa dalle quattro alle sette.  Le persone arrivano e portano di tutto: borse, cerniere, manici, jeans, valigie, giubbotti, accorciare, tagliare, stringere! Lasciano il lavoro e vengono richiamate una volta completato.  Nella stanza c'è molto disordine: metro, pinze, martello, forbici, stoffe, filo, macchina da cucire...ma lei trova tutto, nel disordine c'è un ordine.  "Il lato positivo di questo lavoro è che ti dà tanta soddisfazione e questo per me conta più dei soldi, i miei clienti non sono avari di complimenti. Parlando del risvolto negativo, non nego che tanti si dimenticano di venire a riprendere le cose, io le tengo un anno e poi le butto via". Purtroppo, come gli altri di questa rubrica, è un mestiere che i giovani non vogliono più fare: "Ho cercato di chiamare qualcuno che mi venisse ad aiutare ma non ho trovato nessuno, l'età avanza e quando smetto io qui finisce tutto. Per mandare avanti l'attività basterebbe che qualcuno venisse qui una mezza giornata ad imparare. Ci vuole una guida, se non stai qui almeno un mese non ci riesci".  Ma i suoi sono servizi ancora molto richiesti, c'è molta differenza infatti nella qualità tra i vestiti di un tempo ed oggi: le stoffe di una volta erano vere stoffe, ora è tutto sintetico e si rovina subito. Ogni lavoro è a sè, ha una sua importanza particolare e porta un certo tipo di esperienza. Se non raccoglieremo presto questo appello smetteremo di avere prodotti originali e di qualità come quelli fatti da un vero artigiano.  (Foto di Lucia Montecchiari)

12/06/2021
Civitanova, "Gustaporto" è la manifestazione a 360° che apre l'estate 2021: il programma

Civitanova, "Gustaporto" è la manifestazione a 360° che apre l'estate 2021: il programma

Questa mattina è stato presentato nella balconata del Vela Verde, nel porto di Civitanova Marche, l'evento Gustaporto 2021, arrivato alla sua 4° edizione.  L'evento avrà luogo il 12 e 13 giugno come seconda tappa del Grand Tour delle Marche, condotto da Gioacchino Bonsignore del TG5. Presenti all'incontro erano il progettista di marketing territoriale ed esperto di comunicazione del territorio Alberto Monachesi, il direttore di Tipicità Angelo Serri,  il sindaco Fabrizio Ciarapica, la comandante di capitaneria di porto Ylenia Ritucci, l'assessore al welfare ed alle politiche sociali Barbara Capponi.  "Gustaporto" rappresenta l'apertura della stagione estiva ed il primo grande evento dopo la chiusura a causa del COVID-19.   Il Sindaco Ciarapica apre il discorso: "GustaPorto, arrivata alla sua 4° edizione, è nato per valorizzare principalmente la filiera dell'ittico e le nostre tradizioni marinare però è cresciuta tanto da affrontare altri argomenti, tutti quelli connessi alla Blue Economy. Quest'anno si toccheranno due temi importanti: il turismo, che è in crescita nelle Marche grazie al nostro patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico; e la cantieristica, visto che Civitanova ha una lunga tradizione di cantieri a supporto della pesca ma si possono allargare a supporto di altri tipi di imbarcazioni. L'aspetto più importante dell'evento è l'inclusività, la città viene coinvolta a 360°. L'investimento del comune è stato sui 50.000 euro circa, speriamo che sia di grande interesse e molto frequentato". Il programma:  Sabato 12 lo spettacolo inizia alle 9.30 dal Mercato Ittico Comunale dove Gioacchino Bonsignore, caporedattore del TG 5, condurrà “Gusto Adriatico”, tra cassette di pesce fresco appena sbarcato ed i consigli degli chef. Alle 11:00, sempre al Mercato Ittico, si prosegue con l’Agorà “Next Generation in Porto”, con le presenze annunciate del Sottosegretario alla Pesca e del Presidente della Regione, insieme agli Atenei ed al mondo economico. Entrambe le iniziative sono fruibili “live” su FB. Nei pomeriggi di sabato 12 e domenica 13, il porto di Civitanova si animerà con il cibo di mare in versione “da passeggio”, le passeggiate esperienziali tra i suggestivi “moletti” gestiti dalle associazioni locali e gli show artistici e musicali (su prenotazione) ambientati dentro ai suggestivi cantieri navali. Domenica mattina, 13 giugno, apre la mostra Civitanova ed il suo mare e s’inaugura ufficialmente il Museo di arte urbana Vedo a Colori. L’iniziativa prosegue poi fino al 20 giugno.  In città sono ben 33 le strutture aderenti a GustaPorto, con il circuito di menù a tema nei ristoranti e negli chalet aderenti, insieme a speciali proposte di soggiorno formulate da albergatori e strutture ricettive alternative della città con la formula “GustaPorto Week”. "GustaPorto, apre come seconda tappa il grand Tour delle Marche, che arriverà a dicembre attraversando la regione, dunque il suo valore promozionale continuerà fino alla fine dell'anno - dice Angelo Serri -. Sono contento della partecipazione corale di tutte le associazioni coinvolte, non è usuale che le anime di Civitanova collaborino così fra di loro per la riuscita del progetto. Abbiamo organizzato anche quest'anno un Press tour a cui parteciperanno giornalisti nazionali come visitatori attivi, in passato era molto più numeroso ma lo abbiamo voluto mantenere anche con poche persone nella massima sicurezza". Tra le realtà che hanno collaborato a GustaPorto: Associazione Albergatori Civitanova Marche; A.B.A.T.; Associazione Marinerie d’Italia e d’Europa; Società Cooperativa Casa del Pescatore; Il Madiere; Mercato Ittico Civitanovese; GER Marche; Centriamo; CIViaggi; CNA Macerata; Confartigianato Imprese Macerata Ascoli Piceno Fermo; Confcommercio Marche Centrali, Marchigianamente; Civitanova all’Opera; Contemporanea 2.0; Musicarello; Vedo a Colori-Museo di Arte Urbana. Conclude l'assessore Barbara Capponi: "Civitanova si sviluppa intorno al porto, che è sempre un punto di riferimento e Gustaporto rappresenta la nostra identità marinara. E' una punta di diamante tra le difficoltà in cui ha lasciati la pandemia. Rappresenta tutte le culture, le categorie e le fasce d'età. C'è da andarne fieri".  (Foto di Lucia Montecchiari) 

10/06/2021
I mestieri di una volta. Marco Caraceni, pescatore di Civitanova: "Se continuo è per amore"

I mestieri di una volta. Marco Caraceni, pescatore di Civitanova: "Se continuo è per amore"

Marco Caraceni è un pescatore, al momento comandante di vascello impegnato in una cozzara. Ha cominciato il suo lavoro a 17 anni, quando andava a dare una mano a un amico di famiglia. All'inizio scaricava solo le cassette di pesce al porto, poi i "veterani" lo hanno fatto salire a bordo e gli hanno insegnato tutto quello che c'era da sapere a livello marittimo, crescendolo in ogni aspetto.  A 24 anni è andato a fare la stagione della pesca in Albania, percorrendo il vicino arcipelago e scendendo verso il Montenegro e la Grecia. In barca ha imparato a fare tutto da solo, anche cucinare. Infatti è un grande cuoco, ama la cucina marinara tradizionale ma non disdegna un prelibato gourmet in occasioni particolari.  Una notte fu decisiva per la sua formazione. La sua barca fu colta da una tempesta, con onde alte fino a tre metri. L'equipaggio di cui faceva parte ha rischiato di morire, ma nonostante tutto il giorno dopo il Capitano accolse tutti dicendo "chi non se la sente ha il biglietto pagato per tornare a casa". "Nessuno di noi si è mosso, compatti e uniti siamo tornati in mare" ricorda Marco. A Civitanova Marche i pescatori che più hanno viaggiato sono quelli anziani, che sulle spalle hanno anche pesche transatlantiche. Li si vede sempre nei paraggi del porto a passare la vecchiaia. Come dicono sempre loro: "na orta che te boca lo maro nelle vene, non esce più (una volta che il mare ti entra nelle vene, non se ne esce più ndr)".  "Il lavoro è parecchio ma quando torni hai un senso di soddisfazione che altri lavori non danno - ci spiega Marco -. Non è un lavoro per tutti, è umile ma molto gratificante e comporta sacrifici. Un tempo con un mese di fatica come marinaio ci pagavi un appartamento, oggi gli stipendi si sono abbassati e quel che guadagno così so che posso farlo anche in ufficio o in un ristorante. Se continuo lo faccio per amore. Il mare ti dà un senso di appartenenza ma anche disadattamento, che non ti fa riuscire a stare troppo tempo a terra. Il mare è libertà e non vedi l'ora di raggiungerlo." Il lavoro del pescatore si articola in maniere diverse: "Gli scafi partono alle 00.00 di domenica, dopo 24 ore tornano per scaricare il pescato, per tre/quattro giorni consecutivi; le vongolare escono alle 5 e tornano vero le 9; le cozzare escono alle 4-5 e si torna verso le 11 o le 12; i battelli sono barche attrezzate per la pesca costiera e non vanno a largo, massimo 6 miglia dalla costa. Per precisare: un miglio è metà di un km, dunque 6 miglia sono 12 km" ci spiega Marco.  "La costa è come un'autostrada, il mare è diviso in fasce d in ognuna di queste fasce si trovano determinati tipi di pesce - aggiunge -. Nella nostra zona si trova di tutto: gli scampi sono a 30 miglia; le seppie dipende dalla stagione, di solito verso le 10 miglia; le pannocchie dalle 4 alle 6 miglia; i merluzzi piccoli 6 miglia, verso i 20 trovi quelli più grossi e i polipi".  Ma il mare non è solo libertà, ci sono degli imprevisti. Uno abbastanza frequente è quello di passare sopra un corpo morto, cioè un relitto non segnato sul radar, sia con il mare mosso che con quello calmo: puoi strappare le reti, e rompere le porte di acciaio che sono i pesi per far star ferma la rete. I danni possono ammontare sino a 10 mila euro. Ma i momenti più pericolosi sono quando il mare è mosso, arriva a due metri d'onda e devi uscire comunque, si prendono scossoni ovunque e se non stai attento puoi farti veramente male: "Io sono cascato in mare una volta ma mi hanno ripreso subito dal colletto di forza, fortunatamente" ricorda Marco.  "Quando gli scafi tornano scaricano il pesce in pescheria, qui si svolge la maggior parte della vendita. Lì arrivano privati (solo quelli con la partita iva), ristoratori, venditori ambulanti per l'asta ittica, dove il migliore acquirente offre un prezzo e si aggiudica il pezzo; per le vongolare invece c'è un prezzo fisso, circa 4-5 euro al kg; per la cozzara devi avere l'impianto cioè un allevamento, in base agli ordini ricevuti si tirano su tot quintali di ostriche o cozze e si vendono a tutti" ci spiega ancora Marco.  Ad ogni capitaneria piace vantarsi di essere la migliore, infatti i marinai hanno un ego smisurato. C'è competizione tra la capitaneria di Civitanova Marchre e quella di San Benedetto del Tronto e Ancona, anche se non dovrebbe dato che sono gemellate. Ma quando c'è da dare una mano ci sono sempre, tra pescherecci ci si aiuta quando c'è ne uno in difficoltà o con qualche malfunzionamento: "Qualche anno fa mi è capitato alle sette di sera, con la tempesta, di vedere un barchetto a cui si era rotta la frizione e non poteva andare né avanti né indietro, gli abbiamo lanciato le cime e lo abbiamo trainato al porto. Siamo talmente pochi che non c'è competizione fra di noi, ma soltanto rispetto. Si crea una strana sinergia." Purtroppo è un mestiere che, come gli altri di questa rubrica, ha difficoltà a sopravvivere.  Prima di tutto, l'Unione Europea sta cercando di importare il pesce dall'estero anche nei paesi di pesca, senza specificare origine, qualità, nè tempo: "Ho letto che verso Settembre dovrebbe entrare in vigore questa legge dell'UE che ci dice quali cozze pescare, quali vongole, quale pesce: a Bruxelles che non hanno nè mare nè pesce! Hanno messo anche una legge che limita i giorni di pesca a seconda della metratura e del peso della barca: uno scafo di 28 metri spende 1200 euro di nafta, contando che resta in mare 3 giorni spende sui 3600 euro di nafta; se sta in mare un giorno e mezzo non solo non guadagna il peschereccio ma neanche chi vende la nafta; il ristorante che avrà la metà del pesce, lo metterà al doppio e se prima le persone si potevano permettere di andare 3 volte a cena fuori ce ne andranno una sola. E' una catena che si blocca". Inoltre quello del pescatore è un mestiere che non viene tramandato. Al momento in tutti i circa 30 scafi che sono al porto di Civitanova Marche ci sono in totale 5 ragazzi italiani sotto i 30 anni che stanno continuando questo mestiere; 8 scafi cercano giovani collaboratori e non li trovano.  "E' un mestiere di cui si ricordano gli adulti e gli anziani, non viene tramandato ai giovani. Il mare porta una mole di lavoro che mette alla prova ma il mangiare a casa alla fine lo porti sempre. E' un mestiere di tutto rispetto ma loro non amano stare fuori, preferiscono altro - afferma Marco -. Andando avanti così nei prossimi 5 anni, quando chi lavora ora si sarà stufato, al ristorante si mangerà pesce importato non si sà da quale Paese. Non si pensa che se il pesce è buono è perchè è fresco e viene da qui vicino.". "Tendiamo ad evitare tutto ciò che è più vecchio e faticoso, anche nella scelta dei lavori, ci sembra noioso.Ma le nostre radici sono importanti, i mestieri che facevano i nostri nonni portavano in tavola i cibi più succulenti e di prima necessità" conclude Marco.   Come al solito l'invito di riscoprire questo mondo a contatto con la natura, che è il più umile ma quello che regala i migliori frutti, va ai giovani! (Foto di Lucia Montecchiari)  

05/06/2021
Da Civitanova a Firenze, Giampaolo Gobbi e la danza: "Il mio segreto? La fame di farcela"

Da Civitanova a Firenze, Giampaolo Gobbi e la danza: "Il mio segreto? La fame di farcela"

"Ho lasciato Civitanova a 14 anni ma la mia famiglia è ancora lì e torno sempre con piacere perché la considero la mia vera casa; anche se è una realtà piccola io la cito sempre quando mi chiedono da dove vengo, altri preferiscono dire più genericamente «Dall’Italia»”.  Così il ballerino civitanovese Giampaolo Gobbi ci descrive il suo rapporto con le proprie radici alla vigilia dello spettacolo “La forza del destino” diretto da Carlus Padrissa, che andrà in scena dal 4 giugno al Teatro del Maggio Musicale di Firenze e lo vedrà tra i protagonisti. “La preparazione sta andando molto bene, c’è molto entusiasmo durante le prove - ci dice -. Siamo una grande squadra. E’ uno spettacolo che richiede molta concentrazione, soprattutto per quanto riguarda noi danzatori. Tutte le cose se fatte bene e con professionalità, anche le più semplici, diventano impegnative".  E’ stata la danza a trovare Giampaolo. La sua passione è nata in maniera natutale all'età di 8 anni e, fortunatamente, da parte della famiglia non ci sono stati pregiudizi o ostacoli anzi, lo hanno sempre spronato ad inseguire il suo sogno. Non si può dire lo stesso però degli altri: “Da piccolo ho sofferto tantissimo vivendo anche episodi di bullismo: i maschi mi guardavano male quando dicevo che volevo fare il ballerino, sembrava che volessi piazzare mine per strada; ma è stata la danza a premiarmi, quando a 18 anni sei autonomo vedi quelli che ti insultavano che non sanno cosa fare nella vita, io inseguivo il mio sogno. Loro non si sa”.   Inizia così ad allenarsi nelle scuole di Civitanova molto giovane, poi un’insegnate gli fa la fatidica domanda: “Nella vita vuoi diventare shampista o astronauta?”; ovviamente la risposta era astronauta dunque dopo qualche anno avrebbe dovuto andarsene per fare il salto di qualità: “Ero esaltato, mia madre invece piangeva, avrebbe voluto tenermi vicino. Sono partito con incoscienza, oggi avrei un’altra testa ma guardo al mio passato con orgoglio, anche nei momenti difficili mi sono impegnato. Mi sono ritrovato in spettacoli molto più grandi di quel che pensavo fosse il mio valore, è stata la curiosità a farmi vincere o forse il fatto che arrivavo già rassegnato al provino. Servono anche le delusioni, ho ricevuto tantissimi -no- ma quando ricominci quel che c’è di buono lo apprezzi di più”  A 14 anni va a Firenze con il “Balletto di Toscana”, poi si trasferisce a Roma frequentando i corsi professionali del “Balletto di Roma”. Questi sono gli anni dello sviluppo che hanno segnato per lui il passaggio dall'essere ancora un bambino al diventare un ragazzo: “Porto nel cuore quel periodo in cui ho avuto i primi rapporti importanti, le prime esperienze vere, mi son preso le mie responsabilità e a 16 anni mi sentivo già un ometto!”. Negli anni delle superiori mentre studiava e lavorava nella danza ha portato avanti anche il percorso scolastico, facendo ragioneria in una scuola privata: “Ho conquistato il diploma più per la mia famiglia che per me; nella danza ad un certo punto il fisico cede e c'è chi diventa insegnante, coreografo, direttore artistico o altro, io non so quello che farò ma sicuramente non il ragioniere”.  Nel 2011 viene ammesso al corso di alta formazione di danza contemporanea presso Arsenale della danza by la Biennale di Venezia, diretta da Ismael Ivo (che ci ha lasciato a causa del covid-19, ndr). Quest’ultimo lo sceglie per lo spettacolo “Biblioteca del Corpo” e va in tournèe mondiale. Era il più piccolo tra 20 danzatori che provenivano da tutte le parti del mondo e solo 4 erano italiani: “Fu una grandissima soddisfazione, un anno intenso e molto duro, ora mi rendo conto che ero ancora acerbo, tante cose non le sapevo, oggi che ho 27 anni affronto le esperienze in maniera diversa; dopo il tour mi sentivo appagato, sazio ma quando sono tornato ho ricominciato subito ad allenarmi.”. Tornato in Italia, dopo qualche mese, ebbe un’audizione a Milano e grazie a Marco Garofalo, coreografo dello show “Questi siamo noi” entra nel mondo della televisione con la regia di Roberto Cenci: “L’esperienza fu bellissima però il teatro regala una magia particolare che la tv non ha.”.  Poi le collaborazioni con tanti altri teatri. Nel 2014 fa il ballerino al Teatro Verdi di Trieste; il Coreografo Luciano Cannito e il regista Michele Guardì lo scelgono per lo spettacolo “I promessi sposi - Opera Moderna" in tournée nazionale; il regista Francesco Saponaro lo sceglie per l’Opera “Carmen” in scena al Teatro delle Muse. Nel 2016 l’incontro con il regista Pier Luigi Pizzi con il quale è stato in scena nel “Nabucco”, “La pietra del paragone”, “Alceste”, “Barbiere di Siviglia”, “l’Orfeo”, “Turandot” e “Rinaldo”. Questa collaborazione in particolare segnò un traguardo importante per lui infatti la prima volta che andò allo Sferisterio di Macerata era in scena proprio “Turandot” diretta da Pizzi e pensò: “Io un giorno lavorerò con lui”, e così fu.   Nel 2019 era nel corpo di Ballo di “Carmen” allo Sferisterio coreografato da Johnny Austin, Direttore Artistico di Autin Dance Theatre. Anche ballare allo Sferisterio di Macerata è fra i sogni che è riuscito a realizzare.   Appena finita la quarantena, nel 2020, riprende subito con le audizioni: il primo appuntamento che lo rivedrà in scena sarà proprio quello nel corpo di ballo dell’opera “La forza del destino” mentre nel mese di luglio parteciperà nel ruolo di Bacco all’opera “Il ritorno di Ulisse in patria” diretta dal regista Robert Carsen. “Sono stato contento di ripartire subito, mi sento fortunato ad aver trovato un contratto tanto importante subito dopo la quarantena” dice, “questo è un periodo delicato, l’Italia è un paese che ha una storia strettamente legata all’arte. Mi dispiace per quelle lezioni di danza che ho visto comparire online: tenersi in forma con lo stretching da casa va bene ma che tanti ragazzi e ragazze si allenino senza poter essere corretti dall’insegnate è molto dannoso, a questo punto sarebbe meglio non farlo per niente”. Molti altri i progetti speciali in arrivo e le collaborazioni con grandi registi anche nelle Marche, ma i nomi non li annuncia ufficialmente: “Questo è un mestiere astratto, un giorno ti senti al top e tutti ti chiamano, poi passi 6 mesi a girarti i pollici nella depressione; sono molto fiducioso e propositivo per come stanno andando le cose ma per scaramanzia preferisco non parlare specificatamente dei miei progetti futuri.”  Esibirsi in un palcoscenico è una grande emozione: “Vivo gli spettacoli come momenti di grande scambio con il pubblico, di narrazione e grande responsabilità. Qualche minuto prima di iniziare uno spettacolo non parlo mai con nessuno, anzi mi infastidisco se qualcuno ci prova. Solitamente parlo con il cielo, che ascolta sempre. Credo molto nelle energie positive che ricevo dall’alto, per me è diventato come un rito spirituale. Dopo lo spettacolo solitamente si festeggia, vado a dormire tardi per l’adrenalina.” Essere un ballerino è una scelta che comporta un certo stile di vita: quando si lavora è obbligatoria una classe di 1 ora e 30 la mattina, poi 2 ore di prova, la pausa pranzo e altre 4 ore di prova; quando non si lavora bisogna tenersi costantemente allenati ma il fisico è una macchina e si deve riposare, è necessario prendersi una settimana di pausa ogni tanto. Nonostante questo, lo stretching va fatto tutti i giorni, con costanza, bisogna mantenere un’alimentazione bilanciata e sana (carne bianca, semi, minestrone, parmigiano...), evitare ciò che fa male ma che comunque tutti mangiano una volta a settimana: “Un mito da sfatare è quello sul fumo: molti ballerini fumano, basta non esagerare. La vita è una sola, non sappiamo quanto lunga o corta sia e vivo i miei piaceri senza sensi di colpa.”  Per fare questo lavoro in maniera professionale c’è bisogno di una predisposizione fisica. Ci sono delle necessità sopratutto nella danza classica, mentre in quella moderna e contemporanea la preparazione richiesta è più atletica. All'accademia della Scala se non hai determinate caratteristiche non vieni preso: più alto sei più possibilità hai, avere un seno abbondante è bello per una donna ma per la danza classica non va bene, se hai una leggera scoliosi, non un gran collo del piede o rotazione delle anche non ti danno la possibilità di studiare con loro. “Quando ero più piccolo odiavo la danza classica ma nelle accademie professionali mi sono reso conto che è fondamentale anche se il tuo percorso è tutt'altro, è necessaria perché è la base di ogni altra cosa” spiega Giampaolo. Molti si danno sempre più limiti e si sottopongono ad enormi sforzi per raggiungere l'eccellenza: “A 16 anni avevo un problema ad un legamento e l’ho scoperto solo quando si è rotto; ho partecipato ad uno spettacolo nell'accademia di Roma con il crociato rotto, ogni volta che saltavo sentivo il ginocchio fare rumori assurdi, poi mi sono operato; ho fatto spettacoli anche con la febbre, facevo la mia danza e poi andavo a casa. E’ una cosa che dipende dal carattere, come tutto nella vita.” Il mondo della danza è visto generalmente in maniera crudele ma è solo una piccola fetta di quello che è veramente. Sopratutto sono i più piccoli che vengono emarginati: “Una delle prime volte che facevo un’audizione ero dietro l’assistente del coreografo senza che lei lo sapesse e le sentii dire, riferito a me -questo è tutto fumo niente arrosto-, passai 12 ore di audizione con questa frase in mente ma alla fine mi presero; è capitato anche che, grazie a colleghi che mi spronavano, io abbia affrontato audizioni che credevo più grandi di me; capita ai frustrati di far del male a prescindere ma l’esperienza insegna e quando sai quanto vali passi sopra a queste cose con una risata!”. Ha imparato a dividere la vita privata (sciagure e benedizioni) da ciò che è lavoro: “Il compagno è meglio non trovarlo nel proprio ambito perché si possono scatenare invidie e competizioni; il ragazzo con cui sto l’ho conosciuto dopo uno spettacolo a Firenze, stare con uno che non sa niente della danza significa staccare dal mio mondo quando smetto di lavorare e questo mi fa bene. Sono 3 anni che stiamo insieme e la nostra relazione va a gonfie vele”. “I miei insegnanti mi hanno sempre preparato, non è una strada facile, è un lavoro molto veloce in cui a 18 anni devi essere già un professionista e a 45 hai quasi finito.Quel che consiglio a chi si accinge a questa disciplina (occhio a chiamarlo sport) è di dedicare molto tempo alla formazione ed allo studio ma da soli non bastano: è una questione primariamente di testa, voglia, determinazione. Con il tempo lo stress e la fatica fisica passano, quel che deve rimanere è la motivazione. Avere carattere è fondamentale, puntare un obiettivo e applicarsi al massimo per raggiungerlo. È una cosa che va voluta e deve venire da dentro di te, non deve essere un insegnante o la famiglia a spingere, poi se quella porta non si apre è perché non si doveva aprire. Il segreto per emergere tra gli altri è avere la faccia tosta, la fame di farcela.”  Il sogno nel cassetto di Giampaolo, originario di Civitanova e giramondo per lavoro, quello che non ha ancora realizzato pienamente ma spera di farlo presto è di concretizzare qualcosa nell’ambito artistico nella sua regione natale, le Marche: “la mia vena patriottica mi spinge a voler lasciare un segno nella mia regione, che diede origini anche al grande Enrico Cecchetti!”  

03/06/2021
Urbisaglia, nuovo singolo per il giovane cantautore Denis Bonjaku: esce "Saint Tropez"

Urbisaglia, nuovo singolo per il giovane cantautore Denis Bonjaku: esce "Saint Tropez"

"La canzone è nata durante il lockdown, parla di una libertà che ci era stata limitata. Volevo l'estate e divertirmi, da 17enne quale sono". Così il giovane cantautore Denis Bonjaku ci presenta "Saint Tropez", il suo primo singolo completamente in italiano, uscito su tutte le piattaforme digitali alla mezzanotte di giovedì scorso.  I genitori di Denis, infatti, sono albanesi ma lui vive da sempre a Urbisaglia: "Sono nato e cresciuto in Italia, l'italiano è la mia lingua madre, anche se l'albanese lo capisco perfettamente fin da piccolo - ci dice -. Il titolo del singolo è arrivato per gioco, mi serviva una rima con chalet e i miei amici hanno iniziato a tirarne fuori tante ed è venuta fuori Saint Tropez. E' una meta ambita per i giovani che vogliono festeggiare e sicuramente la prima che raggiungerò quando si potrà."  Della canzone Denis ha curato - oltre che l'interpretazione - anche la composizione. I produttori del pezzo sono, invece, Mirko Ciminari e Matteo Stacchiotti, in arte Cim & Skinz.  Nonostante la giovane età, Denis già si è fatto notare per le sue abilità canore. Nell'aprile del 2018, a soli 15 anni,  vince The Voice Kids Albania (qui l'articolo di riferimento): "Mi era comparsa per caso la pubblicità di The Voice su Facebook, così mi sono iscritto senza dire niente a nessuno - racconta -. In seguito mi è arrivata una mail in cui gli organizzatori mi avvertivano che, essendo minorenne, sarebbe servito anche il consenso dei miei genitori per partecipare al programma, ma anche in quel caso ho dato il numero di mio padre senza dire niente e la chiamata è stata una sorpresa. Sono entrato alle audizioni con 'Warrior' di Demi Lovato, durante il percorso ho cantato cover come 'Somebody To Love' dei Queen e 'Applause' di Lady Gaga. La vittoria ha sicuramente favorito la mia carriera musicale, mi ha dato la possibilità di vedere come funziona la tv, anche se mi ero già esibito su palchi minori, e questo mi ha aiutato molto".  A novembre del 2018, dopo la vittoria, esce Ti Ja Ajo, singolo in albanese che conta quasi 70.000 visualizzazioni su Youtube.   "La musica è stata fondamentale da sempre. Fin da piccolo ballavo continuamente e a 3 anni cantavo a memoria 'Destinazione Paradiso', secondo la versione di Laura Pausini. Professionalmente il ballo è nato prima del canto: ho cominciato a 8 anni a ballare danze caraibiche e nel 2015 sono diventato vice campione mondiale nel Carribean Show Dance Children maschile. Poi ho dovuto fare una scelta tra ballo e canto e ho scelto il canto." Nel suo canale Youtube sono presenti anche delle cover di Lorenzo Fragola e Michele Bravi, tutte registrate presso lo studio Atmos-x Studios di Appignano: "I cantautori italiani sono fondamentali per me. Sia i classici come De Gregori e Battiato che quelli più attuali come Mahmood, Gaia e, appunto, Lorenzo Fragola e Michele Bravi".  Alcuni di questi artisti hanno avviato la loro carriera a seguito della partecipazione ai talent, ma per ora Denis preferisce non sbilanciarsi sulla prospettiva: "Sono molto scaramantico, ora penso a creare nuovi pezzi, poi vedremo in futuro. Abbiamo già altri singoli pronti, possiamo dire che ci sono delle novità, senza anticipare nulla." Di seguito proponiamo il video della canzone: 

31/05/2021
Il maneggio Primaluce e il metodo 'non violento' per domare i cavalli: "Il nostro premio sono le carezze"

Il maneggio Primaluce e il metodo 'non violento' per domare i cavalli: "Il nostro premio sono le carezze"

Alessandro Baffo è il proprietario del maneggio Primaluce a Civitanova Alta, nelle Marche. La particolarità del suo maneggio è che non utilizza la doma coercitiva ma il metodo della Scuola Italiana Horseman, ideato da Marco Vignali."La mia passione per i cavalli è nata 10 anni fa grazie a mia moglie Serena. Abbiamo preso prima Moresca, una cavalla di 19 anni, poi Jason, un purosangue inglese di 2 anni e mezzo, domato con la doma classica che per lui era troppo aggressiva e si impennava in passeggiata, ho rischiato di farmi male davvero - ci racconta -. Ho cercato un altro metodo per educare il cavallo ed ho scoperto il metodo della Scuola Italiana Horseman. Sono andato a Modena da Marco e lui mi ha insegnato la tecnica, facendomi lavorare diversi cavalli".  "Quando sono tornato ho lavorato su Jason e ho constatato che la tecnica funziona - sottolinea Alessandro -. Da lí ho continuato la scuola fino a diventare istruttore 4 anni fa, mi muovevo nei maneggi a fare rieducazione con cavalli problematici. Ho aperto il maneggio Primaluce a giugno di un anno fa e ora conta 5 cavalli, insieme ad una cooperativa agricola gestita da mia moglie. Ci andava di condividere questa esperienza nel verde e circondati da animali splendidi".   Il metodo, detto anche "della non violenza", si basa sulla comunicazione con il cavallo, non sulla dominanza. Il fine è creare il vero binomio tra cavallo e cavaliere, per riuscirci l'horseman deve sviluppare 7 qualità: rispetto, fiducia, umiltà, sensibilità, tempismo, pazienza e determinazione.I branchi di cavalli allo stato selvaggio comunicano tra loro con le 4 fasi e si è riportato lo stesso atteggiamento nella doma: nelle prime due fasi c'è più gentilezza che determinazione, nelle seconde due diminuisce la gentilezza e aumenta la determinazione. "Non sono contrario alla doma classica ma c'è troppa violenza - dice Alessandro -. Il cavallo in natura è una preda, non sta a ragionare se c'è un pericolo, semplicemente scappa; noi siamo considerati predatori perchè abbiamo le movenze da predatori, se io mi comporto come predatore è ovvio che non mi ascolta. Se io non mi fido del cavallo, il cavallo come fa a fidarsi di me? Prima si arriva al cuore, poi alla mente, infine al suo fisico. Come premio non usiamo cibo perchè così farebbe il lavoro per la ricompensa finale non per il lavoro in sè. Usiamo le carezze, che abbassano lo stato emozionale del puledro, infatti quando nasce la mamma per prima cosa lecca il puledro." "Il "metodo della desensibilizzazione" rende il cavallo più sicuro. Se il cavallo ha paura di un oggetto, mostrandoglielo scapperà: i cavalli solitamente scappano quando alzi la frusta vicino a loro - spiega ancora Alessandro -. Se tu gli fai capire che di quell'oggetto non deve avere paura resterà fermo. Difatti, i cavalli desensibilizzati non scappano dalla frusta o da rumori improvvisi". "Io sello il cavallo da libero, monto sia da destra che da sinistra, ci passo dietro tranquillamente. Non usiamo speroni, frustini e morso. La sella sì, anche se potrei montare a pelo, la usiamo per rispetto: senza sella comprimi il peso su un unico punto, con la sella invece il peso va in diversi punti e il dorso non ci rimette" sottolinea.  Dopo le spiegazioni, Alessandro ci porta Jason per mostrarci nella pratica qualche esercizio: è più semplice di quel che si pensa, l'umano a volte deve complicarsi la vita e la complica anche agli altri. Nelle lezioni come prima cosa si lavora da terra, insegnando al cavallo a seguire le pressioni: non deve andare contro ma seguirle.  Ci mostra un back: la mano tiene il nodo, la prima pressione è sull'impugnatura, poi sul petto con l'altra mano e Jason indietreggia di un passo. L'importante è che la pressione sia continua e il rilascio improvviso. Lui impara nel momento in cui rilasci la pressione: quando rilasci la pressione capisce che ha fatto bene. Monta in sella solo con la capezza. Per andare dal passo al trotto e al galoppo utilizza il fiato: inspirando ed espirando incanala l'energia corporea e il cavallo lo percepisce. Con la pressioni dei piedi gira. Per fermarsi senza filetto non si lavora con la forza ma sulla testa del cavallo. Un cavallo con connessioni labiali difficili anche se aumenti la rigidità del morso non si fermerà. Infine Alessandro porta al suo posto Jason e prende MJ per esibirsi in uno spettacolare freestyle.  "Quello che riesci a fare con la scuola è sopratutto recuperare cavalli problematici, che si impennano, calciano, mordono.Ho domato, in 6 mesi, un cavallo che si ribaltava con il cavaliere sopra. Ho lavorato con un maremmano con le connessioni labiali rotte, dunque non si fermava. Anche lì ho avuto grandi soddisfazioni. Sono riuscito a recuperare tutti i tipi di cavalli che ho avuto sotto le mani." L'incontro è finito e noi ce ne andiamo serene. Quei cavalli ci hanno trasmesso la loro tranquillità, non sempre scontata nel mondo dell'equitazione. Ora Alessandro è impegnato in un corso che lo porterà ad essere istruttore di secondo livello, non si finisce mai di imparare! Se qualcuno è interessato a scoprire qualcosa di più sul metodo della Scuola Italiana Horseman può cliccare qui. (Foto di Lucia Montecchiari)

30/05/2021
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