di Federica Ciminari

Essere lo stesso coinvolti: cosa può dirci ancora "Canzone del Maggio" di De Andrè

Essere lo stesso coinvolti: cosa può dirci ancora "Canzone del Maggio" di De Andrè

E se nei vostri quartieri Tutto è rimasto come ieri Senza le barricate Senza feriti, senza granate Se avete preso per buone Le "verità" della televisione Anche se allora vi siete assolti Siete lo stesso coinvolti Era il 1973 quando "Storia di un impiegato" di Fabrizio De Andrè usciva sul mercato discografico italiano. Un concept album che parla, per l’appunto, della storia di un impiegato. La vita di un uomo che osserva da lontano le rivolte del Sessantotto e che poi decide di ribellarsi in maniera violenta e solitaria, costruendo una bomba artigianale da far esplodere davanti al Parlamento. A spingere l'impiegato verso questa decisione sono i venti del Maggio Francese, la serie di rivolte che avevano interessato la città di Parigi proprio nel 1968, quando i gruppi studenteschi della città decidono di organizzarsi per protestare contro l’intervento sproporzionato della polizia che aveva caricato i manifestanti dopo l’occupazione dell’università della Sorbona. Questa miccia trova riscontro nell’opinione pubblica e il 13 maggio venne indetto uno sciopero generale che vide la partecipazione di 9 milioni di persone. E se vi siete detti Non sta succedendo niente Le fabbriche riapriranno Arresteranno qualche studente Convinti che fosse un gioco A cui avremmo giocato poco E proprio in quel maggio francese De Andrè trova l’ispirazione per scrivere "Canzone del Maggio", adattamento di "Chacun de vous est concerné" della cantautrice francese Dominique Grange. De André riprende i concetti espressi dal brano di Grange per veicolare un messaggio diretto proprio all'impiegato: "Siete lo stesso coinvolti". Anche se non attivamente, anche se non come parte effettiva della protesta, siete lo stesso coinvolti perché ognuno ha una responsabilità. Allora, forse, quello che si tenta di evidenziare è l’immobilismo e la poca solidarietà verso chi cerca di protestare. Una paura che può essere compresa, perché la manifestazione che esplode in violenza può spaventare, ma pone allo stesso tempo davanti a problemi e difficoltà che non andrebbero ignorati. Problemi che, molto spesso, vengono messi all'angolo con altrettanta violenza nella speranza di cancellare un messaggio. L'attualità in un brano di cinquantatrè anni fa, dovrebbe far riflettere, senza polarizzare, sulle motivazioni che spingono ancora oggi i cittadini a continuare quel gioco a cui si credeva avrebbero giocato poco. 

21/10/2026 19:20
Fisiomed e Cbf Balducci ancora insieme: "La volontà di osare ci unisce" (VIDEO)

Fisiomed e Cbf Balducci ancora insieme: "La volontà di osare ci unisce" (VIDEO)

Rinnovata per il terzo anno di seguito la collaborazione tra il gruppo medico Fisiomed e la squadra di pallavolo femminile Cbf Balducci Helvia Recina.  Una collaborazione che va al di là del solo elemento di sponsor e che si concentra anche e soprattutto sulla possibilità, per la squadra di serie A1, di contare sul supporto di un official medical partner. "Fare sport ad alti livelli necessita di avere accanto eccellenze di alto livello, per questo tre anni fa ci siamo voluti avvicinare a Fisiomed. Un rapporto che in questi tre anni si è basato sulla cura, che il gruppo ha sempre garantito alle nostre ragazze; sulla fiducia reciproca e sulla volontà di continuare insieme verso un futuro che speriamo di rappresentare" - dichiara il presidente della Consulta di Serie A1 Pietro Paolella -. "Ciò che ci unisce al gruppo Fisiomed è la stessa volontà di osare. Entrambi, ai nostri esordi, abbiamo deciso di credere nelle nostre potenzialità e di rischiare, venendo poi ripagati". Anche l'amministratore del Gruppo Fisiomed Enrico Falistocco evidenzia le somiglianze presenti nei loro percorsi, entrambi partiti da un piccolo centro cittadino per poi arrivare al raggiungimento di importanti risultati a livello territoriale ma anche nazionale.  "Fisiomed mette a disposizione delle ragazze una vasta gamma di servizi per la prevenzione e per la diagnostica, con una particolare attenzione alla celerità, che in un settore come quello dell'A1 è fondamentale. È molto importante per noi riuscire a portare avanti questa collaborazione perchè crediamo nel valore dello sport e siamo sempre felici di supportare questo mondo, soprattutto quando possiamo offrire personale preparato e tecnologie all'avanguardia". L'elemento della prevenzione è quello che sta più a cuore all'allenatore Valerio Lionetti: "Riuscire ad anticipare dei piccoli infortuni, per evitarli e riuscire a portare avanti il benessere della squadra è molto importante. La tempistica è un elemento fondamentale nella gestione degli infortuni e la presenza e l'intervento di Fisiomed in questo senso è per noi molto utile, la priorità che da alla squadra è fondamentale". Alla conferenza stampa di oggi, erano presenti anche le ragazze della squadra: la schiacciatrice Susan Shut, la centrale Chiara Landucci, il libero Melissa Tesi, il capitano Giorgia Caforio, il centrale Alessia Mazzon, l'opposto Clara Decortes. 

21/10/2026 12:52
Autovelox, alcolock e nuovo codice della strada: al Lauro Rossi una giornata di formazione con l'esperto Protospataro (FOTO e VIDEO)

Autovelox, alcolock e nuovo codice della strada: al Lauro Rossi una giornata di formazione con l'esperto Protospataro (FOTO e VIDEO)

Giornata dedicata alle novità in materia di Codice della Strada oggi al Teatro Lauro Rossi di Macerata, in piazza della Libertà. Nel nuovo Incontro con l'Autore, Giandomenico Protospataro, esperto nel settore della circolazione stradale sotto il profilo tecnico, giuridico e normativo e con maturata esperienza operativa negli organi di Polizia, ha dedicato la mattinata ad approfondimenti e chiarimenti, lasciando ai partecipanti anche la possibiltà di esporre i propri quesiti.  Un'opportunità per gli operatori del settore per confrontarsi sugli aspetti tecnici e operativi che riguardano le consuete attività di sicurezza stradale e controllo, con degli approfondimenti specifici sulle procedure operative di accertamento dell'assunzione di sostanze stupefacenti, sulla sospensione breve della patente e sull'alcolock. "La formazione è la base per poter applicare la norma del giusto modo e far sì che la cittadinanza e gli autori della viabilità sappiano come comportarsi e come controllare. La sicurezza è l'obbiettivo che dobbiamo raggiungere e quest'ultimo passa anche da giiornate come queste - afferma il comandante della Polizia Locale di Macerata Danilo Doria -. L'evidenza e l'importanza dell'argomento sono rappresentate anche dalla presenza di tutti i componeneti del Comitato Provinciale di Sicurezza Pubblica". Spazio anche ad una panoramica sulla bozza del nuovo Codice della Strada e sul nuovo Decreto Ministeriale omologazione relativo agli autovelox, con attenzione ai profili operativi, tecnici e al regime transiotrio per l'utilizzo di dispositivi già approvati.  "Abbiamo organizzato una giornata di formazione legata a microinformazioni come l'alcolock per i conducenti condannati per l'alcol, l'accertamento della droga, le tematiche riguadanti i monopattini e la loro targatura e la revisione delle macchine agricole; pensate per comprendere verso cosa ci stiamo muovendo", spiega Protospataro.   

20/10/2026 13:00
Macerata Humanities Festival ricorda Andrea Angeli, lo 'zingaro di pace': "Un patrimonio prezioso da conservare" (VIDEO e FOTO)

Macerata Humanities Festival ricorda Andrea Angeli, lo 'zingaro di pace': "Un patrimonio prezioso da conservare" (VIDEO e FOTO)

Questa mattina nella sala conferenza di Piazza Strambi, in occasione della giornata conclusiva dell’evento Macerata Humanities Festival, manifestazione promossa dall’Università di Macerata e ormai giunta alla sua quarta edizione, si è tenuto l’incontro in ricordo di Andrea Angeli e del suo ultimo libro “Fede, ultima speranza. Storie di religiosi in aree di conflitto”. Il tema cardine di questa edizione è stato “Oltre la legge della forza. Valore della conoscenza, conoscenza dei valori”. Valori, come quelli della pace, che Andrea Angeli ha sempre portato avanti e di cui si è discusso durante la conferenza. A partecipare all’evento organizzato e presieduto dalla presidente dell’ Associazione Laureati Ateneo Maceratese Daniela Gasparrini, anche il rettore dell’Università di Macerata John Mc Court, il giornalista Maurizio Verdenelli, l’avvocato e membro del consiglio direttivo dell'Università di Macerata Raoul M. Fabrini, il funzionario ONU Emanuele Tacconi e il direttore della nostra testata e fotoreporter Guido Picchio. “Il libro di Andrea Angeli porta avanti tanti esempi di valori veri, i valori della pace, valori che lui incarnava veramente, diffondeva con una semplicità e allo stesso tempo una profondità interessante. Sta benissimo all'interno del nostro Humanities Festival e stamattina cerchiamo di conservare il suo pensiero per il futuro, perché è un patrimonio prezioso” spiega il rettore dell’Università di Macerata Mc Court. Un legame, quello con la città di Macerata, di cui parla anche la sorella Teresa: “Lui è rimasto stranamente a Macerata a fare l'università, non avrei mai pensato. E qui ha preso due lauree. Lui è rimasto a Macerata ed è tornato a Macerata perché era molto legato alla città e perché probabilmente voleva ritrovare le cose che aveva perso in trent'anni di vita fuori: voleva ritrovare i luoghi, i posti, le persone, gli amici”. Una giornata dedicata al ricordo di Andrea, lo "zingaro di pace" e alla sua professione, come spiega anche il giornalista Verdenelli: “Abbiamo deciso con tutti quanti i relatori di parlare soprattutto di Andrea piuttosto che del libro, il cui abbiamo naturalmente discusso e argomentato in precedenza. Il tema è stato mantenuto nel ricordo di Andrea, vogliamo proprio fare memoria di lui insieme a tutti i partecipanti”, e durante gli interventi, scegli di ricordare Andrea per quello che era prima della sua professione di funzionario Onu: “Un giovane favoloso, lui è rimasto sempre un giovane, ma ancora prima di essere l’Andrea pluripremiato e peacekeeper funzionario internazionale, lui era soprattutto un giornalista. Ho sempre pensato che fosse troppo gentile, troppo serio ed educato. Andrea mi perdonerà per averlo tenuto indietro, quando invece meritava di andare avanti a tutti”. “Avevo concordato con Andrea questo incontro e anche se purtroppo non c'è, è importante, nonostante la situazione, parlare di lui. Lo hanno definito in tantissimi modi, ma forse quello di essere un messaggero di pace è la definizione che più gli si aggrada e che lo definisce perfettamente” dice la presidente ALAM Daniela Gasparrini. Durante gli interventi si sono susseguiti aneddoti di vita trascorsi insieme ad Andrea, le motivazioni che hanno portato i presenti a conoscerlo e ciò che di lui è rimasto in ognuno di loro. “Was always there” - ricorda Raoul Fabrini-. “Era sempre li senza scorta e senza armi, sempre presente e operativo nei luoghi più esposti e pericolosi” - e continua -. “Andrea c'era quando i nostri soldati saltavano in aria sul fiume Eufrate e nei Balcani, Andrea c'era ancora a Sarajevo, Bosnia, quando si atterrava sotto il tiro dei mortai. Andrea c'era quando al palazzo di vetro di New York dell'ONU si sceglievano gli uomini migliori per le crisi peggiori”. L’amico Guido Picchio parla di come grazie ad Andrea abbia avuto la possibilità di fotografare gli scenari di guerra, e racconta delle chiamate improvvisate che riceveva da parte sua con tutti i dettagli per le partenze imminenti che lo avrebbero portato a documentare quelle parti di mondo, tra Kosovo, Sarajevo, Afghanistan. E poi ricorda la passione spassionata che Andrea aveva per le auto: “Nello specifico per le Renaut 4. Con Teresa, dopo la sua scomparsa, ne abbiamo ritrovate almeno 5 sparse in giro per l'Italia". Emanuele Tacconi ricorda ciò che, come funzionari ONU, avevano in comune: “Ci accomunava la volontà di girare il mondo per conoscerlo, di sapere, di scambiarci conoscenza. Non volevamo crescere a livello lavorativo ma aiutare ed imparare, senza portare nei vari luoghi la nostra cultura considerandola superiore. Ora che entrambi avevamo più tempo, ci sarebbe piaciuto fare da motivatori per le nuove generazioni”.

16/10/2026 16:48
Ciauscolo, vincisgrassi e vino marchigiano a Parigi: la scommessa vincente di Jacopo e Massimiliano (FOTO)

Ciauscolo, vincisgrassi e vino marchigiano a Parigi: la scommessa vincente di Jacopo e Massimiliano (FOTO)

“Avevamo voglia di variare, voglia di fare cose nuove e cambiare vita. E la passione per i prodotti del nostro territorio ci ha portato a buttarci in questa avventura”. Quando parlo con Jacopo Ferranti, proprietario insieme a Massimiliano Contigiani di Mangia Piano!, bottega marchigiana nel cuore dell’11° arrondissement di Parigi, quello che mi colpisce è il luccichio nei suoi occhi. Vicino Piazza della Bastiglia, al 42 di rue Popincourt, esiste un piccolo angolo di Marche che conserva ancora lo spirito delle antiche botteghe, fatto di tradizioni, sapori, vivacità e del calore delle persone. Ma le strade che hanno portato i due a diventare soci tra le vie di Parigi si diramano molto lontano dalla capitale francese. Massimiliano e Jacopo, infatti, sono originari delle Marche, nello specifico di Colmurano e Urbisaglia e hanno alle spalle due percorsi professionali che poco hanno a che fare con le botteghe alimentari. Massimiliano vive a Parigi dal 2007 e lavora nel mondo commerciale e nell’export, Jacopo vive a Milano da oltre dieci anni e lavora nel mondo della moda e poi della comunicazione, ma unito da un legame familiare allo storico Oleificio Piccinini di Urbisaglia. Conosciuti una sera d’estate del 2021, si ritrovano a parlare e si rendono conto che in comune non hanno solo l’essere marchigiani, ma anche la voglia di riscoprire un rapporto più autentico con il territorio, con il lavoro e con il tempo. “All’inizio volevamo fare solamente un negozio online. Ma poi ci siamo detti che a noi piaceva proprio il luogo fisico, ci piaceva l’idea di dare vita ad un luogo in cui le persone potevano venire, parlare e ritrovare quell’esperienza di bottega che inizia a scomparire anche in Italia”. Il dubbio resta, però, tra Italia e Francia. Poi la decisione: “Tra le due ci siamo detti che forse avrebbe avuto più senso aprire a Parigi, perché qui davvero nessuno conosce questo pezzo d’Italia, e l’idea di portare avanti i prodotti della nostra regione sarebbe stata ancora più forte”- spiega Jacopo -. "Anche se è stato necessario inserire una cartina in cui indicare precisamente dove si trovassero le Marche, perchè passavamo un sacco di tempo a spiegarlo a chi veniva nel nostro negozio". Dal 2021 al 2024 prendono forma idee e progetti e la decisione di lasciare il lavoro precedente per concentrarsi in quello che, il 13 luglio 2024, si concretizzerà in Mangia Piano!. Il nome, non a caso, invita a fermarsi, a dare importanza al tempo e a farlo anche all’interno della loro bottega: parlare, conoscere il prodotto, chi l’ha realizzato e la sua storia. “Mangia piano!” vuole lasciare a chi entra in bottega il calore di quella raccomandazione familiare che le nostre nonne ci dicevano sempre. All’interno della bottega si nota l’attenzione e la varietà dei prodotti. Massimiliano e Jacopo hanno selezionato produttori e artigiani a sostegno di produzioni territoriali e filiere corte, che possano portare a Parigi le ricette e i saperi delle lavorazioni tradizionali. Sugli scaffali si trovano la pasta all’uovo di Campofilone, quella di Camerino, i paccasassi del Conero, sughi pronti della tradizione marchigiana prodotti da aziende del territorio; poi Verdicchio, Rosso Conero, Pecorino; e ancora ciauscolo, formaggi del pastorello di Cupi di Visso, olive all’ascolana, vincisgrassi. La sorpresa più grande è stata la risposta della clientela francese, che oltre ad apprezzare i prodotti e l’idea dietro l’apertura della bottega, ha anche scoperto un territorio italiano poco conosciuto all’estero: “Tantissimi clienti francesi ci hanno detto di essere stati in vacanza nelle Marche grazie a noi, trovando lì quella stessa autenticità che cerchiamo di portare qui in negozio ogni giorno”.  

15/10/2026 19:53
Luigi Mangino lascia la Questura di Macerata: "Ho dato il massimo per la sicurezza”. Ora l'incarico a Roma (FOTO e VIDEO)

Luigi Mangino lascia la Questura di Macerata: "Ho dato il massimo per la sicurezza”. Ora l'incarico a Roma (FOTO e VIDEO)

"Il mio non è sicuramente un addio, ma un arrivederci". Luigi Mangino, questore della Provincia di Macerata dal 1° luglio 2025, lascia la città per altro incarico. Oggi l'incontro per i saluti alla stampa, che Mangino ha ringraziato per il contributo offerto. Poi le parole sul lavoro svolto, sopratutto quello incentrato sulla garanzia della sicurezza partendo dalla prevenzione. "Penso che in questi 14 mesi abbiamo fatto tanto e in maniera molto incisiva. L' attività di prevenzione è stata svolta con l'aumento delle voltanti e delle pattuglie sul territorio e con i numerosi controlli svolti nel territorio, in particolare a Civitanova Marche". Accanrto ad essa, anche le attività di contrasto all'illegalita, che hanno permesso di contrastare condotte criminali e fronteggiare circostanze di pericolo per la tutela della cittadinanza. L' ex questore ha ricordato che sopratutto durante il periodo estivo, quando la città di Civitanova Marche vede un'aumento del numero della popolazione, anche la commissione di reati tende a seguire questa tendenza e proprio in quest'ottica il numero di controlli è stato implementato sopratutto nell'orario notturno. Ciò è stato possibile anche grazie alla collaborazione con le altre forze di Polizia, con la Procura, con il Prefetto ma anche con il Comune e con il Sindaco. Questa coesione e il lavoro svolto portano Mangino a lasciare Macerata "con la consapevolezza di aver profuso il massimo per garantire la sicurezza in questa Provincia", con la convinzione che questo gli permetta di andarsene "senza lasciare troppe criticità". "Sappiamo effettivamente che ci sono reati predatori, ci sono zone di spaccio e che ci sono anche rapine e risse, però abbiamo cercato di contenere il tutto proprio con un maggiore controllo del territorio e mettendo più uomini sulla provincia di Macerata" Il nuovo incarico è a Roma, assumerà servizio presso l'Ufficio del Commissario straordinario per le persone scomparse, un compito "sicuramente prestigioso che mi darà ampie soffisfazioni". Al suo posto, l'8 ottobre, si insedierà Barbara Strappato, 54 anni e prima donna alla direzione della questura del capoluogo.   

02/10/2026 12:40
Giornata internazionale per l'aborto sicuro, ma nelle Marche il 67% dei ginecologi è obiettore

Giornata internazionale per l'aborto sicuro, ma nelle Marche il 67% dei ginecologi è obiettore

Il 28 settembre si celebra la giornata internazionale per l' aborto sicuro. Una data che assume un valore particolare nel nostro Paese, considerando la recente scomparsa di una delle personalità di maggiore spicco che si è battuta per l’ottenimento di questo diritto: Emma Bonino. Il 22 maggio del 1978 la legge 194 permette alle donne italiane di poter scegliere se porre fine a una gravidanza evitando di ricorrere a pratiche che per anni hanno messo a rischio la loro salute e la loro stessa vita. Bonino in prima persona aveva vissuto l’esperienza dell’aborto, evento che la spingerà definitivamente a impegnarsi con tutte le sue forze per far si che altre donne non vivessero la sua stessa esperienza. Insieme a Adele Faccio, all’epoca direttrice del Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto (Cisa) di Firenze, Marco Pannella e Gianfranco Spadaccia inizia un percorso pubblico per aiutare le donne ad abortire in modo sicuro. Questo valse il loro arresto nel 1975 ma non intaccò l’impegno per il diritto che arrivò tre anni dopo, nel 1978. Questo diritto e l’aborto sicuro di cui oggi si celebra la giornata internazionale fanno riferimento ad una serie di elementi che dovrebbero garantirne l’attuazione. Si parla quindi di luoghi e personale adatto, di garanzie per la donna che permettano la sua tranquillità e il suo monitoraggio anche nelle fasi successive. Ma pur essendo presente la legge 194, l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza in Italia non è omogeneo. Gli ostacoli riguardano le barriere organizzative e informative che, già a monte, posso rappresentare un problema per chi vuole accedere al trattamento. Inoltre, le differenze presenti nella disponibilità dei servizi tra territori causano spesso la necessità per le pazienti di spostarsi dalla propria provincia, se non addirittura dalla propria regione. Spostamenti che, tra l’altro, hanno un costo. Il fenomeno del turismo abortivo, in tal senso, si inserisce all’interno di una problematica più ampia che riguarda la prevalenza di medici obiettori di coscienza all’interno delle strutture sanitarie. Nel report “Aborto a ostacoli. Come le politiche di deterrenza minacciano l’accesso alla Interruzione Volontaria di Gravidanza in Italia” pubblicato da Medici del Mondo Italia nel 2024 è stato osservato come l’Italia si inserisca all’interno dei paesi che sta innalzando le politiche restrittive rispetto all’IVG. Il report si sofferma sulla presenza di zone grigie della legge 194 che permettono alle regioni di poter arginare sempre di più la pratica dell’IGV. In questo contesto è necessario ricordare che l’interruzione volontaria di gravidanza si può effettuare entro i primi novanta giorni di gestazione in caso di “circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la salute fisica o psichica” della persona incinta, “in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito”. Dopo questo tempo la pratica di aborto terapeutico può essere adottata unicamente nei casi di “grave pericolo per la vita della donna” o di “processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna”. L’articolo 9 della legge è quello che tratta la questione dell’obiezione di coscienza, per cui “il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie non è tenuto a prendere parte alle procedure per l’interruzione della gravidanza”. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, fermi al 2023, la presenza di ginecologi obiettori di coscienza in Italia è pari al 57,1%. Per i dati relativi alla regione Marche, riprendiamo quelli della mappa fornita dalle giornaliste Chiara Lalli e Sonia Montegiove in “Mai Dati”. La media regionale di ginecologi obiettori è del 67,4%, vale a dire 2 ginecologi su 3, quella degli anestesisti del 35,1%. La situazione degli ospedali regionali è la seguente: I dati presi in considerazione sono relativi al 2023 e già datati, segno del fatto che serve un maggiore impegno nel tracciare il fenomeno. Oltre all'elemento dell’obiezione di coscienza, nella regione è presente anche una difficoltà di accesso alla IVG farmacologica, che non contempla l’intervento chirurgico e prevede l’assunzione di due pillole a 48 ore di distanza l’una dall’altra: il mifepristone (RU486) e il misoprostolo. Le Marche rientrano tra le regioni che hanno deciso di non attuare le linee del Ministero della Salute nel 2020 sulla RU486. La regione non ha adottato l’estensione a 9 settimane per la sua somministrazione, permettendola solamente in ospedale, in day hospital e solamente entro 7 settimane di gestazione. Nella giornata di oggi serve ricordare che la presenza di un diritto non ne prevede, conseguentemente, la garanzia della sua piena attuazione. È necessario che alle donne venga assicurata la possibilità di accedere ai percorsi di interruzione volontaria di gravidanza nel rispetto della loro persona e del diritto di autodeterminazione e nel luogo in cui vivono, senza rendere il momento ulteriormente complesso. (Foto di repertorio) 

28/09/2026 18:00
Fuga di cervelli, nelle Marche i ritorni aumentano del 30%: oltre 3mila rientri dall'estero negli ultimi 5 anni

Fuga di cervelli, nelle Marche i ritorni aumentano del 30%: oltre 3mila rientri dall'estero negli ultimi 5 anni

Sono più di 325 mila i giovani italiani tra i 18 e i 39 anni che hanno lasciato il Paese nel periodo che va dal 2021 al 2025. Nello stesso lasso di tempo, quelli che invece hanno deciso di tornare sono oltre 129 mila. Il confronto con il periodo precedente (2016-2020) vede l’aumento di entrambe le tendenze, con una prevalenza della seconda: gli espatri aumentano del 2,1% e i rimpatri del 32,9%. Il Focus sulla situazione è stato realizzato dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, che evidenzia come il ritorno dei giovani in Italia sia un fenomeno in crescita costante, anche se non ancora in equilibrio con quello di espatrio. Nel report, infatti, si osserva che nel quinquennio 2021-2025 si registrano 40 trasferimenti dall'estero ogni 100 persone che lasciano il Paese, cifra maggiore rispetto ai 31 del periodo 2016-2020 e a quella ancora più bassa del quinquennio 2011-2015 pari a 26. I paesi da cui gli italiani tendono a tornare sono il Regno Unito (16,4% dei rientri) e la Germania (15,1% dei rientri), mentre a registrare un'incidenza di rientri contenuti sono Spagna, Belgio e Paesi Bassi. Il dato relativo al Regno Unito è facilmente comprensibile dai cambiamenti intercorsi a seguito della Brexit sulle modalità di accesso e permanenza per gli stati europei. A rappresentare il gruppo più numeroso di chi decide di rientrare in Italia sono i giovani tra i 30 e i 34 anni (29,4%), a cui segue la fascia 25-29 (26,4%), quella dei 35-39 (23,6%) e per ultima quella dei 18-24 (20,6%). Questa distribuzione suggerisce che la decisione di tornare in Italia caratterizzi chi ha già passato all’estero un periodo consistente della propria vita. Le Marche sono la quattordicesima regione in cui gli italiani trasferiscono la residenza dall’estero (3.053 rientri), con una variazione rispetto al quinquennio precedente del 30% maggiore e con un valore di rientri ogni 100 espatriati di 36,4. Quest’ultimo è più elevato rispetto a regioni più popolose come Veneto o Campania, segnalando una capacità di ripresa positiva, pur restando contenuto in valore assoluto. La provincia che vede il miglior rapporto rientri/partenze nel quinquennio 2021-2025 è Ascoli Piceno (41,7), seguita da Ancona (39,2), Pesaro e Urbino (35,5), Macerata (32,9) e Fermo (39,4). Il calo delle partenze, invece, riguarda in linea di massima tutta la regione ma rimane contenuto, evidenziando una diminuzione dello 0,2%. Macerata è la provincia che osserva la diminuzione più elevata di partenze (-8,6%), al contrario Pesaro e Urbino segnala un aumento di espatriati del 9,6% rispetto al quinquennio precedente.  Tra le motivazioni legate al rientro in Italia, il report evidenzia al primo posto quelle della sfera privata e familiare (67,7%), seguite dalla nostalgia per il proprio paese (32,4%), dagli incentivi fiscali per il rientro (23,5) a parimerito con la qualità della vita in Italia, dalle occasioni di lavoro in Italia (20,6%), dall'insoddisfazione per il lavoro all'estero (11,8%) e dall'insoddisfazione per la vita all'estero (11,8%). L'altro elemento interessante all'interno dell'indagine è quello relativo alle diverse caratteristiche dell'esperienza lavorativa. Infatti, pur essendo soddisfatti della propria situazione personale in Italia, chi rientra valuta differentemente questi aspetti.  Di positivo rispetto all'estero restano le possibilità di conciliare vita e lavoro e il contesto lavorativo, seguite dalle tutele del lavoratore, i benefit aziendali e la flessibilità organizzativa. Negativo invece il bilancio rispetto alla facilità di inserimento occupazionale, alle opportunità di crescita professionale e la retribuzione, elementi dove l'estero continua ad essere preferito rispetto all'Italia.  

25/09/2026 18:30
Agricoltura in Festa compie 15 anni: dallo riscoperta del dialetto alle degustazioni, il programma (VIDEO)

Agricoltura in Festa compie 15 anni: dallo riscoperta del dialetto alle degustazioni, il programma (VIDEO)

Quello del 3 e 4 ottobre sarà un fine settimana ricco di eventi e appuntamenti dedicati alla scoperta delle realtà del territorio, alla cultura, alla natura e all'enogastronomia firmato Copagri Marche. Agricoltura in Festa torna per la sua qundicesima edizione nella riserva naturale dell'Abbadia di Fiastra con due giornate dedicate alla sostenibilità e al benessere.  Per tutta la durata della manifestazione, dalle 9:30 alle 19:00 i visitatori potranno visitare la Mostra Mercato di prodotti enogastronomici e la mostra fotografica "Nominare-Ecologia della cultura". Una mostra ed un progetto nati dalla volontà di riscoprire la cultura del dialetto e dell'attività contadina e per donare ai giovani la visione rurale del territorio marchigiano. Il 3 ottobre, dopo l'inaugurazione della manifestazione avrà inizio alle 9:30 la passeggiata lauretana a cura di Marche Active Tourism, per proseguire alle ore 10:00 con gli appuntamenti di Yin Yoga e Sound Bath e l'appuntamento con il Silent Book Party alle ore 14:00. Nel pomeriggio lo spettacolo dialettale "E morto vabbu & lLa zampa matta" e la presentazione del libro "Dolci Borghi e Legumi Affettivi". Oltre agli appuntamenti culturali, saranno presenti anche appuntamenti dedicati alle degustazioni di Ribona e della vernaccia di Serraptetrona.  La giornata si concluderà con la seconda edizione della Cena Mezzadra. Domenica 4 ottobre ad aprire gli eventi sarà il convegno "Seminare innovazione, raccogliere risorse: gli incentivi per il settore agroalimentare marchigiano" alle ore 10:00. Alla stessa ora appuntamento per i più piccoli con il laboratorio di decorazione con le piante officinali e la passeggiata nella selva dell'Abbadia. Nella mattinata anche l'esposizione di Lambrette, Trattori e 500 d'epoca: un viaggio nella memoria per riscoprire il percorso della meccanizzazione agricola.  Nel pomeriggio preseguirà il percorso enogastronomico e culturale, con momenti dedicati al miele, all'olio, al dibattito sull'enogastronomia della Via Lauretana e allo spettacolo teatrale "Il pittore delle colline chiare".  L' appuntamento di Agricoltori in Festa rappresenta un importante momento di confronto per i protagonisti del mondo dell'agricoltura. "Parleremo di giovani agricoltori perchè è su di loro che bisogna puntare nel campo dell'agricoltura - afferma il Presidente di Copagri Marche Gian Luigi Silvestri -. "La difese delle aree interne è il secondo grande tema che è a cuore a Copagri e che vogliamo mettere al centro di questa manifestazione". Anche il vicepresidente di Regione Enrico Rossi conferma l'impegno in questo ambito: "Con le risorse del Csr abbiamo lavorato per dedicare misure ai giovani, alle aree interne e alla valorizzazione del territorio - sottolinea -. Per rendere di nuovo attrattivo il nostro settore primario per il futuro prossimo, anche in ambito internazionale, dobbiamo rendere particolarmente redditiva l'attività agrticola. Come Regione Marche metteremo a terra gli strumenti a nostra disposizione, sostenendo anche il trasferimento tecnologico tra la ricerca e ciò che concretamente le nostre aziende agricole possono mettere in campo. Iniziative come questa contribuiscono inoltre a diffondere la cultura agricola tra famiglie e bambini e a rafforzare l’identità rurale e zootecnica della nostra regione. Il settore primario, nonostante le criticità attuali, può e deve continuare a rappresentare un settore strategico per il territorio marchigiano”. Sul tema dell'internazionalizzazione torna anche Gino Sabbatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche, ntervenuto in videocollegamento:"Fondamentale integrare sempre di più la rete dell'accoglienza e del turismo con la filiera agricola ed enogastronomica: le Marche nanno straordinari numeri ed eccellenze da spendere su tutti i palcoscenici nazionali, europei e internazionali". Il sindaco di Urbisaglia Riccardo Natalini tramite un messaggio letto in conferenza ha scritto: "L’agricoltore non è soltanto colui che produce: è, a tutti gli effetti, un custode del territorio. La manifestazione rappresenta proprio questa idea: un’occasione per incontrarsi, conoscere, degustare, imparare e riscoprire il legame profondo tra agricoltura e territorio. Rivolgo quindi un sincero ringraziamento agli organizzatori, agli agricoltori, alle imprese e a tutte le realtà che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento”. Infine, anche il direttore di Confedicop Marche Emanuela D'Angelo ha dichiarato l'importanza dell'evento, sottolineando l'importanza dell'imprendoria femminile: "Nelle aree interne è necessario contrastare lo spopolamento con presidi creditizi sul territorio che supportino le idee degli imprenditori agricoli e che possano avvicinarli al sistema finanziario".

23/09/2026 16:30
Marche, il calo degli occupati danneggia maggiormente le donne (-4,4%)

Marche, il calo degli occupati danneggia maggiormente le donne (-4,4%)

Secondo il quadro emerso dall’elaborazione dei dati Istat di Ires Cgil, diminuisce il numero degli occupati nelle Marche nel secondo trimestre del 2026. Sono 651 mila le unità presenti, lo 0,4% in meno (circa 3000 occupati) rispetto allo stesso periodo del 2025, a causa della diminuzione continua della popolazione in età attiva. A salire è però il tasso di occupazione, che si attesta al 67,8% cresciuto dello 0,7% rispetto a quello dello scorso anno (67,1%). Un dato più alto sia della media nazionale (63,4) che di quella del centro Italia (67,7%). Il tasso di occupazione (percentuale) può infatti vedere un aumento anche se il numero assoluto dei lavoratori diminuisce. Ciò a causa del fatto che la percentuale è calcolata rispetto alla popolazione in età lavorativa: se a causa di fattori quali l'invecchiamento e il calo demografico (che interessano anche le Marche) essa diminuisce più velocemente rispetto ai posti persi, il rapporto percentuale aumenta, anche se gli occupati effettivi sono meno. Gli autonomi subiscono il crollo più grande, con una diminuzione di 38 mila unità (-25,1%), passando dai 150 mila del 2025 ai 112 mila del 2026. I dipendenti, invece, osservano un aumento del 7%. Rispetto al 2025, infatti, passano da 503 mila a 538 mila. Relativamente ai settori produttivi, quello che ha subito una frenata maggiore è quello delle costruzioni, che scende di 7 mila occupati (-17%), seguito da commercio, alberghi e ristoranti che hanno subito una diminuzione di occupati del 4,4%.   Un dato positivo, al contrario, lo vede l’agricoltura, che passa dai 10 mila occupati del 2025 ai 13 mila del 2026, osservando un incremento del 34,8%. I disoccupati vedono un crollo di 8 mila unità (-19,2%), di molto superiore rispetto alla media nazionale che si attesta a -9,8%, di pari passo al tasso di disoccupazione che passa dal 5,9% al 4,9% (la media nazionale passa dal 6,6% al 5,9%). Osservando il fenomeno attraverso la lente del genere è possibile notare che l’aumento di occupazione maschile di 11 unità rispetto al 2025 (+3,1%) non riesce a sopperire alla diminuzione delle occupate donne, che scendono di 13 mila unità (-4,4%), passando da 301 mila a 288 mila. Queste ultime subiscono una diminuzione del tasso di occupazione del 1,5%. Simile la situazione degli inattivi, dove le donne vedono un aumento di 13 mila unità (dell’8,9%) mentre gli uomini scendono di 12 mila unità (-10,8%). Sotto questo punto di vista, positivo il dato relativo ai disoccupati (che segue quello generale della regione), dove le donne diminuiscono del 32%, con un tasso di disoccupazione ad esse relativo che scende dell’ 1,9%.

22/09/2026 16:50
Gioco d'azzardo, 118 milioni persi nel Maceratese nel 2025: Civitanova prima (con distacco) per spesa (VIDEO)

Gioco d'azzardo, 118 milioni persi nel Maceratese nel 2025: Civitanova prima (con distacco) per spesa (VIDEO)

I dati realtivi al disturbo del gioco d'azzardo della regione Marche sono raccolti nel portale Agorà Telematica. Si tratta di uno strumento previsto dal Piano Regionale Integrato 2023-2025 e gestito dall’ARS Marche, le cui informazioni, una volta standardizzate, vengono condivise con gli stakeholder e permettono di implementare e aggiornare lo stato di avanzamento delle attività programmate dal Piano. Soffermandosi su quelli che sono i dati economici e riducendo il campione alla sola provincia di Macerata (considerando quindi 55 comuni della Regione) il totale giocato è di 881.159.066,20 di euro. Se si volesse legare questo dato alla popolazione della provincia, 301.689 abitanti stando ai dati Istat al 1 gennaio, si potrebbe calcolare un valore giocato pro capite di 2.917,80 euro. Gli altri valori presi in considerazione dal portale sono: il totale di vincita, che si attesta a 762.851.698,90 euro; il totale speso, vale a dire quanto i giocatori hanno di fatto perso, ovvero 118.307.367,18 euro e il totale erario, che indica l’ammontare complessivo dell’imposizione fiscale dei giochi che entra nelle casse pubbliche, che risulta essere di 57.686.638,71 euro. Dei comuni della provincia di Macerata, il dato più alto relativo al totale speso è quello di Civitanova Marche, pari a 34.390.515 euro, seguita da Corridonia (9.582.312 euro), Macerata (8.920.293 euro) e Tolentino (8.688.011 euro). Di poco diversa la classifica relativa al gettito fiscale generato dal gioco in ciascun comune: Civitanova Marche (16.483.739 euro), Corridonia (4.669.858 euro), Tolentino (4.515.831 euro), Macerata (4.102.438 euro). Un altro aspetto importante riguarda il canale di vendita. Quello maggiormente usato rimane l’online, che accumula un totale giocato di 516.865.032 euro rispetto ai 364.294.034 del fisico. Nonostante questo, però, a influire maggiormente sul gettito erariale è la modalità di gioco fisica, che incide per 50.312.182 euro. All’interno di questa modalità rientra anche la maggior parte delle perdite dei giocatori: 91.788.539 euro. Ma riducendo ancora di più la scala, e considerando unicamente i comuni della provincia che vanno dai 2000 ai 10000 abitanti i dati cambiano. Se infatti si escludono i comuni più piccoli, in cui il dato pro-capite è influenzato dai pochi abitanti, e quelli più grandi, che resterebbero nelle prime posizioni, quelli di fascia intermedia evidenziano risultati più significativi. Su un campione di 19 comuni, quello che vede la cifra maggiore per il totale giocato è Morrovalle, con 36.147.116 euro. Seguono Montecassiano con 25.397.641 euro, Treia che vede un totale giocato di 20.609.204 e Matelica con 20.328.765. Tra i 19 comuni, Morrovalle è quella con la popolazione maggiore, quindi è ragionevole che si trovi in prima posizione per totale giocato, mentre Montecassiano, che è al settimo posto nella classifica di densità abitativa (6694 abitanti contro i 9786 di Morrovalle) vede comunque il secondo posto nel totale speso. Al contrario invece Cingoli, pur essendo il secondo comune dei 19 per densità abitativa (9448 abitanti) è al sesto posto per totale giocato, con  19.065.547 euro. In relazione alla spesa totale, che ricordiamo essere il valore delle vincite sottratto al giocato, al primo posto c'è di nuovo Montecassiano, con 4.102.462 euro. Al secondo posto c’è Matelica con 3.163.856 euro, poi Treia con 3.136.095 euro e Morrovalle con 3.111.846 euro. Per quanto riguarda il ritorno sottoforma di vincite per i giocatori, la classifica vede al primo posto Morrovalle con 33.035.269 euro, Montecassiano con 21.295.179, Treia con 17.473.109 e Montecosaro con 17.261.515. Anche in questo caso la modalità di gioco che prevale è quella telematica, con un totale giocato di 164.600.240 euro , mentre la fetta più grande di gettito continua a provenire dal fisico (13.926.469), così come quella di spesa totale: 24.499.606. A spendere di più nella modalità telematica è Treia con € 881.091, mentre nel fisico rimane Montecassiano con 3.670.397 euro. Infine, come per i dati dell’intera provincia, la tipologia di gioco che prevale è quella dei giochi di abilità online, con un totale giocato di 136.204.868 euro, seguiti dalle AWP, ovvero le slot da bar (31.067.141), che però generano un totale speso di 10.812.295 euro, maggiore rispetto ai giochi di abilità online (€ 5.390.332). Un confronto con i dati del 2024, sempre relativo ai 19 comuni della fascia intermedia, mostra un quadro complessivamente stabile: il totale giocato passa da 252,3 a 249,2 milioni di euro, la vincita da 219 a 216 milioni, l'erario da 16,7 a 16,4 milioni e lo speso da 33,3 a 33,2 milioni di euro, sostanzialmente invariato. Dietro questa stabilità i singoli comuni si muovono in direzioni opposte. Montecassiano e Morrovalle, che restano ai primi due posti in entrambi gli anni sia per giocato che per spesa, registrano un calo su quasi tutte le voci. Il caso più netto in crescita è quello di Montecosaro, che aumenta su tutti e quattro gli indicatori risultando il comune con l'incremento più solido e uniforme della fascia. All'opposto, Urbisaglia cala su tutti i fronti, con l'erario che scende di oltre un quarto, il calo più marcato tra i 19 comuni su questo dato.

18/09/2026 18:00
Dighe marchigiane, cala l'acqua negli invasi: Castreccioni resta il "polmone idrico" della regione (FOTO e VIDEO)

Dighe marchigiane, cala l'acqua negli invasi: Castreccioni resta il "polmone idrico" della regione (FOTO e VIDEO)

Tra le cinque dighe gestite dal Consorzio di Bonifica delle Marche, che si occupa del sistema di gestione e tutela delle risorse idrogeologiche della regione e delle attività di bonifica, la diga di Castreccioni, a Cingoli, rappresenta il 'polmone idrico delle Marche'. Il Consorzio si occupa, oltre alla diga di Castreccioni, della diga di Mercatale (Pesaro-Urbino), della diga di Comunanza (Ascoli Piceno), della diga di San Ruffino (tra Fermo e Macerata) e di quella di Rio Canale (tra Ascoli Piceno e Fermo). Al primo posto per volume di acqua disponibile, c’è proprio Castreccioni, che stando ai dati del 7 settembre 2026 vede la presenza di 28'000'000 di metri cubi. Un dato che evidenzia una diminuzione rispetto allo scorso anno, quando l’invaso ne aveva registrati 32'480'000. La diga di Castreccioni è il primo bacino artificiale della regione a livello di dimensioni e presenta un volume di invaso di 42 milioni di metri cubi d’acqua, oltre che un volume di laminazione che si attesta a 8,7 milioni di metri cubi. La diga, infatti, non svolge solo un importante ruolo della funzione di irrigazione della zona della Val Musone, in un’area che si estende per 3.700 ettari, ma è fondamentale anche nell’attività di laminazione. Quest’ultima descrive la gestione del surplus d’acqua nel caso di piogge eccezionalmente forti e prolungate e di piena, in modo da proteggere i territori a valle della diga. Mettendo a confronto le cinque dighe, è possibile osservare che la diminuzione delle riserve d’acqua è stato un fenomeno che ha colpito tutti gli invasi, fatta eccezione per quello di Comunanza. Qui rispetto al 2025, quando erano presenti 5'717'520 metri cubi, al 7 settembre 2026 se ne contavano 6'923'920. La presidente del Consorzio di Bonifica delle Marche Francesca Gironi, in relazione al calo che la diga di Castreccioni ha evidenziato rispetto allo scorso anno afferma che “nella sua complessità il sistema ha retto, naturalmente Castreccioni è il polmone idrico della nostra regione e del nostro servizio idrico. Ha ancora una quantità di milioni di metri cubi, circa 28, che sono molto elevati per rispondere ai fabbisogni”. La presidente punta però anche l’attenzione sulle situazioni più fragili, quelle che hanno avuto bisogno di maggiore gestione e attenzione, in particolare nel periodo del caldo estivo, come quella della diga di Mercatale, nel Comune di Sassocorvato-Auditore: “L'acqua arriva dal fiume Foglia, che è un fiume torrentizio. Quest'anno a causa delle temperature elevate, che sono state alte del 5% in più dal 1950 ad oggi, quindi una stagione di un caldo veramente particolare e con assenza di acqua, e al fatto che il Foglia sia un fiume torrentizio e quindi riceve l'acqua dai torrenti, c’è stata meno disponibilità d’acqua sulla diga”. “Nella zona del Tenna abbiamo dovuto procedere con la turnazione da fine agosto, perché a causa delle quantità che abbiamo rilasciato nei periodi precedenti, per evitare di lasciare gli agricoltori in difficoltà, abbiamo proceduto con questo sistema di alternanza, contando e sperando di arrivare così a fine stagione”, dice riferendosi alla situazione della diga di San Ruffino, tra i comuni di Amandola e Monte San Martino, all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Per evitare di lasciare gli agricoltori in difficoltà, infatti, il Consorzio di Bonifica delle Marche attua misure che rispondono all’andamento della stagione, ma anche misure di medio e lungo termine: “Misure di programmazione per le esigenze irrigue e tutti gli strumenti di pianificazione che possiamo mettere in atto: cercare di passare da impianti a canaletta, ovvero dove l'acqua scorre a pelo libero, a impianti a pressione; cercare di servire un numero maggiore di zone e di utenti. Oltre a questo stiamo indagando altri strumenti che possono essere sempre al servizio della custodia dell'acqua”, afferma la presidente, riferendosi anche ad un progetto sperimentale avviato con l’Università della Sapienza di Roma per la ricarica artificiale delle falde.

17/09/2026 11:00
Scuola e caldo, a Macerata solo il 36% dei plessi ha impianti di climatizzazione (VIDEO)

Scuola e caldo, a Macerata solo il 36% dei plessi ha impianti di climatizzazione (VIDEO)

La crisi climatica in corso non interessa solamente il settore agroalimentare, energetico o quello turistico. A fare i conti con le temperature estreme che hanno accompagnato quest’estate e che stanno caratterizzando i primi giorni di settembre, sono anche gli studenti che in questa settimana stanno tornando sui banchi di scuola. Il rientro in aula è iniziato lo scorso lunedì nella Provincia autonoma di Bolzano ed è previsto per il 14 settembre nella provincia di Macerata e, in base alle varie Regioni, proseguirà fino al 17 settembre. Ma accanto al generale malcontento che può suscitare l’inizio di un nuovo anno scolastico, questo settembre prevede anche un caldo sofferto, che le strutture scolastiche italiane non sono pronte ad affrontare. All’interno del documento Sicurezza e Benessere nelle scuole. Indagine sulla qualità dell’aria e sull’ergonomia a cura dell’INAIL si legge che “gli ambienti scolastici, al pari di quelli d’ufficio, possono essere classificati tra quelli di tipo 'moderato' (in riferimento agli ambienti termici). In essi le condizioni climatiche non compromettono l’incolumità degli occupanti, ma possono alterare il loro benessere psicofisico, condizionando l’efficacia dell’apprendimento". Il testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, inoltre, descrivendo le caratteristiche relative alle temperature degli uffici afferma che “in estate la differenza tra temperatura interna ed esterna, non dovrebbe superare i 7 gradi. Rispetto al problema della temperatura dei locali la risposta è più semplice: il datore di lavoro deve garantire, ai sensi dell'art 65 e allegato 4 del D.Lgs 81/08, una temperatura adeguata dei locali di lavoro connessa con la tipologia d'attività ed il consumo energetico (sforzo) del lavoratore: ad esempio per il lavoro d'ufficio (21-23 gradi); lavoro fisico di media intensità (18-21 gradi). In ogni caso nel periodo estivo la temperatura dei locali non deve superare i 24 gradi”. Sulla base di questi dati, il think-tank indipendente Tortuga ha rilevato che ad oggi, “circa il 45% delle scuole sono senza climatizzazione ed esposte a caldo critico, per una popolazione di circa 2,7 milioni di studenti”. Inoltre, all’interno dello studio si osserva come il Rapporto sull’edilizia scolastica della Fondazione Agnelli abbia rilevato che “gli edifici scolastici italiani hanno un'età media di 52 anni e in gran parte non sono più adeguati alle esigenze del futuro prossimo dal punto di vista della sicurezza, della sostenibilità e degli spazi per una buona didattica. Si tratta, in larga misura, di scuole costruite tra gli anni Sessanta e Ottanta e pensate per un'altra epoca e per un altro clima”. Nel campione di edifici scolastici presi in considerazione, il 30% non riporta se è dotato o meno di un impianto funzionante: “le scuole del Centro-Sud e delle Isole hanno una probabilità più elevata di non riportare questa informazione, pari a circa il 35%, mentre nelle regioni del Nord la quota si colloca intorno al 15%”. Escludendo gli edifici per cui questa informazione è mancante, il dato relativo alle scuole italiane che dispongono di un impianto di climatizzazione si attesta al 10%. All'interno del report di Tortuga, tra le regioni italiane, quella che spicca in particolare e che supera di gran lunga la media nazionale è la regione Marche, “dove circa il 40% degli istituti scolastici dispone di aria condizionata”. Il dato, stando allo studio, è da collegare al processo di ricostruzione che ha interessato la regione nel periodo post sisma del 2016. Nonostante questo, però, la presenza di sistemi di raffrescamento è presente in meno di una scuola su due. A donare un quadro della situazione relativa alla prensenza di questi sistemi sono anche i dati del Portale Unico MIM 2024-2025. Al 6 agosto 2025 gli istituti rilevati nella provincia di Macerata sono 333. Di questi, 114 sono Scuole dell’infanzia, 103 Scuole primarie, 55 istituti comprensivi e secondarie di primo grado e 61 comprendono istituti superiori, licei e tecnici. Scendendo più nello specifico, di questi 333 istituti solamente 121 dispongono di un impianto di condizionamento e ventilazione (pari a circa il 36%); maggiormente diffusi all'interno delle Scuole Primarie. Risultano invece sprovvisti di sistemi di raffrescamento ben 206 plessi (all'incirca il 62%), per la maggior parte Scuole dell'Infanzia. Infine, quelle presenti sotto la dicitura "non definito" sono sei.  Il ministro dell'istruzione Giuseppe Valditara ha comunicato lo stanziamento di 20 milioni di euro per rispondere all'emergenza caldo all'interno delle strutture scolastiche. I soldi saranno destinati a tutte le scuole ma dovranno essere gli stessi istituti a fare richiesta per ottenerne una parte e potranno farlo solamente fino a venerdì, seguendo il modello del 'Click day'. Quest'ultimo meccanismo prevede che a ricevere il supporto economico saranno solo le scuole che riusciranno a fare domanda per prime, fino a completo esaurimento.  "Se pensiamo a tutte le scuole d'Italia immagino che 20 milioni di euro possano non essere sufficienti, però intanto è una misura. Noi come Ufficio scuola abbiamo anche mandato una comunicazione agli istituti scolastici per suggerire proprio di partecipare alla selezione di questi fondi messi a disposizione per il raffrescamento delle scuole - afferma l'assessore all'Istruzione e alla Cultura del Comune di Macerata Lorella Benedetti - Speriamo, quanto meno, che questi soldi arrivino e che vengano utilizzati al meglio".        

09/09/2026 19:40
Tolentino, altro giro nel cantiere del campus. Gentilucci: "I primi studenti nel prossimo anno scolastico" (FOTO e VIDEO)

Tolentino, altro giro nel cantiere del campus. Gentilucci: "I primi studenti nel prossimo anno scolastico" (FOTO e VIDEO)

Proseguono i lavori per la costruzione del nuovo polo scolastico di Tolentino, dove la realizzazione del corpo centrale dell’edificio sta iniziando a prendere forma. Il sopralluogo tecnico che si è svolto questa mattina in via Pace e a cui hanno partecipato il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi, la sottosegretaria alla Presidenza della regione Marche Silvia Luconi, il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci e il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, ha permesso di ispezionare il cantiere del polo che ospiterà il Liceo Classico, il Liceo Scientifico, il Liceo Coreutico “Filelfo”, l’Ite “Filelfo” e l’Ipia “Frau”, riunendo così gli istituti superiori in un unico complesso. Durante la visita è stato possibile constatare l'avanzamento dell’intervento di costruzione, i cui tempi proseguono in linea con il cronoprogramma. La consegna del corpo in costruzione, infatti, è prevista per il prossimo agosto, mentre l’officina e la palestra saranno pronte per la fine del 2028 e l’inizio del 2029. "Credo che nel prossimo anno scolastico potremmo vedere entrare qui i primi studenti e questa è la più grande soddisfazione che da Presidente della Provincia posso avere", afferma il presidente Gentilucci con l'augurio di "ridare, dopo gli eventi sismici, dignità e rispetto a questi ragazzi che rappresentano le generazioni del futuro” e ricordando come la realizzazione di scuole e la creazione di spazi funzionali alle nuove generazioni per la formazione e l'inserimento all'interno del territorio sia stata messa al centro del suo mandato. Sulla situazione dei lavori e sulla loro fine, le parole del sindaco Sclavi sono di grande fiducia: “Le parole più eloquenti sono quelle alle mie spalle. I lavori stanno andando molto velocemente e il primo blocco è quasi ultimato. Questo è il simbolo di una rinascita e la speranza è quella di riaprire il prima possibile, così come era stato detta dal cronoprogramma”. Il percorso di riqualificazione e realizzazione da parte della struttura commissariale dell'Usr per l’edilizia scolastica prevede 450 edifici scolastici in tutto il cratere sismico, di cui 220 solamente nella regione Marche, tra cui il Campus di Tolentino. “Tutto questo ha uno scopo, ovvero garantire che degli anni, la sicurezza degli edifici scolastici possa essere la massima immaginabile - afferma il commissario Castelli -. Questo è un edificio molto impegnativo dal punto di vista del sacrificio e del costo finanziario perché prevede l’impegno di 31 milioni di euro. Nonostante questo avrà il massimo grado di invulnerabilità sismica ma anche un’ autosufficienza energetica".    

08/09/2026 12:30
Legge suicidio assistito, Ruggeri (M5S): "Dal Veneto lezione di civiltà e umanità"

Legge suicidio assistito, Ruggeri (M5S): "Dal Veneto lezione di civiltà e umanità"

Dopo la notizia dell’approvazione della legge sul suicidio medicalmente assistito da parte del Consiglio regionale del Veneto, che lo rende di fatto la prima regione governata dal centrodestra a regolamentare le procedure e le tempistiche della pratica, la questione ha riaperto il dibattito. L’eco di quanto avvenuto, si fa sentire forte anche nella regione Marche, dove già da tempo è depositata in Consiglio regionale una proposta di legge di ugual misura, presentata da parte del consigliere Pd Maurizio Mangialardi nel 2022. La notizia è stata accolta dalla consigliera regionale del M5S Marta Ruggeri come una vittoria di civiltà e un atto di sensibilità e responsabilità politica. Ruggeri osserva come il superamento delle barriere ideologiche rappresenti un elemento importante, soprattutto quando il tema sono la dignità dei cittadini e le loro sofferenze, oltre che i loro diritti fondamentali. "La scelta maturata a Venezia dimostra che anche nell'alveo del centrodestra è possibile un confronto maturo e rispettoso della libertà individuale", afferma Ruggeri. Secondo la consigliera anche all’interno della coalizione di centrodestra si può avviare un "dialogo maturo, che rispetti le libertà individuali e che consenta ai cittadini di accedere a questo servizio nei giusti tempi e modalità". È osservando il modello veneto che Ruggeri si augura che la regione Marche possa trarre spunto ed esempio per "sbloccare la situazione" circa "la proposta di legge ad iniziativa del collega Maurizio Mangialardi, che mi vede cofirmataria con convinzione. È giunto il momento che la maggioranza di centrodestra marchigiana dimostri la stessa maturità del Veneto: non possiamo continuare a voltarci dall'altra parte o a rimandare una discussione che riguarda la vita, la dignità e i diritti delle persone". L’invito è quello di dimostrare pari maturità, avviando il prima possibile un dibattito da svolgersi in Commissione e poi in Aula, due strumenti istituzionali fondamentali e irrinunciabili “per dotare la regione di una norma di civiltà e umanità”. La legge sul 'fine vita' La Toscana è stata la prima regione ad approvare una legge sul suicidio medicalmente assistito, seguita da Sardegna, Emilia Romagna ed ora, Veneto. Il tema di una possibile legge sul 'fine vita' in Italia si muove in uno spazio grigio che non è ancora regolamentato. Per questo le regioni devono muoversi autonomamente, spinte, molto spesso, da numerose raccolte firme indipendenti.  Nonostante questo, nel nostro Paese non è illegale ricorrere ad una pratica simile. Questo è possibile a causa di un precedente storico: una sentenza della Corte costituzionale del 2019 (242/2019) che chiarisce le situazioni in cui il suicidio assistito non può essere punito (e quindi quando è possibile effettuarlo), lasciando comunque grandi difficoltà circa le modalità ed i tempi di attuazione.  Le condizioni da verificare sono che il soggetto richiedente sia capace di prendere decisioni libere e consapevoli, che sia affetto da patologie irreversibili fonti di sofferenza fisica o patologica ritenuta intollerabile e che sia tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale (cosa rientri in quest’ultima dicitura è uno degli aspetti più critici perché interpretabile in maniera differente da parte delle aziende sanitarie). La Corte Costituzionale ha cercato più volte di fare pressione al Parlamento per spingerlo a legiferare sul tema ma senza alcun successo. L'ultimo affossamento risale al 3 giugno scorso, quando il ddl proposto da Alfredo Bazoli durante l'esame in aula di Senato ha subito il rinvio alle commissioni di Giustizia e Affari sociali, con 88 voti favorevoli e 59 contrari.  

03/09/2026 16:40
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