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Politica Macerata

Apm e Rest Edile, impresa dello scandalo: stesso presidente e Parcaroli nulla dice

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Bisogna porsi una domanda: com’è possibile che la criminalità organizzata abbia così profondamente e al tempo stesso silenziosamente infiltrato l’economia e la società maceratese? La risposta purtroppo sta anche in quanto accade in queste ore e nel manifestarsi dell’inesistente senso delle istituzioni della nostra classe politica ed in particolare del Centrodestra a Macerata: il presidente dell’Apm società pubblica del Comune va a guidare la società cardine delle intese corruttive (stando sempre alle accuse) senza che nessuno sollevi l’opportunità che egli si dimetta dal vertice della società pubblica.

Va detto che già nel lontano 2016 il procuratore generale della Corte d’Appello di Ancona dottor Vincenzo Macrì denunciò questo pericolo. Lo fece in due momenti successivi: all’inaugurazione dell’anno giudiziario in cui smentì il luogo comune delle Marche isola felice e successivamente, dopo il devastante terremoto di cui in queste ore si commemora il decimo anniversario, disse a chiare lettere: "La mafia qui è dappertutto, non usa le pallottole, ma spara cemento".

Il Pd allora al “governo” negava la possibilità dell’infiltrazione mafiosa così come oggi Fratelli d’Italia sta imbastendo una cortina fumogena di annunci di querele per separare il partito dall’inchiesta. Comportamento che esclude che si stia operando nell’interesse dei cittadini e se ne voglia recuperare la fiducia.

Ciò detto è’ accaduto che ieri sera con metaforico squillo di trombe il dottor Luca Mira sia stato scelto e annunciato quale nuovo amministratore unico incaricato di guidare l'azienda Crucianelli Rest-Edile di Enrico Crucianelli attualmente ristretto nel carcere di Monte Acuto ad Ancona dove si trova agli arresti anche Fabio Pistarelli esponente di primo piano di Fratelli d’Italia a Macerata e già capo di gabinetto del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sempre di Fratelli d’Italia.

Crucianelli si è dimesso da tutte le cariche societarie e anche da presidente della sezione provinciale di Macerata dell’Ance, l’associazione delle imprese edili. Da qui la scelta del dottor Mira uno dei commercialisti di maggior prestigio professionale del centro Italia, già presidente dell’ordine provinciale. Dunque un nome prestigioso per cercare di evitare il tracollo di un’azienda cresciuta in frettissima: è passata da 20 milioni di euro di fatturato nel 2019 a oltre 230 milioni nel 2025 (utile netto di quasi 11 milioni) con un balzo sorprendente dal 2021. Ha all’attivo, solo in provincia di Macerata, attualmente più di 400 cantieri.

La Rest-Edile però ha meno di 270 dipendenti, circa mezzo operaio per cantiere. È di tutta evidenza che ha lavorato solo con i sub-appalti e le proteste dei lavoratori sfruttati sono state reiterate e reiteratamente ignorate. La politica che avesse contezza di sé, del proprio ruolo qualche domanda sull’azienda di Enrico Crucianelli se la sarebbe pur dovuta porre. E invece no: tutti genuflessi.

Così come verso altri costruttori: emblematico a Macerata l’affare delle Monachette che interessa Andrea Intermesoli (indagato), illuminanti le intercettazioni tra Cervigni ed Ezechielli che dicono apertamente: dobbiamo pagare la campagna elettorale ai partiti. Il clima che l’inchiesta rivela è questo: un sodalizio tra politica, anzi esplicitamente alcuni esponenti dei partiti del Centrodestra, e affari sulla pelle dei cittadini.

Ma la postura di sudditanza e insieme di compiacimento verso i costruttori (e ora sappiamo anche corruttori) si legge in ogni capitolo dell’euforia cementizia che soprattutto a Macerata ha segnato la narrazione del Sindaco e dell’assessore Lego. Viene in mente la gag di Petrolini che nei panni di Nerone di fronte all’incendio che devasta Roma ripete: "E Roma rinascerà più bella e più superba che pria". E il popolo rispondeva: Bravo: E lui: grazie!

Per poi concludere: "Il popolo quando si abitua a dire che sei bravo, pure che non fai niente, sei sempre bravo". Ebbene questo spiega perché ieri all’annuncio della salita del dottor Luca Mira al vertice di Rest-edile il Sindaco non abbia detto nulla. Eppure Sandro Parcaroli è in quanto Sindaco pro tempore di Macerata il primo azionista dell’Apm di cui detiene il 99,6% del capitale. Si dà il caso che il dottor Mira sia il presidente dell’Apm voluto da Parcaroli.

Che "ne sapìo io" peraltro non può neppure invocare una distrazione perché ieri il Consiglio Comunale (con una interrogazione ottima di Claudio Carbonari presidente della commissione urbanistica e una risposta stizzita e poco motivata dell’assessora forzista al bilancio Barbara Antolini che dà l’impressione di non avere dimestichezza né con le cifre né con la materia contabile) si è lungamente occupato dell’Apm.

Come ha dimostrato il bilancio consolidato del Comune (anche qui la Antolini non ha dato prova di volare alto),ben criticato da Alice Verdicchio (pentastellata) che dimostra una invidiabile competenza tecnica e dal capogruppo del Pd Narciso Ricotta, Apm è un buco nero nei conti: 3,5 milioni di debito verso la controllante (il Comune), un indebitamento cumulato vicino ai 30 milioni, una gestione deludente al netto dei ricchi premi stipendiali riservati solo ai dirigenti.

Ebbene a fronte di una Apm in grave sofferenza e al presidente che si mette al soldo della società perno del malaffare (almeno stando all’inchiesta della Dda di Ancona) il Sindaco sempre più in modalità “che ne sapìo io” non reagisce, non avverte la necessità di mettere quanta più distanza possibile tra l’amministrazione cittadina e l’inchiesta. Sia chiaro: il dottor Mira ha pienissimo diritto di assumere l’incarico di vertice alla Rest-Edil e a quel che pare (anche questo però è singolare) non ci sono ragioni d’incompatibilità tra questa posizione e la sua condizione di presidente dell’Apm.

Ma c’è una questione di opportunità grossa come uno dei condomini che Crucianelli andava restaurando in combutta con la Ndrangheta (stando sempre alle accuse ancora da provare). Il fatto che il Sindaco non la colga dice tutto. Anzi, com’è nello stile dell’assessore Lego, arriveremo a sentire dire che Mira si prodiga per evitare il blocco dei cantieri (non dipende da lui, dipende se la Procura chiede il sequestro e il Gip lo accorda) per assicurare i terremotati che aspettano la casa e il lavoro degli operai.

Ci diranno che Mira lavora per il bene della società. Di una di certo: la Rest-Edile. Si tratta di capire se lavorerà anche per il patrimonio dei cittadini che è l’Apm e quanto riuscirà a tenere distante l’ombra che grava inevitabilmente sulle attività Crucianelli dalla partecipata del Comune. Ma l’aspetto più grave di questa ulteriore distrazione del Sindaco è che si avverte l’assoluta non considerazione del bene pubblico e la proterva pretesa di trattare il Comune come cosa sua, non avendo ancora compreso - da ex commerciante qual è - che un conto è la propria azienda un conto è la rappresentanza della città e che i suoi azionisti di riferimento oggi sono i cittadini.

È un atteggiamento che lo accomuna all’assessore Lego. Siamo ancora in attesa di sapere se le certificazioni di collaudo delle scuole alle Vergini ci sono o no e di sapere perché, come abbiamo appresso ieri nonostante l’incerta rappresentazione dei conti da parte dell’assessora al bilancio Antolini, vi è un abnorme e sistematico ricorso alle anticipazioni di cassa per saldare, anzi meglio per evitare che si chiudano, i cantieri Pnrr. Anche quelli sono soldi dei cittadini.

Di cui non si tiene minimo conto e sui quali si arzigogola anche un po’. Viene in mente un’interrogazione di circa un anno fa dell’allora consigliera Sabrina De Padova – forse l’hanno fatta fuori per questo? - che chiedeva perché fosse stato riconfermato l’incarico all’ingegner Tristano Luchetti come unico responsabile dell’ufficio tecnico (edilizia privata più lavori pubblici) nonostante una previsione di legge imponga la rotazione degli incarichi e vi sia una indicazione cogente in tal senso dell’Autorità anti-corruzione.

Rispondeva i Sindaco in data 28 aprile 2025: "Si ritiene che la rotazione è auspicabile, tuttavia tenendo in considerazione il numero esiguo di dirigenti in organico e la carenza di risorse, che rende difficile e talvolta impossibile inserire nuove figure dirigenziali nella dotazione organica del Comune di Macerata"; manca la subordinata, ma il Sindaco di Macerata scrive così.

La sostanza però è che a fronte di un dilagare corruttivo che riguarda gli appalti Sandro Parcaroli oltre un anno fa non riteneva di rafforzare l’operatività del Comune nel settore nevralgico dell’edilizia, ma anzi ha cercato una strada per evitare di dare piena attuazione alla legge.

Accampa che non vi sono risorse, ma a distanza di un anno e con un bilancio peggiorato sta cercando un capo di Gabinetto e un addetto stampa personale (con un contratto configurato sull’unico candidato da lui individuato) e in più non ritiene di operare perché il presidente dell’Apm, società che dovrebbe fornire e non drenare come attualmente accade risorse al Comune, assicuri totale operatività, ma anzi acconsente tacendo che egli si metta al servizio della società cardine nello scandalo delle sisma-tangenti. Se questo è il senso delle istituzioni di chi oggi sta al vertice della città non c’è da stupirsi se poi la criminalità organizzata trova spazi immensi dove infiltrarsi.

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