Inchiesta Dda, Luconi e Borroni fanno scudo ad Acquaroli: "Ignobile speculare sui terremotati. Doppiopesismo da sinistra"
L’inchiesta sulla ricostruzione post-sisma nelle Marche continua ad alimentare il confronto politico. A intervenire sono la sottosegretaria alla Giunta regionale Silvia Luconi e il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Pierpaolo Borroni, che respingono le critiche delle opposizioni e confermano la fiducia nel presidente Francesco Acquaroli.
Entrambi chiedono che siano gli inquirenti a fare piena luce sui fatti, contestando al centrosinistra quello che considerano un tentativo di utilizzare la vicenda per colpire politicamente l’amministrazione regionale. Luconi esprime «pieno sostegno» alla magistratura e alla Guardia di Finanza, affinché «facciano luce su ogni fatto, perché ciascuno risponda delle proprie condotte».
Allo stesso tempo, ribadisce la fiducia in Acquaroli e respinge «con fermezza ogni generalizzazione contro Fratelli d'Italia», criticando le posizioni espresse da Catena, Carancini e dagli altri esponenti dell’opposizione regionale. «Usare una vicenda così grave e delicata per colpire l'avversario politico è semplicemente raccapricciante», afferma la sottosegretaria, che invita chi formula accuse a dimostrarne la fondatezza.
Rivolgendosi direttamente a Catena, lo sollecita a indicare eventuali passaggi degli atti ufficiali che attesterebbero una responsabilità del presidente della Regione: «Se negli atti ufficiali trova una responsabilità del presidente Acquaroli, indichi il passaggio preciso. Altrimenti abbia il pudore di fermarsi». Nel suo intervento, Luconi richiama anche la propria esperienza personale di cittadina che vive nel cratere sismico, sottolineando le difficoltà di chi attende ancora di rientrare nella propria abitazione e di chi lavora ogni giorno per portare avanti la ricostruzione.
Famiglie preoccupate per i cantieri, lavoratori che temono per il proprio posto e imprese che aspettano risposte rappresentano, secondo la sottosegretaria, le priorità da tutelare. «Un intero indotto che tiene in piedi le comunità colpite dal sisma», osserva, evidenziando la necessità di evitare che le polemiche politiche finiscano per mettere in secondo piano le esigenze dei territori.
Sulla stessa linea si colloca Borroni, che concentra il proprio intervento sul principio del garantismo e su quello che definisce il «doppiopesismo della sinistra». Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia sottolinea che, allo stato delle informazioni da lui richiamate, non risultano indagati Acquaroli, consiglieri regionali, assessori o dirigenti dell’Ufficio speciale per la ricostruzione (Usr). Per questo contesta le richieste di dimissioni rivolte al presidente e invita l’opposizione a mantenere lo stesso atteggiamento garantista adottato in altre circostanze.
Borroni richiama in particolare il caso di Matteo Ricci, candidato del Pd alla presidenza della Regione, sostenendo che Fratelli d’Italia non ne abbia chiesto il ritiro della candidatura né le dimissioni da europarlamentare. «La sinistra invocò il garantismo e giustamente. Perché oggi quel principio non vale più?», domanda, ribadendo che «non si può trasformare un’indagine in uno strumento per colpire un’intera amministrazione regionale, tanto meno un presidente che non risulta indagato».
Il consigliere precisa, comunque, che la difesa dell’amministrazione non significa sminuire la gravità dei fatti oggetto dell’inchiesta, che nel suo intervento riconduce a un ex collaboratore del presidente. «Le istituzioni devono essere trasparenti, ispirate alla legalità e utilizzare correttamente le risorse pubbliche. Sarà la magistratura a valutare le responsabilità individuali», dichiara, ringraziando gli inquirenti per il lavoro svolto e aggiungendo: «Chi ha sbagliato pagherà».
Nel finale, Borroni riporta l’attenzione sulla ricostruzione, sostenendo che da quando la struttura commissariale è guidata dal centrodestra il processo abbia registrato «un’accelerazione significativa». «Speculare sui terremotati e su un cantiere ereditato fermo è un atteggiamento vergognoso, che si ritorcerà contro chi lo pratica. Così come lo è lanciare dubbi su eventuali finanziamenti pubblici per fini elettorali, che sono solo illazioni e per le quali è giusto che il nostro partito si tuteli nelle sedi opportune», conclude il consigliere regionale.

nubi sparse (MC)
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