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Inchiesta Dda, Castelli su Pistarelli: "Mai valutato di inserirlo nella struttura commissariale"

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"Pistarelli nella mia struttura? Ipotesi mai presa in considerazione". Così il commissario straordinario alla ricostruzione post-sisma, Guido Castelli, interviene - con una nota - sull'inchiesta "Ricostruzione" della Dda di Ancona e chiarisce i propri rapporti con l'ex capo di gabinetto Fabio Pistarelli e il proprio ruolo nelle vicende relative al complesso delle Monachette di Macerata, destinato a diventare uno studentato universitario. 

"Il primo elemento da chiarire riguarda l’incontro propiziato a Palazzo Raffaello dall’allora capo di Gabinetto Pistarelli del quale, visti gli anni intercorsi, non ricordo con precisione i dettagli - scrive Castelli in una nota -. L’oggetto, comunque, era la richiesta di chiarimenti da parte di Erdis relativamente a informazioni di natura pubblica, inerenti a procedure amministrative disciplinate dalla normativa sulla ricostruzione post-sisma, a partire dal decreto-legge n. 189 del 2016, ed in particolare se un immobile privato lesionato dal sisma avente diritto al contributo, mantiene tale diritto se lo stesso viene acquistato da un ente pubblico, in questo caso l’Erdis".

Castelli sostiene che l'interlocuzione fosse legata a informazioni accessibili e a questioni di carattere amministrativo, senza alcuna rilevanza riservata: "Informazioni pubbliche che, proprio per la loro natura, non avevano alcun carattere riservato e che rientravano nell’ordinaria attività istituzionale esercitata dal sottoscritto in qualità di assessore alla ricostruzione".

I finanziamenti per il complesso Le Monachette

Il commissario ricostruisce l'iter che ha portato al finanziamento del complesso immobiliare delle 'Monachette' a Macerata, inserito in un progetto per la realizzazione di posti letto destinati agli studenti universitari.

"Erdis aveva partecipato al bando DM 1257/2021 del Ministero dell’Università e della Ricerca che prevedeva il finanziamento di interventi volti alla creazione, rifunzionalizzazione, ristrutturazione di fabbricati da adibire a studentati universitari. Tra i diversi progetti presentati dall’Erdis, quello del complesso 'Le Monachette' di Macerata è rientrato tra quelli finanziati nella graduatoria approvata con DM n. 1488 del 6 novembre 2023", spiega Castelli.

Secondo il senatore di Fratelli d'Italia, l'ente regionale aveva chiesto alla struttura commissariale un'integrazione urgente delle risorse per rispettare i termini imposti dal finanziamento ministeriale: "La struttura commissariale era chiamata quindi ad agire con urgenza al fine di evitare che l’ente pubblico Erdis della Regione Marche perdesse l’importante finanziamento ministeriale".

Il contributo è stato approvato con l'ordinanza speciale numero 68 del 21 dicembre 2023, con un contributo di quasi quattro milioni di euro (3.951.011,47 euro, ndr). "Detto contributo si è dunque aggiunto a quello garantito dal Mur, di euro 8.287.506,98, e a quello dello stesso Erdis, per euro 1.795.342,78", ricorda Castelli. 

E prosegue: "Occorre evidenziare che la proprietà, anche qualora non avesse alienato il bene ad Erdis, avrebbe avuto diritto al contributo della ricostruzione privata essendo l’edificio in questione inagibile con il nesso di causalità con il sisma, dichiarato e verificato secondo le disposizioni del testo unico della ricostruzione privata".

Il ruolo di Pompili e il chiarimento sul RUP

Un altro punto affrontato dal commissario riguarda il presunto coinvolgimento nella scelta del responsabile unico del progetto (Rup) per i lavori delle Monachette: "Nella primavera 2025 (quando la procedura di affidamento per i lavori del complesso 'Le Monachette' si era già conclusa) Pompili, che per quanto di mia conoscenza si era dimesso da tempo da Erdis e che lavorava alla Politecnica delle Marche, in via del tutto riservata, mi rappresentò di aver ricevuto da Erdis la richiesta di assumere il ruolo di Responsabile unico del progetto. Mi chiese un consiglio personale sull’opportunità di accettare tale incarico".

"Conoscendolo come persona competente, gli suggerii di valutare positivamente la possibilità vista anche la complessità del progetto - ricorda Castelli -. Questo è il perimetro: un consiglio espresso a fronte di una richiesta personale, successiva alla procedura di aggiudicazione della gara dei lavori, senza alcuna interferenza nelle procedure di Erdis. Ogni commento, interpretazione o insinuazione contenuti a questo proposito nelle dichiarazioni degli indagati sono destituite di qualsivoglia fondamento".

"Mai preso in considerazione un incarico per Pistarelli"

Nella parte finale del comunicato, Castelli affronta anche i riferimenti a un possibile ingresso di Fabio Pistarelli nella struttura commissariale, ipotesi che sarebbe stata evocata nelle conversazioni degli indagati.

"Per quello che riguarda, infine, i commenti e gli auspici degli indagati riguardanti un ipotetico coinvolgimento di Fabio Pistarelli nella Struttura commissariale - scrive Castelli nella nota -, preciso che mai ho preso in considerazione la possibilità che l’avvocato Pistarelli potesse essere reclutato a qualsiasi titolo all’interno della struttura medesima; circostanza che in effetti mai si è verificata a dimostrazione della totale inconsistenza del 'chiacchiericcio' riferito dagli indagati".

Il commissario conclude rivendicando la correttezza del proprio operato: "La mia condotta è sempre stata trasparente, diligente e ossequiosa del principio di legalità. Il resto sono solo millanterie".

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