Guerra d'Ucraina: Zelensky ormai è sconfitto e la UE con lui
Il guitto di Kiev si sta sempre più rivelando specialista, tra l’altro, nel negare il principio di realtà, sostituendolo disinvoltamente con il principio di immaginazione. L’attore Nato ha recentemente asserito che egli non sta affatto perdendo la guerra. La dichiarazione farebbe pure ridere, se solo non facesse piangere, in ragione del fatto che a pagare le conseguenze delle scellerate politiche del prodotto in vitro di Washington, se non di Hollywood, è il popolo ucraino, la vera vittima sacrificale di questa oscena guerra voluta dall’occidente a stelle e strisce e condotta ignobilmente dal guitto di Kiev, burattino nelle mani dell’occidente stesso.
L’Ucraina ha ormai perso definitivamente la guerra e solo chi, come il guitto di Kiev, neghi il principio di realtà può fingere di non vederlo. La realtà, che pure è sotto gli occhi di tutti e che il guitto ostinatamente finge di non vedere, ci indica come ormai l’Ucraina sia stata scaricata da Washington, che si era illusa di potersene servire per piegare la Russia di Putin mediante l’accerchiamento e la guerra, secondo un vecchio sogno accarezzato e inseguito fin dagli anni Quaranta e Novanta.
Ancora in questi giorni, l’imperatore a stelle e strisce Donald Trump ha dichiarato che il dittatore e attore, in una parola il “dittattore” ucraino, deve essere presto sostituito da qualcuno che sia più propenso di lui a trattare. Il fabula docet, naturalmente, si lascia anche cristallizzare nel modo che segue: per Washington non esistono propriamente alleati, ma solo servi che vengono utilizzati in funzione delle politiche di potenza made in USA e che, quando non servono più, vengono agevolmente scaricati e, come i burattini di Mangiafuoco, gettati alle fiamme.
L’Europa, ovviamente, non fa eccezione, e anzi figura a tutti gli effetti come la serva sciocca di Washington. Se ne infierisce, tra l’altro, che il vero vincitore della guerra è Vladimir Putin, al cui cospetto anche Washington è dovuta scendere a compromessi, prendendo coscienza dell’impossibilità di sconfiggere sul campo la potenza russa. Lo stesso Putin ha invocato, nei giorni scorsi, la necessità di un vertice con Trump e con Xi per porre finalmente un termine alla sciagurata guerra ucraina: ciò prova, una volta di più, come ormai la storia mondiale sia dominata da grandi imperi che, come la Russia, la Cina e gli Stati Uniti d’America, decidono delle sorti del pianeta. È ormai emerso, con chiari contorni, un mondo multipolare, contrassegnato dall’equilibrio tra imperi che necessariamente debbono riconoscersi tra loro.
Intanto, Guido Crosetto, ministro del giullaresco governo della destra bluette neoliberale, atlantista, filoucraina e filoisraeliana, fa alcun affermazioni degne di nota. Anzitutto, il Crosetto ha dichiarato senza perifrasi edulcoranti che, entro la fine dell’anno, l’Italia invierà nuovi pacchetti di aiuti al guitto di Kiev, l’attore Nato Zelensky, prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood. Una prova ulteriore, naturalmente, della inqualificabile subalternità del governo italiano ai desiderata del burattino Nato. E dire che costoro ebbero pure il coraggio di definirsi patrioti e paladini dell’interesse nazionale!
Mentre le proteste dilagano in Francia come in Italia per la situazione ormai insostenibile legata al carovita e alle condizioni materiali dell’esistenza, il giullaresco governo di Giorgia Meloni non sa fare di meglio che annunciare nuovi aiuti a Kiev, dunque una ulteriore sottrazione di danari pubblici che si dovrebbero utilizzare per lo stato sociale ormai evaporato.
Come se non bastasse, il Crosetto ha recentemente dichiarato che Putin non si fermerà a Kiev e che dobbiamo essere pronti ad altre “follie” (sic!). Ora, a parte il fatto che le uniche follie di cui siamo stati finora spettatori sono quelle che riguardano l’Unione Europea, gabbia di matti e treno in corsa verso l’abisso, non si capisce su quali basi il Crosetto rilasci simili dichiarazioni: Putin ha ribadito infinite volte di non avere alcuna volontà e alcun interesse nel guerreggiare con l’Europa. È invece quest’ultima a cercare in tutti i modi il conflitto con la Russia, fingendo con somma ipocrisia che sia la Russia stessa a desiderare la guerra.
La strategia resta sempre la stessa, a cui ormai siamo abituati da anni: seminare ad arte il panico nella popolazione di modo che essa si prepari a una guerra voluta da Bruxelles e spacciata dalla stessa Bruxelles come guerra difensiva. Orwell era un dilettante. E Tafazzi pure.

nubi sparse (MC)
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