Essere lo stesso coinvolti: cosa può dirci ancora "Canzone del Maggio" di De Andrè
E se nei vostri quartieri
Tutto è rimasto come ieri
Senza le barricate
Senza feriti, senza granate
Se avete preso per buone
Le "verità" della televisione
Anche se allora vi siete assolti
Siete lo stesso coinvolti
Era il 1973 quando "Storia di un impiegato" di Fabrizio De Andrè usciva sul mercato discografico italiano. Un concept album che parla, per l’appunto, della storia di un impiegato. La vita di un uomo che osserva da lontano le rivolte del Sessantotto e che poi decide di ribellarsi in maniera violenta e solitaria, costruendo una bomba artigianale da far esplodere davanti al Parlamento.
A spingere l'impiegato verso questa decisione sono i venti del Maggio Francese, la serie di rivolte che avevano interessato la città di Parigi proprio nel 1968, quando i gruppi studenteschi della città decidono di organizzarsi per protestare contro l’intervento sproporzionato della polizia che aveva caricato i manifestanti dopo l’occupazione dell’università della Sorbona.
Questa miccia trova riscontro nell’opinione pubblica e il 13 maggio venne indetto uno sciopero generale che vide la partecipazione di 9 milioni di persone.
E se vi siete detti
Non sta succedendo niente
Le fabbriche riapriranno
Arresteranno qualche studente
Convinti che fosse un gioco
A cui avremmo giocato poco
E proprio in quel maggio francese De Andrè trova l’ispirazione per scrivere "Canzone del Maggio", adattamento di "Chacun de vous est concerné" della cantautrice francese Dominique Grange.
De André riprende i concetti espressi dal brano di Grange per veicolare un messaggio diretto proprio all'impiegato: "Siete lo stesso coinvolti". Anche se non attivamente, anche se non come parte effettiva della protesta, siete lo stesso coinvolti perché ognuno ha una responsabilità.
Allora, forse, quello che si tenta di evidenziare è l’immobilismo e la poca solidarietà verso chi cerca di protestare. Una paura che può essere compresa, perché la manifestazione che esplode in violenza può spaventare, ma pone allo stesso tempo davanti a problemi e difficoltà che non andrebbero ignorati. Problemi che, molto spesso, vengono messi all'angolo con altrettanta violenza nella speranza di cancellare un messaggio.
L'attualità in un brano di cinquantatrè anni fa, dovrebbe far riflettere, senza polarizzare, sulle motivazioni che spingono ancora oggi i cittadini a continuare quel gioco a cui si credeva avrebbero giocato poco.

poche nuvole (MC)
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