Monte San Vicino, un progetto per aumentare la biodiversità delle faggete
Un bosco più ricco di biodiversità, con alberi di diverse caratteristiche e piccoli habitat naturali capaci di offrire rifugio a numerose specie. È l’obiettivo del progetto di interventi selvicolturali nelle faggete del Monte San Vicino, che sarà presentato al pubblico il prossimo 17 novembre.
L’iniziativa punta a sperimentare un modello di gestione forestale che non si limiti a conservare il bosco nella sua configurazione attuale, ma ne favorisca l’evoluzione verso una maggiore complessità ecologica e strutturale. Il progetto interesserà una porzione di faggeta del Demanio forestale regionale, ricompresa nella rete europea Natura 2000, all’interno della Riserva naturale regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito, gestita dall’Unione Montana Potenza Esino Musone.
Al centro degli interventi c’è la volontà di aumentare la varietà degli ambienti che il bosco può offrire alle specie che lo abitano. Le attività previste riguarderanno la struttura della faggeta, con particolare attenzione agli alberi di interesse ecologico, alle specie arboree accessorie e ai grandi esemplari. Saranno inoltre valorizzati il legno morto e i cosiddetti dendromicrohabitat: cavità, fessure e altre strutture naturali che possono diventare rifugi e risorse per numerosi organismi.
Un approccio che può sembrare controintuitivo: per favorire la biodiversità, infatti, può essere necessario intervenire sul bosco stesso. Un tronco a terra, un albero morto o una piccola apertura nella copertura forestale non rappresentano necessariamente segnali di degrado. Se gestiti in modo consapevole e sulla base di valutazioni scientifiche, possono contribuire alla creazione di condizioni favorevoli alla vita di specie diverse.
Il progetto coinvolge la Regione Marche, l’Università Politecnica delle Marche e l’Unione Montana Potenza Esino Musone, con il sostegno di Snam Rete Gas. La collaborazione mette in relazione gestione del territorio, ricerca scientifica e conservazione degli ecosistemi forestali, con l’intento di sperimentare interventi pianificati e illustrarne le motivazioni alla comunità.
La presentazione del 17 novembre sarà l’occasione per approfondire gli obiettivi dell’iniziativa e spiegare le ragioni delle scelte selvicolturali. All’incontro saranno invitate le amministrazioni comunali dell’Unione Montana, i Carabinieri forestali, le associazioni ambientaliste e quelle impegnate nell’educazione ambientale, oltre alla cittadinanza.
Il percorso proseguirà con ulteriori attività di comunicazione e divulgazione, dedicate a illustrare nel dettaglio gli interventi, le motivazioni scientifiche e i risultati attesi. L’obiettivo è coinvolgere non soltanto gli addetti ai lavori, ma anche chi vive e frequenta il Monte San Vicino, favorendo la conoscenza del progetto e il confronto sul futuro di un patrimonio naturale condiviso.

nubi sparse (MC)
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