Fuga di cervelli, nelle Marche i ritorni aumentano del 30%: oltre 3mila rientri dall'estero negli ultimi 5 anni
Sono più di 325 mila i giovani italiani tra i 18 e i 39 anni che hanno lasciato il Paese nel periodo che va dal 2021 al 2025. Nello stesso lasso di tempo, quelli che invece hanno deciso di tornare sono oltre 129 mila.
Il confronto con il periodo precedente (2016-2020) vede l’aumento di entrambe le tendenze, con una prevalenza della seconda: gli espatri aumentano del 2,1% e i rimpatri del 32,9%.
Il Focus sulla situazione è stato realizzato dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, che evidenzia come il ritorno dei giovani in Italia sia un fenomeno in crescita costante, anche se non ancora in equilibrio con quello di espatrio.
Nel report, infatti, si osserva che nel quinquennio 2021-2025 si registrano 40 trasferimenti dall'estero ogni 100 persone che lasciano il Paese, cifra maggiore rispetto ai 31 del periodo 2016-2020 e a quella ancora più bassa del quinquennio 2011-2015 pari a 26.
I paesi da cui gli italiani tendono a tornare sono il Regno Unito (16,4% dei rientri) e la Germania (15,1% dei rientri), mentre a registrare un'incidenza di rientri contenuti sono Spagna, Belgio e Paesi Bassi. Il dato relativo al Regno Unito è facilmente comprensibile dai cambiamenti intercorsi a seguito della Brexit sulle modalità di accesso e permanenza per gli stati europei.
A rappresentare il gruppo più numeroso di chi decide di rientrare in Italia sono i giovani tra i 30 e i 34 anni (29,4%), a cui segue la fascia 25-29 (26,4%), quella dei 35-39 (23,6%) e per ultima quella dei 18-24 (20,6%).

Questa distribuzione suggerisce che la decisione di tornare in Italia caratterizzi chi ha già passato all’estero un periodo consistente della propria vita. Le Marche sono la quattordicesima regione in cui gli italiani trasferiscono la residenza dall’estero (3.053 rientri), con una variazione rispetto al quinquennio precedente del 30% maggiore e con un valore di rientri ogni 100 espatriati di 36,4.
Quest’ultimo è più elevato rispetto a regioni più popolose come Veneto o Campania, segnalando una capacità di ripresa positiva, pur restando contenuto in valore assoluto.

La provincia che vede il miglior rapporto rientri/partenze nel quinquennio 2021-2025 è Ascoli Piceno (41,7), seguita da Ancona (39,2), Pesaro e Urbino (35,5), Macerata (32,9) e Fermo (39,4).
Il calo delle partenze, invece, riguarda in linea di massima tutta la regione ma rimane contenuto, evidenziando una diminuzione dello 0,2%. Macerata è la provincia che osserva la diminuzione più elevata di partenze (-8,6%), al contrario Pesaro e Urbino segnala un aumento di espatriati del 9,6% rispetto al quinquennio precedente.

Tra le motivazioni legate al rientro in Italia, il report evidenzia al primo posto quelle della sfera privata e familiare (67,7%), seguite dalla nostalgia per il proprio paese (32,4%), dagli incentivi fiscali per il rientro (23,5) a parimerito con la qualità della vita in Italia, dalle occasioni di lavoro in Italia (20,6%), dall'insoddisfazione per il lavoro all'estero (11,8%) e dall'insoddisfazione per la vita all'estero (11,8%).

L'altro elemento interessante all'interno dell'indagine è quello relativo alle diverse caratteristiche dell'esperienza lavorativa. Infatti, pur essendo soddisfatti della propria situazione personale in Italia, chi rientra valuta differentemente questi aspetti.
Di positivo rispetto all'estero restano le possibilità di conciliare vita e lavoro e il contesto lavorativo, seguite dalle tutele del lavoratore, i benefit aziendali e la flessibilità organizzativa. Negativo invece il bilancio rispetto alla facilità di inserimento occupazionale, alle opportunità di crescita professionale e la retribuzione, elementi dove l'estero continua ad essere preferito rispetto all'Italia.


cielo sereno (MC)
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