Liste d'attesa, le Marche con performance sopra il 90% per prime visite ed esami diagnostici
Il Bollettino trimestrale Agenas ha fornito i dati della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa (PNLA) relativi ai primi nove mesi del 2026. I risultati forniti sono comparati allo stesso periodo del 2025.
Il rispetto dei tempi massimi di attesa per le classi prioritarie U (Urgente), B (Breve), D (Differito) e P (Programmata) sulle prenotazioni effettuate nelle ASL di appartenenza dell’assistito, sono monitorati da PNLA rispettando il Decreto Legge 73/2024. Il Bollettino attuale si riferisce all'analisi di un numero preciso di prestazioni, ovvero 14 prime visite specialistiche e 22 accertamenti diagnostici del PNGLA relativo al 2019-2021.
IL DATO NAZIONALE - Il primo dato presentato dal bollettino è quello relativo al numero delle prenotazioni, che vede un aumento di 2,1 milioni passando dai 19,7 milioni del 2025 a 21,8 milioni nel 2026.
Le prime visite rimangono quelle maggiormente prenotate rispetto agli esami diagnostici: le prime infatti nel 2026 arrivano a 12,3 milioni (+8,3% rispetto al 2025), mentre i secondi salgono a 9,5 milioni (+13,3% rispetto al 2025).
In crescita la percentuale del rispetto dei tempi di attesa per entrambi i servizi presi in considerazione: rispetto all’anno precedente le prime visite vedono un rispetto dei tempi di attesa pari al 78,6% e gli esami diagnostici dell’85%, osservando un incremento in entrambi i casi dell’1,7%.
Questi dati si traducono in termini di volumi nella garanzia di 9,6 milioni di prime visite entro i tempi, con la presenza di 935 mila prestazioni in aggiunta rispetto al 2025. Per quanto riguarda gli esami diagnostici, ad essere previsti entro i tempi sono 8,1 milioni, 1,1 milioni in più rispetto allo scorso anno.
Relativamente alle prenotazioni effettuate con tempi prossimi alla soglia di garanzia, queste aumentano fino a 853 mila, mentre nello stesso periodo del 2025 erano 795 mila.
Infine, le prenotazioni che scavallano i tempi di garanzia evidenziano una diminuzione in entrambi i servizi presi in considerazione: per le prime visite si passa da 2,14 milioni a 2,11 milioni, mentre per gli esami diagnostici da 1,089 milioni a 1,084 milioni.
Il Bollettino analizza anche la situazione relativa all’andamento delle classi di priorità. Le richieste urgenti rientrano in quelle prestazioni che andrebbero erogate entro 3 giorni, quelle brevi entro 10 giorni, le differite entro 30 giorni e quelle programmate entro 120 giorni.
Il miglioramento di queste erogazioni sono presenti nelle prime tre tipologie nel settore delle prime visite, mentre per le prestazioni programmate si vede una stabilità rispetto all’anno precedente. Gli esami diagnostici invece osservano un miglioramento sotto tutte e quattro le classi di priorità, con una maggiore rilevanza per quelle urgenti, il cui rispetto dei tempi di garanzia passa dal 74,2% al 77,3%.
Sulle tipologie di visite che vedono la percentuale più alta di rispetto tempi di attesa primeggiano quelle oncologiche, con il 95,3%. A vedere dei miglioramenti importanti sono le visite dermatologiche (da 65,8% a 69,9%), le visite di medicina fisica e riabilitazione (da 79,3% a 83%) e anche quelle di pneumologia (da 79,7% a 82,1%).
Dal lato degli esami diagnostici è presente un peggioramento, la risonanza magnetica infatti passa dall’84,8% all’82,4%. Migliora invece il rispetto dei tempi di attesa per le altre prestazioni, in particolare per la colonscopia (da 62,8% a 69,3%), per l’ecografia dell’addome (da 84,7% all’87%) e la gastroscopia (da 68,6% a 72,6%).
I dati nazionali fin qui presentati sono sicuramente un elemento positivo, anche se fotografano solamente una piccola parte della situazione della sanità nazionale. Il quadro del rispetto dei tempi di attesa di prime visite ed esami diagnostici, tra l'altro, varia fortemente tra le regioni italiane.
IL DATO REGIONALE - La regione Marche figura tra le prime quattro regioni all’interno della categoria con performance oltre il 90% per ciò che riguarda entrambe le prestazioni, posizionandosi terza in quella delle prime visite con il 94,7% (+1,5% rispetto al 2025) e quarta in quella degli esami diagnostici con il 92,5% (+2,5% rispetto al 2025). Insieme alle Marche, anche Basilicata, Lazio, Veneto, Campania e Toscana. Quelle che invece si posizionano sotto il 70% sono, unendo le categorie delle prime visite e esami diagnostici Puglia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Umbria e Valle d’Aosta.
Un altro elemento da prendere in considerazione è l’appropriatezza prescrittiva e la distribuzione delle richieste tra le varie classi di priorità. Ciò che si evince è un utilizzo non appropriato della classe di priorità P. Questo tipo di classe di priorità è spesso riconducibile ad attività di controllo e follow-up che tendenzialmente rientrano nei secondi accessi e questo evidenzia pertanto criticità nei processi di presa in carico dei pazienti e sulla capacità di programmazione del sistema sanitario.
All’interno del Bollettino si evidenzia anche un’iniziativa presa da parte della regione Marche per cercare di migliorare la gestione delle liste di attesa, focalizzando l’attenzione sull’organizzazione dei servizi e sull’appropriatezza delle prescrizioni. Quanto sviluppato è collegato al Sistema di Accoglienza Regionale che raccoglie quotidianamente le ricette di visite specialistiche e esami diagnostici, analizzandole e individuandone eventuali incoerenze, in modo tale da permettere alle Aziende sanitarie di potersi confrontare con i medici prescrittori.
L’obiettivo è verificare una corretta coerenza tra quesito diagnostico, prestazione, tipo di accesso e classi di priorità.
Sono state oltre 18 milioni le ricette analizzate a partire dal gennaio 2025 e tra queste analisi sono risultate incoerenti con il primo accesso più di 50 mila prescrizioni di visite specialistiche con quesito diagnostico. Tra i mesi di agosto e settembre 2026, inoltre, sono state circa 200 le comunicazioni ai medici per vagliare la correttezza di alcune prescrizioni.

poche nuvole (MC)
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