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Scuola e caldo, a Macerata solo il 36% dei plessi ha impianti di climatizzazione (VIDEO)

Scuole Macerata

La crisi climatica in corso non interessa solamente il settore agroalimentare, energetico o quello turistico. A fare i conti con le temperature estreme che hanno accompagnato quest’estate e che stanno caratterizzando i primi giorni di settembre, sono anche gli studenti che in questa settimana stanno tornando sui banchi di scuola.

Il rientro in aula è iniziato lo scorso lunedì nella Provincia autonoma di Bolzano ed è previsto per il 14 settembre nella provincia di Macerata e, in base alle varie Regioni, proseguirà fino al 17 settembre.

Ma accanto al generale malcontento che può suscitare l’inizio di un nuovo anno scolastico, questo settembre prevede anche un caldo sofferto, che le strutture scolastiche italiane non sono pronte ad affrontare.

All’interno del documento Sicurezza e Benessere nelle scuole. Indagine sulla qualità dell’aria e sull’ergonomia a cura dell’INAIL si legge che “gli ambienti scolastici, al pari di quelli d’ufficio, possono essere classificati tra quelli di tipo 'moderato' (in riferimento agli ambienti termici). In essi le condizioni climatiche non compromettono l’incolumità degli occupanti, ma possono alterare il loro benessere psicofisico, condizionando l’efficacia dell’apprendimento".

Il testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, inoltre, descrivendo le caratteristiche relative alle temperature degli uffici afferma che “in estate la differenza tra temperatura interna ed esterna, non dovrebbe superare i 7 gradi. Rispetto al problema della temperatura dei locali la risposta è più semplice: il datore di lavoro deve garantire, ai sensi dell'art 65 e allegato 4 del D.Lgs 81/08, una temperatura adeguata dei locali di lavoro connessa con la tipologia d'attività ed il consumo energetico (sforzo) del lavoratore: ad esempio per il lavoro d'ufficio (21-23 gradi); lavoro fisico di media intensità (18-21 gradi). In ogni caso nel periodo estivo la temperatura dei locali non deve superare i 24 gradi”.

Sulla base di questi dati, il think-tank indipendente Tortuga ha rilevato che ad oggi, “circa il 45% delle scuole sono senza climatizzazione ed esposte a caldo critico, per una popolazione di circa 2,7 milioni di studenti”. Inoltre, all’interno dello studio si osserva come il Rapporto sull’edilizia scolastica della Fondazione Agnelli abbia rilevato che “gli edifici scolastici italiani hanno un'età media di 52 anni e in gran parte non sono più adeguati alle esigenze del futuro prossimo dal punto di vista della sicurezza, della sostenibilità e degli spazi per una buona didattica. Si tratta, in larga misura, di scuole costruite tra gli anni Sessanta e Ottanta e pensate per un'altra epoca e per un altro clima”.

Nel campione di edifici scolastici presi in considerazione, il 30% non riporta se è dotato o meno di un impianto funzionante: “le scuole del Centro-Sud e delle Isole hanno una probabilità più elevata di non riportare questa informazione, pari a circa il 35%, mentre nelle regioni del Nord la quota si colloca intorno al 15%”. Escludendo gli edifici per cui questa informazione è mancante, il dato relativo alle scuole italiane che dispongono di un impianto di climatizzazione si attesta al 10%.

All'interno del report di Tortuga, tra le regioni italiane, quella che spicca in particolare e che supera di gran lunga la media nazionale è la regione Marche, “dove circa il 40% degli istituti scolastici dispone di aria condizionata”.

Il dato, stando allo studio, è da collegare al processo di ricostruzione che ha interessato la regione nel periodo post sisma del 2016. Nonostante questo, però, la presenza di sistemi di raffrescamento è presente in meno di una scuola su due.

A donare un quadro della situazione relativa alla prensenza di questi sistemi sono anche i dati del Portale Unico MIM 2024-2025. Al 6 agosto 2025 gli istituti rilevati nella provincia di Macerata sono 333. Di questi, 114 sono Scuole dell’infanzia, 103 Scuole primarie, 55 istituti comprensivi e secondarie di primo grado e 61 comprendono istituti superiori, licei e tecnici.

Scendendo più nello specifico, di questi 333 istituti solamente 121 dispongono di un impianto di condizionamento e ventilazione (pari a circa il 36%); maggiormente diffusi all'interno delle Scuole Primarie. Risultano invece sprovvisti di sistemi di raffrescamento ben 206 plessi (all'incirca il 62%), per la maggior parte Scuole dell'Infanzia. Infine, quelle presenti sotto la dicitura "non definito" sono sei. 

Il ministro dell'istruzione Giuseppe Valditara ha comunicato lo stanziamento di 20 milioni di euro per rispondere all'emergenza caldo all'interno delle strutture scolastiche. I soldi saranno destinati a tutte le scuole ma dovranno essere gli stessi istituti a fare richiesta per ottenerne una parte e potranno farlo solamente fino a venerdì, seguendo il modello del 'Click day'. Quest'ultimo meccanismo prevede che a ricevere il supporto economico saranno solo le scuole che riusciranno a fare domanda per prime, fino a completo esaurimento. 

"Se pensiamo a tutte le scuole d'Italia immagino che 20 milioni di euro possano non essere sufficienti, però intanto è una misura. Noi come Ufficio scuola abbiamo anche mandato una comunicazione agli istituti scolastici per suggerire proprio di partecipare alla selezione di questi fondi messi a disposizione per il raffrescamento delle scuole - afferma l'assessore all'Istruzione e alla Cultura del Comune di Macerata Lorella Benedetti - Speriamo, quanto meno, che questi soldi arrivino e che vengano utilizzati al meglio".

 

 

 

 

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