Divieto di utilizzare apparecchiature a fiamma libera o in grado di produrre scintille, stop alla vendita per asporto di bevande in vetro o alluminio e importanti modifiche alla viabilità. Sono le principali disposizioni adottate dal Comune di Macerata in vista delle celebrazioni di San Giuliano e della Fiera patronale del 30 e 31 agosto.
I primi provvedimenti scatteranno già nei prossimi giorni, mentre le principali limitazioni alla circolazione entreranno in vigore dalle ore 10:00 del 30 agosto e resteranno attive fino alla conclusione delle operazioni di pulizia, prevista indicativamente per le ore 3:00 del 1° settembre.
Fiamme libere vietate: multe fino a 5mila euro
Particolare attenzione è stata riservata alle disposizioni sulla sicurezza e sull'incolumità pubblica. L'ordinanza vieta l'utilizzo di apparecchiature a fiamma libera o comunque in grado di produrre scintille. Il divieto sarà in vigore nel centro storico, all'interno delle mura urbiche, dalle 18 del 28 agosto alle 6 del 29 agosto e dalle 18 del 29 agosto alle 6 del 30 agosto.
Dalle 12 del 30 agosto alle 6 del 1° settembre, il divieto sarà esteso all'intera area interessata dalla Fiera di San Giuliano, comprendente viale Puccinotti, viale Trieste, piazza Nazario Sauro, piazza Mazzini, piazza Cesare Battisti, corso Matteotti, piazza Annessione, via Garibaldi, piazza Garibaldi, corso Cavour, l'inizio della discesa di via dei Giardini e le relative traverse.
Previsto inoltre il divieto, per gli esercizi e le attività di commercio e somministrazione, di vendere per asporto bevande contenute in bottiglie o contenitori di vetro o alluminio. La disposizione non riguarda la somministrazione al tavolo, anche all'aperto.
Anche i partecipanti alle manifestazioni non potranno detenere bevande contenute in contenitori di vetro o alluminio. Le sanzioni sono particolarmente pesanti: il mancato rispetto dei divieti relativi alla vendita per asporto e all'utilizzo di apparecchiature a fiamma libera comporta una multa da 500 a 5.000 euro. Per chi viene trovato in possesso di bevande in contenitori di vetro o alluminio la sanzione va invece da 25 a 500 euro.
Le modifiche alla viabilità
In occasione della Fiera saranno numerose le strade interessate da divieti di transito, sensi di marcia modificati e sbarramenti. Dalle 10 del 30 agosto sarà interdetto il transito, salvo le categorie autorizzate, in alcune delle principali vie interessate dalla manifestazione, tra cui viale Puccinotti, viale Trieste, via Caduti di Nassiriya, via Pannelli, corso Cavour, piazza Garibaldi e l'area dei Giardini Diaz.
Limitazioni specifiche riguarderanno anche l'accesso al centro storico da via Zara, all'altezza dell'intersezione con via Armaroli. In base alle fasce orarie previste potranno transitare polizia e mezzi di soccorso, taxi, residenti, persone con disabilità, veicoli autorizzati e mezzi degli operatori della Fiera.
In caso di necessità, le limitazioni potranno essere estese anche all'imbocco di Rampa Zara. Per garantire la gestione dei flussi di traffico e mantenere libere le vie di emergenza, saranno inoltre interessate da modifiche temporanee via Padre Matteo Ricci, Piaggia della Biblioteca, via Ciccarelli, piazza Mazzini, Porta Convitto e via Armaroli.
I percorsi alternativi
Il Comune ha predisposto anche una serie di percorsi alternativi per il traffico diretto verso la stazione ferroviaria, l'ospedale e i quartieri Cairoli e Pace. Tra le strade individuate figurano via Trento, piazza della Vittoria, via Roma e via Issy Les Moulineaux, con ulteriori collegamenti possibili attraverso via Cioci, via Cadorna, via Mugnoz, via Mameli, via Piave e viale Don Bosco oppure via Mattei, via San Francesco e via Braccialarghe.
La Polizia Locale potrà comunque introdurre ulteriori modifiche o restrizioni qualora fossero necessarie per motivi di sicurezza, ordine pubblico o in presenza di un consistente afflusso di persone.
Attenzione ai divieti di sosta
I divieti di sosta con rimozione forzata scatteranno dalle 8 del 30 agosto e resteranno in vigore fino alle 3 del 1° settembre in numerose aree del centro e della zona fieristica. Tra le aree interessate ci sono piazza Mazzini, piazza Cesare Battisti, via Gramsci, corso Matteotti, via Tommaso Lauri, via Garibaldi, piazza Annessione, viale Trieste, piazza Nazario Sauro, corso Cavour, piazza Garibaldi, Giardini Diaz e via Morbiducci.
Divieti specifici riguarderanno anche le aree destinate al mercatino Coldiretti e CNA, in corso della Repubblica e piazza Vittorio Veneto, oltre alle altre zone interessate dagli allestimenti e dagli spazi fieristici.
Le agevolazioni per i residenti
Sono previste agevolazioni per i residenti della zona A e A+Park. Dalle 7 del 30 agosto alle 9 del 1° settembre, i veicoli muniti di permesso residenti zona A e A+Park potranno sostare gratuitamente nelle aree di sosta a pagamento gestite da APM che non siano interessate dai divieti temporanei.
L'agevolazione comprenderà anche le aree in struttura e gli stalli riservati ai residenti delle altre zone, oltre al tratto di viale Leopardi riservato ai residenti, da Rampa Zara fino all'ultimo attraversamento pedonale.
I residenti del centro storico titolari di aree private ma privi del permesso di sosta zona A potranno richiedere ad APM un apposito permesso per usufruire delle stesse agevolazioni.
I primi provvedimenti già dal 26 agosto
Le modifiche inizieranno già mercoledì 26 agosto. Dalle 15 sarà istituito il divieto di sosta con rimozione forzata su tutta piazza della Libertà, fino alle 15 del 1° settembre, per consentire il montaggio e lo smontaggio del palco e delle attrezzature.
Dal 28 agosto arriveranno inoltre modifiche alla circolazione e alla sosta in via Don Minzoni e via Zara, con l'attivazione del varco elettronico della Ztl di via Don Minzoni nella serata del 28 agosto.
Il Comune invita cittadini e visitatori a prestare attenzione alla segnaletica temporanea, a non lasciare i veicoli nelle aree interessate dai divieti e, quando possibile, a utilizzare i parcheggi esterni al centro e i percorsi alternativi.
È inoltre prevista la sospensione del rilascio dei permessi temporanei per la ZTL dalle 12 del 30 agosto alle 6 del 1° settembre. Entro le 17 del 30 agosto, tutti i veicoli degli operatori commerciali dovranno essere rimossi dalle aree interessate dalla fiera e trasferiti nei parcheggi autorizzati, fatta eccezione per i mezzi degli operatori assegnatari di posteggio secondo quanto previsto dall'ordinanza.
Doria: "Rispettare segnaletica e divieti"
"Tutte le disposizioni adottate sia per la viabilità che per la sicurezza servono a garantire il regolare svolgimento della fiera come avvenuto negli ultimi anni", spiega il comandante della polizia locale, Danilo Doria.
L'obiettivo, aggiunge, è permettere a tutti i cittadini di vivere la manifestazione "in assoluta tranquillità", anche grazie alla presenza degli operatori della Polizia Locale e delle associazioni di viabilità e Protezione Civile.
"Ci sarà un margine di tolleranza ma resta la raccomandazione a rispettare la segnaletica e i divieti predisposti al fine di evitare le sanzioni che è il nostro obiettivo ultimo", sottolinea Doria. Il comandante ha inoltre evidenziato l'ampliamento delle aree di parcheggio, anche in risposta alle richieste dei residenti del centro storico, con una zona che va da Rampa Zara lungo viale Leopardi fino ai Cancelli.
La nuova palestra di via Metauro a Piediripa si prepara ad aprire le porte alle associazioni sportive. Questa mattina è stato consegnato al Comune di Macerata un defibrillatore DAE donato da Fisiomed, dispositivo che completa la dotazione necessaria per rendere pienamente operativo l'impianto.
A consegnare il dispositivo direttamente al sindaco Sandro Parcaroli è stato l'amministratore delegato di Fisiomed, Enrico Falistocco. Alla cerimonia erano presenti anche la vicesindaca Francesca D'Alessandro, l'assessore allo Sport Riccardo Sacchi, l'assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori e l'assessore ai Servizi Amministrativi Pierfrancesco Tasso.
Presenti inoltre Simone Ciattaglia, dirigente del Servizio Welfare, Cultura e Risorse Umane, e Tristano Luchetti, dirigente del Servizio Tecnico del Comune di Macerata.
"Grazie di cuore a Fisiomed – ha commentato il sindaco Parcaroli –. Una realtà sempre presente non solo per lo sport ma per tutte le iniziative che si svolgono in città. Con questa donazione mettiamo a punto la dotazione della palestra che da ora potrà entrare in funzione a tutti gli effetti".
Da settembre spazio alle associazioni sportive
Il defibrillatore va a completare la strumentazione prevista dalla normativa per gli impianti sportivi. La palestra di Piediripa sarà gestita direttamente dal Comune e gli spazi verranno assegnati alle associazioni sportive su base oraria, attraverso una procedura attualmente in fase di ultimazione.
L'obiettivo è permettere l'avvio delle attività a partire da settembre, con la struttura pronta ad accogliere diverse realtà sportive del territorio, tra cui l'Asd Macerata Scherma e le associazioni di arti marziali.
"Con l'espletamento della procedura di assegnazione degli orari – spiega l'assessore allo Sport Riccardo Sacchi – da settembre la palestra sarà a disposizione delle attività delle associazioni sportive, tra cui l'Asd Macerata Scherma e le associazioni di arti marziali". "Grazie al gruppo Fisiomed per questo fondamentale strumento che ci consente di aprire l'impianto in tutta sicurezza", aggiunge Sacchi.
Fisiomed: "Uno strumento imprescindibile per chi fa sport"
La donazione rappresenta anche un ulteriore segnale di vicinanza di Fisiomed alla città di Macerata. L'amministratore delegato Enrico Falistocco ha ricordato il legame della struttura sanitaria con il territorio, sottolineando come proprio nella vicina Sforzacosta sia nata la prima delle attuali undici sedi del gruppo.
"A due passi da qui, nella vicina Sforzacosta, è sorta la prima delle nostre attuali undici sedi e pertanto è con ancor più piacere essere intervenuti in favore del Comune di Macerata con questa donazione", ha spiegato Falistocco.
Il DAE rappresenta infatti uno strumento fondamentale per intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiocircolatorio, aumentando le possibilità di soccorrere la persona colpita e di limitare il rischio di danni irreversibili agli organi vitali.
"Uno strumento imprescindibile, tanto più per chi vuol fare sport", ha concluso l'ad di Fisiomed, sottolineando l'importanza della presenza del dispositivo all'interno della nuova struttura di Piediripa.
Una nuova opera in ceramica per Porta Vittorio Emanuele II. È questo l'obiettivo di "CeramicAppignano – Convivium", il nuovo concorso internazionale promosso dal comune di Appignano nell'ambito del progetto eco-museale MUDAPP – Museo Diffuso di Appignano.
Appignano, tra le 60 città italiane della ceramica e tra le cinque della Regione Marche, invita artisti, ceramisti e designer italiani e internazionali a progettare un'opera d'arte contemporanea destinata a uno dei luoghi più significativi del borgo storico: la parete interna della Porta Vittorio Emanuele II.
Il tema scelto per questa prima edizione è "Intramoenia – Extramoenia", una riflessione sul rapporto tra appartenenza e libertà, identità e apertura, protezione e scoperta. La porta diventa così non soltanto un elemento architettonico, ma una vera e propria soglia fisica e simbolica tra ciò che è noto e ciò che ancora deve essere esplorato.
"Con CeramicAppignano – Convivium vogliamo dare un nuovo spazio ad una tradizione profondamente radicata nella storia della nostra comunità", spiega il sindaco Mariano Calamita. "La ceramica appignanese, l'arte antica dei nostri 'coccià', è un patrimonio vivo, capace di dialogare con la contemporaneità e di proiettare il nostro territorio verso il futuro".
Secondo il primo cittadino, la nuova opera andrà ad arricchire l'itinerario museale urbano a cielo aperto già presente ad Appignano, contribuendo a raccontare l'identità del paese attraverso gli scorci del centro storico.
"La Porta Vittorio Emanuele II diventerà una soglia ancora più forte e riconoscibile, un luogo in cui la storia di Appignano incontra la creatività degli artisti di oggi e si offre allo sguardo di cittadini e visitatori", aggiunge Calamita.
Un'opera tra tradizione e contemporaneità
La nuova realizzazione dovrà essere prevalentemente in ceramica e svilupparsi su una superficie di circa 280 x 400 centimetri, coprendone almeno il 75%. Il progetto dovrà inoltre essere concepito in forma modulare, attraverso più lastre o elementi distinti, così da garantire sicurezza, stabilità, durata nel tempo e facilità di installazione.
"La scelta del tema Intramoenia – Extramoenia ci permette di raccontare Appignano attraverso una metafora universale", sottolinea l'assessora alla Cultura Lucia Santanatoglia. "La porta è il luogo in cui identità e apertura non si contrappongono, ma si incontrano. Chiediamo agli artisti di interpretare questa soglia con libertà e originalità, costruendo un'opera capace di dialogare con il borgo, con la sua storia ceramica e con la comunità", aggiunge.
Per l'amministrazione, il concorso rappresenta inoltre un'occasione per portare l'arte contemporanea nello spazio pubblico e nella vita quotidiana dei cittadini. Anche il vicesindaco e assessore al Turismo Stefano Montecchiarini evidenzia il valore dell'iniziativa sul piano turistico. "Il concorso valorizza l'arte ceramica come una delle principali attrattive turistiche di Appignano", afferma.
La nuova opera, collocata in un luogo simbolico e di passaggio come Porta Vittorio Emanuele II, sarà infatti parte dell'itinerario museale del borgo e potrà diventare un ulteriore punto di riferimento per cittadini e visitatori interessati a conoscere storia, tradizioni, enogastronomia e patrimonio artistico del territorio.
Come partecipare al concorso
La partecipazione è aperta, singolarmente o in gruppo, ad artisti, ceramisti e designer italiani e internazionali che abbiano compiuto 18 anni entro la scadenza del bando. Ogni partecipante potrà presentare una sola candidatura e i progetti dovranno essere inediti e non essere stati precedentemente presentati in concorsi, premi o esposizioni pubbliche nazionali o internazionali.
La candidatura è gratuita e dovrà essere presentata online attraverso il form pubblicato sul sito del Comune di Appignano entro le ore 12.30 del 14 settembre 2026.
Alla domanda dovranno essere allegati tre fotografie del modello in scala, realizzato nelle misure di 35 x 50 centimetri e ripreso da diversi punti di vista, oltre a una scheda descrittiva del progetto, una breve didascalia con misure, tecniche, materiali e motivazione artistica e un curriculum sintetico dell'autore o del gruppo, della lunghezza massima di 1.000 battute.
La giuria selezionerà fino a un massimo di 20 idee progettuali. Gli artisti selezionati dovranno quindi realizzare e consegnare un modellino tridimensionale in scala 1:8, prevalentemente in ceramica, entro le ore 12 del 16 ottobre 2026.
I modellini saranno esposti durante LEGUMINARIA, la tradizionale manifestazione popolare ed enogastronomica di Appignano che unisce i piatti della tradizione contadina all'antica arte della ceramica, in programma dal 16 al 18 ottobre 2026.
La premiazione si terrà sabato 17 ottobre. Al primo classificato sarà assegnato un premio di 5.000 euro e l'artista vincitore dovrà realizzare l'opera entro sei mesi dalla comunicazione dell'esito.
Durante la mostra sarà inoltre il pubblico a poter esprimere la propria preferenza attraverso una votazione popolare. L'artista più votato dai visitatori avrà la possibilità di allestire gratuitamente una mostra personale nell'ambito dell'edizione 2027 di Leguminaria.
Un progetto che punta dunque a unire la tradizione ceramica di Appignano con la creatività contemporanea, trasformando una delle porte storiche del borgo in un nuovo elemento del percorso artistico e culturale del paese.
Pieve Torina si aggiudica il bando “Sport e Periferie” e compie un nuovo passo nel percorso di ricostruzione e rilancio del territorio dopo il sisma. Il progetto per la realizzazione del nuovo campo di calcio, della pista di atletica e delle strutture dedicate alla ginnastica ha infatti ottenuto i pareri favorevoli del Coni e della Fidal, aprendo la strada alla realizzazione di un altro importante tassello del polo sportivo comunale.
L’intervento nasce con l’obiettivo di rafforzare la qualità dei servizi e, soprattutto, di ricostruire quei legami sociali che il terremoto ha profondamente indebolito. Il nuovo impianto andrà a completare un’area destinata a diventare un vero e proprio punto di riferimento per lo sport, il tempo libero e la socialità.
«Nel dopo sisma l’indebolimento dei legami sociali che ha colpito le nostre comunità ci ha spinto a progettare iniziative volte a migliorare la qualità della vita e il benessere dei cittadini», sottolinea il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci. «In quest’ottica si colloca la realizzazione del nuovo campo di calcio con la pista d’atletica e le strutture per la ginnastica, a completamento del polo che include la piscina, il palazzetto dello sport, il nuovo ristorante, i campi di padel, da tennis e da calcetto e il centro benessere».
Per l’amministrazione comunale, dunque, lo sport rappresenta molto più della realizzazione di nuove strutture. È uno strumento di inclusione, aggregazione e promozione del benessere, oltre che un elemento strategico per rendere il paese sempre più attrattivo per famiglie e giovani.
«In questo percorso di rinascita lo sport rappresenta un pilastro essenziale per l’inclusione sociale, la salute delle comunità e la valorizzazione del territorio», prosegue Gentilucci. «Stiamo ricostruendo una realtà urbana a misura di famiglie e giovani e l’investimento in strutture sportive è una delle risposte più concrete ed efficaci per il rilancio e il futuro di Pieve Torina».
Il nuovo campo di calcio e la pista di atletica si inseriscono così in una visione più ampia della ricostruzione, che punta a restituire alla comunità non soltanto edifici e servizi, ma anche occasioni di incontro e spazi capaci di favorire una nuova socialità. Un progetto che guarda quindi oltre la ricostruzione materiale e che individua nello sport uno dei motori della rinascita di Pieve Torina.
Doppio innesto giovane per l'Aurora Treia, che guarda al futuro e ufficializza l'arrivo di Alessandro Satta e Andrea Capriotti in vista della stagione sportiva 2026-2027. Entrambi classe 2008, i due giocatori rappresentano profili interessanti sui quali la società biancorossa punta per ampliare e far crescere la rosa a disposizione dello staff tecnico.
Satta è un terzino di prospettiva, cresciuto nel settore giovanile del Monteruscello. Nel luglio 2024 è arrivato il passaggio al calcio professionistico con l'approdo alla Casertana, dove è stato inserito nell'organico dell'Under 17.
Un percorso che gli ha permesso di confrontarsi con un ambiente di livello professionistico e che ora proseguirà con la nuova esperienza all'Aurora Treia. "Sono molto contento di essere entrato a far parte di questo ambizioso progetto", ha dichiarato Satta. "Sin da subito ho notato la professionalità e la serietà che ci sono dietro alla società e ne sono rimasto colpito".
Il giovane terzino ha poi raccontato le prime impressioni sul nuovo gruppo: "Ho trovato un gruppo forte e coeso con il quale sono entusiasta di lavorare. Sono pronto a scendere in campo per dare il massimo e raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati".
Capriotti arriva dal Monturano
Per il reparto offensivo, invece, l'Aurora Treia ha puntato su Andrea Capriotti, anche lui classe 2008. L'attaccante ha mosso i primi passi alla Spes Valdaso, prima di trasferirsi all'Invictus Rapagnano-Grottazzolina, dove ha avuto modo di mettersi in evidenza per qualità tecniche e margini di miglioramento.
Nella stagione 2025-2026 ha vestito la maglia del Monturano, realizzando quattro reti nel campionato di Promozione. Il passaggio all'Aurora Treia rappresenta per Capriotti una nuova occasione di crescita, in un contesto più competitivo nel quale continuare il proprio percorso di formazione e maturazione calcistica.
"Sono contentissimo di intraprendere questa avventura all'interno di una società molto importante", le parole del nuovo attaccante biancorosso. "Questa per me sarà un'occasione di crescita molto speciale".
Capriotti ha quindi rivolto il pensiero alla nuova maglia e all'ambiente treiese: "Sono pronto a dare il meglio per questa nuova maglia, per il paese ed i tifosi che sono molto appassionati e soprattutto per le tante persone che stanno credendo in me".
ì
distanze. Loro Piceno e Sankt Nikolai im Sausal hanno celebrato domenica 23 agosto il 40° anniversario del gemellaggio che unisce le due comunità dal 1986, rinnovando un rapporto che nel corso dei decenni è diventato sempre più profondo.
La giornata si è aperta con la musica del corpo bandistico di Loro Piceno, prima del saluto del sindaco Robertino Paoloni alla delegazione austriaca guidata dal primo cittadino di Sankt Nikolai im Sausal, Gerhard Hartinger, e a tutti i presenti.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche ad Andrea Guidassoni e Mauro Taccari, che hanno curato la traduzione durante la giornata, favorendo il dialogo e la partecipazione tra le due comunità.
Un gemellaggio nato da una storia d'amore
Nel suo intervento, il sindaco Paoloni ha ripercorso le origini del gemellaggio, nato da una vicenda profondamente umana. Durante la Seconda guerra mondiale, il lorese Rinaldo Tirabasso trovò accoglienza nelle campagne austriache nei pressi di Sankt Nikolai, dove conobbe Anna, la donna che sarebbe diventata la sua compagna di vita.
Una storia personale diventata nel tempo il punto di partenza di un rapporto tra due comunità.
"Il gemellaggio non è nato per interessi economici o turistici, ma è nato grazie a quello di più importante che il genere umano possa avere: l'amore", ha sottolineato Paoloni.
Un pensiero è stato rivolto anche ai due sindaci che nel 1986 sottoscrissero il primo Patto di Gemellaggio, Mario Verdicchio ed Erwin Aistleitener, entrambi scomparsi, oltre a tutte le persone che nel corso degli anni hanno contribuito a mantenere vivo il rapporto.
Tra i momenti ricordati dal primo cittadino anche la vicinanza della comunità austriaca dopo il terremoto del 2016, quando il legame tra Loro Piceno e Sankt Nikolai si è manifestato concretamente nel momento della difficoltà.
"Il vero valore di un'amicizia non si misura soltanto nei momenti di festa, ma anche nei momenti di difficoltà", ha ricordato Paoloni.
Il rinnovo del Patto di Gemellaggio
Parole condivise dal sindaco Gerhard Hartinger, che ha sottolineato il valore di un'amicizia costruita attraverso quarant'anni di incontri, rapporti personali e momenti condivisi. Il primo cittadino austriaco ha evidenziato anche la necessità di trasmettere questo legame alle nuove generazioni, invitando la comunità di Loro Piceno a Sankt Nikolai im Sausal il prossimo anno per un nuovo momento di incontro.
A portare la propria testimonianza sono stati anche gli ex sindaci di Loro Piceno Claudio Tedeschi, Daniele Piatti e Ilenia Catalini, che hanno ricordato gli anni trascorsi a stretto contatto con la comunità austriaca e il proprio impegno nella gestione del gemellaggio.
Il momento più solenne della giornata è stato il rinnovo del Patto di Gemellaggio, sottoscritto nuovamente dai due sindaci. Quarant'anni dopo quella prima firma, le due comunità si sono ritrovate fianco a fianco per confermare un legame che il tempo non ha indebolito, ma reso ancora più forte.
Particolarmente significativo il gesto di Robertino Paoloni, che per l'occasione ha ritrovato e indossato la fascia originale appartenuta a Mario Verdicchio, il sindaco che nel 1986 firmò il primo patto. Un simbolico filo conduttore tra quella giornata di quarant'anni fa e la celebrazione di oggi.
A suggellare il rinnovo sono stati lo scambio delle targhe commemorative, la donazione di uno stendardo realizzato dai bambini di Sankt Nikolai e la fotografia ufficiale delle due delegazioni.
Una storia iniziata nel 1986 che, dunque, non si chiude, ma apre un nuovo capitolo con lo sguardo già rivolto al traguardo dei cinquant'anni.
La giornata è proseguita con il corteo verso la chiesa, accompagnato dalla banda, per la celebrazione della Santa Messa. A seguire, il pranzo conviviale ha riunito ancora una volta italiani e austriaci in un clima di festa e amicizia.
Tra scambio di doni, musica, canti e balli, gli amici di Sankt Nikolai hanno coinvolto i presenti trasformando il momento conviviale in una vera festa condivisa.
"Quarant'anni sono oggi una storia da raccontare. Cinquant'anni saranno una storia da costruire insieme", ha concluso Paoloni.
Quattro giorni di piazze piene, musica, tradizione e spettacolo hanno accompagnato Morrovalle fino al gran finale della Festa di San Bartolomeo, che lunedì 24 agosto ha chiuso un’edizione particolarmente partecipata. Una manifestazione che, anno dopo anno, continua a essere uno degli appuntamenti più sentiti dell’estate morrovallese.
A catalizzare l’attenzione del pubblico è stato soprattutto Angelo Famao, protagonista del concerto conclusivo in un Piazzale Matteotti gremito. Uno spettacolo trascinante, seguito in particolare da tantissimi giovani che hanno cantato e ballato insieme all’artista trasformando il concerto in una vera festa collettiva. La serata è poi proseguita con l’estrazione della tombola e, a seguire, con il DJ set di Matteo Cecchi, accompagnato dalla voce di Giorgio Paciarelli.
Ma il successo di San Bartolomeo 2026 si misura soprattutto guardando all’intero programma. Fin dalla prima serata la risposta del pubblico è stata importante: dalla commedia dialettale “Roba da matti” al Festival Internazionale del Folklore con Li Pistacoppi, passando per i momenti più legati alla tradizione e alla devozione, come la processione in onore di San Bartolomeo, fino al concerto del Corpo Bandistico “G. Verdi” di Morrovalle. Serate diverse tra loro, capaci però di riunire generazioni e pubblici differenti e di riportare ogni volta tante persone nel cuore della città.
E quest’anno anche una piccola novità, decisamente golosa: durante il concerto conclusivo sono arrivati i bomboloni caldi, alla crema e alla crema al cioccolato, che hanno aggiunto un ultimo sapore di festa a una notte già piena di musica.
Grande la soddisfazione dell’Amministrazione comunale per la riuscita della manifestazione e, soprattutto, grande il ringraziamento rivolto alla Pro Loco Morrovalle, ai suoi volontari e alle associazioni del territorio che hanno lavorato dietro le quinte. Perché dietro una piazza piena ci sono sempre molte persone che montano, organizzano, preparano, sistemano e restano fino all’ultimo.
San Bartolomeo 2026 si chiude così: con Morrovalle piena di gente e con quella sensazione, difficile da costruire a tavolino, che per qualche sera un paese intero abbia avuto voglia di ritrovarsi per festeggiare.
Un falso operatore del servizio di gestione dei pagamenti digitali è riuscito a convincere una donna a consegnargli le credenziali del conto corrente, facendo poi sparire 1.660 euro. È quanto emerso al termine di un'indagine condotta dai carabinieri della stazione di Caldarola, che hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata un 54enne di origini napoletane, disoccupato e già noto alle forze dell'ordine.
L'uomo è ritenuto responsabile, secondo gli accertamenti, di una truffa aggravata attraverso la tecnica del vishing, una forma di phishing realizzata tramite telefonate. L'indagine è partita dalla denuncia presentata da una 35enne residente a Serrapetrona, contattata telefonicamente da un uomo che si sarebbe spacciato per un operatore del servizio di gestione dei pagamenti digitali di Nexi.
Il presunto truffatore avrebbe raccontato alla donna che sul suo conto era stata registrata una transazione fraudolenta da 4.990 euro, in realtà mai autorizzata. Con il pretesto di doverla annullare, sarebbe riuscito a convincere la vittima a fornire le credenziali di accesso al conto corrente.
Solo successivamente la donna si sarebbe accorta del raggiro: dal suo conto era stata infatti prelevata indebitamente la somma complessiva di 1.660 euro. A quel punto sono scattate le indagini dei carabinieri di Caldarola. I militari hanno analizzato il traffico telefonico e ricostruito i flussi finanziari legati alla movimentazione del denaro, riuscendo così a risalire al presunto autore della truffa.
Gli accertamenti avrebbero inoltre permesso di verificare che il 54enne risultava essere anche l'intestatario della scheda telefonica utilizzata per contattare e raggirare la vittima. Al termine dell'attività investigativa, l'uomo è stato quindi denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata. La sua posizione resta ora al vaglio dell'autorità giudiziaria.
Controlli nel centro storico di Monte San Giusto e una denuncia per presunti abusi edilizi e cambio abusivo di destinazione d'uso. A finire nei guai è un 34enne di origini pakistane, cittadino italiano e residente in paese, già noto alle forze dell'ordine.
L'uomo è stato denunciato in stato di libertà dai carabinieri della stazione di Monte San Giusto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, al termine di una serie di accertamenti condotti nel settore edilizio e urbanistico su alcuni immobili del centro cittadino.
Secondo quanto ricostruito dai militari, il 34enne, in qualità di proprietario di un immobile sviluppato su tre piani, avrebbe realizzato una serie di interventi senza le necessarie autorizzazioni. L'edificio è composto da un laboratorio e da un'abitazione, entrambi locati a cittadini di nazionalità cinese.
Gli accertamenti avrebbero permesso di rilevare che, a partire dai primi mesi del 2025, il proprietario avrebbe eseguito diversi lavori di ristrutturazione, sia all'interno sia all'esterno dell'immobile, procedendo contestualmente anche a un cambio di destinazione d'uso dei locali.
Gli interventi sarebbero stati effettuati, secondo quanto contestato dai carabinieri, in totale assenza dei titoli abilitativi previsti e del permesso di costruire, senza inoltre effettuare le comunicazioni richieste agli uffici comunali competenti.
Per questi motivi è scattata la denuncia in stato di libertà nei confronti del proprietario, che dovrà ora rispondere delle presunte violazioni contestate nell'ambito degli accertamenti trasmessi alla Procura.
Medaglia d'argento per Francesca Fino ai Campionati Europei di reining, disputati in Francia al Bo Ranch. L'atleta di Treia ha conquistato il secondo posto nella categoria Young Professional, in sella al cavallo Ac Like Flinn Out, contribuendo anche al risultato della squadra italiana.
La formazione azzurra era composta, oltre che da Fino, da Mattia Malagnino, Alessio Pizzuti, Francesca Bianchi e Riccardo Cellini. Un'esperienza particolarmente significativa per la giovane atleta treiese, che è tornata a vestire la maglia della Nazionale a distanza di nove anni.
"Ritornare a far parte della squadra azzurra. Dopo nove anni è stato per me un onore", ha raccontato Francesca Fino dopo la competizione, sottolineando la soddisfazione per aver potuto contribuire al risultato ottenuto dall'Italia.
"Lieta di aver contribuito al buon risultato della squadra", ha aggiunto l'atleta, ringraziando "i miei compagni e tutto il team di professionisti" che hanno accompagnato la spedizione azzurra.
Per Francesca si tratta di un risultato che arricchisce ulteriormente un percorso sportivo iniziato da giovanissima. Nel 2016 era stata infatti insignita del Premio Carlo Didimi, riconoscimento dedicato alle eccellenze sportive del territorio treiese.
Alla giovane atleta sono arrivati anche i complimenti dell'amministrazione comunale di Treia, che ha voluto celebrare il risultato ottenuto in Francia e il ritorno di Francesca Fino nella squadra azzurra.
Il Ginesio Fest entra nel vivo con una giornata dedicata alla letteratura, al teatro e alla formazione. La settima edizione della rassegna, diretta da Leonardo Lidi, propone quest'oggi a San Ginesio un programma articolato che mette in dialogo spettacoli, incontri e attività rivolte anche ai più piccoli.
La giornata si aprirà alle 17 alla Biblioteca "Tra le righe" con la presentazione di "Irene", libro scritto da Caroline Baglioni e Michelangelo Bellani, pubblicato dalla casa editrice Rrose Sélavy.
Alle 18, invece, saranno due gli appuntamenti in programma. In piazza Alberico Gentili è prevista la restituzione del laboratorio per bambini "Il più grande illusionista del mondo", condotto da Ivan Mistreko. Un momento pensato per portare nello spazio pubblico il lavoro svolto con i più piccoli, trasformando il tema dell'illusione in un'esperienza concreta e condivisa.
Alla stessa ora, all'Auditorium Sant'Agostino, andrà in scena "Per sempre", spettacolo di Alessandro Bandini prodotto da LAC Lugano Arte e Cultura. Il lavoro nasce dalle lettere e dalle cartoline inedite di Giovanni Testori, figura centrale della cultura italiana del Novecento, e racconta la relazione tra lo scrittore e il mercante d'arte francese Alain Toubas.
Al centro dello spettacolo c'è una corrispondenza intensa, composta da lettere scritte in francese, disegni e cartoline, attraverso la quale emerge un lato meno conosciuto di Testori. Una storia d'amore fatta di desiderio, dolore e bisogno di sentirsi amati, che permette di rileggere la figura dello scrittore attraverso una prospettiva contemporanea.
La serata del Ginesio Fest subirà invece una variazione rispetto al programma originario. Per importanti motivi di salute, lo spettacolo "Abracadabra", inizialmente previsto alle 21.15 al Chiostro Sant'Agostino, è stato sostituito da "The End" di Babilonia Teatri.
Il riallestimento dello spettacolo, a quindici anni dal debutto, vedrà sul palco Valeria Raimondi, Enrico Castellani e Luca Scotton, con la produzione di Babilonia Teatri e SCARTI Centro di Produzione Teatrale d'Innovazione.
"The End" affronta uno dei grandi tabù della contemporaneità: la morte. In una settima edizione del festival dedicata alle "Illusioni", lo spettacolo mette in discussione proprio l'idea dell'eterna giovinezza e dell'immortalità, interrogando il rapporto tra la società contemporanea e il tema della fine.
La morte, spiegano gli autori, viene spesso rimossa, nascosta e separata dalla quotidianità. Vecchiaia, malattia e morte vengono allontanate dallo sguardo, mentre l'illusione di poter prolungare indefinitamente la vita alimenta la difficoltà di confrontarsi con la propria fragilità.
A quindici anni dalla prima rappresentazione, "The End" torna così a interrogare il confine tra vita e morte, mantenendo al centro le contraddizioni di un presente che vorrebbe cancellare l'idea della fine. Uno spettacolo che, nelle parole della compagnia, vuole essere allo stesso tempo "un grido e una carezza": un gesto verso chi se ne va e verso ciò che lascia, ma anche una riflessione sulla difficoltà di accettare ogni conclusione.
Con questa giornata, il Ginesio Fest conferma dunque la propria vocazione a costruire un programma in cui il teatro non vive isolato, ma dialoga con la letteratura, la formazione e la comunità, trasformando San Ginesio in uno spazio di incontro e confronto attraverso le diverse forme della scena contemporanea.
Dieci anni possono sembrare un tempo lunghissimo quando si aspetta di tornare nella propria casa. A Muccia il terremoto del 2016 ha lasciato una ferita ancora visibile, ma il percorso della ricostruzione procede e cominciano ad arrivare anche alcuni segnali positivi. A raccontare lo stato dell'arte è il sindaco Stefano Antonelli, che fotografa una situazione ancora complessa ma con una parte importante del percorso già avviata.
«La ricostruzione sta andando discretamente bene», spiega il primo cittadino. Sono circa 880 gli edifici inagibili, mentre 112 sono già stati conclusi e le persone sono rientrate nelle proprie abitazioni. Le pratiche attualmente in gestione sono circa 280: numeri che portano il Comune a una percentuale di ricostruzione intorno al 31%.
Accanto alla ricostruzione privata procede quella pubblica, con diversi interventi già decretati. Tra questi ci sono il teatro Leopoldo Marenco e la casa di riposo, mentre a breve dovrebbe partire il condominio di via Clementina, dove il Comune dispone di due appartamenti.
Ci sono poi gli edifici storici, tra cui l'ex palazzo Paparelli, destinato a diventare la nuova sede comunale. Anche in questo caso il percorso attraverso l'Ufficio speciale per la ricostruzione è in corso e il decreto è atteso a breve.
Ma il terremoto non ha cambiato soltanto il volto degli edifici. Ha modificato anche le abitudini delle persone, soprattutto di chi da dieci anni vive nelle SAE, le soluzioni abitative di emergenza realizzate dopo il sisma.
Una permanenza che, con il passare del tempo, ha finito in alcuni casi per trasformarsi in una nuova normalità. «La gente nelle SAE ormai si è abituata», racconta Antonelli. Per alcune persone anziane, addirittura, lasciare queste abitazioni non è necessariamente percepito come un miglioramento: «Qualcuno non vorrebbe nemmeno uscire perché ha la comodità di stare tutto su un piano e quindi per loro è più accessibile, è più facile la vita».
Un paradosso prodotto da dieci anni di emergenza: ciò che era nato come una soluzione temporanea è diventato, per alcune famiglie, un ambiente nel quale ci si è abituati a vivere.
Il sindaco, però, guarda alla necessità di tornare alla normalità. «Piano piano bisogna andare avanti», sottolinea, perché la ricostruzione delle abitazioni significa anche ricostruire una comunità e restituire vitalità al paese.
E proprio sul fronte demografico arriva uno dei segnali più incoraggianti. Nonostante le difficoltà e i tempi lunghi della ricostruzione, qualcuno ha scelto di vivere a Muccia. Due abitazioni sono state acquistate da privati provenienti da fuori comune e questo rappresenta un segnale tutt'altro che secondario.
«Qualcuno che vuole tornare ad abitare a Muccia c'è, accogliamo queste due nuove famiglie», osserva Antonelli. Una controtendenza ancora limitata, ma importante perché dimostra che il paese può continuare a essere una scelta abitativa anche dopo la devastazione del terremoto e gli anni trascorsi lontano dalle proprie case.
Il bilancio, a dieci anni dal sisma, resta quindi fatto di luci e ombre. La ricostruzione è partita, alcune famiglie sono rientrate, gli interventi pubblici avanzano e arrivano anche nuovi residenti, ma una parte consistente del lavoro deve ancora essere completata.
Il messaggio del sindaco alla comunità è soprattutto un invito alla pazienza, senza però nascondere la fatica di un'attesa ormai decennale: «Dieci anni sono lunghi, stringiamo i denti per un altro po'». L'obiettivo è riuscire, «nel breve, tra cinque e dieci anni», a vedere il territorio tornare «quasi tutto alla normalità».
Un traguardo che oggi può sembrare ancora lontano, ma che per Muccia significa soprattutto una cosa: tornare a essere un paese abitato, vissuto e non soltanto un territorio in ricostruzione.
Uno scontro tra un'auto e uno scooter si è verificato nella serata di oggi a Sambucheto di Montecassiano, all'altezza dell'incrocio situato davanti alla pasticceria Paradiso. L'incidente è avvenuto poco dopo le 20:15.
Ad avere la peggio è stato lo scooterista, un uomo di 62 anni residente a Tolentino, rimasto coinvolto nell'impatto con un'autovettura. Le condizioni del ferito hanno richiesto l'intervento dei sanitari del 118, che dopo le prime operazioni di soccorso hanno disposto il trasferimento all'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona.
Sul posto, insieme al personale dell'emergenza sanitaria, sono intervenuti anche i vigili del fuoco e i carabinieri, impegnati negli accertamenti e nella ricostruzione della dinamica dell'incidente.
Inizialmente era stato valutato anche l'intervento dell'elisoccorso, ma il trasporto è poi avvenuto in ambulanza, con il 62enne trasferito presso il nosocomio anconetano.
Restano da chiarire le cause e l'esatta dinamica dello scontro: saranno i rilievi effettuati dai carabinieri a consentire di ricostruire quanto accaduto all'incrocio.
Ultimi movimenti di mercato nel campionato di Eccellenza. Sono diverse le società alla ricerca di quel pezzo mancante in vista del debutto stagionale in programma nel prossimo weekend. Lo è il Trodica, che ha annunciato in questi giorni diversi nuovi arrivi che corrispondono ai nomi di Santiago Gerlero, Alessandro Filippetti, Diego Allegretti e Facundo Luques.
Partendo dai primi due di loro, si può dire innanzitutto che siano ragazzi giovani, rispettivamente classe 2005 e 2007. Il primo è un esterno, duttile, interessante per mister Buratti: arriva dopo una precedente esperienza all’Angizia Luco. Filippetti invece è un difensore, cresciuto al Tolentino dove ha fatto tutta la trafila delle giovanili fino a debuttare in prima squadra. Diego Allegretti invece rinforza l’attacco.
Molto esperienza per lui, classe 1992, tra Serie C e D, oltre più annate sportive disputate nelle Marche. Treviso, Sangiustese, Fano, Gozzano, Maceratese, Pineto e Matelica alcune delle casacche indossate, con una promozione in Serie C conquistata con gli abruzzesi nell’annata 2022/23. La scorsa stagione invece Allegretti ha giocato nel Matelica in Eccellenza.
Ultimo colpo da evidenziare è invece quello di Luques, terzino di origini argentine classe 2002 ingaggiato dalla Rosetana, con cui ha vinto un campionato di Promozione abruzzese nella precedente annata agonistica. Altro club che ha piazzato il colpo è il Chiesanuova con l’arrivo di Edoardo Mengani. Classe 2004, il centrocampista, cresciuto tra Settempeda e Tolentino e con esperienze tra Audace Cerignola, Campobasso, l’Aquila ed Atletico Ascoli arriva dal Matelica con cui ha disputato la scorsa stagione.
Alla prima partita disputata con i biancorossi è andato a segno in amichevole contro l’FC Osimo. Assieme a Mengani dalle parti del Sandro Ultimi infine arriva Nicolò Clerici. Stesso ruolo del compagno sopracitato, classe 1999, vestirà di biancorosso dopo vari campionati disputati in Serie D, con le maglie di Atletico Ascoli e Castelfidardo indossate.
Sarà Giorgio Montanini a chiudere la stagione di “Voci&Orizzonti”, la rassegna organizzata dall’Unione Montana dei Monti Azzurri e dal Comune di Ripe San Ginesio. L’appuntamento è per venerdì 28 agosto all’Arena La Cava, dove lo stand-up comedian fermano porterà in scena il suo live.
Per l’ultimo spettacolo della rassegna l’attesa è alta: restano pochissimi biglietti disponibili su Ciaotickets e l’Arena si prepara ad accogliere fino a mille spettatori.
Montanini, tra i nomi più conosciuti della stand-up comedy italiana, è atteso sul palco con il suo stile diretto, irriverente e provocatorio, fatto di comicità ma anche di riflessioni e punti di vista destinati a mettere il pubblico di fronte a temi e domande non sempre comodi.
Una scelta che rappresenta anche il carattere della rassegna, che nel corso dell’estate ha proposto appuntamenti diversi per linguaggi e contenuti, alternando comicità, giornalismo, approfondimento e musical.
Una stagione di spettacoli e partecipazione
L’appuntamento di venerdì arriva al termine di una stagione che ha visto l’Arena La Cava protagonista di una serie di eventi capaci di richiamare pubblico e attenzione sul territorio.
“Voci&Orizzonti” ha puntato su una proposta diversificata, con l'obiettivo di mettere insieme intrattenimento e cultura, offrendo occasioni di confronto oltre che di spettacolo.
La partecipazione registrata nei diversi appuntamenti e la varietà degli ospiti hanno contribuito a rafforzare il ruolo dell’Arena La Cava come spazio dedicato agli eventi e alla socialità.
Per Ripe San Ginesio, inoltre, la rassegna rappresenta un ulteriore tassello di una vocazione culturale che negli anni ha portato il piccolo centro dei Monti Azzurri a ospitare iniziative e manifestazioni rivolte a un pubblico sempre più ampio.
Ora tocca a Giorgio Montanini chiudere il programma. Venerdì 28 agosto l’Arena La Cava si prepara dunque al gran finale, con una serata dedicata alla stand-up comedy e uno spettacolo che promette di alternare risate, provocazioni e riflessioni.
"Una distesa di alghe". È così che Guido Rossi, ex consigliere comunale di Ussita, descrive le attuali condizioni del Laghetto Azzurro rivolgendo una serie di interrogativi all'amministrazione comunale relativamente all'attuale manutenzione dell'area e alla gestione dell'opera dopo la conclusione dei lavori.
Il Laghetto Azzurro, infatti, è stato interessato da un intervento di riqualificazione inserito nella misura "A.3.1 – Rigenerazione urbana", finanziata attraverso il Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari al Pnrr. Secondo quanto riportato dall'ex consigliere, "l'importo iniziale dell'intervento era di 850mila euro", mentre una successiva variante avrebbe "fatto salire il costo complessivo vicino al milione di euro".
Rossi ricorda il giorno della presentazione dell'area da parte dell'amministrazione comunale nel 2025, quando il Laghetto Azzurro venne indicato come un luogo restituito alla comunità e come simbolo di rinascita, memoria e futuro per Ussita. Nella sua nota ricorda anche lo slogan utilizzato per accompagnare il progetto: "Azzurro come le acque e il cielo".
"È questo il risultato che ci si può aspettare da un'opera pubblica finanziata con centinaia di migliaia di euro?", si chiede Rossi. Il tema centrale non riguarda, però, soltanto l'aspetto estetico del laghetto, ma soprattutto la gestione dell'invaso una volta terminati i lavori.
"Perché progettare, appaltare, inaugurare o comunicare un'opera è soltanto una parte del problema. La vera sfida comincia dopo", sostiene l'ex consigliere. "Un'opera pubblica non è un monumento da fotografare il giorno dell'inaugurazione. È un investimento che deve continuare a funzionare nel tempo", afferma.
Rossi richiama inoltre il ruolo del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, rispetto alle condizioni che sarebbero state poste nell'ambito dell'iter autorizzativo del progetto. "Il punto non è fare il processo alle alghe - precisa l'ex consigliere -. Il punto è capire se esisteva un piano di gestione e manutenzione dell'invaso, chi ne aveva la responsabilità, quali interventi erano previsti e quali somme erano state stanziate per mantenerlo efficiente".
Nella nota, Rossi sottolinea come la documentazione amministrativa relativa alla procedura individui il Comune di Ussita quale soggetto interessato alla realizzazione dell'intervento di riqualificazione dell'ex Laghetto Azzurro. Da qui, secondo l'ex consigliere, la necessità di chiarire anche il profilo della sostenibilità gestionale dell'opera: "Chi ha verificato che il progetto fosse concretamente sostenibile anche sotto il profilo della manutenzione ordinaria?"
Rossi chiede in particolare di conoscere "quanto sia costata esattamente la parte relativa al Laghetto Azzurro, quanto sia stato effettivamente pagato, quali opere fossero comprese nell'appalto e quali interventi di manutenzione fossero stati previsti". Tra gli altri interrogativi sollevati ci sono quelli relativi al responsabile della manutenzione dell'invaso, alle eventuali somme spese dopo la conclusione dei lavori e ai controlli effettuati sulla qualità dell'acqua.
L'ex consigliere domanda inoltre se l'attuale proliferazione di alghe fosse prevedibile in fase progettuale e quali interventi l'amministrazione comunale intenda adottare per affrontare il problema. "Sono domande semplici. E soprattutto sono domande che riguardano denaro pubblico", sottolinea Rossi.
Nella parte conclusiva della nota, l'ex consigliere precisa che la sua posizione non è contraria alla riqualificazione dell'area. "Chiunque ami Ussita dovrebbe pretendere che un investimento pubblico di questa dimensione produca un risultato duraturo, decoroso e realmente fruibile - scrive Rossi -. Quello che invece non possiamo accettare è la logica secondo cui, una volta tagliato il nastro, il problema finisca. Perché i soldi pubblici non finiscono con l'inaugurazione. Cominciano lì le responsabilità".
Dall'Italia a Los Angeles 2028 passando per Aachen, con una recanatese tra le protagoniste. Federica Sileoni ha disputato un Mondiale di alto livello nel paradressage, scendendo in campo in sella al suo inseparabile Leonardo ai Campionati Mondiali in corso ad Aachen, in Germania.
La spedizione azzurra ha centrato uno degli obiettivi più importanti della rassegna iridata: la qualificazione ai Giochi Paralimpici di Los Angeles 2028. Un traguardo al quale ha contribuito anche la prestazione della giovane atleta di Recanati, protagonista nelle prove individuali e parte del gruppo che ha permesso all'Italia di conquistare il pass olimpico.
Nella prima prova individuale, Federica Sileoni e Leonardo hanno chiuso con il 70,103%, sfiorando di appena pochi centesimi il proprio personal best, fissato al 70,108%. Un risultato che conferma la crescita tecnica del binomio e il livello raggiunto in una competizione internazionale di altissimo profilo.
"Essere qui ai Mondiali di Aachen e scendere in campo con Leonardo è un'emozione indescrivibile - ha commentato Sileoni -. Abbiamo dato il massimo per rappresentare l'Italia al meglio in un contesto di altissimo livello competitivo. Ringrazio tutto lo staff, la federazione e chi sostiene ogni giorno il nostro percorso: questo risultato è uno step fondamentale verso i prossimi obiettivi".
Nell'ultima prova, un piccolo errore ha condizionato la prestazione della recanatese e del suo cavallo, impedendo loro di chiudere la competizione individuale nella Top Ten. Un epilogo che lascia qualche rammarico, soprattutto alla luce delle prestazioni offerte nel corso del Mondiale, ma che non ridimensiona il valore della partecipazione di Sileoni.
Per la giovane atleta recanatese, infatti, Aachen rappresenta un'altra importante tappa di un percorso di crescita che l'ha portata a confrontarsi con le migliori interpreti della disciplina a livello mondiale.
A completare la prestazione dell'Italia sono arrivate anche le prove di Sara Morganti e Francesca Salvadè, che hanno fornito un contributo determinante alla squadra azzurra. I risultati ottenuti dalle tre atlete hanno permesso all'Italia di confermarsi tra le nazioni protagoniste della competizione e di conquistare la qualificazione a Los Angeles 2028.
I Mondiali di Aachen si chiudono così con un risultato di grande rilievo per il movimento italiano del paradressage. Per Federica Sileoni, invece, il Mondiale tedesco rappresenta una nuova conferma del percorso intrapreso e un motivo di orgoglio per Recanati, con lo sguardo già rivolto al prossimo grande appuntamento paralimpico.
Sono partiti oggi, 24 agosto, come previsto dal cronoprogramma, i lavori per la realizzazione della nuova rotatoria all'incrocio tra via Nazario Sauro e viale Aldo Moro. Un intervento atteso da tempo, dal valore complessivo di 202mila euro, finanziato in parte dalla Regione Marche.
Il cantiere dovrebbe rimanere aperto per circa tre settimane, con l'obiettivo di completare l'opera prima del 14 settembre, giorno fissato per l'inizio del nuovo anno scolastico. "Una tempistica studiata per concentrare la parte più impattante dei lavori nel periodo estivo e limitare i disagi alla circolazione quando torneranno a muoversi a pieno regime studenti, famiglie e lavoratori", fa sapere l'amministrazione comunale.
L'intervento è finalizzato a migliorare la gestione del traffico nell'area e a ridurre la pressione sulla viabilità cittadina. L'amministrazione comunale ha lavorato per avviare il cantiere nella seconda metà di agosto, così da sfruttare il periodo di minore traffico e contenere le ripercussioni su residenti e attività commerciali.
Durante i lavori l'accessibilità alla zona sarà comunque garantita, anche attraverso una diversa organizzazione della viabilità. A partire da oggi è temporaneamente interdetta la circolazione veicolare e pedonale all'uscita nord-est di viale Aldo Moro, nel tratto compreso tra l'intersezione con via Mattutini e la traversa senza sbocco situata a monte della scuola secondaria M. L. Patrizi.
In corrispondenza dell'incrocio tra via Nazario Sauro e viale Aldo Moro sarà invece istituito il senso unico alternato, in funzione delle esigenze del cantiere e dell'avanzamento delle lavorazioni. Il traffico sarà regolato dai movieri oppure, quando necessario, attraverso un impianto semaforico.
Viale Aldo Moro potrà inoltre contare su un ulteriore accesso, così da mantenere la possibilità di raggiungere l'area anche durante le diverse fasi dell'intervento. La realizzazione della rotatoria rappresenta un intervento atteso da anni e l'amministrazione ha scelto di concentrare l'apertura del cantiere nel periodo estivo proprio per ridurre l'impatto sulla quotidianità dei cittadini.
Le prossime tre settimane saranno quindi decisive per completare i lavori e restituire l'incrocio alla normale circolazione prima della riapertura delle scuole.
L'obiettivo è arrivare al 14 settembre con l'opera conclusa, evitando che l'avvio dell'anno scolastico coincida con la fase più delicata del cantiere.
La bocciatura della variante urbanistica per la ex zona industriale “B” di Civitanova Alta apre un nuovo capitolo. Dopo il voto contrario espresso dal Consiglio comunale nella seduta del 29-30 luglio, la società proprietaria di un compendio produttivo ricompreso nell’area ha notificato al Comune una formale diffida a provvedere, chiedendo che venga concluso il procedimento di ripianificazione.
La votazione si era chiusa con 12 voti contrari e 10 favorevoli, respingendo il passaggio della variante che lo stesso Consiglio comunale aveva invece approvato in via preliminare nell'aprile del 2025.
Contestualmente alla diffida, la società ha presentato anche una istanza di accesso agli atti, chiedendo il verbale integrale della seduta consiliare, la trascrizione e le registrazioni del dibattito, oltre alla documentazione istruttoria e agli elaborati tecnici relativi al procedimento.
La questione riguarda un'area che attende da anni una nuova disciplina urbanistica. Il problema nasce dallo stralcio disposto dalla Provincia nel 2007, che ha lasciato il quadrante in una situazione di cosiddetta “zona bianca”.
La stessa delibera consiliare numero 16 dell'aprile 2025 aveva preso atto di questa situazione e della necessità di procedere alla riconfigurazione urbanistica dell'area.
Quella delibera aveva rappresentato il risultato di un'istruttoria sviluppatasi nell'arco di diversi anni, con elaborati progettuali, studi geologici e il coinvolgimento degli enti sovraordinati. Il successivo voto di luglio ha però bloccato il percorso, lasciando nuovamente senza una disciplina urbanistica definitiva l'area interessata.
È proprio la contraddizione tra i due passaggi consiliari, a distanza di circa quindici mesi, a essere ora contestata dalla proprietà.
La vicenda richiama anche un precedente già affrontato dalla giustizia amministrativa. Nel 2019 il Tar Marche, con la sentenza numero 231, aveva condannato il Comune di Civitanova Marche al risarcimento del danno da ritardo per la mancata ripianificazione della contigua area Ceccotti, anch'essa rimasta “zona bianca” dopo lo stralcio del 2007.
In quella circostanza il tribunale aveva evidenziato come le varianti avviate e successivamente abbandonate per divergenze di natura politico-amministrativa potessero comunque produrre conseguenze nei confronti di chi attendeva una nuova pianificazione.
È su questo precedente che si inserisce ora la posizione della società proprietaria, assistita dall'avvocato Renzo Tartuferi.
«La proprietà chiede ciò che la legge garantisce: che dopo trent'anni il procedimento si chiuda con una decisione espressa, motivata e coerente con l'istruttoria svolta», dichiara il legale.
Secondo Tartuferi, la questione non riguarda la possibilità per l'amministrazione di esercitare le proprie prerogative in materia urbanistica, ma la necessità che tale discrezionalità venga esercitata attraverso una decisione motivata.
«La discrezionalità urbanistica esiste, ma non è arbitrio: un'amministrazione che ha riconosciuto il vuoto di disciplina, ha istruito per anni la soluzione, l'ha sottoposta al sovraordinato parere della Regione, che è stato favorevole, e l'ha approvata in via preliminare non può poi fermarsi sulla soglia, avvitandosi su se stessa e contraddicendosi».
Il legale richiama quindi il carattere provvisorio del regime delle zone bianche e la necessità, a suo avviso, di arrivare alla conclusione del procedimento. «La giurisprudenza è chiara: il regime delle "zone bianche" è per definizione provvisorio, e colmarlo non è una facoltà del Comune, è un obbligo».
La società, precisa il legale, non esclude il confronto con l'amministrazione, ma considera ormai necessario arrivare a una conclusione. «Il ricorso al giudice e la richiesta di risarcimento restano l'estrema ratio: nessuno ha interesse a ripetere l'esperienza già vissuta da questo Comune con l'area Ceccotti, quando basta una delibera per chiudere la vicenda. Ma la disponibilità al confronto tecnico non va scambiata per disponibilità ad attendere ancora».
La diffida assegna ora al Comune il termine previsto dalla legge per fornire una risposta. L'istanza di accesso agli atti dovrà invece essere riscontrata entro 30 giorni.
In assenza di un riscontro, la società si riserva di intraprendere le ulteriori iniziative formali previste dalla legge. La vicenda della ex zona industriale di Civitanova Alta torna così al centro del confronto tra proprietà e amministrazione comunale, dopo anni di attesa e un procedimento urbanistico che, con il voto di luglio, è nuovamente rimasto senza una conclusione.
Il Consiglio di Stato si è pronunciato nel merito sul calendario venatorio 2025/2026 della Regione Marche, riconoscendo, secondo quanto riferito dall'assessore regionale alla Caccia Giacomo Bugaro, la legittimità delle scelte adottate dalla Regione sulla chiusura della stagione venatoria per beccaccia e turdidi, tra cui tordo bottaccio, tordo sassello e cesena.
Una decisione che Bugaro definisce "storica", destinata a poter rappresentare un precedente significativo anche per le altre Regioni italiane nella definizione dei calendari venatori.
La vicenda era nata dal ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste contro il calendario approvato dalle Marche. Il TAR Marche aveva successivamente disposto l'anticipazione al 10 gennaio 2026 della chiusura della caccia alle specie interessate. Contro quella decisione la Federazione Italiana della Caccia e Federcaccia Marche avevano presentato appello al Consiglio di Stato, con la Regione Marche costituita in giudizio a sostegno delle proprie scelte.
Già lo scorso gennaio il Consiglio di Stato aveva accolto l'istanza cautelare, sospendendo gli effetti della sentenza del TAR e consentendo il ripristino delle date originariamente previste dal calendario regionale. Ora è arrivata la pronuncia definitiva sul merito della controversia.
Secondo l'assessore Bugaro, uno degli aspetti centrali della sentenza riguarda il ruolo del parere ISPRA. "Il primo punto fondamentale – sottolinea – è il riconoscimento del fatto che il parere ISPRA non ha natura vincolante. Le Regioni possono discostarsene quando la propria decisione sia adeguatamente motivata e sostenuta da elementi tecnico-scientifici idonei. È esattamente ciò che le Marche avevano fatto".
La pronuncia, sempre secondo la Regione, assume particolare rilievo anche per quanto riguarda i Key Concepts, i documenti utilizzati come riferimento per individuare i periodi della migrazione prenuziale delle diverse specie.
Il Consiglio di Stato avrebbe infatti riconosciuto la possibilità di valutare tali indicazioni alla luce di dati scientifici più aggiornati e specifici, che devono essere presi in considerazione nell'istruttoria relativa alle decisioni regionali.
"Le decisioni sulla gestione faunistica devono fondarsi sulla scienza e sull'esame complessivo dei dati disponibili", sostiene Bugaro, secondo il quale non è possibile trasformare "un singolo parere tecnico o un documento di riferimento in un vincolo automatico e insuperabile".
Altro elemento sottolineato dall'assessore regionale è il riferimento al Comitato Tecnico Faunistico-Venatorio Nazionale, organismo ricostituito per volontà del ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.
"Il Consiglio di Stato riconosce l'autorevolezza scientifica del Comitato nazionale e la rilevanza del suo parere nell'istruttoria che conduce alla formazione dei calendari venatori regionali", afferma Bugaro.
Nel caso delle Marche, il Comitato aveva espresso parere favorevole alle scelte contenute nel calendario regionale. Bugaro precisa però che la pronuncia non mette in discussione il ruolo dell'ISPRA: "Non significa, naturalmente, mettere in discussione il ruolo dell'ISPRA. Significa qualcosa di molto diverso e molto più importante: la scienza si confronta con la scienza e le decisioni devono essere assunte valutando tutti gli elementi scientifici disponibili".
Secondo l'assessore, le Regioni mantengono quindi la propria responsabilità decisionale, potendo adottare scelte differenti rispetto alle indicazioni dell'ISPRA quando queste siano sostenute da un'istruttoria completa, adeguatamente motivata e fondata su elementi tecnico-scientifici.
Bugaro rivendica infine la scelta della Regione di proseguire il contenzioso dopo la decisione del TAR: "Quando il TAR impose la chiusura al 10 gennaio decidemmo di non limitarci a prendere atto di quella decisione, ma di difendere fino in fondo le ragioni della Regione Marche e dei cacciatori marchigiani, perché eravamo convinti della solidità scientifica e giuridica del nostro calendario".
"Questa – conclude Bugaro – non è una vittoria contro qualcuno, ma una vittoria del diritto, dell'equilibrio istituzionale e di una gestione della fauna fondata su dati scientifici reali e aggiornati".