Provincia Macerata

Civitanova Alta, variante urbanistica bocciata: la proprietà diffida il Comune. “Ora serve una decisione”

Civitanova Alta, variante urbanistica bocciata: la proprietà diffida il Comune. “Ora serve una decisione”

La bocciatura della variante urbanistica per la ex zona industriale “B” di Civitanova Alta apre un nuovo capitolo. Dopo il voto contrario espresso dal Consiglio comunale nella seduta del 29-30 luglio, la società proprietaria di un compendio produttivo ricompreso nell’area ha notificato al Comune una formale diffida a provvedere, chiedendo che venga concluso il procedimento di ripianificazione. La votazione si era chiusa con 12 voti contrari e 10 favorevoli, respingendo il passaggio della variante che lo stesso Consiglio comunale aveva invece approvato in via preliminare nell'aprile del 2025. Contestualmente alla diffida, la società ha presentato anche una istanza di accesso agli atti, chiedendo il verbale integrale della seduta consiliare, la trascrizione e le registrazioni del dibattito, oltre alla documentazione istruttoria e agli elaborati tecnici relativi al procedimento. La questione riguarda un'area che attende da anni una nuova disciplina urbanistica. Il problema nasce dallo stralcio disposto dalla Provincia nel 2007, che ha lasciato il quadrante in una situazione di cosiddetta “zona bianca”. La stessa delibera consiliare numero 16 dell'aprile 2025 aveva preso atto di questa situazione e della necessità di procedere alla riconfigurazione urbanistica dell'area. Quella delibera aveva rappresentato il risultato di un'istruttoria sviluppatasi nell'arco di diversi anni, con elaborati progettuali, studi geologici e il coinvolgimento degli enti sovraordinati. Il successivo voto di luglio ha però bloccato il percorso, lasciando nuovamente senza una disciplina urbanistica definitiva l'area interessata. È proprio la contraddizione tra i due passaggi consiliari, a distanza di circa quindici mesi, a essere ora contestata dalla proprietà. La vicenda richiama anche un precedente già affrontato dalla giustizia amministrativa. Nel 2019 il Tar Marche, con la sentenza numero 231, aveva condannato il Comune di Civitanova Marche al risarcimento del danno da ritardo per la mancata ripianificazione della contigua area Ceccotti, anch'essa rimasta “zona bianca” dopo lo stralcio del 2007. In quella circostanza il tribunale aveva evidenziato come le varianti avviate e successivamente abbandonate per divergenze di natura politico-amministrativa potessero comunque produrre conseguenze nei confronti di chi attendeva una nuova pianificazione. È su questo precedente che si inserisce ora la posizione della società proprietaria, assistita dall'avvocato Renzo Tartuferi. «La proprietà chiede ciò che la legge garantisce: che dopo trent'anni il procedimento si chiuda con una decisione espressa, motivata e coerente con l'istruttoria svolta», dichiara il legale. Secondo Tartuferi, la questione non riguarda la possibilità per l'amministrazione di esercitare le proprie prerogative in materia urbanistica, ma la necessità che tale discrezionalità venga esercitata attraverso una decisione motivata. «La discrezionalità urbanistica esiste, ma non è arbitrio: un'amministrazione che ha riconosciuto il vuoto di disciplina, ha istruito per anni la soluzione, l'ha sottoposta al sovraordinato parere della Regione, che è stato favorevole, e l'ha approvata in via preliminare non può poi fermarsi sulla soglia, avvitandosi su se stessa e contraddicendosi». Il legale richiama quindi il carattere provvisorio del regime delle zone bianche e la necessità, a suo avviso, di arrivare alla conclusione del procedimento. «La giurisprudenza è chiara: il regime delle "zone bianche" è per definizione provvisorio, e colmarlo non è una facoltà del Comune, è un obbligo». La società, precisa il legale, non esclude il confronto con l'amministrazione, ma considera ormai necessario arrivare a una conclusione. «Il ricorso al giudice e la richiesta di risarcimento restano l'estrema ratio: nessuno ha interesse a ripetere l'esperienza già vissuta da questo Comune con l'area Ceccotti, quando basta una delibera per chiudere la vicenda. Ma la disponibilità al confronto tecnico non va scambiata per disponibilità ad attendere ancora». La diffida assegna ora al Comune il termine previsto dalla legge per fornire una risposta. L'istanza di accesso agli atti dovrà invece essere riscontrata entro 30 giorni. In assenza di un riscontro, la società si riserva di intraprendere le ulteriori iniziative formali previste dalla legge. La vicenda della ex zona industriale di Civitanova Alta torna così al centro del confronto tra proprietà e amministrazione comunale, dopo anni di attesa e un procedimento urbanistico che, con il voto di luglio, è nuovamente rimasto senza una conclusione.

24/08/2026 15:42
Caccia, il Consiglio di Stato dà ragione alle Marche. Bugaro: "Sentenza storica sui calendari venatori"

Caccia, il Consiglio di Stato dà ragione alle Marche. Bugaro: "Sentenza storica sui calendari venatori"

Il Consiglio di Stato si è pronunciato nel merito sul calendario venatorio 2025/2026 della Regione Marche, riconoscendo, secondo quanto riferito dall'assessore regionale alla Caccia Giacomo Bugaro, la legittimità delle scelte adottate dalla Regione sulla chiusura della stagione venatoria per beccaccia e turdidi, tra cui tordo bottaccio, tordo sassello e cesena. Una decisione che Bugaro definisce "storica", destinata a poter rappresentare un precedente significativo anche per le altre Regioni italiane nella definizione dei calendari venatori. La vicenda era nata dal ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste contro il calendario approvato dalle Marche. Il TAR Marche aveva successivamente disposto l'anticipazione al 10 gennaio 2026 della chiusura della caccia alle specie interessate. Contro quella decisione la Federazione Italiana della Caccia e Federcaccia Marche avevano presentato appello al Consiglio di Stato, con la Regione Marche costituita in giudizio a sostegno delle proprie scelte. Già lo scorso gennaio il Consiglio di Stato aveva accolto l'istanza cautelare, sospendendo gli effetti della sentenza del TAR e consentendo il ripristino delle date originariamente previste dal calendario regionale. Ora è arrivata la pronuncia definitiva sul merito della controversia. Secondo l'assessore Bugaro, uno degli aspetti centrali della sentenza riguarda il ruolo del parere ISPRA. "Il primo punto fondamentale – sottolinea – è il riconoscimento del fatto che il parere ISPRA non ha natura vincolante. Le Regioni possono discostarsene quando la propria decisione sia adeguatamente motivata e sostenuta da elementi tecnico-scientifici idonei. È esattamente ciò che le Marche avevano fatto". La pronuncia, sempre secondo la Regione, assume particolare rilievo anche per quanto riguarda i Key Concepts, i documenti utilizzati come riferimento per individuare i periodi della migrazione prenuziale delle diverse specie. Il Consiglio di Stato avrebbe infatti riconosciuto la possibilità di valutare tali indicazioni alla luce di dati scientifici più aggiornati e specifici, che devono essere presi in considerazione nell'istruttoria relativa alle decisioni regionali. "Le decisioni sulla gestione faunistica devono fondarsi sulla scienza e sull'esame complessivo dei dati disponibili", sostiene Bugaro, secondo il quale non è possibile trasformare "un singolo parere tecnico o un documento di riferimento in un vincolo automatico e insuperabile". Altro elemento sottolineato dall'assessore regionale è il riferimento al Comitato Tecnico Faunistico-Venatorio Nazionale, organismo ricostituito per volontà del ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. "Il Consiglio di Stato riconosce l'autorevolezza scientifica del Comitato nazionale e la rilevanza del suo parere nell'istruttoria che conduce alla formazione dei calendari venatori regionali", afferma Bugaro. Nel caso delle Marche, il Comitato aveva espresso parere favorevole alle scelte contenute nel calendario regionale. Bugaro precisa però che la pronuncia non mette in discussione il ruolo dell'ISPRA: "Non significa, naturalmente, mettere in discussione il ruolo dell'ISPRA. Significa qualcosa di molto diverso e molto più importante: la scienza si confronta con la scienza e le decisioni devono essere assunte valutando tutti gli elementi scientifici disponibili". Secondo l'assessore, le Regioni mantengono quindi la propria responsabilità decisionale, potendo adottare scelte differenti rispetto alle indicazioni dell'ISPRA quando queste siano sostenute da un'istruttoria completa, adeguatamente motivata e fondata su elementi tecnico-scientifici. Bugaro rivendica infine la scelta della Regione di proseguire il contenzioso dopo la decisione del TAR: "Quando il TAR impose la chiusura al 10 gennaio decidemmo di non limitarci a prendere atto di quella decisione, ma di difendere fino in fondo le ragioni della Regione Marche e dei cacciatori marchigiani, perché eravamo convinti della solidità scientifica e giuridica del nostro calendario". "Questa – conclude Bugaro – non è una vittoria contro qualcuno, ma una vittoria del diritto, dell'equilibrio istituzionale e di una gestione della fauna fondata su dati scientifici reali e aggiornati".  

24/08/2026 15:20
Macerata, inaugurato il Luna Park di Villa Potenza: 50 attrazioni e il connubio con il September Fest

Macerata, inaugurato il Luna Park di Villa Potenza: 50 attrazioni e il connubio con il September Fest

È ufficialmente iniziata la nuova stagione del Luna Park di Villa Potenza, che resterà aperto fino al 6 settembre. Un appuntamento ormai consolidato nel calendario delle iniziative di fine estate di Macerata e che, insieme al September Fest, accompagna la città verso la conclusione degli eventi di agosto. Quella del Luna Park è una tradizione che affonda le proprie radici nella storia della città. I primi intrattenimenti di questo tipo risalgono infatti agli anni Cinquanta, quando le attrazioni muovevano i primi passi ai Giardini Diaz. Oggi quella tradizione prosegue a Villa Potenza con un parco composto da 50 attrazioni, dieci delle quali pensate specificamente per i bambini. Uno spazio rivolto a un pubblico di tutte le età, con l'obiettivo di offrire occasioni di divertimento e socialità per famiglie, giovani e visitatori. Il taglio del nastro si è svolto alla presenza dell'assessore al Commercio Giuseppe Romano e dell'assessore alla Sicurezza Paolo Renna, dando ufficialmente il via all'edizione di quest'anno. Il connubio con il September Fest Il Luna Park si svolge in concomitanza con il September Fest, in programma fino al 6 settembre nell'adiacente Centro Fiere di Villa Potenza. Una vicinanza che permette di concentrare nell'area diverse occasioni di intrattenimento e aggregazione. “Il Luna Park è una tradizione che fa parte della storia della nostra comunità e siamo felici di poterla rinnovare anche quest'anno”, commenta l'assessore Giuseppe Romano. “È un luogo dove famiglie, bambini e giovani possono incontrarsi e trascorrere momenti di divertimento e spensieratezza. Un appuntamento che si integra perfettamente con il September Fest in un connubio di socialità, aggregazione e divertimento che trova nel Centro Fiere la sua dimensione naturale”, aggiunge. L'assessore ha quindi rivolto un ringraziamento agli organizzatori e alle famiglie che rendono possibili queste iniziative, oltre che agli uffici comunali, con particolare riferimento all'Ufficio SUAP e alle Attività Produttive, per il lavoro svolto in vista della realizzazione dell'evento.  

24/08/2026 13:46
Civitanova, chiama i Carabinieri per una lite e poi li insulta e minaccia: denunciato 19enne

Civitanova, chiama i Carabinieri per una lite e poi li insulta e minaccia: denunciato 19enne

Ha chiesto l'intervento dei Carabinieri per una lite, ma una volta arrivati i militari ha rivolto proprio a loro insulti e minacce. È quanto accaduto a Civitanova Marche, dove un 19enne del posto è stato denunciato.  L'intervento è stato effettuato dai Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Civitanova Marche, intervenuti presso un noto esercizio del centro cittadino in seguito a una lite nella quale, secondo quanto ricostruito dai militari, era coinvolto lo stesso giovane. Quando i Carabinieri sono arrivati sul posto, il 19enne avrebbe iniziato a rivolgersi agli operanti con insulti e minacce, davanti agli altri avventori presenti nel locale. Il giovane, disoccupato e già gravato da precedenti di polizia, avrebbe inoltre mostrato un evidente stato di alterazione alcolica. Al termine degli accertamenti, i militari lo hanno denunciato in stato di libertà all'autorità giudiziaria. Il 19enne dovrà rispondere dei reati di minaccia e oltraggio a Pubblico Ufficiale. L'episodio è ora al vaglio dell'autorità giudiziaria competente.

24/08/2026 13:22
Macerata, aggredisce  medico e infermieri al Pronto soccorso: denunciato 39enne

Macerata, aggredisce medico e infermieri al Pronto soccorso: denunciato 39enne

Momenti di tensione nel Pronto soccorso dell'ospedale di Macerata, dove un uomo ha aggredito il medico di guardia e due infermieri. L'episodio è avvenuto nel corso del fine settimana. I Carabinieri della Sezione Radiomobile del Nucleo Operativo e Radiomobile di Macerata hanno denunciato in stato di libertà un 39enne del posto, disoccupato e già noto alle forze dell'ordine, ritenuto responsabile di percosse ai danni di personale sanitario. Secondo quanto ricostruito dai militari, l'uomo era arrivato al Pronto soccorso dopo un intervento del 118, in evidente stato di alterazione psicofisica. Inizialmente era stato contenuto e sedato e sottoposto alle procedure necessarie per garantire la sicurezza sua e degli altri presenti. Successivamente, però, il 39enne sarebbe riuscito a liberarsi parzialmente dalle fasce di sicurezza e ha poi aggredito con calci e pugni il medico di guardia e due infermieri. L'allarme ha fatto scattare l'intervento dei Carabinieri della Sezione Radiomobile. L'equipaggio, arrivato rapidamente nella struttura, è riuscito a bloccare nuovamente l'uomo e a renderlo inoffensivo, consentendo di riportare la situazione sotto controllo e di mettere in sicurezza il personale e gli altri presenti. Al termine degli accertamenti, il 39enne è stato denunciato in stato di libertà all'autorità giudiziaria per il reato contestato. L'episodio di Macerata si inserisce in un quadro di crescente attenzione sul tema delle aggressioni al personale sanitario. Solo nei giorni scorsi, all'ospedale di San Severino Marche, si era verificato un episodio analogo, con un 30enne che aveva lanciato il cellulare contro il medico di turno, colpendolo al volto, prima di fuggire in auto. 

24/08/2026 13:00
Dieci anni dal sisma, il ricordo del Soccorso Alpino Marche: "55 persone estratte vive dalle macerie"

Dieci anni dal sisma, il ricordo del Soccorso Alpino Marche: "55 persone estratte vive dalle macerie"

A dieci anni dal terremoto che il 24 agosto 2016 colpì il Centro Italia, il Soccorso Alpino e Speleologico Marche – CNSAS si unisce al ricordo delle vittime e rinnova la propria vicinanza alle famiglie e alle comunità che furono interessate dall'evento sismico. Alle 3:36 del 24 agosto 2016, una violenta scossa interessò una vasta area dell'Appennino centrale, provocando conseguenze drammatiche anche nelle Marche e, in particolare, nel territorio di Arquata del Tronto e nelle sue frazioni. Per il Soccorso Alpino furono ore di mobilitazione immediata. "Alle 4:30, a meno di un'ora dalla prima scossa, le squadre della XVII Delegazione Alpina erano già in partenza verso le aree maggiormente colpite". "Nel corso della giornata il dispositivo operativo venne progressivamente rafforzato con l'arrivo di tecnici specializzati nelle operazioni di soccorso, personale sanitario e unità cinofile. Le attività si concentrarono soprattutto nei territori di Arquata del Tronto e Pescara del Tronto, oltre che nelle altre località interessate dall'emergenza". "Nelle aree terremotate marchigiane, nella giornata del 24 agosto, furono impegnati circa 40 operatori del Soccorso Alpino e Speleologico. Il giorno successivo, nelle zone di Arquata e Pescara del Tronto, il dispositivo comprendeva 63 tecnici specializzati nelle operazioni di scavo e recupero e sei unità cinofile". L'intervento del CNSAS Marche si inserì nel più ampio dispositivo nazionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che nei giorni successivi mobilitò personale proveniente da diverse regioni italiane. Il 24 agosto il dispositivo nazionale contava 112 operatori, 13 unità cinofile e 10 medici. Il 25 agosto si arrivò a 153 operatori, 21 unità cinofile e 16 medici, mentre il 26 agosto furono impegnati 187 operatori, 19 unità cinofile e 16 medici. Numeri che restituiscono la dimensione dello sforzo messo in campo nelle prime giornate dell'emergenza. Al termine della prima fase delle operazioni di ricerca e soccorso, il bilancio nazionale del CNSAS registrò 55 feriti gravi estratti vivi dalle macerie, oltre a numerosi feriti lievi. Furono 421 le giornate/uomo dei tecnici,

24/08/2026 12:18
Potenza Picena, il Pd: “Dieci anni dal sisma, la ricostruzione pubblica è ancora ferma”

Potenza Picena, il Pd: “Dieci anni dal sisma, la ricostruzione pubblica è ancora ferma”

Il Pd di Potenza Picena accende i riflettori sulla ricostruzione pubblica a dieci anni dal terremoto: “Palazzo del Podestà, asilo nido, sede dell’UTC, ex avviamento professionale e scuole medie sono ancora in attesa” Dieci anni possono sembrare lunghi, lunghissimi. Ma per la ricostruzione pubblica a Potenza Picena, secondo il Partito democratico locale, sono trascorsi quasi senza lasciare traccia. A sostenerlo è il Pd di Potenza Picena in una nota dedicata alla situazione degli edifici pubblici danneggiati dal sisma. “Tutto è come allora, immutato, come se il sisma fosse stato ieri”, denuncia il partito. Nel mirino ci sono alcuni degli edifici pubblici più importanti della comunità: il Palazzo del Podestà, l’asilo nido, la sede dell’UTC, i locali dell’ex avviamento professionale a Potenza Picena e le scuole medie di Porto Potenza. Secondo il Pd, si tratta di interventi che, se fossero stati completati e oggi fossero pienamente funzionanti, garantirebbero un beneficio significativo alla comunità, riducendo i disagi per cittadini, famiglie e dipendenti comunali. “Immaginate se il Palazzo del Podestà, l’asilo nido, la sede dell’UTC, i locali dell’ex avviamento professionale a Potenza Picena e le scuole medie a Porto Potenza fossero ultimati e funzionanti: che vantaggio enorme sarebbe per la nostra comunità?”, si legge nella nota. Il problema, sottolinea il Partito democratico, riguarda anche l'aumento dei costi determinato dal tempo trascorso. Gli interventi risultano finanziati da anni, ma i prezzi attuali non sono più quelli di dieci anni fa. Di conseguenza, la lunga attesa obbliga a rivedere i quadri tecnico-economici dei progetti e a reperire ulteriori risorse per adeguare gli interventi ai costi odierni. Per il Pd, quindi, il ritardo nella ricostruzione non rappresenta soltanto un problema legato alla mancata disponibilità degli edifici, ma produce anche un effetto economico concreto. “Il tempo che passa non solo priva i cittadini di una fetta consistente degli edifici pubblici di questo Comune ma fa lievitare i costi, in un’eterna corsa a riscrivere i quadri tecnico-economici e a reperire i fondi aggiuntivi”, sostiene il partito. Da qui la conclusione della nota, che punta direttamente sulle conseguenze dei ritardi: “L’inerzia costa, costa tanto”. Secondo il Pd, infatti, a pagare il prezzo dell'attesa sono sia i cittadini, attraverso il peggioramento dei servizi, sia le casse pubbliche, costrette a sostenere maggiori esborsi per finanziare interventi diventati nel frattempo più costosi. “Un pessimo affare per l’intera comunità”, conclude il Partito democratico di Potenza Picena.

24/08/2026 11:24
Dalla memoria alle sfide del digitale,  a Scienze politiche la formazione continua fuori dall’aula

Dalla memoria alle sfide del digitale, a Scienze politiche la formazione continua fuori dall’aula

Esperienze sul campo, confronto con le principali istituzioni del Paese e occasioni di approfondimento accompagnano la didattica del Dipartimento di Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali dell’Università di Macerata. Tra i progetti più significativi, “Destinazione Auschwitz” ha coinvolto venti studentesse e studenti in un percorso di studio sulla memoria e sulla responsabilità civile, culminato nella visita al campo di concentramento e sterminio nazista.  L’iniziativa riflette uno dei tratti distintivi del Dipartimento: integrare gli insegnamenti con attività capaci di mettere in relazione conoscenze, competenze, territori e istituzioni. Seminari con riconoscimento di crediti, laboratori, incontri con esperti, tirocini e programmi di mobilità internazionale completano una formazione fondata sull’integrazione tra diritto, economia, storia, filosofia, sociologia, lingue, scienza politica e comunicazione.  “L’università non può limitarsi a trasmettere nozioni, ma deve aiutare studentesse e studenti a comprendere il mondo in cui vivono e ad assumersi responsabilità nei suoi confronti”, sottolinea il direttore Angelo Ventrone. “Progetti come “Destinazione Auschwitz” mostrano il valore di una formazione che unisce conoscenza, esperienza diretta e partecipazione civile. È lo stesso metodo che guida la nostra offerta formativa, costruita per fornire strumenti critici con cui interpretare la politica, la comunicazione, le trasformazioni digitali e gli equilibri internazionali”.  L’offerta del Dipartimento comprende due lauree triennali ad accesso libero. “Scienze politiche e relazioni internazionali” prepara a comprendere e gestire fenomeni politici, economici, giuridici e sociali dal livello locale a quello globale. “Scienze della comunicazione” forma invece nei campi dell’informazione, dei media, della pubblicità, delle relazioni pubbliche e della comunicazione digitale.  Tre le lauree magistrali: “Comunicazione e culture digitali”, dedicata alle trasformazioni dei media e delle professioni comunicative; “Politiche per la sostenibilità e l’innovazione digitale”, rivolta alla progettazione e alla gestione delle politiche pubbliche e dei processi di innovazione; “International Relations”, interamente impartita in inglese, con studenti provenienti da numerosi Paesi e opportunità di conseguire doppi titoli internazionali.  La formazione post laurea comprende il master interuniversitario di secondo livello in “Scienze amministrative e innovazione nella pubblica amministrazione” e il corso di perfezionamento in “Etica, diritto, tecnologie del digitale”. Percorsi che completano un’offerta multidisciplinare pensata per formare professionisti capaci di orientarsi nelle istituzioni, nelle organizzazioni internazionali, nelle imprese, nei media e nelle pubbliche amministrazioni.  

24/08/2026 11:00
Dieci anni dal sisma, San Severino guarda avanti: “La ricostruzione avanza, ora dobbiamo correre” (FOTO e VIDEO)

Dieci anni dal sisma, San Severino guarda avanti: “La ricostruzione avanza, ora dobbiamo correre” (FOTO e VIDEO)

Dieci anni dopo il terremoto, San Severino Marche guarda alla ricostruzione con la consapevolezza di aver fatto passi importanti, ma anche con la certezza che la strada da percorrere sia ancora lunga. Il Comune è stato tra i primi del cratere a demolire e rimuovere le macerie, un'accelerazione che ha consentito di avviare prima alcune delle opere necessarie per restituire alla città edifici e servizi. A fare il punto è il sindaco Rosa Piermattei, che parte dai numeri per raccontare lo stato della ricostruzione privata: sono 1.208 gli edifici dichiarati inagibili, 1.008 le pratiche presentate, 782 quelle finanziate e 547 gli edifici tornati agibili. Un bilancio che, a dieci anni dal sisma, restituisce l'immagine di una città che ha compiuto passi avanti significativi, pur essendo ancora lontana dalla conclusione del percorso. «Siamo ancora molto lontani, ma allo stesso tempo siamo abbastanza contenti del risultato raggiunto», spiega Piermattei. Nel frattempo, infatti, San Severino ha visto la conclusione di importanti interventi pubblici, tra cui la ricostruzione di una scuola e dell'Itis Divini, uno dei simboli della ripartenza della città. «San Severino sta cambiando volto», sottolinea il sindaco. Il percorso, però, non è stato lineare. La burocrazia ha rallentato la ricostruzione, mentre la pandemia ha imposto uno stop durato quasi tre anni. Poi sono arrivati gli effetti delle guerre e l'aumento dei costi delle materie prime, in particolare di ferro e legno, costringendo a rivedere diversi interventi e i relativi quadri economici. Sul fronte delle opere pubbliche, il Comune ha già completato alcuni dei primi interventi riconosciuti e sta lavorando al secondo stralcio, per oltre 40 milioni di euro. Tra gli interventi più importanti c'è la casa di riposo, con un costo superiore ai 13 milioni e arrivato a circa 15 milioni, ma sono diversi i cantieri e i progetti che stanno entrando nella fase operativa. È partita la palazzina Scuriatti, mentre sono prossimi all'avvio gli interventi sull'ex cinema Italia, il primo stralcio delle Sette Cannelle e l'asilo nido. Nei prossimi mesi dovrebbero inoltre iniziare i lavori per la ricostruzione di una scuola. A questi si aggiungono gli interventi sui cimiteri, diversi dei quali sono stati riconosciuti nell'ambito della ricostruzione. Ma dietro numeri, cantieri e pratiche ci sono soprattutto le persone. E dopo dieci anni il fattore tempo pesa sempre di più. «Le persone di questa comunità sono anziane e hanno difficoltà, vogliono ritornare nelle proprie abitazioni», sottolinea Piermattei. Da qui l'auspicio che l'accelerazione registrata negli ultimi due anni possa proseguire, permettendo ai cittadini di tornare a una vita normale e, soprattutto, consentendo alla comunità di iniziare a ragionare sul futuro. Perché la ricostruzione, secondo il sindaco, non può limitarsi alla restituzione degli edifici danneggiati. La vera sfida è ripopolare i territori del cratere. San Severino ha un territorio di 194 chilometri quadrati, il più esteso della provincia di Macerata e il terzo a livello regionale. Un'estensione che rende ancora più importante garantire collegamenti, servizi e attrattività. Tra le questioni considerate decisive c'è quella dell'intervalliva, opera attesa per migliorare i collegamenti della città. «Speriamo che stia andando avanti al Ministero e si possa realizzare», dice Piermattei, spiegando come la mancanza di un collegamento adeguato rischi di penalizzare ulteriormente San Severino. C'è poi il tema dell'ospedale, un altro presidio che il Comune considera fondamentale per il futuro della comunità. «Stiamo cercando di far capire l'importanza di avere un presidio ospedaliero proprio qui a San Severino, ma che funzioni al 100%», afferma il sindaco. A raccontare concretamente come sia cambiata la vita dopo il sisma è anche il villaggio Campagnano, dove sono state realizzate 103 Soluzioni abitative di emergenza. «Non abbiamo avuto nessun tipo di problematica in questi dieci anni e sono tutte occupate», spiega Piermattei. Una parte delle SAE è utilizzata dall'Arma dei carabinieri, che ha dovuto lasciare la propria sede danneggiata dal terremoto, mentre altre ospitano famiglie che stanno ancora aspettando di poter rientrare nelle loro abitazioni. Il tempo, però, ha trasformato anche il rapporto con queste strutture. Alcune vengono utilizzate, attraverso un bando, per dare una soluzione abitativa a famiglie che ne hanno necessità. A dieci anni dal terremoto, quindi, San Severino si trova davanti a un bivio: completare la ricostruzione e contemporaneamente costruire le condizioni per un nuovo futuro demografico ed economico. «Come comunità colpita dal sisma abbiamo bisogno sempre di essere positivi, guardare avanti, ma soprattutto dobbiamo andare e camminare molto più veloce», conclude Piermattei. Un appello rivolto alla burocrazia e alle istituzioni, non soltanto per San Severino ma per tutti i Comuni del cratere: «Dobbiamo far sì che ritornino alla loro vita e si possa pensare a un futuro».

24/08/2026 10:00
Dieci anni dal terremoto: quella notte che cambiò per sempre la vita di migliaia di persone

Dieci anni dal terremoto: quella notte che cambiò per sempre la vita di migliaia di persone

24 agosto 2016, ore 03:36:32.L'inizio di una tragedia. Quella fu la prima scossa di terremoto di 6.0 di “magnitudo momento”, con l'epicentro situato tra i comuni di Amatrice e Accumoli, in provincia di Rieti, e di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Seguirono quelle del 26 ottobre 2016, con epicentri al confine umbro-marchigiano, e quella del 30 ottobre 2016, che è stata la scossa più forte, di “magnitudo momento” pari a 6.5, con epicentro tra i comuni di Norcia e Preci, in provincia di Perugia. Il 18 gennaio 2017 si verificò una nuova sequenza tellurica di quattro forti scosse di magnitudo superiore a 5.0, con epicentri localizzati tra i comuni aquilani di Montereale, Capitignano e Cagnano Amiterno. Tutti questi eventi obbligarono circa 41.000 persone a lasciare le loro case, ferirono più o meno gravemente circa 388 cittadini e uccisero 303 esseri umani, alcuni dei quali a causa del forte spavento che ne causò l'infarto miocardico. Una tragedia che, dopo dieci anni, vuole essere ricordata dallo scrittore Giovanni Paolo Carlino-Giuliani, che insieme a sua mamma, allora ultraottantenne, subì quella drammatica esperienza che li segnò per sempre, lasciando delle ferite che ancora oggi, anche a causa di una lentissima e insensibile burocrazia, non riescono minimamente a rimarginarsi. Lo scrittore, nel profondo rispetto di tutti coloro che avevano vissuto più o meno gravemente quella tragedia, solo dopo tre anni riuscì a parlarne pubblicamente scrivendo una poesia, che ora dedica a tutti coloro che, in qualsiasi modo e per qualsiasi ragione, ne sono stati e continuano a esserne feriti nel corpo e nell'anima. La rondinella Solinga rondinellache al par di me t'aggiri senza posa.Ora ti vedo volar via veloce,ora tornar, lanciando gridi acuti,mentre impazzita cerchiquel nido, che non sai dove si trovi. Tutto è perduto ormai, mia cara amica,la terra che tremò distrusse tuttoquel che facemmo un dì,tra sacrifizi e stenti,e senza immaginar codesta fine. La notte, si portò lontano i sogni,figli, dell'aurea polve del disio.Ed or disperi, or non comprendi il sensodi questa primavera. Compagna di sventura,anch'io perdetti il nido in pochi istantie l'amor mio, c'or non sa chi sono,rapito dal tormento e dalla colpaper non aver salvato il suo figliuolo. E il cane mio fedele,che mi destò dal sonno più profondoe non riusci a spezzare le catene. Amica, non strillare, te ne prego,non lacerarmi il core,non farmi, ahimè, pensarea quel c'ora farai:se in fin, potrai ricostruir quel nido;se tornerai a giuocar co' i tuoi figliuoli;se volerai lontano...per non tornar mai più. Giovanni Paolo Carlino-Giuliani

24/08/2026 10:00
Civitanova, stretta sull'abusivismo commerciale: sequestrati 15 chili di bigiotteria

Civitanova, stretta sull'abusivismo commerciale: sequestrati 15 chili di bigiotteria

Sei pattuglie automontate della Polizia Locale, impegnate tra mattina, pomeriggio e sera, hanno effettuato domenica una serie di controlli su tutto il territorio comunale, con particolare attenzione anche al contrasto dell'abusivismo commerciale in spiaggia. L'attività, disposta dal Dirigente Superiore e Comandante della Polizia Locale di Civitanova Marche, Cristian Lupidi, prosegue nel solco del progetto “Spiagge Sicure” già avviato lo scorso anno e risponde anche alle richieste avanzate dagli operatori balneari. Nel tardo pomeriggio, nei pressi dello chalet La Lampara, gli agenti hanno sequestrato circa 15 chilogrammi di articoli di bigiotteria. Il provvedimento è un sequestro amministrativo finalizzato alla confisca. La violazione prevede anche una sanzione amministrativa di 500 euro. Il venditore, un cittadino italiano di 48 anni, originario del Bangladesh e residente ad Ancona, è stato destinatario del provvedimento. Il sequestro si aggiunge a oltre un migliaio di articoli di varia tipologia già sequestrati o rinvenuti dalla Polizia Locale dall'inizio di agosto nell'ambito dei servizi di contrasto alla vendita ambulante abusiva lungo il litorale civitanovese. Parallelamente prosegue l'attività di contrasto alla pubblicità irregolare, compresa quella effettuata attraverso veicoli. Dal 1° gennaio la Polizia Locale ha elevato 21 verbali per violazioni dell'articolo 23 del Codice della Strada, con alcuni interventi che hanno comportato anche la rimozione di vele pubblicitarie. La sanzione prevista è di 430 euro, alla quale si aggiungono 120 euro per le spese di rimozione. Un dato in crescita rispetto al 2025, quando nell'intero anno i verbali contestati erano stati 29. Le sanzioni riguardano prevalentemente i soggetti pubblicizzati nel caso di manifesti o striscioni installati senza autorizzazione, oppure i proprietari dei veicoli utilizzati per diffondere messaggi pubblicitari in modo statico e senza autorizzazione, sostando nello stesso punto per oltre 48 ore consecutive. L'assessore alla Sicurezza Urbana Giuseppe Cognigni ha espresso “riconoscenza e orgoglio” per l'attività svolta dal Corpo. “Negli anni, sotto la guida del comandante Lupidi, la Polizia Locale ha affiancato alle tradizionali funzioni di polizia stradale, viabilità e vigilanza sulle attività commerciali un impegno crescente in attività complesse, come il contrasto alla vendita di stupefacenti e il controllo delle spiagge”, sottolinea Cognigni. L'assessore evidenzia inoltre l'importanza degli investimenti nella formazione del personale e nelle dotazioni tecnologiche, considerate strumenti fondamentali per rafforzare la prevenzione e la capacità di affrontare le situazioni più complesse. Il comandante Cristian Lupidi ribadisce il principio di legalità alla base dell'attività quotidiana della Polizia Locale. “La legge è uguale per tutti: a questo principio costituzionale ci ispiriamo nella nostra attività quotidiana”, dichiara Lupidi, sottolineando il ruolo del Corpo come “baluardo della legalità” nelle materie di competenza e la disponibilità a collaborare con le altre forze dell'ordine nei servizi coordinati di ordine pubblico. Il comandante rivolge inoltre un ringraziamento ai cittadini che si rivolgono alla Polizia Locale per segnalare situazioni di possibile illegalità e sottolinea l'impegno del personale, chiamato sempre più spesso ad affrontare anche situazioni particolarmente delicate.  

24/08/2026 09:38
Officina Ristorante compie dieci anni: una storia di persone, sacrifici e passione

Officina Ristorante compie dieci anni: una storia di persone, sacrifici e passione

CIVITANOVA MARCHE - Dieci anni di lavoro, sacrifici, soddisfazioni, difficoltà, incontri e soprattutto persone. Ieri sera Officina Ristorante ha celebrato il suo decimo anniversario con una grande festa che ha riunito clienti, amici, collaboratori, ex collaboratori e tante delle persone che, in momenti diversi, hanno contribuito a costruire la storia del ristorante. Una serata partecipata e speciale, vissuta con entusiasmo ma anche con la consapevolezza del percorso fatto per arrivare a questo importante traguardo. La storia di Officina nasce infatti da zero. Il suo titolare, Vittorio Rastelli, arriva nelle Marche dall’Abruzzo dopo aver conosciuto quella che sarebbe diventata sua moglie, Giada. Inizia così una lunga gavetta nel mondo dell’intrattenimento e della ristorazione, passando dalle discoteche del territorio fino all’esperienza in uno dei locali più conosciuti della zona negli anni passati. Esperienze che contribuiscono a formare il suo percorso e che, passo dopo passo, lo portano alla decisione di costruire una propria realtà. È così che nasce Officina. «Siamo partiti praticamente da zero – racconta Rastelli – e abbiamo costruito tutto un mattoncino alla volta. Quando riguardo questi dieci anni penso soprattutto alle persone che hanno condiviso con noi questo percorso e a quanto ognuna abbia lasciato qualcosa». Fondamentale, in questi anni, il sostegno della famiglia: i genitori Franca e Camillo, la moglie Giada, sempre al fianco di Vittorio nel percorso personale e professionale, e la sorella Giorgia, oggi punto cardine all’interno della struttura del ristorante. «Senza la mia famiglia questa storia sarebbe stata molto diversa. Ognuno mi ha sostenuto e accompagnato in maniera importante e, soprattutto nei momenti più difficili, sapere di poter contare su di loro ha fatto la differenza». Accanto alla famiglia, ci sono state le tante persone che negli anni hanno lavorato a Officina: chef, professionisti della sala e ragazzi alla prima esperienza, alcuni dei quali hanno poi intrapreso percorsi professionali importanti. «Ringrazio tutti gli chef che hanno collaborato con noi e tutti i ragazzi che hanno lavorato a Officina. Alcuni hanno costruito carriere importanti e siamo orgogliosi di aver contribuito, magari anche solo in parte, alla loro crescita. Sapere che per qualcuno Officina è stata un trampolino di lancio è una delle soddisfazioni più belle». Un percorso di dieci anni, naturalmente, non è stato privo di difficoltà. Ci sono state anche scelte sbagliate, rapporti che si sono rivelati non adatti e situazioni che hanno richiesto decisioni difficili. Ma anche questo, per un’attività costruita e cresciuta nel tempo, fa parte del percorso. «Abbiamo sbagliato anche noi e abbiamo dato fiducia a persone che magari non la meritavano. Abbiamo però imparato a riconoscere ciò che non era più sano per la nostra realtà e ad avere il coraggio di cambiare strada. Anche gli errori fanno crescere e, guardando indietro, siamo orgogliosi di aver sempre scelto di andare avanti». A rendere ancora più significativo questo anniversario sono stati gli innumerevoli attestati di stima arrivati in questi giorni. Migliaia di auguri e messaggi sono arrivati attraverso WhatsApp, Facebook, Instagram, e-mail e gli altri canali social. Officina, che oggi conta una community di circa 10.000 follower, ha ricevuto un’ondata di affetto che ha particolarmente colpito la famiglia e tutta la squadra. Tra i messaggi, un concetto è tornato più volte: Officina viene percepita come un posto di riferimento, un luogo del cuore, un posto dove sentirsi accolti e a casa. «È stata forse la cosa che ci ha emozionato di più. Ricevere così tanti messaggi e leggere che per tante persone Officina è un posto del cuore, un punto di riferimento, ci rende davvero felici. È esattamente quello che abbiamo sempre voluto essere per i nostri clienti: un luogo dove tornare, stare bene e sentirsi accolti». La festa di ieri ha rappresentato così un momento per celebrare non soltanto un’attività che raggiunge un traguardo importante, ma soprattutto il rapporto costruito negli anni con le persone che hanno scelto Officina. E il decimo anniversario non vuole essere un punto di arrivo. Officina guarda già alla prossima estate, quando verrà realizzato un grande evento dedicato a questo importante traguardo, pensato per celebrare ancora una volta i dieci anni e aprire simbolicamente un nuovo capitolo della storia del ristorante. «Dieci anni sono un traguardo importante, ma per noi sono solo l’inizio. Abbiamo ancora voglia di crescere, di migliorare e di sorprendere. E la cosa più bella è sapere che tutto quello che abbiamo costruito è diventato, per tante persone, parte della propria storia». Ieri sera Officina ha festeggiato dieci anni. Dieci anni costruiti un mattoncino alla volta. E una storia che, adesso, ha ancora molte pagine da scrivere. (Articolo pubbliredazionale)

23/08/2026 19:28
Post partita all'Helvia Recina, Alfonsi: "Stiamo crescendo per il Teramo". Giandonato: "Reazione da squadra vera"

Post partita all'Helvia Recina, Alfonsi: "Stiamo crescendo per il Teramo". Giandonato: "Reazione da squadra vera"

Nel post Maceratese-Recanatese, il mister di casa Sante Alfonsi si mostra dispiaciuto ai microfoni, ma contento della prestazione dei suoi ragazzi: «Dispiace per la sconfitta, i ragazzi hanno dato il massimo. Dopo un’iniziale fase di difficoltà, avendo sofferto il movimento dei giocatori della Recanatese, ci siamo messi bene e siamo diventati più incisivi. Dopo aver subito il pareggio eravamo poi più stanchi, come può essere normale, e non siamo riusciti più a fare male. Dispiace per il passaggio del turno che sarebbe stato importante». La Rata continua ad evolversi in vista del 6 settembre, data del debutto casalingo in Serie D contro il Teramo: «Stiamo lavorando per il campionato. Abbiamo played una buona partita con la Recanatese e dimostrato come stiamo crescendo. Ripeto: peccato per i ragazzi, avremmo potuto giocare un’altra partita importante come quella col Foligno per il morale come per continuare a crescere al meglio». Dall’altra parte vi è un Giandonato contento per i suoi: «Abbiamo disputato un ottimo primo tempo, poi però siamo rientrati in campo molli e siamo stati puniti. Abbiamo poi reagito e pareggiato. Sono contento dei ragazzi che sono entrati perché hanno dato un apporto importante. Ci prendiamo questo passaggio del turno, importante sia per il morale, sia per poter giocare un'altra gara ufficiale prima del campionato». Una vittoria pesante per l’aspetto anche mentale oltre che fisico: «Era fondamentale passare il turno per l’aspetto psicologico. Il precampionato malgrado i risultati è stato molto positivo poiché partivamo da zero e abbiamo fatto dei passi da gigante per arrivare a ciò che mi piacerebbe vedere in campo dalla mia squadra». Occhio comunque anche al mercato, dato che le varie assenze per infortunio dovranno per forza essere coperte da nuovi elementi. Giandonato su ciò è in sincronia con la dirigenza: «Dal mercato parlo quotidianamente con la società, sanno di cosa ho bisogno. L'unica cosa che posso garantire io è l'impegno, davanti ho un gruppo di ragazzi davvero straordinario». Infine da notare come davanti è risultata come positiva l’alternativa Mbaye, schierato come punta: «Mbaye è un ragazzo che dà tanta disponibilità nel gruppo, che si fa voler bene e di lui sono contento. Lui ci ha messo tanto del suo ma anche i ragazzi lo hanno messo in condizione di fare bene».

23/08/2026 17:16
Ciarapica lancia la squadra marchigiana di Futuro Nazionale: nominati i coordinatori provinciali

Ciarapica lancia la squadra marchigiana di Futuro Nazionale: nominati i coordinatori provinciali

I motori sono ufficialmente accesi per la fase costituente di Futuro Nazionale nel territorio marchigiano. D’intesa con il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni e con il generale Roberto Vannacci, la guida del movimento su scala regionale è stata affidata al coordinatore regionale Fabrizio Ciarapica, affiancato dai nuovi referenti provinciali nominati per strutturare il radicamento della formazione politica sul territorio. Per quanto riguarda l'organigramma marchigiano, l'incarico di vicario regionale farà capo a Danilo Zampaloni. Guardando alle singole realtà provinciali, la guida per l'area di Pesaro e Urbino andrà all'avvocato Pia Perricci, mentre per la provincia di Ancona la scelta è ricaduta su Fabio Berto. Nel Maceratese il punto di riferimento sarà Pierpaolo Turchi, mentre a Fermo le redini passeranno al professor Paolo Orlandi. A chiudere il quadro dei territori c'è la provincia di Ascoli Piceno, affidata alla dottoressa Alessia Serrao, mentre l'importante ruolo di responsabile organizzativo regionale è stato assegnato a Mirko Bianchini.  «Abbiamo scelto donne e uomini che conoscono profondamente le proprie comunità, che hanno esperienza, competenza e soprattutto la volontà di mettersi in gioco — ha affermato Ciarapica —. A loro affido una responsabilità importante: ascoltare, dialogare, aggregare e dare voce alle istanze dei cittadini, costruendo provincia dopo provincia una realtà capace di guardare al futuro con coraggio e determinazione. Ringrazio il generale Roberto Vannacci e il Coordinatore Nazionale Massimiliano Simoni per la fiducia e per il percorso che stiamo costruendo insieme. Ai nuovi coordinatori provinciali rivolgo il mio più sincero augurio di buon lavoro. Da oggi inizia una nuova sfida: costruire, insieme, una presenza politica forte, radicata e autorevole, capace di rappresentare le Marche e di contribuire concretamente a costruirne il futuro».    

23/08/2026 17:14
Sisma, dieci anni dopo. Castelli: "Ricostruzione atto di giustizia verso le comunità, il riferimento è il Friuli"

Sisma, dieci anni dopo. Castelli: "Ricostruzione atto di giustizia verso le comunità, il riferimento è il Friuli"

Dieci anni non bastano per colmare il dolore, ma sono un tempo sufficiente per misurare la forza di chi ha deciso di non arrendersi. Alle 3.36 del 24 agosto 2016 la terra tremò e il Centro Italia sprofondò nell'incubo: 299 vittime, paesi rasati al suolo e un’intera comunità ferita al cuore. A un decennio da quella notte, Amatrice, Accumoli, Arquata e tutti i borghi del cratere ricordano chi non c’è più, ma guarda avanti. Nel più grande cantiere d’Europa, la ricostruzione ha finalmente ingranato la marcia giusta, trasformandosi in una storia di riscatto e dignità. I numeri del Rapporto 2026 raccontano una svolta concreta, ma ancora molta strada c'é da percorrere. "Quasi il 98 per cento delle opere pubbliche programmate è stato sbloccato e oltre 14 mila cantieri privati sono già stati completati", spiega il commissario sisma Guido Castelli. "Le gru dominano ancora il paesaggio, ma oggi restituiscono case sicure, scuole moderne come l'istituto Betti di Camerino e il Divini di San Severino, ed edifici simbolici della nostra identità spirituale, primo tra tutti la Basilica di San Benedetto a Norcia". Ma la sfida vera, come sottolinea il commissario straordinario non è stata soltanto posare mattoni, bensì "ricucire il tessuto sociale ed economico di un territorio che rischiava lo spopolamento definitivo. Attraverso i fondi dedicati e la strategia di riparazione economica, l'Appennino centrale sta difendendo con le unghie il diritto a restare. I dati confermano una ripartenza reale: l'occupazione cresce a ritmi superiori alla media nazionale, mentre la percentuale di giovani che non studiano e non lavorano è crollata, toccando ad Ascoli e Macerata valori tra i più bassi d'Italia". "Il punto di riferimento resta lo storico modello del Friuli del 1976, ma con la consapevolezza di dover gestire un territorio vastissimo diviso tra quattro regioni. A metà strada da quel traguardo, la rinascita procede a passo spedito. Ogni cantiere che chiude, ogni famiglia che rientra a casa e ogni attività che riapre i battenti rappresentano la vittoria della speranza sulla tragedia, l'omaggio più bello a chi ha perso la vita in quella terribile notte di fine estate".

23/08/2026 15:37
Potenza Picena, colto da malore mentre passeggia: soccorso dai passanti, poi volo d'urgenza a Torrette

Potenza Picena, colto da malore mentre passeggia: soccorso dai passanti, poi volo d'urgenza a Torrette

Sono stati alcuni passanti a praticare per primi il massaggio cardiaco a un 89enne colto da arresto cardiaco mentre passeggiava a Porto Potenza Picena. Un intervento immediato che ha preceduto l'arrivo dell'ambulanza della Croce Rossa, giunta sul posto in pochi minuti e riuscita a far ripartire il cuore dell'anziano. L'allarme è scattato quando l'uomo si è improvvisamente accasciato a terra. Alcune persone presenti hanno immediatamente compreso la gravità della situazione e hanno iniziato le manovre di rianimazione, mentre veniva allertato il 118. L'ambulanza della Croce Rossa di Porto Potenza ha raggiunto il luogo dell'intervento in tempi rapidissimi e i soccorritori hanno proseguito senza interruzioni le manovre rianimatorie, riuscendo a ottenere la ripresa dell'attività cardiaca. Sul posto è intervenuta anche l'automedica proveniente da Civitanova Marche, per supportare le operazioni di soccorso e valutare le condizioni dell'anziano. Considerata la situazione, i sanitari hanno richiesto l'intervento dell'eliambulanza per il trasferimento d'urgenza all'ospedale regionale di Torrette. L'elisoccorso è atterrato in via Beethoven, dove è stata effettuata la presa in carico del paziente per il successivo trasferimento. Restano da chiarire le circostanze che hanno provocato l'arresto cardiaco. Fondamentale, nella gestione dell'emergenza, si è rivelata la tempestività dei presenti, intervenuti con le prime manovre di rianimazione prima dell'arrivo dei soccorsi professionali.

23/08/2026 12:40
Visso, scontro tra auto e moto sulla provinciale 209: soccorso in eliambulanza

Visso, scontro tra auto e moto sulla provinciale 209: soccorso in eliambulanza

Incidente tra un'auto e una moto lungo la strada provinciale 209 a Visso: un motociclista è rimasto ferito e, considerate le sue condizioni, è stato richiesto l'intervento dell'eliambulanza. Lo scontro è avvenuto poco prima delle 11 di questa mattina. Per cause ancora in fase di accertamento, l'auto e la moto sono entrate in collisione e ad avere la peggio è stato il conducente della due ruote. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, che hanno prestato le prime cure al motociclista e, durante le operazioni di soccorso, hanno richiesto l'intervento dell'elisoccorso. Per consentire il trasferimento del ferito, l'eliambulanza è atterrata in località Pontelatrave, dove è stata raggiunta dall'ambulanza con a bordo il motociclista.

23/08/2026 11:30
Il mare come viaggio nell’anima: tra inconscio, fragilità e rinascita interiore

Il mare come viaggio nell’anima: tra inconscio, fragilità e rinascita interiore

I Greci usavano diverse parole per definire il mare. Una di queste era Pontos, un termine con cui descrivevano l'orizzonte aperto come un passaggio: quello spazio immenso e necessario da attraversare per raggiungere altre terre o, in senso filosofico, per esplorare parti ancora sconosciute di se stessi. Se la terraferma è l’immagine prevedibile e rassicurante della certezza, il mare simboleggia l’inconscio e la dimensione sommersa delle emozioni non espresse. Immergersi equivale a inabissarsi nella propria interiorità. È per questo che molte persone provano un’istintiva resistenza ad abbandonarsi del tutto all’acqua: farlo significherebbe rischiare di perdere il controllo razionale della mente. Nella sua immensità, il mare ci spoglia dell'Ego, costringendoci a un confronto diretto con la nostra fragilità e con i desideri più intimi. Eppure, l’acqua possiede un profondo potere catartico. Il semplice osservare il moto perpetuo e ciclico delle onde ci riconcilia con il ritmo stesso dell’esistenza. Ci insegna l'importanza di rimanere saldi e centrati a terra anche quando la vita viene scossa da eventi esterni, consapevoli che ogni tempesta è destinata a passare e che ogni flusso custodisce l'arte di saper lasciar andare. Il mare non offre una fuga dalla realtà, ma un ritorno all'essenziale. Entrare in acqua significa concedersi la possibilità di percepire una fusione profonda con l’universo, dissolvendo il confine rigido tra il nostro "Io" e il mondo circostante. L'acqua accoglie e ricompone le fratture interiori: di fronte all’infinito, le ferite della mente perdono il loro peso, sostituite da un gratificante senso di appartenenza a qualcosa di immensamente più grande. In fondo, il mare ci insegna che la vera serenità non nasce dal rimanere ancorati a certezze immobili. Richiede, invece, il coraggio di attraversare le proprie profondità per poi far ritorno alla terraferma con una nuova e più matura consapevolezza.

23/08/2026 10:30
Aurora Treia, altra prova di forza a San Severino: Settempeda travolta 4-0

Aurora Treia, altra prova di forza a San Severino: Settempeda travolta 4-0

L'Aurora Treia si impone con un netto 4-0 sulla Settempeda al Soverchia, confermando qualità individuali e tecniche e candidandosi a un ruolo da protagonista nella corsa al vertice del prossimo campionato di Eccellenza. L'allenamento congiunto del pomeriggio ha messo di fronte due squadre consapevoli delle rispettive caratteristiche: da una parte la corazzata Aurora Treia, al quinto test della preparazione e con la rosa quasi al completo, dall'altra una Settempeda chiamata a un confronto impegnativo, ma capace comunque di offrire indicazioni positive in vista dell'avvio della stagione ufficiale. I cucinieri hanno imposto fin dalle prime battute ritmi elevati e grande qualità nel reparto offensivo, mettendo in mostra importanti individualità. Per la Settempeda, nonostante il passivo, non sono mancate buone trame di gioco, soprattutto negli ultimi 25 minuti del primo tempo, quando i biancorossi hanno costruito alcune azioni pericolose arrivando anche a sfiorare il pareggio. La cronaca È il quinto allenamento congiunto per la Settempeda, che affronta una sorta di "crash test" contro la corazzata Aurora Treia. Gli ospiti, con l'unica eccezione di Vanzan, fermatosi durante il riscaldamento e sostituito da Calamita, sono al completo e schierano i migliori. Anche i locali presentano una formazione competitiva, seppur con alcune defezioni dovute ai carichi di lavoro. Pronti via e l'Aurora parte subito a ritmi elevati. Al 9' Senigagliesi, dopo l'ennesimo scatto sulla sinistra, entra in area e viene a contatto con Zappasodi. L'arbitro giudica falloso l'intervento del difensore e assegna il calcio di rigore. Dal dischetto Sbaffo non sbaglia e spiazza Giachetta, portando avanti i cucinieri. La Settempeda prova a reagire immediatamente e al 9' è Cicconetti, su calcio piazzato, a chiamare Barbacani a un intervento in tuffo. Al 14' Nasic inventa un lancio di esterno destro per Senigagliesi, che in corsa calcia rasoterra trovando la respinta di piede di Giachetta. Al 17' è Sbaffo a cercare il primo palo, ma il portiere biancorosso è ancora attento e devia. Al 35' Giachetta si supera sul tentativo aereo deviato di Calamita e, subito dopo, vola sotto la traversa per alzare in corner un colpo di testa di Sbaffo. Al 43' si rivede la Settempeda con una bella azione prolungata: Pagliari serve Cicconetti, che trova in mezzo Compagnucci. Il giocatore si gira e calcia, ma Barbacani è reattivo in uscita e mette in angolo. Proprio nel momento migliore dei locali arriva però il raddoppio dell'Aurora Treia. Calamita imbuca per Nasic, che si inserisce alla perfezione e con il sinistro batte Giachetta. La ripresa riparte con formazioni praticamente invariate, con appena tre cambi complessivi. Dopo cinque minuti arriva il tris: Buonavoglia dribbla sulla destra e mette al centro, Sbaffo lascia sfilare il pallone e Senigagliesi, con un gran movimento, trova spazio per girare in porta a mezza altezza. La Settempeda prova a reagire con una doppia occasione: prima Compagnucci calcia di poco a lato, poi Cicconetti trova la risposta centrale del portiere. Prima della girandola di cambi, è Senigagliesi a sprecare una ghiotta opportunità, calciando alto con il sinistro da posizione invitante. Nella fase finale del test trovano spazio anche diversi giovani. Al 29' Manna penetra dalla destra e calcia, trovando la pronta risposta di Giulietti, appena entrato insieme agli altri giocatori della panchina di casa. Al 34' ci prova Seye da distanza ravvicinata, ma Giulietti fa buona guardia e mette in corner. Al 39' arriva il quarto gol dell'Aurora Treia, che fissa il risultato sul 4-0: Albert scatta sulla sinistra, entra in area e scarica sotto porta per l'accorrente Seye, che non ha difficoltà a insaccare. L'ultimo acuto del match è della Settempeda con un bel sinistro dalla distanza di Paciaroni, che sorvola di poco la traversa. Per l'Aurora Treia una vittoria netta che conferma le ambizioni della squadra in vista della nuova stagione di Eccellenza. Per la Settempeda, nonostante il risultato, arrivano indicazioni positive sul piano della prestazione e dell'organizzazione, utili in vista del primo impegno ufficiale: la sfida di Coppa Italia contro il Camerino, in programma sabato 29 alle 15.30. IL TABELLINO SETTEMPEDA-AURORA TREIA 0-4 RETI: pt 9’ Sbaffo su rigore, 45’ Nasic; st 5’ Senigagliesi, 39’ Seye SETTEMPEDA: Giachetta(16’st Giulietti), Brandi(23’st Codoni), Romagnoli(14’st Eugeni), Pagliari(16’st Scocco), Pepi, Zappasodi(23’st Tidei), Uncini(1’st Monachesi), Bonifazi(9’st Farroni), Compagnucci(23’st Piroli), Cicconetti(15’st Meschini), Ceesay(23’ Paciaroni)). All. Pierantoni AURORA TREIA: Barbacani(16ìst Linares), Satta(16’st Cantarini), Calamita(23’st Seye), Alla, Hutson(1’st Pjetri), Ale(23’st Bartolini), Buonavoglia(16’st Petraglia), Favo(16’st Giuliodori), Sbaffo(16’st Albert), Nasic (1’st Melchiorri), Senigagliesi(16’st Manna). All. Ricci

23/08/2026 10:20
Corridonia, tenta la fuga all’alt dei carabinieri e si nasconde nel bagno di un locale: denunciato 38enne

Corridonia, tenta la fuga all’alt dei carabinieri e si nasconde nel bagno di un locale: denunciato 38enne

Tenta di fuggire all’alt dei carabinieri, abbandona l’auto e prova a far perdere le proprie tracce nascondendosi nel bagno di un locale. È quanto accaduto a Corridonia, dove un 38enne, già noto alle forze dell’ordine e residente a Tolentino, è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata per resistenza a pubblico ufficiale. L’intervento dei militari della stazione dei carabinieri di Mogliano è scattato nella tarda serata di alcuni giorni fa, presso il condominio "Zenith" di via dell’Industria a Corridonia, dopo una segnalazione arrivata alla centrale operativa relativa a un soggetto intento a danneggiare le cassette della posta dell’immobile. La pattuglia è arrivata tempestivamente sul posto, individuando e bloccando l’uomo. Tuttavia, al momento di esibire i documenti di identità, il 38enne sarebbe salito improvvisamente a bordo della propria autovettura, dandosi a una precipitosa fuga e ignorando l’ordine di arresto impartito dai militari. L’inseguimento si è concluso poco dopo. I carabinieri hanno infatti rintracciato il soggetto all’interno di un esercizio pubblico situato a breve distanza, dove avrebbe tentato di sottrarsi al controllo nascondendosi all’interno del bagno. Contemporaneamente, l’autovettura utilizzata per la fuga è stata rinvenuta nascosta dietro una siepe nel parcheggio adiacente al locale. Gli accertamenti successivi hanno inoltre permesso di verificare che il 38enne era gravato da un provvedimento di sospensione della patente di guida a tempo indeterminato, esecutivo dal 18 agosto 2024. Per questo motivo, il veicolo utilizzato per allontanarsi è stato sottoposto a fermo amministrativo. Il 38enne è stato invece denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata per resistenza a pubblico ufficiale.

23/08/2026 09:53
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