La pandemia, che ha colpito il mondo in questo periodo e che ha visto l’Italia, la nostra regione e la nostra città pienamente coinvolta, ci ha costretto a fare i conti con una terribile minaccia, cambiando le nostre abitudini, costringendoci a riorganizzare le giornate, mutare l’organizzazione del lavoro, le relazioni e il modo di studiare. Abbiamo dovuto soffocare sentimenti, contenere tradizioni e culture, attenuare, se non in certi casi annullare, i nostri diritti fondamentale dettati dalla Costituzione.
Lo stiamo facendo con forza e convinzione per il bene nostro ma soprattutto della nostra comunita’. Lo stiamo facendo con speranza che quanto prima si possa superare questo terribile periodo che ci ha stravolto la nostra vita portandoci via anche tante persone care.
Il laboratorio di idee “LA NOSTRA CITTA’ “ nato all’inizio dello scorso anno allo scopo di mettersi al servizio della propria comunità attraverso un impegno costante e quotidiano su quei temi che se curati e rafforzati possono diventare fondamento a migliorare la "cosa pubblica", riunitosi via skype in data 8 e 15 aprile 2020,
- esprime preoccupazione per la situazione generale in cui versa la nostra comunità;
- manifesta vicinanza e solidarietà a tutte le famiglie ed i malati da Covid-19 in particolare alla dott.ssa Marina Lombardello membro importante del nostro laboratori di idee colpita dal Covid-19 ; ci auguriamo che quanto prima possa guarire e ritornare punto di riferimento per noi tutti;
- vicinanza e gratitudine a tutte quelle persone impegnate in prima linea a combattere questa terribile pandemia;
- auspica che l’attuale momento porti tutti, in particolare la politica, al senso di responsabilità tralasciando polemiche e strumentalizzazioni di ogni genere e si lavori all’unisono per il bene di tutti i cittadini.
Dopo lunga e proficua discussione, il nostro laboratorio di idee “La Nostra Città’ ” e’ stato unanime nel sostenere che questa situazione ha mostrato in maniera cruda le tante disfunzioni presenti nel settore della sanità e non solo; c’e’ l'assoluto bisogno di uscire da questa situazione, non solo con l’occhio critico verso le cose che non funzionano, ma con la nuova consapevolezza di aver “IMPARATO” tante cose.
Imparato che la Sanità, insieme alla scuola e la sicurezza, è uno dei pilastri fondamentali di una società democratica e che lo stato non può delegarla a nessuno;
Imparato che la sanità regionale ha bisogno di un serio tagliando rivedendo tutte le articolazioni periferiche e la loro funzionalità;
Imparato che nella nostra realtà c’è assoluto bisogno di un ospedale di eccellenza già individuato in zona Pieve di Macerata, nei confronti del quale c’è necessità di profondere il massimo impegno, con la consapevolezza che un ospedale è solo un anello della catena sanità e non è fatto solo di edificio ma di contenuti, professionisti, attrezzature, percorsi rieducativi, studi e ricerca;
Imparato che il potenziamento della medicina territoriale, deve essere il punto di partenza di un serio impegno sulla salute dei cittadini; che i medici di famiglia devono ritornare ad essere il pilastro fondamentale di un sistema funzionante, dotati dei necessari strumenti di diagnostica di base;
Imparato che i nostri anziani sono un patrimonio e una risorsa per la nostra società bisognosi di ricevere attenzione e sviluppo dei servizi a loro indirizzati, specialmente in quelli affetti da patologie croniche; che le farmacie comunali devono essere inserite nella catena funzionale della sanità;
Imparato che, anche se la mortalità è maggiore per il sesso maschile, sono le donne a soffrire di più per sopperire alle attività di cura. Sono loro che maggiormente si prendono carico della gestione degli ammalati, sia nei luoghi preposti che all’interno delle famiglie, pensiamo a tutta la popolazione in isolamento a domicilio. Questa epidemia può accentuare la disparità di genere e non possiamo permettere che ciò avvenga. Ragioniamo quindi ad un futuro utilizzo di strumenti efficaci di policy come il ‘Gender Responsive Budgeting’;
Imparato che nesuno può vincere da solo come egoisticamente e strumentalmente vuol far credere qualcuno.
Infine, così come ci chiedono tanti amici e simpatizzanti, abbiamo analizzato l’opportunità di dare gambe politiche al nostro impegno creando eventualmente una lista civica denominata “LA NOSTRA CITTA’” da presentare alle prossime elezioni comunali .
La presentazione dei punti di programma che contraddistinguono il nostro impegno sarà nostra cura renderlo pubblico non appena le condizioni lo renderanno possibile
"Dalla Giunta Regionale vogliamo risposte certe e in tempi brevi, non solo perché in autunno ci saranno le elezioni, ma perché è necessario ora più che mai che venga fatta un’assunzione di responsabilità in tal senso anche nel caso in cui, come affermano gli esperti, ci dovesse essere una ricaduta autunnale con i contagi da Covid-19". Questa la richiesta formulata dai consiglieri di maggioranza del comune di Civitanova Marche in una nota stampa in cui si chiedono chiarimenti sul nuovo ospedale alla Fiera e sul nosocomio comunale.
"Siamo a conoscenza del fatto che tra qualche giorno - scrivono i consiglieri - dovrebbero iniziare i lavori presso la fiera di Civitanova Marche che, nel giro di due settimane, trasformeranno il suddetto stabile di proprietà del Comune nel centro regionale Covid-19 per un totale di 90-100 posti di terapia intensiva e semi-intensiva, allo scopo di liberare dai malati di coronavirus tutti i posti di rianimazione e i reparti dedicati a ciò negli ospedali della regione. In questo modo, pertanto, gli stessi potranno riprendere la loro attività ordinaria".
"Non abbiamo sentito, però, dare indicazioni dal Presidente Ceriscioli, il quale è anche Assessore regionale alla Sanità, relativamente al futuro del nosocomio civitanovese attualmente Covid Hospital: dove verranno poi ricoverati questi malati per la degenza post-intensiva? Ci giunge voce di alcune notizie che - proseguono dalla maggioranza -, se fossero vere, risulterebbero disastrose per la nostra città; infatti si vorrebbe utilizzare l’ospedale di Civitanova Marche a tale scopo, cioè a farlo rimanere Covid Hospital".
"Se così fosse, la nostra città avrebbe ben due ospedali: uno per la terapia intensiva, l’altro per la degenza ma comunque entrambi destinati ai malati di Covid. Oltre al danno la beffa - accusano i consiglieri -: abbiamo messo a disposizione della collettività regionale, in maniera del tutto gratuita, una struttura per liberare gli ospedali e veniamo poi oltremodo penalizzati nell’attività sanitaria ordinaria privandoci del nostro ospedale".
La maggioranza comunale formula al Presidente Ceriscioli delle richieste precise:
- L’ospedale di Civitanova deve seguire lo stesso iter di tutte le altre strutture, ovvero devono essere liberate le terapie intensive ed anche i reparti di degenza attualmente occupati dalla quasi totalità di degenti provenienti da fuori comune i quali dovranno essere trasferiti negli ospedali delle reciproche città di residenza; l’ospedale cittadino deve riprendere al più presto la sua ordinaria attività. Nel caso in cui si ritenga più opportuno gestirle in un unico ospedale esclusivamente destinato a questo, si chiede la riapertura di una di quelle strutture dismesse di recente ma comunque adeguate e subito utilizzabili a tale scopo. Stiamo assistendo alla vergogna del disservizio e dell’indecente gestione dei malati (gravi) oncologici, diabetici, cardiologici di tutti coloro che stanno attendendo un intervento chirurgico e che non sanno quale destino li attende nell’immediato futuro! A tutti questi cittadini vanno date risposte concrete in tempi brevi.
- I due piani costruiti alcuni anni fa con grande impegno di risorse pubbliche ed ancora inutilizzati del nostro ospedale vengano ultimati al più presto così da poter essere usati anche in caso di emergenza come accade ora per la pandemia, evitando di bloccare le attività ospedaliere che sono così necessarie alla vita e alle cure delle persone;
- L’attenzione all’ospedale di Civitanova e al territorio non deve essere limitata solo ai periodi di emergenza: se la città è baricentrica per la realizzazione della struttura Covid, ancor più lo deve essere in condizioni ordinarie perché Civitanova rappresenta il centro più popoloso della provincia, perché è il bacino d’utenza ospedaliera e commerciale più grande a livello provinciale e regionale, perché rappresenta uno snodo viario e ferroviario unico nelle Marche centro-sud e, pertanto non deve essere depotenziata delle sue strutture sanitarie ma semmai potenziata per poter offrire un servizio efficiente ai cittadini di queste zone.
Il settore turistico è in ginocchio e la gravità della situazione richiede la convocazione di un tavolo tecnico urgente con la Regione per studiare e concordare le nuove misure del prossimo rilancio.
Questo, in sintesi, l'appello espresso per via epistolare dall'assessore al Turismo Maika Gabellieri all'assessore regionale Moreno Pieroni, inviato il 14 aprile dal Comune di Civitanova in qualità di Ente Capofila del protocollo d'intesa “Noi Marche” e quindi in condivisione e rappresentanza di tutti i Comuni ad esso aderenti.
“Pur comprendendo il difficile momento di emergenza sanitaria, con gravissime ripercussioni sulle attività economiche e sociali del Paese – scrive l'assessore Gabellieri - con la presente intendiamo richiamare la Sua attenzione sulla drammatica situazione in cui versa il Turismo che, in questo momento, risulta essere indubbiamente il settore più colpito. In ragione di ciò e al fine di discutere quanto evidenziato, auspichiamo la necessità di un urgente confronto con la per analizzare e condividere idee, proposte e strategie operative nonché azioni concrete a sostegno del territorio e degli operatori”.
Pronta risposta da parte dei vertici della Regione, che hanno fatto sapere di aver molto apprezzato la richiesta, provvedendo a calendarizzare subito un tavolo di lavoro in videoconferenza per mercoledì mattina.
“Pur in un clima ancora decisamente emergenziale – ha commentato l'assessore Gabellieri che di recente ha partecipato ad un'altra riuscita videoconferenza del settore organizzata da “Tipicità” con esperti di settore regionali e nazionali - iniziamo però ad assaporare “lievi” miglioramenti dei dati sanitari che, in questa fase, costituiscono presupposto e stimolo per iniziare a riflettere e ragionare sulle modalità da attuare per il rilancio dei nostri territori – alcuni dei quali già duramente colpiti anche dal terremoto – e per l’avvio e la ripartenza dell’economia turistica. Sono a lavoro da settimane con le categorie e c'è desiderio di ripartenza, garantendo la sicurezza dei turisti. Si rende necessario a questo punto un confronto diretto con la Regione e ringrazio l'assessore Pieroni per aver dato pronta disponibilità.
“Siamo a disposizione della Regione Marche – conclude Gabellieri - per individuare e definire nuove regole e protocolli per porre in essere concrete azioni di sostegno di rilancio del turismo. Le Amministrazioni rappresentate da “Noi Marche” quotidianamente si adoperano per prestare supporto alle varie realtà territoriali, raccogliendo il continuo grido di allarme e le istanze degli operatori di tutte le categorie che chiedono informazioni, sostegno e collaborazione per fronteggiare questa crisi senza precedenti, nonché informazioni e modalità per ripartire”.
L'assessore Gabellieri riferisce anche un prossimo tavolo che avrà luogo lunedì con tutte le categorie della città per un brainstorming.
“Quello della ristorazione è di certo tra i settori più colpiti dalle misure di contenimento dovute all’emergenza del Codiv-19: dall'inizio dell'anno queste imprese hanno già perso 12 miliardi di euro e, a fine anno, la perdita stimata sarà di circa 21 miliardi di euro. Sono a rischio 50.000 imprese tra bar, ristoranti, catering, intrattenimento, stabilimenti balneari, con ricadute preoccupanti per l'occupazione che rischia di perdere 300.000 lavoratori e lavoratrici. Per cercare di scongiurare questo scenario drammatico, la Lega raccoglie e condivide le richieste degli operatori e delle loro associazioni di categoria e chiede al Presidente Ceriscioli di spendersi con il Governo nazionale per consentire il “take away” a queste attività”.
Lo chiedono, con una lettera indirizzata al Presidente della Regione Marche, il Segretario regionale della Lega Sen. Paolo Arrigoni, insieme ai parlamentari marchigiani Giorgia Latini, Giuliano Pazzaglini, Luca Paolini e Tullio Patassini e i consiglieri regionali Sandro Zaffiri, Luigi Zura Puntaroni, Marzia Malaigia e Mirco Carloni.
“Molti paesi europei come Francia, Germania, Danimarca, Regno Unito, Irlanda, Lituania, Malta, Svizzera, Turchia, Olanda e Finlandia permettono ai ristoranti, ai bar e ai pubblici esercizi, oltre alla consegna a domicilio, la vendita di piatti e prodotti pronti per l'asporto – continuano gli esponenti della Lega – una scelta che è assolutamente opportuno copiare perché non solo sarebbe positiva per il settore dal punto di vista economico, ma consentirebbe anche di offrire un’ulteriore alternativa ai cittadini, riducendo le code nei supermercati e nei negozi”.
“Su questi aspetti la Regione Marche non può derogare al decreto nazionale – chiarisce la Lega - ma chiediamo al Presidente Ceriscioli di farsi subito interprete verso il Governo per portare avanti questa proposta, indispensabile per generare opportunità di lavoro e permettere la loro sopravvivenza delle attività di ristorazione. Naturalmente l’attivazione del “take away” dovrà avvenire nel rispetto delle norme di sicurezza sanitaria e di distanziamento, esattamente come accade nella maggior parte dei paesi europei”.
“Visti anche i ritardi dei provvedimenti attesi per sostenere il comparto, occorre fare tutto il possibile per non far morire la ristorazione italiana che rappresenta non solo un importante segmento della nostra economia nazionale e regionale, ma anche un motivo di vanto per l’intero Paese”, concludono.
(Foto di repertorio)
“Mantenuti tutti gli impegni presi tra l’amministrazione precedente e il direttore dell’area vasta 3 Alessandro Maccioni , infatti è arrivato presso l’ospedale di Matelica un’importante apparecchiatura mobile per eseguire delle radiografie in proiezioni particolari il cosiddetto " Telecomandato" il quale è estremamente utile specie per situazioni di pazienti con problematiche motorie”. Così, in una nota, il gruppo consiliare “Per Matelica” guidato dall’ex sindaco Alessandro Delpriori, riguardo al potenziamento del reparto di radiologia dell’ospedale cittadino.
“Grazie all’impegno della precedente amministrazione vediamo oggi potenziato il nostro ospedale di comunità – prosegue il gruppo di minornaza - che oltre alla radiologia ha visto recentemente , nel mese di Febbraio un consistente aumento di posti letto che sono saliti complessivamente a 28 di cui 16 di cure intermedie. Il prossimo traguardo oramai sarà l’imminente avvio dei lavori a piano terra non appena le condizioni sanitarie in Italia si regolarizzeranno. L’impegno politico e la serietà amministrativa del direttore dell’area vasta 3 hanno portato finalmente ad ottenere un potenziamento significativo per la nostra comunità”.
Dopo l’approvazione in Consiglio regionale della sua mozione sulla tecnologia di comunicazione 5G, il capogruppo dei Verdi, Sandro Bisonni, presenta una proposta di legge che ha l’obiettivo di intervenire sulla normativa vigente per dare seguito a quanto proposto nel precedente atto.
Tra gli impegni formulati nella mozione, infatti, figura anche quello che riguarda l'ARPAM chiamata, prima di rilasciare pareri sulle istallazioni con tecnologia 5G, ad acquisire preventivamente le indicazioni delle autorità sanitarie competenti in materia, relativamente ai possibili rischi per la salute della popolazione esposta.
L'applicazione della mozione approvata, comporta l'impegno della Giunta alla modifica della legge regionale del 2017 (“Disciplina regionale in materia di impianti radioelettrici ai fini della tutela ambientale e sanitaria della popolazione”), e - considerata la scadenza della legislatura - Bisonni ha ritenuto utile proporla con atto del Consiglio, nella speranza di accelerarne l'iter.
“Con questa proposta - evidenzia - vorrei tentare di accelerare l'iter conseguente alla approvazione della mia mozione sul 5G, ovviamente nulla impedisce alla Giunta di provvedere con atto autonomo, l'importante è che si agisca con tempestività perché è evidente che la modalità di rilascio delle autorizzazioni debba essere esercitata tenendo in considerazione il principio di precauzione, la salute pubblica, la compatibilità ambientale e la tutela del paesaggio”.
Da ricordare, inoltre, che nella precedente mozione Presidente e Giunta venivano impegnati ad intervenire presso il Governo italiano ed i ministeri competenti affinché non siano attivati aumenti del valore di attenzione e dei limiti di esposizione previsti dal DPCM del 2003, a sollecitare i Comuni per l’adozione dei Piani delle antenne, così come indicato nella legge regionale del 2017 oltre che a realizzare una campagna informativa sul corretto uso del cellulare.
“In piena crisi da Covid-19 l’Amministrazione Comunale di Macerata, con i soldi del bilancio, pagherà spese legali anziché le misure di aiuto per i cittadini. Sborserà infatti una cifra pari a 700 volte lo stipendio di un operaio e 3 volte le centinaia di migliaia di euro ricevuti dal governo per i buoni spesa dell’emergenza per risarcire l’impresa che avrebbe dovuto costruire la bretella di via Trento. E sarà solo la prima rata perché, in totale dovrà risarcire 2.874.633 cui vanno aggiunti i soldi per la parcella degli avvocati che difendono Carancini nel procedimento penale per diffamazione: aveva dichiarato in una intervista che l’amministratore della società con il ricorso voleva spillare soldi ai maceratesi per interessi personali”.
Andrea Marchiori annuncia battaglia per domani, mercoledì 15 aprile, quando in consiglio comunale si discuterà l’adeguamento di bilancio imposto alla giunta dai rilievi dei Revisori e della Corte dei Conti.
“Una commedia dell’assurdo con i maceratesi che pagano un biglietto carissimo– spiega Marchiori – L’amministrazione ha considerato la bretella di via Trento talmente indispensabile da entrare in società con il costruttore, poi però ci ha rinunciato. L’impresa, contratto alla mano, ha fatto ricorso e, naturalmente, lo ha vinto. Adesso che bisogna pagare dove cercano i soldi i bravi amministratori maceratesi? Non certo nelle tasche del sindaco, dell’assessore ai lavori pubblici Ricotta o dei consiglieri di maggioranza che hanno fatto un errore dopo l’altro in questa vicenda. Li tolgono ai maceratesi che ce li avevano sotto forma di indennizzo assicurativo per i danni dal terremoto e che, con questa crisi, avrebbero potuto essere utilizzati per aiuti alla popolazioneci troveremo senza soldi per aggiustare gli edifici pubblici danneggiati come il Convitto e pure senza soldi che si sarebbero potuti usare per abbassare le tasse comunali, ridurre il costo dei servizi o aiutare famiglie, piccoli artigiani e commercianti. E pagheremo pure gli avvocati a Carancini che, come al solito, ha provato a buttarla in caciara rimediando, stavolta, una bella querela”.
Il Sindaco Noemi Tartabini, a distanza di una settimana dalla lettera ufficiale inviata a Luca Ceriscioli, torna a sollecitare con urgenza l’intervento del Presidente della Regione Marche chiedendo “più rispetto e considerazione per i Sindaci che stanno a fronteggiare l'epidemia sui propri territori di competenza, fornendo loro informazioni complete ed adeguate”. La mancanza di una risposta mentre l’emergenza non accenna a cedere, fa ritornare alla carica il primo cittadino potentino. Nel documento inviato al Governatore Ceriscioli si fa riferimento alla piattaforma regionale Cohesion a cui i Sindaci attingono giornalmente i dati sull'andamento dell'epidemia. Dati che andrebbero integrati aggiungendo, per completezza di informazione, i numeri e i nominativi dei residenti o domiciliati sul territorio comunale positivi al Covid-19 che stanno trascorrendo il periodo di isolamento presso le proprie abitazioni, presso ospedali o presso strutture residenziali, come ad esempio il Santo Stefano, e coloro che sono deceduti a causa del coronavirus. "Con la consapevolezza - sottolinea il Sindaco Tartabini - che non può e non deve essere disattesa alcuna garanzia a tutela della riservatezza e della dignità delle persone colpite dalla malattia, credo che il Sindaco debba essere portato a conoscenza di quale sia la situazione reale dell'andamento del contagio sul territorio che rappresenta affinchè possa essere messo nelle condizioni di svolgere al meglio il ruolo di Autorità Sanitaria Locale oltre a quella di sostegno e supporto della popolazione. Non è possibile - aggiunge la Tartabini rivolgendosi al Governatore della Regione - che un Sindaco venga a sapere dalla stampa i decessi per Covid-19 di suoi concittadini perché non c’è un coordinamento sul passaggio delle informazioni. Vi è forte preoccupazione, inoltre, per la struttura di riabilitazione del Santo Stefano di Porto Potenza Picena che ospita pazienti vulnerabili e dove lavorano centinaia di persone, molte delle quali residenti proprio nel Comune che rappresento. Una preoccupazione evidenziata anche ai vertici dell’Asur e dello stesso Santo Stefano già dal mese di marzo".
Gli sms partiti in automatico dagli uffici, quali promemoria nei casi di mancato pagamento delle quote dovute per i pasti consumati almeno due settimane prima della chiusura delle scuole, sono partiti di default dal programma che doveva essere disattivato. Si tratta di un promemoria senza conseguenze né sanzioni che, purtroppo, in questo periodo di emergenza, era semplicemente ancora attivo. Ai molti genitori che hanno già nei giorni scorsi chiesto chiarimenti è stato tranquillamente già risposto di non preoccuparsi perché, come annunciato dal Sindaco sin primo giorno di emergenza sanitaria, tutte le bollette e i pagamenti sono stati immediatamente sospesi.
"Ci dispiace per questo disguido. L'invio automatico è stato sospeso dagli uffici che hanno prontamente chiarito a tutti i genitori che li hanno chiamati che non vi sono sanzioni né sono partite, come sarebbe avvenuto ordinariamente, le raccomandate di sollecito pagamenti per chi ha accumulato pasti da pagare quando il servizio era ancora in funzione. Comunque, non intendiamo invitare le famiglie ad uscire per questo motivo e oltre tutto abbiamo come amministrazione sospeso quanto di nostra pertinenza come pagamenti proprio per sostenerle in questo momento difficilissimo.L'amministrazione sostiene i cittadini in ogni modo, garantendo interventi per aiutare chi è in difficoltà.
In questo periodo sia come SEF che per il sociale siamo stati occupati su molti fronti: l'attivazione dell'assistenza scolastica da remoto per i ragazzi disabili, la collaborazione costante con gli istituti comprensivi che ha consentito l'erogazione da parte degli stessi di diversi servizi agli studenti, il potenziamento dei pacchi alimentari e l'attivazione di pacchi a nuove famiglie, il progetto straordinario con l'Ant per i malati oncologici, la prosecuzione in forme straordinarie di servizi storici o di nuovi servizi di emergenza nel sociale e ultimo ma non ultimo la volontà di annullare eventi e manifestazioni per la costituzione di un fondo di Euro 1.100.000 circa a sostegno di imprese e famiglie". Commenta l'assessore Capponi.
"L'emergenza Covid-19 sta per abbattersi in maniera drammatica sulla stagione turistica che è alle porte - dichiara in una nota il senatore Francesco Battistoni, commissario regionale di Forza Italia Marche -. Oltre agli annunci del governo della serie 'faremo qualcosa' ed il rigetto della nostra proposta di deducibilità delle vacanze in Italia, partita dal Sindaco di Numana Gianluigi Tombolini, non stiamo vedendo nulla per il turismo e la sua ripartenza, niente che dia una prospettiva agli operatori del settore".
Aggiunge: "A tal proposito, Forza Italia ritiene giusto proseguire nella fase di contenimento del virus, ma riteniamo anche opportuno che sia data la possibilità ai gestori degli stabilimenti balneari di poter tornare nelle proprie attività, per effettuare i necessari ed urgenti lavori nelle aree demaniali in relazione allo smaltimento ed al recupero dei rifiuti che sono ammassati lungo le coste - precisa -. Il maltempo ed il lockdown hanno tenuto lontano i gestori ed i loro dipendenti dalle spiagge, e la situazione di pulizia delle stesse è decisamente grave.Crediamo sia una questione di buon senso ed un modo per tutelare la propria attività, la propria pertinenza e soprattutto la cosa pubblica".Il senatore Battistoni ha concluso la sua nota affermando: "Molte regioni a vocazione turistica hanno messo in campo misure del genere; anche le Marche devono farsi carico di questo problema; ovviamente il tutto rispettando le dovute norme di sicurezza e la massima tutela propria e del personale"
“La Lega ha ragione a non abbassare la guardia sulla pandemia in Area Vasta 3 e la conferma arriva dalle maldestre e tardive giustificazioni del direttore Maccioni”. Lo afferma, in una nota, l’onorevole leghista Tullio Patassini rispondendo al direttore Alessandro Maccioni, il quale aveva parlato di illazioni riguardo alle parole del leghista sulla gestione dell’ospedale di Treia. (Leggi qui)
“Ti pare normale, Maccioni – continua Patassini - rispondere solo il 10 aprile all’appello lanciato dalla Lega il 5 aprile per bocca del segretario provinciale Merlini e del consigliere comunale Sampaolo e da me reiterato il 7 aprile? Se davvero hai attivato il 6 aprile le procedure di tutela, perché non hai tranquillizzato subito i cittadini? Dove stavate mentre il reparto di cure intermedie (lungodegenza) veniva stato chiuso alle visite il 15 marzo e un medico di base negli stessi giorni ha chiesto un tampone che gli avete fatto solo il 30 e che è risultato positivo?
Ti pare normale che un alto dirigente della sanità regionale, anche se io non l’ho mai fatto, mi accusi di aver dichiarato che ci sono state vittime da Covid-19 nel complesso ospedaliero di Treia?
Ti pare normale definire l’allarme che ho lanciato sugli ambulatori mancata collaborazione e poi ammettere tu stesso che sono utilizzati quotidianamente dai soggetti più a rischio senza che sia stata attivata una task force specifica in modo che non vi circoli più il personale dei reparti?”
E ancora “Ti pare normale dire che non collaboro quando ho persino comprato personalmente visiere e camici ai medici di base che non li hanno ricevuto dalla sanità regionale?”
L’onorevole Patassini ricorda come lo stesso presidente Ceriscioli nel suo recente report abbia sorvolato sulle criticità dell’Area Vasta 3 per non doverle giustificare.
“Non è colpa della Lega se la promiscuità dei percorsi ospedalieri a Civitanova, Camerino, Macerata ha favorito i contagi – conclude Patassini - Persino gli hospices sono stati a rischio. Ora grande attenzione per l’ospedale di San Severino che, destinato a fungere da no-Covid per tutta la provincia, ha problemi a non finire denunciati anche oggi sulla stampa dal sindaco Piermattei”.
Ciarapica tuona giù le mani dal nostro ospedale, Civitanova Marche non deve diventare un polo stabile Covid’ ed è un post fake senza alcuna attinenza con i fatti. Qual è il documento da cui attinge il Sindaco per lanciare l’ennesima polemica. Non esiste. Così il capogruppo del partito democratico civitanovese, Giulio Silenzi, si è espresso in risposta al sindaco Ciarapica, il quale aveva chiesto rassicurazioni riguardo l’ospedale cittadino, una volta terminata l’emergenza, asserendo che non può diventare un Covid Hospital a vita.
“Quello di Ciarapica – continua Silenzi – è un allarme senza fondamento a cui ricorre per distogliere l'attenzione dal fatto che non riesce a trovare mascherine da distribuire ai civitanovesi, che non è riuscito a organizzare prima di Pasqua la distribuzione dei buoni alimentari ai suoi concittadini, esponendoli oltretutto a vergognose file in piazza. Da lui finora solo post e foto per apparire e visto che tra l'altro Civitanova è un Comune che ancora non ha un bilancio 2020, inventa la fake dell’ospedale di covid a vita. Tutto avviene tramite post, e senza alcun atto scritto, terreno su cui Ciarapica ancora una volta dimostra tutta la sua debolezza già emersa nella vicenda dell’ospedale unico con il sindaco di Macerata Carancini che è riuscito a far passare criteri per portare la struttura alla Pieve con il commento giulivo di Ciarapica ‘é una giornata felice’. O nell’altra scandalosa questione del salasso sulle tariffe dell’acqua, pagato in sede di ambito idrico dai civitanovesi, complici gli errori di Ciarapica.
“Anche stavolta – prosegue il consigliere di minoranza - il sindaco ha dimostrato di essere più bravo con Facebook che nell’attività amministrativa e infatti il 3 aprile, con la sua giunta, ha votato una delibera per concedere alla Regione la Fiera in comodato d’uso gratuito così che possa essere trasformata in maxi ospedale 100 posti terapia intensiva. In quel documento, in cambio dell'apporto generoso che la città stava dando alla soluzione dell’emergenza covid, non è stato inserito nessun documento per chiedere future garanzie alla Regione, per ottenere ad esempio finanziamenti destinati ad ultimare i due piani dell’ospedale e per il suo potenziamento. Un buon amministratore avrebbe fatto un accordo scritto e, se invece di scansarla con disprezzo e supponenza, avesse ascoltato la mia proposta a firmare una convenzione, oggi avrebbe in mano documenti scritti e non vuoti post allarmistici. Ancora una volta il sindaco sceglie di cavalcare la paura per nascondere le sue incapacità, atteggiamento grave e irresponsabile in un momento in cui c’è invece bisogno di rapportarsi con i cittadini con onestà e verità”, conclude Silenzi.
“Civitanova Marche ha dimostrato a tutta la regione, al di là di ogni orientamento e interesse politico, di essere responsabile e generosa nel momento di massima emergenza Covid nel salvare vite umane. Prima ha accettato, come altri Comuni, la trasformazione del proprio nosocomio in Covid Hospital e poi ha dato, senza esitazione, il via libera alla richiesta pervenuta dalla Regione di trasformare la propria Fiera in un polo di terapia intensiva pronta ad ospitare 100 posti letto. Ora però ci attendiamo garanzie dal Governatore Ceriscioli che tutto ciò sia solo ‘temporaneo’ per superare l'emergenza”. Così il Sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica in merito alle voci che circolano circa le decisioni che la Regione sta assumendo in queste ore per fare di Civitanova Marche un centro unico regionale di cura al Covid 19.
“Non accetterò che la mia Città si trasformi in un unico centro Covid in modo permanente, perché ciò avrebbe una serie di ripercussioni sociali ed anche economiche che Civitanova non può permettersi. La Regione, con la stessa velocità e onestà con cui ci siamo mossi noi, si impegni da subito a trovare un’alternativa al nostro ospedale dando certezze e programmando la sanità regionale per rispondere ai malati Covid nel lungo periodo. Civitanova – ha proseguito Ciarapica - è stata disponibile per un periodo transitorio e di emergenza ma non è disponibile a diventare un centro Covid in maniera permanente. Sappiamo tutti che la lotta al coronavirus sarà molto lunga, per questo chiedo, che sia individuato da subito un ospedale alternativo al nostro, magari partendo da una di quelle strutture chiuse di recente”.
“Pretendiamo con forza che il nostro ospedale, come specificato in ogni occasione dall’inizio della pandemia, ritorni quanto prima al ruolo originario e riprenda l’ordinarietà indicandoci anche l’utilizzo che si farà dei due piani posti sopra al pronto soccorso e mai utilizzati. Ci sono malati - puntualizza il sindaco - che con patologie molto gravi stanno aspettando la ripresa delle normali attività che al momento sono state sospese, rimandate o dislocate su altri ospedali. La nostra comunità, inutile specificarlo per l’ennesima volta, è la più popolosa della provincia e serve tanti comuni limitrofi della costa e anche dell’entroterra, per questo non può permettersi di rinunciare ad un proprio ospedale.
“Ora mi aspetto che la Regione dia - ‘a stretto giro’ - garanzie scritte nero su bianco. Noi – ha concluso il Sindaco – abbiamo agito sempre nell’interesse e per il bene della collettività, è il tempo che la Regione nei confronti di Civitanova faccia altrettanto e dimostri alto senso delle istituzioni restituendo ciò che ci è dovuto”.
"Pedalare, pedalare, pedalare". Così l'assessore Capponi descrive l'attività di tutto il settore del sociale in questo momento. Giorni imprevisti ed imprevedibili, che portano nuove problematiche e necessitano flessibilità, nuove strategie e sinergie concrete. Gli uffici sono al lavoro non solo per i buoni spesa, ma per le molte attività che proseguono in tutti i settori pur avendo cambiato veste, e per le nuove emergenze che la situazione Coronavirus fa nascere di continuo.
I buoni vengono costantemente distribuiti e nel contempo le centinaia di domande rimanenti vengono processate, ma nell'attesa di riceverli chiunque abbia necessità può contattare nel più totale riserbo il numero appositamente attivato: 347-8911558, o rivolgersi alle assistenti sociali regolarmente in servizio per rappresentare le proprie necessità. Dato l'incremento nella distribuzione dei pacchi alimentari alle famiglie in questo momento così emergenziale, per i rifornimenti si stanno adoperando davvero tutti: istituzione comunale, onlus, associazioni, volontari, ente pastorale, aziende, cittadini.
"Tutti al lavoro non solo negli uffici ma direttamente sul campo per coordinare, relazionarci, individuare bisogni, comunicare con gli enti che stanno donando le principali necessità, accelerare tempistiche ove possibile, raccogliere prodotti ad hoc per le diverse fasce di utenza. Mi sono personalmente relazionata con tanti che ci hanno donato, scandagliando con gli uffici e i volontari le esigenze, essendo presente all'arrivo dei carichi, coordinando le consegne con la Caritas e la Protezione Civile, nostri partner in questa raccolta, per l'arrivo dei prodotti in tempi utili anche per capire cosa manca da acquistare. La Diocesi, che ringrazio fortemente, e l'Assessorato alle Politiche sociali hanno voluto prevedere dei contributi straordinari, e anche con le prime donazioni effettuate è stato possibile acquistare carne e prodotti freschi da distribuire. Mi è caro ringraziare, oltre che il personale amministrativo che sta davvero lavorando sopra le forze data la enorme mole sia di domande per i buoni che di storici servizi e di nuove necessità emergenti, tutti quelli che hanno collaborato con l'assessorato tramite le loro donazioni per i pacchi alle famiglie o che con il loro servizio e impegno ci stanno aiutando con la logistica. Doveroso citare in primis Caritas Civitanova e Diocesi di Fermo e Protezione civile Civitanova Marche, ma anche le Farmacie comunali Civitanova Marche, SVAU- soccorritori volontari aiuti umanitari, Coldiretti e le aziende di rete Campagna amica, Multi cash Civitanova Marche, la Consulta dei servizi sociali di Civitanova Marche, il comitato di Potenza Picena di Croce Rossa Italiana e naturalmente tutti i cittadini che generosamente riempiono i cestoni della raccolta anche quando ordinano la spesa dal proprio domicilio. Ogni volta i civitanovesi dimostrano il loro incredibile spessore umano, ed è un grande orgoglio fare parte e rappresentare questa comunità, ora ferita, ma che insieme faremo ripartire. " conclude l'assessore Capponi.
Le fa eco Barbara Moschettoni, a nome di tutto il direttivo e volontari Caritas e Diocesi: "Diceva Madre Teresa che la nostra generosità è una goccia nel mare del bisogno, ma che se questa goccia non ci fosse il mare ne sentirebbe la mancanza. La gente di Civitanova ha accolto con generosità l'invito a donare la propria “goccia”, per andare incontro alle tante necessità di quanti, oggi, stanno vivendo situazioni difficili. Con i generi di prima necessità e le donazioni in denaro, i Civitanovesi stanno rendendo possibile un aiuto non generico ma in grado di soddisfare le tante diverse necessità di decine di famiglie bisognose. Mediamente in questo periodo stiamo assistendo 350 famiglie, di cui una settantina circa giunte a seguito della chiusura attività economiche. Stiamo lavorando davvero in rete con l'Amministrazione comunale ma anche con tutti i cittadini, associazioni, privati e aziende. Fra due giorni sarà Pasqua: il prendersi cura di chi ha meno di noi è il miglior modo di prepararci a questa festa e di rendere meno dura anche a noi la prova che stiamo affrontando. Papa Francesco, domenica scorsa, ha detto che «siamo al mondo per amare Lui e gli altri. Il resto passa, questo rimane. Il dramma che stiamo attraversando in questo tempo ci spinge a prendere sul serio quel che è serio, a non perderci in cose di poco conto; a riscoprire che la vita non serve se non si serve. Perché la vita si misura sull’amore». Gli auguri alla nostra bella città li facciamo ancora con le parole del Papa: «di fronte a tante certezze che si sgretolano, nel senso di abbandono che ci stringe il cuore, Gesù dice a ciascuno: “Coraggio: apri il cuore al mio amore. Sentirai la consolazione di Dio, che ti sostiene».
La raccolta alimentare prosegue anche nelle prossime settimane in moltissimi esercizi commerciali di alimentari, igiene e grande distribuzione, la cui lista aggiornata è pubblicata sul sito del comune di Civitanova. E' possibile donare anche per coloro che non sono costretti per necessità ad uscire quando si ordina la propria spesa da casa, in ottemperanza al decreto e per rispettare la linea guida di uscire il meno possibile. Sono sempre necessari prodotti alimentari a lunga conservazione e prodotti per l'igiene casa e persona.
L'amministrazione comunale di Treia, alla vigilia delle festività pasquali, ha fatto il punto sulla situazione legata all'emergenza Covid-19 in città. La negatività al virus di tutto il personale e degli ospiti della nostra Casa di Riposo rappresenta un importante spiraglio di ottimismo per l'intera cittadinanza così come le iniziative di solidarietà verso i propri dipendenti messe in campo dalla LUBE e da altre aziende del territorio.
Quella della negatività dei 47 tamponi effettuati su personale e ospiti della casa di riposo è indubbiamente la notizia più lieta di questo difficile periodo. Come arriva l'amministrazione comunale alla Santa Pasqua?
"Occuparci del sostegno alle famiglie in difficoltà e dell’implementazione delle misure di protezione socio-sanitaria della struttura della casa di riposo è uno dei nostri compiti. Il fatto che i 47 tamponi effettuati a tutto il personale e a tutti gli ospiti della struttura siano risultati negativi all’infezione da coronavirus, ci fa vivere con cuore più leggero le festività Pasquali.
Basta questo dato a rispondere alle sgangherate accuse rivolte all’amministrazione nei giorni scorsi dal segretario provinciale della Lega Merlini che criticava la gestione dell’emergenza al solo fine di buttare discredito sulle strutture comunali.
Le nostre lacrime invece vanno alla memoria delle 4 vittime a ai loro familiari che il virus ha provocato in questa città. Questo aspetto funesto ci consente inoltre di richiamare le nostre famiglie e la nostra popolazione a continuare con assiduità a rispettare le norme di distanziamento sociale con cui convivere per molti mesi ancora, anche quando riprenderanno le attività lavorative, speriamo il prima possibile".
Chi ha avuto il cuore grande in questa emergenza?
"Tutto il personale sanitario ed ausiliare impegnato nelle strutture della Casa di riposo, della Rsa e dell’Inrca. Un grande contributo, anche per i rischi che questo virus comporta, quello dato dai medici di base e dalla protezione civile; un plauso al personale dipendente del Comune che non si e’mai risparmiato in questa brutta vicenda e ai Parroci che hanno fatto sentire la loro vicinanza e celebrato la Pasqua attraverso i social.
L’iniziativa dell’azienda LUBE e’ meritoria conoscendo la sensibilità della proprietà, della Famiglia di Luciano Sileoni e dell’amministratore delegato Fabio Giulianelli, in quanto ha contribuito a creare serenità nelle famiglie di tanti treiesi.
Ringraziamo inoltre le imprese, i privati e le associazioni che in questo periodo hanno fatto e stanno facendo donazioni al Comune nonché fornito mezzi di protezione individuale ai medici di base, al personale della casa di riposo, alla Protezione Civile e a tutti i cittadini treiesi.
In merito alla proposta della lista di opposizione Prima Treia ribadiamo che non ci sono risorse “libere” nel bilancio del comune in quanto l’amministrazione sta proseguendo con l’attuazione delle linee programmatiche e di mandato; la lista Prima Treia quando parla di sostenere le imprese dovrebbe prima convincere alcuni dei suoi componenti, in quanto ricordiamo che gli stessi (che facevano parte della lista di opposizione dell’amministrazione precedente) hanno votato contro le decine di modifiche al prg richieste proprio dalle piccole e medie imprese treiesi, compresa la nuova area di espansione della Lube e che erano determinanti per lo sviluppo delle stesse".
Come risponde l'amministrazione alla polemica innescata dall'onorevole Patassini (leggi qui)?
"Patassini come parlamentare si occupi dei disastri della Sanità Lombarda nella gestione del COVID e non faccia il menagramo!"
"In un momento di grave emergenza globale non riteniamo prioritario ratificare il progetto dell'ospedale unico; sorge il dubbio che si tratti di una strategia politica che vede un’accelerazione in prossimità delle elezioni regionali". Così interviene Euro Ginobili, coordinatore di "Obiettivo Civitanova" in merito all'approvazione del piano economico relativo all'ospedale unico da realizzare alla Pieve.
"Ci sorprende un aspetto - sottolinea Ginobili -: come mai è stata ribadita e rimarcata in Regione la favorevole posizione geografica di Civitanova per la realizzazione della struttura sanitaria temporanea, destinata alla gestione dell'emergenza COVID-19 presso la fiera, e tale vantaggio non possa essere considerato valido in condizioni di ordinaria gestione della sanità?"
"Non si tratta di allarmismo, allora, sostenere l’affermazione del sindaco Ciarapica sulla volontà progettuale di smantellare l'ospedale di Civitanova Marche - aggiunge Ginobili -, approfittando della richiesta di organizzare una riconversione a centro COVID-19, senza precise garanzie per l'immediato futuro del nostro nosocomio".
"La situazione attuale sta evidenziando in maniera drammatica come i tagli alla sanità degli ultimi decenni e l'accorpamento dei servizi ospedalieri in uniche strutture si rivelino fallimentari in situazioni di emergenza - dice ancora Ginobili -; sulla base di questo ci domandiamo su quali principi economici e sanitari il nostro presidente Ceriscioli intenda proseguire con queste stesse politiche non rispondenti alle reali esigenze dei cittadini. La nostra riflessione non nasce da un mero campanilismo, ma dall'incertezza che tale struttura unica sia in grado di soddisfare i bisogni reali dell'intera comunità. L'attuale amministrazione regionale non sembra fornire chiarimenti, né sembra dare risposte ai cittadini marchigiani, nella fattispecie civitanovesi".
"Non solo ci opponiamo fermamente ad ogni progetto di ospedale unico sito in località Pieve ma, data la portata epocale di questa emergenza, chiediamo che la struttura civitanovese non venga ridotta bensì potenziata nel personale e strutture magari con la creazione di un nuovo reparto adiacente l’ospedale destinato alle malattie infettive che operi in modo permanente così da diventare una risorsa sanitaria di eccellenza fondamentale sia in situazioni ordinarie che epidemiche" queste le richieste provenienti della lista civica "Obiettivo Civitanova".
Continua la “social catena” a Recanati. Molte sono le azioni concrete di solidarietà che il Comune e i cittadini stanno organizzando in questi giorni per aiutare le famiglie più in difficolta a causa dell’emergenza coronavirus, tra le ultime “Il pranzo di Pasqua”.
Grazie alla rete di solidarietà instaurata tra il Comune di Recanati, gli Assessorati alla Protezione Civile e ai Servizi Sociali con gli esercizi commerciali della città, verranno distribuiti 350 pranzi di Pasqua alle famiglie che risentono maggiormente la crisi in atto.
In prima linea nell’ideazione e nella preparazione del delizioso regalo pasquale Marco Menghini del Ristorante Tonino in collaborazione con la rete di operatori commerciali che offrono i generi alimentari, formata dai supermercati della catena Si con Te di Villa Teresa di Michele Principi e de Le Grazie, di Jacopo Zannini, dei panifici Giorgini e Donnini Manzotti, della pasta fresca D'Andrea Giovanni, l’azienda agricola 3 Filari di Recanati e Negozio we Marche.
“Ancora una volta Recanati dimostra di avere una straordinaria rete di solidarietà che nei momenti importanti emerge in tutta la sua forza con un grande cuore . – ha detto il Sindaco Antonio Bravi - Siamo tutti uniti nella lotta contro questo nemico invisibile, ho una lunga lista di concittadini da ringraziare personalmente a partire dagli operatori sanitari in primissima linea, le forze dell’ordine, i dipendenti comunali, gli operatori commerciali, le aziende e utti coloro che restando a casa ci permettono di far fronte giorno per giorno alle emergenze, arginando il più possibile l’espandersi dell’epidemia.”
Sarà Marco Menghini ad aprire appositamente la cucina del Ristorante Tonino per preparare i 350 pranzi pasquali previsti con i cibi freschi offerti dagli operatori commerciali di Recanati per le circa 100 famiglie identificate da un elenco predisposto dai servizi sociali del Comune. Menù del pranzo pasquale: lasagne, arista, pane, contorno, frutta, colomba e uovo pasquale accompagnati da una bottiglia di vino.
La distribuzione dei pranzi pasquali, grazie all’ausilio di volontari, avverrà domenica tra dalle ore 10:30 alle 12, in due punti della città: davanti al Ristorante Tonino per le famiglie il cui cognome inizia con le lettere dalla A alla H e presso la Parrocchia Cristo Redentore per le famiglie il cui cognome inizia con le lettere dalla I alla Z.
Tra le altre iniziative di solidarietà, la donazione da parte della dall’azienda multinazionale Somacis di Castelfidardo di 400 mascherine al Comune di Recanati che provvederà a distribuirle all’Ospedale di Comunità, alla RSA e alla Casa di Riposo e la donazione di 100 mascherine e 100 tute AntiCovid al personale medico e alla Croce Gialla da parte dell’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti.
Nel frattempo il Comune di Recanati ha già provveduto alla distribuzione dei “buoni spesa multiuso” nei due giorni successivi all’arrivo dei 120 mila euro stanziati dal governo per le misure urgenti di solidarietà alimentare, consegnati direttamente a casa di tutti i cittadini che ne hanno fatto richiesta e alle famiglie già sotto la tutela dei servizi sociali.
Domani, venerdì Santo, non potendosi tenere la tradizionale processione che attraversa Recanati, Padre Roberto Zorzoloterrà una breve funzione religiosa sul sagrato della Chiesa di San Vito che potrà essere seguita da casa su Radio Erre.
“Per tornare alla normalità dopo l’emergenza Covid, ancora una volta risulta determinante e risolutiva l’azione responsabile del privato rispetto ad uno stato che annuncia liquidità che si incaglia in un mare di carte bollate. Prima Treia, che ha proposto la creazione di un fondo a sostegno delle microimprese cittadine alimentato dalle economie per la mancata attuazione della programmazione comunale, plaude alla determinazione della Cucine Lube grazie alla quale centinaia di famiglie, treiesi e non, vivranno una Pasqua un po’ più serena”.
Lo dichiara il gruppo consiliare Prima Treia a commento della decisione dell’azienda cuciniera treiese di integrare gli stipendi dei propri dipendenti, per la prima volta in cassa integrazione in 53 anni di storia aziendale. Poiché la cassa integrazione eroga solo parte dello stipendio, sarà l’azienda, con propri fondi (che saranno pure tassati dallo Stato) a pagare la differenza consentendo ai propri addetti di percepirlo per intero.
“Sono in tanti ad attendere ancora quel filo di ossigeno promesso dal primo decreto Conte e mai arrivato - continua Prima Treia – A Treia, una sorta di isola felice dal punto di vista dell’economia prima della pandemia, crescono disagio sociale e preoccupazione per un possibile ritardo al ritorno alla normalità per i nuovi contagi. Pesano sul morale fiaccato da 4 morti, alcuni ricoverati gravi i nuovi focolai dell’RSA, dell’Inrca e della Casa di Riposo che rischiano di innescare nuovi focolai domestici. I dati diffusi oggi dall’amministrazione Comunale (che escludono i ricoverati, 4 morti e il personale sanitario non residente) riferiscono di 42 persone in isolamento e 24 positivi dopo che già 80 persone sono uscite dalla quarantena”
Oggi, al Senato, si terrà il voto di fiducia al Governo sul decreto "Cura Italia", che stanzia 25 miliardi per far fronte all'emergenza coronavirus.
Per tutto il corso della mattinata, in aula, si sono susseguiti gli interventi degli esponenti della maggioranza e della minoranza. Questi ultimi hanno annunciato il voto contrario in maniera compatta.
Nel suo discorso di 6 minuti il segretario della Lega Matteo Salvini, nell'annunciare il suo "no" al decreto, ha citato le misure di sostegno messe in campo dal Gruppo Lube per aiutare i propri dipendenti, a produzione ferma.
"Ci sono alcuni imprenditori illuminati che stanno pagando gli stipendi agli operai, pur essendo a casa - afferma Salvini -. Una fra le tante aziende, la Lube, nelle Marche che integrerà - per scelta dei datori di lavoro - ai propri collaboratori la differenza tra cassa integrazione e stipendio pieno. Ebbene lo Stato, chiederà le tasse sulla quota di differenza fra la cassa integrazione e lo stipendio pieno. Detassate almeno quello che gli imprenditori versano ai loro lavoratori in tempo di emergenza. Almeno questo chiediamo".
Ecco il video del discorso integrale di Matteo Salvini al Senato:
Un minuto di silenzio e raccoglimento per ricordare le vittime del Covid-19. Si è aperta così l’ultima seduta del Consiglio comunale di San Severino Marche che, a causa dell’emergenza in corso, si è tenuta in via telematica con assessori e consiglieri collegati da casa.
La registrazione della seduta è stata poi resa disponibile sulla piattaforma https://transcripts.gotomeeting.com/?utm_source=recordingReadyNotification&utm_medium=email#/s/f73acb5aac0f6449da9f92c63e6d800426b2a0e9ce699ffffd3f47f030204b69
Il sindaco, Rosa Piermattei, ha introdotto il suo intervento con un nuovo appello: “Vorrei approfittare di questa occasione, anche in questa sede istituzionale, per ricordare quanto sia necessario, oggi più che mai, stare a casa, evitando uscite inutili e, soprattutto, ogni forma di assembramento. Usciremo da questa situazione, sono certa che ce la faremo, ma tutti insieme dobbiamo continuare a seguire le raccomandazioni degli esperti per evitare il più possibile ogni possibile forma di contagio. L’emergenza che stiamo vivendo è un’emergenza mondiale che ha fatto migliaia e migliaia di vittime e che, solo nella nostra città, ha visto già piangere due persone in una stessa famiglia”.
Poi, subito dopo il minuto di raccoglimento, sempre dalle parole del primo cittadino è arrivato un “simbolico abbraccio anche ai familiari dei malati, a chi sta lottando in ospedale e a chi, sempre in ospedale, sta lavorando in trincea e in prima linea cercando di salvare vite umane e mettendosi a disposizione, ogni giorno, della nostra collettività. Con loro - ha proseguito il sindaco Piermattei - vorrei ringraziare i medici di famiglia, i tanti volontari, le forze dell’ordine”.
Poi la conta dei numeri: a San Severino Marche sono 17 i casi positivi al Covid-19, tra questi diversi pazienti che restano ricoverati in ospedale, e altre 15 le persone seguite in assistenza sanitaria domiciliare dall’Asur.
Già iniziata la distribuzione dei buoni spesa. Ne hanno fatto domanda un centinaio di persone mentre sono 14 le imprese che hanno accolto l’invito del Comune al ricevimento degli stessi. Il Comune di San Severino Marche ha anche attivato un fondo di solidarietà dove tutti potranno fare donazioni a sostegno delle famiglie settempedane. Le donazioni potranno essere versate del conto corrente bancario intestato a Comune di San Severino Marche IBAN: IT 28 C 03111 69150 000000007432 UBI BANCA SPA – Filiale di San Severino Marche – indicando come causale del versamento “Fondo di Solidarietà Comune San Severino M. – Emergenza Covid-19”.