"Apprendiamo con soddisfazione la notizia che anche la città di San Severino ha detto no all'installazione di antenne 5G sul territorio comunale - dichiara in una nota Tiziana Gazzellini, coordinatrice di Fratelli d'Italia San Severino Marche - Difatti su nostra istanza resa pubblica nei giorni scorsi, avevamo sollecitato l'amministrazione comunale a considerare l'opportunità di non autorizzare l'installazione e la sperimentazione di impianti di questo tipo, almeno fino a quando la scienza non sarà in grado di escludere la possibilità di effetti cancerogeni sulla salute dei cittadini"
Gazzellini ha poi concluso affermando: "Con l'ordinanza n. 52 del 22.04.2020 il Sindaco ha accolto il nostro appello, ragione per cui, riteniamo doveroso manifestarle il nostro apprezzamento per la sensibilità mostrata nel condividere questa importante decisione"
Usare le donazioni raccolte per la realizzazione di una struttura di terapia intensiva e subintensiva a Civitanova Marche per rafforzare gli ospedali pubblici. È quanto suggerisce Alessia Morani (Pd), sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo economico. "Il tema - spiega Morani su Facebook - è molto delicato e per questo ogni parola merita di essere meditata bene. Il territorio marchigiano è tra i più colpiti da questo terribile virus e abbiamo pianto tanti, troppi morti. Proprio nel mezzo dell’emergenza è stata pensata quella struttura alla fiera di Civitanova e nel momento in cui è stata annunciata ho creduto che fosse un intervento opportuno e tempestivo. Non ho condiviso l’incarico a Bertolaso poiché credo che nelle Marche ci siano personalità che hanno dimostrato sul campo e, in particolare, nella protezione civile le loro capacità e professionalità e ho trovato del tutto incomprensibile avere affidato la raccolta delle donazioni private all’Ordine dei cavalieri di Malta invece che alla Protezione civile nazionale. Sarebbe certamente stato più trasparente affidarsi ad un organismo pubblico. Tolte, comunque, queste perplessità, durante l’emergenza ho trovato condivisibile l’idea della struttura di Civitanova e per questo non ho avuto alcuna obiezione. Io stessa mi sono spesa per un ospedale da campo militare che è stato poi installato a Jesi". Da allora è però passato "molto tempo e la struttura a Civitanova ancora non c’è. Anche la fase acuta del contagio è passata: oggi nelle Marche abbiamo 61 pazienti in terapia intensiva. E allora mi chiedo se quella struttura per come è stata pensata abbia ancora oggi senso e se invece non varrebbe la pena utilizzare le donazioni dei marchigiani per rafforzare le strutture ospedaliere esistenti come sta facendo l’Emilia Romagna: quei posti di terapia intensiva e sub intensiva potrebbero essere creati all’interno dei nostri ospedali pubblici allargando ed affiancando i moduli preesistenti. Avremmo così le risorse per rafforzare i nostri ospedali e saremmo preparati se dovesse malauguratamente presentarsi una nuova fase acuta di contagio. Infine, se la struttura di Civitanova, come qualcuno dice, dovesse essere invece utilizzata per alleggerire gli ospedali e allora mi chiedo perché non utilizzare a questo scopo strutture già pronte come Villa Fastiggi e Campofilone solo a titolo d’esempio. Risparmieremmo molte risorse e avremmo anche più posti di quelli previsti a Civitanova. Credo che queste siano domande che in molti si stanno facendo e che meriterebbero un dibattito pubblico più franco ed approfondito".
"Io trovo un costante ritardo del Governo nel dare le risposte". Lo ha detto il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli intervistato, in collegamento, da Sky Tg 24 sull'emergenza Coronavirus. "Le linee guida per la riapertura per esempio dovevano essere date gia' da due settimane- premette Ceriscioli-. Se non c'e' il tempismo esatto il pericolo e' che ogni volta uno si deve organizzare per dare risposte che non arrivano in maniera coordinata e si agisce in maniera scoordinata. Chiedo di avere dei tempi compatibili con i problemi, con quello che ci chiedono le imprese, con quello che ci chiedono i cittadini e con quello che ci chiede l'emergenza. Andare fuori tempo oggi non ci e' consentito. Ogni risposta e' arrivata molto dopo rispetto a quando serviva". Un altro caso eclatante secondo il governatore marchigiano e' quello legato agli screening sierologici. "Pensiamo all'ultimo caso quello dei test sierologici- conclude Ceriscioli-. Due settimane fa si annunciavano linee guida imminenti e a due settimane di distanza non abbiamo linee generali sui test. Questo ci costringe ognuno ad agire per conto proprio. Non e' l'ideale ma e' molto meglio di non fare nulla".
(Fonte Agenzia Dire)
"Già considero assurdo dover smentire per la sesta volta la mia possibile candidatura alla presidenza di una Regione, ma per bloccare ogni polemica, no, non ho intenzione di candidarmi alla presidenza delle Marche. Per chi ancora non l’avesse capito io lavoro per il mio Paese, al di sopra di ogni logica politica". Così Guido Bertolaso interviene sui social per smorzare le polemiche nate nelle ultime ore riguardo un suo possibile interessamento alla carica di governatore della Regione Marche, connesso al coordinamento dell'intervento di realizzazione del nuovo Covid Hospital da 84 posti letto presso la Fiera di Civitanova Marche.
"Lo scorso 21 aprile, il Comune ha comunicato che i 118.000 euro, in buoni spesa finanziati dal Governo, sono stati distribuiti a 368 famiglie, escludendo finora solo 22 famiglie, che hanno fatto domanda e sono rimaste fuori da qualsiasi tipo di contributo. Chiediamo all’Amministrazione che si faccia promotrice di un tavolo che coinvolga tutte le forze in campo a sostegno delle famiglie e delle aziende in difficoltà per far fronte ai problemi economici che l’epidemia sta evidenziando”. La richiesta è degli esponenti del partito Democratico di Tolentino, i quali auspicano un tavolo di coordinamento per affrontare l’emergenza.
“Il Partito Democratico – affermano in una nota - dà la propria disponibilità a fare quanto possibile per contenere i disagi della popolazione in un’azione coordinata dall’Amministrazione con tutte le associazioni di volontariato e le forze sociali presenti sul territorio. In un momento così difficile è necessario trovare diversi modi per venire incontro alle famiglie in difficoltà ed è necessario uno sforzo coordinato per favorire un uso razionale delle risorse, per evitare esclusioni o sovrapposizione di interventi.
In questa fase di emergenza, ma anche in quella che viene definita fase 2, molte saranno le sofferenze dei nostri concittadini, coinvolgere le associazioni di volontariato, i loro organi di coordinamento, le forze politiche e sociali favorisce una maggior copertura delle necessità anche attraverso proposte diversificate.
Il Partito Democratico sollecita l’Amministrazione Comunale a prestare particolare attenzione, in fase 2, ai cittadini più giovani che saranno sicuramente provati da questa esperienza e dall’allontanamento dalla scuola e dalla vita sociale. Chiede inoltre che si valuti e si agisca per attenuare il disagio psicologico delle persone più fragili e degli anziani”.
“Particolare attenzione va posta – dicono gli esponenti dem - al rischio di incipienti povertà che potrebbero riguardare situazioni che fino a ieri erano di " normalità” quali attività ed esercizi artigiani e commerciali di prossimità (bar, ristoranti, estetiste, acconciatori, ecc) per i quali si preannuncia una ripartenza lenta, o le produzioni più soggette alla mutevolezza del mercato post epidemia. Queste realtà potrebbero trovarsi nell'arco di qualche mese in povertà. Una azione di prevenzione, monitoraggio e sostegno va organizzata tempestivamente coinvolgendo le organizzazioni di categoria e sindacali in una azione di protezione "locale" riguardo il credito ed altri aspetti che nell'arco di qualche mese possono traslare dalla "normalità" verso l'emarginazione.
In base a quanto esposto il Partito Democratico ritiene necessario e chiede all’Amministrazione di istituire una Commissione o un Tavolo che valuti la situazione e cerchi di dare risposte”.
Nel frattempo il Partito Democratico invita l’Amministrazione comunale a venire incontro a tutte le famiglie tolentinati e alle piccole imprese abbattendo del 50%, dove è di sua competenza, tutte le tariffe locali, (acqua, luce, tari, tasi, buoni mensa, casa di riposo) fino al termine 2021 per non costringerle all’indebitamento, visto che la ripresa economica sarà molto dura.
Gli esponenti dem esprimono, infine ,“ la vicinanza ai Tolentinati e cordoglio alle famiglie colpite dal lutto. Insieme ce la faremo, ma una parte purtroppo non ce l’ha fatta”.
Le aziende della filiera di produzione di Fisarmoniche e accessori della zona di Castelfidardo, Osimo e Recanati “sono un’eccellenza a livello mondiale che dobbiamo tutelare e promuovere come esempio del made in Italy. Ho quindi contattato personalmente il commissario straordinario alla Fase 2, Vittorio Colao, e ho chiesto che siano inserite nel primo blocco di aziende che potranno riaprire già dal 4 maggio o, se possibile, anche prima, subito. Colao e il suo staff mi hanno garantito la loro massima attenzione a questa importante nicchia e hanno assicurato che valuteranno la possibilità di una rapidissima riapertura, purché vengano rispettati i dovuti standard di sicurezza”. A raccontarlo la facilitatrice esterna Marche del M5S, Mirella Emiliozzi, deputata della commissione Affari Esteri della Camera e fin dall’inizio dell’emergenza molto attiva nei contatti tra tessuto produttivo regionale e governo.
“Sono certa che questa riapertura a breve, magari anche prima del 4 maggio, potrebbe essere autorizzata, perché stiamo parlando in massima parte di laboratori artigianali con al massimo due o tre persone che lavorano in spazi e botteghe ampie, che i lavoratori raggiungono con mezzi propri. Soprattutto si tratta di realtà chiuse, senza cioè che ci sia un contatto diretto con il pubblico, quindi è molto facile, per loro, il rispetto degli standard richiesti per l’apertura anticipata”.
Nessun dubbio neanche sulla strategicità di queste aziende, infatti “costituiscono una nicchia preziosa del Made in Italy, una filiera unica al mondo che serve mercati ai quattro angoli del globo, dall’America alla Cina, dal Nord Europa al Giappone. Soprattutto, sono aziende artigianali che hanno tempi di produzione molto lunghi e che devono evadere gli ordinativi raccolti prima del lockdown, pena la perdita definitiva non solo del loro posizionamento, ma di tutto il loro mercato a favore di competitor esteri”.
“La musica è stata una delle poche attività che ci ha permesso di riempire queste giornate di quarantena. Promuovere chi costruisce gli strumenti che permettono di suonarla, di scriverla, di ascoltarla significa aprire alla speranza, alla passione, al futuro. Per questo - conclude Emiliozzi - chiederò anche al ministro degli Esteri Luigi Di Maio e al sottosegretario Manlio Di Stefano, che hanno appena ottenuto un fondo molto importante per la comunicazione straordinaria del Made in Italy, di inserire anche il settore degli strumenti musicali di pregio nelle numerose campagne di promozione che a quanto pare si apprestano a far realizzare”.
"Il Tar delle Marche ha annullato la delibera del Consiglio Comunale per difetto di motivazione e violazione degli artt. 235 e 239 del d.lgs n. 267 del 2000. Dunque i revisori del Comune di Corridonia non dovevano essere revocati. Il controllato non può sbarazzarsi discrezionalmente dal controllore perché quest’ultimo svolge il proprio lavoro". Questo quanto affermano, in una nota congiunta, i consiglieri di minoranza del comune di Corridonia (Corridonia Futura, Per Cambiare Corridonia, Corridonia Domani) in merito a quanto sentenziato dal Tar delle Marche.
"Ricordiamoci che l’organo di revisione è richiesto dalla legge per svolgere la funzione di controllo dell’operato dell’amministrazione - aggiungono -. Ha una funzione di garanzia per la collettività. Già all’indomani dell’assise comunale del 30 luglio 2018, quando la giunta portava all’attenzione del consiglio la delibera con cui chiedeva la revoca dell’organo di revisione, avevamo dichiarato di essere stati testimoni di un delitto nei confronti della democrazia. Oggi possiamo dire che avevamo ragione".
"Non sappiamo il costo preciso di questa sciagurata decisione, ma sicuramente poteva essere risparmiato. È stato preso un grosso abbaglio ed un'amministrazione coerente dovrebbe dimettersi. Un atto sbagliato perché attuato contro i principi posti a fondamento della democrazia deve essere fermamente condannato da tutti. Anche da parte di quella “intellighenzia” tanto vicina al nostro primo cittadino" concludono i consiglieri di minoranza.
Approvata la mozione per l'istituzione di uno “scudo legale” a tutela del personale sanitario durante la fase di emergenza epidemica. L'atto, oltre ad esprimere la massima solidarietà e gratitudine agli operatori del Sistema sanitario marchigiano, impegna il presidente della Giunta regionale a farsi promotore presso il Governo affinché valuti l’emanazione di una norma di urgenza che preveda la non perseguibilità di medici ed infermieri impegnati nella lotta alla pandemia da Covid-19.
Il documento esclude, comunque, i casi di intenzionalità e/o colpa grave, legata a violazioni macroscopiche e ingiustificate dei principi delle professioni sanitarie.
Astensione, invece, da parte del Gruppo Pd sulle altre due mozioni relative alla previsione di un compenso straordinario ai lavoratori impegnati nell'emergenza da nuovo Coronavirus, presentate da Italia Viva e Lega «che hanno assunto valore unicamente strumentale», sostiene il presidente Dem, Francesco Micucci.
I lavoratori della sanità regionale, in prima linea nella lotta al Coronavirus, oltre a quanto già previsto dall’Accordo tra la Regione Marche e le Organizzazioni sindacali, grazie alla Mozione della Lega, si vedranno riconoscere una premialità a titolo di una tantum di 1.000 euro.
«Il tema, condivisibile – spiega Micucci –, è stato utilizzato, alla luce della discussione, solo per ottenere visibilità da parte dei due partiti, poiché la Giunta ha già assunto decisioni in merito".
"Come illustrato dal presidente Ceriscioli – prosegue il capogruppo – l'Esecutivo regionale ha già stanziato 20 milioni per riconoscere un'indennità straordinaria al personale impegnato nell'emergenza Covid-19. Le misure approvate dalla Giunta non riguardano, inoltre, solo gli operatori sanitari e del settore pubblico, ma prevedono anche compensi, ad esempio, per i lavoratori del settore delle pulizie ospedaliere. A queste prime risorse, inoltre, ne seguiranno delle altre. Di fatto, dunque – continua Micucci –, le due mozioni sono inutili, superate e parziali rispetto a quanto stabilito dalla Giunta. È in questo senso che va letta l'astensione del Gruppo Pd».
Cade nel vuoto la proposta del presidente del Gruppo Dem di far convergere i due documenti in un'unica e più completa risoluzione del Consiglio a supporto delle scelte dell'Esecutivo.
«Un rifiuto immotivato – riprende Micucci – che avvalora l'ipotesi che l'obiettivo dei due partiti fosse esclusivamente quello di mettersi una medaglietta al petto più che quello di impegnarsi congiuntamente a favore dei lavoratori in questa fase delicata. Una vera forzatura – conclude Micucci – ancora più grave se si considera che il rifiuto ad una soluzione comune è arrivato in primis dal delegato alla Sanità, Federico Talè, firmatario di una delle due mozioni».
"Mi hanno chiamato gli operatori turistici per dirmi che in poche ore sono state effettuate tantissime disdette. Penso che in alcuni momenti se c'e' stata incapacita' servano anche delle denunce". Lo ha detto l'assessore regionale al Turismo delle Marche, Moreno Pieroni, nel corso del consiglio regionale, riunitosi oggi in videoconferenza, commentando le notizie diffuse ieri dall'Osservatorio nazionale sulla salute delle regioni secondo cui le Marche, insieme alla Lombardia, saranno l'ultima Regione a raggiungere quota zero contagi da Coronavirus in Italia.
Una notizia smentita dal governatore Luca Ceriscioli secondo cui, in base ai dati in mano all'amministrazione regionale, si prevede che le Marche arrivino a zero contagi entro fine maggio.
"Dall'osservatorio che ho, come assessore al Turismo, posso dire che quella notizia ha creato una serie di gravi criticita' a tutto il sistema economico ed in particolare al comparto turistico- spiega Pieroni-. Occorre essere piu' attenti quando si fanno uscire questi comunicati che, in alcuni casi, vengono fatti uscire solo per apparire".
(Agenzia Dire)
"Entro venerdì prossimo completeremo, attraverso la mirabile azione del nostro personale interno insieme ai ragazzi della Protezione Civile, la distribuzione dei buoni spesa alle famiglie che ne hanno fatto richiesta". Questo l'annuncio fatto dal sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, in merito alla consegna dei buoni spesa pensati dal Governo per alleviare l'emergenza economica connessa al coronavirus.
Saranno 168 le famiglie interessate, che vanno ad aggiungersi alle 200 che hanno beneficiato degli aiuti prima della Santa Pasqua per un totale di 368 famiglie e di 118.000 euro erogati.
"Grazie alla nostra squadra di 'angeli', per primi in Regione - afferma Pezzanesi - abbiamo erogato una serie di servizi a supporto delle persone in stato di necessità (persone in quarantena comprese), quali la consegna a domicilio di medicinali, della spesa, l'accompagnamento e da ultimo il prelievo di contanti laddove necessario, il tutto nel più ampio rispetto delle normative vigenti sotto l'aspetto precauzionale sanitario".
“Subito un aiuto concreto all’agricoltura riavviando le attività di controllo e contenimento dei danni fatti dai cinghiali. Si stanno sommando alla crisi da Covid e si rischia di buttare a mare il prezioso lavoro svolto finora”. Lo chiede il responsabile provinciale della Lega Macerata Simone Merlini che dà voce all’allarme lanciatogli da tanti agricoltori alle prese con la recrudescenza del problema cinghiali dovuta alla sospensione delle misure di contenimento.
“I dati dell'Ambito Territoriale di Caccia Valdichienti parlano di danni triplicati tra il 2017 e il 2018 e di un continuo aumento da lì in avanti per l’impossibilità di utilizzare anche Guardie Venatorie Volontarie ed operatori faunistici a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale su una legge regionale del 1995 – spiega Merlini –. È necessario che la regione fronteggi ora il problema consentendo la caccia limitata alle specie in soprannumero ai privati e alla caccia di selezione. La Lega, dal canto suo, si attiverà per emendare l'art. 19 della Legge Nazionale n. 157 del 1992 così da poter fronteggiare in modo sistematico il problema crescente di danni alle colture tornando ad utilizzare anche Guardie Venatorie Volontarie ed operatori faunistici”.
"Nell’attesa dell’imminente Fase 2, che deciderà quando e come le attività produttive potranno riprendere la loro attività, forse ancora non è stata presa in considerazione una problematica che non è affatto marginale" - questo ha dichiarato Gabriele Amadei, dirigente regionale del Popolo della Famiglia, riflettendo su alcune situazioni che potrebbero verificarsi quando l'inizierà la fase 2 dell'emergenza Corona Virus - L’attività scolastica ormai sarà riattivata, molto probabilmente non prima di settembre - ha continuato-. Pertanto tutta la popolazione in età scolare dovrà obbligatoriamente rimanere confinata in casa. Come faranno i genitori, se entrambi lavoratori, a lasciare i propri figli soli in casa?"
"E’ vero che è stata prospettata una facilitazione e un ampliamento del congedo parentale (15 giorni), ma questo strumento, validissimo, è difficile da utilizzare nella realtà delle piccole e medie imprese o nell’artigianato dove spesso il personale è composto da poche unità, e l’assenza anche di una sola persona può comprometterne l’attività"
"Normalmente l’assistenza dei minori è sostenuta dai nonni, quando ci sono e se disponibili o dalle baby-sitter. Ma nella situazione attuale, sia i nonni, che altre persone della famiglia o estranee potrebbero rappresentare un possibile pericolo di diffusione del virus. E’ alto il rischio che i nipoti, anche asintomatici, possano trasmettere la malattia ai nonni, con conseguenze drammatiche per la loro suscettibilità alle forme più gravi; c’è anche il pericolo che un soggetto giovane – la baby-sitter – possa trasmettere, tramite i bambini, la malattia a tutta una famiglia o infettarsi ella stessa"
E’ lo stesso problema che è stato posto, all’inizio della quarantena, per la sicurezza dei soggetti disabili o con malattie gravi da coloro che dovevano accudirli – i caregiver – e a cui non sembra sia stata data ancora una risposta. >> (https://www.disabili.com/lavoro/articoli-lavoro/emergenza-covid-e-disabilita-una-mamma-caregiver-racconta-le-difficolta-di-una-famiglia).
"Nell’approssimarsi della data di apertura delle attività produttive – ha concluso- diventa urgente trovare soluzioni per tutte queste situazioni. Non bisogna lasciare ancora una volta completamente abbandonate a loro stesse le famiglie delle persone affette da patologie, incompatibili ad un comune raffreddore (gli immuno-carenti); i disabili, per cui questa patologia potrebbe rappresentare una ulteriore aggravante, ma anche le famiglie che hanno i figli in età scolare"
Una possibile soluzione potrebbe consistere in tre azioni da implementare al più presto:
- Dovrebbe essere immediatamente reso disponibile un sollievo economico sia per chi ha bisogno di assistenza giornaliera per invalidità, sia per le famiglie che necessitano della baby-sitter (il congedo parentale copre al massimo 15 giorni).
- Anche con l’utilizzo dei test sierologici (che mettono in evidenza la presenza di anticorpi formati dopo una malattia anche asintomatica), pur con tutti i limiti di affidabilità e di sicurezza di test ancora non ufficialmente validati dagli organi istituzionali, si potrebbero individuare con buona approssimazione le persone che rappresenterebbero un rischio se venissero in contatto con i nuclei familiari che ne hanno bisogno.
- L’emissione di protocolli di comportamento adeguati e la fornitura dei presidi necessari (mascherine, guanti, soluzioni disinfettanti, ecc.), rappresenterebbero una giusta soluzione per permettere una ripresa economica e lavorativa più serena per tante famiglie che hanno subito, oltre alla segregazione coatta, anche un danno economico.
Alla luce di quanto scritto, si invitano il Governatore Ceriscioli e i Sindaci dei Comuni marchigiani a prendere gli opportuni provvedimenti a tutela delle famiglie e dei cittadini più deboli".
“Ciò che conta in questo momento e’ il mantenimento sociale di chi si trova in difficoltà , ecco perché è importante , così come stanno facendo diversi Comuni d’Italia, che anche il Comune di Macerata costituisca un Fondo di Mutuo Soccorso destinato ad aiutare, nell’immediato, coloro che più di altri sono messi in difficoltà dalla diffusione del Coronavirus e, successivamente, a sostenere la ripresa delle attività cittadine con interventi più strutturali che dovranno sostenere la ricostruzione del tessuto socio economico”. È la proposta degli esponenti del centrodestra maceratese Deborah Pantana, Riccardo Sacchi, e Anna Menghi, e del cooordinatore provinciale del nuovo Cdu Mattia Orioli, i quali fanno un’analisi della situazione.
“In questi due mesi la vita ci è stata sconvolta per davvero - affermano - nel nostro Paese hanno approvato decreti emergenziali volti a ridurre al più possibile i contatti sociali tra le persone, siamo stati privati delle più basilari libertà individuali, inclusa quella di fare una passeggiata o di poter fare la spesa senza mascherina e guanti. Se la speranza, per molti, è quella di un rapido ritorno alla routine, diversi analisti dipingono un quadro molto più inquietante, qualunque rilassamento delle restrizioni finirebbe per far rialzare la curva dei contagi, quindi è inutile darsi una scadenza temporale per il ritorno alla normalità; di sicuro, non sarà il 4 maggio” (data indicata attualmente come termine della quarantena italiana). “Dobbiamo essere sinceri – continuano - : la spiazzante velocità con cui sono cambiate le nostre vite compromette la nostra capacità di accettare che l’uscita da questa crisi non sarà rapida quanto è stato il suo ingresso; uno scenario che soltanto due mesi fa avremmo considerato lunare – le code ai supermercati, la polizia per le strade a controllare chi esce di casa, le scuole chiuse, le rivolte e i morti nelle carceri, i treni che non partono, l’impossibilità di vedere i propri cari – oggi è la nostra vita quotidiana.
Quando l’Italia e il mondo “riapriranno”, ci metteranno un bel po’ per tornare dove erano prima. E non è detto che ci riescano del tutto, ci e’ stato detto che per fermare il coronavirus dovremo cambiare radicalmente quasi tutto quello che facciamo: come lavoriamo, facciamo esercizio fisico, socializziamo, facciamo shopping, gestiamo la nostra salute, educhiamo i nostri figli, ci prendiamo cura dei nostri familiari.
La maggior parte di noi probabilmente non ha ancora capito, e lo farà presto, che le cose non torneranno alla normalità dopo qualche settimana, o addirittura dopo qualche mese. Alcune cose non torneranno mai più. Credo che non ha senso dunque illuderci che lo stop a cui siamo sottoposti sia di breve termine. Di sicuro ciò che ci sta capiterà nei prossimi 18 mesi non ha precedenti nell’ultimo secolo, e ci muoveremo in terra incognita. Qualunque programma importante abbiamo nel cassetto in questo lasso di tempo (matrimonio, figli, viaggi, cambio di lavoro, etc.) dovrà tenerne conto. Persino le scuole potrebbero restare chiuse, in mezzo Occidente, con effetti sui bambini mai osservati prima. L’Unione europea e altre istituzioni sovranazionali dovranno cambiare radicalmente per non perire. Ma, anche se non si sa esattamente quando, la parte più cruda del conflitto finirà”.
“Dobbiamo, tuttavia metterci nell’ottica di un nuovo stile di vita e nuovi modi di consumo che coinvolgeranno innumerevoli settori, proseguono gli esponenti del centrodestra maceratese. Probabilmente ci dovremo abituare nei prossimi anni ad ordinare tutto da casa, online, già in ascesa prima del coronavirus; si dovrà sviluppare la capacità dei singoli Paesi di produrre da sé attrezzature mediche, kit di tamponi e farmaci senza dipendere da complesse catene di approvvigionamento e dai capricci del mercato.
Com’è facile immaginare, il costo maggiore di questa rimodulazione della società in senso “spartano” sarà a carico delle fasce più povere e deboli: anziani e immunodepressi che dovranno essere collocati altrove durante le crisi, oppure i poveri che avranno più alte probabilità di venire infettati, perché costretti a lavorare in ogni caso o a vivere in case troppo affollate. La sfida futura sarà definire regole e sistemi di controllo che bilancino protezione delle vite umane e rispetto per la loro dignità. Questa è la sfida che dovremo affrontare tutti noi – concludono - nel frattempo che proviamo ad adattarci al mondo nuovo”.
“Un grande plauso a Guido Bertolaso per il lavoro che sta svolgendo nella realizzazione del nuovo "Covid Center" di Civitanova Marche. A distanza di pochissimi giorni dalla ripresa dalla malattia, è riuscito a ridare un grande impulso ai lavori di riconversione della Fiera. Noi non avevamo dubbi, forti della convinzione che Bertolaso sia, in assoluto, la migliore figura per la gestione delle emergenze in Italia”. Lo afferma, in una nota, Francesco Battistoni, commissario di Forza Italia Marche. “Per noi – continua l’esponente forzista - quella del buon andamento dei lavori, è una notizia importante, in quanto tutto il centrodestra, ad inizio pandemia, aveva chiesto una struttura unica di riferimento regionale. Questa potrà servire ad affrontare eventuali emergenze sanitarie nei prossimi mesi e consentirà all'ospedale cittadino di Civitanova e, presumibilmente agli ospedali di tutto il territorio regionale, di tornare alle proprie consuete attività sanitarie e dare risposte a 360 gradi ad ogni singola patologia. La sinergia tra Bertolaso, la sua struttura e l'amministrazione del comune di Civitanova Marche, è un fulgido esempio di quanto sia importante lavorare con serietà e competenza, per il bene del territorio”, conclude Battistoni.
“Il Consiglio Comunale di Macerata si riunisce per la prima volta dentro la più drammatica crisi mondiale del dopoguerra e tutto quello che lascia ai cittadini è la reazione scomposta del capogruppo della Lega, di fronte al nostro richiamo al rispetto delle misure di contenimento del contagio, a cui tutti responsabilmente siamo tenuti e la bagarre sollevata dal capogruppo e dal segretario del Pd offesi perché il loro ordine del giorno per riaprire la ZTL del centro non è stato discusso, senza dire che il numero legale lo hanno fatto mancare proprio i consiglieri del Pd. Siamo alle solite, mentre ora più che mai serve una classe politica all’altezza del momento, capace di dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini”. Così, in una nota, gli esponenti del gruppo A Sinistra per Macerata bene Comune, Lina Caraceni e Michele Verolo riguardo le questioni solevate nell’ultimo Consiglio Comunale.
“La priorità – affermano - non è solo affrontare l’emergenza, ma è soprattutto pensare il futuro con una mente aperta capace di progettare con coraggio una città sostenibile dopo che sarà passata la tempesta. Sull’emergenza bene sta facendo l’Amministrazione con tanti progetti: Buoni spesa, il supporto alimentare per i residenti che grava sui fondi statali; Macerata Vicina, attenta alle persone sole, il progetto #SOSteniamoci per la raccolta alimentare e di donazioni (questo il link per aderire: https://www.gofundme.com/f/sosteniamoci -nessuno-si-salva-da-solo) rivolto a quanti non hanno altro tipo di sostegno e che abbiamo contribuito come gruppo a far partire (già sono state accolte e soddisfatte 38 richieste di persone in situazione di necessità, ma non residenti e, pertanto, non aventi diritto al sostegno istituzionale). Ma servono più fondi per il sociale da parte del Governo”.
“Questo è anche il tempo per progettare il dopo, spiegano. Dobbiamo investire sul lavoro, sulla ripresa delle attività economiche in tutti i settori, sulla riorganizzazione della vita sociale e sulla scuola. Il punto di partenza sono gli investimenti pubblici: la spesa pubblica non può essere tagliata e non deve sacrificare oltremodo i settori che sono la vocazione di Macerata, in particolare la cultura e il turismo, ambiti in cui dall’Università di Macerata escono quei giovani che aspettano il lavoro. È pura miopia dire che adesso bisogna tagliare la cultura. E si deve parlare di scuola che oggi rischia di diventare il luogo dove le disuguaglianze crescono. Occupiamoci della ripresa: si abbia adesso il coraggio di fare le scelte per il futuro di Macerata”, concludono.
Dopo 40 giorni dall’approvazione in giunta, avvenuta il 10 marzo, approda in consiglio comunale un bilancio 2020 che non ha nessuna attinenza con la realtà e con la grave emergenza sanitaria e economica, e ci arriva corretto da un emendamento che rende disponibili solo 800 mila euro su 44 milioni di euro”. Lo affermano, in una nota congiunta, i consiglieri di minoranza del Comune di Civitanova riguardo all’approvazione del bilancio 2020.
“Si poteva fare molto di più per le famiglie – proseguono - e per le attività economiche della città, ma l’amministrazione Ciarapica non è stata in grado di reperire altre somme né di dare indicazione di come verranno spese. Un ritardo vergognoso in tempi di pandemia, quindi drammatici, in cui la gente è stata costretta a mettersi in fila in piazza per fare richiesta di buoni spesa del Fondo alimentare dello Stato che la giunta di destra non ha integrato con nemmeno un euro delle sue risorse. Questa, in sintesi, la fotografia del bilancio 2020 perché tutte le proposte fatte dalla minoranza, dalla distribuzione gratuita di mascherine e gel igienizzante a tutti i civitanovesi, fino a non far pagare l’ultima rata delle bollette della tari e dell’acqua, non sono state prese in considerazione sebbene misure possibili da attuare in considerazione delle risorse disponibili in bilancio. Per questo motivo ci siamo astenuti nel voto sull’emendamento, perché comunque sono utili 800 mila euro per le famiglie”.
Avremmo voluto vedere – spiegano i consiglieri - una amministrazione più capace e coraggiosa nell’uso delle finanze per sostenere i cittadini e le imprese, procedimenti di cui non c’è nessuna traccia, motivo per cui abbiamo votato contro un bilancio che non è all’altezza della sfida che l’emergenza richiede, dal quale siamo stati completamente esclusi perché quando abbiamo offerto al sindaco la nostra collaborazione ha risposto che ‘non aveva tempo da perdere’ con noi. Ma dal 10 marzo ad oggi un emendamento che libera solo 800.000 mila euro è quello che ha prodotto una maggioranza arroccata, incapace di offrire servizi adeguati alla popolazione, ma molto burocratica tanto è vero che ad oggi i buoni spesa consegnati non raggiungono nemmeno la metà delle richieste presentate e sì che dal primo aprile hanno la disponibilità dei 262.000 mila euro del fondo alimentare mentre il termine per presentare le domande si è chiuso il 7 aprile. Non hanno potuto spendere i soldi dello Stato perché non hanno fatto una variazione di bilancio e tra l'altro fanno pagare un supplemento del 5% a favore di una ditta di Bologna solo perché il Comune non ha voluto rendicontare direttamente i buoni .Per tutto questo la minoranza, unita, si è astenuta sull’emendamento e poi ha votato contro il bilancio”.
I consiglieri di minoranza lamentano, inoltre, risposte poco consone durante il dibattito. “Noi facciamo come ci pare’ è il senso degli interventi di tutti gli alleati del sindaco, autore di interventi lunghissimi e zeppi di imprecisioni e bugie perché durante il confronto consiliare si è parlato anche del progetto della Fiera Covid e Ciarapica ha riferito che il 31 luglio la struttura verrà restituita alla città perché questo - ha detto - è quello che ha firmato nella convenzione con la Regione. Ciarapica mente sapendo di mentire”, concludono.
"In un momento storico in cui il tema della salute ha necessariamente monopolizzato l'attenzione collettiva, riteniamo sia doveroso da parte del Sindaco quale responsabile della salute di cittadini, rendere nota la sua posizione riguardo alle richieste di autorizzazione -già formalizzate da Vodafone e Hightel Towers- all'installazione di antenne 5G nel territorio comunale - dichiara in una nota Tiziana Gazzellini, coordinatrice di Fratelli d'Italia San Severino Marche -. Tale prospettiva desta non poche preoccupazioni, giustificate dal fatto che diversi e autorevoli studi condotti su scala internazionale, hanno dimostrato il nesso tra le radiofrequenze 5G e lo sviluppo di alcune forme di tumore - sottolinea - A tal proposito è lo stesso Comitato scientifico sui rischi sanitari della Commissione europea ad affermare che 'il 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche'".
Gazzellini continua il suo intervento affermando: "A nostro parere appare condivisibile la scelta adottata da diversi comuni; da ultimo quello di Potenza Picena di negare, almeno fino a quando la scienza non abbia fatto chiarezza riguardo ai possibili effetti cancerogeni sulla salute pubblica, ogni forma di installazione e sperimentazione di impianti di questo tipo -conclude - Confidiamo pertanto nel senso di responsabilità del primo cittadino e attendiamo di conoscere la sua opinione in merito".
E’ Paolo Cristiano il nuove segretario generale del Comune di Macerata. Cinquantasei anni, di origini napoletane, Cristiano, laureato in giurisprudenza e iscritto all’ordine degli avvocati, prenderà servizio a maggio grazie a una convenzione che Macerata ha stretto con il Comune di Tolentino, dove Cristiano ricopre la stessa carica dal 2017.
Paolo Cristiano, nello stesso anno, per breve tempo, svolse sempre a Macerata le funzioni di segretario generale pro tempore su indicazione del Ministero dell’Interno in attesa della nomina di Claudia Tarascio.
Il nuovo segretario generale, che lavorerà a Macerata quattro giorni alla settimana, martedì, mercoledì, giovedì e sabato, è stato componente del Consiglio di Amministrazione dell’agenzia regionale umbra per la gestione dell’Albo dei Segretari comunali e provinciali.
Nella sua carriera è stato Segretario a Plesio, Introbio e Patruro nel comasco, a Preci e Corciano in provincia di Perugia.
Successivamente ha svolto le mansioni di Segretario generale a Gubbio e Orbetello, in Toscana. E’stato membro del nucleo di valutazione e responsabile del settore gare e appalti in diversi comuni.
Nel 1997 è stato coordinatore delle attività amministrative susseguenti agli eventi sismici nel Comune di Preci. E’consulente di vari enti e relatori a importanti meeting e convegni ed esperto di sistemi gestionali e direzionali integrati per favorire l’innovazione nelle Pubbliche Amministrazioni.
Un contributo utile a fronteggiare la grave crisi economica che si sta delineando sullo sfondo dell’emergenza sanitaria arriva dalla Terza Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Andrea Biancani (Pd), che, in seduta telematica, ha approvato la proposta di legge, ad iniziativa del consigliere Francesco Giacinti (Pd), anche relatore di maggioranza sul provvedimento (relatore di minoranza, Sandro Zaffiri, Lega).
La legge, che presto passerà al voto d’Aula, contiene alcune misure per il riavvio delle attività edilizie e la difesa dell’occupazione, con particolare riferimento al Piano Casa, rispetto al quale è prevista un’ulteriore proroga della sua validità a tutto l’anno 2022.
Attraverso la proroga si prolunga il termine entro il quale famiglie e imprese potranno programmare ed effettuare interventi di ristrutturazione e riqualificazione di immobili di proprietà.
Il provvedimento rappresenta inoltre un'opportunità significativa per il settore edilizio per uscire dal periodo di stagnazione del comparto e superare le ulteriori difficoltà causate dallo stallo determinato dall’emergenza sanitaria.
Importante anche l’aspetto relativo alla riqualificazione con cambio di destinazione d’uso di immobili non residenziali. Infatti, con le modifiche introdotte dalla legge, si potrà intervenire con le regole del Piano Casa su edifici destinati ad un uso non residenziale, ma ubicati all’interno di zone residenziali, in stato di inutilizzo almeno dal gennaio 2018, potendone anche successivamente definire il cambio di destinazione.
“Modifiche importanti – ha affermato il relatore di maggioranza Francesco Giacinti – sia quella relativa alla valutazione della doppia conformità, che è stata condivisa con il Dipartimento degli Affari regionali, che per quanto riguarda l’aspetto della proroga di due anni del Piano casa, che, infine, quello relativo al termine di riferimento per il cambio di destinazione d’uso degli immobili ad uso non residenziale. Interventi che si calano perfettamente in una realtà pesantemente inficiata dall’emergenza Covid e che vanno incontro agli interessi dei cittadini che intendono ristrutturare e delle imprese del settore edilizio”.
Soddisfatto anche il relatore di minoranza, Sandro Zaffiri, per un provvedimento “sollecitato e sostenuto dalla Lega”. “Una proroga – ha rilevato – essenziale per l’economia e vitale per le tante piccole imprese del settore edilizio che avevano cominciato a respirare in occasione della prima proroga e che così potranno continuare ad avvalersi del provvedimento per altri due anni”.
"Torniamo a parlare ai nostri cittadini dopo una pausa responsabile e deliberata, attuata per non avvelenare il clima politico in un momento così delicato e critico - spiegano in una nota congiunta i tre gruppi di minoranza del comune di Corridonia -. Ora però sentiamo forte la necessità di fare sentire la nostra voce e quella di tutti i cittadini che non si sono sentiti adeguatamente rappresentati e debitamente tutelati durante questa fase emergenziale"
"In questa fase di emergenza COVID-19, nella quale il ruolo dei Primi Cittadini è divenuto ancor più centrale, si è rivelata la fragilità della squadra dell’Amministrazione Comunale - sottolineano i rappresentati -. Poche informazioni, ma soprattutto poca presenza e nessuna iniziativa, del Sindaco prima di tutto, ma anche di tutta la sua maggioranza. Quando ovunque si sono moltiplicati gli sforzi per far sentire la presenza attiva di una macchina amministrativa consapevole dell’emergenza, organizzata e presente, a Corridonia sono stati cittadini e componenti della minoranza a sollecitare le iniziative e a reclamare la presenza rassicurante degli Amministratori - e precisano - L’attività di informazione si è limitata quasi esclusivamente alla mera pubblicazione dei numerosi decreti Nazionali e Regionali, e ai cupi bollettini della Prefettura sui contagi da COVID-19".
"Fin da subito abbiamo chiesto a più riprese ai colleghi di maggioranza di stabilire un canale di informazione continuo con la cittadinanza, ci siamo messi a disposizione, abbiamo chiesto alla giunta di coordinare ed organizzare le forze di volontariato presenti sul territorio, abbiamo suggerito esempi di sostegno alla cittadinanza; dagli aiuti alimentari, prima dei buoni spesa del governo, al sostegno psicologico, al differimento dei tributi locali. Nessuna risposta! - tuona la minoranza- Ad oggi le sole iniziative che funzionano sono quelle in cui i privati si sono messi a disposizione e quelle che vedono protagonisti la Caritas e la Parrocchia. A loro va il nostro più sentito ringraziamento - continua la nota - . Crediamo che con il Comune parte attiva i risultati raggiunti sarebbero stati sicuramente migliori"
Il comunicato termina con delle domande rivolte all’attuale Sindaco: "Nel prossimo futuro l’amministrazione come si comporterà con i tributi locali? E’ prevista una sospensione? Per i genitori che hanno già pagato i servizi legati all’anno scolastico e previsto un rimborso? Per la fase due il sindaco sarà più presente e pensante oppure continuerà a rimanere in penombra?"