Si svolgerà dall’11 al 13 maggio il secondo Consiglio comunale di Macerata in videoconferenza. Anche questa volta per lo svolgimento della seduta consiliare, a causa dell’emergenza espidemiologica da Covid – 19, è stata scelta la piattaforma Zoom Meeting che permette di fare interagire un numeroso gruppo di persone tra loro.
I lavori potranno essere seguiti in diretta streaming nel sito istituzionale http://webtv.comune.macerata.it/ così come le votazioni che avverranno in forma telematica.
Nutrito l’ordine del giorno delle sedute che prenderanno il via lunedì 11 maggio alle 15 con la discussione di due interrogazioni che riguardano lo stato di inagibilità e più in generale la situazione del Convitto nazionale presentate rispettivamente da Carla Messi (Movimento 5 stelle) e da Paolo Renna (Fratelli d’Italia).
I provvedimenti relativi alla rinegoziazione per il 2020 dei prestiti concessi agli enti locali dalla Cassa Depositi e Prestiti, la revisione del regolamento sull'attività del Consiglio comunale e delle commissioni consiliari, la valorizzazione dei complessi edilizi della Biblioteca Mozzi Borgetti e della Collegiata san Giovanni, l’acquisto dell'ex cineteatro di Villa Potenza e l’approvazione del Piano della mobilità urbana sostenibile (Pums) sono gli argomenti di una parte delle delibere che il Consiglio è chiamato ad approvare.
A queste si aggiungerà la discussione di altri provvedimenti che riguardano l’approvazione di alcune varanti al Prg, l’acquisizione del chiosco e della relativa corte del Sasso d'Italia e quella non onerosa di alcuni beni di proprietà statale.
Il consesso cittadino passerà poi alla trattazione delle varie mozioni iscritte all’ordine del giorno in merito all’intitolazione di una via a Geppino Micheletti e alla revisione e all’ampliamento degli utenti che hanno diritto alla presentazione del rimborso dell'abbonamento del trasporto pubblico locale e della fruizione della navetta gratuita (Paolo Renna di Fratelli d’Italia), alla ristrutturazione del Convitto (Anna Menghi del Comitato Anna Menghi e altri consiglieri di minoranza), alla realizzazione di un anello verde e all’adesione al “Manifesto della comunicazione non ostile” (Lina Caraceni e Michele Verolo di A sinistra per Macerata bene comune) e infine alla costituzione di un fondo di mutuo soccorso per aiutare tutte le famiglie e le attività produttive di Macerata (Deborah Pantana di Idea Macerata).
Nel corso dei lavori il Consiglio comunale discuterà anche una serie di ordini del giorno relativi a Casa Betania (Paolo Renna di Fratelli d'Italia e altri consiglieri di minoranza), alla liberazione di Patrick George Zaky (Lina Caraceni e Michele Verolo di A sinistra per Macerata bene comune), alla proroga degli orari di accesso al centro storico (Ivano Tacconi del Gruppo misto), all’agevolazione alla comunicazione e diffusione dei servizi di consegna a domicilio che operano nel territorio cittadino (Ninfa Contigiani e altri consiglieri del Partito democratico e del Movimento 5 stelle), all’aumento dei prezzi dei beni prima necessità (Anna Menghi del Comitato Anna Menghi e altri consiglieri di minoranza) alle proposte per il sostegno alle famiglie e all’infanzia nel periodo estivo (Caterina Rogante e altre consigliere del Pd ), a un patrocinio legale del Comune di Macerata (Andrea Marchiori e Francesco Luciani di Lega Salvini premier), alla riprogettazione e pianificazione delle attività socio-assistenziali e socio-culturali (David Miliozzi di Pensare Macerata), all’istituzione di un fondo di garanzia per attività commerciali (Carla Messi, Andrea Boccia e Roberto Cherubini del Movimento 5 stelle) e infine ad artisti contro il Coronavirus (Deborah Pantana di Idea Macerata).
Se la seduta del 13 maggio dovesse andare deserta, la seconda convocazione è fissata per il 15 maggio alle 15.30.
(Foto di repertorio)
"Apm è intenzionata a restituire alla famiglie la quota non goduta dagli alunni per il servizio di trasporto gestito da Apm dopo la chiusura delle scuole?". È quanto chiedono in un'interpellanza all'Amministrazione comunale i consiglieri di minoranza del comune di Macerata Riccardo Sacchi, Anna Menghi, Gabriele Mincio, Maurizio Mosca, Paolo Renna e Deborah Pantana.
"Gli alunni che hanno sottoscritto l'abbonamento non hanno più utilizzato il servizio per ben tre mesi - sottolineano i consiglieri -. Il costo a carico delle famiglie per gli abbonamenti valevoli dal settembre del 2019 sino al giugno del 2020 è di 210 euro. Visto l'evidente momento di difficoltà economica che molti nuclei familiari stanno affrontando a causa del lockdown, chiediamo se Apm abbia preso in esame la problematica e se, più in generale, siano previste delle risposte di ordine economico a sostegno dei cittadini nei settori di competenza di Apm S.p.a. (trasporti, farmacie, servizio idrico, parcheggi)".
“Macerata Insieme ritiene urgente aprire una discussione politica sulle devastanti ripercussioni del Coronavirus sul nostro tessuto sociale e comunitario e ritiene assolutamente necessario ripensare tutte le attività che sono state e saranno rinviate a data da destinarsi. Le attività sociali e culturali stanno subendo una rivoluzione. Il Turismo e le attività commerciali sono in ginocchio e, per quest’anno, possiamo dimenticarci la stagione dello Sferisterio così come ce la ricordiamo. Servono interventi urgenti che vadano incontro alle necessità dei diversi soggetti. Nuovi scenari si apriranno e Macerata deve farsi trovare pronta”. Così, in una nota, la lista civica maceratese guidata dal consigliere David Miliozzi, che analizza la situazione nel capoluogo, in vista della fase 2 .
“Sin dai primi giorni di quarantena, Macerata Insieme si è organizzata su due fronti: incontri con esperti professionisti di vari settori e tavoli di lavoro tematici per proporre concrete azioni di intervento nell’ottica del benessere della comunità”, spiegano.
I professionisti che hanno accolto l’invito sono stati: Alessandro Maccioni, direttore di Area Vasta 3; Nazareno Tartufoli, segretario generale dell’IRCR e della casa di cura di Villa Cozza di Macerata; Simona Reschini, Presidente dei giovani imprenditori delle Marche; Cristiano Soccionovo, Dottore Commercialista e membro del Consiglio dell'Ordine dei dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Macerata; Emanuele Conforti, Presidente dei giovani imprenditori di Confartigianato. Con questi, si sono aperti ragionamenti in merito all'emergenza sanitaria e a quella sociale ed economica, temi importanti quanto delicati che meritano l’attenzione di tutti soprattutto oggi.
Da questi incontri sono nate idee e progetti. Uno tra gli ultimi ha preso forma ed è stato realizzato in brevissimo tempo da Paolo Porreca: “Filo diretto Macerata”, grazie al quale, per la prima volta, viene supportato e messo in rete il servizio domiciliare delle attività produttive e commerciali del territorio macerarese.
Successivamente ai confronti con Assessori ed esperti dei settori socio-educativo e culturale, la lista "Macerata Insieme" ha presentato per il prossimo Consiglio comunale due ordini del giorno volti a sollecitare la riprogettazione e la pianificazione delle attività socio-assistenziali e culturali della città: "Gli assessorati ai servizi sociali e alla cultura vengono invitati a costruire tavoli di confronto inclusivi e tematici con l’Università, le associazioni e le realtà del terzo settore, l’ALFA, gli Istituti Scolastici, i professionisti, le cooperative sociali per ri-progettare e programmare le attività del presente e del futuro destinate ai bambini, alle persone con disabilità, alle famiglie, ai giovani, agli anziani. Azioni riguardanti l’assistenza domiciliare e scolastica e il supporto alle famiglie”.
“Condivisione, dialogo, flessibilità e coraggio: sono queste le parole chiave che secondo noi servono alla maggioranza in questo periodo.
L'emergenza Covid sta di nuovo mettendo alla prova la maggioranza che in questi cinque anni ha dovuto affrontare diverse situazioni straordinarie ma siamo fiduciosi che, anche in questo caso, sapremo essere compatti e affidabili. Questa maggioranza è i formata da diverse sensibilità e in questo frangente, a nostro avviso, dovrà riformulare coralmente una serie di indirizzi, dando priorità a tematiche più attuali”.
Ad affermarlo, in una nota, è il segretario della lista civica maceratese“La città di tutti”, Francesco Baldantoni, il quale analizza la situazione attuale nel capoluogo, nell’attesa della cosiddetta fase 2.
“Le modalità del governo di procedere per decreti mirati alle singole categorie, il reiterato silenzio sul fronte della famiglia, dei figli e delle disabilità ci impongono flessibilità in termini di risorse e di interventi a livello comunale, perché, come abbiamo ormai già appurato, al prossimo decreto o comunque con il prolungarsi della convivenza con questo maledetto virus, emergeranno nuove necessità, che dobbiamo essere bravi ad affrontare e anticipare per quel che è possibile, continua Baldantoni.
“In funzione di ciò, l'indirizzo che La città di tutti ha proposto alla maggioranza, volto ad una rimodulazione di risorse da drenare su un fondo di riserva, è al momento la soluzione migliore per poter intervenire all'occorrenza, con risposte tempestive nei confronti dei maceratesi. Risposte che possono trasformarsi in strumenti diretti o a compensazione delle agevolazioni che metteremo in capo.
Bene la modifica della Ztl e la riapertura degli spazi verdi della città ma, consapevoli che tutto è “work in progress”, servono la responsabilità di tutti e la massima disponibilità al dialogo, che di nostro siamo pronti ad assicurare.
Condividiamo – conclude - anche le ipotesi discusse in maggioranza a favore delle attività commerciali che devono guardare a tutta la città, alle frazioni, ai quartieri e, ovviamente, al centro storico”.
Il Ministero della Salute ha raccomandato alle regioni la creazione di centri Covid dedicati per il trattamento dei pazienti ancora in trattamento nei reparti di terapia intensiva degli ospedali marchigiani e per affrontare la prevista recrudescenza del virus nella seconda parte del 2020. Per far fronte a questa risoluzione la Giunta Regionale delle Marche e il presidente Ceriscioli, nella seconda metà del mese di marzo, hanno deciso di predisporre un unico sito di terapia intensiva e semintensiva mediante l’adeguamento strutturale della fiera di Civitanova Marche. I tempi di consegna allora erano rapidi, si parlava del 15/20 aprile, mentre oggi si indica metà maggio per consegna dei primi 28 posti degli 84 totali. Non ci si può quindi sottrarre ad una valutazione sui ritardi dei tempi di realizzazione e di approntamento degli atti necessari, tanto più che attualmente il contagio appare molto più contenuto di allora, i ricoveri si sono dimezzati e fortunatamente anche il ricorso alle terapie intensive è ridotto ad un terzo rispetto a quando l’opera è stata progettata.
Non ci sfugge la necessità di liberare gli ospedali pubblici dal trattamento dei malati Covid-19 per garantire il loro ritorno alla normale e ordinaria operatività e far fronte alle esigenze sanitarie del territorio. Per affrontare le prossime fasi è fondamentale potenziare l’individuazione rapida dei contagi per i pazienti che presentino sintomi compatibili, individuando percorsi di triage separati in ospedale e potenziando la medicina del territorio attraverso le terapie di intervento domiciliare. La programmazione sanitaria in fase di emergenza deve adottare tutte le misure che evitino il ripetersi della diffusione dei contagi all’interno delle strutture sanitarie e delle RSA, ritenendo inoltre necessario l’aumento della prevenzione e degli screening di massa, nonché un maggior ascolto delle esigenze prospettate dai medici e dagli operatori della sanità.
L’individuazione dell’Ordine dei Cavalieri di Malta come soggetto attuatore non può bypassare le esigenze di legalità e di correttezza nell’uso delle risorse che oltre 900 soggetti, in forma individuale o societaria, hanno ritenuto di mettere a disposizione della popolazione e a cui va reso sicuramente merito e rispetto sull’utilizza delle risorse. Chiediamo alla Regione di vigilare sul corretto impiego di queste risorse e sulla rendicontazione puntuale delle stesse, destinandole il più che sia possibile, all’acquisto di attrezzature e impianti che possano – a emergenza cessata – diventare proprietà della sanità pubblica regionale sostituendo apparecchiature obsolete e coprire le carenze di nuovi macchinari.
Ulteriore aspetto da tenere in debita considerazione è la questione relativa all’impiego del personale medico ed infermieristico, già duramente provato dalla gestione della crisi. La carenza degli anestesisti e dei rianimatori, comune a tutta l’Italia, non esime le Marche. Auspichiamo quindi che, già al momento della decisione la Giunta Regionale e l’Asur abbiano individuato le risorse umane da impiegare nella struttura civitanovese, anche attingendo ai reclutamenti straordinari effettuati dalla Protezione Civile o dall’Asur stessa, evitando di mettere in difficoltà i reparti di terapia intensiva degli ospedali e, non da ultimo, considerando il fabbisogno complessivo di staff da utilizzare in un servizio in pieno funzionamento, comprendente anche operatori quali OSS, tecnici di radiologia, imprese delle pulizie etc.
Il Coordinamento Regionale di Italia Viva Marche auspica inoltre che le circostanze vissute negli ultimi mesi a causa della diffusione del COVID-19 portino l’amministrazione regionale a valutare la necessità di un concreto ed indispensabile investimento di risorse nei presidi ospedalieri periferici, centri nevralgici del sistema sanitario regionale.
Infine, la disponibilità della città di Civitanova Marche– sia per quanto riguarda la gestione della prima fase con l’ospedale divenuto Covid-hospital, che per quanto riguarda la gestione della fase 2 con la fiera-Covid – non può essere ignorata nella futura programmazione sanitaria regionale. Chiediamo quindi che si avviino subito i lavori per il completamento dei due piani e che si potenzi il nosocomio civitanovese, che già in questi anni è stato chiamato ad operare in una realtà complessa e in forte espansione.
Il Presidente della Regione Luca Ceriscioli ha firmato oggi pomeriggio un atto di indirizzo, con chiarimenti e disposizioni attuative in materia di attività sportiva, di spostamenti all’interno del territorio regionale, di raggiungimento delle seconde case, di taglio del verde e coltivazione degli orti e di manutenzione degli impianti sportivi.
Il decreto consente, con la stessa decorrenza dell’entrata in vigore del DPCM 26 aprile 2020 (ore 00.00 del 4 maggio):
1)lo spostamento, nell’ambito del territorio regionale, dell’armatore, del proprietario o del marinaio con regolare contratto di lavoro, esclusivamente per lo svolgimento, per non più di una volta al giorno, delle attività di manutenzione, riparazione e sostituzione di parti necessarie per la tutela delle condizioni di sicurezza e conservazione di natanti e imbarcazioni da diporto. Il tutto si dovrà svolgere nel rispetto di quanto previsto dai DPCM e di tutte le norme di sicurezza relative al mantenimento del contagio da COVID-19;
2)nell’ambito delle attività di rimessaggio, delle marine o nei luoghi appositamente attrezzati, le attività di manutenzione di natanti e di imbarcazioni da diporto, e quelle propedeutiche allo spostamento dal cantiere all’ormeggio. I rimessaggi e le marine che hanno in deposito le imbarcazioni, nelle aree di manutenzione devono osservare il rispetto delle normative di settore e di tutte le misure finalizzate dalla tutela dal contagio;
3)la navigazione delle unità da diporto, entro i confini regionali per raggiungere le imprese abilitate alla manutenzione e riparazione delle unità nautiche, e la navigazione con unità da diporto al di fuori dei casi di cui ai precedenti commi. Oltre al conduttore dell’imbarcazione può essere prevista la presenza a bordo solo di un’altra persona. E’ obbligatorio il rientro in giornata presso l’abitazione abituale;
4)lo spostamento individuale per attività motoria e attività all’aria aperta, anche con bicicletta, unità da diporto o altro mezzo, in tutto il territorio comunale di residenza o dimora, con divieto di assembramenti e con l’obbligo di rispetto della distanza di due metri dalle persone, salvo quelle accompagnate in quanto minori o non autosufficienti utilizzando mascherine e guanti o garantendo l’igiene con idoneo liquido igienizzante;
5)le attività motorie sportive svolte in maniera individuale sempre nel rispetto delle norme di precauzione del distanziamento sociale e dell’utilizzo dei DPI per quanto applicabili.
6)lo spostamento all’interno del territorio regionale per lo svolgimento in forma amatoriale di attività di pesca sportiva, comprese le attività subacquee, esclusivamente nel rispetto di quanto previsto dal citato DPCM e di tutte le norme di sicurezza relative al contenimento del contagio da Covid-19, alle seguenti condizioni: limitatamente alla pesca sia da terra sia in acque interne sia in mare; che sia svolta da persona abilitata all’esercizio della pesca sportiva e ricreativa in possesso di copia della comunicazione effettuata ai sensi del decreto ministeriale 6 dicembre 2010; con non piu’ di due persone per imbarcazione, delle quali almeno una abilitata, nel caso di pesca in acque interne o in mare; nel rispetto della normativa vigente in merito all’esercizio della pesca sportiva e ricreativa.
Relativamente alla pesca sportiva lungo le acque interne, l’ordinanza ha efficacia conformemente al calendario piscatorio.
7)l’allenamento e addestramento cavalli, da svolgersi in maniera individuale, da parte dei proprietari e degli affidatari degli animali presso maneggi autorizzati all’interno del territorio della Regione Marche nel rispetto della normativa vigente in materia di distanziamento sociale;
8)la passeggiata a cavallo, svolta in maniera individuale e nel rispetto della normativa del distanziamento sociale;
9)l’allenamento e addestramento cani ai fini venatori e nei centri cinofili nelle aree autorizzate, senza il contatto diretto fra le persone, nel rispetto del distanziamento sociale e della normativa vigente. L’attività dovrà essere svolta singolarmente, nel rispetto del distanziamento sociale e della normativa vigente in tema di contenimento della diffusione del virus Covid-19;
10)l’attività di controllo della fauna selvatica;
11)gli spostamenti all’interno del territorio regionale per lavoro, necessità, salute, incontro di congiunti e per attività motoria e sportiva all’interno del territorio regionale;
12)il raggiungimento delle seconde case all’interno del territorio regionale per motivazioni di necessità, fatto salvo il rientro la sera presso la propria abitazione;
13)il taglio del verde e di coltivazione degli orti, senza la previa comunicazione al Prefetto ma con la debita documentazione (autodichiarazione che il cittadino deve portare con sé, per lo spostamento al fine di raggiungere l’orto, con allegato l’atto che ne attesti il titolo di proprietà, concessione, affitto). Il cittadino deve percorrere il tragitto più breve dal luogo di domicilio o residenza, rispettare le distanze di sicurezza interpersonali ed evitare assembramenti. E’ consentito ad una sola persona per nucleo familiare di raggiungere l’orto e per una sola volta al giorno;
14)la manutenzione del verde su impianti sportivi anche ai fini igienici e di manutenzione e di sicurezza da parte delle associazioni sportive dilettantistiche concessionarie e/o gestori di impianti sportivi comunali.
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Il presidente Luca Ceriscioli ha firmato oggi l’ordinanza n. 27 che, dalla mezzanotte del 4 maggio 2020 consente le passeggiate, svolte in maniera individuale, sulle spiagge, nel rispetto del distanziamento sociale e delle altre norme dell’ordinamento in tema di contenimento della diffusione del virus COVID-19.
Sono vietati gli assembramenti e le soste sull’arenile. Le eventuali violazioni saranno punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di 400 euro.
Dato atto del positivo effetto riscontrato in termini di nuove aperture di attività commerciali, la Giunta comunale di Tolentino ha considerato opportuno riaprire i termini per la presentazione delle domande di contributo fino al 30 settembre per tutte le attività commerciali sia del centro storico che del centro abitato, secondo le medesime condizioni indicate negli avvisi pubblici già diffusi e scaduti lo scorso anno.
"L’Amministrazione comunale - ricorda il Vicesindaco e Assessore al Bilancio Silvia Luconi - anche per il 2020 ha previsto in bilancio uno stanziamento in favore delle attività commerciali. Infatti, oltre a una parte dei fondi che ci sono stati messi a disposizione subito dopo il sisma dalla Regione Valle d’Aosta e non sfruttati completamente lo scorso anno, abbiamo inserito anche un'ulteriore dotazione per creare, anche per il 2020, un'occasione di finanziamento".
La Giunta ha approvato l'atto di indirizzo per la pubblicazione di un avviso pubblico finalizzato alla riapertura dei termini per la concessione di contributi per tutte le attività commerciali del centro storico e del centro abitato, fuori dai centri commerciali, non solo di somministrazione e promozione turistica, fino alla data dal 30 settembre 2020 con le seguenti caratteristiche:
- l'importo a disposizione per finanziare il progetto è di 15mila euro, contributo concesso fino ad esaurimento delle risorse finanziarie;
- beneficiari: imprenditori e aspiranti imprenditori che avviino una nuova attività in un locale sfitto o libero del centro storico, del centro abitato, fuori dai centri commerciali;
- tipologie di attività finanziabili: tutte le attività commerciali fino ad esaurimento fondi e in ordine di presentazione delle domande;
- entità contributo a fondo perduto: a) per attività del centro abitato a trenta euro per ciascun mq. di superficie coperta dell'immobile oggetto di avviamento, sino ad un massimo complessivo per ciascun operatore pari a tremila euro; il contributo sarà concesso, inoltre, nei limiti dell'80% delle spese documentate, al netto di Iva; b) per attività del centro storico a novanta euro per ciascun mq. di superficie coperta dell'immobile oggetto di avviamento, sino ad un massimo complessivo per ciascun operatore pari a novemila euro; il contributo sarà concesso, inoltre, entro il limite delle spese documentate, al netto di Iva;
- spese finanziabili: canoni di affitto dei locali oggetto di attività, spese per utenze relative ai locali stessi;
- criteri di valutazione ai fini della stesura della graduatoria: capacità del progetto di generare occupazione, tipologia di proponente (giovani e donne), presenza rilevante di persone svantaggiate o di personale affetto da disabilità, categoria oggetto di nuova attività;
Fabio Sebastianelli, coordinatore regionale per le Marche del popolo della Famiglia, commenta la diatriba creatasi sulla costruzione dell'ospedale Covid di Civitanova. << Quello che mi interessa - continua Sebastianelli- è tutelare i cittadini e portare all'attenzione di tutti ciò che invece è stato trascurato:la centralità della trasparenza. Questo è fondamentale e a questo dovrebbe essere ricondotta tutta la diatriba. Nei dubbi sollevati, nelle relative risposte o affermazioni non c'è chiarezza e spesso neppure la dovuta consistenza, come in genere usa fare chi vuole parlare pubblicamente ma senza far comprendere a tutti. Gioco e metodo politico che sarebbe meglio chiudere in un cofanetto che riporta l'etichetta: " tempi passati". I numeri pubblicati in merito alla spesa ipotizzata necessaria alla costruzione dell'ospedale in oggetto, quelli dei contributi economici richiesti, quelli ottenuti dalla Banca D'Italia o da “privati” - termine generico- non chiariscono se le risorse economiche realmente a disposizione della governance marchigiana e quelli che intende spendere per il progetto avviato derivano esclusivamente da donazioni private oppure -almeno in parte-sono anche pubblici. Il punto fondamentale è questo, spiega Sebastianelli. Occorre trasparenza nella distribuzione e nell'utilizzo delle risorse economiche. Un privato può decidere di affidare i suoi soldi a chi vuole e di spenderli come vuole, ma un Ente pubblico, quale è la Regione assolutamente no: i soldi sono dei cittadini e a loro deve rendere conto, nella massima trasparenza e per molteplici e ovvie ragioni>>.
<< A questo proposito- prosegue Sebastianelli- ritengo ottima la proposta fatta nel 2015 dalla Associazione consumatori e Utenti Marche ( ACU ) al presidente della Regione Marche, di istituire un tavolo permanente per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza. Tavolo, da quanto riferitomi da Fabio Amici (ACU Marche), attivato nel 2019 con la prima riunione e, a quanto sembra, non più utilizzato. Tanto che nei giorni scorsi lo stesso Fabio Amici ha provveduto a richiederlo di nuovo alle Autorità a mezzo comunicazione scritta e comunicato stampa. Ribadisco - conclude Sebastianelli - ora più che mai - per le evidenze che l'attualità inedita ci presenta- c'è bisogno che controllo e trasparenza divengano chiavi e metodi di gestione delle risorse pubbliche. Lo dobbiamo anche a chi non ce l'ha fatta o si è trovato solo e con mille problemi nell'emergenza Covid. Anche per il nuovo progetto di Civitanova occorre scongiurare il ripetersi di situazioni a dir poco incresciose, già sperimentate nel passato, ma ancora attuali, come ad esempio quella avvenuta riguardo le zone terremotate. Il Popolo della Famiglia lancia un appello al Presidente Ceriscioli e alle Autorità competenti, perché venga attivato e utilizzato il tavolo citato, insieme a qualsiasi altra forma di controllo e trasparenza sulla spesa pubblica. I cittadini marchigiani hanno il diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi, da chi vengono donati, chi li gestisce e quali sono i criteri con cui si mette in campo ogni tipo di scelta>>.
Approvato ieri mattina dalla III Commissione (Governo del territorio, ambiente e paesaggio) il programma triennale dei lavori pubblici di competenza della Regione relativi al triennio 2020-2022 e l’elenco annuale per l’anno 2020 in seguito ai pareri positivi espressi per via telematica dal CREL e dal CAL.
Tra i numerosi interventi, in programma quelli riguardanti la riduzione del rischio idraulico nel territorio di Macerata: nel fiume Chienti e nel fiume Potenza.
“Per quanto riguarda il fiume Potenza- spiega il presidente Dem Francesco Micucci, membro della III Commissione – l’intervento comprende il tratto dal ponte Sant’Antonio a Fonte Brescia nei comuni di San Severino Marche, Gagliole, Castelraimondo, Camerino, Pioraco e Fiuminata, per un importo complessivo di € 3.115.086,00 e sarà suddiviso in 3 lotti funzionali".
"L’intervento che riguarda il Fiume Chienti riguarda invece - prosegue Micucci - i tratti dalla confluenza del Chienti 1 e 2 alla Botte di Varano ed alla galleria delle Fornaci per un importo complessivo del progetto di € 2.000.000,00 e sarà suddiviso in 2 lotti funzionali".
"Con l’approvazione del programma triennale dei lavori pubblici diamo una riposta concreta e programmiamo interventi urgenti mettendo il territorio di Macerata al centro dell’agenda politica. Il mio ringraziamento va a tutta la III Commissione e a tutti i tecnici per il lavoro fatto che ci ha consentito, nonostante le difficoltà legate al momento di rispettare le tempistiche ed approvare uno strumento di vitale importanza per i nostri territori” conclude il presidente Dem.
"Sostegno alle famiglie ed alle attività produttive commerciali, artigianali, rimaste chiuse in questo periodo, attraverso la cancellazione,per tre mesi, di tutte le tasse e tributi locali meglio specificati come Imu, Tari, Tosap, tassa fissa mense scolastiche e trasporto scolastico". È la mozione presentata in consiglio comunale dal consigliere di minoranza, Raffaele Consalvi, capogruppo della lista "Uniti per Cingoli", in merito ai tributi comunali in questione, relativi ai mesi Marzo, Aprile e Maggio.
"La perdurante situazione di crisi produrrà certamente effetti duraturi, poiché l’attuale rallentamento delle attività economiche sta inesorabilmente creando un disagio economico e sociale. Per questo motivo, riteniamo necessario - scrive Consalvi nella mozione - che anche il Comune di Cingoli, nell’ambito delle sue competenze e delle sue possibilità, si schieri a fianco del tessuto economico cittadino offrendo, oltre ad ogni necessario supporto amministrativo, anche un supporto di carattere economico.
Considerato, inoltre, che questo Comune dovrà fare quanto prima una variazione di bilancio sia per un discreto avanzo di esercizio, sia per i maggiori introiti dovuti ai mancati pagamenti allo Stato delle rate dei mutui ( quasi un milione di euro ) per effetto della sospensione emergenza terremoto".
"In questo periodo di emergenza sanitaria viene da chiedersi se il Comune si sia dotato di un programma di assistenza e sorveglianza per coloro i quali non possono rimanere in casa perché una casa non ce l'hanno - si chiede Alberto Cicarè Candidato Sindaco di Macerata per Strada Comune - È una domanda che noi di Strada Comune, e non siamo i soli in città, ci poniamo da qualche tempo ma che finora non sembra aver ottenuto risposta".
"Viene inoltre da chiedersi se, oltre alla situazione più volte segnalata del ragazzo senza fissa dimora costretto a ripararsi nel palazzo ex INAM, ve ne siano altre di simili situazioni di disagio in città - aggiunge Cicarè - Le autorità pubbliche hanno realmente sotto controllo il fenomeno di chi si trova in condizioni di estrema vulnerabilità in un periodo come questo dove la salute pubblica è strettamente legata ai comportamenti individuali? È una questione di sanità pubblica, oltre che di umanità: non si può abbandonare chi non ha un punto di riferimento dove alloggiare, lavarsi e mangiare. E non si può sempre fare affidamento sulla spontanea e generosa assistenza dei privati.
"Diverse altre città si sono già attivate in questa direzione. Ad esempio si potrebbe sollecitare un accordo con ASUR, Prefettura, organizzazioni di volontariato, in modo da trovare uno o più locali e comunicare la disponibilità dell'alloggio per chi se ne trovi sprovvisto - cocnlude il candiato Sindaco -. Di fronte a questa situazione non siamo tutti sulla stessa barca, non abbiamo tutti le stesse possibilità di difenderci e difendere i nostri cari: il Sindaco, autorità sanitaria, ha il dovere di impegnarsi affinché chiunque si trovi nel territorio limiti il rischio di contagio per sé e per gli altri".
I Consiglieri Comunali di maggioranza, molte forze politiche continuano ad esprimere piena e reale vicinanza al Sindaco Tartabini, oggetto di un vergognoso e deprecabile attacco avvenuto alla vigilia della Festa della Liberazione. L'affissione di volantini con la foto del Sindaco a testa in giù con la scritta “Credere,Obbedire,Penzolare” non rappresenta solamente un attacco personale a Noemi Tartabini, ma un attacco al ruolo istituzionale che la stessa riveste e rappresenta con forte senso di responsabilità e dedizione verso la comunità.
"Mi unisco ai ringraziamenti dei cittadini e a tutte le istituzioni che hanno mostrato sostegno incondizionato al nostro Sindaco, mettendo ancora più in evidenza la pochezza di chi ha compiuto quel gesto e la solitudine di chi è abituato a creare terreno fertile raccontando, attraverso i diversi canali di comunicazione, letture personali e distorte - ha dichiarato il capogruppo di maggioranza di Potenza Picena Luca Strovegli -. Così come è avvenuto per la lettura del manifesto creato in occasione del 25 Aprile - prosegue -. Vorrei far presente a chi si è attivato per denunciare l'accaduto che il Sindaco, appena avuta notizia del ritrovamento dei volantini, ha proceduto a contattare immediatamente la Polizia Locale, i Carabinieri, il Prefetto e, su indicazione di quest'ultimo, è stata a sua volta contattata dal Questore. Le indagini del caso sono state avviate con prontezza e con il coinvolgimento anche della Digos- e precisa - Il Sindaco ha proceduto, inoltre, a presentare formale denuncia-querela al comando di Polizia Locale".
Strovegli ha poi concluso la sua nota affermando: "Tutti noi vogliamo fare chiarezza sull'accaduto, tutti noi vogliamo riaffermare le necessità e l'importanza di un sano ed opportuno confronto politico, senza che ciò travalichi in vergognosi ed inaccettabili attacchi personali. In questa gravissima vicenda, sarebbero state auspicabili vere prese di posizione condannatorie, ferme ed incontrovertibili a sostegno del Sindaco e della sua persona, mentre ancora assistiamo, anche da chi dovrebbe dare il buon esempio, a basse strumentalizzazioni di un grave fatto al solo fine di trarne spicciola visibilità personale a discapito delle Istituzioni ad ogni livello."
Oggi più che mai abbiamo bisogno di vita all’aria aperta per recuperare il benessere perduto in questi tempi di immobilità, per ricominciare a vivere le nostre relazioni sociali in sicurezza prevenendo il contagio da Covid19.
Per questo abbiamo presentato una mozione in Consiglio Comunale per chiedere un investimento immediato per la realizzazione del sentiero “Macerata Cammina nel Verde”. La nostra lista lo ha proposto nel programma amministrativo di questa maggioranza e ha contribuito a tracciare il percorso insieme al personale dell’Ufficio Ambiente. Ora abbiamo pronto il tracciato di un anello urbano di 27 km che gira intorno alla collina di Macerata, passa attraverso i parchi e le aree verdi. È un percorso che può aiutare i cittadini di ogni età a godere dell’ambiente naturale e fare passeggiate in sicurezza. Oggi è una vera e straordinaria misura di prevenzione del contagio. È importante che si metta subito in funzione, anche solo una parte, auspicando che nel bilancio comunale si possano trovare le risorse per realizzarlo completamente nel corso dei prossimi mesi.
E' stato un lunedì nero, ieri, per tanti operatori dopo la decisione presa dal Governo di imporre un ulteriore blocco alla riapertura di alcune attività inerenti i servizi alla persona, fra cui parrucchieri, barbieri ed estetisti. Il lockdown prolungato fino a giugno, ha gettato nella totale disperazione i tanti operatori che confidavano nella ripresa del lavoro a maggio, in considerazione del calo dei contagi e sull'onda della riapertura di altri settori.
"In questi due giorni – riferisce il sindaco Fabrizio Ciarapica - ho ricevuto tantissime telefonate da parte dei titolari delle imprese di acconciatura ed estetica ed anche di bar e ristorazione, che chiedono ai Sindaci e alla Regione un intervento immediato per scongiurare perdite economiche non recuperabili. Si teme anche una concorrenza sleale da parte di coloro che proveranno a svolgere le loro attività abusivamente a domicilio.
Mi sono immediatamente attivato per capire, sentendo altri sindaci delle Marche e la regione, la strada da percorrere per dare risposte alle tante preoccupazioni che ho ricevuto in queste ore.
Di fatto, con l'ultimo provvedimento il Governo affossa un settore chiave a Civitanova. Sono circa 2000 le attività nelle tre province di Macerata, Fermo e Ancona, e di questi, 150 circa operano a Civitanova, con centinaia di addetti alle dipendenze.
Civitanova rappresenta dunque una delle città maggiormente coinvolte su questo fronte e per questo già stamattina mi sono messo in contatto col Governatore Ceriscoli per condividere gli umori degli operatori, e dare il mio contributo per sollecitare l'adozione di misure di sicurezza che consentano una apertura in tempi brevi. Il Presidente mi ha rassicurato sul fatto che la Regione sta studiando un protocollo con associazioni di categoria e medici per garantire la ripartenza quanto prima, e in piena sicurezza, sia per gli operatori che i clienti, come distanziamento, dispositivi di protezione individuale, pulizia e sanificazione.
In caso di emanazione di specifica ordinanza regionale, l'Amministrazione comunale farà la sua parte per la ripartenza anche di questi lavoratori.
Dobbiamo restare tutti ancora in fase di massima allerta, il pericolo di un nuovo innalzamento dei contagi è reale e non ci permette di abbassare la guardia, ma non si possono discriminare interi settori se c'è l'impegno a garantire il rispetto di tutte le norme sanitarie necessarie. Domani ci sarà un incontro tra vertici regionali e categorie. Mi auguro di poter fare la mia parte, per quanto di competenza comunale, perché questo protocollo che salverà molte imprese artigiane diventi presto realtà”.
"Da una missiva tra il Comune di Corridonia e il Ministero dell’Istruzione intercorsa in merito alla costruzione del nuovo plesso scolastico per l’infanzia di Via Sant’Anna, abbiamo appreso, a seguito di un nostro accesso agli atti, che il “golpe” dell’amministrazione Cartechini continua". Questo quanto affermano, in una nota congiunta, i consiglieri di minoranza del comune di Corridonia (Corridonia Futura, Per Cambiare Corridonia, Corridonia Domani).
"Nella lettera, - spiegano i consiglieri - il Sindaco ha dichiarato che per costruire la nuova scuola per l’infanzia di Via Sant’Anna chiuderà le scuole per l’infanzia di Colbuccaro, di Campogiano e la scuola per l’infanzia “Bartolazzi”. Inoltre realizzerà delle economie di spesa sul contributo annualmente erogato alle Suore di San Giuseppe per la gestione della scuola paritaria dell’infanzia “E. Niccolai”. Siamo di nuovo di fronte ad un atto unilateralmente deciso dall’amministrazione senza nessuna condivisione con noi consiglieri di minoranza e soprattutto con i cittadini. Delle chiusure presenti nel testo, solo quella della scuola per l’infanzia del “Bartolazzi” era nota".
L'annuncio delle chiusure, secondo i consiglieri di minoranza, sarebbe avvenuto per giustificare al Ministero la capienza di 224 alunni prevista dal progetto per la nuova scuola: "Anche sommando gli alunni attualmente in forza nei tre plessi scolastici richiamati si arriverebbe al numero di 147 alunni, numero molto inferiore alle previsioni di capienza di 224 alunni. Il costo di 4 milioni e mezzo, se proporzionato alle reali esigenze, risulta inadeguato ed eccessivo. La scuola sorgerebbe, peraltro, in una zona non baricentrica. definita da tanti il "fosso". Siamo convinti che quest’amministrazione stia difendendo con le unghie e con i denti un progetto distante dalle reali necessità cittadine che comporterà un indubbio sperpero di denari pubblici".
"Nel prossimo consiglio chiederemo a tutti i consiglieri, compresi quelli che risiedono a Colbuccaro e dovrebbero farsi portavoce delle istanze di quella parte di territorio, di votare la revoca della scelta effettuata unilateralmente dal Sindaco di chiudere le scuole per l’infanzia di Campogiano e di Colbuccaro e di votare l’impegno per l’amministrazione a non modificare per gli anni a venire l’importo del contributo da erogare alle Suore di San Giuseppe per la gestione della scuola paritaria dell’infanzia “E. Niccolai” concludono dalla minoranza.
“Dopo l’annuncio di ieri del Presidente del Consiglio dei Ministri, in merito alla tanto attesa fase due, rimango estremamente deluso, amareggiato ed alquanto preoccupato per le sorti e per l’avvenire del nostro Paese e per la mancanza di una vera politica progettuale”. Ad affermarlo, in una nota, è Mattia Orioli, coordinatore provinciale maceratese dell’N.Cdu, il quale espone tutte le sue perplessità riguardo la fase 2 contenuta nel nuovo decreto.
“Fino ad oggi, continua Orioli - ho ritenuto opportuno e doveroso mantener un atteggiamento silenzioso ma operoso, volto al sostegno della prima fase emergenziale alla quale il Paese tutto si è unito con profondo spirito di forza, dignità e solidarietà nazionale, dalla quale poter sancire un grande orgoglio per l'Italia. Tuttavia, dal punto di vista politico condivido quanto espresso dalle varie forze nazionali del centro destra, le quali, pur con atteggiamento collaborativo, hanno ben evidenziato preoccupazioni e perplessità sulla gestione di questa crisi.
A seguito dell’annuncio di ieri voglio esprimere alcune mie considerazioni, in modo particolare, ritengo evidente, come in questo Paese si sia passati da una cultura politica del pensare, confrontare, progettare e pianificare, quindi guardare al futuro, con piena responsabilità e capacità politica, ad una politica o meglio falsa politica, la quale si dimostra sempre più legata alla logica dell’emergenza permanente oltre la quale non si sa ne progettare, ne pianificare verso il futuro, sapendo contemperare tutti gli interessi e valori in campo, e garantendo una strategia di lotta chiara contro le varie problematiche che si presentano, una chiara differenza con la politica della prima repubblica, la quale, se pur con dei difetti, seppe comunque garantire al paese nel secondo dopoguerra, un’uscita dalla crisi ed una posizione di quinta potenza economica nel mondo”.
Di questo Orioli si dice preoccupato “non possiamo permettere che l’emergenza diventi una modalità, ad uso politico, per incapacità della stessa o per accettazione della stessa, questo paese ha diritto ad una vera politica, che guardi al domani e non solo all’immediato, e l’esempio del terremoto ne dimostra come un paese sismico come il nostro, in questi anni pur sapendo di tale pericolo, ha sempre vissuto il tutto non preparando un vero e proprio piano per l’emergenza nè realizzando un piano strategico per la ricostruzione post – sismica”.
“Per questo motivo – spiega Orioli - non posso sostenere che ancora dopo circa tre mesi e più, dalle notizia del coronavirus, questo governo non abbia ancora preparato una vera fase due, o meglio un piano organico che possa far ripartire tutti i cittadini dopo il 4 maggio, affinché possano malgrado tutto poter tornare al proprio lavoro, per vivere, se pur con le dovute misure di sicurezza; con questo non intendo affatto sminuire la gravità della situazione, tutt’altro, suggerisco che la stessa crisi non si acutizzi e diventi cronica con l’aggravarsi della crisi economica che si sta affacciando oltre a quella sanitaria già in atto.
Infatti, grazie al grande sacrificio dei medici d’ospedale, di base, infermieri e di persone che con gesti eroici hanno dato la vita per salvarne delle altre, e di tutti coloro che hanno operato in vari lavori per garantire il necessario, il Paese ha retto la cosiddetta fase immediata e critica dell’emergenza ed a mio avviso solo grazie a queste persone il sistema nazionale sanitario ed economico di base è rimasto in piedi, colmando la grave fragilità di una struttura sempre più indebolita per via dei gravi tagli, alla sanità e ai vari a settori essenziali fatti in questi ultimi anni.
Per questo, non vorrei che in futuro le curve del virus, se purtroppo dovessero risalire, come purtroppo pronosticato anche da alcuni, diventi condizione forzosa per una ulteriore chiusura del Paese a scapito dei cittadini, ma vorrei invece una politica in grado di evitare questo problema non solo “chiudendo il Paese” fatto che è stato plausibile nell’immediato della crisi acuta di emergenza, dal quale però invece occorre superare mettendo in campo una strategia reale di contenimento in grado di contemperare in maniera progettuale l’aspetto sanitario insieme a quello economico e non l’uno forzatamente a discapito dell’altro, facendo superare la fase acuta della prima chiusura per dar spazio ad una vera seconda fase in grado di sostenere e contenere il virus per poterci convivere sino alla sua sconfitta, per questo vorrei che si investisse fortemente sulla sanità, per tutelare le nostre vite e di chi ci cura con strumenti adeguati subito, ed allo stesso tempo aprire il 4 maggio affinché si possa far tornare tutti al proprio lavoro, pur con distanziamenti , precauzioni e regole severe volte a tutelare il contenimento del virus e garantire sicurezza, salvaguardando quindi tutti i nostri valori fondamentali insiti nella nostra costituzione”.
"Non si possono far morire intere fasce economiche – prosegue il coordinatore provinciale del N.Cdu - le imprese non hanno avuto ancora la liquidità necessaria per compensare il sacrificio sostenuto, e di fatto sono a grave rischio chiusura con annessi posti di lavoro, così come tanti altri cittadini in grave difficoltà economica e sociale, basti pesare al settore del turismo, e via dicendo, per questo, la crisi pandemica non deve assolutamente acutizzarsi anche in quella economica, perché se la salute, e quindi la vita è una priorità indiscutibile, essa, va vista però nel suo reale complesso, in tutte le sue forme e sostanze; infatti la salute è anche lavorare per mangiare, e salute è anche quella immateriale, sia essa spirituale che intellettuale, la quale non può essere assolutamente sospesa più del dovuto, e quindi del necessario, e su questo mi riferisco anche alla possibilità di poter tornare a messa nelle nostre amate chiese.
Pertanto l’emergenza non può essere la risposta politica ma una fase imprevista, la quale deve essere il prima possibile contenuta, e superata, dando spazio ad una vera politica, in grado di assumersi delle responsabilità e non di lasciarle sulle spalle degli italiani l’ammortizzazione degli effetti di questa grave crisi, ed anche delegando a vari comitati, diversi dal luogo sancito dalla costituzione, il parlamento, decisioni fondamentali sulle sorti di un intero paese e popolo.
Per questo mi auspico – conclude Orioli - che questo governo nell’immediato si ravveda e si renda conto che da soli non si può sconfiggere il virus e le relative conseguenze, di cui quelle economiche, e per questo mi auspico vivamente che si relazioni subito con le opposizioni in parlamento, e non si chiuda in se stesso, affinché insieme si possa pianificare una vera fase due per il 4 maggio, o meglio un vero piano strategico – progettuale di ripartenza per tutti i cittadini, in grado di farci convivere con questo maledetto virus, sino alla sua definitiva sconfitta”.
“Sospensione degli affitti tramite crediti d'imposta ai proprietari degli immobili, la reintroduzione dei voucher per prestazioni lavorative occasionali, il congelamento delle tasse fino al 31 dicembre, l'annullamento delle tasse comunali come TARI e TOSAP, la sospensione dei mutui sulla prima casa per i titolari di partita IVA e dei lavoratori dipendenti in cassa integrazione; la concessione di liquidità a fondo perduto per le attività in crisi, una maggiore chiarezza riguardo la sanificazione e i distanziamenti sociali, infine l'erogazione di contributi a fondo perduto per le spese di adeguamento sanitario”. Sono le proposte degli esponenti di Fratelli d’Italia del Comune di Recanati, in favore degli addetti al settore della ristorazione.
“Il Comune di Recanati potrebbe così farsi promotore di una giusta battaglia a favore di una categoria che, insieme al settore turistico, subirà più delle altre la crisi economica dovuta a questa terribile pandemia”, afferma il consigliere comunale FdI Simone Simonacci. Voglio lanciare un appello all'Amministrazione per accogliere le richieste di un settore fondamentale per la vitalità tanto del Centro quanto delle periferie" prosegue Simonacci. "Sono cosciente delle difficoltà gestionali ed economiche che avranno nei prossimi mesi i Comuni, soprattutto senza un intervento importante da parte dello Stato, ma se vogliamo una città viva e attiva, la ristorazione e la socialità vanno tutelate in questo momento complicato, facendo qualche sacrificio oggi per avere dei benefici domani".
Sono 15 anni che faccio politica e sono 15 anni che sento le stesse identiche parole, con le varie declinazioni del caso: piccoli comuni al centro della politica, aree interne e tutela, territori montani come risorsa e compagnia danzante. La realtà, invece, qual è? Che gli amministratori locali dei piccoli comuni sono soli: terremoto o no, coronavirus o no, non hanno risorse neanche per la cura e la manutenzione del verde. Anche i più basici interventi ordinari sono messi a repentaglio dall’assoluta assenza di risorse”. Ad affermarlo, in una nota, è il sindaco di Sefro Pietro Tapanelli, in riferimento alle scarse risorse disponibili per i piccoli borghi, a prescindere dall’emergenza coronavirus o terremoto.
“Sono 15 anni che sento la litania del “piccolo è bello” che va avanti ininterrotta – prosegue Tapanelli - e ancora non c’è verso di avere tangibilità di politiche serie per i nostri territori. Conferenze stampa, quotidiani e riviste di settore sono pieni di proclami, ma di concreto c’è il vuoto assoluto, il niente di niente.
Pochi giorni fa, il Governo ha formulato uno schema di decreto che definirà i parametri occorrenti per costruire la banca dati dei piccoli comuni tutelati dalla legge 158/2017 (nobilissimo provvedimento normativo, almeno nelle intenzioni). Badate bene ai particolari: “schema” (quindi niente di ufficiale e definitivo), “definirà” (futuro e, quindi, niente di apprezzabile in breve), legge del “2017” (ben tre anni per emanare lo schema di decreto che “definirà”). Una sorta di matriosca del nulla. Un immobilismo che farebbe invidia al miglior incantatore di serpenti”.
“Come Sindaco – afferma Tapanelli - sono costretto ad andare avanti a suon di denunce per tentare di avere un segnale di telefonia mobile decente e il sacrosanto diritto di usufruire di un segnale del digitale terrestre che sia degno di un paese civile. Fossimo a fine ‘800, potrei anche risultare eccessivamente pretenzioso, ma nel 2020, forse, credo di poterlo chiedere. Inoltre sono stato anche costretto a minacciare azioni legali per avere la metanizzazione del territorio, perché le gare di ambito per il gas naturale sono in piedi da anni e ferme tra mille ricorsi, ventun ingiustizie e lo Stato che fa? – domanda - Si costerna, si indigna, si impegna e poi getta la spugna con gran dignità”, spiega il primo cittadino citando De Andrè.
“Siamo nel 2020 e ancora parliamo di divario digitale. Siamo in mezzo ad un mare in tempesta e ancora ragioniamo su come verniciare la barchetta che affonda. Nel 2020 i nostri comuni hanno bisogno di infrastrutture, sia tradizionali che digitali, altrimenti nessun verrà ad abitare o a sviluppare un’azienda in questi territori. Ma averne bisogno significa smettere di parlare e fare. Basta con i decreti attuativi che non arrivano mai, con le mille riunioni, con le tavole rotonde e con le innumerevoli conferenze di servizi per metter giù un cavo di fibra ottica o un tubo per il gas naturale. Ma soprattutto basta con i proclami che da almeno 15 anni incantano i cittadini sulla tutela e sul rilancio dei piccoli centri.
Basta, perché partiranno nuove denunce, ma questa volta per millantata tutela dei piccoli comuni. E se proprio non si può, chiedo almeno un po’ di silenzio che, spesso e volentieri, è più dignitoso di mille decreti annunciati”, conclude il primo cittadino di Sefro.
"Abbiamo inviato, primi in Italia, una delibera di Giunta al prefetto Iolanda Rolli e al presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, finalizzata alla riapertura - nelle modalità previste per il monitoraggio del Covid-19 - di asili e centri per l'infanzia". Questo l'annuncio fatto dal sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi in un video-messaggio diffuso sui social.
"Sono state individuate alcune location nella nostra città - ha proseguito il sindaco - che possano permettere l'accoglienza dei bambini in sicurezza. Anche la Regione Veneto sta muovendo in tal senso".
"Il Governo ha fatto un provvedimento di chiusura fino a settembre - sottolinea Pezzanesi -, ma non può pensare di riaprire le attività lavorative e poi far seguire i bambini alle sole baby-sitter a domicilio, nei casi in cui i genitori non passano lasciare i loro figli ai nonni. È importante aprire strutture pubbliche e private, opportunamente monitorate e preventivamente controllate".
L'atto di indirizzo inviato dal Comune di Tolentino, dovrà ora essere valutato dalla Prefettura per comprenderne la fattibilità.
Nel video-messaggio il sindaco ha anche fornito un aggiornamento sulla situazione relativa al contagio nel suo comune: sono 22 i positivi, 14 le persone in quarantena, 4 i guariti.