Queste alcune delle proposte del Gruppo “Per Matelica” all’Amministrazione comunale.
I consiglieri: “Ci aspettiamo risposte concrete ed immediate, senza ingerenze politiche e polemiche sterili”
In questo momento particolarmente delicato abbiamo provato con profondo senso istituzionale a deporre “le armi di guerra” politica e amministrativa e abbiamo dato la nostra massima disponibilità a collaborare per il bene della città. Abbiamo richiesto la convocazione urgente della commissione Sanità e Servizi Sociali per discutere di una nostra proposta rivolta in particolar modo alle famiglie in difficoltà, alle piccole imprese, micro impresa, attività commerciali, ricettive e di ristorazione, artigiani e liberi professionisti che in questi mesi sono messi a dura prova. Abbiamo presentato in veste ufficiale una proposta dettagliata su possibili risparmi da parte dell’amministrazione comunale, risparmi per attività che purtroppo al momento sono sospese liberando risorse che possano essere reinvestite per l’immediata necessità e per la ripartenza. La proposta che il gruppo di “Per Matelica” ha posto all’attenzione del Sindaco, dell’assessore Procaccini e della Commissione Sanità e Servizi Sociali sarà valutata nel dettaglio anche da una prossima commissione consiliare dedicata al Bilancio, ci auguriamo che venga analizzata nello specifico senza ingerenze politiche ma solo tecnicamente, la città e i cittadini si aspettano azioni concrete, decisioni immediate, speranza per il futuro e sostegno delle istituzioni.
Non possiamo permetterci un’apatia istituzionale come quella attuale, non possiamo perdere oltre 40 giorni per comprare mascherine da donare alla cittadinanza, lo abbiamo chiesto ma non verrà fatto, ogni cittadino si deve comprare la propria mascherina. Non possiamo abbandonare gli operatori e i degenti e tutti i fruitori del nostro Ospedale senza fornire loro solidarietà, assistenza e vicinanza lasciando tutto questo solo ai volontari. Abbiamo richiesto in commissione una particolare attenzione alla struttura e la fornitura di tutti i presidi necessari per una maggiore tranquillità del personale medico, paramedico e dei degenti. L’Amministrazione comunale giustamente si fa promotrice di tutte le raccomandazioni ministeriali, invitando i cittadini matelicesi ad uscire il meno possibile e convoca la commissione consiliare in presenza, e non in modalità telematica, pur avendolo esplicitamente richiesto ci hanno risposto che non si è pronti, dopo oltre un mese il comune di Matelica non si è ancora dotato di un sistema di comunicazione video per le riunioni e ce ne sono moltissimi anche gratuiti. La nostra idea è quella di creare un fondo straordinario nel bilancio comunale dove far confluire, al netto di possibili perdite economiche come minor incasso di multe o rette, i fondi delle economie di questi mesi, minor spesa di riscaldamento di scuole e di strutture sportive, rimodulare i finanziamenti per le attività sportive sospese, e i finanziamenti annuali per la gestione di strutture comunali che hanno purtroppo interrotto il servizio attuando una solidarietà verso chi è in sofferenza. Nel fondo potrebbero trovare spazio anche una parte dei finanziamenti inizialmente previsti per manifestazioni culturali e sportive e di spettacolo dal vivo che purtroppo non si potranno effettuare a causa dell’emergenza sanitaria e riconvertirli in aiuti per settore sport e cultura in termini di sostegno a coloro i quali erano impegnati in suddette attività ma anche ai lavoratori dei settori dell'indotto che essi generavano. Purtroppo ora abbiamo visto solo pressapochismo, gravi mancanze, opportunismo politico e atteggiamenti alquanto imbarazzanti da parte dell’amministrazione comunale, questa emergenza ha portato a galla le grandi lacune dei rappresentanti di “Matelica Futura” evidenziando ancora una volta l’incapacità amministrativa di un gruppo politico. Non possiamo permetterci di perdere tempo, la comunità ha bisogno di risposte concrete, immediate, tutti dobbiamo fare la nostra parte, tutti stiamo rinunciando a qualcosa, tutti stiamo facendo sacrifici, tutti dobbiamo dare una mano, amministratori, cittadini, associazioni, imprenditori, per ripartire più forti di prima.
Ci auguriamo che il nostro contributo sia preso in seria considerazione e che vengano inserite nel prossimo bilancio le misure economiche e sociali necessarie per la città.
“Ad oggi ai gestori degli stabilimenti balneari marchigiani è proibito svolgere attività di manutenzione e di allestimento delle spiagge. Per molti di loro questo blocco, dovuto alle disposizioni governative per il contrasto al Coronavirus, rischia di essere un vero e proprio colpo di grazia in vista dell’eventuale apertura della stagione turistica. Per questo motivo la Lega ha depositato in Consiglio Regionale una mozione per richiedere alla Giunta regionale che almeno un operatore per stabilimento possa lavorare, in sicurezza e indossando adeguati dispositivi di protezione, alle manutenzioni e alle sistemazioni necessarie all’apertura dell’attività”.
Lo dichiara il Sen. Paolo Arrigoni, Segretario della Lega Marche per Salvini Premier, insieme ai consiglieri regionali Sandro Zaffiri, Mirco Carloni, Luigi Zura Puntaroni e Marzia Malaigia.
“Impedire il montaggio delle strutture e le attività preparatorie, che richiedono almeno un mese di tempo, significa infatti ritardare ulteriormente l’apertura estiva in un momento che già appare di devastante crisi per il settore balneare”, aggiungono gli esponenti della Lega. “Visto anche lo scarso interesse del Governo relativo ai problemi legati a tutto il settore del turismo, chiediamo al Presidente Ceriscioli e alla sua Giunta di fare né più né meno di quanto già disposto nei giorni scorsi in alcuni comuni costieri, come Vieste e Chioggia, e soprattutto in Emilia Romagna, dove la Regione ha specificato con una propria ordinanza che negli stabilimenti balneari e nelle relative aree di pertinenza l’accesso è consentito solo al personale impegnato in comprovate attività di manutenzione e vigilanze”.
“Considerando la vocazione fortemente turistica della regione Marche e in particolar modo dei comuni della costa si tratterebbe di un intervento di buon senso da emanare con assoluta urgenza”, conclude la Lega.
"Sono sempre più convinto che l'aspetto ambientale e della qualità dell'aria possano essere stati dei fattori importanti per la diffusione di questa pandemia - esordisce in una sua riflessione l'ex sindaco e attuale capogruppo di minoranza Roberto Paoloni di Belforte del Chienti -. Diversi scienziati stanno iniziando a studiare la correlazione tra la presenza di numerose sostanze nocive nell'aria in quelle zone che risultano essere le maggiormente colpite dal Covid-19 - spiega - . La pianura Padana è la zona più inquinata d'Europa rispetto a numerosi studi, risulta pertanto possibile una correlazione rispetto ai tanti casi di contagio che ha permesso una così massiccia e veloce diffusione del virus. Non si parla solo di polveri sottili e inquinati come vettore della pandemia, teoria che deve avere una valenza di tipo scientifico ben dimostrata, ma del fatto che in quelle zone di alto inquinamento le persone che ci vivono hanno i polmoni e tutte le vie aeree superiori sottoposte da tempo a grandi sforzi che li rendono più sensibili e vulnerabili".
Inoltre mette in luce un ulteriore dato: "I continui sforamenti delle polveri, proprio in pianura Padana, possono aver contribuito a creare una parte di popolazione decisamente più debole. Se notate la cartina dei contagi e dei focolai si trovano principalmente nelle zone più industrializzate d’Italia e di maggiore concentrazione di traffico veicolare e pesante"
Una teoria quella illustrata da Paoloni che sta prendendo decisamente piede: "Dobbiamo capire pertanto che quella rivoluzione Green deve essere accelerata, e non fermarsi a seguito della crisi economica che ora avverrà sicuramente dopo questo shock economico causato dal covid. Un luogo dove si respira meglio potrebbe sicuramente creare dei cittadini più forti, non per questo immuni a dei virus così aggressivi, ma decisamente con dei polmoni più sani che gli permetterebbero di affrontare meglio questi stati di contagio, sopratutto questo è fondamentale rispetto alle future generazioni - sottolinea -. La cartina è molto chiara, la diffusione del virus parte da quelle zone più inquinate per poi scendere verso sud, sino a quando l'isolamento, a cui gli italiani si sono giustamente dovuti sottoporre, sta pian piano fermando il contagio.
Paoloni ha concluso la considerazione dichiarando: "Tutto questo ci deve far accelerare il processo che guarda alla riduzione delle polveri sottili e degli inquinanti e magari capire che la diffusione delle tecnologie ecocompatibili, del risparmio energetico e delle energie rinnovabili devono diventare fondamentali non solo sul piano ambientale ed industriale ma soprattutto sul piano della salute e di tutto ciò che è connesso a questo - e infine aggiunge - ovviamente morti e malattie e di conseguenza tutti i costi sanitari che le varie Regioni devono affrontare. Io credo che un discorso su questo vada fatto urgentemente sia sul piano scientifico che politico".
"Dotare gratuitamente tutti i cittadini che vivono a Civitanova di due mascherine chirurgiche". È questa la proposta che Giulio Silenzi, capogruppo del Partito Democratico, suggerisce al sindaco Fabrizio Ciarapica per "far fronte alla richiesta crescente di questo presidio indispensabile per la tutela della propria e altrui salute".
"Cosa fattibile, visto che già in altri Comuni lo fanno e visto che Civitanova ha 6 Farmacie Comunali che nella giornata di ieri ci hanno fatto sapere di averle in vendita (il costo per i cittadini di una singola mascherina è di 1,50 euro) - afferma Silenzi, che aggiunge -. Le mascherine potrebbero essere donate direttamente dal Comune tramite l’Atac (Atac che anche quest’anno realizzerà degli utili) o acquistate dal Comune utilizzando gli utili dell’Atac".
"Ogni mascherina chirurgica ha una efficacia di circa 5/6 ore e può essere - essendo in tessuto - sanificata e riutilizzata per un massimo di 10 volte (naturalmente se correttamente sanificata). Le due mascherine potrebbero essere sigillate in una bustina di cellophane e consegnate a casa dai volontari che vanno istruiti allo scopo. Questo sarebbe un aiuto concreto - conclude il consigliere - per tutti i cittadini che vivono a Civitanova ed e' auspicabile che avvenga nel piu' breve periodo".
“Basta giocare con la salute dei cittadini dell’Area Vasta 3: Treia è l’emblema di quanto sia esplosivo, in piena emergenza Covid, mettere la testa sotto la sabbia per settimane. Subito percorsi controllati e screening con ogni mezzo anche per i fruitori esterni delle strutture per circoscrivere un contagio che rischia di coinvolgere l’intero sistema di medicina di base, le persone più fragili e le loro famiglie".
L’onorevole leghista Tullio Patassini richiama ai propri doveri la sanità regionale che, in provincia di Macerata, evidenzia criticità nella gestione dell’emergenza e l’Amministrazione di Treia per aver sottovalutato il problema dell’ospedale cittadino.
“Mentre Covid si fa largo nelle mura delle strutture sanitarie al punto che il presidente della regione Ceriscioli esclude Area Vasta 3 dal suo report al consiglio ieri, che cosa stanno facendo il direttore Maccioni e quello dell’Inrca Genga che, all’ospedale di Osimo, alle prese con una situazione analoga, sta chiudendo i reparti? La rete di sicurezza nel trasferimento dei malati Covid da un ospedale all’altro è stata fin dal primo momento a maglie più che larghe: non si contano i contagi avvenuti per la promiscuità a Civitanova, San Severino, Camerino, Macerata. Questa nuova tegola di Treia e Appignano (dove ci sono contagi all’Inrca, ndr) fa emergere una criticità su cui la Lega chiede attenzione da tempo, che nasce dalla promiscuità dei percorsi e sta esplodendo tra i medici e con i servizi erogati alla popolazione non ricoverata”.
È lo stesso Patassini a ripercorrere le tappe della vicenda treiese:
- intorno al 15 marzo nella RSA di Treia è stato chiuso alle visite dei parenti il reparto di lungodegenza, ufficialmente per proteggere i pazienti dal contagio esterno. Ieri hanno dichiarato che 7 pazienti, 3 operatori e un medico risultano contagiati;
- negli stessi giorni un medico di base, che opera come altri negli ambulatori al piano terra della struttura, ha richiesto il tampone per aver curato malati Covid. L’Asur glie lo ha fatto dopo settimane ed è stato ufficialmente dichiarato positivo quasi 30 giorni dopo la richiesta. Se non ha infettato nessuno si deve solo al senso di responsabilità con cui ha scelto di auto-isolarsi;
- mentre casi di contagio e morti sospette nella RSA di Treia venivano denunciati alla stampa dai parenti, hanno continuato a funzionare senza particolari accorgimenti gli ambulatori per i prelievi, la medicazione, la gestione delle patologie croniche di cui è necessario il monitoraggio (tipo quelle da trattamenti con anticoagulanti). Insomma: almeno metà della popolazione treiese è entrata in contatto con la struttura riportandone potenzialmente le conseguenze all’interno delle proprie mura domestiche.
- Ad oggi la sede treiese dell’Inrca, divisa dal reparto di lungodegenza chiuso per contagio solo da una porta antipanico, sta continuando a funzionare senza che si abbia notizia di precauzioni in atto.
“Il silenzio della sanità regionale è assordante e non è accettabile perdere ancora tempo prezioso dietro a fiere e algoritmi sul picco di contagio mentre la popolazione rischia la pelle per un prelievo – conclude l’onorevole leghista – Quali misure si stanno prendendo in concreto e tempestivamente per tutti i medici di base e per le realtà come quelle di Treia, città che ha già pianto 4 morti e in cui il contagio sta toccando anche la Casa di Riposo comunale, Appignano e altre città della provincia?”
"Anche l'OMS ha cambiato le direttive in merito: devono ormai essere fatti più tamponi e a tappeto, magari pure con i drive test, anche ai paucisintomatici o asintomatici - spiega in una nota il capogruppo di 'Centrodestra per cambiare Francesco Pacetti' - A maggior ragione in zone come la nostra, in cui c'è stato un focolaio accertato - si sottolinea -, con priorità a tutti gli operatori sanitari, alle forze dell'ordine, ai volontari in trincea, a chi lavora ancora al pubblico".
"Siamo consapevoli che nelle Marche ci sono problemi di disponibilità, carenza di reagenti, processori e personale addetto ai laboratori (che devono essere "certificati") - dichiara Pacetti - ma a Cingoli sarebbe un intervento fondamentale anche perché abbiamo già diversi morti e contagiati dal virus e sarebbe un toccasana per la nostra popolazione impaurita e ormai stanca, per poi affrontare al meglio la fase 2".
Pacetti ha poi concluso il suo intervento affermando: "Chiediamo pertanto al Sindaco e a chiunque ne abbia competenza di fare il possibile per esaudire questa richiesta che perviene ormai da larga parte della popolazione".
Il primo Consiglio comunale del Comune di Macerata in videoconferenza si svolgerà mercoledì 15 e giovedì 16 aprile e i lavori potranno essere seguiti in diretta streaming nel sito istituzionale http://webtv.comune.macerata.it/
A causa dell’emergenza espidemiologica da Covid – 19, per lo svolgimento della seduta consiliare, è stata scelta la piattaforma Zoom Meeting che permette di far interagire un folto numero di partecipanti e il cui funzionamento è stato testato positivamente nell’ultima riunione dei Capigruppo consiliari.
Il canale web, come di consueto, consentirà di seguire il dibattito consiliare in diretta e nei giorni successivi anche on demand, individuando agevolmente argomento e intervento di proprio interesse, saltando da un punto all’altro del dibattito per scegliere il tema su cui si vuol essere informati.
Nutrito l’ordine del giorno dei lavori che inizieranno alle 16.30. Si inizia dalla delibera relativa alla convenzione tra il Comune di Tolentino e quello di Macerata per l’esercizio associato delle funzioni dell’ufficio Segreteria comunale, per proseguire poi su temi legati al settore finanziario. Tra gli argomenti l’anticipazione di liquidità ai sensi della legge 160/2019 proposta da Cassa Depositi e Prestiti, il riconoscimento del debito fuori Bilancio derivante dal lodo arbitrale Nuova Via Trento spa/Comune di Macerata, la ratifica della delibera di Giunta n.103/2020 che prevede variazioni al Bilancio 2020/2022 in via di urgenza, l’approvazione del Bilancio preventivo 2020/2022 dell’Istituzione Macerata Cultura e infine l’approvazione del Regolamento generale delle entrate comunali. Dopo la discussione la votazione delle delibere avverrà sempre in forma telematica.
“L’Amministrazione Comunale di Treia è l’unica a fare politica di bassa lega scadendo sul personale per non dare risposte nel merito. Giunta e maggioranza sapevano e non hanno fatto nulla per giorni prima di attivarsi per scongiurare l’allargamento del contagio ai cittadini attraverso gli ambulatori dell’RSA e l’INRCA. La Lega ha lanciato un allarme doveroso che trova conferma nei post su Facebook ed i comunicati stampa a cui fanno ricorso il vicensindaco facente funzioni Buschittari e il capogruppo Sileoni per giustificarsi”.
Simone Merlini, treiese e responsabile provinciale della Lega a Macerata, non intende lasciar correre sulla gragnuola di pesanti accuse personali che la giunta Comunale di Treia gli ha rovesciato addosso pe aver chiesto spiegazioni sulla gestione del focolaio Covid scoppiato presso il complesso ospedaliero cittadino e che potrebbe essersi allargato a chi ha fruito e continua a fruire degli ambulatori.
“È gravissimo che il vicesindaco facente funzioni Buschittari in un posto fatto intorno alla mezzanotte sul profilo ufficiale Città di Treia abbia ammesso di essere a conoscenza da giorni del problema, di essere molto preoccupato, ma di parlarne solo adesso perché la questione è esplosa sulla stampa. Cosa ha fatto nel frattempo per tutelare la salute dei suoi concittadini che fruiscono degli ambulatori della struttura? - continua a chiedere Merlini – Perché Buschittari dice di aver sollecitato l’Asur il 1° aprile visto che tutti sapevano da giorni che un medico di base treiese, tra quelli che esercitano negli ambulatori del complesso ospedaliero, era in auto-isolamento in attesa di un tampone effettuato dall’Asur quasi dopo 15 giorni? Perché Buschittari dice di aver sollecitato i tamponi a ricoverati e personale sanitario e non ha anche preteso dall’Asur una riorganizzazione dei servizi in modo da non alimentare le potenzialità di contagio di quei cittadini che lui stesso definisce ‘estremamente fragili e, quindi, ancora più esposte al contagio?
La verità, caro vicesindaco facente funzioni Buschittari, è che amministrare non è fare i post di mezzanotte su Facebook come Conte e scatenare il burattino in seconda Sileoni contro il sottoscritto per buttarla in caciara. Amministrare è fare il proprio dovere moralmente e formalmente tirando fuori gli attributi invece di nascondersi dietro al balletto delle competenze”.
"Pur comprendendo le difficoltà e le tensioni del momento, dovute alla delicata scelta dell’amministrazione comunale di Civitanova Marche di fornire un prezioso contributo alla collettività ospitando la struttura covid e, di conseguenza, degli esponenti locali di Forza Italia - spiega il Coordinatore provinciale Forza Italia Macerata Riaccardo Sacchi -. Ritengo, tuttavia, doveroso precisare che la posizione del comitato comunale di Forza Italia-Civitanova Marche, è stata espressa unilateralmente e senza alcun confronto con il partito"
"La linea del coordinamento provinciale di Forza Italia, in una materia di tale rilevanza politica ed economica, potrà essere espressa solo in un momento successivo all’uscita dall’emergenza sanitaria ed economica - precisa - tenendo ben presente che le scelte già effettuate da tempo dalla Regione Marche e dagli Enti preposti hanno già visto ampiamente completato il relativo iter burocratico e amministrativo".
"Usciti da questa situazione drammatica senza precedenti, il mondo non sarà più lo stesso, sarà pertanto imprescindibile coinvolgere gli operatori sanitari, gli addetti ai lavori e gli amministratori locali al fine di addivenire alla miglior sintesi possibile, consci dei gravi errori in materia di politica sanitaria commessi dal centrosinistra che governa questa regione da più di 20 anni e aggiunge - formulando la miglior proposta programmatica insieme agli alleati di centrodestra in vista delle prossime elezioni regionali, tenendo nel debito conto la necessità di un improcrastinabile riequilibrio tra costa ed entroterra, vieppiù all’indomani dei terribili eventi sismici del 2016 e della ricostruzione mai iniziata, nonché l’urgenza - mai attuale come oggi - della valorizzazione di strutture sanitarie periferiche"
"Dunque, non è certo questo il momento di formulare ipotesi campanilistiche - conclude - Questo è solo il momento dell’unità, della concordia, della solidarietà verso le vittime di questa terribile malattia e verso le loro famiglie, nonchè verso tutti gli operatori della sanità, altre argomentazioni risulterebbero difficilmente comprensibili"
Sono state consegnate agli abitanti di Pieve Torina mascherine anti-covid19 per fronteggiare l’emergenza epidemia. A comunicarlo è il sindaco, Alessandro Gentilucci, che ha tenuto fede all’impegno assunto qualche giorno fa.
Una distribuzione gratuita che s’inserisce tra le varie attività di supporto alla popolazione che l’amministrazione comunale ha approntato in queste settimane di battaglia contro il coronavirus.
“Le mascherine sono uno strumento importante - sottolinea il sindaco -, anche di sicurezza psicologica oltre che di prevenzione sanitaria, che siamo riusciti ad attivare grazie a una donazione privata. E va ad integrare le altre iniziative che abbiamo già messo in campo dall’inizio dell’emergenza”.
I primi commenti e ringraziamenti da parte dei cittadini sono comparsi su facebook, e una testata nazionale, il Tg2, ne ha dato notizia nel suo notiziario.
“È una attenzione figlia però di altre problematiche” ci tiene a precisare Gentilucci, “perché Pieve Torina è un esempio lampante della tragedia della mancata ripartenza post terremoto. E nonostante questo resistiamo. Perché siamo tenaci e vogliamo credere che il nostro futuro sia qui. Ringrazio chi ha reso possibile questo ulteriore sostegno alla nostra gente e nello specifico la ditta Alba srl. Noi, come comune, continueremo a garantire per quanto possibile servizi di assistenza soprattutto alle persone più fragili, a cominciare dagli anziani. Vivere già nelle SAE, in una condizione di difficoltà oggettiva, ed essere caricati di questa ulteriore terribile esperienza che è l’epidemia, è una prova durissima, e tutto quello che possiamo fare per aiutare la nostra gente noi lo faremo”.
In mattinata lo stesso Gentilucci ha fatto dono di un saturimetro al 118 di Camerino, una ulteriore dimostrazione di vicinanza alle organizzazioni sanitarie che sono in prima linea in questa battaglia.
Il Dipartimento di Programmazione Economica della Regione Marche ha approvato il piano economico relativo all'Ospedale Unico da realizzare alla Pieve. Forza Italia Civitanova non ci sta e interviene sull’argomento.
“Sarà contento Ceriscioli, il grande protagonista dell'operazione, e lo saranno anche l'assessore maceratese Sciapichetti che l'ha sempre esaltata, e il consigliere regionale civitanovese Micucci, al quale, interessa sempre avallare a scatola chiusa qualsiasi decisione venga calata dall'alto, anche se irrazionale e poco rispondente alle dinamiche socio-demografiche del territorio” – spiega Paolo Giannoni, commissario di Forza Italia a Civitanova Marche.
“Ribadiamo la nostra totale contrarietà al fatto che un grande ospedale venga costruito a 30 chilometri dalla costa, in un’area di collina da espropriare e da bonificare e con tutte le infrastrutture di servizio da realizzare e i costi conseguenti che si impennano in modo esponenziale. Forza Italia ribadisce la sua contrarietà ad una scelta più costosa e per locazione del tutto inadeguata rispetto ad un'area vicina all'uscita dell'A-14, servita da un sistema stradale adeguato e facilmente raggiungibile sia da sud-nord che da ovest-est”. “Sorprende soprattutto la scelta della location – prosegue Giannoni - lasciata ad un algoritmo e non a razionali valutazioni socio-politiche, metodo che lascia aperto il sospetto che l'algoritmo sia solo un pretesto in mano a chi ha il potere di decidere non in base alla reale domanda del territorio ma ai giochetti di parte. Forza Italia prende anche atto e sostiene senza riserve l'iniziativa congiunta dei sindaci Ciarapica e Sborgia che chiedono alla Regione di pensare più all'emergenza in atto che non a un assetto sanitario deciso in fretta e senza le doverose valutazioni, e di rivisitare tutta la programmazione una volta cessata l'emergenza. Quello che resta incomprensibile per Forza Italia e per la stragrande maggioranza dei civitanovesi è il motivo per Il quale Ceriscioli, Sciapichetti e Micucci esaltino la centralità di Civitanova solo quando c'è da ospitare un grande hospital-Covid 19 e la stessa centralità invece per loro non conta niente quando si tratta di realizzare un ospedale unico. È la politica dei furbetti che continua a prevalere con la compiacenza di troppi “yesman”, con tutte le conseguenze del caso, sia in termini di costi che di funzionalità. Ma questo per loro poco importa, importante è che il DIPE dia il placet al piano economico dell'ospedale unico alla Pieve e che a Civitanova converga il più alto numero possibile di COVID 19 per curarsi e non morire”.
<< Le entrate derivanti dalle multe stradali vengano utilizzate come "tesoretto", dai Comuni, per gestire l'emergenza>>. Questa la proposta del Popolo della Famglia delle Marche.
<< in questo periodo di grande blocco economico in cui gli aiuti del Governo non bastano per molti nemmeno a pagare le bollette, i comuni si trovano in prima linea nel cercare di sopperire alle necessità dei cittadini. Voglio lanciare una proposta fattibile, di buon impatto economico e soprattutto facilmente realizzabile>>. Questo ha dichiarato Fabio Sebastianelli, Coordinatore regionale del Popolo della Famiglia, mettendo in campo una soluzione per permettere ai Comuni di avere più soldi da poter utilizzare per il sostegno ai cittadini.
<< Questa idea -continua- non nasce solo dal Popolo della Famiglia, ma è condivisa con Fabio Amici, Presidente del Comitato di partecipazione Area Vasta 2 ASUR Marche e Carlo Cardarelli di ACU Marche ( Associazione Consumatori e Utenti Marche).
In sostanza la cosa è semplice - spiega Sebastianelli - : ogni anno vengono incassate dagli Enti Territoriali e dallo Stato, moltissime centinaia di migliaia di euro derivanti dalle multe per le violazioni stradali.
Gli articoli 208 e 142 del D. Lgs. 285/1992 ( codice della strada) però, stabiliscono a chi debbano andare quegli introiti e soprattutto ne vincolano l'utilizzo in percentuali prestabilite, esclusivamente per ciò che ruota attorno alla sicurezza stradale. Detta così potrebbe sembrare che non ci sia via di uscita, ma è proprio su questo che può e deve intervenire il Governo >>.
<< Se Il Presidente Conte per tutelare la salute degli italiani e contenere il virus, ha potuto con un DPCM limitare una libertà garantita dalla Costituzione, quale è la libertà di circolazione dei cittadini – conclude Sebastianelli - a maggior ragione non credo avrà problemi a derogare temporaneamente, con un altro DPCM, il vincolo di utilizzo dei proventi delle multe per le violazioni stradali, permettendo così ai Comuni di attingervi per sostenere economicamente i cittadini più deboli. Non solo, visto che è probabile che le somme siano ingenti, parte delle stesse potrebbe essere utilizzata anche per acquistare attrezzature e DPI per il nostro personale sanitario e le Forze dell'ordine.
Alla luce di quanto appena scritto, e del fatto che in questo preciso momento a rigor di logica non credo siano, ne debbano essere, le strade la priorità dei Comuni, il Popolo della Famiglia Marche, per il bene dei cittadini, invita il Governatore Ceriscioli, i Sindaci di tutti i Comuni marchigiani e l'ANCI, a premere presso il Governo perchè emetta in tempi rapidissimi il decreto che sblocchi questo tesoretto>>.
"L’amministrazione comunale, fin da subito si è messa a lavoro per far fronte alle necessità dei cittadini e delle imprese e per cercare di reperire le risorse necessarie, oltre a quelle messe a disposizione dal Governo, per affrontare questa drammatica situazione economica, finanziaria, sanitaria e sociale - spiega l'Assessore al Bilancio del Comune di Civitanova Roberta Belletti -. Nell’immediato la Giunta Ciarapica, prontamente, ha attuato la sospensione dei pagamenti dei tributi in scadenza nei mesi di marzo e aprile per dare un po' di respiro alle famiglie ed alle imprese in difficoltà, mentre stava già lavorando a delle politiche di bilancio più incisive"
"Dovendo comunque approvare il bilancio che costituisce la base per i successivi adempimenti di spesa - sottolinea- il Sindaco ha deciso di proporre da subito un emendamento al bilancio di previsione, che era stato predisposto prima dell’emergenza prevedendo l’annullamento di gran parte delle spese relative all’intrattenimento e alle manifestazioni, per costituire un fondo attualmente di Euro 1.100.000 circa, tenuto conto delle risorse economiche stanziate per i buoni spesa, destinato agli aiuti per le famiglie ed agli aiuti per le imprese - e aggiunge -. Nonché la sospensione dell’imposta di soggiorno, per dare un primo sostegno al settore del turismo anch’esso duramente colpito, per tutto l’anno corrente.
Concludendo: "Una volta approvato il bilancio, che era stato predisposto prima della crisi, con l’emendamento di cui sopra, l’amministrazione è impegnata a una revisione completa di tutto lo strumento finanziario annuale e pluriennale in aderenza all’evolversi della situazione ed all’emergere delle problematiche economiche e sociali della crisi"
"Abbiamo continuato a seguire le vicende di Ussita, ancor di più nel momento della diffusione a livello nazionale del Covid-19, viste le continue segnalazioni di allarme pervenuteci da alcuni abitanti". Così gli ex consiglieri del gruppo di minoranza del comune di Ussita - Giovanni Marronaro, Guido Rossi, Giulio Angelo Bischi - esordiscono nella lettera inviata al presidente della Regione Marche, al Prefetto di Macerata, al responsabile della Protezione Civile, al Commissario Prefettizio Giuseppe Fraticelli.
Gli ex consiglieri segnalano di aver avuto conferma delle "paure già segnalateci, relative alla situazione inerente il Covid – 19, che vede coinvolti alcuni residenti ussitani" a seguito dell'aggiornamento dello scorso 30 aprile in cui si segnalava la presenza di tre soggetti positivi al tampone (2 a Ussita) e 8 persone in isolamento domiciliare fiduciario (7 a Ussita).
"La popolazione di Ussita si chiede come mai il previsto C.O.C. (Centro Operativo Comunale) - scrivono gli ex consiglieri -, sia stato istituito solo in data 1 aprile con Ordinanza n. 4 , quando invece, doveva essere obbligatoriamente istituito alla data dei primi contagi, che risulterebbero essere avvenuti oltre 10 giorni orsono".
"Considerato il lasso temporale trascorso dai primi contagi, all’emanazione della citata ordinanza - proseguono Marronaro, Rossi e Bischi -, i residenti si chiedono, se sono state emesse anche le relative ordinanze sanitarie per l’isolamento contumaciale dei medesimi, con la relativa indagine sanitaria di individuazione di tutti coloro che li hanno frequentati, che, eventualmente, dovrebbero trovarsi in quarantena".
Facendosi portavoce dei residenti, gli ex consiglieri di Ussita chiedono si conosca:
- Quando verranno consegnati i presidi sanitari a tutti i residenti (idonee mascherine e guanti);
- Quando verrà predisposto il servizio di lavaggio e sanificazione delle vie ed aree pubbliche, in particolare le zone SAE dove si concentra la gran parte della popolazione;
- Quando verrà attivato idoneo servizio di recapito a domicilio di medicinali ed alimenti , in considerazione dell’alta percentuale di residenti over 70, al fine di incentivare l’isolamento sociale;
- Come intende affrontare e risolvere l’annoso problema della mancanza di un medico di base ad Ussita, servizio attualmente inesistente, che invece in questo momento di emergenze dovrebbe essere incrementato con una presenza giornaliera;
- Se intende attivare ad Ussita, ovvero convenzionarsi, per un servizio di ascolto ed assistenza psicologica per i cittadini;
- Se intende attivare un servizio di trasporto , anche con il pulmino-scuolabus del Comune di Ussita, per accompagnare con le dovute cautele sanitarie, coloro che hanno necessità di recarsi in farmacia e presso gli istituti di credito di Visso ;
- Quando riterrà di adottare il provvedimento riguardante la spesa solidale per le fasce più deboli, ai sensi dell’Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n. 658 del 30.03.2020.
“Il sindaco di Recanati si faccia reale portavoce di tutti i recanatesi chiedendo formalmente alla Regione di riaprire l’ospedale cittadino riattivandone tutti i reparti. Si prenda finalmente atto che, sia in condizioni estreme come la terribile pandemia che stiamo vivendo, sia nel futuro socialmente incerto che ad esse consegue, il ruolo degli ospedali territoriali è fondamentale”.
A formulare l’invito ad agire per il ripristino dell’Ospedale Santa Lucia, a lungo presidio di qualità della sanità marchigiana e maceratese, Simone Merlini, responsabile provinciale della Lega e il coordinatore cittadino della città leopardiana Benito Mariani.
“Disporre di un pronto soccorso e di reparti in grado di fornire, in sicurezza, la prima, fondamentale assistenza, sarebbe stato decisivo per fronteggiare il contagio che in città ha colpito pesantemente anche la RSA – aggiungono Merlini e Mariani – È sempre più evidente dagli interventi degli epidemiologi anche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che la convivenza con Covid-19 e le sue tragiche conseguenze non sarà breve. È una circostanza che deve indurre la politica a riflettere sulla necessità di rivedere le proprie priorità programmatiche in campo sanitario. I consiglieri regionali della Lega hanno giù richiesto di riaprire e potenziare presidi come quello di Recanati che per logistica, caratteristiche e storia clinica potrebbe essere di importante supporto a tutta la filiera medica”.
Merlini e Mariani si augurano che il sindaco risponda all’appello attivandosi, come hanno fatto i consiglieri regionali della Lega, perché possano essere date garanzie ai cittadini la cui salute appare sempre più subordinata alla risposta al Covid-19 dell’attuale assetto sanitario della provincia e della regione.
“La Regione che ha chiuso ospedali che oggi sarebbero stati provvidenziali come il Santa Lucia di Recanati, sta facendo poco o nulla per garantire la continuità e la sicurezza delle cure fondamentali, in particolare quelle oncologiche. Anziché ad una nuova programmazione si affida al senso di responsabilità di medici e personale che agiscono anche a rischio della propria vita per la mancanza di adeguati presidi di protezione. Servono percorsi puliti per la cura delle patologie più comuni che, non solo non stanno regredendo per magia, ma rischiano di attivare un ulteriore allarme sanitario. Le istanze dei recanatesi e di quanti chiedono di non abbassare la guardia sulla gestione ordinaria delle patologie devono essere al più presto accolte”.
Sospesi i pagamenti dei tributi a Camerino per il periodo dell’emergenza, fino al 30 luglio 2020. La Giunta comunale, che si è riunita in forma telematica, ha ritenuto prioritario deliberare i primi provvedimenti a sostegno delle famiglie, per far fronte al periodo di difficoltà causato dall’emergenza Covid19. In particolare sono stati sospesi i pagamenti della Tari, della Tosap, dell’imposta pubblicitaria, dei canoni di locazione degli immobili comunali ad uso abitativo e non, del trasporto scolastico e della retta dell’asilo nido. Nel caso si dovesse prolungare lo stato di emergenza anche la sospensione sarà ulteriormente prorogata. “Si tratta di misure che abbiamo reputato necessarie e prioritarie – ha detto il sindaco di Camerino Sandro Sborgia – Un piccolo aiuto e contributo per andare in contro alle esigenze della cittadinanza e affrontare questo momento di difficoltà che tutti stiamo vivendo”. Il Comune ha anche predisposto un apposito conto corrente per chiunque voglia effettuare una donazione che andrà ad incrementare il fondo per l’acquisto dei beni di prima necessità per le famiglie e i cittadini in difficoltà al seguente codice Iban: IT 56R 03111 68830 000000004026.
Sempre sul sito comunale sono online i moduli per la richiesta del bonus spesa che dovranno essere inoltrate entro e non oltre mercoledì 8 aprile. Nella prima giornata sono già pervenute 41 richieste.
A causa del perdurare dell’emergenza Covid19 è stata, inoltre, prorogata la chiusura dell’isola ecologica, Centro di raccolta comunale, in località Scalette, fino a nuove disposizioni, così come resta sospeso il mercato settimanale del sabato mattina.
Giovedì 2 aprile si è riunito via skype il direttivo del Partito Democratico di Macerata, allargato agli invitati permanenti tra cui Narciso Ricotta, Angelo Sciapichetti e Irene Manzi. Lo scopo è stato quello di rimettersi al lavoro dopo l’interruzione forzata dovuta all’emergenza da Coronavirus e anche quello di dimostrare che la politica del Partito Democratico non è stata bloccata dal Covid-19.
A conferma di questi scopi si è deciso di rendere permanente una riunione settimanale del Direttivo del Partito Democratico inviando i contenuti delle stesse agli iscritti e per quanto possibile agli elettori delle primarie svolte a febbraio, che sono state un appuntamento democratico di primaria importanza per la città.
La riunione, aperta dal Segretario del circolo, Stefano Di Pietro, è iniziata con un sentito ringraziamento del Direttivo del PD a tutti gli operatori sanitari, alle forze dell’ordine, ai volontari e a tutti coloro che stanno prestando la loro opera per sconfiggere il virus.
E in questo senso il Direttivo del PD ha deciso di fare una sottoscrizione per la Protezione Civile e di aprirne una tra i suoi iscritti. Un apprezzamento è stato rivolto anche ai cittadini maceratesi, che stanno rispondendo con grande senso civico all’appello di “stare a casa” e al lavoro continuo e positivo svolto dal Sindaco Romano Carancini nella lotta al Coronavirus e ai suoi aspetti più pesanti per la popolazione maceratese.
Entrati nel viso delle cose da fare, l’assessore Narciso Ricotta, candidato Sindaco per il centro sinistra alle prossime elezioni comunali, ha comunicato che ha già convocato una riunione, sempre via skype, dei componenti del tavolo di centro sinistra per il prossimo lunedì 6 aprile e ha dato un’informazione sulle attività intraprese dall’amministrazione comunale per l’emergenza derivata dal coronavirus.
I membri del Direttivo hanno manifestato l’intenzione di sollecitare, nei prossimi giorni, l’Amministrazione per un piano di interventi economici a favore delle famiglie e delle persone in difficoltà, una presenza sulla questione delle mascherine sia per un’adeguata distribuzione che per calmierarne il costo; inoltre, lo stesso faranno per favorire una riunione con l’ERSU, l’Università e rappresentanti degli studenti per la questione degli affitti delle abitazioni da parte di universitari e una discussione approfondita sull’isola pedonale e sul come attenersi nella fase particolarmente delicata della ripresa delle attività.
Di seguito si è sviluppata una discussione molto interessante tra tutti i componenti del Direttivo, durante la quale si è preso l’impegno di costituire dei gruppi di lavoro.
Uno per rivedere e stendere il programma elettorale del partito, che dovrà dedicare una parte importante alla ripresa economica dopo il Coronavirus e un altro per fare il punto sulla lista del Partito Democratico e delle liste civiche più vicine allo stesso partito per le prossime elezioni amministrative.
Alla fine della riunione si è collegato anche l’Assessore regionale Angelo Sciapichetti, che ha dato un’informativa sugli ultimi dati del coronavirus ed ha ben chiarito l’impegno regionale per la realizzazione urgente dell’ospedale per la terapia intensiva a Civitanova, che risulterà indispensabile per alleggerire la pressione sugli Ospedali regionali ormai vicini al collasso.
La riunione si è conclusa con il richiamo di molti partecipanti alla necessità di valorizzare a Macerata l’impegno di chi si è sempre adoperato, come il PD, per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini e per lo sforzo di unire tutti i cittadini con forte senso della comunità, in alternativa all’avventurismo di chi è stato solo capace di dire dei “no”, favorendo rotture e divisioni all’interno della società civile maceratese.
"Non interverremo ancora su questa vicenda". Così il gruppo di minoranza "Il Futuro per Caldarola" replica alle accuse di speculazione rivolte dalla Giunta Comunale a seguito della richiesta di dimissioni dell'ex vice-sindaco Giovanni Ciarlantini anche da consigliere comunale (leggi qui).
"Siamo venuti a conoscenza dei fatti contemporaneamente ai nostri concittadini, tuttavia, il nostro ruolo istituzionale di minoranza ci ha naturalmente portati ad un’attenta analisi dei fatti, di quanto successo - chiariscono i consiglieri di opposizione -. Che la situazione potesse avere una elevato eco, fino alla ribalta nazionale, non è certo dovuto ad un nostro accanimento, ma è stata sicuramente una conseguenza del video del sindaco Luca Giuseppetti, arrivato fino alle testate nazionali".
"Coerentemente con quanto annunciato, presenteremo la mozione di sfiducia anche come consigliere, senza fare superflue polemiche, ma avendo seguito un ragionamento logico. Decisione che sarebbe stata presa sicuramente anche a parti inverse - sottolineano dalla minoranza -, perché chiunque abbia un minimo di conoscenza della vita amministrativa sa che era il minimo che si potesse fare. Rimanendo come consigliere, a Ciarlantini potrebbe essere concesso di svolgere le sue precedenti mansioni, nonostante la rimozione pubblica, anche senza effettivi poteri decisionali ma sotto la responsabilità dei detentori ufficiali delle deleghe, creando così un cortocircuito amministrativo.
"Vedere scritto da parte della maggioranza che non c’è stata collaborazione è stata veramente una grossa sorpresa" commentano ancora i membri dell'opposizione. Una sorpresa esplicata attraverso la sottolineatura dei numerosi punti inseriti all'interno del proprio programma elettorale poi realizzati dalla maggioranza: "Ciò che non è stato ancora attuato del nostro programma - dicono - è studiare un piano B, una via alternativa alla perimetrazione perché considerando i ritardi di tutto l’apparato si rischia di affogare aspettando la bassa marea".
Da maceratese, figlio di medico anestesista ho cercato di fare qualcosa per rendere un po’ più sicuro il lavoro dei medici di base, per quello che è possibile da singolo cittadino, donando protezioni individuali come visiere e camici di cui sono carenti. Stanno rischiando di essere il soldato Ryan nella lotta alla pandemia: esposti in massa alla potenza di fuoco del Covid-19 senza nemmeno la parvenza di adeguati giubotti anti-proiettili”.
L’onorevole Tullio Patassini lo ha detto stamattina al presidente dell’Ordine dei Medici di Macerata Romano Mari consegnando, insieme a Simone Merlini, responsabile provinciale della Lega di Macerata, la loro donazione personale di kit composti da camici e visiere per ciascuno degli oltre 250 medici di base che svolgono la professione in tutta la provincia.
“I medici di base saranno ancor di più in prima linea via via che si ritornerà alla vita normale allentando le maglie del distanziamento sociale imposto per la pandemia – ha aggiunto Patassini – I “medici di famiglia” per i cittadini, specie gli anziani o i malati oncologici di cui troppo poco si parla in questi giorni, incarnano un ruolo fondamentale ancor più necessario da qui in avanti: quello della figura dispensatrice di cure e attenzioni nel momento non solo di maggior difficoltà della vita, ma in cui l’accesso ai servizi ospedalieri diventa problematico quando non da evitare per timore di contagio”.
"Ancora un errore della Protezione Civile nell'invio delle mascherine per i medici impegnati in prima linea nell'emergenza sanitaria per fermare il contagio da Coronavirus. Dopo le mascherine non idonee inviate agli ospedali della Lombardia, che provocarono più di un'irritazione da parte dei vertici delle istituzioni regionali, ecco un nuovo caso. - dichiara in una nota il Vice Presidente del Consiglio Regionale Piero Celani - Due giorni fa abbiamo appreso dal Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri che le mascherine inviate, sempre dalla Protezione Civile, agli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri dei Capoluoghi di Regione non erano Dispositivi di Protezione Individuale idonei per l'uso sanitario.
Certo è paradossale: le mascherine ormai sono un miraggio anche per i medici e se arrivano non sono idonee!! Siamo all'inverosimile!!
E ancora!! E' mai possibile che aziende locali che hanno deciso di riconvertirsi, per dare una mano al nostro Sistema Sanitario producendo mascherine e camici, si sono dovuti far certificare da altre Regioni??"
Conclude:"La nostra Regione, in un mese, non è riuscita nemmeno a mettere in piedi un sistema per la certificazione dei DPI, nonostante la presenza di una qualificata struttura universitaria, quale la Politecnica!! E poi ci dicono che noi siamo un modello"